Sei sulla pagina 1di 25

)

\
\
\
\
\

\.
\
,
J
I


----

I
I
il
I

X.
TAVOLA
j
),
I
' ' ~ '\
'~\ ); ~ , ·\
\~,t .

,
.. ··- ·~. .
.

-~~ "
\

\
I

.,,,,
/i

TAVOLA X l.

1
I

I
i
j

I
I
I

TAVOLA XII .

l

j
i
--!

r
~
i

·~\~\
.
..

çl\ \

TAVOLA X.111 .
I

!,
l

\
(.

I
I


I'

r,
I rt

,
'
~

?ìtc1-~---
·/J\\1\ " I /
' ~~1...,.
-~~i '
.• I

I -

.
l

TAVOLA XIV.

1
I

l
t

t
I

l
l
r D e 11 o s t i I·e .
Dotzauer, con quella maestria che gli era· famigliare e con quella dottrina che lo rese tanto benemerito
dell'arte, consacra un apposito articolo a tratta.re diffusamente del Gusto, riferendosi spesso a citazioni 'di
G. G. Rousseau, in ispecial modo pei rapporti che collegano quest'importante argomento alle considerazioni
generali d' estetica. A mio avviso però quell'illustre maestro non ha baatevolmente insistito sulla speciale
missione del Violoncello fra gli altri istrumenti, per cui non parroi che l'allievo aia per coal dire abbasta~za
forzato a fissare la propria attenzione sopra quel soggetto della cui importanza iu vorrei massimamente infon-
dere la convinzione nello studioso; intendo dire dello 1tile del Violoncello. Esso è (.non parlando dell'intona-
zione, dote essenzialissima e comune a tutti gli strumenti d'arco), principalmente grandioso e severo, per cui,
l'abuso di flautati, di" note picchettate, martellate e di abbellim,nti eccessivi, è un falsare l'indole dell'istru-
mento ed è proprio dei suonatori di cattivo gusto.
Il canto largo, appassionato, vibrante e l' intonazione perfetta sono dunque i principali reQuiaiti di un
buon Violoncellista. Non intendo con ciò proscrivere ogni difficoltà od abbellimento di cui il Violoncello sia·
suscettibile, intendo soltanto dl mettere l'allievo in guardia contro quegli stili che tendono a svisare la fiso-
~omia caratteristic a del Violoncello.
Il grande Paganini ha pur troppo comunicato alla scuola d'arco i.difetti del sno genio, ed anche il
Violoncel~o ne ha di conseguenza sofferto. Ciò oso dichiarare po1chè non posso temerE> la taccia di irriverenza
verso quel m~raviglioso artista, ai quale tutti i cultori della musica devono la più calda ammirazione, e
d' altronde, l'esempio di un vero genio che travolga lo. scuola per una via meno retta, nou è nuovo .nella
storia dell'arte. Anche il sommo Michelangelo fu padre al barocco.
Artisti cospicui si sono messi per la via aperta do. Paganini. Servais nel Belgio, esecutore di un merito
eccezionale, ha fatto numerosi proseliti dell'imitazione Paganinesca; m~ se a tali suonatori aono famiglie.ria•
sime le doppie corde, le picchettate e qualunque sorta di fioriture ed abbellimenti che si poasono trarre dal
Violoncello, il loro suono è però meschino ed il loro canto poco grandioso. Lascio JJOi di parlare della scuola
francese di Duport, la quale, se perl'epoca non può dirsi derivata dalla scuola Paganinesca, ne partecipa
però i difetti, come quella che tende a .snatura.re <a,mpletamente l'indole del Violoncello, talchè si può dire
l'antitesi della vera e buona. scuola i~liana., e non solo raccomando all'allievo di non mettersi per quella via,
ma lo sconsiglio francamente dal passarne il metodo. Consiglio pertanto l'allievo ad attenerai piuttosto o.i
precetti della cele~re scuola italiana fondata da Viotti, la quale se fu soltanto scuola _di Violino, fu però inror-
mata a' principi tanto aggiustati, e lasciò tali salutari precetti, da poter dare anche al Violoncellista il più
retto e sicuro indirizzo. Questa scuola, esulata dal nostro paese, la troviamo ancora in Francia e nel Belgio,'
ove però ha alquanto perduto della sua fisonomia originaria per essersi modificata · secondo i particolari
caratteri delle nazionalità fra le quali ha cultori. Il Violoncellista italiano non de"fe adottare se non quello
stile che, oltre all'essere il più consono all'indole del suo strumento, è anche, per cosl dire, il più nazio11-ale
per e888re nato e vissuto gran tempo in onore fra noi. La mia lunga pratioa ed i confronti che ebbl campo
d'istituire nella mia carriera mi confermarono sempre in tale mio opinare.
Parlando di individualità artistiche non trovo mai abbaatanu. commendevole l'esecuzione di Alfredo
Piatti che è, a mio avviso, il più va.lente tra i quartettisti d~ me ·ud\ti. Nell' eaecuzione del Quartetto in Fa
dt Beethoven (op. 18, N. 1) potei confrontare Piatti, Servais ed altro gtan Violoncellista francese, ma il primo
risultò senza confronto superiore agli altri per la sapiente parsimonia. dello etile, per la sonorità delle note
e pel ,gusto del fraseggiare. Questa superiorità di esecuzione, oltN,chè al merito speciale dell'artista devesi in
gran parte alla superiorità della scuola <:be si mantien~ più fedele alle proprie tradizioni ed a.Ila missione
dell'istrumento. E parlando in secondo luogo di 1cuolt1 posso francamente auerire che fra tutte le scuole di
Europa, la napolitana è la migliore, come quella. che non solo diede molte grandj individualità, ma che rag-
giunge un'abilità superiore anche nella media della massa degli scolari. La scuola di Napoli offre una schiera
di buoni concertisti e gran numero di eccellenti professori d'orchestro.
E frattanto sento m.io debito di rammentare comé ciò si debba in gran parte al mio rimpianto maestro
Gaetano Clandelli, i cui preziosi insegnamenti è mio proposito di trasmettere ai giovani nel presente M,todo,
oorredati, come già _dissi, d'ogni risultato della mia esperienza e ·de' miei studi.
3G
Non mi dissimulo quanto si& o.rduo il compito~ SpeT'o però che affidando 1•a1Uevo o.Ila guit.la e ai sug-
gerimenti di Dotzo.uer e degli altri gmndi maestri, e inizio.ndolo o; poco a po.co allo. gro.doale esccuz10ne
della buona musica, che mo.no mano vo' consigliandogli in ciaséuno.· di queste tre parti, non ssrà o.ir&tto VAna
l'opera mia alla quo.le per ultimo mi riprometto il più potente aiuto do.Il' intelligenza e dal bupn volere t.lello
studioso.

Studio dello stile in questa parte.


Quando l' allievo avrà le mille volte studiato tutti gli Esercizi di questa parte, dovrà cominciare ad
iniziarsi a.Ho stile. Il mio ma.estro Gaetano Ciandelli, che a Napoli ottenne tanti risultati felicissimi coll'o.lle-
vare una numerosa. schiera di ".&lenti Violoncellisti, aveva adottato la norma di unir sempre dei Pezzi agli
Esercizi di Dotzauer, e ·la. saggezza di tale norma venne sempre confermata dall'esito; infatti, se gli Esercizi
a
servono rar conoscere la. po.rte meccanica. dello strumento, i Pezzi, qualora siano ben scelti ed opportu-
no.mente proposti allo scolaro, apprendono al Violoncellista. come debba presentarsi al pubblico in maniero.
do. conciliarsene la benevoleMa e l'interesse fino dalle prime arcate.
Importa. per conseguenza·di suggerire mano mano all'allievo dei Pezzi di graduale difficoltà e propor-
1.ionati alla. valentia acquistata colle smgt,le serie di Esercizi, m maniero. che servano quo.si di Bpplicazione
e di complemento ai precedenti .Studi. A ·tale scopo ho rivolto ogni mia curo. alla. scelta dei Pezzi ohe pro-
pongo in ciascheduna di queste tre parti e che raccomando insistentemerte all'allievo, pregandolo nel tempo
stesso che voglia strettamente attenersi a quanto vado prescrivendogli sullo studio dello stile. I Pezzi tutti
si possono ascrivere a due ben distinte categorie, la musica clas1ica o classificata e la musica di genere.
Senza men9mamente dividere l'ideo. di quegli aridi conoscitori di musrca che parlan:> con· disprezzo
della musica di genere, non credo però di consigliarht. in questo Metodo, poiohè essa rappresenta l'individua-
lità di un Violoncellista, non già la scuola, ed offre un gran numero di Pezzi la cui accettabilità,~ in ca.usa ·
delle loro svariatissime forme, e sempre discutibile. Qualora l'allievo si trovi in completa padronanza del
. presente Metodo e della musica ivi raccomandata, potrà scegliersi anche quel repertorio di musica di genere
~ -- ì (
che meglio si conviene ed alla -Sua indole di artista ed alle sue particolari abitudini di esecutore; prima non
gli conviene trattare se non la musica classica o elaisiflcata.
· Ma ·anche a questo proposito devo caldamente pregate i giovani Violoncellisti a non essere troppo
inclini o. certa cattiva musica per Violoncello o.Ila quale oggigiorno ai dà impropriamente la. qualifica. di classleà.
Le innovazioni _ che da quarant'arni i rabbricatori hanno introdotto nel Pianoforte, hanno moltiplicato le
risorse di questo istrumento e di Mnseguenza hanno aumentato le difficoltà più meccaniche che artistiche
colle quali cavare effetti inusitati dal Pianororte; questa tendenza. ha. invaso a poco a poco il campo di tutta
lt la musica istrumentalc, inducendo i giovani compositori ad allontanarsi dii.I semplice ma immenso magistero
di Haydn, di Mozart, e specialmente di Beethoven, non offrendoci, dal lato della composizioue, che astruserie,

1H e do.I lato del meccanismo pallide parodie dei Pezzi non mai abbastanza loda.ti di Romberg a di Dotza.uer.
Ura ecco quali Pezzi raccomando :ialdamente all'allievo p81' lo studio dello sti'- in que'sta partd.
Tutti i Quartetti di Ho.ydn, e in ciò confido nell'o.ppogg10 dei Professori di Violino; i quali, fuor di dubbio,

~
sentiranno come _me l'importanza di tale esercizio anche pei Violinisti. ·
La deliziosissima Sonata IV m Sol min., Op. 2 di B.. Marcello, con accompagnamento d; Pianoforte,
egregiamente accomodata da Alfredo Piatti.
La Romanesca. de\ XVI secolo che espressamente per questo Metodo ,trascrissi.
Tre Sonate facili e progressive per Vio!oncello, con accompagnamento d'un altrò Vi(?foncello, Op. 43,
di Romberg.

I Duetti per due Violoncelli di Giuseppe Fenzi.


Duetti per- due Violoncelli di G. B. Viotti.
Raccomando m generale che si suonino molti Duetti, poichè la emulazione che si spiega. in questi Pezzi,
fra l'allievo ed il ma.estro, riesce molto salutare.
Trovo superfluo di 0recennare che non tutta la musica da me consigliata entra a far- parte della pre-
sente pubblicazione; ciò sarebbe un rendere questo Meto•'lo più difficilmente accessibile, e null'altro. Del resto
la musica da. me indicata dovrebbe essere rei;eribile presso i Conservatori di Napoli, Milano, Palermo, presso
il Liceo di . Dologna, il R. Istituto di Firenze ecc., ecc., anzi non trovo inopportuno di qui domandare il
J I

1111111111;
~
percbè mentre 'i nostri Istituti musicali forniscono agli allievi gli' strumenti, non concedono loro anche la
musica T Nori so . se agli amministratori od a chi debba ·esser di preferenza dirétta l'interpellanza; intanto
fe.ccio voto perchè si pensi da noi anche a codesta necessaria misura. Ad ogni modo, quasi tutta. la. musica.
da ~e raccomanda~ nel presente M~todo t~o~asi presso la Ce.sa; Ricordi, la
se ne completi l'edizione, colla stampa di quella poca che per avventura mancasse.
quale sta pur procedendo a che
·
Finiti gli Studi di questa parte, l'allievo dovrà prender parte ai Concerti sinfonici, coll'avvertenza. che
suonando in Orchestra l'arco deve essere più ~so di quando eseguisce un a 1olo.
Come consiglio ·di massima rammento all'allievo che, onde acquistare uno stile grandioso e vario, è
d'uopo esagera.re in lentezza i movimenti di tutta la musica indicata in questa parte; la potenza. del suono
· si tra& specialmente dall'attento studio del largo;
· Una '1>ratica eccellente pel portamento sal'à che l'allievo si metta di fronte ad uno specchio eseguen·do
Scale, Studi ed anche qualche Pezzo a memòria.
Infine raccomando che l'allievo non trascuri ogni occ~ione gli si presenti di udire _qualunque bravo .
.suonatore, _e specialmente qualunque grande can\a.Iiie; ciò, per la considerazione di cui _accennero pii.i innanzi,
correre cioè una grande somiglianza fra l'arte del canto italiano e quella del Violoncellista.

I►

!11!)030
J . " ·' -

1
/'
llil I

38 ..a.e .ISEBCIZI D'UIU. . DIPPICOLTÀ PBOGB.HIVA. DI


· G.G. P. DOTBA1l••
Scala di Do maggiore senza oltrepassare la prima po11iz.ione.
. ' t • t ' -
t f .O /,-eD-e-/, O
0
f t J

OB.4VE l1l,l:):l~~l!l•~lg\li\
?i, ~~~ 0
0
0 0
l1l I
lhl I I I I I l l"l l l!ltil!lt.l:l:)~~;0
1 0

Tutti questi Esercizi debl,>ono,specialmente in principio,studiarsi molto più lenti del tempo
indicato. Dopo due o tre Esercizi, il maestro farà ritornare indietro l'allievo a studiare da capo,sin.
j chè questi sarà sicuro nell'intonazione e nel suono.
J .4ND.4Nf'E
'
I N~ 1. ? o .. 1 -u- 1
4 J I J J J J 1- r· r r r r r r r r_r
I I 1

? J uJ J 1 1 1J J r w J r.r I ff" r I r r r r I r r r r I r J J J I
-&
0

I' . ""' ~ -

,I ? J .LJ I Jr r•r I r r r I r•r r r I J J J J I r r•r r I r t r I r r•r r I

" rJJ rI r•r r rIr ft t Ir rr•r I r•r r rIr rJ JIJJ J JI J J,JJ 1


" ..,. 1 .. 11J r I Jr 111' I' 1,.-r 1rtr~r 1rrrf 1rtr r 1
,, rrH1rrrr1unr1rrrnHJF lrMrlM:pl 1
I lJ O

I .f I
I ) " J J 1,JJ rr Ir J.J J 1.. 1J,J I r rr eIr rr r 1,J rH 1•r erf 1
i /I
]1 I

,, rt r~e1rr r~r 1rtrr 1rrrr 1rcr J11JJ JJl-1 J IJrHl


, rrrt Irt r r 1·r rt r I r r r r I r r r rI rrr r I r r rr I err r@
=
,: rr r rI rr J,J I J r I rrrt I J rrt I J rr r Ir r I r J JJ I ft1
I

\ '
' . ~

i / hop,letÌ,, 9.RICOBDI,. C. Etllto,-1-lll••i,•lorf. MIUNO .


Tatti I •1ruu ..Ila prH•_• t• eU ■leae .... rlHnaU.
; { 1190lt

I I
~
39
Scala di La minore senza oltrepa.s11are la prima posizione.
· 1 1 .n.llt · ·
~ ~ o 0O , .fm• ~
~=u2;1:,1t1e1°1• 1~ 1°1 I 1'1 I l 190r 1°l 8 lùl!t~l:l:)sl1leLltl~l-:l&I ,
L f O o-9-
0 0
<HIAYI:
. ~"ty:e:-u-~# ·••i• .
, •• 1z,
•••
Quando QUestoEsercizio si suona lentamtlnte .dev~ tirarsi e spingersi tutto l'arco. Quando si pofrà
· far presto, si ·suonerà µel mezzo dell'arco, poco arco e staccato moltissi~o.
ALLEGRO

N~ \I. ,, R ftH tt Irrr w IED et r1rU w 1w, err 1


.,.,~ er tD ,w Co ,c:u ID ,;n c..enr cr !JJ 1,.□1 aJ 1

,, Hr m f'•a.I 1rEr•!JJ tF•tcf Hnw mrFcltl 1

,,,c.rJ!c.d ,aa cr1 ,ew w cnu r1•aJtrJ it!EJ Hr 1c 1

~
.
eu w mw~ar 1aPttt ur r cu 1w tu 1a1 aa 1
,.. .:f:. ~ ~

.,, Bi ~uJ I1w tu lit.Ef bea ,,ca cd Ptwtd It!U Eu I


"}:u!ttt.r ,•r rrcrubwc er ,w w 1w rPr mr rrbr r1
'J' r r rw 1w m ,~w r u ef rr r r 1w w 110ijm 1
. e . b ~ ~
1

"gg cbEt IC [r w 'ID tfr ~mp J IM JJ JJ o~n EU I


°l' tJ} CC; ,-r tr fU ,m 8 JIJJO ffi IJW SJ 1fl1 aJ I
,, ro EU ,me Fr lr f rrrr IID ID 'IB m ,mr fr I
? CCr C f r ICE rW ltEf ffi 1J1J (tj ltiP[fJ l@(fj I
:2'@,eww 'arEtr W'W 1Ef!1W1.frfr l[rtfr IJ. I 1011(1~11
40
Scala di Sol maggiore senza oltrepassart' laI prilna nosizion e.
Il .,... r I O
4 0 o~-- eo '/i
2 I, I.I, l,ti.ti l
I I' I I 1°1°1 1❖ 1:1Al!k\l:d:,leue
Lir

GRAVE ij=J I!: l,\1:1:.p:1°1°1°1°1 ue

flessibilità nell' Mam.


Il cambiamento di corda deve farsi col sol polso, e si raccoma nda molta

Ii
braccio e nd braccio. Il corpo deve essere immobile.
~ ~

tfu rEe 1Eft)t ro IFf u cr E! Iautrrn


- - -- . - -- - -
ALLE GRO-

N?a. , ,...

I 'J,, h-u ffù IcSfeITfn i JTJJaii 1rffi r r r ft,


j ,,. tfrrtffr I LJ,u rfi) 1,Jl JJ cfà 1rj ere ID1
Ij ?I .@ f [ ef?r I·ffe1® I JJJ JD ,aIafi rr~
E u,
~ ~
;,• r r r r r r r r rr er_ rr e mr r rìr He r efù
f
I I I 1

,,. rffi r r rf:r I r1rr 001 Jt:iTCEr ,arr fìb 1


~n @;; [Ù Itfrir flò I @ EFfù I[ rii7iù I
C

~=• -r11ffff r I cJifèrr.1ill r Q 1@i r rlr 1


,,. 6 u t eu I rfù fiù I rfu te u Irn ) fiTo
,,, re cr tiù I rllrtW I FrTTTTèr 1ffir ct ù 1
, I

~=• a Lr t.iù ,(p or iù I (fù Dn ìiJJ)J r I


--- ~ ~
. ,, fl h u Ci LC[ un al I cfu t Etr IÙ e r ® '
~ ------- . . .

,,, @ r cc ù 1G r.1 rffr 1rj c-


i....t
rf. u I f a
41
Scala di Mi minore senza oltrepassare la prima posizione.

OBAV.11: ?fo • I:; 1: 11. l!fflt.~.t I&I.! I" I° I°


~ -~..
poslale ■ e
•o 1

t 2 ~ -2. 1
o 4
I I° I" I" I41&~:,ffi:; 1:: lt.1: I:; I, I
-
Questo Esenù io si deve suonare prima lentame11te, tirando e spinge
ndo l'arco in tutta la sua lun..
pi.ia e con molto suono. Al tempo indicato da Dotzauer
si suonerà quando l'allievo avrà impara~
fo bene il lnrtamnite.
BLEG BO

N~ ~- . ,=•e. - - . .
• t.LF 1
~ •
i.
. -
· rr;. • tIJ,---. Ér;. .
1 1
. .
~1
. ,-----t · . - .
t r r =et itiJUJ ,re r tU itIJct t 1r. r...
.
~ .

?•
.
rr u 1

. ~ - .....-..... ~ - .. . . . . .;.. . . .
,.. Eif r r rI r IE[J kCJ Ib[ ; rri IElr r CJ Ir EJ J) ~ I
.,,,,,,--.-.... .. . --

=111 t:U l f CI t]..f l fJ I au LU IE 1E! Uj I aj fa ~ I


~ . . ~ . . . . 4 ;. ;.. ~ . . .· ~ ~~

~• rarn, mm, rGm ,m m,ir r r m 1

?il J J J ffJ i!lcJ JijJ1 Ipl ffi ,mm o


. I H
- d I
w w tJJ r u w Im uY r r nw
~

,,, p1 1 I I
I
-

?I J J J fIJ IIC f f @ I J fJ ffi IQLJ h JI 02JP ~ I


~=• .f 3l! ~ QI f31À J~fllA J if# Cf f I E.Q B JI
't:. . ,,--,
,,. cr.J e cr , r re E • . • 1tr1 UJ 1t(Bti.E
lfl80SO
l _. .

'

42

,,, ran o1ttf crJ I tr!tt~u IF [J Etr I m R 3I 1

----
. -
''1 tif . •ltJ .; l1t.f.[t tJ ItLJ PJ IW . •
~ ~ . ..
1

'!}•! d Jf r; It mti ItfJ


~ E. . ,-È . . = .
EJ It rt tD I N JJ JI j_ I
i DELLE POSIZIO.:'\I
StLLA PHl~A CORDA S,ronia po• h .
,o. hlo.. Prima o,la .
,,,.,-----..
a t lH

-~- ~-e- .U.· e-. ---;---


.Q. .!.
.
I 1 .il. 1 _
I

:)
I
1-•
SULLA SECO.NDA CORDA
MnH po.hloae Prima posi& . s,~onda po.I&.

,, ...~ . t Il~:. IP•~' lii~' li!WÀ 11!!fr 111Y:P I


~~• Corda
T, na po•II .

,=• ~
0
4 ~ f 1~ 4 1~
I 1 11• I~" I 11• I~" 1 11~ 11° Io Il oI I oIl~ oI0 lqo Il~" 1* 1oIl
O
10 0
0
0 110 0
4
l~
0
• 1--=----• r.~
0

I i
I I /

J
j

l . Jl,su ,..1&1oae Prima pn•ls.


8~LLA Tt:BZA CORDA

~ 0•11•
ì"'fl.. • pnt.I • •

,, 11
a,
,rtfG. 1.frnl 1.fii:;1, f i I#@ 1&@ hiiiTìH
Ceri•

IOttlSO
43

StLLA qtARTA CORDA

Mena P••hloae Prlaa po•b . · Seto..a poli.

~~ w ~ w ~ w ~ -j-n ~ ~u ~ · ~
4t_a Coria ·
Tn11 poall.

lp)1 :. Il )j! lj:; lii!~D ;.t l ij .fl ~ I:\ i :,1 i I~ lp<([f~ Il


2 2
" ~!. 1®I·:. Il !
Quarta posi ■ •

:>= ~ s 1~! Ii Il i Uij ! ij t1 l q i Eil: Il :


2
lvffi! Il i fil:, 1 1! ffù 11,·rr;r&: I

:1
l~

.
. 1119020
Si guardi l'h,trw:tone del numero quattro.

p Et Ituo- IElf o ltJì oi'tu a 1•ca o 1


ALLEG RO
---- ,,,.... ~

N~ 8 2=~1 E
I . . t 1,,,....2 1 , .

21 ( Eì E! I tJ LJ 1artiNpqu 1UfJ 1Hfr 1[;db I

j
,1 e Wc.r IJJ n I JJF=o 1,tu c.t 1dib I e ae 1 . '

I, . '
J;t-•.t oo mt ~u Uì e 11df u F-tPJ 11-i El cr
~~ ~~ ,,,.... ' ,,,....

.,,1 I I I 1

->=, [.g' @ I Lt,1n I an.r I E WE!t I tJì LJ I Etf LJ I# §§H.t I


1I I t 2 - .
·

"' tJl u I Hì w, eaa 1•d1Er I C:fltf Ieuu I tiJ.m 1


I lt ,-.. '

·~ ·~
'J:1;UU1 6Zorn.iffU1¼ n 1 tìU1-f1!n 1 Utr1 ~ J - -- - l -

® e au I cau ItiEJ 1,t,ju 1itil&1JID ,tu t,.,


Y; Jì GI dì& I~&" & I t.!ì G-1 ~J( EJ I EBEJ I Bì Eri
!J} u- o I fflt r, dJft i r t:rEr I rUtr1 - • la
IOIIOIO
45

'.9'1 • ~t,,)&rt.,1F(C..,1JrlA18Qt, lcJ;QlfJO,


!i; fJì DI U:U.t ,an i;J j1 IJìO IUlU 1JJ O I
I ! 4

'fa! JJj11J[Uih1SI J@U1P,,n1J ~tr1{J.01 J 1


-
f;R.A.YE

l
I

109010

j
/ I • -t.

1
t
,,l1

! N? 8.

i
I
I

I
j ;-
'IIl:
l
1- ~

10,oao