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BEETHOVEIT

E LE SUB I{OVE SII\FOI\IE

NOTE E CHIARIMENTI A
G.U.IDA T]EI,I,' LTDITORE
DI

GUSTAYO IVIACCHI

L IBRERI A EDI TRI CE 1! TI LANES E


MILANO . CORSO VIT'fORIO EMANTI}]I,E N, S

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Tutte Ie cemposizioni più belle di

B EE THO VEI {
eseguife magislralmente dalle orchestre d\rette dai Maestri
À.RTURO TOSCÀ.NINI, A.LBERTO COA,TES ecc.,
dal quartetio Flonzaley e da altri celebri solisti del piano e del
vi.slino sono riprodotle sui dischi " Grarnmofono " (originali)

LA V OCE DEL PADRO NE


LaVTVII e IX Sinfonia con cori, sono compl ete,

xrn'iluovo
"
BRmlM0t0llll
e lim in a il fr u sc i o del l a
punta.
50 t/u di maggior polenza
di suono.
2 tl, o ffa ved i m a ggi ore
a.stens i o ne della gamma
musicale.
Equilibrio perfello di ognl
noia nell'assieme.
'lutte le nole, tutti i timbri,
ogni inflessione di voce.

EtEfiRlcn
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E L E S U E ]TO V E S II\FO I \ I E

NOTE E CIIIARIMBNTI A
G UI DA DELL' UDI TO RB
DI

GUSTAYO MACCHI

LIBRER I A EDI TRI CE M I TANESE


MILANO - CORSO VITTORIO EMANUELE N. 8
IL * D U O-ART ' '
PIANOLA I PIAN O
AC CO PPI ATO AD UN PI ANO FO R T E

"STEINWAY"o"l BACH"o "STECK"


R AP PR ES EN T A
T R E IST R U ME N T I IN U N O S OLO
E D OGN U N O P ER F ET T O

Audizioni e vendita presso i rappresentantiesclusivi

TEDESCHI& RAFFAEL
vrA DANTE,s ; M ILANO TELEF.82-ee5
AL LETTORE

!{on si riuolgn, questa modesta pubblicazionez nè ai ntusi-


cisti di professione, nè u qu,eglí antatori, suffi,cientement,e iyú-
ziuti alla tecni,ca dell'e,rte) per poterne leggere od eseguire i pro-
dotti. Ben,si,, inaece, a caloroe i qu,al,i, digiuni di nozioni scien.
tifi'che, e d,i perizia di esecutori, nta dotati d,i sensibititù nr,u,si-
cale, e di buon udito, e insi,eme di una certa culturú generale,
si godono delle wuru,ifestazioni d,i questa eletta frw le Art,i.
V'è tutta uÍLa letterutu,ru, biografi"o ed analitica, beetho-
'ueruiana, per i primii per i profani ho qui raccolto solo quei
dati, che possono riuscir utili ad intuíre il n'ùeccanismo della
ntusica sinfonica, ed, a, metterlo in, relazione con gli intenti
poetici ed id,eologici del grande artista, cetrca,ndo di riassunxere
irtt breae sintesi l'opera sua innouatrice, nel suo signifi,cato sto-
rico; e di raggruppare della uita dell'artista - che così inÍ;íma-
mente all'opera suu, è legata - gli elementi che più su di essrr
influírono.
J

S T EINW&V WETTE
i s t r u m e n tori p ro d u tto reco n fu n zionam ento
elettrico.

del mondialepianofortecoll'istru-
Combinazione
mento meraviglioso
che riproduceesattamente
in ogni dettaglioI' esecuzionedei più grandi
pianisti.

ESCLU5IVI RNPPRE5ENTNNTI

RICORDI&Fl[UZl- ldttn]fo
VIA llARlNO, 3 . GA!,LERIA Ulîî. E]IfANUELE, 92
L'UOMO E LA SUA V1TA

Non è certamente questo il luogor per diffondersi sulla


biografia d'el grande autore delle hlove Sinfonie, così ricca di
vicende intime e di aneddoti, da giustificare i numerosi volu-
mi che di essa più particolarm,ena,e si occupano. Tuttavia - più
che in ogni ,altro artista, lu vita dell'uomo fu così indissolu-
bilm'ente e strettanaente legata alla sua op,era da rend,ere
necess aria, ,a chi ascolta le su,e creazioni, - la conosc errz,a)sia
pur sintetica, della fisionomia morale dell'uomo ) e delle li-
nee generali della sua vita.
S'inganner,ebbe chi - interpretando la particella K n&Ít, >>
preposta al nome di B,eetho\ren? alla stregua del prefisso nobi-
lire tedesco ( von ))? - lo supponesse nato da famiglia patrizia.
Suo padre eantava da tenore nella cappella d,el Grande Elet-
tore di Westf,alia, e Luigi nacque quindi in Bonn, nel L770.
Ebbe dal padre stesso la prima iniziazione all'arte musicale,
per la quale dimostrò subito una viva inclina zione. Fu in casa
di amicio i Breunig, ch'egli trovò I'ambiente atto a svilup-
parlao giacchè la casa paterna, per l'indole burbanzosa del pa-
dre, che Ia moglie tiranneggiava oon ogni sorta di angherie,
non era per il giovinetto che fonte di dolori. Il posto di orga-
nista, procuratogli dal conte \Valdstein, fu un primo
spiraglio
di luce, che gli p,ermise di p,erfezionarsi eome esecutore? e di
svolgere un particolare suo t,alento di improwisatore.
Solo quando egli potè, per loajuto del suo protettore, tras-
ferirsi a Vienna, si può dire che ,egli abbia iniziato l'opera
sua d'artista. Presentato a Mozart questio che essendolo
st,ato egli stesso, diffidava dei <<fanciulli prodigio pur giu-
dicand,olo ottimo es,ecutore? fu sorpreso sopratutto dalla sua
ecc,ezionale abilità nell'improvvisar,e delle variazioni sopra un
tema dato? esercizio allora assai in voga: e vide in lui una
grande promessa per la musica. Entrato alla scuola di Hayd*o
la trascurò qu,ando, eonvinto da un suo amico, che il vec-
chio maestro lasciava passar,e d,egli errori, nelle sue es,ercita,,
zioni - si insospettì; e si diede a studiare con altri per conto
suo. A Vienna Ia musica viveva allora dell'appoggio dei mece-
nati. I nohili eran quelli
che in casa propria si accapaÍr&v&-
no i tnezzi per le migliori ,esecrlzioni; e che davano il tono ,ai
pubblici concerti e testiaals, ordinando, a chi loro piir piacess,e
(o era nreglio raccomandato) quartetti, sonate? composizioni
di ogni gener,e. Beethoven esordì, come compositore in pub-
blico, piuttosto tardi, verso i venticinque anni, ma già pr€c,e-
duto dalla fama di esecutore ammirevol,e e geniale, ,e già co-
noseiuto negli ambienti pitì influenti.
Ciononostante egli conquistò i suoi amrniratori, non già
con l'adul azione e I'adattamento, ma col valore intrinseco delle
su,e opere I ragione per la quale gli amici e i pr,otettori suoi
furono sempre fra i più intelligenti ed evoluti nel buon gusto I
cosicchè non subì mai l'influ eÍrza altrui, rna impose la suor
Alto abbastarrza) ma tarchiato, nella figura, con una grande
testa china in avanti, egli rispondeva nel suo esteriore, non
mai ricercato nel vestire, all"intirno suo caratter,e, indipen-
dente, amante della libertà, ribelle all'etichetta ed alle con-
venzioni, scontr,oso? reso più tardi diffidente dalla sordità ) rrra-
in fondo di una fanciullesea bontà, aperta a tutte le illusioni.
E di illusioni fu popolata la sua vita di uorúo. Tratto dalla
sua sensibilità squisita alle
gioje dell'amore? egli che ri-
fuggiva dal violentarle non ne ,ebb,e che poco? e per lo più
-
solo spirituale eompenso. Amò, e fu amato cla donne di diversa
indole e di diverso gr,ado, delle quali talune gli rimasero ami-
che, come Betíina Brentano, l" altre, come la Malfatti, Giuliet'
ta Guicciardi, Teresa di Brunsvick? passarono accanto alla sua
vita, seÍtza dargli la gioja, che egli pur sopratutto sognava? di
un tranquillo focolare domestico consolator'e
I suoi fratelli, e sopratutto il nipote Carlo gli furono
causa di dolori e noie, contro le quali egli si impegnò in
lotte sterili, e seyrza risultato. P,erciò tutta la sua attività di ,ar-
tista si svolse in una continua battaglia contro le necessità del-
la vita.
Si ,aggiunga che, fin dalla età giovane, una sordità inci-
piente aveva pr,eso a tormentarlo, e ch,e contro il suo fatal,e
progresso ogni cura si rivelò inutile, rendendolo s,empre più
chiuso in sè, e spesso isolandolo clal mondo, cosicchè solo
nella libera vita d,ella campagna egli trovava sollievo e pos-
sibilità di lavoro.
Tuttavia è un error,e esagerar,e I'influ eÍtz,a di questa rna-
lattia nell'arte sua. Qound'essa incominciò a farsi sentire, il
rnusicista era già completam,ente formato, agglterrito nella t,ec-
nica dell'arte sua; e nel suo cerl'ello erano già accurnulate tut-
te le impr,essioni, tutto il materiale fonico, che di poi si ,ela-
borò intensamente. Senza arrivare a Rubinstein, il quale pen-
sa che fors,e l'umanità dovrebb,e rin grazíare la sorte, che dan-
clo questo male ,a Reethoven gli rese possibile di concentrare il
srlo p,ensiero nel completo isolamento certam'ente esso lo
sottrasse alle suggestioni foniche della musica altrui, c,oncretò
più pura la sua originalità. Solo da ultimo -
guando per 'essa
gli rimase pr,eclusti il campo della dire ziane dell'orchestra, e gli
fu tolto il controllo auditivo delle proprie composizioni - ve-
ramerìte la sordi.tà fu un' atroce sventura - sehbene non abbia
irnpedito la corrcezione ,e la composizione di quel monurnento
eh,e è la l'{ona Sinfortia,.
Luigi van Beetho\r,en raggiunse tuttavia, in vita, il ricono-
scim,ento del suo genio, e il trionfo della sua opera d'arte, così
da rimanere collocato fra i più grandi uornini del suo ternpo,
accanto a l(ant e a Goethe, ed a quel Napoleorìe ch'egli ,aveva
ammirato prima, rimpianto poi come una illusione perduta. Ed
oggio a distanza di un secolo, più che mai viva e possente ap-
pare ltarte srla.
Morì a Viennà, il26 Marzo IB27: nel giorno della sua rnor.
t€, narrano i cronisti, scoppiò su Vi,enna, rln furioso tempora-
le: il popolino vi volle vedere superstiziosam,ente, il lutto della
Natura per chi aveva cr,eato la Sinlonia Pastornle.

NOTA. I\ei commenti alle IX Sinfonie il lettore troverà riavvicinate


mano mano le vicende della vita di Beethoven allo svolgersi dell'arte
sua, più dettagliatamente.
Per chi voglia approfondire la vita del Grande, additiamo la biografia
-Rol-
dello Schindler e quella del Nohl (ir tedesco), quella di Romain
land (io francese) e fra quelle italiane l' operJ dell'Alberrini. Per la
Plrlt puramente musicale e tecnica, oltre a quelle del Be.rlioz, le opere
di Riccardo Wagnero e fra gli autori italiani, il libro di Alfredo- Co.
lombani - 4ttualmente, crediamo - esaurito.
L'ARTISTA E L'OPERA

Giova anzitutto distinguere fra artista e musicista,. Di


musicisti, in tutti i tempi ve ne furono in buon numero? più
o meno abili e prolifici, come vi furono pittori, scultori, archi-
tetti. Ma, in ogni campo, ir ass,ai minor numere furono gli
artisti, nel vero senso della parola.
Artista è colui il quale, impossessatosi dell'eredità dei
tempi che hanno preceduto il suo, divenuto padrone dei rntezzi
esistenti e delle forrne costituite - tenta, - nel campo della sua
arte sotto l'impulso del proprio modo di sentire - di evdl-
verle, di rinnovarler per intensificarne I'efficacia, per allargarne
il campo d'azione. Chi inveee si aeeontenta solo di ripeterle,
sfruttandole col riprodurne gli effetti? non supera, nel sud
campo, il grado del professionista, con maggiore o minore in-
gegno, sia pure? e con più o meno vasta coltura e fortuna.
Sotto questo aspetto Beethoven è da classifiearsi, senza
alcun dubbio? non solo fra i musicisti, ma fra gli artisti più
schietti e grandi del suo tempo? non solo, ma di tutti i tempi.
Per ben comprenderne I'opera giova anzitutto farsi una
idea del grado di evoluzione cui era giunta I'arte musicale,
prima di lui, e delle forme che vi si erano nettamente delineate
ed affermate. Lasciando da parte quelle per la voce uman,a,
con accompagnamento di un solo? o di più istrumenti, it
piccolo numero, non si deve dimenticar,e l'evoluzione subìta
in ftalia, nella seconda metà del Seicento, dalle forme di
musica per soli strumenti ad arco e a corda, che costituiroho
le fondamenta del quartetto, maturato nel secolo successivo,
con lo svolgimento del contrappunto,
,a.una grande varietà di
effetti. E -mentre la voce umana si esplicava nell'opera buffa
e nel melodramma, dove degli istrumenti era fatto uso solo
per l'aceompagnamento ,al canto , - va ricordato che già iI
Corelli, nei suoi Concerti grossi arrivava sulle soglie di quella
forma che il Sanmartini, aggiungendo qualche istrumento di
famiglia diversa, chiamò, - usando un poco impropriamente
dell'antico vocabolo greco - Sinfonia.
Furono Haydn e Mozart che questa forma svolsero, in
breve tempo, allargandone i confini, arricchendone gli effetti,
con sempre divers,e e nuove combinazioni ritmich*, ,arrrro-
niche e strumentali. Awenne questo fenomeno mentre si
moltiplicavano le sonate per clavicembalo, per istrumenti ad
arco, sp,esso al pianoforte appoggiate, i trio, i quartetti e i
quintetti, nel propizio ambiente della società viennes,e di
quell'epoca, desideros,a di diletto musieale, ricca di meeenati
coronati e blasonati, che t,enevaho, come anche i grandi prelati,
musicisti al loro servizio, a gara fra di loro, per possederne i
più fecondi, e i più fantasiosi.
Per cornmissione di prelati, principi e duchi si moltiplica-
vano Ie messe? le cantate per solennizzare awenimenti ; rna a
portare varietà € novità nella musica strumentaleo costituente
il programma delle adunate rnusicali di prammatica e di modao
i musicisti dovettero volgersi sopratutto alla sinfonia: la più
recente e la più ricoa, e la più variabile delle forme musicali.

,Lu forma della sinfonia, sotto l'impulso di Haycln e di


Mozart sopratutto, e per la loro produttività, si ,andò ben pre-
sto cristallizzando, in limiti pr,ecisi, secondo rigide leggi.
f ( quattro tent,pi >>ne segnarono i confini; ognuno di essi ebbe
assegnato un carattere generale obbligatorio - allegro, il pri-
mo , andante o adagio il secondo, di damza il terzo, (minuetto
seguito da un trio) vivaee e animato l'ultimo, il tinale. Il tono
che, dopo una introduzione breve, si aff,ermava nell'attacco
del primo tempo , l'allegro, dava il titolo alla sinfonia : donde
sinfonia in mi bernolle, sinfonia in f a e via dicendo. E l'alter-
narsi dei toni nei quattro tempi, il susseguirsi stesso delle mo-
dulazioni entro un tempo? erano dettati se non da proprie e

10
vere leggi, consu.etudine. Anche il numero degli stru-"
dalla
menti, introdotti a coadiuvare il quarúetto d'archi (flauto, oboeo"
corno , f agotto, clarino, tromba e timpani) si era o'rmai stabi-
lizzato.
Così trovò ,la sintonia Beethov,en, ,al suo affacciarsi nel
eampo della musica del suo tempo. Egli non affrontò la forma
musicale più evoluta, di primo acchito. Aveva esordito corne
pianista eccezi.onale, in giovanissima età? qu,asi un enfant pro-
dige, come Mozart. Ma al virtuosismo non poteva limitarsi il
suo tentrperamento di artista; e pr,esto egli sentì il bisogno di
rendere il proprio pensiero rnusicale, anzichè perfezionarsi nel-
l'interpretazione di quello degli ,altri. Le sue prime composi-:
zioni furono, naturalmente, per loistrurnento ch'egli m'eglio"
conosceva? nelle combinazioni di esso con gli istrumenti allora
più in voga: il violino, il violoncello, la viola: elementi essorl-
zTali del quarte.tto, basi della futura orch,estra. La prima sinto^"
nia è preceduta, in ordine di tempo da ben venti composizionir,
fra le quali la ( sonata patetica )) per pi,ano, e il <<settimírto >
in mi bemol, basterebbero a stabilire la g'enialità del musicista.
L'orchestra il giovane compositore loaveva tentata, in
altrora, solo in due grandi conc,erti per piano? come accompa-
gnam'ento. Mentre B,eethoven continuava a svolgere i suoi pen-
sieri musicali in queste forme di musica pura, spesso per ri-
spondere alle esigenze ed alle richieste dei suoi mecenati e'
comittenti, egli non cessava di allenarsi all'uso dei varii stru'
menti, animandon,e i ritmi, arricchendo di episodii le sue com-
posizioni, per loaccentaaziofl€, sempre crescente, di un parti-
colare rapporto, fra l'interno alternarsi delle sue sensazioni'
poetich", dei suoi stati d'anirno, e l'esterno alternarsi, nella
musiea, dei ritmi, delle modulazioni, dei timbri: rapporto
particolare che doveva di poi costituire, nella sinfonia, la inte',
grale sua personalità di musicista e di artista.
n carattere della maggior parte delle composizioni di
Beethoven astrazion fatta dalle sinfonie è costituito da'
-
una graduale libera zione dalle forme e dai procedimenti con--
suetudinari. Prevalentemente tali forme €rano prima di
Beethoven governate da una logica pur,am,ente estetiea. I
,t

1l
"temi, le idee melodiche, si alternavano? e si modificavano,
,,seeondo leggi puramente di proporziore, di equilibrio, di sim-
metria; Beethoven incomincia anche a dispetto d,elle leggi
"estetiehe, a subordinare gli sviluppi dei temi, le modulazioni,
igli episodii, Io stesso contrapporsi od associarsi dei timbri,
alle intime sensazioni del suo spirito, l* quali evidente-
mente --- sono legate ddlla logica uman&, allo svolgersi di pen-
,sieri precisi, suscitati da fatti reali. La su,a musica non è più
;.soltanto suscitatrice di un sentimento vago e generale, ma
"tende a riflettere il modificarsi, il frazionarsi di uno stato d'a-
nimo, l'alternarsi d,elle su,e fasi, quale si svolge nell'intimo
.'delloartista, sotto l'impeto della passiohe, sotto l'assillo del
,pensiero. È un nuovo linguaggio, che si va formando, il quale
''dice gli intimi moti dell'animo I serrza poterli precisare come
f ala parola i rr,'ain cambio li suscita dir,ettamente in chi ascolta,
rendendoli come direbbero i chimici allo <<stato na-
scerT,te>>.Ma è nella serie delle nove sinfonie, che quest'opera
'di preparazione? trova la sua completa espressione, ,e giunge
*al suo m,assimo risultato.
Furono esse la vera battaglia della sua vita e della sua arte,
.€ furono esse la vittoria del suo genio.
Certam,ente Beethoven non aveva trascurato, - ed in qual-
'che periodo, fra Ia seconda ,e la settima delle sue sinfonie, ve
ne sono le prove un campo, allora assai coltivato, della
music a, la musica vocal,e. ,Aveva musicato - nella forma usuale
del ( Iied >>, della eatrzotte più d'una lirica; persino una
;sc€re ed aria ,<Ah, perfido!>>, dedicata alla contessa Clari; una
messa: per soli e coril untoratorio, <<Cristo all'uliueto )). Ma
in queste sue composizioni, nulla o ben poco si riflette di quel-
l'intimo travaglio di ricerche e di tentativi, che valsero a ma-
turare la formadefinitiva della sinfonia. Anche il teatro musi-
'cale lo tentò i ot m,eglio, egli ne fu tentato. Il direttore di un
teatro gli chiese un'op,era? e B,eethoven, dopo tergiversazioni
€ indugi, finì per comporla. Ma nè nella scelta del soggetto,
nè nella struttura generale del dramma, nè nella coordirtaziane
dei rnez;zi musicali, essa appare legata alla evoluzione della

L2
sua personalità di musicista e di artista, quale si realizr,ò nella"
sinfonia.
Fidelio ero Gli sposí f edeli - è costruita, musical*'
mente, con elementi caratteristicamente beethoveniani, certa*
mente. NIon sarebbe possibile supporre che, dato il suo tempe-
ramento indipendente, Beethoven si acconciasse a comporre?.,
sia pure di c.on'trnissione, un'op,era foggiata sullo stampo, ,allora-
alla moda, del melodramma italiano. Musicalmente, anrzi, essa
rinnega, e si oppone alle tendenze del tempo, sfugge le frivo-
lezzergli effetti puramente vocaliri fronzoli e le fioritur,el tende'
in\.ec,e all',espr,essione drammatica ) Írra senza riuscire a fondere
con l'elemento orchestrale quello del palcoscenico, allineando
pezzi singoli e cori, i quali - ser presi a sè hanno un valore?
un'originalità, e suonano reaziotte all'and azzo della moda 2
nel complesso non raggiungono l'unitù, prima ragione di effi--
caeia in untopera d'arte. Nlessun rapporto nuovo, fra musica
e dramma, risulta dalloopera j lu quale così ri,esce un'afferma-'
zione negativa, non positiva. Rappresentatasi in condizioni
disastrose di tempo e di luogo - a Vienoo, nei giorni nei quali
la città era occupata dalle truppe francesi - il suo deciso insuc-
cesso scoraggiò Beethoven? e lo distolse per molto ternpo da
qu,esta, allora Ancor ibrida, forma d'arte.
Volse invece? con ardore rinnovato, alla sinfortia, 'cercando"
di esprimere in essa le alternative e le fasi dei sentimenti, che
sono gli elementi del dramma intimo di ogni animo, fatti di
dolore e di gioja, di speranze ,e di scoramenti, di entusiasmi
e di rinuncie, e che nel suo animo sensibile, nel suo pensiero-
agitato? assumevano una intensità ardente. Si direbbe che egli
volesse rendere il suo linguaggio musicale, un linguaggio uni-
versale. In talune sinfonie sembra che egli ricerchi di ognor
più perfezionarne la grammaticao la sintassi, la metrica, per"
riuscire più chiaro, più persuasivo, più preciso I mentre in
altre, interpolate, egli tenta, coi rnezzi acquisiti, di rivelarer^
nella nuova lingua, lointimo dramma, non solo? ma di colle-
garlo direttamente col mondo r,eale, coi fenomeni della vita;,.
di rendere il dramma dell'individuo o dell'um,anità;
ed ecco,
l'Eroica, la Pastorale, la î'{ona, il poema della hibera gio ja. E,

13
"qui egli sente il bisogno - che già sì spesso lo ha assillats --
per portare la musica al massimo della sua potenza suggestiva,
di aggiungere alle mille Joci vaghe ,e anelanti degli stru-
menti, uo elem,ento che d'efinisca,e pr,ecisi, la parola? espressa
dalla voc,e umana.
Così Beethoven ha condotto la sinfonia sulla soglia clel
.dr,amma. Ve l'ha accolta, in ginocchio, un altro genio, Riccardo
Vagner, che con esso loha sposata. E nacque il dramma mu-
,sicale.

*'*

Accanto all'opera dell'artista - l?evoluzione della sinfonia


fino alla su,a forma definitiva - l'o-
è pur vasta e significante
' pera di musicista di Beethoven, in tutti i campi di quest'arte.
Non tanto per il numero - giacchè il catalogo delle sue op,ere,
Ie sinfonie cornprese? non arriva che all'opus centoventicinque
con la [Yon rra per la varietào lu geniale originalità.
Le sonute di Beethoven, i concerti per piano, piano ed
istrumenti ad arco, associati o soli, quelli per gruppi di istru-
menti a fiato; le rornatrze) con e senza parole, i pezzi più facili,
le stesse v,ariazioni sopra un tema? portano tutte una impronta
indipendente e personale. Di nessun suo predeoessore o contem-
poraneo Beethoven appare pedissequo imitatore; di nessuna
forma egli rimane servo, ma di tutte cerca di allargare i con-
fini, tutte egli anima di sentimento umaro: tendendo - (e glie
ne fecero rimprovero i puristi e i pedanti del suo tempo)
a drammatizzar\e, come egli fece della si,nfonia.
Come voleva l'ambiente di quell'epoca? molte delle corl-
posizioni 6ono di commissione, e d'oecasione, d,estinate a so-
lenniz zate avvenim,enti, ordinate da principi € mecenati; i
quali sostituivano in questo gli editori d'oggio in allora solo
stampatori di musica. Ehbe popolarità, fra esse, la Rattaglia
di Vittorta (o la Vittoria di Wellin,gton), dove taluno ha voluro
riscontrare un omaggio alla musica ( a programma >, che aveva
in quel ternpo i suoi f,autori; ma che supera ad ogni modo tutte
le composizioni del genere per il contenuto musicale e il suo

L4
valore sinfonico. Perfino egli nobilitò con la sua musica, ordi-
natagli dal coreografo italiano Viganò, benjamino del pub-
blico'e delloalta società viennes,eo il ballo Prometeo; ma sertza
fortuna, poichè lo stesso cor,eografo, nel riprodurr,e it ballo
alla Scala di Mileno, sostituì alla music,a di Beethoven? an poú-
pourri di pezzi di vari altri autori.
i\,el oampo della musica sacra, oltre a qualche pezzo stac-
cato, egli affermò Ia sua personalità mirabilmente nell'Orato-
rio, assai libero di forma, Cristo all'Uliueto, nella Messa so-
lenne che per la prima volta si eseguisce anche in ltalia,
quest',anno ) a Torinor p€r commemora zí'one del c,entenario
'
della morte.
Tutta I'oper,a musicale di Beethoven si è diffusa lenta-
mente? ma s,empre più largarnente, in tutto il mondo musicale
talchè ad un s,ecolo di distanza, non v'è allievo di piano-
forte, o dilettante, che non conosca almeno la sonata detta
K a,u clair de lune )), e la K patetica >>nè concerto di musica
da camera? di pianoforte o violino, che non rechi in pro-
gramrna il nom,e di Beethoven.
Ma se il corollario è degno, in ogni parte del suo genio,
l'opera maggiore dell'artista rimane pur sempre la serie delle
( nove sinfonie )) ed il suo monum,ento la l'{ona.

15
LE NOVE SII\IFOI\IE

Modo di intenderle.

Anche al profano amatore d'arte musicale gioverebbe


per bene penetrare le sinfonie di Beethoven
l'aver preso
contatto antecedentem,ente con le slle composizioni non sinfo-
niche; ed è del resto difificile che anche un profano non abbia,
in coneerti, e anche in privato, nei circoli dove si fa clella
musica, già fatto la conosc erlza di parecchie delle sue sonate,
per piano, delle sue fantasie, dei suoi eoncerti, delle sue com-
posizioni per violino, o per quartetto. S'egli non ha appreso.
da esse completamente il nuovo linguaggib, gli sarà accaduto,
- come accad,e a chi frequenta un ambiente dove si p,arla una
lingua diversa, - di abituarsi al suono ed alla cadenza di essa:"
il che costituisce in ogni easo una prep,ar azione utile, se anche"
non necessaria, nè indispensabile.
In tutte le forme musicali nelle quali Beethoven si è af-.
fermato, si può riscontrare -. come è stato già detto
pro*
cesso evolutivo analogo a quello che caratterizza le sue sinfonie.
Se le prime sonate, i primi concerti, appajono derivazioni im*
mediate delle forme usate dai suoi predec,essori, cui restano
ass,ai vicine , - mano mano egli cerca di dramm atizzarle,
di.
metterle in relazione più direttacoÍl il rnutare dei suoi stati
d'animo. Ei non s'accontenta di rendere la sensazione gene*
rale della m,elanconia, del desiderio d'amore, della gaj,a gioja,
di vivere, dell'entusiasmo ditirambico ma segue di questi
sentimenti generici, le vicende; vicende suscitate nell'artista

r6
dall)irrtimo awicendarsi di aspira zioni e di duhbii, di pensieri
opposti, di sensazioni in contrasto fra loro. E lo svolgimento
della musica , antzichè solo le leggi estetiche detl'equilibrio,
delle proporzioni, segna gli impeti interni, ehe si succedono
invece secondo le leggi che governano la logica del pensi,ero
e delle umane passioni. Si spe zza) si intencala di episodi ritmi-
camente espressi, coloriti eon le modul azioni armoniche. La
stessa melodia, considerata come espressione sintetica di uÍr
sentimento, subisce? nei suoi ritorni,
le stesse leggi individuali.
Si altera,
si ripr,ende, si colorisce strurnentalmente, a se-
eonda del suceedersi delle sensazioni intime dell'artista, che
si svolgono secondo un pensiero poetico e drammatico.
La rnusica non preeisa, beninteso, questo proc,esso, non
Io cristallizza, com,e sanno fare con la parola il poeta, o il
drammaturgo. Ma lo suscita, ,allo stato nascent,e, nell'uditore,
il quale ne subisce l'effetto, sertza rendersi conto del <( perchè >>
oggettivo. IJno dei maggiori, e più caratteristici godimenti che
dà la nrusica di Beethoven, sta appunto in questa agitazione?
or lietar or triste, or volta alla speranza, or disperata, che nes-
suna parola concr,eta, ma che lo spirito subisce con una inten-
sità, crescente in proporzione della sua indeterminatezza,.
Ciò vale per tutta la musica di Beethoven, ma sopratutto
per Ia sua opera sinfoniea.
È dunqu,e alla p,ercezion,e semplie,emente rnusicale che l'u-
ditore profano deve dare tutta la sua attenzion,e nell'affacciarsi
alla sinfonia beethoveniana, qu,alunque delle nove ,essa sia.
n[è deve credere che esse stiano I'una all'altra come i gradini
di una scala. Fin dalla terza l'Eroica mentre le due
prime ancora risentono del modello ereditato da Haydn e Mo-
zart - il personale ed istintivo intento d,ell'artista di precisare
le sensazioni ed il pensiero che governano e dettano lo svi-
luppo d'ella musica - è palesato dallo stesso autore, oltr,echè
dai documenti storici ,ed anedottici; e più ancora nella sesta -
la Pastarale - per r,aggiungere l'espressione più precisa nella
${ona, Ia quale - sebbene non rechi un titolo - potrebbe de-
nominarsi, com,e vedremo, il PoerÍr,a dell'[.Jmanità.
Fra l'una e l'altra di queste sinfonie si direbbe che Bee-

77
thoven, ritorni su sè stesso, riprenda ad esercitarsi nei più
rigidi confini della più pur,a forma sinfonica, quasi ad agguer-
rirsi, con l'allenarsi nell'uso di s€mpre nuove combinazioni,
alla ricerea di nuo vi nrezzi per più chiaramente e meglio espri'
mere? e precisare con essi, il contenuto drammatico e po'etico
della su,a eoncezione.
L',evolazione dei rnezzi di espressione, non va Paralleh',
ma sointercala, per così dire, alla sempre più evidente rive-
lazione delloseopo.
Tenendo conto di ciò, I'uditore profano riuscirà ad inte-
r,essarsi suceessivamente a tutte le sinfonie, senza trovarrre al-
cuna che sia inferiore alle altre, e insignificante al eonfronto
delle più importanti e decisive afferm azioni delloevoluzione
che a questa forma ha dato Beethoven.
d'arte
Musicalmente anehe quando l'artista, erigendosi con-
tro le buone regole consuetud.inarie, osa spezzature e contrap-
posizioni di ritmi, ,arditezze armoniche, combinazioni di tim-
bri Ie sinfonie di Beethoven? non presentano, anche per
l'orecchio amator,e, particolari
del profano difficoltà. f{on oc-
corre affatto sap,er dare il loro giusto nome ai singoli toni,
nè analizzare gli aecordi, per subirne l'impressione I nè giova
riconoscere l'istrum,ento o gli istrumenti, che sono I'origine
di un dato effetto di timbri, p,er averne la giusta irnpressione.
I temi sono, in Beethoverr, per lo più semplici e facili,
quasi sempre puramente musicali, cioè non derivati - tranne
che ne llaPa sto raIe , ef or s einqualc heepis odiodell, E r o i c a
da combinazioní di suoni esistenti in natura, e si imprimono
perciò facilmente all'orecchio, così da percepirne esso i ritorni
e le modificaziorti agevolmente. Nè sorprendere possono? e di-
sori,,entar,eI'uditore, timhri nuovi,e inusitati, essendo, dalla
prirna alla nona sinfonia, la composizione Cell'orchestra di
pochissimo modifieata.
Ciò che il profano uditore dovrebbe evitare, è lo sc€r'
vellarsi a cercar,ee nelle sinfonie di Beethoverl? più di quello
che è in esse. Rivelatasi ed afferrnatasi inconfutabilmente la
tenden za qlei grande artista ,a dare al linguaggio etreisuoni ulla
rnaggiore e piir precisa corrispond'enza coi moti dell'anirnoo

l8
con la logica del pensiero urnrns? con la vita, di dargli, cioè
una funzione drammatica taluni commentatori dell'op,era
sua, hanno voluto analizzare, in questo senso, oltrechè l'Eroica,
la Pastorale e la IVoruo tutte le singole sinfoni'e di Beethoven?
dalla terza in poi, episodio per episodio, battuta per battutao
modul azione per modul azione, ereando un testo alla mwsica,
che non ne voleva, o non ne poteva, al suo nas{rere? aver:,e,
Ogni uditore può immaginare un significato - anche per
quelle sinfonie nelle quali Beethoven non ha affidato alla pa-
rola precisatrice alcun ufficio - all'alterno avvie,endarsi degli
episodi, dei ritorni, delle modulazioni; rnaesso riuscirà sempre
soltanto il risultato delle ignote ernozioni e dei pensieri che
si agitavano nell'artista durante la creazignee circoscritto dallo
stato d'animo individuale dell'uditore. Talchè l'interpretazione
potrà ess,er;ein ciascurlo diversa, pur defivando dalle stesse im-
pressioni. Invece è giustificata una interpretazione più pre-
cisa in quelle sinfonie nelle quali l'autor,e stesso ha volutc,
dare un ufficio alla parola deterrninatrice, sia pure vagamente,
di un dato intento di pensiero o di sentirnento.
Fra i musicisti, parecchi hanno negato e negano a Beetho-
r,,'erÌdi aver raggiunto altri risultati, altri ,effetti, alf i.nfuori di
quelli purarrente estetici. VIa dinnanzi alla ferza, all,a sestao
ed alla nona l'uditore profano non potrà sottrarsi alla sugge*,
stività tutta nuova ) e tutta divers,a dalla precedente rnusica
sinfonica, che emana da ess,e.
Fer usare rrÍra simiglianza
tolta ad un altro campo si-,
miglianze che hanno spesso sul prof,ano maggiore efficacia di,
una dotta disquisizione si potrebbe dire che fino ad Haydn
ed a Mazart la sinfonia fu un ricco caleidoscopio dagli effetti
m,eravigliosi, inesauribile di combiw,azioni, di armonie di co,,
lori, di sorprese rna sempre geometriche, ornamentali"
i\ella sinfonia di Beethoven le combinaziorri., le armonie, le
sorprese incorninciano ad assumere parveilze di di urnanità,
vita, di realtà. Su forest,e Ì,arnpeggiano cieli? masse di uornini
or si traseinano, or iwcalzano in m,arce di conquista? ora tri-
pudiano ed ora piangono; figure di eroi si staccano su tramonti
di fuoco, e genii tripudianti s'innalzano verso l'infinito.

I9
All'uditore profano - nelle note e nei commenti ad ogni
singola delle nove sinfonie, noi non diamo nè terni, nè detta',
gliamo l,e ragioni tecniclr", per le quali, fra rnusicisti, taluni
hanno gridato all'orrore -- ed altri si son sforzati a [rovare? co-
-
1,11e si,a pure corl sottigl iezz,e e cavilli - ttsano gli avvocati
difensori, nelle stesse leggi la giusttfrcazione.

20
PRIMA SII\FOI\IA
(in do rnaggiore)

Prima esecuzione: 2 apri!,e 1800,

Quest'opera che è la ventunesima, f ra le compo-


sizioni pubblicaùe ed eseguite (non dunque scritte) -
dal-
l'allora trentenne artista - è stata matur,ata certarnente pnirna,
quando già il musicista aveva raggiunto una sufficiente fama
e notorietà d,a poter otten,ere per un concerto a suo proprio
beneficio la sala d,el Teatro frnperiale si accompagnò,
nel programma al di poi popolare Setti.rnino in mi bemolle -
aomposto un anno prima. Stando alle opere conosciute di Bee-
thoven egli affrontava appena per la terza volta l'orchestra
usata solo, fino allora, nei due conc,erti per pianoforte e or-
ch:estra.
fl campo della sinfonia era signoreggiato ancora da Haydn
e Moz,art, i quali avevano scritto le ultinre loro sinfonie rispet-
tivamente nel t7B9 e nel L7g5. Si direbbe che Be,ethoven - il
quale non mostrò mai, del resto, di avere fretta - volesse tem-
poreggiar'e;nè intendesse erigersi in antitesi ai suoi predeces-
sori e maestri. La sinfonia in do magg. non si scosta infatti
nella forma generale dei suoi quattro tempi dal modello con-
sacrato,
f)edicata al barone di Swieten? consigliere intimo e biblio-
tecario dell'trmp,eratore d'Austria, certo per riconoscenza, giac-
chè è da questo rnecen ate, che teneva nel suo palazzo un impor-,
tante circolo musicale, che Beethoven ebbe a Vienna i prirni

2T
e pirì importanti appoggi, e fu introdotto nell'alta società vien-
nese - essa rappresenta il primo passo di un giovane, già ben
decisor',e conscio di sè, rria equilibr,afo e ser€no di frorete al-
.l'ambiente musicale ed al pubblico, che egli affrontava'
T-,asinlonia apparve a tutti la promessa ammirevole di u{l
rnusicista di grande ingegno. Sebher€, nel progr,amma? avesse
avuto assai più vivo successo il settimino", e il pubblico fosse
andato in visihilio sopratutto per le ( magistrali aariuzioni ))'
improvvisate dal compositore-pianista, sul tema dell'Inno del-
l'Inrper,atore - la critica del tempo accolse la sinfonia quasi
unanimernente, con grande benevoler'za - salvo la assai quo'
tata Gazzetta cli Lipsia, che la chiamò: (...dell'Haydn spinto'
dallu bizzarria lrno alla caricaturú,... )). I commentatori, più
tardi, constatarono, chi più chi meno, che la sinfonia in do'
maggiore di Beethoven? nella struttura generale, nell'alter-'
narsi degli episodi, negli svolgimenti dei terni, nelle modula-
zioni, rispettava i modelli consacr,ati da }Iaydn e Mozart. E
così, r,ealtrrtente?appare anehe oggi, che tutte le appassionate
discussioni intorno al genio di Bonn si sono taciut'e, cedendo,
all'amrnirazione universale per l'opera sua. Pur tuttavia, urt
esame dettagliato, ed anche un sensibile ed educato orecchio'
profano, vi possono rintracciar,e i primi impeti verso un rin-
novamento della forma della sinfonia.
La sinfonia in do maggiore composta, con ossel'v ilrlzà
dei rapporti di tono fra i suoi quattro tempi, della ripresa e"
dello svolgirn,ento dei temi, secondo le buone regole si
distacca da Mozart ,ed Hart'c[n nel suo cornplesso giusta-
mente si può consid,erare una felice fusione dello stile del-
l'uno con quello dell'altro, nella quale, però, è tenuto conto,
anche, direttarnente, delle precedenti manifestazioni delle ten--
dertze sinfoniche, fino da quelle del nostro Corelli 'e del San-
martini,
Vi sono, è vero, i quattro sacramentali tempi; ed il terzo
tempo è costituito dal minuetto - di haidniana istituzione,
alla quale non aveva os,ato mett,ere mano neppure Mozart.
Ma già nelle poche battute d'introduzior€, la genialitit
di Beethov€n si aff,erma. Anche l'amator,e di musiea profano*

22
che abbia gustato le sinfonie di Haydn e di Mozart deve
aver,e l'impressi.one, almeno, del loro earattere. Subito nell'in-
trodu,zíone - che prima er,a costituita da pochi accordi desti-
nati a stabilire, a imprimere nell'orecchio dell'uditore il tono
del tema del primo tempo Beethoven trova oec,asione di
manifestare la sua tenùenza a dramm atizzare la rnusica sinfo-
nica. Egli fa aspettare,all'orecchio la rivelazione del tono nel
'quale si svolgerà l'all,egro, con delle modulazioni indecise, inu-
"sitate nella loro sequela, talchè l?attacco del tema riesce una
sorpr,esa.
L'allegro il cui tem,a è semplice e breve (sei bat-
:tute) ma di vivo e s,errato carattere energico e baldanzoso -
rivela la fantasia e l'originalità degli svolgimenti, anehe di
quelli istrumentali __ pur essendo la composizione dell'orche-
,stra arricchita solo di un flauto e di due clarini.
E lo svolgimento si distacea dall'usato, solo per talune insi-
:stenze di ritmi, per un inusitato episodio melodico, che nulla
ha a che far,e col tema, per un caratteristico uso dei legni.
il seeondo tempo - l) and,ante - dà modo a Beethoven di
trasportar,e nella sinfonia, quel suo particolare e geniale mo-
do di cantctre che già egli ha affermato, nelle sue sonate, nei
suoi conc'erti per piano. Ma la sua bella e personale line,a rrr,e-
lodica, si adatta negli svolgimenti, alle forme consuete.
n Minuetto terzo tempo - svolg", nella tonalità pre-
stabilita, (cosa che al profano può anche sfuggire) uÍI
brioso spunto, che Beethoven svolge con una libera genialità.
Si presente la ribellione alla consuetudine, alla leziosa e conr-
passat,a dantza classica -- e l'aspirazione al futuro
scherzo) che
nelle successive sinfonie, soppianterà definitivamente il minuer,-
to. Sopratutto per tra originalità dei passaggi arrnonici, ed una
tendenza a rendere individuale l'attivrtà dei singoli gruppi di
strutrnenti? esso riesce la parte più interess,ante della sinfonia,
quella nella quale, vi è qualche giustificazione? per coloro che
vogliono ritrovare in essa la prima affer rnazione rivoluzionaria
di Beethoven.
Senonchè nel Finale ostante il movimento vivaeis-
sirno _- il compositore si muove nell'ambito della vecchia sin-

23
fonia haidniaÍra) coi suoi effetti che possono dilettare l'o-
recchio, ma poco inter,essano lo spirito. .
Ettore Rerlioz, udendo questa sinfonia ha rìetto: ( Bee-
thoaen n' est pns lùl )).
Forse ha soltanto esager,ato.

-24-
SECONDA SII\FOI{IA
(in re maggiore)

Prima esecu,zione: IB04 (?)

E da qu,est,aseconda opera sinfonica che pubblico e critica"


ineominciano & constatare, - f,ors'altco ecc,essivanlente - lo spi-
rito nuovo, ribelle, che Beethoven porta in questa forma di
arte.
La seconda sinfonia, da clove, secono3oil giudizio di tser-
Lioz, irlcomincia verarnente a rnanifestarsi la personalità di
Beetlloven, rlon è, per chi l'ascolti, rnolto tliversa, nella strut-
tura generale e negli elemeruti ctrre la csrunpongono? dalla pri-
ma. Si direbhe che, se nella prima sinfonia , Beethoven volle
trattenere gli irnpeti innovatori che lo animavano, per non
urtare di ,primo acchito le abitudini del pubblico, nella secon-
da preso coraggio dal successo se non ,entusiastieo, ottim.o
detrla prima abbia voluto piu liberamente lasciarsi andare
alle proprie tendenz,e innovatrici. Fra i commentatori di Bee-
thoven si è molto diseusso, a proposito dell' epoca della sua
eon"e,ezionee crea ziotr,e,,e neppure la data della prima esecu-
zione in pubblico è hen certa. Appare però sicr;ro che essa fu
progettata ed iniziata subito dopo la prima - per quanto le
sole date precise segnino Ia prima esecuzione e la pubblica-
zione nel 1804.
Ma poichè la vita e I'arte di Beethoven rimasero sempre in
str'ettissima relazicre, è utile - per l'uclitore profano - essere

25
un po' al corrente delle vicexrde che accompagnarono la crea-
zione della sinfonia in re. Coincide essa con un periodo di be'
nessere fisico, ed anche economico. A liberare l'artista dalle
angustie era fin dal 1800 intervenuto il principe Lichnowski -
fissandogli una pensione annua di seicento ficrini in allora
sornma ragguardevole.
ll{el lB01 egli stesso scril'eva ad un arnico: r<I'a rn,ia gioti-
vtezza) io lo sento, incomtinciu apperuu ora; la mia larza fisica
si suiluppa da qualche t,empo più che muí, e ciò fa uun'tenture
le forze iyttelletttruli... Ah,, se potessi liberarmi dal mío nus,le
nl,rneno per metù !>>.
Reethoven allude qui al principio di sordità che lo tornren-
fava di preoccupa zioni - rrìa I'irnpeto dionisiaco che pervade
tutta la seccnda sinfonia - dirnostra che tali preoccupazioni,
rion erano 'ecc,essive ed er,ano comp,ensate dalla passione ar-
dente, piena di speraÍtze, che agitava allora l'animo del mu-
sicista: l'arnore per la contessina Giulietta Guicciardi, di fa-
miglia rnoden,ese? di poi stabilita in Lcmbardia, e migrata a
Vi,enna ne]. 1800. Il romanzo d'amore durò poco più di due
anni; giacchè nel novernbre del 1803 la Guicciardi, abband.o-
nato Beethoven? andava sposa ad altri.
Prirna di questo fatto decisivo già duramenie provato dalle
vicende passionali, e dall'accrescersi della sorclità" Beethoven
aveva avuto un periodo di depressione, contrassegnato da quel
documento disperato clae è chiamato il ( testanrento di Fleíti-
,genstadt >>- che egli scrisse perchè norì fosse letto che dopo
la su,a morte.
Dall'esame della seconda sinfonia - in confronto corl qlue-
,sti fatti si rileva che essa risponde allo stato d' animo del-
l'artista, quale fu fra il 1801 e il 1802 ,e clr e iyr tale pe-
riodo - ,anche se termin ata, pubblicata ed eseguita più tardi
- fu concepita.
La seconda sinîania - dedicata dall'autoi:e al principe Li-
chnowski, il quale, al musicista aveva r,eso ser.\,igi grandi cl'arni-
'cizia s'inizia subito originalmente, eon 1o sviXupfro insolito
che il musicista dà all'introduzi,one che precede il primo tem-
Po, l'allegro. Essa contiene verarnent,e un canto" rlna linea

26
melodrca che secondo Berlio z -- è t<c!'u,n,atoccante solen'nità'
che inaute rispetto, e prepara, ull'emozione...)) sia pur'e col-
legandosi all'ul,legro nei modi convenzionali della vecchia sin-
fonia, Nell'attaceo con brio, di questo primo tempo vi è una
espressione di audacia, contenuta da una severa disciplina,
qualcosa di militaresco nei temi € nei loro sviluppi; si direb-
be la marcia ferma e dec,isa, ardita ma coordinata, di un uo-
mo incontro al proprio avvenire. Sebbene la prima parte ab-
bia ancora iI convenzronale ritornello, {ui v'erarnente il musi-
cista si afferma libero e indipendente.
n secondo tempo è segnato com,e un larghettot>; ed ha un
carattere nuovo, rispetto alle sinfonie di Haydn e Mozart. In'
fatti it t,ema pr,oposto sembra, più che altro, una rnelodia
ideata e scritta per la voce umana, che gli strum,enti si atteg-
giano ad irnitare. {Jn comrnentator,e vi ha crecluto sentir,e l'al-
ternarsi di rornanze e di duetti vocali" ctrt andamenti di mar-
cia militar,eschi, quasi il cammino dell'uomo incontro al pro-
rrrio avvenire, adombr;ato nel primo tempo, sia trattenuto da
avvolgenti lusinghe che lo rendono felice.
l{on v'è s'intenda hene _- alcuna dete rrninazione pro-
grammatica nella m,eravigliosa var;età clegli svolgimenti;
ma essi suscitano direttamente, impeti di gioia, scspiri di desi-
derio, languori, interrotti da energiche ribelli,oni.
il terzo tempo accentua il cararttere evolut;vo di questa
seconda sinfonia: esso non ha più nu:la a che fare col .mi-
nuetto tradizionale, ed è il pr,mo v€ro <<sch,erzo )) beethove-
niano. AlleÉfram,ente gli strumenti si lanciano 1' un l' altro le
gaje frasi, se le clividooo, riprendendone i brani, ogni quando
richiarnati, per così dire, da quatrche motivo di un gruppo?
alla disciptrina. Per chi è sensibile alla strumenta zione, e ne
ha seguito l',evoluzione dopo Haydn ,e Mozart, sarà interes-
sante rintracciare qui le origini dell'istrumenta zione per tam,í-
glie, svolta pirì tardi da W,agner, dal Lohengrin in poi.
Altro elemento evolut:vo è il mcdo col quale lo scherz,o
'si ,allaceia senza int,erru ziane al finale, il quale ne appare nna
intensificaziorlee annunciata solo dall'attacco inaspettato di un
nuovo rnotivo. Qoi l'orchestra, Fuò liheramente corr er,e),e più

27
arditamente,che non nello scherzo, si dà alla gioia dionisiaca."
Così un comm,entatore la descrive: (il fagotto f,a la ruota in
arpeggi e i violini par che -saltino per afferrare il rnotivo che,
per un mornento è loro fuggito di mano.". il fagotto s'impos-
sessa di una rnelodi,a graziasa, che il flauto, geloso, gli rapisce,
alla sei:,onda ottava del grosso camerata quasi volesse con-
t,endergliela. . )).
n successo della s,econda Sinfonia fu ottirno, e col pro-
gredir del tempo e il ripetersi delle es'ecazioni andò sernpro,
più accentuandosi. Ma la critiea non le risparmiò gli strali. \ri
ftr chi , fra i pedanti, la definì (Lrn mostro rihuttanter ur s€r-
pente ferito che non vuo]. morire...)); ed altri chq la giudicò,
opel-'a nella guale ( ...1' aquila si,alza sopra le nuvole e Bee-
tlroven apparise,e in tutta la vigoria della giovlnezz,ae con tutta
la sua ricca f,antasia, la sua potenza ,e le su€ qualità di fattura
rr cli istrurrl€rrtaziorte n. trl vero sta, forse specie a confronto
lella terza Sinfonia : l'Eroica, che in linea di ternpo irnmedia*
tamente I,a segu nel rnezzao .

2B
TERZA SII\FOI\IA
DETTA
.. EROICA"
(in mi bemoll*).

Print a esecu,zione z 7805.

Ii quesÍa terza s-nfcnia - nella s:rie delle sinfonie di Bee-


thoven una pietra m liare, la prima aff,ermazione decisrva
della personaliteì? non solo del musicista, ma dell'artista.
Per la prima volta il musicista ricorre all'ajuto della pa-
rola determinanteT con la quale, a chi ascolterà la musicao
traccia rrna linea di guida.
Veramente il titolo di <<Eroicd, )> è r,',enuto alla sinfoni,a
attraverso alla tradi zíorre, e dal suo aiutor,e è stato solo adom-
'
brato.
Esso appare scritto in lingua italiana sulla par-
titura pr,esentata in orchestra alla prima esecuzione, nel
1805, così : < Sin tonía eroica per testeggiare iI soauenire di
un gratl u,omo )). E' evidente che elata la relati.va climesti-
chezza del compositore con la lingua italian la parola <<fe-
steggiare > deve essere intesa nel se--so di ( solennizzare >>.
Ma il manoscritto della Sinfonia, finita nel 1804, che vide il
Ries, allievo di Beethoven? ad Heiligenstadt, dove esse venna
composta, recava in al.to del frontispizio una sola parola, ur
nome : ( Bona,parte )). V'er,a però f ra la prima linea e la
scritta <<sinfonia di Luigi rsan BeethoueÍL Dt uno spazio biancoo

29
in attesa evidcnternente, di qualche mflggiore esplica zione, ehe
di poi non venne.
La figura di Napoleone Bonaparte era,apparsa a Beetho-
ven? fin dal suo ingresso sulla scena del mondc, di allora,
eu4-
le Primo Console, eome cluella di un €roe? nel senso classico,
sreco? della parola. La cultur,a del g;ovane musicista, cultura
ch' egii s''era fatta da se, con le letture, e i contatti coi suoi
eontemporanei - lo portava all' anrnrir azione delle grancli ge-
sta individu,ali, dalle cluali sperava l'inst tu.. azione di un re-
gno di giustizia ideale fra gli uomini. La Repubblica di Pla-
tone le cui op,ere egli aveva sempre con sè, nella tradu-
zione tedesca le biogr,afie di Plutarco, gli avevano fattc{
,scorgere nel]a Republica
l-raneese? quale era irrstau rata da
Bonaparte, l'alba
di una nuova civiltà i L'azione militare vit-
toriosa, con la quale l\apoleone ,estendeva alle altre nazioni,
imponendoli, i rruor.i principii, gli era apparsa una epopear
gloriosa, degna cli un rnonumento.
Non cccorre imrnaginare un Beethoven dedito alla poli-
tica militante, che parteggia con la sua musica per l'una o l'al-
tr,a tertdenza, per comprendere Ie origini della terza sinf onia;
basta tener conto del suo tempera,m,ento generoso. delle sue
aspirazioni generiche alla libertà, alla giustizia, all'indipen-
denza, del suo spirito di ricerca delta perf ezione um ayta, del-
suo amor,e p,er ogni progresso.
Ma l'immagine che fJeethoven s'era fatto dell'Eroe -- sotro
l'incal zare degli eventi mutò. fl C rnsole I, heratore del
mondo, l'instauratore sognato della repubblica ideale di Pla-
tone, divenne in contatto della realtà politica, il dittatore, l'u-
surpatore. La sinfonia per Bonaparte era pronta per ,essere
consegnata all'ambasciata di Francia, quando il Ries allie-
vo di Beethoven - venne ad annune ,are al maestro che I{a-
poleone si. era f,atto ineoronare Imperatore.
L'artista,
il pensatore si ribellò. <<hfon è dtenque, questo
Bonap,arte, che un volgare tiranno che getta sotto i piedi
tutti i clirirti dell'umanità, per non ascoltare p:rì che la voce
della sua arnhizione ? )) gridò Beethoven; e halzat: al 1"g-

30
I
gio dov',era la partitura ne lacerò con sdegno il frontespizior,
gettandolo sul fuoco. Quel primo m,anoscritto dell'Eroíca ver?-
ne dopo la morte di Beethoven, v,enduto all'asta? con un nllovr),
frontispizio, che reea\za solarnente in italiano, lu scritta: <<Siru-
tonia grande det sígnor Louis r)ún, Beethor)en""
Ma le modifr,cazioni non si arrestarono al frontispizio.
Anche suggerita clall'arnmiraziorte per Napoleone? per"
glorificare l' epopea delle sue gesta , lu terza sinfonia non
volle mai ess,ere, nè fu mair ile è tutt? ora? una composizione
a progr&nrwla,e concepita e svolta per illustrare singoli fattir.
particolari episodii. In essa l'artista avrehbe voluto suseitare"
all'uditor,e le grandi linee, i sentimenti animatori di una
epopea; gli irnpeti d'ener gi.a, i dolori, e le gioie fulgide del-
l'eroe combattente e vincitore.
Il mutamento più profondo, il solo veramente significante,
fu la sostituzione, al secondo tempo, del quale non è rimasta
traccia, di quella m,eravigliosa pagina detta comunem,ente la
( marcía twnebre )).
Più che di una m,arcia si tratta veram,ente di una elegia, di
un rimpianto per un'illusione perduta. Quando infatri - a Bee-
thoven venne annunciata la triste fine di lNapoleone a Sant'E-
lena, egli, fattosi perlsoso? disse all'allievo Ries z < La nttr,sica
clr,e si conaieme a questo tríste ersento, ío l'hc scritta dicías*
sette a,nm.if u,,.. )).
Non deve dunque l'uditone ricercare nella rnusica della ter-
za sinfonia, una descrizione, neppure una rappresentazione
pittor,esca, di episodi clella vita di l\apol,eone? di fatti deltra
sua storia. fl suo contenuto vero è ccstituito dai pensieri, dai
sentimenti che le vicende dell' epGpea napoleonica hanno ge-
ner:ato nell'animo di Beethov,en, dai su,oi entusiasmi, e d'alle
sue clisillusioni, d,alle sue gioje e dai suoi dolori. E' questa ter-
za sinfonia certamen'te un passo decisivo verso la dramm atizza-
zione della rnusica; ma, sebbene sia chiaramente indicato
qual' è l' eroe, che l' ha ispirata, il vero e solo personaggio
del dramma rimane Beethoven stesso.
Certo dall,a tendenza) seÍrrpre più accentuata, a dare alla rrll--
sica sinfonica una signifi eaziotte drammatica, derivano molte'

31
delle innovazioni fcrmali, sia nella struttura dei quattro tern-
pi in gen,erale, che nello alternarsi rapido, qualclre volta ap-
parentemente disordinato, degli episodi, e par,ecchie artlitezze
arntoniche e strurnentalio
L'uditore profano deve tuttavia guardarsi bene dal volere
troppo precisar,e il significato drarnrnatico dei dettagli -- cem-
po nel quale taluni comm,entatori hanno rasentato l'assurdo.
Meglio è attenersi alle impressioni generali, com,e fecero due,
ch,e pur furono grandi musicisti: Berlioz,, il quale vi trovòl'e-
piced,io d'ult) eroe) lascianrlosi forse soverchiare dalle espr,essio-
ni clolorose, da,lle tinte tristi e fosche; W,agÍr,er,, il quale piq
sensihile invece atrla grandio-.ità dei temi.o all'irrrLertza degli
svolgimenti - trovtì che il carattere principale della r,erza sinfo-
nia era l' espressione clella f orza, della forza materiale che ar-
riva fino alla potenza distruttrice, della forza nel dolore, della
f orza nell' arrtor,e e della forza nella gioja - ( ut?, Titano ))
egli scrisse - e in lotta con gli dèi >>.
Pur tuttaviavi sono nei singcli quattro tempi delle osser.
vaztorti music,ali a f ar,e, che possono giovar,e anche al profano.
Ognuno noterà subito come in questa sinfonia Beethov€n
abbia trinunciato a[l' effettoi preparatorio delf introduzione
precedentemente da lui sviluppata così da dargli l'impor-
tantza di un episodio. i\ell'Broica egli entra in argomento su-
hito, con due accordi staccati I e suhito il violoncello attacca
decisamente il tem largo, evidente, chiaro - nel quale si
volle vedere la figura musicale di Bonapa,rte. Infatti è questo
tema che domina tutto I'allegro, e cui tutti
non gli episodi
s,embrano che far corona, f ar seguito? per giovargli a svolgersi
sempre pitr, quasi gradini di una scala r:he si vada eostruendo
dinnazi all' eroe, appianando clifficoltà, vinoendo ostacoli,
perchè egli salga più in ,alto. Qu,esto tema infatti non appare
subito completo, ma si riprende e si rinnova, per apparire in
tutta la sua ampie zza solo in ultimo , fra lo sfolgorio di colori
dell'orchestra. fl tema - che s' imprime facilmente allo orec-
chio è stato rintracciato, quasi identico, nelle prime
quat-
tro b,attute, in una entrata di un'opera teatrale di Mozart I ma
anche, e questo è forse più significante , in una sonata dello

32
istesso Beethoven. Senonchè ciò non ha alcuna importantza, di
fronte al significato che gli dànno gli sviluppi pei quali passa
in seguito. La maggior parte dei cornmentatori fra i rneno
dettagliati - vede nella prima parte dell'allegro - nel tema,
un pensiero che abbraccia il mondo prima di procedere alla
su,a ccnquista; si dir.ebbe che l'eroe voglia prima prenderne co-
noscenza in tutta la sua vastità, e veda? come in sogno, sfilareo
organicamente raggruppati tutti i rn'ezzi ch' egli dovrà met-
tere in e del suo sogno? come fosse già raggiunto lo
aziane
scopo, si compiaccia in un'oasi meJodica, piena di sentirnen'
to, di felicità. Ma .'imp$nortza, all'elevatezza, succede,
.,aI
nella musica, uh movimento dinamico, di azion'e. L' eroe si
accinge all'ofiera, incalzante, varia, or dura, or persuasiva,
sempre più incalzante? ,e conquistatrice, fino a che un urto av-
viene, che l'arresta.
Anch,e l' orecchio rneno esperto percepisce la disson alnz,e
prodotta dal. richiamo improwiso che fa clel tema iniziale il
corno? sopra un tremolo degli archi in tono diverso disst-r-
raartza intorno alla quale i tecnici hanno invano discusso, e
che neppure Berlioz è riuscito a giustificare.
L' opera dello eroe è int,errotta, me non mutata I poichè
il moncone d,el tema, così bruscarnente richiamato dallo
squillo del corno? presto, ripreso da altri strumenti, si eomple-
tà, si ricostituisce vigorosamente, intram ezate da elementi me-
lodici di carattere diverso fra loro, pervaso a un certo punto
di sapore orientalerper aseendere, fra un'iride di sempre più
brillanti colori fino alla perorazione severa, al suo trionfo; it
trionfo dell'Eroe giunto all'apog,eo.
L'adagio detto <<marcía fu,nebre >>- ha veraírlente il
carattere profondamente doloroso del rimpianto serrza spe-
rattza. E' sopratutto la linea melodica, lenta e grave, ch,e dice
all' uditore la tristezza di chi ha visto un sogno svanire. n-o
€roe che aveva raggiunto l' apogeo, nell' attuare il sogno, lra
dovuto tradirlo; egli, non il suo puro sogno ha trionfato;
It uomo, non l' idea.<< Vanítas uuni,tatltrn1,...)) par che lamenti
I' orch,estra - dopo aver invano tentato - in un moVimento
agitato di ribellarsi alla fatale verità della sentenza.

33
Tale è l'immediata suggestione che emana da .lueste pa-
gine di musica, che ,anche gli analisti pitì ostinati, dinnanzi
ad esse, tacciono.
Lo scherzo - ove non si trovasse inserito in ciuesta sim.f
o-
nia, cui lo stesso autore volle assegnare una significazione,
poetica ,e drammatica - potrehbe essere'mnsica]rnente consi*
derato alla stregua di quelli di parecchie aLtre sinfonie di
Beethoven? una esercit aztone clinamica cli tcmi e di ritnri pro-
iettati nella luee più viva dall'istrum,entale.
Ma è innegabile che a chi hene l' nscotti -- clopo la glo-
riosa ascesa del primo tempo e la desolazione della rnarcia
funebre non può sfuggire un frequentr: aff acciarsi d i ri-
flessi di tristezza e di malinconia. Lo pervade fin dalf inizio,
una agitazione? una irrequietezza di urt r:arattere tutto parti-
colare, origin,almente ,espressa; nel quale si vedrebbe corne urla
ripresa della vita, che è eterna, dopo la tristezza della rnorteo
intramezzata da episodi più dolci e un po' nlelaneonici, come
le ricord arrze di un passato ch,e più non torna, rna si tentar di
guardare serenamente, du lontano.
n final,e detrla terza sinfonia è forse la parte meno organica
rnusicalmente, e in pari ternpo quella che meno appare legata
al pensiero generale poetico. Per chi voglia tnovarvi una rela-
zian'e con l'Eroe prospettato così vigorosamente nei due prirni
ternpi? Íron c'è ctrr.evedervi, come nello scherzo, una rievoca-
zione delle pa-csate vieend,e, ma oramai lontanissirne. Le fami-
glie degli strumenti che si rirnandano la stessa nota? come una
eco, f,an pensare a dei superstiti che si dicano l'un l',altro: r<?'e
ricardi? Ti,rurnmenti?)). E qualche dolce frase - ad esernpio,
qnella del poco andante, che precede la cleiusa rbra vo-
glia evocare qualche rnemoria car,a.
A titolo di curiosità, uno dei terni è stato riconosciuto iden-
tico ,al terna di una danza composta da Beethoven per un ballo
del coreografo Viganò. Il che valga ancora una volta a dirno-
strare che il carattere deriva sempre, più che tlal t'erna, dal slro,
svolgimento.

34
QUARTA SINFOI\IA
(in sí bemolle)

Prima esecuzíone: 1807

Questa sinfonia - come la suecessiva quinta, che la seguì ad


un anno di distanza - riprend", con un apparente passo in-
dietro,lu via seguita da B'eethoven fino alla seeonda. Si direb-
be che - ogni qual volta il suo genio creatore di poeta ,aveva
manifestato la propria personalità, il musicista sentisse il bi-
sogno di ritornare alla sua fucinar per cercar tli forgiarvi nuovi
rnezzi onde giovarsene per avvicinare ancor piu quell'ideale,
che ancora sentiva di non aver comptretamente r,ealtzzato,
La terza sínf onia era stata - come abbiamo visto , - assai
discuss,a. Alla sua prima,esecuzione in privato. in casa detr
principe Lobkowitz, neppur,e gli amici avevano mostrato di
comprenderla cornpletamente.
Accanto a critiche benevoli v'erano stati attacchi violenti,
commenti ironici e irrispettosi. Be,ethoven volle metter sè
stesso alla prova, esercitarsi a dominare sè stesso, controltare
fin dove egli era padrone dell'arte sua e dei suoi rnezzí di
,espressione.
La quarta sinfonia è il risultato di questo stato d'animo
che "si ripeterà, c,ome vedremo in seguito fra la sesta
e la nona sinfonia, sebbene in modo diverso.
La quarta sinfonia non richiede per l'uditore profano
commenti abbondanti; sebb€ne alcuni glossatori postu-

3s
mi abbiano voluto applicare anche alla quarta com€ di
poi a tutte Ie altre, metodicarn,ente, il sistema di ricercare in
ogni episodio una precisa signifieazione poetica e letteraria.
Essa è, a parer mio, una formidabile esercitazione musi-
cale, ispirata certo dai sentimenti intimi dell'autore, m,a al
loro stato nascente, indipendenti da qualunque significazione
oggettiva-
Giova tener conto anche che questa sinfonia fu scritta da
B,eethoven ver,am,ente di comissíone, richiestagli da un intel-
ligente musicofilo, il conte Obensdorf, il quale s'era incon-
trato con Beethoven in casa del suo protettore principe Lich-
nowski, dopo una esecuzione della seconda sinfonia. If giova,
sopratutto, tener conto, del periodo di disillusioni, che ne ,&c-
compagnò la composizione: il periodo nel quale - per varie
ragioni, che non è qui il caso di approfondire - l'unico ten;
tativo te,atral,e di Beethoven? il Fidelio, era naufragato dopo
tre sole rappres,entazioni.
IJn commentatore trova che Beeth,oven ha avuto, nel com-
porre qu,esta sua quarta sinfonia, la preoccupazione di conci-
liare fin dove era possibile la sua fantasia ribelle, con ciò che
era generalmente apprezzato ed amato, nelle forrne usate dai
suoi pr,edec,essori. E certamente tale pr,eoccap,aziorl,e ha pri-
vato la sinfonia di un contenuto di idee e di sentimenti che
la collegassero c,on la Eroiea,.
n che non toglie che musicalmente essar p€r l'equilibrio,
fra i vari tempi, p,€r le b,ell ezze melodiche e ritmich", per la
geniale varietà degli svolgimenti
e delle tinte strumentali,
Irossa dare all'uditore intenso godimento.
Scritta in breve tempoT ,ess& ha una scorrevolezza., una
spontaneità ammir,evoli. Da notarsi è lo sviluppo dato all'in-
troduzione di un andamento maestoso, un po' misterioso
dal quale il nostro Franehetti attinse una lontana ispir azia-
ne per r'endere nel suo Cristoforo Colontbo la cahna det rna-
re cui si contrappone un allegro irromp,ente, gaudioso,
come la c'elebrazione di una passione soddisfatta, che già
nelle ulrirne battute dell'introduzione faeeva capoliho, e che
nell'allegro ha episodi di una originalità squisita.

36
L'adagío è tutto pervaso tla un soffio di passioo€, che ha
fatto pensare taluno all'episodio dantesco di Francesca da
Rimini.
il terzo temp,o nel quale Beethoven torna al ntinuetto -
ha un interesse f,ormale, per il la,rgo sviluppo datogli con l'in-
trarne zzare il minuetto con due riprese del trio, terminandolo
con una coda vivacissima; ed è notevole per certi ritmi 3. con-
trattempo, coronati in ultimo da delicate frasi melodiche.
Nel finale si direbbe che Beethoven abbia voluto saggiare
i limiti estremi della gajezza, rischiando ,anche delle bizzar-
rie ,armoniche atte a f are arricciare il naso ai pedanti, per gab-
b,arli, in ultirno? con Ia originale ricche zza di risorse del suo
tematisrno.

37
QUII\TA SII\FOI\IA
(itt do minore)

Príma esecuzione 7808.

Dopo la quarta sinfonia il ctli stLccesso si manterlil:e


in limiti modesti - ma che Beethoven trovò moclo di c'eclere

a discrete condizioni con un blocco di altre sue composizioni


rninori ,e nonostante la disillusione ancor rec'ente detr F'i-
d,etfio -- Beethoven fu nuovam,ente seclotto dalla sirena del
teatro.
il f,atto che alla sovra,intende Íaza del teatro di Corte di
Vienna _-- era stato chiamato un gruppo di suoi amici e am-
miratori gli f,ece accare zzare l'itlea di dir-entare il cornpo-
sitore titolare di quel teatro" Arrivò fino a indirizzare alla di-
rezione rlna petizione nella quale dichiarava gli obblighr
che si sarebhe assunti fra i quali queltro di scrivere ogni
anno una grande opera ,e art'oper& comíca e la musica cli un
halletto e il compenso (lu miseria di 2400 frorini l'anno !)
ch,e egli chiedeva. L"istataza venn,e respinta. Beethoven rispo-
se con la quinta sinfonia e con la Pastorale.
L,a Quinta infatti porta la d,edica a due dei famosi mem-
bri della Cornmissione teatrale - il principe Lobkowítz e iI
Rasumowski. Altre vicende - pilì intime - ne accompagnarono
p,erò la corroev,ione e la composizione: essa fiorì, per così dir'e
nella fantasia dell'artista, quando egli credeva di aver tro-
"vato finalmente nella sua vita, quello che s€rnpre lo aveva

3B
assillato: una donna che lo amasse? e la pilce di una casil'
tranquilla. Appunto nel' 1806 Beethoven s'era fr,danzato con
lit contessina Teresa di Brunslvik; e sebbene quattro arruri di*
poi, dopo diverse dolorose vicend,e, il fidatrzarnento fosse rotto
d,efinitivamente, i primi tempi della relazione dovevano aver
risvegliato le speranze nella vita, it coraggio anch,e nell'artl'
sta. La sinfonia ín do miruore è riuscita forse per questo la piìi
completa espressione individuale del musicista. Tra i coÍr-
m,entatori, Berlioz, è forse quegli che m,egiio la definisce:
( ... è la prinra sinfonia >>- scrive egli - nella quale Beetho-
ven abbia dato dei confinl alla sua vasta imm,aginazioh€: sen-
za prendere per guida, o per appoggio un pensiero estraneo.
I\ella prima, nella seconda e nella quarta sinfonia egli ha più
o meno ingrandite delle forme già conosciute, poetizzandole
con tutto quello
ctre la -"ua vigorosa giovinezza poteva aggiun-
gervi di ispirazioni brillantio od appassion,ate; nella teL-za-
l'Eroica - la forma
tende ad allargarsi, è vero? e il pensiero,
s'innalza ad una grande altezza? ma non si saprellbe tuttavia
disconoscervi l'inflrrenza di uno di quei poeti divini ai quali'
da lungo tempo il grarrde ,artista aveva innalzato un tempio(
nel suo ctlore.... La sinf'onia in do minore, invece, ci s'embra
una'ernanazione diretta ed unica del genio di Beethoven; è il
sllo p,ensiero intimo ch'egli sviluppa; i suoi dolori secreti, lg
sue ir'e concentrate, i suoi sogni pieni di un accasciamento così
triste, le sue visioni notturrre^ i suoi slanci d',entusiasmo 'ne
forniscono il soggetto; e le forme della melodia, dell'arrno.
nia, del ritmo e dell'istrum entaziGne, si mostrano pure essen-
zialmente nuove, potenti, nobili... )).
Eseguita per la prima volta a Vienna - insierne alla Pasto-
rale ed alla Fantasin per piano? coro e orch,estra in un pro-
gramma esclusivamente beethoveniano ,essa non ebbe, co-
me del resto tutto il concerto - turbato da un incidente, che
obbligò, nella fantasicr,, Beethoven, il quale sedeva al piano, a
int'errompersi a metir per tornar:e d,a capo un grande slrc-
CCSSO.

Contro la nuova composizione erano tanto i fautori dei re-


centi dominatori della musica a Vienna, llfozart ed Haydn,

39
quanto i fedeli di Handel e Bach. Il grosso pubblico, pur ri-
manendo Vi,enna un e,entro di coltura, stava volgendo a più
facili musiche, atte a solleticare loor,ecchio, e a servire da pas-
satempo. Fr,a quelli che eomprendevano e seguivano Beethoven?
la Pastorale, eseguita insieme alla quinta? parve più interesssn-
te-, e la critica eontemporanea verso la guinta, fo piena di ri.
sel:\re.
il che non impedì che - passando più tardi di successo in
successo? nei centri musicali di Germaniao a Londrao a Pari-
gi - essa sia diventata forse Ia più conosciuta, la più applau-
,dita, la più universalmente gustata di tutte le nove sinfonie.
Seguendo i quattro tempi, l'uditor,e noterà da sè, l'evolu-
zione subìta dalle forme, l'originalità dei temi e dei loro svi-
Iuppi, la novità d,el collegamento fra gli episodi.
Subito l'all,egro si presenta con quattro note marcatissime :
Beethoven stesso tlisse aver voluto con esse suscitare l'idea del
<<destino che bussa alla porta >>.Non si può dunque da; torto
a quei commentator:i, che hanno voluto vedere, nell'ulteriore
svolgimento della sinfonia la lotta della aolontù - che s'affer-
ma nel primo tema - contro il d,estino, per la conquista - sf-
traverSo ad una serie di vicende fortunose della libertù
trionfante nell'inno finale.
Alla violen za del primo tempo - si contrappone neL secon-
do tempo - l',andante .- un?oasi di calma. f)ue idee si alterna-
ro, in un canto soave? dalle cadenze popolaresche. Lo stato
d' animo dell'artista pare traspiri la tranquilla felicità, fiorse
quella - nota qualcuno - ch'egli sper,ava in qu,el tempo --.
trovare in Teresa di Brunsvik. La chiusa - improvvisa e so-
sembra quasi un brusco risveglio.
LTn libero rinnovamento delle forme appare nel terzo tempo
lo scherzo. Esso inoomincia? con un suggestivo rnovim,ento
rnisterioso, che mette l'uditore in attesa. Sembr,a che i vafii
strurnenti stiano tramando qualcosa, rnettendosi d'aceordo a
poco a poco? per prorompere poi in un folle giubilo, in una
festa pazzesca, che s'aequeta poi, si disp,erde, svanisce in un
pianissimo. Ma qui Beethoven si prende una libertà: non fi-
nisce il tempo? ma lo fa continuare nel finale, attaeeandolo

40
con un fortissimo di sorpr,esa. I timpani - che hanno servito
a preparare? durante il pianissinro della fine dello scherzo, l'o-
recchio alla sorpresa? continuano ostinatamente, riuscerido a
trascinare tutti gli strumenti nella loro tonalità, ad un movi-
mento di marcia trionfale, di un effetto imponente.

4L
SESTA SII\FOI\IA
I}ETTA
..PASTORALE"
(in f u maggiore)

Prim,a esecuzione z l-808.

I\,el quadro generale delle nove sinfonie che si direbbe-


diviso per tre - la sesta, detta comunemente Sinfonia Pasto-
rale rappresent,a una ripresa, agguerrita e m,edit ata,,
della tendenza di Beethoven a sposare la musiea ad una
espressione più precisa, più oggettiva dei sentimenti umani
nella loro forma drammatica. NIon v'è qui loimpeto della tra-
gedia ; piuttosto la visione po,etica, attr,averso alla commedia
d'ella vita di ogni giorno, di fronte 'e nel bel tÍrezzo della
natura. B,eethoven com,e uomo amava intensament,e
la campagna. Ve lo richiamavatro, com€ ad un salutare
isolamento, ad un riposo? ad una concetfrrazione -- e le vicen-
de della difficile ed avversa vita, e Ia cr,esc,ente sordità, che
lo faceva rifuggire dagli ambienti mondani. In molte sue let-
to,r,e egli afferma la sua passione per la vita alloapertor €r-
rabonda fra boschi e pratio monti e colline.
La's,esta sinfonia naeque non in tutti i suoi elementl
nella su,a struttura generale, nel suo intento - nel villag-
gio di Heiligenstadt dove Beethoven av€va già ripetutamente
soggiornato, e si compì in suceessive peregrinazioni in altrì
villaggi clei dintorni di Vienna. I1 manoscritto d,ella partitura
inviato agli editori reea in tedesco, il titolo: < Sirttonia pasto-

42
rale, espressione dí sensazioni, piuttosto che oggettiaa rap''
presentttzione >). Più dettagliatamente Be,ethoven assegna? co'
fne titolo speciale a ciascuna p,arte - (sempre in tedesco)
le seguenti dicitur,e: I. Sensazioni geie che si de,stano in, chi
'Al-
arriaa in camlragna,. - 2. Scen'u, lungo un ruscello. - 3.'
legro Curuaegt,O di Contad,ini. - 4. Tuon'O, tem'pesta, 5.
Canto dei pastori. Sentimentí di gratitudine lterse iI Creatorer,
d,opo passata Ia tempesta >>. Tali indicazioni figurarono n'el
programma della prima ,esecllzione; il che dimostra che erano
volute da Beethoven? e che egli d,ava loro una indubbia si'
gnificazione ed importantza. In molte annotazíoni, anche di
data molto anteced,ente, dei quaderni, dove Beethoven so-'
leva giorno per giorno registrare idee, temi, progetti - egli
insiste sulla differe trza fra pittu,ra ed espressione di emozioni.
per affermare che non ebbe la irttettzione di fare della
musica ( e, progr&Ír;fita, )): ed infatti la sesta sinfonia è dalla
musica a programma ben distante.
Questa sinfonia h,a un preoedente in una sinfonia del
Kneclrt (or musicista tedesco del 1700), ,eseguita nel L7B4 e che
Beetlroven giovane conobbe. Era intitolata Ritrutto rnwsicale'
della fVa,tura, ugualmente divisa in cinque parti, coll sottoti-
toli press',a poco rispondenti a quelli di Beethoven: ma il
confronto fra le due composizioni basta a stabilire quale di-
verso intento ,avessero, e su quale ben diversa vi a earruminasse,
il genio di Bonn.
A dispetto dei musicisti puri, la Pastorale - eseguita nel-
lo stesso concerto nel quale venn,e eseguita per ultimo la quin-
ta - composta prima - ebbe un'aecoglienza decisamente miglio-
re. Parv,e più accessibile e fu più largamente gustata. Si discus-
se dai critici se, o meno? e fino a qaul purrto, lu nuova cornposi-'
zione di Beethoven si accostass,e alla musiea K a prograffLrnú )>
ma tutti, in complesso, ro subirono la suggestione, A parte
ogni discussi<lne formale Beethoven ,aveva ottenuto il suo
soopo era riuscito a" fare unoaltro importante pass,o verso'
il suo ideale di artista: ,ottenere una più perfetta fusione fra
musiea e sentimento, raggiungere una nuova form,a di espr€s-
sione musieale dei sentim,enti umani, e d,ella natura. Ed il pri-"

43
rno giudizio del pubblico di Vienna fu di poi eonferma,to dal
pubblieo di tutto il mondo. Il pubblico non si rende a tutra
prima, mai ragione dei propri giudizi:
nr,a nel giorno in cui
applaudì la Pastorale approvò le tend,enz'e dell'arte musicale,
verso il dramffio, verso la fusione di music& ,e poesia.
Per it pubblico che ascolta oggr la Pastorale - ogni
dissenso di tenden ze,, ogni distinzione fra musica descrittivao a
programmae e musica espr,essiva o drammatica - ò superato.
Resta solo la p,otenza suggestiva dell'oper,a d'arte. ,
i)ue temi di carattere viller,eccio e popolare - (il primo è
st ato rintra cciato inu nar ac c olt adim elodies lav e
scono gli ,elementi principali dell'ampio primo
tempo - al-
le.gro ÍÍLa,noru troppo ) ,e Beethotzen usa di essi per suscitare;
com,e dice egli stesso, l" sensazioni piacevoli di una bella gior-
nata in aperta campa,gna. Egli raggiunge lo scopo con i soli
rrtezzi della musica, l'alternarsi dei ritmi, it susseguirsi delle
modul azioni, il contrapporsi e il fond,ersi dei timbri strumen-
tali; ma tale è la spontanea fluidità della struttura e degli
svolgimenti da affascinare l'uditore - tibero di illusrrare con
lJ*propria fant,asia gli episodii, ma seÍrza potersi più sottrarre
all'ambiente nel quale la musica Io ha trasportato.
il seeondo tempo nwdante molto rnosso tende più
del primo a precisare le sensazioni. Qot,, come disse Beetho-
ven st'esso - indicando ,ad un anrico rm paesaggio presso Hei-
ligenstandt dove la musica era stata concepita -- veramente il
rusoello e lo stormir: delle foglie, le quaglie, gli usignoli, il
cùculo - furono veramente i collaboratori del musieista. Per
questo tempo gli awersari della musica a programma? accusa-
rono Beethoven di essersene fatto schiavo, abbandonando e
'tradentlo I,e leggi della pura, estetica.
Chi ascolti gueste meravigliose pagine senza preconcetti,
troverà invecr in ,esse una f,onte continu,a di s,ensazioni piaee-
voli, deliziose, che qlra e là, con elementi fonici direttamente
'd'erivati dalla natura, egli ri,esee spesso ai precisare quasi og-
'gettivamente. Da molto tempo fino dal 1803 ve ne sono
tracee negli appunti del musicista Beethoven si era eser-
eitato a coglier,e sul vero, p,er così dire, nei suoni della ilo-

44
tura, gli elementi fonici da trasformare in musica. Ma solo.
quando egli si sentì padrone d'ella sua sci,enza musicale, e ne
ebbe moltiplicati ed ampliati i mezzi, arrichiti i procedi-
rnenti - egli si accinse, ad utilizzarli per l'attuazione del suo
sogno: arrivare ad esprimere tutti i s,entimenti, n,el loro svol-
gimento poetico o dramm,atico , f ar nascere in chi ascolta oltre
alla s,ensazione, il pensiero.
Il terzo temp allegro ostante il titolo esplicativo:
( Gaio conaegruo di contadirú >>- non si scosta gran che dalle
consuetudini della sinfonia della quale rappresenta lo
scherzo. Ma anche qui, lu scelta dei temi, derivati dai laendler
delle orchestrine ambulanti, dai ritmi di d,anze popolari del
contado vi,ennese? costituisce la prova che B,eethoven prosegue
nell'intento di vieppiù pr,ecisar,e le immagini suscitate all'u-
ditor,e. R.isulterebb,", dalle note di un suo biografo, un episo-
dio nel quale Beethoven intes,e caricaturar,e certi suonatori di
balli pubblici, che ogni quando, per la stanch,ezza\ suonano
dormendo. Ma pur senZ,a soff,ermarsi su simili particolari, la
suggestione di una festa camp,estre è compl,eta, Jrarticolarm,ert-
te per il carattere dell'istrumentale preponderantem,ent,e divi-
so fra i tregni ,e i contrabassi, e per l'alternarsi del tempo di-
spari, col tempo pario clrc alla chiusa dà l'animazione d'una
baraonda di danzatori esaltatio e fors'anco litigiosi che si
calma solo all'awicinarsi del temporale. Dovrebbe questo co-
stituire iJ terzo tempo della sinfonia. Ma Reethoven qui dalle
I'eggi e dalle consuetudini si emancipa completamente. Il tema
dell'allegro precedente è interrotto come da un rumore lon-
tano - i contrabassi -- cui si innesta,no dei guizzi dei violini.
E la bufera che si awicina. I rmezzi- con i quali Beethoven
rende l' ,avvicinarsi, il crescere? il culminare d,ella buferar so-
no semplici ntezzi musicali; ma con quanta originalitàr ![uan-
ta efficacia, quale accorta misura son essi usati ! 1\,e risulta
non una irnitazione dei rumori det temporale? ma una sugge-
stione di sensazionio che l'uditore avvolsorìo nell'atmosfera di
un temporale, e glie ne fanno provare gli effetti sull'animo.
Anche il fi,nale non è separato dall'episodio che I'ha prece-
duto, 'e mentre le ultime immagini della bufera lontana sva-

45
il'ffi;^,";":::#i:::,:Y"zlli,;::,'1,";
itudine a Dio, úopo l'uragarlo )).
Fors,e? con questo titolo, Beethoven rivela Sià la sua aspi-
razione a fonder'e con loorchestra la voce umana, affidando'
ad essa la funzione precisatrice, po,etica ,e drammatica. Ma
non l'osò che più tardio nella Nlona.
La tendenza affermat,a da Beethoven così n,ettamente nella
Pastorale verso la fusione
della sinfonia col dramma, generò
un equivoco: a precorrer'e l'avvenire, la Sinf onia Pastorale
venne ,eseguita a Londra, come spettacolo teatrale, completata
da attori e da un corpo di ballo, e d,a effetti scenici. Ma, il ten-
tativo fallì; nè ad aleuno potrebb,e oggi venire più in mente di
rinnovarlo.

46.
SETTIMA SII\FOI\IA
(in tà maggiore)

Prima esecuzione 7873.

Si direbbe che - dopo il balzo innanzi dato, nellnevolu,


zione dell'arte sua, du Beethov,en, con la prodigiosa mole del-
la Pastorale - riposar,e I non dal produrre?
egli abbia voluto
rna dal continuare nella f,orma che egli aveva oramai perso-
nalm'ente rinnovata, ed ,elevata a tanta potenza. La Settima
Sintonia norn si allinea infatti alle altre che cinque anni clopo
seguita subito dall'ortaaa; ed entramb'e corrispondonor - co-
rne già abbiam eonstatato a proposito della quarta e quinta -
ad un periodo di prepar azion'e, di allenamento, di elabor,a-
zione, di nuovi rnezzi - p,er affronta,re la reaLizzazione del so-
Eno che Beethoven già da tempo, certam,eflte ) accarezz,ava nel-
la rnente , lu sintonia eon, cori" I-,a forma generale della Settima
non differisce rnolto dai eanoni fondamentali. E' piuttosto
dentro i limiti dei quattro tempi che la personalità musicale
di Beethoven si svolge in nuove conr.binazioni di rnezzí, sp,e-
cialmente ritmich", nella fioritura gagliarda di iclee melodiche,
nella genialita originale delle combinazioni orchestrali. NIon
nella composizione sua? ma nel modo di usare di singoli tim-
bri, l'orchestra di Beethoven sembra si accinga a rinnovarsi -
come agevohnente può constatare ,anch,e l'uditor,e profano.
Ir[on è inutile però tener conto per le origini, delle vi-
cende del periodo nel quale ,entrambe le sinfonie nacquero.

47
B'eethoven ,aveva eomposto nel periodo che intercorre fra.
la sesta e la settima sínfonia ben ventidue opere? fra le,
quali alcune importantissime in rapporto con la sua evoluzio--
n'e artistica di sinfonista, come la quarta
ouverture pel
Fidelio (quella intitol ata Leonora), la
Fantasia, per pianor,
coro e orch'estra, l'out:ertur,re, gli intermezzi ,e Le melodie per
l'Egmont di Qoethe, l'oratorio Cristo al Monte degli Oliaí, e:
la Vittoria di Wellington, (o Battaglia di Vittorío). Inoltre
quelle annate avevano? risolvendo i problemi economici della
sua vita triholata, anche rischiarato il su,o stato d',animo,
c,on
delle soddisfazioni morali, con dei raggi di s,ol,esentimenr4ti,
Per impedire ch,e egli - allettato dall'offerta del Re di \Mesr-
fali,a (Giuseppe, fratello di I\apoleone) che lo invirava a ror-
nar'e in pa'tria, offrendogli il posto di Maestro di Cape}la, li-
bero di fiss,arsi il proprio onorario - abbandonasse Vienna
tre suoi protettori, l' arciduca Rodolfo (che era suo ,allievo),
il principe Lobkowitz e il principe Kinsky si impegnarono a
passargli vita natural durante una pensione di 4000 fiorini
annui : in allora l,a vita assicurata.
L'animo suo rflss,erenato fu attratto
ancora una volta dal
sogrro di er'earsi una casa? una famiglia, dalla vivaoe bellezza
di Teresa Malfatti. Sogno - ahimè ! anch'esso presto svanito.
ma che pure r'ecò all'artista una f'orz,a animatrice, come la
r'ecarono il breve episodio sentimentale con la cantante Ame-
lia Sebald - svoltosi nella stazione balnear,e di Toepl i1s - ,s
l'interessamento sia pur platonico, alla vita di Beethovenr,
di una singolarissima figura di donna, che ehtr,e parte non in-
differ'ente anche nella r4,aturità di Goethe, IJettina Br,entahor
appartenente ad una famiglia di origine berg,anlasca, diven-
tata proprietaria della più importante easa bancaria di Fr,an-
coforte.
fnoltr'e in quel tempo ciò valse certo a distrarlo dalla
sinfonia -
Be'ethoven er,a stato nuovamente invogliato, da of-.
f,erte ottime 2 a ritentare il teatro. Due canúate d,rammatiche
Re Stefan'o e le Roaine rIí Atene - scritte per l'inaugura-
zione del nuovo teatro di Budapest avevano avuto la pi,.[
lusinghier,a accogl iemza. Egli si ,era posto alla ricerca di unj

4B
soggetto d'opera, indicando prima , al librettista Treitscke un
melodramma frances,eoo le <<Roaine di Babil,oni,a >> che do-
vette abbandonare subito, perchè, rappr'esentatosi il dramma,
nel fr,attempo, a Vienfraz aveva avuto un esito disastroso.
L'ideale par,eva raggiunto nella proposta di Teodoro
I(órner - il geniale po,eta-soldato di un episodio
om,erico
- il <<Ritorrùo di Ulisse )); ma la morte gloriosa di Kórner sul
campo di battaglia, troncò ogni sp,eranza. Fu in una forma in-
termedia che l'irr,equieto spirito ricercatore trovò modo di af-
fermarsi, nel poema sinfonico - (tale si può chiamare) - la
Vittoria di Vellington. L,e descrizioni musicali di batraglie
erano allora
di moda ; rna Beethoven riuscì a nobilitare que-
sta forma, el,evandola ad espressione d'arte? nonostante che
p'er accontentare quei ch,e ne aveva avuto I'idea - Maelzel,
l'inventor,e del metronomo trorzasse modo d'introdurvi gli
inni inglesi < RuIe Britannia >>e <<God sa,uethe King >>.Molte.
altre composizioni. di altra indole, come la prinr,a Messa a
quattro voci, @ num,erosi canti su versi di Goetlre, occuparono
in allora Ia operosità di Beethoven. Sulle origini della Setti-
m& ed ottaua Sinfonin influirono ad ogni modo gli av-
venimenti politici del lBlS - sebbene da un anno Beethoven
ad esse pensasse? ed abbia pure finito la seconda di esse, pri-,
ma dell'altra. Essa ebb'e la sua prima esecuzione in un corr-
e'erto, organizzato dal Maelz'el, a beneficio dei feriti nella,
battaglia di Hanau, quella battaglia nella quale austriaci e ba-
varesi ,a\revarl tentato sanguinosamente di tagliare la ritirata
a I\apol'eone. fl prograrnma era alquanto ,eteroclito figurando-.
vi, aeeanto a due mareie p,ersino tlei pezzi (non di
Beethoven, s'intend.) per una specie doorganetto - il < Trom-.
bettiere mecca,n'ico >>d'invertziotre del Maelzel. Il successo del
concerto - al quale avevano cooperato come esecutori, i più
bei nomi del mondo musicale viennese di allora fu entu-
siastico; e grande fo, s,ehbene sup,erato dalla Vittoria di Wel-
I,in'gton, quello dell a settima sinfonia. ll pubblico volle perfino
il bis dell'andante.
Alla eritica, - in generale benevola, - di Vienna - non sem*
pr'e corrispos,e quella che aeeolse le prirne esecuzioni in Ger*

49
mania. Fra gli altri Ie fu c,ontrario il giovane Weber. S,enonchè
col tempo anche la Settim,a trovò giustizia, ecl i comentatori
posteriori -. fra cui Wagner la collocarono fra le rnigliori
di Beethoven.
Parecchi di essi, ric,onosciuta ormai la ten d.enza del cortl-
positore, a precisare il significato dei singoli tempi delle sin-
fonia, € degli episodi loro tentarono nonostante qual-
'che irata protesta di Be,ethoven di darne una interpreta-
ziome poetica e drammatica. Chi vide in ,essa la gioia della
Germania liberata dalla domin azione straniera, chi una festa
cavaller,esca, uo torneo, chi una insurueziotre di popolo, chi
una f,esta di nozze. A p,arte che ,essa- come tutte le altre
risponde certo a degli stati d'animo, nel loro car,attere
fondamentale, e nei mutam,enti dominati dal pensiero e dalle
:sehsÍrZioni intime di Beethoven con nessuna pr,eeisa in-
dicazione l'autore ha voluto influenz,are o limitare la fantasia
personale di chi ascolta.
Fin dal primo tempo -- una introduzione largamenle qvi-
luppata, dagli episodii originali, e ricca d'una melodia appas-
sionata, che ricorda uno dei più bei spunti del Faust di Colt"
nod, seguita da un uiuace predomina una sensazione dJi
energia e di forza, cui non si può negar'e un carattere guer-
resco.
T,'ull,egretto seeondo dei tempi è divenuto celebre
per il meraviglioso svolgimento che B,eethoven fa subire
,ad un tema di poche note ribattute, porta'ndolo erttraverso la
interruzione di un rnovim,ento fugato, ad una originalissima
chiusa. I\ello scherzo - tutto varietà di ritmo e gaiezz è
notevole l',episodio rnelodico, che ha qualcosa di religioso e
di popolare, a un tempo? ma ancora f,estoso appare il
più
fi,rualeo d'una festosità un po' ingenua ,e grossolana ) rrra ini.
'Ciavol aha, nelloultimo crescendo,

50
OTTAVA SINFONIA
(rn fa maggiore)

Prima esecuzionez 7Bl 4.

Di quanto è stato detto sullo stato d'animo di Beethoven


nel periodo della composizionedella settima sinfonia l'u-
ditore deve t,ener eonto anche a proposito dell)ottaurt Il coÍìr-
positore, lusingato anche del successo della ripresa del Fi-
delio, al T eatro deltr"O pera, sentiva crescere intorno a se il,
cons,enso del pubblico. Tanto che l'ortaau sinfonia, valse a\
cornpl'etare il prograrnm,a di lln corlcerto datosi a richiesta del
pubkrlico - il quale desiclerava riudire la settirna e la Vittoria
di Wellington' concerto che fu per
Beethoven, una volta
tanto, anch,e un successo frnanziario. I{ella sinfonia cui
non m,ancarono le interp retazioni più diverse -- la forma non
presenta gran che di nuovo. Vi è anzi da notare il ritorno
al Minuetto - al posto del libero scherzo beethoveniano, or&-
mai caratteristico ) - sebb,ene ,anche qui - come in ogni sua
parte, sia evidente il progresso - dice Berlio <<sotto il
triplice aspetto dell'istrumentaziohe, del ritmo, e dello stile
m,elodico >>.
Certamente non ha torto qu,el commentatore che vede in
questa sinfonia il Beethonen) felice e sorridente della gioai-
nezza, -- nè quell'altro che la chiama addirittur,a una schietta
€spr'essione di umorismo musicale. Nello sch,erzando dell'al-
.Iegretto, si rintraccia anche una bonaria carieatura della rnu-
sica di Rossini, allora in voga, per la quale Beethoven,? non

51
setrza una punta ironica, si sarebbe s,ervito di un tema compo-
sto per hurla sul metronomo di Maelzel, in fine di un banchet-
to al suo inventore.
il terzo tempo riporta l'uditore al tradizionale minuetto
questa volta serrz,a gr,andi novità di sviluppo, rnentre il
finale veram,ente, ,e per le proporzioni, e per f irruertzù) e per
la fantasia dello svolgimento, lo riconduce al Beethoven più
cornplesso e completo? come musicista, pieno di ardimenti e
d'indipendettza,

.:
f,
.F

l
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52
i\O]\[A SINFOI\IA
(in re rninore)

L'ODE ALLA GIOIA

Prima esecuzione: 1824.

Risulta clai dati biografici e da lettere, eh,e


Beethoven &v€-
va pensato da tempo, a trarre una ispirazione
rnusicale dalla
poesia di Schiller: Ode aIIa Gioia; rr,a non
ri deno s,e egli p,en-
sasse veram'ente ad una grande composizione
sinfolica, o a
qualche altra minore e pirìr semplice forma
musicale. Nlusical-
m'ente invece la prim,a traecia si trova in uno di guei
li6riccini
di annotazioni che Beethoven portava sempr€ seco, e dove
son*
notate quattro battute, tlalle quali deriva il tema del,lo scherzo
della Nona sinfonia; è del 1815; ,e del 1817 sono ,alcuni brani:
che sono annotati con l'indic azione (per la sinfonia in Re>. Mai
poi l'elaborazi'orte vera non ricomincia che nel L822. Sono ben
otto anni di interruzione nell'evoluzione della Sinfonia; ma
nessuno forse, quando la |Yona apparve? avrebbe pensato alla
possibilità di una tale ascensione. Certo Beethoven corrÌe,
pur altr'e volte aveva fatto non si abbandonòr ![nesta vol-
tà, all'estro improvviso I eerto il pensiero lo torm,entò ass,ai,
prima di prendere forma rnusicale. Ma sopratutto furono le
condizioni della sua vita, che gli impedirono più rapido la-
voro; giacchè anch,e negli altri campi della musica egli pro-
dusse in questo ultimo periodo scarso numero di opere, e dopo

53
loottaua sínlonia nott comparv,ero, it cinqu,e anni che sole tre
ta a a t'

composizioni Pianistiche.
E, bene che il lettore si r,end,a conto delle cireost aÍrze nelle
quali si trovò in questi anni il grande artista.
Dopo l'oasi s,e non di felicità completa -di tranquil'

lità e di quasi agiate zza - nella quale erano state cre,at'e la


,Settim,a,e l' Ottaua la vita di Beethoven s'era andata sfron-
d,ando delle soddis f azioni, degti onori, e f acendosi irta di
,spine. Le condizioni politiche mutate avevano trasforrnato
Vienna anche artisticamente. Il livello - già turbato dalla in-
.vasione del melodramma italiano, dell'op,era comica, facendo

dei virtuosi canori gli arbitri del successo? - si era alterato;


:rnolti valorosi istnrmentisti fra i quali i componenti il fa-

rnoso quartetto Rasurnowski -- che aveva fatto trionfare quasi

tutta la musica da Camera di Beethoven erarìo esulati al'

l',estero. Il popolo vi,ennese s'interessava oramai prevalente-


rnente dei divertimenti ,e spettacoli volgari, e disertava i con-
certi. INell'alta società il numero dei rnecenati si andava as-
sottigliando. Morti Lobkowitz e il principe Lich'
it principe
noski, |a pensione che da quel gruppo d'amici era stata fissata
;a. Beethov,en vita natural clurante, diventava diffrciLmente esi-
,gibile, perfino parte assunta dalt'arciduca Rodol.fo. Per
nella
ragioni di svalutamento della monet a era st,ata nel 1816 ridotta
,da 4000 a 1612 fiorini. Gli imbar azzi frnanziari ,erauo stati ac'
,cr,esciuti dalle cause intentate agli er,edi dei suoi mecenati che
si rifiutavano di riconoscere i suoi diritti alla pensione asse-
gnatagli. Ma il prooesso che più travagliò il povero Beetho-
ven? anche moralmente , fo in quest'epoca quello per l'ado-
:ziotte del nipote Carlo, figlio di un suo fratello defunto. Date
Je dispos iziani contradittorie del testamento delle quali
I'una Beethoven tutore: e l'altra obbligava il figlio
nominava
Carlo a non abb,andonar,e la casa della madr,e? con la quale
íl maestro era stato sempre in pessimi rappbrti fu pos'
sibile una conciliazione. Beethoven condusse la lite ostinata-
mente, per quattro anni, impegnandosi in spese? non occu-
pandosi pirì di null'altro, finchè. riuscì ,a far riconoscere dat

54
tribunale la ind,egnità della madre, ed accogliere presso' d;
sè il nipote Carlo definitivam,ent,e.
auanto gli sia stato riconoscente, e tluali dolori e dispia-
eeri abbia poi dato al huon Beethoven quel poco di buo-
oo, veda, chi d,esid,era maggiori dettagli, la biografia dello
Schincller.
Furono qu,este le vicende che, se non proprio accomp&-
gnarono? precedettero di poco la composizione clella l'{ona,
Si,n,fonia. Avvenh€, è vero, fi* dal 1821 un risveglio di atti-
vità in Beethoven; appart,engono a questo periodo , Ln Rouirue
d'Atene oltre a parecchi canti su versi di G.oethe ch'era
il poeta prediletto ? orr,uertures e sonate la Messa solenne
in re dalla quale il eompositore aveva sperato un largo
reddito offrendola ai R", ai potentati, alle corti d'Europ,&, in
rottoscrizione: wra i sottoscrittori non fur,ono che sette ( ! !),
Ed egli ci rimise di tasca. Conte si è eonstatato è nell'e-
state del 1823 che Beethoven, staecandosi da ogni altra cosa,
si diede int,ero alla cornposizione clell'opera sua che, corne un
ideale lontano, egli avevat forse fin dalla prima giovinezzag
c,er:to da rnolto tempo nel cervello; ,e si isolò completarnente
fin dai piil intimi amici, in camp,agna. Tornato a Vienna
alla fine di ottobr,e, portò con sè terminati, i tre prirni tem-
pi clella l'r/om,a.1\{a il fi,nale si fece attendere arrcora parecchio.
Beetho\zen era in lotta con sè stesso per risolvere il prohlema
dell'introduzion,e delle voei umane nella f,alange degli stru-
rnenti. NIon che egli non avesse meditato lungamente la fu-
sione dei due el,ementi, vocale e sinfonico, chè anzi er,ano e,ertcr
parúe integrale e organica della eorae,ezione; ma egli non si
era ancora definitivamente fissato sul tema da affidare alle
voci. Finalmente un giorno potè mostrare all'arnico Schin-
dler le 15 battute sui primi versi dell'ode di Schiller - ,e ,,da
quel giorno la composizione progredì rapidarnente, talchè nel
febbraio lB24 la l'./ona Sinfonia era finita. Dif'ficile era( però
ottenerne una buona, ed in pari tempo anche €conomica-
mente utile esecuzione.
n gusto del gran pubblico viennese era negli ultimi anni
rnutato. lltei teatri imperava I'opera italiaÍra) con Rossini alla

77
DD
testa; nei concerti non v'era posto che per la musiea vocale
eseguita dai virtuosi italiani. Ciò spinse Beethoven (che
pur di Rossini era amrniratore) - alla ricerca di un orp-
biente dove vi fosse minore concorreÍtza) e una corr,ente più
favorevole. Pensò a Londra, a Berlino, a Lipsia. Ciò spiega
come vi siano diverse parti.ture, con detliche diverse, al Re
ts'ederico Guglielmo III di Prussia, alla Societù Fi,Iarm,anica
di Londra.
Senonchè, saputosi in Vienna che la nuova sinfonia era
terminata, e ch,e l'autore
era in trattative con altri e,entri mu-
sicali dell',est,ero i vecchi ,e fedeli amici rlel Grande fe-
cero circolare a insaTruta di lui un indirizzo, dir,etto a Bee-
thoven, nel quale in termini cornmoventi, invocando il suo
amor patrio si scongiurava il m,aestro, di non privar,e la sua
^città, i suoi amici ed ammiratori fed,eli, (( del ntrorlo f,ore
imntortale )) che stera K aggiuttto al,la corona, delle grand,i sin-
tonie >>.
Le firme piowero, e fra esse quelle delle personalità più
cospicue e influenti dell'arte, della sciertza. dell'aristoera zía,
cosicchè nel febbraio stesso l'indirizzo potè essere presen-
tato a Beethoven da una commissione di delegati della citta-
dinantza.
il Maestro ne fu vivam,ente comrnosso e lusingato: e l'in-
domani st,esso assicurò i delegati <<che norl inoarto si era ri-
corso alla sua amicizia e aI suo patriottismo )).
Tuttavia gli organi zzatort messisi subito all'opera
sebbene la direzione del Teatro diCorte offrisse la sala a
buone condizioni ,ebbero facile compito . Anzitutto p€r-
chè B,eetho\r,en ' cui la sordità oramai progredita toglieva la
possibilità di un 'efficace controllo alle prove non voleva
fidarsi: per Ia concertazione, che dei suoi vecchi cooperatori,
il maestro IJmlauf ,e il primo violino Schup p,arrz,er ntre i
teatri, anche quello An der Wien avevano i troro dir,ettori d'or-
chestra. Vi fu un monnento nel tluale l'impresa minacciò di
naufragare complet,amente I e gli organi zzatori dovettero ras-
segnarsi, pur di riuscir:e I a passar sotto le forche caudine d,el

s6
direttore del T'eatro'di Porta Carinzia - cer:to Duport, sp,ecu-
latore esoso.
Finalmente, il 7 maggio LB24 apparve il manfesto 8n-
nunciante il concerto. Il programma era -- (clopo ch,e'Beetho-
ven aveva cancellato nell'originale tutti i titoli che gti eranq
affibbiati) così concepito:
1. Gr,ande ouverture (ir do rnaugiore).
2. Tre grandi inni eon soli e cori (i quali erano poi it
Kyríe, il Credo, l'Agnus Dei e ilt Dona nobis pacenr, della
Messa .solenne).
3. Gra,nde Sinf onia con finale nel quale entrano dei soli
e dei cori, sul testo dell'Ode aIIa Gioja di Schiller.
Come si vede l',annuncio della Nona Sinfonia non recava
si capisc,e, per volontà di Beethoven alcuna speciale
esplicazilone. Dopo una serie di incidenti, alle prove, che
originarono d,ei mutamenti di artisti, e d,ell'e modificazionl
alle parti, l',esecuzione ebbe luogo davanti ad un pubblico e-
norme, che gremiva il teatro in ogni sua parte, Il successo fu
entusiastico . La cronaca narra che Be'ethoven? seduto presso
il maestro umlauf che dirigeva in piedi, era rivolto agli €se-
cutori? non perm,ettendogli la sordità ormai quasi completao
altro che seguirli con gli occhi, m,entr,e nulla, o ben poco gli
arrivava all'or,ecchio, degli applausi continui. IJna delle ese-
cutrici, vedendo tutto il pubblico acclamante in piedi, la
IJnger - ebbe l'impulso di abbracciare il maestro, voltandolo
verso la s,ala. Beethoven rimase scosso,? e si inchinò, pro-
vocando una nuova ,ovazione; gli occhi gli si ,empir,ono di la-
crim,e, e fu questo il trionfo, I'ultimo, della sua vita di arti-
sta. Dopo il coneerto fu portato a casa svenuto, € per tutta la
notte rimase assopito sopra un divano.
fl successo della ['{ona Sintonia - nonostante i favorevoli
giudizi dela critica - non si propagò subito oltre i confini
della città. A Francoforte, ad Aquisgrana - d,elle es,ecrrzioni
ineerte ed anche monehe non destarono lo stesso entusia-
smo. A Lipsia ove giunse nel 1826, ebbe anche delle critiche
aggr,essive, m,a interessò il pubblico così r,ivament'e che do-
vette eoneed,ersi una replica del eonoerto. A Londra nel

57
1825 i'l succ,ess,one fu mediocre. A Parigi Habeneck riuscir
ad imporla all'att'enzione clel pubblico, mediante qualch,e con-.
cession,e. Ma ,essa interes.qò tutti i grandi musicisti, che ne:
divennero i p,aladini e i divulgatori, Nlosehel,es, Berli'oz ,e Wug-
nel' più particolarmente, i quali la eoncertarono a Londra.
fn Italia apparve la prima volta -per iniziativa della So-
cietà del Quartetto in Milano nel 1B7B diretta _-. nella sala del
Cons,ervatorio, da llranco Faccio, in u.na esecuzione discussa
dalla critica ) ma accolta con entusiasmo dal putiblico. I)opo
di allora passò a Bologna? concertata da $lancinelli prinra, du
Martucci poi, a Roma, dal Pinelli, a Torino dal Y anzo. Fl
tornò a Milano, nel 1896 con Lamourellx,? nel 1903, nel I9I9
e nel 1922 alla Scala, con T,oscanini.
Chi più d'ogni altro fra i grandi musicisti si fece l',apcstolo'
della [Yona Sinf oruia fu Riccardo \f,/agner. -E' noto ed eghi
stesso lo racconta nella sua autobiografi,ît - clre mentre, gi,ovi-
netto ancora ? era incerto se s,eguire la sua tenden za alla poesia
dranrrnatica n,ella quale av;eva esordito con un tragedia
shakespe,ariah&o rimasta. ignota alla pittura, alla quale 1o.
aveva interessato il padrigno, o alla musica , c1n'egli av'eva irtr--
parato ad amare d,a sua sorella Giovanr&t eccellente cantan-
'te - fu l'audizione di una sinfonia di Beethoven, ch,e lo de-
cise a dediearsi eselusivament,e alla musica. L'esecazione della
l',lona Sínfonia clr'e \Magner diresse nel 7846 t'anni dopo
Ia morte di Beethoven riuscì - per l'ardore posto dal giovane'
maestro, allora ventitreenne, lu sua energia, la profonda in-
tuizion,e un avvenimento. IJn'ultima volta lffagner volle
concertare e dirigere la l,{ona Sínfonia in ,occasione della
fondazione del su,o teatro di Bayr,euth, quasi a consacrare ít
tempio del suo dramma musieale, dalla sinfonia beethove-
niana, a slr,a stessa eonfessioner g€nerato. Serivendo di coloro,
i quali, dopo Ia morte di Beethoven, si ,erano ostinati, e si o-
stinavano? a scr:ivere sinf,onie egli diceva z <<fuIa norr, si ac-
corgono costoro che l'ultim,a sín'tonia è giù stata scritta? )).
I\el suo pensiero eon la N[ona, la sinfonia s'era sposata aI

*:lx "3Tff,T"" i:TJ


ffiJTffiffiT;,: #tI,:::;
5B
e seppe nel dramma musie,ale, portare nuove e ricche ri--
sorse anch,e musicali e sinfoniche.
I\eppure la critica dei commentatori posteriori'fu unani-
rne nè concorde nel giudicare la l\ona Sinfonia; tanto che il
celebre critico parigiho, Scudo, ebb,e a senterrzlare: <cla Nona
Sinfonia è urua, pietra elella disaordia lanciata tro i crítici, di
tuttii Ttaesi >>. Ed ancora oggidì v'è chi, pur ,amrnirandola
musicalmente, esita ad accordarle quella importantza che eb-
be nell'evoluzione della musica del secolo decimonorîo.

*^*

Di primo acchito l,a l'{ona Sirufarúa - per la mole, per la


grandiosità di linee, l'archit,ettura gigantesca ,, lu novità de-"
gli eff,etti , Lu ricche zza degli episodi dà all'uditore quasi
un'impressione di stordimento, di stupore.
Poichè i quattro ternpi ormai, speci'e l'ultimo, corn-
pletameriL,e affrancati da ogni convenzione formale - si inca]-
zarao l'un l'altro - animati dall'objettivo finale, l'unione del-
l'orch,estra alle vocio la dramm atizzazione d,ella musica sitt-
fonica. I tempi che preced'ono il finale? non sono che la lo-
gica pr,eparazione, i gradini, per arrivare alla glorifi eazíone"
della gioja, essenza della vita, uniti da una m,eravigliosa unità
di ispirazione. Fra i comm,entatori vi è stata una discussione,
non solo a proposito dell'ode di Schiller, ma anche delle in-
tenzioni d,el musicista, sul vero significato intimo del sen-
tim,ento che entrambi anim,ava.
Si è sostenuto t ,at per v,ero dire, non sexrza qualche doeu-
mentaziorr.e, -- che invec,e della parola Frercde, gioja, Schiller'
av,eva scritto Freiheit, lib'ertà, e l'aveva di poi carnbiata, per
non incappare nei rigori della polizia del tempo. E che Bee-
thoven foss,e di questa opinione apparirebbe da qualche an-"
notazione trovata nei famosi taccuini del musicista. P,er chi
ben legga le strofe di Schiller, nel testo originale, non può.
aver valore I'objeziorte, che il contesto d,elle immagini lìon
si possa riferir,e alla glorifi cazione della < libertà ) ocllt-
eetto troppo ristretto, politico ; giacchè vi è sempre il dop- "

s9
pio senso che di pensare alla libertà - naturalm€n-
,permette
te intesa nel suo signifieato più lato ,ed ideale. Comunque sia
il musicista avrebb'e il merito di aver, nella sinfonia, fatto
delle due paroler ur eoncetto solo, identificando la gioja eon
la libertù.
Il pensiero dorninante, il sentim,ento animatore della Nona
Sinf onia è cer:to l'aspir azionte delloumanità travagliata, shat-
tuta fra impeti di speranza e accasciamenti scorati, verso la
lib,era gioja di vivere. Questa sensazione Beethoven ha vohrto
far attraversare all'uditore, per dargli da riltimo la soddisfa-
. zione suprema dello scopo r,aggiunto.
Fra i comrnenti alla sinfonia nelle sue singole parti, il
più ad'eguato è certo il programma, che Riccardo Wa,gner
pubblicò in oeeasione dell'es,ecuzione della I){ona d,a lui di-
retta a Dr,esda. NIon vogliamo riportarlo per iRtero, per non
limitare eccessivamente la fantasia dell'uditore; ma gioverà
,acc€nnanri, nel seguir,e ogni singolo tempo. \Vugner lra cr€-
duto trovare nel F aust tli Goethe - che fu del resto il poeta
prediletto da Beethoven le espr,essioni ,e le immagini pirì
acconce a precisare Ie sensazioni che ci dà con la nrusica il
compositor,e.
L'allegro nr,a noru troppo -- primo tempo, nel quale si di-
'stinguono facilmente degli episodi alternantisi, che s'inizia con
una specie di prepar azione ambiga&t inquieta, ch,e suscita una
tensione aspettante è int'erpretato da ìVagner come un
'combattimento di carattere grandioso fra le asp:ira zioni della
nostra anima verso la gioja, e l'oppressione di quelle poten-
z'e n'emich", che s'interpongono fatalm,ente
noi e la rf.o- fta
stra f,elicità quaggiù. La resistenza all,e sorti avverse cresog, è
illuminata qua ,e là da teneri barlumi, pallidi sorrisi di fe-
licità, che tosto sono oscurati da nuove tenebre, che ci spro-
fondano nella tristez za; poi la resistertza e la lotta ri.comin-
ciano, con incessanti vicissitudini, finchè l'afllizione dell'ani-
ma raggiunge f'orme gigantesche: l'universo intiero è sotto la
-stretta di una cupa disper azionea.... )).
I\el seeondo temp'o - molto uiaace - che sta al posto dello
,scherzo - e che svolge un breve tema con una ricchezza fanta-

60
J

.Wagter
rstica - vede l"uomo travolto in vortici inebriantio
dinnanzi ai quali sembra fuggire, per raggiungere una felicità
nllova... Ogni quando riappareo con un nuovo motivo una
lontana visione di benessere. Dice Goethe:

(( Affanni e gioje
Lieti e miseri eventi in un perpetuo
Movimento soalternano:chè solo
Nell'agitarsi senza posa esulta
La natura dellouomo...

Ma questa oorsa dietro a mis,eri piaceri ci disgusta, fino a


farceli bruscamente respinger,e.
L'adagio molto cantabile, che sta al posto dove abitual-
rnente nella sinfonia, c'è lo scherzo - alterna un adagio eon un
andante, di mirabile bellezza melodica, che si potrebbe dire
belliniano. Alle febbrili, selvaggie aspirazioni subentra se-
'Wagn
condo il r:isveglio di un dolc,e ricordo, ricordo di
gioje pure altra valta assaporate.. Si direbbero le dolcezze del-
l'amor,e che si rawivano al contatto della sperartza) (qudndo
riappare il secondo motivo) e promettono una gioia più pro-
fonda ,e duratura...
Con una specie di grido acuto, il terzo tem po cede alr
qu,arto - it presto, primo episodio, aneora istr:umentale t - del
fi,nale.
< Sin dalle prim,e battute di questa parte - nota Wagner
- Ia musica di Beethoven assum,e decisamente un accento più
parlanter'essa perde il carattere della musica purarnente istru-
rnentale, che è ,essenzialmente quello dei primi tr:e tempi, che
si manifesta nella vaga indefinitezza dell'espressione.
Loandamento del po€ma musicale spinge ad una soluzione
che non può esprimersi che m,ediante il linguaggio umano. IJn
comrnosso recitativo dei viotroncelli e dei contr,abassi prepara
quasi l'imminente intervento della parola e della voce, in guisa
da farlo aspettar,e com,e logicamente necessario ; la teeihazione
istrumentale, che già esoe dai limiti della musiea assoluta, si
oppone agli altri istmmenti, come per affrettare eon la sua elo-
quenza appassionata, l" soluzione. Questa reeitazione istru'

61
mentale trova
forma finalmente in un tema cantabil,e s€rrt-
plicissimo,lu cui onda giojosa traseina a poco a poco tutti gli
strumenti dell'orchestra. Lo si direbbe un ultimo tentativo di
Beethoven per ,esprimere in modo chiaro e preciso, con la sola
musica strumentale, la gioja ormai conquisa d'una felicità sicu-
ra. Ma la materia non si piega al suo volere. Corne il m,are in-
furiato essa spumeggia, si inn alz,a, ricade; più acuto torna a ri-
sonare il grido selvaggio, udito all'inizio. Ma ad un tratto una
voce llm,ana, dallo,espressione pr,ecisa ,e ferma, interviene ad
imJrorre silenzio all'orchestra . KAm,ici, bastu cotL questi crc-
cordi; inton'iamo dei canti píù limpidi, lieti e giocondi >>.Ecec,
la luce che llumina il caos. Finalrnente un mezzo di espres-
sione preciso ed intelligibil'e è conquistato; finalmente ci sarà
clato di sentire, in forma lucida inclubitabile, col soccorso del-
la musica strumentale ) rraezzo docile e s,ottomesso, ciò che la
nostra anima, nel turbamento,
nel turbine delle su,e aspira-
zioni alla giojao
consid,era come il r,aggiungimento della fe-
licità. E le voci cantano : -

- Gioia, figlia della luce,


Dea dei carmi, dea dei fior
Il tuo genio ne conduee
Per sentieri di splendor.

__ Il tuo raggio asciuga il pianto


Sperde l'ire e fuga il duol
Vien ! sorridi a noi d'accanto
Primogenira del Sol !

Qual nell'aria armon'iosa


Già s'inserta il suono al suon
E la voce della sposa
Già s'unisce alla canzon.

- Ma da noi ritorca il viso


Chi la gioia in cor non ha,
L'uom che mai non ha sorriso
Certo in ciel non salirà.

- Dea dei palpiti giocondi,


Gioja, sacra ed immortal
Tu sei l'anima dei mondio
Sei l'ebbrezza celestial :

62
Sei la pace, la sperarrza
Sei dei pampini l'amor
Sul tuo metro eterno d,anza
' Move il mar e l'astro d'or.

{Corale : andante maestoso).

Ci stringiam, lieta legione


fn un vincolo fedel
E la pia benedizione
Scenderà su noi dal ciel.

{Adagio deuoto).

Gloria al Santo, all'Ente, al Nlume !


Re del cie]. e Dio d'amor
Abbagliati dal suo lurne
Adoriamo il Creator.

{Ahegro ener gico) .

Gioja, figlia della luce


Dea dei carmi, dea dei fior
Il tuo Genio ne conduce
Per sentieri di splendor.

I1 tuo raggio asciuga il pianto


Sperde l'ira e fuga iI duol,
Vien sorridi a noi d'accanto"
Prirnogenita del Sol ! ( t).

S'avvicinano prima sempre secondo Wagner fan-


.f,are belliche,e :n:uziali? accompagnanti dei giovani eroi, in
un comhattimento ch,e l'orchestra sola descrive. La vittoria al-
larga i petti? e fa nascer,e l'amore per I'umanità, e rivolge il
loro pensiero all'ente supremo che la gioja dispensa:
<<L'uomo è stato creato per la gioja ))
( Gioja, figlia della luc,e... ))
;si rim,andono l'una all'altra le voci, finchè s'uniscono nell',en-
tusiasmo tumultuoso e nell'ultimo solenne saluto d'amore, e
taeciono per lasciare all'orchestra il compito di rievocare il
punto di partenza - iL tema del primo tempo.

( t) E' questa un'imitazione, per l'adattamento ritmico,


di Arrigo Boito.

63
l\ei vari episodii corali si noti ,al corale and,w*e nlae-"
stoso il meraviglioso colore religioso ch,e assurne l'orehe-
stra, che semhra aecompagni con quel tromhone
sostenuto"
dai violoncelli e contrabassi salmo I e l'effetto d'organo
che preced'e l'adagio deaoto; nonchè all'al)legro) I'uso scintil*
lante dei triangoli e dei campanelli - usati qui per la prima
volta - insieme ai timpani e alla cassa.
. La Î{ona Sinfonia si chiude così affermando con possente
efficacia, il pensiero che la pervade tutta, l'invito alla gioia della
vita. Ben potrebbe trovar posto eui, come epigrafe, l'irlpeto-
lirico del nostro Giosuè Carducci:

( Salute, unletle genti affaticate,


Tutto trapassa e nulla può morir,
Tropqto odianxm,o e sofferim,nlo. Amate.
E' bello i,l'mondo e santo I'auuenir!>t.

64
DEttO STESSOAUTORE:

L'AI\ELLO DEL I\IBELI]I\GO


(L'Orct del Reno - La Walhiria - Sig-
frido - II Crepuscolo degli Dei). Sin-
tesi e chiarimenti per lo spettatore
Profano'
L. 3. -
ARCHETIPOGRAEIA
DIMO
P'/-
, ..+_
'4 ; 1 5
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