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CRANIO – INTRODUZIONE

METODO DI STUDIO: ciò che va studiato non sono le singole ossa e i loro dettagli, ma il cranio in
generale. Il libro suddivide la trattazione del cranio in due paragrafi: “CRANIO” e “CRANIO IN
GENERALE”. Nel primo si trovano informazioni molto dettagliate riguardanti le singole ossa, nel
secondo le caratteristiche anatomiche maggiormente utili e importanti. Ne deriva che il primo
paragrafo va considerato come strumento d’approfondimento, il secondo come materiale che
obbligatoriamente deve essere conosciuto.

Le ossa del cranio sono suddivise in due parti: NEUROCRANIO superiore e posteriore e
SPLANCNOCRANIO (massiccio facciale).

NEUROCRANIO: frontale (1×), parietale (2×), occipitale (1×), temporale (2×). L’etmoide e lo sfenoide si
vedono poco: sono incastrati e fanno da ponte fra neurocranio e splancnocranio e sono anche i più
complicati.
MASSICCIO FACCIALE: mandibola, osso mascellare, osso zigomatico (2×), palatino(2×), ossa nasali
(2×), cornetti nasali (2×), ossa lacrimali (2×), vomere (forma con l’etmoide il setto nasale).

DIVISIONE FRA VOLTA E BASICRANIO: è una divisione convenzionale. Si considera una linea
immaginaria che parte anteriormente dalla gabella, fra le sopracciglia e posteriormente raggiunge la
protuberanza occipitale esterna.

CRANIO VISTO DA DIVERSE PROIEZIONI:


ANTERIORE: frontale, mascellare, mandibola, nasali, zigomatico. Cavità orbitaria: è delimitata dalle
ossa frontale, zigomatico e mascellare, è un’apertura quadrangolare che immette in una cavità avente la
forma di una piramide tronca. Cavità nasale: apertura piriforme delimitata dall’osso mascellare e dalle
ossa nasali. Si osservano un setto mediano osseo (formato da due ossa) e i cornetti nasali. Cavità
buccale: delimitata da ossa mandibolare e mascellare. Sono presenti il forame sovraorbitario, il forame
infraorbitario e il foro mentale o mentoniero; da questi fori passano nervi terminali delle tre branche
del nervo trigemino.
LATERALE: ossa: frontale, parietale, temporale, occipitale, sfenoide, zigomatico. Centralmente è molto
visibile l’arcata zigomatica, che si forma per l’unione di un processo dell’osso temporale (processo
zigomatico del temporale) con lo zigomatico (processo zigomatico proprio dello zigomatico).
Proseguendo posteriormente lungo l’arcata zigomatica, si vedono delle linee, le linee temporali, di cui la
più importante è quella superiore, la linea temporale superiore, che delimita con l’arcata zigomatica una
lieve concavità, la fossa temporale. La fossa temporale contiene il muscolo temporale, che è un muscolo
masticatore. Facilmente è visibile un grosso foro inferiormente al processo zigomatico del temporale, il
meato acustico esterno. Subito dietro al questo meato è presente il processo mastoideo del temporale
o mastoide. Il processo appuntito posto in vicinanza del mastoide è il processo stiloideo. Sempre
inferiormente al processo zigomatico è presente una fossetta per il condilo della mandibola. Fra le ossa
sfenoide, temporale, parietale e frontale è presente una piccola sutura che congiunge idealmente le
quattro ossa. Questa piccola sutura si chiama pterion, che è un punto di repere per una struttura
vascolare.
SUPERIORE: Da questa proiezione è visibile la configurazione esterna della volta cranica. Sono
facilmente individuabili diverse suture: sutura sagittale (fra le due ossa parietali), sutura coronale (fra
frontale e parietali), sutura lambdoidea (fra parietali e occipitale).
POSTERIORE: ossa parietali, temporali e occipitale. Si vedono i due processi mastoidei e la
protuberanza occipitale esterna. In corrispondenza di questa protuberanza cambia la curvatura
dell’osso occipitale e hanno origine le due linee nucali superiori.
BASICRANIO: si distinguono due facce:
ESOCRANICA: ossa mascellare, palatino, sfenoide, vomere, occipitale, temporale, etmoide.
Dall’osso mascellare ha origine un processo orizzontale che forma la parte anteriore del palato duro,
comprendente l’arcata dentaria superiore. Il palato duro è completato posteriormente dall’osso
palatino. Superiormente al palato sono presenti due aperture che costituiscono le aperture posteriori
delle fosse nasali, che si chiamano coane. Le coane fanno comunicare le fosse nasali con la faringe. Di
fianco alle coane ci sono due processi, i processi pterigoidei, (uno a destra e uno a sinistra) fatti da due
lamine ciascuno, le quali delimitano una fossetta a fondo cieco. I processi pterigoidei appartengono
all’osso sfenoide. Fra i processi pterigoidei, a contatto con le coane, è posto l’osso vomere.
Centralmente e posteriormente è presente l’osso occipitale. È evidente il grande forame occipitale ,
all’interno del quale passa il tronco encefalico. Lateralmente vi sono i condili dell’occipitale, che servono
per l’articolazione atlanto-occipitale per il movimento di flesso-estensione, mentre la rotazione è data
dall’articolazione atlanto-epistrofea. Il margine posteriore è dato dalla linea nucale superiore.
ENDOCRANICA: è suddivisa in tre fosse:
_ anteriore: prevalentemente formata dalle ossa frontale e sfenoide, ma anche etmoidale.
_ media: prevalentemente formata dalle ossa sfenoide e temporale. La linea che divide la fossa cranica
media da quella inferiore corrisponde alla piramide del temporale o rocca petrosa.
_ posteriore: prevalentemente formata dall’osso occipitale e temporale.

OSSO OCCIPITALE:
esocranio: tubercolo faringeo.
endocranio: la concavità interna accoglie il cervelletto ed è la fossa cerebellare. Sopra al cervelletto c’è
il lobo occipitale con le fosse occipitali. Lo “scivolo” che va verso il grande forame occipitale si chiamo
clivo. Qui si appoggia il proseguimento del midollo spinale. Lateroanteriormente al grande forame
occipitale vi è un foro molto grande dato dall’unione dell’occipitale con il temporale. Si tratta del foro
giugulare in cui passa una vena (giugulare) e tre nervi. C’è un altro foro importante, il foro ipoglosso, che
parte dalla parte interna del grande forame occipitale e in cui passa il nervo ipoglosso, che innerva la
lingua. Sono presenti dei solchi che vanno verso il grande foro occipitale. Qui sono presenti delle vene
piuttosto ampie, che si chiamano seni venosi. Due importanti sono il seno trasverso con il solco traverso
e il seno sigmoideo (che appartiene maggiormente al temporale).
OSSO FRONTALE:
esocranio: è composto da una parte detta squama, che si articola con i parietali e da una parte
trasversale, dove appoggia il lobo frontale. La parte trasversale anteriormente si articola con le ossa
nasali e mascellari, posteriormente con l’etmoide. Nella parte superolaterale dell’orbita è presente la
fossetta lacrimale che accogli la ghiandola lacrimale.
endocranio: è presente una cresta mediana o frontale ed è facilmente individuabile la crista galli, che
in realtà fa parte dell’osso etmoide. Subito posteriormente è presente un lamina bucherellata, la lamina
cribrosa, che fa parte ancora dell’etmoide e in cui passano fascetti o filuzzi del nervo olfattivo. In
rapporto alle cavità nasali la lamina cribrosa è la volta.
OSSO TEMPORALE:
esocranio: possiede una porzione piatta che è quella squamosa e poi vi sono vari processi. Il processo
zigomatico che si unisce al processo temporale dell’osso zigomatico a formare l’arcata zigomatica, poi
c’è la fossa mandibolare che accoglie il condilo della mandibola, il processo stiloideo, il meato acustico
esterno e il processo mastoideo, palpabile in posizione retroauricolare. (altre strutture nella prossima
lezione)
endocranico: A forma di piramide vi è la rocca petrosa e contiene le strutture dell’orecchio medio e
esterno. Il solco sigmoideo appartiene all’osso temporale. (altre strutture nella prossima lezione)
SFENOIDE: si descrive una parte centrale o corpo, due grandi ali, due piccole ali e due processi
pterigoidei. La faccia superiore dello sfenoide corrisponde alla parte posteriore della fossa cranica
superiore. Anteriormente ha l’osso etmoide, posteriormente l’occipitale. Contribuisce alla formazione
delle cavità nasali (in piccola parte) e delle cavità orbitarie. Nel corpo al centro superiormente vi è una
fossetta, la sella turcica, che contiene l’ipofisi, delimitata posteriormente da una lamina quadrangolare,
il dorso della sella, che continua con il clivo. Anteriormente è delimitata dai processi clinoidei anteriori
che appartengono alle piccole ali dello sfenoide. A livello delle piccole ali vi è un solco e un foro, il foro
ottico, in cui passa il nervo ottico, che parzialmente, appena entrato nel cranio, si incrocia e forma il
chiasma ottico. Il chiasma ottico appoggia al solco del chiasma ottico. Sulle grandi ali si vedono tre fori
uno di seguito all’altro: foro rotondo, foro ovale, foro spinoso. Foro rotondo e ovale fanno passare
seconda e terza branca del trigemino, il foro spinoso invece un’arteria meningea. Fra le grandi e piccole
ali si crea una fessura, che si chiama fessura orbitaria superiore. Anteriormente una parte delle grandi
ali va a formare parte delle pareti posteriori della cavità orbitarla.
ETMOIDE: è posizionato anteriormente allo sfenoide e posteroinferiormente all’osso frontale. Per
schematizzare va considerato composto da una lamina mediale sagittale, una lamina orizzontale, che
incrocia la prima molto superiormente, e, appesa alla lamina orizzontale, due masse laterali.
La lamina sagittale mediana è la parte ossea del setto nasale. Il setto nasale è formato dalla lamina
sagittale dell’etmoide e il vomere, completati dalla cartilagine del setto. La lamina orizzontale è la
lamina cribrosa, da cui sporge il pezzettino di lamina sagittale, la crista galli. Le masse laterali sono
fatte da cavità aeree, le cellette etmoidali, delimitate da pareti ossee molto sottili. La parte mediale di
queste masse laterali è la parete laterale delle cavità nasali. Da questa lamina mediale, che crea la
parete laterale delle cavità nasali, sporgono due cornetti nasali, sporgenze ossee. In realtà essi sono
tre: superiore, medio inferiore. I primi due fanno parte dell’etmoide e si staccano dalla parte mediale
delle masse laterali, l’ultimo è un osso a sé stante che si chiama cornetto inferiore. La parete laterale
delle masse laterali è invece parte della parete mediale dell’orbita. Nel cranio in proiezione
anteroposteriore si vedono solo due cornetti, l’inferiore (che è un osso a sé) e il medio, perché il
superiore è molto posteriore. Le cavità aeree dell’osso etmoide fanno parte dei seni paranasali e sono
complessivamente i seni etmoidali.
MASCELLARE: è un osso robusto che ha rapporti con molte altre o ossa, presenta infatti un processo
frontale, un processo zigomatico, un processo alveolare, a contatto con le cavità dei denti, processo
palatino, che è invece un processo che ha direzione posteriore orizzontale e forma il palato duro
anteriore.
(SENI PARANASALI): sono delle cavità vuote che abbiamo in 4 ossa: frontale, mascellare, sfenoidale,
etmoidale. Il seno mascellare è molto grosso, il seno frontale è posto superoposteriormente alle
sopracciglia. I seni nasali sono tutti bilaterali e non necessariamente simmetrici.
OSSO PALATINO: serve a formare in parte le cavità nasali, il palato osseo (parte posteriore) e in
piccolissima parte le cavità orbitarie. Ha forma a L (è pari e simmetrico). La lamina verticale forma la
parte posteriore delle pareti laterali delle cavità nasali e la parte orizzontale forma il palato. C’è un
foro sfenopalatino con lo sfenoide.

MECCANICA VENTILATORIA

I polmoni si espandono in seguito all’espansione e alla riduzione di volume della parete toracica.
Lo schema per capire questo meccanismo è immaginare una scatola vuota.
Se aumenta il volume, l’aria va dentro la scatola, se si riduce il volume, l’aria esce. Se ci mettiamo
dentro un organo elastico come il polmone succede la stessa cosa.
Vediamo quali sono i movimenti che determinano un aumento del volume della gabbia toracica.
L’inspirazione d’aria è determinata dai movimenti che le coste possono fare rispetto alla loro posizione
di partenza. L’azione dei muscoli intercostali può portare ad un innalzamento delle coste. Accade allora
un fenomeno ben rappresentato dal manico del secchio.
Quando il manico del secchiello è in posizione di riposo la distanza tra i bordi è massima. Quando sollevo
il manico, la distanza laterale aumenta. La stessa cosa succede con le nostre vertebre: sollevando
allargo il diametro latero-laterale del torace e, quindi, ottengo un’espansione del volume della gabbia
toracica e l’ingresso d’aria. Inoltre il sollevamento della costa porta ad una spinta dello sterno e quindi
ad un limitato incremento del diametro latero-posteriore.
Per ultimo abbiamo il diaframma che ha 2 cupole (più alte rispetto alla zona centrale tendinea) che
durante la contrazione si abbassano e determinano un aumento dei diametri supero-inferiori dei 2
emitoraci con ulteriore aumento di volume.
Il più importante è il processo dell’aumento del diametro latero-laterale del torace che, seppur limitato
per la singola costa, deve essere moltiplicato per tutte le 12 coste e quindi per tutta la lunghezza del
torace e questo è il meccanismo più importante quindi valutiamo l’azione dei muscoli intercostali.
Comunque vada la direzione delle fibre dei 2 muscoli intercostali (interno ed esterno). Ricordate che il
risultato della contrazione delle fibre muscolari è sempre una riduzione della distanza delle due coste.

Muscoli scaleni I costa

Muscoli intercostali

sterno

Allora, cosa determina l’innalzamento o l’abbassamento in toto della parete della gabbia toracica?
Dipende dal punto fisso che utilizziamo.
Se il punto fisso è rappresentato dalla I costa (che è fissata ad opera degli scaleni anteriore e medio),
questa riduzione di distanza tra una costa e l’altra determina l’innalzamento di TUTTE le coste (=base
dell’inspirazione).
Se invece il punto fisso è rappresentato dalla XII costa (l’ultima), su cui si inserisce il muscolo quadrato
dei lombi che tira verso il basso, la riduzione della spazio tra le singole coste determina un
abbassamento in toto di TUTTE le coste(= base dell’espirazione).

XII costa

muscolo quadrato dei lombi


Quindi non è tanto l’azione dei muscoli intercostali che è sempre quella di ridurre la distanza tra una
costa e l’altra, ma dipende dal punto fisso considerato che determina la fase di inspirazione e di
espirazione.

Sotto il diaframma a destra c’è il fegato e questo limita l’escursione dell’emidiaframma destro, mentre
l’emidiaframma di sinistra ha maggior escursione.

Infine ricordate che il paziente che ha problemi di ostruzione delle vie aeree e fa fatica a inspirare, si
mette seduto, punta le mani sul tavolo per cooperare con i muscoli accessori all’azione degli scaleni nel
mantenere la parte alta del torace fissa e quindi favorire la dilatazione del torace e quindi portare con
più forza l’aria nella cavità toracica.

Abbiamo dedicato tanto tempo alla parete toracica perchè sono cose che non trovate sui testi di
anatomia ma che sono più importanti che non saper descrivere ogni singolo osso o organo.

Tra maschio e femmina esiste una differenza di meccanica respiratoria al momento della nascita. Al
momento della nascita la meccanica respiratoria è soprattutto ad opera degli intercostali e meno del
diaframma, poi c’è una maturazione che porta all’utilizzo del diaframma e (se ricordo bene) nel maschio
dovrebbe essere prevalentemente di tipo diaframmatico e nella femmina prevalentemente di tipo
intercostale. Il movimento degli intercostali è meno naturale di quello del diaframma.

ANATOMIA
La lezione di oggi si è basata sulla descrizione della Cavità orbitaria ,cavità nasale, faccia lataterale
esocrenica , e della parte endocranica del basicranio.

CAVITÀ ORBITARIA:

La cavità orbitaria è una cavità di forma imbutiforme la cui base è rappresentata dall’apertura esterna.
La cavità si stringe poi a piramide. I margini esterni sono dati: superiomente dall’osso frontale,
inferiormente dall’osso zigomatico e dall’osso mascellare. Proseguendo internamente lungo la “piramide”
si possono descrivere 4 pareti: superiore, inferiore, laterale e mediale.
- La parete superiore è costituita dalla parte orbitaria dell’osso frontale e dalle piccole ali dello
sfenoide.
- La parete inferiore è costituita dall’osso mascellare e dall’osso zigomatico.
- La parete laterale è costituita dall’osso frontale, zigomatico e dalla faccia superiore della
grande ala dello sfenoide ( si presenta come un tratto quadrangolare).
- La parete mediale è costituita dall’osso mascellare, dall’osso lacrimale, dalla lamina papiracea
dell’etmoide, da una piccola parte dell’osso palatino.

Apice:
Secondo alcuni l’apice corrisponde alla parte mediale della fessura orbitaria secondo altri corrisponde
invece al foro ottico (posto più medialmente).
Attraverso la fessura orbitaria superiore passano numerosi nervi tra i quali il nervo oculare e la prima
branca del nervo trigemino (nervo oculomotore, trocleare e abducente).
Attraverso il foro ottico passa invece il nervo ottico.
Inferiormente invece si trova la fessura orbitaria inferiore nel qual passa la seconda branca del
trigemino.
Il nervo trigemino è un grosso nervo diviso in tre branche; la branca superiore passa attraverso la
fessure orbitaria superiore, la branca media passa invece nella fessura orbitaria inferiore.

Nella parte superiore della base della cavità ottica , sull’osso frontale, si trova il foro (o incisura)
sopraorbitario; mentre nella parte inferiore della base, sull’osso mascellare, si trova il foro
infraorbitale. Entrambi questi fori permettono il passaggio di nervi sensitivi alla parte più superficiale.

Nell’angolo supero esterno dell’orbita vi è una fossetta che accoglie la ghiandola lacrimale, mentre nella
parte mediale dell’orbita (dove è presente l’osso lacrimale) vi è il dotto lacrimale che prosegue nel
canale lacrimale che comunica con le cavità nasali. Quindi attraverso canalicoli le lacrime si diffondono a
tutta la congiuntiva e vengono convogliati nel sacco lacrimale per convergere nel dotto lacrimale.

CAVITÀ NASALE:
La cavità nasale possiede un’apertura esterna ed una interna.
Esternamente si delinea l’apertura piriforme data principalmente dall’osso mascellare (antero-
lateralmente) e in piccola parte dalle ossa nasali (superiormente). L’apertura posteriore delle cavità
nasali corrisponde con le coane.
Si possono descrivere, inoltre, le pareti della cavità:
- La parete inferiore corrisponde al palato duro (processi palatini dell’osso mascellare uniti ai
processi dell’osso palatino)
- La parete superiore o volta è più ristretta rispetto alla parete inferiore. Procedendo in senso
antero-posteriore si incontrano le ossa nasali, un piccolo processo chiamato spina dell’osso
frontale, lamina orizzontale dell’etmoide (lamina cribrosa attraverso la quale hanno passaggio) ,
parte anteriore e inferiore dell’osso sfenoide.
- La parete mediale è formata da 2 ossa: superiormente si trova la lamina perpendicolare
dell’etmoide che si articola inferiormente con il vomere. L’angolo formato dall’articolazione delle
due ossa è completato dalla cartilagine del setto.
- La parete laterale è costituita da: l’osso mascellare, dalla parte mediale dell’osso lacrimale, dai
cornetti superiore e medio dell’osso etmoide, si trova poi un terzo cornetto (inferiore) dato da
un osso a se stante, dall’osso palatino, lamine pterigoidee dell’osso sfenoide (posteriormente).

I seni paranasali:
- Seno frontale  si trovano al di sopra dell’arcata sopraciliare ( sono 2 seno divisi da un setto
osseo e non sempre sono simmetrici)
- Seno mascellare  seno piuttosto grosso costituisce il pavimento dell’orbita, inoltre molte
radici dei denti si presentano in stretta vicinanza al pavimento del seno mascellare. È il seno più
declive di fatti la sua base risulta inferiore al livello del meato medio (dove ha lo sbocco), ciò
comporta in caso di infezione una maggior permanenza di pus in questa ragione.
- Seno etmoidale  costituito dalle varie cellette etmoidali ed è posto tra la cavità nasale e la
cavità orbitaria con la quale comunica attraverso una lamina molto sottile (lamina papiracea)
- Seno sfenoidale  si tratta di 2 seni divisi anch’essi da un setto ed occupano la parte del corpo
dell’osso proprio al di sotto della sella turcica (visibile solo in sezione sagittale)
Lo stretto rapporto di vicinanza tra i seni ed altre cavità o organi è da tener presente in caso di
infezioni dei seni in quanto questo stato patologico è facilmente trasmissibile alle strutture limitrofe
come per esempio occhio o gengive.

La parete della cavità nasali è rivestita da una mucosa ( ha caratteristiche simili a quelle di tutto il
condotto dell’apparato respiratorio).
Le sporgenze dei cornetti rivestiti da mucosa delimitano tra di loro delle fessure (spazi) chiamati
meati:
- Meato Superiore  tra cornetto superiore e medio
- Meato Medio  tra cornetto medio e inferiore
- Inferiore  inferiormente al cornetto inferiore
Tra il cornetto superiore e lo sfenoide troviamo un recesso (piccolo spazio) chiamato recesso
sfenoetmoidale.
Il compito dei cornetti è quello di umidificare e riscaldare l’aria prima che essa passi nel condotto
respiratorio.
Attraverso i meati e i recessi, i canali dei seni paranasali sono messi in comunicazione con la cavità
nasale.
Sbocchi dei seni paranasali:
- cellette posteriori del seno etmoidale  Meato Superiore
- seno frontale seno mascellare le cellette del seno etmoidale  Meato Medio
- canale naso lacrimale  Meato Inferiore
- seno sferoidale  Recesso Sfenoetmoidale

PARTE LATERALE DEL CRANIO:


Nella parte laterale del cranio troviamo 3 fosse: la fossa temporale, la fossa infratemporale e la fossa
pterigomascellare.

La fossa temporale è delimitata superiormente dalla linea temporale superiore e inferiormente dalla
parte superiore dell’arcata zigomatica ed anteriormente dalla parte posteriore dell’osso zigomatico.
Questa fossa accoglie il muscolo temporale il quale è uno dei muscoli che cooperano alla masticazione.

La fossa infratemporale è posta inferiormente alla fossa temporale. È delimitata antero-inferiormente


dalla tuberosità dell’osso mascellare, medialmente dallo stesso osso mascellare, lateralmente dalla
faccia interna della mandibola e posteriormente dal processo stiloideo. Mentre inferiormente non è
delimitata. In questa alloggiano alcuni dei muscoli masticatori tra i quali i muscoli pterigoidei.

La fossa pterigo-mascellare è molto piccola e delimitata anteriormente dal margine posteriore dell’osso
mascellare e posteriormente dall’osso sfenoide
All’interno della fossa pterigo-mascellare troviamo una angusta fossa chiamata pterigo-palatina che
termina con il foro sfeno-palatino e diversi fori che comunicano con l’endocranio: foro rotondo, fessura
orbitale inferiore

FACCIA ENDOCRANICA DEL BASICRANIO

La faccia endocranica del basicranio presenta 3 fosse craniche: anteriore media posteriore.

La fossa cranica anteriore è delimitata anteriormente dalla faccia anteriore dell’osso frontale ed
inferiormente dal margine posteriore delle piccole ali dello sfenoide.
Nella fossa anteriore troviamo il foro ottico che da passaggio, dalla cavità orbitale alla cavità
endocranica, al nervo ottico ed all’arteria oftalmica. Inoltre nella parte mediale dell’osso frontale vi è la
lamina cribrosa (lamina orizzontale dell’osso etmoide) che da passaggio ai fascetti dei nervi oftalmici.

La fossa cranica media è delimitata anteriormente dalla parte posteriore delle piccole ali dello
sfenoide, antero-medialmente dalla parte anteriore del solco del chiasma ottico (dove i nervi ottici si
incrociano parzialmente), posteriormente dal margine superiore della rocca petrosa e postero
medialmente dal limite posteriore della sella turcica. Nella fossa media si trovano importanti
formazioni ossee come la sella turcica che accoglie l’ipofisi, le fosse laterali che accolgono invece i lobi
temporali dell’encefalo. Numerosi sono i fori che si delineano in questo tratto e danno passaggio a nervi
e vasi. Procedendo in senso antero-posteriore si trova: fessure orbitale superiore, foro rotondo, foro
ovale, che permettono il passaggio delle tre branche del nervo trigemino. Posteriormente troviamo poi il
foro spinoso che permette il passaggio della vena e arteria meningea media e al nervo spinoso
(mandibolare).
Posto più medialmente si trova il foro lacero il quale è otturato in vivo. Lateralmente a quest’ultimo foro
troviamo invece il canale carotico che da passaggio alla arteria carotide interna che si porta antero-
superiormente a livello del foro lacero per vascolarizzare l’encefalo.

La fossa cranica posteriore è delimitata anteriormente dal margine posteriore della rocca petrosa e dal
dorso della sella turcica, posteriormente termina invece con la parte più posteriore dell’osso occipitale.
Anche questa fossa cranica presenta numerose importanti formazioni quali:
- grande forame occipitale
- meato acustico interno posto sulla faccia posteriore della rocca petrosa
- foro giugulare dal qual passa la vena giugulare, il IX X e XI paio di nervi cranici: glosso-faringeo
(IX), vago (X), accessorio (XI).
- Forame dell’ipoglosso dal quale passa il XII paio di nervi cranici: ipoglosso

Della parte esocranica è bene ricordare inoltre che posteriormente al processo stiloideo si trova un
forame dal quale passa il nervo facciale.

POLMONI E PLEURE
Se noi battiamo col dorso del dito nelle zone intercostali corrispondenti ai polmoni sentiamo un suono
molto acuto.
Percuotendo è possibile delimitare il limite inferiore del polmone che sta circa tra la 6 cartilagine
costale e giunge posteriormente fino all’8 spazio intercostale. In posizione intermedia tra inspirazione
ed espirazione.
Il polmone ha possibilità di espandersi nello spazio pleurico che nel punto di suo massima lunghezza è di
7.9 cm. Normalmente è di 5 cm.
Bisogna tenere conto di questi dati per la toracocentesi cioè l’introduzione di un ago nello spazio
pleurico per prelevare un po’ di liquido.
Con la percussione possiamo anche trovare il limite superiore del polmone (della bretella polmonare).
Questo può essere facilmente sede di patologie.
Importante sapere che nella stessa porzione di territorio passano anche i rami della vena e dell’arteria
succlavia insieme ai nervi spinali che si portano alla testa e all’arto superiore che passano nel triangolo
formato dai 2 muscoli scaleni.
Le pleure sono rivestite da una Membrana fibrosa che consente il mantenimento in sede dell’organo
stesso e che immediatamente dopo la morte si disfa e non è quindi rilevabile tramite autopsia.