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Miologia

Muscoli pellicciai o cutanei: serie di muscoli localizzati in regioni specifiche del corpo, responsabile del
movimento della cute.

Muscolo cutaneo del tronco – ricopre la parte dorso-laterale del tronco, caudalmente a spalla e braccia.

Muscolo cutaneo omobrachiale – ricopre spalla e braccio

Muscolo platisma – nei carnivori, si estende dall’angolo boccale alla nuca.

Muscolo cutaneo del collo – posto al di sopra del solco giugulare.

Muscolo cutaneo della faccia – negli erbivori, ricopre la regione masseterina

+ muscoli mimici , cutanei della testa.

Muscoli mimici, cutanei della testa: SAPERE ALLA VELOCE orientati attorno alle grandi aperture
naturali, in parte con disposizione orbicolare, in parte con disposizione radiale, si distinguono
topograficamente in muscoli cutanei di labbra e guance, del naso, della regione orbitale , del padiglione
auricolare.

I muscoli cutanei delle labbra comprendono l’orbicolare delle labbra, elevatori e depressori dei labbri, lo
zigomatico, muscoli canini, incisivi e mentali. La base della guancia è invece formata dal muscolo
buccinatore. Questo è composto da due porzioni: una boccale, superficiale, pennata, che si estende dal
margine orale del muscolo massetere alla commessura labiale (unione dei due labbri), si inserisce
dorsalmente sulla faccia laterale dell’osso mascellare, ventralmente sulla faccia laterale del corpo della
mandibola; l’altra è detta porzione molare, più profonda, coperta dal massetere aboralmente, inserito
lateralmente al margine alveolare del corpo della mandibola e sul margine orale della branca della
mandibola. Termina alla commessura della labbra

I muscoli cutanei del naso comprendono i muscoli dilatatore delle narici e laterale del naso, quasi assenti
nei carnivori. Il muscolo canino ed elevatore naso-labiale presentano comunque rapporti con l’ala laterale
del naso.

I muscoli cutanei della regione orbitale comprendono il muscolo orbicolare dell’occhio, composto da una
parte superficiale (palpebre) e una profonda che si ancora sul contorno dell’orbita, il muscolo elevatore
dell’angolo mediale dell’occhio e il retrattore dell’angolo laterale dell’occhio e infine il muscolo malare.

I muscoli cutanei del padiglione auricolare si distinguono in intrinseci (tesi tra due punti della cartilagine
auricolare) ed estrinseci (con inserzione sullo scheletro e sul padiglione auricolare). I più importanti sono il
muscolo parotideo-auricolare e il muscolo zigomatico-auricolare.
Muscoli scheletrici della testa: Muscoli masticatori, sono 5 muscoli pari, terminano tutti sulla
mandibola ma partono da vari punti del cranio. Molto robusti , presentano differenze di specie in base al
tipo di masticazione. Due sono laterali alla mandibola (massetere e temporale) e due mediali (pterigoideo
laterale e mediale). Questi 4 sono tutti elevatori, il muscolo digastrico infine è l’unico depressore.

Muscolo massetere – occupa la parte aborale e laterale della faccia, nella regione masseterina. Robusto,
di forma quadrilatera, origina dall’arcata zigomatica, dalla cresta facciale, e termina sulla faccia laterale
della branca della mandibola e sull’angolo della mandibola. È il più potente elevatore della mandibola ( e
concorre anche a tirarla oralmente, protrazione).

Muscolo digastrico – si compone di due ventri carnosi, uno orale e uno aborale, che nei grossi erbivori
sono uniti da un tendine intermedio. Origina all’estremità del processo paracondiloideo dell’occipitale,
termina sulla faccia mediale della porzione molare della mandibola, vicino al margine ventrale. Apre la
bocca.

MUSCOLO TEMPORALE : origina dalla fossa temporale, la occupa e si inserisce sul processo coronoideo
della mandibola, elevatore.

Muscoli del dorso: divisi in spinoappendicolari, spinocostali e spinodorsali.


Spinoappendicolari: originano dalla faccia dorsale della colonna vertebrale , ricoprono sia gli spinocostali
che gli spinodorsali e raggiungono la porzione prossimale dell’arto toracico. Comprende due muscoli più
superficiali (trapezio e gran dorsale) e due più profondi (romboide e dentato ventrale). Concorrono alla
formazione della cintura toracica, unendo l’arto al tronco.

Gran dorsale: muscolo laminare, a forma di triangolo con base sulle porzioni toracica e lombare della
colonna vertebrale e apice che si fissa all’omero. È situato al di sotto del muscolo cutaneo del tronco.
Presenta fibre dirette ventro-cranialmente , il tendine si unisce al tendine terminale del gran rotondo per
terminare sulla tuberosità del gran rotondo (ungulati) o sulla cresta del tubercolo minore dell’omero. Porta
in direzione caudale l’arto, antagonista del brachiocefalico. Flette l’omero sulla spalla .

Trapezio: muscolo laminare, a forma di triangolo, si estende dalla linea dorso-mediana del collo e dal
legamento sovraspinoso fino alla spina della scapola. Consiste di due parti separate dalla spina della
scapola, una parte cervicale , con fibre dirette caudo-ventralmente, e una toracica, con fibre dirette cranio-
ventralmente. È un abduttore della spalla, inoltre le due parti portano la spalla in direzione dorso-
craniale/dorso-caudale. Porta in avanti ed eleva l’arto.

Romboide: cordone appiatto sollo il muscolo trapezio. Prende origine dalle vertebre cervicali fino alla VI-
VII dorsale e termina sulla faccia mediale della cartilagine scapolare o sul margine dorsale. Nettamente
diviso in una parte cervicale e una toracica. Adduttore ed elevatore della spalla. Contribuisce all’estensione
dell’arto col gran dorsale.

Dentato ventrale: muscolo laminare a forma di ventaglio, origina dai processi trasversi delle vertebre
cervicali (dentato ventrale del collo) e dalla faccia esterna delle prime 7-9 coste (dentato ventrale del
torace). Le fibre convergono verso la faccia mediale della scapola dove terminano sulle aree dentate
craniale e caudale. Sospende il tronco e il collo tra gli arti toracici, come un’amaca. ! fa parte anche dai
muscoli toracici dell’arto insieme ai pettorali.
Muscoli del torace: si distinguono in muscoli propri (con entrambe le inserzioni sulla gabbia toracica) e
in muscoli toracici dell’arto anteriore (che terminano su uno dei segmenti dell’arco anteriore).

I muscoli propri del torace comprendono il diaframma, il muscolo trasverso del torace e i muscoli
intercostali, mentre i muscoli toracici dell’arto anteriore comprendono il dentato ventrale ( ) e i muscoli
pettorali.

Diaframma: lamina carnosa impari, a ventaglio, trasversale, con un accentuata convessità verso la cavità
toracica, che delimita la porzione intratoracica della cavità addominale e separa la cavità toracica dalla
addominale. Prende attacco sul contorno dell’apertura caudale della gabbia toracica (sulle ultime coste?).
Le fibre convergono in una lamina aponeurotica centrale detta centro frenico, unito al tratto lombare della
colonna vertebrale da due spessi cordoni muscolari (pilastri del diaframma), costituiti dalla parte lombare
del diaframma.

La faccia craniale è rivestita da pleura, quella caudale da peritoneo, vi sono anche dei legamenti che
uniscono il diaframma a cuore e polmoni cranialmente e al fegato caudalmente. È attraversato da tre
aperture, lo iato aortico (tra i due pilastri, dorsalmente), lo iato esofageo (più caudalmente, tra due branche
del pilastro destro) e lo iato della vena cava caudale (nella sommità della cupola diaframmatica).

Ha grande importanza nella respirazione, il punto fisso del movimento è il centro frenico, che subisce
minuscoli spostamenti, la parte mobile è rappresentata dalla porzione carnosa periferica costale e sternale.
Durante l’ispirazione per contrazione si sposta caudalmente, riducendo la convessità della cupola
diaframmatica, ma si arresta per la compressione dei visceri addominali. Il centro frenico si ferma e la
contrazione porta in avanti le coste. In questo modo si portano anche lateralmente e viene ampliato il
diametro e l’asse cranio-caudale della gabbia toracica e i polmoni si espandono. Durante la respirazione
forzata il diaframma viene coadiuvato da i muscoli intercostali e altri. L’espirazione corrisponde al
rilassamento del diaframma.

Muscoli intercostali: laminette muscolari che chiudono gli spazi tra le coste, concorrendo a costituire la
parete della cavità toracica. Si distinguono in esterni ed interni. Gli esterni hanno direzione caudo-ventrale,
inspiratori, gli interni cranio-ventrale, espiratori.

Muscolo pettorale superficiale: consiste di due muscoli fusi insieme, il primo origina caudalmente
all’altro, uno dal manubrio dello sterno e viene detto discendente, l’altro dalla carena sternale, e viene
detto trasverso. Adduttori del braccio, mantengono l’arto adeso al tronco.

Muscolo pettorale profondo: più sviluppato del superficiale, con una porzione craniale, che prende il
nome di muscolo succlavio, e una caudale detta muscolo pettorale ascendente. Origina dalla tonaca
addominale, dalla faccia ventrale dello sterno e dalla cartilagine xifoidea. Cranialmente termina sul
tubercolo maggiore dell’omero.
Muscoli dell’addome: costituiscono la parte molle delle pareti addominali, 4 per ciascun lato. I
muscoli obliquo esterno, interno e trasverso dell’addome sono laminari, sovrapposti l’uno all’altro.
Terminano ventralmente verso la linea mediana con una larga aponeurosi , che si unisce a quella
controlaterale lungo la linea alba. Le aponeurosi di questi tre costituiscono le guaine interna ed esterna del
quarto muscolo, il retto dell’addome. I tendini aponeurotici danno origine a formazioni fibrosi: la linea alba,
il legamento pubico e il legamento inguinale. Negli erbivori sono rinforzati da una fascia elastica detta
tunica addominale gialla.

Muscolo obliquo esterno: larga lamina, la più superficiale, riveste anche parte del torace, origina con
digitazioni carnose dalla faccia esterna delle coste (IV-VI) e dai processi trasversi delle vertebre lombari. Le
fibre si portano in senso ventro-caudale (perpendicolari a quelle dell’obliquo interno), continuandosi in una
aponeurosi. Questa si divide in un tendine addominale e in un tendine pelvico, che nella porzione inguinale
si separano dando origine all’anello inguinale esterno

Muscolo obliquo interno: flabelliforme, a ventaglio , origina dall’ala dell’ileo e dal legamento inguinale, in
parte anche dai processi trasversi delle vertebre lombari. Le fibre si irradiano ventralmente (cranio-
ventrale) fino all’aponeurosi che si fonde con quella del muscolo obliquo esterno e raggiunge la linea alba.
Forma inoltre col legamento inguinale l’anello inguinale interno.

Muscolo trasverso dell’addome: strato muscolare più interno della parete addominale. Origina con
digitazioni dallo sterno, dalle coste asternali e dai processi trasversi delle vertebre lombari. Le fibre hanno
decorso verticale. L’aponeurosi si inserisce sulla linea alba dopo aver formato la guaina interna del muscolo
retto addominale. È rivestito internamente dalla fascia trasversa e dal peritoneo parietale.

Muscolo retto dell’addome: lamina muscolare pari, ristretta alle estremità, occupa solo la parte ventrale
dell’addome, ai lati della linea alba. Compresa tra le aponeurosi dei 3 muscoli laminari. È poligastrico,
origina dalla faccia esterna delle cartilagini costali delle coste sternali e dallo sterno stesso. I tendini caudali
dei retti controlaterali si uniscono caudalmente a formare il tendine pubico.

Movimento: i muscoli ventrali sostengono il peso dei visceri e con la contrazione li comprimono,
partecipando alla respirazione, minzione, defecazione e al parto. Inoltre consentono un irrigidimento che
durante la locomozione trasferisce meglio il movimento.

! gli anelli inguinali sono le estremità del canale inguinale, che mette in comunicazione la cavità addominale
con il sottocute, nei maschi permette lo spostamento delle gonadi e serve per il passaggio del funicolo
spermatico.
Muscoli dell’arto toracico: comprendono i muscoli della cintura toracica (pettorali e
spinoappendicolari e del gruppo sternocleidomastoideo) e i muscoli propri dell’arto toracico, divisi in
spalla/braccio/avambraccio/mano. I muscoli di ciascuna regione muovono la regione posta più distalmente.
I muscoli della mano sono sviluppati in proporzione al numero di dita, in quanto spostano le dita tra loro. In
genere i muscoli più profondi sono più brevi e monoarticolari, quelli più superficiali lunghi e pluriarticolari.

Spalla – 7 muscoli monoarticolari che agiscono sull’articolazione scapolo omerale. Si distinguono in un


gruppo laterale e uno mediale.

Gruppo laterale
Muscolo sopraspinato: occupa la fossa sopraspinata da cui origina, si inserisce anche sul margine craniale
della scapola e termina con un robusto tendine sul tubercolo maggiore dell’omero. È un estensore del
braccio e mantiene aperto l’angolo scapolo-omerale durante l’appoggio.

Muscolo infraspinato: occupa la fossa infraspinata, origina da questa e dalla spina della scapola, termina
sempre sul tubercolo maggiore dell’omero. Funge da legamento collaterale, è un flessore e abduttore.

Muscolo deltoide: appiattito, è il più superficiale del gruppo, coperta dal muscolo trapezione in cane e
cavallo. È diviso in tre porzioni, una scapolare che origina dalla spina e dall’angolo dorsale della scapola, una
porzione acromiale, che origina dall’acromion, e una porzione clavicolare che partecipa alla formazione del
brachiocefalico. Termina a livello della tuberosità deltoidea dell’omero. È un flessore, abduttore e rotatore
interno del braccio.

- Piccolo rotondo, dal terzo distale del margine caudale della scapola si pone caudo-lateralmente
all’articolazione e si inserisce sopra la tuberosità deltoidea o sulla tuberosità del piccolo rotondo-

Gruppo mediale
Muscolo gran rotondo: nasce dal margine caudale e dall’angolo dorsale della scapola. Termina con un
tendine sulla tuberosità del gran rotondo dell’omero, col tendine terminale del gran dorsale. È flessore,
adduttore e rotatore esterno.

Muscolo sottoscapolare: origina dalla fossa sottoscapolare e si dirige distalmente lungo l’asse maggio
della scapola terminando sul tubercolo minore dell’omero. Funge da legamento collaterale e agisce come
adduttore.

Braccio – 3 anteriori e 3 posteriori


Gruppo anteriore
Muscolo bicipite brachiale: la denominazione è impropria perché ha un solo capo d’origine. È un
muscolo riflesso e biarticolare, grosso e cilindrico. Origina dalla tuberosità sopraglenoidea della scapola,
scorrendo sul solco intertubercolare. Il ventre scorre cranio-medialmente all’omero e termina sulla
tuberosità bicipitale di radio e ulna. Nei grandi erbivori il ventre muscolare è compenetrato dalla corda
bicipitale di connettivo, che al livello del gomito si divide formando medialmente il tendine terminale e
lateralmente si fonde con la fascia dell’avambraccio. È un flessore del gomito e un estensore della spalla.

Muscolo brachiale: forma un giro di spira attorno all’omero, accolto nel solco brachiale. Origina sulla
faccia posteriore del collo dell’omero, si fissa sull’estremità prossimale e mediale del radio e in parte
sull’ulna. È un flessore del gomito

Gruppo posteriore
muscolo tricipite brachiale: è il più grosso e robusto muscolo dell’arto toracico, occupa lo spazio posto
caudalmente all’articolazione scapolo-omerale, tra scapola e olecrano. I tre capi d’origine convergono tutti
sull’olecrano, il capo lungo è il più robusto e origina dal margine caudale della scapola. Il capo laterale
forma una massa carnosa quadrilatera che origina dall’omero. Il capo mediale origina dall’omero e termina
sulla faccia mediale dell’olecrano. È un potente estensore dell’avambraccio, durante l’appoggio fissa
l’articolazione del gomito assieme alla corda bicipitale.

Muscoli dell’avambraccio : vedere mano del cavallo.

Muscoli dell’arto pelvico: distinti in muscoli pelvitrocanterici, della coscia, della gamba e del piede.
Sono più sviluppati rispetto a quelli dell’arto toracico in quando hanno funzione propulsiva.

Bacino – si distinguono in interni o della cintura pelvica ed esterni.


Muscoli pelvitrocanterici interni- comprendono il muscolo piccolo ileopsoas, il piccolo psoas. Il quadrato
dei lombi e il muscolo otturatore interno.

Muscoli pelvitrocanterici esterni- si dividono in superficiali e profondi. Vediamo solo i superficiali.


Sapere solo da dove originano e la funzione:
Muscolo gluteo superficiale: fuso con gli altri muscoli della regione, origina dal sacro e dall’ileo e termina
sul terzo trocantere e in parte sulla fascia lata. Nei carnivori è indipendente e origina dal sacro dalla prima
vertebra caudale. È un estensore dell’anca nei carnivori, un estensore nei cavalli.

Muscolo gluteo medio: è il più robusto dei muscoli glutei, coperto dalla fascia glutea e dal muscolo
gluteo superficiale. Origina dalla faccia esterna dell’ala dell’ileo e termina sul grande trocantere. Estensore
della coscia.

Muscolo gluteo profondo: breve ma robusto, coperto dal gluteo medio. Addossato all’art. dell’anca si
estende dal corpo dell’ileo o dalla spina ischiatica fino al grande trocantere. È il principale adduttore
dell’anca.

Coscia – si dividono in tre gruppi, anteriore, posteriore e mediale.


Gruppo anteriore
Muscolo tensore della fascia lata: il suo margine anteriore delimita il margine craniale della coscia.
Origina dalla tuberosità laterale dell’anca, si allarga a ventaglio lateralmente al femore e si irradia nella
fascia lata con una larga aponeurosi. La fascia lata si inserisce sulla rotula, sulla testa della tibia e sul
tendine terminale del bicipite femorale. Coadiuva il quadricipite femorale nell’estensione della gamba.
Muscolo quadricipite femorale: addossato alla faccia anteriore del femore. Presenta 4 capi d’origine, il
tendine terminale contiene la rotula, per cui la vera terminazione funzionale è il legamento patellare. Il
primo capo d’origine è il retto craniale della coscia, origina dalla faccia esterna dell’ileo, cranialmente
all’acetabolo. Segue il vasto mediale, nasce dalla faccia cranio-mediale del femore. Vi è poi il vasto laterale,
che origina distalmente al grande trocantere. Infine c’è il vasto intermedio, parzialmente fuso con gli altri
capi, nasce dalla faccia craniale del femore. Nel complesso è un estensore della gamba.

Gruppo mediale (meno approfondito), solo tutti i nomi + nastriforme


Muscolo sartorio: lungo e nastriforme, riveste parzialmente il quadricipite femorale. Adduttore e flessore
Muscolo gracile: largo e piatto, rettangolare, occupa la faccia mediale della coscia, caudalmente al
sartorio. Adduttore di coscia e gamba, nasce dalla sinfisi ischio-pubica.

Muscolo pettineo: conico, nasce dalla cresta pettinea e termina sotto il piccolo trocantere. Fles. Addutt.
Muscolo adduttore: posto medialmente al femore, nasce dalla faccia ventrale del pavimento del bacino e
si espande sulla faccia posteriore e mediale del femore fino al condilo. È suddiviso in più parti fuse
diversamente (lungo, breve, grande, piccolo).

Gruppo posteriore
Muscolo bicipite femorale: il capo vertebrale, più craniale, origina dal sacro e dal legamento sacro-
tuberoso, il capo ischiatico, più caudale, origina dalla tuberosità ischiatica. Le due parti si fondono in un
muscolo, che si ridivide in più code nell’estremità distale: una coda craniale, che termina sulla fascia della
gamba, e una caudale, che si continua nel tendine calcaneale fino alla tuberosità del calcaneo. È un
estensore dell’anca e flessore del ginocchio. Biarticolare.

Muscolo semitendinoso: forma il margine caudale della natica. Presenta un capo ischiatico, che deriva
dalla tuberosità ischiatica, e un capo vertebrale, che origina dai processi spinosi dell’ultima sacrale e prime
coccigee e fal legamento secro-tuberoso. Termina sulla superficie mediale e prossimale della tibia. Forma
parte del tendine calcaneale. È un estensore dell’anca e flessore del ginocchio.

Muscolo semimembranoso: presenta un capo ischiatico che origina dalla tuberosità ischiatica. Nel cavallo
vi è anche un capo vertebrale. È posto tra il semitendinoso e il bicipite femorale e gracile e adduttore
medialmente. Distalmente si divide in due ventri, quello craniale termina sul condilo mediale del femore,
quello caudale sul condilo mediale della tibia. È un estensore e adduttore dell’anca, flette e estende il
ginocchio ad arto sollevato e appoggiato.

Semitendinoso e semimebranoso: sapere che sono ischiotibiali, breve descrizione e ci si fa la bresaola.