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La Musica è architettura svolta, mentre l’architettura è musica pietrificata”

LA SUGGESTOPADIA
Riuscire a rafforzare e ad accelerare l’apprendimento e la memoria è stato sicuramente lo
scopo dell’opera e del metodo del Dottor Georgi Lozanov, psicologo bulgaro, il cui studio
sulla suggestione (<<Suggestopedia>> il nome del suo metodo), tramite immagini e
rilassamento ha creato una delle più valide metodologie mente/corpo; la sua tecnica è riuscita
ad apportare innovazioni creative nei programmi didattici in Europa.
Il potere della musica di Mozart è stato, quindi, evidenziato grazie a ricerche innovative, le
quali hanno portato alla conclusione che il rapporto tra musica e il ragionamento spaziale
(secondo il pedagogista Howard Gardner sia la musica che il ragionamento si trovano in
relazione) è così forte che il semplice ascolto della musica mozartiana può fare la differenza:
potremmo paragonare tale effetto "ad una stele di Rosetta" per il codice o linguaggio interno
delle funzioni cerebrali più alte.
Proprio l’insieme delle opere del grande compositore sarebbe diventata la ‘pietra filosofale’ –
la chiave universale – per attingere ai poteri curativi e stimolanti di musica e suono.
Ma non dobbiamo dimenticare, come afferma il grande psicologo Gordon Shaw, che l’individuo
è nato con molte strutture cerebrali. Insite nel cervello troviamo una lingua e una grammatica
con le quali si è nati e che permettono di compiere funzioni elevate del cervello come
combinazione matematica e gioco degli scacchi: in poche parole l’uomo possiede un
cervello con abilità innate per riconoscere modelli nello spazio e nel tempo.

In che modo la musica rinforza l’intelletto, aumentando l’apprendimento? Le


preferenze musicali dei bambini sono fissate nel cervello o determinate culturalmente?

Un accenno di risposta a tali quesiti potrebbe essere seguire lo sviluppo neurologico durante
l’infanzia.(E’ bene rammentare che le abitudini cognitive assunte in età infantile ed
adolescenziale hanno molta influenza durante tutta la vita).
L’apprendimento, sino allo sviluppo di un’evoluzione cerebrale durante gli anni della scuola
elementare, si manifesta attraverso movimento e associazioni emotive. Infatti, verso i 2/3
anni il cervello comincia a fondersi con il corpo, nel camminare, ballare e sviluppare un senso
di ritmo fisico. Vero progresso neurale si verifica fra i 7 e gli 11 anni: il bambino sviluppa
abilità più complesse: ascoltare, elaborare informazioni visive, coordinare il movimento nel
cervello e nella mente; le vie uditive rinforzano il linguaggio e l’ascolto.

In questo stadio, il ponte fra la parte sinistra e destra del cervello, chiamato corpo calloso, si
sviluppa completamente, permettendo ad entrambi gli emisferi cerebrali di essere in grado di
rispondere contemporaneamente ad un evento. La maturazione della capacità della corteccia
cerebrale fa sì che l’emisfero destro e quello sinistro acquistino delle specificità:l’emisfero
sinistro è quello deputato al controllo delle capacità linguistiche, mentre l’emisfero destro è
competente nell’analisi degli insiemi della musicalità e delle dimensioni spazio-temporali.
Potremmo affermare che tra i due emisferi ci sia una differenza di ruoli netta, cui
corrispondono due diversi modi di giungere alla comprensione della realtà: il sinistro
sovrintende alla logica, il destro procede per analogia

Verso i 15 anni comincia a svilupparsi la consapevolezza di sé e, discipline quali musica,


arte, educazione fisica, sono importanti per completare l’integrazione corpo/mente.
Ovviamente, alla fine dell’adolescenza, il cervello continuerà a svilupparsi sino ai primi anni
dell’età adulta.
Non dobbiamo dimenticare che la maggiore facilità di apprendimento dei giovani rispetto agli
adulti, va attribuita ai meccanismi di plasticità della corteccia cerebrale; inoltre oggi i
ragazzi ricevono, dai media, molti più input che i propri padri: il quoziente intellettivo sale
costantemente, addirittura di qualche punto ogni dieci anni.
Abbiamo ribadito che, determinata musica può migliorare la capacità del cervello di percepire
il mondo fisico, formare immagini mentali e osservare i cambiamenti negli oggetti. Quindi, la
musica può influire sul modo in cui percepiamo lo spazio intorno a noI
LE ALTE FREQUENZE

Si può ipotizzare che l’ascolto della musica mozartiana sia in grado di ‘organizzare’ i circuiti
neuronali di alimentazione nella corteccia cerebrale, soprattutto rafforzando i processi creativi
dell’emisfero destro associati al ragionamento spazio-temporale.
Ma perché proprio la musica di Mozart risulta essere la più adatta?
Come è stato dimostrato dagli studiosi dell’Università di Irvine certa musica può apportare
miglioramenti alla capacità del cervello di percepire il mondo fisico, formare immagini mentali
e accorgersi dei cambiamenti negli oggetti. In altre parole, la musica può influire sul modo in
cui si percepisce lo spazio intorno a noi.
Gordon Shaw spiegò di aver scelto tale musica per i loro esperimenti, perché il grande
musicista componeva in giovane età e sfruttava il repertorio inerente i modelli di fissazione
spazio-temporale nella corteccia (ndr. di conseguenza la musica di Mozart è ricca di alte
frequenze).

"I suoni ad alta frequenza danno energia al cervello, mentre


i suoni a bassa frequenza gli sottraggono energia, lo
depauperano. L'energia cerebrale è direttamente collegata
all'intelligenza.
Uno studio a questo proposito ha evidenziato che ascoltare Mozart per solo dieci minuti può
far aumentare temporaneamente il quoziente di intelligenza (QI) di nove punti. Nella zona dei
suoni ad alta frequenza della coclea, le cellule sensoriali sono più numerose di quelle della
zona dei suoni a basse frequenze. Tomatis ha notato che quando il cervello viene ben
caricato di potenziale elettrico dai suoni ad alta frequenza, si ha un netto
potenziamento della capacità di apprendere, concentrarsi, risolvere un problema, organizzarsi
e lavorare per lunghi periodi di tempo senza accusare stanchezza".

Quali i luoghi del cervello, indicati nei processi spaziali , specifici dell’arricchimento musicale?
Per rispondere apriamo una parentesi per dire, schematicamente, quali siano le maggiori
suddivisioni della corteccia e spiegare le loro funzioni generali:

 Frontale: linguaggio, movimento.

 Parietale: sensi, percezione spaziale.

 Temporale: memoria, vista.

 Occipitale: vista.

Indi, sebbene funzioni del cervello più alte come, ad esempio, musica e
ragionamento spaziale-temporale dipendano fondamentalmente da regioni
localizzate e specifiche della corteccia, tutte le abilità cognitive più alte
utilizzano una serie elevata dell’area corticale.
Sembra che esista, sino ad oggi, un unico gene, Emx-2, in grado di influenzare la
suddivisione delle aree funzionali della corteccia cerebrali.
Tale gene è stato scoperto dall’Equipe dell’Ospedale San Raffaele di Milano: nel 1990 è
stato ‘rinvenuto’ il gene che progetta e costruisce la corteccia cerebrale, gene Emx-2, piccolo
frammento del Dna, che regola l’area del cervello in cui ha sede il pensiero astratto.

La corteccia cerebrale è divisa in aree funzionali specifiche: nell’uomo c’è quella per progettare
il movimento, quella per eseguirlo

quella della parola pronunciata e quella della parola ascoltata; esistono poi aree associative
che coordinano tutte le altre. Queste, sede del pensiero astratto, si trovano nella parte
anteriore (frontale) della corteccia, mentre nella parte posteriore si trovano le aree visive.

IL GENE EMX-2  pensiero astratto

Il gene Emx-2 controlla la suddivisione di queste aree. Non tutti gli individui posseggono
tale ‘elemento’ e, conseguentemente hanno le aree del pensiero astratto più sviluppate di
quelle uditive, in una parola ‘capiscono di più ma sentono di meno’ situazione in cui grandi
musicisti quali, ad esempio, Beethoven sono venuti a trovarsi ma non per questo motivo
hanno perso il loro ‘orecchio musicale’.

Si può concludere dicendo che l’intelligenza può essere intesa come abilità di adattamento
e quindi, non è difficile accettare, sempre facendo riferimento al concetto di <<intelligenze
multiple>>,<< l’intelligenza musicale, intesa come gestione a vari livelli nervosi centrali
(midollo spinale, tronco encefalitico […] strutture neocorticali) del ricevimento e dell’invio
dell’informazione musicale

A le stesse leggi obbediscono le onde sia de l’acqua sia del suono e della luce”. La Natura è musica ad
altissimo livello, è un campo vibrazionale in perpetua trasformazione, mentre la formula mostra il calcolo di
una vibrazione fissa, teorica, statica.

IL NUMERO

La Musica è, infatti, “numero in movimento”, è energia digitale in permanente metamorfosi. Il Grande


Iniziato Pitagora affermava che “I Numeri sono le sole reali energie viventi in questo pianeta, mentre tutto il
resto non è che la loro ombra”.

L’ ARMONIA

Noi perfezioniamo questa riflessione nel senso che LE VARIABILI OSCILLATORIE (HARMONICHE) SONO LE
SOLE ENERGIE VIVENTI IN QUESTO UNIVERSO, MENTRE TUTTO IL RESTO NON È CHE LA LORO OMBRA.
L’Harmonia è dunque il principio base per generare energia.
L’ EQUILIBRIO (LEVA PRINCIPIO TRINITARIO)

Come in un nucleo atomico, la considerazione polare degli accordi musicali diviene la via maestra per
comprendere l’intelligenza della materia e delle energie sottili. La triade accordale (ad es.: do – mi – sol)
ricalca non a caso l’organizzazione interna del principio trinitario. L’equilibrio è un gioco continuo di forze
che s’intrecciano secondo le leggi Harmonikali.

Tutto ciò che si manifesta nel Cosmo ha bisogno di un polo neutro. Di qui la perfezione trinitaria, poiché
due forze contrastanti, per essere stabili, hanno bisogno di un polo attrattivo comune che le organizzi in
Potenziale Harmoniko. Questa legge è rinvenibile a qualsiasi livello, dalle microparticelle alle galassie.

Le forze positive e negative devono essere tenute insieme dal polo neutro, intorno al quale esse ruotano.
Sono le energie centrifughe e centripete, ossia espansive e contrattive a dar luogo a quel meraviglioso gioco
continuo che si definisce simmetria, proporzione, analogia harmonikale. Se prevale le forza centrifuga, la
molecola cede un elettrone. A quel punto la molecola non è più la stessa, ma diviene qualcos’altro. Se,
viceversa, prevale la forza centripeta, l’elettrone è assorbito nel nucleo e perde la propria identità.
ATTENZIONE da qui: Il movimento che ne deriva, poiché ricerca di equilibrio, produce energia.

PROPRIETÀ ANTIGRAVITAZIONALI E PROPULSIVE DEL SUONO A BASSE FREQUENZE

Si pensi a quando si divide un atomo, che fa il finimondo fino a che nel suo campo d’influenza non si riconquista l’Harmonia infranta. Per avere una
minima idea della forza che può produrre il suono, iniziamo da un esperimento che ognuno di noi può realizzare in casa. Basta avere una colonnina
di vetro ad. es. di circa 60 centimetri d’altezza e 12 di diametro, contenente acqua e polvere di ferro. Disponiamola su una chitarra all’altezza del
foro della cassa armonica, e percuotiamo energicamente le corde. A quel punto, si vedrà la polvere di ferro salire verso la superficie dell’acqua. La
forza propulsiva dell’energia fonica investe con il suo forte flusso il leggero livello vibrazionale del ferro. Quest’ultimo genera per risonanza una
corrente che, accordandosi con il livello vibratorio dell’acqua, spinge la polvere di ferro verso la superficie della colonna. Queste sono alcune delle
proprietà antigravitazionali e propulsive del suono a basse frequenze. Ma vediamo che cosa può succedere con vibrazioni elevatissime

LA RI SONANZA

considerare la stessa energia elettrica come la risultante delle subarmoniche che provocano i modelli di
diversa tensione del flusso ondulatorio. La conduttività stessa del mezzo, per essere ottimale, deve trovarsi
in risonanza con le armoniche generatrici. In Musica questo è un concetto elementare.

SUPERCODUTTIVITA’ RELATIVA

I principi comuni di risonanza tra corda e cassa armonica determinano lo stato ottimale della produzione
del suono. Lo stesso accade tra la trasmissione dell’elettricità e il mezzo che la trasporta. Tale mezzo deve
contenere il maggior numero di armoniche in comune con l’energia elettrica trasferita. Da qui deduciamo i
diversi livelli di “superconduttività” relativa.

Da tale principio elementare e dall’esperimento della polvere di ferro su riportata, Keely derivò una
sorta di modello rotatorio antigravitazionale il TREXAR. Esso si basava sul concetto
dell’Harmonia dell’Ottava determinata dai numeri 1 : 2 : 3, in cui ½ esprime il rapporto
musicale d’Ottava e 2/3 la quinta, che ne definisce la relazione Harmonika, o riunione degli opposti
(2/3-quinta e ¾-quarta = 1/2-ottava). Il TREXAR sviluppa i vettori energetici che costituiscono la

dottrina dell’Harmonia Nucleopolare dei suoni, dottrina unita al principio elettrodinamico. Su tale
principio egli pensò d’innestare un sistema coassiale rotante costituito da tre metalli differenti,
attraverso il quale faceva passare energia elettrica. I tre metalli – dall’esterno verso l’interno –erano
oro, platino e argento che, secondo le loro diverse armoniche di risonanza con il segnale elettrico,
producevano elevate disparità di potenziale. Egli puntualizzava che l’oro ha carattere espansivo,
l’argento ricettivo e il platino nucleopolare. Il platino faceva, pertanto, da polo alla forza centrifuga
dell’oro e centripeta dell’argento. È il contrasto di risonanza, insieme con le diversità di potenziale
vibratorio tra la forza centrifuga dell’oro e quella centripeta dell’argento, a causare così una potenza
radiante e rotazionale. I mezzi diversi, oltretutto, generano una sorta di accordo vibrazionale con il
flusso elettromagnetico terrestre, che è trino nelle sue caratteristiche, come le triadi musicali. Il
TREXAR produce un accordo nucleopolare neutro, la cui differenziazione molecolare genera
un’energia simile al magnetismo, sebbene non vi sia traccia di un vero e proprio magnetismo . Esso
moltiplica, in tal modo, le frequenze oscillanti dei sovraccordi e sottoaccordi mediante energie
sottili in alto e lente oscillazioni in basso. Le elevatissime vibrazioni simpatiche sono prodotte dai
SUONI SOMMATORI del nucleo.

I SUONI DIFFERENZIALI, dal canto loro, sono generati dal movimento delle masse metalliche,
che danno corposità al campo antigravitazionale. Essi sono causati dall’attrazione negativa
vibrazionale e da un cambio di campo oscillatorio periodico dei centri nucleari (neutri). Con tale
sistema si realizza una rotazione vorticosa. I metalli diversi generano un’Harmonia o Sfera
harmonikale che entra in vibrazione con le armoniche terrestri. Dalla loro interrelazione totale
scaturisce una Rete Vibrazionale che può assumere una spinta verso l’alto o verso il basso, secondo
le frequenze implicate, derivanti dalle variazioni di flusso energetico elettrico attraverso i
superconduttori del motore. L’opposizione tra argento e oro è armonizzata dal platino
nell’Harmonia dell’Ottava. I nodi “in risonanza simpatica” dell’argento producono vibrazioni fino a
180.000 Hz (oscillazioni per secondo). Quelli dell’oro fino a 1.620.000 Hz, mentre il platino darà
luogo a frequenze nell’ordine di bilioni di vibrazioni, che arrivano ad illuminare il centro rotativo. E
questo avviene se usiamo conduttori che sono “accordati” nella progressione harmonica 1 : 2 : 3,
ossia a due soli nodi. Se invece impieghiamo una risonanza conduttiva che produce nove nodi
(TREXNONAR), la frequenza risultante sarà talmente elevata che per scriverla - afferma Keely -
avremo bisogno di un foglio lungo un miglio. Una frequenza vibratoria così elevata è in grado di far
sollevare un’astronave con estrema facilità e manovrabilità. Per ottenere simili risultati basta
moltiplicare per Tre l’Harmonia di riferimento del Trexar, secondo la progressione numerica 3 : 6 :
9, in cui 6/9 = 2/3 rappresenta l’intervallo che armonizza l’ottava 3/6 = ½. Si generano così
proprietà antigravitazionali.

MUSICA E’ LIGUAGGIO

Alcuni studiosi ritengono che le regole di una grammatica musicale siano i veri e propri
procedimenti usati per generare musica. Ma la musica è in grado di esprimere emozioni e,
quindi, di comunicare? Oppure, essendo una manifestazione artistica, non è capace di
esprimere nulla?
Tale diatriba, sin dai primi anni del ‘900, terminava definendo la musica un "non-linguaggio":
nel linguaggio vengono articolate le parole per costruire frasi, mentre nella musica non è
semplice identificare qualcosa che corrisponda ad una parola.
Il superamento di queste posizioni si è avuto quando sono stati correttamente identificati i
termini del problema: nel linguaggio esistono componenti minimali privi di significato
(fonemi), che vengono utilizzati per creare componenti minimi che posseggono un significato
(morfemi), i quali, a loro volta, vengono usati per formare parole e frasi.
Nella musica si trovano le note che sono, in sé, prive di significato e che vengono usate per
creare intervalli e accordi , cioè il materiale utilizzato per strutturare temi e frasi musicali.
Si è dovuto attendere sino all’avvento degli studi semiotici sui segni dei vari linguaggi (proprio
Sloboda ha compiuto approfonditamente tali studi) per comprendere meglio le relazioni fra il
linguaggio comune e l’arte dei suoni:

il piano temporale, situata nel lobo temporale della corteccia cerebrale è l’area del cervello
che sembra essere associata all’elaborazione del linguaggio e sembra anche che ‘classifichi i
suoni’
suonatori di tamburo africani, i quali correlano, appunto, le sillabe ad alcuni suoni emessi dai
tamburi: questi suoni, prodotti da strumenti, permettono la trasmissione di messaggi ‘verbali’
a notevole distanza

Ciò dimostra che, presso alcune culture, il linguaggio è imitato musicalmente.

Tuttavia, non dobbiamo dimenticare che - come affermava Sloboda - le aree cerebrali
responsabili della musica sembrano avere una sovrapposizione parziale, anche se
incompleta, con quelle responsabili del linguaggio. La musica impiega un insieme distinto di
risorse neurali.

CULTURA SCRITTA VS ORALE

Nella cultura orale, le uniche guide sono le conoscenze attuali e la memoria.


Per molte persone, la scrittura viene ad essere fondamentale che la realtà è, sotto molti
aspetti, mediata dalle loro notazioni; quel che può essere scritto e conservato è giusto e
definitivo: nella cultura scritta, la memoria di una persona viene giudicata sulla base della
registrazione scritta.
Sfortunatamente, molte persone alfabetizzate ritengono che la vita o le conoscenze di una
cultura che si basa sulla scrittura siano, in un certo senso, superiori a quelle di una cultura
orale; per contro, sarebbe più corretto sostenere che la cultura orale e quella alfabetizzata
sono differenti.

La nostra scrittura alfabetica può portare ad un impoverimento della comunicazione: non è in


grado di preservare informazioni significative nel ritmo, intonazione, tono e gesti, mentre
riesce a custodire le informazioni fonetiche

Nelle culture orali, la musica viene trasmessa da un individuo all’altro ed è soggetta, come le
conoscenze verbali, a variazioni nel tempo: all’interno di una cultura orale una esecuzione,
spesso, non è uguale a quella precedente. In una cultura orale è impossibile che si possa
ottenere lo stesso tipo di conoscenze che si traggono da determinati brani, dopo ripetuti esami
delle partiture, o ripetuti ascolti della stessa registrazione

Ma, nonostante tutte queste differenze, sussistono basi cognitive universali per la musica, che
trascendono le singole culture? Anche se la tonalità non è assolutamente universale, i concetti
di scala e di tonica, hanno delle analogie formali in molte culture.
Inoltre, sembra che la suddivisione delle scale in gradi segua dei principi comuni nella maggior
parte delle culture.
Si è affermato che le componenti delle abilità musicali hanno precise localizzazioni
cerebrali: alcune ricerche hanno portato alla conclusione che le funzioni intellettuali sarebbero
localizzate in aree differenti del cervello.
La musica di Wolfgang Amadeus  Mozart (1756-1791 foto a lato) aiuta ad organizzare i
circuiti neuronali di alimentazione nella corteccia cerebrale, soprattutto rafforzando i processi
creativi dell’emisfero destro associati al ragionamento spazio-temporale.

Sembra possibile che le attività cerebrali di un individuo si dissolvano, lasciando intatto il suo
intelletto musicale. Intervenendo sull’emisfero sinistro, si provocano disturbi del linguaggio;
mentre si causano danni al canto, agendo sull’emisfero destro.

EMISFERO DX O SX?

In realtà la musica racchiude sotto-abilità logicamente indipendenti: non dobbiamo dimenticare


che una regione di un emisfero cerebrale è qualcosa di molto ampio.
Attraverso vari studi si è giunti alla conclusione che, anche se le lesioni all’emisfero destro
danneggiano quasi sempre le funzioni musicali, le lesioni all’emisfero sinistro hanno quasi
sempre gli stessi esiti. Quindi è semplicistico affermare che la musica si trova nell’emisfero
destro: le attività musicali sono dissociabili e soggette a danni specifici, come quelle del
linguaggio

Non dobbiamo dimenticare, nell’analisi biologica del pensiero musicale, il ruolo cardine svolto dall’orecchio o, meglio,
dalle orecchie: come l’emisfero destro e quello sinistro operano in maniera diversa, così fa ciascuna delle orecchie.
L’orecchio destro è dominante perché è in grado di trasmettere gli impulsi uditivi ai centri del cervello che regolano
il linguaggio in maniera più veloce di quello sinistro; gli impulsi nervosi che derivano dall’orecchio destro raggiungono
direttamente il cervello sinistro dove si trovano i centri del linguaggio, mentre gli impulsi nervosi dell’orecchio sinistro,
compiono un viaggio più lungo attraverso il cervello, che non possiede centri del linguaggio corrispondenti, e poi
ritornano al cervello sinistro.

Potremmo definire l’orecchio il direttore d’orchestra dell’intero sistema nervoso. L’orecchio


integra le informazioni fornite dal suono e organizza il linguaggio.
Infatti il linguaggio, come elemento fondante dell’umanità dell’uomo, non può essere
analizzato e studiato se non si tiene presente il ruolo determinante svolto dall’udito: è grazie
all’udito che è stato possibile all’uomo, costruire il linguaggio.

PERCEPIRE LE VIBRAZIONI SENZA LE ORECCHIE

Anche Alfred Tomatis considera l’orecchio l’organo chiave nello sviluppo totale dell’uomo:
permette a tutto il corpo di diventare "un’antenna ricettrice che vibra all’unisono con la
fonte del suono".
L’orecchio risulta essere fondamentale per comprendere l’evoluzione dell’uomo: rappresenta
anche la chiave per capire come possa essere utilizzato lo ‘effetto Mozart’.
Ma l’organo dell’udito non presiede soltanto la facoltà di udire, ma anche la capacità di
ascoltare; sappiamo che non occorre sentire per ascoltare, infatti parecchi musicisti
famosi, del passato, erano sordi e, anche se non erano in grado di sentire con le orecchie,
potevano percepire codici e schemi ritmici grazie a vibrazioni che percepivano con le mani e
altre parti del corpo

Importante notare come la funzione dell’ascolto sia direttamente collegata alla


concentrazione della memoria, alle condizioni psicologiche, alla consapevolezza, alla
comunicazione
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LA SUGGESTOPADIA

Riuscire a rafforzare e ad accelerare l’apprendimento e la memoria è stato sicuramente lo


scopo dell’opera e del metodo del Dottor Georgi Lozanov, psicologo bulgaro, il cui studio sulla
suggestione (<<Suggestopedia>> il nome del suo metodo), tramite immagini e rilassamento
ha creato una delle più valide metodologie mente/corpo; la sua tecnica è riuscita ad apportare
innovazioni creative nei programmi didattici in Europa.