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Autobiografia di Giordano Bruno


Questa autobiografia tratta in parte dalla deposizione che Giordano Bruno rese nel 1592 nel corso del processo veneziano in cui narr il suo peregrinare nellEuropa inasci!entale fino "enezia# !entre la seconda tratta dal so!!ario del processo ro!ano

"Sono nato nella cittadina campana di Nola, nel 1548, da una famiglia di modeste condizioni. Mio padre Giovanni e mia madre Fraulissa Savolino m'imposero il nome di battesimo Filippo. Compiuti i primi studi, nel 15 ! mi trasferii a Napoli do"e fre#uentai #uelli superiori e seguii lezioni pri"ate e pubblic$e di dialettica, logica e mnemotecnica presso l'%ni"ersit&. Nel 15 5 decisi di intraprendere la carriera ecclesiastica ed entrai, col nome di Giordano, nell'ordine domenicano dei predicatori nel con"ento di San Domenico Maggiore Subito per', cominci' a manifestarsi in me un acceso contrasto fra la personalit& in#uieta e forte, c$e assetata di sapere, anda"o formando, e la necessit& di sottostare alle rigorose regole di #uell'ordine religioso. (opo appena un anno fui accusato di disprezzare il culto di Maria e dei Santi e risc$iai di essere sottoposto ad un se"ero pro""edimento disciplinare. Mi affrettai #uindi, a percorrere rapidamente i "ari gradi della carriera )suddiacono nel 15*+, diacono nel 15*1, sacerdote nel 15*!, dottore in teologia nel 15*5, affinc$- potessi uscire al pi. presto da #uella gabbia della mente c$e mi opprime"a. /n #uegli anni, contemporaneamente allo studio serio e profondo dell'opera di S.Tommaso non a"e"o rinunciato a leggere gli scritti di Erasmo da Rotterdam, rigorosamente proibiti, la cui scoperta caus' l'apertura di un processo a mio carico, nel corso del #uale emersero anc$e accuse di dubbi circa il dogma trinitario. 0ra il 15* e l' inquisi ione a"e"a ormai da tempo dato clamorosi esempi di rigore e di efficienza per cui, temendo per la gra"it& delle accuse, decisi di abbandonare Napoli e con essa l'abito ecclesiastico. 0bbe cos1 inizio la serie incredibile delle mie peregrinazioni, durante le #uali riuscii a mantenermi impartendo lezioni in "arie discipline )geometria, astronomia, mnemotecnica, filosofia, ecc.,. Nell'arco di due anni )15**215*8, soggiornai a Noli, a Sa"ona, a 3orino, a 4enezia e a 5ado"a do"e, su suggerimento di alcuni fratelli domenicani e pur in mancanza di una formale reintegrazione nell'ordine, ri"estii l'abito. (opo bre"i soste a 6ergamo e a 6rescia, alla fine del 15*8 mi diressi "erso 7ione ma, giunto presso il con"ento domenicano di C$amber8, sconsigliatomi di fermarmi in #uella citt& di confine con i paesi riformati e soggetta a particolari controlli, fui costretto a raggiungere la non lontana 9ine"ra, capitale del calvinismo. 4enni accolto da Gian Galea o !aracciolo marc$ese di 4ico, esule dall'/talia e fondatore della locale comunit& e"angelica italiana. (eposto di nuo"o l'abito e dopo un'esperienza di "correttore di prime stampe" presso una tipografia, aderii formalmente al cal"inismo e fui immatricolato come docente nella locale uni"ersit& )maggio 15*:,. 3re mesi pi. tardi per', a"endo pubblicato un libretto in cui stigmatizza"o il titolare della cattedra di filosofia, e"idenziando ben "enti errori nei #uali costui sarebbe incorso in una sola lezione, fui accusato di diffamazione e #uindi arrestato, processato e con"into a pentirmi sotto pena di scomunica. ;mmisi la mia colpe"olezza ma do"etti lasciare 9ine"ra, non senza conser"are in me un forte risentimento. <uasi per reazione allora mi recai a 3olosa, in #uegli anni baluardo dell'ortodossia cattolica nella =rancia meridionale, do"e cercai, senza ottenerla, l'assoluzione presso un confessore gesuita. /n compenso ottenni un posto di lettore di filosofia nella locale uni"ersit& e per due anni circa commentai il De anima di Aristotele. Nel 1581 lasciai anc$e 3olosa, do"e si profila"a una recrudescenza delle lotte religiose fra cattolici e ugonotti e mi recai a 5arigi do"e tenni, in #ualit& di "lettore straordinario" )#uelli "ordinari" erano tenuti a fre#uentare la messa, cosa a me interdetta come apostata e scomunicato, un corso in trenta lezioni sugli attributi di"ini. 7a notizia del successo del corso per"enne al re Enrico """ al #uale dedicai subito dopo )158!, il " De #mbris idearum" con l'annessa " Ars memoriae", ottenendo la nomina di "lettore straordinario e pro""isionato". 7'appartenenza al gruppo dei "7ecteurs ro8au>" mi consenti"a una certa autonomia anc$e nei confronti della Sorbona, della #uale non manc' occasione per criticarne il conformismo aristotelico.

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oltre300 libri gratis da scaricare vendita on-line libri nuovi e doccasione =u #uesto un periodo di grande fecondit& per la mia produzione filosofica e letteraria? pubblicai in bre"e successione il " !antus circaeus", il "De compendiosa arc$itectura et complemento artis %ullis", e "!andelaio". Con il fa"ore del re di"entai "gentilomo" )ma ben presto apprezzato amico, dell'ambasciatore di =rancia in /ng$ilterra Mic$ael de !astelnau, c$e raggiunsi a 7ondra nel 158@. Continuai cos1 a pubblicare opere importantiA " Ars reminiscendi", "E&plicatio triginta sigillorum" e "Sigillum sigillorum" in un unico "olume e subito dopo la " !ena delle ceneri", il "De la causa principio et uno", il "De infinito' universo et mondi", e lo "Spaccio della bestia trionfante". Nell'anno seguente, sempre a 7ondra, diedi alle stampe " %a cabala del cavallo pegaseo"e il "Degli eroici furori". 4enuto a contatto con la famosa #niversit( o&oniana, sospinto dall'irruenza del mio carattere, durante un dibattito misi in difficolt&, senza troppi riguardi, uno stimato docenteA )o$n #nder$ill, restando cos1 in"iso a una parte dei suoi colleg$i c$e non mancarono in seguito di manifestare la loro animosit&. Bttenuto infatti, dopo #ualc$e mese, l'incarico di tenere una serie di conferenze in latino sulla cosmologia, fui accusato di a"er plagiato alcune opere di Marsilio Ficino e costretto a interrompere le lezioni. Ma al di l& dei risentimenti personali, confligge"ano con la temperie culturale e religiosa inglese del tempo alcune mie idee di fondo, #uali appunto la mia "isione cosmologica ed il mio profondo antiaristotelismo. 7'episodio del giorno delle ceneri del 14 febbraio )1584, fu significati"oA ero stato in"itato dal nobile inglese Sir Ful*e Greville ad esporre le mie idee sull'uni"erso. (ue dottori di B>ford presenti, anzic$- opporre argomento ad argomento, pro"ocarono un "iolento di"erbio ed usarono espressioni c$e ritenni tanto offensi"e da abbandonare la sala. (a #uesto fatto nac#ue " %a cena delle ceneri"c$e contiene acute e non sempre diplomatic$e osser"azioni sulla realt& inglese contemporanea, attenuate poi, anc$e per la reazione di alcuni c$e si senti"ano ingiustamente coin"olti in tali giudizi, nel successi"o "De la causa' principio et uno". 3ornato in =rancia a seguito del rientro del !astelnau, mi occupai di una recente scoperta di Fabri io Mordente, il compasso differenziale, per presentare il #uale, scrissi su in"ito dell'in"entore, una prefazione in latino nella cui stesura pre"ale"ano a tal punto le applicazioni c$e face"o dello strumento, per a""alorare le mie tesi filosofic$e sul limite fisico della di"isibilit&, da oscurare o ridurre ad un fatto "meccanico" l'in"enzione. Bffeso il Mordente si affrett' a comprare tutte le copie disponibili e le distrusse. ; #uel punto la tentazione di rinfocolare la polemica era troppo forte, decisi cos1 di pubblicare un dialogo dal titolo e dal tono sarcastico ""diota triump$ans seu de Mordentio inter geometras deo" c$e indirettamente rese pi. difficile la permanenza a 5arigi, essendo il Mordente un cattolico ligio alla fazione del duca di 9uisa, c$e di l1 a poco a"rebbe raggiunto il massimo della sua parabola ascendente, mentre io ribadi"o la totale fedelt& ad Enrico """. Ceazioni negati"e suscitarono a Cambrai le tesi antiaristotelic$e contenute nell'opuscolo "!entum et viginti articuli de natura ed mundo adversos peripateticos " discusse a nome del maestro dal suo discepolo ). +ennequin. 7'inter"ento critico di un gio"ane a""ocato c$e sape"o appartenere alla sua stessa parte politica, mi con"insero c$e rimanere ancora a 5arigi non era pi. possibile. (i nuo"o ramingo per l'0uropa, approdai nel giugno 158 a Dittemberg, in 9ermania, do"e insegnai per due anni nella locale uni"ersit& come "doctor italus" e al termine dei #uali mi congedai )anc$e per il pre"alere in citt& della parte cal"inista, con una ",ratio valedictoria", ringraziando l'uni"ersit& per a"ermi accolto senza pregiudizi religiosi. 7'orazione mi diede anc$e occasione per un caloroso elogio di %utero, coraggioso oppositore allo strapotere della C$iesa di Coma, sulla cui dottrina comun#ue rimane"o fermamente critico. (opo un bre"e soggiorno a 5raga, alla fine del 1588 mi recai ad Eelmstedt do"e, per poter insegnare nella locale "Accademia "ulia" do"etti aderire al luteranesimo. Ma i problemi di fondo rimaseroA dopo nemmeno un anno fui scomunicato dal locale pastore Gilbert -oet per moti"i non ben specificati. Ciuscii comun#ue a pubblicare gran parte delle mie opere definite "magic$e"A "De magia", "De magia mat$ematica", "T$eses de magia" ecc. /l ! giugno 15:+ giunsi a =rancoforte do"e mi fu rifiutato il soggiorno e fui ospitato precariamente in un con"ento di carmelitani. 5ubblicai tre poemi in latino )"De triplice minimo", "De monade", "De

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oltre300 libri gratis da scaricare vendita on-line libri nuovi e doccasione innumerabilis", e dopo alcuni mesi di permanenza a Furigo do"e tenni lezioni di filosofia, tornai a =rancoforte, do"e nella prima"era del 15:1 rice"etti due lettere del nobile "eneziano Giovanni Mocenigo c$e mi in"ita"a a 4enezia per insegnargli l'arte della memoria. Cientrare in /talia comporta"a gra"issimi risc$i, ma anc$e in 0uropa, ormai, scomunicato dalle c$iese riformate non meno dalla cattolica, in rotta con gli ambienti puritani e ostacolato da stolti e pedanti in cui continua"o ad inciampare, ero costretto a continue fug$e. ;"e"o fiducia nella tradizionale autonomia della Cepubblica "eneta rispetto al .apa, do"e di fatto sopra""i"e"ano circoli aristocratici orientati in senso "liberale", e decisi #uindi di accettare l'in"ito. Con l'intenzione di occupare la cattedra di matematica dell'uni"ersit& di 5ado"a, allora "acante, nel marzo del 15:! giunsi in casa Mocenigo a 4enezia, ma dopo poc$i mesi #uesti, forse insoddisfatto nella sua aspettati"a di c$iss& #uali mirabolanti poteri magici da utilizzare per go"ernare le menti altrui e indispettito dai miei comportamenti non assoggettabili ad insulse pretese e formalismi, mi rinc$iuse in una stanza e mi denunci' alla locale in#uisizione, affermando di a"ermi sentito proferir bestemmie e frasi eretic$e. (opo un paio di mesi peraltro il processo, subito iniziato, mi si present' in maniera abbastanza fa"ore"ole. Mi difesi sostenendo di a"er formulato ipotesi filosofic$e e non teologic$e e c$e per #uanto riguarda"a le cose di fede mi rimette"o pienamente alla dottrina della C$iesa c$iedendo perdono per #ualc$e frase sconsiderata c$e pote"o a"er pronunciato. 0bbi inoltre attestazioni fa"ore"oli o per lo meno non ostili da parte di di"ersi testimoni del patriziato "eneto. Ma #uando tutto face"a sperare in una rapida assoluzione, giunse impro""isamente da Coma la ric$iesta del trasferimento del processo al tribunale centrale del S.%ffizio. 7a prima risposta del senato, geloso custode dell' autonomia della Serenissima, fu negati"a, ma dietro le insistenze "aticane, il baratto di indulgenze per i nobili influenti e nella considerazione c$e l'in#uisito non era cittadino "eneziano e c$e il suo processo era iniziato prima del suo arri"o nella citt& lagunare )ci si riferi"a ai fatti del 15*5, giunse alla fine il nullaGosta e nel febbraio del 15:@ il mio gran peregrinare termin' in una fredda cella del nuo"o palazzo del S.%ffizio, fatto costruire da .io - nei pressi di 5orta Ca"allegeri. $el processo# che si protrasse per ben sei anni e durante il %uale si ricorse alla tortura# ri!ane una &so!!ario&# ritrovato nell'archivio personale di Pio IX e pubblicato da A.Mercati nel 19(2) Cercai di attenuare e tal"olta accettare di ripudiare alcune mie posizioni in aperto conflitto con la dottrina cattolica, ingenuamente con"into, nonostante tutto, di tro"are nel Monarca una mente illuminata e disponibile ad una riforma c$e diradasse per sempre le tenebre dell'ignoranza e della superstizione, e c$e ponesse fine alle continue guerre di religione c$e insanguina"ano /ng$ilterra, =rancia e Spagna, ma fu tutto inutile. (i fronte all'imposizione, per sal"armi, di rifiutare in blocco le mie idee e rinnegare le mie profonde con"inzioni, giudicate incompatibili con l'ortodossia cristiana il mio rifiuto fu fermo e #uanto mai sprezzante. /l !+ gennaio 1 ++ !lemente -""", considerando ormai pro"ate le accuse e rifiutando la ric$iesta di ulteriori torture a"anzate dai cardinali, ordin' c$e, fossi consegnato al braccio secolare come "eretico impenitente", "pertinace" e "ostinato". Ci' significa"a, nonostante la presenza nella sentenza della solita ipocrita formula c$e in"oca"a la clemenza del 9o"ernatore, la morte per rogo. 7'8 febbraio nella casa del cardinale Madru o ascoltai la sentenza, leggendo negli occ$i di c$i me ne pronuncia"a la formula maggior timore di #uanto ne pro"assi io nel rice"erla. /l successi"o gio"edi 1* febbraio 1 ++ Ganno santoG fui condotto a !ampo de/ Fiori "con la bocca in gio"a" cio- con una mordacc$ia c$e mi impedi"a e blocca"a la lingua, e #ui spogliato nudo, legato ad un palo e bruciato "i"o, mentre mi si ostenta"a ripetutamente un crocifisso, c$e "ole"ano farmi apparire come carnefice, dal #uale distolsi lo sguardo.