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Universit degli Studi di Milano - Bicocca

Facolt di Psicologia
Musica, emozioni e cervello.
Studi recenti sulla neuropsicologia delle
emozioni evocate dalla musica.
di Sabina Delfrati
Relatore Angelo Maravita
A. A. 2009-0
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1. INTRODUZIONE
Il motivo per cui la maggior parte di noi prende parte
ad attivit musicali, componendo, eseguendo, o semplicemente
ascoltando, dato dal fatto che la musica capace di suscitare
in noi stessi delle emozioni profonde e significative. Sono
emozioni che possono andare da un puro godimento estetico
per un costrutto sonoro, alla gioia o alla disperazione, che la
musica a volte evoca o sostiene, al semplice sollievo dalla
monotonia, dalla noia, dalla depressione, che le esperienze
musicali quotidiane possono fornire. (Sloboda, 1988, pp. 23-
26).
La musica presente in ogni cultura, e occupa un ruolo di primo piano nella vita
quotidiana delle persone, pu indurre emozioni profonde e per questo rappresenta
unesperienza emotiva particolarmente gratificante per chi lascolta. Il tema delle
emozioni legate alla musica, a cominciare dalla filosofia greca, rimasto per lungo
tempo dominio dei filosofi, come documenta il numero impressionante di teorie sulla
musica e lemozione (Zentner, Grandjean e Scherer, 2008). Solo in tempi relativamente
recenti le formulazioni teoriche sulle potenzialit della musica di suscitare emozioni o di
alterare lumore sono state accompagnate da ricerche empiriche, in particolare grazie
allo sviluppo delle neuroscienze cognitive e ai suoi strumenti di indagine, che hanno
reso possibile lo studio diretto dellattivit cerebrale durante la percezione e la
produzione di suoni musicali (Juslin e Zentner, 2001-2002, Juslin e Sloboda, 2001,
Juslin e Sloboda, 2010).
Spesso si considera la musica come il linguaggio delle emozioni: la sua
capacit di evocare e esprimere emozioni ne costituisce la caratteristica fondamentale e
primaria (Cooke, 1959). La musica esprime emozioni che gli ascoltatori percepiscono,
riconoscono, o da cui vengono emotivamente toccati. Inoltre, diversi studi hanno
suggerito che il motivo pi comune per cui si ascolta la musica quello di poter influire
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sulle emozioni, per modificarle, per liberarle, per sintonizzarsi con il proprio stato
emotivo, per rallegrarsi o consolarsi, o per ridurre lo stress. Indubbiamente, i dati
indicano che la maggior parte delle persone fa esperienza di musica (in qualche modo,
da qualche parte) ogni giorno della propria vita, spesso associandola a una reazione
affettiva di qualche tipo (per esempio, il riconoscimento nostalgico di una delle proprie
canzoni preferite ascoltata alla radio, la frustrazione verso una certa musica diffusa in un
centro commerciale, la gioia di ascoltare un magnifico concerto dal vivo, la tristezza
evocata dalla colonna sonora di un film).
Eppure, il fatto che la musica possa evocare emozioni profonde un mistero che
ha affascinato gli studiosi fin dallantica Grecia (Budd, 1985). Perch reagiamo alla
musica con le emozioni, anche se la musica non sembra avere implicazioni per i nostri
obiettivi di sopravvivenza? Come possono dei semplici suoni coinvolgerci cos tanto?
Spiegare come e perch la musica possa evocare emozioni in chi lascolta
estremamente importante, dal momento che la musica viene gi utilizzata, in societ, in
una molteplicit di modi che presumono la sua efficacia nellevocare emozioni, come la
musica da film, il marketing, la musicoterapia. vero che si stanno gradualmente
accumulando dati che dimostrano come la musica abbia effetti benefici sulla salute, il
che potrebbe essere impiegato sistematicamente nella misura in cui riusciamo ad avere
una comprensione dei suoi meccanismi sottostanti. Lemozione altres centrale al
processo creativo della musica, sia nellesecuzione che nella composizione musicale.
Molti musicisti hanno sottolineato il ruolo cruciale delle emozioni nella scrittura,
apprendimento e interpretazione della musica.
Se linteresse per lelaborazione cerebrale della musica affascina i
neuroscienziati da oltre un secolo, come attesta il volume pionieristico pubblicato da
Critchley e Henson nel 1977, solo nellultimo decennio che largomento diventato
un ambito di studio intenso e sistematico, e questo perch in ambito neuroscientifico ci
si resi conto che la musica offre unopportunit unica per comprendere meglio
lorganizzazione del cervello umano, sollevando quesiti importanti su una variet di
funzioni cognitive complesse: essa rappresenta infatti un prezioso strumento di indagine
non soltanto per i sistemi uditivi e motori coinvolti nella percezione e nella produzione
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musicale, ma anche per le interazioni multisensoriali, la memoria, lapprendimento,
lattenzione, la progettualit, la creativit e le emozioni (Zatorre, 2003, Peretz e Zatorre,
2003, Peretz e Zatorre, 2005, Molnar-Szakacs e Overy, 2006, Zatorre, Chen e Penhune,
2007).
In questo mio lavoro cercher quindi di descrivere in particolare la situazione
delle conoscenze attuali sul tema della musica e delle emozioni da una prospettiva
neuroscientifica, presentando una sintesi di alcune delle ricerche pi significative svolte
in questi ultimi anni sullargomento. Cominciando da un approfondimento degli studi
condotti da alcuni autori per individuare i meccanismi neurali alla base delle emozioni
evocate dalla musica e lorganizzazione cerebrale alla base della loro elaborazione,
concluder con alcuni contributi recenti sulluniversalit e la predisposizione
neurobiologica delluomo per la musica.