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Gior Neuropsich Età Evol 2011;31:72-81

Musicoterapia: applicazioni, evidenze, prospettive


Music Therapy: applications, evidences, prospective

E. Fazzi* ** Riassunto
F. Tansini* Il termine musica, definita come l’arte che esprime per mezzo dei suoni i diversi sentimenti dell’animo, può avere
A. Alessandrini* una doppia valenza, scientifica e artistica. Il suono musicale, elaborato a livello corticale con coinvolgimento globale
del sistema nervoso e delle funzioni psichiche, ha ripercussioni non solo a livello emotivo, ma anche fisico, cognitivo,
* Unità di Neuroriabilitazione Precoce, U.O. di relazionale e sociale. Oggi coesistono più musicoterapie, accomunate dall’utilizzo razionale dell’elemento sonoro
Neuropsichiatria dell’Infanzia e dell’Adolescenza, Spedali per promuovere il benessere dell’intera persona. Esistono diversi campi d’applicazione, da quello della salute, come
Civili di Brescia; ** Dipartimento Materno Infantile
prevenzione, riabilitazione e sostegno, a quello del benessere, al fine di migliorare l’equilibrio e l’armonia psico-fisici. In
e Tecnologie Biomediche, Università di Brescia, Italy
età evolutiva riguardano soprattutto l’autismo, la prematurità, le malattie terminali, la sordità, i disturbi del linguaggio
e dell’apprendimento e i problemi di comportamento. Quando non siamo in presenza di una patologia, diventa
occasione di crescita dell’autostima personale e di gruppo, opportunità di ascolto e di espressione. La musicoterapia
di tipo psicoterapeutico cerca di aprire attraverso il suono, la musica e il movimento, dei canali di comunicazione nel
mondo interno dell’individuo, utilizzando un codice alternativo rispetto a quello verbale, basato sul principio dell’Identità
Sonora Individuale. Seguendo questo principio, la musica potrà avere un effetto terapeutico solo se il tempo musicale
coincide con quello mentale del paziente, dato dalla sommatoria di tutti gli elementi musicali che sono stati appresi
fin dal concepimento. I musicoterapeuti utilizzano diverse tecniche d’intervento, attive e ricettive, in particolare il
canto, gli strumenti musicali, le attività ritmiche, l’improvvisazione, la composizione e l’ascolto. Un particolare utilizzo
terapeutico della musica si basa sul Metodo Tomatis, disciplina che promuove la funzione d’ascolto introducendo una
dimensione psicologica e utilizza un apparecchio definito Orecchio Elettronico. Le relazioni tra musicoterapia, fisiologia
e neuroscienze sono però ancora da sviluppare. È accertato che l’input musicale agisce non solo sul Sistema Nervoso
Centrale, ma anche sul circuito emozionale; tuttavia è necessario e auspicabile integrare i contributi delle musicologie
con le neuroscienze, al fine di arricchirne le basi scientifiche e definire nuovi modelli applicativi comuni.

Summary
The word “music” can have a double meaning, scientific and artistic, so it is defined as the art that express by means
of sounds feelings of human soul. Musical sound, cortically elaborated with total involvement of the nervous system
and of the mental functions, affects not only emotions, but physical, cognition, relationships and sociality. Nowadays
there are many kind of music therapies, which share the rational use of sounds to promote the well-being of the whole
person. There are many different application’s fields, health, for prevention, rehabilitation and support, and welfare, to
improve psycho-physical balance and harmony. In developmental age, music therapy is used for autism, prematurity,
terminal illness, deafness, language and learning disorders and behavioural problems. If there’s no disease, it is useful
for self-esteem and group growth, opportunity of listening and expressing himself. Psychotherapeutic music therapy tries
towards sound, music and movements to open communication channels in individual’s interior world, using a different
non-verbal code, based on the Individual Sound Identity. According to that principle, music can have a therapeutic effect
only if the time of music is the same of the mental time of patient, which is the addition of all music elements learned
since conception. Music therapist use many intervention techniques, active and receptive, in particular sing, musical
instruments, rhythmic activities, improvisation, composition and listen. A characteristic therapeutic use of music is based
Parole chiave on Tomatis Method, a discipline which improve the listening function introducing a psychological dimension and which
Musica - Musicoterapia - Metodo Tomatis use an instrument called Electronic Ear. Relationships between music therapy, physiology and neurosciences are yet
to be developed. Was found that musical input acts not only on Central Nervous System, but on emotional pathway
Key words too; however it is necessary and desirable to integrate musicology and neurosciences together, for the enrichment of
Music - Music Therapy - Tomatis Method
scientific background and the definition of new common models of application.

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Musicoterapia: applicazioni, evidenze, prospettive

Introduzione: la musica incremento della sudorazione)  3  4. Il fatto che queste


risposte fisiologiche oggettive siano indipendenti dai
Il significato del termine musica non è univoco e resta giudizi soggettivi dimostra che l’ascoltatore non è ne-
molto dibattuto tra gli studiosi per via delle diverse cessariamente consapevole dell’effetto che la musica
accezioni e varianti di significato utilizzate nei vari esercita su di lui e fa intravedere quanto questa influi-
periodi storici. sca sul comportamento e sull’organismo dell’uomo.
Etimologicamente, la parola deriva dall’aggettivo greco A livello del Sistema Nervoso Centrale, il suono
µουσικóζ (mousikos), “relativo alle Muse”, e nasce musicale viene intellettualizzato, cioè elaborato a
non per indicare una particolare arte, bensì tutte le arti: livello corticale  5, e l’informazione musicale percorre
si riferiva a qualcosa di “perfetto”. Nel Settecento, il specifiche tappe per poter essere percepita come
compositore e pianista austriaco Wolfgang Amadeus tale. Dunque, solo specifici suoni potranno essere in-
Mozart (1756-1791) la definì “ritmo prodotto per mez- terpretati come musica e giungeranno ad un processo
zo del suono”. Nel dizionario Treccani è definita come di elaborazione superiore rispetto agli altri: dobbiamo
“l’arte che esprime per mezzo dei suoni i diversi senti- distinguere la fase dell’“udire” i suoni, come fenomeno
menti dell’animo”. La musica assume dunque una dop- periferico legato all’orecchio e al nervo acustico, dalla
pia valenza: scientifica, in quanto studio della nascita, fase del “sentire”, che si collega soprattutto a funzioni
dell’evoluzione e dell’analisi della sua intima struttura, e talamiche. Il talamo “filtra” i suoni e, solo se ne con-
artistica, in quanto complesso di norme pratiche idonee sente il passaggio, essi giungono al lobo temporale,
a conseguire determinati gradevoli effetti sonori, che in centri che si trovano in prossimità di quelli del lin-
riescono ad esprimere l’interiorità dell’individuo. guaggio, dove si verifica il processo dell’“ascoltare”,
I primi studi sulle risposte emotive alla musica risalgo- con un coinvolgimento globale del sistema nervoso e
no al 1935, quando la psicologa e musicologa Kate delle funzioni psichiche ad esso connesse.
Hevner individuò i due elementi essenziali che il nostro Molteplici studi si occupano degli effetti della musi-
cervello utilizza per elaborare una risposta emozionale ca a livello centrale e un crescente numero di essi
alla musica: il modo, cioè la tonalità (maggiore/mino- si basa sulla premessa che la musica è una facoltà
re), e il tempo, cioè la velocità di esecuzione (veloce/ cognitivamente ed evolutivamente unica. Si è visto
lento). Dimostrò che dalla combinazione del modo e come lo sviluppo delle abilità musicali sia parallelo
del tempo, l’ascoltatore vive emozioni che possiamo allo sviluppo delle capacità cognitive (es. flessibilità,
definire “universali”: serenità (modo maggiore e tempo abilità visuo-spaziali, memoria a breve termine)  6  7 e
lento), allegria, euforia, esaltazione (modo maggiore come, nei bambini che studiano musica da almeno 6
e tempo veloce), tristezza, malinconia (modo minore mesi, si osserva una coerenza maggiore dei potenziali
e tempo lento), paura, dramma, angoscia (modo elettrici all’EEG 8 9.
minore e tempo veloce) 1 2. Che le risposte emotive a Le abilità musicali sono state studiate come parte di
particolari tipi di musica siano comuni a tutti è stato un modulo mentale distinto con proprie procedure e
confermato da altre recenti ricerche compiute all’Uni- proprietà, associate a substrati neuronali specifici e
versità di Montreal. Durante l’ascolto di brani musicali separati. Così, le ricerche riguardo il talento musica-
di diverso genere (classificati come allegri, sereni, le tendono ad aderire, più o meno esplicitamente,
paurosi e tristi), sono state registrate le modificazioni al concetto di modularità delle funzioni cognitive
dei parametri fisiologici degli ascoltatori, quali la formulato da Fodor  10. Per affermare l’esistenza
pressione arteriosa, la frequenza cardiaca e la condu- di un modulo di processamento musicale è stata
zione elettrica della pelle (reazione elettrodermica). Il ipotizzata, grazie anche a ricerche su pazienti
risultato fu che la stessa musica suscitava la medesima con lesioni selettive delle abilità di riconoscimento
emozione in tutti gli ascoltatori, indipendentemente dal musicale dopo danno cerebrale, l’esistenza di un
loro giudizio soggettivo (ad esempio i brani classificati sistema specifico, contenente moduli più piccoli, il
come paurosi erano quelli che determinavano la mag- cui dominio può essere ristretto alle caratteristiche
giore reazione cutanea, caratterizzata da un rilevante della musica 5.

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Recenti studi confermano che già alla nascita è pre- pre-musicale, musicale, extra-musicale, para-musicale
sente un’architettura neuronale per il processamento o non musicale] ed i rapporti che si sviluppano attra-
musicale, con un’attività della corteccia uditiva late- verso di esse come forze dinamiche del cambiamento
ralizzata a destra (dominanza) e una contemporanea [fisiologico, psicofisiologico, sensomotorio, percettivo,
attivazione di neuroni predisposti al processamento cognitivo, comportamentale, musicale, emozionale,
emozionale 11. comunicativo, interpersonale, creativo]» 14.
Già a partire dal protolinguaggio è possibile trasmet- Più recente è la definizione dell’Organizzazione
tere emozioni e senso ai suoni. Il cosiddetto baby-talk Mondiale di Musicoterapia (WFMT, 1996): “La Mu-
è un linguaggio universale pre-verbale tra adulto e sicoterapia è l’uso della musica e/o dei suoi elementi
bambino, e analisi acustiche computerizzate (indagini musicali (suono, ritmo, melodia e armonia) da parte
spettrografiche) hanno evidenziato come la relazione di un musicoterapeuta qualificato, con un paziente o
vocale madre-bambino risponda ad una logica affet- un gruppo di persone, in un processo volto a facilitare
tiva intersoggettiva. Già dalla nascita il neonato per- e promuovere la comunicazione, le relazioni, l’ap-
cepisce il significato della voce materna (articolazioni prendimento, la mobilitazione, l’espressione, l’orga-
musicali, ritmiche, melodiche e timbriche) 12 e impara nizzazione e altri rilevanti obiettivi terapeutici al fine
a rapportarsi alle caratteristiche dello stimolo sonoro di soddisfare bisogni fisici, emotivi, mentali, sociali e
nella relazione 13. Emozioni condivisibili rendono pos- cognitivi. La musicoterapia mira a sviluppare le poten-
sibili scambi comunicativi tra il bambino e chi se ne zialità e/o ripristinare le funzioni dei singoli in modo
prende cura. È possibile così lo sviluppo dei canali di da ottenere una migliore integrazione intrapersonale
comunicazione che condurranno al linguaggio e alla e/o interpersonale e, di conseguenza, una migliore
relazione interpersonale. qualità della vita, attraverso la prevenzione, la riabili-
tazione o il trattamento” 15.
Da queste definizioni si evince come la musicoterapia
La musicoterapia
possa essere impiegata in diversi campi, che spazia-
Definire la pratica della musicoterapia non è cosa no da quello della salute, come prevenzione, riabili-
semplice, poiché essa si presenta in una moltitudine di tazione e sostegno, a quello del benessere, al fine di
metodiche che hanno prodotto diverse musicoterapie, migliorare l’equilibrio e l’armonia psico-fisici.
con un ampio spettro che va dall’approccio pedagogi- La musicoterapia di tipo psicoterapeutico cerca di
co, a quello psicoterapeutico a quello psicoacustico. aprire attraverso il suono, la musica e il movimento,
In generale, si può definire come una tecnica che dei canali di comunicazione nel mondo interno dell’in-
utilizza la musica come strumento terapeutico grazie dividuo utilizzando un codice alternativo rispetto a
ad un impiego razionale dell’elemento sonoro, allo quello verbale, basato sul principio dell’ISO (Identità
scopo di promuovere il benessere dell’intera persona: Sonora Individuale). L’ISO, concetto cardine coniato
corpo, mente e spirito. negli anni Ottanta da Rolando Benenzon, è la som-
Per meglio comprendere l’approccio musicoterapico, matoria di tutti gli elementi musicali che sono stati ap-
possiamo avvalerci dello scritto di Bruscia Kenneth presi fin dal concepimento e da cui derivano i ritmi, i
che, analizzando la molteplicità delle sue funzioni, tempi, i vissuti e gli stili di vita di ciascuno (es. caotico
tenta di considerare la musicoterapia come una o meditativo, lento o veloce, energico o astenico) 16.
disciplina unificatrice: «La musicoterapia è un pro- Seguendo questo principio, la musica potrà avere un
cesso [evolutivo, educativo, interpersonale, artistico, effetto terapeutico solo se il tempo musicale coincide
creativo, scientifico] sistematico di intervento [terapia con quello mentale del paziente.
empatica, di confronto, connessione, espressione, Dall’analisi dell’Identità Sonora, Benenzon individuò
comunicazione, interazione, esplorazione, influenza, diversi livelli di ISO, tra cui i principali sono:
motivazione, convalida] ove il terapeuta aiuta il pa- • ISO gestaltico (percezioni originarie e immediate):
ziente a migliorare il proprio stato di salute, utilizzan- è il canale di comunicazione per eccellenza del
do le esperienze musicali [attive e recettive a livello soggetto;

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• ISO gruppale: è dato dai suoni del gruppo entro piacere e soddisfazione e incrementa il benessere
cui l’individuo si evolve (identità etnica). Vanno e l’autostima del paziente.
individuati i suoni dell’ambiente in cui si è cresciuti, • Le attività ritmiche. Possono essere usate per facilita-
quelli che hanno dato un’impronta inconfondibile in re e promuovere le possibilità di movimento (mobilità
quell’ambiente, le voci, le inflessioni, gli imprinting articolare, agilità, forza, equilibrio, coordinazione,
sonori che hanno segnato i primi anni di vita; rilassamento). Il ritmo e il battere sono importanti
• ISO culturale: fenomeni sonori che provengono nel priming delle aree motorie del cervello, nella
dal mondo circostante (paesaggio sonoro) e fanno regolazione dei processi del sistema nervoso au-
parte integrante del contesto in cui si vive; tonomo (respirazione, battito cardiaco) e nel man-
• ISO universale: caratterizzante tutti gli esseri umani. tenimento dei livelli di motivazione e attenzione.
Suoni con carattere di archetipo sonoro sono il L’uso di modelli ritmici può altresì aiutare persone
battito del cuore, il dondolamento anche accom- con difficoltà recettive ed espressive (afasia, tinnito)
pagnato dalla voce (ninna nanna), suoni degli a migliorare la loro capacità di tollerare ed elabo-
elementi naturali (vento, acqua- scrosci, gorgoglii, rare correttamente le informazioni sensoriali. Nei
pioggia). Disturbi Generalizzati dello Sviluppo favoriscono la
I musicoterapisti utilizzano diverse tecniche di inter- nascita della comunicazione, il rispetto delle pause
vento attivo e ricettivo in base alle esigenze e l’attesa, l’ascolto e la propositività nella relazione.
alle preferenze delle persone con cui lavorano. Le Il lavoro sui ritmi è particolarmente indicato anche
principali sono: nei disturbi di apprendimento, in particolare per la
• Il canto. Cantare è uno strumento terapeutico che discalculia.
aiuta lo sviluppo del linguaggio, dell’articolazione, • L’improvvisazione. Improvvisare offre un mezzo
del ritmo e del controllo del respiro. C’è un rappor- creativo e non verbale di esprimere pensieri e
to diretto fra la musica e il linguaggio: entrambi so- sentimenti. L’improvvisazione è non-giudicante,
no mezzi di comunicazione, composti da elementi facilmente accessibile e non richiede alcuna pre-
strutturati in sequenze più estese che trasmettono si- cedente formazione musicale. Come tale, aiuta il
gnificato. Il canto diventa uno strumento efficace in terapeuta a stabilire una relazione tra il paziente,
molti disturbi: per gli individui con problemi respira- se stesso e la musica. Dove le parole non bastano
tori migliora i tassi di saturazione dell’ossigeno; per o le emozioni sono troppo difficili da esprimere, la
le persone che hanno difficoltà a parlare in seguito musica può riempire il vuoto. Laddove la fiducia e
ad ictus aiuta l’attivazione dei centri cerebrali del l’interazione con gli altri sono stati compromessi a
linguaggio; nei problemi di apprendimento arricchi- causa di abuso o negligenza, l’improvvisazione
sce la qualità dell’articolazione e dell’enunciato; in costituisce un’opportunità sicura per il restauro di
casi di demenza può favorire la reminiscenza e le significativi contatti interpersonali. Nei casi in cui la
discussioni del passato, riducendo ansia e paura; capacità di apprendimento è limitata, la possibilità
nei casi di sordità cerca di consentire l’accesso alla di provare diversi strumenti, suoni musicali, timbri
parola. Cantare in gruppo può inoltre migliorare le e medium può rappresentare un’opportunità per la
abilità sociali e favorire una maggiore consapevo- padronanza di una nuova abilità e aumentare la
lezza di sé e degli altri. motivazione e la gratificazione personale.
• Gli strumenti musicali. Suonare uno strumento musi- • La composizione. Comporre brani o melodie è una
cale sviluppa e migliora la coordinazione motoria, tecnica utilizzata per facilitare la condivisione di
la motricità fine e grossolana e la regolazione sentimenti, idee ed esperienze. Per esempio, scrive-
tonica. È particolarmente indicato per individui re canzoni con i bambini ricoverati è un mezzo per
con deficit neuromotori. L’utilizzo di set di strumenti esprimere e comprendere le loro paure; per le per-
diversi può inoltre rafforzare la cooperazione, sone con una malattia terminale, è un veicolo per
l’attenzione e fornire l’opportunità di interpretare e esaminare vissuti e sentimenti. Può anche fornire
svolgere ruoli differenti. Spesso questa attività porta un’opportunità per creare un legame o un’esperien-

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za condivisa con un caregiver, un bambino o una • Contratto terapeutico. Solitamente viene effettuato
persona cara. Infine, può aiutare gli adolescenti ad attraverso un colloquio con il paziente, ma in alcuni
affrontare ricordi dolorosi, traumi, abusi, ed espri- casi (età cronologica e/o mentale ridotta, pazienti
mere sentimenti e pensieri repressi o socialmente non-verbali…) può coincidere con le prime sedute del
inaccettabili. trattamento, in cui si instaura l’“alleanza terapeutica”.
• L’ascolto. Ascoltare la musica ha molte applicazioni • Valutazione. Dalla valutazione emerge il profilo
terapeutiche, perché aiuta a sviluppare abilità co- musicoterapico di ciascuno, la sua modificabilità,
gnitive quali l’attenzione e la memoria e fornisce un il setting spazio-temporale più idoneo, le dinamiche
senso di familiarità e un orientamento maggiore nel- relazionali sonoro-musicale e non verbali. Con la
la realtà. Durante la gravidanza, la musica crea una tecnica improvvisativa è possibile individuare pa-
connessione tra l’ambiente uterino e il mondo ester- rametri ed elementi musicali, con quella recettiva
no e, dopo la nascita, è possibile ricrearla tra madre il rapporto forma-aspetti emotivi. È consigliabile
e figlio. Al momento del parto, l’ascolto di musica la presenza di una supervisione per valutare il
può agevolare e sostenere la madre, promuovendo comportamento del musicoterapeuta e affrontare al
il rilassamento e fornendo una distrazione. Per per- meglio le difficoltà e i nodi problematici. Al termine
sone con malattie mentali come la schizofrenia o della valutazione il terapeuta stabilisce gli obiettivi
il disturbo bipolare, ascoltare musica può facilitare del trattamento, le modalità più adatte per raggiun-
una maggiore apertura alla discussione e fornire gerli e la tipologia di seduta.
motivazioni per impegnarsi in attività sociali. • Trattamento. Deve avvenire all’interno di un ambien-
te idoneo, di sufficienti dimensioni, dotato di isola-
Prassi dell’intervento in musicoterapia 17 mento acustico e in assenza di interferenze, che
• Criteri di invio. L’intervento musico-terapeutico si rimanga tale per tutta la durata del trattamento.
rivolge elettivamente a persone in cui vi sono deficit • Sedute. Esistono due tipologie principali di sedute,
affettivi, comunicativi e/o relazionali, sia di natura individuali o di gruppo, selezionate sulla base degli
organica che di natura psicogena. Questo non obiettivi del trattamento e del tipo di paziente. Soli-
esclude comunque la necessità di valutare ulteriori tamente le prime hanno una durata di 45 minuti, le
elementi fondamentali, quali la disponibilità e l’ido- seconde di 60 minuti, e la frequenza corrisponde
neità del paziente al trattamento. a due incontri a settimana, con possibilità di cam-
• Assessment musicoterapico. Avviene attraverso un biamenti individualizzati. Esistono due approcci
numero limitato di sedute (2-5), ma può variare a musicoterapici, cioè due modalità di conduzione
seconda della complessità dei casi. Attraverso l’os- della seduta:
servazione, attuata contestualmente all’interazione, – Improvvisativa: i criteri di inclusione per un tratta-
vengono valutati i presunti segnali comunicativi, mento di musicoterapia improvvisativa sono: la
sonoro-musicali e non: la disponibilità all’attenzione capacità di “stare” nel setting musicoterapico,
e all’ascolto dell’altro. Tale disponibilità si rivolge una sensibilità verso l’elemento sonoro-musicale,
alla globalità espressiva della persona, consenten- una disponibilità, anche minima, all’interazione
do di cogliere i momenti di sintonizzazione che sonoro-musicale e una capacità, anche minima,
possono scaturire dalla relazione. di modulare la produzione sonoro-musicale e
• Definizione degli obiettivi terapeutici. Dopo aver la propria emotività. Il canale preferenziale è
individuato le aree di funzionamento e di non fun- non verbale e si usa materiale sonoro-musicale.
zionamento del paziente, il musicoterapeuta ha il Il setting strumentale è strutturato, calibrato sulla
compito di fare delle ipotesi di cambiamento inter- base dell’identità sonoro-musicale del paziente.
ne alla persona, su cui puntare con il trattamento. Gli obiettivi terapeutici sono: l’interazione con
Nel caso in cui si tratti di una patologia cronica, il paziente e lo sviluppo di processi comuni-
l’obiettivo primario è quello di abilitare il più possi- cativo-relazionali; contenere o stimolare il pa-
bile le funzioni mancanti. ziente; ampliare le sue potenzialità espressive,

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Musicoterapia: applicazioni, evidenze, prospettive

comunicativo-relazionali ed empatiche; attivare il tempo di latenza tra la conduzione ossea e quella


cambiamenti intrapsichici e comportamentali; aerea, permettendo al soggetto di prepararsi all’arrivo
l’armonizzazione e/o l’integrazione intra- e del suono. Infine, permette di impostare la “lateralità
interpersonale. uditiva”, favorendo la dominanza dell’orecchio destro
– Recettiva: presupposti fondamentali per l’utiliz- come guida nel circuito audio-vocale, assicurando un
zo di questa tecnica musicoterapica sono la miglior controllo della voce parlata e cantata e una
padronanza della comunicazione verbale, il maggiore qualità timbrica. L’Orecchio Elettronico è
rispetto del setting e la presenza di difese non quindi uno strumento indispensabile per l’applicazione
rigide o primitive. La seduta è strutturata, i brani del Metodo Tomatis. Esso permette di sviluppare la
sono scelti secondo il loro “colore”, la tonalità funzione d’ascolto secondo le necessità, introducendo
emotiva; si utilizzano rimandi extramusicali con inevitabilmente una dimensione psicologica: ascoltare
referenze simboliche o socioculturali. Il paziente è, infatti, un processo attivo che implica il desiderio
privilegia il percorso in base alla sua ISO e di comunicare, di aprirsi al mondo. Egli sviluppò
dunque il terapeuta sceglie i brani partendo così l’Audio-Psico-Fonologia, una disciplina basata su
da quanto emerso dalla valutazione. In queste assunti riguardanti il modo in cui l’uomo sviluppa e
sedute si restituiscono verbalmente le considera- utilizza la capacità di comunicare con se stesso, con
zioni circa la forma e la struttura sonoro-musicale gli altri e con l’ambiente.
del brano e si elaborano le impressioni del pa- Nello stesso tempo formulò le leggi dell’“Effetto To-
ziente sull’ascolto proposto. matis”, depositate all’Accademia delle Scienza della
• Conclusione. Il trattamento musicoterapico giunge Sorbona nel 1957:
ad una conclusione nei casi in cui si nota una • la voce contiene solo i suoni che l’orecchio può
stabilizzazione dei cambiamenti (comunicazione, percepire;
relazione, comportamento), una riduzione dei • se si modifica l’ascolto, la voce ne è immediata-
sintomi anche fuori dal setting o a causa di un mente e inconsapevolmente modificata;
disinvestimento delle sedute non legato a crisi della • è possibile trasformare in modo duraturo la fona-
relazione terapeuta-paziente. zione se la stimolazione uditiva è mantenuta per un
certo tempo.
La ricerca di Tomatis si è estesa alle modalità di
Il Metodo Tomatis
ascolto del feto, al ruolo dell’orecchio nello sviluppo
Negli anni Sessanta il medico francese Alfred Tomatis umano, in particolar modo nell’integrazione del lin-
approfondì le ricerche sulla relazione tra l’orecchio guaggio, nonché alle corrispondenze tra l’ascolto e la
e la voce, cioè tra ascolto e comunicazione. Egli psiche. Alcuni suoi principi particolarmente degni di
inventò un apparecchio che la stampa dell’epoca nota sono i seguenti:
chiamò “Orecchio Elettronico”, capace di trasformare • l’ascolto è inteso come un processo attivo che ha
la voce udita per educare l’orecchio dell’ascoltatore. delle basi fisiologiche nell’apparato uditivo;
L’obiettivo era di elaborare un condizionamento audio- • tale processo attivo, la “funzione d’ascolto”, si svilup-
vocale, portando l’orecchio ad una modalità di acco- pa e si modifica nel corso degli anni in modo corri-
modazione del suono prestabilita. Essa determina la spondente alle esperienze vissute dall’individuo;
posizione relativa dei tre ossicini dell’orecchio medio • la qualità dell’ascolto dipende dalla sinergia tra il
(martello, staffa e incudine), permettendo di aprire una sistema vestibolare e quello cocleare. Il primo assi-
data banda uditiva e di selezionare i suoni in entrata cura la consapevolezza spazio-temporale, mentre il
a seconda dei bisogni. Permette inoltre di lavorare su secondo è deputato all’analisi dei suoni. Essi sono
parametri come il “ritardo”, cioè il tempo di latenza tra i più importanti integratori sensoriali dell’orga-
richiesto dal nostro apparato uditivo per adattarsi agli nismo e un corretto sviluppo somatico, psichico e
stimoli esterni. Una terza funzione dell’Orecchio Elet- sociale è strettamente legato al loro corretto funzio-
tronico è permettere di regolare la “precessione”, cioè namento;

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• l’orecchio umano, oltre all’analisi dei suoni, ha la riore di 10 punti rispetto agli altri. Tale effetto aveva
funzione di trasmettere al cervello informazioni sulla però una durata di soli 15 minuti dopo l’ascolto. Si
posizione spaziale dell’organismo; parla perciò di “Effetto Mozart” 21.
• un miglioramento della qualità dell’ascolto si riflette Uno studio più recente ha misurato l’impatto della stes-
in un miglioramento nell’area della comunicazione sa Sonata su anomalie epilettiche documentate con
ed in un maggior benessere fisico e psichico. EEG in 58 bambini con disturbi convulsivi. Nel cam-
Dunque il Metodo Tomatis, una pedagogia dell’ascol- pione è stata dimostrata una riduzione delle scariche
to condotta con un apparecchio specifico chiamato intercritiche (81%) durante l’ascolto, la diminuzione
“Orecchio Elettronico”, è efficace nello stimolare la delle scariche epilettiformi anche dopo la fine della
capacità di ascoltare e le funzioni che ne derivano musica (76,1%) e, anche se solo in alcuni pazienti,
e dà al soggetto l’opportunità di utilizzare al meglio registrazioni EEG quasi normali durante l’esposizio-
l’apparato uditivo di cui dispone. ne, senza scariche epilettiformi. Inoltre, il maggiore
L’Orecchio Elettronico utilizza come supporto di base miglioramento si è notato nei pazienti con scariche
un certo numero di brani musicali, ricchi in frequenze, generalizzate o centrali 22.
intensità e ritmo. Questo materiale sonoro è composto
principalmente dalle opere del musicista austriaco Mo-
zart, in particolare concerti per violino. Tomatis è stato Applicazioni della musicoterapia
in età evolutiva
il primo a sostenere che la musica di Mozart è in grado
di produrre un miglioramento delle abilità cognitive L’intervento con la musica è una terapia facilmente
dell’individuo, attraverso lo sviluppo del ragionamento accessibile ai bambini e come tale può essere efficace
spazio-temporale, e di favorire l’organizzazione dei in molti campi: le principali applicazioni riguardano
circuiti neuronali, rafforzando i processi cognitivi e crea- l’autismo, la prematurità, le malattie terminali, la sordità,
tivi dell’emisfero destro 18. Secondo il medico francese, i disturbi del linguaggio e dell’apprendimento e i proble-
infatti, “Mozart fu l’ascoltatore per eccellenza”: egli “si mi di comportamento. Quando non siamo in presenza
mise a comporre prima che il suo apparato uditivo e il di una patologia, la musicoterapia diventa un’occasione
suo sistema neurologico fossero inquinati” e la sua musi- di crescita dell’autostima personale e di gruppo, un’op-
ca “traduce l’insieme dei ritmi cardiaci e respiratori che portunità di ascolto per “sentire insieme” e di espressione
sono tipici della prima infanzia e che Mozart conservò per “vivere la musica”, giocare con la voce, con la sono-
per il resto della sua esistenza”. Per queste peculiarità rità del corpo, degli oggetti e degli strumenti.
la sua musica ha una straordinaria forza liberatoria che Durante la gestazione, la terapia musicale è utilizzata
dona a chi l’ascolta un effetto dinamizzante. Inoltre, per incrementare la coscienza e la percezione della
componendo in giovane età, Mozart sfruttò al massimo corporeità, la risonanza corporea, l’ascolto; insegna
le capacità di fissazione spazio-temporale della cortec- l’importanza della voce, dei gesti e dei movimenti, i
cia cerebrale in fase evolutiva, cioè al culmine delle sue loro utilizzi e significati. Allevia i sintomi di stress nelle
potenzialità percettive e creative 19 20. donne con gravidanza ad alto rischio, costrette al
Le intuizioni di Tomatis furono confermate e dimostrate ricovero prima del parto 23.
anche qualche anno dopo. Ottantaquattro studenti Nel periodo neonatale la musica modula il livello
furono suddivisi in gruppi e sottoposti all’ascolto di tre di attenzione dei neonati, provocando sensazioni
brani diversi: il primo gruppo ascoltò musica easy-liste- piacevoli o irritanti, influenza il tono e l’umore  15. I
ning, il secondo la Sonata di Mozart per due pianofor- toni melodiosi caratteristici del linguaggio diretto ai
ti in D maggiore (K.448), il terzo non ascoltò musica neonati avvicinano il piccolo al linguaggio, attraverso
ma solo silenzio. Subito dopo l’ascolto i gruppi furono gli aspetti musicali dell’input linguistico  11. La musico-
sottoposti a una prova di ragionamento spaziale tratta terapia acquisisce un significato ancora maggiore
da un test di intelligenza (Stanford-Binet). I risultati furo- per i prematuri: ritrovare le emozioni vissute nel corpo
no stupefacenti: il gruppo che aveva ascoltato Mozart materno (risonanza corporea, contatto,  …), la care
prima del test, ottenne un punteggio mediamente supe- della madre e il dialogo sonoro e tonico con lei. Porta

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Musicoterapia: applicazioni, evidenze, prospettive

benefici fisiologici e psicologici nei neonati ricoverati sicoterapia, esercizi e terapia occupazionale e fisica
nelle Terapie Intensive Neonatali  24. Nei prematuri poiché si è notato un incremento maggiore dei range
sani, dopo l’esposizione alla musica di Mozart, si no- di movimento (gomito e ginocchio) sia passivi che
ta un incremento della saturazione dell’ossigeno, del attivi rispetto ai pazienti sottoposti alla sola terapia
tasso di suzione non nutritiva e del peso corporeo, una standard 31.
diminuzione dei livelli di stress, della frequenza cardia- Un numero considerevole di studi ha inoltre valutato
ca, del cortisolo salivare e una riduzione rilevante del l’utilità e la rilevanza della musicoterapia in un pro-
dispendio energetico a riposo 25. gramma integrato di cure palliative pediatriche 32  33.
Nella prima infanzia la comprensione degli aspetti I maggiori effetti riguardano la comunicazione e la
musicali del linguaggio (prosodia e ritmo) è essenziale percezione del disagio sia del piccolo paziente che
per lo sviluppo linguistico successivo 11. Il trattamento della famiglia.
dei disturbi del linguaggio ha queste premesse e si Di fronte a patologie neurologiche quali le Paralisi
basa sul principio dell’“ascoltare per ascoltarsi”, ri- Cerebrali Infantili, una premessa indispensabile per
trovare l’intonazione della voce “vera”. Nei problemi il trattamento musicoterapico è il supporto ai genitori,
più specifici dell’apprendimento, la musicoterapia si il rinforzo della relazione madre-bambino (soprattutto
basa sul dialogo terapeuta-bambino, la scoperta della nei primi anni di vita) e la promozione della comuni-
relazione, la gestualità espressiva, i suoni, la voce, cazione. Al bambino è chiesto di mettersi in gioco in
l’articolazione e il senso profondo delle parole e dei prima persona e lo scopo è quello di aumentare le
segni scritti. sue capacità, la gratificazione di fronte ai successi
Evidenze significative supportano il valore della mu- acquisiti e la consapevolezza dei suoi punti di forza
sicoterapia anche per la promozione dello sviluppo e di debolezza.
sociale, emozionale e motivazionale in bambini con Nella Sindrome di Down si lavora invece per migliora-
autismo, con aumento della frequenza e della durata re la relazione (attenzione condivisa) e la tonicità (riso-
di eventi gioiosi, maggiore sincronizzazione emoti- nanza corporea), rinforzare il tono emotivo-muscolare,
va nella relazione e capacità d’iniziativa  26. Il “fare prolungare i tempi di attenzione, favorire il movimento,
musica”, in particolare nelle attività di imitazione e sviluppare l’autocontrollo, accrescere la fiducia in sé,
sincronizzazione musicale, attiva regioni cerebrali favorire lo sviluppo del linguaggio verbale e dei prin-
che in parte si sovrappongono al sistema dei Neuroni cipali apprendimenti.
Specchio  27, con importanti risvolti quindi nel campo Nei disordini sensoriali, il musicoterapeuta deve pri-
della riabilitazione e del trattamento dei Disturbi Gene- ma di tutto instaurare una relazione positiva con il
ralizzati dello Sviluppo 28. Le finalità del trattamento in bambino, farlo sentire accolto e apprezzato e fargli
queste patologie sono: l’intenzionalità verso l’ascolto, conoscere il nuovo ambiente. Per i deficit visivi (cecità
dare valore e significato ai comportamenti e ai gesti e ipovisione), gli obiettivi terapeutici principali sono:
del bambino, accogliere e valorizzare qualsiasi ac- permettere al bambino di esplorare il mondo circostan-
cenno di gesto nuovo, consentire la comunicazione te guidato dai suoni, sviluppare le dimensioni spazio/
(soprattutto affettiva), permettere l’espressione dei tempo attraverso le onde sonore, promuovere la motri-
propri sentimenti. Pare inoltre che, in bambini di età cità e lo spostamento, imparare a rapportare se stesso
inferiore ai due anni, il gioco sociale si sviluppi mag- e gli altri nel mondo reale ed essere protagonista
giormente se sottoposti a terapia musicale di gruppo, autonomo del suo agire, dei suoi apprendimenti e del
sia nel caso dei prematuri sia nei nati a termine 29. dialogo con gli altri. Nei casi di sordità o ipoacusia è
Interventi di musica di gruppo riducono anche l’ag- importante fargli vivere i suoni, accedere al linguaggio
gressività e aumentano l’autostima in bambini con attraverso il canto, insegnare ad ascoltare, percepire
comportamenti altamente aggressivi 30. le onde sonore (corpo vibrante) e infine permettere,
Un altro studio effettuato su un campione di bambini laddove sia possibile, l’utilizzo e la padronanza della
(2-6 anni) con ustioni gravi suggerisce di fornire un voce. In parallelo bisogna inoltre lavorare sull’autosti-
programma riabilitativo strutturato, composto da mu- ma e sul rinforzo della personalità.

79
E. Fazzi et al.

In tutti gli ambiti di intervento in età evolutiva prece- sioni a più livelli: fisico, cognitivo, emotivo, relazionale
dentemente descritti, resta come punto di forza del e sociale.
trattamento la parallela condivisione degli obiettivi e È dunque necessario e auspicabile integrare i contributi
dei cambiamenti (positivi e negativi) con i genitori, della musicologia e della psicologia della musica (perce-
attraverso colloqui e, se necessario, fornendo anche zione musicale, abilità musicali, rapporto emozioni-musi-
un sostegno di tipo terapeutico. ca) con le neuroscienze (elettrofisiologia, neuroimmagini
e basi cerebrali della musica) 11 34 35, al fine di arricchire
le basi scientifiche della musicoterapia, rilevarne le po-
Riflessioni conclusive 17 tenzialità terapeutiche e, sulla base dei risultati, interpre-
Il suono musicale è un elemento precocemente presen- tarne l’efficacia e definire nuovi modelli applicativi.
te nella crescita e si pone come fondamentale veicolo Resta aperto il problema della quantità degli approcci
relazionale, che favorisce e regola lo sviluppo sia musicoterapici, che pur rispettando i principi generali
mentale che affettivo. hanno diversi punti di vista e metodologie di appli-
Ad oggi la musicoterapia, seppur supportata dalla cazione. Inoltre, tutti gli studi (psico-neuro-fisiologici e
fisiologia e dalle neuroscienze, necessita di studi musicologici) considerano il mediatore relazionale ma
metodologicamente più rigorosi, con attenzione al non il contesto, imprescindibile cornice dell’intervento
materiale studiato e valutazioni del reale effetto tera- musicoterapeutico.
peutico: allo stato attuale i dati raccolti sono scarsi, In conclusione, è auspicabile che nei prossimi anni si
poco integrati, e considerano solo aspetti parziali e definisca meglio l’ambito musicoterapico, uniforman-
frammentati delle potenzialità terapeutiche della musi- do i diversi saperi e punti di vista per un approccio
ca. È comunque accertato che l’input musicale agisce più standardizzato e coerente. Attraverso modalità di
non solo sul Sistema Nervoso Centrale, ma anche indagine adeguate, di cui sia accertata la validità,
sulla tensione muscolare, la frequenza respiratoria, la l’efficacia e la riproducibilità, realizzare studi che li
frequenza cardiaca e la produzione di ormoni, quindi integrino per intraprendere percorsi comuni sostenuti
con effetti sul circuito emozionale. Pertanto ha ripercus- scientificamente.

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Corrispondenza: Elisa Fazzi, Unità Operativa di Neuropsichiatria dell’Infanzia e dell’Adolescenza, Spedali Civili di Brescia,
Facoltà di Medicina, Università di Brescia, piazzale Spedali Civili 1, 25123 Brescia, Italy - Tel. +39 030 3995721 - E-mail
elisa.fazzi@gmail.com

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