Sei sulla pagina 1di 83

GROT'fE ED AREE

CARS:CHE

BIBLIOO'ECA NAZIONALE
F

KL1

'186
--

'
POTEN'.A
'
N4710NAI e

BIB LIOTECA NAZIONALE

KL
e

1869

POTENZ A

,,
I
-- :? /
-- -_,>:_ /
J. ~ ~'---:,
I" 'Ì .·
6-,~

CARMINE MAROITA

GROTTE ED AREE
CARSICHE
DELLA BASILICATA

CONSIGLIO REGIONALE DI BASILICATA

•(:
...... '-''
,·:lf'.
1 volume "Grotte ed aree carsiche della Basilicata" segna un

I momento di grande importanza per la conoscenza, la tutela e


la corretta gestione del territorio, in particolare delle risorse
idriche sotterranee.
Costituisce il Catasto delle cavità naturali e delle aree carsiche, primo fon-
damentale strumento di catalogazione e lettura di questi particolari territori.
La pubblicazione, promossa dal precedente Ufficio di Presidenza, è
anche un significativo riconoscimento del ruolo delle organizzazioni spe-
leologiche nell'interazione con l'Ente pubblico. Manca ancora, al
momento, un analogo riconoscimento a livello nazionale.
A quanti hanno lavorato in venticinque anni di appassionata ricerca ed a
Carmine Marotta, curatore regionale del catasto delle grotte, il ringrazia-
mento del Consiglio Regionale per il lavoro profuso e per aver dotato la
Basilicata di un ulteriore importante strumento per la conoscenza del ter-
ritorio e delle sue risorse, fornendo un'immagine unica delle bellezze
interiori della terra lucana.

Il Presidente
del Consiglio Regionale di Basilicata
Angelo Minieri
SPELEOLOGIA:
SPORT E SCIENZA

termine speleologia, coniato dallo speleologo francese Martel, deriva

I dalle parole greche speleion (caverna) e logos (scienza), quindi scienza


che studia le grotte. Non è una scienza autonoma, ma racchiude in sé una
grande interdisciplinarità fra geologia, biologia, paleontologia, archeologia
ed altre materie scientifiche. Molto raramente i mass media si occupano di
speleologia: solo per qualche incidente mortale o per scoperte eccezionali. Si fanno
apparire gli speleologi agli occhi dei profani come personaggi con uno strano hobby
dando loro spesso l'appellativo di "matti". Tale appellativo distorce la figura dello spe-
leologo come ricercatore scientifico che mette a repentaglio la propria vita per effettua-
re ricerche utili anche nel campo medico. La speleologia viene spesso definita come
"l'alpinismo all'ingiù"; anche se sembrano due pratiche identiche hanno differenze fon-
damentali. L'alpinista, una volta raggiunto la vetta, ha finito il suo lavoro; lo speleologo,
raggiunto il fondo di una grotta, sa che il suo lavoro inizia proprio in quel momento:
c'è da fare i rilievi topografici, geologici, fotografici, osservare e rilevare le varie forme
di vita esistenti, raccogliere, insomma, tutti quei dati che una volta fuori dalla cavità,
serviranno a dare un quadro completo dell'ambiente visitato e della vita sia vegetale sia
animale che in esso si svolge. L'unico punto in comune tra speleologo e alpinista è di
ordine prettamente spirituale, il desiderio cioè di emozioni e di çonquiste di mondi
nuovi; un grande sentimentalismo che se per un alpinista è tutto, rappresenta solo la
premessa per fare di un individuo uno speleologo. L'alpinista o pera in ambienti sempre
più connaturali all'uomo , anche se ai limiti estremi. Lo speleologo svolge la sua attività
in ambienti ostili, in netta contrapposizione con il mondo esterno : oscurità, elevata
umidità, spazi più o meno ristretti. Ecco delinearsi la figura dello sp eleologo come
uomo di scienza che fa pratica sportiva perché solo con duri allenamenti riesce a porta-
re a termine esplorazioni di mondi sotterranei spesso veramente sfavorevoli all'adatta-
mento umano. Le squadre in esplorazio ne sono sempre molto eterogenee nella loro
composizione: geologi, fotografi, biologi, medici, archeologi e speleologi definiti "puri ".
Questi ultimi sono coloro che, pur non essendo specialisti scientifici, maggiormente
lavorano per rendere meno faticosa l'esplorazione della cavità da p arte dei colleghi
addetti ai rilievi scientifici. Purtroppo la imprudenza e la mancanza di elementi basilari
per un corre tto uso della costosa attrezzatura sono la causa di luttuosi incidenti che
vedono protagonisti speleologi improvvisati definiti in gergo "sp eleologi della domeni-
ca". Bisogna saper individuare qualsiasi pericolo ed agire secondo precise regole, inse-
gnate dai docenti durante i vari corsi che ogni anno il Gruppo Grotte organizza gratui-
tamente . La grotta è un ambiente difficile, ostile e qualunque cosa normale in superfi-
cie, nel mondo sotterraneo può trasformarsi in tragedia. Ancora oggi c'è chi si pone la
domanda se gli speleologi siano degli scienziati o degli sportivi; in concreto, se la spe-
leologia sia sport o scienza. In effetti è la fusione delle due cose: uno speleologo non
può essere in grado di fare ricerca scientifica senza adottare tecniche di esplorazione
prettamente sportive . Nello stesso tempo, lo speleologo che intende fare "peleologia
come pratica sportiva si accorge subito che durante le esplorazioni h a bisogno di dare
risposta agli interrogativi che si pone, man mano che procede nei cunicoli e nelle sale ,
sp esso ricche di concrezionamenti, laghi e fiumi sotterranei. Sente il bisogno di capire il

5
STORIA DELLA
SPELEOLOGIA LUCANA

I n Basilicata, contrariamente a quanto avvenuto in altre regioni italiane, gli


studi speleologici hanno segnato il passo sia per la assenza di adepti locali
sia per la limitata estensione di zone a geomorfologia carsica, cioè con
strutture geolitologiche potenzialmente ricche di ambienti carsici sotterranei. La storia
speleologica lucana può sostanzialmente essere suddivisa in due distinti periodi: il
primo, che potrebbe nomarsi "Periodo della Speleologia Storica", va dal 1872 al 1975, è
caratterizzato da sporadiche ricerche, ad opera di "uomini di scienza" non speleologi
ma di antropologi e archeologi, spesso provenienti da altre zone d'Italia; un secondo
periodo, detto "Periodo della Speleologia Contemporanea", inizia nel 1975 e si protrae
fino ai nostri giorni.
La Speleologia Storica è ricca di importanti studi preistorici ed archeologici. Il Prof.
Ridala, diede inizio alle ricerche ipogee in Basilicata nel 1872 esplorando e studiando
la Murgia Materana. Gli studi proseguirono fino al 1878 e furono continuati,
successivamente, da Ugo Rellini.
A seguito del materiale rinvenuto (resti di orso, di iena, di cervo), risalente al Paleolitico
medio e superiore, si riuscì a ricostruire per grandi linee la paleogeografia dell'epoca,
Il Monte Coccovello:
assai differente da quella attuale. Agli inizi del ventesimo secolo fu Giuseppe De
Il versante sud
Lorenzo, geologo lagonegrese, ad esplorare la Grotta del Cervaro in contrada Fortino, a
visto da Trecchina.
Lagonegro, nella quale rinvenne interessanti resti di uomini preistorici vissuti nel
Neolitico frequentatori della cavità.
Geremia D'Erasmo collaborò, negli anni successivi, con il ·Prof. De Lorenzo nella ricer-
ca e nello studio sistematico dell'Elephas antiquus i cui resti furono rinvenuti nel La-
gonegrese e nella Alta Valle del Sinni.
Lo stesso D'Erasmo, nel 1926, ritrovò ulteriori resti ossei animali nella sala iniziale
della Grotta del Cervaro di Lagonegro dandone notizia in numerose pubblicazioni.
Nel frattempo il Prof. Di Cieco iniziava le ricerche alle grotte della Calda di Latronico,
pubblicando i risultati dei ritrovamenti sul Bollettino di Paleontologia Italiana del 1914.
Il Prof. Ugo Rellini ne continuò gli studi negli anni successivi. Dai suoi scavi, proviene
il materiale attualmente conservato presso il Museo Archeologico di Potenza.
Si tratta di numerosi manufatti in terracotta, di resti ossei umani e di animali; persino di
resti di legumi conservati in alcuni vasi.
Gli studi preistorici della cavità (posta sotto vincolo archeologico) sono stati continuati
ad opera di numerosi archeologi e specialisti della Preistoria fra cui G. Cremonesi, il
miglior conoscitore della Preistoria delle grotte della Calda di Latronico.
Agli inizi degli anni '50 due speleologi di fama nazionale, in diverse occasioni giunse-
ro in Basilicata alla ricerca di nuovi mondi da esplorare.
Pietro Parenzan esplorò la Grotta del Dragone di Acquafredda di Maratea alla ricerca di
un congiungimento con l'Inghiottitoio del Patricello di Rivello posto a circa 10 Km di
perché di certi fenomeni. Soltanto in questo modo si accorge di essere innamorato
distanza; impresa tanto ardua da farlo desistere.
della natura che sta esplorando e studiando fa proprio il motto "Esploro per capire,
Nello stesso periodo Parenzan esplorò e rilevò topograficamente le Grotte della Calda
esploro per amare, porterò via delle foto, lascerò solo l'impronta delle mie scarpe". È il
di Latronico, iniziando così lo studio "speleologico" di cavità in precedenza visitate
motto degli speleologi di tutto il mondo, veri curatori ecologici degli ambienti carsici
solamente da archeologi ed antropologi.
superficiali e sotterranei, gelosi custodi di una natura ancora incontaminata.

6 7
Una prima volta nel 1952 e poi nel 1957 lo speleologo milanese Vincenzo Fusco, "sbar- Gli speleologi locali, assieme ad altri giunti da Genova e dalla Puglia, esplorarono le
cato" a Maratea, esplorò alcune grotte costiere, tra cui le Grotte di Fiumicello che "Festole" di Trecchina, attualmente al secondo posto nella classifica delle grotte più
conservano resti di evidente fattura preistorica: manufatti in terracotta, materiale litico, profonde della Basilicata, ma al primo posto per la profondità dell'unico pozzo che la
carboni e ossa di animali, segno dell'utilizzazione delle grotte nell'Eneolitico. Sempre ad costituisce: ben 136 metri in unica verticale.
opera di V. Fusco si ebbe la pubblicazione del primo elenco catastale delle Grotte della Furono questi risultati a far salire alle stelle l'entusiasmo, a far aumentare le iscrizioni
Basilicata, limitato a 14 cavità esplorate, di cui descrisse le principali caratteristiche. all'associazione speleologica che raggiunse e superò i 100 tesserati.
Nel 1970 arrivarono da altre regioni in Basilicata speleologi, in massima parte pugliesi e Mostre di Minerali, proiezioni cli diapositive nelle scuole, convegni, dibattiti pubblici
campani, per sporadiche esplorazioni. Nel 1974 un gruppo di speleologi appartenenti a furono e sono la costante testimonianza della presenza degli speleologi inseriti in una
più associazioni veronesi esplorò per la prima volta la grotta S. Angelo di Trecchina, realtà locale sempre più aperta e pronta a seguire le "imprese" degli speleologi.
fornendone dettagliate notizie sul bollettino della Federazione Italiana di Escursionismo. Agli inizi degli anni '80 il catasto annoverava già 100 cavità. Trecchina divenne sede
Ci si avviava così alla nascita della Speleologia Contemporanea. Il 2 novembre 1974 regionale della Società Speleologica Italiana e della Scuola Regionale di Speleologia.
Filippo Marotta, il figlio Carmine e Giuseppe Crecca, tutti di Trecchina, esplorarono la Furono raccolti e catalogati minerali, rocce, fossili, conchiglie e nel 1992 si potevano
Grotta del Casolare sui monti trecchinesi, raccontando alla gente del posto quanto ave- contare hen cinquemila esemplari provenienti da tutti i continenti. Si pensò quindi di
vano visto. aprire un Museo di Scienze della Terra, unico nel suo genere in Basilicata.
A distanza di qualche mese, il 15 gennaio 1975, sotto la guida di Franco Anelli, scopri- Purtroppo le magre finanze del gruppo non erano e non sono tali da poter affrontare
tore delle Grotte di Castellana, Marotta Filippo e altre 20 p erson e, riunite attorno ad un una "impresa" del genere e l'idea non si è concretizzata, anche per il mancato appog-
caldo focolare, fondarono la prima associazione speleologica della Basilicata: il Gruppo gio da parte delle autorità locali.
Geo-Speleo "Valle del Noce" suddiviso in tre sezioni: Geologica (dedicata a G. De Lo-
renzo), Speleologica (intitolata a V. Orofino) e Mineralogica (dedicata a M. Lamberti).
A firmare lo statuto e l'atto costitutivo del Gruppo Geo-Speleo Valle del Noce furono
Marotta Filippo, il figlio Carmine, Giuseppe Crecca, i fratelli Michelino, Romeo e
Gerardo Larocca, Vito Glosa, Michele e Giovanni Barbella, Maria Pia Lamberti, Oreste
Buonomo, Anna Barbella, Serafina Ferrara, Egidio Ielpo, Giacomo e Gianni Larocca,
Biagio Limongi, Biagio Iannini, Rocco Iaria, Mario Filippone e Vincenzo Acchiappati.
Alcuni soci onorari arricchivano l'elenco del gruppo: il prof. Nangeroni di Milano (allo-
ra novantenne) padre della speleologia Italiana, il Prof. Anelli scopritore e direttore
delle Grotte di Castellana, la Sig.ra Antonina Lamberti, madre dell'Ing.Lamberti a cui
era dedicata la sezione mineralogica, il signor Vinicio Sestili, don Guido Barbella, e,
infine, il sindaco pro-tempore di Trecchina.
I primi mesi furono impiegati per la organizzazione delle sezioni interne e per reperire
almeno un minimo di attrezzature necessarie a garantire la sicurezza durante le esplora-
zioni.
La prima escursione ufficiale fu compiuta il 1° Maggio dello stesso anno: ben 15 spe-
leologi esplorarono in località Milossina di Maratea la grotta di Polifemo, così denomi-
nata in quanto un grosso masso, come quello descritto da Omero nell'Odissea, ne
ostruisce, in parte, l'ingresso, quasi a voler simboleggiare l'Odissea degli studi speleolo-
gici lucani, spesso ostacolati da forze esterne e non apprezzati dagli "uomini di cultura"
del posto.
A segu ito di questa prima escursione giunsero le prime soddisfazioni per gli speleologi
del Gmppo Geo Speleologico Valle del Noce. Furono ritrovati resti archeologici che, ad
un esame approfondito eia parte ciel Sopraintendente alle antichità della Provincia cli
Potenza Dinu Aclamesteanu e dell'Istituto Germanico cli Archeologia con sede a Roma,
risultarono appartenere al V sec. a.e., periodo in cui i Greci iniziarono ad insediarsi
sulle coste dell'Italia Meridionale.
Filippo Marotta
Il materiale ritrovato venne consegnato alle autorità competenti per essere esposto alla Fondatore e socio del Gruppo Geo-speleo
Mostra permanente di archeologia di Rivello. Iniziò anche un lungo periodo cli colla- Valle del Noce di Trecchina ,
borazione con Franco Orofino (dell'Istituto Italiano di Speleologia), sotto la cui guida nel considerato nell 'ambiente speleologico
gennaio 1977 venne scritta una delle pagine più belle della storia della speleologia lucana. italiano il Padre della Speleologia della Basilicata

8 9
Ogni anno vi sono state sempre nuove esplorazioni fino ad arrivare al 1985, anno
cruciale per la vita della locale associazione speleologica. A distanza di pochi mesi
l'uno dall'altro, vennero a mancare il presidente Filippo Marotta e la guida tecnica,
Franco Orofino, il cui carisma era riuscito ad amalgamare e riunire gli interessi di tanti
giovani e meno giovani attorno ad una pratica sportiva e scientifica.
Nel 1987, a due anni dalla morte del presidente Filippo Marotta comunemente chiama-
to "zio Mimmo", nel mese di agosto una telefonata proveniente dalla sede della Società
Speleologica Italiana annunciava agli speleologi lucani che il Catasto speleologico di
Basilicata veniva spostato dalla sede di Castellana Grotte a Trecchina.
L'apertura della sede regionale del Catasto rappresentò la molla che fece scattare di
nuovo l'entusiasmo degli speleologi locali, ormai rimasti in pochi.
Occorreva ricominciare a studiare le forme superficiali e profonde tipiche del carsismo
della zona, rilevare le grotte confrontare i dati scientifici e inserirli nel Catasto delle
Grotte e delle Aree Carsiche della Basilicata.
Al momento del suo trasferimento in Basilicata l'elenco catastale regionale annoverava
poco più di cento grotte. Si prospettavano anni di duro lavoro e ricerca perché il nume-
ro degli speleologi si era ridotto notevolmente in poco tempo. Gli studi universitari ed
il lavoro avevano portato via dai luoghi d'origine molti giovani, non c'era stato ricam-
bio e bisognava iniziare quasi dal nulla.
Il solo pensiero di dover continuare l'operato di "zio Mimmo" amalgamò il primo
gmppetto di speleologi.
Furono rispolverate le corde, ridato il grasso agli scarponi, ricaricate di carburo le lam-
pade ad acetilene, ripresi i caschi, le carte geologiche e topografiche della zona.
L'attività ricominciò a pieno ritmo. Il numero delle grotte catastate aumentò nel tempo
fino a raggiungere quota 200 nel 1992. Per festeggiare la meta raggiunta, venne pub-
blicato, a cura della sede regionale del Catasto speleologico, un opuscolo contenente
l'elenco completo delle prime 200 grotte della Basilicata.
Attualmente la sede regionale del catasto speleologico di Basilicata si avvale del lavoro
certosino di sei speleologi locali e dell'appoggio esterno del responsabile del catasto
speleologico di Calabria, Felice Larocca, il quale sta operando, con numerose campa-
gne di ricerca, sulle pendici lucane del Monte Pollino. Dai dati attuali risulta che a
Maratea vi sono oltre il 50 % delle grotte catastate. Le rimanenti sono distribuite quasi
tutte nel territorio del Lagonegrese; il 5%circa è ubicato sul Pollino e il 3 % circa nel
resto della Basilicata. Le grotte marine sono 51 , tutte ubicate sulla costa tirrenica di
e
Maratea, caratterizzate da una doppia azione genetica, marina e carsica. Al momento la
grotta più profonda della Basilicata è la Grotta di Castel di Lepre di Marsica Nuovo con
146 metri di dislivello dall'ingresso, al secondo posto in graduatoria la Festola Grande
di Trecchina con 136 metri. La cavità più estesa, invece, è la Grotta del Dragone di
Maratea con oltre due chilometri di gallerie, cunicoli, pozzi e meandri, seguita dalla
grotta di Castel di Lepre di Marsica Nuovo con 1845 metri. Al 30 settembre 1996, data
dell'ultimo aggiornamento catastale, risultano iscritte 250 grotte.
Di questo elenco non fanno ancora parte le numerose cavità della Murgia Materana,
oggetto di studio e catalogazione, ma non ancora inserite nel catasto.
La maggiore densità di grotte per Km quadrato è nell'area territoriale della Comunità
Montana del Lagonegrese. Hanno operato in territorio lucano numerosi gruppi prove-
nienti da altre regioni: Calabria, Puglia, Campania, Lazio, Toscana, Liguria, Piemonte,
Friuli e Veneto. La letteratura speleologica h.1cana annovera al dicembre 1995 oltre 500
titoli, gran pa1te dei quali redatti da speleologi locali.

10 11
IL FENOMENO
CARSICO IN BASILICATA
1 fenomeno carsico, inteso nella sua complessità di fenomeni sia su-

I perficiali che profondi, si è impostato solo in alcune zone ben delimitate


della regione. In effetti la conformazione geolitologica del territorio lucano,
a prevalente componente argillosa ed argillosa-flyschoide, non consente
l'instaurarsi di un fenomeno che, come quello carsico, richiede la presenza di rocce
carbonatiche quali calcari e calcari dolomitici. In Basilicata, l'area dove è molto svilup-
pato il carsismo è il Lagonegrese e la limitrofa costa marateota. In effetti, ad esclusione
della parte altimetricamente più bassa della Valle del Noce, l'intera zona presenta una
litologia prevalentemente carbonatica.
Il Monte Coccovello, i monti di Trecchina, i monti di Maratea, il Monte Alpi, il monte
Raparo sono principalmente costituiti da rocce carbonatiche con chiari ed evidenti
segni di erosione delle rocce superficali ad opera di agenti esterni quali il vento, l'ac-
qua, il ghiaccio. In questa area i segni più evidenti sono visibili sul monte Coccovello
dove la presenza di innumerevoli doline testimonia il grande fenomeno erosivo instau-
ratosi in superficie e quella di molte grotte ne conferma la presenza a livello ipogeo.
Anche sul monte Alpi e sul Monte Raparo non mancano esempi di erosione carsica
superficiale pur se meno evidenti ed estesi. Altri esempi di erosione superficiale carsica
nell'ambito regionale sono evidenti sul versante lucano del Monte Pollino, sui monti
della Maddalena e nella zona compresa tra i comuni di Muro Lucano, Vietri di Potenza
e Balvano.

I ON I O

Le aree Carsiche
della Basilicata
- a: Coccovello
b: Costa Nord Porto di Maratea
c: Costa Sud Porto di Maratea
- d: Lagonegrese
- e: Pollino
- f: Monti della Maddalena
h: Alta Basilicata
I: Murgia Materana
ll Monte Coccovello
Versante Ovest visto
dal Monte San Biagio di Maratea

12 13
IL MONTE COCCOVELLO
E LE SUE GROTTE
Geologia) Geomorfologia) Carsismo ·

I
1 monte Coccovello, situato al sud della Basilicata a ridosso della costa tirre-
nica tra Campania e Calabria, interessa i territori comunali di Rivello,
Trecchina e Maratea. La sua altitudine supera di poco i 1500 metri e dopo il
Sirino è il più alto della zona del Lagonegrese.
Il versante sud del monte presenta pendii ripidi; quello a nord ha declivi assai più dolci.
È una delle poche zone della Basilicata dove si è instaurato un processo carsico, ovvero
una serie di fenomeni chimici e fisici che portano nei millenni alla formazione di cavità
naturali.
Il suo asse maggiore è disposto ortogonalmente alla prevalente direzione di tutto il siste-
ma appenninico meridionale, mentre la sua serie geo-stratigrafica, appartenente a quella
detta della Piattaforma Campano-Lucana, è composta in massima parte da rocce calcaree
e calcareo-dolomitiche; fatto questo che favorisce il carsismo superficiale e profondo.
Alle falde del Coccovello altri tipi di formazioni litologiche, con presenza di flysch (in
genere argilloso) fanno sì che il processo carsico rimanga limitato al solo rilievo.
La tettonica del Coccovello è evidenziata da numerose fratture e faglie con direzione NE-
SW e NW-SE; faglie che alla sommità del monte hanno caratterizzato l'allineamento delle
Maratea doline (ben 120), tipiche forme carsiche, lungo questi assi preferenziali.
La Costa Le loro forme sono svariate: ad imbuto, a ciotola, a padella, a catino con dimensioni del-
l'asse maggiore che molte volte supera i 300 metri. La più grande potrebbe contenere
tranquillamente uno stadio di calcio, completo di spalti per 100.000 persone.

Carta geologica
M. Coccovello C PZl A· Copertura detritica;
B· Depositi Pleistocenici,
C· Flysch nero del Cilento;
D· Calcari a Miogypsina;
E· Calcari paleocenici · eocenici;
F· Calcareniti e calcilutiti cretacei superiore;
G· Calcari s.l. cretacei inferiore;
H-Calcari giurasi;
L· Paglie efratture
Ancora esempi di carsismo superficiale e profondo sono evidenti nella Murgia 1-27B; 2-28B; 3-29B; 4-30B; 5-103B; 6-146B;
Materana, anche se meno vistosi rispetto a quelli dell'ambito terrirorìale del 7-147B; 8-148B; 9-149B.
Lagonegrese ed impostatisi in pacchi litologici differenti da quelli classici del carsismo. Con le frecce nere é evidenziato il percorso
Non a caso le ricerche speleologiche si sono sviluppate prevalentemente sul versante sotterraneo delle acque determinato attraverso
colorazioni.
tirrenico della regione, luogo in cui esiste l'unico Gruppo Speleologico della Basilicata.
Il maggior numero di cavità naturali è ubicato nel Lagonegrese e sulla costa marateota.
Un accur~to stu~io _sul!a carsificazione delle rocce carbonatiche è stato effettuato dagli / FIG. 2:
speleologi lucam prmc1palmente in questa zona sia per la vicinanza geografica alla loro
sede sia per la complessità con cui il fenomeno si presenta sul monte Coccovello uno il Monte Coccovello
dei luoghi con i migliori esempi di carsismo superficiale dell'intero territorio nazio~ale. Carta geologica schematica

15
FIG. 3:
D. BRECCE DI FRIZIONE
Il Monte Coccovello
~ CALCARENITI PALEOCENICHE
Sezione E- W

I~ MARNE ROSSE EVERDI


fa CALCARI DEL CRETACEO
Monte Coccovello
.. . e tra le rocce gli alberi.

:=.,--.,_,,.:-,-: CALCARI AMIOGYPSINA, MARNE, ARGILlA EARENARIE


Sempre in queste zone cospicui sono gli accumuli di terra rossa, tipica della degrada-
lANGHIANO
CALCARI AMIOGYPSINA zione chimica delle rocce calcaree, costituita da minerali ferrosi altamente fertilizzantf.
AQUITANIANO ElANG.
PALEOCENE-EOCENE CALCARI ASPIROLINA Due grosse doline si sono formate alle falde del monte: la dolina di Patticello, nel co-
mune di Rivello, con un asse maggiore di 450 metri, e la dolina della Piana del Lago, in
CRETACEO territorio marateoto con un asse maggiore di circa 1200 metri.
SUPERIORE Ma il Coccovello è interessato anche da una grossa struttura idrogeologica: le acque
CALCARENITI ECALCILUTITI GRIGE ENERASTRE
CRETACEO CON INTERSTRATI DI ARGILLE VERDI raccolte in superficie vengono convogliate attraverso le fratture della roccia nel suo
SUPERIORE interno e raccolte in un grosso bacino idrogeologico per poi essere immesse in mare
MARNE VERDI AD ORBITOLINA attraverso la sorgente marina detta Marizza a pochi metri dalla costa di Acquafredda di
ALBIANO -APTIANO Maratea, da cui probabilmente il nome della località.
p~:z;:,~:z:t::
CALCILUTITI, CALCARENITI COLITICHE NOCCIOlA, Sempre ad Acquafredda è localizzata una delle numerose grotte del Coccovello, si-
CRETA INFER. CALCARI ONCOLITICI, CALCILUTITI curamente la più interessante per lo studio del carsismo e della geologia del monte, la
DOGGER grotta del Dragone, fino ad ora esplorata per oltre 2 chilometri e non del tutto rilevata
topograficamente.
Nei momenti di piena del bacino del Coccovello funziona da sorgente di troppo pieno
CALCILUTITI, CALCARENITI DA GRIGIO CHIARO ANERE attraverso cui fuoriescono copiose le acque che non riescono ad essere espulse dalla
Polla Marizza. Sia alla Piana del Lago che al Patricello di Rivello vi sono due in-
400 ghiottitoi, esplorati solo in parte.
CALCILUTITI, CALCARENITI DA GRIGIO CHIARO ANERE In essi si immettono per lupghi periodi dell'anno le acque raccolte nelle rispettive doli-
ne, per poi essere convogiiate nel bacino sotterraneo. Colorazioni delle acque effettua-
MAlM te dagli speleologi del Gruppo Geo-Speleo Valle del Noce, confermano l'ipotesi del
CALCARI OOLITICI, CALCILUTITI AVANA EGRIGE,
FIG. 4: collegamento sotterraneo esistente tra gli inghiottitoi a monte e la polla Marizza e la
CALCILUTITI ECALCARENITI BIANCHE
LIAS SUP. grotta del Dragone a valle. Altri inghiottitoi rinvenuti sulle pendici del Coccovello con-
Il Monte Coccovello CALCARI APAlAEODASYClADUS EALITYIOTIS
fermano l'ampiezza del fenomeno carsico.
LIAS MEDIO Gli studi e le esplorazioni del Coccovello e delle sue cavità sono iniziati circa 20 anni fa
Sezione Stratigrafica
ed ancora oggi sono puntuali le battute di ricerca sulle sue pendici. Numerosi speleologi

16 17
provenienti anche da altre zone d'Italia affiancano quelli locali nella ricerca e nell'esplo-
razione di nuove diramazioni della Grotta del Dragone, che potenzialmente potrebbe
diventare una delle più estese d'Italia. Per ora lo conferma la colorazione dell'acqua. Si
spera nel passaggio del primo gruppo di speleologi dalla Grotta del Patricello di Rivello
alla Grotta del Dragone di Maratea. In linea d'aria sono poco più di 10 chilometri, ma
le grotte, si sa, non si sviluppano in linea d'aria per cui il tragitto potrebbe essere di
molti chilometri in più. Non ci resta che attendere.

Monte Coccovello
Stratificazione calcarea ai bordi di una dolina

Monte Coccovello
Susseguirsi di Doline alla cima Est
Monte Coccovell.o Monte Coccovello
Dolina a 1500 metri di quota Dolina a ciotola

18 19
LA GROTTA
.DEL DRAGONE
- B 30 -
a maggiore grotta conosciuta in

L territorio lucano è la Grotta del


Dragone. Essa si trova ad 8 metri
sul livello del mare a pochi passi
dalla costa marateota di Acquafredda. La
prima esplorazione della cavità risale al
1956, ad opera di Pietro Parenzan, che la
descrisse nel suo libro "Tenebre Luminose"
pubblicato nel 1957.
Parenzan esplorò i primi 800 metri della
cavità ed ipotizzò, per primo, l'eventuale col-
legamento della Grotta del Dragone con l'in-
ghiottitoio del Patricello di Rivello che dista
in linea d'aria circa 10 Km. Dopo una pausa
durata circa venti anni le esplorazioni furono
riprese ad opera degli speleologi del Gruppo
Geo-Speleo Valle del Noce di Trecchina, i
Monte Coccovello quali, in circa 15 anni di attività, hanno visi-
Grotta del Dragone
Pozzi a neve, tipica morfologia del tato circa 2000 metri di cunicoli, gallerie,
sifoni, laghetti e sale. L'ingresso nascosto tra gli arbusti
carsismo di alta quota
~ ~~-~~•SIS.'INW'!'i..lOJl"
Monte Coccovello
Stelle Alpine sulla cima del monte

Grotta del Dragone


Colonne, stalattiti e stalagmiti.

20 21
Per la funzione cli esautore cli troppo pieno la grotta non è esplorabile nell'arco dell'inte- Questa prima parte della cavità non ha molti concrezionamenti. Alla prima strettoia che si
ro anno ma solo nei mesi in cui non è invasa eia acqua e non si presenta il rischio cli incontra una imponente coltre stalagmitica sbarra la strada: è il Dragone, così definito dal
piene improvvise. In effetti la Grotta ciel Dragone spesso viene inondata dall'acqua per- Parenzan per la somiglianza dell'accumulo calcitico ad un grosso drago. Sembra che stia
ché il probabile condotto sotterraneo che alimenta la sorgente marina, localmente chia- lì ad ostacolare il passaggio a chi vuol addentrarsi nelle viscere del Monte Coccovello.
mata Marizza, non riesce a scolmare tutta l'acqua e quindi, alzandosi il livello di falda,
invade le gallerie ciel Dragone che assumono la funzione cli scolmatore cli troppo pieno.
Agli speleologi locali si sono spesso aggiunti in appoggio altri colleghi provenienti dal
Piemonte, dalla Liguria, dalla Puglia, ma a volte i sifoni interni, pieni di acqua, hanno
impedito ogni sorta di prosecuzione. Nel 1985 fu evitata la tragedia per la grande espe-
rienza degli esploratori che, all'ultimo minuto, uscirono dalla cavità dopo aver fiutato l'ar-
rivo di una piena durata poi circa 10 giorni: poteva significare la morte per 15 speleologi.
La Grotta del Dragone è attualmente ben conosciuta nell'ambito speleologico nazionale
per la continua e costante diffusione di notizie e risultati delle ricerche compiute dagli
speleologi lucani. La prima parte della grotta è caratterizzata da numerose "Marmitte dei
Giganti", ovvero da una serie di pozzetti profondi da 1 a 3 metri e con diametri che
variano da 2 a 4 metri: morfologie generate dal turbinio dell'acqua nei periodi di mag-
giore piena.

Grotta del Dragone


Strettoia "La Vergine", il punto pit:1 stretto della Grotta.

Superato il Dragone una serie di piccoli laghi caratterizza i cunicoli fino alla prima vera
strettoia della grotta: si tratta del sifone che per molti mesi all'anno impedisce il passag-
gio degli speleologi. Poi la morfologia della cavità cambia: le gallerie si fanno più am-
pie, le sale sono maestose ed una serie interminabile cli stalattiti dalla cristallina bellez-
za adornano festosamente ciò che l'acqua ha edificato nei millenni.
Un torrente sotterraneo scorre in un canion e le sue acque diffondono nell 'ambiente un
dolce suono ovattato dal silenzio dell'oscurità facendo melodia con gli squittii acuti dei
pipistrelli che, veri padroni della grotta, scorazzano ad elevate velocità sfiorando le
concrezioni stalattitiche. La maestosità della grotta del Dragone affascina ogni volta gli
speleologi che la esplorano sempre alla ricerca della galleria giusta che la ricongiunga
Grotta del Dragone all'inghiottitoio del Patricello cli Rivello.
Formazioni stalagmitiche Da qualche anno è stato notato un annerimento delle concrezioni calcaree. Inoltre da

22 23
L'INGHIOTTITOIO
ED IL POZZO DI PATRICELLO
Sempre alle falde del Coccovello, ma sul versante opposto a quello della Grotta del
Dragone, altre due cavità assumono una rilevante importanza nel quadro idrogeologico
del bacino ipogeo. Sono il Pozzo e l'Inghiottitoio di Patricello che, collegati fra di loro,
immettono nel bacino sotterraneo le acque superficiali raccolte dalla Dolina omonima.
La prima esplorazione delle due cavità fu effettuata da Parenzan che nel 1957 ne visitò
i primi metri. Negli anni successivi l'allora farmacista cli Rivello, dottor 13ellinfante,
effettuò la prima colorazione delle acque superficiali della dolina del Patricello notan-
done gli effetti dopo qualche giorno ad Acquafredda di Maratea: ciò confermava un
eventuale collegamento delle grotte del Coccovello. Gli studi e le esplorazioni delle
cavità furono riprese dal Gruppo Geo-Speleo "Valle ciel Noce" nel 1977. Sono state
ripetute le colorazioni dell 'acqua con fluorescina ottenendo la conferma, ancora una
volta, cli quanto ipotizzato eia Parenzan e eia 13ellinfante.

Maratea Costa di Acquafredda.


La Polla Marizza increspa la superficie del mare (al centro della foto)

~ualche ~1ese , in seguito ad un allarme lanciato dal responsabile del catasto


Speleologico della Calabria, Felice Larocca, sono in corso rilievi per verificare ]'eventua-
le presenza di particelle tossiche nell 'aria e nell'acqua.
Il numero dei pipistrelli si è ridotto notevolmente; un segnale, questo, che potrebbe
confermare le ipotesi d'inquinamento ambientale.

Rivello - La dolina del Patricello


(Vista dal Monte Coccovello)

Inghiottitoio di Patricello
Ingresso
25
Pozzo di Patricello - B 28 -

La grotta è costituita da un pozzo e da _un cunicolo che pona alla base della :~ala inizia-
le dell'Tnghiottitoio di Patricello. La profondità ciel pozzo è cli 12,5 metri. E evidente
l'impostazione ciel pozzo lungo una frattura con direzione NE-SW, mentre il cunicolo si
è impostato lungo una frattura onogonale a questa. La grotta non presenta concrezio-
namenti. Alla base ciel pozzo vi sono detriti fangosi e su questi, ohimè, un grosso accu-
mulo di rifiuti solidi.

Inghiottitoio di Patricello - B 27 -

L'inghiottitoio cli Patricello è il principale punto di assorbimento della piana omonima.


La minore permeabilità cli cui è dotata la coltre alluvionale, riscontrabile nella dolina cli
Patricello, consente il rnscellamento delle acque meteoriche verso il punto più depresso
della piana.

h1g~itoio di Patricello
Primo Pozzo

deflusso delle acque che iniziano il loro


"viaggio" nelle viscere del Coccovello per
poi uscire "a riveder le stelle" ad Acqua-
fredda di Maratea. Tale cunicolo immette
in una saletta dove si aprono due vie di
prosecuzione, contrapposte . La prima è
caratterizzata da una piccola imboccatura
su un pozzo di 4 metri seguìta da un
pozzo di 8 metri e conduce ad_ un la~hetto
sotterraneo che non consente tl prosieguo
delle esplorazioni. Le acque provenienti
dalla superficie seguono essenzialmente
questa via preferenziale . TI fatto che il
~ = ·~..,,,,,=,- -- - -
Inghiottitoio di Patricello livello di questo lago non si alza con il
Primo Pozzo continuo afflusso di acqua fa pensare più
alla presenza di un sifone che a quella di
L'inghiottitoio risulta dall 'unione cli una serie di fusi sotterranei attualmente collegati tra un lago. Quindi cli qui potrebbero prose-
di loro da cunicoli molto angusti. Superata la grata cli ferro che ostruisce l'imbocco, ci si guire le gallerie della grotta.
immette, con un pozzo di 8 metri, nella prima sala. La seconda prosecuzione, di difficile acces-
Essa si è sviluppata su un incrocio cli fratture della roccia allargate ed erose dall'acqua so per un grosso riempimento di fango,
nel corso dei millenni. Sulla sinistra due cunicoli testimoniano vecchie vie di adduzioni attraverso un ripido meandro di ridotte
di acqua alla cavità. Sempre sulla sinistra un altro cunicolo, molto stretto, collega l'in- dimensioni giunge ad un pozzo cli 5 metri,
ghiottitoio al Pozzo cli Patricello. sul cui fondo esiste un piccolo passaggio
Alla base del pozzo iniziale una grossa vasca raccoglie le acque che continuamente si attraverso un riempimento di sabbia che
immettono nella grotta con una fragorosa cascata. conduce ad un laghetto oltre il quale non
Inghiotttiotio di Patricello
Sulla destra orografica ancora un cunicolo, dove si procede carponi, costituisce la via di vi è alcuna possibilità esplorativa.
Primo Pozzo - La base

27
LE DOLINE
E GLI
INGHIOTTITOI
SOMMITALI
a morfologia superficiale

L della zona altimetricamente


più alta del monte Coccovello
è stata in questo ultimo decen-
nio oggetto di studio e di ricerca da parte
di geologi, geomorfologi e speleologi. La
presenza di un numero così elevato di
doline, ben 121 in pochi chilometri qua-
drati , ha fatto gola a quanti hanno deciso
cli prendere in esame il carsismo ciel
monte Coccovello. Fino allo scorso decen-
nio erano in pochi a sapere di una così
alta densità di doline ma la divulgazione
del fenomeno ad opera degli speleologi
IngWottitoio di Patricello trecchinesi ha fatto sì che molti studiosi
Il sifone terminale prendessero in esame la zona. Numerose
battute di ricerca di nuove cavità sono Monte Coccovello
state effettuate dagli speleologi locali con Doline sommitali
campi estivi e invernali.
Il rilievo topografico delle 121 doline è stato effettuato nei periodi estivi: sono state
catalogate e misurate tutte le doline per poi, con l'ausilio delle foto aeree, messe a
disposizione dalla Comunità Montana del Lagonegrese, stilare la cartografia completa
delle forme carsiche superficiali in rapporto alle faglie del Coccovello.
Nel periodo invernale, sfruttando la teoria della "respirazione delle grotte", le battute
sono state finalizzate alla ricerca di cavità. Infatti d'inverno l'aria del sottosuolo, più
calda e più leggera, sale ed esce dalla pa1te superiore ciel massiccio, dove forma a volte
un pennacchio cli vapore. D'estate il senso dello spostamento s'inverte: l'aria del sotto-
suolo, più fredda e pesante, scende e viene rimpiazzata dall 'aria esterna che penetra
L:i7gh'.ottitoio cli Patricello non ha molti concrezionamenti in quanto nel periodo inver- dall 'alto, spesso provocando nel sottosuolo nebbie e condense.
na e_ s1 all~ga completamente; fatto questo che produce una certa anche se minima Sfruttando questo fenomeno , nel periodo invernale, si va alla ricerca di grotte sommita-
e;os,one cli quanto depositato dall 'acqua nel periodo estivo. ' ' li. Nel dicembre 1984, quando l'Italia era sotto una morsa cli gelo, gli speleologi trec-
~nallag~m:nto_ i~vernale della cavità condiziona l'esplorazione che risulta possibile solo chinesi, incuranti dei due metri ed oltre di neve esistenti sulla cima del Coccovello,
penocli e stivi e con tempo particolam1ente asciutto. Gli speleologi locali sperano cli assieme a speleologi del Cai-Uget cli Torino, sfruttando tale fenomeno fisico , ritrova-
poter, a breve _te_n:po, ~uperare il sifone con l'appoggio di altri specialisti del settore gli rono ben 4 pennacchi di vapore che fuoriuscivano dai fori nella neve.
speleosub, ed m1z1are 11 lungo percorso verso la Grotta del Dragone. ' Era un ottimo segnale: si erano ritrovati i punti da cui l'intero complesso del
Coccovello faceva defluire l'aria più calcia. Con l'ausilio di arnesi rudimentali si allarga-
rono quei fori: si era cli fronte a degli inghiottitoi che in quella occasione furono esplo-
rati solamente in parte.

29
INGHIOTTITOIO COCCOVELLO I - B 146 -

Si tratta di un antico inghiottitoio intasato da riempimenti clastici, provenienti dall'ester-


no. Presenta numerose concrezioni. La profondità raggiunge i 15 metri con un solo
pozzo. Alla base vi sono alcuni cunicoli per ora intasati da numerosi clasti accumulatisi
per frana .

INGHIOTTITOIO COCCOVELLO 2 - B 147 -

L'inghiottitoio è un pozzo a cascata che si apre sul fianco di una dolina cli medie
dimensioni. La corrente di aria fuoriesce copiosa nei mesi invernali. La sua profondità
attuale raggiunge i 18 metri. Il fondo, anche in questo caso, è intasato da detriti.

INGHIOTTITOIO COCCOVELLO 3 - B 148 -

Coccovello 3 è una cavità verticale posta ai margini di una dolina di piccole dimensio- Dolina Piana del Lago
ni . Anche questa fu scoperta e clisostruita per la forte corrente d'aria che usciva da essa.
Si è instaurata lungo una frattura dei calcarei de] Cretaceo. La sua profondità attuale è Vista dal Coccovello . . . •
cli circa 10 metri e come gli altri inghiottitoi del Coccovello chiude con un accumulo cli . , hiarnata così perché nei mesi invernali e m concorn1-
La dolina della Piana del Lago e c . I o L'acqua raccolta defluisce
det1iti , mentre la corrente d'aria arriva da un cunicolo laterale. . . c1· ent'l un vero e propno ag .
tanza con abbondanti pmgge. iv ' . I b .· tt"rraneo ccl alirncntanclo la sorgente.
h. . . • cttenclos1 ne acino so e
attraverso l'ing 1ott1to10 1111111 . . . . ,, T· I f, tt è confermato dai risultati ottenuti
INGHIOTTITOIO COCCOVELLO 4 - B 149 - .
marina Manzza a
. cl A ·quafreclcla dr Maratea. a e a o
c .
l'' I . .
cl l' . . 1'Ologi locali. L'imbocco ciel mg 11ott1-
con la colorazione delle acque cffe_ttuata ag I s~e,el. o provveduto ad edificarvi un
Coccovello 4 presenta una morfologia verticale, con una profondità di 9 metri com- toio è stato modificato dai. paston cl:! IL~o~~li~:c cl~a~:tevoli dimensioni, è la più cstc-
plessivi. Anche in questo caso vi sono correnti di-aria ccl il fondo è coperto da una col- muro rialzato dal suol~ eh orca 1 1~1ct10. L~l . o a~se maggiore misura circa 1200 metri,
tre cli detriti.
sa ciel complesso cars1eo del Coccoveclll_o. 30(s) uL· p. 1·1·111a esplorazione dell'inghiottitoio fu
, • misura m me 1a . a · " "
Numerose battute alla ricerca cli altri inghiottitoi hanno sempre dato esito negativo. Che mentre I asse minore
1. 1 ,· .ciel Gruppo Geo-,Spe,J,eo v alle ciel Noce ' ma ' come gra avve-
I ne
questi siano in comunicazione con il resto delle grotte ciel Coccovello lo confermano le compiuta c!ag 1 spe eo og1 . Il 'f , non ha permesso la prosecuzione.
nuto per l'inghiottitoio dr Patnce o, un s1 onc
analisi spettrografiche dei sedimenti ritrovati nella grotta del Dragone, da cui risulta che
molti cli questi presentano le medesime caratteristiche cli quelle panicelle chimiche, tipi-
che del carsismo, ritn;ivate solamente sul fondo delle doline sommitali del Coccovello.
Gli speleologi del Gruppo Geo-Speleo Valle del Noce hanno programmato per la pros-
sima estate la disostruzione dei fondi degli inghiottitoi sommitali per proseguire
l'esplorazione alla ricerca del congiungimento con la Grotta del Dragone.

L'INGHIOTTITOIO
DELLA PIANA DEL LAGO
- B 103 -

L'inghiottitoio della Piana ciel Lago, cli notevole importanza per la racco lta e l'incanala-
mento delle acque superficiali nel bacino ipogeo del monte Coccovello, è situato al
centro della omonima dolina ed è, per il momento, l'unico imbocco conosciuto situato
sul versante sud.

30 Dolina Piana del Lago . h'• .. ·. t


Al centro il Pozzo inghiottitoio nei pressi cli un laghetto g 1acc1a o
31
r
SPELEOLOGIA
VERTICALE
e grotte verticali presenti nel territo rio lucano sono poche e, fa tta eccezio ne
p er a lcun e , so n o tut te di p icco le dim e n sio ni . No n es ist e un a co n-

L centrazione vera e propria cli cavità verticali in un luogo litologicame nte


ido neo all 'impostazio ne di tale spe leotipo: le verti cali lucane so no presenti
in più luoghi e con d ifferenze genetiche notevoli . La grotta ve1ticale per
eccellenza è la Festola Grande cli Trecchina, ben 136 metri in un unico pozzo. Si tratta
in effetti cli una grotta tettoni ca ca ratterizzata eia un unico pozzo. La Grotta cli Caste l cli
Lepre, a Marsi ca Nuovo, raggiunge per qualche metro una profondità maggio re, ma
non ha grandi pozzi come normalmente avviene nell e altre grotte a prevalente anda-
mento verti cal e. Grotte generates i per erosione ca rsica , contrariam e nte a q uanto
verifi ca tos i p e r le Fes to le cli Trecc hina , so no prese nti a Lagoneg ro, Te rran ova del
Pollino, Muro Lucano, Roto nda, Chiaromonte. La loro esplo razione no n è stata parti co-
larmente difficile proprio perché non sono cli note voli dimensioni, come per ese mpi o si
è ve rificato ne lla vicina Ca labria pe r l'Abisso ciel Bifurto .
Rimane, almeno pe r ora, il sogno degli spe leologi lucani : ritrovare anche in Basili cata
un Abisso di no tevole dimensioni.

Dolina Piana del Lago


Il sole si rifl ette s ul ghi accio de l laghetto LE FESTOLE DI TRECCHINA

Nel d iale tto trecchinese il termine "festo la" sta ad indi care bu rrone , fo rra. In e ffe tti le
LA GROTTA DA ROCCA DE' LIECE - B 29 - Festo le di Trecchina , in special modo la Grande , hann o le caratteristiche morfol ogiche
cli una profonda fo rra.
U~ 'altra cavità conosciu ta già da moltissimi an ni è la Grotta eia Rocca de' Li ece ubicata Nel passato sono sempre state un grande tabù pe r la po po lazio ne locale. Tantissimi
su ~ersa_nte _est ciel Coccovello. La grotta, spesso utili zzata dai pastori come ,ricovero racconti , frutto dell e fan tasie e ne ll o stesso te mpo della paura della gente, p arl a no di
c1p 1·er1 e .giegg1
. al pascolo
. s ul Coccovello
. s In1. , e, ei·I pi·cco Ie
, •si trova a circa 8()() n1 t ... streghe , di mostri e cli maledizio ni per gli es rloratori. Quasi sicuramente a ge ne rare
~ e~s,1_~Ill e . non ~~esema gross i concrezio namenti. Per alcuni anni è stata rilevata la queste paure è stata la p rofondità della Festo la Grande : lanciandovi una pie tra all 'inte r-
ma~s1Cc1a p~e~~nza eh p1 p1strelli , ma da due anni il loro numero si è ridotto no tevolme n- no si sentiva il to nfo do po tantissimi secondi , mo tivo per cui la fantasia popo lare ha
te. fo rse pe i cause ambie ntali estern e. La grotta fu ril evata e studiata nel 1974 pe 1• 1 lavorato a dismisura. Tabù , paure e credenze popo lari so no stati sfatati nel 1977, quan-
pnma volta cl- I"I 1 I · cl a
., , . , . ag sp~ eo ogi e 1 Gruppo cli Impe ria, che p rovvidero a pubblica rne la do gli speleologi cli Trecchina, con l'intervento cli altri colleghi pugliesi e lig uri , attacca-
r1anta e I dati catastali .
rono le oscurità dell a Festo la Grande .
An~ora ~1-tri pozzi.cU ,pi~co le dime nsioni sono stati ritrovati alle fa lde cie l Coccovell o, ma
~~t~~nsenta po~s1b1hta eh . p rosecuzione e q uindi di scarsa impo rtanza pe r lo studi o ciel
L " ~ · ~tterr~neo_- Il g_1gante buono, così è chia mato il Coccovell o dagli spe leologi
LA FESTOLA PICCOLA - B 41 -
uclarn , serba i_n se ta~t1 a ltn tesori naturali che d ifend e q uasi avesse paura d i essere
v10 entato dagh uomm1. La Festo la Piccola, così definita , perché fra le due è quella cli minori dimensioni , si apre
~olti__ ~hie~ono e sperano in una legge regio nale che faccia ciel Coccovcllo un parco sulla so mmità cli Costa Mura zz i, a poche ce ntin a ia di metri dal ce ntro stori co cli
~~tu, a_e. So no. tante le be ll e zze s upe rficia li e p rofonde che va nn o prote tte pe rché Trecchina.
ese mpi un1 c1 cl, carsismo puro in Basilicata. La genesi della Grotta si può ricoll egare alla fo rma zione del Graben cli Parrutta , ascrivi-
bile alla neotetto nica ple istocenica.
La faglia successivame nte è stata inte ressata anche eia fe nomeni erosivi tipici de l carsi-
smo; fe no meni che hanno portato la cavità alle dim ensio ni attuali . Sono scarsissime o

33
Durante l'esplorazione della cavità molti trecchinesi raggiunsero _costa Murazzi pe~
quasi assenti le concrezioni: si notano rari depositi calcitici solo sulle pareti. La Pestala
avere notizie , per informarsi, per sapere, per avere risposta agli mterrogat1v1 e :utt1
Piccola ha uno sviluppo prevalentemente verticale ed è orientata in direzione NNW.
erano con il cuore in gola. Si sapeva dai racconti delle maledizioni e tutti erano lt ad
L'ingresso della cavità è costituito da un piccolo foro, di forma ellissoidale con un asse
maggiore di 80 cm ed un asse minore di 60 cm, posto ai margini di una mulattiera, dif- aspettare per capire e scoprire un mondo nuovo: quello della sp?leologi~. .
ficilmente individuabile perché in parte nascosto da un masso in parte ricoperto da er- II giorno seguente il giornale radio di una troupe del TG3 ragg1un~e gh spele~log1 per
ba. una intervista, per raccogliere dal vivo il racconto di una delle pm belle pagine della
Dall'ingresso ci si immette in un primo pozzo di 7 metri. Alla sua base si percorre la speleologia lucana. .
A sera vi furono ancora festeggiamenti per l'evento. Il sindaco, la gente, 11 parroco,
cavità per altri 14 metri, con un dislivello di circa 6 metri, attraverso una frattura larga
erano tutti con gli speleologi e la popolazione a festeggiare e complimentarsi.Tutti asse-
all'incirca un metro. Si giunge così all'imbocco del secondo pozzo, profondo circa 8
metri, dopo il quale si procede con forte di~ivello fino alla profondità di circa 40 metri. tati di curiosità, volevano sapere qualcosa, fare domande e immaginavano, sulla base
Di qui si dividono due vie: una orizzontale e l'altra verticale, non esplorabili a causa di quanto riferito, gli anfratti nascosti della Festola Grande. . . . . .
delle piccole dimensioni dei cunicoli. A poche ore di distanza vi furono il saluto degli speleolog1 pugltes1 e hgun e un l~mgo
Lungo tutta la grotta si notano frequenti crolli e riempimenti trasportati dall'acqua. abbraccio con gli speleologi locali; un abbraccio che significava_ tante cose; _r~cch1ude-
Complessivamente la profondità della grotta raggiunge 40 metri, mentre la sua estensio- va in sè ogni attimo dell 'esplorazione, ogni momento trascorso m quella cav1ta che per
ne spaziale è di 38 metri. La Pestala Piccola fu esplorata dagli speleologi di Trecchina, secoli aveva impaurito, e non poco, la gente del posto.
guidati da Franco Orofino, 1'8 agosto 1976. ' Un "arrivederci a presto" fu quello di Franco Orofino, che da quel moment? assu~se in
seno al Gruppo Geo-Speleo Valle del Noce l'incarico di istruttore tecnico pnma cli
Il giorno seguente gli speleologi locali tentarono l'esplorazione della Pestala Grande:
per vari motivi, principalmente per mancanza di adeguata attrezzatura, tale "impresa" esserne nominato presidente onorario, a distanza di poco tempo.
E con Filippo Marotta, presidente effettivo, formò quel prezioso binomio che tanto ha
fu rinviata a tempi migliori.
dato alla speleologia di Basilicata. .
Una grossa fenditura nel terreno, larga da 0,80 a 4,00 metri lunga circa 80 metn , rappre-
senta l'ingresso della Pestala Grande.
LA FESTOLA GRANDE - B 042 - Da qui, con un salto di circa 80 metri, si raggiunge la b~se di _questa grossa frattura. La
larghezza varia eia 1 a 4 metri , mentre la lunghezza raggmnge 1 70 metn.
La Pestala Grande è stata "violata" per la prima volta il 21 gennaio 1977, dopo che nel- Sul versante sud alcuni ponti naturali formano dei finestroni che si notano da molto
l'agosto precedente era fallito il primo tentativo di esplorazione. Gli speleologi trecchi- lontano. Dalla base del primo pozzo la cavità degrada seguendo l'inclinazion~ clegh
nesi erano alle prime armi e l'attrezzatura per l'esplorazione di grotte verticali, molto strati fino ad un nuovo salto di circa 13 metri cli altezza. Dopo la grotta continua ~
costosa, non era ancora disponibile, scendere ancora fino alla pa1te terminale posta a 136 metri di profondità dalla superfi-
Con l'intervento anche di esperti speleologi pugliesi e liguri, guidati dall 'indimenticabile cie. Alla base della grotta vi sono numerosi detriti di crollo, coperti da una coltre vege-
Franco Orofino e da Filippo Marotta, di buon ora gli speleologi si incamminarono sulle tale.
pendici di Costa Murazzi, trasportando sul luogo quanto serviva per una spedizione La cavità non presenta concrezionamenti tranne piccole stalattiti e rare deposizio~i di
veramente impegnativa. carbonato di calcio sulle pareti. Nel punto più profondo è stata posta una targa a ncor-
La sera precedente nei locali della scuola elementare di Trecchina una proiezione di c\o della prima esplorazione. . .
diapositive aveva fatto conoscere alla gente del posto le "acrobazie" degli speleologi. Anche questa voragine è ascrivibile alla neotettonica che ha generato 1I Grabe_n d1
La notte trascorse insonne per i dodici speleologi pronti a partire al mattino seguente Parrutta, distruggendo la soglia ciel lago pleistocenico della Valle del No~e. La fagha su
per la conquista di ciò che doveva rivelarsi il pozzo più profondo della Basilicata. Di cui si è impostata la Festola Grande si sussegue in direzione della voragine della poc~
buon ora gli speleologi, ognuno con il proprio carico di corde, discensori, moschettoni , distante Festola Piccola ed è ben visibile anche eia lontano. Lungo tutta la grotta s1
chiodi da roccia, ecc., partirono alla volta, della Pestala Grande e, dopo aver piantato notano numerosi crolli.
ed ancorato le corde, otto di loro, uno alla volta, entrarono nella cavità. La pericolosità della grotta è molto elevata perché continuamente si dist_ac~ano pietre
Furono necessarie dodici ore al primo uomo per raggiungere il fondo. La morfologia dalle instabili pareti, motivo per cui la Festola Grande è stata visitata poch1ss11ne volte.
della cavità non consentiva velocità maggiori: grandi pietre si staccavano dalle pareti .
Bisognava quindi, man mano che si scendeva, bonificare la parete e renderla accessibi-
le agli speleologi che seguivano. Solo in serata gli speleologi raggiunsero il fondo a 136
metri di profondità. In nottata, dopo un estenuante giornata di lavoro, gli speleologi
erano di nuovo tutti fuori .
Al loro rientro in paese si fece festa grande. Furono esplosi persino dei razzi luminosi
pe r festeggiare l'evento. La Pestala Grande non era più un tabù per la gente del posto.

35
LA GRAVE DI FRANCESCO LA VORAGINE BOCCA DEL LAMIERO - B 36 -
- B 175 -
La voragine Bocca del Lamiera è una cavità di ridotte dimensioni, come il nome lascia
intendere. La grotta si apre in località San Salvatore nel comune di Muro Lucano. Ha
La Grave cli Francesco è ubicata nel territorio uno sviluppo totale di 42 metri e raggiunge la profondità di 30 metri. L'esplorazione
comunale cli Lagonegro , in località non richiede grosse attrezzature, tranne una corda per il superamento di un salto cli
Pennarone. Fu esploJata, dietro segnalazione qualche metro. Al grosso camino di accesso segue una sala di notevoli dimensioni,
della gente del luogo, dagli speleologi caratterizzata da un grande accumulo di materiale proveniente dall'esterno. Nel punto
dell'Unione Speleologica di Calenzano (Fi) il più alto la sala misura circa 20 metri. La grotta non è concrezionata. La Voragine Bocca
11.()8.1989. La grotta ha uno sviluppo vertica- del Lamiera fu inserita nel Catasto delle Grotte della Basilicata nel 1966 da Franco
le ed è costituita essenzialmente eia un unico Orofino, che ne curò anche il rilievo topografico.
pozzo che raggiunge la ragguard evo le
profondità di 40 metri. Alla base del pozzo un
ripido pendio porta la profondità massima LA GAMMARA DEL ROTALE - B 131 -
della cavità a 45 metri. Si tratta di un inghiotti-
toio impostatosi su faglia, localizzato a 780 La Gammara del Rotale fu esplorata per la prima volta da Gilbe1to Calandri ne l 1973. La
metri s.l.m. grotta non è altro che un unico pozzo di 8 metri cli profondità, ubicato tra le abitazioni
La frattura è stata allargata nei millenni dalle della contrada Rotale di Rivello.
a~q_ue pluviali che in essa continuano a pre- L'ingresso è a forma circolare e, attualmente, per evitare incidenti è stato ricoperto da
c1p1tare ancora oggi. Nessun concreziona- una botola in lamiera. La piccola cavità si è impostata su una frattura della roccia e si è
mento, se non piccole stalattiti, è stato notato evoluta nel tempo rimanendo comunque di piccole dimensioni. Nessun concreziona-
all'interno della grotta. Alla base del pozzo mento è presente all 'interno, mentre la base ciel pozzo è abbondantemente ricoperta eia
accumuli detritici confe rmano l'attività idrica pietrisco e fogliame.
del luogo. È da tener presente, stuclianclo la Trecchina Contrada Murazzi
morfologia della grotta, che l'attuale pozzo è Località Jardino. L'INGHIOTTITOIO DI CASTEL DI LEPRE - B 39 -
il frutto di più conoidi di erosione (forse Cristo degli speleologi.
inversa) che ancora oggi sono ben distingui- Posto a poca distanza dalla più famosa grotta di Castel di Lepre (trattata in un altro
~ili. Attualmente le espl_orazioni sono ferme alla base di uno stretto cunicolo che non capitolo e.li questo lavoro) l'Inghiottitoio di Castel di Lepre rappresenta un altro punto
~onse,~te alcun pass~gg10. Nel 1991 gli speleologi toscani con l'appoggio di altri spe- di immiss ione di acqua nel sottosuolo dell'intera area da cui prendono il nome le due
~ologi del, ~ruppo Iu~lia G_rotte'. esplorarono nuovamente la cavità pe r redigere il ri- cavità. L'Inghiottitoio è a quota 857 metri s.1.m. , ha uno sviluppo e.li 48 metri e una
lievo topogiaf1co defin1t1vo (insento nel capitolo riservato alle schede catastali ciel pre- profondità totale e.li 21 metri. Dal punto di accesso si arriva dopo un salto di 4 me tri ad
sente lavoro). una ampia sala sul cui fondo un ruscello l'attraversa da ovest ad est. Più esplorazioni
sono state effettuate per disostruire il cunicolo, nel quale scorre l'acqua nel ruscello,
senza ottenere risultati positivi.

L'INGHIOTTITOIO SOPRA I PIANI DI VAQUARRO - B 129


POZZO DI FAVINO - B 130 -
La _cavità è ubic~ta in località Piani di Vaquarro (eia cui prende il nome) nel comune di Il Pozzo e.li Favino è ubicato in località Monte Santa Croce-Favino nel comune cli
Ch:aro~1~n-~e. L'inghiottitoio ~ profonc~o circa 27 metri con uno sviluppo totale planime- Castelsaraceno. Fu esplorato per la prima volta e.la speleologi del Gruppo Sreleologico
tnco _c1 1 c_irca 12 metr'.. Il s~o ingresso e localizzato sul bordo di una piccola depressione Imperiese nel 1973. È la grotta altimetricamente più alta della Basilicata essendo il suo
n:~ultata~a~ u~o st u~io p1u approfondito una dolina ad imbuto. La fom1a dell 'imbocco, ingresso a 1800 metri e.li quota. La sua profondit~t raggiunge i 25 metri, mentre la lun-
da d~ve. parte un ptCcolo pozzetto cli accesso, è leggermente ellissoide. Dalla base di ghezza spaziale si attesta a 27 metri. Caratteristica della grotta è la sua forma fusoidale
que st ultimo.' attraverso una stretta fessura lunga circa 5 metri, si accede all'imbocco d. dovuta alla sua genesi ed evoluzione. Il suo ingresso si apre ne lle calcareniti mioceni-
l'.~ _P 0~zo d1 19 metri. L'ultimo tratto della cavità, di pochi metri, è pieno di materia!~ che e si sviluppa quasi completamente nelle carbonatiti mesozoiche. L'ingresso sub cir-
httco che, ~o'.~: a:fer'.na Palmisano in una sua pubblicazione, è molto levigato, proba- colare immette in un primo pozzo di 12 metri; da questo ne parte un altro di circa 6
bilmente dal! acqua di provenienza esterna. L'ingresso alla cavità è a ben 1720 metri di metri alla base del qual e vi è ancora una fessura di 5 metri che risulta impraticabile per
quota nell 'ambito territorial e ciel Parco nazionale del Pollino. gli speleologi. All 'interno della cavità solo alcune concrezioni che Gilberto Calandri in
un suo lavoro definisce senili. La grotta fu rilevata dallo stesso Calandri nel 1973.

37
rofondità massima raggiunta è di 120 metri, misura che la colloca al terzo p_osto_cieli~
GROTTE NOTEVOLI ~lassifica delle grotte più profonde della Basilicata, alle spalle della Grotta eh Castel dt
Le re e della Festola Grande di Trecchina. .,
DELLA BASILICATA Gli s eleologi che hanno avuto modo di esplorarla confermano _la spetta~olant:, ~:li~
conc;.ezioni. Da tempo si parla di una turisticizzazione del~a cav_1tà, m~- dall~ rela~iom
Oltre alla Grotta del Dragone ad Acquafredda di Maratea ritenuta pe r ora la cavità più tecniche stilate dagli esploratori emiliani sembra allontanarsi tale ipo~~s1 m quanto alcu-
lunga della Basilicata, altre due grotte sono meritevoli di essere ricordate: la grotta cl1 ne ·Stretto ie nel tratto iniziale della grotta non consentirebbero tale ut1hzzoV
. 1· 2" 1·
Castel Di Lepre, per anni al primo posto fra le grotte più lunghe della Basilicata e la , h ·1 , "I uccu I e1
A oca distanza da questa cavità ve ne e un'altra c e porta I non:ie , , . . ,, ,
Grotta I Vucculi 1 recentemente scoperta a Muro Lucano. di!ensioni e profondità minori anche se ragguardevoli per quanto nguarda la Bas1ltcata
Non, è da dimenticare, inoltre, la Grotta Sant'Angelo di Trecchina, la cui estensione rag- (sviluppo 402 metri, profondità 86 metri) , . ., . .
giunge quasi il mezzo chilometro: per anni gli amministratori comunali di Trecchina Al momento non e, poss1•b'le1 fornire altri dati perché la grotta e ancora m fase
. d1 studm
, ·
hanno cullato l'idea di una sua apertura alle visite turistiche, ma per il momento nulla è ed è imminente la pubblicazione di- un' ampia descrizione da parte degh esp 1~r~ton,
avvenuto. . · 1 de del Catasto delle Grotte e delle Aree Carsiche della Bas1hcata,
motivo per cui a se · • · d . - ·tr
per etica speleologica, lascia agli esploratori l'onore della prima pubblicazione escn I-
va e scientifica delle due cavità di Muro Lucano.
GROTTA DI CASTEL DI LEPRE - B 038 -

La cavità, conosciuta già molti anni prima della sua effettiva esplorazione, fu esplorata
e rilevata per la prima volta dagli speleologi del Gruppo Speleologico Faentino. Al
momento è la grotta più profonda del Basilicata pur non trattandosi di una grotta a pre-
valente sviluppo verticale, come ad esempio le Festole di Trecchina o altre cavità verti-
cali della Basilicata. Raggiunge la profondità di 136 metri .
Per la sua estensione, 1850 metri, si posiziona al secçmclo posto delle grotte più estese
della regione dopo la Grotta del Dragone di Maratea. Si accede alla cavità superando
un pozzo iniziale di circa 8 metri. Da questo punto in poi la grotta si trasforma in un
lungo meandro per la quasi totalità della estensione della grotta. Passaggi stretti, angu-
sti, spesso strettoie con difficoltà di passaggio rendono la grotta di difficile esplorazio-
ne, perciò riservata a speleologi di una certa esperienza. Quasi in prossimità del sifone
terminale che segna la fine della grotta esplorata è l'unica vera sala della cavità. Il sifo-
ne terminale potrebbe, e solò in caso di siccità eccezionali, riservare buone possibilità
di prosecuzione. Per il momento la grotta è stata più volte visitata e studiata da speleo-
logi lucani, pugliesi, campani, ma nessuna prosecuzione è stata trovata. Non di rado le
strettoie interne sono intasate da rifiuti probabilmente provenienti dalla discarica posta
poco distante attraverso il ruscello che si immette nella cavità. Caratteristici sono i
laghetti che si ritrovano all 'interno della cavità. La grotta, specialmente nel periodo e in
presenza di abbondanti piogge, può essere pericolosa per un repentino aumento di
volume dell'acqua del ruscello che l'attraversa. A poca distanza dalla Grotta di Castel di
Lepre è un 'altra cavità: l'inghiottitoio di Castel di Lepre trattato in un'altra sezione di
questo lavoro.

I VUCCULI 1 - B 215 -

Conosciuta da decenni dalla gente cli Muro Lucano, ma esplorata appena tre anni fa da
speleologi emiliani, la grotta ha dimostrato subito agli esploratori le sue bellezze natu-
rali: è infatti molto ricca di concrezioni. Stalattiti, stalagmiti, cortine calcitiche, colonne e
tante altre forme arricchiscono gran parte della grotta che, attualmente, ha uno sviluppo
totale di 1291 metri , posizionandosi al terzo posto delle grotte lucane , per sviluppo pla-
nimetrico, alle spalle della Grotta del Dragone e della Grotta di Castel di Lepre. La

38 39
ALCUNE GROTTE LA GROTTA DELLA FALCONARA - B 171 -
DEL POLLINO
È stata esplorata dal gruppo speleologico "Sparviere" di Alessandria ciel Carretto (Cs), la
Grotta della Falconara situata nel comune cli Terra nova ciel Pollino. La cavità, che si
Da qualche anno, grazie anche alla collaborazione di speleologi della limitrofa c l b · apre ad una quota di 1346 metri sul livello ciel mare, è inserita in una arca il cui conte-
· · · l · h a a na,
sono
f iniziate
, . e ncerc e e lo studio
. di nuove cavità che rientrano pe r u b icaz10ne
" · geogra- sto geomorfologico superficiale invita a studiarne gli aspetti speleologici ed a organizza-
ica nell ambito del_ Parco Nazionale del Pollino. Fra queste alcune sono più interessanti re eventuali battute di ricerca cli nuove cavità in un immediato futuro. Lo sviluppo pla-
!elle altre; la ~aggior parte, circa 20, sono pozzi verticali di piccole profondità, al massi- nimetrico della Grotta della Falconara è di 67 metri , il dislivello massimo è cli circa 51
o ~5-20 metn: Le due grotte descritte sono quelle che hanno suscitato di più l'interesse metri. Per raggiungere la cavità sotterranea bisogna arrivare alla zona eletta Costa della
degli speleologi.
Falconara lungo la strada che porta eia S. Lorenzo Bellizzi a S. Anna, a poca distanza dal
centro cli Te rranova ciel Pollino. Il suo ingresso è visibile dalla strada.
Si tratta , in effetti, cli una cavità con prevalente sviluppo altimetrico progressivo, ovvero
per raggiungere la parte terminale bisogna procedere salendo e non scendere verso il
fondo , come normalmente succede in altri ambienti ipogei. Tutta una serie cli piccoli
pozzi , eia risalire in arrampicata libera, intervallati eia gallerie e stretti meandri portano
alla parte più alta della cavità, 51 metri più in su rispetto all 'ingresso.
All 'interno numerosi fenomeni hanno me ravigliato gli esploratori: una nutrita colonia
di pipistrelli ed una serie cli vaschette dalla limpidissima acqua accresciutesi in una frat-
tura tettonica della roccia nella parte alta della grotta.
Questa zona della grotta sembra abbia avuto una genesi tettonica ed una successiva
evoluzione carsica. In effetti, in un primo mome nto, diversi crolli hanno creato dei vuoti
e nello stesso tempo accumuli cli detriti clastici ancora visibili. Successivamente i feno-
meni chimici e fisici di erosione delle rocce carbonatichc, racchiusi sotto il termine di
carsismo, hanno innescato due processi: uno erosivo cd uno di deposizione del calca-
re sulle pareti rocciose; fenomeno , quest'ultimo, che ha favorito la formazione delle con-
crezioni stalattitiche e stalagmitiche. I gruppi speleologici di Trecchina e di Alessandria
del Carretto contano cli organizzare a breve scadenza un campo speleologico nella zona
per effettuare battute alla ricerca cli nuove cavità. Nel solito periodo verranno esplorate
quelle grotte di cui è già stata segnalata la presenza dai pastori del luogo. Sono, infatti,
quasi sempre i pastori ad essere i migliori informatori e collaboratori degli speleologi
nella ricerca di nuovi ambienti sotterranei. Sarà forse l'unico modo per arricchire il Parco
del Pollino di nuove bellezze naturali che faranno da cornice a quelle già conosciute e
segnalate nelle guide naturalistiche del nuovo parco ca labro-lucano.

VORAGINE PIEZZ 'I TREND - B 174 -

Quarta per profondità nella graduatoria regionale è la voragine "Piezz 'i Trencic~·· detta anche
"Grutt'u castelle" situata nel territorio comunale di Rotonda sulle pendici del Pollino, la cui
profondità raggiunge i 75 metri. Probabilmente il nome deriva da un tentativo di esplorazio-
C,4 ne effettuato circa dieci anni addietro eia gente del posto che, con grande coraggio, discese
L A il pozzo solo per trenta metri usando una scaletta in canapa costruita artigianalmente, della
8 R Pollino
misura che poi avrebbe dato il nome alla cavità. La sua prima vera esplorazione speleologi-
/ ,4 Comuni compresi nell 'area del
Parco Nazionale del Pollino ca è stata effettuata dal Gruppo Speleo del Polli no di Morano Calabro. I rilievi, le fotografie
nel cui territorio sono state ' e l'inserimento nel catasto regionale sono stati curati dagli speleologi ciel Gruppo Speleo
rinvenute cavità naturali "Sparviere " cli Alessandria ciel Carretto (Cs) .
inserite nel Catasto delle La grotta è raggiungibile seguendo il sentiero che parte dalla parte posteriore della chiesa cli
Grotte della Basilicata. Santa Maria di Costantinopoli a Rotonda. Dopo circa 250 metri, attraversando tutta la

40
41
zona caratterizzata da liscioni calcarei, si giunge all'ingresso che rimane seminascosto
dalla vegetazione. LE GROTTE COSTIERE
La cavità è molto conosciuta in paese e nei dintorni e diverse volte in passato è stata
oggetto di numerosi tentativi di esplorazione da parte di gente del posto. Sono molte le
DIMARATEA
storie che si raccontano. Tra queste: un gatto venne introdotto nella grotta e solo dopo
molti giorni fu visto uscire dalla grotta di San Lorenzo situata a notevole distanza nello
stesso comune di Rotonda . a costa marateota, considerata da molti un vero gioiello per la sua natura
In effetti non esiste alcun collegamento tra le due cavità. La voragine ha per ingresso
uno strettissimo cunicolo. Da questo ci si immette in una saletta occupata in gran parte
da un masso crollato dal soffitto. Aggirando il masso si giunge ad un angusto cunicolo.
L incontaminata e poco "cementata", pullula di cavità ~atur~li al punto tale che
la loro quantità costitl1isce circa il 35% delle grotte msente nel cat~sto spe-
leologico della Basilicata. Le grotte costiere, almeno quelle magg_1ormente
Risalendolo per qualche metro si arriva in una sala dalle grandi dimensioni. conosciute dai pescatori del luogo , furono inserite nel Catasto Spel~olog1co_ ~ella
Quella che può sembrare una sala è in effetti l'ingresso al pozzo principale che si pre- Basilicata da Franco Anelli dopo che lo speleologo milanese Fusco ne d1_ed~ notlZ!a su
senta in tutta la sua grandiosità con ben 75 metri cli profondità. Sulle pareti cli questa alcuni bollettini di associazioni naturalistiche nazionali. Inizialmente fu 1sc~1tto nel ca -
zona sommitale sono ancora presenti vecchi appigli in ferro, probabilmente fissati alla tasto regionale un esiguo numero di cavità: appena sedici. Solo dopo 30 an?1 le esplo,ra-
roccia dagli "antichi" esploratori che tentarono in più occasioni di raggiungere il fondo , zioni degli speleologi del Gruppo Geo-Speleo Valle del Noce, in collabor~z1o?e c,on 1al-
senza riuscirvi per l'inadeguatezza dei mezzi usati. _ lora responsabile del Catasto della Basilicata, Franco Orofino, hanno arncch1to 1elenco
Il fondo del pozzo è fortemente inclinato e nella parte più profonda si situa un piccolo con altre 90 grotte.
laghetto che raccoglie le acque di stillicidio.
I primi speleologi che raggiunsero il fondo della cavità portarono in superficie un faro
di auto, a testimonianza di una esplorazione tentata nel 1949 e non riuscita. Sempre sul
fondo sono stati rinvenuti resti ossei di animali, di non rilevante importanza.
La voragine Piezz 'i Trende rappresenta una delle tante grotte rinvenute sul Pollino tra
cui è da ricordare l'abisso del Bifurto, sul versante calabro ciel massiccio, che, profon-
do circa 800 metri, è tra le grotte più profonde d'Italia. Gran parte delle cavità del
Pollino localizzata sul versante calabrese. Lo studio della geomorfologia superficiale del
versante lucano fa supporre che non mancheranno sorprese di importanza nazionale.
...•AQUAFREDDA
. MARATEA

CERSUTA
'"

B75 ---,,,.
B3 ~
CASTROCUCCO
FIG. 6:
/
F. NOLE
Costa di Maratea
. .................- . _ ................ "-'U.,
Le maggiori grotte marine
42
43
LA GROTTA DI TORRE CAINA _ B 003 _ circa 30 metri. Anche se non estremamente ampia , la grotta è uno scrigno di bellezza e
in essa trova no riparo numerosi pesci , tra cui grossi ese mpl ari di ce rni e e polipi.
~~;;~~t~n1: ! : n~~rre Caina è un class ico esempio, di quelli più belli ed evide nti di un Qualcuno afferma di aver notato la presenza di alcune murene, che il più delle volte pre-
me tri cli ambie nte ~:~~:~: :: ~el'. a ,cr~az1_~~e dell 'ambiente ipogeo. Effettivame nte / pochi feriscono nascondersi fra gli anfratti della scogliera per non essere notate. Le murene non
carsica ini ziale e, successiv~hn~e~~-:t1~wscono lad~r?_tta sono stat! gene rati da un 'azio ne attaccano l'uomo e quindi, anche se presenti , non costituiscono alcun pericolo per i
mare e da · .e . e a qu esta, ali intervento d1re tto della "forza" de l visitatori che potranno gustare la visita della cavità, nuotando nelle sue spl endide acqu e.
i suoi ienome ni La grotta o t· ·1 cl II
la T~rre _C~in_a, a poca clis~an za dalla fra:.~~en~:1:ari~aa ~~~~:: t~: . cui si trova, appunto
Fu la pnma ad essere esplorata da Fusco nel 1952 , . .
catastale regicmale I , t . . e venne subito inserita nell 'elenco
· pesca on marateot1 conoscono la 1
mare è p articolarmente esco . .. . . . . zo_n~ e a grotta perché qui il LA GROTTA DI SANTA GABELLA - B 005 -
Caina è facile notare I· p . ~o. '.1 a gh anfratti sottomanni antistanti la grotta Torre
a presenza cli murene cli qualche cern · c1· I' I
da padroni. Le dimensioni della grotta sono 'limitate · h . ia e '. po ipi c ie nu otano Inserita nell 'elenco catastale delle grotte della Basilicata con la sigla 1305, la grotta di
dall 'acqua ciel mare. · I
· poc metn e m gran parte invase Santa Gabell a è considerata fra le più spettacolari, da un punto di vista pretta mente
La grotta mi sura a ppena 26 metri e gli ambienti int , . . , geomo rfol ogico, p e r alcune caratte ri sti che che la rendono piuttosto uni ca e mo lto
interesse e spettacolarità . . • . . . , erni non sono ampi. E cli notevole conosciuta fra gli sp ecialisti speleologi e geologi. In effetti la grotta è caratterizzata da
blu nelle ore mattutine : ee:c11, cololln che assum_e _I acqua se illuminata dalla luce so lare : una galleri a che partendo dal mare si inoltra_nella roccia della costa pe r circa 25 metri.
in o re cliffe re nt'1 cl li'· . .e .ne e ore pomencl1ane . Tal e. fe nomeno s1· ven•f·JCa perché Ciò che la fa eme rge re fra le altre 85 grotte costie re è il terrazzamento gene rato dall 'ac-
. e a gi o rn a ta , la co lorazione ci e li '· . . . . . '
clell 'mclinazione dell'illuminazio ne solare. ac qu a vari a con il van a re qua marina nel corso dei millenni . Da uno studio approfondito cli tali effe tti gli speleo-
Un fe nomeno davvero spettaco lare I . cl logi, coadiuvati eia geomorfologi , hanno potuto datare con notevo le precisione gli
è difficil e trovare fra I~ . I . pescaton el lu ogo sono delle ottime guide: non innal zamenti e gli abbassamenti ciel li vello marino e della costa nel corso dei mille nni.
ro, spec1a me nte nel periodo estivo q I
a disposizione per raggiung.e re co I b • , ua cun o pronto a mette rsi Tale fe nomeno si ve rifi cava, e tuttora si verifi ca, in rapporto alle fas i glaciali ed intergla-
. n a arca 1a grotta che rappre t' cl . ..
spettacoli naturali che la costa marat , t· , . . sen a uno e1 p1u bei ciali che si sono susseguite nel Quaternario .
• co a puo vantare cli possede re. Sulle pareti della grotta sono ben visibili le alternanze di strati roccios i con nitide ero-
si oni cuneifo rmi prati cate dai litodomi , molluschi marini.
LA GROTTA DELLA PUNTA JUDIA - B 004 - A questi strati si alte rnano zone prive cli tali segni. Tutto ciò sta ad indicare p eriodi di
emersione e di immersio ne della grotta in rapporto all'aumento o diminu zione della
Tra le ta nte grotte che a rricchiscono le I ,11 . . , ., 1·
merita la visita è sicuramente la Grc)tta d ~eJ) ezzeJndatu1 a I della cos ta marateota una che massa glaciale mondial e. Infatti nel periodo di maggior glaciazione, l'acq ua marina ha
1 unta u 1a La cavità I , • . ·1 suhìto notevoli riduzioni cli volume , causando quindi un abbassamento ciel livello della
lu ogo dove è ub1·cata · tino c1 · . . . . ia p1 eso I nome dal
· · 1 quei tanti ang I c1· , . . I .. superficie. Nel periodo in cui i ghiacciai si sono ridotti il volume dell'acqua marina è
la frastagliata costa tirrenica dell a BasiliC'lta o I I est1 em~ )ellezza che caratterizza no
ricca di vegetazione tipica mente mecrt : : Punt~ _Jud1a e un a vera riserva naturale, aumentato considerevolmente, motivo per cui la grotta è rimasta qu asi ciel tutto som-
dei turisti che durante tutto l'arco elci/ erra~;:,Il~pesso , I:~et~- di scampagnate eia parte mersa ed i litodomi hanno potuto agevolmente attaccare la roccia praticandovi qu ei fori
cli Pun ta Judi a I· b ' . 'a nn o a o an o Il te mtc)l[ o marateoto . Fra gli scogli che attualme nte rappresentano l'unica testimonianza della loro prese nza fin dal primo
' am 1t1 appe na dal] acq ua marina : c1·w ,· periodo interglaciale. Pe r gli studiosi ciel settore la grotta rappresenta un vero manuale
omonima, conosciuta fin dall'ant1·ch·t' . . , non e I icil e scorge re la grotta
· 1 a e mse nta nel Catasto s ,], l · , 1 .. di geomorfologia, sui cui fogli (la roccia delle pareti) la natura ha scritto la sua storia.
eia oltre 40 anni Nel 1952 f . . . · · pc eo ogico e ella Basili ca ta
. u v1s1tata, studiata e ril evata l· I p . f F La grotta è raggiungibile solo via mare anche se molto vicina alla spiaggia cli Malcanale.
milanese che successivame nte ne diede notizia sul 13 0 11 ··t . e acl ,; ~ . usco'. speleo logo È ubicata in località "Torre Malcanale". Fu descritta per la prima volta nel 1952 in una
di Scienze Naturali Solo eia 'h. . . , · e tmo e Accade mia Nazional e
degli speleologi cl;] ;ruppo 6 :~-~pan,~1 ev~tlél1t~cle:lfettu~to il rili evo ~opografico ad o pera pubblicazione ciel prof. Fusco, speleologo milanese, ed inserita l'anno successivo nel-
' · e eo a e e Noce cli Trecchina L ·, · l'elenco catastale. Per la visita basta rivolge rsi ai pescatori o imbarcaderi cli Maratea. È
parte invasa dall 'acqua ciel mai·e Ila av t . . · • a cav1ta, m gran
hann o interessato l'int . , . . u o ongme
· dall 'evolve · ·· I ,· e ·
ISI e ei ienomcni cars1c1 · •
che consigliata in estate e in autunno, sempre con mare calmo. Gli speleologi raccomanda-
·· era area cost1tu1ta principalm t , cl· . , , . no cli non aspo1tare le poche concrezioni presenti: sono utili per Io studio e la datazio-
cessivamente la forza dell e oncl I . . en e a ,acce carbonatJCh e. Solo su c-
ciose, l'ambie nte sotterraneo c1:e'a1toas~1 ovv ll·edut~) _a d allargare, modellando le pareti roc- ne dei fenomeni succedutisi nelle epoche geologiche.
. • 1 ne a roccia Ed ora p •o · · ·· fl . .
manna, come su ccede in tant , . It · " . , . . . I pn o I 11 ess i dell 'acqu a
, e a I e cavita costiere di Marat ,. ··fl ,
nell ambie nte sotterraneo spie c1 ·d · . I . I ea, 11 e ttono sulle pare ti e
· n 1 1 co on c 1e vanne d- ] cl li ' LA GROTTA DI GIORGIO - B 006 -
chi o di "stelline " prodotte eta · . I . J a ver e a azzurro con un lu cci-
1 raggi so an La grotta , ,· cl .
lu ogo, è una delle mete p1·ece1· 1·te d 1· . . . ' conosciuta a. tutti gli abitanti ciel
1
' eg I escursionisti ,1 I I
più adeguato per visitare la cost· . . c 1e sce gono a barca come mezzo Sembra che il nome le sia stato attribuito da un pescatore marateoto di no me Gio rgio,
. . a marateota. La lungh ezza totale dell 'ipogeo marino è cli che, in effe tti , fu il primo ad esplorarla ed a darne notizia ai compaesani. Non si sa se
44~-·.
45
tale notizia è solo un racconto inventato dalle credenze popolari o se tramanda qualco-
sa di vero. La grotta, di piccole dimensioni, è stata inserita nel Catasto Speleologico IL GUTIRU - B 009 -
regionale di Basilicata nel 1953 e gli è stata assegnata la sigla B 06. TI Prof. Fusco nella
sua prima ricognizione sulla costa marateota alla ricerca di nuove cavità la visitò per la . marateota nei suoi pochi chilometri cli estensione, è un~
È om1ai risaputo che. la__ co~ta I bellezz;: le coste frastagliate, .le numerose spiagge. d1
prima volta nel 1952 ed anche di questa, come di altre grotte costiere, diede notizia sul spettacolo naturale d1 eccez,ona e . l . oli grotte l'acqua sempre hm-
Bollettino dell'Accademia Nazionale di Scienze Naturali. La grotta, lambita dall'acqua piccole dimensioni , ma estremamente. belle, e mnumerev ,
marina, ha una lunghezza di circa dieci metri , mentre la sua profondità rimane cli poco
inferiore alla quota zero, essendo appena immersa nel mare. picla che lascia trasparire i~ fondo marmo. I· ·r d Ila natura non sono conosciuti dai più .
Eppure i più belli esempi della spettaco an a e ·t n1ai di diventare presto meta di
È usata spesso come tana eia grossi pesci cli scoglio: polipi, cernie e qualche murena , h a menzionato e men a sem
Tra questi ve. ne e uno
. cl Icporto
e v di Maratea
, per essere più precisi
, a ,sud della piccola fra-
.
ne hanno fatto il loro habitat naturale: la visita della cavità non è pericolosa. L'unico
visitatori. Nei pressi e , I es·ste una grotta che, specialmente m
inconveniente potrebbe essere rappresentato dalle colonie di ricci marini che popolano zione, a poca distanza dalla struttura portua e , • ,. I naturale di indubbia
le immediate vicinanze e gli scogli antistanti la cavità. L'ipogeo è raggiungibile in barca .
inverno, e con il mare particolarmente
.. agitato e uno spettaco o
o a nuoto, partendo eia una delle tante spiaggette esistenti tra Malcanale ed il porto cli bellezza e sicuramente unico in Bas1hcata. d I t v1·a mare dall' ingresso quasi
Maratea. I ·r cui si acce e so amen e ,
Si tratta di una picco a cavi a a , I , . ma solo una piccola parte di
Qualsiasi pescatore del luogo è in grado cli indicarne l'ingresso e improvvisarsi guida ~1 . , dalle acque. L'apertura e moto ampia, ,
de tutto invaso I ·1 90 o/c risulta immerso nel mare.
speleologica. rI rilievo topografico della grotta è stato eseguito eia Franco Orofino essa consente il passaggio della gente, ~ tre i . r· o. . una ampia sala: i colori dell'ac-
(Istituto Italiano di Speleologia) e da Filippo Marotta del Gruppo Geo-Speleo Valle ciel . d circa 20 metn per poi mire m .
Noce cli Trecchina nell'ottobre ciel 1977. Il cunicolo s1 esten e per I ·11 . dopo aver attraversato l'ampio spes-
. I d·cti I raggi del sole a i ummano . bl .
qua sono sp en i . . , Jr , d unica sala una coloraz1one u mten-
Anche questa grotta, come molte altre della costa marateota, è stata utilizzata per lo stu- sore dell'acqua dando alla volta di ~uest u ima e_ t·ll'o di luci bianche.
dio dei fenomeni geologici caratteristici dell 'era quaternaria: l'innalzamento e l'abbassa- I f ,· dell'acqua e tutto uno sCJn 1 1
3 d.
so, mentre a super ic,e . lo che si estende per poco meno i
mento ciel livello dell 'acq ua ciel mare dovuto all'alternarsi delle glaciazioni. I
La spettaco an ·tà della grotta è data da
li un l cunico . aie , ,
La grotta di Giorgio è, fra le grotte costiere della Basilicata, una delle maggiori mete cli due metri verticalmente sulla volta _de a s~ a term.m )'~sterno dalla forza delle onde del
gite turistiche in barca organizzate dagli imbarcaderi cli Maratea. Le adiacenti spiaggette, I, marina viene spmta ve,so , f
Attraverso questo
. . . acqua
. e ·ialmente m. inverno,
. ·1
I mo
to ondoso , è particolarmente orte:
piccole e belle, incastonate fra gli scogli, sono meta di molti bagnanti che le raggiungo-
mare nei g1orn1 m cui, sp c . I . . ta verso l'alto con una potenza
no in barca e in gommone allontanandosi così dalla confusione delle spiagge più rino- l'acqua fuoriuscendo dal cunicolo vertica e viene .spm e , ,
mate di Maratea. Passare qualche ora alla scoperta cli questi nuovi mondi è diventato ·11 , ·agonabile al getto d1 una iontana.
tale eia creare un~ zamp1 o :a, I· olonna d'acqua raggiunge altezze di circa 20
l'hobby di quanti scelgono le bellezze della costa di Maratea come luogo per vivere a Con il mare particolarmente mosso a c 1· 1· . 'tanti Pochi secondi ed ancora
diretto contatto con la natura. . . cl , ,meggiante sug I scog I ClfCOs .
metri per po, nca,, ere. .spL . ·1
, • fno a quando I mare ca ., Ima, 1·1 ,suo moto ondoso. Questo
un altro "spruzzo e cosi via , "Il ttro" che in marateoto significa lo spruzzo.
LA GROTTA DI FORNU CAREGGIU - B 007 - fenomeno ha dato il nome alla grotta: gu , . .bile solo in alcuni giorni dell 'anno,
Uno spettacolo da non perdere che purtroppo e v1s1
Fra le cavità inserite nel catasto speleologico della Basilicata ve ne sono due che, anche con maggiore frequen za in inverno. I . endo a debita distanza bisogna rag-
. . . Il grotta non perico osa nman . . ' ., .
se piccole, hanno caratteristiche singolari. Alla posizione B 007 del Catasto c'è la Grotta Per avv1Cmars1
I
. a a , I I ' rt d' Maratea d.1 qui. m
. can11111·nars1·
· verso
· il molo p1u picco-
di Fornu Careggiu, nome attribuitogli dalla località in cui è ubicata. giungere la piazzetta e e po o , d. ' , ·1 1ore e gli spruzzi di acqua annun-
lo e raggiungere "la rotonda"; a poca istanza I run
Il suo ingresso è a livello della superficie ciel mare con una estensione di circa 8 metri.
Si tratta cli un cunicolo molto stretto e nello stesso tempo alto ed altrettanto profondo ciano la loro presenza.• I I rt O d'1 Maratea sempre ve,·so
, ·sLid , un 'altra piccola cavità,
impostatosi su una faglia della roccia. Difficile e pericolosa l'esplorazione per la morfolo- A circa due chilometn e a po . ' • , , t ·oppo pi ccola ha le stesse ca-
. 1 I ·co regiona1e pere 11e 1 ,
gia della grotta: è facile ferirsi con la roccia se non si è muniti di muta subacquea di ade- non inserita nel catasto spe eo og1 . I . . di acqua si innalzano nel cielo
1 G tt " Anche qw abbonc ant1 spruzzi
d «·1 c1·
guato spessore. Inoltre è sede di una colonia di ricci. ratteristiche e u ru · . h· , sala che fa da serbatoio 1
cl aso la grotta non a una ,
per metri. In questo secon o c , .. lo funge da punto di lancio dietro
acqua prima del lancio verso l'alto: lo stretto cumco
GROTTA AZZURRA DI MONACELLE - B 008 -
la spinta maestosa .del mare.
·
I cl Il G otte della Basilicata
li' I co catasta e e e r ' nel 1960 ad
Altra cavità marina è la Grotta Azzurra cli Monacelle ubicata in prossimità del Porto cli "Il guttru" è stato msento ne e en t Il , la grotta merita una visita interna nel
opera del prof. Franco Anelli. Per la sua!1 e ezzad. nareggiate invernali: le persone del
Maratea. Ha la caratteristica di assumere una colorazione che va dal verde acqua all'az- . I · ·ta esterna durante e gran 1 1 •
zurro cielo perché l'acqua marina riflette i colori sulle pareti. Presenta un'ampiezza di periodo estivo e dare
posto sapranno a v1s1 . , mformaz1on1
chiare . - . . ,a c·h·i v orrà ammirare "i piccoli pseudo-ga1ser
circa 30 metri ed è spesso meta di visite turistiche in barca. Se in vacanza a Maratea se della Basilicata".
ne consiglia la visita.
46~~,
47
LA GROTTA DI CERSUTA - B 015 - All 'interno della cavità in alcuni punti del pavimento si notano i segni lasciati dall'uo-
mo: modifiche del piano del pavimento, scanalature varie sulle pareti del lato destro.
A pochi metri dalla spiaggia di Cersuta è situata una cavità conosciuta fin dai tempi In fondo alla cavità un piccolo cunicolo inaccessibile a primo colpo lascia presupporre
antichi perché utilizzata dai pescatori del luogo per conservare al fresco le vivande e per la continuazione della grotta, ma nessun flusso d'aria proviene dall 'interno, perciò non
attingere acqua da una piccola sorgente presente nella grotta. si è provato nemmeno a clisostruire in qualche modo il passaggio.
Con il passare degli anni la sorgente ha erogato sempre meno acqua ed a seguito del ter- La cavità è stata inserita nel catasK> regionale della Basilicata nel 1979 da Franco
remoto del 1982, che ha avuto come epicentro il Golfo di Policastro, la sorgente si è Orofino che ha provveduto anche ad effettuare i rilievi topografici.
prosciugata del tutto. Per visitarla basta chiedere informazioni agli abitanti di Acquafredda: tutti sono in grado
Neanche in periodi di massima piovosità la sorgente si attiva , per cui sicuramente la ve na di indicare il percorso da seguire per arrivarci. Per la visita non è richiesta una partico-
d'acqua ha trovato altre vie dopo che si è ostruito il condotto che adduceva acqua alla lare attrezzatura, basta un casco per proteggersi il capo ed una fonte luminosa.
grotta.
La cavità, di genesi ed evoluzione carsica, misura 84 mt. ed ha una altezza media di 3 GROTTA DELLE COLONNE - B 031 -
mt. La quota sul livello del mare è di 6 metri.
L'ipogeo si sviluppa orizzontalmente e non presenta particolari difficoltà cli esplorazione. In località Torre dei Crivi, a poca distanza da Acquafredda di Maratea, vi è un piccolo
Le concrezioni sono mediamente diffuse con una prevalenza cli stalagmiti e coltri che ipogeo, la Grotta delle Colonne, così denominata per la presenza di alcune colonne al
ricoprono tutta la pavimentazione . suo ingresso.
Quasi alla fine della grotta numerose microvasche la abbelliscono , mentre una colonna Anche se con uno sviluppo di appena 40 metri la grotta è particolarmente interessante
calcitica bianca arricchisce la parte terminale del corridoio principale. per lo studio della sua geomorfologia ed evoluzione nel corso dei millenni. In effetti al
Purtroppo la vicinanza alla spiaggia ed il facile accesso non ha preservato la cavità da suo ingresso la sezione del corridoio principale mostra i segni lasciati da due fasi
deturpazioni che hanno avuto come effetto principale l'amputazione cli stalattiti che, viste successive di erosione.
le dimensioni ciel troncone rimasto, dovevano raggiungere anche il metro cli lunghezza. Dalle indicazioni riferite alla morfologia della grotta sono derivate anche alcune ipotesi
La ge nesi e l'evoluzione della grotta è probabilmente attribuibile al fenomeno carsico eia anni formulate sulla tipologia della costa nprateota nel corso degli anni nel
senza nessuna incidenza da parte del mare: fori lasciati dai litodomi , segno inconfutabile Quaternario.
cli invasione dell 'acqua marina, non ve ne sono e quindi è probabile che tale cavità pur In effetti si sono avute due fasi erosive e due fasi di deposizione. Durante la prima fase
se vicina alla costa non dovrebbe aver avuto allagamenti da parte del mare . erosiva la grotta si è formata ed evoluta; successivamente durante la seconda fase, gra-
Non è però da escludere che l'acqua ciel mare abbia appena lamhito la cavità ba- zie anche ai movimenti batimetrici all'interno della cavità, è iniziato il fenomeno di
gnandone in modo superficiale la pavime ntazione e sicuramente per un breve periodo. deposizione chimica.
Le rocce antistanti la grotta hanno ancora i segni lasciati dai litodomi; motivo questo che Nella terza fase, dovuto ai movimenti batimetrici della costa, l'erosione ha iniziato ad
lascia presupporre la teoria appena esposta. incidere nuovamente il fondo della cavità lasciando chiaramente i segni di questa
Al momento attuale la grotta sta attraversando la fase senile, per cui al suo interno si ha seconda fase, mentre sulle pareti all'ingresso della grotta rimanevano le colonne dalle
pochissimo stillicidio con un minimo apporto di bicarbonato di calcio in quanto la coltre quali è stato preso spunto per dare il nome alla grotta.
litologica posta sopra la cavità ha uno spessore che in alcuni punti è appena cli pochi La quarta fase, ha riportato il fenomeno deposizionale. Attualmente le concrezioni sono
metri. All'interno devia grotta, proprio per il minimo spessore della roccia soprastante, in fase di accrescimento.
pendono dal soffitto numerose radici delle piante vegetanti in superficie. La grotta è ben concrezionata; segno che la seconda fase erosiva è già terminata da
tempo. In fondo al corridoio principale un camino verso l'alto, di appena due metri di
sviluppo, termina con una strettoia inaccessibile all'uomo. Probabilmente anche da que-
sto punto si immetteva acqua nella grotta; quell'acqua che in effetti ha poi eroso in due
LA GROTTA DELLA SCALA - B 016 - fasi successive il condotto iniziale impostatosi su frattura. La grotta è facilmente esplora-
bile con un corredo minimo di attrezzatura personale: casco protettivo e lampada.
Ad Acquafredda di Maratea una piccola grotta è da molti anni conosciuta sia dalla gente
del luogo sia dai turisti che spesso vengono accompagnati a visitarla. In alcune guide
turistiche di Maratea viene spesso citata, per cui i villeggianti chiedono di vederla.
La grotta è molto piccola, appena 27 metri di sviluppo orizzontale. GROTTA MARIZZO - 032 -
Le concrezioni stalattitiche e stalagmitiche sono abbastan za diffuse. L'ingresso della cavità
è caratterizzato dalla presenza di grosse stalattiti che pendono dal soffitto. Un muretto in La Grotta Marizzo è una piccola cavità posta a pochi metri dal mare, nella stessa località
pietra è stato costruito dinanzi al suo ingresso, probabilmente da qualche pastore ciel che ha dato il nome alla grotta. La cavità è geomorfologicamente interessante per la sua
luogo che, in passato, ha utilizzato la grotta come ricovero per gli animali. genesi e successiva evoluzione. In effetti la grotta si è impostata su una frattura della roc-

49
eia, una piccola faglia. Successivamente, a causa dei movimenti tettonici e batimetrici circa 20 metri . Geomorfol ogicamente inte-
quaternari già precedentemente descritti è stata invasa dall'acq ua marina. ressante per lo studio ciel Quaternario
Con il passare dei millenni la grotta è riemersa . Da qu esto mo mento il fe nome no carsi- costiero della Basili cata , è nello stesso
co ha iniziato a modellare la cavità fino a quando, in una fase successiva, crolli tettonici tempo utile alla conoscenza dell 'o rientamen-
hanno ulteriormente modificato la morfologia de lla cavità. to de lle faglie dell'area. La sua lunghezza
Al momento si stanno formando dell e piccole concrezioni stalattitiche mentre una leg- massima raggiunge i 36 metri con un disli-
gera coltre stalagmitica rico pre appena i massi che, crollati dalla volta, si sono accumu- vell o positivo di circa 2 metri. La grotta è
lati sul fondo de lla cavità. stata i~serita nel catasto delle Grotte della
La grotta è abbastanza lin eare per una lunghezza totale cli circa 25 metri. Sulla destra, Basilicata nel 1981.
quasi in fondo alla grotta, un cunicolo, non ciel tutto accessibile agli spe leologi , si inol-
tra per qualche metro nella roccia calcareo-clo lomiti ca. L'esplora zione è abbastanza
semplice se compiuta con una protezione al capo e una fonte cli illuminazione .

GROTTA DELL'ARMA 1 - B 033 -

La sua forma, in pianta, assomiglia ad un ferro cli cavall o; è posta a pochissima distanza
dal mare sicché quando le forze ciel mare aumentano le onde invadono la cavità. La
quota dell 'ingresso è posta a O metri sul livello ciel mare. Lo sviluppo totale della cavità
raggiunge 65 metri con un dislivello totale cli un solo metro in positivo.
La Grotta dell'Arma è ubicata sulla scogliera maratetota a poca distanza dalle spiagge cli
Acquafredda. Interessante per lo studio de i movimenti batimetrici nel Quaternario, per
le variazioni morfologiche che in essa si possono ammirare e studiare. La cavità, come
tante altre della costa marateota, ha subìto vari processi evolutivi provocati sia dall 'e ro-
Maratea
sione marina sia da quella classica del carsismo. La cavità è impostata su due faglie che
Grotta marina
ne intersecano una terza posta alla loro base.
L'ingresso della cavità è impostato sulla prima faglia che ha una direzione SSE-NNW
fino al punto in cui interseca la seconda foglia posta in direzione E-W. Circa 15 metri cli GROTTA NORD APPREZZAMI L'ASINO - B 35 -
cavità sono impostate su questa seconda faglia . .
Nel punto in cui questa interseca la terza posta in direzione N-S la grotta continua in · A poca distanza da altre cavi tà marine quali la Grotta Apprezzami l'Asino , Grotta
direzione sud. Quest'ultima parte della grotta è indubbiamente la più bella e la più con- dell 'Arma 1 e Grotta dell'Arma 2, si colloca un 'altra cavità sviluppatasi per 43 metri
crezionata anche se dimensionalmente la più piccola. lineari alla quale sono stati attribuiti dai pescatori locali ben due nomi : Grotta Nord
All 'interno del corrjdoio principale numerose concrezioni abbelliscono l'ambiente sot- Apprezzami l'Asino e Grottone cieli' Arma.
terraneo, con sta lattiti , coltri stalagmitiche, microvaschette , pozzetti calcitici: insomma Ubicata in località Apprezzami l'Asino, la cavità si presenta con una unica grossa sala:
una varietà di concrezionamenti che confermano come il fenomeno chimico clepositivo un grande ingresso cli circa 20 metri cli base ed una altezza nel punto più alto cli circa
ha agìto in manie ra veramente notevole. 18 metri. La sala è leggermente concrezionata sulla volta, mentre sul pavimento sono
La grotta è molto conosciuta dalla gente ciel luogo che nel periodo estivo acco mpagna ancora evidenti i segni di crolli cli strati rocciosi dalla volta.
volentieri i turisti che intendono visitarla. È facilmente esplorabile: basta un casco cc.I una piccola lampada per ammirare le picco-
le stalattiti che pendono dalla volta.
GROTTA DELL'ARMA 2 - B 034 -
GROTTA DELLE MARMITTE E DEI CIOTTOLI - B 043 -
- -- -- - -- -
Posta a poca distanza dalla Grotta dell 'Anna 1 la omonima cavità con numero identifica-
tivo differente, è anch'essa assai nota alla gente del luogo. Si tratta cli una grotta generata Appena 16 sono i me tri di sviluppo della Grotta delle Marmitte e dei Ciottoli, localizzata
dal mare , per quanto riguarda la prima parte, ovvero l'antrone ini ziale, mentre il cunico- a Punta Ogliastro a circa 300 metri cli distanza dalle più famose grotte preistori che cli
colo successivo è opera della erosione carsica. Dinanzi alla cavità una mam1itta raccoglie Fiumicello cli Maratea.
ancora oggi acqua e ciottoli al suo interno. Da qui si accede alla grotta entrando nella La cav ità è particolarmente bella per le concrezioni che in essa si possono ammirare:
sala iniziale. Da questa sala un camino conduce ad una strettoia che termina do po pochi tante piccole microvasch ette che arricchiscono la pavimentazione e nello stesso tempo
metri , mentre dal fondo della sala si diparte una piccola galleria che si interrompe dopo danno all a grotta un fantastico aspetto surreale.

50 51
A poca distanza dalla grotta un arco naturale di piccole dimensioni fa da cornice a tutto Nel punto di congiunzione fra le due faglie si è probabilmente creata una sala. Sempre
l'insieme. Il nome le è stato attribuito da Franco Orofino, quando nel 1976 la visitò per la a causa dell'erosione marina e sotto l'incidenza anche dell'erosione carsica questa sala
prima volta effettuando, in quella occasione, anche il rilievo topografico. In effetti una ha aumentato dimensionalmente le sue misure.
serie di mam1itte si sono formate dinanzi alla cavità ed all'interno di queste vi sono anco- Con il passare dei millenni ripetuti crolli della volta hanno completamente asportato gli
ra le pietre, ormai arrotondate e levigate dall'attrìto che ha modellato le stesse rnam1itte. strati rocciosi della sala dando così alla grotta una forma caratteristica. In effetti le due
È questo un fenomeno classico che spesso si riscontra nelle condotte forzate delle grotte gallerie si ricongiungono alcuni metri prima della sala che, attraverso un grande foro, è
dove la violenza dell'acqua di fiumi sotterranei crea dei vortici: pietre di particolare fom1a in collegamento con l'esterno.
rotondeggiante vengono fatte girare su se stesse vorticosamente dall'acqua. Vista in sezione la grotta assomiglia ad una pipa. È una morfologia spesso presente in
Questo movimento, con il passare dei millennni, porta alla fom1azione, per erosione da grotte marine per lunghi millenni soggette all'azione erosiva delle onde del mare.
parte della sfera litica, di conche in cui i vortici dell'acqua assumono ancora più poten- I crolli delle volte delle sale di discrete e grosse dimensioni sono spesso presenti in
za. Quasi sempre in ogni mannitta c'è la "sfera" di roccia che l'ha fom1ata. grotte che hanno uno spessore litologico di qualche decina di metri al massimo al diso-
Alcuni esempi molto belli si possono ammirare nella Grotta del Dragone, a soli pochi pra della cavità e quando la stessa cavità è rimasta per lunghissinmi periodi immersa
metri dall'ingresso: mam1itte la cui profondità a volte raggiunge anche 2 metri e mezzo. nel mare .
Le mannitte formatisi dinanzi a questa grotticella sono state generate non da fiumi sotter- La grotta Sciabella ha uno sviluppo planimetrico di 96 metri mentre il pozzo (grave)
ranei ma dal moto ondoso del mare. In effetti la "sfera" di roccia è stata fatta girare e rigi- sviluppatosi per il crollo della volta misura, verticalmente, circa 14 metri.
rare dalle onde del mare. Senza dubbio per la fom1azione di questa morfologia scogliera L'es plorazi o ne della grotta è consigliata con una piccola barca, per l' approdo alla
vi è bisogno di migliaia di anni, probabilmente molti di più di quelli che occorrono per spiaggetta attualmente ubicata alla base del camino.
la fonnazione di simili strutture morfologiche all'interno di condotte forzate ipogee. Nel periodo estivo non è difficile veder arrivare delle pietre lanciate dall'imbocco del
L'accesso alla grotta è semplicissimo; i pochi metri di sviluppo non obbligano ad avere pozzo da qualche bagnante che, recandosi alla vicina spiaggia e.li Malcanale, passa vici-
una fonte di luce. Una raccomandazione degli speleologi: non calpestate, nemmeno a no alla grave: purtroppo c'è sempre qualcuno che si diverte a lanciare pietre. In alcuni
piedi nudi, le microvaschette che si sono formate nella cavità. piccoli cunicoli immersi nell'acqua marina, che si dipartono dall e gallerie, è stata notata
la presenza di murene che, sembra, mai abbiano attaccato esploratori a nuoto.
Negli anfratti rocciosi delle sue gallerie è stata notata la presenza di innocui polipi e e.li
GROTTA DI MALCANALE - B 046 - qualche cernia di discrete dimensioni. È una cavità da visitare.

La grotta di Malcanale è conosciuta in ambiente speleologico anche come Grotta Q per la


sigla attribuitale da Franco Orofino al momento del suo inserimento nel Catasto delle
Grotte e delle Aree Carsiche della Basilicata. La Cavità si apre a poche decine di metri GROTTA V - B 049 -
dalla spiaggia di Malcanale di fronte all'isolotto di Santo Janni.
La cavità è invasa, pe r quasi tutta la sua estensione, dall'acqua marina , che ancora, gra- Anche in questa cavità, come per la Grotta Sciabella, l'azione del mare e del fenomeno
zie al moto ondoso, continua ad incidere la roccia. carsico hanno portato alla formazione cli un ambiente ipogeo molto caratteristico. Una
Lo sviluppo della cavità marina raggiunge 45 metri. Si è impostata su una faglia 01togona- galleria che parte dal mare finisce in una ampia sala, la cui volta crollata c.l~t luogo ad
le alla linea di costa'. mentre due piccoli cunicoli laterali si sono formati per l'erosione di una apertura verso terra.
due piccole faglie poste obliquamente all'asse principale della grotta. La grotta V si è impostata su una sola faglia , contrariamente a quanto successo per la
Solo gli ultimi metri della grotta emergono dall'acqua per cui la visita alla cavità, se non grotta Sciahclla. La morfol ogia della cavità è identica a quella della Grotta Sciahella che
si è dei provetti nuotatori e non si ha paura dell'acqua "buia", va effettuata in barca. dista appena qualche decina di metri. Non è escl uso che l'età e la tipologia della genesi
. L'assenza di concrezioni è giustificata dalla totale invasione dell'acqua marina: quando il siano identiche per le due grotte. Un accurato studio geomorfologico e e.li geologia strut-
mare è molto agitato l'acqua marina va a lambire anche la volta erodendo gli eventuali turale confermerebbe, quasi sicuramente, le ipotesi avanzate dagli speleologi lucani e,
concrezionamenti stalattitici di appena qualche millimetro. prima di loro, da Franco Orofino. La Grotta V misma compl essivamente 24 metri , mentre
il camino finale sbocca in superficie dopo 9 metri circa. La fauna marina presente nella
galleria principale è la medesima della Grotta Sciahella. Anche di questa grotta si consi-
GROTTA SCIABELLA ,- B 047 -
glia la visita.
Caratteristica è la forma di tale cavità e tipica la sua genesi marina e carsica. La grotta
Sciabella è una fra le grotte più conosciute dai pescatori, dalla gente cli Maratea e dai turisti. GROTTA DI PUNTA MATRELLA - B 50 -
Spesso è meta cli gite in barca. La grotta si è impostata per erosione marina su due faglie
parallele fra loro. Con il passare dei millenni il mare ha inciso sempre di più la grotta, allar- Ubicata presso l'omonima punta in prossimità della spiaggia di Marina Piccola a Maratea
gando maggiormente le fessure iniziali. ed a poca distanza dalla Grotta Sciahella e dalla grotta V, la grotta di Punta Matrella è una

52 53
cavità interessante e molto importante per lo studio della morfologia e ]'evolu?.ione
delle grotte costiere di Maratea, GROTTA APPREZZAMI L'ASINO - B 058 -
In effetti la Grotta, il cui sviluppo raggiunge 55 metri, sta ancora evolvendosi sotto l'a-
zione delle onde marine e dell 'erosione carsica (che in questo caso incide solo in mini- In prossimità della Torre Apprezzami l'Asino vi sono ~umerose cavità tutt~.- d_i ~ene~i
ma parte). La cavità si è impostata su una faglia disposta ortogonalmente alla costa. marina e successiva evoluzione carsica. Si racconta che ti nome·del lu~g~ dettvt ,cl~. L~n~
Attualmente in fondo alla grotta, grazie anche a crolli della volta, si sta formando una usanza in essere tra la gente ciel luogo. Lungo la scarpata che costeggia ti mare es1~~e_va
sala più ampia della galleria. una mulattiera così stretta che consentiva il passaggio cli un solo a.sino. Qua~e:o ~~1. :n:
In effetti questa sala diventerà nel tempo un cono come quello presente alle grotta contravano due asini, visto l'esiguo spazio per il passaggio, uno det due dove:a, e~,s~~.e
Sciabella ed alla Grotta V. Ecco perché, grazie allo studio cli tutte le morfologie delle sacrificato spingendolo nel vicino burrone a picco sul .mare : nat~ral~1e~te, v~nt:a ~~~.1'.:
grotte costiere cli Maratea, gli speleologi lucani sono riusciti ad interpretare in modo ficato l'animale che nell'apprezzamento risultava eh mmor valore . Lt gwtt.t e dt ehsc.te,
esatto l'evoluzione morfologica delle grotte.
Da una piccola cavità impostata su faglie ortogonali al mare si creano grandi gallerie
te dimensioni: è costituita da una ampia sala a cui si accede d~ _tr~. t.ngre_sst. . . -~a
SL'..l
genesi è sicuramente marina. Al suo interno sono ancora ben v1s1b1lt : :~)~t la~ct~tt .,da~
sino al punto in cui, diminuendo la forza del mare, si formano delle sale le cui volte litoclomi. Attualmente ]a grotta è posizionata a 3 mt. sul livello del mate ad a ctrca
crollano nel tempo fino alla formazione cli pozzi alla cui base piccole spiagge sono metri dall'acqua. . . , , .·
lamhìte dall'acqua. Anche la parte terminale della Grotta cli Punta Matrclla, ovvero la All'interno della sala principale sono eccezionalmente belle le 1111cro~~schette f,~m:1.~te.s1
saletta che segna la fine della grotta, ha una piccola spiaggia sulla quale c'è ancora per percolazione dell'acqua sulla coltre stalagmitica posta propno eh ft.·onte. ali m.g1 ~ss~
qualche piccolo masso crollato dalla volta. L'esplorazione è abbastanza semplice se principale. Numerosi blocchi di roccia sul pavime nto della grotta testnrn~ntano 1 crol!t
muniti di adeguata imbarcazione; per i bravi nuotatori una escursione in acqua fino alla che si sono verificati successivamente alla formazione della sala, probabt!mente dopo
spiaggia terminale è sempre ben accetta. lJna visita anclrehhe fatta anche al piccolo l'emersione della grotta dal mare. Poche sono le concrezioni oltre _a,lle mJC~ova~ch~tt~
cunicolo posto sulla destra della galleria principale. Al suo interno immersa nell'acqua sopra descritte. Lo scarso spessore di roc~ia pr~sente sopra la . ~~v1t: .non, ~ons_en~e, I~
staziona una colo nia cli piccoli molluschi. La fauna rinvenuta lungo la galleria è quella creazione di concrezionamenti di buone cl1mens1orn, ma solo piccole for'.11~z1ont st.il~t
tipica cli questi luoghi: polipi , alcune murene e cernie. All 'imbocco della cavità è stata titiche e qualche cresta di percolazione lungo le pareti. La zona è access1btle dal ma1e;
notata la presenza cli numerose cicale di mare e di una colonia di ricci. I pescatori dalla barca è ben visibile la grotta. . ., . .
marateoti sono in grado di accompagnare eventuali visitatori fino alla grotta. L'esplorazione può essere effettuata anche _co~ una at,t_rezzatu1:a 1~1m,1'.1.1a:. s~~o 1:~~~)-
mandate scarpe e casco . Una discreta luce e diffusa ali interno attravetso 1 t1e mgress1,
GROTTA DI TIMPA TENAGLIA - B 054 - ma una fonte di luce personal e può essere cli aiuto.

Ubicata nell 'omonimo luogo, anche questo a poca distanza dalla spiaggia di Marina cli GROTTA DEI PIPISTRELLI - B 64 -
Maratea, la Grotta di Timpa Tenaglia, cli piccole dimensioni , è stata studiata principal-
mente per la presen za cli una doppia evoluzione quasi contemporanea: marina e carsi- ,Sono 64
J
1. 111e•tri di ,sviluppo
·
areale de lla Grotta dei Pipistrelli ubicata ad Acquafredda
• f. · , .,cli
ca. La sua estensione è cli appena 12 metri , in massima parte costituenti il grosso caver- Maratea. Un grosso antrone caratterizza la ca~ità che è molto ben conosc.1:'.ta . I-~ 1 matd-
none che si affaccia sul mare , in parte invaso dall'acqua. Sul bordo superiore dell'in- teoti e fra gli stessi turisti che annualmente affollano la prccola ctttadma tu t entca.
gresso grosse stalattiti segnalano la presenza cli un ambiente ipogeo e testimoniano il I] nome deriva sicuramente dalla enorme quantità di pipistrelli che nel pass.ato hanno
processo carsico. Espl o razione molto semplice senza alcun accorgimento particolare. abitato la grotta. Attualmente, anche per il modificarsi delle. condizi:mi ~t~.11c:_sf~1Khe, eh~
stanno influenzando l'intero territorio nazionale, la colonia eh ch1rotte11 s1 e notevol
GROTTA DEL SIFONE - B 055 - mente ridotta. . I
La cavità raggiungibile solamente dal mare è spesso meta di passeggiate t~ bare~ e a
parte dei villeggianti. Ha morfologia ed erosione miste:. marina e carsica. Menta la v1stta
Anche la piccola cavità della grotta ciel Sifone è ubicata in località Timpa Tenaglia a
naturalmente in barca. L'esp~azione è piuttosto semplice.
poca distanza da quella appena descritta. Il suo nome viene dal sifone presente nella
parte centrale della grotta. Il suo ingresso è a livello del mare. A circa 6 metri dall'in-
gresso emerge dall'acqua uno spuntone cli roccia, dopo questo ancora altra acqua mari- GROTTA LA MONACA - B 065 -
na che inonda completamente un cunicolo sommerso: il sifone. Oltre tale dosso il pic-
colo cunicolo riemerge dall 'acqua in una sala di piccole dimensioni. La genesi e l'evo- Lungo ]a costa che da Acquafredda porta verso Sapri, in località Canale La Monaca, vi è
luzione sono sicuramente marine. Non vi è presenza di concrezioni. Parallelamente a una serie cli piccole grotte tra ]e quali la più grande ecl interessante è la Grotta La M~nac~:
questo cunicolo sifonato ne parte un altro molto · piccolo, interamente sommerso, cli Posta a livello ciel Mare è caratterizzata dalla presenza di un grosso masso posto dman7:1
dimensioni così strette da non consentire il passaggio cli esploratori. alla grotta. Il masso è un pezzo della volta della grotta crollato s~tto la forz_a cl:! .~~ar~ ed 1!
peso della stessa roccia. La grotta si sviluppa per appena 13 metn, non ha co~cre7:10~1 e,d e
................................, invasa quasi completamente dal mare . Al suo interno spesso trovano nfug10 1 rap-
54
55
presentanti più noti della flora marina marateota: polipi e murene. Fiorente è la colonia
di echinoidi presente in acqua. L'esplorazione è molto semplice: con l'unica raccoman- LA GROTTA DI
dazione munirsi di appositi calzari per evitare le spine dei ricci.
MARINA DI MARATEA
GROTTA DEI NATURISTI - B 069 -
Unica cavità turistica della Basilicata
Si tratta di una piccola cavità ubicata tra Acquafredda e Cersuta a pochi metri dal mare
con appena 13 metri cli sviluppo spaziale. Unico esempio cli speleologia turistica della
Il nome le è stato attribuito eia Franco Orofino in occasione della sua prima esplorazio- Basilicata è la Grotta delle Meraviglie o
ne: dinanzi alla grotta un gruppo di bagnanti si abbronzava in modo integrale. Nel caso Grotta di Marina cli Maratea.
della Grotta dei Naturisti il mare ha appena inciso la roccia, mentre poi il fenomeno Fu scoperta per caso nel 1929, quando per
carsico ha fatto il resto. Le concrézioni sono poche e di piccole dimensioni. È una delle costruire la Strada Statale Tirrenica 19 delle
poche cavità della costa marateota ad avere avuto la morfologia modificata più per car- Calabrie, asportando un blocco di roccia, si
sismo che per erosione marina. La visita è abbastanza semplice e non richiede partico- ebbe la sorpresa di ritrovare una cavità
lare attrezzatura. sotterranea riccam ente concrezionata.
Immediatamente segnalata la scoperta alle
GROTTA DELLA CAFARA - B 070 - autorità speleologiche ciel periodo fu subito
rilevata e catastata ad opera di specialisti
dell'Istituto Italiano di Spel e ologia di
È una delle grotte più famose della costa marateota anche se il suo sviluppo totale supera di
Postumia, i quali diedero anche le indicazio-
poco i 13 metri. Localizzata nella omonima località nel tratto di costa a nord della vallata di ni per tutelarla da eventuali vandali. e pre_da~
Maratea, Grotta della Cafara è spesso meta di escursioni da parte dei turisti. In effetti si tratta tori cli stalattiti. Solo dopo alcuni anni s1
di una sala principale alla quale si accede direttamente dall 'esterno attraverso un medio- pensò di renderla accessibile al pubblico. Fu
cre ingresso. Sulla destra della sala si diparte un cunicolo laterale di modeste dimensioni la prima e rimase l'unica grotta a gestt~ne
che va a restringersi dopo pochi metri, non consentendo più il passaggio agli esploratori. Grotta di Marina di Maratea
esclusivamente statale: infatti fino alla fme
Per la visita della grotta basta un casco ed una fonte cli luce. Per localizzare l'ingresso Cancello d'ingresso posto
degli anni '70 fungeva da custode e guida lo
basta chiedere agli abitanti ciel posto: quasi tutti sono in grado di dare utili indicazioni. stradino che operava in zona. sotto il livello stradale

Maratea Grotfu.~i Marina di Maratea


Scogliera e grotte Finestrone a livello della strada rotabile da dove .,
è possibile ammirare una colonna stalattitica della cav1ta
56 ··~-
57
Dopo oltre un decennio di gestione ANAS, l'Azienda Autonoma cli Soggiorno e Turismo
ha provveduto a farsi carico dell 'organizzazione delle visite guidate e delle relative spese
per una corretta e costante apertura al pubblico almeno nel periodo estivo.
Dal 1991 la cooperativa Mar-Ar-Ethea gestisce in proprio la visita con un corpo cli guide
specializzate e all 'altezza del ·loro compito. Da quest'anno la cooperativa si avvale della
collaborazione scientifica della sede lucana del Catasto Speleologico della Società Speleo-
logica Italiana.
la Grotta di Marina di Maratea è particolarmente ricca di concrezioni filiformi, dette in
gergo speleologico spaghetti; non mancano le elictiti, ovvero formazioni calcaree che
crescono in ogni direzione senza essere per nulla interessate dalla gravitazione terrestre.
Di notevoli dimensioni sono le colonne e le stalattiti accresciutesi nei millenni all 'ingresso
della grotta e nella sala principale della cavità.
la sua origine è sicuramente dovuta al fenomeno carsico, ovvero a quella serie cli erosio-
ni chimiche e fisiche che portano alla disgregazione delle rocce carbonatiche quali dolo-
mie e calcari e quindi alla formazione di ambienti ipogei più o meno vasti.

Grotta di Marina di Maratea


Stalattiti a spaghetto ed elictiti
Ad alcune formazioni calcitiche sono stati
attribuiti nomi quali il presepe, le canne
d 'organo e così via; nomi generati dalla
grande fantasia dell'uomo. _
Naturalmente è proibito fare fotografie cc.I
asportare materiale stalattitico dalla grotta,
fatto questo punibile sia civilmente che
penalmente. _ _
la grotta rimane ape1ta nel penoc.lo estivo
per circa 10 ore al giorno , i11entre nel
periodo invernale è visitabile solo per
appuntamento.
Sono in pochi a conoscere l'unica grotta
turistica della Basilicata, vero gioiello sot-
terraneo della splendida costa marateota.
la sede regionale del Catasto speleologico
di Basilicata ne consiglia la visita a quan-
ti trovandosi a Maratea, decidano di dedi-
c: re un'ora alla scoperta di un mondo
nuovo, meraviglioso e surreale, una visita
intesa come contatto diret~con la natura
Grotta di Marina di Maratea della quale, giorno dopo giorno, la nostra
Stalattiti mammellari e piccole elictiti. civiltà consumistica tende a conservare
solo il ricordo.
La grotta, lunga appena 100 metri , ha un sistema di illuminazione ben proporzionato
all'ambiente; nello stesso tempo, la gestione di tale impianto è fatta con estrema pecu-
liarità garantendo in un tempo limitato le accensioni, in modo da evitare che s'instauri-
no fenomeni clorofilliani sulle concrezioni; fenomeni questi che provocherebbero l'an-
nerimento della calcite di cui sono costituite le concrezioni. Grotta di Marina di Maratea
Colonne e stalattiti a drappo
58
59
BIOSPELEOLOGIA
IMPORTANTI SCOPERTE A TRECCHINA

Interessanti scoperte biospeleologiche alla grotta Sant'Angelo di Trecchina: è stato rinve-


nuto un coleottero appartenente al gruppo Coleoptera Carabidae, il Duvalius Caoduroi.
La scoperta, ad opera di Gianfranco Caoduro di Verona, da cui ha preso il nome l'interes-
sante abitante della cavità, ha suscitato notevole interesse nell'ambiente speleologico e
biologico italiano. ·

G~o~a di Marina di Maratea Stalattiti a spaghetti,


elict1t1, stalattiti drappeggianti

FIG. 7:

DlNAUUS CAODUROI
rinvenuto alla Grotta
Grotta di Marina di Maratea Sant'Angelo (Trecchina)
Il Presepe
60_..,,...
61
Attualmente . Paolo Magrini, della Federazione •Speleologica Toscana , t·1s ta d.I pro f.es-
, d en
. , ,
s,_o~e _ma biospeleo!ogo p_er hobby, uno dei maggiori esperti cli coleotteri ipogei italia- GROTTE E PREISTORIA
ni, e interessato allo stucho del Duvalius "lucano" per conto dell'Un· .. ·t> ! , 1· s .
di Firenze. 1ve1s1 a e eg 1 • tue11
Le grotte: museo naturale delle origini dell'uomo
Il ~uva!ius non era stato mai prima d'ora rinvenuto in grotte a latitudini più a sud
de l] Alta Campania e per t· I
. . .. . .
r I
a mo 1vo a scopelta assume maggior rilievo. È rarissimo tro-
· L'uomo , fin dalla sua comparsa sulla terra, ha utilizzato le grotte come abitazione, co me
~:re, sm,,h esemplan m grotte con condizioni microclimatiche come quelle della Grotta luogo cli culto, come magazzino per i viveri ccl ancora oggi molte ne conservano le
·,~nt ~ngelo eh~- pr~senta una temperatura in media 4-5 gradi più alta delle altre grotte testimonianze.
~t~~n so~o- ehm~1·a, dei DL'.vahus: ecco il perché dell 'unicità della scope11a. Il Duvalius è Ancora prima numerosi animali le avevano usate come ricovero: tra questi l'Ursus spe-
. . e. a!la specie del g1up~o dei Duvahus Franchetti , molto più diffusi , da cui è di- leus le cui ossa sono state ritrovate in numerose grotte. Studiando i resti preistorici si è
st1_7guib1!_e per la forma differenziata della lamella copulatrice ec! è lungo appena 4 5 potuto così ricostruire quasi esattamente il modo cli vivere dei nostri progenitori.
1111 1 I
h~ eti con il corpo poco luciclo, giallo-rossiccio pallido. I primi Duvalius furono c;t- Il Quaternario, Era nella quale sembra che la specie umana abbia fatto la sua compar-
turat1 nella Grotta Sant'Angelo •I 1984 J · sa sulla Terra, è suclcliviso, in base all 'alternanza de lle glaciazioni, in due periodi: il
, e _ . . ne , ma so amente eia qualche tempo si è avuta la
con1e1ma cli aver nnvenuto la · J Pleistocene, durato circa 3 milioni di ann i durante i quali si sono svolte tutte le maggio-
I· I. . .· ' ' . . nuova specie c 1e presenta una evolu zione diffe rente
e ag I ~lt1 I e_se mplan eh zone climati ca mente più fredde. La grotta Sant'Angclo c1· ri glaciazioni e l'Olocene che interessa gli ultimi 10.000 anni. I periodi freddi inter-
Trecchina situata sull e p ene! ' · cl I 1
-·f vallati da periodi caldi po11arono ad una trasformazione continua della flora e della
1 . cl"' 1
b. . ., 1c1 e monte Messina, si estende per circa 700 metri Fu
'. u~io r:ganti nell '800 e tuttora sono molti i raccon ti che la pongono a centr~> cli fauna europea. In Europa si estinsero molte specie cli anima li , molti migrarono verso
1mp1 ese cieli epoca Nel 1975 un- -· , , J ·
zone climaticamente più calde, scomparvero le palme .
c1 · cl ·1 . . . a p11ma esp orazione, acl opera cli speleolooi veronesi
1
_,e de . via. ad un_a sene cli ricerche sistematiche di geologia, geomorfologi; e bio lo~i~ Il Pal eolitico, corrispondente nome preistorico ciel Pleistocene, è composto eia tre ulte-
~°i~ 1
ott1 da'. locali speleologi ciel Gruppo Geo-speleo Valle ciel Noce sotto la guida cli riori periodi: Inferiore che va da 3 milioni a circa 100.000 anni, nel quale l'uomo si limi-
', ~P~ Ma 10_n~, pac!_re_ dell a Speleologia lu cana , il qua le con l'ausilio degli es erti tava a rendere più o meno ac uminati grossi ciottoli con una scheggiatura apicale.
del! _Is~:~~to I_ta:1ano cli Speleologia dell 'Università cli Bologna ha portato a termine ~utti Nei millenni successivi l'uomo primordiale ha esteso la scheggiatura a tutto il corpo ciel
~uei _r'. ,evi c_he fanno parte de lla normal e prassi dello studio di una cavità natunle È ciottolo dando vita alle amigdale.
I~te_nz:o~e di alcuni politici rendere turistica la cavità, arrecandole irreparabili c!an~i ·L· · Nel Paleolitico Inferiore le grotte non furono molto utilizzate: gli uomini primitivi prefe-
Soc1eta Speleologica Ita li a , · • · · a rivano abitare principalmente le pianure per dedicarsi con maggior successo all a caccia
_, . . na si e sempre opposta all o sfruttamento turistico della grotta
pe1 evitare eh sconvolgere e qu·10 c1· c1· · di piccoli animali.
1_ • • , • . . 1 ,struggere un ecosistema particolare che fa clella
~ _,ott~,S~nt ~n-~elo ,eh, Trecchina ~l'l~abitat naturale cie l Duvalius Caoc!uroi, unico del suo Il Paleo litico Medio è caratterizzato dalla comparsa degli uomini eletti Paleantropi , con
1
~e~eie ~ I_tc1ha. _Nel! estate 199), m alcune cavità ciel Lagonegrese sono stati rinvenuti caratteri meno primitivi dei precede nti: predomina la razza cli Neanclertal.
; ;~~~c~~1vahus, _sicura mente leggermente differenti eia que lli rinvenuti nella grotta cli Gli antropologi attribuiscono a questo periodo una grande evolu zione della tecnica
,. . ~a .. Attualmente so no ancora allo studio degli specialisti dell 'Università La umana per la costruzione degli arnesi eia caccia e nello stesso tempo una evoluzione
~apienza cli Roma che dal 1994 collaborano con gli speleologi lucani . Per il momento psicologica degli individui che ini ziano per primi a seppellire le salme delle persone
m considerazione de ll'importanza della scoperta e degli studi ancora in corso non ven~ decedute.
gono rese note le grotte lu ca ne nelle quali abitano questi simpatici anima le~ti.' Il Paleolitico Superiore è caratterizzato dalla nascita della lavorazione degli ossi e ciel
corno, con un naturale perfezionamento della lavorazione della pietra. Il rito funebre si
svi luppa fra le genti e nasce l'arte rupestre.
Successivo al Paleolitico Superiore, il Neoliti co, corrispondente all 'Olocene, iniziato
circa 10.000 anni fa, è il periodo in cui le evoluzioni umane si accentuano , e man mano
che passano gli anni gli uomini si specializzano in più tipi di lavorazioni artistiche che
poi saranno la base per le culture antiche della storia della umanità.
Le ceramiche dipinte delle culture meridionali italiane,. legate a quelle elette egeo-balca-
niche sono state rinvenute in più grotte a testimoniare come i contatti fra gli uomini
erano dive ntati molto frequenti. I resti ritrovati in molte grotte evidenziano lo sviluppo
delle tecniche di caccia, delle tecniche agricole, delle tecniche artistiche . Sempre ap-
partenenti a quest'ultimo periodo sono i resti elci primi animali domestici, cli ceramiche,
di pietre levigate. Poi , nell'Eneolitico (Età ciel Bronzo e del Ferro), l'uomo ha abbando-
nato le caverne per spostarsi stabilmente nelle capanne.
Le grotte vengono utilizzate molto più raramente o solo in ce11i periodi dell 'anno o per
piccole necessità.
Numerose sono le grotte italiane che conservano esempi di vita preistorica, in moltissime
di queste gli scavi hanno portato alla luce esempi unici di vita quotidiana. Dal Piemonte
alla Sicilia, dal Trentino alla Sardegna sono centinaia le scoperte che si sono succedute in
circa un secolo di studi.
Anche in Basilicata la presenza di uomini preistorici è stata accertata dai repctti ritrovati
nelle Grotte di Fiumicello di Maratea, della Calda di Latronico, del Ccrvaro di Lagonegro.
Un esempio di atte rupestre è presente a Filiano.
Numerosi sono stati i ricercatori che si sono succeduti nello studio della Preistoria
Lucana, da De Lorenzo a Rellini, da Fusco a Cremonesi, tutti con l'unico scopo di localiz-
zare gli insediamenti umani , studiarne gli usi ed i costumi.
Pu1troppo, a seguito delle autorizzazioni concesse dalle autorità locali, in alcune grotte
ricche di reperti preistorici sono state allestite strutture alberghiere che hanno causato la
distruziune totale del materiale preistorico in esse cons<:rvato da millenni.

LE GROTTE PREISTORICHE DI FIUMICELLO DI MARATEA

Gli uomini preistorici hanno lasciato numerose tracce della loro <:sisten;rn in molte
grotte della regione: a Fiumicello di Maratea, alla Calda di Latronico, alla Grotta del
Cervaro di Lagonegro cc.I in diverse altre località ciel Melfese e ciel Materano. Gli studi
archeologici in grotte lucane sono iniziati già dalla fine dello scorso secolo ad opera cli
studiosi ciel luogo quali De Lorenzo, Rellini e tanti altri, che hanno posto le basi per
uno studio sistematico della preistoria lucana. Le grotte cli Fiumicello cli Maratea, rivela-
tesi un vero scrigno di repe1ti preistorici, sono state oggetto delle prime esplorazioni in
Basilicata di Vincenzo Fusco, speleologo ed antropologo ciel Gruppo Speleologico di
Milano, che nel 1952 prima e successivamente nel 1957 con meticolosità le esplorò e
studiò catalogandone i reperti.
Le Grotte di Fiumicello, e per maggiore precisione l'Antro di Fiumicello, la Grotta
I ON I O

MAR

TIRRENp

FIG.8:
-
' .

Grotte con insediamenti


preistorici in Basilicata

1 : Maratea - Grotte di Fiumicello


2 : Latronico - Grotte della Calda
- 3 : Lagonegro - Grotta del Cervaro
- 4 : Trecchina - Grotta del Re
- 5 : Filiano - Il Tuppo
- 6 : Matera - Grotta dei Pipistrelli
,_,,,.,,,,,,=<,=«,=<,=«,=-- -·- -- - - - -- - - - - - -
Maratea Fiumicello
Sulla destra le grotte preistoriche
64
65
r
Orientale di Fiumicello, la Grotta Centrale di Fiumicello, la Grottice!Ia delle Concrezioni
e la Grotta delle Marmitte hanno costituito il rifugio naturale degli uomini vissuti nel
Musteriano (Paleolitico).
Nell'Antro di Fiumicello sono stati rinvenuti vari livelli di depositi preistorici ed in que-
sti numerosi manufatti litici in quarzite, abbastanza grossolani.
La posizione geografica, a pochi metri dal mare, la probabile rigogliosità della flora e

Maratea Fiumicello
Grotta Orientale e Centrale

presenza cli altri gruppi di uomini. sta b'l'


I 1t1s1
. . su Ila. costa
, , probabilmente in contatto tra

~ialorl~~lche anno le grotte di Fiumicello, anche se cli impo1tanza pr~istorica,. so_n~ s:at~

nascosti, ~
adibire _a e:istorante_. pizrtzeri~a
stata iicope a L:nvae~~~:e ~ v!:~~:~~~n~~~~r~:~s!rit:~: ~:~~;:/;:~:
non è rimasto più nulla. • la grotta
A nulla so~o valse le proteste degli speleologi locali. Puntualmente ogf rn an~o . tt' che
. . attorno ad un tavolo con sopra . umanti pia
diventa luogo di, incontri romantici . I -
non sono più come quelli preistorici consumati frettolosamente seduti su ~1alche spu~

~~na~~~Jin:o~~:~~i~~:i:~t~~o;~~~!~ ~uf~~~: ~~o~~atc~:~:tih:~~~~e:~e I~;L~~~~r c~ec~~~~~~~v~


i pochi resti fortunosamente salvati.

Maratea Fiumicellò
Grotta Orientale

l'abbondante fauna favorirono l'uso come abitazione delle grotte, e quasi certamente,
secondo quanto afferma il Prof. Fusco, non furono utilizzate come luogo di culto. Tra i
reperti numerosi sono i resti ossei animali di cervo, di capre e di Dama-dama, esemplari
faunistici non più presenti sul territorio lucano.
Nella grotta Occidentale di Fiumicello, appena sotto il piano di calpestio, la campionatura
preistorica di Fusco si arricchì anche di altri reperti tra cui un frammento di anello in
bronzo, un frammento di dente umano, un frammento di falange umana, cocci vari di
ceramica a grana grossolana, frammenti di cocci a grana fine; reperti , questi, appartenenti
tutti all 'età del Bronzo. Inoltre sia nell 'A ntro di Fiumicello che nella grotta Occidentale cli
Fiumicello numerosi i resti di carbone che testimoniano l'utilizzo ciel fuoco.
Purtroppo non vi sono esempi di arte rupestre. Nel golfo di Policastro, anche se in territo-
rio campano, altre cavità hanno conservato reperti dello stesso periodo a conferma della
Maratea Fiumicello
L'ingresso della Grotta Occidentale 67
Maratea Fiumicello
Pubblicità del Ristorante-Pi zzeria

FIG. 9:

Maratea
Livelli di depositi nell'Antro di ~_iumicello (Fu~_c_o~,_1_9_61_)_ _ _ __

A : Conglomerato fortemente cementato - Spessore 3 metri


B: Breccia sterile cementata con terra chiara - Spessore_2_0_c_m_____
- C: Crosta stalagmitica giallastra - Spessore 15 centimetri
- -·i>: Terra rossiccia con manufatti litici e fauna pleistocenica. IO_s:_rri.___ _
Maratea Fiumicello - E: Crosta stalagmitica di 5 - 8 centimetri ___ _ _ _.
Versione estiva della Grotta Centrale _ F: Roccia compatta rossastra che forma fondo e tetto della grotta

69
LE GROTTE PREISTORICHE DI LATRONICO dell'uomo preistorico lucano. Con grande diligenza gli amministratori !~cali ~1anno
saputo seguire i consigli degli studiosi provvedendo a salvaguardare un patnmomo arti-
Oltre alle grotte di Fiumicello di Maratea, altre cavità sono state utilizzate dagli "uomini stico di indubbio valore storico e scientifico.
delle caverne" nella notte dei tempi in territorio lucano. In altri luoghi ciò non si è verificato: la sensibilità degli amministratori locali si _è fossi-
Le più importanti sono le Grotte della Calda di Latronico. lizzata su altri problemi. Senza capire l'importanza della ricostruzione della stona delle
Studiate ed esplorate da eminenti esponenti della paletnologia italiana, hanno assunto proprie origini hanno determinato la distruzione della cultura dei nostri avi e di una
una importanza tale da essere considerate un tassello scientifico essenziale per lo studio parte della nostra storia.
della vita degli uomini preistorici.
Infatti, l'utilizzo delle Grotte della Calda sembra sia collegabile alle proprietà minerali e
termali delle acque che sgorgano a poca distanza; fatto questo che le ha rese famose in LA GROTTA DEL CERVARO DI LAGONEGRO - B 23 -
tutto il mondo. Si sono avvicendati e susseguiti nello studio e negli scavi archeologici il
Prof. De Lorenzo, il Prof. Rellini e così via fino al Prof. Cremonesi, il maggior esperto
Una cavità naturale con resti preistorici di rilevante interesse è la Grotta del Cervaro o
paletnologo della vita e dei costumi degli abitanti delle Grotte di Latronico. Le grotte,
del Fortino situata in località Fortino nel comune di Lagonegro a poca distanza dalla stra-
attualmente sotto tutela del Ministero dei Beni Culturali ed Ambientali, contrariamente a
da che dal centro lucano porta a Casalbuono. Si tratta di una cavità più estesa e di una
quanto avvenuto per le grotte di Fiumicello di Maratea, sono protette da una inferriata. La
grotticella posta alla sua sinistra orografica. ,
storia delle esplorazioni archeologiche delle grotte di Latronico, ha avuto inizio nel 1912
Conosciuta dagli uomini fin dalla preistoria, fu esplorata per la prima volta _dal '.'.of. D~
anno in cui il Prof. Di Cieco esplorò la Grotta Grande di Latronico, detta anche Grott~ Lorenzo, geologo di Lagonegro e docente alla facoltà di geologia dell 'Un'.vers1_ta _deg!J
della Calda o Grotta dei Bagni, dandone notizia sul Bollettino di Paleontologia Italiana nel Studi di Napoli, che ne diede notizia con una breve relazione all'Accade1111a dei Lmce1.
1914. In quella occasione il Di Cieco, con la collaborazione del farmacista di Latronico Gli scavi furono continuati dai professori Di Cieco, D'Erasmo e da altri insigni studiosi,
~ott. Ba~ile, rin~enn_e ben "17" casse di materiale archeologico di indubbia fattura preisto- tra cui il sacerdote e geologo Don Rosario Magliano, vero cultore della preistoria lucana.
nca _e d1 straordmana bellezza. Successivamente nel 1920 il Prof. Ugo Rellini continuò gli Nel 1965 la grotta fu visitata dal Conte Fred Hartig esperto della FAO delle Nazioni
s~av1 portando alla luce altro materiale che, come avvenuto per quello ritrovato dal Di Unite. La cavità fu iscritta presso il Catasto Speleologico di Basilicata nel 1965 ad opera
Cieco, fu consegnato al Museo Archeologico Provinciale di Potenza. Già dal 1920 si di Franco Orofino. La grotta del Cervaro si presenta inizialmente con uno stretto corri-
pensav~ ad un ipotetico utilizzo della Grotta Grande di Latronico in relazione alla pre- doio alto circa un metro e lungo 3, alla cui fine inizia una sala alta 5 metri ed estesa su
senza d1 acqua sulfurea a poca distanza.
SO metri quadri circa. La grotta prosegue ancora verso S-E per altri 30 metri per poi finire
In merito all'uso specifico delle Grotte sono state formulate diverse ipotesi, probabil- con uno stretto cunicolo inesplorabile. Il pavimento è nerastro perché è ricoperto da
mente tutte veritiere in quanto le cavità avrebbero assolto a diverse funzioni con il tra-
scorrere del tempo. guano e da una coltre stalagmitica.
De Lorenzo fin dal 1911 fece i primi saggi di scavo nella grotticella e nella sala della
Si ipotizza un uso votivo e funerario, testimoniato dalla presenza di numerosi vasi conte-
cavità principale: sia nella prima che nella seconda grotta rinvenne resti pr~istori~i. .
nenh frutti e semi di mele selvatiche, prugne, sorbe, grano. Nei tempi preistorici si usava La crosta stalagmitica, che ricopre il pavimento con uno spessore che vana tra 1 15 ed 1
ada~1are accanto al defunto dei vasi contenenti semi e frutti della terra perché si credeva
che Il defunto avrebbe potuto utilizzarli. 30 cm. ha protetto quanto la grotta conservava. Infatti è certo che la formazione _c~l,ca:e~
si è formata dopo l'abbandono della cavità da parte dell'uomo. A confem1a d1 c10 e 11
Alcune piccole cavit~ poste in prossimità della Grotta Grande di Latronico hanno conser-
ricoprimento diretto di alcune ossa. Tra i campioni vi sono numerosi_ resti di vasi in_ 1:1as-
vato invee~ paiti di corredo funebre e numerosi altri resti di vasi, in massima parte rotti.
sirna parte rotti. Le ciotole hanno una forma panciuta con fondo piano, con _rna_mct ad
?empre tra 11 corredo funebre sono stati ritrovati una bellissima freccia di silice, punteruoli
anello ed a nastro. La creta di cui sono costituite è scura con rare ornamentaz1on1. Nella
tn, osso,__ colte!lini di ossidiana e di silice. Gran parte del materiale appartiene
grotta del Cervaro il Prof. De Lorenzo ebbe modo di ritrovare degli scheletri umani, tu~ti
ali Eneoht1co-Eta del Bronzo. Numerosi sono i vasi di cui alcuni con un diametro di 70-
80 centimetri. · nel medesimo strato che conserva ceneri, carboni e cocci, nonché un pezzo d1 arenana
levigata, presumibile frammento di ascia neolitica appartenente al Musteriano. Il_ Di Cicc~
Il principale studioso delle Grotte Preistoriche della Calda di Latronico è stato il Prof. negli scavi del 1912 rinvenne delle ossa levigate, un lisciatoio, cocci ed ossa vane, tra cm
Cremonesi, che per oltre un ventennio ha continuato a studiare ed a fare approfondite uno scheletro posto in posizione rannicchiata. .
ricerche in loco.
Numerose sono state le dispute scientifiche fra gli specialisti dell'epoca per definire l'età
Sua è la sco~erta. di alt'.o materiale preistorico alla Grotticella Nord di Latronico, posta a dei ritrovamenti ma poi, confrontando il tutto con i resti della grotta della Calda di
qualche decma d1 metn dalla Grotta Grande della Calda: anche in questo caso è emerso Latronico, si è deciso di attribuirli all'eneolitico.
altro materiale di fattura Eneolitica - prima Età del Bronzo, della Cultura di Diana e della Non mancano però, campioni dell'Età del Bronzo.
c_ultura di Serra d'Alto. In' effetti, alla luce dei ritrovamenti archeologici susseguitisi in I campioni raccolti , ceramiche ed ossa, sono conservati presso il Museo di Paleontologia
CJ_~ca un secolo di scavi e . di studi in molti ritengono che le grotte siano state utilizzate dell'Università di Napoli e presso il Museo Provinciale di Potenza.
Pili come magazzino di viveri e luogo di culto che come dimora abituale. Certo è che le 5 Si pensò che il teschio ritrovato fosse appartenuto all'uomo di Cro-Magnon, ma numero-
grotte della Calda di Latronico possono essere considerate la vera "miniera" della storia si fattori alla fine lo fecero escludere. Non sono stati rinvenuti oggetti in rame; ciò rientra
70 71
nella normalità, poiché l'uomo vissuto nell 'Età dei Metalli non si insediò subito in
Puglia e Basilicata.
L'EVOLUZIONE DEIJA CAVITÀ PUÒ ESSERE DISTINTA IN 4 FASI O PERIODI:
Diverse sono state le ipotesi formulate sull'uso della cavità: fu utilizzata probabilmente
soltanto come luogo cli sepoltura umana.
I FASE: impostazione ciel ciclo erosivo lungo, fratture ortogonali fra loro aventi
Ancora oggi, però, in molti si chiedono come mai le ossa cli quasi tutti gli scheletri direzione S-SW/ E-NE e N-NW/S-SE.
sono stati ritrovati in disordine mentre uno solo giaceva in posizione rannicchiata. Le ri-
sposte possono essere molteplici, ma una soltanto risulta quella maggio rmente creclibi- II FASE: allargamento degli ambienti in via di formazione ad opera dell'acqua.
le, ovvero che le ossa disordinate siano state ridotte così eia animali introclottisi nella
grotta; hanno scavato i corpi ancora non seppelliti sotto una sufficiente coltre di terra. III FASE: abbassamento della falcia e inizio della fase di concrezionamento.
I resti di carboni e ceneri potrebbero appa1tenere a banchetti funerari che si era soliti
fare alla morte ciel congiunto. I vasi ed i resti litici rapprese ntano il corredo funebre. TV FASE: crolli degli strati a tetto. Sono stati ris~ontrat_i ambienti diUpo i_nte_rs:1:ato
Da ciò si deduce che i pastori abitavano in capanne posizionate nei pressi della grotta, a sezione quasi ellissoidale modificati in varie forme 1rregolan cla1 contmu1 ctolh
così come avveniva a Latronico.
che si sono succeduti.
Studi più approfonditi da effettuare in tutta l'area potrebbero portare in un prossimo
futuro ad ulteriori significative scoperte.
Non SI. sa se l'ultima sala esiste ancora o se ero 11 I. mterm
• · ne hanno' cletenrnnato ·r· I .osti..ule-
, - · ,
. ·one definitiva · data ]'elevata pericolosità, non puo essere ragg1un · ta per ven 1ca1ne .
LA GROTTA DEL RE - B 52 - zt · • • · l Il
condizioni. È stabile soltanto il cavernone m1 z1a e, que o c 1e P •I , otrehhe essere
" 1 scrigno
o
,·storico della Valle ciel Noce. . . ,
Gli uomini preistorici migrarono, nel tempo, dalla costa verso l'interno clei territori luca- ~;~~ a qualche anno addietro, il cavernone iniziale, recintato da ~lcum muretti a s~~~~
ni. Di queste migrazioni sono state ritrovate più tracce nell'intera regione. Nella Valle costruiti dai contadini nei secoli scorsi, fungeva da ricovero per an'.malt. li ~ruppo d .
de l Noce , luogo di numerosi rinvenime nti archeologici del TV-V secolo a.e., le testimo- s ~Ieo Valle ciel Noce ha informato la Soprintendenza di qua~to ritrovato nmanen o m

r;; ~~f;:~s::~~
nianze preistoriche in cavità naturali sono veramente poche. A pare re degli studiosi, la :itesa di scavi di saggio per verificare l'a ttendibilità delle ipotesi formular:. . ,· .
zona era poco abitata perché sia a Lagonegro che a Latronico vi erano de i villaggi prei- li luogo dove è ubicata la cavità, potrebbe far pensare alla pres~~z~, 1 t~~11
storici molto popolati . Per tal motivo altri insediamenti esistenti in zona erano esigui ecl ci cli un eventuale villaggio, i cui abitanti avrebbero potuto usa1e a rot a
abbastanza rari. La morfologia delle pendici dei monti in prossimità clelle grotte della e.1 culto O per conservare i propri viveri. . .
Valle del Noce non consentiva né un facile accesso acl esse né l'insediamento cli un vil- P .
Una conferma a tale 1potes1 . rapprescnte1.e)
I b e t m ulteriore tassello
,, nello. studio
. . del . 1allpret-
d.
laggio nelle sue prossimità. Una grotta che p otrebbe essere stata un sito preistorico è la · storia della Basilicata e si andrebbe a incastonare fra i ritrovamenti cli Frnmtee o I
Grotta clef Re , situata sulla sinistra o rografica del fiume Noce ne l territorio comunale cli . Maratea cli. L·1tronico e della grotta del Cc1varo cli Lagonegro. . Il I .
Trecchina. Gli speleologi del gruppo Geo-Speleo Valle del Noce di Trecchina rinvenne- La grotta' del ' Re è caratterizzata eia un ingresso d1· grosse d.1mens1om, · · (I·arg hezza ., a a )ase
ro, a qualche metro dalla grotta, una punta cli lan cia in selce, con forma romboedrica e 28 metri , altezza 20). . . , cl· 4 , 28 t ·i
sfaccettata sui due Iati. Da una prima analisi fatta dal Don. Piciocchi , responsabile clclla La prima sala, usata anche di recente_ come ricovero per an1mah, e larga a a me 1 ,
Commissione Nazionale di Pre istoria Speleologica de lla Società Spe leologica Italiana, lunga 28 metri cd alta da 4 a 12 metn. . . . . ,. . . , ,, si di nuovo.
risultò appartenere à l Musteriano. Sicuramente la selce fu portata in questo luogo da A 16 metri dall'ingresso la sala si restringe sui f1anch1 pet poi allargar.. ·, I·,
altri posti in quanto in zona non vi sono presenze litologiche con inclusioni selcifere né Internalllente ad essa sulla sinistra orografica ed in parte sulla destra, un piano na ~ato
in noduli e listelli né in strati. Studi più approfonditi ed eventuali scavi potrebbero por- d . .· ., 2 5 metri "dal' pavime nto crea una balconata ne Il a sa Ia s-r ess· ·a . Questo, pnmo .
tare alla luce numerosi altri esempi cli rilevante interesse pre istorico. 1 ctrca , . , . , .,
ambiente è riccamente concrezionato. In fondo a questa sa a, l .' 1· q iasi al livello
. cl li
del
. tt'pav1-
da
Attua lm ente il campione selcifero è conservato presso la mostra permanente cli archeo- mento paite uno stretto cunicolo alto appena 80 centimetri. La morfologia e a gto a
logia cli Rive llo. La cavità è inte ressata da due morfologie geologiche ben separate: questo punto cambia nettamente. . . , . cl , , , l
quella iniziale, con un grosso cavernone cli notevoli dimensioni , ed una seconda a cui Come già si diceva gli ambienti diventano più piccoli : le forme de1 :un'.co_h _e ~11 e ~a _e
si accede attraverso uno stretto cunicolo che imme tte in una serie di ga llerie alte appe- sono enerati eia fenomeni cli crollo. La lunghezza eh quest~ tratto e di_ circ~ 2, m~tI ~
na 2 metri e larghe poco più di tre. ;nentr! la sua altezza oscilla fra i 60 centimetri ed i 2,5 metn . La larghezza ~a d,~1 _2 d .
Ancora un altro cunico lo molto angusto, lungo appena due metri, immette in una sala, metri L'esplorazione in questa parte della cavità viene effettuata per gra~ pa1t~- ~~ 1_pom~
quella terminale, di notevoli dimensioni, creatasi per crolli cli strati di roccia dalla volta. Al teimine del cunicolo la grotta cambia direzione: l'asse della sala tenrnnale s1 tspone
La cavità fu rilevata e catastata nel 1978, appena in tempo prima che il terremoto ciel ortogonalmente al tronco iniziale della grotta. . . ., . , .
1980 provocasse il croll o definitivo della seconda parte , per cui ora è impossibile supe- A uesto unto il cunicolo si restringe e per oltrepassarlo bt~o~na ~~'.11~1e1~ mo,vm~entt
rare il primo cuni colo che porta dalla prima sala alle gallerie successive. co~torsio!stici. Il pavimento è occupato da numerosi blocc!11 clt rocci<1 ~~o~lat1 dal tetto.
L'instabilità clelle rocce è tale che basta un piccolo rumore a provoca re il crollo di pie- Si iun re così in una sala lunga circa 13 metri e larga 6 metn nel punto p1u ampt~J.. . .
tre e grossi massi dalla volta.
Al ~ent~o si situa un grosso masso di forma piramidale crollato eia! tetto, mentre a1 hc~1-d1
72 sono ixes~n;i numcrnsi blocchi mcciosi di più modeste dimensioni. Non v, sono con;.3
zioni salvo qualche piccola cortina s ulle pareti. La lunghezza totale dell'intera grotta è
72 metri. LA GROTTA DEI PIPISTRELLI
In base alla descrizione fatta è possibile distinguere due tipi di morfologie: la prima - B 002 -
prettamente carsica, riscontrabile ne ll a sala iniziale, con forme molto arrotondate e
numerose concrezioni; la seconda, riscontrabile nel resto della cavità, caratterizzata da
fenomeni di crollo. La grotta dei Pipistrelli , così ~enomina~a per gli
innumerevoli chirotteri che m essa vivono, f~1
studiata per la prima volta dal prof. R1dola , il
IL TUPPO - B 25 - aie già nel 1912 ne diede notizia nel suo lavo-
qu · · d 11
ro "Brevi note sulla stazione preistorica e a
Grotta de i Pipistrelli e della vicina grotta funera-
Il Tuppo dei Sassi più che una cavità è un riparo: infatti le sue es igue misure, appena 3 ri a ". La cavità fu inserita n e l Catasto
metri , non ne avrebbero nemmeno consentito ]'inserimento nell 'elenco catastale de lla Speleo logico della Basilicata dal Prof. Franco
Basilicata, ma in considerazione Ja sua importanza preistorica l'allora curatore del Anelli quando ancora il Catasto ?elle Grotte
Catasto, Franco Orofino, inserì la piccolissima cavità ne] Catasto regional e. Da un d'Italia era raggruppato in un'uni ca struttura
punto di vista prettamente speleologico la grotta non ha alcun interesse. I1 Tuppo dei nazional e con sede a Postumia. Alla grotta, al
Sassi si trova a Filiano in contrada Carpino. momento del suo inserimento nell'ele nco cata-
Quella che è stata inserita come grotta ne l catasto è una parete rocciosa, un riparo stale, fu attribuito il numero identificativo B 00_2.
sottoroccia, che conserva delle pitture rupestri, opera dell'uomo pre istorico. La grotta è a circa 4 chilometri d~ Ma_t_era i~
La scoperta si deve a Francesco Ranaldi, allora direttore del Museo Provinciale di località Agna , ai margini della Gravina. Si tratta
Potenza che si recò su] posto anche a seguito delle numerose segnalazioni della gente della cavità più grande con affiancate altre grot-
del luogo.
te più piccole, collegate alla . gran~e attravers?
Le pìtture rupestri , di indiscussa fattura preistorica, raccontano un a scena cli caccia. Il dei piccoli cunicoli inte rni. La cav1ta comp!ess1- Il TUPPO
colore utilizzato è l'ocra rossa.
vamente misura 140 metri. L'asse ci el cumcolo Arte rupestre (Foto F. Larocca).
Lo stesso Ranalcli ha effettuato i primi studi delle pitture rupestri del Tuppo dei Sassi di . . 1 .. oco più cli 70 metri, mentre i
Filiano e le ha descritte successivamente in alcune pubblicazioni. A lui si sono s ucce- pnnc1pa e misura p . -. e la misura totale d ella cavità.
cunicoli laterali fanno _aumentare cl1s~1etamtnt t oligenico con granulometria varia-
duti altri studiosi e tutti hanno avuto modo cli concordare sul periodo ne l quale furono
eseguite: il Mesolitico. La grotta è impostata m un lem~o d1 . cong om:t oi:Cole dime nsioni , in massima parte
bile. Le concrezioni presenti ali i~terl~o s-~~o po eseguiti all 'interno hanno lasciato il
Molto è stato scritto ma minima è stata la protezione: sono evidenti i segni cli chi ha distribuite sulla volta anche perche r avon J scav ,
voluto, in tempi assai recenti, dirigere le canne del proprio fucile verso una delle più
antiche testimonianze pre istoriche presenti in Basilicata. pavimento estremamente caoticizzato. 1 c1· della preistoria lucana e conside-
., . . . cl importanza per o stu 10 ' .
Sono inoltre evidenti i segni lasciati da chi credeva cli poter asportare con una certa La cav1ta nveste una gran e . . t t fatte correlazioni con i reperti
. . cl 1 1 go alla Puglra spesso sono s a e .
facilità le pitture cli Filiano. rata la v1cmanza , cl e fmu. .e datazioni dei manufatti e migraziom
preistorici rinvenutie inuogrotte puglres1
. . ,per
Il cattivo stato cli conservazione,
1 effetto anche delle precipitazioni atmosferiche e del-
l'alternarsi d elle stagioni oltre che dei raptus vandalici dei soliti ignoti ne hanno com- degli uomini. . . . Ila citata ha avanzato ipotesi sull'utilizzo
promesso irrimediabilmente la conservazione e la bellezza. Il Ridala anche in altre pubbhcaziom, o 1tre qtcl1e , , e le spezie quando l'uomo
., . 11-·f . •, o me luogo ove conservar , ,
Una maggiore tutela ed un adeguato restauro potrebbero preservare alla Basilicata una della cav1ta sia come ugio Sra c . .· G . All'interno della grotta il Riclola
testimonianza unica nel suo genere. P rimitivo si spostò in accampamenti posti ne 11 a_ ravm~.
· I' · · - t' cl ceramtea
ha rinvenuto numerosi manu fatti 1tic1'. e _r~s r i F . i anch'essa studiata dal
Non siamo, noi speleologi, in grado di addentrarci in ulteriori spiegazioni per descrive-
Nei press i della Grotta dei Pip_istrellr v1 ~ la _Grot~\e u~~;:r/, Lo stesso Ridala diede
re in modo più approfondito le pitture rupestri di Filiano per cui consigliamo la lettura
Ridola in quanto utilizzata dall uomo preistmico_ e e . g_ . er ri orvi i resti mortali
dei testi di autori che hanno saggiamente descritto il più bell'esempio di arte preistori ca
esistente in Basilicata. l'appellativo alla Grotta in quanto , secon~o r_ suo'. _stL;di, u~:rv1ritta v~ra e propria è una
dei d efunti. La grotta_è cli piccole cl1men_s1~n~ :1~~~i ~:~l 'ingr!so vi è un pozzetto posto
spaccatura nella roccia, una frattu_ra. A80circ . t .· L'altezza della grotta va dal metro e
alla fine della cavità, profondo circa centtme r1.
mezzo a circa 3 metri e mezzo. . f . · ']mente dall'uomo
·c1 . . lt e e levigature atte ve1osrm1
Su alcune pareti sono evi enti scu ur lt " ità conservano i resti d ell'attività
. .· P. babilmente nell'area materana a re cav . ..
pre1st01 ico. 1o . . h
dell 'uomo preistonco. Piccole scoperte e qua 1c e interessante manufatto arncchrscono
la già ben nutrita collezio ne preistorica lucana.

75
re erti sono stati conservati presso la sede del Gruppo Geo-Spel~o Vali~ del ~oc~
GROTTE finop a quando agli ini zi degli an ni ottanta, grazie all'opera della ~opnntencle~za, d
Potenza, è stata aperta a Rivello una mostra permanent~ di archeologia, che ha ospitato
E ARCHEOLOGIA , he i cam ioni provenienti dalla Grotta di Polifemo d1 Maratea.
aM~~ " nesspL1no ha provveduto ad effettuare rilievi archeologici in tale grotta, pertanto
a1 pm .. . . . ,
Mentre gli scavi nelle grotte che hanno interesse preistorico si sono susseguiti per circa i ochi re erti raccolti sono l'unica testimonianza conoscmta.' ., , ~ ,. _
sessanta anni grazie all'opera dei vari specialisti del settore, la ricerca e lo studio di cavità S~1di più ~pprofonditi da ricollegare a quanto gli archeologi stanno g1a _fa~tdo ~~li ind
utilizzate in epoche più recenti ha segnato il passo. Si ha conoscenza di pochissime tera area del Lagone~rese, potrebbero apportare ulteriori informazioni a o -~tu __1c~ _e__
testimonianze archeologiche rinvenute in grotte lucane. In una sola cavità naturale, fino alla ricerca delle testimonianze della presenza dei Greci e della loro clcult~.11~/la:~~
ad ora, sono stati trovati, ed in modo del tutto occasionale, reperti attribuiti al periodo in sulle coste tirreniche della Basilicata. Non essendo in grado e non aven .-~' ~'.~scl~me 'll '.
cui i Greci giunsero su lle coste della Basilicata. Si tratta della Grotta cli Polifemo, posta a le autorizzazioni necessarie, gli speleologi non hanno proseguito ~.e.llat t1ci:~a pr~:~~o~-
poca distanza dalla foce del fiume Noce, in località Milossina, nel territorio comu nale cli testirnonianze che avrebbero potuto confermare quanto 1pot1zza o ··
Maratea. Il nome alla cavità è stato attribuito dagli speleologi trecchinesi perché dinanzi
Adamesteanu. h t ·nteress·mte
al suo ingresso un grosso masso cli forma circolare ostacola quasi ciel tutto il passaggio Si spera che in un prossimo futuro il ritrovamento di qua 1c e a 1tro reper o 1 · ·'
dei visitatori: un fatto questo che ha richiamato alla mente degli esploratori la mitologia e possa stimolare la curiosità di un archeologo.
i personaggi dell'Odissea .
Qua ndo gli speleologi del Gruppo Geo Speleo "Valle del Noce" visitarono per la prima
volta la cavità era il I Maggio 1976. Trovarono al suo ingresso uno scavo di forma
rettangolare lungo 2 metri circa e largo 80 centimetri, opera forse di qualche ricercatore
abusivo, un "tombarolo" come si suol dire.
La profondità raggiungeva i 40 centimetri. La terra asportata era stata ammucchiata a poca
distanza ma sempre nella prima sala della grotta. Immediatamente non si pensò che un
simile scavo poteva essere stato opera di un "tombarolo ". Dopo una esplorazione rico-
gnitiva della cavità, conosciuta anche con il nome di Grotta di Milossina, gli speleologi si
fermarono nella prima sala per fare un punto della situazione e fare un primo schizzo
topografico dei cunicoli appena esplorati. Mentre si parlava uno strano coccio in terracot-
ta colpì l'attenzione di Filippo Marotta, presidente del gruppo speleologico di Trecchina.
Si trattava di un manufatto in terracotta con evidenti segni di pittura nera. Si cominciò
subito a frugare fra la terra ammucchiata: in essa furono rinvenuti altri frammenti di vasi,
un pezzo di copertura tombale e alcune ossa umane (una vertebra, un pezzo cli femore,
un pezzo di ulna).
Rientrati in sede ne fu data immediata comunicazione all 'a llora Soprintendente ai Beni
Archeologici per la Basilicata, prof. Dinu Adamesteanu, ancora oggi il maggior esperto
nel campo dell'archeqlogia della Magna Grecia, il quale autorizzò l'associazione a tratte-
nere in deposito il materiale rinvenuto.
Nel frattempo un esponente dell'Istituto Ge1111anico cli Archeologia di Roma, l'a rcheologa
Helga Von Hein z, trovandosi in ferie a Trecchina, ebbe modo di vedere ed analizzare di
persona la campionatura rinve nuta confermando che apparteneva al V secolo a.e.
Furono date tutte le spiegazioni circa il luogo del rinvenimento: l'archeologa tedesca
affe1111ò che probabilmente si era di fronte ad un esempio tipico di grotta con funzioni
sepolcrali utilizzata dai Greci che si erano stabiliti sulla costa tirrenica.
I cocci rinvenuti non erano altro che una parte del corredo funebre del defunto.
Quando il Prof. Adamesteanu ebbe la possibilità cli analizzare la campionatura, in occa-
sione cli un convegno svoltosi a Rivello, confermò quanto asserito dall'archeologa tede-
sca. La campionatura raccolta era costituita da 6 franm1enti in ceramica: due di questi a
ceramica molto fine, lisciate, dipinte in nero, tre a ceramica fin e, lisciate ma non dipinte
ed infine uno a grana grossolana e rozza. Le ossa erano ricoperte da circa 1 centimetro di
coltre stalagmitica.

77
GROTTE
GROTTE
E BRIGANTAGGIO
ADIBITE A CULTO
Come in altre regioni del sud Italia anche in Basilicata il fenomeno del brigantaggio ha
Esistono delle grotte, in Basilicata, che nel passato, intorno al IX - X secolo, sono state
indotto a scrivere nutrite pagine di storia. L'epoca del brigantaggio ha visto protagoni-
utilizzate come dimora dai monaci basiliani, i quali vi si ritiravano, a volte in perfetta
ste anche le grotte, naturali e artificiali, spesso utilizzate come dimora e sicuro nascon-
diglio. Molte grotte ancora oggi portano nomi tramandati nei decenni, che fanno pensa- solitudine per pregare. . ~ . ,·,
re al loro utilizzo da parte dei briganti dell 'epoca. Non sono molte, ma le poche conosciute sono molto rappresentative. Ne lla provincia
cli Potenza si ha notizia di almeno quattro grotte adibite a luogo sacro: una a Maratea,
Non è questa la sede per trattare il brigantaggio come periodo della storia della
una a Monticchio, una a San Chirico Raparo e una a Viggianello.
Basilicata, ma solamente l'occasione per verificare l'utilizzo delle grotte da parte del-
l'uomo come già avvenuto nei secoli precedenti per motivi differenti. Altre testimonianze sono segnalate a Francavilla Sul Sinni. . . .
Con la sola esclusione delle Grotte di Francavilla sul Sinni e di quelle d1 V'.gg1anello
Nella preistoria le grotte erano sicura dimora e luogo per conservare viveri e spezie ma
queste cavità sono tutte dedicate al culto dell'Angelo, ovvero dell'Arcangelo_ M1c~ele.__
anche luogo di sepoltura. Successivamente, quando i Greci sbarcarono sulle coste meri-
A Franca villa sul Sinni, a poca distanza dall'abitato, lungo la strada per San Seve1 tno
dionali dell 'Italia ancora una volta qualche grotta fu utilizzata per seppellirvi i defunti.
Lucano in località San Sava, vi è una grotta che nel X sec. d.C. fu usata dal monaco
Dopo, i monaci basiliani adibirono diverse grotte a luogo di culto e cli preghiera; infine,
basilia~o San Sava di Collessano per viverci in penitenza. Ancora oggi la contrada porta
e siamo nell '800, i briganti, come già detto, spesso dimorarono nelle cavità per sfuggire
alla cattura. Attorno a questo periodo ed a questi personaggi sono state scritte e narrate il nome del Santo. .
tante storie che ancora oggi gli "anziani" dei paesi raccontano, ricordando quanto rac- A Viggianello le grotte adibite a culto sono diverse~ _tut~e l'una_vicin~ all'al~ra. Anche _in
contato dai loro nonni. questo caso le cavità venivano usate da monaci bas1hani per nt1rars1 tn penit~nza e p1e-
Per esempio, a Trecchina si racconta che nella Grotta Sant'Angelo viveva il famoso e ghiera. Fra queste una, la grotta del Romito, con un affresco su?e pareti potr,ebbe
destare particolari interessi per prossimi studi. Pu11roppo l'affresco e mal conservato e
feroce brigante Luca Conte, un uomo che non aveva alcuno scrupolo e facilmente
non è facile riuscire ad individuare le figure rappresentate.
uccideva. Secondo alcune leggende decapitò persino la moglie, buttandone la testa in
A Maratea sul monte San Biagio vi è un affresco di fattura bizantina, sicuramente
un pozzo della Grotta Sant'Angelo; secondo altre fu la moglie ad avvelenarlo, per poi
decapitarlo e buttarlo nel pozzo interno alla Grotta Sant'Angelo. È certo comunque che opera di monaci basiliani. .
Affreschi vi sono a San Chirico Raparo, nella Grotta cli Sant'Angelo al Raparo, sempre cli
all'interno della Grotta Sant'Angelo esiste un pozzo di circa 8 metri. A quasi 200 metri
fattura bizantina e opera di monaci basiliani. .
dall 'ingresso Cla notizia non è sicura) alcuni esploratori francesi giunti a Trecchina circa
30 anni fa trovarono un teschio o uno scheletro privo di teschio. Anche a Monticchio il culto cli San Michele è evidente nella Grotta dedicata
Ogni paese ha la storia del suo brigante e quasi ogni brigante ha una storia legata ad all'Arcangelo posta sotto l'Abbazia nei pressi dei famosi laghi. . .. . .
una grotta, ad un anfratto, ad un luogo sicuro e misterioso in cui si nascondeva. Ma ogni _grotta ha la sua storia ed ancora oggi sono in corso stuc'.~ per _deftniw moltt
Ancora oggi esistono cavità che po11ano nomi come Grotta del Brigante (a'Maratea - I3 aspetti ciel loro utilizzo nel succedersi dei secoli. Put1roppo g!t affreschi lasc1at1 sulle
0152 ), Grotta dei Brjganti (a Venosa - 13158; a Pisticci - B 165 ) o Grotta del Bandito (a loro pareti attendono una protezione adeguata e un restauro.
Castelsaraceno B 107).
Non sempre le grotte dimora cli briganti hanno assunto nomi tali eia confermarne ]'uti- GROTTA DI SANT'ANGIOLO - B 19 -
lizzo. Ad esempio a Trecchina sembra che la Grotta del Casolare, anche per la sua
posizione geografica di privilegio che domina gran parte della Valle del Noce nella Situata a pochi metri dalla statua marmorea del Redentore collocata sulla cima ciel Monte
zona a sud del paese, sia stata dimora di briganti: purtroppo nessuna testimonianza cli San Biagio a Maratea, la Grotta Sant'Angiolo detta anche di San Michele, è l\'.nica a con-
eventuali reperti dell'epoca lo può testimoniare. servare sulla costa tirrenica della Basilicata un affresco bizantino, per cui, anche se
Uno studio approfondito è condotto proprio in questo periodo da alcuni speleologi del speleologicamente poco rilevante, assume una enorme importanza per lo studio e la
Gruppo Speleologico Sparviere di Alessandria ciel Carretto. La sede ciel Catasto Grotte catalogazione di insediamenti ipogei a scopo di culto. . ..
della Basilicata sta collaborando già da tempo con i colleghi calabresi per la stesura di La cavità naturale è molto piccola , appena 23 metri di estensione, ma nsulta pos1z1onata
una mappa delle grotte abitate da briganti. in un luogo dal quale è facile vedere l'intero Golfo cli Policastro, da Capo Palinu~o. all'i-
In un prossimo futuro è prevista l'uscita cli una pubblicazione che conterrà i risultati sola di Cirella. C'è chi afferma che nei giorni in cui il cielo è estremamente terso e factle
delle ricerche compiute in tal senso in Basilicata e Calabria ed andrà ad arricchire la già avvistare persino Stromboli. .. .. .
nutrita bibliografia speleologica calabrese e lucana. La cavità è stata inserita nel Catasto delle Grotte naturali della Bas1!tcata alla fme clegh
anni cinquanta, mentre solamente nel 1979 è stata rilevata da Franco Orofino. Conserva
tuttora un affresco che gli esperti attribuiscono all'arte bizantina . . .
Posizionato sulla parete posta cli fronte all 'ingresso della cavità è purtroppo in un cattivo
78
79
stato di conservazione. Sul solito affresco
rimangono ancora i segni lasciati da qualche
vandalo che ha creduto opportuno forare la
roccia alla ricerca di qualche immaginario
tesoro. L'affresco è di forma quadrata con i
lati di 150 cm.
La figura di San Michele Arcangelo è posi-
zionata quasi al centro dell 'opera; al suo
fianco destro vi sono le figure che spesso
ricorrono in questo tipo cli arte: Gesù
Crocefisso, la Madonna e San Giovanni. Alle
spalle di questi personaggi vi è ancora un'al-
tra figura che potrebbe essere quella cli Dio
Padre. Sulla sinistra cli San Michele ancora
altre figure minori non sono state ciel tutto
identificate. Sulla parte alta sono raffigurati il
Sole e la Luna.
Ad una analisi più attenta, gli studiosi si
sono accorti che tale affresco ne sovrasta un
altro , attribuito da alcuni autori all 'epoca
paleocristiana.
Poco distante dalla parete affrescata riman-
gono ancora oggi i resti di un antico altare
demolito probabilmente dallo stesso vandalo
che ha forato in più punti la roccia dipinta.
Sul lato opposto della cavità sono evidenti
ancora i segni lasciati dall 'antico abitante
della cavità: le pareti annerite da un proba-
bile fuoco che veniva acceso per ripararsi
dal frccldo nel periodo invernale. Maratea:
I ON I O In prossimità cli questo punto la roccia ciel Monte San Biagio
pavime nto è stata modellata e scavata per
MA R creare un piccolo giaciglio dove dormire . Tutte qu este testimonian ze avvalorano la tesi
che vuole la Grotta dell'Angiolo abitata da un eremita, da un monaco basiliano. Gli
TIRR ENO
specialisti di storia marateota stanno ancora effettuando ricerche sto riche per definire
esattamente la funzione che ha avuto nel tempo la grotta, in considerazione anche
della sua vicinanza al rione Castello, primo centro storico della cittadina tirrenica. Da
qualche anno la grotta ha subìto una ulteriore modifica, le ceneri mortali del Conte
FIG.10: Stefano Rivetti sono state riposte in una urna posizionata alla base di un altare in
marmo costruito all 'interno della cavità.
Grotte Esternamente la grotta è stata recintata ccl ora una comoda gradinata conduce alla grot-
adibite a culto in Basilicata ta . A nulla sono valse le proteste degli speleologi lucani per evitare che la grotta assu-
messe funzioni cimiteriali . Un intervento per il recupero e il restauro del manufatto pit-
1: Maratea - La Grotta dell'Angiolo torico e la sua conservazione potrebbe essere richiesto dal Comune di Maratea che in
2: San Chirico Raparo - Grotta di Sant'Angelo al Raparo questi ultimi tempi si sta prodigando per la salvaguardia ed il recupero dei beni cultura-
- 3: Viggianello - Grotta dell'Eremita li, artisti ci e monumentali presenti sul territorio.
lllil4: Francavilla Sul Sinni - Grotta di San Sava
- 5: Monticchio - Grotta di San Michele

80 81
LA GROTTA DI SAN MICHELE LE GROTTE
- B 020 -
DISTRUTTE
A Monticchio, all 'interno dell 'Abbazia ubicata

e
a poca distanza dai famosi laghi , c'è una ome già detto in altro capitolo di questo lavoro l'uomo nel passato ha abita-
cav ità n atura le, anch'essa dedicata a San to le grotte e nel contempo le ha adibite anche alle proprie esigenze, modi-
Michele Arcangelo. Numerosi sono i testi fi ca ndo ne alcune parti.
scritti sulla funzione della grotta e sul c ulto Attualmente alcune grotte so no utili zzate come ristorante ( le Grotte di
di San Michele a Monticchio. Fiumicello di Maratea), altre come luogo di sepoltura (la grotta Sant'Angiolo di Maratea).
La storia d ell 'Abbazia spesso si intreccia con Un capitolo a parte è quello di due grotte completamente distrutte: si tratta della grotta
la storia della grotta e sen za dubbio ne costi- G. Rossi di Lagonegro e della Grotta del Pellegrino di Trecchina. Purtroppo, in Basilicata,
tui sce un a d e lle attrattive turi stic h e più non esiste una legge regionale a protezione degli ambie nti carsici e delle grotte.
importanti della Basilicata. Le leggi nazionali danno mandato alle istitu zioni regionali p e r una regolame ntazione in
merito e, in mancanza , gli speleologi non hanno alcun mezzo legale p er chi edere la sal-
vaguardia di un ambie nte o di una grotta.
LA GROTTA DELL'ANGIOLO Quasi tutto il territorio nazionale è coperto da normativa regionale e proprio in questo
- B 021 - periodo è in discussione alla Camera dei Deputati un progetto cli legge nazionale che
dovrebbe tutela re le b ellezze ipogee italiane .
Altro esem pio di cavità d edicata a l culto La mancanza cli una precisa normativa ha fatto sì che sul territorio regio nale s i verificas-
dell 'Arca n ge lo Michel e è a Sa n Chirico sero situazione incresciose, che hanno portato alla distruzione cli cavità di una certa b el-
Rap aro. La grotta è a circa 8 Km. dal centro lezza ed importanza scientifica e all'utilizzo di altre grotte per fini turistici o altro.
n ei pressi dei rude ri de ll'Abb azia dedicata a
San Michele, dove si conserva un affresco di Grotta Sant' Angiolo GROTTA RIONE ROSSI - B 128 -
sicura fattura bizantina. Il monastero è del X Affresco
secolo d .C. e fu fondato da San Vitale. La Nel 1976, a pochi giorni dalla fondazione del Gruppo Geo- Speleo Valle ciel Noce, giun-
grotta si trova p oco più in basso di quello se una telefonata a Trecchina che annunciava la scoperta casuale di una cavità in pieno
che resta d el compl esso mo nastico acquista- centro a Lagonegro, a poca distanza dal campo di calcio al rione Rossi. Immediatamente
to con legge della Regione Basilicata. Al suo gli speleologi trecchinesi si allertarono e nel giro di poche ore giunsero in quattordici a
inte rno vi sono anche d e ll e celle scavate dal- Lagonegro.
l'uomo ch e sicura mente furono abitate dai In effetti la scoperta era avvenuta in modo davvero casuale: le ruspe c he stavano lavo-
monaci basiliani . L'affresco , che rappresenta rando per ampliare un piazzale adiacente il campo sportivo avevano portato alla luce
San Michele con ui;i orante, è dell 'XI secolo. una cavità cli piccole dimensioni , ma particolarme nte ricca di concrezioni calcitiche dalla
Il professor Magaldi , scri vendo della cavità, bellezza spettacolare data dalla colorazione delle stalattiti e delle stalagmiti : dal bianco
parla delle formazioni calcitiche dando loro candido all a trasparen za vitrea. La grotta non aveva mai avuto un ingresso; mai una luce
a ppellativi quali Prese p e e Bagn o di Sa n esterna o un uomo era stato in quel piccolo ambie nte ipogeo: il microclima instauratosi
Michele. In effetti il "Bagno" altro non è che nei millenni aveva creato quel piccolo "p aradiso terrestre" che meravigliava, per la sua
una serie di tinozze scavate nella roccia, pro- preziosa bell ezza, gli stessi speleologi.
babilmente opera dell'uomo. A poca distanza Numerosi festo ni scendevano dall e pareti e su l pavimento il Montmilk dava il tocco
d all a cavità sgorga eia una sorgente il torre n- magico: un soffi ce ma nto cli calcite allo stato collo idale riempiva quasi tutta la grotta . Gli
te Trigello, il cui nom e ri c hi a ma l' a nti co speleologi chiesero cortesemente al ruspista cli sospe ndere i lavori in attesa di comunica-
p opolo dei Tegilliani, nominato da Plinio re alle autorità loca li la presen za, in pieno centro, di Ùna simile bellezza naturale: non ci
nelle sue o pe re. È una sorgente intermittente fu nulla da fare. Il pesante mezzo escavatore fu messo in moto pur sapendo che-le vibra-
che si attiva durante il disgelo delle nevi del zioni poteva no far crollare definitivame nte la cavità che già presentava le pareti fratturate
monte Raparo. per i lavori fatti ne l piazzale antistante nei giorni precedenti.
La sorgente fu resa famosa dal Pontano nel- A nulla valsero le proteste e le numerose lettere inviate dagli speleologi a quanti avreb-
l'opera "Le Meteore" ai versi 1518-1554, asso- bero potuto proteggere la piccola cavità che, con qualche accorgime nto ed una spesa
ciandovi il mito di un faun o e di una ninfa .
davvero minima , p ote va diventare una attrazione turistica per la piccola cittadina lucana.

82 83
Della Grotta G. Rossi ora rimane solo il rili evo topografico e qualche fotografia in bian-
co e nero.

LA GROTTA DEL PELLEGRINO - B 100 -

Ugual sorte è toccata alla Grotta del Pellegrino di Trecchina, così chiamata perché ubi-
cata nei pressi del Monte Santa Maria di Trecchina, sulla cui cima è il Santuario della
Madonna ciel Soccorso.
La Grotta è stata scoperta durante i lavori cli scavo per la costruzione della nuova strada
rotabile per il Santuario. Gli speleologi furono subito avvisati da alcuni operai che nello
scavare avevano avuto modo di rinvenire un pozzo in cui, secondo quanto affermato
dagli operai, era stato buttato già molto materiale di riporto senza riuscire a riempirlo.
L'intervento fu immediato.
In quattro visitarono la cavità che subito si rivelò interessante: circa dieci metri in verti-
cale con possibilità di prosecuzione. In escursioni successive gli speleologi cominciaro-
no un duro lavoro cli disostruzione, cercando cli po1tare di nuovo all 'esterno il mate riale
buttato dalle ruspe nel suo interno. Un cunicolo laterale ostruito dai detriti faceva ben
sperare in una nuova cavità di discrete dimensioni e di interesse scientifico.
Il sindaco cli Trecchina fu imm ediatame nte avvisato affinché, utilizzando la sua autorità,
fermasse i lavori che nel frattempo stavano regolarmente prosegue ndo. I tecnici speleo-
logi proposero, per non apportare ritardi e danni alla costru zione della strada, cli posi-
zionare sull'ingresso una botola metallica, simile a quella utilizzata per chiudere i poz-
zetti stradali.
Proprio quando sembrava tutto definito una brutta sorpresa gettò nello sconforto gli
Maratea
speleologi: giunti sul posto per un 'altra giornata di lavoro di disostruzione trovarono la
Punta Ogliastro
cavità completamente ri empita di detriti e il manto stradale asfaltato. Grande fu la rab-
bia di chi per diversi giorni aveva lavorato per la disostruzione e per la bonifica della
grotta del Pellegrino.
Purtroppo nemmeno le garan zie date dall'allora sind aco di Trecchina e rano valse a
conservare, con il costo minimo di una botola metallica, un cavità che avrebbe dato
sicuramente grosse soddisfazioni ai ricercatori .
La grotta si svil uppava nel livello dell e calca reniti biancastre del Li as M. - Trias S. appar-
tenenti alla serie ca'rbonatica dei monti di Trecchina.
Si trattava di un piccolo pozzo ad imbuto profondo 9,70 metri. L'ingresso in pianta e ra
cli forma irregolare con l'asse maggiore di circa 1 metro e quello minore cl i circa 50
centimetri. All a base del pozzo l'asse maggiore era di circa 5 metri e quello minore 2,5
metri.
Sul fo ndo della grotta si dipartivano due piccoli cunicoli: il primo con direzione N-E, il
secondo S-W, ma ambedue inesplorabili per il grosso accu mulo cli materiale buttato
all 'inte rno dalle ruspe . Sulle pareti spi ccavano stalattiti cli discrete dimensi oni fra cui
alcune cli diversi metri cli lunghezza. Dall'analisi morfologica si dedusse che il pozzo si
era generato per a'rnpliamento di una frattura ori e ntata in direzione 30° NE. A ca usa del
suo "seppellimento" non è stato possibile avere altri dati .

" '-"-"-LLL00"- 0 0.,.._~ 0 .o,

84 85
GROTTA DELLE MERAVIGLIE 61
LE SCHEDE
CATASTALI

L e schede qui riportate sono la sintesi di quelle, molto più complete, che fanno
parte del Catasto delle Grotte e delle Aree Carsiche della Basilicata. Di ogni
grotta vengono riportati i dati essenziali per la localizzazione topografica.
Le schede delle grotte ripo1tate in queste pagine riguardano quelle grotte che ho ritenuto pianta
più significative e meritevoli di essere citate.
Sono inserite secondo l'ordine catastale, seguendo la numerazione assegnata al momento
del loro inserimento nell 'elenco regionale.
Di alcune grotte non vengono riportati i riferimenti topografici: dal novembre 1995 i
coordinatori regionali del Catasto delle Grotte e delle Aree Carsiche d 'Italia non diffondo-
no più i dati identificativi topografici, per evitare che in mancanza di una legge nazionale
o regionale che tuteli il Catasto Speleologico vengano usati indebitamente.
I dati vengono diffusi per il momento solamente in quelle regioni dove la legge regiona-
le per la speleologia prevede anche la tutela degli ambienti carsici e dei dati scientifici
raccolti dagli speleologi.
In Basilicata ancora non esiste una legge regionale a tutela degli ambienti carsici e dell'at-
tività speleologica motivo per cui la sede regionale del Catasto Grotte e Aree Carsiche, in
ottemperanza a quanto stabilito in sede nazionale, non diffonde dati topografici non
pubblicati.

GROTTA DI MARINA DI MARATEA

NUMERO CATASTO: B001


NOME CAVITÀ: Grotta delle Meraviglie
SINONIM0: Grotta di Marina di Maratea
COMUNE: Maratea
FRAZIONE O LOCALITÀ: Marina di Maratea
- - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - --
TAVOLETTA I.G.M.: 220 I NO - Maratea
~ - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - -----· - - - - - - - - -
LATITUDINE: 39° 58' 09"
- - - - - - ------·- - - - -
LONGITUDINE: 3° 16' 35"
- - - - - - - - - - - - - - - -- -
QUOTA s.l.m.: 76 mt.
RILIEVO TOPOGRAFICO DI: Orofino F., Marotta C.
------- -------- - -
RILIEVO TOPOGRAFICO
EFFETTUATO IL: 23.08.1980
- - -•--- -· --~----- - - -
SVILUPPO TOTALE: 103 mt. Maratea Rocce affioranti dal mare

86 87
GROTTA DEI PIPISTRELLI GROTTA DI TORRE CAINO

NUMERO CATASTO: B002 NUMERO CATASTO: B003


NOME CAVITÀ: Grotta dei Pipistrelli NOME CAVITÀ: Grotta di Torre Caino
SINONIMO: Grotta dei Mattivagghi EVENTUALE SINONIMO: Grotta della Valle d'Acqua
COMUNE: Martera COMUNE: Maratea
FRAZIONE O LOCALITÀ: Gravina di Matera FRAZIONE O LOCALITA: Torre Caino
TAVOLETTA l.G.M.: 201 IV NE - Matera TAVOLETTA I.G.M .: 220 I NO - Maratea
RILIEVO TOPOGRAFICO DI: Orofino F. QUOTA s.l.m.: 0mt.
RILIEVO TOPOGRAFICO
RILIEVO TOPOGRAFICO DI: Orofino F., Marotta C.
EFFETTUATO IL: 20.05.1947 RILIEVO TOPOGRAFICO
SVILUPPO TOTALE: 140 mt. EFFETTUATO IL: 02.10.1976
DISLIVELLO TOTALE: 0mt.

GROTTA DI PUNTA JUDIA


GROTTA DEI PIPISTRELLI B2 ·
NUMERO CATASTO: B004
NOME CAVITÀ: Grotta di Punta Judia
COMUNE: Maratea
FRAZIONE O LOCALITÀ: PuntaJudia
TAVOLETTA I.G.M.: 220 I NO - Maratea
QUOTA S.L.M. : 0mt.
RILIEVO TOPOGRAFICO DI: Marotta C., Orofino F.
RILIEVO TOPOGRAFICO
EFFETTUATO IL: 01.10.1976
DISLIVELLO TOTALE: 0mt.

GROTTA DI SANTA GABELLA

NUMERO CATASTO: B005


NOME CAVITÀ: Grotta di Santa Gabella
COMUNE: Maratea
FRAZIONE O LOCALITÀ: Torre Malcanale
TAVOLETTA I.G.M .: 220 I NO - Maratea
LATITUDINE: 39° 58' 19"
LONGITUDINE: 3° 16' 12"
QUOTA S.L.M.: 0mt.
DISLIVELLO TOTALE: 0mt.

88 89
GROTTA DI GIORGIO IL GUTTRO

NUMERO CATASTO: B 006


NOME CAVITÀ: Grotta di Giorgio NUMERO CATASTO: B009
COMUNE: Maratea NOME CAVITÀ: flGuttro
FRAZIONE O LOCALITÀ: · Torre Malcanale COMUNE: Maratea
TAVOLETTA I.G .M.: 220 I NO - Maratea FRAZIONE O LOCALITÀ: Porto di Maratea
QUOTA s.1.m.: 0mt. TAVOLETTA I.G.M.: 220 I NO - Maratea
RILIEVO TOPOGRAFICO DI: Orofino F., Marotta C. QUOTA s.1.m.: 0mt.
RILIEVO TOPOGRAFICO RILIEVO TOPOGRAFICO DI: Orofino F., Marotta C.
EFFETTUATO IL: 04.10.1976 RILIEVO TOPOGRAFICO
DISLIVELLO TOTALE: 0mt. EFFETTUATO IL: 01.10.1976
DISLIVELLO TOTALE: 0mt.

GROTTA DI FURNU CAREGGIU ANTRO DI FIUMICELLO

NUMERO CATASTO: B007


NOME CAVITÀ: Grotta di Furnu Careggiu NUMERO CATASTO : B0lO
COMUNE: Maratea NOME CAVITÀ: Antro di Fiumicello
FRAZIONE O LOCALITÀ: Punta Malcanale COMUNE: Maratea
TAVOLETTA I.G.M.: 220 I NO - Maratea FRAZIONE O LOCALITÀ: Fiumicello
QUOTA S.L.M.: 0mt. TAVOLETTA I.G .M.: 220 I NO - Maratea
RILIEVO TOPOGRAFICO DI: Marotta C., Orofino F. QUOTA S.L.M .: 4mt.
RILIEVO TOPOGRAFICO RILIEVO TOPOGRAFICO DI: Marotta C., Orof"tno F.
EFFETTUATO IL: 02.10.1976 RILIEVO TOPOGRAFICO
DISLIVELLO TOTALE: 0mt. EFFETTUATO IL: 04.09.1977
··--

GROTTA AZZURRA DI MONACELLE GROTTA ORIENTALE DI FIUMICELLO

NUMERO CATASTO: B00S NUMERO CATASTO: BOll


NOME CAVITÀ: Grotta Azzurra di Monacelle NOME CAVITÀ: Grotta Orientale di Fiumicello ·
COMUNE: Maratea COMUNE: Maratea
FRAZIONE O LOCALITÀ: Torre Malcanale FRAZIONE O LOCALITÀ: Fiumicello
TAVOLETTA I.G.M. : 220 I NO - Maratea TAVOLETTA I.G .M.: 220 I NO - Maratea
LATITUDINE: 39° 59' 05" QUOTA S.L.M. : 3mt.
LONGITUDINE: 3° 15' 31" SVILUPPO TOTALE: 18mt.
Q UOTA S.L.M.: 0mt. RILIEVO TOPOGRAFICO DI: Marotta C. e F., Orof"tno F.
DISLIVELLO TOTALE: 0mt. RILIEVO TOPOGRAFICO
-----------
EFFETTUATO IL : 4.09.1977 --------

90 91
GROTTA OCCIDENTALE DI FIUMICELLO

NUMERO CATASTO: B013


NOME CAVITÀ: Grotta Occidentale di Fiumicello
COMUNE: Maratea
FRAZIONE O LOCALITÀ: Fiumicello
GROTTA CENTRALE DI FIUMICELLO 812 TAVOLETTA LG.M.: 220 I NO - Maratea
QUOTA s.l.m.: 3,5mt.
RILIEVO TOPOGRAFICO DI: Orof"tno F., Marotta C.
RILIEVO TOPOGRAFICO
EFFETTUATO IL: 01.10.1976
SVILUPPO TOTALE: 26mt.

o 20
~ -

GROTTA OCCIDENTALE DI FIUMtCELLO B13

GROTTA CENTRALE DI FIUMICELLO

sezioni
NUMERO CATASTO: B012
NOME CAVITÀ: Grotta Centrale di Fiumicello
COMUNE: e
Maratea
FRAZIONE O LOCALITÀ: Fiumicello
TAVOLETTA LG.M. : 220 I NO - Maratea o IO
QUOTA s.l.m.: 2,5mt. m
RILIEVO TOPOGRAFICO DI: Orof"tno F., Marotta C.
RILIEVO TOPOGRAFICO
EFFETTUATO IL: 04.09.1977

92 93
GROTTA DELLE CONCREZIONI GROTTA DI CERSUTA

NUMERO CATASTO: B014


.,
NUMERO CATASTO: B 015
NOME CAVITÀ: Grotta delle concrezioni NOME CAVITÀ: Grotta di Cersuta
COMUNE: Maratea COMUNE: Maratea
FRAZIONE O LOCALITÀ: Ogliastro - Fiumicello FRAZIONE O LOCALITÀ: Cersuta
TAVOLETTA I.G.M.: 220 I NO - Maratea TAVOLETTA I.G .M. : 210 m SE - Sapri
QUOTA s.l.m.: 3mt. QUOTA s.l.m.: 6mt.
RILIEVO TOPOGRAFICO DI: Orof"tno F., Marotta C. e F. RILIEVO TOPOGRAFICO DI: Orofino F.
RILIEVO TOPOGRAFICO
RILIEVO TOPOGRAFICO
EFFETTUATO IL: 01.10.1976 EFFETTUATO IL: 17.09.1979
SVILUPPO TOTALE: lOmt. SVILUPPO TOTALE: 84mt.

GROTTA DELLE CONCREZIONI 814

GROTTA DI CERSUTA 815

"'·
\!,'
\ \'
,\
• .,,._..
I;;, • • •

\ \
. \ \
I \ o 20
\
d sezì·one

sezioni

94 95
GROTTA DELLA SCALA

NUMERO CATASTO: B016


NOME CAVITÀ: Grotta della Scala
GROTTA DI SANT'ANGIOLO 819
COMUNE: Maratea
FRAZIONE O LOCALITÀ: Acquafredda sezione
TAVOLETTA I.G.M .: . 210 ill SE - Sapri pianta
RILIEVO TOPOGRAFICO DI: Orofino F., Montrone V., Pesce M. o 20
RILIEVO TOPOGRAFICO
EFFETTUATO IL: 21.10.1979
SVILUPPO TOTALE: 27mt.

GROTTA DI SANT'ANGIOLO

NUMERO CATASTO: B019


NOME CAVITÀ: Grotta di Sant'Angiolo
SINONIMO: Grotta di San Michele
COMUNE: . Maratea
FRAZIONE O LOCALITÀ: Maratea Castello Ruderi
GROTTA DELLA SCALA B16 TAVOLETTA I.G.M.: 220 I NO - Maratea
LATITUDINE: 39° 59' 11"
LONGITUDINE: 3° 16' 07"
QUOTA s.l.m.: 602 mt.
RILIEVO TOPOGRAFICO DI: Orofino F.
RILIEVO TOPOGRAFICO
EFFETTUATO IL: 11.09.1979
SVILUPPO TOTALE: 23mt.

GROTTA DI SAN MICHELE

sezione
NUMERO CATASTO: B020
NOME CAVITÀ: Grotta di San Michele
o 10
COMUNE: Monticchio
FRAZIONE O LOCALITÀ: Badia Benedettina
TAVOLETTA I.G.M.: 187 IV NE • Melfi

96 97
GROTTA DI SANT'ANGELO AL RAPARO

NUMERO CATASTO: B 021


NOME CAVITÀ: Grotta di Sant'Angelo al Raparo
SINONIMO: Grotta di San Michele
COMUNE: San Chirico Raparo
FRAZIONE O LOCALITÀ: Monte Raparo
TAVOLETTA I.G.~.: 211 IV SO - S. Martino d'Agri GROTTA DI MONTE CERVARO

GROTTA GRANDE DI LATRONICO

NUMERO CATASTO: B022


NOME CAVITÀ: Grotta Grande di Latronico
SINONIMO: Grotta dei Bagni di Latronico
COMUNE: Latronico
FRAZIONE O LOCALITÀ: Bagni o Calda
TAVOLETTA I.G.M.: 211 m NO - Latronico 5tZIONE.
LATITUDINE: 40° 05' 20"
LONGITUDINE: 3° 31' 50"

GROTTA DEL CERVARO

NUMERO CATASTO: B023


NOME CAVITÀ: Grotta del Cervaro
COMUNE: Lagonegro
FRAZIONE O LOCALITÀ: Fortino GROTTA DI FILIANO
TAVOLETTA I.G.M.: 210 m NE - Vibonati
RILIEVO TOPOGRAFICO DI: MarzollaG.
RILIEVO TOPOGRAFICO NUMERO CATASTO: B025
EFFETTUATO IL: 01.10.1966 NOME CAVITÀ: Filiano o Tuppo dei Sassi
SVILUPPO TOTALE: 80mt. COMUNE: Filiano
DISLIVELLO TOTALE: 8 mt. FRAZIONE O LOCALITÀ: Tuppo dei Sassi
SVILUPPO: 3Mt.

98 99
INGHIOTTITOIO DI PATRICELLO 827
INGHIOTTITOIO DI PATRICELLO
. -NUMERO CATASTO: B027
NOME CAVITA: Inghiottitoio di Patricello
COMUNE: Rivello
FRAZIONE O LOCALITA: Patricello
TAVOLETTALG.M.: 210 II SO - Rivello
LATITUDINE: 40° 04' 10"
LOGNITUDINE: 3° 16' 40"
QUOTA S.L.M.: 480mt.
RILIEVO TOPOGRAFICO DI: Orofino F., Policarpo P.
RILIEVO TOPOGRAFICO EFF. IL: 22.08.1977
SVILUPPO: 85 mt.
PROFONDITA: 16 mt.

10 ,o

+·.......
POZZO DI PATRICELLO

NUMERO CATASTO: B028


NOME CAVITÀ: Pozzo di Patricello
COMUNE: Rivello
FRAZIONE O LOCALITÀ: Patricello
~
POZZO DI PATRICELLO B28
TAVOLETTA I.G .M.: 210 II SO - Rivello
LATITUDINE: 40° 04' 09"
pianta sezione LONGITUDINE: 3° 16' 40"
Q UOTA S.L.M.: 482 mt.
o 20 I
~ , rot ... :
SVILUPPO TOTALE: 8mt.
PROFONDITA: 11 mt.
RILIEVO TOPOGRAFICO DI: Marotta F., Orofino F.
RILIEVO TOPOGRAFICO
EFFETTUATO IL : 22.08.1977

100 101
GROTTA DA ROCCA DE LIECE GROTTA DEL DRAGONE

NUMERO CATASTO: B029 NUMERO CATASTO: B030


NOME CAVITA: Grotta Rocca de Liece NOME CAVITÀ: Grotta del Dragone
EVENTUALE SINONIMO: Grotta Leta COMUNE: Maratea
COMUNE: Rivello Acquafredda
FRAZIONE O LOCALITÀ:
FRAZIONE O LOCALITA: Rocca de Liece
TAVOLETTA I.G.M.: 210 ID SE - Sapri
TAVOLETTA I.G .M.: 210 m so - Rivello
LATITUDINE: 40° 01' 49"
LATITUDINE: 40° 03' 48"
LONGITUDINE: 3° 13' 28"
LONGITUDINE: 3° 17' 30"
QUOTA s .l.m.: 8mt.
QUOTA s .1.m. : 780mt.
RILIEVO TOPOGRAFICO DI: Calandri G. RILIEVO TOPOGRAFICO DI: Marotta C. e F., Orofino F.
RILIEVO TOPOGRAFICO RILIEVO TOPOGRAFICO
EFFETTUATO IL: 26.06.1973 EFFETTUATO IL: 22.08.1980
SVILUPPO TOTALE: 60mt. SVILUPPO TOTALE: 2400 mt. circa
DISLIVELLO TOTALE: 4mt. DISLIVELLO TOTALE: + 34mt.

29 B Grotta da B 29
Rocca de Liece
Grotta del Dragone
~ \

. ../ GJ~(
_, ~ :I- ' 'ì
.~~
_-_
• I
• ~ . .•. .
~
•I ,•-------
/
... \
,
'J
.
o 10m
\

.-. l" '\


1 • I~). . j •. /. ~A'

O
- .. 8

--. ~ \
., ~

102 103
Maratea Monte Crivi Maratea La Vallata e la spiaggia di Fiumicello

GROTTA DELLE COLONNE _ GROTTA MARIZZO


NUMERO CATASTO: B031 NUMERO CATASTO: B032
NOME CAVITÀ: Grotta delle Colonne NOME CAVITÀ: Grotta Marizzo
COMUNE: Maratea COMUNE: Maratea
FRAZIONE O LOCALITÀ: Torre dei Crivi FRAZIONE O LOCALITÀ: Marizzo
TAVOLETTA I.G.M. : 210 ID SE - Sapri TAVOLETTA I.G .M.: 210 ID SE - Sapri
RILIEVO TOPOGRAFICO DI: Orofino F., Montrone V., Pesce M. RILIEVO TOPOGRAFICO DI: Orofino F.
RILIEVO TOPOGRAFICO EFF. IL: 20.10.1979 RILIEVO TOPOGRAFICO EFF. IL: 18.09.1979
SVILUPPO TOTALE: 40mt. SVILUPPO TOTALE: 25 mt.
DISLIVELLO TOTALE: +0,5 mt. DISLIVELLO TOTALE: + 3mt.

GROTTA MA RIZZO BJ2


GROTTA DELLE COLONNE 831

pianta

sezioni

o 10 -
o 20

104 105
GROTTA DELL'ARMA GROTTA DELL'ARMA B33

NUMERO CATASTO: B033


NOME CAVITÀ: Grotta dell'Arma
COMUNE: Marat~a
TAVOLETTA I.G .M.: 210 m SE - Sapri
RILIEVO TOPOGRAFICO DI: Orotino F.
RILIEVO TOPOGRAFICO DEL: 18.09.1979
SVILUPPO TOTALE: 65mt.
DISLIVELLO TOTALE: + lmt.

GROTTA DELL'ARMA 2

NUMERO CATASTO: B034


NOME CAVITÀ: Grotta dell'arma 2
COMUNE: Maratea GROTTA DELL'ARMA 2 B34

TAVOLETTA I.G.M.: 210 m SE - Sapri


RILIEVO TOPOGRAFICO DI: Orotlno F., Montrone V., Pesce E.
RILIEVO TOPOGRAFICO DEL: 17.04.1981
SVILUPPO TOTALE: 36mt.
DISLIVELLO TOTALE: + 2mt.
pianta sezione

GROTTONE DELL'ARMA
20

NUMERO CATASTO: B035


GROTTA NORD APPREZZAMI L'ASINO 835
NOME CAVITÀ: Grottone dell'Arma
SINONIMO: Grotta nord Apprezzami l'Asino
COMUNE: Maratea sezione
TAVOLETTA I.G.M.: 210 ID SE - Sapri
RILIEVO TOPOGRAFICO DI: Oro.fino F., Frasca A. pianta .,,
RILIEVO TOPOGRAFICO DEL: 17.04.1981
SVILUPPO TOTALE: 43mt.
o 20

106 107
VORAGINE BOCCA DEL LAMIERO

NUMERO CATASTO : B036


NOME CAVITÀ: Voragine Bocca del Lamiero
COMUNE: Muro Lucano
FRAZIONE O LOCALITÀ: San Salvatore
TAVOLETTA I.G.M.: 187 m so - Ricigliano 'o
e
LATITUDINE: 40° 44' 42" ~
e
Q)
LONGITUDINE: 3° 02' 06" CIS
RILIEVO TOPOGRAFICO DI: Orofino F., Ferrante D. u..
Cl)
RILIEVO TOPOGRAFICO DEL:
SVILUPPO TOTALE:
DISLIVELLO TOTALE:
12.06.1966
42mt.
30 m_.!.
-
e,

m
>
o

ffl «i
o
t';J e
o
VORAGINE BOCCA DEL LAMIERO 836 CD


f
....J

e,

-...
o
>
-~
"'
A.
o:::
_,
""
pianta o
_,
"" z
~
GROTTA DI CASTEL DI LEPRE

'--' i
-
NUMERO CATASTO : B038
NOME CAVITÀ: Grotta di Castel di Lepre
o
COMUNE: Marsico Nuovo o >
o
FRAZIONE O LOCALITÀ:
TAVOLETTA I.G .M.:
Castel di Lepre
199 m NE - Brienza -<(
::l
z o
-
::E

LATITUDINE: 40° 25' 45"

E o
u
o

:]
LONGITUDINE: . 3° 14' 43" VI
'-
QUOTA s .Lm.: 855 mt. ~ ~

RILIEVO TOPOGRAFICO DI: Leoncavallo G. e, ~


RILIEVO TOPOGRAFICO DEL: 2.08.1971
SVILUPPO TOTALE: 1845 mt.
DISLIVELLO TOTALE: 146 mt.

108 109
INGHIOTTITOIO DI CASTEL DI LEPRE GROTTA SANT'ANGELO
NUMERO CATASTO: B039
NOME CAVITÀ: Inghiottitoio di Castel di Lepre NUMERO CATASTO: B040
COMUNE: Marsico Nuovo NOME CAVITÀ: Grotta Sant'Angelo
FRAZIONE O LOCALITÀ: Castel di Lepre COMUNE: Trecchina
TAVOLETTA I.G.M.: 199 m NE - Brienza FRAZIONE O LOCALITÀ: Balzo Rosso
LATITUDINE: 40° 25' 32" TAVOLETTA I.G.M.: 210 II SO - Rivello
LONGITUDINE: 3° 14' 43" LATITUDINE: 40° 00' 47"
QUOTA s.l.m.: 857mt. LONGITUDINE: 3° 21' 09"
RILIEVO
QUOTA s.l.m.: 492 mt.
TOPOGRAFICO DI: Laddomada S., Calella P., Sannicola RILIEVO TOPOGRAFICO DI: Bocchi, Arto.so, Minetto
RILIEVO TOPOGRAFICO
RILIEVO TOPOGRAFICO
EFFETTUATO IL: 2.08.1980 EFFETTUATO IL: 17.07.1975
SVILUPPO TOTALE: 48mt. SVILUPPO TOTALE: 420 mt.
DISLIVELLO TOTALE: 21 mt. DISLIVELLO TOTALE: + 10 mt.

INGHIOTTITOIO DI CASTEL DI LEPRE B39


GROTTA SANT'ANGELO DI TRECCHIN~ B40

sezione

pianta

I.·

11 0 111
FESTOLA PICCOLA FESTOLA GRANDE

NUMERO CATASTO: B041 NUMERO CATASTO: B042


NOME CAVITÀ: Festola Piccola NOME CAVITÀ: Festola Grande
COMUNE: Trecchina COMUNE: Trecchina
FRAZIONE O LOCALITÀ: Costa Murazzi FRAZIONE O LOCALITÀ: Costa Murazzi
TAVOLETTA I.G .M.: 210 II SO - Rivello TAVOLETTA I.G .M.: 210 II SO - Rivello
LATITUDINE: 40° 00' 51" LATITUDINE: 40° 00' 51"
LONGITUDINE: 3° 19' 47" LONGITUDINE: 3° 19' 57"
QUOTA s.l.m.: 632 mt. QUOTA s. l.m.: 653mt.
RILIEVO TOPOGRAFICO DI: Orofino F., Marotta C. RILIEVO TOPOGRAFICO DI: Orofino F., Marotta C.,
RILIEVO TOPOGRAFICO Mancini V., Nardelli R., Torrini M.
EFFETTUATO IL: 08.08.1976 RILIEVO TOPOGRAFICO EFF. IL: 21.01.1977
SVILUPPO TOTALE: 38mt. SVILUPPO TOTALE: ll0mt.
DISLIVELLO TOTALE: 32mt. DISLIVELLO TOTALE: 136mt.

FESTOLA PICCOLA 841 FESTOLA GRANDE B42


, . . ,.
pianta
• A' .. ~·

pianta

''
I,

I 1 .

I
!
i
!
sezione
--~-
~-
sezione : / Ta •qa , ·-:- .:1-:i
' I -, l •
. , I -
n IO , ', ; -',,
,.,,..,.
o 30
\.,'11hC.. fP'•t..," l'i'

112 113
GROTTA DELLE MARMITTE E DEI CIOTTOLI GROTTA MALCANALE

NUMERO CATASTO: B043 NUMERO CATASTO: B046


NOME CAVITÀ: Grotta delle Marmitte e dei Ciottoli NOME CAVITÀ: Grotta Malcanale
COMUNE: Maratea COMUNE: Maratea
FRAZIONE O LOCALITÀ: Ogliastro FRAZIONE O LOCALITÀ: Torre Malcanale
TAVOLETTA I.G .M.: 220 I NO - Maratea TAVOLETTA I.G.M.: 220 I NO - Maratea
LATITUDINE: 40° 00' 47" LATITUDINE: 39° 58' 21"
LONGITUDINE: 3° 21' 09" LONGITUDINE: 3° 16' 11"
QUOTA s .1.m.: 492 mt. QUOTA s.l.m.: 0mt.
RILIEVO TOPOGRAFICO DI: Marotta C., Orofino F. RILIEVO TOPOGRAFICO DI: Orof'1110 F., Marotta C.
RILIEVO TOPOGRAFICO EFF. IL: 01.10.1976 RILIEVO TOPOGRAFICO EFF. IL: 2.10.1976
SVILUPPO TOTALE: 16mt. SVILUPPO TOTALE: 45mt.
DISLIVELLO TOTALE: +2mt. DISLIVELLO TOTALE: + 0,5 mt.

GROTTA Q B46
GROTTA DELLE MARMITTE DEI CIOTTOLI 843

sezione
d

o l
pianta

o ro
m

114 115
GROTTA SCIABELLA GROTTA V

NUMERO CATASTO: B047 NUMERO CATASTO: B049


NOME CAVITÀ: Grotta Sciabella NOME CAVITÀ: Grotta V
SINONIMO: Grotta Santo Janni COMUNE: Maratea
COMUNE: Maratea FRAZIONE O LOCALITÀ: Punta Matrella
FRAZIONE O LOCALITÀ: Punta Matrella TAVOLETTA I.G.M.: 220 I NO - Maratea
TAVOLETTA I.G.M.: 220 I NO - Maratea LATITUDINE: 39° 58' 08"
LATITUDINE: 39° 58' 10" LONGITUDINE: 3° 16' 13"
LONGITUDINE: 3° 16' 14" QUOTA s.l.m .: 0mt.
Q UOTA s.l.m. : 0mt. RILIEVO TOPOGRAFICO DI: Orofino F., Marotta C.
RILIEVO TOPOGRAFICO DI: Orofino F., Marotta C. RILIEVO TOPOGRAFICO EFF. IL: 2.10.1976
RILIEVO TOPOGRAFICO EFF. IL: 2.10.1976 SVILUPPO TOTALE: 24mt.
SVILUPPO TOTALE: 96mt. DISLIVELLO TOTALE: 0,5mt.
DISLIVELLO TOTALE: + 0,5 mt.

GROTTA SCIABELLA 847 GROTTA V 849


pianta
' ..
•.'-.'

o
sezione

pianta 1

-
-é.,.~ .
o
m
12 . -~ · .
~- - -' -.J.-r I
~ ~ " . ; : •.;,

~,., •• ~.- , r. , •
o IO

116 117
GROTTA DI PUNTA MATRELLA GROTTA DEL RE

NUMERO CATASTO: B050 NUMERO CATASTO: B052


NOME CAVITÀ: Grotta di Punta Matrella NOME CAVITÀ: Grotta del Re
COMUNE: Maratea COMUNE: Trecchina
FRAZIONE O LOCALITÀ: Punta Matrella FRAZIONE O LOCALITÀ: Balzo Rosso
TAVOLETTA I.G.M.: 220 I NO - Maratea TAVOLETTA I.G.M.: 210 II SO - Rivello
LATITUDINE: 39° 58' 08" LATITUDINE: 40° 00' 09"
LONGITUDINE: 3° 16' 13" LONGITUDINE: 3° 21' 03"
QUOTA s.l.m.: 0mt. QUOTA s.l.m.: 154 mt.
RILIEVO TOPOGRAFICO DI: Orofino .F., Marotta C. RILIEVO TOPOGRAFICO DI: Marotta C. e F., Oro:fino F.
RILIEVO TOPOGRAFICO EFF. IL: 2.10.1976 RILIEVO TOPOGRAFICO EFF. IL: 09.04.1977
SVILUPPO TOTALE: 55mt. SVILUPPO TOTALE: 65 mt.
DISLIVELLO TOTALE: 0,5mt. DISLIVELLO TOTALE: 2mt.

GROTTA DEL RE 852


GROTTA DI PUNTA MATRELLA B50
.' \ ' \

pianta A

.\

pianta

.,., 1

Cb- ·.
...,

o IO
m sezione- A

10

118 119
GROTTA DI POLIFEMO GROTTA DEL SIFONE .

NUMERO CATASTO: B053


NOME CAVITÀ: Grotta di Polifemo NUMERO CATASTO: B055
SINONIMO : Grotta di Milossina NOME CAVITÀ: Grotta del Sifone
COMUNE: Maratea COMUNE: Maratea
FRAZIONE O LOCALITÀ: Milossina FRAZIONE O LOCALITÀ: Timpa Tenaglia
TAVOLETTA I.G .M.: 220 I NO - Maratea TAVOLETTA I.G .M.: 220 I NO - Maratea
LATITUDINE: 39° 57' 34"
LONGITUDINE: 3° 16' 48"
QUOTA s.l.m. : 0mt.
GROTTA DI TIMPA TENAGLIA Orofino F., Marotta C.
-- - RILIEVO TOPOGRAFICO DI:
RILIEVO TOPOGRAFICO EFFETTUATO IL: 3.08.1977
SVILUPPO TOTALE: 16mt.
NUMERO CATASTO: B054
NOME CAVITÀ: Grotta di Timpa Tenaglia
COMUNE: Maratea
FRAZIONE O LOCALITÀ: Timpa tenaglia
TAVOLETTA I.G.M.: 220 I NO - Maratea GROTTA DEL SIFONE B55
LATITUDINE: 39° 57' 30"
LONGITUDINE: 3° 16' 53"
Q UOTA s.l.m. : 0mt.
RILIEVO TOPOGRAFICO DI: Orofino F., Marotta C.
RILIEVO TOPOGRAFICO EFFETTUATO IL: 3.08.1977
SVILUPPO TOTALE: 12 mt.

O 10
pianta
\e ----=:===
metri

GROTTA 01 TIMPA TENAGLIA ~

sezione

b '
o---==::::::110
metri

120 121
GROTTA APPREZZAMI L'ASINO GROTTA DEI PIPISTRELLI
NUMERO CATASTO: B058
NOME CAVITÀ: Grotta Apprezzami l'Asino NUMERO CATASTO: B064
COMUNE: Maratea NOME CAVITÀ: Grotta dei Pipistrelli
FRAZIONE O LOCALITÀ: Punta Apprezzami l'Asino COMUNE: Maratea
TAVOLETTA I.G.M. : 220 ID SE - Sapri TAVOLETTA I.G.M. : 210 ID SE - Sapri
QUOTA s.l.m.: 0,30 mt. RILIEVO TOPOGRAFICO DI: Orofino F.
RILIEVO TOPOGRAFICO DI: Orofino F., Palmisano P. RILIEVO TOPOGRAFICO EFFETTUATO IL: 10.09.1979
RILIEVO TOPOGRAFICO EFFETTUATO IL: 4.09.1977 SVILUPPO TOTALE: 73mt.
SVILUPPO TOTALE: 52 mt.
DISLIVELLO TOTALE: + 2mt.

GROTTA APPREZZAMI L'ASINO 858

,· 0, c. Q
D GROTTA DEI PIPISTRELLI B64
<. )

sezk>rn

o 20 pianta

122 123
GROTTA LA MONACA B65
I GROTTA LA MONACA

NUMERO CATASTO: B065


NOME CAVITÀ: Grotta la Monaca
COMUNE: Maratea
FRAZIONE O LOCALITÀ: Canale La Monaca pianta
TAVOLETTA I.G.M.: 210 m SE - Sapri
RILIEVO TOPOGRAFICO DI: Orof'mo F. o 20
RILIEVO TOPOGRAFICO EFFETTUATO IL: 13.09.1979
SVILUPPO TOTALE: 13 mt.

GROTTA DEI NATURISTI 869

GROTTA DEI NATURISTI

NUMERO CATASTO: B069 sezioni


NOME CAVITÀ: Grotta dei Naturisti
COMUNE: Maratea
TAVOLETTA I.G.M .: 210 m SE - Sapri
RILIEVO TOPOGRAFICO DI: Orofino F., Montrone V.,
Pesce E., Frasca A o 20

RILIEVO TOPOGRAFICO EFFETTUATO IL: 17.04.1981


SVILUPPO TOTALE: 13mt.
DISLIVELLO TOTALE: + 2mt.
GROTTA DELLA GAFARA 870

GROTTA DELLA CAFARA

NUMERO CATASTO: B 070


NOME CAVITÀ: Grotta della Cafara
COMUNE: Maratea
TAVOLETTA I.G.M. : 210 ill SE - Sapri - \ sezioni
RILIEVO TOPOGRAFICO DI: Orof'mo F., Pesce E. pianta

~ ~
RILIEVO TOPOGRAFICO EFFETTUATO IL: 22.08.1980
o
-=~=-===------
SVILUPPO TOTALE: 13 mt. 20

124 125
GROTTA DEL PELLEGRINO INGHIOTTITOIO DELLA PIANA DEL LAGO

NUMERO CATASTO: B 100 NUMERO CATASTO: B 103


NOME CAVITÀ: Grotta del Pellegrino NOME CAVITÀ: Inghiottitoio della Piana del Lago
COMUNE: Trecchina COMUNE: Maratea
FRAZIONE O LOCALITÀ: Monte Santa Maria FRAZIONE O LOCALITÀ: Piana del Lago - I Pozzi
TAVOLETTA I.G.M.: 210 Il SO - Rivello TAVOLETTA I.G .M.: 210 Il SO - Rivello
LATITUDINE: 40° 00' 37" RILIEVO TOPOGRAFICO DI: Masciandaro A.
LONGITUDINE: 3° 19' 05"
QUOTA s.1.m.: 925 mt.
RILIEVO TOPOGRAFICO DI: Marotta C.
RILIEVO TOPOGRAFICO EFFETTUATO IL: 20.12.1980 GROTTA RIONE ROSSI
SVILUPPO TOTALE: 9,7 mt.
DISLIVELLO TOTALE: - 9,7 mt.
NUMERO CATASTO: B 128
NOME CAVITÀ: Grotta Rione Rossi
GROTTA DEL PELLEGRINO COMUNE: Lagonegro
B 100 FRAZIONE O LOCALITÀ: Rione G. Rossi
SVILUPPO TOTALE: 118mt.
DISLIVELLO TOTALE: + 3mt.

PIANTA

~ merì~ 1 /
Hm
lnghiot. della Piana del Lago
103 B

_e_

126 127
POZZO DI FAVINO

NUMERO CATASTO: B 130


NOME CAVITÀ: Pozzo di Favino
B 129
NUMERO CATASTO: COMUNE: Castelsaraceno
Inghiottitoio di Vaquarro
NOME CAVITÀ: FRAZIONE O LOCALITÀ: Monte Croce
Chiaromonte
COMUNE: TAVOLETTA I.G.M.: 211 m NO - Latronico
Piani di Vaquarro
FRAZIONE O LOCALITÀ: LATITUDINE: 40° 07' 20"
221 IV NE- Viggianello
TAVOLETTA I.G.M.: LONGITUDINE: 3° 31' 45"
39° 55' 42"
LATITUDINE: QUOTA s.l.m.: 1.800 mt.
3° 43' 53"
LONGITUDINE: RILIEVO TOPOGRAFICO DI: Calandri G.
1.720 mt.
QUOTA s.l.m.: RILIEVO TOPOGRAFICO EFFETTUATO IL: 07.07.1973
Palmisano P.
RILIEVO TOPOGRAFICO DI: SVILUPPO TOTALE: 5mt.
RILIEVO TOPOGRAFICO EFFETTUATO IL: 06.07.1980
DISLIVELLO TOTALE: 25mt.
12mt.
SVILUPPO TOTALE:
27mt.
DISLIVELLO TOTALE: GAMMARA DI ROTALE

NUMERO CATASTO: B 131


INGHIOTTITOIO 01 VAOUAAAO 8129 NOME CAVITÀ:- Gammara di Rotale
COMUNE: Rivello
FRAZIONE O LOCALITÀ: Rotale
TAVOLETTA I.G.M .: 210 m NO - Lagonegro
LATITUDINE: 40° 05' 07"
LONGITUDINE: 3° 15' 30"
QUOTA s.l.m. : 682mt.
RILIEVO TOPOGRAFICO DI: Calandri G.
RILIEVO TOPOGRAFICO EFFETTUATO IL: 28.06.1973
b' sezione SVILUPPO TOTALE: 3mt.
I DISLIVELLO TOTALE: Smt.
a-

GAMARRA DI ROTALE 8131


pianta

SEZIONE

o 8 \IERTJCALE
·o··--==2===:li~--6m

129
128
INGHIOTTITOIO COCCOVELLO 1

NUMERO CATASTO : B 146


NOME CAVITÀ: Inghiottitoio Coccovello 1
COMUNE: Rivello
FRAZIONE O LOCALITÀ: M.te Coccovello
TAVOLETTA I.G.M.: 210 II SO - Rivello
RILIEVO TOPOGRAFICO DI: Lovera
lnghiot. M. Coccovetlo rt4

~~7
Tana di Siervo 149 B

INGID01TITOIO COCCOVEllO 2
~-9 \ ~N
NUMERO CATASTO: B 147 ~r
NOME CAVITÀ:
COMUNE:
Inghiottitoio Coccovello 2
Rivello j lngh1ot. M.Coccovello n.1 lnghiot. M. Coccovello rt3

'~BJ_~
146 8
FRAZIONE O LOCALITÀ: M.te Coccovello
TAVOLETTA I.G .M.: 210 II SO - Rivello
RILIEVO TOPOGRAFICO DI: MAsciandaro N.

INGHIOTTITOIO COCCOVELLO 3
lnghiot. M. Coccovello rt2
147 B p.15
N- ~~~-- ' .

NUMERO CATASTO: B 148 N


NOME CAVITÀ: Inghiottitoio Coccovello 3 f
COMUNE: I Rivello
FRAZIONE O LOCALITÀ: M.te Coccovello
TAVOLETTA I.G .M.: 210 II SO - Rivello
RILIEVO TOPOGRAFICO DI: Lovera

INGHIOTIITOIO COCCOVELLO 4

NUMERO CATASTO: B 14
NOME CAVITÀ: Inghiottitoio Coccovello 4
COMUNE: Rivello
FRAZIONE O LOCALITÀ: M.te Coccovello
TAVOLETTA I.G.M.: 210 II SO - Rivello
RILIEVO TOPOGRAFICO DI: Lovera

130
131
GROTTA DI FALCONARA VORAGINE PIEZZ 'I TRENDE

B171 NUMERO CATASTO: B 174


NUMERO CATASTO:
Grotta di Falconara NOME CAVITÀ: Voragine Piezz 'I Trende
NOME CAVITÀ:
Terranova del Pollino COMUNE: Rotonda
COMUNE:
FRAZIONE O LOCALITÀ: Timpa di Falconara FRAZIONE O LOCALITÀ: Piedi delle Coste
TAVOLETTA I.G.M.:
221 I NO - Terranova di Pollino TAVOLETTA I.G .M.: 221 IV NO - Rotonda
LATITUDINE: 39° 56' 30" LATITUDINE: 39° 57' 25"
3° 49' 36" LONGITUDINE: 3° 35' 15"
LONGITUDINE:
1360mt. Q UOTA s.l.m.: 560 mt.
QUOTA s.l.m.:
RILIEVO TOPOGRAFICO DI: La Rocca F., Larocca A. RILIEVO TOPOGRAFICO DI: Larocca A., Caputi l.
RILIEVO TOPOGRAFICO EFFETTUATO IL: 09.07.1988 RILIEVO TOPOGRAFICO EFFETTUATO IL: 22.08.1988
S0mt. SVILUPPO TOTALE: 99mt.
SVILUPPO TOTALE:
DISLIVELLO TOTALE: 51mt. DISLIVELLO TOTALE: - 75 + 31 mt.

GROTTA DI FALCONARA PIEZZE 'I TRENDE


( TERRANOVA DI POLLINO· PZ l ROTONDA -PZ-
~ilevomento: I.. C0;:,ut i ,A. l.or0cc0
IC.. S."Sporviere.,l
do:o : 22·8·198S

i,8
/=
l?~ --
l· ~I
t.
.J rr<
planimetria
}•, 9 'è.

Q. ,, 9,.
._, . . ~· q_. ~)~\;
.• f ~'1flrR
.
[JJ .'z. - } . -~

SEZIONE
LONCll~UOINALE

R.12 l jI ,. 14
o 2 4 6m
~
sezione

·. . . ) J~ s:ola 1:200

;;<:t.Q_}.. RILEVAMENTO :
F'.LAROCCA , A.LAROCCA
IG.S. e SPARVIERE •I :
OATA : 9 LUGLIO 1988 .

132 133
GRAVE DI FR.Ai~CESCO - I VUCCULI 1

B 175 NUMERO CATASTO: B 215


NUMERO CATASTO:
Grave di Francesco NOME CAVITÀ: I Vucculi 1
NOME CAVITÀ:
Lagonegro COMUNE: Muro Lucano
COMUNE:
Pennarone FRAZIONE O LOCALITÀ: Monte Paratiello - Bosco Grande
FRAZIONE O LOCALITÀ:
210 I SO - Rocca Rossa RILIEVO TOPOGRAFICO DI: Catellani, Franchi, Losi, Ferrari
TAVOLETTA I.G.M.:
40° 10' 37" SVILUPPO TOTALE: 1291 mt.
LATITUDINE:
3° 16' 42" DISLIVELLO TOTALE: 120 mt.
LONGITUDINE:
QUOTA s.l.m.: 780mt.
RILIEVO TOPOGRAFICO DI: U. S. Calenzano, (Cossio V.)
RILIEVO TOPOGRAFICO EFFETTUATO IL: 11.08.1989 - I VUCCULI 2
SVILUPPO TOTALE: 45mt.
DISLIVELLO TOTALE: -45 mt.
NUMERO CATASTO: B216
NOME CAVITÀ: IVUCCULI2
{;J-. COMUNE: Muro Lucano
GRAVE DI FRANCESCO
FRAZIONE O LOCALITÀ: Monte Paratiello - Bosco Grande
RIL1Ev() b1 boHN~ ;,
.SRl/11t# 6, QUOTA s.l.m.: 1090 mt.
SULJ4NP P
SVILUPPO TOTALE: 402 mt.
DISLIVELLO TOTALE: 86mt.
,,

GROTTA 'I VUCCULI'


1•1,,., .... RILIEVO: GSPGC
OSM SOITOSOPHA
GSCAICARPI
SVIL: 129: m DISL =920 m

SEZIONE LONGITUDINALE

135
134
Monte CoccoVJello
Doline e rocce affioranti

Monte Coccovello
Neve tra i boschi

137
ELENCO
DELLE GROTTE NATURALI
DELLA BASILICATA

Maratea - Acquafredda
La Polla Marizza (acqua del mare increspata) al tramonto

Maratea
Terrazzamenti costieri

138 139
GLI ELENCHI CATASTALI NUMERAZIONE UFFICIALE DEL
CATASTO DELLE GROTTE
EDELLE AREE CARSICHE DELLA BASILICATA
Si riporta l'elenco delle Grotte della Basilicata iscritte presso la sede regio-
nale del Catasto delle Grotte e delle Aree Carsiche della Basilicata aggior-
nato al 30 settembre 1996. B00 l Grotta delle Meraviglie Morate• B04 2 Festola Grande Trecchina
L'elenco contiene le grotte ufficialmente catastate presso l'organismo B002 Grotta dei Pipistrelli Matera B043 Grotta delle Marmitte Morate•
regionale della Società Speleologica Italiana. Non ne fanno ancora parte B003 Grotta della Torre Caino Morate• B044 Grotta San Germano Morate•
B004 Grotta di Punta Judia Morate• B04 5 Grotta della Sciabola Morate•
quelle cavità che per mancanza di dati topografici precisi non hanno B005 Grotta Santa Gabella Morate• B046 Grotta Malcanale Morate•
avuto ancora l'assegnazione del numero identificativo regionale. B006 Grotta di Giorgio Morate• B04 7 Grotta Sciabella Morate•
Le cavità naturali in attesa dell'inserimento nell'elenco regionale sono B007 Grotta Fornu Gareggiu Morate• B048 Grotta U Morate•
circa 50, in massima parte individuate nell'area del Parco nazionale del B008 Grotta Azzurra di Monacelle Morate• B04 9 Grotta V Morate•
Pollino e nelle rocce carbonatiche del Lagonegrese. B009 Il Guttru Morate• B050 Grotta di Punta Matrella Morate•
BOl OAntro di Fiumicello Morate• B051 Grotta Santa Teresa Morate•
Le grotte presenti nella Murgia materana, anch 'esse circa 50, a breve BO11 Grotta Orientale di Fiumicello Morate• B052 Grotta del Re Trecchina
saranno prese in esame, per cui si prevede un notevole incremento della BO12 Grotta Centrale di Fiumicello Morate• B053 Grotta di Polifemo Morate•
numerazione ufficiale delle Grotte naturali della Basilicata. BO13 Grotta Occidentale di Fiumicello Morate• B054 Grotta di Timpa Tenaglia Morate•
Dal gennaio 199 7 il Catasto delle Grotte e delle Aree Carsiche della BO14 Grotta delle Concrezioni Morate• B055 Grotta del Sifone Morate•
Basilicata ha posto in essere, secondo le indicazioni dettate dalle norma- BO15 Grotta di Cersuta Morate• BO56 Grotta dei (rivi Morate•
BO16 Grotta della Scala Morate• B057 Grotta dell'Eremita Morate•
tive nazionali in merito alle modalità di inserimento nel catasto delle BO17 Grotta dei Palombi Morate• B058 Grotta Apprezzami l'Asino Morate•
cavità naturali ed artificiali, una nuova sezione dedicata alle cavità BO18 Grotta di Porta Rossa Morate• B059 Antro Sud Torre Apprezzami l'Asino Morate•
artificiali. BO19 Grotta Sant'Angiolo Morate• B060 Grotta I Fica Ciuccio Morate•
B020 Grotta di San Michele Monticchio B061 Grotta Il Fica Ciuccio Morate•
B021 Grotta S. Angelo al Raparo S. Chirico R. B062 Grotticella della Scala Morate•
B022 Grotta Grande di Latronico Latronico B063 Antro dei Pipistrelli Morate•
B023 Grotta di Monte Cervaro Lagonegro B064 Grotta Il dei Pipistrelli Morate•
B024 Grotta Timpone della Calda lagonegro B065 Grotta la Monaca Morate•
B025 Grotta di Filiano Filiano B066 Antro presso la Monaca Morate•
BO26 Antro della Pertusata lagonegra B067 Grotta presso Marizza Morate•
B027 lnghiottiotio di Patricello Rivello B068 Antro di Cersuta Morate•
B028 Pozzo di Patricello Rivello B06 9 Grotta dei Naturisti Morate•
B029 Grotta da Rocca de liece Rivello BO7OGrotta della Catara Morate•
B030 Grotta del Dragone Morate• BO71 Grotta della Sorgente Morate•
B031 Grotta delle Colonne Morate• B072 Grattane dell'Ogliastra Morate•
B03 2 Gratta Marizza Ma ratea B073 Grotta della Sfinge Morate•
B033 Grotta dell'Arma Morate• BO74 Grotta di Punta Caino Morate•
B034 Grotta Il dell'Arma Ma ratea B075 Grotta Sorgente Torre Caino Morate•
B035 Grotta Nord Apprezzami l'Asino Morate• B07 6 Grotta IValle d'Acqua Morate•
B036 Voragine Bocca del Lamiera Muro lucano B077 Grotta Il Valle d'Acqua Morate•
B037 Grotta dell'Aquila Tramuto la B078 Grotta lii Valle d'Acqua Morate•
B038 Grotta di Castel di lepre Morsico Nuovo B079 Grotta IV Valle d'Acqua Morate•
B039 Inghiottitoio di Castel di lepre Morsico Nuovo B080 Grattane Monte Castrocucco Morate•
B040 Grotta Sant' Angelo Trecchina B081 Grotta Il Punta Judia Morate•
B041 Festola Piccola Trecchina B082 Grotta lii Punta Judia Morate•

140 141
B083 Grotta Marisdea Morate• B131 Gommar• di Rotale Rivello B179 Grotta Li Cuini Rivello B227 Pozzo Carpini 3 Morate•
B084 Grotta Spiaggia di Marisdea Maratea B132 Grotta 3 della Clda Latronico B180 Grotta della Coccinella Lagonegro B228 Pozzo Carpini 4 Morate•
B085 Grotta della Ruino Morate• B133 Grotta 4 della Calda Latronico B181 Grotta Sorgente Piana del Lago Ma ratea B229 Pozzo Carpini 5 Maratea
B086 Grotta Spiaggia della Ruino Morate• B134 Grotta Santa Lucia 1 Viggiano B182 Grotta Vignale Rivello B230 Pozzo Carpini 6 Maratea
B087 Grotta Sud Punta Matrella Maratea B13 5 Grotta Santa Lucia 2 Viggiano B183 Grotta del Noce 1 Rivello B231 Pozzo Carpini 7 Morate•
B088 Grotta Spiaggia Malcanale Morate• B136 Grotta Stadio Viggiano B184 Grotta del Noce 2 Rivello B232 Pozzo Carpini 8 Morate •
B08 9 Riparo in Roccia Morate• B137 Grotta Barnico Morsico Nuovo B185 Grotticella Milossina Trecchina B233 Pozzo Carpini 9 Morate•
B090 Grotticella Marina Morate• B138 Grotta del Castello Marica Nuovo B186 Grotticella La Centrale l Trecchina B234 Pozzo Carpini l O Morate •
B091 Riparo Morate• B139 Antro Vallone della Grotta Tra mutola B187 Grotticella La Centrale 2 Trecchina B235 Pozzo Carpini 11 Morate•
B092 Grotta Fra i Massi Morate• B140 Grotta San Michele Arcangelo Acerenza B188 Grotticella Balzo Rosso 1 Trecchina B236 Pozzo Carpini 12 Morate•
B093 Sottoroccia della Scalinata Morate• B14 l Grotte di Porcinello Venosa B189 Grotticella Balzo Rosso 2 Trecchina B237 Pozzo Carpini 13 Morate•
B094 Sottoroccia franato Maratea B14 2 Grotta IMadonna di Macera Melfi B190 Antrone di Lauri• Lauri• B238 Pozzo Carpini 14 Morate•
B09 5 Grotta Marina Maratea B143 Grotta Il Madonna di Macera Melfi B19 l Grattane di Lauri• l Lauri• B239 Pozzo Carpini 15 Morate•
B096 Antro Sud Monacelle Ma ratea B144 Grotta lii Madonna di Macera Melfi B192 Grattane di Lauri• 2 Lauri• B240 Pozzo Carpini 16 Morate•
B097 Sottoroccia Nord Monacelle Ma ratea B145 Grotticella Torre Malcanale Morate• B193 Grotta di Serra Lata Laurenzana B241 Pozzo Carpini 17 Ma ratea
B098 Grotta Spiaggetta del Porto di Morate• B146 Inghiottitoio Coccovello 1 Rivello B194 Grotta San Pietro Morate• B242 Pozzo Carpini 18 Morate•
B099 Sorgente Fiume Alli Viggiano B14 7 Inghiottitoio Coccovello 2 Rivello B19 5 Taverna del Muretto Latronico B243 Pozzo Carpini 19 Morate•
B100 Grotta del Pellegrino Trecchina B148 Inghiottitoio (occovello 3 Rivello B196 Sfiatatoio di Latronico Latronico B244 Pozzo Carpini 20 Morate•
Bl O1 Grotta di jumara Rapallo B14 9 lnghiottiotio Coccovello 4 Rivello B197 Inghiottitoio di San Biagio Morate• B245 Pozzo Carpini 21 Maratea
B102 Grotta del Casolare Trecchina B150 Fenditura Superiore del Cervaro Latro nico B198 Grotta di Brefaro Maratea B246 Pozzetto Carpini Morate•
Bl 03 lnghoiottitoio Piana del Lago Morate• B151 Grotta delle Stalattiti Latro nico B199 Grotta del Latitante Morate• B247 Fenditura Carpini 1 Morate•
B104 Grotta dell'Ogliastro Morate• B15 2 Grotta del Brigante Morate• B200 Grotta du Bacchettu Rivello B248 Fenditura Carpini 2 Morate•
B105 Pozzo Sola Latronico B153 Grotta del Morranone Brindisi di Mont. B201 Buco di Campolongo Lagonegro B249 Fenditura Carpini 3 Morate•
B106 Pozzo Francesco Latronico B154 Grotta Juranne Brindisi di Mont. B202 Risorgenza località Carpato Latronico B250 Fessura dei Carpini Morate•
B10 7 Grotta del Bandito Castelsaraceno B155 Grotta di Cala Vecchia Morate• B203 Grotta dei Capretti Terranova del P.
B108 Buca di Monte Ra paro Castelsaraceno B156 Grotta di Giangaglino Latronico B204 Pozzo presso Falconara Terranova del P.
B109 Grotta R.B.S. Trecchina B157 Grotta di Loreto Venosa B205 Avuzu "I Pizzulu" Viggianello
B11 OGrotta dell'Arco Trecchina B158 Grotta dei Briganti Venosa B206 Avuzu di Cozzo Alberico Viggianello
B111 Grotta del Serpente Nero Trecchina B159 Grotta di Canalicchio Venosa B207 Grotta di Gesù e Maria Viggianello
B112 Grattane Prasti Trecchina B160 Grotta di Torraca Venosa B208 Inghiottitoio di Timpa dell'Orso Rotonda
B113 Grotta Prasti Trecchina B161 Grotta di Santa Margherita Melfi B209 Grotta dell'Orso Bianco Rotonda
B114 Grotticella Prasti Trecchina B16 2 Grotta Don Nicola Morate• B21 O Grotta dell'Eremita Viggianello
B115 Antrone Costa Bologo Trecchina B163 Grotta del Dentice Morate• B211 Grotta dell'Eremita di Padarreto Rotonda
B116 Grotta dell'Orso Trecchina B164 Grotta della Femmina Matera B212 Grotta "I Chiunze" Rotonda
B117 Grotta II della Calda Latronico B165 Grotta dei Briganti Pisticci B213 Avuzu Pede Tunnu Viggianello
B118 SMl Morate• B166 Grotta del Santo Campo Matera B214 Grotta del Ponte Bufalieddu Viggianello
B119 SM2 Morate• B167 Grotta delle Rondini Matera B215 Grotta "I Vucculi I" Muro Lucano
B120 SM3 Morate• B168 Grotta dell'Istrice Matera B216 Grotta "I Vucculi Il" Muro Lucano
B126 Grotta dei Falchi Trecchina B17 4 Voragine Piezz' i Trend Rotonda tl tlL Pozzo deiia Nlogiìe incazzai• Morate•
B127 Grotta del Campanaro Trecchina B17 5 Grave di Francesco Lagonegro B223 Pozzo delle Cento Pecore Morate•
B12 8 Grotta Rione Rossi Lagonegro B17 6 Grotta dello Scheletro Lago negro B224 Vucca du diavolo Morate•
B129 Inghiottitoio di Vaquarro Chiaromonte B177 Grotticella presso S. Angelo Trecchina B225 Pozzo Carpini 1 Morate•
· B130 Pozzo di Favino Castelsaraceno B178 Grotta dello Strabucco Morsico Vetere B226 Pozzo Carpini 2 Morate•

142 143

142 143
ELENCO DELLE GROTTE NATURALI DELLA BASILICATA B015 Grotta di Cersuta B081 Grotta Il Punta Judia
B016 Grotta della Scala B082 Grotta lii Punta ludi•
PER COMUNE B017 Grotta dei Palombi B083 Grotta Marisdea
B018 Grotta di Porta Rossa B084 Grotta Spiaggia di Marisdea
ACERENZA · Pz · lATRONICO · Pz · B019 Grotta Sant'Angiolo B085 Grotta della Ruino
B030 Grotta del Dragone B086 Grotta Spiaggia della Ruino
8140 Grotta di San Michele Arcangelo 8022 Grotta Grande di Latronico (Grotta dei Bagni) B031 Grotta delle Colonne B087 Grotta Sud Punta Matrella
B105 Pozzo Sola l B032 Grotta Marizza B088 Grotta Spiaggia Malcanale
B106 Pozzo Francesco B033 Grotta del!' Arma B089 Riparo in Roccia
BRINDISI DI MONTAGNA · Pz · B117 Grotta 2 della Calda B034 Grotta Il del!' Arma B090 Grotticella Marina
B132 Grotta 3 della Calda B035 Grotta Nord Apprezzami l'Asino B091 Riparo
B153 Grotta del Marranone B133 Grotta 4 della Calda B043 Grotta delle Marmitte 8092 Grotta fra i Massi
B154 Grotta Juranne B150 Fenditura superiore del Cervaro B044 Grotta San Germano B093 Sottoroccia della Scalinata
B151 Grotta delle Stalattiti B045 Grotta della Sciabola B094 Sottoroccia franato
B156 Grotta di Gi•ng•gliano B046 Grotta Malcanale B095 Grotta Marina
CASTELSARACENO · Pz · B195 Caverna del Muretto B047 Grotta Sciabella 8096 Antro Sud Monacelle
B196 Sfiatatoio di L•tronico B048 Grotta U B097 Sottorocci• Nord Mon•celle
B107 Grotta del Bandito B202 Risorgenz• Località Carp•to B049 Grotta V B098 Grotta Spiaggetta del Porto di Morate•
B108 Buca di Monte R•p•ro B050 Grotta di Punta Matrella B103 lnghoiottitoio Piana del Lago
B130 Pozzo di F•vino B051 Grotta Santa Teresa B104 Grotta dell'Ogliastro
lAURENZANA · Pz · B053 Grotta di Polifemo B118 SMl
B054 Grotta di Timpa Tenaglia B119 SM2
CHIAROMONTE · Pz · B193 Grotta di Serra Lata B055 Grotta del Sifone B120 SM3
B056 Grotta dei (rivi B121 SM4
B129 Inghiottitoio di Vaqu•rro lAURIA-Pz · B057 Grotta dell'Eremita B122 SMS
B058 Grotta Apprezzami l'Asino B123 SM6
B125 Grotta San Filippo B059 Antro Sud Torre Apprezzami l'Asino B124 SM7
COLOBRARO · Mt · B060 Grotta IFica Ciuccio B145 Grotticella Torre Malcanale
B190 Antrone di Lauri• B061 Grotta Il Fica Ciucci• B152 Grotta del Brigante
B169 Grotta Praj• degli schiavi B191 Grattane 1 di Lauri• B062 Grotticella della Scala B155 Grotta di Cala Vecchia
B170 Grotta dell'assassino Grattane 2 di Lauri• B063 Antro dei Pipistrelli B162 Grotta Don Nicola
819~
B064 Grotta Il dei Pipistrelli B163 Grotta del Dentice
B065 Grotta La Monaca B181 Grotta Sorgente Piana del Lago
FILIANO · Pz · MARATEA · Pz · B066 Antro presso La Monaca B194 Grotta San Pietro
B067 Grotta presso Marizza B197 Inghiottitoio di San Biagio
B 025 Grotta di Filiano B001 Grotta delle Meraviglie B068 Antro di Cersuta B198 Grotta di Brefaro
B003 Grotta della Torre Caino B069 Grotta dei Naturisti B199 Grotta del Latitante
lAGONEGRO · Pz · B004 Grotta di Punta Judia B070 Grotta della Cafara B218 Antro I Cappuccini l
B005 Grotta Santa Gabella B071 Grotta della Sorgente B219 Antro ICappuccini 2
B023 Grotta di Monte Cervaro B006 Grotta di Giorgio 8072 Grattane dell' Ogliastro B220 Pozzo delle Cugine
B024 Grotta Timpone della Calda B007 Grotta Fornu Gareggiu B073 Grotta della Sfinge B221 Pozzo della Moglie Perduta
B026 Antro della Pertus•t• B008 Grotta Azzurra di Monacelle B074 Grotta di Punta Caino B222 Pozzo della Moglie Incazzata
B128 Grotta Rione Rossi B009 Il Guttru B075 Grotta Sorgente Torre Caino B223 Pozzo delle Cento Pecore
B175 Grave di Francesco B010 Antro di Fiumicello B076 Grotta IValle d'Acqua B224 Vucca du diavolo
B176 Grotta dello Scheletro 8011 Grotta Orientale di Fiumicello 8077 Grotta Il Valle d'Acqua B225 Pozzo Carpini 1
B180 Grotta della Coccinella B012 Grotta Centrale di Fiumicello B078 Grotta lii Valle d'Acqua B226 Pozzo Carpini 2
B201 Buco di Campolongo B013 Grotta Occidentale di Fiumicello B079 Grotta IV Valle d'Acqua B227 Pozzo Carpini 3
B217 Grotta Giuseppe De Lorenzo B014 Grotta delle Concrezioni B080 Grottone Monte Castrocucco B228 Pozzo Carpini 4

144 145
B229 Pozzo Carpini 5 MELFI -Pz- ROTONDA -Pz - B127 Grotta del Campanaro
B230 Pozzo Carpini 6 B177 Grotticella Sant'Angelo l
B231 Pozzo Carpini 7 B142 Grotta IMadonna di Macera B174 Voragine Piezz' ITrend B185 Grotticella Milossina
B232 Pozzo Carpin~ B143 Grotta 11 Madonna di Macera B208 Inghiottitoio di Timpa dell'Orso B186 Grotticella La Centrale I
B233 Pozzo Carpin· B144 Grotta lii Madonna di Macera B209 Grotta dell'Orso Bianco B187 Grotticella La Centrale Il
B234 Pozzo Carpini l O B161 Grotta di Santa Margherita B211 Grotta dell'Eremita di Padarreto B188 Grotticella Balzo Rosso I
B235 Pozzo Carpini 11 B212 Grotta "IChiunze" B189 Grotticella Balzo Rosso Il
B236 Pozzo Carpini 12
B237 Pozzo Carpini 13 MONTICCHIO -Pz -
B238 Pozzo Carpini 14 VENOSA-Pz-
B239 Pozzo Carpini 15 B020 Grotta di San Michele SAN CHIRICO RAPARO · Pz ·
B240 Pozzo Carpini 16 B141 Grotte di Porcinello
B241 Pozzo Carpini 17 B021 . Grotta Sant'Angelo al Raparo B157 Grotta di Loreto
B242 Pozzo Carpini 18 MURO LUCANO· Pz · B158 Grotta dei Briganti
B243 Pozzo Carpini 19 B159 Grotta di Canalicchio
B244 Pozzo Carpini 20 B036 Voragine Bocca del Lamiera TERRANOVA DEL POLLINO· Pz · B160 Grotta di Tonaca
B245 Pozzo Carpini 21 B215 Grotta " I Vucculi l "
B246 Pozzetto Carpini B216 Grotta " I Vucculi 2 " B171 Grotta della Falconara
B247 Fenditura Carpini l B172 Camino presso la Grotta della Falconara VIGGIANELLO· Pz ·
B248 Fenditura Carpini 2 PISTICCI · Mt · B173 Antro delle due entrate
B249 Fenditura Carpini 3 B203 Grotta dei Capretti B205 Avuzu I Pizzulu
B250 Fessura dei Carpini B165 Grotta dei Briganti B206 Avuzu di Cozzo Alberico
B204 Pozzo presso Falconara B207 Grotta di Gesù e Maria
B210 Grotta dell'Eremita
RAPOLLA · Pz · B213 Avuzu Pede Tunnu
MARSICONUOVO · Pz · TRAMUTOLA · Pz · B214 Grotta del Ponte Bufalieddu
B101 Grotta di Jumara
B038 Grotta di Castel di lepre B037 Grotta dell'Aquila
B039 Inghiottitoio di Castel di lepre B139 Antro Vallone della grotta VIGGIANO · Pz·
B137 Grotta Barnico RIVELLO · Pz ·
B138 Grotta del Castello B099 Grotta Sorgente Fiume Alli
B027 Inghiottitoio di Patricello TRECCHINA · Pz · B134 Grotta Santa Lucia l
B028 Pozzo di Patricello B135 Grotta Santa Lucia 2
B029 Grotta Leta · Grotta da Rocca de Liece B040 Grotta Sant'Angelo B136 Grotta Stadio
MARSICOVETERE · PZ · B131 Gommar• di Rotale B041 Festola Piccola
B146 Inghiottitoio Coccovello I B042 Festola Grande
B178 Grotta dello Strabucco B147 Inghiottitoio Coccovello Il B052 Grotta del Re
B148 Inghiottitoio Coccovello lii B100 Grotta del Pellegrino
B149 Inghiottitoti• Coccovello IV· Tana di Siervo B102 Grotta del Casolare
B174 Pozzo Li Cuini B109 Grotta R.B.S.
MATERA B182 Grotta Vignale B110 Grotta dell'Arco
B183 Grotta del Noce I B111 Grotta del Serpente Nero
B002 Grotta dei Pipistrelli B184 Grotta del Noce Il B112 Grottone Prasti
B164 Grotta della Femmina B200 Grotta di Bacchettu B113 Grotta Prasti
B166 Grotta del Santo Campo B114 Grotticella Prasti
B167 Grotta delle Rondini B115 Antrone Costa Bolago
B168 Grotta dell'Istrice B116 Grotta dell'Orso
B126 Grotta dei Falchi

146 14 7
STATISTICHE DELLE GROTTE PER COMUNE DI APPARTENENZA

COMUNE N. GROTTE CATASTATE


MARATEA 131
TRECCHINA 22
RIVELLO ,f
13
u
LATRONICO 12
LAGONEGRO 9
VIGGIANELLO 6
MATERA 5
ROTONDA 5
TERRANOVA DEL POLLINO 5
VENOSA 5
LAURIA 4
MARSICONUOVO 4
I
MELFI 4
VIGGIANO 4
CASTELSARACENO 3
MURO LUCANO 3
BRINDISI DI MONTAGNA 2 I
COLOBRARO I 2
TRAMUTOLA 2
ACERENZA l
CHIAROMONTE l
FILfANO l - Da o a 5 Grotte
Da 6 a 10 Grotte
LAURENZANA l - Da 11 a 20 Grotte
MARSICOVETERE l Da 21 a 51 Grotte
-····- 51 Grotte
- Oltre
MONTICCHIO l
PISTICCI l I
RAPOLLA l
' SAN CHIRICO RAPARO l
I I
148 149
BIBLIOGRAFIA SPELEOLOGICA DELLA BASILICATA
Sono _oltre S_OO i testi che tra_ttano argo~enti di_speleolo~ia, _ge?m_orfologia, geologia, ~iospele_ologia ?ell~ Basilic~ta. Monografie di grotte, semplici
pubbhcaz1~m d1 geomorfologia_suo~erf1c1ale ed_ ipogea'. c1taz1om d1 grotte luc?ne, ?~~bhcaz1om d1 pre1st~n~.e cosivia. Itesti riportati in bibliografia
possono mutare ad approfondire gli argomenti trattati. Buona parte sono d1spomb1h anche presso la b1bhoteca privata del Catasto delle Grotte e
delle Aree Carsiche della Basilicata. Per ulteriori informazioni la sede regionale di questo organismo della Società Speleologica Italiana è disponibile
ad ogni tipo di collaborazione con privati e con enti pubblici.
Aellen V., Strinati P. (1975) - Guide des grottes d'europe. Ed. Benetti A. (1965) Campagna di ricerche speleologiche nella
Delachaux & Niestlè (Neuchatel): 1-316. Puglia e nella Lucania. Atti VI Conv. Spel. lt. Centro Meridionale,
Aellen V., Strinati P. (197 6) - Guida alle grotte d'europa. 1-274 Firenze 14-15 Novembre 1964. 76-80.
(Bologna) Edizione italiana del l'opera precedente. Bentivoglio A. Leoncavallo G.(1973) la Grotta di Castel di
Anelli F. (1941) -// Catasto delle Grotte Italiane presso l'Istituto lepre, MarsicoNuovo (Potenza) . Rass. Spel. lt. (Como), 25 (1-
Italiano di Speleologia. R.R. Grotte demaniali di Postumia. Riv. 4): 136-139.
Catasto e Serv. Tecnici Erariali. 19 (3) 1-13. Bianco S. (1984) - Tesffmonianze archeologiche nel territorio di
Anelli F. (1956) - Un raro reperto di stambecco nella Grotta latronico- Congedo Editore-Galatina 1984.
della lena presso Castellana (Bari). Rass. Spel. ltal. e Soc. Spel. Biancofiore F.(1965) Nuovi dipinti preistorici in LucaniaRend. Cl.
ltal. Atti VII Congresso Nazionale di Speleologia -Sardegna 3-8 Scienze Fis. Mat. Nat. Ace. Naz. dei Lincei, 39 (5): 317-320.
Ottobre 1955. (Como) Mem. 3105-107. Boenzi S. (1954) LA Gravoina di Matera e i suoi fenomeni di
AA.VV. (1972) - Istituto Italiano di Preistoria e Protostoria. erosione. Rass. Spel. ltal. (Como) 4 (3) : 123-133.
Attività del 1971. (Firenze): 1-36. Calandri G. (197 6) - Grotte della Lucania 2) Il pozzo di Favino
Baccetti B., Capra F. (1969) - Notulae Orthopterologicae. XXXVI. ed il Carsismo del Monte Alpi (Castelsaraceno -Pz) Boli. Gruppo
Osservazioni faunistiche e cariologiche sui troglophilus italiani Speleologico Imperiese (Imperia) Anno V, 1975; 38-43.
rhaphidophoridae. rass. spel. ital. (Como), 21 (1-4): 3-17. Calandri G. (1977) - Grotte della Lucania 5) la Grotta da Rocca
Badini G. (1969) - Ricerche speleologiche in Campania, de liece (Rive/lo -Pz) Bollettino Gruppo Speleologico Imperiese
Basilicata e Calabria. Rassegna Speleologica Italiana (Como), (Imperia) 7 (8) : 80 -82.
21 (1 -4): 119 -120 Calandri G. (1978) - Grotte della Lucania 6) LA Gamarra di
Badini G. (1973) Elenco ragionato delle maggiori e più profon- Rotale (Rivello - Pz) Bollettino Gruppo Speleologico Imperiese
de cavità italiane (Graduatoria aggiornata al giugno 1973). (Imperia) 8 (1 O): 46.
5.5.I. Notiziario (Napoli), 4 (l/2): 20-27. Cappelli B. (1957) le chiese rupestri del Materano. Archivio sto-
Badini G. (197 4) Le grotte turistiche in Italia. L'Universo rico per la Calabria e la Lucania. 26.
(Firenze) 54 (5) 689-7 42. Carrara R. (1966) l'alta valle del/'agri e il Carsismo dei monti
Badini G. (1978) Le Grotte Italiane ele Grotte Notevoli. Estratto limitrofi. Nucci (potenza) 33.
Da Manuale di Speleologia -S.S.I., Ed Longonesi (Milano) 535- Cremonesi G. (197 4) Notiziario: Basilicata -lagonegro. Riv. Se.
536. Preist. (Firenze), 29 (1) : 256.
Badini G. (1978) L'arte preisotria nelle grotte d'Italia. Atti Xli Cremonesi G. (1978) Gli scavi nella Gratta N. 3 di latronico.
Congresso Nazionale di Speleologia. San Pellegrino Terme 1-4 Atti XX Riun. Scient. IIPP Firenze 1978.
Novembre 1974. Rass. Spel. Italiana (Como) Mem. 12 : 314- Cremonesi G. (1980) l'Eneolitico e l'età del Bronzo nelle alte
328. valli del Sinnie dell'Agri. Matera 1980.
Badino G. (1994) Grotte e Speleologi. S.S.I. Bologna 1994. De Borzatti Van Loewenstern E. (1971) - Prima campagna di
pp. 1-47. scavi al Tuppo dei sassi (Riparo Rana/di), in Lucania. Riv. Scient.
Battaglia R. (1917-1918) Le industrie e le faune pleistoceniche Preist. (Firenze) 26: 373-392.
d'Italia. Rivista di Antropologia, Atti Soc. Romana (Roma) Voi. 22. Degrassi A. (1929) le grotte carsiche nell'età ramana. le grotte
Battaglia R. (1929) La Grotta di Controne:Appunti sufi/a speleo- d'Italia. 3 (4): 161-182.
logia del Cilento e della Lucania. Le Grotte d'Italia 3 (3) : 148- De Lorenzo G. (1911) Caverna con avanzi preisorici pressa
158. lagonegra in Basilicata. Rend. R. Accad. Lincei, Cl. Se. Fis. Mat.
Battaglia R. (1955) la distribuzione geografica e la cronologia e Nat. (Roma) 5 (20): 445-448.
degli abitatori cavernicoli in Italia. Atti VCongr. Naz. Spel. De Lorenzo G., D'Erasmo G. (1927) l'E/ephas Antiquus nell'Italia
Salerno 1951: 63-78. Meridionale. Atti R.Ace. Se. Fis. Mat. N.17. Napoli 1927.
Rigoli d'acqua fra la neve del Coccovello
150 151
D'Erasmo G. (1926) Avanzi eneolitici della Caverna del cervaro Italia Meridionale. Notiz. Circolo Speleologico Romano. (Roma), BIBLIOGRAFIA
presso Lagonegro. Atti. R. Ace. Scienze Fis. Mat. e NAt. di 15 (20-21) 47-64.
Napoli 17 (6): pp. 26. Messeri P. (1911) Caverna con avanzi neolitici presso L'elenco bibliografico non riporta tutto quanto è stato scritto in merito alle grotte della
Fusco V. (1954) Speleologia Lucana: Rassegna Speleologica Lagonegro (Basilicata). Bull. Pale!. ltal. Basilicata prese in esame in questo lavoro.
Italiano. Milano (Como) 1954. 6 (2): 82-84. Mirigliano G. (1957) Sulla fauna della Grotta dei Pipistrelli pres- Ad esempio le Grotte di Latronico sono oggetto di numerose pubblicazioni fin dall'ini-
Fusco V. (1956) L'Attività de/l'Ufficio Grotte del Tourin Club so Matera. Arch. Zool. ltal. (Torino), 42: 33-86. zio del nostro secolo. Le grotte turistiche di Marina di Maratea, proprio perché conside-
Italiano negli ultimi 12 mesi. Rass. Spel. lt. e SSI ; Atti VII Nodelli R., Torrini M. (197 6) Spedizione in Basilicata Boli. rate un punto di forza delle bellezze naturali della costa marateota, vengono spesso
Congr. Nazion. Spel., Sardegna 3-8 Ottobre 1955 (Como), Gruppo Speleo (Al Bolzaneto (Genova), 11 (1): 25-27. citate in pubblicazioni e guide turistiche. Riporto un ampio elenco bibliografico che
Mem. 3-70. Orofino F. (1966) - Muro Lucano· Voragine Bocca del Lamiera - può essere utilizzato per approfondire maggiormente lo studio della speleologia lucana
Fusco V. (1957) Maratea (Potenza) Riv. Scienze Preisoriche L'alabastro (Castellana Grotte), 2 (15-16): l-6. nel senso più ampio della parola.
(Firenze) Notiziario a) Paleolitico, 12 (3-4): 272. Orofino F. (1988) Contributo per la costituzione di un catasto
Fusco V: (1958) Il Paleolitico medio nelle grotte di Fiumicello. speleologico in Basilicata. Itinerari speleologici. N. 3. Castellana
Rassegna Speleologica Italiana. Milano 1958. Grotte, 1988. Bianco S. (1984) - Testimonianze nare su evidenze archeologiche e speleolo-
Fusco V. (1961) Stazioni del Paleolitico medio in grotte costiere Pace R. (1986) Descrizione di Duvalius Caoduroi, nuova specie archeologiche nel territorio di Latronico - giche dei comuni del Circondario del
del golfo di Policastro. RSP voi. XVI (1-4): l l-l 3 - Milano della grotta di Trecchina (Lucania). Boli. Museo Civico Storia Congedo Editore-Galatina 1984. Lagonegrese. Lagonegro 1982.
1961. Naturale Verona n.12. Verona 1986. Cremonesi G. (1978) Gli scavi nella Marotta C. (1984) Appunti di Geologia e
Fusco V. (1963) Il paleolitico medio nelle Grotte di Fiumicello Parenzan P. (1957) Tenebre Luminose. S.E.I. Torino. 1957. Grotta N. 3 di Latronico. Atti XX Riun. carsismo sul Monte Coccovello,
(Lucania). Actes Il Congr. lntern. Speleologia , Bari-Lecce· Pigorini L. (1914) Scoperte Paletnologiche nella Basilicata. BPI. Scient. IIPP Firenze 1978. Grotte,Anno 27, N. 86, Torino 1984.
Salerno 1958. Tome 2: 179-182. Roma 1914. Cremonesi G. (1980) L'Eneolitico e l'età Marotta C., Orofino F., Marotta F.,
lngravollo E. (1978) Gli scavi nella grotta n. 2 di Latronico. Atti Ranaldi F. (1978) Pitture ed incisioni rupestri a Tuppo dei Sassi. del Bronzo nelle alte valli del Sinni e (1988) Alcune grotte della Basilicata.
XX Riun. Scient: IIPP. Firenze 1978. Basilicata (Matera)· 22(1/3): 37-43. dell'Agri. Matera 1980. L'Appennino meridionale, Serie II N. 1
Ippolito F., D' Argenio B., Pescatore T., Scandone P. (1973) Rellini U. (1916) La caverna di Latronico e il culto delle acque De Lorenzo G., D'Erasmo G. (1927) Napoli 1988.
Unità stratigrafico strutturali e schema tettonico dell'appennino salutari nell'età del Bronzo. MAL XXIV Roma 1916. L'Elephas Antiquus nell'Italia Meridionale. Marotta C. (1992) Le aree carsiche del
meridionale. Istituto di Geologia e Geofisica dell'Università di Rellini U. (1940) Sui vasi contenenti cereali nella grotta di Atti R. Ace. Se . Fis. Mat. N. 17. Napoli Lagonegrese. In A. Bavusi , G.
Napoli, 1973. Latronico. BPI . Roma 1940. 1927. Settembrino, Natura in Basilicata, Lavello
La Rocca F. (1990). Speleologia Lucana: Note su due nuove Ridala D. (1912) Brevi note sulla stazione preisoricxa della Fusco V. (1954) Speleologia Lucana: 1992.
cavità esplorate sul massiccio del Monte Pollino. L'Ausi N. 9. grotta dei Pipistrelli e della vicino Grotta funeraria in Matera Rassegna Speleologica Italiana . Milano Marotta C. (1992) Le prime 200 grotte
Trebisacce 1990. (Matera):pp. 1-76. 1954. della Basilicata. Appunti cli Speleologia
Magaldi E. (1929) Una Grotta, Una fonte, una Badia. Le Via Settembrino G. (1990) Le pitture rupestri di Filiano. Basilicata Fusco V: (1958) Il Paleolitico medio nelle Lucana. Anno 1 N. 1 Trecchina 1992.
d'Italia (Milano) 35 (12): 954-958. Regione-Notizie. grotte di Fiumicello. Rassegna Speleologica Orofino F. (1988) Contributo per la
Manghisi V. (1985) Saggio di Bibliografia Speleologica della 2-3 Potenza 1990. pp. 17-19. Italiana. Milano 1958. costituzione di un catasto speleologico in
Basilicata e della Calabria. Quaderpi di Speleologia Meridionale. Settembrino G. (1991) La gravina e le chiese rupestri di Fusco V. (1961) Stazioni del Paleolitico Basilicata. Itinerari speleologici. N. 3.
Castellana Grotte 1985. 1-39. Matera. Basilicata Regione Notizie: 4-6 Potenza 1991: pp. 33- medio in grotte costiere del golfo di Castellana Grotte, 1988.
Marotta C., Marotta F., De Michele R. (1982) Indagine e 42. Policastro. RSP vol. XVI Milano 1961. Pace R. (1986) Descrizione di Duvalius
catalogazione preliminare su evidenze archeologiche e speleolo- Settembrino G., Bavusi A. (1992) Natura in Basilicata. Lavello Ingravallo E. (1978) Gli scavi nella grot- Caoduroi, nuova specie della grotta di
giche dei comuni del Circondario del Lagonegrese. Lagonegro 1992: pp 1-148. ta n. 2 di Latronico. Atti XX Riun. Scient: Trecchina (Lucania). Boll. Museo Civico
1982. Stein Rebecchini A. (1880) · Caverne preistoriche in Basilicata. IIPP. Firenze 1978. Storia Naturale Verona n .12. Verona 1986.
Marotta C. (1984) Appunti di Geologia e carsismo sul Monte Rass. Settimanale 5, n. 114, 7 Marzo 1880. Ippolito F., D'Argenio B., Pescatore T., Parenzan P. (1957) Tenebre Luminose.
Coccovello, Grotte, Anno 27, N. 86, Torino 1984. Verole Bozzello V. (1970) Le Grotte d'Italia: guida al turismo Scandone P. (1973) Unità stratigrafico S.E.I. Torino. 1957.
Marotta C., Orofino F., Marotta F., (1988) Alcune grotte della sotterraneo. Ed Bonechi (Firenze) . strutturali e schema tettonico dell'appen- Pigorini L. (1914) Scoperte
Basilicata. L'Appennino meridionale, Serie Il N. 1 Napoli 1988. nino meridionale. Istituto di Geologia e Paletnologiche nella Basilicata. BPI.
Marotta C. (1992) Le aree carsiche del Lagonegrese. In, A. RIVISTE NAZIONALI Geofisica dell'Università di Napoli, 1973. Roma 1914.
Bavusi, G. Settembrino, Natura in Basilicata, Lavello 1992. La Rocca F. (1990). Speleologia Lucana: Rellini U. (1916) La caverna di Latronico
Marotta C. (1992) Le prime 200 grotte della Basilicata. SPELEOLOGIA Rivista della Società Speleolgica Italiana Note su due nuove cavità esplorate sul e il culto delle acque salutari nell'età del
Appunti di Speleologia Lucana. Anno l N. 1 Trecchina 1992. Via !noma 22 · 20133 MILANO massiccio del Monte Pollino. L'Ausi N. 9. Bronzo. MAL XXIV Roma 1916. I
Ma rotta F. (19 76) Grotte e speculazione edilizia in Basilicata. Trebisacce 1990. Rellini U. (1940) Sui vasi contenenti
S.S.I. Notiziario (Napoli), 7 (5): 67. Marotta C., Marotta F., De Michele R. cereali nella grotta di Latronico. BPI .
Marzolla G. (1970) Su alcune esplorazioni speleologiche in (1982) Indagine e catalogazione prelimi- Roma 1940.

152 153
SEGNAlARE UNA GROTTA

Molte volte gli speleologi vengono a conoscenza dell'esistenza di grotte grazie ai racconti di pastori o di anziani che descrivono spes-
so grandi cavità, a volte lunghe chilometri e chilometri. Alla verifica speleologica il più delle volte si tratta di grotte di modeste dimen-
sioni ma che anche nel loro piccolo risultano essere interessanti per lo studio della geomorfologia della località dove sono ubicate. A
volte si è verificato che piccoli buchi, simili a tane di volpi, si sono rivelate l'unico ingresso di grandi cavità. Difficilmente la gente di
propria iniziativa segnala agli speleologi la presenza di grotte. Il più delle volte, durante le battute sulle pendici dei monti alla ricerca
di nuove cavità, bisogna letteralmente intervistare la gente del luogo, i pastori, i contadini cercando di raggirare ogni diffidenza e
farsi segnalare eventuali grotte. Ma gli speleologi continuano a lanciare appelli rivolti a tutti, indistintamente, per smuovere I' opinio-
ne pubblica, i responsabili degli uffici tecnici, gli stessi Sindaci, affinché, come avviene anche in altre regioni italiane, vengano segna-
late le nuove cavità. Ècompito di qualsiasi ufficio tecnico comunale, Sindaco, cittadino, ecc. segnalare la presenza di cavità naturali
alla sede Regionale del Catasto delle Grotte e delle Aree Carsiche della Basilicata. Per farlo bisogna trasmettere a tale organo della
Società Speleologica Italiana alcuni dati che serviranno per la individuazione della cavità. Per semplificare il compito il responsabile
curatore del Catasto delle Grotte della Basilicata ha predispoto una scheda di facile compilazione. L'intervento degli speleologi sarà
programmato, quindi, a breve scadenza e sarà completamente gratuito. Nella pagina seguente ho inserito la scheda per la segnala-
zione di nuove grotte: basterà fotocopiarla, compilarla e spedirla all'indirizzo che segue.

CATASTO DELLE GROTTE EDELLE AREE CARSICHE DI BASILICATA


Piazza del Popolo 118
85049 TRECCHINA (Pz)

Il recapito telefonico di tale struttura è: 0973-826027.

SCHEDA SEGNAlAZIONE GROTTE

NOME DELLA CAVITÀ (se esiste):


COMUNE:
FRAZIONE:
LOCALITA':
NOTIZIE UTILI: (percorso di accesso, eventuali altre notizie date da altri esploratori non speleologi, racconti popolari, ecc)

Nominativo del segnalatore


Nominativo del compilatore della scheda
Indirizzo
Telefono

N.B. Il segnalatore potrebbe anche non essere il compilatore della scheda: od esempio un pastore segnala la grotta al Sindaco. Va
riportato il nome del pastore al rigo: segnalatore, ed il nome del sindaco al rigo del compilatore scheda.

155
IL CATASTO SPELEOLOGICO Direttivo. I responsabili Provinciali, Regionali ed il Responsabile Art. l O (Segretario)
Nozionale decadono pertanto con il decadere del Consiglio La Commissione Catasto nomina al suo interno un Segretario,
Direttivo e devono venir nominati entro sei mesi dalle elezioni che dovrà essere ratificato dal Consiglio Direttivo.
Come già specificato in un altro capitolo di questo lavoro, in sull'intero territorio nazionale erano state cotostote ben 27.000 olle cariche sociali. Ogni persona è rieleggibile senza alcun limi- Il Segretario coordino l'attività della Commissione rendendone
seno alla Società Speleologica Italiana è attiva una commissio- cavità naturali. In alcune regioni come il Friuli, il Veneto e la te. Doto che l'attività di Catasto richiede particolare capacità e di conto, quando richiesto, al Consiglio Direttivo, redige il rendicon-
ne denominata Commissione Catasto della quale fanno porte Lombardia le grotte cotastate sono migliaio. La Basilicata è fra impegno che non possono essere limitati ai soli tre anni di nomi- to annuale dell'attività dello Commissione ed è responsabile dei
tutti i Curatori dei Catasti Grotte regionali. Lo funzione di tale le regioni con poche grotte: la conformazione geologico del terri- no, i Responsabili Regionali vengono di normo riconfermati. 11 fondi assegnati allo stessa dal Consiglio Direttivo.
Commissione è quello di stabilire le regole per l'inserimento torio regionale non è quello tipico dei terreni carsici per cui lo svi- cambio di Responsabile deve essere motivato per iscritto e Art. 11 ( Pubblicità del Catasto)
delle cavità nel Catasto Nozionale e per lo gestione degli stessi luppo di ambienti ipogei si è avuto solo in limitate aree. pubblicamente o mezzo stampo. Il Responsabile Regionale Il Catasto è di dominio pubblico. Lo proprietà letteraria di qual-
doti; coordino, inoltre, tutte le sedi regionali del Catasto delle Dal 1995 anche lo Repubblica di San Marino è entrata a far uscente può appellarsi al Consiglio Direttivo dello Società. In siasi doto o documento è di chi legittimamente li fornisce. Idati
Grotte e delle Aree Carsiche. Do circo otto anni il Catasto delle parte, come entità catastale regionale, del Catasto delle Grotte assenza di responsabile e/o di mancanza di accordo sullo nomi- catastali devono essere regolarmente pubblicati o curo delle sin-
Grotte e delle Aree Carsiche Italiane è stato computerizzato per Italiane. no si procederà come do regolamento dello Società. gole regioni in accordo con la Commissione Catasto e L'Ufficio
consentire uno facile ricerco ed un facile accesso o quanti hanno Ultimo noto in seno Catasto delle Grotte e delle Arre Carsiche Art: 8 (Requisiti del Responsabile Regionale) Catasto.
bisogno dei doti catastali di uno determinato areo o di uno d'Italia è un sito Internet dove vengono insertiti i doti delle grot- Tutti gli speleologi di uno determinato regione possono essere Coloro che consultano il Catasto sono tenuti, in coso di pubbli-
determinato regione. te italiane. nominati Responsabili Regionali, purché siano in possesso dei cazione dei doti a scopo di studio oin coso di qualsiasi altro uti-
Al momento attuale tutti i doti catastali regionali stanno con- seguenti requisiti: lizzo, a citare la fonte dei doti stessi.
fluendo olla sede nozionale di Bologna dove vengono elaborati - avere uno conoscenza generale dello proprio regione Alcuni dati possono essere temporaneamente tenuti segreti su ri-
ed inseriti in un unico gronde archivio nozionale. Ad aprile 1996 (Geografia, geologia, ecc.) e dei suoi fenomeni carsici. chiesto dell'autore, persona o gruppo, ai fini della tutela della
- conoscere lo storia dello speleologia e lo bibliografia speleolo- cavità. La localizzazione di cavità di particolare interesse per le
REGOlAMENTO DHlA COMMISSIONE CATASTO tuiti in Seno alla Società Speleologico Italiano la Commissione e gico essenziale dello proprio regione; concrezioni in esse contenute devono essere tenute segrete. In
SOCIETÀ SPELEOLOGICA ITALIANA l'Ufficio Catasto. - avere uno adeguato preparazione culturale di topografia e ogni coso il numero di queste cavità deve essere limitato e la de-
La Commissione Catasto, organo permanente della Società, è carsismo; cisione di tenere segreti i doti di posizione deve essere ratificata
costituito dai Responsabili Regionali di cui al successivo articolo - svolgere attività speleologico e/o scientifico, in senso lato, dalla Commissione Catasto.
Art. 1 (Proprietà del Catasto) 6 e dal Responsabile Nozionale. nello proprio regione; Art. 12 (Pubblicità dei Catasti Regionali)
Il Catasto delle Grotte d'Italia appartiene agli speleologi Italiani L'Ufficio Catasto è costituito dal responsabile Nozionale di cui al -avere un minimo di conoscenza sui computer. Per ottemperare a quanto disposto nell'orticolo precedente i
(VIII Congresso Nazionale di Speleologia - Como 1956, in successivo orticolo 5 che potrà avvalersi, per il suo funziona- Art. 9 (Doveri del Responsabile Regionale) Responsabili Regionali devono fare tutto quanto è possibile per-
Rassegno Speleologico Italiano, Memoria IV Tomo I, Como mento, di uno o più collaboratori. Il Responsabile Regionale curo il catasto delle cavità della regio- ché i dati catastali e di archivio della regione di loro pertinenza
1958) ed è gestito dalla Società Speleologico Italiano cui gli Art. 5 (Responsabile Nazionale) ne di suo pertinenza, in particolare deve: siano fruibili.
speleologi Italiani lo hanno affidato (lii seduto scientifico tenuto Il Responsabile Nazionale, nominato dal Consiglio Direttivo della -assegnare le sigle Regionali e completare le schede in ogni suo Art. 13 (Sede Centrale)
o Cagliari il 7 Ottobre 1955 durante il VII Congresso Nazionale Società Speleologico Italiano, sentito il parere del Comitato porte. È compito dell'Ufficio Catasto, di concerto con la Commissione
di Speleologia, In Rassegna Speleologico Italiano, Memoria lii, Nozionale, ha gli stessi diritti e doveri degli altri membri della -tenere un archivio dei doti di ogni cavità, comprendente alme- Catasto, organizzare una sede centrale di raccolta dati.
Como 1959; Vseduta scientifico tpnutasi a Villo Olmo (Como) Commissione. no rilievo, descrizione, itinerario, bibliografia. Art. 14
il 3 Ottobre 1956 durante l'VIII Congresso Nozionale di Art. 6 (Responsabili Regionali) -tenere costantemente aggiornato il catasto secondo tutte le va- È porte integrante del presente regolamento la Normativa di
Speleologia, in Rassegna Speleologico Italiana, Memoria IV Le Federazioni Regionali, ove esistano, oppure gli speleologi di riazioni possibili (Es. nuovo edizione tavoletta I.G.M.; frane di Catasto costituita dalle Condizioni per l'inserimento i nuove
tomo Il, Como 1958). ogni regione amministrativo devono designare un Responsabile ingressi; scomparso di cavità; scoperto di rami nuovi, ecc.) cavità nel Catasto me dalle Norme generali per l'immissione di
Art. 2 (Scopo del Catasto) Regionale del Catasto. Qualora la suo regione abbia il suo terri- recandosi se necessario sul terreno. dati nel Catasto., approvate dalla Commissione Catasto, sentito
Il Catasto delle Grotte d'Italia ha lo scopo di raccogliere i doti torio suddiviso in sottocotosti provinciali o sovroprovinciali, le - tenere contatti con tutti i gruppi grotte del regione in modo do il parere delle Federazioni Regionali, il 31-10-1993.
che determinano l'estensione accessibile delle ·cavità naturali, ne Federazioni designeranno i vari Responsabili Provinciali del ottenere tempestivamente le informazioni necessarie •Il' aggior- Art. 15
precisano lo posizione topografico e nernnsentono l'identifica- Catasto. Questi devono nominare un rappresentante unico che namento del catasto. Il presente regolamento, approvato dal Consiglio Direttivo, è
zione. svolgerà le funzioni di Responsabile Regionale, ai fini dello rap- Dovrà inoltre ottemperare o quanto disposto dalle leggi regionali parte integrante del regolamento della Società Speleologico
Art. 3 (Siglo Catastale) presentanza nella Commissione Catasto. Gli altri Rappresentanti per la speleologia e a quanto richiesto dall'Ufficio Catasto della Italiana.
Per ogni regione amministrativo, ciascuna grotta è contrassegna- Provinciali hanno comunque facoltà di partecipare alle attività Società Speleologico Italiana. Per poter adempiere a tutti i suoi
ta do un numero progressivo seguito dalle lettere che distinguo- della Commissione come autori. compiti il Responsabile Regionale del Catasto può avvalersi del-
no le varie regioni. Numero e lettere costituiscono lo siglo cata- Possono oltresì partecipare come •uditori ai lavori dello medesi- 1' aiuto di collaboratori.
stale dello cavità. Le sigle catastali sono assegnate dai ma Commissione i collaboratori dei vari Responsabili Regionali.
Responsabili Regionali del Catasto delle Grotte d'Italia. Art. 7 (Durato dello Commissione e delle cariche di Responsabile
Art. 4 (Commissione ed Ufficio Catasto) Nozionale e Regionale)
Per il conseguimento degli scopi di cui oli' orticolo 2 sono costi- La Commissione Catasto ho la stesso durato del Consiglio

156 157
NORME PER L'INSERIMENTO DI UNA CAVITÀ NEL CATASTO INDICE

IDENTIFICAZIONE DIMENSIONI
Prefazione Pag. 3
Una cavità deve essere definita in modo chiaro ed inconfondibi- Per poter inserire in catasto una cavità lo sviluppo spaziale ac- Speleologia: sport e scienza Pag. 5
le; la sua identificazione non deve lasciare adito a dubbi, certato deve superare i 5 metri. La sua larghezza deve consen-
specialmente in •ree ad alta densità di grotte. Per tal motivo tire il transito di esseri umani; I• profondità, perpendicolarmente Storia della speleologia lucana Pag. 7
l'assegnazione del numero ad una nuova cavità è condizionata alla superficie dell'ingresso, deve superare le dimensioni trasver- li fenomeno carsico in Basilicata Pag. 12
dalla conoscenza della sua esatta ubicazione planimetrie• ed sali dell'ingresso: si escludono pertanto i ripari sottorocci• più
altimetrie• a delle caratteristiche atte alla sua identificazione sul larghi che profondi. li Monte Coccovello e le sue grotte Pag. 15
terreno. Se la cavità inizia subito con un sifone, occorre accertare che in Speleologia Verticale Pag. 33
Per poter catast•re una grotta è quindi necessario fornire al esso si possano superare in immersione i 5 metri di percorso.
responsabile regionale del Catasto i seguenti elementi: Possono essere catasta ti eccezionalmente fenomeni che esulano Grotte notevoli della Basilicata Pag. 38
nome della Grotta; da tali limiti, quando esistano particolari motivi di natura cultu- Alcune grotte del Pollino Pag. 40
località; rale, storica oscientifica.
dati identificativi della Carta Topografica; Per grotta si intende una cavità naturale di dimensioni conformi Le grotte costiere di Maratea Pag. 43
anno di edizione della Carta Topografica; ai criteri sopra esposti. Le cavità interamente artificiali quali Biospeleologia Pag. 61
coordinate; miniere, gallerie, opere idrauliche o minerarie, cantine, ecc. ....
quota (con indicazioni sul metodo utilizzato per ottenerla); non sono cat•stabili. Grotte e Preistoria Pag. 63
fotocopia della carta sulla quale deve essere riportata la grotta; Se esse contengono cavità naturali di dimensioni superiori al Grotte e Archeologia Pag. 76
rilievo della grotta. limite di 5 metri, vengono catastale singolarmente queste ulti-
Il Responsabile Regionale del Catasto, prima di assegnare il me. Grotte e Brigantaggio Pag. 78
nuovo numero deve controllare la coerenza dei dati ricevuti, La natura geologica del terreno deve dare ragionevoli garanzie Grotte adibite a culto Pag. 79
ossia rifare il punto sulla carta, non piegata, che deve possede- di conservazione nel tempo delle cavità che vi si aprono: non
re, controllare che le coordinate coincidano con la quota e che la sono pertanto catastabili le cavità aprentesi in rocce scarsamen- Le grotte distrutte Pag. 83
grotta non sia già stata cat•st•ta (coincidenza dei rilievi). te consolidate come argille o sabbie, o in depositi clastici non Le schede catastali Pag. 86
cementati o nei ghiacciai.
Si consiglia di non c•t•stare le cavità tettoniche o da rilascio ten- Gli elenchi delle grotte naturali della Basilicata Pag. 139
sionale aprentisi in rocce cristalline (graniti, gnaiss, scisti, ecc) Bibliografia speleologica della Basilicata Pag. 151
per le quali non è intervenuta (e non è possibile) un'azione
carsica da parte delle acque percolanti. Segnalare una grotta Pag. 155
li Catasto speleologico Pag. 156
INDIRIZZI UTILI IN ITALIA SOCIETÀ SPELEOLOGICA ITALIANA
Società Speleologica Italiana COMMISSIONI EGRUPPI DI LAVORO
Via Zamboni 67 -40127 BOLOGNA
Istituto Italiano di Speleologia ', COMMISSIONI PERMANENTI
Commissione Nazionale Scuole • Commissione Catasto
0070789
Presso Università degli Studi di Bologna
Via Zamboni 67 -40127 BOLOGNA
IN BASILICATA COMMISSIONI SPECIALI
Società Speleologica Italiana Sede regionale di Basilicata Scuoi• Nazionale Speleologi•
Piazza del Popolo 118/b- 85049 Trecchina (Pz) Commissione Speleologia in Cavità Naturali
Scuola di Speleologia della Basilicata presso Sede regionale S.S.I.
Piazza del Popolo 118/b -85049 Trecchina (Pz) GRUPPI DI LAVORO
Catasto delle Grotte e delle Aree Carsiche della Basilicata Scientifico• Didattica • Materiali eTecnica • Folklore delle Grotte
Piazza del popolo 118/b -85049 Trecchina (Pz) Speleoterapia • Grandi Spedizioni
Gruppo Geo Speleo "Valle del Noce" Tutela delle aree di interesse speleologico
Piazza del Popolo 10/b- 85049 Trecchina (Pz)

158 159
Stampa: Ars Grafica s.r.l. - Villa d'Agri (PZ)
Tel./Fax 0975/352210