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CORSO DI STABILITA DEI PENDII (9CFU)

Docente: Prof. Ing. Gianfranco Urciuoli


Tutor: Ing. Raffaele Papa

1

Elaborato desame: Progetto di consolidamento di un pendio instabile

UNIVERSITA DEGLI STUDI DI NAPOLI
FEDERICO II

FACOLTA DI INGEGNERIA
CORSO DI LAUREA SPECIALISTICA IN
INGEGNERIA STRUTURALE & GEOTECNICA
Corso di Stabilit dei Pendii (9CFU)
Progetto di consolidamento di un pendio instabile
Docente:Prof. Ing. Gianfranco Urciuoli Alunni:
Francesco Di Micco344/100
Tutor: Ing. Raffaele Papa.


ANNO ACCADEMICO 2010/2011
CORSO DI STABILITA DEI PENDII (9CFU)
Docente: Prof. Ing. Gianfranco Urciuoli
Tutor: Ing. Raffaele Papa

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Elaborato desame: Progetto di consolidamento di un pendio instabile


Sommario
Introduzione. ......................................................................................................................................................................... 3
1. Cenni di geologia e geomorfologia. ...................................................................................................................... 5
2. Indagini. ..................................................................................................................................................................... 6
3. Caratterizzazione Geotecnica ................................................................................................................................ 9
3.1 STRATIGRAFIA E PROPRIET FISICHE. .....................................................................................................................................9
3.2 CARATTERIZZAZIONE MECCANICA. ........................................................................................................................................19
3.3 MODELLO GEOTECNICO. .......................................................................................................................................................24
3.4 MONITORAGGIO. ....................................................................................................................................................................24
3.5 ANALISI DI STABILIT ..............................................................................................................................................................26
3.6 INTERVENTO DI STABILIZZAZIONE. .........................................................................................................................................35
3.7 VERIFICA SISMICA. .................................................................................................................................................................38
4. Intervento di stabilizzazione. ................................................................................................................................ 40
4.1 LE TRINCEE DRENANTI GENERALIT. .....................................................................................................................................40
4.2 SISTEMA DI TRINCEE DRENANTI A GRAVITA-LOGICA DELINTERVENTO..................................................................................41
4.3 DIMENSIONAMENTO. ..............................................................................................................................................................41
5. Paratia. .................................................................................................................................................................... 49
5.1 CALCOLO E PROGETTO DELLA PROFONDIT DI INFISSIONE DELLA PARATIA. ........................................................................49




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Elaborato desame: Progetto di consolidamento di un pendio instabile

Introduzione.
Il seguente elaborato si propone di affrontare il problema del consolidamento di un pendio
interessato da fenomeni di dissesto, individuando i fattori che concorrono allinstabilit ed
esaminando possibili soluzioni tecniche utili ad elevare opportunamente la sicurezza
dellarea.
Il fenomeno di instabilit che si manifestato in superficie si presenta sotto le seguenti
forme:
- nellarea dissestata le livelletta stradale, che corre su un rilevato piuttosto spesso,
sostenuto da una gabbionata, sprofonda di circa 1 m rispetto alla sua quota fuori
frana;
- la scarpata del rilevato a valle della strada e fortemente irregolare;
- il muro in conglomerato cementizio che sostiene la curva della strada tranciato,
ed una delle parti traslata verso valle di qualche metro;
- la gabbionata di sottoscarpa che sostiene il rilevato spanciata e ruotata;
- sul piano campagna a valle del rilevato sono visibili dei rigonfiamenti.
- pi a valle il pendio diventa sensibilmente acclive ma non presenta alcun segno di
dissesto,
- ancora pi a valle sorgono alcuni edifici che non presentano alcun tipo di danno.

Le evidenze descritte suggeriscono che il cinematismo individuato quello di uno
scorrimento lungo una superficie di taglio preesistente e riattivata, presente al di sotto del
rilevato, che si raccorda al piano campagna tramite superfici di neo formazione,
coinvolgendo il terreno di riporto e la gabbionata.





rilevato
possibili superfici
di scorrimento
rigonfiamento
sede stradale
ribassata

colluvioni

piroclastiti
substrato

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Gli effetti del dissesto sono i seguenti:
- Sprofondamento di circa 1 m rispetto la quota fuori frana della livelletta stradale
posta sul rilevato;
- Irregolarit della scarpata del rilevato stradale causata da rilevanti spostamenti,
- Traslazione di una delle parti costituenti il muro di conglomerato cementizio posto a
sostegno della curva stradale;
- Spanciamento e rotazione della gabbionata di sottoscarpa che sostiene il rilevato;
- Rigonfiamenti sul p.c. a valle del rilevato.

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1. Cenni di geologia e geomorfologia.
Il territorio esaminato presenta una morfologia collinare con versanti in genere poco acclivi
(10 15), interessati da numerose frane quiescenti soggette a riattivazione in occasione di
eventi meteorici di particolare gravit (soprattutto per durata).
Il substrato dei suddetti rilievi collinari costituito da argille mioceniche di origine marina,
dette nel seguito argille grigio azzurre, per il loro colore. Al di sopra sono presenti coperture
che, nellambito del territorio comunale, variano sensibilmente per natura e spessore:

1. strati di alcuni metri di terreno piroclastico,
2. eluvioni e colluvioni caotiche, costituite da una matrice limo sabbiosa di colore ocra o
bruno, originatesi a seguito dellammorbidimento del substrato,
3. livelli conglomeratici con elementi eterogenei ed eterometrici e matrice limo
sabbiosa.

Dai sondaggi stratigrafici stato possibile procedere alla costruzione delle sezioni geologiche
per le quali si rimanda alla pagina successiva.
Sul versante oggetto dellintervento sono presenti essenzialmente le coperture indicate ai
precedenti punti 1 e 2. Le frane sono prevalentemente localizzate nel litotipo 2 e sono
classificabili come frane antiche, in condizioni di quiescenza, passibili di riattivazione per
azioni esterne, quali sismi o piogge rilevanti.
Lungo la superficie di scorrimento, in genere localizzata al contatto fra le argille grigio
azzurre e la coltre eluvio-colluviale, disponibile la resistenza residua a causa degli
spostamenti fra coltre e substrato verificatisi nel corso delle varie epoche geologiche.

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2. Indagini.
Le indagini eseguite sono volte a definire il modello geotecnico del sottosuolo
(stratigrafia, parametri fisici, meccanici ed idraulici per ogni strato, regime delle pressioni
neutre nel sottosuolo e spostamenti superficiali e profondi). In modo particolare trattandosi
di terreni coesivi (ovvero a grana fine) e quindi campionabili, stato possibile condurre
delle indagini in laboratorio.
Descrizione delle indagini:
- Sondaggi stratigrafici: sono stati eseguiti sei sondaggi stratigrafici di cui 3
(S1, S2 ed S3) per il progetto di stabilizzazione della frana ed altri 3 (S1bis,
S2bis, S3bis) per il progetto di ripristino di una strada colpita dal dissesto,
questi ultimi sebbene non in corrispondenza della frana hanno fornito
campioni di terreno del tutto assimilabili a quelli prelevati nei primi 3
sondaggi. I campioni indisturbati estratti dai sondaggi risultano essere in
numero di sei.
- Prove di taglio diretto: eseguita con la scatola di Casagrande nella quale
il provino, a forma di parallelepipedo, viene introdotto tra due piastre di cui la
superiore fissa e linferiore viene fatta scorrere in modo da imprimere una
forza tagliante fino alla rottura del provino e con una velocit tale da
garantirci che la prova risulti essere drenata. La resistenza corrispondente
alla rottura del provino prende il nome di resistenza di picco. Al fine di
determinare la resistenza residua (che diversamente dalla resistenza di
picco prescinde dallo stato tensionale del provino ed funzione della sua
plasticit e della granulometria) caratterizzante le superfici in corrispondenza
delle quali si sono verificati elevati spostamenti relativi, possibile procedere
con limplementazione di cicli ossia portando indietro la scatola e riavviare il
ciclo il giorno dopo, al fine di evitare linsorgere di eventuali sovrappressioni
neutre. I cicli necessari per lattingimento della resistenza residua(valore
minimo), sono circa 8-10.
- Prove di compressione triassiali: sono realizzate nella cella di
compressione triassiale. La prova passa per una fase di consolidamento ed
una fase di rottura. Nella prima parte della prova il provino sottoposto ad
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un carico isotropo mediante lapplicazione della tensione di cella o di
confinamento. Tale fase a sua volta pu essere condotta drenata (CI) oppure
a drenaggio impedito(U). Nella seconda parte della prova il provino viene
portato a rottura mediante lapplicazione di una tensione assiale anisotropa,
alla rottura si pu giungere sia a drenaggio impedito(U) oppure consentendo
il drenaggio ossia lasciando aperti i rubinetti e applicando la sollecitazione in
modo lento evitando quindi linsorgere delle sovrappressioni neutre(D). Nell
analisi della stabilit dei pendii il calcolo della resistenza viene eseguita
mediante prove CID o CIU. Al fine di effettuare una corretta analisi delle
variazione di volume (per le prove CID) e delle pressioni neutre (per la prova
CIU) necessario applicare una contro pressione valutata effettuando una
prova di B (parametro di Skempton). Nel caso specifico sono state condotte
prove CID portando a rottura 3 provini sotto tre diverse tensioni assiali in
modo che la loro media risulti prossima alla tensione verticale agente in sito
alla profondit del prelievo del campione (maggiore la profondit del
campione e maggiore la tensione di confinamento).
- Piezometri di Casagrande : misurano la profondit del livello di falda
rispetto al piano campagna, e quindi per differenza possibile conoscere il
battente dacqua sulla presa, ossia laltezza piezometrica, quindi rappresenta
una misura indiretta della pressione neutra. Caratteristica fondamentale del
piezometro data dalla prontezza dello strumento, che si ottiene
massimizzando il flusso dacqua entrante nel cilindro poroso e minimizzando
i volumi di stoccaggio. A tale scopo in presenza di materiali poco permeabili,
viene reso necessario luso di piezometri di Casagrande caratterizzati da
celle porose di diametro di circa 3-5 cm e altezza di 60 cm, che lo rendono
uno strumento pronto ed economico. Le misure del livello di falda sono state
eseguite mediante linstallazione di 3 piezometri di cui 1 nel foro di
sondaggio S1 attestato alla profondit di 7,5 m rispetto al piano campagna, e
2 nel foro di sondaggio S2 a 6,5m e 18,5 m di profondit rispetto al p.c.
- Inclinometri o elettrolivelle: sono strumenti volti a localizzare la posizione
della superficie di scorrimento. A tale scopo la misura viene realizzata
allinterno di un foro di sondaggio verticale nel quale viene introdotto il tubo
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inclinometrico e una sonda con cui vengono realizzate delle misure
dellangolo di inclinazione e dellazimut a varie profondit in modo da
investigare il corpo di frane e lo spessore al di sotto dello stesso. Mediante
tale operazione possibile ricavare il profilo inclinometrico che presenter un
andamento discontinuo. Tale strumento presenta il vantaggio di restituire
misure anche in presenza di elevati spostamenti e di consentire una facile
automatizzazione delle misure.
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3. Caratterizzazione Geotecnica
3.1 Stratigrafia e propriet fisiche.
Lanalisi di stabilit di un pendio presuppone una conoscenza delle caratteristiche dei
terreni oggetto di studio. A tal fine stata implementata una campagna di indagini ed un
piano di monitoraggio dai quali si sono ricavate le propriet fisiche dei terreni, nonch i
parametri di resistenza, quali coesione ed angolo di attrito, per determinare il
comportamento meccanico del terreno. Per cui, ai fini della caratterizzazione dei terreni, si
riportano in seguito informazioni circa lubicazione e la tipologia di indagini disponibili:

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Descrizione N.
Sondaggi stratigrafici 3
Campioni indisturbati prelevati 6
Prove SPT 6
Prove di taglio diretto fino alla resistenza di picco 1
Prove di taglio diretto fino alla resistenza residua 3
Prove di compressione triassiale consolidate drenate 4
Piezometri Casagrande 3
In clinometri 3


Dei 6 sondaggi, 3 (S1, S2 ed S3) sono stati eseguiti per il progetto di stabilizzazione della
frana ed altri 3 (S1bis, S2bis, S3bis) per il progetto di ripristino della strada, quindi non
proprio in corrispondenza della frana, ma hanno fornito campioni di terreno del tutto
assimilabili a quelli prelevati nei primi 3 sondaggi. Da alcuni campioni indisturbati stato
possibile prelevare provini per il taglio diretto e per la compressione triassiale e ci ha reso
possibile il numero di prove eccedente rispetto ai campioni.
I risultati delle prove di carotaggio continuo ad andamento verticale, hanno consentito di
schematizzare il sottosuolo del pendio in analisi secondo la seguente stratigrafia:
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Dalle prove fisiche di laboratorio si evince che la coltre piroclastica ha una porosit elevata
(59%) e un peso dellunit di volume basso (15,9 KN/m
3
), mentre la coltre colluviale e la
formazione di base, formate dallo strato di argilla, hanno una porosit variabile dal 36% al
44% e un peso dellunit di volume di 20 KN/m
3
. I terreni della coltre colluviale hanno un
grado di saturazione variabile tra il 65% e il 99%, mentre quello della formazione di base
variabile tra il 52% e il 79%.
Dal grafico sottostante, relativo alla porosit, emerge una notevole diminuzione di n con la
profondit facendo prevedere un miglioramento del comportamento meccanico del terreno
al crescere di z:
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Il primo obiettivo la costruzione del modello stratigrafico del sottosuolo. Esso stato
ottenuto analizzando la stratigrafia del sottosuolo ed i valori medi delle propriet fisiche
associate a ciascun litotipo.
Nei seguenti diagrammi vengono riportati i valori medi (caratteristici) delle propriet fisiche

s
, ,
sat
, s di ciascuno strato con la profondit dal piano campagna:
-10
-9
-8
-7
-6
-5
-4
-3
-2
-1
0
0 20 40 60 80
z

[
m
]

n [%]
Porosit n
Formazione di
base
Coltre colluviale
Piroclastiti
-16
-14
-12
-10
-8
-6
-4
-2
0
0 20 40 60 80 100 120
z

[
m
]

Sr [%]
Grado di Saturazione
Formazione di
base
Coltre colluviale
Piroclastiti
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-16
-14
-12
-10
-8
-6
-4
-2
0
0,00 0,50 1,00 1,50 2,00 2,50 3,00
z

[
m
]

, s, sat, s [kN/m3]
Formazione di base , s, sat, s
g
gs
gsat
s
-4,5
-4
-3,5
-3
-2,5
-2
-1,5
-1
-0,5
0
0,00 0,50 1,00 1,50 2,00 2,50 3,00
z

[
m
]

, s, sat, s [kN/m3]
Coltre colluviale , s, sat, s
g
gs
gsat
s
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Nei seguenti diagrammi vengono riportati i valori medi dei Limiti di Atterberg e dellIndice di
Plasticit di ciascuno strato con la relativa profondit dal piano campagna:


-4
-3,5
-3
-2,5
-2
-1,5
-1
-0,5
0
0,00 0,50 1,00 1,50 2,00 2,50 3,00
z

[
m
]

, s, sat, s [kN/m3]
Piroclastiti , s, sat, s
g
gs
gsat
s
-4,5
-4
-3,5
-3
-2,5
-2
-1,5
-1
-0,5
0
0 5 10 15 20 25 30 35 40
z

[
m
]

w,wl, wp, IP
Limiti di Atterberg ed Indice di Plasticit:
coltre colluviale
w
wl
wp
IP
limite
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evidente che per i terreni piroclastici non ha senso calcolare i Limiti di Atterberg in
quanto le loro particelle sono costituite di silicio, la cui superficie non carica e quindi non
attivo con lacqua.
Dal grafico relativo ai Limiti di Atterberg possibile ritenere che la formazione di base
presente allo stato solido, mentre la coltre colluviale ha un comportamento tendente al
plastico: infatti, pur essendo della stessa origine geologica della formazione di base, risulta
ammorbidita.
Dal grafico relativo ad Ic si evince che esso varia da un valore minimo pari a 0,63% ad uno
massimo pari a 2,053%, facendo classificare il terreno come molto molle:

-16
-14
-12
-10
-8
-6
-4
-2
0
0 10 20 30 40 50
z

[
m
]

w,wl, wp, IP
Limiti di Atterberg ed Indice di Plasticit:
formazione di base
w
wl
wp
IP
limite
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Si riporta di seguito la tabella riassuntiva delle propriet fisiche medie:


Dalla tabella si evince che la coltre colluviale, avendo un contenuto dacqua medio w pari
al 18,63%, risulta meno resistente della formazione di base che ha un w pari a 13,85%.
- s =peso specifico;
- =peso per unit di volume;
- s = peso per unit di volume secco;
- sat = peso per unit di volume saturo;
- ' = peso per unit di volume immerso.
- W = contenuto dacqua;
- Wp = limite di plasticit;
- WL = limite di liquidit;
0
2
4
6
8
10
12
14
16
0,00 0,50 1,00 1,50 2,00 2,50
z

[
m
]

w,wl, wp, IP
Indice di Consistenza
formazione di base coltre colluviale
formazione s
s
w w
P
w
L
IP Ic n Sr
sat
(gr/cm
3
) (gr/cm
3
) (gr/cm
3
) (%) (%) (%) (%) (%) (%) (%) (gr/cm3)
formazione di base 2,759 2,015 1,772 13,850 26,195 45,305 19,110 1,697 36,523 65,883 2,116
coltre colluviale 2,741 2,010 1,701 18,627 19,787 35,940 16,153 1,126 39,070 77,607 2,060
piroclastiti 2,553 1,590 1,143 39,130 - 37,200 - - 59,070 75,690 1,636
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- Ip = indice di plasticit;
- Ic = indice di consistenza;
- n = porosit;
- Sr = grado di saturazione.

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3.2 Caratterizzazione Meccanica.
Le prove meccaniche disponibili consentono la determinazione:
- della resistenza drenata di picco della formazione di base,
- della resistenza di picco e residua della coltre colluviale,
- della resistenza delle piroclastiti, seppure attraverso il solo campione disponibile.
Le prove eseguite in corrispondenza della formazione di base sono prove di compressione
triassiale consolidate isotropicamente drenate (CID) rappresentate nel piano :

2
'
'
3
'
1
o o +
= s
2
3 1
o o
= t

Passando dal piano t, o', in cui linviluppo di rottura rappresentato dalla tangente ai cerchi
di Mhor individuati dal centro s e dal raggio t, al piano s t linviluppo degenera in una retta
intersecante i punti rappresentativi dello stato tensionale a rottura.
Il calcolo del raggio t facilmente calcolabile a partire dai risultati della prova in quanto noto il
valore del deviatore o
1
-o
3
possibile calcolare il valore di t mediante la relazione
precedentemente introdotta, mentre al fine del calcolo del raggio si individuato
preventivamente del valore della tensione principale massima o
1
noto il valore della tensione
sferica mediante la seguente relazione:
( )
c
o o o o + =
3 1 1
dove
c
o o =
3
;
quindi si proceduto al calcolo della o
1
e oc nel seguente modo:

uf =
1
'
1
o o (dove uf rappresenta la pressione neutra a rottura)
uf
c c
= o o'

Da cui possibile ricavare il valore di s.
Di seguito il diagramma dellinviluppo di rottura per la formazione di base:
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I punti di rottura sono stati interpolati mediante una regressione lineare con coefficiente di
correlazione prossimo allunit.
Detta a lintercetta della retta di inviluppo di rottura con lasse delle t e tg linclinazione della
retta possibile ricavare i valori di c e mediante le seguenti relazioni:

'
' cos '
o

sen tg
c a
=
=


Per cui si ottiene c=16,7 kPa e =21,64.
Per la coltre superficiale e le piroclastiti sono state eseguite le prove a taglio diretto per
definire la resistenza di picco e a rottura diagrammate nel piano - ed interpolate mediante
una regressione lineare caratterizzata da un coefficiente di correlazione prossimo allunit a
garanzia della bont della regressione stessa.

0
0,5
1
1,5
2
2,5
3
3,5
4
4,5
0 2 4 6 8 10 12

t

[
k
g
/
c
m
2
]

s' [kg/cm2]

Formazione di base: picco

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0,00
0,20
0,40
0,60
0,80
1,00
1,20
0 0,5 1 1,5 2 2,5
t

[
k
g
/
c
m
2
]

s' [kg/cm2]
Coltre colluviale : picco
0,00
0,20
0,40
0,60
0,80
1,00
1,20
0 0,2 0,4 0,6 0,8 1 1,2 1,4 1,6
t

[
k
g
/
c
m
2
]

s' [kg/cm2]
Piroclastiti : picco
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Si osserva che nelle prove di taglio diretto si verifica una maggior dispersione dei dati
intorno alla retta di interpolazione lineare, essenzialmente per due motivi: la maggior
presenza di attriti e la conseguente possibilit di avere un carico eccentrico, ed una
velocit di applicazione del carico troppo elevata.
Si riportano di seguito i risultati delle prove di taglio diretto:

0,00
0,10
0,20
0,30
0,40
0,50
0,60
0 0,5 1 1,5 2 2,5
t

[
k
g
/
c
m
2
]

s' [kg/cm2]
Coltre colluviale: residua
0,00
0,10
0,20
0,30
0,40
0,50
0,60
0,70
0,80
0,90
1,00
0 0,2 0,4 0,6 0,8 1 1,2 1,4 1,6
t

[
k
g
/
c
m
2
]

s' [kg/cm2]
Piroclastiti : residua
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formazione
|' |'
r
c'
[ ] [ ] [ kPa ]
piroclastiti 35.58 31.92 -
coltre colluviale 18,74 15,02 19,17


I parametri medi di resistenza drenata, utilizzati nellanalisi di stabilit, sono indicati nella
seguente tabella riassuntiva:

formazione
|' |'
r
c'
[ ] [ ] [ kPa ]
piroclastiti 35.58 31.92 -
coltre colluviale 18,74 15,02 19,17


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Elaborato desame: Progetto di consolidamento di un pendio instabile

3.3 Modello Geotecnico.

Ai fini della progettazione stata considerata la seguente stratigrafia, per la quale si
riportano le principali caratteristiche delle formazioni che la costituiscono:











3.4 Monitoraggio.

In seguito al monitoraggio effettuato sul pendio in esame per mezzo di due piezometri
Casagrande si evince unoscillazione del piano di falda da un livello di -4 m dal piano
campagna (nei mesi estivi - autunnali) a un livello di -1,5 m dal piano campagna (nei mesi
invernali).
Il monitoraggio effettuato mediante la tubazione inclinometrica valuta uno spostamento di
pochi cm della coltre colluviale rispetto alla formazione di base, segnalando la presenza di
una superficie di scorrimento.

Terreno piroclastico,
sat
= 16,00 kN/m
3
, c' = 0,00 , |' = 35,50
Coltre colluviale,
sat
= 20,60 kN/m
3
, c = 19,00 kPa, |' = 18,72

1,5 m
7,0 m
Formazione delle argille grigio - azzurre ,
sat
= 20,16 kN/m
3
,
20,0 m c' = 16,50 kPa, |' = 21,60





0,0 m Piano campagna
Superficie di scorrimento esistente, |
r
= 15,02
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Elaborato desame: Progetto di consolidamento di un pendio instabile




Dalla valutazione degli evidenti dissesti verificatisi nellarea, e dai risultati della campagna
di monitoraggio, emerso che il cinematismo quello di uno scorrimento conseguente la
riattivazione di una vecchia superficie di frana, raccordatasi al piano campagna attraverso
due superfici di neoformazione. Tale fenomeno imputabile allinnalzamento del livello di
falda che determina un incremento delle pressioni neutre e del grado di saturazione e
quindi una riduzione della suzione, della coesione apparente e della resistenza a taglio.





-16
-14
-12
-10
-8
-6
-4
-2
0
0 5 10 15

z

[
m
]

spostamenti [m]
Profilo inclinometrico S3
13/10/2006
28/12/2006
14/02/2007
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Elaborato desame: Progetto di consolidamento di un pendio instabile

3.5 Analisi di stabilit
Volendo effettuare unanalisi stabilit di un pendio, ci si pone come obiettivo quello di
mettere a confronto le resistenze disponibili con le azioni stabilizzanti alla base di un
volume di terreno delimitato dalla superficie limite del pendio e da una superficie continua
ed emergente sul pendio, detta anche superficie di scorrimento o di rottura.
Lanalisi di stabilit del pendio in esame stata affrontata con i metodi dellequilibrio limite
che consentono di stimare il valore del coefficiente di sicurezza tramite equazioni di
equilibrio e posizioni semplificative. Tali metodi sono validi sotto le seguenti ipotesi:
- la legge tensioni-deformazioni del terreno di tipo rigido plastico;
- la deformazione piana;
- la rottura si raggiunge contemporaneamente lungo tutta la superficie di scorrimento,
che di forma nota;
- il coefficiente di sicurezza FS, definito come rapporto fra la resistenza disponibile e
la tensione tangenziale agente lungo la superficie di scorrimento ipotizzata,
costante lungo lintera superficie di scorrimento.
Il valore del coefficiente di sicurezza (F.S.) del pendio in esame stato calcolato con
lausilio del Geostudio 2004 ed in particolare Sloop/W analysis;
Attraveso il suddetto programma sono stati applicati i metodi di Bishop semplificato, Janbu
semplificato e Morgenstern e Price.
Dal momento che il pendio in esame un pendio naturale, cos come indicato dalle
Norme Tecniche per le Costruzioni - D.M. 2008, lanalisi di stabilit stata condotta in
riferimento ad un coefficiente di stabilit globale F.S. = 1,3 (valore scelto dal progettista).
Lanalisi di stabilit parte dal modello stratigrafico di progetto che mostra la distribuzione
geometrica dei vari litotipi individuati nel sottosuolo e la posizione della superficie di
scorrimento localizzata al contatto tra la formazione di base e la coltre colluviale.
Successivamente vengono assegnati a ciascun materiale e alla superficie di scorrimento
le rispettive caratteristiche meccaniche ed idrauliche al fine di ottenere il modello
geotecnico del sottosuolo:
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Elaborato desame: Progetto di consolidamento di un pendio instabile




Il modello costitutivo adoperato per ciascun litotipo di tipo elastico- perfettamente
plastico, con criterio di resistenza alla Mohr Coulomb.
Il metodo di Bishop semplificato ricorre, per il calcolo delle 2n+1 incognite (n valori dello
sforzo normale N alla base delle n strisce e il FS globale), a n equazioni di equilibrio alla
traslazione verticale e a una equazione di equilibrio alla rotazione globale del pendio.
Bishop valido solo in caso di superficie di scorrimento circolare, pertanto nelluso del
programma necessario definire una griglia di centri e una di raggi delle possibili superfici
di scorrimento: il programma effettua il calcolo per ciascuna delle superfici possibili e
restituisce il valore minimo di FS, competente a quella che sar la superficie critica.
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Con tale metodo il FS ottenuto stato il seguente:

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Elaborato desame: Progetto di consolidamento di un pendio instabile



Il coefficiente in questione risulta troppo alto perch con tale valore il pendio risulterebbe
stabile , ma in realt non lo , perch, in atto una frana,pertanto la superficie di
scorrimento individuata con il metodo di Bishop semplificato non quella reale.

Il metodo di Janbu differisce dal precedente in quanto utilizza una equazione di equilibrio
alla traslazione orizzontale globale al posto di quella alla rotazione. Le incognite e le altre
equazioni usate sono le medesime del metodo di Bishop. I coefficienti di sicurezza ottenuti
col procedimento di Janbu sono piuttosto sottostimati, tanto che lo stesso autore sugger
di correggerli con un fattore correttivo dipendente dallo spessore relativo del corpo di frana.
Il metodo di Morgenstern e Price un metodo cosiddetto completo e si basa sulla scrittura
di 4n equazioni (2n di equilibrio alla traslazione verticale e orizzontale di ogni striscia, n sul
criterio di resistenza, n-1 sulle forze di interstriscia, 1 alla rotazione globale). I risultati
ottenuti con tale metodo sono decisamente pi affidabili rispetto agli altri, anche perch
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Elaborato desame: Progetto di consolidamento di un pendio instabile

noto come la superficie di scorrimento non sia circolare, ma derivi dalla riattivazione di
parte della superficie di taglio di una frana antica presente al di sotto del rilevato e che si
raccordata al p.c. attraverso due superfici di neo-formazione, coinvolgendo il terreno di
riporto e la gabbionata. Si pertanto proceduto per tentativi ipotizzando 3 superfici di
scorrimento comprese tra la coltre ammorbidita e la formazione di base, con estensione
differente determinata in base ai punti a monte e valle del rilevato scelti. Lanalisi di
stabilit stata effettuata considerando che la falda a profondit pari a 1,5m dal p.c. e
che sul pendio insiste un rilevato affiancato da una gabbionata.



Particolare Falda a 1.5 mt dal p.c.

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Modello pendio con superfici di scorrimen
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Con tale analisi il FS dovr risultare allincirca unitario, in quanto il dissesto gi in atto.
Si riportano in seguito i risultati ottenuti con M&P relativamente alle tre superfici di
scorrimento individuate:

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3.6 Intervento di stabilizzazione.
La stabilit dei pendii regolata dal rapporto tra la resistenza a taglio disponibile lungo la
superficie di scorrimento e la risultante delle forze tangenziali a cui sottoposta per cui gli
interventi di stabilizzazione consistono o nellincremento della resistenza o nella riduzione
delle azioni tangenziali. In tale ottica tra le possibili soluzioni progettuali si proseguito con
la realizzazione di un drenaggio volto alla riduzione delle pressioni neutre nel sottosuolo
mirato quindi a determinare un incremento delle tensioni efficaci e quindi della resistenza
del terreno. In modo particolare si proseguito con la realizzazione di una trincea drenante
a gravit.
Pertanto, individuata la superficie di scorrimento e avendo appurato che la condizione pi
gravosa quella di falda posta a profondit 1,5m dal p.c., si pensato di stabilizzare il
pendio abbassando il livello della falda attraverso lutilizzo di un sistema di drenaggi ed
inserendo una paratia tra il rilevato e la gabbionata.
Leffetto stabilizzante della paratia stato rappresentato implementando nel modello una
forza orizzontale rivolta verso monte come di seguito rappresentato:

Lintervento di stabilizzazione deve essere effettuato considerando la piu vantaggiosa
combinazione tra abbassamento della falda e intensit della forza esplicata dalla paratia.
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Elaborato desame: Progetto di consolidamento di un pendio instabile

Poich il terreno ha una scarsa resistenza (coesione bassa e angolo di attrito pari a 18
gradi ), non si pu abbassare le falda a 3 m ed inserire una paratia di peso elevato ad
esempio H=80 ton, poich il terreno non riuscirebbe a resistere. Risulterebbe valida ma di
difficile esecuzione la soluzione che prevede labbassamento della falda a 7m dal p.c.
senza bisogno di inserimento della paratia, tale difficolt consta nellesecuzione dello
scavo della trincea, per il limite fisico del braccio dellescavatore, e nella messa in opera
del dreno per questioni di sicurezza relativa agli operatori.
Labbassamento oltre la superficie di scorrimento, posta a 7 m dal p.c. risulterebbe
insensata poich oltre tale profondit la resistenza non subisce incrementi.
Analizzando le varie combinazioni tra abbassamento della falda e peso della paratia si
scelto quanto segue:
Profondit falda =4,5 m
Peso della paratia H=30 tonn





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Elaborato desame: Progetto di consolidamento di un pendio instabile

Ottenendo i seguenti risultati:

Lanalisi statica risulta pertanto soddisfatta poich con tale combinazione il coefficiente di
sicurezza ottenuto con il metodo di Morgenstern e Price risulta maggiore del limite
progettuale stabilito pari a 1,3.

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3.7 Verifica sismica.
Lazione sismica calcolata in funzione del Tempo di ritorno (T) del sisma di progetto, che
a sua vota dipende dallo Stato limite ultimo rispetto al quale eseguire le verifiche, dalla Vita
nominale dellopera (VN) e dalla Classe duso dellopera progettata.
La forza orizzontale, che rappresenta lazione del sisma, stata valutata rispetto alla
normativa vigente NTC 2008 assumendo come dati di progetto:

Zona di interesse: Avellino.
Vita dellopera: 50 anni.
Classe duso: II , relativa a costruzioni con normale affollamenti, industrie con attivit non
pericolose per lambiente, ponti, opere infrastrutturali, reti viarie non ricadenti in classi
duso III o IV, reti ferroviarie la cui interruzione non provochi situazioni demergenza e
dighe il cui collasso non provochi situazioni di emergenza.
Coefficiente duso: 1.
Verifica allo stato limite di collasso (slc): a seguito del terremoto la costruzione subisce
gravi rotture e crolli dei componenti non strutturali ed impiantistici e danni molto gravi dei
componenti strutturali; la costruzione conserva ancora un margine di sicurezza per azioni
verticali ed un esiguo margine di sicurezza nei confronti del collasso per azioni orizzontali.
Categoria di sottosuolo: C, in cui ricadono depositi di terreni a grana grossa mediamente
addensati o terreni a grana fina mediamente consistenti.
Categoria topografica: T2, in cui rientrano i pendii con inclinazione media i>15.

Con lausilio del software Spettri stato possibile determinare il coefficiente di
amplificazione topografica ST ed il coefficiente di amplificazione stratigafica SS che
moltiplicati per laccellerazione orizzontale ag forniscono il valore della accellerazione
orizzontale massima amax; moltiplicando questultimo valore per il coefficiente sismico
ne sismica orizzontale kh= 0,06
Si infine determinata la forza sismica orizzontale Fh , data dal prodotto tra coefficiente di
amplificazione sismica orizzontale kh ed il peso del volume instabile W.
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Elaborato desame: Progetto di consolidamento di un pendio instabile

Con tale valore la verifica di stabilit soddisfatta nelle condizioni di falda a 4,5m di
profondit dal piano campagna e forza esplicata dalla paratia pari a H= 20ton.
La verifica risulta soddisfatta in quanto il coefficiente di sicurezza risultante pari a FS=
1,12 ( per la verifica sismica necesario che FS 1,1 ).



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Elaborato desame: Progetto di consolidamento di un pendio instabile

4. Intervento di stabilizzazione.
4.1 Le trincee drenanti generalit.

Lo scopo per il quale vengono realizzate quello di determinare lincremento della
resistenza del terreno mediante la riduzione delle pressioni neutre. Questo possibile
perch drenando il terreno variano le sole pressioni neutre e non le tensioni totali. Infatti
tale tipologia di intervento viene generalmente realizzata in argille in cui il peso dellunit di
volume resta invariato poich, per effetto della risalita capillare e per le interazioni
elettrostatiche, risultano sature fino a piano campagna.
La realizzazione delle trincee drenanti consta nella realizzazione, mediante lutilizzo di un
escavatore, di uno scavo a sezione rettangolare caratterizzato da una profondit di circa 5
- 6 m, e da una larghezza al piano campagna variabile tra 0,5 1 m. Sul fondo dello scavo
viene messo in opera una tubazione sfinestrata superiormente di circa 100 - 200 mm per
la raccolta e lo smaltimento delle acque drenate, ricoperta da materiale drenante avvolto
da geotessile al fine di evitare lintasamento del filtro ad opera di materiale a granulometria
fine. Procedendo fino al piano campagna si prosegue con la messa in opera di uno strato
di argilla con spessore di 0,5 1 m e larghezza almeno pari a quella della trincea al fine di
evitare linfiltrazione di acque superficiali.
Durante la realizzazione, in terreni poco permeabili, pu richiedersi lutilizzo di fanghi che
sostengano il fronte di scavo. La scelta dei fanghi viene condotta tenendo conto della
funzionalit dellopera e quindi impedendo di rendere impermeabile il foro, rendendo del
tutto inefficace lintervento. Per questo motivo, nei terreni fortemente coesivi, si
preferiscono fanghi polimerici biodegradabili, che vanno decomponendosi in tempi
ragionevolmente brevi in modo da far entrare a regime lintervento prontamente. La
direzione degli scavi segue la linea di massima pendenza in quanto una scelta diversa
potrebbe comportare un peggioramento delle condizioni di stabilit del pendio.
Ulteriore attenzione va posta sulla scelta di quota di inizio scavo che si colloca per buona
norma nel punto pi basso del pendio in modo tale da far entrare in funzione lopera gi
durante la realizzazione e consentendo lallontanamento delle acque senza il supporto di
ulteriori sistemi drenanti. Infine si definisce un recapito delle acque drenate (il
funzionamento dellintervento prescinde dalla quantit di acqua allontanata, ai fini della
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Elaborato desame: Progetto di consolidamento di un pendio instabile

stabilit infatti gi performante la sola variazione del reticolo idrodinamico allinterno del
pendio purch induca una riduzione del regime delle pressioni neutre).

4.2 Sistema di trincee drenanti a gravita-logica delintervento.
Le condizioni di stabilit di un pendio dipendono dal rapporto tra la resistenza al taglio
disponibile lungo la superficie di scorrimento e le tensioni tangenziali agenti su di essa; un
intervento di stabilizzazione si propone di aumentare la resistenza e/o ridurre gli sforzi
tangenziali.



quindi un aumento della resistenza al taglio. La stabilizzazione di un pendio in frana pu
essere raggiunta riducendo le pressioni neutre mediante un opportuno sistema di
drenaggio.
Le trincee drenanti sono costituite da scavi longitudinali che attraversano il corpo di frana
nella direzione monte valle. Con lutilizzo di comuni escavatori meccanici si raggiungono
profondit di scavo non superiori ai 6 m. La funzione drenante affidata al materiale di
riempimento ad alta permeabilit (in genere materiale a grana grossa). Allinterno del
corpo drenante la pressione pari a quella atmosferica (u = 0), si innesca un moto vario di
filtrazione fino allequilibrio con le nuove condizioni al contorno. Raggiunte le condizioni
stazionarie leffetto quello di un abbattimento della falda.
4.3 Dimensionamento.
Nel caso in esame lecito far riferimento ad un pendio indefinito con un regime idraulico
caratterizzato da un moto di filtrazione nella direzione monte - valle, con superficie
piezometrica parallela al piano campagna.
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Elaborato desame: Progetto di consolidamento di un pendio instabile

Si ipotizza un sistema di trincee drenanti tra loro parallele disposte secondo la linea di
massima pendenza.
I calcoli saranno svolti, utilizzando gli abachi di Desideri, in ipotesi di flusso bidimensionale,
cio:
- condizione 2D;
- interasse S=cost;
- terreno omogeneo ed isotropo;
- lama dacqua costante al p. c.

D
S
H0
B
H


Lintervento in esame prevede labbattimento della quota di falda da 1,5 m a 4,5 m dal p. c.
Il parametro di progetto del sistema di trincee drenanti lefficienza media, valutata
rispetto alla superficie critica situata a D = 7 m di profondit dal piano campagna:



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in cui u
0
il valore medio delle pressioni neutre valutate lungo la superficie di scorrimento
con falda a 1,5 m dal piano campagna, mentre

il valore medio delle pressioni neutre


valutate lungo la superficie di scorrimento con falda a 4,5 m dal p. c. e cio dopo
lintervento.
Le altezze piezometriche risentono della presenza della filtrazione in direzione monte-valle:


Come mostrato da Hutchinson, le soluzioni in termini di efficienza idraulica relative alle
condizioni idrostatiche


e alle condizioni di flusso indefinito monte valle risultano coincidenti:



Quindi si valutano le pressioni neutre nelle condizioni iniziali e finali:



Quindi lefficienza idraulica media:



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Elaborato desame: Progetto di consolidamento di un pendio instabile

In considerazione del fatto che lefficienza idraulica media relativa a piani posti a
profondit D > H
0
sensibilmente minore rispetto a quella relativa a piani posti a profondit
D < H
0
, si cerca di tenere quanto pi basso possibile il rapporto D/H
0
.
Con i comuni escavatori meccanici si pu giungere ad un profondit massima di scavo H
0

= 5,5 m
Per il dimensionamento della trincea vengono utilizzati gli abachi proposti da Desideri, si
considerano i seguenti rapporti geometrici (con riferimento alla figura precedente) :


indicando con D la profondit dal piano campagna della superficie di scorrimento, alla
quale viene valutato il valore di

.
In riferimento alla NTC 2008, si impone:



da cui di ricava la larghezza della singola trincea drenante B =0,9 m.
La formazione di base e la coltre colluviale hanno coefficienti di permeabilit confrontabili
come ordine di grandezza e assimilabili come unico materiale; si pu immaginare, quindi,
che il contorno impermeabile sia posto ad una profondit molto elevata; Desideri non
riscontra variazioni significative per n superiore a 4, quindi nel caso in esame si sceglie
proprio:



indicando con H la profondit del contorno impermeabile dal piano campagna.
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Si consideri labaco relativo a n = 4 :


Entrando con:


si ottiene un valore


da cui si ricava un interasse . Per quanto riguarda levoluzione
temporale del fenomeno, i risultati sono presentati in funzione di una grandezza
adimensionale, il fattore tempo T:

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Elaborato desame: Progetto di consolidamento di un pendio instabile



Si sono utilizzati gli abachi di Desideri per valutare i fattori di tempo adimensionalizzati T50
e T90 necessari a raggiungere unefficienza idraulica rispettivamente pari al 50% ed al
90% di quella finale.
Il decorso del processo per valori di n = 4 non significativamente diverso da quello
ottenuto per n = 2,5; si utilizzano gli abachi relativi a questo ultimo valore, entrando con:





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Elaborato desame: Progetto di consolidamento di un pendio instabile


Successivamente, stato possibile valutare i tempi di ingresso in esercizio del sistema di
trincee drenanti, utilizzando la seguente formula:
T
k
H
E
t
c
T H
t
W
v

+
=

=
2
0
2
0
) 2 1 ( ) 1 ( 2 u u

k E
w

(m/s) (kN/m
2
) (kN/m
2
) (kN/m
3
)
9 ^ 10 * 1 10000 0,30 10

Dall espressione del fattore di tempo T possibile calcolare i tempi di ingresso in
esercizio del sistema di trincee drenanti; risulta essere:
t 50 7 mesi t 90 6 anni
I drenaggi saranno realizzati con elementi prefabbricati dalle dimensioni (1 x 2 x 0,3),
costituiti da un nucleo drenante in ciottoli di polistirolo, avvolto da un geotessile ed
esternamente da una rete metallica. Essi saranno combinati fino ad ottenere le dimensioni
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Elaborato desame: Progetto di consolidamento di un pendio instabile

desiderate, ovvero 5,5 m di altezza(cio H
0
). Le trincee saranno disposte con un interasse
di 12 m come calcolato, e ogni 20 m sar realizzato un pozzo di ispezione. Le acque
drenate dovranno essere smaltite a valle del pendio.

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49

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5. Paratia.
5.1 Calcolo e progetto della profondit di infissione della
paratia.
Per dimensionare la lunghezza della paratia di pali si ipotizza un comportamento rigido-
plastico del terreno e palo rigido. In tali condizioni si ipotizza che il palo ruoti rigidamente
intorno ad un punto posto allinterno del substrato stabile.





Con la paratia di pali si vuole garantire una forza resistente H=20ton.Ogni palo ha un
diametro d=1m ed interasse i=1,3 m, quindi


La spinta passiva S
p
e la spinta attiva S
a
sono state determinate rispettivamente a monte e
a valle della paratia allinterno del corpo di frana:



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50

Elaborato desame: Progetto di consolidamento di un pendio instabile



Dove:

= 7m la profondit del tratto in frana,



il peso dellunit di volume medio del
corpo di frana:


=

=










ka il coefficiente di spinta attiva calcolato secondo la teoria di Rankine:


[kN/m
3
] [kN/m
3
] [kN/m
3
] [m] [m] [m]
16,00 20,60 10,60 1,50 3,00 2,50
h
piroclastite

h
1coltre

h
2coltre

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51

Elaborato desame: Progetto di consolidamento di un pendio instabile

il coefficiente di spinta passiva :


Per determinare i due coefficienti di spinta passiva e attiva dobbiamo trovare langolo di
attrito ridotto che, secondo lapproccio 1 combinazione 2 (A2 + M2 + R2), pari a:


dove langolo dattrito stato calcolato come la media pesata degli angoli di attrito di
picco delle piroclastiti e della coltre colluviale:

= 22,33

h
coltre
'
coltre
h
piroclastiti
'
piroclastiti
'
medio

[m] [] [m] [] []
5,5 18,72 1,5 35,56 22,33

Da cui si evince che

= 18,13.
Ricaviamo cosi:

= 0,56 ;

= 286,09 KN

= 1,79 ;

= 914,46 KN
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52

Elaborato desame: Progetto di consolidamento di un pendio instabile



possibile valutare la lunghezza di infissione l2 effettuando un equilibrio alla rotazione e
un equilibrio alla traslazione. I risultati del sistema di equazioni fornito in forma grafica



In tale abaco, entrando con il parametro adimensionalizzato



e intersecando la curva relativa a



stato ricavato
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53

Elaborato desame: Progetto di consolidamento di un pendio instabile


e da questo, ricaviamo il valore della profondit di infissione pari a l
2
= 4,2m.
In definitiva la lunghezza totale della paratia pari a :

L=

= 11,2 m 11,5m


Per assicurare un maggiore margine di sicurezza si assume un lunghezza totale della
paratia pari a:

L= 14m.

Per poter determinare i successivi diagrammi delle sollecitazioni, si fa riferimento ad un
modello matematico, in cui a monte della paratia il terreno dotato di peso e con spinta
attiva nulla
ossia:

= 0
(dalla formula di Rankine,cui si ricava la coesione fittizia

) ed a valle della paratia il


contributo del terreno viene sostituito con un carico uniformemente distribuito q=

:




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Elaborato desame: Progetto di consolidamento di un pendio instabile


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Elaborato desame: Progetto di consolidamento di un pendio instabile


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Elaborato desame: Progetto di consolidamento di un pendio instabile

Si riportano i diagrammi delle spinte agenti sulla paratia e relative risultanti e cunei di rottura :

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Elaborato desame: Progetto di consolidamento di un pendio instabile


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Elaborato desame: Progetto di consolidamento di un pendio instabile


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Elaborato desame: Progetto di consolidamento di un pendio instabile


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Elaborato desame: Progetto di consolidamento di un pendio instabile

In seguito si riportano i diagrammi del momento flettente , taglio e dello sforzo normale relativi alla paratia di lunghezza 14m :
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Elaborato desame: Progetto di consolidamento di un pendio instabile


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Elaborato desame: Progetto di consolidamento di un pendio instabile

Dimensionamento pali e relativa armatura :
























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Elaborato desame: Progetto di consolidamento di un pendio instabile


















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