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Propriet Dinamiche dei Terreni da Prove in Sito

2
1 Introduzione

Rispetto alle prove dinamiche in laboratorio, le prove in sito presentano sia dei vantaggi che degli
svantaggi. Lesame dei vantaggi e degli svantaggi di prove di laboratorio e in sito proprie della Dinamica
dei Terreni ha evidenziato che le due classi di prove sono da considerare come procedure complementari
che applicate in parallelo permettono di ottenere informazioni utili nella caratterizzazione meccanica dei
terreni1.
Tra i vantaggi delle prove dinamiche in sito si pu ricordare che queste sono generalmente pi rapide ed
economiche, permettono di ottenere una descrizione pi continua delle caratteristiche geotecniche con la
profondit, permettono di esaminare un volume maggiore di terreno ed infine consentono di definire in
modo pi attendibile i parametri di deformabilit. Mentre, tra gli svantaggi, quello principale legato alle
difficolt nella determinazione delle condizioni al contorno del problema in esame; sono difficili da
determinare le condizioni di drenaggio e lo stato tensionale. Inoltre i risultati che si ottengono non sempre
sono di agevole interpretazione in quanto lesecuzione stessa della prova stessa pu introdurre dei fattori di
disturbo che ne falsa lesito. Nellanalizzare le due classi di prove dinamiche da ricordare che ognuna di
esse esplora il comportamento del terreno in un particolare campo di ampiezze della deformazione di taglio,
figura 1.
Le propriet dinamiche dei terreni rivestono un ruolo centrale nella determinazione degli effetti sismici
locali sia per terreni sismicamente stabili (che durante un evento sismico raggiungono modesti livelli
deformativi) sia per terreni sismicamente instabili (che in occasione di un terremoto raggiungono valori
delle deformazioni di taglio che ne causano la rottura). Gli scenari di pericolosit e le problematiche
geotecniche, e conseguentemente i parametri e il tipo di indagini per la loro determinazione, sono molto
diversi nei due casi, figura 1. Nel primo caso infatti i parametri di maggiore interesse sono la rigidezza e le
propriet smorzanti dei terreni; nel secondo caso il parametro chiave la resistenza al taglio, e le condizioni
al contorno che si hanno a livello di megastruttura divengono pi importanti. Considerato che lanalisi del
comportamento dinamico dei terreni a bassi livelli deformativi ha avuto carattere determinante nel progetto
di microzonazione sismica in Valtiberina, le indagini descritte nel presente lavoro, sia in sito sia di
laboratorio, si riferiscono ad esse.

Figura 1 Livelli deformativi interessati da prove dinamiche in sito e di laboratorio.


Relativamente alle prove dinamiche in sito, da tenere presente che quelle proprie dellIngegneria
Geotecnica si distinguono da quelle utilizzate in Geofisica sostanzialmente per gli obiettivi che si
1

Si vedano ad esempio i lavori di: Jamiolkowski et al., 1985; Lancellotta, 1987.

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prefiggono di raggiungere. Concepite nel campo della Geofisica, le prime tecniche di indagine sismica in
sito sono state rivolte innanzitutto allindividuazione delle grandi strutture sepolte e alla descrizione della
morfologia sommersa, in secondo luogo alla definizione delle propriet meccaniche del mezzo di
propagazione. Tali tecniche necessitano di sorgenti non direzionali, che generano prevalentemente onde di
compressione P, utili ai fini della caratterizzazione delle propriet meccaniche delle formazioni rocciose
attraversate. La ricezione delle onde avviene spesso a grandi distanze dalla sorgente, far field, e
linterpretazione delle misure risulta quindi pi agevole.
Nellambito dellIngegneria Geotecnica, i criteri di base dei metodi geofisici sono stati sviluppati allo
scopo di pervenire alla definizione di dettaglio delle propriet meccaniche dei singoli strati dei depositi
investigati. Tali tecniche necessitano di sorgenti direzionali, in grado di generare onde di taglio oppure onde
di Rayleight, le sole efficaci alla caratterizzazione delle terre sciolte anche se sature. Queste onde sono
registrate a distanze minori e spesso in condizioni near field, rendendo talora linterpretazione delle misure
particolarmente ostica; per questi motivi sono state concepite specifiche tecniche di analisi.

2 Prove cross-hole
Le prove sono finalizzate a determinare la velocit di propagazione delle onde di volume2 allinterno del
terreno, note le quali possibile risalire ai parametri di deformabilit. Infatti, poich le prove dinamiche in
sito prevedono bassi livelli di energia e, conseguentemente, implicano bassi livelli di deformazione ( < 103
%), il terreno sollecitato in campo elastico. Come noto, in un mezzo elastico la velocit delle onde
sismiche (Vs e VP rispettivamente velocit di propagazione delle onde S e delle onde P) sono legate al
modulo di taglio Gmax,al coefficiente di Poisson e al modulo di Young dalle relazioni:
2
Gmax = VS

1 VP

2 VS

[1]
2

2 (1 + )(1 2 )
E = V p
(1 )
dove rappresenta la densit del mezzo attraversato.
In generale, le prove cross-hole, a causa delle specifiche modalit esecutive, 2.1, sono preferibili alle
prove down-hole quando si vogliono ottenere dei valori puntuali di velocit di buona qualit ed alta
precisione, e quando le profondit di interesse sono elevate (anche superiori a 100 m). Nel corso delle prove
le vibrazioni sono generate artificialmente mediante una sorgente collocata ad una certa profondit in un
foro di sondaggio, e sono rilevate ad una data distanza mediante uno o pi ricevitori, collocati alla
medesima profondit, in uno o pi fori di sondaggio allineati con il foro sorgente. Viene misurato il tempo
necessario alle onde di volume per spostarsi tra due punti interni nel terreno. Conoscendo le distanze
percorse, le velocit di propagazione delle onde vengono calcolate mediante i tempi di viaggio. Per una
misura accurata sono necessarie le seguenti componenti: a) una sorgente meccanica da foro, in grado di
generare onde elastiche direzionali (SV, onde di taglio polarizzate verticalmente), dotata di trasduttore per la
definizione dellistante di partenza (trigger) della sollecitazione dinamica; b) un ricevitore da foro
(geofono)3, con appropriata risposta in frequenza, direzionale e dotato di un sistema di collegamento al
VP

VS

2
Le vibrazioni prodotte da una sollecitazione dinamica si propagano allinterno di un mezzo continuo sotto forma di onde di volume
(onde di compressione o P e onde di taglio o S) mentre, sulla superficie del mezzo, sotto forma di onde di superficie (onde di
Rayleigh o Love).
3
Un geofono consiste in una terna di trasduttori di velocit orientati perpendicolarmente fra loro contenuti in un unico involucro. In
genere preferibile utilizzarne almeno due, sia nel metodo cross-hole che nel metodo down-hole, al fine di effettuare misure pi
accurate come chiarito in seguito nel presente capitolo.

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terreno affidabile; c) un sistema di acquisizione multi-canale per registrare in modo digitale sia il segnale
del trigger sia le forme donda nonch di registrarli su memoria di massa.
2.1 Procedure sperimentali

La prova, schematizzata in figura 2, consiste nel produrre allinterno del terreno, ad una profondit nota,
una sollecitazione verticale mediante una sorgente meccanica, e nello studiare il treno donde, P e S, che si
propagano allinterno del terreno in direzione orizzontale, con vibrazioni polarizzate nella direzione di
propagazione (onde P), e dirette perpendicolarmente alla direzione di propagazione, polarizzate su un piano
verticale (onde SV). Le verticali impiegate per lesecuzione di misure CH sono generalmente poste ad
interasse compreso tra i 3 e i 5 metri.
Nella fase di perforazione i fori vengono sostenuti mediante fanghi bentonitici, per ridurre leffetto di
disturbo del terreno. I diametri delle trivellazioni sono di solito piuttosto piccoli (con diametro interno
compreso tra 80 e 125mm). I fori vengono poi rivestiti di materiale ad alta impedenza alle vibrazioni, quale
per esempio alluminio o PVC, e lo spazio anulare tra il foro ed i tubi viene riempito con una malta a ritiro
controllato.

sorgente

1 ricevitore

2 ricevitore

Figura 2 Schema di prova cross-hole a due ricevitori.

Per eseguire la cementazione in modo da garantire la continuit del contatto terreno-tubazione


necessario, prima ancora di collocare il rivestimento, chiudere il fondo del foro con un cappello (packer)
dotato di valvola di controllo sferica one-way; dopodich, una volta posizionata la tubazione di rivestimento
e centrata rispetto alle pareti del foro con lausilio di appositi distanziatori montati sul fondo, viene calato
allinterno del foro, fino a raggiungere la valvola, un tubicino in PVC collegato in superficie ad una pompa
convenzionale per mezzo della quale viene iniettata la miscela cementizia, che, una volta raggiunto il fondo
del foro, inizia a riempire dal basso verso lalto in maniera uniforme lintercapedine tra foro e rivestimento,
spazzando via il fango e i detriti eventualmente presenti. Laddove non sia possibile utilizzare o posizionare
il cappello di fondo, possibile calare direttamente il tubo per liniezione nellintercapedine fino al fondo
del foro e quindi procedere alla cementazione.
Successivamente, dato che la prova richiede una conoscenza precisa dellinterasse dei fori alle varie
profondit di indagine, necessario ricorrere ad un accurato controllo della deviazione dalla verticale dei
fori, e lo strumento generalmente utilizzato linclinometro.
Generalmente la distanza tra le misure circa pari ad 1m e la procedura sperimentale pu essere
sintetizzata nelle seguenti cinque fasi: 1- la sorgente viene calata in uno dei fori di estremit
dellallineamento e, raggiunta la profondit desiderata, viene bloccata contro le pareti delle tubazioni di
rivestimento; 2 - nei fori restanti vengono immersi due ricevitori, portandoli in quota con la sorgente ed
assicurandoli alle pareti del rivestimento; 3- viene prodotta una sollecitazione verticale che attiva il trigger
ed innesca la propagazione di onde di taglio SV nel terreno; 4- viene fatta partire la registrazione delle
vibrazioni captate dal sensore disposto nella sorgente e dai trasduttori dei ricevitori con un opportuno

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anticipo rispetto al segnale del trigger; 5- effettuate le misure, viene modificata la profondit di prova e
ripetuta la procedura sperimentale.
2.2 Analisi delle misure sperimentali

Lanalisi delle misure sperimentali eseguite nel corso di prove cross-hole pu essere effettuata nel
dominio del tempo e nel dominio delle frequenze. Di seguito si riportano sinteticamente i principali metodi
di analisi che possibile compiere nei due domini rimandando alla letteratura specifica per
approfondimenti4.
Analisi delle misure nel dominio del tempo

Lacquisizione di una misura CH a due ricevitori consiste nella registrazione simultanea delle vibrazioni
del trigger e dei sensori dei geofoni. La determinazione dei tempi di viaggio delle onde avviene attraverso
lanalisi visuale delle vibrazioni, sulla base del riconoscimento di punti caratteristici. Mediante la
registrazione del segnale di trigger si individua il punto T, che rappresenta listante di applicazione
dellimpulso e quindi lo zero dei tempi. La parte successiva della registrazione di scarso interesse, poich
non rappresentativa vibrazioni trasmesse al terreno. I tempi di arrivo delle onde P ed S vengono poi
individuati su ciascuna delle tracce ai ricevitori e rappresentano i tempi di arrivo di compressione e di taglio
rispettivamente. In ciascuna traccia temporale registrata dai ricevitori possibile distinguere tre parti
principali: la prima, tra i punti T e P, del tutto piatta, rappresenta il tempo necessario affinch le vibrazioni
polarizzate nella direzione di propagazione raggiungano il ricevitore; la seconda tra i punti P e S,
caratterizzata da oscillazioni di piccola ampiezza indotte dallarrivo e dallo smorzamento delle onde di
compressione; la terza a destra del punto S, rappresentativa delle vibrazioni prodotte dalle onde di taglio.
Nel caso in cui la vibrazione prodotta dalla sorgente incontri lungo il proprio percorso brusche variazioni
di rigidezza, possibile che vibrazioni prodotte da onde P ed S riflesse e rifratte raggiungano i ricevitori
prima delle onde dirette di taglio. Di solito, tuttavia, la loro ampiezza relativamente piccola per cui
comunque agevole lidentificazione dei tempi di viaggio delle onde S dirette.
Le velocit di propagazione sono calcolate sulla base delle distanze sorgente-ricevitore e degli intervalli
di tempo compresi tra i punti T e P, per la determinazione di VP, e compresi tra i punti e T-S, per la
determinazione di VS. utilizzando due ricevitori risulta possibile definire due valori di velocit dirette,
corrispondenti ai percorsi sorgente-primo ricevitore e sorgente-secondo ricevitore. Risulta inoltre possibile
definire un terzo valore di velocit, relativo al percorso tra i due ricevitori ed alla differenza tra i tempi di
arrivo (velocit di intervallo). I tempi di viaggio tra i ricevitori possono essere rilevati, inoltre, tramite i
punti caratteristici dei segnali picchi, valli o zero-crossing successivi al primo arrivo. Tali valori di
velocit sono, tuttavia, disturbati dal fenomeno dello spreading che produce lincremento della distanza
temporale tra i punti caratteristici dei segnali sismici al crescere della distanza dalla sorgente, nonch
lappiattimento progressivo dei picchi. Ci pu determinare diminuzioni anche notevoli delle velocit,
rispetto a quelle determinate sulla base dei primi arrivi (Mancuso et al., 1988). Si ricorda inoltre che, nella
pratica sperimentale, al fine di attenuare il rumore di fondo, si opera mediando pi registrazioni. Infatti,
generando pi volte lo stesso segnale, sincronizzato con listante trigger, ad una data distanza dalla sorgente
si presenter sempre nella stessa posizione temporale; il rumore, essendo invece non sincronizzato, si
presenter in maniera casuale e quindi, il suo effetto risulter attenuato mediando pi registrazioni.
Un altro tipo di analisi dei dati sperimentali che pu essere effettuata nel dominio del tempo, qualora si
siano effettuate misure a pi ricevitori, la cos detta correlazione incrociata o cross correlation, CC xy ( ) ,
che consente di determinare i tempi associati allo spostamento dellintera forma donda tra il primo ed il
secondo ricevitore. Matematicamente, la funzione misura il grado di correlazione tra la forma di due segnali
x(t) e y(t) prodotti da un singolo impulso ed acquisiti in due punti allineati con la sorgente. La posizione
temporale del segnale relativo al ricevitore pi distante, y(t), viene modificata attraverso una traslazione
temporale nel verso decrescente dei tempi, anticipandone, cio, artificiosamente larrivo. Per ogni valore
di possibile individuare un valore della cross correlation mediante la relazione:

Si vedano ad esempio i lavori di Mancuso, 1995; Mancuso et al. 1988; Mok, 1987; Simonelli e Mancuso, 1999; Stokoe et al. 1989.

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6
+

CC xy ( ) =

x(t ) y(t + ) dt

[2]

Calcolando i valori assunti dalla [2] al variare su tutto il periodo di registrazione dei segnali, viene
individuato landamento della CC xy ( ) . Quindi, ogni punto della cross correlation rappresenta la somma
dei prodotti delle ampiezze registrate dal primo ricevitore per quelle del secondo, traslate di un intervallo
temporale nella direzione decrescente dei tempi. La CC xy ( ) assume valore massimo quando assume un
valore tale che i picchi pi significativi delle due forme donda risultano sovrapposti (figura 7). Questo
valore, = cc, corrisponde al tempo necessario affinch la parte pi significativa delle vibrazioni passi dal
primo al secondo ricevitore e permette, data la distanza tra i due ricevitori , di determinare a che velocit si
sono propagate le vibrazioni Vxy = / cc. In particolare, i valori delle velocit determinati mediante cross
correlation rappresentano velocit globali che, a causa del fenomeno dello spreading, possono risultare
sottostimate.
Analisi delle misure nel dominio delle frequenze

Come noto, mediante la serie di Fourier, qualsiasi segnale sismico pu essere rappresentato come somma
indefinita di sinusoidi di ampiezza, frequenza e fase opportune.
Tale concetto, evidenzia lesistenza di due possibili rappresentazioni di una stessa onda: una che
rappresenta il moto del tempo laltra, che rappresenta le armoniche componenti del segnale (spettro lineare).
Mediante la trasformata diretta di Fourier (FT) si individuano le ampiezze e le fasi delle armoniche;
mediante, invece, la trasformata inversa di Fourier (IFT) si ottiene la conversione dal dominio delle
frequenze a quello del tempo.
Dal punto di vista matematico, ogni punto della FT, unitamente alla propria fase, rappresenta un vettore
che quindi descrivibile con un numero complesso. Ne consegue che, utilizzando le regole dellalgebra
complessa, lanalisi di coppie di segnali sismici pu essere effettuata impiegando delle funzioni che
consentono di combinare le informazioni derivate dalle FT dei segnali stessi. Una di esse lo spettro
incrociato di frequenza o cross power spectrum, CPS yx ( f ) , particolarmente utile nel caso in cui vengano
combinate due registrazioni x(t) e y(t) derivanti da una stessa sollecitazione dinamica.
La funzione CPS yx ( f ) , definita dal prodotto dello spettro lineare Y ( f ) del segnale y(t) per il
complesso coniugato dello spettro lineare dellaltra X * ( f ) :
CPS yx ( f ) = Y ( f ) X * ( f )

[3]

Ciascuna componente del vettore CPS yx ( f ) sar rappresentata da unampiezza ACPS ( f ) ed una fase

CPS ( f ) rispettivamente pari al prodotto delle ampiezze ed alla differenza tra le fasi delle componenti degli
spettri correlati. In particolare, il cross power spectrum di due funzioni coincidenti x(t) y(t) sar uno
scalare detto auto power spectrum e indicato con APS xx ( f ) .
Come indicato, possibile attenuare gli effetti del rumore di fondo mediando pi registrazioni. Da ci
deriva possibilit di quantificare il livello di disturbo nelle misure mediante la funzione di coerenza
COxy ( f ) tra i segnali x(t) e y(t) registrati. La misura concepita sulla media di pi coppie di segnali, poich
la prima assunta come base di riferimento e le successive come misure della mancata correlazione tra le
componenti di frequenza disturbate. La funzione di coerenza espressa dalla relazione:
*

CPS xy ( f ) CPS xy ( f )
[4]
APS yy ( f ) APS xx ( f )
dove le funzioni soprassegnate indicano loperazione di media. Mediante la funzione di coerenza quindi
possibile definire il campo di frequenze entro cui si ha assenza di disturbi nel quale la funzione assume
valore unitario.
Infine, per determinare la velocit di propagazione delle onde, possibile utilizzare lo spettro incrociato
di frequenza. Infatti utilizzando la fase CPS ( f ) , differenza di fase cumulata dalle armoniche di unonda
sismica nello spostamento tra due punti, possibile determinare il numero di cicli compiuti durante tale
percorso Nc da cui si deduce la lunghezza donda e quindi la velocit cercata in funzione della frequenza
V(f). Indicando con 12 la distanza tra i due ricevitori si ha:
COxy ( f ) =

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V( f ) = f =

12
Nc

f = 360

12

CPS ( f )

7
[5]

3 Prove down-hole
La prova down-hole (DH) una prova sismica condotta in un unico foro5 finalizzata a misurare la
velocit di propagazione delle onde di P ed S, generate da una sorgente collocata in superficie. Le vibrazioni
prodotte vengono rilevate mediante uno o pi ricevitori, posti alle profondit desiderate allinterno del
sondaggio.
La prova down-hole viene impiegata soprattutto quando si desidera ottenere, senza ricorrere ad indagini
troppo costose, dei valori puntuali della velocit, di qualit e precisione evidentemente minore rispetto a
quelle ottenibili mediante prove CH. La prova significativa solo fino a profondit dellordine dei 5060m,
in quanto, oltre tale quota i segnali registrati diventano di difficile interpretazione e sono possibili errori
nella stima delle velocit.
Per una misura accurata risultano indispensabili le seguenti componenti: 1) una sorgente meccanica di
superficie in grado di generare onde elastiche direzionali SVH ricche di energia, munita di trasduttore per
lindividuazione dellistante di partenza delle vibrazioni; 2) duo o pi ricevitori da foro, con appropriata
risposta in frequenza, direzionali e dotati di un sistema di collegamento al terreno affidabile; 3) un sistema
di acquisizione digitale multi-canale, in grado di registrare il segnale del trigger e le vibrazioni acquisite dai
ricevitori, conservandoli su memoria di massa.
PLANIMETRIA

orientamento
trasduttori

SEZIONE VERTICALE

sorgente

1 ricevitore

2 ricevitore

Figura 3 Schema di una prova down-hole a due ricevitori

Lo schema tipico di una prova down-hole a due ricevitori6, rappresentato in figura 3, prevede: una
sorgente costituita da una piastra connessa alla superficie libera del terreno; attaccato ad essa un trasduttore
di velocit, che funzioni da trigger e due ricevitori identici a quelli del metodo cross-hole.

La fase di preparazione delle verticali di sondaggio analoga a quella descritta per la tecnica CH, eccetto che per la necessit di
ununica perforazione e la minore sensibilit del metodo DH alla deviazione dei fori dalla verticale, che rimuove il problema delle
misure inclinometriche.
6
La prova pu essere condotta anche utilizzando un solo geofono purch tridimensionale, cio dotato di tre ricevitori disposti
secondo gli assi di una terna cartesiana ortogonale e con la possibilit di controllarne lorientamento dalla superficie.

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Dopo aver opportunamente predisposto il piano di appoggio vengono adagiate sulla superficie libera del
terreno una sorgente meccanica7 per la generazione di onde S e una piastra dacciaio per la generazione di
onde P, che costituiscono il sistema di trasmissione dellenergia. La prima di esse, ovvero la sorgente delle
onde di taglio, posta in modo che i suoi estremi siano equidistanti dalla verticale da investigare. Nel caso
venga utilizzata una longarina piuttosto che una trave in c.c.a. per trasmettere lenergia polarizzata
orizzontalmente, per impedirne lo slittamento a seguito dei colpi orizzontali, viene mantenuta aderente al
terreno facendovi salire un veicolo pesante e/o mediante chiodi metallici.
3.1 Procedura sperimentale

La procedura sperimentale si articola come segue: 1) si predispone il piano dappoggio togliendo le


eventuali asperit rendendo la superficie liscia eventualmente mediante sabbia. La sorgente delle onde di
taglio viene sistemata in superficie ad una distanza compresa tra 1.5m e 2.5m dal foro e orientata in
direzione ortogonale ad un raggio uscente dallasse foro; 2) i ricevitori vengono collegati, a distanza8 paria a
13m, in modo da impedirne la rotazione relativa e in modo che i trasduttori orizzontali dei due ricevitori
siano a due a due paralleli; 3) la testa del primo ricevitore viene raccordata ad una batteria di aste che ne
permette lorientamento dalla superficie; 4) raggiunta la profondit di prova, i ricevitori vengono orientati in
modo che uno dei due trasduttori orizzontali di ciascun ricevitore risulti parallelo allasse della sorgente
(orientamento assoluto); 5) i ricevitori vengono assicurati alle pareti del tubo di rivestimento; 6) la sorgente
viene colpita lateralmente e, allo stesso tempo, inizia la registrazione del segnale di trigger e dei ricevitori;
7) eseguite le registrazioni, la profondit viene modificata e la procedura ripetuta.
Lorientamento assoluto dei geofoni di notevole importanza per la corretta interpretazione delle misure,
anche se comporta qualche complicazione sul piano esecutivo. Infatti, orientando i sensori in nel modo
sopra descritto, si conosce a priori la polarit dei segnali attesi e si registrano le onde in arrivo (SVH) con la
massima ampiezza possibile, ottimizzando il rapporto segnale-rumore9, nonch la qualit delle misure.
Le parti di cui si compone lapparecchiatura utilizzata per questo tipo di prove si compone delle seguenti
quattro parti: sistema sorgente; sistema di ricezione; sistema di acquisizione e registrazione dati e il trigger).
Sorgente. La sorgente deve essere in grado di generare onde elastiche con forme donda ripetibili e
direzionali, cio con la possibilit di ottenere prevalentemente onde di compressione e/o di taglio
polarizzate su piani orizzontali (ed eventualmente anche verticali). Tale sorgente generalmente costituita
da una longarina in acciaio di forma tale da potere essere colpita lateralmente ad entrambe le estremit con
un apposito martello. Come anticipato, importante che la trave venga gravata da un carico statico
addizionale in modo che possa rimanere aderente al terreno sia al momento in cui viene colpita sia
successivamente, affinch lenergia prodotta non venga in parte dispersa. Con questo dispositivo possibile
generare delle onde elastiche di taglio polarizzate orizzontalmente che si propagano verticalmente, con
distorsioni nella direzione di propagazione e di polarizzazione generalmente esigue e con un contributo di
onde P anchesso trascurabile. Inoltre, data lentit di energia generalmente prodotta, le deformazioni
indotte nel terreno in prossimit della superficie sono inferiori a 10-2 % e decrescono con la profondit.
Sistema di ricezione. Tale sistema si compone di uno o due ricevitori, ciascuno dei quali costituito da
una terna di trasduttori di velocit orientati secondo le componenti di una terna cartesiana ortonormale e
collocati allinterno di un unico contenitore (preferibilmente di forma cilindrica), in modo che uno dei tre
trasduttori sia orientato secondo la lunghezza del contenitore (trasduttore verticale) e gli altri ad esso
perpendicolari (trasduttori orizzontali). I trasduttori devono possedere appropriate caratteristiche di
frequenza e sensitivit tali da potere ricevere in maniera adeguata il treno donde prodotto dalla sorgente.
Nel caso si utilizzino due ricevitori, essi devono essere collegati, secondo la loro lunghezza, da un
collegamento in grado di fissarne la distanza verticale (compresa tra 1 e 3 m) e lorientazione relativa (in
7

Generalmente costituita da una longarina metallica o di legno, purch con le estremit di acciaio, oppure da una trave in
calcestruzzo cementizio armato, c.c.a., come nel caso delle prove DH condotte in Valtiberina.
8
La distanza d tra i ricevitori dovr essere minore della lunghezza donda delle vibrazioni che si intende misurare, d < = VS / f.
9
Conoscendo la funzione coerenza dei segnali registrati dai due ricevitori x(t) e y(t), definita dalla [2.4], il rapporto segnale-rumore
S/R dato dalla relazione:

COxy ( f )
S
.
(f) =
R
1 COxy ( f )

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modo che i trasduttori orizzontali siano paralleli e concordi a due a due). Il sistema di collegamento del
geofono superiore alla superficie dovr permettere di controllare lorientazione assoluta dei trasduttori
orizzontali.
Trigger. Il trigger consiste in un circuito elettrico che viene chiuso nellistante in cui il martello colpisce
la longarina, consentendo a un condensatore di scaricare la carica precedentemente immagazzinata e la
produzione di un impulso di modesta durata (tale da annullare possibili effetti dovuti ai rimbalzi del
martello) che viene inviato ad un sensore collegato al sistema di acquisizione dati; in questo modo
possibile individuare e visualizzare lesatto istante in cui la sorgente viene attivata e parte la sollecitazione
dinamica.
Sistema di acquisizione e registrazione dati. Si tratta di un sistema multicanale in grado di registrare su
ciascun canale in forma digitale le forme donda e di conservarle in memoria di massa. Esso collegato a
ciascuno dei tre trasduttori di velocit di ciascuno dei ricevitori e al sensore del trigger e consente quindi di
registrare in forma digitale e visualizzare come forme donda su un apposito monitor le vibrazioni cos
come rilevate ai trasduttori dei ricevitori e limpulso inviato dal trigger.
3.2 Analisi delle misure sperimentali

Per interpretare le registrazioni down hole e quindi determinare i profili di velocit del sito investigato
esistono diversi metodi di cui i principali sono il metodo diretto e il metodo delle velocit dintervallo.
Metodo diretto

Questo metodo dinterpretazione prevede che i tempi di viaggio t relativi al percorso sorgente-ricevitore
vengano inizialmente corretti per tenere conto dellinclinazione dei raggi sismici mediante la seguente
equazione del tempo corretto:
z
z
t* = t =
[6]
2
d
z +H2
dove z rappresenta la profondit dal piano di campagna del ricevitore, d la distanza tra sorgente e ricevitore
ed H la distanza orizzontale tra sorgente ed asse del foro.
Utilizzando la [6] possibile definire nel piano t*-z la velocit media delle onde SVH ; infatti, se il terreno
omogeneo isotropo ed a strati orizzontali la velocit di propagazione delle onde sismiche determinata
dallinclinazione rispetto allasse dei tempi corretti dei segmenti di retta lungo i quali si ha lallineamento
dei dati sperimentali.
A titolo desempio, in figura 4 sono riportate le linee di regressione ottenute applicando il metodo
diretto ai gruppi di dati compresi tra quelli riportati con etichetta vuota.
Metodo delle velocit di intervallo

Questo metodo impiegato quando le misure sismiche in sito sono state eseguite con uno o due
ricevitori. In particolare, come meglio chiarito in seguito, se linterpretazione avviene utilizzando le
registrazione di un solo ricevitore, si parla di velocit di pseudo-intervallo; se invece lanalisi delle misure
avviene sulla base delle registrazioni effettuate da due trasduttori appartenenti a diversi ricevitori e
relativamente ad una stessa onda sismica, si parla propriamente di velocit di intervallo.
Le velocit di pseudo-intervallo consentono soltanto apparentemente una migliore definizione dei profili
di velocit rispetto alle velocit medie ottenute con il metodo diretto (Mancuso, 1996). Tali velocit si
ottengono analizzando coppie di registrazioni avvenute a profondit consecutive da un solo ricevitore e,
quindi, relativamente a vibrazioni diverse.
Riferendosi alla figura 5, la velocit di pseudo-intervallo (relativa allo strato riportato a tratteggio in
figura) data dalla relazione:
d j di
[7]
VS =
t j ti
dove di la distanza tra sorgente e ricevitore quando si trova alla profondit zi, mentre ti il tempo di
transito delle onde S, ovvero, il tempo intercorrente tra il segnale di trigger ed i primi arrivi delle onde di
taglio.
Poich i tempi di percorso delle onde elastiche tj e ti, nel caso in cui si sia utilizzato un solo ricevitore,
sono relativi a diverse vibrazioni, le velocit che si ottengono sono dette di pseudo-intervallo.

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Nel caso in cui si siano utilizzati due ricevitori, si possono determinare le velocit di intervallo ancora
con la relazione [7] ma con diverso significato dei termini che vi compaiono. Infatti, per ogni vibrazione
prodotta in superficie possibile analizzare le registrazioni acquisite dai due ricevitori.
Nellespressione [7], quindi, la relazione intercorrente tra i due tempi, adesso ti e ti+1, acquisisce
maggiore significato. La critica maggiore che pu essere mossa ai metodi di analisi delle registrazioni DH
sopra descritti, metodo diretto e metodo delle velocit di intervallo, quella di ipotizzare che i percorsi delle
onde siano rettilinei, ovvero coincidenti con quelli che vanno dalla sorgente ai ricevitori.
Evidentemente ci non corrisponde alla realt, poich, prima di raggiungere i ricevitori, le onde sismiche
subiscono fenomeni di rifrazione e riflessione che ne modificano il percorso.
sorgente

di
zi
dj
zj

z
Figura 4 Velocit delle onde S
interpretate con il metodo diretto
nel piano t*-z.

Figura 5 Schematizzazione
del percorso di raggi sismici
nel terreno.

Alcuni ricercatori (Mok, 1987; Stokoe et al., 1989) hanno proposto una procedura iterativa che permette
di tenere conto del fenomeno della riflessione (secondo la legge di rifrazione nota10 come legge di Snell) e
di avere una misura di affidabilit delle interpretazioni fatte sulla base delle registrazioni sperimentali.
Il metodo proposto dagli autori, a partire dalla modellazione del sito come costituito da una serie di strati
orizzontali e mediante i tempi di arrivo delle onde S individuati per i diversi strati, permette di determinare
le velocit degli strati del modello, considerando il fenomeno della rifrazione che si ha al contatto tra diversi
strati, e di analizzarne laffidabilit per mezzo di matrici di dispersione dei dati osservati. A titolo
desempio, in figura 6, sono riportati gli andamenti dei profili di velocit ottenuti mediante il metodo di
inversione proposto da Mok, il metodo delle velocit di intervallo ed il metodo diretto di cui si detto sopra.
Nel caso riportato in figura laderenza tra i profili di VS ottenuti con i tre metodi appare soddisfacente.
10
Sebbene i tentativi di determinare la legge matematica della rifrazione risalgano allantichit e al medioevo, la sua precisa
formulazione fu data soltanto nel XVII secolo. I primi a scoprire la legge sembra siano stati lastronomo e matematico inglese
Thomas Hariot (1560-1621) e il matematico olandese Willebrod Snell (1591-1626), rispettivamente nel 1601/2 e nel 1621. Va
comunque rilevato che questi autori, oltre a non pubblicare i loro risultati, non espressero la legge di rifrazione in termini di rapporto
sin i/sin r, ma nella forma cosec r/cosec i. Lenunciazione esatta della legge di rifrazione venne offerta, per la prima volta, da
Descartes (1596-1650) nella Dioptrique (1637).

11

Propriet Dinamiche dei Terreni da Prove in Sito

Shear wave velocity (m/s)


0

200

400

600

800

1000

Fill
Brown-yellow clayey silt
with sandy lenses

Brown-grey sandy-clayey silt


with slices of marl
4

Layered dark grey clayey


marl
6
Layered silty clayey marl
with arenaceous grains

10

Light grey calcareous marl

Depth (m)

12

14

inversion
interval
direct

16

Figura 6 Stratigrafia e profili di velocit delle onde di taglio ottenuti


con tre diversi metodi (Crespellani et al., 2001).

1200

12

Propriet Dinamiche dei Terreni da Prove in Sito

Figura 7 Esempio di elaborazione di prove down-hole


mediante il metodo delle velocit di intervallo e impiego di cross correlazione