Sei sulla pagina 1di 366

IDROLOGIA

Lidrologia (dal greco: - ydros, acqua e - logos,


studio - hydrologia = "studio dellacqua") una
scienza che studia
il movimento
la distribuzione
la qualit
dellacqua sulla Terra
Essa si indirizza specificamente verso:
lanalisi del ciclo idrologico
la previsione ed il controllo delle piene
la gestione e luso delle risorse idriche

Appunti di Idrologia Prof. P. Mignosa

Con il termine precipitazione si indicano gli afflussi meteorici


sia liquidi (pioggia) che solidi (neve, nevischio, grandine).
Laltezza di precipitazione (h [mm]) caduta in un
determinato intervallo di tempo d [ore] rappresenta lo
spessore della lama dacqua che si accumulerebbe su una
superficie orizzontale, qualora tutta lacqua caduta rimanesse
sul suolo.
Lintensit media di precipitazione il rapporto tra
laltezza h di precipitazione e la durata d della stessa:

h
i=
d

[mm / h]

Lintensit istantanea di precipitazione il limite


dellintensit media al tendere a zero della durata d.

Appunti di Idrologia Prof. P. Mignosa

Pluviometro semplice

Appunti di Idrologia Prof. P. Mignosa

Pluviografo a bascula

Appunti di Idrologia Prof. P. Mignosa

Appunti di Idrologia Prof. P. Mignosa

Appunti di Idrologia Prof. P. Mignosa

Appunti di Idrologia Prof. P. Mignosa

Precipitation extreme weather records.


Location

Amount
(mm)

Date

1-year Rainfall

Cherrapundi, India

26,470

1861

1-month Rainfall

Cherrapundi, India

9300

1861 (July)

Average Annual Rainfall

Mt. Waialeale, Hawaii, USA

11,680

24 hr. Rainfall

Belouve, La Reunion Island

1350

Arica, Chile

0.8

Greatest 1 Month Snowfall

Tamarack, California, USA

9910

1911 (Jan)

Greatest Snowfall Single Storm

Mt. Shasta, California, USA

4800

Feb 13-19, 1959

Record

Lowest Annual Average Rainfall

Appunti di Idrologia Prof. P. Mignosa

Feb 28, 1964

Appunti di Idrologia Prof. P. Mignosa

Appunti di Idrologia Prof. P. Mignosa

10

Appunti di Idrologia Prof. P. Mignosa

11

I REGIMI PLUVIOMETRICI ITALIANI


I regimi pluviometrici che si incontrano nelle diverse regioni italiane presentano in
genere caratteristiche intermedie tra quelle dei due tipi estremi, il regime continentale
e il regime marittimo.
Il regime pluviometrico continentale caratterizzato da un massimo di pioggia in
estate e da un minimo in inverno. In Italia si ritrova solo in una stretta striscia di
territorio posta lungo lo spartiacque alpino in Lombardia e nellAlto Adige.
Il regime pluviometrico marittimo caratterizzato da una distribuzione delle piogge
nellarco dellanno esattamente opposta a quella del regime continentale. Il massimo si
presenta in inverno e il minimo in estate. In Italia si incontra sulla costa tirrenica dalla
Maremma alla Lucania, in Sicilia, in Sardegna.
La maggior parte del territorio della penisola si trova in un regime intermedio. Questi
regimi intermedi sono tutti caratterizzati dalla presenza di due massimi e di due minimi
di pioggia. I massimi si presentano in autunno e in primavera, i minimi in estate e in
inverno.
Il regime sublitoraneo alpino si incontra in buona parte della pianura padana e
presenta un massimo principale in autunno e uno secondario in primavera e un minimo
principale in inverno.
Il regime sublitoraneo appenninico si incontra nelle parti interne della penisola
italiana ed caratterizzato da un massimo principale in autunno e da un minimo
principale in estate.
Appunti di Idrologia Prof. P. Mignosa

12

Appunti di Idrologia Prof. P. Mignosa

13

Appunti di Idrologia Prof. P. Mignosa

14

Terminologia

Appunti di Idrologia Prof. P. Mignosa

15

Appunti di Idrologia Prof. P. Mignosa

16

Appunti di Idrologia Prof. P. Mignosa

17

Appunti di Idrologia Prof. P. Mignosa

18

Appunti di Idrologia Prof. P. Mignosa

19

Appunti di Idrologia Prof. P. Mignosa

20

Appunti di Idrologia Prof. P. Mignosa

21

Appunti di Idrologia Prof. P. Mignosa

22

Appunti di Idrologia Prof. P. Mignosa

23

Variabile Casuale
Una variabile si dice casuale quando i valori che essa pu assumere dipendono da un
numero elevatissimo di cause poco conosciute o per niente conosciute.
Le variabili casuali possono essere discrete o continue. Ad esempio il numero di giorni
piovosi in un anno una variabile discreta, potendo assumere solo valori interi positivi
compresi tra 0 e 365. Il volume dacqua contenuto in un serbatoio invece una variabile
casuale continua, potendo variare con continuit tra zero ed il massimo volume
immagazzinabile.
Le variabili casuali possono essere limitate o illimitate, a seconda che sia limitato o
meno il campo dei valori possibili. Ad esempio il volume dacqua contenuto in un
serbatoio una variabile (continua) limitata inferiormente e superiormente. Invece la
variabile casuale altezza di pioggia una variabile continua limitata inferiormente e
illimitata superiormente in quanto pu assumere, almeno da un punto di vista teorico,
qualunque valore nullo o positivo.
Per ogni fenomeno idrologico, le osservazioni disponibili forniscono solo alcuni valori della
variabile che lo descrive. Sorge quindi spontanea la domanda circa la possibilit di
estendere le conclusioni, cui si pu giungere esaminando le unit osservate, a tutti i
valori possibili e circa la ricerca dei limiti di validit e di attendibilit di tale
generalizzazione.
Linsieme dei procedimenti, che consentono di effettuare tale generalizzazione cio, sulla
base di un gruppo di osservazioni rendere possibile pervenire a certe conclusioni valide
per il collettivo in termini probabilistici, prende il nome di inferenza statistica.
Appunti di Idrologia Prof. P. Mignosa

24

Alcune definizioni
POPOLAZIONE di una variabile casuale: insieme degli infiniti valori (non tutti
necessariamente diversi tra loro) che la variabile pu assumere.
CAMPIONE di dimensione N di una variabile casuale: insieme finito di N
elementi estratti dallinsieme di tutti i valori che costituiscono la popolazione.
AMPIEZZA del campione: differenza tra il massimo valore del campione e il
minimo valore del campione.
CLASSE della variabile casuale X, limitata dagli estremi Xi e Xi+1: insieme di
tutti i valori della X tali per cui Xi<X Xi+1
FREQUENZA ASSOLUTA DI CLASSE: numero di elementi che ricadono in
ciascuna classe. La somma delle frequenze assolute di classe pari a N.
FREQUENZA RELATIVA DI CLASSE: rapporto tra la frequenza assoluta e la
dimensione N del campione. La somma delle frequenze relative di classe pari
a 1.
FREQUENZA CUMULATA RELATIVA Se il campione di ampiezza N viene
ordinato in maniera crescente e suddiviso in k classi possibile associare
allestremo superiore della classe i-esima Xi+1 il rapporto tra il numero degli
elementi minori o uguali a Xi+1 ed il numero totale N. Tale rapporto si definisce
frequenza cumulata relativa.
Appunti di Idrologia Prof. P. Mignosa

25

Altezze di pioggia massime annue di durata 1 ora alla stazione di


Fontanaluccia (bacino fiume Secchia)

Anno h (mm) Anno h (mm) Anno h (mm) Anno h (mm) Anno h (mm) Anno h (mm)
1951

21.0

1961

15.4

1972

27.0

1982

14.4

1992

24.8

2002

15.4

1952

30.0

1962

35.6

1973

26.0

1983

17.2

1993

26.6

2003

25.2

1953

31.0

1963

28.6

1974

20.2

1984

15.0

1994

28.0

2004

28.4

1954

32.7

1964

18.0

1975

14.6

1985

19.6

1995

22.2

2005

15.8

1955

29.0

1966

19.2

1976

37.2

1986

28.8

1996

12.0

2006

28.8

1956

18.0

1967

14.6

1977

48.4

1987

19.2

1997

18.8

2007

15.4

1957

17.8

1968

27.6

1978

33.0

1988

18.6

1998

25.0

1958

36.0

1969

26.0

1979

35.6

1989

13.8

1999

33.6

1959

22.0

1970

36.0

1980

14.0

1990

25.2

2000

18.4

1960

21.0

1971

16.4

1981

55.2

1991

13.6

2001

20.0

Appunti di Idrologia Prof. P. Mignosa

26

Formula di Sturges per individuare il numero di classi k:

k = 1 + 3.322 log10 ( N )
Classe
>0 - 10
>10 - 20
>20 - 30
>30 - 40
>40 - 50
>50 - 60

Limite
Frequenza
superiore di
assoluta
classe
0
10
24
20
21
30
9
40
1
50
1
60

Frequenza
cumulata
assoluta
0
24
45
54
55
56

0.5

Frequenza cumulata relativa

0.4
Frequenza relativa

Frequenza
cumulata
relativa
0.0000
0.4286
0.8036
0.9643
0.9821
1.0000

0.3

0.2

0.1

0.8

0.6

0.4

0.2

0
10

20

30
x

40

50

60

Appunti di Idrologia Prof. P. Mignosa

10

20

30
x

40

50

60

27

F=i/N

h (mm)

F=i/N

h (mm)

F=i/N

h (mm)

F=i/N

h (mm)

F=i/N

h (mm)

F=i/N

h (mm)

0.0179

12.0

0.1964

15.4

0.3750

19.2

0.5536

25.0

0.7321

28.6

0.9107

35.6

0.0357
0.0536

13.6
13.8

0.2143
0.2321

15.8
16.4

0.3929
0.4107

19.2
19.6

0.5714
0.5893

25.2
25.2

0.7500
0.7679

28.8
28.8

0.9286
0.9464

36.0
36.0

0.0714
0.0893

14.0
14.4

0.2500
0.2679

17.2
17.8

0.4286
0.4464

20.0
20.2

0.6071
0.6250

26.0
26.0

0.7857
0.8036

29.0
30.0

0.9643
0.9821

37.2
48.4

0.1071

14.6

0.2857

18.0

0.4643

21.0

0.6429

26.6

0.8214

31.0

1.0000

55.2

0.1250
0.1429

14.6
15.0

0.3036
0.3214

18.0
18.4

0.4821
0.5000

21.0
22.0

0.6607
0.6786

27.0
27.6

0.8393
0.8571

32.7
33.0

0.1607
0.1786

15.4
15.4

0.3393
0.3571

18.6
18.8

0.5179
0.5357

22.2
24.8

0.6964
0.7143

28.0
28.4

0.8750
0.8929

33.6
35.6

La frequenza cumulata relativa pu


svincolarsi dal concetto di classe.
Infatti, per ogni elemento xi
dellinsieme di dati, si definisce
frequenza cumulata relativa il numero

i di dati minori o uguali allelemento xi


diviso per la dimensione N del
campione:

F ( xi ) =

i
N

0.8

0.6

0.4

0.2

0
0

Appunti di Idrologia Prof. P. Mignosa

10

20

30
x

40

50

60

28

Probabilit: Si definisce probabilit (incondizionata) di un evento E

p tra il numero m dei casi favorevoli al verificarsi di E e il


numero totale n di casi ugualmente possibili

il rapporto

p( E ) =

m
n

Ad esempio la probabilit che lanciando due dadi esca il numero 7


pari a

p (7) =

6
36

in quanto 6 sono i casi favorevoli (6+1, 5+2, 4+3, 3+4, 2+5, 1+6)
e 36 il numero di casi ugualmente possibili (1 il primo dado e da 1
a 6 il secondo, 2 il primo dado e da 1 a 6 il secondo, ecc.)

Appunti di Idrologia Prof. P. Mignosa

29

Probabilit di non superamento

La definizione di probabilit
prima esposta vale per variabili
casuali discrete. Nel caso di
variabili continue, che possono
assumere infiniti valori, non
sarebbe possibile assegnare
valori finiti alla probabilit. Si
introduce allora la funzione

V.C. Limitata superiormente a Xmax

P(x)

V.C. illimitata superiormente

P(x)

che fornisce, per ogni x, la


probabilit che la variabile
casuale assuma un valore non

X (probabilit di
NON superamento): P(x X)
Per una variabile continua la P(x)
superiore a

Xmax

una funzione continua.


Appunti di Idrologia Prof. P. Mignosa

30

Teorema di Bernoulli

lim P{ F ( x ) P( x ) < } = 1

Frequenza cumulata relativa

Se si estraggono tanti campioni dalla popolazione di una determinata


variabile, i diagrammi di frequenza cumulata relativa dei singoli
campioni che si ottengono sono diversi tra loro; per pi la dimensione
del campione cresce meno tali diagrammi si discostano tra loro.
Perci pu essere supposta lesistenza di una curva di frequenza
cumulata relativa limite caratteristica dellintera popolazione della
variabile continua.
Tali curva limite rappresenta appunto la funzione di probabilit di non
superamento P(x).
1
0.8

0.6

0.4

0.2

0
0

Appunti di Idrologia Prof. P. Mignosa

10

20

30
x

40

50

60

31

Uno dei problemi di fondo della statistica idrologica , perci, quello di


definire, con la maggiore attendibilit possibile, la funzione P(x) della
popolazione di una determinata grandezza partendo dalla conoscenza di serie
di osservazioni sperimentali pi o meno lunghe.
Una delle distribuzioni di probabilit che ben si adattano alle serie storiche di
eventi estremi (piogge, portate, ecc.) la per distribuzione di Gumbel:

0.9

0.9

0.8

0.8

0.7

0.7

0.6

0.6

0.5

costante

0.4

u crescente

0.3

P(x)

P(x)

P( x ) = e

x u

e 1

0.4
0.3

0.2

0.2

0.1

0.1

u costante
crescente

0.5

0
x

Appunti di Idrologia Prof. P. Mignosa

32

Per verificare se una certa distribuzione di probabilit in grado di


interpretare la variabile in studio occorre:
1. assegnare un valore di probabilit ad ogni elemento del campione
osservato (plotting position)
2. riportare il valore osservato in un piano opportuno (piano o carta
probabilistica)
3. stimare i parametri della distribuzione
4. effettuare uno o pi test statistici.

Punto 1
Se la dimensione del campione N fosse molto grande (N) secondo il teorema di
Bernoulli potremmo porre P(Xi)=F(Xi). Se il campione, come sempre succede, di
numerosit piuttosto limitata ci porterebbe ad attribuire probabilit di non
superamento pari ad 1 al pi grande valore osservato, ovvero considerare quel valore
come limite superiore insuperabile, contraddicendo il fatto che la variabile considerata
illimitata superiormente. Si introduce allora una correzione che pu assumere diverse
espressioni.
frequente lutilizzo della correzione (plotting position) di Weibull, secondo la quale la
frequenza cumulata relativa (e di conseguenza la probabilit di non superamento) del
valore Xi osservato viene valutata secondo lespressione:

P( X i ) = F ( X i ) =

Appunti di Idrologia Prof. P. Mignosa

i
N +1
33

Punto 2

Nel caso della distribuzione di Gumbel si pu operare la seguente


trasformazione non lineare:

ln{ ln[P ( x )]} =

xu

Il primo membro prende il nome di variabile ridotta di Gumbel

y = ln{ ln[P ( x )]}


Esso risulta crescente con P e tende ad infinito per P tendente ad uno.
La trasformazione effettuata riconduce la distribuzione di Gumbel ad una
funzione lineare nel piano x-y (piano di Gumbel)

y=

xu

ed agevola la verifica, anche solamente visiva, della bont della


distribuzione scelta ad interpretare il campione di dati. Se infatti si disegna il
campione d dati sul piano di Gumbel ed essi si dispongono abbastanza
bene secondo un andamento rettilineo, significa che la distribuzione di
Gumbel idonea ad interpretarlo.
Appunti di Idrologia Prof. P. Mignosa

34

Esempio di calcolo e rappresentazione sul piano di Gumbel


del campione di dati della variabile casuale massima altezza
annua di pioggia oraria (stazione di Fontanaluccia, N=56)
y
-1.3970
-1.2089
-1.0799
-0.9771
-0.8894
-0.8115
-0.7406
-0.6748
-0.6129
-0.5542
-0.4978
-0.4435
-0.3908
-0.3393
-0.2889
-0.2394
-0.1905
-0.1421
-0.0940
-0.0462
0.0015
0.0492
0.0970
0.1450
0.1934
0.2421
0.2914
0.3413

h (mm) F=i/(N+1)
22.2
0.5088
24.8
0.5263
25.0
0.5439
25.2
0.5614
25.2
0.5789
26.0
0.5965
26.0
0.6140
26.6
0.6316
27.0
0.6491
27.6
0.6667
28.0
0.6842
28.4
0.7018
28.6
0.7193
28.8
0.7368
28.8
0.7544
29.0
0.7719
30.0
0.7895
31.0
0.8070
32.7
0.8246
33.0
0.8421
33.6
0.8596
35.6
0.8772
35.6
0.8947
36.0
0.9123
36.0
0.9298
37.2
0.9474
48.4
0.9649
55.2
0.9825

Appunti di Idrologia Prof. P. Mignosa

y
0.3919
0.4434
0.4958
0.5494
0.6041
0.6603
0.7180
0.7775
0.8390
0.9027
0.9689
1.0380
1.1102
1.1862
1.2664
1.3515
1.4423
1.5399
1.6456
1.7611
1.8889
2.0323
2.1962
2.3881
2.6206
2.9175
3.3321
4.0342

Variabile ridotta di Gumbel y

h (mm) F=i/(N+1)
12.0
0.0175
13.6
0.0351
13.8
0.0526
14.0
0.0702
14.4
0.0877
14.6
0.1053
14.6
0.1228
15.0
0.1404
15.4
0.1579
15.4
0.1754
15.4
0.1930
15.8
0.2105
16.4
0.2281
17.2
0.2456
17.8
0.2632
18.0
0.2807
18.0
0.2982
18.4
0.3158
18.6
0.3333
18.8
0.3509
19.2
0.3684
19.2
0.3860
19.6
0.4035
20.0
0.4211
20.2
0.4386
21.0
0.4561
21.0
0.4737
22.0
0.4912

4
3
2
1
0
-1
-2
0

10

20

30

40

50

60

Altezza di pioggia massima annua di durata 1 ora

35

Densit di probabilit: misura la probabilit che la variabile casuale assuma un


valore compreso tra x e x +dx:

p( x ) =

dP ( x )
dx

Densit di probabilit della distribuzione di Gumbel:


0.05

0.05

0.04

0.04

e 1

costante
u crescente

0.02

0.02

0.01

0.01

u costante
crescente

0.03
p(x)

p(x)

0.03

p( x ) =

x u

x u
e +

0
x

u1 u2 u3
Appunti di Idrologia Prof. P. Mignosa

u
36

Momenti, Media, Varianza, Scarto quadratico medio e Coeff. di variazione


Sia x una variabile aleatoria continua e p(x) una densit di probabilit. Si
definisce momento r-esimo, rispetto al punto x0 la quantit:
+

M rx0 ( x ) =
Risulta in particolare:
+

M ( x) =
x0
0

M 2 ( x ) =

0
(
)
x

x
p( x )dx = p( x )dx = 1
0

M 10 ( x ) =

r
(
)
x

x
p( x )dx
0

x0

1
(
)
x

0
p( x )dx = xp ( x )dx = ( x )

media della distribuzione

2
2
(
)
x

p
(
x
)
dx
=

( x)

varianza della distribuzione

( x) = 2 ( x)
( x)
CV ( x ) =
( x)

scarto quadratico medio


coefficiente di variazione

Appunti di Idrologia Prof. P. Mignosa

37

Punto 3: metodo dei Momenti


Per la distribuzione di Gumbel risulta:
x u

+ x u

+
+

1

( x ) = x p( x )dx = x e
(1)
dx = = 0.5772 + u

x u

x u
e +

+
+


2 2
2
2 1
2

( x ) = ( x ) p( x )dx = [x (0.5772 + u )] e
dx = =
6

( x) = 2 ( x) =

1.283

(3)

Invertendo la (1) e la (3) si ottiene:

= 0.78 ( x )

u = ( x ) 0.5772 = ( x ) 0.45 ( x )

Appunti di Idrologia Prof. P. Mignosa

38

Punto 3: metodo dei Momenti


La media e lo scarto quadratico medio dellintera popolazione non sono
noti. Una loro stima pu essere effettuata sulla base del campione a
disposizione:

1
( x) m =
N

( x) s =

x
i =1

1 N
(xi m )2

N 1 i =1

media campionaria

sqm campionario (indistorto)

In definitiva i parametri della distribuzione di Gumbel possono essere


stimati a partire dalla media e dallo sqm campionari con le formule
seguenti:

= 0.78 s

u = m 0.45 s

Appunti di Idrologia Prof. P. Mignosa

39

Invertendo lespressione della


distribuzione di Gumbel si ottiene
poi:

h1 = u1 1 ln{ ln[P ]}
dove il pedice 1 indica che si
fatto riferimento alle precipitazioni
di durata 1 ora:

Appunti di Idrologia Prof. P. Mignosa

7
6
Variabile ridotta di Gumbel y

Una volta determinati i parametri


possibile tracciare sulla carta di
Gumbel la retta che rappresenta
la distribuzione

5
4
3
2
1
0
-1
-2
0
10
20
30
40
50
60
70
Altezza di pioggia massima annua di durata 1 ora

40

Procedendo allo stesso modo con le altre durate possibile tracciare sulla
carta di Gumbel i punti rappresentativi dei (cinque) campioni e le rispettive
distribuzioni (rette) di Gumbel.
7

Variabile ridotta di Gumbel y

6
5
4
3

1 ora

6 ore

24 ore

3 ore

-1

12 ore

3 ore
12 ore
1 ora
6 ore
24 ore

-2
0

20

40
60
80
100 120 140 160
Altezza di pioggia massima annua (mm)

Appunti di Idrologia Prof. P. Mignosa

180

41

Si ottengono quindi, generalizzando, le espressioni che legano laltezza di


pioggia alla probabilit di non superamento

hd = u d d ln{ ln[P ]}

(1)

dove il pedice d indica la generica durata di pioggia considerata.


Poich tra probabilit di non superamento P e tempo di ritorno T sussiste
la relazione

T 1
P=
T
con

T espresso in anni, le (1) si possono anche scrivere nella forma:

T
T 1
hd = ud d ln ln
=
u

ln

ln

d
d

T 1

Appunti di Idrologia Prof. P. Mignosa

( 2)

42

500

0.998

200
100
50
25

0.995
0.990
0.980
0.960

1 ora
3 ore

10
5

6 ore

0.900

12 ore

0.800

24 ore
1 ora

3 ore

0.500

6 ore
12 ore
24 ore

1.01
0

20

40
60
80
100 120 140 160
Altezza di pioggia massima annua (mm)

Appunti di Idrologia Prof. P. Mignosa

Probabilit di non superamento P

Tempo di ritorno T (anni)

Anche sulla carta di Gumbel si possono rappresentare gli assi (non lineari)
relativi al tempo di ritorno ed alla probabilit di non superamento.

0.010

180

43

Curve di possibilit pluviometrica (CPP) (metodo diretto)


Le CPP sono curve che rappresentano il legame tra altezza e durata di
pioggia, per prefissati tempi di ritorno (o probabilit di non superamento).
In Italia si suole dare a tali curve la seguente espressione monomia:

h(d , T ) = a (T ) d n (T )
dove:
d la durata di pioggia, usualmente espressa in ore,;

a (T )

[mm][ora]

un parametro, crescente con il tempo di ritorno


T, che rappresenta anche laltezza di pioggia di
assegnato tempo di ritorno e durata unora,

n [-] un parametro, usualmente debolmente dipendente da T, compreso


tra 0 ed 1

Appunti di Idrologia Prof. P. Mignosa

44

Curve di possibilit pluviometrica (CPP) (metodo diretto)

200
2 anni
500 anni

Altezza di pioggia h (mm)

180
160
140
120
100
80
60
40
20
0
0

Appunti di Idrologia Prof. P. Mignosa

9
12
15
Durata di pioggia (ore)

18

21

24

45

Curve di possibilit pluviometrica (CPP) (metodo diretto)

200

Altezza di pioggia h (mm)

2 anni
500 anni
100

90
80
70
60
50

n=tg

40
30

20

10
lintercetta della retta
(a) non coincide con
il punto

Appunti di Idrologia Prof. P. Mignosa

6 7 8 9

10
Durata di pioggia (ore)

20

30

46

Curve di possibilit pluviometrica (CPP) (metodo diretto)


200
2 anni
500 anni

Altezza di pioggia h (mm)

180
160
140
120
100
80
60
40
20
0
0

h(T = 2) = 23.0 d 0.42


Appunti di Idrologia Prof. P. Mignosa

9
12
15
Durata di pioggia (ore)

18

21

24

h(T = 500) = 52.8 d 0.35


47

Curve di possibilit pluviometrica (CPP) (metodo diretto)

200
CPP
T=2
T=5
T=10
T=25
T=50
T=100
T=200
T=500

Altezza di pioggia h (mm)

180
160
140
120
100
80
60
40
20
0
0

9
12
15
Durata di pioggia (ore)

Appunti di Idrologia Prof. P. Mignosa

18

21

24
48

Curve di possibilit pluviometrica (CPP) (metodo vincolato)



T
hd (T ) = ud 1 d ln ln

1
u
T

T
hd (T ) = ud d ln ln

sd
0.78 sd
0.78 CVd
d
md
=
=
=
ud md 0.45 sd 1 0.45 sd 1 0.45 CVd
md
0.78

d = 0.78 sd

ud = md 0.45 sd
Se il coefficiente di variazione

0.78 CV *

=
*
ud 1 0.45 CV

(1)

CVd varia poco al variare della durata d

indipendente da

dove il coefficiente di variazione medio


calcola con la media quadratica

CV*

si

1 k
CV =
CV j2

k j =1
*

Dalla (1) si ottiene quindi

T
hd (T ) = ud 1 ln ln

1
T

Appunti di Idrologia Prof. P. Mignosa

( 2)

49


T
hd (T ) = ud 1 ln ln

1
T

( 2)

La (2) esprime laltezza di pioggia di assegnata durata e tempo di ritorno


come il prodotto di due termini: il primo (ud) solo funzione della durata d
ed il secondo

ln

ln T 1

solo dipendente dal tempo di ritorno


lespressione monomia delle CPP:

T. Confrontando la (2) con

h = ad n
deve risultare pertanto:

ud = cd n

(3)

dove c una costante ed n in questo caso risulta indipendente dal tempo di


ritorno T. Sostituendo la (3) nella (2) si ottiene la

T n
hd (T ) = c 1 lnln
d
T

Appunti di Idrologia Prof. P. Mignosa

( 4)

50

Per calcolare i parametri


dei parametri

d e ud

c ed n conviene esprimere la media md in funzione

md = u d + 0.5772 d
Raccogliendo al secondo membro ud e ricordando la (3) e lespressione di
si ottiene:

md = ud 1 + 0.5772 d
ud

= cd n (1 + 0.5772 )

(5)

Definendo la media riscalata

md =

md
(1 + 0.5772 )

la (5) diventa:

m d = cd n
i cui parametri c ed n possono essere stimati attraverso una regressione
secondo legge di potenza.
Appunti di Idrologia Prof. P. Mignosa

51

Curve di possibilit pluviometrica (CPP) (metodo vincolato)


200

md (mm)

100

90
80
70
60
50

n=tg

40
30
20

10
lintercetta della retta
(c) non coincide con
il punto

Appunti di Idrologia Prof. P. Mignosa

6 7 8 9

10
Durata di pioggia (ore)

20

30

52

Curve di possibilit pluviometrica (CPP) (metodo vincolato)


180
CPP
T=2
T=5
T=10
T=25
T=50
T=100
T=2 vincolato
T=5 vincolato
T=10 vincolato
T=25 vincolato
T= 50 vincolato
T=100 vincolato

Altezza di pioggia h (mm)

160
140
120
100
80
60
40
20
0
0

9
12
15
Durata di pioggia (ore)

Appunti di Idrologia Prof. P. Mignosa

18

21

24

53

Bacino idrografico

Spartiacque topografico (superficiale)

Reticolo idrografico

Sezione di chiusura
Appunti di Idrologia Prof. P. Mignosa

54

Bacino idrografico superficiale e sotterraneo

Appunti di Idrologia Prof. P. Mignosa

55

Stima spaziale della pioggia su un bacino: solido di pioggia

Appunti di Idrologia Prof. P. Mignosa

56

Stima spaziale della pioggia a partire da misure puntuali

Appunti di Idrologia Prof. P. Mignosa

57

Stima spaziale della pioggia: triangolazione

Corretta (Delaunay)

Errata !
Appunti di Idrologia Prof. P. Mignosa

58

Stima spaziale della pioggia: metodo dei topoieti

Appunti di Idrologia Prof. P. Mignosa

59

Stima spaziale della pioggia: solido di pioggia secondo il


metodo dei topoieti

Appunti di Idrologia Prof. P. Mignosa

60

Stima spaziale della pioggia: metodo dei topoieti

Stot = Si
i =1

pi =

Si
Stot

S1
S2

S5

S3
S4

S6

Vtot = hi Si
i =1

Appunti di Idrologia Prof. P. Mignosa

V
h = tot =
Stot

h S
i =1

Stot

= hi pi
i =1

61

Stima spaziale della pioggia: metodo dei topoieti

Appunti di Idrologia Prof. P. Mignosa

62

Stima spaziale della pioggia: metodo dei topoieti

Appunti di Idrologia Prof. P. Mignosa

63

Stima spaziale della pioggia: metodo delle isoiete

isoieta h = hi

piano h = hi
h3
h4
piano h = 0

Appunti di Idrologia Prof. P. Mignosa

h6
6

64

Stima spaziale della pioggia: metodo delle isoiete


Il volume del solido di pioggia compreso tra le isoiete
esprimere come: Vi

i ed i+1 si pu

1
(hi + hi +1 ) Si con Si area della superficie
2

compresa tra le due isoiete. Il


volume totale e laltezza di pioggia
media si calcolano:
K 1

Vtot = Vi
i =1

h=
con

Vtot
Stot

K=numero di

isoiete.

Appunti di Idrologia Prof. P. Mignosa

65

Stima spaziale della pioggia: metodi a griglia


Fissato un nodo i si divide il piano in quadranti e si individua la stazione
pi vicina in ogni quadrante.

Il peso della stazione


j rispetto al nodo i si
calcola:

1
d ijn
pij = 4
1

n
j =1 d ij
Generalmente si
assume:

1 n 3
4

Laltezza di pioggia stimata al nodo


Appunti di Idrologia Prof. P. Mignosa

i data dalla media pesata: hi = pij h j


j =1

66

Stima spaziale della pioggia: metodi a griglia


Nel caso in cui in manchino stazioni in un quadrante il peso della stazione
rispetto al nodo i si calcola:

1
d ijn
pij = 3
1

n
j =1 d ij
e laltezza di pioggia
stimata al nodo i
diventa:
3

hi = pij h j
j =1

Ci si comporta in maniera analoga se mancano stazioni in due o tre quadranti.

Appunti di Idrologia Prof. P. Mignosa

67

Stima spaziale della pioggia: metodi a griglia


Ad ogni nodo i si assegna unarea di competenza pari a x2, con x lato della
maglia della griglia (quadrata). Il volume del solido di pioggia di competenza
del nodo i-esimo si pu allora esprimere come: Vi = hi x 2
mentre larea della superficie totale del bacino si pu calcolare come:

Stot N x 2
dove si indicato con

N il numero totale di nodi ricadenti entro il bacino.

Il volume totale e laltezza di


pioggia media si calcolano
allora:
N

i =1

i =1

Vtot = Vi = hi x 2
N

h x
i

1
V
h = tot = i =1
=
Stot
N x 2
N

h
i =1

Appunti di Idrologia Prof. P. Mignosa

68

Stima spaziale della pioggia: CPP areali


Prendiamo in considerazione, ad esempio, il medesimo anno di osservazioni
su tutte le stazioni del bacino, e supponiamo di rappresentare le piogge a
scansione oraria:
Stazione N.1

Stazione N.2

Stazione N.3

1 gen.

massimi annui

31 dic.

I massimi annui sono in generale diversi, ma soprattutto non sono


contemporanei!
Appunti di Idrologia Prof. P. Mignosa

69

Stima spaziale della pioggia: CPP areali


h

Stazione N.1

Stazione N.2

Stazione N.3

1 gen.

massimi annui locali

31 dic.

stima spaziale (ad es.

N stazioni ciascuna con peso pi)

Intero bacino

hr
1 gen.

massimo annuo dellaltezza di pioggia media ragguagliata sul bacino

31 dic.

I valori massimi annui dellaltezza di pioggia media


ragguagliata sullintero bacino saranno pertanto
minori della media pesata dei massimi puntuali:
Appunti di Idrologia Prof. P. Mignosa

hr ,max pi hi ,max
i =1

70

Stima spaziale della pioggia: CPP areali


Se il regime delle piogge intense
fosse lo stesso per tutte le stazioni,
elaborando i m.a. di ogni stazione
si troverebbe, per un certo T, la
medesima CPP.
La CPP dello stesso tempo ritorno
ragguagliata allintero bacino
restituirebbe invece piogge inferiori
a parit di durata.

CPP puntuale di dato T


h
hr

CPP spaziale per il


medesimo T
d

Per elaborare le CPP areali bisognerebbe essere in grado di calcolare i valori


massimi annui delle altezze di pioggia medie ragguagliate sul bacino (per
varie durate). Ci difficile poich i dati necessari non sono pubblicati e sono
difficilmente reperibili.
Si introduce quindi il coefficiente di ragguaglio (o di riduzione allarea) ARF
(Areal Reduction Factor) definito come rapporto tra laltezza di pioggia
media ragguagliata e quella puntuale:

ARF =
Appunti di Idrologia Prof. P. Mignosa

hr (T , d , S )
h(T , d )
71

Stima spaziale della pioggia: coefficiente di ragguaglio


In pratica il coefficiente di ragguaglio risulta poco (o per nulla) di pendente
da T per cui si adottano espressioni nelle quali ARF funzione solo della
durata della pioggia d e della superficie del bacino S. Ad esempio:

ARF = 1 a d b
con

d durata di pioggia, a e b parametri funzione della superficie S.


ARF

durata

d crescente

0
Appunti di Idrologia Prof. P. Mignosa

superficie

S
72

Stima spaziale della pioggia: coefficiente di ragguaglio


Coefficienti di ragguaglio

ARF in funzione della durata di pioggia e dellarea


(NERC, 1975)

Durata
1 min
2 min
5 min
10 min
15 min
30 min
60 min
2h
3h
6h
24 h
48 h
96 h
192 h
25 g

1
0.76
0.84
0.90
0.93
0.94
0.95
0.96
0.97
0.97
0.98
0.99
-

5
0.61
0.72
0.82
0.87
0.89
0.91
0.93
0.95
0.96
0.97
0.98
0.99
-

Appunti di Idrologia Prof. P. Mignosa

10
0.52
0.65
0.76
0.83
0.85
0.89
0.91
0.93
0.94
0.96
0.97
0.98
0.99
-

30
0.40
0.53
0.65
0.73
0.77
0.82
0.86
0.90
0.91
0.93
0.96
0.97
0.98
0.99
-

Area (km2)
100
300 1000
0.27
0.39
0.51 0.38
0.59 0.47 0.32
0.64 0.53 0.39
0.72 0.62 0.51
0.79 0.71 0.62
0.84 0.79 0.73
0.87 0.83 0.78
0.90 0.87 0.83
0.94 0.92 0.89
0.96 0.94 0.91
0.97 0.96 0.93
0.98 0.97 0.95
0.99 0.98 0.97

3000
0.29
0.41
0.53
0.65
0.71
0.79
0.86
0.88
0.91
0.92
0.95

10000
0.31
0.44
0.55
0.62
0.73
0.83
0.86
0.88
0.90
0.93

30000
0.35
0.47
0.54
0.67
0.80
0.82
0.85
0.87
0.91

73

Bacino idrografico: caratteristiche morfometriche (o


topografiche)
-

planimetriche
di forma
di rilievo
pendenza del bacino e dellasta principale
organizzazione del reticolo fluviale

Appunti di Idrologia Prof. P. Mignosa

74

Bacino idrografico: caratteristiche planimetriche

Area o superficie del bacino S:


superficie della proiezione orizzontale del
bacino idrografico chiuso alla sezione del
corso dacqua.
Perimetro P: lunghezza della proiezione
orizzontale della linea spartiacque del
bacino idrografico.
Lunghezza dellasta principale L:
lunghezza misurata considerando il
percorso idraulicamente pi lungo partendo
dallo spartiacque sino alla sezione di
chiusura.

Sezione di chiusura

Appunti di Idrologia Prof. P. Mignosa

75

Bacino idrografico: caratteristiche di forma


P=Pc

Rapporto di circolarit Rc: rapporto tra


larea del bacino S e quella di un cerchio di
uguale perimetro:

Rc =

Risulta:

S
Sc

P
R=
2

P = Pc
R

P2
P2
=
S c = R =
4 2 4
S 4S
= 2
Rc =
Sc
P
2

Sc

0< Rc1
Rc1 forma compatta e tondeggiante
0.4<Rc<0.5 forma fortemente allungata
Appunti di Idrologia Prof. P. Mignosa

76

Bacino idrografico: caratteristiche di forma


Coefficiente di uniformit Ru (o di
Gravelius): rapporto tra il perimetro P del
bacino e quello della circonferenza che
racchiude un cerchio di ugual area S:

Ru =

Risulta:

R=

P
P
=
Pc
4S

Risulta anche:

Ru =

S = Sc

Pc
R

Pc = 2R = 2
Ru =

P
Pc

S=Sc

1
Rc

= 4S

Ru1
Ru1+ forma compatta e tondeggiante
1<Ru<1.25 rotonda-ovale rotonda
1.25<Ru<1. 5 ovale rotonda- ovale allungata
1.5<Ru<1.75 ovale allungata- rettangolare bislunga

Appunti di Idrologia Prof. P. Mignosa

77

Bacino idrografico: caratteristiche di forma


Rapporto di allungamento Rall : rapporto
tra il diametro D del cerchio di area uguale
a quella del bacino e la lunghezza dellasta
principale:

Rall =

S=Sc

D
L

Risulta:

D=2

Rall =

2 S
L

Fattore di Forma Ff : rapporto tra larea S del bacino ed il quadrato


della lunghezza dellasta principale L. Risulta:

Ff =

S
L2

Risulta anche:

Rall =

Appunti di Idrologia Prof. P. Mignosa

F f 1.13 F f
78

Bacino idrografico: caratteristiche di rilievo


Curva ipsografica : diagramma cartesiano in cui in ordinata sono
riportate le quote ed in ascissa le aree che si trovano al di sopra di tale
quota
Massima elevazione (zmax)
Area del bacino Si a
quota superiore a zi

zmax

isoipsa zi

zi
Rilievo
zmin
Si
Appunti di Idrologia Prof. P. Mignosa

Stot

Sezione di chiusura (zmin)


79

Bacino idrografico: caratteristiche di rilievo


Pi frequentemente nella curva ipsografica le quote (z) sono riferite non
al livello del mare ma alla quota della sezione di chiusura zmin

'
z max
= z max zmin

~'

Altitudine mediana z : quota tale per cui il


50% della superficie del bacino si trova al
di sopra.

~
z'

'
z min
= zmin z min = 0

Appunti di Idrologia Prof. P. Mignosa

Stot/2

Stot

80

Bacino idrografico: caratteristiche di rilievo


Dalla curva ipsografica si pu anche calcolare laltitudine media z

z 'Stot =

S tot

'
max

1
z'=
Stot

Stot

z '( S ) dS =

z 'max

S ( z ' ) dz '

1
z '( S ) dS =
Stot

'

z 'max

S ( z ' ) dz '

Aree uguali

z'

Appunti di Idrologia Prof. P. Mignosa

Stot

81

Bacino idrografico: pendenza media del bacino


Metodo di Alvard-Horton: si consideri la generica isoipsa k a quota zk e di
lunghezza lk e le due isoipse immediatamente al di sopra ed al di sotto di
essa di un dislivello pari a z/2, dove z lequidistanza tra le curve di
livello. Detta dk la distanza media della striscia di bacino cos individuata e Sk
larea della stessa, la pendenza media della striscia pu scriversi come:

ik =

z z lk z lk
=
=
d k d k lk
Sk

Sk

La pendenza media dellintero


bacino pu ottenersi dalla media
delle pendenze delle singole
strisce, pesata in maniera
proporzionale alle rispettive aree:
K
Sk
z lk Sk
ib = ik
=

S
S
Stot
k =1
k =1
tot
k
K

dove

dk

lk
zk+z/2
zk
zkz/2

K il numero di isoipse ad equidistanza z.

Risulta:

z
ib =
Stot

l
k =1

Appunti di Idrologia Prof. P. Mignosa

82

Bacino idrografico: pendenza media del bacino


Metodo a griglia: si sovrappone al bacino individuato sulla carta topografica
una griglia a maglie quadrate. Per ogni nodo della griglia si individuano le due
curve di livello (ad equidistanza z) pi vicine e si misura la minima distanza
tra queste due curve. Si calcola la pendenza associata al nodo j-esimo come:

ij =

z
dj

La pendenza media dellintero


bacino pu ottenersi dalla media
(aritmetica, poich i nodi pesano
tutti allo stesso modo) delle
pendenze dei singoli nodi:

1
ib =
N

i
j =1

dove N il numero complessivo


di nodi ricadenti nel bacino.
Risulta:

zk+z
zk
zkz
dj

z N 1
ib =

N j =1 d j

Appunti di Idrologia Prof. P. Mignosa

83

Bacino idrografico: pendenza media dellasta principale


La pendenza media dellasta principale ia pu essere definita come
coefficiente angolare della retta di compenso tracciata sul profilo
longitudinale dellasta come indicato in figura.

L
1
L (ia L ) = z '(l ) dl
0
2

'
max

ia =

2 z '(l ) dl
0

L2

Aree uguali
ia L

Lunghezza lungo lasta principale l

Appunti di Idrologia Prof. P. Mignosa

L
84

Bacino idrografico: pendenza media dellasta principale


La formula di Taylor-Schwartz definisce la pendenza media dellasta
principale ia come quella pendenza a cui corrisponde, in condizioni di
moto uniforme assolutamente turbolento, il medesimo tempo di
percorrenza dellintera asta.
Suddivisa lasta in K tronchi ciascuno di lunghezza Lk e pendenza ik si
ottiene:

vk = ik

L
L
tk = k = k
vk ik

v = ia

ttot =

ia

Lk
k =1 ik

Lk
k =1 ik

ttot = tk =
k =1

L
L
=
v ia

ia =

Appunti di Idrologia Prof. P. Mignosa

L
K
Lk

ik
k =1

L
ia = K
L
k
k =1 ik

85

Bacino idrografico: organizzazione del reticolo fluviale


Horton-Stralher:
i rami aventi come estremo di
monte un punto sorgente sono
detti del I ordine;
quando si incontrano due rami
di ordine i si genera un ramo di
ordine i+1;
quando si incontrano due rami
di ordine diverso, il ramo che
origina mantiene lordine
maggiore dei due rami
confluenti;
Il numero dordine del corso
dacqua principale definisce
lordine del bacino.
Punti sorgente
rami del I ordine
rami del II ordine
rami del III ordine
rami del IV ordine
Appunti di Idrologia Prof. P. Mignosa

86

Bacino idrografico: organizzazione del reticolo fluviale


Il rapporto tra il numero di rami di ordine

i+1 detto rapporto di biforcazione: RB =

i e quello di ordine successivo


Ni
N i +1

Secondo Horton tale rapporto, per un medesimo bacino, si mantiene


pressoch costante al variare dellordine i. Ne discende la cosiddetta
Prima Legge di Horton o Legge del numero di corsi dacqua:
In un reticolo idrografico il numero di rami di ordine successivo si
dispone secondo una progressione geometrica con primo termine pari
allunit (essendo solo uno il canale di ordine massimo) e con ragione
pari al rapporto di biforcazione RB.
Se si considera una rete di ordine I, per esempio con

I=4, risulta:

N I = N4 = 1
N I 1 = N 3 = RB N I = RB
N I 2 = N 2 = RB N I 1 = RB RB N I = RB2
N I 3 = N1 = RB N I 2 = RB3
Appunti di Idrologia Prof. P. Mignosa

87

Bacino idrografico: organizzazione del reticolo fluviale


In generale per
ordine i, come:

1 i I possibile calcolare Ni , numero di canali di

N i = RBI i
Il rapporto di biforcazione pu essere stimato riportando su un piano
semilogaritmico il numero di aste ed il loro ordine

log N i = ( I i ) log RB = I log RB i log RB


Nel piano i, logNi la relazione
diventa una retta con
coefficiente angolare logRB da
cui si pu derivare il parametro

RB

Ni
1000
100
10 logRB
1
1

Appunti di Idrologia Prof. P. Mignosa

ordine i
88

Bacino idrografico: organizzazione del reticolo fluviale


Si definisce lunghezza media dei canali (rami) di ordine

Li =

1
Ni

Ni

i lespressione:

L
k =1

i ,k

e lunghezza media cumulata dei canali di ordine

i lespressione:

L = Li
*
i

i =1

Secondo Horton il rapporto tra le lunghezze medie cumulate dei rami di


ordine i+1 ed i

Li*+1
RL = *
Li

si mantiene pressoch costante al variare dellordine i. Ne discende la


cosiddetta Seconda Legge di Horton o Legge delle lunghezze dei
corsi dacqua:
In un reticolo idrografico le lunghezze medie cumulate dei canali (rami)
di ordine successivo si dispongono secondo una progressione geometrica
con primo termine pari alla lunghezza media dei rami del primo ordine e
con ragione pari al rapporto delle lunghezze RL.
Appunti di Idrologia Prof. P. Mignosa

89

Bacino idrografico: organizzazione del reticolo fluviale


In generale per 1 i I possibile calcolare Li , lunghezza media
cumulata dei canali di ordine i, come:
*

(L

Li* = L1 RLi 1

= L1* )

Il rapporto delle lunghezze RL pu essere stimato riportando su un piano


semilogaritmico le lunghezze medie cumulate ed il loro ordine

log Li* = log L1 + (i 1) log RL = (log L1 log RL ) + i log RL


*
i

Nel piano i, log L la relazione


diventa una retta con
coefficiente angolare logRL da
cui si pu derivare il parametro

RL

100
Li* (km )
10

logRL

1
0.1
1

Appunti di Idrologia Prof. P. Mignosa

ordine i
90

Bacino idrografico: organizzazione del reticolo fluviale


Si definisce area media dei sottobacini di ordine

1
Si =
Ni

Ni

S
k =1

Aree drenate da bacini del:

i ,k

Secondo Schumm il rapporto delle


aree medie drenate dei rami di ordine
i+1 ed i

RA =

i lespressione:

Si +1
Si

I ordine

II ordine

III ordine

si mantiene pressoch costante al variare


dellordine i. Ne discende la Legge di
Schumm o Legge delle aree drenate:
In un reticolo idrografico le aree medie drenate
dai canali (rami) di ordine successivo si
dispongono secondo una progressione
geometrica con primo termine pari allarea
media drenata dai canali del primo ordine e con
ragione pari al rapporto delle aree drenate RA.
Appunti di Idrologia Prof. P. Mignosa

91

Bacino idrografico: organizzazione del reticolo fluviale


In generale per 1 i I possibile calcolare S i , area media drenata dei
canali di ordine i, come:

Si = S1 RAi 1
Il rapporto delle aree RA pu essere stimato riportando su un piano
semilogaritmico le aree medie drenate ed il loro ordine

log Si = log S1 + (i 1) log RA = (log S1 log RA ) + i log RA

Nel piano i , log S i la relazione


diventa una retta con coefficiente
angolare logRA da cui si pu
derivare il parametro RA

1000
Si (km 2 )
100

logRA

10
1
1
Appunti di Idrologia Prof. P. Mignosa

ordine i
92

Stima delle portate nei corsi dacqua


La portata Q che attraversa una
generica superficie A pu essere
calcolata come integrale esteso
allarea del prodotto scalare tra il
vettore velocit locale v ed il versore
n uscente:

n
dA
A

Q = v ndA
A

Se la superficie A piana e la
direzione del vettore velocit
coincide con quella del versore n
la portata Q pu calcolarsi come:

Q = vdA
A

Appunti di Idrologia Prof. P. Mignosa

dA

A
93

Mulinelli per la misura della velocit

Mulinello ad asse orizzontale

Mulinello a coppelle ad asse verticale


Appunti di Idrologia Prof. P. Mignosa

Pesce con mulinello ad elica

Pesce con mulinello a coppelle


94

Appunti di Idrologia Prof. P. Mignosa

95

Stima delle portate nei corsi dacqua: distribuzione delle


velocit
velocit crescenti

Sezione con tracciate le


isotache (linee ad ugual
velocit)

Visualizzazione del
solido di velocit. La
portata corrisponde al
volume del solido:

Q = vdA

v=0
y

Appunti di Idrologia Prof. P. Mignosa

96

Stima delle portate nei corsi dacqua: metodo correntometrico


Il calcolo dellintegrale di superficie

Q = vdA

pu effettuarsi risolvendo i due integrali


L

Q =
0
0

y (l )

v( y )dy dl= q (l )dl

dove con q si indicata la portata per unit di larghezza (portata


specifica [L]2/[T])

L
1 2

Appunti di Idrologia Prof. P. Mignosa

i1

i+1

97

Stima delle portate nei corsi dacqua: metodo correntometrico


1) Calcolo della portata specifica
y (per ogni verticale)

q integrando la velocit v sulla profondit

v
Verticale 2

Verticale i

y2

yi

q2 = v2 ( y )dy

qi = vi ( y )dy

y
2) Calcolo della portata complessiva
sulla larghezza L del pelo libero

Q integrando la portata specifica q


L

Q = q(l )dl

qi

q2
0

1 2

Appunti di Idrologia Prof. P. Mignosa

i1

i+1

L
98

Scala delle portate di una sezione fluviale


La scala delle portate di una sezione rappresenta il legame, supposto
biunivoco, tra altezza idrica e portata transitante. La scala spesso si
interpola con espressioni di potenza o con polinomi di ordine basso.
Un importante problema quello dellestrapolazione, quasi sempre
necessaria in quanto difficile disporre di misure per alti valori di portata.

?
y

Q = f ( y)
0
Appunti di Idrologia Prof. P. Mignosa

Q
99

Scala delle portate di una sezione fluviale


Anzich adottare per la scala delle portate espressioni che non hanno
particolare significato fisico, conviene cercare di interpolare i punti
sperimentali mediante lequazione di Chezy (valida a rigori solo per moto
uniforme):

Q = A( y ) R( y ) i
dove i la pendenza dellalveo (supposta coincidente con la pendenza
del pelo libero e con quella della linea dellenergia), A(y) larea bagnata
alla profondit y, R(y) il raggio idraulico, definito come:

R( y ) =

A( y )
P( y )

con P(y) perimetro bagnato. Il coefficiente di Chezy funzione della


scabrezza dellalveo e del raggio idraulico e pu essere espresso, ad
esempio, attraverso la formula di Gauckler-Strickler o quella di Manning

= k st R1 / 6
con kSt

1 1/ 6
R
n

[m1/3/s] coefficiente di Strickler ed n [m1/3s] coefficiente di Manning.

Appunti di Idrologia Prof. P. Mignosa

100

Scala delle portate di una sezione fluviale


Anche lapplicazione dellequazione di Chezy richiede qualche accortezza,
per esempio in una sezione di forma composita, costituita da un alveo
inciso e da uno o due piani golenali.
Laumento brusco del contorno bagnato quando vengono impegnati i piani
golenali porterebbe infatti ad una riduzione sensibile del raggio idraulico e,
conseguentemente, della portata Q, fisicamente irragionevole.

Per ovviare a questo inconveniente, e per considerare leventuale differente


scabrezza sul contorno, si pu suddividere la sezione in sottosezioni,
spiccando delle linee verticali a partire dai punti di discontinuit ove hanno
inizio i piani golenali.

Appunti di Idrologia Prof. P. Mignosa

101

Scala delle portate di una sezione fluviale


Secondo la metodologia suggerita da Lotter la portata complessiva Q
pari alla somma delle portate parziali transitanti in ogni sottosezione. Si
pu allora scrivere:

A1
P1

A2

A3
P3

P2

Q = Q1 + Q2 + Q3 = A1 k s1 R12 / 3 i + A2 k s 2 R22 / 3 i + A3 k s 3 R32 / 3 i


dove R1, R2 ed R3 sono i raggi idraulici di ciascuna sottosezione, ricavati
con lespressione:

Rn =
con

An
Pn

(n = 1, 2, 3)

Pn perimetro bagnato calcolato considerando solo il contorno solido.

Appunti di Idrologia Prof. P. Mignosa

102

Scala delle portate di una sezione fluviale


Durante i fenomeni di piena (moto vario) la scala delle portate non risulta
biunivoca, per la presenza di termini inerziali non trascurabili. Riportando
in grafico la portata Q e laltezza idrica y in diversi istanti si osserva la
formazione del cosiddetto cappio di piena.

moto permanente
moto vario

0
Appunti di Idrologia Prof. P. Mignosa

Q1

Q2 Q
103

Scala delle portate di una sezione fluviale


Unaltra ragione di non-biunivocit tra livelli e portate pu essere dovuta
alla presenza, a poca distanza dalla sezione considerata, della confluenza
con un altro fiume che pu dar luogo ad un effetto di rigurgito. In questo
caso occorre costruire tante scale di deflusso, ciascuna caratterizzata da
un diverso valore di portata proveniente dallaltro affluente.
0

45

Portata nel Po

Distanze trasversali [m]


90
135
180

225

270

67

Ponte vecchio Pavia

66
65
64

12000
11000

10000

9000

8000

7000

6000

61

5000

4000

60

3000

59

0
100

Quote [m s.l.m.]

63
62

confluenza

Fiume Ticino

2000

Fiume Po

58
57
56
55
500

1000

1500

2000

2500

Portata nel Ticino [m3 /s]

3000

Appunti di Idrologia Prof. P. Mignosa

3500

104

Asta idrometrica e massimi livelli storici a Sesto Calende (fiume Ticino)

Ottobre 1868
hmax = + 6.94 m
Qmax 4500 m3/s
Ottobre 2000
hmax = + 4.62 m
Qmax = 2831 m3/s
Settembre-Ottobre 1993
hmax = + 4.27 m
Qmax = 2560 m3/s

Appunti di Idrologia Prof. P. Mignosa

105

Livelli idrometrici a Colorno il 25/12/2009

Appunti di Idrologia Prof. P. Mignosa

106

Idrometrografi

Appunti di Idrologia Prof. P. Mignosa

107

Idrometrografi

Appunti di Idrologia Prof. P. Mignosa

108

Misuratore ad ultrasuoni

Appunti di Idrologia Prof. P. Mignosa

109

Piena del 25-12-2009 a Colorno (PR)

Appunti di Idrologia Prof. P. Mignosa

110

Annali Idrologici parte II: frontespizio e sezioni

Appunti di Idrologia Prof. P. Mignosa

111

Annali Idrologici parte II: afflussi meteorici

Appunti di Idrologia Prof. P. Mignosa

112

Annali Idrologici parte II: afflussi meteorici

Appunti di Idrologia Prof. P. Mignosa

113

Annali Idrologici parte II: Idrometria

Appunti di Idrologia Prof. P. Mignosa

114

Annali Idrologici parte II: Caratteristiche stazioni idrometriche

Appunti di Idrologia Prof. P. Mignosa

115

Annali Idrologici parte II: Tabella I

Appunti di Idrologia Prof. P. Mignosa

116

Annali Idrologici parte II: Tabella I

Appunti di Idrologia Prof. P. Mignosa

117

Annali Idrologici parte II: Tabella II

Appunti di Idrologia Prof. P. Mignosa

118

Annali Idrologici parte II: Tabella II

Appunti di Idrologia Prof. P. Mignosa

119

Annali Idrologici parte II: terminologia

Appunti di Idrologia Prof. P. Mignosa

120

Annali Idrologici parte II: distribuzione stazioni

Appunti di Idrologia Prof. P. Mignosa

121

Annali Idrologici parte II: portate e bilanci idrologici


Caratteristiche della stazione

Portate medie giornaliere

Elementi caratteristici per


lanno corrente
Elementi caratteristici per il
periodo precedente
Durata delle portate
Scala numerica delle portate
Appunti di Idrologia Prof. P. Mignosa

122

Annali Idrologici parte II: portate medie giornaliere


Portata istantanea
Portata media
giornaliera

Aree uguali
T

1
Qm = Q (t )dt
T 0
0
Portata istantanea

24 ore

T = 24

Portata istantanea
Portata media
giornaliera

Portata media
giornaliera

24 ore

Appunti di Idrologia Prof. P. Mignosa

24 ore
123

Annali Idrologici parte II: portate medie giornaliere

Appunti di Idrologia Prof. P. Mignosa

124

Annali Idrologici parte II: portate medie giornaliere


180

Parma a Ponte Verdi


Portata media giornaliera (m3/s)

160
140
120
100
80
60
40
20
0
0

30

60

Appunti di Idrologia Prof. P. Mignosa

90 120 150 180 210 240 270 300 330 360


giorni dal 1 gennaio 2008
125

Annali Idrologici parte II: portate medie giornaliere

Appunti di Idrologia Prof. P. Mignosa

126

Annali Idrologici parte II: portate medie giornaliere


5000

Portata media giornaliera (m3/s)

Po a Boretto
4000

3000

2000

1000

0
0

30

60

Appunti di Idrologia Prof. P. Mignosa

90 120 150 180 210 240 270 300 330 360


giorni dal 1 gennaio 2008
127

120

120

80

40

Appunti di Idrologia Prof. P. Mignosa


80

40
Coeff. deflusso (-)

2003-2007

0
GEN
FEB
MAR
APR
MAG
GIU
LUG
AGO
SET
OTT
NOV
DIC

160

Deflussi (mm)

160

GEN
FEB
MAR
APR
MAG
GIU
LUG
AGO
SET
OTT
NOV
DIC

GEN
FEB
MAR
APR
MAG
GIU
LUG
AGO
SET
OTT
NOV
DIC

Afflussi (mm)

Annali Idrologici parte II: elementi caratteristici

0.8

0.6

0.4

0.2
0

128

Annali Idrologici parte II: elementi caratteristici

Appunti di Idrologia Prof. P. Mignosa

129

Annali Idrologici parte II: durata delle portate


180

Parma a Ponte Verdi (2008)

Portata media giornaliera (m3/s)

160

16.5

140
120
100
80

larea sottesa dalla curva di durata


corrisponde al volume annuo transitato:

60

365( 366 )

V = t

40

Q
i =1

mi

T = 24 3600

20
0
0

30

60

90 120 150 180 210 240 270 300 330 360


Durata (giorni)

Appunti di Idrologia Prof. P. Mignosa

130

Annali Idrologici parte II: durata delle portate

990

Portata media giornaliera (m3/s)

5000

4000

3000

2000

Po a Boretto (2008)

1000

0
0

30

60

Appunti di Idrologia Prof. P. Mignosa

90 120 150 180 210 240 270 300 330 360


Durata (giorni)
131

Regimi idrometrici
Regime pluviale molto permeabile

Regime pluviale (marittimo)

Appunti di Idrologia Prof. P. Mignosa

Regime pluviale

Regime glaciale

132

Regimi idrometrici

Regime nivo-pluviale

Appunti di Idrologia Prof. P. Mignosa

133

Elementi del ciclo idrologico

Appunti di Idrologia Prof. P. Mignosa

134

Fenomeni di trasporto e forme di immagazzinamento idrico

P = precipitazione, T = Traspirazione, F = infiltrazione


Ea, Et, Ev = Evaporazione dagli specchi liquidi, dal terreno e dalla vegetazione
Qe = afflusso sotterraneo (eventualmente) proveniente dallesterno del bacino
Qa = deflusso sotterraneo emergente dagli acquiferi alla rete interna del bacino
Qa = deflusso sotterraneo dagli acquiferi alla rete esterna del bacino
Qi = deflusso ipodermico; Q = deflusso superficiale complessivo
V = volumi contenuti sotto forma di umidit del suolo (Vu), nella rete idrografica (Vr),
sulla vegetazione (Vv), nelle depressioni superficiali (Vd), negli acquiferi (Va).
Appunti di Idrologia Prof. P. Mignosa

135

Equazione di bilancio idrologico 1

P + Qe = Ea + Et + Ev + T + Q + Qa '' + Vu + Vr + Vv + Vd + Va
Indicando con ET
levapotraspirazione totale del
bacino e con V il volume
idrico totale immagazzinato
nel bacino in qualunque
forma:

Volume di controllo n.1

ET = Ea + Et + Ev + T
V = Vu + Vr + Vv + Vd + Va
lequazione di bilancio idrologico (equazione di continuit) si scrive:

P + Qe = ET + Q + Qa '' + V
Considerando trascurabili sia

Qe che Qa si ottiene:

P = ET + Q + V
Appunti di Idrologia Prof. P. Mignosa

136

Equazione di bilancio idrologico 2

P + Qi + Qa ' = Ea + Ev + F + Q + Vr + Vv + Vd
Indicando con

I = Ev + Vv

Volume di controllo n.2

il volume idrico complessivamente perso a causa del


fenomeno di intercezione e con

Qs = Q Qi Qa '
il volume di deflusso superficiale
dovuto al solo scorrimento
superficiale si ottiene:

P = I + Ea + F + Qs + Vr + Vd

termini pi importanti durante


un evento meteorico

Appunti di Idrologia Prof. P. Mignosa

perdite

137

ATMOSFERA
P

P
Qs

SUPERFICIE
T

F
Qi

SUOLO
R
Qe

ACQUIFERI

RETE DI DRENAGGIO

Qa
Q
Qa

RETE DI
DRENAGGIO

OCEANO

E = Evaporazione
P = Precipitazione
F = Infiltrazione
R = Ricarica degli acquiferi
T = Traspirazione

Qs = Deflusso superficiale
Qi = Deflusso ipodermico
Qa Qa = deflusso dagli acquiferi
Qe = afflusso esterno agli acquiferi
Q = deflusso attraverso la sezione di chiusura

Schema a blocchi del ciclo idrologico

Appunti di Idrologia Prof. P. Mignosa

138

Caratteristiche dellidrogramma di piena


ramo di concentrazione
(o di risalita)
q

portata al colmo qc

ramo di
esaurimento

istante di colmo
istante di inizio della pioggia
Appunti di Idrologia Prof. P. Mignosa

tempo
139

Separazione dellidrogramma di piena metodo 1


La separazione tra deflusso superficiale e profondo si ottiene tracciando una
retta orizzontale a partire dal punto A, inizio del ramo di concentrazione. Il
termine del deflusso superficiale si assume in corrispondenza del punto B,
intersezione della retta orizzontale con lidrogramma di piena.

deflusso superficiale

deflusso profondo

tA

tB

Appunti di Idrologia Prof. P. Mignosa

tempo
140

Separazione dellidrogramma di piena metodo 2


I rami di esaurimento sono interpretabili con un andamento
esponenziale decrescente, tipico dello svuotamento di un serbatoio:

q( t ) = q( t B ) e ( t t B ) / k

q(tB)
tB
Appunti di Idrologia Prof. P. Mignosa

tempo
141

Separazione dellidrogramma di piena metodo 2


In un piano semi-logaritmico ln(q)t i rami di esaurimento assumono
andamenti rettilinei con coefficiente angolare 1/k:
Listante tB, termine del deflusso superficiale, si pu allora identificare
come il primo istante in cui il ramo di esaurimento riassume un
andamento esponenziale (rettilineo nel piano semi-logaritmico)

ln(q)

1
ln q(t ) = ln q(tB ) (t tB )
k

B
tB
Appunti di Idrologia Prof. P. Mignosa

tempo
142

Separazione
Separazione
dellidrogramma
dellidrogramma
di piena
di piena
metodo
2 2
Dopo aver identificato il punto B, la separazione tra deflusso superficiale e
profondo si ottiene tracciando una retta (in genere inclinata) dal punto A al
punto B.

deflusso superficiale
deflusso profondo

tA

tB

Appunti di Idrologia Prof. P. Mignosa

tempo
143

Separazione dellidrogramma di piena metodo 3


Il punto B si identifica come nel metodo 2. Landamento esponenziale
si prolunga a ritroso nel tempo fino in corrispondenza del tempo di
colmo tC. Il punto cos trovato si raccorda con lidrogramma di piena
con un andamento rettilineo.

C
deflusso superficiale
deflusso profondo

A
tA

tC

Appunti di Idrologia Prof. P. Mignosa

tB

tempo
144

Separazione dellidrogramma di piena: confronto tra metodi

q
metodo 3
metodo 2
metodo 1

tC
Appunti di Idrologia Prof. P. Mignosa

tempo
145

Individuazione della pioggia netta: metodo dellindice

pioggia netta (o efficace)

pioggia persa

t fin

S max{[i (t ) ];0}dt = Vs

t fin

i (t ) : intensit di pioggia media sul bacino

Vs : volume del deflusso superficiale


Appunti di Idrologia Prof. P. Mignosa

S : superficie del bacino

t fin : termine della precipitazione


146

Individuazione della pioggia netta: metodo percentuale

pioggia netta (o efficace)


pioggia persa

t fin
t fin

S i (t )dt = Vs
0

Vs

t fin

S i (t )dt

Vs
=
Vp

0 1

Vs : volume del deflusso superficiale


V
= s : coefficiente di afflusso
Vp
Appunti di Idrologia Prof. P. Mignosa

V p : volume di pioggia lorda

147

Individuazione della pioggia netta: metodo SCS-CN


Si consideri lequazione di continuit scritta nella forma:

P (t ) = Pe (t ) + I a + S (t )

P Ia

(1)

dove P (mm) la precipitazione cumulata fino allistante t, Pe (mm) il


volume specifico di pioggia efficace (netta) fino al medesimo istante,
Ia (mm) le cosiddette perdite iniziali (Initial abstraction) ed S(t) il
volume specifico perso fino allistante t essenzialmente per effetto
dellinfiltrazione.
Il metodo del Soil Conservation Service ipotizza che sussista una
relazione di proporzionalit del tipo:

S (t )
Pe (t )
=
S
P (t ) I a

P Ia

( 2)

dove S (mm) il volume specifico massimo immagazzinabile nel


terreno a saturazione.

Appunti di Idrologia Prof. P. Mignosa

148

Individuazione della pioggia netta: metodo SCS-CN


110
Afflussi cumulati
Deflussi cumulati
Perdite

Afflussi e deflussi cumulati (mm)

100
90
80

70
60
50
40
30
20

Perdite S (mm)

10
0

Ia

10
20

Sh

30
0

Appunti di Idrologia Prof. P. Mignosa

12

18
24
30
tempo (ore)

36

42

48
149

Individuazione della pioggia netta: metodo SCS-CN


Ricavando

S (t ) = S

S(t) dalla Eq.(2) ed inserendolo nella Eq.(1) si ottiene:

Pe (t )
P (t ) I a

P Ia

Pe (t )
P (t ) = Pe (t ) + I a + S
P (t ) I a

P Ia

P (t ) I a + S
S
P (t ) I a = Pe (t ) 1 +
= Pe (t )

(
)
(
)
P
t

I
P
t

I
a
a

Pe (t ) =

[P(t ) I a ]2
P (t ) I a + S

Pe (t ) = 0

P Ia

P Ia

(3)

P < Ia

La (3) consente di ricavare la pioggia efficace cumulata Pe(t) in funzione


della pioggia lorda cumulata P (t), noti i due parametri Ia e S.
Appunti di Idrologia Prof. P. Mignosa

150

Individuazione della pioggia netta: metodo SCS-CN


Secondo il Soil Conservation Service si pu assumere

I a = 0.2 S
Pe (t ) = 0

2
[
P ( t ) 0 .2 S ]
P (t ) =
e

P ( t ) + 0 .8 S

P < 0. 2 S
P 0 .2 S

( 4)

che dipende solo dal parametro S. Esso, a sua volta, pu essere stimato
attraverso la relazione:

1000

S = 25.4
10
CN

che riconduce il calcolo al valore


nel range 0<CN100.
impermeabile. Mentre
permeabile (S ).

( S in mm)

(5)

CN, detto Curve Number, normalizzato

CN=100 corrisponde ad un bacino totalmente


CN0+ corrisponde ad un bacino completamente

Appunti di Idrologia Prof. P. Mignosa

151

Individuazione della pioggia netta: metodo SCS-CN


Il valore di CN dipende sia dal tipo di copertura del terreno che dalla natura
del suolo sottostante, oltre che dalle condizioni di umidit precedenti
levento.
I suoli si possono suddividere, secondo il Soil Conservation Service nei
seguenti gruppi (Hydrological Soil Groups HSGs)
Gruppo
A

B
C

Descrizione
Scarsa potenzialit di deflusso. Comprende la maggior parte dei suoli
sabbiosi da moderatamente profondi a profondi e ghiaie profonde molto
permeabili, che mantengono capacit di infiltrazione molto elevate anche a
saturazione.
Potenzialit di deflusso moderatamente bassa. Comprende la maggior parte
dei suoli sabbiosi meno profondi che nel gruppo A, con scarsissimo limo e
argilla. Elevata capacit di infiltrazione anche a saturazione.
Potenzialit di deflusso moderatamente elevata. Comprende suoli sottili e
suoli contenenti considerevoli quantit di argilla e colloidi, anche se meno
che nel gruppo D. Scarsa capacit di infiltrazione a saturazione.
Potenzialit di deflusso molto elevata. Comprende la maggior parte delle
argille con alta capacit di rigonfiamento, ma anche suoli sottili con orizzonti
pressoch impermeabili in vicinanza della superficie. Scarsissima capacit di
infiltrazione a saturazione.

Appunti di Idrologia Prof. P. Mignosa

152

Individuazione della pioggia netta: metodo SCS-CN


Tipo di copertura
(uso del suolo)

TERRENO COLTIVATO
senza trattamenti di conservazione
con interventi di conservazione
TERRENO DA PASCOLO
cattive condizioni
buone condizioni
PRATERIE
buone condizioni
TERRENI BOSCOSI O FORESTATI
terreno sottile, sottobosco povero, senza foglie
sottobosco e copertura buoni
SPAZI APERTI, PRATI RASATI, PARCHI
buone condizioni con almeno il 75% con copertura erbosa
condizioni normali, con copertura erbosa intorno al 50%
AREE COMMERCIALI (impermeabilit 85%)
DISTRETTI INDUSTRIALI (impermeabilit 72%)
AREE RESIDENZIALI
impermeabilit media 65%
impermeabilit media 38%
impermeabilit media 30%
impermeabilit media 25%
impermeabilit media 20%
PARCHEGGI IMPERMEABILIZZATI, TETTI
STRADE
pavimentate, con cordoli e fognature
inghiaiate o selciate con buche
in terra battuta (non asfaltate)

Appunti di Idrologia Prof. P. Mignosa

Tipo di suolo
B
C

72
62

81
71

88
78

91
81

68
39

79
61

86
74

89
81

30

58

71

78

45
25

66
55

77
70

83
77

39
49
89
81

61
69
92
88

74
79
94
91

80
84
95
93

77
61
57
54
51
98

85
75
72
70
68
98

90
83
81
80
79
98

92
87
86
85
84
98

98
76
72

98
85
82

98
89
87

98
91
89

153

Individuazione della pioggia netta: metodo SCS-CN


I valori riportati in tabella si riferiscono a condizioni di umidit
precedenti linizio dellevento di tipo standard (Antecedent Moisture
Condition AMC tipo II). Per condizioni precedenti molto umide (tipo III)
o molto asciutte (tipo I) il SCS suggerisce le seguenti formule di
conversione:

CN(I) =

4.2CN(II)
10 0.058CN(II)

CN(III) =

23CN(II)
10 + 0.13CN(II)

La definizione della classe di AMC pu essere determinata in base della


pioggia complessivamente caduta nei 5 giorni precedenti ed in base alla
stagione secondo la seguente tabella
Classe
AMC
I
II
III

Precipitazione totale h5 nei cinque giorni precedenti (mm)


Stagione di riposo
Stagione di crescita vegetativa
h5<12.7
h5< 35.5
12.7 h5 28.0
35.5 h5 53.3
h5 >28.0
h5 >53.3

Appunti di Idrologia Prof. P. Mignosa

154

Individuazione della pioggia netta: metodo SCS-CN


600

CN=100
CN=90

550

CN=80

500

CN=70

Pioggia netta Pe (mm)

450

CN=60

400
CN=50
350
CN=40

300
250

CN=30

200
150

CN=20

100
50
0
0

50 100 150 200 250 300 350 400 450 500 550 600
Pioggia lorda P (mm)

Appunti di Idrologia Prof. P. Mignosa

155

Individuazione della pioggia netta: metodo SCS-CN


12
Metodo CN (CN=90)
Pioggia netta
Pioggia lorda

intensit (mm/h)

10
8
6
4
2
0
0

12

Appunti di Idrologia Prof. P. Mignosa

18

24
30
tempo (ore)

36

42

48

156

Infiltrazione: definizioni
Infiltrazione: volume idrico per unit di tempo e di superficie che penetra
nel suolo. Usualmente si misura in mm/ora (stesse unit di misura
dellintensit di pioggia)
Capacit (o velocit) di infiltrazione: fp(t) [L]/[T]: infiltrazione che si
verificherebbe allistante t nellipotesi che la disponibilit dacqua fosse
sufficiente ad alimentare la massima infiltrazione possibile.
Dipende principalmente da:
Struttura del suolo (permeabilit, porosit).
Contenuto di umidit del suolo allistante t.
Infiltrazione effettiva (o reale) f(t) [L]/[T]:infiltrazione che si verifica
allistante t considerando leffettiva disponibilit dacqua.
Dipende dagli stessi fattori da cui dipende la capacit di infiltrazione oltre che
dallentit della precipitazione o, pi in generale, dalla disponibilit dacqua
sulla superficie del suolo (scioglimento neve, irrigazione, ecc.).
t

Infiltrazione cumulata (da 0 a t)

F(t) [L]: F (t ) = f ( )d
0

Appunti di Idrologia Prof. P. Mignosa

157

Individuazione della pioggia netta: metodo di Horton


Secondo Horton (1940) la variazione della capacit di infiltrazione nel
tempo proporzionale alla differenza tra la capacit di infiltrazione
attuale fp(t) e quella asintotica f:

df p (t )
dt

= k [ f p (t ) f ]

(1)

k [T]1 una costante di esaurimento. Separando le variabili ed


integrando la (1) nellintervallo (0t) si ottiene
dove

d [ f p (t ) f ]

[f

(t ) f ]

{ln[ f

[f

= kdt

p ( ) f ]}0 = { k }
t

d [ f p ( ) f ]

t
0

( ) f ]

= kd
0

f p (t ) f
ln
= kt
f p (0) f

f p (t ) f
f0 f

= e kt

dove con f0 si indicata la capacit di infiltrazione allistante iniziale.


Ricavando dalla precedente la capacit di infiltrazione allistante t si ottiene:
Appunti di Idrologia Prof. P. Mignosa

158

Individuazione della pioggia netta: metodo di Horton

f p (t ) = f + ( f 0 f ) e kt
Curva di Horton
Nota: ridurre f0 a parit di altri
parametri equivale a considerare solo
una parte della curva.

f0 variabile

Appunti di Idrologia Prof. P. Mignosa

k variabile

f variabile

159

Individuazione della pioggia netta: metodo di Horton


Caso 1: intensit di pioggia sempre superiore alla capacit di infiltrazione fp(t):

i (t ) f p (t ) t
In questo caso
linfiltrazione effettiva f(t)
coincide istante per
istante con la capacit di
infiltrazione fp(t)

pioggia netta (o efficace)

i, f
pioggia infiltrata

f (t ) f p (t ) t

Appunti di Idrologia Prof. P. Mignosa

160

Individuazione della pioggia netta: metodo di Horton


Caso 2: intensit di pioggia inizialmente minore della capacit di infiltrazione.
In questo caso linfiltrazione effettiva f(t) coincide con lintensit di pioggia

f (t ) i (t ) t t p
fino allistante tp (ponding time). Listante tp si individua traslando lungo

lasse dei tempi la curva della capacit di infiltrazione in modo tale che,
allintersezione con lo ietogramma di pioggia, larea sottesa dalla curva di
Horton e quella sottesa dallo ietogramma di pioggia siano uguali.

i, f

tempo di traslazione
pioggia netta (o efficace)
ponding time tp
pioggia infiltrata

aree uguali

tp
Appunti di Idrologia Prof. P. Mignosa

t
161

Individuazione della pioggia netta: metodo di Horton


Operativamente conviene utilizzare le cumulate di pioggia e di capacit di
infiltrazione. Questultima viene traslata nel tempo in modo che risulti
tangente in tp alla cumulata di pioggia.

h, F

cumulata di pioggia h

cumulata della
capacit di
infiltrazione traslata

cumulata della
capacit di
infiltrazione F

ponding time tp
tempo di traslazione

tp

Appunti di Idrologia Prof. P. Mignosa

t
162

Individuazione della pioggia netta: metodo di Horton


In pratica questa situazione si pu verificare pi volte durante lo stesso
evento di pioggia

cumulata di pioggia h

h, F
cumulata della
capacit di
infiltrazione F
cumulate della
capacit di
infiltrazione traslate

t
tempi di traslazione
Appunti di Idrologia Prof. P. Mignosa

163

Individuazione della pioggia netta: metodo di Horton modificato


Si visto che lequazione di Horton non pu essere utilizzata direttamente
nel caso i<fp. Per ovviare a questa limitazione stata proposta una forma
modificata dellequazione (Akan, 1992), che correla la capacit
dinfiltrazione allistante t al volume specifico di pioggia Fe(t) che si
effettivamente infiltrato dallinizio dellevento, in eccesso rispetto al valore
limite f:

f0

Fe (t ) = f p ( ) f d = ( f 0 f ) e k d

Fe (t )

f p (t )

(f f )
(f f )

Fe (t ) = 0 e k = 0 1 e kt
k
k

0
t

f
t

f p (t ) = f + ( f 0 f ) e kt = f 0 ( f 0 f ) + ( f 0 f ) e kt

f p (t ) = f 0 ( f 0 f )(1 e kt )
f p (t ) = f 0 kFe (t )
Appunti di Idrologia Prof. P. Mignosa

(1)
164

Individuazione della pioggia netta: metodo di Horton modificato

f p (t ) = f 0 kFe (t )

(1)
la (1) mostra che la capacit dinfiltrazione fp diminuisce linearmente in
proporzione ad Fe. Volendo applicare la (1) per la depurazione di un evento
di pioggia il modo di procedere il seguente:

1. allinizio dellevento fp(0)=f0 e Fe(0)=0;


2. Nel primo intervallo t linfiltrazione effettiva f1 si calcola con le
espressioni:

f1 = i1

3.

i1 < f p

oppure f1 = f p i1 f p
si calcola il valore di Fe(t) alla fine dellintervallo t:

Fe ( t ) = max{[ f1 f ], 0}t
si aggiorna fp con la (1);

4.
5. si procede al calcolo nel passo successivo.
6. In generale allistante t=nt:

Fe (n t ) = max{[ f j f ], 0}t
n

f p ( n t ) = f 0 kFe ( n t )

j =1

dove fj linfiltrazione effettiva nellintervallo j-esimo.


Appunti di Idrologia Prof. P. Mignosa

165

Individuazione della pioggia netta: confronto tra metodi a


parit di coefficiente di afflusso
12

12
Metodo CN
Pioggia netta
Pioggia lorda

8
6
4
2

8
6
4
2

0
0

12

18

24
30
tempo (ore)

36

42

48

12

12

18

24
30
tempo (ore)

36

42

48

12
Metodo percentuale
Pioggia netta
Pioggia lorda

Metodo indice
Pioggia netta
Pioggia lorda

10
intensit (mm/h)

10
intensit (mm/h)

Metodo Horton
Pioggia netta
Pioggia lorda

10
intensit (mm/h)

intensit (mm/h)

10

8
6
4
2

8
6
4
2

0
0

12

18

24
30
tempo (ore)

36

Appunti di Idrologia Prof. P. Mignosa

42

48

12

18

24
30
tempo (ore)

36

42

48

166

Modelli di trasformazione afflussi-deflussi

I modelli di formazione dei deflussi si propongono di fornire una descrizione


matematica dei processi idrologici che si svolgono nel bacino idrografico,
considerandolo come un sistema (sistema prototipo) soggetto ad un ingresso,
lintensit di pioggia, e ad unuscita (o risposta) rappresentata dallandamento
della portata nel tempo q(t) defluente attraverso la sezione di chiusura.
Data la complessit dei fenomeni e delle relazioni che influenzano e descrivono
il comportamento reale di un bacino, si introduce un sistema modello che ne
approssima il comportamento reale attraverso alcune semplificazioni. La
grande variet di modelli di trasformazione afflussi-deflussi disponibili in
letteratura si pu classificare in base a diversi criteri.

Appunti di Idrologia Prof. P. Mignosa

167

Classificazioni dei modelli di trasformazione afflussi-deflussi


In relazione alla descrizione dei fenomeni che intervengono nel ciclo
idrologico, si distingue tra:
modelli completi: sono in grado di simulare il comportamento del
bacino idrografico per un periodo prolungato, al limite continuo. Pertanto
devono descrivere tutti i meccanismi della trasformazione afflussi-deflussi
(scorrimento superficiale, infiltrazione, scorrimento profondo, ecc.), simulando
ciascun processo fisico del ciclo idrologico.
modelli a valenza limitata: si prefiggono il pi modesto obiettivo di simulare
il comportamento del bacino solo in occasione di eventi di natura particolare.
In questa categoria ricadono i modelli di piena, concepiti per la simulazione
delle piene fluviali. Durante un evento di piena alcuni fenomeni del ciclo
idrologico possono essere ritenuti trascurabili (intercezione, evaporazione,
ecc.), per cui la struttura del modello risulta pi semplice di quella di un
modello completo. In questi modelli il deflusso causato da quella parte di
precipitazione (pioggia netta), che, non potendosi infiltrare, d origine allo
scorrimento sui versanti (scorrimento superficiale) e nel reticolo idrografico.

Appunti di Idrologia Prof. P. Mignosa

168

Classificazioni dei modelli di trasformazione afflussi-deflussi


In relazione alla struttura i modelli idrologici di trasformazione afflussideflussi possono essere classificati in:
modelli fisicamente basati: tentano di simulare i singoli processi idrologici
con equazioni fisicamente basate (bilanci di massa, quantit di moto,
energia, ecc.) eventualmente semplificate per poter essere risolte
analiticamente/numericamente.
modelli concettuali: descrivono i processi reali di trasformazione delle
piogge in portate attraverso schemi concettuali, assimilando il bacino ad una
o pi entit semplici.
modelli a scatola chiusa (o black-box o empirici): non si propongono di
rappresentare i processi idrologici e i fenomeni fisici che intervengono nella
trasformazione afflussi-deflussi n fisicamente n concettualmente. Essi
considerano il sistema come una scatola chiusa (black-box) sulla quale non
viene fatta alcuna ipotesi. Il modello consiste in un operatore matematico in
grado di legare tra loro, in maniera adeguata, lingresso del sistema (ovvero
lafflusso meteorico) con luscita (ovvero la portata defluente alla sezione di
chiusura del bacino idrografico).
Appunti di Idrologia Prof. P. Mignosa

169

Classificazioni dei modelli di trasformazione afflussi-deflussi

In relazione alla possibilit o meno di considerare la variabilit spaziale


delle grandezze, i modelli idrologici di trasformazione afflussi-deflussi possono
essere classificati in:
modelli globali: il bacino considerato nel suo insieme. Non si considera la
variabilit spaziale della precipitazione n delle caratteristiche topografiche,
idrauliche e di uso del suolo del bacino.
modelli distribuiti: sono in grado di considerare la variabilit spaziale della
precipitazione e delle caratteristiche del bacino (uso del suolo, capacit di
infiltrazione, pendenza, ecc.). Nella modellazione matematica viene effettuata
una discretizzazione del bacino, individuando celle elementari allinterno delle
quali tali caratteristiche vengono ritenute uniformi.

Appunti di Idrologia Prof. P. Mignosa

170

Classificazioni dei modelli di trasformazione afflussi-deflussi


In relazione alle caratteristiche di risposta i modelli idrologici di
trasformazione afflussi-deflussi possono essere classificati in:

p(t) corrisponde unuscita q(t), allora


ad un ingresso p(t+) sfasato di corrisponde unuscita q(t +) sfasata del

modelli stazionari: se ad un ingresso


medesimo tempo

modelli lineari: Ad una combinazione lineare delle funzioni di ingresso


corrisponde la medesima combinazione lineare delle funzioni di uscita:

p1 (t ) q1 (t ) ; p2 (t ) q2 (t )

1 p1 (t ) + 2 p2 (t ) q(t ) = 1q1 (t ) + 2 q2 (t )
Per un modello lineare vale quindi il principio di sovrapposizione degli effetti.
Se un modello lineare e stazionario si dimostra che la trasformazione
afflussi-deflussi esprimibile attraverso unequazione differenziale lineare a
coefficienti costanti del tipo:

d n q(t )
d n 1q(t )
dq(t )
a0
+
a
+
....
+
a
+ an q ( t ) = p ( t )
1
n 1
n
n 1
dt
dt
dt
Appunti di Idrologia Prof. P. Mignosa

171

Funzione rettangolo

T/2
y

y (t ) =

1/T

T/2

+T/2

1
t
rect
T
T

T
T
1
se
t

2
2
T
0 altrove

1
y (t )dt = = T T = 1
+T/2

Appunti di Idrologia Prof. P. Mignosa

t
172

Funzione delta di Dirac


La funzione y (t ) =

1
t
rect diversa da zero solo nellintervallo T t + T .
T
T
2
2

Se facciamo diminuire T
mantenendo invariata
larea del rettangolo,
aumenta laltezza; per
T0, il rettangolo tende a
coincidere con lasse
verticale, mantenendo
unarea unitaria.
La Funzione delta di Dirac
(t) il limite della funzione
rettangolo per T 0:

1
t
rect
T 0 T
T

1/T3

1/T2

1/T1

(t ) = lim

Appunti di Idrologia Prof. P. Mignosa

T3
T2
T1

173

Rappresentazione e propriet della Funzione delta di Dirac

(t ) = 0 per t 0

(t )dt = 1

La Funzione delta di Dirac (t)


dimensionalmente linverso di un tempo come si
pu immediatamente derivare dalla sua definizione

( t ) = lim

T0

Area=1

1
t
rect
T
T

Una propriet importante della delta di Dirac (propriet di setaccio) :


+

y (t ) (t )dt = y (0)

Infatti risulta:
+

0+

0+

y (t ) (t )dt = y (t ) (t )dt + y (t ) (t )dt + y (t ) (t )dt

e poich il primo ed il terzo integrale del secondo membro sono nulli si ha:
+

0+

0+

y (t ) (t )dt = y (t ) (t )dt = y (0) (t )dt = y (0) 1 = y (0)

Appunti di Idrologia Prof. P. Mignosa

174

Propriet della Funzione delta di Dirac

y
Pi in generale, se la delta di Dirac
traslata in t0, risulta:

Area=1

y (t ) (t t )dt = y (t )
0

t0

Se ne deduce che la funzione (t-t0), moltiplicata per una qualsiasi


funzione y(t) e integrata da a +, estrae il valore che la y(t) assume
per t = t0.
Lintegrale tra e t della delta di Dirac la funzione gradino unitario
di Heaviside:

0, per t < 0
u(t ) = ( )d =
1, per t > 0

0
Viceversa, la delta di Dirac la derivata del gradino:

Appunti di Idrologia Prof. P. Mignosa

(t ) =

du(t )
dt

175

Risposta ad un pioggia impulsiva


Si consideri un ingresso ad un modello lineare e stazionario costituito
da una portata di pioggia impulsiva p(t) ([L]3/[T]), ottenuta moltiplicando
la funzione delta di Dirac (centrata in t=0) per un volume finito V.
Il sistema risponder con unonda di piena q(t) con le seguenti
caratteristiche:
londa inizia a t=0 (in quanto leffetto non pu precedere la causa)
londa presenta una certa forma, caratteristica del sistema
londa ha il medesimo volume V della pioggia che lha generata.

Modello lineare
e stazionario

p ( t ) = V ( t )
p

q(t )

Area=V

Modello lineare
e stazionario

Area=V
0

Appunti di Idrologia Prof. P. Mignosa

t
176

Idrogramma Unitario Istantaneo


Si dividano le ordinate dellonda di piena cos ottenuta per il volume di
pioggia V. Si ottiene una forma donda uguale e semplicemente riscalata
nellasse delle ordinate, che ora hanno per le dimensioni dellinverso di
un tempo [T]1. Tale onda prende il nome di Idrogramma Unitario
Istantaneo (Instantaneous Unit Hydrograph, IUH).
Lidrogramma Unitario Istantaneo quindi la risposta del sistema ad un
ingresso impulsivo di valore unitario.

h=q/V
Area=1

0
Appunti di Idrologia Prof. P. Mignosa

t
177

Convoluzione

dV = p( )d

h (t )

h
q

Integrale di convoluzione

dq(t ) = p( )d h (t )

q(t ) = p( ) h(t )d
0

0
t
Appunti di Idrologia Prof. P. Mignosa

t
178

Metodo dellinvaso
Il metodo dellinvaso rientra tra i metodi di piena, globali, concettuali,
lineari e stazionari. Grazie a questultima caratteristica la portata nella
sezione di chiusura deve essere esprimibile mediante lintegrale di
convoluzione. Il metodo dellinvaso assimila il comportamento del bacino,
limitatamente ai fenomeni di scorrimento superficiale, a quello di un serbatoio.

p(t)
p(t)

Schematizzazione
concettuale

W(t)
q(t)

q(t)
Appunti di Idrologia Prof. P. Mignosa

179

Metodo dellinvaso
Lequazione di bilancio di volume nel serbatoio in un generico intervallo
infinitesimo dt si scrive:

p(t ) dt q(t ) dt = dW (t )

(1)

Nella (1) compare, oltre alla funzione incognita


q(t), anche il volume invasato nel serbatoio W(t).
Per un serbatoio reale la portata uscente pu
essere espressa in funzione dellaltezza idrica nel
serbatoio ed alle caratteristiche della bocca di
uscita. Ad esempio, se lefflusso dal serbatoio
avviene mediante una luce sotto battente:

h(t)
q(t)

q = A 2gh
(2)
dove A larea della luce, il coefficiente di efflusso ed h il carico sulla
luce. Il carico h , a sua volta, esprimibile in funzione di W. Il caso pi
semplice quello di un serbatoio cilindrico per cui h=W/S, dove S la
superficie planimetrica costante del serbatoio stesso. La relazione tra q e
W risulterebbe quindi:
W
q = A 2 g

W = q2
(3)
S
Appunti di Idrologia Prof. P. Mignosa

180

Metodo dellinvaso
Poich il serbatoio in realt non esiste e non quindi possibile definirne le
caratteristiche, conviene esprimere la dipendenza tra il volume invasato e
la portata uscente con una relazione semplice, ad esempio:

W (t ) = k q (t )
nella quale il legame si assunto lineare e la costante k [T] raggruppa
tutte le dipendenze. Il modello dellinvaso lineare risulta allora descrivibile
dalle seguenti equazioni:

dW (t )

p(t ) q(t ) =
dt

W (t ) = k q (t )

(1)
( 2)

Sostituendo la (2) nella (1)

dq (t )
p (t ) = q (t ) + k
dt

(3)

si ottiene unequazione differenziale lineare a coefficienti costanti del primo


ordine.
Appunti di Idrologia Prof. P. Mignosa

181

Metodo dellinvaso
Moltiplicando entrambe i membri della (3) per et/k

p(t ) et / k = q(t )et / k + k

dq (t ) t / k
e
dt

e riconoscendo che i due termini al II membro sono la derivata del prodotto

q (t )et / k + k

dq (t ) t / k d
e =
k q(t ) et / k
dt
dt

si giunge a separare le variabili:

p(t ) et / k dt = d k q(t ) et / k

(4)

Integrando ambo i membri della (4) nellintervallo


t

p( ) e
0

/k

d = d k q( ) e / k

dove si ridenominata con


t

0 t

la variabile temporale corrente, risulta:

/k
/k
p
(

e
d

=
k

q
(

= k q(t ) et / k q (0)

Appunti di Idrologia Prof. P. Mignosa

182

Metodo dellinvaso
Posto

q(0)=0 ed isolando q(t) si ottiene:


t
1 t / k
e p( ) e / k d = q(t )
k
0
t

q (t ) = p( ) e (t ) / k d
k

(5)

Confrontando la (5) con lintegrale di convoluzione:


t

q (t ) = p( ) h(t ) d

(6)

si riconosce immediatamente che lIdrogramma Unitario Istantaneo del


metodo dellinvaso risulta:

h(t ) =

1 (t ) / k
e
k

o, ritornando alla pi usuale variabile t:

h(t ) =

1 t / k
e
k

Appunti di Idrologia Prof. P. Mignosa

(7 )
183

IUH del metodo dellinvaso

1 t / k
h(t ) = e
k

k3 > k 2 > k1

1/k1
1/k2
1/k3
t
Si riconosce immediatamente che:

1 t / k
t / k
h
(
t
)

dt
=
e

dt
=

e
0
0 k

= 0 + 1 = 1 [ ]

come deve essere per qualsiasi IUH.


Appunti di Idrologia Prof. P. Mignosa

184

Metodo dellinvaso
Onda di piena con pioggia ad intensit costante: ramo di risalita

0t d

1
q (t ) = p e ( t ) / k d = p e (t ) / k
k
0

t
0

= p (1 e t / k )

p, q
La portata massima si
raggiunge alla fine della
pioggia

W(t)

q (d ) = p (1 e d / k )

t
Appunti di Idrologia Prof. P. Mignosa

t
185

Metodo dellinvaso
Onda di piena con pioggia ad intensit costante: ramo di esaurimento

p, q
W(d)
W (t ) > W ( d ) W ' (t )

W(t)
d
d

t>d

1
1
q (t ) = p e ( t ) / k d + 0 e (t ) / k d = p e (t ) / k
k
k
d
0

q (t ) = p e (t d ) / k e t / k = pe (t d ) / k 1 e d / k = q (d ) e (t d ) / k
Appunti di Idrologia Prof. P. Mignosa

]
186

Metodo dellinvaso
Andamento dellonda di piena al variare della costante di invaso

p, q

k3 > k 2 > k1
k1
k2
k3

t
Appunti di Idrologia Prof. P. Mignosa

187

Metodo dellinvaso
p, q

Pioggia composta da due scrosci


consecutivi ad intensit costante

p1
p2

1
q(t ) = p1 e ( t ) / k d
k
0

0 t d1 q(t ) = p1 e ( t ) / k

= p1 (1 e t / k )

q(d1 ) = p1 (1 e d1 / k )
d1

d1 t d 2

d2

1
1
q(t ) = p1 e ( t ) / k d + p2 e ( t ) / k d = p1 e ( t ) / k
k
k
0
d1

d1

+ p2 e ( t ) / k

t
d1

q(t ) = p1 e ( t d1 ) / k e t / k + p2 1 e ( t d1 ) / k = q(d1 ) e ( t d1 ) / k + p2 1 e ( t d1 ) / k
d1

t > d2

d1

2
1 ( t ) / k
1
q(t ) = p1 e
d + p2 e ( t ) / k d = p1 e ( t ) / k
k
k
0
d1

q(t ) = p1 e ( t d1 ) / k e t / k + p2 e ( t d 2 ) / k e ( t d1 ) / k
Appunti di Idrologia Prof. P. Mignosa

d1

+ p2 e ( t ) / k

d2
d1

188

Metodo dellinvaso
p, q

p, q

p1

p1

p2

p2

d1
p, q

d2

d1

p1

d2
p2

p, q

p1
p2

Appunti di Idrologia Prof. P. Mignosa

189

IUH di due modelli in serie


Nota: qualsiasi combinazione di modelli lineari d luogo ad un modello
lineare, caratterizzato quindi a sua volta da un IUH.

p(t)
IUH1

q1(t)

IUH2

q (t)

IUH?
Esprimendo sia q1 che q attraverso lintegrale di convoluzione ed
introducendo una nuova variabile temporale corrente
t

q(t ) = q1 ( ) h2 (t )d
0

q1 ( ) = p( ) h1 ( )d
0

si ottiene lintegrale doppio:

q(t ) = p( )h1 ( )d h2 (t )d
0 0

Appunti di Idrologia Prof. P. Mignosa

190

IUH di due modelli in serie

q(t ) = p( )h1 ( )d h2 (t ) d
0 0

0
0 t

Invertendo lordine di integrazione si pu estrarre la portata di pioggia


dallintegrale pi interno e si ottiene:

t
q(t ) = p( ) h1 ( ) h2 (t )d d
0

=
t

t
0 t

p()

Appunti di Idrologia Prof. P. Mignosa

191

IUH di due modelli in serie

t
0 t

t
q(t ) = p( ) h1 ( ) h2 (t )d d
0

Effettuando il cambiamento di variabile

= = 0

= t = t

si ottiene:

= + d = d

t
q(t ) = p( ) h1 ( ) h2 (t )d d
0

0
t

Confrontando lequazione precedente con lintegrale di convoluzione:


t

q(t ) = p( ) h(t ) d
0

dove

h(t ) lIUH della coppia di modelli lineari posti in serie, si deduce:

h (t ) =

h ( ) h (t )d
1

Appunti di Idrologia Prof. P. Mignosa

192

IUH di due modelli in serie


Effettuando lulteriore cambiamento di variabile

= t

si ottiene:

h( ) = h1 ( ) h2 ( )d
0

e ponendo = t ed = per ritornare alla usuale nomenclatura delle


variabili temporali si ottiene infine:
t

h(t ) = h1 ( ) h2 (t )d
0

LIUH di due modelli posti in serie si ottiene operando la


convoluzione dei due IUH componenti.

Appunti di Idrologia Prof. P. Mignosa

193

Modello di Nash
Il modello di Nash assimila il comportamento del bacino, limitatamente ai
fenomeni di scorrimento superficiale, a quello di una serie di n serbatoi tutti
uguali (uguale costante k).
p(t)

p(t)

k
Schematizzazione
concettuale

1
k

q(t)

n1
k

n
q (t)

Appunti di Idrologia Prof. P. Mignosa

194

IUH del modello di Nash


Si consideri dapprima un modello composto da due serbatoi uguali posti in
serie. Ciascuno dei modelli componenti ha IUH:

h (t ) =

1 t /k
e
k

Applicando la regola che permette di calcolare lIUH di due modelli posti in


serie:
t

h(t ) = h1 ( ) h2 (t )d
0

si ottiene:
t

1
1
h(t ) = e / k e ( t ) / k d
k
k
0
Portando fuori dal segno di integrale le grandezze che non dipendono da
integrando risulta:

ed

1
1
h ( t ) = 2 e t / k d = 2 e t / k t
k
k
0
Appunti di Idrologia Prof. P. Mignosa

n=2
195

IUH del modello di Nash


Si consideri ora un modello composto da una coppia di serbatoi uguali pi un
terzo serbatoio. L IUH del primo modello quello appena determinato:

1 t /k
e t
2
k

h1 (t ) =

mentre il secondo modello un semplice serbatoio lineare con IUH:

h2 (t ) =

1 t /k
e
k

Applicando ancora la regola che permette di calcolare lIUH di due modelli


posti in serie:
t

h(t ) = h1 ( ) h2 (t )d
0

si ottiene:
t

1
1
h(t ) = 2 e / k e ( t ) / k d
k
k
0
t
1 t / k
1
h ( t ) = 3 e d = 3 e t / k t 2
k
2k
0
Appunti di Idrologia Prof. P. Mignosa

n=3
196

IUH del modello di Nash


Per individuare lIUH nel caso generale di n serbatoi necessario trovare una
relazione ricorsiva che esprima lIUH in funzione di k e di n. Conviene, a questo
proposito, considerare ancora il caso di quattro serbatoi uguali posti in serie,
considerati come una terna pi un singolo serbatoio.

1
h1 (t ) = 3 e t / k t 2
2k

1 t /k
h2 (t ) = e
k

Si ottiene:
t

1
1
h(t ) = 3 e / k 2 e ( t ) / k d
2k
k
0
t

1
1
t / k
3
h ( t ) = 4 e t / k 2 d =
e

t
4
(
)
2k
2
3
k

Appunti di Idrologia Prof. P. Mignosa

n=4

197

IUH del modello di Nash


Si sono ottenute le seguenti relazioni:

1 t / k
e t
2
k
1
h ( t ) = 3 e t / k t 2
2k
1
t / k
3
h(t ) =
e

t
(2 3)k 4
h (t ) =

n=2
n=3
n=4

Si riconosce che la struttura delle relazioni precedenti pu essere


generalizzata:

h(t ) =

1
t / k
n 1
e

t
(n 1)!k n

od anche:

1
t
h(t ) =
e t / k
(n 1)! k
k
Appunti di Idrologia Prof. P. Mignosa

n 1

IUH del modello di Nash

198

IUH del modello di Nash: studio della funzione


Studio della funzione:

1
t
h(t ) =
e t / k
(n 1)!k
k

n 1

La funzione sempre positiva per

t>0

h(0) = 0
n 1

t

1
k
lim h(t ) = lim
t/ k
t
t (n 1)! k
e

(regola di de l'Hopital ) 0

Poich la funzione sempre positiva per t > 0 e tende a


ad infinito deve ammettere almeno un massimo.

Appunti di Idrologia Prof. P. Mignosa

0 per t tendente

199

IUH del modello di Nash: ricerca del massimo

1
t
h(t ) =
e t / k
(n 1)!k
k

n 1

Ricerca del massimo:


n2
1 t / k t n 1 t / k
t

e + e (n 1)
k
k
k
n2
dh(t )
1
t

t / k
(
)
=

e
n
1

(n 1)!k 2
dt
k k

1
dh(t )
=
(n 1)!k
dt

dh (t )
=0
dt

tc

(
)

+
n

1
k
= 0

tc = k (n 1)

hc =

1
n 1
e ( n 1) (n 1)
(n 1)!k

Appunti di Idrologia Prof. P. Mignosa

200

IUH del modello di Nash: ricerca dei flessi

1
dh(t )
t / k t
=

e
2
(n 1)!k
dt
k

n2

t
(
)

n
1
k

Ricerca dei flessi.

d 2 h(t )
1
=
(n 1)!k 2
dt 2

1 t / k t n 2 t

(
)
e
n
1

k
k k

t
+ e t / k ( n 2)
k
1
d 2 h(t )
t / k t
e
=

(n 1)!k 3
dt 2
k

n 3

1 t
t / k t
(
)
n
1
+e

k k
k

n2

1

k

t t
t

t
(
)
(
)
1
(
2
)
1
n
n
n

+

k
k

k k

1
d 2 h(t )
t / k t
e
=
(n 1)!k 3
dt 2
k
Appunti di Idrologia Prof. P. Mignosa

n 3

n 3

t 2

t
2(n 1) + (n 1) (n 2)
k

k
201

IUH del modello di Nash: ricerca dei flessi


2

d h(t )
=0
2
dt
2

tf

tf
2(n 1)

+ (n 1) (n 2) = 0

tf

tf
2(n 1)

+ (n 1)(n 2) = 0

tf

= (n 1) (n 1) 2 (n 1)(n 2) = (n 1) n 1

t f = k (n 1) n 1

0
n = 2 tf =
2 k
2 k
n = 5 tf =
6 k
Appunti di Idrologia Prof. P. Mignosa

202

IUH del modello di Nash

massimo

hc

h [T]1

flessi

andamento
asintotico

tf1

tc

Appunti di Idrologia Prof. P. Mignosa

tf2

203

IUH del modello di Nash


0.3

0.2
k = 2 ore
n=2
n=3
n=4
n=5

0.12
0.08

n=3
k = 1 ora
k = 2 ore
k = 3 ore
k = 4 ore

0.2
h [T]1

h [T]1

0.16

0.1

0.04

12

15

18

0.2

h [T]1

0.16
0.12

21

24

12

15

18

21

0.16

k=2 n=4

0.12

k=3 n=3
k=6 n=2

0.04

24

0.2

(n1)k = cost = 6 ore


k=1 n=7

0.08

h [T]1

hpeak= cost = 0.2 h 1


k = 1.893 h, n = 2
k = 0.877 h, n = 6
k = 0.597 h, n = 12
k = 0.456 h, n = 20

0.08
0.04

12

15

18

Appunti di Idrologia Prof. P. Mignosa

21

24

12

15

18

21

24

204

IUH del modello di Nash


Dimostrazione che larea dellIUH e unitaria.

1 1 t / k t
(
)
h
t
dt
=
0
0 (n 1)! k e k

n 1

dt

n 1
n2

1
t
t
1

t / k
t / k
0 h(t )dt = (n 1)! e k 0 e (n 1) k k dt

1 t / k t n 2
1
0 h(t )dt = (n 1)! 0 + (n 1)0 k e k dt

1
1 t / k
=

h
(
t
)
dt
(
n
1
)
(
n
2
)
(...)
e dt

(n 1)!
k

0

1
(n 1) (n 2) (...) e t / k 0
(n 1)!
0

(n 1)! = 1
1
{
}
h
t
dt
n
n
=
(

1
)

2
)

(...)

1
=
(
)
0
(n 1)!
(n 1)!

h(t )dt =

Appunti di Idrologia Prof. P. Mignosa

205

Canale lineare
Il canale lineare un elemento che produce soltanto un ritardo dell'uscita
del deflusso rispetto all'ingresso nellelemento canale, rappresentando in
modo estremamente schematico il fenomeno della "traslazione lungo il
reticolo idrografico. Un canale lineare caratterizzato dal suo ritardo s.

p(t)

p(t)

s
Schematizzazione
concettuale

q(t)

ritardo

q(t)

Nella realt i fenomeni sono pi complessi e non possibile attribuire ad un


punto del bacino un ritardo s costante, in quanto la velocit di propagazione
lungo il reticolo idrografico varia in funzione dellintensit e della
distribuzione spaziale della pioggia sul bacino.
Appunti di Idrologia Prof. P. Mignosa

206

Canale lineare
LIUH di un canale lineare la funzione delta di Dirac centrata in
Infatti scrivendo lintegrale di convoluzione:

t s

q(t ) = p( ) h(t ) d
0

posto:

h (t ) = (t s )
Risulta, per la propriet setaccio della funzione delta di Dirac:
t

q(t ) = p( ) (t s ) d = p(t s )
0

ovvero la portata defluente al tempo


allistante

ts

Appunti di Idrologia Prof. P. Mignosa

t pari alla portata di pioggia caduta

207

Modello dellinvaso + canale lineare (invaso ritardato)


Il modello dellinvaso + canale lineare (o invaso ritardato) assimila il
comportamento del bacino, limitatamente ai fenomeni di scorrimento
superficiale, a quello di serbatoio lineare di constante k con in serie un canale
lineare di ritardo s. Pu essere utile per interpretare la trasformazione afflussidelussi laddove la sezione di misura di portata molto pi a valle della reale
chiusura del bacino e lultimo tratto non raccoglie pi contributi ma di puro
trasferimento.

p(t)

p(t)
Schematizzazione
concettuale

k
s

q (t)

q(t)
Appunti di Idrologia Prof. P. Mignosa

208

IUH del modello dellinvaso + canale lineare (invaso ritardato)


Il due modelli lineari componenti hanno IUH:

1 t /k
e
k

h1 (t ) =

h2 (t ) = (t s )

Applicando la regola che permette di calcolare lIUH di due modelli posti in


serie:
t

h(t ) = h1 ( ) h2 (t )d
0

si ottiene:

1
h(t ) = e / k (t s ) d
k
0

e ricordando ancora una volta la


propriet setaccio della funzione delta
di Dirac:

1 ( t s ) / k

=
h
(
t
)
e

h (t ) = 0

(t s )
(t < s )

Appunti di Idrologia Prof. P. Mignosa

1/k
s

t
209

IUH di due modelli in parallelo


Si consideri un modello composto da due modelli lineari (qualsiasi) posti in
parallelo. Ciascun modello riceve una frazione i (i =1, 2) dellingresso
p(t), restituisce in uscita una portata qi(t), la cui somma rappresenta
luscita complessiva q(t).

1p (t)

IUH1

q1(t)

p(t)

q (t)

2p (t)

IUH2

q2(t)

IUH?

Esprimendo sia q1 che q2 attraverso lintegrale di convoluzione si pu


scrivere:
t

q1 (t ) = [1 p ( )] h1 (t )d
0
t

q2 (t ) = [ 2 p ( )] h2 (t )d

1 + 2 = 1

Appunti di Idrologia Prof. P. Mignosa

210

IUH di due modelli in parallelo


t

q(t ) = q1 (t ) + q2 (t ) = [1 p( )] h1 (t )d + [ 2 p ( )] h2 (t )d
t

q(t ) = p ( )[1 h1 (t ) + 2 h2 (t )]d


0

Confrontando lequazione precedente con lintegrale di convoluzione:


t

q(t ) = p ( ) h (t ) d
0

dove con h(t ) si indicato lIUH della coppia di modelli lineari posti in
serie, si deduce:

h(t ) = [1 h1 (t ) + 2 h2 (t )]
1 + 2 = 1
Ponendo t = t per ritornare alla usuale nomenclatura delle variabili

temporali si ottiene infine:

h(t ) = 1 h1 (t ) + 2 h2 (t )

1 + 2 = 1

LIUH di due modelli posti in parallelo si ottiene operando la


combinazione lineare dei due IUH componenti.
Appunti di Idrologia Prof. P. Mignosa

211

IUH di due modelli in parallelo


Generalizzando al caso di

n modelli lineari posti in parallelo:

h(t ) = i hi (t )
i =1

e, facendo tendere

i =1

=1

n allinfinito:

h (t ) = h(t ) d
0

dove si indicato con h(t) lIUH di infiniti modelli lineari posti in parallelo.

Appunti di Idrologia Prof. P. Mignosa

212

Stima dei parametri dei modelli di trasformazione A/D (parametrici)


Pioggia netta osservata

Onde ricostruite a partire dalle piogge con


il modello A/D e diversi set di parametri

Onda osservata

Modello A/D
parametrico
t

La stima dei parametri consiste in una procedura matematica che


consente di determinare, una volta scelto il tipo di modello A/D, il set di
parametri che riproduce al meglio uno o pi eventi osservati, a partire
dalle precipitazioni che li hanno generati.

Appunti di Idrologia Prof. P. Mignosa

213

Metodo dei momenti: definizioni


Momento di ordine n dellonda
di piena osservata rispetto al
generico asse t0:

Onda osservata

stesso simbolo della


variabile maiuscolo
asse di riferimento

Qnt0, oss = q(t ) (t t0 ) dt


0

ordine del momento

Appunti di Idrologia Prof. P. Mignosa

t0

t
t

dt

si riferisce ad una grandezza


osservata
214

Metodo dei momenti: definizioni


Momento di ordine 0 dellonda di piena osservata rispetto a qualsiasi asse
(area della figura geometrica):

Q0, oss = qoss (t ) dt = Vs

[ L]3

Momento di ordine 1 dellonda di piena osservata rispetto allasse delle


ordinate (t0=0) (momento statico della figura geometrica):

'
1, oss

= qoss (t ) t dt

[ L]3[T ]

Momento di ordine 2 dellonda di piena osservata rispetto allasse delle


ordinate (t0=0) (momento di inerzia della figura geometrica):

'
2 , oss

= qoss (t ) t 2 dt

[ L]3[T ]2

Appunti di Idrologia Prof. P. Mignosa

215

Metodo dei momenti: definizioni


Momento di ordine 1 normalizzato dellonda di piena osservata rispetto
allasse delle ordinate (t0=0) (posizione dellasse baricentrico della figura
geometrica):

Q1', oss =

oss

Q1' , oss

Q0, oss

Onda
osservata

(t ) t dt
[T ]

oss

(t ) dt

In generale, momento
normalizzato di ordine n rispetto
allasse delle ordinate (t0=0)

Qn' , oss =

dt
q
t
t
(
)
oss

oss

'
1, oss

[T ]n

(t ) dt

Appunti di Idrologia Prof. P. Mignosa

216

Metodo dei momenti: definizioni


Secondo il metodo dei momenti il set di parametri migliore quello che
porta alla ricostruzione di unonda di piena i cui momenti di vario ordine
coincidono con quelli dellonda osservata:

Qn' , ric = Qn' , oss


dove

n = 1, 2, ..., N

N il numero di parametri contenuti nellIUH del modello.

Risulta:
t

= qric (t ) t n dt = p( ) h(t )d t n dt
0
0 0

'
n , ric

0 t
0t

Invertendo lordine di integrazione si pu estrarre la portata di pioggia


dallintegrale pi interno e si ottiene:

Appunti di Idrologia Prof. P. Mignosa

p()

217

Metodo dei momenti

n
= p( ) h(t ) t dt d
0

t=

'
n , ric

Q
t

t
0
t

t=

t =

t =t

=t

Effettuando il cambiamento di variabile

t = = 0

= t

t= =

si ottiene:

t = + dt = d

n
= p( ) h( ) ( + ) d d
0
0

Qn' , ric

Appunti di Idrologia Prof. P. Mignosa

218

Metodo dei momenti

n=1

Q1' , ric = p( ) h( ) ( + )1 d d
0

'
Q1, ric = p( ) h( ) d + h( ) d d
0
0

Q1' , ric = p( ) H1' + H 0 d


'
1

dove H e H 0 sono il momento del primo ordine e di ordine zero dellIUH.


Ricordando che:

H 0 = h(t )dt = 1

[]

si ottiene:

Q1' , ric = H1' p( )d + 1 p( ) d = H1' P0, oss + P1', oss


Appunti di Idrologia Prof. P. Mignosa

219

Metodo dei momenti

Q1' , ric = H1' p( )d + 1 p( ) d = H1' P0, oss + P1', oss


Posto, in base al metodo dei momenti

Q1' , oss = H1' P0, oss + P1', oss

Q1' , ric = Q1' , oss

si ottiene:

(1)

e ricordando che:

Q0, oss = qoss (t ) dt = Vs

P0, oss = p(t ) dt = Vs

[ L]3

dove qoss la portata di deflusso superficiale, p la portata di pioggia netta e


gli integrali sono entrambe uguali (per costruzione) al volume Vs di deflusso
superficiale, si pu normalizzare la (1) dividendo il membro di destra per

Q0, oss

e quello di sinistra per


infine:

Q1' , oss
Q0, oss

H1' P0, oss + P1', oss


P0, oss

Appunti di Idrologia Prof. P. Mignosa

P0, oss

senza alterare luguaglianza. Risulta

Q1', oss = H1' + P1,'oss

( 2)
220

Metodo dei momenti

n=2

Q2' , ric
Q2' , ric

= p( ) h( ) ( + ) 2 d d
0

2
2
= p( ) h( ) d + 2 h( ) d + h( ) d d
0
0
0

Q2' , ric = p( ) H 2' + 2 H1' + 2 H 0 d


0

si ottiene:

'
2 , ric

=H

'
2

p( )d + 2 H
0

'
1

2
'
'
'
'
p
(

+
1
p
(

=
H

P
+
2
H

P
+
P
oss
oss
2
0
,
1
1
,
2
, oss

Posto, in base al metodo dei momenti


ottiene:

Q2', oss = H 2' + 2 H1' P1,'oss + P2', oss


Appunti di Idrologia Prof. P. Mignosa

Q2' , ric = Q2' , oss

e normalizzando si

(3)
221

Metodo dei momenti


Per

n=3 si pu dimostrare che risulta

Q3', oss = H 3' + 3H 2' P1,'oss + 3H1' P2', oss + P3', oss

( 4)

In definitiva si sono ottenute, per i primi tre momenti, le relazioni:

Q1', oss = H1' + P1,'oss


Q2', oss = H 2' + 2 H1' P1,'oss + P2', oss

[T ]
[T ]2

Q3', oss = H 3' + 3H 2' P1,'oss + 3H1' P2', oss + P3', oss

[T ]3

I momenti dellIUH sono funzione dei parametri incogniti.


Poich le grandezze osservate si possono calcolare, le relazioni
precedenti consentono di calcolare i parametri (almeno fino a
modelli con tre parametri).
Appunti di Idrologia Prof. P. Mignosa

222

Taratura del parametro k del metodo dellinvaso con il metodo dei momenti
Ricordando lIUH del metodo dellinvaso:

h (t ) =

il suo momento del primo ordine risulta

1 t /k
H = h(t ) t dt = e t dt
k

0
0
'
1

Integrando per parti

'
1

] e dt
= 0 + [ k e ] = 0 + k = k

H1' = e t / k t

1 t /k
e
k

h
1/k

t /k

0
t /k
0

Applicando la relazione ottenuta dal metodo dei momenti (I ordine)

Q1', oss = H1' + P1,'oss


si ottiene:

k = Q1', oss P1,'oss


Appunti di Idrologia Prof. P. Mignosa

223

Interpretazione geometrica parametro k

P1,'oss

t
Pioggia osservata (solo
pioggia netta)

k
Onda osservata (solo
scorrimento superficiale)

k = Q1', oss P1,'oss

t
Q1', oss
Appunti di Idrologia Prof. P. Mignosa

224

Taratura dei parametri k ed s del metodo dellinvaso ritardato


Ricordando lIUH del metodo dellinvaso ritardato:

1 ( t s ) / k

h
(
t
)
e
=

h(t ) = 0

(t s )

1/k

(t < s )

il suo momento del primo ordine risulta

H1' = k + s
in quanto la posizione dellasse baricentrico risulta traslata di
allIUH classico dellinvaso.

s rispetto

Il momento del secondo ordine risulta

H 2' = h(t ) t 2 dt = 0 t 2 dt + e ( t s ) / k t 2 dt
k

s
0
0
Integrando per parti
Appunti di Idrologia Prof. P. Mignosa

225

Taratura dei parametri k ed s del metodo dellinvaso ritardato

H 2' = e ( t s ) / k t

] [ e

2
s

(t s ) / k

] 2t dt

H = s + 2k e ( t s ) / k t dt
k

s
'
2

dove si moltiplicato e diviso lintegrale per k, riconoscendo cos che esso


rappresenta il momento del primo ordine. Si ottiene quindi:

H1' = s 2 + 2k (k + s )
Applicando le relazioni ottenute dai primi due momenti:

H1' = Q1', oss P1,'oss


'
'
'
'
'
H 2 = Q2, oss 2 H1 P1, oss P2, oss
si ottiene:

Appunti di Idrologia Prof. P. Mignosa

226

Taratura dei parametri k ed s del metodo dellinvaso ritardato

k + s = Q1', oss P1,'oss


2
'
'
'
'
'
s + 2k ( k + s ) = Q2, oss 2 (Q1, oss P1, oss ) P1, oss P2, oss
Il primo membro della seconda equazione pu riscriversi:

(k + s )2 + k 2 = Q2', oss 2 (Q1', oss P1,'oss ) P1,'oss P2', oss

(Q

'
1, oss

2
'
1, oss

+ k 2 = Q2', oss 2 (Q1', oss P1,'oss ) P1,'oss P2', oss

Si ottengono in definitiva per i parametri le relazioni esplicite

k = (Q2', oss P2', oss ) 2 (Q1', oss P1,'oss ) P1,'oss (Q1', oss P1,'oss )2

'
'
s = (Q1, oss P1, oss ) k

Appunti di Idrologia Prof. P. Mignosa

1/ 2

227

Taratura dei parametri k ed n del modello di Nash


Il momento del primo ordine dellIUH del modello di Nash risulta
n 1

1
t
'
t / k
H1 = h(t ) t dt =
e t dt
k
(n 1)! k
0
0

Portando fuori dal segno di integrale il termine


parti

1
(n 1)! k

ed integrando per

t
t n 1
t / k
t / k
k e n 1 k e n n 1 dt
k 0 0
k

n 1

n 1

1
1
t
t

t / k
'
t / k
dt = n k
H1 =
e dt
0 + n k e
n 1
(n 1)! k
k
k
0
0
(n 1)! k

1
'
H1 =
(n 1)! k

e riconoscendo che lintegrale rimanente pari allunit, rappresentando


larea sottesa dallIUH, si ottiene:

H1' = n k
Il momento del primo ordine dellIUH del modello di Nash pari al
prodotto dei due parametri.
Appunti di Idrologia Prof. P. Mignosa

228

Taratura dei parametri k ed n del modello di Nash


Il momento del secondo ordine dellIUH del modello di Nash risulta
n 1

2
t
1

'
2
t / k
H 2 = h(t ) t dt =
e t dt
k
0
0
(n 1)!k
1

Portando fuori dal segno di integrale il termine


parti

(n 1)! k

ed integrando per


t
t
t / k
t / k
k e n 1 k e ( n + 1) n 1 dt
k 0 0
k

t / k t n
1
'
dt
H2 =
0 + ( n + 1) k e
n 1
(n 1)! k
k
0
n 1

1
'
t / k t
H 2 = ( n + 1) k
e t dt
k
0
(n 1)! k
n +1

1
H 2' =
(n 1)! k

e riconoscendo che lintegrale rimanente il momento del primo ordine


dellIUH, si ottiene:

H 2' = ( n + 1) n k 2

Appunti di Idrologia Prof. P. Mignosa

229

Taratura dei parametri k ed n del modello di Nash


Applicando le relazioni ottenute dai primi due momenti si ottiene:

n k = Q1', oss P1,'oss

2
'
'
'
'
( n + 1) n k = Q2, oss 2 H1 P1, oss P2, oss
Scritta la seconda equazione nella forma:

(n k )2 + k (n k ) = Q2', oss 2 H1' P1,'oss P2', oss


e sostituendo al posto del prodotto nk il secondo membro della prima
equazione si ottengono le relazioni esplicite:

Q2', oss 2 Q1', oss P1,'oss P1,'oss P2', oss Q1', oss P1,'oss
k =
Q1', oss P1,'oss

Q1', oss P1,'oss


n =
k

che consentono di ricavare i parametri k ed n del modello di Nash.

Appunti di Idrologia Prof. P. Mignosa

230

Generalizzazione del modello di Nash per n non intero


Dalle relazioni precedenti il parametro n pu risultare anche non naturale
(non intero e positivo). per possibile generalizzare il modello di Nash
anche al caso di n non naturale (perdendone per il significato concettuale)
sostituendo allespressione
+

(n1)! la funzione Gamma di Eulero:

(n ) = e x x n 1dx
0

Si pu dimostrare che, per

n naturale, risulta infatti:

(n ) = (n 1) !
Per n non naturale la funzione Gamma rappresenta una generalizzazione del
fattoriale. Una importante propriet della funzione Gamma, dimostrabile
integrando per parti, la seguente:

(n ) = (n 1) (n 1)
LIUH del modello di Nash si pu allora scrivere nella forma pi generale:

1
t
h (t ) =
e t / k
( n ) k
k
Appunti di Idrologia Prof. P. Mignosa

n 1

231

Calcolo dei momenti delle piogge nette

1 2 3

pj

p
p 1 p2

P0 = ( p j t ) = t p j
J

j =1

i =1

J
1
1


2
P = ( p j t ) j t = t p j j
2
2

j =1
j =1

'
1

2
2
J

1
1
1

P2' = ( p j t 3 ) + ( p j t ) j t t 3 p j j
2
2

j =1
j =1

12
J

Termini in genere trascurabili


Appunti di Idrologia Prof. P. Mignosa

232

Calcolo rigoroso del momenti delle portate osservate


M 1

M 1
1
1
Q0 = (qm + qm +1 ) t = t (qm + qm +1 )
2
m =0 2
m =0

1 M 1 1
2

Q = (qm t ) m + t + (qm +1 qm ) t m + t
2 m =0 2
3
m =0

'
1

M 1

2
2
1
1
1
1
2

3
3
Q = (qm t ) + (qm t ) m + t + (qm +1 qm ) t + (qm +1 qm ) t m + t
2 36
2
3
m =0

12
'
2

M 1

qm+1
q

qm
qm

qm+1

q1
q0
mt t
Appunti di Idrologia Prof. P. Mignosa

Mt

t
233

Calcolo approssimato del momenti delle portate osservate

Q0 =

Q
'
1

M 1

(q

t ) (m t ) = t

m =1
M 1

m =1

M 1

q
m =1

Termini in genere trascurabili

M 1
1
2
3
3
Q (qm t ) + (qm t ) (m t ) t qm m 2
m =1 12
m =1

'
2

M 1

qm+1

qm
qm

qm+1

q1
q0
mt t
Appunti di Idrologia Prof. P. Mignosa

Mt

t
234

Taratura dei parametri con il metodo dei minimi quadrati


In alternativa al metodo dei momenti i parametri di un modello A/D lineare
e parametrico possono essere tarati minimizzando lo scarto quadratico
medio tra onda di piena osservata e ricostruita:

1
=
M
2

[q
m =1

oss

( m) qric ( m)]

ove M il numero totale di portate osservate e qric(m) sono le portate


ricostruite, funzione dei parametri del modello.
La funzione 2 rappresenta pertanto, nello spazio dei parametri, una
superficie che, in generale, ammette uno o pi minimi. I valori dei
parametri corrispondenti al minimo assoluto della funzione sono quelli che
garantiscono, secondo questo approccio, la ricostruzione ottimale della
piena.
Operativamente la minimizzazione pu essere effettuata attraverso un
qualunque metodo di ricerca di minimo di funzioni di pi parametri ma
occorre per partire da valori dei parametri di primo tentativo gi
ragionevolmente prossimi ai valori ottimi, altrimenti il metodo pu
divergere o individuare un minimo locale e non quello assoluto.
In questo senso il metodo dei momenti pu risultare un utile procedura per
individuare i valori dei parametri di primo tentativo dai quali partire.
Appunti di Idrologia Prof. P. Mignosa

235

Discretizzazione dellintegrale di convoluzione: nomenclatura

1 2 3

p1 p
2

pj+1

pj1
p

pj

qm1
qm

qm+1

q1
q0
mt
Appunti di Idrologia Prof. P. Mignosa

Mt

t
236

Discretizzazione dellintegrale di convoluzione


Si consideri dapprima il caso mt < Jt, ovvero si voglia calcolare la
portata in un istante precedente la fine della precipitazione
mt

q (m t ) = qm =

p( ) h(m t ) d
0

2t

qm = p1 h(m t ) d + p2 h(m t ) d +
j t

+ ... + p j

h(m t ) d + ... + pm

( j 1)t

h(m t ) d

( m 1)t

Operando la sostituzione di variabile

d = dl

(1)

mt

l = m t

risulta:

= ( j 1) t l = (m j + 1) t

= j t l = ( m j ) t

Il j-esimo integrale nella (1) pu essere scritto come


j t

pj

h ( m t ) d = p j

( j 1)t

Appunti di Idrologia Prof. P. Mignosa

( m j )t

h(l ) dl = p

( m j +1)t

( m j +1)t
j

h(l ) dl = p

H m j +1

(2)

( m j )t

237

Discretizzazione dellintegrale di convoluzione


dove con

Hmj+1 si indicata lespressione: h

H m j +1

( m j +1)t

h(l ) dl

H m j +1 =

( m j )t

che rappresenta lareola


(adimensionale) dellIUH nellintervallo

(mj)t ( mj+1)t.

(mj)t t

(mj+1)t

Sostituendo l'espressione (2) in ciascuno dei termini della (1) la portata


all'istante t = m t diventa
m

qm = p j H m j +1

(3)

j =1

Se m>J sufficiente considerare solamente i primi J termini della


sommatoria, giacch gli altri sono nulli visto che sono nulle le portate di
pioggia. In forma generale la (3) pu pertanto scriversi:

qm =

min( m , J )

p
j =1

H m j +1

(4)

La (4) rappresenta la forma discreta dellintegrale di convoluzione.


Appunti di Idrologia Prof. P. Mignosa

238

Discretizzazione dellintegrale di convoluzione

h
I valori di

H m j +1

Hmj+1 possono essere calcolati:

1. in maniera rigorosa, se lIUH ha espressione


analitica semplice. In base alla definizione:

(mj)t

( m j +1)t

H m j +1 =

h(t ) dt

(mj+1)t

( m j )t

h[(m j ) t ]

h[(m j + 1) t ]

2. con approssimazione trapezia:

H m j +1 { h[( m j ) t ] + h[( m j + 1) t ] }

3. con approssimazione rettangolare:

t
2

h m j + t
2

H m j +1 h ( m j + ) t t
2

(mj+1/2)t

Appunti di Idrologia Prof. P. Mignosa

239

Metodo di corrivazione
Ipotesi: ciascun punto del bacino caratterizzato da un tempo di ritardo
(tempo di corrivazione) costante.

Area A

s6 = 6 t

Atot

A6

A6
A5
A4

A3
A2
A1

s5 = 5 t

A5

s4 = 4 t

A4

s3 = 3 t

s2 = 2 t
s1 = 1 t

A3
A2
A1

s1
Appunti di Idrologia Prof. P. Mignosa

s2

s3

s4

s5

ritardo s

s6
240

Metodo di corrivazione

q1
0

i2

i1A1 i1A2

q2
0

i2A1

q3
0
0

i3

i1

iA
i1A3 i1A4 1 5 i1A6
0
i2A2

i2A3 i2A4

i2A5

t
i2A6
0

i3A3 i3A4 i3A5 i3A6


i
A
i3A1 3 2
3

Appunti di Idrologia Prof. P. Mignosa

t
0
9

t
241

Metodo di corrivazione

q0 = 0
q1 = i1 A1

i1

i3

q2 = i1 A2 + i2 A1
q3 = i1 A3 + i2 A2 + i3 A1

i2

q4 = i1 A4 + i2 A3 + i3 A2

q5 = i1 A5 + i2 A4 + i3 A3
q6 = i1 A6 + i2 A5 + i3 A4
q7 = i2 A6 + i3 A5
q8 = i3 A6
0 1

9 t

q9 = 0
qm =

Appunti di Idrologia Prof. P. Mignosa

min( m , J )

i
j =1

Am j +1

242

Metodo di corrivazione
Inquadrato nellambito dei modelli concettuali lineari e stazionari il metodo
(o modello) di corrivazione schematizza il bacino come un insieme infinito di
canali lineari posti in parallelo, ciascuno caratterizzato dal suo ritardo s.

i(t)dA2
i(t)dA1
s2
s1

ritardo s1
Schematizza
-zione
concettuale

q(t)

Appunti di Idrologia Prof. P. Mignosa

ritardo s2

p(t)

q(t)
ritardo sn

243

Metodo di corrivazione
Ricordando che un singolo canale lineare ha IUH:

h (t ) = (t s )
e che lIUH di
dallespressione:

infiniti

modelli

lineari

posti

in

parallelo

si

ottiene

h (t ) = h(t ) d
0

dove d rappresenta il peso (infinitesimo) che compete al generico canale


lineare, si ottiene:
1

Atot

hcorr (t ) = (t s ) d = (t s )
0

Appunti di Idrologia Prof. P. Mignosa

dA
Atot

(1)

244

Metodo di corrivazione
Introdotta la curva Aree-tempi di
ritardo A=A(s) e la sua derivata a(s)
si pu scrivere

a( s) =

dA( s )
ds

Atot

A(s )

dA( s ) = a ( s ) ds

che esprime lareola infinitesima in


funzione del ritardo s. Sostituendo
nella (1) si ottiene

ritardo s smax=tc

1 c
hcorr (t ) =
(t s ) a ( s )ds

Atot 0

a( s) =

dA( s )
ds

e ricordando ancora una volta la


propriet setaccio della funzione
delta di Dirac:

1
1 dA(t )
hcorr (t ) =
a (t ) =
Atot
Atot dt
Appunti di Idrologia Prof. P. Mignosa

ritardo s smax=tc
245

Metodo di corrivazione
LIUH del metodo di corrivazione pari alla derivata della curva
aree-tempi di ritardo, divisa per larea totale del bacino

h (t ) =

1 dA(t )
Atot dt

t tc

h (t )

La forma dellIUH dipende


dallandamento della curva areetempi di ritardo. Il modello non
parametrico in quanto per
conoscere la forma dellIUH occorre
definire unintera funzione.

tc

Il tempo di base dellIUH pari al tempo di ritardo massimo (tempo di


corrivazione del bacino tc). Larea sottesa dallIUH risulta:

tc

A(tc ) Atot
1 dA(t )
1 c
H 0 = h(t )dt =
dt =
dA
t
(
)
=
=
=1

Atot dt
Atot 0
Atot
Atot
0
0
come deve essere.
Appunti di Idrologia Prof. P. Mignosa

246

Metodo di corrivazione
Nel caso si ipotizzi che la curva aree-tempi sia lineare lIUH diventa:

h(t)

1 Atot 1
h (t ) =
=
Atot tc
tc

t tc

In questo caso il modello risulta


parametrico, essendo completamente
definito quando si conosca il tempo di
corrivazione tc.
Si deriva immediatamente il momento del
primo ordine:

tc

1/tc

tc
H =
2
'
1

tc

1
1 c
1 tc2 tc
'
=
H1 = h(t ) t dt = t dt = t dt =
t
tc 0
tc 2 2
0
0 c
ed applicando il metodo dei momenti:

tc = 2 (Q1', oss P1,'oss )


Appunti di Idrologia Prof. P. Mignosa

247

Interpretazione geometrica parametro tc (curva Aree-tempi lineare)


P1,'oss

Pioggia osservata (solo


pioggia netta)

tc/2
Onda osservata (solo
scorrimento superficiale)

tc = 2 (Q1', oss P1,'oss )

t
Q1', oss
Appunti di Idrologia Prof. P. Mignosa

248

Metodi di stima della curva aree-tempi di ritardo


Isocorrive=
Isoipse (z = cost)
z n = z max

Isocorrive=
Archi (r = cost)
rn = rmax

rn 1

z n 1

Isocorrive=isodistanze
lungo la rete (l=cost)
ln = lmax
ln 1

r2

z2
z1

l2
r1

z=0

Atot

l1

r=0

Atot

Atot

An

An

An

An 1

An 1

An 1

A2
A1

A2
A1

A2
A1

z1 z 2

quote z

z n 1 z n = z max

Appunti di Idrologia Prof. P. Mignosa

r1

r2

raggi r

rn 1 rn = rmax

l1

l=0

l2

distanze l

l n 1 l n = l max

249

Stima di tc con il metodo dei momenti

Atot

An

h (t ) =

A2
A1

z1 z 2

quote z

0 t c 2t c
n

A5 n
Atot tc

A1 n
Atot tc

1 dA(t )
Atot dt

z n = z max

.... ( n 1) tc tc
n

0 t c 2t c
n

.... ( n 1) tc tc
n

tempi di ritardo

H1' = tc

tempi di ritardo

nA t t nA t 3t
H1' = 1 c c + 2 c c + .... =
Atot tc n 2n Atot tc n 2n
Appunti di Idrologia Prof. P. Mignosa

[A (2 i 1)]
i =1

2 n Atot

tc = tc
250

Interpretazione geometrica parametro tc (curva Aree-tempi non lineare)


P1,'oss

Pioggia osservata (solo


pioggia netta)

p
h

H 1' = tc

IUH (noto a meno di tc)

Onda osservata (solo


scorrimento superficiale)

tc =

(Q1', oss P1,'oss )

t
Q1', oss
Appunti di Idrologia Prof. P. Mignosa

251

Formule empiriche per la stima del tempo di corrivazione


tc =

4 Atot + 1.5 L
0 .8 z '

tc = 0.1272

Atot
ia

0.108
ia

L
tc =
3 .6 v

Giandotti
Ventura

L Atot ia
tc = 0.396

L
ia
ib
tc =

170 < Atot < 70000 km 2

0.72

30 < Atot < 170 km 2

( Atot L )1/ 3

Tournon
Pasini

v = 1.0 1.3 m / s

bacini pedemontani

v = 1.5 2.0 m / s

bacini ad elevata pendenza

Viparelli

tc = tempo di corrivazione in ore;


Atot = area del bacino in km2;
z ' = altitudine media del bacino rispetto alla sezione di chiusura in m;
L = lunghezza dellasta principale in km;
ia = pendenza media dellasta principale [-];
ib = pendenza media del bacino [-].
Appunti di Idrologia Prof. P. Mignosa

252

Onde di piena per piogge costanti e curva aree-tempi lineare

p (t ) = p

p (t ) = 0

p, q

=
h
t
(
)

tc

h ( t ) = 0

td
t>d

q ( d1 ) = p

d1
tc

q( d 2 ) = p

t tc
t > tc

q( d 3 ) = p

d1
Appunti di Idrologia Prof. P. Mignosa

d2=tc

d3

d1+tc d2+tc

d3+tc

t
253

Evento critico
Durata critica dc: durata di pioggia (costante) che d luogo, tra tutte le
piogge equiprobabili, al valore massimo di portata al colmo qc.
Portata critica qc: portata al colmo massima tra tutte quelle generate da
eventi equiprobabili.

Portata critica
Inviluppo dei colmi
Onde di piena
generate da
piogge
equiprobabili

La
1.
2.
3.

durata critica e la corrispondente portata critica dipendono:


dal regime delle piogge (curve di possibilit pluviometrica);
dalle caratteristiche del bacino;
dal modello di trasformazione A/D utilizzato.

Appunti di Idrologia Prof. P. Mignosa

254

Evento critico con il metodo di corrivazione


(piogge costanti equiprobabili e curva Aree-tempi di ritardo lineare)

p, q

p = Atot a d

Inviluppo dei colmi

n 1

dn
q( d ) = Atot a
tc
p1

q( d ) = p = Atot a d n 1

p2
p3

d1

Appunti di Idrologia Prof. P. Mignosa

d2=tc

d3

d1+tc d2+tc

d3+tc

255

Evento critico con il metodo dellinvaso (piogge costanti equiprobabili)

p, q
p1
p=Atotad n-1
portata critica
p2
inviluppo dei colmi

p3

d1 d2=dc

d3

durata critica
Appunti di Idrologia Prof. P. Mignosa

256

Evento critico con il metodo dellinvaso (piogge costanti)


Per un generico evento ad intensit costante di durata di pioggia d il
valore massimo di portata, come noto, si raggiunge al termine della
precipitazione e vale:

q( d ) = p (1 e d / k )
Nellipotesi di piogge equiprobabili ed in assenza di perdite, la portata di
pioggia pu essere dedotta dalle curve di possibilit pluviometrica:

p( d ) = i Atot = a d n 1 Atot
Si ottiene quindi:

q( d ) = a d n 1 Atot (1 e d / k )

(1)

Volendo ricercare il massimo valore della portata al colmo occorre derivare


la (1) rispetto alla durata di pioggia d

dq(d )

= a Atot ( n 1) d n 2 (1 e d / k ) + d n 1 e d / k
d (d )
k

Appunti di Idrologia Prof. P. Mignosa

257

Evento critico con il metodo dellinvaso (piogge costanti)

dq(d )
d

= a Atot d n 2 ( n 1) (1 e d / k ) + e d / k
d (d )
k

Il primo termine si annulla per:


d, ma si riconosce subito che a tale valore corrisponde un minimo
(pari a zero);
quando nullo il termine tra parentesi quadre. Indicata con dc (durata
critica) la durata di pioggia che azzera tale termine si ottiene:

d c d c / k

d c / k

+
(
n
1
)
1
e
e
=0

Si osserva immediatamente che il rapporto adimensionale

C=

dc
k

risulta

solo funzione dellesponente n della curva di possibilit pluviometrica.


Sostituendo nella (1) alla generica durata d la durata critica dc si ottiene:

qc = a d cn 1 Atot 1 e d c / k

che pu essere anche riscritta nella forma:


Appunti di Idrologia Prof. P. Mignosa

258

Evento critico con il metodo dellinvaso (piogge costanti)

d c n 1
qc = a Atot 1 e d c / k
k

n 1
k

2.5

Il termine tra parentesi quadre


(D) ancora esclusivamente
funzione di n (sia esplicitamente

dc
k

).

Gli andamenti di C e di D in
funzione di n sono riportati nel
grafico.

Coeff. C
Coeff. D
2
C, D

che attraverso il rapporto

1.5

0.5

0
0.2

Appunti di Idrologia Prof. P. Mignosa

0.3

0.4

0.5
n

0.6

0.7

0.8

259

Portata critica con il metodo dellinvaso (piogge costanti)


Si riconosce che D varia poco con n e che pu essere con buona
approssimazione ritenuto costante e pari al valore 0.65 (o 2/3)

qc 0.65 a k n 1 Atot
Osservando che:
1. il bacino non impermeabile, per cui occorre moltiplicare le piogge
lorde per un coefficiente (in generale dipendente dal tempo di
ritorno) che tiene conto delle perdite
2. la pioggia non uniformemente distribuita sul bacino, per cui occorre
applicare un coefficiente di ragguaglio allarea ARF
3. comodo esprimere larea del bacino in km2 e lintensit di pioggia in

mm/h
lespressione precedente diventa:

qc (T )

(m3 / s)

1
0.65 (T ) ARF a (T ) k n 1 Atot
3 .6

()

Appunti di Idrologia Prof. P. Mignosa

()

( mm / h )

( km 2 )
260

Portata critica con il metodo di corrivazione


(curva Aree-Tempi lineare e piogge costanti)
Allo stesso modo, si ottiene la formula della portata critica con il metodo
di corrivazione:

qc (T )

(m3 / s)

1
(T ) ARF a (T ) tcn 1 Atot
3.6

()

()

( mm / h )

( km 2 )

analoga a quella ottenuta con il metodo dellinvaso, a meno della


sostituzione di tc con k ed al termine 0.65. La struttura di tale formula
ricalca quella dellantica Formula Razionale (1850):

1
qc (T )
C i (T , tc ) Atot
3 .6
dove i(T, tc) lintensit di pioggia (mm/h) di durata pari al tempo di
corrivazione e di assegnato T, mentre il coefficiente di proporzionalit C
(0< C 1, adimensionale) assume il significato di un coefficiente di

afflusso (runoff coefficient) che tiene conto di tutti i fenomeni sul bacino
(perdite idrologiche, ragguaglio allarea, ecc.) per cui la portata di deflusso
inferiore alla portata di pioggia.
Appunti di Idrologia Prof. P. Mignosa

261

Runoff coefficients C Formula Razionale

Chow et al., Applied


Hydrology, McGRAWHill, 1988.

Appunti di Idrologia Prof. P. Mignosa

262

Stima delle portate al colmo di assegnato tempo di ritorno

Dati disponibili
Serie storiche di
osservazioni di
portata alla
sezione di
chiusura del
bacino in esame

Elaborazione
probabilistica
diretta delle
portate (al
colmo o
massime medie
giornaliere)

Serie storiche
di osservazioni
di portata in
bacini
idrologicamente
simili

Serie storiche di
osservazioni di
pioggia nel
bacino in esame
e caratteristiche
geomorfologiche
del bacino

Metodi di
regionalizzazione

Modelli di
trasformazione
Afflussi-Deflussi

Caratteristiche
geomorfologiche
del bacino e
poche
informazioni
pluviometriche

Formule
empiriche

Stima della portata di assegnato T


Appunti di Idrologia Prof. P. Mignosa

263

Stima probabilistica delle portate di piena


La stima probabilistica delle portate di piena in una sezione di un corso
dacqua consiste nellindividuazione della relazione che lega ad ogni valore
di portata al colmo un valore di probabilit di non superamento (o di
tempo di ritorno)
Per effettuare questa stima necessario determinare la distribuzione di
probabilit di queste portate a partire dalle misure disponibili dei loro
valori pi elevati. I metodi di stima che si possono seguire sono
essenzialmente due, a seconda dei dati disponibili:
1. Metodi diretti (o di stima locale): si basano sullanalisi
probabilistica delle portate al colmo massime annue o dei massimi
valori delle portate medie giornaliere misurate in passato nella
sezione fluviale considerata;
2. Metodi indiretti (o di stima regionale): si basano sullanalisi
probabilistica delle portate al colmo massime annue o dei massimi
valori delle portate medie giornaliere misurate in passato in varie
sezioni fluviali, appartenenti allo stesso bacino o anche a bacini
idrografici diversi, ma idrologicamente simili.

Appunti di Idrologia Prof. P. Mignosa

264

Metodi diretti
Si possono utilizzare quando si disponga nella sezione di interesse di
osservazioni di portata per un numero di anni sufficientemente
elevato (> 20 - 30 anni).
Le stime sono da considerarsi affidabili per tempi di ritorno non
superiori al doppio della numerosit del campione utilizzato: T 2N.
Il procedimento di stima delle portate di piena avviene nelle seguenti
fasi:
1. reperimento dei dati disponibili, usualmente portate al colmo
massime annue o massimi valori delle portate medie giornaliere;
2. scelta della distribuzione di probabilit: Gumbel, ecc.;
3. stima dei parametri della distribuzione: metodo dei momenti,
dei minimi quadrati, ecc.;
4. verifica del buon adattamento: carte probabilistiche, fasce
fiduciarie, test statistici, ecc;
5. stima della portata di assegnato tempo di ritorno: inversione
analitica o numerica della funzione di distribuzione di probabilit.

Appunti di Idrologia Prof. P. Mignosa

265

Elaborazione diretta delle portate al colmo massime annue o dei massimi


annui delle portate medie giornaliere: reperimento dati
Massimi annui delle portate medie giornaliere (Annali Idrologici, Parte
II, Portate e bilanci idrologici)

Appunti di Idrologia Prof. P. Mignosa

266

Elaborazione diretta delle portate al colmo massime annue o dei massimi


annui delle portate medie giornaliere: reperimento dati

Anno
1956
1957
1958
1959
1960
Appunti di Idrologia Prof. P. Mignosa

Massima
giornaliera al colmo
94.6
151
114.0
177
138.0
305
194.0
443
291.0
637
267

Elaborazione diretta delle portate al colmo massime annue o dei massimi


annui delle portate medie giornaliere: reperimento dati

Anno
1951
1952
1953
1954
1955
1956
1957
1958
1959
1960

Massima
giornaliera al colmo
12200
12500
3460

6600
6680
4060
4100
2300
2400
5130
5270
6900
6960
4840
4960
7150
7590
7460 ??
7310

7210

Appunti di Idrologia Prof. P. Mignosa

268

Massimi annui delle portate medie giornaliere: verifica dati

7210

7460

Appunti di Idrologia Prof. P. Mignosa

269

Portate al colmo massime annue e massimi annui delle portate


medie giornaliere: campioni storici.
Anno
1923
1924
1925
1926
1927
1928
1929
1930
1931
1932
1933
1951
1952
1953

qc
(m3/s)
236
271
368
482
364
407
146
334
311
510
314
579
408
301

qm
(m3/s)
188
207
203
339
309
295
102
217
218
333
254
354
204
219

Anno
1954
1955
1956
1957
1958
1959
1960
1961
1962
1963
1964
1965
1966
1967

qc
(m3/s)
205
325
679
491
343
486
817
541
296
426
438
338
751
304

qm
(m3/s)
134
215
567
393
241
354
648
315
260
266
318
262
505
178

Anno
1968
1969
1970
1971
1972
1973
1974
1975
1976
1977
1978
1979
1980

qc
(m3/s)
550
519
271
209
765
556
773
260
177
270
481
413
318

qm
(m3/s)
476
456
254
175
619
480
617
236
138
179
394
336
296

Secchia a Ponte Bacchello (1923-1980)


Appunti di Idrologia Prof. P. Mignosa

270

Portate al colmo massime annue e massimi annui delle portate medie


giornaliere: stima dei parametri della distribuzione di Gumbel.

i
1
2
3
4

39
40
41

F=

i
y = ln[ ln( F ))]
N +1

0.0238
0.0476
0.0714
0.0952

0.9286
0.9524
0.9762

= 0.78 s

u = m 0.45 s

Appunti di Idrologia Prof. P. Mignosa

qc
(m3/s)

qm
(m3/s)

146
177
205
209

765
773
817

102
134
138
175

617
619
648

m
s
CV

415.44
169.60
0.41

311.07
138.62
0.45

131.95
339.12

107.85
248.69

-1.318
-1.113
-0.970
-0.855

2.602
3.020
3.726

271

Portate al colmo massime annue e massimi annui delle portate


medie giornaliere: verifica di adattamento ed inversione.
6
200
100
4

50

25

10

qc

qm

qc Gumbel
qm Gumbel

Tempo di ritorno (anni)

Variabile ridotta di Gumbel y

-1
-2
0

200

400
600
Portata (m3/s)

T
qc (T ) = uc c ln ln

T
1


Appunti di Idrologia Prof. P. Mignosa

800

1000

T
qm (T ) = um m ln ln

T
1


272

Coefficiente di punta
Si definisce coefficiente di punta il rapporto (adimensionale) tra portata
al colmo e portata media giornaliera, a parit di tempo di ritorno T

C p (T ) =

qc (T )
qm (T )

Se la distribuzione di probabilit delle qc e delle qm la medesima (ad


es. Gumbel) e risulta CV(qc) CV(qm) allora Cp risulta indipendente
dal tempo di ritorno T.
In genere si cerca di esprimere Cp in funzione delle caratteristiche
geomorfologiche dei bacini di una certa area geografica adattando
formule del tipo:

C p = 1 + 0 X 11 X 22 .... X nn
dove

X1, X2, , Xn rappresentano generiche caratteristiche

geomorfologiche del bacino e


taratura.
Appunti di Idrologia Prof. P. Mignosa

0, 1, , n sono dei coefficienti di


273

Coefficiente di punta
Una delle espressioni pi
semplici tiene conto solo
della superficie del bacino:

Cp

C p = 1 + 0 A1
Ad esempio, per la maggior
parte delle stazioni
appartenenti al bacino del
Po, alla Liguria, Toscana,
ecc., M. Tomirotti (2001)
ha ricavato lespressione:

C p = 1 + 15.89 A0.48
Una volta ricavato Cp la portata al colmo di assegnato tempo di
ritorno T pu ricavarsi dalla corrispondente portata media giornaliera
attraverso lespressione:

qc (T ) = C p qm (T )
Appunti di Idrologia Prof. P. Mignosa

274

Metodi di stima regionale


Si possono utilizzare nei casi in cui si disponga di misure di portata in
un certo numero di sezioni anche per un numero di anni non
particolarmente elevato (10 - 20 anni).
Le sezioni possono anche appartenere a bacini diversi, purch essi
siano idrologicamente simili (caratteristiche pluviometriche e
geomorfologiche analoghe, ecc.).
I campioni delle portate al colmo massime annue vengono
adimensionalizzati, solitamente dividendo ciascun valore di un certo
campione per la propria media, e raggruppati in un unico campione
molto pi numeroso sul quale si effettuano le analisi probabilistiche.

Appunti di Idrologia Prof. P. Mignosa

275

Metodi di stima regionale


Il procedimento di stima regionale delle portate di piena richiede la
definizione delle seguenti procedure:
1. individuazione della regione omogenea;
2. normalizzazione delle serie di misure, di solito mediante
adimensionalizzazione rispetto alla portata media (portata
indice), e formazione di un unico campione di valori
adimensionali;
3. scelta della distribuzione di probabilit, unica per lintera
regione;
4. stima dei parametri della distribuzione regionale: metodo
dei momenti, minimi quadrati, ecc.;
5. verifica del buon adattamento: carte probabilistiche, fasce
fiduciarie, test statistici;
6. stima della portata indice per il sito dinteresse;
7. stima della portata di assegnato tempo di ritorno:
inversione analitica o numerica della funzione di distribuzione di
probabilit.

Appunti di Idrologia Prof. P. Mignosa

276

Esempio di regionalizzazione: Progetto VAPI Italia Nord-occidentale


Lombardia
Piemonte
Valle dAosta
Liguria
Emilia-Romagna
Trentino

Bacini con area


compresa tra 10
e 2500 km2

Appunti di Idrologia Prof. P. Mignosa

277

Progetto VAPI Italia Nord-occidentale


Regione B

Regione A

Qc (T ) = q xT
aa
ZT1

Regione D

ZT2
Regione C

Qc = portata al colmo di assegnato


tempo di ritorno T;
q = portata indice
xT = fattore di crescita

Zona

Ubicazione geografica

Bacini

Alpi e Prealpi Centrali

Alpi e Prealpi Occidentali

Appennino Nord Occidentale e


Bacini tirrenici

Appennino Nord Orientale

aa

Alto Adige e suoi affluenti

Comprende i bacini padani dal Chiese al Sesia


Comprende i bacini padani dalla Dora Baltea al torrente
Grana
Comprende i bacini liguri con foce al litorale tirrenico ed i
bacini padani dallo Scrivia al Taro
Comprende i bacini padani dal Parma al Panaro (compresi i
bacini adriatici dal Reno al Conca)
Comprende i bacini in sponda destra dal Rienza allAvisio,
in sponda sinistra dal Rio Riva al Rio Vaisura

ZT1
ZT2

Zona disomogenea dellAlto Garda:


transizione tra Regione A e Alto
Adige
Zona disomogenea delle Alpi
Marittime: transizione tra Regione B
e Regione C

Appunti di Idrologia Prof. P. Mignosa

Superficie
(km2)
402500
401900
151500
61300
902700

Comprende i tributari del lago di Garda ed il bacino del


Noce

201100

Comprende il bacino del Tanaro ed i suoi affluenti

501500

278

Progetto VAPI Italia Nord-occidentale

xT = +

(1 e

k y

T
y = ln ln

T 1

xT = fattore di crescita;
, , k = coefficienti della distribuzione di probabilit GEV;
y = variabile ridotta di Gumbel.
Zona

Regione

Alpi e Prealpi Centrali

316

0.365

0.745

-0.110

Alpi e Prealpi Occidentali

347

0.352

0.635

-0.320

Appennino Nord Occ. e Bacini tirrenici

753

0.377

0.643

-0.276

Appennino Nord Orientale

439

0.334

0.775

-0.089

aa

Alto Adige e suoi affluenti

467

0.292

0.804

-0.088

Appunti di Idrologia Prof. P. Mignosa

279

Progetto VAPI Italia Nord-occidentale

Zona

10

20

50

100

200

500

1.68

2.03

2.52

2.93

3.37 4.00

1.80

2.38

3.37

4.33

5.52 7.57

1.82

2.38

3.29

4.14

5.17 6.87

1.61

1.91

2.33

2.67

3.03 3.55

aa

1.53

1.80

2.16

2.46

2.77 3.22

500

200

100
4

50
Regione
A
B
C
D
aa

3
2
1

20
10

Tempo di ritorno (anni)

Fattore di crescita xT per tempi di


ritorno (anni)

Variabile ridotta di Gumbel y

5
2

0
0

Appunti di Idrologia Prof. P. Mignosa

2
3
4
5
6
Fattore di crescita xT

280

Progetto VAPI Italia Nord-occidentale: portata indice

q = q (1) Am
q

= portata indice (m3/s)

q (1) = portata indice per un bacino di area unitaria (m3s1km2m)


A = area del bacino (km2);
Zona

Regione

q (1)
m3s1km2m

Alpi e Prealpi Centrali

0.799 (0.183)

2.098

Alpi e Prealpi Occidentali

0.901 (0.148)

0.525

Appennino Nord Occ. e Bacini tirrenici

0.750 (0.080)

5.200

Appennino Nord Orientale

0.772 (0.062)

2.487

aa

Alto Adige e suoi affluenti

0.638 (0.089)

1.586

Appunti di Idrologia Prof. P. Mignosa

281

Formule empiriche
Come le pi moderne tecniche di regionalizzazione, le formule empiriche
sfruttano il concetto di omogeneit idrologica per accorpare le osservazioni
disponibili in diverse stazioni di misura ed ampliare cos la base di dati.
Alcune di queste formule conservano ancora un certo interesse per
valutazioni di prima approssimazione.
Le pi note e applicate in Italia sono:
formule di Fuller e di Tonini;
formule di Gherardelli-Marchetti e di Mongiardini;
formule di Forti, De Marchi, Pagliaro;
formula di Giandotti.
Una limitazione comune a tutte queste formule attiene alla modesta
estensione temporale delle serie storiche disponibili allepoca in cui esse
sono state ricavate (intorno alla met del secolo scorso)
per maggiori dettagli si rimanda a U. Maione, Le piene fluviali (seconda
edizione, 1995), La Goliardica Pavese, Cap.IV, par.5.

Appunti di Idrologia Prof. P. Mignosa

282

Gherardelli, prendendo in
considerazione le massime
portate di piena al colmo
verificatesi nei corsi dacqua
italiani fino al 1938, ha
dedotto che il contributo
specifico di massima piena u

u=

q
S

10

0 =1

9.7
9

diminuisce allaumentare
della superficie del bacino
secondo la formula:

S
u = u100

100

u (m3/(skm2)

Formula di Gherardelli-Marchetti

10

0=

0 .4
0

2 / 3

nella quale u100 [m3/(skm2] il contributo specifico per un bacino di


area pari a 100 km2 ubicato nella stessa regione idrologica e S la
superficie del bacino espressa in km2. Lanalisi stata successivamente
aggiornata da Marchetti fino al 1953.
Appunti di Idrologia Prof. P. Mignosa

283

Formula di Gherardelli-Marchetti
u100 un parametro caratteristico della regione idrologica considerata.
Per le regioni italiane varia in un campo molto esteso (da 0.40 a 20
m3/(skm2). Gherardelli e Marchetti hanno fornito unampia casistica,
brevemente riassunta nella tabella seguente.
Regione

u100

m /(skm2)

Bacini veneti

313.6

Bacini lombardi

312.4

Bacini piemontesi

517.5

Bacini emiliani

1020

Bacini liguri-toscani

514.5

Bacini umbro-laziali e campani


Bacini isolani

per maggiori dettagli si veda U.


Maione, Le piene fluviali (seconda
edizione, 1995), La Goliardica
Pavese, Cap.IV, par.5.

29
712

Il principale limite della formula quello di non associare alla portata


risultante un tempo di ritorno. Valutazioni fatte dallo stesso Gherardelli e
successivamente da altri attribuiscono alle portate risultanti tempi di
ritorno allincirca secolari.

Appunti di Idrologia Prof. P. Mignosa

284

Formula di Gherardelli-Marchetti
La formula di gherardelli pu anche essere utilizzata per trasferire le
elaborazioni idrologiche di piena da una sezione ad unaltra del
medesimo bacino. Ipotizzando infatti che il sottobacino ed il bacino
completo siano idrologicamente simili, ovvero presentino il medesimo
u100, lapplicazione della formula di Gherardelli-Marchetti porta
allespressione:

q1
S1
= u1 = u100

100
S1

2 / 3

q2
S
= u2 = u100 2
S2
100

2 / 3

da cui si deduce immediatamente

1/ 3

q1 S1
=
q2 S2

ovvero che le portate di piena crescono con la superficie del bacino


secondo una potenza 1/3.
Appunti di Idrologia Prof. P. Mignosa

285

Formule di Forti, De Marchi, Pagliaro

500
+ 0.5
S + 125
500
u = 3.25
+1
S + 125
u = 2.25

Formula di De Marchi: proposta per


bacini con S<150 km2, soggetti a
piogge elevatissime (>400 mm in 12
ore):
500

u=6

S + 125

+5

Formula di Pagliaro: valida per


bacini con S<1000 km2:

u=

2900
S + 90

Appunti di Idrologia Prof. P. Mignosa

Forti1
Forti2
De Marchi
Pagliaro

40

Contributo specifico u [m3/(s.km2)]

Formule di Forti: valida per bacini


con S<1000 km2, con pioggia
giornaliera massima pari a 200
mm/giorno o 400 mm/giorno:

20

10
8
6
4

1
10

100
Superficie del bacino S (km2)

1000

in tutte le formule la superficie S


espressa in km2 ed il contributo
specifico di piena u in m3/(skm2)
286

Propagazione delle piene

Modelli matematici
Modelli idraulici:

Modelli idrologici:

si basano su formulazioni
matematiche che, per quanto
approssimate, esprimono
principi fisici di conservazione.

si basano su formulazioni,
almeno in parte empiriche, che
schematizzano i fenomeni fisici
in maniera concettuale.

Vantaggi:

Svantaggi:

Vantaggi:

Svantaggi:

sono in grado di
descrivere
accuratamente, a
seconda delle
approssimazioni
adottate, pressoch
tutti i fenomeni fisici.

richiedono una
conoscenza
dettagliata della
geometria del corso
dacqua e, in certi
casi, elevati oneri
computazionali.

sono semplici da
applicare e non
richiedono una
conoscenza
dettagliata del
tronco fluviale.

sono in grado di
descrivere solo
alcuni fenomeni e
solo in una (o
poche) sezioni.

Nella maggior parte dei casi, viste le odierne disponibilit di calcolo


e di rilevo del territorio, i modelli idraulici sono da preferire.
Appunti di Idrologia Prof. P. Mignosa

287

Modelli idrologici: metodo Muskingum


Il metodo Muskingum stato sviluppato da Mc Carthy, dellU.S. Corps
of Engineers (1938) per lo studio della propagazione delle onde di
piena nel fiume Muskingum, affluente dellOhio.
Si consideri un tronco fluviale compreso tra due sezioni A (monte) e B
(valle) allinterno del quale si possano trascurare sia le immissioni che
le perdite.

A
B
allora possibile scrivere lequazione di continuit in forma integrale
lungo lintero tratto del corso dacqua considerato. Per un intervallo
infinitesimo dt risulta:

q A (t ) dt qB (t ) dt = dW (t )
dove qA(t) la portata entrante attraverso la sezione A, qB(t) quella
uscente attraverso la sezione B e dW la variazione del volume
immagazzinato nel tronco fluviale.

Appunti di Idrologia Prof. P. Mignosa

288

Metodo Muskingum
Secondo il metodo Muskingum il volume invasato nel tronco fluviale pu essere
considerato come somma (o differenza) di due volumi:
1)il volume prismatico W1 (sempre positivo) che necessario sia presente nel tronco
fluviale per consentire alla portata
assume proporzionale alla portata
un tempo:

qB di uscire attraverso la sezione B; tale volume si


qB attraverso una costante k, che ha le dimensioni di

W1 (t ) = k qB (t )

2)il volume a cuneo


nullo se

proporzionale alla differenza tra la portata in ingresso

qA

e la

qB. Tale volume positivo nella fase di risalita della piena quando qA >
qA = qB e negativo nella fase calante della piena quando qA < qB:

portata in uscita

qB,

W2

W2 (t ) = x k [q A (t ) qB (t )]

W2
qA(t)

qA(t)

W1

qB(t)

Sez.A

W2
W1

qB(t)

Sez.A
Sez.B

Appunti di Idrologia Prof. P. Mignosa

Sez.B
289

Metodo Muskingum
Sommando i due volumi si ottiene:

W (t ) = W1 (t ) + W2 (t ) = k [x q A (t ) + (1 x ) qB (t )]
che esprime il volume immagazzinato nel tronco fluviale al tempo
come combinazione lineare delle portate entranti ed uscenti al
medesimo istante. Essa rappresenta lequazione caratteristica del
metodo Muskingum e contiene i due parametri k [t] e x [] che
necessitano di taratura.
Si dimostra che il metodo risulta stabile se

0 x 0.5.

In definitiva le equazioni costitutive del metodo Muskingum sono le


seguenti:

dW (t )

=
q
t
q
t
(
)
(
)
A
B
dt

W = k [x q A + (1 x ) qB ]

Appunti di Idrologia Prof. P. Mignosa

290

Applicazione del metodo Muskingum


Nellapplicazione del metodo lincognita rappresentata dallonda di piena in uscita
qB(t), mentre si suppongono note sia la portata entrante qA(t) (osservata o
ricostruita) che i parametri del metodo

k ed x (tarati precedentemente).

Si assuma un intervallo t, finito ma sufficientemente piccolo da descrivere


adeguatamente sia londa di piena entrante che quella uscente. Integrando
lequazione di continuit in un generico intervallo compreso tra listante t e listante
t + t

q
t

W ( t + t )

t + t
A

(t ) dt

(t ) dt =

qA(t+t)

qA, qB

t+t risulta:

dW (t )

W (t )

qA(t)

Calcolando gli integrali al primo membro


attraverso unapprossimazione trapezia:

[q A (t ) + q A (t + t )] t [qB (t ) + qB (t + t )] t =
2

qB(t+t)

= W (t + t ) W (t )

qB(t)

t t+t

ed esprimendo i volumi invasati che compaiono al secondo membro attraverso


lequazione caratteristica del metodo Muskingum si ottiene:

[qA (t ) + qA (t + t )] t [qB (t ) + qB (t + t )] t =

2
2
= k [x q A (t + t ) + (1 x ) qB (t + t )] k [x q A (t ) + (1 x ) qB (t )]

Appunti di Idrologia Prof. P. Mignosa

291

Applicazione del metodo Muskingum


Raggruppando i termini comuni:

t
t

t
q A (t ) + k x + q A (t + t ) k x + qB (t ) k (1 x) = qB (t + t ) k (1 x) +
2
2
2

e risolvendo rispetto alla portata qB(t+t) :

t
t

(
1
)
k
x
k
x
k
x

2
+ q B (t )
+ q A (t + t )
qB (t + t ) = q A (t )

t
t
t

+
(
1
)
(
1
x
)
k
(
1
x
)
k
x
k

2
2
2
Indicando con

C1, C2, C3 i coefficienti dei termini a secondo membro risulta:

qB (t + t ) = C1 q A (t ) + C2 q A (t + t ) + C3 qB (t )

(1)

La portata qB(t+t) risulta quindi una combinazione lineare (a coefficienti


costanti) delle portate in ingresso al tempo t e t+t e della portata in uscita al
tempo t. Per continuit risulta

C1 + C2 + C3 = 1

Lequazione (1) viene applicata ricorsivamente a partire dal tempo

t = 0 dove si

assume in genere qB(0) = qA(0), equivalente a considerare una condizione


preesistente (t < 0) di moto permanente lungo il tronco fluviale.
Appunti di Idrologia Prof. P. Mignosa

292

Taratura dei parametri del metodo Muskingum


Per la taratura dei parametri necessario disporre di unosservazione
contemporanea di due onde di piena nelle sezioni A e B. Integrando
lequazione di continuit nellintervallo
t

q
0

(t ) dt qB (t ) dt =
0

0t si ottiene:

W (t )

dW (t ) = W (t ) W (0)

(1)

W ( 0)

dove il primo membro, che


rappresenta lincremento di
volume W *(t) invasato nel tronco

qA

fluviale nellintervallo 0t,


calcolabile ad esempio
suddividendo gli idrogrammi in
ingresso ed in uscita ad intervalli
regolari ed effettuando
unapprossimazione trapezia.

Appunti di Idrologia Prof. P. Mignosa

293

Taratura dei parametri del metodo Muskingum


Secondo il metodo Muskingum il volume invasato nel tronco fluviale risulta
proporzionale alla combinazione lineare tra la portata entrante ed uscente
secondo un peso x:

W (t ) = k [x q A (t ) + (1 x ) qB (t )] = k q* ( x, t )

(2)

dove si indicato per brevit con q*(x, t) la combinazione lineare, funzione


del peso x e del tempo t. Combinando la (1) con la (2) si ottiene:

W * (t ) = k q* ( x, t ) W (0)
che rappresenta nel piano q*
angolare k ed intercetta W(0)
Fissato un valore
valori di

q* ( x , t )

0 x 0.5
W * lequazione di una retta di coefficiente

di primo tentativo possibile riportare in un grafico i

e di

W *(t).

Appunti di Idrologia Prof. P. Mignosa

294

Taratura dei parametri del metodo Muskingum

Variando il valore di

xi

punti si spostano a
destra o a sinistra (a
parit di ordinata) ed il
cappio si pu restringere
od allargare.

2.5E+007
2.0E+007
Volume W * (m3)

In generale tali dati non


si disporranno con
andamento rettilineo ed
univoco, ma formeranno
un cappio.

1.5E+007
1.0E+007
5.0E+006
0.0E+000
-5.0E+006
300 400 500 600 700 800 900 1000 1100
portata q* (m3/s)

Appunti di Idrologia Prof. P. Mignosa

295

Taratura dei parametri del metodo Muskingum


Si pu ricercare il valore

x che minimizza

lampiezza del cappio


(ad esempio ricercando
la retta interpolante con
il valore pi elevato del
coefficiente di
determinazione

R2).

Il coefficiente angolare
della retta interpolare
che si ottiene (dopo
aver minimizzato
lampiezza del cappio)
rappresenta il valore del
parametro k.

Appunti di Idrologia Prof. P. Mignosa

2.0E+007
Volume W * (m3)

di

2.5E+007

1.5E+007
1.0E+007
5.0E+006
0.0E+000

-5.0E+006
300 400 500 600 700 800 900 1000 1100
portata q* (m3/s)

296

Propagazione delle piene: modelli idraulici


I modelli idraulici cercano di interpretare i reali fenomeni che hanno
luogo durante il passaggio di una piena scrivendo equazioni a base fisica
(non richiedenti quindi, almeno in linea teorica, alcuna taratura) che
esprimono, con opportune semplificazioni, principi di conservazione.
Per una descrizione di tipo monodimensionale del problema idraulico
sufficiente scrivere due equazioni differenziali, nelle quali compaiono due
variabili dipendenti (ad. es. la portata q e larea bagnata A) in funzione
di due variabili indipendenti (lascissa curvilinea x misurata lungo il
thalweg ed il tempo t).
Si hanno a disposizione le seguenti relazioni:
1.equazione di conservazone della massa;
2.equazione di bilancio energetico;
3.equazione di bilancio della quantit di moto.
Si dimostra che il sistema composto dalle 1)+3) pi generale di quello
composto dalle 1)+2) in quanto le soluzioni che da esso si deducono
sono valide anche in presenza di risalti idraulici (mobili) o formazione di
onde a fronte ripido (shocks).
Appunti di Idrologia Prof. P. Mignosa

297

Propagazione delle piene: ipotesi eq. di de Saint Venant

1. il moto monodimensionale, per cui ogni grandezza risulta funzione


di una sola variabile spaziale (usualmente lascissa curvilinea x
misurata lungo il thalweg) ed una temporale t;
2. le curvature delle traiettorie sono piccole, cosicch possibile
assumere che la distribuzione di pressioni lungo la verticale sia di
tipo idrostatico;
3. la velocit uniforme nella sezione trasversale;
4. le pendenze del fondo sono piccole, cossicch possibile confondere
langolo compreso tra il fondo e lorizzontale con il suo seno e la sua
tangente ( sin tg = i);
5. la cadente idraulica pu calcolarsi con le usuali formule di resistenza,
dedotte per moto permanente (eq. di Chezy).

Appunti di Idrologia Prof. P. Mignosa

298

Richiami teorici: teorema del trasporto di Reynolds


Il teorema del trasporto di Reynolds stabilisce la relazione che sussiste fra
la variazione di una propriet estensiva B di un sistema e quella relativa
ad un volume di controllo.
Si definisce propriet estensiva B di un sistema una grandezza, scalare o
vettoriale, che dipende dalla quantit di materia presente nel sistema,
mentre detta propriet intensiva

Grandezza
Massa
Quantit di moto

Appunti di Idrologia Prof. P. Mignosa

b quella per unit di massa: b =


Propriet
estensiva B

Propriet
intensiva b

dW

v dW

Sys

Sys

dB
dm

299

Richiami teorici: teorema del trasporto di Reynolds

S=sistema; W= volume di controllo


Al tempo t:

BS (t ) = BW (t )
Al tempo

volume di controllo fisso


e contorno del sistema
al tempo t

contorno del sistema


al tempo t+dt

t+dt:

BS (t + dt ) = BW (t + dt ) BW e(t + dt ) + BW u (t + dt )

v1

Appunti di Idrologia Prof. P. Mignosa

v2

We

Sottraendo membro a membro e


dividendo per dt:

BS (t + dt ) BS (t )
=
dt
BW (t + dt ) BW (t ) BW e(t + dt ) BW u (t + dt )

+
dt
dt
dt

dl2=v2dt

dl1=v1dt

Wu
(1)

(2)
volume nuovo occupato dal
sistema al tempo t+dt

volume non pi occupato dal


sistema al tempo t+dt

300

Richiami teorici: teorema del trasporto di Reynolds

dBS dBW BW e(t + dt ) BW u (t + dt )


=

+
dt
dt
dt
dt

BW e(t ) = b1mW e = b11v1 A1dt

BW u (t ) = b2mW u = b2 2v2 A2dt

dBS dBW b11v1 A1dt b2 2 v2 A2 dt BW


b11v1 A1 + b2 2v2 A2
=

+
=
dt
dt
dt
dt
t
Flusso della propriet B
entrante nel volume di
controllo

Appunti di Idrologia Prof. P. Mignosa

Flusso della propriet


B uscente dal volume
di controllo

301

Equazione di continuit (bilancio di massa)


In questo caso

B=m e b=1

Per il sistema la massa si conserva,


ovvero:

t+dt
q

dmS
=0
dt

q +

Dal teorema di Reynolds, per il volume di


controllo fisso nello spazio rappresentato in
figura, risulta:

mW
q1 + q2 = 0
t

dx

q
dx
x

x+dx

(1)

La variazione di massa nel volume di controllo ha espressione

mW ( Adx )
=
t
t

Dallequazione (1) risulta:

( Adx )
q

q + q + dx = 0
t
x

Appunti di Idrologia Prof. P. Mignosa

A q
+
=0
t x

(2)

302

Equazione di bilancio della quantit di moto


In questo caso

B=mv e b=v

Dalla seconda equazione della dinamica, per un sistema la variazione


di quantit di moto nel tempo pari alla sommatoria delle forze
esterne agenti su di esso, ovvero:

dM S
= F
dt

(1)

Dal teorema di Reynolds, per un volume di controllo fisso nello


spazio, proiettando lequazione vettoriale (1) nella direzione del moto
x risulta:

M W
q1v1 + q2 v2 = Fx
t

Appunti di Idrologia Prof. P. Mignosa

( 2)

303

Equazione di bilancio della quantit di moto


Con riferimento al volume di
controllo infinitesimo rappresentato
in figura, risulta:

t
t+dt
qv

M W (Avdx)
=
t
t

qv +

per cui la (2) si scrive

dx

( qv )
dx
x

x+dx

( Avdx)
(qv)

qv + qv +
dx = Fx
t
x

Semplificando e ricordando che

v=q/A si ottiene:

q
q2
dx + dx = Fx
t
x A
Appunti di Idrologia Prof. P. Mignosa

(1)

304

Equazione di bilancio della quantit di moto: forze esterne agenti sul


volume di controllo
Le forze esterne che agiscono sul volume
di controllo, con le ipotesi fatte, sono:

(vista in
sezione)

Fi (x )

1.le forze Fi (di tipo idrostatico) agenti


sulle sezioni trasversali allascissa x e
x+dx;

Fi ( x + dx)

2.leventuale componente Fl nella


direzione del moto della forza (di tipo
idrostatico) che il contorno laterale
esercita sul volume di controllo (nulla per
alveo prismatico);

Appunti di Idrologia Prof. P. Mignosa

x+dx

(vista in
pianta)

x+dx
Fl

3.La componente Fp della forza peso del


volume fluido contenuto nel volume di
controllo nella direzione del moto (nulla
per alveo orizzontale);
4.La forza resistente Fr offerta dalle
pareti al moto della corrente.

dx

(vista in
sezione)

Fp
Fr

x+dx

305

Bilancio della q.d.m.: 1) forze agenti sulle sezioni trasversali


La spinta idrostatica infinitesima
allascissa x pu esprimersi come:

Fi (x)

dFi ( x) = [h( x) ]B( )d

dove B ( ) d rappresenta lareola alla


distanza dal fondo sulla quale si esercita
la pressione idrostatica h(x) .
Integrando lungo la profondit h(x) si ottiene:

Fi ( x + dx)
x

dx

x+dx

h( x)

Fi ( x) =

[h( x) ]B( )d = I

dove con I1 si indicato il momento statico della sezione bagnata rispetto


al pelo libero. Per la sezione allascissa x+dx pu scriversi:

Fi ( x + dx) = I1 + 1 dx
x

e quindi:

I1
dx
Fi ( x) Fi ( x + dx) =
x
Appunti di Idrologia Prof. P. Mignosa

h(x)
B()

h(x)

306

Bilancio della q.d.m.: 2) forza esercitata dal contorno laterale

Fl

La componente infinitesima dFl nella direzione del


moto della forza che il contorno laterale esercita
sul volume di controllo pu esprimersi come:

B ( )
dFl = [h ]
dx d
x

dove

B ( )
dx rappresenta la variazione di
x

larghezza alla profondit dal fondo lungo la


distanza dx. Integrando lungo la profondit h si
ottiene:

B( )
[
]
Fl = h
dxd = dxI2
x
0

Tale forza, nulla nel caso di alveo prismatico, ha


segno discorde con il verso del moto nel caso di

B ( )

< 0
x

Fl

x+dx

B ( )
dx
x
x+dx

alveo convergente

Appunti di Idrologia Prof. P. Mignosa

307

Equazione
Bilancio della
di bilancio
q.d.m.: 3)
della
e 4)quantit
componente
di moto:
del peso e resistenza
La componente della forza peso nella
direzione del moto Fp pu esprimersi
come:

Fp

Fp = ( Adx )i
dove il peso specifico, Adx il

volume di controllo ed i la pendenza


dellalveo. La componente del peso
ha verso concorde con quello del
moto per alveo declive, discorde per
alveo acclive.
La forza resistente, ricondando che la
cadente J rappresenta la resistenza
per unit di peso del fluido, pu
esprimersi:

Fr = ( Adx ) J

i
x

dx

x+dx

Fr

La resistenza ha sempre verso opposto


a quello del moto.
Appunti di Idrologia Prof. P. Mignosa

308

Equazione
Bilancio della
Equazione
di bilancio
q.d.m.:di3)
della
bilancio
e 4)quantit
componente
delladi
quantit
moto:
del peso
di moto
e resistenza
Inserendo nella (1) di pag.304 le espressioni delle forze esterne
precedentemente trovate e ricordando che =g si ottiene:

q
q2
I
dx + dx = g 1 dx + gI 2dx + gAdxi gAdxJ
t
x A
x
Semplificando per

e per dx e portando al primo membro il termine

I1
si ottiene infine:
x

q q 2
+ + gI1 = gA(i J ) + gI 2
t x A

differenziale

(2)

La (2) lequazione differerenziale di bilancio della q.d.m. (momentum


equation nella letteratura anglosassone). Assieme alla (2) di pag.302 essa
forma un sistema di equazioni alle derivate parziali che descrive, con le
ipotesi fatte, il moto vario monodimensionale a superficie libera (cosiddette
eq. di de Saint Venant, anche se in forma diversa rispetto a quelle
originariamente scritte dallAutore).
Appunti di Idrologia Prof. P. Mignosa

309

Equazione
Bilancio
Propagazione
della
di bilancio
q.d.m.:
delle piene:
3)
della
e 4)quantit
equazioni
componente
di emoto:
metodi
del peso
di risoluzione
e resistenza

A q
t + x = 0

q
q

+ + gI1 = gA(i J ) + gI 2

t x A

Le equazioni di de St Venant rappresentano un sistema differenziale, alle


derivate parziali, del primo ordine, non lineare. Negli ultimi decenni si
sviluppata unampia letteratura sui metodi di risoluzione di queste
equazioni. I metodi pi diffusi ricadono nelle seguenti categorie:
1.metodi basati sulle linee caratteristiche;
2.metodi alle differenze finite;
3.metodi agli elementi finiti;
4.metodi ai volumi finiti;
5..

Appunti di Idrologia Prof. P. Mignosa

310

Scrittura delle equazioni in h e v


Per comprendere meglio limportanza dei vari termini e per alcuni metodi di
risoluzione (ad es. metodo delle caratteristiche) opportuno trasformare le
equazioni in funzione delle variabili velocit media v e profondit idrica h
(anzich q ed A). Se lalveo non prismatico, larea A risulta funzione del
tempo solo per il tramite di h, mentre risulta funzione dellascissa x sia per
il fatto che varia h, sia perch, a parit di h, varia la geometria della
sezione. Pu quindi scriversi:

A = A(h( x, t ), x )
Le derivate dellarea bagnata A rispetto al tempo
compaiono nelle equazioni risultano pertanto:

h
A A h
=B
=
t h t
t
dove B=B(h,
libero.

t ed allascissa x che

A A h A
h A
=
+
= B +
x h x x h =cost
x x h =cost

x) la larghezza della sezione in corrispondenza del pelo

Appunti di Idrologia Prof. P. Mignosa

311

Equazione di bilancio di massa in h e v


Dallequazione di bilancio di massa scritta in

A e q:

A q
+
=0
t x
ricordando che q =Av e introducendo le espressioni precedentemente
trovate per le derivate di A si ottiene:

h
v
h A
=0
B + A + vB + v
t
x
x
x h =cost
h A v
h v A
+
+v +
=0
t B x
x B x h =cost

Appunti di Idrologia Prof. P. Mignosa

312

Equazione di bilancio della quantit di moto in h e v


Dallequazione di bilancio di q.d.m. scritta in

A e q:

q q 2
+ + gI1 = gA(i J ) + gI 2
t x A

ricordando ancora che q =Av e introducendo le espressioni


precedentemente trovate per le derivate di A si ottiene:

q
v
h
A h
v
= A + vB
= A +v
t
h t
t
t
t

A h A

q2 2
v

= (v A) = 2vA + v 2
+
x A x
x
h x x h =cost

q2
v 2 h A

= 2vA + v B +
x A
x
x x h =cost
Appunti di Idrologia Prof. P. Mignosa

313

Equazione di bilancio della quantit di moto in h e v


Per il termine:

h( x)

I1
= [h( x) ]B ( x, )d
x x 0

ricordando la regola di derivazione sotto il segno di integrale (regola di Leibnitz) per


una funzione generica f(x,):
b( x )

b( x )

f ( x, )
b
(
)
(
)
(
,

,
(
)
,
(
)
f
x
d
=
d
+
f
x
b
x

f
x
a
x
x
x a (x )
x
x
a( x)
si ottiene:

I1
=
x

h( x)

I1 h
=
x x

B( x, )
h
h
[
]
[
]
B
x
+
h
x

d
+
h
x

h
x
B
h
(
,

)
(
)

(
)
(
)
(
)
h( x ) B(0) 0

h( x)

h( x )

B( x, )d +

B( x, )
h
[
]
h
x

d
=
(
)

A + I2

x
x
0

e quindi:

I1
h
= gA + gI 2
x
x

Appunti di Idrologia Prof. P. Mignosa

314

Equazione di bilancio della quantit di moto in h e v


Sostituendo i vari termini trovati e semplificando:

h A

h
v
h
v
+ gA + gI 2 = gA(i J ) + gI 2
+ vB + 2vA + v 2 B +
x
x
t
t
x x h =cost

opportuno a questo punto mettere in evidenza i termini che compaiono


nellequazione di bilancio di massa:
1/2
1/2

h A v

v
h v A
v
h
+ vB +
+v +
+
vA
+
gA
= gA(i J )

t
x B x h =cost
x
x
t B x

Il termine tra parentesi quadre identicamente nullo. Dividendo lequazione


per il termine gA si ottiene infine:

1 v v v h
+
= (i J )
+
g t g x x

Appunti di Idrologia Prof. P. Mignosa

315

Importanza relativa dei termini dellequazione di bilancio della q.d.m.

1 v v v h
+
+
= (i J )
g t g x x
Ciascun termine dellequazione di bilancio della q.d.m. rappresenta una pendenza.
Il primi due termini del primo membro sono detti inerziali in quanto dipendenti dalla
variazione della velocit nel tempo (il primo) o dalla variazione dellaltezza cinetica
v2/2g nello spazio (il secondo). Il terzo termine rappresenta la pendenza stessa del
pelo libero. Al secondo membro i la pendenza del fondo, mentre
cadente idraulica (pendenza dalla linea dellenergia).

J rappresenta la

A seconda del problema in studio, alcuni termini possono essere pi importanti di


altri. Si consideri ad esempio il caso di un fiume di pianura, dove la pendenza del
fondo i e la cadente J possono essere dellordine di 10-3. Se, ad esempio, la velocit
varia da 1 a 2 m/s in 3 ore e da 2 m/s a 1 m/s tra due sezioni a distanza di 10 km
(a causa di un incremento di larghezza) i termini inerziali risultano:

1 v
1 (2 1)
1.0 105

g t 9.81 (3 3600)

(4 1) 1.5 105
1
v v (v 2 / 2 g )

=
(2 9.81) 10000
x
g x

e sono quindi circa di due ordini di grandezza pi piccoli rispetto alla pendenza ed
alla cadente.
Appunti di Idrologia Prof. P. Mignosa

316

Modelli semplificati
Vi sono modelli semplificati che trascurano i termini inerziali (modello
parabolico) risolvendo lequazione:

h
= (i J )
x
Se anche il termine

h
x

si pu ritenere sensibilmente pi piccolo della

cadente e della pendenza, allora anchesso pu essere trascurato e


lequazione si riduce semplicemente allespressione:

i=J
Il modello risultante viene detto cinematico. Tale modello non in grado
di simulare i fenomeni di attenuazione del colmo di piena ma solo quelli di
traslazione lungo lasta fluviale.
I modelli parabolico e cinematico hanno avuto una certa diffusione nei
decenni passati, quando risultava oneroso risolvere le equazioni in forma
completa. Poich oggigiorno vengono utilizzati molto pi raramente non
verranno trattati nel seguito.
Appunti di Idrologia Prof. P. Mignosa

317

Cappio di piena
Ritornando allespressione completa dellequazione di bilancio della q.d.m.,
ricavando la cadente J e sostituendola nellequazione di Chezy si ottiene:

1 v v v h
q = A RJ = A R i
+
+
g t g x x
Dallequazione scritta si evince che, a
parit di profondit idrica (e quindi a
parit di A, ed R, la portata
transitante in una sezione fluviale in
condizioni di moto vario dipende dal
valore e dal segno dei termini
differenziali che compaiono sotto
radice. Il legame tra q ed h non
quindi univoco, ma presenta una tipica
forma a cappio (cappio di piena).
Ci in parziale contraddizione con
quanto ipotizzato nella costruzione della
scala delle portate a partire, ad
esempio, da misure di velocit in
campo.
Appunti di Idrologia Prof. P. Mignosa

scala delle portate


moto vario

q
318

Equazione di bilancio di massa e q.f.m. in h e v

h A v
h v A
+
+
+
=0
v
t B x
x B x h =cost

1 v + v v + h = (i J )
g t g x x

Bilancio di massa
Bilancio di q.d.m.

Come il sistema in q ed A dal quale si partiti, il sistema ottenuto in h e


v un sistema differenziale, alle derivate parziali, del primo ordine, non
lineare. La non linearit deriva dal fatto che i (alcuni) coefficienti che
moltiplicano le derivate parziali non sono costanti ma dipendono a loro
volta dalle variabili dipendenti h e v.

Appunti di Idrologia Prof. P. Mignosa

319

Metodo delle caratteristiche


Il metodo delle caratteristiche cerca di trasformare il sistema alle derivate
parziali in un sistema equivalente in cui compaiano le derivate totali.
Per una funzione f di due variabili (x, t) (ad esempio la velocit v), il
differenziale totale ha la seguente espressione:

df =

f
f
dx + dt
t
x

e dividendo per

dt si ottiene:

df f dx f
+
=
dt x dt t

Appunti di Idrologia Prof. P. Mignosa

320

Equazioni in forma caratteristica


Per verificare se possibile trasformare le eq. alle derivate parziali in
eq. alle derivate totali conviene effettuare la combinazione lineare delle
due equazioni attraverso un coefficiente (dimensionale) :

1 v v v h
h A v
h v A
+
+
+ = (i J )
+v +
+

x
x B x h =cost
t B x
g
t
g
x

Ragguppando i termini comuni ed ordinando si ottiene:

h
h v A
v A
v v
= (i J )
+ +
+ (v + ) +
t
x g t B
g x
B x h =cos t

(1)

Per ricondurre entrambe le funzioni h e v ad una forma in cui compaiono


le derivate totali occorre che il rapporto tra i coefficienti delle derivate
rispetto al tempo ed allo spazio sia il medesimo. Risulta quindi:

v + dx
=
=
1
dt

A
v
+
B
g

g
Appunti di Idrologia Prof. P. Mignosa

321

Equazioni in forma caratteristica


Risolvendo rispetto a

(v + ) = A + v
g
B
g

si ottiene

2
g

che coincide con la celerit


Sostituendo

A
A
= g
B
B

c di propagazione delle piccole perturbazioni.

=+c nellequazione (1) di pag 321 risulta:

h
v v
h c v c 2
v A
+ (v + c ) +
+ + c = c(i J )
t
g x
x g t g
B x h =cost
e raggruppando:

h
h c v
v
v A
+ (v + c ) + + (v + c ) = c(i J )
x g t
x
t
B x h =cost

Appunti di Idrologia Prof. P. Mignosa

322

Equazioni in forma caratteristica


Si supponga ora, per semplicit, di considerare un alveo prismatico a
sezione rettangolare. Risulta quindi:

A
=0

x

h =cost
Esprimendo

c2
h=
g

A Bh
=
=h
B
B

c = gh

h in funzione di c si ottiene:
h 2c c
=
t
g t

h 2c c
=
x g x

e sostituendo:

v
2c c
2c c c v
+ (v + c )
+ + (v + c ) = c(i J )
x
g t
g x g t
Dividendo per

c e moltiplicando per g:

(2c )
(2c ) v
v
+ (v + c )
+
+ (v + c ) = g (i J )
t
x
t
x
e raggruppando i termini derivati rispetto a

(v + 2c )
(v + 2c )
(
)
= g (i J )
+ v+c
t
x

Appunti di Idrologia Prof. P. Mignosa

t e rispetto a x si ottiene infine:

323

Equazioni in forma caratteristica

(v + 2c )
(v + 2c )
= g (i J )
+ (v + c )
t
x
Confrontando il primo membro dellespressione trovata con quella della
derivata totale di una funzione di due variabili:

df f f dx
= +
dt t x dt
si riconosce che risulta:

f = (v + 2c )

dx
= (v + c )
dt

e lequazione alle derivate parziali risulta quindi equivalente al sistema di


due equazioni alle derivate totali seguente

dx
dt = v + c

d (v + 2c ) = g (i J )
dt
Appunti di Idrologia Prof. P. Mignosa

324

Equazioni in forma caratteristica


In maniera analoga, sostituendo =c nellequazione (1) di pag 321 ed
introducendo le medesime ipotesi di alveo prismatico e rettangolare risulta:

dx
dt = v c

d (v 2c ) = g (i J )
dt
e quindi il sistema di due equazioni differenziali alle derivate parziali risulta
equivalente ai seguenti due sistemi di equazioni alle derivate totali:

dx
dt = v + c

d (v + 2c ) = g (i J )
dt

dx
dt = v c

d (v 2c ) = g (i J )
dt

La prima equazione di ciascun sistema rappresenta lespressione di una


linea (curva) nel piano spazio-tempo detta linea (o direzione o variet)
caratteristica.
Appunti di Idrologia Prof. P. Mignosa

325

Propagazione delle perturbazioni


Ricordando lespressione per il calcolo della profondit critica

k (ottenuta derivando

q 2 A3
lespressione dellenergia specifica e ricercandone il minimo):
=
g
B
e ponendo

q=vcA (con vc velocit critica) si deduce che in condizioni critiche: vc = g

A
B

c delle piccole perturbazioni. Ne consegue


che in condizioni di corrente veloce, essendo v > vc risulta anche v > c, mentre in caso di
corrente lenta risulta v < c. Le piccole perturbazioni, che in acqua ferma si propagano
coincidente con lespressione della celerit

uniformemente in tutte le direzioni, sono quindi in grado di risalire una corrente lenta,
ma vengono risospinte verso valle in condizioni di corrente veloce.
ct3

ct1

ct1
O

ct1
O2

O1

ct3

O2

O3

O1

ct2

O3

ct3

ct2

ct2

v=0

vt1
vt2
vt3

Appunti di Idrologia Prof. P. Mignosa

v<c

vt1
vt2

v>c

vt3

326

Direzioni caratteristiche nel piano x-t


Si consideri un piano riportante sullasse delle ascisse lascissa curvilinea x
e su quello delle ordinate il tempo t. In tale piano (piano spazio-tempo) la
prima equazione di ciascun sistema:

dx
=v+c
dt

dx
=vc
dt

rappresenta lespressione di una linea (curva) detta linea (o direzione o


variet) caratteristica. Tali linee esprimono le direzioni lungo le quali si
propagano le perturbazioni.
Poich risulta per una corrente
lenta v < c e per una corrente
veloce v > c le linee
caratteristiche sono:
una diretta verso monte (C)
ed una verso valle (C+) nel
caso di corrente lenta
entrambe rivolte verso valle
nel caso di corrente veloce

C
dx
= vc
dt

C+
dx
=v+c
dt

Corrente critica
C
dx
= vc
dt

C+
dx
=v+c
dt

Corrente lenta

C C
dx
= vc
dt
dx
=v+c
dt
+

Corrente veloce

x
Appunti di Idrologia Prof. P. Mignosa

327

Dominio di determinazione e regione di influenza

xB

x1 xA
P2

Dominio di
determinazione
del punto P1

P1

x2
Regione di
influenza del
punto P2

P1

x1 xA

xB x2 x

Appunti di Idrologia Prof. P. Mignosa

x1

P2

x2

x
328

Soluzione con il metodo delle caratteristiche (corrente lenta)


Risolvere il problema di moto vario
significa individuare, per la striscia
del piano spazio-tempo compresa tra
le ascisse x1 ed x2 e per t > 0 il valore
delle variabili dipendenti v e c (h).
Si consideri di conoscere gi la
soluzione in corrispondenza di due
punti interni A e B (non molto
distanti tra loro). La linea
caratteristica positiva (C+) passante
per A e quella negativa (C)
passante per B si intersecheranno in
un punto D, di coordinate xD e tD
incognite.

tD
A

tA
tB

Integrando il primo sistema di equazioni tra


D si ottiene:
Appunti di Idrologia Prof. P. Mignosa

B
x1

xA

xD xB x2 x

A e D ed il secondo tra B e

329

Soluzione con il metodo delle caratteristiche (corrente lenta)


tD
xD
dx = (v c )dt
tB
xB
v D 2 cD
tD
d (v 2c ) = g (i J )dt

2
c
t
B B
B

tD
xD
dx = (v + c )dt
tA
xA
v D + 2 cD
tD
d (v + 2c ) = g (i J )dt


v
+
2
c
t
A A
A

Negli integrali al primo membro di ciascuna equazione si hanno dei


differenziali esatti. Negli integrali al secondo membro compaiono invece
delle grandezze funzione del tempo (v+c, vc, J). Introducendo per esse
unapprossimazione trapezia:

vD+cD
vA+cA

tA
tD

(v + c )dt 2 [(v

tD

vB cB

JD

vD cD

JA

+ c A ) + (vD + cD )](tD t A )

tA

Appunti di Idrologia Prof. P. Mignosa

tD

tB

t
tD

(v c )dt 2 [(v

tB

cB ) + (vD cD )](tD tB )

tD

tA

t
tD

Jdt 2 (J

+ J D )(tD t A )

tA

330

Soluzione con il metodo delle caratteristiche per un punto interno


e sviluppando gli integrali si ottiene:

[(v A + cA ) + (vD + cD )](tD t A )


x
x

A
D
2

(v + 2c ) (v + 2c ) gi (t t ) g (J A + J D ) (t t )
D
A
A
D
A
D
A
D
2

xD xB 1 [(vB cB ) + (vD cD )](tD tB )

(J + J D ) (t t )
(vD 2cD ) (vB 2cB ) gi (tD tB ) g B
D
B

2
che rappresenta un sistema algebrico nelle quattro incognite principali xD,
tD (posizione del punto D nel piano spazio-tempo), vD e cD, oltre che
lincognita accessoria JD che pu essere calcolata aggiungendo al sistema
lequazione di Chezy:

v2
J= 2
R
Appunti di Idrologia Prof. P. Mignosa

331

Soluzione con il metodo delle caratteristiche per un punto sul


contorno di monte (corrente in ingresso lenta)
possibile integrare le equazioni
lungo il percorso BE
tE
xE
dx = (v c )dt
tB
xB
v E 2 cE
tE
d (v 2c ) = g (i J )dt

2
c
t
B B
B

tE

tB

Si ottiene:

x =x1 xB

E
1

xE xB 2 [(vB cB ) + (vE cE )](t E t B )

(v 2c ) (v 2c ) gi (t t ) g ( J B + J E ) (t t )
E
B
B
E
B
E
B
E
2

Le incognite sono 3 (poich xE=x1) mentre le equazioni che si possono


scrivere sono soltanto due. Per chiudere il bilancio tra equazioni ed incognite
quindi necessario conoscere una condizione al contorno di monte.
Appunti di Idrologia Prof. P. Mignosa

332

Soluzione con il metodo delle caratteristiche per un punto sul


contorno di monte (corrente in ingresso lenta)
Tipicamente, in un problema di propagazione,
in corrispondenza del contorno di monte
noto landamento temporale della portata:

q(x1)

q = q ( x1 , t )
Considerato che le variabili dipendenti sono
v e c la condizione si pu scrivere (alveo
rettangolare):

c2
vB = q ( x1 , t )
g

Aggiungendo tale equazione alle precedenti si ottiene:

1
[(vB cB ) + (vE cE )](tE tB )
x
x

B
E
2

(J B + J E ) (t t )

(
)
(
)
v
c
v
c
gi
t
t
g

E
E
B
B
E
B
E
B
2

B
2
v
c
= f (tE )
E
E
g

Appunti di Idrologia Prof. P. Mignosa

333

Soluzione con il metodo delle caratteristiche per un punto sul


contorno di valle (corrente in uscita lenta)
possibile integrare le equazioni
lungo il percorso AE
tE
xE
dx = (v + c )dt
tA
xA
v E + 2 cE
tE
d (v + 2c ) = g (i J )dt


v
+
2
c
t
A A
A

t
E

tE

tA

Si ottiene:

[(v A + c A ) + (vE + cE )](t E t A )

x
x
A
E
2

(v + 2c ) (v + 2c ) gi (t t ) g ( J A + J E ) (t t )
E
A
A
E
A
E
A
E
2

xA

xE=x2 x

Anche in questo caso le incognite sono 3 mentre le equazioni che si possono


scrivere sono soltanto due. quindi necessario conoscere una condizione al
contorno di valle per chiudere il bilancio tra equazioni ed incognite.
Appunti di Idrologia Prof. P. Mignosa

334

Soluzione con il metodo delle caratteristiche per un punto sul


contorno di valle (corrente in uscita lenta)
Vi possono essere vari casi:
confluenza in mare o in un grande
recapito: in questo caso pu essere
assegnato landamento dei livelli nel
tempo (costante, marea, ecc.);
confluenza in un altro corso dacqua pi
inportante: in questo caso pu essere
assegnato landamento dei livelli alla
confluenza (noto o dedotto per
interpolazione da misure idrometriche in
sezioni a monte ed a valle);
sezione generica sul corso dacqua nella
quale sia presente un idrometro: in
questo caso, se si sta effettuando la
simulazione di un evento storico, si pu
assegnare landamento misurato dei livelli
idrometrici.
Appunti di Idrologia Prof. P. Mignosa

x1

x1

x2

x2

x1
x2
idrometro
335

Soluzione con il metodo delle caratteristiche per un punto sul


contorno di valle (corrente in uscita lenta)
Sezione generica sul corso dacqua (in cui non sia presente un idrometro)
o simulazione di un evento sintetico (per il quale non possibile
assegnare un andamento registrato): in questo caso pu essere
assegnata, come c.c. di valle, una scala delle portate, ovvero un legame
(univoco) tra livelli e portate.
Poich in condizioni di moto vario tale legame non univoco, conviene
allontanare tale condizione dal tratto di reale interesse, prolungando il
tratto simulato verso valle.
Tratto di alllontanamento della c.c.

x1

*
2

x = x2*

x2
scala delle portate
Tratto di interesse

Appunti di Idrologia Prof. P. Mignosa

q
336

Soluzione con il metodo delle caratteristiche per un punto sul


contorno di monte (corrente in ingresso veloce)
Dallinterno del dominio non giunge in D
alcuna linea caratteristica. Non quindi
possibile scrivere alcuna equazione in forma
caratteristica. Ci significa che necessario
conoscere due condizioni al contorno di
monte.

tE

Oltre allandamento temporale della portata:

q=

B 2
vc = f1 (t )
g

pu essere assegnato landamento


temporale dei livelli:

xE=x1

c2
h=
= f 2 (t )
g
Dalle due relazioni precedenti si deduce:

cE = gf 2 (t E )

vE =

Appunti di Idrologia Prof. P. Mignosa

1 f1 (t E )
B f 2 (t E )
337

Soluzione con il metodo delle caratteristiche per un punto sul


contorno di valle (corrente in uscita veloce)
In linea del tutto generale, possibile
scrivere tutte e quattro le equazioni in
forma caratteristica:
1

[(v A + c A ) + (vE + cE )](tE t A )


x
x

E
A

(v + 2c ) (v + 2c ) gi (t t ) g (J A + J E ) (t t )
E
A
A
E
A
E
A
E
2

xE xB 1 [(vB cB ) + (vE cE )](tE tB )

(J + J E ) (t t )
(vE 2cE ) (vB 2cB ) gi (tE tB ) g B
E
B

t
E

tE
tA
tB

xA xB xE=x2

Nel sistema, oltre alle tre incognite nel punto E, pu identificarsi come quarta
incognita, ad esempio la posizione spaziale xB del punto B (noto tB) che
garantisca che la caratteristica C intersechi la C+ esattamente in E. In ogni
caso, non necessario introdurre alcuna condizione al contorno di valle.

Appunti di Idrologia Prof. P. Mignosa

338

Soluzione con il metodo delle caratteristiche: condizioni iniziali

t=0

A1

B1
A2

A3
B2

B3
A4

A5
B4

B5

Per iniziare il calcolo necessario conoscere, in una serie di punti al tempo t=0
collocati lungo lasta fluviale, il valore delle variabili dipendenti v e c (condizioni
iniziali). Ci corrisponde a conoscere lo stato del fiume al tempo t=0.
In generale le condizioni iniziali possono essere:
assegnate a partire da una condizione iniziale semplice (ad esempio acqua
ferma in un invaso);
dedotte da una preliminare simulazione di moto permanente;
dedotte da una precedente simulazione di moto-vario (c.d. hot-start).
Appunti di Idrologia Prof. P. Mignosa

339

Regola generale per identificare il numero e la collocazione delle


condizioni al contorno ed iniziali
Il numero e la collocazione delle condizioni al contorno ed iniziali deve
corrispondere al numero ed alla collocazione delle direzioni caratteristiche
che, dallesterno del dominio di calcolo, entrano nel dominio stesso.
Corrente lenta

t
1 c.c. monte

Corrente veloce

t
1 c.c. valle

2 c.c. monte

x2

x1

x1
2 condizioni iniziali

Appunti di Idrologia Prof. P. Mignosa

0 c.c. valle

x2

2 condizioni iniziali
340

Reticolo di linee caratteristiche

Note le c.c. e le c.i.


possibile
procedere nel
calcolo, risolvendo
prima i punti di tipo
D (primo livello),
poi quelli di tipo E
(secondo livello),
successivamente
quelli di tipo F, ecc..
I punti si
disporranno in
generale su una
griglia irregolare nel
piano spazio tempo.

Appunti di Idrologia Prof. P. Mignosa

F1
E1

E2
D1

A1

F3

F2

A2

E3
D2
A3

D3
A4

F4

E4

E5

F5
D5

E6

A5

A6

341

Reticolo di linee caratteristiche e interpolazione su una griglia


preassegnata
Per ottenere la
soluzione in
corrispondenza dei
punti di una griglia
preassegnata (non
necessariamente
regolare)
necessario
procedere ad una
interpolazione
partendo dalla
soluzione nei punti
del reticolo di linee
caratteristiche. Ci
introduce delle
approssimazioni
nella soluzione
interpolata.

Appunti di Idrologia Prof. P. Mignosa

x
punti con
soluzione nota

Punto con soluzione


incognita
342

Metodo delle caratteristiche su una griglia preassegnata (metodo


Hartree)

t
D

tD

tA ,tB

xD1 xA
punti con soluzione nota

Appunti di Idrologia Prof. P. Mignosa

xD

xB

xD+1

Punto con soluzione incognita

343

Metodo delle caratteristiche su una griglia preassegnata (metodo Hartree)


Integrando le quattro equazioni in forma caratteristica lungo

AD e BD :

[(v A + cA ) + (vD + cD )](tD t A )


x
x

D
A

(v + 2c ) (v + 2c ) gi (t t ) g (J A + J D ) (t t )
D
A
A
D
A
D
A
D
2

xD xB 1 [(vB cB ) + (vD cD )](tD tB )

( J + J D ) (t t )
(vD 2cD ) (vB 2cB ) gi (tD tB ) g B
D
B

2
si riconosce che, in questo caso, le incognite principali
sono otto. Se si introduce lipotesi di variazione lineare
delle grandezze si possono aggiungere le seguenti
quattro equazioni:

v A vD 1 x A xD 1
v v = x x
D
D 1
D
D 1

vB vD = xB xD
vD +1 vD xD +1 xD 1

c A cD 1 x A xD 1
=
cD cD 1 xD xD 1
cB cD
x xD
= B
cD +1 cD xD +1 xD 1

vD
vA
vD1
xD1

xA

xD

che chiudono il problema.

Appunti di Idrologia Prof. P. Mignosa

344

Metodo delle caratteristiche su una griglia preassegnata (metodo Hartree)


La necessit di interpolare, ad ogni passo di calcolo, la soluzione al passo
precedente introduce per delle approssimazioni che tendono ad
amplificarsi.

A e B ricadono
nellintervallo xD1, xD+1. Ci limita la lunghezza del passo di calcolo t che si
Inoltre il metodo risulta stabile solo se le ascisse dei punti

pu utilizzare. Tale condizione di stabilit verr meglio discussa pi avanti.

Appunti di Idrologia Prof. P. Mignosa

345

Metodo delle caratteristiche su una griglia preassegnata (metodo Hartree):


sul contorno di monte (corrente lenta)

t
E

tE

tB

xE

xB

punti con soluzione nota

Appunti di Idrologia Prof. P. Mignosa

xE+1

Punto con soluzione incognita

346

Metodo delle caratteristiche su una griglia preassegnata (metodo Hartree):


sul contorno di monte (corrente lenta)
Integrando le due equazioni lungo la caratteristica

BE:

[(vB cB ) + (vE cE )](tE tB )


x
x

E
B

(vE 2cE ) (vB 2cB ) gi (tE tB ) g (J B + J E ) (tE tB )

2
si riconosce che, in questo caso, le incognite principali sono cinque. Se si introduce
lipotesi di variazione lineare delle grandezze si possono aggiungere le seguenti due
equazioni:

xB xE
vB vE
=
v v
E +1 E xE +1 xE

cB cE = x B x E
cE +1 cE xE +1 xE
alle quali va aggiunta una c.c. di monte per chiudere il problema. Ad esempio, se noto
landamento della portata nel tempo:

cE2
qE = v E B = f ( t E )
g
Appunti di Idrologia Prof. P. Mignosa

347

Metodo delle caratteristiche su una griglia preassegnata (metodo Hartree):


sul contorno di valle (corrente lenta)

t
E

tE

tA

xE1 xA
punti con soluzione nota

Appunti di Idrologia Prof. P. Mignosa

xE

Punto con soluzione incognita

348

Metodo delle caratteristiche su una griglia preassegnata (metodo Hartree):


sul contorno di valle (corrente lenta)
Integrando le due equazioni lungo la caratteristica

AE:

[(v A + c A ) + (vE + cE )](tE t A )


x
x

E
A

(vE + 2cE ) (v A + 2c A ) gi (tE t A ) g (J A + J E ) (tE t A )

2
si riconosce che, anche in questo caso, le incognite principali sono cinque. Se si
introduce lipotesi di variazione lineare delle grandezze si possono aggiungere le
seguenti due equazioni:

v A vE 1 x A xE 1
v v = x x
E
E 1
E
E 1

c A cE 1 = x A xE 1
cE cE 1 xE xE 1
alle quali va aggiunta una c.c. di valle per chiudere il problema. Ad esempio, se noto
landamento della livello idrico nel tempo:

cE2
hE =
= f (tE )
g
Appunti di Idrologia Prof. P. Mignosa

349

Metodi alle differenze finite: generalit.


I metodi alle differenze finite sostituiscono alle derivate parziali dei
rapporti incrementali finiti, introducendo delle approssimazioni. I modi con
cui vengono espresse queste differenze distinguono i vari metodi tra loro.
Si consideri una funzione continua di due variabili f(x,t). La definizione di
derivata parziale della funzione, ad esempio rispetto a t, la seguente:

f ( x, t + t ) f ( x, t )
f
= lim
t t 0
t
ma pu anche scriversi:

f
f ( x, t ) f ( x, t t )
= lim
t t 0
t
oppure:

f ( x, t + t ) f ( x, t t )
f
= lim
t t 0
2t

f
f(x,t+t)

f(x,t)
f(x,tt)
tt t

t+t

Geometricamente la derivata parziale rappresenta la tangente alla


funzione nel punto (x, t), mentre i rapporti incrementali rappresentano
le secanti in avanti, allindietro o centrata.
Appunti di Idrologia Prof. P. Mignosa

350

Metodi alle differenze finite: generalit.


Sviluppando in serie di Taylor la funzione

f nellintorno di t+t e tt si ottiene:

2 f
f
f ( x, t + t ) = f ( x, t ) + t + 2
t x ,t
t

t 2 3 f

+ 3
x ,t 2 t

t 3

+ ....
3
!
x ,t

(1)

2 f
f
f ( x, t t ) = f ( x, t ) t + 2
t x ,t
t

t 2 3 f

3
2
x ,t
t

t 3

+ ....
3
!
x ,t

(2)

Dalla (1), portando al primo membro il termine

2 f
f ( x, t + t ) f ( x, t ) f
= + 2
t
t x ,t t

f(x,t) e dividendo per t risulta:

t 3 f

+ 3
2
x ,t
t

t 2

+ ....
3
!
x ,t

(3)

t 3 f

+ 3
2
x ,t
t

t 2

+ ....
3
!
x ,t

(4)

Analogamente dalla (2):

2 f
f ( x, t ) f ( x, t t ) f
= 2
t
t x ,t t

Sommando la (3) e la (4) e dividendo per

3 f
f ( x, t + t ) f ( x, t t ) f
= + 3
2 t
t x ,t t
Appunti di Idrologia Prof. P. Mignosa

2 si ottiene poi:

t 2

+ ....
3
!
x ,t
351

Metodi alle differenze finite: generalit.


In definitiva si pu scrivere:

f
f ( x, t + t ) f ( x, t )
=
O(t )
t
t
dove il termine O(t) sta ad indicare che i primi termini che si sono
trascurati (presumibilmente i pi grandi) sono moltiplicati per t alla
prima potenza. Si dice pertanto che la discretizzazione della derivata
parziale con una differenza finita in avanti accurata al primo ordine.
In maniera analoga risulta:

f ( x, t ) f ( x, t t )
f
=
+ O(t )
t
t
e quindi anche la discretizzazione della derivata parziale con una differenza
finita allindietro accurata al primo ordine.
Risulta invece:

f ( x, t + t ) f ( x, t t )
f
=
O(t 2 )
t
2t
e quindi la discretizzazione della derivata parziale con una differenza finita
centrata accurata al secondo ordine.
Appunti di Idrologia Prof. P. Mignosa

352

Metodi alle differenze finite: nomenclatura

Istante
temporale tn+1

t
n+1

n +1
j

n1

Posizione
spaziale xj

1
0

Funzione
incognita

j1

j+1

Appunti di Idrologia Prof. P. Mignosa

353

Metodi alle differenze finite: schema leap-frog

t
n+1
n
f jn +1 f jn 1
f

t
2t
f jn+1 f jn1
f

x
2x
f

n
j 1

+f
2

n
j +1

n1

1
0

Appunti di Idrologia Prof. P. Mignosa

j1

j+1

x
354

Metodi alle differenze finite: schema leap-frog


Partendo dalle equazioni scritte in
termine di non prismaticit I2:

q ed A ed omettendo, per semplicit il

A q
t + x = 0

q
q
+ + gI1 = gA(i J )

t x A

ed introducendo le discretizzazioni prima viste si ottiene:

Anj +1 Anj 1 q nj+1 q nj1


+
=0

t
x
2
2

n
n

q2
q2

n +1
n
n
n 1
A
A
(
)
(
)

I
I
q
q

Anj1 + Anj+1
Anj1 J nj1 + Anj+1 J nj+1

1
1
j
j +1
j 1
j +1
j 1
j
+g
= gi
g
+
2t
2x
2x
2
2
Nelle due equazioni scritte per il punto j compaiono solo due grandezze
incognite. Il sistema pu quindi essere risolto.
Ci si comporta analogamente per tutti gli altri (J2) punti interni.
Appunti di Idrologia Prof. P. Mignosa

355

Metodi alle differenze finite: schema leap-frog


Il metodo non direttamente applicabile sui contorni poich un punto
risulta esterno al dominio. Sul contorno si pu utilizzare, ad esempio, il
metodo delle caratteristiche su griglia preassegnata (metodo Hartree).

t
n+1
n

n1

1
0

Appunti di Idrologia Prof. P. Mignosa

j1

j+1

x
356

Metodi alle differenze finite: schema di Lax

n +1
j

n
f jn+1 + f jn1
f j + (1 )

f jn+1 f jn1
f

x
2x

0 1

t
n+1
n
n1

1
0

Appunti di Idrologia Prof. P. Mignosa

j1

j+1

x
357

Metodi alle differenze finite: schema di Preissmann


Il metodo di Preissmann calcola le derivate attraverso uninterpolazione
bilineare sui quattro punti (j, n), (j+1, n), (j, n+1), (j+1, n+1)

] [

f jn++11 + f jn +1 f jn+1 + f jn
f

2 t
t

] [

f + (1 ) f f + (1 ) f
f

x
x
f jn++11 f jn +1 + (1 ) f jn+1 f jn
=
x
n +1
j +1

[ f

[f
=

n
j +1

n +1
j +1

+ (1 ) f

n +1
j

n
j +1

n +1
j

+ (1 ) f

n +1
j +1

+ f jn +1
2

] + (1 ) [ f

n
j

]=

]+ [ f

n
j +1

[f

+ f jn
2

n
j

[ f

n +1
j

+ (1 ) f

+ f jn+1

2
f jn++11 + (1 ) f jn+1

n+1
t

]=

n
j

n +1
j +1

x
2

[f

n
j +1

+ f jn

j+1

0.5 1
Appunti di Idrologia Prof. P. Mignosa

358

Metodi alle differenze finite: schema di Preissmann


Partendo dalle equazioni scritte in
termine di non prismaticit I2:

q ed A ed omettendo, per semplicit il

A q
t + x = 0

q
q
+ + gI1 = gA(i J )

t x A

ed introducendo le discretizzazioni prima viste si ottiene:

] [

] [

] [

Anj++11 + Anj +1 Anj+1 + Anj


q nj++11 q nj +1 + (1 ) q nj+1 q nj
+
=0

t
x
2

n +1
n +1
n
n

q 2
q2

q2


q2

+ gI1 + gI1 + (1 ) + gI1 + gI1


n +1
n +1
n
n
q j +1 + q j q j +1 + q j
j
j +1 A
j
j +1 A
A
A
+
+

x
2

( AJ )nj ++11 + ( AJ )nj +1


Anj++11 + Anj +1
( AJ )nj+1 + ( AJ )nj
Anj+1 + Anj
+ (1 )
+ (1 )
= gi
g

2
2
2
2

Appunti di Idrologia Prof. P. Mignosa

359

Metodi alle differenze finite: schema di Preissmann


Nelle due equazioni scritte per il punto j compaiono quattro grandezze incognite. Il
sistema non pu quindi essere risolto da solo. Occorre concatenarlo con tutti gli altri
sistemi scritti per gli altri punti al livello temporale incognito n+1 e con le condizioni al
contorno. Si ottiene cos un unico grande sistema di

(A

n +1
j

2J equazioni nelle 2J

incognite

, q nj +1 , ( j = 1, 2, ..., J )

Il sistema non lineare. Dopo averlo linearizzato, ad esempio con il metodo di NewtonRaphson, si ottiene:

m11 m12
m
m22
21
m31 m32

0
0
0
0

..
..
..
..

0
0
0
0

0
0

m23 m24
m33 m34

0
0

0
0

0
0

0
0

0
0

m43 m44

m45

m46

m53
..

m54
..

m55
..

m56
..

0
..

0
..

0
..

..

..

..

..

..

..

..

0
0

0
0

0
0

0
0

Appunti di Idrologia Prof. P. Mignosa

mJ 2 , J 3 mJ 2 , J 2
mJ 1, J 3 mJ 1, J 2
0

mJ 2, J 1
mJ 1, J 1
mJ , J 1

0 A1
n1
n
0 q1

0 A2
n3

0 q2
n
4
..
0 ..
=

.. ..
..

n J 3
.. AJ 1

mJ 2, J qJ 1
n
J 2
nJ 1
mJ 1, J AJ

mJ , J qJ n +1 nJ
360

Metodi alle differenze finite: schemi espliciti e impliciti


Nel metodo leap-frog e di Lax precedentemente visti (ed in altri metodi analoghi) le
incognite compaiono solo nella discretizzazione delle derivate rispetto al tempo. Le
derivate spaziali sono invece calcolate a partire da grandezze al tempo n e contengono
quindi valori noti. Ci comporta la possibilit di scrivere, per ogni punto di calcolo, un
sistema di due equazioni in due incognite. Ciascuno di questi sistemi pu essere risolto
indipendentemente dagli altri.
Per calcolare le grandezze incognite al livello temporale (n+1) bisogna quindi risolvere

J sistemi di due equazioni in due incognite. Schemi siffatti sono detti espliciti.
Nei metodo di Preissmann (o in altri metodi analoghi) le incognite compaiono, oltre che
nella discretizzazione delle derivate rispetto al tempo, anche nella discretizzazione
delle derivate spaziali. Per calcolare le grandezze incognite al livello temporale (n+1)
bisogna quindi risolvere un sistema concatenato di
Schemi siffatti sono detti impliciti.

2J equazioni nelle 2J

incognite.

Poich il numero di operazioni necessarie per risolvere J sistemi di due equazioni in


due incognite minore del numero di operazioni necessarie per risolvere un unico
sistema di 2J equazioni (anche se diagonale) sembrerebbe che i metodi espliciti
convengano rispetto a quelli impliciti.

Appunti di Idrologia Prof. P. Mignosa

361

Metodi alle differenze finite: condizioni di stabilit degli schemi espliciti


In realt si dimostra che gli schemi espliciti sono, dal punto di vista numerico,
condizionatamente stabili. Occorre per essi rispettare un criterio che stabilisce un
limite alla lunghezza del passo temporale t. Tale criterio, detto criterio di CourantFriedrichs-Lewy (CFL), impone che sia rispettata la seguente condizione:

x
v + c max

dove v + c max rappresenta il massimo valore (in modulo) della somma della velocit
media e della celerit di propagazione. Ci equivale, come mostrato in figura, ad
imporre che tutte le C+ (linearizzate) che giungono dal livello temporale n a quello

(n+1) siano comprese nel x precedente.

x
n+1
n

t v + c max x

t
x
t v + c max

Anche lo schema Hartree deve rispettare questa condizione.


Appunti di Idrologia Prof. P. Mignosa

362

Metodi alle differenze finite: condizioni di stabilit


La condizione di stabilit pu essere molto restrittiva. Si consideri ad
esempio di descrivere un corso dacqua con sezioni a distanza relativa di 500
m. Nellipotesi che, in condizioni di piena, si verifichino velocit massime
dellordine di 4 m/s e profondit idriche massime dellordine di 10 m risulta:

c = gh 10 m/s

500
= 35.7 s
4 + 10

Ci comporta la necessit di effettuare numerosi passi di calcolo, anche se


il fenomeno che si sta studiando piuttosto lento.
Gli schemi impliciti possono invece essere resi, con unopportuna scelta dei
parametri, incondizionatamente stabili. Ad esempio lo schema di
Preissmann incondizionatamente stabile per 0.5 1.
Per quanto ogni passo di calcolo sia pi oneroso, possibile per
commisurare il passo t alleffettiva evoluzione temporale del fenomeno in
studio. Se il fenomeno piuttosto lento, come ad esempio accade nella
simulazione di una piena di un fiume di pianura, possibile utilizzare passi
temporali dellordine di 5-15 minuti, riducendo quindi complessivamente il
numero di operazioni ed, in definitiva, il tempo di elaborazione, rispetto ai
metodi espliciti.
Appunti di Idrologia Prof. P. Mignosa

363

Metodi alle differenze finite: riassunto schemi espliciti ed impliciti


Espliciti:

Le incognite compaiono solo nella


discretizzazione delle derivate rispetto al
tempo.
La discretizzazione delle derivate spaziali
effettuata invece ad un passo temporale noto.
Ne consegue che si pu risolvere ogni punto di
calcolo separatamente dagli altri.

Vantaggi:
Lo schema numerico
che ne deriva assai
semplice, dovendo
risolvere sistemi di 2 eq.
in 2 incognite.
Ogni passo di calcolo
pi veloce rispetto a
quello di uno schema
implicito.

Svantaggi:
Il passo di calcolo t
deve essere piccolo,
dovendo rispettare la
condizione CFL.

Utilizzo:
Sono convenienti quando il fenomeno in studio
di per s rapido (onde di piena brevi, fenomeni
indotti da manovre su organi mobili, cedimenti
strutturali, ecc.).

Appunti di Idrologia Prof. P. Mignosa

Impliciti:

Le incognite compaiono, oltre che nella


discretizzazione delle derivate temporali, anche in
quella delle derivate spaziali. Ne consegue che non
si pu risolvere ogni punto di calcolo
separatamente dagli altri, ma occorre risolvere un
sistema concatenato.

Vantaggi:
Possono essere
incondizionatamente
stabili. Il passo di
calcolo t non deve
rispettare alcuna
condizione di stabilit,
ma deve essere
commisurato solo
alleffettiva velocit di
evoluzione temporale
del fenomeno fisico.

Svantaggi:
Lo schema numerico
che ne deriva pi
complesso, dovendo
risolvere ad ogni
passo di calcolo un
sistema concatenato.
Ogni passo di calcolo
pi lento rispetto a
quello di uno schema
esplicito.

Utilizzo:
Sono convenienti quando il fenomeno in studio
lento (onde di piena in fiumi di pianura, fenomeni
indotti da marea (non sempre) ecc.).

364

Conclusione del corso di Idrologia a.a. 2010-2011


Dopo svariati anni che tengo questo insegnamento mi sono reso conto che, pur essendovi in
commercio validi testi di Idrologia, gli studenti avevano qualche difficolt sia a reperire alcuni
degli argomenti trattati nel corso, sia a ritrovare nei testi consigliati la stessa nomenclatura e lo
stesso approccio metodologico da me usato durante le lezioni.
La preparazione degli studenti si basava quindi essenzialmente su appunti personalmente
raccolti o su quelli lasciati a disposizione da qualche collega presso il centro di
fotodocumentazione. Di questi ultimi, per quanto in linea di massima ben fatti, non mi assumo
alcuna responsabilit, anche se vi indicato in copertina il mio nome (solo come docente, per).
Questanno ho quindi deciso di preparare una serie di trasparenti, che ho utilizzato nel corso
delle lezioni e che ho messo a disposizione sul sito del corso per aiutare, nei limiti con cui dei
trasparenti possono farlo, lo studente nello studio.
Durante e dopo la stesura ho cercato di controllare che tutti i disegni, le equazioni e le
considerazioni fossero corretti.
Gli errori per, come si sa, sono in agguato. Solo il tempo e molti lettori riusciranno, poco a
poco, ad individuarli e mi consentiranno quindi di correggerli.
Sar quindi grato a tutti gli studenti che mi segnaleranno gli errori che, inevitabilmente, ho
sparso qua e l.
Sar grato anche a tutti coloro che mi indicheranno trasparenti che, a loro parere, sono poco
chiari, aiutandomi a riscriverli in modo, si spera, pi comprensibile.
Sono naturalmente a disposizione degli studenti per chiarimenti negli orari di ricevimento (ed
anche in altri orari, previo appuntamento).
Auguro a tutti buono studio
Parma, 19 gennaio 2011

Appunti di Idrologia Prof. P. Mignosa

Prof. Paolo Mignosa

365

Conclusione del corso di Idrologia a.a. 2010-2011


IL LUPO e LAGNELLO

IL LUPO e LAGNELLO

Un giorno un lupo e un agnello, spinti

Un giorno un lupo e un agnello, spinti

(Fedro, Roma, circa 20 d.c.)

dalla sete, si trovarono a bere al medesimo


ruscello.

Mentre il lupo stava in alto, lagnello era


pi in basso.

Ed ecco che il brigante, spinto dalla sua

insaziabile fame, suscit un pretesto per


litigare.

- Perch disse il lupo hai reso torbida


(turbulentam) lacqua che sto bevendo? -

Lagnellino, spaventato, replic: Come


potrei fare ci di cui ti lamenti, lupo?

Lacqua parte da te e poi scende alla mia


bocca -

Sconfitto dalla forza della verit il lupo


disse: Hai sparlato di me sei mesi fa -

Lagnello rispose: Veramente non ero


ancora nato -

Ma il lupo url di nuovo: Allora fu tuo

padre a parlar male di me E lanciandosi


sul povero agnellino lo sbran, dandogli
ingiusta morte.

Appunti di Idrologia Prof. P. Mignosa

(Apocrifo, Parma, circa 2011 d.c.)

dalla sete, si trovarono a bere al medesimo


ruscello.

Mentre il lupo stava in alto, lagnello era


(non molto) pi in basso.

Ed ecco che il brigante, spinto dalla sua


insaziabile fame, suscit un pretesto per

litigare.

- Perch disse il lupo hai reso torbida


(turbulentam) lacqua che sto bevendo? -

Lagnellino, spaventato, replic: Come


potrei fare ci di cui ti lamenti, lupo?

Lacqua parte da te e poi scende alla mia


bocca -

Ma il lupo, che aveva studiato Idrologia,


rispose: ho verificato che ci possibile,
perch

la

corrente

lenta

le

perturbazioni possono risalire la corrente!

E lanciandosi sul povero agnellino lo


sbran.

366