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Prima domanda: Caratterizzazione sismica dei suoli

La valutazione della risposta sismica locale (RSL) risulta importante per la definizione dell'azione
sismica di progetto, in quanto la caratterizzazione delle modifiche subite e trasmesse dal substrato
rigido rappresentano la manifestazione dell'azione stessa.
In un approccio semplificativo il geotecnico dovr indagare sia il sottosuolo caratterizzandolo, sia
indicare le condizioni topografiche del luogo.
Nel processo di caratterizzazione del substrato si andr a valutare la velocit equivalente di
propagazione delle onde di taglio entro i primi 30 metri di profondit.
Vengono quindi individuate 7 categorie (A,B,C,D,E,S1 e S2). Per i suoli appartenenti alle categorie
S1 ed S2 si rivela necessario predisporre analisi ulteriori, in quanto ci si trova in presenza di terreni
soggetti o a liquefazione oppure contenenti argille ad elevata sensitivit (questi elementi possono
portare ad un collasso significativo del terreno stesso). La normativa richiede il soddisfacimento a
cascata di cinque punti per definire un terreno di tipo S1 o S2 (magnitudo attesa <5 durante il
tempo di vita dell'opera, accelerazione massima <0.1g, posizionamento della faglia a meno di 15m,
valutazione di aspetti derivanti dall'analisi della curva di liquefazione).
Le condizioni topografiche vengono invece classificate in base alle configurazioni superficiali.
Sono state individuate 4 categorie principali: T1 (superficie piana), T2, T3 e T4 (rilievo di
inclinazione media >30 gradi).
Successivamente per la definizione della forma spettrale verranno, in relazione a queste categorie
considerati coefficienti tabellati:
Ss: coeff di amplificazione statigrafica
St: coeff di amplificazione topografica
e quindi Ss=Ss*St : coeff di categorizzazione del suolo e dell condizione topografica
Solitamente nella verifica sismica per la prima grandezza da determinarsi il periodo di ritorno Tr
dell'azione sismica: esso caratterizza la pericolosit sismica del luogo, in quanto di fatto esprime la
probabilit, che in un certo lasso di tempo si verifichi nello stesso luogo un evento sismico di entit
almeno pari a un valore prefissato. Tale delta t viene definito come periodo di riferimento Vr (anni).
A livello di normativa si aggiunge anche il cos detto periodo di vita nominale della struttura
(<10;>50;>100) affiancato alla classe d'uso Cu, dove per quest'ultimo vengono tenute presenti le
possibili conseguenze di un eventuale collasso (parziale o totale) della struttura.
In fase di progettazione risulta poi di fondamentale importanza anche la valutazione degli stati
limite ultimo e di esercizio.
Per un'analisi pi dettagliata del problema di RSL si richiede lo studio dello spettro di progetto
confrontato con lo spettro elastico corrispondente. La normativa fornisce per un dato sito la forma
dello spettro di risposta elastico (ricavato mediante studi di tipo probabilistico e tenendo conto della
risposta del sottosuolo). Gli spettri di normativa sono definiti assegnando il valore di ag (valore di
accelerazione massima, reperibile su carta anche a livello comunale), il valore di S (fattore di
amplificazione stratigrafica e topografica), e la forma dello spettro in relazione alla classe di
sottosuolo.
La normativa indica inoltre le metodologie operative differenti in base al tipo di opera in progetto
(es. opere di sostegno conoscenza dei parametri Kv e Kh ; punti di applicazione delle forze a un
terzo o a un mezzo dalla base ecc.)
DOMANDA 2: IL PERMEAMETRO A CARICO COSTANTE E VARIABILE
La maggior parte dei problemi di carattere Ingegneristico-Edilizio devono tenere conto della
presenza di acqua nei terreni. Un importante coefficiente, derivante dagli studi dello scienziato
darcy sui flussi monodimensionali orizzontali in sabbia, per l'appunto il coefficiente di
permeabilit.
Esso anche se risulta dipendente a livello teorico-analitico anche dalla densit del fluido e dalla

temperatura del terreno, a livello pratico si considerano solamente le variazioni delle caratteristiche
di quest'ultimo. Il campo di variazione del coefficiente k risulta essere piuttosto ampio (10elevato
alla -12 10elevatoalla -2 1). I terreni a grana grossa influenzano il k in base alla granulometria
e alla dimensione dei canali di flusso che si creano in fase di deposito.
Per i terreni a grana fine invece il k deve tenere conto sia delle componenti mineralogiche che della
struttura (interazione elettrica tra le particelle di acqua e i grani). Altro elemento influenzante k il
grado di saturazione, che risulta essere di fatto direttamente proporzionale alla permeabilit.
La determinazione della permeabilit pu avvenire principalmente in tre modi:
-utilizzando correlazione (per esempio i grafici di Prugh)
-utilizzando un approccio sperimentale in laboratorio
-utilizzando un approccio sperimentale in sito.
Le misure in laboratorio per solitamente risultano essere meno affidabili rispetto a quelle in sito e
solitamente coinvolgono materiali da costruzione.
In laboratorio si possono affrontare principalmente tre tipi di prove differenti per tre diversi valori di
k:
1. PERMEAMETRO A CARICO COSTANTE per k>10elevato alla -5 m/s (solitamente per terreni
a grana grossa)
2.PERMEAMETRO A CARICO VARIABILE per k compreso tra 10 elevato alla -8 e 10 elevato
alla -5 (solitamente per terreni a grana fine)
3.ANALISI DEI RISULTATI DELLA PROVA EDOMETRICA per k<10elevato alla -8
Per quanto riguarda invece le prove in sito si possono individuare invece tre principali tipi di prova:
1.PROVE A POZZETTO SUPERFICIALE (prove rapide solo per strati superficiali per terreni
sopra falda aventi k>10elevato alla -6)
Esistono poi due tipi di prova a pozzetto superficiale: a carico costante (portata immessa q
costante), a carico variabile (il pozzetto viene riempito e successivamente si considera
l'abbassamento nel tempo del livello)
2.PROVE IN FORO DI SONDAGGIO
-forniscono un valore puntuale di k, limitata alla verticale e alla profondit
-le pareti del foro devono essere rivestite con tubazione
-il filtro deve avere una granulometria calibrata opportunamente
Le prove in foro di sondaggio possono essere a carico costante (di immissione o di
emunginamento), a carico variabile (di risalita o di abbassamento)
3.PROVA DI EMUNGINAMENTO O POMPAGGIO (k medio alto)
Dopo aver posto un pozzo nello strato d'esame si fa partire da quest'ultimo un pompaggio d'acqua in
direzione dei pozzi adiacenti fino a quando non si raggiunge una situazione stabile in tutti i pozzi
Il valore di k viene determinato ricorrendo a due formulazioni differenti in base al tipo di falda
(artesiana o freatica) in analisi. E' opportuno in ogni caso conoscere la stratrigrafia del terreno
oggetto di studio, le condizioni iniziali e l'estensione dell'acquifero.
DOMANDA 3: INDAGINI GEOGNOSTICHE IN SITO
In tutte le fasi di progettazione di un'opera ingegneristica oltre alle propriet fisico-meccaniche
caratterizzanti la stessa, necessario che il progettista sia a conoscenza della stratigrafia propria del
volume significativo dove agir la struttura. Ogni fase (di fattibilit, definitiva od esecutiva)
richieder un certo livello di conoscenza generale, caratterizzante o dettagliata, proporzionata alla
complessit delle condizioni del suolo, all'importanza dell'opera e al costo delle indagini stesse.
Queste ultime, in sito e in laboratorio, agendo complementariamente, consentono di delineare un
modello geotecnico, che pi si avvicina alla realt fisica in cui ci si ritrova ad operare. Tutto ci
reso possibile dall'uso di correlazioni (primarie, secondarie o empiriche) che intervengono

soprattutto in fase di analisi fisico-matematica del problema geotecnico.


L'affidabilit del modello e quindi poi della struttura stessa risulta, come gi accennato sopra,
direttamente proporzionale al costo investito dagli attori del processo nelle varie fasi di
realizzazione dell'opera.
Le indagini geognostiche possono essere principalmente di due tipi: dirette o indirette.
Le prime riportano le caratteristiche fisico.meccaniche del sottosuolo e sono le:
PERFORAZIONI DI SONDAGGIO: indagine di tipo subverticale (nel caso di falde pu essere
anche suborizzontale). I sondaggi possono essere condotti A DISTRUZIONE oppure a
CAROTTAGGIO CONTINUO: nel primo caso si ha come fine il solo raggiungimento di una certa
profondit; nel secondo si vuole conoscere la stratigrafia e le carote verranno catalogate in cassette
poste in luogo riparato e fotografate. Le metodologie di carottaggio continuo possono essere
diverse:
a)a percussione: per materiali sciolti e non profondit elevate
b)a rotazione: per qualsiasi tipo di terreno e per elevate profondit; metodo rapido;attrezzatura
composta da una batteria di aste di perforazione collegate ad un argano posto su un mezzo
semimovente; questo tipo di perforazione avviene solitamente con circolazione di fango per
impedire ai fluidi di ostacolare l'avanzare dell'operazione e per mantenere stabili le pareti.
Una valida alternativa al carotiere il campionatore (tubo di acciaio che permette la raccolta di
materiale tramite una scarpa tagliente e una camicia interna).
Le seconde consentono di ottenere informazioni sulla struttura, sulle deformazioni, sulle geometrie,
sulle caratteristiche meccaniche e geotecniche attraverso la registrazione ed elaborazione di
parametri fisici. Tra le indagini indirette ricordiamo:
1.PROVE PENETROMETRICHE DINAMICHE: consiste nella ricaduta di un maglio con
campionatore e alla registrazione del numero di colpi necessari a produrre l'infissione nei primi
45cm complessivi con suddivisione rispettivamente di prove ogni 15cm. Si valuta quindi il
parametro N(SPT) di resistenza alla penetrazione. Per i terreni sabbiosi l'indice viene utilizzato per
la rottura del terreno e quindi per la resistenza al taglio a cui poi seguono le valutazioni di densit
relativa e dell'angolo di resistenza al taglio attraverso formulazioni empiriche (come per esempio
Skempton) (formule). Nei terreni a grana fine invece consentita solamente la resistenza al taglio
non drenata c(u).
2.PROVE PENETROMETRICHE STATICHE: tramite la penetrazione a una velocit fissata
anticipatamente, una punta conica viene fissata nel terreno e fatta avanzare. Vengono quindi
misurate le forze di reazione dalle quali si ricavano le relative resistenze. Oggi come oggi si
utilizzano due tipi diversi di penetrometri:
a) penetrometro meccanico: misura anche la resistenza di attrito laterale
b)penetrometro elettrico: dove le resistenze laterali e di punta vengono misurate direttamente
tramite dei trasduttori. Possono per verificarsi degli errori nel corso delle misurazioni dovute a
fattori locali e di calibrazione. Risultati grafici diretti ma costo maggiore.
I grafici che si ricavano da queste prove hanno: in ordinata la resistenza e in ascissa la profondit.
In base ai risultati delle resistenze laterali e sulla punta riscontrate si pu ricavare la stratigrafia del
terreno riferendosi a grafici preimpostati. Successivamente si possono ricavare i valori, della densit
relativo, delle resistenze al taglio e degli angoli di attrito.
3.PROVE PENETROMETRICHE STATICHE CON PIEZOCONO: penetrometro statico a punta
elettrica che per mezzo di un elemento poroso posto alla base della punta conica, permette di
registrare anche i valori della pressione interstiziale sia in regime di avanzamento che in stato
fermo.
4.PROVE CON DILATROMETRO MARCHETTI: una lama piatta d'acciaio presenta una
faccia ricoperta da una sottile membrana circolare d'acciaio che viene deformata per
mezzo di aria compressa. La lama viene conficcata verticalmente nel terreno. Alla
profondit prefissata la membrana viene dilatata orizzontalmente. La prova di carico

quindi orizzontale e la resistenza del terreno viene dedotta dalla misura della pressione
d'aria introdotta all'interno dello strumento per ottenere la dilatazione predeterminata
della membrana. Dalla resistenza orizzontale del terreno si riesce a risalire ai parametri
geotecnici di interesse.

5.VANE TEST: in questo caso all'estremit del cilindro vi sono quattro alette che nello stato di
avanzamento misurano la coppia di torsione. Per questa prova non vi possibilit di drenaggio.
Viene utilizzata per argille di bassa consistenza.
6.PROVE PRESSIOMETRICHE: La prova pressiometrica consente, tramite una sonda cilindrica
inserita in foro di sondaggio ad espansione controllata, di stimare la resistenza alla deformazione
orizzontale delle pareti del foro e quindi del terreno. La prova viene eseguita per gradini di
pressione crescente L'entit della deformazione del terreno, per espansione radiale a seguito
dell'applicazione del carico di pressione, viene misurata in superficie attraverso la variazione del
livello della colonna d'acqua.
8.INDAGINI GEOFISICHE