Sei sulla pagina 1di 3

Ass. Ricordi e Tradizioni in memoria del Dr.

Luigi Buono
Via Purgatorio 9 - 85050 Marsicovetere (PZ)
097569036 - ricordilucani@gmail.com
C.F. 96078530761

LA BRIGANTESSA LUCANA
La Basilicata fu pi di ogni altra regione italiana terra di briganti e
brigantesse. L dove pi forte fu la fame di terra, fior il pi importante
movimento di rivolta contro la piemontesizzazione dell'Italia meridionale.
Tra le brigantesse lucane, ricordiamo Maria Rosa Marinelli, di cui sono
stati ricostruiti gli atti del processo per manutengolismo a favore del
brigantaggio. Per chi volesse saperne di pi, consiglio la lettura del libro
La storia del Risorgimento che non c' sui libri di storia di Giovanni
Fasanella e Antonella Grippo (Sperling & Kupfer, 2010).
La storia di Maria Rosa quella di tante ragazze del Sud, figlie di poveri
braccianti. Da questo punto di vista, la sua vicenda costituisce una sorta di
paradigma; il tempo di queste ragazze era scandito tra il lavoro nei campi
come braccianti d'estate e la tessitura della lana durante l'inverno. Spesso
le uniche occasioni di socializzazione erano le feste religiose del paese,
dove facevano bella mostra di s ex soldati borbonici, uomini circondati ad
un alone di fascino, accentuato dalla loro divisa azzurro cupo con i bottoni
dorati. Bastava uno sguardo perch scoppiasse l'amore e insieme al nuovo
sentimento, l'inizio, per le donne, di una vita impossibile. Gli ex soldati del
Re bomba erano sovente sorvegliati speciali della Guardia nazionale,
perch sospettati, e non a torto, di brigantaggio e insieme a loro, le loro
donne, che, per sfuggire a una vita di persecuzioni e stenti, si davano alla
macchia divenendo drude di briganti. Poteva poi accadere che durante un
conflitto armato il capobrigante morisse e la sua donna si costituisse.
Giudicata dai Tribunali militari che erano stati istitutiti in seguito alla
legge Pica, la donna, riconosciuta colpevole, veniva condannata ai lavori
forzati, dopodich ritornava alla vita normale , spesso tra onori e
riconoscenze. Diversa sorte era riservata agli uomini , come mostrano le
numerose foto scattate dai fotografi ufficiali dell'esercito, macabri trofei da
esibire come deterrenti contro il brigantaggio.

Associazione Ricordi e Tradizioni in memoria del Dr. Luigi Buono

C.F. 96078530761

Ass. Ricordi e Tradizioni in memoria del Dr. Luigi Buono


Via Purgatorio 9 - 85050 Marsicovetere (PZ)
097569036 - ricordilucani@gmail.com
C.F. 96078530761

Associazione Ricordi e Tradizioni in memoria del Dr. Luigi Buono

C.F. 96078530761

Ass. Ricordi e Tradizioni in memoria del Dr. Luigi Buono


Via Purgatorio 9 - 85050 Marsicovetere (PZ)
097569036 - ricordilucani@gmail.com
C.F. 96078530761

Maria Rosa Marinelli era una poverissima contadina di Marsicovetere,


dal 1862 druda del capobrigante Angelantonio Masini, terzo tra i massimi
ricercati dopo Carmine Crocco e Ninco Nanco. E' con lui quando il 20
dicembre 1864 il brigante viene sorpreso dalla Guardia nazionale nella
casa di un ex manutengolo di Padula. Masini viene ucciso, mentre lei
riesce a fuggire saltando sui tetti della case vicine. Costituitasi , verr
sottoposta a processo.
Gli atti del processo, secondo la ricostruzione fattane nel libro sopracitato,
costituiscono un momento di profonda riflessione non solo per quanto
concerne la vicenda della donna, ma anche sulle conseguenze che il
Risorgimento ebbe nell'Italia meridionale. Attraverso la figura del
sottotenente Antonio Polistina, uomo del Sud, ma piemontesizzato,
principale protagonista nelle indagine sul caso Marinelli , gli autori
stimolano ad una riflessione che si sostanzia nelle parole del militare :
forse non era questo il sogno dell'Italia unita e soprattutto non erano quelli
i mezzi per realizzarlo. E con ci fa riferimento alle malvagit commesse
contro i briganti e la popolazione civile in seguito all'emanazione della
Legge Pica. Il nuovo stato italiano, infatti, scelse la repressione armata ,
coinvolgendo in questa lotta fratricida rivoltosi e civili, anzi in particolare
quest'ultimi in quanto fonte di sostentameno principale del brigantaggio:
colpendo la rete di conniventi, informatori e rifornitori, l'insorgenza
sociale si sarebbe estinta spontaneamente.
Maria Rosa racconta al sottotenente di essere stata perseguitata e infamata,
sottoposta alla prova della verginit; racconta della morte del fratello e del
padre, di come rimasta sola fosse stata costretta a seguire il suo uomo, non
avendo altra scelta, lei donna del Sud, senza altro futuro se non quello di
una vita di stenti e di duro lavoro. Polistina , da parte sua, a poco a poco
impara a conoscerla, ad apprezzarne la dignit e il coraggio e a
riconoscere, infine,in tanta sofferenza, anche la responsabilit del neostato
italiano.
Dopo il processo, il Tribunale di Potenza la condanner a quattro anni di
reclusione per "associazione a malfattori, estorsione, sequestro di persona,
lesioni". Scontata la pena, Maria Rosa pot sposarsi e vivere nel suo paese,
confortata dall'affetto dei suoi paesani.
FONTE: Margherita Crielesi http://crielesi.blogspot.nl/2012/07/maria-rosa-marinelli-maria-rosa.html
Associazione Ricordi e Tradizioni in memoria del Dr. Luigi Buono

C.F. 96078530761