Sei sulla pagina 1di 1489

Home page

   
Ultimo
aggiornamento:
Il
cinema
l uglio 2016
a
  scuola
I.T.PACIOLI
CREMA (CR)

  Cinema 2000

Percorsi
Come si
naviga in
Cinema Film
2000?
Registi
? Linguaggio

Progetto:
idee guida
del   sito

http://pacioli.crw.it/ftp/cinema2000-2016/1Home%20page/aahomepage.htm[04/07/2017 16:00:47]
PAGINA PERCORSI

il cinema a
Cinema 2000 scuola

Homepage Percorsi Film Registi Linguaggio Esci

Cosa sono i
percorsi?

Percorsi

AB
Nucleo tematico:
Uomo e   Società
Nucleo tematico:
Cinema e Sport
Nucleo tematico:
Cinema e Storia

Nucleo tematico:
Uomo e   Società
 
Condizione adolescenziale e
giovanile:

Famiglia

Disagio

Momenti di gioventù

Amore

 
La diversità :

Handicap

Omosessualità

Incontro con l'altro

 
La condizione femminile

http://pacioli.crw.it/ftp/cinema2000-2016/2-Percorsi/aapagperc000.htm[04/07/2017 16:01:05]
PAGINA PERCORSI

Mass Media:

Stampa - Giornalismo

Televisione

Radio

 
Razzismo, intolleranza,
immigrazione, società
multietnica:

Antisemitismo

Razzismo contro i neri

Problemi dell'immigrazione
e della multietnicità

 
Antimilitarismo, pacifismo

Nucleo tematico:
Cinema e Sport

Nucleo tematico:
Cinema e Storia
 
Età antica

Medioevo

Cinquecento

Seicento

Settecento

Ottocento

Novecento e Duemila

http://pacioli.crw.it/ftp/cinema2000-2016/2-Percorsi/aapagperc000.htm[04/07/2017 16:01:05]
Pagina film

il cinema a
Cinema 2000 scuola

Homepage Percorsi Film Registi Linguaggio Esci

àaaaaaaa
Film
0/9-A-B-C-D-E-F-G-  
HIJ-KL-M-N-O-P-

 Q-R-S-T-U-V-WZ
 

0/9
12 anni schiavo

17 ragazze


A cena col diavolo

A ciascuno il suo

A proposito di donne

A prova d'errore

A torto o a ragione

A Wong Foo, grazie di


tutto, Julie Newmar

Abramo Lincoln in Illinois

Abuna Messias

Accadde a Selma

Accadde una notte

Achtung! Banditi

Adèle H., una storia


d'amore

Affare di donne, Un

Affondate la Bismark

http://pacioli.crw.it/ftp/cinema2000-2016/3-Film/aapagfilm000.htm[04/07/2017 16:01:19]
Pagina film

Agnese va a morire, L'

Agorà

Aguirre, furore di Dio

Al posto del cuore

Albero degli zoccoli, L'

Albero di Antonia, L'

Alexander Nevskij

Ali

Alice

Allievo, L'

Allonsanfan

All'ovest niente di nuovo

Amante perduto, L'

Amarcord

Amaro sapore del potere, L'

Amen

American Graffiti

American History X

Amiche

Amici per la pelle

Amico ritrovato, L'

Amistad

Ammutinati del Bounty,


Gli

Amore 14

Amore e altre catastrofi

Amore & morte a Long


Island

Amore tossico

Anche libero va bene

Angelo alla mia tavola, Un

Angie, una donna tutta


sola

Anima divisa in due, Un'

Anne Frank

http://pacioli.crw.it/ftp/cinema2000-2016/3-Film/aapagfilm000.htm[04/07/2017 16:01:19]
Pagina film

Anni di piombo

Anni '40

Anni spezzati, Gli

Anno vissuto
pericolosamente, Un

Anonymus

Apocalypse Now

Arancia meccanica, L'

Ardena

Arida stagione bianca, Un'

Armata Brancaleone, L'

Armata degli eroi, L'

Arpa birmana, L'

Arriva John Doe

Arrivederci ragazzi

Artemisia - Passione
estrema

Articolo 2

Assassini nati

Asso nella manica, L'

Attimo fuggente, L'

Auguri professore

Avventura terribilmente
complicata, Un'


Bacio appassionato, Un

Bagdad Café

Balla coi lupi

Ballroom-Gara di ballo

Bambini ci guardano, I

Bambino col pigiama a


righe, Il

Banchieri di Dio, I

http://pacioli.crw.it/ftp/cinema2000-2016/3-Film/aapagfilm000.htm[04/07/2017 16:01:19]
Pagina film

Banda Baader Meinhof, La

Barone rosso, Il

Barriera invisibile

Barry Lyndon

Battaglia dei giganti, La

Battaglia di Alamo, La

Battaglia di Algeri, La

Battaglia di Midway, La

Believer, The

Belle al bar

Benvenuti a Sarajevo

Benvenuti in paradiso

Berretti verdi

Betrayed-Tradita

Betty Love

Billy Elliot

Black Hawk Down

Bling Ring

Bloody Sunday

Bobby

Bolle di sapone

Boys

Brancaleone alle Crociate

Branco, Il

Braveheart-Cuore
impavido

Bread and Roses

Brigante di Tacca del Lupo

Bronte

Bronx

Bruttina stagionata, La

Buio oltre la siepe, Il

Buon compleanno Mr.


Grape

Bus in viaggio

http://pacioli.crw.it/ftp/cinema2000-2016/3-Film/aapagfilm000.htm[04/07/2017 16:01:19]
Pagina film


Caccia tragica

Cacciatore di aquiloni, Il

Caduta, La - Gli ultimi


giorni di Hitler

Caduta degli dei, La

Caduta delle aquile, La

Caduta dell'impero
romano, La

Calata dei barbari, La

Calda notte dell'ispettore


Tibbs, La

Camicia nera

Cammelli, I

Cammino della speranza, Il

Cancelli del cielo, I

Canzone di Carla, La

Caso Martello, Il

Caso Mattei, Il

Caso Moro, Il

Caterina va in città

Cento giorni a Palermo

Cento passi, I

Central do Brasil

C'eravamo tanto amati

Cerchio, Il

Che mi dici di Willy?

Che

Che ora è?

Chi non salta bianco é

Chiamami aquila

Chiavi di casa, Le

China Girl

http://pacioli.crw.it/ftp/cinema2000-2016/3-Film/aapagfilm000.htm[04/07/2017 16:01:19]
Pagina film

Christiane F, noi ragazzi


dello zoo di Berlino

Ci sarà la neve a Natale?

Cielo cade, Il

Cinderella Man

Cinque giorni di tempesta

Cleopatra

Clockers

Club degli imperatori, Il

Codice d'onore

Collina del disonore, La

Colonna infame, La

l colore della libertà-


Goodbye Bafana

Colore viola, Il

Colori della vittoria, I

Colpire al cuore

Com'era verde la mia valle

Come eravamo

Come te nessuno mai

Compagni, I

Concorrenza sleale

Confessione, La

Conformista, Il

Consigli per gli acquisti

Conrack

Conspiracy

Cose di questo mondo

Così ridevano

Cover Boy

Creature del cielo

Croce di ferro, La

Crociate, Le

Cronache di poveri amanti

http://pacioli.crw.it/ftp/cinema2000-2016/3-Film/aapagfilm000.htm[04/07/2017 16:01:19]
Pagina film

Cronisti d'assalto

Crooklin


Da morire

Daniel

Danton

Day After, The

Defenders-In nome
dell'odio

Delitto Matteotti, Il

Del perduto amore

Demoni e dei

Dentro la notizia

Diari della motocicletta, I

Diario di Anna Frank, Il

Diario di Bridget Jones, Il

Diavolo in corpo, Il

Diaz

Dichiarazioni d'amore

Dien Bien Phu

Dies Irae

Dietro la maschera

Diritto di cronaca

Dirty Dancing

Diverso da chi?

Dolci inganni, I

Donna tutta sola, Una

Donne senza trucco

Dottor Stranamore, Il

Dottor Zivago, Il

Due amiche

Due giorni una notte

http://pacioli.crw.it/ftp/cinema2000-2016/3-Film/aapagfilm000.htm[04/07/2017 16:01:19]
Pagina film

Duellanti, I


E Johhny prese il fucile

E venne un uomo

East is East

Eau froide, L'

EDtv

Edward mani di forbice

El Alamein

Elephant Man,The

Elizabeth

Enrico V

Erin Brockovich

Eroe borghese, Un

Eroe per caso

Eroi del Pacifico, Gli

Esca, L'

Est-Ovest, Amore e Libertà

Estate di Davide, L'

Estate di Kikujiro, L'

Estranea fra noi, Un'

Età acerba, L

Ettore Fieramosca

Europa Europa

Exodus


Fa' la cosa giusta

Family Life

Fandango

Fate ignoranti, Le

http://pacioli.crw.it/ftp/cinema2000-2016/3-Film/aapagfilm000.htm[04/07/2017 16:01:19]
Pagina film

Febbre a 90

Febbre del sabato sera, La

Figurine

Fine della notte, La

Fire

Flags of Our Fathers

Flashdance

Flight 93

Folle stagione d'amore,


Una

Footloose

Fragola e cioccolato

Fragole e sangue

Frances

Fratelli e sorelle

Fratello Sole, sorella Luna

Frontiera

Fucking Amal-Il coraggio


di amare

Fuga dalla scuola media

Fuga per la vittoria

Full Metal Jacket

Furore


Galileo

Gandhi

Garage Olimpo

Garofano rosso, Il

Gattopardo, Il

Generale della Rovere, Il

Gente comune

Germania anno zero

Germinal

http://pacioli.crw.it/ftp/cinema2000-2016/3-Film/aapagfilm000.htm[04/07/2017 16:01:19]
Pagina film

Geronimo

Giardino dei Finzi-


Contini, Il

Ginger e Fred

Giordano Bruno

Giornata particolare, Una

Giorno da leoni, Un

Giorno della civetta, Il

Giorno perfetto, Un

Giorno più lungo, Il

Giovani, carini e
disoccupati

Giovani leoni, I

Giovanna d'Arco

Giovanna la pazza

Giovanni Falcone

Gioventù bruciata

Giovinezza, Giovinezza

Girasoli, I

Gita scolastica, Una

Giulia

Giulio Cesare

La giusta distanza

Gladiatore, Il

Glory-Uomini di gloria

Go Fish

Go Now

Gomorra

Good Bye Lenin

Good Morning Vietnam

Good Night and Good


Luck

Gott mit uns (Dio è con


noi)

Grande Blek, Il

http://pacioli.crw.it/ftp/cinema2000-2016/3-Film/aapagfilm000.htm[04/07/2017 16:01:19]
Pagina film

Grande cocomero, Il

Grande dittatore, Il

Grande guerra, La

Grande illusione, La

Grande sentiero, Il

Grande uno rosso, Il

Gran Torino

Grazie, signora Thatcher

Green zone

Grido della terra, Il

Grido di libertà

Guardia del corpo

Guendalina

Guerra del fuoco, La

Guerra e pace

Guerrieri della notte, I

H-I-JÝ
Hannah Arendt

Havana

He Got Game

Help the

Hotel Rwanda

Hurricane

Hurt Locker

I Love You, I Love You Not

I Vicerè

Il capitale umano

Il figlio di Saul

Il labirinto del silenzio

Il rosso e il blu

Impiegati

In & Out

http://pacioli.crw.it/ftp/cinema2000-2016/3-Film/aapagfilm000.htm[04/07/2017 16:01:19]
Pagina film

In My Country

In nome del Papa Re

Indocina

Indovina chi viene a cena

Invictus

Io la conoscevo bene

Io non ho paura

Ivan il Terribile-La
congiura dei Boiardi

Jack Frusciante è uscito dal


gruppo

Jakob il bugiardo

Jefferson in Paris

JFK - Un caso ancora


aperto

Joe Hill

Jona che visse nella balena

Jungle Fever

Juno

K-LÝ
K-19

Kapò

Katyn

Kippur

Kolya

Kundun

L'arte di vincere

La legge del mercato

La mafia uccide solo


d'estate

Ladri di biciclette

Ladri di saponette

Ladro di bambini, Il

http://pacioli.crw.it/ftp/cinema2000-2016/3-Film/aapagfilm000.htm[04/07/2017 16:01:19]
Pagina film

Ladybird, Ladybird

Lamerica

Lanterne rosse

Larry Flint- Oltre lo


scandalo

Lascia perdere Johnny

Laureato, Il

Lawrence d'Arabia

Lebanon

Léon

Lettera scarlatta, La

Lettere da Iwo Jima

Lezioni di piano

Liam

Libera, amore mio

Liberty Heights

Lincoln

Love Story

Lucky Luciano

Ludwig

Lunga notte del '43, La

Lunghi giorni delle aquile,


I

Lungo giorno finisce, Il

Luther

CLICCA QUI PER


PROSEGUIRE CON
LE LETTERE

M-Z

http://pacioli.crw.it/ftp/cinema2000-2016/3-Film/aapagfilm000.htm[04/07/2017 16:01:19]
PAGINA REGISTI

il cinema a
Cinema 2000 scuola

Homepage Percorsi Film Registi Linguaggio Esci

@ Registi
A-B-C-D -E-F -G-

HI-JK -L-M -NO-PQ

-R-S -T-UV-WY-Z
 


Adlon Percy

Alea Tomas Gutierrez -


Tabìo Juan Carlos

Alessandrini Goffredo

Allen Woody

Amelio Gianni

Amenabar Alejandro

Amoroso Carmine

Annakin Ken

Annaud Jean Jacques

Apted Michael

Aranda Vicente

Archibugi Francesca

Ardolino Emile

http://pacioli.crw.it/ftp/cinema2000-2016/4-Registi/aapagreg000.htm[04/07/2017 16:01:32]
PAGINA REGISTI

Ashby Hal

Assayas Olivier

Attenborough Richard

August Bille

Autant-Lara Claude

Avati Pupi

Avnet Jon


Badham John

Baldoni Sandro

Banderas Antonio

Barbareschi Luca

Bay Michael

Beatty Warren

Bechis Marco

Bellocchio Marco

Benigni Roberto

Bentivoglio Fabrizio

Benvenuti Alessandro

Beresford Bruce

Bergman Ingmar

Bertolucci Bernardo

Bertolucci Giuseppe

Besson Luc

Bigelow Kathryn

Blasetti Alessandro

Bodrov Sergej

Bogdanovich Peter

Bolognini Mauro

Boorman John

Boyle Danny

Branagh Kenneth

http://pacioli.crw.it/ftp/cinema2000-2016/4-Registi/aapagreg000.htm[04/07/2017 16:01:32]
PAGINA REGISTI

Brooks L.James

Brooks Richard

Brusati Franco

Burton Tim


Calogero Francesco

Cameron James

Campion Jane

Capra Frank

Caton-Johnes Michael

Chabrol Claude

Chaplin Charles

Chéreau Patrice

Chiesa Guido

Cimino Michael

Clooney George

Coletti Duilio

Comencini Cristina

Comencini Francesca

Comencini Luigi

Coppola Francis Ford

Coppola Sofia

Corman Roger

Cosmatos George Pan

Costa Gavras
Constantin

Costanzo Saverio

Costner Kevin

Crialese Emanuele

Cromwell John

Crowe Cameron

Curtiz Michael

http://pacioli.crw.it/ftp/cinema2000-2016/4-Registi/aapagreg000.htm[04/07/2017 16:01:32]
PAGINA REGISTI


Damiani Damiano

Dante Joe

Dardenne Luc e Jean


Pierre

Davis Terence

De Concini Ennio

De Niro Robert

De Palma Brian

De Santis Giuseppe

De Sica Vittorio

Delvaux André

Demme Johnathan

Diritti Giorgio

Dmytryk Edward

Donaldson Roger

Dornhelm Robert

Dreyer Carl Theodor

Du Vernay Ava


Eastwood Clint

Edel Ulrich

Ejzenstejn Sergej

Emmer Luciano

Emmerich Roland

Estevez Emilio


Faenza Roberto

http://pacioli.crw.it/ftp/cinema2000-2016/4-Registi/aapagreg000.htm[04/07/2017 16:01:32]
PAGINA REGISTI

Fassbinder Rainer
Werner

Fellini Federico

Ferrara Abel

Ferrara Giuseppe

Ferrario Davide

Finch Nigel

Fleischer Richard

Fleming Victor

Folman Ari

Ford John

Forman Milos

Forster Marc

Forzano Gioacchino

Frankenheimer John

Frears Stephen

Fuller Samuel


Gallone Carmine

Gansel Dennis

Garrone Matteo

Genina Augusto

Germi Pietro

Gibson Mel

Gilbert Brian

Giordana Marco Tullio

Gitai Amos

Greengrass Paul

Guédiguian Robert

Guillermin John

http://pacioli.crw.it/ftp/cinema2000-2016/4-Registi/aapagreg000.htm[04/07/2017 16:01:32]
PAGINA REGISTI

H-IÝ
Hallstrom Lasse

Hamilton Guy

Hathaway Henry

Henckel von
Donnersmark Florian

Herman Mark

Herzog Werner

Hill Walter

Hiller Arthur

Hogan Paul

Holland Agniezska

Howard Ron

Hudson Hugh

Huston John

Hytner Nicholas

Ichikawa Kon

Ivory James

J-KÝ
Jackson Mick

Jackson Peter

Jeunet Jean Pierre

Jewison Norman

Joffé Roland

Jordan Neil

Kaplan Johnathan

Kapur Shekhar

Kassovitz Mathieu

Kazan Elia

Kitano Takeshi

Konchalovsky Andrej

http://pacioli.crw.it/ftp/cinema2000-2016/4-Registi/aapagreg000.htm[04/07/2017 16:01:32]
PAGINA REGISTI

Korine Harmony

Kramer Stanley

Kubrick Stanley


Labate Wilma

Labute Neil

Lattuada Alberto

Lean David

Leconte Patrice

Lee Ang

Lee Spike

Leigh Mike

Leland David

Levinson Barry

Lewis Gilbert

Lioret Philippe

Lizzani Carlo

Loach Ken

Losey Joseph

Loy Nanni

Lucas George

Luchetti Daniele

Luhrmann Baz

Lumet Sidney

Lynch David

Lyne Adrian

CLICCA QUI PER


PROSEGUIRE CON
LE LETTERE

M-Z
 

http://pacioli.crw.it/ftp/cinema2000-2016/4-Registi/aapagreg000.htm[04/07/2017 16:01:32]
PAGINA REGISTI

http://pacioli.crw.it/ftp/cinema2000-2016/4-Registi/aapagreg000.htm[04/07/2017 16:01:32]
PAGINA LINGUAGGIO

il cinema a
Cinema 2000 scuola

Homepage Percorsi Film Registi Linguaggio Esci

Grammatica 
AB Linguaggio
I generi cinematografici

Scuole e correnti

Le parole del cinema


 

GrammaticaÝ

Codici visivi

Inquadratura

Campi

Piani

Angolazioni

Inclinazioni

Movimenti di macchina

Codici sintattici

Montaggio

Associazioni sintattiche

Codici sonori

Il suono

La voce

http://pacioli.crw.it/ftp/cinema2000-2016/5-Linguaggio/aapaggram000.htm[04/07/2017 16:01:49]
PAGINA LINGUAGGIO

Codici narrativi

Premessa

I punti di vista

L'enunciazione

Narratore esterno

Narratore interno

La focalizzazione

I regimi della narrazione

Ý
 
I generi cinematografici

Bellico

Cappa e spada

Carcerario

Catastrofico

Comico

Commedia

Fantascienza

Fantastico

Gangster

Giallo

Giudiziario

Horror

Musical

Politico

Road-movie

http://pacioli.crw.it/ftp/cinema2000-2016/5-Linguaggio/aapaggram000.htm[04/07/2017 16:01:49]
PAGINA LINGUAGGIO

Spionistico

Sportivo

Storico

Thriller

Western

Ý
 
Scuole e correnti

Avanguardia sovietica

Espressionismo

Free cinema

Kammerspielfilm

Neorealismo

Neue Sachlichkeit

New Hollywood

Nouvelle Vague

Nova Vlna

Nuovo Cinema tedesco

Realismo poetico

Realismo socialista

Surrealismo

Ý
 
Le parole del cinema

Actor's Studio

Analessi

Anticipazione

http://pacioli.crw.it/ftp/cinema2000-2016/5-Linguaggio/aapaggram000.htm[04/07/2017 16:01:49]
PAGINA LINGUAGGIO

Asincronismo

Autore

Barocco

B-Movies

Botteghino

Budget

Calligrafismo

Censura

Cineasta

Cortometraggio

Didascalismo

Dissolvenza

Distribuzione

Ellissi

Esercizio

Estetismo

Fiction

Filmografia

Filtro

Flashback

Flashforward

Flou

Formalismo

Formato

Fotografia

http://pacioli.crw.it/ftp/cinema2000-2016/5-Linguaggio/aapaggram000.htm[04/07/2017 16:01:49]
PAGINA LINGUAGGIO

Frame-stop

Fuori campo

Grandangolo

Illuminazione

Inserto

Interpellazione

Lungometraggio

Kitsch

Maccartismo

Major

Manierismo

Montaggio alternato

Piano sequenza

Plein air

Presa diretta

Produzione

Profondità di campo

Prolessi

Regia

Remake

Retrospezione

Satira

Sceneggiatura

Scenografia

Sequenza

http://pacioli.crw.it/ftp/cinema2000-2016/5-Linguaggio/aapaggram000.htm[04/07/2017 16:01:49]
PAGINA LINGUAGGIO

Set

Soft-core

Soggetto

Stile

Stilema

Tempi morti

Trasparente

http://pacioli.crw.it/ftp/cinema2000-2016/5-Linguaggio/aapaggram000.htm[04/07/2017 16:01:49]
Sommario percorsi

Cosa sono i
percorsi?

AB
Nucleo tematico:
Uomo e   Società
Nucleo tematico:
Cinema e Sport
Nucleo tematico: Cinema e Storia

Nucleo tematico: Uomo e   Società


 
Condizione adolescenziale e giovanile:

Famiglia

Disagio

Momenti di gioventù

Amore

 
La diversità :

Handicap

Omosessualità

Incontro con l'altro

 
La condizione femminile

 
Mass Media:

Stampa - Giornalismo

Televisione

Radio

http://pacioli.crw.it/ftp/cinema2000-2016/2-Percorsi/aasomperccorsi.htm[10/07/2017 10:36:57]
Sommario percorsi

Razzismo, intolleranza, immigrazione, società multietnica:

Antisemitismo

Razzismo contro i neri

Problemi dell'immigrazione e della multietnicità

 
Antimilitarismo, pacifismo

Nucleo tematico:
Cinema e Sport

Nucleo tematico: Cinema e Storia


 
Età antica

Medioevo

Cinquecento

Seicento

Settecento

Ottocento

Novecento e Duemila

http://pacioli.crw.it/ftp/cinema2000-2016/2-Percorsi/aasomperccorsi.htm[10/07/2017 10:36:57]
cinema e sport

abc

CINEMA E SPORT
 

Atletica leggera

Momenti di gloria (B-T)


Race-Il colore della vittoria  (B-T)
Un ragazzo di Calabria (B-T)

Pugilato

Ali (B-T)
Cinderella Man (B-T)
Million Dollar Baby (B-T)

Calcio

Febbre a 90 o (B-T)

Fuga per la vittoria (B-T)

Il miracolo di Berna (B-T)

Sognando Beckham (B-T)

Rugby

Invictus (B-T)

Baseball

L'arte di vincere (T)

http://pacioli.crw.it/ftp/cinema2000-2016/2-Percorsi/Percorsi2000/2framperc016sport.htm[10/07/2017 10:41:13]
cinema e sport

http://pacioli.crw.it/ftp/cinema2000-2016/2-Percorsi/Percorsi2000/2framperc016sport.htm[10/07/2017 10:41:13]
La famiglia

abcd

SOTTOTEMA: La famiglia
 

Genitori e Figli (GF)

Il Cinema scruta nel rapporto più delicato della vita, quello che mette in gioco gli affetti e i sentimenti
più profondi e primitivi, quelli che possono segnare il destino di una persona e la sua personalità. Un
cammino in bilico tra amore e incomunicabilità, tenerezza e risentimento, sussurri e grida.

Che ora è?
Crooklin
Colpire al cuore
Bronx
Voltati Eugenio
Fratelli e sorelle
Ardena
The Snapper
Gente comune
Segreti e bugie
I bambini ci guardano
Padre e figlio
Tempesta di ghiaccio
He Got Game
Figurine
Un mondo a parte
Caterina va in città
Anche libero va bene
Un mondo perfetto
Il capitale umano
Mommy

Padre Padrone (PP)

Quando la famiglia diventa una prigione, luogo di violenza e prepotenza, nucleo patogeno che schiaccia
e reprime i più deboli, i figli e le donne, allora non c'è spazio né per la ragione né per il sentimento e il
rischio è lo stritolamento. Non resta che la rivolta o la fuga.

Family Life
Shine
Volevo i pantaloni
Ci sarà la neve a Natale?
Padre Padrone
Once Were Warriors. Una volta erano guerrieri
La promesse

        

          Ipotesi percorso breve sintetico sottotematico: La famiglia                ( Biennio)

http://pacioli.crw.it/ftp/cinema2000-2016/2-Percorsi/framperc005.htm[10/07/2017 10:41:44]
La famiglia

Voltati Eugenio (GF)


La promesse (PP)
Volevo i pantaloni (PP)
Ci sarà la neve a Natale? ( PP )

  

   Ipotesi percorso lungo sintetico sottotematico : La famiglia (Biennio)

Ardena (GF)
Voltati Eugenio (GF)
Figurine (GF)
Volevo i pantaloni (PP)
Shine (PP)
Ci sarà la neve a Natale? (PP)

  

     Ipotesi percorso breve sintetico sottotematico : La famiglia         (Triennio)

The Snapper (GF)


He Got Game (GF)
Padre Padrone (PP)
Family Life (PP)

  

      Ipotesi percorso lungo sintetico sottotematico : La famiglia          (Triennio)

He Got Game (GF)


The Snapper (GF)
Segreti e bugie (GF)
Once Were Warriors. Una volta erano guerrieri (PP)
Family Life (PP)
Padre Padrone (PP)

http://pacioli.crw.it/ftp/cinema2000-2016/2-Percorsi/framperc005.htm[10/07/2017 10:41:44]
Il disagio

abcd

SOTTOTEMA: Il disagio
 

Gioventù violenta (GV)

Giovinezza stagione dell'eccesso. Anche nella violenza. Si addormenta la ragione e si svegliano i mostri.
Perché? Il Cinema tenta di dare qualche barlume di risposta, di capire, di comprendere, ma più spesso si
limita ad affacciarsi sgomento sul baratro.

Arancia meccanica (T)


Assassini nati (T)
Clockers (T)
Creature del cielo (T)
I guerrieri della notte (T)
I ragazzi della 56° strada (T)
Il branco (T)
La fine della notte (T)
L'esca (T)
L'odio (T)
Mery per sempre (T)
Paranoid Park (T)
Rusty il Selvaggio (T)
Spring Breakers-Una vacanza da sballo  (T)

 Schermo tossico (ST)

Come si entra nel tunnel della droga? Come si muore? Come si (soprav)vive in questo cerchio infernale?
Come se ne esce? Un viaggio allucinante nell'angosciante dimensione dell'autodistruzione e
dell'annullamento di sé, nel buco nero che ha ingoiato migliaia di giovani.

Amore tossico  (T)


Clockers (T)
Cristiane F. Noi i ragazzi dello zoo di Belino (T)
Radiofreccia  (T)
Ritorno dal nulla (T)
Spring Breakers-Una vacanza da sballo  (T)
Trainspotting (T)

L'età acerba (EA)

Disperazione, angoscia, frustrazione, insoddisfazione, rabbia, ma anche ingenuità, fragilità, generosità,


speranze, altruismo. Storie di ordinario disagio di giovani e adolescenti alle prese con la fatica del vivere.
Qualcuno ha detto: Sono stato giovane e vieto a chiunque di dire che è l'età più bella della vita

http://pacioli.crw.it/ftp/cinema2000-2016/2-Percorsi/framperc006.htm[10/07/2017 10:41:49]
Il disagio

Bling ring (T)


Fucking Amal (T)
Fuga dalla scuola media (B-T)
Gioventù bruciata (T)
I quattrocento colpi (B-T)
Io la conoscevo bene (T)
Jack Frusciante è uscito dal gruppo (B-T)
Juno (T)
L'onda (T)
La vita sognata degli angeli (T)
Le nozze di Muriel (B-T)
L'eau froide (B-T)
L'estate di Davide (T)
Mommy (T)
Sarà perchè ti amo (B-T)
Sciuscià (B-T)
Senza tetto né legge (T)
Sweet Sixteen (T)
Vorrei che tu fossi qui (T)

Ipotesi percorso breve sintetico sottotematico: Il disagio      (Biennio)

Fuga dalla scuola media (EA)


I quattrocento colpi (EA)
Le nozze di Muriel (EA)

       

    Ipotesi percorso lungo sintetico sottotematico: Il disagio          (Biennio)

L'eau froide (EA)


Fuga dalla scuola media (EA)
I quattrocento colpi (EA)
Sciuscià (EA)
Le nozze di Muriel (EA)

     Ipotesi percorso breve sintetico sottotematico: Il disagio           (Triennio)

L'esca (GV)
Cristiane F. Noi i ragazzi dello zoo di Berlino (ST)
Bling ring (EA)

Ipotesi percorso lungo sintetico sottotematico : Il disagio     (Triennio)

http://pacioli.crw.it/ftp/cinema2000-2016/2-Percorsi/framperc006.htm[10/07/2017 10:41:49]
Il disagio

L'esca (GV)
L'odio (GV)
Cristiane F. Noi i ragazzi dello zoo di Berlino (ST)
Ritorno dal nulla (ST)
Le nozze di Muriel (EA)
Bling ring (EA)

http://pacioli.crw.it/ftp/cinema2000-2016/2-Percorsi/framperc006.htm[10/07/2017 10:41:49]
Momenti di gioventù

abcd

SOTTOTEMA: Momenti di gioventù


 

Linea d'ombra (LO)

C'è un momento della giovinezza in cui ci rendiamo conto che qualcosa è cambiato o sta per cambiare,
che non si è più quelli di prima, che una stagione della nostra vita sta per chiudersi, che si è diventati
più maturi, che abbiamo percorso un viaggio iniziatico o stiamo per farlo. La voglia di crescere e la
paura di crescere, l'ansia di superare la linea d'ombra che separa dalla società degli adulti e il desiderio
di trattenersi in essa per sempre.

17 ragazze
American Graffiti
Ardena
Cinque giorni di tempesta
Fandango
Fragole e sangue
I ragazzi della 56° strada
Il garofano rosso
Il grande Blek
Il laureato
Il posto
Impiegati
Io non ho paura
Lascia perdere Johnny
Le nozze di Muriel
L'estate di Davide
L'età acerba
Ovosodo
Radiofreccia
Ragazze
Scalciando e strillando
Stand By Me
Stella
Tutta la vita davanti
Tutto l'amore che c'è
Un mercoledì da leoni
Un'avventura terribilmente complicata
Will Hunting-Genio ribelle

Sui banchi di scuola (BS)

Quanti insegnanti bravi, quanti insegnanti pessimi, quanti compagni da ricordare, quanti compagni
dimenticati, quanti momenti belli, quanti momenti brutti! La scuola è tutto questo e tanto altro ancora,
la scuola è un microcosmo che si prende metà esistenza di giovani e adolescenti e li aiuta a crescere e a
capire il mondo (di rado) o ne deprime le potenzialità e la vitalità (spesso). La scuola, insomma, nel
bene e nel male è un pezzo di vita e un pezzo di cuore.

La scuola
L'attimo fuggente

http://pacioli.crw.it/ftp/cinema2000-2016/2-Percorsi/framperc007.htm[10/07/2017 10:41:54]
Momenti di gioventù

Pensieri pericolosi
Come te nessuno mai
Auguri professore
Conrack
Il Club degli imperatori
La notte prima degli esami
Il seme della violenza
Il rosso e il blu

Come eravamo (CE)

Un cinema sul filo del ricordo e della nostalgia che rievoca anni lontani persi in qualche angolo della
memoria. Dal tempo perduto affiorano attimi e volti, voci e immagini sospese tra mito e realtà. Un
viaggio a ritroso perché a volte solo rivivendolo attraverso la finzione il passato ci può restituire qualche
pezzo di verità che allora non avevamo colto.

Storia di ragazzi e ragazze


Radio Days
Radiofreccia
Dichiarazioni d'amore
Figurine
Anni Quaranta
Il lungo giorno finisce
Ardena
L'ultimo spettacolo
American Graffiti
Una gita scolastica
Amarcord

Percorso lungo analitico: Amici per la pelle (AP)

Il legame più intenso e totale dell'adolescenza e della giovinezza è sicuramente l'amicizia. Quando è
autentica e profonda diventa spazio di slanci assoluti, complicità e solidarietà, quando non è sincera
delude e ferisce. Qualche film sull'amicizia per (ri)scoprire tramite le storie di altri anche il senso della
nostra esperienza.

L'amico ritrovato
Gli anni spezzati
Arrivederci ragazzi
Le ragazze di piazza di Spagna
Ragazze
Due amiche
Giovinezza, Giovinezza
Un mercoledì da leoni
Creature del cielo
Sarà perchè ti amo
La vita sognata degli angeli
Amici per la pelle
Il cacciatore di aquiloni

http://pacioli.crw.it/ftp/cinema2000-2016/2-Percorsi/framperc007.htm[10/07/2017 10:41:54]
Momenti di gioventù

Ballando Ballando (BB)

Il ballo è da sempre uno dei riti centrali nella cultura dei popoli e uno dei gesti più importanti nella vita
dei giovani. Con il ballo si comunica e ci si conosce, si parla e si ama; il ballo è liberatorio e sensuale,
insomma il ballo è un grande momento di gioventù.

Dirty Dancing
Ballroom-Gara di ballo
Flashdance
La febbre del sabato sera
Footloose
Billy Elliot

Ipotesi percorso breve sintetico sottotematico: Momenti di gioventù        (Biennio)

Io non ho paura (LO)


Ballroom-Gara di ballo  (BB)
L'attimo fuggente (BS)
Anni Quaranta (CE)
Arrivederci ragazzi (AP)

Ipotesi percorso lungo sintetico sottotematico : Momenti di gioventù           (Biennio)

Stand By Me (LO)
Io non ho paura (LO)
L'attimo fuggente (BS)
Anni Quaranta (CE)
Arrivederci ragazzi (AP)
Gli anni spezzati (AP)
Footloose (BB)
Dirty Dancing (BB)

Ipotesi percorso breve sintetico sottotematico: Momenti di gioventù          (Triennio)

Il grande Blek (LO)


Fandango (LO)
L'attimo fuggente (BS)
American Graffiti (CE)
L'amico ritrovato (AP)
Dirty Dancing (BB)

Ipotesi percorso lungo sintetico sottotematico: Momenti di gioventù           (Triennio)

Il grande Blek (LO)


Fandango (LO)
Radiofreccia  (CE)
Come te nessuno mai (BS)

http://pacioli.crw.it/ftp/cinema2000-2016/2-Percorsi/framperc007.htm[10/07/2017 10:41:54]
Momenti di gioventù

L'attimo fuggente (BS)


American Graffiti (CE)
Arrivederci ragazzi (AP)
L'amico ritrovato (AP)
Dirty Dancing (BB)

http://pacioli.crw.it/ftp/cinema2000-2016/2-Percorsi/framperc007.htm[10/07/2017 10:41:54]
Esci

Arrivederci
 
Vi ringraziamo
dell'attenzione  e vi
invitiamo a inviarci 
osservazioni, critiche o
proposte,

Scriveteci!
 

I testi di Cinema2000 sono stati scritti da Massimo Lori.


Il sito Web è stato realizzato da Irene Ciprandi.

Chi volesse visitare il sito Cineteca


dell'Istituto Pacioli, può cliccare
sull'immagine a fianco

http://pacioli.crw.it/ftp/cinema2000-2016/1Home%20page/esci.htm[12/07/2017 18:55:25]
Codici visivi

Inquadratura
Nel linguaggio cinematografico il termine inquadratura viene usato con due diversi significati:

A). Lo spazio che la macchina da presa (m.d.p.) delimita, riproducendolo attraverso l'obiettivo sulla pellicola e la
posizione da cui lo delimita (concezione spaziale dell'inquadratura).

B). Il frammento ininterrotto di azione filmica che si trova compreso fra uno stacco e l'altro (concezione temporale
dell'inquadratura).

In riferimento al significato A l'inquadratura assume nomi diversi a seconda della maggiore o minore porzione di
spazio che racchiude, delle parti della figura umana che isola e della posizione che la m.d.p. viene ad assumere
rispetto all'asse del piano d'appoggio e all'orizzontalità dello spazio inquadrato. In riferimento allo spazio si parla di
campi, in riferimento alla figura umana (più raramente può essere un animale o un oggetto) di piani, in riferimento
alla posizione si parla di angolazioni e inclinazioni.

Tipologia dei campi


Campo lunghissimo ( abbreviato in cll): lo spazio delimitato dalla m.d.p. è vastissimo, sino a perdersi
nell'orizzonte.

Campo lungo (abbreviato in cl): lo spazio delimitato dalla m.d.p. è minore che nel precedente, ma è sempre
così ampio da dare allo spettatore l'impressione della grande distanza che separa la m.d.p. dal centro
dell'interesse (per esempio: la diligenza che si inoltra nel canyon o un gruppo di indiani che compare sul
ciglio di una collina).

Campo medio (abbreviato in cm) : le figure che si trovano o si muovono nel quadro sono abbastanza vicine
da essere riconoscibili, anche se non occupano ancora longitudinalmente l'intero quadro, rimanendo cioè
ancora un margine tra la testa della figura e il limite superiore e/o tra i piedi della stessa e il limite inferiore
(per esempio: la m.d.p. inquadra una persona a circa 7-10 metri di distanza da essa).

Tipologia dei piani


Figura intera (abbreviato in fi): la figura umana occupa l'intero quadro senza lasciare margini.

Piano americano (abbreviato in pa): la figura umana è vista tagliata al ginocchio (questo piano trae il
proprio nome dal Cinema americano che nel Western usava questa inquadratura per poter mostrare la
rivoltella riposta nella fondina).

Mezza figura (abbreviato in mf): la figura umana è vista dalla cintola in su e, in qualche raro caso,
viceversa.

Primo piano (abbreviato in pp): l'intero quadro è occupato dalla testa e dalle spalle del personaggio.

Primissimo piano (abbreviato in ppp): il volto del personaggio occupa tutta l'inquadratura.

Particolare (abbreviato in part.): l'intera inquadratura è occupata da una parte del volto, o del corpo, o da
una parte di un oggetto ( in questo caso è meglio usare il termine di dettaglio, abbreviato in dett.).

Tipologia delle angolazioni


Orizzontale: l'asse dell'obiettivo è parallelo all'asse del piano d'appoggio della m.d.p..

Obliqua: l'asse dell'obiettivo forma con l'asse del piano d'appoggio della m.d. p. un angolo da 1° a 89°.

http://pacioli.crw.it/ftp/cinema2000-2016/5-Linguaggio/framegram001.htm[12/07/2017 18:55:26]
Codici visivi

Verticale: l'asse dell'obiettivo è perpendicolare all'asse del piano d'appoggio della m.d.p. (angolo a 90°).

Tipologia delle inclinazioni


Normale: l'orizzonte mantiene nel quadro la sua orizzontalità.

Obliqua: l'orizzonte è inclinato verso destra o verso sinistra.

Tipologia dei movimenti della macchina da presa


Panoramica: movimento della m.d.p. intorno al suo asse orizzontale o a quello verticale. Le inquadrature
che ne derivano prendono nome dal senso dello spostamento (panoramiche orizzontali, verticali). Talvolta si
usano panoramiche rapidissime (a schiaffo), ma solitamente le panoramiche sono eseguite lentamente poiché
rispondono ad esigenze descrittive.

Carrellata: la m.d.p. è montata su un carrello dotato di binari per eseguire movimenti fluidi, senza scosse.
La carrellata è

- frontale quando il movimento avviene in profondità,

- laterale quando il movimento si compie da destra a sinistra o viceversa nel quadro,

- trasversale quando combina i due movimenti precedenti.

- A volte il movimento della m.d.p. può essere solo apparente, prodotto da un puro gioco
di lenti: in questo caso si ha lo zoom.

- Il movimento delle carrellate può essere affidato non solo a un carrello con binari, ma
anche a una gru fissa o semovibile (il cosiddetto dolly), che permette di realizzare più
movimenti contemporaneamente.

- La m.d.p. può anche essere montata su un'automobile che consente maggior velocità di
spostamento (camera-car),

oppure essere applicata al corpo stesso dell'operatore (carrellata a mano) con conseguenti
sbalzi caratteristici dell'andatura umana e perciò con formidabile effetto realistico.

- Una carrellata a mano può essere eseguita anche senza i suddetti sbalzi, garantendo la
stessa fluidità della carrellata su binari: in questo caso si ricorre ad una sofisticata m.d.p.
chiamata steadycam.

- Si parla infine di carrellata aerea quando la macchina da presa è collocata su di un


aeroplano.

http://pacioli.crw.it/ftp/cinema2000-2016/5-Linguaggio/framegram001.htm[12/07/2017 18:55:26]
Codici sintattici

Montaggio
Se consideriamo il termine di inquadratura nell'accezione B, cioè come frammento ininterrotto di azione filmica
che si trova compreso fra uno stacco e l'altro (concezione temporale dell'inquadratura), vediamo che un testo
filmico produce il proprio senso sulla base dell'associazione di più inquadrature di durata variabile. Ognuna di
queste inquadrature si collega alla precedente e alla seguente secondo determinate relazioni. E' evidente l'analogia
con il meccanismo di funzionamento del linguaggio verbale per mezzo del quale la comunicazione è resa possibile
dal rapporto che viene a instaurarsi fra le singole parole di uno stesso periodo, rapporto che ci è disvelato da quella
codificazione che è indicata con il termine di sintassi. L'operazione tecnica che realizza la giuntura delle varie
inquadrature prende il nome di montaggio.

A questo punto è importante fissare il concetto di sequenza (volendo usare una terminologia più specifica si
dovrebbe definire segmento autonomo), cioè una sola inquadratura o un insieme di inquadrature che sono isolabili,
dal punto di vista narrativo, dal restante contesto testuale (per esempio: le inquadrature A, B, C, D, E, F ci mostrano
un personaggio che compie un assassinio, le inquadrature G, H, I, J, K ci mostrano due agenti che in un posto di
polizia ricevono una telefonata che li avvisa dell'accaduto. Le inquadrature A, B, C, D, E, F costituiscono una
sequenza, le inquadrature G, H, I, J, K costituiscono un'altra, diversa, sequenza.

Tipologia delle associazioni sintattiche


Associazione per identità: si verifica quando l'immagine contenuta nell'inquadratura A è la stessa della
successiva inquadratura B (per esempio A ci mostra il volto di un personaggio, quella B la nuca).

Associazione per prossimità: si verifica quando le immagini A e B presentano elementi che si danno per
contigui (per esempio: all'inquadratura di qualcuno che parla succede l'inquadratura di qualcuno che ascolta;
all'inquadratura degli inseguitori succede quella degli inseguiti).

Associazione per transitività: si verifica quando all'inquadratura A segue l'inquadratura B che ne costituisce
il logico completamento (per esempio: all'inquadratura di un personaggio che spara succede l'inquadratura di
un personaggio che cade a terra colpito).

Associazione per analogia o contrasto: si verifica quando in due immagini contigue sono rinvenibili
elementi simili o marcatamente differenti (per esempio: due inquadrature successive contengono entrambe
un'immagine di due volti sorridenti oppure una contiene l'immagine di un volto sorridente l'altra di un volto
malinconico).

Accostamento: si verifica quando all'inquadratura A segue l'inquadratura B che non ha con la precedente
nessun legame (per esempio: l'ultima immagine di una sequenza e la prima di una successiva).

http://pacioli.crw.it/ftp/cinema2000-2016/5-Linguaggio/framegram002.htm[12/07/2017 18:55:27]
Codici sonori

La colonna sonora:   a) Il suono


Diegetico: se la fonte è presente nella storia narrata (per esempio: la musica emessa da una radio che rientra
nell'ambiente in cui si svolge la storia). A sua volta dobbiamo distinguere tra suono in (la cui fonte è
inquadrata) e suono off (la cui fonte non è inquadrata).

Extradiegetico: se la fonte è estranea alla vicenda narrata (per esempio: la colonna musicale di
accompagnamento di alcuni momenti della vicenda). In questo caso si usa anche il termine di suono over.

La colonna sonora:   b) La voce


Diegetica: se appartiene ad un personaggio della vicenda (in questo caso può essere in, se il personaggio che
parla è inquadrato, oppure off, se chi parla non è inquadrato o addirittura non è presente nell'inquadratura,
come un personaggio che racconta allo spettatore la storia di cui è protagonista. In questo caso si tratta
dell'equivalente dell'io-narrante in letteratura.

Extradiegetica : se appartiene ad una fonte che non si riconosce in nessun personaggio, se è insomma al di
sopra della vicenda (è l'equivalente del narratore-esterno in letteratura, come il narratore de I Promessi
Sposi).In questo caso si usa anche il termine di voce over.

http://pacioli.crw.it/ftp/cinema2000-2016/5-Linguaggio/framegram003.htm[12/07/2017 18:55:27]
Fellini Federico

Fellini Federico
Italia (1920-1993)

Lascia ventenne Rimini per cercare fortuna a Roma, dove mette a profitto le sue doti di vignettista e giornalista in
alcuni giornali satirici. Dopo un apprendistato come sceneggiatore (Roma città aperta e Paisà fra gli altri titoli)
passa alla regia nel 1950 con Luci del varietà, firmato insieme con A.Lattuada. Nel 1952 realizza da solo Lo
sceicco bianco e nel 1953 I vitelloni, che gli dà notorietà internazionale. Già da queste prime opere emerge la
tendenza a filtrare la realtà attraverso un gusto deformante e caricaturale e un'inclinazione verso atmosfere
evocative e decadenti. Alcuni suoi film successivi diventano vere e proprie pietre miliari della storia del Cinema,
oltre che casi nazionali (la censura si accanisce stolidamente contro di lui) e modi di dire. Pensiamo a La dolce vita
(1959) e Amarcord (1973). Nell'ultima fase della sua attività ha affiancato ai suoi tradizionali temi un'amara e
disincantata riflessione sui guasti estetici e morali indotti dalla televisione e dall'imporsi di una modernità
invadente e cialtrona (Ginger e Fred, 1985, La voce della luna, 1989). Fellini è un vero e proprio autore, un
regista che attraverso gli anni ha sviluppato una personalissima idea di Cinema, sottoponendo l'autobiografismo al
filtro di uno stile barocco e visionario, dove sogno e realtà, memoria e inconscio, vita e mito si confondono.

 Luci del varietà 1950

Lo sceicco bianco 1951

Amore in città (episodio: Un'agenzia matrimoniale) 1953

I Vitelloni 1953

La strada 1954

Il bidone 1955

La dolce vita 1959

Boccaccio '70 (episodio: le tentazioni del dottor Antonio) 1962

Otto e mezzo 1963

Giulietta degli spiriti 1965

Tre passi nel delirio (episodio: Toby Dammit) 1968

Fellini Satyricon 1969

I clowns 1970

Roma 1972

Amarcord 1973

Il Casanova di Federico Fellini 1976

Prova d'orchestra 1979

La città delle donne 1980

E la nave va 1983

Ginger e Fred 1985

http://pacioli.crw.it/ftp/cinema2000-2016/4-Registi/framreg033.htm[12/07/2017 18:55:28]
Fellini Federico

L'intervista 1987

La voce della luna 1989                               (*Filmografia completa))

http://pacioli.crw.it/ftp/cinema2000-2016/4-Registi/framreg033.htm[12/07/2017 18:55:28]
Paginaiuto

il cinema a
Cinema 2000 scuola

Homepage Percorsi Film Registi Linguaggio Esci

Come si naviga in Cinema 2000?


 
Qui c'è l'INDICE di
ogni sezione. 1. Il sito Cinema 2000 è articolato in 4 sezioni, ciascuna individuata da un
diverso colore dello sfondo, richiamato anche nella barra dei comandi:
Cliccando su di una voce
presente in questo settore,

http://pacioli.crw.it/ftp/cinema2000-2016/1Home%20page/paginaiuto.htm[12/07/2017 18:55:43]
Paginaiuto

vedrete Contiene l'elenco dei percorsi tematici e


illustra (cosa sono i percorsi?) il modo in
comparire  a 1. Percorsi cui sono strutturati.
destra la
pagina
corrispondente.

 
Contiene l'elenco dei film e le schede di
Data la lunghezza degli 2. Film ciascuno di questi.
indici dei film e dei registi,
è stata posta, prima
dell'elenco dei titoli o dei
nomi, una striscia
dell'alfabeto: cliccando Contiene l'elenco dei registi i cui film
sulla singola lettera, si sono presenti in Cinema 2000, con brevi
accederà immediatamente 3. Registi notizie sui più significativi tra questi e
ai titoli o ai nomi relativa filmografia.
dall'iniziale
corrispondente.

Per ritornare velocemente Grammatica del film


all'inizio dell' indice, I generi cinematografici
potrà' essere usata la 4. Linguaggio Scuole e correnti
freccia ritorna, ( Le parole del cinema
posizionata in fondo ad un
elenco, a fianco di un
nome o di una lettera
dell'alfabeto. Dalla Home page si può passare direttamente a ciascuna di queste sezioni, cliccando
sulla parola corrispondente.

2. La pagina iniziale delle varie sezioni (Percorsi - Film - Registi - Linguaggio) è


divisa in tre parti, esattamente come questa:

In alto è sempre presente la barra dei comandi


Home
page Percorsi Film Registi Linguaggio Esci

che permette in qualsiasi momento di cambiare sezione.

In basso a sinistra (sfondo arancione)  viene visualizzato l'indice di ogni sezione


(dei percorsi, dei film, dei registi, del linguaggio).

In basso a destra, in questo stesso spazio dove adesso state leggendo è possibile
visualizzare la pagina scelta: cliccando a sinistra sull'argomento scelto, sarà
possibile visualizzare sulla destra la pagina desiderata.

Esempio:

Film: Scheda:
cliccando sul titolo del
Anima divisa in film, vedrò comparire  a
Un'anima divisa in due
due, Un' destra la scheda
corrispondente

3. In ogni pagina di ogni sezione è presente il punto interrogativo,

http://pacioli.crw.it/ftp/cinema2000-2016/1Home%20page/paginaiuto.htm[12/07/2017 18:55:43]
Paginaiuto

  cliccando sul quale sarà possibile, in qualsiasi momento,  ritornare a


consultare questa pagina.

4. Nella barra dei comandi

Homepage Percorsi Film Registi Linguaggio Esci

sono anche presenti due pulsanti, il primo (Home page) e l'ultimo (Esci) che
permettono rispettivamente

di ritornare alla pagina iniziale


di andare direttamente all'ultima pagina, dove è possibile reperire un indirizzo
di posta elettronica tramite il quale mettersi in contatto con gli autori di Cinema

http://pacioli.crw.it/ftp/cinema2000-2016/1Home%20page/paginaiuto.htm[12/07/2017 18:55:43]
Progetto

Cinema 2000 il cinema a scuola

Homepage Percorsi Film Registi Linguaggio Esci

   Progetto
Premessa
Ad esclusione di qualche rara eccezione l’ istituzione scolastica italiana non risulta in grado di utilizzare in modo
didatticamente produttivo il linguaggio cinematografico, né sotto il profilo strutturale-stilistico né sotto quello
storico-sociologico. Uniche prospettive, queste ultime, funzionali all‘affermazione della piena autonomia
dell’espressione filmica e della sua dignità artistica e quindi adeguate alla finalità di educare l’alunno ad una più
compiuta comprensione dei codici cinematografici,   affinandone al contempo capacità critica e gusto estetico.

Generalmente il Cinema viene assunto nella scuola italiana in una dimensione particolarmente impoverita e
limitata, quasi sempre subordinato ad altre discipline (il film tratto dal romanzo in Letteratura, il film che rievoca il
fatto storico in Storia, ecc.) o più frequentemente come puro pretesto per affrontare tematiche ritenute degne di
speciale attenzione (Droga, Sessualità, Razzismo, Disagio giovanile, ecc.). Una pratica questa certamente sancita
dalla tradizione e che può anche avere una sua utilità come primordiale momento di accostamento al Cinema,
ma che appare sempre più anacronistica e ingenua, specie in considerazione degli stimoli al rinnovamento di
metodi e contenuti che l’imminente riforma dei cicli e la sfida dell’autonomia dovrebbero alimentare.

In attesa che lo studio del linguaggio e della storia del Cinema trovi nella scuola lo spazio che merita, il presente
progetto si propone di offrire a docenti ed alunni strumenti di consultazione e lavoro e apporto di consulenza
tali da rendere l’approccio al Cinema un po’ meno casuale e confuso rispetto a quanto normalmente si verifica.

Percorsi cinematografici
L’ obiettivo è quello di creare del materiale informativo incentrato sulla proposta di precisi percorsi tematici, di
genere ,di storia del Cinema, linguistici, ecc..., strutturati in base ad elenchi di titoli di film, di ognuno dei quali si
indicano riferimenti al ciclo scolastico (biennio-triennio) cui meglio si adatta e al livello di difficoltà che presenta
per gli alunni. Questi percorsi potrebbero costituire delle embrionali unità didattiche variamente riadattate e
ricomposte, trovando collocazione all’interno del programma scolastico, come pure essere riferimento per
l’organizzazione di esperienze extracurricolari (si pensi al monte-ore).

Va  sottolineato che nella scelta dei film non si è puntata l'attenzione soltanto sui cosiddetti capolavori, sulle
pellicole, cioè, il cui valore  artistico è indiscusso, ma si sono scelti anche titoli che si collocano in una fascia
media, se vogliamo di consumo, che di fatto è oggetto dell'interesse degli studenti e che, più di qualsiasi libro o
film impegnato, fa parte della loro quotidiana od occasionale fruizione. Si ritiene ovviamente importante che gli
studenti abbiano  strumenti adeguati per accostarsi  a testi filmici complessi e  di grande valore, ma si vorrebbe
comunque che la loro frequentazione cinematografica fosse caratterizzata da un approccio più consapevole
anche quando si rivolge  a pellicole di minor pregio artistico o di minor impegno tematico.

http://pacioli.crw.it/ftp/cinema2000-2016/1Home%20page/paginaprogetto.htm[12/07/2017 18:55:44]
Progetto

Schedatura dei film


A questa prima sezione dovrà aggiungersene un’altra di maggior complessità e articolazione, concepita come
indispensabile supporto alla precedente e qui convenzionalmente indicata con il termine di "schedatura ". I film
che compongono i suddetti percorsi saranno accompagnati da un’apposita scheda che proporrà i seguenti dati:

a) Collocazione nella videoteca d’Istituto: qualora il titolo non fosse ivi reperibile, si offriranno indicazioni sulla
reperibilità da altra fonte.

b.) Credits: Regia, Soggetto, Sceneggiatura, Musica, Fotografia, Interpreti ecc.; nella maggior parte dei casi verrà
fornito un breve breve profilo del regista nella sezione Registi.

c) Trama.

d) Traccia tematica, l'analisi dei temi trattati dal film e del modo in cui vengono sviluppati.

e) Valutazione critica , il tentativo di proporre una valutazione del film che si basi su motivazioni stilistiche o di
significato concretamente verificabili.

f) Riferimenti interdisciplinari, problemi sociali, fatti storici, opere letterarie ecc. cui il film fa direttamente o
indirettamente riferimento.

Registi
Dei registi più significativi si propongono:

breve profilo biografico

filmografia (parziale o completa)

Linguaggio cinematografico
Una terza sezione sarà costituita da:

grammatica del film, che costituirà un supporto informativo capace di spiegare il significato della
terminologia tecnica (tipologia dei campi e dei piani, movimenti di macchina, montaggio ecc.)  usata
nelle schede.

generi cinematografici, l'elenco delle più diffuse tipologie di film.

scuole e correnti, l'illustrazione delle tendenze più significative nella storia del cinema.

le parole del cinema, analisi del significato di alcuni termini usati di frequente nel linguaggio
cinematografico.

http://pacioli.crw.it/ftp/cinema2000-2016/1Home%20page/paginaprogetto.htm[12/07/2017 18:55:44]
Progetto

Un ipertesto a misura di lettore


Cinema 2000 è un  ipertesto, che potrebbe essere letto in modo sequenziale, come fosse un libro; in realtà la
struttura stessa del sito ne sollecita un approccio diverso, che costruisca un percorso personalizzato,  partendo
dalla curiosità e dagli interessi dell'utente, si tratti di studente o di insegnante. Questo quindi potrà tracciare un
itinerario che parta:

dall'interesse per uno specifico tema, da sviluppare attraverso una serie di film (Handicap: Il mio piede
sinistro- Rain man ecc.).

dall'interesse per un regista di cui sia presente un certo numero di schede-film (P.Avati, S.Lee, E.Scola ecc.).

da una caratteristica di stile e/o di linguaggio che  voglia verificare all'interno di film che la esibiscono in
modo significativo (Giallo/Commedia, Neorealismo/Espressionismo ecc.).

E' necessario precisare che è stata immessa nella rete una parte soltanto del progetto, corrispondente
all'impegno di due anni e destinata ad arricchirsi ancora: nel corso del presente anno 2000-2001 verranno
aggiunti nuovi percorsi legati al tema Cinema e Storia .

Questo ipertesto, infatti, se è stato progettato in base alle esigenze di un singolo istituto, si presta ad essere
utilizzato da altre scuole superiori, dato che la rete di Internet lo rende facilmente accessibile. Saranno quindi
graditi ed auspicati commenti e giudizi da parte di insegnanti e studenti di altri istituti - sia apprezzamenti, sia
critiche - in quanto permetteranno di adeguare il progetto iniziale alle esigenze concrete degli utenti (nella
sezione Esci è infatti inserito un indirizzo di posta elettronica col quale comunicare direttamente con gli autori di
Cinema 2000).

http://pacioli.crw.it/ftp/cinema2000-2016/1Home%20page/paginaprogetto.htm[12/07/2017 18:55:44]
L'amore

abc

SOTTOTEMA: L'amore
 

Amore e altre catastrofi (AC)

Saper guardare alla propria vita sentimentale e ai propri problemi con l'altro sesso con sguardo divertito
ed ironico non è cosa da poco, specie se si è giovani (e quindi abituati a prendere tutto maledettamente
sul serio). Un percorso tra la commedia giovanile degli ultimi anni.

Amore ed altre catastrofi


Donne senza trucco
Giovani, carini e disoccupati
Le ragazze di piazza di Spagna
Parlando e sparlando
Singles
Sliding Doors
Swingers
Tutti giù per terra

Primi amori (PA)

Forse non sempre sarà vero amore, ma le esperienze sentimentali della prima giovinezza coinvolgono
totalmente. Il cinema si è addentrato in questo territorio fatto di fragilità e insicurezze, di ingenuità e
passione, di tremori e timori, alla scoperta di una delle poche cose che ancora conservano il sapore
dell'innocenza.

Amore 14
Prima dell'alba
Amiche
Mignon è partita
La ragazza con la valigia
Boys
Guendalina
L'età acerba
Jack frusciante è uscito dal gruppo
Come te nessuno mai
I dolci inganni
Fucking Amal
Al posto del cuore
Tutto l'amore che c'è
Tre metri sopra il cielo
Scusa ma ti chiamo amore

Percorso lungo analitico: Mélo (M)

Amore e morte, connubio romantico per tutte le stagioni, spesso all'insegna della lacrima facile. Da
Paolo e Francesca di Dante a Romeo e Giulietta di Shakespeare, dal melodramma di Verdi e Puccini

http://pacioli.crw.it/ftp/cinema2000-2016/2-Percorsi/framperc008.htm[12/07/2017 18:56:01]
L'amore

al Cinema. Sulla grande passione d'amore di due giovani irrompe la tragedia della morte.

Love Story
Storia d'amore
Titanic
Il diavolo in corpo
China Girl
Scelta d'amore
Romeo & Giulietta
Una folle stagione d'amore

        

Ipotesi percorso breve sintetico sottotematico: L'amore         (Biennio)

Giovani, carini e disoccupati (AC)


Amore 14  (PA)
Titanic (M)

     Ipotesi percorso lungo sintetico sottotematico: L'amore        (Biennio)

Giovani, carini e disoccupati (AC)


Sliding Doors (AC)
Mignon è partita (PA)
Amore 14 (PA)
Titanic (M)
Love Story (M)

Ipotesi percorso breve sintetico sottotematico: L'amore       (Triennio)

Amore ed altre catastrofi (AC)


Prima dell'alba (PA)
China Girl (M)

Ipotesi percorso lungo sottotematico: L'amore      (Triennio)

Amore ed altre catastrofi (AC)


Singles(AC)
Prima dell'alba (PA)
Amiche (PA)
Romeo & Giulietta (M)
Storia d'amore (M) 

http://pacioli.crw.it/ftp/cinema2000-2016/2-Percorsi/framperc008.htm[12/07/2017 18:56:01]
Handicap

abcd

SOTTOTEMA: Handicap
 

  La maschera (M)

Spesso dietro la maschera di un volto deturpato da malformazioni congenite, incidenti o semplicemente


dalla bruttezza si nascondono sensibilità e intelligenza o anche solo il bisogno di essere amati e
compresi.

Dietro la maschera (B-T)

Elephant Man (B-T)

L'uomo senza volto (B-T)

Passione d'amore (B-T)

  

Il corpo negato (CP)

Non poter fare, dire, ascoltare le cose che fanno, dicono e ascoltano gli altri è forse la peggiore delle
condanne. Esiste un'umanità sofferente per cui vivere è più difficile di quanto non lo sia per noi
"normali".

Buon compleanno Mr. Grape (B-T)


Edward mani di forbice  (B-T)
Go Now (T)
Il mio piede sinistro (B-T)
Perdiamoci di vista (B-T)
Tic Code
Tornando a casa (T)

  

Matti da slegare (MS)

Può accadere che attraverso il buio della mente si veda meglio e più lontano. Il Cinema ci avvicina
all'universo degli esclusi e alla loro lucida follia.

Il grande cocomero (B-T)


Le chiavi di casa (T)
L'ottavo giorno (B-T)
Mi chiamo Sam (B-T)
Qualcuno volò sul nido del cuculo  (B-T)
Rain Man (B-T)
Shine (B-T)
Uomini e topi (B-T)

http://pacioli.crw.it/ftp/cinema2000-2016/2-Percorsi/framperc002.htm[12/07/2017 18:56:02]
Handicap

Ipotesi percorso breve sintetico sottotematico: L'handicap (Biennio-Triennio)

Dietro la maschera  (M)


Il mio piede sinistro (CN)
Rain Man (MS)

Ipotesi  percorso lungo sintetico sottotematico: L'handicap  (Biennio-Triennio)

Dietro la maschera   (M)


Elephant Man (M)
Il mio piede sinistro (CN)
Buon compleanno Mr. Grape (CN)
Qualcuno volò sul nido del cuculo (MS)
L'ottavo giorno (MS)

http://pacioli.crw.it/ftp/cinema2000-2016/2-Percorsi/framperc002.htm[12/07/2017 18:56:02]
Omosessualità

abcd

SOTTOTEMA: Omosessualità
 

    La diversità omosessuale (DO)

La più irrisa e scomoda delle diversità disvela il baratro del pregiudizio e dell'intolleranza della presunta
normalità. Il Cinema ci aiuta a capire il dramma della condizione omosessuale e il deficit di civiltà di una
società che si crede "moderna".

Una giornata particolare


Fragola e cioccolato
Maurice
La scelta
Stonewall
Che mi dici di Willy?
Wilde
Amore e morte a Long Island
Fire
Go Fish
Gli occhiali d'oro
Demoni e dei
Fucking Amal
Women
Le fate ignoranti
I segreti di Brokeback Mountain
Milk
Saturno contro
Pride

   Gay è bello (GB)

L'essere omosessuale senza troppi complessi nella commedia cinematografica, per (sor)ridere della
stupidità del mondo e affermare l'orgoglio della propria identità attraverso l'esorcismo della risata e il
gusto dell'ironia.

Piume di struzzo
In & Out
Priscilla
Belle al bar
A Wong Foo, grazie di tutto Julie Newmar
Diverso da chi?

Ipotesi percorso breve sintetico sottotematico: L'omosessualità (Biennio)

Una giornata particolare (DO)

http://pacioli.crw.it/ftp/cinema2000-2016/2-Percorsi/framperc003.htm[12/07/2017 18:56:02]
Omosessualità

Piume di struzzo (GB)

Ipotesi percorso lungo sintetico sottotematico: L'omosessualità (Biennio)

Una giornata particolare (DO)


Piume di struzzo (GB)
Diverso da chi? (GB)
Gli occhiali d'oro (DO)

 Ipotesi percorso breve sintetico sottotematico: L'omosessualità (Triennio)

Una giornata particolare (DO)


Piume di struzzo (GB)
Belle al bar (GB)
Pride (DO)

Ipotesi percorso lungo sintetico sottotematico: L'omosessualità (Triennio)

Una giornata particolare (DO)


Stonewall (DO)
Che mi dici di Willy? (DO)
Piume di struzzo (GB)
In & Out (GB)
Pride (DO)

http://pacioli.crw.it/ftp/cinema2000-2016/2-Percorsi/framperc003.htm[12/07/2017 18:56:02]
Incontro con l'altro

abcd

SOTTOTEMA: Incontro con l'altro


 

L'uomo e il bambino (UB)

L'ingenua tenerezza di un bambino può far breccia nell'indifferenza del più burbero degli uomini.

Central do Brasil (B-T)


Il ladro di bambini (T)
Kolia (B-T)
Léon (B-T)
L'estate di Kikujiro (B-T)
Un mondo perfetto (B-T)

  ll valore della diversità (VD)

E' proprio quando la nostra vita incrocia per caso quella di chi sembra essere lontano mille miglia da noi
che possiamo (ri)scoprire noi stessi e soprattutto colui che prima ignoravamo.

Arrivederci ragazzi (B-T)


Il tempo si è fermato (B-T)
L'albero di Antonia (B-T)
Philadelphia (T)
Segreti e bugie  (T)
Verso il sole  (B-T)

  L'amore impossibile (AI)

Il mito romantico dell'amore impossibile: il destino fa incontrare due esseri che risolvono nell'amore
l'abissale lontananza dei loro mondi prima che la diversità riprenda il sopravvento.

Come eravamo (T)


Guardia del corpo  (B-T)
Il viaggio della sposa (B-T)
Jungle Fever (T)
La canzone di Carla (B-T)
La stazione (B-T)
L'uomo che sussurrava ai cavalli (B-T)
Un mondo senza pietà (T)
Un'anima divisa in due (T)
Un'estranea fra noi (B-T)
Witness-Il testimone (B-T)

http://pacioli.crw.it/ftp/cinema2000-2016/2-Percorsi/framperc004.htm[12/07/2017 18:56:03]
Incontro con l'altro

 Diversità e commedia (DC)

Dialoghi schioppettanti, situazioni grottesche, gag esilaranti. Quando nella commedia hollywoodiana la
scheggia impazzita della diversità rovina sul tranquillo fluire dell'esistente, allora può accadere veramente
di tutto.

Accadde una notte  (B-T)


Chi non salta bianco è! (B-T)
Chiamami aquila (B-T)
Ma papà ti manda sola? (B-T)
Romuald e Juliette (B-T)

   Ipotesi percorso breve sintetico sottotematico: Incontro con l'altro          (Biennio)

Kolia (UB)
Il tempo si è fermato (VD) 
La stazione (IA)
Romuald e Juliette (DC)

   Ipotesi percorso lungo sintetico sottotematico: Incontro con l'altro             (Biennio)
Kolia (UB)
Un mondo perfetto (UB)
Il tempo si è fermato (VD)
Arrivederci ragazzi (VD)
La stazione  (IA)
Ma papà ti manda sola? (DC)

  

Ipotesi percorso breve sintetico sottotematico: Incontro con l'altro             (Triennio)
Un mondo perfetto (UB)
Philadelphia (VD)
La stazione (IA)
Romuald e Juliette (DC)

Ipotesi percorso lungo sintetico sottotematico: Incontro con l’altro            


(Triennio)

Un mondo perfetto (UB)


Il ladro di bambini (UB)
Segreti e bugie (VD)
Philadelphia (VD)
Un’anima divisa in due (IA)
Witness-Il testimone (IA)
Ma papà ti manda sola ? (DC)
Chiamami aquila (DC)

http://pacioli.crw.it/ftp/cinema2000-2016/2-Percorsi/framperc004.htm[12/07/2017 18:56:03]
Incontro con l'altro

http://pacioli.crw.it/ftp/cinema2000-2016/2-Percorsi/framperc004.htm[12/07/2017 18:56:03]
La condizione femminile

abc

TEMA: La condizione femminile


 

Umiliate e offese (UO)

Trasversale ad ogni epoca e latitudine l'oppressione della donna è una costante dalla storia. Sottomessa
al padre, al fratello, al marito, al figlio, in una parola al potere maschile, dimenticata dalle leggi, esclusa
ed emarginata dalle istituzioni, sfruttata nel lavoro e in famiglia, violata nel corpo e nell'anima. Una ferita
aperta che è rimorso e colpa dell'umanità.

Ci sarà la neve a Natale? (B-T)


Family Life (T)
Frances (T)
Il cerchio (T)
Il colore viola (B-T)
Il segreto di vera Drake (T)
La scelta di Sophie (T)
Ladybird Ladybird (T)
Lanterne rosse (T)
Magdalene (T)
Martha (T)
Mi piace lavorare - Mobbing (T)
Once Were Warriors (T)
Persepolis (T)
Philomena (T)
Punto di rottura (T)
Quarto comandamento (T)
Sotto accusa (T)
Un affare di donne (T)
Un mondo perfetto (T)
Una giornata particolare (T)
Viaggio a Kandahar (B-T)
Volevo i pantaloni (B-T)

Donne tutte sole (DTS)

Accade che essere deboli e indifese significhi anche essere sole. La solitudine è spesso legata alla
condizione femminile, come causa o conseguenza del disagio che l'accompagna. A volte però l'essere
sola può diventare per una donna una risorsa, una scelta per vedere un po' meglio nella propria vita e
nel proprio futuro.

Agorà (B-T)

Alice (T)

Angie, una donna tutta sola (B-T)

Io la conoscevo bene (T)

http://pacioli.crw.it/ftp/cinema2000-2016/2-Percorsi/Percorsi2000/2framperc009.htm[12/07/2017 18:56:03]
La condizione femminile

La bruttina stagionata (T)

La parmigiana (T)

La ragazza con la valigia (B-T)

Marianna Ucrìa (B-T)

Ritratto di signora (T)

Speriamo che sia femmina (T)

Un angelo alla mia tavola (T)

Una donna tutta sola (T)

Vorrei che tu fossi qui (T)

Sorellanza (S)

Il predominio degli uomini si esprime anche nell'uso delle parole, specie di quelle storicamente più
solenni: insieme con la Libertà e l'Uguaglianza la rivoluzione francese sbandierava la Fratellanza. In cosa
essa consistesse, visto cosa è successo nei due secoli successivi, non lo si è mai capito molto bene.

Meglio allora parlare di Sorellanza come faceva il femminismo radicale degli anni settanta sovvertendo
il vocabolario, cioè di un legame profondo e autentico tra donne che si colloca tra l'amicizia e l'amore e
che diventa fondamentale per reagire all' universo maschile degli uomini e riscoprire il senso della
propria identità femminile.

A proposito di donne (T)

Anni di piombo (T)

Bagdad Cafè (B-T)

Giulia (B-T)

Le nozze di Muriel (B-T)

Pomodori verdi fritti (B-T)

Ragazze (T)

Thelma e Louise (T)

Donne contro (DC)

Donne che si ribellano alla passività, che si fanno valere, che si oppongono alle ingiustizie, al potere dei
maschi e delle loro istituzioni. Donne forti e coraggiose, tenaci e determinate, pronte a tutto, anche alla
morte.

Del perduto amore (T)


Erin Brockovich (B-T)
Giulia (B-T)

http://pacioli.crw.it/ftp/cinema2000-2016/2-Percorsi/Percorsi2000/2framperc009.htm[12/07/2017 18:56:03]
La condizione femminile

La lettera scarlatta (T)


Libera, amore mio (B-T)
Norma Rae (B-T)
Silkwood (T)
Soldato Jane (T)
Thelma e Louise (T)

Donne in amore (DIA)

Il sentimento più sconvolgente, l'amore, viene vissuto dalle donne con grande intensità e trasporto. Il
mito romantico dell'amore totale ha nella donna la sua grande interprete. Prima la letteratura e poi il
Cinema ci hanno raccontato storie di donne che sono soprattutto storie d'amore.

Adèle H. (T)

Artemisia (T)
Betty Love (B-T)
Fire (T)
Il Diario di Bridget Jones (T)
La lettera scarlatta (T)
La mia Africa (T)

La ragazza di Bube (B-T)

Le onde del destino (T)


Lezioni di piano (T)
Madame Bovary (T)
Pane e tulipani (B-T)
Rosa Scompiglio e i suoi amanti (T)
Scusa ma ti chiamo amore (B-T)
Storia di una capinera (B-T)
Va' dove ti porta il cuore (T)

Donne in guerra (DIG)

Storie di donne sullo sfondo della guerra, che è cosa fatta e voluta dagli uomini, ma che ricade
tragicamente sui più deboli. Vulnerabile e indifesa, è da lei che nel mezzo della barbarie spesso arriva un
messaggio di civiltà e umanità.

Kapò (B-T)

L'Agnese va a morire (B-T)

Paradise Road (B-T)

Rescuers 1 (B-T)

Ipotesi percorso breve sintetico tematico: La condizione femminile (Biennio)

http://pacioli.crw.it/ftp/cinema2000-2016/2-Percorsi/Percorsi2000/2framperc009.htm[12/07/2017 18:56:03]
La condizione femminile

Volevo i pantaloni (UO)


Storia di una capinera (DTA)
Norma Rae (DC)
Pomodori verdi fritti (S)
Marianna Ucrìa (DTS)

Ipotesi percorso lungo sintetico tematico: La condizione femminile (Biennio)

Il colore viola (UO)


Volevo i pantaloni (UO)
Agorà(DTS)
Marianna Ucrìa (DTS)
Giulia
Pomodori verdi fritti (S)
Storia di una capinera (DIA)
Paradise Road (DIG)
Kapò (DIG)

Ipotesi percorso breve sintetico tematico: La condizione femminile (Triennio)

Ladybird, Ladybird (UO)


Thelma e Louise (DC)
Giulia(S)
Marianna Ucrìa (DTS)
Philomena (UO)

Ipotesi percorso lungo sintetico tematico: La condizione femminile (Triennio)

Family Life (UO)


Philomena (UO)
Ladybird, Ladybird (UO)
Marianna Ucrìa (DTS)
La ragazza con la valigia (DTS)
Giulia(S)
Norma Rae (DC)
Thelma e Louise (DC)
La ragazza di Bube (DIA)
Kapò (DIG)

http://pacioli.crw.it/ftp/cinema2000-2016/2-Percorsi/Percorsi2000/2framperc009.htm[12/07/2017 18:56:03]
Chaplin Charles

Chaplin Charles
Gran Bretagna (1889-1977)

Figlio di due artisti del varietà dall’esistenza travagliata e infelice, si trova, insieme al fratello, abbandonato in
giovane età e costretto a vivere in una miseria estrema nei quartieri più poveri di Londra, guadagnandosi da vivere
con precari lavori di acrobata e mimo. Assunto nel 1907 dalla compagnia comica di Fred Karno, Chaplin impara
girando l’Inghilterra tutti i trucchi e le astuzie dell’arte comica. Nel 1911 emigra con Karno negli Stati Uniti, dove
si fa immediatamente notare per la sua bravura nelle pantomime e viene così scritturato nel Cinema per le famose
comiche (brevi film di inseguimenti e torte in faccia che accompagnavano nelle proiezioni i lungometraggi).
Nasce così nel 1914 il personaggio di Charlot, goffo vagabondo dal cuore d’oro senza fissa dimora in lotta per la
sopravvivenza quotidiana e sempre in conflitto con poliziotti, benpensanti e borghesi ottusi. Il pubblico si identifica
immediatamente con questo sottoproletario che irride l’ordine costituito e difende la causa dei più deboli e gli
tributa un successo enorme ed entusiastico. Diventato ricco e famoso, nel 1921 realizza, dopo aver girato una
grande quantità di cortometraggi, il suo primo lungometraggio, Il monello, film dall’evidente sottofondo
autobiografico e in cui riassume i temi e i canoni stilistici della sua comicità. La febbre dell’oro (1925), Il circo
(1928), Luci della città (1931) e Tempi moderni (1936) sono i quattro grandi film che chiudono la stagione del
muto (cui Chaplin resterà legato anche dopo l’avvento del sonoro), consacrando il personaggio di Charlot come il
romantico e sentimentale eroe che difende la propria anarchica libertà ed individualità contro la massificazione di
una società moderna avida e disumanizzante, dominata dalla corsa all’arricchimento e dall’egoismo. Con Il grande
dittatore (1940) si cimenta per la prima volta con il sonoro e in piena guerra mondiale svolge la più irridente e
pungente parodia di Hitler (e Mussolini) che il Cinema abbia mai realizzato, senza dimenticare nel contempo di
lanciare un messaggio di pace e fratellanza. Nel dopoguerra prosegue la sua attività di attore e regista, rinunciando
definitivamente al personaggio di Charlot (indissolubilmente legato, per le sue caratteristiche, alla mimica e allo
stile recitativo del muto) e calzando le vesti di personaggi diversi, come il pluriomicida gentiluomo di Monsieur
Verdoux (1947) e il clown dal cuore tenero e attaccato alla vita di Luci della ribalta (1952). Nel 1953 a causa della
persecuzione maccartista di cui è oggetto negli Stati Uniti decide di emigrare in Europa, collocando la sua
residenza in Svizzera. Tornerà in America solo vent’anni dopo per ricevere le scuse degli americani e un Oscar alla
carriera. Chaplin è stato certamente uno degli artisti più significativi del Novecento (di cui la maschera buffa e
mingherlina di Charlot costituisce un’icona fondamentale), al quale il Cinema, e non solo, deve molto per l’alto
valore morale e poetico della sua opera e la sua straordinaria capacità di attore.

L’eterno vagabondo 1915

Giorno di paga 1916

Charlot soldato 1916

Charlot rientra tardi 1916

Charlot usuraio 1916

La cura 1916

L’emigrante 1917

L’evaso 1917

Vita da cani 1918

Un idillio nei campi 1918

Il monello 1921

Sbronzi tra gentiluomini 1921

http://pacioli.crw.it/ftp/cinema2000-2016/4-Registi/Registi2001/3framreg009.htm[12/07/2017 18:56:04]
Chaplin Charles

Giorno di paga 1921

Il pellegrino 1922

La donna di Parigi 1923

La febbre dell’oro 1925

Il circo 1928

Luci della città 1931

Tempi moderni 1936

Il grande dittatore 1940

Monsieur Verdoux 1947

Luci della ribalta 1952

Un Re a New York 1957

La contessa di Hong Kong 1966

http://pacioli.crw.it/ftp/cinema2000-2016/4-Registi/Registi2001/3framreg009.htm[12/07/2017 18:56:04]
Sommario filmMZ

àaaaaaaa
0/9-A--B-C-D-E-F-G

HIJ-KL-M-N-O-P

Q-R-S-T-U-V-WZ
 


Mad City-Assalto alla
notizia

Madame Bovary

Magdalene

Magnificat

Malcolm X

Mandolino del capitano


Corelli, Il

Mani sulla città, Le

Ma papà ti manda sola?

Marcia su Roma, La

Marianna Ucrìa

Maria Stuarda, regina di


Scozia

Marie Antoinette

Marsigliese, La

Martha

Massacro di Attica, Il

Masseria delle allodole, La

Maurice

Memphis Belle

Mercoledì da leoni, Un

Mery per sempre

Mestiere delle armi, Il

Metello

http://pacioli.crw.it/ftp/cinema2000-2016/3-Film/aasomfilm000B.htm[12/07/2017 18:56:15]
Sommario filmMZ

Mi piace lavorare -
Mobbing

Mia Africa, La

Mia generazione, La

Mia regina, La

Michael Collins

Mi chiamo Sam

Migliori anni della nostra


vita, I

Mignon è partita

Milk

1860

1492 - La scoperta del


paradiso

Million Dollar Baby

Miracolo di Berna, Il

Mio piede sinistro, Il

Missing-Scomparso

Mission

Mississippi Burning-Le
radici dell'odio

Mississippi Masala

Momenti di gloria

Mommy

Mondo a parte, Un

Mondo perfetto, Un

Mondo senza pietà, Un

Mongol

Monsieur Batignole

Mr. Klein

Mulino del Po, Il

Muro di gomma, Il

Music Box-Prova d'accusa

Mussolini ultimo atto

http://pacioli.crw.it/ftp/cinema2000-2016/3-Film/aasomfilm000B.htm[12/07/2017 18:56:15]
Sommario filmMZ


Napoléon

Nato il 4 luglio

Nel nome del padre

Nell'anno del Signore

Nemico alle porte, Il

Niente di personale

La nobildonna e il duca

Noi credevamo

Nome della rosa, Il

Norma Rae

No Man'sLand

Not in this town

Notte delle matite


spezzate, La

Notte di San Lorenzo, La

Notte prima degli esami,


La

Novecento. Atto I e II

Nozze di Muriel, Le

Nuovomondo-
Golden Door


Occhiali d'oro, Gli

Odio, L'

Odio implacabile

Odio razziale

Ogni cosa è illuminata

Ogro

Okinawa

Oltre Rangoon

Once Were Warriors-Una


volta erano guerrieri

http://pacioli.crw.it/ftp/cinema2000-2016/3-Film/aasomfilm000B.htm[12/07/2017 18:56:15]
Sommario filmMZ

Onda l'

Onde del destino, Le

Opera al nero, L'

Operazione Valchiria

Orizzonti di gloria

Oro di Roma, L'

Ottavo giorno, L'

Ottobre

Ovosodo


Padre Daens

Padre e figlio

Padre Padrone

Paisà

Pane e cioccolata

Pane e tulipani

La Papessa

Paradise Now

Paradise Road

Paranoid Park

Parlando e sparlando

Parmigiana, La

Partigiano Johnny, Il

Partita per la libertà, Una

Passaggio in India

Passione d'amore

Patriota, Il

Patton, generale d'acciaio

Pattuglia sperduta, La

Pazzi in Alabama

Pazzia di re Giorgio, La

Pearl Harbour

http://pacioli.crw.it/ftp/cinema2000-2016/3-Film/aasomfilm000B.htm[12/07/2017 18:56:15]
Sommario filmMZ

Pensieri pericolosi

Per chi suona la campana

Perdiamoci di vista

Per il re e per la patria

Persepolis

Philadelphia

Philomena

Pianista, Il

Piazza delle Cinque Lune

Piccoli maestri, I

Piccolo grande uomo, Il

Più grande avventura, La

Piume di struzzo

Platoon

Pleasantville

Pomodori verdi fritti alla


fermata del treno

Ponte sul fiume Kwai, Il

Portaborse, Il

Porzus

Posto, Il

Power

Prefetto di ferro, Il

Presa di potere di Luigi


XIV

Prestanome, Il

Prete da uccidere, Un

Pride

Prima dell'alba

Prima della pioggia

Prima pagina

Principe guerriero, Il

Priscilla, la regina del


deserto

Private

http://pacioli.crw.it/ftp/cinema2000-2016/3-Film/aasomfilm000B.htm[12/07/2017 18:56:15]
Sommario filmMZ

Private Parts

Processo di Verona, Il

Proiezionista, Il

Promesse, La

Pummarò

Punto di rottura


Qualcosa di personale

Qualcuno volò sul nido del


cuculo

Quando sei nato non puoi


più nasconderti

Quanto è bello lu murire


acciso

Quarto comandamento

Quarto potere

Quattro giornate di Napoli,


Le

Quattrocento colpi, I

Queimada

Quell'ultimo ponte

Quinto potere

Quiz Show


Race il colore della vittoria

Radio Days

Radiofreccia

Ragazza con la valigia, La

Ragazza di Bube, La

Ragazze

Ragazze di Piazza di
Spagna, Le

http://pacioli.crw.it/ftp/cinema2000-2016/3-Film/aasomfilm000B.htm[12/07/2017 18:56:15]
Sommario filmMZ

Ragazzi della 56°strada, I

Ragazzo di Calabria, Un

Ragtime

Rain Man

Rappresaglia

Re per una notte

Reality

Reds

Regeneration

Regina Margot, la

Rescuers 1-Storia di donne


coraggio

Rescuers 2- Due coppie

Rescuers 3-Due famiglie

Revolution

Ridicule

Risorse umane

Ritorno dal nulla

Ritratto di signora

Rob Roy

Rocco e i suoi fratelli

Roma città aperta

Romeo & Giulietta

Romero

Rommel, la volpe del


deserto

Romuald e Juliette

Rosa bianca, La -
Sophie Scholl

Rosa Scompiglio e i suoi


amanti

Rose del deserto, Le

Rosenstrasse

Rusty il selvaggio

http://pacioli.crw.it/ftp/cinema2000-2016/3-Film/aasomfilm000B.htm[12/07/2017 18:56:15]
Sommario filmMZ


Sacco e Vanzetti

Saimir

Salvador

Salvate il soldato Ryan

Salvatore Giuliano

San Michele aveva un gallo

Sarà per chè ti amo

Saturno contro

Sbandati, Gli

Sbatti il mostro in prima


pagina

Scalciando e strillando

Scelta, La

Scelta d'amore

Scelta di Sophie, La

Schindler's List

Scipione l'Africano

Sciuscià

Scuola, La

Scusa ma ti chiamo amore

Seconda guerra civile


americana, La

Seduzione del male, La

Segreti di Brokeback
Mountain, I

Segreti di Stato

Segreti e bugie

Segreti Segreti

Il segreto di Vera Drake

Seicento di Balaklava, I

Selma

Seme della violenza, Il

Senso

http://pacioli.crw.it/ftp/cinema2000-2016/3-Film/aasomfilm000B.htm[12/07/2017 18:56:15]
Sommario filmMZ

Senza tetto nè legge

Sesso e potere

Sette fratelli Cervi, I

Sette giorni a maggio

Shakespeare in love

Shine

Silkwood

Singles-L'amore è un gioco

Sinuhe l'egiziano

Sliding doors

Snapper, The

Sognando Beckham

Soldati a cavallo

Soldato blu

Soldato molto semplice


Ivan Chonkin, Il

Soldato Jane

Sole ingannatore, Il

Sospetto, Il (di Francesco


Maselli)

Sostiene Pereira

Sottile linea rossa, La

Sotto accusa

Sotto tiro

Spartacus

Speriamo che sia femmina

Spring breakers

Squadrone bianco, Lo

Stand By Me

Stazione, La

Stella

Stella solitaria

Stonewall

Storia d'amore

Storia di ragazzi e ragazze

http://pacioli.crw.it/ftp/cinema2000-2016/3-Film/aasomfilm000B.htm[12/07/2017 18:56:15]
Sommario filmMZ

Storia di una capinera

Storia di una ladra di libri

Strategia del ragno, La

Sweet Sixteen

Swingers

Swing Kids-Giovani
ribelli


Talk Radio

Telefonata per ricordare,


Una

Tempesta di ghiaccio

Tempi moderni

Tempo si è fermato, Il

Terra e libertà

Terraferma

The conspitator

Thelma e Louise

Thirteen Days

Tic Code

Tiro al bersaglio

Tiro al piccione

Titanic

Tobruk

Tora! Tora! Tora!

Tornando a casa

Torneranno i prati

Trainspotting

Train de vie-Un treno per


vivere

300

Tregua, La

Tre metri sopra il cielo

http://pacioli.crw.it/ftp/cinema2000-2016/3-Film/aasomfilm000B.htm[12/07/2017 18:56:15]
Sommario filmMZ

Truman Show, The

Tutta la vita davanti

Tutti a casa

Tutti giù per terra

Tutto l'amore che c'è


U Boot 96

U-571

Ultimi dieci giorni di


Hitler, Gli

Ultimo imperatore, L'

Ultimo inquisitore, L'

Ultimo spettacolo, L'

Ultimo treno, L'

Umberto D

Una lunga domenica di


passioni

Università dell'odio, L'

Uomini contro

Uomini e topi

Uomo che sussurrava ai


cavalli, L'

Uomo che verrà, L'

Uomo chiamato cavallo,


Un

Uomo del banco dei pegni,


L'

Uomo di ferro, L'

Uomo di marmo, Il

Uomo per tutte le stagioni,


Un

Uomo senza volto, L'

Uovo del serpente, Il

Urla del silenzio

http://pacioli.crw.it/ftp/cinema2000-2016/3-Film/aasomfilm000B.htm[12/07/2017 18:56:15]
Sommario filmMZ


Va' dove ti porta il cuore

Vai e vivrai

Vatel

Vajont

Valzer con Bashir

Vecchia guardia

Vento che accarezza l'erba,


Il

Vento di primavera

Verso il sole

Verso l'Eden

Vesna va veloce

Via col vento

Viaggio a Kandahar

Viaggio della sposa, Il

Vichinghi, I

Vincere

Vincitori e vinti

Vita difficile, Una

Vita è bella, La

La vita e nient'altro

Vita sognata degli angeli,


La

Le vite degli altri

Vittime di guerra

Viva l'Italia

Volevo i pantaloni

Voltati Eugenio

Vorrei che tu fossi qui

W-ZÝ

http://pacioli.crw.it/ftp/cinema2000-2016/3-Film/aasomfilm000B.htm[12/07/2017 18:56:15]
Sommario filmMZ

Welcome

Westfront 1918

Wilde

Will Hunting, genio ribelle

Witness - Il testimone

Women

Women in gold

Z, L'orgia del potere

Zulu

CLICCA QUI PER


TORNARE ALLE
LETTERE 

A-L

http://pacioli.crw.it/ftp/cinema2000-2016/3-Film/aasomfilm000B.htm[12/07/2017 18:56:15]
agorà

 12 anni schiavo


TITOLO ORIGINALE 12 Years a Slave
REGIA Steve McQueen
SOGGETTO E Dall’autobiografia omonima di Solomon Northup
SCENEGGIATURA
John Ridley
FOTOGRAFIA Sean Bobbitt
MONTAGGIO Joe Walker
MUSICA Hans Zimmer
INTERPRETI Chiwetel Ejiofor (Solomon Northup), Michael Fassbender (Edwin Epps), Benedict
Cumberbacth (William Ford), Lupita Nyong’o (Patsey) Paul Dano (Tibeats), Paul
Giamatti (Freeman), Brad Pitt (Bass)
PRODUZIONE Dede Gardner, Anthony Katagas, Jeremy Kleiner, Steve McQueen, Arnon
Milchan, Brad Pitt, Bill Pohlad per Plan B Entertainment/New Regency Pictures
DURATA 134’
ORIGINE Usa-Gran Bretagna, 2013
REPERIBILITA' Cineteca Pacioli
INDICAZIONE Biennio-Triennio
PERCORSI Il colore nero Razzismo, intolleranza, immigrazione, società multietnica/Uomo
e società
 

  

TRAMA
 1841. Il violinista di colore Solomon vive libero nella Contea di Saratoga con la sua famiglia. Un giorno accetta
una proposta di lavoro di due impresari e si trasferisce a Washington. Si tratta di un inganno: Solomon viene
sequestrato e venduto come schiavo ad un proprietario di piantagione in Louisiana. Resterà schiavo per 12 anni

TRACCIA TEMATICA
Il film è tratto da una storia vera, che ci è raccontata dallo stesso protagonista in un libro pubblicato quasi subito
dopo la sua liberazione. Questa precisazione è importante per rendere consapevoli gli spettatori di non trovarsi di
fronte ad una ricostruzione arbitraria ed eccessivamente romanzata di quella che è stata la schiavitù negli Usa
dell’Ottocento, ma ad una vicenda che aderisce con fedeltà alla realtà storica, per quanto le cose mostrate possano
sembrare incredibili per noi contemporanei. La schiavitù, ci dice il regista, è stata una grande tragedia a spese
di un intero popolo (paragonabile, in riferimento al XIX secolo, all’Olocausto) e la sua natura di sopraffazione
primitiva e crudele risalta ancor più se paragonata con la sensazione di avanzamento civile e culturale che alla
stessa epoca sembrava caratterizzare il nord degli Stati Uniti. Se Solomon sopravvive a questa terribile
esperienza è perché sa piegarsi con la necessaria adattabilità alla sua condizione di schiavitù, accettando
anche di snaturare se stesso e il proprio senso morale. A volte, ci suggerisce i film, è meglio piegarsi, anziché
spezzarsi.

VALUTAZIONE CRITICA
Il film vuole essere una sdegnata denuncia degli orrori dello schiavismo ottocentesco e quindi punta sull’impatto

http://pacioli.crw.it/ftp/cinema2000-2016/3-Film/film2016/11framefilm002.htm[12/07/2017 18:56:16]
agorà

emotivo determinato dall’identificazione totale con il protagonista. La macchina da presa si colloca a ridosso di
Solomon e ci fa aderire agli sconvolgimenti psicologici e fisici subiti, riducendo al minino la distanza che divide lo
spettatore dall’esperienza vissuta dal personaggio.

La regia lavora sull’accumulazione degli episodi di sadica sopraffazione, immergendoci in uno spazio di
segregazione di cui riesce a trasmetterci il senso di calura opprimente, il lezzo nauseabondo degli odori, le voci e i
rumori di sottofondo, il dolore lancinante dei corpi martoriati. L’uso della macchina da presa a spalla accentua
all’estremo la concitata drammaticità delle sequenze di violenza e i campi larghi sui paesaggi sottolineano il
contrasto fra il dramma umano cui stiamo assistendo e la suggestione del paesaggio naturale.

RIFERIMENTI INTERDISCIPLINARI
 

Lingua inglese                 Il romanzo “12 anni schiavo” di Solomon  Northup.

Storia                               La schiavitù negli Stati Uniti dell’Ottocento

http://pacioli.crw.it/ftp/cinema2000-2016/3-Film/film2016/11framefilm002.htm[12/07/2017 18:56:16]
agorà

 17 Ragazze
TITOLO ORIGINALE 17 Filles
REGIA Delphine e Muriel Coulin
SOGGETTO E Delphine e Muriel Coulin
SCENEGGIATURA
FOTOGRAFIA Jean-Louis Vialard
MONTAGGIO Guy Lecorne
   
INTERPRETI Louise Grinberg (Camille), Juliete Darche (Julia), Roxane Duran
(Florence), Esther Garrel (Flavie), Yara Pilartz (Clémentine), Solène
Rigot (Mathilde )
PRODUZIONE André Bouvard, Denis Freyd per Archipiel 35/arte France Cinéma
DURATA 90'
ORIGINE Francia, 2012
REPERIBILITA' Videoteca Pacioli/Homevideo
INDICAZIONE Triennio

PERCORSI                   Linea d’ombra  

Momenti di gioventù/La condizione adolescenziale e giovanile


/Uomo e società
 

  

TRAMA
Diciassette ragazze di un liceo di Lorient, in Bretagna, decidono di restare incinte nello stesso
momento, convinte da Camille, la prima ad aspettare un figlio, che la loro vita potrebbe così
cambiare in meglio, sottraendosi alla tutela dei genitori per andare a vivere in comune.
 

TRACCIA TEMATICA
17 ragazze (la storia è ispirata ad un fatto di cronaca realmente accaduto negli Stati Uniti nel
2008) non è un film che dà risposte o propone delle tesi precostituite, ma che ci mostra una
situazione ormai deteriorata e definitivamente compromessa. Vale a dire la frattura
generazionale che divide e contrappone genitori e figli, tra i quali sembra chiusa ogni
possibilità di dialogo e comprensione. Il giudizio delle adolescenti protagoniste nei confronti dei
loro genitori e degli adulti in generale è sprezzante e senza appello. E’ il loro stile di vita e la
loro mentalità ad essere messe sotto accusa.

Il gesto di queste 17 ragazze rimane, tuttavia, privo di una reale motivazione, che non sia
quella di caricare la loro scelta di una vaga pulsione liberatoria che le possa emancipare  da
un’esistenza avvertita come priva di prospettive. Fondamentale l’attrazione che su di loro

http://pacioli.crw.it/ftp/cinema2000-2016/3-Film/film2016/11framefilm003.htm[12/07/2017 18:56:16]
agorà

esercita la possibilità di realizzare

specie di famiglia alternativa allargata e comunitaria chiusa agli adulti e ai maschi e


direttamente autogestita.

La realtà rivelerà la natura utopica di questo progetto e ognuna delle ragazze alleverà da sola il
proprio figlio, ma (e questa sembra la considerazione che ci consegna il film) sognare qualcosa
di diverso dalla quotidianità (specie se grigia e inappagante) è un elemento tipico
dell’adolescenza e sarebbe forse peggio se non fosse così.   
 

VALUTAZIONE CRITICA
Il film riesce a comunicare con efficacia l’atmosfera opprimente degli spazi della periferia
urbana (gli enormi condomini su cui si soffermano molte inquadrature) che fanno da sfondo
alla vicenda, disegnando una realtà ambientale che rimanda un’idea di chiusura e
monotonia (cui sfuggire rifugiandosi in bar e discoteche o in progetti improbabili) e di un
futuro senza prospettive.  E ricco di suggestioni evocative è anche l’immagine dell’oceano, che
assume le connotazioni simboliche di una via di fuga verso un futuro luminoso.

Meno felice, invece, la delineazione dei personaggi, sia delle ragazze protagoniste, la cui
personalità è tratteggiata con una certa superficialità (molti dialoghi sono forzati e artificiosi), sia
degli adulti la cui immagine è sempre a rischio di un eccesso caricaturale e semplificatorio.
 

RIFERIMENTI INTERDISCIPLINARI
Scienze               La gravidanza

Geografia           La Bretagna e la città di Lorient

 
 

http://pacioli.crw.it/ftp/cinema2000-2016/3-Film/film2016/11framefilm003.htm[12/07/2017 18:56:16]
Sommario filmA-L

àaaaaaaa
0/9-A-B-C-D-E-F-G-

HIJ-KL-M-N-O-P-

 Q-R-S-T-U-V-WZ
 

0/9
12 anni schiavo

17 ragazze


A cena col diavolo

A ciascuno il suo

A proposito di donne

A prova d'errore

A torto o a ragione

A Wong Foo, grazie di


tutto, Julie Newmar

Abramo Lincoln in Illinois

Abuna Messias

Accadde a Selma

Accadde una notte

Achtung! Banditi

Adèle H., una storia


d'amore

Affare di donne, Un

Affondate la Bismark

Agnese va a morire, L'

Agorà

Aguirre, furore di Dio

Al posto del cuore

http://pacioli.crw.it/ftp/cinema2000-2016/3-Film/aasomfilm000A.htm[12/07/2017 18:56:17]
Sommario filmA-L

Albero degli zoccoli, L'

Albero di Antonia, L'

Alexander Nevskij

Ali

Alice

Allievo, L'

Allonsanfan

All'ovest niente di nuovo

Amante perduto, L'

Amarcord

Amaro sapore del potere, L'

Amen

American Graffiti

American History X

Amiche

Amici per la pelle

Amico ritrovato, L'

Amistad

Ammutinati del Bounty,


Gli

Amore 14

Amore e altre catastrofi

Amore & morte a Long


Island

Amore tossico

Anche libero va bene

Angelo alla mia tavola, Un

Angie, una donna tutta


sola

Anima divisa in due, Un'

Anne Frank

Anni di piombo

Anni '40

Anni spezzati, Gli

Anno vissuto
pericolosamente, Un

http://pacioli.crw.it/ftp/cinema2000-2016/3-Film/aasomfilm000A.htm[12/07/2017 18:56:17]
Sommario filmA-L

Anonymus

Apocalypse Now

Arancia meccanica, L'

Ardena

Arida stagione bianca, Un'

Armata Brancaleone, L'

Armata degli eroi, L'

Arpa birmana, L'

Arriva John Doe

Arrivederci ragazzi

Artemisia - Passione
estrema

Articolo 2

Assassini nati

Asso nella manica, L'

Attimo fuggente, L'

Auguri professore

Avventura terribilmente
complicata, Un'


Bacio appassionato, Un

Bagdad Café

Balla coi lupi

Ballroom-Gara di ballo

Bambini ci guardano, I

Bambino col pigiama a


righe, Il

Banchieri di Dio, I

Banda Baader Meinhof, La

Barone rosso, Il

Barriera invisibile

Barry Lyndon

Battaglia dei giganti, La

http://pacioli.crw.it/ftp/cinema2000-2016/3-Film/aasomfilm000A.htm[12/07/2017 18:56:17]
Sommario filmA-L

Battaglia di Alamo, La

Battaglia di Algeri, La

Battaglia di Midway, La

Believer, The

Belle al bar

Benvenuti a Sarajevo

Benvenuti in paradiso

Berretti verdi

Betrayed-Tradita

Betty Love

Billy Elliot

Black Hawk Down

Bling Ring

Bloody Sunday

Bobby

Bolle di sapone

Boys

Brancaleone alle Crociate

Branco, Il

Braveheart-Cuore
impavido

Bread and Roses

Brigante di Tacca del Lupo

Bronte

Bronx

Bruttina stagionata, La

Buio oltre la siepe, Il

Buon compleanno Mr.


Grape

Bus in viaggio


Caccia tragica

Cacciatore di aquiloni, Il

http://pacioli.crw.it/ftp/cinema2000-2016/3-Film/aasomfilm000A.htm[12/07/2017 18:56:17]
Sommario filmA-L

Caduta, La - Gli ultimi


giorni di Hitler

Caduta degli dei, La

Caduta delle aquile, La

Caduta dell'impero
romano, La

Calata dei barbari, La

Calda notte dell'ispettore


Tibbs, La

Camicia nera

Cammelli, I

Cammino della speranza, Il

Cancelli del cielo, I

Canzone di Carla, La

Caso Martello, Il

Caso Mattei, Il

Caso Moro, Il

Caterina va in città

Cento giorni a Palermo

Cento passi, I

Central do Brasil

C'eravamo tanto amati

Cerchio, Il

Che mi dici di Willy?

Che

Che ora è?

Chi non salta bianco é

Chiamami aquila

Chiavi di casa, Le

China Girl

Christiane F, noi ragazzi


dello zoo di Berlino

Ci sarà la neve a Natale?

Cielo cade, Il

Cinderella Man

http://pacioli.crw.it/ftp/cinema2000-2016/3-Film/aasomfilm000A.htm[12/07/2017 18:56:17]
Sommario filmA-L

Cinque giorni di tempesta

Cleopatra

Clockers

Club degli imperatori, Il

Codice d'onore

Collina del disonore, La

Colonna infame, La

l colore della libertà-


Goodbye Bafana

Colore viola, Il

Colori della vittoria, I

Colpire al cuore

Com'era verde la mia valle

Come eravamo

Come te nessuno mai

Compagni, I

Concorrenza sleale

Confessione, La

Conformista, Il

Consigli per gli acquisti

Conrack

Conspiracy

Cose di questo mondo

Così ridevano

Cover Boy

Creature del cielo

Croce di ferro, La

Crociate, Le

Cronache di poveri amanti

Cronisti d'assalto

Crooklin

http://pacioli.crw.it/ftp/cinema2000-2016/3-Film/aasomfilm000A.htm[12/07/2017 18:56:17]
Sommario filmA-L

Da morire

Daniel

Danton

Day After, The

Defenders-In nome
dell'odio

Delitto Matteotti, Il

Del perduto amore

Demoni e dei

Dentro la notizia

Diari della motocicletta, I

Diario di Anna Frank, Il

Diario di Bridget Jones, Il

Diavolo in corpo, Il

Diaz

Dichiarazioni d'amore

Dien Bien Phu

Dies Irae

Dietro la maschera

Diritto di cronaca

Dirty Dancing

Diverso da chi?

Dolci inganni, I

Donna tutta sola, Una

Donne senza trucco

Dottor Stranamore, Il

Dottor Zivago, Il

Due amiche

Due giorni una notte

Duellanti, I


E Johhny prese il fucile

http://pacioli.crw.it/ftp/cinema2000-2016/3-Film/aasomfilm000A.htm[12/07/2017 18:56:17]
Sommario filmA-L

E venne un uomo

East is East

Eau froide, L'

EDtv

Edward mani di forbice

El Alamein

Elephant Man,The

Elizabeth

Enrico V

Erin Brockovich

Eroe borghese, Un

Eroe per caso

Eroi del Pacifico, Gli

Esca, L'

Est-Ovest, Amore e Libertà

Estate di Davide, L'

Estate di Kikujiro, L'

Estranea fra noi, Un'

Età acerba, L

Ettore Fieramosca

Europa Europa

Exodus


Fa' la cosa giusta

Family Life

Fandango

Fate ignoranti, Le

Febbre a 90

Febbre del sabato sera, La

Figurine

Fine della notte, La

Fire

http://pacioli.crw.it/ftp/cinema2000-2016/3-Film/aasomfilm000A.htm[12/07/2017 18:56:17]
Sommario filmA-L

Flags of Our Fathers

Flashdance

Flight 93

Folle stagione d'amore,


Una

Footloose

Fragola e cioccolato

Fragole e sangue

Frances

Fratelli e sorelle

Fratello Sole, sorella Luna

Frontiera

Fucking Amal-Il coraggio


di amare

Fuga dalla scuola media

Fuga per la vittoria

Full Metal Jacket

Furore


Galileo

Gandhi

Garage Olimpo

Garofano rosso, Il

Gattopardo, Il

Generale della Rovere, Il

Gente comune

Germania anno zero

Germinal

Geronimo

Giardino dei Finzi-


Contini, Il

Ginger e Fred

Giordano Bruno

http://pacioli.crw.it/ftp/cinema2000-2016/3-Film/aasomfilm000A.htm[12/07/2017 18:56:17]
Sommario filmA-L

Giornata particolare, Una

Giorno da leoni, Un

Giorno della civetta, Il

Giorno perfetto, Un

Giorno più lungo, Il

Giovani, carini e
disoccupati

Giovani leoni, I

Giovanna d'Arco

Giovanna la pazza

Giovanni Falcone

Gioventù bruciata

Giovinezza, Giovinezza

Girasoli, I

Gita scolastica, Una

Giulia

Giulio Cesare

La giusta distanza

Gladiatore, Il

Glory-Uomini di gloria

Go Fish

Go Now

Gomorra

Good Bye Lenin

Good Morning Vietnam

Good Night and Good


Luck

Gott mit uns (Dio è con


noi)

Grande Blek, Il

Grande cocomero, Il

Grande dittatore, Il

Grande guerra, La

Grande illusione, La

Grande sentiero, Il

http://pacioli.crw.it/ftp/cinema2000-2016/3-Film/aasomfilm000A.htm[12/07/2017 18:56:17]
Sommario filmA-L

Grande uno rosso, Il

Gran Torino

Grazie, signora Thatcher

Green zone

Grido della terra, Il

Grido di libertà

Guardia del corpo

Guendalina

Guerra del fuoco, La

Guerra e pace

Guerrieri della notte, I

H-I-JÝ
Hannah Arendt

Havana

He Got Game

Help the

Hotel Rwanda

Hurricane

Hurt Locker

I Love You, I Love You Not

I Vicerè

Il capitale umano

Il figlio di Saul

Il labirinto del silenzio

Il rosso e il blu

Impiegati

In & Out

In My Country

In nome del Papa Re

Indocina

Indovina chi viene a cena

Invictus

http://pacioli.crw.it/ftp/cinema2000-2016/3-Film/aasomfilm000A.htm[12/07/2017 18:56:17]
Sommario filmA-L

Io la conoscevo bene

Io non ho paura

Ivan il Terribile-La
congiura dei Boiardi

Jack Frusciante è uscito dal


gruppo

Jakob il bugiardo

Jefferson in Paris

JFK - Un caso ancora


aperto

Joe Hill

Jona che visse nella balena

Jungle Fever

Juno

K-LÝ
K-19

Kapò

Katyn

Kippur

Kolya

Kundun

L'arte di vincere

La legge del mercato

La mafia uccide solo


d'estate

Ladri di biciclette

Ladri di saponette

Ladro di bambini, Il

Ladybird, Ladybird

Lamerica

Lanterne rosse

Larry Flint- Oltre lo


scandalo

Lascia perdere Johnny

http://pacioli.crw.it/ftp/cinema2000-2016/3-Film/aasomfilm000A.htm[12/07/2017 18:56:17]
Sommario filmA-L

Laureato, Il

Lawrence d'Arabia

Lebanon

Léon

Lettera scarlatta, La

Lettere da Iwo Jima

Lezioni di piano

Liam

Libera, amore mio

Liberty Heights

Lincoln

Love Story

Lucky Luciano

Ludwig

Lunga notte del '43, La

Lunghi giorni delle aquile,


I

Lungo giorno finisce, Il

Luther

CLICCA QUI PER


PROSEGUIRE CON
LE LETTERE

M-Z

http://pacioli.crw.it/ftp/cinema2000-2016/3-Film/aasomfilm000A.htm[12/07/2017 18:56:17]
A cena col diavolo

A cena con il diavolo


TITOLO ORIGINALE Le souper
REGIA Eduard Molinaro
SOGGETTO Dalla commedia omonima di Jean-Claude Brisville
SCENEGGIATURA Yves Rousset-Rouard, Eduard Molinaro, Jean-Claude Brisville
FOTOGRAFIA Michael Epp (colori)
MUSICA Vladimir Cosma, Luigi Cherubini
MONTAGGIO Annick Rousset-Rouard
INTERPRETI Claude Rich, Claude Brasseur
Trinacra, Parma Films, France 2, Canal Plus, Investimages 4, Cofimage 4,
PRODUZIONE
Procirep
DURATA 90'
ORIGINE Francia, 1992
REPERIBILITA’ Homevideo/Cineteca Pacioli
INDICAZIONE Triennio
Età napoleonica
PERCORSI
Ottocento/Cinema e Storia

TRAMA
6 luglio 1815, pochi giorni dopo la sconfitta di Napoleone a Waterloo. Il presidente del governo provvisorio,
Joseph Fouché, ministro della polizia con Napoleone, si reca a casa del principe Talleyrand, notabile
nell’Ancien Regime e ministro degli esteri con Napoleone, per un incontro segreto. Nel corso della cena
Talleyrand convince l’ospite della necessità del ritorno della monarchia borbonica e quindi di trovare un
accordo con essa per salvaguardare la propria carriera politica.

TRACCIA TEMATICA
Talleyrand e Fouché, che occuparono posti di rilievo nel regime napoleonico, preparano il loro riciclaggio politico
nel periodo della restaurazione borbonica che si annuncia, disposti a salire sul carro del vincitore pur di non perdere
privilegi e potere. Entrambe figure di scarsa limpidezza morale e di estrema ambiguità politica, vizioso e
corrotto il primo e crudele e spietato il secondo (Il vizio in braccio al crimine ebbe a dire di loro Chateaubriand),
intrecciando un dialogo carico di allusioni (sagra dell’eufemismo e del sottinteso) offrono un saggio su ciò cui può
arrivare l’ambizione abbinata al cinismo. Alla concezione della Storia intesa come successione di grandi eventi
determinati da eroici e titanici personaggi, il film di Molinaro contrappone la dimensione del rerstroscena,
dell’intrigo e del sottobanco, dell’importanza delle figure di secondo piano e della loro capacità manovriera .Il
tema della spregiudicatezza della classe politica riferita alla pratica del trasformismo è qui esplorato in riferimento
agli anni della Restaurazione, ma non si può fare a meno di osservare come esso conservi un’indubbia attualità.

Un discorso a parte merita il ruolo del popolo nel film. Lo si sente manifestare di sotto le finestre del palazzo
Talleyrand, senza mai vederlo e senza che mai turbi i due vecchi marpioni delle politica che lo guardano dall’alto
in basso, convinti che solo le grandi personalità e non le masse possano decidere dei destini della nazione.

http://pacioli.crw.it/ftp/cinema2000-2016/3-Film/Film2001/2.htm[12/07/2017 18:56:18]
A cena col diavolo

VALUTAZIONE CRITICA
A cena con il diavolo (titolo italiano che allude alla natura mefistofelica dei due protagonisti e delle loro trame ) è
un film storico piuttosto anomalo, caratterizzato com’è dalla rinuncia all’esibizione spettacolare in chiave
kolossal che spesso contrassegna questo tipo di pellicole, per concentrarsi esclusivamente sui dialoghi(e affidandosi
alla grande bravura dei due attori principali) e privilegiare un’impostazione teatrale priva di sviluppo narrativo e
claustrofila

Privo di schematiche contrapposizioni (Bene-Male, Giustizia -Ingiustizia, Libertà-Oppressione) e


interpretazioni e tesi attraverso cui filtrare la Storia, la pellicola cerca di addentrarsi dietro le quinte di essa,
ipotizzando ciò che due vecchie volpi delle politica possono essersi dette sulla base della conoscenza della loro
personalità e della biografia (la sceneggiatura del film è frutto di pura immaginazione). Ciò che interessa,
evidentemente, non è il vero, ma il verosimile (Talleyrand e Fouché non hanno veramente detto quelle cose, ma
potrebbero benissimo averlo fatto e comunque , nella sostanza profonda, ciò che il film ci racconta sembra assai
credibile). Non c’è coinvolgimento emotivo e trascinamento identificatorio (manca il buono dalla cui parte stare), il
film può anche ingenerare una certa sensazione di noia (specie se non si conoscono a fondo gli avvenimenti storici
di riferimento

RIFERIMENTI INTERDISCIPLINARI
Storia          La rivoluzione francese.

http://pacioli.crw.it/ftp/cinema2000-2016/3-Film/Film2001/2.htm[12/07/2017 18:56:18]
A ciascuno il suo

A ciascuno il suo
TITOLO ORIGINALE Idem
REGIA Elio Petri
SOGGETTO Dal romanzo omonimo di Leonardo Sciascia
SCENEGGIATURA Elio Petri, Ugo Pirro
FOTOGRAFIA Luigi Kuveiller (colore)
MUSICA Luis Enriquez Bakalov
MONTAGGIO Ruggero Mastroianni
INTERPRETI Gian Maria Volontè, Irene Papas, Gabriele Ferzetti, Leopoldo Trieste, Salvo
Randone
PRODUZIONE Giuseppe Zaccariello per la Cemo Film
DURATA 93'
ORIGINE Italia, 1967
REPERIBILITA' Homevideo/Cineteca Pacioli
INDICAZIONE Triennio
PERCORSI Mafia

Novecento/Cinema e Storia

TRAMA
Sicilia, anni Sessanta. In un paese imprecisato dell’isola vengono uccisi il farmacista Manno e il dottor Roscio.
Essendo Manno un donnaiolo, la polizia conclude affrettatamente che si tratta d'un delitto d'onore e che Roscio
è stato eliminato casualmente in quanto testimone scomodo. Paolo Laurana, un professore di liceo, giunge alla
conclusione che la vittima designata dell'omicidio è, invece, proprio Roscio e non viceversa e confida i suoi
sospetti all'avvocato Rosello e alla vedova di Roscio, Luisa, di cui è innamorato. Quando scopre un diario di
Roscio che contiene le prove che Rosello è un capo della mafia locale, Laurana decide di denunciarlo, senza
sapere che Luisa, alla quale ha rivelato tutto, è l'amante dell'insospettabile avvocato.

TRACCIA TEMATICA
Il film ha come sfondo sociopolitico la Sicilia oppressa dal fenomeno mafioso, presentato come nodo
inestricabile di omertà, silenzi, intrighi, complicità politiche e interessi economici, su cui questa organizzazione
criminosa basa la forza e il radicamento nel territorio. L'avvocato Rosello è il simbolo di una gretta e
improduttiva borghesia locale che ricorre all'illegalità e alla compromissione con il potere mafioso per ottenere
un facile arricchimento e una rapida scalata sociale.

Il professor Laurana, intellettuale ingenuo e fragile ma combattivo, rappresenta la rivolta della cultura
progressista e democratica contro la mafia, ma la tragica conclusione della sua indagine diventa emblematica
dell'isolamento e della debolezza cui sono condannate nell'isola le forze di opposizione al domino malavitoso.

Il destino di sconfitta e morte che attende il generoso impegno di Laurana, cui fanno da contrasto le immagini delle

http://pacioli.crw.it/ftp/cinema2000-2016/3-Film/Film2001/3.htm[12/07/2017 18:56:19]
A ciascuno il suo

affollate e festose nozze di Rosello con la vedova di Roscio, imprime al film una cupa impronta di pessimismo
e amaro sarcasmo, segno di sfiducia nelle possibilità di cambiare a breve la terribile realtà della Sicilia.

VALUTAZIONE CRITICA
Petri conferisce alla storia un’incalzante e tesa dinamica narrativa, che coinvolge lo spettatore grazie alla
natura da giallo dell’intreccio e alla tensione polemica in senso politico-civile. Ma più che sullo svolgersi della
vicenda, piuttosto scontata nei suoi sviluppi e nelle sue conclusioni (difficilmente i film di mafia si concludono con
il trionfo della giustizia: per quanto questo tipo di epilogo sarebbe consolatorio, indurrebbe colpevolmente un
atteggiamento di sottovalutazione del problema e della sua gravità), il regista lavora sulla creazione di
un’atmosfera densa di assillanti premonizioni.

La solare luminosità del paesaggio siciliano, che avvolge con ossessiva insistenza uomini e cose, comunica una
sensazione di accecante riverbero che crea disagio e inquietudine, oltreché di sonnolenta e imperturbabile
immobilità che ben si coniuga con il torpore morale cui si vuole alludere. L’irrompere su questa vivida luce del
motivo cromatico del nero (i vestiti dei personaggi, le automobili, ecc..) inserisce un elemento di contrasto che
richiama l’idea del lutto, anticipando l’esito di morte del febbrile affannarsi di Laurana, la cui nevrotica e concitata
irrequietezza costituisce l’unica presenza disturbante di un ambiente che rinchiude su se stesso i propri misteri.
L’uso nervoso degli zoom e del teleobiettivo, che isolano e evidenziano i particolari, sembra esprimere un’ansia
frustrata di penetrare oltre l’apparenza ingannevole delle cose.

RIFERIMENTI INTERDISCIPLINARI
Storia     A) Le origini della mafia.

     B) La mafia nella Sicilia e nell’Italia degli anni Sessanta.

C) La mafia dopo gli anni Novanta.

Letteratura italiana Confronto fra il film e il romanzo omonimo di L. Sciascia.

http://pacioli.crw.it/ftp/cinema2000-2016/3-Film/Film2001/3.htm[12/07/2017 18:56:19]
A proposito di donne

A proposito di donne
TITOLO ORIGINALE Boys on the Side
REGIA Herbert Ross
SOGGETTO E Don Ross
SCENEGGIATURA
FOTOGRAFIA Donald E. Thorin (colori)
MUSICA David Newman
MONTAGGIO Michael R. Miller
INTERPRETI Whoopi Goldberg, Mary-Louise Parker, Drew Barrymore
PRODUZIONE Arnon Milchan, Steven Reuther, Herbert Ross per New Regency/Hera
DURATA 118'
ORIGINE USA, 1995
REPERIBILITA' Homevideo/Cineteca Pacioli
INDICAZIONE Triennio
PERCORSI Sorellanza

La condizione femminile/Uomo e Società

TRAMA
Jane, una vissuta cantante di colore lesbica, Robin, un'agente di commercio iperigienista malata di aids, e
Holly, una ragazza scapestrata e svampita sempre nei guai, hanno tutte e tre qualche buona ragione per
raggiungere la California. Holly, in particolare, ne ha qualcuna in più, visto che ha ucciso, anche se
involontariamente, il manesco fidanzato. A Tucson le tre donne sembrano aver trovato un rifugio ideale in cui
rifarsi un'esistenza e ritrovare un equilibrio, ma Jane non riesce del tutto a fare accettare la propria identità
omosessuale, la legge incalza Holly e l'aids Robin.

TRACCIA TEMATICA
Nonostante la profonda diversità che le separa, Jane, Robin e Holly stabiliscono un'intesa che trae alimento
proprio dalla distanza delle rispettive personalità. La burbera e smaliziata Jane smussa il proprio carattere
spigoloso e assume nei confronti delle due amiche più giovani un atteggiamento materno, fatto di affetto e
indulgenza nei confronti della loro giovanile ingenuità; Robin, condizionata da un'educazione perbenista e da un
inguaribile romanticismo, viene avviata al gusto della trasgressione e Holly (il personaggio, a dire il vero, meno
approfondito) trova nella vicinanza con le più mature amiche un freno alla propria esuberanza.

Inoltre ciò che consolida questo sodalizio femminile è il fatto che le tre donne condividono un ruolo di
emarginazione e diversità: Jane in quanto omosessuale, Robin in quanto sieropositiva e Holly in quanto ricercata
dalla polizia.

http://pacioli.crw.it/ftp/cinema2000-2016/3-Film/Film2000/2framefilm001.htm[12/07/2017 18:56:19]
A proposito di donne

VALUTAZIONE CRITICA
La prima parte del film è decisamente la migliore, impegnata com'è nel dare spessore psicologico, con
leggerezza ed ironia, ai personaggi di Jane e Robin: il tono è da commedia (che raggiunge quasi il grottesco
nella sequenza della lotta delle tre donne con il violento fidanzato di Holly) e le battute di Jane vivacizzano il suo
rapporto di scontro-incontro con la smorfiosetta Robin.

La seconda parte, invece, specie dall'aggravarsi della malattia di Jane in poi, non resiste alla tentazione di
scivolare nel patetismo sentimentalista a tinte melodrammatiche e non ci risparmia quello che ormai è
l'armamentario consolidato dei film sull'aids: volti emaciati di malati terminali, feste d'addio, lacrima facile,
pietismo e buonismo a piene mani, ecc.

RIFERIMENTI INTERDISCIPLINARI
Scienze     L'aids.

Geografia     La California.

http://pacioli.crw.it/ftp/cinema2000-2016/3-Film/Film2000/2framefilm001.htm[12/07/2017 18:56:19]
A prova d'errore

A prova d'errore
TITOLO ORIGINALE Fail Saif
REGIA Sidney Lumet
SOGGETTO Dalla novella di Eugene Burdick e Harvey Wheeler
SCENEGGIATURA Walter Bernstein
FOTOGRAFIA Gerald Hirschfeld (bianconero)
INTERPRETI Henry Fonda, Walther Matthau, Dan O' Herlihy, Frank Overton, Edward Binnis,
Larry Hagman
PRODUZIONE Max E. Youngstein per la Columbia Pictures
DURATA 111'
ORIGINE USA, 1964
REPERIBILITA' Homevideo/Cineteca Pacioli
INDICAZIONE Triennio
PERCORSI Guerra fredda, terrore nucleare, Maccartismo

Novecento/Cinema e Storia

TRAMA
Stati Uniti, anni Sessanta. A causa di un errore tecnico una pattuglia di aerei americani con armamento
nucleare riceve l'ordine di dirigersi sull'URSS per bombardarla. Il Presidente USA, avvisato dell'accaduto,
cerca in tutti i modi di scongiurare una guerra atomica che distruggerebbe l'intera umanità.

TRACCIA TEMATICA
Girato all'epoca del confronto nucleare fra le due superpotenze, quando i rispettivi arsenali atomici erano cresciuti a
dismisura, A prova d'errore costituisce una denuncia dei gravi pericoli insiti nell'affidarsi totalmente alla
tecnologia, fosse anche la più moderna e sofisticata. La macchina a prova d'errore non esiste ed essa non potrà mai
sostituire interamente l'uomo: delegare completamente a congegni che sembrano perfetti il sistema di difesa (e di
attacco) di una nazione è quindi una scelta irresponsabile, che può portare a conseguenze incontrollabili e
catastrofiche.

Ma la visuale del film è più ampia: in nome dei principi di distensione e pacifica convivenza fra le due potenze
responsabili dei destini dell'umanità (che era all'epoca la politica portata avanti dall'amministrazione kennediana), si
auspicano la fine della corsa agli armamenti ed una politica di disarmo e si condannano lo stolido
militarismo ai limiti dell'isteria di alcuni settori dell' esercito degli Stati Uniti e il cinismo guerrafondaio di
esperti civili come lo scienziato Groeteschele.

VALUTAZIONE CRITICA

http://pacioli.crw.it/ftp/cinema2000-2016/3-Film/Film2001/4.htm[12/07/2017 18:56:20]
A prova d'errore

All'inizio degli anni Sessanta la cinematografia americana subisce la suggestione dell'ipotesi fantapolitica in
connessione con la psicosi dello scoppio di una guerra nucleare per errore. A prova d'errore rappresenta uno dei
risultati migliori di questo filone (senza dimenticare, ovviamente, il geniale capolavoro di Kubrick Il dottor
Stranamore, che del film di Lumet costituisce la versione ironica e grottesca), per la capacità registica di
fondere sapientemente l'efficacia del messaggio (è indispensabile una politica di disarmo e una riduzione del
potere degli apparati militari) con una tensione narrativa spinta all'estremo, che coinvolge nella propria
drammatica suspense lo spettatore.

Il crescendo del film è spietato e inarrestabile, gli ambienti completamente chiusi ad ogni contatto con l'esterno
alimentano in chiave ansiogena un senso di claustrofobia che aumenta con l'assottigliarsi delle speranze, i
prolungati primi piani del Presidente comunicano con grande intensità l'angoscia che lo attanaglia, il fermo-
immagine che blocca alcuni istanti della quotidianità newyorkese poco prima dell'esplosione finale risolve con
felice intuizione il problema di come rendere visivamente il momento culminante dell'immane tragedia che si va a
consumare.

RIFERIMENTI INTERDISCIPLINARI
Storia     A) La guerra fredda.

     B) La presidenza Kennedy e la politica di convivenza pacifica tra USA e URSS

http://pacioli.crw.it/ftp/cinema2000-2016/3-Film/Film2001/4.htm[12/07/2017 18:56:20]
A torto o a ragione

A torto o a ragione
TITOLO ORIGINALE Taking Sides
REGIA Istvan Szabò
SOGGETTO E Ronald Harwood da un suo lavoro teatrale
SCENEGGIATURA
FOTOGRAFIA Lajos Voltai (colori)
MUSICA Estratti da opere di Beethoven, Bruckner, Schubert sotto la supervisione di Ulrich
Trimbson
MONTAGGIO Sylvie Landra
INTERPRETI Harvey Keitel, Stellan Skarsgard, Birgit Minichmayr, Moritz Bleibtreu
PRODUZIONE Yves Pasquier per Little Big Bear Filmproduction
DURATA 109’
ORIGINE Germania/Austria/Gran Bretagna/Francia, 2001
REPERIBILITA' Homevideo/Cineteca Pacioli
INDICAZIONE Classe quinta

PERCORSI Nazismo

Novecento/Cinema e Storia

TRAMA
Berlino, 1946. Il maggiore americano Steve Arnold viene incaricato da un superiore di indagare sul direttore
d’orchestra tedesco Wilhelm Furtwangler, sospettato di avere aderito al nazismo durante il Terzo Reich. Arnold
sottopone Furtwangler a degli interrogatori spossanti ed umilianti, manifestando tutto il suo disprezzo nei suoi
confronti. Seduta dopo seduta le gravi responsabilità del direttore d’orchestra vanno emergendo.

TRACCIA TEMATICA
Tema centrale del film è il rapporto tra arte e politica. Furtwangler ritiene che questi due ambiti debbano
rimanere separati e che anche sotto un governo oppressivo e criminale è dovere dell’artista perseguire ed affermare
la propria missione estetica, anche se questo può comportate il ricorso a qualche compromesso. Arnold è convinto,
invece, che dignità e coscienza dovrebbero indurre l’artista a negare il proprio genio a chi lo utilizza per dare lustro
e prestigio ad un regime obbrobrioso come è stato quello nazista. Dalla parte delle ragioni di Furtwangler si
schierano non solo i suoi ex-orchestrali (che difendendo il maestro assolvono in qualche modo anche se stessi), ma
anche il collaboratore ebreo di Arnold e la sua segretaria, affascinati dalla grandezza del direttore.

Se nel corso della prima parte il film sembra alimentare nello spettatore il medesimo atteggiamento di
indulgenza nei confronti dell’apparentemente tormentato e contrito Furtwangler e di conseguenza di antipatia
verso la rozza aggressività del suo implacabile inquisitore, nel finale l’incalzante interrogatorio di Arnold che
smaschera la meschinità e lo squallido opportunismo che possono allignare anche nell’animo di un artista ci
inducono ad una valutazione più severa riguardo ad un uomo di cui forse avevamo sottovalutato le
responsabilità morali. La stessa voce fuori campo del maggiore americano che alla fine ci informa
dell’assoluzione dell’imputato e della folgorante carriera del suo rivale Von Karajan (anch’egli dipinto come
piuttosto compromesso con il nazismo) accentuano questa sensazione di solidarietà del film alla figura
dell’accusatore.   

http://pacioli.crw.it/ftp/cinema2000-2016/3-Film/Film2002/4framefilm010.htm[12/07/2017 18:56:20]
A torto o a ragione

VALUTAZIONE CRITICA
A torto o a ragione ha il non trascurabile merito di affrontare un tema delicato sfuggendo al rischio di prendere una
posizione netta e inequivocabile, dividendo in modo schematico le ragioni per sostenere così una tesi senza margini
di dubbio e ambiguità. C’è, invece, materia per riflettere sulle tante contraddizioni e debolezze della natura umana
(e non solo su quelle del pur colpevole Furtwangler, ma anche su quelle di Arnold, che sembra sfogare su di lui un
rabbioso livore che forse avrebbero meritato maggiormente altri complici del nazismo ben più colpevoli del
direttore d’orchestra e ben più impuniti) e della logica del potere (i sovietici vorrebbero risparmiare il famoso
personaggio per servirsene come strumento di propaganda, per non parlare del fallito colpo di Stato degli ufficiali
tedeschi contro Hitler, dettato più da considerazioni opportunistiche che da sentimenti antinazisti). Semmai al film
si può rivolgere l’appunto di aver forse risolto in modo troppo semplicistico le figure del maggiore Arnold e del
suo collega sovietico (la sequenza che li riprende ubriachi a sentenziare non è certo indimenticabile).

Felice è la ricostruzione d’ambiente, giustamente quasi tutta concentrata in interni claustrofobici ed


oppressivi che conservano il beffardo ricordo della maestosità d’un tempo (pensiamo al concerto che si svolge
tra le rovine dell’imponente teatro dove si apre il film) e la sottolineatura della differenza culturale fra che
divide il sanguigno Arnold dal raffinato Furtwangler dettata dall’efficace contrapposizione tra le canzoni
alla moda del circolo ufficiali e Beethoven.

RIFERIMENTI INTERDISCIPLINARI
Storia                            A) L’avvento del nazismo in Germania

                                      B) Lo sterminio degli ebrei

                                      C) La Seconda Guerra Mondiale

                                      D) Il processo di Norimberga 

Educazione musicale    A) Le musiche del film

                                       B) La figura di H. Von Karajan

http://pacioli.crw.it/ftp/cinema2000-2016/3-Film/Film2002/4framefilm010.htm[12/07/2017 18:56:20]
A Wong Foo

  A Wong Foo, grazie di tutto, Julie Newmar


TITOLO ORIGINALE To Wong Foo,Thanks for Everything! Julie Newmar
REGIA Beeban Kidron
SOGGETTO E Douglas Carter Beane
SCENEGGIATURA
FOTOGRAFIA Steve Mason (colori)
MONTAGGIO Andrew Mondshein
MUSICA Rachel Portman
INTERPRETI Wesley Snipes, Patrick Swayze, John Leguizamo
PRODUZIONE G. Mac Brown per Amblin Entertainment
DURATA 108’
ORIGINE USA, 1995
REPERIBILITA’ Homevideo/Cineteca Pacioli
INDICAZIONE Biennio-Triennio
PERCORSI Gay è bello

Omosessualità/Diversità/Uomo e Società

TRAMA
Noxeema, Vida e Chi Chi sono tre travestiti intenzionati a raggiungere Los Angeles per partecipare ad un
prestigioso concorso di bellezza. Dopo aver comprato una scassata Cadillac del ‘67 si mettono per la strada, ma
iniziano gli imprevisti: dapprima incontrano lo sceriffo Ballard, che, del tutto ignaro della vera identità sessuale
delle persone che ha fermato, si prende delle libertà con Vida, che reagisce stendendolo privo di sensi
sull’asfalto; in seguito rimangono appiedati dalla macchina in panne e sono costretti a soggiornare per qualche
giorno a Snyderville, uno sperduto paesino abitato da donne frustrate e uomini prepotenti. I tre inventivi
travestiti rivoluzionano in poco tempo la vita della sonnolenta cittadina, per arrivare poi puntuali ad Hollywood
per ricevere le congratulazioni di Julie Newmar, una procace bellezza degli anni quaranta che è il loro idolo.

 TRACCIA TEMATICA
Noxeema, Vida e Chi Chi non sono tre gay qualunque, sono a modo loro tre artisti, maestri del travestitismo
d’alta scuola, ispirato ad un gusto kitsch che fa dell’eccesso e dell’ostentazione il criterio estetico prevalente.
Ma dietro questa propensione a coltivare con appassionata dedizione la propria immagine si cela un cuore d’oro e
una grande sensibilità, che le porta ad aiutare con solidale trasporto le tristi ed umiliate donne di Snyderville. Per
il futuro di quest’ultime nulla sarà più come prima, grazie all’intervento dei tre creativi travestiti, che con la loro
incontenibile vitalità le hanno positivamente contagiate, imparando a loro volta a non vergognarsi più della loro
vera identità.

Quando Noxeema, Vida e Chi Chi stanno per partire le miracolate di Snyderville le definiscono angeli: che dopo
secoli di dispute si sia finalmente risolta la questione del sesso degli angeli?

http://pacioli.crw.it/ftp/cinema2000-2016/3-Film/framefilm001.htm[12/07/2017 18:56:21]
A Wong Foo

VALUTAZIONE CRITICA
In questo film tutto risulta un po’ superficiale e schematico, dai problemi esistenziali dei tre protagonisti
(pensiamo a Vida che non è stata accettata dai suoi genitori) e delle donne del paese (innamorate infelici e mogli
maltrattate) sino all’happy end, troppo affrettato e zuccheroso. Da una commedia però non dobbiamo aspettarci
approfondimento psicologico e analisi della complessità del reale, ma la capacità di muoversi con disinvoltura e
scioltezza nei territori dell’humour e dell’ironia e queste caratteristiche in A Wong Foo ecc.. certo non
mancano (con tanto di partecipazione fulminea , ma significativa, di una complice Naomi Campbell che si rivolge
ai nostri tre eroi con un vorrei essere bella come voi!). Ma più che nelle risorse di una sceneggiatura brillante il
punto di forza del film va ricercato negli sgargianti costumi dei protagonisti, nel tripudio di colori degli
arredamenti, nella sontuosa Cadillac (che sarà meno affidabile di un’auto nuova, ma che certo ha più stile), in
tutte quelle cose cioè rigorosamente inutili, ma assolutamente indispensabili.

http://pacioli.crw.it/ftp/cinema2000-2016/3-Film/framefilm001.htm[12/07/2017 18:56:21]
Abramo Lincoln

Abramo Lincoln in Illinois


TITOLO ORIGINALE Abe Lincoln in Illinois
REGIA John Cromwell
SOGGETTO E Robert E. Sherwood
SCENEGGIATURA
FOTOGRAFIA James Wong Howe (bianconero)
MUSICA Roy Webb
MONTAGGIO Douglas Travers
INTERPRETI Raymond Massey, Ruth Gordon, Gene Lochkart, Mary Howard, Howard Da Silva
PRODUZIONE RKO-Max Gordon Plays Pictures Corporation
DURATA 72’
ORIGINE USA, 1940
REPERIBILITA' Homevideo/Cineteca Pacioli
INDICAZIONE Triennio
PERCORSI Nascita di una nazione

Ottocento/Cinema e Storia

 
TRAMA
 Si racconta la prima parte della vita di Abramo Lincoln (1809-1865), dagli oscuri inizi di boscaiolo, segnati
dall’amore infelice per Ann Rutledge e dagli studi in legge, sino alle sue prime affermazioni politiche, il
matrimonio con Mary Todd e, infine, l’elezione a Presidente degli Stati Uniti. Il film termina con la sua
partenza in treno per Washington.

TRACCIA TEMATICA
Per comprendere completamente la personalità di uno dei più grandi presidenti della storia degli Stati Uniti e la sua
statura morale e politica, ci dice il film, è necessario risalire alle radici rurali della sua formazione di uomo e
cittadino, collocate nell’America profonda del primo Ottocento. Per questo il film termina dove ci si aspetta che
inizi, perché una volta profilato il contesto culturale e antropologico nel quale è cresciuto il suo compito è finito.

Del futuro presidente si mettono in evidenza la solida tempra umana e la forte sintonia con lo spirito più
autenticamente popolare e democratico della nazione americana. Sobrio, volitivo, fiero, d’animo nobile e
d’intelligenza acuta e pronta, Lincoln incarna le qualità di vigoria e tenacia tipiche dell’età del pionierismo. Uomo
di campagna, mal si adatta alle raffinatezze della città e all’opportunismo dei politicanti e, se non fosse stato per la
morte prematura di Ann Rutledge, avrebbe passato la propria vita in un villaggio sperduto accanto alla donna
amata. Ma il destino di grandezza che sembra incombere su di lui lo porta al sacrificio della sua vita privata
(il matrimonio con l’ambiziosa Mary Todd non è felice) in nome di un impegno politico ispirato ai principi di
libertà e uguaglianza e alla lotta contro la schiavitù dei neri. 

VALUTAZIONE CRITICA
Tratto dal lavoro teatrale di Robert Sherwood (premio Pulitzer nel 1938), che scrisse anche la sceneggiatura del
film, Abramo Lincoln in Illinois è considerato dalla critica come una delle migliori biografie sul presidente
grazie all’austera delineazione del personaggio, scevra di toni magniloquenti e retorici, attenta soprattutto ai
risvolti umani della sua personalità (quando raramente il film rinuncia a questo registro i toni si fanno

http://pacioli.crw.it/ftp/cinema2000-2016/3-Film/Film2002/4framefilm011.htm[12/07/2017 18:56:21]
Abramo Lincoln

inevitabilmente enfatici, come nel discorso di Lincoln a favore dell’abrogazione della schiavitù).  Cromwell riesce
in particolare a imprimere sul percorso esistenziale del grande protagonista un alone di malinconia che deriva
dalla rinuncia agli affetti più cari in nome di un dovere supremo (il bene della nazione e della comunità) che lo
sovrasta e lo porta a compiere scelte irrevocabili. La contrapposizione fra l’ariosità degli spazi rurali dell’inizio e
le oscurità notturne della seconda parte (quella dedicata alla sua consacrazione politica) si direbbe voglia esprimere
questo triste senso di perdita di una dimensione più vicina agli uomini e alla natura.

RIFERIMENTI INTERDISCIPLINARI

 Storia                                  A) Storia degli Stati Uniti nell’Ottocento


                                               B) La figura di A. Lincoln

 Diritto                                  Il sistema politico-istituzionale degli Stati Uniti

Geografia                             L’Illinois

http://pacioli.crw.it/ftp/cinema2000-2016/3-Film/Film2002/4framefilm011.htm[12/07/2017 18:56:21]
Abuna messias

Abuna Messias
TITOLO ORIGINALE Idem
REGIA Goffredo Alessandrini
SOGGETTO Luigi Bernardi, Callisto Vanzin
SCENEGGIATURA Goffredo Alessandrini, Vittorio Cottafavi, Domenico Meccoli, Cesare Vico
Ludovici
FOTOGRAFIA Renato Del Frate, Beniamino Fossati, Aldo Tonti (bianconero)
MUSICA Mario Gaudiosi
MONTAGGIO Giorgio C. Simonelli
INTERPRETI Camillo Pilotto, Enrico Glori, Mario Ferrari, Ippolito Silvestri
PRODUZIONE Alessandro F. Gagna per la Romana Editrice Film
DURATA 96’
ORIGINE Italia, 1939
REPERIBILITA' Homevideo/Cineteca Pacioli
INDICAZIONE Triennio
PERCORSI Colonialismo, imperialismo, paesi extraeuropei

Ottocento/Cinema e Storia

TRAMA
Etiopia, metà Ottocento. Il cardinale Massaia fonda in Abissinia una missione cattolica con l’intento di alleviare
le miserevoli condizioni di vita degli indigeni. Gode dell’amicizia interessata del ras Menelik, che in lotta per la
successione con il negus Joannes, spera di potersi giovare del sostegno europeo nel conflitto che lo oppone al
sovrano etiope di cui è feudatario. Apertamente ostile al benefico apostolato di Massaia è l’Abuna Atanasio,
capo della locale chiesa copta, che vede nella presenza del missionario cattolico una minaccia per il suo potere e
per la tradizionale religione abissina.

TRACCIA TEMATICA
Per quanto il film rievochi fatti e personaggi di quasi un secolo prima, appare evidente l’intento propagandistico
assegnato dal regime fascista a questa per l’epoca impegnativa produzione: sostenere la politica di espansione
coloniale che l’Italia aveva inaugurato proprio con la conquista dell’Etiopia. La tesi che emerge in modo
trasparente dalla pellicola è che lasciato solo il popolo abissino appare incapace di governarsi, dilaniato com’è da
lotte intestine, e che la miseria e l’arretratezza degli abitanti può trovare lenimento soltanto mediante l’intervento
di una nazione a più alto livello di civilizzazione, in grado di prendersi a cuore dei problemi di questo infelice
territorio.

La figura del cardinale Massaia diventa così il simbolo dell’uomo bianco e cattolico (quindi più
specificatamente italiano), che trova in una superiore levatura morale e in un maggior livello di istruzione la
legittimazione del proprio ruolo civilizzatore (e quindi colonizzatore) in Africa e nel mondo.

http://pacioli.crw.it/ftp/cinema2000-2016/3-Film/Film2001/203.htm[12/07/2017 18:56:22]
Abuna messias

VALUTAZIONE CRITICA
Vincitore della Coppa Mussolini alla Mostra del Cinema di Venezia del 1939, Abuna Messias è un film che nasce
fortemente segnato nel senso di dovere esprimere la posizione ufficiale del governo fascista relativamente ai
fondamenti razziali e culturali nei quali il regime pretendeva di trovare un sostegno per la propria politica
imperialista. Questo intento condiziona visibilmente l’opera nel senso di incentivarne la dimensione enfatica e
celebrativa (l’eroico apostolato del Massaia contrapposto agli intrighi politici degli abissini, e dell’Abuna Atanasio
in particolare, esponente di quella chiesa copta presente anche nella vicina Grecia, che un anno dopo sarebbe stata
aggredita dall’Italia). Nonostante questi limiti, tuttavia, non si può fare a meno di sottolineare l’indubbia abilità
registica nel creare una messa in scena ricca di suggestioni figurative che traggono alimento dall’esotico
paesaggio africano e nel gestire enormi masse umane in sequenze di massa di grande efficacia spettacolare
(pensiamo soltanto alla battaglia finale).

RIFERIMENTI INTERDISCIPLINARI
Storia   A. Il colonialismo europeo e italiano in Africa nell’Ottocento

B. La figura del Cardinale Massaia

   C.   La guerra Italo-etiopica del 1935-36 e la fondazione dell’Impero

   D. L’Africa orientale italiana

Geografia   L’ Etiopia e l’Africa orientale

Religione    La religione copta.

http://pacioli.crw.it/ftp/cinema2000-2016/3-Film/Film2001/203.htm[12/07/2017 18:56:22]
Accadde a Selma

Accadde a Selma
TITOLO ORIGINALE Selma, Lord, Selma
REGIA Charles Burnett
SOGGETTO Dal romanzo omonimo di Sheyann Webb e Rachel West Nelson
FOTOGRAFIA Johnny Simmons (colori)
MUSICA Stephen James Taylor
INTERPRETI Mackenzie Astin, Jurnee Smollett, Clifton Powell, Ella Joyce
PRODUZIONE Christopher Seitz
DURATA 88'
ORIGINE USA, 1997
REPERIBILITA' Cineteca Pacioli
INDICAZIONE Biennio-Triennio
PERCORSI Il colore nero

Razzismo contro i neri/Razzismo, intolleranza, immigrazione, società


multietnica/Uomo e Società

TRAMA
Alabama, 1965. Selma è una cittadina del profondo sud degli USA, dove prevale una mentalità razzista che
discrimina i neri, negando loro il diritto di voto. Un giorno arriva a Selma Martin Luther King, intenzionato ad
organizzare il movimento per i diritti civili. A questa lotta partecipa con entusiasmo l'adolescente Sheyann,
nonostante le resistenze che incontra in famiglia, e il reverendo Jonathan, un giovane bianco che ha sposato la
causa dell'uguaglianza e della libertà di tutti gli uomini e che pagherà questa scelta con la vita. Alla fine, dopo
duri scontri ed uccisioni, la comunità di colore di Selma vince la sua battaglia per il diritto di voto.

TRACCIA TEMATICA
Martin Luther King, premio Nobel per la pace, teorico della non-violenza, ucciso nel 1968 per mano razzista, è
stato il grande leader carismatico della lotta dei neri americani per i diritti civili. Una lotta che King ha
sempre voluto improntata ai dettami della non-violenza.

Sheyann Webb, che diventata da adulta direttrice di un centro per bambini di tutte le razze racconterà in un libro le
vicende narrate dal film, ha nei confronti di King una vera e propria venerazione. Ella rappresenta lo spontaneo
entusiasmo con cui spesso l'adolescenza sa aderire ai principi di giustizia e impegnarsi totalmente per essi, di
contro alla prudente distanza con cui molti adulti guardano agli inevitabili pericoli insiti nello scontro con un potere
violento e autoritario.

Il reverendo Jonathan è una figura adamantina, un fulgido esempio di coerenza agli ideali cristiani di amore e
fraternità. Inevitabile che anch'egli entri in conflitto con l'atteggiamento accomodante e rinunciatario del vescovo
di Selma.

http://pacioli.crw.it/ftp/cinema2000-2016/3-Film/Film2000/2framefilm002.htm[12/07/2017 18:56:22]
Accadde a Selma

Il messaggio che il film ci consegna è limpido: anche nelle condizioni più difficili la perseveranza nella lotta
per una causa giusta e la fedeltà ai propri ideali alla fine portano alla vittoria.

VALUTAZIONE CRITICA
Accadde a Selma è un esempio minore (normalmente il Cinema hollywoodiano ci ha abituato a cose decisamente
migliori) di film d'impegno civile e politico, con i pregi e i difetti tipici di questo genere.

I pregi: tramandare alle generazioni future il ricordo della lotta che è stata necessaria per l'affermazione dei più
elementari diritti umani assume un'indubbia valenza educativa e formativa. Appare inoltre doveroso rendere
omaggio a quelle personalità che eroicamente hanno sacrificato la vita per i loro ideali (nel caso specifico Martin
Luther King e il reverendo Jonathan).

I difetti: l'esigenza didascalica e celebrativa tende ad appiattire personalità e psicologie dei personaggi verso una
tipizzazione schematica (da una parte i buoni, che fanno e dicono sempre le cose giuste; dall'altra i cattivi che
fanno e dicono sempre le cose sbagliate) e a rendere l'intera struttura narrativa funzionale alla tesi che si vuol
dimostrare. Ciò che soprattutto manca è la capacità di dare una maggior profondità alla vicenda indagando nel
retroterra sociologico e storico del razzismo americano, per appellarsi esclusivamente a una mozione dei
sentimenti che ci emoziona e coinvolge, ma che ci aiuta poco a far chiarezza sulle radici di questo fenomeno.

RIFERIMENTI INTERDISCIPLINARI
Storia     A) I Neri d'America: dalla schiavitù al segregazionismo degli Stati del sud.    

                B) La figura di Martin Luther King e la lotta per i diritti civili negli anni cinquanta e sessanta.

Geografia    L'Alabama.

http://pacioli.crw.it/ftp/cinema2000-2016/3-Film/Film2000/2framefilm002.htm[12/07/2017 18:56:22]
Accadde una notte

Accadde una notte


TITOLO ORIGINALE It Happened One Night
REGIA Frank Capra
SOGGETTO Dal racconto Night Bus di Samuel Hopkins Adams
SCENEGGIATURA Robert Riskin
FOTOGRAFIA Joseph Walker (bianconero)
MONTAGGIO Gene Havlick
MUSICA Louis Silvers
INTERPRETI Clark Gable, Claudette Colbert
PRODUZIONE F. Capra per Columbia Pictures
DURATA 105'
ORIGINE USA, 1934
REPERIBILITA' Homevideo/Cineteca Pacioli
INDICAZIONE Biennio-Triennio
PERCORSI Diversità e Commedia

Incontro con l'altro/Diversità/Uomo e Società

TRAMA
Ellie è una ragazza insopportabilmente viziata, che il giorno prima delle nozze rifiuta di sposare l'uomo che il
padre, un grande magnate della finanza, ha scelto per lei e fugge dal suo innamorato. Durante il viaggio viene
riconosciuta da Peter, un giornalista dalla personalità spiccata e dal temperamento anarcoide. Dopo gli scontri
iniziali, nei quali Peter cerca di domare i capricci della bizzosa miliardaria, tra i due sboccia l'amore.

TRACCIA TEMATICA
Ellie è una ragazza viziata perché appartiene al mondo dei ricchi, che nella visione populista di Capra è segnato
dalla mancanza di valori autentici e dalla lontananza dai piaceri semplici e più appaganti della vita. Non si
tratta di un limite insormontabile: l'incontro con una persona di vitale concretezza e solida umanità come il
giornalista Peter può modificare la situazione.

Si tratta evidentemente di un ottimismo eccessivo, ma che costituisce il segno di maggior riconoscibilità del
Cinema di Capra, un regista fortemente impegnato a fornire al New Deal roosveltiano degli anni trenta una
sponda ideologica sul piano cinematografico, improntata all'esaltazione di quelli che venivano considerati i più
genuini valori americani di solidarietà e fratellanza contro l'egoismo e l'avidità dell'aristocrazia del denaro, che
all'epoca della grande depressione, nel cui contesto si inserisce il film, veniva messa sotto accusa dall'opinione
pubblica progressista e democratica.

http://pacioli.crw.it/ftp/cinema2000-2016/3-Film/framefilm002.htm[12/07/2017 18:56:23]
Accadde una notte

 VALUTAZIONE CRITICA
Accadde una notte è quello che oggi si dice un Cult Movie, cioè un film di grande rilevanza nella storia del
Cinema: esso infatti viene universalmente riconosciuto come il modello originario di un genere di commedia
cinematografica che negli anni a venire sarà ripetutamente imitato, anche se con risultati non sempre altrettanto
brillanti.

Clark Gable e Claudette Colbert (che proprio grazie a questo film si consacreranno come grandi divi degli anni
trenta) tratteggiano con grande bravura la psicologia dei personaggi, mentre il grande Frank Capra mantiene la
storia d'amore tra i due su un piano di gustosa ironia, con tanto di audacie (la gamba nuda della Colbert che fa
l'autostop) e di allusioni sessuali (le mura di Gerico) decisamente insolite per quegli anni.

 
RIFERIMENTI INTERDISCIPLINARI
Storia     La grande depressione degli anni trenta e il New Deal roosveltiano.

http://pacioli.crw.it/ftp/cinema2000-2016/3-Film/framefilm002.htm[12/07/2017 18:56:23]
Achtung banditi

Achtung! Banditi
TITOLO ORIGINALE Idem
REGIA Carlo Lizzani
SOGGETTO E Carlo Lizzani, Rodolfo Sonego, Giuseppe Dagnino, Ugo Pirro, Massimi Mida,
SCENEGGIATURA Enrico Ribulsi, Mario Socrate, Gaetano Giuliani De Negri
FOTOGRAFIA Gianni Di Venanzio (bianconero)
MUSICA Mario Zafred
MONTAGGIO Enzo Alfonsi
INTERPRETI Gina Lollobrigida, Andrea Checchi, Lamberto Maggiorani, Giuliano Montaldo
PRODUZIONE Cooperativa Spettatori-Produttori Cinematografici
DURATA 96’
ORIGINE Italia, 1951
REPERIBILITA' Homevideo/Cineteca Pacioli
INDICAZIONE Biennio-Triennio
PERCORSI Resistenza

Novecento/Cinema e Storia

TRAMA
Genova, 1944. E’ iniziato l’ultimo inverno di guerra e ai partigiani sulle montagne dell’Appennino ligure arriva
il proclama del generale americano Alexander, che invita i resistenti a tornare a casa dal momento che
l’avanzata alleata nella penisola si preannuncia lenta e difficoltosa. I partigiani, però, non si lasciano
scoraggiare dalla prospettiva di un altro inverno di guerra e un gruppo di loro compie una spedizione a Genova
per procurarsi delle armi. Nella città si trova nel mezzo di uno sciopero operaio per soffocare il quale
intervengono i tedeschi, che occupano la fabbrica dove sono state nascoste le armi destinate ai patrioti.
Quest’ultimi attaccano la fabbrica e dopo una cruenta battaglia riescono a tornare sulle montagne con le armi e
con nuovi numerosi compagni che hanno deciso di unirsi a loro nella lotta contro l’invasore.

TRACCIA TEMATICA
Realizzato nel 1951, Achtung! Banditi (che era l’espressione con cui i tedeschi indicavano i partigiani) è un film
radicato nel suo tempo, ancora molto vicino agli eventi che si vogliono rievocare e quindi ancora
spiccatamente influenzato dall’intento celebrativo della Resistenza (che per altro proprio negli anni Cinquanta,
a causa degli equilibri politici a dominanza moderata conservatrice che si erano imposti nel paese, tendeva ad
essere, se non rimossa, almeno svuotata del suo significato più radicale).

Lizzani, infatti, esalta il valore della lotta di liberazione rivissuta come un’epopea dai toni epici, dominata da
un grande spirito di sacrificio e di eroismo. La Resistenza è mostrata come una sollevazione collettiva che
coinvolge tutto un popolo attorno alla guida della classe operaia (non a caso la storia è ambientata in gran parte in
una fabbrica e nella periferia proletaria di Genova), che aggrega e egemonizza attorno a sè le altre componenti
sociali (come la borghesia intellettuale e progressista, rappresentata dal personaggio dell’ingegnere e dal giovane e

http://pacioli.crw.it/ftp/cinema2000-2016/3-Film/Film2001/204.htm[12/07/2017 18:56:24]
Achtung banditi

occhialuto studente universitario, e i contadini, che soffrono delle spoliazioni dei tedeschi) e che risveglia anche il
protagonismo femminile (il ruolo positivo delle donne è ripetutamente sottolineato dal film).

VALUTAZIONE CRITICA
Achtung! Banditi risente in modo evidente della lezione neorealista. Influenza che si coglie nell’ambientazione
prevalentemente in esterni realistici e marcatamente popolari, nell’uso di attori non professionisti (anche se
compiono attori noti, come la Lollobrigida e Checchi), nella forte dimensione corale e nell’evidente povertà di
mezzi. Lo stile del film è sobrio ed essenziale, alieno da eccessi drammatici e truculenti (le scene più brutali sono
alluse e non mostrate, come l’impiccagione dell’ingegnere e di Marco) e la narrazione procede con stringata
scorrevolezza, senza lungaggini e ridondanze. Notevole appare, soprattutto, la capacità di sfruttare al meglio le
potenzialità figurative del paesaggio della periferia industriale di Genova, nei cui labirintico groviglio si svolge la
battaglia tra partigiani e tedeschi.

Certo non mancano i difetti, come una certa enfasi (per altro contenuta) e uno schematismo un po’affrettato
(comprensibile alla luce della chiara finalità didascalica del film), situazioni e personaggi poco riusciti e irrisolti
(come i due amanti della villa, che scivolano facilmente nel macchiettismo) ed altri troppo condizionati dal ruolo
(positivo o negativo) che devono svolgere, ma nel complesso la pellicola di Lizzani va apprezzata per la fresca
impronta di sincerità e l’appassionata partecipazione che esprime.

RIFERIMENTI INTERDISCIPLINARI
Storia          A) La Seconda Guerra Mondiale

B) La guerra e la Resistenza in Italia

C) Il Secondo Dopoguerra in Italia

Geografia    Genova e l’Appennino ligure

http://pacioli.crw.it/ftp/cinema2000-2016/3-Film/Film2001/204.htm[12/07/2017 18:56:24]
Adele H. una storia d'amore

Adèle H., una storia d'amore


TITOLO ORIGINALE L'histoire de Adéle H.
REGIA Francois Truffaut
SOGGETTO Dal libro di Frances V. Guille Le Journal d'Adéle Hugo
SCENEGGIATURA Francois Truffaut, Jean Gruault, Suzanne Schiffman
FOTOGRAFIA Nestor Almendros (colori)
MUSICA Maurice Jaubert
MONTAGGIO Yann Dedet
INTERPRETI Isabelle Adjani, Bruce Robinson, Sylvia Marriot, Joseph Blatchley
PRODUZIONE Les Films Carosse/Les Productions Artistes Associés
DURATA 110'
ORIGINE Francia, 1975
REPERIBILITA' Homevideo/Cineteca Pacioli
INDICAZIONE Triennio
PERCORSI Donne in amore

La condizione femminile/Uomo e Società

TRAMA
Metà Ottocento. Adéle Hugo, figlia del grande scrittore francese, sbarca a Halifax, porto canadese della Nuova
Scozia, per ritrovare un suo amore passato, il tenente Pinson, uomo indegno e mediocre, che non ne vuole più
sapere di lei. Adèle, però, non si rassegna e fa di tutto per convincere il tenente a sposarla, piegandosi alle più
cocenti umiliazioni. Quando Pinson parte per le Barbados, Adèle lo segue: ormai è impazzita e si aggira come
un fantasma per le strade dell'isola, fatta oggetto dello scherno generale.

TRACCIA TEMATICA
Il film si basa sui diari di Adèle Hugo scoperti nel 1955 da Frances Vernor Guille, che Truffaut rielabora
liberamente (i testi delle lettere della protagonista sono suoi).

Adèle porta alle estreme conseguenze il mito romantico ottocentesco dell'amore impossibile e
dell'opposizione tra Ideale-Reale, che ha trovato il principale veicolo di diffusione nella letteratura dell'epoca, di
cui Victor Hugo è stato uno dei rappresentanti più significativi. Adèle vive un'esperienza di amore totale e assoluto
che finisce per prescindere sempre più dall'oggetto del suo desiderio e che alla fine la porta alla follia ed
all'annullamento di sé. La protagonista simboleggia l'esito di sconfitta e autodistruzione di chi, inseguendo il
sogno e l'illusione, si scontra con una realtà squallida e meschina che penalizza la forza e la sincerità dei
sentimenti.

Il film interpreta il tormentato percorso esistenziale di Adèle anche come un esempio di protofemminismo: la
giovane protagonista si identifica con tutte le donne oppresse ed umiliate e cerca di affrancarsi dalla ingombrante

http://pacioli.crw.it/ftp/cinema2000-2016/3-Film/Film2000/2framefilm003.htm[12/07/2017 18:56:24]
Adele H. una storia d'amore

tutela paterna ripudiando la propria famiglia (vuole essere solo Adèle e rifiuta il cognome Hugo). In altre parole
Adèle H. può anche essere considerato come la storia di una donna che cerca disperatamente di affermare la sua
autonomia e indipendenza in una società ancora incapace di comprendere questa ansia di libertà.

VALUTAZIONE CRITICA
Truffaut costruisce il film sulla centralità del volto e del corpo di Isabelle Adjani, che conferisce al
personaggio di Adèle tutta l'intensità della sua espressione imbronciata e stupefatta, da eterna adolescente
che sfida il mondo. La protagonista domina incontrastata la scena e gli altri personaggi diventano comparse
sbiadite prive di consistenza psicologica, semplici fantasmi della sua ossessione (pensiamo al personaggio di
Pinson, alla sequenza significativamente ambientata in un cimitero e a quella nella quale il tenente si incrocia con
un' Adèle che nemmeno lo guarda).

Il regista pur attraverso uno stile sobrio e distaccato, che sembra limitarsi a registrare gli eventi, segnala la
sua partecipazione al dramma di Adèle, concedendosi una silenziosa apparizione in veste dell'ufficiale scambiato
per Pinson e alzando enfaticamente i toni con l'immagine della giovane che si erge di fronte all'oceano, quasi a
sfidare il destino e la società. Ma è soprattutto con il finale documentarista (con fotografiche d'epoca) che si
conclude con l'immagine autentica della tomba di Adéle Hugo, che si amplifica il senso di malinconia che
attraversa tutta la pellicola: la dimensione del Cinema (e quindi della fantasia, della finzione, e soprattutto
dell'illusione, come quella coltivata da Adèle) è sopraffatta dalla dimensione della realtà (e quindi
dell'inesorabile scorrere del tempo e della morte).

RIFERIMENTI INTERDISCIPLINARI
Lingua e letteratura francese     A) I diari di Adèle Hugo.

                                                      B) La figura di Victor Hugo, letterato e uomo pubblico.

Storia    La Francia dal secondo Impero alla Terza Repubblica.

Geografia    A) La nuova Scozia.

                     B) Le isole Barbados.

http://pacioli.crw.it/ftp/cinema2000-2016/3-Film/Film2000/2framefilm003.htm[12/07/2017 18:56:24]
Affare di donne, Un

Un affare di donne
TITOLO ORIGINALE Une affaire de femmes
REGIA Claude Chabrol
SOGGETTO Dal libro Une affaire de femmes di Francis Szpiner
SCENEGGIATURA Colo Tavernier O' Hagan, Claude Chabrol
FOTOGRAFIA Jean Rabier (colori)
MUSICA Matthieu Chabrol
MONTAGGIO Monique Fardoulis
INTERPRETI Isabelle Huppert, Francois Cluzet
PRODUZIONE Marin Karmitz per MK2, Films A2, Films du Camélia e Le Sept
DURATA 105'
ORIGINE Francia, 1988
REPERIBILITA' Homevideo/Cineteca Pacioli
INDICAZIONE Classe quinta
PERCORSI Umiliate e offese

La condizione femminile/Uomo e Società

TRAMA
Francia, durante l'occupazione tedesca, 1940-1943. Marie, madre di due figli con il marito al fronte, aiuta una
vicina ad abortire per solidarietà. Ben presto però altre donne si rivolgono a lei per interrompere la gravidanza e
Marie inizia a farsi pagare. Oltre a svolgere questa attività affitta alcune stanze a delle prostitute. Le sue
condizioni economiche migliorano sensibilmente ed ella può permettersi lussi prima impensabili. E' il marito,
che nel frattempo è tornato dalla prigionia, a denunciarla alle autorità per vendicarsi del tradimento che Marie
ha consumato ai suoi danni con un bellimbusto del posto. Processata, sarà condannata a morte, ultima donna a
subire la pena capitale nella storia della Francia.

TRACCIA TEMATICA
Il film si ispira alla storia vera di Marie Latour, l'ultima donna ad essere condannata alla ghigliottina il 30 luglio
1943. Per la Francia collaborazionista, totalmente asservita all'occupante tedesco, la sventurata Marie
diventò il capro espiatorio dell'umiliante sconfitta subita nella guerra contro la Germania, il simbolo di una
decadenza di costumi da reprimere in modo esemplare. Il governo filonazista e antisemita di Vichy si basava su
di un'ideologia clerico-fascista (ben richiamata nel film dall'accostamento della suora con la fotografia del generale
Pétain), improntata al recupero dei valori della tradizione rurale e del cattolicesimo più oscurantista ed orientata
verso l'esaltazione del ruolo fattrice della donna e della sua moralità come esempio per la società.

Marie è una persona istintiva e irriflessiva, ma anche semplice e sincera, del tutto incapace di valutare
eticamente le proprie azioni e lontana dall'attribuire ad esse una qualsiasi valenza negativa. Le sue scelte
sono funzionali all'accrescimento del benessere suo e dei suoi figli, il suo orizzonte non va oltre il desiderio di

http://pacioli.crw.it/ftp/cinema2000-2016/3-Film/Film2000/2framefilm004.htm[12/07/2017 18:56:25]
Affare di donne, Un

un'avventura che le dia l'emozione dell'innamoramento e il sogno innocente di diventare cantante.

Priva di cultura, intuisce, tuttavia, dopo la condanna, di essere vittima di un meccanismo assai più grande e
perverso delle piccole miserie quotidiane con cui conviveva. Durante il tremendo calvario carcerario in lei affiora
una primitiva coscienza di classe (considera che se fosse stata ricca non l'avrebbero arrestata) e la consapevolezza
di come il culto mariano possa essere utilizzato in una chiave contraria alla libertà e dignità della donna (la
scandalosa preghiera blasfema).

VALUTAZIONE CRITICA
Chabrol dissemina nel corso del film una serie di segnali che anticipano l'esito nefasto del percorso di Marie:
i coltelli in bella vista in cucina, la testa dell'oca mozzata da Lucien, l'accenno del figlio al mestiere del boia,
l'uomo misterioso con il volto insanguinato costituiscono evidenti riferimenti alla decapitazione che attende la
donna. Si direbbe che il regista abbia voluto sottolineare il carattere di fatale ineluttabilità del destino di morte
della protagonista, il suo essere vittima designata di una realtà che si era ingenuamente illusa di poter controllare
e volgere a suo vantaggio.

Una tragedia annunciata che trova la sua perfetta ambientazione nella Francia occupata dai tedeschi, che il
film ricostruisce con efficacia evocativa tramite i prevalenti toni grigi e lividi degli esterni e il cupo squallore degli
interni, culminante nell'oppressiva atmosfera del carcere.

Chabrol ci racconta una storia così coinvolgente con misurata gradazione narrativa e uno stile distaccato e
conciso, teso a raffreddare ogni asprezza drammatica, potendo contare sulla grande interpretazione di una
splendida Isabelle Huppert, qui al massimo delle sue possibilità.

RIFERIMENTI INTERDISCIPLINARI
Storia     L'occupazione tedesca della Francia durante la seconda guerra mondiale e la Repubblica di Vichy.

Diritto     La legislazione italiana sull'interruzione volontaria della gravidanza.

http://pacioli.crw.it/ftp/cinema2000-2016/3-Film/Film2000/2framefilm004.htm[12/07/2017 18:56:25]
Affondate la Bismarck

Affondate la Bismark!
TITOLO ORIGINALE Sink the Bismarck!
REGIA Lewis Gilbert 
SOGGETTO Dal romanzo di G.S. Forester
SCENEGGIATURA Edmund H. North
FOTOGRAFIA Christopher Challis (bianconero)
MUSICA Clifton Parker
MONTAGGIO Peter Hunt
INTERPRETI Kenneth Moore, Dana Wynter, Carl Mohner
PRODUZIONE John Brabourne per la Twenty Century Fox
DURATA 100'
ORIGINE Gran Bretagna, 1960
REPERIBILITA' Homevideo/Cineteca Pacioli
INDICAZIONE Biennio-Triennio
PERCORSI Seconda Guerra Mondiale

Novecento/Cinema e storia

TRAMA
Maggio, 1941. La grande corazzata tedesca Bismark ha iniziato a solcare i mari e presso l’ammiragliato
britannico a Londra giungono le prime notizie sulle navi inglesi affondate dai potenti cannoni del gioiello della
flotta germanica. Se la Bismark non sarà affondata, il transito dei convogli che dall’America riforniscono la
Gran Bretagna sarà seriamente compromesso. Da Churchill arriva un ordine perentorio: Affondate la Bismark!.
Gli ufficiali, che dal sotterraneo dell’ammiragliato britannico guidano le operazioni della flotta inglese, iniziano
da quel momento un’attività insonne per dare la caccia alla corazzata vanto della marina da guerra di Hitler.

 
TRACCIA TEMATICA
Il film rievoca una delle pagine più gloriose nella storia della marina britannica: l’affondamento della Bismark.
Tanto più importante in quanto costituisce un’inversione di tendenza rispetto ad un andamento della guerra sui mari
fino al quel momento sfavorevole agli inglesi.

All’infaticabile tenacia con cui il granitico capitano Shepard (ma anch’egli alla fine cede a quei sentimenti di cui
avrebbe voluto il totale azzeramento) persegue il suo obiettivo si contrappone il fanatico entusiasmo guerriero
dell’ammiraglio tedesco Lutjens, per il quale gli elogi del Fuhrer costituiscono motivo di smisurato orgoglio. Da
una parte, insomma, una determinazione ferrea, ma non disgiunta da una rassicurante dimensione umana (il
personaggio femminile di Anne si fa in un certo senso garante delle giuste esigenze del cuore e del sentimento),
dall’altra uno spirito combattivo estremo ed esaltato (e che il capitano Lindemann cerca in un qualche modo di
limitare), che in un film del 1960 (sono passati solo quindici anni dalla fine della guerra) doveva pur sempre
contrassegnare il militarismo nazista.

http://pacioli.crw.it/ftp/cinema2000-2016/3-Film/Film2001/5.htm[12/07/2017 18:56:25]
Affondate la Bismarck

Ma più che fissare delle discriminanti morali e politiche, la preoccupazione principale del film sembra essere quella
di avvincere lo spettatore con la storia di una battaglia navale che assume quasi i contorni di una partita a
scacchi (lo stesso tavolo con i modellini delle navi suggerisce questa idea), di un vero e proprio gioco di intuito e
perspicacia, dove il fattore umano acquista un ruolo preminente rispetto alla potenza dei mezzi e alla
tecnologia.

 
VALUTAZIONE CRITICA
Affondate la Bismark! è la dimostrazione di come si possa realizzare un film bellico appassionante e coinvolgente
anche senza ricorrere al formato ad alta intensità spettacolare del kolossal di tradizione hollywoodiana. Lewis
ripropone così il meglio della tradizione del cinema medio britannico, capace di costruire solidi intrecci narrativi e
discrete sceneggiature con scarsità di mezzi economici. Del resto basta pensare a come una metà del film sia
ambientato in interni e buona parte dell’altra metà sia costituita da materiale documentaristico di autentiche scene
di battaglia ripescate nei ricchi archivi britannici, per arrivare alla conclusione che per fare del buon Cinema non
sono necessari gli effetti speciali computerizzati e il gigantismo scenografico.

Efficace ed incisivo, inoltre, risulta il modo con cui vengono presentate le fasi dei combattimenti, dove il rapido
montaggio basato su di una semplice struttura binaria (volto dell’ufficiale che ordina il fuoco–immagine
dell’esplosione contro la nave avversaria), scandita in un rapido susseguirsi di inquadrature, imprime un ritmo
incalzante all’azione; gustoso qualche tocco di garbato humour, come l’ammiraglio tedesco che muore con il
telegramma di Hitler in mano e il capitano Shepard che se ne va con il modellino della Bismark; un po’ zuccherosa
e approssimativa (una concessione alle signore che davanti ai film di guerra si annoiano?) la storia d’amore fra
l’ufficiale burbero, ma dal cuore tenero, e la troppo perfetta Anne.

 
RIFERIMENTI INTERDISCIPLINARI
Storia     A) La Seconda Guerra Mondiale.

          B) La battaglia dell’Atlantico e la guerra dei convogli.

http://pacioli.crw.it/ftp/cinema2000-2016/3-Film/Film2001/5.htm[12/07/2017 18:56:25]
Quarto potere

Quarto potere
TITOLO ORIGINALE Citizen Kane
REGIA Orson Welles
SOGGETTO E Herman J. Mankiewicz, Orson Welles
SCENEGGIATURA
FOTOGRAFIA Gregg Toland (bianconero)
MUSICA Bernard Herrmann
MONTAGGIO Mark Robson, Robert Wise
INTERPRETI Orson Welles, Joseph Cotten
PRODUZIONE Orson Welles per Mercury Productions
DURATA 119'
ORIGINE USA, 1941
REPERIBILITA' Homevideo/Cineteca Pacioli
INDICAZIONE Triennio
PERCORSI Quarto Potere

Stampa-Giornalismo/Mass-Media/Uomo e Società

TRAMA
Charles Forster Kane, magnate della stampa statunitense, prima di morire ha pronunciato la parola Rosabella.
Un giornalista inizia un'indagine per scoprire il significato di questo termine, venendo a contatto con le persone
più importanti della vita del grande capitalista. La biografia di Kane viene così ricostruita attraverso le più
diverse testimonianze, dall'addio alla sua famiglia adottiva all'acquisto del primo giornale, dalla scalata fallita
alla presidenza della repubblica alla reclusione volontaria nella fastosa villa di Xanadu. Alla fine della sua
ricerca il giornalista ha ripercorso le fasi salienti della vita di Kane, ma non ha scoperto nulla su Rosabella.

TRACCIA TEMATICA
Quarto potere è incentrato sull'analisi della controversa personalità di Kane, figura emblematica del
capitalismo americano, in grado di produrre enormi concentrazioni di ricchezza e di potere, specie quando
all'intraprendenza e allo spirito d'iniziativa si abbinano cinismo e spregiudicatezza.

Kane non è solo il padrone assoluto della carta stampata, ma anche un protagonista della vita pubblica
statunitense, che cerca di condizionare attraverso il controllo e la manipolazione dell'informazione (La gente pensa
quello che io voglio che pensi dice Kane), sullo sfondo dell'intreccio tra politica, potere economico e affarismo
che caratterizza la società americana.

Parallelamente all'immagine pubblica di Kane il film esplora la sua dimensione umana e privata, segnata da una
sfrenata propensione ad una narcisistica megalomania che lo porta a circondarsi di un kitsch sfarzoso e opprimente
e dal fallimento della sua vita sentimentale e dei rapporti d'amicizia. Kane muore solo e infelice, rimpiangendo la
slitta della sua infanzia, simbolo di un'innocenza irreparabilmente perduta.

http://pacioli.crw.it/ftp/cinema2000-2016/3-Film/Film2000/2framefilm098.htm[12/07/2017 18:56:26]
Quarto potere

VALUTAZIONE CRITICA
Quarto potere è considerato uno dei più grandi capolavori della storia del Cinema, anche se alla sua uscita nel
1941 non incontrò i favori del pubblico e suscitò violente polemiche a causa delle allusioni alla sua persona che
pensò di intravedere nel film William Randolph Hearst, magnate della stampa americana.

Welles ci racconta la storia di Kane attraverso una frantumazione narrativa basata sull'uso del flashback
(assolutamente nuova per quegli anni) e della focalizzazione interna, che condanna lo spettatore ad un sapere
parziale e spesso inattendibile (che ci costringe a riflettere sulla relatività del concetto di verità), salvo poi svelarci
l'enigma di Rosabella attraverso una splendida carrellata (oggettiva irreale) che spezza il soggettivismo della
memoria per esaltare il potere dell'arte cinematografica di penetrare nei misteri dell'animo umano assai più
di qualunque inchiesta giornalistica.

Quarto potere è anche un film in cui Welles sperimenta con eccezionali risultati espressivi una serie di novità
tecniche e linguistiche, come la profondità di campo, la marcata angolazione delle inquadrature, la sintesi di
lunghe frazioni temporali in pochi secondi, il grandangolo che deforma la percezione spaziale, la manipolazione
delle immagini così da farle sembrare veri cinegiornali. Si direbbe che la storia della comunicazione di massa e
l'insieme degli stili cinematografici della prima metà del Novecento confluiscano e si rimescolino in modo geniale
e mirabile in questo straordinario capolavoro.

RIFERIMENTI INTERDISCIPLINARI
Storia    La figura di William Randolph Hearst, magnate della stampa americana.

http://pacioli.crw.it/ftp/cinema2000-2016/3-Film/Film2000/2framefilm098.htm[12/07/2017 18:56:26]
Sommario registiM-Z

@
A-B-C-D -E-F -G-

HI-JK -L-M -NO-PQ

-R-S -T-UV-WY-Z
 


Madden John

Magni Luigi

Makhmalbaf Mohsen

Malick Terrence

Malle Louis

Manchevski Milcho

Mankiewicz Joseph

Mann Anthony

Mann Michael

Maoz Samuel

Martinelli Renzo

Martone Mario

Maselli Francesco

Mazurski Paul

Mazzacurati Carlo

McQueen Steve

Melville Jean-Pierre

Menges Chris

Menzel Jiri

Michalkov Nikita

Mihaileanu Radu

Milestone Lewis

Milius John

http://pacioli.crw.it/ftp/cinema2000-2016/4-Registi/aasomreg000b.htm[12/07/2017 18:56:43]
Sommario registiM-Z

Miller Claude

Moccia Federico

Molinaro Edouard

Monicelli Mario

Montaldo Giuliano

Monteleone Enzo

Muccino Gabriele

Mullan Peter

Mulligan Robert

N-OÝ
Nair Mira

Nelson Ralph

Newell Mike

Nichetti Maurizio

Nichols Mike

O'Connor Pat

Olmi Ermanno

O'Sullivan Thaddeus

Ozpetek Ferzan

Oz Frank

P-QÝ
Pabst Georg Wilhelm

Pakula Alan

Palcy Euzhan

Panahi Jafar

Parker Alan

Peckinpah Sam

Penn Arthur

Petersen Wolfgang

http://pacioli.crw.it/ftp/cinema2000-2016/4-Registi/aasomreg000b.htm[12/07/2017 18:56:43]
Sommario registiM-Z

Petri Elio

Piccioni Giuseppe

Pietrangeli Antonio

Pif

Placido Michele

Polanski Roman

Pollack Sidney

Pontecorvo Gillo

Ponzi Maurizio

Pozzessere Pasquale

Preminger Otto

Puccini Gianni


Ray Nicholas

Redford Robert

Reitman Jason

Reiner Rob

Renoir Jean

Reynolds Kevin

Ricciarelli Giulio

Richardson Tony

Risi Dino

Risi Marco

Risi Nelo

Ritt Martin

Rochant Eric

Rohmer Eric

Rosi Francesco

Ross Gary

Ross Herbert

Rossellini Roberto

Rossi Franco

http://pacioli.crw.it/ftp/cinema2000-2016/4-Registi/aasomreg000b.htm[12/07/2017 18:56:43]
Sommario registiM-Z

Rossi Stuart Kim

Rothemund Marc

Rubini Sergio


Salles Walter

Salvatores Gabriele

Sayles John

Schaffner Franklin J.

Schatzberg Jerry

Schultz Michael

Schumacher Joel

Scola Ettore

Scorsese Martin

Scott Ridley

Serreau Coline

Shelton Ron

Sheridan Jim

Silverstein Elliot

Singer Bryan

Singleton John

Siodmak Robert

Smight Jack

Snyder Zack

Soderbergh Steven

Soldini Silvio

Solondz Todd

Spielberg Steven

Spottiswoode Roger

Squitieri Pasquale

Stevens George

Stone Oliver

http://pacioli.crw.it/ftp/cinema2000-2016/4-Registi/aasomreg000b.htm[12/07/2017 18:56:43]
Sommario registiM-Z

Sverak Jan

Szabò Ivan


Tamahori Lee

Tanovic Danis

Tavernier Bertrand

Taviani Paolo e Vittorio

Techiné André

Till Eric

Trotta Margarethe von

Truffaut François

Trumbo Dalton

U-VÝ
Van Dormael Jaco

Vancini Florestano

Van Sant Gus

Varda Agnes

Verdone Carlo

Verheyde Sylvie

Vicari Daniele

Vidor King

Virzì Paolo

Visconti Luchino

Von Trier Lars

W-YÝ
Wajda Andrzej

Warchus Matthew

Wargnier Régis

http://pacioli.crw.it/ftp/cinema2000-2016/4-Registi/aasomreg000b.htm[12/07/2017 18:56:43]
Sommario registiM-Z

Wayne John

Weir Peter

Welles Orson

Wicki Bernhard

Widerberg Bo

Wilder Billy

Wyler William

Winterbottom Michael

Wood Sam

Wortmann Sonke

Yimou Zhang


Zaccaro Maurizio

Zeffirelli Franco

Zinnemann Fred

Zonca Erick

Zwick Edward

Zurlini Valerio

CLICCA QUI PER


TORNARE ALLE
LETTERE 

A-L

http://pacioli.crw.it/ftp/cinema2000-2016/4-Registi/aasomreg000b.htm[12/07/2017 18:56:43]
Adlon Percy

Adlon Percy
Germania (1935)

Ha esordito nel mondo dello spettacolo come attrice negli anni '60 e nel decennio successivo si è cimentata come
regista di documentari. Nel 1981 dirige il suo primo film, Celeste, ispirato alla domestica di Proust nella
Recherche, e nel 1986 si fa conoscere al pubblico italiano con il bel Sugar Baby. Ma è con Bagdad Café (1987),
Tucano d'0ro, premio Ocic e Fipresci al Festival di Rio De Janeiro, che raggiunge il successo internazionale. Nel
1988 con Rosalie va a far la spesa ripropone la sua attrice feticcio, la florida Marianna Sagenbrecht, nello stesso
ruolo di una donna indipendente e intraprendente, che l'aveva resa famosa nei film precedenti. Regista di indubbio
talento e originalità, la Adlon negli anni novanta non ha più incontrato i favori di critica e di pubblico che avevano
accompagnato le sue prime pellicole.

 
Celeste 1981

Sugar Baby 1985

Bagdad Cafè 1987

Rosalie va a far la spesa 1988

Salmonberries. A piedi nudi nella neve 1991

Younger & Younger 1994

http://pacioli.crw.it/ftp/cinema2000-2016/4-Registi/Registi2000/1.htm[12/07/2017 18:56:44]
Alea Tomas G.

Alea Tomas Gutierrez


Cuba (1928)

Tabìo Juan Carlos


Cuba (1943)

Sono i due maggiori cineasti cubani viventi. Cresciuti entrambi alla scuola del documentarismo, mettono la loro
professionalità al servizio della rivoluzione castrista con opere che sostengono gli ideali socialisti della nuova
Cuba. Nel 1993 si fanno conoscere al pubblico internazionale con Fragola e cioccolato, un film che affronta con
coraggio, in una Cuba stremata dall'embargo e sempre più impermeabile alle riforme, il tema dell'omosessualità.
Anche il successivo Guantanamera (1995), presentato alla mostra di Venezia, affronta in chiave critica, attraverso
il filtro della commedia, la spinosa questione dell'ottuso burocratismo che asfissia la società cubana.

Fragola e cioccolato 1993

Guantanamera 1995

Lista d'attesa 2000 (diretto dal solo Tabio)

http://pacioli.crw.it/ftp/cinema2000-2016/4-Registi/framreg001.htm[12/07/2017 18:56:44]
Alessandrini Goffredo

Alessandrini Goffredo
Italia (1904-1978)

Compie studi di ingegneria in Inghilterra e di architettura in Italia. Inizia la carriera cinematografica come
assistente di Alessandro Blasetti e in seguito si trasferisce a Hollywood, dove lavora al doppiaggio. Tornato in
Italia esordisce nel 1931 con la scanzonata commedia La segretaria privata, che ottiene un grande successo, anche
per lo spregiudicato (per l’epoca e per il nostro paese) uso di alcuni stilemi del musical statunitense. Nel 1936
realizza quello che da alcuni critici è considerato il suo miglior film, Cavalleria, una crepuscolare rievocazione
dell’Italia all’inizio del secolo. Dal quel momento Alessandrini diventa un regista di regime, ponendo la propria
attività di al servizio della propaganda fascista con film di forte connotazione politico-patriottica, come Luciano
Serra pilota (1938) e Giarabub (1941). Nel dopoguerra subirà per qualche anno un’emarginazione causata dalla
sua compromissione con il passato regime e quando negli anni Cinquanta tornerà dietro la macchina da presa non
ritroverà più l’ispirazione delle sue opere migliori, rappresentate proprio da quei film di propaganda che,
nonostante la pesante ipoteca ideologica, gli avevano dato modo di esprimere uno spiccato talento figurativo e
scenografico.

La segretaria privata 1931

Seconda B 1934

Don Bosco 1935

Cavalleria 1936

Luciano Serra pilota 1938

Abuna Messias 1939

Giarabub 1941

Noi vivi-Addio, Kira! 1942

L’ebreo errante 1948

Camicie rosse 1952

http://pacioli.crw.it/ftp/cinema2000-2016/4-Registi/Registi2001/3framreg071.htm[12/07/2017 18:56:45]
Allen Woody

Allen Woody
Stati Uniti (1935)

Ebreo newyorchese, Allen arriva al successo dopo un lungo apprendistato nel mondo dello spettacolo minore,
facendo l'intrattenitore e il gag man alla televisione e nei night club. Nella seconda metà degli anni sessanta debutta
con successo a teatro e appare con un ruolo secondario in Ciao Pussycat di C. Donner (1965), film di cui è
sceneggiatore. Nel 1969 esordisce come regista con Prendi i soldi e scappa, una gustosa parodia del genere
carcerario. Gli anni settanta sono dedicati soprattutto ad una rivisitazione in chiave comico-parodistica dei
principali generi hollywoodiani, sino a Io e Annie (1977) e Manhattan (1979), film nei quali s'impone
l'autobiografismo. Ed autobiografismo, più o meno mediato, e riflessione sul Cinema e il mondo dello spettacolo e
dei mass-media sono, a cominciare dagli anni ottanta, i due filoni tematici più frequentati. Quasi sempre interprete-
protagonista dei suoi film, a volte rinuncia a mettersi davanti alla macchina da presa, accontentandosi
esclusivamente di dirigere. Nascono così alcuni dei suoi lavori di più intensa penetrazione psicologica e riflessione
esistenziale, come Interiors (1978), Settembre, (1987) e Un'altra donna (1988). Pellicole queste in cui emerge il
filoeuropeismo della sua formazione cinematografica, che trova in registi come Bergman e Fellini i propri
riferimenti principali. Cinefilo e grande appassionato di cinema classico, Allen non ha rinunciato, nel corso della
sua carriera, a lavorare anche sulla struttura del linguaggio cinematografico, con film innovativi sul piano formale.
E' il caso dello psudodocumentario Zelig (1983) e del falso-amatoriale Mariti e Mogli (1992). Dietro la superficie
spesso comica e grottesca dei suoi film ha affrontato alcuni temi di grande rilevanza filosofica e morale: il senso
della vita, la nostalgia del passato, la ricerca di identità, il bisogno di assoluto, l'angoscia esistenziale e la difficoltà
dei rapporti umani. La leggerezza della confezione non è mai andata a detrimento della profondità. Regista capace
di rinnovarsi in continuazione, pur rimanendo sempre fedele a se stesso, Allen si è ormai consacrato come una
delle più grandi personalità artistiche del Novecento.

Prendi i soldi e scappa 1969

Il dittatore dello Stato libero di Bananas 1971

Tutto quello che avreste voluto sapere sul sesso e che non avete mai osato chiedere 1972

Il dormiglione 1973

Amore e guerra 1975

Io e Annie 1977

Interiors 1978

Manhattan 1979

Stardust Memories 1979

Una commedia sexy in una notte di mezza estate 1982

Zelig 1983

Brodway Danny Rose 1984

La rosa purpurea del Cairo 1985

Hannah e le sue sorelle 1986

Settembre 1987

Radio Days 1987

http://pacioli.crw.it/ftp/cinema2000-2016/4-Registi/framreg002.htm[12/07/2017 18:56:45]
Allen Woody

Un'altra donna 1988

Crimini e misfatti 1989

New York Stories (episodio: Edipo relitto) 1989

Alice 1990

Ombre e nebbia 1991

Mariti e mogli 1992

Misterioso omicidio a Manhattan 1993

Pallottole su Broadway 1994

La dea dell'amore 1995

Tutti dicono I Love You 1996

Harry a pezzi 1997

Celebrity 1998                                                     

Accordi e disaccordi 1999 

Criminali da strapazzo 2000

La maledizione dello scorpione di giada 2001                               

Hollywood Ending 2002

Anything Else 2003 

Melinda e Melinda 2004

Match Point 2005

Scoop 2006  

Sogni e delitti (2007)

Vicky Cristina Barcelona (2008)

Basta che funzioni  (2009)

Incontrerai l'uomo dei tuoi sogni (2010)

Midnight in Paris (2011)

To Rome with Love (2012)

Blue Jasmine (2013)

Magic in the Moonlight (2014)

Irrational Man (2015)

http://pacioli.crw.it/ftp/cinema2000-2016/4-Registi/framreg002.htm[12/07/2017 18:56:45]
Allen Woody

(*Filmografia completa)

http://pacioli.crw.it/ftp/cinema2000-2016/4-Registi/framreg002.htm[12/07/2017 18:56:45]
Amelio Gianni

Amelio Gianni
Italia (1945)

Si forma negli anni sessanta lavorando come aiuto-regista in numerose produzioni televisive e televisivo sarà il
suo esordio con La fine del gioco, un film sperimentale del 1970. Esordisce nella regia cinematografica nel 1982
con Colpire al cuore, una riflessione complessa sul difficile rapporto fra padre e figlio negli anni del terrorismo.
Con I ragazzi di via Panisperna (1988), prodotto per la televisione e ridotto poi per il Cinema, affronta la
misteriosa vicenda della scomparsa del fisico Ettore Majorana negli anni '30, con un approccio originale, ricco di
suggestioni psicanalitiche e simboliche. E' la conferma che ci si trova di fronte ad un autore dalla forte personalità,
capace di avventurarsi in ambiti inesplorati dal sempre più asfittico cinema italiano degli anni '80. E' con Il ladro di
bambini, premiato a Cannes nel 1992, che si consacra come regista di statura internazionale. Con Così ridevano
vince nel 1998 il Leone d'oro alla Mostra del Cinema di Venezia. Sensibile alle problematiche civili e alla lezione
del neorealismo, Amelio si accosta alle prime privilegiando soprattutto la dimensione interiore ed umana dei
personaggi e rielaborando la seconda in modo personale e creativo. Il suo non è un cinema facile e compiacente nei
confronti dello spettatore. Spesso sospeso tra analisi sociale e denuncia politica da una parte ed atmosfere surreali e
decadenti dall'altra, legato ad uno stile scarno e rigoroso, antispettacolare, Amelio è uno dei pochi autori italiani in
grado di affrontare, i più drammatici problemi del presente e del passato.

Colpire al cuore 1982

I ragazzi di via Panisperna 1988

Porte aperte 1990  (il film non è schedato in Cinema 2000; è soltanto presente nella Cineteca dell'Istituto Pacioli)

Il ladro di bambini 1992

Lamerica 1994  

Così ridevano 1998

Le chiavi di casa 2004

La stella che non c'è 2006

Il primo uomo (2011)

L'intrepido (2013)

Felice chi è diverso (2014) - Documentario

http://pacioli.crw.it/ftp/cinema2000-2016/4-Registi/framreg003.htm[12/07/2017 18:56:46]
alejandro amenabar

Amenàbar Alejandro
Cile (1972)

Nato da padre cileno e madre spagnola, la sua famiglia si trasferisce a Madrid nel 1973. Amenàbar studia alla
facoltà di Scienze dell’Informazione di Madrid, che lascia presto per dedicarsi al cinema. Il suo primo
lungometraggio Tesis (1995) ottiene in Spagna numerosi riconoscimenti. Il suo secondo film Apri gli occhi (1997)
riscuote un grande successo internazionale e Hollywood ne produce un remake, Vanilla Sky (2001) interpretato da
Tom Cruise e Penelope Cruz. Nel 2001 gira il suo primo film inglese The Others, una perturbante e suggestiva
storia di fantasmi. Nel 2004 si aggiudica alla 61 Mostra del Cinema di Venezia il Gran premio della Giuria e il
premio Oscar come Miglior Film straniero nel 2005 con Mare dentro, un film sulla vita di Ramon Sampedro, una
 persona completamente paralizzata agli arti  che chiede e ottiene di porre volontariamente fine alla propria
esistenza. Notevole interesse e clamore ha suscitato la sua ultima opera Agorà  (2009), sulla vita della filosofa
Ipazia vittima del fanatismo religioso. Regista eclettico, capace di misurarsi con generi assai distanti tra loro, dal
fantastico al realistico, dal gotico allo storico, Amenàbar si è perfettamente integrato nel sistema produttivo
hollywoodiano, conservando quelle caratteristiche di originalità e solidità narrativa che da sempre costituiscono la
sua qualità più spiccata.

  
 Tesis 1995

Apri gli occhi 1997

The Others 2001

Mare dentro 2004

Agorà 2009                                     (*) Filmografia completa

Regression (2015)

http://pacioli.crw.it/ftp/cinema2000-2016/4-Registi/registi2010-11/9framreg001.htm[12/07/2017 18:56:46]
carmine amoroso

Amoroso Carmine
(Italia, 1963)

 E’ stato allievo della scuola di drammaturgia di Eduardo De Filippo e negli anni Ottanta e Novanta ha svolto
un’intensa attività di sceneggiatore (tra le altre, sua è la sceneggiatura del film di successo di Mario Monicelli
Parenti serpenti). Esordisce nel 1996 con Come tu mi vuoi, primo film italiano a tematica transgender. Nel 2007 ha
diretto Cover Boy, film a basso costo girato in digitale, che racconta la storia di un tormentato rapporto tra un
ragazzo italiano ed un immigrato romeno. Particolarmente apprezzato nei festival cinematografici internazionali, il
film è stato distribuito in Italia a più di un anno dalla sua uscita.

Come tu mi vuoi 1996

Cover Boy 2007                                                      ( * Filmografia completa )

http://pacioli.crw.it/ftp/cinema2000-2016/4-Registi/registi2009-10/8framreg001.htm[12/07/2017 18:56:47]
Annakin Ken

Annakin Ken
Gran Bretagna (1914-2009)

Fece numerosi mestieri prima di approdare al Cinema, dove passò per una serie di ruoli, come quello di operatore e
di sceneggiatore, prima di intraprendere la regia. L’esordio nel lungometraggio a soggetto (in precedenza c’era
stata una discreta attività di documentarista) avviene nel 1947 con Campeggio estivo, film che inaugura una lunga e
prolifica carriera (circa 50 film), che lo consacra come uno dei più popolari registi inglesi del dopoguerra. Nel 1952
realizza quello che viene considerato il suo capolavoro Sangue bianco. Nel 1962 partecipa al kolossal bellico Il
giorno più lungo, dirigendo la parte inglese e nel 1965 ribadisce la sua predisposizione per questo tipo di genere
con La battaglia dei giganti. Il film di guerra, il comico e l’avventuroso sono gli ambiti nei quali ha saputo
esprimersi al meglio.

Campeggio estivo 1947

Doppia confessione 1950

La storia di Robin Hood 1952

Sangue bianco 1952

La spada e la rosa 1953

La valle dei Maori 1954

Tre uomini in barca 1956

La sfida del terzo uomo 1959

Robinson nell’isola dei corsari 1960

La signora Sprint 1962

Il giorno più lungo 1962

Quei temerari sulle macchine volanti 1965

La battaglia dei giganti 1965

Colpo grosso alla napoletana 1967

Il lungo duello 1967

Il richiamo della foresta 1972

Buona fortuna maggiore Bradbury 1976

Le nuove avventure di Pippi Calzelunghe 1988

http://pacioli.crw.it/ftp/cinema2000-2016/4-Registi/Registi2001/3framreg001.htm[12/07/2017 18:56:47]
Annaud J.J.

Annaud Jean-Jacques
Francia (1943)

Dimostra precocemente il proprio amore per il Cinema, cominciando a girare già ad undici anni con una piccola
cinepresa. Diplomato all’Istituto per gli Alti Studi cinematografici di Parigi, si dedica agli spot pubblicitari (ne
realizza circa 500). Nel 1976 con la sua opera prima Bianco e nero a colori conquista l’Oscar come miglior film
straniero. Il successo vero e proprio su scala internazionale arriva, però, nel 1981 con La guerra del fuoco, opera di
grande inventiva ed originalità, che ha il merito di aver dato dignità cinematografica ad un argomento (la preistoria)
solitamente trascurato. Nel 1986 gli viene affidata la superproduzione Il nome della rosa, film in costume
d’ambientazione medioevale, tratto dal celebre romanzo di U. Eco. Nel 1997 gira Sette anni in Tibet, altro film ad
alto budget con il divo del momento Brad Pitt. Ormai Annaud si è affermato come regista versatile e di grande
mestiere, in grado di cimentarsi soprattutto con le grandi produzioni, che meglio mettono a frutto la sua particolare
predisposizione per un Cinema ad alto tasso di spettacolarità, più di confezione che di sostanza, patinato ed
accurato, ma povero d’ispirazione e talento.

Bianco e nero a colori 1976

La guerra del fuoco 1981

Il nome della rosa 1986

L’orso 1988

L’amante 1992

Sette anni in Tibet 1997

Il nemico alle porte 2001

Due fratelli 2004

Sa Majesté Minor (2007)

Il principe del deserto (2011)

L'ultimo lupo (2015)

http://pacioli.crw.it/ftp/cinema2000-2016/4-Registi/Registi2001/3framreg002.htm[12/07/2017 18:56:48]
Apted Michael

Apted Michael
Gran Bretagna (1941)

Triplo eco 1973

Chiamami Aquila 1981

Gorky Park 1983

Gorilla nella nebbia 1988

Conflitto di classe 1990

Occhi nelle tenebre 1994

Nell 1994

Extreme Measures. Soluzioni estreme 1996

Vite difficili 1998

007 - Il mondo non basta 1999

Enigma 2001

Via dall'incubo 2002

Amazing Grace (2006)

Le cronache di Narnia - Il viaggio del veliero  2010)

Chasing Mavericks (2012)

http://pacioli.crw.it/ftp/cinema2000-2016/4-Registi/framreg004.htm[12/07/2017 18:56:48]
Aranda Vicente

Aranda Vicente
(Spagna 1926)

 Nel 1949 emigra in Venezuela. Nel 1959 fa ritorno in Spagna e a Barcellona fonda una piccola casa di
produzione. I suoi primi film sono censurati dal regime franchista, in particolare Fata Morgana (1966),
influenzato dal linguaggio della Nouvelle Vague. Aranda cambia genere e con l’horror Un abito da sposa
macchiato di sangue (1973) conquista il pubblico internazionale. Il suo film più famoso è sicuramente Amantes
(1991), un torbido e decadente noir, che svela quella vena di morboso erotismo che in tarda età sembra ormai
essere diventato l’interesse prevalente del regista.

Discontinuo e non eccelso, ma sempre dignitoso, Aranda esprime quel gusto ironico e grottesco per il macabro e
l’osceno, tipico della cultura spagnola e che, dopo la fine del regime franchista, ha potuto dispiegarsi nel Cinema
senza più remore ed inibizioni.

Fata Morgana 1966

Un abito da sposa macchiato di sangue 1973

Cambio di sesso 1976

Amantes 1991

L’amante bilingue 1993

Lo sguardo dell’altro 1997

Giovanna la pazza 2001

Carmen 2003

Tirante el Blanco (2006)

Canciones de amor en Lolita's Club (2007)

Luna Caliente (2009)

http://pacioli.crw.it/ftp/cinema2000-2016/4-Registi/Registi2005/5framreg001.htm[12/07/2017 18:56:49]
Archibugi Francesca

Archibugi Francesca
Italia (1960)

Diplomatasi al Centro sperimentale di cinematografia di Roma, debutta con Mignon è partita nel 1988,
un'esplorazione amara e disincantata del mondo dell'adolescenza. Nel 1993 con Il grande cocomero, ispirato ai
metodi terapeutici di Marco Lombardo Radice, ottiene un buon successo. Ancora legato alle tematiche dell'infanzia
e alla crisi della famiglia il suo ultimo lavoro L'albero delle pere del 1998.

Mignon è partita 1988

Verso sera 1990

Il grande cocomero 1993

Con gli occhi chiusi 1994

La strana storia di Banda Sonora 1997

L'albero delle pere 1998

Domani 2001                                                                (*Filmografia completa)

Lezioni di volo (2006)

Questione di cuore (2009)

Il nome del figlio (2014)

http://pacioli.crw.it/ftp/cinema2000-2016/4-Registi/framreg005.htm[12/07/2017 18:56:49]
Ardolino Emile

Ardolino Emile
Stati Uniti (1943-1993)

Dirty Dancing 1987

Uno strano caso 1989

Tre scapoli e una bimba 1990

Sister Act. Una svitata in abito da suora 1992

Gypsy 1994

http://pacioli.crw.it/ftp/cinema2000-2016/4-Registi/framreg006.htm[12/07/2017 18:56:50]
Sommario registi A-L

A-B-C-D -E-F -G-

HI-JK -L-M -NO-PQ

-R-S -T-UV-WY-Z
 


Adlon Percy

Alea Tomas Gutierrez -


Tabìo Juan Carlos

Alessandrini Goffredo

Allen Woody

Amelio Gianni

Amenabar Alejandro

Amoroso Carmine

Annakin Ken

Annaud Jean Jacques

Apted Michael

Aranda Vicente

Archibugi Francesca

Ardolino Emile

Ashby Hal

Assayas Olivier

Attenborough Richard

August Bille

Autant-Lara Claude

http://pacioli.crw.it/ftp/cinema2000-2016/4-Registi/aasomreg000a.htm[12/07/2017 18:58:21]
Sommario registi A-L

Avati Pupi

Avnet Jon


Badham John

Baldoni Sandro

Banderas Antonio

Barbareschi Luca

Bay Michael

Beatty Warren

Bechis Marco

Bellocchio Marco

Benigni Roberto

Bentivoglio Fabrizio

Benvenuti Alessandro

Beresford Bruce

Bergman Ingmar

Bertolucci Bernardo

Bertolucci Giuseppe

Besson Luc

Bigelow Kathryn

Blasetti Alessandro

Bodrov Sergej

Bogdanovich Peter

Bolognini Mauro

Boorman John

Boyle Danny

Branagh Kenneth

Brooks L.James

Brooks Richard

Brusati Franco

Burton Tim

http://pacioli.crw.it/ftp/cinema2000-2016/4-Registi/aasomreg000a.htm[12/07/2017 18:58:21]
Sommario registi A-L


Calogero Francesco

Cameron James

Campion Jane

Capra Frank

Caton-Johnes Michael

Chabrol Claude

Chaplin Charles

Chéreau Patrice

Chiesa Guido

Cimino Michael

Clooney George

Coletti Duilio

Comencini Cristina

Comencini Francesca

Comencini Luigi

Coppola Francis Ford

Coppola Sofia

Corman Roger

Cosmatos George Pan

Costa Gavras
Constantin

Costanzo Saverio

Costner Kevin

Crialese Emanuele

Cromwell John

Crowe Cameron

Curtiz Michael


Damiani Damiano

Dante Joe

http://pacioli.crw.it/ftp/cinema2000-2016/4-Registi/aasomreg000a.htm[12/07/2017 18:58:21]
Sommario registi A-L

Dardenne Luc e Jean


Pierre

Davis Terence

De Concini Ennio

De Niro Robert

De Palma Brian

De Santis Giuseppe

De Sica Vittorio

Delvaux André

Demme Johnathan

Diritti Giorgio

Dmytryk Edward

Donaldson Roger

Dornhelm Robert

Dreyer Carl Theodor

Du Vernay Ava


Eastwood Clint

Edel Ulrich

Ejzenstejn Sergej

Emmer Luciano

Emmerich Roland

Estevez Emilio


Faenza Roberto

Fassbinder Rainer
Werner

Fellini Federico

Ferrara Abel

Ferrara Giuseppe

Ferrario Davide

http://pacioli.crw.it/ftp/cinema2000-2016/4-Registi/aasomreg000a.htm[12/07/2017 18:58:21]
Sommario registi A-L

Finch Nigel

Fleischer Richard

Fleming Victor

Folman Ari

Ford John

Forman Milos

Forster Marc

Forzano Gioacchino

Frankenheimer John

Frears Stephen

Fuller Samuel


Gallone Carmine

Gansel Dennis

Garrone Matteo

Genina Augusto

Germi Pietro

Gibson Mel

Gilbert Brian

Giordana Marco Tullio

Gitai Amos

Greengrass Paul

Guédiguian Robert

Guillermin John

H-IÝ
Hallstrom Lasse

Hamilton Guy

Hathaway Henry

Henckel von
Donnersmark Florian

http://pacioli.crw.it/ftp/cinema2000-2016/4-Registi/aasomreg000a.htm[12/07/2017 18:58:21]
Sommario registi A-L

Herman Mark

Herzog Werner

Hill Walter

Hiller Arthur

Hogan Paul

Holland Agniezska

Howard Ron

Hudson Hugh

Huston John

Hytner Nicholas

Ichikawa Kon

Ivory James

J-KÝ
Jackson Mick

Jackson Peter

Jeunet Jean Pierre

Jewison Norman

Joffé Roland

Jordan Neil

Kaplan Johnathan

Kapur Shekhar

Kassovitz Mathieu

Kazan Elia

Kitano Takeshi

Konchalovsky Andrej

Korine Harmony

Kramer Stanley

Kubrick Stanley


Labate Wilma

http://pacioli.crw.it/ftp/cinema2000-2016/4-Registi/aasomreg000a.htm[12/07/2017 18:58:21]
Sommario registi A-L

Labute Neil

Lattuada Alberto

Lean David

Leconte Patrice

Lee Ang

Lee Spike

Leigh Mike

Leland David

Levinson Barry

Lewis Gilbert

Lioret Philippe

Lizzani Carlo

Loach Ken

Losey Joseph

Loy Nanni

Lucas George

Luchetti Daniele

Luhrmann Baz

Lumet Sidney

Lynch David

Lyne Adrian

CLICCA QUI PER


PROSEGUIRE CON
LE LETTERE

M-Z
 

http://pacioli.crw.it/ftp/cinema2000-2016/4-Registi/aasomreg000a.htm[12/07/2017 18:58:21]
Madden John

Madden John
Gran Bretagna (1949)

Ha cominciato la carriera come regista teatrale per poi passare alla televisione e alla radio. Nel 1975 si è trasferito
negli Stati Uniti e nel 1992 ha esordito al Cinema con Ethan Frome-La storia di un amore proibito, tratto da un
racconto della scrittrice americana Edith Warton. Il film cui deve la propria celebrità è Shakespeare in Love (1998),
una fantasiosa rivisitazione della vita del grande commediografo britannico che ha ottenuto un grande successo di
pubblico. Ultimamente a Madden è stata affidata la regia di Il mandolino del capitano Corelli, una pellicola sul
massacro dei soldati italiani nell’isola greca di Cefalonia nel 1943.

Ethan Frome- La storia di un amore 1992

Promise Land 1993

Golden Gate 1994

La mia regina 1997

Shakespeare in Love 1998

The Replacementes 2000

Il mandolino del capitano Corelli 2001                              (*) Filmografia completa

Proof - La prova (2005)

Killshot (2008)

Il debito (2010)

Marigold Hotel (2012)

Ritorno al Marigold Hotel (2015)

http://pacioli.crw.it/ftp/cinema2000-2016/4-Registi/Registi2001/3framreg040.htm[12/07/2017 18:58:22]
Magni Luigi

Magni Luigi
Italia (1928-2013)

Prima di arrivare alla regia lavora come sceneggiatore e autore teatrale. Il suo esordio dietro la macchina da presa
avviene nel 1968 con Faustina, dove mette in luce quella spiccata predisposizione per le ricostruzioni storiche
ambientate a Roma, che sarà una costante delle sue opere migliori. Il suo primo successo è Nell'anno del Signore
(1970), una rievocazione storica della Roma papalina d'inizio Ottocento di solido impianto narrativo e di sorridente
ironia, impregnata degli umori della commedia all'italiana. Con In nome del Papa Re (1977), altro affondo storico
nella Roma ottocentesca ormai vicina alla fine del potere temporale, ripete il successo di pubblico del film
precedente, soprattutto grazie ad una grande prova d'attore di Nino Manfredi. Negli anni successivi prosegue nello
stesso filone, senza però raggiungere mai i risultati precedenti.

Faustina 1968

Nell'anno del Signore 1970

La Tosca 1973

Signore e signori buonanotte 1976

Basta che non si sappia in giro 1976

In nome del Papa Re 1977

Un'avventura a Campo de' Fiori 1980

State buoni se potete 1983

Secondo Ponzio Pilato 1987

O'Re 1989

In nome del popolo sovrano 1990

Nemici d'infanzia 1995

La carbonara 1999

http://pacioli.crw.it/ftp/cinema2000-2016/4-Registi/Registi2001/3framreg041.htm[12/07/2017 18:58:23]
Malick Terrence

Malick Terrence
Stati Uniti (1945)

Ha studiato lettere a Harvard e Cinema all’AFI. Operaio nei pozzi di petrolio, professore di filosofia, giornalista,
sceneggiatore, prima di approdare alla regia (attività per altro cui ha dedicato solo una parte della propria vita),
Malick costituisce una dei personaggi più originali ed affascinanti del mondo culturale, prima ancora che
cinematografico, statunitense. Esordisce nel 1974 con La rabbia giovane, un suggestivo e intenso road–movie che
racconta di due adolescenti che si lasciano dietro una scia sanguinosa di omicidi. Nel 1979 presenta al festival di
Cannes I giorni del cielo, per il quale vince il Premio Speciale per la regia. Costato enormemente di più rispetto ai
300.000 dollari stanziati dalla produzione, il film fallì al botteghino negli USA e non ottenne sorte migliore in
Europa, nonostante in esso emergesse già la grande attenzione del regista nei confronti del paesaggio naturale, reso
con raffinatissima sensibilità figurativa. Appare già evidente come Malick, sia una personalità artistica di grande
spessore, tale da rendersi inconciliabile con le esigenze spettacolari dell’industria hollywoodiana. E’ anche per
questa difesa della propria identità ed indipendenza di autore che Malick si impone quasi vent’anni di silenzio,
tornando a girare un film soltanto nel 1998. Si tratta dell’indiscusso capolavoro La sottile linea rossa, un bellico
assolutamente anomalo nel panorama del filone di guerra. Con il supporto di un grande budget e con la
partecipazione (in alcuni casi anche solo per una breve apparizione) di molti tra i più famosi attori americani del
momento, il regista compone una mirabile tramatura di immagini e voce off, forse unica nella storia del Cinema,
esprimendo con rara tensione morale e lirica il proprio trepidante e angoscioso sgomento di fronte alla presenza del
Male nel mondo.

La rabbia giovane 1974

I giorni del cielo 1979

La sottile linea rossa 1998  

Il nuovo mondo 2006                                      (*Filmografia completa)

The Tree of Life (2011)

To the Wonder (2012)

Knight of Cups (2015)

http://pacioli.crw.it/ftp/cinema2000-2016/4-Registi/Registi2001/3framreg079.htm[12/07/2017 18:58:23]
Malle Louis

Malle Louis
Francia (1932-1995)

Frequenta l’università del Cinema di Parigi e diventa aiuto-regista di R. Bresson. Esordisce nel 1957 con
Ascensore per il patibolo, un thriller teso e nervoso. Nel 1959 con Les amants, una storia d’amore con alcune
scene erotiche forse troppo audaci per quel tempo, suscita scandalo al Festival di Venezia, mentre l’anno dopo con
l’originale Zazie nel metrò offre un saggio di trasgressione del linguaggio tradizionale alla Nouvelle vague. Negli
anni successivi Malle abbandona le sperimentazioni formali per tornare ad un cinema più tradizionale, anche se
sempre attraversato dalla centralità di personaggi irrequieti e scomodi, in contrasto con la società circostante.
Figure apparentemente negative (ladri, prostitute, falliti, collaborazionisti del nazismo ecc.) che riescono a trovare
la via del riscatto. Nel 1987 con Arrivederci ragazzi, una crepuscolare rievocazione di un ricordo d'adolescenza,
vince il Leone d'Oro alla mostra del Cinema di Venezia.Nel corso della sua carriera Malle ha dimostrato la capacità
di saper adattare il proprio Cinema a temi e suggestioni di diversa natura, sempre preoccupato però della qualità
formale dell’immagine (i suoi film solo molti attenti alla dimensione figurativa) e senza mai abbandonare la
polemica antiborghese che attraversa quasi tutta la sua filmografia.

Ascensore per il patibolo 1957

Les amantes 1958

Zazie nel metrò 1960

Fuoco fatuo 1963

Il ladro di Parigi 1967

Soffio al cuore 1970

Cognome e nome: Lacombe Lucien 1974

Pretty Baby 1978

Atlantic City 1980

Alamo Bay 1985

Arrivederci ragazzi 1987

Milou a maggio 1989

Il danno 1992

Vanya sulla Quarantaduesima strada 1994

http://pacioli.crw.it/ftp/cinema2000-2016/4-Registi/framreg062.htm[12/07/2017 18:58:24]
Manchevski Milcho

Manchevski Milcho
Yugoslavia (1959)

Nato in Macedonia, si trasferisce negli USA, dove si laurea in cinematografia alla Southern Illinois University
nell''82. Prima di girare un lungometraggio di finzione, ha diretto circa una trentina di videoclip e spot
pubblicitari, ricevendo numerosi premi. Il suo esordio da regista è clamoroso: con Prima della pioggia vince nel
1994 il Leone d'Oro alla mostra di Venezia. Si tratta di un film a suo modo autobiografico, che affronta la scottante
tematica del conflitto etnico nella martoriata ExYugoslavia. Da allora Manchevski lavora ad un progetto di film
western.

 
Prima della pioggia 1994

Dust 2001                                 *Filmografia completa

http://pacioli.crw.it/ftp/cinema2000-2016/4-Registi/Registi2000/28.htm[12/07/2017 18:58:24]
Mankiewicz Joseph

Mankiewicz, Joseph
Stati Uniti (1909-1993)

Prima di arrivare alla regia lavora a lungo a Hollywood come sceneggiatore, ottenendo in questa veste un oscar
nel 1934 con Le due strade di W. S. Van Dyke, e come produttore, attività nella quale si distingue nella
realizzazione di pellicole di grande successo. Il suo primo film dietro la macchina da presa è Il castello di
Dragonwyck (1946), un gotico suggestivo e raffinato, cui segue l’anno successivo il romantico e fantastico Il
fantasma e la signora Muir. Ormai consacrato come uno dei maggiori cineasti americani dirige nel 1949 Lettera a
tre mogli, psicodramma borghese sul rapporto di coppia e le sue difficoltà risolto con il tono leggero e acuto della
commedia, e realizza con Eva contro Eva (1950), amaro apologo sul carrierismo nel mondo dello spettacolo, quello
che forse è il suo capolavoro. Negli anni successivi Mankiewicz rivela tutta la sua capacità di esprimere il suo
grande talento registico cimentandosi in generi molto diversi tra loro, passando dallo scespiriano Giulio Cesare
(1953) al musical Bulli e pupe (1953), dallo storico Cleopatra (1963), kolossal dalla vita molto difficoltosa che
segna la fine di un’epoca di fastose superproduzioni, al giallo bizzarro ed ironico come Gli insospettabili (1972).
Estremamente attento alla qualità dei dialoghi (la sua formazione come sceneggiatore si fece sempre sentire),
raffinato nella messa in scena e abile direttore di attori, ha posto al centro del proprio interesse più che la storia il
personaggio, analizzato soprattutto nel suo scontro drammatico con il mondo circostante per affermare la propria
personalità e il diritto alla realizzazione dei propri desideri.

Il castello di Dragonwyck 1946

Il bandito senza nome 1946

Schiavo del passato 1947

Il fantasma e la signora Muir 1947

Il fuggitivo 1948

Lettera a tre mogli 1949

Amaro destino 1949

Uomo bianco, tu vivrai 1950

Eva contro Eva 1950

La gente mormora 1951

Operazione Cicero 1952

Giulio Cesare 1953

La contessa scalza 1954

Bulli e pupe 1955

Un americano tranquillo 1957

Improvvisamente l’estate scorsa 1959

Cleopatra 1963

Masquerade 1967

Uomini e cobra 1970

http://pacioli.crw.it/ftp/cinema2000-2016/4-Registi/Registi2001/3framreg042.htm[12/07/2017 18:58:25]
Mankiewicz Joseph

Gli insospettabili 1972

http://pacioli.crw.it/ftp/cinema2000-2016/4-Registi/Registi2001/3framreg042.htm[12/07/2017 18:58:25]
Anthony Mann

Mann Anthony
(Stati Uniti 1906-1967)

 Fin dall’adolescenza lavora nel mondo dello spettacolo, come impresario teatrale e regista di commedie a
Broadway. Mann diventa celebre solo negli anni Cinquanta quando realizza cinque grandi film di genere western
in sodalizio con l’attore James Stewart, tra cui ricordiamo Winchester ‘73 (1950), Là dove scende il fiume (1952),
L’uomo di Laramie (1955). Da queste indimenticabili pellicole emerge uno spiccato sentimento del paesaggio, un
attento lavoro psicologico sui personaggi e la centralità di una figura d’eroe crepuscolare e solitario, cha anela ad
una pace e tranquillità che non riesce a raggiungere. Ammirato e celebrato in Europa come uno dei maggiori
“autori” statunitensi si trasferisce nel vecchio continente dopo il 1960, dove gli vengono affidate delle
superproduzioni, come El Cid (1961) e La caduta dell’impero romano (1964), dagli esiti modesti. 

La caduta dell’impero romano 1964

Miami Vice (2006)

Nemico pubblico - Public Enemies (2009)

Blackhat (2015)

http://pacioli.crw.it/ftp/cinema2000-2016/4-Registi/Registi2005/5framreg014.htm[12/07/2017 18:58:25]
Michael Mann

Mann Michael
(Stati Uniti, 1943)

 Studia in Inghilterra alla London Film School e dopo qualche piccolo ruolo come attore esordisce alla regia nel
1979 con un film-TV, Jericho Mile, ma l’anno decisivo per la sua carriera è il 1981 quando con il poliziesco Strade
violente ottiene un buon successo. Per circa un decennio dirige la popolare serie televisiva Miami Vice. Il suo
ritorno al cinema lo vede impegnato sempre con film di grande successo, fra cui ricordiamo L’ultimo dei Mohicani
(1992), La sfida (1995), The Insider (1999), nel quale il regista mette sotto accusa le grandi multinazionali del
tabacco, e il noir Collateral (2004). Capace di attraversare generi e temi diversi, Mann esprime il meglio quando
può raccontare vicende e personaggi estremi, riuscendo sempre a imprimere ai suoi film una tensione vibrante e
ansiogena, che non dà respiro allo spettatore costretto a forti emozioni e a poderosi impatti visivi. Impeccabile la
tecnica di montaggio di inquadrature sempre ben studiate e calibrate ed ottima la combinazione immagini e
musica.

Jericho Mile (1979)

Strade violente (1981)

La fortezza (1983)

Manhunter-Frammenti di un omicidio (1986)

Sei solo, agente Vincente (1989)

L’ultimo dei Mohicani (1992)

La sfida (1995)

Insider-Dietro la verità (1999)

Alì (2001)

Collateral (2004)                                                    *Filmografia completa

http://pacioli.crw.it/ftp/cinema2000-2016/4-Registi/Registi2005/5framreg015.htm[12/07/2017 18:58:26]
samuel maoz

Maoz Samuel
Israele (1962)

 Studia cinematografia al Beit Tizi di Tel Aviv. Nel 1982 partecipa all’invasione del Libano a soli vent’anni. Come
il suo connazionale Ali Folman autore di Valzer con Bashir (2008), molti anni dopo avverte l’esigenza morale di
rievocare la sua esperienza bellica con la sua opera prima Lebanon, che viene premiato alla  Mostra del Cinema di
Venezia del 2009 con il Leone d’Oro. Film di asciutta e angosciante claustrofobia, Lebanon è destinato a diventare
un classico del cinema antimilitarista e pacifista.

Lebanon 2009                                       (*) Filmografia completa

http://pacioli.crw.it/ftp/cinema2000-2016/4-Registi/registi2010-11/9framreg006.htm[12/07/2017 18:58:26]
Martinelli Renzo

Martinelli Renzo
Italia (1948)

Laureato in Lingue e letterature straniere si è specializzato in cinematografia alla Scuola Superiore di


Comunicazioni Sociali dell’Università Cattolica di Milano. Negli anni Settanta ha realizzato videoclip e spot
pubblicitari, producendo contemporaneamente numerosi servizi per la televisione di Stato. Ha esordito al Cinema
nel 1994 con Sarahsarà. Lascia il segno, però, soltanto con la sua opera seconda Porzus (1997), presentata alla
Mostra del Cinema di Venezia, dove suscita polemiche a causa della riesumazione di un discusso episodio della
Resistenza friulana che vede i partigiani comunisti locali sul banco degli accusati per una strage di partigiani
cattolici. La predisposizione del regista per il Cinema di denuncia e di inchiesta si conferma con il successivo
Vajont (2001), che rievoca la tragica catastrofe avvenuta il 9 ottobre 1963. Attualmente Martinelli è impegnato
nella lavorazione di Piazza delle cinque lune, una ricostruzione del rapimento e dell’assassinio di Aldo Moro.

Sarahsarà 1994

Porzus 1997

Vajont 2001

Piazza delle cinque lune 2003

Il mercante di pietre 2006

http://pacioli.crw.it/ftp/cinema2000-2016/4-Registi/Registi2002/4framreg008.htm[12/07/2017 18:58:27]
Martone Mario

Martone Mario

(Italia, 1959)

Nato a Napoli, inizia la sua carriera artistica nel teatro e allestisce il suo primo spettacolo, Faust o la quadratura del
cerchio, nel 1976. Due anni più tardi, grazie ai fondi e agli spazi messi a disposizione dall'Università, nel dicembre
del 1977, fonda il gruppo Nobili di Rosa, che nel 1979 diventa Falso Movimento. Tra le sue rappresentazioni Otello
nel 1982, Coltelli nel cuore nel 1986 da Brecht, Ritorno ad Alphaville da Godard nel 1986. Sempre nel 1986 il
gruppo "Falso Movimento" si fonde con il Teatro dei Mutamenti di Antonio Neiwiller e il "Teatro Studio" di
Caserta di Toni Servillo, dando origine a Teatri Uniti. Martone alternerà sempre l’attività teatrale con quella
cinematografica. Dal 2007 è direttore del Teatro Stabile di Torino, carica che ricopre tuttora.
Esordisce nella regia cinematografica nel 1992 con Morte di un matematico napoletano, storia del matematico
Renato Caccioppoli, che gli vale il Gran premio della giuria alla Mostra di Venezia.
Tre anni dopo realizza il suo secondo film: L'amore molesto, in concorso al Festival di Cannes e vincitore del
David di Donatello. In queste due prime opere si evidenzia una dimensione registica orientata verso uno stile secco
ed essenziale ed uno stretto collegamento con gli scenari e le atmosfere la città di Napoli nella quale sono
ambientati entrambi i film..
Con Noi Credevamo del 2010 il regista allarga la visuale all’intero mezzogiorno italiano, rievocando alcune pagine
poco conosciute del Risorgimento democratico-mazziniano sullo sfondo di una rievocazione in chiave critica di
quella pagina di storia nazionale.
Nel 2014 presenta al festival di Venezia Il giovane favoloso, la prima biografia cinematografica del grande poeta
recanatese.
 

  
Filmografia completa

Morte di un matematico napoletano (1992)


Rasoi (1993)
Antonio Mastronunzio pittore sannita, episodio del film collettivo Miracoli (1994)
L'amore molesto (1995)
La salita, episodio del film collettivo I vesuviani (1997)
Teatro di guerra (1998)
L'odore del sangue (2004)
Noi credevamo (2010)
Il giovane favoloso (2014)
 

http://pacioli.crw.it/ftp/cinema2000-2016/4-Registi/Registi2016/10framreg008.htm[12/07/2017 18:58:28]
Maselli Francesco

Maselli Francesco
Italia (1930)

Si diploma a 19 anni al Centro Sperimentale di Cinematografia e comincia a lavorare come assistente di registi
importanti come L. Chiarini e M. Antonioni. Nel 1955 gira il suo primo film Gli sbandati, una storia di alcuni
giovani borghesi di fronte alle difficili scelte del dopo 8 settembre 1943. Un film che mette in luce l'inclinazione
del regista verso un'idea di Cinema nutrita di una narratività tradizionale, ma ancorata ad una solida
consapevolezza politica. Nei successivi I delfini (1960) e Gli indifferenti (1963) si accentua il polemismo
antiborghese che caratterizza buona parte delle sue prime opere. Negli ultimi anni, attenuatisi i furori ideologici,
Maselli è andato orientandosi verso film tematicamente più problematici e più ricercati dal punto di vista
linguistico, come Storia d'amore (1986), un tentativo di esplorazione dell'universo proletario postsessantottino e
Cronache del terzo millennio (1996), un'allucinata allegoria in chiave surreale sul destino degli oppressi in un
futuro che è già oggi.

 Gli sbandati 1955

I delfini 1960

Gli indifferenti 1964 (il film non è schedato in Cinema 2000; è soltanto presente nella Cineteca dell'Istituto
Pacioli)

Lettera aperta a un giornale della sera 1970

Il sospetto 1975

Storia d'amore 1986

Codice privato 1988

Il segreto 1989

L'alba 1990

Cronache del terzo millennio 1996

Il compagno 1999

Civico zero (2007)

Le ombre rosse (2009)

http://pacioli.crw.it/ftp/cinema2000-2016/4-Registi/framreg063.htm[12/07/2017 18:58:28]
Mazurski Paul

Mazursky Paul
Stati Uniti (1930-2014)

Di origini ebraiche si forma nei cabaret di Greenwich Village (il quartiere newyorchese degli artisti e degli
intellettuali), iniziando la carriera cinematografica come attore. Dopo aver svolto l’attività di sceneggiatore,
esordisce come regista nel 1969 con Bob & Carol & Ted & Alice, una garbata commedia sull’evoluzione dei
costumi sessuali nella società americana. Ben presto emerge come uno dei rappresentanti più importanti della
cosiddetta Scuola newyorchese, una tendenza cinematografica che, in contrasto con il Cinema spettacolare e
divistico hollywoodiano, propone scene di vita quotidiana della metropoli della east coast, legate a storie di gente
comune, con un piglio realista di stampo più europeo che americano (evidente il riferimento alla Nouvelle Vague
francese). Nel 1976 con l’autobiografico Stop a Greenwich Village dirige quello che viene considerato il suo
capolavoro. Anche il successivo Una donna tutta sola (1977) si distingue per penetrazione psicologica e spigliato
tono da commedia. Da questo momento si può dire che inizi la fase calante del regista, che negli anni successivi
non riesce più a trovare, pur realizzando film più che dignitosi e di buona fattura, l’incisività e il piglio innovativo
delle pellicole degli esordi.

Bob & Carol & Ted & Alice 1969

Harry e Tonto 1974

Stop a Greenwich Village 1976

Una donna tutta sola 1977

Io, Wille e Phil 1980

Tempesta 1982

Mosca a New York 1984

Su e giù per Beverly Hills 1986

Il dittatore del Parador in arte Jack 1988

Nemici, una storia d’amore 1989

Storie di amori e infedeltà 1991

Buona sfortuna, Mr. Stone 1993

Infedeli per sempre 1996

Winchell 1998

http://pacioli.crw.it/ftp/cinema2000-2016/4-Registi/Registi2001/3framreg043.htm[12/07/2017 18:58:29]
Mazzacurati Carlo

Mazzacurati Carlo
Italia (1956-2014)

Studia al Dams (Dipartimento Arte, Musica Spettacolo) di Bologna e impegna l'eredità per girare Vagabondi
(1979). Nel 1987 la Sacher di Nanni Moretti gli produce Notte italiana, un giallo padano fatto di atmosfere
ambigue, incentrate su un sapiente uso del paesaggio (specialmente quello del suo Veneto). Nel 1994 con Il toro,
un inconsueto road-movie ambientato nell'est Europeo, vince il Leone d'Argento alla Mostra del Cinema di
Venezia. Mazzacurati ama porre al centro del proprio Cinema individui in crisi, che nell'incontro-scontro con altre
persone e altri ambienti cercano una qualche risposta al loro malessere materiale o esistenziale. Pur attraverso una
carriera discontinua, il regista padovano si è affermato come uno dei talenti più interessanti del Cinema italiano
contemporaneo.

Vagabondi 1979

Notte italiana 1987

Il prete bello 1989

Un'altra vita 1992

Il toro 1994

Vesna va veloce 1996

L'estate di Davide 1998         

La lingua del santo 2000  

A cavallo della tigre 2002

L'amore ritrovato 2004

La giusta distanza  2007                                                                               (*Filmografia completa))

La passione (2010)

La sedia della felicità (2014)

http://pacioli.crw.it/ftp/cinema2000-2016/4-Registi/Registi2000/29.htm[12/07/2017 18:58:29]
McQueen Steve

McQueen Steve

(Gran Bretagna, 1969)


 

Regista di colore, McQueen ha studiato al Chelsea College of Art and Design e al Goldsmiths College. Lasciato
quest'ultimo nel 1993, ha frequentato la Tisch School di New York.
Prima di cimentarsi col suo primo lungometraggio, nel 2007 espone le proprie opere alla 52° Biennale di Arti
Visive di Venezia.
Si fa quindi conoscere a livello internazionale nel maggio 2008, quando il suo film Hunger partecipa in concorso al
61º Festival di Cannes nella sezione Un Certain Regard. In quest'occasione la pellicola viene premiata con la
Caméra d'Or per la miglior opera prima.
Nel 2011 il regista dirige il suo secondo lungometraggio: Shame, film presentato in concorso alla 68ª Mostra
internazionale d'arte cinematografica di Venezia, dove il protagonista, Michael Fassbender, alla seconda
collaborazione col regista, vince la Coppa Volpi per la miglior interpretazione maschile.
Nel 2013 è la volta di 12 anni schiavo, film che narra la storia vera di Solomon Northup, un uomo di colore libero
che viene rapito nel 1841 e venduto in schiavitù per lavorare nelle piantagioni in Louisiana.. Il film riceve i più
importanti riconoscimenti tra cui tre premi Oscar. In questa occasione McQueen riceve anche la sua prima
nomination come Miglior regista.

Filmografia completa

Hunger (2008)
Shame (2011)
12 anni schiavo (2013)
 

http://pacioli.crw.it/ftp/cinema2000-2016/4-Registi/Registi2016/10framreg009.htm[12/07/2017 18:58:30]
Melville Jean-Pierre

Melville Jean-Pierre
Francia (1917-1973)

Jean-Pierre Grumbach (Melville è uno pseudonimo assunto in gioventù in onore dello scrittore americano autore di
Moby Dick) partecipa alla Seconda Guerra Mondiale, riparando in Inghilterra dopo la resa della Francia ai tedeschi
nel 1940. Arruolato nelle truppe della Francia Libera del generale De Gaulle combatte in Nordafrica e in Italia.
Tornato a Parigi fonda una società di produzione e nel 1948 gira il suo primo film a soggetto Il silenzio del mare,
realizzato in ristrettezze di mezzi e con attori in parte non professionisti. Nel 1955 dirige Bob le flambeur, opera
che risente in modo manifesto dell’influenza del Cinema americano e del genere gangster in particolare,
riferimento che da quel momento sarà fondamentale nella filmografia del regista. E’ soprattutto il B-movie noir,
che Melville assume come modello, rivisitandolo alla luce di un sentimento sottilmente malinconico e crepuscolare
dell’esistenza, intriso di una fatalistica e disincantata accettazione di un destino di morte e di sconfitta. Spesso gli
eroi (o meglio gli antieroi) dei suoi film sono dei perdenti con la consapevolezza di esserlo, dotati di un solido
codice d’onore che conferisce loro una specie di nobile dignità. E’ il caso del solitario protagonista di Frank
Costello, faccia d’angelo (1967) o del gruppo di ladri professionisti di I senza nome (1970), che cercano nella
realizzazione di un audace furto, più che i soldi del bottino, una sfida con se stessi che dia un senso alla loro
identità appannata di criminali. Nel corso degli anni Melville è andato affinando uno stile sempre più personale,
riconoscibile per l’asciutta essenzialità della progressione narrativa e la sobria parsimonia dei dialoghi. Nonostante
abbia diretto prevalentemente thriller, e quindi film incentrati sull’azione e la suspense, il suo Cinema è diventato
quasi sinonimo di sottrazione emotiva (i suoi film tendono a raffreddare piuttosto che a intensificare le emozioni) e
di puritano rigore espressivo (è assente ogni ricercatezza formale e non c’è traccia di effettismo o compiacimento
tecnico). Si può affermare che tutto il Cinema francese di genere noir e gangsteristico di scuola americana debba
moltissimo alla lezione di Melville.

Il silenzio del mare 1948

Les enfants terribles 1949

Labbra proibite 1953

Bob le flambeur 1955

Le jene del quarto potere 1958

Léon Morin, prete 1961

Lo spione 1962

Lo sciacallo 1962

Tutte le ore feriscono, l’ultima uccide 1966

Frank Costello, faccia d’angelo 1967

L’armata degli eroi 1969

I senza nome 1970

Notte sulla città 1973                                     (*) Filmografia completa

http://pacioli.crw.it/ftp/cinema2000-2016/4-Registi/Registi2001/3framreg044.htm[12/07/2017 18:58:31]
Menges Chris

Menges Chris
Gran Bretagna

Inizia la sua carriera negli anni 60 come documentarista, occupandosi fra l'altro anche dei conflitti razziali in
Sudafrica. Diventa più tardi uno dei più apprezzati direttori della fotografia a livello mondiale. Sua la fotografia di
film di successo come Urla del silenzio (1984) e Mission (1986), entrambi di R. Joffé, per i quali è premiato con
l'Oscar. Esordisce alla regia nel 1988 con Un mondo a parte, una denuncia dell'apartheid sudafricano vista
attraverso gli occhi di un'adolescente, che riscuote buona accoglienza presso la critica.

 
Un mondo a parte 1988

Un padre in prestito 1994

Il figlio perduto-The Lost Son 1999

http://pacioli.crw.it/ftp/cinema2000-2016/4-Registi/Registi2000/30.htm[12/07/2017 18:58:31]
Menzel Jiri

Menzel Jiri
Cecoslovacchia (1938)

Si diploma nel 1962 alla Scuola di Cinema di Praga. Nel 1965 firma come regista un episodio del film collettivo
Perline sul fondo, considerato da molti come il manifesto della Novà Vlna. Nel 1966 realizza il primo film
totalmente suo, Treni strettamente sorvegliati, che ottiene l’Oscar come miglior film straniero. Si tratta di un
leggero e gustoso apologo che collega l’iniziazione sessuale di un giovane all’incontro con la morte. Fin da
quest’opera d’esordio emerge l’interesse del regista per il tema della sessualità trattato con divertita ironia. Nel
1969 con Allodole sul filo racconta la storia di un gruppo di operai all’epoca dello stalinismo, suscitando la dura
reazione del potere che proibisce il film (che sarebbe uscito nel 1990 alla caduta del regime comunista
cecoslovacco). L’anno prima, infatti, i carri armati del Patto di Varsavia avevano posto fine all’esperimento di
rinnovamento democratico del socialismo cecoslovacco della Primavera di Praga e sul paese era calata una
pesante cappa repressiva e censoria. Negli anni successivi Menzel si adegua al clima di normalizzazione degli
intellettuali e della cultura imposto dalle autorità, ma non abbandona mai la sua vena sottilmente umoristica e
svagata, facile ad immergersi in divagazioni surreali e grottesche. Dopo anni di silenzio, recentemente è tornato
alla regia grazie ad una composita coproduzione con Il soldato molto semplice Chonkin, presentato alla Mostra del
Cinema di Venezia del 1994, una pungente satira dello stalinismo.

Treni strettamente sorvegliati 1966

Un’estate capricciosa 1967

Delitto in un night 1968

Allodole sul filo 1969 (uscito nel 1989)

Chi cerca il bottone d’oro 1975

I maghi dello schermo verde 1979

Montaggio stretto 1980

Il soldato molto semplice Chonkin 1994

http://pacioli.crw.it/ftp/cinema2000-2016/4-Registi/Registi2001/3framreg045.htm[12/07/2017 18:58:32]
Michalkov Nikita

Michalkov Nikita
Unione Sovietica (1945)

I suoi primi interessi sono rivolti alla recitazione e conserva questa attitudine a rivestire il ruolo di attore anche
quando passa dietro la macchina da presa, diventando interprete della maggior parte dei suoi film. Esordisce come
regista nel 1974 con Amico tra i nemici, nemico tra gli amici, un insolito western ambientato durante la
Rivoluzione Russa, nel quale rivela un vigore narrativo non inferiore ai modelli americani cui sembra essersi
ispirato. Con Schiava d’amore (1975), una crepuscolare e romantica rievocazione dei primi set cinematografici
russi, dimostra la propria predilezione per i film in costume e un prezioso e raffinato gusto figurativo. I successivi
Partitura incompiuta per pianola meccanica (1976), Oblomov (1979) e Oci Ciorni (1987) confermano la sua
inclinazione per un Cinema d’ambientazione ottocentesca e d’ispirazione letteraria (fondamentale appare
l’influenza cecoviana), popolato da un’umanità tormentata e fiaccata nello spirito, debole e incerta di fronte ai
dilemmi dell’esistenza, inetta a realizzare le proprie aspirazioni, espressione di quella borghesia provinciale e
frustrata che sarà spazzata via dalla Rivoluzione Bolscevica. Ad essa il regista guarda con sostanziale affetto e
simpatia, stemperandone il mal di vivere e la spiccata inclinazione alla malinconia con una sempre affiorante
propensione all’ironia e all’umorismo. In quest’ultimo decennio Michalkov ha cambiato i temi del proprio Cinema,
riaccostandosi al suo tempo: con Urga (1991) effettua una divertita incursione fra le popolazioni mongole alle
prese con l’emergere della modernità e con Il sole ingannatore (1994) svolge una dura denuncia dello stalinismo.
Con la sua ultima pellicola, Il barbiere di Siberia (1998), è ritornato, però, con toni apertamente nostalgici, al suo
caro mondo ottocentesco.

Amico tra i nemici, nemico tra gli amici 1974

Schiava d’amore 1976

Partitura incompiuta per pianola meccanica 1976

Cinque serate 1978

Oblomov 1979

Oci Ciornie 1987

Urga 1991

Anna 1993

Sole ingannatore 1994

Il barbiere di Siberia 1998

12 (2007)

Il sole ingannatore 2 (2010)

http://pacioli.crw.it/ftp/cinema2000-2016/4-Registi/Registi2001/3framreg046.htm[12/07/2017 18:58:32]
Mihaileanu Radu

Mihaileanu Radu
Romania (1958)

Ebreo rumeno lascia nel 1980 il suo paese per trasferirsi in Francia, dove studia alla Scuola di Studi Superiori di
Cinematografia, facendo poi l'assistente a vari registi. Prima di affermarsi al festival di Cannes 1998 con Train de
vie, aveva esordito nel 1993 con Betrayed, insignito di numerosi premi.

 
Betrayed 1993

Train de vie 1998

Ricchezza nazionale 2002

Vai e vivrai 2005

Il concerto (2009)

La sorgente dell'amore  (2011)

http://pacioli.crw.it/ftp/cinema2000-2016/4-Registi/Registi2000/31.htm[12/07/2017 18:58:33]
Milestone Lewis

Milestone Lewis
Russia (1895-1980)

Trascorre l’infanzia ad Odessa, per emigrare giovanissimo gli Stati Uniti, per i quali combatte, tornato di nuovo in
Europa, nel corso della Prima Guerra Mondiale. Il suo esordio come regista avviene all’epoca del muto. Quando
inizia la stagione del Cinema sonoro Milestone è già un professionista affermato, che nel 1927 con Una notte in
Arabia ha conquistato un Oscar per la miglior regia. Nel 1930 dirige quello che viene considerato il suo
capolavoro, All’ovest niente di nuovo, pellicola antimilitarista che ottiene due Oscar, destinata a diventare un
classico del Cinema pacifista. Il regista vive con intenso impegno il periodo d’oro della Hollywood degli anni
Trenta, cimentandosi nei generi più vari e diversi tra loro, anche se dimostra sempre una particolare predisposizione
per il film bellico. Nel dopoguerra rallenta il ritmo della sua attività e chiude la sua carriera con il kolossal Gli
ammutinati del Bounty (1962), subentrando per volontà dell’attore Brando al collega Reed. Lontano dal possedere
una precisa identità d’autore, Milestone ha comunque sempre espresso, pur restando rigorosamente nell’ambito
degli imperativi spettacolari hollywoodiani, un Cinema onesto e più che dignitoso.

La parata dei peccatori 1925

La bella e la bestia 1926

All’avventura 1926

Una notte in Arabia 1927

Eden Palace 1928

Il racket 1928

Tradimento 1929

All’ovest niente di nuovo 1930

Prima pagina 1931

Pioggia 1932

Alleluia, sono un vagabondo 1933

Il capitano odia il mare 1934

Il generale morì all’alba 1936

Uomini e topi 1939

Fuoco a oriente 1943

La bandiera sventola ancora 1943

Prigionieri di Satana 1944

Salerno ora x 1945

Lo strano amore di Marta Ivers 1946

Arco di trionfo 1948

Okinawa 1950

http://pacioli.crw.it/ftp/cinema2000-2016/4-Registi/Registi2001/3framreg047.htm[12/07/2017 18:58:33]
Milestone Lewis

Gli ammutinati del Bounty 1962

http://pacioli.crw.it/ftp/cinema2000-2016/4-Registi/Registi2001/3framreg047.htm[12/07/2017 18:58:33]
Milius John

Milius John
Stati Uniti (1944)

Frequenta il corso di Cinema all’università di California, dove conosce S.Spielberg e F.F.Coppola. Compie un
lungo tirocinio come sceneggiatore di registi di prim'ordine prima di passare alla regia. Nel 1973 esordisce dietro
la macchina da presa con Dillinger, senza abbondonare negli anni successivi l’attività di sceneggiatore. Milius si è
rivelato un autore profondamente legato alla tradizione del Cinema d’azione americano, che ha tradotto sullo
schermo con deciso piglio narrativo.

Dillinger 1973

Il vento e il leone 1975

Un mercoledì da leoni 1978

Conan il Barbaro 1981

Alba rossa 1984

Addio al Re 1988

L’ultimo attacco 1990

http://pacioli.crw.it/ftp/cinema2000-2016/4-Registi/framreg064.htm[12/07/2017 18:58:34]
Ashby Hal

Ashby Hal
Stati Uniti (1936-1988)

Si laurea all’università dello Utah in materie letterarie. Entra nel mondo del Cinema come tecnico del montaggio,
collaborando in questa veste con il regista N. Jewison. Nel 1970 esordisce alla regia con Il padrone di casa, un
film sui problemi razziali. Il suo primo grande successo è Harold e Maude (1971), una commedia brillante, ma
con un sottofondo di grande malinconia, sullo strano rapporto d’amore tra un’anziana donna ed un ventenne. Nel
1973 con L’ultima corvé, realistico e aspro film antimilitarista, si consacra come uno dei maggiori registi della New
Hollywood. Sempre nell’ambito delle nuove tendenze del Cinema americano degli anni Settanta nel 1978 dirige
Tornando a casa, un’amara riflessione sul dramma che la Guerra del Vietnam ha determinato sulle vite e le
coscienze degli americani. Nel 1980 gira quello che viene considerato il suo capolavoro, Oltre il giardino:
interpretato da uno straordinario Peter Sellers, il film costituisce una pungente satira della figura del presidente
degli Stati Uniti. Regista piuttosto discontinuo e altalenante, Ashby ha comunque rappresentato con indubbia
originalità i fermenti innovativi della New Hollywood, riuscendo ad esprimere con acutezza e vigore attraverso
diversi generi cinematografici il disorientamento e le inquietudini della società americana in uno dei momenti più
critici della sua storia.

Il padrone di casa 1970

Harold e Maude 1971

L’ultima corvé 1973

Shampoo 1975

Questa terra è la mia terra 1976

Tornando a casa 1978

Oltre il giardino 1980

The Rolling Stones. Il tempo è dalla nostra parte 1981

Cercare di uscire 1982

La moglie del campione 1985

Otto milioni di modi per morire 1986                                   (*) filmografia completa

http://pacioli.crw.it/ftp/cinema2000-2016/4-Registi/Registi2001/3framreg003.htm[12/07/2017 18:58:40]
Assayas Olivier

Assayas Olivier
Francia (1955)

Ha alle spalle un passato di studente d'arte e di critico cinematografico per la prestigiosa rivista Cahiers du Cinéma.
Esordisce alla regia con Désordre, presentato con successo alla mostra del Cinema di Venezia del 1986, un noir di
grande penetrazione psicologica, nel quale pur partendo dall'azione l'attenzione si sposta gradatamente verso
l'interiorità dei personaggi. Anche nei film successivi il regista ha manifestato questa tendenza a scavare in
profondità, alla ricerca di una verità difficile da afferrare e che emerge più dai primi piani, dai silenzi, dagli
ambienti che dai comportamenti. Particolarmente attenti alla dimensione dell'adolescenza e della giovinezza,
condotti con uno stile spoglio e severo, che nulla concede allo spettacolo, i film di Assayas rappresentano quanto di
meglio ha espresso il Cinema francese degli ultimi anni.

Désordre 1986

Il bambino d'inverno 1989

Contro il destino 1991

L'eau froide 1994

Irma Vep 1996

Le destinées sentimentales 2000

Demonlover 2002

Clean 2005

Boarding Gate (2007)

L'Heure d'été (2008)

Qualcosa nell'aria  (2012)

Sils Maria  (2014)

http://pacioli.crw.it/ftp/cinema2000-2016/4-Registi/framreg007.htm[12/07/2017 18:58:41]
Attenborough Richard

Attenborough Richard
Gran Bretagna (1923-2014)

Educato alla Royal Academy, milita nell’aviazione britannica durante la seconda guerra mondiale. Esordisce nel
mondo dello spettacolo come attore di teatro e quindi di Cinema, dove interpreta moltissimi ruoli di secondo piano
come caratterista, non avendo le doti fisiche per rivestire ruoli da protagonista. Il suo primo film da regista è Oh!
Che bella guerra (1969), di sfondo bellico, dove tuttavia un prevalente tono umoristico annulla ogni senso di
drammaticità. Sempre d’argomento guerresco, ma questa volta con seri intenti di ricostruzione storico-bellica lo
spettacolare Quell’ultimo ponte (1977). E’, però, con Gandhi (1982) che Attenborough si consacra come regista di
fama internazionale. Il film, un’accurata biografia dell’eroe indiano della non-violenza, ottiene ben 8 Oscar e un
grande successo di pubblico. Questo kolossal mette in luce le doti di Attenborough di realizzatore di film
all’insegna della grandiosità produttiva e della rievocazione di importanti eventi e personaggi storici. Un tipo di
Cinema più attento alla confezione e alla superficie del prodotto che all’approfondimento dei temi trattati.

 
Oh! Che bella guerra 1969

Gli anni dell’avventura 1972

Quell’ultimo ponte 1977

Magic, Magia 1978

Gandhi 1982 

Chorus Line 1985

Grido di libertà 1987

Charlot 1992

Viaggio in Inghilterra 1993

Amare per sempre 1998

Grey Owl. Gufo grigio 1999

http://pacioli.crw.it/ftp/cinema2000-2016/4-Registi/Registi2000/2.htm[12/07/2017 18:58:41]
bille august

Bille August
(Danimarca, 1948)

 Trasferitosi molto presto in Svezia, vi lavora come direttore della fotografia per alcuni registi. Dopo le buone
prove d’esordio con film a basso costo incentrati sull’analisi dello squallore materiale  e morale della periferia
urbana di Copenaghen, nel 1987 conquista la Palma d’Oro a Cannes e l’Oscar per il miglior film straniero con
Pelle alla conquista del mondo. Nel 1992 Ingmar Bergman lo sceglie per dirigere Con le migliori intenzioni,
racconto della storia dei genitori del grande cineasta svedese,  e anche questo film gli vale la Palma d’Oro. Questi
titoli segnano il punto più alto della carriera di August, che da quel momento in poi si accontenterà di portare sullo
schermo mediocri versioni cinematografiche di romanzi di successo, come la Casa degli spiriti (1993) e I
miserabili (1998). Piuttosto anomala per la sua filmografia l’ultima fatica,  Il colore della libertà (2007), dedicato
all’eroe dell’indipendenza sudafricana Nelson Mandela.

Pelle alla conquista del mondo 1987

Con le migliori intenzioni 1992

La casa degli spiriti 1993

Jerusalem 1996

Il senso di Smilla per la neve 1997

I miserabili 1998

Una canzone per Martin 2001

Il colore della libertà 2007                                                          (Filmografia essenziale)

Treno di notte per Lisbona  (2013)

http://pacioli.crw.it/ftp/cinema2000-2016/4-Registi/registi2009-10/8framreg002.htm[12/07/2017 18:58:42]
Autant Lara Claude

Autant-Lara Claude
Francia (1903-2000)

Frequenta l'Accademia delle Belle Arti e si impone come scenografo di importanti film d'avanguardia degli anni
venti. Nel 1933 gira il suo primo film Ciboulette. Nel 1947 raggiunge la notorietà internazionale con Il diavolo in
corpo, un film considerato scandaloso dai benpensanti per la vicenda adulterina e dai nazionalisti per l'assunto
pacifista. Nel 1949 gira quello che viene considerato il suo capolavoro Occupati d'Amelia. Regista in grado di
esprimere sempre dignitosi livelli qualitativi e solida padronanza narrativa, non ha mai rasentato la genialità. La
nouvelle vague ne farà oggetto di polemica, additandolo ad esempio di un Cinema sclerotizzato in formule
tradizionali, incapace di rinnovarsi.

 Ciboulette 1933

Il diavolo in corpo 1947

Occupati d'Amelia 1949

La traversata di Parigi 1956

La giumenta verde 1959

Non uccidere 1961

L'omicida 1963

http://pacioli.crw.it/ftp/cinema2000-2016/4-Registi/framreg008.htm[12/07/2017 18:58:42]
Avati Pupi

Avati Pupi
Italia (1938)

Nato a Bologna, resta sempre legato alla sua terra, dove ambienta molti dei suoi film. Dopo aver esordito nel
genere horror e aver attraversato anche il comico e la satira politica, ottiene un buon successo con lo sceneggiato
televisivo Jazz Band (1978), ambientato nella sua Bologna. E' l'inizio del periodo migliore della sua produzione,
ormai sempre più improntata ad una trasognata ispirazione elegiaca e crepuscolare (Le strelle nel fosso, Aiutami a
sognare, Una gita scolastica, Noi tre, Festa di laurea, Storia di ragazzi e ragazze), non priva però di affondi
disincantati in mondi segnati dall'indifferenza e dal cinismo (Impiegati, Regalo di Natale). Negli ultimi anni ha
allargato la propria visuale a nuove tematiche e suggestioni (Magnificat, L'amico d'infanzia, L'arcano incantatore),
senza rinunciare alla sua vena più congeniale (Dichiarazioni d'amore, Il testimone dello sposo).

Balsamus, l'uomo di Satana 1968

Thomas, gli indifferenti 1969

La mazurka del barone, della santa e del fico fiorone 1975

La casa dalle finestre che ridono 1976

Bordella 1976

Tutti defunti tranne i morti 1977

Le strelle nel fosso 1979

Aiutami a sognare 1981

Zeder 1982

Una gita scolastica 1983

Noi tre 1984

Festa di laurea 1985  (il film non è schedato in Cinema 2000; è soltanto presente nella Cineteca dell'Istituto
Pacioli)

Impiegati 1985

Regalo di Natale 1986

Ultimo minuto 1987

Sposi 1988

Storia di ragazzi e ragazze 1989

Bix. Un'ipotesi leggendaria 1990

Fratelli e sorelle 1992

Magnificat 1993  

Dichiarazioni d'amore 1994

L'amico d'infanzia1994

http://pacioli.crw.it/ftp/cinema2000-2016/4-Registi/framreg009.htm[12/07/2017 18:59:11]
Avati Pupi

L'arcano incantatore 1995

Festival 1996

Il sindaco1996

Il testimone dello sposo 1997

La via degli angeli 1999

I cavalieri che fecero l'impresa 2001 

Il cuore altrove 2003

La rivincita di Natale 2004

Ma quando arrivano le ragazze? 2004

La seconda notte di nozze 2005                                         (*) Filmografia completa

La cena per farli conoscere (2007)

Il nascondiglio (2007)

Il papà di Giovanna (2008)

Gli amici del bar Margherita (2009)

Il figlio più piccolo (2010)

Una sconfinata giovinezza (2010)

Il cuore grande delle ragazze (2011)

Un ragazzo d'oro (2014)

http://pacioli.crw.it/ftp/cinema2000-2016/4-Registi/framreg009.htm[12/07/2017 18:59:11]
Avnet Jon

Avnet Jon
Stati Uniti (1949)

 
Pomodori verdi fritti alla fermata del treno 1992

The War 1994

Qualcosa di personale 1996

L'angolo rosso. Colpevole fino a prova contraria 1997

La rivolta 2001

88 minuti (2007)

Sfida senza regole (2008)

http://pacioli.crw.it/ftp/cinema2000-2016/4-Registi/Registi2000/3.htm[12/07/2017 18:59:12]
Badham John

Badham John
Gran Bretagna (1939)

Si trasferisce giovanissimo negli Usa, dove entra nel mondo del Cinema come produttore associato di S. Spielberg
e regista televisivo. Debutta nel grande schermo nel 1977 con La febbre del sabato sera, ottenendo un grande
successo. Lontano dal modello del regista-autore, si è rivelato però un ottimo professionista in grado di far rendere
al meglio sceneggiature di genere, realizzando prodotti medi di buona confezione per il grande pubblico.

La febbre del sabato sera 1977

Wargames. Giochi di guerra 1983

Tuono blu 1983

Corto Circuito 1986

Sorveglianza speciale 1987

Nome in codice: Nina 1992

Occhio al testimone 1993

Minuti contati 1997

Incognito 1997

The Jack Bull 1999

Un killer per Lucinda (2002)

Obsessed - Ossessione (2002)

http://pacioli.crw.it/ftp/cinema2000-2016/4-Registi/framreg010.htm[12/07/2017 18:59:12]
Baldoni Sandro

Baldoni Sandro
Italia (1954)

Regista di spot pubblicitari e collaboratore di riviste satiriche, esordisce dietro la macchina da presa nel 1994 con
Strane storie, un film a episodi dalla tribolata realizzazione a causa delle difficoltà di finanziamento. La sua opera
seconda Consigli per gli acquisti (1997) incontra problemi di distribuzione per la feroce satira contro il mondo
della pubblicità. Baldoni è tra i pochi registi italiani ad essersi cimentato sul terreno della critica di costume
attraverso il filtro dell'assurdo e del surreale.

 
Strane storie 1994

Consigli per gli acquisti 1997                                                (*Filmografia completa)

Italian Dream (2008)

http://pacioli.crw.it/ftp/cinema2000-2016/4-Registi/Registi2000/4.htm[12/07/2017 18:59:13]
Banderas Antonio

Banderas Antonio
Spagna (1960)

Banderas si è affermato come attore recitando in vari film del celebre regista spagnolo Almodovar (Labirinto di
passioni, La legge del desiderio, Legami). Il successo l’ha condotto negli USA, dove ha interpretato, fra gli altri,
Philadelphia, La casa degli spiriti, Evita, La maschera di Zorro. Diventato il marito dell’attrice Melanie Griffith
ha esordito alla regia con Pazzi in Alabama, nel quale la moglie recita nel ruolo della protagonista.

Pazzi in Alabama 1999

http://pacioli.crw.it/ftp/cinema2000-2016/4-Registi/Registi2000/5.htm[12/07/2017 18:59:13]
Barbareschi Luca

Barbareschi Luca
Italia (1956)

Noto quasi esclusivamente come attore di seconda schiera (pochi, anche se significativi, i suoi ruoli da
protagonista, come in Romance di M. Mazzucco, 1986), sovente nei panni di un comprimario antipatico e infido
(Impiegati di P. Avati, 1985), Barbareschi esordisce alla regia nel 1997 con Ardena, un film dai toni crepuscolari
e di trasparente autobiografismo.

Ardena 1997

Il trasformista 2002

http://pacioli.crw.it/ftp/cinema2000-2016/4-Registi/framreg011.htm[12/07/2017 18:59:14]
Michael Bay

Bay Michael
Stati Uniti (1962)

Dopo aver frequentato la scuola di Cinema Wesleyan University, inizia la sua carriera nel mondo della pubblicità e
dei videoclip. Di questa formazione rimangono evidenti tracce in tutta la sua produzione registica, improntata alla
creazione di prodotti ad alto tasso di spettacolarità in sintonia con i gusti spettatoriali più diffusi, farciti di effetti
speciali e modellati secondo convenzioni narrative di genere. Bay è insomma pienamente inserito dell’industria
hollywoodiana del blockbuster (film destinato ad essere in testa alle classifiche degli incassi), ai cui canoni si
adegua con asettica professionalità.

Bad Boys 1994

The Rock 1996

Armageddon 1998

Pearl Harbour 2001

Bad Boys II (2003)

The Island (2005)

Transformers (2007)

Transformers - La vendetta del caduto (2009)

Transformers 3 (2011)

Pain & Gain - Muscoli e denaro (2013)

Transformers 4 - L'era dell'estinzione (2014)

http://pacioli.crw.it/ftp/cinema2000-2016/4-Registi/Registi2002/4framreg020.htm[12/07/2017 18:59:14]
Beatty Warren

Beatty Warren
Stati Uniti (1937)

Frequenta corsi d’arte drammatica a New York e debutta a Broadway nel 1959. Nel 1961 esordisce come attore nel
film di Elia Kazan Splendore nell’erba, consacrandosi così sul piano internazionale come un bello hollywoodiano
ed iniziando una fortunata carriera da star. Come regista (ma continuerà ad essere il protagonista dei film da lui
diretti) debutta all’età di quarant’anni con la commedia fantastica Il paradiso può attendere (1979), ma è con
Reds (1982), biografia del giornalista di sinistra John Reed (l’unico film hollywoodiano che abbia come
protagonista, in chiave positiva, un comunista), che offre la sua prova più convincente esibendo una grande
maturità registica che gli permette di mettere in atto procedure stilistiche e linguistiche assai differenti all’interno
della stessa opera. Con Dick Tracy (1990) rende omaggio all’eroe del fumetto omonimo, riconfermando la sua
grande inventiva. Ultimamente è uscito il suo ultimo film, il discusso

Il paradiso può attendere 1979

Reds 1982

Dick Tracy 1990

Bulworth-Il senatore 1998                                            (*) filmografia completa

http://pacioli.crw.it/ftp/cinema2000-2016/4-Registi/Registi2001/3framreg004.htm[12/07/2017 18:59:15]
Bechis Marco

Bechis Marco
Cile (1958)

Di madre svizzera e di padre italiano, si trasferisce ancora bambino a Buenos Aires con la famiglia. Quando i suoi
decidono di venire a vivere in Italia, Bechis rimane in Argentina a fare il maestro elementare e ad impegnarsi
politicamente per la trasformazione in senso progressista e democratico del paese sudamericano. Nel 1976 i militari
vanno al potere ed instaurano un regime di terrore che si rivolge soprattutto verso la repressione degli elementi
democratici e di sinistra. Bechis è fra questi e anch’egli subisce il sequestro e la detenzione da parte dei famigerati
squadroni paramilitari responsabili della scomparsa di migliaia di cittadini argentini (i cosiddetti desaparecidos),
riuscendo a salvarsi solo grazie alla cittadinanza straniera. Dal 1977 vive in Italia. Nel 1991 esordisce alla regia
con Alambrado, ambientato in una desolata e solitaria terra dell’Argentina (dove nel frattempo è tornata la
democrazia). Nel 1999 dirige Garage Olimpo, una cruda e aspra testimonianza sulla tragedia della repressione
militare negli anni della giunta militare argentina, sconvolgente rielaborazione cinematografica della sua tremenda
esperienza autobiografica.

Alambrado 1991

Garage Olimpo 1999  

Figli 2001                                         (*) Filmografia completa

La terra degli uomini rossi - Birdwatchers (2008)

Il sorriso del capo (2011)

http://pacioli.crw.it/ftp/cinema2000-2016/4-Registi/Registi2001/3framreg005.htm[12/07/2017 18:59:15]
Bellocchio Marco

Marco Bellocchio
Italia (1939)

 Appartenente ad una famiglia borghese fortemente attaccata ai valori della tradizione, compie tutto il ciclo
scolastico presso istituti religiosi, interrompendo gli studi di filosofia all’Università Cattolica di Milano per
iscriversi al Centro Sperimentale di Cinematografia di Roma. Dopo aver seguito corsi di Cinema alla Slade School
of Fine Arts di Londra nel 1965, esordisce alla regia con I pugni in tasca, un’opera di stampo autobiografico
intrisa di acri e dissacratori umori antiborghesi, incarnati nella figura di un nevrotico emarginato che esprime il
proprio anarchico ribellismo in una rivolta cieca ed insensata. Aderisce con partecipazione ed entusiasmo alla
stagione di contestazione del 1968, della cui ansia di rivolta la sua opera prima cinematografica costituisce
un’anticipazione. Nel 1971 con Nel nome del padre rielabora in chiave onirico-allucinatoria i propri trascorsi
presso il liceo cattolico dei Barnabiti. Più strettamente collegati all’emergere di un preciso impegno politico di
denuncia i successivi Sbatti il mostro in prima pagina (1972) e Marcia trionfale (1976), nei quali il regista
condanna implacabilmente due istituzione portanti dello stato borghese: la stampa e l’esercito. Attenuatosi
l’impegno militante, negli anni Ottanta Bellocchio ripiega sulle tematiche esistenziali e morali degli esordi con film
come Salto nel vuoto (1980) e Gli occhi, la bocca (1982), mentre nel 1985 offre una personalissima rivisitazione
del tema del terrorismo con Diavolo in corpo, un remake aggiornato del famoso film di Autant-Lara di
quarant’anni prima. Dopo un periodo caratterizzato da pellicole controverse, che dividono la critica e inducono e
ritenere che la stagione più proficua del regista si sia conclusa, Bellocchio ritorna al centro dell’attenzione con due
film di grande impatto e spessore: La balia (1999) e L’ora di religione (2002), opera quest’ultima di risentita ed
orgogliosa fede laicista contro ogni dogmatismo e conformismo, con cui ripropone l’ispirazione provocatoria e
polemica della sua giovinezza. E’ proprio questa tensione verso un Cinema scomodo e aspro, non facile e spesso
spiazzante, ricco di rimandi e sottintesi, denso di riferimenti culturali e autobiografici, stilisticamente asciutto, se
non addirittura disturbante, che costituisce l’essenza più autentica di un cineasta dalla spiccata e originale
personalità artistica.

I pugni in tasca 1965

La Cina è vicina 1967

Amore e rabbia 1969

Sbatti il mostro in prima pagina 1972

Matti da slegare 1975

Marcia trionfale 1976

Salto nel vuoto 1980

Gli occhi, la bocca 1982

Enrico IV 1984

Diavolo in corpo 1985

La visione del sabba 1988

La condanna 1991

Il sogno della farfalla 1994

Il principe di Homburg 1997

La balia 1999

http://pacioli.crw.it/ftp/cinema2000-2016/4-Registi/Registi2002/4framreg001.htm[12/07/2017 18:59:16]
Bellocchio Marco

L’ora di religione 2002 

Buongiorno notte 2003 

Il regista di matrimoni 2006   

Vincere 2009                                               (*) Filmografia completa

Sorelle Mai (2010)

Bella addormentata (2012)

http://pacioli.crw.it/ftp/cinema2000-2016/4-Registi/Registi2002/4framreg001.htm[12/07/2017 18:59:16]
Benigni Roberto

Benigni Roberto
Italia (1952)

Inizia giovanissimo recitando in teatro, come attore comico partecipa a parecchie trasmissioni televisive e recita in
numerosi film di registi importanti come G.Bertolucci, M.Ferreri e F.Fellini. Quando esordisce alla regia nel 1983
con il film a episodi Tu mi turbi è già uno dei volti più popolari e amati dello spettacolo. La sua è una comicità
travolgente e provocatoria, caratterizzata in senso regionale, ma in grado di parlare a tutti grazie ad una mimica
prodigiosa e ad un eccezionale senso della battuta pungente e dissacrante. Benigni trasferisce nei ruoli che
interpreta sullo schermo sempre qualcosa della sua ricca personalità comica, tanto da riproporre lo stesso
personaggio attraverso film diversi (secondo una tradizione comica che va Chaplin a Totò) e senza ridurre la sua
regia ad un puro supporto delle sue performance attoriali, anzi dimostrando di avere idee e talento anche dietro la
macchina da presa. Con il suo ultimo film La vità è bella (1997) ha guadagnato un Oscar che ne ha consacrato la
fama internazionale.

Tu mi turbi 1983

Non ci resta che piangere (coregia con Massimo Troisi) 1984

Il piccolo diavolo 1988

Johnny Stecchino 1991

Il mostro 1994

La vita è bella 1997  

Pinocchio 2002   

La tigre e la neve 2005                                           (*filmografia completa)

http://pacioli.crw.it/ftp/cinema2000-2016/4-Registi/Registi2000/6.htm[12/07/2017 18:59:16]
fabrizio bentivoglio

Bentivoglio Fabrizio
(Italia, 1957)

 Frequenta la scuola del Piccolo Teatro di Milano, debuttando sul palcoscenico con una tragedia shakespeariana. Si
trasferisce a Roma dove fonda la casa di produzione Tipota Movie Company. Affermatosi negli anni Novanta
come uno dei maggiori attori del cinema italiano (Coppa Volpi a Venezia nel 1993 per Un’anima divisa in due),
Bentivoglio continua a coltivare l’attività di attore teatrale. Nel 2007 esordisce come regista nel lungometraggio
con Lascia perdere Johnny!, una gustosa e delicata ricostruzione delle atmosfere degli anni Settanta.

Lascia perdere Johnny! 2007

http://pacioli.crw.it/ftp/cinema2000-2016/4-Registi/registi2009-10/8framreg003.htm[12/07/2017 18:59:17]
Benvenuti Alessandro

Benvenuti Alessandro
Italia (1950)

Attore di cabaret e teatro acquista notorietà con il gruppo dei Giancattivi (insieme con A. Cenci e F.Nuti), con cui
esordisce come regista nel 1981 con Ad ovest di Paperino, commedia all'insegna di un umorismo vagamente
surreale.

Ad ovest di Paperino 1981

Era una notte buia e tempestosa 1985

Benvenuti in casa Gori 1990

Zitti e Mosca 1991

Caino e Abele 1992

Belle al bar 1994

Ivo il Tardivo 1995

Ritorno a casa Gori 1996

I miei più cari amici 1997

Ti spiace se bacio mamma? (2003)

http://pacioli.crw.it/ftp/cinema2000-2016/4-Registi/framreg012.htm[12/07/2017 18:59:17]
Beresford Bruce

Beresford Bruce
Australia (1940)

Emerge come regista nel clima della new wave del Cinema australiano degli anni settanta, quando sulla scia della
protesta contro la guerra del Vietnam, cui l'Australia prende parte, una generazione di registi trentacinquenni (tra
cui il più famoso è P. Weir) affronta alcune tematiche strettamente legate all'identità nazionale (il conflitto tra
mentalità puritana anglosassone e natura, lo sterminio degli aborigeni e il ruolo subalterno dell'Australia nell'ambito
dell'impero britannico). Il prodotto più rilevante di questa stagione è costituito per Beresford da Breaker Morant
(1980), una denuncia dello spietato cinismo con cui gli alti comandi inglesi usarono i soldati australiani nella guerra
anglo-boera. Approdato a Hollywood Beresford perde l'originario vigore polemico e si trasforma in un eclettico
professionista dell'industria cinematografica, sfornando numerose pellicole commerciali nulla più che dignitose, tra
le quali va ricordata A spasso con Daisy (1989), che ottiene numerosi riconoscimenti fra cui l'Oscar.

Breaker Morant. Esecuzione di un eroe 1980

The Club 1982

Tender Mercies. Un tenero ringraziamento 1983

King David 1985

Crimini del cuore 1986

A spasso con Daisy 1989 (Il film non è presente in Cinema 2000, ma solo nella Cineteca dell'Istituto Pacioli)

Alibi seducente 1989

Mister Johnson 1990

Manto nero1992

Alla ricerca dello stregone 1994

Rosso d'autunno 1995

Difesa ad oltranza 1996

1997

Colpevole d'innocenza 1999

B ride of the Wind (2001)

Evelyn (2002)

The Contract (2006)

Mao's Last Dancer (2009)

Peace, Love & Misunderstanding (2011)

http://pacioli.crw.it/ftp/cinema2000-2016/4-Registi/Registi2000/7.htm[12/07/2017 18:59:18]
Bergman Ingmar

Bergman Ingmar
Svezia (1918-2007)

Figlio di un pastore protestante, studia storia e letteratura all’Università di Stoccolma e diventa aiuto-regista al
Teatro Reale dell’Opera, dedicandosi per anni alla regia teatrale. Nel 1945 dirige il suo primo film Crisis. Il primo
successo l’ottiene con Estate d’amore, presentato alla Mostra di Venezia nel 1950, ma l’opera che gli garantisce la
notorietà internazionale è Sorrisi di una notte d’estate (1955). I successivi Il settimo sigillo (1956) e Il posto delle
fragole (1957) sono tra i suoi capolavori. In questi film si precisa in modo quasi definitivo l’orientamento di
Bergman verso un Cinema di intensa e dolorosa riflessione filosofico-esistenziale sul senso della vita, sulla
condanna dell’uomo alla solitudine e all’infelicità e sull’angosciosa ricerca di Dio, mentre dal punto di vista
stilistico emergono alcuni costanti, quali la creazione di atmosfere ai limiti del surrealismo, il prevalere
dell’elemento dialogico (aspetto, questo, di chiara derivazione teatrale), l’assenza di colonna sonora musicale, il
rigore formale, la presenza di una vena ironico-grottesca che spesso alleggerisce l’insostenibile tensione
psicologica dei suoi film. Negli anni Sessanta l’attenzione del regista si concentra in modo particolare sull’universo
femminile e sui problemi della fede religiosa, della crisi d’identità e dell’incomunicabilità tra esseri umani.
Esemplare in questo senso la trilogia composta da Come in uno specchio (1961), Luci d’inverno (1962) e Il silenzio
(1963). Nel 1972 ottiene un grande successo internazionale con Sussurri e grida, dove affronta i temi della
malattia, della morte e dell’amore fra sorelle. Nel 1974 realizza per la televisione svedese Scene da un matrimonio
(esiste anche una versione ridotta per le sale cinematografiche), un’analisi impietosa delle dinamiche di attrazione e
repulsione all’interno della coppia borghese. Dopo aver lasciato la sua Svezia (all’abbandono della sua patria non
sono estranee ragioni di natura fiscale), vive per qualche anno all’estero. Nel 1977 s’avventura in una grande
produzione affrontando un genere, quello storico-politico, a lui poco congeniale con L’uovo del serpente, sulla
genesi del Nazismo nella Germania degli anni Venti. Considerato quasi unanimemente una battuta d’arresto nella
carriera del regista, testimonia pur sempre della volontà di Bergman di volersi misurare anche in un ambito distante
dalle sue consuete tematiche (ma anche qualche anno prima, nel 1973, aveva girato una splendida versione
cinematografica dell’opera lirica mozartiano Il flauto magico). Tornato in patria, nel 1983 dirige il film più costoso
e più lungo della sua carriera Fanny e Alexander, una saga familiare di inizio Novecento, non priva di risvolti
autobiografici, piena di colori caldi e morbidi e calata in un clima spesso festoso (e quindi lontana dal cupo
bianconero e dalle atmosfere inquietanti dei film dell’esordio).  Il regista dichiara che questa sarà la sua ultima
opera cinematografica e negli anni successivi manterrà la promessa, anche se continuerà a realizzare film per la
televisione. Bergman è stato uno dei maggiori e più celebrati registi della storia del Cinema (certamente devono a
lui qualcosa grandi maestri quali Antonioni, Wenders e Allen). Nel suo Cinema ha affrontato, con un’asciuttezza
ed essenzialità linguistica rare e con una straordinaria capacità di penetrazione psicologica, i temi cruciali
dell’esistenza senza mai arrivare a dare risposte esaustive, ma ponendo al centro della propria opera tutta la
drammaticità di una condizione umana alle prese con drammatiche domande destinate a rimanere tali.  

Crisis 1945

Piove sul nostro amore 1946

La terra del desiderio 1947

Sete 1949

Un’estate d’amore 1950

Monica e il desiderio 1952

Donne in attesa 1953

Una vampata d’amore 1953

Una lezione d’amore 1954

Sogni di donna 1955

http://pacioli.crw.it/ftp/cinema2000-2016/4-Registi/Registi2002/4framreg002.htm[12/07/2017 18:59:18]
Bergman Ingmar

Sorrisi di una notte d’estate 1955

Il settimo sigillo 1956

Il posto delle fragole 1957

Il volto 1958

La fontana delle vergini 1959

L’occhio del diavolo 1960

Come in uno specchio 1961

Luci d’inverno 1962

A proposito di tutte queste signore 1963

Il silenzio 1963

Persona 1966

La vergogna 1968

L’ora del lupo 1968

L’adultera 1971

Sussurri e grida 1972

Il flauto magico 1973

Scene da un matrimonio 1974

L'immagine allo specchio 1975

L’uovo del serpente 1977

Sinfonia d’autunno 1978

Un mondo di marionette 1980

Fanny e Alexander 1983

Dopo la prova  (1984)

Vanità e affanni  (1997)

http://pacioli.crw.it/ftp/cinema2000-2016/4-Registi/Registi2002/4framreg002.htm[12/07/2017 18:59:18]
Bertolucci Bernardo

Bertolucci Bernardo
Italia (1941)

Figlio del poeta Attilio e fratello maggiore del regista Giuseppe, è aiuto-regista di Pasolini in Accattone ed
esordisce nel 1962 con La commare secca, film di chiara ispirazione pasoliniana. Nel 1964 gira Prima della
rivoluzione, opera prima a suo modo sperimentale, influenzata dalla Nouvelle Vague francese e di evidente
ispirazione autobiografica. In essa sembrano convergere alcuni dei temi che poi diventeranno delle costanti della
sua filmografia: la difficoltà a superare la condizione di borghese, l’approccio psicanalitico, il citazionismo
letterario e cinematografico, l’attaccamento alle proprie radici emiliane. Con La strategia del ragno (1970), un
apologo surreale ambientato in un angolo remoto della bassa padana ricco di risonanze magiche, affronta il mito
della Resistenza filtrato attraverso un conflittuale rapporto padre-figlio. Il successivo Ultimo tango a Parigi (1972),
torbida storia di amore e morte sullo sfondo di una Parigi ambigua e decadente, ribadisce l’interesse del regista
all’esplorazione della crisi della borghesia attraverso il filtro della psicanalisi. Film considerato immorale e
scandaloso, viene perseguitato dalla censura sino alla condanna al rogo (unico caso della storia) con una sentenza
della Corte di Cassazione italiana. Nel 1976 realizza con capitali americani Novecento-Atto I e Atto II, una
monumentale epopea rurale ambientata nella campagna emiliana, nella quale il regista rievoca la storia della prima
metà del XXsecolo collocandosi dalla parte dei contadini e della loro lotta contro i padroni e i fascisti. Più che
l’esattezza della ricostruzione storica (piuttosto approssimativa), a Bertolucci interessa cogliere una verità politica e
poetica insieme, dove l’amore per la propria terra d’origine si confonde con l’adesione all’ideologia comunista. I
successivi L’ultimo imperatore (1987), Il tè nel deserto (1990) e Piccolo Buddha (1993) portano il regista lontano
dalla prediletta Emilia, a conquistare fama e successo internazionale con superproduzioni di grande livello
spettacolare, nelle quali continua, però, a riproporre, pur attraverso situazioni narrative assai differenti tra loro, i
motivi tipici del suo Cinema e i caratteristici stilemi antirealistici ed espressionistici. Le due ultime pellicole, Io
ballo da sola (1995) e L’assedio (1999), segnano il suo ritorno in Italia e sembrano testimoniare di una volontà di
riaccostarsi ad un Cinema povero, più dimesso dal punto di vista dell’impegno economico e più sobrio e vigilato
sul piano del linguaggio. Regista tra i maggiori che il Cinema italiano ha espresso nella sua storia, Bertolucci ha
sempre cercato di coniugare nella sua opera le ragioni della sua autobiografia con le suggestioni provenienti dalla
storia, dalla politica, dalla cultura, dalla letteratura e soprattutto dal Cinema stesso in una singolare e
personalissima mescolanza, che forse non sempre è riuscito a dominare, ma che costituisce il motivo del fascino
perdurante della sua opera.

La commare secca 1962

Prima della rivoluzione 1964

Partner 1968

La strategia del ragno 1970

Il conformista 1971

Ultimo tango a Parigi 1972

Novecento-Atto I e Atto II 1976

La luna 1979

La tragedia di un uomo ridicolo 1981

L’ultimo imperatore 1987

Il tè nel deserto1990

Piccolo Budda 1993 (presente soltanto nella cineteca dell'Istituto Pacioli)

http://pacioli.crw.it/ftp/cinema2000-2016/4-Registi/Registi2001/3framreg006.htm[12/07/2017 18:59:19]
Bertolucci Bernardo

Io ballo da sola 1995

L’assedio 1999

The Dreamers - I sognatori 2003

Io e te (2012)

http://pacioli.crw.it/ftp/cinema2000-2016/4-Registi/Registi2001/3framreg006.htm[12/07/2017 18:59:19]
Bertolucci Giuseppe

Bertolucci Giuseppe
Italia (1947-2012)

Ha esordito come aiuto-regista e sceneggiatore per il fratello Bernardo. Nel 1977 dirige il suo primo film,
Berlinguer ti voglio bene con un Benigni non ancora famosissimo. Nel 1984 affronta il difficile tema del terrorismo
con Segreti segreti, dove rivela una particolare attenzione per l’universo e la sensibilità femminili, che si ripeterà in
pellicole successive, come Amori in corso (1989) e il recente Il dolce rumore della vita (1999). Regista eclettico,
non ha mai abbandonato il registro comico-grottesco degli esordi, affidandosi alle performance di attori provenienti
dal cabaret, come D. Abatantuono, P.Rossi e S.Guzzanti, tutti e tre bravissimi nel surreale apologo I cammelli
(1989).

 
Berlinguer ti voglio bene 1977

Segreti segreti 1984

Strana la vita 1987

I cammelli 1989

Amori in corso 1989

Troppo sole 1994

Il dolce rumore della vita 1999

L'amore probabilmente 2001

http://pacioli.crw.it/ftp/cinema2000-2016/4-Registi/Registi2000/8.htm[12/07/2017 18:59:19]
Besson Luc

Besson Luc
Francia (1959)

E' considerato il cineasta più americanizzato (ha frequentato degli stage negli Stati Uniti) della nuova generazione
di registi francesi e questo per lo spiccato senso dello spettacolo, del ritmo e dell'azione che caratterizza i suoi film,
che spesso hanno come protagonisti dei cosiddetti outsiders, personaggi cioè che vivono discosti dalla società,
esprimendo un solitario e conflittuale rapporto con il mondo. Una specie di rivincita degli esclusi, secondo il più
consolidato dei modelli del Cinema americano.

Subway 1985

Atlantis 1990

Nikita 1990

Léon 1994

Il quinto elemento 1997 (il film non è schedato in Cinema 2000; è soltanto presente nella Cineteca dell'Istituto
Pacioli)

Giovanna d'Arco 1999

Angel-A (2005)

Arthur e il popolo dei Minimei (2006)

Arthur e la vendetta di Maltazard  (2009)

Adèle e l'enigma del faraone (2010)

Arthur e la guerra dei due mondi (2010)

The Lady - L'amore per la libertà  (2011)

Cose nostre - Malavita (2013)

Lucy (2014)

http://pacioli.crw.it/ftp/cinema2000-2016/4-Registi/framreg013.htm[12/07/2017 18:59:20]
Bigelow Kathryn

Bigelow Kathryn
(Stati Uniti, 1951)

 Si laurea in Cinema alla Columbia University nel 1979. Il film che la fa scoprire al grande pubblico è Il buio
s’avvicina (1987), che fonde insieme horror e western, due generi piuttosto anomali per una regista donna. E’
quindi la volta di un thriller di grande intensità e di compressa suspence: Blue Steel (1990). Diventata moglie del
famoso regista hollywoodiano James Cameron dirige Point Break (1991), ancora un thriller fortemente segnato
dagli stereotipi classici del genere, che però la Bigelow sa reinventare con grande originalità e riproporre attraverso
il filtro di un linguaggio ipercinetico, dove le possibilità dinamiche del montaggio sono spinte all’estremo. Con
Strange Days (1995) esplora il genere fantascientifico, rivisitato in chiave esistenzial-filosofica, come una
riflessione allusiva sulle frontiere della visione e del voyeurismo cinematografico. Con il suo ultimo film, K-19
(2002), si spinge nel territorio del film bellico, rievocando una pagina sconosciuta della Guerra Fredda. Quello
della Bigelow è un cinema americano al 100%, ma che sa ritagliarsi una sua assoluta riconoscibilità nel
conturbante e sensuale impatto visivo, dove il ruolo delle immagini e la loro successione (spesso frenetica) acquista
una centralità decisiva (ben più della sceneggiatura e della trama) immettendo lo spettatore in un vortice di
emozioni e suggestioni sempre in grado di coinvolgerlo.

The Loveless (con Monty Montgomery) 1982

Il buio s’avvicina 1987

Blue Steel 1990

Point Break 1991

Strange Days 1995

Il mistero dell’acqua 2000

K-19 2002                                                                       (*Filmografia completa)

The Hurt Locker (2008)

Zero Dark Thirty (2012)

http://pacioli.crw.it/ftp/cinema2000-2016/4-Registi/Registi2005/5framreg002.htm[12/07/2017 18:59:20]
Blasetti Alessandro

Blasetti Alessandro
Italia (1900-1987)

Dopo aver svolto l’attività di critico cinematografico, fonda nel 1929, insieme ad un gruppo di amici, la società
Augustus, che produsse nelle stesso anno il suo primo film, Sole!, sulla bonifica delle paludi pontine, andato quasi
completamente perduto, ma nel quale sono già chiaramente ravvisabili le influenze del Cinema realista sovietico.
Nel 1934 dirige 1860, un’antiretorica rievocazione dell’impresa garibaldina vista dalla parte di due umili popolani.
Con Vecchia guardia (1935), celebrazione dello squadrismo delle origini, Blasetti afferma la sua adesione al regime
fascista, anche se al film non furono risparmiate critiche da parte di un regime che preferiva rimuovere le proprie
origini violente. Verso la fine degli anni Trenta l’alleanza italo-germanica e le tendenze sempre più apertamente
guerrafondaie di Mussolini lo spingono a rivedere il suo appoggio al regime e a dedicarsi a film in costume distanti
dalla contemporaneità, come La cena delle beffe (1941) e La corona di ferro (1941). La svolta nella carriera del
regista si ha nel 1942 con Quattro passi fra le nuvole, una commedia bucolica ricca di spunti realistici, che
anticipa alcune caratteristiche del neorealismo del dopoguerra. Negli anni cinquanta Blasetti sembra orientarsi
sempre più in direzioni di commedie dal garbato sapore populista, ricche di brio e scioltezza. Ricordiamo su tutte il
delizioso Prima comunione (1950) e Peccato che sia una canaglia (1955). Negli ultimi anni di carriera inventa, con
Europa di notte (1958), il genere del reportage documentaristico sulla vita notturna delle capitali europee e tenta
con Io,io, io…e gli altr i (1966) di esplorare i territori dell’apologo moralistico con un film-saggio sull’egoismo
nella società moderna. Blasetti è, insieme a Camerini e Alessandrini, il regista più significativo del primo decennio
del Cinema sonoro italiano, nel quale riuscì a lasciare una traccia profonda per i forti elementi di novità e audacia
sperimentalista che vi seppe introdurre, muovendosi su generi e temi assai diversi tra di loro ed esprimendo
posizioni ideologiche spesso discutibili, ma sempre personali e mai banali. Seppe, inoltre, sintonizzarsi con
coraggio e curiosità con le correnti cinematografiche più innovative e vitali del momento, pensando sempre in
grande e mostrandosi un esperto conoscitore della tecnica cinematografica.

Sole ! 1929

Nerone 1930

Terra madre 1931

Resurrectio 1931

La tavola dei poveri 1932

L’impiegata di papa 1933

Il caso Haller 1933

Vecchia guardia 1934

1860 1934

Aldebaran 1935

La contessa di Parma 1937

Ettore Fieramosca 1938

Retroscena 1939

Un’avventura di Salvator Rosa 1940

La cena delle beffe 1941

La corona di ferro 1941

http://pacioli.crw.it/ftp/cinema2000-2016/4-Registi/Registi2001/3framreg007.htm[12/07/2017 18:59:21]
Blasetti Alessandro

Quattro passi fra le nuvole 1942

Nessuno torna indietro 1943

Un giorno nella vita 1948

Fabiola 1948

Prima comunione 1950

Altri tempi 1952

Peccato che sia una canaglia 1955

La fortuna di essere donna 1955

Amore e chiacchiere 1957

Europa di notte 1958

Liolà 1963

Io, io, io …e gli altri 1966

La ragazza del bersagliere 1967

Simon Bolivar 1970

http://pacioli.crw.it/ftp/cinema2000-2016/4-Registi/Registi2001/3framreg007.htm[12/07/2017 18:59:21]
sergej bodrov

Bodrov Sergej
URSS (1948)

 Studia all’Istituto Cinematografico russo VGIK di Mosca e si diploma come regista e sceneggiatore. Si segnala al
festival di Berlino del 1989 con La libertà è il paradiso. Alterna le regie con le sceneggiature e nel 1996 realizza il
suo film più importante Il prigioniero del Caucaso, ispirato ala guerra di Cecenia, il piccolo Vietnam della Russia 
postcomunista. In quest’opera emergono le caratteristiche del suo cinema: sobrio realismo, sensibilità antropologica
per usi e i costumi premoderni, suggestive deviazioni oniriche. Nel 2007 dirige il kolossal Mongol, un’epica e
avventurosa biografia di Gengis Khan, dove conferma la sua tendenza all’impasto tra realismo e visionarietà,
secchezza narrativa e ridondanza decorativa.

  

La libertà è il paradiso 1989

Il prigioniero del Caucaso 1996

Decisione rapida 2001

IL bacio dell’orso 2002

Mongol 2007                                                  (*) Filmografia essenziale

Il settimo figlio (2014)

http://pacioli.crw.it/ftp/cinema2000-2016/4-Registi/registi2010-11/9framreg002.htm[12/07/2017 18:59:22]
Bogdanovich Peter

Bogdanovich Peter
Stati Uniti (1939)

Studioso di Cinema e critico cinematografico, ha scritto libri sull'opera di alcuni dei più grandi maestri del Cinema
americano classico, come J.Ford, H. Hawks, A. Hitchcock. Questo culto per la scuola cinematografica del passato
permea la sua prova d'esordio L'ultimo spettacolo (1971), un film girato in un prezioso bianconero e improntato ai
moduli stilistici degli anni quaranta e cinquanta, che esprime tutta la sua commossa nostalgia per un Cinema che
non c'è più. Anche le sue prove successive risentono di questa impostazione nostalgica.

Targets 1968

L'ultimo spettacolo 1971

Ma papà ti manda sola? 1972

Paper moon 1973

Daisy Miller 1974

Finalmente arrivò l'amore 1975

Vecchia America 1976

Saint Jack 1979

E tutti risero 1981

Dietro la maschera 1985

Illegalmente tuo 1988

Texasville 1990

Rumori fuori scena 1991

Quella cosa chiamata amore 1993   

Rescuers 1 - Storie di donne coraggio 1997  

Un serial killer a New York 1998                        (*Filmografia completa)

http://pacioli.crw.it/ftp/cinema2000-2016/4-Registi/framreg014.htm[12/07/2017 18:59:22]
Bolognini Mauro

Bolognini Mauro
Italia (1923-2001)

Laureatosi in architettura, si iscrive al Centro Sperimentale di Cinematografia e negli anni cinquanta fa esperienza
con numerose commedie di dignitoso livello, prima di affermarsi all'attenzione della critica con due film, La notte
brava e La giornata balorda, entrambi del 1960, nati dall'incontro con gli scrittori Moravia e Pasolini. Da quel
momento in poi quasi tutte le sue regie saranno segnate dal connubio tra sceneggiature di origine letteraria e un
gusto stilistico calligrafico, di grande precisione sul piano dell'aderenza storica. Nascono da questa impostazione le
sue opere migliori, come Metello (1970) e Bubu (1971), nelle quali la sua raffinatezza figurativa trae ispirazione
dalla pittura italiana ottocentesca coeva al periodo in cui sono ambientati i film. Tutte le volte che in seguito
Bolognini ha abbandonato questa propensione ad un accurato formalismo, la qualità del suo Cinema ne ha
negativamente risentito.

 
Gli innamorati 1955

Guardia, guardia scelta, brigadiere e maresciallo 1956

Marisa la civetta 1957

Giovani mariti 1958

La notte brava 1960

La giornata balorda 1960

Il bell'Antonio 1960

La viaccia 1961

Senilità 1962

La corruzione 1963

Arabella 1969

Un bellissimo novembre 1969

Metello 1970 

Imputazione di omicidio per uno studente 1972

Fatti di gente perbene 1974

Per la antiche scale 1975

Libera, amore mio 1975

L'Eredità Ferramonti 1976

Gran bollito 1977

Mosca addio 1986

La venexiana 1986

http://pacioli.crw.it/ftp/cinema2000-2016/4-Registi/Registi2000/9.htm[12/07/2017 18:59:23]
Bolognini Mauro

La villa del Venerdì 1991

http://pacioli.crw.it/ftp/cinema2000-2016/4-Registi/Registi2000/9.htm[12/07/2017 18:59:23]
Boorman John

Boorman John
Gran Bretagna (1934)

Dopo aver lavorato per qualche tempo alla BBC ed aver esordito alla regia con un film non eccelso, emigra negli
Usa, dove si svolgerà, tranne qualche breve soluzione di continuità, quasi tutta la sua attività. Il suo primo film di
successo è Un tranquillo week-end di paura (1972), una sconvolgente ed inquietante riflessione sui pericoli di un
ingenuo abbondonarsi alla natura. Nel 1980 affronta con Excalibur le antiche saghe cavalleresche della sua terra
d'origine, mostrando una notevole capacità di giocare sul registro spettacolare. In questo, come in altri film, emerge
la sua ossessione acquorea, che trasforma fiumi e laghi in scenari privilegiati delle sue storie.

 Senza un attimo di tregua 1967

Duello nel pacifico 1968

Leone l'ultimo 1970

Un tranquillo week-end di paura 1972

Zardos 1974

Esorcista II: l'eretico 1977

Excalibur 1980

La foresta di smeraldo 1985

Anni '40 1987

Oltre Rangoon 1995

Il sarto di Panama 2001

In My Country 2004

The Tiger's Tail  (2006)

Queen and Country (2014)

http://pacioli.crw.it/ftp/cinema2000-2016/4-Registi/framreg015.htm[12/07/2017 18:59:23]
Boyle Danny

Boyle Danny
Gran Bretagna (1957)

Piccoli omicidi tra amici 1994

Trainspotting 1995

Una vita esagerata 1997

The Beach 1999

28 giorni dopo 2003

Millions 2004

Sunshine (2007)

The Millionaire  (2008)

127 ore (127 Hours) (2010)

In trance (Trance) (2013)

Steve Jobs (2015)

http://pacioli.crw.it/ftp/cinema2000-2016/4-Registi/framreg016.htm[12/07/2017 18:59:24]
Branagh Kenneth

Branagh Kenneth
Irlanda (1960)

Ancora giovanissimo si è affermato con un demiurgico attore-manager teatrale: non si è limitato a recitare, ma ha
diretto e gestito in tutti i sensi la sua compagnia, la Reinnassence Company. Egocentrico e presuntuoso (ma chissà,
forse anche un po’ autoironico), scrive a soli ventinove anni la sua autobiografia. Esordisce nel Cinema nel 1989
con Enrico V, nel ruolo che già era stato del grande Lawrence Olivier. Attore e regista al contempo (e non poteva
essere altrimenti), offre una versione piuttosto innovativa, antiaccademica e cupa, del testo shakespeariano.
Successivamente Branagh si cimenta con prove cinematografiche che si discostano dal repertorio teatrale classico
per accostarsi ai generi più tradizionalmente cinematografici. E’ il caso del giallo L’altro delitto (1991) e della
commedia Gli amici di Peter (1992). Nel 1994 dirige Frankenstein di Mary Shelley, prodotto da Coppola,
un’ennesima rivisitazione del famoso romanzo ottocentesco che suscita reazioni divergenti nella critica e non
convince particolarmente il pubblico. Nel 1996 il regista torna all’amato Shakespeare con Hamlet, una sontuosa
versione cinematografica della celebre tragedia, dopo che l’anno prima l’insigne bardo era stato pretesto per
imbastire la godibile commedia in bianconero Nel bel mezzo di un gelido inverno. Autore dall’indubbio talento e
dalla vulcanica inventiva, anche se non geniale, Branagh, nonostante la tendenza all’eccesso e alla ridondanza, sia
nella messa in scena (spesso afflitta da un esibito barocchismo), sia nelle soluzioni stilistiche (sovente ispirate ad
un gusto compiaciuto del virtuosismo tecnico), è certamente una delle personalità artistiche più rilevanti
dell’attuale panorama cinematografico.

Enrico V 1989

L’altro delitto 1991

Il canto del cigno 1992

Gli amici di Peter 1992

Molto rumore per nulla 1993

Frankenstein di Mary Shelley 1994

Nel bel mezzo di un gelido inverno 1995

Hamlet 1996

Pene d'amor perdute 2000

The Magic Flute 2006

Sleuth - Gli insospettabili (2007)

Thor (2011)

Cenerentola (2015)

http://pacioli.crw.it/ftp/cinema2000-2016/4-Registi/Registi2001/3framreg072.htm[12/07/2017 18:59:24]
Brooks L.James

Brooks L. James
Stati Uniti (1940)

Inizia la carriera in televisione come regista e sceneggiatore. Esordisce con Voglia di tenerezza (1983), per il
quale vince un Oscar per la miglior regia, un film accusato di eccessivo patetismo strappalacrime, ma che evidenzia
la sua capacità di ottenere il meglio dagli attori. Anche la successiva denuncia di certo giornalismo televisivo
d'assalto, Dentro la notizia (1987), conferma questa sua predisposizione. Regista pienamente inserito nel sistema
spettacolare hollywoodiano, si distingue da molti suoi colleghi per il controllo quasi totale (dal soggetto alla
produzione) dei suoi film.

 
Voglia di tenerezza 1983

Dentro la notizia 1987

Una figlia in carriera 1994

Qualcosa è cambiato 1997

Spanglish - Quando in famiglia sono in troppi a parlare (2004)

Come lo sai (2010)

http://pacioli.crw.it/ftp/cinema2000-2016/4-Registi/Registi2000/10.htm[12/07/2017 18:59:38]
richard brooks

Brooks Richard
(Stati Uniti, 1912-1992)

Prima di passare alla regia ricopre più ruoli nel mondo dello spettacolo e dell’informazione. Giunto a Hollywood
negli anni Quaranta inizia a scrivere sceneggiature per importanti registi. Esordisce dietro la macchina da presa nel
1950 con La rivolta (di cui è anche sceneggiatore) e da quel momento in poi firmerà la sceneggiatura di quasi tutti
i suoi film successivi. Il suo primo grande film è L’ultima minaccia (1952) , sentito omaggio al lavoro di giornalista
(che anni prima fu anche il suo). Il regista conferma le sue doti di narratore abile ed efficace con Il seme della
violenza (1955), film antirazzista che denuncia il degrado delle scuole statali di periferia. Da questo momento la
carriera di Brooks sarà in costante ascesa con più nomination agli Oscar e con pellicole di differenti generi.
Formatosi negli anni della grande depressione Brooks ha maturato una coscienza politica liberal che spesso si è
trasferita nei suoi film migliori , nei quali ha posto al centro figure di personaggi coraggiosi che tentano in tutti i
modi di difendere in tempi e paesi diversi i principi di libertà  e giustizia nei quali credono. Si può dire che il
regista sia stato, soprattutto nei primi anni, uno dei migliori interpreti del filone realista e democratico del Cinema
americano affermatosi subito dopo la Seconda Guerra Mondiale 

La rivolta 1950

L’immagine meravigliosa 1951

L’ultima minaccia 1952

Il seme della violenza 1955

La gatta sul tetto che scotta 1958

Il figlio di Giuda 1960

La dolce ala della giovinezza 1962

I professionisti 1966

A sangue freddo 1967

Stringi i denti e vai 1975

In cerca di Mr Goodbar 1977

http://pacioli.crw.it/ftp/cinema2000-2016/4-Registi/registi2007-08/7framreg006.htm[12/07/2017 18:59:39]
Brusati Franco

Brusati Franco
Italia (1922-1993)

Laureatosi in Scienze politiche a Ginevra, lavora per molti anni come giornalista per passare successivamente
all’ambiente del Cinema come aiuto-regista, ruolo nel quale ha modo di farsi le ossa accanto ai maggiori registi
italiani degli anni Cinquanta. Il suo esordio dietro la macchina da presa avviene nel 1956 con Il padrone sono me,
che non ebbe molto successo, ma nel quale è già rinvenibile quella particolare predisposizione all’eleganza visiva e
all’accuratezza dei testi (a scapito della continuità e coerenza narrativa), che sarà sempre una delle sue
caratteristiche principali. La delusione per la poco lusinghiera accoglienza della sua opera prima lo spinge a
dedicarsi al teatro, per il quale scrive parecchie commedie. Torna al Cinema nel 1962 con Il disordine, film
sull’insoddisfazione esistenziale nella Milano del boom economico.

Pane e cioccolata (1974) è l’opera cui deve il primo vero e proprio successo commerciale e di critica.  Affidato
all’istrionismo del bravo Manfredi, il film è una riflessione malinconicamente ironica sulla condizione
dell’emigrante italiano in Svizzera. Con Dimenticare Venezia (1979) Brusati torna alla frammentazione narrativa
tipica delle sue prime opere, abbandonandosi al fluire della memoria e intessendo una crepuscolare elegia sulla
nostalgia del passato.  

Il padrone sono me 1956

Il disordine 1962

Tenderly1968

I tulipani di Harlem 1970

Pane e cioccolata 1974

Dimenticare Venezia 1979

Il buon soldato 1983

Lo zio indegno 1989                                                                (*Filmografia completa)

http://pacioli.crw.it/ftp/cinema2000-2016/4-Registi/Registi2005/5framreg003.htm[12/07/2017 18:59:39]
Burton Tim

Burton Tim
Stati Uniti (1960)

Regista dell'ultima generazione americana, esprime un'idea di Cinema antirealista e visionaria, completamente
filtrata attraverso un immaginario collettivo che ha nei fumetti (Batman, 1989) e nel Cinema degli anni cinquanta
(Mars Attacks, 1997) il proprio riferimento principale. Burton sa accostare e intrecciare riferimenti e suggestioni di
svariata provenienza, da onnivoro consumatore di Cinema quale è stato ed è, senza rinunciare ad un'abbondante
dose di arguta ironia, che conferisce ai suoi film quel tocco di divertita consapevolezza di muoversi in un universo
tutto chiuso nel recinto dell'invenzione fantastica e della memoria cinematografica.

 Storie incredibili (episodio: fammeli Dog) 1985

Beetlejuice. Spiritello porcello 1988

Batman 1989

Edward mani di forbice 1990

Batman il ritorno 1992

Ed Wood 1995

Mars Attacks! 1997 

Il mistero di Sleepy Hollow 1999   

Il pianeta delle scimmie 2001 

Big Fish 2003 

La fabbrica di cioccolato 2005

La sposa cadavere 2005                                           (*Filmografia completa)

Sweeney Todd - Il diabolico barbiere di Fleet Street (2007)

Alice in Wonderland (2010)

Dark Shadows (2012)

Frankenweenie (2012)

Big Eyes (2014)

http://pacioli.crw.it/ftp/cinema2000-2016/4-Registi/framreg017.htm[12/07/2017 18:59:40]
Calogero Francesco

Calogero Francesco
Italia (1957)

Curatore di cineclub e rassegne di festival, esordisce nel 1986 con La caviglia di Amelia, un film che guarda a E.
Rohmer, suo regista modello. Del 1987 è La gentilezza del tocco, pellicola che l'ha fatto conoscere alla critica
italiana.

La caviglia di Amelia 1986

La leggerezza del tocco 1987

Cinque giorni di tempesta 1997

Metronotte 2000

http://pacioli.crw.it/ftp/cinema2000-2016/4-Registi/framreg018.htm[12/07/2017 18:59:40]
Cameron James

Cameron James
Stati Uniti (1954)

Nasce in Canada e nel 1971 si trasferisce in California dove studia fisica. Il suo primo film di successo è
Terminator del 1984. Da allora Cameron resta fedele a un Cinema di alta spettacolarità, ricco di effetti speciali e
grande tensione narrativa. Film come Terminator e True Lies (1994) sono, oltre che veri e propri gioielli di ritmo,
esempi mirabili di applicazione di tecnologia sofisticata al Cinema. Nel 1998 Cameron ha legato il proprio nome al
film-evento Titanic, che, tuttavia, nonostante l'eccezionale clamore suscitato, appare inferiore a buona parte della
sua filmografia.

Piranha paura 1981

Terminator 1984

Aliens, scontro finale 1986

Abyss 1989

Terminator 2. Il giorno del giudizio 1991

True Lies 1994

Titanic 1997                                          (*Filmografia completa)

Avatar (2009)

http://pacioli.crw.it/ftp/cinema2000-2016/4-Registi/framreg019.htm[12/07/2017 18:59:41]
Campion Jane

Campion Jane
Nuova Zelanda (1954)

A ventun anni dopo essersi laureata in antropologia lascia la Nuova Zelanda per recarsi in Gran Bretagna a studiare
Arte. Rientrata in patria inizia la sua attività registica, esordendo nel lungometraggio di fiction nel 1986 con Due
amiche, ma è con Sweetie, che nel 1989 ottiene al Festival di Cannes un enorme successo, imponendosi
all'attenzione del pubblico e della critica internazionale. Il Cinema della Campion riesce a intrecciare con effetti di
grande suggestione una dimensione realistica calata nella natura e nella civiltà della sua terra con improvvise
deviazioni fantastiche e visionarie ricche di enigmatico fascino.

Due amiche 1986

Sweetie 1989

Un angelo alla mia tavola 1990

Lezioni di piano 1992

Ritratto di signora 1994  

Holy Smoke 1999      

In the Cut 2004                           (*Filmografia completa) 

The Water Diary (2006)

Bright Star (2009)

Top Of The Lake (2013)

http://pacioli.crw.it/ftp/cinema2000-2016/4-Registi/framreg020.htm[12/07/2017 18:59:41]
Capra Frank

Capra Frank
Stati Uniti (1897-1990)

Nato in Sicilia emigra bambino con la famiglia negli Stati Uniti e inizia la carriera all'epoca del muto dirigendo
alcune comiche. Nel 1934 con Accadde una notte si può dire che crei il prototipo della commedia brillante
hollywoodiana, destinata a grande fortuna negli anni a venire. E' stato appena eletto alla presidenza degli Stati Uniti
F.D. Roosevelt, che cerca di risollevare l'America dalla grande depressione iniziata nel 1929. Capra, esaltando con
il suo Cinema ottimistico e fiducioso le virtù americane dell'uomo della strada e i principi di integrità e onestà cui
dovrebbe ispirarsi la classe dirigente, offre al New Deal rooseveltiano un importante supporto ideologico e
propagandistico sul piano cinematografico (allora certamente più influente di oggi, data l'assenza della televisione).
Con lo scoppio del secondo conflitto mondiale Capra offre il suo contributo come operatore di guerra. Con il
dopoguerra e la crisi del rooseveltismo anche il Cinema di Capra non ritrova più il precedente smalto e il regista
sembra affidare nel 1948 al film Lo stato dell'Unione il proprio testamento di fede democratica e di critica al
cinismo dei politicanti.

 La donna di platino 1931

La donna del miracolo 1931

Proibito 1932

Strettamente confidenziale 1934

Accadde una notte 1934

E' arrivata la felicità 1936

Orizzonte perduto 1937

L'eterna illusione 1938

Mr. Smith va a Washington 1939

Arriva John Doe 1941

Arsenico e vecchi merletti 1944

La vita è meravigliosa 1946

Lo stato dell'Unione 1948

Angeli con la pistola 1961

http://pacioli.crw.it/ftp/cinema2000-2016/4-Registi/framreg021.htm[12/07/2017 18:59:42]
Caton-Jones Michael

Caton-Jones Michael
Gran Bretagna (1958)

Dopo aver lavorato per anni come macchinista nei teatri di Londra, inizia a girare cortometraggi e
successivamente a lavorare alla televisione. Nel 1989 esordisce alla regia con Scandal, un film che rievoca la
vicenda dello scandalo Profumo, un caso di spionaggio che coinvolse importanti uomini politici inglesi negli anni
Sessanta. L’anno successivo dirige Memphis Belle, un bellico di grande vigore spettacolare e narrativo. Nel 1995
ha realizzato la superproduzione Rob Roy, film storico dal registro epico-avventuroso. Regista non geniale e
nemmeno originale, Caton-Jones è andato formandosi quella solida professionalità necessaria al Cinema medio di
consumo di buona qualità.

Scandal 1989

Memphis Belle 1990

Doc Hollywood:dottore in carriera 1991

Voglia di ricominciare 1993

Rob Roy 1995

The Jackal 1997

Colpevole d'omicidio 2002

Shooting Dogs (2005)

Basic Instinct 2 (2006)

Mondo senza fine (2012)

http://pacioli.crw.it/ftp/cinema2000-2016/4-Registi/Registi2001/3framreg008.htm[12/07/2017 18:59:42]
Chabrol Claude

Chabrol Claude
Francia (1930-2010)

Trascorre la fanciullezza in un paese di provincia (quella provincia che così spesso entrerà nei suoi film) e si laurea
in lettere a Parigi. Frequenta gli ambienti del Cinema ed incontra i registi Godard, Truffaut e Rohmer, insieme al
quale scrive nel 1957 un libro su Hitchcock, autore destinato ad influenzare profondamente la sua opera. Nello
stesso anno gira, in ristrettezza di mezzi, il suo primo film, Le beau Serge, che è considerato il punto di partenza
della nouvelle vague. Da quel momento inizia per Chabrol una lunga e prolifica carriera, segnata quasi per intero
dalla fedeltà al genere poliziesco, che il regista reinterpreta in modo personale, privilegiando con costanza alcuni
aspetti: l'introspezione psicologica dei personaggi, l'accurata descrizione di un ambiente sociale spesso ristretto alla
dimensione del piccolo paese, la condizione borghese come condanna all'insoddisfazione, l'ambiguità morale che
sta alla base dei comportamenti delittuosi. Si può dire che Chabrol abbia ribaltato dall'interno la logica del giallo
classico (genere deputato a rassicurare il pubblico confortandolo con la finale punizione del colpevole e con il
ristabilimento dell'ordine turbato), immettendovi elementi di inquietudine e problematicità tali da lasciare sempre
piuttosto turbato lo spettatore.

Le beau Serge 1958

I cugini 1959

A doppia mandata 1959

Donne facili 1960

Parigi di notte 1963

Landru 1963

Le più belle truffe del mondo (ep: L'uomo che vendette la tour Eiffel) 1963

La tigre ama la carne fresca 1964

Marie Chantal contro il dottor Kha 1965

La tigre profumata alla dinamite 1965

Criminal Story 1967

Delitti e champagne, Le scandale 1967

Stephane, una moglie infedele 1968

Les biches. Le cerbiatte 1968

Ucciderò un uomo1969

All'ombra del delitto 1970

Il tagliagole 1970

Dieci incredibili giorni 1971

Trappola per un lupo 1972

L'amico di famiglia 1973

http://pacioli.crw.it/ftp/cinema2000-2016/4-Registi/Registi2000/11.htm[12/07/2017 18:59:43]
Chabrol Claude

Sterminate Gruppo Zero 1973

Una gita di piacere 1974

La panchina della disperazione 1975

Profezia di un delitto 1975

Gli innocenti dalle mani sporche 1975

Follie borghesi 1976

Rosso nel buio 1977

Violette Nozière 1978

Il sistema del dr. Gaudron e del dr. Plume 1980

Les fantomes du chapelier 1982

Una morte di troppo 1985

L'ispettore Lavardin 1986

Il grido del gufo 1987

Volto segreto 1987

La lumaca nera 1988

Un affare di donne 1988

Doctor M 1989

Giorni felici a Clichy 1990

Madame Bovary 1991

Betty 1992

L'inferno 1994

Il buio nella mente 1995

Rien ne va plus 1997

Il colore della menzogna 1998

Grazie per la cioccolata 2000

Il fiore del male 2002

La damigella d'onore 2005

La commedia del potere (2006)

L'innocenza del peccato (2007)

Bellamy (2009)

http://pacioli.crw.it/ftp/cinema2000-2016/4-Registi/Registi2000/11.htm[12/07/2017 18:59:43]
Chabrol Claude

http://pacioli.crw.it/ftp/cinema2000-2016/4-Registi/Registi2000/11.htm[12/07/2017 18:59:43]
Chereau Patrice

Chéreau Patrice
Francia (1944-2014)

Debutta giovanissimo come regista teatrale. La sua carriera è rapida e assai lusinghiera e lo consacra come uno dei
più prestigiosi uomini di teatro d’Europa (è rimasta famosa una sua tetralogia di Wagner al Festival di Bayreuth).
Ha collaborato anche con il Piccolo di Milano. Nel 1975 ha affrontato per la prima volta la cinepresa come regista
cinematografico con Un’orchidea rosso sangue, un thriller di raffinata fattura. Dopo alcune importanti esperienze
come attore in Danton e L’ultimo dei Mohicani, torna alla regia nel 1994 con La regina Margot, una turgida e
barocca ricostruzione della Notte di S. Bartolomeo ispirata al romanzo di A. Dumas. Si tratta di un kolossal
europeo di grandi ambizioni spettacolari e artistiche, che però non mantiene le promesse legate al grande budget e
all’eccezionale cast di attori a disposizione. Nel 2000 vince il Festival di Berlino con Intimacy-Nell’intimità, film
scandaloso di un erotismo molto esplicito, che per la prima volta sembra avergli guadagnato anche i consensi della
critica, fino a quel momento piuttosto fredda nei suoi confronti.

Un’orchidea rosso sangue 1975

La regina Margot 1994

Intimacy-Nell’intimità 2000 

Son frère 2003 

Gabrielle 2005                                                  (*Filmografia completa)

http://pacioli.crw.it/ftp/cinema2000-2016/4-Registi/Registi2001/3framreg073.htm[12/07/2017 18:59:43]
Chiesa Guido

Chiesa Guido
Italia (1959)

Nasce a Torino e si laurea in Lettere e Filosofia con una tesi in storia del Cinema. Si reca negli Stati Uniti dove
collabora con il regista J. Jarmush e fa il corrispondente per la Rai occupandosi di musica e di cultura giovanile.
Nel 1991 presenta alla Mostra del Cinema di Venezia la sua opera d’esordio Il caso Martello, un film che rivisita il
tema della Resistenza in modo anomalo e anticonformista, indagando nelle zone d’ombra inesplorate della lotta
partigiana e dei suoi esiti. Nel 2000 ritorna sullo stesso argomento con Il partigiano Johnny, tratto dal romanzo di
B. Fenoglio, la cui narrativa è sempre stata per lui un importante riferimento. In particolare il cinema di Chiesa
sempre avere al proprio centro personaggi irrisolti e inquieti dall’esistenza tormentata e come sfondo il paesaggio
della campagna piemontese avvolto dalle nebbie e raggelato dall’inverno.

Il caso Martello 1991

Babylon 1995

Non basta mai 1999

Il partigiano Johnny 2000

Lavorare con lentezza 2004

http://pacioli.crw.it/ftp/cinema2000-2016/4-Registi/Registi2001/3framreg074.htm[12/07/2017 18:59:44]
Cimino Michael

Cimino Michael
Stati Uniti (1943)

Dopo un apprendistato come sceneggiatore esordisce nel 1974 con un film interpretato da C.Eastwood Una
calibro 20 per lo specialista. Nel 1978 dirige Il cacciatore, un film teso e vibrante sul reducismo dalla guerra del
Vietnam. Incoraggiato dal successo convince la United Artists a finanziargli I Cancelli del cielo (1979), una
superproduzione che rievoca, con respiro epico e rigorosa ricostruzione storica, gli anni del pionierismo della
conquista del west. L'insuccesso del film è clamoroso e provoca il fallimento della casa di produzione: per Cimino
inizia un lungo periodo di ostracismo. Riprende a lavorare nel 1985 con il discusso L'anno del dragone, che suscita
le proteste della comunità cinese di Los Angeles. Nel 1996 Cimino, ancora dopo anni di silenzio, ha realizzato
Verso il sole, una desolata e nostalgica parabola sulla fine dell'epica e dell'innocenza nella società americana.

Una calibro 20 per lo specialista 1974

Il Cacciatore 1978  (il film non è schedato in Cinema 2000; è soltanto presente nella Cineteca dell'Istituto Pacioli)

I cancelli del cielo 1979

L'anno del dragone 1985

Il siciliano 1987

Ore disperate 1990

Verso il sole 1996

http://pacioli.crw.it/ftp/cinema2000-2016/4-Registi/framreg022.htm[12/07/2017 18:59:44]
george clooney

 Clooney George
(Stati Uniti, 1961)

Prima di passare al Cinema gira un'enorme quantità di serie televisive. Negli anni Novanta si afferma come uno dei
più popolari e ricercati attori americani: tra i film più importanti da lui interpretati in ruoli di protagonista
ricordiamo: Out of Sight (1998), Fratello, dove sei? (2001), Solaris (2002), Prima ti sposo poi ti rovino (2003). Il
suo primo film da regista è Confessioni di una mente pericolosa (2003), la storia vera di un conduttore televisivo
che viene costretto a diventare una spia della CIA. Ma è nel 2005 che Clooney conferma le sue doti di regista con
Good Night and Good Luck, un omaggio alla figura di un giornalista televisivo che con coraggio si oppose negli
anni Cinquanta al maccartismo.

Confessioni di una mente pericolosa (2003)

Good Night and Good Luck (2005)

In amore niente regole (2007)

Le idi di marzo (2011)

Monuments Men (2014)

http://pacioli.crw.it/ftp/cinema2000-2016/4-Registi/registi2007-08/7framreg003.htm[12/07/2017 18:59:45]
Coletti Duilio

Coletti Duilio
Italia (1908-1999)

Il fornaretto di Venezia 1939

Capitan Fracassa 1940

Il mercante di schiave 1942

Il passatore 1947

Cuore 1948

Il grido della terra 1949

Miss Italia 1950

E' arrivato l'accordatore

I sette dell’orsa maggiore 1952

Divisione Folgore 1954

Londra chiama Polo Nord 1956

Sotto dieci bandiere 1960

Il re di Poggioreale 1961

Lo sbarco di Anzio 1968

Valdez, il mezzosangue 1973

http://pacioli.crw.it/ftp/cinema2000-2016/4-Registi/Registi2002/4framreg003.htm[12/07/2017 18:59:45]
Comencini Cristina

Comencini Cristina
Italia (1956)

Scrittrice, oltre che regista, collabora come sceneggiatrice con il padre L.Comencini ed esordisce nel 1988 con
Zoo, un film sull'adolescenza. Nel 1992 dirige La fine è nota, un giallo ricco di suggestioni noir, che dimostra il
possesso di buone qualità di regia, che non sempre hanno trovato modo di esprimersi al meglio.

 
Zoo 1988

I divertimenti della vita privata 1990

La fine è nota 1992

Va' dove ti porta il cuore 1995

Matrimoni 1998

Liberate i pesci 2001

Il più bel giorno della mia vita 2002

La bestia nel cuore 2005

Bianco e nero (2008)

Quando la notte (2011)

Latin Lover (2015)

http://pacioli.crw.it/ftp/cinema2000-2016/4-Registi/Registi2000/12.htm[12/07/2017 18:59:46]
Comencini Francesca

Comencini Francesca
Italia (1961)

Figlia del regista Luigi e sorella della maggiore Cristina, anch’essa regista, Francesca esordisce con il film
Pianoforte nel 1984, presentato al Festival di Venezia, una vicenda autobiografica di tossicodipendenza. In Francia,
dove si è trasferita dirige La luce del lago (1988). Attenta alle problematiche civili e politiche contemporanee
propone nel 2002 Carlo Giuliani, ragazzo, dove viene ricordato il giovane no-global ucciso durante i fatti di
Genova del 2001. Con Mi piace lavorare-Mobbing (2004) la regista ha fornito quella che forse è la sua prova
migliore, confermando le sue doti di attenta sensibilità ai sentimenti e di pudica e accurata analisi psicologica.  

Pianoforte 1984

La luce del lago 1988

Le parole di mio padre 2002

Carlo Giuliani, ragazzo 2002

Mi piace lavorare - Mobbing 2004

A casa nostra 2006

Lo spazio bianco (2009)

Un giorno speciale (2012)

http://pacioli.crw.it/ftp/cinema2000-2016/4-Registi/Registi2005/5framreg004.htm[12/07/2017 18:59:46]
Comencini Luigi

Comencini Luigi
Italia (1916-2007)

Si forma come critico cinematografico e svolge già negli anni trenta una benemerita attività di reperimento e
conservazione delle pellicole, dando inizio all'istituzione della Cineteca Italiana di Milano (echi di questa sua
passione cinearcheologica si colgono nel suo La valigia dei sogni del 1954). Il suo primo film, Proibito rubare, del
1948, è ambientato tra gli scugnizzi di Napoli e mette in luce da subito la particolare predisposizione del regista
per le tematiche legate all'infanzia e all'adolescenza. Accanto a questo argomento preferenziale, da lui trattato
sempre con estrema sensibilità ed adesione, Comencini si dedica, con esiti discontinui, ma sempre di dignitoso
professionismo, al genere della commedia all'italiana.

 Proibito rubare 1948

Pane, amore e fantasia 1953

Mariti in città 1956

La finestra sul Luna Park 1957

Tutti a casa 1960  

La ragazza di Bube 1963   

Il compagno Don Camillo 1965

Incompreso 1966

Lo scopone scientifico 1972

La donna della domenica1975

L'ingorgo. Una storia impossibile 1978

Voltati Eugenio 1980

Cercasi Gesù 1982

Un ragazzo di Calabria 1987

Marcellino pane e vino 1991

http://pacioli.crw.it/ftp/cinema2000-2016/4-Registi/framreg023.htm[12/07/2017 18:59:47]
Coppola F.F.

Coppola Francis Ford


Stati Uniti (1939)

Inizia la carriera come sceneggiatore e aiuto-regista e nel 1968 si laurea all'Ucla (il più prestigioso istituto di
cinematografia statunitense) con il film anticonformista ispirato alla nouvelle vague Buttati Bernardo!. All'inizio
degli anni settanta dà vita alla casa di produzione indipendente American Zoetrope, che diviene ben presto punto
di riferimento di molti giovani registi della new Hollywood. Nel 1971 realizza il kolossal Il Padrino (replicato due
volte dai seguiti Il padrino parte seconda, 1974, e Il padrino parte terza, 1990) e il successo di questo film gli
permette di realizzare un'altra superproduzione, Apocalypse Now (1979), un'allucinata e visionaria riflessione sulla
guerra del Vietnam. Gli anni ottanta sono per Coppola un periodo di sperimentazione tecnica (famose le sue
applicazioni dei metodi di ripresa elettronici al Cinema) e esplorazione di nuovi percorsi espressivi e tematici, che
a volte lo portano ad operazioni azzardate e commercialmente fallimentari come Un sogno lungo un giorno (1982),
un suggestivo musical dalle colorate atmosfere oniriche. In questi ultimi anni sembra essersi accostato ad un
cinema più tradizionale e convenzionale, anche se meno coraggioso e innovativo rispetto a quello del decennio
precedente. Coppola è un regista che non ha avuto paura di cimentarsi in nuove strade, avendo sempre l'attenzione
rivolta, più che alla realtà, all'immenso magazzino dell'immaginario del Cinema americano, e proponendoci un'idea
di Cinema grandioso e barocco, visionario e spettacolare, tradizionale ed innovativo nel contempo.

 Buttati Bernardo! 1966

Il padrino 1971

Il padrino parte seconda 1974

La conversazione 1974

Apocalypse Now 1980 

Un sogno lungo un giorno 1982

I ragazzi della 56a strada 1983

Rusty il selvaggio 1983

Cotton Club 1985

Peggy Sue si è sposata 1986

Giardini di pietra 1987

Tucker, un uomo e il suo sogno 1988

Il padrino, parte terza 1990

Dracula 1992

Jack 1996

L'uomo della pioggia 1997  (soltanto presente nella Cineteca dell'Istituto Pacioli)

Apocalypse Now Redux (2001)

Un'altra giovinezza (2007)

Segreti di famiglia (Tetro) (2009)

http://pacioli.crw.it/ftp/cinema2000-2016/4-Registi/framreg024.htm[12/07/2017 18:59:47]
Coppola F.F.

Twixt (2011)

http://pacioli.crw.it/ftp/cinema2000-2016/4-Registi/framreg024.htm[12/07/2017 18:59:47]
sofia coppola

Coppola Sofia
(Stati Uniti, 1971)

 Figlia del famoso regista Francis Ford, Sofia esordisce alla regia nel 1999 con Il giardino delle vergini suicide,
un film d’argomento adolescenziale che risale all’inizio degli anni Settanta per calarsi in profondità nel disagio
giovanile dell’America di quel periodo travagliato. Con Lost in Traslation (2003) e con Marie Antoinette (2006), la
Coppola ottiene la consacrazione internazionale, liberandosi definitivamente dal sospetto di sfruttare per la sua
carriera la fama del padre. Apprezzati dalla critica d’ogni paese ed amati dal pubblico, questi due titoli proseguono,
pur attraverso storie e personaggi molto diversi, l’esplorazione  attenta e partecipata della regista dell’universo
morale e psicologico giovanile e femminile , analizzato in particolare nella situazione di fragilità e solitudine che
spesso s’accompagna a questa condizione. Lontana dagli Stati Uniti (i due film sono girati rispettivamente in
Giappone e in Francia) la Coppola riesce a sfruttare al meglio le possibilità scenografiche e visivo-visionarie di
contesti per lei così esotici, caricandoli di risonanze e significati spesso ambigui e fascinosi.

  

Il giardino delle vergini suicide (1999)

Lost in Translation (2003)

Marie Antoinette (2006)                                                              * Filmografia completa

Somewhere (2010)

Bling Ring (2013)

http://pacioli.crw.it/ftp/cinema2000-2016/4-Registi/registi2007-08/7framreg011.htm[12/07/2017 18:59:48]
roger corman

 Corman Roger
(Stati Uniti,1926)

 Laureato in ingegneria, si reca in Europa dove frequenta dei corsi di letteratura all’università di Oxford. Tornato in
California fonda una sua casa di produzione, la Roger Corman Production, che lavora in economia sfornando B-
Movie che piacciono soprattutto al pubblico giovanile degli anni Cinquanta.  Corman esordisce alla regia nel 1955
con Cinque colpi di pistola e nei cinque anni successivi dirige ben 23 film dei più disparati generi cinematografici.
Negli anni Sessanta realizza il famoso ciclo ispirato ai racconti di E. A. Poe, acquistando fama internazionale come
maestro dell’horror. Nei decenni successivi rallenta la sua attività registica per dedicarsi con grande impegno e
passione all’attività di talent scout grazie ad struttura produttiva indipendente, che controlla tutte le fasi della
lavorazione di una pellicola grazie all’ausilio di ottimi professionisti.

Il Cinema di Corman trae il proprio punto di forza nella scelta di girare a bassissimo costo (specie in rapporto agli
alti budget tipici dell’industria hollywoodiana) e in brevissimo tempo, trasformando questa condizione produttiva
in un’opzione estetica che conferisce alla sua opera  vigore narrativo, asciuttezza linguistica e un’impronta
d’inconfondibile kitsch esibito e autoironico, tanto da poter parlare di stile alla Corman,  soprattutto in riferimento
alla capacità  di sfornare tantissimi prodotti di buon livello con pochi mezzi. Dopo un’iniziale sottovalutazione da
parte della critica più colta, oggi Corman è unanimemente considerato, se non come uno dei più grandi cineasti
della storia del Cinema moderno, certamente come un esempio (forse unico) di geniale e autarchica creatività. 

Cinque colpi di pistola 1955

Il mostro del pianeta perduto 1955

Il vampiro del pianeta rosso 1956

La legge del mitra 1958

La vita di un gangster 1958

I vivi e i morti 1960

Il pozzo e il pendolo 1961

L’odio esplode a Dallas 1961

Sepolto vivo 1962

I racconti del terrore 1962

I maghi del terrore 1963

La maschera della morte rossa 1964

La tomba di Ligeia 1965

Il massacro del giorno di S. Valentino 1967

Il clan dei Barker 1970

Il barone rosso 1971

I gladiatori dell'anno 3000 (1978)

I magnifici sette nello spazio (1980)

http://pacioli.crw.it/ftp/cinema2000-2016/4-Registi/registi2007-08/7framreg001.htm[12/07/2017 18:59:48]
roger corman

Frankenstein oltre le frontiere del tempo (1990)

http://pacioli.crw.it/ftp/cinema2000-2016/4-Registi/registi2007-08/7framreg001.htm[12/07/2017 18:59:48]
cosmatos

Cosmatos George Pan


Grecia (1941-2005)

Rappresaglia 1973

Cassandra Crossing 1976

Amici e nemici 1979

Rambo 2-La vendetta 1985

Cobra 1986

Leviathan 1989

Tombstone 1993

Programma segreto 1997                                              *Filmografia completa

http://pacioli.crw.it/ftp/cinema2000-2016/4-Registi/registi2007-08/7framreg005.htm[12/07/2017 18:59:49]
Cosat Gavras Constantin

Costa Gavras Costantin


Grecia (1933)

All'età di 18 anni lascia Atene per andare a Parigi, dove si iscrive all'Istituto di Studi Superiori di Cinema. Nel
1965 realizza il suo primo film Vagone letto per assassini, un noir caratterizzato da un discreto senso del ritmo
narrativo, ma è nel 1969 con Z, l'orgia del potere che Costa Gavras raggiunge la notorietà internazionale (ottiene
tra altri riconoscimenti anche l'Oscar come miglior film straniero 1970). Si tratta di una pellicola di denuncia del
regime militare di destra instaurato in Grecia negli anni sessanta. Nel 1982 con Missing-Scomparso vince la Palma
d'oro al festival di Cannes. E' anche questo un film d'impegno civile, basato sulla feroce repressione seguita al
colpo di stato di Pinochet in Cile. Attraverso un andamento narrativo decisamente orientato verso le modalità
spettacolari del thriller e del poliziesco Costa Gavras è da sempre fedele ad un Cinema politico teso a
sensibilizzare lo spettatore su importanti temi d'attualità.

Vagone letto per assassini 1965

Il tredicesimo uomo 1968

Z, l'orgia del potere 1969

La confessione 1970

L'amerikano 1973

L'affare della sezione speciale 1975

Chiaro di donna 1979

Missing. Scomparso 1982

Hanna K. 1983

Consiglio di famiglia 1985

Summer Lightning 1988

Betrayed, Tradita 1988

Music Box. Prova d'accusa 1989

La piccola apocalisse 1992

Mad City. Assalto alla città 1997

No Other Life 1998 

Amen 2002

Il Cacciatore di teste 2005 

Verso l'Eden 2009                                             (*Filmografia completa)

http://pacioli.crw.it/ftp/cinema2000-2016/4-Registi/Registi2000/13.htm[12/07/2017 18:59:49]
Saverio Costanzo

Costanzo Saverio
(Italia, 1975)

 Figlio di Maurizio, si laurea in sociologia delle comunicazioni alla Sapienza e inizia a lavorare come conduttore
radiofonico. Inizia a lavorare come documentarista rivolgendo il proprio interesse in direzione di problematiche di
drammatica urgenza sociale. La sua opera prima è Private (2004), scritto durante il suo soggiorno in Israele, che
vince il Pardo d’Oro al Festival di Locarno. Attualmente Costanzo è sicuramente una dei più promettenti registi
italiani dell’ultimissima generazione.

 Private (2004)

In memoria di me (2007)

La solitudine dei numeri primi (2010)

Hungry Hearts (2014)

http://pacioli.crw.it/ftp/cinema2000-2016/4-Registi/Registi2005/5framreg016.htm[12/07/2017 18:59:50]
Costner Kevin

Costner Kevin
Stati Uniti (1955)

Assai più noto come attore che come regista, Costner è oggi una delle più grandi star dell’universo
hollywoodiano.Gli inizi della carriera sono difficili e caratterizzati da tante particine insignificanti. Nel 1985 si
afferma come attore protagonista di Fandango dell’amico Kevin Reynolds, diretto dal quale girerà
successivamente parecchie pellicole di successo, come Robin Hood principe dei ladri (1991) e il kolossal
Waterworld (1995). Nel 1990 si mette dietro la macchina da presa dirigendo se stesso nel western Balla coi lupi,
film fortemente voluto (l’attore ha investito personalmente nella produzione per rendere possibile la sua
realizzazione) attraverso il quale Costner rende un commosso omaggio alla civiltà pellerossa distrutta dai bianchi
d’America. E’ passato, invece, piuttosto inosservato il suo secondo film L’uomo del giorno dopo (1997).

Balla coi lupi 1990

L’uomo del giorno dopo 1997

Terra di confine-Open Range 2003

http://pacioli.crw.it/ftp/cinema2000-2016/4-Registi/Registi2001/3framreg010.htm[12/07/2017 18:59:50]
emanuele crialese

Crialese Emanuele
(Italia, 1965)

Si laurea in Cinema alla New York University e negli Stati Uniti gira il suo primo film Once We Were Strangers
(1997), la storia di un incontro tra due immigrati negli States, che anticipa il tema dell’immigrazione che ritorna nel
suo ultimo film. Tornato in Italia dirige Respiro (2002), per il quale gli viene assegnato il primo premio alla
Settimana della Critica a Cannes. Con Nuovomondo ottiene il Leone d’Argento alla Mostra del Cinema di Venezia
del 2006. In questo film Crialese affronta il tema dimenticato dell’immigrazione italiana in America con tonalità tra
il mitico-favoloso, sorretto da uno spiccato e personalissimo gusto per la dimensione visionaria ed onirica.
Attualmente il regista rappresenta una delle realtà più interessanti del Cinema italiano. 

Respiro 2002

Nuovomondo 2006

Terraferma (2011)

http://pacioli.crw.it/ftp/cinema2000-2016/4-Registi/registi2007-08/7framreg013.htm[12/07/2017 18:59:51]
Cromwell John

Cromwell John
Stati Uniti (1888-1979)

Attore, regista e produttore teatrale, inizia a lavorare nel Cinema all’inizio degli anni Trenta. Si inserisce
pienamente nel sistema hollywoodiano realizzando film di genere e rivelandosi un ottimo direttore di attori.
Lavorarono con lui alcuni dei più noti divi del periodo classico del Cinema americano, come Bette Davis, Lionel
Barrymore, Leslie Howard e Humphrey Bogart. Regista di sicura professionalità e di consolidata esperienza,
Cromwell attraversa con grande disinvoltura i più diversi generi cinematografici, adattandosi ai canoni spettacolari
e narrativi dell’industria hollywoodiana. Nella sua filmografia non troviamo il capolavoro, ma sempre film di buon
livello e di più che dignitosa qualità. Alla fine degli anni Cinquanta si ritira dall’attività.

Figli di lusso 1933

A doppia briglia/L’uomo che ritrovò se stesso 1933

Schiavo d’amore 1934

Il prigioniero di Zenda 1937

Un’americana nella Casbah 1938

Abe Lincoln in Illinois 1945

Solo chi cade può risorgere 1947

La gang 1951

http://pacioli.crw.it/ftp/cinema2000-2016/4-Registi/Registi2002/4framreg004.htm[12/07/2017 18:59:51]
Crowe Cameron

Crowe Cameron
Stati Uniti (1958)

Singles. L'amore è un gioco 1992

Jerry Maguire 1996

Almost Famous 2000

Vanilla Sky 2001

Elizabethtown 2005

http://pacioli.crw.it/ftp/cinema2000-2016/4-Registi/framreg025.htm[12/07/2017 18:59:52]
Curtiz Michael

Curtiz Michael
Impero Austro-Ungarico (1888-1962)

Curtiz (il cui vero nome è Mihaly Kertész) nasce a Budapest e manifesta, fin dai primi anni, una grande passione
per il teatro e successivamente per il Cinema. La sua carriera di regista inizia in Austria dopo la Prima Guerra
Mondiale. Qui dirige alcuni film storici, tra cui Schiava regina (1925), che esportato negli Stati Uniti lo rende
famoso in America. Emigrato ad Hollywood, resta per 25 anni sotto contratto con la Warner Bros., girando
un’enorme quantità di film, tra i quali i più famosi sono Capitan Blood (1935) e il celeberrimo Casablanca (1943),
un vero e proprio cult cinefilico. Nel dopoguerra gli viene affidata la regia di un magniloquente kolossal, Sinuhe
l’egiziano (1954). Di Curtiz si dice che sia stato un classico esempio di artigiano di grande mestiere del tutto
funzionale all’industria hollywoodiana. Per quanto questa affermazione sia incontestabile, la critica più recente ha
rivalutato le sue qualità registiche, sottolineandone la padronanza tecnica e la particolare attenzione alla cura
formale dell’immagine e dei movimenti di macchina. Anche dal punto vista del registro dominante, pur nella
continua variazione di generi e temi, Curtiz ha dimostrato una certa predilezione per atmosfere ispirate ad
un’inquieta malinconica (probabilmente collegate al Cinema espressionista nel quale si formò in Austria negli anni
Venti), che spesso ha tradotto con un gusto ed una sensibilità che denunciano la sua origine europea.

La maschera di cera 1933

Il pugnale cinese 1933

Capitan Blood 1935

La carica dei 600 1936

L’ombra che cammina 1936

Milionario su misura 1937

Gli angeli con la faccia sporca 1938

Occidente in fiamme 1938

Quattro figlie 1938

Robin Hood 1938

Carovana d’eroi 1940

I pascoli dell’odio 1940

Lo sparviero del mare 1940

Casablanca 1943

Il giuramento dei forzati 1944

Il romanzo di Mildred 1945

Vita col padre 1947

Viale Flamingo 1949

Le foglie d’oro 1950

Golfo del Messico 1950

http://pacioli.crw.it/ftp/cinema2000-2016/4-Registi/Registi2005/5framreg005.htm[12/07/2017 18:59:52]
Curtiz Michael

Stringimi forte tra le tue braccia 1951

Sinuhe l’egiziano 1954

Non siamo angeli 1955

L’ora scarlatta 1956

La via del male 1958

Il boia 1959

Le avventure di Huck Flinn 1960

I comanceros 1962

http://pacioli.crw.it/ftp/cinema2000-2016/4-Registi/Registi2005/5framreg005.htm[12/07/2017 18:59:52]
Damiani Damiano

Damiani Damiano
Italia (1922-2013)

Dopo aver studiato pittura all’Accademia milanese di Brera è scenografo a Roma e quindi regista. Esordisce nel
1959 con Il rossetto, una delicata storia di un trapasso dall’adolescenza all’età adulta. E’ con La rimpatriata (1963),
un’amara storia di examici che ritrovandosi dopo anni misurano il fallimento delle rispettive esistenze. Dopo Quien
Sabe? (1967), un western all’italiana un po’ anomalo per il sottinteso messaggio politico che lo attraversa,
Damiani inizia una specie di trilogia dell’impegno politico riferito ad alcuni grandi problemi della realtà italiana
contemporanea: con Il giorno della civetta (1968) affronta il tema della mafia, con Confessione di un commissario
di polizia al procuratore della repubblica (1970) quello della corruzione presente a livello della istituzione
giudiziaria e con L’istruttoria è chiusa, dimentichi (1971), quello delle mostruosità del sistema giudiziario. Non si
può certo parlare di capolavori, ma sicuramente di prodotti dignitosi, in cui il regista evidenzia la sua propensione
per i meccanismi del Cinema d’azione a forte struttura narrativa, senza mai dimenticare gli intenti di denuncia
civile. Negli anni successivi, tuttavia, con lo spegnersi degli echi della stagione del sessantotto, in Damiani prevale
la vena puramente spettacolare e commerciale e si oscura quasi completamente quella politica. Un’eccezione in
questo quadro di sostanziale ripiegamento L’inchiesta (1986), un film religioso singolarmente ambientato in
Palestina anni dopo la crocifissione di Cristo. Va ricordato pure il grande successo riportato con lo sceneggiato
televisivo La piovra 1 (1984), con cui il regista torna al tema della mafia.

Il rossetto 1959

L’isola di Arturo 1962

La rimpatriata 1963

La noia 1963

Quien Sabe? 1967

La strega in amore 1967

Il giorno della civetta 1968

Una ragazza piuttosto complicata 1969

La moglie più bella 1970

Confessioni di un commissario di polizia al procuratore della repubblica 1970

L’istruttoria è chiusa, dimentichi 1971

Perché si uccide un magistrato 1975

Un genio, due compari e un pollo 1976

Goodbye e Amen 1977

Un uomo in ginocchio 1979

L’avvertimento 1980

Amityville Possession 1982

Pizza Connection 1985

L’inchiesta 1986

http://pacioli.crw.it/ftp/cinema2000-2016/4-Registi/Registi2001/3framreg075.htm[12/07/2017 18:59:59]
Damiani Damiano

Gioco al massacro 1988

Il sole buio 1989

L’angelo con la pistola 1991

Uomo di rispetto 1993

Assassini dei giorni di festa 2002

http://pacioli.crw.it/ftp/cinema2000-2016/4-Registi/Registi2001/3framreg075.htm[12/07/2017 18:59:59]
Dante Joe

Dante Joe
Stati Uniti (1948)

Esperto di fumetti, fantascienza e horror, si forma alla scuola del grande regista di B-movies R. Corman,
destinato a diventare oggetto di culto per più di una generazione di appassionati del Cinema artigianale di qualità.
Nel 1976 esordisce con Hollywood Boulevard, ottenendo buona accoglienza e realizzando di lì a poco un altro film
prodotto da Corman Piranha (1978). Ormai Dante è un regista affermato quando nel 1980 gira una pellicola ad alto
budget, L'ululato, destinato a diventare una pietra miliare del Cinema horror. Negli anni successivi si conferma
come un riferimento fondamentale dei più recenti sviluppi cui l'horror viene sottoposto a Hollywood,
caratterizzandosi soprattutto per l'inconfondibile dose di ironia che infonde nelle trame terrificanti dei suoi film.
Nel 1997 con La seconda guerra civile americana ha dimostrato di sapersi misurare assai bene anche sul terreno
della satira fantapolitica.

Hollywood Boulevard 1976

Pirahna 1978

L'ululato 1980

Quelli della pallottola spuntata (ep: Grido di paura) 1982

Ai confini della realtà (ep: Nightmare at 20.000 Feet) 1983

Gremlins 1984

Storie incredibili (Ep: The Greibble) 1985

Explorers 1985

Salto nel buio 1987

Donne amazzoni sulla luna 1988

L'erba del vicino 1989

Gremlins 2, la nuova stirpe 1990

Matinée 1993

La seconda guerra civile americana 1997

Small Soldiers 1998                                                (*Filmografia completa)

Looney Tunes: Back in Action (2003)

The Hole in 3D (2009)

Burying the Ex (2014)

http://pacioli.crw.it/ftp/cinema2000-2016/4-Registi/Registi2000/14.htm[12/07/2017 19:00:00]
Dardenne Luc e Jean Pierre

Dardenne Luc e Jean-Pierre


Belgio (1954, 1951)

Fin dal 1974 scelgono la strada dell’impegno civile girando documentari che trattano di questioni sociali. Nel 1994
fondano la casa di produzione Les Films du fleuve e nel 1996 ottengono un discreto successo internazionale con La
promesse, una scarna e tesa denuncia dello spietato sfruttamento cui sono sottoposti gli immigrati extracomunitari
in Belgio. Nel 1999 con Rosette vincono a sorpresa la Palma d’Oro al festival di Cannes. Si tratta di un film
d’impostazione neorealista, girato con uno stile di estrema essenzialità espressiva, con la macchina da presa a
ridosso della protagonista, una ragazza emarginata che lotta per la sopravvivenza. I Dardenne si stanno affermando
come i più coerenti e convinti propugnatori di un Cinema povero e antispettacolare, se non addirittura disturbante,
ma capace di misurarsi coraggiosamente con situazioni estreme di degrado e di parlare alle coscienze.

 
La promesse 1996

Rosette 1999

Il figlio 2002

L'enfant 2005

Il matrimonio di Lorna (2008)

Il ragazzo con la bicicletta (2011)

Due giorni, una notte (2014)

http://pacioli.crw.it/ftp/cinema2000-2016/4-Registi/Registi2000/15.htm[12/07/2017 19:00:00]
Davis Terence

Davis Terence
Gran Bretagna (1945)

Esordisce nel mondo dello spettacolo come attore teatrale. Si rivela alla critica con Trilogia di Terence Davis, un
film girato in tempi diversi e uscito in versione definitiva nel 1984, destinato a diventare una significativa
espressione di quel cosiddetto Cinema gay, che proprio in quegli anni inizia ad uscire da una specie di clandestinità
e ostracismo. Raggiunge una più ampia notorietà con Voci lontane...sempre presenti (1988), vincitore al festival di
Locarno, e soprattutto con Il lungo giorno è finito (1992), una crepuscolare e malinconica rievocazione della sua
adolescenza a Liverpool, dove mette in risalto la propria inclinazione poetica ed elegiaca, unitamente ad una
rilevante capacità di invenzione linguistica.

 Trilogia di Terence Davis 1984

Voci lontane...sempre presenti 1988  (il film non è schedato in Cinema 2000; è soltanto presente nella Cineteca
dell'Istituto)

Il lungo giorno finisce 1992

La casa della gioia 2000

Of Time and the City (2008)

The Deep Blue Sea (2011)

http://pacioli.crw.it/ftp/cinema2000-2016/4-Registi/framreg026.htm[12/07/2017 19:00:01]
De Concini Ennio

De Concini Ennio
Italia (1923-2008)

Si accosta al Cinema come soggettista e sceneggiatore e all’inizio della carriera scrive per registi dall’inclinazione
popolare e melodrammatica. A lui si deve in particolare la sceneggiatura di Le fatiche di Ercole (1958) di Pietro
Francisci, il film che inaugura in Italia la fortunata stagione del genere epico-mitologico a Cinecittà. De Concini è,
però, sceneggiatore di grande versatilità e si cimenta un po’ in tutti i generi, contribuendo così al successo di titoli
indimenticabili della commedia all’italiana come Divorzio all’italiana (1961) di Pietro Germi e Operazione S.
Gennaro (1966) di Dino Risi. Come regista dirige pochi film e non riesce a pervenire ai livelli raggiunti con la
scrittura dei copioni. L’unico suo lavoro degno di essere ricordato è Gli ultimi dieci giorni di Hitler (1973).

Gli undici moschettieri 1952

Daniela e Maria 1972

Gli ultimi dieci giorni di Hitler 1973

http://pacioli.crw.it/ftp/cinema2000-2016/4-Registi/Registi2002/4framreg005.htm[12/07/2017 19:00:01]
De Niro Robert

De Niro Robert
Stati Uniti (1943)

D'origini italiane è già considerato uno dei più grandi attori della storia del Cinema. E' nota la sua grande versatilità
interpretativa e la sua capacità di calarsi, anche fisicamente, nel personaggio che deve interpretare. Particolarmente
legato al regista M.Scorsese, del quale ha interpretato, specie agli inizi della carriera, parecchi film, che hanno
contribuito non poco alla sua affermazione, De Niro ha esordito alla regia nel 1993 con Bronx, un film ambientato
nel quartiere italo-americano di New York, chiaramente ispirato per atmosfere e situazioni al suo maestro Scorsese.

 Bronx 1993

The Good Shepherd - L'ombra del potere (2006)

http://pacioli.crw.it/ftp/cinema2000-2016/4-Registi/framreg027.htm[12/07/2017 19:00:02]
De Palma Brian

De Palma Brian
Stati Uniti (1941)

Quando è ancora studente alla Columbia University realizza una serie di cortometraggi che attirano su di lui
l’interesse e l’apprezzamento di numerosi festival. Negli anni Sessanta risentendo degli umori anticonformisti e
contestatari tipici della generazione del Vietnam De Palma realizza alcuni film a basso costo: si tratta di opere
dall’evidente impostazione sperimentale e avanguardistica, condizionate dall’influenza europea della Nouvelle
Vague. Tra questi arriveranno in Italia parecchi anni dopo Festa nuziale (1963-66) e Hi Mom (1969). In entrambi,
fra l’altro, faceva i propri esordi come attore Robert De Niro. Nel 1974 De Palma ottiene un grande successo con
la rielaborazione in chiave kitsch e visionaria di Il fantasma del palcoscenico, un horror che segnala la
propensione del regista alla rielaborazione libera e creativa dei generi più forti e marcati della tradizione
cinematografica americana. Nel 1980 gira Vestito per uccidere, un thriller di grande tensione che assume come
modello la lezione hitchcockiana (il regista inglese resterà sempre uno dei suoi punti di riferimento fondamentali),
come pure Omicidio a luci rosse (1984), ispirato a La finestra sul cortile (1954). De Palma aggiorna gli stilemi di
Hitchcock ai tempi e ai progressi del linguaggio cinematografico, rivisitando il maestro del giallo attraverso una
marcata tendenza a sconvolgere e spiazzare lo spettatore con shock visivi e colpi di scena narrativa. Montaggio,
movimenti di macchina, inquadrature diventano gli elementi ansiogeni e attivatori di suspence del suo Cinema e
il regista li usa con mirabile maestria e inventiva al limite del virtuosismo (e l’eccesso di compiacimento in questo
senso è forse un suo limite). Negli anni successivi il suo repertorio si amplia ad altri generi, come il gangsteristico
con Gli Intoccabili (1987), il bellico con Vittime di guerra (1989), lo psicanalitico con Doppia personalità (1992),
lo spionistico con Missione impossibile (1996) e addirittura il fantascientifico con Mission to Mars (2000), ma
sempre conservando come costanti la tensione alla sperimentazione ed innovazione linguistica e alla costruzione
narrativa creatrice di luoghi narrativi estremi all’insegna del brivido e della tensione.

Oggi sposi 1963-66

Ciao America 1968

Hi Mom 1969

Le due sorelle 1973

Il fantasma del palcoscenico 1974

Complesso di colpa 1975

Carri, lo sguardo di satana 1976

Fury 1978

Home Movies, vizietti familiari 1979

Vestito per uccidere 1980

Blow Out 1981

Scarface 1983

Omicidio a luci rosse 1984

Cadaveri e compari 1986

Gli intoccabili 1987

Vittime di guerra 1989

http://pacioli.crw.it/ftp/cinema2000-2016/4-Registi/Registi2001/3framreg011.htm[12/07/2017 19:00:02]
De Palma Brian

Il falò delle vanità 1990

Doppia personalità 1992

Carlito’s Way 1993

Mission: impossible 1996

Omicidio in diretta 1998

Mission to Mars 2000

Femme Fatale 2002

Black Dahlia 2006

Redacted (2007)

Passion (2012)

http://pacioli.crw.it/ftp/cinema2000-2016/4-Registi/Registi2001/3framreg011.htm[12/07/2017 19:00:02]
De Santis Giuseppe

De Santis Giuseppe
Italia (1917-1997)

All’inizio degli anni Quaranta frequenta a Roma il gruppo di intellettuali raccolto attorno alla rivista Cinema, dalla
quale nel 1941 lancia un appello insieme a Mario Alicata perché il Cinema italiano riscopra il realismo e la
tradizione popolare. In seguito segue i corsi del Centro Sperimentale di Cinematografia. Nel 1947 dirige il suo
primo film Caccia Tragica, nel quale confluiscono quelle che saranno le caratteristiche del suo Cinema degli inizi:
la lotta di classe, il protagonismo delle masse, l’importanza dei ruoli femminili per quel che riguarda il versante
tematico ed un ritmo ed un vigore narrativo vicino al Cinema americano classico per quel che riguarda il versante
stilistico-espressivo. Nel 1949 con Riso amaro approfondisce ulteriormente questa sua tensione a fondere le ragioni
del realismo (siamo in piena stagione neorealista) con quelle del melodramma popolare a tinte forti, secondo un
equilibrio di istanze sociali e suggestioni romanzesche destinato a restare fondamentale nel suo Cinema. Roma ore
11 (1952) e Un marito per Anna Zaccheo (1953) confermano l’attenzione di De Santis nei confronti del mondo
femminile colto negli aspetti più drammatici della condizione della donna nella nostra società. Nel 1964 tenta la
strada della rievocazione storica con Italiani brava gente, film sulla tragedia del corpo di spedizione italiano in
Russia durante la Seconda Guerra Mondiale. La difficoltà a vedere accettati i suoi progetti dai produttori e il
fallimento di alcuni film d’ambiente borghese e quindi distanti dal prediletto coté proletario, fanno sì che il regista
scompaia precocemente dalla scena cinematografica italiana, alla quale aveva dato molto con l’originalità del suo
tentativo di coniugare un Cinema di nobili ascendenze (l’avanguardia sovietica, il realismo socialista, il
neorealismo italiano, i grandi generi hollywoodiani) con i rimandi alla tradizione popolare del melodramma, del
romanzo d’appendice, della sceneggiata.

Giorni di gloria 1945

Caccia tragica 1946

Non c’è pace tra gli ulivi 1949

Riso amaro 1949

Roma ore 11 1951

Un marito per Anna Zaccheo 1953

Giorni d’amore 1955

Uomini e lupi 1956

La strada lunga un anno 1959

La garçonniere 1960

Italiani brava gente 1964

Un apprezzato professionista di sicuro avvenire 1972       (*) Filmografia completa

http://pacioli.crw.it/ftp/cinema2000-2016/4-Registi/Registi2001/3framreg012.htm[12/07/2017 19:00:03]
De Sica Vittorio

De Sica Vittorio
Italia (1901-1974)

Esordisce come attore teatrale interpretando quel ruolo di giovanotto un po' vanesio e farfallone, ma
fondamentalmente buono ed onesto, che ricoprirà nei film d'ambiente piccolo-borghese di M. Camerini degli anni
trenta, di cui diventa vero e proprio attore simbolo. Nel 1943 con il commovente e aspro I bambini ci guardano
anticipa i modi del neorealismo. Da questo film inaugura il fecondo connubio con lo sceneggiatore C. Zavattini.
Inizia nel dopoguerra la sua stagione migliore con i capolavori neorealisti Sciuscià (1946), Ladri di biciclette
(1948), Miracolo a Milano (1951), Umberto D. (1952). Un neorealismo il suo attento a cogliere la dimensione
sociale dei problemi, ma soprattutto sensibile nel tradurre in note di dolente umanità il dramma della miseria e
dell'emarginazione. Con la crisi del neorealismo De Sica alterna con grande duttilità prove registiche a impegni
attoriali, mantenendosi sempre su di un piano di dignitoso e abile professionismo, ma senza più raggiungere gli alti
esiti artistici della stagione neorealista.

 Rose scarlatte 1940

Maddalena zero in condotta 1940

Teresa Venerdì 1941

Un garibaldino al convento 1942

I bambini ci guardano 1943

La porta del cielo 1944

Sciuscià 1946

Ladri di biciclette 1948  

Miracolo a Milano 1951 (soltanto presente nella Cineteca dell'Istituto Pacioli)

Umberto D. 1952

Stazione Termini 1953

L'oro di Napoli 1954

Il tetto 1956

La ciociara 1960

Il giudizio universale 1961

I sequestrati di Altona 1962

Boccaccio '70 (episodio: La riffa) 1962

Ieri, oggi, domani 1963

Il boom 1963

Matrimonio all'italiana 1964

Un mondo nuovo 1966

http://pacioli.crw.it/ftp/cinema2000-2016/4-Registi/framreg028.htm[12/07/2017 19:00:03]
De Sica Vittorio

Caccia alla volpe 1966

Sette volte donna 1967

Le streghe (episodio: Una sera come le altre) 1967

Amanti 1968

Le Coppie (episodio: il leone) 1970

I girasoli 1969

Il giardino dei Finzi-Contini 1970   

Lo chiameremo Andrea 1972

Una breve vacanza 1973

Il viaggio 1974                                           (*Filmografia completa)

http://pacioli.crw.it/ftp/cinema2000-2016/4-Registi/framreg028.htm[12/07/2017 19:00:03]
Delvaux André

Delvaux André
Belgio (1926-2002)

Studia filosofia tedesca e diritto alla Libera Università di Bruxelles e pianoforte e composizione al Conservatorio
Reale della città. In gioventù lavora al museo del Cinema della capitale belga, dove ha modo di vedere i maggiori
capolavori di tutto il mondo. Dopo aver lavorato alla televisione belga, esordisce alla regia nel 1965 con L’uomo
dal cranio rasato, una storia di un amore impossibile dove realtà e fantasia si intrecciano. Nel 1968 dirige Una
sera, un treno, che resta a tuttoggi il suo film più celebre e forse il suo capolavoro. In esso, come nella pellicola
d’esordio, il piano della realtà e quello della coscienza e dell’inconscio si confondono, dando vita ad un’opera di
grande fascino, pervasa da atmosfere magiche e surreali. Nel 1983 gira Benvenuta, un’altra storia d’amore filtrata
attraverso un’intensa dimensione spirituale. Del 1988 è L’opera al nero, tratto da un romanzo della Yourcenar, che
offre un quadro cupo e oppressivo delle Fiandre del periodo della controriforma cattolica. Autore di spiccata
raffinatezza figurativa (la pittura fiamminga del Cinquecento è un repertorio cui attinge abbondantemente per
ricavarne precise suggestioni visive) e di acuta sensibilità poetica, Delvaux propone un’idea di Cinema colto e
aristocratico, alieno da ogni cedimento spettacolare e proteso ad addentrarsi nei territori più intimi della vita
interiore alla ricerca della dimensione più vicina al sacro e all’assoluto.

L’uomo dal cranio rasato 1965

Una sera, un treno 1968

Appuntamento a Bray 1971

Belle 1973

Donne tra cane e lupo 1979

Benvenuta 1983

L’opera al nero 1988

Tra cielo e terra 1991

Sulla terra come in cielo 1992

T 2002

http://pacioli.crw.it/ftp/cinema2000-2016/4-Registi/Registi2001/3framreg013.htm[12/07/2017 19:00:04]
Demme Johnathan

Demme Jonathan
Stati Uniti (1944)

Dopo una carriera come critico cinematografico, collabora con il grande regista di B-movies horror R. Corman e
nel 1974 esordisce con Femmine in gabbia. Raggiunge il successo con Qualcosa di travolgente (1987), un insolito
intreccio di commedia e thriller. La sua consacrazione definitiva si ha però nel 1991 con Il silenzio degli
innocenti, un'agghiacciante vicenda incentrata su un serial killer feroce e geniale nel contempo. Con Philadelphia
(1993) Demme si confronta con notevoli esiti con il genere giudiziario.

Femmine in gabbia 1974

Il segno degli Hannah 1979

Qualcosa di travolgente 1987

Una vedova allegra …ma non troppo 1988

Il silenzio degli innocenti 1991

Philadelphia 1993

Beloved 1998

The Truth about Charlie 2002

The Agronomist 2003

The Manchurian Candidate 2004

Rachel sta per sposarsi (2008)

Ricki and the Flash (2015)

http://pacioli.crw.it/ftp/cinema2000-2016/4-Registi/framreg029.htm[12/07/2017 19:00:04]
giorgio diritti

Diritti Giorgio
Italia (1959)

 Si forma lavorando al fianco di importanti registi italiani (Fellini, Lizzani, Vancini, Avati). Come autore dirige
cortometraggi e programmi televisivi. Il suo film d’esordio Il vento fa il suo giro (2005) ottiene svariati
riconoscimenti internazionali e nazionali. Si tratta di un film di grande originalità e di notevole spessore
antropologico, girato in lingua occitana fra le sperdute montagne delle Alpi piemontesi. Con L’uomo che verrà, una
libera rievocazione della strage nazista di Marzabotto, nel 2009 Diritti ha vinto il primo premio al Festival del
Cinema di Roma. Approdato piuttosto tardi al lungometraggio e dimenticato per anni dalla distribuzione italiana
(Il vento fa il suo giro è colpevolmente approdato nelle sale ben quattro anni dopo la sua uscita in vari festival
internazionali), è stato risarcito da un significativo consenso di pubblico e di critica. Regista sensibile al registro
realistico-documentarista esplorato nella dimensione della piccola comunità premoderna, indagata nelle sue
molteplici sfaccettature lontano da facili idealizzazioni, Diritti si è segnala come uno degli autori più interessanti del
cinema italiano.

Il vento fa il suo giro 2005

L’uomo che verrà 2009                        (*) Filmografia completa

Un giorno devi andare (2012)

http://pacioli.crw.it/ftp/cinema2000-2016/4-Registi/registi2010-11/9framreg007.htm[12/07/2017 19:00:05]
Dmytryk Edward

Dmytryk Edward
Canadà (1908-1999)

Nato da genitori ebrei di origine ucraina, entra giovanissimo nella Paramount come fattorino, per poi diventare
montatore nel corso degli anni Trenta. Esordisce alla regia con una serie di b-movie d’azione non eccelsi, per
segnalarsi all’attenzione con il suo primo film di buon livello, L’ombra del passato (1945), un ottimo noir
dall’incisivo spessore narrativo. Nell’immediato dopoguerra, Dmytryk, che è entrato a far parte dei circoli
intellettuali progressisti e di sinistra, rivolge i suoi interessi di cineasta alle tematiche sociali, a cominciare da
quelle legate al problema del reinserimento dei reduci (Anime ferite, 1946, e Odio implacabile, 1947). Questo suo
impegno civile lo rende sospetto di comunismo durante la campagna maccartista e il regista è costretto ad
emigrare in Inghilterra dove gira Cristo fra i muratori (1949), cupo dramma realista sull’emigrazione italiana a
New York. Tornato in America sconfessa pubblicamente le sue precedenti posizioni politiche e viene
completamente riabilitato, potendo così tornare a lavorare a Hollywood. Negli anni successivi la sua attività si fa
piuttosto discontinua e, nonostante buoni film (ricordiamo su tutti L’ammutinamento del Caine, 1954, e il western
Ultima notte a Warlock, 1959), Dmytryk non riesce più a pervenire all’intensa efficacia dei suoi primi film a
sfondo sociale.

Tragico oriente 1943

Eravamo tanto felici 1944

L’ombra del passato 1945

Missione di morte 1945

Gli eroi del Pacifico 1945

Anime ferite 1946

Odio implacabile 1947

Cristo fra i muratori 1949

I perseguitati 1953

La lancia che uccide 1954

L’ammutinamento del Caine 1954

La fine dell’avventura 1955

La mano sinistra di Dio 1955

L’albero della vita 1957

I giovani leoni 1957

Ultima notte a Warlock 1959

Anime sporche 1962

L’uomo che non sapeva amare 1964

Alvarez Kelly 1966

Il giustiziere 1975

http://pacioli.crw.it/ftp/cinema2000-2016/4-Registi/Registi2001/3framreg014.htm[12/07/2017 19:00:05]
Dmytryk Edward

http://pacioli.crw.it/ftp/cinema2000-2016/4-Registi/Registi2001/3framreg014.htm[12/07/2017 19:00:05]
Donaldson Roger

Donaldson Roger
Australia (1945)

Emigra a 19 anni in Nuova Zelanda, dove lavora come fotografo per poi passare alla televisione, dove dirige film
pubblicitari. Esordisce con il lungometraggio Sleeping Dogs del 1977. Il film che lo rende famoso a livello
internazionale è Il Bounty (1984), terza versione della celeberrima vicenda dell’ammutinamento della nave
britannica e girato con capitali americani, che si distingue per offrire una versione in parte inedita dei fatti e più
veritiera rispetto alle pellicole precedenti. Ormai pienamente integrato nel sistema hollywoodiano Donaldson dirige
film piuttosto convenzionali e commerciali, legati ai canoni dei generi codificati. E’ il caso del giallo-spionistico
Senza via di scampo (1987), un altro rifacimento di un film degli anni Quaranta, del road-movie gangsteristico
Getaway (1994), altro rifacimento ancora, questa volta del ben più famoso film di S. Peckinpah, del catastrofico
Dante’s Peak (1997). Ultimamente si è cimentato in Thirteen Days (2000), un’accurata ricostruzione storica della
crisi dei missili di Cuba del 1962. Tipico esempio di regista puro esecutore di progetti altrui e quindi privo di una
caratterizzazione autoriale secondo il modello statunitense, Donaldson ha comunque sempre dimostrato di saper
offrire un prodotto medio di dignitosa qualità e di buona tenuta spettacolare. Da un conterraneo di registi come
Jane Campion e Peter Weir, tuttavia, era lecito aspettarsi di più di questo anonimo appiattimento sullo standard
medio dell’industria hollywoodiana.

Sleeping Dogs 1977

Il Bounty 1984

Senza via di scampo 1987

Cocktail 1988

Cadillac Man 1990

Getaway 1994

Dante’s Peak 1997

Thirteen Days 2000

La regola del sospetto 2002

Indian - La grande sfida  (2005)

La rapina perfetta (2008)

Solo per vendetta (2011)

The November Man (2014)

http://pacioli.crw.it/ftp/cinema2000-2016/4-Registi/Registi2002/4framreg006.htm[12/07/2017 19:00:06]
Dornhelm Robert

Dornhelm Robert
Romania (1947)

Nato in Romania, emigra all’età di tredici anni a Vienna, dove segue i corsi dell’Accademia di Arte Drammatica.
Alla fine degli anni Sessanta Dornhelm inizia a lavorare presso la televisione austriaca. Si fa conoscere  nel 1985
alla Mostra del Cinema di Venezia con Echo Park, un film che racconta le ansie e le speranze di un gruppo  di
giovani amici e che resta a tuttoggi il suo lavoro migliore. A cominciare dagli anni Novanta, il regista si è dedicato
quasi esclusivamente a film per la televisione, tra cui si è segnalato Anne Frank (2001).

I ragazzi dell'opera 1978

Echo Park 1985

Cold Feet 1989

Anne Frank 2001 (TV)

http://pacioli.crw.it/ftp/cinema2000-2016/4-Registi/Registi2002/4framreg007.htm[12/07/2017 19:00:06]
Dreyer Theodor

Dreyer Carl Theodor


Danimarca (1899-1968)

Inizia la carriera cinematografica, dopo anni di giornalismo, come redattore di didascalie di film muti all’affermata
casa di produzione scandinava Nordisk Films. Nel 1919 esordisce alla regia con Il presidente e nel 1920 dirige
Pagine del libro di Satana, film in 4 episodi unificati dall’argomento del fanatismo e dell’intolleranza, che
ritornerà in alcune delle maggiori opere successive, come La passione di Giovanna d’Arco (1928), indiscusso
capolavoro dell’epoca del muto, che esalta l’audace sperimentalismo linguistico d’avanguardia del regista e la
tensione spirituale ed etica del suo Cinema. Anche Dies Irae (1943), ambientato nel Seicento della caccia alle
streghe, ripropone, anche se inserito in un apparato formale più disteso e classico, il tema della repressione violenta
delle pulsioni vitali da parte del Potere. In Ordet (1954) Dreyer ritrova in uno squarcio di vita familiare ambientato
nella sperduta campagna danese la sacralità eversiva e catartica della follia e della diversità nel ripetersi del
miracolo della resurrezione. La centralità nella sua ispirazione artistica di una tensione religiosa tutta laica ed
umanistica è testimoniata dal progetto, a lungo accarezzato e mai realizzato, di Jesus, un film sulla vita di Cristo.
Giustamente considerato come uno dei più grandi registi di tutti i tempi, Dreyer ha attraversato epoche, movimenti
e correnti cinematografici differenti (muto, sonoro, espressionismo, kammerspielfilm, surrealismo) piegandoli
sempre in modo innovativo e personale ad esprimere il proprio universo poetico e morale. Nei suoi ultimi film il
regista ha abbandonato l’ansia di ricerca linguistica degli esordi, sottoponendo il suo stile ad un processo di
depurazione formale che gli ha conferito una misura e un’essenzialità espressiva rara ed un equilibrio compositivo
(di derivazione pittorica e teatrale) unico nella storia del Cinema.

Il presidente 1919

Pagine dal libro di Satana 1920

Desiderio del cuore 1924

L’angelo del focolare 1925

La passione di Giovanna d’Arco 1928

Vampyr 1932

Dies Irae 1943

Ordet 1954

Geltrud 1964

http://pacioli.crw.it/ftp/cinema2000-2016/4-Registi/Registi2001/3framreg015.htm[12/07/2017 19:00:07]
Du Vernay Ava

 Du Vernay Ava

(Stati Uniti, 1972)

È la prima donna afroamericana a ricevere una nomination al Golden Globe e al Critics Choice Award come
miglior regista per il film Selma - La strada per la libertà.
 

Filmografia completa

I Will Follow (2011)


Middle of Nowhere (2012)
Selma - La strada per la libertà (2014)
  
 

http://pacioli.crw.it/ftp/cinema2000-2016/4-Registi/Registi2016/10framreg004.htm[12/07/2017 19:00:08]
Eastwood Clint

Eastwood Clint
Stati Uniti (1930)

Inizia la carriera come attore, diventando famoso (prima in Italia che in America) con i film western di S. Leone. Il
volto impenetrabile del duro e l'atteggiamento freddo e distaccato costituiscono la maschera inconfondibile del
pistolero spietato ed anche più tardi dell'ispettore Callaghan, un poliziotto pronto ad andare oltre i regolamenti per
sconfiggere i criminali. A questa attività d'attore a cominciare dagli anni settanta Eastwood affianca quella
registica con film prevalentemente d'azione, che lo vedono sempre come interprete in ruoli da protagonista.
Attraverso la sua filmografia ritaglia per se stesso i contorni di un personaggio eroico e inflessibile nel perseguire
la propria idea di giustizia, solitario e taciturno, che sembra non aver futuro nell'aurea di crepuscolare malinconia
con cui lascia la scena (esemplari in questo senso i due western elegiaci Il cavaliere pallido, 1985, e Gli spietati,
1992). Gli anni novanta lo consacrano come grande autore, capace di affrontare temi e generi diversi, dominando
con grande maestria la materia narrativa e sviluppando una riflessione amara e disincantata sulla società americana.

Brivido nella notte 1971

Breezy 1973

Lo straniero senza nome 1973

Assassinio sull'Eiger 1975

Il texano dagli occhi di ghiaccio 1976

L'uomo nel mirino 1977

Broncio Billy 1980

Honkytonk Man 1982

Firefox. Volpe di fuoco 1982

Coraggio fatti ammazzare 1983

Il cavaliere pallido 1985

Gunny 1986

Bird 1988

La recluta 1990

Cacciatore bianco cuore nero 1990

Gli spietati 1992

Un mondo perfetto 1993

I ponti di Madison County 1994

Mezzanotte nel giardino del bene e del male 1997

Potere assoluto 1997

Fino a prova contraria 1998   

http://pacioli.crw.it/ftp/cinema2000-2016/4-Registi/framreg030.htm[12/07/2017 19:00:08]
Eastwood Clint

Space Cowboys 2000   

Debito di sangue 2002

Mystic River 2003

Million Dollar Baby 2005    

Flags of Our Fathers 2006  

Lettere da Iwo Jima  2006 

Gran Torino 2008   

Invictus   2009                                          (*Filmografia completa)

Hereafter (2010)

J. Edgar (2011)

Jersey Boys (2014)

American Sniper (2014)

http://pacioli.crw.it/ftp/cinema2000-2016/4-Registi/framreg030.htm[12/07/2017 19:00:08]
Edel Ulrich

Edel Ulrich
Germania (1947)

Cristiane F. Noi i ragazzi dello zoo di Berlino 1980

Ultima fermata Brooklyn 1989

Body of Evidence 1992

Tyson 1995

Rasputin, Il demone nero 1996

Il mio amico vampiro 2000

La banda Baader Meinhof 2008

http://pacioli.crw.it/ftp/cinema2000-2016/4-Registi/framreg031.htm[12/07/2017 19:00:09]
Ejzenstejn

Ejzenstejn Sergej Michailovic


Russia (1898-1948)

Si dedica nella giovinezza agli studi scientifici, in particolare d’ingegneria ed architettura, a Pietrogrado. Quando
scoppia la rivoluzione del 1917 si schiera dalla parte dei bolscevichi e durante la guerra civile si arruola
nell’Armata Rossa. Congedato dall’esercito inizia ad interessarsi intensamente di teatro, partecipando al lavoro
delle avanguardie artistiche, soprattutto quelle legate alle teorie rivoluzionarie del poeta Majakovskij, e
cominciando ad elaborare quel metodo del montaggio delle attrazioni che sarà uno dei capisaldi della sua
concezione cinematografica. Quel che interessa ad Ejzenstejn del Cinema non è raccontare delle storie in base a
criteri di drammaturgia tradizionale di derivazione ottocentesca e teatrale, ma la possibilità di rivoluzionare
completamente il linguaggio cinematografico in modo da renderlo capace di comunicare idee e concetti allo stesso
modo del linguaggio verbale (vedi avanguardia sovietica). Nella sua concezione diventa fondamentale il ruolo del
montaggio per le possibilità che offre di accostare immagini anche molto diverse fra di loro, onde suggerire allo
spettatore un significato nuovo che può scaturire solo dall’incontro-scontro fra queste stesse immagini. Non è più
(o non è solo) la successione cronologica di determinati fatti lo scopo del montaggio, ma la una successione logico-
poetica che produce un di più di senso, che nel caso di Ejsenstejn assume una precisa connotazione ideologico-
politica di carattere rivoluzionario. Per lui, insomma, il Cinema deve porsi al servizio della causa della rivoluzione
sovietica e degli ideali socialisti e per fare questo è necessario che non solo i contenuti siano rivoluzionari, ma che
lo sia anche la forma. Simbolismi, metafore, antitesi, allusioni, iterazioni d’ogni genere si affollano nelle sue
pellicole e frenano la tradizionale progressione narrativa, creando sconcerto e disorientamento in spettatori proletari
abituati a ben diverse consuetudini di visione. Non è un caso che il suo ammirato capolavoro, La corazzata
Potemkin (1926), riscuota più consensi all’estero che in patria e che Ottobre (1927), celebrazione del decennale
della rivoluzione sovietica del 1917, non venga compreso dalle masse contadine ed operaie per le quali è stato
destinato. Intanto il consolidarsi del regime staliniano chiude in Unione Sovietica ogni spazio di libertà espressiva e
sulle avanguardie artistiche dell’inizio degli anni Venti scende la plumbea cappa conformistica del realismo
socialista. Ejsenstejn accetta l’incarico di svolgere negli Stati Uniti un viaggio di studio per apprendere le nuove
tecniche del Cinema sonoro. Qui gira parecchio materiale in vista di un film sulla rivoluzione messicana, ma senza
approdare ad alcun risultato definitivo (uscirà molti anni dopo, montato da altri, con il titolo Que viva
Mexico!).Tornato in patria il regista si adatta al mutato clima del suo paese realizzando Alexander Nevskij (1938),
un’agiografica rievocazione del grande condottiero del Medioevo russo, nel quale si adombra la figura di Stalin. Per
quanto Ejsenstejn abbandoni nel film lo sperimentalismo linguistico del decennio precedente, la forza figurativa
della pellicola è tale che gli esiti estetici sono comunque di eccelso livello. Lo stesso dicasi per la sua ultima opera,
il ciclo in due episodi Ivan il Terribile e La congiura dei Boiardi (1944-1948), rievocazione storica dell’autocrate
russo, nella quale alcuni vollero vedere un’allusione, non proprio in positivo, a Stalin e al clima di sospetto e
congiura che dominava nell’URSS di quegli anni. Quando Ejsenstejn muore, a soli cinquant’anni, è ormai
considerato come uno dei più grandi e innovativi cineasti e teorici del Cinema di tutti i tempi, capace anche di
esprimere la propria potenza creativa fra le strette maglie del controllo censorio e burocratico.

Il messicano 1921

Sciopero 1925

La corazzata Potemkin 1926

La linea generale. Il vecchio e il nuovo. 1928

Ottobre 1928

Il prato di Bezin 1937

Aleksander Nevskij 1938

Ivan il Terribile 1944

La congiura dei Boiardi 1946                                     (*Filmografia completa)

http://pacioli.crw.it/ftp/cinema2000-2016/4-Registi/Registi2001/3framreg016.htm[12/07/2017 19:00:09]
Ejzenstejn

http://pacioli.crw.it/ftp/cinema2000-2016/4-Registi/Registi2001/3framreg016.htm[12/07/2017 19:00:09]
Emmer Luciano

Emmer Luciano
Italia (1918)

Dopo un lungo tirocinio come documentarista d'arte, esordisce nel cinema di finzione con Domenica d'agosto nel
1950, un film che mette in luce le sue qualità di narratore affettuoso e garbato di scene di vita popolare e piccolo
borghese. Lo stesso tono dimesso e antienfatico, attento alla quotidianità della gente comune, si ritrova nei
successivi Le ragazze di Piazza di Spagna (1952) e in Terza liceo (1953). A cominciare dal 1960 Emmer si dedica
esclusivamente alla televisione, tornando alla regia cinematografica solo nel 1991 con Basta! Ci faccio un film, una
specie di seguito di Terza liceo.

 Domenica d'agosto 1950

Le ragazze di Piazza di Spagna 1952

Terza liceo 1953

La ragazza in vetrina 1960

Basta! Ci faccio un film 1991

Una lunga, lunga, lunga notte d'amore 2001

L'acqua...il fuoco 2003

http://pacioli.crw.it/ftp/cinema2000-2016/4-Registi/framreg032.htm[12/07/2017 19:00:10]
Emmerich Roland

Emmerich Roland
Germania (1955)

Il suo primo film significativo lo gira in Germania: 1997-Il principio dell’Arca di Noè (1983), un fantascientifico
costruito con pochi mezzi e ispirato alla scuola americana dei generi. Dopo Moon 44 (1990), è notato dai
produttori statunitensi e si stabilisce a Hollywood, dove si dedica alle superproduzioni fantastico-fantascientifiche
computerizzate su cui punta l’industria cinematografica americana degli anni Novanta. Indipendence Day (1996) e
Godzilla (1998) esprimono assai bene questa idea di Cinema di grande spettacolarità e di alti costi, ma
sostanzialmente ripetitivo rispetto agli schemi narrativi consolidati dalla tradizione. Quel che in particolare sembra
mancare ad Emmerich è la capacità di alleggerire l’enfasi a volte un po’ troppo ingombrante dei suoi film con
qualche tocco di ironia o semplicemente di originalità. Anche la sua ultima realizzazione, il kolossal Il patriota
(2000), un film tagliato su misura per il carisma eroico di Mel Gibson, si risolve in una retorica celebrazione di
spirito patriottico, dove l’epica e il mito prevalgono sulla storia.

Joey 1985

1997- Il principio dell’Arca di Noè 1985

Fantasmi a Hollywood 1987

Moon 44 1990

I nuovi eroi 1992

Stargate 1994

Indipendence Day 1996

Il patriota 2000

The Day After Tomorrow 2004

The Day After Tomorrow - L'alba del giorno dopo (2004)

10.000 AC (2008)

2012 (2009)

Anonymous (2011)

Sotto assedio - White House Down (2013)

Independence Day 2 (2016)

http://pacioli.crw.it/ftp/cinema2000-2016/4-Registi/Registi2001/3framreg017.htm[12/07/2017 19:00:10]
emilio estevez

Estevez Emilio
(Stati Uniti, 1962)

 Figlio dell’attore Martin Sheen, inizia la carriera cinematografica come attore, in ruoli giovanili. A cominciare
dagli anni Novanta, pur senza rinunciare al ruolo di attore,  ha intrapreso anche  l’attività registica. Il suo esordio è
del 1986 con il modesto Wisdom (di cui è anche attore protagonista), cui seguono altri film tutt’altro che
memorabili, sino al 2006, quando presenta alla Mostra del Cinema di Venezia Bobby, un’intensa e corale
rievocazione dell’ultimo giorno di vita del senatore Robert Kennedy, assassinato nel 1968, proprio quando si
apprestava a candidarsi per la presidenza della repubblica degli Stati Uniti. 

  

Wisdom 1986

Il giallo del bidone giallo 1990

Conflitti di famiglia 1996

Rated X-La vera storia dei re del porno americano 2000

Bobby 2006                                     (Filmografia essenziale)

Il cammino per Santiago (2010)

http://pacioli.crw.it/ftp/cinema2000-2016/4-Registi/registi2009-10/8framreg004.htm[12/07/2017 19:00:10]
Faenza Roberto

Faenza Roberto
Italia (1943)

Si diploma al Centro Sperimentale di Cinematografia ed esordisce nel 1968 con Escalation, una denuncia
dell'alienazione nella società capitalistica che oggi potrebbe apparire un po' datata, ma che va inserita nel clima
contestatario di quegli anni. Di rilievo il suo Forza Italia! (1978), una specie di protoblob costruito con tanti
spezzoni di cinegiornali d'epoca, una corrosiva satira contro il potere democristiano che è stata praticamente
proibita per quasi vent'anni. La carriera registica di Faenza, che intanto ha insegnato all'università di Pisa
Sociologia delle comunicazioni, si è successivamente sviluppata in modo discontinuo, alternando opere discrete,
come Jona che visse nella balena (1993), a pellicole afflitte da un eccesso di didascalismo, come Sostiene Pereira
(1994).

 
Escalation 1968

Forza Italia! 1978

Si salvi chi vuole 1980

Copkiller 1983

Mio caro Dottor Grasler 1990

Jona che visse nella balena 1993

Sostiene Pereira 1994  

Marianna Ucrìa  1997

L'amante perduto 1999

Prendimi l'anima 2003

Alla luce del sole 2004

I giorni dell'abbandono 2005

I Vicerè (2007)

Il caso dell'infedele Klara (2009)

Un giorno questo dolore ti sarà utile (2011)

Anita B. (2014)

http://pacioli.crw.it/ftp/cinema2000-2016/4-Registi/Registi2000/16.htm[12/07/2017 19:00:11]
Fassbinder Rainer Werner

Fassbinder Rainer Werner


Germania (1945-1982)

Figlio di genitori separati rimane con la madre, che per ragioni di lavoro lo lascia spesso solo. E' così che il piccolo
Fassbinder trascorre buona parte del suo tempo al cinema. Tra i tanti film visti in questi anni di infanzia e
adolescenza solitaria e difficile saranno soprattutto i melodrammi a forti tinte quelli di cui si ricorderà
maggiormente nella sua attività registica. Nel 1967 entra a far parte dell'Action-Theater, un gruppo d'avanguardia
di Monaco, scrivendo testi teatrali, attività che non abbandonerà mai. Nel 1969 gira il suo primo film, L'amore è
più forte della morte, ispirato alla nouvelle vague, e diventa uno dei massimi esponenti del cosiddetto nuovo
cinema tedesco. Fassbinder privilegia in particolare il tema dell'amore, analizzato nella sua problematica
realizzazione all'interno dei rapporti sociali borghesi, dominati da una logica di dominio e potere (Le lacrime
amare di Petra von Kant, 1972, La paura mangia l'anima, 1973, Effi Briest, 1974, Martha, 1974). Altro suo ambito
privilegiato di riflessione è la difficoltà di rielaborazione da parte della Germania della tragedia del nazismo e
l'affiorare dei fantasmi del passato su una superficie di tranquillizzante rimozione (Il mercante delle quattro
stagioni, 1972, Il matrimonio di Maria Braun, 1979, Veronika Voss, 1982). Regista di straordinaria prolificità (42
film in 13 anni di attività), Fassbinder ha espresso un incessante bisogno di sperimentazione e novità, ispirandosi ai
generi e alle scuole più diverse e fondendo la tradizione del melodramma hollywoodiano con il linguaggio
trasgressivo delle avanguardie teatrali e cinematografiche degli anni settanta.

 
L'amore è più freddo della morte 1969

Il fabbricante di gatti 1969

Il soldato americano 1970

Perché il signor R. è diventato matto?

Dei della peste 1970

Attenzione alla puttana santa 1970

Selvaggina di passo 1972

La lacrime amare di Petra von Kant 1972

Il mercante delle quattro stagioni 1972

Martha 1974

Effi Briest 1974

La paura mangia l'anima 1974

Mamma Kusters va in cielo 1975

Il diritto del più forte 1975

Voglio solo che voi mi amiate 1976

Nessuna festa per la morte del cane di Satana 1976

Roulette cinese 1976

Despair 1978

http://pacioli.crw.it/ftp/cinema2000-2016/4-Registi/Registi2000/17.htm[12/07/2017 19:00:17]
Fassbinder Rainer Werner

Un anno con tredici lune 1978

La terza generazione 1978

Il matrimonio di Maria Braun 1979

Lili Marleen 1980

Lola 1981

Veronica Voss 1982

Querelle de Brest 1982

http://pacioli.crw.it/ftp/cinema2000-2016/4-Registi/Registi2000/17.htm[12/07/2017 19:00:17]
Ferrara Abel

Ferrara Abel
Stati Uniti (1951)

Nato a New York da una famiglia di origini italo-irlandesi, vive per qualche tempo in Inghilterra, dove lavora per
la BBC. Tornato negli Usa segue i corsi di una scuola di Cinema a New York. Esordisce nel 1979 con Driller
Killer, un film horror nel quale interpreta il ruolo del protagonista. Nel 1992 ottiene un buon successo con Il
cattivo tenente, un film crudo e forte, che deve molto alla bravura dell'attore H. Keitel. Nel 1995 realizza The
Addiction, una sconvolgente riflessione sull'inclinazione malefica della natura umana. Un Cinema, quello di
Ferrara, aspro e allucinatorio, disturbante e crudele, che sa esplorare le zone più oscure dell'anima.

 China Girl 1987

Il cattivo tenente 1991

Ultracorpi. L'invasione continua 1993

Occhi di serpente 1993

The addiction 1995

Fratelli1996

Blackout 1997

New Rose Hotel 1998

Il nostro Natale 2001

Mary 2005

Go Go Tales (2007)

Napoli Napoli Napoli (2009)

4:44 Last Day on Earth (2011)

Welcome to New York (2014)

Pasolini (2014)

http://pacioli.crw.it/ftp/cinema2000-2016/4-Registi/framreg034.htm[12/07/2017 19:00:17]
Ferrara Giuseppe

Ferrara Giuseppe
Italia (1932)

Il suo primo film è Il sasso in bocca (1970), un documentario-inchiesta con numerose sequenze di ricostruzione
recitate, nel quale si illustra il fenomeno mafioso e se ne denunciano le connivenze politiche che permettono ad
esso di prosperare. Pur nei suoi limiti, il film nell’indubbia efficacia e immediatezza rivela un regista in grado di
confrontarsi con grinta e coraggio con i grandi temi civili. Ancora sulla mafia è Cento giorni a Palermo (1984),
una rievocazione dell’uccisione del generale Carlo Alberto Dalla Chiesa, film che sottolinea la capacità di Ferrara
di agganciarsi con tempestività alle vicende di bruciante attualità. Sulla stessa linea si colloca Il caso Moro (1986),
che conferma la scelta ormai definitiva del regista di abbandonare lo stile documentarista per affidare le proprie
ricostruzioni esclusivamente ad attori professionisti, alcuni dei quali di grande fama. Con Giovanni Falcone (1993)
Ferrara arriva addirittura a girare il film sul magistrato siciliano a meno di un anno dal suo assassinio, stabilendo
probabilmente un record di tempestività nella storia del Cinema di impegno civile. Se gli esiti estetici dei suoi film
non sono mai eccelsi, troppa è la preoccupazione espositiva e didattica perché il regista si possa concentrare anche
sulla dimensione stilistico-linguistica delle sue pellicole, va riconosciuta a Ferrara coerenza e continuità nel
perseguire negli anni un’idea di Cinema che trae alimento esclusivo dai fatti di maggior urgenza politica e sociale
per assolvere il dovere civile di dare all’opinione pubblica adeguati strumenti di informazione e conoscenza.

Il sasso in bocca 1970

Faccia di spia 1975

Cento giorni a Palermo 1984

P2 Story. I misteri d’Italia: la vera storia della P2 1986

Il caso Moro 1986

Gioacchino Rossini 1988

Il caso Nicaragua 1989

Narcos 1992

Giovanni Falcone 1993

Segreto di stato 1995

I banchieri di Dio 2002

http://pacioli.crw.it/ftp/cinema2000-2016/4-Registi/Registi2001/3framreg018.htm[12/07/2017 19:00:18]
Ferrario Davide

Ferrario Davide
Italia (1956)

Critico cinematografico, curatore di rassegne, distributore per la Lab 80 Film (benemerita per aver portato in Italia
tanto Cinema di qualità, altrimenti irreperibile), sceneggiatore, esordisce alla regia nel 1991 con La fine della
notte, una storia di gratuita violenza giovanile nel profondo nord.

 La fine della notte 1991

Anime fiammeggianti 1994

Tutti giù per terra 1996

I figli di Annibale 1998  

Guardami 1999 

Dopo mezzanotte 2004    

Se devo essere sincera 2005                                           (*Filmografia completa)

La strada di Levi (2006)

Tutta colpa di Giuda (2009)

Piazza Garibaldi (2011)

La luna su Torino (2013)

http://pacioli.crw.it/ftp/cinema2000-2016/4-Registi/framreg035.htm[12/07/2017 19:00:18]
Finch Nigel

Finch Nigel
Gran Bretagna (1949-1995)

Diplomatosi alla Sussex University, ha quasi costantemente lavorato per la televisione britannica con documentari
d'argomento artistico e musicale e qualche fiction. Il suo unico lavoro arrivato in Italia è Stonewall, presentato alla
mostra del Cinema di Venezia nel 1995, lo stesso anno della sua morte per aids.

 Stonewall 1995

http://pacioli.crw.it/ftp/cinema2000-2016/4-Registi/framreg036.htm[12/07/2017 19:00:19]
Fleischer Richard

Fleischer Richard
Stati Uniti (1916-2006)

Il suo primo successo è Così questa è New York (1948), film che gli schiude le porte degli studi hollywoodiani, nei
quali Fleischer inizia una lunga carriera all’insegna di un solido professionismo e di una grande versatilità nei
confronti dei generi dominanti dell’industria cinematografica americana. Si è cimentato con il gansteristico (Le
jene di Chigaco, 1952), l’avventuroso (20.000 leghe sotto i mari, 1954), lo storico (I vichinghi, 1957),
l’agiografico (Barabba, 1962), il fantastico (Viaggio allucinante, 1966), il musical (Il favoloso Dottor Doolittle,
1967) il bellico (Tora! Tora! Tora! 1970), il mitologico (Conan, il distruttore, 1984). Regista non eccelso, ma
sempre dignitoso, è stato interprete di un Cinema medio solido e spettacolare.

Così questa è New York 1948

Tempo felice 1952

Le jene di Chicago 1952

20.000 leghe sotto i mari 1954

L’altalena di velluto rosso 1956

I vichinghi 1957

Frenesia del delitto 1959

Dramma allo specchio 1960

Barabba 1962

Viaggio allucinante 1966

Il favoloso Dottor Doolittle 1967

Lo strangolatore di Boston 1968

Tora! Tora! Tora! 1970

L’assassino di Rillington Place 1971

L’ultima fuga 1971

Terrore cieco 1971

2022: i sopravvissuti 1973

A muso duro 1974

Il principe e il povero 1977

Astanti 1979

La febbre del successo. The Jazz Singer 1980

Il duro più duro 1983

Conan il distruttore 1984

http://pacioli.crw.it/ftp/cinema2000-2016/4-Registi/Registi2001/3framreg019.htm[12/07/2017 19:00:19]
Fleischer Richard

Yado 1985

Il mistero da 4 milioni di dollari 1987

http://pacioli.crw.it/ftp/cinema2000-2016/4-Registi/Registi2001/3framreg019.htm[12/07/2017 19:00:19]
Fleming Victor

Fleming Victor
USA (1883-1949)

Inizia la carriera come operatore alla macchina da presa negli anni Dieci, quando muoveva i primi passi la grande
industria hollywoodiana (fu anche operatore personale del presidente Wilson alla conferenza di pace di Versailles).
Negli anni Venti, all’epoca d’oro del muto, esordisce alla regia e in più di un’occasione è anche produttore di se
stesso. Il primo film sonoro da lui diretto è La canzone dei lupi (1929), cui segue il western Il virginiano (1929),
interpretato da un giovane Gary Cooper, attore destinato ad una folgorante carriera. Fleming realizza da questo
momento in poi numerose pellicole, prevalentemente di tenore sentimentale e avventuroso, acquisendo fama di
professionista serio e scrupoloso. Né geniale, né eccelso, si rivela, tuttavia, capace di padroneggiare con grande
mestiere e padronanza tecnica (gli torna utile il lungo apprendistato di operatore degli esordi) i meccanismi del
Cinema commerciale dell’industria americana, che gli affida costose superproduzioni. E’ il caso del fantastico Il
mago di Oz (1939) e, soprattutto, di Via col vento (1939), grandioso kolossal storico destinato a passare alla storia
come il paradigma di una precisa concezione di spettacolarità hollywoodiana. Subentrato a ben due registi che non
erano andati d’accordo con l’invadente produttore Selznick, Fleming riuscì a portare a termine il film, dimostrando
ancora una volta la sua capacità d’adattamento ai condizionamenti e alle pressioni del sistema produttivo. Negli
ultimi anni d’attività diresse una specie di trittico (Il dottor Jekyll e mister Hyde, 1941, Gente allegra, 1942, Joe il
pilota, 1944) con l’attore Spencer Tracy, che riteneva particolarmente congeniale per le sue storie.

Douglas superstizioso 1919

Quando le nuvole volano via 1920

Mani vuote 1924

Avventura 1925

Nel gorgo del peccato 1927

Il risveglio 1928

Rosa d’Irlanda 1928

La canzone dei lupi 1929

Il virginiano 1929

La spia 1930

Il romanzo di Elena Neil 1930

Il giro del mondo in ottanta giorni 1931

Lo schiaffo 1932

Argento vivo 1933

La suora bianca 1933

L’Isola del tesoro 1934

Tentazione bionda 1935

Capitani coraggiosi1937

Arditi dell’aria 1938

http://pacioli.crw.it/ftp/cinema2000-2016/4-Registi/Registi2001/3framreg020.htm[12/07/2017 19:00:20]
Fleming Victor

Via col vento 1939

Il mago di Oz 1939

Il dottor Jekyll e mister Hyde 1941

Gente allegra 1942

Joe il pilota 1944

Giovanna d’Arco 1948

http://pacioli.crw.it/ftp/cinema2000-2016/4-Registi/Registi2001/3framreg020.htm[12/07/2017 19:00:20]
ari folman

Folman Ari
Israele (1962)

 Dopo aver studiato cinema, Folman tra il 1991 e il 1996 dirige documentari per la televisione, soprattutto nei
territori occupati. Nel 1996 realizza il suo primo lungometraggio a soggetto  Saint Clara (inedito in Italia), che
riscuote notevoli apprezzamenti in festival internazionali. Nel frattempo inizia ad utilizzare il linguaggio
dell’animazione, producendo ancora una volta documentari per la televisione.  E lo strumento dell’animazione è
quello scelto dal regista per Valzer con Bashir (2008), una rievocazione tra realtà e visionarietà della sua
esperienza di combattente nella guerra del Libano del 1982. Film originale e creativo, oltrechè profondo e
problematico nell’esplorare la memoria di eventi lontani e non ancora del tutto metabolizzati, Valzer con Bashir
riscuote un enorme successo internazionale e consacra Folman, insieme a Maoz, come  il maggior autore israeliano
vivente.

  

Valzer con Bashir 2008                                                  (*) Filmografia essenziale

http://pacioli.crw.it/ftp/cinema2000-2016/4-Registi/registi2010-11/9framreg009.htm[12/07/2017 19:00:20]
Ford John

Ford John
Stati Uniti (1895-1973)

Nato da una famiglia di origini irlandesi, il suo vero nome è Sean Aloysius O’Feeney (altri indicano O’Fearna),
che modificò in Ford perché il fratello Francis aveva assunto questo cognome quando aveva intrapreso la carriera
d’attore a Hollywood. John arriva alla regia nel 1917, dirigendo una serie di piccoli western e questo sarà il genere
a cui rimarrà più fedele nella sua lunga carriera. Nel 1924 gira il suo primo western di grande successo Il cavallo
d’acciaio, nel quale già sono riscontrabili alcune delle sue principali caratteristiche, come la forte dimensione
epica, l’attento tratteggio psicologico e il tema della frontiera e del pionierismo. Con l’avvento del sonoro Ford è
già un regista pienamente affermato e con un suo mondo tematico e poetico ormai consolidato. Un altro western,
considerato da molti come paradigmatico di una tipologia di personaggi e situazioni destinata a fare scuola
nell’ambito di questo genere, Ombre rosse (1939), ne conferma le doti di grande narratore e di cantore dell’epopea
del West, rievocata con tono nostalgico e con accenti vigorosi nel delineare la rude e dignitosa umanità che
distingue le figure dei suoi eroi, che trovano nei volti di attori come John Wayne, James Stewart e Henry Fonda le
migliori incarnazioni. Negli anni del dopoguerra realizza una serie di western memorabili, come Sfida infernale
(1946), Il massacro di Fort Apache (1948), I cavalieri del nord-ovest (1949) e Rio Bravo (1950), che delineano in
modo sempre più definito il western come il genere più congeniale al regista per esprimere la propria concezione
virile e generosa dell’esistenza e l’esaltazione di quelle virtù di saldezza morale, laboriosità e spirito d’avventura
che avevano costruito la grande nazione americana e che erano consustanziali allo spirito della frontiera, inteso
come pulsione vitale alla conquista di spazi incontaminati su cui fondare una solida e robusta comunità di uomini
liberi e orgogliosi di sé. Ford, insomma, ha contribuito a fare della conquista dell’ovest nell’Ottocento l’evento
fondativo dell’identità americana (ben più della Guerra d’Indipendenza, per altro ricordata con toni celebrativi nel
1939 in La più grande avventura), rievocandolo non in chiave storica, bensì mitologico-leggendaria (come del resto
prima di lui avevano fatto poeti epici come Omero e Virgilio, personalità alle quali Ford non è indegno di essere
accostato) e senza mai disgiungere l’enfasi rievocativa da accenti di crepuscolare malinconia legati alla
consapevolezza dell’irrimediabile tramonto del mondo che aveva alimentato quell’epopea che tanto amava (Sentieri
selvaggi, 1956, e L’uomo che uccise Liberty Valance, 1962). L’attività registica di Ford (la sua straordinaria
prolificità si misura in ben 137 titoli) non si è espressa solamente nel western, ma ha avuto modo di manifestarsi
anche in altri generi, a conferma della versatilità del regista e della sua apertura nei confronti di diverse
sollecitazioni. Tra quest’ultimi film ricordiamo tra i più artisticamente compiuti Il traditore (1935) e Un uomo
tranquillo (1952), entrambi ambientati nell’Irlanda dei suoi avi, terra alla quale Ford fu sempre affettivamente
molto legato.

Ladro d’amore 1920

Il cavallo d’acciaio 1924

Il traditore 1935

Maria di Scozia 1936

Uragano 1937

Il giuramento dei quattro 1938

La più grande avventura 1939

Alba di gloria 1939

Ombre rosse 1939

Furore 1940

Viaggio senza fine 1940

http://pacioli.crw.it/ftp/cinema2000-2016/4-Registi/Registi2001/3framreg021.htm[12/07/2017 19:00:21]
Ford John

La via del tabacco 1941

Com’era verde la mia valle 1941

I sacrificati 1945

Sfida infernale 1946

La croce di fuoco 1947

In nome di Dio 1948

Il massacro di Fort Apache 1948

I cavalieri del nord-ovest 1949

Bill sei grande 1950

Rio Bravo 1950

La carovana dei mormoni 1950

Un uomo tranquillo 1952

Il sole splende alto 1953

Mogambo 1953

La lunga linea grigia 1955

Sentieri selvaggi 1956

L’ultimo Hurrà 1958

Soldati a cavallo 1959

I dannati e gli eroi 1960

Cavalcarono insieme 1961

L’uomo che uccise Liberty Valance 1962

I tre della croce del sud 1963

Il grande sentiero 1964

Missione in Manciuria 1966

http://pacioli.crw.it/ftp/cinema2000-2016/4-Registi/Registi2001/3framreg021.htm[12/07/2017 19:00:21]
Forman Milos

Forman Milos
Cecoslovacchia (1932)

Nato in Cecoslovacchia, vive le traversie della cinematografia del suo paese dal passaggio dalla rigida censura
stalinista degli anni cinquanta alla stagione della Primavera di Praga, che determina un'ondata di rinnovamento e di
creatività (di questo fertile periodo Gli amori di una bionda del 1965, il film che l' ha reso celebre all'estero). Con
l'invasione sovietica del suo paese del 1968 si chiude brutalmente la parentesi di liberalizzazione e Forman prende
la strada degli Stati Uniti, dove raggiunge l'apice del successo con Qualcuno volò sul nido del cuculo (1975) e
Amadeus (1984), film nei quali si esprimono alcuni temi centrali del suo Cinema: il potere liberatorio della
trasgressione e la repressione dell'individuo da parte della società.

 Asso di picche 1963

Gli amori di una bionda 1965

Taking off 1971

Qualcuno volò sul nido del cuculo 1975

Hair 1979

Ragtime 1981   

Amadeus 1984

Valmont 1989

Larry Flint oltre lo scandalo 1996

Man on the Moon 2000

L'ultimo inquisitore 2006

http://pacioli.crw.it/ftp/cinema2000-2016/4-Registi/framreg037.htm[12/07/2017 19:00:21]
marc forster

 Forster Marc
(Germania, 1969)

 Nasce in Germania, figlio di un medico svizzero e di un architetto tedesco. A vent’anni si trasferisce a New York
per studiare cinematografia. Dopo aver realizzato una serie di documentari televisivi, esordisce nel lungometraggio
con Everything Put Together (2000), inedito in Italia. Il suo primo film di rilevo è Monster’s Ball (2001), che viene
candidato all’Oscar, come avviene anche per Neverland (2004), che racconta un momento della vita dell’autore di
“Peter Pan”. Ormai consacratosi come regista di Blockbuster per la sua estrema versatilità ed adattabilità a temi e
sceneggiature diversissime tra loro, Forster è scelto per Il cacciatore di aquiloni (2007), tratto dal best-seller di
Khaled Hosseini, e, addirittura, per il 22° capitolo delle avventure di James Bond, agente 007.

  

Filmografia completa

 Everything Put Together 2000

Monster’s Ball - L’ombra della vita 2001

Neverland-Un sogno per la vita 2004

Stay - Nel labirinto della mente 2005

Vero come la finzione 2006

Il cacciatore di aquiloni 2007

Agente 007-Quantum of Solace 2008 

Quantum of Solace (2008)

Machine Gun Preacher (2011)

World War Z (2013)

http://pacioli.crw.it/ftp/cinema2000-2016/4-Registi/registi2009-10/8framreg008.htm[12/07/2017 19:00:22]
giovacchino forzano

Forzano Gioacchino
(Italia1884-1970)

 Quando approda al cinema ha già cinquant’anni ed alle spalle un’intensa carriera come autore di drammi storici e
commedie sentimentali, oltreché di librettista d’opera e d’operetta e regista teatrale.  Nel 1934 fonda i moderni
stabilimenti cinematografici della Pisorno ( così chiamati perché situati a Tirrenia, tra Pisa e Livorno). La sua
prima opera per lo schermo è Camicia nera (1933), rievocazione in chiave propagandistica dell’avvento del
fascismo (il film viene lanciato contemporaneamente in tutte le sale d’Italia) e tentativo, non del tutto riuscito ed
economicamente troppo costoso (è il primo film prodotto dall’Istituto Luce), di trasferire la propaganda
cinematografica dall’ambito documentaristico a quello della fiction. All’opera prima seguono una serie di titoli
dimenticabili e dimenticati di film di contesto storico. Il coinvolgimento troppo diretto con il regime fascista
determineranno nel secondo dopoguerra la fine dell’attività registica di Forzano. Nel 1959 falliscono anche gli
stabilimenti della Pisorno.

Camicia nera (1933)

Villafranca (1934)

Tredici uomini e un cannone (1936)

Sei bambini e il Perseo(1940)

http://pacioli.crw.it/ftp/cinema2000-2016/4-Registi/registi2007-08/7framreg010.htm[12/07/2017 19:00:22]
john frankenheimer

Frankenheimer John
(Stati Uniti, 1930-2002)

Si fa le ossa come regista alla televisione, dove gira una trentina di telefilm di ogni tipo: polizieschi, adattamenti
letterari, storie a sfondo sociale, avvalendosi spesso di cast e collaboratori di altissimo livello. Nel 1957 esordisce
nel Cinema con Colpevole innocente, un film sulla delinquenza giovanile che ottiene parecchi consensi dalla
critica. All’inizio degli anni Sessanta nasce il connubio con l’attore Burt Lancaster, con cui Frankenheimer gira
cinque film, tra cui i più noti sono L’uomo di Alcatraz (1962) e Sette giorni a maggio (1964). Emerge da queste
pellicole la sua adesione agli ideali democratici, di cui afferma i valori sottolineando soprattutto i pericoli che la
società americana può correre qualora venga meno ad essi. Con gli anni settanta il regista si dedica in particolare al
genere d’azione dirigendo progetti altrui: è di questo inteso periodo fra gli altri Il braccio violento della legge n.2
(1974). Negli ultimi anni torna alla televisione. Cineasta duttile e versatile, di grande mestiere ed esperienza,
Frankenheimer ha dato il meglio di sé quando è riuscito ad abbinare la sua consumata tecnica e la sua energia
narrativa a soggetti in cui credeva perché gli davano la possibilità di esprimere il proprio idealismo, la propria
profonda fede nella democrazia e nei principi di giustizia.  

Colpevole innocente 1957

Il giardino della violenza 1961

L’uomo di Alcatraz 1962

Va’ e uccidi 1962

Sette giorni a maggio 1964

Il treno 1964

Grand Prix 1966

L’uomo di Kiev 1968

I temerari 1969

Il capitano di lungo ...sorso 1969

Un uomo senza scampo 1970

Cavalieri selvaggi 1971

Il braccio violento della legge n.2 1975

L’ultima sfida 1982

Il ritorno delle aquile 1985

La quarta guerra 1990

Ronin 1998

http://pacioli.crw.it/ftp/cinema2000-2016/4-Registi/registi2007-08/7framreg007.htm[12/07/2017 19:00:23]
Frears Stephen

Frears Stephen
Gran Bretagna (1941)

Formatosi nell'ambiente del Free Cinema inglese degli anni sessanta, Frears ha lavorato a lungo per la televisione,
debuttando nel Cinema nel 1971. Ma è solo nel 1985 che si fa conoscere fuori dalla Gran Bretagna con My
Beautiful Laundrette. Nel 1988 dirige negli Stati Uniti Le relazioni pericolose, che incontra un grande successo di
pubblico. Da allora divide il suo lavoro tra gli Usa e la Gran Bretagna, esprimendo due diverse impostazioni di
regia: una, quella hollywoodiana, vicina alle convenzioni consolidate dell'industria cinematografica, l'altra, quella
britannica, più libera da condizionamenti e ispirata alla realtà sociale del suo paese.

 My Beautiful Laundrette 1985

Sammy e Rosie vanno a letto 1987

Prick up. L'importanza di essere Joe 1987

Le relazioni pericolose 1988  (il film non è schedato in Cinema 2000; è soltanto presente nella Cineteca
dell'Istituto)

Rischiose abitudini 1990

Eroe per caso 1992   

The Snapper 1993

Mary Reilly 1995

Due sulla strada 1996

The Hi-Lo Country 1998

Alta fedeltà 1999

Liam 2000

Piccoli affari sporchi 2002

The Queen 2006

Chéri (2009)

Tamara Drewe - Tradimenti all'inglese (2010)

Una ragazza a Las Vegas (2012)

Muhammad Ali's Greatest Fight (2013)

Philomena (2013)

http://pacioli.crw.it/ftp/cinema2000-2016/4-Registi/framreg038.htm[12/07/2017 19:00:23]
Fuller Samuel

Fuller Samuel
Stati Uniti (1912-1997)

Dopo aver lavorato nel giornalismo, inizia a lavorare ad Hollywood come sceneggiatore. Al ritorno dalla Seconda
Guerra Mondiale, pluridecorato, Fuller esordisce con l’anomalo western Ho ucciso Jess il bandito (1948) e due
anni dopo dirige Corea in fiamme, film bellico girato in dieci giorni e con attori di secondo piano. L’azione, la
guerra, l’odio, l’amicizia, la violenza e quant’altro di forte e drammatico può essere mostrato e raccontato al
Cinema diventano i temi sui cui ruota la filmografia del regista, che esprime la sua pessimistica, ma virile, visione
del mondo attraverso uno stile secco ed essenziale, privo di fronzoli e ridondanze. Saranno proprio queste
caratteristiche a farlo amare dalla critica europea , in particolare quella più raffinata e cinefilica, che vedrà in lui un
regista capace di mettere in crisi i più consolidati stereotipi spettacolari del Cinema hollywoodiano, minandoli
dall’interno, e cioè attraverso il rispetto delle regole e dei meccanismi del prodotto di genere. Il sogno americano,
fatto di successo, bellezza e felicità per tutti si sgretola sotto l’incalzare dei suoi eroi perdenti e reietti, che riescono
però ad affermare la propria dignità. Un atteggiamento contestativo della società statunitense che culmina nel 1963
in Il corridoio della paura, una riflessione in chiave surreale-allucinatoria sulle nevrosi e le fobie che dominano
gli americani. Nel 1980 gira Il grande uno rosso, ispirato alle sue esperienze di soldato sul fronte europeo, quando
era arruolato in un reggimento che aveva il nome del titolo. E’ un film bellico venato di malinconico struggimento
per la tragedia provocata dalla guerra, nel corso della quale è comunque importante e necessario mantenere la
propria più autentica dimensione umana. Si tratta dell’ultimo film di rilievo del regista, una specie di testamento
morale e spirituale.

Ho ucciso Jess il bandito 1948

Il barone dell'Arizona 1950

Corea in fiamme 1951

Park Row 1952

Mano pericolosa 1953

Quaranta pistole 1957

Verboten, Forbidden, Proibito 1958

La vendetta del gangster 1960

L’urlo della battaglia 1962

Il corridoio della paura 1963

The Naked Kiss 1964

Il grande uno rosso 1980

White Dog 1982

http://pacioli.crw.it/ftp/cinema2000-2016/4-Registi/Registi2005/5framreg006.htm[12/07/2017 19:00:24]
Gallone Carmine

Gallone Carmine
Italia (1886-1973)

E’ stato uno dei più importanti registi della stagione d’oro del Cinema italiano negli anni Dieci, nel corso della
quale ha diretto con successo le maggiori attrici dell’epoca e si è distinto per l’uso del primo piano (allora
piuttosto raro nel panorama di un linguaggio cinematografico incentrato sul totale di derivazione teatrale), specie
nel film Malombra (1916). Diresse, insieme ad Amleto Palermi, l’ultima superproduzione storica del muto italiano
Gli ultimi giorni di Pompei (1926), prima che l’industria cinematografica hollywoodiana s’imponesse senza più
rivali sul terreno del kolossal storico. Dopo un periodo di lavoro trascorso all’estero per sfuggire alla crisi in cui era
precipitato il Cinema italiano alla fine degli anni Venti, Gallone rientra in Italia e dirige Casta diva (1935),
ricostruzione romanzata della vita di Bellini, un film che, ottenendo un grande successo, apre la strada al genere
della versione filmica dei grandi melodrammi operistici e della biografia di famosi musicisti (sempre della
tradizione italiana), nella realizzazione dei quali offrirà negli anni a venire il meglio di sé, conquistando sempre i
consensi di un pubblico ingordo della turgida passionalità romantica cui il regista ispirava le sue rivisitazioni. Nel
1937 gli viene affidata la regia di Scipione l’Africano, film celebrativo di scoperta esaltazione del duce e della
politica coloniale italiana in Africa. Nel dopoguerra dirige, oltre ai prediletti cine-melodrammi, anche due episodi
del ciclo di Don Camillo, a dimostrazione di una solida versatilità che nel corso della sua lunga carriera gli ha
permesso di esprimersi, sempre su un piano di accurato professionismo, in prodotti di diversa natura e ispirazione.

Il bacio di Cirano 1913

La donna nuda 1914

Marcia nuziale 1915

La falena 1916

Malombra 1916

Gli ultimi giorni di Pompei 1926

Casta diva 1935

Scipione l’Africano 1937

Giuseppe Verdi 1938

Il sogno di Butterfly 1939

Manon Lescaut 1939

Amami Alfredo 1940

Harem 1943

Davanti a lui tremava tutta Roma 1946

Rigoletto 1947

La forza del destino 1949

Il trovatore 1949

Messalina 1951

Puccini 1952

http://pacioli.crw.it/ftp/cinema2000-2016/4-Registi/Registi2001/3framreg022.htm[12/07/2017 19:00:24]
Gallone Carmine

Casa Ricordi 1953

Casta diva 1955 (nuova versione)

Don Camillo e l’onorevole Peppone 1955

Michele Strogoff 1957

Cartagine in fiamme 1959

Don Camillo monsignore…ma non troppo 1961

La monaca di Monza 1962

http://pacioli.crw.it/ftp/cinema2000-2016/4-Registi/Registi2001/3framreg022.htm[12/07/2017 19:00:24]
Gansel Dennis

Gansel Dennis

(Germania Occ., 1973)

Ha studiato alla Scuola di Cinema di Monaco. Il suo primo lungometraggio, il film-tv The Phantom, un thriller
politico sulla RAF (Rote Armee Fraktion), ha vinto un Premio Jupiter, il Premio Adolf Grimme e il Premio del
Pubblico 3SAT nel 2000, come Miglior Film-TV. Nel 2001 ha esordito nel cinema con la commedia sexy Ragazze
pompom al top, che è stato un grande successo commerciale. Nel 2004 ha diretto I ragazzi del Reich, un intenso
film che ha vinto il Premio del Pubblico all'Hamptons Film Festival di New York, il premio per il Miglior Film al
Festival Europeo del Cinema di Viareggio, e un Premio Bavarese per il Cinema nel 2005 per la Migliore Regia.

Filmografia essenziale

The Phantom (1999)


Ragazze pom pom al top (2001)
I ragazzi del Reich (2004)
L'onda (2008)
Il quarto stato (2012)

http://pacioli.crw.it/ftp/cinema2000-2016/4-Registi/Registi2016/10framreg005.htm[12/07/2017 19:00:25]
matteo garrone

Garrone Matteo
(Italia, 1968)

 Nel 1996 vince il Sacher d’oro per Silhouette, un cortometraggio che poi diventerà il primo episodio del suo
lungometraggio d’esordio Terra di mezzo (1997), film che evidenzia già il particolare talento del regista nel
penetrare con immediato e a volte aspro realismo in pezzi marginali ed emarginati dell’Italia contemporanea. Nelle
pellicole successive questa propensione analitica e introspettiva si affina e con L’imbalsamatore (2002) Garrone si
guadagna gli elogi della critica e si consacra come uno dei giovani registi più interessanti del cinema italiano. Con
Primo amore (2003) affronta di nuovo una vicenda sgradevole ed estrema (il rapporto psicopatologico di natura
sadomasochista all’interno di una coppia realmente esistita) e lo fa con misurata e accorta distanza, cercando di
cogliere tutta l’ambiguità e dei personaggi e delle situazioni ed evitando quelle semplificazioni e facili
drammatizzazioni che trovano spazio in tanta fiction televisiva. Nel 2008 è la volta di Gomorra (dal celebre
romanzo di Saviano) che lo consacra ai massimi livelli in ambito internazionale (il film è premiato a Cannes). La
camorra e il degrado materiale e morale che essa ingenera a Napoli, vengono analizzati da Garrone con una  forza
ed un’intensità straordinari tali da tradurre con in suoni e immagini di pregnante realismo quell’universo infetto e
disperato che lo scrittore traduce esclusivamente sul piano linguistico.

Terra di mezzo 1997

Estate romana 2000

L’imbalsamatore 2002

Primo amore 2003

Gomorra 2008                         (*Filmografia completa )

Reality (2012)

Il racconto dei racconti - Tale of Tales (2015)

http://pacioli.crw.it/ftp/cinema2000-2016/4-Registi/registi2009-10/8framreg005.htm[12/07/2017 19:00:26]
Genina Augusto

Genina Augusto
Italia (1892-1957)

Esordisce nel 1914 con La moglie di sua eccellenza, girato in Spagna e successivamente dirige numerose
commedie e melodrammi con le più note dive dell’epoca del Cinema muto. Il suo primo grande successo lo ottiene
nel 1916 con La signorina Ciclone, cui seguono molte altre pellicole che lo consacrano come uno dei maggiori
registi degli anni Dieci. E’ grazie a questa fama che, quando la cinematografia italiana entra in crisi, Genina si reca
in Francia, dove dirige Miss Europa (1930), film ancora muto (in seguito sonorizzato), che costituisce una delle sue
opere migliori. Nel 1936, tornato in Italia, gira Squadrone bianco, melodramma coloniale che avrebbe dovuto
esaltare il colonialismo del regime fascista, ma che, invece, sembra privilegiare le suggestioni esotiche del
paesaggio del deserto. Maggiormente condizionati dalla retorica di regime i due film bellici L’assedio dell’Alcazar
(1940) e Bengasi (1942). Nel dopoguerra dirige Cielo sulla palude (1949), dramma di stampo neorealista sulla
storia di Maria Goretti, girato in ristrettezze di mezzi e con attori non-professionisti. Si tratta di uno dei suoi film
migliori, per l’ efficacia della ricostruzione ambientale del Pontino di inizio secolo e per l’intensa forza espressiva
di alcune sequenze indimenticabili. Genina è stato un regista a suo modo cosmopolita (oltre che in Italia lavorò in
Francia, in Germania e in Spagna), che adattandosi di volta in volta alle richieste dell’industria cinematografica ha
sempre dato prova di grande originalità, manifestando una forte personalità artistica che si è misurata con generi
assai diversi, dalla commedia brillante e mondana al melodramma e al bellico, sino al neorealismo a sfondo rurale.

La moglie di sua eccellenza 1914

Il getto d’acqua 1914

Lulù 1915

La signorina Ciclone 1916

Addio giovinezza! 1918

La moglie bella 1925

Miss Europa 1930

Non siamo più ragazzi 1934

Non ti scordar di me 1935

Squadrone bianco 1936

L’assedio dell’Alcazar 1940

Bengasi 1942

Cielo sulla palude 1949

L’edera 1950

Tre storie proibite 1952

Frou-Frou 1955

http://pacioli.crw.it/ftp/cinema2000-2016/4-Registi/Registi2001/3framreg023.htm[12/07/2017 19:00:26]
Germi Pietro

Germi Pietro
Italia (1914-1974)

Entra al Centro Sperimentale di Cinematografia con l'intento di diventare attore (ruolo che del resto eserciterà in
film propri e di altri), per poi passare dietro la macchina da presa come regista. Il suo film d'esordio è Il testimone
del 1946, ma le opere cui deve l'inizio della celebrità e della considerazione critica sono In nome della legge (1949)
e Il cammino della speranza (1950), film che s'inseriscono nell'ambito del neorealismo a sfondo meridionalista,
anche se l'innegabile impegno civile che li caratterizza si coniuga con una spiccata tendenza al romanzesco e al
melodramma. Negli anni cinquanta è la volta di pellicole che affrontano in chiave realista il tema della famiglia,
come Il ferroviere (1956) e L'uomo di paglia (1958). Nel 1962 con il grande successo Divorzio all'italiana cambia
ancora registro, passando alla feroce e pungente satira di costume, ai limite della farsa grottesca. I film successivi,
per quanto costruiti sempre con intelligenza e graffiante sarcasmo, rimarranno al di sotto di questo capolavoro
della commedia all'italiana anni sessanta. Regista piuttosto isolato, alieno dal riconoscersi in correnti e
movimenti, ha comunque partecipato alle fasi più importanti del Cinema italiano del dopoguerra, immettendovi il
piglio deciso del proprio moralismo e un vigoroso senso del ritmo narrativo.

Il testimone 1945

Gioventù perduta 1947

In nome della legge 1949

Il cammino della speranza 1950

Il Brigante di Tacca di Lupo 1952

La presidentessa 1952

Gelosia 1953

Il ferroviere 1956

L'uomo di paglia 1958

Un maledetto imbroglio 1958

Divorzio all'italiana 1962

Sedotta e abbandonata 1964

Signore e signori 1966

Serafino 1968

La castagne sono buone 1970

Alfredo Alfredo 1972

http://pacioli.crw.it/ftp/cinema2000-2016/4-Registi/Registi2000/18.htm[12/07/2017 19:00:27]
Gibson Mel

Gibson Mel
Stati Uniti (1956)

Noto più come attore che come regista, interpreta due importanti film dell'australiano P.Weir (per sfuggire alla
guerra del Vietnam Gibson era fuggito in Australia), Gli anni spezzati (1981) e Un anno vissuto pericolosamente
(1983). Rientrato in patria diventa famoso soprattutto per la serie di Arma Letale (1,2,3,4, 1987-1998). Come
regista si consacra con lo storico Braveheart (1994).

L'uomo senza volto 1993

Braveheart 1994

La passione di Cristo 2004

Apocalypto (2006)

http://pacioli.crw.it/ftp/cinema2000-2016/4-Registi/framreg039.htm[12/07/2017 19:00:27]
Gilbert Brian

Gilbert Brian
Gran Bretagna (1949)

Tom e Viv 1994

Wilde 1997

http://pacioli.crw.it/ftp/cinema2000-2016/4-Registi/framreg040.htm[12/07/2017 19:00:28]
Giordana Marco Tullio

Giordana Marco Tullio


Italia (1950)

Maturato nella temperie politico-culturale del 1968, resterà sempre legato a questa esperienza travasando nel suo
Cinema umori e suggestioni di questa fertile e tormentata stagione che ha profondamente segnato un’intera
generazione. Esordisce nel 1980 con Maledetti vi amerò, un film di evidente natura autobiografica e generazionale,
una spietata analisi, fra ironia e tragedia, dell’imporsi di un clima di riflusso e di rimozione dopo i fermenti
rivoluzionari degli anni Settanta. Nel successivo La caduta degli angeli ribelli (1981), affronta il tema del
terrorismo e in Appuntamento a Liverpool (1988) quello, piuttosto trascurato dal Cinema italiano, della violenza da
tifo calcistico. Nel 1994 con Pasolini, una storia italiana indaga sull’assassinio, ancora oscuro, del grande poeta e
scrittore, rivelandosi come l’erede più degno dell’insigne tradizione italiana del Cinema d’impegno civile. Questa
sua particolare predisposizione per argomenti di forte impatto politico e morale, affrontati con decisivo piglio
narrativo e sdegnato spirito di denuncia, caratterizza il suo ultimo I cento passi (2000), una partecipata biografia del
giovane Peppino Impastato, militante di sinistra ucciso dalla mafia che aveva sempre coraggiosamente accusato.

Maledetti vi amerò 1980

La caduta degli angeli ribelli 1981

Appuntamento a Liverpool 1988

Pasolini, un delitto italiano 1994

I cento passi 2000

La meglio gioventù 2003

Quando sei nato non puoi più nasconderti 2005

Sanguepazzo (2008)

Romanzo di una strage (2012)

http://pacioli.crw.it/ftp/cinema2000-2016/4-Registi/Registi2001/3framreg024.htm[12/07/2017 19:00:28]
Gitai Amos

Gitai Amos
Israele (1950)

Studia architettura all’università di Haifa. Gira i suoi primi film con una cinepresa amatoriale in super-8. Già nelle
opere d’esordio si impone all’attenzione per le problematiche politiche legate al conflitto del suo paese, lo Stato
d’Israele, con i paesi arabi e con il popolo palestinese. Fortemente critico nei confronti della politica del suo
governo, Gitai si vede spesso censurare le proprie opere. Esther (1987), il suo primo lungometraggio a soggetto,
ottiene numerosi riconoscimenti internazionali, ma nel suo paese d’origine Gitai è messo pesantemente sotto accusa
(il produttore e regista Menahem Golan lo definisce la vergogna del cinema israeliano). Nel 1989 presenta alla
Mostra di Venezia Berlin-Jerusalem, in cui confronta le speranze dei primi coloni ebrei degli insediamenti in
Palestina prima della nascita dello Stato d’Israele con la tragica realtà di una terra priva di pace. Con Golem, lo
spirito dell’esilio (1991) affronta il tema del dolore e della lontananza attraverso uno stile di esasperata
antinarratività, insostenibile per il pubblico medio. Negli ultimi anni Gitai si è guadagnato grandi elogi della
critica ed anche una maggiore visibilità nel circuito commerciale con due film di grande intensità ed efficacia:
Kadosh (1999), una denuncia dell’integralismo religioso ebraico, e Kippur (2000), una trasposizione
cinematografica della sua esperienza personale nella guerra arabo-israeliana del 1973, trasfigurata in chiave
antimilitarista. Il suo non è un Cinema facile, ma teso alla ricerca di un linguaggio spoglio e rigoroso, totalmente
esente da ogni compiacimento spettacolare ed estetizzante, acuto e penetrante nell’analisi sociale e psicologica
della realtà considerata. Gitai rappresenta da anni, oltre che il maggior regista israeliano dell’ancor breve storia del
Cinema del suo paese, un intellettuale coraggioso, impegnato con le sue prese di posizione e con le sue opere sul
fronte dell’affermazione della pace, della democrazia e della convivenza tra israeliani e palestinesi in una delle
terre più tormentate del mondo.

Esther 1987

Berlin-Jerusalem 1989

Golem, lo spirito dell’esilio 1991

Guerra e pace a Vesoul 1997

Giorno per giorno-Yom Yom 1998

Kadosh 1999

Kippur 2000

Eden 2001

Kedma 2002

Alila 2003

Promised Land 2004

Free Zone (2005)

Disimpegno (Disengagement) (2007)

Plus tard (2008)

Carmel (2009)

La guerre des fils de la lumière contre les fils des ténèbres (2009)

http://pacioli.crw.it/ftp/cinema2000-2016/4-Registi/Registi2001/3framreg076.htm[12/07/2017 19:00:29]
Gitai Amos

Ana Arabia (2013)

Tsili (2014)

http://pacioli.crw.it/ftp/cinema2000-2016/4-Registi/Registi2001/3framreg076.htm[12/07/2017 19:00:29]
Greengrass Paul

Greengrass Paul
Gran Bretagna (1955)

Dopo gli studi universitari a Cambridge Greengrass lavora come giornalista, interessandosi particolarmente della
questione irlandese. Esordisce alla regia nel 1998 con La teoria del volo, ma è nel 2002 con Bloody Sunday, un
film che rievoca con un secco stile giornalistico i tragici eventi della domenica di sangue del gennaio 1972 a Derry
in Irlanda del nord, che conosce fama e successo, tanto da essere reclutato (sulla base di una tradizione molto
solida nei rapporti tra la cinematografia britannica e quella americana) ad Hollywood, dove nel 2003 ha girato The
Bourne Supremacy, un thriller ad alto budget. La speranza è che nel nuovo ambiente d’oltreoceano non disperda
(come è già accaduto a molti suoi registi connazionali) le buone attitudini mostrate nei suoi esordi inglesi.

La teoria del volo 1998

Bloody Sunday 2002

The Bourne Supremacy 2003 

United 93 2006                          (*Filmografia completa)

The Bourne Ultimatum - Il ritorno dello sciacallo (2007)

Green Zone (2010)

Captain Phillips - Attacco in mare aperto  (2013)

http://pacioli.crw.it/ftp/cinema2000-2016/4-Registi/Registi2005/5framreg007.htm[12/07/2017 19:00:29]
Guediguian Robert

Guédiguian Robert
Francia (1953)

Nasce a Marsiglia da padre armeno e da madre tedesca, portando così già nella propria origine i segni di quella
dimensione multietnica che diventerà uno dei temi privilegiati del suo Cinema. Nel 1980 dirige il suo primo
lungometraggio, Dernier été, e, pur svolgendo prevalentemente l’attività di produttore, continua a girare film con
i propri amici quando è in grado di disporre delle risorse economiche necessarie. Nel 1996 con Marius e Jeanette
(suo primo film uscito in Italia) si fa conoscere nel nostro paese, dove ottiene un buon successo di pubblico e di
critica. Tutti i suoi film sono ambientati nella sua Marsiglia e in particolare nei quartieri proletari e multietnici,
della cui vita e dei cui umori Guédiguian ci offre uno spaccato acuto ed ironico, ricco di notazioni gustose, che
denotano il suo amore per questo microcosmo popolato da un’umanità semplice e spontanea che sa affrontare con
coraggio e spirito d’adattamento le contingenze, più o meno drammatiche, di un’esistenza non facile. Il regista
riesce a mantenere le sue storie quasi sempre sui toni della commedia, lontano da ogni retorica ed enfasi, in
equilibrio tra un realismo attento al dato sociologico e l’intuizione poetica. Guédiguian rappresenta nel panorama
cinematografico europeo un caso quasi unico (sin potrebbe citare forse l’inglese Ken Loach) di cineasta che porta
sullo schermo problemi, aspirazioni e sentimenti della classe operaia e dei ceti emarginati.

Dernier été 1980

Rouge midi 1983

Ki lo sa? 1985

Dieu vomit les tièdes 1989

L’argent fait le bonheur 1992

A’ la vie, à la mort 1994

Marius et Jeanette 1996

Al posto del cuore 1997

La Ville est tranquille 2000 

A l'attaque 2001   

Marie-Jo e i suoi due amori 2002   

Le passeggiate al Campo di Marte  2005                             (*) filmografia completa

Le Voyage en Arménie (2006)

Lady Jane (2008)

L'Armée du crime (2009)

Le nevi del Kilimangiaro  (2011)

http://pacioli.crw.it/ftp/cinema2000-2016/4-Registi/Registi2001/3framreg025.htm[12/07/2017 19:00:30]
Guillermin John

Guillermin John
Gran Bretagna (1925)

In Gran Bretagna dirige con discreto successo commedie, thriller e film d’avventura. Nel 1965 si trasferisce negli
USA, meta tradizionale della maggior parte dei registi inglesi che si sono distinti in patria. Qui si specializza in
kolossal bellici, tra cui ricordiamo La caduta delle aquile (1965) e Il ponte di Remagen (1968), film che si
distinguono soprattutto per la riuscita spettacolare delle sequenze militari. Nel 1974 ha diretto la superproduzione
che inaugura il genere catastrofico, Inferno di cristallo, e nel 1976 King Kong, remake del famoso originale degli
anni Trenta. Nel 1978 ritorna, in un certo senso, alle origini con Assassinio sul Nilo, un giallo di scuola britannica
di Agatha Christie. Regista privo di personalità originale, ma versatile professionista al servizio dell’industria
hollywoodiana, Guillermin ha attraversato un po’ tutte le mode cinematografiche degli anni Settanta e Ottanta.

Città sotto inchiesta 1957

Tutta la verità 1958

I gangster di Piccadilly 1960

Il generale non si arrende 1962

La caduta delle aquile 1965

Il ponte di Remagen 1968

Il pirata dell’aria 1972

Shaft e i mercanti di schiavi 1973

L’inferno di cristallo 1974

King Kong 1976

Assassinio sul Nilo 1978

Sheena Regina della giungla 1984

King Kong 2 1986

Ricercato vivo o morto 1988

http://pacioli.crw.it/ftp/cinema2000-2016/4-Registi/Registi2001/3framreg026.htm[12/07/2017 19:00:30]
Hallstrom Lasse

Hallstrom Lasse
Svezia (1946)

Ha cominciato a girare cortometraggi verso la metà degli anni sessanta. Dopo una lunga attività presso la tv
svedese e il grande successo di La mia vita a quattro zampe (1985), si trasferisce negli Stati Uniti, dove realizza tra
gli altri Buon compleanno Mr. Grape (1994), forse la sua opera migliore.

 La mia vita a quattro zampe 1985

Ancora una volta 1990

Buon compleanno Mr. Grape 1994

Qualcosa di cui sparlare 1995

Le regole della casa del sidro 2000

Chocolat 2001

Casanova 2005

Il vento del perdono 2005

L'imbroglio - The Hoax (2006)

Hachiko - Il tuo migliore amico (2009)

Dear John (2010)

Il pescatore di sogni  (2011)

L'ipnotista  (2012)

Vicino a te non ho paura  (2013)

Amore, cucina e curry  (2014)

http://pacioli.crw.it/ftp/cinema2000-2016/4-Registi/framreg041.htm[12/07/2017 19:00:34]
Hamilton Guy

Hamilton Guy
Inghilterra (1922)

Inizia l’attività nel mondo del Cinema come montatore, proseguendola in qualità di aiuto di parecchi registi di
fama, come Carol Reed e John Houston. Esordisce alla regia nel 1952 con L’uomo dai cento volti, il primo di una
nutrita serie di polizieschi che mettono in rilievo le sue doti di realizzatore di prodotti di medio livello a basso
costo. La sua indubbia abilità nel confezionare film d’azione fa sì che nel 1964 gli sia affidato Agente 007, missione
Goldfinger, una pellicola di grande impegno economico che ebbe un travolgente successo di pubblico. Nel 1965
gira Funerale a Berlino, una spy-story che ha curiosamente come protagonista l’agente britannico Harry Palmer,
impiegatizio e dinoccolato antieroe alternativo al superuomo James Bond. Questo film, proprio per la capacità di
giocare con acuta ironia sul mito del superomismo bondiano tanto in voga negli anni Sessanta, costituisce il suo
capolavoro. Nel 1969 affronta il kolossal bellico con I lunghi giorni delle aquile, una ricostruzione solo
spettacolare della Battaglia d’Inghilterra. Negli anni successivi conferma la sua predisposizione per i generi
poliziesco e spionistico, girando ancora ben tre film della serie Agente 007 e Assassinio allo specchio (1980), un
giallo di ottima fattura che resta una delle sue pellicole migliori. Hamilton rappresenta un tipico esempio di regista
inglese che, affermatosi in patria con film di genere di serie-B, è stato adottato dall’industria hollywoodiana per
superproduzioni sempre di genere.

L’uomo dai cento volti 1952

La giungla degli implacabili 1955

Il discepolo del diavolo 1959

I due nemici 1961

Agente 007, missione Goldfinger 1964

Funerale a Berlino 1965

I lunghi giorni delle aquile 1969

Agente 007, una cascata di diamanti 1971

Agente 007, vivi e lascia vivere 1973

Agente 007, l’uomo dalla pistola d’oro 1974

Forza 10 da Navarone 1978

Assassinio allo specchio 1980

Delitto al sole 1981

Il mio nome è Remo Williams 1985

Se ti piace …vai 1989

http://pacioli.crw.it/ftp/cinema2000-2016/4-Registi/Registi2001/3framreg027.htm[12/07/2017 19:00:35]
Hathaway Henry

Hathaway Henry
Stati Uniti (1898-1985)

Il suo vero nome è Henry Leopold de Frennes. Esordì nel Cinema come attore-bambino e successivamente svolse
piccole mansioni all’epoca del muto. Il suo tirocinio come regista coincide con l’inizio del sonoro, nei primi anni
del quale dirige molti western di serie-B. Il primo film di rilievo che gli viene affidato è I lancieri del Bengala
(1935), con il divo del momento Gary Cooper, una storia d’avventura che già evidenzia la sua particolare
predisposizione per i generi forti, specialmente quelli d’azione. Negli anni Quaranta Hathaway si specializza nel
gangster, dove offre il meglio di sé con film di grande vigore narrativo e di intenso effetto drammatico, come Il
bacio della morte (1947) e Chiamate Nord 777 (1948), nei quali inoltre evidenzia il suo gusto per
un’ambientazione di stampo realista, che qualche critico ha voluto influenzata dal contemporaneo neorealismo
italiano. Cimentandosi in altri generi, ha offerto buone prove con Rommel la volpe del deserto (1951), un bellico
anomalo, più attento alla psicologia del feldmaresciallo tedesco che non alle sue imprese guerresche e il giallo
psicologico Niagara (1953), primo ruolo da protagonista di Marilyn Monroe. Hathaway è un tipico esempio di
regista hollywoodiano che ha saputo muoversi con versatilità su più generi, esprimendo sempre un forte senso della
narrazione e una solida capacità d’analisi psicologica pur in film prevalentemente dominati dall’azione.

I lancieri del Bengala 1935

Sogno di prigioniero 1935

Il sentiero del pino solitario 1936

La gloriosa avventura 1939

La casa della novantaduesime strada 1945

Il bacio della morte (1947)

Chiamate Nord 777 1948

La rosa nera 1950

Rommel la volpe del deserto 1951

Quattordicesima ora 1951

Niagara 1953

Il principe coraggioso 1954

Pugni, pupe e pepite 1960

Il circo e la sua grande avventura 1964

I quattro figli di Kate Elder 1965

Nevada Smith 1966

Poker di sangue 1968

Il grinta 1969

Attacco a Rommel 1971

http://pacioli.crw.it/ftp/cinema2000-2016/4-Registi/Registi2001/3framreg028.htm[12/07/2017 19:00:35]
florian henckel von donnersmark

Henckel Von Donnersmarck Florian 


(Germania Occ., 1973)

Di origini aristocratiche, studia lingua e letteratura russa a S. Pietroburgo, filosofia ed economia ad Oxford e
frequenta la Scuola Superiore di Cinema a Monaco di Baviera. Dopo aver girato alcuni corti e film per la tv, nel
2006, assolutamente sconosciuto e all’età di 23 anni, ottiene l’Oscar come miglior film straniero con quella che
praticamente costituisce la sua opera prima, Le vite degli altri. Ambientato nella Germania comunista prima della
caduta del muro di Berlino, il film è un teso e calibratissimo thriller psicologico-politico di grande coinvolgimento
e diretto con estrema maestria.

Le vite degli altri (2006)

The Tourist (2010)

http://pacioli.crw.it/ftp/cinema2000-2016/4-Registi/registi2007-08/7framreg014.htm[12/07/2017 19:00:36]
mark herman

Herman Mark
Gran Bretagna (1954)

 Ha studiato alla Leeds Polytechnic. Dopo aver lavorato come animatore e fumettista debutta come regista con
Tutta colpa del fattorino (1992), una commedia su uno scambio d’identità. Il film che lo rende famoso a livello
internazionale è Grazie, signora Thatcher (1996), una denuncia della politica industriale del governo Thatcher,
causa della massiccia disoccupazione nel settore minerario inglese. Il film vince numerosi premi tra cui il Cèsar per
il miglior film straniero e viene incluso nella lista dei cento miglior film britannici. Nel 2008 dirige Il bambino con
il pigiama a righe, una sconvolgente vicenda di amicizia fra due bambini sullo sfondo dell’Olocausto.

 Tutta colpa del fattorino 1992

Grazie, signora Thatcher 1996

Little Voice-E’ nata una stella 1998

Prenditi un sogno 2000

Hope Springs 2003

Il bambino con il pigiama a righe 2008                                            (*) Filmografia completa

http://pacioli.crw.it/ftp/cinema2000-2016/4-Registi/registi2010-11/9framreg003.htm[12/07/2017 19:00:36]
Herzog Werner

Herzog Werner
Germania (1942)

Inizia a fare Cinema giovanissimo, creandosi una propria casa di produzione. Il suo primo film è Segni di vita
(1967), ambientato durante la Seconda Guerra Mondiale in un’isola greca: ha come protagonista un soldato tedesco
che impazzisce e intraprende una rivolta contro la natura. Questo tema del confronto-scontro uomo-natura in un
contesto impervio e disabitato diventerà centrale nella filmografia di Herzog, pur esplorato in epoche storiche e
tempi e modalità di svolgimento diverse. Nel 1972 dirige il film che lo rende famoso, Aguirre, furore di Dio, storia
un conquistatore spagnolo, cinico e crudele, che insegue con spietata determinazione il proprio sogno di potenza
sfidando l’impervia e ostile natura della foresta equatoriale. Con i successivi Cuore di vetro (1976) e La ballata di
Stroszek (1977) continua la sua esplorazione di situazioni umane anomale in contesti socioambientali estremi. Nel
1978 è la volta di Nosferatu, principe della notte, rilettura del classico horror dell’espressionismo tedesco di
sessant’anni prima, dove il ruolo del vampiro transilvanico è affidato a Klaus Kinski, suo vero e proprio attore-
feticcio, protagonista di molti suoi film e suo amico nella vita. Fitzcarraldo (1982), riporta il regista nell’ambiente
amazzonico a contatto con condizioni climatiche disumane che rendono problematica la lavorazione del film. Nel
1991 realizza quello che è la sua ultima opera di un certo rilievo, Grido di pietra, la storia di una sfida fra due
scalatori per conquistare una vetta della Patagonia. Herzog è stato uno dei rappresentanti più significativi del
Nuovo Cinema Tedesco degli anni Settanta. Regista quasi unico per la sua eccentricità e per il gusto della sfida
estrema, ha spesso ricreato sul set cinematografico le stesse condizioni di disagio e sofferenza in cui erano immersi
i protagonisti dei suoi film, operando così uno straordinario avvicinamento tra storia raccontata e condizioni reali
delle riprese. La tensione principale del suo Cinema è sempre stata diretta alla creazione di immagini magnetiche e
perturbanti (fondamentale nei suoi film anche il ruolo della musica, spesso classica e medioevale), che per ciò che
mostrano (luoghi insoliti ed inesplorati) e per come lo mostrano (a volte in situazioni di rischio fisico) risultano
totalmente inedite, con in più un valore aggiunto di dimensione visionaria e allucinatoria che costituisce l’impronta
più autentica del suo inconfondibile stile.

Segni di vita 1967

Fata Morgana 1970

Anche i nani hanno cominciato da piccoli 1970

Aguirre, furore di Dio 1972

L’enigma di Kaspar Hauser1975

Cuore di vetro 1976

La ballata di Stroszek 1977

Fitzcarraldo 1982

Dove osano le formiche verdi 1985

Wodaabe, i pastori del Sole 1988

Cobra verde 1990

Grido di pietra 1991

Invincible 2001

Il diamante bianco 2004

L'ignoto spazio profondo 2005

http://pacioli.crw.it/ftp/cinema2000-2016/4-Registi/Registi2001/3framreg029.htm[12/07/2017 19:00:37]
Herzog Werner

L'alba della libertà (2006)

My Son, My Son, What Have Ye Done (2009)

Queen of the Desert (2015)

http://pacioli.crw.it/ftp/cinema2000-2016/4-Registi/Registi2001/3framreg029.htm[12/07/2017 19:00:37]
Hill Walter

Hill Walter
Stati Uniti (1942)

Dopo aver svolto ogni sorta di lavoro si accosta al mondo del Cinema, diventando aiuto-regista di S. Peckinpah e
di J. Huston. Nel 1975 firma il suo primo film, ma è solo nel 1979 con I guerrieri della notte che raggiunge fama e
successo. Il Cinema di Hill si rifà alla tradizione dei generi classici d’azione, dal western al poliziesco, dal thriller
al noir, rivisitati alla luce di una maggior spregiudicatezza contenutistica e valendosi di più sofisticate possibilità
tecniche. I suoi eroi si distinguono per la capacità di saper adattarsi ad un mondo dominato dalla violenza e dalla
sopraffazione. Lo stile di Hill oscilla fra il realismo e l’espressionismo, il ritmo dei suoi film è travolgente e la
tensione a volte insostenibile.

L’eroe della strada 1975

Driver l’imprendibile 1978

I guerrieri della notte 1979

I cavalieri dalle lunghe ombre 1980

I guerrieri della palude silenziosa 1981

Quarantottore 1982

Strade di fuoco 1984

Chi più spende più guadagna 1985

Mississippi Adventure 1986

Ricercati: ufficialmente morti 1987

Danko 1988

Racconti della cripta (ep: L’uomo che era la morte) 1989

Johnny il Bello 1989

Ancora 48 ore 1990

I trasgressori 1992

Wild Bill 1994

Geronimo 1994

Ancora vivo 1996  

Undisputed 2002                                  (*Filmografia completa)

http://pacioli.crw.it/ftp/cinema2000-2016/4-Registi/framreg042.htm[12/07/2017 19:00:37]
Hiller Arthur

Hiller Arthur
Canada (1923)

Compie un lungo tirocinio come regista televisivo negli anni cinquanta (dirige fra le altre cose la fortunatissima
serie intitolata Alfred Hitchcock Presents) per poi passare al Cinema con la divertente commedia Tempo di guerra,
tempo d'amore (1964), forse il suo film più originale e personale. Negli anni successivi Hiller stenta a ritrovare la
stessa vena e si adatta a realizzare pellicole che rispondono ai requisiti imposti dalla produzione. Clamoroso il
caso di Love Story (1970), un lacrimoso melodramma che il regista gestisce ricorrendo a tutti gli stereotipi del
genere. Dotato di uno spiccato senso del ritmo narrativo e di una consumata professionalità acquisita con un'attività
intensissima, Hiller si è rivelato un abilissimo confezionatore di successi, un regista ideale per il cosiddetto
prodotto medio hollywoodiano.

L'ultimo treno da Vienna 1963

Tempo di guerra, tempo d'amore 1964

Tobruk 1966

Love Story 1970

Appartamento al Plaza 1971

Wagon-Lits con Omicidi 1977

Una strana coppia di suoceri 1979

Papà sei una frana 1982

Scherzi di cuore 1983

Teachers 1984

Non guardarmi non ti sento 1989

Di coppia in coppia 1991

Filofax. Un'agenda che vale un tesoro 1991

The Babe 1992

Hollywood brucia 1998

http://pacioli.crw.it/ftp/cinema2000-2016/4-Registi/framreg043.htm[12/07/2017 19:00:38]
Hogan Paul

Hogan Paul
Australia (1939)

Le nozze di Muriel 1994

Il matrimonio del mio miglior amico 1996

Insieme per caso 2003

http://pacioli.crw.it/ftp/cinema2000-2016/4-Registi/framreg044.htm[12/07/2017 19:00:38]
Holland Agnieszka

Holland Agnieszka
Polonia (1948)

Diplomata alla scuola di Cinema di Praga, la Holland ha subito l'influsso dei due maggiori registi polacchi, Zanussi
e Wajda, con i quali ha collaborato come sceneggiatrice. Ha esordito nel 1979 con Attori di provincia, sagace
descrizione di un ambiente teatrale fra realtà e fantasia, secondo i canoni tipici della cinematografia dell'Est
europeo. Quando in Polonia scoppia la rivolta di Solidarnosc, la Holland prende posizione a favore del movimento
democratico con Un prete da uccidere (1988), denuncia dell'assassinio del sacerdote militante da parte della polizia
segreta del regime comunista. Nel 1992 con Europa Europa tenta di percorrere, con esiti piuttosto deludenti, la
strada ambiziosa della grande metafora storica. Ormai da tempo inserita nell'industria cinematografica americana, la
regista si è adattata allo standard spettacolare del Cinema hollywoodiano, senza mantenere le promesse degli esordi
polacchi.

Attori di provincia 1979

Un prete da uccidere 1988

Oliver Oliver 1992

Europa Europa 1992

Il giardino segreto 1993

Poeti all' inferno 1995

Washington Square 1997

Il terzo miracolo 1999

Un colpo al cuore 2001

Io e Beethoven  (2006)

In Darkness  (2011)

http://pacioli.crw.it/ftp/cinema2000-2016/4-Registi/Registi2000/19.htm[12/07/2017 19:00:39]
Howard Ron

Howard Ron
Stati Uniti (1954)

Negli anni 70 è tra i protagonisti della fortunata serie televisiva Happy Days e del film di G. Lucas American
Graffiti. Esordisce alla regia nel 1978 con Attenti a quella pazza Rolls-Royce e negli anni successivi dirige con
regolarità film non eccezionali, ma sempre ben confezionati e di livello dignitoso, mostrandosi capace di spaziare
con grande professionalità e senso dello spettacolo tra i generi cinematografici consacrati dalla tradizione
hollywoodiana. Come significativi esempi di questo disinvolto eclettismo citiamo il fantastico Cocoon, l’energia
dell’universo (1985), l’avventuroso-romantico Cuori ribelli (1992) e il thriller spaziale Apollo 13 (1995).

 
Attenti a quella pazza Rolls-Royce 1978

Night Shift. Turno di notte 1982

Splash, una sirena a Manhattan 1984

Cocoon, l’energia dell’universo 1985

Gung Ho 1986

Willow 1988

Parenti, amici e tanti guai 1989

Fuoco assassino 1990

Cuori ribelli 1992

Cronisti d’assalto 1994

Gung Ho. Arrivano i Giapponesi 1995

Apollo 13 1995

Ransom 1996

EDtv  1999

Il Grinch 2001

A Beautiful Mind 2001

The Missing 2003

Cinderella Man 2005

Il Codice da Vinci 2006

Frost/Nixon - Il duello (2008)

Angeli e demoni  (2009)

Il dilemma (2011)

http://pacioli.crw.it/ftp/cinema2000-2016/4-Registi/Registi2000/20.htm[12/07/2017 19:00:39]
Howard Ron

Rush (2013)

In the Heart of the Sea (2015)

http://pacioli.crw.it/ftp/cinema2000-2016/4-Registi/Registi2000/20.htm[12/07/2017 19:00:39]
Hudson Hugh

Hudson Hugh
Gran Bretagna (1936)

Laureato ad Eton ha iniziato a girare i suoi primi filmati durante il servizio militare al servizio dell’esercito. In
seguito ha riscosso numerosi riconoscimenti internazionali come produttore pubblicitario. Esordisce nel 1981 con
Momenti di gloria, grazie al quale ottiene ben 4 premi Oscar e la notorietà internazionale. Si tratta di un film
rievocativo della partecipazione della squadra britannica d’atletica alle Olimpiadi di Parigi del 1924. Nel 1985
dirige Greystoke. La leggenda di Tarzan, il signore delle scimmie, versione kolossal della celebre leggenda del
ragazzo della foresta. Nel 1986 è la volta di Revolution, una pellicola storica sulla Guerra d’indipendenza
americana di grandi dimensioni produttive, non particolarmente apprezzata dal pubblico. Il pregio maggiore del suo
Cinema va ricercato nella resa figurativa, sempre accurata e raffinata, il limite più vistoso nella mancanza di una
solida struttura narrativa.

Momenti di gloria 1981

Greystoke. La leggenda di Tartan, il signore delle scimmie 1985

Revolution 1986

Lost Angels 1989

La mia vita fino ad oggi 1999

Sognando l'Africa 2000

http://pacioli.crw.it/ftp/cinema2000-2016/4-Registi/Registi2001/3framreg077.htm[12/07/2017 19:00:40]
john huston

Huston John
(Stati Uniti,1906-1987)

 Figlio dell’attore Walter si introduce presto negli studi hollywoodiani , dove ha la possibilità di praticare un lungo
tirocinio con registi della levatura di Walsh e Hawks. Esordisce con un noir tratto da Dashiell Hammett Il mistero
del falco (1941), che rimane a tutt'oggi un paradigma mitico del genere poliziesco. Con i successivi Il tesoro della
Sierra Madre (1948), L’isola di Corallo (1948) e La regina d’Africa (1952) Huston si consacra come dei maggiori
registi del momento. Il suo mondo poetico appare già ben delineato: al centro si colloca la figura di un eroe che
persegue, pur travagliato da opposte pulsioni, uno scopo , anche se non sempre condivisibile. Ci troviamo di fronte
così a ripetute variazioni del tipico individualismo americano colto nella sfida che lancia a se stesso e al destino in
stretta contiguità con una morte incombente. Nel 1961 gira l’amaro Gli spostati, una mesta elegia sull’inesorabile
tramonto dell’epopea del western. Negli anni Sessanta affronta il tema della psicoanalisi in film come La notte
dell’iguana (1964) e Riflessi in un occhio d’oro (1967), dove affiora il tema, tabù per quegli anni,
dell’omosessualità. Negli anni Settanta dà il suo contributo alla stagione della New Hollywood con Città amara
(1972) e L’uomo dei sette capestri (1972) rivisitazioni desolate dei generi classici. Sempre davanti alla macchina
da presa, anche in età ormai avanzata, nel 1985 dirige L’onore dei Prizzi, macabra e ironica riproposta in chiave
italo-americana e mafiosa della guerra tra i sessi. Nel 1987, ormai morente, gira aiutato dalle bombole ad ossigeno
il suo ultimo film, The Dead-Gente di Dublino, tratto da Joyce, che assume il senso di un consapevole congedo
dalla vita. Huston nel corso della sua lunga carriera ha affrontato tutti i generi classici hollywoodiani, senza mai
rinunciare, un po’ come molti dei suoi personaggi, a nuove sfide, come quando negli anni Settanta operò nel senso
della dissacrazione demistificante di quegli stessi generi che avevano nutrito i suoi esordi cinematografici. Regista
dotato di un grande senso dello spettacolo e della narrazione, ha sempre privilegiato la dimensione dell’azione e
dell’avventura (quasi sempre ad alto rischio e in situazioni estreme), mai trascurando la precisa delineazione
psicologica dei personaggi che spesso ha rivestito di un  alone malinconico e suggestivo di predestinazione.   

Il mistero del falco 1941

Agguato ai tropici 1942

In questa nostra vita 1942

L’isola di corallo 1948

Il tesoro della Sierra Madre 1948

Stanotte sorgerà il sole 1949

Giungla d’asfalto 1950

La prova del fuoco 1951

Moulin Rouge 1952

Il tesoro dell’Africa 1954

Moby Dick la balena bianca 1956

L’anima e la carne 1957

Il barbaro e la geisha 1958

Le radici del cielo 1958

Gli inesorabili 1960

http://pacioli.crw.it/ftp/cinema2000-2016/4-Registi/registi2007-08/7framreg002.htm[12/07/2017 19:00:40]
john huston

Gli spostati 1961

Freud passioni segrete 1962

I cinque volti dell’assassino 1963

La notte dell’iguana 1964

La bibbia 1966

James Bond 007-Casinò Royal 1967

Riflessi in un occhio d’oro 1967

Di pari passo con l’amore e la morte 1969

La forca può attendere 1969

Lettera al Kremlino 1970

Città amara 1972

L’uomo dai sette capestri 1972

L’agente speciale Mackintosh 1973

L’uomo che volle farsi re 1975

La saggezza nel sangue 1979

Fobia 1980

Fuga per la vittoria 1981

Annie 1982

Sotto il vulcano 1984

L’onore dei Prizzi 1985

The Dead-Gente di Dublino 1987                                 *Filmografia completa

http://pacioli.crw.it/ftp/cinema2000-2016/4-Registi/registi2007-08/7framreg002.htm[12/07/2017 19:00:40]
Hytner Nicholas

Hytner Nicholas
Gran Bretagna (1956)

Ha diretto numerosi spettacoli teatrali con il Royal National Theatre. Ha esordito come regista cinematografico nel
1995 con La pazzia di re Giorgio, un film in costume che rievoca un episodio poco ricordato della storia
d’Inghilterra con originalità ed ironia. Piuttosto deludente il successivo La seduzione del male (1996), una
ridondante e un po’ frastornante denuncia dell’intolleranza.

La pazzia di re Giorgio 1995

La seduzione del male 1996

L’oggetto del mio desiderio 1998

Il ritmo del successo 1999                                                (*) Filmografia completa

http://pacioli.crw.it/ftp/cinema2000-2016/4-Registi/Registi2001/3framreg030.htm[12/07/2017 19:00:41]
Ichikawa Kon

Ichikawa Kon
Giappone (1915)

Con una grande passione per il disegno, debutta con un film d’animazione ispirato al teatro di marionette, La
ragazza del tempio Dojo (1946). Successivamente si specializza nella commedia brillante all’insegna dell’humour
nero giapponese. Contemporaneamente alla serie delle commedie Ichikawa intraprende un altro genere, quello
dell’adattamento delle opere letterarie. Ma la fama internazionale arriva al regista da L’arpa birmana (1956) e
Fuochi nella pianura (1959), due tra i più bei film antimilitaristi di tutti i tempi, densi di commovente slancio lirico
e di tensione elegiaca. In patria, tuttavia, Ichikawa continua ad essere considerato un cineasta di seconda schiera,
abile confezionatore di prodotti di consumo poco più che dignitosi. E lui si adatta a questo ruolo di artigiano del
Cinema che gli è stato attribuito dai suoi connazionali, sfornando in vent’anni più di 50 film, tra i quali vanno
ricordati, Le Olimpiadi di Tokio (1965), per la sperimentazione linguistica cui si dedica, e il più tradizionale La
famiglia Inumami (1976), perché è risultato uno dei più grandi successi al botteghino del Cinema giapponese. Ciò
che distingue il Cinema di Ichikawa non è tanto lo svilupparsi attraverso la sua filmografia di alcune costanti
tematiche (sul modello del regista-autore), dal momento che ha affrontato nei suoi innumerevoli film gli argomenti
più vari, quanto le tendenze sperimentali sul piano linguistico, sia a livello dell’inquadratura e del ritmo e sia a
livello dell’uso del colore.

La ragazza del tempio Dojo 1946

Il signor Raki 1952

La ragazza che toccava le gambe 1952

Il signor Pu 1953

Un miliardario 1954

Il cuore 1955

L’arpa birmana 1956

Un tram pieno di gente 1957

Gli uomini di Tohoku 1957

Conflagrazione 1958

La chiave 1959

Fuochi nella pianura 1959

Tenera e folle adolescenza 1960

Dieci donne nere 1961

Il paria 1961

La vendetta di un attore 1963

Solo sull’Oceano Pacifico 1963

Le Olimpiadi di Tokio 1965

Topo Gigio e la guerra missile 1967

http://pacioli.crw.it/ftp/cinema2000-2016/4-Registi/Registi2001/3framreg031.htm[12/07/2017 19:00:42]
Ichikawa Kon

I girovaghi 1973

La famiglia Inumami 1976

L’arpa birmana (remake) 1984

http://pacioli.crw.it/ftp/cinema2000-2016/4-Registi/Registi2001/3framreg031.htm[12/07/2017 19:00:42]
Ivory James

Ivory James
Stati Uniti (1928)

Alla fine degli anni ‘50 si reca in India come documentarista e qualche anno dopo fonda una società di produzione
con un produttore indiano, iniziando un’intensa attività di regista con film d’ambiente indiano, incentrati sul
confronto-scontro tra civiltà diverse. Negli anni ottanta, finita l’esperienza asiatica, si afferma all’attenzione
internazionale con una serie di film d’origine letteraria (Forster in particolare), come Camera con vista (1985) e
Maurice (1987). E’ il periodo più felice della sua produzione, quello nel quale il regista individua nel rigido
formalismo della società britannica di fine secolo lo scenario ideale su cui inserire il tema prediletto del conflitto tra
natura e civiltà. Accusato (forse un po’ superficialmente) di eccesso di calligrafismo e di freddo estetismo, Ivory
sembra aver smarrito negli ultimi tempi, la felice ispirazione del suo momento migliore.

 Quartet 1981

Calore e polvere 1983

I Bostoniani 1984

Camera con vista 1985

Maurice 1987

Schiavi di New York 1989

Mr. e Mrs. Bridge 1990

Casa Howard 1992

Quel che resta del giorno 1993  (il film non è schedato in Cinema 2000; è soltanto presente nella Cineteca
dell'Istituto)

Jefferson in Paris 1995

Surviving Picasso 1996

La figlia del soldato non piange mai 1998

The Golden Bowl 2000

Le Divorce 2003

La Contessa bianca 2005

http://pacioli.crw.it/ftp/cinema2000-2016/4-Registi/framreg045.htm[12/07/2017 19:00:42]
Jackson Mick

Jackson Mick
Gran Bretagna

Chattahoochee 1989

Pazzi a Beverly Hills 1991

Guardia del corpo 1992

Vulcano 1997

http://pacioli.crw.it/ftp/cinema2000-2016/4-Registi/framreg046.htm[12/07/2017 19:00:43]
Jackson Peter

Jackson Peter
Nuova Zelanda (1961)

Sin da bambino coltiva la passione per la macchina da presa, finché riesce a comprarsene una a 16 mm con cui gira
Bad Taste (1987), il suo primo film, una commedia cattiva interpretata da dei pupazzi animati. Nel 1994 realizza
Creature del cielo, Leone d’argento alla Mostra del Cinema di Venezia, ispirato ad un fatto di cronaca nella Nuova
Zelanda degli anni cinquanta. Con Sospesi nel tempo (1996) sembra essere tornato ai primi amori horror-
umoristici.

 Bad Taste 1987

Splatters. Gli schizzacervelli 1992

Creature del cielo 1994

Sospesi nel tempo 1996

Il Signore degli Anelli - La compagnia dell'anello 2001

Il Signore degli Anelli - Le due torri 2002

Il Signore degli Anelli - Il ritorno del re 2004

King Kong 2005

Amabili resti  (2009)

Lo Hobbit - Un viaggio inaspettato  (2012)

Lo Hobbit - La desolazione di Smaug  (2013)

Lo Hobbit - La battaglia delle cinque armate  (2014)

http://pacioli.crw.it/ftp/cinema2000-2016/4-Registi/framreg047.htm[12/07/2017 19:00:43]
Jeunet Jean-Pierre

Jeunet Jean-Pierre

(Francia, 1953)

All'età di diciassette anni Jeunet comincia a lavorare presso le poste francesi; con i guadagni successivamente
acquista la sua prima cinepresa 8mm. Amatorialmente, inizia a girare alcuni cortometraggi e impara le tecniche
dell'animazione agli Cinemation Studios.
Si afferma all’attenzione negli anni Ottanta e Novanta per i suoi cortometraggi che vincono numerosi premi.
Nel 1990, Jeunet con Caro dirige il suo primo lungometraggio, Delicatessen, una storia fantastica all’insegna di un
gusto figurativo surreale ed astratto. Dopo l'uscita di Delicatessen , la 20th Century Fox scrittura Jeunet come
regista per il quarto film della famosa saga Alien: Alien - La clonazione. Nel 2001 dirige Il favoloso mondo di
Amélie, che riporta un enorme successo di pubblico e che lo porta rapidamente ad una grande fama internazionale.
Nel 2004 è la volta di Una lunga domenica di passioni, film antimilitarista di forte condanna delle atrocità della
prima guerra mondiale e dell’irresponsabile crudeltà degli alti comandi.
Jeunet è un regista dotato di grande estro visionario e di un gusto narrativo tendente al surreale e al fiabesco.
 

Filmografia completa

Delicatessen (1991)
La città perduta (1995)
Alien - La clonazione (1997)
Il favoloso mondo di Amélie (2001)
Una lunga domenica di passioni (2004)
L'esplosivo piano di Bazil (2009)
Lo straordinario viaggio di T.S. Spivet (2013)

http://pacioli.crw.it/ftp/cinema2000-2016/4-Registi/Registi2016/10framreg006.htm[12/07/2017 19:00:44]
Jewison Norman

Jewison Norman
Canada (1926)

A Londra ha esperienze teatrali e radiofoniche. Rientrato in patria, lavora per la televisione canadese e statunitense.
Dopo una serie di commedie sentimentali di successo, si afferma come regista di fama internazionale nel 1965 con
Cincinnati Kid, un film sui professionisti del gioco d’azzardo. Nel 1967 si cimenta per la prima volta con il genere
poliziesco con l’antirazzista La calda notte dell’ispettore Tibbs e successivamente approda addirittura al musical,
rendendo omaggio alle sue origini ebraiche con Il violinista sul tetto (1971) e con una rivisitazione in chiave rock
della Passione, Jesus Christ Superstar (1973). Negli anni ottanta ritorna ai primi amori, con la fortunata commedia
Stregata dalla luna (1987). Jewinson rappresenta la tipica figura del regista hollywoodiano capace di cimentarsi, su
un piano di solida professionalità e sicuro mestiere, con alcuni dei generi più consolidati e amati del cinema
americano, pervenendo ad esiti forse non eccezionali, ma sempre caratterizzati da un robusto impianto narrativo e
da un cast d’attori d’alto livello.

Non mandarmi fiori 1964

Cincinnati Kid 1965

La calda notte dell’ispettore Tibbs 1967

Il caso Thomas Crown 1968

Il violinista sul tetto 1971

Jesus Christ Superstar 1973

Rollerball 1975

FIST 1978

..E giustizia per tutti 1979

Amici come prima 1982

Storia di un soldato 1984

Agnese di Dio 1985

Stregata dalla Luna 1987

Vietnam: verità da dimenticare1989

I soldi degli altri 1991

Only you. Amore a prima vista 1994

Bogus. L’amico immaginario 1995

Hurricane 1999

A cena da amici 2001

http://pacioli.crw.it/ftp/cinema2000-2016/4-Registi/Registi2000/21.htm[12/07/2017 19:00:44]
Joffé Roland

Joffé Roland
Francia (1945)

Joffé ha esordito in teatro, diventando nel 1973 il più giovane regista del National Theatre di Londra, e nel 1975 è
passato alla televisione, per la quale ha girato dei documentari. Come molti suoi colleghi britannici si è agganciato
all'industria cinematografica statunitense, dove ha trovato le condizioni migliori per i suoi film di grandi
dimensioni produttive, come Urla del silenzio (1984) e soprattutto Mission (1986), che resta il suo miglior lavoro.
Joffé ha sempre cercato con il suo Cinema di coniugare la componente spettacolare con l'istanza civile e d etica,
senza mai pervenire, però, dopo l'exploit di Mission, a risultati soddisfacenti.

 
Urla del silenzio 1984

Mission 1986 

L'ombra di mille soli 1989

La città della gioia 1992

La lettera scarlatta 1995

Goodbye Lover 1998

Vatel 2000

Captivity (2007)

You and I (2011)

There Be Dragons (2011)

http://pacioli.crw.it/ftp/cinema2000-2016/4-Registi/Registi2000/22.htm[12/07/2017 19:00:45]
Jordan Neil

Jordan Neil
Irlanda (1950)

Sin da ragazzo si appassiona alla letteratura e scrive racconti. Nel 1979 una sua collezione di racconti vince il
premio del Guardian per la narrativa. Il suo primo romanzo, The Past, affronta il tema della rivoluzione irlandese,
che come regista riprenderà nel 1996 con Michael Collins, film con il quale vincerà il Leone d’Oro alla Mostra di
Venezia. Nel 1982 realizza il suo primo film, Angel, che gli vale il premio London Evening Standard per il miglior
esordiente. Mona Lisa (1986) ottiene due nomination all’Oscar e nel 1992 con La moglie del soldato, nel quale
torna il tema della guerra civile irlandese, riscuote un notevole successo di pubblico ed ancora parecchie
nomination all’Oscar (vince la statuetta per la miglior sceneggiatura originale). Regista versatile, in grado di
muoversi con grande disinvoltura tra diversi generi cinematografici senza mai seguire pedissequamente le regole da
essi imposte, ma reinventandole sempre con originalità, Jordan è riuscito a conservare, pur all’interno dei
meccanismi dell’industria del Cinema commerciale, una sua spiccata personalità, che fa sì che ogni suo film, pur a
volte con limiti e difetti, non sia mai banale e scontato.

Angel 1983

In compagnia dei lupi 1984

Mona Lisa 1986

High Spirits. Fantasmi da legare 1988

Non siamo angeli 1989

La moglie del soldato 1992

Intervista col vampiro 1994

Michael Collins 1996

Il garzone del macellaio 1997

In Dreams 1998

La fine della storia 1999

Triplo gioco 2002

Breakfast on Pluto (2005)

Il buio nell'anima  (2007)

Ondine - Il segreto del mare (2009)

Byzantium (2012)

http://pacioli.crw.it/ftp/cinema2000-2016/4-Registi/Registi2001/3framreg032.htm[12/07/2017 19:00:45]
Kaplan Johnathan

Kaplan Jonathan
Francia (1947)

 
Slam! Colpo forte 1973

Giovani guerrieri 1979

Dragster: vivere a 300 all'ora 1983

Sulle orme del dragone 1983

Fuga dal futuro. Danger Zone 1986

Sotto accusa 1988

Legami di famiglia 1989

Due sconosciuti, un destino 1992

Abuso di potere 1993

Bad Girls 1994

http://pacioli.crw.it/ftp/cinema2000-2016/4-Registi/Registi2000/23.htm[12/07/2017 19:00:46]
Kapur Shekar

Kapur Shekhar
India (1945)

Nasce a Bombay e nel 1970 si trasferisce in Inghilterra, dove comincia ad interessarsi al Cinema. Inizia come
attore ed in seguito passa alla regia di spot. Debutta come regista nel 1983 con Masoom. Nel 1998 presenta al
Festival di Venezia il film che lo ha reso celebre al pubblico internazionale, Elizabeth, una sontuosa e spettacolare
pellicola storica. Recentemente Kapur ha ultimato un film sulla vita di Nelson Mandela.

Masoom 1983

Joshilay 1985

Mr India 1987

Time Machine 1992

Bandit Queen 1994

Dushmani 1995

Elizabeth 1998

Long Way to Freedom 1999  

Le quattro piume 2002                           (*) Filmografia completa

Elizabeth: The Golden Age (2007)

New York, I Love You (2008)

Passage (2009)

http://pacioli.crw.it/ftp/cinema2000-2016/4-Registi/Registi2001/3framreg033.htm[12/07/2017 19:00:46]
Kassovitz Mathieu

Kassovitz Mathieu
Francia (1967)

Giovanissimo ottiene a Cannes la Palma d’oro per la miglior regia nel 1995 con L’odio, un film di violenza
metropolitana sullo sfondo delle tensioni interetniche nella capitale francese.

 Fierrot le pou 1991

Mètisse 1993

L’odio 1995

Assassins 1996   

I fiumi di porpora 2000  

Gothika 2003                                                (*Filmografia completa)

Babylon A.D. (2008)

L'ordre et la morale (2011)

http://pacioli.crw.it/ftp/cinema2000-2016/4-Registi/framreg048.htm[12/07/2017 19:00:47]
Kazan Elia

Kazan Elia
Turchia (1909-2003)

Di origine armena lascia la Turchia per gli Stati Uniti insieme alla famiglia quando aveva appena cinque anni.
Inizia a seguire corsi di teatro e si impratichisce nelle tecniche di recitazione che si fanno risalire al metodo
Stanislavskij, ispirandosi alle quali fonderà nel 1948 l'Actor's Studio di New York insieme a Lee Strasberg. Nel
1945 esordisce come regista con Un albero cresce a Brooklyn. Schierato politicamente con la sinistra americana ed
iscritto per qualche tempo al partito comunista americano, Kazan realizza nel 1948 due film dall'evidente impegno
civile in chiave antirazzista, Barriera invisibile e Pinky, la negra bianca. Intanto il maccartismo incalza e Kazan
deve difendersi per il suo passato di simpatizzante di sinistra davanti alla Commissione per le attività
antiamericane. Fa i nomi di alcuni dei suoi compagni d'un tempo e da allora su di lui peserà il marchio del traditore
(da cui non si è ancora liberato, a giudicare dalle polemiche che hanno accompagnato nel 1999 l'assegnazione al
regista dell'Oscar alla carriera). Qualcosa del disagio psicologico legato a questa discussa scelta si ritrova in alcune
opere degli anni successivi, come Fronte del porto (1954), dove l'eroe denuncia l'omertà dei compagni di lavoro
collaborando con l'autorità e il più tardo Il compromesso (1969), il cui solo titolo è denso di significati. Regista di
ascendenze teatrali, Kazan ha trasferito in molti film un'accentuata sensibilità melodrammatica, ponendo al centro
del proprio Cinema personaggi tormentati e lacerati, in conflitto con se stessi, con l'autorità paterna e la società,
scissi tra pulsione alla ribellione e ricerca di un compromesso con la realtà.

Un albero cresce a Brooklyn 1945

Il mare d'erba 1947

Boomerang, l'arma che uccide 1947

Barriera invisibile 1948

Pinky, la negra bianca 1948

Bandiera gialla 1950

Un tram che si chiama desiderio 1951

Viva Zapata! 1952

Salto mortale 1953

Fronte del porto 1954

La valle dell'Eden 1955

Baby Doll, la bambola viva 1956

Un volto nella folla 1957

Fango sulle stelle 1960

Splendore nell'erba 1961

Il ribelle dell'Anatolia 1963

Il compromesso 1969

The Visitors 1972

Gli ultimi fuochi 1976

http://pacioli.crw.it/ftp/cinema2000-2016/4-Registi/Registi2000/24.htm[12/07/2017 19:00:47]
Kazan Elia

Beyond the Aegean 1989                                        (*Filmografia completa)

http://pacioli.crw.it/ftp/cinema2000-2016/4-Registi/Registi2000/24.htm[12/07/2017 19:00:47]
Kitano Takeshi

Kitano Takeshi
Giappone (1947)

Studia ingegneria senza mai terminare l’università e pratica diversi mestieri prima di scoprire il suo talento di attore
comico. Ribattezzatosi Beat Kitano, con i suoi spettacoli televisivi all’insegna di un umorismo satirico e corrosivo
(ma è anche conduttore di quiz, programmi culturali, gare di lotta, ecc…) si impone come uno dei volti più noti del
Giappone. Debutta alla regia nel 1989 con Violent Cop, dove interpreta come attore quella figura di antieroe
solitario che sfida un destino cui sa già che è destinato a soccombere, che costituisce una specie di costante del suo
Cinema. A differenza della sua carriera televisiva, le sue pellicole non riscuotono in patria un grande successo, anzi
vengono più apprezzate all’estero. Nel 1994 è vittima di un grave incidente motociclistico che gli procura una
semiparesi al volto da cui gli deriva quell’espressione particolare che lo caratterizza come immancabile (o quasi)
interprete dei suoi film. Nel 1997 Kitano vince con Hana-Bi il Leone d’Oro alla Mostra di Venezia e da quel
momento in poi diventa uno dei registi più apprezzati ed amati dalla critica, anche se la risposta di pubblico ai suoi
film rimane piuttosto debole (le sue opere del resto sono in buona parte sconosciute nel nostro paese). Regista
legato ai moduli narrativi del genere noir e gangsteristico (ma non solo, se pensiamo ad una pellicola di delicata
tenerezza come L’estate di Kikujiro, 1999), propone un Cinema nel quale squarci di esibita violenza si intrecciano
a intesi e commoventi abbandoni lirici, il tutto filtrato da uno sguardo ironico e disincantato e da uno stile asciutto
ed essenziale.

Violent Cop 1989

Bowling Point 1990

A scene at the Sea 1991

Sonatine 1993

Getting Any 1995

Kids Return 1996

Hana-Bi 1997

L’estate di Kikujiro 1999

Brother 2000

Dolls 2002

Zatoichi 2003

Takeshi's 2005

Glory to the Filmmaker!  (2007)

Achille e la tartaruga  (2008)

Outrage  (2010)

Outrage Beyond  (2012)

http://pacioli.crw.it/ftp/cinema2000-2016/4-Registi/Registi2001/3framreg034.htm[12/07/2017 19:00:48]
Konchalovskij Andrej

Konchalovsky Andrej
URSS (1937)

Nome d’arte per Andron Sergeevic Michalkov. Fratello maggiore del regista Nikita Michalkov e figlio di uno
scrittore per qualche tempo segretario dell’Unione degli scrittori dell’URSS, s’iscrive alla scuola statale di Cinema
e lavora nell’ambiente cinematografico come sceneggiatore e attore (sua la sceneggiatura dell’Andrej Rubliov di A.
Tarkovskij). Esordisce alla regia nel 1965 con Il primo maestro, film dallo stile semplice e ricco di risvolti
psicologici. Nel 1980 presenta al Festival di Cannes un vero e proprio kolossal, Siberiade, grande saga familiare
ambientata all’epoca della Rivoluzione russa. Il film incontra delle difficoltà con l’occhiuta censura sovietica di
quegli anni e Konchalovsky raccoglie l’invito dell’attore americano Jon Voight a recarsi negli USA, dove gire
Maria’s Lovers, una contrastata storia d’amore ambientata nella profonda provincia americana, stilisticamente
molto ricercato e ricco di sfumature e intonazioni che sembrano richiamare la sua sensibilità tutta europea e russa.
Negli anni successivi il regista cambia radicalmente impostazione, accostandosi ai generi tipici del Cinema
hollywoodiano con due thriller spettacolari come A trenta secondi dalla fine (1985) e Tango e Cash (1989). Nel
1992 torna al passato personale e della sua patria con una storia ambientata negli anni dello stalinismo, Il
proiezionista, che costituisce un originale tentativo di spiegare il culto di massa di cui fu oggetto il dittatore russo.
Con Asia e la gallina dalle uova d’oro (1994) offre un quadro grottesco e acuto della nuova Russia postcomunista
di Eltsin. Con questo film Konchalovsky sembra essere definitivamente ritornato alle sorgenti originarie del suo
Cinema, incentrato sull’esplorazione in chiave intimistico-psicologica e attraverso un registro ricco di intonazioni
diverse dell’essenza più autentica dell’animo russo.

Il primo maestro 1965

Storia di Asia che amò senza sposarsi 1966

Zio Vania 1970

La romanza degli innamorati 1974

Siberiade 1980

Maria’s Lovers 1984

A trenta secondi dalla fine 1985

Duet for One 1986

I diffidenti 1987

Homer e Eddie 1989

Tango e Cash 1989

Il proiezionista 1992

Asia e la gallina dalle uova d’oro 1994

La casa dei matti 2002

http://pacioli.crw.it/ftp/cinema2000-2016/4-Registi/Registi2001/3framreg078.htm[12/07/2017 19:00:48]
Harmony Korine

Harmony Korine

(Stati Uniti, 1973)

Cresciuto a Nashville, Korine si fa conoscere per aver scritto all'età di 19 anni la sceneggiatura del film Kids (1995)
diretto da Larry Clark: il film segue le storie di alcuni adolescenti di New York alle prese con droga, promiscuità
sessuale e AIDS.
Nel 1997 Korine debutta alla regia con il lungometraggio Gummo, disturbante vicenda di un gruppo di
sopravvissuti ad un tornado nella città di Xenia (Ohio), narrata in modo oscuro e frammentato. Il film suscita
polemiche per la sua crudezza, ma contribuisce a diffondere la fama del regista.
Nel 2012 partecipa alla Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica di Venezia con il suo quarto lungometraggio
Spring Breakers, un affresco nichilista e senza pietà sulla gioventù odierna svuotata di ogni ideale e di ogni
sensibilità

  
 

Filmografia essenziale

Gummo (1997)
Spring Breakers - Una vacanza da sballo (2013)

http://pacioli.crw.it/ftp/cinema2000-2016/4-Registi/Registi2016/10framreg007.htm[12/07/2017 19:00:56]
Kramer Stanley

Kramer Stanley
Stati Uniti (1913-2001)

Laureato in economia e commercio alla New York University, inizia a lavorare nel Cinema come soggettista,
montatore e sceneggiatore. Nel dopoguerra fonda una sua casa di produzione e produce parecchi film di rilievo,
classificabili come progressisti. Nel 1955 esordisce alla regia con Nessuno resta solo e nel 1961 rievoca il processo
di Norimberga con Vincitori e vinti, film di solido credo democratico ed antinazista. Nel 1963 spiazza il pubblico,
che aveva ormai legato il suo nome ad opere d'impegno civile, con Questo pazzo, pazzo, pazzo, pazzo mondo, film
all'insegna di una chiassosa e grottesca comicità. Indovina chi viene a cena (1967), discussa opera antirazzista che
riscuote negli Stati Uniti un grande successo, è il suo ultimo film di rilievo. Kramer ha portato avanti con coerenza
e passione la propria idea di Cinema democratico e progressista, privilegiando sempre la chiarezza ed efficacia del
messaggio da trasmettere, senza mai dimenticare, però, la solidità dell'impianto narrativo e le esigenze dello
spettacolo e del mercato.

 
Nessuno resta solo 1955

Orgoglio e passione 1957

L'ultima spiaggia 1959

Vincitori e vinti 1961

Questo pazzo, pazzo, pazzo, pazzo mondo 1963

La nave dei folli 1965

Indovina chi viene a cena 1967

Il segreto di Santa Vittoria 1969

I duri dell'Oklahoma 1972

Il principio del domino: la vita in gioco 1976

Uno strano caso di omicidio/Una suora, una donna 1979

http://pacioli.crw.it/ftp/cinema2000-2016/4-Registi/Registi2000/25.htm[12/07/2017 19:00:57]
Kubrick Stanley

Kubrick Stanley
Stati Uniti (1928-1999)

All'età di 17 anni lavora come fotografo nella rivista Look e a 21 realizza il suo primo cortometraggio Day of fhe
Fight, autoprodotto come il suo primo film Fear and Desire del 1951. L'anno seguente dirige un noir dal titolo Il
bacio dell'assassino, il  primo lungometraggio ad entrare nel circuito commerciale. Nel 1961 si trasferisce in
Inghilterra a causa delle difficoltà che trova negli Stati Uniti a realizzare i propri progetti, come Lolita (1962), film-
scandalo che nessuno voleva produrgli in patria. Ormai Kubrik è un regista affermato e famoso e questo gli
permette di dedicarsi a progetti completamente suoi, le cui fasi di lavorazione egli controlla con pignola e
perfezionistica puntigliosità. A cominciare da 2001 Odissea nello spazio (1968), una complessa ed enigmatica
rivisitazione del genere fantascientifico, ricca di effetti speciali che conservano, anche a distanza di anni,
un'indiscutibile forza di suggestione. Da quel momento in poi ogni film di Kubrick costituisce un vero e proprio
evento, sino all'ultimo Eyes Wide Shut, destinato ad uscire postumo e che ancor prima di essere visto già provoca
un'attesa spasmodica. Kubrick ha vissuto per quasi quarant'anni in un'inaccessibile villa alla periferia di Londra,
isolato da tutti e geloso della propria riservatezza. Regista di grande cultura e sempre aperto alle innovazioni
tecnologiche, ha portato sullo schermo con un' inconfondibile impronta personale film ispirati ai più diversi generi,
ma tutti accomunati dalla stessa visione pessimistica della storia e dell'umanità, dalla consapevolezza angosciosa e
sarcastica che al progresso scientifico e tecnico non abbia corrisposto una crescita morale e culturale e che l'uomo
sia sempre sul punto di precipitare in un baratro di barbarie e primitività. Geniale, visionario, barocco, inimitabile,
Kubrick va considerato come uno dei più grandi artisti del ventesimo secolo.

Fear and Desire 1954

Il bacio dell'assassino 1955

Rapina a mano armata 1956

Orizzonti di gloria 1957  

Spartacus 1960 

Lolita 1962(solo nella Cineteca dell'Istituto)

Il dottor Stranamore, ovvero come imparai a non preoccuparmi e ad amare la bomba 1963 

2001 Odissea nello spazio 1968 (solo nella Cineteca dell'Istituto)

Arancia meccanica 1971

Barry Lindon 1975 

Shining 1980

Full Metal Jacket 1987 

Eyes Wide Shut 1999                                 (*Filmografia completa)

http://pacioli.crw.it/ftp/cinema2000-2016/4-Registi/framreg049.htm[12/07/2017 19:00:57]
Labate Wilma

Labate Wilma
Italia (1949)

Laureata in filosofia, si occupa di teatro e di radio, organizzando varie manifestazioni culturali. Negli anni Ottanta
lavora per la Rai, per la quale produce numerosi documentari. Dopo essere stata assistente-regista di Ettore Scola,
nel 1992 dirige il suo primo film Ambrogio. Si segnala all’attenzione del pubblico e della critica nel 1996 con La
mia generazione, una sommessa e misurata riflessione sugli anni del terrorismo, presentato alla Mostra di Venezia.
Ultimamente ha presentato al Festival di Berlino il suo ultimo film, Domenica.

Ambrogio 1992

La mia generazione 1996

Domenica 2001                                                (*) Filmografia completa

Signorina Effe (2007)

http://pacioli.crw.it/ftp/cinema2000-2016/4-Registi/Registi2001/3framreg035.htm[12/07/2017 19:00:58]
Labute Neil

Labute Neil
Stati Uniti (1963)

Si laurea all’Università del Kansas e a quella di New York. Scrive diversi testi teatrali e l’impianto teatrale è
dominante nella sua opera prima cinematografica Nella società degli uomini (1997), di cui oltre a essere regista è
anche sceneggiatore. Si tratta di una pellicola incentrata soprattutto sui dialoghi e su una crudele determinazione
nel mettere a nudo il disastro morale della generazione maschile americana dei nostri giorni. Con Betty Love
(2000), con uno stile più cinematografico, affronta ancora una volta, come nella prova d’esordio, il tema
dell’autenticità femminile schiacciata dal cinismo maschile. Solitudine esistenziale, mancanza di senso etico,
difficoltà dei rapporti umani, nevrosi quotidiana e tanti altri problemi ancora che scaturiscono dalla ricca società
borghese americana sono i motivi di cui si nutre il suo Cinema.

Nella società degli uomini 1997

Amici & vicini 1998

Betty Love 2000

Possession-Una storia romantica 2002

Il prescelto 2006                     (*Filmografia completa)

La terrazza sul lago  (2008)

Il funerale è servito  (2010)

Velvet - Il prezzo dell'amore  (2014)

http://pacioli.crw.it/ftp/cinema2000-2016/4-Registi/Registi2005/5framreg008.htm[12/07/2017 19:00:58]
Lattuada Alberto

Lattuada Alberto
Italia (1914)

Partecipa negli anni trenta alla fondazione della Cineteca Italiana: la custodia e la cura dei vecchi film lasciano un'
impronta fondamentale sulla sua formazione. L'esordio alla regia è del 1942 con Giacomo l'idealista, una pellicola
che risente del clima del calligrafismo. Il bandito (1946) è il suo contributo al neorealismo, di cui non abbraccia
tutti i canoni, ma che filtra attraverso le suggestioni del genere noir e gangster. Negli anni cinquanta il regista si
orienta verso tematiche legate al mondo dell'adolescenza femminile con film come Guendalina (1957) e I dolci
inganni (1960). Nasce da qui la sua fama di scopritore di giovani talenti (J. Sassard, C. Spaak, ecc…). Negli anni
successivi dirige soprattutto commedie all'italiana, fra le quali val la pena di ricordare, per l'arguta ironia e la
scioltezza narrativa, Il mafioso (1962) e Venga a prendere il caffè da noi (1970).

 Giacomo l'idealista 1942

Il bandito 1946

Il delitto di Giovanni Episcopo 1947

Il Mulino del Po 1949

Luci del varietà 1950

Anna 1951

Il cappotto 1952

La spiaggia 1954

Guendalina 1957

La tempesta 1958

I dolci inganni 1960

Il mafioso 1962

La mandragola 1965 (il film non è schedato in Cinema 2000; è soltanto presente nella Cineteca dell'Istituto
Pacioli)

Venga a prendere il caffè da noi 1970

Sono stato io 1973

Le farò da padre 1974

Cuore di cane 1976

Oh, Serafina 1976

La cicala 1980

http://pacioli.crw.it/ftp/cinema2000-2016/4-Registi/framreg050.htm[12/07/2017 19:00:59]
Lean David

Lean David
Gran Bretagna (1908-1991)

Il suo primo film famoso è Breve incontro (1945), fine analisi degli intimi risvolti psicologici di un’effimera
relazione adulterina sullo sfondo di una Londra ritratta con piglio realista. Successivamente si cimenta con il
repertorio dickensiano con due dignitose riduzioni: Grandi speranze (1946) e Le avventure di Oliver Twist (1948).
La svolta nella sua carriera avviene con Il ponte sul fiume Kwai (1957), kolossal di grande respiro epico e denuncia
del militarismo. Da quel momento Lean dirige esclusivamente grandi produzioni hollywoodiane destinate ad
accumulare numerosi Oscar, come Lawrence d’Arabia (1962), Il dottor Zivago (1965) e Passaggio in India (1985).
Sia nei film del primo periodo, quello esclusivamente britannico e povero, sia in quelli di più ampia dimensione
spettacolare e impegno produttivo del secondo, è possibile ravvisare le costanti del regista nel forte senso del
racconto, sempre padroneggiato con maestria, nel ricorso ad attori di grandi doti, nella capacità di saper gestire con
professionalità tutti gli aspetti del linguaggio cinematografico, dal montaggio e dalla fotografia alla colonna
sonora e alla sceneggiatura.

Breve incontro 1945

Grandi speranze 1946

Le avventure di Oliver Twist 1948

Sogno d’amanti 1949

L’amore segreto di Madeleine 1950

Hobson il tiranno 1954

Tempo d’estate 1955

Il ponte sul fiume Kwai 1957

Lawrence d’Arabia 1962

Il dottor Zivago 1965

La figlia di Ryan 1970

Passaggio in India 1985

http://pacioli.crw.it/ftp/cinema2000-2016/4-Registi/Registi2001/3framreg036.htm[12/07/2017 19:00:59]
Leconte Patrice

Leconte Patrice
Francia (1947)

Dopo aver girato alcuni cortometraggi, debutta alla regia nel 1975 con Il cadavere era già morto, una parodia
del poliziesco francese, ma è nel 1989 con L’insolito caso di Mr. Hire che Leconte raggiunge la fama
internazionale. Si tratta di un giallo dall’atmosfera perversa e inquietante, che resta a tuttoggi l’opera migliore del
regista. Con Il marito della parrucchiera (1990) cambia genere, penetrando nel territorio della commedia surreale
e stravagante. Negli anni Novanta Leconte tradisce le aspettative che in lui si erano riposte dopo queste due
notevoli pellicole, dirigendo film dignitosi e girati con levigata accuratezza, ma privi dell’inventiva ed originalità
degli esordi.

Il cadavere era già morto 1975

L’insolito caso di Mr.Hire 1989

Il marito della parrucchiera 1990

Tango 1993

Il profumo di Yvonne 1994

Ridicule 1996

La ragazza sul ponte 1999

L’amore che non muore 2000

L'uomo del treno 2002

Confidenze troppo intime 2004

Il mio miglior amico 2006

La Guerre des miss (2009)

Voir la mer (2011)

La bottega dei suicidi (2012)

Una promessa (2013)

Une heure de tranquillité (2015)

http://pacioli.crw.it/ftp/cinema2000-2016/4-Registi/Registi2001/3framreg037.htm[12/07/2017 19:01:00]
Lee Ang

Lee Ang
Taiwan (1954)

Lee ha studiato in America, laureandosi in produzione cinematografica. Il film che gli ha guadagnato ampi
consensi è Banchetto di nozze, con cui ha vinto l'Orso d’oro al Festival di Berlino del 1993. Due anni dopo con
Ragione e sentimento si è cimentato con un testo letterario anglosassone, abbandonando le storie legate alla
comunità taiwanese degli Stati Uniti.

 Banchetto di nozze 1993

Mangiare bere uomo donna 1994

Ragione e sentimento 1995 (il film non è schedato in Cinema 2000; è soltanto presente nella Cineteca dell'Istituto)

Tempesta di ghiaccio 1997

Cavalcando col diavolo 1999

La tigre e il dragone 2000 

Hulk 2003

I segreti di Brokeback Mountain 2005                          (*Filmografia completa)

Lussuria - Seduzione e tradimento  (2007)

Motel Woodstock (2009)

Vita di Pi (2012)

http://pacioli.crw.it/ftp/cinema2000-2016/4-Registi/framreg051.htm[12/07/2017 19:01:00]
Lee Spike

Lee Spike
Stati Uniti (1958)

Nato ad Atlanta, s’è laureato in cinematografia a New York, che è diventata la sua città d’elezione. Regista di
colore ha sempre trattato nei suoi film i problemi della sua gente, a cominciare dalla difficile convivenza di razze
diverse nel quartiere di Brooklyn, come in Fa’ la cosa giusta (1989), il film che lo ha reso celebre. Il Cinema di
Lee ha cercato di andare alle radici del razzismo, individuando nel vittimismo e nelle frustrazioni di un’esistenza
stentata e alienata una delle sue cause principali: il razzismo non è più soltanto uno strumento di oppressione dei
bianchi sui neri (come in tutta una tradizione di cinematografia democratica bianca), ma un atteggiamento
trasversale a tutte le razze, una risposta sbagliata e nevrotica ad un malessere reale.

Lola Darling 1986

Fa’ la cosa giusta 1989 

Mo’ Better Blues 1990

Jungle Fever 1990

Malcom X 1992

Crooklyn 1994

Clockers 1995

Girl 6: sesso in linea 1996

Bus in viaggio 1996 

He Got Game 1998

S.O.S. Summer of Sam. Rabbia a New York 1998

La 25° ora 2002

She Hate Me 2004

Inside Man (2006)

Miracolo a Sant'Anna  (2008)

Red Hook Summer (2012)

Oldboy (2013)

Da Sweet Blood of Jesus (2015)

http://pacioli.crw.it/ftp/cinema2000-2016/4-Registi/framreg051B.htm[12/07/2017 19:01:01]
Leigh Mike

Leigh Mike
Gran Bretagna (1943)

Prima di affermarsi come regista svolge una lunga attività di autore teatrale. Arriva al Cinema nel 1971 e si
impone ben presto come una delle personalità più interessanti del Cinema britannico. Proprio quando la
cinematografia inglese si afferma in Europa con la cosiddetta Rinascenza britannica degli anni ottanta, Leigh lavora
su un’idea di Cinema assai lontano dall’accademismo un po’ manierato della Rinascenza, proponendo pellicole
che, in pieno tatcherismo trionfante, cercano di avvicinarsi con amara e disincantata ironia e con stile sobrio a
pezzi marginali e stravaganti della società. Si afferma a livello internazionale nel 1996 con Segreti e bugie, una
commedia che ripropone con toni più distesi e accattivanti il suo universo di esistenze in difficoltà.

Belle speranze 1988

Dolce è la vita 1991

Naked 1993

Segreti e bugie 1996

Ragazze 1997

Topsy Turvy 1999

Tutto o niente 2002

Il segreto di Vera Drake 2004

La felicità porta fortuna - Happy-Go-Lucky (2008)

Another Year (2010)

Turner (2014)

http://pacioli.crw.it/ftp/cinema2000-2016/4-Registi/framreg052.htm[12/07/2017 19:01:01]
Leland David

Leland David
Gran Bretagna (1941)

Noto commediografo e scrittore inglese, attivo anche come sceneggiatore cinematografico ed attore. Con Vorrei
che tu fossi qui (1987), sua opera d’esordio, è andato controcorrente rispetto al manierismo del Cinema britannico
degli anni ottanta.

Vorrei che tu fossi qui 1987

Big Man 1990

Tom Petty. Full Moon Fever: the Videos 1990

http://pacioli.crw.it/ftp/cinema2000-2016/4-Registi/framreg053.htm[12/07/2017 19:01:02]
Levinson Barry

Levinson Barry
Stati Uniti (1942)

Prima di esordire alla regia svolge per molti anni il ruolo di sceneggiatore per registi affermati. Il suo primo film è
del 1982, A cena con gli amici e di due anni dopo è Il migliore con R. Redford. La consacrazione la ottiene nel
1988 con Rain Man, che gli procura un Oscar alla regia. Levinson è sicuramente uno degli interpreti migliori e più
professionali del cosiddetto Cinema medio americano, cioè di quel prodotto attento alla resa economica da
raggiungersi attraverso un’abile e smaliziata gestione dei meccanismi produttivi (grande budget e attori di fama) e
narrativi (storie di facile presa sul pubblico) collaudati dalla tradizione hollywoodiana.

A cena con gli amici 1982

Il migliore 1984

Piramide di paura 1985

Rain Man 1988

Good Morning, Vietnam 1988

Toys. Giocattoli 1992

Rivelazioni 1994

Sleepers 1996

Sesso e potere 1998

Liberty Heights 1999

Bandits 2001

L'invidia del mio migliore amico (2004)

L'uomo dell'anno (2006)

Disastro a Hollywood  (2008)

The Bay (2012)

The Humbling (2014)

http://pacioli.crw.it/ftp/cinema2000-2016/4-Registi/framreg054.htm[12/07/2017 19:01:02]
Lewis Gilbert

Lewis Gilbert 
Gran Bretagna (1920)

Durante la guerra è impegnato come operatore nell’aviazione. Inizia la carriera cinematografica realizzando
documentari ed esordisce nel 1947 con una pellicola per bambini, La piccola ballerina. Negli anni Cinquanta
cambia completamente registro dedicandosi quasi esclusivamente ai film bellici. Tra questi il più riuscito è
certamente Affondate la Bismarck! (1960), un’avvincente ricostruzione della caccia alla corazzata tedesca da parte
della flotta militare inglese. Nel 1966 realizza quello che viene considerato la sua opera migliore, Alfie, una dolente
storia di derive esistenziali di forte sapore realista che richiama i temi e lo stile del Free Cinema britannico e che
si colloca al di fuori della sua predilezione verso il bellico e la commedia brillante. Tale è il successo di questo
film che a Gilbert viene addirittura affidata la regia di alcuni episodi della serie James Bond, Agente 007. Si vive
solo due volte (1967), Agente 007. La spia che mi amava (1977) e Agente 007. Moonraker operazione spazio
(1979).

La piccola ballerina 1947

Bader il pilota 1956

La poltrona vuota 1956

L’incomparabile Crichton 1957

Scuola di spie 1958

Passaggio ad Hong Kong 1959

Affondate la Bismarck! 1960

Quell’estate meravigliosa 1961

Ponte di comando 1962

Alfie 1966

Agente 007. Rivive solo due volte 1967

L’ultimo avventuriero 1970

Due ragazze che si amano 1971

E l’alba si macchiò di rosso 1975

Agente 007. La spia che mi amava 1977

Agente 007. Monraker Operazione spazio 1979

Sette notti in Giappone 1980

Rita Rita 1983

Shirley Valentine. La mia seconda vita 1989

Stepping Out 1991

http://pacioli.crw.it/ftp/cinema2000-2016/4-Registi/Registi2001/3framreg038.htm[12/07/2017 19:01:03]
philippe lioret

Lioret Philippe
Francia (1955)

 Si afferma nel mondo del cinema come tecnico del suono e in questa veste partecipa alla realizzazione di numerosi
film di rilievo. Nel 1993 riesce a concretizzare il suo sogno di passare dietro la macchina da presa dirigendo la
commedia satirica Tombés du ciel, un film che si propone, oltre al divertimento e al sorriso, di denunciare i difetti
del sistema giudiziario francese. La pellicola ottiene un buon successo e riconoscimenti internazionali. Dopo aver
riscosso notevoli affermazioni come sceneggiatore, Nel 2006 Lioret dirige Je vais bien, ne t’en fais pas, un cupo
dramma familiare, che lo consacra come uno dei più apprezzati registi francesi. Con Welcome (2009) il regista
ribadisce le sue notevoli qualità con un film di grande intensità, diretto con sapienza narrativa e pregevole capacità
di direzione degli attori. Con Welcome si conferma ,inoltre, l’attenzione verso le tematiche sociali (in questo caso il
problema della xenofobia diffusa nella società francese) affrontate con acuta sensibilità psicologica e incisivo
realismo.  

Mademoiselle 2001

Je vais bien, ne t’en fais pas 2006

Welcome 2009                                             (*) Filmografia essenziale

Tutti i nostri desideri (2012)

http://pacioli.crw.it/ftp/cinema2000-2016/4-Registi/registi2010-11/9framreg004.htm[12/07/2017 19:01:03]
Lizzani Carlo

Lizzani Carlo
Italia (1922-2013)

Dopo aver lavorato come sceneggiatore per registi di grande nome, come Rossellini, De Santis e Lattuada,
esordisce alla regia con Achtung! Banditi! (1951), film rievocativo di un episodio della resistenza. Ma è con
Cronache di poveri amanti che, nel 1954, vince il Premio Speciale della Giuria del festival di Cannes. Come nel
film d’esordio Lizzani ripropone il tema della lotta contro l’oppressione, qui spostato agli anni della presa del
potere da parte del fascismo. Nel 1963, con Il processo di Verona, ricostruisce dall’interno (i protagonisti sono tutti
gerarchi del regime) una pagina drammatica del fascismo al tramonto e della recente storia nazionale. Regista
formatosi nel clima del neorealismo e dell’impegno civile, mostra tuttavia una notevole versatilità, non rimanendo
ancorato al solo ambito storico-politico e misurandosi con generi assai diversi fra loro, come il comico (Lo svitato,
1955, con un Dario Fo agli esordi), la commedia di costume (La vita agra, 1964), il western all’italiana
(Requiescant, 1967), il film d’azione (Banditi a Milano, 1968), il giallo (La casa del tappeto giallo, 1983). Non
sempre gli esiti sono convincenti, ma Lizzani riesce a mantenersi al disopra di una soglia minima di dignitosa
professionalità. Di rilievo anche la sua attività di storico del Cinema (sua un’ interessante storia del Cinema
italiano) e di direttore della Mostra Cinematografica di Venezia per quattro anni consecutivi.

Achtung! Banditi! 1951

Cronache di poveri amanti 1954

Lo svitato 1955

Esterina 1959

Il gobbo 1960

Il carabiniere a cavallo 1961

L’oro di Roma 1961

Il processo di Verona 1963  


La vita agra 1964

Requiescant 1967

Banditi a Milano 1968

Barbagia 1969

Roma bene 1971

Torino nera 1972

Mussolini ultimo atto 1974  

http://pacioli.crw.it/ftp/cinema2000-2016/4-Registi/Registi2000/26.htm[12/07/2017 19:01:04]
Lizzani Carlo

Kleinhoff Hotel 1977

La casa del tappeto giallo 1983

Mamma Ebe 1985

Caro Gorbaciov 1988

Cattiva 1990

Celluloide 1995

Hotel Meina (2007)

http://pacioli.crw.it/ftp/cinema2000-2016/4-Registi/Registi2000/26.htm[12/07/2017 19:01:04]
Loach Ken

Loach Ken
Gran Bretagna (1936)

Cresciuto alla scuola del glorioso documentarismo britannico, convoglia l’esperienza acquisita a contatto con le più
disparate realtà sociali nel suo Cinema di finzione. Condizionato dalla lezione di aspro e aggressivo realismo del
Free Cinema inglese, Loach esordisce alla fine degli anni sessanta con una serie di film che denudano con
un’analisi lucida e impietosa la natura patologica di rapporti familiari all’insegna del dominio e della violenza.
Esemplare in questo senso il celebre Family Life (1971), l’opera che lo rende celebre in tutto il mondo. Negli anni
successivi Loach resta fedele alla propria idea di Cinema politico e radicale, in grado di esplorare le zone di
disagio e malessere del proletariato britannico, alla luce di una consapevolezza ideologica orientata a sinistra. Nel
1995 con il discusso Terra e Libertà si è cimentato con buoni risultati sul piano della ricostruzione storica, intrisa
del solito energico spirito polemico.

 Family Life 1971

L’agenda nascosta 1990

Riff Raff. Meglio perderli che trovarli 1991

Ladybird Ladybird 1993 

Piovono pietre 1993

Terra e libertà 1995 

La canzone di Carla 1996

My name is Joe 1998

Bread and Roses 2000

Paul, Mick e gli altri 2001

Sweet Sixteen 2002

Un bacio appassionato 2004

Il vento che accarezza l'erba 2006

In questo mondo libero. (2007)

Il mio amico Eric  (2009)

L'altra verità  (2010)

La parte degli angeli  (2012)

Jimmy's Hall - Una storia d'amore e libertà  (2014)

http://pacioli.crw.it/ftp/cinema2000-2016/4-Registi/framreg055.htm[12/07/2017 19:01:04]
Losey Joseph

Losey Joseph
Stati Uniti (1909-1984)

Negli anni giovanili si dedica al teatro e al giornalismo, aprendosi alle correnti d'avanguardia e al radicalismo
politico. Nel 1948 esordisce alla regia con Il ragazzo dai capelli verdi, surreale metafora antirazzista, seguito da
una serie di film che sottolinea la sua collocazione di sinistra. Proprio questo suo impegno politico lo rende
sospetto al maccartismo, che lo costringe a lasciare gli Stati Uniti per l'Inghilterra, che diventa così la sua patria
definitiva. Nel 1963 con Il servo e nel 1967 con L'incidente raggiunge i vertici della propria arte, svolgendo
tormentate e angoscianti riflessioni sul tema a lui caro dell'identità del singolo e della natura dei rapporti fra le
persone. Anche negli anni settanta le sue opere migliori (Messaggero d'amore, 1971, L'assassinio di Trotsky, 1972,
Mr. Klein, 1976) traggono spunto da questo teso lavorio analitico sulle contraddizioni dell'animo umano e sulla
ricerca di se stesso da parte d'un individuo in conflitto con la realtà. Regista versatile e prolifico, forse troppo
considerato l'esito non eccelso di alcuni suoi film, Losey è uno dei rappresentanti più significativi di quella
generazione di cineasti che subì il maccartismo senza piegarsi ed arrendersi, ma affermando con coraggio e
coerenza il proprio diritto alla libertà.

Il ragazzo dai capelli verdi 1948

Linciaggio 1950

Sciacalli nell'ombra 1951

L'uomo sulla spiaggia 1955

L'alibi dell'ultima ora 1956

La zingara rossa 1958

L'inchiesta dell'ispettore Morgan 1959

Giungla di cemento 1960

Eva 1962

Il servo 1963

Per il re e per la patria 1964

Modesty Blaise, la bellissima che uccide 1966

L'incidente 1967

Caccia sadica 1970

Messaggero d'amore 1971

L'assassinio di Trotsky 1972

Casa di bambola 1973

Galileo 1975

Una romantica donna inglese 1975

Mr. Klein 1976

http://pacioli.crw.it/ftp/cinema2000-2016/4-Registi/Registi2000/27.htm[12/07/2017 19:01:05]
Losey Joseph

Le strade del sud 1978

Don Giovanni 1982

Steaming. Il bagno turco1984

http://pacioli.crw.it/ftp/cinema2000-2016/4-Registi/Registi2000/27.htm[12/07/2017 19:01:05]
Loy Nanni

Loy Nanni
Italia (1925-1995)

Diplomato in regia al Centro Sperimentale di Cinematografia, esordisce nel 1959 con Audace colpo dei soliti
ignoti, seguito del fortunatissimo I Soliti ignoti di Monicelli, tipico esempio di commedia all’italiana, genere al
quale Loy dedicherà la maggior parte della propria filmografia. Soltanto all’inizio degli anni Sessanta apre una
significativa parentesi in questa continuità di genere con due film dedicati alla Resistenza, Un giorno da leoni
(1961) e Le quattro giornate di Napoli (1963). Quest’ultimo, per la forza epica e l’impianto corale della
rievocazione, è destinato a rimanere l’opera migliore della sua carriera. I lavori successivi, pur confermando da
parte del regista una discreta capacità di coniugare tematiche di taglio sociale e civile con le movenze
comico-satiriche della commedia (Il padre di famiglia, 1967, Mi manda Picone, 1984) non usciranno mai
dall’ambito di una dignitosa professionalità. Il suo itinerario registico (che con una prova vigorosa come Le
quattro giornate di Napoli aveva lasciato sperare sviluppi più interessanti) costituisce un esempio della difficoltà,
che per lungo tempo ha pesato sul Cinema italiano, a superare i canoni consolidati della commedia, condannandosi
spesso ad una sclerotica ripetitività.

Audace colpo dei soliti ignoti 1959

Un giorno da leoni 1961

Le quattro giornate di Napoli 1963

Rosolino Paternò, soldato 1970

Detenuto in attesa di giudizio 1971

Sistemo l’America e torno 1974

Signore e signori buonanotte 1976

Basta che non si sappia in giro 1976

Café Express 1980

Mi manda Picone 1984

Amici miei atto terzo 1985

Scugnizzi 1989

Pacco, doppio pacco e contropaccotto (1993)

http://pacioli.crw.it/ftp/cinema2000-2016/4-Registi/Registi2001/3framreg039.htm[12/07/2017 19:01:05]
Lucas George

Lucas George
Stati Uniti (1944)

Si laurea alla scuola di Cinema dell’università della California. Si stringe d’amicizia con F.F.Coppola ed è
quest’ultimo a produrre i suoi primi film, tra cui spicca American Graffiti del 1973, storia autobiografica intrisa di
umori nostalgici e crepuscolari. Nel 1977 dirige Guerre stellari, un kolossal di fantascienza che ottiene un grande
successo. Negli anni ottanta Lucas abbandona la regia, dedicandosi all’attività di produttore e partecipando in
questa veste alla realizzazione dei seguiti di Guerre stellari e di I predatori dell’arca perduta (1981) di
S.Spielberg. Lucas ha acquisito un posto importante nella storia del Cinema, distinguendosi come uno dei
principali artefici della rinascita hollywoodiana dopo la crisi degli anni sessanta e settanta, all’insegna delle
superproduzioni e del rilancio dell’immaginario fantastico.

 L’uomo che fuggì dal futuro 1970

American Graffiti 1973

Guerre stellari 1977

Star Wars. Episodio I: la minaccia fantasma 1999

Star Wars. Episodio II: l'attacco dei cloni 2002

Star Wars. Episodio III: la vendetta dei Sith 2005

http://pacioli.crw.it/ftp/cinema2000-2016/4-Registi/framreg056.htm[12/07/2017 19:01:06]
Luchetti Daniele

Luchetti Daniele
Italia (1960)

Ha frequentato la scuola di Cinema della Gaumont e dopo aver fatto l’aiuto-regista di N.Moretti, esordisce nel
1988 con Domani accadrà, una produzione della Sacher dell’amico Moretti. Nel 1991 con Il portaborse anticipa la
tempesta di tangentopoli. La sua cifra stilistica sembra orientarsi verso una rivisitazione dei temi del presente
tramite un filtro un po’grottesco e trasognato, che conferisce ai suoi film una tonalità fra la commedia e il
fantastico. Luchetti è sicuramente una delle rivelazioni più interessanti degli ultimi anni.

 Domani accadrà 1988

La settimana della sfinge 1990

Il portaborse 1991 

Arriva la bufera 1993

La scuola 1995            

I piccoli maestri 1998    

Dillo con parole mie 2003                               (*Filmografia completa)

Mio fratello è figlio unico (2007)

La nostra vita (2010)

Anni felici (2013)

http://pacioli.crw.it/ftp/cinema2000-2016/4-Registi/framreg057.htm[12/07/2017 19:01:06]
Luhrmann Baz

Luhrmann Baz
Australia (1962)

La sua prima passione è la danza e la musica e nel 1990 dirige La Bohème per l’Australian Opera. Il suo esordio
alla regia è del 1992 con Ballroom- Scuola di ballo, un film che si segnala per la perfetta fusione fra ritmo del
montaggio e quello della danza. Romeo & Juliette (1996) conferma la sua estrosa capacità di fondere insieme
danza, Cinema e musica.

Ballroom-Scuola di ballo 1992

Romeo & Giulietta 1996    

Moulin Rouge 2001                                         (*Filmografia completa)

Australia (2008)

Il grande Gatsby  (2013)

http://pacioli.crw.it/ftp/cinema2000-2016/4-Registi/framreg058.htm[12/07/2017 19:01:07]
Lumet Sidney

Lumet Sidney
Stati Uniti (1924-2011)

Di origini ebraiche da giovane recita come attore a Broadway. Nel 1950 inizia l’attività come regista alla rete
televisiva CBS e sull’onda dei successi televisivi esordisce alla regia cinematografica con La parola ai giurati
(1957), un film giudiziario di grande impatto. Negli anni successivi la sua attività si è svolta sia nell’ambito del
Cinema di genere, sia in quello di pellicole più personali, nelle quali Lumet ha fatto emergere il proprio
orientamento politico progressista e democratico attraverso una critica degli aspetti più illiberali della società
americana.

 La parola ai giurati 1957

A prova d'errore  1964

La collina del disonore 1965

L’uomo del banco dei pegni 1965

Rapina record a New York 1971

Riflessi in uno specchio scuro 1973

Assassinio sull’Orient Express 1974

Serpico 1974

Quel pomeriggio di un giorno da cani 1975

Quinto potere 1976

Il verdetto 1982

Daniel 1983

Power 1986

Vivere in fuga 1987

Sono affari di famiglia 1988

Un' estranea fra noi 1992

Per legittima accusa 1993

Prove apparenti 1996

Se mi amate... 1997

Gloria 1998

Prova a incastrarmi 2005

Onora il padre e la madre (2007)

http://pacioli.crw.it/ftp/cinema2000-2016/4-Registi/framreg059.htm[12/07/2017 19:01:07]
Linch David

Lynch David
Stati Uniti (1946)

Dopo aver studiato pittura alla scuola di Belle Arti, esordisce nel 1976 con Eraserhead, un film horror in
bianconero ampiamente influenzato dalla lezione surrealista, per pervenire al successo internazionale con The
Elephant Man nel 1980, la triste storia di un adolescente affetto da una crudele malattia che gli deturpa il volto,
ispirato a canoni narrativi tradizionali. Negli anni successivi Lynch si muove in un territorio di confine tra le regole
dei generi, soprattutto il giallo noir, e una personale ricerca espressiva di stampo visionario ed onirico protesa a
sondare le zone più oscure e inquietanti della psiche umana. Lynch è un regista affascinante e controverso, che
esprime un Cinema perturbante e disturbante, torbido e ambiguo, mai banale e scontato.

Eraserhead 1976

The Elephant Man 1980

Dune 1984

Velluto blu 1986

I segreti di Twin Peaks 1989

Cuore selvaggio 1990

Fuoco cammina con me 1992

Strade perdute 1996

Una storia vera 1999

Mulholland Drive 2001

Inland Empire 2006

http://pacioli.crw.it/ftp/cinema2000-2016/4-Registi/framreg060.htm[12/07/2017 19:01:08]
Lyne Adrian

Lyne Adrian
Gran Bretagna (1941)

Inizia a lavorare come regista di film pubblicitari, vincendo nel '76 e '78 il festival pubblicitario di Cannes. Questa
formazione legata alla produzione di spot si farà sempre sentire nel suo lavoro cinematografico, improntato ad un
gusto figurativo sempre piuttosto patinato ed estetizzante all'insegna di un accademismo un po' freddo e
compiaciuto. Il suo primo film di successo è Flashdance (1983), un'esercitazione di virtuosismi visivi inseguendo
le evoluzioni della bella Jennifer Beals, dell'86 è Nove settimane e mezzo, un film erotico filtrato attraverso il
consueto manierismo sofisticato. Nel 1997, dopo alcuni thriller di scarso valore, affronta l'ambizioso progetto di
realizzare il remake del film di S.Kubrick Lolita, facendosi ancora una volta sopraffare dal richiamo per la bella
immagine.

 Flashdance 1983

Nove settimane e mezzo 1986

Attrazione fatale 1987

Proposta indecente 1993

Lolita 1997

L'amore infedele - Unfaithful 2002

http://pacioli.crw.it/ftp/cinema2000-2016/4-Registi/framreg061.htm[12/07/2017 19:01:08]
Codici narrativi

Premessa
In modo assai schematico si può sintetizzare l'argomento riducendolo alla risposta a tre domande: Chi guarda e
come guarda? Chi racconta e come racconta? Chi sa e come dà le informazioni? Insomma il vedere, il
raccontare e il sapere come elementi costitutivi della narrazione cinematografica.

I punti di vista
Si risponde alla domanda Chi guarda e come guarda? (si usa anche il termine ocularizzazione). Si distinguono
quattro possibilità:

Oggettiva reale: la m.d.p. non coincide con lo sguardo di nessun personaggio, assumendo posizioni e
producendo movimenti che rientrano nelle possibilità fisiche di un ipotetico osservatore invisibile presente
alla storia (per esempio: il dialogo fra due personaggi osservato da uno spettatore posto di fronte; seguire un
personaggio che cammina tramite una carrellata orizzontale alla sua altezza). Si tratta di un tipo di sguardo
essenzialmente passivo, che si limita ad una semplice registrazione degli eventi.

Oggettiva irreale: la m.d.p. non coincide con lo sguardo di nessun personaggio ed assume posizioni e
produce movimenti che travalicano le possibilità fisiche di un ipotetico osservatore invisibile presente alla
storia (per esempio: una carrellata aerea che sorvola dall'alto la scena della storia; un movimento della
m.d.p. che penetra in una finestra chiusa, supera una porta senza che questa si apra ecc.). Si tratta di un tipo
di sguardo essenzialmente libero da ogni condizionamento, attivo, in grado di muoversi liberamente sulla
scena del film.

Soggettiva: la m.d.p. coincide con lo sguardo di un personaggio e noi spettatori vediamo solo ciò che lui
vede, guardiamo con i suoi occhi.

Semisoggettiva: la m.d.p. non coincide più con lo sguardo di un personaggio in modo totale, ma solo in
modo parziale, collocandosi quasi sempre alle sue spalle ed offrendoci una porzione di realtà che corrisponde
quasi completamente a quella che egli vede (per esempio: il dialogo fra due personaggi secondo la tecnica
del campo-controcampo, quando noi spettatori vediamo il personaggio che parla quasi come se fossimo i
suoi interlocutori, dove il quasi va ricercato nello scarto della direzione degli occhi di chi parla, che non
guardano direttamente noi, altrimenti sarebbe una soggettiva, ma un punto ideale collocato
approssimativamente sulla nostra spalla).

Interpellazione: l'attore o gli attori, guardando in macchina, danno la sensazione di rivolgersi direttamente
allo spettatore (a meno ovviamente che non si tratti di una soggettiva), di guardarlo, come fa il giornalista o
la presentatrice alla televisione.

L'enunciazione
Si risponde alla domanda chi racconta e come si racconta? E si parte dal presupposto che essendoci una storia ne
consegue la necessità sul piano teorico che esista un'entità che provveda a produrre il racconto. Chiamiamo questa
entità narratore (altri la chiamano istanza narrativa o enunciatore). Chiamiamo poi il destinatario del racconto
prodotto dal suddetto narratore narratario (anche enunciatario). Si distinguono due possibilità, a loro volta
articolate al loro interno.

 Narratore extradiegetico (o esterno)


La gestione del racconto (ciò che in esso accade e viene detto dai personaggi) è affidata ad un'entità esterna al
racconto stesso che può rivelarsi o meno allo spettatore (si tratta dell'equivalente della narrazione in terza persona
in letteratura). In base al grado di manifestazione di suddetta entità narrativa distinguiamo un minimo e massimo di
appalesamento nei confronti del narratario che in questo caso è sempre lo spettatore.

http://pacioli.crw.it/ftp/cinema2000-2016/5-Linguaggio/framegram004.htm[12/07/2017 19:01:29]
Codici narrativi

Narratore esterno nascosto. Il narratore non si rivela minimamente, lo spettatore non ne coglie la presenza,
il racconto sembra prodursi da solo. E' l'equivalente del racconto impersonale in letteratura tipico del
realismo e del verismo, nel quale il narratore si nasconde dietro gli eventi e non fa sentire la propria presenza
(nel Cinema è la modalità tipica dei film del Neorealismo e di analisi e introspezione psicologica).

Narratore esterno palese. Il narratore si rivela allo spettatore, facendogli cogliere la sua presenza a livelli
minimi ( per esempio: le scritte del tipo qualche anno dopo, Roma 1945 ecc.) o a livelli massimi (per
esempio: con una voce over che introduce e commenta la storia e ancor di più mostrandosi fisicamente allo
spettatore, come Cecil B. De Mille nel suo moderno ufficio all'inizio del suo film I dieci comandamenti). E'
l'equivalente in letteratura del narratore del romanzo ottocentesco che guida il lettore con commenti e
riflessioni, sino ad arrivare a dialogare direttamente con lui dandogli del tu, come il Manzoni alla fine de I
promessi Sposi.

  Narratore diegetico (o interno)

La gestione del racconto è affidata ad un personaggio del racconto stesso, sia principale o meno (è il corrispettivo
dell’io-narrante in letteratura). In questo caso si è soliti distinguere l’enunciatario.

Enunciatario interno: il racconto del narratore diegetico ha come destinatario uno o più personaggi del
racconto stesso o il narratore diegetico medesimo (esempio: dei ricordi del narratore diegetico che non
vengono comunicati verbalmente a nessuno, ma affiorano soltanto alla sua memoria)

Enunciatario esterno: coincide sempre con lo spettatore cui il narratore si rivolge direttamente tramite la
sua voce, che introduce nella maggioranza dei casi il film e qualche volta lo conclude, scomparendo per la
maggior parte del testo filmico.

Nell’ambito di un solo film possiamo trovare un’unica modalità di enunciazione o più modalità (per esempio:
all’interno di un racconto ad enunciatore esterno si inseriscono uno o più enunciatori interni che raccontano un
segmento della storia, per lo più in flashback). L’identità dell’enunciatore (esterno o interno che sia), insomma,
può anche variare, anche se quasi sempre è facile individuare un enunciatore prevalente sugli altri.  

La focalizzazione
Si risponde alla domanda chi sa e come dà le informazioni? O meglio quanto sa sulla storia che racconta chi
fornisce le informazioni, cioè l’enunciatore? Si tratta insomma di verificare l’estensione della conoscenza
dell’enunciatore relativamente agli aspetti fondamentali della storia. Si distinguono tre possibilità.

Focalizzazione interna: lo spettatore è legato al sapere di un solo personaggio. Questo tipo di


focalizzazione si abbina quasi sempre ad un narratore interno, ma lo troviamo spesso anche con quello
esterno (per esempio: è come se ci trovassimo di fronte a più giocatori di carte e conoscessimo solo quelle di
uno di loro).

Focalizzazione esterna: lo spettatore è puro testimone di eventi ed azioni ed il suo sapere risulta inferiore
a quello di tutti i personaggi. Questo tipo di focalizzazione si abbina esclusivamente ad un narratore esterno
(per esempio: è come se ci trovassimo di fronte a più giocatori di carte, ignorando di queste il contenuto per
tutti loro).

Focalizzazione zero (oppure racconto non focalizzato): lo spettatore è messo nelle condizioni di dominare
tutta la narrazione, essendo informato di tutto da un narratore onnisciente che penetra nei pensieri dei
personaggi e si trova in più posti diversi contemporaneamente. Questo tipo di focalizzazione si abbina
esclusivamente ad un narratore esterno (per esempio: è come se ci trovassimo di fronte a più giocatori di
carte e a tutti potessimo guardare in mano).

 Spesso accade che un film sia caratterizzato da un solo tipo di focalizzazione, ma altrettanto spesso si verifica il

http://pacioli.crw.it/ftp/cinema2000-2016/5-Linguaggio/framegram004.htm[12/07/2017 19:01:29]
Codici narrativi

caso di pellicole che ospitano al loro interno diversi tipi di focalizzazione che si succedono o si alternano.

 I regimi della narrazione


Pur tenendo ben presente la complessità dell'organizzazione narrativa di un testo, è possibile produrre una tipologia
che riduca a tre i regimi della narrazione:

la narrazione forte: in essa assume grande importanza l'azione, come fonte primaria di trasformazione di
situazioni fortemente collegate in senso causale. Il sistema di valori (cioè la contrapposizione di ideali e
valori a disvalori e negatività: Bene-Male, Legge-Criminalità, Tolleranza-Intolleranza, etc.) è nettamente
ritagliato, i personaggi hanno caratteri ben definiti (buoni-cattivi, onesti-disonesti, la narrazione è fluida e
scorrevole senza tempi morti, prevale la sintesi (è il tipo di narrazione tipica del Cinema spettacolare e
commerciale, in particolare dei generi cinematografici tradizionali e consolidati come il western, il bellico, il
thriller, il poliziesco etc.).

la narrazione debole : In essa l'azione tende a perdere importanza rispetto alle trasformazioni
psicologiche, morali, spirituali, sentimentali, culturali, etc. di personaggi non più fissi ed immobili nelle loro
caratteristiche, ma passibili di modificazioni o di travagli nel corso della narrazione. Il rapporto di causalità
appare meno rigido e meccanico, più ambiguo e problematico. Il sistema di valori non si basa più su
contrapposizioni nette, ma può aprirsi a interscambi e crisi, prevale l'analisi (è il caso del Cinema non di
genere, di introspezione psicologica e di riflessione morale, più di dialoghi e descrizioni che di azioni).

L'antinarrazione: porta alle estreme conseguenze la crisi del modello forte, radicalizzando alcune
tendenze già presenti nella narrazione debole. L'azione perde ogni ruolo rilevante, la situazione narrativa si fa
frammentata e dispersa, la casualità sembra prevalere sulla causalità, ogni riferimento chiaro di valori  viene
meno, le trasformazioni o non ci sono o procedono a rilento, la narrazione perde fluidità e scorrevolezza e si
dà ampio spazio ai tempi morti (è il caso di certo Cinema sperimentale e d'avanguardia o di autori con una
precisa personalità artistica, come Antonioni, Fellini, Moretti, Bergman, Wenders, Resnais, etc. che
inseguono una loro personalissima idea di linguaggio cinematografico).

http://pacioli.crw.it/ftp/cinema2000-2016/5-Linguaggio/framegram004.htm[12/07/2017 19:01:29]
Generi-bellico

Bellico
Genere cinematografico incentrato sulla ricostruzione di eventi guerreschi appartenenti alla storia del Novecento, in
particolare i due conflitti mondiali e quelli della Corea e del Vietnam. E' proprio questo riferimento ad eventi
storici relativamente recenti a far sì che il genere bellico si distingua da quello storico propriamente detto, anche se
ovviamente pure i film bellici hanno un carattere storico e potrebbero essere ascritti a questo genere.

I film bellici hanno conosciuto una particolare diffusione negli anni immediatamente successivi alle due guerre, ma
si può dire che il genere attraversi, pur con alti e bassi, l'intera storia del Cinema, sino ad arrivare ai nostri giorni.

All'interno del bellico è necessario operare una fondamentale distinzione tra un Bellico epico-eroico e un Bellico
antimilitarista.

Il Bellico epico-eroico propone una netta distinzione fra chi combatte in nome del Bene e della Giustizia, ed è
fortemente motivato al combattimento e portato ad atti di estrema audacia e coraggio, e un nemico rappresentato in
termini molto negativi. All'interno di questo indirizzo sarebbe bene però distinguere tra due tendenze: una di aperta
propaganda militarista, intrisa di retorica ed enfasi (Lo squadrone bianco,1936, e L'assedio dell'Alcazar, 1940,
entrambi di A. Genina, L'uomo della croce di R. Rossellini, 1942 ; Berretti Verdi di J. Wayne, 1968) e l'altra
orientata, pur senza mettere in discussione la logica della guerra e manifestando ammirazione per il valore mostrato
dai combattenti e il loro spirito di sacrificio, verso qualche inflessione di dolore e sgomento per le sofferenze che il
conflitto comporta (La grande parata di K. Vidor, 1925; Iwo Jima di A. Dwan, 1949; Attack! di R. Aldrich; I
giovani leoni di E. Dmytryk, 1958; La grande guerra di M. Monicelli,1959; Quell'ultimo ponte di R.
Attenborough, 1977; Il grande uno rosso di S. Fuller, 1980; Salvate il soldato Ryan di S. Spielberg, 1998).

Il Bellico antimilitarista, pur nel differenziarsi degli approcci e delle posizioni ideologiche, esprime una condanna
della guerra, di cui mette in evidenza l'assurdità e l'insensatezza, e della crudele mentalità militarista che esige
cieca obbedienza anche di fronte agli ordini più folli. Non c'è più eroismo e desiderio di gloria, ma angoscia e
paura, senso di frustrante impotenza di fronte al massacro, se non, in alcuni casi, aperta ribellione alla gerarchia
(All'Ovest niente di nuovo di L. Milestone, 1930, Westfront di G. W. Pabst, 1930; L'arpa birmana di K.
Ichikawa, 1956; Orizzonti di  gloria di S. Kubrick, 1957; Per il Re e per la Patria di J. Losey, 1964; Uomini
contro di F. Rosi, 1970; Full Metal Jacket di S. Kubrick, 1987; La sottile linea rossa di T. Malick, 1998).

http://pacioli.crw.it/ftp/cinema2000-2016/5-Linguaggio/framegram005.htm[12/07/2017 19:01:29]
Generi-cappa e spada

Cappa e spada
Genere cinematografico incentrato sulle avventure di un protagonista particolarmente abile nel destreggiarsi con la
spada e quindi in grado di imporre i principi della giustizia e della morale trasgrediti dal cattivo di turno. Il Cappa e
spada abbraccia un periodo storico assai vasto, che solitamente va dal Medioevo al Settecento, ma si distingue dal
genere storico perché tende apertamente a privilegiare l'immaginazione e l'invenzione rispetto alla ricostruzione
storica. Lo sfondo e gli avvenimenti storici, che possono essere presenti, diventano un puro pretesto narrativo, un
semplice supporto su cui inserire gesta e imprese che non hanno nulla di verosimile. I riferimenti letterari più
evidenti del Cappa e spada sono essenzialmente due: come ispirazione lontana il poema epico dell'Antichità, del
Medioevo e del Rinascimento, come referente esplicito la letteratura d'appendice e il romanzo storico
dell'Ottocento.

Sin dall'epoca del muto Hollywood ha ampiamente sfruttato questo genere. Citiamo Il segno di Zorro di F. Niblo
(1920), Robin Hood (1926) e La maschera di ferro (1929), entrambi di A. Dwan.

Coll'avvento del sonoro il genere continua a prosperare con successo. Citiamo Capitan Blood (1935) e La leggenda
di Robin Hood (1938), entrambi di M. Curtiz, Il segno di Zorro di R. Mamoulian (1940) (dai quali si coglie la
tendenza tipica del Cappa e spada a riproporre gli stessi personaggi), La rosa nera di H. Hathaway (1950),
Scaramouche di G. Sidney (1952), Il prigioniero di Zenda di R. Thorpe (1952).

A cominciare dagli anni sessanta il genere va incontro ad una crisi che negli anni ottanta lo porta praticamente
all'estinzione (non si può però non ricordare l'ironica versione di R. Lester della saga dumasiana: I tre moschettieri,
1973, e Milady, 1975). Solo nel decennio Novanta si assiste ad una parziale ripresa, più episodica che legata ad
una vera e propria rinascita del genere: Corsari di R. Harlin (1994), La maschera di ferro di R. Wallace (1998).

http://pacioli.crw.it/ftp/cinema2000-2016/5-Linguaggio/framegram006.htm[12/07/2017 19:01:30]
Generi-carcerario

Carcerario
Genere cinematografico basato su vicende interamente o prevalentemente ambientate in un carcere e che hanno
come protagonisti uno o più detenuti. In linea di massima questo genere mette l'accento sulle disumane condizioni
di vita negli istituti penitenziari o racconta di un tentativo di evasione riuscita o meno o tutte e due le cose insieme.
Spesso il Carcerario diventa strumento di denuncia di metodi di reclusione brutali e anacronistici, sollecitando
indirettamente la necessità di una riforma. Per questo può accadere che assuma una considerevole valenza di
impegno civile, in senso progressista e democratico.

Tra i titoli d'epoca lontana ricordiamo Codice criminale (H. Hawks,1931), Io sono un evaso (M. Le Roy, 1932), Il
giuramento dei forzati (M. Curtiz, 1944); d'epoca più vicina L'uomo di Alcatraz (J. Frankenheimer, 1963), Nick
Mano fredda (1967) e Brubaker (1981), entrambi di S. Rosenberg, Fuga di Mezzanotte (A. Parker, 1977), Fuga da
Alcatraz (D. Siegel, 1981); d'epoca recente Le ali della libertà (F. Darabont, 1994).

Si tratta di un genere quasi esclusivamente americano, ma non bisogna dimenticare importanti film europei, come
l'italiano Nella città l'inferno (R. Castellani, 1959) e il francese Il buco (J. Becker, 1960).

http://pacioli.crw.it/ftp/cinema2000-2016/5-Linguaggio/framegram007.htm[12/07/2017 19:01:30]
Generi-catastrofico

Catastrofico
Genere cinematografico incentrato su una catastrofe naturale o su un disastro provocato, più o meno
volontariamente, dall'intervento dell'uomo. Spesso questo genere subisce delle interferenze da parte di altri, quali il
Fantastico e l'Horror, anche se a rigore bisognerebbe considerare appartenente al Catastrofico solo quei film che
rispettano i canoni della verosimiglianza.

Quasi sempre il genere propone una vasta schiera di personaggi, i cui limiti, difetti, pregi e abilità vengono
amplificati dalla drammatica contingenza della catastrofe, le cui conseguenze finiscono spesso per punire con la
morte i responsabili morali del disastro (qualora questo ovviamente dipenda dall'uomo). Alla fine si ristabilisce
sempre l'ordine turbato dalla catastrofe, costringendo tuttavia lo spettatore ad una riflessione sui pericoli insiti in
una gestione della tecnologia e in un rapporto con la natura privo di limiti e cautele.

Fra i titoli più significativi di questo genere, che comporta spesso un notevole investimento economico per
garantire il necessario livello spettacolare, ricordiamo Uragano (J. Ford, 1937), Il diavolo alle quattro (M. Le Roy,
1961), L'avventura del Poseidon (R. Neame, 1972), L'inferno di cristallo (J. Guillermin, 1974), Lo squalo (S.
Spielberg, 1975), Dante's Peak (R. Donaldson, 1997), Titanic (J. Cameron, 1997).

http://pacioli.crw.it/ftp/cinema2000-2016/5-Linguaggio/framegram008.htm[12/07/2017 19:01:31]
Generi-comico

Comico
Genere finalizzato a causare la risata e il divertimento dello spettatore attraverso il ricorso al cosiddetto gag
gestuale e/o verbale. Vengono cioè proposte situazioni e dialoghi assolutamente inconsueti e improbabili nella
quotidianità, intesi a sovvertire le normali modalità di comportamento e espressione. L'effetto del gag non è mai
drammatico, poiché il danno che esso può provocare è sempre limitato, oltre a volgersi a volte in conseguenze
positive, anche se non sempre consapevolmente, e comunque non assume mai connotazioni negative. Il genere
comico poi, a differenza della Commedia, cui per certi versi è imparentato, infrange spesso le leggi della
verosimiglianza, facendo ricorso a figure quali l'iperbole e la reiterazione e privilegiando il gusto del ridicolo e del
paradosso.

Questo genere nasce con il Cinema stesso (il primo film dei Lumière, l’arroseur arrosé, è un comico) e nei suoi
primi anni di vita, all'epoca del muto, il comico gode di grande diffusione e popolarità (pensiamo alle famose
comiche finali).

Esso è da sempre collegato ad attori specializzati nel ruolo comico e che nella loro carriera difficilmente hanno
interpretato personaggi seri. Citiamo su tutti B. Keaton, C. Chaplin, H. Langdon, S. Laurel e O. Hardy, I fratelli
Marx, J. Lewis, M. Brooks in America, J. Tati e L. de Funès in Francia, Totò e R. Benigni in Italia.

Rientra a pieno titolo nel comico la parodia, che propone un capovolgimento in chiave grottesca di generi seri. E'
il caso di film come Le folli notti del Dottor Jerryll (J. Lewis, 1963), Frankenstein Junor (M. Brooks, 1974), The
Blues Brothers (J. Landis, 1981).

http://pacioli.crw.it/ftp/cinema2000-2016/5-Linguaggio/framegram009.htm[12/07/2017 19:01:31]
Generi-commedia

Commedia
Genere cinematografico incentrato prevalentemente su un rapporto amoroso, inizialmente problematico, destinato al
lieto fine (quasi sempre sottoforma di esito matrimoniale). Priva di asprezze drammatiche e caratterizzata da
dialoghi brillanti e situazioni divertenti, la commedia cinematografica affonda le proprie radici nell'antica
commedia greca per arrivare al repertorio shakespeariano (La bisbetica domata è considerata una specie di
prototipo) e al Vaudeville francese.

Essa ha conosciuto un grande sviluppo nella Hollywood degli anni trenta e quaranta, dove ha incontrato una
particolare fortuna il sottogenere della Commedia sofisticata, ambientata nell'alta società, fra ricchi, aristocratici,
gran dame, in un'atmosfera di raffinatezza e artificio, di cui spesso viene smascherata la vacuità (tra i maestri di
questo genere ricordiamo E. Lubitsch, G. Cukor, F. Capra).

In Italia ad imitazione di questo modello si affermò negli anni trenta la Commedia dei telefoni bianchi (spesso
ispirata a pièce teatrali ungheresi) senza mai raggiungere però il livello dei film d'oltreoceano. Di maggior rilievo
invece la Commedia piccolo-borghese di M. Camerini che durante il ventennio fascista si contrappose alla
retorica altisonante del Cinema di regime.

Un discorso a parte merita infine la Commedia all'italiana, sorta nel nostro paese all'inizio degli anni sessanta,
nella quale il tema amoroso perde la sua centralità per lasciar posto ad una satira di costume sapida e pungente,
che rende sovente amaro e malinconico il sorriso (tra i maestri di questo genere ricordiamo M. Monicelli, D. Risi,
E. Scola, A. Pietrangeli).

In questi ultimi anni si è affermata negli Stati Uniti un nuovo tipo di commedia, che potremmo definire Commedia
giovanile, basata sulle traversie sentimentali e i dilemmi esistenziali di giovani protagonisti che si affacciano alla
vita dopo le scuole o l'università. Pur esprimendo spesso il disagio vissuto dalle nuove generazioni, questo genere
non sconfina mai, se non raramente, nella drammaticità e propone dialoghi arguti e situazioni divertenti,
comunicando un senso di leggerezza narrativa (Singles. L'amore è un gioco di C. Crowe, 1992, Giovani, carini,
disoccupati di B. Stiller, 1994, Parlando e sparlando di N. Holofcener, 1995 ed altri).

http://pacioli.crw.it/ftp/cinema2000-2016/5-Linguaggio/framegram010.htm[12/07/2017 19:01:32]
Generi-fantascienza

Fantascienza
Genere cinematografico basato su vicende drammatiche ambientate in un futuro lontano o imprecisato, sulla terra o
su altri pianeti, dominato da macchine e congegni tecnologici frutto di fantasia e al presente inesistenti, ma la cui
realizzazione futura non può essere esclusa a priori (uno dei primi film di Fantascienza Il viaggio nella luna,
ispirato ad un romanzo di Jules Verne, di G. Méliès del 1902 immaginava uno sbarco umano sul nostro satellite che
si è poi verificato sessantasette anni dopo). Decisamente più improbabile invece l'esistenza di esseri extraterrestri,
sovente mostruosi e minacciosi, che spesso popolano i film di questo genere.

Sin dagli esordi la fantascienza ha angosciato il pubblico con inquietanti ipotesi di invasioni della terra da parte di
Marziani o di altri abitanti della galassia oppure ha avvinto con avventurose saghe dello spazio. In questo caso il
genere ha subito interferenze da parte dell'Horror (L'invasione degli Ultracorpi di D. Siegel, 1956, La cosa di J.
Carpenter, 1982, Indipendence Day di E. Hemmerich, 1997) e da parte del Western e del Cappa e spada (Guerre
stellari di G. Lucas, 1978, e L'impero colpisce ancora di I. Kershner, 1980). Solo di recente con film come
Incontri ravvicinati del terzo tipo (1977) e E.T. L'extraterrestre (1982), entrambi di S. Spielberg, la figura dell'
extraterrestre è stata profondamente umanizzata, presentandosi addirittura come migliore rispetto all'uomo.

Una particolare articolazione del genere è costituita dalla cosiddetta Fantascienza filosofico-esistenziale, nella
quale sull'intreccio appassionante e avvincente prevale la riflessione sul senso della vita e il destino dell'uomo. E' il
caso di film come 2001: Odissea nello spazio (S. Kubrick, 1968), Solaris (A. Tarkovskij, 1971), Blade Runner (R.
Scott, 1982).

http://pacioli.crw.it/ftp/cinema2000-2016/5-Linguaggio/framegram011.htm[12/07/2017 19:01:32]
Generi-fantastico

Fantastico
Genere cinematografico dai numerosi filoni, tutti accomunati da una costante: il soprannaturale e l'inverosimile non
irrompono minacciosi e sconvolgenti in un contesto realistico (come nell'Horror), ma costituiscono elementi
universalmente accettati come normali di un contesto realistico oppure s'identificano essi stessi con un contesto nel
quale tutto può accadere, che perde in questo caso ogni parvenza di realismo (pensiamo, per esempio, ad animali
che parlano, tappeti che volano, bacchette magiche, ecc., il tutto senza suscitare stupore o meraviglia fra i
personaggi, anzi accettato come assolutamente normale). Il fine non è più spaventare lo spettatore, ma suscitare in
lui stupore e meraviglia.

L'immediato riferimento letterario è ovviamente quello fiabesco e favolistico, ma anche il repertorio del poema
epico, dai poemi omerici sino all'Orlando Furioso dell'Ariosto e alla Gerusalemme del Tasso. Tra le opere letterarie
più recenti possiamo citare I viaggi di Gulliver di Swift e Cent'anni di solitudine di Marquez.

I film attribuibili a questo genere possono essere raggruppati in 4 filoni.

Il Fantastico fiabesco, spesso ispirato a classici della letteratura fiabesca, dove tutto risulta inserito in una
dimensione inverosimile e nulla risulta reale (Il mago di Oz di V. Fleming, 1939; La storia infinita di W. Petersen,
1985; Il barone di Munchaushen di T. Gilliam, 1989).

Il Fantastico commedia, dove una commedia d'ambientazione realista o quasi si apre a situazioni irreali, che
convivono con fatti e personaggi plausibili sul piano della verosimiglianza (Accadde domani di R. Clair, 1944; Il
cielo può attendere di E. Lubitsch, 1943; Miracolo a Milano di V. De Sica, 1951).

Il Fantastico avventuroso, caratterizzato dall'innestarsi su di una vicenda dominata da eventi ed azioni


assolutamente straordinari, ma non trasgressivi delle leggi di natura, di aspetti irreali perfettamente integrati nella
trama (I predatori dell'Arca perduta di S. Spielberg, 1982, e successivi film della saga di Indiana Jones).

Il Fantastico mitologico-epico, ispirato alla tradizione mitologica antica o al repertorio epico-cavalleresco


medioevale, filone questo assai simile al precedente e caratterizzato dall’ intreccio tra Storia e Leggenda risolto a
favore di quest’ultima (Excalibur di J. Boorman, 1980; Conan, il barbaro di J. Milius, 1982; Lady Hawke di R.
Donner, 1985).

http://pacioli.crw.it/ftp/cinema2000-2016/5-Linguaggio/framegram012.htm[12/07/2017 19:01:33]
Generi-gangster

Gangster
Genere cinematografico tipicamente statunitense, nato dopo il 1929 all’inizio della grande crisi economica che
sconvolge l’America. Esso s’ispira alle imprese della malavita organizzata che a cominciare dagli anni venti aveva
imperversato nelle metropoli, corrompendo profondamente il tessuto morale e civile della società. Il gangsterismo
aveva trovato terreno fertile nel proibizionismo governativo delle bevande alcoliche e più in generale nel
disfacimento indotto dalla crisi economica.

Gli eroi del Gangster si connotano negativamente: sono individui spietati e con pochi scrupoli, che da umili origini
sono riusciti a costruirsi una fortuna grazie ad attività illecite, circondati da una cerchia di sottoposti che seguono
un ben preciso codice di comportamento, si mostrano feroci gestori del proprio potere e sono disposti ad eliminare
chiunque tradisca la fedeltà al capo o si frapponga come ostacolo tra sé e le finalità perseguite. L’ambientazione è
caratterizzata da interni ora miserabili, ora lussuosi, spesso fumosi, sempre claustrofobici, e da esterni metropolitani
di preferenza umidi e notturni.

Possiamo essenzialmente distinguere due tipi di film gangster. In entrambi il protagonista (o i protagonisti) è un
delinquente, verso cui si indirizzano le simpatie del pubblico e la cui parabola si conclude con la morte, ma con
una differenza che concerne la natura e la finalità della sua attività delinquenziale:

a. l’eroe (o se si preferisce l’antieroe) è il boss di una banda gangsteristica che si arricchisce con attività illecite
(contrabbando, spaccio, racket, ecc..) giovandosi di una vasta rete di complicità. L’antagonista non è
rappresentato tanto dalle forze dell’ordine, spesso complici e corrotte, quanto dalle gang rivali con cui lotta
per il controllo del territorio. Citiamo tra i tanti i seguenti titoli: Piccolo Cesare (M. Le Roy, 1930), Pericolo
pubblico (W. Wellman, 1931), Scarface (H. Hawks, 1932) e in anni più recenti la trilogia del Padrino (I, II e
III, 1972, 1974, 1992) di F. F. Coppola;
b. L’eroe non è un boss mafioso e quindi non è a capo di nessuna organizzazione, ma è un isolato che agisce
individualmente e la sua attività criminosa non si basa sui traffici, ma su colpi più o meno audaci,
prevalentemente rapine alle banche, per svolgere le quali può unirsi ad altri malviventi, costituendo una
banda che però e destinata a sciogliersi una volta finita l’impresa criminosa; in altri film instaura un connubio
amoroso con una compagna che lo aiuta nelle sue azioni. In questo caso l’antagonista è la polizia.

Citiamo tra i tanti film: Rapina a mano armata (S. Kubrick, 1956), Gangster Story (A. Penn, 1967), Getaway (S.
Peckinpah, 1972), Heat (M. Mann, 1995). Questa versione del Gangster ha trovato epigoni soprattutto in Francia.
Citiamo: Grisbi (J. Becker, 1954), Bob, Le Flambeur (1956) e Le cercle rouge (1970), entrambi di J. P. Melville.

Il genere Gangster per le sue caratteristiche presenta parecchi punti di contatto con il Giallo, specie in versione
Noir e Thriller, e in alcuni casi si ibrida e confonde con esso.

http://pacioli.crw.it/ftp/cinema2000-2016/5-Linguaggio/framegram013.htm[12/07/2017 19:01:33]
Generi-giallo

Giallo
(giudiziario, poliziesco, thriller, noir) Con questo termine si designa in Italia un genere cinematografico (ma anche
letterario) incentrato su un' azione criminosa il cui responsabile viene scoperto e variamente punito da un uomo
della legge o più genericamente dalle forze dell'ordine. Negli altri paesi del mondo al termine giallo si sostituisce
quello di Poliziesco.

Si distinguono più sottogeneri accorpabili in tre grandi categorie.

Il Giallo ad enigma, legato al romanzo poliziesco di scuola anglosassone (Agatha Christie, Conan Doyle, etc.),
dove l'identità del colpevole, le sue motivazioni e le circostanze dell'atto criminoso vengono svelate solo alla fine.
L'accento è posto soprattutto sull'intreccio e sulla capacità di intuizione e deduzione di chi investiga (Assassinio
sull'Orient Express di S. Lumet, 1974; Assassinio sul Nilo di J. Guillermin, 1978).

Il Giallo-noir, legato al romanzo poliziesco di scuola statunitense (Raymond Chandler, Dashiell Hammett, etc.),
dove pure può esistere un enigma da svelare, ma l'accento è posto sull'ambiente, quasi sempre moralmente corrotto
e degradato, che fa da sfondo alla vicenda, e sulle psicologie dei personaggi (Il mistero del falco di J. Huston,
1941, Il grande sonno di H. Hawks, 1946; Chinatown di R. Polanski, 1974; Brivido caldo di L. Kasdan, 1981; L.A.
Confidential di C. Hanson, 1997).

Il Giallo-suspence, privo di illustri riferimenti letterari e creazione prevalentemente cinematografica, dove viene
svelata subito, o quasi, l'identità del colpevole, determinando un forte sentimento di apprensione nello spettatore
relativo a ciò che di criminoso egli può ancora compiere o di incertezza relativo alla sua sorte finale (verrà
assicurato alla giustizia o la farà franca?). E' questo il meccanismo narrativo privilegiato da un maestro del genere
come A. Hitchcock (suoi Nodo alla gola, 1948, Delitto per Delitto, 1954, La finestra sul cortile, 1954).

Strettamente collegato con quest'ultima versione del giallo, di cui porta alle estreme conseguenze alcune
caratteristiche, è il Thriller (che certuni considerano un genere a parte). In esso la soluzione dell'enigma appare del
tutto secondaria rispetto alle azioni e agli eventi, sovente incentrati sulle vicissitudini di uno o più protagonisti la
cui vita è messa a repentaglio da criminali, killer, pazzi omicidi ecc.. Ciò che coinvolge è la sorte di chi si trova
vittima di una situazione di eccezionale pericolosità. E' il caso di film come Duel (S. Spielberg, 1971), Shining (S.
Kubrick, 1980), Distretto 13: le brigate della morte (J. Carpenter, 1976), Il maratoneta (J. Schlesinger, 1976);
appartengono a questa filiazione del giallo molti film dell'italiano D. Argento.

Altra derivazione è il film giudiziario, che si svolge quasi interamente in un'aula di giustizia e che ha come
protagonisti avvocati e pubblici ministeri, soprattutto i primi, intelligenti e acuti oltre il comune nel salvare clienti
che sembrano condannati in partenza. Si tratta di un genere prevalentemente statunitense, ispirato ad un'ottimistica
fiducia nel trionfo finale della giustizia. Tra i maggiori esemplari ricordiamo titoli come La parola ai giurati (S.
Lumet, 1957), Testimone d'accusa (B. Wilder, 1957), Anatomia di un omicidio (O. Preminger, 1959), Il buio
oltre la siepe (R. Mulligan, 1963), Il verdetto (S.Lumet, 1982) Pazza (M.Ritt, 1987). Negli anni novanta si è
affermato un genere giudiziario di tipo particolare, nel quale non si tratta più di salvare un innocente ingiustamente
accusato smascherando il vero colpevole, ma di garantire un equo risarcimento a chi ha subito danni da grandi
industrie o non è stato adeguatamente risarcito dalle compagnie di assicurazione (Philadelphia di J. Demme, 1994,
L'uomo della pioggia di F.F. Coppola, 1998).

http://pacioli.crw.it/ftp/cinema2000-2016/5-Linguaggio/framegram014.htm[12/07/2017 19:01:34]
Generi-horror

Horror
(0rrifico). Genere cinematografico finalizzato a suscitare sentimenti di paura e angoscia nello spettatore e basato
sull'irrompere nella normalità quotidiana di esseri e fatti sovrumani e sconvolgenti che minacciano l'esistenza della
comunità. L'elemento sovrumano si presenta quasi sempre sottoforma di mostro irreale, ripugnante nell'aspetto
fisico e malvagio nelle intenzioni (un vampiro, un licantropo, uno zombie, un demone, ecc..), in continuità con la
tradizione della letteratura gotica dell'Ottocento (Dracula di B. Stoker, Frankenstein di M. Shelley, Lo strano caso
del Dottor Jeckyll e Mister Hyde di R. L. Stevenson, I racconti di E. A. Poe ecc..). Genere erroneamente
considerato secondario e di minor valore rispetto ad altri, l'Horror è stato ampiamente rivalutato in questi ultimi
anni, specie per quel che riguarda la sua ricchezza di significati e allusioni relativamente alla compresenza nella
natura umana di Bene e Male e alla materializzazione dei lati più oscuri e inesplorati del nostro inconscio.

Dopo i primi esemplari europei (Il carretto fantasma di V. Sjostrom, 1921, Il gabinetto del Dottor Caligari di R.
Wiene, 1920, Nosferatu il vampiro, di F.W.Murnau 1922, ecc..) il genere si consolida e sviluppa negli Stati Uniti
negli anni trenta e quaranta (Dracula di T. Browning, 1930, Frankenstein di J. Whale, 1935, Il bacio della pantera
di J. Tourneur, 1942, ecc..).

E' questa la stagione più gloriosa dell'Horror, che si caratterizza spesso per film a basso costo di produzione (i
cosiddetti B-Movies), con registi e soprattutto attori specializzati in questo settore del brivido (tra i secondi
ricordiamo B. Karloff, B. Lugosi, L. Chaney).

Maestro indiscusso del B-Movie Horror anni sessanta è il regista-produttore R. Corman, famoso per aver sfornato
un gran numero di film di successo a basso budget, servendosi di un attore-mito del genere come V. Price. Negli
stessi anni si distingue la produzione della casa britannica Hammer, con attori quali C. Lee e P. Cushing. Film culto
dell'Horror a basso costo di questo periodo è La notte dei morti viventi di G. Romero, 1968.

Negli anni settanta e ottanta si afferma una versione del genere Horror particolarmente truculenta e macabra, basata
in gran parte sugli effetti speciali (il cosiddetto gore o anche splatter) e finalizzata a creare il massimo del
raccapriccio nel pubblico (citiamo tra i tanti titoli i cicli della Casa e di Nightmare, anche se il capostipite del
genere potrebbe esser considerato L'esorcista di W. Friedkin, 1973).

Tipico degli ultimi anni è il fenomeno della cosiddetta ibridazione dell'Horror con altri generi, quali il Thriller e il
Giallo, non statutariamente incentrati sull'inverosimiglianza e la trasgressione delle leggi fisico-biologiche (è il
caso di film quali Halloween di J. Carpenter, 1978, e The Hitcher di R. Harmon, 1986).

Va ricordato che anche molti registi di grande fama, come S. Kubrick, F.Fellini, J.Renoir, R. Polanski, si sono
cimentati con l'Horror.

http://pacioli.crw.it/ftp/cinema2000-2016/5-Linguaggio/framegram015.htm[12/07/2017 19:01:34]
Generi-musical

Musical
Genere cinematografico basato su testi che danno ampio spazio a brani cantati e/o danzati da attori (che sono
prevalentemente cantanti e/o ballerini professionisti). Il riferimento più immediato va cercato nel melodramma
musicale ottocentesco e nell'operetta d'inizio Novecento (metà cantata e metà recitata). Nato con il sonoro (il primo
film sonoro, Il cantante di jazz di A. Crosland, 1927, appartiene a questo genere) il Musical conosce il suo periodo
d'oro negli anni quaranta e cinquanta per poi decadere e gradualmente scomparire, tranne qualche eccezione, alla
fine dei Settanta.

Se ne conoscono essenzialmente tre variazioni:

1. I brani cantati e/o danzati si inseriscono all'interno di un contesto di relativo realismo (dove cioè non si
canta, ma si parla normalmente, e non si danza, ma ci si muove normalmente). Il canto e la danza sono
credibili sul piano della verosimiglianza in quanto manifestazioni di personaggi che sono cantanti e ballerini
di professione e che in determinati momenti della storia si esibiscono in quanto tali. Citiamo tra i tanti titoli
Scarpette rosse (M. Powell e E. Pressburger, 1948), Gli uomini preferiscono le bionde (H. Hawks, 1953),
Cabaret (B. Fosse, 1972), Chorus Line (R. Attenborough, 1985).
2. I brani cantati e/o danzati si inseriscono all'interno di un contesto di relativo realismo, ma il canto e la
danza non sono credibili sul piano della verosimiglianza in quanto sono strumenti di comunicazione che i
personaggi usano al posto della parola e della normale gestualità (all'improvviso, senza alcuna giustificazione
narrativa, uno o più personaggi si mettono a cantare e/o danzare senza che ciò susciti il minimo stupore nei
presenti, anzi la cosa viene considerata assolutamente normale). Citiamo tra i tanti titoli La vedova allegra
(E. Lubitsch, 1934), Un Americano a Parigi (1951) e Cantando sotto la pioggia (1952), entrambi di V.
Minnelli, My Fair Lady (G. Cukor, 1964), Grease (R. Kleiser, 1978), Tutti dicono I love you (W. Allen,
1997).
3. L'intero film è costituito da brani cantati e/o danzati, la parola e/o la normale gestualità è completamente
abolita, il contesto perde ogni parvenza di realismo. E' il tipo di Musical che più si avvicina al modello
ottocentesco del melodramma musicale. Tra i non tanti titoli citiamo Jesus Christ Superstar (N. Jewison,
1973), Tommy (K. Russell, 1975), Hair (M. Forman, 1979), Evita (A. Parker, 1996).

In Italia si segnala negli anni sessanta il filone dei cosiddetti musicarielli, film musicali appartenenti al caso 1 e 2 e
incentrati sul protagonismo di cantanti di musica leggera molto in voga in quel periodo (G. Morandi, R. Pavone, Al
Bano ecc..), ai quali l'esile trama della sceneggiatura forniva spazi perché potessero esibirsi nelle loro
performances canore.

http://pacioli.crw.it/ftp/cinema2000-2016/5-Linguaggio/framegram016.htm[12/07/2017 19:01:35]
Generi-politico

Politico
Genere cinematografico più italiano ed europeo che americano, che pone al centro del proprio interesse temi di
attualità politica o storici, ma in questo caso con marcata spendibilità e risonanza nel dibattito politico
contemporaneo.

Quasi mai il Cinema politico (chiamato anche Cinema di impegno, politico o civile indifferentemente) è neutrale e
nemmeno vuole esserlo, anzi esplicita con molta chiarezza la propria tesi, in alcuni casi si può parlare proprio di
Cinema a tesi, la cui finalità è cioè quella di dimostrare una precisa posizione nel modo più chiaro e comprensibile
possibile, con tanto di pericoli (sempre incombenti in questo caso) di didascalismo e semplificazione (vedi in
proposito il Cinema del Realismo socialista e il Cinema di propaganda in generale). Strettamente collegato con il
Cinema politico è il cosiddetto Cinema militante, in tutto simile al primo, se non fosse per il suo carattere
prevalentemente documentarista, anziché di finzione, per una accentuata propensione propagandistica e soprattutto
per il fatto che esso si muove al di fuori del circuito commerciale, indirizzandosi verso canali alternativi legati alle
organizzazioni partitiche e politiche che hanno prodotto o commissionato il singolo film. Il Cinema militante ha
conosciuto il suo periodo di maggior diffusione negli anni a cavallo del 1968, quando la Sinistra storica e quella
extraparlamentare usarono con grande convinzione questo strumento, mai eccelso dal punto di vista qualitativo, ma
a volte assai efficace nel comunicare idee e concetti spendibili nell'immediata urgenza politica.

Il Cinema politico propriamente detto, invece, privilegia il film di finzione, spesso giovandosi di grandi budget e
attori e registi di fama e senza mai dimenticare la dimensione spettacolare. Anch'esso ha conosciuto una stagione
felice in coincidenza con gli anni sessanta e settanta, anche se i suoi antecedenti sono rinvenibili nel movimento del
Neorealismo e del Realismo poetico francese. Politicamente orientato a sinistra (per trovare un Cinema politico
esplicitamente e consapevolmente orientato a destra bisogna rifarsi ai film di propaganda fascista e nazista degli
anni trenta o a certi prodotti statunitensi ferocemente anticomunisti del periodo maccartista degli anni cinquanta,
per non parlare di tanto Cinema Bellico, soprattutto in coincidenza con le guerre mondiali), il Cinema politico ha
offerto il meglio di sé quando ha saputo coniugare la critica sociale e la polemica politica con una salda e vigorosa
struttura narrativa e il peggio quando è diventato manierata ripetizione di stereotipi e facile schematismo.

Tra i migliori esempi di Cinema politico italiano ricordiamo Le mani sulla città (1963) e Il caso Mattei (1971),
entrambi di F. Rosi, La battaglia di Algeri di G. Pontecorvo (1966), La Cina è vicina di M. Bellocchio (1967),
Indagine su un cittadino al di sopra di ogni sospetto di E. Petri (1970), Trevico-Torino di E. Scola (1972),
Maledetti vi amerò di M. T. Giordana (1980), Il caso Moro di G. Ferrara (1986), Lamerica di G. Amelio
(1994), La seconda volta di M. Calopresti (1995).

In Francia il Cinema politico ha avuto negli anni sessanta e settanta in J. L. Godard uno dei massimi interpreti (vedi
Nouvelle Vague). Godard è forse l'unico regista (ma non dimentichiamo Eisenstein e l'Avanguardia sovietica
degli anni venti) che ha riflettuto sulla natura politica, non tanto del contenuto del film (cioè della storia narrata),
quanto del suo linguaggio (cioè del modo con cui la storia viene narrata), pervenendo ad un Cinema che voleva
essere rivoluzionario soprattutto a livello formale, sconvolgendo le normali modalità di percezione del prodotto
filmico da parte dello spettatore. Da ricordare anche, sempre a proposito del Cinema transalpino, ma nell'alveo di
una tradizionale convenzionalità espressiva, C. Costa Gavras con i suoi Z. L'orgia del potere (1969), La
confessione (1970), Missing (1982) e Music Box (1989).

Per la Gran Bretagna un nome su tutti, quello di K. Loach, con Riff-Raff (1991), Piovono pietre (1993), Terra e
Libertà (1995).

Negli Stati Uniti il Cinema politico ha vissuto il suo periodo d'oro in coincidenza con la stagione della New
Hollywood degli anni settanta, dove è coinciso con una generale rivisitazione in chiave critica ed antiretorica della
storia nazionale, tanto da poter dire che quasi tutti i film di quella corrente hanno, più o meno, un precisa valenza
politica. Anche molte opere sul Vietnam del decennio successivo rientrano in questa categoria. Oggi il maggior
regista politico americano è O. Stone, di cui ricordiamo Salvador (1986), Platoon (1986), Nato il quattro luglio
(1989), JFK. Un caso ancora aperto (1991), Nixon. Gli intrighi del potere (1995).

http://pacioli.crw.it/ftp/cinema2000-2016/5-Linguaggio/framegram017.htm[12/07/2017 19:01:35]
Generi-road movie

Road-Movie
Genere cinematografico tipicamente americano, impostosi all'inizio degli anni settanta in sintonia con l'esplosione
della rivolta giovanile e dell'esigenza di affermare in modo ribelle e anticonformista il rifiuto della società borghese
e dell'integrazione in essa. I road-movies raccontano quasi sempre la storia di un viaggio di alcuni giovani, spesso
cresciuti alla cultura dell'hippismo e soliti all'uso di droghe leggere, come hascisc e marijuana, senza una meta
precisa, perché ciò che importa non è tanto la destinazione, che spesso si rivela un incontro con la morte, ma quello
che si lascia alle spalle. Quasi sempre l'itinerario privilegiato del genere va dalla costa atlantica a quella del
Pacifico (ripercorrendo così il tragitto classico dei pionieri ottocenteschi che colonizzarono le terre del West, anche
se con uno spirito molto diverso) oppure ha come mitico punto d'arrivo il Messico.

I road-movies sono girati quasi completamente in esterni sulle lunghe statali che si perdono all'orizzonte, con
qualche pausa in luoghi caratteristici del genere, come pompe di benzina, ristoranti, motel, ecc..

Il capostipite letterario di questo genere potrebbe essere considerato il romanzo On the road di Jack Kerouac e
quello cinematografico Easy Rider (D. Hopper, 1969), che per ammissione del regista è ispirato all'italiano Il
sorpasso (D. Risi, 1962). Altri titoli importanti sono Punto Zero (R. Sarafian, 1970), Sugarland Express (S.
Spielberg, 1975), Fandango (K. Reynolds, 1985), Thelma e Louise (R. Scott, 1991), Verso il sole (M. Cimino,
1997).

http://pacioli.crw.it/ftp/cinema2000-2016/5-Linguaggio/framegram018.htm[12/07/2017 19:01:36]
Generi-spionistico

Spionistico
(Spy story). Genere cinematografico che ha come protagonisti agenti segreti e le loro azioni, sullo sfondo di
complessi intrighi internazionali nei quali ogni mezzo diventa lecito. La nascita del genere si lega al profilarsi della
minaccia nazista e alla successiva guerra mondiale (Il club dei trentanove, 1935, Il prigioniero di Amsterdam, 1940,
e Notorius, 1946, tutti di A. Hitchcock, La casa della novantaduesima strada di H. Hathaway,1945), per trovare
negli anni cinquanta e sessanta uno scenario ideale nel clima politico della guerra fredda (La spia che venne dal
freddo di M. Ritt, 1965, Lettera al Cremlino di J. Houston, 1970, I tre giorni del Condor di S. Pollack, 1975).

Una considerazione a parte meritano due agenti speciali creati dal genere spionistico, che hanno dato vita a due
famosi personaggi con tanto di ciclo personalizzato: James Bond, l'agente 007, esemplare di eroe tutto d'un pezzo,
bello e donnaiolo, dotato di qualità al limite dell'umano, in grado di venire a capo delle missioni più difficile e il
suo opposto Harry Palmer, antieroe dinoccolato e impiegatizio, vittima degli intrighi dei suoi superiori e piuttosto
restio a rischiare la pelle (Ipcress di S. Furie, 1965, Funerale a Berlino di G. Hamilton, 1966).

Recentemente è apparso sugli schermi Ronin (J. Frankenheimer, 1998), una malinconica riflessione sul tramonto
inesorabile del genere spionistico.

http://pacioli.crw.it/ftp/cinema2000-2016/5-Linguaggio/framegram019.htm[12/07/2017 19:01:42]
Generi-sportivo

Sportivo
Genere cinematografico basato su storie di campioni dello sport, che dedica ampio spazio a sequenze che mostrano
performances sportive.

E' utile dividere i film appartenenti a questo genere in due categorie: quelli di pugili e tutti gli altri, dedicati a sport
diversi.

I film di pugili sono accomunati da precise caratteristiche: un giovane, prevalentemente proveniente dai bassifondi
o comunque di umili origini, si afferma come campione del ring, passando di vittoria in vittoria, finché non
s'imbatte nelle dure leggi del businnes sportivo che gli impongono di accettare incontri truccati. A questo punto,
così come è stata rapida l'ascesa, altrettanto fulminea è la caduta. Il film di pugilato così diventa spesso metafora
del cosiddetto sogno americano, cioè della convinzione profondamente radicata nella cultura statunitense che ogni
individuo, purché lo voglia, con tenacia ed ostinazione e in brutale e individualistica competizione con gli altri (che
la lotta sul ring simboleggia assai bene), possa raggiungere il successo, salvo poi, qualora non riesca a gestirlo con
oculatezza, precipitare nel baratro. E non farsi travolgere nel mondo del pugilato non è facile, tanto è costellato da
insidie e trappole, a cominciare da impresari senza scrupoli, spesso mafiosi o collusi con la malavita, da belle
ragazze facili e desiderose di lusso e ricchezze, da consiglieri infidi.

Tra i classici del genere che, più o meno, propongono questo schema ricordiamo Il campione di K. Vidor (1931), Il
sentiero della gloria di R. Walsh (1942), Anima e corpo di R. Rossen (1947), Il grande campione di M. Robson
(1949), Toro scatenato di M. Scorsese (1980). Anomalo rispetto a quest'impostazione il ciclo di Rocky (Rocky,
1976, e Rocky V, 1990, entrambi di J. Avildsen, Rocky II, 1979, Rocky III 1982 e Rocky IV, 1985, tutti di S.
Stallone).

Vi sono poi i film dedicati ad altri sport, che a differenza di quelli pugilistici sono prevalentemente destinati ad un
lieto fine, risolvendosi in un'esaltazione delle virtù atletiche e morali dei protagonisti sportivi, che, grazie alla loro
volontà e spirito di sacrificio, riescono ad ottenere buoni risultati. In questo caso lo sport diventa una pratica nobile,
in grado di fortificare lo spirito e il fisico. Citiamo in proposito All American Boys di P. Yates (1979), Momenti di
gloria di H. Hudson (1979) e anche l'italiano Il ragazzo di Calabria di L. Comencini (1987).

http://pacioli.crw.it/ftp/cinema2000-2016/5-Linguaggio/framegram020.htm[12/07/2017 19:01:42]
Generi-storico

Storico
Genere cinematografico incentrato su eventi e personaggi storici. A volte l'intento è quello di una ricostruzione il
più possibile vicino alla realtà dei fatti, più spesso invece prevale una libera rivisitazione degli avvenimenti, che
sovente finiscono per intrecciarsi con elementi del tutto immaginari e romanzeschi. Tipico del genere storico è la
tendenza alla manipolazione della Storia a fini di propaganda politica (ne esistono esempi clamorosi nelle
cinematografie dei regimi totalitari, ma anche il Cinema americano non è stato da meno, se pensiamo a certi film
dedicati alla colonizzazione del West e alla questione dei pellirosse).

Alle origini è stato proprio il Cinema italiano a distinguersi in questo genere, con prodotti di grandi dimensioni
spettacolari, come Quo vadis? (E. Guazzoni, 1912), Gli ultimi giorni di Pompei (M. Caserini, 1913), Cabiria (L.
Pastrone, 1914), che hanno reso celebre la nostra cinematografia in tutto il mondo.

Sarà il grande regista americano D. W. Griffith ad imitare l'esempio italiano con grandi kolossal come Nascita di
una nazione (1914) e Intolerance (1916).

Questi film aprono la strada alla politica hollywoodiana dei grandi investimenti nel genere storico, le cui
caratteristiche diventano l'alto livello di spettacolarità e la grandiosità delle ricostruzioni d'epoca. Pensiamo a titoli
come La regina Cristina (R. Mamoulian, 1933), La carica dei Seicento (M. Curtiz, 1936) e soprattutto Via col
vento (V. Fleming, 1939); nel dopoguerra a titoli come Guerra e pace ( K. Vidor, 1956), Spartacus (S. Kubrick,
1960) e Cleopatra (Joseph L. Mankiewicz, 1963) e in questi ultimi anni Bravehart (M. Gibson, 1994),
Schindler's List (S. Spielberg, 1994), Michael Collins (N. Jordan,1996).

Per quel che riguarda il Cinema italiano possiamo ricordare la superproduzione del regime fascista Scipione
l'Africano (C. Gallone, 1937), i due film di R. Rossellini Viva L'Italia (1960) e La presa di potere di Luigi XIV
(1966) e la grande saga Novecento I-II (1976), diretto dall'Italiano B. Bertolucci, ma prodotto dagli Americani.

Possono trovare inserimento in questo genere i film d'argomento biblico-religioso, come Sansone e Dalila (1948) e
I dieci comandamenti (1956), entrambi di C. B. DeMille, La tunica (H. Koster, 1953), Sodoma e Gomorra (R.
Aldrich, 1961), La Bibbia (J. Huston, 1966) ecc..

http://pacioli.crw.it/ftp/cinema2000-2016/5-Linguaggio/framegram021.htm[12/07/2017 19:01:43]
Generi-western

Western
Genere tipico del Cinema americano e quasi esclusivamente cinematografico, nasce come rielaborazione mitica di
un fatto storico: la conquista dei territori dell'Ovest e la nascita della nazione americana. Alla realtà storica si
sostituisce una manipolazione in chiave epica degli accadimenti: i pionieri hanno portato la civiltà edificando una
nuova società, dove prima regnava la barbarie degli indiani; a difendere la comunità dai fuorilegge e da chi
comunque trasgredisce un preciso codice morale si erge la figura dell'eroe virtuoso e disinteressato, che garantisce
la finale vittoria del Bene sul Male. Questa in sintesi estrema l'essenza ideologica del Western classico, quello che
ha trovato in registi come J. Ford, H. Hawks, R.Walsh i suoi maggior cantori negli anni trenta e quaranta.

A cominciare dagli anni cinquanta, pur nella fedeltà ai suoi presupposti di fondo, il genere acquista inflessioni più
malinconiche e problematiche (c'è chi parla di Western del crepuscolo), a cominciare dalla figura dell'eroe, che
manifesta dubbi sulla propria identità o avverte un senso di solitudine legata all'incedere inarrestabile della
civilizzazione che mette in crisi il suo ruolo. E' questo il caso di registi come A. Mann, W. Wellman, N. Ray, F.
Zinneman, G. Stevens ed altri.

Negli anni sessanta e settanta un genere già in aperta crisi viene rivitalizzato da una polemica rivisitazione
alimentata dal clima di contestazione di quegli anni. Il genere si confronta così maggiormente con la verità storica,
senza per altro abbondare la dimensione leggendaria, e si finisce per mettere l'accento sulle brutalità, le violenze, le
ingiustizie e lo sfruttamento di cui è intrisa la conquista del West. In particolare si riconosce che gli indiani sono
stati vittime di uno spietato genocidio.

Tra i tanti emerge soprattutto il nome del regista S. Peckinpah.

Al di fuori degli Stati Uniti si segnala nell'Italia degli anni sessanta lo sviluppo del Western all'italiana (citiamo
per tutti S. Leone), che riutilizza i materiali del genere secondo un'ottica nuova e decisamente rivoluzionaria: alla
base dell'agire dell'eroe non c'è più la fedeltà a precisi imperativi morali, ma la sete di guadagno (egli non è più il
buono che si contrappone al cattivo, ma è solo meno cattivo dei suoi avversari), la violenza viene di molto
esplicitata ed enfatizzata, sul tutto serpeggia una vena vagamente parodistica e un gusto accentuato per l'eccesso.

Di rilievo negli ultimi decenni la riproposta in chiave crepuscolare-romantica dell'attore-regista C.Eastwood, con
film come Il cavaliere pallido (1985) e Gli spietati (1993), dove la nostalgia per l'epopea del genere Western si
mescola alla malinconica consapevolezza del suo tramonto definitivo.

http://pacioli.crw.it/ftp/cinema2000-2016/5-Linguaggio/framegram022.htm[12/07/2017 19:01:43]
Scuole-avanguardia sovietca

Avanguardia sovietica
Si dà questo nome ad un gruppo di giovani cineasti sovietici che dopo la rivoluzione d'ottobre elabora e mette in
pratica una serie di nuove teorie cinematografiche.

S. M. Ejzenstejn, L. V. Kulesov e D. Vertov sono i principali rappresentanti di questo movimento. Pur nel
differenziarsi delle loro rispettive posizioni è possibile individuare in estrema sintesi alcune comuni intuizioni:

il Cinema deve acquisire una sua assoluta indipendenza nei confronti della letteratura e del teatro,
esprimendo un lunguaggio autonomo e indipendente;

il montaggio viene individuato come lo strumento privilegiato per l'acquisizione di questa autonomia
espressiva. E' tramite il montaggio che il Cinema diventa in grado di esprimere veri e propri concetti e
significati, avvicinandosi così alle possibilità comunicative del codice verbale;

il montaggio permette di superare la tradizionale impostazione narrativa del Cinema, immettendo così in una
dimensione che è rivoluzionaria, non solo per ciò che si racconta, ma soprattutto per come lo si racconta, per
il modo assolutamente nuovo con cui ci si serve del linguaggio cinematografico;
il ruolo dello spettatore, lungi dall'essere puramente passivo o ridotto ad una semplice identificazione
emozionale con i personaggi, è stimolato all'interpretazione e decodificazione.

L'avanguardia sovietica conosce la sua stagione migliore negli anni venti, quando sulla società sovietica non è
ancora calata la plumbea cappa oppressiva dello stalinismo ed è proprio in questo periodo che si impone
all'attenzione internazionale. L'avvento del Realismo socialista negli anni trenta, sorto anche per offrire  un tipo di
Cinema meno ostico alla capacità di comprensione delle masse rispetto allo sperimentalismo linguistico
dell'avanguardia, chiude di fatto questa esperienza e impone il ritorno al tradizionalismo linguistico.

La lezione dell'avanguardia sovietica è ripresa in parte dalla Nouvelle Vague (pensiamo soprattutto a J. L. Godard)
e, pur con le ovvie differenze, da certo linguaggio pubblicitario e dei video clip.

http://pacioli.crw.it/ftp/cinema2000-2016/5-Linguaggio/framegram023.htm[12/07/2017 19:01:44]
Scuole-espressionismo

Espressionismo
Corrente del Cinema muto tedesco sorta nel 1919 e protrattasi almeno sino alla fine degli anni venti, anche se
l'antesignano del movimento viene da alcuni individuato nel film di S. Rye del 1913 Lo studente di Praga,
incentrato su quello che diventerà un luogo tematico tipico dell'espressionismo, la figura del doppio e del
pervertimento morale.

L'opera-manifesto dell'espressionismo è però Il gabinetto del dottor Caligari (1919) di R. Wiene, sceneggiato da
C. Mayer e prodotto da E. Pommer, un produttore impegnato a fondo nel rilancio della cinematografia tedesca
dopo il disastro della prima guerra mondiale. Nel film di Wiene emergono gli elementi costitutivi della concezione
espressionista:

a. le scenografie rigorosamente artificiali, anche per gli esterni, con disegni dipinti su tela riproducenti in modo
deformato i dati del reale (strade sghembe, palazzi storti, prospettive falsate, cieli neri, ecc..);
b. un'illuminazione artificiale che provoca forti contrasti di luce, determinando un accentuato gioco
chiaroscurale (numerose e sovradimensionate le ombre di cose e persone che si stagliano sullo sfondo);
c. il forte trucco degli attori e la stilizzazione dei costumi;
d. una recitazione enfatica e gesticolante (per altro caratteristica del Cinema muto);
e. il tema del male sottoforma di perversione morale, ai limiti del demoniaco, incarnata da personaggi di forte
personalità che vogliono sottomettere esseri deboli e indifesi e quello, di scuola psicanalitica, dello
sdoppiamento della personalità.

Si tratta di un apparato visivo e contenutistico ricco di implicazioni simboliche e di suggestioni pittoriche e teatrali,
dichiaratamente antirealista e orientato a trasformare il set in una specie di materializzazione allucinatoria delle
nostre ossessioni e nevrosi più profonde. C'è chi vi ha intravisto un'anticipazione dell'imminente nazismo (famoso
il contributo in questo senso dello studioso S. Kracauer, anche se oggi ampiamente ridimensionato) e, invece, chi
(forse con più ragioni) una traduzione sul piano della finzione di uno stato d'animo di smarrimento e inquietudine
legato alla catastrofe della guerra e alla perdita delle certezze illuministiche.

Tra le altre opere che, pur con differenze, a volte anche marcate, con il prototipo del Gabinetto del dottor Caligari,
si inseriscono nell'ambito dell'espressionismo citiamo Il dottor Mabuse (1922), I Nibelunghi (1924) e Metropolis
(1926), tutte e tre di F. Lang, Golem (P. Wegeren, 1920), Il gabinetto delle figure di cera (P. Leni, 1924), L'ultima
risata (W. Murnau, 1924).

Per quanto esauritosi con l'imporsi del sonoro, l'espressionismo farà sentire la sua influenza negli anni successivi,
soprattutto tramite molti registi tedeschi e mitteleuropei emigrati ad Hollywood (F. Lang, J. Von Sternberg,
R.Siodmak, E. G. Ulmer, ecc..).

Suggestioni espressionistiche, soprattutto nella gestione dell'illuminazione, sono rinvenibili, dagli anni trenta sino ai
nostri giorni, in molti film del genere Noir e Horror.

http://pacioli.crw.it/ftp/cinema2000-2016/5-Linguaggio/framegram024.htm[12/07/2017 19:01:44]
Scuole-free cinema

Free cinema
Atto di nascita di questa scuola è considerato il manifesto redatto nel 1956 da due registi inglesi, L. Anderson e K.
Reisz, nel quale si rivendicava la necessità che il Cinema assumesse parte attiva all'interno di un processo di
cambiamento e rinnovamento morale e culturale teso a smascherare e condannare le miserie e le ipocrisie di una
società britannica incrostata di perbenismo e puritanesimo e tenacemente aggrappata alla memoria di una grandezza
imperiale ormai finita.

Siamo agli inizi degli anni sessanta e con il Free cinema la macchina da presa esce dagli studi e si immerge nella
realtà e nella gente, cogliendo i segnali di inquietudine e disperazione che affiorano negli squallidi quartieri
proletari della periferia, la solitudine dell'emarginazione, i piccoli fallimenti quotidiani, la fatica del tirare avanti, la
desolante monotonia di aride e nevrotiche esistenze piccolo-borghesi, ma anche il coraggio dell'anticonformismo e
della trasgressione, la capacità di sognare e di sperare, la voglia di amare e di essere amati. E' sì un Cinema di
invenzione, ma che mette a frutto la solida esperienza accumulata da molti registi nel documentarismo sociale.

Il Free cinema fa entrare aria fresca in una cinematografia britannica esangue ed accademica, fa sentire al pubblico
la rabbia e l'irrequietezza delle giovani generazioni, la loro insofferenza per i modelli del passato, anticipa in certa
misura la contestazione del '68.

A differenza della Nouvelle Vague francese, cui per alcuni aspetti si accomuna, il Free cinema è eversivo solo sul
piano dei contenuti, non della forma, non si misura sul terreno della rivoluzione e della riflessione linguistica e per
questo, rimanendo sostanzialmente fedele al linguaggio tradizionale, è capito da un pubblico più vasto.

Tale è il successo internazionale dei film di questa corrente, che molti registi che in essa si riconoscono, sono
reclutati alla fine degli anni sessanta a Hollywood, dove, forse perché lontani dal clima da cui era scaturito il Free
cinema, finiscono per perdere l'ispirazione.

Tra i rappresentanti più autorevoli della scuola citiamo T. Richardson (Sapore di miele, 1961, Gioventù, amore e
rabbia, 1962), L. Anderson (Io sono un campione, 1963), J. Schlesinger (Billy il bugiardo, 1963), K. Reisz (Sabato
sera, domenica mattina, 1961).

http://pacioli.crw.it/ftp/cinema2000-2016/5-Linguaggio/framegram025.htm[12/07/2017 19:01:45]
Kammerspielfilm

Kammerspielfilm
Il termine significa all’incirca Cinema da camera e dopo l’espressionismo è la seconda grande corrente del cinema
muto tedesco degli anni venti. Contrariamente alla deformazione e manipolazione espressionista il Kammerspiel si
propone un ritorno alla realtà: gente comune che non ha nulla di straordinario, scenografie legate alla dimessa
quotidianità di interni proletari o piccolo-borghesi, particolare cura per il dettaglio in grado di connotare la
collocazione sociale di ambienti e persone, estrema attenzione all’analisi psicologica dei personaggi e conseguente
frequente uso del primo piano nel tentativo di penetrare nei loro stati d’animo, recitazione più misurata, meno
enfatica e gesticolante, mobilità della macchina da presa per compensare la ristrettezza fisica di ambienti
claustrofobici, quasi sempre costituiti da interni.

Le storie proposte da questa corrente abbandonano completamente i casi estremi degli eroi del male proposti
dall’espressionismo, che aveva fatto della trasgressione della verosimiglianza e della frequentazione dei territori
del fantastico e dell’irreale la propria caratteristica predominante, pur rimanendo, tuttavia, legate ad una visione
sostanzialmente desolata e pessimistica della realtà e della natura umana. Sulla maggior parte delle vicende
raccontate dal Kammerspiel incombe il senso di un Destino ineluttabile e avverso che condanna i personaggi ad
un’esistenza di infelicità e disperazione senza possibilità di riscatto. Ne deriva un Cinema che comunica una
sensazione di perturbante inquietudine e cupa mestizia, non molto differente, in questo senso, dall’angoscia
trasmessa dall’ espressionismo, con cui per altro il Kammerspiel condivide l’uso in chiave metaforica degli oggetti
e l’accentuazione dei contrasti chiaroscurali dell’illuminazione. Si potrebbe dire che una visione del mondo
ispirata a tonalità dolenti e tenebrose sia ciò che caratterizza il Cinema tedesco tra la prima guerra mondiale e
l’ascesa al potere del nazismo, tanto da suggerire a qualche studioso la suggestione che esso contenga in sé un
qualche presentimento dell’immane tragedia verso cui di lì a poco sarebbe precipitata la nazione germanica e con
essa l’umanità intera.

Un altro terreno di contatto tra Kammerspiel ed espressionismo va ricercato nel fatto che i due movimenti
condivisero gli stessi registi e sceneggiatori. Tra i primi ricordiamo F. W. Murnau, il cui film L’ultima risata
(1924) è considerato il capolavoro del Kammerspiel, P. Leni con La scala di servizio (1921), Lupu-Pick con La
notte di S. Silvestro (1924), G. W. Pabst con La via senza gioia (1925); tra i secondi spicca il nome di C. Mayer,
che scrisse la sceneggiatura di molte pellicole di questa scuola, dopo aver ideato la storia del grande capolavoro
espressionista Il gabinetto del dottor Caligari (1920).

http://pacioli.crw.it/ftp/cinema2000-2016/5-Linguaggio/framegram025bis.htm[12/07/2017 19:01:46]
Scuole-neorealismo

Neorealismo
Movimento cinematografico italiano sorto all'inizio degli anni quaranta, culminante nel periodo immediatamente
successivo la seconda guerra mondiale e declinante con gli anni cinquanta. Esso non può essere considerato come
una vera e propria scuola cinematografica, privo com'è di manifesti, programmi e documenti fondativi, ma un
atteggiamento nuovo di fronte al ruolo dello strumento-Cinema nel mondo, alimentato soprattutto dalla tragedia
della guerra e dal dramma della ricostruzione. Ciò non toglie che, pur nella complessità del fenomeno, si possano
individuare delle caratteristiche comuni fra le varie opere che a questa corrente vengono ascritte, in modo da dare
un senso unificante all'uso del termine Neorealismo.

Elenchiamo alcune delle suddette caratteristiche:

un atteggiamento di rifiuto della precedente tradizione cinematografica, considerata nella sua quasi totalità
come convenzionale nella forma ed artificiosa nei contenuti, lontana dalla realtà e dai suoi problemi,
compromessa con la retorica mistificante del regime fascista. Con la fine del fascismo e dopo la resistenza il
cineasta non può isolarsi dalla società, ma di essa deve diventare testimone e coscienza critica, impegnato
anch'egli, nei limiti delle sue possibilità, in un progetto di rinascita nazionale;

estrema aderenza alla realtà contemporanea e in particolare alle sue più scottanti ed urgenti problematiche
sociali e civili (disoccupazione, emarginazione di adolescenti ed anziani, miseria quotidiana dei ceti popolari,
ecc..);

rifiuto di scenografie artificiali e ricostruite ed utilizzo di sfondi e scenari reali, specie di esterni,
prevalentemente d'ambiente popolare e proletario. Anche l'illuminazione tende al massimo di naturalezza e
di rispetto del dato oggettivo;

utilizzo di attori non professionisti, presi dalla strada e quasi sempre appartenenti a quegli strati sociali che
dovevano rappresentare sullo schermo, in modo da ridurre al minimo la distanza fra realtà e finzione;

uso del dialetto oppure, per ovvie ragioni di comprensibilità, di un italiano vicino alla lingua parlata e
caratterizzato in senso regionale, assai lontano dalla lingua letteraria e neutra che era la norma nel Cinema
dell'anteguerra.

I primi sintomi del nascente Neorealismo si colgono agli inizi degli anni quaranta, mentre l'Italia si trova impegnata
in guerra, con film come Quattro passi fra le nuvole (A. Blasetti, 1941), I bambini ci guardano (V. De Sica,
1942), Ossessione (L.Visconti, 1943), che pur nella loro diversità esprimono l'esigenza di un rinnovato e depurato
contatto con la realtà, di una fuoriuscita dai moduli ormai logori del periodo fascista.

Tra il '45 e il '46 esce la trilogia di R. Rossellini Roma città aperta, Paisà e Germania anno zero, realizzata con
una povertà di mezzi che diventa una risorsa espressiva sullo sfondo di un'Italia travolta e martoriata dalla guerra e
di una Germania che dal conflitto è uscita materialmente e moralmente devastata.

V. De Sica, in sodalizio con lo sceneggiatore C. Zavattini, realizza Sciuscià (1948), Ladri di biciclette (1948) e
Umberto D. (1952), tre opere fondamentali del Neorealismo, che tracciano un quadro sofferto e toccante della
società italiana del dopoguerra, forse i momenti più alti e compiuti di questa grande stagione.

Del tutto particolare in questo contesto la ricerca di L. Visconti che con La Terra trema (1948) tenta di saldare la
tradizione realista verghiana con l'urgenza di novità di un Neorealismo portato alle estreme conseguenze (attori
presi dalla strada e uso del dialetto siciliano).

In una posizione di confine si colloca il contributo di un regista discusso come G. De Santis, che con film come
Caccia tragica (1946), Riso amaro (1949), Non c'è pace fra gli ulivi (1950), Roma ore 11 (1951) cerca di
coniugare i canoni del Neorealismo con esigenze di popolarità che assumono come riferimento il melodramma, il
fotoromanzo e una narratività forte all'americana.

A cominciare dagli anni cinquanta, anche in concomitanza con il mutato clima politico (la vittoria democristiana
del 1948 determina una svolta conservatrice foriera di restaurazione culturale), il Neorealismo entra in crisi, o vede
comunque mutare alcuni suoi connotati. Si fa largo un Cinema che concepisce il rapporto con la realtà come

http://pacioli.crw.it/ftp/cinema2000-2016/5-Linguaggio/framegram026.htm[12/07/2017 19:01:46]
Scuole-neorealismo

deformazione caricaturale dei suoi aspetti più pittoreschi e innocuamente popolari e che trova il proprio sfondo
ideale in una provincia dominata dal campanile e da antichi e solidi valori contadini, appena turbati dall'incedere
della modernità. Nasce il cosiddetto Neorealismo rosa o, come si disse all'epoca, volano gli stracci del
Neorealismo. Il Neorealismo non sa reagire a questa involuzione, sia perché privo di un solido retroterra teorico, sia
perché i suoi rappresentanti più significativi come V. De Sica, R. Rossellini, L. Visconti intraprendono strade
diverse, più o meno collegate con l'esperienza neorealista, alla ricerca di nuovi itinerari artistici ed ideali.

http://pacioli.crw.it/ftp/cinema2000-2016/5-Linguaggio/framegram026.htm[12/07/2017 19:01:46]
Neue Sachlickeit

Neue Sachlichkeit (Nuova oggettività)


Tendenza del Cinema tedesco nel periodo che va dal 1924 al 1929, ultima fase del muto prima dell’affermazione
del sonoro. L’intento fondamentale che sostiene questa corrente (che non ebbe mai i caratteri di una vera e propria
scuola con un apparato teorico e un programma) è costituito dall’interesse per la realtà immediata e quindi dal
bisogno di riprodurlo oggettivamente, evitando di assumere posizione di fronte alla materia trattata. Questa
esigenza di assoluta aderenza alla realtà si oppone in modo evidente alla precedente corrente espressionista, che
aveva dominato la cultura e il cinema tedesco con la propensione a deformare all’eccesso i dati del reale. Alle
scenografie finte e sbilenche e all’illuminazione artificiale e artificiosa dell’espressionismo, la Nuova oggettività
contrappone un mondo fotografato nella sua luce naturale e una continua attenzione ai dettagli dell’ambiente, sino
ad approdare di frequente a forme di semidocumentarismo.

Per quel che riguarda i contenuti il filone d’ispirazione principale risulta la società tedesca contemporanea con i
suoi problemi sociali, come la disoccupazione e l’inflazione che creano una fauna disperata di sbandati, malviventi,
prostitute e borghesi egoisti e meschini. Si tratta di una tendenza proletaria incentivata dalla vittoria elettorale delle
sinistre alle elezioni del 1928, che accentua i tratti progressisti di questa corrente, originariamente distante da
connotazioni di natura politica. Gli esponenti più significativi di questa versione popolare della Nuova oggettività
sono i registi Pabst, May e soprattutto Jutzi. Va detto, però, che, nonostante la netta consapevolezza delle radici
sociali del malessere diffuso nella classe proletaria e dei tremendi drammi che essa viveva, nella maggior parte dei
film dei suddetti registi prevale un atteggiamento più di pietà e di commiserazione nei confronti delle vittime
dell’ingiustizia che non una chiara e lucida analisi politica e un incitamento all’azione rivoluzionaria.

La predisposizione accentuatamente realista della corrente sfocia alla fine degli anni Venti in alcuni film che
rifiutano l’elemento della finzione, per accostarsi alla realtà senza alcuna mediazione narrativa ad essa sovrapposta.
E’ il caso del famoso documentario di W. Ruttman Berlino, sinfonia di una grande città (1928) e Uomini la
domenica (1929) di R. Siodmak, E. Ulmer e B. Wilder.

Il Cinema della Nuova oggettività declina rapidamente alla fine del decennio scontrandosi con le esigenze
produttive dell’industria tedesca, orientata verso film di maggior spessore spettacolare, con l’avvento del sonoro e,
soprattutto, con il cambiamento di clima politico determinato dall’affermarsi del movimento nazista.

http://pacioli.crw.it/ftp/cinema2000-2016/5-Linguaggio/framegram026bis.htm[12/07/2017 19:01:47]
Scuole-new hollywood

New Hollywood
Non si tratta di una vera e propria scuola, teoricamente e programmaticamente fondata, bensì di un atteggiamento,
condiviso da larghi settori del mondo hollywoodiano alla fine degli anni sessanta e nella prima metà dei settanta,
segnato da una forte ansia di rinnovamento tematico e formale. Il retroterra di quest'operazione di complessivo
svecchiamento di un apparato cinematografico glorioso, ma legato a schemi anacronistici e sempre più stantii, è la
grande rivolta giovanile del 1968, che negli Usa è alimentata dall'opposizione alla guerra del Vietnam.

Il rinnovamento tematico si apre a nuovi criteri d'interpretazione della realtà e della storia:

a. la contestazione giovanile nei campus e nella società viene vista con favore e simpatia (Fragole e sangue di
S. Hagman, 1970, L'impossibilità di essere normali di R. Rusch, 1970);
b. emerge la figura del disadattato, del fallito, dello spirito anarcoide, dell'antieroe (Cinque pezzi facili di B.
Rafelson, 1970, L'uomo da marciapiede di J. Schlesinger, 1970, Fat City di J. Huston,1973);
c. si condanna la violenza, l'ipocrisia e il cinismo che permea la società, in contraddizione con sbandierati
principi di democrazia e civiltà ( Nick, mano fredda di S. Rosenberg, 1967, Non si uccidono così anche i
cavalli? di S. Pollack, 1969, La guerra privata del cittadino Joe di J. Advilsen, 1970, America 1929,
massacrateli senza pietà di M. Scorsese, 1972);
d. si esplorano le rovine e le nevrosi lasciate dalla fine del sogno americano (L'ultimo spettacolo di P.
Bogdanovich, 1971, Duel di S. Spielberg, 1971, Piccoli omicidi di A Arkin, 1971, L'ultima corvée di H.
Ashby, Nashville di R. Altman,1975);
e. si racconta di impossibili fughe on the road, che hanno come esito la morte (Easy rider di D. Hopper, 1969,
Punto zero di R. Sarafian, 1970, Sugarland Express di S. Spielberg, 1974);
f. si rivisita la storia del paese in chiave critica ribaltando gli schemi di valore consacrati dal Cinema classico
(Piccolo grande uomo di A. Penn, 1970; Soldato blu di R. Nelson, 1970, I compari di R. Altman, 1971, Pat
Garrett e Billy The Kid di S. Peckinpah, 1973, Come eravamo di S. Pollack, 1973, Perché un assassinio di
A. Pakula, 1974).

Il rinnovamento formale appare più moderato e tale da non rinunciare alla tradizionale fluidità narrativa tipica del
Cinema americano, ma significativo e riassumibile nei seguenti punti:

a. la colonna sonora musicale vede l'introduzione come suono over (cioè con funzione commentativa) di pezzi
vocali espressione della musica giovanile in voga in quel periodo;
b. il set abbandona gli studios di Hollywood per cercare scenari reali, non contraffatti, privilegiando spesso gli
spazi aperti, le strade, i motel, i distributori, interni dimessi, se non squallidi, tutto ciò insomma che sembra
lontano dal decoro medio-borghese di tanti film dei decenni precedenti;
c. il montaggio tende ad accelerare il ritmo e s'impone l' uso di procedimenti piuttosto inediti nel Cinema
americano, come il rallentatore e il piano-sequenza.

Alla fine degli anni settanta l'onda lunga della New Hollywood si è ormai spenta e nuove tendenze e orientamenti
sembrano ormai prevalere. Questa stagione ha però consacrato un cospicuo numero di attori e registi, che
diventeranno fondamentali nel decennio successivo: tra i primi citiamo R. De Niro, D. Hoffman, A. Pacino, E.
Gould, J. Nicholson, tra i secondi M. Scorsese, S. Spielberg, W. Allen, R. Altman, F.F. Coppola, B. De Palma. 

http://pacioli.crw.it/ftp/cinema2000-2016/5-Linguaggio/framegram027.htm[12/07/2017 19:01:47]
Scuole-nouvelle vague

Nouvelle Vague
Corrente cinematografica francese sorta alla fine degli anni cinquanta, nella quale si riconoscono o sono
riconosciuti un gruppo di giovani registi esordienti, con un passato e un presente di critica cinematografica nella
rivista parigina Cahiers du Cinéma, che diventa l'organo di riferimento del movimento stesso.

Si tratta di personalità come J. L. Godard, F. Truffaut, C. Chabrol, L. Malle, J. Rivette, A. Resnais, E. Rohmer
ed altri, che, pur nelle loro marcate differenze, esprimono un'idea di Cinema nuova, fortemente antitetica rispetto a
quella che essi stessi chiamano polemicamente il Cinema di papà, cioè il Cinema della generazione di registi 
francesi che li aveva preceduti (J. Duvivier, M. Carné, R. Clair, H. G. Clouzot, C. Autant-Lara), da loro accusato
di essersi sempre più sclerotizzato in un manierismo spento e ripetitivo, attento solo ad una classicheggiante
qualità formale, di essere diventato, insomma, vecchio e sorpassato.

Film come Le beau Serge (C. Chabrol, 1957), I quattrocento colpi (F. Truffaut, 1959), Il segno del Leone (E.
Rohmer, 1959), Hiroshima mon amour (A. Resnais, 1959), Fino all'ultimo respiro (J. L. Godard, 1960) spostano
l'attenzione dal contenuto delle storie raccontate e dal suo portato morale e poetico, alla manipolazione del
linguaggio e all'originalità della ricerca stilistica (di qui una serie di procedimenti tecnici inediti o poco usati: la
macchina a mano sobbalzante, il piano sequenza, associazioni di montaggio appositamente sbagliate,
inquadrature insolite, interpellazioni, asincronismi, trasgressioni delle regole grammaticali ormai consolidate,
confusione realtà e finzione, ecc..). Il cinema non deve nascondere l'artificio su cui si basa per tranquillizzare lo
spettatore con una percezione fluida e scorrevole delle immagini, ma spiazzare e disorientare il pubblico abituato
all'imitazione del reale del Cinema tradizionale, smascherando la finzione ed evidenziando i meccanismi tecnici
con cui il Cinema ritrae il mondo. Un regista non deve essere valutato tanto per ciò che trasmette attraverso i suoi
film (storie, valori, ideali, principi, ecc), ma per il modo con cui usa il linguaggio cinematografico, anzi lo reinventa
e lo crea, pervenendo ad uno stile personale e inconfondibile, diventando così un vero e proprio autore. Se è vero
che il Cinema è un linguaggio autonomo (diverso e indipendente dalla letteratura, dal teatro, dalla lingua parlata),
allora questo linguaggio, ancora così nuovo, va rifondato, liberandolo da tutte le regole e convenzioni che su di
esso si sono accumulate.

La tradizione e la storia del Cinema non devono però diventare qualcosa di cui liberarsi o essere messo nel
dimenticatoio, anzi la conoscenza del passato è fondamentale per poter confrontarsi con esso, citandolo,
manipolandolo e modificandolo con la coscienza che non si parte da zero, ma da un patrimonio che va comunque
studiato e, se è il caso, rivalutato (famose le riscoperte di registi all'epoca non particolarmente apprezzati dalla
critica ufficiale, come O. Welles, A. Hitchcock, H. Hawks, J. Ford, perché ritenuti troppo commerciali e subalterni
alla logica dei generi, e invece esaltati dalla Nouvelle vague per la loro forte identità stilistica).

La Nouvelle vague ha espresso, nella maggioranza dei casi, un Cinema d'avanguardia e di ricerca (non direttamente
destinato al circuito commerciale), lontano dai canoni della cinematografia di consumo e di massa, destinato ad
essere apprezzato e gustato sino in fondo da una ristretta cerchia di appassionati e studiosi. Ciò non toglie il fatto
che molte invenzioni linguistiche e movenze stilistiche di questa corrente francese abbiano influenzato il Cinema
contemporaneo, contribuendo ad un suo svecchiamento e rinnovamento, ormai talmente sedimentato da essersi
fatto norma. Lo stesso linguaggio degli spot e dei videoclip deve qualcosa alla rivoluzione della Nouvelle vague
(pensiamo alla macchina a mano, al montaggio frenetico, ai movimenti di macchina prolungati e inconsueti,
ecc..).

http://pacioli.crw.it/ftp/cinema2000-2016/5-Linguaggio/framegram028.htm[12/07/2017 19:01:48]
Nova Vlna

Nova Vlna
Nova Vlna è la traduzione in lingua ceca del francese Nouvelle Vague. Con questo termine si indica non una
corrente cinematografica caratterizzata da canoni e linguaggi codificati in modo unitario, ma un insieme di registi e
di film che dal 1962 al 1965 determinarono in Cecoslovacchia una grande ventata di rinnovamento. I nomi dei
cineasti appartenenti a questa stagione (quasi tutti formatisi alla scuola di Cinema Famu di Praga) sono Vera
Chytilova, Jan Nemec, Jaromil Jers, Jiri Menzel, Evald Schorm, Ivan Passer e il più famoso di tutti, Milos
Forman.

All’inizio degli anni Sessanta il clima rigido e conservatore che il regime comunista ceco aveva imposto alla
cultura nazionale , e quindi anche al Cinema (pesantemente condizionato da una pedissequa imitazione del modello
del Realismo socialista nella sua versione più banale e convenzionale) lascia il posto ad una significativa, seppur
moderata, apertura nei confronti di nuove idee e nuovi registi, come appunto quelli sopra elencati, che proprio in
questo periodo compiono il loro esordio.

A differenza dei loro predecessori (i mostri sacri del cinema nazionale), questi autori esordienti rifiutano il
confronto con i grandi temi della Storia, preferendo misurarsi con contenuti meno impegnativi, ma più legati alle
problematiche della vita quotidiana e, in particolare, delle giovani generazioni alle prese con il disagio esistenziale
della loro età e con questioni sentimentali. Dal registro solenne e magniloquente della tradizione passano a tonalità
più dimesse, ricche di sfumature ironiche e grottesche.

Pochi di questi film (che negli anni Sessanta hanno mietuto premi e riconoscimenti nei festival internazionali di
mezzo mondo) sono stati editi in Italia, a causa di una censura di mercato che spesso si mostra più spietata della
censura politica. Tra quelli che il nostro pubblico ha avuto la fortuna di vedere ricordiamo L’asso di picche (1963)
e Gli amori di una bionda (1965) di M. Forman, Perline sul fondo (1965) e Treni strettamente sorvegliati (1965) di
J. Menzel (vincitore di un Oscar come miglior film straniero), Il coraggio quotidiano (1964) di E. Schorm.

Quando nel 1968 in Cecoslovacchia si inaugura quel convulso processo di rinnovamento politico e culturale avviato
dall’ala riformista del Partito Comunista cecoslovacco guidata da Alexander Dubcek e che prende il nome di
Primavera di Praga, gran parte dei registi della Nova Vlna partecipa con entusiasmo a questo movimento.
L’invasione sovietica dell’agosto 1968 soffoca la Primavera di Dubcek ed impone al paese una rigida
normalizzazione restauratrice.

Nel clima repressivo che si instaura negli anni successivi gli autori della Nova Vlna vengono sottoposti a duri
attacchi da parte delle autorità e a loro si impedisce praticamente di lavorare. Alcuni rimarranno in patria ,
adattandosi con fatica al nuovo soffocante contesto (Chytilova, Menzel), altri sceglieranno la via del volontario
esilio, come Forman, che avrà modo di esprimere le sue qualità negli Stati Uniti.

http://pacioli.crw.it/ftp/cinema2000-2016/5-Linguaggio/framegram028bis.htm[12/07/2017 19:01:48]
Scuole-nuovo cinema tedesco

Nuovo Cinema tedesco


Nel 1962 un gruppo di 26 cineasti tedeschi (tra cui i nomi più significativi sono quelli di A. Kluge e E. Reitz)
firma un manifesto che proclama la morte del vecchio Cinema e la nascita del Nuovo Cinema tedesco. Pur senza
esprimere un'omogeneità teorica e programmatica questa nascente corrente individua alcuni precisi obiettivi
polemici:

il Cinema commerciale di consumo, per altro dominato dalla produzione statunitense, ormai cristallizzato in
formule ripetitive e in generi sempre più esausti;

il linguaggio cinematografico tradizionale veicolato dal suddetto Cinema commerciale, che passivizza lo
spettatore, annullandone lo spirito critico;

e rivendica una nuova concezione di Cinema basata su:

un rinnovamento dei contenuti, che devono aprirsi alla realtà sociale, specie alle situazioni di emarginazione,
rifiuto dell'integrazione, contestazione dell'ordine esistente;

un rinnovamento formale, incentrato sul superamento del linguaggio tradizionale, per orientarsi verso nuove
forme di sperimentazione e avanguardia, sovvertendo i canoni classici;

la piena consapevolezza della valenza politica del Cinema, che non deve più essere concepito esclusivamente
come mezzo d'espressione individuale, ma come strumento collettivo di trasformazione dell'ordine esistente
in senso rivoluzionario.

Tra i principali titoli di questa prima fase del Nuovo Cinema tedesco, che raggiunge l'apice attorno al 1968,
ricordiamo La ragazza senza storia (1966) e Artisti sotto la tenda del circo: perplessi (1968), entrambi di A.
Kluge, La spietata legge del ribelle (1968) di V. Schlondorff, Scene di caccia in Bassa Baviera (1969) di P.
Fleischmann.

Negli anni settanta il nuovo Cinema tedesco accoglie nuovi contributi apportati da una giovane generazione di
registi che pur facendo propri i presupposti del movimento li rielabora in modo assolutamente personale, ora
proseguendo la riflessione linguistico-formale innestatasi sulla crisi del Cinema classico (W.Wenders, W. Herzog),
ora recuperando modalità espressive legate alla tradizione dei generi alla luce di una nuova consapevolezza critica
(R. W. Fassbinder), ora recuperando l'iniziale caratterizzazione politica del movimento, ergendosi a coscienza
critica democratica e progressista delle degenerazioni autoritarie della società tedesca (M. Von Trotta).

Con gli anni ottanta il Nuovo Cinema tedesco comincia a mostrare i primi segni di crisi (nel 1982 muore R. W.
Fassbinder, figura carismatica della corrente) per esaurirsi definitivamente con gli anni novanta. In sede di bilancio
si può senz'altro affermare che esso, insieme al Neorealismo italiano, alla Nouvelle vague francese e al Free
cinema inglese, sia stato uno dei movimenti cinematografici più interessanti e innovativi del Cinema europeo del
dopoguerra.

http://pacioli.crw.it/ftp/cinema2000-2016/5-Linguaggio/framegram029.htm[12/07/2017 19:01:49]
Scuole-realismo poetico

Realismo poetico
Formula nella quale si fa rientrare la produzione di alcuni registi francesi nel periodo che va all'incirca dal 1930 al
1940. Al centro dell'interesse viene posta la vita delle classi umili contemporanee, prevalentemente il proletariato e
a volte anche il sottoproletariato, come si manifesta nella realtà quotidiana dei quartieri operai e popolari della
grande città (quasi sempre Parigi). L'elemento poetico che si innesta su questo substrato sociale è costituito da
storie ispirate a temi romantici e melodrammatici come l' amore infelice o contrastato, l'incombere di un Fato
avverso, la solitudine dell'eroe mitico (spesso uno spostato o un bandito) e da suggestioni populiste, come
l'attribuzione al popolo in quanto tale di virtù e qualità assenti nelle altre classi sociali, come un forte spirito di
solidarietà e un profondo senso di umanità. Il riferimento è da una parte la grande tradizione letteraria naturalista
dell'Ottocento (Flaubert, Maupassant, Hugo, Zola), dall'altra l'Espressionismo e il Noir, per quel che riguarda la
ricostruzione di ambienti popolari, spesso degradati e miserabili.

Questa corrente cinematografica è certamente influenzata dalla vittoria elettorale del Fronte Popolare (un'alleanza
di governo delle sinistre) alle elezioni del 1936, che accende nel paese molte speranze, aggregando attorno alla
prospettiva di rinnovamento sociale e di resistenza al dilagante fascismo (proprio in quell'anno inizia la guerra di
Spagna) numerosi intellettuali progressisti e democratici. La fine dell'esperienza politica del Fronte Popolare e lo
scoppio della seconda guerra mondiale, che porta all'occupazione nazista della Francia, chiudono la breve stagione
del realismo poetico, anche se qualche sua reminiscenza è rinvenibile nel Cinema francese degli anni cinquanta
(pensiamo alla figura del fuorilegge-gentiluomo di molti noir transalpini) e in una qualche misura anche nel
Neorealismo italiano.

I registi più importanti e significativi del realismo poetico sono J. Renoir, M. Carné, J. Duvivier e R. Clair. Di J.
Renoir, il più politicizzato e il più coinvolto nell'impegno in prima persona nel sostegno al Fronte Popolare,
ricordiamo Toni (1934), Le crime de Monsieur Lange (1936), La vita è nostra (1936), L'angelo del male (1938). M.
Carné inserisce, invece, su uno scenario popolare un senso tragicamente fatalistico della vita: suoi Il porto delle
nebbie (1938) e Alba tragica (1939). J. Duvivier contamina l'istanza realista con le esigenze dei generi: La bella
brigata (1936) e Il bandito della Casbah (1936). Infine R. Clair, forse il meno inseribile in quest'ambito, immette in
un film come A me la liberté (1932) la sua scanzonata e anarcoide ironia surreale in un tema serio come
l'alienazione della civiltà industriale.

http://pacioli.crw.it/ftp/cinema2000-2016/5-Linguaggio/framegram030.htm[12/07/2017 19:01:49]
Scuole-realismo socialista

Realismo socialista
Teoria estetica prevalente nel Cinema sovietico a partire dagli anni trenta, in coincidenza con il consolidarsi
definitivo del potere staliniano e con l'avvento del Cinema sonoro. Il primo piano quinquennale moltiplica il
numero delle sale cinematografiche, individuando il potere sovietico nel Cinema un importante strumento di
propaganda. Si impone la necessità di trovare un linguaggio chiaro e comprensibile agli strati meno colti della
popolazione, diverso da quello sperimentale e di ricerca estrema elaborato agli inizi degli anni venti
dall'avanguardia sovietica, considerato troppo difficile per le masse.

E' in questo contesto che al I° Congresso degli Scrittori del 1934 Gorkij espone per la prima volta in modo
organico i canoni del realismo socialista, validi per tutte le espressioni artistiche: l'artista (nel nostro caso il
regista) deve dare il proprio contributo alla realizzazione del progetto rivoluzionario, attraverso delle opere dotate
di una forte valenza educativa, da esse cioè deve emergere, tramite una esposizione di estrema chiarezza,
l'interpretazione marxista della realtà storico-sociale e soprattutto gli obiettivi politici e i principi morali indicati dal
Partito comunista sovietico.

Da qui la realizzazione di film dai temi ricorrenti: la rivoluzione bolscevica del '17, la collettivizzazione delle
campagne, l'industrializzazione, ecc.. In essi emerge la figura dell'eroe positivo, di colui che, dotato di una solida
coscienza politica e di un grande spirito di sacrificio, diventa un punto di riferimento per i compagni incerti e
dubbiosi di fronte alle tante difficoltà dell'edificazione del socialismo.

Se non mancano opere di qualità, come Ciapaiev (1934) di G. e S. Vasilev, Il deputato del Baltico (1937) di J.
Khejfitz e Zarkij, Il maestro (1939) di S. Gerasimov, va detto tuttavia che ben presto il Realismo socialista si
fossilizza in un ripetitivo repertorio di film all'insegna dell'enfasi celebrativa e dello schematismo didascalico, sino
a diventare supino strumento del culto della personalità di Stalin. La vittoria sovietica nella seconda guerra
mondiale accentua a dismisura la magniloquenza retorica del Realismo socialista, quasi completamente degenerato
ormai in esaltazione nazionalpatriottica ed agiografia staliniana (significativo in questo senso La caduta di Berlino
di M. Ciaureli, 1950).

Il processo di destalinizzazione iniziato nel 1956 determina una significativa inversione di tendenza che porta in
tempi brevi al tramonto della stagione del realismo socialista. La maggior libertà espressiva di cui godono i registi,
si traduce in una riscoperta della dimensione lirica e sentimentale e delle problematiche esistenziali dell'individuo.

http://pacioli.crw.it/ftp/cinema2000-2016/5-Linguaggio/framegram031.htm[12/07/2017 19:01:50]
Scuole-surrealismo

Surrealismo
Movimento artistico d'avanguardia, d'origine prevalentemente francese, che si colloca cronologicamente all'inizio
del secolo e che in campo cinematografico si manifesta negli anni venti. Esso si inserisce nel più vasto contesto di
critica ed eversione delle forme tradizionali di espressione artistica che caratterizza la modernità e l'avvento della
società industriale.

Assunto cardine del surrealismo è che la civiltà borghese (cioè l'insieme di valori, concezioni, stili di vita, rapporti
di potere che la classe borghese vincitrice delle rivoluzioni liberali dell'Ottocento aveva imposto alla società) sia
alienante e repressiva, condannando l'uomo all'infelicità. In particolare il grigio conformismo borghese soffoca
quell'insieme di pulsioni vitali e primitive che si nascondono nell'inconscio, non più visto quindi dai surrealisti,
come per Freud, come un fardello che condiziona in negativo la nostra esistenza e su cui bisogna stendere la luce
della coscienza, ma come una ricchezza e un tesoro da liberare e valorizzare. Nel subconscio si nasconde la chiave
di una verità, che solo la creatività artistica può dischiudere. E' il massimo di soggettività, in contrapposizione con
l'illusoria oggettività del mondo percepito e della scienza che cerca di spiegarlo, ciò che il surrealismo, tarda
filiazione del decadentismo, ricerca.

Se è vero che il sogno è l'esperienza umana che maggiormente ci mette in diretto contatto con l'inconscio, il
Cinema è, con ogni evidenza, la forma espressiva che per le sue caratteristiche più si avvicina all'attività onirica. Si
tratta ovviamente di modellare il più possibile il linguaggio cinematografico sulle modalità di manifestarsi del
sogno, sui suoi assurdi e inesplicabili accostamenti, sulla sua illogicità e enigmatica ambiguità: cosa non difficile
visto che il Cinema è già, anche nella sua forma più tradizionale, sogno ad occhi aperti, fondamentalmente non
realista, per la manipolazione temporale e spaziale che la sua natura gli permette.

Il Cinema surrealista, così come si esprime negli anni dal '24 al '30 (suo periodo d'oro), rinuncia ad ogni linearità e
consequenzialità narrativa, per farsi pura successione acronologica e libera di immagini e situazioni, partendo da un
programmatico e rigoroso rifiuto della pretesa riproduttiva della realtà com'è, rivendicata dal cinema alla sua
nascita. La finalità è quella di pervenire, una volta distrutte le convenzioni rappresentative che imprigionano e
impoveriscono la nostra comunicazione, non alla realtà, sempre ingannevole e illusoria, ma ad una surrealtà, cioè
una super-realtà, un vera realtà.

Tra i titoli più significativi del movimento surrealista ricordiamo: Entr'acte di R. Clair, 1924, La coquille et le
clergyman di G. Dulac, 1926, Le sang d'un poète di Jean Cocteau, 1930, Un chien Andalou, 1929, e L'age d'or,
1930, entrambi di L. Bunuel.

Come tutti i movimenti d'avanguardia, anche il surrealismo, non ebbe un grande seguito di pubblico, essendo
inconciliabile con le regole del Cinema commerciale di consumo e questo spiega in parte la brevità della sua
stagione. Ciò non toglie che a livello di linguaggio comune si usi spesso l'espressione surrealista, o simile, per
indicare non tanto un film ascrivibile a questa corrente, quanto una o più sequenze, o anche un'intera pellicola,
caratterizzate da accadimenti di scarsa verosimiglianza o irreali, o semplicemente immersi in un'atmosfera
misteriosa od onirica (pensiamo ad alcuni momenti del Cinema di F. Fellini, P. Greenway, D. Lynch, K. Russell, J.
Jarmusch).

http://pacioli.crw.it/ftp/cinema2000-2016/5-Linguaggio/framegram032.htm[12/07/2017 19:01:50]
Actor's Studio

Actor's Studio
Fondato a New York nel 1947 da E.Kazan, C.Crawford e L.Strasberg, è ancor oggi la più prestigiosa scuola di
recitazione degli Stati Uniti, anche se ha raggiunto il culmine della fama negli anni cinquanta. Vi hanno studiato
attori come M.Brando, J.Dean, P.Newman, R.Steiger, ecc.., e più di recente J.Fonda e R. De Niro e ne sono stati
influenzati registi come S. Lumet, M. Ritt, G. Stevens, N. Ray. Esso si rifà alle teorie dell'American Laboratory
Theatre, fondato negli anni venti da alcuni attori russi emigrati discepoli di Stanislavskij, sostenitore di una tecnica
recitativa improntata al massimo di realismo psicologico.

L'Actor's Studio propugna un metodo di recitazione (detto semplicemente metodo) finalizzato alla totale
identificazione dell'attore con il personaggio che interpreta, in modo da rivelarne le più intime contraddizioni. Il
risultato del metodo è un'interpretazione di grande intensità e coinvolgimento, assai adatta ad esprimere personalità
nevrotiche e tormentate, spesso afflitte da conflitti interiori insanabili. Non è più il personaggio che si adatta alle
caratteristiche dell'attore, secondo la tradizione hollywoodiana, ma viceversa. L'interprete deve penetrare nel ruolo
con tutto se stesso e quindi non solo con le battute della sceneggiatura, ma anche e soprattutto con la gestualità e
le espressioni del volto.

Se dal metodo sono derivate performances recitative di notevole spessore, è pure accaduto che esso spesso abbia
determinato fenomeni di manierismo, con conseguente recitazione un po' troppo concitata e sopra le righe.

Allo stile Actor's Studio si oppone la scuola del cosiddetto understatment, vale a dire uno stile d'interpretazione
smorzato e sottotono (ad esso hanno fatto riferimento attori come C.Grant, R.Redford, C.Eastwood, S.Connery).

http://pacioli.crw.it/ftp/cinema2000-2016/5-Linguaggio/Linguaggio2000/2framegram001.htm[12/07/2017 19:01:51]
flashback

Flashback     
(analessi, retrospezione)     Termine inglese (l'equivalente italiano è retrospezione o analessi) che indica una
discontinuità nella successione temporale della narrazione, attuata attraverso il recupero di un momento della storia
che appartiene al passato. Molto usato sin dalle origini del Cinema, nei primi tempi il flashback veniva segnalato al
pubblico tramite una dissolvenza o un ondeggiamento particolare dell'immagine, entrambi posti all'inizio e alla fine
di esso. A cominciare dagli anni sessanta non esiste più nessun artificio visivo, se non, a volte, una marca verbale
(tipo dieci anni prima, qualche giorno prima, ecc..) a preannunciare l'inizio del flashback.

Il flashback è il contrario del flashforward e rispetto a questo molto più usato.

http://pacioli.crw.it/ftp/cinema2000-2016/5-Linguaggio/framegram042.htm[12/07/2017 19:01:51]
flashforward

Flashforward   
 

   Termine inglese (l'equivalente italiano è anticipazione o prolessi) che indica una discontinuità nella successione
temporale della narrazione, attuata attraverso l'anticipazione di un momento della storia che appartiene al futuro.
Molto meno usato del flashback (di cui è l'opposto) rispetto a quest'ultimo è solitamente di più breve durata.

http://pacioli.crw.it/ftp/cinema2000-2016/5-Linguaggio/framegram043.htm[12/07/2017 19:01:52]
Asincronismo

Asincronismo   
 

  (montaggio asincronico). Procedimento basato sulla creazione di una non-coincidenza fra la colonna sonora e la
colonna visiva di un film. In altre parole ciò che si sente fa riferimento ad una realtà spazialmente e temporalmente
diversa da quella mostrata. Inaugurato dai movimenti d'avanguardia e piuttosto raro per anni, oggi l'asincronismo
trova una più frequente applicazione.

http://pacioli.crw.it/ftp/cinema2000-2016/5-Linguaggio/framegram033.htm[12/07/2017 19:01:56]
regia

Regia    
(regista, registico, autore, cineasta)     Attività centrale di direzione e coordinamento di tutte le attività che
costruiscono un film. La regia, in linea di massima, tende a farsi carico soprattutto dell’aspetto visivo del film, dal
tipo e dalla durata delle inquadrature al movimento degli attori all’interno di esse, dal succedersi delle sequenze
al tipo di illuminazione e alle scenografie del set, ecc.. (non a caso all’inizio della storia del Cinema veniva
chiamato dai francesi metteur en scène, cioè colui che mette in scena un’azione cinematografica).

Si è soliti distinguere tra un regista autore, che impone e controlla tutte le fasi e gli aspetti della lavorazione di un
film, che diventa così espressione del suo mondo morale, ideale e poetico, e un regista esecutore, che lavora su un
progetto da altri concepito e gestito, dal soggetto alla scelta degli attori, dalla sceneggiatura al montaggio. Nel
primo caso il regista ha quasi sempre una sua riconoscibilità stilistica (bastano poche sequenze di un suo film per
capire chi è), nel secondo rimane piuttosto anonimo e il film che ha diretto non sarebbe stato molto diverso nelle
mani di un altro.

L’autore è tradizionalmente una figura più europea (J.Renoir, I. Bergman, T. Dreyer, R. Bresson, F.Fellini, M.
Antonioni, W. Wenders, R.W. Fassbinder e tanti altri) che statunitense e questo perché l’industria hollywoodiana
ha sempre pesantemente condizionato l’attività registica (è ormai luogo comune la figura del produttore che
impone la sua volontà al regista, spesso riservandosi il montaggio finale della pellicola). Questo non ha impedito
che anche dal sistema hollywoodiano emergessero grandi autori, che spesso hanno dovuto lottare per difendere la
propria identità artistica dalle interferenze delle esigenze commerciali o sono riusciti a far comunque filtrare, anche
attraverso i meccanismi e le regole spettacolari di Hollywood, la propria visione del mondo e la propria cifra
stilistica (D. W. Griffith, E. Von Stroheim, C. Chaplin, A. Hitchcock, O. Welles, J. Ford, S.Kubrick, B. Wilder,
R. Altman, S. Spielberg, W. Allen e tanti altri).

Non esistono tuttavia regole precise per stabilire a chi si debba attribuire il titolo di autore e a chi no e questa
definizione non può che essere soggettiva, riferendosi spesso a diverse idee di Cinema e a diverse correnti e
movimenti cinematografici e di pensiero critico.

http://pacioli.crw.it/ftp/cinema2000-2016/5-Linguaggio/framegram053.htm[12/07/2017 19:01:56]
barocco

Barocco     
(Barocchismo, baroccheggiante). Si dice di uno stile cinematografico basato su scelte linguistiche estreme ed
eccessive sul piano delle inquadrature, delle scenografie, dell'illuminazione, della colonna sonora musicale,
questi piani considerati sia separatamente, sia nel loro insieme.

Questo termine viene spesso usato dalla critica con connotazioni negative, sinonimo di ridondante e compiaciuta
ricercatezza, priva di autentica originalità.

Nella storia del Cinema si sono tuttavia segnalati grandi registi, che barocchi si sono autoproclamati o tali sono
stati definiti. In questo caso il termine barocco ha perso ogni significato negativo, per indicare invece una personale
concezione stilistica e linguistica. E' il caso di O. Welles, N. Ray, F. Fellini, S. Leone, K. Russell, P. Greenaway
ed altri.

http://pacioli.crw.it/ftp/cinema2000-2016/5-Linguaggio/framegram034.htm[12/07/2017 19:01:57]
budget

Budget
     Risorse stanziate per la realizzazione di un progetto cinematografico dalla produzione. Spesso il budget
condiziona la qualità del prodotto, ma non necessariamente nel senso che ad un budget maggiore corrisponde film
migliore, anzi a volte l'eccesso di disponibilità economica può influire negativamente sulla resa artistica di una
pellicola e viceversa. E' caratteristico della storia del Cinema aver visto opere di grandi dimensioni produttive (ad
esempio i kolossal) naufragare al botteghino e invece film girati in economia riscuotere un grande successo di
pubblico. Gli Stati Uniti, che sono la patria del Kolossal (film che dispone di un grande finanziamento e che punta
sull'esibizione di ricche e sfarzose scenografie e sull'utilizzo di grandi attori, finalizzando il tutto ad un'alta resa
spettacolare), hanno pure espresso il fenomeno dei cosiddetti B-Movies, cioè di film, prevalentemente di genere,
considerati di serie b, realizzati con magri budget e che spesso hanno avuto non solo una notevole risposta di
pubblico, ma consensi anche dalla critica. Tra i B-Movies che per il loro successo hanno fatto storia, ricordiamo La
sanguinaria (J.H. Lewis, 1949) Rapina a mano armata (S. Kubrick, 1956), Sfida nell'Alta Sierra (S. Peckinpah,
1962), La notte dei morti viventi (G. A. Romero, 1968). In Italia va segnalato il grande exploit di Per un pugno di
dollari (S. Leone, 1964).

http://pacioli.crw.it/ftp/cinema2000-2016/5-Linguaggio/framegram036.htm[12/07/2017 19:01:57]
botteghino

Botteghino    
 

  Biglietteria del cinema. In gergo si usa per fare riferimento all'incasso di un film. Dire che un film è andato bene
al botteghino significa che ha ben incassato. Dire che un film è interessato solo al botteghino assume una
connotazione negativa, nel senso che si vuole sottolineare che ogni intento artistico è stato sacrificato al fine di un
positivo esito economico.

http://pacioli.crw.it/ftp/cinema2000-2016/5-Linguaggio/framegram035.htm[12/07/2017 19:01:58]
calligrafismo

Calligrafismo    
(Formalismo)  Atteggiamento registico particolarmente attento ad una scrupolosa ed accurata ricostruzione
scenografica e ambientale (specie nei film ambientati in epoche passate) e ad una rigorosa perfezione delle
inquadrature e dei movimenti di macchina.

Nel lessico critico il termine di calligrafismo assume quasi sempre connotazioni negative, intendendo riferirsi a
regìe poco ispirate ed inventive, compiaciute del proprio perfezionismo (si può trovare a volte, usato con valore
sinonimico, il termine di formalismo).

Nella prima metà degli anni quaranta (in coincidenza con la seconda guerra mondiale) si affermò in Italia un
indirizzo, incentrato sulla traduzione cinematografica di famosi testi letterari, per il quale gli storici del Cinema
italiano hanno usato il termine di calligrafismo.

http://pacioli.crw.it/ftp/cinema2000-2016/5-Linguaggio/framegram037.htm[12/07/2017 19:01:58]
Censura

Censura
Si può dire che la censura esista dall'inizio dei tempi, essendosi sempre preoccupati i governanti di vigilare affinché
gli spettacoli e le manifestazioni artistiche ed espressive in genere non travalicassero certi limiti, fissati questi
ultimi sulla base del livello di tolleranza politica dei detentori del potere e di quello che è andato configurandosi
come il cosiddetto comune senso del pudore (concetto che se può avere una sua validità in riferimento a comunità
primitive, risulta assai discutibile se proiettato nel contesto di società complesse ed articolate). I parametri usati dai
censori nel corso dei secoli sono andati ovviamente modificandosi, variando secondo il generale clima culturale e
le convinzioni morali dominanti. A cominciare dal Medioevo lo Stato ha delegato alla Chiesa cattolica il ruolo di
controllore sulla produzione artistica e culturale (ricordiamo il tribunale dell'Inquisizione ed il Sant'Uffizio). Solo
con le rivoluzioni liberali dell'Ottocento i governi si sono riappropriati di quella delega che avevano assegnato alla
Chiesa, svolgendo in prima persona l'attività di censura.

Se l'avvento della democrazia e della società di massa all'inizio del XX secolo ha da una parte allentato i rigori
della censura, dall'altro ha accentuato la vigilanza su un mezzo di comunicazione tanto popolare come il Cinema (è
significativo a questo riguardo il fatto che in quasi tutti i paesi europei la censura cinematografica sia stata istituita
proprio all'indomani dell'abolizione di quella teatrale).

Praticamente tutti gli Stati del mondo hanno creato apposite commissioni di censura cinematografica di nomina
governativa (la prima istituita in Italia risale al 1913) con il compito di visionare i film e, se viene ritenuto
opportuno, imporre (preventivamente o a posteriori) una proibizione totale o parziale alla visione nelle sale (in
quest'ultimo caso si apportano i famosi tagli) oppure escludere da questa una determinata fascia d'età. Particolare,
invece, il caso degli Stati Uniti (e anche di altri paese come la Gran Bretagna, la Germania e il Giappone), dove la
censura è esercitata dalla stessa industria cinematografica (si potrebbe parlare in questa circostanza di una specie di
autocensura): è storicamente famosa la commissione promossa dalle case di produzione americane alla fine degli
anni venti e presieduta da W. H. Hays, che diede il proprio nome ad un celeberrimo codice che impose per quasi
trent'anni a registi e sceneggiatori limiti ben precisi alla loro creatività.

Particolarmente rigida nei regimi autoritari e totalitari, nei quali è soprattutto l'ambito politico ad essere oggetto di
pesanti limitazioni, nei paesi democratici l'attenzione dei censori si è tradizionalmente appuntata sui margini di
libertà con cui i registi hanno trattato temi e situazione di carattere erotico-sessuale. Si potrebbero citare parecchi
esempi di film di grande valore contro cui si è accanita la censura italiana. Può bastare a questo riguardo qualche
titolo: Totò e Carolina (1955) di M.Monicelli, Rocco e i suoi Fratelli (1959) di L.Visconti, La dolce vita (1959) di
F.Fellini, I dolci inganni (1959) di A.Lattuada  e in epoca più recente Salò o le 120 giornate di Sodoma (1976) di
P.P. Pasolini e Ultimo tango a Parigi (1972) di B. Bertolucci, che costituisce un caso unico nella storia del
Cinema, essendo stato il solo film condannato al rogo (cioè alla distruzione di tutte le copie sul territorio
nazionale), anche se totalmente reintegrato una decina d'anni dopo.

In questi ultimi anni le maglie della censura si sono notevolmente allentate ed è raro che una pellicola venga fatta
oggetto a divieti o limitazioni. Inoltre sta facendosi sempre più largo nel paese la consapevolezza del carattere
ormai anacronistico e illiberale di questo strumento e da più parti se ne chiede l'abolizione (fatta salva ovviamente
la conservazione del divieto per fascia d'età per salvaguardare i più giovani da film che potrebbero essere fonte di
turbamento).

http://pacioli.crw.it/ftp/cinema2000-2016/5-Linguaggio/Linguaggio2000/2framegram002.htm[12/07/2017 19:01:59]
Cortometraggio

Cortometraggio
(mediometraggio) Film di durata variabile, da un minimo di pochi minuti ad un massimo di 20-30 minuti circa, ma
comunque caratterizzato dal fatto di essere considerevolmente più breve rispetto ai cosiddetti lungometraggi, cioè i
normali film delle sale.

I cortometraggi sono spesso costituiti da documentari, ma possono essere anche pellicole di fiction. Proprio in
quest'ultima versione il cortometraggio (in questo caso denominato ormai corto) ha incontrato negli ultimi anni un
certo rilancio (soprattutto nell'ambito dei festival cinematografici), anche se raramente esso trova collocazione nella
programmazione delle sale.

Tra il cortometraggio e il lungometraggio si colloca il mediometraggio, che presenta una durata che va all'incirca
dai 30 minuti ai 60. E' il caso di parecchi telefilm e documentari televisivi, culturali e informativi, ma anche di film
a soggetto (tra i più famosi esempi di questo formato ricordiamo Une partie de campagne, 1936, di J. Renoir e gli
episodi di Decalogo, 1988, di K. Kieslowski).

http://pacioli.crw.it/ftp/cinema2000-2016/5-Linguaggio/Linguaggio2000/2framegram003.htm[12/07/2017 19:01:59]
didascalismo

Didascalismo
(didascalico)   Termine con cui si indica l'evidente volontà di un film di spiegare in modo il più possibile
accessibile e chiaro (e aproblematico) i significati, l'ideologia, i valori e principi che la pellicola s'incarica di
comunicare. Qualora questa finalità argomentativa finisca per imporsi su ogni altro intendimento espressivo, ed
anzi vada a scapito della dimensione simbolica e metaforica, il didascalismo viene considerato un limite e un
difetto, aldilà delle buone intenzioni, che come tali rimangono valide (è il caso di molto Cinema politico e
militante, pensiamo alla scuola del Realismo socialista e al Cinema di propaganda in genere, dove l'urgere del
cosiddetto messaggio politico, oscura qualunque altro intento). Quando, invece, la chiarezza e immediatezza di
significato, si coniuga con l'inventiva creatrice e l'intuizione poetica, o semplicemente con un solido ritmo narrativo
e una vigorosa tensione drammatica, non si parla più di didascalismo, ma di felice equilibrio tra diverse esigenze (è
il caso di C. Chaplin, del miglior Neorealismo e Realismo poetico francese, di certo Cinema politico americano
alla O. Stone).

http://pacioli.crw.it/ftp/cinema2000-2016/5-Linguaggio/framegram038.htm[12/07/2017 19:02:00]
dissolvenza

Dissolvenza    
  Procedimento ottico che consiste nel passaggio graduale da un’immagine ad un’altra, a segnare quasi sempre la
fine di una sequenza e l’inizio di un’altra, qualora tra le due intercorra narrativamente un salto temporale marcato
(qualche ora, uno o più giorni, mesi o anni).

Si distinguono due tipi di dissolvenza: la dissolvenza in nero, nella quale il venir meno di un’immagine è seguito
dal perdurare dello schermo nero per qualche secondo e la dissolvenza incrociata, nella quale mentre l’immagine
destinata a scomparire si sfuoca e decompone ad essa si sovrappone quella successiva che inizialmente sfuocata si
rende sempre più nitida.

Impostasi soprattutto con il Cinema sonoro, la dissolvenza trova la sua massima utilizzazione nel Cinema classico
hollywoodiano, da lì trasferendosi nelle altre cinematografie, per farsi più rara a cominciare dagli anni settanta e
ancor più oggi, quando a volte viene usata con significati diversi da quelli tradizionali.

http://pacioli.crw.it/ftp/cinema2000-2016/5-Linguaggio/framegram039.htm[12/07/2017 19:02:00]
Distribuzione

Distribuzione
(noleggio, esercizio, censura di mercato) Fase della circolazione di una pellicola che consiste nell'acquisto del film
dalla produzione e nel successivo noleggio (possesso temporaneo limitato al periodo delle proiezioni pubbliche), a
prezzo fisso o a percentuale, all'esercizio (le singole sale cinematografiche). La distribuzione (che potrebbe essere
considerata una specie di commercio all'ingrosso dei film, mentre la proiezione dell'esercente equivale alla vendita
al minuto) è un'attività di vaste dimensioni che necessita di una folta rete di agenzie e di molto personale. Non è
raro il caso in cui la distribuzione partecipi direttamente alla produzione di un film (avviene soprattutto in Europa)
o che la produzione abbia il controllo di parte del settore distributivo (è il caso delle Major statunitensi).

La distribuzione (insieme all'esercizio) a volte può svolgere un'azione di rallentamento, o di vero e proprio
impedimento, della circolazione di un film ritenuto poco appetibile sul piano commerciale e quindi destinato a
scarsi incassi: in questi casi si è soliti parlare di censura di mercato, cioè di una legge non scritta che esclude
soprattutto i film di qualità destinati ad un pubblico ristretto di appassionati e cultori di Cinema (ben conoscono
questo meccanismo di esclusione gli spettatori dei piccoli centri di provincia che aspettano invano l'arrivo di
parecchi film destinati ad uscire dal circuito distributivo dopo poche visioni nelle grandi città o a non entrarci
nemmeno). Nel nostro paese accade anche che spesso siano proprio i film italiani (in questo caso a prescindere dal
livello qualitativo) a subire questa censura e ciò a causa dello strapotere economico del Cinema hollywoodiano che
impone i suoi prodotti in Europa grazie ad un imponente apparato pubblicitario ed a un più elevato standard
spettacolare (per dirla in altri termini i film americani piacciono di più al pubblico e quindi incassano
maggiormente).

Tra le maggiori case di distribuzione italiane ricordiamo Cecchi Gori Group, Penta, Mikado, Academy, Medusa,
Istituto Luce.

http://pacioli.crw.it/ftp/cinema2000-2016/5-Linguaggio/Linguaggio2000/2framegram004.htm[12/07/2017 19:02:01]
tempi morti o ellissi

Ellissi  
  (Tempi morti)    Espressione con cui si indicano quelle parti della storia che non essendo significative ed
importanti nella dinamica narrativa non vengono prese in considerazione dal racconto e quindi dalla colonna visiva,
non vengono insomma mostrate. Tutto questo non va assolutamente a scapito della comprensione degli eventi, anzi
rende possibile concentrare in un tempo cinematografico di circa due ore eventi che se raccontati per intero
occuperebbero molte più ore, se non una giornata o addirittura mesi e anni. Il salto narrativo che permette di
annullare i tempi morti accorciando la durata della narrazione si chiama ellissi.

Quasi sempre cancellati dal Cinema classico hollywoodiano, proteso ad una narrazione la più sintetica ed
essenziale possibile, i tempi morti sono stati recuperati in parte dal Cinema d'avanguardia europeo del secondo
dopoguerra (Nouvelle Vague, Nuovo Cinema tedesco), che proprio in contrapposizione con la fluidità
hollywoodiana ha dato spazio ai tempi morti, dilatando la durata di azioni e gesti solitamente sottintesi e quindi
ellissati, con conseguente appesantimento del ritmo del film (vedi il regime dell'antinarrazione).

http://pacioli.crw.it/ftp/cinema2000-2016/5-Linguaggio/framegram061.htm[12/07/2017 19:02:01]
Esercizio

Esercizio
(Esercente, multisala, gestione, cinema d'essai, cineclub)     Fase terminale del processo di sfruttamento della
pellicola cinematografica, consiste nella gestione delle sale in cui avviene la proiezione. Ai primordi della storia
del Cinema al modello monopolistico statunitense, che concentrava l'esercizio nelle mani delle grandi case di
produzione, si contrapponeva la proprietà europea di una o più sale da parte di un gestore che non aveva interessi
in altri settori dell'industria cinematografica. Successivamente, e soprattutto a causa della crisi dovuta al calo di
pubblico a cominciare dagli anni sessanta, si è avviato un processo di concentrazione della proprietà delle sale
(parallelamente ad una loro marcata diminuzione): il gestore del singolo cinema, insomma, non riusciva a reggere
economicamente e quindi chiudeva e vendeva oppure si allargava acquistando altre sale. In Italia il numero delle
sale e dei gestori agli inizi degli anni novanta risultava sensibilmente inferiore rispetto a vent'anni prima, per non
parlare degli anni cinquanta, periodo d'oro dell'esercizio. Ultimamente, tuttavia, si sta assistendo ad un rapido
incremento del numero delle sale a causa del diffondersi della struttura della multisala, cioè di un unico complesso
costituito da più locali di proiezione (da tre o quattro sino a più di dieci) che operano in contemporanea offrendo
titoli diversi. Si tratta, a volte, di veri complessi multifunzionali, dotati di servizi sussidiari (tavola calda, bar,
negozi, giardino d'infanzia, ecc..).

Esistono, poi, specie nelle grandi città, i cosiddetti cineclub o cinema d'essai, cioè esercizi specializzati (spesso
sovvenzionati dallo Stato o dagli enti locali) con lo scopo di garantire la visione di film di particolare pregio e
qualità, o almeno così considerati, che difficilmente troverebbero accoglienza nelle sale commerciali. A volte può
accadere, in particolare in realtà dove non esistono cinema d'essai, che sale normali diano spazio nella loro
programmazione a periodiche rassegne di film di qualità, godendo di appositi sgravi fiscali o agevolazioni di varia
natura.

http://pacioli.crw.it/ftp/cinema2000-2016/5-Linguaggio/Linguaggio2000/2framegram005.htm[12/07/2017 19:02:02]
estetismo

Estetismo   
  (Formalismo, Estetizzante). Atteggiamento registico finalizzato alla ricerca della bellezza formale, o presunta tale.
L'estetismo cinematografico cura in modo particolare la qualità dell'immagine, affinchè le sue varie componenti,
illuminazione, colori, scenografia, costumi, comunichino una sensazione di appagamento estetico.

Il termine estetismo viene spesso usato dalla critica cinematografica con connotazioni negative, per indicare una
predisposizione, spesso compiaciuta ed esasperata, a privilegiare gli esiti di eleganza formale di un film, più che la
dimensione espressiva e creativa (in questi casi si parla anche di formalismo o di film di confezione).

E' tuttavia indubbio che la realizzazione di un film improntato ad una marcata dimensione estetizzante richieda
l'apporto di valide professionalità nell'ambito delle specializzazioni tecniche.

Va ricordato come l'accusa di estetismo a volte ha interessato grandi autori del calibro di L. Visconti e J. Ivory.

http://pacioli.crw.it/ftp/cinema2000-2016/5-Linguaggio/framegram040.htm[12/07/2017 19:02:02]
Fiction

Fiction
Termine inglese (è l'equivalente dell'italiano finzione) viene ormai comunemente usato indicare testi di tipo
narrativo basati su avvenimenti immaginari e più in particolare, nel gergo cinematografico, per riferirsi ai film che
si contrappongono ai cosiddetti documentari, che si basano, invece, sulla ripresa di fatti reali. Espressione
equivalente è quella di Cinema a soggetto, basato cioè su un soggetto.

Ormai il termine di fiction si applica all'insieme della comunicazione e del mondo dello spettacolo, per cui si parla
di fiction televisiva (telefilm, soap-opere, sceneggiati, ecc…), fiction teatrale, letteraria, ecc..

http://pacioli.crw.it/ftp/cinema2000-2016/5-Linguaggio/Linguaggio2000/2framegram006.htm[12/07/2017 19:02:02]
filmografia

Filmografia   
 

  Elenco di tutti o di parte delle opere (nel primo caso si dice completa, nel secondo parziale) realizzate da un
regista, anche se questo termine può essere riferito ad altri soggetti che partecipano alla realizzazione di un film,
come un attore, uno sceneggiatore, un produttore, ecc..

http://pacioli.crw.it/ftp/cinema2000-2016/5-Linguaggio/framegram041.htm[12/07/2017 19:02:03]
Filtro

Filtro
Schermo trasparente che si colloca davanti all'obiettivo per agire sulla luce che impressiona la pellicola. I filtri
vengono usati sia con il bianconero sia con il colore e hanno lo scopo di attenuare una luce troppo intensa oppure
di modificare la normale percezione ottica dell'immagine, nel senso che lo spettatore non vede la stessa luce (o
quasi) che vedrebbe nella realtà, ma un'altra, non realistica, che è scelta dalla regia con determinate finalità
espressive. In quest'ultimo caso si ricorre a filtri colorati che imprimono all'immagine una precisa tonalità
coloristica, che diventa dominante e avvolge tutto ciò viene mostrato, o filtri speciali che agiscono sulle fonti di
luce presenti nell'inquadratura, aureolandole o sfrangiandole e producendo così un effetto antirealistico.

http://pacioli.crw.it/ftp/cinema2000-2016/5-Linguaggio/Linguaggio2000/2framegram007.htm[12/07/2017 19:02:03]
Flou

Flou
Effetto di sfocatura dell’immagine, con conseguente sfumatura e indeterminatezza dei contorni, ottenuto ponendo
davanti all’obiettivo diffusori ottici o garze o reticoli vari.

Il Cinema muto e quello sonoro degli anni trenta hanno fatto ampio ricorso al flou, soprattutto nei primissimi
piani, sia per circonfondere di un alone mitico e romantico i volti delle dive, sia per nascondere i danni dell’età.
L’effetto flou si ritrova pure nel colore, spesso ricavato da filtri particolari. In questo caso lo si usa specie per
incentivare il senso di sospensione, ai limiti del reale, di determinate immagini, come quelle appartenenti a sogni,
visioni, ricordi lontani riesumati dalla memoria.

http://pacioli.crw.it/ftp/cinema2000-2016/5-Linguaggio/Linguaggio2000/2framegram008.htm[12/07/2017 19:02:04]
Formato

Formato
Con questo termine si fa riferimento alla larghezza della pellicola misurata in millimetri. Si distinguono tre tipi
principali di formato:

a. il 35 mm (il più diffuso), che è quello originario del Cinema. L'immagine riprodotta lascia ai lati un margine
nero, in altre parole l'immagine non occupa l'intero spazio dello schermo.

b. Il 16 mm (il meno diffuso), che riducendo le dimensioni della cinepresa ne aumenta la maneggevolezza e
quindi si presta in particolare per il documentarismo d'attualità e per le inchieste televisive (anche se in
questo caso da tempo si preferisce alla cinepresa l'assai più pratica telecamera). Per i costi minori che
presenta rispetto ad altri formati il16 mm è tradizionalmente la scelta privilegiata di produzioni cosiddette
povere, a bassissimo budget. Per le proiezioni in sala il 16 mm viene gonfiato a 35 mm e quindi, dal punto di
vista delle dimensioni schermiche, il risultato è pressoché identico.

c. Il 70 mm (media diffusione) è nato negli anni '50, quando a causa dei primi segnali di crisi dovuti all'imporsi
della televisione l'industria cinematografica cerca di incentivare la dimensione spettacolare del Cinema (altra
innovazione che va in questa direzione e che si collega al 70 mm è il colore). L'immagine riprodotta non
lascia alcun margine laterale e quindi occupa l'intera estensione dello schermo, con un evidente effetto di
ingrandimento rispetto al 35 mm. Con il passare del tempo, richiedendo il formato 70 mm apparecchiature di
ripresa grandi e quindi piuttosto ingombranti, è stato sostituito dai sistemi anamorfici, cioè da un particolare
procedimento di schiacciamento dell'immagine su un formato a 35mm, che poi nella proiezione in sala,
grazie all'uso di particolari obiettivi, si trasforma in 70 mm (tra questi sistemi ricordiamo il Cinemascope e il
Panavision). Il 70 mm è stato usato soprattutto per le grandi produzioni di film ad alto tasso di spettacolarità,
come i kolossal storici e d'avventura.

http://pacioli.crw.it/ftp/cinema2000-2016/5-Linguaggio/Linguaggio2000/2framegram009.htm[12/07/2017 19:02:04]
illuminazione

Illuminazione    
(Fotografia, Direttore alla fotografia)     L'organizzazione della luce (sua quantità, qualità, direzione, ecc…) sulla
scena, gestita e controllata da uno specialista definito come direttore della fotografia.

Essa può basarsi sull'utilizzo della luce artificiale (prodotta da lampade speciali) e/o naturale. La luce artificiale
permette al direttore della fotografia un maggior margine di creatività, specialmente qualora il regista assegni
all'illuminazione precise valenze espressive. E' il caso dell'illuminazione antirealista di scuola espressionista, con la
quale si ricercano marcati contrasti di luce, basati su giochi di ombre e controluce con la pellicola in bianconero
(pensiamo al Noir degli anni quaranta) e dell'illuminazione altrettanto antirealista incentrata sull'uso espressivo del
colore (pensiamo alle dominanti cromatiche della fotografia di V. Storaro). A questo tipo di illuminazione artefatta
e manipolata si contrappone quella cosiddetta neutra, che pur utilizzando la luce artificiale, oltre naturalmente a
quella naturale, è finalizzata ad una resa realistica dell'immagine, il più vicino possibile a come normalmente
l'occhio umano percepisce il mondo circostante. Quest'ultima è l'opzione prevalente ed è fondamentale per quei
film che vogliono sottolineare la propria aderenza alla realtà (film neorealisti, film-verità, film d'attualità sociale,
ecc..)

http://pacioli.crw.it/ftp/cinema2000-2016/5-Linguaggio/framegram046.htm[12/07/2017 19:02:05]
frame-stop

Frame-stop
 

   Termine inglese (l'equivalente italiano è fermo fotogramma) con cui si indica il blocco di un fotogramma sullo
schermo, con l'effetto di immobilizzare un'immagine filmica per un tempo più o meno lungo, rendendola in tutto
simile a quella fotografica. Procedimento piuttosto raro nel mezzo del film, è invece più frequente alla fine, quando
può accadere che i titoli di coda scorrano su un frame-stop.

http://pacioli.crw.it/ftp/cinema2000-2016/5-Linguaggio/framegram044.htm[12/07/2017 19:02:09]
fuori campo

Fuori campo    


 

Si dice della collocazione di persone e cose che si collocano al di fuori dell'inquadratura, pur facendo parte
dell'azione che l'inquadratura stessa ci mostra.

Per quel che riguarda voci, rumori e musica si parla di fuori campo quando l'inquadratura non mostra la loro fonte
materiale. In questo caso si distingue fra suono off e suono over.

http://pacioli.crw.it/ftp/cinema2000-2016/5-Linguaggio/framegram045.htm[12/07/2017 19:02:09]
Grandangolo

Grandangolo
Particolare tipo di obiettivo in grado di abbracciare uno spazio vastissimo provocando una forte curvatura delle
linee sui bordi e producendo così una deformazione che distorce l'immagine nel senso della dilatazione dello spazio
e dell'alterazione della prospettiva. Esso viene usato per evidenti scopi espressivi, specie qualora un regista intenda
sottolineare il modificarsi della normale percezione della realtà da parte di un personaggio (si usa quindi soprattutto
nelle soggettive).

Una delle prime sperimentazioni di questo obiettivo si ha nella sequenza d'apertura di Quarto potere (O.Welles,
1941), nella quale gli ultimi istanti di vita del protagonista morente sono mostrati attraverso la deformazione del
grandangolo, a suggerire l'idea di un'alterazione della visione nel momento dell'agonia.

http://pacioli.crw.it/ftp/cinema2000-2016/5-Linguaggio/Linguaggio2000/2framegram010.htm[12/07/2017 19:02:10]
Inserto

Inserto
Con questo termine si fa riferimento ad un breve segmento visivo, comunemente costituito da una o due
inquadrature e della durata di pochi secondi, che trova ospitalità all'interno di una sequenza più ampia, da cui
trae una giustificazione narrativa.

Tradizionalmente esso viene utilizzato per visualizzare i ricordi che attraversano fugacemente la mente di un
personaggio e in alcuni casi possono avere anche una strutturazione a fasi successive (famosi, in questo senso, gli
inserti dei film di S. Leone C'era una volta il West, 1968, e Giù la testa, 1971, dove alcuni flashback relativi ad
esperienze fondamentali nella vita dei protagonisti, vengono proposti per inserti isolati, che solo verso la fine del
film si ricompongono per intero, diventando narrativamente comprensibili); più raramente la loro collocazione
temporale è opposta al più diffuso caso precedente (in Non si uccidono così anche i cavalli?, 1969, di S.Pollack
capiamo solo all'epilogo che gli inserti disseminati nel corso del film non sono flashback, come siamo stati indotti a
pensare per abitudine, ma flashforward che ci preannunciano l'esito della storia).

L'inserto ha trovato anche un frequente utilizzo in alcune scuole cinematografiche d'avanguardia, secondo modalità
e finalità differenti rispetto ai casi suddetti (pensiamo, ad esempio all'avanguardia sovietica e in particolare ai film
linguisticamente più rivoluzionari di S. M. Eisenstein, come Ottobre, 1927, e Sciopero, 1925, dove la presenza
dell'inserto non risponde più ad esigenze narrative, ma concettuali, di comunicazione cioè di un significato di
natura argomentativa).

http://pacioli.crw.it/ftp/cinema2000-2016/5-Linguaggio/Linguaggio2000/2framegram011.htm[12/07/2017 19:02:10]
Interpellazione

Interpellazione
L'attore o gli attori, guardando in macchina, danno la sensazione di rivolgersi direttamente allo spettatore (a meno
ovviamente che non si tratti di una soggettiva), di guardarlo, come fa il giornalista o la presentatrice alla
televisione.

http://pacioli.crw.it/ftp/cinema2000-2016/5-Linguaggio/Linguaggio2000/2framegram011bis.htm[12/07/2017 19:02:11]
Lungometraggio

Lungometraggio
Film di durata non inferiore ai 90 minuti, che è considerata la durata minima perché un film possa essere proiettato
in una sala. Di solito la durata standard di un film si aggira attorno ai 90-110 minuti, ma non mancano pellicole che
arrivano anche ad oltrepassare sensibilmente le due ore e a volte, anche se è assai raro, le 3 o 4 ore. In quest'ultimo
caso ci si trova di norma di fronte ad un Kolossal.

http://pacioli.crw.it/ftp/cinema2000-2016/5-Linguaggio/Linguaggio2000/2framegram012.htm[12/07/2017 19:02:11]
kitsch

Kitsch     
Termine attribuito a ciò che si ritiene di cattivo gusto, grossolano. Esso viene riferito un po' a tutte le
manifestazioni umane e non solo a quelle artistiche.

In campo cinematografico assume prevalentemente un valore negativo, ma accanto ad un kitsch involontario, ne


esiste a volte uno consapevole e programmatico, per così dire d'autore. Citiamo registi, come esempi di
quest'ultimo caso, quali J. Waters, R. Mayer, P. Almodovar e in un certo senso F. Fellini.

http://pacioli.crw.it/ftp/cinema2000-2016/5-Linguaggio/framegram047.htm[12/07/2017 19:02:12]
Maccartismo

Maccartismo
Periodo della vita pubblica americana che prende il nome dal senatore Joseph Mc Carthy che fu a capo della
Commissione per le attività antiamericane voluta dal Congresso degli Stati Uniti nell'immediato secondo
dopoguerra per indagare sulla cosiddetta infiltrazione e influenza dei comunisti nelle istituzioni statali. Istituita
all'inizio della Guerra fredda nel 1947, la Commissione lavorò con grande zelo sino alla metà degli anni cinquanta
contribuendo a creare nel paese un pesante clima di isteria e sospetto che finì per colpire, non tanto e non solo i
comunisti (che per altro costituivano una sparuta minoranza nella società americana), quanto molte personalità
progressiste (soprattutto intellettuali), che non avevano altra colpa se non quella di credere nei principi di libertà e
democrazia che stanno alla base della costituzione degli USA.

Questa Caccia alle streghe (come fu polemicamente battezzata) non risparmiò Hollywood e il mondo dello
spettacolo, anzi si accanì in modo particolare contro quegli attori, registi, sceneggiatori, ecc.., sospettati di essere
comunisti o di esserlo stati. Per guadagnarsi l'accusa di comunismo era sufficiente aver diretto film di impegno
civile e su tematiche sociali o averne scritto la sceneggiatura, ma a volte bastava molto meno, come l'amicizia o la
frequentazione di persone sospette.

Il Cinema americano fu investito da un'ondata di paranoia inquisitoria che stroncò il filone di realismo sociale da
poco inaugurato e che portò all'imprigionamento di alcuni (i famosi Dieci di Hollywood) e al licenziamento e
all'emarginazione di tantissimi altri (vennero redatte vere e proprie Liste nere). Registi e attori come W.Wyler,
J.Huston, A.Litvak, H.Bogart, K.Hepburn espressero il loro dissenso nei confronti di questa offensiva illiberale,
C.Chaplin e J.Losey preferirono andarsene in volontario esilio, E.Kazan, E.Dmytryk, S.Hayden sfuggirono a
probabili incriminazioni accusando ex-amici e colleghi.

Solo negli anni settanta la società americana ha cominciato a confrontarsi con questa oscura pagina del proprio
passato, facendo autocritica e riabilitando molte vittime di quell'infausta stagione. Proprio in quel periodo intanto
Hollywood andava rivisitando il maccartismo in chiave di polemica denuncia, con film come Come eravamo
(S.Pollack, 1973) e Il prestanome (M.Ritt, 1976).

http://pacioli.crw.it/ftp/cinema2000-2016/5-Linguaggio/Linguaggio2000/2framegram013.htm[12/07/2017 19:02:12]
produzione

Produzione     
(Produttore)   Quel complesso di attività finanziarie e organizzative che rende possibile la realizzazione del
prodotto cinematografico. In termini più semplici quell'entità (individuale o collettiva) che con le proprie risorse
economiche finanzia il film.

Se in Europa l'attività produttiva è privata e pubblica e se privata può essere finanziata dallo Stato (specie per
quelle pellicole che si ritiene possano avere valenza artistica), negli Usa la produzione cinematografica è
esclusivamente privata ed è organizzata secondo criteri rigorosamente imprenditoriali. Esistono le cosiddette
Majors (MGM, Warner Bros., Paramount, Twenty Century Fox, Columbia, Universal, United Artists), vere e
proprie grandi industrie del Cinema, strutturate su grandi dimensioni produttive, e le cosiddette produzioni
indipendenti, che fanno film in economia e con maggior libertà decisionale, ma che spesso devono appoggiarsi
alle Majors per la distribuzione del film.

A capo dell'attività di produzione troviamo il produttore (o più produttori), che spesso, specie negli Usa, finisce
per esercitare un controllo assoluto su tutte le fasi di realizzazione di un film, riducendo al minimo le competenze
registiche (vedi regista). Questa frequente invadenza del produttore induce a volte il regista, qualora ne abbia le
possibilità, ad assumere egli stesso questo ruolo.

http://pacioli.crw.it/ftp/cinema2000-2016/5-Linguaggio/framegram051.htm[12/07/2017 19:02:13]
manierismo

Manierismo
 

     (manierista, manierato). Atteggiamento registico orientato a riprodurre stilemi e canoni preesistenti e a volte
codificati in scuole e correnti. Il termine viene quasi sempre usato con connotazioni negative ad indicare una regia
priva di idee originali e fortemente condizionata da modelli consolidati.

http://pacioli.crw.it/ftp/cinema2000-2016/5-Linguaggio/framegram048.htm[12/07/2017 19:02:13]
montaggio alternato

Montaggio alternato    


 

Particolare tipo di successione di inquadrature secondo uno schema che alterna, intrecciandole, immagini che si
riferiscono ad una sequenza con altre riferite ad una diversa sequenza, che narrativamente si svolge
contemporaneamente alla precedente. Il montaggio alternato costituisce un'importante conquista linguistica del
Cinema, che se ne impossessa intorno agli anni dieci (è soprattutto il grande regista americano D.W. Griffith ad
approfondire questa risorsa espressiva), svincolandosi ulteriormente dalla subalternità al linguaggio teatrale che lo
aveva condizionato agli esordi. Esso allarga considerevolmente le possibilità narrative del Cinema e con l'avvento
del sonoro risulta essere già un passaggio sintattico ormai consolidato.

http://pacioli.crw.it/ftp/cinema2000-2016/5-Linguaggio/framegram049.htm[12/07/2017 19:02:14]
sequenza

Sequenza     
(piano-sequenza)    Successione di inquadrature collegate tra di loro dalla finalità di voler esprimere un’unità
narrativa isolabile per la sua relativa autonomia dal resto delle inquadrature e dalle altre sequenze (esempio: una
successione x di inquadrature mostra un personaggio fuggire di corsa da un inseguitore malintenzionato finché non
si mette in salvo; una successione y di inquadrature mostra lo stesso personaggio raccontare quello che gli è
accaduto in un commissariato. La successione x costituisce una sequenza diversa e distinta dalla successione y).
Perlopiù un film è costituito da tante sequenze e il passaggio dall’una all’altra è segnato da un cambiamento
spaziale e/o temporale.

Si chiama piano-sequenza una sequenza costituita da una sola inquadratura, e quindi percepita in assoluta
continuità d'immagine, senza stacchi di montaggio. Si tratta di un'evenienza poco frequente, che troviamo in 
particolare in registi europei come Anghelopulos, Truffaut, Bergman, Antonioni ecc. Esistono anche, per quanto
rari, film costituiti da una sola sequenza (è il caso di Nodo alla gola di A. Hitchcock, 1948).

http://pacioli.crw.it/ftp/cinema2000-2016/5-Linguaggio/framegram057.htm[12/07/2017 19:02:14]
plein air

Plein air  
Metodo di ripresa nel quale il set viene collocato in esterni, utilizzando scenografie naturali. Questa tecnica nasce
con il Cinema: i film dei Lumiére riprendevano nelle strade, nelle piazze e nelle stazioni scene di vita comune.
Nell'epoca d'oro di Hollywood si privilegiano le riprese negli studi e il plein air si fa raro ed eccezionale (spesso
viene simulato con la tecnica del trasparente, collocando alle spalle degli attori uno schermo su cui si proiettano
immagini di esterni). A cominciare dal secondo dopoguerra con il neorealismo italiano e il realismo d'ispirazione
sociale americano il plein air viene ampiamente utilizzato e soprattutto negli anni a venire, a causa del graduale
venir meno dell'uso del trasparente. Più specificatamente per film in plein air si intende fare riferimento a quelle
pellicole interamente (o quasi) girate in esterno (Ladri di biciclette di V.De Sica, 1948, Easy Rider di D.Hopper,
1969, Nel corso del tempo di W.Wenders, 1975, Il ladro di bambini di G. Amelio, 1992, ecc…).

http://pacioli.crw.it/ftp/cinema2000-2016/5-Linguaggio/framegram050.htm[12/07/2017 19:02:15]
Presa diretta

Presa diretta
(doppiaggio)     Registrazione del suono al momento in cui avvengono le riprese. Oggetto della presa diretta sono
soprattutto i dialoghi (ma anche i suoni e i rumori entrano nella registrazione) e questo impone agli attori
l'apprendimento a memoria della loro parte. La presa diretta è usata negli Stati Uniti praticamente dall'inizio del
sonoro (capita non di rado nei film americani di intravedere la giraffa pencolare nella parte superiore dello
schermo), mentre in Italia si è andata imponendo in questi ultimi anni e non per tutti i film, mentre prima la regola
era quella di registrare in studio la voce dell'attore in un momento successivo e questo per garantire un suono più
nitido e pulito.

Il contrario della presa diretta è il doppiaggio, che consiste nel sovrapporre alle voci degli attori originali quelle di
altri attori, che parlano ovviamente nella lingua del paese nel quale il film uscirà. L'Italia vanta la miglior scuola di
doppiatori del mondo. Come conseguenza dell'uso del doppiaggio il pubblico viene privato dell'ascolto della voce
dei grandi divi hollywoodiana (anche se questo va a scapito dell'autenticità del testo filmico, può anche accadere
che il doppiaggio costituisca una specie di reinvenzione del personaggio doppiato, pensiamo ad esempio alla
versione italiana di Stanlio e Ollio o al doppiaggio di R.De Niro da parte di F. Amendola).

In questi ultimi anni si sta affermando anche in Italia, sulla base della diffusione della conoscenza delle lingue
estere e per scopi didattici, la pratica della visione dei film stranieri in lingua originale.

http://pacioli.crw.it/ftp/cinema2000-2016/5-Linguaggio/Linguaggio2000/2framegram014.htm[12/07/2017 19:02:15]
profondità di campo

Profondità di campo    
Prerogativa di quelle immagini nelle quali tutte le persone e le cose inquadrate, anche se disposte su piani diversi,
si trovano perfettamente a fuoco e quindi ben distinguibili. Permettendo agli attori una maggior libertà e vastità di
movimento all'interno di una singola inquadratura, la profondità di campo ha incentivato l'uso del piano-sequenza.
Questa tecnica di ripresa avvicina enormemente il cinema alle possibilità di percezione dell'occhio umano,
permettendo allo spettatore di mettere a fuoco cose diverse all'interno della medesima immagine filmica.

Utilizzata per la prima volta nel 1941 dall'operatore G. Toland nel film di O. Welles Quarto Potere, essa si
estenderà rapidamente, anche grazie al progressivo miglioramento degli apparecchi ottici e della sensibilità delle
pellicole. Inizialmente possibile solo con il bianconero, verrà utilizzata, a cominciare dagli anni settanta, anche con
il colore.

http://pacioli.crw.it/ftp/cinema2000-2016/5-Linguaggio/framegram052.htm[12/07/2017 19:02:16]
remake

Remake     
Letteralmente significa rifacimento. Praticamente da sempre l'industria hollywoodiana rispolvera vecchi successi,
proponendone nuove versioni. Clamoroso il caso di I dieci comandamenti, di cui esistono due versioni di C. B. De
Mille, una del 1925 e l'altra del 1956, e una versione del 1927 (quindi a soli due anni dalla prima) di F. Niblo. In
anni più vicini ricordiamo I magnifici sette (1960) di J. Sturges e L'oltraggio (1963) di M. Ritt, entrambi tratti da
precedenti film di A. Kurosawa, Il postino suona sempre due volte (1981) di B. Rafelson, remake dell'omonimo di
T. Garnett del 1946, a sua volta remake di Ossessione (1943) di L. Visconti, Fino all'ultimo respiro (1983) di J.
McBride, remake dell'omonimo di J. L. Godard del 1960, Lolita (1997) di A. Lyne, remake dell'omonimo di
S.Kubrick del 1962, e il recentissimo Psyco (1998) di G.Van Sant, addirittura fotocopia dell'omonimo di A.
Hitchcock del 1960.

Quasi mai il remake raggiunge il livello della copia di riferimento, anche se a volte ci si trova di fronte a film che
dell'originale hanno ben poco, trattandosi di rivisitazioni assolutamente personali. In questi casi il remake prende le
distanze dal film da cui è tratto diventando qualcosa di sostanzialmente diverso. Troviamo casi del genere
soprattutto in Europa e qualora fra l'originale e il remake sia intercorso un lungo lasso di tempo. E' il caso di
Nosferatu, principe della notte (1978) di W. Herzog, remake del lontanissimo Nosferatu, il vampiro (1922) di F.
W. Murnau, di Diavolo in corpo (1985) di M. Bellocchio, remake di Il diavolo in corpo (1947) di C. Autant-
Lara.

Clamoroso il caso di Per un pugno di dollari (1964) di S. Leone, remake non dichiarato del film di A. Kurosawa La
sfida del samurai (1961), il regista italiano cioè non pagò i diritti del film giapponese confidando probabilmente in
una limitata circolazione nazionale della pellicola. Il western di Leone, invece, diventò uno dei più grandi successi
internazionali di tutti i tempi e la produzione giapponese del film di Kurosawa intentò una causa legale. Nel 1996 è
uscito lo statunitense Ancora vivo di W. Hill, altro remake de La sfida del samurai.

http://pacioli.crw.it/ftp/cinema2000-2016/5-Linguaggio/framegram054.htm[12/07/2017 19:02:16]
Satira

Satira
Termine riferibile a quanto riveste un carattere di critica, più o meno mordace e sferzante, verso aspetti o
personaggi del mondo contemporaneo, che però non sono rappresentati in modo realistico, ma deformato e
caricaturale, così da suscitare ilarità. La satira attraverso gli strumenti propri della comicità e dell'umorismo si
allontana dalla verosimiglianza, ma resta sempre contigua alla realtà da cui trae ispirazione e su cui vuol far
riflettere. Di origini antichissime e probabilmente popolari (c'è chi si rifà alle rappresentazioni sceniche in
occasione di feste religiose dell'antichità greco-romana) la satira ha espresso nel corso dei secoli la volontà, quasi
sempre nascosta dietro allusioni e mascheramenti, di criticare e denigrare, anche in modo irriverente ed osceno, i
vizi dei potenti e del potere e per questo essa, sino ai nostri giorni, è stata sovente oggetto di sospetto e censura da
parte dell'autorità.

Attraverso la letteratura e il teatro la satira è trasmigrata nel Cinema (ma anche nel giornalismo, nel cabaret e nella
televisione), dando vita ad una specie di sottogenere della commedia che è la cosiddetta commedia di costume
(cosi chiamata per la pungente critica di comportamenti e atteggiamenti diffusi nella società), che proprio in Italia
negli anni sessanta ha incontrato un consistente successo con la denominazione di commedia all'italiana (corrosiva
e spesso amara riflessione sulle degenerazioni e i guasti morali provocati da un improvviso benessere economico).

La satira non va confusa con la parodia (cui pure è imparentata), che consiste nella caricatura con finalità comico-
umoristiche, non di aspetti della realtà (come la satira), ma di specifici generi narrativi o di testi preesistenti.

http://pacioli.crw.it/ftp/cinema2000-2016/5-Linguaggio/Linguaggio2000/2framegram015.htm[12/07/2017 19:02:17]
sceneggiatura

Sceneggiatura     
(sceneggiatore)    Elaborazione, in forma scritta, finale e definitiva del soggetto, costituisce il riferimento
fondamentale per la lavorazione del film. Essa può contenere, oltre ai dialoghi dei personaggi (che sono spesso
affidati a degli specialisti chiamati sceneggiatori), anche la successione delle inquadrature e dei movimenti di
macchina (quasi sempre di competenza del regista).

Spesso la maggiore o minore completezza della sceneggiatura dipende dallo stile di lavoro del singolo regista, ma
di frequente anche dall'ambito di autonomia di cui gode nella realizzazione del film. E' il caso dello strapotere della
produzione tipica dell'industria hollywoodiana, dove può accadere che al regista venga consegnata una
sceneggiatura dettagliata alla quale deve rimanere scrupolosamente fedele (in proposito vedi la voce regia). Più il
regista è libero da condizionamenti, più la sceneggiatura può subire rimaneggiamenti nel corso della lavorazione
del film e viceversa.

http://pacioli.crw.it/ftp/cinema2000-2016/5-Linguaggio/framegram055.htm[12/07/2017 19:02:17]
scenografia

Scenografia   
L’ambiente, naturale o ricostruito, nel quale si svolge l’azione del film. Qualora sia naturale, esso può essere
costituito da un paesaggio agreste o urbano o da un interno preesistente alla lavorazione del film e quindi
rinvenibile nella realtà al di fuori della produzione cinematografica; qualora sia ricostruito allora richiede l’apporto
di diversi specialisti, quali lo scenografo, l’arredatore, il decoratore ed altri tecnici.

All’epoca d’oro di Hollywood (anni trenta e quaranta) la maggioranza dei film veniva girata negli studios delle
case di produzione e quindi le scenografie erano quasi completamente artificiali (gli stessi esterni avevano come
sfondo pannelli dipinti), nel periodo successivo (anche grazie all’imporsi delle tematiche realiste e neorealiste) si
sfruttano di più gli ambienti naturali.

Di particolare importanza e impegno diventa il ruolo di chi lavora alla scenografia nei film storici o
fantascientifici.

http://pacioli.crw.it/ftp/cinema2000-2016/5-Linguaggio/framegram056.htm[12/07/2017 19:02:18]
set

Set    
 

  Lo spazio adibito allo svolgimento delle riprese, sia in interni che in esterni.

http://pacioli.crw.it/ftp/cinema2000-2016/5-Linguaggio/framegram058.htm[12/07/2017 19:02:21]
Soft-core

Soft-core
(Cinema erotico, hard-core, Cinema pornografico, sale a luci rosse)     Termine usato per indicare un particolare
filone di Cinema erotico (basato cioè prevalentemente sulla rappresentazione della sessualità) nel quale le scene di
sesso non sono mostrate o descritte in modo totalmente realistico, essendo mediate dalla recitazione degli attori.
Citiamo fra i principali film soft-core Emanuelle (J. Jaeckin, 1974), Bilitis (D. Hamilton, 1977) e Nove settimane e
mezzo (A. Lyne, 1986), mentre titoli come Ultimo tango a Parigi (B. Bertolucci,1972), Racconti immorali (W.
Borowczyk, 1974), la Trilogia della Vita di Pasolini (Il Decameron, 1971, I racconti di Canterbury, 1972, e Il fiore
delle Mille e una notte, 1974) o altre pellicole erotiche d'autore, pur essendo ampiamente incentrate sul sesso, non
possono essere ascritte integralmente al soft-core a causa della loro ricchezza e complessità di tematiche e
significati. In questi ultimi anni in Italia è stato soprattutto il Cinema di T. Brass a continuare la tradizione del soft-
core inaugurata negli anni settanta (Paprika, 1991, L'uomo che guarda, 1994, Fermo posta Tinto Brass, 1995,
Monella, 1997). Più in generale si è soliti usare il termine di soft-core anche in riferimento a scene di sesso
contenute in film non di prevalente contenuto erotico, soprattutto quando le sequenze erotiche sono risolte con un
gusto un po' estetizzante e patinato.

Con il termine hard-core (o anche di Cinema pornografico) si indica invece un genere di film, rigorosamente
vietato ai minori e relegato in sale cinematografiche appositamente adibite a questo genere di offerta (le cosiddette
sale a luci rosse), basato su immagini che mostrano reali rapporti sessuali, senza trucchi e finzioni e con attori
specializzati esclusivamente in questi ruoli. Si tratta di una fetta di mercato particolarmente florido negli anni
ottanta (allorché molti gestori riconvertivano il loro locale in sala a luci rosse per sopravvivere alla crisi del
settore), ma che in quest'ultimo periodo ha subito la concorrenza dell'equivalente prodotto in versione homevideo.

http://pacioli.crw.it/ftp/cinema2000-2016/5-Linguaggio/Linguaggio2000/2framegram016.htm[12/07/2017 19:02:22]
soggetto

Soggetto     
 

La trama del film, a volte anche la pura e semplice idea di partenza, e in questo caso può essere contenuta in poche
pagine. Esso può essere originale, concepito cioè esclusivamente per il Cinema, o non originale, in questo caso fa
riferimento ad un’opera o a uno spettacolo preesistente (romanzo o testo teatrale) e si parla di adattamento.

Il soggetto è il punto di partenza del prodotto cinematografico e la sua accettazione o meno da parte della
produzione sta alla base della realizzazione o meno di un film.

http://pacioli.crw.it/ftp/cinema2000-2016/5-Linguaggio/framegram059.htm[12/07/2017 19:02:22]
Stile

Stile
Termine con cui si indica l'insieme delle scelte linguistiche di un film, di una scuola, di un genere o di un regista.
Non si fa riferimento tanto al contenuto, quanto al modo con cui esso viene rappresentato utilizzando le forme
specifiche dei codici cinematografici.

Un certo tipo di inquadratura o di movimento di macchina, una particolare illuminazione o un determinato


montaggio, un'opzione di colore o una scelta di sottofondo musicale ed altro ancora possono, nel loro insieme,
qualora si ripetano di film in film, andare a costituire uno stile, che diventa in questo caso riconoscibile, se non
addirittura inconfondibile. Uno stile può presentarsi in modo più o meno marcato e caratterizzato in base al suo
maggiore o minore discostarsi da quelli che nella pratica cinematografica sono andati configurandosi come i
parametri linguistici di uso comune.

Legato al concetto di stile (proprio nella sua versione più marcata) troviamo quello di autore, riconoscimento che
viene usato per certi registi e che poggia proprio sull' identità stilistica delle loro opere. E' lo stile che ci permette di
riconoscere dopo poche immagini un film di Fellini, Kubrick, Bergman, Ford, Godard e tanti altri (come del resto
un quadro di Leonardo, Rembrandt, Van Gogh, Klimt, Picasso, ecc..) mentre risulterebbe assai più difficile, se non
impossibile, distinguere i registi di tanti film puramente commerciali esclusivamente sulla base della tipologia delle
scelte formali (quasi sempre le stesse e quasi sempre le più comuni) in essi dispiegate (e questo al di là di un
giudizio di valore che può differenziarsi di caso in caso). Volendo semplificare si potrebbe anche dire che un autore
tanto più è valido (e quindi degno di considerazione), quanto più tende ad inventare un proprio linguaggio (un suo
stile appunto) in grado di distinguersi da quello degli altri.

http://pacioli.crw.it/ftp/cinema2000-2016/5-Linguaggio/Linguaggio2000/2framegram017.htm[12/07/2017 19:02:23]
stilema

Stilema      
(stile, stilistico)         Elemento caratterizzante lo stile di un regista e come tale ritornante come costante nella sua
filmografia. A volte lo stilema può essere riferito ad una scuola o ad una corrente cinematografica, in questo caso
l'uso eccessivo e pedissequo di stilemi può sconfinare nel manierismo.

Qualora lo stilema sia un'invenzione originale di un regista , allora esso è particolarmente apprezzato e contribuisce
a consolidare l'identità di autore del regista stesso (esempi di stilemi autoriali: l'uso della soggettiva in A.
Hitchcock, l'interpellazione in F. Fellini, la dilatazione dei tempi in S. Leone, il ricorso ai tempi morti in
W.Wenders, l'uso sarcastico della musica in S. Kubrick, la macchina a mano in L. Von Trier, ecc…; esempi di
stilemi di correnti e scuole: i fondali deformati e le ombre nell'Espressionismo, la riflessione sul linguaggio
cinematografico e il gusto della citazione nella Nouvelle Vague, le canzoni contemporanee come colonna sonora
nella New Hollywood ecc..)

http://pacioli.crw.it/ftp/cinema2000-2016/5-Linguaggio/framegram060.htm[12/07/2017 19:02:23]
trasparente

Trasparente
Termine italiano dell’inglese back projection. Si tratta di un effetto speciale piuttosto semplice e primitivo, che
consiste nel collocare dietro gli attori che recitano davanti alla macchina da presa uno schermo traslucido su cui si
proiettano prevalentemente esterni girati altrove, prevalentemente in movimento (un paesaggio ripreso da un treno
in corsa, una strada vista dal lunotto di un’automobile, ecc..). Solitamente l’illusione ottica creata non è di grande
efficacia e il trucco è percepito senza grande difficoltà da parte dello spettatore. Si tratta di un espediente assai
utilizzato all’epoca del Cinema classico hollywoodiano degli anni Trenta e Quaranta, che privilegiava la
lavorazione all’interno degli studios, riducendo allo stretto necessario le scene in esterni reali. Questo sistema
permetteva, inoltre, significativi risparmi alla produzione, dato gli alti costi legati al trasferimento della troupe in
luoghi reali. Il cinema degli ultimi decenni ha ormai rinunciato al trasparente. Semmai oggi l’uso della tecnologia
digitale permette di creare lo stesso artificio con una resa di verosimiglianza enormemente maggiore.

http://pacioli.crw.it/ftp/cinema2000-2016/5-Linguaggio/framegram061bis.htm[12/07/2017 19:02:24]
Stampa-Giornalismo

abc

SOTTOTEMA: Stampa-Giornalismo
 

Quarto Potere (QP)

La stampa è il primo strumento di informazione di massa che la società moderna ha prodotto. Può
essere un fattore importante di democrazia e di diffusione di coscienza civile, ma anche di manipolazione
e mistificazione. Dopo il potere esecutivo, legislativo e giudiziario viene il quarto potere della stampa,
che spesso sfugge ad ogni vincolo e controllo e diventa più forte delle istituzioni dello Stato.

Quarto potere

L'asso nella manica

Prima pagina

Diritto di cronaca

Cronisti d’assalto

Larry Flint-Oltre lo scandalo

Sostiene Pereira

Arriva John Doe

Un anno vissuto pericolosamente

Sbatti il mostro in prima pagina

Ipotesi percorso Stampa-Giornalismo (Biennio)

L'asso nella manica (B-T)

Prima pagina  (B-T)

Sostiene Pereira (B-T)

Ipotesi percorso breve Stampa-Giornalismo (Triennio)

Quarto potere (T)

http://pacioli.crw.it/ftp/cinema2000-2016/2-Percorsi/Percorsi2000/2framperc010.htm[12/07/2017 19:02:29]
Stampa-Giornalismo

Prima pagina  (B-T)

Cronisti d’assalto (T)

Ipotesi percorso lungo Stampa-Giornalismo (Triennio)

Quarto potere (T)

L'asso nella manica (B-T)

Prima pagina  (B-T)

Cronisti d’assalto (T)

Larry Flint-Oltre lo scandalo (T)

Sostiene Pereira (B-T)

http://pacioli.crw.it/ftp/cinema2000-2016/2-Percorsi/Percorsi2000/2framperc010.htm[12/07/2017 19:02:29]
Televisione

Sottotema: Televisione
 

La grande sorella (GS)

Suadente ed ipnotica, invadente ed aggressiva, potente e pervasiva, la scatola magica ci domina e


controlla scandendo le nostre giornate. Da essa può uscire di tutto e tutto essa può macinare e triturare,
massaggiandoci il cervello e disattivandolo. Il dovere di informare si trasforma così in voglia di dominio e
protagonismo a spese di un'opinione pubblica ridotta ad audience da sedurre e conquistare.

Quinto potere

Ginger e Fred

Dentro la notizia

Eroe per caso

Perdiamoci di vista

Qualcosa di personale

Mad City

Sesso e potere

La seconda guerra civile americana

The Truman Show

Reality

La vita è tutta un quiz (VTQ)

La televisione è nata con i quiz e cresciuta con i quiz. La cultura liofilizzata e in pillole alla portata di
tutti, il sogno dell'arricchimento improvviso e della notorietà che diventa realtà. Che importa se a volte
c'è il trucco? Quello che conta è che non si veda.

Quiz Show
I cammelli

Voglia di apparire (VA)

Penso, quindi sono diceva Cartesio. Nella società massmediatica possiamo parafrasare: appaio,
quindi sono . La televisione che attesta la nostra esistenza, essere visto da milioni di telespettatori
come massima aspirazione, diventare famosi (anche solo per un giorno) a tutti costi. Dietro l'immagine

http://pacioli.crw.it/ftp/cinema2000-2016/2-Percorsi/Percorsi2000/2framperc011.htm[12/07/2017 19:02:29]
Televisione

scompare la persona.

Re per una notte


Ginger e Fred
Da morire

Soap-Opera (SO)

La storia finta della soap-opera scorre giorno dopo giorno di fianco alla storia vera della nostra vita. Ma
cosa accade quando la nostra vita diventa una soap-opera o la soap-opera la nostra vita? Qualche
paradosso cinematografico per riflettere sul rito quotidiano di milioni di persone.

Bolle di sapone

The Truman Show

EDtv
Pleasantville
Betty Love

Percorso breve analitico sottotematico: Consigli per gli acquisti (CPA)

La pubblicità è l'anima del commercio, ma soprattutto della televisione. Invadente e onnipresente,


volgare e raffinata, irritante e seducente, patinata e sofisticata, fa ormai parte della nostra vita. Accusata
di essere alienante e di indurre al consumismo, ha resistito a contestazioni e rivoluzioni ed è sempre lì, a
regalarci bugie con il suo ottimismo sorridente.

Consigli per gli acquisti


Ladri di saponette

Ipotesi percorso breve sintetico sottotematico: Televisione (Biennio)

The Truman Show (GS)


I cammelli (VTQ)
Pleasantville (SO)
Ladri di saponette (CPA)

Ipotesi percorso lungo sintetico sottotematico: Televisione (Biennio)

Mad City (GS)

The Truman Show (GS)

I cammelli (VTQ)
EDtv (SO)
Pleasantville (SO)
Ladri di saponette (CPA)

http://pacioli.crw.it/ftp/cinema2000-2016/2-Percorsi/Percorsi2000/2framperc011.htm[12/07/2017 19:02:29]
Televisione

Ipotesi percorso breve sintetico sottotematico: Televisione (Triennio)

Reality (GS)
Quiz Show (VTQ)

The Truman Show (SO)

Ladri di saponette (CPA)

Ipotesi percorso lungo sintetico sottotematico: Televisione (Trennio)

Reality (GS)
La seconda guerra civile americana (GS)
Quiz Show (VTQ)
Re per una notte (VA)
The Truman Show (SO)
Consigli per gli acquisti (CPA)

http://pacioli.crw.it/ftp/cinema2000-2016/2-Percorsi/Percorsi2000/2framperc011.htm[12/07/2017 19:02:29]
Radio

abc

SOTTOTEMA: Radio
 

Radio Days

Cara, vecchia radio! parente povera della televisione. Ha regalato emozioni e miti ai nostri nonni e fatto
sognare ad occhi aperti più di una generazione. Ma la radio è stata anche strumento di rivolta e
provocazione per tanti giovani figli della contestazione. Il Cinema contemporaneo l'ha sempre guardata
con affetto e nostalgia.

Radio Days (B-T)

Good Morning, Vietnam! (T)

Talk Radio (T)

Private Parts (T)

Radiofreccia (T)

Ipotesi percorso breve sintetico tematico: Mass-Media (Biennio)

Prima pagina (SG)


L’asso nella manica (SG)
Mad City (T)
I cammelli (T)
Pleasantville (T)
Radio Days (R)

Ipotesi percorso lungo sintetico tematico: Mass-Media (Biennio)

Prima pagina (SG)


L’asso nella manica (SG)
Mad City (T)
The Truman Show (T)
Eroe per caso (T)
Sesso e potere (T)
I cammelli (T)
EDtv (T)
Pleasantville (T)
Ladri di saponette (T)
Radio Days (R)
Radiofreccia (R)

http://pacioli.crw.it/ftp/cinema2000-2016/2-Percorsi/Percorsi2000/2framperc012.htm[12/07/2017 19:02:30]
Radio

Ipotesi percorso breve sintetico tematico: Mass-Media (Triennio)

Prima pagina (SG)


Quinto potere (T)
Quiz Show (T)
Re per una notte (T)
The Truman Show (T)
Consigli per gli acquisti (T)
Talk Radio (R)

Ipotesi percorso lungo sintetico tematico: Mass-Media (Triennio)

Prima pagina (SG)


Quarto potere (SG)
Quinto potere (T)
Eroe per caso (T)
Mad City (T)
Sesso e potere (T)
Quiz Show (VTQ)
Re per una notte (VA)
Da morire (VA)
The Truman Show (SO)
EDtv (SO)
Consigli per gli acquisti (CPA)
Good Morning, Vietnam (R)
Talk Radio (R)
Radiofreccia (R)

http://pacioli.crw.it/ftp/cinema2000-2016/2-Percorsi/Percorsi2000/2framperc012.htm[12/07/2017 19:02:30]
Antisemitismo

abc

SOTTOTEMA: Antisemitismo
 

Olocausto (O)

Lo sterminio degli ebrei è stata la più grande tragedia del ventesimo secolo. Le generazioni venute dopo
hanno il dovere di ricordare e di tramandare perché non si perda la memoria. Il Cinema ci può aiutare.

Amen (B-T)
Anne Frank (B-T)
Arrivederci ragazzi (B-T)
Conspiracy (T)
Europa Europa (T)
Il bambino col pigiama a righe (B-T)
Il cielo cade (B-T)
Il diario di Anna Frank (B-T)
Il figlio di Saul (T)
Il pianista (B-T)
Jakob il bugiardo (B-T)
Jona che visse nella balena (B-T)
Kapò (B-T)
La tregua (B-T)
La vita è bella (B-T)
L'amico ritrovato (B-T)
L'oro di Roma (B-T)
L'ultimo treno (B-T)
Monsieur Batignole  (B-T)
Mr. Klein (T)
Ogni cosa è illuminata
Rescuers 1 (B-T)
Rescuers 2 (B-T)
Rescuers 3 (B-T)
Rosenstrasse (T)
Schindler's List (T)
Storia di una ladra di libri (B-T)
Train de vie (B-T)
Vento di primavera (B-T)
Vincitori e vinti (T)

Dopo l'Olocausto (DO)

Mettere la parola fine alla tragedia dell'Olocausto non è facile, probabilmente è impossibile. I superstiti
stentano a rielaborare il lutto e sono schiacciati dal peso del ricordo. I fantasmi spesso riaffiorano, anche
perché l'antisemitismo non è scomparso e stende ancora la sua ombra minacciosa e demente sul
presente. Il passato sembra non finire mai.

http://pacioli.crw.it/ftp/cinema2000-2016/2-Percorsi/Percorsi2000/2framperc013.htm[12/07/2017 19:02:33]
Antisemitismo

Barriera invisibile (B-T)


Betrayed (T)
Exodus (B-T)
Hannah Arendt  (T)
I LoveYou I Love You not (T)
Il labirinto del silenzio (T)
La scelta di Sophie (T)
L'allievo (T)
Liberty Heights (T)
L'uomo del banco dei pegni (T)
Music Box (B-T)
Not in this Town (B-T)
Odio implacabile  (B-T)
The Believer (T)
Una telefonata per ricordare (B-T)

Women in Gold  (B-T)

 Difesa della razza (DR)

Anche l'Italia fascista ha partecipato all'infamia dell'Olocausto con le leggi antisemite del 1938. Una
pagina di storia spesso dimenticata all'insegna della retorica degli Italiani brava gente.

Concorrenza sleale (B-T)


Gli occhiali d'oro (T)
l giardino dei Finzi-Contini (T)
La vita è bella (B-T)

Ipotesi percorso breve sintetico sottotematico : Antisemitismo (Biennio)

L'oro di Roma (O)


Arrivederci ragazzi (O)
Kapò (O)
Not in this Town (DO)
Barriera invisibile (DO)
La vita è bella (DR)

Ipotesi percorso breve sintetico sottotematico: Antisemitismo (Biennio)

Vento di primavera (O)


Kapò (O)
Women in Gold  (DO)
La vita è bella (DR)

http://pacioli.crw.it/ftp/cinema2000-2016/2-Percorsi/Percorsi2000/2framperc013.htm[12/07/2017 19:02:33]
Antisemitismo

Ipotesi percorso lungo sintetico sottotematico : Antisemitismo (Biennio)

Arrivederci ragazzi (O)


Kapò (O)
Il diario di Anna Frank (O)
Barriera invisibile (DO)
La vita è bella (DR)
Women in Gold  (DO)

Ipotesi percorso breve sintetico sottotematico : Antisemitismo (Triennio)

Schindler's List (O)


Il pianista (O)
Il labirinto del silenzio (DO)
Concorrenza sleale (DR)

Ipotesi percorso lungo sintetico sottotematico : Antisemitismo (Triennio)

Schindler's List (O)


Il figlio di Saul (O)
Il pianista (O)
Il labirinto del silenzio (DO)
Women in Gold  (DO)
Concorrenza sleale (DR)
La vita è bella (O)

http://pacioli.crw.it/ftp/cinema2000-2016/2-Percorsi/Percorsi2000/2framperc013.htm[12/07/2017 19:02:33]
Razzismo contro i neri

abc

SOTTOTEMA: Razzismo contro i neri


 

Il colore nero (CN)

Il razzismo made in USA dallo schiavismo ai nostri giorni. Dalla ferocia dei negrieri al fanatismo del Ku
Klux Klan, dalla capanna dello zio Tom all' ordinario razzismo quotidiano del paese più ricco e potente
del mondo. Le umiliazioni, le sofferenze, le lotte dei neri d'America viste con l'occhio di Hollywood.

12 anni schiavo
Help
Selma
Il buio oltre la siepe
Indovina chi viene a cena
La calda notte dell’ispettore Tibbs
Ragtime
Odio razziale
Glory-Uomini di gloria
Mississippi Burning
Malcom X
Amistad
Accadde a Selma
Una partita per la libertà
Pazzi in Alabama
Hurricane
L'università dell'odio
Betrayed
Conrack
Il massacro di Attica

Afroamericani (AFR)

Afroamericani è il termine con cui la gente di colore statunitense rivendica con orgoglio e
consapevolezza la propria identità etnica per sottolinearne la duplice radice. Il razzismo visto dai neri. Un
percorso attraverso il cinema di Spike Lee, il cineasta nero che ha esplorato la psicologia e la cultura
della sua gente più di chiunque altro e ci ha spiegato come il razzismo non sia una prerogativa dei
bianchi, ma di tutte le razze, una deriva mentale da cui nessuno è immune.

Fa' la cosa giusta


Jungle Fever
Malcom X
Bus in viaggio

Apartheid (A)

http://pacioli.crw.it/ftp/cinema2000-2016/2-Percorsi/Percorsi2000/2framperc014.htm[12/07/2017 19:02:34]
Razzismo contro i neri

In Sudafrica lo schiavismo non è mai finito. Un viaggio nel mondo a parte dei diritti umani negati e della
separazione forzata, della sofferenza di un popolo oppresso dall'ultimo regime razzista della storia, ma
anche della sua voglia di ribellione e libertà.

Grido di libertà
Un mondo a parte
Un'arida stagione bianca
In My Country
Il colore della libertà - Goodbye Bafana
Invictus

Ipotesi percorso breve sintetico sottotematico : Razzismo contro i neri        (Biennio)

Accadde a Selma (CN)


Amistad (CN)
Il buio oltre la siepe (CN)
Un'arida stagione bianca (A)

Ipotesi percorso lungo sintetico sottotematico: Razzismo contro i neri        (Biennio)

Accadde a Selma (CN)


Amistad (CN)
Il buio oltre la siepe (CN)
Mississippi Burning (CN)
Help (CN)
Grido di libertà (A)
Un'arida stagione bianca (A)

Ipotesi percorso breve sintetico sottotematico: Razzismo contro i neri        (Triennio)

12 anni schiavo (CN)


Mississippi Burning (CN)
Fa' la cosa giusta (AFR)
Grido di libertà (A)

Ipotesi percorso lungo sintetico sottotematico: Razzismo contro i neri        (Triennio)

12 anni schiavo (CN)


Selma (CN)
Il buio oltre la siepe (CN)
Mississippi Burning (CN)
Fa' la cosa giusta (AFR)
Bus in viaggio (AFR)
Grido di libertà (A)
Un'arida stagione bianca (A)

http://pacioli.crw.it/ftp/cinema2000-2016/2-Percorsi/Percorsi2000/2framperc014.htm[12/07/2017 19:02:34]
Razzismo contro i neri

http://pacioli.crw.it/ftp/cinema2000-2016/2-Percorsi/Percorsi2000/2framperc014.htm[12/07/2017 19:02:34]
Immigrazione

abc

SOTTOTEMA:

Problemi dell'immigrazione e della multietnicità


 

Percorso breve analitico sottotematico: Lamerica Leuropa Litalia (LLL)

L'emigrazione è stata la speranza dei poveri del Novecento. Prima siamo stati noi a cercare l'America,
oggi i dannati del terzo mondo vengono qui. Una realtà di sofferenza che ci ricorda come eravamo e
come siamo.

Il cammino della speranza


Rocco e i suoi fratelli
La frontiera
Articolo 2
Lamerica
Vesna va veloce
La promesse
Così ridevano
Sacco e Vanzetti
Bread and Roses
Pummarò
Cose di questo mondo
Pane e cioccolata
Vai e vivrai
Nuovomondo - Golden Door
Quando sei nato non puoi più nasconderti
Saimir
Cover boy
Verso l'Eden
Welcome
Terraferma

I vicini di casa (VC)

La società multietnica è da tempo una realtà. Razze, religioni e culture convivono ormai porta a porta.
Un'incursione cinematografica attraverso i problemi e le tensioni, ma anche le scoperte e le ricchezze del
vivere insieme, per superare la paura del buio oltre la siepe .

China girl

Fa' la cosa giusta

Benvenuti in paradiso

Mississippi Masala

Jungle Fever

Un'estranea fra noi

http://pacioli.crw.it/ftp/cinema2000-2016/2-Percorsi/Percorsi2000/2framperc015.htm[12/07/2017 19:02:34]
Immigrazione

Un'anima divisa in due

Prima della pioggia

L'odio

Segreti e bugie

La canzone di Carla

Stella solitaria

Tiro al bersaglio

Defenders-In nome dell'odio

L'amante perduto

American History X

East is East

L'università dell'odio

Liam

Liberty Heights

Al posto del cuore


Un bacio appassionato
Sognando Beckham
Gran Torino
La giusta distanza

Ipotesi percorso breve sintetico sottotematico :  Problemi dell'immigrazione e della


multietnicità           (Biennio)

Welcome (LLL)
Terraferma (LLL)
Cose di questo mondo (LLL)
East is East (VC)

Ipotesi percorso lungo sintetico sottotematico:  Problemi dell'immigrazione e della


multietnicità           (Biennio)

Il cammino della speranza (LLL)


Cose di questo mondo (LLL)
Welcome (LLL)
La promesse (LLL)
Articolo 2 (LLL)
La canzone di Carla (VC)
L'amante perduto (VC)

http://pacioli.crw.it/ftp/cinema2000-2016/2-Percorsi/Percorsi2000/2framperc015.htm[12/07/2017 19:02:34]
Immigrazione

Ipotesi percorso breve sintetico sottotematico:  Problemi dell'immigrazione e della


multietnicità           (Triennio)

Welcome (LLL)
Lamerica (LLL)
La promesse (LLL)

American History X (VC)

Ipotesi percorso lungo sintetico sottotematico:  Problemi dell'immigrazione e della


multietnicità           (Triennio)

Lamerica (LLL)
Welcome (LLL)
Articolo 2 (LLL)
La promesse (LLL)
Terraferma (LLL)
Fa' la cosa giusta (VC)
American History X (VC)
Un'anima divisa in due (VC)

Ipotesi percorso breve sintetico tematico:  Razzismo, intolleranza, immigrazione, società


multietnica           (Biennio)

Arrivederci ragazzi (ANT)


Kapò (ANT)
Not in this Town (ANT)
Accadde a Selma (RCN)
Un'arida stagione bianca (RCN)
Articolo 2 (LLL)

Defenders-In nome dell'odio (PIM)

L'amante perduto (PIM)

Ipotesi percorso breve sintetico tematico:  Razzismo, intolleranza, immigrazione, società


multietnica            (Biennio)

Arrivederci ragazzi (ANT)


Kapò (ANT)
L'oro di Roma (ANT)
Not in this Town (ANT)
Barriera invisibile (ANT)
Accadde a Selma (RCN)
Il buio oltre la siepe (RCN)
Un'arida stagione bianca ( RCN)
Articolo 2 (PIM)
Lamerica  (PIM)

http://pacioli.crw.it/ftp/cinema2000-2016/2-Percorsi/Percorsi2000/2framperc015.htm[12/07/2017 19:02:34]
Immigrazione

Il cammino della speranza (PIM)

Defenders-In nome dell'odio (PIM)

L'amante perduto (PIM)

Ipotesi percorso breve sintetico tematico:  Razzismo, intolleranza, immigrazione, società


multietnica            (Triennio)

Schindler's List (ANT)

Mr. Klein (ANT)


Not in this Town (ANT)
Grido di libertà (RCN)
Il buio oltre la siepe (RCN)
Lamerica (PIM)

Fa' la cosa giusta (PIM)

Ipotesi percorso lungo sintetico tematico:  Razzismo, intolleranza, immigrazione, società


multietnica             (Triennio)

Schindler's List (ANT)

Mr. Klein (ANT)


Arrivederci ragazzi (ANT)
Not in this Town (ANT)
L'uomo del banco dei pegni (ANT)
Il giardino dei Finzi-Contini (ANT)
Il buio oltre la siepe (RCN)
Amistad (RCN)
Bus in viaggio (RCN)
Grido di libertà (RCN)
Lamerica (PIM)

Fa' la cosa giusta (PIM)

La promesse (PIM)

http://pacioli.crw.it/ftp/cinema2000-2016/2-Percorsi/Percorsi2000/2framperc015.htm[12/07/2017 19:02:34]
Antimilitarismo, pacifismo

abc

Tema: Antimilitarismo, pacifismo


 

Percorso: Mettete dei fiori nei vostri cannoni

Ottocento (O): 

I Seicento di Balaklava (T)

 Prima guerra mondiale (1G):

All'ovest niente di nuovo (B-T)


E Johnny prese il fucile (T)
Gli anni spezzati (B-T)
La grande illusione (T)
La vita e nient’altro (T)
Orizzonti di gloria (B-T)
Per il re e per la patria (B-T)
Regeneration (T)
Torneranno i prati (T)
Una lunga domenica di passioni (B-T)
Uomini contro (B-T)
Westfront (B-T)

Seconda guerra mondiale (2G):

L’arpa birmana (B-T)


Il ponte sul fiume Kwai (B-T)
I giovani leoni (B-T)
Gott mit uns (B-T)
La croce di ferro (T)
La collina del disonore (T)
La sottile linea rossa (T)
Lettere da Jwo Jima (T)
Flags of Our Fathers (T)
Il grande uno rosso (T)
El Alamein (B-T)

Conflitto arabo-israeliano (AT):

Kippur (T)
Lebanon (T)

http://pacioli.crw.it/ftp/cinema2000-2016/2-Percorsi/Percorsi2001/3frameperc016.htm[12/07/2017 19:02:35]
Antimilitarismo, pacifismo

Guerra fredda (GF):

Il dottor Stranamore (B-T)


Z, l’orgia del potere (T)
The Day After (B-T)
Codice d’onore (T)

Guerra del Vietnam (GM):

Tornando a casa (T)


Apocalypse Now (T)
Full Metal Jacket (T)
Platoon (T)
Nato il 4 luglio (B-T)

Guerre balcaniche (GB)

No Man's Land (B-T)

Ipotesi percorso breve sintetico Mettete dei fiori nei


vostri cannoni (Biennio):
Uomini contro (1G)
L’arpa birmana (2G)
Il dottor Stranamore (GF)
Nato il 4 luglio (GV)

Ipotesi percorso lungo sintetico Mettete dei fiori nei


vostri cannoni (Biennio):
Uomini contro(1G)
Una lunga domenica di passioni(1G)
L’arpa birmana(2G)
Il ponte sul fiume Kwai(2G)
Il dottor Stranamore (G-F)
Nato il 4 luglio(GV)
No Man's Land (GB)

Ipotesi breve sintetico Mettete dei fiori nei vostri


cannoni (Triennio):

http://pacioli.crw.it/ftp/cinema2000-2016/2-Percorsi/Percorsi2001/3frameperc016.htm[12/07/2017 19:02:35]
Antimilitarismo, pacifismo

I seicento di Balaklava (O)


Uomini contro (1G)
Il ponte sul fiume Kwai (2G)
Il dottor Stranamore (GF)
Platoon (GV)