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I PAPIRI DI MONZA

Quando la venerazione dei corpi dei martiri era


ancora pi forte del desiderio di possederne reliquie,
l'ambizione dei romipetae, devotamente peregrinanti per
i cimiteri suburbani, doveva contentarsi di riportare
alle proprie case, a titolo di reliquia preservatrice, un
poco d'olio tratto dalle lampade (luminaria) che vi
erano perennemente accese. Cosl i visitatori del santo
Sepolcro si tenevano paghi di raccogliere in piccole am-
polle metalliche, rotonde e piatte, dell'olio benedetto a
perpetuo ricordo della loro peregrinazione. Ad alimen-
tare queste lampade provvedeva con appositi lasciti la
piet dei fedeli, la cui mistica fiducia e confidente devo-
zione attribuiva a quegli oli pregi e virt inestimabili,
e lo s~esso Gregorio Magno, nell'agosto 598, ringraziava
l'ex console Leonzio del gradito dono dell'olio della
santa Croce quod tactum benedicat (Regtr. ept.
t. II , p. 36). ~
Nessuna meraviglia quindi !che una raccolta di oli
estratti dalle lampade dei cimiteri suburbani di Roma,
proprio all'epoca del predetto pontefice, venisse por-
tata e presentata alla neofita T eodelinda, come dono
regale, da un tale Giovanni, non meglio conosciuto.
Questo diligente e pio raccoglitore indic in apposi te
30 I PAPIRI

targhette di papiro (pz'ttacz'a), raccomandate al collo di


ciascuna ampolla, a quale gruppo agiografico apparte-
nessero gli oli in quella fiala commisti. E Io stesso,
per ragioni che ora ci sfuggono, redasse un indice
(notula) degli oli dei martiri <e qui Romae in corpore
requiescunt , terminan.te con questa indicazione: quas
<e olea sancta tenporibus domni Gregorii papae adduxit

Iohannis, indignus et peccator, domnae Th eodelin-


dae reginae, de Roma. Notula e pz'ttacz'a, scritti
su papiro, si conservano in originale nel tesoro della
basilica di Monza; ma i pittacia, per essere quasi del
tutto svanita la tinta dell'inchiostro, sono oramai
quasi indecifrabili.
In base alla su riferita sottoscrizione della notula,
dal Muratori a l de Rossi i papiri erano stati circo-
scritti entro i limiti cronologici del pontificato di Gre-
gorio Magno (59o-604); senonch l'ultimo editore, il
Sepulcri, dietro un esame paleografico e linguistico dei
due documenti , credet te di poter ascrivere i pt.ttaa
alla seconda me t del secolo vu e la notula al secolo
successivo. Di conseguenza questa non sarebbe pi
una compilazione dello stesso raccoglitore, ma una tarda
copia dei p ittacia, eseguita per comodo della catte-
drale, de tentrice di quelle venerate reliquie.
La tesi del Sepulcri, combattuta con validi argo-
menti da A. Profumo, oggi senz'altro abbando-
nata. Pare infatti pacifico che l'estensore della no -
t u. la non possa essere altri che lo stesso Giovanni, il
latore degli olea, il quale solo, parlando di s nell'ag-
giun ta final e, poteva perme ttersi quelle formule di umilt,
che non si usere bbero nei riguardi di una terza persona.
DI MONZA 31

Altrettanto perspicuo appare che con le parole ten-


poribus domni Gregorii lo scrittore non si riferiva a
un passato, bens a un presente, cme pu provarsi
con espressioni consimili, tratte, per esempio, da carte
Farfensi e di S . Maria in Via Lata (GroRGI e BALZANI,
Il R egesto dz" Farfa e HARTMANN, Ecclesz"ae S. Man:ae z"n
Vz"aLata Tabularium, passz.m). Quanto alle sgrammati-
cature rilevate dal Sepulcri, esse non costituiscono una
peculiarit del tempo, ch identiche se ne riscontrano in
documenti a nteriori, come nel Cronografo del 354. D a
ultimo le a rgomentazioni del Sepulcri a carattere paleo-
grafico hanno ben poco valore, non potendosi dalla grafia
distinguere con sicurezza periodi relativamente vicini.
Ci posto, la data tradizional e della notula, pur nella sua
imprecisione, resta nella piena validit, e quell'elenco
conserva il carattere di un documento coevo ai pi"ttacz'a.
Pu bbl ichiamo i due testi in colonna, non tanto per
dare rilievo alle reciproche relazioni, quanto per met-
tere in grado il lettore di procedere all'integrazione di
quello dei due elench i che presenta qualche difetto nella
serie dei nomi.
Il confronto segnala queste differenze sostanziali:
nel primo pittacio segnato solo san Pietro, a cui nella
notula accoppiato san Paolo; nel secondo gruppo il p-
tacio conserva le vestigia di un nome nella notula omesso;
nel quarto la notula che raggruppa san Sisto con
L orenzo ed Ippolito, contro il pz"ttao corrispondente; nel
quinto troviamo il nome Y (... ) gion col gruppo dei
santi Giovanni e Paolo, che nella notula associato con
le martiri del cimitero di S. Agnese, di cui manca il
corrispondente pi"ttacz"o .
32 I PAPIR I

Il duodecimo pi.ttacio, elencando reliquie diverse


dagli oli (pare evidente l'accenno ad un frammento della
spugna con cui si scherni il Cristo assetato), difficil-
mente pu aver relazione con le ampolle, e nella
notula esso non trova alcuna corrispondenza.
Gli oli di una ampolla raramente appartengono ad
un solo martire o ad un'unica tomba di uno stesso
cimitero; normalmente provengono da tombe plurime
e da cimiteri differenti. Dei quali, non facendosi
espressa parola, noi potremo, in base ai raggruppamenti
agiografici, indovinare i nomi e forse anche il settore,
ma nulla pi. Pretendere di ricavare da questi elenchi
veri e prop ri itinerari, val quanto convertirli in testi
topografici e presupporvi un fine riposto, che nemmeno
incidentalmente si associ alle intenzioni del pio rac-
coglitore. Si pretende perfino di imporre una specie
di ordine logico alle visite di Giovanni, e di guidarlo
per i cimiteri suburbani, in base alle momentanee
comodit delle vicinanze, come se in materia la logica
potesse avere maggior ingerenza che il caso. Tutto al
pi dalla notula, reda tta fo rs'anche sul filo conduttore
dei ricordi, senza aver sott'occhio i p ittacr.'a (il che spie-
gherebbe le lievi reciproche divergenze), potremo sup-
porre che Giovanni , iniziata la raccolta dalla tomba d i
san Pietro in Va ticano, presso la via Cornelia, si por-
tasse sull'Aurelia, passasse quindi a lla Salaria Nuova,
alla Tiburtina per fare una punta ta sul Celio e dirigersi
alla Nomentana, all'Appia, alle due Salarie, e termi -
nare con l'Ardea tina . Itinerario che ha un valore
puramente d ipendente dal presupposto che la notula
segua il succedersi delle visi te ai luoghi san ti, anzich
D I M ONZA 33

il fortuito presentarsi dei pi'ttada nel momento della


trascrizione (se ques ta fu fatta dire tta mente su di
essi), salva la precedenza data ai principi degli apostoli.
Se per queste considerazioni i due documenti, spo-
glia ti . di ogni presunto valore topografico, tornano nel
loro significato storico, essi restano sempre i pi atten-
dibili testimoni dei san ti che nel v1 secolo riscuotevano
la venerazione dei fedeli nelle catacombe romane. L 'e-
lenco appare poi incompleto, perch mancano gli oli
delle vie Flaminia, Labicana, Latina, Portuense; invece
annoverato qualche martire che, come Ercolano, non
si rinviene nei cimiteri di Roma fino ad oggi esplora ti ,
e qualche altro, come Ba uso, che non figura nemmeno
nei martirologi.
La notula fu pubblicata dal MURATORI, Anec-
dota latina, II, Mediola ni , 1697, pp. 191-2; dal Ru1-
NART, Acta prz'morum martyrum, Amstelae<lam i, 1713,
p. 619 sg.; dal MABILLON, Praefatz'ones in Acta SS. Ord.
SS. B enedicti, Tridenti, 1724, pp. 648-52; da A. F. GoRI,
Thesaurus veterum dt'ptychorum, II, Florentiae, 1759,
p. 222; da A. F. FRISI, M emorz'e della Clii'esa Mon-
zese, D issertaz. I I , p. 6 1, poi nelle M emorie storiche di
Monza, I , 20, II , 1 sgg. (con facsimile); notula e pz't-
tacz'a da G. MARINI, Papi'ri diplomatici, Roma, 1805,
pp. 208-9, che per primo decifr con abbastanza pre-
c isione la diffici le scri ttu ra, e da l DE Ross i, Roma
sott. crist. I , p. 175 sgg., che riprodusse Marini; fina l-
mente, con maggiore esattezza ancora, da A. SEPULCRI,
I papi'ri della basilica di' Monza &c. in Misceli. di' Studi
e Documenti offerta al Congresso Stor. lntern. dalla So-
ciet Stor. Lombarda, Roma e la Lombardi'a, Castello

Cod. Topoer., Il.


3;i 1 PAPIRI DI MONZA

Sforzesco, 1903, pp. 20-24 e in Archi"vto Stor. Lombardo


cit. pp. 258-62, dove anche una riproduzione elio-
tipica dei papiri.

Cf. MURATORI, op. cit. p. 191 sgg.; FR1s1, Mem. della Cbiesa Monz.. cit.
p. 61 sgg. e Mem. Stor. di Mon'{a cit. I, 20, II, 1 sgg., 111, 1 1; MARINI, op. cit.
pp. 377-8o; DE Rossi, op. cit. pp. 133-4; G. BoNAVENIA, La silloge di Verd1111
, e il papiro di Monz.a, Roma, 1902; SEPULCRI, op. cit. in Arch. Stor. Lomb. p. 241
sgg.; MARuccm, li valore topografico della silloge di Vtrd1111 e dtl papiro di
Mon'{a in N. Bull. archeol. crisi. IX, 1903, p. 344 sgg.; CH. DIEHL, Manuel d'art
Bna11ti11, Paris, 192), voi. I, pp. 310-2; A. PROFUMO, La memoria di San Pietro
nella regione Salario-Nomwlana, pp. 91-2; CABROL-LECLERCQ. Dici. d'nrcb.
cbril. ti de liturgie, I, 1924, col. 1737 sgg.; C. CECCHELLI, Noie ico11ograjiche
su alcune ampolle Bobbiesi io Riv. arch. crisi., 1927, p. 11 ); G. CASATI, Le
catacombe roma11e e il papiro di Mon'{a io Rivista di Mo11'{a, I, 1933, luglio
PP 21-4.
I PAPIRI DI MONZA
I PAPIRI

PITTACIA

I.
ffi oleo sancti Petri apostoli <>

IL
[sancti Panc]rati <
sancti Arte[m]i <i> sancta Sofia cum tres fi[/Jias [s11as1<)
[sancta Can]dida <sl et sancta Paulin[a) <6> sancta Lucina <1l
[sanct1] Processi sanct[i MJa[rliniJani <8> 5

( 1) Il pittacio elenca soltanto l'olio memorie dei martiri rnlle vie A1trelia t
della confessione di san Pietro, al quale Cornelia, pp. 68-9.
1a 110/11la associa quello dell'altro gra nde (4) Questo gruppo indicato sulla
apostolo Paolo. Se questi oli furono via Aurelia e sull'Appia, ed i nomi
raccolti insieme, bisognerebbe pensare della madre e delle figlie si presentano
al luogo ad Catac11mbas sull'Appia, dove nella orma latina e greca (E. Fu-
entrambi gli Apostoli erano celebrati. SCIARO I, in Rii'. arcb. crisi. I, 1923,
Ma probabile che la raccolta si i'ni- pp. 17 3-4, ne vorrebbe far due gruppi
ziasse proprio alla basilica di S. Pietro agiografici distinLi). Il fatto che nes-
~on l'olio del principe deg li Apostoli, suna fome lit urgica antica conosce una
e che poi la devot.1 piet di Giovanni festa o commemorazione di queste
a~sociasse, nella 110/11la, al primo anche sante; che esse non sono menzionatt:
l'olio dcli' apostolo Paolo, se pure rac- nel Martirologio Gero11imia110; che,
colti in momenti diversi. La lista non infine, manca a loro riguardo una pre-
poteva ragionevolmente prendere pi cisa indicazione di sepoltura, fa ri te
autorevole inizio. nere che il culto di questo gruppo
(2) 11 primo s:rntuario al secondo leggendari<.> derivi da una falsa inter-
miglio della via Aurelia, per chi usciva pret:tzione di pitture o iscri zioni, di
dalla rorta omonima, era il cimitero cui per oggi non rimane alcuna trac-
di S. Pancrazio, su cui sorgev,1 la b:i- cia nelle regioni cimiteriali conosciute
silica eretta in onore Jd celebre rn:irtire (cf. Kmsc11 Le 111d111orie &c. pp. 70-1;
roman o. STYGER, R111. Miiflyr. I, p. 2 7 1; A.
(3) Nella catacomba presso la ba- B1c io1. MAtR in Lex. f. 17ieol. 11. Kirche,
~ilica di S. Pancrazio, in due cripte, IX, 1937, col. 672). Il gruppo si ri-
cr.mo le sepolture di Artemio e di sua trova in una delle tavole affisse oel
figlia P.1olina (Paolino di altre fonti portico di S. Silvestro i11 Capitt, e con-
non pare .ltlendibile). cr. ){ lllSCll, Le tenenti la Notitia 11ataliciomm dei santi
DI MO NZA 37

NOT[ULAJ DE OLEA SANCTORUM MAl\TYRUM


QUI ROMAE IN CORPO RE REQUIESCUNT IDEST:

sancti Petri apostholi


sancti Pauli apostholi

5 [sane/ Ji Pane rati


sancti Arthemi
sanctae Sofiae cum tres fi l ias su:is
sanctae Paulinae
sanctae Luci nae
10 sancti Processi
sancti Martiniani

1. Not. Alcuni hanno lei/o No111fo, o//ri Notitia. Il &pu/crl preja1 Notula, a1-
pog~iondosi od uno trouri1nne fatta 11d t fJ .S:J 1npra un f n(lliO la1ciato in bianco in
1
11na Bibbitr, anco ra e1i1/enle 11e//'arcl1. Capilo/ore d1 Mo11;a e segnala g -
I

trasferiti dalle loro tombe primitive a cr. Le mm1orie &c. pp. 74-s;
KJRSCll,
questa chiesa (cf. DE Rossi, 8111/. are/i. LErtMANN, Pttl'lls 1111d Pa11/11.s, p. 179
crisi. 1882, pp. 39-40). sgg. ; STYGER, Die riim. Katak. p. 2 1.
(S) Nella Passio dei santi Pietro (8) Processo e Martini2no furono de-
e Marcellino, Candida a ppare 111 rela capitati e sepolti sulla via Aureli2 presso
zione con i due martiri dcli' Aurelia un acquedotto, che sarebbe da idcnti-
Artemio e Paolina (cf. KrRSCH, Lt mt- fic2re con quello di T raiano (Acta Ss.
m orie &c. pp. 68-9; STYCER, Die r6111. iul. I, p. 270). Il cimitero che da loro
Katalt. p. 281). prendeva il nome costituiva una re-
. (6) Cf. nota 3. gione a s, estenden tesi sotto pane
(7) I test i agiografici non ci aiutnno della villa Doria Pamphili, tra la via
a ricostruire un a tradi zione veramen te Aurelia e la basilica di S. Pancr:zio,
storica intorno ad una santa Lucina in vicinanza del gi casino dei Quattro
romana. li suo culto sembra che abbia Venti (cf. STYCER, Die riim. J-:atak.
la fonte nella Passio dei santi P rocesso pp. 287-9). Nel Martirologio Gmmi-
e Martiniano. In verit un ceno nu- 111ia110 (2 luglio) le tombe dei due m ar-
mero di matrone romane, tutte Lucine, tiri sono indicate in cimiterio Damasi,
att raverso le narrazioni agiografiche parole che il K1RSCH (Le memorie &c.
prendono una parte considerevole nel p. 73) vorrebbe sopprimere, ritenendole
culto dd martiri. Nessun calendario un' aggiunt:t poste riore; mentre il Du-
per o martirologio segnala una festa CllESNE e il DELEHAYE ( Acta Ss.nov.II,
di santa Lucina romana prima di Adone. . li, p. 348 nota 4) non contestano il va-
I PAPIRI

III.<>
(l)
[sancti GJris:mtis
[sancii /]ason . .
[sancti Satu)r(11]ini . . . . . <J>

IV.
ffi sancti L ca11rtnli] <il
san cti ( YJpp(o/iti] 5

V.
sancti Yr .. Jgion sanctus Iohannis
et Paulus <6 >

1-3. Il ,l/nri11i, e/te vide il pillncio qrtandfl l'inchio1tro era me110 111anito, le1u:
Scs G .. rlsa ntl& Sc&.ju Darlas Scs Maurus I Srj J uaon et alil SCi multa milia I Sci . .
Saturninl et Se . a(u)pn lo '1

lore di tale testimonianza. Sul cimitero serva lievi tracce della primitiva scrit
sorgeva nel iv secolo una chiesa, che tura.
fu concessa ai Montanisti, in quanto (2) La Passio di Crisante e Daria
i due martiri, ritenuti Frigi, sarebbero conferma eh' essi, con Mauro e Gia-
stati seguaci di quella setta (A NONYMVS sone, furono sepolti sulla via Salaria
AUCTOR Pratdrstinali in MrGNE, P. L. (Acta Ss. oct. XI, p. 48 3; cf. Marti-
LIII, col. 616); ma poi venne resti rologio Gero11imia110, 29 novembre).
tu ita al culto cattolico, e GREGORIO MA- Insieme con questi martiri riposava
GNO vi pronunci una omelia nel giorno anche un !numero di mili/es, su cui le
commemorativo dei martiri, il che la- fonti sono discordi; ma che dietro la
scia supporre una chiesa di dimen- testimonianza di DAMAso(Epigr.n.43),
sioni piuttosto ampie (Ho111il. i11 Eva11- pu esser fissato in sessantadue, come
gtli,1 , ll, 32 in MtCNE, P. L. LXX\'J, dovette leggersi nell'antico testo del
col. 1232). Cf. KtRSCH, Le memorie &c. Martitologio Gero11imia110 (c( l<IRSCH,
pp. 71-4; STVCER, Rm . .\.ffirlJr. I, Der stadtrom. kristl. Festkal. p. 93).
pp. :i72-3. Del santuario, sorto sulla sepoltura dei
(1) Con questo g ruppo di martiri due primi, p:irla GREGORIO or TouRs
passiamo sulla via $3larL\ !\uova, e pi (Liber i11 gloria mnrl)'rum, cap. 38 in
precisamente al cimitero di Trasone. M. G. H., Srript. rtr. Merovillg. I, p. S12).
Il pittacio, come oggi si presenta, con- il quale ricorda gli abbellimenti dovuti
DI MONZA 39

[snn ]c[li]Grisanti
tsancl]ae 0 (a)riae
sancti Mauri
sancti Iason
5 [et a)ii[iJ sancti multa milia
sane ti Sat[11r)nini
sa net i (A11pi)nionis Ci>

sancti Systi
[sancl] L(a111rcnti
r o [sa11].:t i cYppJoliti

sanctorum Iohannis et Pauli

7. Il nr11/10 ('Omp/elamenln ., .1pf11ggia a/111 lellur.1 che .r~('f J:W il Marini del
pillacio ,, J.

a DAMASO(Epigr. n. 42; ScHAEFER, Dit Martirologio Geio11i111ia110 S.lluminoap-


Bedtulu11g &c. pp. 358- 63); e dove, pare gi insieme, sotto la dat:i d.:llJ
stando :1lla silloge Virdu nense, questo su:i celebrazione (29 novembre), con
papa av rebbe posto un carme (Epigr. il gruppo agiografico qui riconl:lto
n. 42) a ricordo di martiri, dei quali (cf. anche ibid. 12 agosto).
nomina nec numerum potuit retinere (4) Si voluto restituire u Aupinio ;
vetustas 11. La chiesa fu in seguito ma la congetturn rimane incerta, non
devastata dai Goti e poco dopo restau- ricorrendo tal nome in alcuno Jc1
rata (IHM, Domasi tpigr. o. 87; cf. DE martirologi.
Rossi, lllscr. cbrist. Il, p. 13 5 nota 9). (5) Con questo quarto gruppo Ji
Mau ro, che sta nella 11ot11la, fu cele- mart iri ci trovi:tmo ncll' agro Verano
brato da DAMASO in un epigramma sulla via Tiburtina. San Sisto, elen-
(n. 44; cf. SCHAEFBR, Dit Bedeutw1g &c. cato solo nella 11ot11la, non pu far
pp. H6-8). parte del gruppo, pcrch sepolto ne l
(3) Saturnino, Ji cui si fa cenno cimitero di Callisto sull'Appia.
anche nell:i Depositio mari) 111111, ebbe (6) L' inJicJlionc ci porta entro
presto gli onori di un culto fervente, per Roma, sul Celio, nella fJmosa basilica
cui nel soprassuolo cimiteriale crebbe dei Ss. Giovanni e Paolo. li pittacio
quell'oratorio che nel Catalogo dei ci- associa con questi il s:tnto <<Y[ .. ]gion ,
miteri d Roma preso come indice che secondo la 110 111/ll andrehbe piuttosto
del cimitero sottostante (cf. PROFUMO, raggruppato con Agnese e le alt re mar-
la memoda di s. Pietro, p. 57). Nel tiri della via Nomentana.
I PAPIRI

VI.
. . . . . [san]cta S[apiJentia Cl) sancta Spes sancta Fidcs sancta
[Caritas sancta] C[ae]ci[/i]a <~> sanctus Tarsicius (s)
. . . . et mu[/taJ mi[ii)a sanctorum'

VII.
sanctus Systus (8> sanctus Libcralis sanctus

1. Al Sepulcri parve di poter rilevare ~e so1herls nll'inirio di queJ/o pillac10; il


Marii1i per nulla leue al riguardn.

( 1) li pittacio dcli' ampolla conte- anti che notizie su Ji essa risalgono


nente gli oli presi nel cimitero di alla Passio : leggendaria'!' (MoMBRIZto,
S. Agnese andato perduto. A ricordo Sa11c/11arium , l, pp. 32-41), della fine
degli oli sicu ramente attint ivi da Gio- del v secolo, secondo cui sant'Urbano
v~nni, rimasta la 110/u/11 . Del santo ne avrebbe deposto il cadavere inter
" Y[.... )ion non facile suggerire u collegas suos episcopos "', cio nel
una identificazione. cimitero di Callisto.
(z) La t10/11la ci permette una re - (S) Sembra abbastanza probabile che
sti tuzione quasi sicur:i dcl primo nome, il martirio di Tarsicio, conosciuto da
omesso o non pi leggibile nel pittacio. DAMASO attraverso una tradizione di
Il raccogliMre degli oli, da qualunque retta (Epigr. n. 14; cf. ScHAEFER, Die
parte venisse sull' Appia, in priri10 Buleufung &c. pp. 354-6), possa collo-
luogo sost a S. Sotere, per pPi ,giun- carsi nella seconda met del m secolo
gere al prossimo santuario di S. Sisto, o nel 1v. Tarsicio, anche se egli visse
e visitare la famos:1 cripta dei papi e posteriormente a papa Zefirino, fu con
di S. Cecilia. quest' ultimo raccolto in un tumulo,
(3) Di questo gruppo agiografico dopo che i Goti ebbero devastate le
stato gi detto (p. 36 nota 4). tombe del cimitero di Callisto. La se-
(4) Le questioni che si ricollegano poltura trovavasi sopra terra, ma
a questa santa costituiscono uno dei oggi impossibile indicarla con esattezza.
punti pi controversi dcli' agiografia (6) Cf. Martirologio Gero11imia110
e della topografia cimiteriale. Le pi ( 14 settembre). Il nome di Cornelio
DI MONZA

sanctae A[gnet]is et aliarum <1 l


mul[ta]rum mart[tyJrum
sancti Y [ . . . . )ion

sancta e So[lhJeris <J


5 sanctae Sa[pie]ntiae
sancta e Sp[eiJ
sanctac Fides
sanctae Ca[rit]atis
sanctae ([a)e[ciliJae
1 o [sanct] i [ TJarsicii

sancti Cornilii C6l


et m ulta milia sanctorum <1l

[sanct]i Iohannis sancti Liberalis

3. Lacero il papiro. 4. Lacero il papiro. 5. Id. 14. Nel papiro si avverte


uno spa1io maggfore Ira . i no1hi ed i residui di a/ermi UIJni. Nella lrascri1ione del
. secolo Xl si legge sce lucine.

scomparso dal pittacio. Sembra che zione di Cornelio; il resto si trov


il nucleo del cimitero di Callisto, chia- (1852) quando fu scoperta la cripta.
mato dal de Rossi cripte di Lucina, sia (Roma sol/. J, 1864, pp. 250-1; STYCER,
stato scavato in un podere dei Ceci li. Riim. Martyr. I, pp. 97-105 e li,
Papa Cornelio, con essi congiunto per tav. 51 a). Al disopra del sepolcro il
sangue, pot a questo titolo trovar qui papa Damaso pose un suo carme (n. 19;
posto (cf. STYCER, L'orig ine delle cripte cf. l'integrazione del DE Rossi, op. cit. J,
di Lucina sull'Appia in Rend. Ponti]. pp. 287-91 ); e un'altra iscrizione, col-
Accad. Rom. Archeol. Hl, 1925, p. 283; locat:i in basso e di cui oon rimangono
lo. Die 1iim. Katak. p. 30). La trasla- che poche lettere, attribuita dal
zione a Roma di Cornelio, morto in DE Rossi al papa Siricio, che avrebbe
esilio a Centocelle (2B), non fu effet- completato l'opera di Dam:iso (op. cit.
tuata verosimilmente prima della fine PP 2 91-9).
del m secolo, sotto il pontificato di (7) Questa frase pare riferibile agli
Gaio (cf. ibid. p. 29); sotto il plpa ossari dei martiri del ci mirero di Cal-
Dionisio (2s9- 68) crede invece FRAN listo, che stanno a dimostrare in quanta
CHI DE' CAVAUERI (La persecuzJ011e di venerazione fossero sa nta Cecilia ed i
Gallo i11 Roma in Studi e Testi n. 3 3, papi ivi sepolti (cf. p. 88 nota 2).
p. ~06). Nella vigna della famiglia (8) Con Fisto (non Sisto), Liberale,
Molinari sull'Appia il DE Ross i rin- Giovanni, Blasto e gli altri martiri, dt!i
venne (1849) un frammento dell'iscri- quali il prete Giustino avrebbe curato

Cod. Toposr.. Il.


I PAPIRI

sanctus Blastro et multa milia san [ctorum]


[et] alii .cxxu. et alii sancti .XL. . .

\ 'III.
sancta Felic[itas <>wm septcm filios su]os s.rnctus Bonifatius sanctus Hermis
sanctus cPrJotus sanctus .... sanctus M1aximilianus< sanctus Crispus <1>
[sanctus H er]culanus (4) . . sancta BaJsilla 5

la sepoltura, passiamo all.1 Sai.tria s11bt11'bio in 811/l. Ca111. XXX VII, 1909,
Vecchia, al cimitero ad cliv1m1 C11cu pp. 113- 5; MARUCCHI, Noti-z_ie in N.
meris. La chiesa era dedicata a Gio- 8111/. arc'1. crisi. XV, pp. 139-40).
vanni; nel sottosuolCJ riposavano Dio- Liberatus o Liberalis n ci noto
gene, Bonifaziano, Fisto, Blasto, Lon- soltanto a traverso due carmi, che
gino, Ludna, Liberato, Mauro ( cf. Mar- costituivano evidentemente uu solo
tirologio Gero11i111iano, 17 e 24 giugno). epigramma, trascritti nel secolo \'Il sulla
Del primo conosciamo anche l'iscrizione via Saluia \'ecchi:i dall'autore delta
posta sul suo sepolcro dopo la deva- silloge l:.aurcsamense quarta (DE Rossi,
stazione che la catacomba soffri da l11scr. clnist. Il, p. 101 n. 23 e p. 104
parte dei Goti (DE Rossi, l11scr. christ. n. 38). Dal testo si ricava che fu patrizio
II, p. 83 n. 25 e p. 100 n. 13; IHM, e console; ma il suo nome non figura
Damasi epigr. n. 99). li suo nome, con nei Fasti, onde si e indotti a suppor re
quelli di Blasto e Longino, inciso che si tratti di uno di quei consoli suf-
io un antico cippo marmoreo adope- feti o designati, i cui molti nomi sono
rato come bar.e di :iltare nell:i chiesa sconosciuti (cf. DI:. Hoss1, lnsig11i sco-
di S. Marcello al Corso, e pri m:i con- perll 11el cimitero 1/i P1iscilla per le tsca-
tenente le reliquie dci detti martiri, va~io11i fallt mg/i 1J1111i 1888- 9 in 8111/.
ivi trasportate nel secolo vm. L'epi- arcb. crisi. 1888-9, pp. 54-5; DELEHAVI:.
grafe (secolo Xt o xu) deve ricordare in Acta Ss. nov. 11, 11, pp. 207 e 659).
una reposizione o una ricognizione ( 1) In questo pittacio, e corrispon-
(cf. G. GArrr, NotizJe di rtce11ti tro- dente sezione della 110111/a, vengono in
vamenti di a111ic'1itd i11 Roma e 11el certo modo confusi i martiri delle due
DI MONZA 43

[sancti .8)1astro et multorum sanctorum


[sed et] alii sancti idest .ccLxn.
[in llntt]m locum et alii .cxxn.
[et a/ii sancii] .XLV. quos omnes
5 [fo sl)inus presbiter colliga
[sancii La1mJnti martyris sepelivit

[sanctae FeliJcitatis cum septem


[jilios S]UOS
sancti Bo(niJf[a)ti
1o sancti Hermiti s

sancti Proti
sancti Iacynti
sancti Maximiliani
sanctus Crispus
1 5 sanctus Herculanus

sanctus Ba osa, <s>


sancta Basilia
1. L'angolo inftriort sinillro dtl papiro mancn. 2. sta ti la trascrii dd u<". Xl.
sed ti s11ppli1u Maritti. 3. In uoum lra<"rir. di. 4. ti alii sci lra1cr1r. <"ti.

Salarie, la Vecchi.i e la Nuova. A masi tpigr. n. 89; Lii>. Poritif. I, p. 227).


quesl'ultima app:artiene il sepolcro di (2) menzionato nel M artirologio
Felicita (cf. Martirologio Gero11imiano, Gtronimia110 sotto il 26 agosto: Rom:ie
2 3 novembre). li ra ccoglitore degli oli. in cimitcrio Basillac Maximili:ini .
tratto in inganno dalla piuurn murnle, Nella Notitia uclisiarn111 chiamato
r~ppresentante Felicita in mezzo a setle Maximus " ma in Guc1.1~LMO MAL
figure, ha cn:duto che qui riposassero MESBURIENSE (( Maximilianus .
con lei i suoi sette figli. Il sepolcro (3) Il DucHESNE vorrebbe identificare
della martire pn re che venisse poi questo martire col cc Cri spolus >; ricor-
tra sreri to, dalla cripla souerrane~, dato nel Martirologio Gtro11i111ia110 al -
nella basi lica cost ruita sopra terra da i' 11 g iugno; congettur:i non :1cccn.1ta
papa lkmif.1cio I (cr. K1RSCH, Dit dal DELEllAYE (Acta Ss. nov. JI, 11,
Grabst1ille11 &c. p. 123). Questi volle p. 314 nota 6). Di un Crispo si p:irl:t
esser sepolto presso la sua pMrona, nella Passio dci santi Giovanni e P:iolo,
come indic:ino il .'vfartiro/ogio Gero11i- mettendone per la sepoltura sul Celio
111inr10 (-4 settembre) e il Libtr Ponti- (Acta Ss. iun. VII, p. 230)
.ficalis (I, p. 228). La devozione del papa (4) Un santo di questo nome non si
a Felicita sarebbe nata dall'essersi egli ritrova in alcuna delle catacombe ro-
rifugi:uo in quel cimitero durante lo mane.
scisma di Eul:ilio, terminato, a suo cre- (5) Non ricorre in nessun maniro-
dere, per graida dell:i sant:i (IHM, Da- logio.
I PAPIRI

VIII!.
Lsedes nb]i p[rius] sedi[t sanctu]s Petrus et oleo ()
.. sanctus A/Jex:mder [sanJctus Martialis C sanctus [Mar].:ellu1s)
. . sanct]i Silvestri sancti Felic[is] sancti Fi[/Jippi et a[/iv-
rnm mu/t]orum sanctorum

X.
ffi sancti Seva[sli]ani sanctus Eu[tycius C1J sanctus QJuirin[11]s 5
sanctus Valerianus <~> [sanclus Tibttr]tius sanctus Maxim[11Js s:111ctus
Orba[n11Js sanctus Ja[111ta]rius

( 1) Il DE Rom ( La cattedra dir. Pietro accede re all'opin ione del de Rossi, non
nel Vaticano e quella dtl cemetuo Ostria- manca di ri levare la difficolt che offre
110 in 811/1. arcb. crisi. 1867, pp. 37-40), ed la soluzione del problema, il quale po-
altri che lo han no seguito, ri feriscono trebbe forse esser chiarito da ulteriori
questa memoria dell 'apostolato di Pietro scavi nell a regione pi antica de l cot
al cimitero Maggiore sulla via Nomen- meterium M aius. Negli itine rari del
ta na ; di parere decisam ente contrario v11 secolo nessun accenno a questa cat
il MARUCCm (le catac. rom. pp. 466-7), tedra di s:rn Pietro.
che la colloca invece n el cimitero di (2) Alessandro, Marziale, e il Vitale
Priscilla s ulla Salaria Nuova. lo realt, della 110111/a, presun ti figli di Felicita,
ne l cimitero Maggiore esiste una cat- ve nn ero d eposti nel cimitero dei Gior-
tedra scava ta n el tu fo, e in quello di dani. Al raccoglitore degli oli s fuggi
Priscilla , nella basilica di S. Silvestro, che questi tre martiri fossero i figli di
una nicchia , pare destinata :iJ altra Felicita, che egli credette di aver visi
cattedra; ma d i queste SI! ne conoscono tato tutt i insieme nel cimitero di
ben undici, cosicch le due sopra indi- Massimo.
cate, mentre non costitui scono una par- ( 3) Sul martire Eutichio noi posse-
ticolarit di quei cim iteri. non possono diamo l'elogio di DAMASO ( Epigr. n. 27),
altres esser considerate come prova pervenutoci nella lapide originale, che
di una locale tradi?.io ne di una " sedes stata ritrovata nella basilica di S. Se-
s:rncti Petri '" Lo STYG ER (Die 1 111. bastiano. Del martirio del santo, Da
Katak. pp. 21 7 , 220- 1), che sembr maso parl a attraverso una rivelazione;
DI MONZA 45

oleo de s[iJde ubi prius se<lit sanctus Petrus


sancti Vitalis
sane ti Alexand ri
sanctus Martialis
5 sanctus Marcellus
sancti Silvestri
sancti Felicis
sancti Filippi et aliorum multorurn sanctorum

sancti Sevastiani
IO sancti Eutycii
sancti Quirini
sancti Valeriani
sa net i Tiburtii
sancti Maximi
sancti O rba(niJ
sancti fanuarii

ma le spiccatissime analogie che il W AAL, Sa11t' Euticbio martire 11el ceme-


racconto presenta con quello di Luciano tero ad Catacu111bas in Rom. Quar-
di An1iochia (cf. FRANCHI DE' CAVA talschr. XXIX, p. 269 sgg.; SCHAEFER,
LIERI, Di 1111a probabile fo11te della Die Bede11t1mg &c. pp. 3 1 3- 22; STYGER,
lrrgenda dei ss. Giova1111i e Paolo in Rom. Mart_ri-. I, pp. 143-5.
Struii e Testi o. 9, 1902, p. 58 nota 2) (4) r martiri sono topograficamente
lascerebbe supporre come fonte di Da enumerati secondo il luogo della loro
maso una leggenda orientale. Eu1ichio sepoltura: subito dopo quelli che giace-
non ricordato n nella Depositio 111ar- vano nel cimitero di S. Sebastiano, sono
tyrum, n nei Sacra111e11tari Leo11ia110, notati gli oli di Valeriano, Tiburzio,
Gelasia110, Gregoriano; nel Martirologio Massimo, Urbano e Gennaro. Col no-
Gero11imia110 (2 luglio, cod. di Bema) strd testo si trovano in perfetto accordo
figura erroneamente nel cimitero di Cal- gli /itinerari del v11 secolo, i quali ci
listo, anzich in quello ad Catacumbas. dicono che, movendo da S. Sebastiano
Quasi con certezza prima di Damaso di per l'Appia verso nord, s'incontrava
un martire Eutichio (giacch mancano una chiesa dei martiri Tiburzio, Vale-
anch e gli Atti) non si aveva notizia di riano e Massimo, un' ~!tra di S. Zenone,
sorta. E allora il suo rinvenimento e sotto terra giacev:ino vari martiri,
sarebbe compreso tra quei multa tra cui Urbano e Gennaro (cf. Jos1,
sanctorum corpora che Damaso Le regio11i esplorale nel cimitero di Pre
requisivit et invenit, quorum [gesta) testato in Riv. arcJ1. crisi. IV, p. 196;
<< etiam versibus declaravit '" Cf. DE STYGER, Die rom Katak. P 163). No-
I PAPIRI

Xl.
[sn]cta Petronilla <) sanctus Nereus sanctus Acilleus
[san]ctus Da[m)asus sanctus Marcellianus
[sanctttS] Marcus

XII.
t hic . de spong
sanctus lis sanctus a . 5
ia et oleo sanct
rum multa

ubile l omissione degli oli dei diaconi sformata in figlia di san Pietro; trasfor-
Ji Sis to li, Felicissimo e Agapito, che mazione antica e gi attestata dalla
pur riposavano in questa regione cimi- Praxis Pell'i, il trattato gnostico ante-
t eriale. riore ad Ireneo, che si scoperto nel
(1) Siamo sulla via Ardeatina. Pe- 1896 (cf. OurnuRCQ, t111de mr les Ges Ia
tronilla solo per il nome st:ita tr:t Ma r I)''" p. 254). Ess:i, almeno d:illa
DI MONZA 47

sanctae Petronillae filiae san eti Petri apostoli


sane ti Nerei
saneti Da masi
sancti Marcelliani
5 [sancti A1cilki
esancii Ma]rci

ffi Quas olea sa ncta tenporib(u]s


domni Gregorii papae a<ldu-
xit Iohannis indignus et pecca-
1 o tor domnae Theodelindae
reginae de Roma.

5. Acillel] Fuori po1to, come ri1u//a anche dal pillacio. 9. ti nell'interl.

met del IV secolo, ebbe una speciale cimi/eri e il De /ocis sa11clis mnrtymm
venerazione nella catacomba di Domi chiamano di S. Petronilla. Pi a nord,
tilla. Presso di lei erano sepolti Nereo dall'altra parte della via, tra l'Arde.i
ed Achilleo (nella 110/ula per un errore t ina e l'Appia, era la basilica in cui
distanziati) e sopra le loro tombe S9r riposava papa Damaso, e, non lungi di
geva una chiesa, che il Catalogo dei Il, l'altra dei san ti Marco e Marcelliano
TAV. I.

k ISTlT. 'TOA. ITAL . PU. I L M. F.

PAPIRO DI .MONZA.