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Leggiamo

Romolo e Remo

L 'urgenza della fame non si può paragonare a quella degli altri bisogni. Provatevi
a dire ad alta voce: — Mi serve un paio di scarpe... mi serve un pettine... mi
serve un fazzoletto1, — tacete un momento per rifiatare2, e poi dite:
1

2
handkerchief;
breathe
— Mi serve un pranzo, — e sentirete subito la differenza. Per qualsiasi cosa
5 potete pensarci su, cercare, scegliere, magari rinunziarci, ma il momento che
confessate a voi stesso che vi serve un pranzo, non avete più tempo da perdere. Dovete
trovare il pranzo, se no3 morirete di fame. Il cinque ottobre di quest'anno, a 3
or else
mezzogiorno, a piazza Colonna, sedetti sulla ringhiera4 della fontana e dissi a me stesso: 4
railing
— Mi serve un pranzo. —... Poi pensai che dovevo trovare questo pranzo, e pensai che
se aspettavo ancora non avrei più avuto la forza neppure di pensarci, e cominciai a
riflettere sulla maniera di trovarlo al più presto. ... In quel momento un ragazzo, accanto
a me, ne chiamò un altro:
— Romolo. — Allora, a quel grido, mi ricordai di un altro Romolo che era stato
con me sotto le armi5. ... Romolo aveva aperto una trattoria dalle parti del 5
military
15 Pantheon*. Ci sarei andato e avrei mangiato il pranzo di cui avevo bisogno. Poi, al
momento del conto, avrei tirato fuori6 l'amicizia, il servizio militare fatto insieme, i 6
brought up
ricordi... Insomma, Romolo non mi avrebbe fatto arrestare.
Per prima cosa andai alla vetrina di un negozio e mi guardai in uno specchio. Per
combinazione7, mi ero fatto la barba. ... La camicia, senza essere 7
by chance
20 proprio pulita, non era indecente: soltanto quattro giorni che la portavo. Il vestito,
poi, grigio spinato8, era come nuovo: me l'aveva dato una buona signora. ... La 8
herringbone
cravatta invece, era sfilacciata9, una cravatta rossa che avrà avuto dieci anni. ... 9
frayed
Sapevo 1'indirizzo, ma quando lo trovai non ci credevo. Era una porticina in
25 fondo a un vicolo cieco10, a due passi da quattro o cinque pattumiere11 colme12.
L'insegna color sangue di bue3 portava scritto: «Trattoria, cucina casalinga»; la 10
blind alley; 11 trash
vetrina, anch'essa dipinta di rosso, conteneva in tutto e per tutto una mela. Dico una cans; 12 full; 13 oxblood
mela e non scherzo. Cominciai a capire, ma ormai ero lanciato14 ed entrai. ... Una
stoffetta'5 sporca, dietro il banco16, nascondeva la porta che dava sulla 14
launched 15cloth;
30 cucina. Picchiai17 il pugno18 sul tavolo: — Cameriere!— Subito ci fu un 16
counter; 17banged;
movimento in cucina, la stoffetta si alzò, apparve e scomparve una faccia in cui 18
fist;
riconobbi l'amico Romolo. ... Mi venne incontro con un «comandi» premuroso19, 19

pieno di speranza, che mi strinse20 il cuore. Ma ormai ero in ballo e bisognava ballare.
Dissi: — Vorrei mangiare. — Lui incominciò a spolverare il tavolo con eager
35 uno straccio, poi si fermò e disse guardandomi: — tu sei Remo... — ... Dissi: 20
wrung
— Romolo, sono di passaggio a Roma... faccio il viaggiatore di commercio...
siccome dovevo mangiare in qualche luogo, ho pensato: «Perchè non andrei a
mangiare dall'amico Romolo?»
— Bravo— disse lui, — allora che facciamo di buono: spaghetti?
40 — Si capisce.

*II Pantheon e’ un antico tempio romano, attualmente famoso monumento funebre.


— Spaghetti al burro e parmigiano... ci vuole meno a farli e sono più leggeri... e poi
che facciamo? Una buona bistecca?—...
— E va bene... allora un filetto con l'uovo sopra... alla Bismarck.
— Alla Bismarck, sicuro... Con patate? 45
— Con insalata.
— Sì, con insalata... e un litro asciutto21, no? 21
dry wine
— Asciutto.
Ripetendo: — Asciutto—, se ne andò in cucina e mi lasciò solo al tavolino. La
testa continuava a girarmi22 dalla debolezza23. ... Finalmente la stoffa si rialzò e 22
spin; 23 weakness
50 i due figli scapparono fuori, dirigendosi in fretta verso l'uscita. Capii che Romolo,
forse, non aveva in trattoria neppure il pane. ... Rientrò il maschietto reggendo con le
due mani, in punta di piedi, come se fosse stato il Santissimo24, un litro colmo. 24
Holy Sacrament
Romolo mi versò da bere e versò anche a se stesso appena l'ebbi invitato. Col vino
divenne piu’ loquace, si vede che anche lui era a digiuno25. 25
starving
55 Cosi chiacchierando e bevendo, passarono venti minuti, e poi, come in sogno, vidi
rientrare anche la bambina. Poverina: reggeva26 con le braccine, contro il petto, un 26
carried
fagotto27 in cui c'era un pò di tutto: il pacchetto giallo della bistecca, 1'involtino28 di 27
bundle
carta di giornale dell'uovo, lo sfilatino29 avvolto30 in velina marrone, il burro e il 28
parcel; 29loaf;
30
formaggio chiusi in carta oliata, il mazzo verde wrapped
60 dell'insalata e, cosi mi parve, anche la bottiglietta dell'olio. ...
Mangiai solo, e, mangiando, mi accorsi che ero quasi ubriaco31 dal mangiare. Eh, 31
drunk
quanto e bello mangiare quando si ha fame. ... Tutta la famiglia usci’ dalla cucina e
venne a mettersi in piedi davanti a me, guardandomi come un oggetto prezioso. ... Mi
venne ad un tratto compassione e insieme rimorso. Tanto più’
65 che la moglie disse: — Eh, di clienti come lei, ce ne vorrebbero almeno quattro o
cinque a pasto... allora sì che potremmo respirare.
— Perché?— domandai facendo l'ingenuo — non viene gente?
— Qualcuno viene — disse lei — soprattutto la sera... ma povera gente... la
mattina, poi, manco32 accendo il fuoco, tanto non viene nessuno. 32
not even
70 Non so perchè queste parole diedero ai nervi a Romolo. ... Ci fu uno scatto33 da 33
outburst ,
parte di Romolo: alzò la mano e diede uno schiaffo34 alla moglie. Lei non esitò: corse 3i
slap
in cucina, ne riuscì con un coltello lungo e affilato, di quelli che servono ad affettare35
il prosciutto. Gridava: — Ti ammazzo— e gli corse incontro, il coltello alzato. Lui, 35
slice
atterrito36, scappò per la trattoria rovesciando37 i 36
terrified; 31 knocking
75 tavoli e le seggiole38. ... Capii che il momento era questo o mai più. Mi alzai, over; 38chairs
39
dicendo: — Calma, che diamine39... calma, calma;— e ripetendo: — Calma, calma— damn it
40
mi ritrovai fuori della trattoria, nel vicolo. Affrettai il passo, scantonai40; a piazza del sneaked away
Pantheon ripresi il passo normale e mi avviai verso il corso.
(Da «Romolo e Remo», pp. 320-332, di Alberto Moravia, Racconti Romani, Milano: Tascabili
Bompiani. © Gruppo Editoriale Fabbri, Bompiani, Sonzogno, Etas S.p.A. - RCS Libri, 1954.)