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ClSTITUTO STORICO ITALIANO^

FONTI PER LA STORIA D'ITALIA

./

Cronache Veneziane
antichissime
PUBBLICATE
A

CURA
DI

GIOVANNI MONTICOLO
^-,'

VOLUME

I.

ROMA
NELLA SEDE DELL' ISTITUTO

PALAZZO DEI LINCEI, GI CORSINI,


ALLA LUNGARA

4-0

Fi

ISTITUTO STORICO
ITALIANO

FONTI
PHK LA

STORIA D'ITALIA
PUBBLICATE

DALL'ISTITUTO STORICO

ITALIANO
Vb\. ^

SCRITTORI

SECOLI X-XI

ROMA
NELLA SEDE DELL'ISTITUTO
PALAZZO DEI LINCEI, GI CORSINI,
ALLA LUX GARA
1890

CRONACHE VENEZIANE
ANTICHISSIME
PUBBLICATE
A

CURA

GIOVANNI MONTICOLO

VOLUME PRIMO

ROMA
FORZANI E

C.

TIPOGRAFI DEL SENATO

PALAZZO MADAMA

1890

DIRITTI RISERVATI

PREFAZIONE

I.

Le cronache pene\ane antichissime di questa

Le cronache composte a Venezia

collezione.

e nelle altre

citt

del ducato dai tempi pi antichi sino al secolo xiv sono

molto diverse nel metodo e nella natura del racconto da


quelle del

doge Andrea Dandolo, e siccome anche

parte rappresentano quasi

compose

principe
cosi

si

nache

la

tutti gli

maggiore

possono raccogliere
ven,ezia7ie

molto strette

cordano

le

le

in

antichissime.

elementi con

un gruppo

Con

gran

quali quel

opere storiche,

sue

delle

in

col titolo di

Cro-

esse hanno relazioni

agiografie e pi di tutte quelle che

scoperte

delle reliquie e

Venezia, perch illustrano molti

il

ri-

loro trasporto a

della storia politica

fatti

e civile e in gran parte furono note al Dandolo, princi-

palmente

nelle compilazioni di frate

Paolino,

Iacopo da

Voragine e Pietro Cal da Chioggia.


Delle cronache antichissime sono comprese in questo

volume
il

la Cro7iica

cosi detto

Giovanni,

tempo

le

de singulis patriarchis nove Aqtdleie^

Chronicon

Gradense

quali furono

hanno

in

comune

l'opera del diacono

composte quasi nel medesimo


il

lungo passo

intorno al

si-

MONTICOLO

G.

vili

nodo convocato a Grado


as^eiunto ad esse

il

nel

testo

di

679 dal patriarca Elia. Ho


una brevissima narrazione

intorno alle origini del patriarcato di Grado, la quale

trova in codici anteriori al secolo xiv,

si

estratto di

contenere anche

volume avrebbe dovuto

Il

pi antiche agiografie intorno all'evan-

le

Marco, e principalmente

Translatio che mi ha

la

dato qualche sussidio per ristabilire


primi

nei

periodi

cronaca

della

di

la

mutazioni di materia e di forma;

sono pervenute

in

compierne

la

tanti

primitiva

lezione

Giovanni interpolati

dall'anonimo nel principio del suo racconto

tuto

un breve

una parte del Chronicon Gradense con con-

tinue reminiscenze stilistiche.

gelista

ma

non

ma

quasi

quelle

senza

scritture

ci

esemplari che non ancora ho po-

non mi

e d'altra parte

collazione,

sembrato opportuno pubblicare

la sola

Tra7islatio,

perch

esse sono, per cosi dire, l'una in continuazione dell'altra

con

loro riferimenti e richiami e rappresentano

successivi della leggenda di

tempi pi remoti

al

s.

Marco

momenti

Venezia dai

nella

secolo xiv.

IL

La Cronica de singnlis patriarchis nove Aquileie.

I.
il

Nella serie delle opere raccolte in questo volume

primo posto spetta

alla

Cronica de

nove Aqtdleie, che fu pubblicata in


n^lla

s7igulis

parte

patriarchis

dal

Pertz

'

sua integrit dal Waitz % e sino dal tempo di Marco

Uon. Germ.

hist.

Mon. Germ.

hist.

Script. Vili,
Script.

45-47.

Langoh.

et Ital.

pp. 393 sgg.

PREFAZIONE.
come

Foscarini venne considerata

nache veneziane

gi 247, donde furono

per intero nel codice

Roma

di

palmente secondo

xvii

codice membranaceo, in foglio piccolo

guenti

Ivone

145,

xviii

gli

di

rivela le

ma

Chartres,

cronaca e nelle se-

la

sempre

ne furono strappati

forme del secolo

Cronica ricordata

avvenuta verso

quel

margine alcune

ma

la

gli ultimi

di

fogli.

stessa dal principio alla fine e

la

l'opera sua prima della

triarca,

(22X1 3X6),

Coinpendium ecclesiasticarum instihdiomivi

il

scrittura

nel

XI,

testimonianza di quel manoscritto ^

la

e contiene nelle prime cinque carte

La

segnato

nei secoli

tratti

cro-

le

esemplari ^ e per l'edizione venne condottai princi-

altri

Il

pi antica tra

la

legete

si

Barberini

biblioteca

della

Essa

'.

IX

xi

ma

met

copista non cominci

il

del secolo xi, perch nella

morte del patriarca Orso Orseolo

tempo

durata

sulla

postille

amanuense aggiunse

L'

^.

ciascun pa-

di

non hanno valore, perch ripetono

dati nu-

mano-

merici che

si

leofofono

scritto

non

ci

presenta l'opera nella sua forma genuina,

perch

la

met

serie dei

del secolo xi,

patriarchi giunge

mentre

la

Il

esso sino alla

in

cronaca era stata usata nei

Storia della letteratura veneziana, Venezia, Gattei, 1854, p. 119.

Cod, Vat. 3922,

milis prorsus

cod. Barberini

sec. xvii, a ce.

chronica extat in

XL,

XXIV,

codice

ma

Per

loc. cit.;

e loc.

bibliothecae

1-6;

Comunale

Neues Archiv,

I,

375;

di S,

nove Aquileie

das Chronicon Gradense

Cipolla, Ricerche

sulle

im

Cf.

Ughelli,

Italia sacra,

Daniele del

2''

ed.

cf.

diret-

Friuli.

Foscarini, op. e

cod. Faticati. Urb.

tradi:(ioni intorno

immigrazioni nella laguna in Archivio Veneto, fase. 58,


*

247;

cit.

la Cronica de singiilis patriarchis

Waitz, Ueber

Barberini n.

due apografi derivano

si-

con ommissioni ed errori; cod, Fontanini

a ce. 142-152, presso la biblioteca

anche Foscarini, op.


3

24-28, con la nota marginale:

14, sec. xviii, a ce.

tamente dal codice Barberini

Cf.

nel testo della cronaca.

V, 1109,

11 17.

p.

alle

342 sgg.

440 in
antiche

G.MONTICOLO

primi anni del secolo xi per

composizione del Ch^o-

la

Gradcnse, come risulta dal codice Vaticano Urbi-

iiicon

nate 440, che per certo fu anteriore all'anno io32'.


fatti

Chronicon Gradefise, come noto, contiene una

il

rimanente

la

ma

^
;

ne comprendeva

in origine

gran parte dell'opera e forse


anche

In-

da esso non deriv

Barberini, perch nel manoscritto Urbinate

codice

il

manca

lungo

il

passo intorno all'eretico patriarca Fortunato, e per Tommissione l'ultimo


parte

periodo non ha

mentre quella

senso,

legge per intero nell'altro esemplare.

si

Urbinate diede tuttavia molti

aiuti

Il

codice

per l'edizione della cro-

naca essendo pi antico e in generale pi

corretto del

codice Barberini, ove l'amanuense talvolta per ignoranza

o negligenza alter

prendere

il

ma non

sue parti

succede

il

si

teria

narrazione un arido

da Venerio

essi

in poi

Massenzio

non furono

Cf. la

di
la

usati

tutte le
fine

le

laonde

documenti
dimostrer

Giovanni, cap. 4, nel Bulhttino

ma-

e anche avrebbero

importanti

notizie

in-

sedi patriarcali di Aquileia e di

sembra

mia dissertazione J

vi

patriarchi,

di

Come

Grado.

copiose e

riaccese verso
;

catalogo

la narrazione,

torno al contrasto tra


si

com-

fornirono all'anonimo gran parte della

somministrargli

Grado che

di

lui trascritte.

manifesta nella composizione

con cui compose

potuto

da

cur

si

distingue per la sua forma semplice e

dell'archivio metropolitano di
tra poco,

non sempre

medesimo metodo, perch verso

alla

nel quale

testo e

significato delle frasi stesse

La cronaca
piana,

il

827

1'

assai

manoscritti

dell' Istituto

Cf. la cit. dissertazione, loc. cit.

nel

tempo

strano

di

Venerio

che l'autore

fonti della cronaca del diacono

Storico Italiano, n. 9.

PREFAZIONE.

XI

Cronica a un tratto non abbia voluto pi oltre

della

tingere a quella fonte, e

talogo da

Venerio

in

presenta

si

poi

sia

dubbio che

il

ca-

il

aggiunto da

stiito

at-

altri.

L'ipotesi avvalorata dal fatto che la serie fu continuata


nel codice Barberini con l'aggiunta del periodo intorno a

Orso Orseolo,

il

quale doveva mancare nel testo seguito

dal compilatore del Ckrontcoji Gi-adense; inoltre lo stesso

elenco non sembra opera di un solo continuatore, perch


di

quasi

tutti

patriarchi

da Venerio a Vitale

mentre per

ricordata la tomba,

continuo quella notizia.

susseguenti
codice

copista del

anche nella trascrizione della serie

fu negligente
ecclesiastici;

Il

iunior

ma

agli

manca

di

Barberini
di quegli

errori e alle ommissioni suppliscono

Chronicon Al-

altre testimonianze, quella specialmente del


tinate.

L'opera fu composta da un anonimo a Grado


perch

l'archivio della chiesa metropolitana,


la

tutta

materia della prima parte fu tratta dai documenti

esso conservati.
ci

quasi

nel-

dimostrano

l'archivio

Gli atti del sinodo di

parte

in

quali fossero le

'

tempo

quel

in

Mantova

come

condizioni

827
del-

documenti

molti

di

dell'

in

si

possedessero soltanto copie senza contrassegno d'autenticit;

ma

nei secoli seguenti molte carte furono distrutte,

materia anche

e cos l'anonimo

ci

ha trasmessa

che ora pi non

si

conservano e dagli

neziani

non furono

Cf. la

cit.

dissertazione, cap. 21.

del 579.

non

fa

L'anonimo
menzione

quell'archivio.

di

di

Gli

Grado

si

atti

le

quali

cronisti

ve-

del sinodo dell' 827 attestano

conservavano

attesta di aver conosciuto

carte

altri

di atti

L' interpretazione dei do-

conosciuti.

che nell'archivio metropolitano

la

il

non avessero

gli atti del

testamento di
la loro

sinodo

Severo e

sede naturale in

Xn

MONTICOLO

G.

cumenti talvolta venne da

quando

riferi

dopo

cessore,

scrisse

Pola,
l'

a Gregorio

III

lettera che

la

clero e al popolo

legge nel codice Trevisaneo

Venezia e

della

con

'

suo prede-

il

Pietro vescovo di

l'espulsione dell'intruso
al

come

sproposito,

perch eleggessero un nuovo patriarca

Istria

si

fatta

lui

la

del-

la lettera

nota cronologica

data kalendis martiis imperante domino nostro piissimo

augusto Leone a

nono, pacis eius

peratore eius

corrisponde

et Constantino

anno sexto, indictione

marzo

L'anonimo mostr

magno imperatore anno

coronato

anno nono, sed

filio
i

al

Deo

7 2 5 in cui

il

viii

quale

la

papa era Gregorio II *.

essere bene informato di quanto

di

riferiva alla chiesa metropolitana di

afferm che anche

malore im-

Grado, come quando

suo tempo sussisteva

al

si

la

tomba

del

patriarca Paolo, e nella composizione della sua cronaca diede

Nell'Archivio di Stato a Venezia (a

e.

a).

ntV Italia sacra, V, 1088, con molte inesattezze.

una

lettera

Antonino,

con

ma

la

patriarca di

tefice.

pubblicata dall'UcHELLi

L'anonimo ricorda anche

quale Gregorio III avrebbe accordato

il

pallio al patriarca

che anche per quel documento egli abbia confuso

probabile

come

quel papa col predecessore, perch,


il

Fu

Grado dopo

attestato dal Chronicon Granse,

l'elezione e l'investitura riceveva

vero peraltro che

la

il

pallio dal pon-

concessione del pallio avendo un carattere per-

sonale e dovendo rinnovarsi dopo l'elezione di ciascun pontefice e patriarca,

Antonino avrebbe potuto ricevere


Gregorio

III; infatti

quella concessione dai papi che


^

privilegio

il

Due documenti furono

si

succedettero durante

riferiti

tera di Gregorio II a

Sereno patriarca

e quella

medesimo

scritta

dal

medesimo tempo.

nel

Per

seconda osservo che essa


in

Muratori,

tere

che

il

Rer.

prima da Gregorio

Jt.

si

la

ai

di

tratto

132,
il

e.

57

a.

let-

Aquileia in data del 1 dicembre 723


della

Venezia e

dell'Istria forse

cf. la cit. dissertazione, cap. 21

legge anche nella cronaca di

Scr. XII,

doge ne abbia

suo patriarcato.

dall'anonimo testualmente, cio la

vescovi

prima

il

ma

con

tali diversit

testo da un'altra fonte.

per la

Andrea Dandolo,
da dover ammet-

Le

differenze

confermate anche dal noto codice 400 catalogo Zanetti, ove la lettera
a

poi da

II e

molti anni dopo, anche Vitale IV Candiano ebbe pi volte

si

sono
legge

PREFAZIONE.
prova

conoscere

di

Diacono

'

XIII

Historia La7igobardorii

1'

un antico catalogo, ora perduto,

di

Paolo

patriarchi

di

Gradesi

il

scrittore

langobardo ponendo Marciano come successore

quale

si

distingueva dalla testimonianza dello

Severo, e da quella dei documenti, perch in essi


del patriarca Paolo sostituito quello di Paolino

al

di

nome

*.

III.

//

2.

Gr adense

Chronicon

secondo posto nella serie delle Cro?iache vene-

Il

ziane antichissime in ordine


stato assegnato al cos

al

tempo

della composizione

Chronicon

detto

G'adense,

il

quale a mio parere fu soltanto un apparato per la compo-

la

prima

Venne pubblicato

una cronaca.

sizione di

volta,

ma

con molti

chivio storico italiano

il

1845 per

ndY Ar-

dal Rossi

errori,

secondo

nel

codice H,

V, 44 della

biblioteca del seminario Patriarcale di Venezia; nel

ne fu

fatta la

Pertz^

col

seconda edizione a cura

sussidio

dei

di

Vaticano

codici

Vaticano 5269 e Marciano Latino X, 141,

Hist. Langol). II,

Nell'edizione delia cronaca

Waitz non ho

Giorgio Enrico

Urbinate 440,

ma nemmeno

14; IV, 33.

io,

inesattezza in cui incorse

1846

il

ho procurato

Waitz nel

di

testo e nel

sciolto le abbreviature ann., m., d,,

correggere qualche lieve

commento.

Al pari del

perch non

certo che

corrispondano alla forma dell'accusativo anzich a quella dell'ablativo o


ceversa;

il

cronista preferisce la prima,

nella stessa frase le due costruzioni,

p.

ma non
e.

costantemente, e talvolta ha

a p. 9,

r.

14; inoltre nel testo del

Chronicon Gradense pi frequente l'uso dell'ablativo.


to. VIZI,

Ser.

Mon. Gemi.

I,

hist.

116- 129.
Script VIII, 39-45.

vi-

G.MONTICOLO

XIV

essa

fu

priva di

affatto

mende

commento

nel

nella

lezione del testo.


In questa edizione,

manoscritti seguenti
i)

che

usati

stati

codice Vaticano Urbinate

il

sono

terza,

la

440

del

principio

del secolo xi e anteriore all'anno io32, ove le ultime carte

Chrmiicoi

del

colo XIII

G^^adense furono strappate prima del se-

2)

codice H,

il

V, 44 della biblioteca del semi-

nario Patriarcale di Venezia; fu scritto quasi per intero


nel secolo xiii e precisamente tra gli anni

perch nel catalogo degli imperatori


Baldovino

III

che nel 1237

dei dogi s'arresta la serie alla

morte

vi

latini

ricordato

e nel catalogo

trono,

al

sali

1237 e 1249,

di Pietro Ziani

(1229),

e cosi non v' fatta menzione del successore Iacopo Tie-

polo che mor nel

membranacei

coli

pagina

<

numero

di

carte in foglio pic-

con trentadue righi

Gradense

Chronicmi

nella

codice consta di pi fasci-

di

scrittura per

modo

quali in origine erano disposti in altro

il

vario

di

(26X17X3)

colo

il

1249';

prima carta ha

di

compreso nel

vi

mano

secundus cartarum octo

secondo, che

pi recente la nota: liber

ma

l'esemplare fu tratto

in-

direttamente dall'Urbinate, perch una nota marginale del


codice

antico

nel testo

'

con

La

venne per errore

trascritta

e interpolata

^
;

serie dei dogi continua nel codice

anche dopo Pietro

Ziani,

ma

scrittura diversa e pi recente.


^

Per

particolari sulle vicende del manoscritto

sche Studien,

I,

Das Chronicon AUinate, cap.

edizione, p. $0,
rattere di

r.

28.

Nel foglio cartaceo

Mann Sanudo

il

Giovane:

Per

2.

la

cf.

di guardia

N.

2784,

Simoxsfeld, Venetiani-

nota interpolata
si

est

cf.

questa

legge, del noto ca-

Marini

Sanuti Leo-

PREFAZIONE.

codice Vaticano 5269, pure della prima met

il

3)

del secolo xiii e nel

cedente

dimostra che tra

ma

binate

degli errori

due apografi

Vaticano

codice

il

Grade?ise simile

Ch'oiiicoji

comunanza

la

XV

ommissioni

delle

relazione

fu

vi

immediatamente

deriv

])re-

al

diretta,
dall'

Ur-

'
;

codice Marciano Latino X, 141, della fine del

il

4)

secolo XV, che una copia non del tutto esatta del co-

6269 ^

dice Vaticano

nardii

; nei secoli successivi ebbe varie vicende, sinch adorn la libre-

flii

conte Francesco Calbo Grotta che fu podest di Venezia e nel 1815

ria del

lo diede a titolo di prestito al cappellano dell'arciconfraternita di S.

don Sante
all'ateneo

della Valentina, che voleva illustrarlo,

27 giugno 18 16

il

nel 1827 e lasci

ma

cale di Venezia,

23 agosto 182

il

quel codice non fu recuperato che

essendo morto

1.

Grotta mor

Il

suoi manoscritti alla biblioteca del seminario Patriar-

febbraio 1852.

17

il

della Valentina nel 1826, esso rest confuso

con

gli
dif-

il

ficolt a petizione del patriarca

schini custode della biblioteca.

infatti nel

come

codice

legge

si

Ecclesiae

Nella

cit.

Venetae,

per

[Cod.Vat. Urb.
cod. Vat.

de

[e.

5269,

[e.

at

4b;

ib. e.

a;

quem

sedis

ib.

5,

il

e. 3
e.

r e
e.

mons. Giannantonio Mo-

domus

S.

passare alla

di

bi-

Maria dei Grociferi;

alla chiesa di S.

Mariae ordinis cruciferorum

Sulla chiesa di S. Maria dei Grociferi

173 sgg,

ho dimostrato quella relazione per


Chronicon Gradensd valgano

la

cronaca

seguenti confronti

a;

[Cod. H, V. 44].

43 A.]

de divisione testificati

43 B.]

p a
44

prandium

r e

preparare

B.]

ad

(b)

Per maggiori

capp. 4,

II,

di

manoscritto prima

il

visione certificati

prandium p

(a)

nota:

la

dissertazione

Giovanni

del diacono

Ma

gi fu avvertito dal Simonsfeld.

GORNER,
^

Iacopo Menico e

Sanudo apparteneva

blioteca di Marin

v.

lettura

ne fece una relazione

manoscritti di quel cappellano, e pervenne al seminario non senza

Infatti
altri

tutti

una

Rocco,

quem

sedit
notizie

sui

codici

i,

3,

cf.

la

cit.

dissertazione ai

6.

Vat. ;26<) corr. ad cjuem iu at

quem

(b) Vat. jzi) sedit,

ma

corr.

su lettera abraS'X.

MONTICOLO

G.

XVI

Adunque

quattro manoscritti

mente ad un

ma

solo;

Vaticano

il

riducono effettiva-

si

6269 ha un valore

notevole per l'edizione, perch ha conservato e trasmesso


agli

due meno

altri

Urbinate

ove pi tardi

in molti luoghi

medesimo

dal

antichi la lezione

fu

genuina del codice


primitiva

la scrittura

abrasa e sostituita da nuove espressioni.

dogi Obe-

Infatti

ripetutamente nel C/irofiicon Gradense

lerio e

Beato vengono rappresentati come contemporanei

ai

primordi della comunit veneziana, e per un correttore

xv o xvi

del secolo

dovi
il

frase

la

volle togliere l'anacronismo sostituen-

proceres

tribuni,

governo primitivo

giudizi che furono dati intorno

ed all'autore del Cwonicon Gradense

all'orio^ine

anche manifestato

il

scritture contradditorie

preparare

la

ma
con

ho

stato

un aggregato informe
le

quali forse

si

voleva

materia per comporre una cronaca intorno

origini dei

alle

'

parere che esso non sia mai

una vera composizione storica


due

che meglio designava

delle isole.

Altrove ho esposto

di

comuni

di Torcello e

Grado

e alle vicende

del patriarcato.

La seconda

parta del Chronicon Gradense non altro

contiene che la trascrizione della Cronica de singulis pa-

nove Aquileie,

triarchis
del

mentre

testo,

la

con molte

prima riassume

intorno alle origini di Torcello e

Chrmiicon Altifiate \

Cf. la

'

Il

cit.

dissertazione, cap.

passo intermedio tra

descritto

pcndiatore.

un

il

Grado che

il

notizie

arbitrarie

lungo racconto

L'opera adunque per

pu somministrare

origine non

mutazioni

si

la

legge nel
sua stessa

che manchino nelle

19,

racconto

di

Torcello e quello

diluvio disastroso nelle isole veneziane, fu

di

Grado, ove

ommesso

dal

com-

PREFAZIONE.

XVII

pi antiche, e per non ha in se

fonti

stessa un carat-

tere proprio n alcuna importanza storica


ci

ma

siccome

stata trasmessa anche in un codice del principio del

secolo

cosi

XI,

ci

d un argomento

per dimostrare che almeno

parte

la

forse

sicuro,

solo,

il

corrispondente del

Chro7iicon Altinate era gi composta prima di quel tempo,

sebbene

medesimo

antichi manoscritti del

gli

tanto della prima met del secolo


nicoji

Gradense essendo stato

rezione e chiarezza,

comprendere
speciali
Il

origini

con maecriore corefficace

senso dell'opera pi antica e

il

Chro-

il

per

forme

le

dei suoi costrutti spesso enigmatici e contorti.

compilatore del

storica,

raccolta

Grado

quanto

per

lasciare nel suo zibaldone


di

appunti

alla

avrebbe forse a

quali

Gradense,

Chro7iicon

ma una

Torcello

di

con

cato,

scritto

inoltre

d sovente un aiuto

ci

mi sembra, non ha voluto


opera

xiii

sieno sol-

poi una cronaca intorno a quel

storia

una

intorno alle
del

patriar-

suo agio composta

tema coordinando meglio

la

materia e togliendone

si

potrebbe spiegare come mai quella compilazione con-

tenga l'una dopo


alle origini

l'altra

evidenti contraddizioni;

le

due

cosi

relazioni contradittorie intorno

del patriarcato di

Grado secondo

diversa

la

testimonianza del Chronicon Altinate e della Cronica de


s7igulis patriarchis
di

questa

sia stato

nove Aquileie e come nella trascrizione

ommesso

il

noto passo intorno a Fortu-

nato, senza che dal periodo susseguente


tolto la frase

pontefice Onorio
nel Chronicon
^

idem vero papa


I

la

il

compilatore abbia

quale

si

riferisce al

ricordato nella parte tralasciata, e per

Gradense

affatto privo di

senso

'.

strano che l'anonimo abbia aggiunto nello stesso periodo

interventu

supradictorum

che pure

si

riferisce

ai

la

frase

vescovi ricordati nel

XVm

impossibile

stabilire

stesso compendiato
se

il

MONTICOLO

G.

se

il

compilatore

abbia egli

racconto del Chi^onicofi Altinate o

il

sommario debba essere

riferito

ad

altri

ma

certo

che l'autore del medesimo non mancava di coltura


raria,

perch non solo sapeva esprimere

ma

sufficiente chiarezza,

molto gravi

nell'

per talvolta da
laonde se

non

l'

difficolt

che

originale,

suo vero significato;

fu inteso nel

riassunto e

il

pensiero con

anche dovette superare

interpretazione del testo

lui

il

lette-

intera compilazione fossero stati

composti dal medesimo scrittore, a pi forte ragione non


si

potrebbe ammettere ch'egli avesse voluto tramandare

La com-

posteri un'opera cosi contradittoria e sconnessa.


pilazione

venne

ai

con l'intendimento abbastanza ma-

fatta

nifesto di spiegare le origini e le vicende del patriarcato


di

Grado, e per probabilmente fu composta

citt

in

quella

da un sacerdote della chiesa metropolitana nel prin-

cipio del secolo xi.

La prima

parte di essa, cio

il

som-

mario, in relazione assai stretta col Chronicon Altinate


e in pi luoghi ne ripete anche le

gere facilmente l'idea


di

frasi,

di investigare

con quale dei

quell'opera abbia maggiori somiglianze.

Altinate

scuno dei quali ebbe un'origine sua propria

cano e nel Dresdense

differenze

Grado

il

contenuto per intero,

nella lezione

testo pure

da

passo ommesso,

ma

essi

racconto intorno

si

nel

XIV.

xiii, cia-

nel Vati-

'
;

prncipi

ai

ma

discosta,

ne stata ommessa

forse essa esisteva nel testo originario e

di

con molte

venne

al

l'ul-

tralasciata

Cf. questa ediz. a pp. io, 51.

Cf. SiMONSFELD, nella prefazione al Chronicon Altinate in

Script.

testi

Veneziano, che in quanto

nel codice Barberini della Cronica de sing. patr.

hist.

sor-

Chronicon

Il

pervenuto in tre codici del secolo

ci

Torcello e

pu

sicch

Mon. Germ.

PREFAZIONE.
tima parte.

XIX

riassunto del Ch^onicoji Gradeise, mentre

Il

dimostra che quella narrazione anche nel manoscritto an-

aveva

teriore al secolo xi

con

quale

la

ci

nell'

presenta nei

si

insieme

la

codici

del

secolo

mettere che

il

uno

testo di

di

essi

sia

xiii

possa am-

stato

eguale a

quello che venne usato dall'anonimo compendiatore

codice Urbinate non

Il

quarto quaderno ^ e cosi

il

Cf.

mente

cf.

Cipolla, op.

in Arch.

cit.

ci

secondo,

il

manca

modo

il

la differenza tra

runt habitantes e quella del Chronicon Gnidense


.

munosulis

(cf.

questa

cod. Vat. Urb.

il

ediz.

da un solo pezzo di legno,

rum

voce

Tafel
hlik

cum

diu habitarent deriva soltanto da un

curata dal Pertz, perch

il

r.

19,

p.

440

e special-

21),

del

Cbro-

aquarum

fue-

in

patulibus et

errore

dell'edizione

luogo

in

deter-

di

passo

il

nicon Altinate: in navibus et :n caveis lignorum in patulibus

in insulis

terzo ed

il

Ven. fase. 56, pp. 304-333,

ove devo notare che

p. 308,

*.

ha trasmesso che una parte

ci

perch furono strappati

dell'opera,

',

si

discosta troppo dalla loro lezione perch

si

forma

stessa

di in insulis

cio piccole

che corrisponde appieno

ha

barche formate
caveis ligno-

al

La voce manca nel Du Gange, ma la parola greca u.ovo;'jXov e la


monosolum , che pi volte si legge nei documenti veneziani editi da

Thomas, Urkunden

Handels- una Staatsgechischte der Repu-

^iir lteren

Venedig nei Fontes rerum Austriacarutn^ non lasciano luogo a dubbi sul

suo significato.
^

Cos a

p. 21, r.

20, di questa edizione si legge: Massi qui Macini

Celires appellati sunt ,

gnorum

mentre

codici del Chron. Alt.:

ma

r.

18,

si

e gli altri

due

Massi qui Marcelli

legge: Gambas-sericas

Gambas-ferreas ; a

p.

34,

r.

7, s

Vat. e Dresd.

decem

et

octo episcoporum

neziano ha con esso minori dissomighanze nelle


parte di quel racconto.
tata

con

profitto

1'

Per

altri

eccellente edizione

SlMONSFELD.
3

Cf.

cit.

dissertazione, cap. 4.

frasi,

confronti nella lezione


del

16, si

nei

codici

Il

quello che pi si discosta dalla lezione del Chronicon Gradetise

ma

nei tre

15,

rr.

ma

legge: communicatoque .xxxvim. episcoporum concilio,


consilium fecit

ma

legge: Scopa-

nel cod. Dresdense: Svia callus ; a p. 39,

Massi-

cod. Vat. del Chron. Alt. ha:

qui Marcelli appellati sunt

appellati sunt ; a p. 22,

calle ,

il

cod. Vat.

il

cod. ve-

contiene solo una

pu essere consul-

Chronicon Altinate

procurata dal

G.MONTICOLO

XX

minare con

maggiore precisione

l'et

manoscritto.

del

Nel capitolo precedente ho dimostrato che

poteva essere compreso l'ultimo periodo della


de s7igulis patriarchis intorno
tutt'al

al patriarcato di

Cronica

Orso, o che

pi vi sarebbe stato aggiunto pi tardi da un con-

tinuatore

ma

anche

periodo penultimo ricorda nella

il

morte del patriarca Vitale IV Candiano un

1008

posteriore di alcuni anni al

conto del cronista Giovanni

cui

in

potremmo

scritto,

stabilire

fatto

termina

che fu
il

rac-

laonde se l'ultima parte del

Chronicon Gradense fosse a noi pervenuta

in quel

mano-

con sicurezza un termine molto

pi preciso secondo che l'autore avesse


di

non

in esso

composto

la serie

quegli ecclesiastici sino alla morte di Vital Candiano

IV

o a quella del predecessore.

La
il

cronaca non ha nei quattro manoscritti antichi ne

proprio

titolo

n X indicazione dell'autore,

nome

ralmente conosciuta col

perch

le

venne dato per

Ma

sua edizione.

quel

la

di

Chronico7t Gradense solo

prima volta dal Pertz nella

titolo assai

materia dell'opera, perch

in

ed gene-

male corrisponde
sono

essa

alla

comprese due

narrazioni affatto diverse, l'una sulle origini di Torcello,


l'altra

intorno a quelle di

Grado,

che nella loro forma

primitiva erano due composizioni indipendenti e solo nel

Chronicon Altinate

si

apparentemente

nite

Secondo

la

mostrano per

in

la

prima volta

un unico racconto

Ci

L'opera inedita e

fu dimostrato per la
si

""

vissuto verso la fine

prima volta dal Waitz, op.

e loc.

cit,

legge in parte nel cod. Marciano Lat. X, 305

e in quello della biblioteca del seminario Patriarcale di


IO.

'.

testimonianza dell'anonimo autore del Liber

pontificatus ecclesiae Aquilegiensis

III,

riu-

Venezia segnato G,

PREFAZIONE.

IV Candiano che

triarca Vitale

secundus

Vitalis

nimo trasse quella

composta dal pa-

sarebbe stata

l'opera

del secolo xv,

XXI

ma

'
;

Libcr designato

nel

non nota

Certo che

notizia.

onde

la fonte

conobbe

egli

Chro7iico7i

Gradense nel codice Marciano,

degli

altri

non contiene alcuna indicazione

nere,

ma la

quale

il

l'anoil

al pari

quel ge-

di

testimonianza non inverosimile, perch quella

cronaca sembra composta da un ecclesiastico della metropoli

Libe7% mentre trasse

d'altra parte, l'autore del

e,

opere del diacono Giovanni e del Dandolo

dalle

pi volte

teria della storia politica e religiosa,

anche

sollecito di

raccogliere da fonti a

la

mostr

si

sconosciute

noi

notizie precise intorno alla cultura dei patriarchi di

e alla loro operosit letteraria ^

brare

che

strano

secolo

sieno

XI

vissuti in quel

sentavano tutta
susseguenti

nota

Cf. la

Cf.
al

cit.

raccolte

opere

le

quali

le

due

scrittori

forse

rappre-

di

veneziana dei due decenni

la letteratura
Il

non pu sem-

Inoltre

medesimo tempo,

mille.

al

Grado

Urbinate del principio del

nel codice

state

ma-

diacono Giovanni e

il

patriarca

dissertazione, cap. 19, e questa ediz. a p. 42, nota al

r.

3.

versi e le sentenze del patriarca Agostino che ho pubblicato in

cap. 19 della

cit.

dissertazioae

coltura di altri patriarchi.

Cos

(e.

ma

l'autore del Lxbir ricorda

16 b del cod. G,

III,

anche

la

io del sem. Patr.

di

Venezia) intorno ad Elia attesta che compose un' epigrafe nella chiesa di

S.

Eufemia, nella quale ne era ricordata l'edificazione

suraptibus

pavimentum

derni antistites

quidem ego

<c

memoriam.

quod

hic Helias fecit suis

his versibus adornavit, que

carmina mo-

resartierunt et in presenti ecclesia Gradensi leguntur, que

vidi et legi aliisque

legenda hic subponam ad perpetuam

hoc epigramma cernitur

presentiarumque

permanet

in

medio

MoMMSEN, Corpus
scono a largizioni

atrii

rei

ecclesie Gradensis in

segue quindi l'iscrizione che fu pubblicata dal

FiLiASi nelle Memorie storiche dei Veneti primi

tempio.

Inscriptionum, V,

dopo

secondi,

numeri

VI, par.

15 90- 15 93

di ufficiali e soldati bizantini per la

II,

che

costruzione

20 e dal
si

di

riferi-

quel

G.MONTICOLO

XXII

dopo

Vitale morirono l'uno

per

anni,

devono giudicare come contemporanei

si

a quella parola

nel senso pi rigoroso che


buire.

un documento del

Infatti

diacono Giovanni

mandato
Enrico

perch

ottenesse

le

La

d' Italia.

di

la

cordano

meno

testimonianza

Grado

dubbio che

infatti

la

Orso Orseolo vescovo

l'opera
in

la

la

morte

al

Fu pubblicato

morte

Cf. la

di

cit.

Ughelli,

crolui

vi

come

dal

si

ri-

si

nem-

Torcello a

di

pu am-

si

contemporanei

1008 n

di

Vitale,

negli

perch

D'altra parte,

patriarca Vitale Candiano, anche se non


sicura la data del

Corner, Ecchsiae

lui,

1018 che

non

Venetae, XI, 353,

nel Codice diplomatico padovano, sec. vi-xi, doc. n.


^

ai

n nel

Ughelli^ fu attribuita alla morte di

la

narrazione non

sua opera; eppure non

che precedettero

voglia accettare
l'

regno

non fosse ancora avvenuto quando

fatto

il

non n corretta n compiuta ^

quanto

vita

anzi per quel silenzio potrebbe sorgere

componeva

anni

largiti

1008, n in alcun luogo

il

sua cronaca in quella forma

altri

di S. Zaccaria

perch
la

mettere ch'egli abbia voluto presentare


la

imperatore

l'

privilegi

preziosa,

il

venne

via indiretta gli avvenimenti posteriori,

in

l'elezione di

l'autore

Venetiarum

Giovanni farebbe credere che

patriarca di
il

dimostra che

'

conferma dei

attri-

terre che esso possedeva nel

le

estende oltre

si

pu

si

ad Aquisgrana presso

fosse spenta alcuni anni innanzi


vi

o18

da Vita badessa del monastero

quel sodalizio per

naca

capellanus ducs

in quell'anno

II

distanza di pochi

alla

l'altro

si

si

dal-

potr mai

dal

Gloria

103.

dissertazione, cap. 7.
Italia sacra,

di Vitale nel

2' ediz.

V, 1108.

L'autore del

Lther

pone

la

1021 (cod. cit. e. 37 b) ; il Dandolo (Muratori, Rer. It. Sci:


XII, 236 e cod. Marc. Lat. catal. Zan.
400, e. 100 b) non designa l'anno, ma
narra il fatto dopo altri avvenuti nel 1018.

PREFAZIONE.
discendere oltre
gli

cataloghi

antichi

mesi del 102

ultimi

gli

tenne

'

XXIII

la dignit

perch secondo

i,

per cinquant'anni e

mezzo, e v'era stato promosso anche prima del luglio 971,

come

comprende due opere imperfette,

binate
di

Adunque

da un documento \

risulta

appunti quasi privi

compimento e
strappate

le

di

non

e se

morte

compose

Giovanni

seolo a patriarca,

come proprie

lettera

alla

ove

le frasi
^

suo malgrado

da

Toscana.

salire

credo,

Orso Orsenza cor-

facevano men-

doge Pier Candiano IV

Giovanna^, e venne avviato

farsi

monaca

It.

Cron. de

Cf.

Aquil. cod.
^

Tra

Thomas,
3

cit.

ducato ve-

del

op.

cit. I,
cit.

16;

Dandolo
e.

87

b;

il

doge

Muratori,

in

Liher ponti f.

eccl.

b.

le sottoscrizioni del

Cf. la

^ Cf.

37

e.

presente, p.

cod. Marc. Lat. catal. Zan. 400,

breve

pot in

Vitale

patriarcato di Grado, e nel luglio

il

sing. patr. ediz,

210

Scr. XII,

di

Ugo marchese

di

ecclesiastica

cenobio

nel

971 intervenne all'assemblea del comune ove


'

il

altre opere, ripetendone

Col favore paterno

neziano, la quale era


del

po-

sacerdozio quando suo padre, dopo aver

al

maggiore dignit

alla

si

specialmente nei passi

spos Gualdrada sorella

S. Zaccaria,

state

cronaca prima della

rispettivi autori

lui,

dogaressa a

la

come

se,

il

forma soeeettiva.

in

e della prima moglie di

Ker,

sua

patriarca Vitale fu figlio del

costretta

fossero

vi

per lasciarla poi da parte

zione di loro stessi

di

la

errori pi manifesti,

gli

che aveva tratto

Il

senza

l'altra

e della susseguente elezione di

di Vitale

reggerne

forma

in

ultime carte del CJiro7iicoii Gradense,

le

trebbe forse investigare con successo

diacono

l'una

unit organica,

correzioni

codice Ur-

il

25,

si

legge

documento

del luglio 971 edito da

ego Vitalis patriarcha

manu mea

dissertazione, cap. 7.

Cronaca vme:(iana

di

Giovanni, presente

ediz.

p.

Tafel

subscripsi.

138.

legname da guerra
a Ottone

II

conferma del

peratore che
vescovi

appartenenti

Quando

doge

il

patriarca

il

II

domand

gli

partenza di Pietro

and

confiscati

dopo

la

si

allodia

morte

perare l'eredit paterna


era doge lo

zio,

ma

15 giugno 981, sotto

doc. in

Tafel

di

per

il

di S.

Moti.

suo

Germ.

si

il

Michele

Can-

rec una

presso

principe,

Intanto

fatto

morte del principe


risultato ^

op.

quando
le

Tribuno Menio,

di

cit.

I,

25

cum

Cf.

pra-

Finalmente

residente

il

l'as-

domino

Vitale sanctissimo pa-

.
hist.

Kaisirurkunden,

II,

par.

I,

84

sg.,

doc. n. 71, con le

pregevolissime osservazioni premessevi intorno alla sua autenticit.


3

Vitale per ricu-

ricorsi di

governo

Thomas,

lui

Candiano IV, gi

secondo venne

la

la

erano tenuti tuttavia dal

lui,

Petro excellentissimo duce seniore nostro una

triarcha filio

Dopo

stato turbato.

Pier

di

non menarono ad alcun

il

nuovo

976 era

comune, e vani riuscirono due

Germania presso

in

rinnovasse l'antico patto tra


del

fatti

uffi-

l'elezione dello zio Vital

per incarico del

volta,

beni patrimoniali,

Cf.

im-

per eccitamento dei

trono ducale, ritorn in patria e poi

al

Venezia che per

dall'

fu ucciso nella solleva-

Orseolo pel monastero

l'imperatore, perch

tiche

alla

del regno

protezione ed aiuto.

Cusan nell'Aquitania e

seconda

confini

Vitale,

partigiani della sua famiglia,

diano

suo patriarcato e

al

entro

poste

suffraganei

zione del 976,

di

974 ottenne

e cosi nel 2 aprile


terre

le

da Ottone

accordato

privilegio

imperiali ^

Ottone

Tre anni dopo mand

'.

godessero piena immunit dal potere degli

d'Italia
ciali

Saraceni

ai

suo cappellano Audoeno per domandargli

il

chiesa di Grado,

ai

non vendere n armi n

suoi sudditi s'obbligarono a

la

MONTICOLO

G.

XXIV

Gloria, Codice diplomatico padovano,

sec.

vi-xi, doc. n. 66.

PREFAZIONE.

XXV

semblea deliber che quei beni fossero


il

patriarca,

al

quale nel medesimo giorno per atto notarile dichiar che

dal
il

resi

comune non aveva

pi da richiedere alcuna cosa dacch

patrimonio del padre

tuito

era stato per quella legge resti-

20 dicembre dell'anno seguente*

Il

'.

gli

intervenne all'assemblea del comune,

fondare un monastero presso

Maggiore che dipendeva

Quando

Pietro

II

la flotta

verso

l'

Slavi,

Dalmazia per combattere

and incontro

Ermagora, secondo protettore

ottenne dai pontefici Silvestro

metropolitano non solo

27 maggio

il

in sesfno di

onore col

papa Giovanni XIII e

II

Sergio IV

sedi

sulle

di

Nel suo

Grado'.

di

pallio dal

il

gli

un gonfalone con l'imagine

clero e popolo, e gli offr

lungo patriarcato ebbe

Olivolo con

di

giunse anche a Grado, probabilmente


ofli

facolt

dalla cappella ducale di S. Marco.

e la

Istria

la

chiesa di S. Giorgio

la

Orseolo salp dal porto

del 1000, e Vitale

s.

quale deliber che

monaco Giovanni Morosini

fosse accordata al
di

la

patriarca

il

ducato

del

vescovili

diritto

il

veneziano, che sempre erano state sotto la dipendenza di


lui

ma

e dei predecessori,

Cf.

il

doc. a

il

doc. in

anche su quelle

dell' Istria

97 A del cod. Trevisaneo nel R. Archivio

e.

di Stato

*.

di

Venezia.
^

Cf.

II

Cicogna,

primo protettore

divenuto da molto tempo


offerse al
s.

doge

Ermagora

leia,

in

catal.

cumenti.

ma

Giovanni XIII.

e.

87

b,

ma

Marco,
il

era

patriarca

noto che

dell'altro santo.

e suo successore nel patriarcato di Aqui-

Grado

Muratori,

Zan.

2^ ed. nn.
3933, 3981,
largito da

s.

con V imagine

Marco

metropoliti di

Cf Dandolo

ciano Lat. 400

s.

simbolo del comune veneziano, laonde

stendardo

fu discepolo di

del quale
^

lo

metropolitana era

della chiesa
il

IV, 284 sg.

Iscri:(ioni vene:(iane,

si

Rer,

99

consideravano

It.

a,

continuatori.

Sa: XII, 210, 231, 235

100 a;

vi

manca

Il

Dandolo mostra

il

come

cf.

numero corrispondente
di

e cod.

Mar-

Jaff, Regesia pontificum,


al privilegio

avere esaminato

tre

do-

XXVI

Nel

006

vescovo

il

nico, affinch

di

C OLO

Olivolo

cedette

gli

Grado e

di

mori a Grado dopo cinquant'anni e

Gradense

seconda redazione,
dice G,

ci

quale

la

di quella

Vitale

'.

di patriarcato

Eufemia ^

pervenuto anche

ci

una

in

stata trasmessa dal co-

IO del seminario Patriarcale

III,

promosso

popolo

mesi

sei

e fu sepolto nella cattedrale di S.


Ch7^07iicoii

il

capo spirituale

diocesi lo desideravano per loro

Il

la diretta di-

fosse quindi

Malamocco, giacch il clero e

di

Dome-

prete

il

provvisoriamente passasse sotto

pendenza della chiesa


a vescovo

MOXT

di

Venezia.

Il

manoscritto della fine del secolo xv e contiene in pi


fascicoli di caratteri diversi la

una gran parte del Lier

nacis,

legiensis

frammento

questo

in

Come ho

Aquileie.

de

C^onica

della

pur esso della

patriarchis

singtclis

dimostrato in altro luogo ^

fine del

duto opportuno pubblicarne


molte diversit
pi antica,

ma

profondamente
esse

stilistiche e

secolo xv
testo,

nove

nuova

la

codice Mar-

tuttavia

ho

cre-

essendovi non solo

formali rispetto alla redazione

sostanza del racconto.

la

attribuire

del

all'autore

anche nelle parti ove trascrisse l'opera


il

dal

il

anche ommissioni ed aggiunte che alterano

devono

si

il

meno

Gradense,

redazione assai tarda, perch deriva


ciano,

Aqui-

po7itificatus ecclesie

Ch^onicon

il

De Mo-

cronaca veneziana del

medesimo metodo,

mentre

dei patriarchi anteriori a Paolino

di

mio avviso

Liber^

perch

Giovanni, tenne

ommise l'enumerazione
e

il

frammento

della

Cronica de singtdis patriarchis nove Aqiiileie, perch ne

Cf.

Cf. Cronica de sing. patr. ed.

il

doc. in Galliciolli,

Ugiensis nel cod.


3

Cf. la

cit.

G,

III,

Memorie

venete antiche sacre e profane, IV, 92.

presente, p.

16, e Liher poni. eccl.

io del seminario Patriarcale di Venezia a

dissertazione, cap.

19.

e.

Aqui37

b.

PREFAZIONE.
aveva svolta

il

materia nelle biografie dei patriarchi pre-

la

aggiunse qua e

cedenti,

XXVII

alcune notizie o per illustrare

antico, che talvolta interpret a sproposito',

testo

ricordare avvenimenti posteriori,

vescovado

quando descrisse
di

la

traslazione del

Malamocco a Chioggia, o per

di

riferire con-

erano noti per altre

suetudini e usi che gli

dell' isola

come

come

vie,

usanze praticate nel monastero di donne

le

Pietro presso Grado.

S.

Gradense

Nell'edizione del C/ironicon

testimonianza fondamentale

done, col sussidio degli


mitiva nelle parti ove
notatore vissuto dopo

il

codice Urbinate, restituen-

il

manoscritti,

altri

testo

il

ho seguito come

la

lezione

pri-

venne raschiato da un an-

secolo xiii

ma

non ho aggiunto

margine alcuna nota cronologica, perch, come

nel

o per

si

pu

osservare anche nella parte corrispondente del Chro7ticon


Altinate,

ma

l'autore

non fece alcuna

distinzione

di

tempi,

avvicin la storia degli Unni e delle pi antiche im-

migrazioni nelle lagune a quella di Obelerio e Beato che

tennero

la

suprema

dignit nei primi anni del secolo nono.

IV.

La cronaca
3.

delle origini del patriarcato di

Nella serie delle C7^07iache veneziane antichissime

ho assegnato

terzo posto a

il

quale ho dato

il

nome

una breve composizione

essa deriva dal

Chronico7i

Cf. presente ediz. p.

32, rr.

alla

Crojiaca brevissiina delle ori-

di

gini del patriarcato di Grado.

Grado.

Come

Gradense,

21-24.

sopra ho affermato,

perch consta

di

MONTICOLO

G.

XXVIII

alcuni periodi che l'anonimo compilatore trasse

da quel-

l'opera e raccolse in un tutto quasi senza mutazioni


di

sostanza ne

di

forma.

deve essere posteriore


composti nel secolo
loro

lezione,

alla

met

scritture

ma

(a e.

non avrei

secolo

del
1

che

rono aggiunte tra

a discendere sino

essa

Infatti

legge tra

si

Factor um liber primus

al

1300

anni

gli

testo concorda con la

il

difficolt

xiv.

3 2 a)

Chronicon Gradense

codici del

perch

xiii,

compilazione

L'origine della

ai

i353 e

forse

pi tardi, e da quella fonte la trasse l'anonimo


tore del codice Trevisaneo

scelti

passi del Chronicon

volle mettere in evidenza

tava

il

criterio col

il

pilazione potrebbe essere

Andrea Dandolo,
relazioni tra la

fu-

anche

compila-

quale vennero

Gradense, perch l'anonimo

diritto

investitura che spet-

di

dogi nella elezione dei patriarchi

ai

le

vissuto verso la fine del se-

Inoltre manifesto

colo XV.

avvenuta

sotto

laonde
il

com-

la

governo

di

del quale sono note le idee intorno alle

Chiesa e

domandare come mai

il

Ma

lo Stato.

qui alcuno potrebbe

compilatore non

ommise

il

passo

intorno alla distruzione di Aitino e perch una semplice

cronaca venne trascritta


Alla prima

politici.
il

in

un registro

domanda

ufficiale di

documenti

molto facile la risposta

passo su Aitino venne posto nella nuova compilazione

come

quello

riodi

determinava l'epoca delle

del

origini

che altrimenti sarebbe stata designata con

patriarcato,

frase

che

hisdem autem temporibus

la

quale senza

la

pe-

precedenti non avrebbe avuto senso, appunto per-

ch ad essi

si riferisce.

Quanto

poi alla collocazione della

'

Cf. la

cit.

dissertazione al cap. 23 e al n.

Cf. la

cit.

dissertazione al cap. 23 e al n. 4 dell'appendice.

dell'appendice,

PREFAZIONE.

XXIX

piccola cronaca nel Factor ui libcr priims

lame

tivo di

meraviglia, perch essa riferisce

legio che Benedetto

accordato

al

ma

al

il

tempo

consenso

col

documento

ne contiene

gere che

I,

doge Beato intorno

e cosi non un
rola,

di

poi

della pa-

aggiun-

inutile

privilegio spurio, perch Benedetto

non visse

della emigrazione del patriarca Paolino a

stimonianza di Paolo Diacono

'

Grado,

fonda sulla

si

te-

che a sproposito interpret

Liber

luogo corrispondente del

privi-

avrebbe

concilio,

nel senso preciso

sostanza.

la

un

un

all'elezione del patriarca,

e l'avvicinamento dei due personaggi

il

non v' mo-

pontijcalis

V.

ha cronaca

veie\iana del diacono Giovanni.

L'opera pi importante della collezione

4.

veneziana del diacono Giovanni;

ma

la

la

cronaca

dissertazione che

test stata pubblicata nel Bullettino delt Istituto Storico

Italiano

mi dispensa dal dare

notizia

manoscritti

dei

delle fonti dell'opera, e soltanto qui noto che

dizione sulla testimonianza del

nate 440, del secolo

xi,

manca
^

et

Hst.

la

pi antico, l'Urbi-

quando

fu istituita ^ e

prima parte della cronaca,

Langol.

II,

io,

fatto l'e-

che non ancora apparteneva

biblioteca ducale d'Urbino


vi

codice

ho

nei

Mon.

Gemi.

cosi

hist.

alla

siccome

per essa ho

Script,

rer.

Langoh.

hai.

^Vta
3

di

Benedetto

I,

p.

308, ed.

Duchesne.

Cf. r inventario antico di quella biblioteca pubblicato da

nei voi.

XVI

XVII

del Giornale storico

da Federigo Veterano segretario


biblioteca dei duchi d' Urbino.

di

Cesare Guasti

degli archivi toscani;

Federigo

fu

compilato

di Montefeltro che fond

la

XXX

G.

seo"iilto

colo

codice Vaticano 5269, della prima

il

che dall'antico

XIII,

mudi

De temporum

nel

di Paolo,

cura

T^^anslatio sancii

la

parti che
di con-

ho indicate con

Nelle note al testo

correzioni del codice Urbinate e anche la lezione

le

primitiva

quando

fu possibile leggerla nella scrittura

modo

questo

lettore potr

il

abrasa

giudicare

dall'edizione

un

indizio sicuro

stessa se quelle mutazioni sono veramente


il

sex aeta-

Giovanni hanno piena somiglianza

di

cetto e di forma.

che

De

hanno dato esse pure qualche sussidio

evangeliste

con l'opera

in

il

ristabilire la lezione primitiva del testo nelle

per

del se-

ratione di Beda, la Cronica

de singilis patrio.rchis nove Aquileie e

Marci

met

esemplare deriv direttamente.

Langobardorunt

L' Historia
tibts

MONTICOLO

codice venne scritto dal diacono Giovanni,

come

fu

affermato dal Pertz.


Circa l'autore,

ma

poco copiose

documenti e

assai

la

cronaca danno notizie

importanti.

dotti

attribuirono

l'opera al diacono Giovanni per l'esattezza con la quale


vi

descritta la strana e misteriosa venuta di Ottone

a Venezia

difatti

alcune circostanze di quell'avvenimento

non potevano essere note che a


furono

altri

le

e poi

ricambiarono

palazzo,

tenebre della notte

era

Inoltre

cronaca

Viaggio, che

perch non

nell' isoletta di S.

vi

due

partito

venne

si

Servolo

cortesie nella torre orientale del

Giovanni diacono

una piccola barca

posia donde
dalla

le

con

soltanto

ritomo sopra

solo,

prima volta s'incontrarono e s'abbraccia-

rono tra
si

lui

Cosi soltanto in sua presenza

testimoni.

principi per la

III

prima
rileva

Ottone fece

al

monastero

di

recarsi

che

la

proposta

di

Pom-

Venezia.
di

quel

fatta all'imperatore, era nota solo

diacono Giovanni e all'Orseoio, perch questi non

al

la co-

PREFAZIONE.

XXXI

munic ad alcuno; laonde suU'autore non pu cader dub-

Ma

bio.

cronista nell'opera non fa mai

il

nemmeno

s stesso in forma soggettiva e

avvenimenti

gli

ebbe parte

ai quali

menzione

ricorda

sua missione ad Aquisgrana nel 995, occulta


il

documento

all'

imperatore

a bello studio, perch mentre


testa che

circostanza
fatto

...

uu

grani pallacio sine

La prima

notizia sicura

Orseolo

Aquisgrana.

in

sino dal

che
si

ci

Per

tempo

il

del

testo

trova nel privilegio che fu

da Ottone

doc.

a Venezia) ricorda

il

Il

II

Kohlschtter,

cf.

documento come

II

ma dopo

inde conscriptum

manu

signiri precepimus.

Belluno,

Orseolo per

ut

le terre

il

vescovo Giovanni

autem hoc verius

quam quod

credatur,

romani episcopi recognovi.

actum Aquisgrani

di

V,

Cf. la

p,

hoc preceptum

regis.

Erimbertus

datum

in kalendis

.viii.

pallatii feliciter.

medesime

quel registro e anche nel Liber blancus a

Stato a Venezia), donde lo pubblic lo

kan:^erei,

in calce

anno vero

amen

quale l'annotatore del codice Trevisaneo rimanda,

vilegio accordato da Ottone III all'Orseolo per le

131

Stumpf

negli

e,

di

Giovanni

a p.

il

pri-

terre e si legge

23 b (R. Archivio

Ada

imperii {Reichs-

37, n. 30).

Cronaca

di

da quello usurpate nelle

signum domini Ottonis gloriosissimi

tertii Ottonis regnantis .xii.

e.

Her:(c.(

marzo 991

allegato alla sentenza del 26

maii anno dominice incarnationis .dccccxcv. indictione

al

terri-

nostra propria corroboravimus et sigillo nostro in-

cancellarius ad vicera Petri

documento,

II

l'intestazione aggiunge, in luogo del testo: et

aliter hic legitur, videlicet:

di

di

Vmedig untcr dcm

ad verbum ut in pacto numero 170 praeter

caetera

Pietro

cod. Trevisaneo (e. 115 a, nel R. Archivio di Stato

Belluno e a favore di Pietro

Il

III

era stata dichiarata

pronunciata da Ottone marchese di Verona contro

vicinanze di Eraclea,

il

stata trasmessa in-

vescovo Giovanni

Il

cui

in

Peter II Orseolo, pp. 84-85.

(|uella

in

guerra a Venezia, aveva occupato una parte del

la

fu

maggio ggS da Ottone

il

rispettivo at-

Ottoni ad Aquisgatum
aliqua mora transmisit > \
1

torno al cronista Giovanni,

accordato

nome

suo

il

la

diacono Giovanni \ l'autore cosi riferisce

il

dum

legato del doge

il

tutti

quando narra

anzi

di

150 della presente ediz.

MONTICOLO

G.

XXXII

torio d' Eraclea che spettava al ducato,

dopo

nerla anche

una contesa

del diritto delle genti diede origine a

quale

il

doge

rinnovazione degli antichi patti e privilegi dello

la

Stato veneziano verso


bligava

vescovo a

il

diploma del sovrano


stico in

regno

il

restituire

d' Italia,

non venne tenuto da

'

alcun conto.

doofe allora

Il

rezza

come parte

designati con precisione

ove

ottenne

ch
di

il

il

doge

verso

confini

desiderato

nuovo precetto pot indurre


e per

finch quelle terre

Privilegio di

Mlhausen

Storia documentata di
^

3 II

il

Vene:(ia,

del

383.

documento ricordato

alla

nota

vescovo Giovanni fu obbligato

maggio 998
alla

po' pi tardi,

schtter, op.

come
cit. p.

(edito dal

sentenza;

regno

d'Italia,

di

Verona per-

la fine

edito

restituite.

del luglio

dal

Il

998

Romanix

5;

nella

della pag, xxxi.

alla restituzione nel placito di

medesimo,

18

cit. p.

op.

suoi vassalli resero

risulta dal placito del

il

alla restituzione,

non furono

rona del 25 marzo 996 (edito da Kohlschtter, op.

aveva obbedito

chia-

e cosi suscit una serie

19 luglio 992

I,

di Staflfolo del

ter-

Ma nemmeno

^.

marchese

ricorse a Ottone

doge ricuper quei luoghi verso

maggiore

il

vescovo

il

privilegio fosse rispettato,

processi,

la

il

diacono Giovanni ad Aquisgrana,

il

diploma

il

il

ducato veneziano e ne venissero

del

996

ma

quell'ecclesia-

privilegio nel quale

d'Eraclea fosse rappresentato con

nel

vide costretto a

si

ritorio

mand

qual cosa ob-

la

terre occupate

le

domandare a Ottone un nuovo

e cosi

L'Orseolo

domini.

antichi

gli

anno del suo governo pot ottenere da Ot-

nel secondo
III

nella

giov due volte dell'opera del diacono

si

Giovanni per ricuperare

tone

te-

Questa violazione

pace del 983.

la

e seguitava a

le

luglio

Ve-

84) e poi in quello

cit. p.

terre

87) perch non


a

Venezia un

998 (edito da Kohl-

90) e del 22 luglio (edito dal Pellegrini nelle Ricerche

intorno al vescovo Giovanni di Belluno, p.


57).

PREFAZIONE
ma

perch

accordi fossero

gli

cono Giovanni a Ottone


il

gennaio 999,

d'Eraclea

ritorio

la

le

volta

conferma delle sue ragioni

il

dia-

Roma,
sul

ter-

stato posseduto dai Veneziani

dai tempi di Liutprando e

Stato per

seconda

la

dal quale ottenne a

III,

come era

In quella circostanza

da un nuovo

convalidati

mand per

privilegio imperiale,

XXXIII

primo doge Paoluccio

del

'.

diacono Giovanni ricevette dallo

il

spese del viaggio e del soggiorno due

lire

quali furono levate

dal

veneziane in denari di Pavia,

le

reddito della decima pagata all'erario cosi dagli abitatori

come

dai cittadini ^

Il

documento

999 dimostra che

del

Giovanni era allora cappellano del doge;

condo

la

ma

testimonianza del codice Trevisaneo

identica
serva, cosi

ggS che

privilegio del

al

'

quella carta

solo in parte

deve ritenere che sino d'allora

si

siccome se-

si

con-

egli tenesse

queir uftcio ^

Ma

il

diacono Giovanni non prest

suoi servigi al

doo-e soltanto nella controversia col vescovo di

perch anche
tative

in altre

e di

difficili

economici e

Orseolo

lo

politici

mand

circostanze gli furono affidate trat-

somma importanza
all'imperatore a

Cf.

Il

il

doc. in

documento

Stumpf, Acta

impcrl, p.

affatto sconosciuto e

Ioannes Greculo dedit duas libras quas


pienses denarios
3

Cf.

il

doc. in

KoHLSCHTTER,

Nel documento

prova nulla, perch

menzione

si

op.

si

gli

interessi
II

Ravenna insieme a
il

permesso

37, n.

di aprire

30.

legge nel cod. Trev.

e.

88 b:

dedimus Petro diacono propter pa-

quos Ioannes diaconus habuit


cit.

Romae

p. 85, e la

propter expensas

nota

ma

a p. xxxi.

del 996, del quale tratter nella nota seguente,

vanni non designato cappellano del doge,

far

lui

per

Nel 996 Pietro

della sua patria.

Pietro Gradenigo per ottenere da

Belluno,

Gio-

l'omissione del titolo non

nota anche in un diploma dell'aprile looi dei quale

pi sotto.

MONTICOLO

G.

XXXIV

regno

tre mercati nel territorio del

chele del
la

Quarto presso Aitino e

Piave ed

Sile, la

il

ploma del

oiueno del

maggio

Italia,

gli fu

che allora scendeva per

recava in quella

si

Verso

dal doo-e a

""

III,

concessa con un

quell'anno'.

di

a S. Mi-

due luoghi presso

in altri

ooo venne mandato

sequiare Ottone
in

qual cosa

d' Italia, cio

di-

fine del

la

Como

ad os-

la terza

volta

accompagn l'impe-

citt;

ratore a Pavia e poi ebbe agio di vederlo ripetutamente

a Ravenna, verso
la

la

marzo looi, per preparare

fine del

Ottone pot compiere

secreta venuta a Venezia ^

suo viaggio nel ducato senza che

ma

il

sua presenza fosse

la

dell'

impresa deriv

dalla sagacia del diacono Giovanni che lo

accompagn su

notata da alcuno

felice

l'esito

una piccola nave dal monastero

di

Pomposia a Venezia e
Nel breve soggiorno

poi lo ricondusse presso quel cenobio.

Giovanni^ s'adopr

dell'imperatore a Venezia,

doge perch

del

il

del pallio che ogni

comune

fosse esonerato

Verso

la

met

III

doni che
dell'

a Ravenna e rec seco nel

due

principi

commissione

'

Cf.

il

dell'

il

nuovo

5.

doge a

volte dal

viaggio

Dopo

ricchi

la

e.

Cronaca

di

Cronaca di Giovanni, ed.

Cf.

il

il

Germania Enrico

giorno

i6

di

doc. in Faxtuzzi, Monununti raveiiiati, VI, 273,

* Cf.

re di

Orseolo, e

dal cod. Trev.

alla corte

morte

imperatore dovette recarsi a Ratisbona, nel novemI002, presso

bre

ricambiarono

si

tributo

del dicembre di quel

medesimo anno venne mandato per due


Ottone

dal

anno nel marzo era mandato

del sovrano d' Italia.

nome

in

a, e nel Liber blanciis

Giovanni,

ediz.

presente, p.

cit.

doc. nel cod. Trev. a

Cronaca

di

Giovanni,

ed.

127 a.

cit.

24

160.

161.

p.
e.

e.

p, 164.

a.

II,

mese

quel

che

per

lo

trasse

PREFAZIONE
Ottenne

al

doge

conferma del noto privilegio accordato

la

da Carlo Magno a Venezia


che dopo

la

XXXV

morte

Pietro

di

An-

nel patto con Niceforo'.

Orseolo conser\'

II

rufficio

cappellano del doge e cosi venne contrassegnato

di

privilegio che Enrico

accord nel 1018 a Vita, badessa

II

suo monastero nel regno

di S. Zaccaria, per le terre del


d' Italia,

la

quale aveva affidato a Giovanni

domanda a

presentare la sua

queste testimonianze
torno

al

cronista

l'

III

ed Enrico

doge e

corda Pietro
lui

il

lo

II,

parte alle trattative

la corte bizantina.

agli

chiama suo

Nella cronaca egli

Orseoli,

ma quando

senior

e usa verso di

ri-

linguaggio che s'addice a un suddito rispettoso

dominus

devoto; talvolta anche

ma

svolse

medesimo tempo vennero

nel

mostra molto affezionato

si

si

mentre manca qua-

II,

avuto

abbia

non meno importanti che


il

ma

non vengono date dalla sua opera,

lunque indizio ch'egli

tra

tutte

rileva che le maggiori notizie in-

si

corte di Ottone

fatte

incarico di

Da

quel principe ^

dai documenti, e che la sua operosit politica


alla

nel

lo

designa coll'epiteto

nel senso di signore o persona civile anzich di pa-

drone, e per nel

medesimo

l'aggettivo anche ai

significato

nomi propri degli

aggiunge quel-

ecclesiastici

e dei

principi stranieri.

n.

Cf.

il

doc. in

Romania,

Cf.

il

doc. in

Corner,

10^.

op.
Eccl.

cit.

I,

387.

Vcn. XI, 353, e in Gloria, op.

cit.

doc.

XXXVI

G.

MONTICO LO

VI.
Scritture storiche aggiunte alla cronaca pene^iana
del diacono Giovanni.

Nei codici Urbinate, Vaticano e Marciano seguono

5.

alla

cronaca varie scritture storiche, delle quali alcune sono

molto importanti

ma

per esse rimando

Non

quarto della mia dissertazione.

rettamente
il

alla

storia veneziana,

lettore al capitolo

il

tutte

si

riferiscono di-

perch tra esse troviamo

catalogo dei re langobardi e carolingi e quello degl' im-

peratori romani da Cesare a Michele Paleologo

creduto opportuno di aggiungere

perch

lezione,

mento

alla

Le

con

col-

cronaca di Giovanni ha qualche

riferi-

storia

langobarda e anche pi a quella

di Bi-

ricorda

stretta

alla

ho

la

sanzio, e d'altra parte

parte

anche queste

ma

la

molti

il

secondo elenco nella sua ultima

avvenimenti

che

sono in relazione

storia di Venezia.

scritture storiche che in tutti

codici

vennero ag-

giunte alla cronaca di Giovanni, furono pubblicate dal Pertz


nel

volume VII degli Scriptores

historica

il

catalogo dei

nei

Mormmenta Germaniae

re langobardi

e carolingi ebbe

una nuova ed esatta edizione a cura del Waitz nella


zione degli Scriptores
cariui.

La prima

rei^tni

Langobardicarum

di quelle scritture

colle-

et Itali-

ha a mio parere una

importanza straordinaria, perch l'unico documento sicuro


il

quale

ci

rappresenti

le

condizioni delle Arti a Venezia

nei primi anni del secolo xi

le

testimonianze anteriori che

sono comprese nelle parti pi antiche del

Chronicon Alti-

nate dimostrano che quelle corporazioni

esistevano nello

PREFAZIONE.

XXXVII

Stato veneziano sino dai primi tempi della sua storia po-

ma

e civile,

litica

non determinano con chiarezza

namento dell'Arte e

sue relazioni col comune

le

monianze posteriori non risalgono che


secolo

e per

lari,

quando cominci

XIII,

Anche

dai tempi delle origini'.

grande valore

storico,

ma

primi anni del

ai

in condizioni

il

di quell'elenco e

la dissertazione

le

diverse

catalogo dei dogi ha

che ho pubblicato
l'origine e

recentemente^ mi dispensa dal dichiarare


natura

testi-

le

composizione dei capito-

la

presentano quei sodalizi

ci

l'ordi-

sue relazioni con

gli altri

la

che

si

leeeono nel Chromcon Altinate e ne^li Aimales brcves.


Il

catalogo degl' imperatori comincia con Cesare,

nel codice

Urbinate non giunge che a Probo, perch

Vi supplisce

tima carta forse fu strappata.

il

Si confronti a proposito di ci la

l'ul-

codice Vati-

Comneno,

cano, ove la serie continuata sino ad Alessio

ma

a dire ricorso del

prima aggiunta, vale

fabbroferraio Giovanni Sagomino, con lo statuto dei fabbri nel cod. Marciano
della classe

X dei manoscritti

del 4 dicembre 1271.

nel febbraio 12 19 e
e.

Morbio)

e.

59

57 a sg.

pi antico capitolare quello dei sarti; fu composto

Il
si

latini (gi della collezione

legge nella raccolta

38 B sg. all'Archivio di Stato a Venezia;

stato collocato nella busta

del cod.

ufficiale
il

manoscritto

289 ex Brera a
recentemente

dell'antico archivio della Giustizia vecchia.

vi
Il

codice Marciano contiene la prima parte della raccolta e in origine formava

con quello dell'Archivio un solo manoscritto, come viene dimostrato

denza non solo dalla forma dei


che

caratteri e dei fogli,

trova nel codice 289 ex Brera e contiene

si

prime venti Arti nel medesimo ordine col quale


Marciano.

Non mi

si

titoli

di

nuovo

avrebbe nella sua forma originaria

statuti delle Arti

che

In un prossimo

lavoro

si

conservava presso

riunite
il

il

all'evi-

anche dall'indice

dei capitolari delle

succedono nel manoscritto

noto come mai una parte venne separata

sarebbe opportuno che fossero


cos

si

ma

in

dall'altra,

ma

un solo codice perch

pi antico registro ufficiale degli

magistrato della giustizia vecchia.

determiner l'origine e

la

natura del

manoscritto e

dimostrer che le parti pi antiche di ciascun capitolare vi furono registrate


d'ufficio tra
^

il

Bullettino

31

maggio 1278

dell' Istit.

Stor.

e l'ottobre del

hai

n.

9;

cf.

il

medesimo anno.
cap.

16.

G.

XXXVIII

MONTICO LO

e generalmente non contiene che

governo
ha

ticano

prima met del secolo

nella

anche continu

la serie

da Alessio Comneno

seguendo

cio a Michele Paleologo,

catalogo che

legge

si

ticano per

il

in

medesimo

quel

xiii,

quale

il

suo tempo,

al

H, V, 44
Venezia che,

codice,

indicato, era derivato dal manoscritto

Chronicon Gradense.

testo del

nuovo metodo

zione manifesta un

scarse notizie della serie

alle

del

testimonianza del

la

della biblioteca del seminario Patriarcale di

come sopra ho

tempo

il

luoghi correzioni ed aggiunte di un ano-

in pi

nimo vissuto

L'elenco del codice Va-

ciascun imperatore.

di

nome

il

La

Va-

continua-

composizione, perch

di

precedente sono

aggiunti

per ciascuno imperatore brevi cenni sui principali avvenimenti


fu

designazione del luogo ove

storici, la

sepolto e talvolta anche la data

monarca

il

laonde sembra che

l'aggiunta sia stata composta a Costantinopoli anzich a

Venezia.

Determinata
di

natura delle cronache che fanno parte

la

questa raccolta devo aggiungere una dichiarazione in-

torno

modo

al

documenti.

dei

ho

quale

col

Per

la

maggior parte

ma

da pi

eruditi

esattezza,

e per

ne ho esaminato

il

il

testo

sono

stati

colla

dovuta

testo anche nelle

manoscritte e con esse in pi luoghi ho ristabilito

Con

stesso

la

lezione originaria.

la

testimonianza del Dandolo per

tenuto

codice Marciano

al

deve dare

il

400

il

metodo ho seguito
quale

mi

sono

at-

del catalogo Zanetti che

fondamento per l'edizione

maggiore brevit

llustrare

lo

critica

di

quella

Nelle note ho raccolto quasi costantemente con

cronaca.
ila

essi

non sempre

pubblicati

fonti

nelle note

riferito

il

le

notizie

meno comuni che potevano

testo e solo per eccezione

qua

e l

ho esposto

PREFAZIONE.
con maggior larghezza

documenti

sui

risultati

veneziani

XXXIX

alcune mie ricerche

di

perocch

la

piena ed

illustrazione delle parti rispettive del testo

esatta

rendeva neces-

sarie quelle indagini o per accertare qualche fatto importan-

tissimo

messo

nare

posizione di alcuni luoghi delle lagune ricordati dai

la

cronisti

con

nell'oblio.

dubbio dai

in

nomi

altri

Per

'

ho rimandato

il

di

bibliografia del

ricordo poi delle edizioni dei documenti

continuo

il

del secolo

gare troppo

le

lettore

alla

pregevolissima

Cipolla sulle Fonti edite della storia della

regione veneta dalla cadtta


fine

da molto tempo sono caduti

quali

recenti o per determi-

critici

dell'

impero ro?na?io sino alla

perch altrimenti avrei dovuto

x,

note con

le

citazioni, e

ho mutato qualche data che

qua e

soltanto

fij

non mi

in quella bibliografia

sembrata giusta e che per inavvertenza non

allun-

corretta

dall'eruditissimo autore nella revisione delle bozze".

Roma, maggio

1890.

G. MoNTICOLO.

atti

Cosi nella nota 2 a

p.

sg.

Grado

del sinodo provinciale di

occasione a una controversia tra

l'autenticit

degli

del 579 che sino dal secolo scorso diede

gli eruditi,

la

quale non stata ancora defi-

Cos pure nelle lunghe note delle pp. 24-27 mi sono proposto di deter-

nita.

minare, col sussidio degh antichi


Chronicoii

ho voluto dimostrare

Album

Gradense
e litus

d'altra parte

comprendere

le

vengono

Boum,

necessaria

documenti,

designati

quali

precisa cognizione

la

indicano

p.
i

posizione
litus

dei

lidi

Mercedis

XL sono spiegati

al
i

rispettivi manoscritti.

sono

che nel
litus

stati spiegati dagli eruditi

di

quei luoghi

per

vicende dell'immigrazione descritta nella cronaca.

dare un'estensione soverchia

A.

nomi

non ancora sono

altre illustrazioni storiche e geografiche

coi

la

bene

Alcune

state svolte nell' indice per

non

commento.
segni d'abbreviatura che nelle note

ai

testi

Spiegazione

delle abbreviature usate per designare

B rz codice Barberini XI,

M = codice
P

(nel

G,

manoscritti.

145.

Marciano Lat. X, 141.

Chronicon Gradense)
III,

= codice

del

seminario Patriarcale di Venezia

IO.

(nella Cronaca hrevissima di Grado)

= Pactorum

liber

primus nel R. Archivio

di Stato di Venezia.

S = codice

del seminario Patriarcale di

Venezia H, V, 44.

=: codice Trevisaneo nel R. Archivio di Stato di Venezia.

U := codice
V z= codice

Vaticano Urbinate 440.


Vaticano 5269.

CRONACHE VENEZIANE
ANTICHISSIME

I.

CRONICA DE SINGULIS PATRIARCHIS

NOVE AQUILEIE

Cronica de singulis patriarchis nove

Aq.uileie^

que Gradensis

ECCLESIA VOCATUR, A TEMPORE DOMINI HeLIE EIUSDEM ECCLEPATRIARCHE.

SIE

TEMPORIBUS
leiensis in

Gradensi castro ecclesiam sancte Eufemie


ibique

precepit,

cari

Tyberii Constantini augusti Helias patriarcha Aqui-

synodum

congregavit.

fabri-

qua synodo

in

^')

quicquid de Calcedonense concilio dubitabatur, pulsa dubietate,

confirmatum

metropolim

est

totius provincie

Histriensium

IO Venecie terminus a Pannonia usque

6-7.

Un eadem vero

quam

sinodo,

La

parte della cronaca da in

qua sinodo sino

patriarcato di

al

Primogenio, ad eandem metropolim

regendam

compresa an-

direxit ,

che nel Chronicofi Gradmse.

sub

die

vembrium

579)

nella

sono

stati

nonarum no-

tercio

indictione

chiesa

.xii.

S.

di

trasmessi da

del sec. xiv,

Dandolo

cio

(Rer.

It.

nov.

(3

Eufemia, ci
due scritture
cronaca del

dalla

Scr. XII, cod.

Mar-

ciano Lat. catal. Zanetti 400, c.40Bsg.)


e dal
di

primo volume

Stato

furono

interpolati

bianche, e

dei Pacta (Arch.

Venezia,

I,

in

e.

9.

54 a), ove

alcune

la loro autenticit

carte

posta

tocius

io.

dubbio

in

fluvium prote-

Fonti

dai

sino

V. Cipolla,
della

storia

della

edite-

Venetie

dotti.

veneta dalla caduta

dell'

alla fine del secolo

re'yiom

impero romano
x, p.

Ma

33.

che negarono l'autenticit del


documento, non avvertirono che non
solo le chiese di Grado e di Aquii

(2) Gli atti del sinodo di Grado, te-

nuto

Venetiarum, cuius

et

Adam

ad

et

supra memoravimus, quicquid de Calcedonensi

dubitabatur concilio, pulsa ambiguitate

(i)

Gradensem caput

ibique statuit ecclesiam

'^^\

critici

leia,

ma

anche quella

dubitarono

conferme

chi di

Roma non

che quel concilio avesse

avuto luogo, avendo


nelle

di

Grado

papi ricordate

de' privilegi ai patriarle

bolle

consimili

dei

loro predecessori, e prima di tutte la


lettera di Pelagio II,

sione perch

quel

che diede occa-

sinodo fosse con-

vocato, e vi fu letta nel


solenne.

Ma

modo

il

pi

una prova anche pi

C.

novembre 579

CRONICA DE SINGULIS PATRIARCHIS


papa Pe-

latur('\ cpistolamque pr his statutis accepit a beatissimo

iam dictarum provin-

lagio ^^\ consentientibus universis episcopis

ciarum.

non

Paulus(5) siquidem precessor eius, hostile periculura

cum omni

Lonorobardis advenientibus,

Taciani

et

thesauro ecclesie Gradus 5

secum corpora sanctorum martyrum

se contulerat, afferens
et

ferens,

reliquorum

Hilari

defuncto vero Paulo et in ecclesia

<^4).

modo

Gradensi humato, cuius sepulchrum usque

manet, Pro-

ibi

binus Gradensium, id est nove Aquileie, rexit ecclesiam.

Cui succedens memoratus Helyas patriarcha, hec que supra io

iam

scripta sunt ordinavit, et


locavit,

LJ

I.

siam an.

domumque

sibi a

Pellagio

L''

8.

Gradense

9.

Gradensem
12.

sanctorum in miro ordine

fundamentis fabricari precepit, asserens in

consencientibus

4,

ha

in

margine

umato

11.

ha

margine

in

sanctorum

Probinus

quibus

(c

sue

importantissima non solo per la sua

Gradensem

dell'autenticit

viene

data

ma

antichit,

quegli

di

anche per

cio

ufficiale,

la

sua natura

sentenza pronun-

dalla

III nel sinodo Ronovembre 731 (Hormayr,

da Gregorio

ciata

mano

del

Archiv fr Sud-DeuUchland,

(c

Stato

Venezia

tra

porum

novam dictam

col

bu-

(2) Jaff, op.

autenticit della

segnata

n.

140,

dal

pontefice

la

divisione

concilio
difese

sent

il

patriarca

diritti

della

documenti

quali gli atti

del

In quel

Antonino

cha

stesso

sua sede e prerispettivi,

sinodo del

vembre 579. Il passo relativo


nodo di Grado il seguente:
terea

due

delle

chiese d'Aquileia e di Grado.

tra

no-

al sicr

In-

Antoninus Gradensis patriarsua protulit monimenta, in

Langoharorum,

dubbio,

ma

ne

ct.

molte

la

polla, op.

Romano
5)

quel

in

del

Antonino

privilegio,

ripetendo anche

materia,

(4) Cf.

lettere di
cit.

Pelagio

Paulinus

XIV,

(Ci-

il

suo

Paolo Diac.

Script.

104)

103,

pp.

e Chronicon Atlnate
hist.

La

messa

frasi del testo.

(3) Nelle

nome

fu

p.

2,

di

Historia
14.

f 1047

ce

lettera

nel concilio

menzione

rifer

cap.

II,

lib.

nov. 731 (v. nota


fece

fuisse

ove furono definite alcune


questioni religiose e anche fu sancita

sta XIII),

et Istriae

Paolo Diacono,

(i) Cf.

promulgata

Venetiae

confirmatam, atque ad

veteris

Aquilegiam

in

memora-

pape Pellagii

viginti sinodica

metropolim

instar

mutatione

eamque episco-

facta,

nel

1868, ed

.1.

miro

Aquilegia

civitatem pie

dall'Austria

restituiti

de

veteri

sentencia totius

Jaff, Regesta pontifcum, 2^ ed. n. 2234;


una copia del sec. xii si trova al

R. Arch. di

ex

auctoritate

II,

continebatur

sedis

tionis decessoris nostri

209;

documenti

tJ

fabricare

atti

ci

annum

ecclesiam

rexit

U Ellari

6.

che forse fu la le:^ione originaria.

ibi

da una testimonianza

diretta

Paulus rexit eccle-

tempore lustiniani imperatoris quando Totilam superavit.

.xir.

modo

2.

dieta corpora

13,

op.

in
16.

cit, IT,

Mon.

10,

Gcnn.

NOVE
synodo supra

statura

nunc Longobardorum

dignum

potest; quapropter

placet

iam pridem ab

et

quo

nefliiidc gentis flagella sustinere

ducit

hoc castro

in

sanctitati,

metropolim.

dicto

(^^

mansuetudo

Gradensi

omnibus

triarcha, id est deinde

si

vestrc

confrmare

nostrani

placuit episcopis, et facto libello

IO sede, subter manibus suis conscripserunt, id

et

de hac ipsa

primus Helias pa-

est

Marcianus episcopus sancte ecclesie Opeter-

gine ^^\ Leonianus episcopus Tyborniensis

Vindemius episcopus Cessensis

Altinatis,

nostra,

memorata Calcidonensi synodo

statute sue, id est de

Petrus

^'^\

(5)^

Patavine ecclesie, Ioannes episcopus Celeiane


15

Atila

incessu et ccterorum barbarorum cassata ('\ vix aspi-

rans, ||sed et

non

rege Aquileia civitas nostra funditus destructa est, et postea

Gothorum
5

karissimi fratres, intervenientibus malis iio-

perpetimur flagellum

stris cottidie hostile

Unorum

AQUILEIE.

episcopus

Bergullus episcopus

^^\

Clarissimus episco-

pus Concordiensis, Patricius episcopus Emonensis


scopus Polensis, Maxencius episcopus luliensis

Adrianus epi-

(7)^

Severus episco-

^^\

pus Tergestinus, Solacius episcopus Veronensis, lohannes episcopus


Parentine ecclesie, Aaron episcopus Avonciensis

scopus secunde

3.

dense

Retie<^^),

Ungarorum

8.

nium supradictorum
dal copista

ecclesie

4.

19.

9.

U
U

5.

Per quod dictum )), avendo,


secondo il solito, l'ablativo il valore

Waitz

interpreta

Tibumia, Teurnia nel Norico e


poi nella seconda Rezia.
Cissa gi nell' Istria presso Ro-

conoscere

le

cose

Trieste, Lloyd,

L'isola
stante

Indica:(ioni

storiche

del

per

di

est forse

17.

fu aggiunto

Tergestine

Sera,

di-

spro-

l'acqua

e cala a

segno che

colle

1$

tese

nell'Istria alla foce del

Quieto; sopra

di essa sorse Cittanova,

Civitas nova.

Cf.

Kaxdler,

Fi-

cende della santa chiesa Emoniense, nelle

Papsch, 1847.
Tolmezzo.
secondo Waitz

^fdwor/^^/orzj/jt;, Trieste,

(8) Zuglio presso

litorale,

che era poco

da S. Andrea

B, ove id

Emonia

ri-

1855, p. 13: a. 740.

di Cissa,

io.

U infande
7. U Graa
sede
aggiunge
et omU

(6) Cilly nella Stiria.


(7)

(4)

Kandler,

et

Opitergine

sotto

la

(3) Oderzo.

($)

manca

fonda nel mare,


la sommit del

frase per ablativo assoluto.

vigno.

epi-

Tridentine ecclesie

(i) Sottintendi est.

nominativo.

Marcellus

(2)

di

Calcedonensi

II. id est deinde] cosi

supter

U deinde
U Recie

Ingenuus

Agnellus episcopus Tridentinus, Vigilius

aspirai

quod dictum

(^\

(9)

Sede ignota

Aguntinensis
(loj

(?).

Sabionensis ; Seben nella

seconda Rezia.

<^-

CRONICA DE SINGULIS PATRIARCHIS

episcopus Scaravaciensis ^'\ Fontegius episcopiis Feltrensis, Marcianus episcopus Petenatis

Emerius presbiter provinciales,

presbiter, atque

tam metropolitani quam

omnia

tierunt, et

omnibus

his

I.

}.

Laurentius presbiter, et Martinus

('),

plebani

et

eodem

in

ceteri presbiteri

(5)

Il

quamque

documento,

il

legge negli

si

alcune differenze;
parole

parte

in

ma

con

dopo

essi

seguono alcune

il

vescovo
sbiter

si

legge nel do-

ergo, karissimi

du-

(Dand. nostre)

vestrae

(Dand. placeat) sanctitati


hanc civitatem Gradensem nostram
perpetuo con firmare metropoL'ordine delle firme e

nomi

non

Ingenuus

non

interviene

Marcianus

di Feltre:

Laurentius pre-

superveniens in sancta sinodo


faciens viri beatissimi Fron-

tei episcopi sancte ecclesie Feltrine

michi

his gestis

6 negli

relictis subscripsi ;

omesso dal copista il


nome d'Agnello vescovo di Trento
7 il nome del vescovo di Scaraban tia negli atti Virgilius e non
fu

atti

Vigilius
di

manca negli atti la firma

Marinus presbiter

9 negli atti

presentano alcune diversit, forse an-

verso

che perch

Provincialis presbiter super

testo del

documento qua

e l fu alterato dai copisti:

manca

nella cronaca la firma di Laurentius

presbiter apostolicae sedis legatus

((

il

non

vescovo

BerguUus

3 negli

atti,

Padova

di

ommesso

Giovanni vescovo

titolo riferito a

per
il

di Cilly e

Clarissimus

atti

Virgilius

probabilmente

rore del copista,


di

ma

negli

er-

nome
suo

il

in-

non ammettendo l'omissione, il


numero de' vescovi sarebbe di 19 e non
fatti,

20,

come

nota
atti

2, p.

non

nus

risulta dal

passo citato nella

4 il vescovo di Zuglio negli


Maxentius ma MaxenciMassencinus 5 il vescovo

la fine delle

Deo agens

gratias
tre

il

firme

legge a torto

si

subscripsi

risce la parola

eh' erano

indicare

della

provincia, vale a dire di


Elia

nomin

negli

atti

Emerio
stessa

quella

che

miserae pro-

vinciae nostrae e Pelagio II nella

lettera

rispettiva

Istria

gius,

nus,

10

ricordati
((

men-

provinciales ai tre

sacerdoti Lorenzo, Marino ed

per

statutis

cronista molto a proposito rife-

dal

tota

Venecia

presbiteri

cronista

furono

et

ceteri
Ser-

Dorotheus, Laurencius, AlbiMarcianus,

Leo,

((

dalle sottoscrizioni.

epi-

secunde Recie

his gestis subscripsi , e lo stesso fece

locum

si

il

Marinus

ciens viri beatissimi Ingenuini

ce

cit...

m .

hec omnia supra-

scopi sancte ecclesie

mansuetudo nostra

1 i

.v.

episcopus archidiaconus locum fa-

dall'autore

fratres,

sustinere

non potest . Cos


cumento: dignum

placet

6.

direttamente al sinodo:

dopo

<f

2.

Ingenuinus , e

ommesse

collocate

e in parte

atti,

infatti in

fratres

karissimi

consencierunt

ma

passo karissimi - metro-

Il

Fonteius

di Siben negli atti

(Istria).

cronista vide

polim

post annos

^J).

Gradense

lo interpret in pi luoghi a suo

arbitrio.

Caravaciensis

(i) Scarabantia nel Nerico.

ma

suprascripti consen-

isti

loco confirmaverunt

U;

4.

scripta peracta

Pedena

omnes

suprascriptis peractis in ipsa sede metropolitana Gra-

Scaravaciensis] cosi

(2)

et presbiteri ceteri,

Lucillus

Castus

Servancinus,

come

risulta

NOVE AdUILEIE.
supramemoratus Helias patrinrcha, qui annos

densi, defunctiis est

pontifcatus rexit

Eufemie

ecclesia beate

Huic

omnes

et

.xiiii.

.x.

dies .xxi. et sepultus est in

regendam ccclesiam; qui

successit Severus patriarcha ad

de parentum iure habuit,

suas res, quas

mendans sacerdotibus

eorum pr

seu posteri

in iani dieta ec-

per testamentariam vocem, com-

reliquit

ipsius metropolis Gradensis ut ipsi superstites

;|

omni

bis rebus specialiter

die sabbato pr

ipso missas celebrarent atque oblationes offerrent,mensamque pau-

10 perum instituit; cuius et testamenti cartula apud ecclesiam Gra-

densem manet

quas

^-\ et res

reliquit ipsa possidet

ibi

ecclesia,

defuncto vero ipso beatissimo viro apud Gradensem metropolim


ecclesiam, sepultus est in basilica sanctc Eufemie; qui pontificatum

numero

rexit annis

.xxi. dies .xxxi.

Huic successit Marcianus patriarcha, qui ecclesiam Graden-

15

sem

rexit annis

<^5)

Gradum^

numero

.111.

m.

.1.

mortuo vero

d. .v.

successit Candidianus patriarcha in ipsa suprascripta metro-

sub cuius tempore per consensum Agiulfi regis Lon-

poli Gradensi,

20 gobardorum Gisulfus dux per vim episcopum

lohannemabbatem, in quo

In

Eufimie

tres episcopi consenserunt,

manca

4.

est

ha in margine

Helias an.

perstites seu posteri] cosi

U;

celebrent

Eufimie

ha

in

U;

Per

la

uno

Paolo Diac.
Il

.x.

8.

11. CJsibi reliquid


d.

.xxi.

d. .xxi,
L^

5.

3.

que

6.

per testamenta iam voce

superstes posteri

13. tJbeate

ecclesiam
14.

su-

9. celebrarent]

sabbati

.xxxi.

7.

U
U

octo

viginti et

op.

cit.

p.

si

cap. 26.

conserva,
di

33, e negli atti del


dell'

cf.

16 sgg.

lib. Ili,

(3) Nella Hst. Langob.

Mantova

d.

durata de' patriarchi

documento non

Diac. IV,
di

m.

.xiiii.

15.

catalogo del Chron. Alt.

(2)

con-

sibi

.v.
B ha in margine: Marcianus an. .111. m. .1.
B id est qui
16. B amnis
17. U Gradus, idest novam Aquileiam
20. U per forciam
19, U Agilulfi
21. U qua

Eufimie

(i)
il

margine: Severus an.

et diebus triginta et

qui] cosi

{7 offerrerent

Deo

per epistolam domni

ad regendam Gradensem eandem ecclesiam

Eufimie reliquid per testamentariam vocem

cos

in Foroiulii ordinavit

eum consecraverunt*^^)- tamen postea

trario, et

I.

apud

ipso

sepultus est in ecclesia beate Eufemie.

Huic

hs

ecclesiastici,

sl.

605 ;De Rubeis, A/o-

niimenta ecclesiae Aquileiensis, pp. 414-

Severo

420)

succede immediata-

mente Candidiano.

Paolo

(4)

sinodo

passo di

827 (Baronio, Anna-

Cron. vene^. ani.

s86.

(').

sanctc Eufemie

clesia

menses

del

Il

cronista

aveva presente

Paolo Diac.

op.

quale ripet alcune

cit.

frasi,

i*

il

IV, 33,
e

se-

2 a

CRONICA DE SINGULIS PATRIARCHIS

IO

Boniflicii

pape urbis

Rome

sub eandem metropolim Gradensem se

Jefuncto vero Candidiano patriarcha apud Gra-

subiugaverunt.

dense castrum, qui annis rexit ecclesiam numero


phanius, qui sanctam ecclesiam
tres, dies .xi.

quimortuus

Gradensem

rexit

.v.,

successit Epi-

annum

sancte Eufemie.

et sepultus est in ecclesia

Huic successit Ciprianus patriarcha ad regendam

Gradensem, qui

numero

rexit ann.

m.

.xv.

mensem

.i.

ecclesiam

dies

.til

.xx.,

et

hoc mortuo atque sepulto in eadem basiUca, ubi suprascripti prec.

2 B

cessores humati sunt, Fortunatus

quidam

||

quintam synodum minime credens, ob

arripuit; qui

pontificatum

hereticus

sui erroris pia-

io

culum pavens, totam ecclesiam Gradensem metropolitanam denudans in auro

ornamento, simul

et vestibus vel

et ecclesias bapti-

smales provincie Histric et sinochagia que ad eandem pcclesiam

Gradensem

pertinere videbantur,

apud castrum Cormones

(')

fugam

Longobardiam

in

petiit

super civitatem Aquileiam miliario .xv.

15

contra cuius nequitiam et heresim episcopi Venetiarum et Histrien-

sium

sua ad

18 febbraio 628.

qui etiam Gradensis ecclesie, scripta

et clerici Aquileiensi,

Honorium papam

utilitati

sancte Dei ecclesie,

rium

sedis apostolica ad

^^^

daus

ct

idem vero papa providens

direxerunt.

Primogenium diaconum

eandem metropolim regertdam

epistolam auctoritatis apostoHce innodantem

Fortunati heresim.

tatem adduxit ibique diligenti cura deposuit,

2.

ha

margine: Candidianus an.

in

.ui. d. .XI.

4.

mensem]

cos

ha in margine: Ciprianus an. .xv. m.


pultus est in

C/

predecessores

Aquileiensi sopra Aquileiense

supradictorum

memorati

13.
18.

.v.

5.

d. .xx.

B Historie
U isdem

Usubdiaconum regionarium come

civi-

usque hodie pon- 25

ha in margine: Epiphanius an.

leggi menses

.111.

et

Gradensem

5.

7.

16.

17

beate Eufimie

diebus

8.

B Venetiatum

19. L7 a ecclesie

6.

mortuo
ij.

B
se-

corr.

aggiunge: interventu

nella lettera di Onorio I ai vescovi della

Vene:J.a e dell'Istria; v. sotto, nota 2.

condo Waitz
che

Paolo

rifer a

ni, 26).
(i)

Giovanni quello

attribuisce ai vescovi del-

l'Istria favorevoli a

Cormons.

20

atque pontifcis et

et martiris

sancti Felicis et Fortunati, sita rniliario tercio, in

m.

direxit,

idem autem Primogenius per visionem am-

monitus corpora beati fiermachore

.1.

regiona-

et

Severo (op.

cit.

(2) Nella lettera d'

Onorio

I (cf.

Ci-

polla, op.cit.p. loj ;] aff, Reg.pontif.


ed. 2^, n. 2016) e nel Chronicon Gra-

dmsc Primogenio
gionarius.

subdiaconus re-

NOVE AQUILEIE.

tifex civitatis

Gradensis palici benedictionem a

summa

sede apo-

stolica promeruit.

At vero supra memoratus patriarcha Primogenius apocrisiarium suiim dirigcns


5

nianum augustum

in

('\

rcgiam urbcm ad virum piissimum


biiius

indagando causa,

rei

baptismales ecclesie denudate fuissent, quod

lusti-

ipse

qualiter

Longobardi suos

et

episcopos a diocesi eius subtrabere voluissent, et ipsum thesaurum

apud

aurum

et

demum

tunc

se ipsi retinuissent.

argenjtum plus remisit

quam

perdiderant, et insuper

quam

diri gens,

IO beatissimi Marci evvangeliste

ipse piissimus imperator

augustus in regiam urbem adduxerat

clius

tissimo viro Primogenio, qui ann.

ab Alexandria Hera-

mortuo vero bea-

(^).

numero

sedem

ms.

.xx.

.vn.

d.

.iir.

rexit pontificatum, sepultus est iuxta corpus antecessoris sui bea-

tissimi Cypriani in basilica beate Eufemie.

Huic successit Maximus

15

eadem

pontificatum, et sepultus est in

numero

ann.

presul, qui

rexit

.xx.

deinde successit

basilica,

ad regendam ecclesiam Stephanus presul, qui ann. numero


pontifex

fuit(3).

eodem

eo vero mortuo atque sepulto in

.v.

castro

iuxta basilicam beati lohannis evvangeliste, Cristoforus presul su-

20 scepit ecclesiam Gradensem regendam; qui in patriarcatu


ann.

numero

Huic

.xxxii. et

successit

mortuus

Donatus

est atque sepultus in

antistes,

eadem

vixit

basilica.

cuius tempore Longobardi

per fortiam Sereno Foroiulensis ecclesie archiepiscopo a

summa

sede palleum detulerunt apostolica primitus, cui beatissimus papa


25

Gregorius epistolam

12.

ha

in viargiue:

gine:

Maximus

mente

il

gine

(2)

.xx.

prima leggevasi

interdicentem inter cetera ne

Primogenius an. .xx. m.


17.

ma

.xxxii.

per

al patriarca

15.

25.

L'imperatore era Eraclio.


Cf. la cronaca del diacono

um-

ha in mar-

18. Prohahil-

.v.

Agatone.

essere stata accorciata la

19.

ha in mar-

pagina nella legatura del

ceteras

stessa fonte

onde

fu tratta la lista della

cronaca, e per la loro testimonianza

deve essere accettata.

Giovanni.
cataloghi dei

(3) Secondo gli


patriarchi la chiesa metropolitana tra
altri

Stefano e Cristoforo fu retta da Agaquegli elenchi derivano dalla

tone;

d. .vii.

.iii.

ha in margine: Stephanus an.

un periodo intorno

Cristoforus an. .xxii.

codice;

(i)

an.

copista tralasci

direxit^-^^,

(4) Cf. la
noscritii e

mia dissertazione: J ma-

U fonti

della

cono Giovanni, n. 21.

cronaca

del dia-

dicembre

723.

CRONICA DE SINGULIS PATRIARCHIS

12

quam

aut temeritatis ausu usurparet iurisdi-

aliena iura invaderet

tionem cuiusquam, sed in

ex auctoritate apostolica precepit ipse beatissimus papa

sedisset, et

modo

ne ullo

que usque tunc pos-

his esset contentus

terminos excederet a Donato presule Gradense pos-

que possidebat, nec amplius quam

sessos, sed sibi sufEceret in his

in finibus procul dubio

presumeret; quod

Longobardorum gressum tendere

gentis

inobediens fuisset, apostolici vigoris indignus

si

mortuo vero Donato

iudicaretur.

patriar||cha, qui

rexit pontifcatum, sepultus est in basilica sancte

ann.

numero

.vii.

Eufemie.

pape missa Sereno episcopo Fo-

Incipit epistola beati Gregorii

io

roiulensi in his verbis interdicens:


((

Tanto munere quisque

non

eximii

quam

filii

te

vocati,

quam

acceperis

nam dum

nostri regis flexi,

aliena

iurisditionis

tibi

iura

et si accepisti,

cumulum

ad

quid gloriaris

tui

honoris precibus

plurimum etiam pr

rectitudine fidei,

tuamque ecclesiam tenere

palleum

etenim

ex humilitate ornatur, spernendum

quippe apostolica lectio arguit elatos

quasi

in sublimitate positus

de se ex mandato domini Redemptoris humiliter sentit

pastoralis dignitas singulariter

quantum

ditatur,

et

amplecti cognovimus, pro-

direximus interdicentes
invaderes

aut

cuiusquam, sed in

et inter cetera

temeritatis

his esses

nunc vero,

ausu

ne um-

usurpares 20

contentus que usque

cognovimus, Gradensis pre-

hactenus possedisti.

ce

suHs niteris pervadere iura atque ex his quibus possedit nunc

usque usurpare,

ut

ne ergo in quoquam existas temerator, ex apo-

stolica auctoritate

precipimus ne ullo

modo

terminos excedas ab 25

modo

eo possessos, sed solum

usque possedisti, nec amplius

quam

Longobardorum

gressum tendere presumas, ut non

iniuste te

I.

8.

gorii

existentibus

2.

contemptus

ha in margine: Donatus an.


pape

perche

il

4.

passo e

tratto

per etiam;

dalla
si

nel testo

in finibus procul

nec

7.

ii.

.vii.

15. Forse nell'originale

quella frase innanzi a et


et sta

hisque te habeto, que

suffitias, in

dubio gentis

suscepisse gratiam collati pallei ex presumptione osten-

ausi

15

si

Forse apostolici vigore concilii

ha in margine: epistola beati Gre-

leggeva anche: quid est quod non accepisti?

lettera I di

Paolo

s.

ai Corinti,

cap. 4, e

accepisti etc. con cui e intimamente collegata.

della

segue prohibentes a et inter cetera

lettera dato

20.

dal Dandolo (Rer.

usu

It.

vi si

legge

19. Forse

Scr. XII, jjj)

NOVE

et inde apostolici vigore concilii,

das,
ce

probatus, indignus iudiceris.

ce

ctione

.VII.

Hystric direxit epistolam

Venetiensis seu Hystric

qui,
(c

respitiant, et

non

||

quamquam

vel plebi eiusdem.

paremus,

unde ex potestate

satagere,

illa

supplicia sed

ex mini-

illa

premia sperentur; convenit enim ut cum unius

alterius iura

Deo

nos a

divinitus concessa

non

salvata

quia igitur, missa

fraudentur.

communitas

contra

vestra petiit

Gradensis patriarchae et ut
aliena, sed

numquam

excedere terminum vel iura

nec velie in ea que

hactenus possedisset

esse

contentum, cui etiam in presenti ne ea temptet ex auctori-

tate

apostolica interdiximus, eique

esse

conditione, dilectissimi, sciatis; cui

gens eorum insidiando, ut

solliciti

illud

denuo ne presumat exce-

assolet, invadat, pervigiles cavete, potius

de vestra post divinum presidium percogitate salute, quia

non occasione

virtute

concessum palleum sub hac

ne ergo incuria quadam aut discidio locum

precepimus.

dere

((

agitur, sed ubi possunt,

perpetrare nituntur.

domini nostri Ihesu

manere, bene valete.


Interim autem

eis resistente,

optantes vos de reliquo in amore

Cristi pollere et ab

hi e

Deo

omni inmunes

30 nati Gradensis patriarche epistolam suam

JVaiti et in - fuisses

netiensis]

e. s. r.

Dandolo (Rer.
15.

It.

Legg. aientes

suppl.

e. s.

50. universis]

8.

4.

4.

19.
cosi

Sotto

communitas

direxit universis

11. et illa]

B;

suppl.

e. s.

cui

obitum Do-

Vene-

50; Venetiensis seu Histrie

12. non] vianca in

manca
14.

15-17- ditionem -invadere]

5 50/) ro pallium corr. palleum


B legg. universis episcopis
;

r.

su superba corr. superna

Scr. XII, i^^).


riferito a

B Vens

aversitate

Rome;

beatus Gregorius defunctus est

successit beatissimus Gregorius papa tercius, qui post

I.

4 a

cupimus perse-

Foroiulensem antistitem, agentes quod cupiat invadere ditionem

e.

dcli-

invadere

25

que non ad lesionem cuiusquam, verum potius ad munitatem

relatione,

20

re talem ad episcopos Venetiensis et

berando peragere absque obstaculo conveniat,

votis

15

data kalendis decembribus, indi-

quod miseratione superna regimus, quicquid provide

sterio,

lo

inobediens fueris con-

si

Gregorius, servus servorum Dei, episcopus universis episcopis

(i

13

)).

Idem Gregorius pr hac


5

AQ.UILE1E,

21. /Fat7;c P^ecipimus

in

7.

B;

Ve-

suppl.

et vestra

manca
24.

in

B;

5 eius

febbraio 751.

CRONICA DE SINGULIS PATRIARCHIS

14

seu Histrie et cuncto populo, ut electionem in Gradensem

tiensis
e.

patriarcham facerent; qui

4B

precepto eiusdem papae Gregorii ele||

nova sancta Aqui-

crerunt

Antoninum, virum probatissimum,

leiensi

patriarcham ecciesiam, qui a beato Gregorio papa tercio

iuxta decessorum

suorum exemplar privilegium cum benedictione


ammonitus

Hic Antoninus patriarcha

Romani ad synodum

gorio papa

in

quam synodum

ad

occurrere,

est,

propter imagines

augusti et inlicita coniugia que per diversa loca fiebant

cum

hanc vocationem Antoninus patriarcha


I

novembre

7 ',1.

mam

Gre-

predicto

deponere iubebant Leo atque Constantinus

urbe

regia

est

lohannes archiepiscopus Ravenas vocatus

que

est inter

post

(^l

suis suffraganeis

Ro-

iulensem antistitem iuxta edictum beati Gregorii secundi, confir-

mortuo vero ipso Antonino

qui ann. rexit pontificatum

Huic

dies

ms.

.xii.

Htanam ann.

21

est

.vi.

mortuo vero, sepultus

.11.

est in

eadem

sepultus est in

d. .xv. et

pontificatum 20

rexit

eadem

.xxxvi. et sepultus est in

eadem

ecclesia.

metropoHtanam
basilica.

metropo-

ecclesia beate Eufemie.

Post hunc successit Fortunatus patrifarcha, qui a Leone papa

marzo 80

sepultus

.xx.,

successit lohannes patriarcha, qui rexit ecciesiam

Huic

d.

.x.

successit VitaUanus, qui rexit ecciesiam

Huic

e.

ms.

patriarcha, qui

Emilianus

successit

.viit.

ann.

.xxii.

patriarcha,

castro in ecclesia sancte Eufemie.

eodem

ann.

cum

privilegium

benedictione pallei

exemplar consecutus

4. ecciesiam] cos

.VI.

22.

est

B.

7-

gine: Antoninus an. ,xxii.


d.

m.

(i) Cf.

la

cit.

mia

<^4).

hic

26.

dissertazione,

20.

ha

.xii.

decessorum

famositatis

fuit,

ut dive

inlicite

in

margine: Emilianus an. .vni.

m.

17.

.n. d. .xv.

ha in mar-

24.

ha in

Fornatus

(3) Jaff, op. cit.n.


cit. p. 109, n. 53.

2234; Cipolla,

op.

n. 21.

(2) Jaff, op.


cit. p.

11.

Vitalianus an.

suorum

iuxta

tante

Antonius

.x. d. .xx.

ha in margine:

margine: lohannes an. .xxxvi.

op.

15

tota synodo, et sententiam anathematis in huius confirmatio-

nis violatores dictante ^^\

in

io

synodum perrexit; in qua synodo definitive divisio facta


Antoninum Gradensem patriarcham et Serenum Foro-

ad

mante

^^\

consecutus est

palici

in

cit. n.

109, n. 52.

2232; Cipolla,

(4) Jaff, op. cit.n. 2-512;


cit, p. Ili, n. 65.

op.

Cipolla,

25

NOVE AQUILEIE.
memorie Karolus imperator
ret,

augmentum

cuius ad

patrem cura habere opta-

spiritiilem

ecclesie

idem reverentissimus augustus

quamplurima

contulit precepta('); qui Fortunatus rexit ccclesiam

ann. .xxvii.

cui successit Venerius, restaurator ecclesiarum, qui

rexit pontificatura ann. .xxini.

Eufemie

ms.

est in sanctp

ecclesia.

Huic successit Victor (*\ qui

rexit ccclesiam ann. sex,

eadem

sepultus est in

et

.nii.

d.

et sepultus

.viii.

mensem

annos

hunc

menses

d. .yiu. et

.vi.

annum

successit Gregorius

ms.

.1.

Huic
annos

d.

.vi.

annos

ms.

.iir.

d. .xiin. et

partem

4.

Venerius an. .xsnii. m.


Il

iin.

dice.

.III.

9.

.XI. d. .xiii.

ha

in

7.

15.

Cipolla,

.vi. d.

del

.111.

ra.

[.in.

op.cit. p.47,nn. 35, 34.

gli

Cipolla,

che

altri

cataloghi

il

il

Gregorius

cat.

ha

.vi.

in

margine:

m.

[.iii.]

d.

pagina nella legatura del co11.

.vi.

ha

ha in margine: Victor an. .xvii.

scomparso] d.

m.

.1.

.xxii.

.vi. d.

17.

.xiiii.

Zan. Lat. iMarc.

estesa del

Dandolo

si

della

cronaca

legge a

e.

82 b:

Georgius patriarcha nacione Vene tus, ex patre Georgio Andreadi w,


mentre l'edizione d la variante erronea Gregorio Andreadi . Mu-

ratori, Ker.
(5) Nella

copista del cod.

Barberini confuse quella parola con

scomparso] d.

.1.

13,

^^\

Fortunati

et

patriarca Georgius

e ci dimostra

la

ha in margine: Gregorius an.

112, n. 71.

(4) In tutti

rexit ccclesiam

margine: Victor an.

in

.im.

(3) Jaff, op. cit. n. 2672; Cipolla,


op. cit. p. 112,0.72.

nome

ha

scomparso per essere stata accorciata

margine: Vitalis an.

cit. p.

.xi.

sepultus est in ecclesia sanctc Eufemie

martyrum Hermachore

."viir.

(2) Jaff, op. cit.n. 2616;

op.

patriarcha, qui

ha in margine: Vitalis an. .xviui. [m.

m.

(i)

ms.

patriarcha, qui rexit pontificatum

ha in margine: Fortunatus an. .xx.

margine: Petrus an. .im. m.

in

^4)

successit Vitalis iunior

.111.

.xvii.

.xxii.

iuxta corpora sanctorum

I.

.1111.

sepultus est ante ccclesiam sanctc Eufemie.

d. xiii. et

Huic

post

sepultus est ante ccclesiam sanctc Eufemie.

cui successit Victor iunior, qui rexit ccclesiam

ij

.xviiii.

annos

successit Petrus patriarcha, qui ccclesiam rexit

sostituzione molto fre-

quente ne' manoscritti

per

la

somi-

zione
i

Sor. XII, 194.

It.

cronaca non

patriarchi di

Grado da Domenico

in poi, e ci fa sospettare

merazione

due voci.

stata continuata

noto cod. 400

men-

del luogo, ove furono sepolti

glianza della scrittura abbreviata delle


Infatti nel

si fa

di

che l'enu-

quegli ecclesiastici sia

da un

altro

innanzi

ii

i a-

cui

Agathe.

dies. vi. et sepultus est in ecclesia beate

.1.

.in.

ecclesia sanctc Eufemie,

successit Vitiilis patriarcha^^?)^ qui rexit pontificatum

ie

ms.

autore.

innanzi a 30 marzo 858.

CRONICA DE SINGULIS PATRIARCHIS NOVE

l6

Huic
annos

e.

5B

.vii.

ms.

patriarcha, qui

rexit

pontifcatum

post hunc successit Laurentius patriar-

.xi. d. .in.

ecclesiam annos

qui rexit

cha,

Dominicus

successit

AQ.UILEIE.

ms.

.xii.

.vini.

.xxiiir.

d.

successit

Marinus patriarcha^ qui tenuit pontifcatum annos

ms.

d. .VII.

.III.

||

Huic
.villi,

hunc

qui

omni

ha

.11.

7.

annos

successit VitaHs, qui rexit

pon-

virtute plenus rexit ecclesiam

io

scomparso^ m. .vini.

m.

d,

ecclesiam

.vi.

ha in margine: Dominicus an.


.xi[i.

rexit

.xlv.

d.

an. .xxx[iiii. scomparso]


.VI.

ms.

successit Urso,

Laurentius an.

m.

patriarcha, qui

post

et

.l.

annos .xxxvii.

I.

Bonus

.II. (').

.VI. d.

tifcatum annos

Huic

.xxxiiii.

successit

ms.

cui

.111.

in

d.

.vu.

.vi.

m.

.xi. d.

d. .xxiiii.
6.

margine: Vitalis an.

ha
.l.

2.

.iii.

4.
in

ha in margine:

ha in margine: Marinus

margine: Bonus an.

m.

.vi.

9.

.viiii.

ha in mar-

gine: Urso an. .xxxvii. d. .xxxxv.

(i)

Chron.

Il

de' patriarchi

Bonus

di

Alt.

nel

catalogo

Grado pone dopo

due metropol'ti che

si

sue-

cedono l'uno dopo l'altro ed hanno


entrambi il nome Vitalis .

II.

CHRONICON GRADENSE

Cron. vene^. ant.

Cronaca del patriarcato di Grado e delle origini di Grado


e torcello, nota comunemente col titolo di curoxlCON Gr ADENSE

[Secondo
5

[Secondo

il

il

cod. G,

III,

io

del seminario Patriarc. di Venezia.]

cod. Vat. Urb. 440.]

Hic describitur Torcellcnsis


insule initium.

e.

multarum urbiim de-

OST

structionem

et

cum

saevissi-

ma paganorum

norum

tinesium civitatem aciem direxis-

in

(')

miikitudo ad Altinen-

aciem direxissent,

qua cum eiusdem

perissent,

civitatis

neminem

indigenis fugatis

omnem

illam

rep-

civita-

muros quoque ac

runt,

vero
li ^^^

civitatis

magna

v^uXov

(i)

illam civitatem

depredantes igne succenderunt,


ac turres funditus

turres

subverterunt.

huius vero

huius

tatis

tutti

nel

paganorum fugientes

sidias

diu

paganorum

ma

qui

barbari che fino

racconto

civi-

insulis

in pa-

T Italia.
delle

menti che

si

divinitus

habitaret,

21. munosulis] cos

svolsero

in-

nel

U V =z

ao-

corso di

tre secoli.

Il

origini

Torcello e Grado confonde e avvicina in un solo racconto avvenidi

omnem

rissent,

et

Langobardi invasero

cronista

neminem reper-

cum

paganorum)) zr Unni,

personificano
ai

indigenis fugatis

M S V manca Aquileie desolationein


M Pertx. in insulis

9-10. In

civitatis

pars popu-

timore correpta,

ludibus et munosulis

qua cum eiusdem

set, in

magna pars populi timore


correpta, cum in paludibus et in

subverterunt.

funditus

multitudo ad Al-

muros quoque

tem depredantes igne succende-

20

structionem,

Aquileie de-

di-

solationem, cimi sevissima paga-

sium. civitatem

ir

multarum urbium

>0ST

(2)

Cbron. Alt.

p.

6: pars tercia

populi.. .in navibus et in ca veis lignorum in patulibus aqua

rum

fuerunt habitantes

)).

e.

32

CHRONICON

20

insidias diu habitaret,

fuc^ientes

divinitus

factum

quidam

est ut

factum

mus

quidam

sanctissi-

leminianus

nomine,

est ut

vir

sanctissimus vir Geminianus no-

sacerdos, Spiritus Sancti illustra-

mine, sacerdos, Spiritus Sancti

tus gratia, egenis cupiens subve-

perlustratusgratia, egenis cupiens

nire,

subvenire,

cum

plurima loca

di-

cum plurima

loca diligenter 5

perlustrasset, ad prefactam pal-

cum

quodam

ligenterperlustrassetadprefatum

ludem

paludum perveniens locum, cum

Aratore ibidem copiosam chri-

quodam et Aratore (^) copio-

stianorum invenit multitudinem,

Ario

sam cristianorum ibidem


multitudinem, quibus

invencione eorum

pessima

visis ac

admodum

illa

Deum,

qui

non

lius eius,

nuntiavit eis

dacta;atilligratias agentes glori-

at

illi

tunc Arius

deserit sperantes

rator filiuseius

cum omnibus

et

Arator
qui

fi-

cum

que in eisdem erant paludi-

quarum in

edifficatione

relictam Altinensis civitatis pul-

chritudinem, nec

non

et

multa-

rum turrium subversionem

5.

quarum

edificare

in edificatione

relictam Altinensis civitatis pul-

chritudinem, nec

non

et

rum turrium subversionem recolentes,


bati,

licet

nimio merore tur-

tamen supradictarum
nominibus

tur-

quas habi- 30

riun

tamen supradictarum

tur-

tabant insulas appellarunt, unde

sopra Gemianus aggiunge ni

Dal Chron. Alt. p. 6, onde quecronaca in gran parte deriva, si

rileva che

cum Ario quodam

et

Ara-

25

multa-

tur-

(i)

sta

eisdem

in

et

merore

colentes, licet nimio


bati,

re-

domos

gerant perscrutantes,

ceperunt,

ceperunt,

qui

busintuentesacmelioresquaseli-

domos

eisdem edificare

A-

sulasque in eisdem erantpalludi- 20

aecclesias

et aecclesias in

et

cumeoerant, vicinasquasdamin-'

bus, intuentes ac meliores, quas

perscrutantes,

15

icaveruntDeum,qui non deserit


sperantesinse.

cum omnibus

eligerant,

illa

destructa esset

eo erant, vicinas quasdam inslas,

quod pessima

esset destructa et in nihilum re-

tunc Arius

in se.

il-

io

illarescens,

glorificaverunt

agentes

gratias

illorum

divine

nichilum redacta;

et in

admodum

de

inventione

de

ac

visis

multitudo nutu divine clementie

eis

multitudo

nutu clemencie

quibus

et

quod

nunciavit

larescens,

invenit

Ario

30.

habitabant] cos anche

tore

illas

dinem

si

deve
e

non

M.

riferire a

multtu-

Geminianus

GRADENSE.

liabi-

factum

insulas appellarunt,

unJe

excellentissime eiusdem civitatis

factum

illas

cuiusdam excel-

est ut

appellarent,

omnes

Arias vocarentjunde etiam Ariana

nomine Torcelli

dam

Arrii

Arrii

ex

(').

cum quibusdam

ut

serviciis

habitarent

ibi

nomen commutantes omnes

cum

omnes

que nomen proprium commu-

qui

Altinensium

qui in

illi

in porta

erant civitate,

que

illa

quandamsibi insulam, ut ibidem

sibi

quidem

his

ex supradictis etiam Ariis,

habitarent, vendicarunt, ubi quo-

ex eorum trib erant Aurii appellati sunt(^).

insula,

suis

IO vendicarunt, ubi etiam propri um

iB

Torcellum

turris

sicquesingulc eiusdem loci insule

supradictis itaque insulam quan-

e.

est ut a

lentissime eiusdem civitatis turris

insule prefate vocarentur

15

nomine cuiusdam

quas

rium nominibus
tantes

21

versus boreas respiciebat ibidem

tantes singuli ex

cum

appellati sunt.

omnes

illi

illa

trib Aurii
his

quidem

qui in Altinentium

erant civitate, in porta

illa

que

versus boreas respiciebat ibidem

vicum Burianum Aurii

hospitati

a porta

illa

appellari constitue-

II

hospitati, vicum
rii

a porta

Burianum

"^^^

appellari constitue-

illa

cum

Aurius vero tribunus

runt.

Au-

20 Massi, qui Macinii Celires apsunt

pellati

(i)

Il

Chron.

p.

((

meno

et

propter

tur,

aliis

tur-

ribus diversitatum, que per circuitu

Altinensem civitatem positas erat,


Torcellus
composuit Arii appel lari .

si

aliis,

nel

c(

(2) Il

pellati sunt, et

turris

istorum

illa

xMassis, qui Macinii

cognome Aurius o D auro

anche nei secoli posteriori;

negli allegati

delle

sentenze

p. e.

35,

42

e 43 del noto Cedex Piihlicorum (museo Civico di Venezia, cod. Cicogna

2563), ce. 149


(a. II

34) ego

B,

177

B,

189 A,

Theodolenda

si

Celeres ap-

cum quibusdam

quorum nomina ignoranlocum qui bui e

insule vi-

legge:

relieta...

Dauro de Torcello una cum Aurio


Dauro filio meo ; (a. 1008) ego
Aurio

Vitalis

a Torcello

teste

(a. 1126) Aurius Dauro , Oto


Dauro , Petrus Dauro .
(3) Durano, isola scomparsa in
tempi antichissimi; l'odierna Burano
nei documenti antichi denominata
a Buriano de mare .

trova spesso ne' documenti Torcei-

lani

cum

:^ massa, armatorum globo.

oscuro

propterea

nomina composuerunt

habitationibus

quibus-

20. Perti massi

passo

Alt.

cum

et

Perti Arii

5.

^^\

Aurius vero tribunus

runt.

(4)

Chron. Alt.

gnorum

p.

cum

Massi-

( Massi in alcuni codd.)

qui Marcelli appellati sunt

come

risulta dai cataloghi gentilizi del Chron.


Alt. p. 35,

Eraclea

si

una famigha omonima da


trasfer a Rialto quando

quella citt fu distrutta.

La

famiglia

CHRONICON

">'>

dam

quorum nomina igno-

aliis

huic insule

rantur, locum, qui

habitandum

vicinior erat, ad

cum

gerunt.

prefata

in

quidem

his

manserunt omnes

quam

per-

qui fuerant

illi

porta et turri

Maioribus

militem

qua

Maxum

idem Au-

iudicii fecit.

cum

tribunus

rius

magna vicum

appellari, in

stituit

Fraudunis,

quietFaletriappellantur^^),etRu-

Luthoitus

sticus, qui

iuxta

quam

eis

hunc

dicitur'^5)jet

quidem perman-

his

illi

qui fuerant in

prcfacta civitate de

magna

isdem Aurius con-

^'^

omnes

turris

inhabitantes ex

illa

serunt

mis excelsa

erat eis introitus et exitus.

namque locum

cum

eorum

nimis excelsa fuerat, ex qua

et

runt.

de

civitate

porta iuxta

eli-

habitandum elege-

cinior erat ad

turris

eorum porta

magna

fuerat, ex

introitus

porta et turri

hunc

inhabitantes ex

illa

magna vicum

Maioribus isdem Aurius constituit io


appellari, in

qua Massum militem

iudicem fecit.

isdem Aurius cum

Fraudunis, qui Faletri

modo

ap-

pellantur,etRusticus,qui Luthoi-

quos

tus dicitur, et Calciamiri,

Viatoribus

et

quibusdam

aliis,

quorum nomina ignorantur, om-

n omin arunt <^4), cum Viatoribus ^5)

nes insimul

quibusdamreliquis quorum no-

Massum]

II.

anche

cosi

M.

menti Torcellani dei secoli xn

Corner,
fc

Eccl. Tore.

I,

e xiii.

218: casa et

que quondam Petri Marcelli

terra

fuit .

(i)

Mazorbo.

(2) Nell'atto di donazione rogato a

Torcello nel marzo


cato dal

Corner,

ricordato

un

celebre famiglia

looi e pubbli-

Eccl.

Tore.

Petro Falletro

I,

omonima, come

67,
;

la
ri-

sulta dal Chron. Alt. p. 35, nel principio del IX secolo

si

port da Equi-

lio (lesolo) a Rialto.

(3)

Una

famiglia

nel catalogo
tra quelle

del

omonima

quasdam

vicinas ele-

gerunt insulas, ex quibus vicum 20

19. Pert:^ viatoribus

Marcello ricordata talvolta nei docu-

Tra le sottoscrizioni dell'atto


pagamento fatto dai Veneziani a
Tribuno Menio (cod. Trcvisaneo
al R. Arch. di Stato a Vee. 87 B,
nezia) si legge: Dominicus filius
Georgii Gamba-syrica di Constan(4)

del

te

tiaco

dedit et iuravit

Alt. p. 7,

si

che da Eraclea dopo

trova
p.

35,

la di-

struzione della citt vennero a Rialto.

ha

Il

Chron.

Gambas-ferreas

(5) Interpetro la parola Viatoribus

come cognome non solo perch le


non lasciano luogo a

parole seguenti
dubbi,
glia

ma anche

perch di quella famii documenti Tor-

fanno menzione

cellani; p.

Chron. Ali.

15

Gambas sericas nominarunt, cum

Calciamiri, quos Gambas-sericas

et

32 b

e.

qua erat

exitus.

et

namque locum

et ni-

e.

nella carta del 23 settem-

bre 1243, edita dal Corner, op. cit. II,


238, si legge a proposito dei confini

d'una vigna a Torcello


latus firmat in

et aliud

suum

Dominico Viaduri

GRADENSE.

mina ignorantur, omnes insimul

Constantiacum

quasdam

narum

vicinas eligerunt insu-

ex quibus vicum Constan-

las,

ciacum
5

Aurii

vicum Amianarum

et

^'^

nominibus

constituentes,

mina

vicum Amia-

et

Aurii constituentes, noportis

ex quibus fuerant

Aurius tribunus constituit appel-

postquam vero universa

lari.

portarum, ex quibus fuerant, Au-

huius populi multitudo conviti-

rius tribunus constituit appellar!,

narum insularum

postquam vero universa huius

una insimul quadam

convicinan-

multitudo

populi

10 cium insularum loca invaserat,

una insimul convenientes, miforma ac prelucida

rabili

tate

clari-

fundaverunt

basilicam

honore sanctc Dei


15

23

geni'tricis

conve-

die

forma ac prelu-

cida claritate basilicam fundave-

runt in

honorem

tricis et virginis

sanctc Dei geni-

Marie pulcher-

in

rimo pavimento ornatam, cuius

et

medium pulchritudine sua rota


quedam admodum decorabat,

Marie pulcherrimo pa-

virginis

nientes, mirabili

loca invaserat,

vimento ornatam, cuius medium

unde omnis habitatio quo

pulchritudine sua rota quedam*^^)

ecclesie

admodum

tribuno Rota appellata fuit,

nis

decorabat, unde

habitatio

20 proxima

erat

no Rota

que

ecclesie

ipsi

Aurio

ab

tribu-

erat ab

Aurius tribunus constituit, quod


episcopatus prefactus Aurius ex

episcopatum,

collaudatione Methamaucensium

quam

Rivoaltensium nec non

et

episcopium prefatus Aurius ex

confirmatione Obelierii

25 collaudacione Metamaucensium
Rivoaltensium

ex

nec non

et

Obellierii et

ducum, qui tunc Venetiam

II. in

procerum
si

^^\

confirmacione

Beati

honorem]

et

quam

ecclesiam, videhcet episcopatus,

Aurius tribunus constituit; quod

et

Aurio

ec-

appellata fuit;

clesiam, videlicet

om-

proxima

ipsi

cosi

per Obellierii

anche

M.

ex

et Beati

ducum, qui tunc ducalem

digni-

tatem egerant, ducatum in provendicarunt.

dominii iure

prii

omnibus compositis

quibus
26. Pertiri&c

non ex

28.

et

tribunorum,

ma di mano pi recente e su fondo abraso da M S V


xni vi si leggeva la legione primitiva Obellierii et
V (e. 41 b)
quali derivano da U.
quei tre esemplari,

et Beati

rileva che almeno sino al secolo

Beati perch

fu conservata

ha nel margine

il

in

segno comunissimo d'abreviaiione della parola nota

(i) Costanziaco

Amiana.

Isole

abbandonate fino dal sec. xvi. Cf.


Memorie storiche de' Veneti
primi e secondi, VI, par. I, 189 sgg.
FiLiASi,

(2)

Una

mento

pietra

della

rotonda nel pavi-

navata principale della

chiesa.
(3)

Malamocco,

Rialto.

CHRONICON

24

regebant ducatum, in proprii do-

quibus

vendicavit.

iure

miiiii

omnibus compositis
prefatus Aurius

et ordinatis,

cum

universa

universa populi mul-

ex predicta Altinensi

titudine, qui

confugerant civitate Obelierierio

Beato ducibus colla submit- 5

dieta Altinensi confugerant

tentes se

subiugaverunt eo or-

quo

in prefacta civitate olim

Obelierio

ci-

Beato

et

du-

prefata

quo

eo ordine

iugaverunt
A

cum

et

cibus colla submittentes se sub-

nus

populi multitudine, qui ex pre-

vitate,

e.

ordinatis, prefactus Aurius tribu-

civitate
||

olim

in

subditi

dine

ducibus,

qui

regimen obtinuerant.

his

fuerant

subditi
ipsius

namque

patratis, ut

ratum

men

ctorum ducum

est,

namque

memoratum

supra

ut

patratis,

his

ex concessione iam dictorum

est,

datione

et

quedam

quorum quon-

de Altinensium fugerat

primo quorum ^^^^quendam Mau-

invenit, qui ei

rum presbiterum,

ponunt, qualiter

qui

ei

ordinatim omnia exposuit,

7. tJtribunis, proceribus et

Maurum;
dando

invenit,

forse in origine

MS

la

le:^.

nome che

si

trova anche nel racconto

Magno

della venuta di Carlo

Ve-

nezia in Cbron. Alt. p. 54, ove quella


spiaggia rappresentata come vicina
al

lido

di

Malamocco;

litorale si estende tra

porti

quello

di

il

S.

infatti

porto

Pubi, sentenza 31,


((

di

quel

sibi

Deus reve-

U corr.

i8.

e. s.

la corre-:^.

porto

il

primo u

di

posteriore al secolo xiil,

(c

((

ce

risulta

Murano

chia-

(Cod.

presso quel

la parte del litorale


si

denominava Lido

{Cod. Pubi.

si

che

Dai

e. 132 b: in portu
quod vocatur portum de
Muriano et portum Sancti Erasmi )

meridiei

seriatim ex-

quendam heremi locum, 20


quo sancti martires Hermes

in

porto di Tre-

Erasmo.

documenti de' secoli xi-xiv


che il porto di S. Erasmo

mava anche

omnia

civitate,

primitiva.

Lido di S.Erasmo. Il cronista


denomina poi littus Mercedis ,

e.

di

Murano

132 b: in litore Sancti

Erasmi quod vocatur litus de Muriano ; e. 265 a litus ... a capite


rivi Aurei, quod caput respicit versum Sanctum Herasmum, quod discurrit in La Mala et inde traverso
usque in pelagus, et ab eodem capite rivi Aurei per longum usque
semper est
ad portum Muranense
vocatum litus Murani ), perch
:

quasi tutta apparteneva alla chiesa di


S.

15

presbiterum, qui

laverat

Magnum ;

(i)
lo

dam Maurum

per Obelierio et Beato

leggevasi

di-

Aurii tribuni potestate concessa

tribuni potestate concessa sunt; in

civitate,

littora in prefacti

sunt; in primo

sium fugerat

populi collau-

ducum et populi collaudatione


quedam littora in prefati Aurii

qui de Altinen-

memo-

ex concessione iam

fuerant ducibus, qui ipsius regiobtinuerant.

supra

Maria

di

S.Erasmo

Murano. Pel monast. di


Corner, op. cit. II, 112.

cf.

GRADENSE.

qualiter

Deus

sibi

revelaverat

quendam heremi locum,


Hermes

sancti martires

rasmus
5

Dei honore

in

nominis

titulo

et

ecclesiam

25

Herasmus

et

in

quo

eorum nominis

et

He-

ei

eorum

ei ediffi-

edificare iusserant, cuius etiam

mercedem

illi

impendere spopon-

dem

paruisse

quoque

sequenti

in

Secondo

(i)

pp. 146-153,

pre

il

il

il

littore

Filiasi,

op.

(')

cit.

cronista descrive sem-

lido precedente

con un

nome

nuovo, litus Album , ma a me sembra che designi un luogo diverso


presso quello di S. Erasmo. Dalla
descrizione del Chron. Alt.

p. 9,

questa deriva, risulta che


ce

bum

stava tra

e quello di S.

il

lido

Erasmo.

donde

litus

Al-

conservano nell'archivio

doc.

n.

{Ar eh.

t'tJ/^.VI-XXII,

67 colla falsa data del 1183),

ove non solo dimostrato che veramente vi sorgeva la chiesa del Salvatore, ma anche si attesta che il
monastero di S. Felice d'Amiana vi
possedeva delle terre, le quali da un

con un luogo nominato


Polassa . Dalla carta del
giugno 1137 (op. cit. n. 11) risulta
che litus Album era bagnato dal
rivo lovardo in loco qui diciturMu gi .
Dai documenti degli anni
1181-1191 intorno ai beni del monastero di S. Felice d'Amiana (R. Arch.
di Stato a Venezia, busta ducale VI)
risulta che uomini de littore Albo
e de littore Malore probabilmente
nella circostanza di una lite attestarono che alcune acque presso i canneti alla foce del Seneze e la fossa
( taliada ) di lido Maggiore da loro
lato confinavano
<f

Cron. venei. ant.

velut solis radios||resplendere vi-

frequentate per la caccia e la pesca

appartenevano a quell'abbazia,

pu

che

far credere

il

che

Album

litus

Sagagnana, a Lido
Maggiore e al monastero di S. Felice,
sebbene non sia una prova sicura.
vicino

fosse

La vicinanza

di litus

Album

San

Felice meglio dimostrata dalla carta

settembre

Corner, Eccl. Tore. Ili, 332, ove si


fa menzione d'una petia de terra
posita in littore Albo secundum
quod firmat uno suo capite in fos sato Sancti Felicis de Amianis

gennaio 1184, pubblicata


dal Baracchi, Le carte del mille e
Notarile di Venezia

qua duos

dicebat, ex

del

merita speciale menzione

si

ap-

sibi

documenti

la carta del

millecento che

nubem

lit-

de Bovis

de' secoli xii e xiii ricordano spesso

quel luogo

quoque

in sequenti

derunt.

tore albissimam

impendere promiserunt.

et

titulo ecclesiam

care iusserant,cuius etiam merceilli

Dei honore

in

pubblicata

1273

dal

(c

et

Mugla

suo

capite

in porto

de

Non

avrei

difficolt

ad

altero

ammettere che
luogo che ora

vi corrispondesse quel

denominato

Lido

Piccolo, perch nella nota carta della

laguna deHneata del Sabbadino (una


copia si trova al R. Archivio di Stato
a Venezia)

Lio

Pizolo

posto

Mani, Sagapresso
gnana. Valle Palassa, Lio Mazor ,
e un po' pi al sud segnato il lido
di S. Erasmo, e oggi pure vi sorge
una chiesa dedicata a S. Maria della
S. Felice

di

ce

Neve.
ce

tus

nomi litus Parvum ,


Minus si trovano talvolta
I

documenti

de' secoli xiii e

ce

li-

nei

xiv {Cod.

ce

lacobo Belli de lit227 a:


littora que
tore Minori ; e. 388 a
tenebantur per littus Minus afficta-

ee

bantur per

Pubi.
cc

e.

ce

secolo XIII

et

littus

litus

denominazione

come

risulta

Maius
Minus

ce

) e fino dal
era la sola

ufficiale di quel

dalle

luogo,

deliberazioni del
2*

c.

33

CHRONICON

26

nubem

albissimam

ruisse dicebat, ex

qua duos

dere viderat, ad

quam cum

dicentem audivit

domiiius Deus Salvator

dominator;

orbis

qua

centem audivit

Deus Salvator

et tocius

ostendero, in

ut in

illa

vox

alia

construas.

cum

prefatis

quo

quo

in

alia

vox

bailla

mater domini lesu

obrem volo

sibi

quem

denotasse aiebat.

sibi

sopra propius aggiunge un p

Maggior Consiglio.

Liber comunis

Venezia.

sorto

sia

probabile

che

quando

litus de

il

quel

Bovls cominci a chiamarsi

Maius .
(i) Parve

fosse

il

il

litus

al Filiasi, op. cit. p. 145,

lido, al

nome

quale poi

di litus

medesimo che

denominato

lido

Maggiore o

chiuso verso

il

cro-

Boum

tardi

fu

pi

Maggiore

porto di Tre Porti e

il

tra

il

quello di

che rest
Cecchetti,

lesolo,

Cf.

1700.

vita dei Veneiiani nel 1^00 in Arch.

XXIX,

ora detto Litorale

del Cavallino .

mio avviso non

quam-

hoc loco mihi

quem

in

etiam locum
in tertio

autem cum pervenisset


medietatem eiusdem
diversa multitudine

si

httore,

littoris

ex

gentium

et

M.

pu nemmeno dubitare della idendei due nomi, perch talvolta

tit

sono scambiati nel medesimo documento. Cos nel Cod. Pubi. sent. 67,
352B, in un allegato

e.

usate

dell'ottobre

come sinonime

le

homines de Malori littore e


homines de littore Bovensi , e mentre in un luogo della sentenza 38, allegato del decembre 1173, e. i58b,s

frasi

lohane de Tumba diaconus


plebanus plebis Sancti Petri de pre-

ce

dicto littore , cio del litore

legare:

vensis

Bo-

sopra ricordato, poco dopo

159B, allegato dell'agosto 1177)


lohani da Tumba
il passo
diaconus plebanus Sancti Petri de

(e.
si

trova

honorem

denotasse agebat.

1185, sono

che questo

se-

Christi,

ut in

i8. agebat] cosi anche

162 A, al R. Arch. di Stato

ciindus, e.

nista

in

autem cum pervenisset

<^')

etiam

Maria

ecclesia fabricetur

ecclesiam in honore mei nominis volo ut ediffices;

sum

ego

dulci-

nube

ro

eaque de nube exire videbatur

nominis mei,

La

tibi

divinitus auditur,

dicebatque

facta est, de

non longe

radiis

prefactis

Ihesu Cristi mater; in hoc loco

veti.

tunc nubes

silicam edifices.

trans-

ego sum Maria domini

di lido

quem
nomine meo

ipso loco,

ad alium locum se transferens,

ferens se locum, in

nome

do-

monstravero, in no-

non longe ad alium

orbis

totius

tibi

radiis

4.

ego dominus

cum

nubes

tercio

di-

cave ut in ipso loco,

tunc

locum

sibi

minator; terra autem in qua eras,


fac

autem

propius ac-

voce

cederei, clarissima

ego sum

terra

mine meo basilicam

dicens

quam cum

derat, ad

stas,

quem

sona

prop-

clarissima voce

pius accederei,

in

cla-

velut solis radios respleii-

ritatis

sibi

appa-

sibi

20

GRADENSE.

eiusdem

littore,

medieta-

littoris

tem ex gencium

populi di-

et

versa multitudine occupatam se

me-

vidisse narrabat, cuius alia


5

boum

dietas

ac bubalorum den-

sissimas acies vegetabat.

dio autem littore nubes

me-

in

can-

illa

bum

acies vegetabat.

nubes

littore

cum
cum

cum quo

quidam

videlicet iuvenis

insimul confabulan-

erat,

tunc senior

15 tes.

Mauro
trus

ille

eidem

ait

ego sum Pe-

presbitero:

apostolorum princeps

a chri-

stiani gregis pastore constitutus

ut ipsius

20 nunc

pascam oves

agnos;

et

peccatorum tuorum

in

missione

re-

iniungo quatinus

tibi

ad Dei honorem
minis titulo

||

et in

mei no-

honorifice

hoc

in

loco ecclesiam fundare studeas

25 ut in

natalicii

mei

die universus

Torcellanus populus in ea conbobum]

2.

cosi

predicto littore ,
rita
5

(c

litore

luglio

M.

anche

ma

Malori

Nella sent.

al

nell'esemplare Marc. Lat.V,

Cod. Pubi.
9, si

nell'allegato dell'ottobre 1185

legge

Mar-

cumPetroet DominicumPetroatque
lohannem Petro de littore Bovensi ,

homines de Maiori litvidelicet Johannes Petrus et


Dominicus Petrus ac Marcus Petrus .

e pi sotto
tore

medio autem
candidissima

illa

quam

ad

accessisset, splendida cani-

senem quendam

sima sede sedentem


ipsam

vidit,

in speciosis-

inter

cum quo

quidam

erat,

nubem

videlicet

insimul con-

tunc senior

fabulantes.

ille ait

eidem Mauro presbitero

sum

ego

Petrus apostolorum

prin-

ceps constitutus a Christo super

gregem suum
ipsius

nunc

vigilans pastor ut

pascam oves

agnos;

et

peccatorum tuorum

in

missione

re-

ex parte Dei in-

tibi

iungo quatenus ad Dei honorem


et in

mei nominis

rifice

in

hono-

titulo

hoc loco ecclesiam fun-

dare curabis ut in natahtii mei


die universus Torcellanus
lus in ea

dem

congregetur

et

Deus

iuvenis

adoretur.

popuibi-

autem

sopra accessiset corr. accessisset

rife-

la frase

aggiunta

13 21

9.

in

suis radiis stetit,

iuvenis

ipsam nubem contemplatus

medietas bo-

alia

bubalorum densisimas

ac

speciosissima sede sedentem in-

est,

2 B

patam, cuius

tie

fra

e.

populi narrabat se vidisse occu-

cum suis radiis stetit,


ad quam cum accessisset, splendida canicie senem quendam in
didissima

10

27

Le

stesse

testimonianze confermano

l'esistenza
in quel lido.
gli

chiesa di S. Pietro

della

Sino dal

sec. xiii,

abitanti si costituirono a

quando

comune

con un podest in dipendenza politica


da Venezia, il nome ufficiale fu quello
di litus Maius , come risulta dalle
deliberazioni del Maggior Consiglio.
Lih.com. secundus,

rum,

e.

70 A, ha

il

e.

162 a;

il

Lib.plegio-

capitolare del podest.

CHRONICON

28

iunior vero

gregetur.

cum

eo

erat, dixit:

ille

qui

ego sum

ser-

vus Dei nomine Antoninus, qui

pr

nomine passus

Cristi

ideoque precipio

tibi

ut

fui,

parvam

qui

cum

eo

erat, dixit

servus Dei

ego sum

Antoninus, qui pr

nomine martirium passus

Christi

sum, ideoque precipio

parvam ecclesiamiuxta magistri


mei Petri basiiicam

silicam in honore Dei et sub

Deietsub titulonominismei

tulo nominis

mei

ediffices, nichil

tamen alieni operisinterutrasque


facere

presummas;

iuste

ac

Deum

presumas

devota mente aliquid

devote a

meis

pecierit,

qua

si

apud

precibus

obtinere

non ambiget;

cave

ut,

mus,

ipsas ecclesias extruere fain

cias.

designaveri-

sicut tibi

quartum(^)autem cum

pervenisset

visum

littus,

quod totum

littus

fuit ei

vineis esset

plenum maturissimas uvas habentibus, et qccq nubes

illa,

quam

paulo ante diximus, apparuit

ad

quam cum

accessisset,

ei;

decora

puellam quandam in sede

facie

preciosa sedentem aspexit, que


dixit

ego sum lustina virgo que

pr Cristi nomine in Fatavi


vitate passa fui; pr eius

in

Dei honore
5.

cuius

(i)

ci-

amore

deprecor ut parvam ecclesiam

te

martirum

alicui

Nel Chron.

Vigniolas e sta

Ora

et

6.

mei nominis
in

honorem]

15. Perti ipsius

Alt. p. 9,

il

(p. 8) iusta

nome

si

quis iuste ac

intercessione

obtinere

quare fac

ut,

io

mea

Deum

non ambigat;

quemadmodumtibi

indicavimus, ipsas ecclesias


gere facies.

||

eri-

15

quartum autem e

in

cum pervenisset litus, eidem visum fuit quod totum littus vineis
plenum maturissimas uvas

esset

habentibus

tunc Qcce nubes

quam paulo ante

illa,

20

diximus, iterum

eidem apparuit; ad quam cum


puellam

accessisset, decora facie

quandam
dentem
dixit

in

sede speciosa se-

aspexit,

quidem 25

que

ego sum lustina virgo

martir,

et

que pr Christi nomine


martirium

in

Patavina civitate

fui

passa; pr Christi honore et


M.

anche

P martirum

facere

meis precationibus apud

28.

mare .

Deo

edi-

alicuius operis

ecclesias

qua

in

in

petierit,

cosi

le Vignole sono uno scanno


fondo arenoso tra il porto di San
Nicol del Lido e quello di S. Erasmo,

di

utrasque

inter

quis

in

tamen

fices, niliil

honorem

ccclesiam iuxta magistri mei bati-

ut

tibi

9. alieni] cos

UV

ali-

per lontano dal lido Bovense, laonde

non affermerei con sicurezza che fosse


il medesimo luogo, sebbene nel Chron.
Alt. pp. 8, 9,

vum

venga designato

littore .

Par-

33 b

GRADENSE.

commemoratione
construere facias.
taliter revelatis,

in

hoc

in

his

visum

littore

omnibus

sibi fuerat

cuiusdam brevissime tumbe

loco persistere, ubi et nubes


lucida apparuit

solem

quam

supra

eadem autem nube

quidam
IO cens

illa

illustrantibus radiis aspein

xit.

ei,

(')

vir

mirabilis aspectu erat di-

ei:

ego sum Johannes Bap-

precursor Domini; depre-

tista

vigiliis

vacare iniunxit nec non per

sibi

anulum

ac

scripture

investicionem

20 nibus

tradidit.

expletis,

supra

paginam

om-

his

ecclesie

tam ecclesam adesse videban-

e.

tur,

ex huius quiete visionis som-

pno expergefactus,

lumen

et

manibus.

anulum in

eidem apparuit

illa

supra

quam solem

lucida

strantibus aspexit, in

radiis

illu-

quaquidem

quidam aspectu mira-

nube

vir

bilis

erat

dicens

sum

ego

ei:

Johannes Baptista Domini pre-

quam ob rem

te

deprecor

secundum exemplar, quod

hoc

in loco

tibi

premonstravero, ec-

clesiam mihi facias edificare, in

qua die ac nocte orationibus


vigiliis

per

vacare iniungam; nec

annulum

nam

explectis,

nubem

et

non

ac scripture pagi-

investituram tradidit.

fuit

strepitu, qui iuxta prefa-

cuiusdam

loco, ubi et

nubes

visum

norum

in

brevissime tombe

omnibus

ubi nimio molendi-

omnibus hoc modo

perductum

ac esse

sancte Marie tectum astitisse sibi


fuit,

fa-

habiiis visionibus, videbatur esse

ut

qua die

his

bricetur.

ostendero formam, ccclesiam michi edifficare facias; in

littore

volo ut ecclesia mihi parva

cursor,

noctuque orationibus ac

25

nominis mei amore in hoc

nomen eius, ut secundum hanc quam tibi in hoc loco


cor te per

15

29

his

eidem visum

illam astitisse supra

tectum ecclesie sancte Marie, ubi

nimio fulgebat lumine.

porro

postea ex sonino suavissimo ob

vo-

plurimas visiones habitas exper-

suis repperit

gefactus, ubi strepitu molendino-

scripti

'|

rum nimio facto, qui


esset,

Hcet procul

sed non longe abesse ab ec-

desia dive Marie videbatur, se ab

30

somnoexcutiens, annulum etvo-

lumen scriptum

a sancto

Ioanne

Baptista in suis reperit manibus.

(i)

terra

Nel Chron. Alt. p. 8: terrenulam parvam


che sporgeva sulle acque.

cio piccolo spazio di

CHRONICON

30

Hec autem

Hec autem seriatim postquam


omnia exposuit, Aurius tribunus

cum

et alii nobiles qui

viso anulo

eo erant,

quod

ipse reppererat in

suis,

de

sione

siam

parvam

honore Dei

in

et

et

quod

Mauro

sancti

siam in honorem Dei

Mauro

Baptista ipsi

atrium

iuxta

eccle-

et sancti

ostenderat,

ipsa

in

quoque baptismatis fonte


eisdem

per occultos meatus in

per occultos

meatus in eisdem fontibus aereas

pluribus fontibus ponentes aereas

bestiarum imagines aquas evo-

bestiarum imagines aquas

mere

in

fecerunt.

Maurus

sacerdos

prefatus

ctis,

his itaque pera-

modum

evomere

ad Httus in quo sancta

rium tribunum ad

quod

in prefata visione sibi re-

velatum
siam

ap-

ibique, iuxta

lustina,

parvam

fuerat,

construere

veniente in

littus

cium ac boum

sibi

sibi

iussum

honore san-

aham parvam

7.

edifficaverunt;

Boum

Aurius

testificati

8.

25. venientes] cosi anche

anche M.

51.

in

in prefacta vi-

in

sum

littus

M.

28.
cosi

cosi

ac

quo 25

bovum

secundum quod

et

parvam ecclesiam in hosancti martiris Antonini

anche M.

M.

hono-

apostoH

Petri

edificaverunt; littus

S iusum

anche

sancti

aUam
norem

tribunus

honorem]

littus in

fuerat, ecclesiam in

rem

eccle-

honorem]

apparuerat,

fecit.

in prefacta revellatione sibi vi-

siam in honore sancti Antonini

autem

quod

e.

lustina,

vani ecclesiam construere

in

fuerat, ecclesiam in

martyris

ibique iuxta

multitudo gentium

sibi

Petri et

apparuerat

apparuerat

prefata revelatione

cti

sancta sibi

deinde venientes in

secundum quod

multitudo,

quo

littus in

quo gen-

in

fecerunt.

sione sibi revellatum fuerat, par-

cecie-

deinde

fecit.

mirum

secum duxit Au-

cerdos Maurus

paruerat

his itaque peractis, prefactus sa-

secum duxit Aurium tribunum


sibi

io

mira

episcopii

pulchritudine edificaverunt.

in ipsa quo-

modum

idem sanctus

Ioannis, sicut ipse

que baptismatis fontes ponentes,


in

suis re-

parvam

visione certificati,

atrium episcopii mira pulchritu-

mirum

eo erant,

manibus

ipse in

eccle-

ostenderat, iuxta

dine edifficaverunt.

cum

pererat, de huius revellatione et

vi-

lohannisjsicut idem sanctus Baptista ipsi

nobiles qui

alii

viso annulo et volumine scripto,

manibus

huius revelationis

certificati,

omnia exposuit, Aurius tribunus

volumine,

et scripti

postquam

seriatim

visum

autem Bo-

23. revellatum] cos anche

visum

M.

revellatione] cosi

30

34 a

GRADENSE.

constituit

hoc

ad aliud

littus

id

cu-

transfretari

pientes, albissimam

vum

deinde

appellar!,

nubem supra

ad quod tendebant

quod cum pervenis-

derunt, ad

nescente nube,

que

illic

reppererant

signa, ccclesiam in

honore do-

huius

ad

nari,

littoris

littus

viderunt,

pervenissent, eva-

secundum

ea que

siam in honorem Salvatoris

vi-

ex

ficaverunt.

Aurius tribunus

versus

stituit.

Album isdem
con-

illud vocari

ad huius

edi-

nubis

pref^icta

albe visione littus

nomi-

littoris

versus

si-

dextras partes euntes, in hono-

ostensum fue-

rem sanctorum martirum Her-

dexteram gradientes partem,


cut in prefata sibi

supra id ad

preostenderant signa, eccle-

illic

Album idem Aurius

littus

tribunus illud constituit

rat visione, et sanctis martiribus

metis et Herasmi ecclesiam

designatum, ecclesiam in honore

dcm

sanctorum martirum Hermetis

cedis

et

Herasmi

edifficaverunt, cuius

20 mercedis promissa locum


fodientes

aitarla

plurimum

hoc Aurius

omnia,

mas,

his

que

hoc

littora prefatus

ceteris

tionis sub

ob

hec

cum

princi-

Expletis

teris

domina-

fu

hoc itaque modo, ut

14.

in

hec

cum

cc-

noblibus ettribunisinunum

prietatis et

dominationis perpe-

sub

omnia episcopo

eodem episcopatu omnia

sub ilio pr tempore episcopo pos-

leggevasi appa (apparuerant

corretto in preostenderant

coUectis decreverunt ut iure pro-

episcopatu su-

con-

Aurius

littora prefactus

et

P prima

appellari.

omnia que supra memoravimus

tos agricolas seu colonos

In

Mer-

littus

omnibus

bis

tuo subessent

8.

hoc

cedis constituit

sceperunt, in quibus etiam mul-

stituerunt,

ob

auri invenerunt, et

Mer-

Aurius

iure proprie

eodem

quo

destinaverant,

hoc Aurius tribunus

memoravi-

eiusdem episcopii

pibus in

plurimum

quo

mer-

cuius

promissa locum in
fodientes

ibi-

appellari.

omnibus

supra

edifcaverunt,

aitarla

destinaverant

tri||bunus Httus

Expletis

25

in

auri invenerunt, et

cedis constituit

30

cum

dum

sione

nubem

ad quod

le ex prefate quidem albe nubis

aliud littus transfretari cupientes,

sent, evanescente nube, secun-

ea

instituit

delude ad

appellari.

quod tendebant

mini Salvatoris edifficaverunt;

15

modo

albissimam

vi-

littus

hoc

Aurius tribunus

?J,

honorem]

poi repererant che dalla stessa


cos

anche

M.

mano

CHRONICON

32

nullus in eisdem littoribus vineas

opus agere

vel alicuius culture

presumeret sne episcopi concesvenundatione.

sione vel
stituerunt

quoque quod

con-

singulis

unoquoque sulcu unius-

annis ex

cuiusque vince iam dicto


scopatui duos palmites

epi-

cum om-

nibus racemis pr censu persol-

unaquaque domo

verent, et pr

pr

fisci

precio

nummos

octo

suerunt, in quibus

edam multos

rusticos agricolas

seu

colonos

modo,

constituerunt, hoc itaque

ut nullus in eisdem littoribus vi-

neas vel alicuius

quicumque

presumeret

agere

opus 5

culture

absque episcopi concessione aut


consensu.

verum

subiectionis

constituerunt

quod

quibuscumque annis io

in singulis
tali

signum

in

unoquoque sulcu

die et ex

eidem episcopatui impendercnt;

uniuscuiusque vinee huic iam-

omnes

dicto episcopatui duos palmites

tum

vero

ac

paludum

gaverunt

quedam

piscarias

prefato subiu-

episcopio.

patus partes

preterea

eiusdem

alle

in

gurgi-

censi

episco-

debitum

cum omnibus
perpetuo

racemis pr censu

persoiverent,

unaquaque domo ibidem


pr pretio

fischi

octo

pr

et

situata

nummos ei-

om-

dem episcopatui darentur; omnes

nium autem supradictorum cun-

vero piscarias gurgitum ac pallu-

ova

et gallinas

offerebant;

ctos redditus prefato

Mauro

pre-

dum

subiu- 20

prefacto episcopio

episcopali

gaverunt.

prepterea quedam alie

fungereturhonorecomiserunt<^').

domorum

partes reddebant pr

usque

sbitero

quo

15

annuo censu aut incensum aut


cereos aut ova aut gallinas alia-

que plura huiusmodi episcopatui 25


ofFerrebant;

omnium autem

pradictos redditus et census


regalia prefacto

suet

Mauro presbitero

commisserunt, donec

et

quous-

que episcopali honore ipse fun- 30


geretur.

Eo namque tempore Frau^.


fisci

In

Eodem quoque tempore

U dopo qaodireve lacuna per abrasione d'tnmsillahaj forse in

sopra

sisci.

i6. eiusdem] cos

M V;

Ueisdem

20. Ucorr.

ii. L/sisci

Magno

sopra

FrauVcorr.

Mauro

c.s.

(i) Interpretazione libera del passo rispettivo del Chron. Alt. pp. 9 e 10.

e.

34 b

GRADENSE.

duni cumWillarenis Mastalicis(')


ecclesiam

(^)

honore Dei

in

sancti Laurencii

honorifice

tyris
5

fieri

sumptibus ecclesiam

rem Dei

coiistruxerunt,

quoddam

castellum

pontem

ad Amianas fecerunt
fatis
sit

namque Fraudunis

Aurius tribunus

presbiter

tribunatum

iudicii

vero

cuiusdam

pontem

eiusdem

neas edifficarent,

ipsi

vico

quoque

e.

4 A

Aurius

tribullnus et

Alaums

2^

dicti

Amianarum

vico

corr. Maiurus sopra


tueret

(i)

ne'

MS
La

=:

Magnus

188 a,

palludes

5.

U corr.

eidem

ecclesie

legge

il

honorem]

si

port

anche

cos

M.

tri-

11.

J7 corr. construeret sopra costi-

l'esistenza

e. s.

Chron. Alt.

p.

35.

documenti comprovano
della chiesa di S. Lorenzo

del 15 maggio 1195 in


e. uno
Corner, op. cit. Ili, 344) e di quella

(p.

op.

risedeva a lesolo e dopo la

ut

(2) Molti

omonima

Cron. vene^. ant.

in

a Rialto.

di S.

Eraclea

quoque

Magnus sopra Maurus

di Constantinus Hvillarem
che era uno dei testi. Una famiglia

d'

piscarias

perunt, pluraque alia Aurius

21. P^rf- constitueret

nome

nota distruzione

Frauduni

ipsi

molendinos construerent acce-

22.

si

Mauri

supra-

notitia testium d'un documento


del marzo looi allegato alla sent. 43
e.

lit-

ac

famiglia talvolta ricordata

Pubi.

maximam

eodem

documenti Torcellani; cos nella

del Cod.

ecclesie

partem ad vineas faciendas

susceperunt

pre-

massalicis, incolis

construeret

eiusdem

utilitatem

presbiteri

Frauduni ecclesiam sancti

,1. Perii mastalicis

in

ex concessione Aurii tribuni et

idem

sbiter plures concessit. in

vero

toris

ecclesie

construeret

cum

Amianiarum sedes tribunahs

tueretur, et ad

apprehenderunt; piscarias quo-

molendinos

tribunus pre-

ad reddendum iuditium consti-

Frauduni

20 que ac paludes ut eidem

iter,

consensu Mauri presbiteri ut

utilitatem vi-

ecclesie

iste

Fraudunis concessit

factis

xMauri presbiteri, ut ad

et

usque ad A-

fecerunt

insulas

verum Aurius

15 ex concessione Aurii tribuni nec

non

or-

illic fieri

edificantes,

mianas

partem

littoris

cuius

dinaverunt, a quo vero castello

maximam

quoddam

castellum

conces-

Amianarum

vico

in

honorifice con-

constructis et iactis fundamentis,

Maiurus

et

hono-

in

struxerunt; per circuitum

illic

pre-

iter,

propriis

et sancti Laurentii le-

vile et martiris

usque

edifficantes,

Villarenis et Masta-

omnes simul

hii

litiis

ordinaverunt, a quo vero ca-

stello

io

et

cuius pergirum fundamentis constructis,

cum

duni

mar-

levite et

33

Marco, che da essa dipendeva


gennaio 1185 in Corner,

(doc. del
cit.

II,

267).

CHRONICON

34

eamque

construxerunt,

Marci

Laurencii ecclesie subiu-

siincti

gantes.

non post multum tem-

poris ipsi

Frauduni

cum

Calcia-

miris aliquas reliquias sanctorum

martirum Sergi

dam Stephano

Bachi a quo-

et

Scopacalle

scipientes, ecclesiam

corum honore

reliquias

et

Con-

quam

Laurencii

quasdam

iterum,

subdiderunt.
alias

in capite vici

sancti

plebi

su-

Dei

in

edificaverunt,

stanciaci

predite

^'^

sanctorum

mar-

tirum Marcelliani et Maximi


a

(^)

quibusdam Castellanis acqui-

siverunt; in

subiugaverunt

que

iam

per

ecclesias

tres

cyrographum

has

plebi,

runt plebi, eo

iam

3.

(i)

Il

Chron. Alt.

Cod.

p.

26,

scripti

legg.

tra le fa-

Scuvacalles vero invenerunt corpora

sanctorum Sergi et Bachi ipsi ad lilorum honorem ecclesiam fecerunt.


;

L'esistenza di quella chiesa a Costan

comprovata da molti docu-

Corner, op. cit.


maggio 1261 &c.

p. e.

carta del

eamque

Marci ediiicarunt,

cti

Ili,

352,

(2) L'esistenza della chiesa di S. Mas-

sancti Laurentii ecclesie subiu-

non

gantes.

post

multum tem-

poris ipsi Frauduni

cum

miris aliquas reliquias

martirum Sergi

dam Stephano

et

Calcia-

sanctorum

Bachii a quo-

eorum honore
capite

Dei

et

edificaverunt in

Constantiaci,

vici

prefacte

io

Scopacalle susci-

pientes, tunc ecclesiam in

plebi

Marcelliani et

quam

Maximi

15

quibusdam castellanis acceperunt


et vi et

dolo rapuerunt; in quo- 20

rum honore

ecclesiam edificave-

runt et iurisditioni plebis


diete subiugaverunt,

pre-

hac tamen

conditione, ut singulis annis

earum

in

festivitatibus diete eccle-

plebano prandium

sie

Amianarum

menti,

san-

rum

ziaco

ecclesiam

nam-

miglie che vennero a Rialto ricorda

ce

pre-

sanctorum marti-

ipsius plebis

cos il

Frauduni

dicti

Amiarum

alias reliquias

deberent, huius vero vicem

Amiarum]

vico

diete

ecclesie ple-

isdem plebanus in

eodem

quasdam

bano prandium preparare honorifice

in

porro

iterum,

vero ordine, ut

diete

tissime eisdem concessit.

subdiderunt.

ec-

singulis annis in earuni festivitatibus

presbiter liben-

Laurentii

subdide-

prefate

Maurus

et

sancti

quorum honore

edifhcantes

clesiam

bunus

24.

U V

sibi

ho-

prepare

documento della
monastero di S. Cipriano a S. Antonio di Torcello (25
giugno 1246), ove tra i testi si legge:
ecclesie
Marcus Natalis plebanus
sancti Maximi de Constanciaco .
simo

provata dal

traslazione

Arch.
del

del

di Stato a Venezia, Pirgamene.

monastero di

busta

I,

S.

sec. xiii,

sacra, 2^ ed.

Antonio
e

di Torcello,

Ughelli,

V, 1384, 1385.

Italia

25

GRADENSE.

earundem ecclesiarum

festivitate

constituerunt

clericis

reddere.

ex collaudacione vero Aurii

tri-

buniprincipisTorcellani et Mauri
5

presbiteri, qui

nore electus

ho-

in episcopii

per testa-

fuerat,

menti paginam censuerunt quatinus


utilis

ex

quis

si

illorum

trib

inveniretur clericus, accepta

io investicione a Torcellano pontifice,

sine alicuius contraditione

in sancti Laurencii ecclesia pie-

banus constitueretur

sin

ex predicta prole nullus


15

autem

talis

su-

et

octo

ante festum

ab

iiivitaretur

huius vero vi-

cem isdem plebanus


eiusdem sue

vitate
ricis

in

festi-

ecclesie cle-

earumdem ecclesiarum

red-

dere teneretur, et de hoc extat

ex coUaudatione ve-

statutum.

ro Aurii tribuni principis Tor-

Mauri

cellani et

in

presbiteri, qui

honore episcopatus
per

fuerat,

electus

paginam testamen-

tariam constituerunt^ quatinus

si

quis ex illorum

et

trib

utilis

eiusdem par-

idoneus

et sufficiens reperiretur

rochie

aliam

quam

clericus,

accepta investitione a

vicini

in

personam

liberam

ciendi haberent potestatem.

hquas vero

ecclesias,

fa-

Torcellano

re-

cuius

que per

20 diversas TorceUi partes fuerant


Aurius

edifficate,

Maurus

predictus

tribunus

et

presbiter, qui

cum

fuerat electus,

universi p-

puli laude constituerunt et con-

25 firmaverunt atque sub potesttivo iure ecclesie

subdiderunt et

4B

per dies
illis

deberent,

preparare

norifce

peresset clericus,

vellent

c.

33

dictarum

||

sancte Marie

omnium

ecclesiarum

supra-

censue-

runt episcopium ipsamecclesiam

30 sancte Marie,
ecclesiam

Dei

iuxta hanc quippe

non longe

et sancti

in

honore

lohannis apostoH

contraditione

dieta

prole nullus clericus

dem

parochie

vellent

ciendi

Mauri sopra Magni

e. s.

quam

aliam

in

personam
electionem

hberam

h-

haberent

fa-

cultatem et potestatem.

||reli-

quas vero ecclesias que per


versas TorceUi
edificate,

Maurus

Aurius

fuerat electus,

populi

partes

di-

fuerunt

tribunus

et

presbiter, qui episcopus

cum

laude totius

constituerunt

tivo iure

corr.

talis

inveniretur aut superesset eius-

edifficaverunt basilicam; ex con-

sancti

autem ex pre-

stitueretur; sin

maverunt

4.

in

ali-

Laurentii ecclesia plebanus con-

evangeHste prefati Frauduni

et

sine

pontifce,

atque

sub

confir-

et

potesta-

ecclesie sancte

Marie

e.

35

CHRONICON

5^

cessione vero Obelierii et Beati

subdiderunt

Metamaucensium ducum

dictarum

et col-

laudacione Aurii tribuni nec non


et

ipsam

ex confrmatione Mauri pre-

sbiteri,

fuerat,

electus

lium

honorem Dei

cenobium sanctimoniaesse

episcopatu preiuxta hanc

quippe ecclesiam non longe in

ipsam ecclesiam

perpetuo

cum

Mari^

sancte

cellere censuerunt.

sancti lohannis apostoli et evangeliste

ecclesiam

supra-

matrem

ecclesiarum

cathedralem

qui in episcopatus honore

omnium

et

et sancti

lohannis

apostoli et evangeliste ecclesiam

ordinave-

ipsi

Frauduni erexerunt ex con;

cessione vero Obelingerii et Beati

runt.

ducum

Methamaucensium

io

et

coUaudatione Aurii tribuni nec

non ex confrmatione Mauri


scopi,

ipsam

ecclesiam

epi-

sancti

lohannis evangeHste cenobium

santimoniahum

perpetuo

15

esse

ordinaverunt.

His

^^)

His autem constitutis

autem, ut supradictum

est, constitutis,

eodem tempore

et or-

eodem etiam

dinatis ac dispositis,

universa Venetie populi multitu-

tempore universa populi multi- 20

dOjCommunicato Consilio, in Gra-

tudo,

dense pervenerunt castrum,

Gradense pervenerunt castrum,

que iuxta

in

honore sancte Marip

basihcam construxerunt

quoque

ecclesiam

Agathe

sancte

lohan-

ecclesie sancti

nis Baptiste de Torcellis

virginis

cantes, mirabih opere in

ibique

I.

corr. tribunorum et

(i)

la

sancti

de

Torcello

virginis

eandem formam

in

honorem 25

aHam

sanctae Marie virginis basilicam

honore

construxerunt; aliam quoque ecclesiam in

ediffi-

eandem

procerum

24. Torcello] cos anche

Qui comincia

triarcato.

ecclesiam

lohannis Baptiste

narrazione

honorem

sancte Aga-

the virginis edificantes, mirabili

ordinarunt criptam, in qua altare

nec non ex

iuxta

Consilio, in

formam

in

ibi-

communicato

opere

et

in

eandem ordinaverunt 30

sopra Obelierii et Beati

M.

delle

e.

s.

3.

29. edificantes] cos anche

origini

di

Grado

Perti

M.

del suo pa-

GRADENSE.

honore

in

sancti

erectum

tyris

mar-

Vitalis

est (^\

37

criptam, in qua altare in honore


sancti Vitalis martyris

ere-

est

ctum.

Ea namque tempestate cuidam


5

Geminiano presbitero divina


velatione iniunctum

vina revellatione iniunctum est

Tergestina civitate destructa

in-

ut in Tergestina civitate destru-

muros

est

muros de-

ecclesie et

rum quadraginta et duo martyrum diligenter perquireret,quibus


inventis, cum quibusdam suis

sanctorum

ad

Aquile-

.xl.

duo

et

marti-

rum diligenter perquireret,quibus


inventis, cum quibusdam suis
conprovincialibus ad Aquilegien-

civitatem; perquirentes reliquias

veniret,

sanctorum invenerunt

sanctorum;

cor-

ibi

Canciani atque

Tede

et

corpora sanctarum

et

20 virginum

Dorothee,

Eufimie,

omnes

Erasme, quas

reliquias, ut ei

secum

Cancianille

revelatum fuerat,

defferentes,

cum maximo

honore in castro Gradensi

condide-

dignissime

25 ecclesias

infra

Hisdem

autem

dux

Beatus

reliquias

inveneruntque

ibi

martirum

sanctorum

Cancii, Canciani atque Cancianille

nec non

ctarum

corpora

et

martirum

et

san-

virginum

Euphemie, Dorothee, Thecle


Erasme, quas omnes

et

reliquias,

ut eidem revellatum fuerat, se-

cum

deferentes,

honore

in castro

tribujnis et

ad universalem

bilibus

28.

Fu
II

V, noi

no-

Romane

13. Perti vuole aggiungere


est ut

cum

Beatus

cum maximo
Gradensi infra

cod. Trev.

e.

Italia

sacra,

30 a); nella

dux

bilibus suis

corr. proceres et sopra Beatus

Ughelli,

autem

temporibus

Methamaucensium

cum quibusdam i|tribunis

hinanii ad;

riedificata dal patriarca For(cf.

Hisdem

temporibus

Metamaucensium

cum quibusdam

(i)

corpora

perquirentes

per-

e cclesias dignissime condiderunt.

runt.

tunato

mu-

corpora

civitntis

slum civitatem destructam

nec non

30

destructe

ecclesie et

gensium destructam perveniret

et

muros

ros

pora sanctorum martyrum Cancii

et inter

structe civitatis corpora sancto-

e.

di-

in

comprovincialibus

15

cui-

ut

ter

IO

re-

Eadem etiam tempestate


dam Geminiano presbitero

e.

ma

no-

ad universalem pon-

perveniret dipende da iniunctum

s.

descrizione, che
tivo

et

si

documento, non

legge nel rispetv' alcun ricordo

della cripta di S. Vitale.

e.

3;b

CHRONICON

38

nomine Bene-

sedis pontifcem

sunt

adgressi

dictum

quem cum

at

iter,

pervenissent, suppl-

citerfusisprecibus,quatinusGra-

novam Aquileiam

dense castrum

Venetie

institueret et tocius

metropolim

H5^stne

et

ordinaret

nomina quoque

deprecabantur.

patriarcharum qui post destru-

Aquilegensium

ctionem

urbis

alicuius apostolici conces-

sine

sione in prefato Gradensi castello

sederant

refferebant,

dicentes:

tificem

Romane

Benedictum

quem cum

se contulerunt

ad

pervenissent, suppli-

quatinus

precibus,

fussis

citer

nomine

sedis

Gradense castrum novam Aquilegiam institueret

et totius

Ve-

metropolim

netie et Histrie

fa-

omnes idem suppliciter denomina quoque


precabantur.
ceret

patriarcharum qui post ruinam io


et

destructionemAquilegiensium
sine

urbis

alicuius

concessione

apostolica

Gra-

prefacto

in

Marcellianus patriarcha ipse pri-

densi castro in quo sederant hoc

eadem novam Aquileiam

pacto refferebant dicentes: Mar-

mus

in

sedit annis .xviiii., qui prius f-

cerat

monasterium Beligniense

cellianus patriarcha ipse


in

eadem nova Aquilegia

sedit

mo-

annis

monasterium sub proprii domimi

nasterium Beligniense in destru-

huic

autem

successit Marcellinus, qui

annis .xv. nove Aquilege rexit

ecclesiam; post
in

eiusdem

annis

cessor

eadem

.v.

Maurus,

post

.111.

et

qui

in

.iiir.

quem Mace-

donius per annos

.xvi. et

men-

ses .V. et dies

ibidem

extitit

.vi.

^cclesiam sancti

patriarcha, qui

lohannis apostoli et evangelista


at]

cosi

U sedis

2.

16.

U;

et

M.

tenuit.

17.

demum

deinde Macedonius.

hic in

eodem

castello

25

fundavit

ecclesiam beati Ioannis evange-

hos autem in numero epi-

liste,

scoporum, qui a tempore beati


ad Nicetam, qui 30
destructionis Aquile-

Marci usque

tempore

giensi ecclesie prefuit,

credimus, nec

rari

leggi ad pel solito scambio di

corr. sedit sopra sedis

legia] cosi anche

vixit

de Stephanus, postea Laurentius

ecclesia prefuit annis

mensibus

quamdiu

minii

ecclesiam sedit

mensibus

extitit

nasterium sub iure proprii do-

huic successit Marcellinus, dein-

huius quippe sue-

diebus .XV.

quod etiam mo- 20

quem Stephanus

castri
et

.xii.

19, qui prius fecerat

et Aquilegia;

15

primus

indestructaAquileia;quod etiam

iurequamdiuvixitretinuit.

d finali.

nova Aquilegia]

cos

connume-

non ab pon-

14. Perici Marcellinus

anche

M.

20. Aqui-

GRADENSE.

ineodemcastellofundavit*^'). hos

autem

numero episcoporum,

in

39

sedis

cuni

beneditionc in hanc

quam

apostolice

tificibiis

palii

novam

qui a tempore beati Marci usque

petimus

ad Nicetam, qui tempore destru-

destinati sunt.

ctionis Aquilegensi
clesie, connumerari

non ab

prefuit

Aquilegiam

fieri

ec-

credimus nec

apostolice sedis ponti-

cum pallii benedictione


hanc quam petimus novam

ficibus

in

IO

15
e.

Aquileiam destinati sunt.

fieri

Tunc idem sanctissimus Benedi(;tus summus Romane sedis

mus^^^dem sanctissimus Benedi-

pontifex, benignitatis clemencia

ctus

motus, dignis eorum condescen-

clementia, dignis

eorum conde-

communicatoque

scendit precibus,

convocatoque

precibus,

dit

episcoporum concilio,

.XX.XV1111.

papa motus nimia

vidi-

bonitatis

episcoporum concilio,

.xxxviii.

novam A-

Gradensem civitatem novam A-

Gradensem

quileiam constituens, ex collau-

quilegiam constituens, ex col-

supradictorum

laudatione predictorum episco-

datione

20 porum

cius

omnium

et

mane

ecclesie

Venetie

episco-

sancte Ro-

cardinalium to-

et Hystrie

metropo-

lim ordinavit, accersitoque duce

cum

et qui

25

Tunc, ut etiam supra

eo erant: per privi-

inquit,

legii,

Romane

preceptum sancte

ecclesie

collauda-

et

tione ac confirmatione

omnium

porum

mane
tius

omnium

et

Venetie

accersitoque duce

eo erant

3.

Aquilegiam]

communi
17.

cos

anche M.

cio parte della

Aquilegiam]

cosi

Graii.

ricordata nell'elenco delle do-

nazioni

Ughelli,

op.

cit.

di

Fortunato IL

V, noi.

cum

qui

con-

collaudatione et

omnium

ec-

istorum

fira-

trum tam episcoporum quam

sctissimus

che fu

15.

Prima

cassata

leggcvasi in

dalla stessa

mano.

M.

(i)

et

preceptum sancte Romane

parola communicatoque

anche

et ita

per privilegii, inquit,

firmatione

et Hystrie

Histrie metro-

perpetuo esse voluit tempore,

rum quam

30 Venetie nec non

et

polim ordinavit, constituit

clesie et

tocius

sanctae Ro-

cardinaiium to-

ecclesie

istorum firatrum, tam episcopocardinalium,

civitatem

(2)

Nessuno

crondC3i

dei passi precedenti della

Qdd Lih. poni ecclAquil. irrita.

del privilegio largito da papa Benedetto.

CHRONICON

40

densem ecclesiam metropolim

cardinalium

vobis ordinamus; eiusdem vero

nec non

presulis electionem clero et p-

ecclesiam metropolim vobis or-

pulo liberam faciendi tribuimus

dinamus.

facultatem.

prefate preterea re-

Gradensem

et Histrie

eiusdem vero presu-

electionem clero

lis

Venetie

totiusque

et

populo

gionis duci post factam electio-

liberam faciendi tribuimus facul-

nem

tatem.

potestatem

investicionis

committimus, qua ab ipso duce

eiusdem

accepta,

suffraganeis

nis duci post factam electionem

commit-

investitionis potestatem

timus, qua ab ipso duce accepta,

mus.

quibus expletis, ad huius

eiusdem suffraganeis consecrandi

sancte

Romane

licentiam concedimus.

ad

palili

sedem

benedictionem

susci-

piendam properare iniungimus.

ad

palli

et

cunctis

eius successoribus concessit.

huius

rei

ad

confirmationem recto,

quibus

beneditionem suscipien-

properare iniungimus.

15

Hec omnia per privilegii decre-

per privilegii pa-

ginam duci Beato

tum

duci Beato et c^teris suis suc-

cessoribus concessit.
rei

ad huius

||

quendam 20

pradictum

dam Paulum cardinalem sancte


Romane ecclesie, facta electione

Paulum cardinalem sanctae Ro-

mane

ab

ab

qui

cum

Beato duce aderant, a pre-

fato

quoque duce accepta inve-

est,

ecclesie,

ordine

ipsis tribunis et

cum Beato

electione

facta

nobihbus qui

duce aderant, a pre-

quoque duce accepta

facto

in-

sticione, patriarcham consecravit

vestitione, patriarcham consecra-

cum palU benedictione in


novam Aquileiam cum eis remi-

vitatque

atque

sit;

feliciterremissit; quisanctissimus

in

eisdem

patriarcha corpora sanctorum in

ecclesiis

honori-

sanctorum

nove Aquileie
fice

condivit

in ecclesia sancti

VitaUs quadraginta et duo mar17.

sopra eius
52.

corr. ducibus sopra duci Beato


e. s.

24.

U corr. prefato sopra

condidit] cosi anche

M.

25

cum palli beneditione in


novam Aquilegiam cum eisdem

qui sanctissimus patriarcha

corpora

e.

confirmationem recto, ut su-

ut supradictum est, ordine quen-

ipsis tribunis et nobilibus

io

Romanam

ad sedem

explectis,

dam
Hec omnia

prefacte prepterea regio-

consecrandi licenciam concedi-

ecclesie

eisdem nove Aquilegie


honorifice condidit
sancti

e.

s.

Beato

Vitalis

Pert^ duci
e, s.

in

ecclesia

martirum

.xlii.

i8.

ecclesiis

corr.

eorum

28. Aquilegiam] cosi anche

M.

30

36 a

GRADENSE.

tyrum corpora dignissime turnuMarie

sancte

in ecclesia

lavit;

corpora sanctarum virginum Eu-

Dorothee,

fimie,

sme

et Era-

diligenter collocavit;

cor-

pora sanctarura

phemie,

Marie

virginam Eu-

Dorothee,

Herasmc

cor-

Tiiecle

diligenter

et

collocavit

Canciani

Canciani

et Cancianille in eccle-

sancti lohannis

evangeliste

celeberrime composuit.

cumque

i|

structam Aquileiensium

Civita-

et

idem venerabilis patriarcha ad


structam civitatem

sponeretj divina revelatione sibi

disponeret,

innotuit qualiter cives Aquileie

sibi

sevissimam Longobardorum

ra-

legie

biem

fu-

rum

Gradense castrum

ec-

in

cumque

celleberrime condidit.

sem cum

in

Cancianille

desia sancti Ioannis evangeliste

tem cum populi multitudine ire di-

Aquilegien-

populi multitudine
divina

de-

ire

revellatione

innotuit qualiter cives Aqui-

sevissimam Longobardorabieni in

Gradensem

civi-

gientes beatissima corpora san-

tatem fugientes, beatissima cor-

ctorum Quirini^

pora sanctorum Quirini,

et

Taciani

Illari et

ceterorum secum asportave-

20 runt. hac itaque revelatione non

parum

illarescens et translatio-

nem eorum
diem
vo
2)

ecclesia sanctae

in

corpora autemsanctonimCancii,

o idem venerabilis patriarcha ad de-

15

corpora devotissime tumulavit

pora autem sanctorum Cancii,

sia

6 A

Tede

41

scripsit

et

mitalicii

constituit celebrari; in octa-

die pentecosten natale qua-

draginta et duo martirum instituit,

et

sanctorum

natalicia

Illari

Taciani sexto decimo kalen-

das

marcii,

Quirini
iunii,

sanctorum

pridie

kalendas

quarto kalendas

30 Cancianorum

sanctarum

madii, natale

num

tercio

rexit

autem Paulus

mus

sacerdotis

virgi-

nonas septembris.

primus per apo-

patriarcha,

30. marticis] cosi

Cron. venei.

ben2:nissi-

P;

atit.

marcias

et

Taciani et ceterorum secum

hac itaque revei-

asportaverunt.

non parum

latione
et

Illarii

illarescens

translationem eoruradem se-

riatim

cum

vitis suis in

annalibus

diligenter conscripsit et natalitii

diem

celebrari

tavo

die

.xl.

instituit; in

penthecosten

lemnitatem

instituit,

autem sanctorum
ciani

sancti

natale

duorum martirum

et

.xm.

kalendas

iunii,

so-

natalitium

Illarii et

kalendas

Ta-

martias,

sacerdotis

Quirini

oc-

.1111.

ittem festum san-

ctorum Cancianorum martirum


pridie

kalendas

maias,

P;

M maii

34. maias] cosi

natale

3*

CHRONICON

42

stolicam concessionem, nove A-

vero sanctarum virginum Euphe-

quileie ccclesiam aiinis .xii.

mie,Dorothee,Tecleet Herasme

martirum

.iir.

autem

rexit

nonas septembris.
Paulus,

benignis-

simus patriarcha, primus per ape-

novp

concessionem

stolicam

Aquilegie ecclesiam annis .xn.

Huic

eadem nova Aquileia metro-

in

politanam rexit

ecclesiam

mensibus

nis.ii.

Cui successit Probinus, qui

successit Probinus, qui

.viii.^').

aa-

dehinc

eandem

metropolitanam

ecclesiam annis

cha, ecclesiam

densem regendam

pit

clesiam.

ipse in

eadem

eccle-

mensibus

regendam.

ecclesia sancte

Euphemie

minis proprietatem fabricare pre-

precepit,

latine

bona forma

eadem quoque

grece Eufimia,
C^)

sonat.

in

ecclesia congre-

eadem quoque

in

gregata

||

cunctoque

ctoque Venetie populo convo-

convocato, generalem

ipso

bravit.

cele-

namque tempore

Verona usque Panoniam, 20


Venetiarum populo

ipso

celebravit.

synodum
namque tem-

pore corpora sanctarum virgi-

corpora sanctarum virginum se-

num secundum quod

cundum quod a reverendo Paulo

rendissimo Paulo patriarcha

patriarcha scriptum fuerat per-

ptum

omnibus

fuerat perquirens,

revescri-

tandem

revelavit, qui-

inventis sanctissimis reliquiis qui

bus cunctis qui erant in prefato

aderant in prefato concilio ipsa

quirens,

septembris]

3.

il

Cod. aggiunge: Vitalis

iste

secundus, patriarcha Gradensis, scripsit

Initium Torcellensis civitatis et episcopatus, omnesque predictas visiones reperii et quo-

modo

patriarchatus Gradensis sit efFectus raetropolis, vitasque antecessorum

suorum

di-

ligenter perquisivi! et invenit, multaque piivilegia a pontificibus obtinuit pr tempore.


21. Pert^ cuncteque.

(i)
14,

Paolo Diac.

gli

d un

Hst.

anno

di

Langoh.

Ili,

patriarcato.

e.

episcopo-

multitudine

Verona usque Pannoniam, cungeneralem sinodum

grece,

ecclesia con-

rum

cato,

15

interpretatur.

gata multitudine episcoporum a

iuxta

fabricare

nam Euphemya

bona forma

latine

eadem

in

ipse

nominis proprietatem

nam quod

io

Gradensem susce-

siam sancte Eufmie iuxta no-

cepit,

8.

dehinc Helias, egregius patriar-

Helias, egregius patriarcha, Gra-

suscepit ec-

.11.

rexit

(2)

Cio

bona fama

25

36 b

GRADENSE.

concilio visis,

celeberrime ipsa

corpora venerati sunt.


lias,
e.

6 B

egregius

omni

rum

Illa

tunc He-

cum

patriarcha,

multijtudine episcopo-

ac cleri et populi collauda-

et cele-

maxime

berrime ea honore

afFc-

ccrunt.

rune Helias patriarcha

egregius

cum omni

episco-

illa

porum multitudine

ac

et

cleri

populi coUaudatione ordinavit et

patus inter Forogulensium nec

constituit et de

non

Dalmatiae

episcopatus

Vegla,

loci

et Hystrie sive

videlicet

in

in

IO Apsaro, in Pathena('); in Venetia

autem sex episcopatus

quorum

constituit,

et

populo

fieri

electiones

uniuscuiusque parrochic
comittens,

15 beato Benedicto sanctc

(^)

clero

sicut

Romanp

novo

tam

erexit .xvi.

inter

partes

Foroiuliensium nec non

et

Histric et Dalmatie regiones, videlicet

Veglensem,

Pathena,

quam

partibus.

in

in

Apsaro,

in

Venetiarum

in

hac quidem

re-

gione Venetiarum sex episcopa-

quorum sane

tus fieri instituit,

paro-

uniuscuiusque

sedis antistite fuerat sanccitum,

electiones

nec non

chic clero et populo committens

et privilegii scripto con-

firmatum

duci

20 primum
sicut

investicionem

horum episcopatum

concessit.

constituit

Torcellanum,

primus fuerat vetustate

Altinensium

civitate,

nuam

Oli-

nomen

volensem(3),cui ideo hoc

impositum

in

secundum

Metamaucensem, tercium

est quia ibi ante ia-

ecclesie sancti Serzi ima-

nis erat

30

corpora sancta vidcrunt

tione ordinavit sedecim episco-

partes,

25

43

olivarum arbor

cuius

pax

ut

et populi

de suis

quemadmodum

dicto
rat

per

eundem

et

9.

Foroiuliensium]

cos

anche

(i)Veglia, Ossero, Pedena.


nista

erroneamente

l'origine di tutti

Cio

Il

ero-

riferisce ad Elia

vescovadi della sua

provincia.
(2)

M.

diocesi.

privilegii scripto

erat

confirmatum

intronizationem perpetuo con-

cessit.

sicut

venerabilis

beato Bene-

porro duci Veneto investitionem

gnam

idem

electis,

primo papa sanctitum fue-

nec non ex

mum

et sancti Petri

perheniter servaretur

et contentaretur

parrochie convocatis populis ma-

ecclesiam in honore Dei

et universalis unitas cleri

horura episcopatum

Torcellanum

enim primus

state in civitate

17.

committens]

cos

constituit;

fuerat vetu-

Altinensi,

anche

pri-

po-

M.

(3)11 vescovado d'Olivolo sorse


sotto il doge Maurizio e la chiesa di
S. Pietro nel secolo ix sotto

Giovanni I Particiaco, come


dalla cronaca di Giovanni.

il

doge

risulta

CHRONICON

44

patriarcha cdifficare precepit

ibi-

constituit, ubi

que episcopium

confirmatione et anathe-

scripti

matis vinculo convenire in uno-

quoque sabbato

constrinxe-

se

runt, ibique plurimas mercatio-

quartum episco-

nes faciebant.

piuminAequilensemcivitatem('>

quintum

constituit:

fieri

(^)

vitate Eracliana

in ci-

adesse prece-

stea inde translatus est in

cellensem;secundumMethamaucensem,

episcopatum, ubi nunc est sedis


patriarchalis

Olivolensis insula impos-

quia

est

sita

ibi

ubi

nunc

apostoli, erat

venerabilis patriarcha ec-

olivarum, a qua

ginam

stituit,

in

in

Caprulis

quo ecclesiam

^^^

con-

castellum

ubi

iussit,

fieri

sextum au-

appellavit.

tem episcopium

Opiter-

in ho-

nore sancti Stephani protomartyris

iuxta

fundavit,

scopalem

quam

epi-

sancti Pe-

est ecclesia

idem

quam

ianuam

ante

Sergi et Bachii,

sancti

ecclesia

tri

edifficavit,

arbor

magna

nomen

suscepit

sic

magnam

puHs,

norem Dei
idem

convocatis po-

parochie

et

ecclesiam in ho-

venerabilis patriarcha edi-

precepit,

ficare

prius revelationibus beati

Magni

Altinensis episcopi, ibique isdem

honorice

constituit.

ubi ista

stolica

care precepit.

tamen

habits

episcopalem

ediffi-

15

sanctissimi Petri

et

patriarcha

sat

io

insula Olivolensis; cuius eccle-

domum secundum loci

posicionem

hoc no-

Petri de Castello; cui

men

sancti

ecclesia

et

eodem quoque tempore

Petri

Olivolensem

tertium

pit.

clesiam in honore Dei et sancti

Tor-

20

sedem

omnia apo-

confirmatione

roborata,

deinde anathematis vinculo et

excomunicationis pena manda- 25


vit

pontifex

sabbato
laici

unoquoque

ut in

omnes tam

clerici

quam

ad huiuscemodi ecclesiam

OHvolensem

convenirent,

se-

que ad episcopum suum presen- 3^


tarent et accepta

15.

6.

in

honorem]

dopo

ibi

aggiunge que nello spaTJo interlineare.

cos

anche

M.

(i) lesolo.

(2) Eraclea, Citt

(3) Caorle.

nuova.

9.

illius

Sergi]

cos

benedi-

anche

M.

GRADENSE.

45

tione inde discederent;


tali

die

dinc

ubi

in

ob populi cursum nun-

et

mercatum

mercationes

et

Veneti

plurimas
faciebant.

quartLim autcm cpiscopatum

Aquilinensi civitate

quintum

episcopiuni
lensi fieri

etiam

Heracliana

sextum autem

adesse precepit.

10

fieri instituit,

civitate

in

in

Capru-

civitate

in

castellum

ubi

iussit,

quo

in

edifficavit,

eccle-

siam sancti Stephani prothomartiris

fundavit,

ec-

sedem ho-

clesiam episcopalem

15

quam

iuxta

norifice erexit.

codem quoque

tempore

venerabilis

triarcha

honorem

idem

fundavit

||

pa-

ecclesiam

sancti Petri,

in

quam Opi-

terginam ecclesiam nuncupavit,

que quidem

20

ecclesia erat in

He-

racleana civitate.

Metamaucensmm autem
scopatus
extitit

ex Patavium civitate

oriundus, et veluti univer-

cum suo

25 sus populus exivit


e.

epi-

scopo,

sic

in

epi-

eadem insulam

Nota etiam quod episcopatus


Mathemaucensis ex Patavina

ci-

nam ob quorum-

vitate devenit,

dam barbarorum
et devastationes

incursationes

universus

po-

Metamaucensihabitaredisposuit.

pulus Patavinus egressus et inde

episcopatus vero Civitatis nove,

expulsus

que Eracliana appellata


30 Ovedercina
testatur,

<^')

est,

de

civitate advenisse

unde dux

et

nobilium eiusdem

magna

pars

civitatis

fu-

gientes, in prefata Eracliana civitate

(i)

prelibatum

Oderzo.

episcopatum

cum

suo episcopo

et

in

Mathemaucensi

insula habitare

coactus, sicque,

tandem diu

sedatis rebus, ex confirmatione

apostolica, ut
veravit,
est

dictum

demum

est,

perse-

inde translatus

ad civitatem Clugiensem

(2) Esiste

nel

voi.

II

dei

(^>,

Pacta,

CHRONICON

46

Caprulensium

ubi usque hodie perstat; sed nota

quidem episcopatus de Concor-

quod Mathemaucensis ubi tunc

dia a fugienti clero et populo,

erat episcopatus,

constituerunt.

ibidem

cuti

si-

con-

fuerat, hic ita

est aquis

verum episcopatus

obrutus.
vitatis

stitutus est.

nunc

Ci-

nove, que Heracleana ap- 5

pellatur,

Ovedrana

de

civitate

advenisse legimus, unde dux et

magna
biles

populi pars et prefati no-

eiusdem

civitatis fugientes,

Heracleana civitate

in prefacta

io

putantes setutos,prelibatum epi-

scopatum ibidem constituerunt.


Caprulensis episcopatus de Concordie oppido, sve insula, illuc

confugientes clerus omnis et p-

pulus convenientes episcopatum

ibidem facere decreverunt.

Idemque sanctissimus Helias

Idem quoque sanctissimus Helias patriarcha in littoribus,

que

patriarcha

in

littoribus,

que a

a Gradensi civitate usque Capru-

Gradensi civitate usque ad Ca- 20

lanum

pruUanum episcopatum

episcopium

quasdam
sias.

iuxta

fecit

eccle-

littore,

quod

edificare

primo

in

discurrunt,

Gradensem adesse dinno-

quasdam

runt,

dem

littore,

in

Gradensem

scitur

nore Dei et sanctissimi Petri apo-

tem, ecclesiam in

stolorum principis edificare pre-

cti

cepit^^),

rum

ubi et cenobium puella-

adesse

ordinavit.

cundo quoque
gitudo per
13.

c.

littore,

in

se-

cuius lon-

sex extenditur mi-

Concordio]

cos

anche

M.

26. in

149 A, nelR. Arch. di Stato a Veil testo


della legge per la

nezia,

traslazione

della

sede,

doge Ordelafo Falier;

proposta dal
fu

pubblicato

primo qui-

quod adesse digno-

scitur civitatem, basilicam in ho-

iuxta

sanctas

basili cas

hedificare fecit.

discur-

civita-

honorem

25

san-

Petri apostolorum principis

edificare iussit, ubi et

monaste-

rium puellarum ibidem adesse


instituit,

que quidem post

rum ingressum
honorem]

cos

dalP Ughelli,

ilio-

nemine am-

anche M.

Italia sacra,

ed.

cit.

V,

1344 sgg.
(i)

L' isola

presso Grado.

di

S.

Pietro

d'

Orto

3^

GRADENSE.

liana,

heremi loco duo

toris

viri

lit-

plius in vita videbantur, sed post

ibidem

illarum obitum cadavcr cius in

manentes inventi sunt, quorum

medio

vocabatur Barbanus,

batur.

alter

quodam eiusdem

in

alter

vero Tarilessus dicebatur.

namque

viri

rabiem,

tes

omni sua

idem

paganorum fugiende

cum

Tarvisio

suppellectile

illic lati-

tabant, quibus ecclesiam in ho-

10 nore sanctc Dei genitricis Marie,


ut fuerat revelatum, prenomina-

patriarcha

tus

ad

facere

quem cum isdem

precepit.

patriarcha

pervenisset locum, veluti


15

47

ibi

rep-

pererunt signa eiusdem ecclesie

fundamenta

mo-

iniecit, ubi et

nachoruni cenobium adesse nec

non

Barbanum abbatem

et

ordinavit; huius

namque

20 ad propria remeavit

fieri

socius

ecclesie

populo ostende-

ceterum notabis quod

secundo

in

cuius longitudo

littore,

per sex miliaria extenditur,

in

quadam

parte

duo

ibidem latitabant, qui

viri

non inventi

eiusdem

littoris

quo-

reperti sunt;

rum unus vocabatur Barbanus ('),


unde

et

locus

ille

ab

ilio

sene Barbano

usque in presens Bar-

banus dicitur

alter

lessus nuncupabatur;
ibi

latuerant

biem
de

qui piane

paganorum

ut

ra-

venerantque

declinarent,

civitate

vero Tari-

Tarvisina,

nam

et

cives eiusdem Tarvisinc civitatis

fuerant, detulerantque

illuc

omnem illorum suppellectilem


et omnem famiharem substan-

^^\

in

quam possederant, quibus


honorem sancte Dei genitri-

cis

Marie ecclesiam, ut eisdem

tiam

revellatum, facere isdem

fuerat

25

II

Helias patriarcha devote curavit.

quem locum cum isdem patriarcha simul cum istis viris ire
ad

disposuisset,

ibidem,

predicerant, signa et

30
5.

(i)

tunato
si

Pert:i

Nel
II

legge

Tardessus

citato

io.

unus]

documento

di

cos

Por-

(Ughelli, op. cit. V, noi)


monasterio sanctae Dei

genitricis

in insula

cronista interpret

Barbinio

male

il

Il

luogo cor-

sicuti

illi

fundamenta

anche M.

rispondente del Chron. Alt. sul primo


lido presso

(2)

Per

Grado,

gli

errori del

compilatore

nella descrizione del litorale tra


e

Caorle

cf. la cit.

mia

Grado

dissertaz. n. 19.

e,

37 b

CHRONICON

48

eiusdem

ecclesie in

eodem

loco

reperta sunt, ibique statina eccle-

siam fundavit

erexit, ubi et

et

monachorum cenobium
ibidem perpetuo

adesset

nec 5
non ibidem Barbanum abbatem
et

ordinavit.

fieri

tius

instituit,

alter

vero so-

ad propria remeavit eo quod

nimia filiorum coacervatione


fertus in seculo fuerat,

re-

quos qui- io

dem barbarorum

servos effectos

audiverat et pre

dolore statini

diem postremam

tem-

clausit.

pore huius Helip patriarche pri-

mum

devenit in

Italia

Atthila

15

rex Ungarorum, a quo funditus

Aquilegia
postea

civitas

Gothi,

est destructa,

demum Longo-

bardi gens infandissima.

[Cod. Vat. Urb. 440.]

In eadem

^'^

vero sinodo,

quam

supra

^^

memoravimus, quicquid

de Calcedonensi dubitabatur concilio, pulsa ambiguitate, confir-

matum

est,

ibique statuit ^cclesiam

Gradensem caput et metropolim

tocius Provincie Hystriensium et Venetiarum, cuius Venetie ter-

minus

Pannoniam usque ad Adam fluvium

lamque pr

his statutis

protei atur, epsto-

acceperunt a beatissimo papa Pellagio,

consencientibus universis episcopis iamdictarum provinciarum.


25.

(i) Il

corr.

Pannonia su Pannoniam

sinodo ricordato nel passo

precedente tratta della istituzione canonica di sedici vescovadi ed affatto


diverso da quello del quale ora

si fa

menzione; qui comincia una nuova

modo pi grossolano e tratta dalla Cronica d singulis


parte aggiunta nel

patriarchis nove Aquihie, alla quale

ri-

mando

il

lettore

per

il

commento,
Grado

L'istituzione del patriarcato di

nei periodi precedenti riferita a papa

Benedetto, e ci prova, come fu dimostrato dal Waitz, che questa ero-

naca ci presenta intorno a quel fatto


due narrazioni d'origine diversa, unite
insieme da un compilatore poco abile.

25

GRADEN'SE.

49

Paulus siquidem processor eius, hostile periculum non ferens,

Longobardis advenientibus
se contulerat, afferens

thesauro ecclesie Gradus

secum corpora sanctorum martirum EUari

Taciani et reliquorum.

et

cum omni
defuncto

vero Paulo

Gradense umato, cuius sepulchrum usque hodie

ibi

ecclesia

in

et

manct, Pro-

binus Gradensem, id est nove Aquileie, rexit ccclesiam.

Cui succedens memoratus Helias patriarcha, hec que suprascripta sunt ordinavit; et

modo

locavit

domumque

iam
sibi a

dieta corpora

sanctorum

ibi

miro

fundamentis fabricare precepit,

10 serens in synodo supra statuto: karissimi

fratres,

as-

intervenicntibus

malis nostris cottidie hostile perpetimur flagellum, et iam pridem

ab Atila
est,

Ungarorum rege

Aquileia civitas nostra funditus destructa

Gothorum

incessu et ceterorum barbarorum. cassata

et postea

vix aspirat, sed nunc


15

non

stinere
si

Longobardorum infande

potest; quapropter

dignum

quod dictum omnibus

facto libello statute sue, id est de

20

mansuetudo

ducit

nostra,

vestre placet sanctitati, in hoc castro Gradense nostram con-

firmare metropolim.

et

gentis flagella su-

de hac ipsa sede et

^^^

cellus

memorata Calcedonensi synodo,

omnium

suis conscripserunt, id est

placuit episcopis, et

supradictorum supter manibus

primus Helias patriarcha, deinde Mar-

episcopus sancte ecclesie Opitergine, Leonianus episcopus

Tyborniensis, Petrus episcopus Altinatis, Vindemius episcopus Ces-

BerguUus episcopus Patavine

sensis,

ecclesie,

Johannes episcopus

Celeiane, Clarissimus episcopus Concordiensis, Patricius episcopus

25 Emonensis, Adrianus episcopus Polensis, Maxencius episcopus luSeverus episcopus Tergestine

liensis,

ecclesie, Solacius episcopus

Veronensis, Johannes episcopus Parentine ecclesie, Aaron episcopus


Avonciensis, Ingenuus episcopus secunde Recie, Agnellus episcopus

Tridentine ecclesie, Vigilius episcopus Scaravaciensis, Fonteius epi-

30 scopus
sbiter

I.

Feltrensis,
et

Marcianus episcopus Petenatis, Laurencius pre-

Marinus presbiter atque Emerius presbiter provinciales

corr. precessor su processor

(i) Nella Cron.

de.

sing. patr. e negli

19.

atti

corr. subter su supter

del sinodo

il

vescovo

M
d'

Marciano.
Cron. vene^. ant.

subter

Oderzo

e.

CHRONICON

50

et ceteri presbiteri tara metropolitani

omnia

suprascripti consencierunt, et

isti

in

et plebani;

eodem

omnes

loco confirma-

omnia suprascripta peracta

post annos quinque hec

verunt.

quamque

ipsa sede metropolitana Gradense, defunctus

patrarcha, qui annis pontifcatum rexit

in

supramemoratus Helias
mensibus

et

.xiiii.

.x. die-

bus .xxr. et sepultus est in ecclesia beate Eufmie.

Huic

eandem
in

iam

omnes

ecclesiam, qui

dieta ecclesia sancte Eufmie reliquid per testamentaram


ipsius metropolis

eorum pr

superstites seu posteri

sabbat pr ipso missas

sidet ecclesia,

Gradensisut

ipsi

omni

die

his rebus specialiter

cuius et testamenti cartula apud

||

res,

quas

sibi reliquid, ipsa

pos-

defuncto vero ipso beatissimo viro apud Gradensem

metropolim ecclesiam, sepultus


pontifcatum rexit annis

io

celebrarent atque oblatones offerrerent,

mensamque pauperum instituit,


ecclesiam Gradensem manet, et

et

regendam Gradensem

suas res, que de parentum iure habuit,

vocem, comendans sacerdotbus

8 B

ad

successit Severus patrarcha

est in basilica beate

numero

Eufmie; qui

viginti et octo et diebus triginta

uno.

Huic

Gradensem

successit Marcianus patrarcha, qui ecclesiam

rexit annis

numero

tribus,

mense uno, diebus quinque.

vero ipso apud Gradus, id est

novam

mortuo 20

Aquileam, sepultus est in

ecclesia beate Eufimip.

Huic

successit Canddanus patrarcha in ipsa suprascripta

tropoli Gradensi, sub cuius tempore, per

consensum

Agilulf regis

Longobardorum, Gisulfus dux per forciam episcopum


ordinavit

Deo

lohannem abbatem,

eum

sib contrario, et

in

qua

in Foroiulii

25

episcopi consenserunt,

consecraverunt; tamen postea per ep-

Rome

stolam domni Bonifac pape urbis

Gradensem

tres

me-

se subiugaverunt.

sub eandem metropolim

defuncto vero Canddiano patrar-

cha apud Gradense castrum, qui annis rexit ecclesiam numero 30


quinque, successit Epphanius, qui sanctam ecclesiam Gradensem

anno uno, mensibus

undecm gubernavit; qui mor-

tribus, diebus

tuus et sepultus est in ecclesa beate' Eufmie.


6.

In

S V manca

iala abrasione d'un

et che vi

va.

epistola Bonifacii pape

28.

In

fu alraso.

U nel

MS

margine
la

12. Pertz^ ipsos


e

d'altra

mano

13. In

S V dopo

car-

In hoc loco necessaria est

nota fu interpolata nel

testo.

GRADENSE.

Huic

successit Ciprianus

Gradensem, qui eam

ad regendam ccclesiam

patriarcha

numero quindecim, mensibus


mortuo sepultus est in eadem basilica,

rexit annis

tribus, diebus vigiliti, et lioc

ubi suprascripti predecessores eius humati sunt.

Isdem

(0 vero papa providens utilitati sanctc Dei ecclesie, inter-

ventu supradictorum Primogenium subdiaconum regionarium sedis


apostolica ad

5.

eandem metropolim regendam

Omissione di un lungo passo, alla quale supplisce

la

direxit.

Cronica de singulis patriarchis

nove Aquileie.

(i) Cf.

per l'omissione

la

cit.

mia

dissertaz.

al

n.

19.

III.

CRONACA BREVISSIMA

DI

GRADO

Cronaca brevissima
DELLE ORIGINI DEL PATRIARCATO DI GraDO,

POST
5

multarum urbium destructionem, cum sevissima pagano-

rum multitudo ad Altinensium civitatem aciem direxisset, in


qua cum eiusdem civitatis indigenis fugatis neminem reperissent,

omnem

quoque ac

huius vero

turres funditus subverterunt.

pars populi timore correpta,

norum

igne succenderunt, muros

depredantes

civitatem

illam

cum

magna

in paludibus et monosolis paga-

fugientes insidias diu abitaret, divinitus factum est ut quidam

IO sanctissimus

Geminianus nomine, sacerdos,

vir,

lustratus gratia, egenis cupiens subvenire,

ligenter perlustrasset, ad prefatum

quodam

Ario

civitatis

et

Aratore

multitudinem; quibus

cum

plurima loca

di-

paludum perveniens locum, cum

copiosam cristianorum ibidem invenit

visis ac

de inventione eorum

quod pessima

15 larescens, nuntiavit eis

Spiritus Sancti per-

illa

admodum

il-

multitudo divine nutu

clementie destructa esset ac in nichilum redacta.

Hisdem autem temporibus Beatus

cum quibusdam

tribunis et nobilibus suis ad universalem

sedis pontili cem,

20 cum

nomine Benedictum,

metropolim ordinaret

3.

8.

aggressi sunt iter

per\^enissent, suppliciter fusis precibus quatenus

strum novam Aquilegiam institueret

rum

Methamaucensium

dux

e.

e.

et

idem

2j A incomincia: Gradus facta metropolis Veneti? et

152.

monoxilis

6.

P
II

premette

di

mano

pi,

recente

Chrou. Grad. ha munosulis

Gradense

ca-

totius \^enetie et Istrie

tunc

deprecabantur.

Romane
ad quem

d
20.

Istrie.

la legione

sanctissimus

Ex primo Pacto-

hominem

simpliciter.

T omnem

e.

132 a

CRONACA BREVISSIMA

5^

Benedictus

summus Romane

GRADO.

DI

sedis pontifex, benignitatis clementia

motus, dignis eorum condescendit precibus,


ginta

novem episcoporum

concilio,

comunicatoque

tri-

Gradensem civitatem novam

Aquilegiani constituens, ex collaudatione supradictorum episcopo-

rum

omnium

et

netie et Istrie

sancte

Romane

metropolim ordinavit, acersitoque duce

eo erant: per privilegii, inquit, preceptum sancte


sie

et collaudatione

ac

Ve-

ecclesie cardinalium totius

confrmatione

tam episcoporum quam cardinalium

omnium

totius

et qui

Romane

cum

eccle-

istorum fratrum

Venetie nec non

Istrie

Gradensem ecclesiam vobis metropolim ordinamus, eiusdem vero io


presulis electionem clero et

populo liberam faciendi tribuimus

fa-

cultatem; prefate preterea regionis duci post factam electionem


investitionis potestatem

committimus, qua ab ipso duce accepta,

eiusdem suffraganeis consecrandi licentiam


expletis, ad huius sancte

Romane

ecclesie

concedimus; quibus

sedem ad

palli

benedi-

15

cionem suscipiendam properare iniungimus.

Hec omnia

per privilegii paginam duci Beato et cunctis eius

successoribus concessit, et ad huius confirmationem recto ut supra

dictum

est ordine

Romane ecclesie,
cum Beato duce
stitione,

declarandam,

quendam Paulum

cardi nalem sancte

facta electione ab ipsis tribunis et nobilibus, qui

aderant, a prefato

quoque duce accepta inve-

patriarcham consecravit atque

novam Aquilegiam cum

eis

remisit.

cum

palli

benedictione in

20

mi.

LA CRONACA VENEZIANA
DEL DIACONO GIOVANNI

Cron. vene^. ant.

4*

La cronaca veneziana del diacono Giovanni.

lO).

Sid^'iDEM Venetie due sunt

prima

(^\

est illa

que in antiqui-

tatum hystoriis continetur, que a Panonie terminis usque ad


5

Adda fluvium

protelatur ^^\ cuius et Aquilegia civitas extitit caput,

qua beatus Marcus evangelista, divina gratia perlustratus, Cri-

in

stum Ihesum dominum

quam apud

illa,

secunda vero Venecia

predicavit.

insulas scimus,

que Adriatici maris collecta sinu,

interfluentibus undis, positione mirabili, multitudine populi

10 citer habitant.

qui videlicet populus,

intellegi et libris annalibus

originem.

4.

comprobatur, ex priori Venetia ducit

quod autem nunc

in insulis maris inhabitat, hec causa

corr. terminis su tenninu ch'era

orig. era forse

le:^.

cap. 14

populi

usque

usque Adda

Adduam

una

/'ad

Transl. usque

molto pr oh abilmente la

ripeti'::jione

Addam

Questa parte della cronaca del


DIACONO Giovanni, che comprende i
fatti avvenuti dalle prime origini del
(i)

popolo veneziano sino

alla

elezione

doge Maurizio, manca nel cod.

dei

Vat. Urb. 440, e si trova soltanto nel


ms. Vat. 5269 e nel Marc. 141 della
ci.

de' codd.

mia

proemio

dissertaz. al n.

(3)

del copista.

usque

le:^ione originaria,

4.

La

15.

cf.

la

cit.

ad

Paolo Diac. Uh.

II,

Adan

9.

omette

nunc

Paolo Diac.

Hist. Lang. II, 14:

Venetia enim non solum in paucis


insulis, quas nunc Venetias dicimus,
constat, sed eius terminus a Panno niae fnibus usque Adduam fluvium
probatur hoc annalibus
protelatur,
libris

&c.

Cron.

de

sing.

palr.

Venecie terminus a Pannonia usque ad Adam fluvium pro-

p. 5: cuius

lat.

(2) Intorno al

12. Pert':^ omette

IO. Pertx^ habitatur

feli-

quantum ex nomine datur

provato dalla Translatio corporis sancii Marci evangeliste che ha termino

coni'

est

telatur.

GIOVANNI DIACONO

6o

Winillorum, qui

fuit ^^\

Longobardorum gens

et

cum

oceani partes septemtrionis egressa,

(^),

de litoribus

per multorum bellorum

certamina diversarumque terrarum circuitus tandem venisset Pan-

noniam,

ultra

iam non audens procedere, seder

habitationis instituit

annis

cum

ubi

<^5^.

sibi in

ea perpetue

habitasset quadraginta duobus

tempore quo lustinianus gloriosissimus augustus Roma-

^'^\

num imperium

apud Constantinopolim gubernabat

eo est Narsis patritius

vir eunuchus, ad

<^^\

urbem

^^\

directus ab

Romam

Deo

citum Totile regis Gothorum, qui Ytaliam devastabat,


liante contereret.

qui

omnimodam pacem

(7)

cum

auxi-

primum cum Longobardis

venisset,

instituit,

ut exer-

io

atque deinde procedens ad bellum,

universam Gothorum gentem ipsorumque regem Totilam usque


ad internitionem delevit et universos Ytalie fines obtinuit

Hic Narsis prius cartolarius

honorem promeruit.

triciatus

deinde propter virtutem pa-

fuit,

autem

erat

^^\

vir iustus, in religione

catholicus, in pauperibus largus, in recuperandis basihcis satis stu-

I.

ha in margine

Winillorum

5m

mano pi

di

Winilorum?

eh' era forse la le^. orig.

rumque

(i)

mette

iustus]

15.

Il

recente

Transl.
io.

Il, 5

ricordo degli

invasioni

effetti

om-

che

le

perch pi oltre

nelle isole veneziane,


fa

menzione

(2)

rum, hoc

ibid.

1:

gem

Paolo Diac. II, i


eh artolarius imperialis

w;

I,

Reminiscenze del catalogo

Tempore quod

de'

(al.

quo)

lustinianus (al. lustinianus augustus)

Roraanum imperium

il

feliciter

rege-

di

in Italia superavit et oc-

Pi esattamente Paolo Diac. II,


cum iam pridem Langobardos

(c

foederatos haberet

riter

15-16:

ma

testimonianza

la

draginta duobus

segu

rum regem

rr.

Narsis

cidit .

(7)

Paolo Diac.

^3.tr'mrch del Chronicon Altinak,p. 16,

Habitave(4) Paolo DiC. II, 7


runt autem in Pannoniam annis qua-

(5)

(6)

(8)

ce

superavit

re-

Beda, De. temporum ratione, p. 564:


Narsis patritius Totilam Gotho-

2-24.

Totilam Gotorum

da

orig.

le-^.

Winnilo-

Langobardorum, gens

Tuttoci

corr. ipsorumq!.. su ipso-

cronista

io: Winnili igitur, qui et Lan-

gobardi
(3)

est

I,

corr.

Ubiunnorum

di quelle

d'Attila e dei Goti.

Paolo Diac.

bat, in Italia

precedenti de' barbari ave-

vano prodotto

12.

Transl. -^ms forse

piissimus

Pert\ Winulorum

in alcuni testi antichi

Perti Langobardis

Paolo Diac.

cronista deliberatamente

il

Vandalorum

Winilorum

Il

Paolo Diac.

.
II,

i:

quibus

(Gothis) usque ad internitionem pa-

cum

cronista,

Vita

di

Totila suo rege deletis


al

pari dell'autore

Vigilio

della

(Liber pontijicals,

il regno de' Goti


Tegina (552) e non
con quella del Vesuvio (marzo 553).

p.

299),

fa

cadere

colla battaglia di

15

CRONACA VENEZIANA.

tantum studens, ut plus suppli-

diosus, vigiliis et orationibus in

Deum

cationibus ad
neret (^\

maximam

sisset,

Romanis

divitias acqui-

pr quibus multa centra eorum

(^),

eum

laboraverat, invidiam pertulit, qui centra

liostes

victoriam obti-

bellicis

diversarumque rerum immensas

auri sive argenti


5

armis

de spoliis gentium quas contriverat plurimum

cum

sed

quam

profusis

6l

Instino au-

e.

II

gusto, qui lustiniano in

regnum

successerat, et eius coniugi So-

a. 565.

phye in hec verba suggesserunt, dicentes quia expedierat Romanis

quam

Gothis potius servire


IO

et

nos servitio premit,

nunc ergo aut

Romanam

commotus

manu

nos de

libera

hec breviter

eius, aut certe

verba

retulit

cumque hoc Nar-

ut statim in Ytaliam

est,

male

si

qui Narsetis locum teneret.

feci

cum Romanis,

Longinum prefectum

ut egredi iam ultra Constantinopolim


cerer, pr eo

quod

mitteret,

Narsis vero, his cognitis, valde per-

tantum maxime ab eadem Sophya augusta

timuit, et

civitatem

et

tunc augustus in tantum adversum Narsetem

male inveniam.
15

hec noster piissimus princeps ignorar;

et

nosmetipsos gentibus trademus.

et

sis audisset,

Grecis, ubi Narsis eunuchus imperar

non

erat eunuchus, ita

auderet.

territus est,

cui

mandaverat, ut

illa,

eum

inter

pueUis

20 in genicio lanarum faceret pensas dividere ad que verba Narsis


dicitur hec responsa dedisse: talem se eidem telam orditurum,
;

qualem

dum

ipsa

viveret deponere

non

posset.

me-

itaque odio

tuque exagitatus in Neapolim, Campanie civitatem, secedens,

mox

gatos

ad Longobardorum gentem direxit, mandans ut pau-

25 pertinam terram relinqueret,

I.
5.

Perti

omette

di

plus

magnam

3.

6.

In

inveniam

corr.

anche in Paolo Diac.

polim

24.

perrimam

corr.

laboraverat

13.

25.

II, 3,

20.

corr.

obtineret

da

con piccole diver-

sita di frasi.

(2)

Romanis

fici

gli Italiani in

ripetuto sopra

corr. feci

14.

Pert:^ et

da mano
corr.

il

piti

2^

Transl. in tantum forse lei. orig., tro-

Transl. regtQd forse lei. orig., trovandosi

su at corr. ad

2 n di mandans

cunctam

Hic Narsis

Paolo Diac.

18.

V su

divitiis,

4. sive]

contriverat

un po' guasto ; fu

17.

II, j.

Il, j.
il

i^ r di

il

15. Pert:i omette est

vandosi anche in Paolo Diac.

(i)

ad YtaUam, cunctis repletam

et

io. princeps] Pert^m'^tTzX.ox

recente.

le-

Paolo Diac.
itiis

23.
II,

corr.

il

j paupertinam

Ne

di

Nea-

Perti pau-

di divitiis

quanto erano cittadini romani. Come


anche
i Greci e i Latini, cos
nel medio evo lo Stato era concepito

presso

come

citt e

non come nazione.

S-^T-

GIOVANNI DIACONO

62

possidendam

veniret,

simulque multitudo

pomarum

genera

alia-

rumque rerum species, quarum Ytalia ferax est, misit, quatinus


Longobardi leta
eorum ad veniendum animos posset inlicere.
nuntia et que

preobtabant gratanter suscipiunt deque futuris

ipsi

commodis animos

attollunt (^\ et egressi

Ytaliam possessuri adveniunt


[aprile)
as. 3

$68.

giugno 574.

ito3iiug.s7s.

ecclesiam vir sanctissimus, Bene-

quoque

dictus papa, regebat, Aquilegensi

beatus Paulus patriarcha preerat, qui

eiusque populis

civitati

Langobardorum rabiem me-

tuens, ex Aquilegia ad Gradus insulam confugit,


tissimi martiris

humata

ibi
2 A

Hermachore

novam

et

vocavit

^^\

||

apud eundem Gradensem

610-641.

metropolym

Paulum regendam

su-

consensu beatissimi pape Pelagli, facta synodo

viginti episcoporum,
aciio

ca-

quo etiam loco post paucum terapus He-

in

scepit ecclesiam, ex

eandem Gradensem urbem

esse instituit

M V;

totius

Venecie

ad cuius roborem Heraclius post

<^^).

V corr. il ti di quaPaolo Diac. Il, j quatenus


tinus
4. V corr. deque in deq;..
3. leta] Pertx_ legata
adtollunt
Paolo
Diac.
II,
8. V corr. is di
sopra
adtollunt
attollunt
V
corr.
j
5.
io. V su secumque corr. secumq..
populis forse prima populo come nella Trami.
I.

multitudo]

cum

sed

(i)

Paolo Diac.
sit

cos

II,

5,

ove

il

Paolo Diac.

attollunt da
con alcune diver-

specialmente nel

passo,

principio

del

compendi il
da Beda, op. cit.

cronista

racconto di Paolo, e
p. 564, del quale

il

cronista

si

giov

per sostituire la frase lustino augu sto, qui lustiniano in


serat
(f

alle

regnum succesPaolo Diac.

parole di

lustiniano augusto

Paolo Diac.
da Beda,

trasse la materia del passo

op.

cit. p.

vanni
di

Beda
(2)

Diac.
dia;

564 e dalla

Vita

III, p. 305, che fu

di Gio-

anche fonte

in quel passo.

et

adveniunt

'O

ipsamque urbem Aquilegiam

condidit,

lyas, egregius patriarcha, qui tertius post


novembre 579

secumque bea-

ceterorum sanctorum corpora, que

fuerant, deportavit et

strum honore dignissimo

rege suo 5

(^).

Eodem tempore Romanam

tpo la pasqua

cum Alboin

da

Paolo

II, 7, che il cronista compenPaolo Diac. da Gregorio di

TouRS, Historia Francoriim,

p.

174

Il,

j multimoda

2.

(IV, 41).

Eodem tempore - vocavit


Paolo Diac. II, 10, e dal Chron.

(3)

da

Alt. p.

16, rr.

16-22, con alcune di-

il Chron. AH. p. 16,


concorda col frammento del Chron.
Alt. p. 13, rr. 12-15, ^ deriva pur esso

versit sostanziali;

da

Paolo Diac. II, 10; e Paolo Diac.


Vita di Benedetto, p. 308.

dalla

(4)

Dal Chron.

Alt.

p.

16,

r.

31:

Heliasdehinc patriarcha tercius eam-

dem Gradensem regendam

susce-

ecclesiam (ibid. p. 13, r. 24:


Huic successit Helias dehinc patriar-

(c

cha,

pit

eadem Gradensem regendam

suscept

ecclesiam ) e dalla

de sing. patr. p.
ce

C'on.

ibique statuit ec-

clesiam Gradensem caput et metro-

15

CRONACA VENEZIANA.

quam dudum Helena Con-

hec augustus beatissimi Marci sedem,

mater de Alexandria

stantini

rexit, ubi et

At vero dum

sanctorum

tulcrat,

cum

actenus veneratur pariter

martir sederat Hermachoras


essent

63

amore

fultus

di-

cathedra, in qua beatus

(').

ab incarnatione Domini

anni

revoluti

i^opo

'*

p^qua

(aprile) s^'S.

quingenti quadraginta, Longobardi Venetiam, que prima provincia

Vincentiam Vcronamque

est Ytalie, penetrarent,


tates,

excepto Fatavi

Monte

et

Altinoque, expugnantes

Longobardorum

eisdem

insulis indiderunt, qui et actenus

Heneti vero,

nuncupantur.

grece laudabiles dicuntur


15

ture habitationis

licet

sedem optinere

que

constat

8.

Fadavi in alcuni codd.

15.

M Pert^

apud Latinos una

decreverint,

novam

altis

Anche

quedam munitissima

Venetiam

sibi

14.

greci

II,

14

come alcuni mss.

Ho

dus insulam,

sostituito grece

plebem suam, confu-

giens... sedes sanctorum Marci

Hermachorae secum

universis

insulam

consentientibus

episcopis

iam dictarum provincia-

rum.

(2)

peratore Giustiniano II e la trasla-

zione della cattedra avviene sotto

quale

il

sa-

et

eamdem

ad

detulit .

Da Paolo

netiae fnes,
sing. patr. l'im-

la

copiis de-

Paolo Diac.

papa

Pelagio,

Primogenio;

insula-

decreverunt forse legione originaria.

his statutis accepit a beatissimo

patriarca

egregiam

et

prima illarum Gradus

sempre Patavini Fatavi

Pert:^ omette seu

polim totius Provincie Histriensium


Venetiarum. .. epistolamque pr

de.

addatur,

littera

menibus ecclesiarumque

et

(i) Nella Cron.

exierant,

degjntes Venetici

Paolo Diac. diversi da quello che fu usato dal cronista Giovanni.

Pert^ graece

dum

Longobardi

6. Pert:;^

di

illic

necesse est convenienter exprimere.

dicitur,

Fatavi

ditioni subesse, proxi-

nunc vero singularum nomina

provintiam recreaverunt.

pro-

veruni postquam in bis insulis fu-

<^5).

castra civitatesque edificantes,

rum

vero eiusdem

nomen, de qua

insulas petierunt, sicque Venetie

civi-

Mantua

seu Opitergio atque

cepissent ^^\ populi

10 vintie penitus recusantes

mas

silicis

et rcliquas

Diac.

quae prima

Vincentiam Veronamque

Venetiae

Alboin

et reliquas

civitates, exceptis

et Montemsilicis et

Ve-

est Italiae

provincia e II, 14: Igitur

9:

II,

Patavium

Mantuam

cepit .

rebbe stata trasportata da Eraclio (e

La

data della discesa de' Longobardi

non da Elena) da Alessandria a Costantinopoli.


Secondo gli Atti del sinodo di Mantova deir827 (De RuBEis, Monumenta ecclesiae AquiUiensis,

in

Italia

pp. 414-420) Paolo ex civitate Aqui leiensi,

et

de propria sede ad Gra-

aprile

in

Paolo Dl\c.

di

568.

(3) Heneti - dicuntur da

Dl\c.

il

II, 14.

Geticis,

e.

29.

Cf.

Paolo

Iordaxes, De rebus

Heneti

buita la derivazione da

k:^i(o.

attri-

GIOVANNI DIACONO

64

corata sanctorumque corporibus fulta,

necie Aquilegia, ita et ista totius

quemadmodum

nove Venetie caput

antique Ve-

et metropolis

fere dinoscitur ^^\

Secunda namque insula Bibiones nominatur

cum

scopus
19 Ottobre 61 J.

Longobardorum timoratione

suis

Deusdedi pape episcopati

auctoritate

quam Concordi ensis

ad

Tertia vero Caprulas vocitatur,

(^).

territus adveniens,

sedem

sui

epi-

posterum

inib in

novembre 61S.

manendam

confirmavit et habitare disposuit

Quarta quidem insula

magnopere

tore fuerat civitas

C, 2 B
maggio 640.

agosto 640.

estat, in

'^^\

qua dudum ab Eraclio impera-

Venetici iterum illam parvam composuerunt;

Opiterine civitas a Rothari rege capta

Pert^ omette insula

Grado.

Chron. Alt.
(2)

p.

7.

Tra Grado

6-1

cembre 967
scrizione

regno

d' Italia

tra

litorale

Caorle del Chron.

del 2 di-

Grado

Alt. p. 15, rr. 26, 27:

Post hec (dopo

il

mento) venit

patriarca

littore

ricor-

Veneziani e

e indirettamente nella de-

del

(il

lido del Talia-

Biacianum, quia

15.

corr. V

illic

corr.

Elia) in

toti piscato-

Bibonensium hic illorum recia


ponebantur .
(3) Teodato fu consacrato il 19 ot-

13.

Equilus

di

LER, Sui nomi dati alla


Trieste, 1866,

distria,
;

populi

corr. episcopati su episcopatus

1.

Caorle

data anche nel patto tra


gli abitanti del

Cf. la descrizione del


37, rr.

dum

nuncupatur, in qua

(J)

Legg. Severini

Severiani su Seveniani

(i)

illius civitatis

voluit^^).

Quinta insula Equilus


4,

postquam autem

episcopus

est,

TON, Della
di

Capoanche Pin-

citt di

origine della sede vescovile

veneto, ntWArch.
XXVII, 283-293, che d la

Caorh n&W estuario

veneto,

stessa dimostrazione del Kandler; alle

testimonianze da loro addotte

aggiungere quella del Chron.

si

Alt.

pu
che

nel catalogo de' patriarchi secondo

il

noto cod. del seminario Patriarcale

Venezia ha il seguente passo: Angathon patriarcha qui fuit nacione

di

res

ce

... stinopolis (cio lustinopolis )

tobre 615 e fu sepolto

rS novembre 618.
p.

222.

in

Capris,

S. Pietro

(4)

Cf. Jaff, op.

cit.

nova

m Caorle.

Er-

nome

Caprulas

IO

pape hanc Eraclianam petere ibique suam

auctoritate Severiani

sedem confirmare

consumpta

constructa, sed vetustate

roneamente Jaff, op. cit. nn, 1678,


1681 e Cipolla, op. cit. pp. 106, 107,
pongono il vescovado di Caorle sotto
Gregorio Magno confondendo Caorle
coir insula Caprea o Capritana
che stava nell'Istria, e fu il luogo
ove sorse Capo d' Istria, Cf. Kand-

Ystrie civitate

Eracliana

Severino

(Melidissa),

papa che

del

:= Eraclea, Cittail

vero

fu consacrato

il

28 maggio 640 e fu sepolto in S. Pietro il 2 agosto del medesimo anno.


Cf. Jaff, op.
cf.
rr.

Chron.

cit. p.

Alt.

p.

227.
14,

Su Eraclea
14 e p. 33,

26, 27.
($) Equilio, lesolo.

p.

r.

14,

r.

14 e

p.

34.

Cf. Chron. Alt.

15

CRONACA VENEZIANA.

6^

maiientes episcopali sede carerent, auctoritate divina novus epi-

scopatus

Sexta

minime

ordinatus

ibi

est.

tamen aliarum insularum

clarescat,

medio tutissima

5 scepta, in

Octava quidcm

^^)

munitione circum-

pollet.

Septima insula Morianas vocitatur

mum

urbium menibus

insula Torcellus subsistit, que licer

^^^

(^\

quam

insula Rivoaltus subsistit, ad

ad extre-

populi ad habitandum conflucrent, tamen ditissima et

licet

sublimata omnibus manet, que non solum ecclesiarum seu


io

rum

decoritate ostentatur

sedem habere

episcopati

Nona

'^'^^

insula

et

verum etiam ducatus dignitatem atque


possidere videtur

Metamaucus

bium munitione, sed

^^^

pulchro litore pene ex omni parte cingitur,

sedem populi habere con-

sunt.

secuti

Decima vero

insula Pupilia

Undecima minor Clugies


Michaelis scitum est

3.

corr.

18

sed et

To

il

dicitur,

Ci Chron.Alt.pp.6,8.
6,

7,

ne d

nomi: vicum Burianum (Burano),


vicum Maioribus (Mazorbo), vi cum Constanciacum
(Costanziaco), vicum Aimanis (Ammiana).
Chron. Alt. p. 16,
(3) Murano.
Mayranensium populum ,
rr. 2, 3
e nei patti col regno d'Italia: Amo rianas , Amurianas .
(4) Per le chiese fondate verso la
:

fine del sec. ix a Rialto

28: a Toti

quos...

in

cf.

Chron. Alt.

del ix, e

che

condo

cronista

nel principio

distrutta

Malamocco

doc. in Pacta,

il

sider Olivolo e Rialto


ai

come

un'isola

quali allude

Cron. vene^. ant.

con-

il

dia-

si

Malamocco

II, e.

in

odierna.

149 a

fu

luogo
Cf.

il

Ughelli,

V, 1344 sgg.
Chron. Alt. p. 24:

ed. cit.

Italia sacra,

ce

quali

del sec. xii

sommersa; era

diverso da

principio

suo tempo.

al

(7) Poveglia.

cronista

nelle

(6) Cf.C/jro.^/f. p, 36.


(citt)

il

descrisse le isole se-

condizioni

le

trovavano

fatti,

il

in terra posita

ma

Forse era

Fsed..

passo su Rialto dimostra

il

antiquiores Venetici

volo (Castello),

sancti

cono Giovanni, non avvennero che

Rivoalto se congrega-

isti

hec tote ecclesie


pulcre et palacie multe.
(5) La sede del vescovado era Oli-

13.

verso la fine del sec. viii e

verunt, fecerunt

sola.

qua monasterium

in

corr. que su qua

p.

^7).

situm

Chron. Alt. pp.

Il

manet

(^\

Torcellus

di

M Perii

(i)Torcello.
(2)

'^^\

que non indiget aliqua ur-

dicitur,

ubi auctoritate apostolica episcopalem

15

domo-

proxiraum insula Meque Popilias enim notamauco


minanda est.
.

Sottomarina o tra Chioggia e


Brondolo? Cf. Filiasi, Memorie sto(8)

riche

par.

de.'

II,

Vendi primi

secondi,

pp. 22-26.
5

VI,

GIOVANNI DIACONO

66

Duodecima

maior nuncupatur.

insula Clugies

Est etiam in extremitate Venecie castrum, quod Caput argilis

eandem provintiam quam plurime

sunt etenim apud

dicitur.

habitabiles

<^')

insule

<^^).

Per hec tempora apud Constantinopolym, ut supra premissum 5


est

minor regnarat,

lustinus

(5),

vir in

omni

avaritia deditus, con-

temptor pauperum, senatorum spoliator; cui t.mta

que rapiebat auri

rabies, ut archas iuberet ferreas fieri, in quibus ea

quem

talenta congereret;

lapsum.

^- 577-

cum

hic

fuit cupiditatis

etiam ferunt in heresim Pelagianam

a divinis mandatis

aurem

cordis averteret, insto

amens

Dei iudicio amisso

rationis

Tyberium cesarem

adscivit, qui eius palatium, vel singulas pro-

vintias gubernaret,

intellectu,

hominem

effectus

iustum, utilem, strenuum, sapientem,

his

omnibus supereminet, verissimum cristianum.

de

thesauris,

quos

eum

digisset in paupertatem, dicens

tu

infra

6.

Domino

9.

14. victoriis] cos

Albiola

citt

lidi (p.

di

Curiclum

Vigilia

9) Vigniolas

(Lido delle Vignole?), de Bovis

Bovensis (Lido Maggiore), Al bum (Lido Piccolo?) e Merce dis (lido di S. Erasmo) del vescovado di Torcello; (pp. 14, 15) di
S.Pietro

d'Orto

Anfora),

Budes

Budes

Anforis (porto
(porto

Buso),

Andrea), Lu (porto Lignano), Ta(porto

gnanum

liamentum

V victoris

Ili, ij;

scrittore pi innanzi

e la

Chron. Alt.

dispergis.

agebat autem

deerit pecunia fisco nostro,

Cavarzere.

ricorda Brundulus

S.

(porto del

15

re-

congegeret

15. Pert:^

ille:

tantum 20
AI Pert^

ii.
e

corr.

multas

16.

il

i^ e

V corr.

19. Pert^ intra

(2) Il nostro

11

non

quod rem publicam

forse su regnabat come in Paolo Diac. Ili,

anche Paolo Diac.

cum multa

hic

quod ego multis annis congregavi,

congereret] come Paolo Diac. HI, 11;

di lustinus

(i)

quia

regnarat] corr. in

regnavit

Vn

increpabat,

paucum tempus prodige

confido in

quod

et,

adgregaverat, pauperibus erogaret,

lustinus
jj

Suffia augusta frequentius

io

hic

est.

elemosinarium, in iudiciis equum, in victoriis clarum,

e.

di-

Taliamento),

Biagianum (Bevazzana? porto di


Baseleghe), Pupiliola tra Grado
e Caorle; (p.

16) Fines

Linguentie

(Livenza),

(Romatina),

tine

Pineti

lesolo; Fossone (p. 41,

(p.4i,r. 22).
dati dai

r.

Altri luoghi

19);

lidi

Romaverso

Loreo

sono ricor-

documenti anteriori

Cf.FiLiAsi, op.cit. e

al sec. xi.

Costantino Por-

firocekito. De administratione imperii,


cap. 28.
(3) Paolo Diac. si riferisce al II, 4,
che Giovanni non us nella sua com-

pilazione.

CRONACA VENEZIANA.
ut pauperes

magnum

enim

est

helemosinam accipiant aut

^7

Domino

thesaurum, dicente

hoc

captivi redimantur.
:

thesaurizate vobis

thesauros in celo, ubi neque erugo ncque tinca corrumpit, et ubi

fures

non

buit,

congregemus thesauros

quc Dominus

cffodiunt, nec furantur; ergo de bis

nobis augere

cum undecim annis regnasset,


tandem cum vita finivit. bella sane,

igitur lustinus

dignabitur in seculo.

amentiam quam

Dominus

in celo, et

tri-

incurrerat

que per Narsetem patricium Gothis vel Francis

supcrius

inlata

per anticipationem diximus ^'\ huius temporibus gesta sunt.

cum Roma

10 nique et

dc-

temporibus Benedicti pape, vastantibus omnia

per crcuitum Langobardis, famis penuria laboraret, multa milia

frumenti navibus ad Egypto dirigens,

sue studio misericordie

'^^\

relevavit

Mortuo
15

eam

regni quinquagesimus sumpsit imperium.

diximus
cottidie

<^3\

Romanorum

Tyberius Constantinus

Instino,

igitur

cum, ut superius

hic

sub Instino adhuc cesar palatiura regeret

helemosinas faceret,

magnam

Dominus

ei

multas

et

auri

copiam

nani deambulans per palatium vidit in pavimento

subministravit.

domus tabulam marmoream, in qua erat crux dominica sculpta, et


20 ait cruce Domini frontem nostram et pectora munire debemus,
et Qcce eam sub pedibus conculcamus et dicto citius iussit ean:

dem tabulam

auferri,

deffossamque tabulam atque erectam, inve-

niunt subter et aliam hoc signum habentem, qui et ipsam iussit

qua amota repperiunt

auferri.

1-2.

M Pert:i

hic est

sotto thesauros in celo

enim maguus

Pert^ caelis

Pert:^ omettono su^tr'ms

21.

eandem]

Perti

eam

scritto interi, con inchiostro

(i)

Paolo DiAC.

che in parte non

15.

autorevoli codici di Paolo Diac.

4,

In

3.

corr.

que corr.

11. Perf;^

corr. regni forse su

6.

celos

regum

Ili, 12;

V corr.

pi nero come

allude alll,

sgg.

furono adoperati dal

nostro cronista.

Per hec tempora - relevavit


Ili, II, che fu trascritto
quasi alla lettera anche nelle frasi ove
alludeva alla sua persona stessa Paolo
(2)

da Paolo Diac.

il

5;*

fuisset

celo; pi

F undecim..

Longobardis

d di defossamque

8.

milia] Af penu-

ut,,

defossamque tabulam atque erectam]

22.

cum

iussuque eius

thesaurus

g.Pert:^ttva.^ors

13. Pert^^ revelavit

ria

et tertiam,

forse era utt


cos

24. In

pi

T cum

correx,.

Diac.

dalla

Vita di

Benedetto,

da Greg. di Tours, op. cit.


pp. 173, 216 (IV, 40; V, 19). Ilpasso:
thesaurizate - furantur in Matteo,
p. 308, e

Evang.Yl, 20, con alcune varianti,


Diac.
(3) Allusione di Paolo
III,

1 1

al

a. 579-

GIOVANNI DIACONO

^8

inveniimt

ablata,

magnum

aurum pauperibus adhuc habundantius

centenaria; sublatumque

quam

thesaurum, habentem supra mille auri

consueverat largitur

^^\

Defuncto vero Paulo patriarcha, qui ecclesiam Gradensem


rexerat annos duodecim, buie successit Probinus ^^\

cum
cum

Narsis quoque patritius Ytalie,

domum magnam

Ytaliam
e.

memoratam urbem

civitate

domo

sua occulte cyster-

qua multa milia centenariorum

fodit, in

omnibus

tique reposuit, interfectisque

auri argen-

tantummodo io

consciis, uni

iuramentum ab eo exigens, commendavit

seni hec,

intra

multis thesauris ad supra

advenit, ibique in

||

nam magnam

haberet,

quadam

in

'^3).

Defuncto vero Narsete, supradictus senex ad cesarem Tybe-

rium veniens

rem

dixit:

cesari dicam.

tibi

michi

inquid,

si,

cui

quid vis?

dixit:

ille

quid nobis profuturum esse narraveris.

tibi si

proderit

enim

thesaurum, inquid, 15

Narsis reconditum habeo, quod in extremo

non possum.

magnam

prodest,

aliquid

vite

positus celare

tunc cesar Tyberius gavisus mittit usque ad locum

vero sene, hi secuntur adtoniti, perve-

pueros suos; recedente

nientesque ad cysternam deopertamque ingrediuntur, in qua tan-

tum

repertum

auri vel argenti

est,

portantibus potuisset evacuari; que

morem

spectaculum

2.

circi

12 Per ti

civitate

15,

Perii quod

17.

M mittensque

22.

V ha

daia

Mortuo

Ili,

TouRS, V,
(2)

vero

8.

corr,

eumque

12,

il

2^

Pert^

di

23.

M Perii

- largitur

da Paolo

da Greg. di

...

Af Perii mihi,

inquit

inquit

16.

Perii

potius

Ili, 12.

Defuncto
Probinus Graden-

aecclesiam

Cf.

19.

M Pe^ii

24, 25;

p. 13, rr. 22,

Paolo Diac

Narsis

deopertam

24. preparans]

nel testo, aggiunta

Chron. Alt.
rr.

(3)

rexit

13.

eumque] Perii eumque

con un segno di richiamo ripetuto

19.

Paulo

M Paolo Diac.

V civitatem

di patritius

Paolo Diac.

erogationem

e questo

preparans ut lu-

ei

corr. precedente su recedente ch'era la vera e originaria

Cron. de sing. patr.:

sium...

cum augu-

hic

iuxta consuetudinem ad

advenerat

nar di narraveris

il

18.

errogatione

(i)

V corr.

6.

anche da molti codd.

nel margine

Diac.

pene omnia secundum suum

populus expectaret, insidias

Pert:i centinaria

leiiote,

ille

erogatione largiflua dispensavit egenis.

stalem coronam accepturus esset,

Ili,

ut per multos dies vix a de-

come parte

23 e p.
II,

commendavit

Paolo Diac. Ili, 12, e Paolo


dalla Vita di Gio. HI, p. 305
Greg. di Tours, V,

16,

25.

da

Diac.
e

da

19, pp. 216, 217.

20

CRONACA VENEZIANA.

6^

stinianum lustini nepotem ad dignitatem imperatoriam sublimaret,


per loca sancta prius procedens, dehinc vocatum ad se pon-

ille

tificem urbis,

consulibus ac prefcctis palatium ingressus, in-

purpura, diademate

dutus
5

cum

cum

coronatus, trono imperiali

iiimensis laudibus in regni est gloria confirmatus

adversarii audientes, nichilque ei qui in

magno

officere valentes,

10 ferens;

quem

secundum

ille

quam quondam

pacientie sue ritum colligens,

sic in

in

Tyberium

habuerat, insidias

ei

temptavit

procedente autem eo ad villam ut iuxta ritum imperiale

ingerere.

triginta diebus ad

eum

voluit

se proiecit

centenaria de-

auri

ei

trans-

Sophya vero augusta, inmemor promis-

palatio assistere iussit.


sionis

quindecim

gratie

eius

Dco spem suam posuerat

sunt confusionis pudore cooperti.

meritum

imperatoris, ob

viiidemiam iocundaretur, vocato clam lustiniano,

quo comperto, Tyberius cursu ve-

sublimare in regno,

Constantinopolym regreditur, adprehensamque augustam om-

loci

nibus thesauris

||

spoliavit,

solum

linquens, segregatisque pueris

posuit qui

ei

parerent,

obiurgatum, tantum

in

eius ab ea, alios


ut

alimentum

re-

de fidelibus suis

nuUus de anterioribus

lustinianum vero, verbis solummodo

posterum amore

suam promitteret rursumque

quam ob causam

ei victus cottidiani

mandans prorsus

20 ad eam haberet accessum.

res,

quod

autem paucis diebus, adveniens lustinianus pedibus

actis

15

impositus,

dilexit, ut filio eius fliam

suo filiam

filio

nescio, ad effectum

expeteret; sed hec

ei

minime

huius

pervenit.

exercitus, ab eo directus, Persas potentissime debellavit, victorque

2)

regrediens, tantam
tulit,

humane

ut

molem

prede

cum

viginti pariter elephantis de-

crederetur posse sufficere cupiditati ^^\

Mortuo vero apud Aquilegiam patriarcha Probino, qui

del periodo, in inchiostro piti nero, in lettere minute e di

Sophia augusta che manca

cos

Paolo Diac.

14.

in

tutti

codd.

corr.

cursum

il

Ili, 12 e

M Perti

V;

1 o di vocato

Paolo Diac.

19.

corr.

il

15. cursu] cos

ma

di

2.

Ili,

mandans

anche

diversa,

12,

M Pert:^

4.

la

anteriori

vocatum ad

vocato ad se pontifice

Defuncto - cupiditati da
Paolo Diac. Ili, 12; Paolo Diac. da
(i)

di

Pert:^ la giudic parte integrante del testo,

colo XI.

mano un p*

eccle-

frase
al

se-

se pontificem]

M Pert:^

Paolo Diac.

et trono
Ili,

12

22. ei] Pert:^ eius

Greg. di Tours,
224 (V,

19, 30).

p.

217 e pp. 223 e

4 a

GIOVANNI DIACONO

yo

siam uno rexerat anno, eidem ecclesie sacerdos Helyas


qui hec que super scripta sunt

citur<^'\

fundamentis edificavit

sibi a
novembre

579.

iam

et

domumque

ordinavit,

(^)

dieta corpora

prefi-

sanctorum miro

uiodo collocavit, assercHS in synodo sopra statutum

karissimi fra-

intervenientibus malis nostris, cottidie hostile perpetimur

tres,

gellum; et iam pridem ab Atila

Unorum

terorum barbarorum

bardorum infande gentis

dignum

flagella sustinere

mansuetudo

ducit

incessu et

nostra,

non

potest
placet

vestre

si

ce-

nunc Lango-

vix aspirans; sed et

cassata,

quapropter

omnibus

episcopis,

facto

et

de ac

et

io

quo
sue,

statute

libello

memorato Calcedonense synodo

de

est

id

placuit

in

sanctitati,

hunc castrum Gradensem nostram confirmare metropolym.


dicto

rege Aquilegia civitas

Gothorum

nostra funditus distructa est et postea

fla-

sede,

ipsa

subter manibus suis conscripserunt, id est primus Helyas patriar-

Leo- 15

cha, deinde Marcianus episcopus sancte ecclesie Opetergine,

nianus episcopus Tyborniensis, Petrus episcopus Altinatis, Vin-

demius episcopus Cessensis, Bergullus episcopus Patavine

ecclesie,

lohannes episcopus Geleiane, Clarissimus episcopus Concordien-

Emonensis, Adrianus episcopus Polensis,

Patricius episcopus

sis,

Maxentius episcopus

episcopus Veronensis, lohannes episcopus Paren-

clesie, Solatius

Aaron episcopus Avonciensis, Ingenuus episcopus

ecclesie,

tine

I.

Vo

corr.

di

uno

eidem]

forma

omette et

6. Pert:^^

9,

8.

soggetto di placuit nella

il

11.

forma

12.

statute

sue]

cos

Cron.

ed

V corr.

nensi

il

13.

Cai di Calcedonense

corr.

genitivo

il

2.

Cron. de sing.

statuta

colla solita

a synodo

riferito

Langobardorum

su

Cron.

dicto] cosi

V,

quod

JVait^ nelV edizione della

Chron. Grad. ha quod dictum

del neutro statuta interpetrato

Cron. omette idest

come

ha de memorata Calcido-

Legg. hac

ac] cos V.

Lon-

lo-ii. Cron. in hoc castro

quo

dell'ablativo.

Cron. p. ^^^, interpetra la frase per ablativo assoluto.

nominativo singolare femminile.

Cron. nefande

corr. castrum forse su castro

dictum essendo

V idem

per statuto

statutum]

4.

gobardorum come nella Cron.

M Perlx,;

dell'ablativo con quelle degli altri casi, ed

Crou. supra statuta

Gradensi

anche

cosi

patr. nove Aquileie supra scripta

confusione della

Severus episcopus Tergestine ec- 20

luliensis,

20.

Cron. Severus

episcopus Tergestinus

(i)

Mortuo

DiAC.
pp.

13

p. 6,

Ili,

- preficitur da
Cf.

14.

16

Paolo

anche Chron. AH.

Cron.

de.

sin^.

patr.

(2)

Nella Cron. de
si

legge

frase

si

riferisce alla

il

sing. patr.

medesimo

dove

p.

6,

passo, la

fondazione della

chiesa di S. Eufemia.

CRONACA VENEZIANA.

71

secunde Recie, Agnellus episcopus Tridentine, Viglius episcopus


Scanivaciensis, Fontegius episcopus Feltrensis, Martianus episcopus

Eme-

Petenatis, Laurentius presbyter et Marinus presbyter atque


rius presbyter provinciales, et ceteri presbyteri

quamque

eodem

in

omnes

et plebani;

isti

tam metropolitani

omnia

suprascripti consentierunt et

4 b

loco confirmaverunt ^^\

Tyberius igitur Constantinus postquam imperium septem rexeannis, sentiens sibi

rat

diem mortis imminere, una cum

Consilio

Sophye auguste, Mauricium, genere Cappadocem, virum strenuum

suam

IO ad imperium elegit ornatamque


ei

eam

tradidit dicens

concessum; utero eo
delecteris.

tibi

sit

felix,

hec postquam

memor semper

magnum luctum populis de


enim summe bonitatis, in helemosinis

cunctis.

ut equitate et iustitia

sua morte relinquens.

promptus,

omnes

diligens; ipse

4 agosto

fuit

in iudiciis iustus,

nullum despiciens, sed omnes

in iudicando cautissimus,

voluntate complectens,

hac puella

de hac luce ad eternam patriam

migravit,
15

meum cum

imperium

dixit,

ornamentis

filiam regalibus

quoque

bona

in

dilectus

est

quo defuncto, Mauricius, indutus purpura, redimitus

diademate ad circum processit, adclamatisque

20 popolo munera, primus ex Grecorum genere

sibi laudibus, largita

imperium con-

in

firmatus est ^^\

Hoc tempore Mauricius imperator Childeperto regi Francorum quinquaginta milia solidos per legatos suos direxit, ut cum
exercitu super

25

Langobardos inrueret eosque de Ytalia extermina-

ret; legati oblatisque

I.

Cron. Tridentinus

et

18.

largitisque

ner

muneribus pacem cum Childeperto fecerunt.

legati

corr.

il

3.

populo muneribus;
24.

Martinus

ma V

siiig.

oblatisque

pati:

Pert\^

Emeritus

5.

redimitusque

Cron.

quam

Perti

19.

Paolo Diac. IH, ij hanno largita populo nin-

corr.;

hec que

dopo legati
i'],

25. In

Cf. la

cit.

confirmave-

mia

Il

il 3

la

que

traccia d'un

abraso.

sinodo avvenne

novembre

le

579, nel quinto

Il

parole

anno

di

Tiberio.
(2)

dissertaz.

19; per il commento vedi le note


al passo corrispondente della Cron. de

n.

sing.patr. p. 6 sgg.

vede

si

dimostra che mancano dopo exterminaret

runt dal Chron. Grad. e dalla Cron.


de

Pert:^

corr. irrueret su inrueret coue in Paolo Diac. Ili, ly.

confronto con Paolo Diac. IH,

(i) (equi

Croii.

1 e di cunctis

da

Tyberius

Paolo Diac,

Diac. da Greg.
(VI, 30).

- confirmatus est
III,

di

15;

Tours,

Paolo
p.

269

a.

584.

s2.

27

GIOVANNI DIACONO

72

qui ciim ad Gallias remeasset, cognito imperator Mauricius quia

cum Langobardis

fedus inierat,

dorum detrimento
rium potentia

dederat, repetere

fretus^

pr hac

quos

solidos

Langobar-

suarum

ille

vi-

responsum reddere vo-

nec

re

sed

cepit,

ob

ei

luit(^).

Denique post Benedictum papam Pelagius Romane


novembre

578.

Romam

Roma
circa

a.

583.

quod Lango-

pontifcx absquc iussione principis ordinatus est, eo


bardi

per circuitum obsiderent, nec posset quisquam e


hic Pelagius Helye, Aquilegensi episcopo, no-

progred,

Calcidonensis synodi suscipere, epistolam

lenti tria capitula

quam

utilem misit,

ecclesie

cum

beatus Gregorius

satis

io

adhuc diaconus

esset

conscripsit ^^\
Autunno 5S9.

Circa hoc

mam
c.

)A

fuit ut diluvi!

effusione in

aque eius super muros urbis

fluvius Tyberis excrevit ut

maximas

fluerent et

tantum apud urbem Ro-

in ea regiones occuparent.

in-

tunc||per alveum

mire

cum multa serpentium multitudine draco etiam


magnitudinis per Urbem transiens, usque ad mare transcen-

dit.

subsecuta est statim hanc inundationem gravissima pesti-

eiusdem fluminis

lentia,

quam inguinariam

seguenti,

sen:(^a

le

quali

il

tudine in Italiam subito

periodo noti ha senso

introivit.

que tanta strage populum

appellant,

intercurrentibus legatis oblatisque muneribus


di

Paolo Diac.

3.

detrimento] cos Paolo Diac.

dell'

di

Ili,

virium

8.

role

in

Paolo Diac.

prima

si

populum

19.

Ili,

24.

hoc

Paolo Diac.

ci

(2)

Pert:^

M Pert^

inierit

ei]

alcuni codd.

M Pert^
V

detrimentum

cosi

corr.

il

eidem
segno

V prima aveva Aquilegensis


io. Pert^
M; V omette ut
17. magnitudinis]
poche pain Pert:;^ F aque magnitudinis;

fu causa dell'errore.

24

18.

Pert-;^

erroneamente in

post hanc

populi deva-

populi devastavit urbem

Ili,

voluit

da

17,

da Giovanni ne' periodi prece-

denti

inierat] cosi

G.

multi-

communientes,

se

9.

fuit ut]

con omissioni
fatte forse dal copista; Paolo Diac.
da Greg. di Tours, pp. 281, 282 (VI,
Hoc tempore in Gregorio si
42).
riferisce all'a. 584, mentre i fatti narrati

V;

Erroneamente

legge ut aque eius

Hoc tempore

(i)

ly

da

devastavit] come in Paolo Diac. Ili,

M Pert^

stavit

Ili,

2.

usato

quello

M Perti a Roma

13. Circa

Calcedonensis

come

ij, simili a

cum innumera Francorum

qui

Langobardi vero in civitatibus

avvennero

Denique

il

14 agosto 582.
-

conscripsit

da

Paolo Diac. Ili, 20; Paolo Diac.


dalla Vita di Pelagio II, p. 309.
Tre furono

le lettere

dirette

da Pe-

lagio II ad Elia per la questione de' tre


capitoli (Jaff, op.

cit.

ma

nn. 1054, 1055,

una sola di esse fu scritta


1056),
da Gregorio, mentre era sempre diacono. Jaff, op. cit. n. 1056; Mansi,
op.

cit,

IX, 433 sgg.

15

CRONACA VENEZIANA.
devastavit, ut de inestimabili multitudinc

73

pauci remanerent,

vix

primumque Pelagium papam, virum venerabilem, perculit et sine


mora extinxit; deinde, pastore interempto, sese per populos
extendit

circa ijgenn. 59-.

(').

In hac tanta tribulatione beatissimus Gregorius, qui tunc levita

papa elcctus

erat, a cunctis generaliter

letaniam

fieri

dum septiformeni
spatium, dum In Deum

est; qui

ordinasset, intra unius bore

27 settembre s?'

deprecarentur, octuaginta ex eis subito ad terram corruentes, spi-

ritum exalarunt.

autem

septiformis

dieta est, quia

letania ideo

IO omnis Urbis populus a beato Gregorio in septem partibus, depre-

Dominum,

caturus

15

in

primo namque choro

cum monachis

secundo omnes abbates

clerus, in

omnes

est divisus,

cum

abbatisse

congregationibus

fantes, in quinto

omnes

omnes mulieres

coniugate,

omnes

in sexto universe vidue, in

laici,

omnis

in tertio

suis,

quarto

suis, in

fuit

in-

septimo

autem de beato Gregorio plura

ideo

dicere obmittimus, quia

iam ante

auxiliante texuimus, in

qua que dicenda fuerant iuxta

Deo

aliquot annos eius vitam

tenuitatis

nostre vires universa descripsimus ^^h

Hoc tempore liisdem beatus Gregorius Augustinum et Melli20 tum et lohannem cum aliis pluribus monachis timentibus Deum

I.

vix pauci] come in Paolo Dac.

come

culit]

in

Paolo Diac.

Ili,

24;

24; erroneamente

Ili,

rempto su interemptos che forse derivava dal

M Paolo

ruentes su corruenti

namque]

M
V

16.

9.

enim

Pert:^

clericis

17. que]

Diac. Ili, 24, Pert^.;

corr.

il

cos

di

Ili,

- extendit

II,

p.

19.

309, da

Vita
Greg.

DI TouRS, pp. 406, 407 (X, i) e dai


Dialoghi di Gregorio Magno, p. 533
(III,

19); essendo

l'inondazione

venuta nell'autunno

hoc

male

Pelagio

II

589,

il

av-

circa

si riferisce alle lettere di

a Elia.

Cron. vene^. ani.

^avlC

3.

6.

V. corr.

V
V

11. divisus]

nostre

M Pert^

in

inte-

Paolo

cos

corr. cor-

corr.

Diac. Ili, 24, Pert:^;

come

per-

2.

septiformem]

Peri:^ octoginta

8.

M Paolo

18. In

da Paolo

24; Paolo Diac. dalla

Pelagio

pertulit

corr. aliquot forse su aliquod

corr. q^.. forse su que

Circa

(i)

2 a di exalarunt

corr. descripsimus su discripsimus

Diac.

in

sese seguente.

septimformem

clerus]

12.

erroneamente omette

il

di

cleros

Diac. Ili, 24.

scritto sopra

come

corre^^.

isdem

(2) In

hac

Paolo Diac.

Ili,

descripsimus

da

passo fu

tra-

24;

il

materialmente anche nelle frasi


ove Paolo tratt di se stesso in persona
prima e della sua biografia di Gregoscritto

rio

Magno; Paolo

teria

da Greg. di Tours,

409 (X,
1153.

Diac. trasse la ma-

i).

Cf. Jaff,

pp.

op.

408,

cit.

n.

luglio 596.

GIOVANNI DIACONO

74

eorumque predicatione ad Cristum Anglos

in Brittaniam misit

convertit ('\
A

His diebus cura essent anni ab incarnatione Domini .dlxxxviii.,

s86.

defuncto Helya patriarcha Aquilegensi, postquam quindecim annos

sacerdotiam gesserat, sepultus est apud Gradensem metropolym 5


buie succedens Severus regendam
in ecclesia sancte Euphymie.
suscepit ecclesiam,

semetipsum ex

in Gradus^ per

cum

quem Smaragdus

basilica extrahens

tribus ex Hystria episcopis, idest

aliis

Ravenna

patricius veniens de

Ravennani duxit

lohanne Parentino

et

Severo atque Vindemio nec non etiam Antonio iam sene ecclesie
e.

quibus comminans

defensore.

atque violentiam inferens,

exilia
||

communicare compulit lohanni Ravennati episcopo, trium

ecclesie describerat societate.

capi-

Vigilii, vel Pelagli,

Ro-

exempto vero anno,

Ra-

tulorum damnatori, qui tempore pape

mane

io

venna ad Grados reversi sunt, quibus nec plebs communicare 15


nec

voluit,

demonio non

cium

Smaragdus

ceteri episcopi eos receperunt.

Constantinopolym remeavit.

accipiens,

Romanum

successorem

iniuste correptus,

patricius,

patri-

post hec facta est

synodus decem episcoporum in Mariano, ubi receperunt Severum


patriarcham Aquilegensem, dantem libellum erroris

sui,

quia trium 20

nomina vero

capitulorum dampnatoribus communicarat Ravenne,

episcoporum qui se ab hoc scismate cohibuerunt hec sunt

Petrus

de Aitino, Clarissimus, Ingenuinus de Sabione, Agnellus Triden-

5.

7-8.

gesserai... forse v'era

In

io.

M Pert:^

26, legg. desciverat

legg. expleto

8.

come corre^.

inchiostro pi nero
Ili,

6.

15.

M Pert^

sancta

Pert\ Graduiti

dopo basilica lacuna per abrasione

corr. Vis finale.

Diac.

et

omette huic - ecclesiam

Pert:^^

Diac. in, 26 e

un

Pert^

Vendemio

sanctae Eufemiae

ex] corr. in
di

13. a] in

V;

Paolo

9. episcopis]

sopra in

scritto

14. describerat] cosi anche alcini codi, di

exempto]

Gradum

cos

anche alcuni codd.

21.

M Perti

di

Paolo Diac.

commmiicaverat

Paolo

Ili,

26,

22. Perti

Petrus de Aitino clarissimus

(i)

DiAC.
op.

Hoc
Ili,

cit.

p.

convertit da

565 e dalla

gorio Magno,
anche

Paolo

25; Paolo Diac. da Beda,

di Beda,

p.

Vita

di

Gre-

312, che fu fonte

Jaff,

op.

cit.

nn.

1432-1441, 1491, 15 18, 175 1, 1824Hoc


1832, 1838, 1839, 1841-1843.
tempore =: luglio 596, mentre il
fatto

narrato

avvenne

il

ne' periodi

precedenti

27 settembre 591.

CRONACA VENEZIANA.

75

tiiius,

Iunior Veronensis, Horoiitius Vicentiiius, Rusticus de Tar-

visio,

Fonteius Feltrinus, Agnellus de Acilo,

cum

nensis.

patriarcha

Laurentius Bellu-

autem communicaverunt

episcopi

isti

Se-

verus, Parentinus lohannes, Patricius, Viiidcmius et Johannes

Hoc anno

fuit pestis

nimium

dus et Hystriam

(').

inguinaria iterum apud Ravennani, Gra-

a.

591.

annos

gravis, sicut et prius ante triginta

extiterat ^^\

Igitur Mauricius augustus,

cum

imperium,
ie cate, qui

fliis

nam

Hunni quoque,
sunt

Theodosio

fuit strator Prisci

rei publice,

postquam uno
et

Tyberio

patricii,

le

sepultus

est

tropolym

mie;

Ili,

parole

incarnatione

qui et x\vares

in

lohannes da
ove
per man26,

cum

essent anni ab

Domini .dlxxxviii. e
apud Gradensem meecclesia sancte Euphyde

Croi.

sng,

si

trova an-

pair.

p.

9.

avvenne nel 586.


Smaragdo sono con-

Elia

di

Le violenze

di

l'ultima notizia

che nella
La morte

appellantur, eius

Vendemius

di

a.

vero, che,

come

(Istria)

Patrizio

Severo (Cipolla, op. cit. p. 105; a


p. 116 pone la data del Libellus alla
fine del 590): Post hoc ordinato in

della

simo archiepiscopo nostro Severo,


quae contumeliae illatae sint, et quibus iniuriis ac caede corporali fustium, et qua violentia ad Ravennam

fuerit clvitatem

perductus atque

dactus in custodia,
sitatibus

re-

quibusque neces-

oppressus atque contritus

fuerit, potuit

ad Domini nostri pias

Emonia

di
I

(citt

codici pi auto-

Paolo Diac. aggiungono


Maxentius luliensis et Adrianus Po-

Friuli presso

risulta dagli atti del

nell'Istria).

tera del gennaio 591 di Gregorio I a

beatis-

Clarissimus

590).

sinodo di Grado del 579, era vescovo


di Trieste, come Vindemio di Cissa

ecclesia

era vescovo di Concordia, Ingenui nus di Seben o secunde Recie ,


Agnellus di Asolo.
Parentinus
si riferisce a Giovanni e non a Se-

revoli di

sancta Aquileiensi

6.

dubio pervenire (Baro-

vescovi scismatici della Venezia al-

et Ioannes

aures sine

l'imperatore Maurizio nel 591, e non


nel 590, essendovi menzione della let-

devicti

Nio, Annoi,

nuova

virtute

fermate dal Libellus supplex scritto dai

utilis

sepe contra hostes dimicans, victoriam obtinuit.

Hystriam su Hystria coll'ahhrev

(i) His diebus

autem

fuit

'^3).

Paolo Diac.
cano

Constantino a Fo-

et

occiditur.

3-4. Pertx, Severus Parentinus, Ioannes patricius,

corr.

et viginti annis rexit

lensis .

Mariano

= Marano nel

laguna e il confine
.
Gli atti del
Venecia
secunda
la

sinodo non sono a noi pervenuti.


(2) Hoc anno - extiterat da
Paolo Diac. IV, 4; ma in Paolo
Diac. hoc anno
592 e non il
dal racrisulterebbe
come
587-591,

conto di Giovanni.
(3) Igitur - sunt

IV, 2.
Hist. ed.

1-4;

Per Upiaz-o;
Bonn, VII,

Teofane,

da

cf.

7,

Paolo Diac.
Teofilatto,
10-12, VIII,

Chronographia,

Bonn, pp. 428-434.

ed.

verso

fine

dei-

GIOVANNI DIACONO

7^

H5 diebus defuncto Severo patrarcha, ordinatur in loco eius

cum consensu

Johannes abbas patriarcha in Aquilegia vetere


et Gisulfi ducis

cianus antistis

Focax
s. Gregorio fu se-

polto il 22 mar20 ^04.

6A

premissum

igitur, ut

Romanorum reo^num
o

invadens

maggio (609?).

Romanis Mar-

extincto Mauricio eiusque

filiis,

huius secundo anno indictione

^^\

Dominum

migravit ad

octava Gregorius papa


statuit

est,

sedem Romane

rogante

hic

*^5).

caput

et apostolice ecclesie

omnium ecclesiarum, quia ecclesia Constantinopolitana primam se omnium ecclesiarum scribebat. idem alio papa Bonifacio
esse

petente iussit in veteri fano, quod


15

est a

(^\

papa Bonifacio
e.

Gradus quoque ordinatus

in

regis

Pantheum vocabatur,

ablatis

om-

ydolatrie sordibus, ecclesiam beate semper virginis Marie et

4.

IV,

_jj.

che

si

M Pert:^

ma V

antistes;

leggono nel passo

come

antistis

corrispondente

ma

curricula principatus est,


nel significato delle

idem

ha

6. invadens] a primo aspetto manca

forme verbali

papa Bonifacio corr.

alio

e affatto

pi volte

scomparsa ; forse erano

modo

di

scritto

l'

omissione

IV, ^6:

cronista Giovanni us

dal copista

11-12.

il

8-10. In

indicativo.

con inchiostro pi nero

stati confusi

principio qualche parola identica.

codd. pi autorevoli di Paolo Diac.


senso per

Paolo Diac.

di

il

il

d'

alcune parole

annorum

per octo

participio presente

da Bonifacio a

la scrittura

primitiva

due periodi perche avevaio nel

Pert:;^ oblatis

M Perti

ydolatrae sordibus

semperque

(i)

<<

His

Dtac. IV,

33,

antistis

che

Paolo

da

succedere Can-

fa

didiano e non Marciano,

come

an-

che attestato dagli

atti

Mantova deir827.

Cipolla, op.

p. 35.

De

RuBEis, Monumenta

Aquileiensis, p.

del sinodo di
cit.

ecclesia^

416: Defuncto item

Severo ordinatur

loco

eius

nes patriarcha in Aquileia

Ioan-

eo tem-

(f

pore quo Agilulfus rex Longobar-

dorum regnabat:

(c

ordinatus

in

Grados quoque

haereticus Candidia-

est

enim Candidianus,
nec per consensum coraprovincialium episcoporum nec in civitate
Aquileia, sed in diocesim et plebem
Aquileiensem Gradus, quae est per-

nus

antistes.

hic

(f

parva insula, contra

tuta, et

canonum

sta-

sanctorum patrum decreta

ordinatus est .

Anche

la lettera di

Giovanni patriarca d'Aquileia


Agilulfo, che unita agli

al re

suo contemporaneo

vanni segui invece

la

p.

come
Gio-

rivale.

testimonianza

de' cataloghi de' patriarchi di

Chrou. AH.

quel

atti di

sinodo, rappresenta Candidiano

Grado.

16; Cren, de sing. patr.

p.

9.

Focax - invadens da Paolo


Diac. IV, 36; Giovanni interrompe
la trascrizione per ricordare la morte
(2)

Gregorio e

di

Paolo Diac:

omette

per octo

parole

le

annorum

di

cur-

ricula principatus est,

(3) huius -

op.

cit. p.

Dominum

da

56^, che fu fonte

di

Beda,

Paolo

Diac. in IV, 29. Beda err perch


Gregorio fu sepolto in S. Pietro il 22

marzo 604, indizione vil


op.

cit.

p.

219.

Cf. Jaff,

io

CRONACA VENEZIANA.
nium martirum

quondam omnium non deorum sed


ibi deinceps omnium fieret memoria

demoniorum

cultus agebatur,

sanctorum.

huius tempore Prasini

Egyptum
5

ut ubi

fieri,

civile

77

Veneti per Orientem et

et

bellum faciunt ac sese mutua cede prosternunt.

Perse quoque adversus rem publicam gravissima bella gerentes,

Romanorum

multas

provincias et ipsam lerosolimam aufcrunt, et

destruentcs ecclesias, sancta quoque profanantes, inter ornamenta

locorum sanctorum vel communium etiam vexillum dominice

Focatem

contra hunc

crucis abducunt.

IO regebat, rebellavit, atque

cum

Romanam

suscepit

Africani

eum regno

exercitu veniens,

que privavit, remque publicam

regendam

Eraclianus, qui

Eraclius eiusdem

vitaa.

filius

cm.

^').

Defuncto autem Marciano, qui ecclesiam Gradensem rexerat

annos

tres

dies .v.

<^^),

successit Candidianus.

His diebus defuncto Heraclio, qui viginti

15

gubernabat imperium, Raclones

quinque annos

et

cum matre Martina

eius filius

regni iura suscepit rexitque imperium duobus annis, quo vita de-

cedente successit in loco eius Constantinus germanus eiusdem,


alius filius

Heraclii, imperavitque

Rursum mense novembrii

20

ruit;

et

mensibus sex

decembrii

(J).

commetis appa-

stella

Candidiano patriarcha quoque defuncto apud Gradus, qui ec-

Gradensem

clesiam

rexerat annos quinque, ordinatur patriarcha Epy-

phanius, qui fuerat primicerius notariorum, ab episcopis qui erant

sub Romanis,
I.

et

Pert^^ omette

eius

ex

omnium

16. Cio Eraclones

25. erant] cos Pert:^;

(i)

ilio

Hic

tempore ceperunt esse duo patriarche


9.

Pert::^

In

565, e

dalle

suscepit))

Vice

meno

20. Pert^ novembris et decembris

Eracleonas

da

Paolo

di

Bonifa-

ci III e IV, fonte di Beda.


(2) Concorda col Chron. Alt. p. 16
e non colla Cron. de sing. pair. p. 9.
(3) His - sex)) da Paolo Diac.
IV, 49,

11. Pert:^

erat

DiAC. IV, 36; Paolo Diac. in parte


da Isidoro, in parte da Beda, op. cit.
p.

M Focantem

V prima Focantem

(^-i).

la frase qui viginti et

quinque annos gubernabat impe rium che fu tratta da Beda.


Cf.

ed. Basilea,

(4)

1529, 1563.

Rursum

patriarche

))

da

IV, 33, meno le parole:


ecclesiam Gradensem rexerat

Paolo Diac.
qui
annos

confermate

quinque)),

Chron. Alt.

17,

p.

dalla

sing. patr. p.

10, colla quale

del cronista

ha

formali.

ebbe parte

Un
al

alcune

dal

Cron. de
il

passo

somiglianze

Epiphanius notarius

))

sinodo di Grado del 579.

"

febbraio 641

GIOVANNI DIACONO

78

Mortilo vero iam dicto Constantino

eiusJem
ceto et

llio

Heraclii, Constantinus

ad regni dignitatem ascendit tenuitque regnum annis

filius

vigiliti

(').

Circa hec terapora regis Persarum coniux,

nomine Cesara, de

Perside exiens cuna paucis suis fidelibus, privato habitu, propter 5

amorem Constantinopolym

cristiane fidei
6 B

que ab impera-

venit,

honorifice suscepta, post aliquot dies, ut desiderabat, bapti-

tore
II

smum

consecuta

et

ab augusta de sacro fonte levata

quod

est.

Persarum rex audiens, legatos Constantinopolym ad au-

vir eius

gustum

quatenus eidem suam uxorem redderet; qui ad io

direxit,

imperatorem venientes verba regis Persarum nuntiant, qui suam


imperator hec audiens remque omnino igno-

requirebat reginam.
rans,

responsum reddidit dicens:

eis

fatemur nos nichil

legati vero

cet,

vestro conspectui velimus hanc

que

cum

iussu

responderunt dicentes:

quam

suus vir requireret suggerunt.


ciate regi vestro

et

Cristum

et ipse in

domino quia

illa

ultra

ite,

ego iam

consortem

credidi, ita
tori

cum

qui nichil moratus,

eam

renun-

20

habete

reversi legati ad patriam, universa

audierant suo regi renuntiant.

15

conspi-

legati

respondit

sicut

nisi

me iam

crediderit,

quid multa

poterit.

quibus

pia-

mulierem videre.

dicitis

mox eam

imperatoris advenisset,

si

ad eius vestigia provolvuntur eique venerabiliter quia

ciunt,

non

queritis

preterquod ad nos hic aliqua mulier

scire,

privato habitu advenit.

quam

de regina

que

sexaginta

milibus viris Constantinopolym pacifice ad imperatorem venit, a

quo gratanter
Cristum

et satis

dominum

unda perfusus
firmatus

digne

susceptus

6.

16.

d'una lettera.

M
18.

7.

Perti nostro

aggiunto in

IVj jo sacri
(i)

Mortuo

Diac. IV, 49.

In

su eique corr.

Paolo Diac. IV, jo suggerunt


e

sacri baptismatis

ab augusto de fonte levatus, cathoHca fide con-

et

l' di cristiane

M lavata

que]

universis

multisque muneribus ab augusto honoratus, accepta

est,

corr.

cum

qui

cum omnibus

credens, pariter

suam patriam

sua coniuge, letus et gaudens ad

8.

est.

22.

su aliquos

dopo

relegati

- viginti

cum omnibus
da

Paolo

v
19.

eiq-..

su corrispondente abrasione.

Pert:^ pariter

il

suis

repedavit

aliquot

corr.

di vestro

M Peri^
V

suggesserunt

ma

del re di reversi

sacris;

sacri baptismatis

ma

Paolo Diac.

unda perfusus

(2) Circa - repedavit

Diac. IV, 50.

aliquos

Perti

lacuna per abrasione

per ripetizione
26.

^^\

noto che

est

da

Paolo

il

fatto di

25

CRONACA VENEZIANA.
Anno

ab incarnatione Domini sexccntesimo secundo Epypha-

nius patriarcha mortuus est, qui ecclesiam

nos

menses

.V. et

Ytaliam a Longobardorum

tus,

lym

rexit an-

Constans

et

est appella-

Tarentum

quendam

ai

principio

manu eruere cupiens, Constantinopo-

egressus, per litoralia iter habens, Athenas venit, indeque

transgressus,

tamen

applicuit; qui

prius ad

mare

solitarium

qui prophecie spiritum habere dicebatur, adiit, studiose

ab eo sciscitans, utrum
||

IO

Gradensem

huic successit Cyprianus patriarcha.

(').

.111.

His diebus Constantinus augustus, qui


5

79

gentem Longobardorum que

in Ytalia ha-

e.

7 a

bitabat, superare et optinere possit ^^\

hec namque tempora Cyprianus patriarcha

Circa

Gradensem ecclesiam

qui

exivit,

menses

rexcrat annos viginti quinque,

Primogenius Romane

huic successit

dies viginti.

tres,

hominem

sedis subdiaconus regionarius ^^\

Igitur

15

cum

servus Dei Constantino

expetisset, ut pr

hoc ipso

mane ita eidem augusto


rari modo ab aliquo no;i

respondit

noctis

augusto spatium unius

Dominum

supplicaret, facto

gens Langobardorum supe-

quedam, ex

potest, quia regina

Langobardo-

vintia veniens, basilicam beati lohannis Baptiste in


et propter

20 l'um finibus construxit,

Langobardorum gente continue


3,

In

M Pert:^

6.

il

alla fine

M Pert^

io.

littora

il

un segno indica

Diac. V, 6 continue

Pert::^

Cf.

ed. di

il

Paolo

buisce

Il
5

Cron. de
3

Cbron. Alt.

p.

17,

gli

attri-

anni, 4 mesi, io giorni; la


sing.

patr.

p.

io,

un anno,

5.

ma

di seguito

Vitaliano,
(3) Chron.

p.

sic m.

al precedente,

AU.p.

17:

regionarius sancte

ma

al principio

Pf rf:;; exuit

P^r/:;;

continuo;

13.

ma

Y*x\-

Paolo

Croii. d^ sin^.patr.ip. io: -Fr-

mogenium diaconum

di

Onorio

I ai

et

ma

regionarium
nella lettera

vescovi della Venezia

e dell'Istria, colla quale loro

quell' ecclesiastico

2016),

si

legge:

subdiaconum
sedis w.

stre
era,

343.

eripere

Paolo Diac. V, 6 ha optinere

12.

21.

manibus

Pert:;^

n.

mesi, II giorni.

(2) His diebus - possit da Paolo


DiAC. V, 6; Paolo Diac. dalla Vita

di

huic

sedis apostolice;

137.
(i)

da

Primogenitus

DiAC. procurata da Bethmann e Waitz,


p.

e scritto

corr.

autem tempus

intercedit; vcniet

obtinere posset;

periodo

tempus]

favoloso.

hoc ipse beatus Johannes pr

l'omissione del capoverso.

raogtn\\is\ cos Cron. de sing.

Cesara

erroneamente

capoverso

11-14. In

possit
e

pro-

alia

ed.

cit.

(Jaff,

manda

op.

cit.

Primogenium

regionarium noUghelli, Italia sa-

et

V, 1085;

cod.

Trevis.

Primogenius...

e.

2 a; cod 400 Lat. Marc. cat. Zanetti

Romane

e.

47

Eccle-

a.

a. 663.

GIOVANNI DIACONO

8o

quando

ipsius

oraculum habebitur despectui,

quod nos

peribit.

ita

et tu ne

gens ipsa

factum qssq probavimus, qui ante Lan-

gobardorum perditionem eandem

beati lohannis basilicam,

que

utique in loco qui Modicia dicitur est constituta, per viles per-

sonas ordinari conspeximus

premiorum datione isdem locus

vite merito, sed

non pr 5

ut indignis et adulteris,

ita

venerabilis lar-

giretur (^\

Constans augustus

Igitur, ut diximus,

egressus exinde

Beneventanorum

per quas venerat

Langobardorum

fines

cum Tarentum

venisset,

omnesque pene

invasit,

Luceriam quo- io

civitates cepit.

que opulentam Apulie civitatem expugnatam fortius invadens


ruit et

Arentiam

ad solum usque prostravit.

nitissimam loci positionem capere minime potuit.


exercitu

expugnare

cepit, ubi

culus,

dum

tunc Romoald, Grimoaldi

ducatum tenebat; qui statim

trans

filioque

deinde

eam vehementer

et

adhuc iuven- IJ

filius,

ut imperatoris

adventum

co-

suum, nomine Sensualdum, ad patrem Grimal-

gnovit, nutricium

Padum

obsecrans

direxit,

quantotius

ut

veniret,

suo ac Beneventanis, quos ipse nutriverat, potenter suc-

quod Grimuald rex audiens, statim cum

curreret.

laturus auxilium,
7 B

Beneventum circumdedit,

omni suo

di-

mucum

sane propter

(^)

Beneventum pergere

cepit,

quem

exercitu,

filio

20

plures ex Lan-

gobardis itinere relinquentes ad propria remearunt dicentes,

quia
||

expoliasset palatium, et

iam non reversurus repeteret Beneventum.

interim imperatoris exercitus

menter expugnabat;

e contra

qui quamvis

resistebat.

4. per viles] per corr. in

corr. locus su locu


e scritto

Beneventum

V su

Romoald cum Langobardis

piti

manu

abrasione ; prima era scritta un'altra lettera.

6. V
V cum

tanta multitudine

ma

8.

nero come correi.

Pertx, per quas gens venerat Langobardorum

rentia;

Paolo Diac. V, 7 in C^ Arenciam

corr.

il

e di obsecrans

Il

n.

25. Pert^

prima.

passo fu trascritto da

Giovanni ma-

(2)

Diac. parla

In

Beneventiorum
cos

io.

codd., legg.

Age-

negli altri codd. Agerentiam

15. Pert:^

da Paolo
z= Teodolinda,

terialmente anphe nelle frasi ove Paolo

Constantinus

Arentiam]

I^ Arentiam;

regina

(i) Igitur - largiretur

Diac. V, 6;

Pert-:^

9. Pert:^

Agrentia Agrootiam corr. Agentia Aritia Agerentia

transportandum

fortiter

congredi

cum

Pert^, omette venerabilis

sopra in inchiostro

diversis machinis vehe-

Romald

18. Pert':^

Romald
di

Acerenza

stesso in

(Basilicata),

persona

25

CRONACA VENEZIANA.

manum

ad

propter paucitatem exercitus non auderet, frequenter

tamen cuna

expeditis iuvenibus hostium castra inrumpens,

eisdem inferebat undique

cumque Grimoald

clades.

iamque properaret, eundcm nutricium


5

ad filium misit, qui

Beneventum

ei

eius de

suum adventum

eundemque regem

pater

eius

quo premisimus

nunciaret; qui

cum prope

10 moaldo pacisceretur ut

cum

Neapolym

suis

fecit; eius

quatenus

iniit,

cum Ro-

possit reverti ^^\

Acceptaque obside Romaldi sororem,

eodem pacem

Grimoaldo rege venire

se a

ille

adventare nunciavit, statimque im-

citius

perator exterritus, consilium

nomen

cui

Gisafuit,

cum

vero nutricium Sesualdum ad muros duci

mortem eidem

precepit,

magnas

venisset, a Grecis captus, imperatori delatus est, qui

ab eo unde adveniret requirens,


dixit

8l

minatus,

aliquid

si

Romoaldo

aut civi-

bus de Grimoaldi adventum nuntiaret, sed potius asseveraret eun15

dem

venire

minime

cum

promisit; sed

cipiebatur

Romoaldum videre
sic ad eum locutus

quod

posse,

est:

prope muros

qui

dixit.

se

ita

ille

facturum ut
advenisset,

cum Romoald

vium

(^)

nam

aderit;

cum

eum

scias

valido exercitu

non

vivere

sinebit.

manere

cum

25 cant, in urbem proiectum

cepit

4.

su

iamque corr.

et

fliis,

auxilium

belli

flu-

quia gens ista perfida


iussu imperatoris

dixisset,

machina,

dignoque

est

iamqj..

7.

Romaldo

9. Pertx^

io.

quam

petrariam vosibi

deferri

tumulari

in loculo

adveniret] cosi Paolo Diac.

Pert-:;^

sororem, come Paolo Diac. V, 8.

14.

M Perici

15.

Pert-::^

adventu

precipiebat

8 advenisset

(i)

tibi

pre-

^3).

sorore

citius

quod caput Romoald

est.

lacrimans osculatus

advenire

8 ha

citius advenisset,

tantum obsecro ut miseri-

cumque hoc

caput eius abscisum atque

iussit;

velie se

hac nocte iuxta Sangrum

cordiam exhibeas cum mea uxore

me

pre-

constans esto, domine Romoald, et ha-

bens fiduciam noli turbari, quia tuus genitor

20 prebiturus

ei

26.

posset
13.

11.

eidem]

V,

7;

M Perti

Romoaldi sorore

Pert-:;^

Pert^,

ei

Pertx_

Romaldo

V adventum, come Paolo Diac. V, 8.


V corr. V s di sed
M Perlai venisset Paolo Diac. V,
17. Pert::^ Romaldum
M Pert^^ et lacrimans V omette idque mentre Paolo Diac. V,

idque lacrimans

c^

Igitur

Diac. V,
(2) Il

reverti da

Paolo

7.

(3)

Paolo

Acceptaque
Diac. V,

precepit

8.

Sangro, nell'Abbruzzo.

Cron. venei. ant.

da

GIOVANNI DIACONO

82

igitur imperator

Metuens
e-

dimissa Beneventi obsidione,

subitum Grimoaldi regis adventum,

Neapolym

tamen

proficiscitur, cuius

exercitum Mitola Capuanus comes iuxta fluenta Caloris fluminis,

Pugna

in loco qui usque hodie

vehementer

dicitur,

Postquam vero imperator Neapolym

nomen

optimatibus, cui

Saburrus

qui

victoremque spopondit.
Forinus
qui iam

(^)

nomen

Romoald: non

et

adscribetur.

cum

proficiscitur; qui

est,

cum

suis

accepta

et

Deo

favente,

tibus tubas insonare precepit,

de

parte

aliqua

hominibus contra Saburrum

priusquam bellum cum eo

moxque

iniret, a

super eos audenter inrupit.

unus de

nomine Amalongus, qui regium contum ferre


quendam Greculum eodem conto utrisque manibus

regis exercitu,

erat

solitus,

for-

titer percutiens,

de

aera super caput

suum

mox inmenso

citus,

super

sella

levavit.

sibi

gobardis victoriam peperit.

fugiens mortem,
ita

7.

18.

irrupit

qua

in]

7-8. In M manca da
M peditum
M Paolo Diac. V, io, Perti;
17. audenter inrupit] cos

mortem

pheum

corr.

il

Perti inter

corr. morte..
27,

M Perti

di

25.

tunc

M Perii

21.

Perti omette mortem

patrare, ad

ul-

Lan-

et

vero, patrata

Per/:;:

Romald

M Pert^ audacter
M Perti
V, io;

immenso

Per ti Romaldo

Pert^

9.

11. Pert^.

ibi

Paolo Diac.

cos

mox

eum cum

seque a spopondit

Paolo Diac. V, io;

quam]

omettono

26.

24.

M Per

su

ti tro-

Romald

Metuens - adtrivit da Paolo


Diac. V, 9. Paolo confonde il Sabato,
presso il quale stava Pugna, col Ca(i)

Romoaldo

Romoald

ibique] cos

14. Pert':^ adscibetur

in

Saburrus, qui se imperatori suo 25

tropeum de Langobardis promiserat

militum]

20

quod cernens Grecorum exer-

paucis remeans ignominiam deportavit.

Fornitus

eumque

equitabat, sustulit

pavore perterritus, in fugam convertitur,

timaque pernicie cesus,

Victoria

quam

15

quatuor par-

acies forti intentione pugnarent, tunc

cumque utreque

io

vicero maior utique gloria vestre po-

factumque

patris exercitu pariterque

prof-

est opus, inquid, sed tan-

nobis de exercitu vestro tribuite; ego,

eo pugnabo,

tentie

accepto exercitu ad locum, cui

advenisset, ibique castra posuisset, Grimoald,

cui flius

tum partem

cum Romoaldo pugnaturum

Beneventum advenerat, hec audiens, contra eum

cisci voluit.

cum

est,

cum

pervenir, unus ex eius

ab augusto, ut fertur, vi-

erat,

militum expetiit seque

ginti milia

'^'\

adtrivit

lore.
p.

Cf.

ed.

cit.

di

Paolo Diac.

149.
(2) Forino, tra Avellino e

Nocera.

CRONACA VENEZIANA.

83

de inimicis Victoria, Beneventum triumplians rcversus

que gaudium
vexit

cunctis securitateni, siibhito hostiuni timore, con-

et

^').

At vero Constans augustus, cimi


5

est, patri-

nielli 1

Longo-

contra

se

bardos gessisse conspiceret, omnes sevicie sue minns contra suos,

hoc

Romanos,

est

perrexit, cui sexto ab

dotibus et

nam

retorsit.

Urbe

Romano populo

Romam

cum sacercum ad beati

miliario Vitalianus papa

qui augustus,

occurrit.

Petri limina pervenisset, optulit

IO apud

Romani

egressus Neapolym,

ibi

||

ornamentum

lugUo 66}.
e.

8 u

pallium auro texto; et manens

duodecim diebus, omnia que fuerant antiquitus

instituta ex ere in

j^^ugHoV

deposuit in tantum ut

civitatis

etiam basilicam beate Marie, que aliquando Pantheum vocabatur


et

conditum fuerat

in

honore omnium deorum, etiam

exinde

discoperiret tegulasque ereas


aliis

Neapolym

Regium, ingressusque

numquam

vel

dita

harum regionum

filii

non remaneret; nam

et

2 Perti omette sublato

texto nei codd.

honorem
terreno

Sicilia

La

pi

di

4-5. In

avaritia sublata sunt.

da At vero a eminas corr.

scomparsa,

9. texto] cosi

n.

Paolo Diac. V, n.

M Pert~^

affini al

Postquam

ut alieni spes vite

ma

il

testo

era pi

5.

15. Pertl

et

legione primitiva era terreno


e

ita

ab indictione septima usque

ripetizione dell' t di sue

D'

etiam] cos V;

pi autorevoli

(i)

Grecorum

et

hostium timore

era occupata dalla scrittura antica.

per

etiam uxores a ma-

che prima
rimasta in bianco dopo eminas una parte di rigo
Diac.
Paolo
Ho sostituito minas come in

lungo del nuovo, essendo

testo

a. 663-664.

vasa sacrata vel cymilia sanctarum Dei

con inchiostro pi nero; la scrittura antica

M V eminas

atque Sardinie,

sed et alia multa et inau-

populi sunt perpessi,

mansit autem imperator in

V, 11;

Sicilie, Africe

audite sunt, ita ut

25 ecclesiarum imperiali iussu

e scritto

imposuit populo seu habi-

a parentibus separarentur.

ri tis

deinde

per indictionem septimam habi-

Siciliani,

20 tatoribus vel possessoribus Calabrie,


quales antea

transmitteret.

itinere terreno, perrexit civitatem

tavit in Syracusa, et tales afflictiones

ma

erat

omnibus ornamentis Constantinopolym

reversus imperator

per con-

omnium martirum,
auferret easque simul cum

cessionem superiorum principum locus


15

ibi

come

eosque

da

17.

in Paolo Diac.

del cronista Giovanni.

- convexit

M V;

Perti textum
13. Af Perti

Perti constituta

Paolo Diac. V,

20.

10.

V,

corr.

11,

Tyrreno su

secondo

su atque corr.

codd.
atq,..

Settemb. 663-66{

GIOVANNI DIACONO

84

in

duodecimam; sed tandem tantarum iniquitatum penas luit, atque

dum

se in balneo lavaret, a suis extinctus est

apud Syracusas Constante imperatore, Me-

Interfecto igitur

A. 668.

regnum

cetius in Sicilia

voluntate

Campanie,

partes

in Syracusas,

arripuit, sed

quem

contra

absque orientalis exercitus


per Hystriam,

per 5
vero a partibus Africe et Sardinie venientes

alii

eum

<^'\

Ytalie milites

alii

multique ex iudicibus eius de-

vita privarunt,

Constautinopolym perducti sunt, cum quibus

truncati,

alii

pariter et

imperatoris caput est deportatum ^^\

falsi

Hec audiens gens Sarracenorum, que iam Alexandriam et io


Egyptum pervaserat, subito cum multis navibus venientes. Siciinvadunt, Syracusas ingrediuntur multamque stragem faciunt

liani

populorum, vix paucis evadenti bus, qui per munitissima castra

et

iuga confugerant montium, auferentes quoque predam nimiam

omne

et
e.

9 A

illud

quod Constans augustus

Roma

abstulerat

or-

15

natumjl in ere et diversis speciebus, sicque Alexandriam reversi

sunt

(^3).

Anno autem
gesimo

ab

Domini sexcentesimo quadra-

incarnatione

septimo Primogenius patriarcha ex hac luce migravit,

qui

ecclesiam

Gradensem gubernavit annos

.III.

dies

huic successit

.VII.

non

rus Altinensis episcopus


verini pape auctoritate

<^5)

suam sedem corroborare


V

I.

corr.

pena

e di

il

siluit

2.

cum
e

della data.

M Pert^

22.

20.

corr.

il

cit.

p.

aliano,

et

pr futuro manere decrevit

su lavare corr. lavaret

menses

dallaVita di Vi343, ove la narrazione

deportatum da
Paolo Diac. V, 12; Paolo Diac. dalla
(2) Interfecto

di

Mau-

qui Al-

corr.

manchi

la

l'us

di

8.

Primogenius

parola quadragesimo

su hic ha in inchiostro pi nero un u

secondo n di non

pi copiosa di particolari.

Vita

21.

M Mezetius

3.

19.

contro la verit afferma che in

567, e
p.

cuius tempore

(+),

ad Torcellensem insulam venit ibique

(i) At vero - est da Paolo


DiAC. V, 11; Paolo Diac. da Beda,

op.

mensibus 20

Langobardorum insaniam, Se-

ferens

14. Pert^ confugerunt

Perti Primogenitus

Maximus

viginti,

Adeodato,

p.

346.

(3)((

Hec-sunt da Paolo Diac. V,

13; Paolo Diac. dalla Vita

dato,

p.

d'

Ade o-

346.

(4) Cf. Chron. Alt. p- 17; Cron. de


sing. patr.

p.

11.

(5) Sulla durata del pontificato di

Severino

cf.

p.

64, nota 4.

CRONACA VENEZIANA.
tinensem ecclesiam gubernavit annos
successit lulianus episcopus

85

mortuus

et

.1111.

hic

est.

<^'\

Igitur extincto, ut diximus, Constante augusto, punitoque qui


ei

successerat Mezezio tyrranno,

Romanorum regnum Constanregcndum

tinus Constantii augusti filius suscepit


Siciliani invadunt, et

redeunt

mox Alexandriam

preda nimia secum ablata,

^^\

Agatho papa ex rogatu Constantini, Heracli


cipum piissimorum,
IO

erat

misit in regiam

urbem

legatos suos, in quibus

conloquio de

unam voluntatem

falsasse

patrum catholicorum

In

huic come

presidente

Macario,

et convicti

operationem astruebant

et

20 conflictu, Georgius correctus

.cl.,

episcopi

et

urbis, et Antiochie

sunt qui

dieta

est,

perplurima.

Macarius vero

Mezenzio

$.

corr.

tii

3.

sj

petebat

io.

17.

corr.

1%. asXxMth^inx] cos Beda, p.

Gregorius

M.

l'us di

suis sequa-

civitatis ; ibid. p. 11, al

belerio e Beato; ibid.

hic] hf^g.

sostituito

tempo d'O-

p. 14, riferita

regendum

da

Paolo

cosi

in

Beda,
Beda,

corr. l'ultima e

astruebat

19.

falsasse

20. Georgius] cosi

j/.

correptus

Diac. V, 30.
(3)^( Sarraceni - redeunt da Beda,
op.

cit.

(4)

Il

p.

567.

sinodo

vembre 680
la sala della

si

aperse

nel Trullus

il

no-

che era

cupola nel palazzo im-

periale a Costantinopoli.

al patriarca Elia.

11. adu-

Georgio come

legione primitiva.

Pert^

4.

diaconus

16. petebant]

Ho restituito come in Beda, p. j;.


Ho sostituito correctus come in Beda, p.

Nel Chron. Alt. p. 19, l'origine


di Torcello posta al
vescovado
del
tempo d'Eraclio, di papa Benedetto
e deldoge PauHcius Eracliane nove

(2) Igitur -

la

s6-j,M Perti;

(i)

ce

Ho

corr. Gregorio

Paolo Diac. VI, 4, che doveva essere

poi falsa se come

M Perti

cum

Perti omette Constante augusto

di Constantii

natione] V. corr. l'ultima parte dell'n e la prima dell'n

di regt

autem

finito

usa spesso hic per huic nella sua scrittura priittitiva che meglio

s'avvicina al testo originario.

M Perti;

in Cristo,

dopo Altinensem breve lacuna per abrasione d'una sillaba.

M Perii;

Novembre 680.

antiquorum patrum quos

cunctis

autem

adfuerunt

libellis,

Georgio patriarcha regie

I.

catholice defensore

datis igitur eis de bi-

fide vera perquirere.

bliotheca Constantinopolitana

petebant

lussi sunt, remissis disputationibus phylosophicis, pa-

Constantino
cifico

fdei

epi-

Dei ecclesiarum

pr adunatione facienda sanctarum

^'^\

qui benignissime suscepti a reverendissimo

p.

et Tybcrii, prin-

lohannes Romane ecclesie tunc diaconus, non longe post

scopus

15

Sarraceni

(^>.

GIOVANNI DIACONO

86

cibus simul et precessoribus Cyro, Sergio, Honorio, Pyrrho, Paulo

Petro anathemizatus,

et

lohannes Portuensis episcopus

pacis comitatn est, ut

unus ex

('),

qui erat

dominica octavarum pasche missas publicas in ec-

ipsis,

Sophye corani principe

desia sancte

patriarcha

et

cele-

latine

(^).

braret

Hec

9 B

Theophanius, abbas de

eius

Antiochie episcopus factus, tantaque gratia legatos catholice

Sicilia,

e.

locum

et in

synodus universalis, Constantinopolym celebrata

est sexta

||

greco sermone scripta, temporibus pape Agathonis, exsequente

et

ac residente piissimo principe Constantino intra palatium

simulque legatis apostolice sedis

episcopis

et

residentibus.

.cl.

prima enim universalis synodus in Nicea congregata

Arrium

suum, io

est contra

.cccxviii. patrum, temporibus lulii pape sub Constantino

principe,

secunda in Constantinopolym XL. patrum, contra Ma-

cedonium

et

quando Nectarius eidem

cipis,

Epheso

in

Eudoxium, temporibus Damasi pape

pum

et Gratiani prin-

urbi est ordinatus episcopus.

patrum contra Nestorium auguste

.ce.

magno

sub Theodosio

15

tercia

urbis episco-

principe et papa Celestino,

quarta

Calcedone patrum .dcxxx. sub Leone papa, temporibus Mar-

in

Euthycen, nefandissimorum presulem mo- 20

ciani principis, contra

nachorum.

quinta item in Constantinopolym temporibus Vigilii

Theodorum

pape, sub lustiniano principe, contra

sexta hec de qua in presenti diximus

reticos.

omette abbas

Pert:;^

2.

aggiunge in inchiostro
piti

12.

piti

Beda, p. j6y, conscripta

nero.

Pert^ omette synodus

chi contra

polym;

4. Pert:^ omette qui erat

nero l'abbrev. dell'

13.

corr.

austuste

V prima
20. Pert:^

il

MPerti

Beda, p. j6j,

F Neccarius

Pert-:;^

rum

nephandissimum

(i) Porto, sulla riva destra del

op.

(c

cit.

Agatho
p.

celebraret da Beda,

567; Beda dalla

Agatone,

Vita

di

350 sg., ove sono narrate con molta determinatezza le circostanze particolari e le operazioni
p.

14.

corr.

V in

inchiostro

Flegatos

Pert:^;

il

Con

M Pert^

Paolo

op.

nn. 2109, 2

cit.

Beda, p. jy

Diac.VI,

no,

Pert^;

Constantinopoli

ecumenico

fonte di

V man-

Constantino-

di

Beda, p. j6j,

del sesto concilio

ibid.

16. y^ectiinas] cos


cos

21. Beda, p. s^?

Te-

a Constantinopoly

erroneamente afferma che in

17. auguste]

vere, alla foce.


(2)

Pert^,

in Constantinopoli

aveva urbis

8.

9. et] corre^. di

patrum

di

(3).

Beda, p. ^j,

11. legatis] cos

omette est

omnes he-

et

4.

Beda

fu

Cf.jAFF,

21 18; su Pirro,

nn. 2041, 2042,2050,2052,2054;

su Paolo, ibid. nn. 2049, 2052, 2055.


(3)

op.

cit.

Hec
p.

567.

diximus

da Beda,

CRONACA VENEZIANA.
Sancta

perpetua virgo Cristi Edildruda,

et

primo

rum,

et

data,

postquam

merita

testatur etiam

vivacia

cum

annos sepulture

.XVI.

regis

Anglo-

virgo sanctimonialis

sacro,

a. 685.

quem

effi-

sanctarum,

et nutrix pia

accepto in construendum monasterium loco


cuius

Anne

post Hecfrido regi coniux

et

nec mora eciam virginum mater

citur:

filia

annos thorum incorrupta servavit maritalem,

.xxii.

sumpto velamino

post reginam,
5

permagnifco

alteri viro

87

Eilge vocant,

mortua caro, que

et

post

veste qua involuta est incorrupta

rep-

peritur ^'\

Mortuo quoque Maximo hac tempestate, qui ecclesiam Gra-

IO

densem gubernavit annos


cha

Stephanus

.xx., huic successit

(2).

Circa hec tempora Lupus dux Foriulanus in

cum
15

patriar-

Gradus insula

que antiquitus per mare

equestri exercitu per strata

facta fuerat

depredata ipsa civitate, Aquilegensis ecclesie thesauros

introivit, et

exinde auferrens reportavit

<^5).

mo-

Inter hec Constantinus imperator apud Constantinopolym

scepit,

20

eius

et

ritur,

minor

cuius per

decem annos gubernacula

cum eisdem pacem

a Saracenis abstulit et

Sergium pontificem, quia

hic

stantinopolym fecerat favere

Beda, p. j6y Aedilthryda

in altri testi

cit.;

aveva Foroiulianus

ma

in altre ed,

stri]

cosi

M Paolo Diac.

op.

c(

(2)

21.

Sancta

cit. p.

eccles.

V,

cosi

Pert:^;

"j,

M Pert^

567; su Elge

cf,

Hist.

IV, 19.

17,

est

V dopo

22.

15.

13.

da Paolo

che narra l'invasione di

di

Il

zantina,
significa

ed.

V prima

M Perti Aquileper ahra^

misso

Lupo prima della spedizione di


moaldo nell'Italia meridionale.
cronista ci attesta

mutamento

Beda,

14. eque-

terra piccola lacuna

corr. V

il

Gri-

notevole

gi avvenuto nella costi-

tuzione d'alcune

II.

(3) Circa - reportavit

Diac. V,

20. In

(4)

CLChron.Alt.p. ij^Ci'on.desing.

pdtr. p.

Pert:^;

M fuerant

equistri

da Beda,

Beda,

6.

Eilge] cosi Beda,

alcuni codd. di Paolo Diac. V, 7.

Constantinopoly

- repperitur

nefanda

Egildrudis Edilthruda

7. et] cosi
e

Paolo Diac. V, ij Aquileiensis

giensis

sione d'un

(i)

Elge Aeilge Eylege

Gradus]

fecit.

misso Zacharia

lussa principis

Venexja ijoj accepit locum in construendum monasterium

ed.

marique

synodo quam Con-

et subscribere noluit,

Ravenne vicinarumque partium

'^4)

I.

in erroris ilHus

hic Africam

tenuit.

terra

su-

Constantinopolym deportari; sed mi-

protospathario suo, iussit


htia

Rcmanorum regnum

lustinianus

filius

perch
nel

citt
<<

dell'Italia bi-

militia

passo

di

))

non

a. 68$.

altro

Paolo che

la

e.

ICA

GIOVANNI DIACONO

88

contempnens, eundem Zachariam

Roma

contumeliis ab urbe

lustinianus ob culpam perfdie regni gloria

et iniuriis pepulit

'^'\

privatus, exul in

Pontum

Anno

cum

secedit ^^\

Domini sexcentesimo septuagesimo

ab incarnatione

se-

cundo Stephanus patriarcha ex hac luce migravit, qui ecclesiam

Gradensem

annos quinque.

rexit

Agathon

hic successit

^^\

Contra hunc superscriptum lustinianum Leo augustalem

A. 695.

gnitatem

eum regno

arripiens,

di-

regnumque Romano-

privavit,

rum tribus annis regens, lustinianum exulem in Ponto servavit (^\


Rursumque Tyberius contra hunc Leonem insurgens, regnum
eius invasit eumque toto quo ipse regnavit tempore in eadem
At vero lustinianus, qui amisso principatu
auxilio Terebelli

Vulgarum

Ponto exula-

in

regnum

regis

rursus recipiens,

Leonem quoque

eos qui se expulerant patricios occidit;

et

Tybe-

rium, qui locum eius usurpaverant, cepit et in medio circo coram


A. 705-

omni populo

Diac. VI,

sumque

ma
e

Pert-^ annis

scriptum

il

aveva cui; siiW

lacuna per

piccola

6.

iugulari fecit; Gallicinum

V prima

cum]

I.

corr.

abrasione

fu segnata l'ahhrev.
di

Pert:^ buie

- exulabat corr. con inchiostro pi

doveva essere

pi.

VI, ^i, Pert:^;


regis e

regnum

licium,

ma

F"

successit

cittadinanza

13.

14. Terebelli]

armata

Inter

Ravenna

di

- pepulit

da

Paolo

nor

op.

cit.

Giovanni

ripet

l'errore

in

passo Rur-

scomparsa,
e

pi fitta

M Paolo Diac.

cos

corr.

il

re di

Pert'^ Gal-

di

filius

et

Constantini

(5)

(6)

se-

op.

da

lui

p.

mi-

569.

p.

cit

439.

11,

Contra

nota

3.

- servavit

Rursumque

Cio
p.

17; Cron. de

p.

da

Paolo

12.

Paolo Diac.

(=

eius (Costantino)

lustinianus.

Chron. Alt.

Diac. VI,

nell'interpretazione del passo

Beda: lustinianus minor

mutato

(4)

narrazione pi chiara e pre-

condo),

la le:{ione vera;

p.

sing. patr.

di

Ponto]

filius

D temporum ratione, pp. 568, 569;


Beda dalla Vita di Giovanni V,
p. 366, e da quella di Sergio, p. 372,

Paolo

il

(2) lustinianus -secedit da Beda,

ordinata a comune.

(3) Cf.

la

Perti supra-

10-14. In

ha Te scritto sopra.

Beda, p. jyo Callinicum, che

exul

lustinianum] cosi Paolo

9.

..t

Diac. VI, 11; Paolo Diac. da Beda,

cisa.

7.

tra exul e in

nero; la scrittura primitiva

at]

In

5.

exul

Paolo Diac. VI, 51 Gallicinum

della Pentapoli,

ove

breve, perche nei due righi la nuova scrittura

Puncto
17.

dell'

tra privatus

lettere

Pert:^ omette

occupa anche una parte del margine.

(i)

vero patriarcham Con-

(^^

r agustalem poi corr. sopra con un u piti nero.


V lustinianus V corr. V x di exulem
12, Pert:;^;

testo

io

^'^\

civitate in custodia tenuit

bat,

VI,

tenuit

da

13.

Callinico.

570; Gams,

Cf.

Beda,

Series episcop.

15

CRONACA VENEZIANA.
Romani

stantiiiopolytanum erutis oculis

eum

tem, qui

in

honorifce suscepit ac remisit,


5

peccatis intercedere rogans,

cum exercitum
dum Phylippicum quem ibi
qui

vavit.

nerabilis papa prohibuit

non

potuit

quem

episcopum

abba-

in loco Gal-

se venire iubens,

prostratus in terra pr suis

cuncta eius ecclesie privilegia renoin

Ponto mitteret ad comprehenden-

religaverat,

multum cum eisdem

ne hoc facere deberet, sed tamen

ve-

iniiibere

conversus omnis exercitus ad partem Phylippici,

(').

eum ibidem imperatorem,

IO fecit

aluerat,

Cyrumque

misit,

Constantinum papam ad

hic

constituit.

licini

Ponto exulem

89

reversusque

cum

eo ad Constan-

tinopolym pugnavit contra lustinianum ad duodecimum ab urbe


miliarium, et

atque

vieto

occiso

lustiniano,

regnum

suscepit

Il

^^\

Phylippicus

Hoc quoque tempore mortuo


15

Gradensem

clesiam
forus

Agathofie patriarcha, qui ec-

rexerat annos decem, buie successit Cristo-

Cj).

Circa hec tempora lulianus Altinensis episcopus mortuus


qui ecclesiam rexerat annos quadraginta ei octo.

Deusdedi episcopus, qui sancte Dei

est,

huic successit

genitricis ecclesiam devotis-

20 sime componere variisque marmoribus condecorare perfecerat

At vero Phylippicus, qui

Pert:^

locum

comprehendum

7.

exul..

6. Pert'^

Bardanis dictus

dignitate confirmatus est,

periali

2.

et

religaverat

8.

12.

omette et

Ho

19. Pert^ omette Dei

io.

come
21.

in

ma

erroneamente hoc

Paolo Diac. VI,

p,

Beda, p. ^yo Philippici

Pert^ ad partes

Phylippi

sostituito et vieto

Paolo Diac. VI, 51;

hic] cos

9.

postquam im-

est,

Cyrum, de quo dixeramus, de

Beda, p. jyOj Perii relegaverat;

Pert^ deberent

Paolo Diac. VI, ^2 Filippici

nopoly

3.

^'^\

Constantinopolym su Constanti-

Beda, p. jyo;

evicto

Pert^ omette est

22.

18.

Pert^

su dixiramus

corr. dixeramus

(i)

At vero

- potuit))

da

Paolo

Diac. VI, 31; Paolo Diac. da Beda,


op.

di

cit.

p.

570, e forse

Giovanni VII,

Costantino,
anche

di

(2)

p.

389,

pp.

Vita

dalla

385,
390,

di

fonte

Beda.

Conversus

Phylippicus da

(3) Cf. Chron. Alt.

'^.

veie^. ant.

di

Paolo

17; nella Croti.

omesso

il

patriarcato di
di trascri-

zione.
Il

(4)

Chron. Alt.

pone Teodato
Paolo,

Beda, op. cit. p. 570, fonte


Diac. VI, 32.

Cron.

de sing.patr.

Agatone, forse per errore

il

al

19, rr.

p.

tempo

17-19,

del patriarca

suo predecessore Mauro a

quello del doge Paoluccio e di Obelerio


di S.

(!)

e l'edificazione della

Maria quando

chiesa

profughi d'Al-

tino si stabilirono a Torcello.

6*

e.

iob

GIOVANNI DIACONO

90

gubernandum monasterium suum Pontum

pontificatu eiecto, ad
A. -12.

hic Phylippicus Constantino pape litteras pravi

redire prccepit.

dogmatis
huius

et

quas

direxit ^'\

rei

ille

cum

apostolica sedis concilio respuit,

causa fecit picturas in porticu sancti Petri, que gestas

nam

ex sanctarum synodorum universalium retinent.

modi

cum

picturas

Romanus ne

susciperent,

gies in ecclesia introducta

nec

est,

nomen

heretici imperatoris

aut chartas aut figuram solidi

unde

nomen

nec eius

efh-

ad missarum sollem-

pnia prolatum.

Hic
contra
A. 715

io

cum annum unum et sex mensibus regnum gessisset,


eum Anastasius, qui et Artemius dictus est, insurgens eum

regnum

extra

tamen

expulit oculisque privavit, nec

Anastasius Htteras

hic

occidit.

Constantino pape Romani per Scolasticum

(^)

patricium et exarcum YtaUe direxit, quibus se fautorem cathoHce


fidei

et sancti sexti concihi

Igitur

<^4^

I.

Diac.

est

spatio

Legg. gesta sex

5.

M Paolo Diac.

fu abraso.

Pert::^

11.

13. extra

ma

Fsolidis;
Pert-;^

menses

regnum]

cos

corr. occidit col t d' inchiostro pi nero.

margine

la solita sigla di

C^ F^ G^ G^

7.

Ho

nec

sostituito

nota

18. In

8.

ma

12. Pert:^ contra


in

maluerunt corr.

19.

quo]

Paolo Diac.

VitadiCostantino,p.

Vita di Costantino,

stesso

pu

ripetersi per

391.

gli

atti

Lo

(3)

Beda,

del

(2)

Anche questo documento non


la maper mezzo della Vita di Co-

conserva e se ne conosce

teria

stanti no,

p.

392.

At vero

op.

(4) Cf.

concilio romano.

si

Anastasius

V manca extra
M Per t\;
M Perti se esse

Il

in

ho sostituito solidi come in Beda, p. ^yo.

16.

come

aut chartas]

ed. Basilea ij2^,

documento non a noi pervenuto e ne conosciamo in via sommaria la materia per mezzo della
(i)

unoquoque

^5)

que] cos Beda, p. J70, Paolo

4.

omette et

unde

subesse,

VI, ^4, Pert:^ ne che e la le^. vera.

ij^h Venezia ijoj aut chartas


dictus su dictum

m.

Legg. in chartas come in Beda, p. jyo,

Paolo Diac. VI, ^4, V.

Paolo Diac. VI, ^4.

tantummodo maluerunt

4-5. gestas ex] cos Paolo D'iac. VI, ^4;

qui

(5).

provinciam populorum multitu-

centum quinquaginta annorum

aveva pontificatum;

Beda, p. ^yo,
cosi

quo

VI, ^4, Pert:^;

gestat et

predicatorem esse declaravit

dum apud eandem

dine permanerent, tribunis

factum

haberentur in urbe regia Phylippicus iusserat

populus

auferri, statuit

et huius-

V
17.

corr.

su cecidi

ha in

M ut

cos V;

declaravit

da

VI, 34; Paolo Diac. da

cit.

cit.

p.

570;

Beda

dalla

pp. 391, 392.

Dissert. n. 15.

(5) Tribuni delle isole ( maritimo

di

rum

)>)

esistevano anche al

tempo

Cassiodoro che loro diresse una

nome

nota lettera

in

riarum,

XII,

lib.

lett.

di Vitige.

24, a. 538.

Ta-

jr

CRONACA VENEZIANA.
anno ad huius

officii

tastigium sublimabant qui

illorum causas

quoniam

oniiiino patrios

examinis censura experiri satagerent;


fnes dolebant a

lationes

ita

^'\

||

inter utrasque partes

temporibus nempe imperatoris

Liuprandi Langobardorum regis

una cum patriarcha

et

depopu-

molestias et

ut intcr se vicissim

conferre decertarent

Anastasii et

et

maxima

barbaris possidcre,

iurgia versabatur

91

omnes

^^\

Venetici,

communi

episcopis convenientes,

Consilio

quam

determinaverunt quod dehinc honorabilius esse sub ducibus


sub tribunis manere; cumque diu pertractarent
IO

illorum ad

hanc dignitatem proveherent, tandem invenerunt peritissimum


virum, Paulitionem nomine, cui iusiurandi fidem dan-

et illustrem

eum apud

tes,

Eraclianam civitatem ducem constituerunt; qui

temperantie ut equo moderamine suos diiudicaret.

tante fuerat

15

quem

cum Liuprando vero rege inconvulse pacis vinculum confirmavit;


apud quem pacti statuta '^^\ que nunc inter Veneticorum et Longobardorum populum manent, impetravit;

fines

nove, que actenus a Veneticis possidentur,


instituit,

iste

etiam Civitatis

cum eodem

rege

Piave malore, secundum quod designata loca

id est a

discernuntur, usque in Plavisellam ^^\


I.

corr. Va. di

anno

8.

su

quo corr. quod

poi abrasione forse di un d che precedeva dehinc


del seguente infinito

cuiusiurandi

15.

Lupo

Grado

Paolo
Usque ad eundem
il

enim diem (tempi

passo

di

di

Calisto pa-

triarca) superiores patriarchae,


in

Aquileia propter

quia

Romanorum

in-

(3)

si

deve ad una falsa

inter-

prelazione dei passi rispettivi di Paolo


Diac. e Beda, che ricordano i primi
fatti

di

n. 26.

Liutprando.

influenza
11.

Cf.

cit.

Dissert.

gli

ducato e

abitanti del

regno

d'Italia,

Cf.

Fanta, Die Vertrage der Kaiser mit


Vetiedi^ bis ^8) (Ergnzungsbande der
Mittheilungen des Instituis,

tra

veneziano

V, forse per

patto che regolava le re-

il

quelli del vicino

habebant .
(2) L'a\^acinamento dei due principi per designare l'origine del ducato

lazioni tra

cit.

cursionem habitare

rant,

cosi

V proveherent

io.

minime potsedem non in Foroiuli (Gividale), sed in Cormones (Cormons)

esse]

esset

Pert^ Langobardorum

(i) V. l'invasione di

ricordata pi sopra e

DiAC. VI, 51:

M Pert:^

manere

nero;

col d d' inchiostro piti

Heft) e la

Dissert. n. 23,

(4) Allude l'autore ai trattati per

confini

d'Eraclea che

Venezia e Ottone

a pratiche alle quali

vennero
III

egli

sono

seguito

in

medesimo

ebbe parte grandissima. Per


della notizia cf. la nota prec.
designata

fatti

indicati

il

valore
loca

nel

se-

guente passo del documento del processo del

maggio 998

d'Eraclea, pubbhcato da

sui

confini

KoHLSCHT-

C.

Il

GIOVANNI DIACONO

92

Anno

Domini

incarnationis

.dccxvii.

Cristoforus

patriarcha

huic successit Donatus ^^\

ex hac luce migravit.

Circa hec tempora Deusdedi Torcellensis episcopus, qui ecrexerat annos .xx. et .mi., ex hac luce migravit, cui suc-

clesiali!

Verso

Theodosius anno

la fine

dell'anno 71$.

^^\

Honoratus episcopus

cessit

stasium apud Niceam gravi prelio


clericum

cum

accepit,

esset catholicus,

venerandam,

datoque

vicit,

ac presbiterum fecit ordinari,

fieri

mox

sacramento,

sibi

regnum

ipse vero ut

ymaginem

in regia urbe

qua sancte sex synodi erant depictae,

in

Ana-

hic electus est in imperatorem.

.1.

illam

Phy- io

et a

lippico fuerat deiecta, pristino in loco erexit.

Tyberis fluvius, alveum

2.

Ve

corr.

annis

Anastasium

^-ji sanctae sex

sancte sex synodus erat depicta

col

testo del cod.

(Arch.

me

87, e da

p.

confrontato

Trevis.

Stato a Venezia)

di

terminatione

quae facta

Liutprandi regis

nero.

e.

117 a

... de

est

tempore

quomodo

11.

fecit

Pert:^

4.

F imperatorem

synodi erant depictae che

a..

TER, Venedig unter dem Her-^og Peter II


Orseolo,

d' inchiostro piti

AniLSlasiuTa] cosi anche Beda, p. jji;

Beda, p.

io.

Romane

egressus, multa

hac su ac con h

e corr.

imperatorem.

in

6.

ex

di

suum

vera

la

le\.

Beda, p. jji fuerant deiectae

in Liquentia et alio in pallude, qui


(c

vocatur Aysola

unum

latus ipsius

terrae in Liquentia et alio latere in


praedicta pallude
in

Aysola

et alia parte

Liquentia a conprehenso Figulo

mare

positae

((

malore usque

conpre-

de eorum ducatus Venetiae

in

est pertinentia

sunt fnes Civitatis novae

henditur a Piavi malori, unde factus

varianti sono tratte dal testo, in

unus

argilis, qui

parti identico, della sentenza del 18 lu-

clinus, qui discurrit per

998 che conferma la precedente


(cod. Trevis. e. 119 a e Kohlschut-

nominatur FormiPlagionem
(Flavone), et sunt 3 montes facti
manu hominum ibi ut bene discer

natur ipsa terminatio,

(cod. trans in)

alia

<f

Flagionis,

del

secolo

Huylla

fossa de Lucanica, et prefinitur

Plavicella,quivenit influens per

tergium

a turre ducis

e pi sotto:

cum

illa

in

Opi-

Anteposita

terminatione,

homines terminavere, pertinentem ab ipsa turre, qui conpre-

qui nostri

henditur a Casa Susana usque in fos sedello, qui vocatur Magaello (aZ

Malegno) de sancto Zacharia,


qui tenet ipsum fossatum uno capite

trove:

TER, op.

cit. p. 90 sgg.).
Q.uei conerano manifesti anche alla fine

Ovili a, Ar\'ylla) usque in

glio

fini

discurrit (cod. discurrens) per


(altrove

molte

transit

inde

ripa

Le

sentenza
(e.

al

162 B

del

risulta

di

dalla

Codex puhlicorum

39
del manoscritto

museo Civico

cogna,

come

xiii,

originale

Venezia, cod. Ci-

2563) pubblicata con molte

inesattezze dal

Corner,

Ecclesiae Tor-

375, ma ora non hanno


lasciato quasi traccia specialmente per
cellanae, III,

le variazioni del

corso de' fiumi.

FiLiASi, op.

VI, par.

cit.

I,

Cf.

82-89.

(i) Cf. Chron. Alt. p. 17, e Cron. de


sing. patr. p.

11..

(2) Cf. Chron. Alt. p.

19.

CRONACA VENEZIANA.
unam

exicia civitati, ita ut in via Lata ad

semis staturam excre-

et

sceret atque a porta Sancti Petri usque ad

93

pontem Molvium aque

se destendentes coniungerent; mansit auteni diebus septcm,

demuin diem

agentibusletanias crebras civibus octavuin

His temporibus multi Anglorum gentcs, nobiles

Romam

tania

meus Ceolfridus annos natus

||.LXXiiii.,

e.

cum

esset

annis .xxxv.,

ubi Lingonas^J^pervenit, ibi defunctus atque in ecclesia beatorum

geminorum martirum

sepultus est; qui inter alia donarla, que ad-

Pandectem

ferre disposuerat, misit ecclesie sancti Petri

leronimo

in

ecclesiam rexerat annos


clesiam

nopolym

Vitalis

et semis] cosi

aque

aque

decimum

demum diem

se

revertit

descendentes

Pandectem come

in

8.

Gregorio

II,

Beda, op.

cit.

n.

3-4.

donec

cit. p.

571 e

398 e

Paolo

2156.

commentari

semis

excresceret] cosi

.\/

Pert:^

donec agentibus

agentibus letanias

crebras

6.

e la versione del-

17.

corr.

tempo

era un

cava

di privati su

M Paolo Diac.

per

abra-

VI, ^j,

Spandente

Ho

immenso

Nuovo Testamento. Anche


di

nome

alle

il

12. Pert':^

Pert:^^

l'Antico e
al

demum diem

meglio octavum

V.

Pert\ omette meus

Dl\c VI, 37.


(3) Lingonas 1= Langres. CeolCf.
frido mor il 24 settembre 716.
Jaff, op.

jji,

Beda, p. ^ji.

p.

donec civibus

Legg. donec agentibus letanias crebras civibus

399; da Beda Paolo Diac. VI, 36.


(2) c( His - consueverant periodo

comune

V ad

le\.

divini amoris instinctu] cosi Beda, p. ^yi,

divini amoris instincta

di

exercitu Constanti-

obsident,

vera

diera revertit

(i) Theodosius - revertit da


Beda, op. cit. p. 571; Beda dalla

(4)

e la

demum die revertit come in Beda, p.


demum e per la iestimonian^ia di

sione di due lettere,

Vita

ec-

2-3. aque se destendentes] cosi Beda, p. jyi

excrescerat

influenza di

ma V

regendam suscepit

ad

cum immensu

Beda, p. jji, Pert^j che

descendentes

vicibus octavum

sostituito

(5).

episcopo, qui Altinensem

triennio civitatem

venientes,

letanias crebris vicibus

octavo

.vii.,

Saraceni

.vini.

Beda, p. jyij Pert:^;


Perii

a beato

(^).

Leo annis

I.

(-^^

latinum ex hebreo vel greco fonte translatum

Eodem tempore mortuo Honorato

Cicerone Pandectes
generico che si appli-

opere letterarie e

che quando
carattere generale e

scientifi-

un tema di
comprendevano

trattavano

tutta la materia relativa


(5)

inter

24 settembre 716.

annis quadraginta septem, abbas autem

presbiter

15

et ignobiles,

venire consueverant ^^\ inter quos etiam reveren-

tissimus abbas

IO

revertit^').

femine, duces et privati, divini amoris instinctu de Bri-

et

viri

doncc

quos

ad esso.

translatum

da

Beda, op. cit. p. 571; Giovanni conserv la forma soggettiva del passo,
(6) Cf. Chron. Alt. p.

19.

a. 716

GIOVANNI DIACONO

94

Deum

multa instantia ad

eorum fame,

clamantibus, plurimi

gore, pestilentia perirent ac sic pertesi obsidionis absederent.

Vulgarorum gentem, que

inde regressi

bello adgrediuntur, et ab

repetunt suas

cum altum

quibus

hac quoque

est

qui

Danubium,

super

ac naves

vieti refugiunt,

peterent, ingruente subita tem-

pestate, plurimi etiam mersi, sive confractis per

sunt necati

fri-

navibus,

littora

<^').

Liudprandus audiens quod Sarraceni depopulata Sardinia etiam

A- 721-

loca fedarent

ubi ossa sancti Augustini episcopi propter va-

illa

stationem barbarorum olim translata


dita, misit et

magno

dato

con-

et honorifce fuerant

io

pretio accepit et transtulit ea in Ticinis

cum debito tanto patri honore recondidit ^^K


Anno ab incarnatione Domini .dccxxvii. mortuo

ibique

Paulitione

duce apud Civitatem novam, qui ducavit annis .xx. mensibus

.vi.,

successit Marcellus dux.


^-

15

Eo quoque tempore Leo imperator migravit

'4'-

a seculo, cui suc-

cesserat Constantinus.

Circa hec tempora Donatus patriarcha ex hac luce migravit,


Marzo 725.

Gradensem

qui ecclesiam

ninus patriarcha

e.

12

buie successit Anto-

rexit annis .vii.

20

(3).

Eodem quoque tempore prelibato Marcello duce mortuo, qui


apud Civitatem novam Venecie ducatum annis decem et octo
||

et

diebus viginti gubernaverat, cui successit Ursus dux, qui etiam

in

eadem

sibus

2.

.V.;

unde postmodum Venetici illum

ac sic] cos Beda, p. jyi;

in die

cos

sepedictum ducatum rexerat annis

civitate

supra

Pert-:^

Beda, p. jyi ;

menses

.VI.

6.

ac

si

neatnente per annis

M annos .xviiio.
25.

Ho

corr.

in

inde come in Beda, p. ^yi;

sostituifo

mersis

urbem Ticinensem

et dies

.xx".

11. in Ticinis]
14.

Leo - necati da Beda, op. cit.


p. 571, donde Paolo Diac. VI, 47;
Beda dalla Vita di Gregorio II,

r=:

p. 402.

Antonius,

ma

triarca viene

chiamato

Liudprandus

annos .xx.

Pert^ annis 12

anni errO'

Peri di interimentes

(1)

(2)

men-

acri livore interimentes,

mersi] cos Beda, p. jyi

Paolo Diac. VI, 48

22-23.

3.

et

.xi.

- recondidit pe-

comune a Beda, op. cit. p. 571,


Paolo Diac. VI, 48. Ticinis

Pavia.
(3) Cf. Cren, de sing. patr. p.

C/;/'0. ^//. p. 17,

riodo

Cipolla, op.

e a

op.

cit.

cit.

che

gli

il

nei documenti

14, e

nome
il

di

pa-

Antoninus

pp. 108, 109; Jaff,

nn. 2172, 2178, 2232, 2234.

25

CRONACA VENEZIANA.

95

quinque annorum spacio magistris militum tantummodo subditi

manere voluerunt; primus quorum nomine Leo

eosdem

super

potestas

anno

fuit

deinde secundus illorum

.1.

nominabatur Felix, cognomento Cornicula, qui


5

anni

spatio

exinde tercius

rexerat.

batur Deusdedi,

similitcr illos unius

militum vocita-

magister

sepedicti Ursonis interfecti ducis, qui ctiam

filius

unius anni spatio

cuius

dicebatur,

postmodum

illius potestatis fuerat.

quartus ex

habebatur lubianus nomine, ypatus; eiusdem honoris unius anni

is

similiter possessor fuerat, cuius

quoque diebus exarchus, Ravenne

IO primas, Venetiam veniens, nimiumque Veneticos postulans quatenus propriam

quam

urbem^'),

Vicentinus dux, captam habuerant, tueri atque

regis, et Paradeus,

defendere eorum auxiliis potuisset.

ij

cum

navali

titioni,

cuius Venetici faventes pe-

exercitu prelibatam

Ravennam ad urbem

perantes, unus illorum, Ildebrandus scilicet,


est,

alter vero,

nepos Liubrandi

Ildcbrandus,

vivus ab

qui dicebatur Paradeus, acriter

captus

eis

dimicando occu-

buerat, atque

huiusmodi exarcho prelibato primati urbs decenter

est restituta;

ob quam rem Gregorius quoque, apostolicus urbis

Rome,

tota aviditate sepedicte urbi subveniendo,

20 stolam, que

propriam

fendendam urbem

Dilectissimo

Ravenantium

Longobardorum

chus

((

terna sanctitas

2.

dem

(?)

fratri

civitas,

V su Tpnmn

aggiunge un

cosi

primati

codd.

quia peccato faciente

noster eximius

filius

cum

domnus

exar-

con inchiostro pi nero.

codd.;

il

participio presente,

16. acriter] cosi

21.

(i) Paolo Diac. VI, 54: Rursus


cum Ravennam Hildeprandus regis

nepus

Vicentinus

optinerent, inruentibus subito

dux

Vene-

ticis, Hildeprandus ab eis captus est,

fra-

eo nostra vice pariter decertare,


6. Ai"

Perti qui eiusdem honoris

20. A/ patriarche

Peredeo

de-

omnium, ab nec dicenda gente

qui caput crat

aderere, et

naca, ha valore d'indicativo.

et

eandem

apud Venecias, ut cognovimus, moratur, debeat tua

- similiter]

di

Antonino Gregorius.

capta est, et

ei

epi-

venirent.

IO. veniens - postulans] cosi

rim

*^^)

Antonino Gradensi patriarcha miserat,

inferius legitur,

ut Veneticos amabili obsecratione inlicere deberet ad

25

pro-

codd.

ut..

come

supradicti

8-9. eius-

anni similiter spatio

in altri luoghi della cro^

Pert:^ occisus

17. V. corr.

il

pugnans occubuit

22. Ai" venire.

Peredeo
anche

Cf.

unius

virliter

la cit. dissert. n.

(2) Cf. dissert.


(3) Eutichio.

cit.

n.

22.

22.

731-735-

GIOVANNI DIACONO

$6

e.

12 B

ut ad pristinum statum sancte rei publice et

dominorum

gnorum imperatorum,
amore sancte

et

incolomem
His

ipsa

imperiali servicio

et Constantini, nia-

revoceturRavenantium

fidei nostre in statu rei

vicio firmi persistere

nostrorum Leonis

filiorunique

|j

civitas,

utzelo

pubblice et imperiali ser-

Domino quooperante valeamus.

Deus

te

custodiat, dilectissime frater.

decessum predictorum quatuor militum ma-

prelibatis post

Johannes

eiusdem prefecture ordinatur, qui

gistrorum, quintus

Fabriacus vocabatur, cuius simili

modo,

ut

alii,

principatus unius

anni spatio manserat, ipsiusque etiam a Veneticis oculi avulsi sunt.

io

His quoque temporibus Antoninus Gradensis patriarcha a pre-

regimen annis

senti luce migraverat, cuius

insuper et diebus
ecclesia a

mensibus

.xxii. et

.x.

hisdem etiam diebus Foriulensis

.xx. fuerat.

Sereno presule regebatur, qui nuUius

iustitie expertus,

sed usurpationis causa regia potestate ab apostolica sede pallium


dicembre 723.

primus tautummodo acquisivit, ac huiusmodi epistolam

Romano

gorio antistite

Tanto munere quis

ditatur

in sublimitate positus

ex humilitate ornatur, spernendum 20

quippe apostolica lectio arguit elatos

non

acceperis

precibus eximii

noris,

rectitudine fidei,

filli

quam

te

5.

Vel
cos

di
i

codd.

Lat.Marc,
Sereno

Pert^i

12-13. Pertz.

nostri regis flexi,

Pertz, sibi

Cf. Cron.

anche in Cron. de sing.;

omette tenere et

(i)

Cf

tibi

quid glo-

cumulum

tui

ho-

plurimum etiam pr
et

amplectere

direximus interdicentes et 25

Domino quo cooperante


et mensium io

9.

Perti

aliis

io.

insuper et dierum 20

corr.

14. sed]

18. Codd. omettono V intest a:iio ne della lettera; Dandolo, cod.

catal. Zanetti 400, e.

accepisti

ad

tuamque ecclesiam tenere

annorum 22

quis] Cron. quisque

quod non

et si accepisti,

ne unquam aliena iurainvaderes, aut temeritatis ausu

cohoperante

etiam

nam dum

? (^)

cognovimus, provocati, pallium

inter cetera

quantum

de se ex mandato domini Redemptoris humiliter sentit; etenim

riaris quasi si

a Gre-

(')

accepisse dinoscitur.

pastoralis dignitas singulariter

15

/5b Gregorius episcopus servus servorum Dei


21. Forse nell'originale

desing.

e ripetiiione

2$. Cron. palleum

dissert. cit. n. 21.

22. Il si

manca

del si di quasi

25-26.

Cf. Cron.

de sing. patr. pp. 12-13 e per la durata

Dandolo

si

dilecto fratri

leggeva anche quid habes

nel testo dis. Paolo, ICor. IV, y,


24. Cron. amplecti

Dandolo

et inter cetera prohibentes

ne

del patriarcato d'Antonino, AH. p. 17.


(2)

S.

Paolo

ai Cornx},

I,

iv,

7.

CRONACA VENEZIANA.

usurpares iurisdictionem cuiusquam, sed in his esses contentus,

que usque actenus

te

densis presulis niteris pervadere iura atque ex his que possedit

nunc usque usurpare,

((

apostolica auctoritate precipimus, nec ullo

((

das ad

eum

ne ergo

possessos,

quodam

in

ut

cognovimus, Gra-

existas temerator, ex

modo

terminos exce-

sed solum sufficiat in his que

||

quam

in finibus procul

modo usque

dubio gentis Lan-

gobardorum existentibus gressum tendere presummas,


inde apostolici vigore concilii,

et

tus,

etiam tempore Emilianus patriarcha, qui Gradensem

ecclesiam annis

quoque

His

eadem

successerat sede

temporibus prelibatus

annis .vini, et mensibus

fuerat dignitate ordinatus

'^^\

Altinensem

qui

Vitalis,

fini-

ecclesiam rexerat, ab hac luce sub-

.vi.

postmodum,

tractus est; Severinus

vitam

dies .v. gubernaverat, in pace

.viii. et

cui deinde Vitalianus in

15

inobediens fueris comproba-

si

inultus et indignus iudiceris .

Eodem
vit,

non

ut

suscepisse gratiam collata palili ex presumptione ostendas,

iniuste

((

nunc vero,

possedisti.

nec amplius

possedisti,

IO

97

eadem

vite eius adsecutor, in

(^).

Eisdem etiam diebus Venetici, magistrorum militum

prelibate

20 prefecture dignitatem abominantes, rursum, ut quondam, ducem,

Deusdedem,

videlicet

sepedicti

Ursonis ypati

maucense insula sibi crearunt, cuius regimen extitit


ipse

quoque post hec, cum decoris

quod Brundulus
I.

4,

Cron. iurisditionis

quodam]

ab eo

C05

Cron.

14.

1^. Pertx_\&\)\xs

20.

viatura di pre^

rum

23.

(i) Cf.

Cron. de

come errore

V corr.
r

il

corr.

fu mutato

in i.

Un

modo usque

Cron. quibus

codd.
cosi

possedisti

11. inultus]

Cron.

codd.

Croti.

7.

multum

corr.

indignus iudiceris]

cos

Cron. aggiunge data k. decemb. indie,

.vii.

inde ^j deinde

17. eius] Pcr^;^ cuius

prima leggevasi

Pert^ rursus

castrum,

F"

corr. cuius

ref a cui fu sostituita

22. annis] cos V;

l'

abbre-

M Pertii anno-

corr. I'q di hec

Chron. Alt.
sing. patr.

Brondolo.
Cron.

Z'

iudiceris

ad Qum]

di trascri^Jlone di inultus

fect di prefecture;

p.

loc.

cit. p.

17;

VI,

nota

14.

(2) Cf. Chron. Alt. loc.


(3)

habeto que

6.

.xiir.

nunc situm vide-

que] cos

io. F" corr. inobediens 5w inobedient

Dandolo ulcione dignus

anche Cron.

loco in quo

ex] corr. in V.
te

spatio annis

et honestatis gratia

corr. niteris su nites

quoquam

Cron. in hisque

suffitias

su multus che interpreto

su eius

3.

Cron.

coii.

Longobardorum

non eo

dicitur ^^\

Meta-

filium, in

8.

Chron. Alt.

Metamaucenses

p.

19.

V. Filiasi, op.

cit.

et edifficaverunt

vene^. ant.

cit.

sgg.

par. II, p. 32

loc.

Fatua

V.

p.

65,

cit.

p.

34:

venerunt

Brendola,que
7

modo

e.

13

GIOVANNI DIACONO

98

sed ultra presentem ripam fluminis

tur,

quodam

infideli,

condere voluit,

et illic

Galla nomine, eius avulsi sunt oculi, ipsiusque

ducatum auferens possessorque

quem

^^^

eius unius anni spatio fuerat.

super

deinde Venetici irruentes unaque conspirantes voluntate,

oculos similiter

illius

eruerunt; loco cuius

Dominicum, cogno-

mento Monegarium Metamaucensem, ducem

sibi fecerunt,

et ut

mos vulgi est, qui nunquam in preposita voluntate persistens,


quandam superstitiosa stultitia alias atque alias adinventiones
cogitans, primo

illius

ducati

anno tribunos duos, qui sub

decretu consisterent, sibi preposuerunt

annos prenominati ducis

sed
ex-

ducali

quod etiam per singulos io


deinde prefati

conati sunt.

vite facere

Venetici, facta conspiratione, eiusdem Dominici ducis oculos evel-

numero

lerunt, fueruntque anni ducatus illius

9 A

octo.

T~\osT dicessum cuius omnis Veneticorum frequentia simul

quendam civem Haeraclianae

lecta

JL

peritissimum seculari studio

(3\

censem insulam sublimavit; qui

civitatis,

dopo ut abrasione di

stens

dopo

8.

quandam...

7.

17.

Ho

dum

dopo undecimo

<^4),

undecimo

il

lacuna per abrasione

Brondolus , ove scamdoge con la sede del governo.

La Brenta.
Questa parte della cronaca
diacono Giovanni si legge anche

corr.

presi-

In

apud sopra aput

d'una parola, forse anno

secularis sollertia .

(4)

La

Veneticorum causam

frase

tractare

(i)

(2)

M Pert:^

come

sostituito persistens

sui ducatus

corr. peritissimum sopra pertissimum

apelatur

biato

Ve-

sapienter et honorifice

studio abrasione di due lettere^ forse ho di honore

19. In

15

Mauricium nomine,

ducatus honore apud Metamau-

neticorum causam in omnibus tractaret


6.

col-

designa

il

potere giudizia-

del

rio del doge, e in altri luoghi della ero-

nel

naca ricorrono

frasi consimili:

suos

cod. Vat. Urb. 440.

diiudicaret ;

(3) una delle frasi che ricorrono


nella cronaca per significare l'arte del

Veneticorum causas
bene et utiliter tractare censuramque legis in omnibus studiosissime

governo e

observare

sol-

la

sapienza politica; cosili

cronista altrove afferma che Pietro

Orseolo
lerti

ceptam patriae salutem

non desiit
Tribuno Menio mancava

studio procurare

e che a

; equitatis

pulum
moderamine

preesse satagebat

la

sempre unito

censura po-

regere ; proprios
aequitatisque

al

aequo
trutina

quel potere era

militare.

CRONACA VENEZIANA.

99

anno apud Olivolensem insulam apostolica


episcopatum fore decrevit,

tum nomine, episcopum

in

interpellante,

ordinavit ^'\

lohannem suum

ultimum

in pace finivit

Domini incarnacione
honoris

antedicti filius,

uno

triginta et

populo

efFectus senex,

honoris sui habere consor-

filiuni

diem

cum

dehinc,

tem complacuit; duobus postmodum


sic

novum

quo quendam clericum, Obellieba-

anno ducatus dignitatem gubernaret, iam


5

auctoritate

annis

^^\

cum

sobole

cum

praeterea

extitit, et

essent anni

octingenti viginti tres, Johannes, Mauricii

fastigium apud

eandem insulam adorsus

quem neque scripto neque relatione experti sumus


commoda bene tractasse. extitit quidem sibi filius,

IO est gubernare,
suae patriae

Mauricius nomine, cui octavo decimo anno sui ducatus eiusdem

temporibus quorum apud Vene-

dignitatis societatem concessit;

ciam adeo excrevit mare, ut omnes insulas


15

modum

ultra

coo-

periret.

Circa haec siquidem tempora Constantini augusti oculi a qui-

busdam

suis militibus evulsi sunt, et

cepit gubernare

Herenis augusta imperium

(3).

Mortuo vero Obeliebato episcopo,


20 patum rexerat annis

Anno
5.

dem]
riret

in

.xx. et

.111.,

pii

re

fu

vescovado

riferita

Elia, e ibid, p. 21,

rappresentato
e

come
Beato,

al patriarca

ove Obeliebato

15.

coope-

corr. ret di
20.

109 1), ove

di

U corr.

annis

et

(2) L'esistenza di Maurizio con-

padovano sec. vi-xi, n. 7), ove si legge:


Agathe, Christi famula filia quidem
domno Mauricio magistro militi qui
Venec... , dalla lettera di
di

Grado

a Ste-

sacra,

V,

men-

si fa

zione nella frase: Mauricio consuli

rum provinciae e
Adriano, p. 491,

Italia

quel principe

come anche

fermata dal testamento di Giustiniano


Particiaco deir8o9 (Gloria, Cod. dipi

dux
Giovanni patriarca

fano IV (Ughelli,

fratello dei dogi

pp. 33, 40.

fuit

11. qui

scritto interlineare.

chiaro.

(4).

conseguentemente pone un b ('=busj sul numerale .ni.

(i) Cf. C/jro;z. ^/^p.i4, overorgine

Obelerio

successor

lohannis, com-

vero vigesimo tercio ducatus predicti

aggiunto interlin. con inchiostro

ei

sopra una sillaba abrasa; forse prima leggevasi cooperuit

sopra annos

del

Cristoforus extitit

corr. habere su parola alrasa pi breve

qui Olivolensem episco-

imperiali

rileva che

tra

duci

il

huius

Venetia-

dalla

Vita di

dalla

quale

772 e

il

si

Gio-

773

vanni, figlio del doge, era prigioniero


di Desiderio.

(3) Cf. Chronica episcoporum

poitanae Ecchsiae, p. 204, nei

mnta ad Neapolitaiii
pertinentia, editi

s.

Nea-

Monu-

dicatus historiam

da B.

C apasso.

(4) Cf. Chron. Alt. p. 21.

a. 797.

GIOVANNI DIACONO

100

suum

perta occasione,

densem urbem

Mauricium navali exercitu ad Gra-

filium

domnum lohannem,

ut

sanctissimum patriarcham,

ubi illuc pervenir, paternis iussionibus op-

interficeret, destinavit.

temperare studens, eundem sanctissimum virum crudeliter interc.

9B

mors maximum dolorem||suis

fecit; cuius

insons fuerat interemptus

Gradensem ecclesiam

annis * *

sepultusque

(^\

fuit in

Eodem quoque tempore domnus

Romam
A. 802.

<^5)

sancti

quem

suc-

Fortunatus ad regendam ecclesiam.

cessit
800.

gubernavit autem predictus Dei vir

(^).

Marci capella post sanctorum martyrum mausolea

25 decembre

quoniam

reliquit civibus,

imperatore,

ab apostolico

ibique

adiit,

mortua

imperium annis

est

quem quidam

est^'^);

et

.vili.,

Francorum rex io

Carolus

coronatus

namque Herenis

unctus est in

et

augusta, quae rexerat

Nicyforus imperiale fastigium adeptus

nomine, magna expedi-

tirrannus, Turchis

cione stipatus, conatus est ad prelium provocare; sed augustus


sui imperii

cum

15

pene omnia loca contra tyrrannum tueretur, tantumodo

postmodum vero predictus


tirrannus paenitens quod contra imperiale numen aliquod nefas
peregisset, devotus et cernuus suam adinvenit gratiam.
solum Tarsaticum

^^^

destruere potuit.

Prelibatus siquidem Fortunatus patriarcha acriter dolens inter-

5.

4.

illuc] in

corr.

re di

aggiunto interlin. con inchiostro pi chiaro.

optemperare

inchiostro pi chiaro

sopra reliquid
in

V;

sti

U corr.

annis sopra annos

ma fu

ha 36 dopo annis,

parola abrasa, forse cui

ir.

aggiunge studens interlin. con

5.

vi segue la lacuna che


8.

corr. adiit sopra adivit

Cod.

cos il

obtemperare

Pertz,

aggiunto pi tardi.

tantumodo solum]

16.

sopra alcune lettere abrase,


predictus tirrannus]

sillaba abrasa

forse prima leggevasi optemperans

7,

sopra .vini.

una

17.

trova anche

corr.

quem

U corr.

13.

corr. reliquit
si

su

.vin'.

corr. ere di destruere

aggiunge potuit interlin.; prima forse leggevasi destruxit

aggiunto in

interlin. in inchiostro pi chiaro.

U pre-

19.

mette ad interlin. a invenit in inchiostro pi chiaro,

(i) Cf. Chron. Alt. p. 56.


(2)
p.

Cio anni

36.

17; Cron. d sing. patr. p. 14.


(3)

La

notizia

Eufemia si legge:
ante sepulchrum domini Ioannis pe-

nella chiesa di S.

Cf. Chron. Alt.

sembra confermata

tiam

dal noto elenco delle donazioni fatte

Gemi.

da Fortunato

episcop.

(Ughelli, op.

alle
cit.

chiese

di

Grado

V, noi), ove a

proposito della cappella di S.

Marco

unam

(4) Cf. Annali


hist.
s.

d'EciNARDO

Script.

I,

Neap. Eccl.

191,
p.

in

Mon.

Chron.

205.

(5) TapoctTi*xa, Tersatto (Trsat) sul


litorale croato presso la

Reka.

20

CRONACA VENEZIANA.
fectionem sui decessoris

cium

quem

Italiani perexit;

etiam secutus

et relieta

quidam tribunus, Obel-

est

nianus seu Fuscarus Gregorii et nonnulli

ex quibus solus patriarcha in Franciam

quadam

serunt in

non

ibique

visio,

in Venetia

alii

Venecia, nomine

diutius degentes, Consilio illorum

Mantuam

rum Veneciam
non auderet

sed

prestolari,

iVIauricius,

illic

diem clauserunt extremum.

dum

cum

Obelierii ducis

predictis ducibus

vote et honorifice a populo susceptus esset,

U aggiunge
pili

composuit interlin.

fuga

luuga che cominciava per una lettera discendente,


4. In

Felix, Dimitrius, Marinianus, Fuscarus

corr.

duces

quo sopra

prima

corr. clauserunt
interlin.

13.

Cristo-

adventum
lapsus est.

cum

a isdem;

esset sopra

parola abrasa.

(2)

illic

Alt.

eiusdem

per fluvium Sala in loco qui dicitur


)

Fortunatus

Graecis, afferens

tera
rifco

U
e

corr. adtriti sopra attriti

con inchiostro

patriarca

secum

de

inter cae-

dona duas portas eburneas miopere sculptas

Il

piti

privilegio

chiaro.

U premette
abrasa.
U corr.
16.

17. LJcorr. devote 5o])ra devotae

L/qui...

17:

p.

nel margine dopo

corr. Tarvisio sopra Tarvisius

sopra frase abrasa

Eginardo, Ami. all'a. 803, loc.


191; venit quoque (cio su-

Saltz

aggiunge perexit interlin.;

di ivit scritto

7.

leggevasi forse ducibus

corr. sed

Obellierius

fratrem, vi-

corr. lohannes et Mauricius sopra lohanne et Mauricio

lohannis patriarcha consanguineus.

cit. p,

era preceduto da una lettera ascendente che fu

50]) rfl

(i) Chron.

rigo.

il

de-

2-3. Ucorr. ad su parola

sopra claus...; forse prima leggevasi clausit

Obelierius

q...

sopra due...;

Pert'^ attriti

5.

illo-

U lacune per abrasione di et innan:ii a


U corr. maiores sopra parola abrasa.

dopo patriarcha lacuna per abrasione, forse

in Franciam^ colla quale frase finisce


IO.

suum

||

in inchiostro pi chiaro.

forse prima leggevasi perexit Italiani

6. In

alter

adeo commorati sunt, ut neuter

adivit; ubi

rediret,

timoratione,

tunc hisdem Obelierius audacter Veneciam intravit; qui

abrasa

Tar-

ammoniti qui

adtriti

illorum Franciam, idest

alter

forus etiam Olivolensis episcopus,

2.

a. 803.

morabantur, Obellierium tribunum ducem elegerunt.

fuga lapsi sunt;

15

vero reman-

ivit^-); ceteri

non procul

civitate

Veneticorum maiores,

IO quo Johannes et Mauri cius duces comperto,

vero

sede et urbe, ad

nomine, Metamaucensis, Felix tribunus, Dimitrius, Mari-

lierius

parentis ('\ insidias adversus Mauri-

et

lohannem duces composuit,

et

lOI

Ucorr.

il
13 agosto 803 da Carlo
Fortunato (Cipolla, op. cit.

accordato

Magno
p.

47, n.

33) fu redatto in

Salcio

che
Ann. Laurissenses minores (Mon.
Germ. hist. Script. I, 120) designano
colla frase: ad villani regiam quae
palacio nostro (cio di Carlo),

gli

dicitur Saltz .

e.

io a

GIOVANNI DIACONO

102

Beatum nomine,

delicet

dignitate fecit sibi socium.

hac etiam

tempestate Civitas nova, que vocatur Eracliana, a Veneticis deA. 805.

deinde predicti duces navalem exercitum ad Dal-

'^^\

structa est

maciarum provinciam depopulandam destinaverunt ^^\ Olyvolensis

namque

que proprio pastore vacua videbatur, lohanni

sedis,

dia-

cono electo a plebe fuerat adtributa.

cum

Post aliquod vero tempus Fortunatus patriarcha


foro episcopo

Veneciam

quae

<^5),

quamdiu commorati

apud Mistrinam

scita est

eum

faveret ut

ad propriam sedem restituere

Fortunato patriarcha captus


quid de

1. Pert:(^

Cod. per sita

didic...

per

14.

la

piii

piii chiaro.

aggiunge

a lohanne sopra
16.

U corr.

spedizione fu fatta per ob-

il

rigo

si

ubi]

laguna,

come

dal passo della cronaca.

imperatore

veneziano verso Mestre.

le

de ducibus et populis
tam Venetiae quam Dalmatiae.

Cio

il

vescovado

di

Torcello,

didicit sopra

M Pert:^

ut

estendeva anche sul margine

interno della

mia

aggiunge

era stato omessa cominciando

Fortunato su Fortunat..

che

io. scita]

U corr.

13.

Dalmazia a riconoscere la
sovranit di Carlo Magno. Eginardo,
Ann. all' a. 806, loc. cit. p. 193:
Statim post natalem Domni venerum Willeri et Beatus duces Vene tiae, nec non et Paulus dux laderae
atque Donatus eiusdem civitatis epi scopus, legati Dalmatarum, ad prae sentiam imperatoris cum magnis
donis.
Et facta est ibi ordinatio ab
bligare la

(3)

9.

Pert:^^

5.

chiaro plebe scilicet Altinatis episcopii

corr. ospitati sopra liospitati

parola seguente.

La

socium

':

(i) Cf. Chron. Alt. pp. 31-37.


(2)

iret,

diu detentus est; sed ubi excogi-

aggiunge u interlin. a q con inchiostro

margine con inchiostro

cos il

incautus

U ha prima di dignitate abrasione di in U corr.


2. U corr. Eracliana sopra Eradiana

dignitatis

hac sopra parola abrasa.

et

Johannes

posset.

cum

die

sibi

agere deberet, nocte fuga lapsus evasit et in-

ilio

io

a lohanne diacono iniuste usurpatam

siquidem predictus diaconus quadam

in

ospitati et ali-

<^4)^

prorsus doluit, et tractare studiosissime cepit qualiter

didicit,

sedes

esset

verum postquam domnus Fortunatus

sunt.

sedem

Cristofori episcopi

non

fas

penetrare, in sancti Cipri ani ecclesia, plebe scilicet Al-

tinatis episcopii

taret

cum

de Francia repedavit; quibus

Cristo-

dissertaz.

al

n. 4.

si

rileva

Cf. la

Intorno

cit.

alla

posizione della chiesa, ove poi sorse

un monastero che nel 1246 fu trasportato a S. Antonio di Torcello, cf. Corner, Ecd. Tore.

I,

142: eo loci qui

nunc Ponta de Castello

dicitur

Torcellana atque S. Cyprianus de terra tunc temporis vocabatur ; era al confine, apud ,

sub dioecesi

(4) Mistrina

era la

presso Mestre nel regno

campagna

italico.

15

CRONACA VENEZIANA.
stanter Obelierium

tunato

ducem

fuerat ordine

eundem patriarcham
consulente
5

cum

animum

esset excitavit; tamen,

ad propriam

est

Gradensem

domum.

temporum

per ahquanta

recepit;
igitur

spacia exsul

disposuit reciprocare

urbem

valde Nicetae patricii adventum prestolari formidabat, qui

et quia

tunc missus ab imperatore

cum

exercitu in partes

Dahnaciarum

atque Veneciarum veniebat^'), relieta sede et propria urbe, iterum

Franciam

petiit

^^^

Johannes vero diaconus, qui eiectus fuerat

ObeUerius

episcopatu Olyvolensi, ordinatus est patriarcha.

dem dux

per

Nicetam patricium

Beatus vero, frater eius,


15

adversus

sedem suam tandem

patriarcha, Cristoforus

Johannes vero diaconus reversus

ea que passus a For-

ducis

odium quam antea

in

a propria sede maneret,

IO

pocius

recitaret,

Fortunatus patriarcha,

cum

cui

adivit.

103

ivit

cum

et

quem

I.

et

50]? rfl

interlin.

18.

igne

civitas

combusta

...itavit

4.

ha dopo recepit

est

Erachana a Veneticis iterum


tunc Beatus dux, qui

<^5).

L^ corr.

3.

coyr.

con inchiostro

consulente 50/)ra ...sulente

l'abrasione d'una parola

corr. Obelierius sopra Obellierius

corr.

ecclesiam

*^4).

corr. Obelierium sopra Obellierium

excitavit

U
U

Cristoforus Olivolensem

ecclesiae estitit plebanus

devastata

12.

obsides, et Cristoforum epi-

successit Cristoforus presbyter, qui sancti

Eodem quoque tempore

20

suscepit;

||

duodecim

Moysi

siqui-

FeHcem tribunum, quos augustus exiUo dampnavit (5).

gubernavit autem predictus


annis

in

ConstantinopoHm

predicto Niceta

secumque deferens Veneticorum

scopum

honorem

spatharii

quem sopra parola abrasa

('tandem

pii

U aggiunge
6.

?).

cum
chiaro

ta.ndem

Pert:^ exul

U aggiunge o sopra Constantinoplim


19. U corr. estitit sopra parola

14.

(cui?).

abrasa.

(i)

Eginardo, Ann.

cit.p. 193

((

all'a.

806, loc.

Classis a Niciforo impera-

tore, cui Niceta patricius praeerat, ad

reciperandam Dalmatiam mittitur

Lett. di Leone III a Carlo


Magno in Migne, Patrologiae cursus,
XCVIII, 512. Cf. Cipolla, op. cit.
p. Ili, n. 66: a Gradensi insula, ubi
(2)

Fortunatus archiepiscopus suam pr priam sedem habere videbatur, pr pter persecutionem Graecorum seu

Veneticorum exul esse dignoscitur

a. so.

(3)
cit. p.

Eginardo, Ann.
a

ali'a.

194:
Constantinopolitana

classe
in

807, loc.

Niceta patricius, qui

Venetia, pace facta

rege, et indutiis

cum

usque ad

cum

sedebat

Pippino

mensem

augustum constitutis, statione soluta


ConstantinopoHm regressus est.
La chiesa
(4) Cf. Chron. Alt. p. 22.

di S.

Mois sorge a breve distanza da

quella di S. Marco.
(5) Cf. Chron. Alt. pp. 34-37, che ricorda una sola distruzione di Eraclea.

e.

iob

GIOVANNI DIACONO

104

Niceta patricio Constantinopolim

ivit,

imperatore honore ypati condecoratus

Veneciam

in

reversus, ab

deinde Obelierius

est.

et

Beatus duces Valentinum, tercium iilorum fratrem, in dignitate

consortem voluerunt.

sui ducatus habere

Interea foedus

A. 8io.

rege habebat,

quod Veneticorum populos olym cum

ilio

Italico

tempore, Pipino agente rege, disruptum

est,

hisdem rex ingentem exercitum Longobardorum ad Veneti-

et

corum provinciam capiendam promovit; qui cum magna


insularum

tate portus, qui dividunt

quendam locum,

ad

difcul-

tandem

pertransisset,

littora,

qui Albiola vocatur, pervenit; nulla racione

gressum

in antea pertendere

magna

duces, stipati

valuit, ibique

io

Veneticorum expedicione, eundem regem audacter aggressi sunt,


et

divinitus

datum

de inimicis triumphum, sicque

est Veneticis

predictus rex confusus recessit ('\


8 luglio 810(2).

anno incarnacionis Re-

igitur

demptoris nostri * * Pipinus rex deposuit

I.

corr. ab su parola abrasa, forse et

decorat... e aggiunge est interlin.


lierius e

che dopo consortem

stro piti chiaro innanzi a

(i) Cf. la

NARDO, ^w.

cit.

condecoratus sopra con-

sopra la linea

isdem

Pert'^

809, loc. cit. p. 196,

ove si noti il
Interea Pippinus rex, perfidia
197,

ducum Veneticorum

su.

neciam bello terra marique iussit


subiectaque Venecia ac
eius
in deditionem acceptis.
ducibus
eandem classem ad Dalmaciae liSed cum Pautor vastanda misit.

incitatus,

Ve-

7.

?).

Langobardorum

15.

rientali classe

cum

o-

ad auxilium Dalmatis

ferendum adventaret, regia

classis

CoSTANTiNO PoRFiROGEKiTO, De administratione imperii, ed. Bonn, e. 28, e

ad

propria

regreditur

Cf.

l'elenco delle donazioni di Fortunato

(Ughellt, op.

cit.

V, noi), ove

si

De ecclesia autem sancti


Peregrini quam Gradisiani in ilio-

legge:

rum peccato fundamenta

everterunt

in

U.

che in origine e forse fino

strina,

xv

principio del secolo

due dal porto


Porto Secco.

il

era

al

diviso in

Pasteneo Albiolese, ora

di

Dicevasi lido Albiolese

Secco e

Cefalaniae praefectus,

Lacuna

trovava sul lido di Pele-

si

(f

prima

due...; forse

pr timore Franchorum
Albiola

la parte del litorale

lus,

Obe-

corr.

aggiunge h interlin. in inchio-

appetere,

2-3.

Beato^ e cos pure duces

dissertaz. n. io; Egi-

all'a.

e all'a. 810, p.

passo

Con- 15

et

(3)^

duces ha lacuna per abrasione d'una parola (voluerunt

dopo

e scritto

U corr.

2.

con inchiostro pi languido.

Beatus forse sopra Obelierio

leggevasi ducibus

hominem

compresa

tra

Porto

Malamocco; Albiola

porto di

probabilmente corrisponde a S. Stefano

Porto Secco.

di

Cf. Filiasi, op.

voi. VI, par. II, pp.

La

3, 4,

cit.

Cecchetti,

vita dei Veneziani nel 1^00, in Arch.

ven.

XXIX,

Il

9.

solito interpreta

il

diac.

nome

Giovanni
ora

al

come un

nominativo singolare femminile ora


come un nominativo plurale neutro,
(2) Pertz pone la morte di Pipino
al
p.

24 giugno, ma Muhlbacher, op. cit.


207, d la vera data del fatto, cio

l'S luglio 810.

(3)

Eginardo, Ann.

loc.

cit. p.

197:

CRONACA VENEZIANA.
eum

stantinopolitani missi, qui tunc ad

mortuo

annorum

spacia

Gradensem sedem vivente pastore usur-

pavit, sinodali censura depositus est.


5

legationis causa veniebant,

lohaniies siquidem patriarcha, qui per

ipso, reversi sunt.

quattuor

105

tamen ante sanctorum martyrum Hermachore

non

Hyllari et Taciani corpora ('\ nec

marmoreis columnis

et tabulis

Dei

duit; in sanctae vero

ciborium peregit.
10 sus est;

me

Marci capellam

et sancti

componere

Mariae ecclesia supra

stu-

altare

Fortunatus dehinc ad propriam sedem rever-

et quia

nulla ratione sui

adnotare

stilo

invaderet,

et Fortunati, seu

honorifice choros

genitricis

plenitudinem

opers

exarare

quam corrundam relaftione expertus


ecclesiarum namque aitarla Gra-

posse existimo, partem,

sum,

sedem

licet iniuste

studui.

c.

II

densis urbis lamminis argenteis condecoravit, et supra aitarla mar-

tyrum argentea tempia composuit; ecclesiam vero sanctae Agathe


15

martyris a fundamentis ipse edificare devotissime

tyrum quadraginta
recondivit

^'^

et

duo corpora

(^)

in

fecit,

eiusdem ecclesiae

ceterum vero quicquid in thesauris seu

nemo nominatim exprimere

ornamentis peregit,

ubi marcripta

in ecclesiarum

potest.

Hac quidem tempestate nuntius Constantinopolitanus, nomine


20 Ebersapius, Venetiam adivit
duces

peregit, ut utrique

et

et

Veneticorum
dignitatem

Consilio et virtute

patriam

et

hoc

amitterent;

unus, id est Obelierius, Constantinopolim, alter vero lateram pe-

annorum

qui quinque

tiit;

verunt
4.

cum

deinde

(4).

Veneticorum ducatum guberna-

spacio

essent anni ab incarnatione

minava per

9.

18.

con inchiostro pi chiaro

seguente.

24.

Domini

interlin.

manca

Z'8... dell' ed.

un po' diversa da quella del

testo,

nel

margine

.vili''.

21.

fu omessa per

aggiunge con inchiostro pi languido

un numero romano che cominciava per

scrittura

corr. peregit sopra tre parole abrase; l'ultima ter-

corr. potest sopra poterit

giunge ut interlin.

antico

corr. con inchiostro pi chiaro invaderet sopra parola abrasa che cominciava

per lettera discendente.

tione

Domini

/'ut

cum
e

innanzi a utrique aginiziale

della parola

essent anni ab incarna-

aggiunto in carattere meno

aggiunge nel margine,

ma

con

octingenti quatuor con un segno di richiamo.

riempie la lacuna colla trascrizione della data.

et

Pippinum
8 idus

((

liae,

migrasse
(i) Cf.

filium eius,
iulii

(810)

regem

Chron. Alt.

p.

13.

(2) Cf, Chron. Alt. p. 13.


Cron. vene^. ant.

Ita-

de corpore

(3) Cf. l'elenco delle donazioni di

Fortunato (Ughelli, op.

cit. V, noi),
che dal cronista non fu conosciuto.
(4) Egixardo, ^. all'a. 811, loc.
cit. p. 198: Absoluto atque dimisso

7*

A. 811.

GIOVANNI DIACONO

10^

apud Rivoaltensem insulam Venetici communi decreto ducatus

dem

Agnellum nomine, qui


gulos annos

palatii

hucusque manentis fuerat

sub dignitate etiam cuius duos

sublimarunt;

A. 8i3.

ad hunc honorem quendam

habere maluerunt, et

fieri

tribunos

fuit,

imperator

cum

per sin-

ut proprio relieto

ignominiosum hoc

fecisse videbatur,

non palacium, sed monasterium

quia valde

sibi

fugam

exercitu

arripuit,

et

ad expugnan-

tantum inimicorum

esset, in

Constantinopolim

et signifer erat,

tunc

petiit.

pugnam

io

patrare

Deo favente cum triumpho urbem reversus est,


quem imperatorem omnes fieri conlaudaverunt; postmodum vero
Constantinum suum filium socium habere in hac dignitate voluit<^^\
Prelibatus siquidem Agnellus dux, cum duos haberet natos '^^\ 1
unus illorum, id est lustinianus, Constantinopolim destinavit. quem
imperator honorifice suscipiens, ipati honorem sibi largivit; alterum vero, id est Johannes, ducem fieri promovit. dehinc autem
non post longum tempus lustinianus ipatus Constantinopoli ad
propriam repedavit; dolens fratrem suum in honore fastigiatum, 20
contempsit adire palatium, sed in sancti Severi ecclesia ^^^ una cum
sua coniuge hospitatus est.
pater namque eius non diu fiHi mominime timuit

fabricator,

Eodem quidem anno Michahel


dam Bulgarorum gentem aggressus

Leo, qui iUius exercitus ductor

1 1

virum,

constituerunt.

multitudinem perterritus

e.

se-

et

||

I.

aggiunge Venetici interlin.

50^ r a ducati

1 6. Ai"

unum

con

ad propria repedavit dolensque

dolensque

spathario, hoc

Arsafio

erat

nomen

legati Nicifori imperatoris, eiusdem

confirmandae

Constantinopolim

mittuntur ... et

gratia

cum

eis

Willeri

iubetur .

(i) Cf.
cit.

ma

chiaro.

poi que fu abraso.

Eginardo, Ann. all'a. 813,


200; Teofane, Chrono-

p.

graphia,
episcop.

corr. ducatus

20. Perti

aggiunge p

ed.
s.

Bonn,

p.

Neap. Eccl.

Chron.

768, e
p. 205.

(2) L'esistenza de'due figli d'Agnello

legati

imperatore

ab

dux Veneticorum ... del quale


poco dopo si legge: propter perfi diam honore spoUatus, Constanti nopolim ad dominum suum duci

loc.

pi

19. P^rf;^imperatoris ipatus

proriam

interlin. a

pacis

inchiostro

Af lustinianum

confermata non solo dal Chron. Alt.


ma anche dai documenti. Cf. Ci

polla, op.
n.

cit. p.

79, nn. 46,

5 1

p. 80,

55; p. 119, n. 9.
(3) ricordata nel testamento fatto

nel febbraio 854 da Orso vescovo di


Gloria, op. cit. n. 11. SorOlivolo.

geva a breve distanza dalla chiesa


S. Zaccheria.

di

CRONACA VENEZIANA.
lestationem et abscentiam passus
gebat;

lateram

(')

lustiniani

exulabat, fuga lapsus,

sibi

cum

stantinopolim una

lateram

interea pater et frater, hoc audientes,

iraperator

optemperans, reddidit

sui

ad Italiam ad

miserunt nuncios imperatori Lodovico elflagitantes ut

IO flium fuga lapsum.

omnia

natum, consortem

primum Sclaveniam, deinde

Bergami civitatem pervenit.

apud

patria,

lohannes, qui apud

ducatus; unde factum est ut

fecit

dili-

non solum ipsum, sed etiam Agnel-

suum nepotem, eiusdem

lum,

expulso

et

illuni

civitateni exilio retrusns est; tunc satisfacere per

voluit lustiniano suo filio;


5

quoniam valde

fuit,

honorem lohanni,

interdixit

IO7

quem

redderet
precibus

vero, libenter illorum

fugitivum,

uxore

sibi

absque mora Con-

desti naverunt.

Eo quoque tempore Leo imperator apud Constantinopolim


interfectus, qui

15

Michahel imperium adeptus

et

annis gubernaverat septem,

imperii principatum
est.

Agnellus vero predictus dux legationis causa suum nepotem

equivocum Constantinopolim

et

Fortunatus quidem patriarcha,

ibique mortuus

misit,

cum non

fuit

(^).

sedule in sua vellet de-

gere sede, sed contra Veneticorum voluntatem sepissime Franciam

20 repetebat,

quia hoc

et

amodo ducibus

displicebat ^^\ pepulerunt

illum a sede, et in loco eius ordinaverunt lohannem, Sancti Ser-

abbatem

vuli

I.

(^).

corr. fuit sopra parola abrasa.

corr. illum sopra i]am(?).

aggiunge ex interlin. innanzi a pulso con inchiostro


est con inchiostro piti chiaro sopra retruso

Sclaveniam sopra lettera abrasa.

il

corr. ad sopra

di

parola

sopra patre et fratre


vico

IO.

obtemperans

(2)

14.

8.

audientes sopra audient... (audientibus

pii

l'a.

821, loc.

Glo-

volo.

eo anno quo vidua remansit


n.

7.

corr. pater
9.

?).

dopo interfectus ha l'abrasione d'una parola

confermata dal

7.

corr.

(4)

cit.

frater

11. Perii
(est ?).

Eginardo,
p.

et

Perti Ludo-

chiaro.

(3) Cf. invece

notizia

cit.

3.

apud sopra hapud

aggiunge filium interlin. con inchiostro

della

RIA, op.

chiaro.

retrusus

aggiunge ad interlin. innanzi a Italiam

passo del testamento di Giustiniano


Particiaco: Romana nurus mea ab
c(

piii

U corr.

abrasa innanzi a Bergami

(i) Zara.

La

6.

2.

U corr.

Afin. al-

207.

H monastero era in un'isola


laguna a breve distanza da Oli-

as dicembre 820.

GIOVANNI DIACONO

108

Circa haec tempora apud Olivolensem insulam sancti Petri

ecclesiam edificar!

incepta

(')

est.

Antedictus quidem Fortunatus patriarcha, propria sede amissa

secundum quod diximus, Franciam cum Grecorum missis


tebat, ibique aliquamdiu moratus diem finivit (^) extremum.
autem Gradensem

bernavit

repe-

gu- 5

septem an-

ecclesiara per viginti et

norum spacia
Eo quoque tempore quidam Veneticorum conspirationem
<^3).

adversum duces facere conati

sunt, ex quibus

duo prope

sancti

Gregorii ecclesiam suspensi sunt, id est Johannes Tornaricus et


e.

12

Johannes autem Monetarius fuga lapsus

Bonus Bradanisso;

tuna depopulata sunt.

interea

Johannes

Gradensi pontificatu fuerat, sua sponte

abbas,

monasterium

dinare decrevit et habere pr futuro

(4).

scita est,

2.

di

in

electus

in

deinceps or-

ibi

Venerius deinde Graden-

sedem, qui sancti Mauri

ecclesiae,

quae suburbio

fabricator extitit.

M Perti

repet...

qui

for-

et

relieta sede, sancti Yllarii

sancti Servoli monasterio degebat,

est

domus

et

una cum monachorum contubernio quod

ecclesiam petens

sem adeptus

est

Il

ad Lotharium regem; tamen quicquid habuit

Maggio 819.

13.

ecclesia;

in

Vm

finale

fu abraso.

corr. abbas sopra habbas

una breve parola.

17.

4,

16,

U corr.

repetebat sopra

dopo degebat ha l'abrasione

corr. decrevit sopra parola abrasa

aggiunge con

inchiostro pi, chiaro et habere pr futuro interlin.

quod nobis omni-

Orso vescovo

adhuc,

d'livolo del febbraio 854 (Gloria,


op. cit. n. Il): Volo et iubeo in

potens Deus inspiraverit et beatis-

simus Petrus apostolus

(i)

Testamento

sancte

matris

di

raee Ecclesie

quam

ego indignus peccator Ursus


scopus a fundamentis edificavi

omnibus ea

edificio

suo

construxi
et

et in

eius

mee

offero pr restauratione ipsius

sancte ecclesie beati

(2) Cf.
loc.

cum omni

ornamentum

Petri apostoli

item libras trecentas de argento bono

et aliud

Cf.

anche

Chron. Alt. p. 14.

epi-

quod acquisire ego ibi potui de omni


specie postquam hunc pontificatum
accepi ut ibi permanere debeant
omnia usque in perpetuum; insuper
de propria re mea pr medela anime

io

Egixardo, Ann.

all'a.

824,

212.

cit. p.

(3) Cf. Chron. Alt. p.

17, e

don.

de sng. patr. pp. 14, 15.

(4)

La legge che

zione del monastero

stabih la fondadi S. Ilario fu

sancita dall'assemblea nel

doc. in Gloria, op.

v.

il

si

notino

le frasi

venerabilis
Servuli.

maggio 819;
ove
lohanes

cit. n.

seguenti

5,

abbas monasterii sancti

.postulavit nostra suffragia

eo quod in loco angusto constituti

et

15

CRONACA VENEZIANA.
Anno quidem

109

Domini octingentesimo vigesimo

incarnationis

secundo, mortuo Agnello duce

(>, qui

dccem

neticorum ducatum gubernavit, ducatus dignitas


niano remansit.
5

dux quasdam

uterque

bellicosas naves

minime aliquod

exercitus

eodem quoque tempore Johannes,


et

IO Veneciam reversus

liam

imperatore

preparaverunt,

Agnelli

qui

et

reversus

dignitas in

predictus

lustinianus.

Zachariae

^^^

septem,
suo

absque triumpho.

simus fabricator.

mortem

maximus ecclesiarum

et sancti Hyllarii

patre gubernavit

remansit.

fratre

ad

exercitum ad Scici-

est

post

et

extitit,

lustiniano fratre, dux ef-

mortuo quidem lustiniano duce, qui una cum

ducatum annis decem

consequi valuit.

antedicti ducis flius

efflagitante,

etiam

cui lusti-

studuit, sed

transmittere

triumphum

et favente sibi

est,

iterum

15 anni spacio,

filio lusti-

petiit;

exul apud Constantinopolim

lustiniani frater, qui

fectus est.

suo

in

hac etiam tempestate Michahel imperator, mittens

exercitum ad Sciciliam, Veneticorum auxilium


nianus

octo annis Vc-

et

monasteriorum

patris unius

namque

fuerat

sancti

cultor,

vero

ipse extitit devotis-

ultimo vero vitae suae anno sanctisimi Marci

evangelistae corpus, de Alexandria a Veneticis allatum, recipere

3.

corr. ducatus sopra parola abrasa.

breve parola, forse est


in

margine con

io.

inchiostro pi, chiaro e con segno di

in suo fratre remansit

U ha

dopo dux V abrasione d'una

che poi fu aggiunto a effectus.

15. spacio]

aggiunge

richiamo ripetuto nel testo dignitas

U aggimige innan^^i a maximus con inchiostro piti chiaro


19. U aggiunge innanzi a a Veneticis con inchiostro
interlin.
U corr. allatum sopra ...latum
16.

predictus lustinianus interlin.


pi,

chiaro de Alexandria

infra paludes

possessiomanentes
unde victui necessa.

veneziano verso

nibus carentes

cronologia

ria subministrarent postulantesut...

n. io.

cf.

la

la cit.

La vera

Brenta.

mia

Per

la

dissertaz. al

come

eisdem subsidium et iuvamen de hoc


mpartiremur .
Il comune gli concede capellam quandam in honorem

rileva indirettamente dal testamento

beati Illarii confessoris Christi super

n. 7.

fluviumUne ad

(2) Per il decreto (827-829) della


fondazione del monastero di S. Zac-

stre

cum

suo

iura proprietatis no-

territorio consiructam.

Sul territorio di S. Ilario

cf.

Temanza,

Dissertai. ^^P^^ V antichissimo territorio


di S. Ilario,

Venezia, Pasquali, 1761

era al confine occidentale del ducato

(i)

di

data 827,

Giustiniano.

cheria

cf.

Gloria

Cipolla, op.

op.

si

cit.

cit.p. 79, n. 51.

Quel monastero, al quale era annessa


una chiesa, sorgeva a breve distanza
dal palazzo ducale.

a. 829.

GIOVANNI DIACONO

I.IO

promeruit; qui

angulo peragere

palatii

munus

tanti thesauri

reservari, interim

fecit

honorifice suscipiens, in sui

capellam ubi illum reconditum posset

quam hisdem domnus

ecclesia esset expieta

(')

Johannes, suus

inchoavit, sed preventus morte,

videlicet frater,

ad finem perduxit.

Circa haec tempora missus Sclavorum de insula Narrentis


e.

12 B

ad

domnum lohannem

cum
Circa

a.

eo instituens,

ducem||veniens, ab eo baptizatus
perdurasset.

dampnatus, Veneciam reciprocavit,

Curiclum sese

pacem

qui apud Constantinopolim exilio fuerat

Interea Obelierius,

831.

minime

licet

est,

(^^),

quo

retrusit.

et in Vigilia civitate

(3)

apud io

Johannes dux ad eundem

audito,

capiendum promovit exercitum; sed cum diu predictam civitatem


obsidione circumvallaret, tandem diviso exercitu, Metamaucenses

ad predictum Obeherium confugium fecerunt

suo

fidem

seniori

Metamaucensem insulam expu-

servabant,

15

tunc domnus Johannes dux iterum

gnantes, prorsus incenderunt.

cum quo

prepara vit exercitum,

exercitus vero qui

ipse veniens Vigiliam

expugnavit, et capto Obelierio, decolare

eum

civitatem

iussit; cuius

caput

ad Metamaucensem insulam delatum in sabbati sancti die iuxta

marginem suspensum

sancti Martini

est

20

'^4).

Eo autem tempore sancti Petri Olivolensis ecclesia, quae per


novem annorum spacia fuerat fabricata, consecrationem recepir.
U

3.

6.

corr. con

inchiostro

pi

Ucorr. Narrentis io^ra Narrentes

divisu

15.

exercitus

18.

interlin.

19.

che forse era et

(i)

Una

almeno

fino dal

doc. della

stero

di

pelle

eum

819, perch
del

ca-

Cf. la Trans!.

Marci evang. e

la cit.

dissertaz. al n. 25.

(2) Narrentani

gli

la

13.
17.

Slavi presso

9.

abrasa.

U corr.

corr. diviso sopra

corr. exercitum

sopra

aggiunge Ve

) e

di est e d'un'altra

parola

Narenta =: Neretva, Naro, Nocpwv,

Nar, Narenum.

mona-

(= ducalis)

serva...

lettera

5o^ra institues

Curidum

sopra lettera abrasa (prima iam

(Gloria, op. cit.


Dimitrium Trib-

nostre

primicerium

corporis sancii

mia

maggio

da

num notarium

di

hisdem sopra altra

delatum lacuna per abrasione

ducale esisteva

fondazione

S, Ilario

n. 5) fu scritto

U corr. u
U ha dopo
U uxta

di

8. tJ corr. instituens

corr. servabant sopra

cappella

11. Perti

Obelierius sopra Obellierius

il

chiaro

(3) Vigilia, citt della

sulare che fu distrutta;


zz:

Correggio

Cf. la

cit.

Venezia

in-

Curiclum

sul litorale di Pelestrina.

dissertaz. al n. 28.

(4) Nella

campagna

di

Mestre

in

Tessera e
riva alla laguna
Campalto, al confine verso il regno
presso

d' Italia.

CRONACA VENEZIANA.
Anno

vero nostri Redcmptoris ab incarnatione

ses episcopi,

more

qui

regis

Veneticorum,

^5)

(')

Franciam ad Carolum regem

honorem

piens,

et

solarium

patria exientes,

in

ic

in

Venecia pepulerunt,

eum

qui

et

lohannes

lohannis ducis

donec Veneticorum multitudo ad

sunt,

Veneciam

et

devote suscisequenti

iMarturius

ceteri

et

fidelitate a

aput Mistrinam

tam diu commo-

ospitati et

scita est,

alii,

domnus lohannes dux

sancti Martini ecclesia, quc


(7)

quidam

interea

ivit

triginta, predicti

loco qui vocatur Strada


rati

(^)

Longo-

('),

inpendere procuravit.

sibi

IO vero anno Basilius tribunus

nobihorum numero

patriarcha

Victor nonnullique

tunc

(5)

Istricn-

et

lohannem ducem

Carosus hanc usurpavit dignitatem.


in

Gradcnsi

Aquilegcnsi metropolitano

Carosus tribunus

id est

^'^

virtute coacti, sese subdiderunt.

conspiratione,

facta

Jonum

consccracionis

recipiebant,

solito

bardorum

conveniret, ut

illos

ad Garosi ducis periculum intrare sine aUquo obsta-

||

unde factum

culo quivissent.

est

quo quadam

die,

dum

prelibatus

Carosus dux securus in palacio maneret, a predictis hominibus

Lacuna

I.

Codd.

nei

in

17.

scita] cosi

18.

fu 827; v. per

L'anno

Cipolla, op.

p. 35, n.

cit.

docc.

15; p. 49

(2) Massenzio.
(3) Lotario

mento

Tra
di

RIA, op.

le sottoscrizioni del testa-

Giustiniano Particiaco (Glon.

cit.

7)

si

testium:

legge quella di

N o titi a

Carosus tribunus filius


Boniso tribuno et primato ; e per

tribunus titolo d dignit e

cognome. Per
AU. loc. cit., p.
(5)

Anche

il

Carosus

ci.

16.

Chron.

nel

cod.

76 a:

Marc. Lat. 400, cat.


a Karolo rege ; erroneamente nele.

corr.

Pert^ omette

la correi,

dum

corr.

forse

con-

procurata dal Muratori, Rer.


XII,

si

legge a

173:

p.

It.

a Lu-

dovico Pio rege . Ma il cronista


Giovanni e conseguentemente il Danerrarono

nell'

indicare
il

doge; non

ma

fu Carlo,

Die Regesten

Lotario.

des kaiserreichs

Karolingeni, nach

nome

il

quale ripar

del principe, presso

il

Cf.

unkr den

Johann Friederich

Bhmer, neu bearbeitet von Engelbhrt Muhlbacher, p. 3S0, all'a. 827.

non

23.

Zan.

8.

15.

5^^-

(6)

Interpreto

titolo di
si

Dandolo

sita

l'ed.

dolo

I.

Carosus tribunus , e nella

per

dopo captus ha lacuna per abrasione di et

nn. 51, 52; p.iii, n.70; p. 119,0.9.

(4)

UV

corr. maneret sopra maner...

dum

seguenza di quella del

secutores,

ha dopo a abrasione d'una lettera.

corr. periculum sopra parola abrasa che finiva per

sopra parola abrasa.

(i)

6.

13. Pert^ Strata

ad sopra at

quoque

exilio retrusus est; sui

captus, evulsis oculis

legge

tribunus

come

dignit; nel doc. della nota


la

sottoscrizione di Basi-

lius tribunus

Cata

...

trasamundo

(7) Altrove designata col titolo


di sancti Martini de Strata .

e.

GIOVANNI DIACONO

id est

Deusdedus Grurus, Marinus Patricius

tarius

(^^

ducem

Dominicus Mona-

('\

sed eo carente, ab Ursone Oli-

maluerunt,

constituere

volensi episcopo et Basilio et lohanne tribuno

tunc

cio diiudicabantur.
26 ottobre.

sancti Dimitrii festivitate

ducatum

scipientes,

<^3)

sibi restituere

:irca a.

dum

(^+).

io

interfecti

isdem vero domnus Johannes dux sanctissimi Marci evan-

sunt.

preterea

collocare procuravit.

M astallici,

eiusdem

in

<^5)

barba

detonsa

urbem consecrare

cum

eadem

in

quidam Veneticorum, cognomento

eundem Johannem

diaboUca sugestione decepti,

Petri de ecclesia

dentes,

beatum corpus

consecrari et digne

ecclesiam

geliste

29 giugno 836.

su-

de Benevento

omnes

revertebantur, a Narrentanis Sclavis capti, pene


A. 836.

relieto episcopatu,

Circa hoc tempore Venetici negocii causa

834, 835.

in

satagerunt.

loco eius Johannes est ordinatus

et in

peciit,

unius anni spa-

domnus Johannes dux de Frantia


reversus est quem Veneti ci promte

Dominicus quidem Torcellensis episcopus,


monasterium

neminem

dehinc

Gradensis, interfecti sunt.

et Tritulus

15

venientem comprehen-

festivitate

capillis,

sancti

clericum apud Gradensem

fecerunt, qui ibi perstitit interim

diem ultimum

autem Veneticorum populo septem annorum spacio.


Cui successit quidam nobilissimus, Petrus nomine, qui Jo- 20

vixit

prefuit

U ha

I.

innanzi MaLnns

Dominicus lacuna per abrasione

tagerunt con inchiostro pi chiaro sopra parola abrasa


11.

scritto interlin.

17.

corr. clericum sopra clericus

(i) Interpreto

gnome

gnit.

Cf. la

Patricius

(2) Interpreto

cognome

di di-

dissertaz. al n. 28.

cit.

Monatarius

non per appellativo


professione quel cognome ricorre
e

19.

per
di

an-

(3)

Anche

in questo

nella

della nota 4, p.

1 1

ne:(ia,

Programma

R. Scuola di paleografia in Ve-

1862.

1, si

legge

del
:

doc.

lohanni

tribuno Catamarcianico de Torcello


e tra le sottoscrizioni del testamento

1000; p. e. nella carta del febbraio


999 pubblicata secondo la sua vera
al

clla

luogo interpreto

Notitia testium

quella

nel

corr. vixit sopra dixit

tribunus per appellativo di dignit

d'Orso, vescovo

Cecchetti

fu

corr.

apud Gradensem urbem

corr.

che in documenti veneziani anteriori

lezione dal

14.

diem

per co-

non per appellativo

corr. sa-

ha innanzi detonsa lacuna per abrasione


17-18.

consecrare fecerunt sopra alcune parole abrase.


l'errore era avvenuto per influenza, di

7.

tanto che gerunt

ha innanii pent lacuna per abrasione di et

Veneticorum sopra Mastallicorum


di et

di et

breve,

pi.

di

d'

Olivolo,

si

legge

lohannes tribunus e

altri investiti

di

di

quella dignit,

(4) Cf. Chron. Alt. loc. cit. p. 20.


Olivolo (Castello).
(5)

CRONACA VENEZIANA.
hannem suum
namque tercio

fiiium consortem in honore liabcrc voluit ^^\

expugnaturum

adivit; sed ubi ad

tini curtis
5

IIj

sui ducatus

insulas ^^\

valeret,

diu

IO Veneticis

fuerunt,

et

corr.

di firmavit^

9.

Venetici

(i)

corr.

Tra

mento

le

vescovo

Sclavenia

gione che con

Pertx^
15.

la-

ag-

testo.

interlin.

io.

d'Olivolo

designa quella re-

maggiore

precisione

regione

mare

delle undici zupanie della Croazia nel

Dal confronto

sec. x.

che

coi docc. risulta

passo del

index nel

come sinonimo

fu usato

iudex rappresentava

Croazia.

Luogo

ignoto,

ma

sulla costa della Croazia al

certamente

nord delle

isole Narentane.

ziaria, e

dux

Racki, op.

descritta da tutti

del

Brazza (Bratia, Brac), Lesina


Meleta
Hvar)
Curzola
,

(Mljet).
(6)

op.

cit.

di

quel

come suprema

invece

et artium, doc. 2, p. 4.

di

capo

autorit militare.

Mislavo duce sott. Chroatorum in Rackt, Documenta hist.


ChroaUcae period. antiqtiam illustr. Zagabriae, 1877, sumpt. Acad. scient.
(5)

il

cronista

duxw;

popolo come suprema autorit giudi-

(7)

(4)

(Pharia

M Pertx_

si chiamava per essere sul


Marona e con nome greco
IIapa^aXaaa'!a (Costant. Porfiri
rogenito, op. cit. p. 145), ed era una

la

doveva dal cronista essere indicata col

(3)

dopo com-

spatharii sopra spathario

nome

di

5.

Liuditum

L7 corr.

commo-

ibi

anno sopra integrumque annum

(Gloria, op. cit. n. Il), si legge quella


di Johannes dilectus eius (==: Pietro)
filius gloriosus dux Venetiarum .
(2)

et

est,

dopo perveniret ha

eum

aggiunge

Liuditum sopra Diuditum

sottoscrizioni 'del testa-

d'Orso,

8.

corr. Venetici sopra Veneticis

corr. integroque

4.

parola che poco dopo ricorre nel

Ducem Marianorum in Racki,


docc. 97, III, pp. 113, 128; cos
Cron. venei- ant.

sclavus ,

cit. p.

Ljudislav

(8) L'ecclissi del

la

336: Liudit.

maggio 840

fu

cronisti e annalisti

tempo; merita speciale menzione


descrizione

Ravcnnatis di

del

a. 840.

est.

spatharii honoris

Petro contulit duci, integroque anno

giunge nomine intcrlin. dopo Muisclavo

morari

reversus

obscuratus

diei sol

expugnaturum sopra expugnaturam

cuna per abrasione

triumpho

Constantinopoli ad Veneciam veniens,


(^9)

13B

quam centum

ubi plus

hac denique tempestate Theodosius pa-

eclipsis ^^\

investituram

14.

<^7)

absque

mense madii sexta bra

in

factus est

e.

et sic

interfecti

Tunc

3.

cum

iudice (^\ similiter fedus instituit, licet

exercitum adversum Diuditum sclavum

tricius

(*)

postmodum ad Veneciam reversus est.


commorari eum minime licuit; sed denuo preparavit

minime
ubi

Marianorum

||

a. 839.

Mar-

sancti

principe Muisclavo

nomine firma vit deinde pertransiens ad Narrantanas


Drosaico,

iste

navibus

bellicosis

locum qui vocatur

pacem cum illorum

perveniret,

(3)

anno Sclaveniam

(^)

Liber pontif.

Agnello

eccl.

in Script, rer.

et IL p. 389, cap. 172.


di Lotario del 1 setPrivilegio
(9)
(Cipolla,
op. cit. p. 50,
tembre 841

Langoh.

maggio 840

GIOVANNI DIACONO

114

eundem ducem

ratus est, ex imperatoris parte

dicionem Sarracenos ad expugnandos


saret

quod

dux

libenter

facere

sexaginta bellicosas naves

Tarantum,

ad

ximo

exercitu manebat,

festinatione studuit, et usque

destinavit

Venetici

ad Absarensem

consecuti,

non dubita verunt,

interfecti

et

sunt.

victoriam es-

in cristianis

civitatem

usque pertingere

^^^

secunda pasce incendio eam deva- io

et in feria

Anconam

stantes, ad

cum ma-

Saracenorum

sed a

capti

idem nempe Saraceni videntes quod


sent

non recu-

tunc preparare

Saracenorum princeps

easdem

omnes

pene

multitudine

adtribuere

sibi

non denegavit.

omni sub

Saba (^

ubi

efflagitans, ut expe-

quam

civitatem transierunt,

similiter igne

concremantes, multos captivos exinde secum detulerunt; deinde

vastum per mare huc


vicinus Venecie

qui

subsistit, applicuere,

cum

sortis

induiter

ad propriam arripuerunt ; postquam vero ad exitum Adriatici

culfi

pervenerunt, naves Veneticorum, que de Sicilia seu de

par-

omnes ab

tibus revertebantur,

cundo vero anno iterum


usque
14 A

ubi

nullam predam capturos providissent, reddeundi

stria se illic

e.

Adrianensem portum^^),

illuc navigantes,

eisdeni conprehense sunt.

predicti Sarraceni

aggiunge

lacuna per

demum

d'una parola (sunt ripetuto

abrasione

14.

ha dopo

7.

13.

).

16.

premette ar interlin. a ripuerunt

20.

Sansaus con inchiostro

chiaro.

Lodovico II
marzo
23
856 (Cipolla, op. cit. p.
n. 60) e privilegio di

n. 72):

Petrus

dux

ac

22.

ma

appellativo

aggiunge

51,

Sicilia,

di dignit;

er una locuzione corrotta di saheb

21.

15.

huc

illuc

abrasione di

Pert^ pervi-

aggiunge

interlin.

aggiunge g interlin. a

Amari, Storia

Cf.

spatharius

dopo sunt ha

aggiunge irruerunt interlin. innanzi sed

del

Veneticorum.
(i) Saba (alalia, Daii^a, Sa^a)
non era veramente nome proprio di
persona,

19.

corr. navali sopra navalis

piii

applicuere lacuna per

qualche lettera della parola; forse prima leggevasi applicuerunt

a Saraceni

Venetici dantes

a mperatori

im:^iale e s finale interlin.

interlin. i)inan:ii navigantes

dissent

exercitu

locum, qui Sansagus

||

nominatur, supra eosdem irruerunt, sed

maximo cum

in se-

Quarnarii culfum pervenerunt, quos Venetici navali 20

ad

expedicione aggredientes, acriter insta

I.

aliis

15

(2)

I,

dei

Mussulmani

di

359.

Ossero

nell'isola di

Cherso,

(3) Alla foce del Po.

Sansego (Susak) piccola isola


Racki, op. cit. p. 89
monasterium S. Michaelis de San-

sicovo

(4)

presso Lussin.

CRONACA VENEZIANA.
terga vieti regressi sunt.

II5

sunt adire ecclesiamque sancti Petri depredare

cum

Pauli

sunt
5

^'\

pervenissent, a Ilomanis civibus

Francorum rex

Abomasale

adivit, et capto

pene omnes

occisi

(^^

Beneventi

cum

inimico

quoque tunc Ragusiensem civitatem maris


denuo Anchona

IO ex parte cecidisse.

suis,

Romam

et venti

et

mortuus

extitit sibi

etiam non

a.

846.

847.

regressus
fertur

4->4priie8$o(3).

impetu maxima

civitas is diebus

cathredram annis rexerat viginti


Victor patriarcha

et

est,

circa

depredata

quidcm, Gradensis patriarcha, qui pontificalem

Venerius

est.

Agosto 846.

principatum

sicque ab apostolico coronatus et unctus est in rege.

est,

ij

veruni ad sancti

Caprulenscm tantumodo castrum depredaverunt.

Lodovicus

Interea

ausi

tempora Sciavi venientes ad Veneticorum

circa haec

loca expugnanda,

Komam

etiam

predicti Sarraceni

quatuor

mensibus octo,

et

successor

illud

(^).

i'^

aprile ssa.

pretermittendum quod antedicti duces ad sua tuenda

est

loca eo tempore duas bellicosas naves tales perfcere studuerunt,

quales

numquam apud Veneciam

zalandriae

I.

dicuntur.

(5)

U corr.

is

Sarraceni sopra parola abrasa pi breve, tanto che ceni fu scritto

ad sancti Pauli ecclesiam

3.

aggiunge v interlin. a Lodoicus

M Pert:^

innan-^i in

16.

mano pi

di

(i) Cf. Chron.

Bertiniani di

recente

obiit

et

IL

Erchemperto

et

11 p. 241,

nella Hist. Langoh.

Massari

18;

Massar nel Chron.

s.

Benedicti loc.

473 e 474; Amelmasser


nella H/j/orm di Andrea DA Bergamo
pp.

Script,
12.

rer.

Cf.

Lang.
per

il

et

IL

p.

racconto

227,
le tre

civitas

12.

Pertz pose

al

ronazione di Lodovico

6 aprile l'incoII a

imperatore;

U ag-

cathredram]

17. diebus]

U.

cos

U aggiunge

.vni^.iiiio.

ma Mhlbacher,
.

6.

aggiunge est interlin.

op.

cit. p.

439, ha

mostrato all'evidenza che non


sce

il

il

pallio

17; Cron.de

13; Jaff, op. cit. n.

sing.patr.p.

a Vittore

fu

Script.

hist.
.

latere
ac

2616;

accordato da

Leone IV il 1 aprile 852.


(5) Thietmari Chronicon
salandria

si

di

4eil I4aprile.

(4) Cf. Chron. Alt. p.

Germ.

di-

cono-

porre la data

quell'avvenimettotra

il

si

giorno preciso e che soltanto

in

Mon.

Ili, 766, cap. 13:

est....

navis

longitudinis et alacritatis, et

opere.
(3)

8.

3.

Anchona sopra Hanchona

corr.

chiaro

in Script, rer. Lang.

cap,

ititerlin.

aggiunge d interlin. a

pu con sicurezza

442 e 443.

Massari

di

cap.

anno

Ann.
p. 472
Prudenzio in Mon. Germ.

Script, pp.

(2)

in

L^

Ludovicus

io.
piti

ad]

aggiunge n interlin. a pervenisset

Benedica Casimnsis

s.

in Script, rer. Lang.

cit.

2.

corr. greca sopra greci e aggiunge lingua interlin.

margine

hist.

Pert:;^

regem

in

giunge nel margine e con inchiostro

in

que greca lingua

fuit,

diebus Ursus Olivolensis ecclesie presul,

corr. ausi sopra frase abrasa piti lunga.

cum

antea

mirae
utroque

duos tenens remorum ordines,

centum quinquaginta nautas

Febbraio 8$4.

GIOVANNI DIACONO

Il6

sedem

qui pontificalem
A. 860.

hominem
talis

exivit

marzo 858.

eo vero anno

dicitur fuisse, qualis nec antea

mortuo vero Victore

^^\

hanc adeptus

nostri Ihesu Christi


856 (4).

Maurus episcopus.

cui successit

nec

Gradensem

patriarcha, qui

ecclesiam annis gubernavit sex et mensibus tribus et diebus quattuor, Vitalis

:irca a.

annis gubernavit triginta et duobus,

apud Veneciam

glacies

postea visa est


50

(^)

doruui rex una

sedem

est

ab incarnatione * * Lodovicus

cum congunge

^^5)

anno quidem domini

^^\

Longobar-

sua ad locum qui Brundulus

(^)

vocatur veniens, apud sancti Michaelis monasterium ab utroque

duce honorjfice susceptus


e.

14 B

cum

est; ubi

triduo simul comanerent,

ad dilectionis seu pacis vinculum corroborandum

suam de
peret

sacro baptismate sobolem

pallacium

3.

reversi

sunt.

Lacuna

7.

nei Codd.

pi tardi in

stato scritto

U con

corr.

Secondo

il

(^)

apud sopra aput


Pert^

5.

passo anno

il

gentes

cum

M Perti

guber-

incarnatione sarebbe

inchiostro pi, languido sulla lacuna corrispondente

anche la scrittura delle due parole susseguenti Lodovicus Longobardorum


pii

languido

manca ogni

traccia d'abrasione,

il

carattere

identico

le

varia'^ioni del colore dell'inchiostro sono frequentissime nel nis.

8.

M Pert:^

coniunge

susci-

ItaUam, duces vero ad

Normanorum

eo tempore

corr. talis sopra tales

naverat

Johannes dux

regem promovit ut

(7)

quo peracto, rex cum congunge

||

congunge

corr. coniunge sopra

abrasione di due parole.

14. pallacium] cos

M;

e in

ma

inchiostro

a quello del testo


Pert:^

io.

Ludovicus

dopo simul ha

pallaticium

ha dopo

gentes lacuna.

(i) Cf. Chron. Ali. p. 22.

mento

di

Orso (Gloria,

op.

Il

testa-

cit, n,

cit.

1)

del febbraio 854; da esso risulta che


era allora in fine di vita.

L'anno fu 1' 860 e la notizia


confermata dagli Ann. Fuldenses di
Enardo, Mon. Germ. hist. Script. I,
373: Mare etiam lonium glaciali
rigore ita constrictum est, ut mer-

numquam

qui

vecti navigio,
et carpentis
netiani

(3) Cf.

il

1 5

pallio a Vitale fu

nedetto

III

(4) Cos

p.

antea nisi

17;

ix e

2672;

30 marzo 858.
pensa Mhlbacher,

fu la
*

op.

cat.

Zan.

e.

rr. 17,

18.

cod. Marc. Lat.

78 a: lohannis du-

X secolo, designa

d'un patto,

accordato da Be-

il

in

borandum , cosi in questo passo


come in genere presso gli scrittori del

Cron.de

cit. n.

Cf. p. 65,

Dandolo

genitam (nell'ed. erroneamente


genitum ) de sacro fonte levavit .
(8) Molto a proposito Fanta, op.
cit., ha notato che la frase ad dile ctionis seu pacis vinculum corro-

Jaff, op.

Brondolo.

(7)

cis

mercimonia ferentes Ve-

Chron. Alt.

sing. patr. p.

se-

le fonti.

(6)

400

tunc in equis quoque

frequentarent

448.

Angelberga o Ingelberga,

condo

(2)

catores,

p.

(5)

il

conferma del

naie tra

gli

la

conclusione

quale in quella circostanza


trattato

quinquen-

abitanti del ducato vene-

ziano e alcune citt del regno d'Italia.

io

CRONACA VENEZIANA.

verum quia

ausi sunt;

lebant urbem,

rimos
5

nulla racione iiiexpugnabilem ledere va-

suburbanuin

triumpho ad propriam regressa

corum

regis et Lotharii eius

dorum

regi denunciatus est, et

ire

festinavit,

est.

(')

etiam diebus Caroli Fran-

is

mansuros regimine

(^)

duorumque deimceps regnorum imperator


IO Mauro Olivolense
rexit

Interea

cum

tnivit

suppremum,

uno anno post

tore solo remansit; qui

successor

sibi

extitit.
A. 863.

ducatus in suo geni-

et

dum

funus,

flii

in sancti

Zacharie monasterio diem celebraret festum, a pessimis hominibus,


insons

de ecclesia,

exiente eo peracto vespero

atrio sepellire studiose

procuraverunt

neticorum populum

annorum

crudeliter inte-

eiusdem ecclesie

est; cuius corpus sanctae moniales in

remptus

20

honorem

essent anni ab incarnatione nostri Redemptoris * *

Johannes dux diem

15

tunc vero

effectus est.

annis decem, Dominicus episcopus

illuc

adquisivit,

episcopo mortuo, qui pontificati

^"^^

24 gennaio 863.

Lodovico Longobar-

exitus

filii

cum

predicta gens

et sic

isdem Francis interpellantibus

suo

eosque sub

bellum quamplu-

patrantes

fortiter

non pepercerunt,

occidere

ibi

Constantinopolitanam urbem adire

navibus

sexaginta

trecentis

117

gubernavit autem Ve-

(^).

spacio

eundem

ad

deinde

culmen quendam virum Ursonem nomine sublimarunt.

dignitatis

nomina nempe homicidarum, qui hoc facinus peregerunt, hec


sunt: Johannes Gradonicus cum quodam suo nepote, Petrus
Stephani Candiani
Faletri filius,

6.

(i)

Il

non

9.

Pert:^ Lotharii

11.

U.

cos

cronista confonde

Carlo col

risulta

colte da

deimceps]

Salbiani

firatres

7.

Dominicus
et

filii

M exercitus

filii

sopra parole abrase.

^''>\

multi

corr.

corr. denunciatus sopra

Lacuna

in

U.

Ann. Beriiniani

di

Hincmar

Pert^ annos

12.

19.

2?. Perir omette et

U.

iti

figlio di

aggiunge eius interlin.

denunciat...

Stephanus de Sabulo

Ursus Grugnarius, duo

exitus e dovico di Lodovico

Lacuna

et

filius

o col

preteso

il

II

pp. 507-510.
(2) Cf.

Lotario;

dalle testimonianze

Mhlbacher che Carlo

rac-

avesse

il

Chronicon

Gemi.

di

Script.

Reginone

in

Mon.

Kai-

(3) Cf.

459,
Chron. Alt. lo e.

569.
cit. p.

22.

<;erreichs unter den Karoingern, nach


Johann Friederich BHMER,neubearbeitet von Engelbert Mhlbacher,

(4) Cf.

Chron. AH. loc.

cit. p.

23.

(5) Cf.

Chron. Alt. loc.

cit.

un

figlio.

Cf.

Die Re^sUn

ds

hisl.

Stefanus

I,

de Sablone

p.

23:

A. 864.

GIOVANNI DIACONO

nomina corum ignoramus

alii,
c.

1)

sed divina clemencia diu no-

^^\

inultum hoc prejjtermittere scelus;

luit

com duobus

Gradonicus

Johannes

Johannes Labresella occisi

Petrum Equilegensem episcopum


diaconem

landum

cum

Dominicus Faletrus

lohannem Gradensem

et

Dominicum Massonem Constantinopohn

et

destinati sunt; ceteri

namque,

goum Sclavorum

cum

pacem

Domma-

navali expcdictione propera-

pugnam, IJ

deinde acceptis obsidibus dux ad Venetiam re-

requisivit:

eo videKcet tempore Deusdedus Torcellensis episcopus

pedavit.

diem

a duobus suis servitoribus apud Altinum interfectus,

unum

ultimum; quod audiente dux


Siiis

'^3)

vocatur, alterum vero

permisit;

autem

prefuit

annis * *

1.

apud

demonio conqua-

sed cernente eo Veneticorum multitudinem proibuit

vit,

ad exu-

qui

quidem Ursus dux adversus

principem

(^^

archi-

sceleris predi cti conscii,

Ursus Grugnarius,

id est

prelibatus

satus expiravit.

per 5

Stephanus Candianus

tamen unus illorum,

valuerunt;

Veneciam remansit,

et

apud Franciam damnati, redeundi aditum io

repulsi a patria, exilio

repperire

id est

omnes

lohannis Gradonici nepote, seu

numquan

quidem Candianus

Petrus

sunt;

festivitate

Stephanus de Sabulo,

natis,

Flabianicus,

Petrus Cletensius, Petrus

sancti Sixti

in

ecclesia

aggiunge dopo

alii

5.

chidiaconum

io.

12.

Dommagoum

sopra

Deusddedus

22.

corr.

corr.
il

Lacuna

7.

3.

apud sopra aput

16.

M et

si

coslt-

11.

in U.

pacem

17.

ha in margine

corr. archidiaconem sopra

aggiunge u

secondo u di Ursus sopra lettera abrasa.

Dommagoi

Ma-

nomina corum ignoramus

corr. e di Cletensius sopra p col quale forse

minciava a scrivere la parola seguente petrus

numqan

episcopus

sancte Dei genetricis et virginis

nello spa^Jo interlin.

corr. natis sopra natus

suspendere 20

antedictus

ecclesiae

Altinati

quod

iusta flumen,

illis

Torcellensi lacuna

in

namque

ex

finivit

il

U corr.

noto

interlin. a
14.

corr,

Deusdedus sopra

segno d'ahbreviaiione

della parola nota

(i) Cf. Cbron. Alt. loc.

che agginge

cum

cit.

p.

23,

Dimitrius Kalebrisino

Petro genero

op.
le

2998), la quale conferma


scorrerie dei marini latrunculi
cit.

n.

sudditi di lui.

(2) Sclavorum ))iz:Chroatorum;


Doraagoi ricordato anche nella let-

ove

tera di Giovanni Vili

Senatore.

c(

(Jaff,

(3) Cf.

Cbron. Alt. loc.

la fine di

Teodato

cit.

p.

20,

attribuita a

CRONACA VENEZIANA.
riae,

quae vetustate pene consumpta manebat,

filiis

consolidata

Basilius vero

cum suo

imperator interfectus

^Michael

Constantino imperatores

filio

est.

23 settembre 867.

sunt.

eflFecti

diebus Ursoni Veneticorum duci nunciatum est quod exer-

Is

(')

Marini Patricii

est.

Hac denique tempestate

citus

Sarracenorum

cosis

eosdem dimicaturos

insta

Tarantum maneret.

cumque

adivit,

Sarraceni superati cecidissent, Venetici


Interea Baris civitas

IO gobardorum

ab

||

domni Lodovici

tunc navibus

belli-

diu inter sese decertantes


victores reversi sunt.

Francorum

regis

quam

capta est;

exercitu

(""^

Bandone eiusdem

et

e.

Lon-

agente, Sarracenorum gens

per annos circiter triginta tenuerunt.

trigesimo primo anno, di-

vibus olim intulerat

qua die sancte Dei

capta est

(5).

genitricis

quam

impietas

illis

2 febbraio 871.

Mariae

a. 841-871.

cristianis ci-

autem quarto nonas

et virginis

15 u

videlicet civitatem,

civitatis gastaldio

vina favente gratia, reddita est

15

I19

februarias,

purificatio cele-

bratur.

Sequenti vero anno mense madii item Sarraceni, a Creta in-

quasdam Dalmaciarum urbes depopulati

egredientes,

sula

urbem

pariterque etiam Braciensem eiusdem provincie

5.

ha dopo est

lacuna per

vero nello spazio interlin.

9.

Pert':(_

spazio
traccia

ma

interlin.,

la frase

CHEMPERTO,

quali

Pando

(3) Cf.

Bmedcti, loc.

cit.

e VHist. Langoh. di Er-

pp. 471,472,

nelle

s.

loc. cit.
il

nome

p.

240, cap.

16,

del gastaldo

Pandone .
o
Gio. Diacono,

testo

di ab innanzi exer-

i5-

aggiunge eiusdem

none, Chron.

loc.

loc.

cit.

cit.

Vita d'Ata-

lasci

urbem

p.

578; Ann.

pp. 481-485;

dei conti di

in Script, rer. Lang.

nello

provincie

dopo urbem^ ove fu abrasa

Bertiniani,

corr.

a appare piuttosto sbiadito

et

It.

p.

498;

Chron. Sahrnitanum in Mon. Germ.


Script. Ili,

(4)

il

hist.

467-561; Costant. Por-

firogenito,

De adm.

il

Capua

Dd

ihcmatihus,

imp. ed.

cit.

e.

62;

II,

Hist. et vita, de rebus gesti s Basilii,

Capasso, nei Mon. ad Neap.


ducatus hist. pertinentia, I, 218; Regi-

nasio, ed.

17. In

forma

gastaldione

Catalogo

breve distanza dal palazzo ducale.


(2) Cf. Chron.

scritto

aggiunge se inierlin. a se

leggibile nella lacuna susseguente a

mia dlssertaz. al n. 28.


S. Maria Formosa a

chiesa di

ir.

19.

(i) Cf. la cit.

La

7.

Ludovici

era scritta nel

eiusdem pr che

di se in

invase-

dopo Basilius fu

laonde

di a che ripete nella

Pert:^ omette a

abraso.

et_,

Pert:^ omette et

genitricis sopra genetricis

logoro che

di

Perti iuxta

dopo civitas ha lacuna per abrasione

citu nello spazio interlin.

l'abrasione

6.

<^+)

sunt,

39.

Brazza nell'isola omonima.

53;

Maggio

872.

GIOVANNI DIACONO

120

cum donino Urso duci denunciatum foret, parvam


naviculam cum quattuordecim hominibus ad Istriani usque destirunt; quod

nare sub festinacione studuit, quatenus Sarraceni ne forte Veneciam


petere

qui

deberent.

eorum

vel qualis

vellent,

cum

Gradensi de

fortitudo subsisteret explorare


civitate Istriam perituri exissent,

predones Sciavi, qui in portu SilvocHs

eandem naviculam

reclusi latitabant, supra

<^0

cum

velociter irruerunt; ubi

uterque pars for-

dimicaret multique Sclavorum percussi defcerent, novissime

titer

vero capta Veneticorum ab eisdem Sclavis navicula, omnes Venequi intus erant, occisi sunt.

tici,

cum

quas diximus devastatis,

autem Sarraceni, urbbus io

predicti

inestimabili preda ad propriam sunt

reversi.

Eodem

dum

vero tempore

Lodovicus imperator adhuc apud

Beneventum commoraretur exercitusque

quani Sarraceni captam detinebant,

obsideret,
13

agosto 871 (2).

facile

hoc nefas

quod

ultra in regione

perficere

non

eadem nec

16 A

cenos,

undecimque milia ex

reversus est

5.

6.

^^\

aggiunge

aggiunge

margine

corr.

cum

II.

corr.

de

hiterlin.

predones

innan:;}

itinanii

interlin.

cum

xvi

Salvori.

sopra frase abrasa.

16.

7.

cum

).

Pert::^

Silvodis

corr. ubi sopra ibi

7-8.

utreque partes fortiter dimicarent

aggiunge

interlin.

a molitus

19.

Beneventum sopra Benevento

(i) Pertz

interpret

ma

la

dai

Dandolo

forma

anche

come risulta dal v. 526 del poema di


Castellano da Bassano, Venetianae

nome

pacis inter ecchsiam

Silvodis ,

Silvodis usata

s'avvicina pi al

moderno di quel luogo. Ora infatti si


chiama Salvore e sta di fronte a Pi-

stino,

rano all'entrata della rada e dirimpetto

(2)

ad Italiam

U corr. petituri su petitur..


U ha dopo Sciavi lacuna per

civitate

a Sciavi

uterque pars fortiter dimicaret sopra

corr.

Sarra-

aggressus, 20

eis occidit et sic

che cominciava per p (predones

carattere de Isec.

di

rediret,

nec

abrasione d'una parola


in

cum

manebant,

||

fortiter debellavit

constrinxit

ipse, nisi rogatus, veniret,

apud Terracinam Campanie

qui

cum

sed

est;

eum

sacramento

valeret,

Longo- 15

Adelchisi

bardorum princeps imperatorem extinguere mollitus

exercitum mitteret; deinde ad Beneventum


c.

Taranti civitatem

eius

Grado

dall' altra

Adriatica.

Salboie,

Nel

sec.

parte della costa

xiv

si

cf.

chiamava

Salbloie , Salblore,

et

imperhim, test

edito dall'Hortis nGVArcheop-afo tri^-

Per

la

data

Muhlbacher,
(3)

p.

XV, gennaio-giugno

Cf.

An?t.

op.

1889.

della

congiura

cit. p.

467.

Bcrtinani, loc.

493; Reginone,

Chron.

loc.

cit.
cit.

CRONACA VENEZIANA.

12

Hac denique tempestate mortuo Vitale patriarcha, qui Gradensem ecclesiam annis rexerat * * domnus Petrus diaconus in
,

loco

eius

hic

peritus.
5

electus

dum

sanctitate precipuus, gramatice

vir

est,

honoris se indignum iudicaret, priusquam

tanti

tandem precibus reductus,

eligeretur ad Italiani confugit, sed

culmen ascendit

vitus ad pontificati

Apud Torcellum quidem mortuo


tinatis

ecclesiam

sede

Dominicus abbas

(3)

monachus

annis

sancti

Ilkirii,

et inde

quem dum

obiit.

,2 agosto 875

Senatore episcopo, qui Alsubrogatus est

Altinatis monasterii

ea

in

qui olim fuerat

('^^

egressus, pr

crimine

inposito

postmodum aliquamdiu mo-

veretro sibi absiso, apud Spoletum


ratus est.

^^^

gubernavit,

* *

in-

(').

Lodovicus pius imperator tunc Verone

IO

artis

contra ducis decretum Petrus egregius pa-

triarcha sub anathematis vinculo coartaret, eiusdeiu ducis amissa


15

gratia egressus Istriensem peciit provinciam.

Circa hec tempora Sarraceni advcnientes,


capere conati sunt

impietas

non

Gradensem urbem

sed civibus fortiter decertantibus, Sarracenorum

tamen cum duobus predictam urbem

prevaluit.

diebus obsedissent, denunciatum est donino Urso duci, qui instanter

20 lohannem filium suum adversus eosdem cum navali exercitu

quod dum Sarraceni


urbe,
2.

Cumaclensem
Lacuna

in

U V;

piii

C^)

fu

breve parola abrasa fibi?)

mano pi

recente.

12.

13.

Manca

la

ha ad ponti-

U corr.

9.

5.

culmen ascendit sopra frase

lacuna in

in sopra

corr.

corr. contra ducis decretum sopra frase abrasa.

U nello

spazio interlin.

21.

corr.

ab sopra due lettere abrase.

pp. 583, 584;


C ap u a , loc.
nasio di Gio.

Catal.
cit.

p.

de'

499;

Diacono,

conti di
Illa d'Ata-

ed.

Capasso,

pp. 219, 220; Chron. Sahrnitanum, loc.

527; CosTANT. PoRFiROGENiTO,


adm. imp. ed. cit. cap. 29.

cit. p.

De

di

scritto nello spa:^io interlin.

14-15. eiusdem ducis amissa gratia] aggiunto in


di

U cor r.

V.

Spoletum sopra Spoleto

18

aggiunge ea sede nello spazio interlin.

culmen sopra scrittura abrasa.

ficati

ma

6. Pert:^ pontificale

hreve, tanto che dt finale

ab

depopulati sunt.

annis rexerat 18^

corr. invitus sopra invictus

abrasa

protinus recedentes

sorte investigarent,

villam

misit.

(i) Cf. Chron. Alt. loc.

Cron.

de.

sing. patr. p.

cit.

p.

15.

(2) Cio in fnibus Bresiana

Cron. vene\. ani.

17;

condo
gamo,

cronaca

di

Andrea da Ber-

nio oculare.
(3) Cf. Chron. Alt.
(4)

par.

I,

gamo,

loc.

Cio del monastero

fano d'Aitino.

(5)
se-

la

loc. cit. p. 229, cap. 18, testimo-

p.

cit.

p.

20.

di S. Ste-

Cf. Filiasi, op.

cit.

VI,

206.

Comacchio.

Andrea da Ber-

Hist. loc. cit. p. 229, cap.

8*

18:

Luglio 875.

GIOVANNI DIACONO

122

Domnus
tum

vero Petrus patriarcha,

adveniens,

ospitatus, ibi per

apud sancti

Gradensi urbe, Rivoal-

relieta

luliani

patrimonii

sui

integrum annum commoratus

(^^)

ecclesiara

tamen

est;

perfe-

ctam cum duce pacera propter Torcellensem ellectum minime

tandem patriarcha duci

habebat.

de Venecia
A. 876.

Romamque

exivit,

non

resistere

adire

valens,

occulte

quem domnus
anno secum morari eum

disposuit;

papa Johannes devote suscipiens, integro


coegit.

e.

Eo tempore domnus Ursus dux lohannem fiHum suum

16 B

in

||

dignitate sibi consortem fecit

tunc Sclavorum pessime gentes

<^^\

Dalmacianorum Ystriensem provinciam depredare ceperunt;

et

quattuor videHcet

nova

Civitas

urbes

^^\ Sipiares

devastaverunt, id est Umacus,

ibidem
(4)

atque Ruinius

deinde nunciatum

(5).

domno Urso duci quod Gradensem ad urbem vellent


cum triginta navibus ad predictam civitatem venit; inde

est

eosdem Sclavos

siens Istriam, audacter super

eosdem cede

2.

sione di
3.

prostravit ut

ma

molte parole,

dopo

solo

ha l'abrasione

ibi

un'altra abrasione, forse di

spa:^io

nello

innan:ii per

7.

venerunt

(i)

La

chiesa

di

S.

inruens, in tantum

interim, e dopo ecclesiam ha un'abra-

rimaste

sono

lettere

interlin.

spazio

tracce

innanzi

leggibili.

aggiungeva

ibi

prima

che spiegherebbe l'aggiunta della frase commoratus

eum

Perti omette

et civitate

maclo igne cremaverunt

pertran-

ha en^ residuo d'una parola abrasa,

Deinde in mense iulii (cio un mese


prima della morte di Lodovico II)

Sarracini

transire

illorum evadens, patriam valuit

pochissime

di

di que^

resedit_, il

est nello spazio interlin.

nemo

aggiunge sui patrimonii nello

forse est che fu abraso.

Cum-

Giuliano sta a

breve distanza dal palazzo ducale.


(2) Nella carta del febbraio 901
(busta ducale I, copia autentica del

84, n. 92)

cit, p.

manus Petri
(3) Umago,

si

filli

legge

il

signum

Ioannis ducis

Citt

nuova

questa

prima dicevasi Aemonia , nome


che rimase alla chiesa episcopale di
quella

citt.

(4) Sipar, citt

che sorgeva sulla

costa occidentale presso

Umago;

se-

a Venezia)

condo Pertz, Cervere, ma questa al


sud di Citt nuova. Kandler, Mem.

delle

1247, rnarzo

io

23, nell'Arch. di

Stato

si
ricorda una concessionem et defensionem quam iam
bene memoratus Ursus dux cum

lohane

fi

Ho suo cum

episcopis

populoVenecie fecit;
e tra le firme del patto con Gualperto
patriarca d'Aquileia (cf. Cipolla, op.
et iudicibus et

vicende della S. Chiesa Tergestina,

attesta

Umago

che
e

Sipar

era

prossima ad

formava con questa quasi

una sola borgata, come


da tracce visibili,
(5) Rovigno.

si

riconosce

15

CRONACA VENEZIANA.
quoniam hisdem princcps

reverti;

cclitiis

123

victoriam

consecutus,

Sclavos, quos in hoc certamine ccpcrat, liberos dimisit, ecclesia-

riimque

res,

quae sublatac

cum

sicque triumphali
5

quod

in prelibata provincia fuerant, restituir,

gloria palatium rcddiit; et proptcr

olim fuerat, disruptum

inter Sclavos et Veneticos

hoc fcdus
est.

Eodem tempore Saudan


Sarracenorum princeps, qui in \'arensi urbe iam dudum captus usque ad tcmpus istud carcere
^')

Longobardorum duce

trusus manebat, ad Aldegisi

rum

Tarantum

post aliquantum tempus

reddiit,

dimissus,

ite-

multaque postea

IO cristianis mala induxit.

Dehinc mortuo Domogoi Sclavorum


Ursus dux

dam

iniit;

Johannes suus

et

cum

flius

<^^)

pessimo duce, domnus

Sclavis

pacem

concor-

et

tamen adversus Narrentanos, cura quibus iurgium

habebat, exercitum misit.

Hac tempestate Dominicus OHvolensis

15

sedem annis

qui Olivolensem

archidiaconus Marini Patricii

siquidem

Petrus

lohanne

filius in

est,

domnus lohannes

* gubernavit.

patriarcha,

Ravennam

papa*^^)

episcopus mortuus

loco eius ordinatus est^'L

qui

Romae

cum

una

fuerat,

adveniens, ibique septuaginta episcopo-

20 rum sinodo congregata (5), duos episcopos Venetiae,

id est

Petrum

Leonem Caprulensem, et eos, qui erant in eadem


provincia electos (^), ad eundem concilium convocavit, ut contentionis causam inter Ursonem ducem et patriarcham diligentissime
Equilensem

6.

Dehinc
16. In

et

eodem] Pert^ eo

(i)

manca non

Anche

nome

solo

numerale,

il

qui

il

e.

ma

L'Amari, op.

cit. I,

passo

tano

si

riferisce a

non

a quello

un nuovo

pp.

Cf. Chron.

sul-

che era stato

s.

Langoh. loc.

cit.

pp. 245-249, coi

periodo

corr. Ursus sopra

lacuna.

21.

Urso

U corr.

Hist.

nomi

Seodan , Saugdan .
(2) Sclavorum rr: Croatorum

3071, 3100, 3101, 3108,


dissertaz. al n.

(6) Quelli di
e

Olivolo.

3067-

e la cit,

mia

11.

Per gli atti del sinodo


op. cit. XVII, 337.
(5)

Benedicti, loc. cit.

475-477, ed Erchemperto,

ti

(3) Cf. Chron. Alt. p. 22.


(4) Cf. Jaff, op. cit. nn.

436, molto

fatto prigioniero nell'espugnazione di

Bari.

sul-

a proposito osserva che a suo parere


il

12.

la rispettiva

^ja Equilensem

cronista interpreta

Saudan

11. In

ab Adelgisi

anche

proprio di persona l'appel-

lativo della dignit:

tano.

misit scritto con inchiostro pi chiaro.

UV

Equilensem sopra Equilegensem

per

M Perti

8.

cf.

Maksi,

Malamocco, Eraclea

GIOVANNI DIACONO

124

e.

17

determinaret.

dum

cum

episcopi

iam

electis tarde et expleta

Ravennani venirent, communione

sinodo

tamen

sed

||

papa

duce

privati,

interpellante soluti sunt.

quem dudum JohanPapiam adveniens, regnum invasit;

Circa hec tempora Carolus Francorum rex,


Settembre 877.

nes papa regem

ad

quem papa

patriarcha

Parmam

unxerat,

Italie

profectus digno honore susceptus

Boloniam veniens, aliquamdiu

adiit

diebus Carlemannus Baiovarorum rex

6 ottobre 877.

cum

ciam

commoratus, rursus

domni papae amore Papiam

ac deinde

gressus Italiam,

ibi

Carolum

efugavit;

magno cum

Romam

triarcham Papi reliquit; qui

Tarvisium veniens,

exercitu in-

qui videlicet Carolus Fran-

reversus est^');

ibi aliquantis

Landone

sima veneracione susceptus

ipsius

est,

ubi

isdem egregius

aliquantis diebus

palacio

in

Dominicus presbyter Torcellensis

est.

diebus manens, dehinc

civitatis

cum

episcopo dignis-

legatis inter

Veneciam repedavit

pontifex

io

Petrum vero pa-

ipsum

predictum ducem euntibus tandem pax pristina consolidata

lante

his

petiit.

petere vellet, infrmitate detentus, in via mortuus

domnus quidem papa

Petrus vero

est.

et

et

15

esset,

duce interpel-

ea vero ratione ut

mansit,

ecclesie electus, pr

quo

inter

eos discordia fuerat, diebus Petri patriarche episcopali consecra- 20


tione careret, in

episcopii

tamen domo manens, fruendi rebus

ipsius ecclesie licenciam haberet; qui post

tiam aput condictum pontifcem repperiret,


ecclesia ad
17 B

convivium

invitavit.

paucos dies

eum

deinde ad Gradensem

in sancti luliani basilica ospitatus est; qui

diu corporis sospitatem gerens, molestia preventus, in

6.

lohan- 25

et

Rivoaltum adveniens,

non

id est
||

urbem

Leonem Metamaucensem, et lohannem


Petrus vero patriarcha post paucum tempus ad

Olivolensem,

Civitatis nove.

gra-

in Torcellensi

patriarcha reversus, tres electos episcopos consecravit,

nem

cum

corr. ad sopra a

13.

giunge p interlin. a reperiret

26.

eadem

U corr. reliquit sopra reliquid


23. U ag27. U
U aggiunge u interlin. a Metamacensem

aggiunge ad interlin.

(i) Cf.
all'a.

Ann. Fuldenses
Mon. Germ.

877, in

di

391; Ann. Bdrtiniani, loc.

503

Rodolfo,

hist. Script. I,
cit.

Reginone, Chron. loc.

pp. 498,

cit. p.

589

Ann.

Vedastni

Script. II, 196;

in

Mon. Germ.

hist.

Andrea da Bergamo,

Hist. loc. cit. p. 230.

CRONACA VENEZIANA.
ecclesia sancta eius

anima migravit ad gloriam.

Gradensem ecclesiam

annorum

non plus

cuius corpus

extitit;

ad Gradensem urbem

tici

quam

aetatis

autem

quadra-

maximo cum honore VeneEuphemic

deportantes, ante sanctae

Gradensem

post hunc vero ad

ecclesiam in atrio sepellierunt.

gubernandam ecclesiam Victor presbyter


successit

gubernavit autem

annis quattuor et mensibus sex; fuit

statura decens et aspectu pulcher,

ginta

125

sancti Silvestri basilica

(').

His diebus Sedesclavus

^^\

ex progenie, imperiali

Tibimiri

a. 878.

IO fultus presidio Constantinopolim veniens, Scavorum ducatum ar-

Domogor

ripuit filiosque

Eo

tempore domnus Ursus dux ab imperialibus

videlicet

nunciis protospatharius

suamque
15

Ursi ducis

ptum

<^5)

efFectus, donis

est,

ducis Bolonie

lohannia siquidem abbatissa, domni

tradidit.

sancti Zacharie

filia,

inter-

amplissimis ditatus

nomine Feliciam, Rodoaldo lohannis

filiam,

coniugium

in

filio

exilio trusit.

monasterium, iam pene consum-

vetustate, a fundamentis recreare studuit.

Tunc

Victor electus patriarcha octavo kalendas februarii conse-

cratus est; qui etiam

Dominicum Torcellensem

electum, contra vo-

20 luntatem consecravit, quoniam in suae electionis die sacramento a

I.

6.

ha prima di sancta una lacuna per abrasione.

ha dopo sepellierunt una lacuna per l'ahrasione

manente del rigo

ma

nel principio del seguente,

mediata rela:^ione logica

5.

di

essendo

aggiunge ad interlin.

molte parole nella parte

ri*

periodo successivo in im-

il

grammaticale con quello che precede

la lacuna,

cos si

pu

credere che l'abrasione sia derivata da qualche errore materiale di trascri^ioie che per
essa
(il

venne

tolto.

io.

per d'un pen^eniens?).

dimentico talvolta

13.

di

15.

ha innan:^i a veniens l'ahrasione d'una lettera discendente

La vera

correggere

ha dopo efFectus

Felicitatem

le:^ione

la

parola

Sclavorum come
aggiungendo

lacuna per abrasione di et


corr.

M;

in

ii.

14.

coniugium sopra coniugio

il

copista di

Pert^

Domogoi

corr. Feliciam

lohanna

Pert:^

U si

sopra
17.

ha dopo fundamentis una lacuna per abrasione d'una parola.

(i)

de

Cf.

sittg.

Chron.

Alt. p.

Cron.

17;

patr. p. 15.

(2) Racki, op.

cit.

cf.

doc. 2:

pimirus dux Chroatorum

Sedesclavo corniti Sclavorum

Chroatorum
cit.

) neir879.

nn. 3248, 3259.

Tir-

ce

op.

gli scrisse

doc. 4:

(=

Cf. Jaff,

Giovanni Vili

una

Jaff, op.

lettera
cit.

il

6 maggio 879

n. 3250.

con Gualperto patriarca


d'Aquilea del genn. 880, in Ughelli,
op. cit. V, 41 (Cipolla, op. cit. p. 84,
(3) Patto

n.

92):

Ursus

thospatarius et

iraperialis

pro-

Veneticorum dux.

^s gennaio 87?

GIOVANNI DIACONO

126

principe constrictus
consecraret.

ille

est,

ut qualem ipse

tamen

dixit

ad hunc accedis honorem,


absciderit, deiciatur a
e.

18 A

quia

ipse

tibi

an nescis ubi

clero

electum dirigeret, talem

sibi patriarcha:

ve

me

semetipsum

hoc facere credas,


rationem j reddas ; 5

peniteas,

nisi

quia temere

tibi!

dicitur: siquis

et ut coacte

hoc honore,

in die iudicii pr

illi

verendam amputare minime

pepercisti.

Circa haec tempora mensis madii die vigesimo secundo san-

22 maggio 878.

guis de nubibus pluit; tunc Johannes Olivolensis ecclesie presul


obiit, qui

predictam ecclesiam annis gubernaverat ^ *

rentius presbyter ad hanc


21

quem Lau-

est ^^\

io

His diebus quidam Sclavus, nomine Brenamir, interfecto Se-

Innanzi
il

sedem regendam secutus

maggio 879.

descavo

ducatum usurpavit.

^^\ ipsius

Domnus quidem

Ursus dux, efflagitante Basilio imperatore, eo

tempore duodecim campanas Constantinopolim misit; quas imperator in ecclesia noviter ab eo constructa posuit, et ex tempore

mortuo vero hac tempe-

Greci campanas habere ceperunt.

ilio

domno Urso

state

duce, dignitas in lohanne suo fHo remansit.

autem predictus Ursus multe

fuit

sapientie

ipse aput Civitatem

torque pacis.

15

et

ama-

pietatis vir

novam Eraclianam palacium

construere fecit; temporibus cuius in Rivoalto etiam paludes cui- 20


tandi

homines licenciam habuerunt

Perti

ipsi

domos

namque que Dorsumdurum

orientem; insulam
6.

et

9.

edificandi

contra

vocatur'^J)^

consu-

ha una breve lacuna per abrasione del numerale

(".xx. ?).

22. Pert:i insula

dalla pesca,

(i) Cf. Chron. Alt. loc. cit p. 22.

Racki, op. cit. docc. 5, 6,


corniti
Branimiro

(2)
II,

189:

c(

Branimiri

tenne

il

governo

9,
,

tra gli

Giovanni VIII scrisse


a Branimir in data del

anni 879-888.

una

lettera

7 giugno 879 (cf.jAFF, op. cit. n. 3259),


dalla quale si rileva che anche prima
del 21 maggio era da qualche tempo
a

capo

di quello Stato.

gli scrisse

anche nel novembre 881.

Cf. Jaff, op.


(3)

Giovanni VIII

cit.

Dorsoduro

da uomini

di infima condizione,

che traevano

mezzi

dalla

di

sussistenza

come afferma

il

Dan-

dolo, appartenevano agli excusati


ducatus , cio ad una classe di abitatori che avea determinati e speciali
obblighi verso il doge e lo Stato,
L' isola fu considerata
Rialto, e nella seconda

come parte di
met del se-

colo xii divenne uno dei suoi sestieri,

che in quel tempo furono

istituiti;

sua popolazione continu nel suo


di vita e nei suoi

la

modo

obblighi verso lo

Stato, ed era sotto l'autorit d'un ga-

n. 3359.

fu abitata

e,

caccia

staldo,

come

che

legge nell'elenco ufficiale delle

si

regalie del

risulta dal

seguente passo

doge, aggiunto alla pr-

CRONACA VENEZIANA.
lente

composita

ilio,

annis

et

.x.

gubernavit autem predictum honorem

fuerat.

mortuus

et

.vii.

127

est ac sepultus

Zacharie

sancti

in

monasterio.

Johannes vero dux


5

dum Ravennani

direxit; qui

Comes super eum


captus

fratrem Ro-

Marinus Comaclensium

adiret,

viros armatos misit, et ibi vulneratus in crure,

tunc predictus comes ne hanc iniuriam requireret,

est.

eum

sacramento
lo neciam,

suum

adquirere cupiens, Badovarium

tificis largitate

mam

Cumaclensem comitatum ex Romani pon-

(')

vitam

statini

atque dimisit

constrinxit

quam causam domnus

propter

finivit.

ad Ve-

set reversus

Johannes dux navali exercitu Cumaclensem castrum properans,

eiusdemque populum
velie

iudicibus, ad oalacium reddiit, et

II

vennates depredari

mense

iulio

facule visa est pertransisse, que

post cuius transitum visum

modum

morte

de oriente in

stella

totum pene

est

hominibus

sonitum portarum eum aperiuntur

pterea dicebant

ulciscenda Ra-

fratris

iussit.

Circa hec tempora

15

secundum suum

ordinatis ibi

atquisivit, et

quod celum apertum

mundum

illuminavit.

cclum audisse in

in
et

modum

clauduntur; et protunc Victor

esset et clausum.

20 patriarcha ex hac luce migravit, qui Gradensem gubernaverat ecclesiam annis


femie,

quem

anno uno

et

decem

successit Georgius*^-) frater ipsius, qui

mensibus sex

Vitalis iunior ad

Domnus

25

6.

giunge

et diebus viginti et

regendam

7.

a requireet

U corr.

9.

(Arch.

Promission,

e.

di

del

13 b):

ti-

a ga-

U ag-

ciaco comprovato dal patto di

Man-

aggiunge ad interlin.

tova del 18 maggio 883 (cf. Cipolla,


op. cit. p. 54, n. 97) seguito tra quel
principe e Carlo
Storia

cervalos .mmcccc. per annum,

d sing. patr. p.

dantur iudicibus de proprio


Il

hunc

8.

excusatorum sancti Nicolai


de Mendiculis (cio di Dorsoduro)

staldione

(i)

quam

vixit.

in crure sopra frase abrasa.

Pert:^ sed

Stato in

1253
Venezia, codice ex Brera 277, col
tolo

uno

plus

successit ecclesiam.

missione ducale di Ranier Zeno


17 febbraio

non

siquidem Johannes dux, corporis infirmitate detentus,

Perti Cumaclensium
r interlin.

Eu-

et octo, sepultusque est in atrio sanctae

ducato di Giovanni

qui

II Parti-

(2) Cf.

di

Grosso

il

docummlata

di

Roman in,

Venezia,

I,

363.

Chron. Alt. p. 18, e Cron.

Gregorius

15,

ove ha

il

nome

probabilmente

errore di trascrizione.

per

IB

GIOVANNI DIACONO

128

Petrum minimum suum fratrem, populo adclamante, siiccessorem

quem

sibi elegit;

cum

postea,

eum consortem
cum fratre manens,

convaleret, habere

voluit; ipse vero infirmitate correptus,

non diu

Badovarium fratrem

expiravit, sepultusque fuit iuxta predictum

suum qui non plus annorum quam viginti quinque fuerat. domnus vero Johannes dux sanctorum Cornelii et Cipriani ecclesiam
;

Vinea contra nominatur

a fundamentis in loco qui


A. S86.

edificare

(^)

tunc imperator Basilius migravit ab hac luce,

fecit.

prelibatus

Johannes dux alterum germanum suum, Ursum nomine,


sortem

id est

filios,

dum

siquidem domnus Ursus dux,

fecit;

lohannem, Badovarium, Ursum

sibi

con-

quattuor haberet

io

Petrum, omnes

et

ducatus dignitate, preter Badovarium, claruerunt.

eodem vero tem-

pore aque diluvii in finibus Veneciarum fuerant in tantum ut

omnes

domos

ecclesias sive

Johannes dux adhuc infirmitate detentus,

ducem

nueret, Venetici
c.

19 A

17 aprile 887.

gnomento Candianum,

sibi

infra

frater eius

convocans, spatam fustemque ac sellam

successorem constituens, ad

sibi

eiusque germano

vos
Agosto 887.

in

exercitum misit; qui

confestim

esset,

contradidit,

ei

reversus

hostiliter est

cum domno lohanne duce


contra Narrentanos Sca-

cum

sine

dopo ipse

aggiunge

corr. haberet sopra habe...

role abrase.

13.

Veneticorum

3.

ha prima di ipse V air astone

interlin. vero

io.

Gloria, op.

unam

tamaucensi

cit.

ecclesiam posita

11-12.

U corr.

omnes

Veneciarum sopra Vene

aggiunge

...

il

corr.

dum

sopra

seguente quattuor

claruerunt

sopra molte pa-

rum; forse prima leggevasi

a constituen

s interlin.

21.

corr. ducatu

22. PertT, et contra

contra

LJ corr.

20.

sopra ducato

reversus

effectu

frase abrasa che terminava per or; forse eravi per errore ripetuto

(i)

20

est.

cum duodecim navibus mense augusto


egressus, et ad montem Scavorum perve-

corr. adclamante sop7-a frase abrasa.

d'una parola (et?)

eumque

tunc per semetipsum

mare

I.

honorifice egit.

satis

videlicet, co-

clementer ad palatium

domum suam

Suscepto itaque ducatu, Petrus dux

septima de||cima die

ipsius,

quem domnus Johannes dux

meusis apolis;

ducatum ren-

Petrum

constituerunt,

domum

cum domnus

deinde

penetrarent.

doc. n. 327:

MeVinea

in littore

in loco qui dicitur

qua ecclesia

est de iure

et possessione nostre ecclesie sancii


e

Marci, vocabulo autem eius sancti

Cipriani ; quindi essa


al

apparteneva

Palazzo come quella di S. Marco,

25

CRONACA VENEZIANA.
niens in loco

sed Sclavos

ex

illis

aliis

('),

primum

in

resistentes

sibi

demum

cum

exivit, licer

fugam

occidens, quinque naves illorum, que

fregit; sed

qui vocatur Mucules

129

paucis,

multosque

vcrtit,

ibi erant,

securibus

irruentibus Scavis, ibidem intcrfectus est

septem mense septembris

decimo;

die octavo

cum

vero in-

cereri

colomes reversi sunr.

renuir

aurcm ducarum idem Perrus dux

mensibus quinque;

aurem

vir bellicosus er

amodum

fuir

io renrer

arno

pulrus esr in

officio; cuius

corpus Andreas rribunus,

ecclesiae.

norum quadraginra quinque.


Tunc domnus Johannes

aurem

fuir

statura mediocris, an-

dux, quamvis adhuc infirmus, de-

precanre populo, ad palarium rediir; sed diucius srare nolens,


15

cenriam populo dedir ur consriruerer

omnes

rune

la-

sublarum, Gradensem urbem misir, ibique se-

Sclavis

audax, sapiens er

ranrum frequcnrans ur nullo

largus; ccclesiam vero in

rempore divino carerer

is settembre 887

ducem quem

veller.

Perrum, nobilem virum, filium

parirer eligerunr sibi

Dominici Tribuni

sibi

li-

qui videlicer Perrus narus fuerar de Agnella

<^^);

A. 888,

prima del maggio.

quem

nepria Ferri superioris ducis,

morruo iraque

inrerfecrum.

ad monasrerium

rempore

ipso

20 ecclesiam Gradensem gubernaverar annis


quattuordecim,

diebusque

4.
1

corr.

demum

interlin. a Scavis

successit

sopra frase abrasa.

U corr.

subktum sopra

Virale parriarcha, qui

mensibus tribus

tribus et

Dominicus

sibi

Perii menses

7.
.

^"^^

latum

diximus

^3)

patriarcha.

io.

U aggiunge

13. Perti_ infirmis

16. Pertx^

elegerunt

Secondo Vassilich,

(i)
alle

isoh del Ouariuro,

Triestino^ ser. II, voi. XI,

319,

p.

Mucules

Macarsca

gio vicino,

Dz/<j trihuti

ntW Ar eh 00 grafo

>)

giugno 1885,

corrisponde

Mucarus , villagricordato in documenti po o a

steriori al mille.

(2) Interpreto

mia

gnome;

cf.

patto seguito tra

gario
op.

cit.

nel

la

cit.

maggio 888

dissertaz. al
lui e

(cf.

Beren-

Cipolla,

p. 55, n. 103 colla inesatta in-

dicazione di Pietro Orseolo) dimostra


la

veracit
Cron.

della

testimonianza

ve7ie^. ant.

del

Rcr.

It.

Scr.

neir 888.
(3) Il monastero di S. Zaccaria,
a breve distanza dal palazzo ducale.
(4) Cf.

de

Tribuni per co-

n. 28.

Il

Dandolo (Muratori,

XII, 192), che pone l'elezione di lui

sing.

Chron. Ali. p. 18,


patr.

p.

15.

e Cron^

Dal doc. del


Ve-

febbraio 901 (Arch. di Stato in

nezia, busta ducale I) risulta che Vitale era

sempre vivo

in quell'anno e

quindi a pi forte ragione anche

tempo dell'invasione
che

il

degli

cronista rappresenta

steriore alla

morte

al

Ungheri,

come po-

di quel patriarca.

GIOVANNI DIACONO

130

e.

19B

domnus vero lohannes dux rursum ad domum propriam

reddiit

II

ibique usque ad vite finem mansit.

Ungrorum pagana

Interea

A. 900-

et crudelissima

niens, incendiis et rapinis cuncta devastans

tudinem hominum

interfciens,

gens

Italiani ve-

maximamque

multi-

nonnullos etiam captivos reser-

vavit; centra quos Berengarius rex direxit exercitum quindecim

hominum,

milia

set pauci

ex

eis

Ungri vero per-

reversi sunt.

transeuntes Tarvisium, Patavim, Brixiam ceterosque

(^)

Pa-

fines,

montem lob ^^\ depopulantes cuncta; sed ad Venecias introgressi cum aequis adque
pelliciis navibus, primo Civitatem novam fugiente populo igne conpiam

Mediolanum venerunt

et

usque ad

et

io

cremaverunt, deinde Equilum, Finem (5)^ Cloiam, Caputargelem in-

cenderunt litoraque maris

vocantur

<^5)

et Pauli,

Petrus dux navali exercitu, Dei protectus

auxilio,

Ungros

predictos

sed

7. Pert'^

14.

corr.

in

io.

Dandolo

il

(^)

8.

Patavim, Palavi

fugam

Pert-;^

cuncta]

Patavium,

lib.

ma

namque hec

in Rer. It. Scr. XII,

ipy

Metamaucum sopra Metamauco

bellicis

Mons

(c

lovis in

dei SQCC. IX e x;

S.

il

altri

cronisti

Bernardo.

(3) Fine, probabilmente presso le-

solo (Equilio).

VI, par.

FiLiASi,

Cf.

op.

cit.

M omette

12.

16. Pert:^

cos

Cloiam

tunc

(6) L'invasione degli

Venezia

forme

le

ii. pelliciis]

Ungheri nella

confermata dalla legge del

febbraio 901 (Arch. di


nezia, busta ducale

290.

persecucio

cronista usa costantemente

il

aggiunge devastaverunt

Reginone, Chron. loc. cit.


609; LiUTPRAXDO, Antapodosis,
II, 9, in Mon. Germ. hist. Script. Ili,

(2)

fuit

vertit.

(i) Cf.
p.

ingredi per loca que Albiola

sanctorum apostolorum Petri

in die passionis

tum domnus

verum etiam tem-

depopulaverunt.

Metamaucum

ptantes Rivoaltum et
29 giugno 900.

(4)

I,

del 1247) '^he stabiliva

Stato

a Ve-

copia autentica
il

restauro del

monastero di S. Stefano d'Aitino;


il passo, ove si fa menzione di quell'avvenimento, molto scorretto, come

Dum

si

rileva dalle parole seguenti

le altre isole

che dividono la laguna dal mare e si


contraddistinguono per la loro forma,

imminentibus nostris peccatis erudelissima gens Ungrorum Italia ve-

avendo una lunghezza notevole,


volta di pi miglia, mentre sono

tal-

in

sot-

II,

pp. 109-113.

(4) litora

maris

tilissime striscie di terra.

(5)
dara

Sopra invece

si

tam pr

nostris

suis

finibus

quamque

plurimas

et

depre-

daciones atque inomnidia perpetrasseu homicidia multa fecisset


dev^taretque episcopales incendia,
immo mensis ipsius (febbraio) die

sent

legge adquen-

locum qui Albiola vocatur

nisset et

)).

Albiola sorgeva sul lido di Pelestrina,

quadam

forse presso S. Stefano di Porto secco,

nos Petro

residenti in

Domino

pubhco

placito

protegente im-

15

CRONACA VENEZIANA.
in Italia et

Vcnecia anno uno.

13

rex igitur Berengarius, datis obsi-

dibus ac donis, predictos Ungros de Italia recedere fecit

quam ceperant.
Hac scilicet tempestate Dominicus

cum omni

preda

Gradensem

qui ecclesiam

Laurencius successor

rexerat annis

extitit

Rivoaltum

Leo imperator

sicque

IO diete vero

domnus

anno

honorem

protospatharii

15

suis ci-

nono,

sui ducatus

sibi iniunxit (^\

pre- Pnma

ferrea in ibi

fine predicti muri,

alio

<^4)

composita

usque ad

extendebatur;

dicitur,
erat,

(J)

quo uno capite

est,

coherebat, ob hoc videlicet ne ulla

navis penetrandi facultatem nisi dissoluta catena habcret.

mortuus

Quem

io. Pertx, castello

aggiunge

protospataro et Venetiarum

insimul

sanctissimo

cum domno

patriarcha

et

Vitale
cunctis

ee

episcopis

((

sunt pariterque primatibus et populo

aliis

qui

subter

adscripti

terre nostre et conloquente de ececce

Ioanici

il

Per
cf.

Cipolla, op.

serva.

dem

^enobii sui et

sessiones ipsius

depopulantes

et co-

(doni pariter interfecti vel efugati ab

Ungris

)).

(i) Cf. Chron.


sing. patr.

(2)

p.

AH.

Af

so-

p. 18;

Cron. de

Interpreto

re d'Italia

cit.

proprio che

Le chiese

p.

l'

gli

feb-

p. 130.

iii.

55, n,

Castello

castrum Olivolense

per

il

isola d'Olivolo,
,

tuttora con-

Maria Zobesorgono quasi


l'una di fronte all'altra poco lungi
dall'ingresso del Canal grande, cio
(4)

nigo e

S.

di

S.

Gregorio

della via principale di Venezia.


(5) Cf.

16.

Nel patto con Guido

che
del

con Guido

edizioni del patto

le

damna eiusquomodo pos-

dolore preferre

documento

braio 901 citato nella nota 6 a

nome

et cordis

15.

ttolo di protospatario,

attribuito dal

abba monasteri! sancti Stephani Aladveniens cepit cum gemitu

tinatis

ha

(3)

ce

dicitur

(20 giugno 891), Pier Tribuno non

venit

malis,

clesiae

M omette

11.

Petrus interlin. e con inchiostro pi chiaro.

periali

de cuius

ducatum.

16.

duce

hanc regendam dignitatem domnus Ursus,

successit ad

M dscedere

^5)

luta

et tribus, et

sepultusque in sancti Zacharie monasteri

bonitate honorifice rexit

2.

in ducatu annis .xx.

vixit

non modice Venetici condoluerunt, quoniam plenus omni

funere

20

dux

dictus Petrus

est

in

vero in sancti Gregorii ecclesie margine,

ripam posita

autem iam

dei febbraio

^'*

maximaque catena

culus

.xi.;

cum

a capite rivuli de Castello

ecclesiam sancte Marie, que de lubianico

que trans

mcnsibus

Petrus dux una

edificare cepit

murus

civitatis

.vii. et

(').

Circa hec vero tempora

vitatem aput

patriarcha migravit a seculo,

Chron. Alt. loc.

cit. p.

23.

e.

20 a

GIOVANNI DIACONO

132

cognomento Particiacus^'^;

mox ut dux

qui

est,suum filium,

effectus

Petrum nomine, Constantinopolim ad Leonem imperatorem destinavit;

imperator

cum honore

Cliroatorum fines rediens transire

vorum duce

vellet, a

qui

Michahele Scia- 5

fraude deceptus, omnibusque bonis privatus, atque Vul-

garico regi, Simeoni

(^)

nomine,

exilii

pena transmissus

minime

pater perditum acriter dolens,

suum internuncium, Dominicum

per

suscipiens, protospatharium

ditatumque maximis donis ad propria redire permisit.

fecit^

dum

quem

quem

est.

acquirere quivit, interim

Metamaucensem

videlicet

chidiaconem, qui postea episcopus effectus

est,

donis

suis

ar-

redi-

io

meret.

His autem diebus defuncto Leone imperatore, Constantinus

imperium adeptus

eius filius

est.

Ipso etiam tempore Laurentius patriarcha

Gradensem ecclesiam

rexerat annis

.xii.

hominem

mensibus

tumulatusque est in sancte Enfimi^ atrio;

.xxiiir.,

patriarcha successit

diebus

.vini,

dum ducatum

effectus, terrena penitus parvi

habitum

in sancti Felicis

fnivit.

fuerat

quem Marinus

monasterio

namque ingenio

C4)

annis gereret .xx.,

pendens coenobitalemque

devote suscipiens,

ibi

vitam 20

preclarus, sanctitate preditus, iu-

amator, elemosina dapsilis omnibusque bonis fultus.

sticie

Post cuius discessum quidam nobilissimus Petrus, cognomento


Candianus, ducatum suscipiens, nihilominus sui decessoris exemplo

U corr.

3.

protospatharium 50/)ra protospatharium illum

M prothospatarium
il

numero

(i)

Il

8.

di

da

Orso

II Particiaco

alcuni

documenti;

dal patto del 28 febbraio 975 se-

guto tra quel principe e Rodolfo re


d' Italia e

da quello del 27 febbraio 927


Ugo. Cf. Cipolla,

ch'egli fece con

op.

cit.

pp. 63, 64, nn. 199, 202.

CosT. PoRFiROGENiTO, De udm.


imp.Qd. cit. cap. 32 Mi^arX p/^w* t5v
(2)

F"

protospatharium illum

donec interim; donec nel margine.

ducato di Orso, sembrano

ducato

confermato
p. e.

illum

.xxiiii. dei giorni del vescovado di

degli anni del

15

<^3),

Prelibatus itaque Ursus dux,

iam senex

exivit, qui

Lo renio, come due


sopra abrasione.

scritti

In

i6.

righi piti sotto

il

.xx.

Perti Eufemiae

Za^Xcu^wv eSu^Asv BouX-Yaptovpxwv.


(3) L'esistenza di Marino comprovata dal patto (13 marzo 944) di
Lupo patriarca d'Aquileia con Pier

Candiano
op.

cit. p.

(4)

III.

Per il patto

cf.

Cipolla,

89, n. 136.

Cio

presso

S. Felice, nell' isola di

diocesi di Torcello.

il

monastero

Ammiana,

di

nella

CRONACA VENEZIANA.
subditum

sibi

populum

tractare conatus est.

135

ubi

dum

Comaclensis

homines quosdam Veneticos temere comprehendissent,

insule

non

vero tanti dedecoris iniuriam

misso

ferens,

reliquos

Veneciam

utriusque sexus ad

||

interficiens,

tam

duxit, ibique

donec sese sue dicioni sacramentorum

detinuit,

exercitu,

illuc

ipsorum castrum igne combussit, quosdamque illorum

ipse

diu ipsos

e.

20 b

subdcrent,

fide

deinceps in omnibus obtemperarent.

et ut proprii sibi

His namque diebus quidam Olivolensis episcopus, Dominicus

nomine, defunctus
lo

quem

est;

successit Petrus

Petri Tribuni

fi-

(').

lius

suum dilectum equivocum filium Constantinopolim ad Constantinum et Romano imperatores transmisit, a quibusprotospatharius efi^ectus, cum maximis
Antedictus vero Petrus Candianus dux

donis ad Veneciam
15

tum

non

filii

quam quinque annorum spada vivens, ab hac


est.
quem successit Petrus Ursonis ducis filius,

plus

luce subtractus
is

qui vero prelibatus dux post adven-

retdiit^^).

qui aput \'^ulgaricum

regem

fuerat exulatus.

Sane non absurdum videtur interponere quomodo predictus

Romano

Cumaclensis

I. Pert:^

Leo

imperiale fastigium usurpavit ^>\

ha interlin.

di

9. Pert:^ tribuni

mano pi

imperator,

silicet

16. successit]

14. Pert:^ rediit

per denotare

recente .viii^s,s.xvii. innanxS a successit

la

data, e Badoario innan::j. a Petrus

(i) Cf. Chron. Alt. loc.

Mancano

cit. p.

24.

documenti le prove
che il figlio di Pier Candiano II, il
quale alcuni anni dopo fu eletto doge,
(2)

abbia avuto

il

nei

titolo

cospicuo di pr-

tospatario dagl'imperatori
Cf. per

Costantino.
op.

cit. p. <S9,

il

regesto

n.

docc. Cipolla,

ricordare
decorati

titoli

con

mune

di

gli

altri

Stati,

dei quali erano stati

dagli imperatori

Siccome dal patto

di

II

aveva

imperialis

cf.

Cipolla,
che Pier

quella

dignit:

protospatarius et

Veneti corum dux

gloriosus

credo che

il

cronista abbia

in quel particolare

il

figlio

cosi

confuso

col padre,

fectus al padre, e le parole seguenti:

dogi solevano nelle leggi, e spesso


trattati

Candiano
Petrus

edd.

p. 91,

137;

ha semplice valore negativo, perch


anche nei

89, n. 132), risulta

cit. p.

documenti non

silenzio dei

(per le

op.

ovvero che si sia male espresso riferendo a quibus protospatharius ef-

nn. 136 (ove per altro

inesatto)

Il

5 3.

Romano

naio 932

d'Oriente.

Venezia col co-

Giustinopoli,

del

14

gen-

cum maximis

retdiit

(3)

Cf.

donis ad

Liutprakdo,

cit.

Ili,

307-311,

30,

35,

37;

22-24.

Veneciam

al figlio,

III,

lib.

op.

loc.

ni, 25, 26, 28,

332-334,

lib.

v, 20,

a. 939.

GIOVANNI DIACONO

134

quem

memoravi mus, dum

supra

solito

more navalem exercitum

eundem Romano, qui tunc delongarii officio fungebatur ^^\ primum eductorem ipsius exercitus constituit.
interea mortuo Leone imperatore, Constantinus eius filius omnium
in Sarracenos mitteret,

electione

imperium

mandans

legavit nuntios,

ad

est adeptus, qui statim

Romano

ut

polim rediturum, neque sue dicioni obtemperaturum,

maiorem

promisit.

mox namque

Avitus dicitur

nopolim
919.

consiliarium et quasi patrem

(^^

21

coleret

sin vero

defFerret penitus interdixit;

unde factum

est ut cives,

eundem

in palacio ut

inedia pene consumpti, imperiali Consilio

suam

qui instanter

peratori in coniugio tradidit

uno

tum

sibi

filiam Constantino

tribusque suis

filiis,

im-

15

id est

||

coronam impo-

palacio quinque simul imperatores manebant.

suit,

sicque in

nam
cum

Cristoforus, maior

Romano

filius,

non

diu vivens, imperium

20

vita perdidit.

His diebus mortuo Petro duce Badavano, qui rexerat ducatum

A. 939-942.

annis tribus, successit Petrus Candianus antedicti Petri ducis


Predicti

gnantes,
A. 944.

io

alimoniam Constanti-

aliquis

Cristoforo, Stefano et Constantino, imperialem


A. 920.

in

verba operibus adimplens, civitatem que

ibique ne

adiit,

exposcerat receperunt.
e.

^^^

eum

nisi

procul dubio sese totis nisibus suo imperio repugnaturum

aliter,

una cum exercitu Constantinopolim

quibus respondisse fertur se nulla ratione Constantino-

remearet.

palacio

suos de-

namque quattuor

dum

imperatores, inter se animos repu-

monachum

effectum, aput insulas que Paonarie

cupantur exilio damnaverunt.


trato,

8.

Perfi redditurum
22.

animo sopra animos

LiUTPRANDO,

308,

(2)

r.

i8.

nun-

selere pa-

aggiunge n interim, a manebat

aggiunge innanzi a Petrus nello spazio interlin.

pi recente .viiii'^xl.

(i)

hoc denique paterno

<^+)

iterum qualiter predictum Constantinum perdere conati sunt

duario

Ili,

suum cognatum
interdicentem Romano patrem, 25

Stefanus et Constantinus fratres

Constantinum occidere molirentur,


violenter

filius.

23. animos] cos

M animo
op. e loc.

cit. lb.

19: SeXov-^pr.v tx; ttXow?.

LiUTPRANDO,

op. e loc.

U per

influen:(_a

27. selere] cos

cit. lib.

Ili,

U per

309,

r.

Le

M Bamano

corr.

degli altri plurali ;


scelere

15: pater vasilleos .

(3) Abido.
(4)

21.

e della solita

isole de' Principi.

CRONACA VENEZIANA.

135

antiqua etenim consuetudo in Constantinopolitano pa-

intimabo.

quo quisque imperator

lacio fuisse fertiir,

milites

haberet, qui

illic

palatinas excubias sorte peragerent, quos eolica lingua littorias

cumque

nominat.
5

simul

tres

ilio

tempore imperium gubernarent,

unusquisque illorum in palaci huius conditionis proprios milites

quidam eunuchus,Gallus(') nomine, prce-

habebat, quibus omnibus

cum quo quadam

rat.

duo

die

Stefanus et Constan-

fratres, id est

tinus, ciani tali ordine consiliari sunt, videlicet

ad

mensam

convenirent

10 tinum exasperarent,

et duris

mox

quod predictus Gallus

sibi

turpiter eliminarent;

Constantinum imperare disposuerat,

mox

quos claudere promiserat,

sibi
||

consilium Constan-

innuentibus Constan-

illis

illorumque milites,

aperiret,

20 quibus aperire spoponderat, clauderet; quod factum

mensam

quiunt:

Galle,

Galli,

fide

constanter vicem reddere cepit.

numquidnam.

cumque

est.

convenirent, et predicti fratres iniurias

cognato imponerent, certus Constantinus


iniuriis

isdem vero

latere.

sibi

creditum

tino prodere studuit spoponditque ut

in crastinum ad

sed Dei

libenter adimplere promisit.

silicet

Gallus divina inspiratione

illis

favere possent, aditum interdi-

hanc malignam conspiracionem noluit

tini militibus,

simul solito

aditum exeundi panderet, qui eundem

Constantini vero militibus, ne

providencia, qui illuni

tunc

illi

illatis

sibi

innuentes in-

possumus habere aliquos qui

25 arrogante nostras queant vindicare iniurias

at ille

in isto

potestis, in-

quit; et rapido cursu Constantini milites ad sui senioris auxilium

promovit; qui venientes statim utrumque fratrem comprehenderunt, ac Constantini iussu

2.

clerici

corr. fertur sopra refertur

giunge to interim, a
sopra aperiret

soli

auxilium sopra auxilio

3.

flicti,

ad patrem

littorias] cos

U;

MV

monachum,

littoras

8.

ag-

U aggiunge Dei interlin.


20. U corr. aperire
posumus
sopra
26. U corr.
U
corr.
possumus
24.
ac] U aggiunge e interlin. dopo a; il e era stato ommesso
14.

aperiret
28.

cominciando per e la parola seguente.

(i)

Cio, secondo lo Zanetti,

guardia imperiale, col

da quello dei

littori

nome

romani.

a. 945.

sermonibus cognatum Constan-

Constantinum vel extinguerent vel de palacio

ceret;

dum

ut condictum indicium magister ab

sentiret, propriis militibus

15

(')

(2) Diavolinos

la

derivato

di
lib.

Liutprando,
v, 22.

neWAntapodosis

loc. cit.

lib. in,

333,

e.

21 b

GIOVANNI DIACONO

1^6

quem

quos

ipsi exiliaverant, detulerunt.

neret, insultans ait


et pulchri

penam

in

sunt

delati

clerici

exilii

duistis,

unde

et

hac mei

exilii

patre venentes cer-

solitudine

tam devoti

non pu-

sed qui patrem exiliare

non

simul

cum

sustinebitis, ut

quem

contempsi-

habere consortem in honore, non habeatis consolatorem in 5

stis

mox

dolore,

vero per nuncios Constantinum

liter affatus est

unum

quos

mittas, quia

mecum

queso,

noli,

flios

in

suum generum

uno

ta-

exilio esse per-

unum

palacium capere nequivit, neque

tunc Constantinus imperator alterum illorum, id est

exilium capiat.

Stefanum, ad insulam que Preconisum <^')nuncupatur, alterum vero,

Constantinum, ad Sumatrapi

id est

e,

quodam

ratio coegit

nunc necesse

aliquid discedere;
A. 948.

exiliari

iussit;

qui

imperatoris milite capite est truncatus.

Imperatorum Grecorum

22 A

insulam

eandem insulam post parvum tempus

videlicet Constantinus aput

(^^

io

quem

Petrus Candianus dux,

nos a nostrae istoriae seriae

est illam ordine repetere.

igitur

15

prediximus, sexto sui ducatus anno

quas Venetici gumbarias nominant, contra

triginta et tres naves,

Narrentanos Sclavos misit, quibus Ursus Badovarius


Rosolus prefuerunt, qui absque effectu reversi sunt.

Petrus

et

iterum namque

totidem contra eos mittere studuit, quae, federe firmato, ad propria 20


redierunt.

Eo

tempore mortuo Petro Olivolensi episcopo, qui

videlicet

episcopatum

rexit annis

*,

Ursus

sibi successit ^^\

Antedictus quidem Petrus dux tres habuit


I.

corr. di

mea

3.

puduistis]

a una sillaba.
IO.

mano

recentissima pater sopra patre

ha

(i)

12.

tre righi in

(4)

rebbe
dipi.

il

Pad.

non

cronista;
sec.

Pert^i

una lacuna non airasa corrispondente

M timuistis

7. ?,f P^r^:;^

permittere

13.

dopo

Padova, e colla scorta dei documenti dimostr che quarto figlio del

di Pier
e

codd.

ria di

(3) Cf. Chroii. Alt. loc.

rono quattro,

bianco coi quali finisce la pagina.

Proconneso.

figli

mei] cos

aggiunge n interlin. a Constatinus

(2) Samotracia.

da

timnists sopra parola abrasa.

Perti Proconisum

truncatus

duistis preceduto

2.

quorum

flios (^\

il

cit.

25.

p.

Candiano

III fu-

come
Gloria nel

vor-

tre,

xi-ii8^ (Introduz,

diede l'albero genealogico

dei

Cod.

p.

lx)

Can-

diani nel sec. xi in relazione alla sto-

doge fu Vitale, detto Ugo, conte di


Padova. Il doc. del divieto del traffico
degli schiavi del 960 farebbe anche
menzione d'un altro figlio del doge,
cio Stefano, che vi designato (f filii
boni Petri Candiani ducis secondo
il

testo del cod. Trev.

e.

76

b.

CRONACA VENEZIANA.

137

unum, nomine Petrum, populo suggerente consortem

eum

qui paterna monita flocci pendens, adversus


ptavit,

sed

Rivoalto foro convcnircnt.

in

tamen volens pcpulo

satisfacere, extra

quam

deinde omnes tam episcopi

exire iussit.

omni populo,

facta conspiratione, iuraverunt

hobitum

in vita nec post

eum ducem

patris

Petrus, qui patria pulsus fuerat, Gomitante

quodam

Gregorio

perdere
ro-

patriam illum

cum

cuncto clero

quo numquam nec

haberent.

autem

is

Georgio diacono

ilio

una cum duodecim

presbitero,

et

propriis ser-

Hwidonem marchionem, Berengarii regis filium, pervenit.


qui eum devote suscipiens, patri Berengario regi presentavit; a
quo similiter cum honore susceptus, ut secum ad Spoletenscm
ad

vis

ij

infirmo

tandem pater misericordia motus, ne illum occiderc

gare caepit

et

dum

obtemperaret, filiumque

vetulo patri maior pars populi


vellet,

IO

insurgere tem-

adeo ut quadam die utrarumque parcium milites ad pugnam

peragendam
5

sibi elegit;

marchiam debellandam properaret

seu Camerini

Ravennam

rediens, accepta a rege licentia de Veneticis vindicandi,

ubi cuiusdam relatione didicit septem

adiit,

porto qui vocatur Primarius fore

20 nensem urbem

(>,

qui

invitatus est.

Veneticorum naves

in

quae negotiis honerate Fa-

tum sex Ravennatum na-

proficisci disposuerant.

vibus adeptis, contra easdem hostiliter irruens, eas absque obstaculo

comprehendit, sicque

Ravennam

Petrus dux, pater ipsius, qui

catum

post

25 mensibus

2.

fio

decem

15,

(i)

non

plus

6,

fio

ci

17.

P^r/;;:

rexerat du||

quam duobus

sillaha.

aggiunge d'altra' mano

abrasione

est

fertur.

pendens con lacuna non abrasa corrispondente a una

d'una lettera (i?) tra

vendicandi

V aggiunge
occidere
V
e

19. Perti portu

di

is

21.

easdem sopra ea..dem

Porto

di

Primaro,

alle foci del

(2) Il

Dandolo

spendente ha:
It.

post

nel luogo
filii

Sor. XII, 206),

dere al Gfrrer che

il

il

pravvissuto al figlio
Cron. vene^. ani.

corri-

creationem

che fece ere-

padre fosse so-

dopo

l'elezione

ma, come
Simonsfeld
doge Andrea

di lui alla dignit ducale;

anche

Po.

{Rr.

septem annis

^-^

mortuus

interea

est.

quattuordecim diebus vixisse

Decidere

corr.

et

quidem eiectionem

filii

a
M flocipendens
M occideret
io. U ha
M vendicandis
M Widonem

margine

in

et

reversus

nella

fu dimostrato dal

sua dissertaz. sul

Dandolo,

il

cod. Marc. Lat. 400 del

cat. Zanetti

ha a

post

eiectionem

filii

e.

86 b in quel passo
.

La legge

del 960, che vietava a Venezia

9*

il

traf-

C.

22 B

GIOVANNI DIACONO

138

Anno

A. 9S9.

domini

igitur incarnationis

nongen-

nostri Iliesu Cristi

tesimo quinquagesimo nono omnis Veneticorum multitudo una

cum

episcopis et abbatibus convenere, et sacramenta oblivioni tra-

dentes,

cum

pene navibus preparatis Ravennam, ut su-

trecentis

pradictum Petrum in ducatus honorem restituerent, properarunt. j


quem suscipientes cum tali apparatu ad palatium duxerunt, sacra-

mentorumque

fide

multum tempus,

principem iterum recrearunt.

eam

non post

nacta occasione, maritale thorum lohaniae uxori

monachicam vestem

sue interdicens, in sancti Zacharie zoenobio


vi

qui

quem

recipere coegit; filium siquidem

ex ea habuit, Vi-

io

talem nomine, clericum devovens, Gradensem patriarcham post-

modum

fieri

Hwalderada
larumque

deinde Hugonis marchionis sororem,

^^\

promovit

nomine, in coniugio

^'^

copiis prediisque

regno

milites de Italico

'^^\

accepit, a

maximis dotaKcii

cum

8.

lohanice

9.

U corr.

15. Pertx. excepit

Thomas ha

rata da Tafel e

16.

sottoscrizioni

diano e nel testo

le

Petrus dux e

ego

domino Petro

pi sotto:

tra

duci Can-

Petro

Deo

iure acceptis, exteros

nempe

auxi-

U corr.

tante audaciae fuisse

sancti sopra sancta

fico degli schiavi, nell'edizione procu-

ancil-

quibus defendere et possidere pre-

dieta predia possed, acquirere studuit.

a zenobio

qua servorum

aggiunge o interlineare

predia possed sopra predicta posset

ricordata dal Cipolla, op.


n. 206, colla falsa data del

cit. p.

97,

giugno 983)

per la restituzione dei beni di Vitale

nella quietanza di Vitale (cod. Trev.


e.

97 a)

Ego quidem

Vitalis

pa-

liante Venetiae

duce cum domino


Petro duce Candiano , il che conferm il Gfrrer nel suo errore. Ma
le due ultime frasi sono molto diverse

triarcha filius

ee

diani

nel testo pi antico di quella legge,

matrimonio con Gualdrada


(2)
confermato dal documento del placito di Piacenza del 25 ottobre 976
(ricordato dal Cipolla, op. cit. p. 95,
n. 190) per la restituzione del morganatico di Gualdrada nel cod. Trev,
e. 85 Asg.: Ego Hwalderada relieta

conservato nel cod. Trev.

perch vi

si

trovano

seguenti espressioni:
Stephani,

filli

e.

76 a sgg.,
posto le

al loro

Signum manus

boni Petri

Candiani

Deo auxiliante Vecondam domino Petro

ducis e Petro

netiae duce,

duce Candiano

che,

come afferma

le
il

quali provano

nostro cronista,

Pier Candiano III nel giugno 960 era


gi morto.
(i) Cf. Chron.

Alt.

18.

p.

L'esi-

stenza di Vitale confermata anche


dai documenti (carta del 1 giugno 98
5

>),

(Gloria, op.
dicto

boni Petri ducis Can-

nel

testo

cit.

n. 66)'.

domino

della

legge

vobis iam

Vitali patriarche .

Il

quondam
(3) S.

Romualdo

Petri ducis Candiani .

Pier Damiano, Vita


in

Muratori,

Rer.

di san
II.

Scr.

(Dandolo), XII, 215: multos ex


Lombardie partibus atque Tusciarum milites profligatis pecuniarum
stipendiis acquirebat . Pel testo ho

j r

CRONACA VENEZIANA.
quo

fertur

neosque

subditos virtutis rigore plus solito prcmcrct, extra-

et

gantibus aspera intulit;

nime possum,

eius

decimo quidem

iussit,

alia se

gesta ab

explicare mi-

ilio

exitum exarando demonstrare curemus.

sui honoris

anno una cum


tali

ca-

nonnuUaque

verum quia omnia

Hwalderada habuit,

predicta

Opiterginum quidem

debellavit;

strum igne concrematum devastari


5

Ferrariensis quippe

ulciscendo devinceret.

sibi obsistentes

populum potentissime

castelli

139

ordine interfectus est

illum longo tempore ^''enetici ob austeritatem sui

^' 977-

de

dum

^^\

exosum haberent

quadam

IO facultatemque perdendi sedulae machinarent^

octavo

quem

parvulo,

filio

obiur-

die facta con-

spiratione in illum insurgere adorsi sunt; palatium tamen, qui a


bellicosis, licet paucis, militibus illum

tione ausi sunt penetrare,

stipatum noverant, nulla ra-

tandem nequam consilium invenientes,

propinquas domos, quae e contra palatium


15

bant, igne mixto picino

citra

rivolum consiste-

fomento accendere studuerunt,

quatinus
||

flamarum

flexibilia

culmina vicinum palatium attingere

mare possent; unde factum

est

concre-

et

quod non modo palatium, verum

etiam sancti Marci sanctique Theodori nec non sanctae Mariae de

quam trecente mansiones eo die urecum ignis calorem fumique suffocationem

lubianico ecclesiae et plus

20 rentur.

is

autem dux,

diu intra palatium ferre nequiret, per sancti Marci

atrii

ianuas

cum paucis conatus est, ubi nonullos Veneticorum maiores


una cum generis afinitate suum expectantes periculum repperit.
evadere

8.

giunge

aggiunge

i. e.

illum;

interlineare innanzi a walderada

ma

AI

U V

hanno illum

14.

9. Pert:^ ilio

aggiunge

in nota ag-

interlineare a

domo

21. Pert:i inter

multa predia vel possesio-

tiarum

Zanetti, e. 89 b.

nibus suis in diebus aquirent (acqui-

Pier Damiano, op. e loc.


cit. pp. 215-217 e in parte nel Pertz,
Moti.
Gemi. hisl. Script. IV, 848.
L'uccisione di Pier Candiano IV e
l'incendio del palazzo sono confermati dai documenti; legge del 15 gigno 981 (Gloria, op. cit. n. 66):
tempore quo dominus Petrus dux
filius boni domino Petro duci Can dianum, cum regnum teneret Vene-

reret?)

seguito

il

(i) Cf.

cod. Marc. Lat.

s.

400,

cat.

quibus

et

postmodum nescimus

merentibus peccatis ut vota

(vita ?) ipsius

gladio finirent

Giustinopolitano

per

le

cum

soris tuiPetri

patto

ottobre 977

edizioni Cipolla, op.

n. 193):

(cf.

cit.

p. 96,
post decessum anteces-

Candiani duci constet

cunctas cartulas

12

esse ab

igne cre-

matas tam vestras quam similiter

nostras .

et

e.

23 a

GIOVANNI DIACONO

140

quos ut cernens,

taliter allocutus est

mulum

venire voluistis

deb'qui,

meae

dendi in

dique

tunc

possibilitas foret,

sceleratissimum

ipsi

et instanter

et

quod

mucronum

morte

di-

nulla va-

un-

ictibus

crudeliter vulnerantes, diva anima, corporeo relieto

illuni

superum

filium siquidem,

petiit solita,

quodam nequissimo

incendii pena liberavit, a

ratus est, pariterque milites, qui

gelida

omnia ad vestrum

et

adfirmantes, diris vocibus clamaverunt

ilio

ergastulo,

spacium rogo

inspiratae vitae

velie satisfacere promitto.

gnum eum

aliquid in verbis vel in rebus publicis

si

ad exicii mei cu-

et vos, fratres,

namque corpora quorum,

quem

nutrix ab

cuspide transverbe-

favere nitebantur, occisi sunt.

illi

id est genitoris et sobolis,

io

ob igno-

miniam primitus exigua nave ad macelli forum, deinde, quodam


sanctissimo viro, lohanne Gradonico

^'^

nomine, interpellante, ad

monasterium detulerunt.

sancti Yllari

Patrato vero hoc

nequissimo

sancti Petri eccle-

scelere, in

15

siam convenerunt, ibique communi voto quendam virum Petrum,

Ursoylum cognomine, preclarum generositate

videlicet

honorem sublimare

ribus in ducatus
etate

quam Deo

aliud

nil

studens, ad tante dignitatis

piacere

propositum amitteret

e.

23 B

populo interpellante,

comoda huiusmodi

principatus

apicem accipere non recusavit;

posset.

merito, unius

M cernit

Ucorr.

3.

II.

di

14.

22 A in poi

erat

nati

e in

mano

codd.

(i) Cf.

pi.

17

narrazione

id est; ina

per

scritto forse

Pertz.

MU

injiuenxci di verbis

5.

hanno

Pert:^ affirmantes

id est

12.

Pert^

a detulerunt tre righi in bianco perche nel manoscritto da


divisa in varie parti, ciascuna delle quali
15.

aggiunge a patrato nello

recente .viiii'^Lxxini.

Leggi con

s.

Ucorr. in sopra y

et

equivocus no-

patris

recente insperatae sopra inspiratae

avvenuti sotto un doge.


solita

coniux Felicia nomine

sibi

tantumodo mater, qui

nota aggiunge

Seguono in
la

siquidem

in verbis]

2.

mano molto

Pert^ idem

navi
e.

confirmatus, in propria

degere voluit, interim sancti Marci ecclesiam et palatium 25

recreare

I.

20

favore, sed totius reipublice

deinde sacramentorum fide ab omnibus

domo

secularis honoris

tandem inportune

sanctitatis.

non humano

||

qui a puerili

decreverunt.

provectum scandere contempnebat, timens ne


ambitione

mo-

et

18.

Pert^ omette a

commodo

Pier Damiano, op.

e loc.

cit.

p. 215.

spaTJ^o

comprende

fatti

interlin. e della

23.

comoda]

cos

CRONACA VENEZIANA.
mine, non dissimilis

nem, quam angelico


torum

inditio diva

bene

causas

et

utiliter

bustum vero palatium


priis

sumptibus

tractare,

et sancti

maritalem

Deo

conser-

namque isdem dux Veneticorum


censuramque

omnium

redintegrare

fertur cognovisse,

inviolatum vicissim

ceperat

studiosissime observare et

post cuius vero conceptio-

^'\

mater

viro sibi optemperante

vare deinceps devovere.


5

opere

extitit

14^

legis in

omnibus

virtutum gratia poUere; com-

Marci ecclesiam honorifce prointerea Vitalis Gradensis

studuit.

quorumdam Veneticorum
Consilio Saxoniam ad secundum Ottonem imperatorem properavit; quem imperator devote suscipiens, dixit: cur ad me, pater,

patriarcha, predicti Petri interfecti filius,

IO

posita tanti itineris intercapedine,


at ille

meam

presentiam adire voluisti

proprii, inquid, parentes exicio coactus ad

tuam clemen-

tiam veni, quatinus mei infortunii meeque inopiae consolator et


15 fautor

tunc

efficiaris.

cesar,

secum

tione, patriarcham

ordine huius sceleris

experta

r.ianere

aliquamdiu rogavit, suasque

eodem quoque tempore

querelas pie veniabiliterque condoluit.

domnus Hwarinus
quod

^^^

venerabilis abbas sancti Michaelis monasterii,

in Equitanie partibus

redeundo quidem Dei

in

(3)

Romam

20 manere decernitur,

in loco qui vocatur

fultus timore beatique

dux digna veneratione

Marci Veneciam

orationis studio et

commoratus

ducis precibus constrictus,

Cussanus scitum

ad apostolorum limina properavit;

intravit, ibique aliquantis diebus

25

ra-

est.

domni

Petri

quem cum domnus

coleret et sedulae divina colloquia simul

ducem

agerent, expertus est abbas

prorsus terrena parvipendere,

habitamque dignitatem non ambitionis studio, sed subditorum


solatio obtinere; iniunxit

relinque

Deo

servire

30 animae
1.

mundum

opere]

huiusque
cui

festina,

lucrator,

suma

M nomine

(i)

Fu

(2) Cf.
cit.

cosi

il

s.

U per

situm

si

vis perfectus esse,

dignitatis apicem, et in

dux:

monasterio

inquid, pater et

egregie,

meae

aviditate tuis monitis obtemperare gestio,

omette

corr. parentis sopra parentes

19. scitum]

tamen sibidicens:

il

passo post - mater

M parentis
23. M contritus

doge Pietro Orseolo


Pier Damiano, op.

II.

e loc.

i8.

cesi di

premette

cum]

(3) S.

13. parentes] cosi

cos

Michele

codd.

di

Perpignano.

U;

interim, a warinus
Pert:^

Cusan

dum

nella dio-

e.

24 a

GIOVANNI DIACONO

142

sed aliquanti temporis spacium rogo, interim

queam; postea vero

disponere

eundem suscipiendum

regi-

quidem de-

his

dux ceptam

antedictus vero

non

procurare

sollerti studio

tamen tante

quorum

sue

dictioni

suam vitam

perversos repugnatores efficerentur adeo ut

funere perdere molirentur.

adiit,

suum

patriae sa-

desiit, licet aliquanti,

diximus, patriarcha imperatorem

Consilio, ut

tuique

reciprocaret; tum, accepta licencia, ad

monasterium repedavit.
lutem

facultatem

diem decreverunt qua abbas Veneciam ad

certam

terminatis,

monasterio

tuo

summissus Deo militare cupio,

minis vinculo

meam

crudeli

bonitatis et divinae virtutis

io

gratia vigebat, ut quicquid ipsi de se clanculo iniqua machinatione

determinarent, nemine indagante, cognosceret, nullique resistente


nefas recompensare

aliquod

omnia tollerando

voluit, sed

Inter haec, statuta die prelibatus abbas

sustinebat.

ad Venetiam reversus

est

equo animo Dei timore

quo Hierosolimam

occasione

ea

ire

15

quem Petrus dux libenter suscepit, et prima nocte diei


kakndarum septembriarum ipse unam cum lohanne Gradonico,

vellet;
1 settembre

97

nec non lohanne Maureceni, suo videlicet genero, nesciente uxore

omnibusque

et filio

non procul

a sancti

Illarii

qui

monasterio equos assendentes, iam de- 20

viam carpere ceperunt,

tonsis barbis velocissimo cursu

in

tantum

Mediolanensem ruram transeuntes, Vergelensem

ut tercia die

urbem

de Venetia exierunt.

fdelibus, occulte

(^)

sequenti vero die Veneticorum populi per-

conspicerent.

ditum pastorem conquesti sunt, quem minime reperientes, maximo

nempe pauperum nutritor, ecclesiarum 25


clericorum et monachorum fauctor omnibusque benide suis quidem facultatibus mille librarum numero ad

tabescebant dolore,
recreator,

volus

^^\

Veneticorum
I.

fuit

M interim

ut

1-2.

sopra molte parole abrase.

tum

ut] cos

17.
i

codd.

2.

meam

tuo] cos

M F submissus

missus 50/)ra submissus

repugnantes

corr.

unam]

cos

Pertz_ in

tantum

(2)

di schiavi

da

M Perti in
M recipiendum Pert^

U;

in

27.

e.
si

trovano ricordi

lui liberati;

F"

in altri luoghi;

(i) Vercelli.

Nei documenti

facultatem disponere queam; postea vero

5.

come

cod. Trev.

pauperum

mille in

palatio largivit; alias

solatia in

87

corr.

b, atto di

allo Stato

leggi

3'

corr.

tunc

una

9.

sumPert'i

21-22. in tan-

numero sopra numerum

pagamento
Hyeremias

Urseolo ducis dedit

delle

decime

liberto Petri

et iuravit.

CRONACA VENEZIANA.
alimonias contulit

argento

auro Constantinopolim pcragere

et

maxima

thesauri copiam

deportavit.
5

Marci altare tabulam miro opere ex

in sancti

nani non plus

etatis

iussit;

quam

secum etiam

||

e 24B

monasterii restaurationem

ad predicti

ducatum annis duobus

itaque

rcxit

143

mense uno,

et

quinquaginta annorum fuerat quando

secularem deposuit gloriani

(').

Post cuius dicessum Vitalis, cognomento Candianus

^^\ vir totius

honorem subrogatus

prudentiae et bonitatis, in ducatus

quod

est;

Settembre 979.

audiens Vitalis patriarcha, qui apud Veronensem marchia moraio batur, in Venetiam intra vit.

pacem

nuntiis ad

Teutonicam

ammodum

inter

cum

duce interpellatus

imperatorem

Veneticos consolidandam,

et

autem

execrabiles exososque habebat; firmato

illos

suis

regionem, quonam ducis Petri interfectione

petiit

dere ad propria reversus


15

qui

namque dux,

praedictus

est.

fe-

corporali

molestia ingruente, quattuor diebus antequam vitam presentem

monachum

determinaret,
deferri

fieri et

ad sancti

Quem

argento] cosi

V;

argen

pili

mano pi

recente

gionem

14.

//

segno

con inchiostro

28

e.

mano

pili

pag.

a. 980.

successit,

seguono a glo-

interlin.

e della

U aggiunge di mano
12. U aggiunge re-

nuncios - Teutonicam mittere

U seguono

U aggiunge

a monasterio

a Qjiem nello spazio

recente .viii'-lxxvii.

(i) La fuga di Pietro I Orseolo


comprovata dalla nota di un pagamento di decime fatto dai Veneziani
sotto Vital Candiano (Ardi, di Stato

in Venezia, cod. Trevisaneo, e. 87 b):


<(

Postmodum cum

quo ) domnus Petrus dux Urseolo

(il

9.

18. In

19.

spa:^io

finale.

corr. reversus sopra revers..s

interlin. e della solita

honorem

cf.

di

In

6.

discessum

Pert:^

chiaro;

sette righi in bianco sino alla fine della

dignitate

M maximam

d' abbrevia:^ione
piii

^^\

aggiunge a post nello

recente .viiii*^lxxvi.

a marchia

interlin.

disposuit

3.

7.

codem monasterio.

est in

Tribunus, cognomento Menius

riam quattro righi in bianco.


solita

se

promovit; praefuit autem Veneticorum ducatui anno uno

mensibusque duobus, tumulatusque

2.

monasterium

Illari

cod. ha:

cum

gnorum imperatorum per indictiow.


Romanin, Storia

nem septimam

documentata di Venezia,

Fu uno

(2)

Candiano

III,

I,

378.

dei quattro figli di Pier


e

per

zio del patriarca

Vitale.

(3)

Dandolo, loc.

cit. col.

218, e cod.

in

Tribunus Mem mo
ma Mauricio Menio denominato un figho di Tribuno in una

carta

reliquit

ducati, concupivit

regulam monasterii, tunc successit


honore ducati domno Vitale Candiano sub temporibus dominorum
nostrorum Basili! et Constantini ma-

Marc.

cit.

e.

91 a:

del

giugno 1065 nell'Arch.

Stato a Venezia, Carte

restituite

di

dal-

e.

25

GIOVANNI DIACONO

144

maximis tamen fortunae

qui licer secularis sollertia careret,

cuius aurea Venetia

exuberabat; temporibus

niorum

periculis dehonestata est.

contigit

copiis

ignomi-

nonnullis

autem ut Veneticorum

maiores primitus centra ducem insidias demolirentur; deinde inter

odiorum

sese invicem discidentes, vicissim

interea inter

mum

Maurecenos

iurgium exortum

liorum

et

quadam

parentum

et

nequiciis inficiebantur.

Coloprinos, Venetiae proceres, maxi-

est,

adeo ut Stefanus Coloprinus

afinitate,

tute huius periculi flagitium providi

sed Dei vir-

Dominicus Maure-

id est

innocens in sancti Petri Olivolensis foro detentus

ceni,

simae laceratus

cuius corpus, turpiter

est.

f-

omnes evadendi facultatem jq

tantum illorum,

consecuti sunt; unus

cum

praedicti ducis consensu et virtute,

Maurecenos abolendos insurgeret.

die in

et diutis-

denudatum, semivivum

ad sancti Zachariae monasterium parva lintre delatum

est,

cumque

in ecclesia positura a circumstantibus parentibus deploraretur, infra

duarum orarum

spacia vitalem deposuit halitum.

maximum dolorem

induxit, adeo

oportunum expectarent tempus.


Novetnbr 980.

ut ad
circa

cuius

mors

haec siquidem tempora sq-

cundus Otto imperator ad Italiam veniens Veneticorum fedus


est;

Tribunus predictus dux suos internuntios mittens,


suis

muneribus

pacti etiam scriptionem tunc

studuit.

suoque populo renovatam

I.

Af seculari

Perii saeculari

vicissim

50/) r a vicesi...

II.

tantum]

19.

Perti Otho

cosi

^^^

9.

codd.

Per ti tamen

Menio

l'ottobre

in

16.

Mauun documento del-

1064 nell'Arch.

Venezia, Pacta,

I,

e.

di

Stato

in

29 a.

(i) Il patto di Ottone I con Pier


Candiano IV fu fatto il 2 dicembre 967.
CiPOLLA, op. cit. p. 67, nn. 232,233.
(2) I tre documenti colla data del 7
giugno 983 si trovano nella collezione

dei

KaiserurJiunden ,

nn. 298, 299,

300,

II,

pars prior,

pp. 350-353, nei

eum

abolendum

U aggiunge

li

^^^

quem 20

placare

Veronae duci
indulsit.

corr. invicem sopra ..nvicem

corr. abolendos sopra

l'Austria nel i868,doc.n. 124; e


ricius

ad

habendum

perpetualiter ad

5.

ij

suis

hoc scelus ulciscendum

ob Petri Candiani ducis funus disrumpere conatus

7 giugno 983.

U corr.

Pert^ insurgerent

interlin. innanii a

alitum

hist.; i messi furono PeMauricinus monachus, BadoaCf.


riusNoheli, Petrus Andreadi w.
per i fatti di Ottone II in Italia Gie-

Mon. Grm.
trus

sebrecrt, Geschichte der deutschen KaiI,


587-604; il cronista concronologico, perch il
l'ordine
fonde

ser^dt,

patto avvenne

dopo

la

spedizione nel-

meridionale (settembre 981gennaio 983), e poi si contraddice


quando fa durare per due anni la inil'Italia

CRONACA VENEZIANA.
dehinc Ravennani pertransiens

j-'O
dicit barracenorum
loca,

iamque

adire festinavit, ubi di/^

imperator quidem

verum dum proxima

est.

peteret,

latitarent,

certamine debellare

loca quibus

tetra

autumans,

cum

norum

milicia

vellent,

paganorum multitudo,

pugnam

illos

(^).

cumque

montibus

exiliens

<^3)

super eosque

caedere acriter cepit, in tantum ut

illi

difficultate,

lingua illorum zalandriae nuncupantur,

20 minime agnitus

impe-

per medias barbarorum

a terra anchoris

cum duobus suis vernaculis susceptus,


fertur namque quod per triduum illum
et quamquam ipse imperatorem se fore

est.

omnino denegaret, tamen

eum

non procul

ipse

vinctum custodirent,

inditiis,

quibus

fluctivagum mare intravit, ubi duae Grecorum naves, quae

herebant; a quibus

Greci, ingenio peritissimi, nescio quibus

agnoscere potuerunt; agnito vero, Constantinopolim

quod

illum deferre decreverant.

ipse

expertus

ait:

et

ego hoc

25 toto mentis affectu opto, quoniam potius ad sanctorum augusto-

rum
mei

vestigia exul degere gestio


infortunii

tinus

ignominiam

micizia tra Ottone

ch

bonis privatus

tantum permittite qua-

fortunae reliquias me, priusquam

tunc duodecim scrinea piena thesauris

da partes in poi per un tratto lunghissimo ha la scrittura con inchiostro


19. ipse]

nero.

quam omnibus

hic sustinere;

meam coniugem meaeque

recedatis, accipere liceat.

3.

cosi

II e

codd.

Pert^

Venezia,

tal-

morte dell' imperatore sarebbe


accaduta dopo il gennaio 985.
(i) Ottone II si port a Ravenna

piti

27. Pert^ promittite

ille

e non da Verona.
Al capo delle -Colonne

da Pavia

la

Cron. vene^. ant.

2> B

cristia-

usque pervenit, inimicorumque inportunitate

litus

C.

triumphali gloria tentoria applicare propria

rator siquidem, licet ingenti

territus

fa-

audacter inchoavit,

fugiendi aditus negabantur, crudeliter vulnerati caderent.

ad

settembre 9S1,
primavera

cohors

quos cernere valebat,

illos,

|l

IO eosque audacissimae, Cristo favente, devicit

acies vix

quam

quod montium per anfractus omnes

ignarus

Sarracenorum maiores

15

980
Ravenna.

exercitum ad certamen lacessere temptavit.

repente cristianorum

inopinatae irruens,

Natale
*

in Apulicnses partes vellent tendere gressum,

Sarracenorum multitudo manebat incautus

cili

rormidolosam gentem Calabritana invasisse

aggredi hostiliter conatus


5

Romam

^^\

H5

(2)
di

al

sud

Rossano.
(3) Sulla costa al sud di

Cotrone.

13

lugiio 982.

GIOVANNI DIACONO

1^6

copia ad

omni

marginem

littoris

eundem secum

titubatione remota,

debant; et dura haec agerentur, Cessone


nonnullis

Al principio
del 983.

Giugno 9S3.

nam

adiit

duobus

rum
26 A

quem

<^4).

mare pro-

marginem

Romam cum

inlesus

uxore ad-

peragrans Vero-

Italiae civitates

pre Jictus Stefanus Coloprinus

^5)

una cum

quibusdam parentibus, expertus quod Maureceno-

et

filiis

mortem

temeritas, ducis videlicet consultu, parentis

vellent

clam de Venetia exiens, festinanter adir^ procuravit.

ulcisci,
e.

Papiam ceterasque

venit; deinde

littoris

liberatus,

cre-

ire

Metense episcopo cum

'^^^

natando desideratum

duobus rpericulis

et sic

petiit,
r
5

velie firmiter

astantibus^ ipse adepto gladio in

aliis ('^littori

et viriliter

silivit,

Greci hoc cernentes,

delata sunt.

(')

io

cui

imperator valedicens, cur propria amittere voluisse requisivit; cum||

que infortuniis viae ventum

ratoris

facili

certaminae posset acquirere; et insuper quo impe-

daturum spopondit,

preceptum ut nemo aliqua presumptione

inevitabile intulit

Cessone]

MUV

cosi

propone Rossani

(i)

Rossano.

(2)

Il

vescovo

rico,

ina la

littoris

maledicens

che

le:^.

errata.

4-5. Perti prosiluit

per influenia della frase

17.

di

marginem

Cf.

la cit.

omettono

5.

in quella circostanza era a

il

fultus

Per ti

disserta^,, n. 4.

passo littori - desideratum

corr. desideratum sopra desiderato

(4) Cf.

Metz era Teodo-

Probabilmente

il

mia

et

V centum

Rossano coli' imperatrice Teofanu.


Cf. Thietmar, Chron. Ili, 12, in Mon.
Germ. hist. Script. Ili, 765 sgg., e
Alperto, De episcopis Mittensihiis lilellus in Mon. Germ. hist. Script. IV,
697-699.
guasto e,

quod au-

suo sceptrui adiacentibus edictum

diens imperator, universis

12.

illi

devicta patria, sibi ducatus dignitatem concederet.

3.

passo

come suppose il Pertz,Ces-

hist.

cit.

Ann. Sangallmses {Mon. Germ


I,
80); Thietmar, op

Script.

12

Ili,

(ivi,

III,

Oudalrici episcopi di

418); Passio
tyris di

s.

sito

osserva

Gerardo

(ivi,

Vita

(ivi, IV,

Adalberti episcopi

Brunoxe

Alperto, op.
(5) Fanta,

765 sgg.);

et

mar

IV, 598-599)

e loc. cit. pp.

op.

che

697-999
molto a propocronista, amico
ai Morosini per

cit.,
il

agli Orseoli, stretti

sone sta per Rossani , e la virgola nel testo dovrebbe essere posta

vincoli di parentela, volle mettere in

innanzi a Metense

e loro

(3)

15

animus ad hoc nequissimum perficiendum scelus potius

exardesceret, centu libras purissimi auri se


si,

quod

monitisque suis acquiescere, Venetiam diu desi-

si vellet consiliis

deratam

seriae exponeret, cesari persuasit

Liupone

perto, op. e

e Richizone.
loc.

cit.

Cf.

p. 599.

Al-

evidenza

il

tradimento dei Coloprini

consorti, e le sventure di

Ve-

nezia pel divieto del traffico seguite


alla

fuga di quella fazione.

20

CRONACA VENEZIANA.

I47

deinceps quemlibet Veneticum in aliquam sui imperii partem permitteret exire, ncque aliquis

suorum

in

Venetiam auderet

intrare

(').

tunc unicuique Veneticorum secum degenti firmiter precepit ut

cum
5

suis videlicet nunciis loca quibus alimonia confluere

ad Ve-

neticorum solacia noverant soUerti studio custodirent; unde factum

quo Steflmus Coloprinus cum

est

flio

suo Dominico Fatavi com-

moraretur, Ursus Badovarius Athesim fluvium previderet, Domi-

quidem Silvo cum Petro Tribuno

nicus

sterent,

Mistrinis partibus insi-

Johannes quidem Bennatus, ceu Nugigerulus, inter omnes

IO discurrere sedulae festinaret, Marinus

Coloprinus Mistriensi co-

mitatu huiuscemodi officium perageret,


fano iuniori, prelibati Stefani

Ravennam quoque

Ste-

ad custodiendum iniungerent.

filio,

nempe Tribunus dux repugnantium infidelium nequitiam inultam diu non fcrens, domos illorum devastar! permisit,
antedictus

15

uxoresque ne aufugere possent, custodire precepit.

tem

tanta severitate et duricia ad

in

perseverabat,

20

in aliqua

omnibus

suis iterum

definitis

preceptum imposuit ut

pervento Venetico parcere au-

sui imperii parte

quidem

bis

deret.

Veneticorum districtionem

quo nec precibus nec quibuslibet munerbus eum

placare valerent, sed


nulli

imperator au-

Romani

viscere disposuit, in qua

non

diu incolomes manens, valida ingruente febre mortuus est sepul-

dicembre 983.

tusque in sanctl Petri curte, non procul a sanctae Mariae ecclesia;

unde non dubium

est,

indicante, cognovit ^^\

ut

quidam

quod ob Veneticorum

ti tam incurrisset mortem.

Stefanus Coloprinus una

urbem
quae

inib

V ha

tribuno

il

quo per quod

(i) Il

(2)

detta la

V;

e.

spirituali - patri

documento non si conserva.


Ottone II era stata premoite nel 983 a Verona da

20 viscere]

per-

Papiensem

Adheleidam augustam,

6.

inlesi

Pert:^

cos

U per

visere

suo

quod;

aggiunge ni interlin. a Domico

destructionem

^JB

tali

praelibatus qui-

et ceteris aliis

passo solacia - Coloprinus 50jjra parole abrase.

i6. Pertx.

cos

est.

morabatur, exorare incessanter ceperunt, ut

cronista usa spesso

talis]

filiis

adire satagerunt, flexisque poplitibus

5-6.
il

cum

libe]|rata

sibi

afflictionem inopina-

Venecia namque, per biennium

pessa infortunio, divinitate propitia

dem

monachus, angelo

spiritalis

8.

ma

Pertx.

23. spiri-

spiritualis

Maiolo abbate di Cluny.


di Maiolo in Mon. Germ.
IV, 655.

Siro,
hist.

Vita

Script.

e.

26 b

GIOVANNI DIACONO

148

conservarentur in regno, quoniam omnibus pene Italiae principibus morte digni oh propriae patriae delationem diiudicati sunt.

tunc repente apud Ticinum

^^^

mortuo Stefano Coloprino, augusta

praecibus Ugonis videlicet marchionis constricta,

busdam

preeuntibus nunciis, ad

suis,

aliis

quicquid

stinavit, quatinus

quamquam

vero dux,

gratiam simul

invitus,

et patria

illis

tamen

qui-

de-

perverse deli-

aliis

amore Venetiam consequi mererentur.

quissent, suo

cum

Tribunum ducem

quibuslibet

sibi vel

flios

Tribunus

imperatricis iussu et prece

ne ab

concessit, et insuper,

aliquis

inimicorum temere occiderentur, quattuor iuratoribus sacramen- io

torum
taciti

Maureceni sane

fide muniti, securi in patria persisterunt.

hoc totum considerantes, firmiter parentis mortem vindicare

decreverant.

quapropter

dum quadam

domum

loprini nati, de palatio solito vellent

Co-

die tres fratres, Stefani

parva rate redire, a

quattuor Maurecenis interempti, rivoli latices proprio cruore infe-

quorum

cerunt.

corpora, a

quodam suo homine de limpha

15

sublata,

orbate genetrici atque coniugibus delata sunt, altera vero die in


sancti Zachariae monasterio tumulata sunt;

quorum duo

runt, tercius autem, id est Johannes, clericatus officii

dux ab huiuscemodi nefas

licet

tamen eiusdem
tercio

decimo

sceleris

se

inmunem

eum noxium

sui ducatus

fue-

laici

sortem

gessit.

redderet, nonnulli

anno vero

affirmabant.

isdem dux Mauricium

20

<^^)

suum

filium

Constantinopolim mittens, ipso eodemque infirmitate detentus sex


diebus,

non sua

sponte, sed populo cogente,

obscuresceret,

sibi

prefuit

est.

monachus

e.

Anno

27 B

in sancti Zachariae caenobio efFectus

autem Veneticis annis tredecim

sepultusque est in

antequam ultimum

eodem monasterio.

vero dominicae incarnationis nongentesimo nonagesimo

primo Petrum, antedicti domni Petri Ursiuli ducis sobolem,

gesimo suae

5.

triam
27.

suis,]

etatis

anche

la e.

2Ja

tri-

anno Veneticorum populi ad paternam digni- 30

U pone

corr. aliquibus

Segue in

25

et mensibus qunque,

il

segno di interpuniione dopo suis

sopra aliquis
che

e in

aliquibus

bianco.

(i) Pavia.
(2) L'esistenza di Maurizio

28.

13.

9.

Pertx.

Perti

pa-

decreverunt

Pert^ noningentesimo

provata dai documenti ricordati nella

com-

nota

a p.

143.

CRONACA VENEZIANA.
tatem promoverunt; qui probitate

et actu

excellebat duces.

iste

nempe

patriae

omnes poene antiquos

comoda non modo

consolidando reduxit statum, veruni


5

haud degenerans a divo

utriusque tameii hominis peritia

parente,

149

in

rem puplicam

tantum

decore et opulentia sublimata diceretur.

Saracenorum principes

suis legationibus placatos ac

nuncios

cos firma stabilitate adquisivit.

sui

in

honoris exordio Constantinopolytanos imperatores


<^^)

priscum

omnibus finitimarum pro-

auxit ut suis temporibus Venecia prae


vinciis

in

quidem

Marzo 991.

omnesque

*^')

devotos ami-

etiam Saxoniam

<^3)

ad

19 lugUo 992.

IO tercium Ottonem regem, praeclare indolis puerulum, destinavit;

cum quo
remota

votum
15

tanti

amoris ac amiciciae vinculo sese coartavit, quatinus,

dilatione, deinceps quicquid sibi possibile conpetebat, ad

hisdem namque dux

Croatorum Sclavo-

rum oppressione suos potenter liberavit, quibus


sum primus dare interdixit. cum Italicis vero

etiam solitum cen-

consequaeretur.

ciciae foedere copulatus

horum, aliqua

omnibus manebat

in

^4)

semper mansisse probatur; tamen

stipatus temeritate, suis

pacti decreto inponere

principibus

si

quis

quoddam honerosum

plus

voluisset, viriliter obsistendo

quid dicam

'^^\

proprios aequo

sui

compos

moderamine

20 aequitatisque trutina preesse satagebat; extraneis vero suae

Venecia

12.

suis diebus claruit

M dilectione
ha

(i) Si

il

aggiunge

crisobolo di Basilio e

(marzo 991)

Costantino

13.

pubblicato

prodere conabor.

serie

||

interlin. a

il

eo nam-

Scavorum

documento

del

resi-

quibus tamen for-

stentibus ditioni vicissitudinem reconpensabat.


tunis

ami-

legge nella Cronaca

si

Dandolo,

loc.

cit.

pp. 223, 224,

non molto esattamente da Tafel e


Thomas, Urhinden \ur lteren Han-

e cod.

cit.

cus,

28 a, all'Arch. di Stato a

deh-

nezia.

iind Staatsgeschichte der

Repuhlik

e.

96

e.

a, e nel Liber

hlan-

Ve-

Orseolo, p. 25,

(4) Cf. i patti con i vescovi di Ceneda Sicardo (marzo 997) in Ughelli,
op. cit. V, 177, Grauso (luglio looi),
ivi, p. 179, e col vescovo di Treviso

calif di

Rozo

Venedig,

I,

36.

(2) Cio,

come not Kohlschut-

TER, Venedig unter dem Her^og Peter II

cio

sono da escludersi i
Cordova, perch il commer-

colla

Spagna era

in

mano

di

Amalfi.
(3) Furono Marino diacono e Giovanni Orseolo; il privilegio venne accordato a Mlhausen il 19 luglio 992;

(1

gio looi),
(5)

ivi,

p.

507.

vescovo Giovanni di
a Rozo vescovo di Tre-

Allude

Belluno e
viso.

settembre 1000-21 magal

e.

28 a

GIOVANNI DIACONO

IJO

que tempore Gradensis

totius

maxima

fore digiioscitur, vetustate ex

quam

que

civitas,

novaeVenetiae metropolis

consumpta videbatur;

parte

praedictus princeps ab ipso fundamine ad propungnaculorum

domumque propriam

usque sumitatem muiiitissme renovavit,

in

ea iuxta occidentalem turrim edifficare fect; parietes etiam seu

apud Civita-

ecclesiarum laquearia recreare libentissime studuit.

tem quidem novam, quae vocatur

mum

una cum

Eracliana, pulchrae imaginis do-

eodemque tempore componere

capella ipso

Intcrea Johannes Belonensis episcopus

fecit.

Venetiquorum ducatus

praedia in finibus Civitatis novae Tribuni ducis tempore usurpata

quem nec

per vim actenus retinebat;

promissum ab

regalis iussio

quamquam

<^').

quo

ipso infortunium terrere potuit

pacemque cum domno Petro duce

redderet

io

nec quolibet

iniuste retenta

haberet.

dux,

qui

moleste, tamen pacifce interim Heinrici ducis presen-

ciam Veronensis susciperet marchia

hoc

^^)

disposuit.

tollerare

ic

pervento vero duce, suis internunciis eundem petere procuravit;


qui amicici^ foedere simulatus, de lohanne episcopo seu ceteris
sibi

suum

adversantibus legem facere ad

quod ore promisit

citius

faciendi voluntatem

Petrus itaque dux, tante deceptionis providus,


toni,

famosissimo

transmisit, qui

regi,

tamen

velie spopondit;

dicto permutavit.

suum legatum Ot- 20

ad Aqusgrani pallacium sine aHqua mora

huiusmodi causas ordine

sibi

hoc de-

panderet.

nique expertus rex prenotati ducis Heinrici actum omnino redar28 B

guens, omniaque obmissa praedia Petro duci praeceptaU

habendum

tione ad

3.

propugnaculorum

pretedia

U corr.
U corr.

12.

fortunio

23-24.

19.

di

que sopra

(i) Il patto di

glio 992.
(2) Il

7.

Cf.

cit.

la sillaba

a p.

p. 98, n.

(3)

fu

23.

24.

io.

MV

infortunium sopra

M Pert^

omniaquej

in-

prenominati

corr.

il

segno

que

lu-

Aquisgrana il 1 maggio 995 il messo


il diacono Giovanni e il documento
;

fu

149.

Ci-

220, lo pre-

come preposto al governo


Marca nel novembre 993.
privilegio

U corr.

voluntatem sopra voluntates

Mlhausen del 19

nota

senta

Il

corr. pulchrae sopra purchrae

ab ipso sopra frase abrasa.

documento ricordato dal

POLLA, op.

Brunonem, nobilem 25

cui etiam

(5).

redarguens forse sopra redarguii

corr.

d'dblreva-:^.

concessit

insti[tu-

della

accordato

si

trova

come

allegato nella sentenza

pronunciata dal marchese Enrico a


II Orseolo e contro

favore di Pietro

Giovanni vescovo
ad

Kohlschutter,

op.

di

Belluno.

cit.

p.

85.

Cf.

CRONACA VENEZIANA.
suum

militem, misit, qui hoc negocium legis

episcopum

auctoritate inter se et
floct

definiret

censura regiaque

quem

episcopus adco

pendens ut illum nec conloquio adire nec videre voluisset.

cumque domnus Petrus dux


5

IJI

et a suis salubre

posuit,

accepto a regio nuncio

talia cerneret,

consilium, inevitabile decretum

quo nemo illorum aliqua presumptione

supra suos in-

fultus predictam

seu Istriensem aussus foret marchiani adire, neque aliquod venale vicissim vendere vel conparare ('\

quidem

his

peractis, regalis

nuncius ad propriam reversus est; caeptum vero iurgium


IO diutissime

^^^

non solum

perduravit, in tantum videlicet ut

marchiae peculia

salis

egestate consummerentur,

duce

illius

verum etiam ho-

mines, subsidiis Veneticorum carentes, miserabili calamitate perpessi, sedule

ad ducem pacem,

quam

consequi non valebant, hu-

mihter efflagitarent.
15

Dux itaque audiens Ottonem regem ad Itaham venturum,


pacem cum praedictae marchiae populo facere diferabatur. tunc
suos nuncios denuo Teutonicam mittere disposuit, qui inter Alpium
antractus

regem

iani a

Ausonia venientem repperierunt

quo

honorifice suscepti, quicquid nefas suis dux inimicis intulerat

20 benter audivit; insuper promisit

numquam

pacem faciendam interim

constringere ad

tequam ItaHae planiciem

quolibet

gando demandavit ut suum natum, adhuc

li-

illum

deinde an-

ipse vellet.

eundem ducem

peteret,

modo

praece ro-

diilci

cristianae fidei confir-

matione carentem, Veronam sine aliqua mitteret mora;||quod


25 dux suorum fidelium Consilio facere adquievit.

Verona pervento,
3.

flocti

l'indicativo.
12.

pendens]

sonia sopra

19-20.

codd.;

nella cronaca spesso

corr. voluisset /orse sopra xolut

aggiunge miserabili interlin. con inchiostro

rigo lasciato in

dam

officiose a rege susceptus est

cos

Manco per dividere

ad Ausoniam

la

19.

il

9.
pi,

puero quidem

quem

chrismatis

participio presente sostituisce

U aggiunge

chiaro,

materia del racconto.


XJ corr.

est nel h argine.

14.

Segue

18.

21.

corr, ad

in

corr.

quicquid nefas suis sopra frase

corr. libenter audivit sopra frase abrasa.

pacem

un

Au-

abrasa.
facien^

sopra ut pacem faceret

(i)

Il

documento non

si

conserva,

(2) diutissime deve essere inteso


in senso ristretto,

documenti che

il

perch

risulta dai

blocco dur

meno

cominci ili maggio 995 e fin nei primi mesi del 996
innanzi la venuta di Ottone III a
d'un anno;

Pavia.

Marzo 996.

difatti

e.

29 a

GIOVANNI DIACONO

152

unctione propriis amplexibus coartatum

munire,

fecit

et

amisso

paterno nomine, Otto, id est suus aequivocus, nuncupatus est ^^\

Johannes quidem prememoratus episcopus, seu Rozo, Tarvisiane

cum

sedis antistes,

quibuslibet

ad pacem interpellandam

aliis

ibi

convenerunt, quibus rex hanc adquirere interdicens donec domni 5


Petti ducis polliciti forent satisfaciendo gratiam recuperare

super

lohannem episcopum

cum

rcddere
cives et

lege coegit

ducis terram,

quam

in-

iniuste possedebat,

hac tempestate inter Veronensium

'^^\

Teutonicorum exercitum exortum

Teutonici a civibus interemti per

sed

fuerat iurgium,

civitatis platheas

nonnulli occu-

io

buerunt; inter quos nobilissimus unus cecidit adolescens, Carolus

nomine, qui

maximum

patriotis reliquaerat.

tamen eiusdem

de suo funere dolorem regi suisque con-

quod rex graviter ulcissi

Odberti episcopi interventu evaserunt.

civitatis

Otto vero, praedicti domni Petri ducis

filius,

rege foeneratus, ad Veneciam reppedavit.

cem

in civibus decreverat;

diversis

tunc

muneribus

domnus dux

quamvis lohannis

diucius imploratam inimicis indulsit,

scopi severitas in amisso praedio perduraret ^^\

15

paepi-

eo quoque tem-

pore apud Rivoaltum mortuo Marino Olivolensi episcopo, qui episcopatui praefuit annis

Gradonicus.
Aprile 996.
c.

29 B

peragrans,

<^4)

^t,

Papiam

sedis

(i) Si

antistitem,

corr. nuncupatus sopra nunccupatus

rileva

che quel

20.

figlio

Dopo

del

doge ricevette la cresima nell'et di


un anno, perch pi sotto il cronista
afferma che nel 1007 ne aveva 14.
(2)

La

sentenza fu data

il

25

marzo

996 a Verona dai messi imperiali Ottone marchese di Verona e Pietro vescovo di Como; fu pubblicata da

Kohlschtter,
(3) Infatti

il

op.

vescovo

costretto dai lagni

mise

la

cit.

dei

restituzione

p.
di

84 sgg.
Belluno,

sudditi,

delle

terre

urbes

regem ipsum conlaudaverunt, ibique

|;

(5)

giunge n interim, a Vtxontsnm.

Italiae

hic Italici principes, fidem supra evan-

advenit.

lohannem, apostolice

Dominicus, cognomine 20

Otto denique rex Brisciam caeterasque

geliorum sacrarla facientes,

2.

successit sibi

prnel

defunctum audiens, BrunoPert\ possidebat

7.

diXins

lacuna nei codd.

8.

ag-

22. Pert^ Pa.pia.

Verona del 25 marzo 996,


non avvenne che dopo un

placito di

ma

essa

secondo placito tenuto a Staffolo nel

maggio
cit.

Cf.

998.

Kohlschtter,

op.

p. 87 sgg.

(4) Cf. Chron. Alt.

L'esistenza di

loc.

cit.

p.

25.

Domenico confermata

documento del 1006 pubblicato dal


Galliciolli nelle Memorie venete an-

dal

tchc:,

(5)

IV, 92.

Giovanni XV.

CRONACA VENEZIANA.
nem, suum
gnitatis

videlicet

apicem

nepotem, Ottoiiis ducis

fastigiare disposuit

per Arripdani

ad liane

ilium^'),

di-

quod poste i complevit. deinde

Ravennani

fluenta navigio

153

aliquandiu

ubi

adivit,

comoratus, Redulfi Ariminensis comitis nec non Herimundi atque


5

Raimundi pr aecclesiarum seu pauperorum

sui fratris

quae usurpata possidebant, oculos eicere

mulidam appetens urbem,

Romanorum

urbe discedens, ut remissius

postmodum

es:;

urbem, omnibus

cumque
15

in

iter arripuit

u!tramontanum^^\

Giugno 996.

Cum-

haec nanique

censum

sibi

est;

Agosto 996

duce

unde domnus

mittens, quibus Badovarius, cogno-

illuc

prefuit; qui

et sine

inlesi

circa

molestiam exercere conatus

dux sex naves praeparatas


20 mento Bragadinus,

tol-

reppetens

tunc per

et

tempora Croatorum index <^5)propter interdictum


in Veneticos lesionis

maggio 996.

obtemperantibus imposuit aedictum, quo ubi-

sibi

suo imperio pervenii Venetici forent,

lacum

21

commo-

aliquid

per Tusciae viani Papiensem

aliquo inposito gravamine degere debuissent

manum

aestum

climatis

Camerinae marchiae alpes

lerare quivisset, Inter

ratus

illius

multitudine in-

bine non procul

terpellante, unctus et consecratus est imperator.

Romana

Ro-

bis defnitis,

iussit.

qua a predicto Brunone apostolico,

in

qui postmoduni Gregorius dictus est,

IO a

praediis,

unam

illorum civitatem, quae Issa

(4)

nominabatur, conprehendens, utriusque sexus captivos ad Vene-

ciam deportavit;
et

cumulum

ex hoc maioris odii

inter Veneticos

Sclavos pululavit, coeperuntque iterum censum inportune ducis

exiere, quibus

25

et

quemlibet

dux pr illorum ignominia demandans

nunciorum hunc mittere curo, sed

comite ad hanc

vita

persolvendam dationem venire ipse non denegabo.


2.

corr. deinde sopra deindi

discedens sopra descendens


tens] cos

l'indicativo.
cos

14.

6-7.

U corr.

20.

codd.; leggi exigere

di
26.

Romulidarum

forma

io.

invenire

corr.

19. mit-

del participio presente con quella del-

Bragadinus sopra lettera abrasa

namque

eo

imperio sopra imperia fimperium?).

codd. col solito scambio della

U corr.

M Pert:^

non per

24. exiere]

(o).

aggiunge con inchiostro

piii

chiaro

ipse interlin. e corr. ipse sopra ipsis

(i)

Gregorio V.

(2)

Cf.

Thietmar, Chron. IV,

(3) iudex
18,

Mon. Gemi. hist. Script. Ili, 775;


Ann. Quedlinhur^enses all'a. 996, in
Mon. Gemi. hist. Script. Ili, 73.

in

Cron. vene^. ant.

ufficio

quenza

designa

che altrove
il

tolo di

il

medesimo

con maggiore

cronista rappresenta col

dux

rispetto ai Croati.

(4) Lissa.

io*

freti-

C.

30 A

GIOVANNI DIACONO

154

tempore lohannes Grecus Placentinae aecclesiae presul Constan-

cum Grecorum imperatoris legato reversus Romam adivit


dum apostolicam sedem, abiecto a lohannis Crescentii teme-

tinopoli
Maggio 997.

qui

vacuam

ritate pastore,

repperiret,

invadere contra imperiale de-

cretum minime formidavit; Gregorius vero

quidem tempora antedictus dux lohannem

per haec

sabatur ^^\

filium Constantinopolim

solum

urbes merens, imperatoris expectando adventum ver-

per Italiae

suum

aecclesiae sponsus

illius

diversis

quem

destinavit,

imperator non

muneravit donis, verum etiam aegregiis honoribus


io

sublimavit.

Imperator siquidem hoc nequissimum scelus a lohanne Greco

cum

patratum
Natale 997

audiret, Italiam festinus reciprocare

Ravennam descendere

Ticinensi urbe

qui ex

non

pigritavit.

navigio disponens,

principio del 998.

Petro suo dilecto compatri, Veneticorum duci, rogando demanda-

Ottonem suum

quatinus

vit,

obvium

mittere

cum

filium

non

Ravennam usque
puerum donorum copiisque

Romam,

quam

una quantitate

et

imperator

unam cum puero

non

diu manens, ducis

pervenit; ubi

15

libenter agere volens,

decoratis navibus misit, inter quas

ascendens,

ipse vero

quod dux

recusaret.

pulchritudine excellebat navis,

Alla fine

filium ultra Ferariense castrum sibi

ad Veneciam redire dimisit; 20

ditatus

inimicorum arroganciam abolere posset, pe-

ut

del febbraio 998.

C.

30 B

lohannes Crescencius,

id est

quidem,

retrusit, alter

pugnabilem turim
illum manere

4.

eum Romam venturum,

qui audientes

tere curavit.

U ha

il

qua non

namque tempore
4-5.

um

corr.

ha dopo sublimavit due righi in bianco.

13.

ha innanTJr Ticinensi

Venetiquorum

Un.

18.

unam]

una

20.

(i) Cf.
p. 776,

cos

pi.

M Pert\

Ann, Quedl.

IV, 21.

l'abrasione d'una

17-18.

V che

diu,

Roma

suis

inex-

vento imperatore, 25

temeritate sopra fondo abraso.

IO.

dine sopra frase abrasa

cum

castello se

sed ab eius militibus captus, proiectis oculis

imperiale sopra imperiai,.

50^ rfl

||

lohannes Grecus, procul a

intravit; in

licuit,

passo eo

id est

AngeH

in sancti

alter illorum,

di

corr.

decretum sopra lettera abrasa (o?).


12.

U corr.

lettera.

14.

Italiam sopra Itailiam

corr.

Veneticorum

corr. con inchiostro piii chiaro quantitate et pulchritu-

breve, tanto che chritudine

spesso usa questa

permisit

loc. cit.

4.

forma

24.

pp. 73, 74,

fu

scritto

nello

spazio inter-

nel significato dell'avverbio;

aggiunge

all'a.

r interlin.

Pert:(_

a pocul

997; Thietmar, op.

e loc. cit.

CRONACA VENEZIANA.
auribusque praecisis, nares etiam
patus decoritate,

quoniam ad
sacro

a
5

Romani

amisit, et capitis detur-

quodam monasterio

in

delatus est;

et

sentenciam sustinens, sacerdotale

depositionis

Romanis impositus deformis

officium perdidit, et

linguam

ultionem hoc non suffecaerat, postmodum

tanti facinus

concilio

et

155

circa

ii

marzo 998.

aselli terga,

versa facie ad caudam, sub praeconi voce per romanas regiones

Romani

nes

caeperunt
i'^

cives

una cum Teutoniquorum exercitu expugnare

quod magna cum

nem Crescencium veniam


omnibus

dificultate

conpraehendentes, lohan-

adclamantem

miserabili voce

videretur, decollaverunt

in

sumi-

et proiecto tellure,

tate,

ut ab

aliis,

quibus evadendi facultas defuit, simili poena in monte Gaudio

imperiali decreto suspensi sunt.

regno praefuit

cio imperator

15

om-

dehinc munitissimum sancti Angeli castellum

^^\

ducebatur

regnum

lateranenses

cives

<^^)

rabant; quos Croatorum ac


solebant

fligere

Italico, in

Teutonicum

namque temporibus

Illis

quam

visitavit

tantum

in

his peractis

trium annorum spa-

quibus multa peregens


^^^^'* 999-

^^\

Dalmacianorum confinio non

in

Veneticorum ducis

plus

obtempe-

ditioni

Narentanorum principes crebro


ut

29 aprile 998.

Narrentani

af-

horum quadraginta
unde Dalmacia-

20 compraehendentes, secum vinctos deportaverunt.

norum populi omnes poene simul convenientes, Petro Veneticorum duci suis internunciis hoc demandaverunt,, quod si ipse venire
Scavorum

aut exercitum mittere vellet, qui eos a

illorum civitates perpetua stabilitate suae suorumque

raret, ipsi et

1-2. tJ corr. deturpatus 50pra detrupatus

Perti sufficaerat

innanzi ffeoLQrsil
derivo per

corr. defuit sopra deffuit

17,

corr.
;

Segue

U V

Ann. Quedl

loc.

cit.

p. 71,

998; Thietmar, op. e loc. cit.


Transl. s. Institie negli
776, IV, 21
;

Ada

s.

settembre,

sanctorum,

58; Vita Heriherti

Gemi.
Nilo

in

hist.

(ivi,

d'i

Script.

non come afferm

Pert:^

cuidam

a Teutonicum un rigo in bianco.


20. Perti

in nota:

victos e

i.

e.

hanno vinctos

heimenses

VII,

2,

Lantberto (Mon.
IV, 742);

IV, 616-619)

Ann.

Vita di
Hildes-

(ivi,

IH, 92) agli

(2) Cf..^;///. 0/^^^Z. loc.

all'a.

p.

ititerlin.

aggiunge sa interlin. a ver; l'omissione

Uba caudam
15.

U aggiunge sn

Af facinoris

3.

Veneticorum sopra Venetiquorum

ma

(i) Cf.

6.

col fa di facie

l'affinit

12.

vinctos

severitate libe-

Thietmar,
Heriherti
s.

op. e loc,

di

cit.

IV, 849.

(3) Zara.

996, 998.

aira.998;

cit.

IV, 21

Lantberto,

Pier Damiano,

loc.

a.

cit.

Vita di

s.

loc.

Vita
cit.

Romualdo,

31

GIOVANNI DIACONO

1S6

hoc audiens Petrus

successorum potestati subditos manerent.

dux, nulla interposita dilacione, suorum Consilio munitus, navalem


preparare expeditionem peregit, septimoque sui ducatus anno
26 maggio 1000.

asensionis

Domini

festo

cum

^^^

suis in sancti Petri Olivolensis ec-

ad missarum ministeria percipienda convenire voluit; cui 5


Doniinicus eiusdem loci episcopus triumphale vexillum contulit,
clesia

et

una classem consendentes


dehinc velis

runt.

plicuerunt

cum

urbem

ilio

die

Equilensem portum^^) intrave-

occiduoque vento

libratis

flante,

Gradensem ap-

quos domnus Vitalis patriarcha preeunte plebe

clericorum apparatu excipiens, digna suo principi obsequia

exibuit

cuius

quoque dexteram

condecoravit.

victrici sancti

inde pellagi sulcando

vinciam transientes,

civitatis

Hermachorae signo

undas Istriensem

Parentinae iuxta insulam

ad provelis de-

^3)

positis,

pernoctare disposuerunt; quibus venerabilis Andreas epi-

scopus

occurens,

quem

famulamina Petro duci multa

inpertitus

cuius petitioni adquiescens, multo

intravit, et expletis in sancti

exin

repto

Mauri aecclesia

ministeriis sacris, ar-

remigantibus nautis, apud monasterii sancti

itinere,

habere voluerunt
clericorum

et

^'^\

cepit

multa

interlin.

ha valore

di indicativo.

interlin. a

Polensem

interlin. innanzi

17.

corr. peregit sopra fecit

corr. signo sopra

16. rogitans] cos

signum
15.

codd.;
20.

21. XJ aggiunge s interlin. a antites

anno

di

Pietro Or-

la notizia del trionfo solo

Italia

corr. stipatus sopra stipato

II

Ottone

aggiunge transientes interlin.

sarebbe stato il 998, ma il


cronista stesso poi afferma di aver saputo

3.

pi. chiaro.

utroque

25.

M
il

pre-

12.

aggiunge
participio

U aggiunge
U aggiunge h

onore

(i) Il settimo

sedo

13.

con inchiostro

et

deinde vastum velifcando

glorificavit.

corr. victrici sopra victrice

aggiunge ad interlin.

ospi-

Bertaldus Pollensis eximius antistes

suorum sopra suorumque

corr.
II.

illuc

civium multitudine festinus advenit,

honore eundem ducem


2.

15

urbem

milite stipatus

Andreae insulam, quae iuxta Pollensem civitatem manet, grata

cum

est.

humiliter rogitans ut sancti Mauri oraculum adire non recu-

saret;

eia

io

III nella

quando

sua terza discesa in

giunse a Pavia, cio nel prin-

cipio del luglio dell'anno

GiESEBRECHT, op.

cit. I,

1000.

736.

La

dizione cominci

il

maggio

dell'Ascensione) del 1000;


gio

il

doge

si

il

(festa

19

mag-

trovava gi a Ossero,

(2) Il porto di lesolo, ora chiuso;


stava presso la foce della Piave.
(3) Isoletta vicina a Parenzo.

monastero

Cf.

(4) Isola del

spc-

drca presso Pola.

di S.

An-

20

CRONACA VENEZIANA.
aequor, Absarensem

verum omnes de

^^^

ad urbem delati sunt

finitimis

tam

j|

I57

ubi

Roraanorum quam Sclavorum

debant, et sacramentis ab omnibus peractis sub


testate

manere decreverant.

illius principis

decantaverunt.

caeperunt.

altera

IO urbem, eiusdem

modulamina

acceptis stipendiis, dispositum transfretare iter

vero die latarensem antequam adpropinquarct

civitatis prior

dominum gaudimoniis

C5)

cum

episcopo et caeteris

potiti recaeperunt,

et ingressi

suum

urbem,

ibi

regionis maiores confluentes, eiusdem principis dominationi

subesse praeobtabant

cum earum

Inter

quos Veclensis

et

Arbensis

<^4)

episcopi

civitatum prioribus adfuerunt, et pari voto supra sacra

evangelistarum dieta iuraverunt quo iuxta illorum scire et posce

domni

deinceps

Petri ducis fidem observare debuissent

quo

episcopi eisdem sacris confirmaverunt


laudis

pompam

in aecclesia

insuper

diebus, quibus

feriatis

depromere solebant,

istius principis

nomen post imperatorum laudis preconiis glorificarent. Croato20 rum itaque rex ad suae gentis depopulationem ducem advenisse
prenoscens, nunciorum studio eundem placare pacificis nisus est
verbis; quod domnus dux omnino parvi pendens, eosdem nuncios
redire dimisit, et sic tractare cum utriusque gentis exercitu adorsus
quo inimicorum

est

aditus intrare, vel quibus argumentis illorum

25 munitissima loca indemnis capere posset.


latione didicit quadraginta

3-4.

quod

quorumdam

re-

Narentanorum nobilium de Apuleis

aggiunge n interlin. a gaudebat


19.

tunc

5.

Pert:^

corr. imperatorum sopra imperator...

decreverunt
25.

15. Pert:(_

corr. posset sopra

possit

(i) Ossero

nell'isola

da essa dipendeva

Cherso

di

anche

l'isola

tini

Cio

un

rettore che col titolo di prior

reggeva sotto la sovranit di Biquesta forma di governo era


Cf. Ragi durata per tutto il sto. x.
la

Sanzio

Lussin.
(2)

31

po-

tunc omnibus, quibus aetatis plenitudo adherat,

secum venire iussit, et

illius

e.

C^)

hoc peracto, sacrum diem penteco-

sten solemniter caelebrantes, predicto principi laudis

15

cives,

convenientes, tanti ospitis adventum se praevenisse gau-

castellis

non modo

gli

Slavi soggetti ai La-

(Itahani) nell'isola di Cherso.

Come

risulta dai docc. raccolti

(3)
dai Racki, op.

cit.

che nel principio del

p.

17,

sec.

n.

13, an-

x Zara aveva

cki, op.

cit.

silio.

(4)

p. 21, n.

17.

Maius e
Cf. Racki, op.
Veglia, Arbe.

era allora

il

Il

prior

vescovo Ba-

cit. p.

26, n. 21.

'"S"o ^o-

GIOVANNI DIACONO

IjS

decem naves,

partibus peractis negociis ad propriam velie reverti;

hominibus onerate, ad insulam quae


stinatione destinavit

qui

dum

vo||catur

irent, facili

prehendentes, Traorensem ad urbem

mnus namque dux

utriusque et

circumseptus,

militibus

certamine eosdem com-

accelerare voluerunt.

a Belgradense

urbe insulam

et fdelitatem sibi

autem

adipisci valerent; sin

periculum incurrere formidabant,

si

advenit,

(3)

spontaneum

iurare vellent, gratiam

se certamine capturos procul dubio

hoc vero audientes, domini

scirent.

do-

predictam urbem relinquens,

de qua talem legationem civibus mittere placuit: ut

famulicium persolvere

fe-

Dalmacianorum ac Venetiquorum

sexto die

quandam non longe

ad

^^^

Gaza (^ sub omni

Sclavorum

sui,

io

scilicet regis,

et tanto principi resistere

non

valebant; unde utroque discrimine positi, quid agere poenitus igno-

domni

rabant; tandem timoratione

regis militibus, et sacramenta et

ducis

atriti,

adstantibus eiusdem

obsequium persolverunt.

egres-

15

sus vero inde, Levigrade insulae'^^) colones egregio duci occurren-

sacramenta prompte fecerunt; cumque Traorensem urbem

tes,

ab episcopo civibusque sacramentis corroboratus est; inibi

peteret,

suos, quos antea ex

Sclavorum etiam

repperit.
rat; qui

laterensi civitate misisse diximus, victores

condam

regis

(5)

frater,

Surigna

W nomine, ade-

20

fraterno dolo deceptus, regni amiserat diadema.

namque non modo sacramenti vinculo se eidem duci associavit, verum etiam Stefanum puerulum, karissimam sobolem suam,

ipse

pr obside commendavit.

sibi

validam urbem

(^7)^

que tocius Dalmaciae metropolis constat, pre- 25

quem

dictus princeps advenit;

2.

interlin.

aggiunge

hominibus

a incurere

25.

(i) Cazza, Kaca,

Tra.

(3)

Pasman

all'ovest

La-

di

veyco

n.

53.

memorie
.

12.
piii

infulatus

chiaro

aggiunge
li

vadam

Vergada, presso Zara vecchia,


Dandolo, loc. cit.
(5) Mucimir.
(4)

XII, 227.

presso Bielograd, che

si

e nelle

spazio interim.

aggiunge interlin. con inchiostro

chiama Zara vecchia; nei docc.


del sec. xi il suo nome Postimana
ora

archi episcopus ^^\ sacro

onerate nello

gosta e al sud di Lissa.


(2)

hinc Spaletinam nobilissimam et

pi

antiche

Cf. Racki, op.

Fla-

cit. p.

70,

(6) Zurislav, era

il

nome

slava secondo Racki, op.


(7) Spalato.
(8) Pietro, secondo
loc.

cit.

XII, 229.

il

nella

forma

cit. p.

429.

Dandolo,

CRONACA VENEZIANA.
officio,

cum

urbana tam clcricorum quain laicorum multitudine

missarum sollemj'pniam celebrans ex voto iusiurandi

excepit, et

eidem omiies placare satagerunt.

fide

princeps quadraginta
5

est

suorum

in captivitatem

sui

tam

exiret finibus,

maiores

ille,

modo

reservavit.

his

gressum tendere

ad

definitis,

apud

cepit.

<^')

santes parere iussionibus, valida

fautore

dum

preterea

votum

ad

iteran-

tunc

dux captivos redderc

pacem

violasset retentos se-

alios illius regionis

sancti

voluisset, Curzule

subiugavit.

dux de

ipse

quempiam

exiere nec

deberet.

iubens, sex tantum illorum ne ipse

dum

sibi illos

ad satisfaciendum pr suis votis convenirent, et

sibi

10 tem Veneticum molestare

habere

continua prece

Narrentanorum princeps, quam omnes

nec censum predictum aliquo

cum

mancipatos expertus

quo priusqu'am

reddi imploravit, iioc videiicet pacto,


illis

Narrentanorum quidem

domnum ducem

qui suis internunciis

159

subiugandos

Maximi ecclesiam ospicium

insule habitatores,

manu

recu-

suis

adquisivit sueque potestati

tsdem dux quicquid cordi aderat Deo

improbos Ladestine

coiisequeretur,

quorum

habitatores agredi conatus est; a

insulae

^^^

rabiae Veneti ci

per-

illa

navigantes loca propriis facultatibus privati, nudi sepissime eva-

20 serunt.

siquidem eadem insula

erat

circumsepta;

licet

unus murorum menibus

e quibus

munitus, inexpugnabilis ab omnibus crede-

hedificiis

dein vero predictus princeps, multitudine

batur.

quendam

illius

lieta pertinatia

insulae

Pert:^

II.

sollempnia incelebrans

9.

26.

nello

corr.

spa:^io

interlin.

pugna sopra pugnam

exiere] cos

12. his] Pert:^

e Ufi segno che pii d'una volta ricorre nel cod.

maiuscola

collecta,

ut re-

ad se venirent, aut pugna sese petituros scirent;

corr. violasset sopra ..iolasset

L"^

navium

portum penetra vit, mandans civibus

postmodum

qui timore constricti pacifica verba protulerunt.


2.

promunctoriis

aditum intrantibus non denegaret, montium

tamen sublimitate ostentabatur,


turriumque

scopulosis

14.

U per

Pert:{^

ripetutamente per exigere

avendo interpretato per

eis

h quando

sui

petituros] cos

aggiunto in

17.

codd.;

illis

il

forma

omette ad

di

votum

participio futuro attivo ha

significato passivo.

dal cod. Marc. Lat.

(i) Curzola.
(2) Lagosta, Adcaro^ov;

ha

Lesinae

il

nel luogo

dente dell'edizione, ma,

400

cat.

Dandolo

corrispon-

vero legge Ladestine.

come

risulta

un errore

Zan.

di trascrizione

e.
il

98A,
testo

e.

52 b

GIOVANNI DIACONO

l6o

iniunctum
))

pacem

nulla ratione

fuit

a duce consequi posse, nisi

destructam vero inreparabilem

civitatem ipsi destruerent,

inha-

||

bitabilemque relinquerent; quod omni nisu facere interdicentes,

tunc isdem princeps

adorsi sunt.

tanti exercitui sese obsistere

suos ad certamen preparare illosque inpugnare acriter iussit; ve-

rum

quia arduus locus difficilem dabat appropinquantibus ingres-

sum, iaculorum

maior pars exercitus ex

impetum

patebant,

qua po-

ictibus hostes aliquandiu procul, virt te

tamen Dei omnipotentis dispensacione

terant, coarcere satagebant.

unde

loco,

ilio

municionis ostia

illius

montis per devia consen-

facientes, reliqua

dendo, turres, ubi aquarum vascula tuebantur, comprehenderunt

animo, armis depositis, nichil amplius

deiecti

sum periculum
pietatis

quam

evadere flecsxis exorabant poplitibus.

amator omnes vivos conservare

devastare precepit

mortis exo-

dux itaque

insti tuens, civitatem tan-

quo peracto victor princeps

aecclesiam reciprocavit.

io

tantum luctamine comprimebant, donec

in quibus consistentes, in

tum

sancti

omnes

conveniens, eidem principi sacramenta

Maximi

cum

Ragusiensis archiepiscopus

illic

suis

facientes, obsequia

multa detulerunt; inde predictas civitates repetendo remeans, ad

Veneciam cum

triumpho tandem regressus

tali

Interea Ottoimperatorad Italicum


Aiia fine del giugno
del 1000.

regnum

...

neus per vasti Cumani

20

est.

tertio repetere dispo-

gurgites aditum habere voluit;

laci

Longobardorum multitudine Cumana

in urbe excoeperunt, inter

quos Johannes diaconus, supradicti Petri ducis nuncius,


sui senioris

quem
de

licet

triumpho ignarus, advenit, suumque seniorem tantum 25

profectum ad debellandam Sclavorum duriciam imperatori nunciavit.


Estate e autunno
del 1000.

uthem, nonnullis referentibus

adlret

pho

cumque isdem lohannesunam cum imperatore Ticinensem

extitit

g.

expertus

tantum abrasione
14. flecsxis]

undu

cos

giunge

25.
1

Pert^
i8.

Scavorum

(aggiunge d interlin, a redire

denec

trium-

propriam iam reddire volenti

ti

15.

(sicientes

l'abrasione
27.

et

unde

12.

donec

ha dopo

13.

Af nil

copista dopo aver sostituito cs a x dimentic

flexis

U corr.

ha dopo ignarus

interlin. a

il

domini adventu

M Pert^
M Per

unde sopra undu

corr.

ove prohahilmente

chiaro conservare

lacus

cui imperator ad

d'una parola.

di togliere la lettera x.
piti

sui

urum]

aggiunge interlin. con inchiostro

sopra frase abrasa.


d'una parola (esset

cos

22.
?).

U, come sopra, per una

M Perti
26.

ag-

29.

CRONACA VENEZIANA.
hoc secretum iniungens suo

l6l

seniori delegavit, ut,

si

possibile foret,

dilectionis gratia in aliquo sue potestatis loco ciani vellet venire,

compatris presentia et sagacitate

et tanti viri et

que quamquam avide


5

tale audiret

dux nam-

potiri.

nuntium, tamen

numquam

hoc

posse credebat quo tantorum regnorum princeps suis igno-

fieri

e.

II

rantibus expedite aliena iura valeret intrare

veruni

neniine eodeni comunicare sermone volens, tacitus

cum suorum
sibi in

corde

predictus vero cesar, Ticinense relieta urbe, per Tuscie

servabat.

Romanum

alpes

33B

obtabile peciit solium

deinde in abstinencia, que

IO ^pascalem antecedens solemnitatem, Ravennani descendere curavit.

dux eundem loliannem diaconum destinavit;

cui Petrus

inverno dei 1000.


^''^

^'^'^

del

marzo looi.

quo

benigne susceptus, inportune id ipsum quod antea dixerat reciprocare

satagebat; unde factum est ut inter utrasque partes saepe-

dicto

lohanne diacono crebro discurrendo,

demum

15 cium,

tale ventilaretur

imperator salubre a duce accepto Consilio sacruni

diem pascalem devotissime celebrans omnibus maioribus


dicavit
in

se purgationis

quadam

quantis

diebus

commorari

velie,

^^\ accipere,

Eripdani cingitur fluentis.

tunc

cum

et diu

hoc

aliquantis, quibus

intrans navim,

predictum

peciit

ex

littore,

his dictis, dies statuta est in

Marci oraculum

et

ali-

manet siquidem eadeni

20 insula non procul a Venecia, ex una parte marino

et sancti

suis in-

poculum apud sancte Marie monasterium

que Ponposia nominatur

insula,

inibi

nego-

qua

desideratum compatrem
familiariter

commissum

aliis
ille

adiret.

habebat,

monasterium; ubi minime per-

25 noctans, abate cum monachis astantibus eiusdem monasterii quod-

dam

ospiciolum previdens preparare

curationis

potum

custodire

iussit, in

simulabat.

parvam naviculam ascendens, qua

quo

sese per triduum

nocte

itaque

perventa

predictus Johannes diaconus

ad ipsius insule marginem prestolando latitabat; HeciHnus vero


IO.

antecedens] cosi

sopra procuravit

hanno

dies

sione di et

dens] cos

(i)

26.
;
i

codd.;

il

pari. pres. ha valore d'indicativo.

21. Pert:^ omette dies e in nota

corr. previdens sopra lettere abrase

forse prima leg^gevasi pvevdevQ et preparare


codd.;

Pomposia

e.

s.

scilicet dies^

poi

P^r/;?;

corr. curavit

ma

U V

ha lacuna per abra-

preparar!

28. ascen-

per ascendit

ricordata spesso nei

documenti ravennati pi antichi


Cron. vene^. ant.

pone

della

collezione del Faxtuzzi,

Monuvicnti

ravennati.
11

13 aprile

loot.

GIOVANNI DIACONO

l62

Comes, qui postea Baiovariorum dux fFectus

comes

Tarvisianus

Teuperiius belicosissimus

^^\

Raimbaldus

est ^'\ et
vir,

Rainardus,

Tamo camerarii, Waltterus unicus capellanus, Fredericus, postmodum Ravennas archiepiscopus (3) extitit, simul in predictam
navim ascenderunt; qui

tota nocte et die nautis inquiete

na-

^4)

vigantibus iam sequentis noctis in tempestate sancti Servuli ec34

clesiam, que

non longe

a ducis palacio

cuerunt, ubi Petrus prepotens


prestolabatur;

quia

et

dux

scita decernitur, appli-

(5)
||

hominis occulte adventum

tanti

obscuritate

tetre noctis

minime

conspici

vicissim sese valebant, inter amplexus et novi ospitis dulcissima

obscula

dux

taliter

allocutus

illuni

est:

monasterium previdere, instanter oportet


ante crepusculum in palacii mei

alter

quidem predictum

nasterium

ingressus

haud tamen

te illuc

ire,

quo

lucis

meniis queas dignissime

ospi-

petiit

palacium advenit,

sane

cum

secum duobus

ducem de

ceteris

Fredericus]

Pert::^

cissima sopra duccissima


a moratus

21.

decade

illius

xiii,

ove

op.

Eccl.

inciso.

4,

e loc.

Ven. par.

II,

fu pubblicato l'atto

al

mona-

stero di S. Zaccaria; lo stesso conte

ricordato nella sentenza del 25

marzo

996 edita da Kohlschtter, op.


p. 84 sgg.

cit.

Ravennae

minus

17.

io.

U aggiunge

M Pert^

autem

postmodum

- extitit

corr. dui'

com. inter Un.

ante

un docu-

(3) Federico apparisce in

cit.

donazione di due poderi nella villa


Brendola fatta da Rambaldo conte di
1005

erat

ne circumstantes hoc

la proposi:iione

Pert-:^^

corr. ante sopra

di

Treviso nel maggio

in

prefatus vero Hece-

cui salutarla verba,

perlustrata,

matutinali officio veniente ante sancti

3.

Corner,

mo-

intravit;

suis retrudi et servari voluit.

13. meniis]

autem

Thietmar,

805, VI,
(2) Cf.

dequoritate

aggiungono qui mentre

pu ssere considerata come un

(i) Cf.

onmi

et

Marci limina exceperunt

3.

illius

ecclesiam

foret,

ne agnosceretur, habitu indutus.

vili,

linus

patefactus

ipsi

postquam

monasterium.

diucius commoratus, sed, ut condictum fuerat,

illic

orientali turre

p.

Zacharie

sancti

deinde navim uterque ascendens alter proprium palacium,

tari.

ad

vis

si

io

mento del 100 1 posteriore al 15 giugno


come arcivescovo di Ravenna. Fanruzzi, Monum. ravennati, IV, 184.
(4) Essendo grande il tratto di mare
che dovevano percorrere in un giorno
nella piccola barca da Pomposia a
Venezia,

era naturale che

marinai

attendessero al loro compito con lena,

inquiete

(5) In un' isoletta presso

Olivolo.

20

CRONACA VENEZIANA.
secretum sentirent, ex imperiali

quomodo imperator
sponderunt;

vigeret, vel ubi esset inquiens requisivit; at

datis obsculis,

et

imperatorem

ipse vero

bens,

Veneticorum huiuscemodi

cum

refectione

aliis

iiospitari illos iuxta

in predicta turre

manere, ne

dapibus colloquisque reficiebatur.

namque

15

nichil

dux

dehinc

omnium Veneticorum

quidcm, quod pr pacti

V;

im

7.

4.

U ha

suarum seu

corr. hospitari sopra hospitali

codd.

e.

s.

cos

U corr.

ad

6. in]
(t ?).

U;

cessare] cos

leggi cesare

per voluit

...

350, 2 die. 967, patto di Ottone I:

Petrus dux Veneticorum et nostrum compatrem per suum nun-

cunctus ducatus

cium, Ioannem videlicet dyaconum,

et
((

omnia quo-

promittebat; sed

ecclesiarum

Pert:^ refectionem

8.

15. volens] cosi

Kaiser urhindcn,

(i)
li.

et

dopo sentire l'abrasione d'una lettera

prandii sopra frase abrasa.


IO. Pert:^ filia

pr votis
ut

nisi

^^\

eidem

('),

predia integre solidatis, in statu suis tem-

Pert:i pertulerunt

I.

Pert:^

impertiri

volens

exigere

ei

quis

adhuc caticumina de sacro bap-

filiam ducis

suo compatri duci perpetua scriptione donabat


lrmiter

cum

fidei vin-

federe a Veneticis supra quinquaginta libras persolvebatur

illi

iu-

una cum cessare

sero

ad perfectc

tismatis lavacro cesar suscepit; pallium

moda

re-

capacitate posset sentire; ad prandii

rei

palam conveniebat;

culum confrmandum,

palacium

iieque fas duci fuerat

adivit.

per totum diem

imperatore

10

quibus dux

parte protulerunt;

apud Pamposiae monasteri um eundem sospitem dimisisse

illi

163

promisit nobis

Veneticorum

stris

et

sgg.

successoribus no-

pr huius pactionis foedere an-

omni mense marcii

nualiter

vere libras

quinquaginta

e secondo

il

persol-

suorum denariorum

te

pallium

et

testo

del

unum;

Liher hanciis

17 b: Tributa pacti

a e.

478

I,

omni anno

mensis marcii nobis persolvantur

bre

viginti

n a ri
renza della
d e

))

li-

quinque de nostro
il che spiega la diffe;

cifra;

Kaiserurkiinden,

II,

nostrani

humiliter deprecando adiit

celsitudinem,

quatinus

pallium

et

quae camerarii nostri sibi annuali ter pr censu exigebant eidem suisperdonare ac
successoribus
que
concedere omnia, exceptis quinquaomnia
ginta libris, dignaremur.
in omnibus prefato Petro duci et
dilecto compatri nostro suisque suc cessoribus ea quae suprascripta esse

videntur, exceptis

quinquaginta

libris

de illorum denariorum moneta, ta-

352 sgg., 7 giugno


II, ove il passo
di
Ottone
patto
983,
del patto precedente ripetuto colle

pagina ut nec nos nec aliquis no-

parole delia prima redazione.

strorum

esiste nell'Arch.

successoribus amplius ex iam dicto

127A:

censu exigere possit

par.

I,

stesse
(2)

n.

Il

di Stato a

300,

p.

documento

Venezia, cod. Trev.

e.

liter imperiali

concedimus iure hac

successorum
.

sibi

suisque

e.

34 B

1^4

GIOVANNI DIACONO

poribus conservaret.

altero

autem

cum iam

die,

||

redeundi licitum

habere volebat, diversarum generum fortunis dux


voluit, qui nichil

orum

eum munerare

continere cupiebat dicens: illud mihi crimeii

inducere nolo, ne quis cupiditatis et non sancti Marci tueque


lectionis causa

me huc

tatus precibus,

eburneum

genteum siphum

cum suo

subsellio,

peractum opere

raro

Hecilinus siquidem et ceteri antedicti

sunt.

licentiam

nec non ar-

dono,

licet

datoque obsculo, lacrimantibus utrisque separati

invitus, recepit,

die

urceum

et

tamen inportunis coar-

venisse asserat.
sedile

di-

lohanne diacono navim

intrans,

sed altero

ilio,

cum duobus tantum

imperator

perceperunt.

non

et

io

predictum occulte in nocte re-

mane vero se prestolantibus videro


Ravennani cum prelibati lohanni diaconi

gressus est ad monasterium.

inopinate

exibuit,

et

nave prperans, de Venetia se reverti omnibus prodiit; quod


credere volentes

fcile

ammodum

mirantur.

Veneticorum populum post triduum


Tra

il

luglio

seltembre
del looi.

in palacio convenire indixit

quam

15

eodem quoque tempore

pericia sui senioris conlaudabat.

il

Beneventanos cives audiens imperator


gressis

Settembre looi.
Ottobre looi.

omnem

huiuscemodi gestum patefaciens, non minus fidem imperatoris

cui
e

dux itaque

dif-

suo imperio potenter subiugavit multosque

peractis,

Ravennam iterum

interfecit.

Papiensem deinde

adveniens,

Romanorum

urbem, ibique

quibus ag-

rebellare,

sibi

his

20

peciit

cives dominationis iugo abiecto sibi

repugnaturos audivit; contra quos patricium suum, nomine ZaC. alla met
del dicembre looi.

zonem, cum exercitu mittens,

acta cesar

per

Ravennam

instanter

lohannem diaconum Petro suo compatri

ex Papiensi, aliud ex Ravennati

dux recompensationis

cui

navigio

eo tempore duo imperialia ornamenta auro miro opere 2^

descendit.

unum

ipse

gratia

urbe dono

duci,

transmisit;

cathedram elephantinis

artificiose

eundem diaconum Ravenne direxit, quam avide


eadem conservandam urbe reliquit. dehinc Roma- 30

sculpta tabulis per


suscipiens in

nam dum
dans,

3.

7.

in

orum]

vellet

quoddam
cos

U;

castellum,

Pertx_

corr. miro sopra raro

deriv la corre:^. di V.
27.

validam urbem repetere, civium insidias formi-

Paternum nomine,

V horum

M miro
i3-

4.

U corr.

Poco dopo anche


(aggiunge

corr. transmisit sopra transmitit

in

ascendit,

ubi

cupiditatis sopra cupitatas

Uauro miro opere

finale a lohanni

acta donde

Per ti lohannis

CRONACA VENEZIANA.
non

infelix

165

sospes manens, inter dulces annos corpoream dure

diu||

vitam amisit; de cuius funere gentes ubiquc minime tunc questu

corpusculum vero eius Coloniensi archiepiscopo

silebant.

memorie Karolo queat iudicialem

decessore suo pie

diem

lari

ibi

suscepit diadema,

quamquam

Ardoinus^^'),

coronam usurparet; tamen illorum maior

regni

re-

commitis

Ticinum quibusdam Longobardorum

apud

filius,

IO faventibus

sibi

pars

Henrici regis expectabat adventum.

Anno quidem incarnacionis Redemptoris nostri


ducatus vero domni Petri Veneticorum

millesimo quarto,

Dalmaticorum ducis

ac

decimo, Johannes eiusdem ducis egregia proles genitoris effectus


15

consors

est

qui

quem dum

dignitate;

anno ephebum
gebat

pii

(J)

etas

torcia

octavo decimo

(4)

nimirum paterno ingenio

et probitate vi-

parentis adeo obtemperare studeat

moribus ut sub

foveret,

gemino regimine' omnis


anno

Sarracenorum

patria

eodem vero

uno maneret foedere.


Apuliensium

multitudo,

invadens,

fines

20 A^arensem civitatem, ubi Gregorius imperialis catapanus preerat,


ex omni parte obsidione circumdabat.
potens dux, preparare

4.

aggiunge

con inchiostro

f interlin.

5.

Perii Langobardorum
sopra studeat

loc.

cit.

IV,

op.

pp. 77, 78 agli

loc.

a.

in

cit.

1000, looi,
loc.

cit.

IODI, 1002; Vita Heri-

Lantberto

loc.

cit.

745; Vita Bvnivardi episcopi di

GAR

Mon. Gemi.

hist.

IV,

Than-

Script.

IV,

769-775.
(3)

Thietmar, op. e loc. cit. p. 797,


Hartwigus; Adalboldo,

V, 16:

U corr.

9.

corr. Aquis-

Dadonis sopra Dedonis

U, forse per studebat

corr. studuit

li in Mon.

Hcinrici

Germ.

hist.

Script. IV, 687.

Ann. Oued.

30;

Ann. Hilddsheimenses,
di

sanctique Lau-

chiaro a deferente

Vita

Thietmar,

781, 7S2,

berti

iussit,

M studuit

pp.

III, 92, agli a.

pi

Pert:^ sibi

17. studeat] cosi

(i) Eriberto.

1002;

quod audiens Petrus pre-

maximam expedicionem

grani sopra Aquisgra..i

(2) Cf.

1002.

<^^).

rite

Dadonis

23 gennaio

presto-

Post hunc Henricus regalis dux prosapia de regia ortus

gnorum

35

cum
cum

(')

defferente in Aquisgrani palacium fuerat dclatum, ut

ceteris

e.

(4)

La

tercia aetas

doro {Orig.
cio la
gli

cap.

parte

2)

Isi-

l'adolescenza,

vita

della

secondo

umana

tra

anni 15 e 28, e questo ha voluto

significare

il

cronista.

(5) Negli ^;z. Barenses (Mon. Germ.


hist. Script. V, 53) l'anno fu il 1005;
in quelli di Lupo (ivi, V, 55) il 1002;

secondo
dei

la loro

Musulmani

testimonianza
era

il

il

kaid Safi.

capo

6 giugno 1002.

GIOVANNI DIACONO

l66

IO agosto 1003?

6 settembre.

rentii in

sollempni die de Venecia exiens eosdem

vastum per mare velificando terrarum diversa

aggressus

est; qui

Jq^^

traiisiret,

j^^jj^

expugnaturos

octavo idus septembris

(^)

predictam urbem

Sarracenorum nempe uterque exercitus cernens

appropinquabat.

insperatam salutem cristianis advenire armatis manibus,

alii

supra

naves ascendentes cristianos ad certa-

equos

littore adstabant, alii

men

audacter provocabant.

sed

domnus

propiciatione

divina

cum omnibus suis antedictc civitatis in portum indemnis ingressus est; quem cives una cum Gregorio imperiali

Petrus

dux

Catapano digne suscipientes eiusdem urbis in palacio ospitari fece- io


e.

55 B

tunc

runt.

ritate tueri

domnus dux quomodo urbem a paganorum (^) sevequivisset pertractare cepit; verum prius alimoniarum
||

solatiis cives inedia

contra nequissimam

vexillum
instituit,

tum

ut viriliter

gentem bellum agerent amonuit;

et victrice

perpessos sufficienter recreavit;

in suburbio ad

unde factum

nunc gladiorum, nunc

est

bant,

est pe-

quatinus per triduum continuatim

igneis iaculis Sarracenos acriter inseque-

tercie noctis in silentio

non multum post

itaque

paganorum

aufugit exercitus; ce-

domni

degentes, confusi recesserunt.

illos

nomen

Petri ducis

deinceps celebre

habuerunt,

qui nullo terreno sed divino

liberavit ab

inimicorum persecutione

Non

die

quo

festiva

Pert'^

zione pass.

expugnaturus
16.

(2)

il

ma

novalem

omettono qui

(i) II viaggio
sto e

constrictus timore eos

<^3\

il

cronista usa spesso

tra

il

IO ago-

il

in sancti Benedicti

partic. fut. att. con significa-

navalem sopra novalem

corr.

21. illos] cos

avvenne

nam dum

est.

codd.

Pert^

moriae

6 settembre.

all'a.

Saraceni.

rum

(3) Ann. Barenses,

1002:

Lupo,
obsedit

trum ducem Venetiarum bonae me-

cem Venetorum

53,

loc.

cit.

V,

55,

Sapi caytus Ba-

Lucam mense

V,

Per ti navale

adstante maio 2 die usque ad

per Pe-

1003

loc. cit,

et liberata est

illic

sanctum
tuncque

all'a.

honorabile

Dei genetricis assumtio a fidelibus

ostensum

celebratur, divinitus

I.

et

cives

puto pretermittendum fore prodigium quod cuidam Sar- 25

racenorum

15

autem, qui finitimarum loca crudeli iure mancipando posside- 20

teri

20.

pugnandum

quosdam vero secum adsumens, navalem adorsus

ragere bellum.

rentur.

quosdam

iubens,

se preire

octobris

liberata est per Petrum du.

CRONACA VENEZIANA.

1^7

monasterii, hauti procul ab urbe, quadani numitissima turrc ipse

maneret, emicantem stellam ex occiduo

eiusdemque

venire,

leronimo spirituaU
5

portu

civitatis in

climate

cadere conspexit.

hoc,

ut

monasterii patri patefactum esset,

et prenotati

statini

futurum sancte Marie auxiHura, que

tatur,

civibus

advenire intellexi; quod

maris interpre-

stella

intemerata puerpera

in

Veneticorum ducis adventu procul dubio complevit, quem

Petri

de occiduis partibus venire permittens


oste

cursu

prepete

idem namque dux de

triumphum.

concessit

illi

suae nativitatis festo, de

in

loco

ilio

IO nuncios suos Constantinopolim destinavit, et a Catapano imperiali

Veneciam incolomes remeavit.

multis ditatus muneribus ad

Hoc quoque tempore


cum exercitu mittens cum
campo
15

Ardoino

pugnam

in

peregit, et ex utraque parte

(^\

expertum,

foret

Italiam intravit,

Veronensi urbe expulso, omnes Longobardos potenter

suo regimini subiugavit.


in predicta

56 a

Italia

Ardoino, usurpativo rege, iusta Alpes,

cumque hoc Heinrico regi


anno maxima stipatum expedicione

in sequenti
et

Ottonem ducem ad

Heinricus rex

qui Vitalis nuncupatur,

multi ceciderunt

urbe

cui

ctiam

Petrus

suum natum mire

Veneticorum

dux

pulchritudinis puerulum, prece

20 sua permotus, honorifice delegavit, quem crismatis divo liquore


ex more

Unire,

fecit

obtime muneratum remisit.

patri

deinde

ceteras Italie civitates properare disponens, Papi a Mediolanensi

archiepiscopo

gimen

estitit

regnum

tunc per

et

Pert:(_

Pert:^ est
14.

U V

17. Pert\_

monasterio
ii.

Cumanum

U ha

compo

15.

di

battaglia

Thietmar, op. e loc.


Adalboldo,
i^;

II, loc. cit.

avvenne

cit.

Vita

IV, 687, 688; la


ad

Pert^ prenominati

corr. ceciderunt con ci Inter Un.

23. AI episcopo

^^

4.

l'abrasione d'una lettera.

27.

Ungaricum

Hoc] manca

pi.

montem
(2) Cf.

all' a.

Pert^ incolomis
i6.

in

Pert^ stipatus

la

maiuscola

accurata.

Ann. Ouedl.

loc. cit. p. 79,

1004; Thietmar, op. e

pp. 805-807, VI, 3-7.

Maggio 1004.

et inter-

lacum ultramontanum

Pert^ eiusque

Veneciam

che doveva essere aggiunta nel margine con scrittura

P- 797>
Heinrici

re-

Petrus famosus dux, sedula petitione a

3.

dopo

Langobardos

(i) Cf.

suum

(^\

Hoc quoque tempore


I.

totam pene urbem incendio

molliri cognoscens,

25 fectione devastavi t,
petiit

coronatus, ubi cives insidias contra

loc. cit.

Giugno 1004.

GIOVANNI DIACONO

1^8

Vassylio

et

Constantino imperatoribus coactus, lohannem ducem,

suam dilectam prolem, ad regiamurbem causa

quem

dum

imperatores

coniugi! delegavit<^').

benigne susciperent, cuiusdam nobilissimi

Argiropoli nomine, imperiali editam stirpe,

patricii filiam

illi

de-

sponsare decreverunt, et ut tante femine, imperatorum videlicet 5

dux una cum puella

neptis, copulationis dies acceleraret, prefatus

quadam

imperiali decreto in

capella convenire permissisunt, ibique

ab eiusdem urbis pastore sacre benedictionis munus, ab impera36 B

toribus aureas diademas suis capitibus perceperunt; fquibus dextera

utroque imperatore superposita manu, aulam, qua convivantium

manere videbatur,

cetus

pervenerunt.

decoritate

predicti

egregiae ac iocunde hunc peragere tha-

namque imperatores tam

lamum

tali

satagebant, ut triduo

convivantium gaudiis haud defue-

runt ipsi familiares convive; hoc

in palacio

tali

quod Yconomium

nunccupatur peracto ordine, quisque eorum, muneribus receptis,


retrogradus recessit.

io

novicius vero dux

cum

15

sua venusta sponsa

aput pallacium, quod iure dotalicii nuper acquisierat, degere dis-

discederet interim de

manu

Bulgarorum

fnibus,

quos valida expugnando


cuius monitis

agredi temptabat, Dei auxilio reverteretur.

dux acquiescens, promte


redeunte, patriciatus

eius

20

adventum prestolabatur; ipso autem

eundem

dignitate

officii

Ottonem suum puerulum,

sublimavit

ducem;

qui aderat, fratrem muneribus tantum

dehinc dux sponsali dote, id est diverse fortune co-

honoravit.
piis,

monuit ne ab urbe

Vassilius imperator iniungens

cui

posuit.

licitum veniendi ad 25

simulque imperialibus donis acceptis,

propria impetravit;

nam parentum

conventus pernobilem puel-

lam regionem ad exteram quasi exulem euntem plorantes haud

omnia consecutus, navim cum

deerant.

dux itaque pr

spectabili

sponsa ascendens, equoreas sulcare

peravit; cui

votis

Grecorum seu aliarum gentium

procellas suis im-

incole ubique usque

ad patriam non denegabant impertiri obsequia.

14.

verat

19.

Perti expugnandos

matrimonio

(i) Il
Suvo'j/i;

corr. palacio sopra palacium

ijTOfiwv, II, 452.

M ad
M V ad

17.

27.

cumque proba-

Perti apud

dexteram

confermato anche dalla testimonianza

Pert^ acquisiPerti exeuntem

di

Cedreno,

30

CRONACA VENEZIANA.
et diu

bili

anhelanti patri

ventum, caelorum
procul a

duorum natorum

regi gratias agens

litote fecit excipere,

non solum

pater siquidem

navium multitudine eosdem

verum

gaudium

domna

scitur.

non

quem

cessavit; revera

remini-

vero Maria greca ductrix non post plures dies

puerum, Constantinopolim genitum, Venetiae


IO

hominibus con-

nemo nostrorum

nostris finibus emicuisse

aput

incolomes.

restituti

exteris

vivia crebra huiusscemodi thalamus facejre

par

pompa

circumscepti

et tali

suis,

nunciatum ad-

foret

palladi tribunal genitorum amplexibus sunt


5

169

natum

protulit

Petrus eximius dux de sacro baptismatis lavacro suscipiens,

Vassilium ob

nomen

avunculi sui imperatoris

imposuit.

circa

haec tempora prelibatus Petrus dux pr animae suae remedio mille

quinquaginta libras denariorum solatio tocius sue patriae Veneticis


donavit<^^\ ceptique palacii

15

opus ad unguem perduxit; ubi inter cetera

decoritatis opera dedalico instrumento capellam construere fecit,

quam non modo marmoreo verum aureo mirifice comsit ornatu ^^\
Interea Petrus dux dum sibi pr votis poene cuncta subpeditare decernere, plus solito

subiectum equitatis censura populum

regere studebat; sed divina providentia,

2.

corr, multitudine sopra miltitudine

modi

17.

V; leggi con

moderamine equo omnia

6,

U aggiunge

s interlin.

nterea colla solita omissione della maiuscola.

M decerneret

19.

a huiusce-

i8. decernere] cos

aggiunge re interlin. innan:ii a gere

forse

voleva scrivere gerere

(i)

Cio 1250.

Esiste

il

doc. nel-

l'Arch. di Stato a Venezia, cod. Trev.


c.

cit.

favente

KoHLSCHTPetrus Dei
ego
p. 93:
numne Veneticorum ac

91 B, e fu pubblicato da

TER, op.

Dalraaticorum dux omnibus nostris

fidelibus

presentibus scilicet et fu-

notum manere volo quod divino flamine inspirante pr meae

f<-

iussione
stere

tius

nostrae reipublicae utilitatem,


Cron.

vene-{.

ant.

me

ordine

et sine ali-

futuris

temporibus

subsi-

valeat;lucrum vero, quodbonis

agentibus hominibus exinde annua-

questum fuerit, omnem dationem, quam per tempora in aliquam


partem dar compellimur, si tantum
fuerit lucrum ex ipso deinceps per-

liter

animae remedio de meis propriis


fortunis dono atque concedo omni
Venetiae mihi subdito populo mille
ducentarum quinquaginta librarum
nostrae monetae denariorum parvorum (erroneamente Kolschtter,
vel parvorum) ad solatium et to-

hoc totum integrum

quo detrimento mea prece meaque

turis

eo videlicet promulgato a

ut

solvatur .

ha voluto significare
che il doge fece abbellire con tutti
mezzi dell'arte, dedalico instrui
(2) Il cronista

mento
aureo

quella

ornatu

1'

marmoreo

capella,

forse

contrapposto

designa

musaici.

n*

al

C.

57

GIOVANNI DIACONO

lyo

disponens, illum in tante


virtutis

provectum

meridiano climate apparens

in

A. 1007.

seu Veneciae fines pestilentia

Inter

quam maxima

<^^\

subsecuta

qua

Italiae

utriusque

quos domna Maria greca ductrix nec non Johannes egre-

numero

non modo mesti genitores vel

verum omnis

omni

fraterna

quorum

de

tantum famosi

boni complacerent

annorum

sex

gimine Veneciae prefuit populo.

Deo

ut

funere

deplorabant,

societas

io

namque

patria lacrimis et dolore tabescebat; fuerunt

probitate in

mo-

Zacharie

sancti

in

uno clauduntur mausoleo,

nasterio, pr dolor!

37 B

omnes

per
in

est.

flagicium,

conditionis nonnulli inopinata morte ceciderunt,

gius vir suus, sedecim dierum

^-

ad sue

itaque tempore stella

liumanum semper pronunciat

A. 1006.

humanc

eodem

acriter perculit.

cometis, cuius indicium

sexus

fastigio constitutum

felicitatis

hominibus ambo

et

spacio tantum sub patris

re-

quoddam

sed ut tantis meroris

II

presidium adesset consolationis, pari consensu Venetici interpel-

domni

lantes,

Petri principis

alterum natum,

terrena ctate quattuordecim

qui

quamquam

flore vegaetaret,

tamen adeo

vigebat quoad altero fratre

facundia

ingenii

annorum

aetate diceretur secundus ^^\


liberis

2.

19.

{i)

G^rm.

provectum sopra prove.. tura

Ann. Sangalhnses maiors


8 r, a. 1006:

stella apparuit insolitae


nis,

mirum

tractior,

non
in

sine

modum

Mon.

Nova

magnitudi-

terrore.

autem per

interdum,

et

iam

Visa est

menses in intimis
ultra omnia signa quae

tres

finibus austri,

videntur in caelo
Pestilentia

Q,uae

aliquando con-

aliquando diffusior,

extinguebatur

in

aspectu fulgurans,et oculos ver-

berans,

quorum

)).

gravis,

io, vel]

quoad]

corr. ingenii sopra ingenio

/;u/, 5cri/?/.I,

probitate sed

omnibus

all'a.

1007:

quae subitanea

suis

ut rite recordor

illorum primus herile sortitus est

libet.

corr.

non

voluit, ita ut testamentario iure

quisque suas acciperet porciones; nomina

exprimere

preterea Petrus dux

paternum munus impertiri

Ottonem,

scilicet

regalem puerum, ducatus dignitate sublimavere

cos

cos

nomen, qui

Pert^ velut

codd.

codd.; leggi quod

morte populum late vastabat .


(2) La colleganza di Ottone

al

padre nella dignit ducale provata


dal trattato seguito in quel

Venezia

e Castello

il

vicino

comune

tempo
di

tra

Sacco

(Gloria, op. cit. n. 82, dal


e. 92 a), ove si legge che

cod. Trev.
i

messi

di

presentia
scilicet

et

comparvero

questo

dominorum

(a torto

il

15

Petri

in

ducis

Gloria aggiunge

)Ottoms itemque ducis

filii

eius .

20

CRONACA VENEZIANA.
forma

17

secundus no-

viribus bene respondebat suis natalibiis.

et

minatur Ursus;

gcrens

officium

sic

iste

inmerito queat dici clericorum decus.

clericatus

tercius

(')

est

quo haud

ordine Otto,

quar-

predictus puerulus, patris qui constat dignitate cquivocus.


5

quintus estat vocabulo Heinricus, species cuius pue-

sortem.

est

ceu iubar micat

rilis

manebat

vorum
10

Vitalis; hic ingenii strenuitate ecclesiasticam adeptus

nominatur

tus

fice

patri

quattuor quoque

solis.

filiac

eidem optimo

quarum prima, Hicelam nomine, Stefano

quo antea

Scla-

predixi, in

coniugio honori-

sociavit; reliquas vero tres in monasterio

Deo omnipotenti

regis filio^^), de

mancipavit.

his

itaque bene compositis, Mariae generose suae

thorum sequestratum habere deimceps

uxoris

quo nullum divorcium

licet ratione,

decrcvit, ea vide-

foret in

con-

familiaritatis

versatione; deinde quicquid facultatis restabat, totum ecclesiis et


15

pauperibus erogans, nichii

sibi

domini nostri millesimo octavo

igitur incarnacionis Ihesu Cristi

Valerio Altinatis ecclesie presule mortuo

dram

rexit annis

(?),

qui episcopii cathe-

Petri ducis filius, clero et populo con-

II

20 sulente,

eadem subrogatus

in

meo famine

huius

est sede,

perstringere volo; erat

nempe

mores

adulentis

fide religiosus, specie

decorus, ingenio providus, industria litterarum ita peritus ut tanti

honoris a cunctis dignus diceretur; in cuius ordinacionis exordio

domum

Petrus dux et preclarus suus genitor totum sanctae Mariae

25

et

ecclesiam iam pene vetustate

sime

cosi

a Henricus
8.

consumptam

recreare studiosis-

fecit.

I. suis]

codd.

6-7.

manebat]

cosi

U
V.

Per/:^ satis

^.

Pertx^O\.h.o

corr. puerilis sopra pueruli


12.

Perti deinceps

7.

17. Perti

6.

U aggiunge

CF opimo

optimo] cosM;
episcopalem

iinterlin.

25.

U corr.

studiosissime sopra studoosissime

(i)

Grado

l'ultimo deipatriarchi di

ricordati

dalla

prima

vescovo

fu

Cron. de
di

sino.

patr.

Torcello.

prestato a lui da Michele Monetario


futurus
rie

plebanus basilice sancte MaAmurianensis (Cec-

plebis

ghetti,

(2) Surigna.

programma

cit.)

e dalla do-

(3) L'esistenza di Valerio confermata dalla carta del febbraio 999 che

nazione del marzo iodi


Falier alla

di

comprende

cello.

I,

il

giuramento

di

a. ioos.

quindecim diebus tantummodo minus,

viginti,

domni

Ursus predictus

anno

preter dignitatem reservabat.

fedelt

fatta

mensa vescovile
Corner, Eccl. Tore.

da Pietro

Tor67.

38 a

V.

SCRITTURE STORICHE
AGGIUNTE

ALLA CRONACA DEL DIACONO GIOVANNI

r.

Notizia del ricorso del fabbro ferraio Giovanmi Sagornino


dogi Pietro Barbolaxo e Domenico Flabianico

AI

contro

QUADAM

die nos

il

lohannes Sagomino

cunctis meis parentibus in

dompni
staldio

5.

mano
7-8.

del

(i)

Petri Barbolani

<^5)

quod

in

CASTALDO.

^-^

ferrarius insimul

unum convenimus

ducis, et requirebat nobis

cnm

ad tempore

suoque ga-

cune ferrum laborare debuissemus; sed tamen

ha nel margine di mano del secolo xv


secolo

<^')

xri Ioannes Sagomino

Nomen

huius

auctoris

libelli

ha nel margine di

auctor.

7.

PertT domni

Perii gastaldo

Una

omonima

famiglia

esisteva a Rialto, e talvolta

gnome

nobile

suo co-

il

anche ne' documenti

ricordato

anteriori al mille, p. e. nell'atto di paga-

doge

giudiziaria, esercitata allora dal

Se l'Arte dei fabbri fosse stata


retta secondo un capitolare scritto,
anzich secondo consuetudini constesso.

Tribuno Menio

servate dalla tradizione orale, lo sta-

87 b, nell'Arch.
di Stato a Venezia: Otto de lo Be-

tuto sarebbe stato presentato nel pro-

mento

di

decime

sotto

nel cod.Trevisaneo,

e.

chario liberto Ioanni

Agornino

Ba-

Sagomino .
cronologia del Dan-

ruzzo liberto Dorainico

(2) Secondo la
dolo, Pietro Barbolano resse
tra gli anni 1026 e 103 1.

(3)

un

La corporazione

"1

ducato

dei fabbri aveva

capo, detto gastaldo, che la rap-

presentava presso il Governo, ed era


retta in quel tempo secondo consueche il gastaldo
tudini tradizionali
doveva rispettare, altrimenti i danneggiati avevano il diritto di ricorrere
contro di lui alla suprema autorit
,

cesso per giustificare

il

ricorso.

Il

capitolare dei fabbri fu redatto per la

prima volta

il

4 dicembre 1271,

come

risulta dal registro ufficiale dei capitolari di

alcune Arti a Venezia che fu

recentemente

acquistato

ciana (Ms. Lat. X, 319,

raccomandazione
squale Villari.

Il

del

dalla
e.

eh.

Mar-

57 a) per
prof.

Pa-

ricorso ha un'impor-

tanza grandissima, essendo un docu-

mento unico

nel suo genere per l'anti-

chit e la materia; lo stesso capitolare

non tratta
il

degli obblighi dell'Arte verso

doge che nel seguente articolo molto

SCRITTURE STORICHE

17^

omnibus modis contradiximus,

tantum quod laborare de-

nisi

beamus per nostras mansiones quicquid necessitatem

fuisset

omni-

que tempore ad predictum palacium quantum nobis deportasset

unde nos

carcerarius;
stibus, et

iudicatum

tempore

ilio

ita

comprobavimus cum

te-

nobis ut iurare debuissemus ad sancta 5

extitit

Dei quattuor evangelia, sed in diebus predicti nostri senioris iam


dictum sacramentum minime fecimus.

Nunc autem nos venimus


Flabiani

<^^)

in pallacio

rum

cum ipse
adstante maxima

cum

suis iudicibus et ibi

fidelium, et cepimus nos lamentare de virtute

iurare debuimus, ita

modo

ad

tempore

exinde nobis

fecit

ut in

curtis pallacii

nostras

carcerarius

nostro precio et expendio

ita

quod

tibus persolvunt; et liceat nobis

dum quod
7.

in

fabri

debuimus]

del precedente

debuimus

Pertz^
e

de illorum capi- 20

ceteri fabri

debemus

14.

prohabilmente

il

debuimus]

debereraus.

cos

codd.

passo fu alterato per


17.

Manca

permanere debeamus.

sta-

domino duci et pallacio


omnes fabricationes (cod.

fabricatores ) pertinentiesueartis .

(i)

dolo,
il

15

cum omni

cunctum ferrum laborare secun-

tuimus quod tota ars fabrorum facere

integre

scriptionis

debeamus ferrum

nobis deportant

forse la le-^ione vera

M V neque sub iugo gastaldioni fabri

teneatur

fecimus.

permanere debeamus,

aggiunge minime fecimus nello spazio interlin.

indeterminato: im primis igitur

ita

ceteri fabri laborant.

Pert\ debuissemus
influetf^^a

confirma-

ferrum laborare minime

mansiones laborare

huius pallacii

io

prefati Petri Barbolani

noster, noticiam

debeamus neque sub iugo gastaldioni


tantum in

et

adimplere debuimus, quod

sed piissimus gloriosus dux, senior

pars suo-

quod gastaldus

denique iudicaverunt

nobis faciebat.

verunt ut secundum quod

quantum

residebat

gloriosissimi ducis, senioris nostri,

fabri ferrarii

nisi

domni Dominici

ante presentiam

Secondo la cronologia del Dan Dominicus Flabianico resse

ducato tra

gli

anni 1032 e 1043.

AGGIUNTE ALLA CRONACA

GIOVANNI DIACONO.

DI

177

2.

Catalogo

PAULicius dux

dei dogi.

ducavit annos .xx. et menses

Marcellus dux ducavit annos .vini, dies .xxi.


5

Ursus dux ducavit annos

.xi.

Post interfectionem Ursi

duci

duces

litum

(4)

anno

sedit

in

i^ Johannes Fabriacus anno

annum

.1.,

id est

Felix magister mi-

lubianus ypatus anno

.11.,

.1.,

.xiii.

et

.1.

Dominicus dux ducavit annos


Mauricius dux ducavit annos
15

non fuerunt

0)

.vi.

.1.

Deusdedi ypatus ducavit annos


Galla dux ducavit

.v.

annos

anno

sedit

Deusdedi annis

.1.,

(^).

militum eam iudicabat

in Venecia, sed magister

domnus Leo magister militum

menses

et

dies .vini. ('\

.vi. et

menses

(^\

.11.

.viii. (^\

.xxiii.

<^7).

Johannes dux ducavit annos .xxv.

dux

Obilierius

Beatus sederunt

et

Agnellus dux ducavit annos

Johannes dux ducavit annos

20

.xviii.

annum

lustinianus dux ducavit

.v.

.1.

.vili.

menses

.11.

^^\

<^9).

Petrus dux ducavit annos .xxviiii.

3.

in

aggiunge

(i)

resse

Paulinus

Pertx_ Paulicis

quattro righi in hianco.


1

interlin. a

Secondo

Secondo

la

(5)

cronaca

di

G.

la

anni, perch a Deus-

dedi attribuisce

un anno

solo

di

governo.
(4)

Cron. G.:

Cornicula
Cron.

Felix

.
vetie^. ani.

(6)

durata complessiva dei magistri mi litum fu di

annis

cognomento

Il

anno

io.

.1.]

seguono
17.

cron. G. lo fa reggere

cato solo per

(2) Il cronista G. gli attribuisce 18

anni e 20 giorni di governo.


(3)

Perii

aggiunge n interlin, a sederut.

Giovanni,

ducato venti anni e sei mesi,

il

Agnelus

cronista

il

6.

16.

du-

Cron. G.: Dominicum cogno-

mento Monegarium
(7)

il

un anno.

Il

cron.

G,

gli

attribuisce 33

anni di governo.

Secondo la cronaca di G., Giufu doge dopo la morte di


Agnello solo per un anno.
(8)

stiniano

(9) Il cron.

G. attesta che resse

ducato solo per 7 anni.


12

il

SCRITTURE STORICHE

lyS

Ursus dux ducavit annos

.xvii.

lohannes dux ducavit annos


Petrus dux ducavit menses

menses

et

.v.

Petrus dux Trondominico ducavit annos

Ursus dux ducavit annos

.xx.

Petrus Candiano ducavit

.v. (4).

Tribunus Meni

annos

eius ducavit

.xviii.

io

et dies .xx. (^\

.ir.

Candiano ducavit annum


<^7)

(^\

.xvii.

Petrus Ursoyolo ducavit annos


Vitalis

.111.

Petrus Candiano ducavit annos


filio

.xxiii. et dies .xxiii. C^).

(3).

Petrus Badoario ducavit annos

Petrus Candiano

.vi.

.vr. ^^\

et

.1.

menses

ducavit an. et menses

.1111.

.11.

^^\

3-

Frammento

d'un' inchiesta

fatta dal doge Ottone Orseolo


15

SUL commercio dei pallia.

INQUisicio facta

est

de

dux

veni ego Otto

pallie

in

que portabant per loca

nostrae terrae, mediocres et minores


8.

Pertx^

.xxiii.

12.

annos con V omissione del numerale,


della pagina.

(i)

Secondo

prile al 18
il

<(

17.

il

Dandolo),

(a.

887, secondo

cio cinque mesi.

Trondominico . Tron =r Tribuno . Il cron. G. non tiene conto


giorni.

(3) Cron. G.:

Ursus cognomento

Particiacus .

(4)

Il

.1111.]

maiores, iudices

testificaverunt

codd.; forse significa

in

hianco l'ultimo rigo

an.] cos

segue in

Badovario

Pert^ Otho

(2) Cron. G.: Petrum .... filium


Dominici Tribuni . il che spiega

dei 25

^^).

Tribunus dux

menses

cren. G. dal 17 a-

settembre

cum

publico placito

Italie ^9\

cron. G. invece afferma post

adventum filii non plusquam quinque


annorum spacia vivens , e cosi gli
attribuisce un governo pi lungo.
Per la identit dei cognomi
())

il

di Petrus

Badoario e Particiacus si noti

cio del predecessore

Candiano

(6) Cron. G.: Petruni Ursoylum

ducatum annis duobus


et mense uno .
(7) Cron. G.: Tribunus cognomento Menius.
(8) Cron. G.: prefuit autem Ve rexit itaque

neticis

('

passo del cren. G.: Petrus Ursonis

ducis filius ,

quinque
(9)

annis tredecim et mensibus


.

Nessuna

notizia del fatto

si

trova

nelle altre testimonianze del ducato di

Ottone Orseolo (1009- 1026 secondo


il

Dandolo).
da solita formula che

(io)

nei docc.

AGGIUNTE ALLA CRONACA


Bragadino

et

Mauricius Maureceni

DI

GIOVANNI DIACONO.

et

Dominicus Florencius Fla-

179

bianicus quod in nullis partibus Italiae dcbuisscnt pallia portare nec

venundare,

nisi a

Papia et a mercato sancti Martini

<^')

Olivo

et

(^).

4-

Catalogo

Hic

annum

buerunt per

IO regnavit annos

moald regnavit annos

ses

Aripert regnavit annos .vini.

.v.

Ansprando menses

.xii.

menses

Ratchiso regnavit annos

.VII.

regnavit annos

Anno
introivit

.vii.

.ini.

menses

Desiderio regnavit annos

Cu.viii.

Liutprando

.in.

regnavit

Ilprand

.vii.

Gri-

.xvii.

Liuperto regnavit menses

.xii.

.xxxi. et

annos

Bertari regnavit

.vini.

annos

Ariper regnavit annos


regnavit annos

Arioald

.x.

Rotati regnavit annos .xvi. et menses .mi.

.xii.

regnavit

Agilulfus

.vi.

regnavit annos

Adaloald

.xxv.

Cleps

.vi.

Longobardi regem non ha-

.vi.

Authari regnavit annos

Rodoald regnavit annos

niberto

menses

annos.

.x.

annos

reo:navit

et

Carolixgl

menses

in Italia regnavit Alboin annos .in. et

regnavit

ij

Longobardi

dei re d'Italia

Agistulfo

.vini.

.xvii. et

men-

menses

.in.

ab incarnacione Dei .dcclxxiiii. Karolus rex in Italiani

eamque

coepit; regnavit annos .xlvi.

mortuo quoque

regnum annis .lviiii.


et mortuus est.
buie successit Karolus, qui regnum rexit .ii.
defuncto Karulo successi ei Karlomannus, qui regnum rexit an-

20 Karolus rex successit Lodoicus, qui

nos

mortuo iam

.III.

frater eius, qui

dicto

regnum

rexit

Karlomanno,

rexit

annos

successit Karulo iunior,


successit Berengarius

.vini,

25 impera tor.
2.

aggiunge n interim, a debuisset

14. Ariper] cos

codd.; legg. Aripert

3.

corr. venundare sopra vendere

22. successi] cos

U.

Karlomannus

corr.

sopra Karlomanno

veneziani antichissimi denota l'assemblea del

comune

presieduta dal doge,

(i) S. Martinus de Strata presso

Campalto e Tessera, non lungi dal


margine occidentale della laguna (?).

(2)

Olivolo, pi tardi Castello.

esistenza di quel

mercato

dal Chron. Alt., dal quale

si

si

teneva ogni sabato (loc.

r.

13).

La

confermata
rileva che
cit.

p.

14,

e-

39 ^

SCRITTURE STORICHE

l8o

5-

Catalogo degl' imperatori


[secondo

a)

^-

39 B

"pjRiMUS

et

in

Romana

menses

codd. Vat. Urb. 440 e Vat. 5269.]

sede Julius Cesar regnavit annos quattuor

sex.

Octavianus Cesar regnavit annos quinquaginta sex

et

men-

ses sex.

Tiberius cesar regnavit annos viginti

tres.

Gaius, cognomento Calicula, regnavit annos

cem

tres,

menses de-

et dies ceto.

Claudius

io

cesar regnavit

annos

tredecim, menses septem

et

dies viginti octo.

Nero

cesar regnavit annos tredecim,

menses septem

et

dies

viginti octo.

Vespasianus

cesar

regnavit

annos novem, menses undecim,

15

dies viginti duo.

Titus cesar regnavit annos duos

Domicianus,

et

menses duos.

frater Titi iunior, regnavit

annos quindecim

et

menses quinque.

Nerva

cesar regnavit

anno uno, menses quattuor,

Traianus cesar regnavit annos decem

et

dies octo.

novem, menses

20

sex,

dies quindecim.

Adrianus cesar regnavit annos undecim.

Antonius cesar cum


viginti duos,

fliis

suis Aurelio et

Lucio regnavit annos

menses duos.

Marcus Antonius Verus cum


regnavit annos

decem

Lucius Antonius

et

novem

Commodus

25
fratre
et

Lucio Aurelio

Commodo

mensem unum.

post

mortem

patris regnavit an-

nos tredecim.
Helius Pertinax regnavit menses sex.

Severus Pertinax regnavit annos decem et septem.


Antonius, cognomento Caracalla, regnavit annos septem.

^o

AGGIUNTE ALLA CRONACA

GIOVANNI DIACONO.

DI

iSl

annum unum.

Macrinus cesar regnavit

Marcus Aurelius Antonius regnaverunt annos quattuor.


Aurelius Alexander regnavit annos tredecim.

Maximinus

cesar regnavit annos tres.

Gordianus caesar regnavit annos

cum

Philippus

Philippo

cum Volusiano

suo regnavit annos septem.

annum unum

Decius caesar regnavit


'O'
Gallus

filio

sex.

menses

et

tres.

suo regnavit annos duos et menses

filio

quattuor.

IO

Valerius

cum

filio

Gallieno regnavit annis quindecim.

annum unum

Glaudius caesar regnavit

et

Aurelianus caesar regnavit annos quinque

menses
et

octo.

medium.

Tacitus caesar regnavit dimidium annum.

Post huius interfectionem Florianus regnavit dies octuaginta


15

octo.

Probus caesar regnavit annos sex

menses quattuor.

[Continuazione del catalogo secondo

h)

Carus

cum

filiis

Carino

cum

Dioclicianus

20

et

il

cod. Vat. 5269]

Numeriano regnavit annos

et

annos

Herculio Maximiano regnavit

e.

.ir.

.xx.

Constantinus.

Constantinus Constantii ex concubina Hclena

in Bri-

filius,

tannia creatus imperator, regnavit annos .xxx. et menses

dem urbem nominis Constantinopolym

.x.,

statuens in Tracia,

se-

sedem

imperii primus ibidem stabilivit, et totius caput Orientis

Romani

25 eandem esse voluit.


9.

aggiunge Emilianus regnavit menses

il

16. In

Valerius
plisce

cod. Vat.

S269

annos

et

gj b^ pS

xiii, pater

via del secolo


.xiii.

alle ce.

20. Constantinus]

sopra Herculeo
versi,

il

-i,

b,

98

('ibi?).

99

J.

24.

19.

corr. Herculio

.11.

et

continu

il

hibliot.

del

catalogo

di-

cesar alios

quem Constantinum nominavit.

catalogo degV imperatori compreso nel cod. della

parola abrasa

corr. Valerianus sopra

aggiunge nel margine in caratteri un po'

giunta venne fatta da un anonimo che corresse

V, 44.

magni Constantini regnavit annos

genuit filium de Heleua concubina,

Venezia segnato H,

io.

.1111.

catalogo continuava in una carta che fu strappata; vi sup'

L'ag-

col sussidio del

seminario Patriarcale di

corr. con inchiostro pi nero ibidem sopra altra

97 b

SCRITTURE STORICHE

l82

cum Constantino

Constantius

annos viginti quatuor

menses

et

et

Constante fratribus regnavit

.v.

dies tredecim.

lulianus imperator regnavit annos

lovinianus imperator regnavit menses

Valentinianus senior

cum

cum Gratiano
Gratianus cum fratre

et

Valens

fratre

menses

et

.11.

.viii.

.viii.

Valente regnavit annos

Valentiniano regnavit annos

Valentiniano regnavit annos

.xi.

.1111.

.vi.

Theodosius maior, Gratiano vivente, annos sex iam moriente

mortem

regebat; post eius

quem

lentinianus,

tyrannum

expulsum benigne susceperat.

Maximum

io

tertio ab Aquilegia lapide interficiunt.

Archadius,

nos

Italia

regnavit annos undecim ipse et Va-

cum

Theodosii,

flius

Honorio regnavit an-

fratre

.XIII.

Honorius cum Theodosio minore,


annos

sui

fratris

filio,

regnavit
15

.xv.

Theodosius minor, Archadii


Marcianus

et

regnavit annos .xxvi.

flius,

Valentinianus regnavit annos

Leo imperator regnavit annos

et

.x.

Zenon imperator regnavit annos

.x.

.vi.

.vii.

et .vii.

20

Anastasius imperator regnavit annos .xxviii.


lustinus senior regnavit annos

.viii.

lustinianus, lustini nepos ex sorore, regnavit annos .xxxviii.

lustinus

minor regnavit annos

.xi.

Tiberius Constantinus regnavit annos

Mauricius imperator regnavit annos

Focas imperator regnavit annos

.vii.

25

.xxi.

.viii.

Eraclius imperator regnavit annos .xxvi.

Hericlonas
98 A

17.

annos

.11.

filius

Eraclii, regnavit

Constantinus,

filius

Constantini, regnavit annos .xxviii.

corr. Constantius sopra Constantinus

richiamo

con

sua Martina regnavit annos

Constantinus,

I.

5.

cum matre

In

al

testo

di fratre

l'c

corr. d'altra

sopra .XVIII.

ha dopo o

di

e. s.

apostata forse per

influenxja

sopra lettera abrasa.

mano
22.

.vii.

sopra

.vi.

corr. d'altra

Focas una lettera abrasa.

3.

e.

3^

V aggiunge

nel margine a lulianus

dell' altro

catalogo

9.
s.

.vi.

21.

come sopra.

corr. regebat sopra regibat

corr. d'altra

mano .xxxvini. sopra

.xxxviii.

mano

e. s.

.vini.
26.

AGGIUNTE ALLA CRONACA


Constantinus,

nos

GIOVANNI DIACONO.

DI

Constantini, superioris regis, regnavit an-

filus

.XVII.

lustiniaiius minor, flius Constantini, regnavit

Leo imperator regnavit annos

lustinianus secundus cura Tiberio

regnavit annos

flio

Anastasius imperator regnavit annos

Leo imperator regnavit annos

.vini.

Leo imperator regnavit annos

.vin.

Constantinus,

Hereni regnavit annos

.v.

et dies .xl.

co.

Stauracius, filius eius, regnaverunt annos

Nikiforus et
15

medium.

.1.

Leonis, regnavit annos

flius

et

.vi.

.111.

Theodosius imperator regnavit annum


IO

.x.

.vii.

annum unum

Phylippus imperator regnavit

annos

.111.

Tiberius imperator regnavit annos

183

.xlii.

dies .xviiii.

Michael, gener suus, regnavit annos

Leo Armeni cura

filio

Constantino regnavit annos

Michael Domestico regnavit annos

Theophylus,

filio

Michael solus regnavit annos


Basilius

Leo

et

filii

eius,

dies .xlv.

.xii. et

dies .xliiii.

suo regnavit annos

.xiii.

.xii.

Macedo regnavit annos


Alexander,

.x.

.ix.

Michaelis, regnavit annos

llius

Theophylus cum Michaele

20

.11.

.xxvii.

regnaverunt annos .xxvii.

Constantinus, purpura genitus, regnavit annos .xlvii.

Romanus,

25

filius

Constantini, regnavit annos

.xiii.

Nikiforus Focas regnavit annos quinque.

Johannes Cimiski regnavit annos

.vii.

Vasiiius et Constantinus, frater eius, regnaverunt annos quin-

quaginta octo.

Constantinus solus regnavit annos

30

Romanus
15.

regnavit annos

Hereni] vi segue

in

.v.

et

copista di

avrebbe

Irene;

il

segno

di

caso somigliare a
31.

corr,

inteso di designare

potrebbe
co

Romanus

17.

soprc.

menses

fcd's sopra un'altra

evidente errore di trascrittone, perche la cifra

Romano

cos

il

avere significato
V.

.v.

parola abrasa.

u non ha

con quella lettera

anche non

Armeni]

.111.

25.

o)]

senso nel passo.

numero degli anni


e

solo

corr.

cos

con

Infatti
di

il

governo

apparentemente

per

Romanus sopra Romano

iSCRITTURE STORICHE

1S4

Michael imperator regnavit annos

Item Michael regnavit meiises

Theodora regnavit annos

98 B

de regno,

et eiectus est

.1111.

Theodora

sunt ocuU eius a

et evulsi

.vini.

imperatrice.

.11.

Post hanc Constantinus monachus regnavit annos

Michal Bricas regnavit annos

de palatio a

et eiectus est

.11.

.xiii.

Constantino Cumiano.
Constantinus Comiano regnavit annos
Constantinus Dukici regnavit annos

Maria uxor sua cuna

.vi. et

menses

annum

suis regnavit

fliis

menses

et

.11.

Constantinus Diogeni regnavit annos quinque


sunt oculi eius a Michaele

Michael,

iam

flius

iam

filio

dicti

.vii.

similiter sex.

io

.1.

et

postea evulsi

Dukici.

dicti

annos

Dukici, regnavit

.vii.,

postea

eiectus fuit de palatio a Nikiforo Votaniato imperatore.

Nikiforus Votaniatus regnavit annos

.1.,

et eiectus

ij

de imperio ab Alexio.

est

Alexius vero

regnum

imperii

arripuit

die

aprilis,

prima, in

gnavit annos *

anno ab incarnacione

indictione quarta,

mense

qua tunc cena Domini celebratur,

et re-

Domini millesimo octuagesimo primo,

e)

mensem

.in.

20

*.

[Continuazione del catalogo secondo

il

cod. del seminario Patriarcale di

Venezia H, V, 44, donde in questa parte dipende

Deinde sociavit

sibi in

regnaverunt

ambo annos

et

cum

Francigenis et Pincinatos (0 et

corr. eiectus sopra parola abrasa.

sono numerate.

cum

Persis]

(i)
histor.
illustr.

Porfirogenitum filium

omette

Petscenegui.

cum

24.

multa prelia comisit

Persis et Medis, et per 25

23.

suum

Racki, Mommi.

periodum antiquam
416 : Patzinacitarum regio

protendebatur

iste

*.

Le

carte del cod.

commisit

25.

H,

V,

44 non

Pincinatis

cum

Chroatiae
p,

cod. Vat. 5269.]

regno lohannem Porfrogenito, fiho

suo,

14.

il

ponte Traiani ad

laevam Danubii ripam

<'

a Pincernariis qui Bulgariam inha-

p.

468:

bitabant w

De

CosT. Porfrogenito,

administr. imperii, cap. 42, p. 177:

r na-^tvax.ia;

Cedrexo,

op.

cit. II,

473,
ricorda una vittoria di Costantino Vili
su quei popoli.

AGGIUNTE ALLA CRONACA

GIOVANNI DIACONO.

DI

misericordiam Dei semper victor

diebus Franci

ipsis

in

extitit.

185

apprehenderunt civitatem Antiochiam, Tharso, Manifesta, Adena


Lacdichia

et

sanctam civitatem lerusalem

excusse sunt de potestate Persarum et

in

mense septembris,

Pantogratoris
Filius

sufFocavit

IO

et sepultus

Alexius

eum

et

suspensus est

in

monasterio de Emphoro

.vini.; fuit

Eupodromio^^-'; postea

occisus

fuit sepultus

(^\

monasterio de Pantanusa

menses

et

.ix.

iacet

et fuit

.vii.,

quoque

cecatus

dictus Ysaakius

(^).

Alexius Sevastacrator imperavit annos * -

menses

et

.111.,

et

expulsus ab imperio.

fuit

Filius dicti Ysaachii, id est Alexius, imperavit

menses

20

in ecclesia

Andronicus vero

.iir,;

menses

et

.11.

a fratre suo Sevastocratora Alexio


in

fuit

mare.

eiecit in

Isaakius imperavit annos

15

marmorea

est in pila

imperavit annos

Andronicus imperavit annos

in

mortuus

.xxxviii., et

(3).

eius

et derisus, et

hee omnes

^\

multe.

alie

Manuel imperator imperavit annos

loppem

et

('\

.vii.;

ultimum Murciphus

ad

suffocavit

cum

patre suo

eum

in

mense

ianuarii septime indictionis.

Murcifus
ctionis

usque ad

mensem

V Tharsum

2.

dichiam

(i)

quoque imperavit

5.

aprilis

Manifesta] cos S;

F lopen

Adana, nella

io.

laphi,

quam

dictam putamus

V Adenam

2-5.

abitato da frati

Antonio.

'^ur

di

der

sianiinopolis

s.

Cf.

par. III, pp. 80, 81.

della citt.

Tafel e Thomas, op. cit.


d'Innocenzo III
Lettera
46,
patriarca di Costantinopoli

(4) L'

II,

Lao-

(5)

dell'ordine

Gange, Conlib. l\ cap. i.


,

Ippodromo, nella regione terza

Niceta,

"IcTopia p. 460: nspi

al

in

^ittitov rSpu-ai .

-rrou

Du

Christiana,

II,

(3)

postea vero

indictionis.

Manifestarli

mneno

Cilicia.

412: in portu
antiquo vocabulo loppe

Vendigs,

eiusdem

ianuarii septime indi-

corr. .vini, sopra .viii.

(2) Tafel e Thomas, Urkundeti


ltvu Handeh wi Staatsgeschichte
Repiihlik

mense

rr.v 'Ecpspou y,ovr;v

ri

xar

t Zs-j-

monastero era stato eretto

data del 15 gennaio 1207: ecclesia


quae graece Pantocraton dicitur

onore dell'Assunta, come regina uni-

era nella regione undecima di Costan-

versale o ITavra-^;-/;

tinopoli, e

presso di essa sorgeva un

(6)

Il

donde

tanusa.

monastero fondato da Giovanni CoCron. vene\. ant.

12*

in

Pan-

SCRITTURE STORICHE

lS6

expulsus a Latinis ab imperio; et una nocte imperavit frater

fuit

postea vero dictus Murciphus fuit captus a socero suo

Lascari.

Alexio Sevastocratora supradicto, et


ptus

Murciphus

predictus

fuit

parte Tauri

fuit ceccatus;

iterum ca-

et

a Latinis, et eiectus a superiore

(*).

Imperavit quoque Balduinus, comes Flandrensis, a mense madii

mensem

septime indictionis usque ad

quo quidem mense mortuus

in

ricus, frater

eiusdem Balduini,

aprilem octave indictionis,

baiulatus et imperii vixit annos * *

Post mortem Henrici successit


comitis

de

scilicet

Auzorum ^^^;
Aluzoro, cum uxore

Petri

de

domino papa coronatus

suam

et filios misit

^^

in imperio soror sua,

ei

Romam

et filiis

Constantinopolim;

et ipse

ibidemque a Theodoro Cumiano captus

venit,

comes autem Betunie

ibidemque

predicti Petri
(')

autem Petrus

eum

*.

captum, imperium

ministrabat imperium.
*.

pre-

Theodoro longo tempore detentus vitam

finivit.

Postmodum

Ohm
V

1-2.

imperavit

rex lerosohmitanus, Johannes nomine, dedit

ha Constantius

15.

miano
cos

V;

17. Vixit - annos]

S ha imperium

V postmodum

76-78.

Cf.

5.

aggiunge

manca

rexit su

16.

in

V.

Theodoro]

fondo abraso

comes autem

interiit

cos

V;

9.

S ha

fiham

*.
(5)

8.

V omette

et

a Tauri

Henricus

est et factus fuit baiulus

a T...

F Cum-

18-19. imperium rexit; comes autem]


e

poi una lunga abrasione, ove pare fos-

21. a] F" a dicto

Theodoro]

cos

V ; ShaT

vero

(i) Il forum Tauri o forum


Theodosii nelle regioni VII e Vili

della citt.
I,

frater Lascari

V Dyrachium

sero scritte le parole


23.

Rubertus, predicti Petri fHus, imperavit annos *

quo quidem mense mortuus

in

Du

Can'GE, op.

cit.

^5

est.

Vixit autem predicti Petri uxor in imperio annos *


dictus

uxorem

pervenit Duracium,

Vixit autem predicti uxor in imperio annos *

rexit;

uxor

Petrus de Francie partibus,

qui

qui transiens per Apuliam,

est;

Cognoscens autem uxor

tempus

qui inter

imperavit,

et

Hen-

baiulus

et fuit factus

est,

(2) Auxerre.

(3)

Bthune

(4) Maria.

(dip.

Passo

di Calais).

^Q

AGGIUNTE ALLA CRONACA


suam

in

predictus

uxorem Balduino,
Johannes annos

DI

predicti

fratri
,

et

GIOVANNI DIACONO.

mortuus

Ruberti.
est

187

imperavit

apud Constanti-

nopolim.

Post mortem vero lohannis Balduinus gener


5

pradicti Petri, imperavit

I.

J'

omette in

annos

*.

eius, filius su-

INDICE

I.

NOMI PROPRJ

Aaron episcopus Avonciensis

COSE NOTEVOLI

Aequilensis Aquilincnsis civitas, Equi-

(diocesi

ignota del secolo vi sotto la dipen-

lus (Equilio, lesolo)

denza del metropolita d'Aquileia)

64,

7,

Abomasale (:= Amel-Masser)


Absarensis

civiias, urbs,

115, 7.

i;

finitimi

44, 8; 45, 6;

Equilegensis,

11;

130,

tus 156,

Apsarum (Os-

sero nell'isola di Cherso)45, io, 11


114, 9; 157,

15;

Equilensis episcopus

27; 70, 22.

18; 49,

(0,

;'.

Petrus;

7,

Africa 77, 9; 85, 20; 84, 6; 87,

Agathe

ecclesia

(s.)

v.

Ada

V.

stellum.

castelli

Agerentia

Agnellus.

Adaloald rex Lang^bardorum 179,

Adda

5,

io; 48, 25; 39,

179,

5.

Longobardorum dux,

ceps 120, 15

Adena (Adana

prin-

Ottone

'

imperatore) 147, 28.


Adrianensis portus (di Adria) 114,

13.

Adrianus episcopus Polensis

49,

7,

1 5

Albiola (sul lido di


ora S. Stefano

Alboin

Pietro

Tradonico

Tribuno) 129,

17.

di

Malamocco

forse

Porto Secco) 104,

Album
il

primo indica

la

pagina,

Langobardorum

rex

62,

179, 6.

59, 8;

114, 16.

rigo.

di

di Pier

49, 28; 71, i; 74, 23.


Agnellus Particiacus v. Particiacus.

25; 70, 19.

il

madre

io; 130, 14.

Adrianus imperator 183, 23.


Adriatici maris culfus, sinus

Dei numeri,

19; 50, 24; 170, 17;

Agnellus episcopus de Acilo 75, 2.


Agnellus episcopus Trident'nus 7, 19;

185, 2,
di

9,

8.

Agnella (nipote

125, 8.

in Cilicia)

Adhelaida augusta (moglie

(i)

Arentia.

gobardorum

9.

Adelchisi, Aldegisi (principe di Bene-

vento)

r.

88, 6;

Agilulfus, Agistulfo, Agiulfus rex Lan-

Adda.

v.

19.

Gradcnse ca-

tam Romanorum quani Sclavorum Agatho papa 85, 8; 86, 9.


Agathon patriarcha Gradensis
157, 2.
Acilum (Asolo, sede vescovile) 75, 2;
89, 14.
episcopus

por-

il

littus

seguente

(presso

Lido maggiore

seguenti fino al punto e virgola

INDICE

190

Lido

nella laguna di Venezia, forse

Salvatoris

piccolo) 31, II.


sia

eccle-

civitas.

31, 9.

Aldegisi v. Adelchisi,

Alexander imperator 183, 23.


Alexandria (d'Egitto) ir, io; 63, 2;
84, IO, 16; 85, 6; 109, 19;

cha

V. Arrius,
I

Alexius

II

patriar-

Cyrus.

(Comneno)

Alexius

zia)

129, 9.

Andronicus imperator 185, 8, io.


Angeli (s.) castellum v. Roma.
i;

Anglo-

i; 93, 5;

87,

rum rex V. Anna.


Anna rex Anglorum

87,

i.

Ansprandorex Langobardorum

18.

Alexius
185,

Sevastacrator,

16; 186,

14,

167,

Alpium

Sevastocrator
3.

Tuscie

161, 9;

anfractus 151, 17.

Altinum,

civitas,

19, 11; 20, 25, 27;

12, 14; 24, 3, 6, 17, 19; 43, 22,

martir 28,

(s.)

2, 3

sancti

Antonini ecclesia (a Lido maggiore)


32.

31,

30,

Altinentium

Altinensium,

Altinensis,

179, 14.

Antiochia 85, 17; 86, 3; 185, 2;


patriarcha v. Macarius, Theophanius.

Camerinae mar- Antoninus

13;

chiae 153, 11;

21,

Andreas episcopus (di Parenzo) 156, 14.


Andreas tribunus (nel ducato di Vene-

Angli 74,

184, 17, 23.

185, 8.

Alexius (figlio d'Isacco) imperator 185,

Alpes

Anchona, Ancona 114, 11; 115, io.


Andreae (s.) monasterium v. Pollensis

Antoninus patriarcha Gradensis


7,

12,

17; 94, 19; 95,

14,

14,

3,

20, 23;

II.

96,

18;

Antonius (Antonino) imperator 180, 24.

Altinatis, Altinensis ecclesia (=z Tor-

Antonius Caracalla imperator 180, 32.


Antonius senex ecclesie (di Grado) de-

30; 55' 4; SS, 4; 63,

8;

ceUana) 84, 24; 93, 14; 97,


21; 121, 8; 171,

118,

1 5

episcopii

17;

plebs (S. Cipriano) 102, 9;

scopus

12; 44,

7,

118,

epi-

20; 49, 22; 70,

16; (Torcellano) 89, 17;

Magnus, Maurus;

v.

anche

monasterii ab-

bas (di S. Stefano d'Aitino) 121, io.

Aluzorum,
12,

19;

IO,

II,

Gri-

59,

5; 62, 8,

legiensis,

sium
(nell'esercito

di

Torcello) 33, 9, io, 15, 24; 34, 3;


vicus 23, i, 4; 33, 12,
ecclesia S. Laurencii 34, 2, 6
24;

Amianarum

plebanus 35,
35, 12, 19;
ecclesia s. Marci 33, 25;

monasterium

12,

34,

19;

4;

sancti Felicis 132, 20.

imperator 182, 20.

Anastasius

Anastasius

(II),

qui et Artemius dictus

imperator 90, 12, 14; 91, 6; 92,


8.

3;

Aquilegia, Aquileia, Aquilegensis, Aqui-

ferre

moaldo re dei Langob.) 82, 19,


Amianae (Ammiana, isoletta della laguna veneziana un tempo vicina a

est,

165,

partes 145,

157, 26;

contum

qui regium

solitus

6; 183,

fines

186,

13.

Apulienses

Apulia 80, 11; 186, 14;

Auzorum (Auxerre)

Amalongus
erat

fensor 74, IO.


x\psaruni v. Absarensis civitas.

2;

Aquilegensium, Aquileienurbs

civitas,

182,

3; 37, 13; 38,

7,

19; 41, II, 14; 48, 17;

18,

io; 64, 2; 70, 6; 76,

Beligniense

11;

sis

me-

ecclesia 38, 31; 39, 5;

tropolitanus
V.

in,

patriarcha

3;

Macedonius,

lohannes,

Helias,

mona-

Aquilegen-

sterium 38, 17, 19;

Marcelhanus, Marcellinus, Maurus,


Paulus,

Niceta,

Serenus,

Stepha-

nus.

Aquileia nova (=: Grado)

Aquilegia,
6,

9; 38.

5,

15

17; 40, 28, 31


50, 21;

69, 27

53,

17

22;

39,

3,

9,

42,

I,

6,

21; 56,

3,

23; 62, 13;

9; 48, 6;

Aquilegensis ecclesia 14,

NOMI PROPRI E COSE XOTEVOLI.

87,

33;

episcopus

15;

patriarcha 74, 4, 20.


Aquilinensis (0 civitas

72,

9;

Aequilensis

r.

Aquisgmni pallacium
Arator 20,

8,

19;

17,

9,

150, 22; 165,4.


55,

d'

Ivrea) 165, 8

Avares

16.

(mar-

flius

usurpativus

rex 167, 13, 17.


Arentia (2) (Acerenza, ora in provincia

Potenza) So,

Torcellane) 21,

Ariana insula (Torcello)


Aurii 21,

Arrii,

15, 17; 22,

IO,

23, 24; 24,

I.

21,

5.

io,

2,

12,

20, 21,

),

io.

Arius, Aurius 20,7,

31,

I,

II,

12,

23,

35,

9,

53, 13;

17, 19;

4, 6,

20;

17,

24,

2, 19,

33;

21,

27;

3:,

12,

23,

25; 35, 21, 29;


Torcellanus princeps

15, 20, 22,

36, 3, 12;

Padus

Eripdanus,

(Po)

80, 18; 153, 3; 161, 21.

Athenae

v.

Anastasius

v.

del doge

Orso

di

Ma

la

un codice

zione
(2)

rex

cilinus;

Ursus

i;

Baiovav.

anche He-

Karlomannus.

v.

186, 6.

Balduinus (fratello di Roberto imperatore latino) 187,

Bando
119,

gastaldius

I,

4.

Barensis

civitatis

II.

Barbanus abbas (eremita) 47, 4, io, 18.


Barbanus (0 (luogo presso Grado) 47,
Barbolanus Petrus dux
Bardanis

Ungarorum

Unorum
forma

175, 7;

7,

48,

2; 70,
un

insolita deriva da

del Chronicon Gradense

la

Varensis
165,

civitas,

20;

urbs 119, 9;
catapanus v.

gastaldius

1 5

8; 167, 3;

s.

sterium haud

6.

V.

t-.

Bando;

portus

166,

Benedicti mona-

procul

ab urbe i6,

anche leronimus.

errore

vera

le-

(i) Nella carta delle donazioni e lasciti del patriarca Fortunato edita dall' Ughelli, Italia sacra,

Equilinensis .

Erroneamente per

176,

Philippicus.

r.

palacium 166, io;

7.

27
(i)

v, Particiacus

147, 7.

Gregorius;

Atila, Atthila rex

49, 12;

Particiaco) v. Par-

Petrus

(lgl''0

(Badoer) Ursus 136, 18;

123, 6;

II.

79, 6.

Athesis 147,

Bragadinus;

gadinus

Baris,

13.

Artemus

io;

13-

Arrius (Ario, patriarca d'Alessandria)


86,

54, 6,

12; 48, 6.

9-

Arripdanus,

corpus

et Sergii (ss.)

tor latinus

tribunus 30,
II,

Bachi

Balduinus comes Flandrensis, impera-

15.

Aripert rex Langobardorum 179, 12.

16;

Avonciensis episcopus v. Aaron.

riorum dux 162,

v. Redulfus.

Ariper rex Langobardorum 179,

14,

Avitus (Abido) 134, 12.

Baiovari (Bavari) 124, 9;

Arioald rex Langobardorum 170,

21, 17, 19;

Hunni.

v.

ticiacus

5.

8,

6,

5,

12; 23,

Ariminensis comes

8.

Badavario, Badoario, Badovarius Bra-

V. an-

4.

Maria greca ductrix.

Arii,

5.

24.

i(So,

ecclesia v. Constanciacus, Olivo.

12.

Argiropolus patricius 16S,

(le isole

Aurelius imperator

Ausonia 151, 18.


Authari rex Langobardorum 170,
Auzorum r. Aluzorum.

12,

Ardoinus comitis Dadonis

Ariae

19.
12.

Aurii V. Arii.

prior civitatis

Archadius imperator 182,

che

9.

Cherso)

157. 23.

di

corpus 94,

15.

(Arbe, isola vicino a

episcopus 157, 15;

chese

(s.)

Augustinus monachus 73,


Aurelianus imperator 181,

Aurelius Alexander imperator 181,

civitas.

Arbensis

Augustini

191

Agerentia

V, noi,

insula Barbiuio (?).

INDICE

192

Bononia v. Bolonia.
Bonus
Bradanisso v. Bradanisso.
4;
Bonus patriarcha Gradensis 16, 6,

Basilius II V. Vassilius.

Macedo

Basilius

126, 13

imperator

tribunus

Basilius

ducato vene-

(nel

ziano) III, io; 112,

dux

Beatus
I,

36,

102,

119,

128, 8; 183, 22.

23,

28;

24,

24,

11; 40, 17, 24;

56,

103, 14, 21;

104,

i;

Boum

7;

5,

21;

17,

3;

177,

(Lido maggiore nella

littus

guna

4.

la-

Venezia) 30, 33.


Braciensis urbs (Brazza nelle isole daldi

mate) 119,

19.

Bradanisso Bonus 108, 11.

dux Metamaucensium (Ma- Bragadino Badovario 178, 19.


lamocco) 37, 28; 55, 17;
ypatus Bragadinus Badovarius 153, 20.
16;

Brenamir (duca

104, 2.

Belgradensis insula non longe a Bel-

gradense urbe (Pasman) 158,

Britania, Britannia,

7.

Belgradensis urbs (Bielograd in Dal-

mazia) 158,

V.

43,

v.

monasterium

(s.)

papa

21;

15,

Beneventum

i,

38,

55,

67, io; 72,

6.

19;

2; 39, 11, 12;


i;

56,

62, 7;

80,

14, 21,

24;

23,

81,

120,

Romoald

v.

Bennatus lohannes Nugigerulus


Berengarius

imperator 179, 25

130, 6; 131,

Berengarius

li

147, 9.

rex

I.

Pollensis

antistes

Langobardorum

Betunia (Bthune nel

dip.

156,

21.

179, 12.

del passo di

Burianum

gi tra Caorle e Grado) 64, 4,

Bolonia, Bononia 124, 7;


dux V. lohannes.
(?)

io,

papa 76,
Bonifacius IV papa 76,
III

III)

152, 23.

150, 26.

vicum

i;
8.

io.

(Burano,

isoletta

presso Torcello) 21, 15, 17.

Calabritana loca

Calabria 83, 20;


145, 2.
86,

19.

Calcedonensis,

Calcidonensis

lium, synodus
18; 70,

5,

7;

13; 86,

7,

9;

conci48,

21;

synodi

19;

Bolonie

v.

Gambas-sericas.

Calicula imperator 180, 9.


Calore (fiume in provincia di

vento) 83,

Bene-

3.

Camerini marchia 137,

V. an-

16.

che Alpes.

Campania

186, 19.

Bibiones (isola del ducato veneziano

Bonifacius

Ottone

Gregorius V.

nobilis miles

Calciamiri

107, 8.

Bonifacius papa

9.

di

tria capitula 72, io.

13; 49, 23; 70, 17.

Calais)

Bruno

49,

rex 137, 13, 14.

Bergullus episcopus Patavine ecclesie

Bertari rex

V. anche

Calcedon

fines 80, 9.

7,

i ;

Bulgari V. Vulgari.

6.

Beneventanorum dux

Bertaldus

74,

130, 8; 152, 20.

Bruno (nipote

Beneventiprincipatus 115,
Beneventani 80, 19; 164, 19;

Bergamum

Brittania

181, 21.

chaelis 116,

v. Baris,

6; 82, 2, io; 83, i; 112, io;

14,19;

11.

Aquilegia.

anche lohannes, Laurencius.

Benedictus

Croazia) 126,

Brundulum castrum,Brundulus 97, 24;


Belonensisepiscopus 75,2;
monasterium sancti Mi116, 8;

Bellunensis,

Benedicti

93, 6;

Briscia, Brixia

7.

Beligniense monasterium

di

Bricas v. Michal.

Canciani

61, 23; 84, 6;

120, 20.

corpus 37, 17; 41, 7.


Cancianille (s.) corpus 37, 17; 41,7.
Cancii

(s.)

(s.)

corpus 37, 16, 17; 41, 6;

sanctorum Cancianorum nativitas 41,


50,

28.

30.

33-

Candiano, Candianus Petrus


16, 21; 129, 6; 177, 3;

dux 128,
Petrus

II

NOMI PROPRJ E COSE NOTEVOLI.

Pietro

(figlio di

152, 25;

135,

dux Carolus rex Francorum

178, 6;

I)

nobilissimus

li;

protospatharius 135, 13

132,24;

Petrus III dux

(figlio del

precedente)

154,22; 136, 16,24; I57> 23; 178,8;


Petrus IV dux (figlio del precedente)
11;

I,

137,

138,

9;

143,

Petrus

filius

141,

5;

12; 144, 20; 178, 9;

Stephani 117, 22; 118, 4;

Ste-

tario

imp.)

Carosus

Vitalis

8;

del

(figlio

doge Pier Candiano IV) patriarcha


Gradensis 16, 7; 13H, 11; 141, 8;
143, 9;

Vitalis (fi-atello

156, 9;

di Pietro

IV) 145,

Candidianus

patriarcha

18; IO, 2;

Cappadoce

7; 178,

11.

Gradensis

50, 23, 29; 77,

9,

21.

14,

71, 9.

ziano) III,

prulensis civitas, Caprulis castellum

(Caorle, isola del ducato veneziano)


44, 16, 17; 45, 9;

64,

5;

115,

5;

Caprulanus, Caprulensis, Caprulensium, Caprullanus, episcopatus 46,


I,

episcopus

20;

5.

vene-

ducato

(nel

15, 17.

7,

5,

Lo-

(figlio di

Carus imperator 181,

18.

Castellani (famiglia antica del ducato

ma non

veneziano,

cumenti anteriori

ricordata nei domille) 34, 15,

al

19.

Caza

Olivo.

v.

Dalmazia) 158,

(isola della

2.

Celeiana (Cilly, diocesi del patriarcato


d'Aquileia nel secolo vi)

episcopus
24; 70, 18
Celestinus I papa 86, 18.

7,

v.

14; 49,

lohannes

Ceolfi-idus abbas 93, 8.

Cesara (moglie

un

di

re

Persia)

di

78, 4.

Caprulas (0, Caprulense castroni, Ca-

V.

Leo;

san-

Stephani protomartyris ecclesia

cti

117,

tribunus

phanus (padre del precedente) 117, Castellum


23; 118,

^93

44, 19; 45, 13-

Capuanus comes v. Mitola.


Caput argelem. Caput argilis (Cavarzere nel ducato di Venezia) in extre-

Cessensis episcopus (di Cissa, gi nel-

Vindemius.

l'Istria) V.

Cesso Metensis
146,

episcopus

Metz)

(di

3.

Francorum

Childepertus rex

71,

22,

25.

Croati

Chroati,

132,

18;

155,

5;

Croatorum dux
V. Brenamir, Dommagous,Muisclavo,
Sciavi 149, 13;

iudexi53, 17;

Sedesclavus;
V.

157, 19;

rex

anche Stephanus, Su-

rigna.

lohannes.

Cimiski

V.

Caracalla imperator 180, 32.

Cipriani

(s.)

Carinus imperator 181,

Ciprianus, Cyprianus patriarcha Gra-

mitate Venecie 66, 2; 130, 12.

Carlemannus

18.

Karlomannus.

v.

densis IO, 6;

Carolus adolescens nobilissimus

152,

Civitas

Carolus

(il

Calvo)

Carolus (Magnus)
Carolus

(2)

rex

Francorum in,

probabilmente in

Caprulas

si

ha

la

forma dell'accusativo sostituita a quella del nominativo Caprule, che venne a torto inteso

come
(2)

plurale,

Caprulae

II.

3,

Eracliana,

8,

20,

5,

io; 64, 13;

4,

29

s.

Petri

44,

102, 2;

15

45,

Erroneamente per Lotario imp. nei coGiovanni diacono.

Cron. vene\, ant.

7;

17;

praedia in fipalacium 126, 19;


pulnibus Civitatis novae 150, 11;
crae imaginis domus una cura capella 150, 8.

Civitatis

nove

dici della Cronaca di

44,

11; 1)0,

103, 20; 126, 19; 130,

8.

ecclesia

Ma

79,

91, 12, 16; 94, 14; 98, 15;

Karolus.

v.

civitas

io; 45, 28; 46,

Karulus.

v.

II, 14;

Eracleana,

nova,

Haeracleana

IO.

(i)

plebs v. Altinensis civitas.

scopus
Civitas

:'.

nova

lohannes.
(Istria)

122,

13.

13

epi-

INDICE.

194

Concordiensis

Clarissimus episcopus
7,

134, 6, 7, 12; 143, 2; 145, 23;

23; 154,

18; 74, 25.

14; 49, 24; 70.

Constanti-

Claudius Cesar 180, 11.

2,; 186, 15; 187,2;

Cleps rex Langob ardo rum 179,

nopolitana bibliotheca 85, 14;

Cletensius Petrus 118,

6.

ec-

Constantinopolitanus

clesia 76, 9.

5.

148,

168, 2; 169, 9; 181,

8;

I,

Nectarius, Nestorius;

Cloia, Clugensis civitas, Clugiesmaior

episcopus

(Chioggia) 45, 34; G6, i; 130, 12.


Clugies minor (Brondolo? o Sottoma-

Constantinopolytani imperatores

rina?) 65, 17
cii

monasterium san-

Michaelis 65, 17; 116,

9.

Coloprini proceres

Venetiae

Coloprinus Dominicus

(cherico, figlio

144,

lohannes

di Stefano

seniore)

Marinus 147, io;

148, 19;

phanus (iuniore,

Ste-

Stefano

di

figlio

Stephanus

seniore) 147, 11;

6.

(figlio di Ste-

fano seniore) 147, 6;

niore) 144, 7; 146, 8;

(se-

27;

147, 6,

3,

Commodus

v.

Concordia,Concordio oppido sive insula


46, 2, 13
5

Concordiensis episcopus

V.

Constantia^um

un tempo

(isoletta della laguna,

cina a Torcello) 23,

Bachi

Constans

vi-

3; 34, 9, 14;

et Sergii ecclesia 34, 8, 12.

(figlio

Grande) 182,
Constans

i,

II

di

Costantino

il

imperator 78,
3,

79,

15; 85,

synodus universalis
21

VI

85, 11;

168,

urbs

16; 84, 8, 12,

21, 23; 89, io; 90, 6;

92,

87,

9;

17,

93,

17; 103, 14; 104, i; 105, 22; 106,


19; 107, II, 13, 17; 109, 9;
13; 117,

i;

125, io; 126, 14; 132, 2;

118,
133,

86,

(pa-

14.

(Costanzo

Cloro) 181, 20, 21.


(figlio e collega dell'im-

peratore Maurizio) 75, 9.


Constantinus (figlio di Basilio I)

meno)

106, 14;

Constantinus

Leone

di

(figlio

19, 4.

l'

Ar-

86,

183, 17.

Grande) 63,

(il

13; 181, 20.

Constantinus

II (figlio di

Grande) 182,

Costantino

7;

12;

il

i.

II

(figlio di

3,

5; 83,

21;

II 86, 14;

Ykonomium

4; 182, 30.

16; 74, 18; 78, 6, 9, 24; 79,

9; 113,

185, 12;

i;

11; 14, io; 60, 7; 61, 18; 66,

no,

Tauri

monasterium de Emphoro
de Pantanusa 185, 15;

80, 8; 83, 4; 85,

5; 69,

9,

186,

(ippo-

forum

11;

185,

Constantinus

Constantinopolys, regia

16,

Eupodromium

Costantino III) 78,

Constantinopolis, Constantinopolitana

i[,

dromo)

3,

4; 183, 80.

urbs,

sanctae Sophye

Constantinus o Constans

i.

15; 80, 8; 83, 4; 84,

Pantogratoris

i;

ecclesia 185, 7;
86,

Constantinus

anche Clarissimus.

Constanciacus vicus,

ss.

Constantinopolitanum

palacium 135,

Constantinus

cius Aurelius.

Gallicinus,

Constantinus, Constantius

Cumaclensis.

Lucius Antonius, Lu-

v.

Ebersapius

V.

Cyrus,

v.

49,

Georgius, Paulus, Petrus, Pyrrhus,

lazzo)

13.

Comaclensis insula

64,

nuntius

nopolitanus

Constanti-

104, 15;

Sergius;

3.

148,

missi

7;

patriarcha

Coloniensis archiepiscopus (Eriberto)


165,

V.

3,

79,

3,

15;

III (figlio di Eraclio) 77,

19; 78, i; 182, 29.

Constantinus IV (Pogonato,

Costante
87,

II) 85, 4,

17; 183,

Constantinus

Leone

III

8,

13;

figlio

86,

di

io;

I.

(Copronimo,

figlio di

l'Isaurico) 14, 10; 94, 17;

96, 2.

Constantinus VI

(figlio di

Leone IV)

99, 16; 183, 12.

Constantinus VII purpura genitus 132,

NOMI PROPRJ

12;

12; 134,

133,

15,

4,

28;

24,

135,9, 12, 13, 15, 17, 18,22,26; 136,


6,

9.

Constantinus Vili

Lacapeno) 134,
II,

(figlio di

Romano

24; 135, 7; ^6,

17,

12.

Constantinus IX (fratello di Basilio


168,

183, 28,

II)

30.

Constantinus Comiano, Cumiano impe-

Constantinus Diogeni imperator

184,

Cumianus Theodorus

presso

lido

il

no,

reggi)

Constantinus Dukici imperator 184,

8.

Constantinus monachus imper. 184, 5.


Constantinus I papa 89, 3; 90, 2, 14.
Constantius
Constantius

monasteri! abbas v. Hwarinus.


Ciprianus.

v.

Cyrus abbas (poi patriarca

IO,

il

super

miliario .xv.

civitatem

(Cormons)

Ivrea)

165, 8.

Dalmaciae, Dalmatia 43,


102,

Dalmaciani

Cipriani (ss.)

et

Mathemaucensis

ecclesia v.

insula.

macianorum
Damasus papa

urbes 119,

3;

158, 5;

165, 13;

Dal-

pessime gentes 122,


86,

Venezia insulare) 95, 4; 177, 8.


Crescencius, Crescentius lohannes 1 54,

Decius imperator 181,

3;

7.

Cristoforus (figlio

peno) 134,
Cristoforus

17,

Gradensis

11,

I.

II

7,

12; 103, 4, 15, 17.

plebanus, presbyter ec-

Moysi

clesie sancti

(poi vescovo di

Olivolo) 103, 18.


Croati

V.

Chroati.

Cumaclense castrum (Comacchio) 27,


Comaclensium Comes
11; 133,4;
1

V.

tatus

127,

4;

insula

?)>

i;

Cumanus, Cummanus lacus


160, 22;

Deusdedi papa 64,


Deusdedus Grurus
Dimitrii

(s.)

167, 25.

153, 15;

3;

118,

17.

7.

v.

Grurus.

festivitas

112, 6.

Dimitrius Veneticorum maior loi,


Dioclicianus imperator 181,

Diuditus sclavus

(=

4.

19.

Ljudislav) 113,

9.

Domicianus imperator 180, 18.


Dominicus abbas Altinatis monast. (0,
monachus sancti Ilarii 121, io, n;
Torcellensis electus 124, 19

archidiaconus

censis (e poi vescovo)

Castello)

urbs 160, 23.

17.

magister mi-

Dominicus episcopus

villa 121, 22.

Cumana

21

ypatus 177, 11.


litum 95, 6;
Deusdedi, Deusdedus episcopus Tor-

Cumaclensis comi- Dominicus

Marinus;

7.

Desiderio rex Langobardorum 179,

cellensis 89, 19; 92,

episcopus Olivolensis 99,

20; loi, 14; 102,

Cristoforus

Romano Laca-

di
19.

patriarcha

19; 89, 15; 92,

Cristoforus

33.

Deusdedi dux 97,

155 9-

12.

15.

Cornicula Felix magister militum (nella

Creta 119,

18.

20;

16,

155,

Danubius

94,

io; 103,

8,

Dalmaciarum pro-

158, 25;

vincia

i.

Arduino mar-

di

Dalmaticorum dux

15.

Cornelii

Alessandria) 86,

di

Dado Comes (padre


d'

Costan-

di

22.

I,

Cyrus (patriarca

9;

Grande) 182, i.
Cormones castrum
Aquileiam

Costantino

di

(figlio

Co-

Pcllestrina,

di

Curzula (isola della Dalmazia) 159, 14,


Cussanus (presso Perpignano) 141, 19;
monastcrium s. Michaclis 141, 18;

chese

Constantinus.

v.

16, 21.

186,

II.

tinopoli) 89,

1.

195

Cuniberto rex Langobardorum 17Q, 12.


Curiclum (luogo del ducato veneziano

Cyprianus

rator 184, 7, 8.

COSE NOTEVOLI.

117, II

125, 19.

Metamau132, 9.

Olivolensis (di
123,

15 (?)

(i) Cio del monastero di S. Stefano d'Aitino

nella diocesi di Torcello.

INDICE.

19^

Dominicus episcopus Olivolensis 133,8.


Dominicus episcopus Olivolensis 156,
Faletrus.
Dominicus Faletrus
Dominicus Flabianus v. Flabianus.
Dominicus patriarcha Gradensis 16,

4.

15.

Euphemia, Euphemya, Eufimia, Euphymia (s.) 42, 16, 17;


corpus

z'.

129, 21;

corpus 37, 21, 22; 41,


Eripdanus v. Arripdanus.
(s.)

Eudoxius (eretico) 86,

V. anch Gradonicus.

6.

Erasme

37,

20, 21; 41,

Eupodromium

131, 4.

3; 42,

I.

Constantinopolis.

v.

Silvo.
Euthyce (eretico) 86, 20,
Dominicus Silvo
Dommagous, Domogoi, Domogor dux
Chroatorum 118, 13; 123, 11; 125, Fabriacus lohannes magister miltum
"e'.

(nelle isole veneziane) 96, 9.

II.

Donatus patriarcha Gradensis 11,22;


8;

12, 4,

Dorothee

29; 92, 2; 94, 18.


corpus 37, 20, 21; 41,

13,

(s.)

4; 42, 2.

Faletri v. Frauduni.
Faletri (Falier, famiglia antichissima di

filius

Dorsumdurum

insula centra orientem


V. an-

(rispetto a Rialto) 126, 22.


che Rivoaltensis insula.

Croazia sul mare) iudex 113,


186,

117, 24; 1x8,

Fanensis urbs 137, 19.

doge Orso

Felicia (figlia del

Felicis (s.) corpus

15.

nus 105, 20.

87,

d'Anna

re degli

An-

v.

Ellari (s.) corpus 49,

154, 15-

3.
3.

14, 20;

v.

v. Patricius.

Epiphanius,

12.

primicerius
di

3; 50, 31 77> 22; 79,

19.

Eracliana civitas

:'.

Dominicus Flabianicus

v.

5.

v.

Focas Nikiforus

v.

Focas strator Prisci

181,

Civitas nova.

l'Africa) 77, 9,

Eraclius imperator 64, 9; 77, 11; 182,

14.

Nikiforus.
patricii,

75 9; 76, 5; 77 9;

Eraclianus (governatore bizantino del-

8.

Balduinus.

Flabianicus.

Grado) Florianus imperator


I.

Aequilensis civitas.

Equitania 141,

79,

Petrus 118,

i;

Florencius

Epyphanlus

ecume- Flandrensis comes

(concilio

notariorum (poi patriarca

27, 29.

veneziana) 130,

Flabianus Dominicus 176,

Constantinopolis.

86, 17;

V.

Fines (gi presso lesolo nella laguna


Flabianicus Florencius Dominicus

nico) ^6, 16.

Equilus

loi, 4; 103, 16.

tegius.

12.

Emonensis episcopus

io>

Cornicula.

v.

Ferrariense castellum, castrum 139, 2;

6.

3; 49, 31; 71,

8,

Emilianus patriarcha Gradensis

Ephesus

mona-

24;

io,

Amianae.

Feltrensis, Feltrinus episcopus v. Fon-

I.

Emerius presbiter

Emphorus

Or-

Felix tribunus (nel ducato veneziano)

(figlia

Egyptus 67, 12; 77, 4; 84, II.


Eilge, Elge (suo monastero) 87,

97,

140, 26.

Ebersapius nuntius Constantinopolita- Felix magister militum

gli)

Parti-

doge Pietro

Felicia (moglie del

seolo)

6.

sterium

Edildruda

Faletri

5.

ciaco) 125, 14.

Drosaico Marianorum (zupania della

Duracium (Durazzo)

Dominicus

Rialto), Faletrus

imperator

^Si, 26.

Fontegius, Fonteius episcopus Feltrensis,

Feltrinus

8,

i;

49, 29; 71, 2;

75 2-

Forinus (Forino
cera) 82, 9.

tra

Avellino

No-

NOMI PROPRJ
ma

Foroiulii (Friuli,
vidale) 9,

stes

dux

V. Gisulfus,

tanus 85,

105,

24;

io,

20; 50, 25; 76,

15, 19;

Gradensis

patriarcha

io,

II

patriarcha Gradensis 14,

26; 15, 3; 100,

16; 103, 1,6; IO), 9; 107, 18; 108,

Francia 124, io; 186, 12;

5;

loi, 6,

108, 4;

19;

107,

11;

105,

III,

8;

112,

Franci,

118, io;

67, 8; 71, 22;

io;

100,

117,

rex

V.

5,

5,

7;

56,

Franco-

sima

2,

16;

50, 21,

IO,

12,

delle isole Torcellane) 22, 13,

37,

duo

corpora

12.

V. anche Francia.

2.

(capo

della

guardia

2,

18; 34, 4,

3; 37, 5; 55>

18; 42,

in

IO.

ec-

est
et

ecclesie

ecclesia, basilica
5,

9,

6,

3,

13,

15,

5,

atrio

127, 21
s.

125,

100,

12,

in atrio

51, 3; 74, 6, 8;

ante

8,

6,

14, 15; 50, 6, 9, 16, 22,

Euphemie

pella

6,

8;

129, 11

152,

Euphemie ecclesiam
5

105,

s.

Marci

ca-

sancto-

6;

100, 8;

chori marmoreis columnis et tabulis

8.

22,

105, 7

ecclesia, basilica

nis apostoli et

8.

Gaudius mons 155, 12.


Geminianus, leminianus sacerdos

14; 124,

erectum

rum martyrum mausolea

Gambas-sericas (acc), Calciamiri


16,

19,

14,

s.

17, 22, 24.

Gallus imperator 181,

15,

in

21, 23, 25;

14,

16;

imperiale a Costantinopoli) 135,


14,

I,

12;

5, 8; II, 14, 16; 12, 9, 11;

23, 33;

Gallienus imperator 181, io.

eunucus

122,

eiusdem

Eufemie

17; IO,

9.

stantinopolitanus 88, 17; 89,

105,

105, 7;

cripta 105, 16;

5.

Gallicinus (Callinico) patriarcha Con-

Gallus

30; 55, 20;

martvrum quadraginta

sancte

Gaius imperator 180,

4,

Agathe 36, 28; 10;,


in qua altare in honore

cripta

14;

archiepiscopus

Galla dux 98, 2; 177,

24;

17; 63, 18; 70,

sanctl Vitalis martyris

162, 4.

i.

121, 16;

clesia sancte

36, 9-

Galliae 72,

100,

112, 17;

Fuscarus Veneticorum maior idi,

2,

22; 37, 24,25; 38,

24; 125, 5; 129, io; 156, 8;

(famiglia antichis-

25; 35, 33;


Fredericus Ravennas

IO,

5; 7, 7;

6,

3; 62,

13;

87,

16: 32, 32; 33, IO, 13, 18, 21,

15,

Gothorum

11; 74, 8, 15; 75, 5; 76,3; 77,21;

r. anche Galliae.

Frauduni, Faletri

12;

12, 14; 39, 17; 41, 16; 46, 20, 24,

23; 49,

Childepertus.

Carolus,

5, 5;

II, i; 36, 21,

Francigeni

124, 4; 184, 25; 185, i;

rum

dus(0

e suc-

8;

9,

Gradense castellum, castrum, Gradensis civitas, urbs, ad Grados, Gra-

3.

102,

11.

rex V. Totila.

(domini!

Magno

Carlo

transalpini di

cessori)

3.

61, 9; 67, 8; 70, 7;

20; 102, 7, II,

9,

22.

Friuli) 9,

Gordianus imperator 181, 5.


Gothi 7, 4; 48, 18; 49, 13; 60,

9, 21.

Fortunatus

11;

dux (del

Glaudius imperator 181,

5.

Fortunatus

157,

20.

17,

Gisulfus, Gisulphus

corpus

(s.)

Venezia)

(di

1.

Georgius patriarcha Gradensis 127,


Gisa Romaldi soror 81, 11.

ecclesia

II, 23.

Fortunati

197

Georgius patriarcha Constantinopoli-

archiepiscopus

ecclesie

13;

96,

Lupus;

anti-

anche Serenus

V.

Gcorgius diaconus

Forogu-

Foroiulensis

15;

13,

propriamente Ci-

20; 50, 25.

lenses 43, 7

COSE NOTEVOLI.

evangeliste

38, 27, 33; 41,8;


20,
1

(i)

Anche

all'accusativo.

s.

lohan-

11,

19;

ecclesia, basi-

INDICE.

I9S

lica

Mariao

s.

56, 2t>; 41, 4;

Gratanus mperator 86,

15;

182, 6,

7,3.
Greci 61, 9;

71, 20; 81, 6;

82, 22;

47,

10,

83, 25;

126,

Mauri

su-

22; 146, 1;

c-

borium supra altare 105, S;


ecclesia, monasterum s. Marie (nel

primo

presso Grado)

lido

ecclesia

34; 48, 4;

burbio

s.

50, 7

latlum (^innahato da Pietro


seolo)
150,

150,

II

Or-

Gradensis archidiaconus 118,

6;

ecclesia

IO, 4,

5>

1,8;

5,

6,

ii>

17;

15

0;

Gregorius

o,

IO,

io; 68, 4;

56,

2, 13

15,

77,

84, 20; 86, IO; 88,

165, 20;

Gregorius

89, 14;

4, 6,

10,

I,

11; 40,

2?, 28; 74,

lohannes
i".

I,

SO,

>;

IO,

4,

patriarcha
III,

14;

2;

15,

Agatho, Antoninus, Bonus,

Candiano, Candidianus,
Cristoforus,

Emilianus,

13,

29;

14,

2, 4,

An-

(sua lettera ad

15,

Gregorius presbyter 137, 12.


Grimaldus, Grmoald,
Grimoaldus,

Grimuald

Donatus,

Epiphanius, Fortunatus,

Langobardorum

rex

15, 17, 20; 81,

Georgius, Gregorius, Helias, lohannes, Laurencius, Marcianus, Marinus,

papa

15.

Ciprianus,

Dominicus,

III

Gregorius patriarcha Gradensis (0

16,

f. iirichi

115,

Aquilea) 12,

tonino patriarca di Grado) 95, 25.


Gregorius V papa 153, 1, 7; 154, 5.

11;

I,

(sua lettera a
di

(sua lettera ai ve-

8; 95, 18, 23;

15,

50; 14,

le-

25; 12, io; 15,

11,

patriarca

Gregorius

ecclesie senex defensor

Antonius;

papa

28; 96, 16;

li; 96, 18;

archidiaconus v.

5;

Gregorii

scovi delle isole vene/.iane) 13, 6-27.

ecclesa metro152,15;
metropolitana 0, 7, 12, 18;

151, 5;
polis,

papa 73,6,

72,10;

166, 9.
II

Sereno

125, 3, 6; 127, 20; 129, 20;

i;

diaconus (sua lettera sui

19; 76, 7;

15,

22; 79,
;

Ri-

r.

Gregorius mperialis catapanus (a Bari)

12; 100, 7; 108, 6; 116,

94, 19; 97,

4; 131,

margo

tania septiformis 75, 6, 9.

io;

20; 42, 12;

48, 25; 4g, 4, 6; 50, 7, 19, ^i; 51,


2;

(s.)

tre Capitoli)

150,

6.

17,

2.

ecclesia,

(s.)

145,

Grecorum

voaltcnss nsula.

propungnacula

5;

turris occidenialis

$;

Gregorii

pa-

16;

30;

it>8,

mperator 154,

ecclesiarum

108, iS;

sita

parietes seu laquearia

108, 4;

3,

7,

14; 82,

80,

I,

9;

179, II.
:

Grugnarius Ursus 117, 24; 118,

Maxmus, Petrus, Primogenius, Pro- Grurus Deusdedus

112,

12.

i.

binus, Severus, Stephanus, Victor

I,
j

11,

Vitalianus, Vitalis

presul 12, 4, 22;

loS, 14;

2;

pontitcaius

sedes 105, 5; 108, 17;

des metropolitana

nodus5,7;42,

8,

50,

anchi Dominicus;

22; ii,

97,
se-

Hecilinu;

sy-

19,

Olivolensis episcopus 152, 19;

3,

9;

simus vir 140,

v.

lohannes 117,
lohannes sanctis-

13;

loannes

civitas

Hecfridus 87,

20; 4S,2i; 70, 4.


(Gradenigo) Dominicus

Gradonicus

Haeradiana

(*)

i'.

CN'itas

nova.

2.

comes, postea Baiovariorura

dux (cognato

dell'

imperatore

En-

rico II) 161, 29; 162, 20; 164, 9.

Heinricus dux (nella marca di Verona)


150, 15, 24,

Heinricus, Henricus (II imperatore) rex


165, 7, 11; 167, 12, 15.

Heinricus Ursiulus

14^, 18.
(i)

Ma

v.

Ursiolus.

erroneamente nel codice Barberini della

Cronica t sing. pAtriarchis ncnt AquilrU in luogo


(i) Fors identico al precedente.

di a Geor;;ius .

NOMI PKOPRJ
Helcna niater Constantinl
63,

IL

Grande)

(il

Helias, Helyas patriarcha Gradensis


2,

4; 6, io; 7,

199

Honorius (sua dottrina condannata dal

VI concilio ecumenico) 86,

181, 21.

COSii NOTEVOLI.

5,

io; 9, i; 42, 11, 12;

Honorius imperator 182,

Monorius

papa

12,

i.

14.

18.

10,

43, 2, 3; 47, 26; 4H, 14; 49, 7, 20;

Horontius episcopus Vicentinus 75,

SO, 4; 62,

Hugo, Ugo marchio

14;

70,

I,

14;

72, 9;

12;

74, 4.

Hcncti

Vcnccia.

V.

Hcnricus

II

impcrator

v. Heinricus.

Henricus impcrator latinus 186,8,

Hcraclcana
Hcraclius

Costante

II; H5, 8.

12;

17; 100,

Hwaldcrada

perator 77, 16; 182, 2^.

signum

victrix

Hermes

(s.)

Hermetis

et

156,

cor-

di S.

Era11,

31,

Ursiolus.

i;

io,

13;

13,

5,

38, 7; 39, 30; 40, 2; 42,

7;

14,

8,

io; 5S, 21; 56, 9; 74, 9; 75, 6;


Istrien-

120, 2, 5; 122, 16;

84,

sis

marchia 151, 7;

Histrien-

sium, Hystriensium,Istriensis provin5,

II)

vitatis prior

158,

157, 9;
155,

19.
ci-

17;

157, io.

leminianus sacerdos

v.

Geminianus.

pater monasterii

s.

Bene-

(presso Bari) 167, 4.

leronimus

(s.) 93,

13.

lerosolima, lerusalem v. Hierusalem.

Ildcbrandus, Ilprand (nipote di Liut-

Johannes.

Histria, Hystria, Istria

Berengario

urbs, latera (Zara)

107, 6;

lateranenses cives

dicti

Hierosolima, lerosolima, lerusalem 77,


rex 186, 24;
6; 142, 15; 185, 3;
V. anche

di

nella diocesi di

(figlio di

civitas,

105, 22;

leronimus
v.

monastero

(del

Cusan

di

'<'>.

139,

n-

137,

latarensis

11.

18,

Hicela Ursiolus

13

5;

martyr 24, 21; 25, 3.


Herasmi (ss.) ecclesia (nel

nel ducato veneziano)

abbas

Michele

Hwido marchio

19; 62, 11; 105,

Mcrcedis ora lido

Littus

smo

15,

marchese

del

I^crpignano) 141, 18.

Herimundus 153, 4.
Hermachorae (s.) cathedra 63,4;
pus IO, 23;

(sorella

diano IV) 138,


S,

moglie del doge Pier Can-

Hwarinus

183, 13.

121,

monasterii

lohannes.

v.

Hugo

Hericlonas, Racloncs (Eracleona) im-

29; 105, 6;

16; 109, 17;

14,

140, 14; 142, 21

abbas

Hereni, Hcrenis impcratrix (Irene) 99,

26,

18,

ecclesia et monastcriuni

(nel ducato veneziano alle foci della

20.

cia

6; 41,

6,

Brenta) 108,
2.

Herculius Maximianus impcrator iHi,

16,

pus

143, 16;

Heraclius imperator v. Eraclius.

Herasme (s.) corpus 41, 5; 42,


Herasmus (s.) martyr 25, i, 3.

12

Hyllarii, Hyllari, Illarii, Illari (s.), cor-

11.

civitas v. Civitas nova,

(figlio di

Avares appellantur. Uni

qui et

3; 7, ^'; 75,

7,

i.

Toscana) 138,

148, 4.

Hunni

Hclius Pcrtinax impcrator 180, 30.

(di

9; 48, 24; 121, 15; 122, 11;

156, 12.

Histrienses io, 16;

scopi III,

I.

epi-

prando re
15;

179,

Illarius,

dei

Langobardi) 95, 11,

I)'

Illarus v. Hyllarii.

Ingenuus

Ingcnuinus,

Sabione

episcopus

secunde Recie (Sibenj

de
7,

18; 49, 28; 70, 22; 179, 16.

lob

mons

(S.

Bernardo) 130,

9.

lohannes abbas (poi patriarca d'Aquileia) 9, 21

50,

26; 76,

2.

Honoratus episcopus Torcellensis 92, lohannes abbas sancti Servoli (mona5; 93. 14-

stero neir isola

omonima

presso Oli-

INDICE

200

volo nel ducato veneziano) 107, 21;

lohannes Gradonicus

patriarcha Gradensis 108, 14;

ab-

lohannes grecus (Filagato) Piacentine

108, 15.

ecclesie presul (e poi antipapa) 154,

bas monasteri! sanct

Illarii

lohannes archidiac. Gradensis 118,

lohannes

(poi vescovo di Olivolo)

tricii filius

123,

16; 124, 25

lohannes

12.

74,

lohannes VI archiepiscopus Ravennas

lohannes Marturius

Labresella.

v.

Marturius.

v.
v.

Maureceni.

lohannes monachus 73, 20.


lohannes Monetarius v. Monetarius.
lohannes Vili papa 122, 7; 123, 19;
124, 4.

14, 9.

lohannes

II.

lohannes Maureceni

126, 8.

archiepiscopus Ravennas

III

I,

Pa- lohannes Labresella

Marini

archidiaconus

6.

Gradonicus.

v.

(s.)

Baptista 29, io, 12, 32;

basilica v. Modicia;

ecclesia v.

XV

papa 152,

lohannes Particiacus

23.

Particiacus.

v.

lohannes patriarcha Gradensis

Torcellensis insula.

lohannes Bennatus

lohannes

Bennatus.

v.

14, 24;

102, 2.

lohannes Cimiski imperator 183, 27.

lohannes Patricius

lohannes Crescencius

lohannes Porfyrogenitus imperator 184,

Crescencius.

v.

Olivo-

lohannes diaconus, episcopus

lensis electus a plebe 102, 6, 12, 14;

patriarcha Gradensis 103, 11;

si-

v. Patricius.

23.

lohannes rex lerosolimitanus, imperator latinus 186, 24; 187, 2, 4.

nodali censura depositus 105, 4.

lohannes Sagomino

lohannes diaconus, nuncius Petri ducis

lohannes Tornaricus

(cappellano del doge Pietro

Or- lohannes tribunus

II

seolo) 160, 24, 27; 161, II, 14,28;


164,

lohannes diaconus Romanae ecclesiae


85,

Sagomino.

v.

Tornaricus.

lohannia

v. Ursiolus.

doge Orso I Parmonastero di

(figlia del

ticiaco e badessa nel

IO.

lohannes dux Bolonie 125,

lohannes dux Venecie

S. Zaccaria) 125, 15,

14.

Particiacus.

v.

lohannes episcopus Belonensis


luno) 150, IO, 18; 152,

2,

lohannes episcopus Celeiane

(di Bel17.

7,

(di

Cilly)

lohannia (prima moglie del doge Pier

Candiano IV) 138,

8.

lohannis (s.) apostoli et evangeliste ba-

cenobium,

silica,

ecclesia

v.

lohannes episcopus Civitatis novae

(di

loppe 185,

3.

lovinianus imperator 182,

Eraclea) 124, 26.

4.

lohannes episcopus Parentinus (di Pa- Isaakius, Ysaakius imperator


7,

70, 21;

17; 49, 27;

74,

episcopus

Porto presso
lohannes

8,

21; loi,

lohannes

filius

112, 20;

9.

ducis

99, 5,

io; 177, 15.

Petri ducis (Tradonico)

116, II

117,

13.

181,

14,

13;

61,

13.

153, 20.

Istria V. Histria.
Italia,

86, 4.

Mauricii
2,

(di

Torcellensis (di

episcopus

filius

Portuensis

Roma)

Torcello) 112,

lohannes

18; 185,
Issa (Lissa)

9; 75 4-

lohannes

Gra-

dense castellum, Torcellensis insula.

7, 14; 49, 23; 70, 18; 75, 4.

renzo)

vene-

isole

(nelle

112, 4.

lohannes Ursiolus

13, 26.

II,

ziane)

v.

15,

Ytalia 48, 15;

25; 62,

2,

60,

6; 63,

79, 5, 9;

103, 3;

107, 7;

152,

16;

178,

12; 167,

12,

19; 182, IO.

gnum

(il

7;

84,

71, 24;

68, 6, 7;

5;

90, 1$;

20;

154, 6,

17; 179,

Italia,

regno feudale

9,

2,

Italicum re-

d' Italia)

16,

NOMI PROPRI E COSE NOTEVOLI.

21;

13; 120,

131, i;

130, 3;

151,

146, 7;
16,

167,

121,

io;

mons murorum mcnibus turriumque

15; 143,

19;

hedificiis

14; 160, 21:

155,

22; 170,

Italie

4.

pln-

principes 148,

nicies 150, 22;


149,

1$; 152, 21;

104,

5-

lubianico

5,

124,

s;

138,

15;

i;

rex

Italicus

(s.

Maria de)

Rivoaltensis

v.

militum

magister

ypatus,

(nella Venezia insulare) 95, 8.

lulianus episcopus Torcellensis 82, 2

lulianus imperator 182,


luliensis episcopus v.

2,

7; 79,

6,

Iunior episcopus Verouensis 75,

lustinianus imperator 11, 4; 60, 6; 61,

minor imperator 87, 18;


89,

160,

3;

165, 9;

Longobardorum
Para-

Adelchisi,

v.

5; 49,

7,

14;

70,

9;

95,

III, 3;

i'.

anchd Adaloald,

ald, Ariper, Aripert,

Authari, Bertari,

Cleps, Cunibert, Desiderio, Grimal-

7; 86, 22; 182, 22.

13;

19; 80,

Agilulfus, Alboin, Ansprando, Ario-

lustina (s.) 28, 25, 26; 30, 21.

88, 2, 7, 9,

17,

26; 83, 4; 81,

rex (del regno feudale d' Ita-

lia)

i.

9;

gens infanda, nec dicenda,

nefanda
24

9,

5,

117, 6;

princeps

deus;

Maxencius.

3,

15; 97, 7; 104, 7;

116, 7;

dux,

3.

Cesar 180, 4.
papa 86, 13.

lustinianus

io; 61, 24; 62,

I,

12, 21, 25; 82, 24,

3;

19;

9,

5;

10; 64, 6; 67, 11; 70, 8; 71,

63, 6,

2,

6,

22; 12, 27; 41, 15; 48, 18;

II, 6,

167, 17; 179, 7;

17.

124,

14.

22; 91,

tensis insula,

lulius

Landonus Tarvisianus episcopus

24; 72,

luliani (s.) ecclesia, basilica v. Rivoal-

por-

aquarum

turres ubi

vascula tuebantur 160, 11.

49, 2; 60,

insula,

lulius

munitus 15Q, 23;

tus 150, 25;

Langobardi, Longobardi

lubianus

89,

201

12; 183,

II,

dus, Liubrandus, Liuperto, Lodovi-

Lotharius,

cus,

Pipinus,

Ratchiso,

Rodoald, Rotari.
lustinianus nepos lustini 68,
8,

14, 20;

24;

69,

Latini 63,

106, 16.

lustinianus Particiacus v. Particiacus.


lustinus
6,

Lascari imperator 186,

minor imperator

61,

6;

66,

16; 67, 6, 14, 16; 69, i; 182, 23.

lustinus senior imperator 182, 21, 22.

13

186, 44.

Laurencius, Laurentius patriarcha Gradensis 16, 2; 131, 6;

rorum rex

Carlemannus Baiova-

(poi re d'Italia)

124, 9;

49'

30; 71

Belluno) 75, 2.
episcopus

Laurentius

Grosso) imperator 179, 23.


Karolus, Carolus (Carlo Magno) im-

Laurentius

perator 15, i; 100, io; 165, 5; 179,

rentii v.

(il

Karulus, Carolus
3,

Bellunensis (di

Olivolensis

9.

levita et

martyr

ecclesia, plebanus sancti

(di

165,

Lau-

Amianae.

Laurentius patriarcha Aquileiensis (0

18, 20.

124,

22

(s.)

8, 2;

3-

Olivolo) 126,

179, 22, 23.

Karolo

132, 4.

Laurencius, Laurentius presbyter

Laurentius episcopus

Karlomannus,

2.

io;

(il

Calvo) imperator

179, 21, 22.

Labresella lohannes 118,

4.

Lacdicia (Laodicea) 184,

3.

Ladestina insula (Lagosta)


Cron. vene^. ani.

38, 24.

Leo episcopus Caprulensis 123, 21.


Leo episcopus Metamaucensis 124, 26.
(i) Nella seconda redazione del Chrcmicon Gra-

159,

17;

dense,

ma

erroneamente per Maurus.

13

INDICE

202

Leo
Leo
Leo

imperator 182,

imperator 88,

II

III

(l'

Lucius (Vero) imperator 180, 24.

18.

7, io,

15; 183,

Isaurico) imperator 14, io;

13; 183,

107,

imperator

Filosofo)

131,

9; 132, 2, 12; 133, 19; 134,4; 183

13.

Macarius

Antiochie

patriarcha

Leo magister militum

(nelle isole ve-

neziane) 95, 2; 177, 8.

papa 86,

III

papa

Leonianus

Macedonius hereticus

86,

17.

Macedonius patriarcha Aquileiensis

nia)

zia)

12; 49, 21

7,

21, 18, 20.

Magnus episcopus

26.

Tyborniensis (Teur-

episc.

Mazzorbo)

di

19.

14,

i.

Altinensis 44, 19.

Maioribus vicum (Mazzorbo,

Maiurus

2.

Mantua 63, 8; loi, 12.


Liubrandus, Liudprandus, Liuprandus, Manuel imperator 185, 5.
Liutprando rex Langobardorum 91, MarcelHani (s.) corpus 34,
14; 94, 8; 95,

io.

179, 21.

Fran-

117, 6;

Francorum
117,

119,

9;

et

9;

pius

15.

Longobardi

bardi) io, 14.

v.

(delle isole veneziane)

21; 177, 4.
94,
Marcellus episcopus Opiterginus (0 49,
16,

20.

Marcianus episcopus Opiterginus


70,

Longinus prefectus 61, 15.


Longobardia (1= il regno dei Lango-

Marcianus, Martianus episcopus Petenatis (Istria) 8,

i; 49, 30; 71, 2.

86,

19; 182, 17.

Marcianus patriarcha Gradensis

Lotharius rex (0 117,


rex

50,

Langobardorum

Lodovico

Lucerla 80,

6.

il

(figlio

Pio) 108, 12.

Lucius Antonius

Marcus Antonius Verus imperator

180,

26.

Commodus

imperator

181,

Marcus

180, 28.

Commodus

imperator

180, 26.

3.

(s.)

dell'imperatore

cronista

Gio-

Lodovico

II.

evangelista 38, 30; 39,

59, 6; 141, 21; 164, 4;

pella V.

(i) Erroneamente designato dal

nipote

9, 15;

19; 76, 3; 77, 13.

Marcus Aurelius Antonius imperator

io.

Lucius Aurelius

7, 11;

15.

Lan- Marcianus imperator

gobardi.

come

14,

18.

Marcellinus patriarcha Aquileiensis 38,

Longo- Marcellus dux

imperator 117, 9; 120, 13;


imperator 121 7.

vanni

38,

14,

Aquileiensis

21, 23.

imperator, rex

II

bardorum 116, 7;
corum 115, 6;
Longobardorum

Lotharius

patriarcha

Marcellianus

179, 14.

Liuperto rex Langobardorum 179, 13.


Lodoicus (il Pio) imperator 107, 9;

Lodovicus

Maurus.

episc. Torcellensis v.

Manifesta 185,

158, 16.

II

isoletta

vicino a Torcello) 22, io, 12.

16.

70,

Lingonae (Langres) 93,

di

38,

Macini Celres (famiglia antichissima

Macrinus imperator 181,

Levigrada insula (Vergada in Dalma-

6,

85,

25, 29.

23.

Leo
Leo

87,

Luthoitus (famiglia antica nelle isole

17, 20.

17.

(il

Lupus dux Foriulanus

Torcellane) Rusticus 22, 14, 17.

183, IO.

93, 17; 94, 16; 96, 2;

Leo IV imperator 183, 11, 12.


Leo Armeni V imperator 106, 11

Leo VI

4.

(i)

s.

Marci

Gradense castellum

Secondo

il

Chronicon Gradense,

vera lezione Marcianus.

ma

3;

cacor-

forse la

NOMI PROPRJ E COSE NOTEVOLI.


pus 109, 19;

112,

Amianae,

V.

ecclesia

13;

Rivoaltensls

sedes, cathedra

insula;

11, 9; 63,

i.

Maria greca ductrix (moglie

di

Orseolo)

vanni

168,

8;

Maria (moglie

di Pietro

Orseolo)

II

11.

Marianorum iudex v. Drosaico.


Marianum (Marano in provincia di
Udine presso il margine interno della
laguna

di

Baseleghe), synodus

tre

decem episcoporum
(s.) basilica v.

Gradense

castel-

eccle-

Gradense castellum, Roma;

ecclesia sancte Dei genetricis et virginis Mariae,


V.

s.

Marie de lubianico

Pamposia.

V.

Malamocco)

di

ecclesia

ss.

lamocco)

5),

Cornelii et Cipriani 128,

MaMetamaucen-

Metamaucus

7.

Marinianus Veneticorura maior loi,

(citt di

130, 14.

Methamaucenscs 23, 22, 25


Metamaucensis
17; no, 13;

dux

II

36, 2,

43, 23

37, 2S;

44, 2

45, 22, 23, 26; 46, 2

episcopus 132, io;

v.

Dominicus

4.

n;

144,

di Pietro

(genero

lohannes

Orseolo)

Mauricius 179,

19;

filius

ICQ,

IDI,

16, 8;

99,

Mauricius

177,

IO,

I.

v.

Mauricius Menius

Meni.

16,

4;

132, 16.

Marinus presbiter 49, 30; 71, 3.


Martina (moglie di Eraclio imp.) 77,
Martinus

116, 2;

Maurus patriarcha Aquileiensis

38, 27.

Maurus, Maiurus (0 presbiter Altinatis

Dalmazia

sulla

costa al nord delle isole Narrentane)


113, 3;

v.

Maureceni.

IO.

117,
16.

2.

(s.), curtis (in

22; 72,

9, 18,

182, 25.

5;

Maurus episcopus Olivolensis

Patricius.

14.

lohannis ducis 99, 12;


I,

i; 7)% 8, 76,

142,

i.

Mauricius Maureceni

8,

Do-

144, 6, 9; 146, 9; 148, II, 15;

res

Marinus patriarcha Gradensis

Martinus presbiter

anche

Maureceni (Morosini) Venetiae proce-

Mauricius iniperator 71,

v.

anche

V.

episcopatus

Obelierius;

Bentus,

Marinus Comaclensium comes 127, 6.


Marinus Olivolensis episcopus 152, 18.

Marinus Patricius

18,

Vinca Centra cum

19;

15,

monaste- Mauricius dux

Rivoaltensis insula;

rium

(lido

minicus, Leo.

19.

74,

lum, Torcellensis insula


sia V.

no,

ses,

II.

Maria uxor Constantini Dukici 184,

Marie

Mctamaucus

6,

170, 7.

171,

Mathcmaucens'SjAictamauccnsis insula

45, 26, 29; 65, 12; 97. 21; 98,

Gio-

169,

4;

203

ecclesia aput

Mistrinam

24,

18; 27, 13, 16; 30, IO, 18,

16,

episcopus Altinatis 84, 22;


19;
episcopus Torcellensis 32, 20, 28;
4,

IO,

margo Maurus (s.) v. Pollensis civtas.


laguna) no, Maxencius, Maxentius episcopus

lu-

loco qui vocatur Strada (al confine

33,

II,

del territorio di Mestre verso

21,

30; 36,

il

du-

14,

22;

16, 21,
4,

35,

13.

cato veneziano) iii, 12;


(il

lido rispettivo della

20;

mercatura 179,

Marturius lohannes in,

liensis (di Zuglio)

3.

Massi (famiglia antichissima

di

Maz- Maximi(s.) corpus


clesia

zorbo) 21, 18, 20.

Masso Dominicus 118, 7.


Massus, Maxus miles iudicii
buno, a Mazzorbo) 22,

11,

49,

25;

(presso

34, 14, 18;

Ragusa)

159,

ec13;

160, 16.

(=

tri-

Maximianus Herculius

v.

Herculius.

13.

Mastallici (antichissima famiglia di

nezia) 112, 15.

16;

7,

70, 20.

io.

Ve-

(i)

Ma

erroneamente nel cod.

Gradense per

Maurus

del Chronicon

INDICE

204

Maximinus imperator

Maxmus
84, 21

Monetarius lohannes 108,

i8i, 4.

patriarcha Gradensis 11, 15;

Maximus tyrannus

182,

Mecetius, Mezezius

Mons

io.

tyrrannus

84,

85,4.

Medi 184, 25.


Mediolanum 139,

Mediolanensis

9;

rura 142, 23.

archiepisc, 167,22;

monaco

Mellitus

19.

73,

13;

m8,

5>

11;

1)0.

7;

littus (lido di S.

147,
12.

178,

Erasmo)

31,

v.

132,

ZcLyXo-

5.

Dukici

184,

(genero

Niceforo) impe-

di

rator 106, 6; 183, 16.

Michael
15;

183, 18,

Michael

107,

19.

monasterium

io;

campagna

ecclesia

ecclesia

s.

s.

Martini

Brun-

6.

di Mestre) 102,

147,

Cipriani 102, 9;
v.

Mistrinae partes 147,

Neapohs, Neapolys Campaniae


io; 82,

Nero Cesar 180,


Nerva imperator

Martinus

(s.)

180, 20.

183,

14.

Nikiforus Focas imperator 183, 26,

Nikiforus Votaniatus
14,

imperator

lohannis

(di Russia)
v.

116,

14.

Bennatus.
181, 18.

3.

Roma.

Monatarius Dominicus 112, i.


Monegarius Dominicus dux 98,

184,

15.

Numerianus imperator

s.

7.

39. 4;
Niceta patricius 103,9, ^3 HJ 104, i.
Nicyforus, Nikiforus imperator 100, 13;

Normani

8.

Baptiste basilica 79, 19; 80,

13-

civitas

83, 6, 17,

13.

Modicia (Monza) 80, 4;

^77,

2, 5

Nectarius episcopus Constantinopoli-

Nugigerulus

V.

pa-

Ytalie 68, 6.

Mitola Capuanus comes (Langob.) 82,3.

Molvius pons

67, 8

Niceta patriarcha Aquileiensis 38, 30;

Mistriensis comitatus

io;

eunuchus 61,

patritius 60, 8

Nicea (Asia Minore) 86, 12; 92,

v.

dulum, Clugies, Cussanus.


Michal Bricas imperator 184,
Mistrina (la

7.

tanus 86, 17.

Michael IV imperator 184, i.


Michael V imperator 184, 2.
(s.)

no-

princeps 159,

impe- Nestorius episcopus Constantinopoli-

Teofilo)

III (figlio di

rator 119, 3; 183, 20, 21.

Michaelis

26;

tanus 96, 16.

Domestico imperator

II

6.

Xarrentani Sciavi 112,

75

3>

123, 13; 128, 22; 136, 18;

61, 23; 81,

13.

Michael

12;

cartolarius 60 14;
(-ccov

filius

no,

de insula Narrentis

Narentani, Narrentani 155, 18, 19;

tritius

Michael imperator
12,

Narrantanae, Narrentanae insulae 113,

Narsis 61, 12, 14, 15, 20; 68, 12, 16;

Mecetius.

v.

186, 2, 4.

biles 157,

Cesso.

Michael dux Sclavorum


|iu)v)

Me-

Mathemaucensis.

v.

Metensis episcopus

Mezezius

21;

159

tamaucus

in

Dalmazia) 129, i.
Muisclavo Chroatorum princeps 113,4.
Murcifus, Murciphus imperator 185,

5;

21, 23.

Metaraaucensis, Metharaaucensis,

8.

Morianas (Murano) 65, 6.


Mucules (probabilmente Macarsca

Tri-

Mercedis

Nar-

128, 25.

(Monselice) 63,

siUcis

19,

Meni, Menius Mauricius 148, 22


bunus dux 143, 19; 144, 21;

11.

(nel paese dei

rentani, sulla costa)

IO.

86,

Mons Sclavorum

Obeliebatus,

5, 12;

ObeUiebatus

episcopus

Olivolensis 99, 2, 19; 177, 16.


Obelierius, Obelingerius, Obellierius,
Obilierius

tribunus Metamaucensis,

NOMI PROPRJ E COSE XOTEVOU.


dux

23, 24, 27; 24, 7; 36,

101,

9,

3,

14,

16; 103,

no,

i; 105, 22;

io;

I,

la; 104,

I,

spa-

9, 14, 18;

6.

Odbenus episcopus Veronensis

52, 13.

sancte

18, 20; 163, 3;

161,

Marie monasternm 161, 17; 163,

5,

48, 25; $9, 4; 60,

Olivolensis

44, 7, 13;

io; 42, 20, 2t:

insula,

108, i;

99. i;

Castellum 44, 6;
clesia

s.

131,

179, 3;

io;

ec-

Petri 45, 30; 44, 6, IO, 15

Olivolensis

lensis,

103,

Olwolensis ecclesia 44, 28;


epi-

17; 115, 17; 126, 8;

scopatus 43, 23; 44, 3 ; 99, 19; 103,


episcopus 133, 8; 156, 22;
12;
V.

anche Cristoforus, Dominicus, Gra-

te-

polis.

Prndpi)

(isole dei

Ticinensis

nrKS^

Tidnis, Ticinom 94, 11; 124,

in

$, 8,

15; 130, 8; 146, 7; 147, 27; 148,


5; 152, 21; i$3, 12; 154, 13; >6o,

27; 161, 8; 164, 21; 16$, 9; 167,


22; 179,

Ma- Paradens

donicus, lohannes, Laurentins,

Con-

Pantogrators ecclesia v, Constantino-

Olivo- Papia, Papiensis,

12.

144,

v.

gnlae aereae 83, 15.

108,1; no, 21; 112, 16; 140, 15; Paonariae insolae


forum s. PeS.Sergi 43, 26; 44, 9;
154, 26,
tri

3.

Olivolam Pantanosa (monasteiinro de)


stantinopolis.
(Castello, isoletta vicino a Venezia
che venne pi tardi unita a Rialto) Pantfaeom (a Roma) jc, ::;

01i\o,

164, 12.

Pandecte 93, 12.


Pannonia, Panona

tharius 103, II.

Octavianus Cesar 180,

tis

3.

Langobaivlotum (di Vi-

dass.

cenza) 95, 12, 16.


rinus, Maurus, Obeliebatus, Petms,
V.aaebilijr Paientina dvitas (Parenzo) 156, 13;
Ursus; sedes 102,4.
nsula civitatLS Pareninae 156, 13;
voaltenss insula.
eccle^a, oiaculmn s. Marni 17. PoDeiiOpitergium, Opiterine (0 cvitas Ovedercina,

Ovedrana

(Oderzo)

cvitas

Op-

45, 50; 46, 5; 63, 8; 64, 12;

Ore-

terginum castrum 139, t:


tergina, Opitergina

ecc'.-^'."-

--:.

:.::

45, 18; 49, 21; 70, 15;

episcopus r. Marce'

'.

.:

>

..

'

.-

:-

:^

.:

Otto

II iraperator

Otto

III

di

Verona) 155,

i.

141, io; 143, 19-

mperator i6o, 21;

149, io; 150, 31; 1)1, 15; 152,

V,

di

AgneDns

Ginstinano Paitdaco) 107, 4i i^>

Badovarins (ig^o di Orso I)

(i^o

del dog^

l-

lU mmMdaaente a ioL

Bkk

GrwMOB

OfftnsBHi

Mannes

2,6; 109, 8; 110,

II, 16;

III, 6, 7, 11;

Oiso

127,

AgneEo)

18; 107,

106,
4 7

112, 5, 12,

lohannes

i$ 177 19

Erpdani cngtur fiaen-

Andreas,

106, 3, 15; 109,

2a

una parte marino

QtOYAKKi iua>so pr

aiKke-

124, 12.

".-.rtidaaais

dux

20; 122, 9;
(fig^ di
125, 12; 126, 17; 127, 4. ". 25;
128, 6, 9, II, 1$, 18, 21; 129 15
lustnianas

(1)

"cr.

5; 12S, 4, li, 12;

Pamposia, Pooposa insula non procnl


tore, ex aliis

Panna

Parentimas qpi-

2'

as.

Arripdanus.

a Veneca, ex

7^

scopns 75, 4;
Johannes.

rex

Otto Ursioius V. Ursolus,


Padus

49 27 s

AgneDns (nipote
2, 8; 177 ^7'*
e collega del precedente e fig^ di

Oriens 77, 3; 181, 24.


Otto dux 167, 12.

Otto dux (marchese

Paientinaecd[ea7,i7;

sis Civita^

I) 121,

dos

(fi^o

del

doge

Agnello) 106, 16; 1C7, 4g il 109,


5 $, 9 JO 3.

16; 177. l*;

?^-

INDICE

206

tus

Petrus (figlio di

io6, 17, 19;

Orso

128,

I)

Petrus Badava-

Orso

rius (Badoer, figlio di

133, 16; 134, 21

dux
i;

II)

132,

19;

125, 12;

18; 128,

17,

13,

(figlio di

Ursus

II

Orso

I) 128, 9,

Patavium

7,

70, 17

28,

spa-

129, 18; 177, 20;

16; 74, 22.

12; 49, 22; 70,

Ca-

Petrus episcopus Olivolenss (di


stello) V.

Tribunus.

Petrus Flabianicus

v. Flabianicus.

eplscopus v. Ber-

Petrus Particiacus

v. Particiacus.

Petrus patriarcha Constantinopolitanus

Roma)

episcopus

V.

nell'Istria)

nuova

43,

io;

Petrus

Marcianus.

nell'Istria)

7,

1$; 49, 24;

Petrus Tribunus

Patricius lohannes v. lohannes archi-

Marinus 112,

ecclesia v.

(s.)

Paulicius, Paulitio

apostolus 27, 14, 16;

119,

i.

Roma.

Tribunus.

v.

Trondominico

Trondomi-

v.

nico.

Petrus Ursiolus

v.

Ursiolus.

Philippicus, Philyppus

dux 91, 11; 94,

ec-

Gradense ca-

Roma.

stellum. Olivo,

Petrus

70, 19; 75, 4.

diaconus;

(s.)

Rosolus.

v.

clesia V. Civitas nova,

Emonensis (Cit-

episcopus

Patricius

86, 2.

Petrus Rosolus

Pathena (Pedena

13;

7, 9, 13,

21; 90,

I,

imperator 89,

6; 92, io; 183,7.

Philippus imperator 181, 6;

3-

Paulus cardinalis sancte


clesie 40,

Romane

ec-

patriarcha

21; 56, 19;

Aquileiensis 6, 4, 7; 41, 33; 42, 4,

26; 49,

I,

4;

62, 9,

Paulus patriarcha
nus 86,

Constantinopolita-

Pipinus rex

papa

6,

Longobardorum

Carlo Magno) 104,

6,

(figlio di

15.

Piacentina ecclesia 154, i;

pus

V.

episco-

lohannes.

Plavis maior 91, 18.


Plavisella 91, 19.

48, 26; 62, 16;

72, 6, 9; 73, 2.
Persae 69, 24; 77, 5; 78,
25; 185, 4.

Persis 78,

Pincinati (Petscenegui) 184, 25.

I.

II

eius

181, 6.

filius

15; 68, 4.

Pelagiana heresis 66, 9.


Pelagius I papa 74, 13.
Pelagius

(Tradonico) nobilissiraus

13;

7,

164, 32.

177,

123,

12, 20, 27.

Petrus episcopus Equilegensis (di le-

130, 8;

Patavina ecclesia

Paternum castellum (presso

Pauli

i;

122,

13;

tharius 113, 13.

11;

guUus.

5.

solo) 118, 6; 123, 21.

civitas, Patavis,

187,

Petrus episcopus Altinatis (di Torcello)

5.

26, 28; 45, 22, 23; 63, Ss

49, 23

io;

dux 131, 20; 132, 18; 133,

147, 6;

124, 6,

112, 20;

Ursus

Patavina

18;

Petrus dux

protospatharius 125, 13;

16; 178,

11; 121, 2,

120,

118, 13; 119, 5;

126,

i;

178,

15,

122, 9, 14; 123, 12, 23;

117, 20;

121,

Ursus

178, 8;

latinus 186, 12, 21, 23

Petrus diaconus, patriarcha Gradensis

dux

protospatharius 132, 3;

2;

Petrus de Aluzoro (x\uxerre) imperator

Po-

Pollensis civitas (Pola) 156, 20;

lensis episcopus v. Adrianus, Bertal9,

dus

11; 184,

insula monasteri! sancti

dreae iuxta Pollensem

An-

civitatemCO

5.
(i)

Pertinax v. Helius, Severus.


Petenatis episcopus v. Marcianus.

La sua

cumento

esistenza attestata anche dal do-

del 100

vienti ravennati,

Petrus Candiano v. Candiano.


Petrus Cletensius

v,

Cletensius.

raul
o

edito dal Faxtuzzi nei

IV, 184, 185, ove

cura monasterio et

apostoli foras

abatia

eandem civitatem

si

legge

Monu:

si-

sancti Andreae

(cio Pola) in

NOMI PROPRJ E COSE NOTEVOLI.


Mauri

sancii

156, 20;

chiepiscopus

ecclesia,

nes

oraculum 156, 16, 18.


V. Pamposia.

primas 95,

Ponposia

Pontus 88,

3,

13; 89, 2, 6; 90,

9,

Porfvrogenitus

lohannes.

v.

Portuensis episcopus

'

Prasini (fazione in Oriente) 77,

Preconisus (Proconneso) 136,

Romanae

(Calabria) 83, 18.

Gradensis

28;

20;

126,

Castellum

v.

Olivolo

(isola

84,

19.

divenne uno dei

Pugna

18;

civitas

aput

Dorsumdurum

sestieri della citt)

ecclesia sancti Gregorii

108, io; 131, 13

ecclesia sancti

ecclesia

luliani 122, 2; 124, 28;

49, 5; 68, 5; 69, 26.

Probus imperator 181,

152,

di Rialto; pi tardi

ad oriente

19, 22; II, 3, 12; 51, 6; 79, 13;

8;

Rivoaltum 131, 7;

126, 22

124,

14;

130,

IO,

Priscus patricius 75, io.


Probinus patriarcha Gradensis 42,

i;

122,

i;

106,

citt) 65, 7;

(di

sedis, patriarcha

i.

3, 4.

Rivoaltensis insula, Rivoaltus (Venezia

i.

io.

Primaro) 137, 19.


Primogenius subdiaconus regionarius
Primarius portus

49, 20; 71,

i-S;

7,

Redulfus Arimincnsis comcsi5

Regium

lohannes.

v.

exarchus Ravenne

9.

Recia secunda

i.

Johan-

Fredericus,

v.

VI;

III,

207

oraculum

16.

(sul fiume Sabato) 82, 4.

sancti

Marci 110, 4; 112


141, 7; 161

12; 139, 18; 140, 25;

ianuae

Pupilla (Poveglia) 6), 16.

22;

Pyrrhus patriarcha Constantinopolita-

talimina 162, 22;


139, 21;
auro
et
argento
ex
opere
bula miro

nus 86,

I.

altare 143,

143,

Quarnarii culfus 114, 20.


Quirini

(s.)

Dei

corpus 41, 18,

sacerdotis

28, 32.

v.

Hericlonas.

Ragusiensis civitas 115,

153,

i.

5.

Rainardus camerarius

(di

Ottone

III)

118, 22;
de lubianico (S. Maria Zobenigo) 131,

Ratchiso rex Longobardorum 179,

16.

Ravenna, Ravennas urbs, Ravenantium


civitas 74, 7, 8, 14, 21

95, 14, 24; 96, 3; 123,

75,

87, 24;

19; 124, 2;

127, 6; 137, 17, 22; 138, 4; 145,

i;

i6^

io;

147, 11; 153, 3; 154, 13 19;

164,

dra

13, 21, 24, 27, 29;

elephantinis

tabulis

artificiose

164, 28;

vescovi)

123,

127, 13;

I7, 20;

20.

139, 19

insula

maris sita

per

forum macelli

al di l del

petto a S.

Canale grande, rim-

Marco

e all'estremit del

medesimo verso la laguna di S. Marco


Giorgio maggiore) 131, 13;
monasterium sancti Zachariae 109,

e di S.

17;

117,

15;

125,

16; 127, 2; 129,

18; 131, 18; 138,9; 143, 14;

sculpta
(di 72

fu
di

18;

139,

ar-

donata

Ravenna.

sancti

7;

ecclesiae 117, 18;

Ravennas

quell'atto

125,

25; 162, II, 15; 170, 8;

Ravennates

Moysi

forum Rivoalti 137, 4;


140, 12;
margo sancti Gregorii trans ripam

14'^, 18,

murus

atrium
a ca-

pite rivuli de Castello usque ad ecclesiam sanctae Mariae quae de lu-

bianico dicitur 131, io;


ferrea

ci

Silvestri

cathe-

synodus

da Ottone III a Federico arcivescovo

ecclesia sancti

sancti Severi 106, 21;

Theodori

(=

162, 2.

Mariae

Maria Formosa)

(S.

genitricis

103, 19;

Raimbaldus Tarvisianus Comes 162,

Raimundus

ecclesia sanctae

sancti

9.

atrii

ecclesia sanctae Mariae

IO

Raclones

uno

capite

in

catena

fine predicti

muri, alio in sancti Gregorii ecclesie

margine 131, 12;

palatium 106,

INDICE.

208

3; 13Q, II, 14, 16, 17; 140, 25; 141,

13; 92, 12;

7; 162, 7, 13, 14, 18; 163, 4; 164,

bizantini e

marmoreo

77, 6, 24;

16;
et

169,

capella

14;

aureo ornatu (costruita sotto Pie-

Orseolo) 169, 15;


capella
in palatii angulo (costruita sotto Giutro II

no,

stiniano Particiaco)
lacii tribunal

turris

orientalis

169, 4;

162, 19;

rivulus

163, 6;

de Castello 131,
ses 23, 2^, 26

pal-

2;

Rivoalten-

io.

14.

IO,

i;

13,

19; 100,

18; 124, 12;

145,

i;

I,

127,

stolorum limina 141, 20

6, io;

Angeli 154, 23;


curtis sancti
Petri non procul a sanctae Mariae

Maria

Trastevere)

in

sancte

ecclesia

mons

v.

ecclesia sancti Petri

90,

V.

Gaudius;

regiones

romanae

pons Molvius

(rioni)

via Lata 93,

ecclesia 40, 21

37,

30;

Ro-

i.

ecclesie

Co-

di

(figlio

7,

II

imperator 183, 31.

patricius (esarca) 74,

17,

(duca di Benevento) 80, 15,


9,

II,

17,

13,

18, 25; 82,

II, 24, 27.

Rotari, Rothari
64,

12; 179,

19.

Langobardorum

rex
IO.

Rozo episcopus Tarvisianus


imperator

152, 2.

latinus

186,

23;

II.

Ruinius (Rovigno) 122, 13.


Rusticus

V.

Luthoitus.

Rusticus episcopus Tarvisianus 75,


Saba,

i.

rum

Saudan (=: sultano) Saracenoprinceps 114, 5; 123, 6.

Sabione (Siben) 74, 23

20;

56,

5;

12,

13; 55,

18;

episcopus

(de) V. Ingenuinus.

Sabulo (de) Stephanus 117, 23 118, 3.


Saburrus, unus ex optimatibus (dell'im;

peratore Costante II) 82,

sedes Sagomino lohannes

i; 40,

39,

38,

Roma

56, 19; 62, 7;

Romane

72, 6; 74, 13;

cardinales

6;

155,

turris inexpugnabilis procul a

154, 24;

imperator

monachus

I.

Gaudius

4;

porta sancti Petri 93, 2;

93, 2;

mana

83,

picturae in porticu

2;

delongarius 134,

stantino Porfirogenito) 183, 25,

187,

ecclesia sancti Pauli

83, 12

so-

60, 6;

19,25;

134,

18; 136,

anche

Pantheum;

Petri

18;

Rubertus

1 1

9; 115,

Marie

ad martyres 76,

sancti

12,

2;

157,

Apo- Rosolus Petrus 136,


castellum Rota V. Torcellus.

s.

115, 2;

imperium
9.

Ro-

latini)

imperator (usurpatore) 133,

25; 81,

7,

7;

93,

146, 6; 147, 20; 153,

147, 22;

lium 161,

141, 20;

5;

154, 2, 21, 22, 24; 155, 2;

(S.

popoli

7; 122, 6;

14;

11; 115,

123,

ecclesia

(=
Romanum

Urbs Romanus

83, 6,

greco) 85, 4;

i53)S; I55,5,9;i64, 22;

3;

6;

3,

Romani, Komani
comune romano) 115,

il

mani

Romanus
Romanus
Romoald

io;

17; 73,

io; 84, 15; 88, i; 90,


95,

urbs,

28; 60, 8; 67, io;

II, 9; 50,

72, 8, 9,

(=^ l'impero

(=

cives

135,

Roma, Romana, Romulida

Greci

18; 88, 8.

87,

2,

Romanorum

6;

83,

Romano (Lacapeno)

Rodoald rex Longobardorum 179, 11,


Rodoaldus (figlio di Giovanni duca di
Bologna) 125,

regnum

Romani (=

loro sudditi) 76,

Salbianus

17,

6,

ferrarius

25.

175,

5.

24.

synodus Salvatoris ecclesia v. Album litus.


Romana respublica (=: V im- Sangrus fluvius 81, 20.
pero) 77, II.
Romana civitas. Sansagus (Sansego, isoletta presso
Romani (= quanti avevano la citLussin) 114, 21.
56,

I,

15; 79, 13; 180, 4;

14,12.

tadinanza romana) 61, 11

65,

5,

8,

Saraceni, Sarraceni 84, io; 85, 5; 87,

NOMI PROPRJ E COSE NOTEVOLI.

20; 93, 17; 94, 8; 114,


19;

115, i;

IO,

15, 19;

2,

II,

119, 6, 8,

121, 16, 17,21

principes 149, 8;

v.

19; 76,

6,

7; 74,

85, 6;

9.

109,

Scaravaciensis episcopus v. Vigilius.

Silis (il Sile)

Scicilia V.

Sicilia.

Silvestri (s.)

Sclavenia

(Croazia) 107,

122, IO,

9;

6, 8,

16;

12; 125, io; 129,

2,

157, 2;

20; 160, 26; 171, 8;


duxx'. Michael.

F.

123, 2,

153, 23; 155, 23;

4,

5,

II,

Silvoclis portus

Simeon Vulgaricus rex

132, 7.

Yta-

sis

17; 69, 11; 71,

Sophye

11.

34, 7,

Croazia) 125, 9;

di

Senator episcopus Torcellensis 121,


Sensualdus, Sesualdus 80, 17; 81,

Serenus Foroiulensis antistes


1

23

1,

14,

8.

12.

14

episcopus

patriarcha Aquileiensis 96,

(s.)

ecclesia

corpus

(s.)

eccle-

Constantiacus.

sia V.

Sergius

Bachi;

i'.

papa 87,

(Spalato)
totius

138,

nus

86,

metropolis

24;

Servoli

ecclesia

(s.)

non longe

a ducis

pallatio (in un' soletta vicina a

nezia),

monasterium

monasterii abbas

Sesualdus

v.

v.

Ve-

108, 16; 162, 6;

lohannes.

Sensualdus.

Spoletensis marchia 137, 13.

Spoletum

121,

13.

Severi

(s.)

ecclesia v. Rivoaltensis in-

sula.

Ma

la

lezione Scavi deriva da

dei codd. della

Stefanus

filius

V.

Cronaca

di

un errore

Giovanni diacono.

Cron. vene^. ard.

14.

Romani (Lacapeno)

134,

135, 7; 136, IO.


(s.)

protomartyris

ecclesia

Caprulas.

Stephanus
138, 23;

filius

Sabulo.

v.

Surigne (re dei Croati)

171, 8.

Stephanus patriarcha Aquileiensis

38,

23, 24.

Stephanus patriarcha

Sevastacrator, Sevastocrator i'. Alexius.

Spa-

letinus archiepiscopus 158, 26.

Stephanus de Sabulo

I.

urbs

valida

et

Dalmaciae 158, 25;

17, 24;

Sergius patriarcha Constantinopolita-

17; 66,

polis.

Stephani

21.

7,

Constantino-

v.

Stauracius imperator 183,

14.

Sergii

7, 16.

9.

Spaletina nobilissima

126, II.

archiepiscopus

13.

17; 49, 26; 70, 21.

7,

Sophya, Suffia augusta 61,

Venezia insulare)

nell'Istria)

Solacius, Solatius episcopus Veronen-

90, 14.

Sedesclavus (duca

(1)

7.

(Salvore

120, 6.

II,

Scopacalle Stephanus (antica famiglia

12, 12

Rivoaltensis

v.

Sclavorum Sipiares (Sipar nell' Istria) 122,


anche Chroati, Smaragdus patricius (esarca) 74,

Scolasticus patricius et exarchus

della

118, 20.
basilica

Silvo Dorainicus 147,

io; 132,
158,

18, 20, 26; 84, 11;

11; 114, 17.

5,

20,

Narrantanae insulae.

lie

i.

insula.

2.

113,

7;
1 1 5

3.

9, 4; 50,

Severus Pertinax imperator 180, 31.

8.

Sicilia, Scicilia 83,

Scavi (0, Sciavi 11 0, 6

io; 75,

Severus patriarcha Gradensis

v. Saba.

Saxonia 141, io; 149,

13; 84, 22.

64,

49, 25; 70, 20; 74,

165,

anche Saba.

Sardinia 83, 20; 84, 6; 94,

Saudan

123, 6;

Saracenorum

19; 166,4, 18,25;

(2)

Severinus episcopus Torcellensis 97, 17.


Severus episcopus Tergestinus 7, 16;

17; 120,
;

134, 2; 145, 2, 5, 8;

128, 3;

Severinus papa

8,

6,

5,

209

17; 87, 11; 88,

Gradensis

11,

5.

Stephanus Scopacalle v. Scopacalle.


Strada v. Martinus (s.).
(2)

Erroneamente nel cod.

Giovanni diacono per

della Cronaca di

Severianus

'4

INDICE

210

Theodosius magnus imperator

Sophya.

Suffia V.

Sumatrapi (Samotracia) 136, 11.


Surigna (re dei Croati)
20;
158,
eius filius V. Stephanus.
3,

7,

12.
v.

Gradus,

Constantinopolis,

corpus

(s.)

7; 41, 18,

6,

19,

camerarius (di Ottone

Tarentum

80, 8

civitas,

Croato)

Tarvisium 47,

18; 75, i; loi 7;

7, 17,

124, 14; 130, 8

Tarvisianensis sedis antistes 152, 2


V.

anche Landonus, Rozo, Rusticus

Tarvisianus comes

Tauri forum

v.

Tecla, Thecla

Raimbaldus.

v.

martir 37, 2[; 41,

Terebellus rex Vulgarum 88,


civitas

V.

Tergestinus epi-

filius

Constantis

II

8.

Tyberius

filius

imperatoris

Mauricii 75, 9.
Tiberius Tyberius imperator
15; 183,

12,

69,

182, 24.

15; 71, 7;

88,

io,

6.

5,

Tibimir 125,

9.

Ticinum

Ticinensis urbs, in Ticinis,


Papia.

V.

Torcellus lurris Altini 21,

Teutonica regio

vir

12;

143,

Teutonicum regnum
Teutoniqui

apostoli et evangeliste

3,

5.

162, 2.

151,

155, 15;

152, 8,

17;

Teu-

9; 155,

lohannis

35, 30;

sancti

ecclesia

15;

Baptiste 30, 8

36,
36,

lohannis

aereae bestiarum

imagines aquam evomentes 30, 15;


ecclesia, basilica s. Marie, s. Dei

domus

genitricis,

s.

Marie

23,

12,

15; 29, 21, 23; 35, 25, 30, 34; 89,

9-

Tharso 185, 4.
Thecla v. Tecla.
Theodora imperatrix 184, 3, 4.
Theodori (s.) ecclesia v. Rivoaltensis

vescovado) 23,
lensis lacuna

partes

20,

35,

9.

Torcel-

18, 21;

118,

Torcelli

26;

Torcellana,

28.

ecclesia

124,

19, 23;

episco-

episcopatus 43,

20, 28;

pium

episcopus, pontifex

44,

35, IO, 17; 112, 8; 118, 17;

che

75 9-

Rota (palazzo del

19; 171, 24;

Torcellensis

insula.

Theodorus Cumianus v. Cumianus.


Theodorus hereticus 86, 22.
Theodosius filius imperatoris Mauricii
Theodosius imperator 92, 6; 183,

s.

cenobium sanctimonalium

8,

Teupernus belicosissimus

ecclesia

23; 121, 8;
6

Severus.

Terracina 120, 20.

tonici,

17;

12;

cellus (Torcello), 19, 6; 36, 24; 84,

14.

ecclesia

7;

37,

49, 26; 70, 20;

scopus

imperator 67, 14; 68,

Tiberius,

4; 66,

5,

Torcellensis insula, de Torcellis, Tor-

4; 42, 4-

Tergestina

8.

Titus Cesar 180, 17, 18.

Constantinopolis.

(s.)

2.

Tiberius Cesar 180,

imperatoris 85,

13.

5,

sul litorale

100, 17.

Tarvisina

cha Antiochie 86,

Tiberius, Tyberius

14; 123, 9.

Tarilessus (eremita) 47,

Tarsaticum (Trsat

III) 162, 3.

79,

114, 5; 119, 6; 120,

Theodosius patricius 113, 12.


Theophanius abbas de Sicilia patriar-

lega di Giustino II)

Tacitus imperator 181, 13,

Tarantum,

14,

Tiberius, Tyberius Constantinus (col-

27, 29; 49, 4; 105, 6.

Tamo

Theodosius minor imperator 182,

Theophylus imperator (figlio di Michele Domestico) 183, 19, 20.

Marianum, Ravenna, Roma.


Taciani

86, 18;

12.

8,

16.

Syracusa, Syracusae 83, 19; 84,

synodus

maior 182,

Deusdedi,

ratus,

lohannes,

Dominicus,
lulianus,

V.

an-

HonoMaurus,

NOMI PROPRJ E COSE NOTEVOLI.


Petrus, Senator, Severinus, Valerius,
popiilus

Vitalis;

27,

140, 27; 148, 29; 150, 14, 21;

26;

24,

4;

princeps 35, 4, 9.
Tornaricus Johannes 108, io.
Totila (re dei Goti) 60,

12.

9,

211

152,

14; 155. 21; 1)6,

162,8; 164,26; 165, 21;

166, 22;

167,

12, 17;

27;

I.^,

7,

Traianus imperator 180, 21.

Ursus

Dalmazia)

in

(figlio di Pietro

Vassylius

171, 2;

vanni) 169, li;

17.

Tribunus Dominicus 129, 17;


PePetrus dux 129, 16,
trus 147, 8;
17; 130, 16; 131,

Ursus
Ursus

spatharius 131, 9;
Petrus (figlio
del doge Pier Tribuno e vescovo

13;

clericus

Gio-

(figlio di

Vitalis (figlio di
5.

episcopus Olivolensis 112,

115,

163,

II)

Pietro II) clericus 171,

proto-

16;

7,

IO,

169,

dux Veneti

16, 20;

170,

corum ac Dalmaticorum

158, 4,

15;

157, 16;

Tracia 181, 23.


Traorensis urbs (Tra

151,
1,

17.

episcopus Olivolensis 136, 23,

II

Ursus dux 94, 23;

95, 6;

177,

6;

5,

Olivolo)

di

Tridentina

133, 9.

ecclesia

Tridentinus

29;

49,

episcopus

i-.

71,

ypatus 77, 21,


Ursus Grugnarius

Grugnarius.

v.

Ursus Particiacus v. Particiacus.

Agnellus.
I

Tritulus Gradensis 112,

2.
j

Trondominico Petrus dux (0


Turchis tirrannus 100,

Tuscie via 153, 12.


Tyberis 72, 14; 92,

178,

Valentinianus

V. anche Alpes.

Leonianus.

Umacus (Umago,

imperator 182,

6, 7, 9.

imperator 182,

III

dux

ziane) 104,

Hu2;o.

v.

5, 6,

17.

Valentinianus senior, imperator 182,

Valentinus
Usfo marchio

II

Valentinianus

12.
v.

v. Ursiolus.

Valens imperator 182,

14.

Tyborniensis episcopus

Ursus Ursiolus

4.

(delle

vene-

isole

3.

Torcellensis 171,

Valerius episcopus

nell'Istria) 122, 12.

5.

Ungri (== Unni) 40, 16;


17Ungheri) 130, 7, 17; 131, 2; Valerius imperator 181, io.
Ungrorum pagana et crudelissima Varensis civitas v. Baris.

Ungari,

(=

gens
rex

1 3

o, 3

Ungarorum (=: Unni)

Vasilius, Vassylio imperator (Basilio II)

Atila.

V.

168,

169, 11; 183, 2S.

18;

i,

Uni V. Hunni.
Urbs V. Roma.

Ursiolus,

(figlio di

7;

di

Pietro II) 154,

dux 165, 14;

168, i; 170, 7;

Petrus
(poi

(figlio

(figlio

di Pietro

Ottone) 152,

168,23;
18;

22;

14;

I,

154,

15;

II

16;

148,

dux

(figlio

29;

(i) Cio Pier Tribuno, che nel

152, i;

II)

dux 170, 16; 171, 3 178,


Petrus I dux 140, 16; 141,

142,

Petrus

dogi

Pietro II)

Hicela 171, 8;

167, 19; 171, 6;

lohannes

Ur-

Ursoylus,

Ursiulus,

soyolo Heinricus

di

178,

Pietro

Catalogo

confuso con Pietro Tradonico.

Vassylius Ursiulus

Vegla (Veglia,

isola

Ursiolus.

presso

l'

Istria)

Veglensis episcopatus 43,

43,9;

Veclensis episcopus 157, 13

11;

prior civitatis 157, 13.

Venecia, Veneciae, Venetia, Venetiae,


Venetiquorum ducatus, provincia

(=

il

ducato Veneziano)

9;

5,

io,

16; 23, 28; 36, 20; 38, 6; 39, 30


40,

i; 42, 21, 22; 43,

24; 55, 21; 56, 9; 62,

io;

64, 2;

I)

99, 13

dei

v.

66,
;

2; 94,

loi,

103, io; 104,


109, io;

no,

7,

9.

I, 7,

io;

II,

14;

17; 63,

48
16

22; 95, IO, 26


13,

12,

ih,

16; 102, 9
13;
6,

105, 20
13

112,

INDICE

212

7,

13; 114, 14; 115, i6; ii6, 3; ii8,


120,

17;

12,

127, 9; 128, 13; 130, io;

124, 17;

131, i; 133,
4,

3;

123, 20;

6;

122,

14;

5,

21; 142,

141,

20; 143, io; 144, 6; 146, II,

15,

14; 147,

25

2,

148,7; 149.

22;

io; 152, 15; 153, 21; 154, 20;

150,

161, 20;

167, 11;

au-

14; 177, 7;

169, 9; 170, 4,

secunda 59,

rea Venetia 144, 2;

nova 150,

7;

i;

164, 14; 166,

Venetiensis

i;

Veronensis dux

Otto;

Verus

Viatores

impero romano)

dell'

necie terminus

(=:

le isole

io;

5,

Veneziane)

Ve-

i;

maris

litora
1

30,

He-

Veneti, Venetici 45, 4; 63, 12,

neti,

16; 64, 11; 91, 6, 15, 17; 94, 25;


IO,

95,
4,

IG4,

13, 21; 96, io; 97,

19; 98,

15, 18; 102, 2; 103, I), 20;

12,

7,

5,

12, 13

105, 20, 23

106,

1; 107, 19; 108, 8; 109,2, 5, 19; III,


5,

14; 112, 6, IO, 14, 19; 113, io;

114, 7> i7> 20,22;

115,4; 117, 19;

118, 15; 119, 5, 8; 120, 9;


125, 4; 128,
156,
9,

16;

131,

123, 5;

18; 133, 2;

17; 137, 17, 18; 138, 2;

139,

22; 141,4, 9; 142, 24, 29; 143,

II,

17;

144,

3,

19; 147,

3,

4,

15,

24; 148, 26; 150, io; 151, 12; 153,


14, 18, 22; 154,
14; 155, 17, 21;
158, 5; 159? 18; 163, 7, 12, 16; 164,

16; 165, 13; 167,


1

70,

Ha
loi,

Veneticorum

nobilt,
5;

7,

18;

169,

maiores

popolo grasso)
diaconus v. Georgius;
cio

il

Venetus dux 43, 24.


Venerius patriarcha Gradensis
108,

17;

13;

15, 4;

Torcellane) 22, 17, 19.

63, 7; 144, 22; 146, 7; 151,24, 26;

167, 17;

civitatis

in,

Victor (nobile veneziano)

Victor

13; 116, 4.
II

presbiter sancti Silvestri ba-

patriarcha Graden-

silice 125, 7;
sis

5.

Gradensis 15, 7;

patriarcha

iunior 15, 13

125, 18;

Vigilia civitas (nel

presso

il

127, 19.

ducato veneziano

lido di Pelestrina)

no,

platheae 152,

Veronensis marchia

143, 9;

io,

17-

Vigilius episcopus Scaravaciensis (Sca-

rabantia nel Norico)

7,

19;

1;

8,

49, 29; 71, 2.

papa

Vigilius

13; 86, 21.

74,

Villareni, Willareni et Mastallici

(an-

tica famiglia delle isole Torcellane)


I-

33,

Vicentinus dux
Vincentia 63, 7;
episcopus
(langobardo) 95, 12;
V.

Horontius.

Vindemius episcopus
nell'Istria)

7,

74, io; 75,

4.

Vinea Contra

v.

Cessensis

13; 49, 22;

(gi

70, 16;

Mathemaucensis

in-

sula.

Vitalianus papa 83,

7.

Vitalianus patriarca Gradensis 14, 22;


97,

14.

Vitalis

Candianus dux

Vitalis

IV Candianus patriarcha Gra-

v.

Candianus.

densis V. Candianus.
Vitalis episcopus Torcellanus 93,

115, II.

Veneti (fazione in Oriente) 77, 3.


Vergelensis urbs (Vercelli) 142, 23.
Verona, Veronensis urbs 42, 20, 21;

9;

15.

famglia delle isole

(antica

Vicentia v. Vincentia.

netia antiqua, prior (=: l'antica pro-

tempo

Marcus Antonius.

V.

115,

59,3, 11; 63, 6, 11; 64,

Od-

episcopus v. Iunior,

Vespasianus Cesar 180,

Victor

vincia al

cives 152,

Heinricus,

v.

bertus, Solacius.

Venetia, Ve-

episcopi 13,4, 30.

Veronensium

150, 16.

97,

15;

15-

Vitalis iunior patriarcha Gradensis 15,

18; 127, 24; 129, 19.


Vitalis (pianura) iusta Alpes
Vitalis

(s.)

martyris

dense castellum.

altare

167, 14.
v.

Gra-

NOMI PROPRJ E COSE NOTEVOLI.


Ykonomium

Vitalis Ursiulus v. Ursiolus.

Volusianus imperator i8i,


Votaniatus Nikiforus

8.

v. Nikiforus.

Vulgari 88, 14; 94, 3; 106, 7; 168, 19;


Vulgaricus rex 133, 17;
v. anche

Simeon, Terebellus.
Waltterus capellanus (di Ottone III)
162,

I.

Constantinopolis.

Yllarius (s.) v. Hyllarius.

Ysaakius imperator

v. Isaakius.

Ytalia v. Italia.

Zacharia protospatharius 87, 22; 88, i.


Zacharie (s.) monasterium v. Rivoaltensis insula.

Zazo patricius 164,

3.

Willareni Mastallici v. Villareni.


Winilli 60,

v.

21

Zenon imperator

23.

182,

19.

INDICE.

214

IL

VOCABOLI
DU CANGE

NEI LESSICI DEL PORCELLINI E DEL

NON REGISTRATI

O REGISTRATI CON ALTRO SIGNIFICATO.

a, a,

exiere, per exigere, riscuotere, 153, 24;

179,

abscissum,

absiso, per

abscisum,

scisso, 81,

24; 121,

ab-

ad propram, propriam, per ad propria,


propria, 120,

agebat, per aiebat, diceva, 26, 18; 66,

Ih

agentes, per aientes, dicendo,

amodo, per admodum,


antistis, patriarca,

assai,

157,26.

118,

6;

IO.

commetis,

167, 11;

11.

cometa,

now ha

c/;g

116,

77,

contubernio monachorum, cenoMo, 108,

apostolica

lectio

di

5.

d'arte,

{figuratamente),

28,

stretta (nella

32,

Al,

I,

decembrii, di dicembre, 77, 20.


deposuit hominem, mori, 104, 15.

militem

diademas, diademi, 168, 9.

meniis,

16.

113, 12.

il

mare,

4,

II,

27,

20,
13

litus,

laguna ve-

24,

19, 20;

8; 26,

3,

littus,

littoris,

17; 29, i; 30,

I,

13,
I,

tinopoli,

7;

21,

23, 27;

24;

7-

guardia del palazzo a Costan135,

3.

iudicii, tribuno,

22,

mura di un palazzo,
monachicam, monacale, 138,
monosolis,

16;

25, 32, 33;

4; 33, 14, 18; 46, 19, 23,


5,

gli

Paolo, 12, 15; 96, 21.

s.

lunga

isola

littorias, la

15.

eclipsis (masch.'), eclissi,

162,

instrumento dedahco, fina opera

25, 5,

20;

8.

diferabatur, differiva, 151,

danno,

ricevuto

157, 25; 166, 8.

31, 2,

coniuge,

147, 21;

169, 4.

neziana) presso

3.

congunge,

161, 21.

littore, littoribus,

12; II, 6.

clanculo, segretamente, 142,

170,

incolomes, incolume, 129, 6;

scritti

baptismales ecclesie, fonti battesimali,

cometis,

9.

169, 15.

3.

archidiacono,

argilis (gen.), argine, 66, 2.

IO,

me, 153,

inquiete, con lena,

Apulienses, di Puglia, 145,

152,

107, 20.

76, 4.

(ahi. plur.), di Puglia,

archidiaconem,

mor, 79, 12; 132, 14.

famulicium, soggezione, 158,

indemnis,

15-

Apuleis

hominem,

fluenta, fluentis {obi. plur.), acque di fiu-

11.

adulentis {gen.), adolescente, iji, 20.

19.

159' 9exivit

12.

14.

162,

13.

9.

munosulis (=. |iov^uXov),

INDICE.
piccole barche formate, secondo Vetimo-

da un albero incavatOy 19, 21;

loga,

215

Serzi {gen.), Sergio, 43, 26.

sinochagia, per sinodochia, xenodochia,


ospita,

55, 8.

IO,

15.

novembrii, di novembre, 77, 20,

siphum, per sciphum,

novicius, sposo,

solicmpniam, per sollcmpnia,

palleum,
14,

168,

pallio,

6,

11,

16.
i,

24; 12,

19,

29;

paupertinam, poverissima, 61, 25.


pelliciis

130,

navibus, barche fatte con

pelli,

violcn:^a,

50,

pomarum,

/"ow/, frutta, 62,

posce,

posse, 157, 15.

/?r

6; 50,

i.

105,

rota, pietra rotonda posta nel me:(70 del

ornamento,

salutarla verba, saluto,

situato, 65,

141, 19.

14,

16,

18,
spa:^io

terra

di

unam, per una,

insieme, 142, 17;

154,

160, 27.

veniabiliter, con bont, 141, 17.

verendam, per verenda, parti pudende,


126, 6.

17.

ruram, per rura, campagna, 142, 23.


scita, scitum,

9,

che emerge sulla laguna, 29, 4, 6.

4.

delle basiliche per

testamento,

tyrranno, tyrrannum, usur-

patore, 100,

18,

14,

12, 26.

tombe, tumbe, piccolo

17-

pavimento

tibi

9.

tirrannus,

recondivit, ^gr recondidit, seppell,

23,

costruzione personale per

testamentariam vocem,

168, 29.

puplicam, publica, 149,

124, 29.

12.

sufficiat,

5.

25.

procellas equoreas, figuratamente per undas,

70,

suffitias,

peniteas, per te poeniteat, 126,

salute,

statute, per statutorum, canoni, statuti,

II.

per forciam, per

7.

solennit,

2.

159,

sospitatem, sanit,

7.

164,

ta:^:^a,

per

sita,

18; 102,

162, 22.

situm,
io;

vicissitudincm
biava,

situata,

ih,

13;

recompensabat, ricam-

149, 21.

victrice {neutro), vincitore,

viscere,

/'c^r

visere,

visitare,

166,

14.

147, 20.

INDICE

2l6

HI.

SCRITTORI
CITATI COX ABBREVIATURA NEL COxMEXTO.

1.

Adalboldo,
Si

cita

Vita Hdnrici

Germaniae historica,
2.

Agnello, Liber

IL

11.

Script,

Si cita la edizione

pontificalis ecdesiae

1 2.

Baracchi, Le
lecento

Si cita la edizione

Mon, Germ.

hist.

Holder-Egger

li-

13.

Si cita la edizione

dei

Moi.

Storia dei

14.

Mussulmani

Andrea da Bergamo,
hist. Script, rer.

in Si-

Historia.

dei

Langob. et

la

15.

Mon. Germ.

Si cita la edizione dei

tomo

9.

tomo

hist. Script,

10.

edizione dei

tomo

Mon. Germ.

hist. Script,

tomo

1.

Brunone,

18.

Mon. Germ.

Adalberti epi-

s.

dei

Mon. Germ.

tomo IV.

Busta ducale

I,

VI.

Raccolta di documenti nel R. Archivio


di Slato di

Mon. Germ.

Passio

Si cita la edizione

III.

edizione dei

von Engelbert Mhl-

hist. Script,

Annales SangalUnses maiores.


Si cita la

des Kaiser-

Karolingern, neu

scopi et martyris.

I,

Annales Quedlinburgenses.
Si cita la

Regesten

den

Innsbruck, 1880 sg.

Mon. Germ.

III.

Si cita la edizione dei

BHMER, Die
bearbeitet

Annales Laurissenses minores.


hist. Script,

Migne, voi. XCV


Patrologiae latinae cursus.

bacher.

17.
8.

Historia ecclesiastica.

reichs unter

Annales Hildesheimenses.
hist. Script,

della collez.

Ital.

tomo V.

hist. Script,

1862,

quelle di Basilea 1529 e 1563.

Si cita la edizione

16.

edizione dei

ratione.

Migne, voi. XC
Patrologiae latinae cursus,
la edizione di Venezia 1505

della collez.

Mon. Germ.

Annales Barenses.
Si cita

Beda, De temporum

Parigi,

Si cita la edizione

7.

ecclesiastici.

Si cita la edizione

Firenze, Le Monnier, 1854.

6.

nei

deir.4rc/2n'/o Veiteto.

Germ.

tomo IV.

cilia.

5.

VI-XXII

Lucca, Venturini, 1742.

hist. Script,

Amari,

carte del mille e tnil-

conservano nell'archi-

si

Baronio, Annales

bellus.

4.

Mon. Germ.

documenti furono pubblicati

voli.

episcopis Mettensibus

che

dei

II.

vio Notarile di Vene:(ia.

nei

Scriptores rerum Lan-

gobardicariira et Italicarum.

Alpert, Di

tomo

hist. Script,

tomo IV.

Ravennatis.

3.

Annales Vedastini.

Monumenta

edizione dei

la

19.

Venezia.

Cassiodoro,

Epistolae variae.

Si cita la edizione di

comprende

Venezia 1729, che

tutte le opere di Cassiodoro.

AUTORI CITATI CON ABBREVIATURA.


20.

Castellano da Bassaxo, poema


Vmctianae pacis

inter ecclesiam

217

alcuni di quei sodalizi dipendevano

'altra

parte e nel R. Archivio di Stato a Ve-

et

nezia, Giustizia vecchia, busta

I.

imperium.
Si cita la edizione Hortis, nellMrcheo grafo Triestino, tomo XV.

31.

Codice Trevisaneo.
il
manoscritto che con quel
conserva nel R. Archivio di Stato
di Venezia, donde furono tratti
due
apografi Marciani ne! secolo xvin.
.Marciana, mss. Latini 181 e 310 della classe X.

Si cita

nome

21.

Catalogo dei conti di Capua.

si

Mon. Gcrtn.

Si cita la edizione dei

22.

Langob. et

Script, rer.

/list.

Ital.

Cecchetti Bartolommeo, Programma della I. R. Scuola di paleo-

Flaminio)

grafa in Veiie:(ia.
Venezia,

23.

La

tip.

antiquis

vita dei Fene:^iani

una

Si cita da

mum

Commercio, 1862.

mi

XXVII-XXXVI

compiuta per

L'opera rimasta
morte del'autore.

la

33.

del-

V Archivio Veneto.

Flaminius

monumentis mine etiam

lavopiio^.

Bekker

nella col-

Si cita la edizione

lezione

Storici

degli

bizantini,

primum

editis illustratae

ac in decades distrihutae.

administrando imperio.
degli

lezione

Cbronicon Altinate.

Storici

edizione

la

Cbronicon

Simonsfeld nei
tomo XIV.

hist. Script,

35.

Langob.

hist. Script, rer.

De

lezione

Mon. Gertn.

degli

Bekker

nella col-

Storici bizantini,

Bonn,

1840.

et Ital.

36.

'I<7To:'./-r;

ir.'^ra-^

~^^->

r*-^'-*

''*'

Cbronicon Salernitanum
Si cita la edizione

Script,

hist.

tomo

dei

Mon. Germ.

[jaatXs'o);.

III.

Bekker

Si cita la edizione

Cipolla Carlo, Fonti


storia della

duta

dell'impero

Tra

edite della

romano

sino alla

Monumenti

Registro

38.

Dandolo Andrea,

cogna contrassegnato col n. 2563 al museo


di Venezia, donde furono tratti

gli altri esemplari.

ufficiale dei capitolari delle Arti gi

servato presso

giustizieri vecchi

Cron. vene^. ant.

con-

donde

il

pi autorevole di tutti

mente

dei manoscritti Ialini.


del registro

Muratori, Rerum

Italicanim Scriptores, voi. XII; ma essendo il testo a stampa molto scorretto,


nel cod. Mari passi furono riscontrati
ciano Lat. 400 del catalogo Zanetti, che

Civico

prima parte

Cbronicon Ve-

netum.
Si cita la edizione

la

Mo-

riam pertinentia.

uffi-

19 della classe

nei

II.

codice della collezione Ci-

Capasso

Si cita la edizione

ninnenta ad Xcapolitani ducatiis histo-

del Piovego.

Contiene

condegli

gli

ciale delle sentenze del magistrato

Codice Marciano

Cronica episcoporum sanctae Keapo-

37.

storici pubblicati

29. Codex pnhlcorum.

il

tra

nella collez.

litanae ecclesiae.

R. Deputazione

Si cita

Teofane

Storici bizantini, Bonn, 1838.

x.

veneta sopra
studi di storia patria, Miscellanea, voi.

dalla

tinuatori di

regione veneta dalla ca-

fine del secolo

30.

Bonn,

tbematihus.

Si cita la edizione

Benedicti Casinensis.

s.

Si cita la edizione dei

28.

nella col-

bizantini.

1840.
Si cita

27.

Bekker

Si cita la edizione

Mon. Gertn.
26.

1749.

Costantino Porfirogenito, De

34.

Bonn,

1838-39.
25.

monu-

Ecclesiae Venetae antiquis

mentis mine

in-

Cedreno Giorgio, Suvo'yt?

pri-

editis illustratae.

Venetiis, Pasquali,

24.

(Corner

Torcellanae

Ecclesiae

Vcnetiis, Pasquali, 1749.

1^00.

serie di dissertazioni

pubblicate nei voli.

C0RKELIUS

32.

39.

De

probabil-

l'archetipo.

Rubeis, Monumetita

Aquileiensis.
Argentinae. 1740.

ecclesiae

INDICE

2l8

40.

Documenti
l'

al-

52.

Italia nel 1S6S.

Giovanni diacono,
nasio.

Si cita la edizione Capasso nei Monumenta ad Xeapolitani ducatus historiam

nezia.

spectantia.

Du

raccolti

Gange,

Constantinopolis Chri-

commentario

plici

buste sotto

varie

in

53.

Historia hxiantina du-

stiana nella

Gloria Andrea, Cod