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collana di tsti patristici

cromazio di aquilia

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I Cromazio di Aquileia
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CATECHESI AL POPOLO
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Traduzlone lntroduzlone e note
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a cura di Giuseppe Cusclto
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INTRODUZIONE

A Mons. Gaetano Corti


1. San Cromazio vescovo di Aquilela (388-408): notlzle
con devor.icme
biograflche

1l nome di Aquileia associato a Rufi.no ricorre in


tutte le opere fondamentali della patristica. Non altret-
tanto si puo dire per Cromazio 1, certamente uno dei
piu illustri vescovi della Chiesa latina tra i secoli IV
e V. Qualche cosa cambiera dopo la recente pubbli-
cazione net Corpus Christianorum IX A delle sue
opere, frutto delle recenti, sostanziose scoperte di
J. Lemarie e di R. Etaix che hanno messo in luce l'in-
teriore gra.ndezza e lo zelo pastorale del santo vescovo
nell'impegno della catechesi 2 Del resto la prima pub-
blicazione organica dei Sermones di Cromazio di Aqui-
leia nei due volumi delle Sources Chretiennes ,
stampati a Parigi rispettivamente negli anni 1969 e

... 1 Manca un capitolo dedicato alla figura e all'opera di


Cromazio di Aquileia in Patrologia, III, Institutum Patristicum
Augustinianwn, Roma 1978. Pero nell'edizione spagnola che
sta per uscire si avra un apposito capitolo da parte del p. B.
Studer.
2 Chromatii Aquileiensis Opera, cura et studio R. lhaix et
J. Lemarie, Turnholti 1974 (CCL IX A); Spicilegium ad Chro-
matii Aquileiensis opera, cura et studio J. Lemarie et R. :taix,
Tumholti 1977 (Supplementum al CCL IX A). G. Trettel,
Con approvazione ecclesiastica L' opera omnia di Cromar.io di Aquileia, in La Scuola
@ 1979, CUti Nuova Edltrlce, via degll Scipioni 265 00192 Roma
Cattolica, CVII (1979), pp. 148-154.
8 lntroduzlone lntroduzlone 9

1971 a cura del Lemarie 3, benemerito scopritore di conservato gli interventi di Cromazio 6 ancora presbi-
gran parte di questi testi, e senza dubbio una tappa tero e fra i piu zelanti collaboratori del vescovo Vale-
importante per gli studi cromaziani. Ormai non si riano ( 368-388), che, do po i compromessi con gli ariani
potra piu omettere il nome di Cromazio nelle patro- da parte del predecessore Fortunaziano 7, inauguro una
logie, come auspicava il Lemarie a conclusione di un linea teologica e pastorale di piu nitida osservanza ni-
primo saggio sui frutti delle sue ricerche con queste cena e destino Aquileia a un ruolo preminente tra le
parole: Poche citta dell'impero romano di quell'epoca Chiese dell'Italia settentrionale, compresa Milano dove
hanno avuto l'onore di dare alla Chiesa due Padri di sedeva il semiariano Aussenzio fino all'elezione di Am-
tale importanza [Rufino e Cromazio]. E non e questa brogio nel 374. Fu anche questa vigorosa azione per
per Aquileia la gloria piu limpida? ,. 4 l'ortodossia, oltre alla sua collocazione geografica, che
E da rammaricarsi che Rufino, vissuto accanto a fece di Aquileia la sede di quel concilio connesso a
Cromazio fra il 399 e il 407, intimo del vescovo di tutta una campagna intrapresa da Ambrogio di Milano
Aquileia durante gli ultimi anni della sua vita e percio per eliminare dall'Occidente gli ultimi focolai dell'aria-
ricco di tanti ricordi, non abbia progettato di lasciarci nesimo soprattutto nelle province danubiane: li infatti
una Vita Chromatii, come fece Paolino per Ambrogio furono condannati e deposti i due vescovi illirici Secon-
e Possidio per Agostino. Nella sua opera esegetica e diano e Palladio. Allora Cromazio era una personalita
anche nei suoi Sermoni, inoltre, va rilevata l'assenza in vista e il braccio destro del suo vescovo: poteva avere
di ogni riferimento personale: Cromazio infat ti non dunque una quarantina d' anni ed essere nato, pertanto,
ricorda mai episodi o casi capitatigli, come fa talvolta verso il 335-340. Era gia prete pero intorno al 369-370,
san Massimo di Torino 5 in occasione del primo soggiorno aquileiese di Rufino,
Cosf quel poco che sappiamo della sua vita siamo da lui rievocato nella sua Apologia composta fra il 400
costretti a ricavarlo indirettamente dalle testimonianze e il 402 .
epistolari o letterarie di uomini illustri, come Girolamo, La Chiesa di Aquileia viveva allora la sua piu bella
Ambrogio, Giovanni Crisostomo, Rufino, che, per ra- stagione, quando fiori presso il centro episcopale un
gioni editoriali e culturali ovvero collegate all'esercizio notevole seminario di studi teologici organizzato secon-
del ministero o per amicizia, furono in contatto con lui. do il modello monastico, forse anche per l'entusiasmo
Gli atti del concilio di Aquileia del 381 ci hanno suscitato nella fervente comunita dalla presenza di
sant'Atanasio ( 345), e ispirato all'ideale alessandrino
3
dell' armonia tra fede e cultura classica. San Girolamo,
Chromace d'Aquil6e, Sermons, 1-11, introduction, texte che vi aveva soggiornato verso il 370 stringendo ami-
c!1!ique, notes par J. umarie, traduction par H. Tardif, Pa-
~81 1~. 1971'. Sources Chretiennes (SC) 154, 164. La pre- cizia con Rufino, ricordava qualche anno piu tardi, nel
ziosa mtroduzione del Lemarie, a cui dovremo spesso ricor-
rere, si trova in SC 154, pp. 9-120.
4
J. Lemarie, Indagini su San Cromazio d'Aquilei.a in 6 PL XVI, coll. 916-939.
Aquileia Nostra , XXXVIII (1967), col. 172. ' 7 G. Cuscito, Cristianesimo antico ad Aquilei.a e in /stria,
5
A. De Nicola, Osservazioni sui proemi dei Sermoni di Trieste 1977 [ma 1979], pp. 168-190.
S. Cromazro di Aquileia, in Atti e Mem. Soc. Jstr. di Arch. e Tir. Rufino, Apologia, a cura di M. Simonetti, Ed. Pao-
St. Patria (AMSI), XXVI n.s. (1978), p. 205. line, 1957, p. 75.
10 lntrodu~one lntroduztone 11

374 o nel 378, pieno di ammirazione e non senza nostal- abbia provocato reazioni violente a danno dei suoi so-
gia i chierici di Aquileia, paragonandoli a un coro di stenitori 14
beati 9 Durante i vent'anni del suo episcopato, Cromazio
Cromazio era nato nella stessa Aquileia da famiglia si consacro al suo popolo come risulta dalle testimo-
profondamente cristiana, se, da una lettera che Giro- nianze dei contemporanei e dalle sue stesse opere: la
lamo indirizzo nel 375-376 dal deserto della Calcide a sua attivita pastorale fu, come quella di Ambrogio e
Giovino, a Cromazio e a suo fratello Eusebio, veniamo di Agostino, volta alla celebrazione dei santi misteri,
a sapere che i due frat elli vivevano con le loro sorelle, all'amministrazione dei sacramenti, alla predicazione,
consacrate al Signore, accanto alla loro santa madre 10 se non quotidiana, certo assai frequente (S. 37 ), all'as-
Quando Valeriano mori, il 26 novembre 388, Cro- sistenza ai poveri e agli oppressi. Si aggiungevano
mazio fu designato quale suo successore e non c'e du7- contatti stretti con gli ecclesiastici ch'erano in mis-
bio che sia stato Ambrogio, di cui ci e nota la presenza sione nelle regioni del nord, una corrispondenza senza
in Aquileia a.Ila fine di quell'anno 11, a conferire all'amico dubbio intensa di cui malauguratamente non e rima-
la consacrazione episcopate. L'inaugurazione del suo sto nulla. Si sa anche che il vescovo doveva saper ascol-
episcopato segue di qualche mese un avvenimento cru- tare numerosi litiganti che venivano ad esporgli le loro
ento presso la cit ta e l' esplosione di violenze contro la difficolta, scegliendolo come arbitro. Infine, nei tempi
comunita ebraica di Aquileia: sembra infatti ipotesi difficili delle invasioni, dovette confortare e sostenere
assai plausibile che la distruzione della sinagoga di una popolazione terrorizzata 15, come risulta da alcuni
Aquileia, riferitaci da un oscuro passo di Ambrogio, passi dei suoi Sermoni (SS. 12, 16, 37).
debba collegarsi in qualche modo all'uccisione del- Quanta all'attivita costruttiva svolta da Cromazio,
l'usurpatore Magno Massimo, avvenuta ad Aquileia non va trascurato ii lzisinghiero complimento rivolto-
proprio i.I 28 agosto del 388 u. Egli che aveva riunito gli da Rufino di Beseleel del nostro tempo , asso-
attorno a se, in Italia, buona parte delle frange reli- ciandolo cosi al biblico costruttore del Tabernacolo.
giose estranee al consolidato blocco fra ortodossia e La basilica post-teodoriana meridionale di Aquileia ( ri-
impero teodosiano, pochi mesi prima aveva ottenuto tenuta anche post-attilana), su cui si imposta la co-
soddisfazione dalla comunita cristiana di Roma a fa- struzione medievale giunta fino a noi, si indica anche
vore degli ebrei, in seguito all'incendio di una loro sina- come cromaziana, perche numerosi indizi orientano
goga 13 E dunque probabile che anche ad Aquileia l'eli- verso la fine del quarto secolo o al massimo verso i
minazione di Massimo, dimostratosi loro protettore, primissimi anni del quinto, che e l'epoca dominata
dalla personalita del vescovo Cromazio 16
9 Hier. Chron., PL XXVII, coll. 697~98. Cromazio anche da vescovo segui con vivo inte-
10 Hier. Ep. VII, PL XXII, col. 341; Ep. VIII: c II beato
Cromazio e i1 santo Eusebio, fratelli di sangue non meno che L. Cracco Ruggini, ll vescovo Cromazio e gli ebrei di
per identita di ideali . Aquileia, in Antichita Altoadriatiche (AAAd), XII (1977), pp.
II Ambr. Ep. XL, 8, PL XVI, col. 1104. Cf. anche Paul. 367-371. G. Cuscito, Cristianesimo..., cit., pp. 214-215.
Vita S. Ambrosii, PL XIV, col. 34. 15 J. Lemarie, lndagini..., cit., col. 162.
u MGH, Auct. Antiquiss., I, pp. 15, 245. 16 S. Tavano, Aquileia. Guida dei monumenti cristiani,
u Ambr. Ep. XL, 23, PL XVI, col. 1109. Udine 1977, p. 107.
12 lntroduzlone lntroduzlone 13

resse ii destino degli amici e degli scolari, che conser- [dei Paralipomeni] fatta dai Settanta si fosse conser-
varono per lui venerazione e rispetto sempre maggiori: vata genuina, qua.le fu da essi redatta in greco, vano
egli ne intu.1 le attitudini e i1 carattere, seppe incorag- sarebbe, o mio Cromazio santissimo e dottissimo fra
giarli a un fecondo lavoro spirituale e scientifico e ne i vescovi, il tuo incitamento perche io traduca il testo
rimase spesso per tutta la vita amico paterno e consi- ebraico in latino 21 Qualche anno do po, prima pero
gliere 17; per questo ottenne che Girolamo e Rufino, del 405, Girolamo illustra ai due amici la sua tradu-
nell'acerrima inimicizia scoppiata fra loro per la pole- zione del libro di Tobia in un sol giorno, soddisfa-
mica origeniana, ascoltassero forse soltanto lui 18 cendo cosi al desiderio che gli avevano espresso n.
Cromazio mantenne rapporti di amicizia anche con Con questo termina la corrispondenza fra Cromazio
Eliodoro, vescovo di Altino e gia membro del Monaste- e Girolamo, della quale purtroppo non ci sono con-
rium di Aquileia; ai due amici Girolamo indirizza verso servate che le risposte di quest' ultimo 23
ii 393, dopo una malattia, la versione dei libri di Salo- Cromazio spronava anche Rufino all'attivitQ. lette-
mone: Unisca insieme la lettera - scrive Girolamo raria, esortandolo a mettere a servizio della Chiesa le
nella prefazione - coloro che sono legati dal sacer- sue conoscenze linguistiche: a lui infatti Rufino dedico
dozio; anzi non divida la carta coloro che l'amore di la traduzione di v entisei Omelie su Giosue di Origene,
Cristo congiunge. Avrei scritto i commenti su Osea, pubblicata fra il 403 e il 404 per esaudire il suo pres-
Amos, Zaccaria, Malachia, come mi chiedete, se la sante invito che dall'abbondanza degli scritti dei
salute me l'avesse permesso. Mi mandate aiuti di de- Greci scegliesse qualcosa per l'edificazione e la costru-
naro, sostentate i miei scrivani e librai, perche il mio zione del divino tabernacolo 24 Da Cromazio ebbe
ingegno possa lavorare per voi. Pertanto rotto da lunga incitamento a tradurre la Storia Ecclesiastica di Euse-
malattia, per non tacere tutto quest'anno e non rima- bio di Cesarea, a cui Rufino attese negli anni 402-403,
nere muto con voi, ho consacrato tre giorni al vostro subito do po la prima invasione di Alarico ( 401 ), quasi
name con l'interpretare [ ... ] i Proverbi [ ... ] l'Eccle- per cercare qualche rimedio alla rovina [ ...] col
siaste [ ...] il Cantico dei Cantici 19 Intorno al 390 tenere occupate in studi migliori le menti affrante e
aveva gia inviato a Cromazio dalla Palestina i suoi due toglierle dal contatto dei mali presenti , come af-
libri su Abacuc, chiamandolo venerando papa [ ...] ferma nella prefazione rivolgendosi a Cromazio 25
dottissimo tra i vescovi,. . Nel 394 nuove istanze di E anche nella prefazione che precede i due libri da
Cromazio, nuovo lavoro di Girolamo: Se la versione lui aggiunti alla Storia di Eusebio, Rufino attesta

n P. Paschini, Storia del Friuli, I, Ud.ine 1934, pp. 55-59. 21 Di ques ta versione e fatto cenno anche in Adv. Rufinum
Sia pure con cautela cf. A. Scholz, Il c Seminarium Aquilei II, 27, PL XXlll, col. 471.
ense , in Mem. Stor. Forog. (MSF), I (1970), pp. 2643. 22 Hie r . Praefatio in Lib. Tobiae, PL XXIX, coll. 23-26.
1' Hier. Adversus Rufinum III, 2, PL XXIII, coll. 479-480. 2l P. Paschini, Le v icende politiche e religiose del territo-
19 Hier. Praef. in libros Satomonis, PL XX, col. 311; Id.,
rio friuliano da Costantino a Carlo Magno (secc. IV-VIII), Ci-
Contra Rufinum II, 31, PL XXIII, col. 475. vidale del Friuli 1912, pp. 58-59; Id, Storia del Friuli, cit., I ,
20
Hier. Comm. in Abacuc proph. ad Chromatium prol., pp. 55-59.
CCL LXXVI A, p. 59; Id., De viris illustr., 135 (scritto nel 24 Rufin. Prologus in Lib. I esu Nave, PG XII, coll. 823-826.
392), PL XXIII, col. 759. 2S Rufin. Hist. eccl., PL XXI, coll. 461-462.
14 lntroduzlone
lntroduzfone 15

di averli composti per ubbidire ai comandi del reli- Una delle ultime attivita di Cromazio fu la difesa
gioso padre Cromazio . di san Giovanni Crisostomo, da lui mai conosciuto di
Quando Rufino, intorno al 398, pubblico a Roma persona, dopo la condanna e la deposizione dalla sua
la versione del libro Dei principii di Origene, tentando sede di Costantinopoli nel sinodo ad Quercum ( 403 ).
malaccortamente di compromettere anche Girolamo Sappiamo che il Crisostomo, vittima degli intrighi di
nella prefazione, esplose fra i due la ben nota polemica corte e della sua franchezza, scrisse a tre vescovi del-
che gli amici si sforzarono invano di comporre. Cro- l'Occidente, lnnocenzo di Roma, Venerio di Milano e
mazio stesso intervenne pregando Girolamo di por Cromazio di Aquileia per informarli della sua situa-
fine alla contesa, ma Girolamo protesto di non poter zione e per pregarli di intervenire JO. Quella che Cro-
aderire a questa esortazione 16 mazio facesse non sappiamo, ma risulta che abbia
Quali fossero i sentimenti di Cromaz.io a propo- scritto una lettera energica all'imperatore Onorio, let-
sito delle discusse questioni origeniane, lo possiamo tera che questi trasmise, assieme a quella di papa ln--
solo arguire da alcune parole con cui Girolamo sfida nocenzo, al fratello Arcadia, imperatore d'Oriente 31
Rufino a dire i nomi di quanti usano gli scritti di Ori- E anche se questa non ci fu conservata, merita tutta-
gene senza citarlo e mettono all'indice i suoi libri via ricordare il cordiale e caloroso ringraziamento che
affinche non si conoscano i loro furti 'D. Era cauto circa Giovanni Crisostomo spedi ad Aquileia nel 406: E.
le posizioni di Origene ma sapeva apprezzare la ric- giunta fino a noi la f ama della tua calda e sincera
chezza delle sue interpretazioni tipologiche 28 carita, come squilli di tromba; essa e echeggiata chiara
Cromazio ebbe rapporti anche con altri perso- e, prolungata a tanta distanza, si e diffusa fino all'estre-
naggi illustri della sua eta e di essi ci sono giunte mita della terra. Alla pari dei tuoi concittadini, noi
alcune testimonianze prez.iose. Se era venuto a tro- conosciamo, malgrado la distanza, la tua viva e arden-
varsi in relaz.ione con sant'Ambrogio fin dal concilio te carita, il tuo parlare deciso, franco e ardito, la tua
di Aquileia del 381, piu tardi lo consulto intorno a fermezza simile al diamante 32 La morte e la lonta-
una questione scritturale relativa alla profezia di nanza impedirono un ulteriore scambio di lettere. 1l
Balaam (Numeri XXII): Ambrogio gli risponde che Crisostomo infatti mori nel 407, quando lo stesso
Dio sa usare talvolta anche di cio che einfermo innanzi Cromazio, ormai anziano e scosso dagli avvenimenti
agli uomini e cos scelse Balaam, che pure era iniquo, politici di quegli anni, era forse gia colpito dal male
per proclamare la verita 29 Questa e l'unica testimo- che poco do po l'avrebbe portato alla tomba: secondo
nianz.a delle loro reciproche relazioni, che, come si i computi del De Rubeis 33 , fondati su alcuni dati
capisce dal contesto, dovettero continuare a essere della vita di Rufino, Cromazio mori nel 407 o all'inizio
strette e cordiali. del 408, alla vigilia della seconda discesa di Alarico in

JO Palladii Dialogus historicus II, PG XLVII, col. 12. L.


l6 Hier. Adv. Rufin. III, 2, PL XXIII, col. 479. Duchesne, Storia delta Chiesa antica, III, Roma 1911, pp. 62 ss.
11 Hier. Adv. Rufin. II, 22, PL XXIII, col. 466. Jt Pallad. Dial. hist. III, PG XLVII, col. 15.
21 l2 Ioann. Chrys. Ep. 155, PG Lil, coll. 702-703.
P.. Paschini, Le vicende..., cit., p. 61; Id., Storia del
Pnult, cit., I, pp. 57-58. l3 B.M. De Rubeis, Monumenta Ecclesiae Aquileiensis, Ar
2' Ambr. Ep. I, PL XVI, col. 1159. gentinae 1740, col. 113.
16 lntroduzlone lntroduzlone 17

Italia, quando, morto Stilicone, il re goto marcio vit- quello sulle otto Beatitudini che in realta era gia stato
toriosamente fino a Roma 34 I Goti di Alarico, valicate riconosciuto come un'omelia a parte, pronunciata in
le Alpi Giulie, avevano gia cinto d'assedio Aqui.leia un giorno di grande mercato 36: si tratta di quello che
nel novembre 401; ignoriamo se allora la citta abbi.a nell'attuale corpus delle opere cromaziane e ii Ser-
resistito, ma certo seguirono in tutta la regione mas- mone 41.
sacri, violenze e deportazioni cos che, dopo la prima, Nel 1905 P. de Puniet, studiando il testo di tre
dolorosa esperienza, all'avvicinarsi dei barbari gli omelie conservate nell'antico Sacramentario Gela-
abitanti delle citta fuggivano sulle isole del litorale. siano, proponeva di restituire a Cromazio di Aquileia
Farse anche Cromazio coi suoi f edeli si sara rifugiato quella che doveva servire di esortazione ai catecumeni
piu d'una volta a Grado, e potrebbe aver provveduto nello scrutinio per la traditio del Paternoster in pre-
a una qualche sistemazione dei luoghi di culto gia esi- parazione al battesimo n: in base a tale attribuzione,
stenti nell'isola 35 Sta di fat to tuttavia che durante A. Hoste aggiungeva questa omelia agli scritti di Cro-
tali angosce e tali preoccupazioni, mentre la situa- mazio nel volume IX del Corpus Christianorum ,
zione politica dell'Occidente si era andata particolar- edito nel 1957; oggi, nel nuovo corpus cromazi.ano e
mente aggravando dopo la morte di Teodosio che ii Sermone 40, intitolato Praefatio orationis Dominicae.
aveva saputo ridare all'impero unita e coesione, Cro- Per una serie di fortunate circostanze l'opera di
mazio si sforzava di consolare i suoi f edeli anche nel- Cromazio si e andata arricchendo sensibilmente grazie
1'azione liturgica, come quando in un Sermone per alle ricordate scoperte quasi contemporanee dell'Etaix
la veglia pasquale (S. 16) invita l'assemblea a pregare e del Lemarie tra ii 1959 e it 1965, protrattesi anche
il Signore che si degni di liberare il suo popolo da negli anni successivi. Limitandoci a pochi essenzi.ali
ogni attacco di nemici e da ogni paura di avversari e ragguagli sui risultati finali, rinvi.amo per una completa
di ricacciare barbaras nationes. documentazione ai numerosi contributi apparsi sulla
Revue Benedictine dal 1960 in poi, all'articolata in-
troduzione del Lemarie all'edizione dei Sermones per
2. L'attivita letteraria di Cromazlo le Sources Chretiennes (SC 154) e alla parte intro-
duttiva ai Sermones e ai Tractatus nel volume IX A
Fino alle recenti scoperte, della produzione let- del Corpus Christianorum .
teraria di Cromazio erano noti 18 Trattati sul Van- Cos, mentre ii Lemarie riusciva a ricostruire un
gelo di Matteo, tra cui fu sempre assai apprezzato piccolo corpus di Sermoni derivandoli da una tradi-
zione manoscritta comprendente due famiglie, una ca-
talana e una germanica, e da collezioni o omiliari, nel
34
P. Paschini, Le vicende..., cit., p. 63 e n. 2; J. Lemarie,
lndagini..., cit., col 165. J6 P. Pa.schini, Le vicende..., cit., p. 63; Id., Storia del Friuli,
lS Tale ~ l'ipotesi del Lemarie (lndagini..., cit., col. 165); cit., I, p. 58.
ma M. Mirabella Roberti (La piU antica basilica di Grado, in n P. de Puniet, Les trois homelies catechetiques du sacra
Arte in Europa, Milano 1966, pp. 105-112), non ritiene di dover mentaire gelasien pour la tradition des evangiles, du symbole
attribuire a Cromazio alcun intervento monumentale nell'isoJa et de l'orfaison dominicale, in Rev. d'Hist. Eccl., VI (1905),
di Grado. pp. 304-315.
18 lntroduztone
lntroduzlone 19

frat tempo il Commento a M~tte.o, di cu~ si. conosce-


vano solo 17 trattati ( o capitoli) pubblicati sotto il dubbio. A queste deficienze si deve aggiungere ii fatto
suo nome gia dal sec. XV I 38, ando incrementandosi in che, sia per i Sermoni sia per i Trattati, resta impos-
un primo momenta grazie all'edizione nella Revue sibile determinare con sicurezi.a uno svolgimento del
pensiero di Cromazio 1 Si puo solo essere sicuri che,
Benedictine del 1960 di 4 nuovi trattati scoperti da
mentre si accingeva alla stesura del Commento, doveva
R. Etaix, in seguito per le successive scoperte di altri
avere sott'occhio un esemplare con la raccolta dei suoi
39 trattati ad opera di Lemarie e di R. Etaix. Tutti que- Sermoni, se parecchi Trattati rimandano a quelli. lnol-
sti trattati sino allora inediti derivano da una tradi- tre dobbiamo concludere che ii Commento fu redatto
zione manoscritta comprendente due famiglie distinte con ogni probabilita quando Girolamo aveva gia scritto
per la diversa attribuzione del testo a san Giovanni ii De viris illustribus ( 392-393) e il suo Commento a
Crisostomo e a san Girolamo 39 I quattro manoscritti Matteo ( 398), poiche in entrambe le opere manca qual-
maggiori della famiglia pseudo-crisostomiana, vanno siasi riferimento a Cromazio. Tenuta conto di questi
dal prologo al capitolo IX di san Matteo, mentre la dati, e ragionevole pensare che il vescovo di Aquileia
famiglia pseudo-geronimiana ci tramanda il cammento abbia pasta mano al suo Commento solo in eta piut-
molto incompleto sino al capitolo XVIII. Cosi il Com- tosto avanz.ata e negli ultimi anni del suo episcopato
mento a Matteo, oltre a essere rimasto incompiuto pro- ( 400408); f orse preferiva incoraggiare Girolamo e Ru-
babilmente per la morte del suo autore, ci e noto solo fino nella loro opera di esegeti e di traduttori. Egli pe-
per circa una meta 40 raltro non adduce ragioni per giustificare l'impresa di
In tal modo una nuova edizione accresciuta delle una trattazione sistematica sul primo Vangelo, prefe-
opere oratorie ed esegetiche di Cromazio e stata accolta rito - come si sa - agli altri due sinottici nelle cele-
nel gia citato volume IX A del Corpus Christiano- brazioni liturgiche per l'attenzione di Matteo all'eccle-
rum pubblicato nel 1974, a cui ha fatto seguito nel siologia. Quanta alla sua attivitii oratoria legata alla
1977 un Supplementum sempre a cura dei due bene- costante formazione del suo gregge piu che a un impe-
meriti Editori. gno letterario, sono stati alcuni dei suoi uditori a con-
Nonostante questi felici ritrovamenti, !'opera di servarcene l'eco: Ad Aquileia, non meno che a Milano
Cromazio e ancora ben lontana dall' essere completa; o a lppona, non mancavano gli stenografi. Un po' alla
infatti anche la sua produzione oratoria ultimamente volta si costitui cosi un corpus di sermoni e di omelie.
edita presenta frequenti lacune: dei 43 Sermoni, nove Sermoni pronunciati durante l'anno liturgico, omelie
sono incompleti e frammentari, uno si riduce al proe- sugli evangeli, commenti alle letture d ell'Antico Testa-
mio, altri risultano rimaneggiati, ii Sermone 42 resta mento, degli Atti, delle Lettere di san Paolo, esposizio-
ni sui Salmi, furono cosi riuniti in un'opera apparen-
La prima edizione di G. Sichard (Basilea) e del 1528.
38
temente sprovvista di ogni ordine logico. l spirandosi
Lo status quaestionis fu precisato per la prima volta
39 molto liberamente al commento di Ilario a Matteo e
nella sua globalita da R. ~taix . J. Lemarie, La tradition ma a quello di Ambrogio a Luca, Cromazio aveva esposto,
nuscrite des Tractatus in Matheum de saint Chromace d'Aqui-
Ue, in Sacris Erudiri , XVII (1966), pp. 302-354.
40 Per alcune precisazioni cf. Lemarie, Indagini..., cit., col. D. Corgnali, 11 mistero pasquale in Cromazio di Aqui-
166. leia, Udine 1979, pp. 32-34.
\
lntroduzlone lntroduzlone 21
20

d tca'7ione il senso letterale e spirituale di trina sulla Trinita, qualificando l'au tore: Chromatius
nella. sua pre. del primo evangelo .cz S o l o d o po l a pub-
.. '
[ ...] sanctae Romanae antistes Ecclesiae 46
m ?ltt .Passidel Commento a Matteo di Girolamo ( 398), Perche non e piu ricordata la sua appartenenza
b1icazione ens~ di intraprend ere un' opera simt 1e, ma alla Chiesa di Aquileia? E un mistero non ancora defini-
Cromazio. Peminentemente
u z 1
pastora e e svt uppand o a t- tivamente risolto. Dopa le esplorazioni dei due Editori,
con tag1to d' . II a noi non resta che constatare come ii Friuli e la Vene-
t mi gia accostati nella pre tcazwne. carattere
cum e ;u spontaneo dell ,esposizione amt 1e t'tea appare zia non abbiano conservato piu di qualche f rammento
moIto P , 1. . T tta . . di un'opera che fu gia molto ampia. Anche i Sermoni,
'dente se si paragona quest u tima con t ra ti, in
evi
cui la composizione e meglio or.d'tnata e .l e d't~resston~ tranne ii 41, ci sono pervenuti con l'attribuzione ad
sono eliminate; comune invece at S~rmom eat Trat~atI altri autori, ma occorre precisare che l'archetipo non
risulta il vocabolario e soprattutto il metodo esegettco, destinato al pubblico era rimasto anonimo. In Germa-
43
sicuro, equilibrato e pressoche costante : nia i Sermoni sono attribuiti ad Agostino, in Catalo-
Alla morte di Cromazio dunque la btblzoteca ept- gna sia ad Agostino che a Girolamo.
scopale di Aquileia possedeva, oltre agli scritti dei piU La f ama acquistata da Cromazio anche per la sua
celebri autori cristiani di Occidente (Cipriano, Tertul- amicizia con Girolamo fece attribuire a lui e a Eliodoro
liano, Ilario, Ambrogio, Girolamo) e alle traduzioni di di Altino una lettera apocrifa che essi avrebbero scritto
padri orientali compiute da Rufino, almeno due volumi insieme per chiedere al grande Dottore di compilare,
di opere di Cromazio: un corpus di Sermoni e un Com- con l'aiuto degli scritti di Eusebio di Cesarea, una rac-
mento a Matteo. La sorte di questi manoscritti nelle colta delle feste dei martiri, a questa fa seguito un'apo-
turbinose vicende che travolsero Aquileia fin dal sec. V crifa risposta di Girolamo che sarebbe servita di ac-
e facilmente immaginabile, forse cio spiega il penoso compagnamento all'opera indebitamente passata sotto
silenzio precipitato su di lui e sulla sua opera persino il suo nome: il Martirologio Geronimiano 47, che, nella
in uno scrittore come Gennadio di Marsiglia all'inizio sua forma originaria, e in realta una compilazione della
del sec. Vl. J!ppure san Leone Magno e Cesario di Aries meta del sec. V redatta in area veneto-aquileiese; cos
'!lostr~n<? di averne apprezzato gli scritti 44, san Leone e probabile che per dar credito alla sua opera l'anonimo
infatti disponeva almeno di una parte del Commento compilatore vi abbia preposto quella falsa corrispon-
d se un suo Sermone (XCV) offre numerost.
a Matteo, d enza, costruendola sulla conoscenza di dati storica-
punti i contatto
. d 1col Tractatus XVII d.i Cromazzo . .s. mente veri come le relazioni di Cromazio e di Eliodoro
Sul fi nire e sec VI// Al d' .
manoscritto dell . . c!'ino zsponeva di un con Girolamo e la continuazione da lui avviata della
sette trattati d zac prima famiglia contenente i dicias- cronaca di Eusebio 48
e ommento a Matteo b
scrivendo contro Fe[' d" U ne clta un rano
ice t rgel a proposito della dot- : Alcuin. Adv. f ~licis haeresin ~xy1, PL CI, col. 97.
La nuova ed1zione del Geronimiano si trova in Acta
42
J. Lemarie Ind Sanctorum _Nov., tomi II pars posterior. Anche per Ia biblio-
D. Corgnati II ag!m..., cit., col. 166.
84-86. al nguardo, cf. G. Cuscito, Cristianesimo... , c1"t., pp.
43 grafia
44 R mistero pasq
45 ev. Bbted., LXXIII (196 ua1e..., cit., p. 35. 48
J. Lemarie, Inda . . 3), p. 190. Oueste due lettere apocrife servirono da modello ad
g1m ..., cit col 167
en. 19. altre tre. Cf. P. Paschini, Storia del Friuli, I, cit., p. 59 e n. 45.
--
f
lntroduzlone
22 lntroduzlone 23

olemica antlgiudaica nell'opera di


3. Ortodossia e P di Sirmio. L'arianesimo poteva aver lasciato degli ade-
Cromazio renti ma ormai sarebbe appartenuto al passato; l'ere-
sia fotiniana viceversa poteva destare ancora qualche
Cromazio, ancora presbite~o, partecipa - .come si preoccupazione, sebbene l'energica repressione e le
cilio di Aquileta, dove rtnfacct.a a Pal- condanne ne avessero frattanto segnato il declino. La
detto - al cOn
eladio . . . . a1 d ll
di Ratiaria di ripudiare. t puntt essenzt t . e a sola polemica viva insomma riguarderebbe i giudei 53
fede cattolica: [a divinita del Fzglw ~ l~ sua eguaglzanza V iceversa ii Duval ha cercato di correggere tali
col Padre 49. E su questo punto eglt rit.ornera frequen- conclusioni f acendo ricorso a certe fonti storiche come
t emente n
ella sua attivita pastorale mcentrata sulla la Storia ecclesiastica di Rufino, dove ii ricordo delle
tec

hesi Ad ogni modo, se il suo intervento nezze d t-. vicende di Palladio si rivela ancora assai vivo 54, e alla
eaussioni. conciliari si giustifica col contrt'b uto attzvo .
opera stessa di Cromazio: questi, in un Tractatus che
~~ lui precedentemente dato per l'espul~ione d ell'ere: si desidererebbe poter datare, dopa aver parlato di
sia ariana da Aquileia e attestato da Girolamo fra tl Folino, ricorda i disastri provocati da Ario in Oriente,
375 e il 376 50 , gli elementi piu significativi della pole- aggiungendo un'interessante nota d'attualita: I se-
mica cromaziana contra gli eretici, come contra gli guaci di Ario si sforzano anche oggi d'ingannare il
ebrei, vanno ricondotti a quella sotterranea coerenza gregge di Dio in molte Chiese, ma, noto ormai come
che dovette Zora conferire, necessariamente, ii con- maestro di fe.de aberrante, neppure i seguaci possono
fronto con una precisa realta locale, quella di Aquileia restare piu oltre nascosti ss; altrove si dimostra con-
nell'ultimo ventennio del sec. IV, secondo quanto si trario all'atteggiamento troppo conciliante di Ilario,
sono sforzati di dimostrare il Duval 51 e la Cracco Rug- obiettando che all'eretico occorre resistere con fe.de
gini sz, allontanandosi da alcune conclusioni del Lema- invincibile 56 Osserva inoltre il Duval che il vero peri-
r~e. Questi sostiene infatti che l'episcopato di Cromazio colo da combattere, per Cromazio, era quello di Fotino
st sarebbe svolto in anni in cui la fede della Chiesa non e che l'errore cui opporsi con maggiore energia era la
era minacciata da alcuna crisi e che se nei suoi scritti negazione della divinita piuttosto che dell'umanita di
il ricordo di Ario e di Fotino di Si:m_io e presente so- Cristo 51 Per questo ii name di Fotino ricorre in vari
prattut!o. ?ua~o ~l vescovo insiste nell'affermazione luoghi dell'opera cromaziana, piu attenta pero alle af-
test bdivzmta
della z di Cristo
. . ' si tratterebbe d t' rte
h.iamt incon
fermazioni cristologiche che alle tesi trinitarie elabo.
all a . :en~e utilt ma tuttavia sempre in riferimento
1
rate da quell'eretico.
a crist
arrana
z .di venti o trent'annt. prima. o alle lace- Insomma da un'analisi dei luoghi cromaziani rela-
razwm ecc esialt provocate dalla dott rina . d el vescovo tivi alle dottrine eterodosse allora in voga, possiamo
49
PL XVI, cot 930.
50 53
Hier. Ep VII PL J. Lemarie, lndagini..., cit., col. 167; Id., in SC 154, p.
SI y M nu' , xxu, col. 341.
.1 val, Les relations d 55, n. 1. J . Zeiller, Les origines chretiennes dans les provinces
Aqui ee durant la sec d .. octrrnales entre Milan et danubiennes de ['empire romain, Parigi 1918, p. 344.
d'Aqu'l" on e mott1e. du IVe Steele.
S2 I i:e et Ambroise de Mila
.
Chromace 54
Rufin. Hist. eccl. II, 15-16, PL XXI, coll. 523-525.
. ~ ~racco Ruggini, 11 v n, in AAAd, IV (1973), p. 189. ss Chrom. Tract. XXXV, 3, CCL IX A, p. 369.
Aquilera, tn AAAd, XU (1977) escov3o Cromazio e gli ebrei di 56
Id. Tract. XXII, 1, ibid., p. 300.
, pp. 53 s. 51
Y.M. Duval, Les relations..., cit., pp. 202-206.
24 lntrodu:rlone 25
lntroduzlone

rilevare che la cristologia di questo vescovo aqui.l eiese 4. La produzlone oratorla di Cromazio: lspirazione bibllca
a cavallo trail IV e il V secolo e assolutamente in linea e culture retorica
con la tradizione cattolica e con la teologia occidenta-
le e che la divinita e l'umanita di Cristo sono affermate L'ultima edizione dei Sermoni di Cromazio di Aqui-
a piu riprese e in termini lutt'altro che ambigui 54 Ieia, curata sempre dal Lemarie (CCL IX A), raccoglie
Recentemente e stata la Cracco Ruggini "1 a rile- quanta finora i codici ci hanno restituito della predica-
vare il significativo articolarsi della polemica croma- zione del santo vescovo: vi sono complessivamente riu-
ziana nello schema tripartito di una lotta contra giu- niti 43 testi, o meglio 45, considerando che i numeri 17
dei, eretici e pagani, cioe contro quella triplice alleanza e 18 comprendono rispettivamente due Sermoni, 17 e
anticattolica che si era profilata potenzialmente sotto 17 A, 18 e 18 A; parecchi di essi, come dicevamo, sono
gli occhi del giovane Cromazio 60 purtroppo frammentari (7, 13, 18 A, 20, 34, 35, 36, 37,
In speciale contrasto con questi tre gruppi di nega- 38, 39, 42, 43) e, anche se la mole di questo corpus e
tori della divinita di Cristo, Cromazio elabora la sua modesta, non e poca la luce che ne viene alla storia
cristologia e la sua ecclesiologia, fondando i1 mistero della Chiesa di Aquileia fra il IV e il V secolo sotto
della Chiesa sulla evangelica praedicatio e sul Nuovo l'aspetto dottrinale, liturgfco, pastorale e sociale. Il pen-
Verba 61 Ma, se nei suoi scrit ti la polemica articolata siero di Cromazio e rivolto in modo Speciale al mistero
e quella volta a combattere ariani e fotiniani, gli attac- di Cristo e della Chiesa, ma il suo insegnamento non
chi piu virulenti sono rivolti - come vedremo - con- si sviluppa con metodo sistematico, guidato com' e
tra gli ebrei, nei confronti dei quali sembra addirittura dallo svolgimento dell'anno liturgico con le sue feste
congelarsi l' esigenza missionaria generalmente avver- ecol ciclo delle letture fissate da una tradiz.ione ancora
tita da Cromazio come caratteristica intrinseca della recente, che peraltro consentiva al vescovo una qual-
Chiesa in espansione 62 Il S. 33 e l'unico luogo dell'omi- che liberta di scelta.
letica cromaziana in cui affiori la polemica diretta con- Nonostante cio, il Lemarie e riuscito a tracciare un
tra la religione dei pagani forse perche, come Girola- quadro generale del pensiero cristologico ed ecclesio-
mo, anche il vescovo di Aquileia doveva ritenerla logico, da cui Cromazio attinge l'ispirazione e da cui
ormai esaurita. prende le mosse per la catechesi ordinaria del suo mi-
nistero, quale si riflette appunto nei Sermoni 6.l. E se
il centro focale della sua riflessione teologica e ii filo
conduttore dei temi affrontati e stato riconosciuto da
D. Corgnali 64 nel mistero pasquale, o meglio nel Croci-

61 J. Lemarie, in SC 154, pp. 62-81. Ci sono elementi anche


sa J . Lemarie, in SC 154, p. 62.
"1 L. Cracco Ruggini, Il vescovo..., cit., pp. 375-379. per tracciare alcune linee di una mariologia, cui sta atten-
60 Chrom. S. 28, 1219, CCL IX A, p. 129. dendo D. Fragiacomo.
64 D. Corgnali, Il mistero pasquale..., cit. G. Cuscito, ll
61 Per la cristologia di Cromazio cf. Duval, Les relations...,
cit., pp. 198, 202. Croci'fisso risorto in Cromazio di Aquileia, in c Aquileia chia
62 L. Cracco Ruggini, Il vescovo .. ., cit., pp. 378-379.
ma , XXVI (1979), pp. 2-5.
- ..
26 lntroduzl one
lntroduzlone 27
fisso risorto, l'attenzione di tutti i Sermoni e rivolta
alla Scrittura. Su di essa Cromazio costruisce i suoi l'Antico Testamento contro 39 che si riferiscono al
discorsi e percio rilevare la componente biblica dei Nuovo e a feste cristiane. Sebbene il rapporto sia del
Sermoni, come ha fatto A De Nicola 65, significa andare tutto casuale e rispecchi la selezione che i Sermoni
direttamente alla fonte della spiritualita cromaziana. subirono in seguito per un loro inserimento in breviari
non si contano le espressioni di Cromazio da cui emerg~ e omiliari piu che le preferenze bibliche di Cromazio,
la certezza che nella parola della Bibbia e Dio che parla certo e un dato di fatto la maggior frequenza di richia-
sia pur per tramite umano. Percio l'unica autorita all~ mi al Nuovo Testamento. Vero e che Cromazio aveva
quale egli costan.temente si richiama e la Sacra Scrit- grande dimestichezza con i testi biblici sia del Nuovo
tura in una delle versioni pregeronimiane della Vetus che dell'Antico Testamento. Nei Sermoni infatti egli
Latina. Non solo i 30 Sennoni che potremmo chiamare passa dall'uno all'altro con una semplicitQ. e con una
naturalezza che possono disorientare il lettore contem-
de Scriptura 66, ma anche i 9 de tempore GT, i 4 de san- poraneo. Era questa la conseguenza benefica del-
ctis 68 e i 4 de diversis tD che possiamo individuare sono l'esegesi tipologica e allegorica, seguita comunemente
essenzialmente commenti alla Bibbia. nell'epoca patristica e in seguito ancora per molti se-
Se poi nella classificazione dei Sennoni usiamo il coli, la quale faceva si che i due Testamenti si fondes-
criteria dell'Antico e del Nuovo Testamento, dobbiamo sero in un'armoniosa unita: l'Antico Testamento en-
concludere che solo 6 di essi 10 trattano argomenti del- trava di pieno diritto nel Nuovo, come prefigurazione
di questo, e questo faceva appello all'Antico per rice-
vere conferma profetica 71 Cromazio e assai vicino ad
65 A. De Nicola, La presenza della Bibbia nei Sermoni di
Cromazio, in Aquileia Nostra , XLV - XLVI (1974-1975) coll.
701-716. ' Agostino, allorche con celebre definizione esprime il
. ~ Quattro discorsi s?no dedicati a personaggi biblici del- rapporto tra le due economie : In veteri testamento
l Antico Testamento: Camo e Abele (S. 23), ii patriarca Giu- novum latet, et in novo vetus patet ( Quaest. in evang.,
seppe (S. 24), Elia (S. 25), Susanna (S. 35). Ventisette discorsi 73). Di qui lo studio e la meditazione assidua di tutta
riguardano passi biblici tratti dai seguenti libri della Bibbia:
uno (S. 38) su Gen. 3, 21-23; uno (S. 9) su Sal. 13; undici (SS. la Scrittura. Il Sermone 1 ha gia in apertura una specie
4, 5, 6, 10, 13, 19, 20, 37, 39, 40, 41) su Matteo; cinque (SS. 11, di traccia della historia salutis e dimostra in modo
14, _15, 18, 27) su Giovanni; sei (SS. 1, 2, 3, 29, 30, 31) sugli esemplare la concezione unitaria dei due Testamenti
Atti; uno (S. 12) su Rom. 14, 2; uno (S. 28) su 1 Cor. 9, 24. tipica di Cromazio, ma anche la diffi.oolta di lettura
67 Ascensione (S. 8); Vigilia di Pasqua (SS. 16 e 17); Pa-

squa (S. 17 ~); Natal~ (S. 32); Epifania (S. 34); Passione (SS.
che tale metodo comporta per i lettori di oggi, a dif-
19, 2~. 43~; _1 Sermoru 19 e 20, come si vede, possono venir ferenza di altri Sermoni, come quelli pasquali ancora
class1ficat1 s1a fra quelli de S criptura sia fra quelli de tempore. freschi e stimolanti senza bisogno di mediazioni cul-
68 _Su_ san Giovanni evangelista, di cui Aquileia venerava
turali.
le reliqwe (SS. 21 e 22); su san Pietro (S. 42 dubbio) sui Tutti i Sermoni dunque, come si potra constatare,
martiri Felice e Fortunato (S. 7). '
fD Per ~a dedi~on~ de_lla chiesa di Concordia con pane-
convergono sulla Scrittura, perche, a eccezione di al-
ginco degli Apostoli, d1 cw anche Concordia aveva ricevuto cuni, sono il commento del vescovo alla lectio liturgica
in dono una porzione di reliquie (S. 26); sull'Alleluia (S. 33);
sul Pater noster (S. 40); frammento S. 36. 71
10 SS. 9, 23, 24, 25, 35, 38.
A. De Nicola, La presenza della Bibbia..., cit., col. 709.
28 29
lntroduzlone
lntroduzlone
della Bibbia: durante la predica egli e solito ramm . . . rofessati n II Duval, come si dice-
tare ai fedeli la lettura biblica che hanno appena asc:~: secondo i prt"!cdibfi . sull'ind;le filosofica e teologica
tato con una frequenza che, secondo un'osservazio va, nutre sen u a~ carente di sviluppi o di discus-
del De Nicola, non si riscontra in nessun altro orato~e dell' opera crot;za;-i od~sse almeno per quanta ci resta,
a lui contemporaneo. A tale scopo usa varie espre:. sioni delle t~Sl e er . ha i[ sopravvento e l'opera del
sioni, ma la formula da lui preferita e ut audivit di- ma cio c~e in C:~~;azi~ento assiduo f ondato sulle mi-
lectio vestra in praesenti lectione, che noi abbiamo pre- p~t~re, i~/u~~li Gklamo, Ilario, Ambrogio e Rufino
ferito tradurre per lo piu come avete appena udito glwrt fon q off . ome interpreti e filtri della tea-
g ?
l .
1 otevano rire c
. 1 73 Forse sotto questo profi.l o non lo
o carissimi, nella presente lettura . '
Una testimonianza autobiografi.ca del suo ardore logia t"e:1:s~n . oratore dell' antichita cristiana, men-
nello studio della Bibbia, considerata come cibo egua~ ~:;; Sermoni si applica pienamente l'ideale o~c:
e pioggia , ci viene data dal commento all'episodio tre .at h . t da sant'Ambrogio nel De officns
torto vag eggia 0 , I x
della vedova cananea vessata dalla carestia prima che ( 1 JOI) quando raccomanda un orat10 pura, s1mp ~ ,
Elia entrasse nella sua casa, nel S ermone 25. E forse diiucida' atque manifesta, plena ~avitati.s et pon~ens,
non adfectata elegantia, sed .non mterm1ssa gra t1a.
ancor piu signifi.cativa al riguardo e la testimonianza Putroppo siamo costrettt a lamentare la mancanza
del Sermone 41: tenendo canto del pregio in cui era d' documenti diretti sulla formazione intellettuale e
considerato il guadagno in un grande emporia commer- 1:tteraria di Cromazio, che deside;eremn:o r;.oter cono-
ciale come Aquileia, Cromazio considera se stesso un scere come quella di Girolamo e di Agos.tmo . Ma_for~e
traflicante della parola di Dio, che egli deve far frut- non siamo lontani dal vero se supponiamo. p~r tl gw-
tare e con pressanti inviti, a imitazione dei mercanti vane Cromazio un'educazione culturale di t.ipo cl?-5-
tante volte da lui intesi nelle piazze e forse anche in quel sico ricevuta nelle scuole di grammatica e ~t ~etorica
giorno di mercato ad Aquileia, sollecita i presenti a conforme alle condizioni sociali .de~la famigl!a, ch~,
comperare e a possedere la m erce comperata. dalle notiz.ie dell'epistolario geronimiano, possia~o ri-
Se lo stile e l'uomo - osserva ancora il De Ni- tenere piuttosto agiate. La sua penna non tradisce la
cola - noi immaginiamo il vescovo di Aquileia come sua formaz.ione retorica, se teniamo oonto che la sem-
una persona piena di dolcez.za, di buon senso, di grande plicita e l'immediatezza del suo linguaggio sono fru~to
umanita e soprattutto di straordinaria interiorita. Ab- di una precisa scelta formate coerente con le finaltta
biamo gia ricordato l'alta stima in cui Girolamo te- catechetiche dei suoi scritti. Gia il Fontanini 75 rilevava
neva Cromaz.io e la sua famiglia, ma il migliore elogio molto opportunamente per quel poco che poteva allora
e la piu convincente testimonianz.a della sua santita conoscere: Cromazio non ha uno stile sublime ma
sono i suoi scritti. piano, proprio, uguale, ornato e non mai volgare, quale
I suoi Sermoni risultano fra i testi piu vivi e piu
belli che possediamo dell'antichita cristiana; non si 12 Ibid., coll. 701-702.
73 Y.M. Duval, Les relations.. ., cit., pp. 192194, 232-234.
segnalano per profondita speculativa ma per la chia- 74 A. De Nicola, La presenza della Bibbia... , cit., col. 702.
rezz.a. e per la semplicita con cui egli espone ai suoi 15 I. Fontanini, Historiae literariae Aquileiensii libri V,
fedelt le grandi verita cristiane e la necessita di vivere Roma 1742, p. 144.
lntrodU?fone 31
30 lntroduzlone

Punto conviene a un vescovo


ap frase
che parla al suo popo/o . . ma ini, di paragoni familiari adatti a f~rm~re l'at:
La e scelta e netta, 11 ragion_ar:zento_
ad atto all'ar. di im gd .
tenzione et suot
. uditori cost per esempw, l esegesi
. , . . . 1 (S J).
gomento trattato ;. men_o a_ttendibi~e e mvece quando . 22 6 con la chioccia e t suoi picco t . ,
afferma cite le spie~azzom sono rivolte s!'ecialmente ~' ~~~:~sto' fra ii corvo e la colomba ~on i loro risP_et-
ai costumi e /etterali, perche a queste, piuttosto che tl c . li 1 ( s 2) il racconto particolarmente vivo
aJ/e allegoriche, pare abbia badato . Al contrario _ co. ~v/i 51fa~ecd/san.Pietro (S. 3); il comportamento dellr:
me ci si potra convincere attraverso la lettura dei e a. (S 6) . la descrizione delle nozze ( S. 10 ); il
Sermoni - e prevalente in Cromazio l'importanza data ernice
Para one del banchetto
' ( S. 12); la d escrizione
d e lla
al/'al/egoria e all'interpretazione mistica o spirituale: prim~vera ( s. 17) e cosl di seguito. Alla s tesso modo
qui eg/i si mostra emulo di Ilario e di Ambrogio e tr;. P. sempre a trovare delle sentenze ben calcolate
riesce , d ll' f
butario dell'esegesi alessandrina illustrata soprattutto nella ricerca dei vocaboli,. n~ll uso . e ~n: ora con
da Origene, di cui Rufino traduceva fra il 403 e il 405 forme di parallelismo antttetico o smonimtco, nello
proprio ad Aquileia, le OmeJie sulla Genesi, sull'Esodo: studio del ritmo e persino della rima, che dovevano
sul Levitico, sui Giudici e su Giosue 76 Nell'ambito di essere di ~etto sull'animo degli ascoltatori. Anche da
questa impostazione puo acquistare un peso diverso qui puo venire una. conferm: all: f or1:'1r:zione g_ramma-
iJ ricorso frequente da parte di Cromazio alla simbo- ticale e retorica di Cromazio, dt cut ti De Nicola ha
/ogia, al ricco repertorio dei bestiari, che egli piega ad voluto studiare i meu.i sintattici, stilistici e retorici
applicazioni originali valide sul piano religioso-cristia- che contraddistinguono il suo stile specie in riferi-
no, attraverso le Scritture 71 mento ai proemi dei suoi Sermoni 78
La rifiessione sul mistero celeste non gli impedisce Se i Sermoni e i Trattati non ci danno la misura
di richiamare l'attenzione dei suoi ascoltatori ai pro- delle sue cognizioni letterarie, non credo che questo
blenzi essenziali della salvezza, de! bene e del male, vada addebitato alla supposta ignoranza degli Aquile-
senza pero mai abbandonarsi a un moralismo ecces- iesi, quanta piuttosto al genere stesso della sua pro-
sivo: Cromazio sa che deve persuaderli attraverso una duzione, votata al commento della Parola di Dia e al-
esemplificazione e una casistica ricche e svariate, de- l'edificazione dei fedeli nel rifiuto di qualsiasi remini-
sunte sempre dall'esperienza viva di ogni giorno e da scenza di autori pagani. Ne sono prova anche i discorsi
una fresca osservazione della natura. Percio il suo lin- d~ Ag_ostino a confronto con la sua produzione di mag-
guaggio non e mai astratto, ma al contrario si awale gwr zmpegno letterario. L'aridita e l'inerzia di un udi-
torio culturalmente impreparato infatti avrebbe do-
76
vuto sconsigliare al vescovo non solo certe allusioni
J. Lemarie, Indagini..., cit., col. 168. ai classici ma anche quei continui richiami all'Antico
n S. Tavano, Sulle nuove omelie di Cromazio di Aquileia,
in M~F, XLVI (1965), p. 141. Cf. G. Trettel, Terminologia
Tes~~mento per. completare gli schemi talora complessi
eseget1ca nei Sermoni di san Cromazio di Aquileia, in Rev. dell mterpretazione allegorica e tipologica delle S crit-
d~ Etud. August., XX (1974), pp. 55-81; Id., Figura ~ V~ ture che prevedevano una cultura biblica non comune.
ntas nell'opera oratoria di san Cromazio 'Vescovo dt Aqui- Farebbe eccezione a questa linea programmatica
leia, in. c La Scuola Cattolica, CII (1974), pp. 3-2~. A. Ouac-
9uarelh, Convergenze simbo/iche di Aqui/eia e di Ravenna, 78
m AAAd, XIII (1978), pp. 378-388. A. De Nicola, Osservazioin sui proemi..., cit., pp. 191-205.
- 32 lntroduziol'le
lntroduzlone 33
un passo del Sermone 23, in cui Cris to e designQt
come l' agnello purpureo (agnus purpureus) secO:. com'e che tutto l'Antico Testamento sia figura e annun-
do una formula presa ultimamente in esame da C. E cio del Nuovo, il quale trova poi compimento nel mi-
Chaffin 79 Stabilito che per Cromazio tale espressio~ stero della Chiesa. Percio, dopo una spiegazione del
manca di senso sacrificale rispetto a un testo di Ci. senso letterale ( secundwn litteram) del brano biblico
priano, ritenuto fra le sue possibili fonti, e che comupt. ch'era stato letto, Cromazio passa alla spiegazione del
que si tratta di una citazione in cui e trasmesso un senso spirituale ( spiritalis intellegentia, sensus spirita-
lis, ratio mentis, mens spiritalis, ecc.), attirando spesso
preciso significato (Recte autem purpureus agnUs
l'attenzione degli ascoltatori con le espressioni: <<Ma
Christus dominus intelligitur: Giustamente Cristo considera il mistero , Ma consideriamo ora il mi-
Signore e immaginato come un agnello vestito di por. stero della presente lettura e simili, oppure anche
pora ), lo Chaffin pensa che nella formula di Cronui. aprendo un dialogo col suo uditorio a cui rivolge delle
zio un ascoltatore colto avrebbe potuto riconoscere domande per concentrarne meglio l'attenzione: Vuoi
un'allusione alla IV Egloga, dove Virgilio 80 parla della sapere, vuoi conoscere... ? - Ascolta ... . Il significato
trasformazione della natura nella rinnovata eta del- letterale infat ti si afferra piu facilmente, mentre il senso
l'oro grazie alla nascita di un bambino straordinario. spirituale sfugge alle coscienze superficiali, e tuttavia
Risulta invece in modo evidente l'ampiezza della e proprio il senso spirituale che rivela la misteriosa
cultura ecclesiastica di Cromazio dalla citata lettera di armonia e la complementarita fra i due Testamenti e
Girolamo (Ep. VII, 6), che gli attribuisce santita di apre l'intelligenza al disegno di Dio sull'umanita, rea-
vita ma anche solida dottrina teologica capace di confu liu.ato nella Chiesa e di cui deve essere testimonianza
tare i sofismi degli eretici. I suoi scritti attestano indi la vita di ogni cristiano. Sempre a questo proposito
rettamente la conoscenza di Tertulliano, di Cipriano, ricorre l'uso frequente dei verbi predire, mostrare,
di Ilario, di Ambrogio, di Girolamo e di Rufino, anche adempiersi riferiti a testi e a fatti della Bibbia, in
se non cita mai nessuno di loro in quanto l'ordine del quanta ii Padre compie il mistero celeste in una suc-
discorso non lo richiedeva. L'unica autorita alla quale cessione di tempi e di modi che costituiscono l'econo-
il vescovo di Aquileia si richiama costantemente e mia della salvezza: figura, sacramentum e veritas sono
infatti i tre momenti del mysterium anche ultimamente
- come dicevamo - la Scrittura. rilevati da G. Trett el nella teologia di Cromazio 81: la
Essa risulta l'unico fondamento dei suoi discorsi figura e cosa awenuta realmente nella storia della sal-
e percio egli si preoccupa solo di stabilire la stretta di vezza come anticipazione di un evento che il Signore
pendenza fra il testo biblico letto e il suo sermone. Egli avrebbe compiuto, dandogli tutta la consistenza che e
avvia le sue esposizioni con un commento letterale del la veritas, ma trasmettendo tutto questo ancora sotto
testo sacra, ma non si ferma a quello per non amputare un segno che e ii sacramentum.
la Parola di Dio di altre dimensioni essenziali, convinto I fatti che la Scrittura riferisce vanno presi innan-

79 C. E. Chaffin, Christus imperator. lnterpretazioni de/la . " G.. Trettel, Figura e Veritas ..., cit.; Id., Myste-
IV Egloga di Virgilio nell'ambiente di Sant'Ambrogio, in Riv. rium ..., cit., con rec. di R. Carletti, in Vita Nuova (Trieste),
di St. e Lett. relig., VIII (1972), pp. 517-527. 18 maggio 1979, p. 10.
80 Verg. Eel. JV, 42-45.
34 35
I ntroduztone
lntrodutlone

zi tutto_ n~ l.oro s!gnificato letterale, accaduti cosi come . d . Sennones per i tipi delta
sono nfer:iti dall agiografo. Solo a questa condizione curando la tr;,:~~~:.~ no~ so se sono riuscito a con-
salvata cw~ la storicita degli avvenimenti, e possibil~ Citta Nuc;va aci~ del testo latino e al tempo st.esso
e neces~~no scendere pill addentro alla ricerca del servare l effic .
una versione
i'talana agile e presentabile a
.. h
se~o piu profondo e nascosto dell'intellegentia spiri. d
pro urre numero di lettori. Certo sono persuaso c e~
~abs, o come diremmo noi oggi del senso cristiano un vasto d' rispettare la fedelta del testo, st.
tntegrale . Quella che non si poteva intendere in tutte pur nello sf~rzo.t bilmente quel formulario tipico del-
le sue implicanze quando la figura assumeva la sua stempe~ano inev_i aa di cui il Trett el e stato f elice inda-
consistenza storica, diventa chiaro nella realizzazione 1,esegest cromazian , . d t
11 modulazioni della prosa imme ta a e
gatore, e que e .
del Nuovo Testamento. Anche Cromazio, come gli scrit- ontanea di Cromazio.
p L'edizione a cui mi sono attenuto e que11a pt.u
tori cristiani a lui contemporanei, passa con molta li- 5

berta e disinvoltura dalla lettera al senso spirituale, recente del Corpus Christianorum , senza trascura_r~
da cui si lascia prendere spesso la mano fino ad awer- 11 delle Sources Chretiennes per le note crr.tt.-
tire la necessita di pazientare e di riprendere U primo qhue eaillustrative del Lemarie, di cui mi sono largamen-
senso, quello secundum litteram (S. 15). Con cio non z
cte egiovato per alcuni riferimenti. puntua t. .
intendiamo affermare che ogni sua interpretazione sia Mi sia consentito di concludere con un vivo rmgra-
da sottoscrivere, mentre preferiamo lasciare a lui la ziamento al P. J. Lemarie, al mio pro~es~ore, Mo_ns. G:
responsabilita di certe asseverazioni. Si vuol dire piut- Corti, e al collega A. De Nicola, larght. dt. suggerr.mentt.
tosto col Trettel che questa lettura della Bibbia e Una e consigli.
lettura aperta e vitale e che lo Spirito Santo, dopa aver
ispirato gli agiografi, continua a parlare per mezzo dei
vescovi, occhi della Chiesa 82
Dopa una sommaria presentazione dei ricchis-
simi contenuti di un autore presso che del tutto
ignoto , nel congedare la sua recensione al vo_lume del
Corpus Christianorum (IX A) che raccogl~e appun-
to l'opera omnia di Cromazio, il Trettel espnmeva u_n
a.uspicio col desiderio di vederlo presto tradotto. in
realta: una dignitosa versione italiana che consentisse
una conoscenza molto piu vasta dell'autore che non
sia quella che permette un'edizione critica ~n testo ~a
tino originale; non ne dovrebbe perdere in ~flicact~,
ma guadagnarne in estensione 33 Ebbene mz. e cap -
tato di leggere tale augurio proprio mentre andavo

82 G. Trettel, Figura,. e Veritas ..., cit., P 15.


83 Id., L' opera omnia ., cit., p. 154.
146
Cromazto di A
s1amo sepolt' 1 Qulleta
di Cristo m I ne camp d 1
0
e vasaio o:e
al mond~ p:rsi:::eor sepolti nella gioiacp1~renh:na Chiesa
..~ .
q~'4, e con Cri t . c mon Sermone 21 - I SERMONE SU SAN GIOVANNI,
nsorgiam0 al b . ~ o. Siamo sepolti ~?
nsorgere alla virtU c~e, s1amo sepolti ai .a~ llli EVANGELISTA E APOSTOLO
stolo Paolo d' d I proclama apertam Vlz1 per
lui nella m~rt:ce~edo: Siet7 stati dunque s:nptoelt!'ap0-
C . ..... tante il b tt . i con
risto e nsorto in vita cosi ah esi~, affinche come
una nuova vita. anc e noi cammrniam0 in .

1. Come si legge nel Vangelo, san Giovanni aper


stolo ed evangelista, di cui oggi celebriamo la nascita
a1: cielo, trovo grande e particolare favore presso il
Signore, poiche fu amato da Cristo con speciale affetto.
Dopo la passione del Signore, come si legge nell'Apoca-
lisse, egli fu relegato nell'isola di Patmo per il nome
di Cristo e fu messo in ceppi 1 Ma quelle catene non
furono per I'Apostolo una punizione bensf un onore,
perche e un onore, anzi il phi grande onore, soffrire
oltraggi per Cristo: ogni ingiustizia infatti e ogni tor-
mento inflitto dagli uomini per Cristo eleva alla gloria.
E cosf, pur trovandosi in ceppi nella medesima isola,
Giovanni fu rapito in ispirito e gli fu aperta una porta
in cielo, com'egli attesta. I ceppi dunque non furono
per san Giovanni un peso opprimente ma ali potenti
sulle quali si elevo al cielo. Aperta pertanto una porta
nel cielo, egli riferisce nell'Apocalisse 2 quale immensa
gloria del cielo pote vedere. Vide il trono di Dio nel
cielo; vide il Figlio di Dio seduto alla destra del Padre;
vide i cori degli angeli; vide i ventiquattro vegliardi e
i quattro animali costellati di occhi avanti e dietro
che gridavano con voce incessante per lodare il Signer
Rom. 6, 4. La stessa inte . re: c Santo, santo, santo e ii Signore, ii Dio degli eser-
male di Mt. 27, 7-10 in Ambro~~one
0
ecclesiale e battesi-
61, 13. n Luc., X, 95-96; Exp. Ps. 1 Ap. 1, 9-10.
1 Ap. 4.
148 Cromazlo di Aqullela Sermone 21 149

citi 3 I cieli e la terra sono pieni della tua gloria. Osanna gli fu dato da mangiare. Chi intende le parole di Gio-
nel piu alto dei cieli . Ogni giorno, come loro, tutta vanni in spirito di fede apporta dolcezza alla sua boc-
l'assemblea dei fedeli proclama nella Chiesa le stesse ca, cioe alla sua predicazione perche intende con beni-
parole a lode di Dio . Giovanni vide molti altri miste- gno affetto le parole della fede. Ma coloro che inten-
riosi segreti su cui fu obbligato a tacere, secondo la dono malamente le sue parole, come gli eretici, destano
sua testimoruanza. amarezza perche volgono la dolcezza della fede nel-
2. Mentr'era sull'isola, come egli racconta, mi fu 1'amarezza di una credenza pervertita. Percio si dice
dato un libro, egli dice, e mi fu detto di mangiarlo. che gli uni sono nella bocca, gli altri nel ventre. I cat-
Lo mangiai; e nella mia bocca era dolce come miele, tolici sono nella bocca da dove si benedice Dio; gli
ma nel mio ventre era amaro. Allora mi fu detto: Tu eretici sono nel ventre da dove vengono espulsi nel
devi ancora profetare alle nazioni 5 E cio accadde, cesso. I cattolici procurano dolcezza a san Giovanni
perche quel libro che gli fu dato da mangiare era il per ii suo Vangelo; gli eretici gli procurano invece
Vangelo che poi scrisse. Infatti quando fu ucciso Domi- amarezza. Ha colmato Giovanni di amarezza Fotino,
ziano Cesare, che lo aveva fatto relegare, fu liberato avendo rifiutato di credere nella divinita di Cristo che
dall'isola e allora compose il libro del Vangelo che Giovanni rivela con chiarezza quando dice: In prin-
porta il suo nome. Ecco il libro che egli disse dolce cipio era il Verbo e il Verbo era presso Dio e il Verbo
alla sua bocca, ma amaro al suo ventre: dolce per la era Dio 1 Lo ha colmato di amarezza Ario, avendo
predicazione, amaro a causa della persecuzione, per- negato che il Figlio procede dal Padre, mentre non si
che, predicando la dolcezza della fede, si espose all'ama- puo credere altrimenti che il Verbo del Padre sia Figlio
rezza della persecuzione. Tuttavia l'amarezza della per- se egli non procede propriamente dal seno patemo.
secuzione reca con se una grande dolcezza, poiche gra Colmano Giovanni di amarezza tutti gli eretici che
zie ad essa si giunge alla gloria dolce del martirio. demoliscono o combattono la fede che egli predica.
Come gli alberi hanno radici amare, ma dolci sono i San Giovanni riceve dunque dolcezza dalla sua predi-
frutti che producono, cosi anche la persecuzione sem- cazione grazie ai cattolici, amarezza a causa degli ere-
bra amara ma produce il ifrutto dolce della salvezza, tici; dolcezza grazie alla fede della Chiesa, amarezza
poiohe rende confessori o martiri coloro che perse- per l'incredulita della sinagoga che non ha voluto acco-
guita 6. gliere la sua predicazione.
3. Ma vi puo essere anche un altro modo di inter- 4. Dopo essere stato liberato dall'isola, san Gio-
pretare il fatto che Giovanru abbia detto dolce per la vanni scrisse ii Vangelo che e predicato per ii mondo
bocca e amaro per il ventre il libro del Vangelo che intero. Dopo molte persecuzioni sostenute per ii nome
3 Is. 6, 3; Ap. 4, 8.
di Gesu, essendo gia molto avanti negli anni, abban-
Interessante testimonianza del Sanctus nella liturgia dono questo mondo per raggiungere ii Signore. II Si-
aquileiese. Per i problemi di critica testuale che il passo pub gnore aveva detto di lui, come leggiamo nel V angelo:
sollevare, cf. J. Lemarie, SC 154, pp. 4243, n. 1. Cosl voglio che egli rimanga finche io venga . 11 Si-
s Ap. 10, 9-11.
6 Sono distinti i martiri morti per la fede dai confessori
che, pur avendo sofferto per Cristo, non sono morti di morte 1 Gv. l, 1.
violenta. Gv. 21, 22.
II
150 Cromazlo di Aqullefa

gnore non si era espresso in questi termini per signi. Sermone 22 - II SERMONE SU SAN GIOVANNI
ficare che egli non sarebbe morto ma per dire che EVANGELISTA
avrebbe subito la morte senza dolore. Infatti il testo
precisa: Gesu pero non aveva detto che non doveva
morire, ma: Cosl voglio che egli rimanga finche io
venga 9 11 Signore viene incontro a ciascuno dei suoi
santi quando escono dal loro corpo. Giovanni dunque,
ormai gravato dal peso degli anni, disse ai suoi disoo-
poli di scavargli una fossa, come riferisce il racconto
della sua imorte. 11 Signore gli aveva indicato il giorno
in cui avrebbe abbandonato il mondo. I discepoli gli
scavarono pertanto una fossa ohe potesse accogliere
il suo corpo. San Giovanni, vi si adagio e senza alcuna 1. II Vangelo riferisce molte cose grandi e nobili
sofferenza, n e agitazione, ne sforzo, abbandono il suo su san Giovanni, di cui celebriamo oggi la nascita al
corpo dando l'impressione di uscirne liberamente piu cielo; ma poiche non possiamo raccontarle tutte, di-
che di esserne cacciato 10 Percio il Signore aveva detto ciamo almeno qualche parola su un tema cosf ampio.
di lui: Cosi voglio che egli rimanga finche io venga, Dire infatti qualcosa sui meriti dei santi e riconoscere
perche gli fu accordato senza sof.iflerenza un sonno la loro santita. Di tutti i discepoli, Giovanni fu il piu
beato. In questo luogo si compiono tanti prodigi e giovane; il piu giovane per eta, ma il piu maturo per
tanti miracoli, che persino gli increduli non possono fede, lui che nel Vangelo e posto fra i primi. Percio
non credere. E niente di strano se la sua grazia opera ogni qualvolta il Signore volle fare una scelta fra gli
la dove fu deposto il suo corpo, quando opera persino Apostoli, incluse tra gli eletti anche Giovanni.
la dove non si trova che un po' delle sue ceneri. Poiche 2. Prima di entrare nella casa del capo della sina-
dunque anche la nostra Chiesa ha meritato di posse- goga per risuscitare sua figlia dalla morte, scelse Gio-
dere le sue reliquie 11 , dobbiamo celebrare la sua vanni con Pietro e Giacomo 1 Egli volle che fossero
morte e la sua nascita al cielo con tutta la fede e Ia questi tre testimoni quando risuscito la 1fanciulla
devozione per poter essere associati a lui e a tutti i morta. II Signore agi in questo modo per due ragioni:
santi di Dio. sia perche la legge divina aveva predetto che ogni
affare riposa sulla parola di due o tre testimoni 2, sia
9Gv. 21, 23. perche nessuno puo risuscitare dalla morte del pec-
Per questa narrazione della morte di san Giovanni, Cro-
10
mazio dipende dagli Acta I ohannis, apocrifo composto in Asia cato senza la fede e la grazia della Trinita. II Signore
Minore nella seconda meta del sec. II. Cf. F. M. Braun, Jean dunque prese con se tre discepoli quando risuscito
le Theologien, I, Parigi 1959, pp. 200 ss. la fanciulla morta, per manifestare ii mistero della
11
Per la presenza di reliquie di san Giovanni ad Aquileia, Trinita. E anche quando volle rivelare la sua gloria ai
cf. S. 26. La festa dell'Evangelista, celebrata ad Aquileia ii
28 dicembre, era di origine orientale; i due Sermoni di Cro-
mazio sono fra i primi documenti occidentali della festa del 1 Mc. 5, 37; Le. 8, 51.
l'Evangelis ta. 1 Deut. 19, 15.
..------------
Sermone 26 - PER LA DEDICAZIONE
DELLA CHIESA DI CONCORDIA

1. Dobbiamo rendere infinite grazie al nostro Dio


che si e degnato di arricchire in ogni modo la sua
Chiesa 1 La costruzione della b asilica in onore dei
Santi e stata completata, e lo e stata in breve tempo.
A compiere ques to atto di devozione siete stati solle-
citati dall'esempio delle altre Chiese; ma ci felicitiamo
della vostra fede, perche avete superato chi vi dava
l'esempio: infatti avete cominciato phi tardi di loro,
ma avete terminato prima, perche prima avete meri-
tato di possedere le reliquie dei Santi. Noi abbiamo
ricevuto da voile reliquie dei Santi, voi avete ricevuto
da noi lo zelo ,d ella devozione e I'emulazione nella f ede.

I Bella cosa e questa competizione e santa questa gara,


dove non si contende per cupidigia di beni mondani ma
per dono di grazie. Noi abbiamo preso con religiosa
avidita quelle reliquie ~ei Sa nti che e rano state por-
tate a voi, ma in tal modo abbiamo eccitato il vostro
desiderio a chiederne almeno una parte. Non si poteva
rifiutare, perche la vostra richiesta era legittima. Ve
ne fu data una parte, di modo che voi aveste a posse-
dere il tutto in una parte e noi non avessimo a perdere

t Cf. Gaudenzio di Brescia, Sermo 17 (PL XX, col. 959).


175
174 Cromazlo di Aqullela serrnone 26
. 1e la grazia. Ascolta il Signore
nulla di quanto ci era stato concesso 2 , secondo cio che roune e la fede e suruL, dove due o tre sono riuniti
cO h 1 afferma: a d
e scritto: Chi ebbe di piu, non ebbe troppo; e chi ebbe stesso c e o .
6
la in mezzo a loro . Se unqu~
3
poco, non ne ebbe di meno La Chiesa di Concordia in mio name, w so~~e tutti gli Apostoli sono con ~n
fu dunque ornata con il dono delle reliquie dei Santi Cristo e con d~e o . , tutto il coro degli Apostoh e
con la costruzione della basilica e con il minister~ sto; la dove c e Cnsto, Perci<) dobbiamo credere e
del sommo sacerdote 4 Infatti ques to santo uomo necessariamente p~se;::~i sono la dove c'e un sia pur
confratello mio nell'episcopato, ha meritato l'onor~ tenere per fermo e . he non possiamo illustrare
del sommo sacerdozio poiche, con queste insigni reli- iccolo numero. Ma, :p01c . d bbiamo dire in questo
P . . d. . scuno di ess1 o di
quie di Santi, ha onorato la Chiesa di Cristo, eterno i 1JDentl i c1a te qualcosa su coloro
sacerdote. sermone almeno brel~eID;en affinche la nostra fede ne
2. Molti sono invero i meriti dei santi Apostoli, cui possediamo le re iqme,
le cui reliquie sono qui presenti; ma dei molti meriti tragga un qualche pdrofi~to. an Giovanni Battista agli
diciamo almeno poche parole. t:: opportuno infatti 3 Quanto gran e sia s
. . pure san iov
a anm Evangeli-
dire qualcosa sui meriti di coloro la cui fede e gloria occhi del Signore, come . 1 liquie ce lo espongono
sta dei quali abbiamo q?-1 e re , e l'altro e evan-
rifulgono nel mondo intero e la cui potenza e grazia , , o anru e battezzat or
i Vangeli 7 L un iov
,
della roadre nco-
.
operano in ogni luogo. Su tutta la terra, infatti, come
dice a questo riguardo il Profeta nel salmo, si e diffusa gelizzatore. L'uno ~cora nel se~~e [ del Iago] trovo
la Zaro voce, e le Zora parole fino agli estremi confini nobbe il Signore a; I alt~o.tft ore 10; l'altro riposo
della terra 5 Si, la rvoce degli Apostoli si e diffusa in Cristo 9 L'uno battezzo l '-gnbiamato il priroo tra
. . u L'uno cir;:;
sul petto del Signor; fu to di un affetto spe-
\ ogni dove, non solo quando, ancora rivestiti della
loro carne, predicavano Cristo al mondo, ma anche oggi i figli di donna 12; 1 altr~ 13 ~~ e cbiamato angelo 14;
ciale fra tutti gli Apost~ L'~o presento al papolo il
e ogni giorno essa si espande quando la potenza della
fede e la grazia dello Spirito operano contro le diverse l'altro figlio del miono . 11 d' Di'o ecco colui che
Cristo dicendo:. E l'agne o t ' edi
infermita dei peccati. Non abbiamo qui le reliquie di d cco
1 mondo 16., l'altro, con la pr ca-
tutti e singoli gli Apostoli: non pertanto e meno grande toglie i peccati e
la grazia che ci aspettiamo da loro; infatti dove due
o tre si trovano uniti insieme, tutti sono la, poiche 6 Mt. 18, 20. . l'elogio dei santi oel citato Ser
7 s1 da l'enwneraztone .e
ve di Brescia.
2 mone di Gaudenzio
Lo stesso concetto esprime Gaudenzio di Brescia oel s Le. 1, 44.
c1tato Sermooe (PL XX, col. 970) e Victricio di Rouen De laude 9 Mt. 4, 21-22.
sanct., 9 (PL XX, coll. 452453). ' 10 Mt. 3, 13-17 e parr.
3 2 Cor. 8, 45.
11 Gv. 13, 23.
..Per le esp!orazioi:ti archeologiche volte a individuare la 12 Mt. 11, 11; Le. 7, 28.
bas1he;a crom~ana di C?ncordia, cf. B. Forlati Tamaro . u Gv. 13, 23. . Le 7 27.
G. Det Fogolan, Cor:co:d1a paleocristiana..., cit., pp. 177-178, 14 Mt. 11, 10; Mc. 1, 2, . ,
205-207..Sulle e;;press1oru summus sacerdos e sanctus vir u sate is Mc. 3, 17.
per des1gnare il vescovo, cf. J. Lemarie, in SC 164 p 95 n 4 16 Gv. 1, 29.
5 Sal. 18, 5. '
I
176 Cromazlo di Aqullela Sermone 26 177

zione del suo Vangelo ha mostrato al mondo intero maso invero ha dubitato dopo Ia risurrezione del
il Figlio di Dio, dicendo: In principio era il Verba e Signore, mail suo dubbio ha confermato Ia fede della
il Verba era presso Dio e il V erbo era Dia. Questo Chiesa. Tommaso ha toccato le mani del Signore per
era in principio presso Dio. Tutto e stato fatto per riconoscervi le ferite dei chiodi; ha toccato anche i1
mezzo di lui e senza di lui niente e s tato fat to 17 En- costato del Signore per verificare nella ferita palpa-
trambi sono eminenti, entrambi grandissimi. L'uno bile l'identita del corpo, affinche i nemici della fede
vide lo Spirito Santo discendere sul Signore sotto non potessero sostenere che Cristo non e risuscitato
forma di colomba 18; l'altro, rapito nello spirito, co- dai morti nella medesima came 25 E , sebbene san Tom-
nobbe i segreti del cielo 19 In.fine l'uno fu messo in maso avesse accertato la risurrezione corpora1e di
prigione dal re Erode, per la sua intransigenza morale 20; Cristo, ne Marcione, ne i manichei hanno voluto cre-
l'altro fu relegato in un'isola dall'imperatore Domi- dere che il Signore e risuscitato nel suo medesimo
ziano, per ii nome di Cristo 21 corpo. Ma che dice Tommaso dopo aver toccato le
4. Che dire degli apostoli Andrea e Tommaso e mani del Signore? Dice: Mio Signore e mio Dia! Egli
dell'evangelista Luca? Anche le loro reliquie infatti non ha dunque riconosciuto Cristo per suo Signore
si trovano qui. Andrea e ii fratello di san Pietro e, che in virtU della risurrezione, perche vincere il mondo
come suo fratello Pietro, anche lui accetto di essere e risuscitare il corpo da morte con la propria potenza,
crocifisso per Cristo. Essi furono simili nella passione, e esclusivo della sola potenza divina e della maesta
perche simili nella fede. Essendo entrambi simili per eterna. Ecco perche gli dice: Mio Signore e mio Dia.
la causa di Cristo, accettarono pure la sua stessa croce. E, secondo l'ordine del Signore, Tommaso part per
E fu assai conveniente che essi, fratelli di sangue, lo le Indie, per predicare fino in quelle regioni ii Cristo
fossero anche per la loro gloriosa passione. Pure Tom- Signore. Vi opero numerosi prodigi e miracoli, grazie
maso e uno degli Apostoli. A questo Tommaso, che ai quali confermo la fede dei credenti e soffri in com-
dubitava della risurrezione del Signore, per confer- penso una morte gloriosa. Poiche ii suo corpo si tro-
mare pienamente la sua fede disse: Metti la tua mano vava sepolto nelle Indie, un commerciante cristiano
nel mio costato, non essere incredulo, ma credente 22 molto religioso vi ando per affari, allo scopo di por-
Quando ebbe messo la sua mano e toccato ii costato tare ai Romani pietre preziose e m ercanzie orientali,
di Cristo, Tommaso gli disse: Mio Signore e mio Dia 23 spinto dal desiderio di un guadagno terreno. Ma, da
11 Signore gli rispose: Hai creduto perche hai veduto. affarista nelle cose di questo mondo, divenne affarista
Beati coloro che credono senza aver veduto 24 San Tom- nelle cose di Dio. Al suo arrivo nelle Indie, gli fu rive-
la to il luogo ove si trovava il corpo di san Tommaso
11 Gv. 1, 1-3.
e gli fu ordinato di portarlo con se fino a Edessa 216
18 Gv. l, 32.
19 Ap. 4 s.
20 Mt. 14, 3 e parr. 2S 1:. degna di rilievo l'insistenza dell'espressione in eadem
21 Ap. 1, 9. carne, che troviamo anche in Rufino, Exp. S ymboli, 37 (CCL
22 Gv. 20, 27. XX, p. 173). Cf. G. Cuscito, Cristianesimo..., cit., pp. 52-54.
l6 Rufino (Hist. Eccl., II, 5) attesta il culto alle reliquie
23 Gv. 20, 28.
Jt Gv. 20, 29. dell'apostolo Tommaso a Edessa ed Egeria vi visito ii suo
178 Cromazlo di Aqullela

Allora, come buon affarista nelle cose di Dio, disprez.


zando i guadagni di questa terra, si mise a pensare ai Sermone 27 - SULLA RISURREZIONE
soli guadagni del cielo. Trovo infatti una merce che DI LAZZARO
non aveva cercato, molto piu preziosa delle gemme del-
le Indie 77

1. II Signore e Salvatore nostro Cristo Gesu 1 ha


certo manifestato la potenza della sua divinita con
numerosi segni e con miracoli di ogni specie, ma parti-
colarmen te alla morte di Lazzaro, come avete appena
udito, carissimi, nella presente lettura, mostrando di
essere colui del quale era stato scritto: II Signore della
potenza e con noi, nostra rocca e ii Dio di Giacobbe 2
Questi miracoli, il Signore e Salvatore nostro Ii ha ope-
rati sotto due aspetti: materiale e spirituale, cioe pro-
ducendo un effetto visibile e un altro invisibile, mani-
festando per mezzo dell'effetto visibile la sua invisi-
bile potenza. Prima, con un'opera visibile, rese al cieco
nato la vista della luce 3 per illuminare con la luce della
sua conoscenza, per mezzo della sua invisibile potenza,
la cecita dei Giudei. Nella presente lettura, egli rese
la vita a Lazzaro che era morto 4, al fine di risuscitare
dalla morte del peccato alla vita i cuori increduli dei

1 L'espressione Dominus ac Salvator noster Christus I esus

martyrium nel 384; cf. P. Devos, Egerie a Edesse, in Anal. non si ritrova che un'altra sola volta nei Sermoni di Croma-
Boll., LXXXV (1967), pp. 381 s. L'apostolato e il martirio del- zio (S. 30 incipit); sulle varianti e sull'uso di tale espressione,
cf. J . Lemarie, in SC 164, pp. 104-105, n. 1.
l'apostolo nelle Indie risuJtano dagli Atti di Tommaso aper
2 Sal. 45, 8.
crifo del sec. II. '
3 Gv. 9.
71
Il Sennone non e completo: vi mancano infatti l'elogio
di san Luca e la conclusione. Gv. 11, 1-44.
196
Cromaz10 di A
. qu11e1a
o bbediscono con pari fede a .
te, per la fede, formano la rni1f"
~oldio. Imperatore e tu
Sermone 31 - SUGLI APOSTOLI CHE
necessita lo esige essi .1z1a Cristo 10 E t.
morire per il l oro , sono p IU, f ac1lmente d' se la GUARISCONO I MALATI
re che a
:ssai ~iustamente perche 'que~;~
d
:;e Isposti
Ia ~ede; e cert~
ua:~r~ompensa i suoi soldati anch~e~ il qulale miU.
. questa terra non , f opo a morte
di un soldato caduto per l~u~ ar nuUa .dopo la mort~
stesso e soggetto all ua causa, m quanto ""':
. a morte ma c "6ll
soIdati morti per 1 . 1 . , nsto re accorda ,
senza fine. II soldat: dtncompensa deU'immortali~
s1:10 re, non e che un ~uesto IID<;>ndo, se cade per i1
Vlllce con piu gloria seV:~~t~il sol~ato di Cristo
a I morrre per Cristo. 1. Quale v arieta di grazie gli Apostoli hanno avu-
to dal Signore, lo avete sentito, miei earl, in ordine
di successione 1 In primo luogo hanno parlato lin-
gue diverse per predicare al mondo intero il Signore
e il creatore di tutte le lingue, l'unigenito Figlio di I

Dio 2 Nessuno avrebbe potuto credere che gli Apo-


stoli predicavano in varie lingue se ognuno non li
avesse intesi nella propria lingua. Gli Apostoli non
avevano bisogno di traduttori, essi che avevano per
I
traduttore Dio e lo Spirito Santo; ne avevano biso-
gno di imparare dagli uomini, poiche avevano appre-
so quanto predicavano da Cristo, maestro di vita. In
primo luogo dunque gli Apostoli ebbero la grazia di
parlare in tutte le lingue: poi cominciarono a operare
prodigi divini: restituire la vista ai ciechi, l'udito ai
sordi, la possibilita di camminare agli storpi, la sa-
lute ai malati, la vita ai morti 3 , tutte cose che non
sono in potere degli uomini, ma della potenza di Dio.
Tali segni prodigiosi, gli Apostoli non Ii operavano in
to Crolllazio . .
rator cf S 32 nfensce rar
dell' ' : Per l 'uso a~e~te a Cris . 1 L'espressione per ordinem puo r iferirsi sia a una Iettura
l38-1e;/r;ss71one militia Ch~:?-stico di tai!ot~ btoJo di impe- abbastanza lunga fatta n ello stesso giomo, s ia a una lettura
, . . r, cf. J Le ItoJo com distribuita in piu giomate.
.rnan~ . ' e pure
, 10 sc 164 2 Atti, 2, 1 s.
, pp.
J Atti, 3, 1 s.; 5, 15-16; 9, 31-43.
198
Cromaz/o di A
f QU1lef1 199
orza della loro natur sermone 31
tenza d l. D10 . a umana m . .
Co 'I ' a m virtu d
sua natura e. piu'me i. fabbro batte i1 ferro eblla Po- gnore sono state il rimedio che ha guarito gli uomini.
tu . res1stente d. . , c e pe
tto m polvere, non con 1 I opi1 metaUo e rid r I mali dell'artima in realta non si guariscono con
tenza del fu e sue '1 orze uce l'arte medica degli uomini, ma solo con la grazia di
ii ferro nel fuoco, a condizione tuttavia' di:ia per la po. Cristo. Sono mall dell'anima le febbri del peccato e
. oco e di a 1 reso me . 1 aver m
gli Apostoli . . Vero d esso le ferite delle colpe, che non penetrano nel corpo dal-
dallo Spiritore~1 mcandescenti dal fu~ eJ~~nte, cosf l'estemo ma dal di dentro nell'anima. Tali ferite del-
prod . anto, cominciar IVIno, cioe l'anima non sono guarite dall'uomo, ma da Dio; non
l igi non m virtU della lor ono a operare divini
a potenza di Dio N , . o natura mortale m dal taglio di lama terrena, ma dalla lama della Parola
mortaJe comand . on e infatti proprio d 11' a per divina che penetra nell'intimo dell'anima ' Ascolta i1
divina. are alla morte, ma d lle a natura Profeta affermare cio: Ne erba, ne lenitivo li guari, ma
2 . e a potenza la tua parola, o Signore, che a tutto rimedia 9 E ancora
Gli Apostol'
sui malati I esphcavano una d . queste parole di Davide: Mando la sua parola a gua-
infatt1 libe' agendo sul corpo ull opp1a efficacia rirli 10 E giustamente il Profeta prega il Signore per
ravan e s o sp s
vano anche le ? I corpi daUe inferm ta into . Essi l'iniquita del popolo giudeo in ,q uesti termini: Forse
Ia rnalattia del~'nrn:e daUe malattie del p1ec, ma guari. che non vie balsamo in Galaad, non vie medico alcuno?
E D 'd anima e piu . Cato, percha Perche dunque la salute de! tuo popolo non risale a
dice~~e~e~~r:a ~io chiar~3:t: ~equella del corpo. te? 11 II Profeta non parla qui di un balsa.mo qualun-
tutte le tue l zl Signore, anima m. 1 salmo, quando que, ma di un rimedio celeste, ne di un medico che
deU'~n;_ cope, guarisce tutt z~, perche perdona sia uomo ma di un medico che e Dio 12
- ..... ua sono d z z tuoz mal .6
corpo I ma1 unque molto p , annz . I maJi 3. Ma dobbiamo considerare a fondo questo fatto,
1 corp iu gravi di
Porale, ma i m . ore1 causano all'u quelli del come mai cioe, pur manifestandosi nel genere umano
etema. Infatt' a11 dello Spirito gl' omo la morte tem- ogni sorta di mali o di pecca ti, che sono dei mali,
il comandam I, quando nel Paract Procurano la morte come mai il Profeta qui promette la guarigione da
poreo rna ento divino, non so Adamo trasgredi ogni male con l'unico rimedio del balsamo. Se si sta
perito di ~o tmaJe delI'aniznacontrasse un male cor- al paragone delle cose di quaggiu, differenti malattie
1' ,., r e et , per ij al
?Vesse riscattato er:na se Ia grazia ~u e sarebbe richiedono differenti rimedi; invece, secondo il miste-
dich.iara cio q daJia morte A di Cristo non rioso piano di Dio u, il medesimo balsa.mo e il rime-
tutti guarifi 7 ~andffi dice: Per l~ s scol~a i1 Profeta che
. n e etti le fente ~elpzaghe siamo stati a Questo passo si richiama a Ebr. 4, 12. II termine acumen
a Passione del Si- si ritrova nel S. 3: si tratta dello Spirito Santo, che, come la
punta di una spada, toglie il peccato dall'anima.
Ancbe Dant 9 Sap. 16, 12.
dall'officina deU e Paragona i .
non scaido f a natura: ,llliracou a r . lo Sal. 106, 20.
s Cf. S. ;;m
6 Sal. 102, 2-3
lllai M battt~ opere segui~e':1';tti non usciti
ltlCUde,. (Parad., XXIhVe natura/
u Ger. 8, 22.
u Nel suo Co.m~ento '!- Matteo Cromazio ritoma con frC>
7
Is. 53, 5. 101-102). quenza .al tema di D10-medi.co. e specialmente di Cristo-medico
tema ncorrente nella patnstica. '
u II testo la~o usa l'espressione tante volte ricorrente
di caeleste mysterium.
201
200 Cromazlo di Aqullela sermone 31
. hanno sofferto per Cristo sarebbe
dio unico che ha guarito e ogni giorno guarisce tutti osto dove s1 sa che . 1. 'compiono anche la dove
i mali del peccato. ~ noto che il balsamo lenitivo pro.. P d. o ma ess1 1 . .
gia straor man , affinche i loro meriti s1ano re~1
viene da un albero; di conseguenza, quando promette non hanno soffe~to, giori appaiono i loro Illl-
il balsamo come mezzo per guarire, il Profeta indica tanto phi evident! quanto L?:g erche abbiamo sentito
senza dubbio il rimedio della croce del .Signore, che racoli 16. Abbiamo detto ~1 l'c!'mbra di Pietro e degl~
dona al genere umano la salvezza eterna. Questa e nella presente lettura ~ l f da ogni male che h
dunque l'runica medicina che ha guarito e che guari- altri Apostoli liberava 1 ma a 1
sce ogni giorno i diversi mali del mondo, perche Ia angustiava 17. h dt miei cari quali erano la
predicazione della croce di Cristo e il rimedio dei pec- 4. Avete ~c. e u ~ o, denti al ;empo degli Apo-
cati, come avete udito, o miei cari. Essa guarisce non carita e l'u~arunuta .de1 ~~~r solo e nessuno chiamava
solo le malattie del corpo, ma anche quelle dell'anima. stoli ia. Tutti erano 1t un d . quelle che possedeva, ma
sua propria co~a a cunae .; Cosf erano graditi a Dio,
Ouanto abbiamo fede in Cristo, siamo liberati da ogni
infermita del peccato. 1nfatti si conducevano dagli avevano tutto in comun_ . Perche avrebbero dovuto
Apostoli i malati sulle loro Iettighe, come ha riferito conducendo ~a. tale vita. a dal momento che pos-
la presente lettura, ma si conducevano anche quanti dividere i beru d1 ques_tad tler:r: l'o:> 0 perche non avreb-
. di .si i bem e c1e . h .
erano tormentati da spiriti irnmondi e tutti erano gua- sedevano m VI in comune, essi c e m
riti. Chiunque veniva sfiorato anche solo dall'ombra bero dovuto posseder~ ~ttoore di tutti? Cio che era
di Pietro ritrovava subito la salute 14 Fu certo straor- comune possedevano i! s. gn he era di tutti era di cia-
~nario il dono concesso agli Apostoli, di poter gua- di uno solo era di tutti, c10 ~i beni essi imitavano gi~
nre le malattie con la loro stessa ombra. Ma forse a scuno. In quella comunanzal. futura Ia dove i sant1
. e alla g oria ,
~rti spi;iti du~biosi o di poca fede potn\ sembrare la partec1pa?on la dove nessuno contrasta pe~
~crechb1le che.l ombra degli Apostoli sia stata di rime- regneranno m comune, U e comune a tutti
rieta per case. h
d10 alle malattle degli uomini. Gli spiriti dubbiosi non confini, per prop 1 1, tizia in quanto cio c e appar-
credo?o che gli Apostoli abbiano potuto fare cio, se comune a e
la gi01a, '
n~:m 1.1 vedono operare simili prodigi anche ai nostri . . . san Giovanni Evangelista ($. 21),
giorm. O~a le ombre degli Apostoli 15 operano in soc- 16 Oltre alle rehqwe dide Ii Apostoli Andrea e To.mmasc;>
corso de~ malati: dei sofferenti, di coloro che sono Aquileia po~s~eva q':1e~le ~eliquie di san Giovanni, cf. d
Per i prodigi operati
posseduti da ~p.1riti maligni e manifestano in loro
~a~ore la ~ang1one celeste a ricompensa della loro S. 21.
11 Atti, 5, 1
S-16
18 di cui siamo debitori al puntua e
I
e e. Non s1 puo dunque dubitare che I' b d i 1a Cf. S. 1, nn. 16 .~ ti interessante anche rilevare com~
A t 1. bb a. ~ om ra eg 1
n!'oo~ho 11 al ia g1r a~t~ tale potenza, quando sappia- commento del Leman . i Cromazio abbia voluto rievocare ai
e Ee oro re .1qu1e a1 nostri giorni hanno un simile alla fine d! ?u~~~indella primitiva comunita di Get"';1sa:
suoi fedeli il n comune e non vi erano contrast1 di
pot ere. se ess1 operassero prodig1 unicamente sul lemme; dove tu~to. edr~ m1teresse come invece se ne dovevano
1
sorta per ~uestiom tta commerciale ' qual era Aqw1e1a;
c f il
14 re 10 una ci S 41
Atti, 5, 15-16. registra alla settima beatitudine nel .
_Col te~ine ombre qui Cromazio .
. ts . . . conunento
t9 Atti, 4, 32.
reliqme degh Apostoli, come dopo di ,. mte~~e nfenrs1 alle
ra esphc1tamente.
202
Cromazro di A
. quuera
tlene a uno solo appart .
f 1ene a tutti A
iene .a ~utti appartiene a ciascuno Mae c1u che appar 1
~P~~~tas e quella ca~ita di credenti t;f~ che queu~ Sermone 32 - SUL NATALE DEL SIGNORE
iano un motivo d' d empo de 1
causa della cupidigia ill I con anna per noi ch g 1
I . , ' on manteniam I' . e, a
race, a. cant~. Essi consideravano o una~mita, la
propn beni, noi vo lia come hem com .
altri; contrastiamo pe; c~are nostri quelli d :
se non dovessimo m . . I, per proprieta
t . . a1 monre Att d . , corne
derra, me~te dal cielo; tutto d u e? iamo tutto dalla
.all? glona futura e dall'". a a. ~ta presente, nient
tichiamo le parol d l u~mortahta senza fine. n e
Ch~ giova all'uomeo g:aJ1gnore ~ Salvatore n~~;~:
poi. perde l'anima sua :> 20 r r e zl mondo intero s~
tevi [da ogni cu 'd' : . ancora: Badate e , 1. [ ... ] Di quei giorni usc.i un editto di Cesare
alcuno nell'abbonpd1 ig1a]; perche non sta la g'!arda- Augusto che si facesse il censimento di tutto l'impero.
b
iamo evitare ogn
anza d . vzta di
. ei suoz averi 21. Per 'o d b Questa e il primo censimento fatto mentre Quirinio era
CUpidigia con I'' x. c?nruvenza con l'av . . c1
s,ioni. Dobbiamo11:n':~~a, c?n la discordiaa:~a dic~>n la
l unanimi ta e ncercare la '
1: o -

ssen-
governatore della Siria. Or tutti andavano a farsi regi-
strare, ciascuno nella propria citta 2 Se consideriamo
ogni singolo fatto secondo ii senso spirituale, vi sco-
tanti e tali ' Joer ,P~te~ partecipare aN:ce: la concordia, priamo importanti misteri. Questo primo censimento
dei credenti erllllil!- d1 cui si dice 0 Vlta etema con del mondo intero fu fatto quando il Signore nacque
avevano tutto ~ di un cuore solo ~ d~a l~ m_oltitudine secondo la carne; infatti non sarebbe stato opportuno
rere i fratelli z': comune 22. Percio J ~~ .anzma sola e
se i nostn' be ~ ~ poveri che soffro ol iamo soccor-
che questo primo censimento di tutta la terra fosse
indetto in altro momento se non alla nascita di colui
ni 1oss . no a ,.....; .
comune un so . ero m comune ...usena come per il quale doveva venir censito il genere umano, ne
genito Figlio ~o ~10 e Padre e un' P~rch~ abbiamo in sotto un altro imperatore se non sotto colui che per
fede e la grazia di10, e un solo Spir;t~ o Signore, l'uni- primo prese il nome di Augusto, perche era vera-
scere a Dio per I 11? solo hattesizn0 23 Santo, una sola mente augusto ed eterno colui che nacque da una
a VIta eterna. , che ci fa rina- vergine. Quel Cesare Augusto non era che un uomo,
questo e 1Dio; uno era imperatore della terra, l'altro
imperatore del cielo; I'uno re degli uomini, l'altro re
degli angeli 3 Persino ii nome del governatore Quirinio
: LcMt. 16, 26; Mc. 8 36 1 Per il contesto liturgico di questa omelia, cf. J . Lemarie
12, 15. I
in SC 154 pp. 83-87. II sermone ci e giunto acefalo. Per le noti~
22
Atti, 4 32 zie intordo a Sulpizio Ouirinio, cf. G. Felten, Storia dei tempi
21 Ef. 4, 5-6.
' .
del Nuovo Testamento, I, Torino 1932, pp. 186 ss.
2 Le. 2, 1-3.
3 Lo stesso parallelismo antitetico nel Commento su Luca