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I ragazzi del primo900

Introduzione
Il seguente lavoro stato redatto dalle classi IA IB IIIA IIIB dellIC
Garibaldi_Sede di San Vito Romano, sotto la guida delle professoresse di lettere
Galizia Cristina, Spoletini Regina, Micocci Enrica.
Dopo aver approfondito con i ragazzi il contesto storico culturale del primo ventennio
del XX secolo e averli guidati alla conoscenza delle abitudini e quotidianit degli
adolescenti italiani di quel periodo, si deciso di avviare con loro una ricerca sul
campo, in modo da rintracciare quanto pi possibile testimonianze locali di
quegli anni. I ragazzi, attraverso nonni e bisnonni, hanno rintracciato foto, oggetti,
materiali vari che raccontassero la vita quotidiana dei loro coetanei di un tempo:
queste fonti sono state analizzate e commentate insieme in classe, sia con le
insegnanti che in piccoli gruppi di studio. I ragazzi hanno cos non solo recuperato la
memoria del territorio, ma hanno spesso avviato un dialogo con i loro anziani,
confrontando la quotidianit di un tempo con la loro.

Fasi di preparazione e studio


Le insegnanti dopo aver descritto lattivit hanno cercato di motivare gli alunni alla
ricerca e allo studio. Per questo motivo hanno fatto svolgere un lavoro di ricerca
presso le famiglie coinvolgendole anche direttamente, allinterno di un percorso di
studio della memoria storica del territorio di San Vito e dei paesi limitrofi che va
avanti da diversi anni e che vede sia i ragazzi delle scuole quanto quelli del Consiglio
Comunale protagonisti del recupero della memoria del territorio.

La prima fase del lavoro ha riguardato la raccolta del materiale. Gli alunni
hanno cercato foto di bambini, ragazzi e ragazze vissuti tra gli anni 1910-1920,
per farne una analisi dettagliata delle abitudini di vita, della moda, delle
acconciature dei loro coetanei di un tempo;

hanno intervistato, in seguito, nonni e bisnonni per raccogliere materiale


informativo su abitudini alimentari, sui giochi con cui si divertivano, sulle
attivit di studio e di lavoro;
hanno fatto ricerche su internet alla ricerca di siti che presentavano notizie su
come si viveva nei primi anni del novecento per fare un confronto su quanto
emergeva dal contesto del loro territorio;
hanno riprodotto giochi ed acconciature, per vivere in prima persona le
abitudini dei ragazzi nel primo novecento.

Elaborati prodotti
Dopo lo studio e lanalisi del materiale raccolto, hanno prodotto elaborati di tipo
diverso, dal saggio breve sullabbigliamento, acconciature e calzature dei ragazzi dei
primi del Novecento, alle foto degli oggetti usati a scuola o nel lavoro, ai lavori del
corredo, ai video sulle acconciature del tempo, allanalisi e confronto dei giochi di
allora e di oggi, fino alle interviste ai nonni.
Conclusioni
Il lavoro ha permesso agli alunni di cogliere soprattutto le differenze che esistono tra
il loro modo di vivere e quello dei loro bisnonni. Dopo l iniziale sorpresa e la
constatazione delle loro condizioni difficili di vita hanno potuto apprezzare la
laboriosit, il rispetto che questi giovani avevano verso la natura, verso s stessi e
verso gli altri e soprattutto la dignit che viene dalle privazioni e dalle sofferenze.

Il presente lavoro completamente originale: tutte le foto e i video del


appartengono alle famiglie degli alunni di San Vito Romano e dintorni e sono
frutto di ricerche sul campo con gli anziani del paese. Nessuna foto di quelle
storiche stata presa dal web, ma frutto di ricerche svolte dagli alunni.

Prof.sse Cristina Galizia Regina Spoletini Enrica Micocci

I ragazzi del primo 900: come si vestivano?

Introduzione
I vestiti dei ragazzi, nei primi anni del 900 erano generalmente di canapa e cotone o
fustagno. Non si usavano molto gli abiti di lana, che erano piuttosto rari. Per quanto
riguarda le scarpe, i bambini calzavano zoccoli di legno oppure rozze scarpe con
molte toppe: in ogni casa cera sempre qualcuno che si improvvisava ciabattino ,
ingegnandosi ad aggiustare suole e tacchi.
Le ragazze vestivano in modo molto semplice: indossavano abiti semplici, lunghi
fino a met polpaccio, con calze che arrivavano sopra le ginocchia, la sottoveste, le
scarpe. La sottoveste era di cotone e allacciata sulle spalle, le scarpe a punta con dei
tacchetti e le stringhe. Se faceva freddo, indossavano un cappotto di lana, una cuffia o
fazzoletto in testa a coprire i capelli lunghi raccolti a crocchia sulla nuca e uno scialle
per coprirsi le spalle.
I ragazzi, invece, indossavano generalmente una semplice camicia bianca e dei
pantaloni lunghi di fustagno, com ampie pieghe sul davanti, in vita. In occasione
delle feste portavano il gil abbottonato in alto, il fazzoletto annodato intorno al
piccolo colletto della camicia e la giacca.

Lavoro di ricerca:
moda, acconciature e quotidianit di bambini e
ragazzi nelle foto ricordo antiche
Il lavoro ha come oggetto lanalisi della moda maschile e femminile di bambini,
ragazzi e ragazze dei primi anni del 900 nel paese di San Vito Romano e nei paesi
limitrofi.
Sono state raccolte e analizzate le foto di bisnonni e parenti degli alunni. Sono
state selezionate immagini scattate sia in ambiente di lavoro e nelle occupazioni
quotidiane, sia durante occasioni come matrimoni, prime comunioni, foto ricordo
di famiglia con interi gruppi familiari.
Lanalisi ha riguardato le acconciature, le calzature e i vestiti, in alcuni casi anche
alcuni oggetti che sono presenti nelle foto.

I bambini sono stati divisi in 2 categorie, quelli piccolissimi fino a 3 anni e quelli dai
6 anni ai 10 anni.
I primi nelle foto sono sempre vestiti di bianco, con cuffiette e bavette molto grandi.

Anche i bambini pi grandi nelle cerimonie come i matrimoni tendono ad avere


vestiti bianchi. I bambini hanno calzoni corti, calzini corti e stivaletti di vernice nera
o bianca. In genere hanno capelli corti con la frangia davanti. Le bambine portano
spesso fiocchi, specialmente durante i matrimoni, le scarpe e i calzini bianchi. Le
gonnelline e i vestitini sono sopra il ginocchio, leggermente svasati.

!
Alcune foto rappresentano bambine che hanno fatto la prima comunione: il vestito
bianco lungo, ampio, con veli e scarpe bianche.

Una foto rappresenta una scolaresca di circa 40 alunne: indossano vestiti umili e
semplici. Hanno una casacca molto accollata, maniche a tre quarti con un risvolto
finale. Alcune hanno delle giacche. Le gonne sono sopra il ginocchio, con calzini e
calze. Le scarpe di colore scuro sono di cuoio. Le bambini hanno capelli corti o
pettinati con una treccia, alcune hanno dei fiocchi. Solo poche sono spettinate. Due o
tre indossano orecchini e una di loro ha un braccialetto.

Le foto che ritraggono ragazze sono di diverso tipo: alcune sono in atteggiamento da
lavoro, nelle campagne e in paese. Hanno i capelli tirati su con una riga quasi
centrale, acconciature semplici e pratiche per il lavoro dei campi e per accudire alle
faccende domestiche. Hanno vestiti lunghi da lavoro sotto il ginocchio, fazzoletti
sulla testa per raccogliere i capelli o per portare pesi, fazzoletti intorno al collo o
piccoli scialli. I vestiti sono in genere a tinta unita, qualcuno presenta una lavorazione
a quadri. Spesso difficile vedere le calzature.

Altre foto presentano giovani donne che hanno indossato il vestito della festa o
vestito della domenica. Le acconciature di queste donne sono pi curate. I capelli

sono tagliati corti allaltezza delle orecchie. Tutti gli abiti sono sotto il ginocchio e
possono essere o a fiori oppure di tessuto gessato. Le scarpe sono alla decollet con la
fibbia alla caviglia. Il cappotto lungo, in genere avvitato oppure leggermente pi
ampio con abbottonatura subito sotto il petto.

Questa giovane indossa un settottavi gessato con camicia e gonna uguale di colore
scuro.

Unaltra giovane viene fotografata davanti ad un fondale con in mano un grosso


ventaglio. Labito molto lungo di colore scuro presenta un ampio fiocco allaltezza
della vita. La vita stretta, le maniche lunghe, con i polsini di velluto, il vestito
abbottonato sotto il collo. La ragazza ha i capelli legati dietro la nuca con un ciuffo
in un atteggiamento molto serio.

Qualcuna ha lunghe collane di coralli, oppure 2 giri di grosse perle intorno al collo.
Sono soprattutto giovani che indossano il tipico vestito ciociaro-laziale, con gonna
sopra la caviglia di colore scuro, grande grembiule bianco con pizzi e sopra il
corpetto uno scialle molto ricamato e curato nei particolari che avvolge il petto e
viene fermato dietro le spalle.

Nelle foto di matrimoni i vestiti sono di tipo diverso: le ragazze giovane hanno
vestiti chiari, rispetto alle donne pi grandi ed anziane. Le donne hanno o i capelli
legati con ciuffi, oppure corti pettinati dietro le orecchie.

Alcune fotografie vengono scattate con un fondale alle spalle con scena bucolica. Le
ragazze indossano gonne sotto il ginocchio, sopra camicette di colori diverse o tinta
unita. I cappotti hanno abbottonatura sotto il seno, con scollo a V molto ampio. Le

giacche tendono ad essere strette a mettere in evidenza il punto vita e il seno. Alcune
gonne sono a pieghe. I capelli sono legati dietro con riga molto laterale, sono
leggermente ondulati.

Anche i ragazzi hanno abiti da lavoro oppure vestiti per la festa.


Nei matrimoni prevalgono i colori scuri degli abiti, oppure il color sabbia. Alcuni
indossano cappelli. Qualcuno ha una cravatta, altri un papillon. Le camicie in genere
sono senza colletto e le giacche con abbottonatura molto alta.
In realt poche sono le foto raccolte in cui possibile vedere i ragazzi intenti alle
attivit quotidiane. Gli abiti da lavoro sono comunque pi dimessi e poveri. Alcuni
ragazzi indossano il cappello, altri non hanno nulla sul capo.

Lanalisi delle foto ha consentiti di notare le enormi differenze rispetto alla moda, alle
acconciature e agli oggetti e alle abitudini dei ragazzi e bambini del primo novecento,
rispetto alla attuale situazione.
Le rare fotografie hanno permesso per di cogliere la compostezza, la laboriosit e
soprattutto lestrema dignit di chi, anche in un contesto sociale di povert e di
bisogno diffuso, vive di lavoro nei campi e a casa, trascorre parte del suo tempo a
scuola, ha sempre il pensiero per la famiglia, e si rallegra con la parentela nelle
occasioni importanti.
Questa giovent segnata dalle difficolt di una Italia appena diventata nazione e
mortificata dalle privazioni della 1 guerra mondiale, ha fatto capolino nelle nostre ore
di lezione ed tornata a vivere.
Le loro vite infatti sono parte della nostra vita, la nostra vita ha la sua sorgente in
quelle vite.

Le ragazze del primo 900: la biancheria


intima e il corredo

Lavoro di ricerca: frugando tra i cassetti


Le foto che seguono fanno parte di corredi che si tramandano di generazione in
generazione e che vengono custoditi gelosamente dalle famiglie dei ragazzi. Qui di
seguito, elementi di biancheria intima e di corredi matrimoniali. Le donne
cominciavano ad allestire fin dalla prima infanzia il corredo per la bambine di casa:
camicie da notte, sottane, lenzuola, asciugamani, tutto era meticolosamente ricamato
con grande attenzione e cura.

Tipica vestaglia da notte indossata dalle


ragazze cucita a mano con le iniziali
cucite di Francesca Tariciotti. Data1906.

Vestaglia tipica delle ragazze che si

accingevano a diventare donne realizzata


con tessuto leggero. Data 1916.

Grembiule (parnanza, in dialetto) di


cotone indossato per i lavori domestici. A
quei tempi anche le ragazze
contribuivano ai lavori di casa , aiutando
la madre a cucinare e a lavare i panni
sporchi dei maschi di casa a causa del
lavoro nelle campagne . Data : 1907.

Velo usato dalle ragazze da marito per


andare in Chiesa. Molto sottile e fine,
adatto per essere annodato, lasciava
comunque trasparire la capigliatura o
lacconciatura.

Lenzuolo ricamato con l'ago a "punto


inglese " da Angelina Cinti, classe 1904,
realizzato quando era ragazza. Angelina
era figlia di Maddalena Cinti, detta La
balia, dal momento che allatt Iolanda,
figlia del re Vittorio Emanuele III.

Lenzuolo con il merletto: il merletto


stato realizzato con l'uncinetto, con il
punto "filet " da Teresa Cianfriglia, classe
1893, nei primi anni del 1900: sua figlia
Costanza, classe 1930, racconta che lo ha
lavorato sotto un lampione che
illuminava la strada perch in casa non
avevano l'energia elettrica.

I ragazzi del primo 900: come si pettinavano?

Introduzione
Le ragazze con i capelli lunghi raccoglievano i capelli in diverse acconciature: i
capelli lunghi non venivano mai portati sciolti. Nei primi anni del900 si cominci
anche a diffondere il caschetto, specie per le bambine: permetteva alle fanciulle di
essere sempre ordinate, con un semplice fiocco o fermaglio. I bambini e i ragazzi
portavano i capelli divisi dalla riga centrale o laterale.

Lavoro di ricerca: i ragazzi riproducono le


acconciature dei ragazzi una volta
Grazie alla collaborazione delle mamme, i ragazzi hanno riprodotto le acconciature
che i/le loro bisnonni/e portavano quando avevano la loro et. Delle acconciature che
seguono, c anche il video (consegnato su pennetta):

I maschi si pettinavano i capelli


facendo la riga (la scrima, in
dialetto) al centro o da una parte.
Non si usava il gel come oggi, ma
acqua e zucchero (i grandi invece
usavano oli o la brillantina). In
questa foto, la scrima centrale.

Foto con scrima laterale.

Cipolla o ciuccio: coda alta


arrotolata sulla cima della testa e
fermata con dei pettinini di osso.

Cipolla bassa con treccia: coda a


met nuca e treccia arrotolata
intorno. Fissata con forcine e
pettinini.

!
I pettinini di osso: si usavano per Le forcine: a differenza di quelle
di oggi, piccole e in ferro, queste
fermare le acconciature o
erano grosse, lunghe anche 10 cm
ravvivare la pettinatura.
e di osso o plastica.

La corona: coda bassa, dalla quale


partiva una treccia che veniva fatta
passare intorno la testa, a mo
dellattuale cerchietto. Si fermava
con le forcine lunghe.

I rotolo, il rotolo: si raccoglievano ciocca


per ciocca i capelli intorno ad un ferro a
forma di U o, come nella foto, si
intrecciavano mano mano a formare una
banana alla base della nuca.

Oggi le ragazze, contrariamente alle loro coetanee di un tempo, amano portare i


capelli sciolti e raramente li legano. Le acconciature vengono lasciate per le grandi
occasioni. I tagli di oggi sono piuttosto irregolari e asimmetrici: fin da adolescenti,
inoltre, le ragazze di oggi amano colorare i capelli, in modo pi o meno marcato.
I ragazzi di oggi, come i loro bisnonni, portano capelli corti, ma con cresta centrale o
ciuffi mandati di lato: per tenerli fermi usano gel o cera apposita.

I ragazzi del primo 900: a cosa giocavano?

Introduzione
Diversi erano i giochi che venivano fatti dai bambini nei primi anni del900: si
facevano allaria aperta, in gruppo e con materiali semplici. Spesso erano gli stessi
bambini/ragazzi che realizzavano i loro giochi. A differenza di oggi, i bambini non
avevano molti giocattoli: moltissimi nonni e bisnonni raccontano che i giocattoli
venivano donati ai pi piccoli in occasioni particolari (lEpifania, i compleanni), ma
poi, per paura che si rompessero, venivano nascosti e donati nuovamente alla festa
successiva.

Lavoro di ricerca: i ragazzi frugano nelle cantine,


trovano i giochi di una volta e li paragonano ai
propri
I ragazzi hanno raccolto, nelle cantine e nei cassetti dei nonni, i giochi con cui i loro
bisnonni o trisavoli giocavano da ragazzi. Hanno poi paragonato i giochi di una volta
a quelli di oggi. Di alcuni giochi sono disponibili i video (consegnati nella pennetta).

I GIOCHI DI UNA VOLTA

I GIOCHI OGGI

!
La trottola viene usata poco
dai bambini di oggi.
Eppure, un tipo particolare
di trottola usata dai bambini
di oggi e chiamata
Beyblade, assomiglia ad un
!
tipo particolare di ciotolo
A San Vito veniva chiamata i ciotolo (da cui viene il
motto sanvitese i ciottolnno, ovvero andare in giro (si vedano le foto di
seguito): come le trottole di
senza concludere nulla)
un tempo che si
Di legno, a forma conica, con in punta (estremit
inferiore) un perno dacciaio, attorno alla trottola veniva caricavano con il laccio,
avvolta, in modo da formare una spirale che andava dalla il Beyblade si carica con
punta di ferro alla parte pi alta e larga, una corda che unasticella dentata
permetteva, nellatto del lancio, di far ruotare la trottola. flessibile di plastica:
cambiano i materiali, ma la
I ragazzi facevano vere e proprie competizioni per
dinamica del
vedere chi riusciva a farla girare pi a lungo. Molti
funzionamento molto
ragazzi si procuravano il legno per la trottola e il
falegname col tornio la creava. Il legno pi pregiato era simile.
quello dulivo, mentre il faggio meno, per la sua
fragilit.
Le modalit di gioco erano diverse ma la pi comune
consisteva nel disegnare un cerchio sulla terra battuta del
diametro di circa 1,5 metri; lanciando la trottola in
rotazione allinterno del cerchio, chi riusciva a far uscire
la trottola del cerchio continuava il gioco. Se la trottola
dopo aver girato, si fermava dentro il cerchio gli altri
giocatori si accanivano a colpirla con la loro. Ma se una
trottola lanciata non riusciva a girare o ad uscire dal
cerchio restava ferma a prendere i colpi delle trottole
avversarie. Si scagliava la propria trottola su quelle
ferme nel cerchio, facendo in modo che il perno, agendo
come un trapano, spaccasse il legno. Il perno dello
sconfitto rappresentava lambito trofeo.
Ecco a voi alcune foto di unciotolo riprodotto da Tristano Ferrazzi, nonno di
unalunna e portato in classe. E realizzato con legno dolivo:

Il ciotolo classico: alla punta fissata la


capocchia di un chiodo. Cera anche la
versione con le scanalature per la
cordicella.

La versionepi tecnologica: il manico


serviva per tenere il ciotolo durante la fase
di carica della cordicella. Questo modello
assomiglia allattuale Beyblade.

Ci giocano ancora i bambini


molto piccoli, sebbene oggi i
cavallucci siano di plastica come
questo:

CAVALLUCCIO A DONDOLO:

!
Tipico gioco da camera realizzato
completamente in legno. Data : 1919
BAMBOLA
Ancora oggi, le bambole restano
tra i giocattoli preferiti delle
bambine

Bambole in celluloide dei primi anni del 900. La


bambina con il vestito rosa ha le cerniere nelle
giunture, per permetterne i movimenti.
Riccamente vestite, erano il passatempo delle
bambine

LA FIONDA (frezza/ mazzafionda)

A San Vito veniva chiamata frezza o mazzafionda. Era I ragazzi di oggi in


abbastanza facile costruirla e possederla accresceva la genere non giocano
sicurezza personale nelle piccole guerre di cortile. Ci
pi con la fionda o, se
vuole un rametto biforcuto (a Y) di legno molto duro lo fanno, usano quelle
e robusto: a San Vito si usava lornello (gliu ornegliu, in di plastica, acquistate
dialetto), che era un legno particolarmente resistente ma in negozio.
anche flessibile. Per realizzare lelastico, con le forbici
si tagliava la gomma di una camera daria forata e
inutilizzata di una bicicletta. A un piccolo pezzo di pelle
tagliato in ovale venivano fissati gli elastici grossi, a
loro volta fissati agli estremi della forcella con elastici
pi piccoli o con spago. Il gioco era fatto.

GIROTONDO
Vi partecipavano bambini e bambine che formando un
grande cerchio umano si tenevano per mano e
cominciavano a girare in tondo sempre nello stesso
verso. Si cantava la seguente filastrocca alla fine della
quale ognuno si doveva sedere velocemente per terra:
Giro, giro tondo casca il mondo, casca la terra, tutti
gi per terra. Perdeva chi era lultimo a sedersi.

E un gioco molto
semplice, ancora
praticato dai bambini
molto piccoli, che
canticchiano la stessa
canzoncina.

LE BIGLIE
Con le biglie si possono fare dozzine di giochi diversi. I bambini di oggi
giocano poco con le
Il pi conosciuto quello della tana (la buca). Il
biglie. Preferiscono
gioco consiste nel colpire le biglie degli avversari
versioni pi moderne,
diventandone proprietario. Prima di poterle colpire
come le biglie bakugan
per bisogna far entrare la propria biglia in una buca (la
tana) precedentemente preparata. Alla partenza, a
turno, si tira la propria biglia, colpendola con il pollice
o lindice, e si cerca di entrare in buca. Quando uno
riesce ad entrarci pu, con un tiro successivo, mirare le
altre biglie tirando la sua dal bordo della tana oppure
verticalmente lasciando cadere la propria biglia
dallaltezza del torace. Se riesce a colpirla guadagna la
biglia avversaria e continua il gioco, in caso contrario il
gioco passa agli altri giocatori. Ad ogni tiro concesso
di spostare in avanti la propria biglia di una spanna.

PARI E DISPARI
Si gioca in due e si pu giocare ovunque al chiuso e
Il gioco si usa ancora
allaperto. I due giocatori chiudono la mano destra a
tra i bambini e i
pugno e la agitano nellaria; uno di essi dichiara pari, ragazzi di oggi
e laltro risponde dichiarando dispari, o viceversa. I
due giocatori quindi aprono contemporaneamente la
mano, mostrando con le dita un numero da 0 a 5.
Talvolta, per garantire la contemporaneit del gesto, i
due giocatori recitano una formula ad alta voce
allunisono; una delle formule tradizionali bim
bum bam!, con il numero mostrato in
corrispondenza del bam!. Se la somma dei due
numeri mostrati pari, vince il giocatore che aveva
dichiarato pari, e viceversa.

NASCONDINO o nasconnarlla
Noto anche come rimpiattino un gioco fatto di
niente ma col quale ci si divertiva in un modo
incredibile. Scelta la cosiddetta tana si designava chi
doveva stare sotto tramite la conta, ossia una
filastrocca che si concludeva per lo pi con una frase
del tipo tocca a te!. Il prescelto doveva poi contare ad
occhi chiusi fino ad un numero concordato tutti insieme
mentre gli altri partecipanti al gioco andavano a
nascondersi. Una volta concluso di contare, chi stava
sotto iniziava a cercare i compagni di gioco.
Avvistatone uno doveva gridarne il nome e correre
fulmineamente verso la tana insieme al giocatore
appena scoperto. Il primo dei due che raggiungeva la
tana doveva toccarla e gridare a squarciagola tana!.
Di conseguenza il meno veloce dei due doveva stare
sotto la volta successiva mentre si riprendeva la caccia
ai giocatori nascosti. Chi riusciva a raggiungere la
tana con successo poteva cos gustarsi il resto del
gioco da puro spettatore. Lobiettivo dei giocatori
nascosti era di cercare di lasciare i rifugi senza essere
visti o toccati e di raggiungere il punto di tana gridando
tana per liberare s stessi, oppure il favoloso tana
liberi tutti. Ogni mano si concludeva quando tutti i
giocatori erano stati scoperti e ne restava uno sotto il
primo scoperto salvo che ci fosse stato il tana libera
tutti. In quel caso restava sotto sempre lo stesso
giocatore designato prima con la conta.

Il gioco ancora
molto praticato dai
bambini e dai ragazzi
di oggi.

CERBOTTANA

I bambini spesso se le costruivano da soli, con lunghe


canne provenienti da materiali di risulta (ideali le
cannucce, le canne di alluminio dei lampadari, i tubi di
plastica, ecc.) che sparavano piccoli oggetti e
soprattutto frecce costruite con carta arrotolata a cono e
tenuta unita con la saliva, usando la forza del proprio
fiato (cartocci). Si facevano gare, vinceva chi lanciava
pi lontano; oppure si mettevano in atto piccole
battaglie innocue tra squadre di bambini e bambine. La
potenza del mezzo rapportata alla sua lunghezza e al
suo diametro: pi lunga la canna e pi piccolo il suo
diametro, pi ampia la gittata. Una, due o pi
cerbottane possono essere tenute insieme da un sistema
di mollette (quelle per il bucato) usate a mo di
impugnatura e/o di cartucciera. Le frecce venivano
sapientemente preparate a decine, e sparate a raffica in
guerre di cortile. La freccia dunque un cono molto
assottigliato ottenuto attorcigliando attorno a un dito
strisce di carta che venivano appositamente tagliate in
mazzetti regolari trattenuti alla cintola, pronti per luso.
Ottenuta la freccia la si fissava con la saliva facendone
roteare la punta fra le labbra.
!

I ragazzi di oggi usano


ancora giocare a
cerbottana: di rado,
usano tubi di plastica,
mentre molto pi di
frequente usano piccole
cerbottane costituite
dai fusi delle penne
Bic,con cui sparano
piccole palline fatte di
carta appallottolata con
la saliva.

SCHIAFFO
I ragazzi di oggi non ci
Schiaffo consisteva nel mettersi una mano sul volto.
Un compagno colpiva la mano che copriva il volto del giocano abitualmente,
ma lo conoscono
bambino. Questo doveva poi indovinare chi lo aveva
colpito mentre i compagni muovevano l indice in
senso orario
SALTA LA MULA (Sarta la mula)
Gioco ancora praticato
Salta la mula era uno dei giochi pi divertenti
dai ragazzi, anche in
dellepoca per i bambini.
modo occasionale.
Consisteva nel mettersi in ginocchio mentre altre
persone dovevano saltare sulle loro schiene senza
toccarle con i piedi.
Facevano questo gioco continuamente e quando erano
stanchi cadevano in terra. Il gioco iniziava
nuovamente cambiando giocatore che doveva
sorreggere con le loro schiene il peso del compagno
SOR GEROLAMO
Il gioco consisteva nel saltare con la gamba alzata. Si
doveva prendere un compagno, e questo era molto
difficile.

Non ci si gioca pi, se


non in qualche festa
con giochi popolari.

BATTIMURO
Era un gioco molto semplice, che si effettuava con i
soldi ma ancora pi frequente era l'uso dei bottoni. Con
i soldi giocavano i ragazzi pi grandi. Anche trovare i
bottoni non era semplice: a quei tempi le donne
avevano l abitudine di stendere i panni nel vialetto di
casa. I bambini che passavano di l staccavano i bottoni
dai panni per giocare a battimuro. Quando le donne
ritiravano i panni,vedevano che i bottoni non cerano
pi e urlavano :Che ve possino ammazz!

Questo gioco andato


ormai scomparso, sia
tra i bambini, che tra i
ragazzi.

Bisognava battere il bottone, o la moneta, contro il


muro e farla rimbalzare con forza e abilit: colui che
iniziava per primo, dopo la conta, doveva battere la
moneta il pi lontano possibile dal muro. I giocatori
successivi dovevano far cadere la propria moneta sopra
ad una di quelle giacenti in terra, o almeno ad una
distanza tale che con il palmo della mano, allungando il
pi possibile le dita, riusciva a toccare una o pi
monete. Chi otteneva questo risultato si prendeva la
moneta catturata e poteva continuare a giocare finch
vinceva poi la mano passava al giocatore successivo. Si
continuava cosi fin quando qualcuno terminava i soldi
o i bottoni.
PALLA FATTA CON STRACCI E SEGATURA
In quei tempi per giocare a palla i bambini non usavano
quella di plastica o di cuoio, perch la plastica non
esisteva e il cuoio era troppo costoso. Le mamme per
fargli questi giochi utilizzavano gli stracci rovinati e la
segatura.Prendevano una serie di stracci e mano a
mano che li cucivano gli davano una forma sferica;per
renderli compatti li imbottivano di segatura, perch era
l unico materiale utilizzabile. I bambini la usavano
fuori nel cortile di casa, per giocare a palla avvelenata.

Il gioco del calcio e


qualsiasi altro gioco
con la palla sono tra i
pi praticati dai nostri
ragazzi allaria aperta.
Il pallone di cuoio o
di gomma.

ACQUA, FUOCO E FUOCHINO


E un gioco molto semplice, occorre un qualsiasi
piccolo oggetto. Si coprono gli occhi con una benda ad
un bambino, mentre un altro bambino nasconde
loggetto stando attento a non fare rumore. Si toglie la
benda al bambino ed a questo punto il gruppo degli
altri bambini lo aiuta a ritrovarlo utilizzando le parole
acqua acqua se il cercatore si allontana dal
nascondiglio; fuochino . fuochino se si sta
avvicinando; fuoco fuoco se molto vicino. Il
bambino allora cercher solo in quella zona finch lo
avr trovato. Un grido di gioia segnala il ritrovamento.
A questo punto si potr ripartire con un altro giocatore.
E questo un gioco che si pratica allaperto.

Il gioco si mantiene
ancora inalterato ed
praticato tanto dai
piccoli quanto dagli
adolescenti.

CAMPANA
Ci si gioca ancora

I bambini impazienti aspettavano che il carbone degli


scaldini si freddasse,poi ne prendevano un pezzo,
scendevano in piazza e iniziavano a disegnare rettangoli
in terra con i numeri da uno a sette (in alcuni casi da 1
a 10). Si giocava con due o pi giocatori ed occorreva
dotarsi di un sasso non troppo grosso da lanciare sul
percorso. Prendevano un sassolino e lo lanciavano su
uno dei rettangoli,saltavano aprendo e chiudendo le
gambe sui numeri senza toccare le linee per non essere
eliminati . Dovevano arrivare fino al sette ( o 10) e poi
tornare indietro per recuperare il sassolino. Il gioco
terminava quando si tornava al rettangolo con il
numero uno.

ANELLO
I giocatori si mettono in cerchio o in fila con le mani
congiunte, mentre un giocatore con un anello o un altro
oggetto passa di fronte a loro facendo finta di lasciare
l'oggetto nelle mani di ognuno di loro (deve comunque
realmente lasciarlo a uno dei giocatori). Un terzo
giocatore deve indovinare a chi stato lasciato
l'oggetto.

Esistono diverse
versioni di questo
gioco, che viene
ancora praticato dai
ragazzi.

LA CARROZZA (a carozza)
Gioco completamente
A quel tempo i bambini cercavano di trovare una
scomparso, simile ai
tavoletta di legno nelle cantine delle proprie
bob che oggi si usano
case,chiedendola ai nonni nelle campagne. Inoltre
sulla neve.
cercavano quattro rotelle di legno.
Le rotelle dovevano essere attaccate ai quattro lati della
tavoletta. Al carrello veniva aggiunta una corda per
trasportarlo di qua e di l. Il gioco consisteva nel
portare il carrello in cima a una salita e mettersi sopra
per scendere. In quel caso la corda serviva per frenare
durante la discesa.Il gioco venne chiamato la
Carrozza .

Qui di seguito le foto di una carozza ancora perfettamente custodita e funzionante:

Nelle foto si vede bene il timone, per


frenare o accelerare, nonch le redini per I tiranti sottostanti
direzionale le ruote e sterzare

I ragazzi del 900: le case e la quotidianit

Introduzione
Le case dabitazione
erano, in generale,
povere e modeste,
composte generalmente
da una cucina col
camino, una o pi
stanze (dove si dormiva
in molti) e in qualche
caso la cantina interrata.
Le finestre erano molto
piccole. Nelle case non
cera lacqua non cera
elettricit e, per il bagno
si usava il vaso da notte
(i rinale).

Scorcio dellAttacieca, il quartiere pi antico di


San Vito Romano.

Non cera lelettricit e


la luce era data da
lampade a olio, petrolio
o dalle candele di cera
(molto costose in quel
tempo), che si stava ben
attenti a non consumare.

Come si faceva senza acqua? In cucina cera uno o pi secchi che si andava a riempire
dacqua alla fontana. Questo compito, in generale, spettava ai bambini della famiglia: Va
a prendere lacqua che mangiamo!
Come ci si lavava? Per lavarsi, si riempiva il catino dacqua. bambini e adulti si lavavano
interamente solo il sabato, dentro una grande tinozza, che veniva piazzata nella stanza
pi calda (la cucina) e ci si lavava l, a turno. Si lavavano prima i bambini piccoli, che non
sporcavano lacqua, poi, nella stessa acqua, si lavavano i ragazzi ed infine gli adulti. In
estate ci si lavava con lacqua scaldata dal sole.

Come ci si riscaldava? Come unico sistema per avere meno freddo nel letto cerano le
pietre riscaldate nella brace del camino ed avvolte in un panno.
I mobili erano pochi: letti, cassapanche e qualche armadio nelle stanze. In cucina si
trovavano tavoli, sgabelli o panche, una madia per il pane e altri cibi, il camino e la stufa.

Lavoro di ricerca: i ragazzi trovano le tracce della


quotidianit dei ragazzi di un tempo

LA QUOTIDIANITA DELLE RAGAZZE


Le ragazze imparavano ben presto a
cucire e a contribuire ai lavori domestici.
Questa macchina da cucire datata 1900

Pagine di giornali che venivano usate per


insegnare alle ragazze a realizzare abiti.
Data 1914

Cuscini realizzati da Gabriella Gentili,


quando era ragazza. Data 1904

Federa con iniziali, realizzata da ragazza


daGabriella Gentili. Data 1905

LA QUOTIDIANITA DEI RAGAZZI


I ragazzi delle famiglie povere erano costretti a lavorare pur di portare avanti la
famiglia, la maggior parte nelle campagne, altri invece nelle botteghe facendo lavori
faticosi aiutando il padre di famiglia . Questi sono alcuni attrezzi fondamentali per i
fabbri, custoditi dalla famiglia dellalunno De Paolis Alberto ed usati dai suoi avi
agli inizi del secolo scorso, a partire dalla loro adolescenza.
Forgia : utilizzata per arroventare il ferro
che veniva successivamente modellato
allincudine. Data 1900.

Incudine. data 1900

Attrezzi da lavoro

I ragazzi del primo 900: la scuola

Introduzione
Agli inizi del 900, il tasso di analfabetismo era molto alto: molti bambini e ragazzi non
frequentavano la scuola, perch alle loro famiglie servivano braccia per lavorare i campi.
Il bambino iniziava a lavorare appena poteva tenere in mano un attrezzo, verso i 12 anni
circa.
Le materie scolastiche erano ben diverse da quelle che si studiano oggi ed
inevitabilmente risentirono dello scoppio della Grande Guerra: i ragazzi studiavano testi
che esaltavano i valori della Patria e del valore militare e leggevano quotidiani con notizie
provenienti dal fronte (sebbene fossero notizie filtrate ed edulcorate, per non seminare
paura nella popolazione civile). Il programma di storia sottolineava molto il
Risorgimento e gli ideali liberali, mentre quello di geografia la natura fisica della penisola
italiana, con particolare attenzione al Carso. Educazione fisica, contrariamente a quello
che accade oggi, era una disciplina che veniva considerata altamente formativa per gli
adolescenti, che dovevano crescere sani e robusti per servire la Patria ed essere di aiuto
alla famiglia.

Lavoro di ricerca: i ragazzi raccolgono materiali


scolastici dei coetanei di un tempo
Contenitore per calamaio,con tappo a
vite, per evitare la fuoriuscita
dellinchiostro.

Penna e calamaio 1901

Penna e calamaio 1916

Questo

era il libro dove i ragazzini


apprendevano le basi per sapere sia
leggere che scrivere
( data: 1893)

Righello

Astuccio e compasso

I ragazzi del primo 900: cosa mangiavano?

Introduzione
Lalimentazione dei ragazzi e dei bambini cambiava di molto a seconda
dellestrazione sociale ed economica della loro famiglia.
I pasti dei pi abbienti consistevano:
Al mattino con pane bianco, burro, latte e caff;
A pranzo di solito c'era una minestra in brodo e un piatto di carne, accompagnato
sempre da pane bianco;
A cena altro piatto di carne, seguito da pane, verdura di stagione e formaggio.
La frutta e i dolci costituivano l'ultima portata del pranzo e spesso anche della cena,
di queste famiglie facoltose.
I pasti dei pi poveri consistevano:
A colazione caff, latte e pane, le famiglie pi povere sostituivano il caff con una
bevanda ottenuta da un composto di ceci e orzo bruciato chiamata "cicoria;
Il pranzo era costituito da un piatto unico, generalmente una minestra, preparata
con lardo, odori, cipolle, pomodori, pasta e patate, o pasta e cavoli, o riso e patate,
o altre verdure di stagione. Un altro piatto che si poteva trovare di frequente sulle
tavole era la minestra di legumi preparata con cipolla, aglio e condita con olio,
oppure i legumi in umido, a base di fagioli o lenticchie, preparati con patate, lardo e
pomodoro.
La cena consisteva generalmente in pane e formaggio o salame, oppure frittata e
insalata, ma nelle famiglie con meno possibilit non era raro che la cena fosse
costituita da una zuppa fatta con pane, latte e caff (o "cicoria") oppure dai resti del
pranzo.
I dolci erano totalmente assenti dalla dieta della maggior parte di queste famiglie,
mentre la frutta compariva anche se non spesso sulle tavole di tutti.

Lavoro di ricerca: i ragazzi si fanno raccontare


cosa mangiavano i loro coetanei di una volta

Pane e pasta nera, pizza gialla di granturco, legumi, frutta e verdura erano gli alimenti
base dei ragazzi e dei bambini nei primi anni del 900. Nel nostro paese erano
davvero poche le famiglie benestanti che potevano permettersi pane bianco e la
carne. Questultima veniva cucinata solo in occasioni particolari, come ad esempio
alcune festivit. Raccontano gli anziani che a volte, per comprare un po di carne, si
doveva fare anche diversi chilometri a piedi per avere un po di pollo da cucinare per
il ferragosto. In genere si cuoceva con peperoni, cipolle e pomodori. Molto usate
erano le minestre e i brodi che permettevano di sfamare anche famiglie numerose con
bassi costi: in genere, erano minestre di patate o fagioli, accompagnate da qualche
fetta di pane nero. Il pane era fatto con farina integrale, acqua, sale, lievito e patate
bollite e schiacciate. Quest'ultime servivano per dare al pane una certa freschezza e
permetteva una conservazione pi lunga.
Il pane veniva usato anche per lo svezzamento dei pi piccoli. Non sempre si
disponeva infatti di semolino per preparare le prime pappe: quindi, le mamme
dallora, usavano cuocere il pane (pan cotto). Facevano bollire a lungo il pane, fino a
struggerlo, ammorbidirlo al punto tale da diventare una poltiglia morbida e
digeribile.
Nelle nostre zone si preparavano anche delle pizzette fatte con la farina di granturco
(pizza gialla) e cotte su lastre di terracotta o di arenaria arroventate (e tivere). Questo
metodo di cottura serviva per allontanare il
rischio di pellagra molto diffusa
allepoca, a causa del poco apporto di sali
minerali nella dieta. Cuocendo la pizza
gialla sulle tivere, queste rilasciavano i
minerali in esse contenute e aiutavano a
scongiurare il rischio della malattia.
Spesso queste pizzette accompagnavano
le verdure, come i broccoletti. Pizza
gialla e broccoletti era uno dei pasti pi
frequenti per adulti e ragazzi.
In occasione della Pasqua, le nonne e le
mamme di allora realizzavano dolci
particolari per i bambini: esso aveva forma di un agnello per i maschietti e veniva
chiamato scacchione o cavalluccio, mentre per le femminucce si realizzava con lo
stesso impasto una bambola grossolana, che veniva chiamata pigna o mammccia.
Limpasto era composto da farina, uova, latte, anice, olio e lievito. Al centro si
metteva un uovo sodo, simbolo della resurrezione.

Tabella alimentare: cosa mangiavano i ragazzi di una volta e cosa


mangiano i ragazzi di oggi
IERI

OGGI

COLAZIONE

Latte e pane (zuppa di


latte), pane, caff-cicoria

PRANZO

Minestra di patate/legumi/
lardo/pomodoro e cipolla
Pasta e patate, pasta e
fagioli, riso. Verdure e
frutta

MERENDA

Pane e formaggio/ pane e


marmellata o frutta/ pane e
olio/ pane e pomodoro.

CENA

Zuppa con pane avanzato e


indurito, avanzi del pranzo,
verdure, frutta.

Latte, biscotti,
ciambellone, cereali, succo
di frutta, th, yogurt, caff.
Pasta con moltissimi tipi di
condimenti e diversi
modalit di preparazione. I
condimenti sono piuttosto
ricchi. Segue sempre il
secondo, fatto di carne/
pesce/salumi/ latticini/
uova/verdure. A chiudere,
la frutta e, a piacimento,
anche dolci e gelati.
Panino fatto in casa o
merendine confezionate/
dolci/ ciambellone/ snack
vari dolci e salati.
Come il pranzo, o minestre
o secondo piatto.

Il regime alimentare dei ragazzi agli inizi del 900 era di gran lunga al di sotto del
necessario fabbisogno calorico, ragion per cui erano piuttosto magri; oggi, al
contrario, i ragazzi mangiano anche al di sopra del fabbisogno e sono frequenti i casi
di sovrappeso.