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Sergiu Celibidache: You Don't Do

Anything, You Let it Evolve


Cominciai ad interessarmi della realt, ci che eventualmente si pu
definire realt, definire pensare: cos' mai questa realt? come ogni
intellettuale volevo reificarla, arrivare ad un qualche oggetto. Come
dicono i francesi: chosifier. Trasformare in una cosa quel che la
realt e dire: Ecco, questa la realt. Con la Musica non mi andata
poi meglio. Cos mai la musica? Ecco, questa la musica! Non c
definizione per la musica. E oltre il pensiero. Quel che viene forse a
generarsi assolutamente oltre il pensiero. Che vada poi formata
attraverso l'intelletto, prove e tutto ci che chiamiamo fare ordine nel
materiale perch non si pu fare altrimenti. Non ti riesce se dentro
manca l'ordine e ordine pensare. Ma quando vi si arriva tutto
superato
Cos il sapere? Attaccamento al passato
I tre punti principali di ogni sviluppo musicale: inizio culmine fine. Il
culmine il punto dell'espansione massima
dove i conflitti musicali sono portati all'esasperazione. Che cos' il
senso in una frase musicale? La sequenza dei suoni segue una
struttura per connettere inizio e fine ma la seguono anche i termini in
modo che fine ed inizio coincidano. Quando so che un brano arrivato
alla fine? Quando la fine nellinizio. Quando la fine mantiene in
concreto quel che ha promesso l'inizio. Il nesso non significa passare da
un istante al prossimo, bens dopo aver passato un tal numero di istanti
provare latemporalit, l dove coesistono inizio e fine, nelladesso.
Inizio e fine e l'assoluta interrelazione delle parti. e vivo il tutt'uno
invece delle singole parti che cosa ha fatto la mia mente? Ha
assimilato. Io posso assimilare quando esistono relazioni tra le parti.
Questa la premessa per vivere la struttura come un tuttuno.
"La musica evoluzione del suono in funzione della coscienza di quello
che la crea e di quello che l'ascolta. Se evoluzione, deve conoscere
due momenti: uno di massima espansione e il momento di quando si
ripiega su se stessa, e torna, percorrendo il tempo nel senso contrario;
ritorna a casa. Anche se, nel tempo del mondo, si cammina avanti, si
fanno altri tre minuti: lei ritorna su se stessa.,
13:30cosa la musica, finalmente? E' un movimento. Chi si muove? Il
suono, vero? No. Si muove la coscienza, di quello che ascolta, e di
quello che muove il suono".

"La musica un movimento: chi si muove? Il suono, vero? No, si


muove la coscienza di quello che ascolta e di quello che muove il
suono."

10:40: "non vero che la musica di avanguardia, mal concepita com'


quella di oggi, non affetta l'essere umano; s, ma non musica. E' un
fenomeno che rispecchia il dinamismo, o la mancanza di dinamismo,
del nostro tempo".

Poteva mancare fra gli argomenti fraintesi dai musicisti? Una


pagina di musica una specie di oggetto sacrificale, ognuno ne
fa un po' quello che vuole, lei non si oppone, si offre, si concede
inerme, indifesa. Molti pensano che assolvere il proprio compito
di interprete sia fare "tutto quello che c' scritto" in una
partitura. Questo pensiero ha dato il via alla "filologia"
musicale. Musicale? Direi piuttosto "filologia dei significanti"
( feticismo del segno). Provo a spiegarmi. Cos' una pagina di
musica? La stenografia di un tragitto della coscienza umana.
Molti invece pensano che sia un insieme di segni utili a
richiamare suoni e che una volta rispettato alla lettera ogni
segno dando vita a suoni, ne scaturir
automaticamente ...musica. Magari fosse cos semplice.
Insomma c' una partitura dei ...significati che non scritta ma
soltanto essendone consapevoli che la stenografia di una
partitura dei significanti potr lasciar nascere quella dei
significati. Questo il momento magico dell'ANALISI. I pi si
fermano a quella descrittiva ( strumenti, note, ritmi, armonie,
forma) e una volta venuti a capo con le parole di quello che
gi scritto coi suoni in realt non sanno che farsene da un
punto di vista esecutivo. Ad esempio sapere che un certo brano
inizia in re maggiore e poi modula a...si minore che mi offre in
pi da un punto di vista esecutivo? Suono pi piano? rallento?
accelero? guaisecambio? Oppure: in una forma sonata sapere
dove inizia lo sviluppo...che faccio, mentre suono guardo il
pubblico e grido "attenti ...attentiiii...SVILUPPOOOOO". E lo
stesso far quando saremo alla ripresa? Insomma quale analisi
serve davvero, cosa debbo cercare di capire da quei segni che
mi sia utile da un punto di vista dell'esecuzione? C' un altro
modo di analizzare una partitura. E' quello che parte dagli
effetti del suono sulla coscienza umana e di che cosa chieda la
coscienza umana ad un brano perch lei sia messa in grado di
potersene appropriare. Si prester attenzione, allora, alle
ripetizioni per poterle eseguire in modo orientato, si
cercheranno le imitazioni per stabilire ordini di priorit, ci si
avvarr dell'analisi "formale" per sapere come graduare la
tensione "prima" del punto massimo e dopo il punto massimo.

Ah...e ma allora...eh, s...Celi, eh, ormai s' capito da tempo no?


Questo, della serie dei criteri, il pi inquietante, il pilastro stesso
di tutta lattivit musicale nella filiera Educazione/Produzione/
Fruizione.
Cercher di procedere sistematicamente, seguendo una logica il pi
possibile serrata nel mettere insieme i concetti.
Il direttore dorchestra Sergiu Celibidache aveva una ammirazione
incondizionata per il pianista Arturo Benedetti Michelangeli. Dopo
averlo ascoltato suonare,nei primi anni 40 del 900, ne rimase
talmente impressionato da affermare:capii che era inutile tentare
una carriera come pianista, cera Michelangeli ad occupare la prima
posizione, bisognava trovare un altro ambito nel quale poter
primeggiare. In questo caso possiamo attribuire a Celibidache la
patente di narciso? Di ambizioso sfrenato? O non era semplice
consapevolezza dei propri mezzi e riconoscimento di quelli di un
altro? In vari colloqui sia privati che pubblici Celi, come suo solito,
con un indefesso spirito didattico, entr nei particolari, spiegando i
motivi di tanta ammirazione. Michelangeli suonava e poi mi
guardava indicando la parte destra della tastiera del pianoforte
andando anche un po oltre con la mano e mi diceva senti gli
armonici?.Quando suonava percepiva i suoni della quarta ottava,
gli armonici pi lontani rispetto al materiale di base prodotto dalle
dita.
Celibidache ammetteva di non aver mai prestato attenzione a questi
epifenomeni, fenomeni collaterali entrando cos tanto nello
specifico e che dai primi incontri professionali con Michelangeli fece
tesoro di quelle indicazioni imparando ad orientare la sua coscienza
a che prestasse attenzione a tutta la ricchezza del materiale sonoro.
Celi ci ha insegnato nel corso degli anni quanto la ricchezza del
materiale, la sua maggiore o minor quantit abbia un valore
decisivo nella scelta del tempo di esecuzione, la famosa frase dans
la lenteur il y a la richesse pi volte ribadita ne la impegnativa
( per noi ) sintesi.
S ma questo con il titolo di questo Criteri 9, il pubblico, che centra?
Centra, anzi il fattore decisivo e ora spiegher perch.
Quando ascoltiamo una esecuzione il primo dato che ci colpisce, che
colpisce il fruitore immediatamente, proprio la scelta di tempo di
esecuzione operata dallesecutore, pi spesso definito interprete,
e a seguito di questo vengono poi espressi i giudizi del tipo ma cos
troppo lento, cos troppo veloce, questo sembra che deve
andare a prendere il treno,ah lei ha studiato con Celibidache, beh
mi sembrava uno che esagerasse in lentezza nelle esecuzioni, sono
noti i suoi tempi lenti.
Di cosa stiamo parlando? In realt parliamo del divario di
conoscenza/consapevolezza/evoluzione interiore esistente fra il

fruitore e lesecutore. Celibidache ancora pi drastico, alla fine di


una intervista alla radio francese arriva a dire: e allora colui che
si esprime nei miei confronti dicendo che scelgo tempi lenti non fa
che certificare, attestare la propria ignoranza, nel senso che
ignora quali fattori concreti, materiali concorrono alla scelta del
tempo di esecuzione, lui ci obbliga insomma ad abbassarci alla sua
povert percettiva, penuria di mezzi rispetto alla ricchezza che il
materiale propone alla nostra percezione.
E qui voglio concludere con una riflessione. Se cos va il mondo e
cio da una parte esseri umani pi evoluti interiormente, capaci di
cogliere la ricchezza che il mondo propone, che reale e concreta
possibilit di dialogo/confronto/proposta ci potr essere con un
pubblico ( la variegata categoria dei fruitori) la cui coscienza
praticamente SORDA alla percezione di tutti gli elementi in gioco che
poi sono determinanti per operare scelte che ci avvicinino sempre di
pi alla VERITA?
E i giudizi che questo pubblico esprime a cosa fanno riferimento?
Quando qualcuno riconosce il nostro fare come appropriato, lunico
giudizio che pu esprimere non pi soltanto che bello, ma
diventa molto pi pertinentemente cos. Dice Celi: riuscito
ad ingoiare qualcosa che io ho gi masticato per lui
Trovo in questo anche una risposta allo spasmodico spirito didattico
che ha animato Celibidache nel corso di tutta la sua esistenza. E
assolutamente necessario infatti,perch tutta questa ricchezza non
vada persa, non abbandonare il pubblico come dice Celi , al suo
destino fisico ma offrirgli una opportunit di crescita spirituale
aiutandolo ad orientare la propria coscienza perch accresca il pi
possibile la propria consapevolezza.
Dico ultimamente che un pezzo di cioccolata pi buono se
condiviso con qualcuno. Celi ha voluto condividere anche con me un
po della sua cioccolata e ora io cerco a mia volta di fare lo stesso
con quelli che vengono dopo di me.
SERGIU CELIBIDACHE
Musica non qualcosa. Qualcosa pu diventare musica. E questo
qualcosa il suono.
Vivere ci che nella partitura, il primo dovere. L'immaginazione
affare privato, non un criterio, personale. Noi ci interessiamo per
ci che c' l dentro come unico, al di fuori d'ogni interpretazione.
Nella fenomenologia osserviamo l'unicit dei fenomeni.
Semmai l'immaginazione del compositore, non la mia. Io non me lo
posso proprio permettere, d'avere delle proprie visioni. Se gi ho
una caratteristica, oppure un interprete ha le sue caratteristiche,
soltanto quella, di identificarsi il pi possibile con questi momenti
che hanno mosso la fantasia dell'uomo creativo.

Intersubjektive Betreffbarkeit (ci che ci riguarda a livello


intersoggettivo): quel che fa circolare larte.
Un suono un altro suono. Come posso vivere nel secondo ancora il
primo? Questo il presupposto perch la musica possa nascere.
Che cosa lega/costringe la fantasia del compositore? La doppia
appartenenza del suono: il suono non appartiene soltanto a lui, egli
ha i suoi propri diritti. Il suono ha la propria vita. Entra nei propri
diritti.
Da una parte, cosa c' nel materiale che non posso e non devo
interpretare? E qual la relazione tra ci che muove il materiale e la
coscienza umana? Poich che cosa infine la musica? un
movimento. Cosa si muove? Nient'altro che la nostra coscienza. Si
pu sentire la musica, senza sentire dei suoni. Dunque , in effetti,
la coscienza.
poi studio con loro (i miei studenti) la fenomenologia,
l'oggettivazione del materiale. Come si comportano tutti i valori
nella coscienza umana, senza che quello che ascolta pretende
qualcosa da essi? Ora voglio fare qualcosa, oppure qui vorrei fare
qualcosa di diverso. Essere liberi da tutto ci! Come si comportano,
due suoni nello spazio, cosa comporta? Come mai la mia coscienza
pu percepirlo ed elaborarlo in senso musicale? Questi sono i due
ordini della mia concentrazione. Cos lavoro con i miei studenti.
Veloce e lento non esistono per colui che sta riducendo. Per lui c
soltanto: cos e non diversamente. Non mai il tempo troppo
veloce, ma soltanto la velocit. Quale relazione tra tempo e
velocit? Nessuna. Si escludono. Noi non distinguiamo "tempo": la
complessit della molteplicit da ridursi decide. Il tempo la
condizione, affinch la molteplicit possa essere ridotta. "Troppo
veloce", "troppo lento" significa mancanza nella dimensione del
vissuto: vissuto in relazione alla molteplicit che appare. Tu sei la
prima e l'ultima stazione.
Cosa significa ridurre? Unificare attraverso rapporti i singoli
fenomeni, perch io possa venir via dall'osservazione dei singoli
fenomeni. Come unire, per venire via dalla molteplicit: non
possiamo fare diversamente. Abbiamo soltanto una coscienza.
Confrontata con una indefinitamente grande molteplicit. Eliminare
attraverso il collegamento di tutti i singoli fenomeni in un'unica
unit. L'essenza della riduzione trascendenza.
Quali sono i frutti positivi della differenziazione? La crescita della
molteplicit. Il pericolo? Che nella molteplicit non si crei pi
un'unit.
Viviamo in un mondo ignorante, ma ognuno ha il santuario in s.
Non abbiamo qui alcuna teoria. Il pi sacro che abbiamo la
spontaneit .

La musica non andata come nella storia della musica dal semplice
al complicato; Guillaume de Machault oppure una Sinfonia di
Mozart: hanno aperto una finestra sull'eternit la coscienza
assoluta, pura.
Anch'io amo molte cose, non quando faccio musica: io ascolto.
La simultaneit dell'inizio e della fine: l'estensione dal punto A
all'inizio simultaneamente espressa dall'estensione dal punto A
alla fine. Per ragioni che non sono separabili dal vissuto.
Il cammino dal culmine alla fine accompagnato dal cammino
dall'inizio al culmine.
La fenomenologia non incontra la musica. Essa eterno "no".
Esiste un indefinito numero di "no", per arrivare al "si".
Il rapporto misterioso: quanto suono per quanto tempo (la ragione
sufficiente ovunque costringente)
Vivere da svegli! Ascoltare, non riflettere. Riflettere su cose
ascoltate, si.
Il tempo non ha avuto effetto sugli elementi. Si tratta della loro
applicazione da uno spirito. Se noi scrivessimo come Machault, egli
non sarebbe pi unico. Gli intervalli nella tua coscienza sono eterni.
Il compositore sceglie un tema, dopodich deve ascoltare. Mozart
riconosceva: avendo stabilito questo e di tutte le possibilit
sceglieva la pi geniale.
Lasciare fare al pensiero soltanto ci che egli sa fare. Il saperpensare pu aiutare molto nel mettere ordine.
Il lavoro nelle prove significa pensare, associare, immagini,
movimenti, per avviare la rivelazione: cos.
E pensare uguale ai termini nei quali si pensa? No. Ma senza termini
il pensiero non si pu materializzare.
Improvvisamente il suono vivo: pu diventare musica. Il rapporto
ideale nel suono.
Una frase non articolata come una macchia d'inchiostro.
Non volersi esprimere, quest' la prima condizione per arrivare alla
riduzione.
Quando la molteplicit tenuta insieme, attraverso che cosa
succede? Attraverso il modo com' fatto lo spirito. Non c' niente in
mezzo libert!
Il suono univoco, nonostante che egli possa in te risvegliare
qualcos'altro.
Sarebbe uguale, se la tua coscienza fosse ugualmente pura come
quella di lui (del compositore).
Il presupposto , che la tua coscienza si liberi.
La definizione della fenomenologia come studio dei fatti indipendenti
dall'uomo.
Si tratta qui di stazioni del pensiero che conducono verso qualcosa

che non si pu acchiappare con il pensiero.


Apertura della coscienza prima della prima impressione. - Lasciar
lavorare liberamente la coscienza.
La fenomenologia non cambia niente. Essa aiuta a vivere il limite del
pensare. Se una cosa non ti chiara, non diventa chiara attraverso
la fenomenologia.
Portare alla quiete il pensiero attraverso il pensiero.
La verit non ha alternative.
L'uomo deve sperimentare come fatto. Non la conseguenza
d'una prestazione individuale.
Zen: tutte le domande hanno una risposta soltanto non perch.
(Poich Celibidache s' sempre rifiutato di scrivere sulla
fenomenologia si tratta qui sopra di citati significativi presi da lezioni
oppure da interviste difficilmente accessibili)