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TITOLO AUTORE PRIMO LEVI

SE QUESTO E UN UOMO
CASA EDITRICE EINAUDI

BIOGRAFIA Primo Levi nacque a Torino nel 1919 in una famiglia di origini ebraiche. Si laure in chimica nel 1941 e in seguito divenne partigiano. Venne per catturato dalle SS e deportato ad Auschwitz, come raccont nel suo libro pi famoso dopo essere stato liberato. Mor nel 1987 nella sua casa di Torino, probabilmente per un suicidio. SINTESI Il libro narra le terribili esperienze di Primo Levi, uomo torinese di origine ebrea. Nel 1944 venne catturato e deportato nel campo di concentramento di Auschwitz con un lungo viaggio in treno in condizioni disumane senza conoscere la sua destinazione. Nel campo viene spogliato non solo di indumenti capelli ed effetti personali, ma gli vengono tolte anche la sua identit, la sua libert, la sua dignit e la sua umanit. Il protagonista descrive le terribili pene a cui erano sottoposti i prigionieri ebrei, tra le quali il lavoro massacrante, la fame continua, le pessime condizioni della baracca in cui viveva e lumiliazione da parte delle SS. Durante la sua permanenza si ferisce cos viene trasferito nel Ka b, linfermeria del campo, un limbo nel quale era esente dal lavoro, ma non dalle privazioni. In seguito lavora come trasportatore della zuppa alla baracca, prima di essere scelto tra tutti i prigionieri per lavorare nei laboratori chimici. Poi, nell'Ottobre del 1944 iniziano le selezioni con il fine di eliminare un certo numero di individui per permettere laccesso di nuovi prigionieri. Nello stesso tempo le armate dellesercito russo avanzano verso la Germania e bombardano il campo, proprio mentre Primo si ammala. Quando arriva lordine di lasciare il campo, soldati e guardie scappano e anche i prigionieri sani, mentre Primo riesce a sopravvivere con i prigionieri rimasti fino allarrivo dei Russi che lib erano lui ed i prigionieri rimasti. PERIODO STORICO Il racconto narra al vera storia dellautore durante la seconda Guerra Mondiale, in particolare rispetto allanno che egli trascorse nel campo di concentramento di Auschwitz, perch era ebreo. PERSONAGGI I personaggi che compaiono nel romanzo sono molto numerosi, ma la maggior parte viene ricordata in relazione ad una singola vicenda. Il protagonista Primo Levi, che narra le sue vicende in prima persona. I personaggi antagonisti sono le SS, le crudeli guardie del campo che compiono abomini verso i prigionieri in modo da assicurarsi una posizione privilegiata. L antagonista in senso pi astratto lodio raziale che spinge le SS ai loro comportamenti. Per quanto riguarda i detenuti, Primo Levi stesso a dividerli in sommersi e salvati; la prima categoria comprende la maggioranza degli Hftlinge, figure vuote a cui stato tolto tutto, che soccombono e obbediscono come pupazzi sordidi e miserabili, vermi vuoti di anima. Tra questi ricordiamo Null Achzehn, il compagno di letto di Levi nel Ka-Be, e non altri, poich il loro ricordo non resta nella memoria di nessuno.

I salvati invece sono coloro che lottano non solo per sopravvivere ma anche per mantenere un briciolo di identit, di dignit, attraverso lastuzia, il furto e vari espedienti, che consentivano loro di accedere alle alte cariche ed essere rispettati dai Kapos. Tra di questi vi sono Schepschel, che viveva di piccoli furti e tradimenti; lingegner Alfred L., che curava il suo aspetto per guadagnare quindi il rispetto dei tedeschi; Elias Lindzin, che pareva felice e spensierato, soltanto perch era un malato mentale; Henri, un giovane intelligente secondo il quale, per sopravvivere, si dovevano seguire tre regole: organizzazione, furto e piet, godendo cos di importanti amicizie e di molti protettori. Costoro erano i lavoratori civili della fabbrica che facevano scambi segreti con i prigionieri. Infine c Alberto, il migliore amico di Primo, un giovane venticinquenne italiano, intelligente e istintivo che, appena entrato nel lager, ha dimostrato una grande capacit di adattamento e di gestione dei rapporti con tutti. ANALISI DELLO SPAZIO Se si esclude il primo capitolo che si svolge sul treno, la storia si svolge ad Auschwitz, in Polonia: il lager vasto, ma recintato e desolato, ma neanche lontanamente brutto quanto ci che accade al sua interno. Sono descritti numerosi spazi chiusi, quali le cuccette delle strette baracche in cui dormivano 250 uomini e le latrine, i bagni del campo. Tutti i luoghi rappresentano la prigionia e lumiliazione dei detenuti. ANALISI DELLA VICENDA I momenti chiave sono la cattura e la deportazione, le informazioni centrali sulla vita nel lager con i suoi cambiamenti, quali il ricovero e la promozione a aiutante nel laboratorio e la conclusione con la liberazione. Gli eventi si svolgono nel tempo tra i due terribili inverni del 1944 e il 1945 che segnano unesperienza che ha lasciato in Primo Levi un profondo segno indelebile . Ci sono molte analessi nelle quali il protagonista ricorda la sua vita precedente e anche diverse prolessi che anticipano i fatti futuri mettendo in evidenza la loro inevitabilit e la rassegnazione delle vittime. TECNICHE NARRATIVE Nella narrazione compaiono numerose sequenze narrativo-descrittive, che spiegano lo svolgersi della vicenda, ma allo stesso tempo in molti periodi contengono le descrizioni dei luoghi, della vita e del lavoro. Ci sono anche molte riflessioni sulla guerra, sul razzismo e in particolare sulla sua condizione e quella dei suoi compagni, pi bestie che uomini, ma anche di coloro che, costretti o di loro spontanea volont, hanno permesso questi avvenimenti. Sono presenti le sequenze dialogiche, ma non molte, poich le lingue erano molteplici e i prigionieri stentavano a capirsi. Primo Levi una persona colta e ce lo rivela anche la sua scrittura, non difficile da comprendere ma con un registro abbastanza elevato; inoltre non essendo lautore uno scrittore di professione, ma bens un chimico, la scrittura molto precisa e rigorosa. Sono presenti espressioni in altre lingue, cos come Levi le ha imparate ho sentite pronunciare in genere dai Tedeschi. PUNTO DI VISTA E sicuramente quello di Primo Levi, che narra la sua vicenda in prima persona, dal punto di vista di un uomo che si visto togliere tutto senza motivo. Tuttavia spesso si mette nei panni di altre persone e anche dei tedeschi, anchessi resi disumani.

TEMI Il tema centrale la vita nel lager e lo sterminio degli ebrei a opera di un luogo sistematicamente progettato per lannientamento delluomo. Spesso Levi fa delle citazioni dantesche o di miti che paragonano il lager allinferno. MESSAGGI Primo Levi ha scritto questo libro per insegnare agli uomini a ricordare, come ha fatto lui al suo ritorno affidandoci la sua testimonianza e non chiudendosi in un doloroso silenzio. Per lui la memoria un dovere che gli uomini hanno e hanno inoltre il dovere di trasmettere ai loro figli ci che stato per far si che non ricadiamo negli stessi errori.

Se si esclude il primo capitolo che si svolge sul treno, in viaggio verso la Polonia, tutta la vicenda ambientata nel campo di lavoro di Auschwitz, un luogo aperto se si considera ci che principalmente facevano gli uomini (il lavoro), chiuso se si dovessero prendere in considerazione i vari reparti descritti. Tutti i luoghi, anche quelli apparentemente meno importanti, ossia che non hanno un ruolo fondamentale nel racconto, quali il treno o le cuccette, sono menzionati e descritti affinch diano una maggior enfasi al dramma di chi visse quel campo. Il periodo della descrizione quello della seconda guerra mondiale. Il protagonista viene deportato ad Auschwitz nel 1944; i russi non arriveranno molti mesi dopo. Nel suo insieme, naturalmente dal mio punto di vista, il romanzo contiene delle parti che lo rendono pesante al largo pubblico e, senza aver fatto una corretta analisi, non ci si asterrebbe a sottolineare il fatto che siano inutili: i numerosi flashback che rimandano il lettore alla vita passata del protagonista. Rappresentano comunque unanalisi corretta affinch sia possibile confrontare la sua vita nel Lager con quella passata. Non sono per assenti eventuali anticipazioni che servono pi che altro a sottolineare la rassegnazione degli animi dei deportati.

Il libro racconta, sulla base della testimonianza dell'autore, la drammatica deportazione degli ebrei italiani ad Auschwitz nel 1944, dopo la cattura da parte della milizia fascista in Valle d'Aosta. Lo scopo dell'opera quello di "fornire documenti per uno studio pacato di alcuni aspetti dell'animo umano". "In Se questo un uomo- afferma Levi- ho cercato di scrivere le cose pi grosse, pi pesanti, e importanti. Mi sembrava che il tema dell' indignazione dovesse prevalere: era una testimonianza di taglio quasi giuridico". Il libro nasce dunque come testimonianza e documento, e di questa sua natura ha i caratteri stilistici: una scrittura chiara, comunicativa, oggettiva, referenziale, rigorosamente aderente ai fatti e attenta alle sfumature.