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GIOVANNI FALCONE E PAOLO BORSELLINO

Giovanni Falcone studi al Convitto Nazionale di Palermo, poi al liceo classico e successivamente, dopo una breve esperienza all'Accademia Navale di Livorno, si iscrisse a giurisprudenza all'Universit degli studi di Palermo dove si laure nel 1961. Falcone vinse il concorso in Magistratura nel 1964 e per breve tempo fu pretore a Lentini. Fu poi sostituto procuratore al tribunale di Trapani per dodici anni. Qui, a poco a poco, nacque in lui la passione per il diritto penale. Paolo Borsellino nasce a Palermo nel 1940. A soli ventitr anni vince il concorso in magistratura e diventa il pi giovane magistrato dItalia. All'inizio si occupa solo di cause civili, poi passa al penale. A trentanove anni il suo nome balza allonore delle cronache: Borsellino compare sui giornali per uninchiesta sui rapporti tra mafia e politica nella gestione degli appalti pubblici. Inizia a lavorare insieme a Chinnici, procuratore capo di Palermo. Nasce il pool antimafia con l'obiettivo di combattere Cosa Nostra con metodi nuovi e pi efficaci. Proprio grazie al lavoro del pool, finalmente la mafia non sembra pi un fenomeno invincibile, infatti vengono uccisi molti boss e altrettanti si pentono.

IL MAXI PROCESSO
La chiave un uomo di Cosa nostra, Tommaso Buscetta. Il mafioso viene arrestato nel 1984 in Brasile ed Giovanni Falcone a interrogarlo e convincerlo a rivelare nomi e fatti. Le confessioni di Buscetta sono un colpo fortissimo per la mafia. Paolo Borsellino e Giovanni Falcone possono istruire il pi grande processo contro Cosa nostra. l 10 febbraio del 1986 lattenzione del Paese si concentra sullaula bunker; da una parte ci sono gli uomini simbolo del pool, Falcone e Borsellino, dallaltra, dietro le sbarre, ci sono 475 imputati. Le rivelazioni di Buscetta hanno permesso di scoperchiare la cupola, il vertice di Cosa nostra. Il numero degli imputati cos elevato che stato necessario costruire accanto al carcere dellUcciardone una costruzione collegata da corridoi interni alla prigione in modo che gli imputati siano trasferiti in massima sicurezza. Migliaia di carabinieri e poliziotti sono inviati a Palermo per loccasione e la Corte giudicante formata da un numero doppio di membri perch si teme che qualcuno possa essere ucciso durante il processo. Il presidente Alfonso Giordano e il processo dura 22 mesi, alla fine dei quali La Corte d ragione in modo inequivocabile al pool antimafia. Il maxi processo si conclude il 16 dicembre del 1987 con sentenza della Corte di Assise che commina diciannove ergastoli a tutti i componenti della cupola e 2665 anni di carcere ad altri 339 imputati. Cinque anni dopo la Cassazione conferma la sentenza.

Dopo questi successi Falcone capisce che la vendetta della mafia inevitabile, infatti Sono circa le 18 del 23 maggio 1992 e il giudice Giovanni Falcone, direttore degli affari penali del ministero di Grazia e Giustizia, da poco atterrato allaeroporto di Punta Raisi con la moglie Francesca Morvillo, anche lei magistrato. La sua auto e quella della scorta si dirigono verso Palermo. Allaltezza di Capaci una tremenda esplosione di 5 quintali di tritolo uccide il magistrato simbolo della lotta alla mafia, sua moglie Francesca e tre uomini della scorta: Antonio Montinaro, Vito Schifani e Rocco Di Cillo. Cosa nostra decide che arrivato il turno di Borsellino. Il boss Tot Riina incarica uno dei suoi uomini, Salvatore Biondino. In quei giorni Borsellino in Puglia per una conferenza e viene a sapere, da uninformativa del Ros, che a Palermo arrivato il tritolo per ucciderlo. In via DAmelio abita la madre del giudice. una strada perfetta per pia zzare un'autobomba perch senza uscita. Gli abitanti della zona avevano chiesto pi volte che fossero presi dei provvedimenti, impauriti dallarrivo delle auto blindate del magistrato e gli stessi uomini della scorta avevano fatto presente la situazione. Ma nulla era stato fatto. La mattina del 19 luglio del 1992 Paolo decide di rientrare a Palermo per fare visita alla madre. Biondino intanto controlla i suoi spostamenti. Il mafioso avverte i killer gi posizionati in via DAmelio di tenersi pronti. Mia madre era in casa da sola e fece in tempo a sentire le sirene delle macchine che si avvicinavano e poi scoppi il finimondo, ricorda Rita Borsellino. Insieme a Paolo Borsellino vengono assassinati gli agenti di scorta. Nel corso dei vari processi fino ad oggi celebrati sono stati condannati in via definitiva 47 persone, 25 delle quali allergastolo. Tra queste: Salvatore Riina, Pietro Aglieri e Salvatore Biondino.