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Resistenze passive

SINTESI E APPUNTI
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RESISTENZE PASSIVE

INTERPRETAZIONE DEL FENOMENO DELL ATTRITO DI CONTATTO


DUE CORPI A MICROSCOPIO CONTATTO VISTI AL

TIPI DI RESISTENZE PASSIVE

Attrito radente

ATTRITO RADENTE
Supponiamo di applicare una forza non troppo intensa alla cattedra. Quello che notiamo che, nonostante la presenza di una forza attiva, la cattedra non si muove, ossia siamo in presenza di una situazione di equilibrio. Questo vuol dire che esiste un'altra forza che agisce sulla cattedra e che in grado di bilanciare la forza che noi applichiamo: questa forza la forza di attrito statico. Se applichiamo una forza maggiore alla cattedra, notiamo che la cattedra rimane ancora in equilibrio. Ad un certo punto per, aumentando ulteriormente l'intensit della forza applicata, osserviamo che la cattedra comincia a muoversi. Da queste e altre osservazioni possiamo dedurre che le propriet principali della forza d'attrito sono quelle di: 1) essere una forza resistente, ossia una forza che si oppone al moto, una forza che ha un effetto puramente passivo, 2) avere un'intensit che varia tra 0 e un valore massimo, uguale all'intensit della forza che dobbiamo applicare al corpo per metterlo in movimento
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ATTRITO RADENTE
Da quanto abbiamo detto sopra non esiste una formula che permette di quantificare in maniera del tutto generale la forza d'attrito. possibile per esprimere tramite una formula quanto vale la forza d'attrito massima. In particolare, si pu verificare sperimentalmente che su un piano orizzontale la forza d'attrito massima direttamente proporzionale al peso P del corpo: Famax = ks P. Il coefficiente di proporzionalit ks prende il nome di coefficiente di attrito statico. Tale coefficiente varia a seconda delle caratteristiche delle superfici a contatto. A livello microscopico infatti la forza d'attrito dovuta,come abbiamo detto, al fatto che le superfici a contatto non sono mai perfettamente lisce ma presentano delle irregolarit e delle rugosit che costituiscono un ostacolo per il movimento. Maggiori sono queste irregolarit maggiore sar il coefficiente di attrito statico.
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ATTRITO RADENTE
Per riuscire a mettere in movimento un corpo dobbiamo riuscire a vincere preliminarmente la forza d'attrito, ossia dobbiamo riuscire ad applicare una forza F maggiore della forza d'attrito massima Famax. In questo caso infatti la risultante R delle forze risulta essere R = F Famax > 0. Se invece la forza F minore della forza d'attrito massima F < Famax, allora la forza d'attrito uguale ed opposta alla forza attiva F e il corpo rimane in equilibrio.
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ATTRITO RADENTE
Una volta che siamo riusciti a mettere in movimento la cattedra, la forza d'attrito non scompare dal momento che non possiamo pensare di aver eliminato del tutto le irregolarit tra le superfici a contatto. Permane una forza d'attrito dinamica, proporzionale al peso del corpo: Fad = kd P. Quello che cambia il coefficiente di attrito: il coefficiente d'attrito dinamico risulta essere infatti sempre minore rispetto al caso statico: kd < ks.
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ATTRITO RADENTE
Per fissare le idee, riportiamo nella seguente tabella i valori medi dei coefficienti di attrito statico e dinamico per una serie di superfici a contatto: Superfici a contatto ks kd metallo metallo 0.25 0.1 metallo Legno 0.5 0.4 legno legno 0.55 0.35 pneumatici strada 0.80 0.65 acciaio ghiaccio 0.03 0.015 legno neve 0.05 0.03

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Attrito statico e dinamico

Fsmax=KsP

Fd=KdP

Regione statica

Regione dinamica
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Applicazioni- freni a disco

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ATTRITO VOLVENTE

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ATTRITO VOLVENTE

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ATTRITO VOLVENTE
In questo caso, l'intensit della forza d'attrito volvente si calcola mediante la formula Fav = kv F / r, dove kv il coefficiente d'attrito volvente, F la forza perpendicolare al piano ed r il raggio del corpo che rotola. In generale, la forza d'attrito volvente minore sia della forza d'attrito radente statico che della forza d'attrito radente dinamico.

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RESISTENZA DEL MEZZO


DEFINIZIONE: quando si parla di resistenze al moto, con la parola "mezzo" si indica il fluido "dentro" il quale (o "dentro" i quali) il moto avviene: il sottomarino immerso "dentro" un fluido, quando in emersione "dentro" due fluidi (l'acqua e l'aria), mentre l'aereo "dentrol'aria(a). nella resistenza del mezzo l'oggetto in moto deve "aprirsi la strada" fra le molecole del fluido (legate dalla forza di coesione) respingendole ai lati del suo percorso; per ottenere questo risultato l'oggetto deve "spendere" una parte della sua energia cinetica, urtando le particelle del fluido. 16

RESISTENZA DEL MEZZO

essendo la densit del fluido, S l'area della sezione frontale del corpo e cx un coefficiente aerodinamico di resistenza (adimensionale) che tiene conto della forma e del profilo del corpo in moto nel fluido.
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LUBRIFICAZIONE
La lubrificazione la tecnica che consiste nell'interporre fra due solidi a contatto un opportuno liquido (lubrificante) con lo scopo di: a) ridurre l'attrito; b) annullare l'attrito

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LUBRIFICAZIONE

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RENDIMENTO MECCANICO
Considerando le resistenze passive che ostacolano il moto di un corpo la forza motrice,applicata ad un corpo, dovr compiere un lavoro Lm superiore al caso ideale di assenza di attrito per poter compensare il lavoro perso Lp a causa degli attriti. Avremo quindi:

Lm=Lu+Lp Lp Lm

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RENDIMENTO MECCANICO
Si definisce rendimento meccanico il rapporto: = Lu/Lm = Lu/Lu+Lp Quindi il rendimento meccanico e sempre minore di 1 ed adimensionale.
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