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Estratto dal libro

PRANAYAMA

ESERCIZI E TECNICHE DI RESPIRAZIONE

di Swami Kuvalayananda

edito da Macro Edizioni

RESPIRAZIONE di Swami Kuvalayananda edito da Macro Edizioni Questo estratto è distribuito a titolo di campione

Questo estratto è distribuito a titolo di campione gratuito e per scopi non commerciali. Puoi usarlo unicamente per scopi personali e non commerciali; non può essere riprodotto, per intero o parzialmente, né venduto, né ridistribuito in forma diversa da questa. Per sapere di più su questo libro e sulla collana di cui fa parte, visita www.leviedeldharma.it

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CAPITOLO 13

Valori fisiologici e spirituali del pranayama 111

Nel Capitolo 1 abbiamo studiato la f siologia della respirazio- ne normale. Nel Capitolo 2 abbiamo elencato le diverse posizioni da assumere, quando si cerca di educare il sistema respiratorio attraverso esercizi di Pranayama, allo scopo di raggiungere l’eccel- lenza f sica o spirituale. Nel Capitolo 3 abbiamo passato in rapida rassegna alcune delle caratteristiche più salienti del Pranayama in generale, e in particolare abbiamo studiato nel dettaglio due tecniche – Ujjayi e Bhastrika – nei successivi tre capitoli. In questo ultimo capitolo è nostro desiderio valutare il Pranayama dal punto di vista fsiologico e spirituale. La validità di un determinato esercizio – dal punto di vista fsiologico – dipende dalla sua capacità di indurre uno stato di salute in chi lo pratica. Quanto maggiore sarà il grado di salute indotto dall’esercizio, tanto più esso sarà ritenuto valido. Ma che cos’è la salute? La salute può essere de f nita come l’armonioso funzionamento dei diversi apparati del nostro organismo – di cui i principali sono i sistemi nervoso, endocrino, respiratorio, circolatorio e digesti- vo. Tra questi, i sistemi nervoso ed endocrino rivestono un’enor- me importanza, pur dipendendo anch’essi dal complesso degli altri apparati. Vedremo ora in che modo e f no a quale livello il Pranayama possa inf uenzare questi sistemi, e assicurarne l’e f - ciente e armonioso funzionamento.

PRANAYAMA

Prima di farlo considereremo brevemente le funzioni dei di f e- renti sistemi che ci accingiamo a esaminare. Iniziando dal sistema nervoso, possiamo paragonarlo a una centrale elettrica che generi

elettricità e a una rete di f li che la distribuiscono ai macchinari

di una fabbrica. Il cervello, il midollo spinale e le catene del si-

stema nervoso simpatico costituiscono la centrale; i nervi che si dipartono dal cervello – o dal midollo spinale – rappresentano i

f li conduttori di elettricità nella fabbrica del corpo umano. Nelle

normali fabbriche ogni pezzetto di macchinario è messo in moto dalla corrente elettrica trasportata dalla centrale attraverso i fli. Di seguito, analogamente nel corpo umano, tutti i movimenti dipendono dagli impulsi trasmessi lungo i nervi dal cervello e dal midollo spinale. Se si altera il funzionamento della centrale o se si verif ca un’ostruzione nel fusso di corrente elettrica, l’intero mac- chinario si arresta; allo stesso modo, se vi è un danno cerebrale o

al midollo, oppure una degenerazione dei nervi che impedisce la trasmissione degli impulsi, si avrà un arresto degli impulsi f sici. L’ef etto di tale cessazione dei movimenti fsici ha un signi f cato ben più profondo di quanto si sia soliti credere. Il processo di- gestivo, la circolazione sanguigna e persino il meccanismo respi- ratorio, sono sotto il controllo, e funzionano grazie agli impulsi nervosi trasmessi dal cervello e dal midollo agli organi respons- abili delle rispettive funzioni. Nel caso gli impulsi non vengano trasmessi, oppure se dopo essere partiti non raggiungano la loro

destinazione, tutti i processi vitali subiscono un arresto, e persino la scintilla della vita può estinguersi. Tale è la suprema importan-

za del sistema nervoso. Nell’immagine della centrale elettrica alla quale siamo ricorsi

abbiamo visto che, se la centrale è in grado di generare elettricità, la trasmette dai f li ai vari terminali; ma se la corrente non è su f - cientemente forte il macchinario cui è diretta non è in condizione

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di

funzionare. Per originare il movimento necessario la corren-

te

elettrica deve possedere la forza richiesta. Nel caso del corpo

CAPITOLO 13 | VALORI FISIOLOGICI E SPIRITUALI DEL PRANAYAMA

umano, la “forza” della corrente è determinata dalle secrezioni

134 delle cosiddette “ghiandole endocrine”. L’intero sistema nervo- so può funzionare perfettamente e tuttavia, se le secrezioni delle

ghiandole endocrine non sono disponibili nella quantità e qualità richieste, la forza degli impulsi nervosi e i nervi stessi prima o poi si deteriorano. Ciò comporterà un rallentamento dei movimenti

f sici nonché dei processi vitali. Osserviamo ad esempio una di

queste ghiandole: la tiroide. È la ghiandola endocrina più nota, sebbene altre – come le ghiandole sessuali maschili e femmini- li, la ghiandola pituitaria ecc. – siano ugualmente importanti. Togliete la tiroide a un individuo sano e il colore dei suoi occhi impallidirà, le guance si infosseranno, i muscoli cominceranno ad

a f osciarsi o a piegarsi, i capelli diverranno grigi e si faranno evi- denti i segni di una vecchiaia precoce. Riattiviamo la tiroide e lo stesso individuo mostrerà tutti i segni dell’entusiasmo giovanile,

i sintomi della vecchiaia scompariranno, riprenderà a cammina- re eretto, riacquisterà ottimismo – la vita ridiventerà un piacere. Pertanto l’importanza del sistema endocrino è da considerarsi pari a quella del sistema nervoso, dal punto di vista fsiologico. Lo studio della f siologia umana indica chiaramente che questi due sistemi – di in f nita importanza nell’organismo umano – di- pendono dal sistema circolatorio per il necessario rifornimento di sangue, e dal sistema respiratorio e dall’apparato digerente per la necessaria qualità del sangue. Il sistema circolatorio comprende il cuore, le arterie, le vene e i capillari; è compito di questo sistema far circolare il sangue in ogni tessuto del corpo umano. I nervi e le ghiandole endocrine non potranno funzionare correttamente se non saranno adeguatamente riforniti di sangue, con le conse- guenze che abbiamo visto. Non è tuttavia di alcuna utilità pratica avere il sistema cir- colatorio e f ciente nel tempo, se la qualità del sangue messo in circolo è scadente. Se il sangue è carico di tossine l’ef cienza del sistema circolatorio non avrà grande importanza. La qualità del

PRANAYAMA

sangue deve quindi essere mantenuta ricca, ed è qui che entrano in campo i sistemi respiratorio e digerente. Un sangue qualitativamente “ricco” deve contenere la neces- saria quantità di ossigeno e inoltre gli elementi nutritivi per i tessuti. Il sangue ottiene l’ossigeno dall’aria inalata e gli elementi nutritivi dall’assorbimento di alimenti e bevande. La quantità di ossigeno presente nel sangue è in stretta relazione con l’e f cien- za del sistema respiratorio; un meccanismo respiratorio difettoso è all’origine dell’insu fciente assorbimento di ossigeno, e a loro volta i tessuti che riceveranno sangue carente di ossigeno saranno inadeguatamente nutriti. Di conseguenza, pur consumando cibi nutrienti e bevande squisite, in mancanza di un corretto funzio- namento dell’apparato digerente vi sarà scarsa digestione e assi- milazione, e la maggior parte degli alimenti non sarà utilizzata. Così il sangue conterrà una quantità assai ridotta di elementi nu- tritivi. Abbiamo dunque visto che i sistemi respiratorio e digesti- vo devono lavorare e fcacemente ai f ni di mantenere il sangue qualitativamente ricco. Un funzionamento difettoso del sistema respiratorio e dell’ap- parato digerente non solo è all’origine di una cattiva qualità del sangue (per carenza di ossigeno e di elementi nutritivi), ma lo ca- rica di sostanze di scarto che sono tossiche. Vediamo di compren- dere meglio questo meccanismo. Il corpo produce continuamen- te anidride carbonica. Il lavoro e f ciente del sistema respiratorio convoglia questo gas velenoso ai polmoni così che il corpo possa liberarsene. Ma se l’e f cienza di questo sistema lascia a desidera- re, quelle scorie si accumulano nei vari tessuti, producendo e f etti tossici. Analogamente, gli alimenti lasciano molti residui. Spetta all’intestino liberarsene. Quanto meno sono efcienti i processi di digestione e di assorbi- mento, tanto maggiore è il materiale di scarto. Nel caso gli intestini – che anatomicamente fanno parte del canale digerente – non fun- zionino in modo corretto, tali rifuti rimangono nel colon o persino

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CAPITOLO 13 | VALORI FISIOLOGICI E SPIRITUALI DEL PRANAYAMA

nell’intestino tenue per diversi giorni, originando delle tossine 136 altamente pericolose. Queste tossine sono immesse nel fusso san- guigno attraverso le pareti dell’intestino e avvelenano il sangue; a sua volta questo sangue impuro che circola nell’organismo provo-

ca la degenerazione di tutto l’organismo. Abbiamo già visto come i polmoni e gli intestini agiscano come organi preposti all’eliminazione. Anche i reni sono organi con le stesse funzioni e alcuni dei prodotti di scarto di natura tos- sica sono espulsi dall’organismo attraverso le urine. Ma se i reni non funzionano in modo soddisfacente, queste sostanze tossiche restano nell’organismo e si depositano in particolar modo nelle varie articolazioni del corpo. I reni dei sof erenti di gotta sono in- variabilmente difettosi. Ne deriva che la buona qualità del sangue dipende in larga misura dall’ef cienza del sistema respiratorio e dall’apparato digerente e dagli organi di eliminazione che hanno il compito di liberarlo dalle sostanze tossiche. Fino a questo punto abbiamo esaminato alcuni degli aspetti più rilevanti dei più importanti sistemi f siologici, dal cui funzio- namento armonioso dipende la salute dell’uomo. Procederemo ora esaminando come il Pranayama aiuti il funzionamento e fca-

ce di questi sistemi.

Cominciando con gli organi di eliminazione, vediamo che gli intestini e i reni sono situati nell’addome e i polmoni nel torace. Nella respirazione normale, il sollevamento e l’abbassamento al- ternati del diaframma e la contrazione e il rilassamento alternati dei muscoli addominali, creano un movimento costante che mas- saggia delicatamente gli intestini e i reni. Nel corso del Pranayama nelle fasi di inspirazione ed espirazione, così come nella ritenzio- ne, questo movimento e questo massaggio sono molto accentuati. La pressione esercitata è in grado di eliminare ogni eventuale sta-

to di congestione. I nervi e i muscoli che controllano le funzioni

dell’intestino e dei reni sono tonifcati. In tal modo, la funzionalità

di intestino e reni è avvantaggiata non solo durante la pratica del

PRANAYAMA

Pranayama, ma anche per il resto della giornata. I nervi e i muscoli così tonifcati mantengono quel tono per un tempo considerevole. Intestino e reni più sani grazie al Pranayama svolgono le loro fun- zioni eliminatorie in modo più efciente. La stessa cosa vale per i polmoni. Come abbiamo visto nel primo capitolo, una respirazione e f ciente dipende dalla forza dei muscoli respiratori e dall’elasticità dei polmoni. Sotto l’aspet- to f sico, il Pranayama è una pratica utile per allenare i muscoli respiratori e i polmoni. L’estensione del torace fno alla massima dilatazione possibile, per diverse volte al giorno, e il massimo sti- ramento dei polmoni educano questi organi a espletare le loro funzioni in maniera ottimale. Come per gli intestini e i reni, an- che nel caso dei polmoni l’allenamento cui sono sottoposti, per un breve lasso di tempo, li prepara a funzionare ef cacemente anche durante il resto della giornata. Pertanto il Pranayama è una pratica immensamente utile per il buon funzionamento degli or- gani di eliminazione. Quanto detto sopra riguardo gli ef etti del Pranayama vale an- che per gli organi della digestione e dell’assorbimento. Stomaco, pancreas e fegato, che giocano un ruolo preminente nell’elimina- zione di cibo e bevande, nel Pranayama vengono tutti esercitati, grazie al massaggio cui sono sottoposti da parte del diaframma e dei muscoli addominali. In molte persone che so f rono abi- tualmente di dispepsia e costipazione, il fegato è costantemente congestionato e di conseguenza malfunzionante. Per eliminare tale stato congestizio, il Pranayama costituisce un eccellente eser- cizio. Un pancreas non in salute riceve un’ottima stimolazione e riequilibrio dagli esercizi di Pranayama. Nella nostra esperienza clinica abbiamo osservato che la pratica di Pranayama ha permes- so di conseguire un e f ettivo miglioramento di disturbi gastrici in molti casi. Con un sistema perfettamente funzionante anche l’assorbimento diventa perfetto, e il sangue è arricchito con i ne- cessari elementi nutritivi.

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CAPITOLO 13 | VALORI FISIOLOGICI E SPIRITUALI DEL PRANAYAMA

Un abbondante rifornimento di ossigeno alla corrente sangui- 138 gna è dunque estremamente importante ai f ni della salute di un

individuo. Il Pranayama è di grande utilità per incrementare que- sto rifornimento. Questa trattazione non si propone di entrare nei dettagli della f siologia; per approfondimenti rimandiamo i nostri lettori alla rivista «Yoga Mimamsa», che dimostra in modo

de f nitivo le dichiarazioni esposte in questo libro. Il Pranayama praticato secondo le metodiche indicate negli

scorso capitoli è in grado di potenziare il rifornimento di ossige- no più di qualunque altra tecnica di Hatha-Yoga. Questo è do- vuto non tanto al fatto che l’individuo assorba grandi quantità

di ossigeno durante la pratica, ma all’allenamento cui è sottoposto il

sistema respiratorio, i cui benefci efetti continuano per le successive 24 ore. L’idea di un maggior assorbimento di ossigeno durante la pratica è priva di qualsiasi fondamento, e per i seguenti motivi: in

qualunque Pranayama degno di questo nome ogni ciclo dovrebbe durare almeno 1 minuto; ora, una persona comune, durante una normale inspirazione inala circa 7000 ml d’aria in 1 minuto. Lo stes-

so individuo durante 1 minuto di Pranayama inspirerà al massi-

mo 3700 ml. E giacché l’assunzione totale di aria è di gran lunga inferiore nel Pranayama ne consegue che anche l’assorbimento

di ossigeno è minore. Abbiamo de fnitivamente dimostrato, in

«Yoga Mimamsa» – con la forza di evidenze sperimentali – che il grado di assorbimento dell’ossigeno non varia in proporzione al

tempo in cui si trattiene il respiro. Per questa ragione, anche nel caso in cui il respiro sia trattenuto per mezzo minuto, l’aumento

di assorbimento di ossigeno è relativamente limitato. Ciò confer-

ma la nostra tesi: l’idea che durante la pratica del Pranayama un individuo assorba una maggior quantità di ossigeno è un mito. Quali sono dunque i vantaggi di praticare il Pranayama ai fni dell’arricchimento di ossigeno nel sangue? La risposta è la seguente. Anche se temporaneamente un individuo nel corso di un Pranayama assorbe minore quantità di ossigeno, la pratica degli esercizi di pra-

PRANAYAMA

nayama educa il suo sistema respiratorio in modo tale che nel cor-

so del resto della giornata il processo respiratorio sarà espletato nel modo più efciente, così che lungo l’arco della giornata, il volume

di assorbimento di ossigeno sarà superiore alla norma. Nel capitolo in cui abbiamo trattato la tecnica di Ujjayi abbia-

mo consigliato un ritmo di 4 cicli al minuto, indirizzando l’in-

dicazione a chi pratichi soltanto Rechaka e Puraka. Ciò risulta suf ciente ai fni di un allenamento f sico. Si noti che – eseguen-

do 4 cicli di Ujjayi al minuto – il volume di ossigeno assorbito è

comunque maggiore che non nella normale respirazione. Ancora una volta l’addestramento del sistema respiratorio tramite i 4 cicli

di Ujjayi in 1 minuto è suf ciente a tutti gli scopi pratici di un

addestramento f sico. Un corretto funzionamento degli organi della digestione, dell’e-

liminazione e della respirazione garantisce una soddisfacente quali-

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del sangue. Questo sangue deve successivamente essere distribui-

to

ai vari tessuti del corpo umano, ad opera del sistema circolatorio,

e in particolar modo del cuore. Persino scienziati occidentali con-

cordano nell’ammettere che le pratiche di respirazione profonda esercitano un delicato massaggio sul muscolo cardiaco. Abbiamo attentamente studiato le variazioni di pressione che si producono

intorno al cuore durante il Pranayama. E siamo felici di notare che la tecnica di Pranayama – così come è indicata nello yoga – crea per tale massaggio condizioni molto più favorevoli rispetto

a quelle assicurate dalla respirazione profonda di tipo occiden-

tale. Per delucidazioni su questo punto i lettori possono riferirsi

ancora alla rivista «Yoga Mimamsa» 112 . Poiché il funzionamento del cuore – che è il principale organo addetto alla circolazione –

è potenziato dalla pratica del Pranayama, ne deriva che tutto il

sistema circolatorio lavora in modo soddisfacente. Ma gli argomenti non si esauriscono qui. In Bhastrika, spe- cialmente nella parte che corrisponde a Kapalabhati, si origina- no delle vibrazioni che si dif ondono a pressoché tutti i tessuti

CAPITOLO 13 | VALORI FISIOLOGICI E SPIRITUALI DEL PRANAYAMA

dell’organismo, comprese le arterie, le vene e i capillari. In tal

140 modo, con il Pranayama si esercita l’intero sistema circolatorio e lo si prepara per un funzionamento e f cace. Consideriamo ora il sistema nervoso e il sistema endocrino: san- gue qualitativamente ricco distribuito in maniera soddisfacente a tutti i nervi e a tutte le ghiandole, assicura la loro salute. Durante il Pranayama, specialmente in Bhastrika, la circolazione sanguigna diventa molto rapida ed è arricchita anche la qualità del sangue (abbiamo già raccolto le prove di ciò nei nostri laboratori). Tale più

ricco e abbondante approvvigionamento di sangue rende più sane le ghiandole endocrine. La stessa cosa vale per il cervello, il midollo spinale, i nervi cranici e spinali e il sistema simpatico.

I vantaggi derivanti da un più ricco e abbondante rifornimento

sanguigno non sono tuttavia gli unici benefìci che il sistema nervoso ottiene dalla pratica del Pranayama: i nervi vengono direttamente

esercitati; durante Puraka il diaframma si contrae e si abbassa, e i muscoli addominali sono controllati, cioè leggermente contratti; l’a- zione combinata del diaframma e dei muscoli addominali tira ver-

so l’alto la parte inferiore della colonna vertebrale; se applichiamo Jalandhara-Bandha anche la parte superiore della colonna subisce una trazione verso l’alto, e questo stiramento della spina dorsale in ogni sua parte esercita il sistema simpatico e le radici dei nervi spinali.

I limiti di questo manuale non consentono nemmeno un ri-

ferimento veloce all’azione del Pranayama sul cervello. Sarà suf-

f ciente dire che l’intero sistema nervoso è esercitato in maniera

molto fne dalla pratica del Pranayama; quindi i sistemi endocri- no e nervoso – importantissimi nella f siologia umana – come pure l’apparato respiratorio e circolatorio, e il sistema digestivo

(da cui dipende la salute dei primi due apparati), sono tutti si- multaneamente esercitati nel Pranayama. Ogni ciclo di Ujjayi oppure di Bhastrika rende l’organismo più sano. Infatti i veggenti yogici dell’antica India consideravano il Pranayama come l’eser- cizio in grado di rendere sommamente sano ogni processo vita-

PRANAYAMA

le; alcuni di loro erano così entusiasti nel loro ottimismo circa

l’e f cacia f siologica del Pranayama, da escludere tutti gli altri esercizi per garantire la salute del corpo umano. Alla luce della nostra esperienza, possiamo dire con sicurezza che nessun altro esercizio f sico può avere neanche un centesimo dell’e f cacia del Pranayama. Infatti il Pranayama non controlla solo le diverse funzioni f siologiche, ma anche i processi vitali dell’organismo umano.

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Ugualmente grande è il valore spirituale del Pranayama. Spesso

è di f cile comprendere come un’attività f sica comporti al tempo stesso uno sviluppo spirituale. Purtroppo non disponiamo ancora

di su f cienti prove scienti f che per convincere coloro che sono

prevenuti contro lo yoga. Ma possiamo sicuramente sottoporre alcune osservazioni a quelle persone che guardano a questa di- sciplina con un atteggiamento di imparzialità e di simpatia. Gli studiosi di endocrinologia sono giunti alla conclusione che le

ghiandole endocrine abbiano la facoltà di infuenzare non solo la f siologia ma anche la psicologia dell’individuo. I più ottimisti arrivano persino a ipotizzare che si potrebbe trasformare un cri- minale in un santo, agendo sul suo sistema endocrino! Personalmente non so quanto sia giusti f cabile un tale ottimi- smo. In ef etti, gli scienziati moderni non accettano tutto quan-

to viene propugnato dall’endocrinologia, ma persino loro non

possono negare che le ghiandole endocrine in fuenzino material- mente la psicologia di un individuo. Noi accettiamo l’ipotesi che particolari centri nervosi eserciti-

no sulla psicologia umana un’azione analoga a quella delle ghian-

dole addette alla secrezione interna. Che si possa agire su questi centri del sistema nervoso umano e far loro sperimentare degli straordinari impulsi e vibrazioni, è un fatto che rientra nell’espe-

rienza quotidiana di ogni allievo di yoga.

CAPITOLO 13 | VALORI FISIOLOGICI E SPIRITUALI DEL PRANAYAMA

È nostra profonda speranza che venga il giorno in cui questi

142 impulsi e vibrazioni possano essere dimostrati oggettivamente nei

laboratori del Kaivalyadhama, e la loro in fuenza sulla psicologia umana possa essere provata scienti f camente. Un giorno o l’altro ciò sarà possibile. Per il momento ci limiteremo a far compren- dere come i di ferenti centri vengano esercitati partendo dalla

f siologia del Pranayama. Siccome lo scopo di questo libro non

è quello di addentrarsi nei dettagli, daremo qui semplicemente alcuni appunti della nostra spiegazione. Per prima cosa, osserviamo che la super fcie alveolare dei pol- moni rappresenta di gran lunga la più vasta area dalla quale gli impulsi a ferenti si dirigono verso il cervello, in modo particolare quando l’estensione dei polmoni è massima. Quest’area non è ristretta ai soli polmoni, ma si estende anche ai bronchioli, ai bronchi, alla trachea e alla laringe. Conseguentemente, anche sul piano anatomico-nervoso, ci si potrebbe aspettare una possibile integrazione tra gli impulsi del sistema autonomo e cerebrospi- nale, che instaurano nella mente una condizione di equilibrio ed elevano lo stato di coscienza a livelli sempre più alti. Nella rivista «Yoga Mimamsa» abbiamo discusso in maniera più approfondita come avvengono nel Pranayama le modi f ca- zioni della pressione intratoracica e intrapolmonare. Anche le pressioni intra-addominali subiscono dei cambiamenti rilevan- ti durante gli esercizi di Pranayama. Si può facilmente prova- re come tutti i tipi di pressione fn qui menzionati divengano estremamente intensi nel corso del Pranayama praticato con i tre bandha: Mula, Uddiyana e Jalandhara. Questa forte pressione fornisce uno stimolo periferico ai di f erenti plessi nervosi situati nell’addome e nel torace. Anche in questo caso concordiamo con l’ipotesi secondo cui la pratica del Pranayama introdurrebbe una forte pressione nel ca- nale centrale del midollo spinale e nei ventricoli del cervello. Tale pressione stimola centralmente l’intero sistema nervoso. Grazie a

PRANAYAMA

queste stimolazioni centrali e periferiche, la consapevolezza indi- viduale inizia un processo di interiorizzazione, e percezioni super- sensoriali cominciano a essere possibili. Mondi sempre più sottili iniziano a rivelarsi mano a mano che la coscienza stessa viene sempre più perfezionata, f nché, alla f ne, la coscienza individuale si integra con la coscienza cosmica, e l’individuo diviene una cosa sola con l’In f nito.

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CAPITOLO 13 | VALORI FISIOLOGICI E SPIRITUALI DEL PRANAYAMA

Letture Pranayama di Swami Kuvalayananda Dalla saggezza dell’India antica e contempora- nea, un preziosissimo manuale

Letture

Letture Pranayama di Swami Kuvalayananda Dalla saggezza dell’India antica e contempora- nea, un preziosissimo manuale

Pranayama di Swami Kuvalayananda

Dalla saggezza dell’India antica e contempora- nea, un preziosissimo manuale di Pranayama, la sofisticata tecnica di controllo del respiro che lo yoga promuove quale importante mezzo di guarigione.

Pranayama è una guida completa e sicura per tutti i praticanti: infatti tutte le principali tecniche sono descritte in maniera sistematica e con un linguaggio semplice.

Kuvalayananda, uno tra i più importanti mae- stri contemporanei di yoga e pioniere dell’appr- occio scientifico allo yoga, propone tutti i prin- cipali Pranayama nei dettagli; inoltre ne indica i benefici per il nostro organismo, in particolare per i sistemi nervoso, endocrino, respiratorio, circolatorio e digestivo.

Lo sviluppo spirituale di uno studente di yoga dipende da due cose: egli deve innanzi tutto eliminare ciò che oscura la luce spirituale e secondariamente riuscire a fermare la sua mente vagante. Attraverso la pratica di Pra- nayama uno studente di yoga riesce a iniziare il cammino in entrambe le direzioni.

Puoi trovare una selezione dei migliori libri su yoga, meditazione e spiritualità nella Vetrina di Le Vie del Dharma:

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