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Moxibustione

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La moxibustione (灸 S , jiǔ P ) è una pratica terapeutica tipica della medicina
Bene protetto
cinese e fa parte delle tecniche esterne. Si applica in abbinamento al
dall'UNESCO
massaggio, all'agopuntura o come tecnica singola.
Patrimonio immateriale dell'umanità
Ad oggi la pratica risulta priva di fondamento scientifico; sebbene possano
Agopuntura e moxibustione nella
esserci benefici nel trattamento dei sintomi, ad esempio in pazienti con
medicina tradizionale cinese
cancro, la maggior parte degli studi sono inconcludenti[1]. Tale pratiche sono
(EN) Acupuncture and moxibustion of
[2][3].
comunque trattate in varie strutture ospedaliere e territoriali italiane
traditional Chinese medicine
Nel 2010 è divenuta, insieme all'agopuntura, Patrimonio Culturale
dell'Umanità dall'UNESCO, inserita tra i Patrimoni orali e immateriali
dell'umanità[4].

Indice
Etimologia e storia
Tecnica e applicazione
Indicazioni
Controindicazioni
Note
Bibliografia
Altri progetti
Collegamenti esterni Illustrazione del 1867
Stato Cina
Inserito nel 2010
Etimologia e storia Lista Lista rappresentativa del
Moxa è un termine inglese derivato dalle parole giapponesi Moe e Kusa, che patrimonio
significano "bruciare" e "erba" (quindi "erba che brucia") e che si riferiscono Settore Cognizioni e prassi sulla
alla pratica di una tecnica terapeutica assolutamente originale e sconosciuta in natura e l'universo
occidente fino a qualche decennio fa. Il termine moxa si riferisce alla sostanza
Scheda (AR, EN, ES, FR) 00425
impiegata per effettuare la moxibustione, che consiste nel riscaldamento di
UNESCO
aree cutanee, sovrastanti punti di agopuntura o percorsi energetici, al fine di
ottenere la risoluzione di un evento patologico. La moxibustione è, come le
altre pratiche della medicina cinese, di antichissima origine e di essa si parla già in un libro di seta, rinvenuto presso le tombe di
Mawangdui appartenute alla famiglia Li Zang, risalente al II-I secolo a.C. In seguito moltissime altre pubblicazioni magnificarono le
potenzialità della moxibustione, sostenendo soprattutto che la moxibustione agisce maggiormente nelle fasi croniche delle malattie o
qualora altri trattamenti abbiano fallito.
Tecnica e applicazione
La moxibustione avviene bruciando sopra o in vicinanza della cute della polvere di artemisia (Artemisia vulgaris) al fine di ottenere
una calorificazione della cute e, di riflesso, di strutture sottostanti e interne. L'artemisia è un vegetale che cresce in tutto il pianeta e
viene colto per tradizione il 21 giugno, solstizio d'estate, sia per l'uso interno (Artemisia capillaris, Artemisia apiacea), sia per quello
esterno (Artemisia vulgaris). Per l'uso esterno questo vegetale viene lavorato in modo tale che al termine rimanga della polvere
lanugginosa da impiegare per l'effettuazione della moxibustione. Questa può essere eseguita utilizzando la semplice polvere
manipolata per confezionare dei piccoli coni, oppure viene impiegata confezionata in lunghi sigari. Nel caso che si usasse della moxa
non confezionata, questa viene appoggiata alla cute del paziente o sopra sostanze di vario tipo, in modo da costruire coni di varia
grandezza (cauterizzazione diretta). Quando il cono è stato opportunamente confezionato, se ne accende la sommità (accensione che
non causa la comparsa della fiamma) e lo si lascia bruciare completamente, generando del calore molto intenso. Al termine rimane un
forte eritema cutaneo. Nel caso, invece, che si intenda utilizzare la moxa confezionata in sigari, questa viene accesa ad una sommità
del sigaro (accensione che non causa la comparsa della fiamma) e poi viene avvicinata alla cute per ottenere un riscaldamento per
irraggiamento termicoo conduzione. Il timore di ustioni sussiste solo se la moxa accesa tocca la cute, altrimenti si ottiene un eritema
reattivo che indica il successo della pratica, in ogni caso l'eritema scompare nel giro di poche decine di minuti.

La cauterizzazione diretta, che prevede l'impiego di moxa non confezionata, può avvenire con il cono di Artemisia (preparato al
momento) appoggiato direttamente sulla cute (evenienza che al termine della pratica lascia una ustione di 2º grado e la formazione di
una flittena), tuttavia per le complicanze causate dalla sovrainfezione della flittena è una pratica in disuso anche in Cina, mentre è più
indicata la cauterizzazione indiretta che prevede che il cono di artemisia, sia appoggiato su una fettina di zenzero, o di aglio, o di uno
strato di sale o di porzioni di altre sostanze, al fine di determinare si un forte riscaldamento cutaneo, ma di evitare però la comparsa
della flittena. In genere la cauterizzazione indiretta viene praticata in casi di una certa gravità, nei quali la presenza di Freddo abbia
determinato la comparsa di stati collassiali e di forteastenia.

Pratica maggiormente impiegata è quella del riscaldamento cutaneo ottenibile con l'uso dei sigari di moxa. Questa pratica avviene
accendendo una estremità del sigaro di artemisia ed una volta accesa, viene avvicinata alla cute per determinarne il riscaldamento. La
pratica può avvenire mantenendo fermo il sigaro in prossimità del punto prescelto, o effettuando dei movimenti circolatori o a
becchettio sul medesimo punto. Nel caso che il sigaro venga mantenuto fermo, esso deve rimanere ad una distanza dalla cute di
almeno 3 cm, altrimenti si può causare una ustione e questa tecnica va protratta per almeno 10 minuti, tuttavia se si esegue un
movimento rotatorio, questo può avvenire ad una distanza minore ma per un tempo più lungo (20-30 minuti). Il becchettio è molto
riscaldante e va effettuato con attenzione per non ledere la cute. L'artemisia irradia, quando è incandescente, un calore da 500 a 600°
e uno spettro infrarosso

Infine esiste la possibilità di praticare la moxibustione impiegando contenitori per alloggiare frammenti di moxa. Questi contenitori
detti moxatori (moxa boxes), sono a forma di cofanetto con il fondo provvisto di rete metallica fine e di coperchio per inserire la
moxa. In genere sono di legno, ma ne esistono anche di metallici ed hanno misure che vanno dai 10–15 cm di ghezza
lar ai 5–10 cm di
lunghezza e 3–8 cm di altezza. All'interno di questi cofanetti vengono posti, al centro della reticella, uno o due frammenti di moxa
grandi, più o meno, 3 centimetri per 3 centimetri i quali vengono poi accesi e lasciati bruciare lentamente a coperchio chiuso. Poiché
la reticella si trova a 1–2 cm dalla cute, è pressoché impossibile l'ustione della medesima, tuttavia durante la fase centrale della
combustione, il calore potrebbe essere molto intenso e la scatola può essere rimossa per pochi secondi. Date le dimensioni di queste
scatoline, è possibile procedere alla moxibustione simultanea di più punti di agopuntura, specialmente sull'addome e sul dorso, dove i
punti sono ravvicinati. Questa tecnica di moxibustione si addice a condizioni croniche, nelle quali vi sia forte insediamento del
Freddo all'interno del corpo.

Secondo i sostenitori di questa tecnica, un singolo trattamento di moxa dovrebbe trattare al massimo 6 punti. Il ritmo delle
applicazioni è di uno ogni due giorno per arrivare ad una serie che va dai 10 ai 15 trattamenti. Dopo questa serie, se non si sono
ottenuti benefici, si dovrà osservare un riposo terapeutico di almeno una settimana, prima di ricominciare.

Indicazioni
Secondo i fautori di tale pratica, la moxibustione si addice al trattamento di tutte le patologie dominate dal Freddo e dall'Umidità,
siano essi penetrati dall'esterno o presenti all'interno (deficit di YANG), nelle patologie croniche come la bronchite e l'asma, sia con
presenza di Calore o di Freddo e nelle patologie contraddistinte da forte stasi di QI e Sangue, poiché:

velocizza la corrente energetica neimeridiani


disperde il Freddo e l'Umidità
armonizza il rapporto tra QI e Sangue
tonifica lo YANG
si oppone ed espelle le energie patogene mantenendo la salute.
Tuttavia non vi è alcuna prova scientifica a sostegno di queste teorie.

Controindicazioni
La pratica della moxibustione è tassativamente sconsigliata in caso di febbre a 40°, ma in genere non andrebbe applicata quando la
temperatura corporea supera i 38°. Non è indicata nelle patologie dove vi sia evidente preponderanza di calore, su aree cutanee
eritematose, o abrase, o ferite. Quindi non è indicata nelle forti ipertensioni arteriose con forte stasi di calore, nelle ansie con eccesso
forte di calore, sulle aree cutanee psoriasiche o con lupus eritematoso, o con presenza di nervi sospetti o irritati. La moxibustione con
cauterizzazione diretta è bene evitarla per il fortissimo dolore arrecato al paziente. Da evitare anche durante il ciclo mestruale. Per
prudenza è bene non sottoporre trattamenti ai bambini di età inferiore ai 7 anni. Non esiste invece alcun limite massimo di età. Non è
controindicata durante la gravidanza, ma in questo periodo è preferibile praticarla blandamente sul basso ventre e nella parte bassa
della colonna vertebrale.

Note
1. ^ (EN ) Acupuncture (PDQ®)–Health Professional V ersion, American Cancer Society, 8 marzo 2011. URL consultato il
novembre 2018.
2. ^ ASPTrapani.it - portale dei servizi on-line ASP 9 di Trapani (http://www.asptrapani.it/servizi/Menu/dinamica.aspx?id
Area=16679&idCat=16680&ID=26795)
3. ^ Le Medicine Complementari Aziendali(http://www.usl5.toscana.it/index.php?option=com_content&view=article&id=
12022%3Ale-medicine-complementari-aziendali&catid=139&Itemid=6501) Archiviato (https://web.archive.org/web/20
141112141607/http://www.usl5.toscana.it/index.php?option=com_content&view=article&id=12022%3Ale-medicine-co
mplementari-aziendali&catid=139&Itemid=6501)il 12 novembre 2014 inInternet Archive.
4. ^ Acupuncture and moxibustion of traditional Chinese medicine , su unesco.org.

Bibliografia
R.Tursi e F.Ruta,Moxa, ed Hermes,1997

Altri progetti
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Collegamenti esterni

Moxibustione, su thes.bncf.firenze.sbn.it, Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze.


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