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H. Curtis, N. S.

Barnes,
A. Schnek, A. Massarini, Posca

Il nuovo Invito alla


biologia.blu

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Capitolo D4

I polimeri

Curtis et al., Il nuovo Invito alla biologia.blu © Zanichelli editore 2017


Macromolecole
e polimeri

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Il successo della plastica
Il grande successo delle plastiche risiede nella loro versatilità e nel loro
costo; a seconda del polimero scelto
si possono ottenere materiali che conciliano diverse caratteristiche come la
leggerezza, la resistenza, l’isolamento, l’elasticità, l’inerzia chimica e la
lavorabilità.

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I polimeri
I polimeri, o macromolecole, sono molecole a elevata
massa molecolare costituite dalla ripetizione di molecole
più semplici dette monomeri, legate tra loro da legami
di tipo covalente.

Si dividono in due categorie in base alla loro origine.

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I polimeri naturali
I polimeri naturali o biomolecole sono macromolecole di origine biologica e
rappresentano i costituenti fondamentali
degli organismi viventi. Appartengono a questa classe:
• i carboidrati (cellulosa, amido e glicogeno);
• le proteine;
• gli acidi nucleici (DNA, RNA).

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I polimeri sintetici
I polimeri sintetici sono prodotti attraverso reazioni
chimiche di sintesi, a partire da monomeri ottenuti dalla
lavorazione del petrolio.
Ne sono esempi:
• polietilene;
• Teflon®;
• cellophane®;
• plexiglas®;
• nylon;
• fibre acriliche.
Sono usati per produrre contenitori, pellicole per imballaggi,
bottiglie, vernici, materiali per l’edilizia e fibre tessili.

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Diversi tipi di polimeri
I polimeri si rappresentano attraverso l’unità ripetente,
che corrisponde al gruppo di atomi che si ripete n volte
lungo la catena polimerica e costituisce l’unità strutturale
fondamentale di una macromolecola.

Le catene possono essere formate da uno o più tipi di


monomero:
• un solo tipo di monomero forma un omopolimero;
• monomeri diversi formano un copolimero.
Unità ripetenti

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I copolimeri
Un copolimero è un polimero è formato da monomeri
diversi; a seconda di come sono legate tra loro le unità
monomeriche nella catena, si possono avere quattro tipi di
copolimeri.

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Il peso molecolare dei polimeri
Le reazioni di polimerizzazione portano alla formazione di catene polimeriche con
lunghezza variabile.
A seconda del grado di polimerizzazione e del processo
di sintesi, si possono ottenere polimeri con pesi molecolari differenti.

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La sintesi dei polimeri
I polimeri sono prodotti attraverso due meccanismi:
• polimerizzazione di addizione o a catena;
• polimerizzazione di condensazione o a stadi.
Il meccanismo di sintesi dipende dalle caratteristiche
chimiche dei monomeri di partenza, cioè segue la reattività
dei gruppi funzionali presenti nei reagenti.

Un polimero Un polimero
ottenuto per ottenuto per
addizione condensazione

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I polimeri
di addizione

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I polimeri di addizione
Nella polimerizzazione per addizione il polimero si forma
per addizioni successive del monomero. Il meccanismo è
detto anche polimerizzazione a catena perché ogni
passaggio dipende da quello precedente.

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La polimerizzazione per addizione /1
La polimerizzazione per addizione o a catena avviene in tre fasi
successive:
• fase di inizio. Si forma la specie attiva, cioè la specie chimica
che avvia il processo di polimerizzazione;
• fase di propagazione. La specie attiva reagisce con i
monomeri che, attraverso un meccanismo di addizioni
successive, portano alla formazione di una catena;
• fase di terminazione. Si arresta l’accrescimento della
macromolecola mediante reazioni chimiche che bloccano il
centro attivo della catena e, di conseguenza, impediscono al
monomero di addizionarsi.

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La polimerizzazione per addizione
A seconda della specie attiva responsabile della
propagazione della catena, esistono 3 tipi di polimerizzazione
per addizione:
• radicalica, in cui la specie attiva è un radicale;
• cationica, in cui la specie attiva è un catione;
• anionica, in cui la specie attiva è un anione.

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La polimerizzazione radicalica
La polimerizzazione per addizione radicalica è un meccanismo di reazione a catena che coinvolge radicali liberi.
A causa della presenza di un elettrone spaiato,
i radicali sono fortemente reattivi per cui tendono a reagire facilmente con altre specie chimiche per raggiungere una
configurazione elettronica stabile.
La conseguenza di questo comportamento è che le reazioni radicaliche sono molto veloci e seguono un meccanismo a
catena.

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La polimerizzazione cationica
La polimerizzazione per addizione cationica è un meccanismo di
reazione a catena che coinvolge cationi; la specie attiva che prende parte
alla reazione è un carbocatione.
I

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La polimerizzazione anionica
La polimerizzazione per addizione anionica è un meccanismo
di reazione a catena che coinvolge anioni;
la specie attiva che prende parte alla reazione è un carbanione.

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I polimeri
di condensazione

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La sintesi di polimeri
di condensazione
Per ottenere polimeri di condensazione è necessario
che i monomeri coinvolti siano almeno bifunzionali e che la
reazione sia accompagnata dall’eliminazione di molecole
con massa molecolare ridotta (come l’acqua).

In questo modo si possono ottenere sia omopolimeri sia


copolimeri.

Reazioni di condensazione che genera il PLA, un poliestere.


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La sintesi di polimeri
di condensazione

Le reazioni tra monomeri seguono la reattività tipica dei


gruppi funzionali e possono essere suddivise in 2 gruppi:
• le reazioni che coinvolgono il gruppo carbossilico

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La sintesi di polimeri
di condensazione /2

La polimerizzazione di condensazione viene anche detta


a stadi perché, a differenza dei polimeri di addizione, i
monomeri non si addizionano uno alla volta, ma diverse
catene in accrescimento si legano tra loro a formare una
macromolecola più grande.

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Esempi di polimeri di condensazione

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Le proprietà
dei polimeri

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I fattori che determinano le
proprietà dei polimeri

Le proprietà dei polimeri sono collegate alla disposizione delle


macromolecole nello spazio e alle loro interazioni.
I fattori che determinano la struttura microscopica della
macromolecola si riflettono nelle caratteristiche macroscopiche
del materiale:
• natura dei monomeri;
• presenza di gruppi funzionali;
• grado di polimerizzazione;
• regolarità delle catene;
• processo di polimerizzazione.

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Polimeri amorfi e cristallini
Quando le catene di un polimero hanno una disposizione regolare nello spazio, il polimero si dice cristallino.

Al contrario, quando le catene sono disposte in


modo irregolare il polimero si dice amorfo.

stato gommoso. resine


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Biodegradabilità /1
I processi di degradazione che coinvolgono i polimeri sono 4:
• degradazione termica: il calore può provocare la rottura di
legami nella catena polimerica;
• degradazione meccanica: fenomeni di usura, urti e sforzi
meccanici possono modificare l’aspetto del materiale e
comprometterne le prestazioni;
• degradazione ossidativa: i polimeri possono subire
reazioni di ossidazione da parte dell’ossigeno dell’aria;
• degradazione fotochimica: le radiazioni ultraviolette
possono innescare reazioni radicaliche che vanno a
modificare le catene polimeriche.
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Biodegradabilità /2
Un polimero si dice biodegradabile quando può essere
decomposto dagli enzimi dei microrganismi (funghi e batteri)
presenti nell’ambiente.
Questi microrganismi riducono le molecole organiche
complesse in costituenti più semplici come diossido di
carbonio, metano, acqua e altri composti organici e
inorganici.
Un polimero è biodegradabile se può essere degradato
per il 90% del suo peso nell’arco di sei mesi.

I sacchetti compostabili sono


realizzati in Mater-Bi®, un
polimero biodegradabile.

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