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Istituto Tecnico Industriale Archimede Catania - Tesi di maturit

Esami di stato 2011/2012

Dal dramma al benessere

Leone Roberto 5 A Termotecnica

Vivi ogni giorno con coraggio ed entusiasmo, perch la vita pu cambiare in un battito di ciglia.

Ai miei genitori e a tutte le persone che non hanno mai smesso di credere in me e a Luana, che ha cambiato il mio modo di essere.

INDICE

STORIA, LA SECONDA GUERRA MONDIALE ITALIANO, PRIMO LEVI TERMOTECNICA E MACCHINE A FLUIDO, MOTORI ENDOTERMICI CICLO OTTO MECCANICA, IL MECCANISMO BIELLA-MANOVELLA ESERCITAZIONE REPARTO DI LAVORAZIONE, I CHILLER IMPIANTI TERMOTECNICI, GENERATORI DI CALORE (CALDAIE)

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Storia

La seconda guerra mondiale.


La Seconda Guerra mondiale, durata dal 1939 al 1945, fu il secondo grande conflitto del XX secolo, in cui furono coinvolti quasi tutti i paesi del mondo e che vide duri scontri anche al di fuori dell'Europa. Inizi il 1 settembre 1939 con l'attacco alla Polonia da parte della Germania nazista, che gi aveva stretto patti con l'Italia e con il Giappone, e si era annessa l'Austria e la Cecoslovacchia. Ai tre paesi si opposero, conquistando la vittoria finale, le truppe di Inghilterra, Francia, Russia, Stati Uniti e paesi alleati. Decisivo fu l'impiego da parte degli Stati Uniti della prima bomba atomica, sganciata il 6 agosto 1945 sulla citt giapponese di Hiroshima. In seguito al conflitto la Germania fu divisa in due parti, la Repubblica Federale, sotto la sfera d'influenza dei paesi occidentali, e la Repubblica Democratica, sotto quella dell'Unione Sovietica. I morti complessivi furono quasi 50 milioni, di cui quasi 10 sterminati nei campi di concentramento nazisti.

L'incognita tedesca
C'era una grande incognita in Europa: la Russia Sovietica. Le diplomazie di Francia e In-ghilterra cercarono, sia pure tra dubbi ed incertezze, dettate dalle vecchie idee anti-comuniste, di attrarre la Russia in una coalizione anti-tedesca; dal canto suo la Germania cerc di stipulare un patto di non aggressione(MolotovRibbentrop) con la Russia. L'U.R.S.S. ader alle offerte precise della Germania che le proponeva la spartizione della Polonia. Il patto di non aggressione firmato tra la Germania e l'U.R.S.S. il 23 agosto 1939 diede a Hitler la possibilit di scatenare la guerra che non solo avrebbe risolto secondo le sue aspettative il problema di Danzica, ma avrebbe portato all'occupazione di buona parte della Polonia in tempi brevi, cos da avere poi solo il fronte occidentale cui dedicarsi.

La guerra lampo

Il 1 settembre 1939 scoppio la seconda guerra mondiale, lesercito tedesco invase la Polonia, due giorni dopo Gran Bretagna e Francia posero fine alla tolleranza nei confronti dellespansionismo di Hitler e dichiararono guerra alla Germania. Nella prima fase della guerra e fino al 1942 Hitler sembr avere la vittoria in mano grazie ai trionfi della guerra lampo. Hitler colpisce il nemico utilizzando le forze corazzate e laviazione. Le truppe tedesche piegarono lesercito polacco e occuparono la Polonia occidentale. La Polonia orientale, invece, fu invasa e 4

occupata dalle truppe sovietiche. LEuropa settentrionale sub lo stesso destino, in dicembre lUnione Sovietica aggred la Finlandia, poco dopo nellaprile del 1940, i nazisti occuparono Danimarca e Norvegia per ottenere il controllo del tratto di mare dove passavano le materie prime. Nel frattempo la Francia si era limitata a tenere docchio le truppe tedesche e a completare le fortificazioni della linea Maginot. Il 10 maggio del 1940 Hitler infranse brutalmente la neutralit del Belgio, dellOlanda e del Lussemburgo. Mentre il nord della Francia era sotto il diretto controllo della Germania, i nazisti consentirono a Petin di formare nella cittadina di Vichy un governo collaborazionista.

Entrata in guerra dell'Italia (10 Giugno 1940)


Allo scoppio della guerra nel 1939 Mussolini aveva dichiarato la non belligeranza dellItalia, ma linarrestabile serie di trionfi dellalleato tedesco lo rese sempre pi insofferente al ruolo di comparsa in cui era stato isolato. Nella primavera del 1940 il duce era convinto che i tedeschi avrebbero vinto su tutti i fronti in pochi mesi, il 10 giugno del 1940 fece consegnare la dichiarazione di guerra agli ambasciatori della Francia che era ormai sul punto di arrendersi ai Tedeschi. Ormai per la Francia era la fine: il 14 giugno i tedeschi occuparono Parigi; il 22 giugno la Francia firm l'armistizio. Ora contro il nazismo ed il fascismo (che, va ricordato, il 1 novembre 1936 avevano stipulato l'asse Roma-Berlino e che il 22 maggio 1939 avevano firmato il patto d'acciaio tra le due potenze) si ergeva solo l'Inghilterra. In Inghilterra era subentrato alla presidenza del consiglio un uomo che avrebbe influenzato con la propria grande personalit tutto il resto del conflitto: Winston Churchil. L'Inghilterra sub dall'agosto all'ottobre una tremenda serie di bombardamenti aerei da parte della Luftwaffe. La battaglia di Inghilterra fu affrontata con grande decisione dagli inglesi, una decisione tale da sconsigliare Hitler a tentare uno sbarco sull'isola. La caccia inglese inflisse perdite assai pesanti all'attaccante tedesco. Per quanto concerne l'Italia va subito detto che le nostre forze armate, assolutamente impreparate a una guerra moderna, si trovarono disperse su vari fronti: prima quello contro la Francia, poi quello in Libia e quindi quello in Africa orientale. Non solo c' da rilevare come il nostro stato maggiore pensasse pi ad una guerra difensiva che non offensiva, cos che ci si trov a perdere l'impero che era totalmente isolato dalla madre patria, a subire una serie di rovesci in Libia, a non saper risolvere il problema di Malta, munita roccaforte inglese nel mezzo del Mediterraneo.

La guerra in Grecia
Nel 1940 Mussolini firm con la Germania e il Giappone, il Patto tripartito, detto anche Asse Roma-BerlinoTokio, che prevedeva la spartizione del mondo tra le potenze dellAsse, quindi lattacco alla Grecia, furono poi tedeschi che occuparono il piccolo Stato. Al Duce e al fascismo essa procur per la prima volta una diffusa impopolarit in Italia. Il 25 ottobre 1940 Mussolini decise di sferrare lattacco alla Grecia partendo dall'Albania, con la convinzione di ottenere una facile vittoria (quasi a compensare in qualche modo i successi tedeschi). Ma l'esercito greco resistette validamente e occup addirittura il territorio albanese aiutati dagli Inglesi, opposero una forte resistenza che duro dallottobre del 1940 allaprile del 1941. Cos fu necessario l'intervento tedesco attraverso la Jugoslavia e direttamente in Grecia per togliere dai guai l'alleato e per potere affrontare senza preoccupazioni su altri fronti il problema russo. Non va dimenticato che, malgrado il patto di non aggressione esistente tra la Russia e la Germania, l'occupazione di territori all'est era pur sempre per Hitler il modo di dare spazio alla Germania nelle terre orientali.

La guerra in Russia

Allalba del 22 giugno 1941 le divisioni tedesche invasero lUnione Sovietica. Aveva cosi inizio loperazione Barbarossa, preparata da Hitler che costituiva lobiettivo finale della sua strategia, distruggere il bolscevismo e ridurre in schiavit i popoli slavi. Stalin fu colto impreparato, perch si fidava del Patto di non aggressione, perci applic la tattica tradizionale russa: una lenta ritirata dellesercito russo. Perch questo potesse avvenire in tempi brevi strinse unalleanza con la Gran Bretagna e con gli Stati Uniti i quali aderirono allUnione Sovietica. Mentre Stalin ricostituiva lesercito, le truppe inglesi avanzarono con precisione e velocit. Alla fine di ottobre linverno russo cal sugli aggressori e sugli aggrediti, mentre la guerra lampo si trasformava in guerra di posizione.

Pearl Harbour (Dicembre 1941)


Ma non fu cos: l'inverno russo e una maggiore resistenza offerta dai combattimenti sovietici fecero fallire i piani di Hitler alla fine del 1941. Va considerato che un altro fatto accaduto a migliaia di chilometri di distanza doveva influire in modo decisivo sugli sviluppi della guerra. Il 7 dicembre 1941 il Giappone attacc di sorpresa la flotta americana nella base di Pearl Harbour coinvolgendo direttamente gli Stati Uniti, con il loro immenso potenziale industriale, nel conflitto, segnando quindi decisamente una svolta nella conduzione e nello sviluppo della guerra.I Giapponesi lanciarono un massiccio ed improvviso attacco aereo che port gravi perdite alla flotta americana ancorata a Pearl Harbour. Le perdite furono gravi. La conseguenza pi importante fu che quellattacco convinse gli Stati Uniti a entrare in guerra. In soli sei mesi il Giappone conquist il controllo del Sud Est asiatico dellIndonesia delle Filippine di gran parte dellOceania e giunse a minacciare da vicino lAustralia e lIndia.

Le vittorie giapponesi
Sulla terra ferma si ebbe l'occupazione della Birmania. Alla fine di luglio del 1942 l'esercito giapponese aveva conquistato territori per otto milioni di chilometri quadrati raggiungendo obiettivi che sembravano impossibili. I giapponesi occupavano Hong-Kong, le Filippine, l'Indocina, Singapore e parte dell'arcipelago melanesiano, giungendo fino ai confini dell'India e penetrando nell'interno della Cina. Con questa nazione il Giappone era in guerra gi da molti anni, nel tentativo di distruggere le forze nazionaliste cinesi di Ciangkai-Sheck e quelle comuniste di Mao-tse-Tung. Ma questo non significava la sconfitta degli Stati Uniti che anzi cominciarono a far sentire il peso della loro potenza proprio durante la battaglia del mar dei Coralli e durante la battaglia di Midway (maggio-giugno 1942) battaglia quest'ultima che invert la tendenza nel Pacifico, sino a che con il mese di agosto ebbe inizio la controffensiva americana.

La situazione italiana
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La guerra era davvero mondiale e nella vastit del conflitto il settore italiano sembrava di importanza minore, ma questa valutazione strategica non era certamente valida per i soldati italiani combattenti in Africa settentrionale, in Russia e contro la guerriglia jugoslava; ne tanto meno per la popolazione civile che in molte citt viveva l'esperienza tragica dei bombardamenti aerei diurni e notturni. L'Etiopia era perduta, in Grecia ed in Africa settentrionale anche avevano dovuto chiedere l'aiuto dei tedeschi. La nostra flotta, priva del radar, non poteva competere con quella inglese che ormai era padrona del Mediterraneo. Invece di affrontare in modo adeguato i problemi relativi al nostro settore Mussolini invi una armata (l'Amir) in terra di Russia con conseguenze disastrose data la mancanza di mezzi per una guerra di movimento e di attrezzature per poter superare il gelido inverno russo. Durante tutta la condotta della guerra si pu affermare che mentre il coraggio del soldato italiano e il suo spirito di sacrificio risultarono certo non inferiori a quelli degli altri combattenti, fece chiaramente spicco l'impreparazione generale, il pressappochismo di una classe politica e militare che inevitabilmente avrebbe portato alla sconfitta. Se poniamo la fine del 1942 come l'inizio del rovesciamento delle sorti della guerra lo facciamo perch con la fine dell'anno vediamo su tutti i fronti una generale inversione di tendenza. Abbiamo detto che con la fine dell'estate 1942 nel Pacifico inizia la controffensiva americana, vediamo ora che in Africa settentrionale a novembre si ha non solo la controffensiva inglese a El Alamein ma si ha lo sbarco americano in Marocco e in Algeria quasi una prova generale di quell'attacco alla fortezza tedesca nell'Europa continentale, una prova di quel secondo fronte richiesto dai russi per poter vedere diminuita la pressione germanica contro di loro. Le truppe italo-tedesche di stanza in territorio africano si arresero il 13 maggio 1943, ora gli angloamericani si preparavano ad attaccare direttamente l'Europa.

La vittoria dei Russi a Stalingrado

Nel giugno 1942 la Germania lanci unoffensiva con lobiettivo di conquistare le regioni del Caucaso, ricche di petrolio. Allimpresa 230 000 soldati italiani dellARMIR (armata italiana in Russia).Era un contingente male equipaggiato e privo di armi che and incontro a una delle piu grandi tragedie di questa guerra. Nel luglio 1942 inizi la terribile battaglia si Stalingrado, la citt venne assediata per sette mesi, nelle strade e nei quartieri si svolsero sanguinosi combattimenti. Hitler ordin la resistenza a oltranza, ma nel febbraio 1943 i Sovietici costrinsero i tedeschi alla resa. Larmata tedesca e quella italiana si ritirarono disordinatamente, lasciando nel ghiaccio o nei campi di prigionia russi centinaia di migliaia di uomini. A Stalingrado i Tedeschi subirono la piu grande sconfitta dallinizio della guerra.

LO SBARCO ALLEATO IN ITALIA


Lo sbarco anglo americano in africa settentrionale decise di invadere lItalia per sfruttare il Mediterraneo. Il 10 luglio 1943 inizi lo sbarco alleato in Sicilia. Il paese temeva di perdere la guerra, si erano intensificati i bombardamenti, lalimentazione era alimentata dalle tasse annonarie. Chi aveva denaro si rivolgeva a chi praticava il mercato nero. Le persone fuggivano formando lesercito degli sfollati in cerca di rifugio nelle campagne.

LA CADUTA DEL FASCISMO


Il fascismo era in angoscia. Gli operai nel 1943 fecero una serie di scioperi. La grande industria era preoccupata per landamento della guerra temendo una rivoluzione, e quindi decise di appoggiare il colpo di Stato, per eliminare Mussolini e porre fine allalleanza con la Germania salvando lItalia dalla catastrofe. Il 25 luglio, il Gran Consiglio del Fascismo vot una proposta di sfiducia nei confronti del Duce e Vittorio Emanuele III riprese il comando. Il governo fu affidato al maresciallo Badoglio, e costrinse Mussolini a dimettersi e ad esiliarsi sul Gran Sasso

L8 SETTEMBRE DEL 1943


Il 25 luglio il maresciallo Badoglio proclama, alla nazione che pur essendo caduto il Fascismo, lItalia continuava la guerra al fianco della Germania. Laccordo fu raggiunto il 3 settembre 1943, ma il paese e lesercito furono informati solo l8 settembre. Molti militari abbandonarono lesercito, altri si organizzarono per la resistenza contro i Tedeschi che erano gi pronti per intervenire, occuparono lItalia centrosettentrionale e diedero inizio a feroci rappresaglie contro le quali non fu possibile organizzare una pronta ed efficace resistenza.

LA REPUBBLICA DI SALO IL REGNO DEL SUD


Per ordine di Hitler un commando di tedeschi aveva liberato Mussolini e lo avevano portato in Germania. Il Fuhrer lo aveva convinto a formare un nuovo governo e cosi crearono la Repubblica di Sal. Gli alleati intanto, dopo aver liberato tutta lItalia meridionale, avanzavano verso Napoli che era gi insorta contro i Tedeschi. Allinizio del 1944 lItalia rest divisa in due: Centro nord: occupato dai Tedeschi e governato da Mussolini attraverso la repubblica sociale Meridione: occupato dagli alleati e chiamato Regno del sud perch governato da Vittorio Emanuele III

I COMBATTENTI DI SAL0
Il governo di Sal deciso a continuare la guerra tent di organizzare un esercito regolare. La guardia Nazionale Repubblicana fu pi forte. In molte citt nacquero le brigate nere formate dai fascisti estremisti.

I partigiani
Nonostante le numerose difficolt e i dissensi politici sorti in senso al Comitato, le forze partigiane trovarono nelle Marche e nella Toscana grandi centri di azione. Nel maggio del '44 le formazioni partigiane 8

settentrionali si organizzarono come esercito regolare e costituirono il Comando del corpo volontario della libert. Nell'estate del '44 affrontarono alcune battaglie tra cui la pi importante fu quella di Monte Fiorino, mentre il tentativo di liberare Siena e Firenze provoc le pi feroci reazioni da parte dei tedeschi in tutta la Toscana. Le lotte si spostarono nel nord oltre la cosiddetta linea Gotica e qui i partigiani si affiancarono in modo determinante all'esercito alleato. Si arriv cos al 25 aprile 1945 quando l'avanzata alleata e l'insurrezione partigiana portarono alla completa liberazione d'Italia e segnarono la fine di Mussolini fucilato a Giulino di Mezzegra sul lago di Como il 28 aprile.

"GAP" e "SAP"
I Gap (Gruppi d'azione patriottica) e le Sap (Squadre d'azione partigiana) agirono per lo pi nei centri abitati, grandi e piccoli, con attentati alle istituzioni del nemico e con azioni di sabotaggio. Quindi Gap, Sap e bande di partigiani costituirono l'esercito combattente della Resistenza. Un'analisi comparativa consente di affermare che i combattenti della Resistenza Italiana furono circa 270.000.

13 divisioni bloccate
L'esercito tedesco, nonostante l'alta efficienza delle sue unit, la ferrea disciplina e la presenza delle forze speciali, quali le SS, accus fin dai primi mesi i colpi ricevuti dalle bande di partigiani. Infatti importanti contingenti di truppa (13 divisioni) non poterono essere utilizzate al fronte, dove combattevano le truppe regolari, perch indispensabili all'interno per fronteggiare le formazioni partigiane che minavano continuamente la sicurezza dei rifornimenti, ed i gruppi armati e gli organizzatori clandestini della citt, che ostacolavano seriamente la produzione bellica. I partigiani si erano procurati le armi prelevandole dai depositi dell'esercito italiano. Ma si trattava di fucili e di poche altre armi leggere che non potevano reggere il confronto con quelle dei nazisti. C'era poi il problema delle munizioni. A queste deficienze sopperirono in seguito gli Alleati, in particolare con le forniture di armi, munizioni, denaro ed ufficiali di collegamento ai partigiani del settentrione. Solo nel corso degli ultimi quattro mesi di guerra, gennaio-aprile 1945, la Special Force organizz 865 lanci di materiale da guerra ai partigiani del nord.

La Resistenza europea

L'ultimo conflitto mondiale fu caratterizzato dal fenomeno della Resistenza. La macchina bellica tedesca che aveva polverizzato l'esercito polacco e quello francese, quello belga, olandese, danese, norvegese, jugoslavo e greco e che aveva respinto l'Armata Rossa fino alle porte di Mosca, occupando quasi tutto il territorio della Russia europea, fu tuttavia costretta, prima o poi, ad affrontare ovunque importanti gruppi di resistenti armati, pronti ad una guerra fino all'ultimo sangue. Alla Resistenza partecip una moltitudine spinta dall'impeto naturale di salvarsi dalla prigionia e dalla tirannide tedesca, ma anche da una fervida 9

aspirazione alla libert, ed una minoranza che ebbe il coraggio di prendere le armi e di iniziare la guerriglia contro i Tedeschi che occuparono la propria nazione.

I campi di sterminio
Nell'Unione Sovietica i primi sintomi di sviluppo della Resistenza coincisero con la pi radicale svolta del regime nazista. Al principio del 1941, infatti, dopo il fallimento della battaglia di Londra, nella prospettiva di una guerra che si sarebbe protratta oltre i limiti previsti, Hitler aveva deciso di dare la soluzione finale al problema ebraico , cio lo sterminio totale degli undici milioni di ebrei che vivevano in Europa. Primi campi di sperimentazione furono la Polonia e l'Unione Sovietica dove gi si trovavano i commandos speciali, con il compito di provvedere all'eliminazione degli ebrei e dei comunisti, a man mano che la Germania occupava i territori. Complessivamente oltre un milione di ebrei e di comunisti vennero fucilati o impiccati nei territori dell'Unione Sovietica. Evidentemente quella politica di sterminio fu una leva potente che spinse decine di migliaia di uomini e di donne sovietici, con le armi in pugno, nelle grandi foreste e nelle immense pianure. Uomini e donne decisi a vendicare le vittime innocenti ed a combattere fino all'ultimo il nemico. Anche il governo del paese reag alle prime notizie dello sterminio inserendo la Resistenza nel quadro delle istituzioni statali. Il 18 luglio 1941, dopo i primi massacri della popolazione civile, il Comitato Centrale del Partito Comunista Sovietico prese la decisione di organizzare la lotta dietro le file nemiche e ne diede il compito al Comando dell'esercito. La decisione prevedeva la creazione di una situazione insostenibile per l'Armata tedesca mediante la disorganizzazione dei suoi collegamenti, delle sue linee di comunicazione e degli stessi distaccamenti militari, aiutando in ogni modo distaccamenti partigiani a cavallo o a fanteria..

La soluzione finale
A un mese dall'inizio delle operazioni in Unione Sovietica, il numero due del Reich invi una direttiva al capo dei servizi di sicurezza, questultimo incaricandolo di organizzare una "soluzione finale" della questione ebraica in tutta l'Europa controllata dalla Germania. Dal settembre 1941 gli ebrei tedeschi furono costretti a indossare fasce recanti una stella gialla; nei mesi seguenti decine di migliaia di ebrei furono deportate nei ghetti in Polonia e nelle citt sovietiche occupate. Si realizzarono i primi campi di concentramento (lager), strutture concepite appositamente per eliminare le vittime deportate dai ghetti vicini. Bambini, vecchi e tutti gli inabili al lavoro venivano condotti direttamente nelle camere a gas; gli altri invece erano sfruttati per un certo periodo in officine private o interne ai campi e poi eliminati. Il maggior numero di deportazioni avvennero nell'estate-autunno del 1942. Anche in questo caso, voci riguardo a stermini di massa giunsero agli ambienti ebraici all'estero e ai governi di Stati Uniti e Gran Bretagna. I casi di resistenza alle deportazioni furono rarissimi. Nell'aprile del 1943 gli ultimi 65.000 ebrei di Varsavia tentarono di opporsi alla polizia, entrata nel ghetto per la retata finale, ma vennero massacrati nel corso degli scontri, protrattisi per tre settimane. Il trasporto delle vittime nei campi di sterminio avveniva generalmente in treno. La polizia pagava alle ferrovie di stato un biglietto di sola andata di terza classe per ciascun deportato: se il carico superava le 1000 persone, veniva applicata una tariffa collettiva pari alla met di quella normale. I treni, composti da vagoni merci sprovvisti di tutto, persino di buglioli e prese d'aria, viaggiavano lentamente verso la destinazione e molti deportati morivano lungo il tragitto. Auscwiz (Polonia) era il pi grande tra i campi di sterminio; vi trov la morte oltre un milione di ebrei, molti dei quali furono prima usati come cavie umane in esperimenti di ogni tipo. Per una rapida eliminazione dei corpi, nel campo vennero costruiti grandi forni crematori. Nel 1944 il campo fu fotografato da aerei da ricognizione alleati a caccia di obiettivi industriali; i successivi bombardamenti eliminarono le officine, ma non le camere a gas.

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Varsavia l'eroica
In Polonia, a Varsavia, in pochi giorni vennero eliminati 350.000 ebrei, dei 450.000 rinchiusi nel ghetto dai nazisti fin dal primo giorno dell'occupazione. Di fronte a tali massacri anche in Polonia la Resistenza, rappresentata inizialmente dall'organizzazione clandestina Armia Krajowa (Esercito Nazionale), alla quale si aggiunse al principio del 1942 il movimento partigiano di sinistra Gwardia Ludowa (Guardia Popolare), aument le file dei combattenti. Non si trattava pi di una scelta politica, ma della scelta fondamentale fra la fede nell'umanit e nella negazione della condizione umana.

La fine della guerra

IL CROLLO DEL TERZO REICH


A novembre del 1943, Roosvelt, Stalin e Churchill si incontrano a Teheran per decidere lattacco alla Germania e il suo destino. S stabili di aprire un secondo fronte nella Francia settentrionale sorprendendo i nazisti con lo sbarco in Normandia. Il 30 aprile 1945 mentre i sovietici entravano per primi a Berlino, Hitler si suicidava. Il 7 maggio 1945 una Germania materialmente e moralmente distrutta firm la resa senza condizioni: la guerra in Europa era finita. Nel giugno del 1944 avviene lo sbarco in Normandia guidato da Eisenhower.

LA RESA DEL GIAPPONE


Nel novembre del 1944 laviazione americana cominci a bombardare Tokio. La morte di Roosvelt avvenuta nel 1945 e lelezione di Truman modificarono la situazione. Per costringere il Giappone ad arrendersi il nuovo presidente degli USA autorizz luso della bomba atomica. Truman invi al Giappone un ultimatum nel quale minacciava la distruzione totale se non si fosse arreso. Ottenne il consenso di Stalin e il 6 agosto 1945 la prima bomba atomica esplose su Hiroshima e tre giorni dopo su Nagasaki. La seconda guerra mondiale era ormai conclusa.

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IL PROCESSO DI NORIMBERGA
Finita la guerra, gli alleati, sentirono il bisogno di rispondere alla necessit di riparare i danni degli Ebrei, il 20 novembre 1945 a Norimberga il tribunale process i criminali di guerra nazisti.

LA DENAZIFICAZIONE
I vincitori procedettero alla denazificazione della Germania cio sradicamento del nazismo in ogni sua forma. Misero fuori tutti gli organismi di Hitler, le forze di occupazione intendevano far eseguire la ricostruzione della vita politica tedesca su basi democratiche furono organizzati in partiti democratici in Germania, Italia, Giappone.

YALTA E POTSTDAM: IL DESTINO DELLA GERMANIA E LE SFERE DI INFLUENZA


Nel febbraio 1945 prima della fine della guerra Roosvelt Churchill e Stalin si incontrarono a Yalta dove concordarono il destino della Germania = disarmo totale, divisione del paese in 4 zone. Laltra questione era: il futuro dellEuropa. Roosvelt e Stalin decisero di dividerla in due sfere: Europa occidentale, Europa orientale. Sconfitta la Germania, nel luglio 1945 gli Alleati si incontrarono nuovamente a Potsdam, alla periferia di Berlino. Roosvelt morto improvvisamente viene sostituito da Truman, Churchill avendo perso le elezioni, aveva ceduto il passo ad un primo ministro laburista.

IL DESTINO DELLE ALTRE NAZIONI VINTE


Il 10 febbraio 1947 nella conferenza di pace di Parigi gli alleati firmarono dei trattati con lItalia e le potenze dellAsse. LItalia rappresentata a Parigi da Alcide De Gasperi perse tutte le colonie. Per le altre potenze dellAsse i tagli territoriali, furono decise in base, alle esigenze espansionistiche dellUrss. LAustria rimase soggetta alloccupazione delle Nazioni Unite fino al maggio del 1955 quando venne firmato il trattato di indipendenza.

LA NUOVA CARTA DEL MONDO


Tra le nazioni vincitrici lunica potenza fu lUnione Sovietica. LUrss mantenne il controllo di quasi tutta lEuropa orientale. La nuova carta politico economica risult divisa in tre parti: 1. 2. 3. Il primo mondo dominato dagli Stati Uniti Il secondo mondo dominato dallUrss Il terzo mondo formato dai paesi dellAsia, dellAfrica e dellAmerica Latina.

LONU
Mentre la seconda guerra mondiale era ancora in atto, gli alleati decisero di promuovere nuove forme di collaborazione che garantivano la giustizia tra i popoli. La societ delle nazioni nata nel 1919 per iniziativa di Wilson non era riuscita a bloccare lespansione nazista in Europa. Questo spinse gli alleati a creare lONU, 12

costituita nel 1945 il cui principio fondamentale era il mantenimento della pace e della sicurezza internazionale.

IL PIANO MARSHALL
Nellaprile del 1948 il congresso degli Stati Uniti approv il piano Marshall, che proponeva due obiettivi: 1. 2. obiettivo politico: frenare lavanzata del comunismo, obiettivo economico: far affluire in Europa cibo, capitali e materie prime per sfamare la popolazione.

Gli USA offrirono il loro aiuto a tutti i paesi. I paesi che lo accettarono furono 16 e tra questi anche lItalia, grazie a questo piano leconomia di questi 16 paesi si sistem e in pochi anni fu superata la produzione agricola e industriale che essi avevano prima della guerra. LEuropa orientale, rifiut gli aiuti per ordine dellUnione Sovietica.

LA GUERRA FREDDA
I contrasti sempre pi forti tra Usa e Urss e il timore che questultima allargasse la sua egemonia allintera Europa convinsero lo schieramento occidentale a formare unalleanza sotto la protezione nucleare degli Usa. Nellaprile del 1949 gli Stati Uniti, il Canada e dieci paesi europei tra cui lItalia formarono il Patto atlantico. Esso comprendeva un organismo militare pronto a intervenire in caso di attacco: la Nato. Questo patto di autodifesa si rivel opportuno: nel settembre 1949 lUnione Sovietica fece esplodere la sua prima bomba atomica. Gli Americani reagirono alla perdita del loro monopolio nucleare aumentando le spese militari ed estendendo lAlleanza atlantica prima alla Grecia e alla Turchia, e poi alla Germania occidentale. Questo provoc la pronta reazione di Stalin che nel 1955 firm con i Paesi dellEuropa orientale unalleanza militare analoga alla Nato: il Patto di Varsavia, che li pose sotto la protezione delle bombe atomiche russe. Lunione politica tra i Paesi del Blocco orientale si era gi realizzata nel 1947 quando fu istituito il Cominform, che aveva lo scopo di combattere il capitalismo nel mondo, ma soprattutto di garantire lobbedienza di tutti i partiti comunisti alla Russia di Stalin. Nel 1949 in risposta al Piano Marshall i Paesi dellEuropa orientale formarono il Comecon. Tra il 1947 e il 1956 le due superpotenze alimentarono nel mondo uno stato di tensione permanente: fu unaspra battaglia politica e ideologica, aggravata dalla corsa agli armamenti tra Russi e Americani. Questa pace armata port alla creazione di due blocchi.

LA CRISI DI BERLINO
In campo internazionale uno dei pi gravi motivi di contrasto tra le due superpotenze fu la situazione della Germania. Gli USA erano favorevoli ad una Germania unita, viceversa Stalin voleva una Germania divisa. Il punto pi alto della tensione fu raggiunto nel giugno del 1948 quando Stati Uniti, Gran Bretagna e Francia annunciarono che avrebbero riunificato le tre zone da loro occupate e i Sovietici, bloccarono le strade che portavano a Berlino. Con laiuto di Gran Bretagna e Francia gli Stati Uniti riuscirono a creare un ponte aereo e rifornire la citt, nellestate del 1949 i Sovietici accettarono la divisione della Germania. A ovest: Repubblica federale tedesca A est: Repubblica democratica tedesca

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Italiano

Primo Levi
La vita

Primo Michele Levi (Torino, 31 luglio 1919 Torino, 11 aprile 1987) stato uno scrittore, partigiano e chimico italiano, autore di racconti, memorie, poesie e romanzi. Nel 1943 venne catturato dai nazifascisti e quindi, nel febbraio dell'anno successivo, deportato nel campo di concentramento di Auschwitz. Il suo romanzo Se questo un uomo, che racconta le sue terribili esperienze nel lager nazista, considerato un classico della letteratura mondiale. Primo Levi muore suicida l'11 aprile 1987, probabilmente lacerato dalle strazianti esperienze vissute e dal quel sottile senso di colpa che talvolta, assurdamente, si ingenera negli ebrei scampati all'Olocausto: di essere cio "colpevoli" di essere sopravvissuti. Nato a Torino il 31 luglio 1919 da Ester Luzzati e Cesare Levi , appartenenti ad una famiglia di origini ebraiche proveniente dalla Provenza e dalla Spagna, Primo Levi visse un'infanzia turbata da alcune incomprensioni con il padre, dovute ad una notevole differenza di et e differenze di carattere. Nel 1934 si iscrisse al Liceo classico Massimo d'Azeglio di Torino, noto per aver ospitato docenti illustri e oppositori del fascismo come Augusto Monti, Franco Antonicelli, Umberto Cosmo, Norberto Bobbio, Cesare Pavese, e molti altri. Questi insegnanti furono per allontanati e il clima politico l presente si raffredd.

Studi universitari e prime esperienze lavorative


Nel 1937 si diplom al liceo classico e si iscrisse al corso di laurea in chimica presso l'Universit di Torino. Nel novembre del 1938 entrarono in vigore in Italia le leggi razziali, dopo che in Germania l'antisemitismo si era manifestato attraverso atti di violenza e sopraffazione. Tali leggi avevano introdotto gravi discriminazioni ai danni dei cittadini italiani che il regime fascista considerava "di razza ebraica". Le leggi razziali ebbero un determinante influsso indiretto sul suo percorso universitario ed intellettuale.

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Le leggi razziali precludevano l'accesso allo studio universitario agli ebrei, ma concedevano di terminare gli studi a quelli che li avessero gi intrapresi. Levi era in regola con gli esami, ma, a causa delle leggi razziali, aveva difficolt a trovare un relatore per la sua tesi, finch nel 1941 si laure con lode, con una tesi in chimica. Un piccolo particolare macchia per quell'attestato, esso infatti riporta la dicitura "Primo Levi, di razza ebraica". Levi al proposito commenta: "[...]le leggi razziali furono provvidenziali per me, ma anche per gli altri: costituirono la dimostrazione per assurdo della stupidit del fascismo. Si era ormai dimenticato il volto criminale del fascismo rimaneva da vederne quello sciocco". In quel periodo suo padre si ammal di tumore. Le conseguenti difficolt economiche e le leggi razziali resero affannosa la ricerca di un impiego. Venne assunto in maniera semi illegale da un'impresa, con il compito di trovare un metodo economicamente conveniente per estrarre le tracce di nichel contenute nel materiale di scarto di una cava d'amianto . A questo periodo risalgono i primi esperimenti letterari, due brevi racconti pubblicati molti anni dopo all'interno della raccolta Il sistema periodico. Nel 1942 si trasfer a Milano, avendo trovato un impiego migliore presso una fabbrica svizzera di medicinali. Qui Levi, assieme ad alcuni amici, venne in contatto con ambienti antifascisti militanti ed entr nel Partito d'Azione clandestino.

Nel campo di Auschwitz


Nel 1943 si inser in un nucleo partigiano operante in Val d'Aosta. Poco dopo, nel dicembre 1943, venne arrestato dalla milizia fascista nel villaggio di Amay, sul versante verso Saint-Vincent del Col de Joux (tra Saint-Vincent e Brusson), e trasferito nel campo di transito di Fossoli insieme al suo Generale Luigi Casaburi presso Carpi, in provincia di Modena. Il 22 febbraio 1944, Levi ed altri 650 ebrei vennero stipati su un treno merci e destinati al campo di concentramento di Auschwitz in Polonia. Levi fu qui registrato e subito condotto al campo di BunaMonowitz, allora conosciuto come Auschwitz III, dove rimase fino alla liberazione da parte dell'Armata Rossa, avvenuta il 27 gennaio 1945. Fu uno dei venti sopravvissuti fra i 650 che erano arrivati con lui al campo. Levi attribu la sua sopravvivenza a una serie di incontri e coincidenze fortunate. Innanzitutto, leggendo pubblicazioni scientifiche durante i suoi studi, aveva appreso un tedesco elementare. Di rilevante importanza fu parimenti l'incontro con Lorenzo Perrone, un civile occupato come muratore, il quale, esponendosi a un grande rischio personale, gli fece avere regolarmente del cibo. In un secondo momento, verso la fine del 1944, venne esaminato da una commissione di selezione, incaricata di reclutare chimici per la Buna, una fabbrica per la produzione di gomma sintetica di propriet del colosso chimico tedesco IG Farben. Insieme ad altri due prigionieri (entrambi poi deceduti durante la marcia di evacuazione) ottenne un posto presso il laboratorio della Buna, dove svolse mansioni meno faticose ed ebbe la possibilit di contrabbandare materiale con il quale effettuare transazioni per ottenere cibo. Nel far ci si avvalse della collaborazione di un altro prigioniero a cui era molto legato, Alberto Dalla Volta, anch'egli italiano. Infine, nel gennaio del 1945, immediatamente prima della liberazione del campo da parte dell'Armata Rossa, si ammal di scarlattina e venne ricoverato nel Ka-be (dal tedesco Krankenbau, in italiano "infermeria del campo"), scampando cos fortunosamente alla marcia di evacuazione da Auschwitz (nella quale sarebbe morto Alberto, ma non per la scarlattina, malattia che avrebbe gi contratto in et infantile). Il viaggio di ritorno in Italia, narrato nel romanzo La tregua, sar lungo e travagliato. Ritornato in Italia, nel 1947 spos Lucia Morpugno, da cui ebbe tre figli. 15

Chimico e scrittore
L'esperienza nel campo di concentramento lo sconvolse profondamente fisicamente e psicologicamente. Giunto a Torino, si riprese fisicamente e riallacci i contatti con i familiari e gli amici superstiti dell'olocausto. Venne assunto, come chimico, in una fabbrica di vernici, la SIVA di Settimo Torinese, dove divenne in seguito Direttore Tecnico. Mosso dalla prorompente necessit di testimoniare l'incubo vissuto nel lager, si gett febbrilmente nella scrittura di un romanzo che fosse testimonianza della sua esperienza ad Auschwitz e che verr intitolato Se questo un uomo. In questo periodo conobbe Lucia Morpurgo , che divent sua moglie. Levi ebbe poi ad affermare che questo incontro sarebbe stato fondamentale per la stesura di Se questo un uomo, permettendogli di passare dalla prospettiva dolorosa di un convalescente a quella descritta dall'autore nel libro Il sistema periodico con queste parole: "un'opera di chimico che pesa e divide, misura e giudica su prove certe, e s'industria di rispondere ai perch". Nel 1947 termin il manoscritto, ma molti editori, tra cui Einaudi, lo rifiutarono. Venne pubblicato da un piccolo editore, De Silva. Nonostante la buona accoglienza della critica, inclusa una recensione favorevole di Italo Calvino su L'Unit, incontr uno scarso successo di vendita. Delle 2500 copie stampate, se ne vendettero solo 1500, soprattutto a Torino. In questo periodo Levi abbandon il mondo della letteratura e si dedic alla professione di chimico. Dopo una breve esperienza come lavoratore autonomo con un amico, trov impiego presso la Siva, una ditta di produzione di vernici di Settimo Torinese, di cui, in seguito, assumer la direzione fino al pensionamento. Nel 1956, a una mostra sulla deportazione a Torino, incontr uno straordinario riscontro di pubblico. Riprese cos fiducia nei propri mezzi espressivi. Partecip a numerosi incontri pubblici (soprattutto nelle scuole) e ripropose Se questo un uomo ad Einaudi, che decise di pubblicarlo. Questa nuova edizione incontr un successo immediato. Nel 1959 collabor alle traduzioni in inglese e in tedesco. Quest'ultima traduzione era particolarmente significativa per Levi. Uno degli obiettivi che si era proposto scrivendo il suo romanzo era far comprendere al popolo tedesco che cosa era stato fatto in suo nome e di fargliene accettare una responsabilit almeno parziale. Incoraggiato dal successo internazionale, nel 1962, quattordici anni dopo la stesura di Se questo un uomo, incominci a lavorare a un nuovo romanzo sul viaggio di ritorno da Auschwitz. Questo romanzo venne intitolato La tregua e vinse la prima edizione del Premio Campiello (1963) Nella sua produzione letteraria successiva, prendendo spunto dalle sue esperienze come chimico, l'osservazione della natura e l'impatto della scienza e della tecnica sulla quotidianit diventarono lo spunto per originali situazioni narrative. Negli anni settanta e ottanta Nel 1975 decise di andare in pensione e di dedicarsi a tempo pieno alla sua attivit di scrittore. Nello stesso anno usc la raccolta di racconti Il sistema periodico, in cui episodi autobiografici e racconti di fantasia vengono associati ciascuno ad un elemento chimico. L'opera gli valse il Premio Prato per la Resistenza. Nel 1978 pubblic La chiave a stella. Questo romanzo, concepito durante i suoi numerosi soggiorni lavorativi, rappresenta un omaggio al lavoro creativo ed in particolare a quel gran numero di tecnici italiani che hanno lavorato in giro per il mondo a seguito dei grandi progetti di ingegneria civile portati avanti 16

dall'industria italiana dell'epoca (anni sessanta e anni settanta). Nel luglio del 1978 La chiave a stella vince il premio Strega. Nel 1982 torn al tema della Seconda guerra mondiale, raccontando in Se non ora, quando? le avventure picaresche di un gruppo di partigiani ebrei di origini polacche e russe, che tendono imboscate ai tedeschi sul fronte orientale e giungono ad attraversare i territori del Reich sconfitto, sino a Milano, da dove alcuni prenderanno la via della Palestina per partecipare alla costruzione dello stato di Israele. Nel saggio I sommersi e i salvati (1986) torn per l'ultima volta sul tema dell'Olocausto, cercando di analizzare con distacco la sua esperienza, chiedendosi perch le persone si siano comportate in quel modo ad Auschwitz e perch alcuni siano sopravvissuti e altri no. In particolare estese la sua analisi a quella che defin "zona grigia", rappresentata da quegli ebrei che si erano prestati a lavorare per i tedeschi controllando gli altri prigionieri nei campi di concentramento. L'11 aprile del 1987 Primo Levi mor cadendo dalla tromba delle scale della propria casa di Torino, dando adito al sospetto che si trattasse di un suicidio. Questa ipotesi appare avvalorata dalla difficile situazione personale di Levi, che si era fatto carico della madre e della suocera malate. Il pensiero ed il ricordo del lager avrebbero, inoltre, continuato a tormentare Levi anche decenni dopo la liberazione, sicch egli sarebbe in un qualche modo una vittima ritardata della detenzione ad Auschwitz. Il suicidio di Levi rimane comunque un'ipotesi contestata da molti, poich lo scrittore non aveva dimostrato in alcun modo l'intenzione di uccidersi e anzi aveva dei piani in corso per l'immediato futuro. Primo Levi divenne ateo dopo la terribile esperienza del lager: "Devo dire che l'esperienza di Auschwitz stata tale per me da spazzare qualsiasi resto di educazione religiosa che pure ho avuto. C' Auschwitz, dunque non pu esserci Dio. Non trovo una soluzione al dilemma. La cerco, ma non la trovo.", dichiar in un'intervista. Le spoglie dello scrittore riposano presso il campo israelitico del Cimitero monumentale di Torino.

Lo stile letterario
Lo stile letterario di Primo Levi, come emerge dalle sue maggiori opere, uno stile di stampo realistadescrittivo. Si tratta infatti di una narrazione asciutta, sintetica ed esauriente quanto basta per comprendere i sentimenti e lo sfondo sociale dell'ambientazione dell'opera: stile che ben si adatta al vasto pubblico a cui Levi intende rivolgersi, in special modo nella trattazione di un argomento di estrema importanza, come quello della prigionia in un Lager. Esistono comunque differenze significative tra le varie opere, soprattutto Se questo un uomo. L'opera prima fu infatti composta molto rapidamente, quasi con furia, sentendo incalzare la necessit di testimoniare il dramma, ancora molto recente all'epoca dei fatti; per le opere successive, a partire da La Tregua, Levi compone i propri libri in modo molto pi sistematico, dandosi precise scadenze e scrivendo praticamente in orari prestabiliti. Questo dato composito chiaramente rilevabile durante la lettura: se lo stile di Se questo un uomo tradisce tutta l'urgenza della testimonianza immediata del sopravvissuto, ne La Tregua si riflette un'emozione differente.

SE QUESTO UN UOMO
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Se questo un uomo un romanzo autobiografico di Primo Levi scritto tra il dicembre 1945 ed il gennaio 1947. Rappresenta la coinvolgente ma riflettuta testimonianza di quanto fu vissuto in prima persona dall'autore nel campo di concentramento di Auschwitz. Levi ebbe infatti la fortuna di sopravvivere alla deportazione nel campo di Monowitz - lager satellite del complesso di Auschwitz e sede dell'impianto BunaWerke propriet della I.G. Farben. Considerate se questo un uomo Che lavora nel fango Che non conosce pace Che lotta per mezzo pane Che muore per un s o per un no. Sono questi alcuni dei versi introduttivi del romanzo, ispirati all'antica preghiera dello Shema, e ne spiegano il titolo.

Il testo venne scritto non per vendetta, ma come testimonianza di un avvenimento storico e tragico. Lo stesso Levi diceva testualmente che il libro era nato fin dai giorni di lager per il bisogno irrinunciabile di raccontare agli altri, di fare gli altri partecipi ed scritto per soddisfare questo bisogno. Il romanzo, durante la sua genesi, fu comunque oggetto di rielaborazione. Al primo impulso da parte di Levi, quello di testimoniare l'accaduto, segu un secondo, mirato ad elaborare l'esperienza vissuta, il che avvenne grazie ai tentativi, da parte dell'autore, di spiegare in qualche modo l'incredibile verit dei lager nazisti. Il manoscritto fu inizialmente rifiutato da Einaudi e venne dato alle stampe dalla casa editrice Francesco De Silva, che fece uscire per solo duemilacinquecento copie. Il successo e la notoriet del libro si fecero attendere fino al 1958, anno in cui il romanzo veniva ripubblicato proprio da Einaudi. Anche dopo la pubblicazione, comunque, la scrittura dell'esperienza personale vissuta alla fine della guerra rimase perennemente un lavoro in corso. Successivamente a Se questo un uomo venne infatti pubblicato il romanzo La tregua, che descrive l'interminabile viaggio nei paesi dell'est in cui era stato coinvolto Levi dopo la liberazione del campo. Quest'opera deve il suo titolo al fatto di rappresentare una fase in cui la mente del protagonista resta in parte libera dal pensiero assillante della prigionia. Un pensiero che comunque lo avrebbe riassalito al momento di ritornare a casa e anche negli anni successivi. Nel 1986, ad esempio, venne alla luce il saggio I sommersi e i salvati, che tornava a trattare la tematica del lager.

Tematiche

Dopo i versi introduttivi, la prefazione spiega quanto importante sia stato, per l'interessato, il fatto di essere stato internato solo nel 1944, periodo in cui le condizioni dei prigionieri erano ormai migliorate. L'autore dichiara di non aver inventato nessuno degli avvenimenti narrati.

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molto importante, da parte dell'autore, lo scopo di alternare la testimonianza del vissuto ad altri scorci in cui egli assume la prospettiva dello scienziato, la societ dei detenuti funziona secondo regole complesse ed incomprensibili per chi vi appena arrivato, ma senz'altro oggetto di analisi da parte del narratore. Ricoprono tra l'altro un ruolo di primo piano le descrizioni dei rapporti sociali: Levi si concentra spesso sulla psicologia e sulle dinamiche di gruppo dei detenuti, indicando come alcune regole di fratellanza o di civile convivenza vengano, per cause di forza maggiore, messe a tacere. Hanno del resto un ruolo di primo piano le doti di carattere, gli stratagemmi ed i sotterfugi necessari per appartenere al gruppo dei privilegiati che sopravviveranno, se non all'intera durata della detenzione, almeno al prossimo periodo di crisi e terrore.

Riassunto:
Il primo capitolo (Il viaggio) spiega la situazione degli ebrei italiani deportati a Fossoli nel campo di transito. Il trasferimento in Germania comunque imminente e la maggior parte dei prigionieri sa di andare incontro alla morte quasi sicura. Il treno fa tappa al Brennero, a Salisburgo, a Vienna e ancora in Polonia. Nella carrozza ferroviaria i deportati vengono trasportati in condizioni disumane, sicch parecchi di loro muoiono. Nel secondo e nel terzo capitolo (Sul fondo ed Iniziazione) vengono descritte le prime scene nel campo di concentramento. A ciascuno dei prigionieri, chiamati in tedesco Hftling] viene assegnato un numero che costituisce la loro nuova identit con decorrenza immediata. Si tratta di una identit carica peraltro di significati fin dall'inizio. Al suo arrivo, il protagonista ignora ancora che grazie a quelle cifre possibile stabilire provenienza e grado di anzianit dei vari prigionieri. Fin troppo in fretta si apprendono le prime leggi del campo, come quella di non fare domande, di fingere di capire tutto, di saper apprezzare il valore di oggetti essenziali alla sopravvivenza come le scarpe ed il cucchiaio. Primo Levi tiene molto a spiegare il variegato panorama linguistico delle varie comunit etniche, compreso l'uso di termini specifici tedeschi in tutte le lingue. A proposito di questo paesaggio linguistico variegato, Levi svolge un paragone del lager con la citt e la torre di Babele. Ka-Be il nome abbreviato dell'infermeria (baracca detta Krankenbau) che d il titolo al quarto capitolo. In seguito ad un problema al piede, Levi viene assegnato a questo blocco, fatto che gli concede una sorta di tregua, ma non di vera e propria speranza. Come dovr capire, il numero che il protagonista porta tatuato sul braccio si trova di poco al di sotto di duecentomila: dato che il campo ospita poche decine di migliaia di persone, logico che centinaia di migliaia di persone sono state uccise o sono morte di stenti. Del resto, nel campo regna qualcosa come la certezza matematica che la maggior parte delle persone ancora vive destinata a morire a medio termine. questo quanto un gruppo di prigionieri ebrei fa capire a Levi, non senza fargli sentire un certo disprezzo. Questo atteggiamento ostile in parte dovuto al fatto che il protagonista - essendo italiano - non parla la loro lingua, lo yiddish. Il quinto capitolo Le nostre notti contiene tra l'altro una celebre pagina in cui il protagonista illustra il suo dormiveglia, una situazione nella quale i confini tra realt e sogno si dissolvono. Si tratta dunque di un sonno che non regaler mai il necessario riposo. Ogni notte infatti Levi, come gli altri internati, periodicamente assalito da due incubi ricorrenti: Il primo riporta l'autore a casa, ignorato dai suoi amici e familiari mentre racconta le atrocit subite nel lager, il secondo illude invece Levi d'aver davanti a s del cibo che poi scompare repentinamente ogni qual volta prova a mangiarlo.

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Il lavoro, sesto capitolo, illustra tra l'altro la scarsa predisposizione di Levi ai lavori pesanti: dovendo trasportare carichi di grosse dimensioni, il protagonista rischia di morire estenuato. Ciononostante, Levi approfitta della solidariet del compagno Resnyk, il quale lo aiuta generosamente nei compiti pi gravosi. Il settimo capitolo, Una buona giornata, presenta una nuova fase di tregua nella vita del lager. Il fatto di poter mangiare a saziet costituisce un evento eccezionale per i prigionieri, dato che le dosi stabilite legalmente non coprono il fabbisogno energetico giornaliero. La parvenza di un minimo di normalit, d'altro canto, favorisce il riemergere della tristezza, altrimenti rimossa durante le giornate dominate dalle percosse, dalla fame e dalla spossatezza. Il titolo dell'ottavo capitolo, Al di qua del bene e del male, allude all'opera Al di l del bene e del male di Nietzsche. Al contrario dell'eroe niciano, il prigioniero del lager viene presentato nella sua nullit. Questo capitolo illustra soprattutto il significato e le ripercussioni di un fatto apparentemente banale come il cambio della biancheria (il cosiddetto Wschetauschen). Infatti, sul mercato del lager le camicie dei prigionieri vengono utilizzate come merce di scambio, e nel campo si sviluppato un mercato nero, una sorta di borsa soggetta a regole descrivibili con una certa precisione. Il valore di scambio, quindi il prezzo di cose e materiali soggetto a sbalzi e ad improvvise cadute, in funzione della variabile disponibilit dei beni e dei capricci del mercato: oltre ai meccanismi di domanda e offerta, giocano un ruolo molto importante le manovre di speculazione messe in atto dai prigionieri. Uno dei capitoli di maggiore importanza senza dubbio il nono, dedicato a i sommersi ed i salvati (il titolo di questo capitolo verr ripreso per battezzare l'importante saggio del 1986): Levi spiega come questa distinzione (tra candidati alla sopravvivenza o alla morte) sia per lui di importanza assai maggiore rispetto a quelle di bene e di male (praticamente impossibili da definire in maniera obiettiva). Passa quindi ad illustrare le vicende di alcuni detenuti a mo' di exempla: come mostrano le brevi note biografiche dedicate a questi internati, il miglior modo per sopravvivere senza dubbio quello di conquistarsi un posto al sole facendosi incaricare di mansioni speciali, diventando ad esempio un cosiddetto Kapo. La maniera esemplare per far parte dei votati alla morte sicura invece quella di adattarsi alle regole ufficiali del campo, per poi indebolirsi lentamente a causa dell'esaurimento, della denutrizione e delle malattie. Esame di chimica: in seguito a questa prova sostenuta presso il dottor Pannwitz, Levi viene ammesso alle mansioni di laboratorio. questo uno dei principali fattori a garantirne la sopravvivenza nel lager, sottraendolo al destino dei cosiddetti Muselmnner, cio dei votati alla morte certa. L'undicesimo capitolo, Il canto di Ulisse, ispirato al ventiseiesimo canto dell'Inferno, in cui viene narrata la vicenda umana di Ulisse, guidato - come Dante e come Levi - dalla sete di sapere: il protagonista cerca di ricordarsi i versi danteschi e di tradurli ad un suo compagno di prigionia. I fatti dell'estate: questo capitolo si riferisce al tracollo militare dei tedeschi, fatto quindi noto ai prigionieri. Neanche alla fine della guerra, dopo lo sbarco in Normandia e la gigantesca controffensiva sovietica in Russia si sviluppa tra gli Hftling una speranza vera e propria: i fronti alleati sono infatti lontanissimi, mentre la necessit di risolvere gli impellenti problemi della sopravvivenza quotidiana continua ad essere onnipresente. Ottobre 1944 (tredicesimo capitolo) illustra la sopravvivenza di Levi ad una retata di selezione da parte dei nazisti, mentre il capitolo Kraus (quattordicesimo) propone il ritratto di un prigioniero del lager.

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Die drei Leute vom Labor (le tre persone del laboratorio) descrive alcune impressioni sulla nuova vita da chimico del protagonista, senza tuttavia approfondire le funzioni specifiche del laboratorio, n le mansioni svolte dal narratore. La presenza di tre donne crea un effetto estraniante. Ne L'ultimo viene rappresentata la figura amica di Alberto, il bresciano Alberto Dalla Volta, gi nota dai capitoli precedenti. Costituisce di una specie di alter ego per il protagonista. Si tratta di un personaggio sempre solidale ed estremamente ricco di inventiva e diplomazia, nonch di una figura assai amata nel campo. Scritto sotto forma di diario, Storia di dieci giorni costituisce l'epilogo della vicenda. Siccome l'arrivo dell'Armata Rossa oramai imminente, i tedeschi decidono di evacuare il campo facendo partire da Auschwitz almeno i prigionieri sani. Dato che si ammalato di scarlattina, Levi ricoverato e viene escluso dal trasferimento, senza sapere che per questa spedizione finir per portare i prigionieri verso la fine (si tratta della marcia della morte ed questa la sorte riservata ad Alberto). Sopravviveranno invece molti dei pazienti che rimangono nel campo. Primo e altri due prigionieri si daranno da fare per aiutare gli altri malati della loro baracca mentre aspettano l'arrivo dei sovietici, avvenuto il 27 gennaio 1945.

Lettura
Le riflessioni dell'autore permettono al lettore di immedesimarsi con il protagonista ed affiancarlo idealmente nella sua esperienza. Per questo, la lettura del libro un'esperienza intensa per il lettore, il quale rivive insieme all'autore parte della sofferenza di quei giorni. Si tratta inoltre di una esperienza che porta alla riflessione e che non di rado fa sorgere delle domande, per cui Levi ne pubblic una parte tentando di rispondere. Per esempio, il lettore sar spesso stupito dal fatto che nel libro si stenta a trovare un giudizio morale negativo nei confronti di chicchessia. Si cercher quindi invano una qualche espressione di rancore nei confronti del nazismo. La mancanza di sentimenti del genere fece parlare di un modo di scrivere classico, che poneva Levi tra i grandi della letteratura. Levi spieg in seguito ai lettori che era sua intenzione quella di mantenere un approccio razionale, assumendo il ruolo del testimone e lasciando al lettore il compito di formarsi un'opinione sull'accaduto. Nondimeno, come riportato nell'appendice al romanzo, a Levi venne chiesta una spiegazione sull'origine dell'antisemitismo nazista. Questa, secondo l'autore, andava inquadrata in un fenomeno pi ampio, quello dell'ostilit sviluppata nei confronti dei diversi.] Il lettore intuisce quindi che la scrittura del mondo dei lager pu indicare, in qualche modo, un qualcosa di pi ampio che pu arrivare ad abbracciare l'intero mondo della condizione e della natura umana, tematica cui accennava lo stesso Levi parlando del campi di concentramento come fonte di sapere sugli uomini e sul mondo, comparabile addirittura ad un gigantesco, irripetibile esperimento.

La metafora dell'Inferno dantesco


Come accennato a proposito del capitolo dedicato ad Ulisse, si incontrano ripetutamente nel libro riferimenti alla Divina Commedia: la detenzione in un lager viene in qualche modo visto come viaggio nell'oltretomba, in un mondo dal quale si crede di non poter pi uscire, similmente a quanto accade nell'Inferno dantesco. Si propongono in quanto segue alcuni dei numerosi riferimenti intertestuali all'opera di Dante: 21

Il viaggio verso il lager pu essere visto come il trasporto delle anime da traghettare verso l'inferno attraversando il fiume Acheronte, laddove un soldato del campo copre un ruolo simile a quello del tremendo nocchiero Caronte all'arrivo ad Auschwitz. A differenza di Caronte, il soldato nazista si esprime con un tono grottescamente cortese per farsi consegnare gli oggetti di valore dei prigionieri. La tristemente nota scritta sul portone di accesso (Arbeit macht frei, il lavoro rende liberi) viene proposta come una riscrittura dell'incipit del terzo canto dell'Inferno: nella cantica dantesca, la frase riferita alla porta di ingresso (Per me si va nella citt dolente, per me si va ne letterno dolore, per me si va tra la perduta gente) indica che attraverso quell'ingresso si accede al mondo dei dannati. L'infermeria, detta Ka-Be, viene paragonata al limbo, un mondo escluso dalle categorie del bene e del male, privo di punizioni vere e proprie e, in un certo senso, un momento di tregua durante l'avventura del lager nazista. Al momento di sostenere l'esame di chimica per essere trasferito in laboratorio, il protagonista si imbatte nel dottor Pannwitz, che rassomiglia in qualche modo ad un giudice infernale. Come il Minosse dantesco (che assegna a ciascuna delle anime dannate un determinato cerchio dell'inferno e quindi una punizione), il dottore ha la facolt di decidere delle mansioni e del destino altrui. Secondo la narrazione di Levi, il Pannwitz siede formidabilmente: si tratta di un riferimento nascosto al quinto Canto dell'Inferno (Stavvi Mins orribilmente e ringhia, v. 4). Nel capitolo Sul fondo, si indica lo stato di brutale sovvertimento dei valori morali all'interno del lager con i celebri versi danteschi: Qui non ha luogo il Santo Volto! / Qui si nuota altrimenti che nel Serchio!

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TERMOTECNICA E MACCHINE A FLUIDO

MOTORI ENDOTERMICI CICLO OTTO


Motori endotermici alternativi a combustione interna
Un motore endotermico alternativo una macchina termica a combustione interna ,avente lo scopo di trasformare energia chimica in lavoro meccanico.

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Architettura del motore

1- Condotto aspirazione gas freschi 2- Condotto gas di scarico 3- Asta 4- Candela 5- Valvola 6- Camera di combustione 7- Anelli elastici 8- Camma 9- Spinotto 10- Pistone 11- Biella 12- Albero a gomiti 13- Contrappeso-Albero motore

Il Basamento la struttura portante del motore, ottenuto per fusione in ghisa o in lega leggera, entro il quale sono ricavati i cilindri e i supporti per lalbero motore. Sui bordi esterni sono presenti tratti di parete rinforzati sotto forma di superfici a spessore maggiorato per offrire sufficiente resistenza alle staffe di ancoraggio sia del telaio che di altri organi ausiliari esterni (organi di alimentazione, compressore condizionatore ,ecc..). Questa struttura studiata in modo da ridurre le emissioni sonore di parete. Allinterno delle fiancate sono ricavati i condotti per il passaggio dellolio lubrificante o/e i vani di passaggio dellacqua di raffreddamento. Lungo le pareti laterali sono eseguiti dei fori verticali filettati per avvitare le colonette di serraggio testata. La Testata il corpo superiore del motore. Pu essere in blocco unico per i motori piccoli in linea o a testate singole per i motori a cilindri contrapposti, a V,o per i grandi motori AC. Fra la superficie dappoggio e della testata e la superficie superiore del basamento si interpone una guarnizione di separazione fre le superfici dei due corpi a contatto. Essa costruita in lega leggera per i piccoli motori e in ghisa per i pi grandi; Presenta il gruppo di distribuzione ,candela o iniettore ,condotti di ingresso gas freschi e uscita gas di scarico ;Pu presentare alettature in caso di un motore raffreddato ad aria. La testata chiude la sommit del cilindro creando un vano avente la funzione di camera di combustione. Il Pistone detto pure stantuffo, lorgano motore diretto con la fiamma e i gas caldi ,collegato meccanicamente alla biella ,mediante un perdo detto spinotto. Esso lelemento che trasforma il lavoro di espansione dei gas caldi in forma motrice F. 24

Essa si ottiene moltiplicando la pressione media esercitata dai gas sul cielo del pistone per larea del cilindro.

La Biella lorgano che trasmette il moto dal pistone alla manovella dellalbero a gomiti. Essa collegata al pistone con un perno detto spinotto, e alla manovella con due cuscinetti di strisciamento detti semigusci ,poste nella parte inferiore della biella, smontabile, della cappello. L albero a gomiti un pezzo unico formato da campate orientate tra loro con angolo costante,ogni campata formata da due bracci di manovella paralleli, e da un perno di manovella parallelo allasse di rotazione sul quale montata la testa della biella. Lalbero poggia con relativi cuscinetti, su appositi alloggi sulle pareti interne del basamento, detti supporti di banco. La distribuzione ha lo scopo di eseguire e regolare il ricambio dei gas allinterno del motore; nei motori a quattro tempi essa comprende lasse a camme e la trasmissione del suo moto, le valvole di aspirazione e scarico, molle di richiamo e guida valvole. Lalbero a camme pu essere singolo o doppio, generalmente posto nella testata e ruota a velocit dimezzata rispetto allalbero motore da quale prende il moto mediante cinghia dentata, catena o ingranaggi in cascata. Essendo sempre ad alternato contatto tra profilo e testa della valvola, per garantire maggiore resistenza allusura costruito in acciaio al carbonio, cementato o nitrurato sulla parte della superficie del profilo delle camme, disposte in corrispondenza delle valvole.

I motori sono costituiti essenzialmente da uno o pi cilindri dentro i quali scorrono a tenuta i pistoni che, collegati mediante meccanismi biella-manovella ad un albero motore, permettono di trasferire a questultimo un moto di rotazione. I motori pi piccoli sono monocilindrici ,le cilindrate maggiori invece vengono frazionate in pi cilindri: gli schemi pi usati prevedono due ,tre, quattro, cinque, sei, otto, dodici cilindri; essi posso essere strutturati in linea, contrapposti o inclinati (a V).

Nei motori a Ciclo Otto, il sistema daccensione del combustibile comandata per scintilla (AS),mentre laccensione spontanea per compressione adottata per i motori a ciclo Diesel o Sabath.

Il ciclo operativo pu essere a 2 tempi (2T) : Aspirazione-compressione,combustione-espansione-scarico. Totali 2 corse ed un giro di albero motore. 4 tempi (4T) : Aspirazione,compressione,combusione-espansione,scarico. 25

Totali 4 corse e due giri di albero motore.

Principi di funzionamento
I cilindri vengono principalmente riempiti da una carica miscela di aria-combustibile, tecnicamente chiamata carica dei gas freschi, mediante sistemi alternati di valvole. In seguito alla combustione,lenergia chimica del combustibile si trasforma in energia di pressione e di temperatura; in tempi molto rapidi si genera internamente al motore un fluido ad alta entalpia,la cui energia di pressione e la cui temperatura sono trasferiti allorgano mobile,generando col lavoro meccanico,ovviamente disperdendo parte del calore generato,irreversibilmente utilizzabile. I gas esausti sono espulsi dal moto si pompaggio del pistone e fuoriescono nel collettore attraverso la valvola o le luci di scarico e da qui nella marmitta. Nei motori AS la carica dei gas freschi formata da aria-benzina,mentre nei motori AC da sola aria: il gasolio iniettato direttamente nella camera di combustione.

Descriviamo adesso il funzionamento delle fasi di un motore quattro tempi:

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1- Aspirazione: La biella essendo in posizione verticale comporta la posizione del pistone nel PMS,iniziando il ciclo, avremo LAspirazione,dunque lalbero motore compier giri antiorari comportando la posizione del pistone dal PMS al PMI,richiamando tramite il condotto di aspirazione e la relativa valvola,la carica dei gas freschi allinterno del cilindro. 2- Compressione: La miscela aria-benzina viene compressa dal pistone che sale dal PMI al PMS. Le valvole sono chiuse;al termine di questa fase,tra gli elettrodi della candela scocca la scintilla che da inizio alla combustione. 3- Espansione: La combustione libera una grande quantit di energia termica e porta i gas ad una elevata temperatura,avviene lo scoppio. Le valvole sono chiuse, lalta pressione allinterno del cilindro spinge con forza il pistone verso il PMI. E in questa fase del ciclo che si genera energia meccanica. 4- Scarico: Il pistone sale dal PMI al PMS pompando fuori dal cilindro i gas combusti attraverso il condotto di scarico. La valvola di scarico,comandata analogamente allalbero motore dall albero a camme,adesso si apre; e si chiuder quando il pistone raggiunge il PMS per dare inizio ad un nuovo ciclo.

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Ciclo termodinamico sul piano P-V e T-S

Il ciclo in senso stretto costituito dalle due adiabatiche e isocore, ma fisicamente inizia con laspirazione (lisobara di espansione iniziale) durante la quale viene immessa la miscela nella camera di combustione. Segue la compressione adiabatica, lisocora al PMS , laccensione, lespansione adiabatica e lisocora del PMI. Infine, lisobara di scarico. Detto Qa il calore assorbito dal fluido durante la combustione (il processo di combustione equiparato ad una sorgente termica) e Qc la somma dei calori ceduti allesterno durante tutto lo svolgersi del ciclo, il rendimento dato dallespressione:

La formula del rendimento ideale:

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T1 e T2 sono le temperature allinizio e alla fine della compressione di riscaldamento. Questo risultato pu sembrare strano, perch non coinvolge la T massima raggiunta e quindi esclude la quantit di calore sviluppata durante la combustione Una analisi completa del rendimento ideale porta alla formula :

nella quale di solito compreso tra 6 e 10 nei motori che funzionano secondo il ciclo Otto) indica il rapporto di compressione, cio il rapporto tra il volume massimo compreso tra la base superiore del pistone e la testata, e il volume della camera di combustione, cio tra il V max a disposizione del fluido e quello minimo, e k il rapporto tra i calori specifici del fluido a pressione costante e a volume costante, cio:

Successivamente definiamo il Ciclo reale: indica una successione di stati termodinamici che rappresentano le reali condizioni di funzionamento del motore. Il suo grafico solitamente riportato sul diagramma P,v. Esso detto anche ciclo indicato, ed ha un aera sicuramente inferiore a quella del ciclo ideale a causa delle diverse perdite energetiche, fra cui le perdite di calore, le combustioni non istantanee e le perdite dovute ai tempi di apertura e chiusura delle valvole; inoltre il gas di tipo reale e si allontana dal comportamento previsto per i gas ideali.

Il rendimento indicato [ ] il rapporto tra il indicato e il lavoro ideale,ovvero tra la Pmi e la

Lavoro Pm :

Pressione media
Il rendimento e il lavoro espressi in un ciclo, sono funzione di molti parametri ,tra di essi anche la Pressione Media . Essa definita come il rapporto tra il lavoro erogato dalla massa di gas,che esegue il ciclo ideale, e la cilindrata spazzata dal pistone durante una corsa:

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La cilindrata di spazzata pari alla differenza il volume quando il cilindro si porta al PMS. Il lavoro

fra il volume nel cilindro quando si trova al PMI, e

dunque pari al prodotto della massa m dei gas freschi,per il lavoro unitario L.

La Pressione media indicata invece, esprime larea corrispondente del lavoro utile e la cilindrata

Pmi = Essa rappresenta il valore medio della pressione agente sul pistone, lungo tutta la corsa di espansione ed in grado di erogare il lavoro utile.

Rapporto stechiometrico
Il rapporto fra la massa daria e la massa di combustibile detto dosatura e rappresenta la composizione della carica dei gas freschi introdotti nel cilindro con laspirazione. Il valore stechiometrico indicato con rimane pressoch constante e vale circa = 14,7 14,8. Il rapporto relativo aria-combustibile indica la grandezza ottenuta dividendo il rapporto di ariacombustibile della miscela in esame e il rapporto stechiometrico . Nel caso di una miscela avente aria in eccesso * > 14,7 14,8+ si ha > 1 e la miscela detta povera Mentre nel caso contrario in cui la miscela ha aria in difetto * < 14,7 14,8 + si ha < 1 la miscela detta ricca. Nei collettori di aspirazione dei motori AC viene immessa solo aria. La miscela viene a formarsi allinterno del cilindro solo in seguito alliniezione del combustibile in camera di combustione; essa ha inizio pochi istanti prima che il pistone abbia raggiunto il PMS. I motori AC operano con un rapporto volumetrico di compressione , pi elevato rispetto a quelli a ciclo Otto e con una miscela povera. Tutte le benzine possiedono un potere antidetonante, assolutamente indispensabile che lo scoppio avvenga solo in seguito allo scoccare della scintilla in candela e mai in modo spontaneo: questo fenomeno dannoso detto battito o detonazione. Lunit di misura del potere antidetonante delle benzine il numero di ottano: esso viene misurato sperimentalmente secondo varie metodologie, la pi importante delle quali il nelle benzine in fase di produzione in raffineria. Nei motori AC la combustione avviene invece in modo spontaneo.

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Prestazioni dei motori


La pressione esercitata dai gas, moltiplicata per larea del cilindro, costituisce la forza dei gas: essa ha una componente lungo la biella che si scarica sul bottone di manovella; questa componente, moltiplicata per il braccio genera in momento torcente M sullalbero. I grafici che illustrano le prestazioni dei motori sono le curve di potenza e di coppia, rilevate sperimentalmente a sul banco di prova ,in funzione della frequenza di rotazione e in condizioni di piena alimentazione. Il valore di coppia massima ottenuto a un regime decisamente inferiore a quello di potenza massima. Il consumo specifico CS il rapporto tra la portata massica di combustibile GC in un ora di funzionamento e la potenza effettiva Peff. CS=GC/Peff. Vengono anche misurate in banco di prova la potenza persa ; il rendimento meccanico e la pressione media effettiva . Questultima pu essere intesa come la somma della pressione media necessaria per vincere le resistenze passive del motore. Il rendimento volumetrico indica il rapporto tra massa realmente introdotta nel cilindro al termine della fase di aspirazione e la carica teorica. La pme e la coppia sono entrambe proporzionali al riempimento del cilindro, espresso dal rendimento volumetrico e raggiungono i rispettivi punti di massimo quando anche il riempimento massimo. Il consumo orario indica la quantit di combustibile consumata in unora di funzionamento ad un numero di giri costante. Il consumo specifico potenza effettiva il rapporto tra la portata massica di combustibile in unora di funzionamento e la

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Meccanica

Il meccanismo biella-manovella.
Generalit
Il dispositivo biella-manovella, un meccanismo mediante il quale possibile trasformare il moto rotatorio continuo in un moto rettilineo alternato e viceversa. Esso trova larghissima applicazione nelle costruzioni delle macchine: sia nei motori alternativi a combustione interna o a vapore, sia nelle macchine operatrici a fluido come pompe e compressori alternativi.Facendo riferimento allo schema del meccanismo riportato nella figura sottostante vengono definiti i vari elementi del dispositivo: -punto P: rappresenta locchio o piede di biella che collega con lelemento che trasla (testa a croce, pistone o stantuffo); dotato di moto rettilineo alternato tra due tra due posizioni estreme Pms (punto morto superiore) e Pmi (punto morto inferiore); -punto B: il punto di connessione tra la testa di biella e il bottone di manovella; dotato di moto rotatorio; -biella: elemento di lunghezza L (lunghezza di biella), che collega rigidamente i punti P e B; dotato di moto complesso risultante dalla traslazione dellestremit P (occhio o piede di biella) e dalla contemporanea rotazione dellestremit B (testa di biella); -manovella: elemento di lunghezza R (raggio di manovella), che unisce rigidamente i punti B e O; dotato di moto rotatorio intorno al punto O; il rapporto tra la lunghezza di biella e il raggio di manovella l/r si assume normalmente da 3 a 5; - corsa c: la massima distanza percorsa dal piede di biella tra i due punti morti superiore e inferiore e corrisponde al doppio del raggio di manovella.

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ELEMENTI COSTRUTTIVI DEL MECCANISMO BIELLA-MANOVELLA

Bielle

Le bielle sono organi di forma allungata, costituiti da una parte centrale, denominata fusto, alle cui estremit sono situati, opportunamente raccordati, due supporti cilindrici, ad assi paralleli, di diametro generalmente diverso. Lestremit portante il supporto di diametro maggiore detta testa di biella; tale supporto generalmente costituito da due semigusci serrati mediante bulloni e recanti allinterno il relativo cuscinetto, in metallo antifrizione, entro cui si articola il perno o bottone di manovella. Laltra estremit, portante il supporto di diametro minore, detta piede o occhio di biella; anchessa munita di apposito cuscinetto in metallo antifrizione entro cui si articola il perno o spinotto dello stantuffo, materializzandosi, in tal modo, il collegamento a cerniera della biella con lorgano del manovellismo dotato di moto rettilineo alternativo. Il fusto, infine, presenta, in genere, sezione gradualmente crescente dal piede alla testa, raccordandosi con i relativi supporti. La forma costruttiva delle bielle dipende dalla velocit di rotazione del motore. Si definiscono lente le bielle di quei motori che non superano i 300 giri/min; veloci tutte le altre:

Bielle lente
Queste bielle, funzionanti a basse velocit, si costruiscono pesanti, con forme e sezioni semplici e lavorazioni non troppo precise. La progettazione di una biella lenta viene effettuata trascurando la sua forza d'inerzia e tenendo conto della sola sollecitazione di compressione quando il piede di biella al punto morto superiore, posizione in cui lo sforzo trasmesso risulta massimo. Questa condizione di carico, in funzione della snellezza, pu sollecitare la biella a carico di punta. La sezione del fusto normalmente rettangolare (costante o crescente dal piede di biella alla testa), oppure circolare piena o cava. Per l'occhio o piede si adotta sempre la forma chiusa, mentre la testa pu essere chiusa o aperta con il cappello fissato al corpo mediante bulloni prigionieri o passanti. I materiali di costruzione utilizzati sono acciaio al carbonio o ghisa sferoidale 33

Bielle veloci
Sono quelle bielle che operano con un alto numero di giri (motori da trazione per veicoli industriali, motori dauto, aerei). Per queste bielle occorre garantire la massima leggerezza tenendo conto della necessaria rigidit, avente nella loro progettazione anche delle sollecitazioni dovute alle forze d'inerzia che sollecitano la biella durante il suo moto di rotazione e traslazione (colpo di frusta). La sezione adottata per il fusto perci sempre quella a doppio T, rinforzato in corrispondenza della testa, dove la biella si trova a dover supportare ulteriori sollecitazioni a causa delle forze d'inerzia, massime quando essa forma con la manovella un angolo di 90 (posizione di quadratura). All'interno dell'occhio o piede di biella sempre montata con interferenza una boccola di bronzo o di materiale sinterizzato autolubrificante, per migliorare l'articolazione con lo spinotto di collegamento dell'elemento traslante. Un eventuale intaglio sul piede di biella, eseguito dopo il montaggio della boccola, consente un miglior accesso dell'olio all'interno dell'accoppiamento con lo spinotto. La testa delle bielle veloci di regola costruita in due parti con il cappello destremit unito al corpo mediante bulloni a gambo calibrato. Questi fungono da centraggio preciso e realizzano, al montaggio, l'esatto combaciamento delle parti. All'interno della testa di biella prevista una boccola di bronzo o di materiale sinterizzato. Questa bronzina ricoperta da materiale antifrizione ed il suo montaggio prevede particolari dispositivi che ne impediscono la rotazione rispetto alla sede.

Manovella
La manovella di estremit (cosiddetta poich calettata allestremit di un albero) viene convenientemente impiegata sia nelle macchine motrici che nelle macchine operatrici a fluido, quale organo per la trasformazione del moto da rettilineo alternativo a rotatorio, o viceversa. Essa costituita da un perno di banco sostenuto da un cuscinetto, da un braccio di manovella e da un perno o bottone di manovella, su cui si articola la testa di biella. Il dimensionamento della manovella di estremit consiste essenzialmente in un calcolo di verifica, in quanto, una volta determinate le dimensioni del perno o bottone di manovella e del perno di banco in base ai carichi esterni agenti, si disegna la manovella utilizzando i dati pratici forniti dai manuali, con successiva verifica della resistenza delle sezioni pericolose. Per quel che riguarda i materiali adoperati per la costruzione delle manovelle di estremit, si pu osservare che, nel caso di modeste sollecitazioni, possono essere impiegati gli acciai al carbonio da bonifica, mentre per elevati valori delle sollecitazioni devono impiegarsi gli acciai legati da bonifica.

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Esercitazione reparto di lavorazione

I chiller
I chiller sono gruppi refrigeratori d'acqua a compressione e possono suddividersi, in base al fluido utilizzato per il raffreddamento del condensatore, in due categorie: raffreddati ad aria (comunemente detti aria/acqua) o acqua (acqua/acqua). Un chiller, oltre che per il fluido di raffreddamento, viene poi identificato dal numero di circuiti frigoriferi e dal numero di compressore per circuito. Nella pratica questi sistemi si occupano di raffreddare acqua mista ad una miscela antigelo e anticorrosione ( che viene poi pompata in un circuito fino a raggiungere i singoli terminali (ventilconvettori o fancoil) i quali provvedono a raffreddare l'aria dei locali. Nel caso di chiller per impieghi industriali l'acqua fredda prodotto pu venire utilizzata per raffreddare macchinari o sistemi ad olio. Configurazioni tipiche sono: -chiller monocircuito, tipicamente equipaggiato con uno o due compressori; -chiller a doppio circuito, che possono utilizzare uno o pi compressori in parallelo fra loro fino a 4 per ogni circuito (configurazione tipica con compressori di tipo Scroll);

Refrigeratore munito di compressore di tipo scroll -chiller a circuito multiplo dotato di un solo compressore per circuito (fino ad un massimo di 4, configurazione tipica con compressori a vite)

Refrigeratore munito di compressore a vite Il campo di potenze frigorifere pi comune per gli impianti installati in Europa varia tra i 10 e i 500 kW. In questa fascia di potenza si sono affermati i chiller raffreddati ad aria, mentre quelli raffreddati ad acqua coprono potenze pi alte.

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In entrambe le tipologie, vengono utilizzati compressori di tipo scroll nelle fasce di potenza medio- basse (fino a 200 kW) mentre per potenze maggiori (300- 900 kW) sono impiegati prevalentemente compressori a vite e centrifughi. Poich i chiller necessitano di molta energia per il proprio funzionamento, si sono effettuati molti sforzi per renderne l'utilizzo meno oneroso. Per questo nel corso degli anni, stata migliorata l'efficienza media dei gruppi frigoriferi e aumentata quella dei compressori e degli scambiatori di calore. Importanti contributi vengono dallintroduzione di tecnologie innovative quali la valvola di espansione elettronica. Gli scambiatori di calore possono essere di diversa tipologia a seconda delle prestazioni richieste:

A Fascio Tubiero: E' composto da una camicia esterna cava che racchiude un fascio di tubi spaziati tra loro. Uno dei due fluidi circola nel fascio di tubi mentre l'altro fluido circola all'interno della camicia. Vengono utilizzati in presenza di fluidi liquidi. Sono particolarmente apprezzati per l'elevatissima superficie di scambio in funzione delle dimensioni complessive.

A Piastre: I due fluidi scorrono all'interno di condotti circondati da un insieme di piastre le quali provvedono al trasferimento del calore. Le piastre sono normalmente corrugate al fine di aumentare la superficie di scambio. Sono relativamente poco costosi da costruire e caratterizzati da una forma che li rende facilmente collocabili all'interno degli impianti. Vengono normalmente utilizzati con temperature e pressioni medio/basse (200C / 25Bar).

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A Spirale: Semplificandone la descrizione possono essere rappresentati come una lamiera liscia avvolta a spirale cos da formare delle camere separate tra loro al cui interno scorrono i due fluidi.

A Blocchi: Si tratta di un blocco di materiale attraversato da un da due serie di canali ortogonali tra loro al cui interno scorrono i due fluidi.

A Pacco Alettato: Questo genere di scambiatore non viene utilizzato in presenza di due fluidi allo stato liquido ma bens quando necessario trasferire calore tra un liquido e un gas. Si tratta infatti del sistema pi tradizionale e maggiormente conosciuto in quanto presente in moltissimi oggetti di uso comune quali automezzi, frigoriferi, ecc. ecc. Per consentire il corretto funzionamento dell'impianto ed evitare frequenti cicli on/off del compressore i gruppi chiller sono abbinati a vasi di accumulo per l'acqua refrigerata. La funzione di tali sistemi di accumulo semplicemente quella di costituire un volano termico tale da assorbire le repentine variazioni della temperatura dell'acqua in circolazione. La loro funzione particolarmente preziosa quando il sistema funziona in pompa di calore: durante i cicli di sbrinamento della sezione a espansione diretta il calore accumulato nel vaso (acqua calda) pu essere ceduto contemporaneamente all'evaporatore tramite lo scambiatore di calore cos da accelerare il processo di sbrinamento e ai terminali impedendo cos l'eccessivo abbassarsi delle prestazioni frigorigene. Il controllo delle condizioni dei singoli locali avviene normalmente tramite semplici termostati ambienti a bordo dei terminali idronici: in base alla regolazione del termostato il terminale apre la valvola termostatica

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e preleva acqua dal circuito idraulico cos da poter riscaldare o raffreddare l'aria ambiente tramite la batteria di scambio. Il chiller esterno non ha alcun controllo ne riesce a monitorare in alcun modo il funzionamento dei singoli terminali quindi si preoccupa semplicemente di mantenere la temperatura dell'acqua in circolo al valore settato (+10/11C per l'estate).

SCHEMA DI FUNZIONAMENTO.

Un motore refrigeratore di gas, come illustrato nello schema precedente, si accoppia naturalmente ad un motore a combustione interna o ad un compressore.Il motore a gas naturale oltre a fornire l'energia necessaria per azionare il compressore, i genera calore che, se recuperato, pu essere utilizzato per altri scopi, come il riscaldamento dell'acqua. La funzione di recupero del calore in parte ci che rende conveniente operare con questa soluzione che su refrigeratori elettrici. Il processo alla base di qualsiasi compressore e refrigeratore il ciclo a compressione di vapore. Il ciclo a compressione di vapore si basa su due principi. Il primo principio che un fluido assorbe calore quando si passa da un liquido ad un gas e rilascia calore quando si passa da un gas ad un liquido. Durante questo cambiamento di stato, la temperatura del fluido non cambia finch tutto il fluido viene evaporato o condensato. L'energia necessaria per modificare lo stato di un fluido chiamato calore latente. Una quantit proporzionalmente maggiore di calore necessario per modificare lo stato che per aumentare la temperatura. Questo perch quando un fluido evapora i legami molecolari che mantengono il fluido allo stato liquido devono essere rotti, rompere i legami molecolari richiede molta energia. Il secondo principio che il punto di ebollizione di un liquido cambia con la pressione. Pi bassa la pressione, il punto di ebollizione inferiore. In realt, possibile cuocere un liquido senza aggiungere il calore, ma semplicemente sufficientemente abbassando la pressione 38

. Segue una spiegazione del ciclo a compressione di vapore.1. Il Compressore Refrigerante entra nel compressore come gas. Il compressore applica pressione al gas, riducendo il volume e aumentandone la temperatura. La compressione del refrigerante aumenta anche la temperatura alla quale il refrigerante si condensa a liquido. Dopo aver lasciato il compressore caldo, gas refrigerante compresso viaggia al condensatore.2. Il condensatore. Nel condensatore, acqua fredda viene utilizzato per raffreddare il gas refrigerante e condensare il liquido..3. La valvola di espansione. Dopo aver lasciato il condensatore, il refrigerante ad alta pressione liquido passa attraverso una valvola di espansione che limita il flusso di refrigerante. La restrizione del flusso riduce la pressione del refrigerante. Riducendo la pressione, il punto di ebollizione viene abbassata rendendo il refrigerante pi efficiente nella rimozione di calore. Poich la pressione viene ridotta il refrigerante inizia ad espandersi e la sua temperatura si abbassa.4. L'evaporatore. Dopo che fluisce attraverso la valvola di espansione del refrigerante entra nell'evaporatore. A causa della bassa pressione nell'evaporatore, una parte del refrigerante evapora immediatamente e assorbe calore dal sistema di acqua, quindi raffreddamento. Poich il refrigerante fluisce attraverso l'evaporatore, pi evapora piu calore viene assorbito. Quando il refrigerante lascia l'evaporatore interamente gassoso. Il gas viene poi poi trasmesso al compressore dove il ciclo ricomincia.

Principali differenze tra compressori scroll e a vite.

COMPRESSORE A VITE

I compressori di tipo a vite sono macchine rotative volumetriche I compressori a vite trovano larga applicazione in diversi settori, e in particolare in quello dove vengono richieste grandi potenze frigorifere. Il compressore a vite consta essenzialmente di un motore di trazione e di due elementi accoppiati maschio, femmina che ruotano l'uno in senso opposto all'altro 39

(controrotanti), il cui profilo agisce in modo da esercitare una riduzione di volume della quantit di frigorigeno che viene aspirato per ogni giro che compie. La compressione del gas avviene tramite l'azione combinata di due viti ingranate l'una sull'altra. Il gas viene aspirato da una parte e viene poi compresso tra le spire delle due viti fino ad uscire dal lato opposto alla pressione richiesta. Il loro punto di forza sicuramente quello legato a un funzionamento praticamente privo di vibrazioni. Compressori di tipo scroll.

Il principio su cui si basa il funzionamento del compressore Scroll molto pi semplice di quello che si pensa. Protagoniste sono due Spirali inserite una dentro laltra, delle quali una bloccata nella parte superiore e laltra inserita subito sotto di essa, guidata da un eccentrico posto sullalbero motore che, ruotando la fa orbitare non girare allinterno di quella superiore. La Spirale orbitante nel compiere il suo moto, fa aumentare il volume fra le due Spirali, nella posizione pi lontana dal centro estremit mentre, contemporaneamente, diminuisce il volume verso il centro; perci nella periferia c aspirazione e, via, via che i volumi si riducono verso il centro, c compressione fino allespulsione che avviene al centro delle Spirali. Quindi il percorso del fluido refrigerante va dalle due aperture di aspirazione esterne e opposte fino al centro della Spirale fissa nel quale raggiunge la massima compressione. Tale processo avviene in modo uniforme privo di vibrazioni. Sia laspirazione che avviene nellestremit delle Spirali, sia la compressione che si realizza verso linterno e la mandata al centro, sono omogenee. Il fluido refrigerante aspirato contemporaneamente dalle due aperture diametralmente opposte ; progressivamente compresso raggiunge la zona centrale e il centro delle due Spirali dove alla pressione di mandata viene espulso. Il 40

processo daspirazione, compressione e mandata oltremodo uniforme ed completamente assente da vibrazioni e pulsazioni dogni genere. Fra i vantaggi di questo tipo di compressori si possono ricordare: assenza di valvole di aspirazione e mandata con annullamento delle perdite di carico introdotte dalle stesse valvole e, di conseguenza, aumento dell'efficienza energetica del ciclo; eliminazione del rumore dovuto allo sbattimento delle valvole sulle rispettive piastre e, perci, funzionamento pi silenzioso; assenza dello spazio nocivo, pertanto rendimento volumetrico del compressore prossimo al 100%;ridotto numero di parti mobili, con la conseguenza di minori probabilit di guasti; ingombro e peso notevolmente inferiori rispetto a compressori alternativi di pari potenzialit; buona capacit di tollerare l'aspirazione di refrigerante allo stato liquido, senza necessit di uso ne di accumulatore sull'aspirazione ne di resistenza del carter.

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Impianti termotecnici

GENERATORI DI CALORE (CALDAIE).

Il calore necessario a soddisfare il bisogno di energia richiesta per la climatizzazione invernale e/o per la produzione di acqua calda per usi igienici e sanitari prodotto dal generatore di calore, piu comunemente chiamato caldaia. Esistono diverse tipologie di caldaie, ma hanno tutte delle parti comuni, che sono: Camera di combustione, alloggiata nel focolare, dove si realizza il processo di combustione, e si ha quindi sviluppo di calore, generato bruciando combustibile, tale calore viene poi assorbito dal fluido termovettore attraverso le superfici di scambio di cui dotato il generatore. - Impianto di alimentazione del combustibile. - Camino - Apparecchi di regolazione, controllo e sicurezza. Tutti gli elementi sopra indicati sono racchiusi dal mantello, che non altro che un involucro di lamiera e di materiale coibente avente lo scopo di limitare le perdite di calore verso lesterno e migliorare quindi il rendimento della macchina. La fiamma di combustione prodotta dal bruciatore che, unitamente alla caldaia, forma il gruppo termico.

Grandezze caratteristiche
Una caldaia durante il suo normale funzionamento sviluppa una certa quantit di calore che non viene e non pu essere trasferita totalmente al fluido termovettore, infatti bisogna tenere conto delle varie perdite di energia legate a varie cause: 42

- perdite di calore per incompleta combustione - perdite per irraggiamento attraverso il mantello - perdite di calore sensibile al camino al camino (nei fumi). Le grandezze di cui tenere conto sono: Potenza termica al focolare Potenza resa al fluido termovettore Potenza termica nominale Potenza termica utile nominale Potenza termica convenzionale Rendimento termico utile Rendimento di combustione

Criteri di classificazione:
Le caldaie si possono classificare in base a diverse caratteristiche, tra le quali: - Il tipo di installazione - Il tipo di combustibile impiegato - Il tipo di fluido termovettore - Il materiale di costruzione - La pressione nella camera di combustione Con riferimento al tipo di installazione si hanno caldaie murali o pensili e quelle a basamento. Le caldaie murali hanno una potenza generalmente inferiore ai 35 kw, di solito trovano impiego negli edifici residenziali per la climatizzazione invernale e per la produzione di acqua calda sanitaria (in questo caso vengono dette caldaie combinate).Si installano a parete in locali idonei, allesterno o allinterno. Quelle a basamento sono invece poggiate sul pavimento e sistemate in apposito locale, il quale deve avere determinati requisiti se la potenza della caldaia supera i 35 kw, perch viene classificata come centrale termica. A seconda del combustibile impiegato abbiamo caldaie a combustibile solido (legna, carbone ecc), liquido (gasolio, nafta, ecc) e gassoso (metano, GPL ecc). In base al materiale di costruzione i generatori sono classificabili in caldaie in ghisa e caldaie in acciaio. Le prime sono impiegate per piccole e medie potenzialit ed hanno il corpo caldaia costituito da elementi componibili in ghisa, e sono di solito assemblate sul posto. Le caldaie in acciaio sono invece assemblate in fabbrica. Prendendo come parametro la pressione in camera di combustione, si hanno caldaie in depressione e caldaie pressurizzate, a seconda che la pressione sia inferiore o superiore a quella atmosferica. Nei generatori con camera di combustione in depressione, questultima dovuta al tiraggio della canna fumaria. Nei generatori di tipo pressurizzato, la camera di combustione in sovrapressione rispetto alla 43

pressione dellambiente esterno per effetto di un ventilatore di cui dotato il bruciatore che aspira aria esterna e la soffia allinterno migliorando cosi lo smaltimento dei fumi e lo scambio termico fumifluido termovettore.

LA CALDAIA MURALE.
La caldaia murale molto diffusa nel nostro paese, al suo grande successo hanno contribuito numerosi fattori, tra i quali: . dimensioni contenute; . semplicit di installazione; . diffusione degli impianti unifamiliari nel settore del riscaldamento delle abitazioni; . sviluppo della metanizzazione

Struttura e composizione
Una caldaia murale costituita da un mantello di lamiera isolato che racchiude tutti gli elementi e i dispositivi necessari al suo funzionamento, alla regolazione e non ultimo alla sicurezza. Allinterno del mantello sono alloggiati i seguenti componenti: Bruciatore: Il bruciatore composto un certo numero di rampe munite di forellini, dalle quali fuoriesce omogeneamente il gas per essere incendiato dalla scintilla provocata dalla candeletta di accensione. Scambiatore di calore principale: Lo scambiatore di calore primario il componente direttamente scaldato dalla fiamma presente nella camera di combustione , in questo componente che l'acqua diventa calda e poi viene spinta dal circolatore. Vaso di espansione: Di forma piatta per facilitare il suo inserimento nel mantello, necessario per contenere laumento di volume dellacqua per effetto del suo riscaldamento, del tipo chiuso a membrana. Circolatore: Il circolatore un componente che ha la funzione di spingere l'acqua calda presente nello scambiatore di calore all'interno della caldaia per arrivare ai radiatori e continua a circolare fino a che non abbassa notevolmente la temperatura. Sistema di regolazione della temperatura: Viene comandato da un termostato, i dispositivi di sicurezza e di controllo rendono tali caldaie molto sicure, sia sul fronte acqua sia sul fronte fuoco. Sul fronte acqua c un termostato limite di sicurezza che controlla eventuali surriscaldamenti dellacqua stessa interrompendo lafflusso del gas al bruciatore. Un flussostato chiude il gas qualora vi sia mancanza di acqua o portata insufficiente, nel caso vi sia un aumento anomalo della pressione presente una valvola di sicurezza che consente di scaricare allesterno parte dellacqua dellimpianto.

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Funzionamento
La caldaia quell'apparecchiatura utilizzata negli impianti di riscaldamento per produrre calore mediante un processo di trasformazione dell'energia dei combustibili. Il calore prodotto viene utilizzato per riscaldare il fluido termovettore, solitamente acqua o aria, che viene poi messo in circolazione nel sistema di distribuzione dell'impianto di riscaldamento, al fine di climatizzare gli ambienti o di fornire acqua calda ad uso sanitario. Il principio di funzionamento generale pu essere sintetizzato come segue: Il combustibile viene immesso nella camera di combustione ove avviene la trasformazione in calore che, con un adeguato sistema di accoppiamento detto scambiatore termico, viene trasmesso al fluido termovettore innalzandone la temperatura. Il fluido caldo viene poi convogliato in un apposito circuito di distribuzione. Il funzionamento della caldaia strettamente legato al tipo di combustibile utilizzato. Essenzialmente si possono distinguere tra combustibili solidi , come legna e pellets, e combustibili liquidi, come gasolio o gas liquefatti. In entrambi i casi la produzione di calore avviene sia per il riscaldamento dell'aria contenuta nella camera di combustione (fumi), sia grazie all'irraggiamento diretto della camera di accoppiamento. Alcuni sistemi prevedono lo sfruttamento dei gas di scarico per ottimizzare ulteriormente la resa della caldaia.

Caldaia murale a flusso bilanciato


La caldaia a flusso bilanciato, detta anche a circuito stagno, ha la camera di combustione isolata rispetto allambiente nel quale installata. Questo significa che il processo di combustione indipendente dalle condizioni di ventilazione dellambiente in cui si trova la caldaia. Allinterno della camera di combustione si trova un ventilatore che, a seconda della sua ubicazione, pu agire sui fumi o sullaria. La soluzione da preferire evidentemente quella del ventilatore che agisce sui fumi perch in questo modo la camera di combustione in depressione rispetto allambiente. Se invece il ventilatore agisce sullaria fresca necessario avere una camera assolutamente stagna in modo che venga impedita uneventuale diffusione dei prodotti di combustione nellambiente per difetti di tenuta.

Tipologie e criteri di installazione


Le caldaie murali possono essere di tre tipi: tipo A: a camera aperta senza condotto di evacuazione; tipo B: a camera aperta con condotto di evacuazione; 45

tipo C: a camera stagna con condotto di evacuazione. Gli apparecchi di tipo A sono di piccola potenzialit, e hanno la camera di combustione in comunicazione con lambiente in cui sono installati; pertanto ne consumano lossigeno. Devono essere muniti di dispositivo di sicurezza per laccensione contro lo spegnimento e di controllo della atmosfera ambiente. I prodotti della combustione devono essere evacuati dallambiente per mezzo di aperture verso lesterno. In merito ai criteri di installazione si ricordano: . il volume del locale deve essere superiore a 12 metri cubi; . indipendentemente dal volume del locale, nel caso siano presenti piu apparecchi la loro portata termica complessiva non deve superare il 15 KW; . il rapporto fra il volume del locale e la portata termica dellapparecchio installato non deve essere inferiore a 1,5 metri cubi per KW; . non si possono installare in nessun caso in bagno; . non si possono installare in nessun caso in camera da letto. Per quanto riguarda la tipologia B, necessario il collegamento a un condotto di evacuazione dei fumi, anche se per essi, come nel caso precedente, deve essere prevista una apertura di aerazione in quanto laria comburente prelevata direttamente dallambiente dove installato lapparecchio. In merito ai criteri da adottare per una corretta installazione, bisogna innanzitutto assicurare una sufficiente aerazione che pu essere sia di tipo diretto che indiretto. Nel primo caso, su una parete del locale dove deve essere installato lapparecchio, bisogna praticare una apertura pari a 6 cm quadrati per ogni KW di potenza installata e, comunque, mai inferiore a 100 cm quadrati. Se non possibile laerazione diretta consentito ricorrere a quella indiretta, con prelievo dellaria comburente da un locale attiguo a quello in cui installato lapparecchio, attraverso una adeguata apertura praticata nella parte bassa della porta tale soluzione permessa solo se sono soddisfatte certe condizioni quali: . il locale attiguo non adibito a camera da letto; . il locale attiguo dotato di ventilazione diretta; . il locale attiguo non una parte comune dellimmobile e non un ambiente con pericolo di incendio. Gli apparecchi di tipo C, sono apparecchi nei quali il circuito di combustione(presa dellaria comburente, camera di combustione, scambiatore, evacuazione dei prodotti di combustione), stagno rispetto al locale in cui sono installati. Per quanto riguarda i locali in cui tali apparecchi possono essere installati non ci sono particolari vincoli anche se bisogna assicurare una certa aerazione.

I bruciatori
I bruciatori sono apparecchiature, a corredo del generatore di calore, alle quali affidato il compito di preparare la miscela combustibile comburente e di innescarne la combustione.

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Al fine di migliorare il rendimento di combustione necessario che il combustibile sia miscelato con lossigeno dellaria comburente. Si realizza questa condizione riducendo il combustibile in minutissime particelle in modo che, innescato il processo di combustione, il fronte di fiamma avanzi con la giusta velocit e investa tutta la miscela. Se il combustibile gassoso, ovviamente loperazione di miscelazione molto piu facilitata, essendo il combustibile e lossigeno nello stesso stato di aggregazione. Nel caso, invece, di combustibile liquido, si rende necessario ridurre in goccioline, tale operazione si chiama polverizzazione.

Classificazione dei bruciatori


Dal punto di vista strutturale esistono in generale 2 tipi di bruciatore: bruciatori ad aria aspirata o atmosferico o premiscelato; bruciatori ad aria soffiata. I primi sono utilizzati nelle caldaie murali, in questo caso l'aria viene aspirata in modo naturale dal combustibile grazie ad un condotto che presenta un restringimento della sezione nel punto in cui viene immesso il combustibile, sfruttando cos l'effetto di depressione. I bruciatori ad aria soffiata presentano un'immissione dell'aria di tipo forzato, grazie ad un ventilatore posto a monte del bruciatore stesso. Vengono utilizzati in tutte le applicazioni industriali (generatori di vapore, generatori di aria calda,) e alcune civili (caldaie ad uso domestico).

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