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Diego Tar in collaborazione con Roberto Burlando e Fabio Masnata

Unanalisi del dibattito genovese sullo stadio di calcio

HO PROVATO A
DIFENDERE UN

SOGNO

Prefazione di Claudio Onofri


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1a edizione: 2a edizione:

Gennaio 2011 Giugno 2011

Diego Tar Le immagini del progetto di ristrutturazione dello Stadio Luigi Ferraris realizzato dalla Fondazione Genoa 1893 sono di propriet dell'Arch. Roberto Burlando e della LandscapeProgetti di Genova.

Nel giorno di Capodanno del 1933, per festeggiare il quarantennale del Genoa, lallora Stadio Comunale di Genova fu intitolato alla memoria del Tenente Luigi Ferraris, giocatore del Genoa, Medaglia dArgento al Valor Militare. Durante la cerimonia la sua medaglia stata sotterrata in prossimit della porta di gioco situata sotto la Gradinata Nord. Da allora, il Ferraris.

Lettera dal Fronte Monte Maggio, 27 agosto 1915 Mia adorata Teresa, Vi scrivo questa missiva per sincerarVi delle mie condizioni fisiche. (< ) Ho fatto bene ad arruolarmi volontario, anche se il peso di averVi lasciata sola con tre figli mi angustia vieppi ogni giorno che passa. Sono certo, altres, che Giuseppe, il piccolo Giovanni e la neonata Caterina non sentiranno la mia mancanza anche perch, al mio ritorno, maggiore sar il desiderio di stringersi attorno al loro padre. A tal proposito riferisci a Giuseppe, con parole che possa facilmente comprendere, che nei mesi scorsi ho legato fraternamente con il mio omologo Tenente Luigi Ferraris da Saluzzo. Ricorder senza dubbio quella domenica di quattro anni or sono, quando lo portai a Genova a vedere il suo primo match di football tra il Genoa ed il Torino con lo zio Evaristo che, suo tramite, ci fece conoscere e stringere la mano ad uno di quei fenomenali atleti. Ho ancora negli occhi lespressione felicemente stupita e trasognante di nostro figlio. Riferitegli che lho ritrovato proprio qui, tra queste trincee. Omettete di dire, per, che questa piacevole frequentazione stata, purtroppo, di breve durata. Due giorni fa, infatti, di prima mattina durante una ricognizione, una granata ha investito il Tenente d'Artiglieria Ferraris, mentre, con la sua squadra, svolgeva il solito compito di osservatore. E' stato colpito al petto ed morto tra le braccia del comune amico Giovanni Pinna, quellattendente sardo di gran cuore, come solo i sardegnoli possono essere, cui gi Vi accennai in una precedente lettera. I genitori dello sfortunato Luigi sono gi stati avvertiti; nei prossimi giorni cercheremo di recuperare il corpo per dargli degna sepoltura proprio in questi luoghi, a 1845 metri sul livello del mare. Rivolgo la mente a loro pi e pi volte; penso non solo al fatto che i nostri morti, tra cui Luigi e quelli del nemico, giacciono sepolti sotto lerba ma anche alla desolazione che cova nei petti dei parenti e dei conoscenti. Che amari vuoti in quelle lapidi bordate di nero che non coprono ceneri! Che disperazione in quelle iscrizioni irremovibili!

La 19 batteria del VII gruppo Vicenza appartenente al 2 Reggimento di Artiglieria da Montagna tragicamente affranta da tale gravissima perdita ma, giacch la montagna la parte maggiormente innalzata di questa terra e, pertanto, cos vicina a Nostro Signore, tutto il resto, comprese le morti dei nostri commilitoni, viene appresso. (<) Per ardua ardes recita il nostro motto, siamo fuscelli nella tempesta, ma ce la faremo. Ce la far. Per sempre Vostro Biagio.

In memoria del Tenente Biagio C. (1882-1973) vivo nel ricordo dei suoi cari, e del Tenente Luigi Ferraris (1887-1915) ben presente nel ricordo dei Genoani tutti.

Si ringrazia il writer Von Savigny che ha autorizzato la pubblicazione della lettera, il cui testo completo pu essere trovato sul sito www.bluegenoa.it

INDICE
INDICE .................................................................................................................... 5 PRESENTAZIONE .................................................................................................... 7 PREFAZIONE ......................................................................................................... 11 PARTE PRIMA: LO STADIO DI GENOVA RACCONTATO DAI MEZZI DI INFORMAZIONE .................................................................................................... 15
2000/2002: il nuovo stadio come corollario della fusione delle due squadre ......................................... 19 Il cambio di approccio: due squadre forti in uno stadio nuovo. A Trasta. ......................................... 21 La lunga gestazione del progetto di Sestri ........................................................................................ 24 Nasce SportInGenova Spa .............................................................................................................. 28 Il progetto dello stadio di Sestri ....................................................................................................... 30 Il Luigi Ferraris in vendita? .......................................................................................................... 32 Abbattere le carceri per ristrutturare il Luigi Ferraris ? .................................................................. 38 Stadio Vs. Aeroporto ...................................................................................................................... 44 La Lettera di Intenti e le reazioni della Citt ..................................................................................... 51 Le perplessit di ENAC ............................................................................................................... 58 Lapprovazione delle linee guida del nuovo piano urbanistico comunale ........................................... 60 Cambia la posizione del Comune di Genova: priorit agli Europei ................................................... 61 La Fondazione Genoa prepara un progetto di ristrutturazione del Luigi Ferraris ........................... 65 ENAC esprime il proprio parere negativo ....................................................................................... 67 La Federcalcio a Genova per valutare la candidatura a Euro 2016 .................................................... 69 Per favorire il progetto Colisa, apertura anche a due stadi cittadini ................................................... 70 Nuovi i problemi per il Luigi Ferraris : spazi e rischio esondazione ............................................... 72 La Fondazione Genoa 1893 presenta il Luigi Ferraris a norma ..................................................... 78 Genova rinuncia a candidarsi per Euro 2016 ................................................................................... 81 Gli eventi degli ultimi mesi: dicembre 2009 Giugno 2011 .............................................................. 82

PARTE SECONDA: APPROFONDIMENTI ........................................................ 87


CAPITOLO 1 IL LUIGI FERRARIS E SPORTINGENOVA .................................................. 89
La costituzione di SportInGenova ................................................................................................... 89 I valori degli impianti conferiti a SportInGenova ............................................................................. 92 I costi nel Bilancio del Comune di Genova ...................................................................................... 94 Qualche dettaglio addizionale su SportInGenova ............................................................................. 95 Quanto costa lo Stadio Luigi Ferraris ?......................................................................................... 99 SportInGenova in liquidazione: quale destino per lo Stadio Luigi Ferraris ? ................................ 104

CAPITOLO 2 LA PROPOSTA DI LEGGE SULLIMPIANTISTICA SPORTIVA .......................... 109


Questioni di costituzionalit. ......................................................................................................... 110 Il preminente interesse nazionale, la pubblica utilit, lindifferibilit e lurgenza. .............................. 111 Individuazione delle aree per la realizzazione di nuovi stadi o di complessi multifunzionali. ............ 112

CAPITOLO 3 IL QUADRO NORMATIVO DI RIFERIMENTO: NORME NAZIONALI E UEFA . 125


La normativa nazionale sugli impianti sportivi ............................................................................... 126 Il regolamento CONI per l'impiantistica sportiva........................................................................... 127 Il Regolamento degli stadi della Lega Nazionale Professionisti ....................................................... 128

Normativa UEFA ......................................................................................................................... 129 Lo Stadio Luigi Ferraris per Euro 2016 ...................................................................................... 141

CAPITOLO 4 GLI STADI COME NUOVA FONTE DI REDDITO PER LE SQUADRE ................ 144
Le fonti di reddito delle squadra di calcio ed il fair play finanziario ................................................. 146 Alcune caratteristiche dello Stadio Moderno .............................................................................. 149 Limpatto della gestione dello stadio sui risultati economici di una squadra di calcio ....................... 152 LAmsterdam ArenA, prototipo dello stadio moderno? ................................................................. 157 LEmirates Stadium ed il suo impatto sullArsenal: un perfetto case study ...................................... 161 LAllianz Arena: uno stadio per due squadre, poi per una sola ........................................................ 167 Conclusioni .................................................................................................................................. 169

CAPITOLO 5 TRASFORMARE I PREGIUDIZI IN GIUDIZI................................................... 171


Primo pregiudizio: lapplicabilit degli esempi internazionali .......................................................... 174 Secondo pregiudizio: necessario un nuovo concetto dello stadio di calcio .................................... 177 Terzo pregiudizio: lo stadio di propriet indispensabile per la sopravvivenza delle squadre ............. 180 Quarto pregiudizio: il Luigi Ferraris un unicum nazionale pericoloso .................................. 183 Quinto pregiudizio: il Luigi Ferraris non a norma .................................................................... 187

PARTE TERZA: LO STUDIO DI FATTIBILIT DELLA FONDAZIONE GENOA 1893 ......191


CAPITOLO 6 LA POSIZIONE DELLA FONDAZIONE GENOA 1893 .................................... 193
1. Le ragioni e lo spirito delliniziativa ............................................................................................ 194 2. I criteri informatori dello Studio ................................................................................................ 195 3. Duttilit dei risultati dello Studio rispetto a variabili dipendenti da valutazioni di terzi ................. 197 4. Carattere preliminare dello Studio e fasi ulteriori ........................................................................ 197

CAPITOLO 7 I PRINCIPALI ASPETTI PROGETTUALI ........................................................ 199


Alcune considerazioni introduttive ................................................................................................ 199 La filosofia di progetto .................................................................................................................. 201 Primi dati di progetto Studio di fattibilit .................................................................................... 203

CAPITOLO 8 IL BUSINESS PLAN DEL PROGETTO ........................................................... 219


Le premesse comuni agli scenari di piano ...................................................................................... 219 Linvestimento atteso e la sua copertura finanziaria ........................................................................ 223 Il conto economico di Newco ....................................................................................................... 226 Spese generali ............................................................................................................................... 228 Parametri Finanziari del progetto .................................................................................................. 230

CONCLUSIONI ..................................................................................................... 233 DIFENDERE UN SOGNO...................................................................................... 243 RINGRAZIAMENTI ............................................................................................... 251 BIBLIOGRAFIA E RIFERIMENTI .......................................................................... 253

PRESENTAZIONE

Lapprezzamento per lopera di Diego Tar, in collaborazione con Roberto Burlando e Fabio Masnata, nato quasi istintivamente dal semplice approccio al titolo Ho provato a difendere un sogno che restituisce al sentimento, senza peraltro abbandonare la ragione, ci che costituisce lessenza stessa dello sport. Mi piace richiamare le parole di un grande Presidente, Angelo Moratti, che definiva dovere di un presidente spargere felicit tra la gente che ama una squadra e che ha una passione forte< e ribadiva che non riusciva a distinguere la ragione dal cuore< (27.05.1964). Questo aspetto di un luogo dove vivere i propri entusiasmi coinvolge peraltro componenti soggettive (i tifosi, o meglio i supporter) che legano lelemento materiale/tecnico a quello umano: legame senza il quale il primo non ha ragione di esistere. Lo Stadio, pertanto, diventa non solo luogo ludico, nel senso pi ampio della parola, includendo tutte quelle componenti consumistiche che attualmente vengono enfatizzate come causa/effetto per la costruzione di nuovi impianti sportivi, quanto luogo di memoria, senza la quale una comunit, qualunque comunit, destinata a scomparire. Come sottolineato dagli Autori, il Luigi Ferraris diventa < qualcosa di pi di un semplice manufatto di cemento e ferro ... qualcosa di molto diverso che viene tramandato da padre in figlio, da nonno a nipote <. Espressioni e sentimenti che possono essere estesi a qualunque stadio. Federsupporter, Associazione costituita nel gennaio 2010 per rappresentare e difendere i diritti e gli interessi dei sostenitori di societ ed associazioni sportive, si imposta una missione che i tempi attuali giudicano quasi eroica, se non addirittura illusoria, ma gli avvenimenti di questi giorni, in una visione che vede il locale dialogare necessariamente con il globale, ne giustificano lidea e spingono a portare avanti questa linea. 9

Un ultimo richiamo, riprendendo considerazioni pubblicate di recente in merito agli stadi .. Che i nuovi stadi rilanceranno soprattutto le finanze di chi ci manger sopra (pochi, ma ben introdotti). Che non dallet del cemento o del prato dipende la civilt del tifo, ma dalla cultura sportiva di chi ci entra. Se la parola cultura spaventa un po, diciamo semplicemente buona educazione1.

Per tutto questo mi permetto di mutuare una frase, rivolta a ben altri fini e che ha comportato ben altri sacrifici, WE HAVE A DREAM: uno stadio che sia, prima di tutto, dei supporter e che ne costituisca lanima di un sentimento da tramandare. Dr. Alfredo Parisi Presidente Federsupporter

Si ringrazia CRITERIA ricerche srl per linteresse dimostrato alla pubblicazione e gli interventi organizzativi per il sostegno alla stessa.

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PREFAZIONE

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Marassi - Luigi Ferraris (di Claudio Onofri)

Fu come, dopo aver letto praticamente tutte, tra romanzi e scritti brevi, le opere di Georges Simenon, andando a Parigi la prima volta, accorgersi di conoscere Montmartre, Quais des Orfevres, Pigalle, Place della Concorde e Montparnasse come le proprie tasche, avere limpressione di esserci gi stato in quei meravigliosi posti. La mia intelligentissima Prof. ditaliano alle medie (grande tifosa del Toro) cap immediatamente che studiavo e avrei studiato sempre poco e poco minteressavano molte delle cose che spiegava: perch mentre tentava di trasmettercele, la mia testa era concentrata nel colpire di testa un pallone in area di rigore o fornire un assist vincente ad un compagno smarcato proprio al Filadelfia. E cos, quando dava il compito in classe ed io lo finivo in cinque minuti, mi chiamava vicino la cattedra, leggevamo insieme Tuttosport e mi chiedeva se Agroppi, piuttosto che Ferrini, avrebbero giocato domenica, visto che lamentavano noie muscolari < Beh, proprio lei ci port in gita scolastica a Genova e in particolare in quel di Marassi a visitare lo stadio Luigi Ferraris . S, proprio come a Roma si va a vedere il Colosseo, a Venezia Piazza S. Marco e a Milano il Duomo. Ebbene, tra tutti, io mi sentivo a casa. Perch quante volte lavevo immaginato quel catino pieno di gente urlante e appassionata quando Sandro Ciotti, o chi per lui, dalla radiolina gridava qui Marassi, qui Marassi, Gigi Meroni, in una travolgente azione di contropiede, dopo aver eluso lintervento del portiere del Mantova Dino Zoff, non ha avuto difficolt alcuna poi ad entrare quasi in porta col pallone evitando anche lultimo, strenuo quanto vano tentativo di recupero sulla linea di Karl Heinz Schnellinger e portando in vantaggio i rossobl genoani, qui Marassi a voi la linea. Cos, qualche anno pi tardi, una sera, dopo che in giornata avevo firmato il contratto in Piazza della Vittoria, nella sede del Genoa, col 13

Presidente Fossati, ci girai intorno almeno venti minuti a quel Monumento. Esterrefatto, incredulo quanto affascinato ed entusiasta che... io giocher l dentro, ma ti rendi conto?, dicevo in macchina a mia moglie accanto a me, che non capiva, non poteva capire, quella gioia quasi incontrollata di un giovanotto di ventitr anni e mi esortava: Andiamo a dormire Cla, son stanca < Ed io: Si, si ok, solo un altro giro perch dalla parte degli spogliatoi, dove entreremo, non lo ho ancora visto, un altro giro, solo uno e stop< E dunque per me Ho provato difendere un sogno, unanalisi del dibattito genovese sullo stadio di calcio, oltre ad essere un formulario, prontuario, manuale completo ed aggiornato sugli aspetti tecnici legati al Ferraris, oltre a raccontare attraverso i mezzi di informazione il fascino di questo pezzo di storia (non solo calcistica ovvio) e approfondire compiutamente sotto ogni profilo, comparando le soluzioni adottate allestero (Emirates Stadium, Amsterdam e Allianz Arena), i pregiudizi riguardo il mantenimento dello stesso, cercando di trasformarli in giudizi positivi e propositivi, come lo studio fatto dalla Fondazione Genoa 1893 (enunciandone con chiarezza e dovizia di dettagli i principali aspetti progettuali, nonch la filosofia del progetto stesso), beh per me dicevo sto tomo, intelligente e ben scritto, rappresenta la difesa anche del Mio Sogno, che si avverato e che vorrei rimanesse tale per altri ragazzotti in gita scolastica desiderosi di visitarlo!

Claudio Onofri (Roma, 24 luglio 1952) un allenatore di calcio, ex calciatore e commentatore televisivo italiano. Arriva dall'Avellino al Genoa dove rimane fino al 1985 (a parte una stagione a Torino con la maglia granata) divenendone Capitano. Nel 1985-1986 ancora al Genoa per poi andare al Catania. Torna a Genova come allenatore a fianco di Franco Scoglio nel 2001. Viene riconfermato nel 2002-2003, Ha anche allenato per una stagione, in Serie C2, lo Spezia e per tre stagioni in Serie C1 l'Ospitaletto. stato direttore tecnico dell'Alessandria nella stagione 2005-06. Successivamente, fino all'estate 2008 stato opinionista per l'emittente privata genovese Primocanale, prima di passare a Telenord. commentatore per SKY Sport.

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PARTE PRIMA: LO STADIO DI GENOVA


RACCONTATO DAI MEZZI DI INFORMAZIONE

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La discussione sullo stadio di Genova interviene periodicamente sulla scena cittadina ed in qualche modo legata anche alle evoluzioni della propriet delle due squadre di calcio cittadine. Nel corso dellultimo decennio, in particolare dal 2007 in poi, ha subito una forte accelerazione, culminata nella seconda met del 2009 con la discussione derivante dalla contemporanea presenza di tre progetti fra loro alternativi: lo stadio di Sestri (proposto da Riccardo Garrone), lo stadio della Colisa (proposto dal Comune di Genova), la ristrutturazione del Luigi Ferraris (proposta dalla Fondazione Genoa 1893). In questa prima parte, attraverso riferimenti a notizie apparse sui mezzi d'informazione locali, si vuole compiere una ricostruzione della discussione cittadina sullargomento, con lobiettivo di consentire a ciascuno lacquisizione degli strumenti per la formazione di un giudizio autonomo ed una propria opinione sui fatti.

Gi in occasione dei lavori di rifacimento dello stadio per i Mondiali di Calcio di Italia '90, la discussione in Consiglio Comunale aveva evidenziato elementi che, a distanza di 20 anni, continuano a dominare la scena. Li possiamo cogliere, in particolare, nelle dichiarazioni dell'allora Assessore all'Edilizia Pubblica Fabio Morchio che precedono la delibera in merito all'assegnazione dei lavori2. Il primo argomento ricorrente la natura polifunzionale dello stadio: (<) l'occasione di mettere mani allo Stadio Luigi Ferraris non deve essere un'occasione di tipo soltanto calcistico (...). Vogliamo infatti in quest'occasione trasformare uno strumento che stato al servizio dello sport del calcio, in un elemento pi generale al servizio della cultura e dello spettacolo (...). Uno stadio urbano come anche l'ha definito l'Arch. Gregotti. E, ancora: uno stadio non solo domenicale; noi vogliamo operare per avere una struttura che non sia a servizio della citt soltanto per due ore la settimana, ma sappia vivere e lavorare ventiquattrore su ventiquattro, sette giorni la settimana. 17

Il secondo argomento riguarda l'ubicazione dello stadio e le problematiche dellarea sulla quale insiste. Esisteva un problema di rispetto dei tempi (probabilmente non coerenti con la possibilit di identificare siti alternativi) per non perdere l'assegnazione dei fondi da parte del Governo. Ci fu, per, anche una scelta politica rispetto all'ipotesi dellarea degli Erzelli, che all'epoca veniva ventilata: l'Amministrazione Comunale riteneva che non debbano essere consentiti nel Ponente genovese, [che] gi ha troppe servit e strutture di carattere sgradevole per la gente che vi vive, inserimenti di ulteriori strutture e pesi che avrebbero certamente compromesso maggiormente la situazione in termini di viabilit, di traffico, di vivibilit. Interessante, infine, l'accento messo dall'Assessore sul collegamento fra lo stadio e l'intera Valbisagno: almeno a nostro modo di vedere, lo stadio si colloca in un contesto di rivalutazione di tutta la bassa Valbisagno (...) Questa sera mi auguro che vareremo uno stadio diverso da come era prima, che riqualifica la bassa Valbisagno, valuteremo presto le deliberazioni su via del Mirto, mi auguro prestissimo sullo spostamento del mercato di Corso Sardegna, sulla copertura del Bisagno e spero presto sul canale scolmatore, lo spostamento delle carceri e quanto altro oggi in quella parte di citt rende Genova certamente meno bella e meno vivibile. Se e quanto la ristrutturazione del 1990 abbia veramente consegnato alla Citt uno stadio con le caratteristiche descritte e proposte lasciato al giudizio di ciascuno. Le tematiche allora considerate sono rimaste invariate. Sarebbe interessante chiedersi che quartiere potrebbe essere Marassi, oggi, se una parte dei desiderata espressi dallAssessore Morchio si fossero poi tradotti in opere effettive (in particolare lo scolmatore e lo spostamento delle carceri).

Lipotesi di mettere in discussione lo Stadio Luigi Ferraris stata proposta nuovamente nel febbraio 1995, a seguito dellepisodio che ha portato alla morte del tifoso Genoano Vincenzo Spagnolo. Si iniziava a ventilare lipotesi un nuovo stadio, costruito da un consorzio di enti pubblici, come il Comune di Genova, la Provincia, la Regione Liguria e di privati, istituti bancari3. La successiva ondata di interesse avviene intorno al novembre 2000, in occasione della partita di rugby fra la Nazionale Italiana e gli All 18

Blacks neozelandesi. Preso atto che, a dieci anni dallinaugurazione, lo Stadio non era ancora agibile4 e che per ladeguamento dellimpianto alle nuove normative di sicurezza sarebbero stati necessari interventi importanti, il Comune inizia a pensare alla vendita a privati attraverso una gara internazionale, a meno che le due squadre di calcio non si fossero dichiarate interessate alla gestione diretta dellimpianto5.

2000/2002: IL NUOVO STADIO COME COROLLARIO DELLA FUSIONE DELLE DUE


SQUADRE

Nellottobre 2000 emerge, per la prima volta in maniera ufficiale, lipotesi di collegare la ristrutturazione (o lo spostamento) dello Stadio a una fusione fra le due squadre della citt. La provocazione lanciata dal Sindaco Giuseppe Pericu Uniamo Genoa e Sampdoria, raccoglie altri consensi. (<) Stavolta va registrata ladesione ideologica del neo presidente dellAssociazione Industriali Stefano Zara e del patron della ERG Riccardo Garrone: Penso che lidea di unire le forze, per avere una sola squadra pi forte rappresentativa di Genova, sia ottima. Temo che due squadre ad alto livello siano unutopia, osserva Zara. (<) Per Garrone lostacolo rappresentato dalla divisione storica delle due tifoserie. Superarla sarebbe un esempio di grande responsabilit. Daltra parte, credo che la fusione possa essere una soluzione adeguata per arrivare ad avere una squadra veramente competitiva6. Riccardo Garrone non ancora il proprietario della Sampdoria (lo diventer quasi quattordici mesi dopo, nel gennaio 2002) e Stefano Zara che non ha alcun ruolo ufficiale nel Genoa - sar il punto di riferimento ufficioso (a fari spenti) di quella cordata di imprenditori genovesi che nel 2002-2003 lavoreranno per rilevare il Genoa nel periodo immediatamente precedente larrivo dellattuale proprietario, Enrico Preziosi. Nel febbraio 2001 viene presentato in Regione un progetto per la fusione delle due squadre. La fusione di Genoa e Sampdoria un progetto elaborato nell'establishment genovese, nei locali eleganti dell'Associazione industriali (il cui presidente, dal 2000 al 2004 Stefano Zara, ndr), nei luoghi della politica. Coinvolte le istituzioni, ma anche imprenditori autorevoli come i Garrone e i Messina7. I diretti interessati smentiscono, ma dal mondo politico arrivano invece notizie diverse: Ne ho sentito parlare per diversi mesi, conferma l'ex Vicepresidente della Regione Graziano Mazzarello, che aggiunge: Queste 19

indiscrezioni non mi colgono affatto di sorpresa, perch ho ascoltato anche recentemente imprenditori importanti della citt dirsi interessati allidea di partecipare alla creazione di una societ unica, che potesse inserirsi nella futura Superlega calcistica europea. (<) Un'altra conferma arriva dall'Assessore allo Sport della Giunta Biasotti, Nucci Novi Cappellini: Un paio di mesi fa sono stata contattata da un imprenditore genovese, che aveva la funzione di verificare per conto di un gruppo di imprenditori liguri leventualit di arrivare a una fusione tra le due societ8. Esiste un business plan delliniziativa, che probabilmente parte da unanalisi del bacino dutenza che la Genova calcistica pu offrire e ne analizza costi, ricavi, investimenti e fabbisogni patrimoniali e finanziari. La squadra unica permetterebbe di concentrare le risorse con un impatto inferiore per i singoli investitori, e vedrebbe il suo coronamento nella costruzione del nuovo stadio (e della parte di residenziale e commerciale a corredo dello stesso, probabilmente su superfici anche maggiori di quelle occupate dallimpianto sportivo in s). Queste sul contenuto del business plan sono, ovviamente, solo supposizioni e ragionamenti effettuati ex post, sulla base di quelle che sono poi state le tematiche e le discussioni emerse negli anni successivi. Ma il documento esistito ed circolato in Citt. Ai primi di luglio del 2001 la societ Costa Edutainment propone uniniziativa che in parte sembra rendere esplicito questo percorso, sebbene con un esito diverso relativo allo stadio, presentando un grande progetto che parte dallipotesi di ottenere la gestione dello stadio Luigi Ferraris e culmina con lacquisto delle societ di calcio di Genoa e Sampdoria, ciascuna delle quali manterrebbe la propria autonoma identit, pur facendo capo alla stessa holding9. Per ovviare al divieto posto dalla Lega Calcio di avere due squadre nella stessa categoria, lipotesi progettuale prevede la fusione delle due squadre in una sola iscritta nei campionati professionistici, mantenendo i due marchi separati per le giovanili. In questo contesto Costa Edutainment chiederebbe la gestione dello stadio al Comune, adoperandolo per 300 giorni lanno con eventi di spettacolo, di musica e in generale di intrattenimento e realizzando anche allinterno punti di shopping, bar e quantaltro adatto alla

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bisogna, si potrebbero ottenere guadagni tali da sostenere anche le due squadre di calcio10. A fine luglio 2001 Riccardo Garrone non ancora divenuto azionista di riferimento della Sampdoria ma conferma il suo interesse allipotesi di lavoro. La premessa che lo muove di natura economico-gestionale: la Sampdoria, come del resto il Genoa, stata molti anni in A, ma ora della massima serie sono rimasti solo i costi e i ricavi sono meno della met. Le societ sono imprese economiche, il calcio un business basato sulla competitivit e non si pu essere competitivi con chi investe centinaia di miliardi. (<) E allora eccola la ricetta del presidente della Erg: con una sola squadra si pu tornare a grandi livelli e rimanerci, riacquisendo pari dignit rispetto ad altre realt calcistiche italiane11. La reazione delle due tifoserie, sin dallinizio, negativa, tanto che del progetto della fusione non si sentir pi parlare: possibile che se ne discuta ancora, a fari spenti, ma appare abbastanza chiaro come non sia una strada percorribile. Rimane invece aperto il tema dello stadio. Nuovo, ovviamente.

IL CAMBIO DI APPROCCIO: DUE SQUADRE FORTI IN UNO STADIO NUOVO. A TRASTA. A gennaio del 2002 Riccardo Garrone, ormai in procinto di insediarsi al vertice della Sampdoria, annuncia il suo progetto: Si tratta di un piano concreto (<) gi verificato con lamministrazione comunale, che prevede la demolizione del Ferraris, per procedere ad una sistemazione di un quartiere, quello di Marassi, che non pu sopportare oltre i disagi che comporta uno stadio di calcio collocato nel proprio contesto urbano12. Il nuovo impianto sorgerebbe a Trasta. Evidentemente il business plan del 2001 ha ricevuto riscontri positivi. Oltre ad evidenziare argomenti sufficientemente convincenti da stimolare alcuni operatori economici a partecipare alliniziativa, sembrerebbe aver ottenuto anche il gradimento dellAmministrazione comunale, allora guidata dal Sindaco Giuseppe Pericu. Quando nel febbraio 2002 Riccardo Garrone diviene proprietario della 21

Sampdoria la sua posizione in merito al progetto molto chiara, in particolare per quelli che sono gli obiettivi dei nuovi azionisti: L'azionariato attuale pu cambiare in relazione al programma di sviluppo della Sampdoria e alla realizzazione del campo di Trasta. La compagine azionaria potrebbe essere modificata in maniera sensibile con l'ingresso di gruppi internazionali, persone che mi hanno gi contattato e intravedono nella Sampdoria un buon business. (<) La Sampdoria deve muoversi, proporre fonti di guadagno. E lo stadio, a condizione che le Ferrovie siano disposti a vendere l'area e che ci giochi anche il Genoa, lo . Realizzarlo ha costi alti, 200-300 miliardi di lire, ci vogliono ritorni doppi13. La proposta di un nuovo stadio per Genova non , in s, originale. La grossa discontinuit rispetto al passato che, per la prima volta, c un soggetto privato pronto ad impegnarsi in prima persona e con capitali propri per questo obiettivo. Corrado Sannucci, giornalista di Repubblica, d una chiave di lettura particolare delle motivazioni che portano il Presidente Garrone a perseguire questo obiettivo: Garrone adesso rilancia e cerca una nuova dimensione dellaffare (lacquisto della Sampdoria, ndr) anche perch, non volendo tirar fuori altri soldi, deve trovare soluzioni alternative per fare cassa. Da qui lipotesi di un nuovo stadio, a Trasta, in unarea dismessa delle ferrovie o a Cornigliano, nelle ex acciaierie. (<) Un progetto che ha bisogno della partnership del Genoa: conseguente il suo impegno per risolvere lagonia della societ rossobl, per avere un socio forte e affidabile14. Tale spiegazione, che pu apparire quasi irriverente nella sua declinazione, non per forse del tutto sbagliata, se si tiene conto delle dichiarazioni che lo stesso Garrone far qualche anno pi tardi, legando in maniera inequivocabile la possibilit di costruzione dello stadio alla sopravvivenza stessa della squadra di sua propriet 15. Nel periodo fra il 2002 e il 2003 anche il Genoa versa in condizioni critiche. Sottotraccia si muove Stefano Zara, che sta cercando di raggruppare una cordata di imprenditori genovesi che possano rilevare la Societ. La prospettiva della fusione sembra non interessare pi. Lo stesso Riccardo Garrone, anzi, dichiara di essere impegnato nel trovare una soluzione positiva alla crisi del Genoa, perch la citt, e soprattutto il progetto dello stadio a Trasta, con una grande cittadella dello sport in 22

Valpolcevera, ha bisogno di due squadre forti, che si alternino con la partita alla domenica e poi successivamente aggiungano anche match europei, infrasettimanali, capaci di riempire limpianto e di aumentarne l'utilizzo (<) Al momento stiamo aspettando che i proprietari dell'area, le Ferrovie, ce la concedano. Poi affideremo lo studio di un progetto ai migliori professionisti. Io immagino negozi di articoli sportivi, bar, attrezzature per altre discipline. Un impianto di propriet pu portare un extra utile, che aiuterebbe di molto il bilancio delle due societ16. Ed talmente convinto della necessit di salvare il Genoa da parlarne anche durante una visita al ritiro della Sampdoria a Moena. Dispiaciuto perch linteressamento di Zamparini non si rivelato concreto ( un uomo dalle grandi capacit, appassionato e determinato; con lui avremmo potuto senz'altro realizzare la Cittadella dello Sport a Trasta17) conferma il suo auspicio che la Sampdoria possa tornare rapidamente in serie A, insieme al Genoa per creare, le due societ insieme, un nostro stadio, con nostre strutture, e formare un patrimonio comune non solo frutto del parco giocatori. Per fare questa cittadella necessario che le due squadre siano forti e competitive, magari in A e magari in Coppa Uefa: in questo caso i ricavi sarebbero alti e doppi.18 Non sono, ovviamente, sentimenti sportivi. Probabilmente il secondo scenario di lavoro previsto dal business plan del 2001. C sempre un secondo scenario (a volte anche un terzo!) perch il business plan se fatto bene - deve mettere in condizione linvestitore di raggiungere il suo obiettivo, sempre. O, quantomeno, deve rendere evidente il massimo rischio sostenibile prima che linvestimento possa creare dei seri problemi nel caso in cui non si possa realizzare secondo le premesse ideali. Nel febbraio 2003 lipotesi di Trasta sembra tramontare. Larea di propriet delle Ferrovie dello Stato, che per non hanno mai dato una risposta concreta alla possibilit di vendita. Riccardo Garrone annuncia di aver identificato unaltra dislocazione per la Cittadella dello Sport: si tratta dellarea delle acciaierie di Cornigliano, recentemente sdemanializzata, ed in gestione alla societ Per Cornigliano Spa. Nonostante la destinazione duso dellarea sia produttiva e non sportiva, forse per fare pressioni sul vero obiettivo (Trasta), dichiara: Noi faremo una proposta agli azionisti della societ Per Cornigliano, se non la riterranno adeguata, ci dovranno spiegare il perch19.

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Nel giugno del 2003 il Genoa viene rilevato da Enrico Preziosi, poco prima che la societ venga dichiarata fallita. La cordata degli imprenditori genovesi, i cespugli che si muovevano a fari spenti, che aveva trovato in Stefano Zara un punto di riferimento, non si alla fine concretamente resa disponibile. Il Genoa ora nelle mani di un imprenditore non genovese. Una persona che non ha sicuramente partecipato alla redazione del business plan.

LA LUNGA GESTAZIONE DEL PROGETTO DI SESTRI Il 30 aprile 2004, nella Sala del Maggior Consiglio di Palazzo Ducale, vengono presentati i risultati di uno studio commissionato due anni prima dal Gruppo Immobiliare Giacomazzi sulle possibili opzioni per la costruzione di uno stadio a Genova. Tutto nasce a fine 2002, quando il Gruppo Giacomazzi commissiona ad un pool di tecnici guidato dal milanese Stefano Boeri (<) ed allo Studio genovese Apice, uno studio su un impianto che sostituisca il Ferraris, giudicato da tutti vecchio e inadeguato anche dal punto di vista urbanistico. Un impianto che non sia per solamente un campo di calcio: deve essere una struttura che si autofinanzi, magari produca reddito, che sia vissuta anche quando non ci si gioca, che sia calata nella citt, che risponda pure alle esigenze di Genova. (<) Da 9 progetti originari (<) si passa ai quattro che saranno presentati oggi: Trasta, Calata Sanit, lIsola pi Marassi20. Lo studio, per, sembra dare un riscontro inaspettato, ripresentando fra le ipotesi la ristrutturazione del Luigi Ferraris, i cui costi, anche nel caso di espansione verso le carceri (se le aree da queste occupate dovessero essere lasciate libere), sono molto inferiori a quelli di una nuova costruzione. interessante analizzare la sintesi della presentazione dei quattro progetti, cos come appare tuttoggi su alcuni siti internet specializzati. I paragrafi che seguono sono direttamente tratti dal sito Archinfo.it21. A partire da alcune necessit urgenti che riguardano le infrastrutture per il calcio professionistico a Genova, si sviluppata una riflessione analitica e progettuale che ha considerato lo stadio non solo come un grande contenitore di eventi sportivi sporadici, ma piuttosto come un edificio polivalente e permanentemente attivo: un'occasione ed un volano per lo sviluppo della citt. Questo studio presenta una 24

prima riflessione sui possibili scenari di sviluppo di Genova che potrebbero essere indotti dalla realizzazione di un impianto sportivo polivalente: uno stadio che agisca come un fulcro e un attrattore di funzioni urbane dedicate al tempo libero, al commercio, alla cultura ed allo sport. Si cercato in particolare di rispondere ai seguenti interrogativi: quali sono le caratteristiche di uno stadio moderno? Come pu uno stadio rispondere alle esigenze della citt che lo ospita? Quale l'offerta attuale di spazi sportivi dedicati al calcio a Genova? Come progettare un nuovo polo calcistico a Genova? Quali aree possono ospitare un polo calcistico polivalente? Quali sono i vantaggi e gli svantaggi delle aree individuate? Tra le molte aree inizialmente selezionate e studiate sono state scelte quelle che offrivano maggiori vantaggi e opportunit per la citt di Genova. I criteri di selezione delle alternative di localizzazione del nuovo stadio polivalente, non sempre omogenei, ci hanno aiutato a circoscrivere la nostra scelta su aree facilmente raggiungibili, centrali rispetto alle tendenze in corso di sviluppo della citt, potenzialmente capaci di tracciare il futuro sviluppo urbano e portuale, completando, ridefinendo o avviando processi di trasformazione. Le 4 localizzazioni individuate - Trasta nella Val Polcevera, Calata Sanit nell'arco portuale antico, un'isola sul colmo della Diga Foranea e l'attuale sede dello stadio Luigi Ferraris a Marassi - offrono opportunit ed evidenziano problematiche diverse. Trasta e Calata Sanit sono vasti suoli sostanzialmente artificiali, ciascuno di propriet di un unico soggetto pubblico specializzato (Ferrovie dello Stato, Autorit Portuale) facilmente accessibili dal sistema infrastrutturale della citt. L'idea di uno stadio polivalente a Calata Sanit introduce inoltre uno scenario potenziale di grande suggestione, legato al completamento del sistema urbano del Porto Antico. L'idea di uno stadioisola quella di un progetto visionario, ma indicativo di un possibile scenario di sviluppo della citt, che non sottrae terreno ad altre attivit. L'ampliamento dell'attuale stadio di Marassi infine l'idea del miglioramento radicale di una struttura e di una localizzazione che, pur oggi non adeguate ai requisiti di sicurezza e di vivibilit per il quartiere, sono storicamente care alla citt e apprezzate dai tifosi. Trasta: un nuovo edificio polivalente nella Val Polcevera Al corso del Polcevera, da sempre contenitore di grande importanza per lo sviluppo della citt, da prima come riserva agricola poi come polmone di sfogo per la grande industria, si sono sovrapposti negli ultimi dieci anni tracciati stradali e ferroviari di grande importanza extra-urbana, divenuti col tempo attrattori per grandi contenitori commerciali. L'insediamento del nuovo stadio, sull'area dello scalo ferroviario di Trasta delle Ferrovie dello Stato che ne prevedono la dismissione, si 25

inserisce in questa logica di sviluppo, contribuendo ad arricchire le grandi funzioni della Val Polcevera con una vera e propria cittadella dello sport. Il progetto prevede la costruzione di un grande contenitore introverso, come una scocca adagiata tra la collina e il fiume che cattura i flussi e li raccoglie al suo interno. Il nuovo organismo polivalente attrae intorno alle stadio di calcio una moltitudine di funzioni per il tempo libero e per lo sport, legate da una ricca sequenza di spazi pubblici coperti ed all'aperto. Marassi: una centralit ritrovata Da sempre area preferenziale di ubicazione di servizi alla citt, la Valbisagno ha letteralmente subito la compresenza di una serie di funzioni di grande impatto e di scarsa o nulla qualit ambientale: il cimitero, il deposito dell'AMT, i mercati generali, le carceri, lo stadio. Attivit per altro costipate e compresse all'interno di un tessuto residenziale molto denso. Ipotizzare il recupero dello stadio Luigi Ferraris e la sua riqualificazione come contenitore polivalente significa innanzitutto trasformarlo in un luogo centrale e fulcro di servizi anche per la vita del quartiere. Un progetto di riqualificazione che comprende necessariamente anche aree limitrofe allo stadio come le carceri, l'alveo del fiume e la villa Musso Piantelli. Il progetto prevede due differenti livelli di intervento, riferiti sia al sistema viabilistico e dei parcheggi (in modo da sgravare il quartiere da ondate squilibrate di automobili) sia ai problemi di sicurezza legati all'accesso e alla fuoriuscita dallo stadio (attraverso la dotazione del piazzale antistante lo stadio di un sistema di barriere fisse per l'afflusso e il deflusso degli spettatori). Il primo livello di intervento riguarda la ristrutturazione del manufatto stesso dello stadio, attraverso l'inserimento chirurgico di alcune nuove funzioni rispondenti alle nuove necessit e servizi e l'acquisizione e ristrutturazione della villa per eventi e servizi allo stadio durante l'evento. Il secondo livello di intervento riguarda invece l'addizione di un nuovo corpo di fabbrica: un edificio a L rovesciata - come un grande tetto attrezzato ed abitabile - a sbalzo sulla piazza antistante lo stadio che viene ridefinita e trasformata in un nuovo luogo di aggregazione per il quartiere. All'interno della grande terrazza panoramica sulla Val Bisagno e sulla costa urbana, si potranno localizzare funzioni commerciali, ludiche e culturali, che faranno dello stadio polivalente un nuovo luogo centrale per l'intera citt di Genova. Calata Sanit: il completamento dell'arco del porto antico Per Calata Sanit possibile ipotizzare nei prossimi anni la continuazione di una progressiva trasformazione delle banchine portuali specializzate in banchine di portualit allargata a funzioni urbane. Una trasformazione graduale iniziata 26

nell'arco del Porto Antico con le Colombiadi del 1992. L'eccezionale collocazione dell'area a conclusione dell'arco portuale fa infatti di Calata Sanit l'anello mancante di un grande progetto di rifunzionalizzazione e rivitalizzazione del bacino portuale e il suo terminale urbano; uno dei luoghi contemporaneamente pi visibili e pi panoramici della citt centrale rispetto a tutte le altre parti di Genova, collegata con le vecchie e con le future linee di infrastrutturazione a livello urbano e regionale, l'area di Calata Sanit si presta a divenire un nuovo polo di sviluppo di Genova. Un'area urbana e residenziale dotata di un grande Parco urbano e di strutture di servizio alla Portualit (un distripark, una stazione marittima per crociere, spazi di ricovero e riparazione per yacht), oltre che di grandi funzioni ricettive e per il tempo libero come - per l'appunto - il nuovo stadio polivalente e una seconda sede dell'acquario di Genova. Una nuova parte di Genova, dove vita residenziale, lavoro e tempo libero potrebbero riconciliarsi. Un polo urbano rivolto non solo alla citt ma ad un'area geografica molto pi vasta. Isola/Stadio: un grande attrattore polivalente nei pressi della Diga Foranea All'interno di un quadro di sviluppo dell'assetto viabilistico e portuale della citt il progetto di un'isola artificiale dotata di servizi ricettivi e per il tempo libero costituisce una eventualit da considerare con attenzione. La costruzione di un'isola artificiale e delle sue necessarie infrastrutture di accesso, pu infatti introdurre un nuovo scenario nel sistema della mobilit pubblica e privata genovese, da sempre organizzato intorno a brani di viabilit costiera che connettono i due assi di viabilit di fondovalle. In tal senso si completerebbe e meglio definirebbe la presenza a Genova di due anelli concentrici di scorrimento: uno centrale, in continuo e perpetuo rinnovamento (il sistema sopraelevatatunnel), attorno la quale si organizza la citt storica con le sue funzioni turistico ricettive; ed uno pi esterno (il tratto autostradale tra i due caselli genovesi, i tratti urbani di viabilit di fondovalle e il nuovo asse viabilistico sulla diga foranea) bordato da grandi contenitori di servizio per lo sport, il commercio, il lavoro e la produzione. La realizzazione di un'isola artificiale nei pressi della Diga Foranea, in prossimit della bocca di porto realizzerebbe una condizione paesaggistica straordinaria, definendo la possibilit per un nuovo sguardo sulla citt; un controcampo inatteso, capace di svelare una nuova immagine di Genova. Un primo tassello per la futura proliferazione di altri grandi contenitori acquatici posti lungo il bordo portuale. Per qualche anno, il tema dello stadio nuovo sembra non destare pi interesse, quantomeno non in maniera ufficiale. verosimile che questo 27

periodo sia stato utilizzato per passare dallindagine preliminare alla fase progettuale vera e propria, facendo anche i conti con le indisponibilit manifestatesi per tre delle quattro aree identificate dallo Studio Boeri (Trasta, Calata Sanit, Isola). A livello nazionale, anche a causa del ripetersi di episodi di violenza in occasione di partite di calcio, vengono introdotte una serie di normative di sicurezza, che impegnano pesantemente anche il Comune di Genova nelladeguamento del Luigi Ferraris per consentire il regolare svolgimento delle partite delle due squadre della Citt. Per chi frequenta regolarmente lo stadio iniziano ad apparire i seggiolini, i tornelli agli ingressi, le aree di pre-filtraggio. LAmministrazione Comunale sembra per aver definitivamente metabolizzato lidea di uno stadio nuovo. In unintervista di marzo 2006, lallora Assessore allo Sviluppo Economico e alle Infrastrutture del Comune di Genova, Mario Margini, nel parlare dello sviluppo della metropolitana cittadina, afferma: Estendere la linea a San Martino e a Canepari prioritario, mentre l'estensione al Ferraris credo lo sia meno, alla luce dell'ipotizzato trasferimento dello stadio di calcio22. Tre mesi prima che lo Stadio Luigi Ferraris sia conferito in una societ contribuendo a formare la parte pi significativa del capitale sociale della stessa (capitale sulla base del quale il Comune sottoscriver un aumento di capitale di AMIU), lAssessore allo Sviluppo Economico sa gi che lo stadio verr trasferito. La sua ben pi di una mera ipotesi, perch sulla base di questa idea si stanno indirizzando le strategie di sviluppo della mobilit urbana cittadina.

NASCE SPORTINGENOVA SPA Nel giugno 2006 (liter iniziato nellestate del 2005) il Comune di Genova delibera la costituzione di SportInGenova Spa dove confluisce, fra gli impianti, anche lo Stadio Luigi Ferraris. Una quota del capitale sociale, pari al 30% sar detenuta da AMIU a seguito di un aumento di capitale sottoscritto dal Comune mediante conferimento delle quote di SportInGenova. In unintervista dellestate precedente, lallora Amministratore delegato di AMIU, Pietro Antonio DAlema, aveva approfondito i motivi della scelta di AMIU come partner industriale del 28

progetto: Il Comune di Genova gestisce direttamente cinque impianti (lo stadio Ferraris, lo stadio Carlini, la Sciorba, Lago Figoi e Villa Gentile) mentre altri cinquantuno sono gestiti da terzi in concessione. Spero di chiudere entro l' anno l' accordo col Comune con la stessa logica di bagni comunali e farmacie: quando li ha rilevati AMIU facevano acqua, adesso sono in attivo. Tradotto: aumenteranno i prezzi e ci saranno meno garanzie per le societ... Traduzione sbagliata: esistono sprechi, esistono cattive gestioni, si possono risparmiare soldi in acquisti mirati. Ma non possibile che il privato, con lo sport, ci guadagni e il pubblico ci perda. Garantiremo le fasce deboli e lasceremo alle societ gli spazi gestiti in concessione. Ma, come si dice, guarderemo tutto con occhio aziendale23. Nel giugno 2006 il Genoa ritorna in Serie B e lanno successivo in Serie A. Il business plan, almeno nella parte che riguarda la fusione, viene riposto in un archivio. Pu invece continuare il secondo scenario, quello che prevedeva la presenza di unaltra squadra forte che rimanesse in Serie A e, possibilmente, si giocasse la possibilit di competere anche per traguardi europei. Non chiaro se lo studio commissionato da Giacomazzi Spa allo Studio Stefano Boeri a fine 2002 avesse sin dallinizio anche il Presidente Garrone come ispiratore. Ma questi risoluto ad affrontare e risolvere la questione dello Stadio al di fuori dellipotesi di ristrutturazione del Luigi Ferraris. Nel dicembre 2006 viene commissionata alla Comperio Research24 unindagine per verificare linteresse da parte dellutenza imprenditoriale locale in merito allacquisizione di servizi allinterno dello stadio (quali, ad esempio, gli Sky box o le sale VIP). Si tratterebbe di un impianto da 32 mila spettatori, parcheggi ed esercizi commerciali, destinato ad ospitare gli incontri della Sampdoria ma aperto anche ad altri. Una volta terminato lo studio di fattibilit, il passo successivo sar quello di aggregare intorno al progetto altri soggetti, per rendere lipotesi una realt. Nel frattempo il Sindaco Pericu conferma lesito positivo dei lavori che hanno sancito la definitiva messa a norma del Luigi Ferraris e lottenimento del certificato di agibilit25 che risolve definitivamente (dopo 17 anni!) il problema delle deroghe settimanali rilasciate per giocare. E, nel commentare lesclusione iniziale di Genova come sede prescelta ad ospitare alcune gare in caso di assegnazione di Euro 2012, sostiene che la scelta di escludere per ora Genova tra le possibili sedi degli Europei 2012 ha 29

esclusivamente un sapore geopolitico. Sono convinto che, ultimati questi lavori, il Ferraris sia uno stadio gioiello, uno dei migliori dItalia. E spero vivamente che la Federcalcio torni sulla sua decisione26. Occorre chiedersi come questa affermazione si concili con quella dellAssessore Margini, rilasciata solo 9 mesi prima, relativa allo spostamento dello stadio. Nel febbraio 2007, alle primarie del PD per le elezioni comunali, Marta Vincenzi ottiene il 60% delle preferenze, superando Stefano Zara, ex presidente di Assindustria Genova sostenuto, fra gli altri, da Riccardo Garrone. La Vincenzi diventer, qualche mese dopo, Sindaco di Genova.

IL PROGETTO DELLO STADIO DI SESTRI Nella primavera del 2007 arriva la svolta. Le idee formulate nel 2002 diventano concrete: il 27 maggio 2007, alla Fiera di Milano, nellambito dellevento Eire Expo Real Estate, viene presentato il progetto dello Stadio di Sestri Ponente. Il fatto avviene a pochi giorni dalle elezioni per il Sindaco di Genova e la scelta non casuale: Vogliamo che i due candidati a sindaco di Genova dicano la loro prima delle elezioni27. Promotore delliniziativa sar la Forum Liguria Srl, che nasce come societ controllata dalla San Quirico Spa (holding delle famiglie Garrone/Mondini, che detiene fra laltro la partecipazione di controllo in Sampdoria Holding Spa e, per il tramite di questa, nella UC Sampdoria Spa) con il 58%. Al capitale sociale partecipano anche la Foruminvest Italia Spa (filiale italiana di una societ olandese specializzata nella realizzazione di centri commerciali) con il 38%, Giacomazzi Spa con il 2% e Nicholas Gancikoff (leader della Sport Investment Group, societ di consulenza dei club per la realizzazione di nuovi stadi). Pi recentemente lazionariato di Forum Liguria cambiato: attualmente la societ vede le sue quote equamente suddivise fra San Quirico e Foruminvest Italia28. Il Presidente Garrone evidenzia da subito limportanza del progetto, sposando appieno le argomentazioni di quanti, Lega Calcio in testa, ricordano come il futuro delle squadre di calcio e la loro indipendenza economica siano fortemente influenzati dalla propriet dello stadio in cui operano.

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Ecco la sintesi del progetto presentato, cos come appare sul sito dellArch. Stefano Boeri29 : Il Nuovo Stadio per Genova concepito come un complesso multifunzionale che include un moderno stadio di calcio per circa 35.000 spettatori, pensato per essere in regola con tutte le nuove norme di sicurezza UEFA; 40.000 mq di commercio, servizi, parcheggi e nuovi spazi pubblici. La particolarit del nuovo stadio la sua articolazione su tre diversi livelli di suolo, tutti abitabili: la quota del campo da calcio, quella differenziata delle gradinate e quella sospesa nel vuoto della grande copertura abitabile, che ospiter circa 5.000 mq di servizi ricettivi e commerciali e che sar accessibile al pubblico anche quando non in corso levento calcistico. Anche allesterno il nuovo stadio sfrutter questa sua articolazione, per piani verticali, attraverso una serie di percorsi pedonali in quota che lo collegheranno alla nuova stazione ferroviaria, alla funivia per Erzelli e allaeroporto, passando per la grande copertura verde del centro commerciale. Il progetto del Nuovo Stadio per Genova localizzato a Sestri Ponente, in un contesto urbano di grandi potenzialit di trasformazione. Le previsioni di realizzazione del nuovo porto turistico, lesistenza del polo tecnologico dellIIT agli Erzelli e la riqualificazione dellarea delle acciaierie Riva, consentono di immaginare un contesto di grande sviluppo e dinamicit, entro il quale la costruzione dello stadio rappresenta un elemento di articolazione e concentrazione. Il necessario potenziamento della rete infrastrutturale e la realizzazione di connessioni pedonali correlate allimpianto sportivo, si prospettano come unimportante risorsa per ordinare tutti gli interventi previsti, mentre le preesistenze, come nel caso dellaeroporto Cristoforo Colombo, sono assunte come importanti risorse per la valorizzazione di nuove relazioni urbane per questa parte della citt. La favorevole posizione del sito nellambito dellarea metropolitana e le trasformazioni che vi sono in corso, consentono in questo modo di anticipare che la realizzazione del progetto per il Nuovo Stadio per Genova promette di costituire un nuovo forte elemento di centralit urbana per Genova.
Incarico: Studio di fattibilit Promosso da: Committente: Superficie costruita: stadio: commercio: hotel : darsena: costi di costruzione: Anno: 2003 (on going) Golfo s.r.l. e Foruminvest Italia s.r.l Giacomazzi s.p.a.

26.000 m 18.000 mq 12.000 mq 7.000 mq Euro 212.000.000

piscina: 7.000 mq sala concerti: 4.000 mq museo del design: 3.500 mq parcheggio: 80.000 mq opere pubbliche: Euro 72.000.000

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Progetto architettonico: BOERISTUDIO (Stefano Boeri, Gianandrea Barreca, Giovanni La Varra) e Studio Apice (Alessandro Cristalli, Alessandra Zuppa) in collaborazione con T.T.A S.r.l., Sport Investment Group S.r.l, A. Valentini, Studio Legale Giorni e Studio Legale Ghibellin.

Lo stadio di Sestri Ponente sembra rispecchiare appieno le caratteristiche dello stadio del futuro, perch si presenta come impianto: multifunzionale, collegato ad un centro commerciale, capace di attirare unutenza slegata dal circuito del calcio e dallappuntamento settimanale da questo discendente; moderno, anche se di dimensioni pi contenute rispetto a quelle attuali del Luigi Ferraris, in grado di garantire quel comfort oggi non esistente e rispondente ai requisiti UEFA per laccreditamento dellimpianto ai fini delle competizioni europee; capace di incrementare i ricavi della squadra di calcio che ne detiene la propriet, integrando in maniera significativa i ricavi esistenti e garantendo cos, nellimmediato e per il futuro, una maggiore solidit patrimoniale. Per qualche tempo del progetto non si parler in maniera esplicita, ma iniziato il conto alla rovescia, che porter ai fatti dellestate 2009.

IL LUIGI FERRARIS IN VENDITA? Nelle linee programmatiche del Comune approvate dalla nuova amministrazione (Sindaco Marta Vincenzi) nel settembre 2007 si inizia a parlare in maniera esplicita della vendita dello stadio Luigi Ferraris, senza lasciare spazio ad altre alternative. Nella scheda Ripensare e progettare limpiantistica sportiva si declina anche liter previsto per portare a termine lobiettivo prescelto: Individuazione delliter amministrativo per leventuale vendita dello stadio Luigi Ferraris: (1) Criteri di scelta: studio e valutazione delleventuale tipologia dei criteri da inserire in un eventuale atto di vendita; (2) Controllo della tempistica: monitoraggio e verifica dei tempi delliter amministrativo per leventuale vendita; (3) Assicurare il ritorno dellinvestimento: accertamento dellinvestimento acquisito30. Non si parla (ancora) di un nuovo stadio, ma della vendita del Luigi Ferraris a terzi, verosimilmente perch lo gestiscano e si facciano carico dei relativi oneri. 32

A partire dal settembre 2008 il Comune di Genova, per il tramite del Sindaco Vincenzi e dellAssessore allo Sport Pastorino, inizia a porre pubblicamente il problema del Luigi Ferraris. Per la prima volta viene data anche una precisa indicazione politica: il Comune di Genova non ha pi intenzione di proseguire con la gestione diretta dello stadio, come chiaramente detto dallallora Assessore Pastorino: Non ci sono segreti. La scelta di vendere un bene come lo stadio Ferraris, che non serve alla promozione sportiva essendo riservato al calcio professionistico, stata definitivamente presa da tempo. I costi sono eccessivi: basti pensare che il dovuto adeguamento alla normativa UEFA azzera in un colpo solo le quote versate da Genoa e Sampdoria. Il piano quello della vendita ed inevitabile che dalla parole si passi ai fatti31. Qualche giorno pi tardi la stessa Vincenzi estende ulteriormente il concetto, anche immaginando una possibile alleanza con le iniziative per lExpo 2015 di Milano: S, il Ferraris non va bene. Credo che si possa dire con chiarezza commenta il sindaco aldil del tifo e dei tifosi, aldil della battaglia per la fede calcistica. Quellimpianto deve essere superato. Perch sar anche bellissimo dal punto di vista estetico, osservato dal suo interno. Ma visto da fuori un unicum nazionale pericoloso. Cos in mezzo alla citt e alle case, a un quartiere popoloso e frequentato, addirittura cos vicino a un fiume che ogni ventanni esce dai suoi argini32. Dallipotesi di vendita dello stadio si passati, direttamente, alla sua sostituzione con un nuovo impianto. La cosa che lascia stupiti delle dichiarazioni del Sindaco lassoluto contrasto con le affermazioni espresse solo due anni prima, nellillustrare il proprio programma elettorale: (La demolizione dello stadio Ferraris) un'ipotesi che non va presa in considerazione per molti motivi alcuni dei quali mi sembra opportuno sinteticamente indicare. Anzitutto perch lo stadio Ferraris parte della storia della nostra citt ed stato palcoscenico di moltissimi eventi che sono nel patrimonio storico del calcio italiano che, giova sempre ricordarlo, nato a Genova. Altra considerazione che stiamo parlando di uno stadio di tipo inglese in cui il calore del pubblico e le sue coreografie si evidenziano in modo particolare riuscendo ad essere per la squadra di casa un vero e proprio dodicesimo giocatore in campo. Poi perch oggi, finalmente, il Ferraris a norma ed quindi idoneo ad ospitare qualsivoglia incontro di calcio a livello internazionale. In questo senso, tra l'altro, vi una concreta possibilit che la Nazionale a breve venga a disputare un 33

incontro valevole per le qualificazioni dell'Europeo 2008. Tra l'altro i giocatori della nazionale hanno in pi occasioni dichiarato di gradire fortemente giocare al Ferraris sia per la tipologia dell'impianto che per il calore del pubblico genovese. Inoltre uno dei primi stadi italiani ad essere in regola con le onerose e complesse prescrizioni di cui ai decreti Pisanu. Penso quindi che non vi sia proprio nessuna ragione razionale che porti ad ipotizzare una demolizione del Luigi Ferraris33. Tale cambiamento di posizione potrebbe sembrare curioso al cittadino genovese che avesse votato il Sindaco alle elezioni, giacch nel suo programma elettorale la salvaguardia del Ferraris era invece un punto ben evidenziato. Se non impossibile pensare che un candidato, successivamente alla propria elezione e preso atto delle contesto effettivo, possa variare idea su alcuni singoli punti, sarebbe probabilmente opportuno chiarire ai cittadini (e soprattutto ai propri elettori) che un cambiamento c stato e specificare le ragioni alla base dello stesso. Renderebbe tutto pi semplice e, forse, faciliterebbe la comprensione da parte del cittadino di ci che avviene allinterno dellAmministrazione Comunale. Il 24 ottobre 2008 lAssemblea degli azionisti di SportInGenova (Comune, AMIU) incarica il Consiglio di amministrazione di procedere alla nomina di un perito per la valutazione degli impianti di propriet 34. Non si parla solo del Luigi Ferraris, ma lo stadio il cespite pi importante, attraverso la cui vendita il Comune si aspetta di ottenere risorse per la sistemazione degli altri impianti sportivi.

Come possibile pensare che lo stadio, ceduto a privati, possa iniziare a produrre reddito se nei primi 18 anni di vita apparentemente ha prodotto delle perdite? Nella seconda parte del libro si cercher di analizzare i costi del Luigi Ferraris, ma per ora occorre seguire il ragionamento cos com' stato fin qui proposto: lo stadio produce perdite; lo stadio impone continui investimenti per ladeguamento alle normative nazionali ed internazionali; lo stadio non ha aree sfruttabili. Perch un privato dovrebbe partecipare a una gara per il suo acquisto e la sua gestione? 34

Interessante linterpretazione dei fatti del giornalista Massimo Calandri in un articolo su La Repubblica del 17 novembre 200835: (<) questa che state per leggere la sostanza della storia. Genoa e Sampdoria sono pronte a dire addio allo stadio Luigi Ferraris. Troppo vecchio ed oneroso, fuori tempo per le nuove regole commerciali, in particolare dellodierno football. Il Comune a sua volta pronto a vendere la struttura ad una societ che pu mettere sul tavolo un piano inattaccabile: un parco urbano e magari ancora una discreta struttura sportiva che possa accontentare il quartiere, pi un complesso residenziale. Due torri, per lasciare pi spazio possibile a verde e sport. Con tanti appartamenti. Nelle casse dellamministrazione entrerebbero 35 milioni di euro, il valore stimato della struttura da radere al suolo. (<) E le squadre di calcio? Via libera ad un nuovo stadio, con preferenza per il progetto presentato a suo tempo da Garrone per Sestri Ponente. (<) Messo in questi termini, il Progetto pare accontentare tutti o quasi. (<) Questa la storia cui stanno lavorando in gran segreto dal passato settembre. La risposta, forse, tutta qui: linteresse di rilevare la propriet dello Stadio Luigi Ferraris nasce dalla disponibilit del Comune di variare la destinazione duso dellarea (proprio nel 2009 inizier la rivisitazione del Piano Urbanistico Comunale), consentendo allacquirente di demolire lo stadio per realizzare unoperazione immobiliare i cui proventi, uniti a quelli derivanti dalla costruzione del complesso stadio/centro commerciale di Sestri, servirebbero a rendere appetibile e redditizia loperazione. Larchitettura delloperazione coerente con il Disegno di Legge sullimpiantistica sportiva, che introduce, fra le sue varie previsioni, una semplificazione delle procedure amministrative per la costruzione di nuovi impianti e la possibilit di rendere disponibili ai soggetti promotori dellinvestimento aree anche non attigue a quella di costruzione del nuovo impianto, per investimenti di natura commerciale che consentano di raggiungere un equilibrio per la realizzazione di quello principale36. Il Sindaco Marta Vincenzi conferma: lo stadio Ferraris ufficialmente in vendita. Il Comune aperto a valutare tutte le ipotesi. Questo un momento molto delicato. La cosa fondamentale che venga garantita la massima trasparenza nelle procedure37. Nella stessa occasione il Sindaco precisa due condizioni irrinunciabili e cio che non si tratti solo di un investimento per interessi 35

privatistici (e che) Genova non pu avere due stadi per le sue squadre di calcio. Genoa e Sampdoria continueranno a giocare in una sola struttura. Nella stessa intervista del 18 novembre, mentre il Sindaco annuncia la volont di superare il Luigi Ferraris, lAssessore Pastorino introduce, al contrario, una forte discontinuit rispetto al quadro di precariet e irrecuperabilit dello stadio, contestando che sia vecchio e inadeguato: Siamo in grado di adeguare lo stadio alle richieste Uefa. Nuove poltroncine, spogliatoi sotto le tribune e Skybox, i palchi. Limportante che i club ci dicano chiaramente se vogliono restare qui o hanno intenzione di andarsene fra pochi anni (<). Ha solo 18 anni. E non pesa sul bilancio di SportInGenova. Quest'anno il passivo superiore di poco ai quattrocentomila euro. Ma perch abbiamo sulle spalle una serie di interventi recenti. E perch ad ottobre Genoa e Samp erano ancora in debito di un milione e mezzo di euro. Parlando delle possibilit di sfruttamento delle strutture anche per il merchandising, aggiunge: Noi potremmo appoggiarci a Villa Piantelli. E poi, a Marassi siamo in grado di organizzare degli eventi che potrebbero farci respirare economicamente. Dei concerti musicali, ad esempio. (<) Come Assessore allo sport ho il dovere di tutelare limpianto attuale. Naturalmente so bene che c un progetto portato avanti da alcuni privati. Prima di parlare di torri per appartamenti vorrei per ricordare che in quella zona ci sono dei vincoli38. Questa posizione, se possibile in maniera ancora pi marcata, era gi stata anticipata in Consiglio Comunale nella seduta pubblica del 21 ottobre 2008. Rispondendo ai Consiglieri in merito allipotesi di vendita dello stadio: lAssessore Pastorino aveva precisato che lintenzione dellAmministrazione comunale era che il Luigi Ferraris rimanga un impianto destinato allo sport e al calcio professionistico. (<) Io credo che ci possano essere ipotesi che lAmministrazione possa mettere in campo dove quellimpianto, con opportuni adeguamenti, e quindi riconoscendo la possibilit di svolgere quelle mansioni che sono oggi necessarie alle societ professionistiche (parlo del merchandising, della rappresentanza, della mausoleit, dellospitalit, ecc.) possa essere un impianto fortemente reddituale. Questa la convinzione dellAmministrazione e lofferta che viene fatta a eventuali acquirenti quella di uno stadio con gli ammodernamenti necessari per poter soddisfare quello che lo sport professionistico (<) ovvero un impianto che potr essere utilizzato per lintero periodo, eventualmente per tutti i giorni39.

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Non la prima volta che lAssessore Pastorino si espone fuori dal coro a difesa dellidea di mantenere lo Stadio Luigi Ferraris. Accadr per lultima volta a maggio del 200940. Due mesi dopo sar sostituito. Nell'ottobre 2008, le opzioni politiche sul tavolo sembrano essere due: Il Sindaco Vincenzi sembra rassegnata alla sparizione dello stadio, perch ragiona in unottica nella quale ci sar un nuovo impianto a Genova (verosimilmente il progetto di Sestri) mentre larea oggi occupata dal Luigi Ferraris sar venduta (al promotore del progetto del nuovo stadio?) per consentire unoperazione di riqualificazione urbana del quartiere. Bisognerebbe capire quanta parte di nuovo residenziale sia prevista nel concetto di riqualificazione urbana. LAssessore Pastorino sembrerebbe invece rappresentare una scelta da parte dellAmministrazione Comunale tesa a vendere limpianto a un soggetto terzo, preservando per il ruolo del Luigi Ferraris come stadio della citt. Si intuisce per una disponibilit a favorire interventi di recupero dello stadio che lo possano modernizzare, soprattutto per favorirne uno sfruttamento commerciale; Quale la posizione ufficiale della Giunta Vincenzi sullargomento? Quello che si capisce chiaramente che loperazione del nuovo stadio cos come proposta serve agli attuali proprietari delle squadre per mitigare o azzerare il loro investimento nel mondo del calcio. Uno dei due, Riccardo Garrone, si esposto in prima persona finanziando e difendendo il progetto. Laltro, Enrico Preziosi, schierato su una posizione pi attendista e non sembra rivolgere le sue attenzioni prioritarie allargomento. Il 13 gennaio 2009 il Consiglio Comunale di Genova approva gli Indirizzi di Pianificazione41 prodromici alla predisposizione del nuovo Piano Urbanistico Comunale (PUC). Il Consiglio Comunale esorta a costruire sul costruito l dove il territorio lo consenta e considera prioritario indirizzare le trasformazioni urbane, con particolare riguardo ad interventi di ristrutturazione, riconversione, sostituzione e trasferimento di edificabilit sul tessuto costruito esistente. Nel paragrafo che si occupa delle aree dismesse o dismettibili (che per analogia possiamo applicare anche a Sestri) si dice anche che particolare attenzione dovr essere rivolta alle esigenze di consolidamento e 37

localizzazione industriale che rappresentano opportunit di radicamento e di sviluppo produttivi ed occupazionali. Parrebbe che i criteri cui il PUC dovr orientarsi siano pi coerenti con un recupero del Luigi Ferraris piuttosto che non con il progetto dello Stadio di Sestri. Questo non tanto, o non solo, per il riferimento al costruire sul costruito ma, soprattutto, per la scelta di dare priorit ad iniziative di localizzazione di tipo industriale pi che commerciale/terziario.

ABBATTERE LE CARCERI PER RISTRUTTURARE IL LUIGI FERRARIS ? Nello stesso mese di gennaio 2009 appare sul sito della Fondazione Genoa un comunicato42 che, prendendo spunto dalla notizia in base alla quale il Ministero della Giustizia starebbe per varare un Piano Nazionale per le Carceri, sollecita il Comune di Genova e le altre istituzioni ad attivarsi per favorire lo spostamento delle carceri dal quartiere. La Fondazione Genoa vede in questa notizia unimportante occasione per una felice nuova sistemazione, secondo quanto sempre da essa auspicato, della zona di Marassi nella quale attualmente coesistono le Carceri e lo Stadio Luigi Ferraris. La costruzione di un nuovo moderno carcere in unarea periferica da identificarsi convenientemente consentirebbe di soddisfare fondamentali esigenze di civilt, creando finalmente un ambiente vivibile per i reclusi. E, nello stesso tempo, una risistemazione complessiva della zona consentirebbe di creare le condizioni per unintegrazione ottimale tra lo stadio e il quartiere. In questo quadro potrebbe collocarsi una ristrutturazione dellimpianto sportivo che, conservandone i valori architettonici e di impatto spettacolare ed emotivo generalmente apprezzati, lo arricchisca di potenzialit commerciali e reddituali. Quali che siano le soluzioni che possano al riguardo prospettarsi in merito alla progettualit finanziaria e allidentificazione dei soggetti, pubblici o privati, che possano essere i protagonisti delliniziativa, crediamo che questa sia la vera via per affrontare, nel medio e lungo termine, il problema posto dallAmministrazione Comunale delleconomicit della gestione dellimpianto sportivo. Il tema dello stadio e quello delle carceri sono fortemente connessi, in quanto rappresentano indubbiamente due servit nel quartiere. Un eventuale spostamento delle carceri (del quale si parla da anni, e che sarebbe opportuno per motivi ben pi importanti di quelli sportivi) risolverebbe anche il problema del Luigi Ferraris, rendendo disponibili 38

spazi per uno sviluppo dellimpianto verso quella logica di multifunzionalit con la quale era stato in origine concepito e che viene posta alla base della progettazione dei moderni impianti sportivi. Ma dello spostamento si parla da anni, senza successo. Addirittura nel 2004 lallora Assessore Monteleone aveva predisposto un piano che avrebbe potuto ottenere la necessaria copertura finanziaria da parte del Governo, ma che non fu poi mai portato avanti dalla Giunta Comunale. 43

A seguito dellincidente accaduto ad un tifoso genoano dopo la partita Genoa-Fiorentina del 15 febbraio 2009 riprendono le polemiche sulla sicurezza dellimpianto. Il Luigi Ferraris rispetta la normativa nazionale in termini di requisiti di sicurezza, ciononostante la sua ubicazione allinterno della citt comporta dei problemi addizionali che devono essere affrontati e risolti (non ultima la difficolt di manovra dalle aree riservate dei pullman delle squadre). Occorrerebbe capire se le carenze strutturali siano tali da impedire (o rendere eccessivamente onerosa) una ristrutturazione dellimpianto oppure se esista una soluzione, partendo dalle possibilit di riassetto dellarea, anche successiva ad un ipotetico spostamento delle carceri cittadine. La domanda per non sembra essere mai posta in questi termini: linformazione veicolata che lattuale stadio porta delle perdite ed una sua ristrutturazione non potrebbe comunque renderlo conforme alla normative nazionali e UEFA: quindi necessario costruirne uno nuovo. Infatti, si prosegue nel ragionamento, in caso di successo dellItalia nella candidatura come nazione ospitante di Euro 2016 ci potrebbe essere la possibilit di intercettare fondi pubblici per ristrutturare il Luigi Ferraris ma, considerando che lo stadio non pu essere messo a norma, diventa necessario trovare unaltra soluzione, unaltra ubicazione, anche approfittando del fatto che il Comune sta lavorando sulla revisione del Piano Urbanistico Comunale. Di fronte a tale argomentazione, qualunque cittadino si sarebbe convinto che il romanticismo e il rispetto della storia devono fare i conti con la praticit. inutile continuare a spendere denaro pubblico per un impianto 39

che non avrebbe mai rappresentato la soluzione definitiva. Oltre che inutile, anche controproducente nel momento in cui un soggetto privato si era reso disponibile a intervenire per la costruzione di un nuovo impianto. Sul tema della redditivit, forse, si sarebbe dovuto dire che SportInGenova a generare delle perdite e che, allinterno della stessa, lo Stadio Luigi Ferraris la struttura pi vicina al punto di equilibrio. E, soprattutto, che tutto ci era previsto gi dal momento in cui si era deciso di costituire la societ44. Forse questa interpretazione non era funzionale allo scopo. Ma il Luigi Ferraris cos strutturalmente inadeguato da non consentire neanche di prendere in considerazione lipotesi di una sua ristrutturazione? Oppure (come sosteneva Calandri) il giro daffari generato dalla costruzione di un nuovo Stadio tale da interessare e soddisfare tutti gli attori in causa, aldil della vera convenienza per la Citt? Lo stesso progettista del nuovo stadio di Sestri, larchitetto Stefano Boeri, sembra dubbioso in merito allabbattimento del Luigi Ferraris. In unintervista del mese di novembre 200845 afferma, fra laltro: Quando la Sampdoria mi chiese un progetto di un nuovo stadio, confesso che prima cercai di capire se si potesse venirne fuori, intervenendo su Marassi. Certo, limpianto costoso e vecchio sotto il profilo della sicurezza, con le normative UEFA, che sono diventata rigidissime. Per dal punto di vista architettonico resta uno degli stadi pi belli che ci siano in Italia e ha una storia che non si pu cancellare. Io credo che sarebbe un'offesa alla citt buttarlo gi. Nel seguito dellintervista, parlando della difficolt italiana di avere stadi di propriet delle societ, introduce un concetto in controtendenza rispetto a quello che si legge sulla stampa, sostenendo che certamente la lentezza della burocrazia svolge un ruolo piuttosto pesante. (<) Per, io starei sempre attento a ricordare che in Italia lapproccio al calcio non pu essere lo stesso che c negli Stati Uniti o comunque anche in Inghilterra. (<) Bisogna andarci piano sotto questo aspetto, cos come nellideazione dei nuovi impianti. Va bene che siano multifunzionali, per, non dimentichiamoci mai che il clou la partita. Io, ad esempio, nel progetto di Sestri le strutture commerciali le ho previste, per fuori dallimpianto. Alla fine di aprile 2009, complice anche la necessit di dover ottenere la 40

licenza UEFA per giocare le competizioni europee, Genoa e Sampdoria firmano il rinnovo della convenzione con SportInGenova. Viene stabilita una durata biennale, ad un canone di 1 milione di Euro per ogni squadra oltre ad una compartecipazione alle spese per le opere straordinarie. Viene in sostanza replicato, pur senza la forma giuridica del consorzio, lassetto che utilizzato, ad esempio, a Milano per la gestione di San Siro 46. Largomento del nuovo stadio ritorna prepotentemente alla ribalta il 21 maggio 2009. Al Presidente Preziosi, ospite della trasmissione We are Genoa sulla rete televisiva Telenord, viene posta una domanda sulla vicenda dello stadio, probabilmente aspettandosi unennesima conferma della linea fino a quel giorno tenuta (e, cio, che lui intendeva rispettare il sentimento della tifoseria genoana che non intendeva spostarsi dal Luigi Ferraris). Invece la risposta non quella attesa: Il tifoso genoano si deve rassegnare, anche se il Ferraris lo stadio dei ricordi. Ma una societ che vuole essere proiettata verso traguardi importanti deve evitare di farsi condizionare dal romanticismo. C un solo modo per continuare a utilizzare il Ferraris: spostare le carceri. In caso contrario, anche se so benissimo che molti tifosi non saranno daccordo con me, ne serve uno nuovo47. La posizione sembra chiara: se non possibile procedere al ripensamento dello Stadio Luigi Ferraris attraverso il recupero dellarea oggi occupata dalle carceri cittadine, sar necessario dotarsi di uno stadio nuovo. Anche lAssessore Pastorino conferma: Sono perfettamente daccordo con Preziosi che il problema principale dello stadio di Marassi costituito dalla vicinanza dellistituto di pena. (<) quella la vera servit del quartiere, non lo stadio, e bisogna fare pressioni sul Governo, tutti insieme (societ sportive e istituzioni), affinch il carcere sia finalmente trasferito. In questo modo molti dei problemi che segnala Preziosi potrebbero essere risolti. Non solo ci sarebbero gli spazi per ricavare nuovi parcheggi ma si potrebbero anche realizzare nuovi volumi di varia natura per accrescere la redditivit del complesso48. Pochi giorni dopo, la Regione Liguria si schiera apertamente per sollecitare il Governo in merito allo spostamento delle carceri. Nasce anche un piccolo incidente istituzionale fra Sindaco e Presidente della Regione, con la prima che tende a precisare che la scelta sul tema dello stadio sia prerogativa del Comune di Genova49. 41

Il problema del carcere di Marassi, che era gi vivo a fine anni 80, viene per cos svilito da tema di civilt (per le condizioni in cui versano i carcerati) a conflitto di competenze fra le istituzioni locali. Probabilmente questo uno dei motivi per i quali, pur nel rispetto delle prerogative dei vari Enti Pubblici preposti, non si riesce ad affrontare in maniera costruttiva. Eppure le problematiche derivanti dalla prossimit delle carceri con lo Stadio sembrano non interessare in maniera particolare. Potrebbe essere unoccasione, indipendentemente dal futuro del Luigi Ferraris, per alleggerire la Bassa Valbisagno da quelle che sono definite delle servit. Nonostante le dichiarazioni compatte delle istituzioni locali, Regione e Comune in testa, nel Piano che il Governo predisporr a ottobre 2009 lipotesi di spostamento del carcere di Marassi (ventilata durante il governo Prodi) viene dimenticata a favore della creazione di un carcere leggero, da 400 posti, da aggiungere a quello esistente50. La problematica sembra offrire unimportante argomentazione ai soggetti promotori del nuovo stadio: se vero che fino a che le carceri non verranno ricostruite altrove non sar possibile mettere mano ad una seria ristrutturazione dello Stadio Luigi Ferraris, allora bene cercare di identificare quanto prima un sito per il nuovo stadio. Considerati i tempi decisionali medi della politica limpasse infrastrutturale destinata a durare qualche lustro. Questa apparente pregiudiziale negativa rimarr viva fino a quando lo studio della Fondazione Genoa 1893 dimostrer che la ristrutturazione , invece, possibile indipendentemente dallo spostamento delle carceri. Ai primi di luglio 2009 lAssessore allo Sport Pastorino lascia le deleghe sullo Sport e viene sostituito da Stefano Anzalone. Inizia (non per responsabilit del nuovo Assessore, ovviamente) quello che fino ad oggi stato il periodo di massima attenzione e scontro sul tema dello stadio di Genova e che vedr contrapporsi le tre soluzioni: Sestri Ponente, la Colisa, la ristrutturazione dello Stadio Luigi Ferraris. Approssimandosi il momento nel quale va formalizzata la candidatura dellItalia per i Campionati Europei di Calcio del 2016 accelerano le procedure per la scelta delle citt che lItalia avrebbe inserito nel dossier da presentare allUEFA. 42

Occorreva passare dalla fase progettuale a quella operativa, cosa che avviene nel luglio 2009, quando Riccardo Garrone appone la sua firma su una Lettera di Intenti con il Comune di Genova che definisce unipotesi di percorso per giungere alla realizzazione di un nuovo stadio (a Sestri), identificando contemporaneamente delle soluzioni anche per la conversione del Luigi Ferraris. Parte cos liter per la realizzazione del progetto, quello che nel gennaio 2007 era stato annunciato dallo stesso Riccardo Garrone come lo stadio della Sampdoria, gestito dalla Sampdoria51. A distanza di due anni, per (molto pi coerentemente con le dichiarazioni rilasciate a partire dal 2002 sul tema del nuovo stadio di Genova), Garrone ricercher la collaborazione e la partecipazione anche di Enrico Preziosi, precisando che si tratter di un rapporto paritetico. Quindi, nelle sue nuove intenzioni, lo stadio di Genoa e Sampdoria52. Si apprender solo in seguito, per, che le due squadre non ne saranno proprietarie, ma semplici utilizzatrici. Il giorno 8 luglio, proprio mentre il Sindaco Marta Vincenzi (secondo una ricostruzione del Secolo XIX53) siglava la Lettera dIntenti con Riccardo Garrone, il neo Assessore allo Sport, Stefano Anzalone, si presenta alla stampa affermando fra laltro: riteniamo che lo stadio di Genova sia lo stadio di Marassi: in pratica il tempio per molti tifosi e sportivi genovesi. Ritengo sia un pochino la nostra bandiera: debba essere considerato un vessillo e tutelato. In Consiglio Comunale ha anche detto che una sua occupazione sar la realizzazione del nuovo stadio, al quale le societ pensano per un futuro lontano dal Ferraris. Certo, se ci saranno le opportunit, gli spazi, le risorse, si pu discutere e vedere anche in qualche maniera, in prospettiva futura, di realizzare un nuovo impianto in citt. Io sono aperto a qualunque novit, ma il Ferraris lo stadio della citt: ci vuole un approccio approfondito per capire cosa farne. Nel quartiere ci sono le carceri che dovrebbero essere spostate54. Tutelare il Luigi Ferraris puntando allo spostamento delle carceri, prima di analizzare altri progetti. cambiato Assessore, ma sembra che lantitesi con le dichiarazioni del Sindaco, gi osservata in pi occasioni con lAssessore Pastorino, rimanga una costante. Ma, forse, lei che ha cambiato idea, considerando che nel marzo del 2007, poco prima che il progetto dello stadio di Sestri fosse presentato ufficialmente, lallora candidata sindaco si era espressa in una trasmissione televisiva (Destra e 43

Sinistra, sullemittente Primocanale) a favore della chiusura del carcere di Marassi e contro la realizzazione di un nuovo stadio nei pressi dell'aeroporto55. Nel frattempo, Enrico Preziosi non si ancora ufficialmente schierato. Riccardo Garrone, conscio che il progetto avr speranze di battere quelli che definisce i nemici del nuovo solo se vedr la partecipazione di ambedue i soggetti come promotori, lo invita pubblicamente a partecipare alliniziativa: (<) spero che entro lestate si possa iniziare a lavorare con concretezza al progetto. La disponibilit dellaeroporto a rinunciare a quella parte di area esiste, bisogna per andare avanti. Quella zona pu diventare davvero un polo nuovo per la citt di Genova e non penalizzerebbe assolutamente i commercianti di Sestri Ponente56.

STADIO VS. AEROPORTO Laffermazione di Riccardo Garrone in merito alla disponibilit dellaeroporto a rinunciare a quella parte di area sar per smentita dai fatti: la localizzazione nelle adiacenze dellAeroporto di Genova il vero punto debole del progetto. L'area oggetto dellinvestimento (centro commerciale e stadio) non privata, n di propriet comunale. del Demanio Aeroportuale. Il titolare delle aree, per conto dello Stato Italiano, l'Ente Nazionale per lAviazione Civile (ENAC), che il 30 aprile 2009 ha rinnovato la concessione delle stesse (fino al 2027) a favore della Societ Aeroporto di Genova Spa, in conformit a un piano di sviluppo che poggia le sue basi sul potenziamento e lespansione dello scalo attraverso interventi che afferiscono la logistica, i parcheggi nonch un progetto di insediamento di una nuova compagnia aerea. Sulla base della vigente normativa, ENAC l'autorit di regolazione tecnica, certificazione e vigilanza degli scali aeroportuali, mentre i gestori (fra cui, Aeroporto di Genova Spa) sono i soggetti ai quali sono affidati i compiti previsti dall'art. 705 del Codice della Navigazione; in particolare quelli di amministrare e gestire le infrastrutture e gli impianti aeroportuali, di organizzare le attivit aeroportuali ed assicurare agli utenti la presenza in aeroporto dei necessari servizi di assistenza a terra, fornendoli 44

direttamente o coordinando le attivit degli operatori terzi o in autoproduzione57. I promotori del progetto di Sestri forse ritengono che le aree siano nella disponibilit dellAutorit Portuale di Genova 58. Non corretto. LAutorit Portuale detiene il 60% del capitale sociale della societ Aeroporto di Genova Spa, beneficiaria della concessione ENAC. quindi solo Aeroporto di Genova Spa che potrebbe rinunciare al proprio diritto di sfruttamento della stessa, modificando il proprio piano industriale e i progetti di sviluppo a suo tempo presentati ad ENAC. Forse avevano discusso dellipotesi con lAutorit Portuale ottenendo un parere favorevole che poi sarebbe stato fatto valere in virt della quota di maggioranza da questa detenuta? Luigi Merlo, che ne il Presidente, sullargomento dichiara: Non mi sottraggo al confronto. Se da parte degli enti locali (Comune, Provincia e Regione), esiste la volont di approfondire l'argomento, sono pronto a sedermi e a discuterne. Senza dimenticare che la questione pi ampia e tocca, oltre all'ampliamento dell'aerostazione (<), anche il polo degli Erzelli e la nuova stazione ferroviaria59. Laltro azionista di riferimento di Aeroporto di Genova Spa, la Camera di Commercio (che ha il 25% delle quote), sembra invece molto meno disponibile a prendere in considerazione il progetto prima di aver concluso liter di privatizzazione dellaeroporto. La gara per la nomina delladvisor dei venditori terminata nel mese di marzo 2010 con la scelta di KPMG Advisory. Dopo un laborioso iter di verifica da parte di ENAC e del Ministero dellEconomia, il Bando di Gara dovrebbe essere stato finalmente definito nei dettagli e si attende la sua pubblicazione, verosimilmente nel mese di giugno 2011. I candidati, oltre allimporto previsto per lacquisto delle quote attualmente di propriet dellAutorit Portuale (30 milioni di Euro), dovranno garantire il supporto finanziario al piano industriale elaborato nel 2008, per ulteriori 45 milioni di Euro di investimenti. Uno dei motivi del ritardo risiede proprio nella richiesta specifica da parte di ENAC che il bando di gara contenesse questa clausola, che originariamente non era stata prevista, apparentemente perch ritenuta sottintesa. 45

Accertato che le aree sono del Demanio Aeroportuale, gestite da ENAC e date in concessione fino al 2027 a servizio dei piani di sviluppo dellaeroporto, per variarne la destinazione duso e sdemanializzarle, spiega Alberto Lelli (dirigente dell'ENAC) occorrerebbe indire una gara oppure, come a Genova gi accaduto per il G8 del 2001, fare una legge speciale che affidi le aree ad un soggetto individuato per la realizzazione di un progetto altrettanto individuato60. Una gara internazionale (in ambito UE) quindi, oppure una legge speciale. Ma anche nel caso in cui si procedesse in questo senso, dando per scontato che venga bandita una gara e che questa venga vinta dai promotori del progetto Sestri e non da altri (magari interessati ad utilizzi produttivi dellarea), esisterebbero dei problemi di coesistenza fra la struttura aeroportuale ed un complesso come quello previsto dal progetto; fra questi, ad esempio, limpossibilit che le costruzioni abbiano unaltezza superiore ai 45 metri ed impianti di illuminazione potenzialmente pericolosi per la gestione dei voli; si aggiungerebbero poi problemi di viabilit nei giorni delle partite e, pi in generale, di ordine pubblico. Esiste poi un ulteriore problema, direttamente legato al nascente processo di privatizzazione dellAeroporto di Genova, che potrebbe vedere diminuire in maniera sensibile il valore potenziale dellimpianto se le uniche aree di sviluppo attivabili nel breve (non potendo pensare di realizzare lo spostamento sullisola artificiale nel giro di poco tempo) venissero acquisite al progetto del centro commerciale e dello stadio. Infine, mentre gli spazi necessari alla realizzazione del progetto del solo stadio (per circa 40 mila metri quadrati), seppur compresi nella metratura in concessione all'Aeroporto, erano in quel momento parzialmente non utilizzati, la necessit di costruire accanto a questo anche un centro commerciale (in assenza del quale il progetto sarebbe stato antieconomico e quindi non realizzato61) rende necessario sottrarre all'Aeroporto non solo un'area in quel momento non utilizzata, ma anche ulteriori 50 mila metri quadrati che ospitano le strutture della Protezione Civile (in particolare i Canadair), gli Aeroclub e lAviazione Generale. La difficile coesistenza di un complesso commerciale nelle immediate prossimit di un aeroporto viene stigmatizzata anche dallAssociazione dei Piloti e Proprietari di Aerei, in una lettera ufficiale inviata ad ENAC. 46

LAssociazione individua sei motivi per i quali la realizzazione di uno stadio cos vicino allaeroporto sarebbe pericolosa per la sicurezza dei voli e pregiudicherebbe lo sviluppo dello scalo62. I primi tre sono direttamente legati alla sicurezza della navigazione derivanti: dalle emissioni elettromagnetiche generate dallo stadio e dal centro commerciale, che porterebbero dei rischi per la radio-navigazione in fase di decollo ed atterraggio; dallinquinamento luminoso derivante dallutilizzo dello stadio in ore serali, che potrebbe ostacolare la visibilit dei corridoi luminosi necessari agli aeromobili in fase di discesa; dallaumento del rischio del cosiddetto bird-strike, in quanto la gi delicata situazione dellaeroporto di Genova (condizionata dal richiamo della vicina discarica di Scarpino) verrebbe ulteriormente peggiorata per il richiamo che il centro commerciale avrebbe su gabbiani ed altri uccelli. A seguire, lAssociazione richiama lattenzione anche sulla difficile convivenza del centro commerciale con lutenza propria dellaeroporto in termini di misure di sicurezza richieste in tutto il sedime aeroportuale, particolarmente incisive dopo il 2001. Le ultime due problematiche evidenziate sono meno ostative, nel senso che lAssociazione rileva come leventuale realizzazione del progetto porterebbe, di fatto, allimpossibilit di sfruttamento delle aree per scopi propri dellaeroporto, in particolare la pista di emergenza e la realizzazione di nuove aree di parcheggio e di rullaggio. Il progetto sembrava aver sottovalutato tutti questi aspetti. Ma anche un altro: aldil dell'effettivo attuale posizionamento dell'Aeroporto di Genova sul panorama nazionale, non dovrebbe ritenersi di principio pi strategico per la Citt (ma anche per la Regione) lo sviluppo di un aeroporto che possa intercettare il traffico a servizio dell'utenza turistica, crocieristica e, non ultima, daffari? Sembrava quasi che i promotori del progetto dessero per scontato una sorta di loro diritto ad usufruire di terreno pubblico, demaniale, per un investimento di natura privata. Il tutto, tra l'altro, senza aver apparentemente verificato in precedenza con il legittimo proprietario 47

(ENAC) la fattibilit di una siffatta operazione e, inoltre, dando per scontato di essere vincitori del bando di gara europeo che avrebbe dovuto precedere leventuale sdemanializzazione delle aree stesse. A meno di non beneficiare di una legge speciale. Sul fatto che ENAC non fosse stata chiamata in causa interessante la dichiarazione del presidente dell'ENAC, Vito Riggio: Richieste di costruire stadi accanto all'aeroporto di Genova non ci sono mai pervenute. Finch non arrivano non posso disporre una relazione tecnica e finch non ho in mano la relazione tecnica non mi muovo63. Affermazione, questa, che stupisce: solo il giorno prima si era appreso dalla stampa64 che il 14 luglio 2007, quindi circa due anni prima, ENAC aveva scritto al Presidente della Regione Liguria e per conoscenza al Sindaco di Genova, al Presidente dellAutorit Portuale e al Presidente di Aeroporto di Genova Spa esprimendo un parere negativo sulla possibilit di realizzare il progetto del centro commerciale e dello stadio nellarea contigua allaeroporto Cristoforo Colombo. ENAC anticipava le perplessit circa la scelta del sito per il nuovo stadio: (1) sotto il profilo giuridico/tecnico, in quanto la sua realizzazione dovrebbe avvenire su demanio aeroportuale dello Stato, sottraendo allaeroporto aree indispensabili per il suo previsto sviluppo; (2) sotto il profilo della compatibilit funzionale, in quanto si tratta di uninfrastruttura in grado di generare forti concentrazioni di utenti in fasce temporali ristrette, congestionando cos la rete di accessibilit allaeroporto ed impedendone la fruizione, con danno alla collettivit (sia passeggero che operatore aeroportuale); (3) sotto il profilo della sicurezza, poich le manifestazioni calcistiche sono frequentemente origine di comportamenti ad alto rischio per lordine pubblico, in grado di influire non solo nelle aree limitrofe alla struttura di intrattenimento, ma anche sullo spazio aereo circostanze (per il rilascio di materiale pirotecnico). LEnte era quindi stato sollecitato da qualcuno in passato. Qualche mese pi tardi, sul Secolo XIX, si parler di un incontro fra Mario Giacomazzi e lallora Direttore Generale di ENAC, Silvano Manera 65, avvenuto nel luglio 2008: si tratta di un banale errore sulle date (2008 scritto al posto di 2007), oppure ci sono stati addirittura due incontri sullargomento? Vito Riggio stato nominato Presidente dellENAC nel 2003 ed era quindi gi in carica nel momento in cui la lettera era stata inviata. poco plausibile che non fosse informato di un argomento di questa portata. Le 48

risposte date nella lettera del 2007 ricalcano in pieno le osservazioni che ENAC far pervenire nel 2009, quindi il progetto di cui si parlava era, verosimilmente, lo stesso. Perch ENAC, allora, avrebbe scritto nel 2007? Le domande da porsi sono per ancora diverse: perch ripresentare in maniera ufficiale un progetto che ha gi subito una bocciatura di ENAC, senza averlo modificato per risolvere le obiezioni evidenziate? E perch la notizia che il progetto era gi stato bocciato in precedenza non mai emersa fra luglio e ottobre 2009, quando si sapeva sin dal principio che ENAC non avrebbe potuto dare un parere positivo? possibile che si volesse fare pressioni mediatiche e politiche perch il progetto fosse approvato?

Il 14 luglio, Enrico Preziosi ribadisce la propria posizione, gi espressa a fine maggio; intervistato sulla possibilit di un accordo con il Presidente Garrone sul progetto di Sestri e sul destino dello Stadio Luigi Ferraris afferma: Capisco i tifosi siano affezionati al Ferraris, da sempre la loro casa. Per se mi si chiede che futuro abbia quello stadio, io rispondo nessuno. Non si pu ogni anno battagliare per avere la deroga dallUefa. E allora ci sono due possibilit: o si buttano gi le carceri o si fa uno stadio nuovo. Invito ufficialmente il sindaco a farsi carico di trovare una soluzione, coinvolgendo tutte le istituzioni. Non siamo noi presidenti a dover dire dove si deve o non si deve fare lo stadio, il sindaco ci sottoponga un progetto e noi diremo se siamo daccordo o meno66. Il 16 luglio appare sul Secolo XIX un articolo di Renzo Parodi dal titolo inequivocabile: Tursi d il via libera allo stadio di Sestri - Riunione segreta. Protocollo d'intesa: Garrone ha firmato, Preziosi starebbe per farlo. Lo riportiamo per ampi stralci, perch contiene numerosi spunti di riflessione sul progetto di Sestri ma anche, pi in generale, sul tema dello stadio. Un solo stadio del calcio a Genova, ma tranquilli. Non sta per suonare il requiem per il glorioso Luigi Ferraris, che sar trasformato in un impianto polivalente per ospitare altre discipline sportive (<) Il nuovo stadio del football, previsto dal progetto presentato da Riccardo Garrone sull'area di Sestri Ponente a ridosso dell'aeroporto, dovr ovviamente riunire sotto lo stesso tetto i due club calcistici cittadini. (<) La condizione assoluta e insormontabile. (<) Una decina di giorni fa a palazzo Tursi stato redatto un protocollo d'intesa che riguarda il nuovo 49

stadio e contiene le prescrizioni per avviare la procedura che dovrebbe portare prevedibilmente entro 4-6 anni - alla realizzazione dell'impianto sportivo con annesso centro commerciale non invasivo del commercio minuto delle delegazioni del primo ponente genovese. (<) La carta stata sottoscritta dal sindaco di Genova, Marta Vincenzi, e da Riccardo Garrone, presidente della Sampdoria, promotore del progetto-stadio a Sestri Ponente. Secondo le indiscrezioni, il presidente del Genoa, Enrico Preziosi, d'accordo con la proposta contenuta nel protocollo, ha rimandato la firma ma si appresta ad apporla in tempi strettissimi. (<) Il nuovo impianto del football potr sorgere a condizione che si inserisca armonicamente nel tessuto urbano cittadino e, specificamente, nel sistema urbanistico che comprende l'aeroporto Cristoforo Colombo e i suoi eventuali sviluppi territoriali, il polo tecnologico degli Erzelli e la Marina di Sestri Ponente. (<) Il modello-Sestri, se funzioner, potr riprodursi in citt, attirando investimenti privati che risolverebbero i problemi dell'impiantistica di base e dei suoi costi di gestione, sempre pi insostenibili per l'Erario. (<) Il cammino del nuovo stadio resta lungo e irto di ostacoli. L'aeroporto dovr rinunciare ad una parte delle aree contigue senza che ci pregiudichi il suo sviluppo. Parlare di sviluppo, oggi, suona come un azzardo. (<) Resta la questione delle aree del Demanio aeronautico. La sdemanializzazione spetta all'Enac e il consigliere Franco Pronzato, genovese, l'interlocutore giusto per dialogare senza pregiudizi, a nome del presidente, Vito Riggio. Il protocollo d'intesa firmato nel 2005 dai tre enti locali, dai sindacati, dalla Confindustria, il celebre Affresco di Renzo Piano, aveva indicato per l'aeroporto l'ipotesi di un ampliamento a mare, risultando impraticabile l'opzione dello scalo spostato oltre Appennino. Le aree a mare di Sestri fanno gola anche al porto. L'intrico di interessi contrastanti fitto e gli agguati non mancheranno. A seguito della notizia, la Fondazione Genoa 1893 emette un comunicato67 nel quale si dichiara stupita che possa non tenersi in alcun conto da parte del Comune la recente presa di posizione dell'Autorit preposta alla vigilanza del traffico aereo che ha escluso che lo sviluppo del Cristoforo Colombo possa essere tarpato dalla costruzione di un nuovo stadio in area limitrofa. Ci domandiamo infine se e come il Comune stia operando al fine dello spostamento delle carceri, approfittando delle opportunit del piano promosso dal Ministro della Giustizia. Tale iniziativa, oltre a consentire la soluzione ottimale di ogni problema relativo allo stadio, affronterebbe la grave emergenza civile delle condizioni di vita degli ospiti della casa circondariale, cos da meritare a Genova la qualifica, che rischia di diventare solo uno slogan, di citt dei diritti. 50

Nessuna reazione. Il tema dello spostamento delle carceri, che solo un mese prima aveva portato a un conflitto di competenze fra Comune e Regione, evidentemente non appassiona pi

LA LETTERA DI INTENTI E LE REAZIONI DELLA CITT Il 17 luglio, con unaltro articolo sul Secolo XIX dal titolo Genova, firma anche Preziosi. Due squadre, un nuovo Stadio, Renzo Parodi aggiunge ulteriori dettagli e spunti di riflessione. Riportiamo in maniera estesa anche questo secondo pezzo: La firma di Enrico Preziosi sul protocollo d'intesa che avvia la procedura per costruire il nuovo stadio (con annesso centro commerciale) a Sestri Ponente, arrivata mercoled sera. (<) Anche il Genoa affiancher la Sampdoria nell'avventura di costruire uno stadio di propriet. Con quanto di buono ne deriver alle casse sociali. Gli scettici chiedano ai club inglesi, maestri nello sfruttamento industriale delle arene calcistiche. Marta Vincenzi ha accolto con soddisfazione la firma di Preziosi che si aggiunta all'autografo di Riccardo Garrone sul documento d'intesa. (<) La trama tessuta dal sindaco di Genova con Garrone e Preziosi ha gi ottenuto un primo, importante risultato: ha proiettato fuori dalla clandestinit, che stava soffocandolo, un progetto ampiamente noto per essere stato presentato, descritto, pubblicato dai giornali, discusso, sponsorizzato, osteggiato, intralciato, boicottato e sostenuto, secondo i ben conosciuti sistemi cittadini. Genova produce instancabilmente progetti, candidature, iniziative, salvo scaricare piombo nelle ali di chi prova a volare in alto. (<) Dentro o fuori, allora. Il cammino si annuncia accidentato, alle difficolt obiettive - si tratta di ragionare su aree demaniali - si affiancano interessi contrapposti. Prevedibile una guerriglia, i franchi tiratori lustrano le armi. E preparano gli agguati. La citt, non soltanto la citt sportiva, discute e si accalora. Nellarticolo, Parodi registra anche le reazioni di alcuni degli attori coinvolti dalla vicenda. Luigi Merlo, Presidente dellAutorit Portuale conferma di conoscere il quadro generale della proposta Garrone-Preziosi, peraltro gi modificato rispetto allavvio, ma di non aver potuto approfondire. Non contrario a ragionare sul progetto, ovviamente dopo che ENAC avr sciolto le riserve tecniche, se lo stesso tenesse conto anche dei fabbisogni infrastrutturali derivanti dal piano di sviluppo dellaeroporto (viabilit, parcheggi, aree commerciali). Paolo Odone, Presidente della Camera di Commercio, riporta la posizione ufficiale della riunione di Giunta dedicata allanalisi delliniziativa, osservando che per un'opera cos importante sarebbe 51

meglio verificare gli aspetti normativi e di propriet, evitando eventuali polemiche. Siamo convinti che la destinazione dell'area vada ricompresa nella privatizzazione del nostro scalo e la valutazione di compatibilit del progetto-stadio spetti quindi al compratore. Pone laccento su un altro problema che dovr essere affrontato perch la titolarit della concessione urbanistica spetta al Comune di Genova, ma la titolarit della concessione (relativa al centro commerciale che sorger accanto allo stadio, ndr) per dimensioni superiori ai 2.500 metri quadrati, della Regione. Positivo il commento del Presidente dell'Associazione Industriali, Giovanni Calvini, che la ritiene un'opportunit seria e interessante, che merita la massima attenzione. L'unico aspetto che va approfondito la compatibilit con l'aeroporto68. Carlo Castellano, Presidente del DIXET69, non si esprime in attesa di riunire i suoi tecnici. A ottobre del 2009 chiarir che l'idea di uno stadio accanto all'aeroporto assolutamente contraria all'interesse delle aziende specie quelle tecnologiche che sono sempre in giro per il mondo. E anche la crescita del Parco tecnologico degli Erzelli risentirebbe negativamente di questa situazione70. Lo stesso 17 luglio, il Secolo XIX pubblica unintervista di Renzo Parodi a Riccardo Garrone71, che consente di avere ulteriori dettagli sul contenuto del documento firmato con lAmministrazione comunale. Pi che un protocollo si tratta di una lettera dintenti in cui le parti firmatarie, le due societ calcistiche e Forum Liguria (societ promotrice del progetto) ottengono la disponibilit, da parte del sindaco Vincenzi, a valutare la fattibilit del progetto stadio. (<) Ne infine uscito un documento programmatico che contiene le caratteristiche del progetto stadio e le indicazioni formulate dalla pubblica amministrazione. (<) Il fatto nuovo che nella lettera dintenti stato inserito un paragrafo che vede Genoa e Sampdoria impegnate a reperire i soggetti interessati a mettere a punto una profonda ristrutturazione del Ferraris. In un complesso cos importante potranno essere inserite anche attivit sportive. Fondamentale che loperazione sia realizzata in termini economicamente positivi. Sono previsti anche nuovi volumi immobiliari? Per forza, ma non saranno torri di venti piani, come ha scritto qualcuno. (<) Si sente di rassicurare i commercianti di Sestri? Stiamo valutando la possibilit di inserire settori merceologici non trattati a Sestri. Nei pressi funziona gi la Marina dellaeroporto con cui si pu creare una sinergia. Con gli Erzelli la trasformazione di Sestri avr un segno positivo. Penso che ragionandoci sopra le preclusioni possano essere superate. (<) A costo zero per lErario. Pagheremo per lutilizzo dellarea, sdemanializzata, un diritto di superficie di novantanni. 52

La prima informazione interessante che il documento firmato non un protocollo ma una lettera dintenti: il documento ha quindi un valore simbolico molto forte perch certifica lesistenza di unidea progettuale che, soggetta a tutta una serie di verifiche, condivisa dal soggetto investitore (Foruminvest Liguria), dai Presidenti delle due squadre di calcio che usufruirebbero dellimpianto e dallAmministrazione comunale. Da un punto di vista formale, per, un atto sostanzialmente privo di valore giuridico vincolante. Sia per la sua natura di lettera di intenti72, sia perch questo specifico documento (che pochi hanno visto) non sembra mai essere diventato un atto ufficialmente recepito dal Comune di Genova. Trattandosi di un atto di localizzazione, avrebbe tra laltro dovuto seguire un iter complesso, con la necessit di una discussione e approvazione da parte della Giunta Comunale (annunciata dal Sindaco per la fine di luglio 2009, ma apparentemente mai avvenuta). Non essendone disponibile una versione ufficiale non possibile analizzarlo e, di conseguenza, lo si conosce solo per le parti che sono state diffuse e nel modo in cui sono state diffuse. Nel merito, per, si apprende: che il progetto centro commerciale/stadio non vede coinvolte le due squadre di calcio nella propriet dellimpianto, in quanto il soggetto promotore Forum Liguria (come sempre stato): le due squadre sarebbero le fruitrici dellimpianto sportivo; che il Comune si reso disponibile a valutare la fattibilit del progetto del centro commerciale e dello stadio a Sestri, previa verifica della disponibilit di ENAC e di tutti gli altri organi competenti; che loperazione avverrebbe mediante acquisto di un diritto di superficie novantennale sulle aree sdemanializzate; che Genoa e Sampdoria, invece, sarebbero impegnate a trovare i finanziatori per il progetto di risistemazione dellarea del Ferraris, al posto del quale dovr sorgere un complesso residenziale che ospiter anche attivit sportive; che il centro commerciale di Sestri dovrebbe cercare di specializzarsi su settori merceologici non in contrasto con lofferta dei commercianti del posto. 53

Esattamente lo schema progettuale raccontato un anno prima, il 17 novembre 2008, dal giornalista Massimo Calandri su La Repubblica73.

Lannuncio dellavvenuta firma della lettera di intenti scatena la discussione sul progetto, oltre che le reazioni della tifoseria (decisamente contraria quella Genoana, pi possibilista quella Sampdoriana). Nella seconda met del mese di luglio, mentre il Sindaco Vincenzi prende una pausa di riflessione nellattesa di ottenere il parere della Giunta Comunale (che peraltro non appare mai essere arrivato), si intrecciano le reazioni dei soggetti a vario titoli interessati (o contrari) alla sua realizzazione. Sulla presunta incompatibilit strategica del progetto con lo sviluppo dello scalo aeroportuale di Genova, Renzo Parodi particolarmente tranchant in un articolo del 25 luglio, dal titolo molto esplicito: Aeroporto contro Stadio. Nel commentare liniziativa della Camera di Commercio, apparentemente interessata allacquisto della quota di controllo della societ Aeroporto di Genova Spa ed al successivo rilancio dello scalo, definisce loperazione come estremamente rischiosa visto lo scenario economico mondiale (e le sue ricadute sul traffico aereo) e la tendenza del mercato a privilegiare le compagnie low cost. Aggiunge poi: Gli strateghi del Colombo inchiodato al milione e 200 mila passeggeri/anno si consolano sognando larrivo di altri vettori. Ryanair, attesa come un messia, si starebbe tirando indietro. Laltro atout vagheggiato, i voli cargo, per ora lontano dal boom. Il costruttore Marcellino Gavio si accinge a presentare la richiesta per la costruzione di una pista di volo nel Tortonese dedicata alle merci destinate alloutlet di Serravalle Scrivia74. Anche il Presidente Garrone insiste sullipotesi della scarsa attendibilit del progetto di sviluppo dellaeroporto. In unintervista del 28 luglio75 descrive in maniera concreta quale rischio a suo parere corrono le due squadre di calcio della Citt se non viene realizzato il progetto di Sestri (Il Ferraris non va. Cos le squadre genovesi rischiano di finire in serie B. E le alternative - giocare in altre citt o costruire uno stadio ad Arquata - mi sembrano davvero incredibili) e aggiunge, con uniperbole: non mi risulta nessun piano di espansione del Colombo. La strategia sembra chiara: non si pu, per buon senso e palese conflitto di interessi, difendere una posizione che penalizzi lo sviluppo dellaeroporto 54

cittadino a favore di un investimento privato destinato ad un centro commerciale e ad uno stadio. Occorre, invece, rendere manifesto che lo sviluppo di cui sopra del tutto ipotetico ed incerto anche sui tempi, mentre linvestimento immobiliare sarebbe certo ed immediato. La soluzione proposta, inoltre, avrebbe una valenza strategica pubblica perch consentirebbe anche di ottenere la sistemazione di due aree cittadine: la zona aeroportuale (e le infrastrutture connesse) e Marassi. Aree per le quali il Comune non ha fondi a disposizione.

La storia dellaeroporto di Genova non effettivamente quella di un modello di sviluppo formidabile. Negli ultimi cinque anni ha mantenuto un volume di traffico sempre oscillante fra 1 milione e 1,2 milioni di passeggeri/anno, dimostrando segnali di crescita effettiva solo per il traffico non di linea76. Forse ha vissuto di rendita per la presenza passata delle aziende statali e non ha saputo trovare sufficienti spunti di rinnovamento, nonostante la Liguria sia terra di turismo e, ormai da un decennio, ospiti un regolare traffico di crocieristi. Ciononostante, laeroporto di Genova (nellambito dei 48 aeroporti attualmente operativi) comunque posizionato fra i primi 18, allinterno della categoriaB che ENAC cataloga come scali primari (insieme a Torino, Verona, Treviso, Trieste, Viterbo e Trapani). Sulla base dello studio commissionato da ENAC77 e trasmesso al Governo per lelaborazione del Piano Nazionale Aeroporti, previsto che solo tali aeroporti, insieme agli scali strategici (Malpensa, Linate, Bergamo, Venezia, Bologna, Firenze, Pisa, Fiumicino, Napoli, Bari, Palermo e Catania) siano possibili destinatari degli investimenti statali in infrastrutture di collegamento. Tutti gli altri scali dovranno operare in una logica di autofinanziamento. Nonostante tutto, quindi, laeroporto di Genova rimarr uno degli scali che saranno oggetto di attenzione da parte dello Stato. Il che non cosa da poco conto, considerando che nellarco dellultimo decennio lo scalo stato il quinto per volume di finanziamenti pubblici a favore di interventi di adeguamento od espansione, per un valore di circa 30 milioni di Euro78.

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Il 29 luglio il Presidente dellAutorit Portuale, Luigi Merlo, dichiara la disponibilit a valutare, dal punto di vista degli spazi, la compatibilit del progetto di espansione dell'aeroporto con quello del nuovo stadio. Verifichiamo se sono possibili sinergie tra le due funzioni, in particolare per quanto riguarda i parcheggi e la galleria commerciale79. Il Sindaco Marta Vincenzi stigmatizza il comportamento di Camera di Commercio ed Autorit Portuale affermando: coloro che adesso contrastano il trasferimento dello stadio a Sestri sono gli stessi che, nel 2005, hanno firmato un protocollo sul waterfront che prevedeva l lo stadio su indicazione di Renzo Piano80. Omette per di precisare che il progetto del waterfront conteneva tale ipotesi nellambito dello spostamento dellaeroporto verso il mare, su inisola galleggiante; ipotesi progettuale, questa, estremamente onerosa. E che lei stessa, durante la campagna elettorale, si era dichiarata contraria al progetto di spostamento dellaeroporto81. Contemporaneamente il Sindaco, fino a questo momento molto positiva sul progetto, sembra frenare gli entusiasmi, ricordando che la discussione deve prima superare il problema delle aree, sulla cui destinazione competente solo ENAC, e che dal suo punto di vista ha posto un'unica pregiudiziale: no a uno stadio della Samp, a Sestri, e uno del Genoa, a Marassi. (<) La nostra citt non pu sostenere l'impatto di due impianti82. Precisa anche che, non essendo lo stadio (a differenza delle carceri) oggetto del suo programma elettorale, leventuale decisione va presa entro la fine del 2009, perch non trova corretto assumere impegni la cui portata travalichi la naturale durata del suo incarico. Il 1 agosto 2009 viene pubblicata unintervista a Marco Mutti83, Amministratore delegato di Foruminvest Italia, (promotrice del progetto di Sestri) societ di sviluppo ed investimento immobiliare che, secondo la presentazione riportata sul sito internet84, si occupa di realizzare centri commerciali. Fa parte di un gruppo olandese fondato nel 1987 che ha sedi anche in Belgio e Francia e opera in Italia dal 2004. Ha progetti in altre regioni italiane ma il caso di Genova resta un unicum. Proprio perch riunisce stadio, Mall e aeroporto. Sulla base di unesperienza sperimentata con le crociere, verranno presi accordi con laeroporto per una remunerazione basata sullincoming degli aerei. In base al numero, da concordare, dei velivoli in arrivo e partenza dal Colombo, laeroporto incassa denaro in pi. A costo zero. Va da s, che tutta la citt ne avrebbe beneficio. A partire dallo Sheraton e altri alberghi nelle vicinanze oggi un po in sofferenza, che 56

gi nei due-tre anni di cantiere aumenterebbero le presenze in modo stabile. Ci sarebbe un altro effetto positivo, in termini di sicurezza ed ordine pubblico, perch diventando uno stadio privato delle due societ di calcio, la sorveglianza sarebbe interna. Liberando le forze dellordine, salvo sporadici casi, che potrebbero dedicarsi ad altri servizi. Il tutto nella massima sicurezza. Metal detector? Bastano le telecamere, collocate in punti strategici di tutto il complesso. Sembrerebbe quasi che il progetto di Sestri, lungi dallessere un freno allo sviluppo dellaeroporto, ne possa diventare invece un volano. Il problema potrebbe essere quello di non avere spazi fisici per incrementare il numero di voli, anche se, in realt, la struttura sembra lontana dallaver raggiunto un livello di saturazione. Franco Pronzato, che rappresenta ENAC a Genova, spiega per che uno dei problemi nel fabbisogno di spazio del progetto di Sestri, che andrebbe a sottrarre pi della met degli spazi dati in concessione quelli del piazzale Nord oggi riservato allAeroclub, ai Canadair e allAviazione Generale saranno destinati ad ampliare la zona arrivi partenze e sono gi oggetto dellattenzione di compagnie low cost85. Uneventuale variazione del piano industriale presentato nel 2008, sul quale stato basato il rinnovo della convenzione ad aprile del 2009, porterebbe ad una revoca della concessione con conseguente gara per assegnare gli spazi ad un altro gestore. Scenario quindi difficile da ipotizzare, in particolare nel momento in cui lAutorit Portuale ha intenzione di vendere le proprie quote detenute in Aeroporto di Genova e (ragionevolmente) sar interessata a che il possibile compratore tenga conto, come elemento di valorizzazione, delle possibilit di sviluppo rivenienti dalle aree aggiuntive a disposizione. Il 9 agosto il Sindaco conferma quanto detto a fine luglio: il problema deve essere risolto in tempi brevi. Pi precisamente o entro fine settembre si decide con LEnac che quello di Sestri il sito per costruire il nuovo stadio privato di Genova, o per quanto mi riguarda non se ne fa pi niente86. La data indicata, potrebbe sembrare derivante da una mera volont esortativa, potrebbe non essere casuale. Il 30 settembre di ogni anno, infatti, scade il termine entro il quale, ai sensi delle normative in materia di lavori pubblici, la Giunta comunale deve approvare lo schema del Programma Triennale dei Lavori Pubblici, che poi, dopo le formalit di pubblicit ai terzi e lapprovazione da parte del Consiglio Comunale, trasmesso allOsservatorio dei Lavori 57

Pubblici. infatti necessario attivare liter per dichiarare la pubblica utilit dellopera, atto con il quale la pubblica amministrazione dichiara che un'opera che deve essere costruita utile ai cittadini e, approvandone il progetto, indica dove sar costruita e stabilisce un termine entro il quale occorre iniziare l'espropriazione e dare inizio ai lavori. Lopera pubblica si contrappone allopera di pubblica utilit, riconoscendosi che questultima, pur soddisfacendo interessi collettivi e possedendo un carattere immobiliare, non realizzata da un ente pubblico, ma da un soggetto privato: le prime, compiute da soggetti pubblici, sono definite opere pubbliche; le seconde, compiute da privati, sono definite opere (private) di pubblica utilit87. E la qualifica del progetto di Sestri come opera di pubblica utilit sar proprio uno degli argomenti utilizzati nella difesa del progetto88.

Nel mese di settembre 2009 il Comune di Genova approva le linee guida per il nuovo Piano Urbanistico Comunale: leventuale spostamento dellaeroporto verso mare, su unisola artificiale (necessario per costruzione dello stadio a Sestri) dovr essere opportunamente inserito in questo documento se si vuole consentire lopera dello stadio e del centro commerciale.

LE PERPLESSIT DI ENAC Il 12 agosto, il Secolo XIX intervista il Direttore Centrale Regolazione Aeroporti di ENAC Alessandro Cardi89, che introduce gli elementi che anticipano la decisione ufficiale di ENAC. LIng. Cardi, che ha partecipato allincontro del mese di luglio 2009 con i progettisti, non pu e non vuole prendere una posizione ufficiale, anche perch sta ancora attendendo il progetto, che in quella sede stato illustrato in linea di massima. Diciamo che ci stata presentata lidea. Siamo in attesa dellinvio di tutti i parametri necessari per poter dare un giudizio compiuto. Riprende quanto gi emerso durante le discussioni avvenute nel mese di luglio: prima ancora di verificare eventuali problematiche tecniche (legate alla sicurezza della navigazione e della zona aeroportuale) occorre rimuovere liniziale causa ostativa: le aree necessarie al progetto di Sestri sarebbero sottratte allaeroporto. Concorda con Pronzato nel ritenere che ci significherebbe rimettere in discussione il progetto di sviluppo dellaeroporto approvato nel 2008 da ENAC, che ha 58

dato luogo alla concessione fino al 2027: non importa la lunghezza di una pista, per incrementare il numero dei passeggeri. Si pu passare da 1 a 12 milioni di persone in transito pur mantenendo la stessa pista (<). Oggi conta il cosiddetto lato terra. Le infrastrutture, le palazzine servizi e quanto serve alle compagnie aeree. Cos si rende appetibile uno scalo. Che incentiva il traffico. Il progetto del Colombo il progetto approvato dallEnac. Che punta allo sviluppo e alla maggiore operativit dellaeroporto. Ed un progetto incompatibile con quello dello Stadio. Se non bastasse questo per decretare il de profundis, lIng. Cardi ribadisce anche altre problematiche derivanti dal fabbisogno di sicurezza proprio di un aeroporto: ci sono fortissime difficolt e reali incompatibilit. Forti attrazioni di traffico nello stesso punto generano conflitto. Larea molto densa. E attrazioni di forti caratteristiche sociali quali uno stadio sono come benzina messa vicino al fuoco di un aeroporto. Il 1 settembre si tiene una riunione presso il Comune di Genova, nella quale il Sindaco incontra i vertici di ENAC. Secondo le indiscrezioni riportate il giorno prima dallemittente Primocanale, Enac porr almeno due veti, che difficilmente non potranno non essere tenuti in considerazione. Uno di tipo logistico: per realizzare limpianto cos come stato progettato servono 90 mila metri quadrati di spazio, di cui 40 mila da sottrarre allaeroporto. A farne le spese sarebbe il piazzale nord, quello che ospita i Canadair della Protezione civile. Chi si assume la responsabilit, eventualmente, di spostarli in unaltra sede, magari meno strategica? Loperazione, inoltre, andrebbe a cozzare con lipotesi, pi volte sbandierata, di un ampliamento del Cristoforo Colombo. Il secondo veto ancor pi vincolante e riguarda la sicurezza: la struttura progettata sarebbe alta 45 metri. Troppo imponente secondo il dossier dellEnac tanto che metterebbe in seria difficolt atterraggio e decollo degli aerei. Insomma, stadio e aeroporto non possono convivere90. Appaiono lo stesso giorno sulla stampa informazioni in base alle quali ENAC avrebbe compiuto simulazioni di incidenti che, a Genova, avrebbero esiti catastrofici91. A seguito della riunione non viene presa alcuna decisione ufficiale, in quanto ENAC informa che Aeroporto di Genova Spa ha da poco inviato un aggiornamento del proprio piano industriale. Secondo il rappresentante di ENAC, Pronzato, questo documento era atteso addirittura dal 2007, anno in cui era scaduta la precedente concessione. Il Sindaco Vincenzi dichiara: sono contenta che oggi si pensi a un potenziamento dell'aeroporto - ha aggiunto il sindaco Marta Vincenzi - anche se un po' strano che il piano sia stato presentato 59

proprio ora che si iniziato a parlare di utilizzare le aree attorno al Colombo per costruire un nuovo stadio. Una bella coincidenza92. Il Direttore Generale di Aeroporto di Genova Spa, Paolo Sirigu, dopo aver affidato la replica al Sindaco a un comunicato ufficiale, nel quale si precisa che il Piano di sviluppo infrastrutturale stato a suo tempo elaborato e presentato ad ENAC nel 2008 (<) Enac ha deliberato il prolungamento della concessione nel mese di dicembre 2008 e la relativa convenzione stata firmata nel mese di aprile 2009 (cosa che coincide con le informazioni presenti sulla scheda dellaeroporto di Genova presente sul sito internet di ENAC), spiega che quello che stato inviato unintegrazione del documento contenente precisazioni richieste da ENAC stessa 93. Specifica anche che l'area di 40 mila metri quadrati oggi inclusa nella concessione e che non ancora utilizzata (e che sarebbe necessaria, insieme agli altri 50 mila metri quadrati gi in uso per lo sviluppo del progetto del centro commerciale e dello stadio) quella che nel progetto destinata a diventare un polo intermodale, nel quale far confluire la nuova stazione ferroviaria di Sestri Ponente, e collegare cos i treni e la metropolitana in superficie con l'aeroporto; un grande silos utile non solo per i passeggeri del Colombo, ma anche per tutti gli abitanti del ponente genovese che potrebbero utilizzarlo proprio per lasciare l l'auto e raggiungere il centro di Genova con la ferrovia; un tapis-roulant che colleghi il parcheggio con l'aeroporto e, infine, il punto di partenza della funicolare che collegher Sestri con la collina degli Erzelli dove sta nascendo il Villaggio tecnologico.

LAPPROVAZIONE DELLE LINEE GUIDA DEL NUOVO PIANO URBANISTICO


COMUNALE

Lo stesso 1 settembre, il Comune approva il Documento degli obiettivi del Piano Urbanistico Comunale (PUC) 2010 che, (<) prendendo le mosse dai documenti strategici elaborati da Renzo Piano e lUrban Lab, dal Tavolo delle Idee e dallo sviluppo dei suoi contenuti con Richard Burdett, dagli Indirizzi di Pianificazione approvati con la DCC n. 1 del 13 gennaio 2009, (<) identifica tre step irrinunciabili per il futuro della citt: A. Sviluppo socio-economico e delle infrastrutture; B. Organizzazione spaziale della citt e qualificazione dellimmagine urbana; C. Difesa del territorio e qualit ambientale. Nellambito degli obiettivi, il Comune identifica come contenuto strategico la realizzazione della nuova piattaforma aeroportuale delineata nel progetto 60

Waterfront, ovverosia lo spostamento dellaeroporto su unisola artificiale, da realizzare utilizzando i detriti provenienti dai cantieri della Gronda e del Terzo Valico. Sul tema specifico dello spostamento dellaeroporto, le osservazioni al Documento degli Obiettivi effettuate da Confindustria Genova sono negative. Viene addirittura richiesto di eliminare dalle linee strategiche dello sviluppo delle infrastrutture il progetto della nuova piattaforma aeroportuale in quanto in contrasto con i progetti di sviluppo dellaeroporto nellattuale sedime, con la concessione prorogata dallEnac al 2027, con il processo di privatizzazione della societ di gestione e con richieste di sviluppo delle funzioni portuali in tempi prevedibili e preferibilmente certi94. Sulla base di tali argomentazioni viene, invece, richiesto di inserire fra gli indirizzi strategici il potenziamento dellaeroporto nellattuale sedime e collegamenti intermodali. Per quanto riguarda la localizzazione a Sestri non poi da trascurare un passaggio delle valutazioni effettuata dal gruppo di ingegneri incaricato dallOrdine degli Ingegneri della Provincia di Genova di analizzare e commentare il PUC, che sostengono95: In particolare, dalla lettura del Documento degli Obiettivi del PUC si riceve il messaggio che vaste aree della nostra citt, come il Ponente e la Valpolcevera, sono considerate marginalmente e soltanto per allocarvi servit sgradite in altre parti della citt. E questo, inoltre, in palese contraddizione con quanto affermato all'interno del documento stesso, dove si parla di riduzione delle servit urbane presenti in alcune aree urbane e bilanciamento dell'offerta dei servizi pregiati ed ambientalmente compatibili.

CAMBIA LA POSIZIONE DEL COMUNE DI GENOVA: PRIORIT AGLI EUROPEI La posizione dellAmministrazione comunale cambia: rilevate le problematiche emerse immediatamente dopo la firma della Lettera di Intenti, infatti, ai primi di agosto il Sindaco Vincenzi aveva precisato che la costruzione di un nuovo stadio a Genova non era un suo obiettivo prioritario, perch non previsto dal suo programma di mandato (nelle linee programmatiche del settembre 200796 si parlava, in effetti, della vendita del Luigi Ferraris e non della costruzione di un nuovo stadio). Da qui la dichiarazione: o entro fine settembre si decide con lEnac che quello di Sestri il sito per costruire il nuovo stadio privato di Genova, o per quanto mi riguarda non se ne fa pi niente97. 61

Si trattava anche di una questione di cortesia istituzionale, perch non riteneva corretto far assumere dallAmministrazione Comunale degli impegni che avrebbero condizionato, alla scadenza del suo naturale mandato, anche lattivit del possibile futuro sindaco di Genova. Trascorso poco meno di un mese afferma, invece, che se lo stadio non si potr fare l cercheremo unarea alternativa: Genova ha bisogno di un impianto allaltezza delle due squadre98, aggiungendo: non escludo neppure che nella ricerca possa essere coinvolto il Comune99. Genova deve quindi dotarsi di un nuovo stadio al posto del Luigi Ferraris. Verificare le possibilit di una sua ristrutturazione non pare invece interessante: probabilmente ci si resi conto che difficilmente tale operazione potrebbe attrarre investimenti privati, ipotizzando cos non possibile un adeguato ritorno economico delliniziativa. Non rileva, invece, il ritorno sportivo del progetto, che sarebbe stato del tutto marginale anche nel progetto di Sestri, visto che le squadre sarebbero state delle utilizzatrici dellimpianto e non le proprietarie. Il Sindaco Marta Vincenzi continua nel suo nuovo cammino, citando anche lottimo posizionamento in classifica delle due squadre: Non una casualit che si parli di uno stadio nuovo oggi che le squadre genovesi sono in testa al campionato. C una razionalit in quanto stiamo facendo; e mi fa piacere pensare che quanto sta accadendo sia anche leffetto di un nuovo modo di rapportarci insieme, lintera citt e le squadre100. Il progetto del nuovo stadio e le modalit collaborative per affrontarlo possono quindi diventare, secondo il Sindaco, una sorta di laboratorio per affrontare anche gli altri problemi della Citt. Occorre nel frattempo trovare una soluzione, magari solo temporanea, per il Luigi Ferraris. La Lettera di Intenti di luglio 2009 prevedeva infatti che le squadre continuassero ad usufruire dellimpianto per tutto il tempo necessario alla costruzione di quello nuovo. SportInGenova Spa, proprietaria dellimpianto, sin dalla sua costituzione (giugno 2006) ha continuato a far registrare perdite di esercizio e, quindi, potrebbe non essere in grado di reggere il tempo necessario alla realizzazione del progetto. Poco utile porre l'accento sul fatto che le perdite di SportInGenova Spa derivino solo in minima parte dal Luigi Ferraris 62

perch comunque il soggetto giuridico che deve essere in grado di sopravvivere il tempo necessario SportInGenova. Il 22 settembre, a seguito di una riunione fra tutti i soggetti interessati, stabilito un accordo di massima che prevede di mutuare in parte quanto gi sperimentato a Milano: un consorzio fra proprietario dellimpianto (SportInGenova) ed utilizzatori dello stesso (Genoa e Sampdoria), che riceva in concessione esclusiva per 5 anni lo Stadio Luigi Ferraris, a fronte di un canone minimo ma accollandosi direttamente le spese per le manutenzioni ordinaria e straordinaria. Tutto ci dopo che alcuni dei lavori necessari (fra cui il rifacimento del manto erboso e linstallazione dei seggiolini a norme UEFA) saranno realizzati a cura del Comune (tramite SportInGenova). La concessione esclusiva, anche per eventi extra-calcistici, sarebbe per un periodo iniziale di cinque anni, prorogabile in funzione degli sviluppi del progetto del nuovo stadio 101. A tuttoggi, pur avendo perseguito nel merito lobiettivo (la compartecipazione delle squadre a talune spese di manutenzione ordinaria e straordinaria), lipotesi del consorzio non ha ancora visto la luce. Il 23 settembre, prima che ENAC confermi anche ufficialmente il parere negativo sulla possibilit di realizzare lo stadio di Sestri, Riccardo Garrone in prima persona si reca a Roma, dallIng. Alessandro Cardi, insieme al figlio Edoardo Garrone e alladvisor Mario Giacomazzi. Allincontro partecipa anche Maurizio Beretta, Presidente della Lega Calcio102. Lobiettivo della missione di Garrone di presentare della documentazione addizionale a supporto del progetto. Lincontro sembra necessario, perch il no dellEnac al nuovo stadio del calcio a Genova Sestri Ponente era gi stato messo nero su bianco e lente nazionale dellAviazione Civile si apprestava a trasmettere il parere negativo al sindaco di Genova103. La missione non sortir gli effetti desiderati.

La sera del 24 settembre lemittente Primocanale organizza una puntata della trasmissione di approfondimento Destra e Sinistra dedicata al progetto di Sestri. Partecipano Mario Giacomazzi (advisor del Progetto), il rappresentante di ENAC Franco Pronzato, il Direttore Generale di Aeroporto di Genova Spa Paolo Sirigu, il Capo Gabinetto del Comune di 63

Genova Raffaele Gazzari e lallora esponente del PdL Gianfranco Gadolla. Aldil delle differenti valutazioni espresse dai soggetti intervenuti alla trasmissione, ci sono alcuni elementi che meritano di essere evidenziati: Giacomazzi sostiene che il progetto dello stadio nuovo era nato dopo che lipotesi di riqualificazione del Luigi Ferraris era stata bocciata durante un incontro a Roma, presso la FIGC. Nessuno ha chiesto chi avesse commissionato questo progetto di ristrutturazione, n a che titolo fossero stati ricevuti in FIGC. Giacomazzi conferma in maniera esplicita che il progetto non pu essere realizzato in assenza del centro commerciale, perch i costi del solo stadio sarebbero troppo elevati per assicurare un ritorno economico adeguato agli investitori. Gazzari anticipa che, grazie al lavoro di analisi del territorio comunale in corso di realizzazione e propedeutico alla definizione del nuovo Piano Urbanistico Comunale, potrebbero esistere aree alternative a quelle dellaeroporto per linsediamento del progetto. Lamministrazione ne sveler lubicazione qualche giorno dopo: si tratta dellarea ex Colisa (situata a Campi, allinterno del territorio del Municipio Medio Ponente), da tempo inutilizzata; di propriet dellAutorit Portuale, stata oggetto di varie ipotesi urbanistiche, senza che nessuna di queste avesse un reale seguito104. Questa scelta avrebbe il vantaggio di riguardare unarea che rientra totalmente allinterno delle competenze comunali in termini di pianificazione urbana ed distante dalle abitazioni. Il maggior problema pare essere quello della viabilit, che andrebbe completamente ridisegnata e inventata per poter reggere i flussi di traffico tipici di un impianto sportivo.

Il 28 settembre, giorno in cui doveva tenersi la riunione definitiva fra Comune di Genova ed ENAC (nel corso della quale sarebbe stato formalizzato il parere negativo al progetto per lo stadio e il centro commerciale di Sestri), si assiste ad un nuovo rinvio concesso dal Presidente di ENAC Vito Riggio per consentireun supplemento di verifiche richiesto, pare, dalla Lega Calcio105. Sullimpegno profuso da Maurizio Beretta a favore dello stadio di Sestri opportuno fare una riflessione: nella sua funzione istituzionale di Presidente della Lega Calcio, ovviamente interessato a favorire i progetti 64

di investimento in nuovi impianti sportivi che sorgano dall'iniziativa delle squadre di calcio. Ed infatti, se il progetto dello stadio fosse finanziato da una di queste sarebbe sensato (anzi quasi doveroso) che venisse assistita dal Presidente della Lega Calcio in caso di problemi, in particolare quando la controparte un soggetto pubblico quale ENAC. opportuno, per, che si adoperi, nel suo ruolo istituzionale, anche quando il progetto non promana da una squadra di calcio ma da un gruppo di privati, all'interno dei quali presente anche l'azionista di riferimento di una squadra di calcio? Ed opportuno che spenda il suo ruolo istituzionale anche quando tale attivit pu apparire in conflitto di interessi? La stampa genovese, nel descrivere lincontro, rileva che tra i Garrone e Beretta c una forte intesa nata in Confindustria106. Ma non lunico legame, anzi, probabilmente non neanche il pi importante: il dott. Beretta, da poco nominato Presidente della Lega Calcio, siede anche nei consigli di amministrazione di alcune societ del Gruppo ERG107, che ha come azionista di riferimento la stessa San Quirico Spa che fra i promotori del progetto di Sestri. Tale situazione stata risolta, sotto il profilo formale, nellottobre del 2010, quando il dott. Beretta ha lasciato lultimo incarico nella ERG Petroli Spa, dopo aver dato le dimissioni nelle altre due societ nel mese di giugno 2010. Significativo, peraltro, il modo in cui il Sole 24 ORE riporta la notizia: (<) Beretta era entrato nei tre consigli nel giugno 2009, poco prima di essere eletto Presidente della Lega Calcio. Tutto in sordina. La presenza di Beretta nei Cda di Garrone non era (e non ) indicata nel dettagliato curriculum del presidente sul sito della Lega. Sul web alcuni blogger hanno eccepito il potenziale conflitto dinteresse del presidente della Lega nel calcio, perch Garrone proprietario della Sampdoria, di cui peraltro la Erg sponsor108.

LA FONDAZIONE GENOA PREPARA UN PROGETTO DI RISTRUTTURAZIONE DEL LUIGI FERRARIS Il 28 settembre la Fondazione Genoa 1893 emette un ulteriore comunicato, che segna per un deciso cambio di atteggiamento: non ci si limita pi a ribadire i concetti espressi in passato, ma si annuncia che in fase di predisposizione uno studio di fattibilit per verificare le possibilit di 65

ristrutturazione dello Stadio Luigi Ferraris: Continua il dibattito sullipotesi di un nuovo stadio genovese, sulla quale ben nota la posizione ripetutamente manifestata dalla Fondazione Genoa 1893. Sorprende che, mentre sembra che la proposta della localizzazione che interferisce con le aree aeroportuali sia destinata a cadere, quantomeno per ovvie ragioni di salvaguardia dello sviluppo aeroportuale, comincino a circolare nuove voci circa altre ipotesi che hanno un elemento comune: labbandono del Luigi Ferraris. Sembra allora di assistere ad un vero e proprio partito preso contro lattuale impianto e la sua sede storica, motivato su veri e propri pregiudizi. La Fondazione Genoa 1893 intende farsi promotrice di un lavoro di studio e approfondimento tecnico, urbanistico, economico, volto alla individuazione di soluzioni che assicurino il mantenimento della localizzazione e delle caratteristiche attuali e, nel contempo, mediante una opportuna ristrutturazione nellambito di una risistemazione ottimale dellintera zona, lefficienza e leconomicit dellimpianto, cos da consentire di verificare e sfatare i pregiudizi anti Ferraris che da pi parti si vogliono accreditare. Confidiamo che le Autorit competenti non si sottrarranno al confronto su di un tema che, oltre al futuro dellattuale Stadio, cos caro alla comunit genoana, coinvolge un problema di civilt, insoluto e urgente: quello della realizzazione, in altra pi idonea zona, di una casa circondariale adeguata al valore di umanit della pena e alle sue finalit di rieducazione, come impone la carta costituzionale.

Sulla possibilit di procedere allo spostamento delle carceri di Marassi interviene anche il Governo, attraverso il Provveditore alle Aree Pubbliche di Liguria e Lombardia, Francesco Errichiello109, che segnala: Con una semplice variante al piano regolatore il Comune di Genova - spiega il Provveditore - pu cambiare la destinazione duso del vecchio carcere, autorizzando linsediamento di una grande area commerciale. A quel punto potremmo facilmente vendere Marassi e, con il ricavato, costruire il nuovo penitenziario. Si tratta di forme alternative di finanziamento delle opere pubbliche che si stanno diffondendo in Italia e che, quindi, andrebbero esplorate. Inutile rilevare che se si verificasse la fattibilit di una tale operazione (ed il momento, con il PUC in fase di ridefinizione, potrebbe essere quello corretto), verosimilmente potrebbe essere pi facile attrarre capitali privati anche su unipotesi di ristrutturazione dello Stadio Luigi Ferraris.

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I mesi di ottobre e novembre del 2009 sono fra i pi intensi dellultimo decennio di dibattiti sullo stadio di Genova. Nellarco di questo periodo, infatti, osserveremo il (temporaneo?) tramonto dellopzione di Sestri, la presentazione del progetto del Comune sullarea ex Colisa e la presentazione del progetto di ristrutturazione dello Stadio Luigi Ferraris da parte della Fondazione Genoa 1893.

ENAC ESPRIME IL PROPRIO PARERE NEGATIVO Il 6 ottobre 2009 che la notizia della bocciatura del progetto diventer ufficiale: ENAC esprime un netto e definitivo parere negativo perch al termine di un supplemento istruttorionon sono state superate le gravi criticit gi emerse ancora in fase di progetto preliminare e, pertanto, si consolidato, sia pure con rincrescimento, il definitivo parere negativo110. Nonostante lintervento in extremis del Ministro per le Infrastrutture Altiero Matteoli, non stato possibile identificare delle argomentazioni che consentissero a ENAC di rivedere il proprio parere negativo, che si dice addirittura rimasto invariato e pronto dai primi di settembre. Le reazioni allufficializzazione della notizia non tardano. Il Sindaco Marta Vincenzi sottolinea che la bocciatura dellarea di Sestri non implica, di per s stessa, la rinuncia da parte della Citt di Genova alla candidatura per gli Europei. Ora parte unaltra storia (<). Noi vogliamo esserci ai prossimi Europei. Vogliamo essere fra le nove citt che ospiteranno levento. Che ha un peso notevole. In termini di immagine, ma soprattutto, in termini di lavoro e dindotto. (<) un appuntamento che Genova non pu permettersi di perdere. Far di tutto perch non accada111. Il promotore originario del progetto, Riccardo Garrone, incassa la bocciatura del progetto (peraltro gi nota) e rilancia, informando che, nel corso della settimana, saranno presentate ad ENAC una serie di controdeduzioni atte a dimostrare che la compatibilit fra aeroporto e progetto in realt esiste. Mette per in guardia i tifosi segnalando loro che nel giro di due anni lo stadio non avr pi la licenza Uefa. Entro febbraio Genova deve presentare il dossier per presentarsi agli Europei 2016: chi contrario si assume gravissime responsabilit nei confronti della citt e per il futuro delle sue squadre112: sono quelle che definisce le forze del male. 67

Sul tema probabilmente pi controverso, e cio lutilizzo di aree demaniali (quindi pubbliche) destinate allo sviluppo aeroportuale per un investimento privato, inizia a declinare la sua strategia di difesa 113: Questi signori si dimenticano che lo stadio, sebbene sia un'opera privata, costituisce una realizzazione di grandissimo interesse pubblico. Garrone non discute limportanza dell'aeroporto, ma osserva che prima di pensare a progetti di espansione dell'aeroporto occorre convogliare sul Colombo traffico e passeggeri. I punti centrali del ragionamento sono due: (i) evitare uno scontro fra interesse pubblico ed interesse privato, cercando di qualificare attraverso lo stadio anche il centro commerciale (prevalente, in termini di investimento) come iniziativa di grandissimo interesse pubblico per le ricadute economiche ed infrastrutturali che promette di portare, attivando cos le procedure previste per tali tipi di iniziative; (ii) perseguire nellevidenziare che in un caso si in presenza di un progetto certo (con finanziatori ed un tempo di esecuzione determinato ed a breve termine) mentre per laeroporto si parla di qualcosa di molto pi aleatorio. Il 7 ottobre sul sito dellemittente Primocanale, Mario Paternostro pubblica un editoriale dal titolo inequivocabile: Stadio, le ragioni di Garrone, che riportiamo: Il presidente della Sampdoria, Duccio Garrone ha ragione. Senza un nuovo stadio, moderno, sicuro, accessibile, che non condiziona la vita di un quartiere, la citt (e non solo le societ di calcio) destinata a perdere colpi. Un nuovo stadio non un lusso, ma unesigenza per creare nuova ricchezza. Un nuovo stadio come una nuova azienda. E non c tempo da perdere: ora Samp e Genoa brillano sportivamente, ora possibile conquistare un posto per esserci agli Europei del 2016 e questo vuol dire entrare in un giro internazionale che porterebbe immagine, grande visibilit e, probabilmente, parecchi finanziamenti. Una scelta va fatta subito. Lidea dellarea adiacente allaeroporto sembrerebbe effettivamente la pi sensata: nel grande affresco che Renzo Piano ha predisposto sulla Genova futura cos. Enac boccia questa soluzione perch, sostiene, impedirebbe la crescita del Cristoforo Colombo. Per la verit, fino a oggi, la crescita dellaeroporto una chimera. Quindi sarebbe bene che fossero fatte fino in fondo le verifiche per capire se il progetto di Garrone praticabile. Altre aree? Difficile trovarne nella cintura genovese che gi sufficientemente costipata. Ma se davvero ci sono, queste ipotetiche localizzazioni siano rese note senza perdere tempo. la sintesi di tutti i ragionamenti fino ad oggi rappresentati ai cittadini genovesi: (i) lelogio del nuovo, cui fa da contraltare il Luigi Ferraris, 68

che condiziona la vita di un quartiere; (ii) lo stadio come necessit inderogabile per le squadre; (iii) loccasione di Euro 2016; (iv) la responsabilit di ENAC nel bocciare lipotesi. Senza per mettere in evidenza anche gli altri aspetti: (i) i condizionamenti che lo stadio di Sestri porterebbe sullarea; (ii) le modalit attraverso le quali uno stadio che non sia di propriet delle squadre possa portare un beneficio alle stesse; (iii) la validit delle valutazioni di merito di ENAC sul progetto.

LA FEDERCALCIO A GENOVA PER VALUTARE LA CANDIDATURA A EURO 2016 In quegli stessi giorni Genova ospita una delegazione della Federcalcio incaricata di verificare le condizioni per linserimento della Citt allinterno del novero iniziale di quelle che possano ospitare Euro 2016 nellambito della candidatura dellItalia. Il Sindaco Marta Vincenzi, a margine dellincontro, conferma che i tempi sono stretti: abbiamo 10 giorni per presentare il nostro progetto. Ma ci vogliamo provare. Qui non un discorso di destra o sinistra, di governo o opposizione, di Genoa o Sampdoria: il nuovo stadio sar un bene importante di tutta la citt, e prescinde dalla giunta che potrebbe governare Genova quando limpianto sar ultimato. Per questo chiamiamo tutti a raccolta, solo uniti possiamo farcela114. Per chiarire ulteriormente la necessit di coesione di tutti gli attori in campo, riprende anche Riccardo Garrone, che dopo la bocciatura di Sestri aveva provocatoriamente rilanciato Calata Sanit: Garrone la deve un po smettere. (<) Di una cosa sono sicura: lo stadio non pu essere costruito sulle aree produttive. O lui (<) viene dietro a ci che la citt propone - sperando che nessuno si metta di traverso, perch questa una citt di Guelfi e Ghibellini e c sempre un settantenne che litiga con un altro settantenne - o tutto diventa maledettamente complicato115. Il project manager incaricato dalla Federcalcio, Michele Uva, sottolinea lurgenza di definire la verifica della rispondenza del sistema-Citt ai requisiti previsti dalla UEFA entro una decina di giorni. Poi ci sar tempo fino alla prima decade di gennaio per perfezionare il dossier definitivo. Per quella data, per, oltre al progetto occorrer anche avere la garanzia della copertura finanziaria dellinvestimento. Intervistato con riferimento allo Stadio Luigi Ferraris Uva conferma che I criteri ci rendono impossibile inserirlo nel dossier (<). Non questione di location, ma di strutture116. Questo Luigi Ferraris, che pure ora scopriamo essere a norma (Il Ferraris a norma per gli standard italiani)117 non potr mai essere, senza interventi di 69

ristrutturazione, uno stadio che ospita un incontro di calcio dei campionati Europei. Non chiaro fino a che punto il problema sia limitato agli standard per i Campionati Europei o possa, invece, colpire anche le competizioni UEFA cui le due squadre cittadine possono ambire per il futuro (Champions League, Europa League): leggendo i resoconti di due differenti interviste fatte ad Uva, si hanno infatti notizie divergenti: secondo il virgolettato riportato da Giuliano Gnecco sul Secolo XIX: un problema solo per gli Europei, non per altro118. Mentre Renzo Parodi, sempre sul Secolo XIX, rende la lettura della risposta quasi una bocciatura esplicita: Il Ferraris cos com' non ha assolutamente i requisiti per ospitare gare degli Europei. E gli standard per le gare internazionali dei club? Non si discostano molto dalle richieste dell'Uefa per gli Europei119. Rimane da capire quale fosse lopinione sul tema del dott. Uva. Per Riccardo Garrone, ad esempio, la risposta chiara se non verr realizzato un nuovo stadio, Sampdoria e Genoa dovranno giocare in Europa lontano da Genova, poich l'Uefa ha ribadito l'inagibilit del Ferraris120. Daltro canto, il dibattito sulla possibilit di ristrutturare il Luigi Ferraris s'infrange sempre sul presupposto, ritenuto assolutamente insuperabile, che per ottenere una riqualificazione occorra prioritariamente trovare una nuova ubicazione per le carceri cittadine. Argomento che appassiona periodicamente il dibattito politico cittadino, senza aver per aver mai condotto ad una soluzione condivisa.

PER FAVORIRE IL PROGETTO COLISA, APERTURA ANCHE A DUE STADI


CITTADINI

Il 13 ottobre 2009, con una conferenza stampa a Palazzo Tursi, presentato il progetto dello stadio elaborato dal Comune di Genova tramite la partecipata Sviluppo Genova Spa121 e Urban Lab. Lubicazione nota da qualche settimana ed a Campi, nella zona dellex Colisa. Lo stadio, che avrebbe una capienza di 35.000 posti, prevede la realizzazione anche di un Villaggio dellOspitalit per Euro 2016, esteso su una superficie di 10 mila metri quadrati, che al termine della manifestazione lascer il posto ad una galleria commerciale. 70

Accanto allimpianto sportivo vero e proprio verr posizionato il Gasometro rievocativo che, forte di unestensione di quindici piani, ospiter il Museo dello Sport, il Museo di Arte Contemporanea, negozi dedicati al merchandising delle squadre, ma anche unarea destinata alla ricettivit (albergo, centro benessere, centro congressi). Per quanto riguarda la logistica, il piano prevede anche un parcheggio in grado di ospitare 100 pullman e 2.000 automobili, un tunnel autostradale per garantire un accesso diretto al casello di Cornigliano e, tramite il terzo binario della ferrovia della zona del Campasso, un collegamento con Brin. Linvestimento previsto, che dovr essere interamente a carico dei privati, di circa 190 milioni di Euro (a seguito di approfondimenti, la cifra salir poi fino a 280 milioni di Euro). Linteresse del Sindaco Marta Vincenzi chiaro: mettere la Citt in condizioni di essere inclusa nellambito delle nove citt che ospiteranno i Campionati Europei di calcio. Limportanza dellobiettivo talmente (e comprensibilmente) forte che, contrariamente a quanto sostenuto nel corso degli ultimi mesi il Sindaco anche disponibile a rinunciare a una di quelle che lei stessa aveva indicato come pregiudiziali della lettera di intenti di luglio 2009: Se Genoa e Sampdoria non si troveranno d'accordo sul nuovo stadio alla Colisa, potranno esistere anche due stadi 122. Le reazioni alla presentazione sono inizialmente positive da parte della Sampdoria, che per bocca del Presidente Garrone dice: Se, come sembra, quelle aree sono disponibili a un certo prezzo (<) e con la disponibilit delle infrastrutture, le nostre verifiche dovrebbero portare a un parere positivo, anche se i tempi sono molto stretti e resta da verificare la fattibilit economica del progetto123. Garrone conferma che il problema pi grosso, aldil della verifica sui costi, sembra essere nella scarsa metratura ad uso commerciale, che solo un terzo di quella prevista nel progetto di Sestri. E, aggiunge, se valuteremo accettabili i margini di rischio, proporremo comunque che la Samp porti avanti il progetto124. Pi fredda la reazione del Genoa, sia nelle parole dellAmministratore delegato Zarbano125 (Valuteremo questo nuovo progetto che c' stato presentato questa mattina e vedremo quali dati saranno forniti. Ma nelle prossime settimane cercheremo di capire per quale ragione, con la stessa cifra necessaria per il nuovo stadio, non si possa riconvertire il Luigi Ferraris), sia del Presidente Preziosi126 (Dovr valutare attentamente il progetto, ma la nostra volont nel pieno rispetto 71

del pensiero dei tifosi quella di rimanere al Ferraris (<). Credo che, con uno spostamento delle carceri e con un investimento adeguato, siano possibili miglioramenti sull'attuale stadio. (<) La nostra scelta indipendente da quello che sar l'indirizzo che prender la Sampdoria).

NUOVI I PROBLEMI PER IL LUIGI FERRARIS : SPAZI E RISCHIO ESONDAZIONE Il 15 ottobre, con un'intervista sul Secolo XIX127, lIng. Tizzoni (Vice Direttore Sviluppo Urbanistico ed Economico del Comune di Genova) introduce quello che appare come il nuovo vero problema dello Stadio Luigi Ferraris, che condiziona la possibilit di procedere ad una ristrutturazione oppure ad un ampliamento dellimpianto: il rischio di esondazione del Bisagno. Nel Piano di Bacino della Provincia di Genova larea sulla quale insiste il Luigi Ferraris classificata allinterno della cosiddetta fascia B , che presenta un rischio di esondazione con una frequenza compresa tra i 50 e i 200 anni. Nello specifico, larea dove ha sede lo stadio presenta un rischio di esondazione duecentennale. Questo comporta varie limitazioni, ed escluso estendere ulteriormente lattuale copertura. Sembra una bocciatura implicita della possibilit di una ristrutturazione dellimpianto che consenta il rispetto della normativa UEFA per gli Europei, visto che si ragiona ancora sul presupposto che sia indispensabile dotare il nuovo impianto di nuovi spazi e coperture sul Bisagno. In realt, una soluzione potrebbe essere rappresentata dalla realizzazione del canale scolmatore del Bisagno, ma secondo lIng. Tizzoni sarebbe certamente utile per far rientrare il Bisagno nei parametri di sicurezza fissati dalla legge. Una volta raggiunto l'obiettivo, grazie alla nuova opera idraulica, per, nuove coperture sarebbero comunque vietate128. Per una porta che, apparentemente, si chiude, si apre per una finestra: sul Secolo XIX del 15 ottobre, Giuliano Gnecco129 fornisce una prima chiarificazione sulladerenza dello Stadio Luigi Ferraris alle normative internazionali. Dopo un periodo di incertezze, viene finalmente spiegato ai lettori che non corretto parlare genericamente di norme UEFA. Esistono, infatti, due livelli da considerare: la Licenza UEFA, che quella concessa dalla Federcalcio (secondo i 72

parametri UEFA) sulla base della quale si verifica se un impianto pu ospitare o meno competizioni internazionali per club (Champions League ed Europa League); per questa lo stadio non presenta problemi insormontabili: le problematiche pi evidenti afferiscono alladeguamento delle sedute e dei servizi igienici, risolte le quali non ci sarebbe neanche pi bisogno di chiedere deroghe per giocare. In questo momento, seppure con deroghe (che sono richieste da circa l80% degli stadi europei), il Luigi Ferraris infatti classificato di Categoria 3130, quindi pu ospitare le fasi finali di Europa League e Champions League; i requisiti per ospitare i Campionati Europei, che sono pi corposi e stringenti; per questi sembra pi difficile che il Luigi Ferraris possa essere messo a norma. Sul tema Gnecco riporta anche un'intervista al Prof. Andrea DAngelo, reggente della Fondazione Genoa 1893, che sta lavorando sul progetto di ristrutturazione dello Stadio e ritiene di riuscire a produrre un documento con il quale si evidenzi la possibilit che anche il Luigi Ferraris rispetti i requisiti per Euro 2016, potendo cos consentire la candidatura di Genova. Il Prof. DAngelo anticipa anche unaltra notizia dirompente (per quelle che erano le convinzioni diffuse fino a quel momento): lo studio di fattibilit della Fondazione Genoa 1893 basato su una ristrutturazione che prescinde dallo spostamento delle carceri. Nel caso questo fosse fattibile, sar un atout in pi del progetto, ma possibile ottenere lobiettivo prefissato (la messa a norma dellimpianto) senza dipendere da questo fattore esterno, i cui tempi non sono controllabili. Appena in tempo: il giorno dopo si scopre che nel nuovo Piano delle Carceri messo a punto dal Ministero della Giustizia sparito ogni riferimento relativo al trasferimento di Marassi, che quindi si presuppone permanga nellattuale sede131. Si parla, invece, di una nuova struttura, addizionale, una sorta di carcere leggero da circa quattrocento posti. Resta ancora da capire se le iniziative annunciate a giugno 2009 da parte delle Istituzioni locali (in particolare, la Regione), siano state poi concretamente portate avanti o siano rimasti delle semplici buone intenzioni.

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Il 16 ottobre unintervista al Presidente Preziosi fa tramontare definitivamente lipotesi che anche il Genoa possa partecipare alliniziativa della Colisa132 e chiarisce la posizione della Societ sul tema dello Stadio. Lintervista inizia ricordando la sollecitazione del Sindaco Marta Vincenzi che, lamentandosi dellassenza di Preziosi alla presentazione del progetto Colisa (nonostante anche lui avesse apposto la firma sulla Lettera di Intenti di luglio 2009), gli chiede di prendere una posizione definitiva sullargomento. Se il Genoa non pi interessato al nuovo impianto, dice il Sindaco, si faccia avanti per lacquisto e la gestione del Luigi Ferraris, perch il Comune non pi disponibile a sostenerne gli oneri di gestione133. La risposta di Preziosi articolata. Precisa che lui non venuto a Genova per comprare degli stadi o per fare dellaltro e men che mai interessato ad un investimento finalizzato agli Europei di calcio: Io non faccio uno stadio per gli Europei, ma perch deve essere funzionale alle esigenze delle due societ di Genova. E questo per noi vuol dire avere uno stadio a norma, nelle condizioni per giocare le partite internazionali. Ricorda anche che la Lettera di Intenti era legata al progetto di Sestri, e che quindi non automaticamente applicabile alla Colisa. Infine sostiene con forza che non corretto imputare alla squadre di calcio alcun obbligo sullimpianto: Qui si fa confusione su chi ha il dovere di fare le cose. Lo stadio non lha creato una societ, e comunque lo stadio dellamministrazione. Quindi lamministrazione che si deve fare carico di capire se quella unarea che si deve mantenere, e se in futuro si possono portare via le carceri, magari in quella zona dove il sindaco vorrebbe un nuovo stadio. Questa sarebbe una soluzione intelligente, secondo me. A quel punto potremmo attrezzare lo stadio esistente per avere un impianto in linea con quelle che sono le richieste dellUefa. E non credo che per fare questo si debbano spendere 190 milioni. Sicuramente, in ogni caso, non li spenderanno n il Genoa n la Sampdoria. Li dovr spendere lamministrazione.

Il 17 ottobre Foruminvest Italia, per voce del suo Amministratore delegato Marco Mutti, annuncia il ritiro da Forum Liguria Srl, societ promotrice del progetto di Sestri134. Se la societ non sar messa in liquidazione, nella compagine sociale rimarr la sola holding della famiglia Garrone che, ricorda Muttiha grandi capacit. Pu fare come preferisce. Ed tranquillamente in grado di sostenere loperazione. Anche senza di noi. Lo spostamento dellarea di progetto da Sestri alla Colisa e la riduzione delle aree 74

commerciali non rende infatti pi praticabile liniziativa (Non minteressa fare un centro commerciale inerpicato su una collina. Anche ammesso di avere lo stesso spazio di Sestri e che qui non c affatto). Qualche giorno pi tardi, peraltro, quando ancora in corso la valutazione del progetto Colisa da parte degli esperti incaricati da Riccardo Garrone, lo stesso Mutti apparir pi accondiscendente: a seguito di un incontro con Paolo Arlandini (Consigliere delegato di San Quirico Spa e Presidente di Forum Liguria Srl) ha accettato di pazientare prima di prendere la decisione definitiva in merito alla permanenza di Foruminvest Italia nel progetto135: effettivamente, ad ottobre 2010 risultava ancora presente nellazionariato di Forum Liguria Srl. La sera del 17 ottobre la tifoseria Genoana organizza una manifestazione al Porto Antico contro le ipotesi di abbandono del Luigi Ferraris. Nel pomeriggio il Sindaco aveva emesso un comunicato (Cari genoani, parliamo del futuro dello Stadio) cercando di spiegare le linee guida dellAmministrazione comunale nellaffrontare il problema dello stadio di Genova. A fronte dei continui oneri di manutenzione dello Stadio Luigi Ferraris e dellaccertata impossibilit (testimoniata dai consulenti FIGC) di utilizzarlo per i Campionati Europei di calcio, lAmministrazione ritiene che la possibilit di inserire Genova nel novero delle citt incluse nel dossier di candidatura dellItalia sia unoccasione da non perdere, per le evidenti ricadute che tale fatto avrebbe sulla Citt e sulla sua economia. Per questo motivo, dopo aver verificato limpossibilit di realizzare il progetto di Sestri, il Comune si attivato per fornire alle due squadre di calcio unopportunit, rappresentata dalla Colisa, in modo da rendere disponibile unalternativa praticabile per soddisfare lesigenza espressa di avere un nuovo stadio e la possibilit che lo stesso presentasse tutti i requisiti richiesti dallUEFA per ospitare i Campionati Europei. Il Sindaco osserva che alla fine del percorso ci si potrebbe trovare di fronte a soluzioni diverse: un solo nuovo stadio per il calcio a Genova gestito dalle due societ; due stadi, quello nuovo di propriet della Sampdoria e quello vecchio casa del Genoa che dovrebbe assumersi la responsabilit di poterlo rendere adeguato alle norme Uefa. In ogni caso lonere economico dovr essere assunto dai soggetti promotori e lo stadio Ferraris dovr essere mantenuto alle sue originali finalit sportive evitando speculazioni edilizie nel quartiere di Marassi. La lettera si chiude con la 75

proposta alla Citt: esploriamo tutte le possibilit di un reale miglioramento dellattuale situazione, partendo dal presupposto che qualunque sia la soluzione finale occorrer occuparsi di Marassi per almeno ancora 4 anni e nel frattempo il tempo e la ricerca di gloria sportiva non si fermano. Credo si possano aprire piani di azione paralleli: da un lato acquisire le proposte delle due societ, per mettere Genova in condizioni di poter competere a livello europeo, a fronte delle norme Uefa in evoluzione; dallaltro individuare le modalit che consentano nel frattempo di adeguare il Ferraris alle norme vigenti. Il 22 ottobre, a solo una settimana dalla scadenza imposta dal Comune per dare una risposta alla Federcalcio, il Presidente Garrone interviene nuovamente nel dibattito136, rilevando che esistono molti soggetti che stanno partecipando alla discussione con interventi e prese di posizione assolutamente fuori luogo. Pareri inopportuni e infelici provenienti in taluni casi anche da figure di grande spessore che rivestono ruoli istituzionali e/o professionali: tutto questo anzich accettare linvito del Sindaco ad approfondire lipotesi della Colisa, dimostrando di non comprendere limportanza di un progetto che potrebbe garantire grande visibilit alla nostra citt nel medio termine e la vita futura del nostro football a lungo termine. Al contrario, l'ennesima occasione persa potrebbe comportare quasi certamente il rischio di dover emigrare in caso di partecipazione alle competizioni europee dei prossimi anni, oltre alla ridotta competitivit delle due societ genovesi rispetto alla concorrenza che realizzer nuovi stadi, oppure sar in grado di ristrutturare quelli esistenti per ottenere la licenza Uefa. Tale mai augurabile evento potrebbe portare in pochissimi anni le nostre societ di calcio, e parlo solo di Sampdoria, ad una crisi irreversibile. Nei giorni immediatamente successivi, a parte un incontro fra il Sindaco e il Presidente Preziosi (sugli esiti del quale escono le versioni pi disparate: da una presunta disponibilit del Genoa verso la Colisa 137 per arrivare, con sfumature diverse, ad un presunto invito del Genoa al Comune a soprassedere al progetto138!), Genova riceve una nuova visita dei consulenti incaricati dalla Federcalcio. Nellattesa che le verifiche sulla fattibilit economica del progetto proposto dal Comune diano gli auspicati riscontri positivi, si cerca comunque di capire se lo Stadio Luigi Ferraris abbia qualche speranza di essere ristrutturato per consentire al Comune di Genova di proporlo alla Federcalcio nellambito del costituendo dossier di candidatura agli Europei. 76

I riscontri ricevuti dalla ICON Venue Group, societ incaricata dalla FIGC per le verifiche degli impianti, sono per negativi: forse solo leliminazione delle coperture e la costruzione di un terzo anello consentirebbero di rendere limpianto coerente con le specifiche previste dallUEFA139. Rimarrebbe comunque il problema degli spazi interni (area ospitalit, area VIP) ed esterni, sia per le vie di accesso, sia per le aree a servizio dello stadio (fra le quali OB Van Area140, parcheggi). La sintesi della relazione finale di ICON Venue non lascia dubbi: (<) emerge chiaramente che lo stadio Luigi Ferraris e gli spazi esterni di pertinenza non sono conformi ai requisiti previsti dalla UEFA per la candidatura a EURO 2016. Vi da dire, peraltro, che ICON Venue ha compiuto la propria valutazione il 27 ottobre 2009, sulla base dello stato dellarte dellimpianto; non ha potuto quindi emettere un giudizio su unipotesi di ristrutturazione dello stesso, non esistendo e non essendo stato fornito alcun progetto in questo senso. In questa condizione (con lo stadio nella sua veste attuale e nessun progetto di riqualificazione) la bocciatura era scontata, anche senza dover attendere una commissione tecnica inviata dalla FIGC. Forse sarebbe stato pi opportuno evitare il sopralluogo, a meno di non volerne approfittare per far notare le varie carenze strutturali. Il 4 novembre, a seguito di un incontro fra il Sindaco Marta Vincenzi e Riccardo Garrone in merito alla fattibilit del progetto Colisa, viene emesso un comunicato congiunto nel quale si spiega che, oltre allanalisi del progetto cos come originariamente presentato (che, aldil dei costi elevati ha il limite di una metratura commerciale di 10.000 metri quadrati), in linea con lo spirito del Progetto di legge sul finanziamento degli stadi gi approvato dal Senato, si sta valutando la possibilit di assegnare al soggetto che si incaricher della costruzione dellimpianto anche la disponibilit di ulteriori 100.000 metri quadrati, in unarea limitrofa, destinati per ad attivit produttive. Questo consentirebbe, secondo quanto spiega il Sindaco, di permettere un supporto economico e finanziario allinvestimento della Colisa attraverso lo sviluppo di unarea gi destinata a quello scopo nella programmazione urbanistica della citt e [che] non richiede varianti. L'apertura dovrebbe risultare gradita alla citt, perch risponde ad una esigenza avvertita dal mondo imprenditoriale e nello stesso tempo, escludendo la costruzione di un centro commerciale, evita di accendere tensioni nel delicato tessuto commerciale141. 77

LA FONDAZIONE GENOA 1893 PRESENTA IL LUIGI FERRARIS A NORMA Il 12 novembre 2009, presso la sede del Museo della Storia del Genoa, la Fondazione Genoa 1893 presenta ufficialmente il progetto di ristrutturazione dello Stadio Luigi Ferraris. Come anticipato dal Prof. DAngelo, reggente della Fondazione, il progetto prescinde dallo spostamento delle carceri ed in grado di rendere limpianto a norma UEFA e compatibile con i requisiti di Euro 2016, con un investimento di 50 milioni di Euro. Il comunicato emanato in occasione della presentazione spiega che tutto ci viene ottenuto attraverso la realizzazione di una nuova struttura piastra sopraelevata per gli accessi, dotata di un parco di 18 mila metri quadrati; 39 mila metri quadrati di parcheggi complessivi nel raggio di 300 metri dallo Stadio e due nuove torri rettangolari in vetro, materiali innovativi, ai lati della facciata principale fatta avanzare per generare nuovi spazi di accoglienza e di passaggio. Con queste soluzioni (<) la capienza dello stadio passerebbe dai nominali 36.569 posti attuali ai 32.960 effettivi del nuovo progetto - soddisfacendo ampliamente la normativa UEFA che ne fissa il limite minimo di 30 mila - sostanzialmente dovuto alla messa a norma delle gradinate Nord e Sud e del lato Distinti, nonch con la creazione di spazi pi confortevoli in termini di tribuna stampa e autorit. Lo studio, coordinato dalla Fondazione Genoa 1893, ha avuto come project manager lArch. Roberto Burlando (Studio Burlando Architettura) ed ha visto la collaborazione dellIng. Attilio Bricchetto (gi project manager del Ferraris nel 1989). Il piano economico-finanziario stato invece redatto dallautore di questo libro. La Fondazione Genoa 1893, che si fatta carico di coordinare tutta lattivit, non aveva lobiettivo di porsi come sponsor delliniziativa, quanto quello di far capire che attorno al Ferraris esiste un pregiudizio non dimostrato, mentre invece si pu intervenire sullo stadio attuale rispondendo sia alle regole di uno stadio moderno che alle regole di economicit142. Il ragionamento sullo stadio, in Citt, pu essere ora condotto su un piano diverso: ora esiste una possibilit di scelta: ristrutturare il Luigi Ferraris o costruire un nuovo impianto; prima, invece, sembrava ci si trovasse di fronte ad una soluzione obbligata: non essendo apparentemente 78

recuperabile il Luigi Ferraris bisognava decidere dove fare lo stadio nuovo.

Tralasciando i commenti positivi, le problematiche che emergono nei giorni immediatamente successivi alla presentazione vertono su aspetti tecnici e finanziari del progetto: ci si chiede se la costruzione della piastra sopraelevata sia compatibile con le restrizioni previste dal Piano di Bacino; il problema verte anche sul soggetto cui competerebbero eventuali opere di adeguamento e che farebbero salire il costo complessivo dellintervento; il Comune vuole liberarsi dellimpianto, ma sembra disponibile solo ad una vendita; gli spazi commerciali sono limitati a 9 mila metri quadrati e sembrano insufficienti per garantire un ritorno economico dellinvestimento soddisfacente per eventuali investitori; I Presidenti delle due squadre di calcio non si pronunciano esplicitamente sul progetto. In ogni caso sono in sintonia almeno sul ritenere che non si dovrebbe prevedere alcun esborso per limpianto (mentre il Sindaco Vincenzi vorrebbe ottenere almeno 25 milioni di Euro) e che le opere accessorie di messa in sicurezza del Bisagno e viabilit accessoria siano a carico delle Istituzioni e non di chi investe sul progetto dello stadio. Urban Lab scrive alla Fondazione Genoa 1893 informando che, per prendere in esame il progetto presentato, necessario che la Fondazione stessa ottenga dallAutorit di Bacino la conferma che il progetto della piastra sopraelevata sia compatibile con il Piano di Bacino del Bisagno. La Fondazione rimane sorpresa che la richiesta le venga indirizzata, (Abbiamo fatto tutte le verifiche del caso. Non pensavamo spettassero a noi anche quelle ufficiali, ma non sar certo un problema143), ma procede di conseguenza, ottenendo dei riscontri positivi (informali, perch non essendo proprietaria dellimpianto non ha titolo per chiederli ufficialmente).

Contemporaneamente, il progetto della Colisa sembra destinato ad essere accantonato anche da Riccardo Garrone. Nonostante non vi sia una risposta ufficiale (che arriver solo nel marzo 2010), dalla stampa iniziano a filtrare 79

alcune delle problematiche che sono state riscontrare in sede di verifica del progetto. Due, in particolare, sembrano affossare definitivamente lidea 144: il progetto avrebbe un costo decisamente pi elevato di quello previsto e cio 280 milioni di Euro contro i 190 milioni inizialmente ipotizzati, essenzialmente dovuti alla necessit di sottoporre larea ad operazioni di bonifica ben pi incisive di quella gi programmata e per lonerosit delle infrastrutture di collegamento da realizzare; i tempi di deflusso dallo stadio non sarebbero ragionevoli. Se, ad esempio, il Luigi Ferraris ha un tempo medio di deflusso del pubblico di circa venti minuti, limpianto della Colisa consente solo nove mila persone allora e, quindi, lultimo degli spettatori impiegherebbe potenzialmente tre ore dalla fine dellevento.

E, in fondo, Riccardo Garrone non ha ancora accettato lidea di dover rinunciare al progetto di Sestri: Hanno affermato cose che fanno morire dal ridere e continuo a non vedere la lettera che hanno consegnato al sindaco. Lho chiesta pi volte, ora lo far formalmente, perch noi abbiamo speso un mucchio di soldi per progetto e studio di fattibilit e non sappiamo ancora cosa di negativo ha trovato lEnac. Siamo pronti ad appoggiare qualsiasi ipotesi che abbia una sua validit, ma deve avere almeno gli stessi requisiti dellaeroporto. La Colisa poteva essere interessante, ma mi pare una soluzione molto costosa, il progetto aeroporto continua ad essere il migliore. Chi si permesso di dire di no, deve spiegare perch, assumersi le proprie responsabilit, dato che un anno fa era favorevole. Sia chiaro che la mia non una polemica con il sindaco, lei ha chiesto un parere in via preliminare, ma con chi ha dato questo responso, senza capire che gli stadi sono interesse comune, opere di pubblica utilit145. Le affermazioni sono molto forti. Continua a rimanere, per, un dubbio sullidentit del soggetto che un anno fa era favorevole e che invece oggi si permesso di dire di no : dovrebbe trattarsi di ENAC. Che per, gi a luglio del 2007 aveva gi mandato un circostanziato parere negativo sul progetto, comunicato anche di persona a Mario Giacomazzi, anticipando le posizioni ribadite nell'ottobre del 2009146. Ma allora, se il soggetto che in passato era favorevole non ENAC, di chi si tratta?

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GENOVA RINUNCIA A CANDIDARSI PER EURO 2016 Il 19 novembre il Sindaco, che ancora non ha ricevuto una risposta ufficiale dalle due societ sul progetto della Colisa e che, invece, deve una risposta alla FIGC in merito allinserimento di Genova nel dossier per la candidatura agli Europei 2016, richiama i due Presidenti al rispetto degli impegni: Io voglio che Sampdoria e Genoa mi dicano, una volta per tutte, se vogliono correre con noi lavventura di uno stadio per Euro 2016147. Il 20 novembre 2009 il Sindaco Marta Vincenzi annuncia ufficialmente che Genova rinuncia agli Europei 2016. Il che non vuol dire che si accantoni il tema dello stadio; ci sar pi tempo per analizzare le varie possibilit. Riccardo Garrone, presente allincontro, informa148 che i suoi legali stanno studiando una possibilit di ricorso al TAR contro le motivazioni addotte da ENAC per bocciare il progetto dello stadio di Sestri. Nel frattempo spiega che, passata la necessit di rispettare la scadenza degli Europei, la sua posizione definitiva sullo stadio sar comunicata entro un anno. Ma non esistono a suo avviso alternative: senza uno stadio di propriet la Sampdoria, ma anche le altre societ di calcio, non possono sopravvivere perch sarebbero fuori gioco rispetto alla concorrenza. Io non aspetter quel momento, molto prima prender delle decisioni che non mi facciano essere presente al momento della morte della societ. La battaglia in difesa del progetto di Sestri quindi lungi dallessere terminata. Aldil della non ricevibilit di un ricorso fatto da un privato contro un parere tecnico chiesto da un Ente Pubblico a un altro Ente, Riccardo Garrone non ritiene che siano ancora stati espletati tutti i tentativi. Su La Repubblica149 viene riportata la notizia di un presunto interessamento del Gruppo ERG ad acquisire una parte delle quote di Aeroporto di Genova Spa attualmente di propriet dellAutorit Portuale. La notizia non ha inizialmente riscontri oggettivi, anche perch si ancora nelle fasi preliminari della nomina delladvisor (che avverr a marzo 2010), ma la presenza nellazionariato di Aeroporto di Genova Spa, che lattuale concessionario delle aree sulle quali si vorrebbe far insediare il progetto di Sestri (centro commerciale e stadio) potrebbe giustificare lacquisto, avvenuto nel luglio 2008 della societ Air Valle Spa Srvices Ariens du Val dAoste (con base ad Aosta), da parte della Black Oils Spa, societ 81

di propriet della famiglia Costantino partecipata al 25% dalla ERG. Air Valle, autorizzata a compiere manutenzioni sugli aeromobili in flotta e su aeromobili di altre compagnie. Oltre allattivit di linea e charter, gestisce una flotta di elicotteri normalmente utilizzati nellambito della Protezione Civile (tramite la controllata Helops) ed proprietaria al 51% dell Aeroporto Corrado Gex di Aosta150. Ci consentirebbe di dimostrare quellesperienza nella gestione dei servizi aeroportuali che, verosimilmente, sar inserita fra i requisiti fondamentali del bando di gara della privatizzazione di Aeroporto di Genova Spa. Il patron di Air Valle, Michele Costantino, conferma linteresse nel dicembre 2010: Gestiamo tre aeroporti e vogliamo sviluppare questattivit per giungere almeno a cinque aerostazioni tra le quali quella di Genova151. La delicatezza del passaggio sta nella considerazione che il titolare della concessione ENAC la societ Aeroporto di Genova Spa, che quindi lunica eventualmente titolata allinvio di una richiesta allEnte, in conformit ad un nuovo piano industriale, che possa variare lattuale destinazione duso dei 90 mila metri quadrati interessati dal progetto del centro commerciale e dello stadio. Cosa che potrebbe accadere, aldil degli apparentemente non superabili motivi ostativi di natura progettuale e di sicurezza che hanno causato la bocciatura del piano da parte di ENAC, se la gara per la privatizzazione dellaeroporto fosse vinta dallo stesso soggetto interessato allinvestimento immobiliare.

GLI EVENTI DEGLI ULTIMI MESI: DICEMBRE 2009 GIUGNO 2011 La decisione del Comune di non candidare la Citt di Genova per linserimento nella lista delle citt destinate a ospitare i Campionati Europei di calcio del 2016 ha fatto venire meno la necessit di addivenire ad una soluzione immediata sullo stadio. Largomento, seppur con un livello di tensione maggiore, riprende sostanzialmente le dinamiche che aveva avuto fino al mese di giugno 2009. Per quanto riguarda il Luigi Ferraris, il Comune ha cercato di proseguire con le due squadre di calcio la negoziazione di una modalit di gestione dellimpianto che sgravasse lAmministrazione dalle spese di gestione e manutenzione (a fronte di una riduzione dei canoni di affitto). Si torna 82

quindi a un tentativo di mutuare quanto impostato a Milano, per la gestione del Meazza. Un primo esempio si avuto in occasione delle rizollature straordinarie del febbraio e dellottobre 2010, quando il costo dellintervento stato suddiviso in parti uguali fra SportInGenova, Genoa e Sampdoria. LAssessore allo Sport Anzalone, in una dichiarazione di luglio 2010 ha chiarito che, nonostante il contratto con le squadre scada nel giugno 2011, sta gi affrontando con loro largomento. Le strade seguite sono due: un aumento del canone di locazione oppure una gestione diretta dello stadio da parte di Genoa e Sampdoria a fronte ovviamente di una rivisitazione del canone stesso. Nellestate 2010 il Comune ha comunque provveduto a dotare lo Stadio dei seggiolini a norma UNI nonch a fare delle altre opere di miglioramento strutturale (spogliatoi, area stampa, biglietterie esterne), verosimilmente per fare in modo che, se si trover un accordo con le due societ, queste partano da una struttura migliore di quella del 2009. Il 29 aprile 2011, lAssessore Anzalone ha confermato che in fase di predisposizione il bando di gara per lassegnazione della gestione del Luigi Ferraris: Il 30 giugno scade il contratto con le due societ, Genoa e Sampdoria, e noi stiamo lavorando da un lato alla preparazione del bando, dallaltro a quella del rinnovo della convenzione con le societ (<). Se infatti (<) le societ ci diranno che hanno dei problemi a proseguire con la gestione diretta dello stadio, pubblicheremo il bando152. Lidea del Comune pare essere quella di proporre alle societ un canone di affitto decisamente pi contenuto dellattuale (circa 200.000 Euro a squadra, contro 1,2 milioni pagati oggi) ma con la responsabilit diretta di tutta la manutenzione ordinaria e straordinaria dellimpianto, opere di adeguamento incluse. SportInGenova Spa stata posta in liquidazione volontaria a giugno 2010. Tre dei cinque impianti che nel 2006 erano stati conferiti sono ritornati a far parte del patrimonio diretto del Comune di Genova. Il Luigi Ferraris e laSciorba, invece, rimangono per ora ancora in capo a SportInGenova ma dovrebbero rientrare anche questi nellambito del patrimonio del Comune di Genova, probabilmente gi nel corso del 2011153. Il 30 dicembre 2010 la Giunta Comunale ha deciso il rientro nellorganico comunale dei 54 dipendenti trasferiti nel 2006 a SportInGenova. Nel frattempo non si concluso liter per la dismissione dei tre immobili che erano stati identificati quale fonte per reperire i 21 milioni di Euro giudicati 83

necessari per la copertura del debito della societ154. Il 3 gennaio 2011 lAssessore Anzalone ha dichiarato che lobiettivo quello di completare la liquidazione di SportInGenova entro il mese di giugno. (<) A primavera dovrebbero essere pronti i bandi per affidare in concessione gli impianti, in modo da poter iniziare il nuovo corso dal prossimo 1 luglio155.

Il progetto della Colisa sembra definitivamente tramontato. Se ne parlato ancora nel mese di febbraio 2010, quando il Sindaco Vincenzi ha dato la disponibilit di principio a identificare delle aree anche distanti dalla Colisa sulle quali concedere lo sviluppo di progetti commerciali o residenziali che consentissero a un eventuale investitore di rientrare dei costi156. A marzo 2010, Riccardo Garrone ha definitivamente fatto capire che non unipotesi percorribile.

Il progetto di ristrutturazione del Luigi Ferraris elaborato dalla Fondazione in stand-by. Le verifiche sul rispetto del Piano di Bacino sono state eseguite con esito positivo, ma un esito informale perch la Fondazione non proprietaria dellimpianto e, quindi, non titolata a ricevere una risposta ufficiale da parte degli Enti competenti. Nessuno dei soggetti potenzialmente coinvolti sembra aver manifestato un concreto interesse ad approfondire il lavoro svolto.

Il progetto di Sestri, nonostante la bocciatura da parte dellENAC, viene dichiarato ancora vivo. Nel mese di maggio 2010 Riccardo Garrone ha annunciato di aver affidato a uno studio specializzato nella progettazione di sistemi aeroportuali lanalisi del problema e che, a tempo debito, largomento sar riproposto. Daltra parte, all'epoca, si doveva decidere in fretta perch premevano gli Europei. Ora quell'urgenza non c' pi157. Se lipotesi di Sestri dovesse confermarsi non percorribile, vi sono proposte da Comuni del Basso Piemonte, che sarebbero interessati a ospitare un eventuale nuovo impianto. Aggiunge, nel dicembre 2010: Continuiamo a puntare sul progetto dell'Aeroporto, altre soluzioni non ne vedo. E' chiaro che, se non verr fatto, gli azionisti non saranno pi disposti a coprire le perdite, derivanti dai mancati ricavi, con capitali propri 158.

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Questa affermazione di dinamismo pare non trova riscontro nei documenti ufficiali di Forum Liguria Srl. Dallanalisi del bilancio al 31 dicembre 2010, infatti, risulta che la societ non abbia effettuato alcun tipo di investimento relativo ad ulteriori progettazioni. Non chiaro quindi chi abbia affidato il progetto allanalisi dello studio specializzato nella progettazione di sistemi aeroportuali. Contemporaneamente la Nota Integrativa sembra dare pochi segnali di ottimismo: Nel corso del precedente esercizio (2009, NdR) gli Amministratori hanno loro malgrado dovuto rivedere la loro valutazione in merito ad un possibile esito positivo dellattivit svolta (la realizzazione del progetto, NdR). Di conseguenza, nel bilancio al 31 dicembre 2009, nel rispetto del principio della prudenza, si era ritenuto opportuno procedere alla svalutazione dellintero ammontare dei costi sostenuti per la promozione del progetto. Nel corso dellesercizio 2010 non si sono riscontrati segnali contrari e quindi sono state confermate le decisioni degli amministratori. Il principio della prudenza, essenziale in sede di redazione dei bilanci, potrebbe peraltro aver portato gli amministratori ad una valutazione particolarmente pessimista. Per quanto riguarda la posizione dellAmministrazione Comunale, alla fine di ottobre 2010 il Sindaco Vincenzi ha nuovamente proposto la costruzione dello stadio a Sestri. Nel tratteggiare le linee essenziali del nuovo Piano Urbanistico Comunale ha anticipato159 che il documento conferma lo stadio laddove lo immagin Piano, quindi a Sestri - spiega il sindaco Un aeroporto pu essere sicuro soltanto senza centro commerciale al suo interno. La presenza di un nuovo stadio potrebbe assorbire gli spazi commerciali e costruire assieme allo scalo una nuova attrattiva per la citt intera. Aggiungendo e precisando che la primogenitura dellidea di uno stadio a Sestri non di Riccardo Garrone, ma sua: (<) sia chiaro, io non pensai allo stadio a Sestri perch me lo chiese qualcuno. L'idea era gi stata oggetto di una riflessione tra me e Piano. Nel mio Puc, l'ho confermato l. Questultima affermazione suona abbastanza strana, considerando che durante la campagna elettorale lallora candidata sindaco non soltanto si era dichiarata contraria allabbattimento del Luigi Ferraris ma aveva anche apertamente manifestato la sua contrarier al progetto di realizzazione di un nuovo stadio nei pressi dellaeroporto160 e che, il 9 agosto 2009 aveva precisato: o entro fine settembre [2009] si decide con LEnac che quello di Sestri il sito per costruire il nuovo stadio privato di Genova, o per quanto mi riguarda non se ne fa pi niente161. 85

Il 13 dicembre 2010 Urban Lab presenta al Sindaco Vincenzi il nuovo Piano Urbanistico Comunale 2010-2023, la cui approvazione da parte del Consiglio Comunale era inizialmente prevista per lautunno 2011. In tale contesto, secondo quanto riportato dalla stampa 162, sono previsti: la possibile costruzione dello stadio a Sestri, nellarea aeroportuale, senza centro commerciale (lArch. Toniolo, direttore di Urban Lab, precisa: se si costruir un nuovo impianto si realizzer solo quello, perch, in questo caso, lamministrazione ha deciso che far eventuali interventi di valorizzazione sullo stadio di Marassi); la vendita del Luigi Ferraris e la sua trasformazione in polo sportivo, commerciale e ricettivo; il possibile spostamento del carcere di Marassi a Forte Ratti. Il processo di approvazione in ritardo rispetto alle previsioni fatte a dicembre 2010, in quanto liter formale pare non essere stato ancora concretamente avviato. da sottolineare che nella primavera del 2012 si terranno a Genova le elezioni amministrative, fra laltro, del Sindaco. Potrebbe quindi non essere opportuno che il Sindaco uscente forzi ladozione di uno strumento di pianificazione urbana cos importante come il PUC a pochi mesi dalla scadenza del proprio mandato.

Per quanto riguarda la possibile collaborazione fra Genoa e Sampdoria sul progetto di un nuovo stadio, dopo le dichiarazioni rilasciate nel maggio 2010 dal Garrone sul Genoa e su Preziosi163, questultimo ha dichiarato di non ritenere esistenti le condizioni per sviluppare alcun tipo di progetto insieme allaltra squadra. quindi possibile che laccordo del luglio 2009 sia destinato a non essere pi riproposto. Sar interessante capire da dove ripartir la discussione cittadina. Magari, cos come fu fatto da Garrone nel maggio 2007, potrebbe essere un quesito da porre ai prossimi candidati alla carica di Sindaco della Citt di Genova.

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PARTE SECONDA: APPROFONDIMENTI

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CAPITOLO 1 IL LUIGI FERRARIS E SPORTINGENOVA


Lo Stadio Luigi Ferraris non pi di propriet diretta del Comune di Genova a partire dal 1 luglio 2006, in applicazione della delibera del Consiglio Comunale n. 47/2006164, con la quale stata decisa la costituzione della societ SportInGenova Spa, conferendole la propriet dello Stadio e di altri quattro impianti cittadini165. Doveva essere linizio di un percorso teso a far confluire in SportInGenova tutti gli impianti cittadini, ritenendosi che la natura privatistica potesse garantire maggiore efficacia ed economicit di gestione. Nella percezione del cittadino esiste una sorta di identit fra SportInGenova e Luigi Ferraris, soprattutto perch normalmente si parla della prima in riferimento al secondo. Ci rischia di far passare il concetto che lo stadio sia lunico (o il principale) responsabile dei risultati economici negativi della Societ. Non cos.

LA COSTITUZIONE DI SPORTINGENOVA Per comprendere le motivazioni alla base della nascita di SportInGenova, pu essere utile analizzare il resoconto della seduta pubblica dell8a Commissione Consiliare del Comune di Genova tenutasi il 26 aprile 2006, che aveva in oggetto: Costituzione della Societ denominata SportInGenova - per la gestione degli impianti sportivi. LAssessore Giorgio Guerello, nellintrodurre la discussione, afferma: oltre al mantenimento e al miglioramento dei fini sociali dello Sport, abbiamo anche lambizione con questa Societ di poter gestire pi organicamente e uniformemente tutto il mondo dello sport (<) Questo lo spirito con il quale proponiamo questa delibera che, a nostro avviso, permetter di sfruttare e valorizzare ulteriormente i grandi impianti siti nel Comune di Genova, sfruttandoli meglio con attivit culturali e ricreative e non soltanto con lo sport. In quella stessa sede la dott.ssa Castagnacci (Direttore Unit Organizzativa Controllo e Societ Partecipate) illustra il Piano Industriale alla base della 89

proposta di delibera. Ricorda che i cinque impianti oggetto del conferimento sono in quel momento direttamente gestiti dal Comune di Genova e che il risultato economico globale del settore sportivo e ricreativo del Comune di Genova ha prodotto nel 2004 un saldo negativo per 6 milioni di Euro, nonostante ci rappresenti un miglioramento nella gestione di circa il 7% rispetto al risultato del 2003. Ricorda che ad eccezione dello stadio Ferraris, tutti gli altri impianti chiudono in perdita.
Sciorba 982 509 199 111 13 Lago Figoi Carlini Villa Gentile Ferraris 1.268

(182) (402) Ricavi (1.179) (1.613) Risultato

Fonte: Piano Industriale SportInGenova Spa (valori in migliaia di Euro)

Lanalisi mette in evidenza, in particolare, due punti deboli: gli impianti producono ricavi unitari molto bassi, sia a livello orario, sia a livello di singolo utente; il costo del personale ha unincidenza sul totale dei costi molto alta se rapportata ad altre aziende private o ad aziende comunali di altre citt: siamo al 42% del totale dei costi, contro il 24% della media del campione delle aziende comunali e del 10% della media del campione delle aziende private166. Emerge la consapevolezza che la gestione in atto sugli impianti sportivi esiga un intervento finalizzato al recupero di efficienza gestionale che consentir, a parit di condizioni di socialit e di servizio erogato, un miglioramento nella qualit e garanzia, di un miglioramento nella quantit, nonch leffettuazione di quegli investimenti di ammodernamento degli impianti resisi necessari a causa dello stato di vetust degli stessi. Le azioni per il rilancio e lo sviluppo dei servizi sportivi della Citt partono quindi da una razionalizzazione della gestione operativa e, soprattutto, 90

dallavvio di interventi di valorizzazione delle risorse (in particolare di quelle umane). Le quattro direttrici di miglioramento identificate sono: la valorizzazione del capitale umano e tecnico, attraverso formazione e sviluppo professionale, nuovi modelli organizzativi e nuove modalit operative; laumento dei ricavi, mediante la differenziazione dei servizi disponibili (bar, servizi ristoro, punti vendita), laumento degli utenti degli impianti e degli eventi in questi realizzabili, le sponsorizzazioni. Il tutto nellambito di una ristrutturazione delle strutture destinata a migliorarne la capacit di attrazione; la riduzione dei costi, grazie alle sinergie operative con AMIU (identificato come partner industriale), la razionalizzazione delle forniture e lottimizzazione in termini di allocazione del personale; la valorizzazione del patrimonio, mediante concessioni degli impianti o delle aree per lo sviluppo di progetti da parte del concessionario con la modalit del project financing. Gli effetti attesi delle quattro azioni sui risultati della Societ sono visibili nella tabella che segue:
PIANO INDUSTRIALE Ricavi da gestione Ricavi da Project Financing Ricavi Costo del lavoro Costo servizi Costi generali e societari Costi operativi Ammortamenti Reddito operativo Anno 2004 2.573 2.573 (2.304) (3.135) (100) (5.539) (2.966) Anno 1 3.380 3.380 (1.755) (2.581) (270) (4.606) (2.562) (3.788) Anno 2 4.203 4.203 (1.756) (2.339) (220) (4.315) (2.595) (2.707) Anno 3 5.005 500 5.505 (1.761) (2.178) (220) (4.159) (2.629) (1.283) Anno 4 5.666 500 6.166 (1.763) (2.113) (220) (4.096) (2.662) (592) Anno 5 6.251 500 6.751 (1.768) (2.055) (220) (4.043) (2.695) 13

10.000 Ricavi 5.000 (5.000) (10.000) 2.006 2.007 2.008 2.009 2.010 Risultato operativo Costi

Fonte: Piano Industriale SportInGenova Spa (valori in migliaia di Euro)

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Sulla base delle premesse enunciate, considerando che lattivit iniziata nel secondo semestre del 2006, la societ avrebbe quindi dovuto generare, fra il 01.07.2006 ed il 31.12.2009, una perdita operativa cumulata di 6,5 milioni di Euro. Occorre per sommare anche il costo degli interessi effettivamente sostenuti da SportInGenova nel periodo in esame (derivanti dai debiti trasferiti in capo alla societ al momento del conferimento). Il piano industriale prevedeva, quindi, una perdita cumulata di 9,1 milioni di Euro in questo periodo temporale.

I VALORI DEGLI IMPIANTI CONFERITI A SPORTINGENOVA SportInGenova nata con il conferimento dei cinque impianti da parte del Comune167. Latto costitutivo, datato 22 giugno 2006, ha fra i suoi allegati la relazione del Rag. Luigi Sardano, esperto nominato dal Presidente del Tribunale di Genova con lincarico di effettuare la stima degli impianti sportivi e pertinenze immobiliari da conferire al patrimonio di una costituenda societ per azioni168. La relazione riporta i risultati del sopralluogo effettuato il 5 dicembre 2005 e, successivamente, descrive il criterio prescelto per valorizzare gli impianti. La relazione originale stata oggetto di aggiornamento degli elementi patrimoniali in data 22 giugno 2006, su richiesta del Comune di Genova, allo scopo di identificare il valore di conferimento dei cinque impianti al 1 luglio 2006.

Esistono varie metodologie per la valutazione di aziende o di complessi aziendali169. In questo caso, per, il Rag. Sardano ricorda che loggetto della valutazione costituito da impianti sportivi appartenenti ad un Ente Pubblico e che di conseguenza lapporto reddituale che gli stessi impianti, oggi oggetto di conferimento, hanno fino ad ora fornito pressoch nullo (con lunica eccezione relativa allo Stadio Luigi Ferraris). Tale scarsa performance si aggiunge anche alla funzione in qualche modo pubblicistica che detti impianti hanno rivestito e rivestono, che non muter anche in futuro, pur facendo parte di una S.p.A (<). Questo scenario fa pertanto ben comprendere come, aldil dellappartenenza ad un soggetto privatistico non verr esclusa affatto la valenza di tipo pubblico che gli impianti sportivi in questione continueranno a rivestire, vista anche la limitata offerta di infrastrutture sportive private che presenta la citt di Genova170.

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Lesperto rileva quindi che le cause del deficit sono da considerare strutturali e che non sar il semplice conferimento degli oggetti ad una societ per azioni a renderli redditizi. Per la valutazione viene utilizzato il metodo cosiddetto patrimoniale semplice, nel quale si rilevano i valori contabili degli impianti, si verifica se gli stessi debbano essere oggetto di una svalutazione (ad esempio per necessit di ristrutturazioni) e poi si sottrae il valore dei debiti direttamente collegati a tali impianti. Questo il risultato:
Valore lordo 3.775 12.228 16.491 32.297 45.981 1.867 112.642 Valore rettificato 3.020 9.782 4.947 22.608 36.785 1.867 79.011 Mutui e finanziamenti residui (1.944) (4.310) (7.379) (13.633) Altri debiti residui (BOC e finanziamenti) (131) (173) (434) (1.912) (2.651) Valore Netto 3.020 9.651 3.003 18.125 28.971 (44) 62.727

Impianto Lago Figoi Villa Gentile Carlini La Sciorba Luigi Ferraris Lavori in corso TOTALE

% sval. 20,0% 20,0% 70,0% 30,0% 20,0% 0,0%

Fonte: Perizia di conferimento (valori in migliaia di Euro)

Il valore netto di conferimento arrotondato ad Euro 62.727.000. Il Rag. Sardano fornisce, infine, delle interessanti informazioni sulla situazione reddituale degli impianti, sulla base della documentazione contabile fornita dal Comune di Genova e riferita allanno 2004. I cinque impianti hanno fatto registrare ricavi complessivi per Euro 2,5 milioni e costi per Euro 5,4 milioni, producendo un disavanzo di Euro 2,9 milioni. Questi dati non tengono conto dei costi definiti come centrali e cio sostenuti dal Comune ma ascrivibili alla gestione diretta degli impianti.
Impianto Centro Sportivo Lago Figoi Centro Sportivo Villa Gentile Stadio Carlini Impianto PolisportivoLa Sciorba Stadio Luigi Ferraris TOTALE Ricavi 199 13 111 982 1.268 2.573 Costi (1.378) (195) (513) (2.595) (759) (5.440) Risultato (1.179) (182) (402) (1.613) 509 (2.867)

Fonte: Perizia di conferimento (valori in migliaia Euro)

Il Luigi Ferraris rappresenta da solo circa la met del patrimonio conferito, avendo un valore netto di conferimento di 28,9 milioni di Euro; anche lunico a produrre un reddito operativo positivo. 93

I COSTI NEL BILANCIO DEL COMUNE DI GENOVA Prima di passare ai numeri di SportInGenova e, per quanto potr essere possibile, del Luigi Ferraris, utile analizzare i costi che il Comune di Genova sosteneva e sostiene per la gestione degli impianti sportivi. I dati sono tratti dai Bilanci Previsionali dal 2004 al 2010 171. Per gli anni dal 2004 al 2008 sono stati utilizzati i consuntivi 172; per il 2009, invece, ci si basati sui dati contenuti nel Bilancio Previsionale 2010. Nellambito del bilancio sono state osservate le spese relative alla Funzione n. 6 (Funzioni nel settore sportivo e ricreativo) e, allinterno di questa, il Servizio n. 1 (Piscine Comunali) e n. 2 (Stadio Comunale, Palazzo dello Sport ed altri impianti). Lanalisi si limitata alle spese correnti, cio quelle riferite allanno in corso per la gestione, senza prendere in considerazione le spese per investimento. Limitandoci al Bilancio del Comune, nel 2004, i due servizi oggetto di analisi hanno fatto registrare spese per circa 7,6 milioni di Euro. Nel 2009 questa stessa voce era pari a 2,6 milioni, con una riduzione netta di 5 milioni.
Beni di consumo e m. prime 6 37 Utilizzo beni di terzi 1 40 Oneri finanziari 1.673

Personale Piscine Stadio, Palazzo dello Sport ed altri impianti Totale 2004 Piscine Stadio, Palazzo dello Sport ed altri impianti Totale 2009 Differenza 1.325 420

Servizi 2.773 1.321

Trasferimenti 7

TOTALE 4.105 3.498

1.745 -

43 29

4.093 566 214

41 5 57

7 1

1.673 1.729

7.603 571 2.029

(1.745)

29 (14)

780 (3.314)

61 21

1 (7)

1.729 55

2.600 (5.004)

Fonte: Bilanci Comune di Genova 2004 e 2009 (valori in migliaia di Euro)

Prendendo come base i costi del Comune di Genova per il 2005 e proiettandoli per i 3,5 anni in esame (dal secondo semestre 2006 al 2009), avremmo avuto costi complessivi per 30,4 milioni di Euro. Sommando, invece, i costi effettivi del periodo, arriviamo a 14,6 milioni di Euro, cui occorre aggiungere i risultati di SportInGenova, che ha generato nello stesso periodo una perdita cumulata al netto degli ammortamenti degli impianti di 13,5 milioni. La somma dei dati del Comune (14,6 milioni) e di quelli, rettificati, di SportInGenova (13,5 milioni) ci consente di avere un 94

proforma totale che pu essere paragonato con i costi presenti nel Bilancio Comunale del 2005, per capire leffetto di tutta loperazione sulle casse del Comune.
Confronti con costi standard 2005 Costi Comune di Genova (da bilancio) Risultato di esercizio SportInGenova Spa Storno ammortamenti Corretta allocazione spese Subtotale SportInGenova Proforma Comune+Sportingenova Proiezione spese correnti (base anno 2005) Confronto 2006 (5.926) (1.872) 993 (879) (6.805) (7.603) 798 2007 (3.061) (4.224) 1.931 (1.245) (3.538) (6.599) (7.603) 1.004 2008 (3.012) (7.043) 1.949 772 (4.323) (7.335) (7.603) 269 2009 (2.600) (7.236) 1.955 473 (4.808) (7.408) (7.603) 196 TOTALE (14.598) (20.376) 6.827 (13.549) (28.147) (30.413) 2.266

Fonte: Elaborazione su Bilanci Comune e SportInGenova (valori in migliaia di Euro)

Il totale dei costi effettivi di 28,1 milioni di Euro: sembrerebbe che sia stato generato un beneficio di 2,3 milioni di Euro rispetto ad una gestione diretta degli stessi impianti da parte del Comune basata su una proiezione del costo storico del 2005. Purtroppo non possibile sapere quanta parte di questo risparmio derivi effettivamente dalla creazione di SportInGenova e quanta, invece, da una specifica azione di contenimento dei costi esercitata dal Comune che, quindi, si sarebbe realizzata anche in assenza delloperazione di costituzione della Societ.

QUALCHE DETTAGLIO ADDIZIONALE SU SPORTINGENOVA SportInGenova e fino a tutto il 31 dicembre 2009173, ha generato perdite cumulate per 20,4 milioni di Euro.
Conto Economico 2006-2009 Ricavi Costi operativi Rettifiche dei costi Ammortamenti Accantonamenti Oneri finanziari Imposte Risultato netto (rettificato) 2006 (2sem) 1.446 (1.979) (993) (346) (1.872) 2007 3.410 (4.931) (1.245) (1.931) (772) (5.469) 2008 3.329 (6.277) (473) (1.949) (901) (6.272) 2009 3.422 (6.577) (2.384) (554) (670) (6.763) Totale 11.607 (19.765) (1.718) (7.257) (554) (2.689) (20.376)

Elaborazione su Bilanci SportInGenova (valori in migliaia di Euro)

Si parla di risultato netto rettificato perch, rispetto ai bilanci depositati, sono state fatte delle riclassificazioni di alcuni dati. Sia il Bilancio dellanno 2008, sia quello del 2009, contenevano infatti al loro interno costi che in 95

realt appartenevano ad esercizi precedenti e che per errore non erano stati rilevati al momento corretto. Nella tabella, invece, sono stati riportati i costi come se si fossero manifestati da subito nellanno di competenza. Nel bilancio 2009 sono stati anche appostati dei fondi, per un totale di 983 mila Euro174: (i) un fondo svalutazione crediti specifico di 254 mila Euro, relativo ad un credito verso il Genoa CFC Spa imputato a bilancio in anni precedenti; (ii) un fondo svalutazione crediti di 300 mila Euro pari al 10% della massa dei crediti; (iii) un fondo rischi per possibili contenziosi con fornitori per 200 mila Euro, dei quali 60 mila Euro relativi alla gara svolta nel 2009 per la fornitura di seggiolini per lo Stadio Luigi Ferraris; (iv) un fondo rischi per possibili contenzioni con il personale dipendente per 229 mila Euro. I debiti sono aumentati significativamente, passando da 18,9 milioni di Euro del 2006 a 33,8 milioni di Euro del 2009. Lincremento avvenuto in piccola parte verso il sistema bancario, per Euro 3,6 milioni verso il Comune di Genova e AMIU, peggiorando invece sensibilmente lesposizione verso i fornitori, giunta a 13,8 milioni di Euro.
Stato Patrimoniale 2006-2009 Immobilizzazioni Depositi bancari Altro attivo Totale attivo Patrimonio netto Fondi Debiti verso banche e factor Debiti verso Comune e AMIU Altro passivo Totale passivo 2006 (2sem) 78.662 1 1.220 79.883 60.855 80 14.883 277 3.788 79.883 2007 76.790 0 2.749 79.540 56.631 88 15.367 1.144 6.309 79.540 2008 74.998 242 3.562 78.801 49.588 91 16.193 1.981 10.949 78.801 2009 73.154 133 3.412 76.700 42.352 519 15.714 3.846 14.269 76.700 2009 vs 2006 (5.509) 133 2.193 (3.183) (18.504) 440 831 3.568 10.481 (3.183)

Elaborazione su Bilanci SportInGenova (valori in migliaia di Euro)

La maggior parte dei debiti verso fornitori (sono nella voce Altro passivo che totalizza 14,2 milioni di Euro), sono nei confronti di societ del Gruppo : CAE AMGA Energia Spa (3,98 milioni di Euro); Iride Mercato Spa (3,31 milioni di Euro); Mediterranea delle Acque Spa (1,63 milioni di Euro); AMIU Genova Spa (578 mila Euro); AMIU Bonifiche Spa (70 mila Euro). Gli altri fornitori, non identificati singolarmente, vantano crediti per ulteriori 1,77 milioni di Euro; ci sono poi 639 migliaia di Euro stanziati per costi inerenti migliorie dello Stadio Luigi Ferraris. 96

Com stato possibile che nellarco di quattro anni SportInGenova abbia fatto registrare perdite per circa 21 milioni di Euro? In realt, il fatto che la societ avrebbe accumulato perdite non una sorpresa: la gi citata Delibera 47/2006 precisava infatti: Rilevato che dal Piano di fattibilit, in cui la previsione del risultato economico della Societ costituenda autorizzata con il presente provvedimento confrontata con quelli della gestione comunale, emerge la convenienza economica delloperazione e viene evidenziata la tendenza al raggiungimento dellequilibrio di bilancio nellarco del quinquennio. Il piano industriale di SportInGenova prevedeva che la societ, nel primo quinquennio, avrebbe avuto una perdita di esercizio, ma di soli 9,1 milioni di Euro. Da dove deriva la differenza? La tabella mette a confronto i dati del piano industriale175 con i risultati effettivi della Societ, cos come emergono dai bilanci depositati.
TOTALE PERIODO Bilancio 11.607 11.607 (6.640) (13.298) (1.544) (21.483) (7.811) (17.687)

Bilancio Ricavi da gestione Ricavi da Project Financing Ricavi Costo del lavoro Costo servizi Costi generali e societari Costi operativi Ammortamenti Reddito operativo

Piano 16.564 1.000 17.564 (6.158) (7.921) (795) (14.873) (9.167) (6.476)

Differenza (4.957) (1.000) (5.957) (482) (5.378) (749) (6.610) 1.356 (11.211)

Fonte: Elaborazione su Piano Industriale e Bilanci SportInGenova (valori in migliaia di Euro)

I risultati reali sono peggiori rispetto alle previsioni del Piano Industriale per circa 11,2 milioni di Euro: 4,95 milioni di Euro di minori ricavi dalla gestione corrente. Dovrebbero essere rappresentati dagli affitti degli impianti. Effettivamente nella Relazione sulla Gestione del Bilancio al 31 dicembre 2009176 gli amministratori rilevano che i ricavi per la gestione di quattro dei cinque impianti (con leccezione del soloLuigi Ferraris) sono determinati da tariffe fissate dal Comune e non coprono che una minima parte dei costi di gestione. Ci certamente corretto dal punto di vista sociale e dalla visuale dellAzionista di maggioranza, ma il conseguente pesantissimo squilibrio dei conti aziendali non pu essere ulteriormente sopportato dalla Societ; 97

1 milione di Euro di minori ricavi da project financing. Il piano non specificava in cosa consistesse, concretamente, il project financing; non quindi possibile capire se la loro mancata realizzazione derivi da una scelta aziendale o da fattori esogeni; 0,48 milioni di Euro di maggiori costi del personale. Si tratta di un errore ripetitivo sul costo del personale che, fatte salve situazioni particolari (quali gli straordinari, comunque stimabili sulla base del passato), non dovrebbe mai essere difficile valutare con sufficiente precisione177. 5,37 milioni di Euro di maggiori costi per servizi. la voce in assoluto pi elevata, poich rappresenta un incremento del 168% sul valore di budget. In assenza di precisazioni nei Bilanci, possibile che sia in parte dovuta a costi straordinari dellesercizio che non hanno incrementato il valore degli impianti (rifacimento del manto erboso, manutenzione) o da errori iniziali di stima nella costruzione del piano industriale; 0,74 milioni di Euro di maggiori costi generali. 1,35 milioni di Euro di minori costi per ammortamenti ed accantonamenti. Questa lunica variazione chiaramente giustificata, poich deriva da una variazione dei principi contabili intervenuta a partire dal 2007, che ha imposto di scorporare la quota di terreno dal valore del fabbricato, riducendo cos il valore di partenza in base al quale effettuare il calcolo degli ammortamenti. Il beneficio parzialmente annullato, nel 2009, da circa 980 mila di Euro di stanziamenti straordinari fatti in sede di approvazione del bilancio. Queste sono solo delle ipotesi di lavoro (vista limpossibilit di accedere alla contabilit dellazienda). Rimane per difficile pensare che a fronte di un cos forte scostamento dei dati consuntivi rispetto al piano originariamente concepito non vi sia traccia di spiegazioni nei Fascicoli di Bilancio. Sarebbe probabilmente opportuno che lazionista di maggioranza (oggi unico) e cio il Comune di Genova, si interrogasse concretamente sulle motivazioni che hanno condotto ad una cos forte differenza di risultato. Il costo di SportInGenova stato quasi il doppio di quanto era inizialmente preventivato. Non in linea con le attese, viste le dichiarazioni del 2005 di Pietro DAlema esistono sprechi, esistono cattive gestioni, si possono risparmiare soldi in acquisti mirati. Ma non possibile che il privato, con 98

lo sport, ci guadagni e il pubblico ci perda. Garantiremo le fasce deboli e lasceremo alle societ gli spazi gestiti in concessione. Ma, come si dice, guarderemo tutto con occhio aziendale 178. Sul mancato raggiungimento dellautonomia gestionale e finanziaria il Consiglio di amministrazione, anche nella Relazione sulla Gestione del Bilancio 2009, ha ricordato due fattori che condizionano pesantemente la vita della Societ: i ricavi per la gestione di quattro dei cinque impianti (con leccezione del solo Stadio Luigi Ferraris) sono determinati da tariffe fissate dal Comune e non coprono che una minima parte dei costi di gestione. Ci certamente corretto dal punto di vista sociale e dalla visuale dellAzionista di maggioranza, ma il conseguente pesantissimo squilibrio dei conti aziendali non pu essere ulteriormente sopportato dalla Societ; le limitate risorse finanziarie disponibili sono state interamente utilizzate per investimenti sullo stadio Ferraris, su indicazione dello stesso Azionista di maggioranza (<) i cui costi e gli impegni finanziari relativi sono tali da non poter essere sopportati da SportInGenova senza il supporto degli Azionisti. Sarebbe per interessante capire quanta parte di questi maggiori costi siano effettivamente da addebitare allo Stadio Luigi Ferraris e quanti, invece, discendano dagli altri quattro impianti gestiti da SportInGenova. Questo non solo per un mero dovere di cronaca, ma anche e soprattutto per capire se il messaggio indirettamente passato dal 2008 ai cittadini (e cio, sostanzialmente, che se SportInGenova era in perdita la responsabilit era da addebitare agli alti costi ordinari e straordinari dello Stadio Luigi Ferraris) trovi riscontro oggettivo o meno nei numeri.

QUANTO COSTA LO STADIO LUIGI FERRARIS ? Nellimmaginario collettivo cittadino si creata la percezione che SportInGenova e lo Stadio Luigi Ferraris siano la stessa cosa. Daltra parte, dei cinque impianti a suo tempo conferiti, sicuramente il pi famoso e quello di cui si parlato di pi. Nel momento in cui si dichiarano i dati riguardanti i deficit di bilancio di SportInGenova ed al crescente indebitamento bancario e con i fornitori di questultima, c il forte rischio di passare un messaggio non corretto, e cio che tale situazione sia dovuta ai costi del Luigi Ferraris. infatti verosimile che se si chiedesse cittadini 99

genovesi quali sono i costi dello stadio, buona parte di questi risponderebbe: altissimi, i quattro anni ha causato perdite per 30 milioni!. La realt diversa. Nei quattro anni di vita di SportInGenova, laffitto dello stadio alle due squadre di calcio ha prodotto ricavi per circa 6,8 milioni di Euro179, quindi il 60,5% del fatturato complessivo. Ma a fronte di quali costi?

Al momento della creazione di SportInGenova, il Luigi Ferraris era lunico degli impianti oggetto del conferimento a presentare un risultato operativo positivo, per 500 mila Euro. Leggendo lintervento della dott.ssa Castagnacci in sede di presentazione del progetto si intuisce, addirittura, che lo Stadio viene conferito proprio perch, sfruttando la sua capacit di generare utili, potr supportare la gestione degli altri quattro impianti che sono oggetto di una gestione sociale, ispirata pi a garantirne la fruizione da parte dei cittadini utilizzatori che non al profitto economico. Pur non disponendo delle informazioni di dettaglio dei singoli impianti (se non per quanto riguarda i soli ricavi, e solo a partire dal 2007) stato fatto un tentativo di simulazione del Bilancio del solo Luigi Ferraris. Lipotesi di lavoro stata costruita sulla base dei seguenti criteri: i ricavi sono rilevati in maniera puntuale dai bilanci di SportInGenova. Per il solo anno 2006, non essendo disponibile il dettaglio, stato considerato il 60% dei ricavi complessivi della societ, coerentemente con landamento medio degli anni seguenti; i costi operativi sono imputati sulla base dellincidenza media delle stesse voci (servizi e personale) per la voce Stadio comunale e Palazzetto dello Sport nei bilanci del Comune di Genova degli anni 2004 e 2005. In particolare rappresentano il 37,72% dei costi per materie prime e servizi (e di questi il 55% stato considerato riferito allo stadio) e il 27,38% dei costi per il personale (e di questi il 35% stato considerato riferito allo stadio, corrispondente ai costi di 5 persone a tempo pieno); gli oneri diversi di gestione sono imputati al 20%. Questo valore molto aleatorio, in quanto la voce fortemente influenzata dai costi per le utenze, per le quali non possibile stimare, dallesterno, limputazione analitica ai singoli impianti; gli ammortamenti sono iscritti sulla base dei bilanci di SportInGenova. 100

Gli accantonamenti ai fondi rischi eseguiti nel 2009 non sono invece stati considerati perch inerenti un evento eccezionale (il fondo per la gara seggiolini) e, per la parte residua, fondi svalutazione su crediti verso i quali non nota la competenza (e che potrebbero essere addirittura antecedenti al 2006); gli oneri finanziari sono calcolati sulla base dellesposizione effettiva derivante da mutui e finanziamenti accesi sullo Stadio Luigi Ferraris, ipotizzando una rata media ventennale ed un tasso di interesse fisso al 6%; il debito verso le banche a breve termine evolve nel tempo, secondo indicatori patrimoniali che determinano la variazione dei flussi di cassa prevedono lincasso dei crediti a 12 mesi ed il pagamento dei costi operativi a 90 giorni. Si tenuto conto degli investimenti effettuati, cos come risultati dai bilanci.
SimulazioneLuigi Ferraris Ricavi affitti squadre Altri ricavi Totale Ricavi Costi per servizi e acquisti Costi per il personale Spese generali EBITDA Ammortamenti Proventi (oneri) finanziari Imposte Utile (perdita) d'esercizio 2006 1.261 1.261 (179) (88) (40) 955 (509) (292) 154 2007 2.102 2.102 (807) (178) (85) 1.031 (941) (569) (478) 2008 1.822 188 2.010 (929) (180) (79) 822 (959) (616) (752) 2009 1.907 106 2.013 (844) (190) (105) 874 (959) (585) (669)

Elaborazione su Bilanci SportInGenova (valori in migliaia di Euro)

Se tutte le premesse sono corrette, lo Stadio dovrebbe aver generato una perdita civilistica di esercizio, nellarco dei quattro anni presi in esame, di 1,75 milioni di Euro, rappresentante solo l8,5% del totale delle perdite cumulate di SportInGenova. Occorre ricordare che SportInGenova nata da un conferimento e che: i costi della gestione corrente sono probabilmente sovrastimati, in particolare per quanto riguarda il costo del personale dipendente. Non possibile capire se anche le tariffe applicate dalle aziende per la fornitura delle utenze siano coerenti con i volumi sviluppati, anche se i costi di questa natura sembrerebbero aver avuto un notevole incremento dopo che gli impianti sono fuoriusciti dalla gestione diretta del Comune; 101

gli oneri finanziari sono elevati soprattutto per lalto costo del denaro, poich SportInGenova ha ereditato dal Comune finanziamenti ad un tasso fisso del 6%, che un costo medio superiore allattuale. Se limpianto fosse gestito da unazienda totalmente privata, quindi, verosimile che i costi di esercizio sarebbero pi contenuti. Forse, addirittura, in maniera da garantire un equilibrio di esercizio. Uno dei pochi riscontri alla simulazione nelle dichiarazioni del ottobre 2008 dellallora Amministratore delegato di SportInGenova, Silvio Sartorelli, secondo cui lo Stadio Luigi Ferraris produceva una perdita di 466 mila Euro180. Se, come probabile, si riferiva ai risultati del 2007, allora i criteri impostati in questo lavoro non si discostano troppo dalla realt (il risultato previsto dalla simulazione , infatti, di 478 mila Euro di perdita). Per quanto attiene la situazione patrimoniale e finanziaria, le tabelle successive sono state predisposte sulla base dei seguenti criteri: le immobilizzazioni sono calcolate puntualmente, esistendo sufficienti dati nei Bilanci della Societ; la valutazione del capitale circolante netto impostata sulla previsione di incassare i crediti a 365 giorni e di pagare i debiti a 90 giorni. Questa situazione pi penalizzante di quella reale, in particolare sul fronte dei debiti verso i fornitori, che sono saldati con ritardi molto superiori; il patrimonio netto si movimenta per effetto dei risultati di esercizio; le banche a medio termine sono basate sui dati disponibili nel bilancio; la posizione delle banche a breve termine la risultante del flusso di cassa prodotto.
Stato Patrimoniale riclassificato Totale Immobilizzazioni Crediti Debiti Capitale Circolante Netto Capitale Investito Netto Patrimonio Netto Banche a breve Banche a medio/lungo Posizione Finanziaria Netta Totale Fonti 2006 30.330 1.261 (66) 1.195 31.526 21.115 687 9.724 10.411 31.526 2007 30.476 2.102 (243) 1.859 32.336 20.637 2.461 9.238 11.699 32.336 2008 29.554 2.010 (273) 1.737 31.291 19.885 1.389 10.018 11.406 31.291 2009 28.595 2.013 (255) 1.758 30.354 19.215 1.670 9.468 11.138 30.354

Fonte: Elaborazione su Bilanci SportInGenova (valori in migliaia di Euro)

Un altro aspetto che incide sui risultati il forte ritardo nei pagamenti da parte delle due squadre di calcio (decisamente pi da parte del Genoa che 102

non della Sampdoria): se a partire dal 2007 avessero rispettato normali condizioni di pagamento delle fatture a 90 giorni, su base trimestrale, il flusso di cassa operativo sarebbe stato positivo, con evidenti benefici in termini di autonomia della struttura. Ragionevolmente la Societ avrebbe avuto anche una minore esposizione verso le banche, con addebito di minori interessi passivi. Sarebbe interessante capire se SportInGenova abbia mai provato a ricorrere alla cessione dei crediti, magari pro-soluto, a una societ di factor: ci avrebbe permesso di incassare immediatamente i crediti e migliorare sensibilmente la situazione finanziaria. Lunica spiegazione ragionevole che il tentativo non sia andato a buon fine per il probabile scarso merito di credito delle due societ di calcio (in assenza di garanzie dei due azionisti, ovviamente). La domanda cui occorre rispondere per diversa: se il Luigi Ferraris, anzich essere conferito a SportInGenova, fosse rimasto di propriet del Comune (allinterno del Bilancio comunale), avrebbe continuato a produrre un risultato operativo positivo come al momento del conferimento, nel 2006, oppure avrebbe generato una perdita? Per rendere le previsioni di costo coerenti a quelli del Bilancio del Comune di Genova, occorre eliminare dai costi annuali i soli ammortamenti (cui il Comune non tenuto). Le altre voci di costo rimangono invariate, pur con la stessa sensazione di sovrastima gi esternata in precedenza. La tabella che segue parte dallipotesi di risultato del Luigi Ferraris in precedenza delineata, per arrivare al Risultato Operativo che si sarebbe avuto se limpianto fosse rimasto allinterno del Bilancio del Comune di Genova.
Riclassifica Risultato esercizio (stima) Storno ammortamenti Ipotesi risultatoLuigi Ferraris (se propriet comunale) 2006 154 509 663 2007 (478) 941 463 2008 (752) 959 206 2009 (669) 959 289

Fonte: Elaborazione su Bilanci SportInGenova (valori in migliaia di Euro)

Lo Stadio Luigi Ferraris avrebbe quindi verosimilmente continuato a produrre un risultato operativo positivo nel periodo fra il 2006 e il 2009 181. Questa affermazione confermata anche dal Prof. Luca Gandullia, Presidente del Consiglio di amministrazione di SportInGenova dallestate 103

2009 fino alla messa in liquidazione della Societ che conferma: Il principale limite stato quello di pensare che una Spa, che per sua natura persegue fini lucrativi, potesse reggersi da sola praticando delle tariffe, stabilite dallamministrazione pubblica anche cono finalit sociali, insufficienti a garantire la copertura delle spese ordinarie di gestione. Parlando da economista, lunico impianto che avrebbe senso affidare ad un spa pubblica il Ferraris, che, se gestito in forma manageriale, sarebbe in grado di produrre utili attraverso criteri privatistici e di mercato, mentre non si pu dire che la sua gestione debba rispondere a criteri di socialit 182

SPORTINGENOVA IN LIQUIDAZIONE: QUALE DESTINO PER LO STADIO LUIGI FERRARIS ? Nel dicembre 2009 il Consiglio Comunale decide di smontare loperazione che nel 2006 aveva creato SportInGenova, determinando fra laltro di procedere alla riduzione del capitale sociale di AMIU Spa per un importo pari al valore delle partecipazioni cedute dal Comune di Genova (cos come risultanti dal bilancio di AMIU Spa approvato al 31 dicembre 2008), riportando dette partecipazioni interamente sotto il controllo del Comune di Genova stesso. A seguito di tale operazione SportInGenova Spa torna ad essere controllata al 100% dal Comune di Genova183. Nel gennaio 2010 viene annunciato che SportInGenova sar posta in liquidazione. Il Comune riporta sotto il suo controllo diretto tre dei cinque impianti sportivi precedentemente conferiti, accollandosi 16 milioni di Euro di debiti. Per quanto riguarda il Luigi Ferraris si tenter un accordo con le due squadre di calcio per una gestione condivisa. Sul tema lAssessore Anzalone ricorda che noto che vorremmo affidare alle squadre la gestione dello stadio, ma bisogna che ci sia unintesa fra le due societ, per quanto abbiamo pensato che SportInGenova, pur messa in liquidazione, potrebbe trasformarsi per un periodo determinato in una societ ristretta che dialoghi con le squadre, in unintesa a tre, con un 33% ciascuno di impegno184. SportInGenova entra in liquidazione il 16 giugno 2010. Liquidatore nominato il dott. Adriano Anselmi. Qualche settimana pi tardi, nel luglio del 2010, lAssessore varia leggermente la posizione dellAmministrazione comunale. Probabilmente dopo aver incassato un diniego delle squadre relativamente allaffidamento diretto della gestione dellimpianto si passa a 104

prevedere di riportare anche lo Stadio Luigi Ferraris nellambito del patrimonio del Comune di Genova e di effettuare quegli interventi che possano consentire di sfruttare al meglio la struttura anche al di fuori degli eventi calcistici185. La posizione dellAmministrazione Comunale sembra essere quella di non alienare questi beni (che prima del conferimento a SportInGenova facevano parte del patrimonio non disponibile186 del Comune) ma di provvedere a ricomprarli allo scopo di dotare SportInGenova delle risorse necessarie al saldo di tutti i propri debiti, cos come iniziato con i primi tre impianti. Sembrerebbe tutto lineare: il Comune provvede a pagare qualche anno dopo costi che avrebbe comunque avuto nel suo bilancio per ciascuno degli anni di esistenza di SportInGenova. Bisogna per augurarsi che le cose vadano proprio come fin qui ipotizzato. Il processo di liquidazione di una societ parte dal presupposto di portare alla chiusura del soggetto giuridico attraverso la vendita di tutte le componenti dellattivo (beni materiali ed immateriali, immobilizzazioni finanziarie, crediti) allo scopo di accumulare una quantit di denaro sufficiente a saldare tutti i debiti e, se possibile, restituire agli azionisti il capitale sociale a suo tempo versato. Questo il caso della cosiddetta liquidazione in bonis, che non prevede alcun tipo di contenzioso con nessuno dei debitori (non esclude ovviamente transazioni ed accordi). Pi di frequente, le societ sono messe in liquidazione quando si sa in partenza che non esistono (n sono ottenibili) risorse sufficienti per saldare tutti i debiti: in questo caso, il liquidatore cerca di vendere i beni a sua disposizione al meglio delle sue possibilit, per poi negoziare con i creditori una chiusura delle posizioni versando solo una quota di quanto dovuto. Il creditore non soddisfatto della proposta pu sempre provare a proporre istanza di fallimento della societ; generalmente per viene scelta la soluzione meno penalizzante e cio la certezza di incassare in tempi abbastanza rapidi una quota dei propri crediti, contro il rischio di vedere i tempi allungarsi per la dinamica fallimentare ottenendo al termine una cifra che non poi cos distante da quella che si sarebbe ottenuta negoziando.

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In verit il creditore di SportInGenova ha un discreto vantaggio, rappresentato dalla particolare situazione in cui la Societ ha operato nellarco della sua attivit. Sin dallinizio stata sottoposta, ai sensi dellart. 2947 del Codice Civile, allattivit di direzione e coordinamento da parte del Comune di Genova. Tale articolo, al primo comma, prevede che Le societ o gli enti che, esercitando attivit di direzione e coordinamento di societ agiscono nell'interesse imprenditoriale proprio o altrui in violazione dei principi di corretta gestione societaria e imprenditoriale delle societ medesime, sono direttamente responsabili nei confronti dei soci di queste per il pregiudizio arrecato alla redditivit ed al valore della partecipazione sociale, nonch nei confronti dei creditori sociali per la lesione cagionata all'integrit del patrimonio della societ. Non vi responsabilit quando il danno risulta mancante alla luce del risultato complessivo dell'attivit di direzione e coordinamento ovvero integralmente eliminato anche a seguito di operazioni a ci dirette. Il Consiglio di amministrazione di SportInGenova ha sempre messo in evidenza come la scarsa redditivit ed autonomia finanziaria della Societ dipendesse anche da tariffe fissate dal Comune [che] non coprono che una minima parte dei costi di gestione. Ci certamente corretto dal punto di vista sociale e dalla visuale dellAzionista di maggioranza, ma il conseguente pesantissimo squilibrio dei conti aziendali non pu essere ulteriormente sopportato dalla Societ187. Sebbene la maggioranza dei creditori siano fornitori direttamente o indirettamente partecipati dal Comune di Genova, anche per quelli minori questa situazione dovrebbe configurare una responsabilit solidale in capo al Comune stesso. Riacquistando gli impianti il Comune di Genova probabilmente sta solo anticipando un esborso che sarebbe stato comunque dovuto in caso di contenziosi. Il Luigi Ferraris e laSciorba, rimangono per ora in capo a SportInGenova ma dovrebbero rientrare anche questi nellambito del patrimonio del Comune di Genova, probabilmente gi nel corso del 2011188. In questo momento, infatti, il liquidatore dovrebbe essere in procinto di redigere una situazione di liquidazione della societ, per capire quale strada seguire. Ha per un vantaggio: se per lamministratore di una societ estremamente pericoloso (anche sotto il profilo della responsabilit personale) vendere un bene ad un valore inferiore a quello di mercato, seppure in una situazione di difficolt conclamata della societ, 106

il liquidatore ha meno problemi in questo senso, perch pu dimostrare che lo sconto concesso era necessario per addivenire ad un incasso rapido e per garantire la chiusura della liquidazione senza contenziosi con i creditori. quindi possibile che il liquidatore (stante la probabile scarsa propensione del Comune di Genova a impegnare altri 15 milioni di Euro sottraendoli a capitoli di spesa, obiettivamente, pi importanti per la vita dei cittadini) si trovi nella necessit di dismettere gli impianti della Sciorba ed il Luigi Ferraris? A chi potrebbero, per, interessare le piscine della Sciorba che secondo le ultime informazioni (riferite al 2008) facevano registrare una perdita di circa 2 milioni di Euro allanno? Forse rimane un solo asset vendibile: lo Stadio Luigi Ferraris, che anche nella situazione attuale, se gestito con logiche privatistiche, potrebbe essere in pareggio. Se il Comune non desse seguito alla decisione di riacquistare limpianto, lo Stadio Luigi Ferraris sar venduto? Chi pu essere interessato a comprarlo? E, soprattutto, che cosa ne far successivamente allacquisto?

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CAPITOLO 2 LA PROPOSTA DI LEGGE SULLIMPIANTISTICA SPORTIVA


(in collaborazione con lAvv. Massimo Rossetti - Federsupporter) Il disegno di legge sugli stadi, nel momento in cui questo libro va in stampa bloccato alla VII Commissione Permanente della Camera (Cultura, Scienze e Istruzione). Al riguardo bene evidenziare come Legambiente abbia rilevato che la proposta stata approvata dalla Commissione Cultura del Senato, pur trattandosi di un testo dai contenuti sicuramente difformi dalla normativa urbanistica vigente, e ben pi inerenti ai temi propri delle Commissioni Ambiente e Lavori Pubblici In merito ai ritardi nellapprovazione della legge, da ricordare che, nella suddetta Commissione, era stato raggiunto un accordo tra maggioranza ed opposizione su un testo che prevedeva lespressa ed esplicita salvaguardia dei vincoli ambientali: accordo che avrebbe consentito una rapida approvazione del provvedimento in seno alla Commissione stessa, in sede legislativa, evitando, per lapprovazione, il passaggio in aula. Improvvisamente da parte della maggioranza stato presentato e fatto approvare un emendamento che ha cancellato la salvaguardia di cui sopra, cos impedendone lapprovazione in seno alla Commissione. Il Sen. Alessio Butti del PDL189, il 13 aprile 2011, ha affermato che, anche senza lespressa ed esplicita salvaguardia dei vincoli, deve ritenersi che questi ultimi siano inderogabili. Viene allora da chiedersi perch mai si sia voluto eliminare la salvaguardia in discorso dal testo del disegno di legge, cos ritardandone lapprovazione, se tale salvaguardia da ritenersi, cos come sostiene il senatore Butti, meramente ricognitiva e persino pleonastica. Nellesposizione che segue si ritenuto opportuno analizzare in modo separato i punti di criticit del testo normativo che suscitano perplessit, tratti, per gentile concessione della Fonte e dellAutore tratti da documenti di Federsupporter (www.federsupporter.it), Associazione costituita nel 109

gennaio 2010 per la rappresentanza e la tutela dei diritti e degli interessi diffusi dei sostenitori di societ ed associazioni sportive; documenti redatti dallAvv. Massimo Rossetti, Responsabile dellArea Giuridica e Legale dellAssociazione.

QUESTIONI DI COSTITUZIONALIT Il vigente art. 117 della Costituzione elenca le materie per cui vi legislazione concorrente tra Stato e Regioni. Di queste materie fa parte, oltrech lordinamento sportivo, il governo del territorio. Stabilisce, altres, lart. 117 che, per queste materie, la potest legislativa spetta alle Regioni, salvo che per la determinazione di principi fondamentali riservata alla legislazione statale Ci premesso, la giurisprudenza della Corte Costituzionale ha previsto che per governo del territorio deve intendersi tutto ci che attiene alluso del territorio ed alla localizzazione di impianti ed attivit e che per legislazione concorrente deve intendersi linsieme delle norme che consentono di identificare e graduare gli interessi in base ai quali possono essere regolati gli usi ammissibili del territorio190. Ne consegue che la normativa di cui trattasi, che attiene alla costruzione e ristrutturazione di impianti sportivi, stadi e di cos detti complessi multifunzionali, comprensivi di insediamenti residenziali o direzionali, nonch alla individuazione delle aree per la loro localizzazione, compete alla potest legislativa delle Regioni, fatta salva la determinazione di principi fondamentali riservata allo Stato: principi che, in assenza di una legge cornice o legge quadro ad hoc, possono essere dedotti dallordinamento generale. Per principi fondamentali devono intendersi, alla luce,anche in questo caso, degli insegnamenti della Corte Costituzionale191, scelte politico-legislative fondamentali o, quantomeno, criteri e modalit generali tali da costituire un punto di riferimento costante nel tempo, in grado di orientare il legislatore regionale ogni qual volta intenda intervenire nella specifica materia e che, quindi, sotto il profilo strutturale e sostanziale, a prescindere dal fatto che la legge si auto-qualifichi come legge cornice o legge quadro192, posseggano un elevato livello di astrattezza tale da poter essere 110

invocate per ladozione di un indefinito numero di atti legislativi, a loro volta, costituenti fattispecie astratte Un attento esame della normativa in commento, alla luce dei principi sopra enunciati, fa dubitare fortemente che la normativa stessa sia conforme al dettato costituzionale in materia di legislazione concorrente Stato-Regioni, non possedendo quellelevato livello di generalit e di astrattezza tale da non farla ritenere invasiva e sostitutiva della potest legislativa regionale. Altro profilo di evidente illegittimit per violazione dellart. 3 della Costituzione quello di una manifesta irragionevolezza di una norma che consentisse di superare vincoli attinenti al governo del territorio ed alla localizzazione di impianti solo per la costruzione di nuovi impianti sportivi, cos detti polifunzionali, mentre ci resterebbe precluso per la costruzione di impianti di pari o di ben superiore pubblica utilit, quali, per esempio, scuole, ospedali, etc.

IL PREMINENTE INTERESSE NAZIONALE, LA PUBBLICA UTILIT, LINDIFFERIBILIT E LURGENZA. Queste sono le qualit che il provvedimento in commento attribuisce alla realizzazione di nuovi impianti sportivi e stadi ovvero alla ristrutturazione di quelli gi esistenti ed alla costruzione di cos detti complessi multifunzionali: vale a dire il complesso di opere, comprendenti lo stadio, che, abbinate a questultimo, siano destinate ad attivit commerciali, ricreative, di svago, per il tempo libero, culturali e di servizio, nonch eventuali insediamenti residenziali o direzionali tali da valorizzare ulteriormente il complesso, anche con riferimento agli interessi pubblici di riqualificazione urbana. Daltronde, senza il riconoscimento formale e, soprattutto, senza la sussistenza di una sostanziale ed oggettiva pubblica utilit e di un sostanziale ed effettivo interesse statale, non sarebbe possibile n prevedere la semplificazione e laccelerazione delle procedure amministrative per edificare gli impianti e gli insediamenti in esame n laccesso ai contributi erogabili dallIstituto per il Credito Sportivo destinati allabbattimento degli interessi in conto capitale degli investimenti necessari per costruirli, n, infine, il cambio di destinazione duso delle aree destinate agli impianti ed agli insediamenti stessi 111

Gli insediamenti debbono, pertanto, ab origine ed a prescindere da ogni altra valutazione, essere finalizzati al perseguimento di interessi pubblici di riqualificazione urbana, specificamente verificati ed accertati, nella loro oggettivit e sostanzialit, indipendentemente da generiche, generalizzate e aprioristiche qualificazioni formali.

INDIVIDUAZIONE DELLE AREE PER LA REALIZZAZIONE DI NUOVI STADI O DI COMPLESSI MULTIFUNZIONALI. Il provvedimento legislativo stabilisce espressamente che tali aree devono essere individuate in base ad uno studio di fattibilit comprensivo delle valutazioni di ordine sociale, ambientale ed infrastrutturale, degli impatti paesaggistici e delle esigenze di riqualificazione paesaggistica. Qualora il piano preveda e comporti varianti urbanistiche e commerciali, queste devono essere vagliate ed eventualmente approvate, con consenso unanime, mediante Accordo di Programma da tutte le amministrazioni pubbliche interessate (Comuni, Provincie, Regioni, Sovrintendenze, Ministero dei Beni Culturali ed Ambientali, Autorit di bacino, nel caso in cui, per esempio, le aree individuate siano soggette a vincoli idrogeologici ed a piani di bacino); amministrazioni che devono, altres, valutare e dichiarare leffettiva sussistenza dei requisiti di pubblica utilit e di indifferibilit ed urgenza delle opere. Il provvedimento in oggetto non attribuisce, quindi, automaticamente a tali opere i requisiti di cui sopra, ma, al contrario, essi debbono essere accertati, verificati e dichiarati, di volta in volta, sulla base dei piani di fattibilit presentati, in sede di Accordo di Programma. Il che conferma, ove pure ve ne fosse bisogno, che gli eventuali insediamenti residenziali o direzionali, per vedersi riconosciute e dichiarate le caratteristiche di pubblica utilit, di indifferibilit e di urgenza, con tutte le conseguenze che ne derivano, devono necessariamente corrispondere a oggettivi e rilevanti interessi pubblici di riqualificazione urbana. Non solo, ma nel caso in cui laccordo di programma prevedesse la variazione di strumenti urbanistici, resterebbe, comunque, impregiudicata lapplicazione della disciplina in materia di valutazione di impatto ambientale. 112

Senza alcun dubbio il provvedimento in esame non consente e non pu consentire alcun superamento o possibilit di superamento di vincoli ambientali (paesistici, archeologici, idrogeologici) eventualmente esistenti sulle aree indicate dai piani di fattibilit Le variazioni di strumenti urbanistici consentite possono essere, pertanto, solo quelle relative alle destinazioni duso (da uso agricolo ad uso residenziale e/o commerciale) di tali aree, sempre per fatto salvo il rispetto degli eventuali vincoli ambientali esistenti Daltra parte, con riferimento, per esempio, al vincolo idrogeologico, ove pure il provvedimento legislativo prevedesse il superamento di detto vincolo, o di altri equivalenti, ebbene, in questa ipotesi, si appaleserebbe un profilo di macroscopica incostituzionalit della normativa in questione, avendo la giurisprudenza costituzionale in materia gi sancito che qualsiasi interesse ed utilit di natura pubblica rimangono pur sempre subordinati al rispetto dellinteresse pubblico assolutamente preminente e supremo rappresentato dalla salvaguardia della sicurezza e dellincolumit pubbliche. Non sono, quindi, superabili o eliminabili, neppure per legge ordinaria e, a maggior ragione, mediante provvedimenti amministrativi, vincoli quali, per esempio, quelli idrogeologico o sismico. Vincoli che non derivano dal libero esercizio di discrezionalit politica o amministrativa, bens da atti dovuti e vincolati, aventi valore meramente ricognitivo, sulla base di rigorosi accertamenti e valutazioni di natura tecnico-scientifica eseguiti da organi tecnicamente e professionalmente a ci abilitati e preposti (per quanto, per esempio, riguarda il rischio di esondazione con conseguente vincolo idrogeologico, dalle Autorit di Bacino). Sotto questo profilo si consideri che i vincoli posti a tutela dellambiente hanno una loro obiettiva natura, la cui origine e tutela sono costituzionalmente previste e garantite193, con la conseguenza che trattasi di limitazioni ob rem, vale a dire dovute a valutazioni tecnicoprofessionali di caratteristiche intrinseche dei beni da vincolare 194. Si tenga anche conto che gli accordi di programma in materia urbanistica devono, comunque, garantire la partecipazione dei cittadini allattivit pianificatoria attraverso la pubblicit dei procedimenti e la possibilit di presentare osservazioni. 113

Ma il testo del disegno di legge, da cui stata cancellata, come ricordato, con un colpo di mano della maggioranza, lespressa salvezza dei vincoli ambientali, contiene un subdolo e callido marchingegno giuridico finalizzato, anche in questo caso, al superamento dei suddetti vincoli. In questa sede opportuno, quindi, soffermarsi per richiamare lattenzione su uno specifico aspetto della normativa in questione meritevole di una approfondita disamina ed una attenta valutazione sul piano tecnicogiuridico, ma non solo. Pi precisamente, ci si riferisce allart. 3 (Individuazione di aree per la realizzazione di nuovi impianti sportivi o di complessi multifunzionali) del testo di cui trattasi e, in particolare, a quanto disposto dal comma 3 di tale articolo, che recita: Lautorit comunale competente, entro sessanta giorni dalla presentazione dello studio di fattibilit al comune, promuove, anche al fine di approvare le necessarie varianti urbanistiche e commerciali e per conseguire leffetto di dichiarazione di pubblica utilit e di indifferibilit ed urgenza delle opere, un accordo di programma ai sensi dellarticolo 34 del testo unico delle leggi sullordinamento degli enti locali, di cui al decreto legislativo 18 giugno 2000, n. 267, che deve necessariamente essere concluso non oltre sei mesi dalla presentazione dello studio di fattibilit. In deroga a quanto disposto dallarticolo 34, comma cinque, del citato testo unico di cui al decreto legislativo numero 267 del 2000, nel caso in cui laccordo di programma comporti variazione degli strumenti urbanistici comunali, vigenti o adottati, ladesione dellautorit comunale competente allo stesso deve essere ratificata entro novanta giorni dalla richiesta. Allattuazione dellaccordo di programma si provvede anche mediante i programmi integrati di intervento di cui alla legge 17 febbraio 1992, numero 179. Resta ferma, ove prevista, lapplicazione della disciplina in materia di valutazione di impatto ambientale. Alla conferenza convocata al fine di concordare laccordo di programma di cui al presente comma, nonch alla stipulazione di tale accordo, si applica, anche quanto agli effetti del dissenso espresso nella conferenza suddetta, la disciplina prevista dagli articoli da 14 a 14 quinquies della legge 7 agosto 1990, numero 241, e successive modificazioni. Da tale complesso ed alquanto criptico enunciato legislativo emerge una, almeno a mio parere, singolare contraddizione in ordine alla disciplina dello strumento procedimentale amministrativo che si intende adottare e 114

seguire per lindividuazione delle aree su cui realizzare nuovi impianti sportivi o nuovi complessi multifunzionali. A questo fine, la prima parte del comma appropriatamente individua lAccordo di Programma previsto e disciplinato dallart. 34 (Accordi di Programma) del Testo Unico delle Leggi sullordinamento degli enti locali195. In sintesi, tale procedura stabilisce che per la definizione e lattuazione di opere che richiedono, per la loro completa realizzazione, lazione integrata e coordinata di comuni, di provincie e regioni, di amministrazioni statali e di altri soggetti pubblici, o comunque di due o pi tra i soggetti predetti, il presidente della regione o della provincia o il sindaco, in relazione alla competenza primaria o prevalente nellopera, promuove la conclusione, per lappunto, di un accordo di programma, per assicurare il coordinamento delle azioni e per determinarne i tempi, le modalit, il finanziamento ed ogni altro connesso adempimento. A questo scopo, il soggetto promotore convoca una conferenza tra i rappresentanti di tutte le amministrazioni interessate. Laccordo consiste nel consenso unanime tra il soggetto promotore e tutte le altre amministrazioni interessate e tale accordo approvato con atto formale del soggetto promotore ed pubblicato nel bollettino ufficiale della regione. Laccordo, qualora adottato con decreto del presidente della regione, determina le eventuali e conseguenti variazioni degli strumenti urbanistici e sostituisce le concessioni edilizie, sempre che vi sia lassenso del comune interessato. Ove laccordo comporti variazione degli strumenti urbanistici, ladesione del sindaco allo stesso deve essere ratificata dal consiglio comunale entro trenta giorni a pena di decadenza ( termine che il testo legislativo in esame proroga a novanta giorni nel caso in cui laccordo comporti variazione degli strumenti urbanistici comunali). A questo punto, per, stranamente, un successivo periodo dello stesso comma 3 stabilisce che alla stipulazione dellaccordo di programma, anche quanto agli effetti del dissenso espresso nella conferenza che il soggetto promotore la procedura convoca tra i rappresentanti di tutte le amministrazioni interessate, si applica la disciplina di cui agli artt. da 14 a 115

14-quinquies della Legge 7 agosto 1990, n. 241, e successive modificazioni. La stranezza consiste nel fatto che gli articoli richiamati si riferiscono ad un procedimento amministrativo diverso da quello contemplato e disciplinato dallart. 34 del Testo Unico delle leggi sullordinamento degli enti locali. Pi esattamente, si riferiscono alla Conferenza di Servizi prevista e disciplinata dallart. 14 e seguenti della Legge 7 agosto 1990, n.241, e successive modificazioni, Nuove norme in materia di procedimento amministrativo e di diritto di accesso ai documenti amministrativi196. Il procedimento ivi previsto (Conferenza di servizi) si applica indistintamente, in generale, a tutti i procedimenti amministrativi, qualora sia opportuno effettuare un esame contestuale di vari interessi pubblici coinvolti e quando, perci, lamministrazione procedente deve acquisire intese, concerti, nulla osta o assensi di altre amministrazioni pubbliche. Di particolare rilevanza, per quello che qui interessa, la disciplina del dissenso espresso nella conferenza di servizi da parte di uno o pi rappresentanti delle amministrazioni partecipanti, ivi comprese quelle preposte alla tutela ambientale: disciplina di cui allart. 14-quater, comma 3, cui fa espresso rinvio il precedente art. 14-bis, comma 3 bis. della legge n. 241/1990 e successive modificazioni. Tale disciplina prevede che, al di fuori, tra gli altri, dei casi di localizzazione delle opere di interesse statale, ove venga espresso motivato dissenso da parte di una amministrazione preposta alla tutela ambientale, paesaggistico-territoriale, del patrimonio storico-artistico o alla tutela della salute e della pubblica incolumit, la questione rimessa dallamministrazione procedente alla deliberazione del Consiglio dei Ministri che si pronuncia entro sessanta giorni, previa intesa con la regione o le regioni o le provincie autonome interessate, in caso di dissenso tra una amministrazione statale ed una regionale o tra pi amministrazioni regionali, ovvero, previa intesa con la regione e gli enti locali interessati, in caso di dissenso tra una amministrazione statale o regionale ed un ente locale o tra pi enti locali. Se lintesa non raggiunta nei successivi trenta giorni la deliberazione del Consiglio dei ministri pu essere comunque adottata. E evidente, pertanto, che lart. 3 del disegno di legge in oggetto, per il tramite di una impropria contaminazione tra la disciplina dellaccordo di 116

programma di cui allart. 34 del T.U. delle Leggi sullordinamento degli enti locali e la disciplina della conferenza di servizi, di cui allart. 14 e segg. della legge 241/1990, e successive modificazioni, in materia di procedimento amministrativo, appare oggettivamente funzionale ad aggirare e superare lostacolo che potrebbe essere frapposto allapprovazione di progetti di fattibilit di taluni impianti, dal fatto che la disciplina dellaccordo di programma, come si detto e visto, non consente tale approvazione ove vi sia il dissenso di una o pi delle amministrazioni coinvolte. Dissenso, forse, gi previsto o dato per scontato in qualche caso, in particolare da parte di amministrazioni preposte alla tutela ambientale, paesaggistico-territoriale, del patrimonio storico-artistico o alla tutela della salute e della pubblica incolumit. Dissenso che, come pure si detto e visto, potrebbe essere reso superabile mediante linserimento, per cos dire, nellambito della disciplina dellaccordo di programma di alcuni pezzi della disciplina della conferenza di servizi. Operazione che, per, appare, non solo impropria e non corretta, ma anche illegittima, poich, secondo la dottrina giusamministrativistica, il rapporto tra la disciplina della conferenza di servizi e quella dellaccordo di programma di genus a species. Cio la seconda si pone, rispetto alla prima, in rapporto di specialit e, quindi, la disciplina della prima (Conferenza di Servizi) applicabile a quella dellaccordo di programma solo ove questultima non disponga. Cosa che, nella fattispecie, non si verifica, in quanto laccordo di programma, a differenza della conferenza di servizi, prevede espressamente e specificamente che vi sia, ai fini della sua stipulazione ed attuazione, il consenso unanime delle amministrazioni interessate ( art. 34, comma 4, della legge n.267/2000). Diversamente, si prolifererebbe anche un possibile vizio di illegittimit costituzionale, non comprendendosi e non giustificandosi, solo per la costruzione di nuovi impianti sportivi o di nuovi complessi multifunzionali, una cos rilevante difformit di disciplina rispetto a quella 117

generale prevista per la costruzione di altri e diversi impianti nei casi in cui siano principalmente interessati e coinvolti gli enti locali. Difformit che comporterebbe una macroscopica ed irragionevole disparit di trattamento a parit di condizioni e di situazioni. Resta fermo, in ogni caso, considerazione del tutto assorbente, quanto gi evidenziato in precedenza a proposito del fatto che, secondo il Giudice delle Leggi ed il Giudice di Legittimit, i vincoli posti a tutela dellambiente hanno una loro obiettiva natura, la cui origine e tutela sono costituzionalmente previste e garantite 197, con la conseguenza che trattasi di limitazioni ob rem : vale a dire dovute a valutazioni tecnico-scientifiche di caratteristiche intrinseche e, come tali, non oggetto di libera discrezionalit politica o amministrativa, bens oggetto di atti normativi dovuti e vincolati, aventi valore meramente ricognitivo, sulla base di rigorosi accertamenti e valutazioni di natura tecnico scientifica. Ne discende che provvedimenti che autorizzassero la costruzione di impianti, in difformit ed in contrasto con vincoli ambientali e con le valutazioni espresse dai competenti organi ed organismi tecnicoprofessionali, sarebbero da considerare come illegittimi. da tenere, inoltre, presente, che la giurisprudenza del Consiglio di Stato ha pi volte sancito, come principio generale, che qualsiasi opera pubblica o di interesse pubblico debba essere localizzata in conformit alle prescrizioni degli strumenti urbanistici: a maggior ragione, in conformit a vincoli di natura ambientale che, come si rilevato, non sono frutto di scelte discrezionali politico-amministrative, bens tali ab origine per il naturale modo di essere e per le caratteristiche intrinseche dei beni ai quali sono intimamente connessi. Tanto vero che tali vincoli, secondo costante giurisprudenza costituzionale, di legittimit ed amministrativa, sono considerati non indennizzabili poich non espropriativi in quanto coessenziali ab origine alla obiettiva ed intrinseca natura dei beni cui ineriscono. Daltronde, sembra del tutto inverosimile che nuovi impianti sportivi o nuovi impianti multifunzionali non possano essere localizzati in aree libere dai suddetti vincoli: a meno di non ritenere che la redditivit dellintervento 118

e della gestione economico-finanziaria e ogni altro insediamento edilizio ritenuto necessario ed inscindibile ai fini del complessivo equilibrio economico e finanziario della costruzione del complesso multifunzionale, di cui parla il testo di disegno di legge in oggetto, siano, in realt, da considerare criteri nettamente prevalenti su quelli di sicurezza e sulle valutazioni di ordine sociale, ambientale, infrastrutturale, degli impatti paesaggistici, di cui, pure, parla lo stesso disegno di legge.

Dunque, sarebbe necessario, a scanso di ogni equivoco, dubbio ed onde prevenire possibili - probabili? questioni di legittimit, che dal suddetto testo di disegno di legge venisse, quanto meno, espunta quella parte dellart. 3, comma 3, che prevede lapplicazione allaccordo di programma della disciplina prevista dagli artt. da 14 a 14 quinquies della legge 7 agosto 1990, n. 241 e successive modificazioni. N, peraltro, ci si potrebbe poi dolere della non tenuta della norma in sede di verifica della sua legittimit costituzionale, se, nella fase di elaborazione ed approvazione della norma medesima, si fossero imprudentemente ed incautamente sottovalutati aspetti e profili di incostituzionalit che la norma stessa avesse potuto presentare. Si aggiunga che, quasi in una sorta di schizofrenia legislativa, nel mentre si vorrebbe dare vita ad una normativa che (chiss poi perch solo per la costruzione di nuovi impianti sportivi), consentirebbe o vorrebbe consentire di localizzare questi ultimi anche in aree sottoposte a vincoli ambientali comportanti linedificabilit, nello stesso tempo, sta per essere recepita nel nostro ordinamento una direttiva comunitaria (n. 2008/99) che rende penalmente rilevanti e sanziona le infrazioni alla tutela dellambiente, rendendo amministrativamente responsabili di tali reati, ai sensi del D. Lgs n. 231/2001 e successive modificazioni, anche le persone giuridiche i cui esponenti apicali (amministratori, dirigenti e collaboratori e dipendenti di tali esponenti) abbiano commesso i reati in discorso. Reati tra i quali specificamente rientrano le azioni che provochino il significativo deterioramento di ambienti protetti; deterioramento che certamente si avrebbe, qualora si costruisse in aree sottoposte a vincoli ambientali comportanti inedificabilit. 119

Circa, poi, lopinione secondo cui la realizzazione di nuovi stadi sarebbe possibile solo mediante una nuova legge, si tratta di una opinione assolutamente infondata perch smentita dai fatti, anche volendo tralasciare, per amore di discussione, le pur assorbenti considerazioni di natura tecnico-giuridica fin qui esposte. notorio, in effetti, che la Juventus ha realizzato e sta per completare la costruzione e lagibilit di un nuovo stadio con le caratteristiche di polifunzionalit previste dal disegno di legge in discussione, senza, pertanto, aver avuto affatto bisogno di una nuova normativa ad hoc. Non si comprende, quindi, francamente perch ci che stato possibile a Torino non possa esserlo in altre citt dItalia. Relativamente, poi, ad asseriti e paventati intralci e ritardi che potrebbero essere frapposti dalle amministrazioni locali, appena il caso di ribadire che la normativa vigente (decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, Testo Unico delle leggi sullordinamento degli enti locali) gi consente la semplificazione e la velocizzazione delliter approvativo di opere, come quelle in questione, di competenza di Regioni, Provincie e Comuni, mediante la procedura dellAccordo di programma. Il disegno di legge in oggetto non pu, dunque, almeno legittimamente, essere utilizzato per dissimulare la realizzazione surrettizia di colossali speculazioni edilizie: speculazioni che nulla hanno a che vedere con preminenti interessi nazionali o di pubblica utilit, bens molto a che vedere con preminenti e, peraltro, palesi e ben individuati interessi ed utilit individuali private, oltretutto in spregio della tutela dellambiente e di un corretto e trasparente governo del territorio. A questo proposito non inutile ricordare quanto si verificato, in sede giudiziaria, con riferimento ad impianti sportivi e relativi accessori realizzati in occasione dei Campionati Mondiali di nuoto. Nuovi stadi polifunzionali ben possono essere realizzati nel rispetto delle normative vigenti in materia ambientale e urbanistica, cos come testimoniato da ci che stanno facendo societ come la Juventus ed ha in corso il Cagliari. Non si vede, pertanto, per quale motivo, anche se lo si pu facilmente intuire, ad altre societ dovrebbero essere consentite, con una ingiusta ed ingiustificata disparit di trattamento, condizioni e possibilit di particolare 120

favore, delle quali altre societ hanno, invece, dimostrato e stanno dimostrando che non v nessuna, almeno legittima e lecita, necessit. Che, daltronde, siano state e siano tuttora messe in atto pesanti ingerenze e pressioni per piegare il disegno di legge al perseguimento di interessi molto individuali e molto particolari testimoniato dalle parole del Presidente della FIGC, Giancarlo Abete, pronunciate in occasione della presentazione, avvenuta il 25 maggio 2011, del Report Calcio 2011: (<) Bisogna far prevalere interessi generali, non sempre le norme danno risposta a tutte le aspettative ed a tutte le esigenze degli attuali operatori. Bisogna privilegiare la dimensione progettuale alla logica del componimento di interessi specifici altrimenti non si riesce ad andare avanti. Chi tutela interessi particolari non pu avocare a se interessi generali. I presidenti di societ fanno richieste legittime, sbaglia per chi d loro seguito, la legge deve avere come riferimento non i soggetti attuali ma tutti i potenziali soggetti anche quelli di Serie B e Lega Pro. Serve una sintesi tra pluralit di interessi, non si pu tagliare labito su misura a ciascuno.

Coloro che sono preoccupati da unapplicazione speculativa della legge rilevano che il soggetto promotore potrebbe affermare che per sostenere gli oneri dellinvestimento sullimpianto posizionato in una determinata area sia necessario ottenere spazi a destinazione residenziale, direzionale, turistico/ricettiva o commerciale in unaltra zona della citt; che magari non ha alcuna prossimit con limpianto, ma i cui ritorni consentono di ammortizzare il costo della costruzione o ristrutturazione dellimpianto sportivo. Osservando, ad esempio, quanto avvenuto a Genova, il Sindaco Marta Vincenzi (per supportare gli oneri economici e finanziari del progetto Colisa) era stata sollecitata a dare la propria disponibilit nellidentificare e rendere disponibili aree non collegate allimpianto sulle quali il promotore del progetto avrebbe potuto effettuare altri investimenti. Nel caso della Colisa si era parlato di 100 mila metri quadrati destinati ad attivit produttive198. La proposta per il nuovo Piano Urbanistico Comunale realizzata da Urban Lab lo scorso dicembre 2010, sembra prevedere che larea oggi occupata dal Luigi Ferraris possa essere oggetto di 121

riqualificazione per consentire il recupero degli investimenti per la costruzione dello stadio di Sestri, dove si conferma non possibile realizzare un centro commerciale. Anche la previsione dellart. 6, 5 comma lascia perplessi, poich prevede che le opere di ristrutturazione degli stadi e di trasformazione in complessi multifunzionali, purch conformi alle destinazioni duso previste ai sensi del comma 4 ed iniziate entro il termine di cinque anni dalla data di entrata in vigore della presente legge, possono essere realizzate in base a denuncia di inizio attivit ai sensi dellarticolo 23 del testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia edilizia, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 6 giugno 2001, n. 380, e successive modificazioni. La denuncia di inizio attivit cui si fa riferimento la stessa DIA di norma utilizzata per la realizzazione di opere interne alle abitazioni (o agli uffici) e per interventi definiti dalla pianificazione urbana vigente. Ci che preoccupa, sempre secondo Legambiente, che in questo caso si userebbe per ristrutturare stadi di 40-50 mila posti a sedere, costruire case e uffici. Con lautocertificazione del progettista. E la sicurezza? Quale paese civile, tanto pi con caratteristiche di forte dissesto idrogeologico, potrebbe autorizzare una simile norma che mette seriamente a rischio lincolumit di cittadini? 199

La Proposta di Legge, come attualmente formulata, sembrerebbe applicabile a tutti i progetti presentati a Genova (Sestri, Colisa, Ferraris) e non introduce una discriminante che possa privilegiare la scelta di uno fra questi. Suggerisce, invece, un modus operandi che potrebbe facilitare lipotesi di recupero del Luigi Ferraris se gli eventuali promotori non ritenessero di avere la possibilit di procedere allacquisto a titolo definitivo dellimpianto. Stabilisce che, in alternativa alla vendita (per la quale prevista una perizia dellAgenzia delle Entrate per la determinazione del valore di trasferimento), i Comuni possono cedere anche i soli diritti di superficie, purch per un periodo non inferiore ai 50 anni. Inoltre, ed anche questo interessante, oggetto della cessione possono essere anche le aree e le strutture funzionali al complesso principale, anche se costituite da fabbricati autonomi. Occorrer seguire i lavori della Camera 200, anche per verificare gli esiti del coordinamento del testo approvato dal Senato con un altro documento in discussione (Atto Camera n. 1881). Aldil di questioni di minore portata, 122

questultimo Progetto di Legge conteneva infatti, allart. 8, delle disposizioni volte allassegnazione di agevolazioni fiscali e tributarie relative alle superfici degli impianti sportivi, non previste dal Senato, ma che potrebbero essere reintrodotte dalla VII Commissione. Il 1 comma dellarticolo prevede la facolt per i comuni di disporre esenzioni fiscali per un periodo fissato in 10 anni in materia di: Imposta Comunale sugli Immobili (ICI); Tassa per lo Smaltimento dei Rifiuti Solidi Urbani (TARSU); Oneri di urbanizzazione e di costo di costruzione relativamente alle superfici degli impianti sportivi nuovi e di quelli ristrutturati. Per avere unidea di massima sullimpatto di tali norme sulle ipotesi di lavoro discusse a Genova, possibile ipotizzare che il Comune debba rinunciare a circa 2,5 milioni di Euro per gli oneri di urbanizzazione 201 e circa 500 mila euro allanno fra ICI e TARSU, per un totale di altri 5 milioni. Complessivamente, quindi, i soggetti promotori potrebbero avere un beneficio complessivo di circa 7,5 milioni di Euro dallapprovazione di questo articolo. Il 2 comma, invece, introduce unagevolazione fiscale sotto forma di detrazione fiscale ai fini IRES202 a favore delle societ utilizzatrici di spazi o servizi particolari funzionali allattivit espletata dagli impianti sportivi, relativamente ai costi sostenuti. In pratica le societ che si trovassero in questa situazione (negozi, strutture ricettive, ecc.) oltre a poter regolarmente dedurre i costi dal loro imponibile fiscale, avrebbero un bonus addizionale rappresentato dal diritto di detrarre le stesse spese (gi dedotte) dal pagamento delle imposte. Larticolo peraltro molto vago, quindi risulta difficile comprenderne la reale portata. Occorrer poi verificare linterpretazione che ne sar data dallAgenzia delle Entrate.

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CAPITOLO 3 IL QUADRO NORMATIVO DI RIFERIMENTO: NORME NAZIONALI E UEFA


(in collaborazione con lArch. Roberto Burlando Studio Burlando Architettura) Durante il dibattito sullo stadio, in particolare nel corso del 2009, sono stati fatti pi volte riferimenti espliciti alle normative che disciplinano gli impianti sportivi. Spesso la situazione del Luigi Ferraris stata descritta sommariamente, talune volte dando addirittura indicazioni non corrispondenti al vero. La frase il Ferraris non a norma, non accompagnata dallindicazione della normativa cui si stava facendo riferimento (nazionale, UEFA, Euro 2016) ha rappresentato unimmagine dello Stadio non sempre corrispondente alla realt. L'ordinamento sportivo una delle materie cosiddette a legislazione concorrente, nel senso che la potest legislativa in capo alle Regioni, fatta salva la riserva a favore dello Stato per la determinazione dei principi fondamentali. Il ruolo delle Regioni e degli Enti Locali in relazione agli impianti sportivi particolarmente importante, poich le infrastrutture sportive costituiscono lo strumento principale attraverso il quale la Pubblica Amministrazione Locale pu concretamente svolgere la loro funzione di promozione delle attivit sportive e ricreative. compito invece della Commissione impianti sportivi del CONI esprimere un parere di tipo tecnico inerente la funzionalit sportiva sui progetti ristrutturazione o costruzione degli impianti sportivi. LIstituto per il Credito Sportivo , infine, lEnte deputato a valutare e finanziare i progetti di costruzione o ristrutturazione degli impianti sportivi.

Per provare a inquadrare le normative di riferimento si cercher di sintetizzare i requisiti delle numerose normative applicabili in tabelle segnalando, per ciascuna di queste, lo stato dellarte del Luigi Ferraris.

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Per facilitare limmediata comprensione delle tabelle verranno utilizzati i seguenti pittogrammi (gli smile):

lo stadio rispetta il requisito normativo previsto; lo stadio non rispetta il requisito normativo previsto, ma le modifiche necessarie possono essere oggetto di deroghe facilmente ottenibili o possono essere risolte con interventi non significativi; lo stadio non rispetta il requisito normativo previsto e le modifiche necessarie, pur oggetto di deroghe, dovranno essere risolte con interventi che potrebbero essere anche di natura strutturale;

LA NORMATIVA NAZIONALE SUGLI IMPIANTI SPORTIVI Le principali disposizioni normative relative alla costruzione e alla messa in uso degli impianti sono contenute nel Decreto Ministeriale 18 marzo 1996 (Norme di sicurezza per la costruzione e l'esercizio degli impianti sportivi), modificato e integrato dal Decreto Ministeriale 6 giugno 2005. Oltre a definire le modalit procedurali necessarie per la costruzione o ristrutturazione di impianti sportivi, il Decreto fornisce le disposizioni relative allubicazione dell'impianto o del complesso sportivo, al rispetto delle misure di prevenzione degli incendi, nonch ai vari requisiti che devono essere rispettati relativamente alla sicurezza (sistemazione degli spettatori, separazione fra zona spettatori e zona attivit sportiva, vie di uscita, aree di sicurezza e varchi, distribuzione interna dei percorsi di smistamento, servizi di supporto della zona spettatori). Largomento della sicurezza quello che, pi di altri, stato oggetto di integrazioni negli ultimi anni ed ha indotto notevoli investimenti: oltre alla creazione di aree per il Gruppo Operativo di Sicurezza (GOS) e la presenza degli steward, nel caso del calcio i varchi di ingresso, numerati, devono essere dotati di metal detector ed apparecchiature elettroniche in grado di verificare la regolarit del titolo di accesso. anche necessario un sistema CCTV (telecamere a circuito chiuso che consentano la registrazione televisiva delle aree riservate al pubblico sia all'interno dell'impianto, sia nelle sue immediate vicinanze) e strumenti di separazione che impediscano 126

che i sostenitori delle due squadre vengano in contatto tra loro o possano invadere il campo. La normativa si applica agli impianti sportivi di nuova costruzione e a quelli esistenti (salvo nei casi di interventi di manutenzione ordinari) che devono anche rispettare i regolamenti del CONI e quelli delle Federazioni sportive nazionali ed internazionali. Il Luigi Ferraris pu essere considerato a norma di legge per quanto riguarda la legislazione nazionale, considerato che i problemi esistenti sono minori (numero ed adeguatezza dei servizi igienici, limitati problemi di visibilit in alcune aree), non ostativi per la fruizione dellimpianto da parte del pubblico e comunque facilmente superabili. Il Decreto fa riferimento, in pi di unoccasione, a regolamenti emanati dal Comitato Olimpico Nazionale Italiano (CONI), dalla Federazione Nazionale competente (nel caso del calcio, la Lega Nazionale Professionisti, oggi Lega Serie A) e dalla Federazione Internazionale (in questo caso lUEFA). Lentrata a regime della Tessera del Tifoso203, obbligatoria a partire dalla stagione calcistica 2010/2011, ha delle ricadute anche sugli impianti sportivi nei quali sono ospitate le partite di calcio. La disposizione, reiterata attraverso unulteriore Direttiva del 6 agosto 2010204, prevede infatti che gli stadi siano dotati di corsie per laccesso allimpianto dedicate ai possessori della Tessera del Tifoso e che, sugli altri ingressi, i controlli siano improntati al massimo rigore anche aumentando la dotazione di steward in servizio. Il punto importante per che la mancata attuazione delle misure sopra descritte dovr essere considerata alla stregua di carenze strutturali degli impianti, idonee a determinare limitazioni alla loro fruibilit, sino alla chiusura agli spettatori nei casi ritenuti pi gravi. Esistono peraltro numerose perplessit sullesecutivit di queste disposizioni, considerando che si tratta di una semplice Direttiva che, per sua natura, efficace e vincolante solo allinterno del Ministero che lha emanata.

IL REGOLAMENTO CONI PER L'IMPIANTISTICA SPORTIVA Nel giugno 2008, il CONI ha approvato le norme per l'impiantistica 127

sportiva ed il Regolamento per lemissione dei pareri sugli interventi relativi all'impiantistica sportiva. Tali norme individuano i livelli minimi qualitativi e quantitativi da rispettare nella realizzazione di nuovi impianti sportivi (o nella ristrutturazione di quelli esistenti), al fine di garantire idonei livelli di funzionalit, igiene e sicurezza; le stesse si pongono altres quale metro di riferimento per la verifica della qualit degli impianti sportivi realizzati. Ricadono nel campo di applicazione tutti gli impianti sportivi, cio i luoghi opportunamente conformati ed attrezzati per la pratica di discipline sportive, regolamentate dalle federazioni sportive nazionali e dalle discipline sportive associate. Il Regolamento, destinato agli impianti sportivi in senso lato, oltre a fare riferimento alla normativa nazionale spesso ha delle prescrizioni di tipo residuale, che cio si applicano solo in assenza di indicazioni della federazione competente per lo sport praticato nellimpianto. Il documento suddiviso in tre parti: una generale (art. 1-9), una specifica che contiene prescrizioni a seconda delle varie tipologie di sport (art. 10-12) ed una terza parte, non di nostro interesse, relativa agli impianti complementari (per il fitness, piste ciclabili, ecc.). Anche per quanto attiene le disposizione emanate dal CONI il Luigi Ferraris pu essere considerato a norma di legge, considerato che lunico problema identificato rappresentato dalladeguatezza degli ascensori. Dal punto di vista tecnico, il CONI ha acquisito le specifiche dettate a livello internazionale, accogliendo le norme dell'Ente Nazionale Italiano di Unificazione (UNI) relative alla infrastrutturazione degli impianti sportivi205.

IL REGOLAMENTO DEGLI STADI DELLA LEGA NAZIONALE PROFESSIONISTI La versione del Regolamento degli Stadi della Lega Nazionale Professionisti in vigore stata deliberata dallAssemblea Generale del 3 luglio 2007 e resa nota con il Comunicato Ufficiale n. 1 del 4 luglio 2007206. In quella sede sono state apportate alcune piccole modifiche allart. A1 (Dimensioni e segnature) e G (Capienza) rispetto al previgente testo, approvato dal 128

Consiglio di Lega del 7 novembre 2006, facente parte del Comunicato Ufficiale n. 109 del 9 novembre 2006207. La normativa contiene lindicazione dei requisiti necessari a garantire gli standard ottimali di utilizzabilit e sicurezza degli stadi (<) traendo elementi significativi dalla normativa UEFA adottata dalla FIGC . Il Luigi Ferraris sostanzialmente a norma per quanto riguarda la normativa FIGC. A parte alcuni aspetti (distanze dalla linea laterale e dalle porte) che sono propri della tipologia di impianto cosiddettoallinglese, le problematiche riguardano infatti essenzialmente gli aspetti non direttamente legati allo svolgimento della partita ma, piuttosto, alle necessit dei mass media. Sono, comunque, temi che possono essere risolti mediante degli adeguamenti, in parte gi realizzati nellestate del 2010. Il Regolamento emanato dalla Lega Nazionale Professionisti prevede anche ladozione di un Piano di Sicurezza dello Stadio ai sensi del Decreto Ministeriale 18 marzo 1996 (e successive integrazioni e modifiche) e inoltre, per le societ di calcio, lobbligo di: stipulare una convenzione scritta con il proprietario dellimpianto corredata dagli allegati tecnici; stipulare unassicurazione a copertura della responsabilit civile; nominare un dirigente Delegato allo Stadio, che la rappresenti nei confronti del proprietario, dei responsabili dellOrdine Pubblico, della Commissione Provinciale di Vigilanza e della Lega; nominare un dirigente Delegato alla Sicurezza.

NORMATIVA UEFA Al momento della discussione sullo stadio, la normativa UEFA che riguardava gli stadi era contenuta nel documento UEFA Stadium Infrastructure Regulations208 entrato in vigore a partire dal 1 gennaio 2007, che definisce i criteri infrastrutturali che devono essere rispettati da uno stadio per essere classificato come Categoria UEFA 1, 2, 3 oppure Elite, rimandando alle regole delle singole competizioni UEFA: la determinazione della categoria di stadio necessaria per il singolo evento (o gruppo di eventi); la definizione delle responsabilit di controllo in merito al rispetto dei criteri; 129

le eventuali deroghe che possono essere rilasciate in merito alla mancanza di uno o pi requisiti infrastrutturale per assegnare una categoria ad uno stadio. Tale documento stato oggetto di aggiornamento a seguito delladozione dellEdizione 2010 (approvata il 24 marzo 2010 dal Comitato Esecutivo UEFA ed entrata in vigore il 1 maggio 2010). Il nuovo testo stato strutturato in maniera differente da quelli precedenti. Pur mantenendo la distinzione degli stadi in quattro categorie (con la sola categoria Elite ha ripreso la vecchia denominazione di categoria 4), adesso il documento diviso in una sezione generale (General Provisions), una sezione di criteri strutturali applicabili a tutti gli stadi (Structural criteria applicable to all categories), e quattro sezioni che disciplinano in maniera specifica le caratteristiche di ogni singola categoria di stadi. Rispetto alla versione precedente, in vigore fino allo scorso mese di aprile 2010 (quindi, anche la momento della discussione sullo stadio del secondo semestre 2009), sono state apportate una serie di modifiche, quasi tutte volte a semplificare talune previsioni forse considerate esuberanti o superflue. verosimile che tali prescrizioni siano state cos adattate per lalto numero di richieste di deroghe delle squadre che abitualmente partecipano alle competizioni europee.

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Normativa nazionale sullimpiantistica sportiva


Articolo
Art. 2 Definizioni Art. 3 Norme di procedura Art. 4 - Ubicazione dellimpianto Art. 5 - Area di servizio annessa allimpianto Art. 6 Spazi riservati agli spettatori e allattivit sportiva

Normativa
Contiene le definizioni usate nel Decreto Contiene le norme di procedura per la costruzione o la modifica degli impianti sportivi Prevede che limpianto si ubicato in aree che consentano lavvicinamento o la manovra di mezzi di soccorso e dotato di una zona esterna che garantisca un rapido sfollamento, senza che parcheggi e mezzi pubblici possano costituire un ostacolo. Gli impianti con capienza superiore a 2.000 spettatori devono avere unarea di servizio costituita da spazi scoperti delimitati in modo da risultare liberi da ostacoli al deflusso, con una superficie tale da garantire 2 persone per metro quadrato e a distanza di almeno 6 metri dallimpianto. I varchi di accesso a queste aree devono essere sgombri da ostacoli Spazio spettatori I posti a sedere devono essere individuati e numerati e rispondere alle norme UNI 9931 e 9939 (disciplina il tipo di seggiolini e le modalit di ancoraggio), la visibilit deve essere conforme alla norma UNI 9217 (deve essere possibile vedere il limite pi vicino del campo da gioco stando seduti) Spazio di attivit sportiva Deve essere collegato agli spogliatoi ed allesterno con percorsi separati da quelli del pubblico. Deve essere delimitato da quello degli spettatori con recinzioni a norma UNI 10121, con almeno due varchi Introdotto con Decreto del 2005. La zona dedicata allattivit sportiva e la zona spettatori dovranno essere separate. necessario prevedere un parapetto di altezza minima 1,10 metri, un fossato di almeno 2,5 metri di larghezza e di profondit, protetto da parapetti di almeno 1,10 metri di altezza con la realizzazione di un dislivello di altezza pari ad 1 metro fra il piano di calpestio degli spettatori ed il campo da gioco. Almeno uno dei parapetti deve avere unaltezza di 2,20 metri con separatori idonei a consentire la visione del campo da calcio. Larea di gioco pu essere presidiata anche da steward, con un minimo di 30 unit ed una proporzione di 20 unit ogni 10.000 spettatori. Modificato con il Decreto del 2005. Limpianto, se di capienza superiore ai 10.000 spettatori, deve essere suddiviso in settori della capienza massima di 10.000 spettatori ciascuno. Uno di questi dovr essere dedicato ai tifosi ospiti (con ingressi, vie di uscita ed aree di parcheggio indipendenti e separati). La divisione deve essere conforme alle normative CONI e delle Federazioni. I settori devo essere dotati di sistemi di separazione permanente, sia per evitare il contatto fra opposte tifoserie, sia per permettere la suddivisione in sub-settori. Per questo secondo scopo le separazioni possono essere mobili e andranno create zone temporaneamente sottoposte a divieto di stazionamento occupate dagli steward. Ogni settore deve avere almeno due uscite, con servizi e sistemi di vie duscita indipendenti ed identificabili. Disciplina le caratteristiche delle vie di uscita. Ogni settore deve avere almeno due uscite, ciascuna di larghezza non inferiore a 1,20 metri per ogni 500 persone. Devono essere previsti spazi di calma per i portatori di handicap su sedia a rotelle. Anche per larea dedicata agli atleti valgono le stesse condizioni. Introdotto ex novo nel 2005. Oltre alle aree previste allart. 8, sono state introdotte delle nuove aree di sicurezza, il cui accesso consentito solo ai titolari del biglietto: (i) Area di massima sicurezza, che comprende impianto sportivo ed area di servizio annessa (varchi accesso) che deve essere delimitata da elementi di separazione; (ii) Area riservata realizzata nellambito dellarea di servizio esterna e recintata, allinterno della quale riservato laccesso ai soli aventi diritto. Anche questultima deve essere suddivisa in settori, dei quali almeno uno riservato ai tifosi ospiti. I varchi di ingresso, posizionati lungo larea di massima sicurezza, devono essere almeno uno ogni 750 spettatori, in modo da garantire lafflusso degli spettatori entro un termine massimo di unora e mezza (inclusi i controlli di sicurezza). Tali varchi devono avere del preselettori di incanalamento e tornelli a tutta altezza che consentano laccesso ad una sola persona per volta. I varchi di ingresso devono essere separati dal sistema delle vie di uscita. Le biglietterie, se esistenti, devono essere ubicate al di fuori dellarea riservata. Il sistema di afflusso deve essere approvato dal Questore della Provincia in cui ubicato limpianto. Disciplina i percorsi di smistamento, dimensioni e alzata dei gradini, caratteristiche delle rampe. I gradoni per i posti a sedere devono avere una pedana non inferiore o 0,60 metri. Disciplina le caratteristiche dei servizi igienici, prevedendo per gli uomini un gabinetto e due orinatoi ogni 500 uomini e due gabinetti ogni 500 donne, sulla base di un rapporto di due uomini ogni donna per gli stadi. Negli impianti con oltre 10.000 spettatori, prevede un posto di pronto soccorso ogni 10.000 persone e comunque per ogni settore, con presidio medico ed ambulanza. Le previsioni relative ai presidi di pronto soccorso possono essere integrati da un piano generale dei servizi medici e sanitari, anche relativamente alla singola manifestazione. Rimanda alla normativa CONI e della Federazione Nazionale Disciplina luso dellimpianto per manifestazioni occasionali a carattere non sportivo

Ferraris


Problemi di visibilit in alcune aree

Art. 6 bis Sistemi di separazione tra zona spettatori e zona attivit sportiva

Art. 7 - Settori

Art. 8 Sistema di vie di uscita

Art. 8bis Aree di sicurezza e varchi

Art. 9 Distribuzione interna Art. 10 Servizi di supporto della zona spettatori


Numero e adeguatezza dei servizi igienici Non applicabile

Art. 11 Spogliatoi Art. 12 Manifestazioni occasionali Art. 13 Coperture pressostatiche Art. 14 - Piscine Art. 15 Strutture, finiture, arredi

Non applicabile

Non di interesse

Dimensionamento strutturale degli impianti, resistenza al fuoco degli elementi strutturali (muri, protezioni, arredi, pavimentazioni)

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Articolo
Art. 16 - Depositi Art. 17 Impianti tecnici Art. 18 Dispositivi di controllo degli spettatori Art. 19 Gestione della sicurezza antincendio Art. 19bis Gestione della sicurezza antincendio di complessi sportivi multifunzionali Art. 19ter Gestione dellordine e della sicurezza pubblica allinterno degli impianti dove si disputano incontri di calcio Art. 19quater Gestione dellimpianto sportivo Art. 20 Complessi e impianti con capienza non superiore a 100 spettatori o privi di spettatori Art. 21 Norme transitorie Art. 22 - Deroghe Art. 23 Commercializzazione CEE

Normativa
Disciplina i depositi materiale combustibile Disciplina i cosiddetti impianti tecnologici (elettrici, di riscaldamento, di condizionamento, di allarme, antincendio) Modificato con il Decreto del 2005. Gli impianti con capienza superiore a 10.000 spettatori devono essere dotati di impianto televisivo a circuito chiuso, le cui immagini devono confluire in un locale dedicato che consenta di avere una visione complessiva, totale e diretta della zona di attivit sportiva e della zona spettatori. Modificato con il Decreto del 2005. Riprende e specifica la normativa antincendio e gli adempimenti cui sono tenuti il proprietario dellimpianto e la societ utilizzatrice, che dovranno elaborare uno specifico Piano di sicurezza. Per gli impianti con capienza superiore ai 10.000 spettatori deve essere dedicato un locale a un Centro per la gestione della sicurezza. Introdotto con Decreto del 2005. Aggiunge ulteriori adempimenti specifici Introdotto con Decreto del 2005. Per gli impianti con capienza superiore ai 10.000 spettatori istituito il Gruppo Operativo Sicurezza (GOS), su base permanente, che unisce i rappresentati di tutti i soggetti che operano sul tema della sicurezza e che ha il compito di verificare ladeguatezza delle misure organizzative e del piano di sicurezza. Il GOS dovr avere a disposizione un adeguato locale per ospitare il Centro per la gestione della sicurezza, un ambiente da destinare a posto di Polizia per eventuali adempimenti di polizia giudiziaria, spazi idonei ad informare il pubblico.

Ferraris

Introdotto con Decreto del 2005. Precisa ulteriori adempimenti a carico delle societ utilizzatrici, in merito ad accoglienza degli spettatori, piano di informazione, presenza degli steward.

Non di interesse

Non applicabile

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Regolamento CONI
Articolo
Art. 1 Scopo e campo di validit Art. 2 Termini di riferimento Art. 3 Struttura degli impianti sportivi Art. 4 Dotazioni Art. 5 Fruibilit da parte degli utenti Introduzione Definizioni dei termini usati Definisce le parti funzionali degli impianti (spazi per lattivit sportiva, per i servizi di supporto, impianti tecnici, spazi per il pubblico, spazi aggiuntivi). Suggerisce la presenza di attivit commerciali per ragioni gestionali Contengono dichiarazioni generiche sullopportunit di avere spazi per servizi correlati allattivit sportiva, che favoriscano la fruibilit dellimpianto anche ai diversamente abili (DA)

Normativa

Ferraris

Problematiche minori relative agli ascensori

Art. 6 Caratteristiche delle aree

Larticolo fa riferimenti alla normativa nazionale, fornendo alcune precisazioni e maggiori specifiche sullimpianto. Localizzazione: inserito nel contesto ambientale ed integrato con le infrastrutture di servizi esistenti nel territorio coerentemente col tipo di attivit svolta. Recinzione esterna: indipendentemente dagli obblighi di legge, suggerita una recinzione dellarea con strutture di altezza non inferiore a 2,5 metri Aree di sosta: tenendo conto della modalit di utilizzo e delle abitudini locali, andr condotto uno studio per valutare leffettiva necessit di parcheggi ed aree di sosta, residuali rispetto allutenza che raggiunge limpianto a piedi o con mezzi pubblici. Le arre di sosta andranno suddivise per categoria di destinatari (tifosi locali, tifosi ospiti, atleti, personale addetto allimpianto, mezzi di soccorso e di intervento, media). Vengono date indicazioni della metratura ideale (motocicli 3mq/utente, auto 20mq/3utenti, pullman 50mq/60 utenti). Per gli impianti destinati alle manifestazioni sportive possono essere utilizzate anche aree esterne all'impianto sportivo ed aree della pubblica viabilit, purch effettivamente destinabili a tale funzione ed utilizzabili durante le manifestazioni stesse. Art. 7 Spazi per Devono essere di agevole utilizzo e garantire lo svolgimento della pratica sportiva in condizioni di attivit sportive sicurezza. Dovranno avere un orientamento come da prescrizioni della federazione di riferimento o, in assenza, lorientamento preferibile per l'asse principale di svolgimento dell'attivit sportiva nella direzione Nord-Sud, con una tolleranza di 15 verso Est o Ovest . Gli spazi per lattivit sportiva, salvo indicazioni diverse della federazione di riferimento, devono avere una fascia di rispetto minima di 1,5 metri. Le aree sportive devono essere protette con recinzioni in modo da risultare inaccessibili agli spettatori. Vengono poi date indicazioni per pavimentazione, altezze, illuminazione naturale/artificiale/di sicurezza, ventilazione, regolazione dellumidit, dotazioni di attrezzature, manutenzione, affollamento degli spazi. Art. 8 Servizi di Introduce caratteristiche specifiche dei locali destinati ai servizi di supporto (che, oltre al rispetto supporto per lattivit delle normative edilizie locali, devono comunque avere altezza media non inferiore a 2,70 metri e sportiva mai inferiore a 2,20 metri), degli spogliatori per atleti, giudici, arbitri, dei locali ad uso medico (primo soccorso, antidoping, per visite mediche). Descrive i locali di servizio agli spogliatoi (servizi igienici, docce, ecc.) Art. 9 Spazi per il Riprende le normative inerenti le caratteristiche degli spazi destinati al pubblico, per quanto pubblico attiene alla visibilit, le limitazioni di accesso allarea sportiva, la presenza di spazi dedicati ai DA, la presenza di spazi di servizio (es. servizi igienici) adeguati al tipo di utilizzo dellimpianto e secondo le norme della federazione competente. Art. 10 Impianti al chiuso e piscine Art. 11 - Impianti sportivi di esercizio Art. 12 Regolamenti Regolamenti tecnici e le procedure di omologazione sono stabiliti autonomamente dalle FSN e tecnici e procedure di DSA in relazione alle caratteristiche delle discipline sportive di competenza ed al livello di attivit omologazione della praticato e sono approvati dagli organi ufficiali delle FSN e DSA stesse. Per omologazione di un FSN (Federazioni impianto sportivo si intende lattestazione di idoneit allo svolgimento delle competizioni e Sportive Nazionali) e all'omologazione dei risultati di un determinato livello e/o all'esercizio della pratica sportiva, DSA (Discipline riferita ad un impianto sportivo realizzato, completo e potenzialmente funzionante. Latto di Sportive Associate) omologazione atto ufficiale emesso dalle FSN e DSA, anche se per le procedure di verifica tecnica le FSN e DSA possono delegare altri soggetti. Nellatto di omologazione deve essere indicata la durata di validit, al termine della quale limpianto dovr ottenere una nuova omologazione. compito di ogni FSN e DSA emanare, per ogni disciplina sportiva, uno o pi regolamenti tecnici che per ogni livello di competizione (es. internazionale, nazionale, locale) e possibilmente per la relativa attivit di esercizio, definiscano in modo completo ed univoco le procedure di omologazione ed i requisiti, in particolare le caratteristiche funzionali, geometriche (anche per mezzo di disegni e grafici leggibili), tecniche degli impianti e delle attrezzature utilizzate, nonch i relativi requisiti di sicurezza e di compatibilit ambientale


Non applicabile

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Normativa Lega Nazionale Professionisti


Articolo
A. TERRENO DI GIOCO
A1. Dimensioni e segnature Il terreno deve essere un rettangolo di 105x68 metri; in casi di limitazioni strutturali non eliminabili ammessa la riduzione della larghezza fino a 65 metri. Il terreno deve essere di erba naturale o artificiale, adeguatamente tracciato. Lungo il perimetro deve essere prevista una fascia di sicurezza di 1,5 metri di larghezza, da estendersi a 2,5 metri lungo le linee laterali e a 3,5 metri dalle linee di porta. Specifiche tecniche sul tipo di erba artificiale, sulla planarit del campo, sul drenaggio del terreno, sulla rete fognaria. Prevista lobbligo di teloni di copertura. Nel caso di terreni in erba naturale obbligatoria la presenza di impianti di riscaldamento e di protezione per renderli praticabili anche nei mesi invernali. prevista la possibilit di deroghe da parte del Consiglio di Lega per le citt dove si possa ragionevolmente escludere il fabbisogno di sistemi di riscaldamento del terreno. Descrizione delle dimensioni e delle caratteristiche delle porte. Descrizione delle dimensioni e delle caratteristiche delle bandierine dangolo. Di larghezza minima 8 metri, devono essere ubicate ad almeno 2,5 metri dalla linea laterale ed avere caratteristiche tali da tenere conto di eventuali spettatori retrostanti.

Normativa

Ferraris


Spazio tecnico delle panchine

A2. Caratteristiche

B. DOTAZIONI
B1. Porte B2. Bandierine B3. Panchine

C. ATTREZZATURE
C1. Recinzione interna Il terreno di gioco deve essere protetto dal pubblico attraverso almeno uno dei seguenti sistemi: Separatori in elevazione: di altezza minima 1,10 metri a norma UNI 10121-2 con almeno due varchi di accesso al recinto di gioco (di emergenza) Fossati: profondi 2,50 metri, larghi 2,50 metri, protetti da parapetti di altezza non inferiore a 1,10 metri. Per ogni settore devono prevedere varchi di accesso (di emergenza) Dislivelli: con altezza di 1 metro e parte superiore protetta da parapetto di altezza pari a 1,10 metri Almeno uno dei tre sistemi deve essere munito di parapetti in grado di elevare la separazione fino a 2,2 metri, in materiale incombustibile, idoneo a consentire la visione della zona di attivit sportiva. Almeno uno dei varchi deve consentire laccesso diretto allarea di gioco dei mezzi di emergenza e per la manutenzione.


Distanza dalla linea laterale

C2. Passaggio carrabile allarea di gioco C3. Ingresso degli atleti sul terreno di gioco C4. Protezione area di rigore C5. Pubblicit

Il tunnel o il sottopassaggio, preferibilmente a centrocampo, deve essere separato dal pubblico e protetto dal lancio di oggetti. Se dotato di protezioni mobili, queste devono essere spostate in un tempo massimo di 30 secondi.

Le aree di rigore devono essere protette da reti contro il lancio di oggetti nei casi in cui la distanza del pubblico non sia tale da tutelare gli atleti. Le reti dovranno essere stese fino alle aree dangolo, con altezza non inferiore agli 8 metri. I tabelloni pubblicitari devono essere posizionati a non meno di 2,5 metri dalla linea laterale e 3,5 metri dalla linea di porta, senza intralciare i varchi di esodo. Devono avere unaltezza massima di 1,20 metri e non ostacolare la visibilit. Durante la presenza delle squadre sul terreno di gioco vietata la presenza di pubblicit reale o virtuale sul terreno e sulle attrezzature. Seguono alcune limitazioni su riproduzione di loghi od emblemi. Le postazioni dei fotografi devono essere ubicate dietro le porte, a non meno di 3,5 metri. Le postazioni di ripresa televisiva possono essere collocate sui quattro lati del terreno di gioco, nel rispetto del Regolamento per gli operatori e i giornalisti televisivi nelle aree di pertinenza tecnica emanato dalla Lega Nazionale Professionisti.

C6. Postazioni fotografi e telecamere

Distanza dalle porte

D. IMPIANTO DI ILLUMINAZIONE
D1. Impianto di illuminazione E1. Spogliatoi Disciplina le caratteristiche dellimpianto e prevede la presenza di un idoneo impianto di emergenza in caso di mancanza di corrente

E. SPAZI E SERVIZI DI SUPPORTO ALLATTIVITA SPORTIVA


Devono avere accesso indipendente e separato da quello del pubblico, ad una distanza se possibile inferiore ai 50 metri dal campo di gioco. Devono essere uno per squadra (minimo 30 mq esclusi servizi e zona massaggi) e due per gli ufficiali di gara (minimo 15 mq, esclusi servizi, dotati di presa telefonica). Le porte devono essere dotate di serrature di sicurezza. Devono avere un collegamento con parcheggi riservati alle squadre, isolati dal pubblico con recinzione di altezza non inferiore a 3 metri. Deve essere attivabile unuscita alternativa, comunque separata dal pubblico. Laltezza minima di 2,70 metri, con condizioni idonee di temperatura, umidit, illuminazione, ricambio daria e rumore.

134

Articolo
E2. Locali igienicosanitari E3. Locali antidoping e pronto soccorso

Normativa
Disciplina la quantit minima di servizi igienici ed alcune caratteristiche

Ferraris

Adeguare

F. Recinzione esterna G. Capienza

H. Posti per disabili

Il locale antidoping deve avere una superficie minima di 20 mq, ubicato in prossimit dello spogliatoio dellarbitro. Preferibilmente larea per il prelievo ematico deve essere separata da quella del prelievo antidoping ordinario. Il locale di pronto soccorso, anchesso di almeno 20 mq, deve essere in diretta comunicazione con la viabilit esterna dove sar presente unambulanza. La societ ospitante deve garantire due barelle di soccorso e due ambulanze presenti dal momento dellapertura dei cancelli e fino ad unora dopo la conclusione della gara. La recinzione esterna dello stadio deve essere in muratura od altro sistema non abbattibile ne scavalcabile. Deve avere unaltezza minima di 2,50 metri, lungo tutto il perimetro dello stadio, ai sensi della norma UNI 10121. Le parti perimetrali dello stadio possono essere considerate recinzioni esterne. La capienza minima di 20.000 posti per la Serie A e di 10.000 posti per la Serie B. Gli stadi possono avere esclusivamente posti a sedere numerati, con sedute a norma UNI 9931 e 9939. Una quota minima pari al 5% della capienza deve essere riservata ai tifosi ospiti. Ogni 10 anni deve essere presentato un certificato di idoneit statica. Devono essere 2 ogni 400 posti, con altrettanti posti per gli accompagnatori. I posti e le vie di accesso devono essere conformi alla normativa vigente, godere di accesso separato e diretto dallesterno, essere al coperto, dotati di servizi igienici adeguati e servizi di assistenza.


Problema di accesso con lascensore

I. Stampa, radio e telecronisti

L. Impianti tecnici

Postazioni in tribuna: almeno 100 posti a sedere in Serie A (50 per la Serie B) con presa telefonica, alloggiamento PC, predisposizione luce e posto video TV Sala Stampa: con superficie minima di 75 mq, senza visione del terreno di gioco Sala interviste e conferenza stampa: Deve consentire la presenza di almeno 12 intervistati contemporaneamente, su una superficie minima di 50 mq Cabine radio e televisione: Lo stadio deve avere almeno 5 cabine, di 4 mq cadauna, con visione completa e diretta del campo di gioco. Posizionamento telecamere: deve essere prevista una piattaforma nella tribuna centrale, in linea con il centrocampo e con visione ottimale del terreno di gioco. Viene raccomandata la presenza di due piattaforme pi piccole in linea con il limite dellarea di rigore e spazi adeguati per posizionare le telecamere allineate con il vertice esterno dellarea di rigore. Servizi igienici: previsti e dimensionati sulle presenze totali in tribuna. Segnalazioni acustiche: limpianto deve prevedere un sistema di amplificazione comandato da cabina di regia. Durante la partita possono essere trasmesse esclusivamente comunicazioni di servizio, di sicurezza ed inerenti cambiamento di risultato e sostituzioni di giocatori. Segnalazioni visive: viene consigliato luso di tabelloni o schermi che possano informare gli spettatori sullandamento della gara e con comunicazioni di pubblica utilit. Devono essere ubicati in zone visibili a tutti e non annullare posti a sedere o costituire rischio per lincolumit. Non consentita la trasmissione di immagini di fasi di gioco, se non per i monitor della stampa ed i canali a circuito chiuso. Impianto a circuito chiuso: obbligatorio in tutti gli impianti e deve consentire da un locale dedicato con vista panoramica su tutto lo stadio il riconoscimento del singolo spettatore in ogni zona dello stadio, sia allinterno dellimpianto che nelle sue immediate vicinanze.

Ammodernare

Ammodernare

135

UEFA Stadium Infrastructure Regulations


Sezione I: Disposizioni Generali Gli articoli di questa sezione ricordano, fra laltro, che le regole indicate nel documento sono la base per la verifica del rispetto dei requisiti strutturali di uno stadio per il quale viene inoltrata una richiesta di verifica dei requisiti per una classificazione UEFA. Lart. 1, e questa una novit, precisa che il rispetto delle regole UEFA non fa venir meno gli obblighi normativi specifici di ciascuna nazione. Sezione II: Criteri strutturali applicabili a tutte le Categorie Articolo Criterio
Art. 4 Terreno di gioco Il campo da calcio pu essere in erba naturale o sintetica; in questultimo caso deve essere conforme alla normativa FIFA. Lo stadio deve essere attrezzato in modo da garantire la possibilit di giocare durante tutta la stagione, ad esempio con sistemi di riscaldamento del campo. Nessun oggetto pu essere posizionato a meno di 21m sopra il campo di calcio. Anche nel caso di partite che non vengono trasmesse in televisione, previsto un sistema di illuminazione che garantisca un minimo di 350 Ev(lx). Richiesta lungo la linea laterale oppure superati i pannelli pubblicitari dietro le porte.

Ferraris

Sistema di riscaldamento (deroga)

Art. 5 Illuminazione Art. 6 Area di riscaldamento Art. 7 Porte e porte di ricambio Art. 8 Panchine


Adeguare o deroga

Disciplina le dimensioni delle porte e prevede la presenza di almeno una porta di ricambio.

Due panchine coperte al livello del campo di gioco, con spazio per 13 persone, posizionate ad almeno 5 metri dalla linea laterale.


Da adeguare o deroga

Art. 9 Porta bandiere Art. 10 Spogliatoi

Minimo 5 porta bandiere od altri supporti in grado di esporre 5 bandiere allo stadio. Uno spogliatoio per squadra, con almeno 25 posti a sedere e 5 docce, oltre a tavolo massaggi e lavagna tattica. Uno spogliatoio per gli arbitri, con una doccia, un wc e 5 posti a sedere. Laccesso agli spogliatoi deve essere diretto, non alla portata del pubblico e sicuro, cos come la possibilit di raggiungere e lasciare lo stadio. Deve essere previsto nelle vicinanze dello spogliatoio, attrezzato con tavolino, sedia, telefono e fax, con un servizio igienico a norma dedicato.


Ammodernare

Art.11 Locale per il delegato UEFA Art. 12 Infermeria per giocatori e arbitri Art. 13 Locale per controllo antidoping Art. 14 Parcheggi squadre e ufficiali di gara Art. 15 Seggiolini e servizi Art. 16 Tifosi ospiti Art. 17 Accessi riservati al pubblico Art. 18 Luci di emergenza Art. 19 Impianto diffusione sonora


Servizi di ristoro

Deve essere presente allinterno dello stadio

Secondo i requisiti dellAllegato II del documento.

Deve essere presente un parcheggio per almeno 2 autobus e 10 macchine, a disposizione di squadre ed ufficiali di gara. Larea deve essere vicina agli spogliatoi e messa in sicurezza.

I seggiolini devono essere fissi, separati fra loro, numerati, con uno schienale di altezza minima 30 cm dalla seduta. Servizi di ristoro devono essere presenti in tutti i settori dello stadio Deve esistere un settore separato dello stadio, riservato ai tifosi ospiti, con almeno il 5% dei posti disponibili. Le aree di accesso devono evitare congestioni. Tali aree, cos come quelle di circolazione e di uscita devono essere identificabili. Le porte di uscita non devono essere chiusi a chiave durante levento.


Migliorare vivibilit

Lo stadio deve essere equipaggiato da un sistema di luci di emergenza approvato dalle autorit locali. Deve essere presente e garantire sia linterno che lesterno dello stadio.

136

Articolo
Art. 20 Servizi igienici Art. 21 Pronto soccorso Art. 22 Servizi per disabili Art. 23 Posti VIP Art. 24 Aree di lavoro per i media Art. 25 Posizione delle telecamere Art. 26 Box Stampa Art. 27 Box commentatori Radio e TV Art. 28 OB Van Area

Criterio
In un rapporto 80:20 fra tifoseria maschile e femminile, lo stadio deve prevedere: 1 wc con seduta ogni 250 uomini e ogni 125 donne; 1 orinatoio ogni 125 uomini. In ogni settore deve essere presente un servizio di pronto soccorso approvato dallautorit locale, identificabile e facilmente accessibile. Lo stadio deve avere aree di accesso e sedute dedicate per il personale disabile e per gli accompagnatori. Le aree di ristorno devono essere in prossimit. previsto un WC dedicato ogni 15 disabili. Devono essere coperti, nella tribuna, centrali. Deve essere presente almeno una stanza con scrivanie, prese di corrente e connessioni telefoniche/internet.

Ferraris

Da adeguare


Adeguare i servizi

Ammodernare

Deve essere presente una supporto per la telecamera principale nellarea della tribuna, ad unaltezza tale da garantire lottima qualit delle riprese.


Adeguare

Deve essere coperto e posizionato centralmente nella tribuna, con una vista aperta sul campo da gioco. I posti a sedere devono essere dotati di prese di corrente e connessioni telefoniche/internet. Deve essere coperto e posizionato centralmente nella tribuna, con una vista aperta sul campo da gioco. I posti a sedere devono essere dotati di prese di corrente e connessioni telefoniche/internet. Deve essere posizionata il pi possibile vicino allo stadio, possibilmente dal lato della tribuna stampa. Deve consentire una vista aperta dellorizzonte sud per la trasmissione dei dati via satellite.

Adeguare

Adeguare

Sezione III e IV Sezioni V e VI: Voce


Campo da gioco Spogliatoi Illuminazione

Criteri specifici per le categorie 1 e 2 (non di interesse) Criteri specifici per le categorie 3 e 4 Categoria 3
Art. 56: 105 x 68 metri Art. 57: spogliatoi arbitri di minimo 20 m2. Art. 58: Fra 1200 ed 800 Ev(lx). Deve esistere un generatore capace di garantire almeno 2/3 della luce in caso di blackout. Art. 59: Minimo 100 parcheggi VIP. Art. 71: Art. 72: Art. 73: Media di 1400 Ev(lx). Il generatore deve garantire un minimo di 800 Ev(lx) in caso di blackout. Art. 75: Minimo 150 parcheggi VIP

Categoria 4

Ferraris

Adeguare

Parcheggi

Posti per pubblico Capacit stadio Stanza Controllo Posti VIP ed area Hospitality Area di lavoro per i media

Art. 60: proibiti i posti in piedi. Art. 61: minimo 4.500 posti. Art. 62 Art. 63: almeno 250 posti VIP dei quali almeno 50 riservati agli ospiti. Art. 64: deve avere una superficie minima di 100 m2 e ospitare almeno 50 persone. Necessario spazio per 15 fotografi, se possibile in area dedicata. Art. 65: la piattaforma principale deve essere di almeno 6 m2, per ospitare 2 telecamere. Art. 66: deve avere almeno 50 posti a sedere, 25 dei quali con scrivania Art. 67: Deve avere almeno 5 postazioni per commentatori Radio e TV

Art. 76: Art. 77: minimo 8.000 posti Art. 78: Art. 80: almeno 500 posti VIP, dei quali almeno 100 riservati agli ospiti. Area Hospitality di almeno 400 m2. Art. 81: deve avere una superficie minima di 200 m2 e ospitare almeno 50 persone. Necessario spazio per 25 fotografi, se possibile in area dedicata. Art. 82: la piattaforma principale deve essere di almeno 10 m2, per ospitare 4 telecamere. Art. 83: deve avere almeno 100 posti a sedere, 50 dei quali con scrivania Art. 84: Deve avere almeno 25 postazioni per commentatori Radio e TV


Adeguare

Adeguare

Piattaforma telecamera Box Stampa

Adeguare

Adeguare

Box TV e Radio

Adeguare

137

Voce
Studi TV

Categoria 3
Art. 68: lo stadio deve avere almeno 2 studi (cm 500x500, h230).

Categoria 4
Art. 85: lo stadio deve avere almeno 2 studi (cm 500x500, h230). Uno dei due deve avere vista sul campo da gioco. Devono esserci 4 aree per le flash interview , di 250x250 cm cadauna Art. 86: superficie di almeno 1.000 m2.

Ferraris

Adeguare

OB Van Area

Art. 69: superficie di almeno 200 m2.

Adeguare

Sala Stampa e Mixed Zone

Art. 70: lo stadio deve avere una Sala Stampa per le conferenze, capace di ospitare almeno 50 persone. Deve essere prevista unarea fra gli spogliatoi ed i parcheggi, da convertire in mixed zone.

Aree di accesso ed uscita Sistema CCTV

Art. 87: lo stadio deve avere una Sala Stampa per le conferenze, capace di ospitare almeno 75 persone. Deve essere prevista unarea fra gli spogliatoi ed i parcheggi, da convertire in mixed zone, capace di ospitare almeno 50 rappresentanti della stampa. Art. 76: lo stadio deve essere equipaggiato con un sistema elettronico di controllo accessi. Art. 79: lo stadio deve essere dotato di un sistema di TV a circuito chiuso, sia allesterno che allinterno, in grado di fare foto ed a colori.

Adeguare

Per quanto riguarda i criteri generali, viene mantenuta la distinzione in quattro categorie; lultima, per, torna alla vecchia denominazione cardinale (quarta) anzich essere chiamata Elite. Viene introdotto un criterio prima non specificato che precisa che le regole UEFA non influenzano gli obblighi normativi di ogni singola nazione 209; dal testo del paragrafo sembrerebbe addirittura potersi intendere che venga riconosciuto un valore gerarchico superiore alle norme nazionali. Le altre modifiche riguardano: leliminazione del divieto di barriere intorno al campo per gli stadi di 4 a categoria (ex Elite); lintroduzione di un obbligo di dotare gli impianti di tutte le attrezzature atte a garantire il regolare svolgimento delle partite durante tutta la stagione calcistica: viene espressamente citato lesempio del sistema di riscaldamento del campo da calcio; leliminazione del requisito inerente la disponibilit di almeno 400 parcheggi per gli autobus nelle vicinanze dello stadio; la sensibile riduzione dei posti a sedere minimi per lassegnazione della categoria: cio vale soprattutto per gli stadi di 4 a categoria, per i quali prima erano necessari 30.000 posti (dei quali 22.500 coperti), mentre ora sono sufficienti 4.500 posti. La sensibile riduzione dei posti VIP minimi, passati da 750 a 250 per la 3a categoria e da 1.000 a 500 per la 4a categoria. Sono stati inoltre ridotti gli obblighi minimi per le aree a disposizione dei mass media ed in particolare nel numero e superficie minima di posti per giornalisti e fotografi e per lOB Van Area (tutti mediamente dimezzati rispetto a prima). 138

Da un punto di vista procedurale, il compito di valutare gli stadi e di assegnare agli stessi la categoria UEFA di competenza spetta alle singole Federazioni Nazionali, che poi sottopongono i loro pareri alla UEFA, cui spetta la decisione finale. Per lItalia, la valutazione compito della Federazione Italiana Giuoco Calcio (FIGC), che opera sulla base del Manuale delle Licenze UEFA, il cui ultimo aggiornamento risale al 24 novembre 2010210 (che ha recepito le innovazioni del UEFA Stadium Infrastructure Regulations del 2010). LAppendice IV del Manuale contiene, infatti, i requisiti infrastrutturali minimi che debbono essere rispettati, in aggiunta a quanto previsto dal UEFA Stadium Infrastructure Regulations e precisa che in caso di contrasto tra il contenuto di questa appendice ed il regolamento UEFA Stadium Infrastructure Regulations prevale tale ultimo regolamento. Il Manuale descrive i requisiti necessari perch una squadra di calcio possa acquisire la Licenza UEFA, che ha durata annuale. suddiviso in capitoli che raggruppano i criteri di valutazione per natura: sportivi, infrastrutturali, organizzativi, legali, economico-finanziari. I regolamenti delle singole competizioni211 contengono alcune indicazioni supplementari, ma lunica che occorre ricordare sugli stadi la definizione della categoria richiesta: in ambedue i casi si tratta della 3 a categoria per preliminari e fasi a gironi e la 4a categoria per play-off e finali. opportuno concentrarsi solo sui requisiti di queste ultime due evidenziando le differenze con la normativa nazionale emanata dalla Lega Nazionale Professionisti e, per talune parti specifiche relative alla sicurezza, al Decreto Ministeriale 18 marzo 1996 (modificato dal Decreto Ministeriale 6 giugno 2005).

139

In grassetto sono evidenziati i principali requisiti variati rispetto alla precedente edizione.

Requisito
Art. 1 Dimensioni e caratteristiche del terreno di gioco

Norma ITA LNP


A.1 A.2

Requisiti addizionali per Categoria 3


Non sono concesse deroghe alla dimensione di metri 105x68 m. Estensione con fascia di calma 120x80 m.

Ferraris

Attuale estensione con fascia di calma 115x76, modificabile

Art. 2 Porte e porta di riserva Art. 3 Bandierine dangolo Art. 4 Panchine e quarto uomo

B.1 B.2 B.3

Deve essere disponibile una porta di riserva con le stesse caratteristiche. La distanza delle panchine per tecnici, giocatori di riserva e quarto uomo deve essere di 5 metri dalla linea laterale del campo da gioco. Devono ospitare almeno 13 persone sedute.


Modificabile con interventi su spazi inutilizzati tribuna.

Art. 5 Cartelloni pubblicitari Art. 6 Impianto di illuminazione Art. 7 Bandiere Art. 8 Accesso al terreno di gioco Art. 9-10 Spogliatoi squadre e arbitri Art.11 Locale per il delegato UEFA Art. 12 Infermeria per giocatori e arbitri Art. 13 Locale per controllo antidoping Art. 14 - Parcheggi squadre e ufficiali di gara Art. 15 Capienza dello stadio Art. 16 Seggiolini individuali Art. 17 Tribune riservate agli spettatori

C.5

D.1 n.p. C.3 E.1 E.2 n.p. E.3 E.3 E.1

Meno stringenti sullubicazione: la posizione, la forma, i materiali utilizzati e le modalit di installazione non devono costituire un pericolo per lincolumit dei giocatori, degli arbitri e degli addetti ai lavori. Evmed >=1.200 lux verso telecamere fisse Evmed >= 800 lux altre direzioni Devono essere presenti supporti per lesposizione di almeno 5 bandiere. Il percorso dagli spogliatoi al campo da gioco deve essere dotato di materiale antiscivolo. Pubblico e stampa non devono avere accesso a tale percorso. Leggere variazioni non significative (numero di persone anzich metratura, dotazioni servizi igienici, ecc.). Deve essere previsto nelle vicinanze dello spogliatoio, attrezzato con tavolino, sedia, telefono e fax, con un servizio igienico a norma dedicato. Minori prescrizioni rispetto alla norma nazionale. Specifica il numero posti a sedere (8). Incrementa il solo numero di posti auto (da 4 a 10)


Ammodernare

G.

Almeno 10.000 posti a sedere, dotati di seggiolino.


Punti vendita cibo e bevande non presenti in Gabbie Ospiti

DM 1996 G.

Almeno 4 settori, con separatori non scavalcabili Almeno un punto vendita di cibo e bevande in ogni settore

Art. 18 Tribuna Stampa Art. 19 Postazioni per cronisti e radiocronisti Art. 20 Tribuna VIP e area ospitalit

I.1 I.4 I.6 n.p.

Le postazioni devono avere anche accesso internet. Devono esistere 5 postazioni, ciascuna dotata di almeno 3 posti a sedere. Per la categoria 4 sono richieste 25 postazioni. La Tribuna VIP deve essere situata allinterno della tribuna principale con capienza minima di 500 posti coperti, di cui 100 per la squadra ospite. Per la categoria 4 larea ospitalit deve avere una superficie minima di 400 mq.


192 posti a sedere, contro i 500 necessari

140

Requisito
Art. 21 Spettatori portatori di handicap su sedia a rotelle Art. 22 Ingressi ed uscite riservati al pubblico Art. 23 Cartelli di segnalazione Art. 24 Generatore di emergenza per le aree dello stadio Art. 25 Impianto di diffusione sonora Art. 26 Servizi Igienici

Norma ITA LNP


H.

Requisiti addizionali per Categoria 3


Normativa nazionale pi stringente per numero di posti da rendere disponibili

Ferraris

DM 1996 Art. 8 DM 1996 Art. 7 D.1

Varchi e scale dipinte di colore giallo luminescente. Porte e portoni di uscita non chiusi a chiave durante levento, ma dotati di dispositivo meccanico di apertura. Alcune integrazioni a quanto previsto dallart. 7


Ammodernare

L.1

DM 1996 Art. 10

1 wc con seduta ogni 200 spettatori 1 orinatoi ogni 125 spettatori

Necessari 300 wc e 230 orinatoi

Art. 27 Locali di primo soccorso Art. 28 Sala controllo

DM 1996 Art. 10 DM 1996 Art. 18 Art. 19ter DM 1996 Art. 18 I.2

Art. 29 Sistemi di videosorveglianza Art. 30 Sala lavoro giornalisti e fotografi Art. 31 Posizionamento delle telecamere Art. 32 Studi TV e mixed zone Art. 33 OB Van Area

Il sistema TVCC deve avere monitor a colori con la possibilit di scattare delle nella sala controllo Superficie minima di 100 mq. Dotata di spazio attrezzato(prese elettriche, linea telefonica, accesso internet) per almeno 15 fotografi (200 mq e 25 fotografi per la categoria 4). Piattaforma di almeno 10 mq


Da adeguare

I.5

Da adeguare

n. p.

Devono essere presenti 2 studi TV, di superficie minima di metri 5x5x2,3h, uno dei quali con vista sul campo da gioco. Deve esistere una mixed zone interdetta al pubblico. Deve essere prevista unarea riservata agli automezzi attrezzati per le trasmissioni dallesterno con superficie minima di 200 mq. Per la categoria 4 sono richiesti 1000 mq. Deve garantire un minimo di 75 posti a sedere, con tavolo per conferenza, piattaforma per telecamere, sistema audio centralizzato e sistema di diffusione sonora Almeno 100 parcheggi VIP (150 per la categoria 4) Non sono pi richiesti i 400 parcheggi autobus entro una distanza di 20 minuti a piedi

Da adeguare

n. p.

Art. 34 Sala conferenze stampa Art. 35 Parcheggi VIP Art. 36 Piano per il mantenimento delle condizioni di sicurezza

I.3


Da adeguare

n. p.

Da adeguare

DM 1996

LO STADIO LUIGI FERRARIS PER EURO 2016 Gli attuali problemi dello Stadio Luigi Ferraris riguardano: linterno dello stadio e le norme tecniche per la realizzazione o ladeguamento degli impianti sportivi; lesterno dello stadio, con riferimento agli spazi necessari per ladeguamento dellimpianto sportivo (dotazione di parcheggi, ecc.), alcune norme di sicurezza e le vie di esodo.

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Lo Stadio Luigi Ferraris, oggi, pu ospitare le partite nazionali della Serie A, le competizioni internazionali di club e delle Rappresentative Nazionali nellambito delle qualificazioni ai principali tornei continentali e mondiali. Infatti, sia con deroghe, sia con interpretazioni della norma, sia con assunzione di responsabilit da parte di enti sovraordinati per lordine pubblico (Sindaco e Questore, ad esempio), lo stadio ha ospitato ed ospiter le partite di Champions League, Europa League, incontri della Nazionale e tutte le partite della serie A. Il problema sorto per il dossier Europei 2016 era (ed ) quello di rendere lo Stadio definitivamente a norma (senza deroghe), risolvere i problemi di deflusso del pubblico in situazioni di urgenza o emergenza, migliorare la visibilit e la vivibilit degli spazi interni, ammodernare rispetto agli ultimi indicatori UEFA (fra i quali la dotazione di Sky box, gli spazi per la stampa e gli spazi VIP) e renderlo pi funzionale e moderno. A corollario di ci chiarire, una volta per tutte, se la sua ubicazione nel tessuto urbano cittadino potesse o meno avere ancora un senso, economico e sociale. La scelta relativa allopportunit di inserire Genova fra le citt candidate ad ospitare alcune partite della fase finale dei Campionati Europei di calcio stata, giustamente o erroneamente, politica e non solo tecnica. I metri di giudizio della Commissione hanno riguardato anche la limitata capacit alberghiera del territorio cittadino di ospitare i tifosi e le squadre, la funzionalit degli spazi per la stampa, la presenza o meno di progetti o di idee di riqualificazione dello Stadio. In buona sostanza la valutazione sullo Stadio Luigi Ferraris ha coinvolto fattori che non derivavano esclusivamente dallinfrastruttura, ma anche dal contesto in cui si sarebbero svolte le partite: le opere necessarie per ladeguamento ai parametri richiesti, probabilmente per svolgere solo tre gare di qualificazione, non rendevano economicamente vantaggioso proporre investimenti sullo stadio in una realt di ben altri e pi complessi problemi. Ma, importante sottolinearlo perch da allora non si parla pi di stadio, il tema Europei non pu e non deve far abbandonare lidea di poter recuperare ed ammodernare il Ferraris. Non centra nulla.

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Occorre innanzitutto precisare che lo Stadio agibile, come da ultimo parere della Commissione di Vigilanza del Settembre 2008, per un totale di 36.569 spettatori distinti in 9.215 nel settore gradinata nord, 9.232 nel settore gradinata sud, 8.752 nel settore distinti, di cui 72 disabili e 76 accompagnatori, 4.246 tribuna superiore e 5.124 tribuna inferiore, stampa e VIP. Le normative di riferimento analizzate, per la verifica e la proposta di interventi per ladeguamento e lammodernamento degli spazi, sono molteplici, alcune delle quali in evidente contrapposizione a indicazioni di norme vetuste ma mai del tutto sorpassate. I due testi base sono le norme UNI per i dimensionamenti tecnici e il Manuale delle licenze UEFA edito dalla FIGC212. Da questi due testi, con molti corollari di normative e leggi soprattutto sulle vie di fuga e i codici di sicurezza da attuare, stato composto lo studio analitico. Non sfuggir la differenza di approccio del progettista fra la realizzazione di uno stadio ex novo, cercando di dare il massimo della vivibilit e andare incontro alle misure raccomandate, e la ristrutturazione di un impianto esistente, seguendo il dettato della normativa. Le norme UNI, per questo, sono assolutamente illuminanti, anche per le verifiche di visuali e di coperture degli spettatori. Con poche opere infrastrutturali possibile intervenire in maniera corretta. Nel caso delle sedute, invece, la proposta di ristrutturazione certamente pi importante, con demolizione e rimozione delle attuali costole prefabbricate, non pi a norma. La verifica degli spazi ha consentito di precisare che lo stadio pu contenere, una volta effettuati i lavori, il numero di spettatori sufficienti alle normative UEFA.

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CAPITOLO 4 GLI STADI COME NUOVA FONTE DI


REDDITO PER LE SQUADRE
opinione ormai diffusa che il futuro delle squadre di calcio non possa prescindere dalla propriet dello stadio nel quale queste giocano. Stadio che deve trasformarsi progressivamente da luogo di aggregazione domenicale ad impianto multifunzionale in grado di attrarre quotidianamente tifosi e cittadini (con ristoranti, musei, ecc.), allo scopo di garantire entrate sufficienti a renderlo fruibile ogni giorno ed economicamente indipendente, per garantire alla squadra ricavi addizionali. In Italia gli stadi delle squadre di Serie A e B sono di propriet pubblica: le squadre di calcio li utilizzano a fronte di canoni di locazione che sempre pi spesso sono integrati da accordi di compartecipazione per la suddivisione delle spese di manutenzione straordinaria degli impianti213. L'unica squadra di serie A che sta procedendo alla costruzione del proprio stadio la Juventus; esistono progetti presentati da altre societ che per il momento non hanno superato la fase pre-progettuale. Periodicamente, con picchi di interesse in occasione della candidatura italiana per ospitare i Campionati Europei di Calcio ( successo sia per Euro 2012, sia per Euro 2016), il fabbisogno di rinnovamento degli impianti sportivi esistenti torna alla ribalta, accompagnato da iniziative legislative per il loro finanziamento agevolato. La stessa Lega Calcio, attraverso il Presidente Beretta, sta intervenendo per sollevare il problema impiantistico: Gli stadi di propriet rappresentano una questione fondamentale per il calcio moderno (<) l'esempio del Bayern ci mostra come il passaggio allo stadio di propriet abbia permesso alla societ un grande balzo in avanti in termini di ricavi e un rafforzamento dal punto di vista patrimoniale. Abbiamo bisogno (<) che le societ siano proprietarie degli stadi di calcio, che possano gestirli dall'inizio alla fine e non solo per poche ore la settimana e che siano responsabili della sicurezza e dei servizi offerti214. In verit, il caso dellAllianz Arena controverso: se da un lato ha sicuramente generato un beneficio al FC Bayern (che per continua ad 144

avere circa il 55% dei ricavi da merchandising e sponsorizzazioni), dallaltro ha costretto laltro socio fondatore (il TSV 1860 Mnchen), dopo la sua retrocessione nel 2008, a cedere le proprie quote al Bayern per limpossibilit di far fronte agli oneri derivanti dalla costruzione dello stadio. Questo a dimostrare che il vero rafforzamento patrimoniale della squadra avviene solo dopo che i costi per la costruzione dellimpianto sono stati completamente assorbiti. Ci avviene, in media, dopo 15/20 anni, durante i quali i risultati economici addizionali ottenuti dalla societ grazie allo stadio devono essere almeno pari agli esborsi per la restituzione dei finanziamenti ricevuti. I sostenitori dellassoluta necessit che le squadre divengano proprietarie degli stadi in cui giocano ritengono che, in un orizzonte temporale di breve-medio periodo, solo queste potranno sostenere i costi del mondo del calcio e confrontarsi con le prime realt europee, mentre le altre saranno destinate a un declino inesorabile. All'estero buona parte delle squadre di calcio di un certo livello proprietaria dellimpianto in cui gioca, e questo fruibile durante tutta la settimana. la preoccupazione spesso esternata del Presidente della Sampdoria Riccardo Garrone, secondo cui la mancata costruzione del nuovo stadio di Genova potrebbe comportare quasi certamente il rischio di dover emigrare in caso di partecipazione alle competizioni europee dei prossimi anni, oltre alla ridotta competitivit delle due societ genovesi rispetto alla concorrenza che realizzer nuovi stadi oppure sar in grado di ristrutturare quelli esistenti per ottenere la licenza Uefa. Tale mai augurabile evento potrebbe portare in pochissimi anni le nostre societ di calcio, e parlo solo di Sampdoria, ad una crisi irreversibile 215. Tale affermazione contiene due imprecisioni: la prima la presunzione che il Luigi Ferraris non possa essere oggetto di una ristrutturazione tale da consentire il pieno rispetto dalla normativa UEFA (e, in particolare, quella per ospitare incontri di Europa League e Champions League, visto che devono giocarci prevalentemente le due squadre della citt); la seconda che il progetto di Sestri non prevedeva uno stadio di propriet delle due squadre di calcio ma di investitori terzi: rimane poco chiaro come eventualmente si pensasse di ottenere il risultato sperato. un peccato che nessuno abbia mai posto questi due quesiti. 145

LE FONTI DI REDDITO DELLE SQUADRA DI CALCIO ED IL FAIR PLAY


FINANZIARIO

Lincremento dei costi di gestione delle squadre di calcio e la sempre maggiore dipendenza dai proventi televisivi hanno portato a interrogarsi se fosse possibile diversificare le fonti di ricavo delle squadre di calcio, allo scopo di sfruttare anche canali attualmente non sufficientemente esplorati. Per le squadre che hanno lambizione di partecipare alle competizioni europee, tale necessit ancora pi evidente a seguito delladozione da parte dellUEFA del nuovo Regolamento 216, che introduce il concetto di Fair Play finanziario. A partire dalla stagione 2013/2014, una squadra di calcio che intende ottenere la licenza UEFA dovr dimostrare di aver conseguito un break-even positivo nellesercizio di iscrizione e nei due esercizi precedenti (periodo di monitoraggio). Per break-even si intende il pareggio fra i ricavi ed i costi di gestione della squadra. i ricavi (relevant income) possono derivare dalla vendita di biglietti ed abbonamenti, dai diritti televisivi, da sponsorizzazioni e pubblicit. Sono inoltre incluse le plusvalenze sulla vendita di giocatori, i ricavi da alienazione di immobilizzazioni materiali (es. immobili) e i proventi da operazioni finanziarie; i costi (relevant expenses) sono quelli diretti del venduto (es. retrocessione di diritti alle squadre ospiti), i costi di salari e benefit dei dipendenti, le spese generali, gli ammortamenti dei costi dei giocatori, gli oneri finanziari ed eventuali dividendi. La verifica deve essere fatta per periodi di monitoraggio triennali: il risultato cumulato deve essere positivo o comunque evidenziare un deficit complessivo non superiore a 5 milioni di Euro. Qualora un anno tale limite fosse superato, le squadre sono autorizzate ad utilizzare eventuali surplus dei due anni precedenti. Per i primi cinque anni sar ancora consentito alle squadre di avere deficit superiori al limite di 5 milioni di Euro, purch gli azionisti provvedano al loro completo ripianamento. prevista una soglia massima decrescente di 45 milioni di Euro per le licenze richieste nelle stagioni 2013/2014 e 2014/2015, che scende a 30 milioni di Euro per le tre successive. A partire dalla stagione 2018/2019 il Comitato Esecutivo UEFA decider ulteriori 146

soglie, inferiori ai 30 milioni. La soglia si riferisce allintero periodo di monitoraggio (triennio) e non al singolo anno.
Periodo di monitoraggio Deficit consentito Anni Anno T T-2 T-1 T Non Ripianato Ripianato inclusi 2013 2 2012 2013 5 45 2014 3 2012 2013 2014 5 45 2015 3 2013 2014 2015 5 30 2016 3 2014 2015 2016 5 30 2017 3 2015 2016 2017 5 30 2018 3 2016 2017 2018 5 < 30 Fonte: UEFA Financial Fair Play (dati del deficit in milioni di Euro)

Ci sono alcune osservazioni da fare sui criteri di identificazione dei ricavi e dei costi ammissibili. le transazioni effettuate con soggetti che possono essere definiti parte correlata217 (fra i quali, ad esempio, lazionista) devono essere ricondotte al fair value, concetto con il quale si intende un valore equo di mercato, quello che si sarebbe ragionevolmente ottenuto in una negoziazione con una controparte non correlata (e quindi potenzialmente interessata). Per fare un esempio concreto: se lazionista di maggioranza, non potendo pi ripianare il deficit di bilancio, cercasse di ovviare compiendo una sponsorizzazione della squadra ad un valore manifestamente fuori mercato, al momento della verifica dei parametri tale sponsorizzazione andrebbe considerata non gi al valore effettivo che appare in bilancio ma, appunto, ad un fair value, cio ad un valore ragionevole, coerente con il mercato. i ricavi che siano chiaramente ed esclusivamente non collegati allattivit, alla localizzazione e al marchio della squadra non possono essere inseriti. Questo esclude, ad esempio, eventuali proventi immobiliari su aree o propriet non strumentali allattivit della squadra. per quanto attiene ai costi, leccezione pi significativa riguarda lesclusione quelli originanti dagli investimenti infrastrutturali (ad esempio lo stadio, il centro sportivo, ecc.) che sono considerati dalla UEFA un costo sano, perch originato da una logica di investimento di lungo periodo a beneficio della squadra. stata inserita a favore delle squadre che hanno realizzato o intendono realizzare un nuovo impianto, che sarebbero state altrimenti penalizzate. 147

Ladozione di questa nuova normativa UEFA ha contribuito a stimolare il dibattito sulla necessit, da parte delle squadre di calcio, di identificare nuove fonti di ricavo per sostenere la propria attivit. Per avere un quadro della situazione europea, possibile fare riferimento al documento Football Money League, redatto annualmente da Deloitte Sports Business Group, che analizza le performance economiche e patrimoniali delle principali squadre europee. Le squadre italiane presenti nel campione analizzato sono Juventus, Inter, Milan e Roma. Lultima edizione, rilasciata nel febbraio 2011218 e riferita alla stagione 2009/2010, evidenzia il graduale declino delle posizioni dei club italiani, fra le cui cause emerge la necessit di incrementare il peso delle matchday revenues (essenzialmente ricavi da biglietti ed abbonamenti) rispetto alle altre due macro-categorie di ricavi che Deloitte ha identificato: i diritti televisivi (per le partite nazionali ed internazionali) e i ricavi commerciali (sponsorizzazioni e merchandising).
Ricavi stagione 2009-2010 - Milioni di Euro Diritti Matchday % % TV E 129,1 30% 158,7 36% E 97,8 25% 178,1 44% UK 122,4 35% 128,0 37% D 66,7 21% 83,4 26% UK 114,7 42% 105,7 38% UK 82,1 32% 105,0 41% I 31,3 13% 141,1 60% UK 52,4 23% 97,1 43% I 38,6 17% 137,9 62% I 16,9 8% 132,5 65% UK 29,8 20% 66,0 43% UK 44,9 31% 62,9 43% D 49,3 34% 33,7 23% F 24,8 17% 78,4 54% F 25,2 18% 70,8 50% D 25,4 18% 35,4 25% E 35,9 29% 62,2 50% I 19,0 16% 65,6 53% D 30,2 26% 47,8 42% UK 29,8 27% 63,6 58% 1.066 13,4% 1.854 43,4%

Squadra Real Madrid Barcellona Manchester United Bayern Munich Arsenal Chelsea Milan Liverpool Inter Juventus Manchester City Tottenham Hotspur Hamburger Olimpique Lyonnais Olympique de Marseille Shalke 04 Atletico de Madrid Roma VfB Stuttgard Aston Villa TOTALE

Nazione

Comm.li 150,8 122,2 99,4 172,9 53,7 68,8 63,4 75,8 48,3 55,6 57,0 38,5 63,2 42,9 45,1 79,0 26,4 38,1 36,8 16,0 1.354

% 34% 31% 28% 53% 20% 27% 27% 34% 21% 27% 37% 26% 43% 29% 32% 57% 21% 31% 32% 15% 31,7%

Totale 438,6 398,1 349,8 323,0 274,1 255,0 235,8 225,3 224,8 205,0 152,8 146,3 146,2 146,1 141,1 139,8 124,5 122,7 114,8 109,4 4.274

Fonte: elaborazione su dati Deloitte; valori in milioni di Euro

Nella media dei primi venti club europei, i ricavi originano dai diritti televisivi per il 43,4%, dalle entrate commerciali per il 31,7% e dai 148

matchday per il 13,4%. Le quattro squadre italiane, invece, sono molto pi sbilanciate sui diritti televisivi, che pesano per il 60,5%, seguiti dalle entrate commerciali per il 26,1% e dai matchday per il 13,4%. Pur essendo realt molto distanti, il confronto dei dati di Genoa e Sampdoria219 con quelli delle altre italiane incluse nello studio della Deloitte conferma la maggiore dipendenza del mercato italiano dai proventi televisivi e, di conseguenza, la necessit per intensificare gli sforzi commerciali sulle altre fonti di possibile ricavo.
Suddivisione Ricavi Milan Inter Juventus Roma Genoa Sampdoria TOTALE CAMPIONE ITALIANE MEDIA CAMPIONE DELOITTE Matchday 31,3 38,6 16,9 19,0 10,5 6,5 122,8 % 17,0% 14,4% 8,2% 14,7% 20,4% 14,6% 13,0% 13,4% Diritti TV 141,1 137,9 132,5 65,6 27,1 26,8 531,0 % 50,4% 58,9% 65,1% 58,0% 52,5% 60,2% 57,9% 43,4% Comm.li 63,4 48,3 55,6 38,1 14,0 11,2 230,6 % 32,6% 26,8% 26,7% 27,2% 27,1% 25,2% 28,2% 31,7% Totale 235,8 224,8 205,0 122,7 51,6 44,5 884,4

Fonte: elaborazione dati Deloitte 2010 e Bilanci 2009 Genoa e Sampdoria; valori in milioni di Euro

Milan e Genoa sono le due Societ del campione che pi si avvicinano alla media Deloitte; Juventus e Sampdoria sono le pi distanti.

ALCUNE CARATTERISTICHE DELLO STADIO MODERNO Anche in Europa in atto da qualche tempo un processo di cambiamento del concetto stesso di stadio, portando questa infrastruttura a diventare un centro di profitto autonomo, in grado di produrre reddito a favore del proprietario dellimpianto. In Gran Bretagna, ad esempio, gli stadi sono spesso di propriet della squadra di calcio che vi gioca: ci consente una maggiore personalizzazione dellimpianto ed un suo maggiore sfruttamento, grazie alla possibilit di integrare limpianto sportivo con altre attrazioni, quali il museo della squadra, ristoranti e club house dedicate, negozi dove vengono venduti i prodotti ufficiali della squadra. Nel corso degli ultimi 15 anni lorientamento stato quello di trasformare lo stadio da centro di aggregazione di tifosi a prodotto da vendere a dei tifosi-consumatori. Lintenzione odierna di rendere la struttura unarea aperta e visitata in maniera stabile durante tutto il corso della settimana; il calcio 149

continua a rappresentare il core business, ma non rimane lesclusiva sorgente di introiti220. Il caso inglese particolare, in quanto dopo gli eventi della seconda met degli anni 80221 vi stato un profondo rinnovamento a livello normativo ed anche a livello impiantistico. Buona parte delle squadre della Premier League ha costruito un nuovo impianto oppure ristrutturato lesistente222, facendo diventare il Regno Unito, in un certo senso, pioniere della concezione moderna di stadio. Lo stadio moderno prevede solo posti a sedere, dove gli spettatori sono identificati e maggiormente controllabili. Questi impianti tendono a massimizzare lattivit di merchandising delle squadre proprietarie, attraverso la presenza di negozi dei club, di musei, di ristoranti, della possibilit di prenotare ed eseguire visite guidate (sia durante la settimana, sia in corrispondenza degli eventi) e della Club house per lincontro dei tifosi. A questa offerta standard, sono state aggiunte le iniziative pi disparate, fra cui la presenza di palestre e centri di fitness legati al club, concorsi riservati ai tifosi che consentono di vedere la partita accanto ad un giocatore in tribuna223 e molte altre iniziative localizzate sullo stadio. Lo Stadio deve, quindi, progettare delle offerte che soddisfino una serie di utenze fra loro distinte. I tifosi, siano essi assidui od occasionali Si cerca di proporre unarea che sia sinonimo di sicurezza, comodit/facilit di utilizzo, ampiezza dellofferta. La sicurezza fondamentale per riavvicinare lutenza cosiddetta occasionale, facilitando la presenza delle famiglie. Per quanto riguarda la comodit, questa pu essere interpretata secondo varie angolature: (i) facilit di accesso alla struttura, con mezzi pubblici e privati; (ii) facilit di fruizione dellevento sportivo (numero adeguato di biglietterie, possibilit di acquisto dei biglietti via internet, semplicit dei mezzi di pagamento); (iii) servizi offerti dalla struttura sportiva, quali chioschi e strutture per i bambini. Lutenza business Normalmente intercettata attraverso la disponibilit di aree VIP situate allinterno dello stadio, che possono essere affittare per il singolo evento, per la stagione sportiva od addirittura per pi stagioni. Esistono, 150

generalmente, tre livelli di offerta224: le Sky Lounges/Sky Rooms, locali di dimensioni variabili (25-80 mq), con possibilit di ospitare 10-20 persone, offrendo loro, oltre ad una visuale sul campo da gioco, vari livelli di comfort (schermi Lcd personalizzati, catering dedicato, ecc.). Queste strutture possono essere utilizzate dalle aziende anche per riunioni o pranzi di lavoro nellarco della settimana; gli Sky Box o Palchi, normalmente posizionati nelle vicinanze della tribuna in moduli da 6-12 posti a sedere e con servizi particolari (es. monitor personale) che si aggiungono a quelli executive; la Tribuna Executive, che si differenzia dalla tribuna normale per alcuni servizi addizionali riservati (es. catering, steward dedicati, ecc.), spesso condivisi con gli Sky Box. Accanto a quest'offerta, che nasce legata allevento, gli stadi si sono anche attrezzati con centri congressi, (normalmente composti da un insieme modulare di stanze che possano soddisfare lesigenza della riunione di lavoro come della convention aziendale), uno o pi ristoranti (operativi tutta la settimana, spesso gestiti dalla societ che garantisce il catering dello stadio), in alcuni casi un albergo225 od altre strutture ricettive. I promoter (per concerti, congressi, pacchetti turistici business, ecc.) Lo Stadio pu diventare oggetto di interesse da parte di agenzie specializzate nellorganizzazione di eventi (concerti, conferenze) o nel turismo business. Interessante da questo punto di vista lofferta sul sito www.blufreccia.it che contiene una serie di iniziative sotto la categoria Sport Incentive Travel (abbinamento di pacchetti viaggio e partite allo stadio, affitto palchi nei vari stadi per clienti e dipendenti). La capacit dello stadio di diventare centro di attrazione anche per eventi non calcistici per direttamente proporzionale alla visibilit turistica della citt che lo ospita. Nel caso dellAmsterdam ArenA (che stato costruito ex novo, con i vantaggi progettuali che ci comporta) allinterno dello stadio esiste ad esempio la Arena Amphi, anfiteatro con una capienza fra 5.000 e 12.000 posti che viene usato nei momenti di riposo dellattivit agonistica, con sistema di muri di separazione e soffitti rimovibili con una giornata di

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lavoro, e consente lo svolgimento di incontri, sport indoor (volley, tennis, pattinaggio sul ghiaccio), teatro, convention aziendali. Le agenzie pubblicitarie e i media Oltre allidentificazione di aree dedicate allinterno dello stadio (box per i giornalisti, mixed zone, servizi accessori quali postazioni internet), sono importanti degli studi per lo sfruttamento degli spazi commerciali vendibili. Alcuni esempi: lAllianz Arena, stato oggetto di unanalisi specifica per garantire un format speciale della cartellonistica interna (banner da 40 a 120 secondi), massimizzando spazi e visibilit e differenziando i prezzi di vendita di detti spazi; la Lazio, nella partita UEFA contro il Vitoria Guimares della stagione 2007-08, ha sperimentato un caso particolare di visual advertising: gli spazi pubblicitari sono stati venduti a pi operatori e differenziati per nazione di trasmissione televisiva dellevento, incrementando cos i ricavi; allinterno dellAmsterdam ArenA stata introdotta una tessera di pagamento (Arena Card), che lunico strumento di pagamento accettato per tutta lofferta locale. Tale tessera ricaricabile e oltre a consentire la partecipazione a premi, estrazioni ed altro, viene usata anche per attivit promozionali e sponsorizzazioni specifiche.

Una particolare menzione va fatta rispetto alla cessione dei naming rights come fonte di finanziamento dellinvestimento, come nel caso dellEmirates Stadium (120 milioni di Euro in 10 anni) e dellAllianz Arena (80 milioni di Euro per 30 anni). una politica portata avanti da 83 societ professionistiche su 121 negli USA, da 12 societ di calcio su 18 in Germania e da 3 delle 20 societ della Premier League 226.

LIMPATTO DELLA GESTIONE DELLO STADIO SUI RISULTATI ECONOMICI DI


UNA SQUADRA DI CALCIO

Non facile reperire studi relativi allimpatto di un nuovo stadio sui risultati economici di una squadra di calcio, sia perch per molti tifosi di calcio, fare discorsi riguardanti il lato finanziario ed affaristico equivale ad uneresia 227 sia perch, salvo poche eccezioni rappresentate dalle societ 152

quotate, non facile avere informazioni economiche e finanziarie delle societ di calcio. Le stesse societ non hanno interesse a divulgare queste informazioni, allo scopo di giustificare incrementi nei prezzi dei biglietti e limiti agli ingaggi ed ai benefit ai giocatori 228. Gli Stati Uniti sono la nazione dove le societ sportive, per prime e in maniera pi massiccia, hanno investito sugli impianti di propriet, tradizionalmente di natura multifunzionale. Una prima serie di indicazioni possono essere tratte da uno studio apparso sulla rivista americana Sport Marketing Quarterly nel 2004229, nel quale si cerca di verificare in quali termini la costruzione di un nuovo stadio abbia portato benefici economici alle squadre aderenti alla National Football League (NFL) 230, analizzando limpatto sui ricavi netti delle squadre di football americano che fra il 1995 ed il 1999 si sono trasferite in un nuovo impianto 231. Prima di riportare i risultati dello studio per opportuno evidenziare le principali differenze esistenti fra NFL e Lega Calcio, in particolare sotto il profilo economico: la NFL distribuisce in maniera uguale i proventi da diritti televisivi fra le squadre, mentre i ricavi della vendita dei biglietti vengono suddivisi in una proporzione 60/40 fra la squadra di casa e la squadra ospite. Il risultato che il 70% dei ricavi delle squadre provengono dai diritti televisivi venduti collettivamente, mentre il 30% dai ricavi da stadio (naming rights, parcheggi, concessioni, loge box). Non essendo questultima voce di ricavo soggetta ad alcun tipo di condivisione con le altre squadre, diventa fondamentale investire sulla sua crescita, che rimane patrimonio esclusivo della singola societ consentendole di incrementare i ricavi e, quindi, la capacit di attrazione dei migliori giocatori. Lo studio rivela che effettivamente la costruzione di uno stadio di propriet ha portato a un sensibile incremento dei ricavi cosiddetti locali delle squadre, che sono composti, in particolare: dalla vendita dei biglietti; dai diritti televisivi e radiofonici locali; dallaffitto delle loge box (equivalenti agli Sky box del calcio); dalle concessioni a terzi (ad esempio per il catering); da pubblicit, parcheggi ed altri ricavi. Secondo le analisi condotte, la crescita media dei ricavi locali stata 153

dell85%, per effetto di un aumento del 54% dei ricavi per la vendita dei biglietti, di un 623% dei ricavi delle loge box e del 202% dei ricavi di pubblicit/parcheggi/altro. Le altre voci non hanno subito incrementi significativi. interessante per osservare come si arrivati ad ottenere tali risultati: per quanto riguarda i ricavi dalla vendita di biglietti, laumento dovuto anche alla crescita del numero di posti disponibili (resa possibile dalla progettazione di impianti di dimensioni maggiori di quelli precedenti. Ma a fronte di un incremento del 14% nel numero di posti, i ricavi sono cresciuti del 54%, con un evidente effetto pi che proporzionale derivante dallincremento del costo unitario dei biglietti, a scapito quindi di unutenza pi popolare; sono anche aumentati in maniera significativa i posti riservati allutenza business (le loge box o sky box) che vengono affittate per periodi annuali (oppure pluriennali) da singole aziende. Si passati da una media di 3.961 posti business negli stadi costruiti fino al 1990 a 8.740 posti per gli stadi costruiti successivamente. Gli Autori fanno per notare il vero elemento di criticit del quale occorre tenere conto al momento della scelta di costruire uno stadio di propriet: limpatto finanziario del progetto sui conti della squadra per il periodo in cui si tenuti a restituire il finanziamento necessario alla realizzazione dellimpianto. Le squadre osservate hanno speso una media di 120 milioni di dollari per la costruzione dei nuovi impianti, assumendo oneri finanziari addizionali in un range fra i 15 ed i 30 milioni di dollari lanno, con il risultato che buona parte del valore aggiunto generato dal nuovo impianto viene impegnato nel servizio del debito232. Al termine del finanziamento (15-20 anni), per, limpianto sar completamente di propriet della squadra e, fatta salva la necessit di adeguamenti o ulteriori traslochi, rimarr un asset del bilancio. La criticit segnalata dagli autori deriva, soprattutto, dalla necessit di avere una struttura economica e finanziaria solida, con flussi di incassi certi, per far fronte alle rate del debito senza dover sacrificare la capacit della squadra di costruire e mantenere una rosa di giocatori allaltezza delle attese dei tifosi.

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Due, in particolare gli elementi evidenziati dallo studio: laleatoriet dei volumi di incassi locali, condizionati dallandamento di fattori esogeni quali leconomia (nel caso di crisi, anche solo dellarea geografica sulla quale insiste limpianto sportivo, sono soggetti a forti oscillazioni negative, in particolare per la componente pi ricca, rappresentata dallutenza business) ed i risultati della squadra, che possono catalizzare in positivo ma anche in negativo landamento dei ricavi; ci sono stati casi di squadre che sono fallite per lincapacit di sostenere i propri costi di gestione, fra i quali gli oneri derivanti dalla costruzione del nuovo impianto 233. la necessit, per la squadra che intende realizzare un progetto di investimento su un nuovo impianto, di verificare il tipo di supporto economico e finanziario che pu provenire dalle autorit locali. Lo studio ha fatto emergere che mediamente il finanziamento pubblico ha coperto il 70% del valore dellinvestimento, rendendo cos contenuto lonere direttamente a carico della squadra, che si impegna per solo il 30%. Tanto vero che tre delle squadre osservate hanno traslocato in nuove citt, pi piccole, grazie alla disponibilit delle municipalit locali di costruire per loro delle nuove strutture.

In un altro studio, sempre del 2004, viene condotta uninteressante analisi che si riferisce al Baseball234. LAutore, partendo dallanalisi di un campione di squadre che negli anni Novanta si sono trasferite in un nuovo impianto, ha effettuato unanalisi statistica per cercare di valutare limpatto economico del trasferimento in un nuovo stadio sui bilanci delle societ. Anche in questo caso esiste un limite, rappresentato dalla scarsa disponibilit di dati analitici sui risultati delle squadre, ma lAutore ritiene di aver comunque utilizzato una metodologia in grado di neutralizzare eventuali errori. Il risultato dellanalisi coincide in buona parte con quello gi osservato: anche nel caso del baseball le squadre che si sono trasferite in un nuovo impianto hanno fatto registrare un incremento dei ricavi locali (biglietteria, concessioni, pubblicit, parcheggi, servizi, ecc.), nonostante una riduzione media del 13% del numero di posti disponibili (passati da 51.371 a 44.671). Questo stato ottenuto puntando su un incremento del costo del biglietto, sul potenziamento dei loge box (chiamati nello studio 155

luxury suite) e da un pi intenso sfruttamento del merchandising e dei servizi interni allo stadio (in particolare i punti di ristoro e la pubblicit interna). I ricavi netti generati dal nuovo stadio risentono di un effetto novit: hanno una crescita importante per un periodo di circa 5 anni per poi ritornare progressivamente a livelli leggermente superiori a quelli del vecchio stadio. Tuttavia, nellarco del decennio producono un profitto medio netto addizionale di circa 60 milioni di dollari. Questo risultato positivamente influenzato dalla forte incidenza di finanziamento pubblico dellimpianto, che anche nel baseball raggiunge circa il 70% dei costi complessivi235. La scelta statunitense di procedere alla costruzione di nuovi impianti stata fortemente condizionata dalla presenza di rilevanti contributi pubblici, in assenza dei quali il costo di finanziamento dellimpianto avrebbe reso poco sostenibile la realizzazione delliniziativa. LAutore non approfondisce lanalisi su quello che sarebbe stato limpatto del completo autofinanziamento della costruzione sui risultati delle squadre. Partendo dai suoi dati e considerando che, nella media, gli impianti costruiti hanno avuto un costo di 241 milioni di dollari (cui le squadre hanno contribuito per 80 milioni di dollari) le sole rate capitale della differenza, su un arco di venti anni, annullerebbero il beneficio netto generato dallo stadio. Rimarrebbe, ovviamente, al termine del periodo di pagamento, il valore dellimpianto nel bilancio della societ, ma nel frattempo la squadra potrebbe trovarsi con una limitata capacit di spesa per le esigenze di allestimento della rosa.

LUniversit di Amburgo ha pubblicato uno studio sulle capacit di attrazione dei nuovi stadi236, per determinare se la scelta vincente fosse la realizzazione di impianti dedicati a un unico sport, ovvero se convenisse costruire stadi polivalenti. Lanalisi, di tipo statistico e basata sulla Bundesliga, ha evidenziato che sebbene lattrattiva del nuovo impianto dipenda ancora in maniera significativa dal risultato sportivo della squadra, la costruzione di un nuovo stadio non polivalente, ma dedicato al calcio, porta ad un incremento medio di 4.800 spettatori per incontro (+18,7%), con un beneficio netto di circa 1,4 milioni di Euro annui per la squadra che vi gioca. 156

LAMSTERDAM ARENA, PROTOTIPO DELLO STADIO MODERNO? Terminato nel 1996, considerato una sorta di prototipo dello stadio moderno. utilizzato per le partite di calcio dellAjax e della Nazionale Olandese, ma anche per eventi di tipologia diversa (concerti, meeting, congressi, ecc.). Nel decennio 1996-2006 ha ospitato circa 500 eventi per un totale di 17 milioni di fruitori e 1 milione di visitatori delle infrastrutture. Ogni anno vi si svolgono quasi 70 eventi dei quali, per, solo il 35% direttamente legato alle partite di calcio237.
Eventi ospitati Partite di calcio Concerti Altri eventi di rilievo TOTALE EVENTI ANNUALI % eventi calcio su totale Numero di visitatori (eventi) Numero di visitatori (tour) 2008/2009 28 4 58 90 31,1% 1.554.000 78.200 2007/2008 25 12 36 73 34,2% 1.696.000 80.500 2006/2007 32 11 38 81 39,5% 1.992.000 80.000 2005/2006 35 10 36 81 43,2% 1.967.000 80.000 2004/2006 30 6 41 77 39,0% 1.504.000 80.000

Fonte: Bilancio Amsterdam ArenA 2008/2009

Limpianto ha una capacit teorica di 51.628 sedute per le partite di calcio (arriva a una capienza massima di 68.000 visitatori nel caso di concerti), delle quali 6.835 (13,2%) hanno caratteristiche e redditivit particolari, in quanto destinati prevalentemente ad unutenza business: (i) 100 posti nelle 10 Founder Lounge, riservate ai soci fondatori, che hanno finanziato i costi di costruzione238; (ii) 40 posti nella Royal Box; (iii) 202 posti nella Grand Terrace; (iv) 540 posti nella 54 Skybox; (v) 160 posti nelle 8 Sky Lounges (locali di 87 mq. da 20 posti ciascuno) e 120 posti nelle 12 Sky Rooms (locali di 26 mq. da 10 posti ciascuno) con vista ottimale sullo Stadio. Parte di queste affittata su base stagionale, altre sono disponibili anche per il singolo evento. Oltre allaffitto dello spazio sono previsti addebiti per i costi di arredamento, utenze, servizio. Possono essere usate anche durante la settimana per riunioni/pranzi di lavoro e rimangono a disposizione anche per gli eventi non sportivi; (vi) 1.564 posti Business; (vii) 4.109 posti riservati agli altri azionisti, fra i quali i sottoscrittori dei certificati di deposito emessi a parziale finanziamento della costruzione dello Stadio, che garantiscono il diritto al posto e, laddove esistente, un dividendo da parte della societ proprietaria dello Stadio. Detti certificati possono essere oggetto di compravendita ed hanno visto il valore crescere nel corso del tempo. 157

Limpianto dotato di un parcheggio da 12.500 posti (gestito per dalla Citt di Amsterdam) e di un Centro Congressi di 14 stanze con una capacit teorica di 3.500 persone. In una pubblicazione dellISTEI (Istituto di Economia dImpresa, Universit Milano Bicocca) del 2004239 stata condotta uninteressante analisi dellevoluzione del progetto Amsterdam ArenA che fornisce spunti utili per le analisi successive. LAmsterdam ArenA nasce sulla base di un progetto del 1990. Lobiettivo era quello di costruire un impianto noto in tutto il mondo ed in grado di ospitare eventi sportivi e non in modo continuativo. Doveva divenire il secondo centro della citt di Amsterdam: lo stadio nasceva quindi come elemento catalizzatore di un pi ampio progetto di sviluppo urbano, che ha portato alla nascita dellArenA Boulevard una delle aree pi sviluppate in Olanda ed un esempio di integrazione tra destinazioni di diverso utilizzo, come lo shopping, lo sport e lintrattenimento, il vivere ed il lavorare. Il progetto dellAmsterdam ArenA ha avuto un costo complessivo di circa 127 milioni di Euro, che sono stati reperiti: per il 29,9% da donazioni pubbliche (Citt di Amsterdam e Governo Olandese); per il 22,8% da aziende (la squadra dellAjax ed altri 8 soci fondatori) e per il 21,3% mediante emissione di certificati di deposito, cui sono legati particolari privilegi.
Soci finanziatori Citt di Amsterdam Governo Olandese AFC Ajax Soci fondatori (8 aziende) Emissione certificati di deposito Finanziamento bancario Totale costo Migliaia di Euro 33.000 5.000 9.000 20.000 27.000 33.000 127.000 % su totale 26,0% 3,9% 7,1% 15,7% 21,3% 26,0% 100,0%

Aldil delle forme di finanziamento, per certi versi innovative (specialmente i certificati di deposito, che hanno avuto un grande successo), anche in questo caso solo il 26% del costo dellimpianto stato oggetto di un finanziamento bancario: la scelta stata operata a seguito di valutazioni, che hanno evidenziato come un debito maggiore avrebbe potuto mettere a rischio la sostenibilit del progetto, a causa di un eccessivo servizio del debito.

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In effetti, lanalisi dei bilanci degli ultimi anni porta a rilevare che, nonostante linsieme di condizioni particolarmente favorevoli dellAmsterdam ArenA, fra le quali lubicazione (stadio della Capitale della nazione, presenza dellAmsterdam Boulevard), la possibilit di ospitare un numero importante di eventi calcistici (in quanto oltre alle partite dellAjax la sede di tutte le partite della Nazionale Orange) e linfrastruttura studiata per facilitare un utilizzo anche per concerti ed altri eventi di rilievo, la societ produce un risultato positivo di esercizio oscillante fra 1,4 e 2 milioni di Euro allanno. Dato sicuramente interessante, ma in assoluto non cos significativo da rappresentare la discriminante per la sopravvivenza sportiva di una squadra.
AM ArenA Ricavi Ricavi netti Spese generali Ammortamenti Risultato operativo Proventi (oneri) finanziari Risultato prima delle imposte Risultato netto 2008/2009 27.674 12.429 (4.469) (5.365) 2.595 (795) 1.800 1.396 2007/2008 29.997 13.173 (4.454) (5.446) 3.273 (741) 2.532 1.954 2006/2007 31.077 13.413 (5.135) (5.464) 2.814 (934) 1.880 1.880

Fonte: Bilancio Amsterdam Arena 2008/2009 (valori in migliaia di Euro)

Come ogni investimento che contenga una componente immobiliare, il risultato netto fortemente influenzato dal peso degli ammortamenti sullimpianto (pari a circa 5,5 milioni di Euro annuali). Infatti, essendo questi dei costi figurativi in termini finanziari, la produzione di cassa annuale rimane pi che sufficiente per assicurare il servizio del debito, cio il pagamento delle rate dei finanziamenti bancari e degli oneri finanziari. Limpatto del nuovo stadio sulla squadra di calcio dellAjax, nonostante questa abbia contribuito al finanziamento dellinvestimento, non neutro, perch questa ha siglato un accordo per lo sfruttamento dello stadio limitatamente alla sue partite casalinghe, in cambio di un canone di affitto

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Ajax - Ricavi Ricavi stadio Diritti TV Ricavi commerciali SUBTOTALE AREA CALCIO Altri ricavi TOTALE

2008 26,9 8,5 24,4 59,8 2,1 61,9

2009 28,9 6,0 2,1 37,0 0,8 37,8

2010 29,8 6,8 0,8 37,4 1,1 38,5

2010 vs 2009 0,9 0,8 1,1 0,4 0,3 0,7

Variazione 3,11% 13,3% -61,9% 1,1% 37,5% 1,9%

Fonte: Elaborazione su Bilanci Ajax240 (Valori in milioni di Euro)

Lincremento dei posti disponibili, le possibilit di sponsorizzazione ed i servizi a favore dellutenza business hanno comunque prodotto un margine positivo per la squadra, che ottiene circa il 76% dei propri ricavi dagli eventi sportivi. Occorre per rilevare che tale percentuale cos significativa soprattutto perch il mercato olandese dei diritti televisivi non paragonabile a quello delle altre nazioni europee: lAjax produce ricavi annuali da diritti televisivi per soli 7 milioni di Euro. Questo comunque un caso in cui, nonostante la squadra non sia proprietaria (se non per un 7,1%) dellimpianto e paghi un canone di affitto, ha ottenuto un beneficio economico dallo spostamento nel nuovo impianto. Nonostante questo, gli ultimi due bilanci hanno chiuso con una perdita di esercizio, rispettivamente di 3,4 milioni di Euro e 22,8 milioni di Euro. Un altro elemento interessante riguarda le modalit di gestione dellimpianto da parte della societ proprietaria. La logica seguita stata quella di minimizzare i costi fissi ricorrendo, ogni qualvolta fosse possibile, allesternalizzazione dei servizi necessari al funzionamento della struttura. Considerando la media di eventi e di visitatori, infatti, emerge che il personale dipendente appartenente alla struttura fissa ridotto; segno che si cercato di concentrare limpegno di gestione sui punti salienti dellimpianto. I dipendenti sono suddivisi in quattro aree funzionali: Finanza, Commerciale, Facility Management ed Eventi, cio in quelle ritenute strategiche per lo sviluppo delle nuove iniziative, lattrazione dei potenziali clienti e la gestione dellimpianto secondo standard qualitativi elevati.
Personale medio impiegato Dipendenti Steward 2008/2009 52 395 2007/2008 54 419 2006/2007 52 419 2005/2006 51 388 2004/2005 50 380

Fonte: Bilancio Amsterdam Arena 2008/2009

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LAmsterdam ArenA ha firmato un accordo con una societ di catering (Maison Van der Boer) cui delegato lo sfruttamento degli spazi a disposizione allinterno dello stadio, che sono molteplici ed organizzati in maniera modulare. Sono inoltre presenti circa 50 punti ristoro nello Stadio affidati anchessi in outsourcing (Vemo Catering, Catering Club). La Societ rivende quindi ai clienti finali, solitamente gli organizzatori degli eventi o gli utilizzatori delle aree business, un insieme di servizi che a sua volta compra, di volta in volta, da questi fornitori contrattualizzati. Infine, grazie alla scelta progettuale di prevedere un tetto retraibile, uno dei pochi impianti in Europa che pu essere sfruttato tutto lanno. Tale possibilit consente, ad esempio, di ospitare un numero elevato di concerti di artisti e gruppi musicali di forte richiamo 241, che consentono di ottimizzare i ricavi e la gestione della struttura, garantendone limpiego anche aldil delle partite di calcio. Si possono trarre una serie di conclusioni: liniziativa ha tutta una serie di peculiarit (ubicazione, utilizzo, ecc.) che difficilmente possono rendere lAmsterdam ArenA un modello esportabile, tal quale, in altre realt (tanto meno a Genova!); viene confermata la criticit della componente finanziaria del progetto sulla capacit di produrre reddito da parte dellimpianto. In questo caso solo il 26% del costo dellinvestimento iniziale stato oggetto di un debito bancario, mentre il restante 74% il risultato di un mix di finanziamenti pubblici e versamenti di capitale privato; risulta invece estremamente interessante la metodologia di gestione prescelta, con un forte ricorso alloutsourcing di servizi non ritenuti strategici, seppur produttivi di ricavi; al punto che la societ proprietaria dellimpianto ha anche costituito una societ di consulenza (Amsterdam ArenA Advisory) intervenuta con il suo know-how (di progettazione e gestione) per Euro 2000, Euro 2004, i Campionati del Mondo del 2006 e le Olimpiadi di Pechino del 2008.

LEMIRATES STADIUM ED IL SUO IMPATTO SULLARSENAL: UN PERFETTO CASE


STUDY

LEmirates Stadium, inaugurato nel 2006, di propriet dellArsenal, che vi si trasferita abbandonando lo storico impianto di Highbury, dove 161

aveva giocato sin dal 1913. Linvestimento per la costruzione del nuovo impianto stato di circa 420 milioni di Sterline, pari a circa 500 milioni di Euro242. LArsenal ha finanziato linvestimento ricorrendo a varie fonti: (i) la cessione dei naming rights dellimpianto alla compagnia aerea Emirates (circa 120 milioni di Euro); (ii) debito bancario a lungo termine, con scadenza al 2031 (circa 310 milioni di Euro); (iii) i proventi delloperazione immobiliare effettuata sul sito dove insisteva il vecchio stadio, al posto del quale stato realizzato Highbury Square, un complesso residenziale che arriver ad avere 680 appartamenti (per circa 48 milioni di Euro). La costruzione del nuovo stadio ha fortemente incrementato i ricavi della squadra inglese (matchday income): confrontando il bilancio della stagione 2006/2007 con quello dellanno precedente (in cui lArsenal giocava ancora ad Highbury) i proventi derivanti dallo sfruttamento dello stadio sono praticamente raddoppiati, essendo passati da 44 milioni di GBP a 90 milioni di GBP243. Le principali ragioni di questo successo sono: lincremento dei posti disponibili, passati da 38.500 a 60.430, che consentono alla squadra di avere circa 44.000 abbonati ed una media di 55.000 spettatori, con una percentuale di riempimento vicina al 91%; lincremento del costo dei biglietti e degli abbonamenti: labbonamento annuale (nel settore popolare) costa circa 1.150 Euro; valore molto elevato se confrontato con quello della seconda squadra pi cara, il Tottenham, che ha un costo per la stessa categoria di abbonamento di circa 800 Euro (-41%). Il costo del singolo biglietto, sempre nei settori pi economici, in media di 50 euro per incontro. LArsenal pu permettersi tale politica perch esiste una lista dattesa di circa 37.000 persone; la creazione di circa 9.000 posti (14,9% del totale) di categoria premium, che da soli rappresentano il 35% dei ricavi generati dallo stadio, con una media di ricavo di 4.500 Euro annui a posto (si tratta di un mix di offerta, che comprende posti VIP, Sky box, ecc.); un forte incremento della quantit e qualit di servizi offerti allinterno del complesso sportivo (catering, merchandising, ecc.).

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La situazione dellArsenal indubbiamente molto particolare, soprattutto perch difficile pensare ad altri esempi di squadre che, pur avendo aumentato lofferta di posti di 22.000 unit, non abbiano problemi ad avere lo stadio normalmente pieno ed a gestire la politica di prezzo in maniera cos aggressiva. Tuttavia, il caso dellEmirates Stadium sicuramente indicato per trarre ulteriori indicazioni sul tema pi generale delleffettivo impatto degli stadi di propriet sui bilanci delle squadre di calcio. Sarebbe folle (e in malafede) contestare la validit ed il successo delloperazione effettuata, soprattutto rilevando che il trasferimento della squadra nel nuovo impianto ha favorito un deciso sviluppo di ricavi, che in precedenza erano molto pi contenuti: la possibilit di progettare un impianto ex novo ha, infatti, consentito di intercettare e sviluppare tutte quelle nuove tendenze di mercato (posti VIP, Sky box, club house, ecc.) che il vecchio impianto riusciva a soddisfare solo parzialmente. Analizzando il bilancio 2009/2010244, lArsenal si conferma una societ molto solida. I ricavi sono cresciuti di 66,5 milioni di sterline, il risultato operativo245 di 1,5 milioni e il risultato netto di 25,7 milioni, raggiungendo la ragguardevole cifra di 60,9 milioni di sterline.
Bilancio Ricavi football Ricavi area immobiliare Ricavi totali Risultato operativo football Risultato operativo immobiliare Risultato operativo totale Risultato (pretax) football Risultato (pretax) immobiliare Risultato (pretax) totale Risultato netto Arsenal dettagli ricavi Ricavi stadio Diritti TV Merchandising Ricavi commerciali Subtotale Area Calcio Ricavi immobiliari Totale 2008 207,7 15,3 223,0 59,6 0,1 59,7 39,7 (3,0) 36,7 25,7 2008 94,6 68,4 13,1 31,3 207,3 15,2 222,5 2009 225,1 88,3 313,3 62,7 7,8 70,5 39,9 5,6 45,5 35,2 2009 100,1 73,2 13,9 34,3 221,5 88,3 309,8 2010 222,9 156,9 379,8 56,8 15,2 72,0 44,8 11,2 56,0 60,9 2010 93,9 84,6 12,6 31,4 222,5 156,9 379,4 2010 vs 2009 (2,2) -1,0% 68,7 77,8% 66,5 21,2% (5,9) -9,4% 7,4 94,9% 1,5 2,1% 4,9 12,3% 5,6 100,0% 10,5 23,1% 25,7 73,1% 2010 vs 2009 (6,2) 11,3 (1,2) (2,9) 1,0 68,6 69,6

-6,15% 15,5% -9,0% -8,5% 0,5% 77,7% 22,5%

Fonte: Bilancio Arsenal Plc, valori in milioni di GBP

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Nel corso dellanno la Societ ha inoltre avuto una produzione di cassa positiva per 28 milioni di sterline, dopo aver rimborsato 23,2 milioni per il finanziamento relativo allEmirates Stadium (fra capitale ed interessi).
Flusso di cassa netto Cash flow prodotto Saldo netto calciomercato Imposte Investimenti Interessi netti Rate debito Highbury Rate debito Emirates Cash flow finale 2009 62,3 (12,3) (7,6) (3,0) (17,7) (10,0) (5,3) 6,4 2010 176,5 15,9 (6,3) (5,3) (17,6) (129,6) (5,6) 28,0 2010 vs 2009 114,2 28,2 1,3 (2,3) 0,1 (119,6) (0,3) 21,6

183,3% (2,3) (0,2) 0,8 (0,0) 12,0 0,1 3,4

Fonte: Bilancio Arsenal Plc, valori in milioni di GBP

Questi sono risultati che, probabilmente, molti tifosi italiani vorrebbero vedere legati ai bilanci della societ della quale sono tifosi. Si parla, infatti, di una societ che ha avuto un utile netto di circa 72,5 milioni di Euro e una produzione netta di cassa di 33,4 milioni di Euro. Sono numeri che devono per essere analizzati anche sotto unaltra luce. Nelle note al Bilancio (peraltro nella parte in cui si descrivono Rischi ed Incertezze, dove lestensore privilegia un approccio particolarmente prudente), il Chief Financial Officer dellArsenal, Wisely, ricorda che il risultato del Gruppo influenzato dalle performance e dalla popolarit della Prima Squadra, che in questi anni hanno fatto da traino grazie alle ottime performance in Premier League, FA Cup e UEFA Champions League. Aggiunge che una parte significativa dei ricavi del Gruppo deriva dalla vendita dei biglietti ai sostenitori individuali e aziendali, il cui livello di partecipazione pu essere influenzato da una serie di fattori tra cui i risultati di successo del team, i prezzi degli ingressi, la copertura televisiva e le condizioni economiche generali: una riduzione del numero di partite giocate, dovuta ad esempio alla mancata partecipazione ad una competizione europea o a peggiori risultati in FA Cup, porterebbe dei riflessi negativi immediati sulle performance dellArsenal 246. Su un Blog specializzato in analisi delle squadre di calcio, sono apparse a pi riprese valutazioni sui bilanci dellArsenal247. Nel soffermarsi sugli impatti positivi delloperazione Emirates Stadium (rappresentata dalla costruzione del nuovo impianto e dalla contestuale operazione immobiliare

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realizzata sul sito del vecchio stadio), si mettono in evidenza aspetti che meritano di essere presi in considerazione. Fra questi, una simulazione di come sarebbe stato il bilancio dellArsenal Holding Plc in assenza dei proventi derivanti dalla componente immobiliare (cio dalla vendita degli appartamenti costruiti ad Highbury Square) che sono stati particolarmente significativi nellultimo triennio. Non perch sia sbagliato considerarne leffetto positivo, ma perch mentre tali proventi potranno ancora manifestarsi per uno o due anni (molto dipende dallandamento del mercato immobiliare inglese), il piano di ammortamento del finanziamento per la costruzione dellEmirates Stadium si esaurir solo nel 2031, quindi ben oltre. una preoccupazione espressa anche dallAmministratore delegato del Gruppo Gazidis, nel suo commento al Bilancio 2009/2010248. Come evidenzia la tabella, si tratta comunque di un risultato estremamente positivo.
Simulazione solo Football Ricavi football Risultato operativo football Risultato (pretax) football Imposte dell'esercizio (media 22,3%) Risultato netto (solo football) 2008 207,7 59,6 39,7 (8,9) 30,8 2009 225,1 62,7 39,9 (8,9) 31,0 2010 222,9 56,8 44,8 (10,0) 34,8 2010 vs 2009 (2,2) (5,9) 4,9 (1,1) 3,8

-1,0% -9,4% 12,3% 12,3% 12,3%

Fonte: Bilancio Arsenal Plc, valori in milioni di GBP

Il problema sollevato sempre di natura finanziaria: fino a che punto unoperazione come quella che ha portato alla costruzione dellEmirates Stadium, che produce con certezza un significativo incremento di ricavi annuali, pu nascondere un rischio latente per la vita e le ambizioni di crescita della squadra che effettua linvestimento? LAutore del Blog osserva come la necessit di assicurare la copertura finanziaria dellinvestimento abbia imposto una serie di scelte di medio/lungo periodo, che in parte hanno generato delle ripercussioni negative sul rendimento della societ: la necessit di assicurare dei flussi in entrata a supporto dellinvestimento ha portato a firmare contratti di lunga durata con la compagnia aerea Emirates per la cessione dei naming rights dellimpianto (fino al 2021) e per la sponsorizzazione della maglia di gioco (fino al 2014), che stanno in questo momento penalizzando larea 165

dei ricavi commerciali (commercial revenues) dellArsenal. Secondo il gi citato studio Deloitte 2010, infatti, lArsenal produce 56,5 milioni di Euro di ricavi di questa natura, contro gli 82,2 milioni del Manchester United, i 79,5 del Liverpool, i 62 del Chelsea. LAutore stima che questa rigidit porti a minori ricavi per circa 24 milioni di Euro allanno; leccezionale rendimento dello stadio (game and matchday revenues) sottoposto ad una forte aleatoriet che deriva dal numero di partite che vi vengono giocate, in particolare con riferimento a quelle di Champions League249. Secondo il gi citato Deloitte Money Football League, lArsenal ha avuto nel 2009 una media di ricavi derivanti dallo stadio di circa 3,67 milioni di Euro per ogni partita giocata, e leventuale mancata qualificazione della squadra alle fasi finali della Champions League porterebbe, da sola, minori ricavi per 22 milioni di Euro250; il servizio del debito, relativo ai finanziamenti a medio termine accesi per sostenere la costruzione dellimpianto, impatta sulle disponibilit della squadra per circa 27 milioni di Euro allanno, ancora per circa 19 anni. La preoccupazione latente espressa dal blogger (come tifoso, innanzitutto) che una volta esauriti i proventi straordinari derivanti dalla vendita degli appartamenti di Highbury Square, unannata non favorevole della squadra (identificata, per lArsenal, con la mancata qualificazione alla Champions League!) possa costringere la societ ad utilizzare la leva del calciomercato (in uscita) per sostenere i propri costi. In effetti, forse non si arriver mai a tale risultato, soprattutto considerando che nelle ultime quattro edizioni del torneo non soltanto lArsenal si qualificato ai gironi, ma ha sempre superato gli ottavi di finale ed anche giunto due volte ai quarti ed una volta in semifinale.
Partite Champions League Edizione 2006/2007 Edizione 2007/2008 Edizione 2008/2009 Edizione 2009/2010 Girone 6 6 6 6 Ottavi 2 2 2 2 Quarti 2 2 Semifinale 2 Totale 8 10 12 8

per vero che, a parte nelledizione corrente (2010/2011), nelle precedenti lArsenal arrivato alla fase a gironi attraverso i preliminari, che lasciano unalea sullaccesso alla massima competizione.

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Nel caso di mancata qualificazione alla Champions League 2009, lArsenal avrebbe avuto minori ricavi per circa 20 milioni di sterline, con un duplice effetto sui conti dellarea Football appena osservati: il risultato netto dellesercizio 2010 sarebbe stato comunque in utile per 14,8 milioni di sterline (pari a circa 17,6 milioni di Euro); la produzione di cassa, per, in assenza dei proventi straordinari derivanti dal calciomercato (pari a circa 15,8 milioni di sterline) sarebbe stata quasi certamente negativa, costringendo ad un incremento del debito a breve; considerando che lArsenal non pu sfruttare oltre la leva dellaumento dei prezzi dei biglietti e che dimostra di non riuscire ad imprimere la necessaria crescita ai ricavi di natura commerciale, in caso di necessit lunica valvola di sfogo rimane il calciomercato. Il Chief Financial Officer Wisely segnala esplicitamente in sede di bilancio che i proventi per lesercizio 2010/2011, differentemente dagli ultimi anni, sono minimi; questo, fatte salve possibili operazioni nel mercato di gennaio, potr influenzare il risultato finale della societ251. Le preoccupazioni del blogger non sono quindi del tutto peregrine.

LALLIANZ ARENA: UNO STADIO PER DUE SQUADRE, POI PER UNA SOLA LAllianz Arena, costruito in occasione dei Mondiali del 2006, era originariamente lunico esempio di Stadio moderno di propriet di due squadre di calcio: FC Bayern e TSV 1860 Mnchen. Anche lAllianz Arena una struttura a vocazione sportiva: le aree commerciali a servizio dello stadio, prevalentemente a tema (squadre di calcio o altri azionisti) si estendono per circa 6.000 metri quadrati, fra chioschi, ristoranti, negozi di merchandising ed altri esercizi commerciali. Il TSV 1860 Mnchen, a seguito della retrocessione nella Bundesliga 2 (lequivalente della Serie B italiana), ha dovuto vendere le proprie quote dello stadio al FC Bayern, non essendo pi in condizione di sostenere gli oneri diretti di gestione. Ci ha consentito al TSV di evitare un possibile fallimento consentendo al FC Bayern a poter finalmente sfruttare appieno limpianto. forse la dimostrazione pi concreta di come la costruzione di un nuovo stadio, seppur con tutti i requisiti per essere qualificato come 167

stadio moderno, non sia di per se stessa garanzia di successo economico per la squadra che effettua linvestimento. Il Bilancio del FC Bayern per la stagione 2008/2009252 ha portato un risultato finale peggiore di quello dellanno precedente; quello che stupisce per la costante crescita di ricavi degli ultimi cinque anni (passati da 190 milioni di Euro del 2005 ai 290 milioni del 2009) ed il valore assoluto dei ricavi di natura commerciale, che, con la ragguardevole cifra di 159 milioni, ne fanno il club europeo di gran lunga pi capace di sfruttare questo canale di ricavo. Il Real Madrid, secondo, si posiziona ad una distanza di quasi 20 milioni di euro.
FC Bayern - Ricavi Ricavi stadio Diritti TV Ricavi commerciali TOTALE 2008 69,4 49,4 176,5 295,3 2009 60,6 69,6 159,3 289,5 Diff. (8,8) 20,2 (17,2) (5,8) Variazione -12,68% 40,9% -9,7% -2,0%

Fonte: Elaborazione su dati Deloitte Football Money League (2010). Valori in milioni di Euro.

I ricavi direttamente derivati dallo stadio, pur raggiungendo linteressante cifra di 60,6 milioni di Euro, non sono la voce sulla quale la squadra intende fare leva per garantire il proprio successo economico: differentemente da quanto visto per lArsenal (e, pi in generale, da tutte le analisi sul mercato anche americano) il FC Bayern non ha usato la leva dellaumento del prezzo dei biglietti che continuano a costare circa 20 Euro cadauno (cio pressappoco la met della Premier League). Lacquisto delle quote residue di propriet del TSV Mnchen ha portato il FC Bayern ad incrementare gli introiti derivanti dalle sponsorizzazioni dellAllianz Arena per una cifra che stata stimata essere pari a 35 milioni di Euro253, a fronte di un costo di acquisto di 11 milioni di Euro. Il FC Bayern trae dallo sviluppo dellattivit commerciale (merchandising e sponsorizzazioni) la linfa per il proprio sviluppo economico: ma un caso particolare in Europa, anche in questo caso poco facilmente esportabile. La squadra, alla cui guida ci sono sicuramente dei manager capaci di massimizzare questa fonte di ricavo, gode indubbiamente degli effetti di azioni di marketing territoriale che vanno aldil del mero fenomeno calcistico, potendo attrarre nuovi investitori che apportano capitale fresco per il finanziamento delle attivit della squadra. anche determinante il 168

fatto che la societ sia di propriet della FC Bayer Mnchen Ev, che conta circa 115.000 soci-tifosi. Anche in questo caso la via prescelta per affrontare limpatto finanziario della costruzione dello stadio molto particolare: limpianto ha avuto un costo di circa 346 milioni di Euro, finanziati attraverso la cessione dei naming right ad Allianz (90 milioni di Euro) e la vendita di azioni del club: la prima, nel 2002, ha fatto entrare il nuovo socio Adidas (77 milioni di Euro, per il 9,07%). Unaltra quota del 9,09% stata ceduta nel 2009 alla Audi254, a fronte di un esborso di 90 milioni di Euro, che verr in buona parte destinato al rimborso del debito esistente, in modo da anticipare i tempi di ammortamento dei finanziamenti in essere. Il che vorrebbe dire che, proprio come nel caso dellAmsterdam ArenA, circa il 70% del costo dellinvestimento coperto da apporti di capitale e non da un debito bancario. Poich il servizio del debito sullAllianz Arena pesa per circa 30 milioni di Euro lanno, non appena il FC Bayern riuscir a ridurre (oppure eliminare completamente) questa uscita dal proprio bilancio annuale, si trover nellinvidiabile situazione di poter disporre di un rilevante flusso di cassa che potr essere destinato a migliorare la squadra, grazie allincrementata capacit di spesa.

Ancora una volta, gli aspetti finanziari legati alla costruzione dellimpianto sono decisivi nella valutazione delleffettivo apporto di un nuovo stadio: una delle due squadre originariamente proprietarie dellimpianto ha dovuto cedere la propria partecipazione perch, retrocessa, non era pi in grado di sostenere la sua quota parte di costi (nonostante lincremento dei ricavi da stadio); laltra, attuale proprietario unico, sta destinando gli incassi derivanti dalla cessione delle proprie quote azionarie al rimborso anticipato del debito, onde liberare il prima possibile il bilancio della societ dal peso del servizio del debito.

CONCLUSIONI Pur analizzando sport ed aree geografiche fra loro diverse, le analisi hanno fornito indicazioni coincidenti: 169

la costruzione di un nuovo stadio comporta un significativo incremento dei ricavi locali delle squadre che ne hanno la propriet, per un periodo di tempo identificabile in circa un decennio; laumento dei ricavi avviene tipicamente grazie allincremento dei costi unitari dei biglietti, ad una maggiore quantit di posti dedicati allutenza business (incluse le Sky box) e, solo marginalmente, ai nuovi servizi accessori allimpianto (parcheggi, concessioni, ecc.); diffusa unimportante percentuale di capitale proprio (o di contributi da amministrazioni pubbliche) nel finanziamento dei nuovi impianti, con una quota di debito bancario limitata al 30% dei costi complessivi. Una diversa ripartizione potrebbe rendere pi difficoltoso la copertura dellinvestimento da parte delle squadre. Non sembra quindi essere la propriet dellimpianto a garantire lincremento dei redditi per la squadra di calcio ma, piuttosto, la possibilit di poterlo sfruttare in maniera non circoscritta al solo evento calcistico, incrementando le possibili fonti di entrata. Se lo Stadio Luigi Ferraris fosse in condizioni di garantire alle due squadre che lo utilizzano quellinsieme di servizi accessori alla partita che consentono di incrementare le entrate, potrebbe soddisfare le necessit di sviluppo delle squadre di calcio stesse.

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CAPITOLO 5 TRASFORMARE I PREGIUDIZI IN GIUDIZI


Sembra allora di assistere ad un vero e proprio partito preso contro lattuale impianto e la sua sede storica, motivato su veri e propri pregiudizi Questa frase contenuta nel Comunicato della Fondazione Genoa 1893 con la quale si annunciava, il 28 settembre 2009, la decisione di entrare nella fase operativa di un lavoro di studio e approfondimento tecnico, urbanistico, economico, volto alla individuazione di soluzioni che assicurino il mantenimento della localizzazione e delle caratteristiche attuali e, nel contempo, mediante una opportuna ristrutturazione nellambito di una risistemazione ottimale dellintera zona, lefficienza e leconomicit dellimpianto, cos da consentire di verificare e sfatare i pregiudizi anti Ferraris che da pi parti si vogliono accreditare. Wikipedia255 definisce il pregiudizio come giudizio prematuro, cio parziale e basato su argomenti insufficienti e su una loro non completa o indiretta conoscenza e aggiunge che nel linguaggio della psicologia sociale, quando si parla di pregiudizi ci si riferisce a un tipo particolare di atteggiamenti. Propriamente, sono atteggiamenti intergruppo, cio posizioni di favore o sfavore che hanno per oggetto un gruppo, si formano nelle relazioni intergruppo e risultano largamente condivise. Un pregiudizio generalmente basato su una predilezione immotivata per un particolare punto di vista o una particolare ideologia. Un tale pregiudizio pu ad esempio condurre ad accettare o rifiutare la validit di una dichiarazione non in base alla forza degli argomenti a supporto della dichiarazione stessa, ma in base alla corrispondenza alle proprie idee preconcette. Senza quindi alcuna riflessione. Ripercorrendo il dibattito cittadino, e rilevando i pregiudizi e le imprecisioni spesso reiterate quando veniva affrontato largomento del Luigi Ferraris, pu sorgere il sospetto che tale atteggiamento derivi da una scelta deliberata, esercitata con lobiettivo di indirizzare il consenso verso una scelta strategica ben precisa: la costruzione del nuovo stadio. Non si intende sostenere che il Luigi Ferraris sia adeguato nella sua situazione attuale, n che la sua ristrutturazione sia necessariamente vincente rispetto ad un nuovo stadio: limpianto ed il sito sul quale questo 171

insiste presentano delle condizioni particolari che devono essere oggetto di riflessione prima di decidere. Ma una decisione (dice ancora Wikipedia256) la scelta di intraprendere un'azione, tra pi alternative considerate (opzioni), da parte di un individuo o di un gruppo (decisore). Nel processo che porta alla decisione (<) si possono distinguere due momenti: (i) la deliberazione, nella quale il decisore prende in considerazione le varie opzioni e valuta le motivazioni pro e contro di ciascuna di esse; (ii) la scelta, ossia la selezione di un'opzione, tra quelle prese in considerazione, in base all'esito della valutazione effettuata. Perch si possa parlare propriamente di decisione necessario che il decisore abbia di fronte a s una pluralit di opzioni: la scelta obbligata, in assenza di alternative, non una decisione. La decisione un elemento essenziale della libert: l'azione libera quella che viene scelta. Pare invece potersi affermare che nella discussione, anzich affrontare largomento valutando tutte le opzioni possibili, si sia preferito eliminarne una alla radice, sostenendo che il Luigi Ferraris non presentava alcuna possibilit di essere trasformato in uno stadio moderno e funzionale. Alcuni esempi? quando il Sindaco di Genova definisce il Luigi Ferraris un unicum nazionale pericoloso257 per la sua posizione allinterno di un quartiere popoloso e per la vicinanza al Bisagno (un fiume che ogni venti anni esce dagli argini), rappresentando al cittadino problemi specifici dello stadio (apparentemente non risolvibili, portando cos a giudicare inevitabile la scelta di un alternativa) e nessuno interviene per ridimensionare tali affermazioni nel contesto in cui avrebbero dovuto essere riportate; quando, nel pieno dello scontro mediatico su ENAC, si apprende che gi due anni prima lEnte aveva scritto ufficialmente al Presidente della Regione Liguria, al Sindaco di Genova, al Presidente dellAutorit Portuale ed al Presidente di Aeroporto di Genova Spa 258 esprimendo un parere negativo sulla possibilit di realizzare il progetto del centro commerciale e dello stadio nellarea contigua allaeroporto Cristoforo Colombo (anticipando tutte le motivazioni poi confermate nella comunicazione definitiva di ottobre 2009), e nessuno chiede a questi quattro soggetti se la notizia effettivamente vera e, in caso di risposta positiva, le motivazioni per le quali invece si cerca di stimolare 172

linteresse dei cittadini a sostenere liniziativa di Sestri; quando, nel descrivere il progetto di Sestri, si continua a mettere in evidenza quellindispensabile effetto di rafforzamento patrimoniale sulle squadre, omettendo per di precisare che lo stadio non sarebbe stato di propriet delle squadre di calcio (che ne sarebbero state delle semplici utilizzatrici privilegiate, forse a titolo gratuito) e quindi non avrebbe potuto generare quei benefici patrimoniali che la propriet dellimpianto, al termine del pagamento del debito per la sua costruzione, pu forse garantire alla squadra proprietaria; quando lAssessore allo Sport sostiene che in realt larea del Luigi Ferraris non sar oggetto di speculazioni edilizie, perch si prevede di mettere limpianto al servizio dello sport cittadino, riconvertendolo e dotandolo di ulteriori strutture (palestre, centri fitness, ristoranti, ecc.)259 e su un quotidiano cittadino si legge che il Comune, cos facendo, recupera larea pregiata del vecchio stadio oppure lo ripensa e lo ridisegna per unaltra destinazione sportiva come sembra accadrebbe al Ferraris che diverrebbe uno stadio polivalente, aperto anche alla pratica sportiva di base, ragazzi e societ dilettantistiche260; e nessuno obietta che curioso pensare che un impianto che oggi dichiarato dal Comune in perdita (pur incassando oltre 2 milioni di Euro di canoni di affitto dalle squadre) possa improvvisamente diventare oggetto di ingenti investimenti di ristrutturazione tali da consentire, al termine, un utilizzo sportivo anche di natura sociale. Specialmente considerando che gli altri impianti cittadini, proprio per la loro natura di servizio pubblico, generano delle perdite endemiche di esercizio.

Probabilmente, il progetto dello stadio di Sestri (o, pi in generale, un nuovo stadio a Genova) uniniziativa che accontenta tutti: i proprietari delle squadre di calcio, che possono probabilmente ottenere dallinvestimento in ritorno capace di consentire un recupero (parziale o totale) di quanto hanno fino ad oggi investito nel calcio; ma anche il Comune di Genova, che oltre a beneficiare (almeno nelle intenzioni) di opere di interesse pubblico sullarea di Sestri (viabilit, servizi di comunicazione, ecc) pu ottenere un vantaggio economico diretto sia dalla vendita del Luigi Ferraris, sia dagli oneri di urbanizzazione derivanti dal progetto di Sestri e dal progetto di rivisitazione in chiave anche residenziale dellarea che oggi ospita lo stadio. 173

Non sarebbe forse stato meglio dire il tutto in maniera chiara ai Genovesi, ricordando che il Comune deve muoversi nellambito di risorse finanziarie definite e che, quindi, interessante poter avere delle entrate straordinarie da reinvestire sulla Citt? Probabilmente si. stata invece prescelta la strada della demonizzazione del Luigi Ferraris: costruire un nuovo stadio diventa cos una scelta obbligata. Veicolata, per, attraverso parecchi pregiudizi.

PRIMO PREGIUDIZIO: LAPPLICABILIT DEGLI ESEMPI INTERNAZIONALI Nel corso del dibattito sullo stadio, sono stati spesso fatti riferimenti alle tre realt vincenti analizzate nel secondo capitolo: lAmsterdam ArenA, lAllianz Arena, lEmirates Stadium. Dal successo di tali iniziative (peraltro affermato senza affrontare anche il rovescio della medaglia costituito dallimpatto finanziario delle stesse) si argomentato che era imprescindibile che Genoa e Sampdoria si dotassero anchesse di uno stadio di propriet. Quando si portano dati di carattere generale come base per unanalisi specifica occorre ricordare che, se questi sono importanti per cogliere le indicazioni del mercato e le tendenze in atto, devono poi essere contestualizzati per verificare se sono applicabili tout court al caso che si sta osservando. Non perch si debba essere conservatori o provinciali nellanalisi, ma perch non necessariamente una situazione valida e di successo a livello internazionale pu essere replicata e portata a modello in una specifica realt. quanto sostenuto, ad esempio, da Marco Di Domizio (Ricercatore di Economia Politica dellUniversit di Teramo): indubbio che i club inglesi mostrino performance superiori rispetto a quelle dei club italiani (e non solo), ma tale gap si determinato in particolare negli ultimi tre anni in cui ben 11 volte, sulle 12 potenziali, le squadre inglesi sono approdate ai quarti. possibile che nel giro di tre anni si siano create le condizioni per un ampliamento cos forte del livello di competitivit? possibile ricondurre tale gap alla possibilit di disporre di uno stadio di propriet? Ma soprattutto il gap economico, se esiste, riconducibile alla mancanza di uno stadio di propriet? La nostra risposta no! Quello dello stadio di propriet si sta trasformando in una sorta di mito sul quale 174

sono stati e si stanno tuttora riversando fiumi di inchiostro tra inchieste giornalistiche, pamphlet, libri (di sociologi), tesi di laurea ed altro. Quello che pi sorprende che per alimentare il dibattito intorno a questo tema si citano realt lontane anni luce da quella italiana. Si portano come casi di confronto quelli dellAmsterdam Arena, dellAllianz Arena di Monaco di Baviera, dellEmirates Stadium di Londra, ovvero di realt metropolitane estreme per dimensioni economiche e di bacino di utenza. Tali modelli sono esportabili in Italia? Se s, per quante squadre? Quale opportunit, non solo di redditivit ma soprattutto di finanziamento dellopera, avrebbe una societ di medie dimensioni di Serie A per non parlare di quelle provinciali?261 possibile, ad esempio, sostenere che lo stadio di Genova potr avere la stessa capacit di attrazione dellAmsterdam ArenA, impianto nato262 con lobiettivo di essere noto in tutto il mondo ed in grado di ospitare eventi sportivi e non in modo continuativo e di divenire il secondo centro della citt di Amsterdam? Che potr ottenere lo stesso livello di saturazione sportiva di uno stadio che ospita, oltre alle partite dellAjax, tutte le partite della nazionale olandese (oltre a vari sport minori)? Dove si tengono una media di 50 eventi non calcistici allanno, fra i quali concerti delle star musicali di spessore mondiale? Onestamente non si pu. E se non si pu sostenere tale capacit di attrazione, anche turistica, della Citt e dellimpianto, risulta pi difficile pensare che lo stesso possa produrre sufficienti ricavi per coprire le proprie spese. Se, invece, si ritiene che Genova debba avere una maggiore ambizione turistica, francamente, non si capisce come si possa prescindere dal preferire uno sviluppo dellaeroporto. possibile ipotizzare che uno stadio a Genova potr mai trovarsi, come accaduto per lEmirates Stadium, a quasi raddoppiare lofferta di posti a sedere263 e portare il livello dei costi della biglietteria e degli abbonamenti ad un valore del 40% superiore alla pi cara delle squadre di Serie A, come fatto dallArsenal per incrementare i ricavi da stadio? Si ritiene quindi che Genova possa avere necessit di uno stadio da 60.000 posti? E che un tifoso del Genoa o della Sampdoria sia in condizioni di sostenere un costo di 400 euro allanno per un abbonamento popolare in Gradinata? Anche in questo caso, onestamente, non si pu. possibile, infine, ipotizzare che a Genova liniziativa di costruire un 175

nuovo impianto veda intervenire, a fianco della squadra di calcio proprietaria dellimpianto, aziende del livello di Allianz, Adidas, Audi (come successo per lAllianz Arena) disponibili ad investire centinaia di milioni di Euro per contribuire alla copertura dei costi di finanziamento del progetto, permettendo cos di ridurne gli oneri e non pesare sul bilancio della societ di calcio? Purtroppo, non si pu. Genova diversa, come sintetizza efficacemente Curzio Maltese in un articolo del 2007: esiste la citt alta, la pi aristocratica e conservatrice d'Italia. La Genova dei quaranta palazzi nobiliari di via Garibaldi, invidia delle corti europee, eletti patrimonio dell'umanit dall'Unesco, ma in concreto propriet delle antiche famiglie, forzieri di marmo e oro con tesori incredibili; ancora, la Genova borghese di Albaro e Castelletto con dimore austere all'esterno ma dentro sfarzi, arazzi, pinacoteche e giardini smeraldo da far impallidire la collina torinese o Brera o le ville romane. Dalla citt alta le oligarchie controllano le rivolte e i traffici del porto e badano che nessuno prenda troppo potere in citt. Genova l'unica capitale italiana a non aver mai avuto una signoria. (<) Le dieci famiglie che contano vigilano l'una sull'altra (<). La borghesia conserva riti immutabili in circoli chiusissimi. Si pu venire ammessi col voto dei soci, biglie bianche e nere, e c' chi aspetta le bianche da trent'anni. Quasi ogni luned sera la mappa del potere si ritrova in galleria Mazzini, un tempo meta diletta di Montale e Calvino, e cena al ristorante Europa. Alle dieci precise si sgomberano i tavoli e parte lo scopone.264. Non pare che alcuno dei soggetti che hanno a pi riprese sostenuto queste tesi abbiano compiutamente rappresentato alla controparte del momento (tifoso, cittadino, lettore o telespettatore che fosse in quel momento) anche questa visuale della questione, cercando di fornire argomentazioni che consentissero la formazione di unopinione, di un giudizio autonomo. Eppure, dallanalisi dei tre stadi esteri emergono indicazioni applicabili anche a Genova; alcune di queste sono state ad esempio poste alla base del progetto di ristrutturazione del Luigi Ferraris : nel progettare limpianto opportuno riservare una parte degli spazi per aree destinate ad unutenza business, (Sky box, posti VIP, ecc.), se possibile anche aldil delle specifiche prescrizioni minime dellUEFA, in quanto queste garantiscono un elevato ritorno economico ed attivano un potenziale utilizzo dellimpianto anche al di fuori dei giorni di gara (riunioni di lavoro, catering, ecc.), con conseguente incremento dei 176

ricavi. Il caso dellArsenal emblematico, in quanto la squadra ottiene da tali categorie di posti circa il 35% del totale delle matchday revenues; le aree commerciali allinterno dellimpianto devono essere (preferibilmente) tematiche: museo della squadra, negozi dedicati al merchandising, ristoranti e club house 265. Possono esservi posizionati, come nel caso dellAllianz Arena anche i negozi degli sponsor principali. Le altre aree, se necessarie, sono ubicate allesterno; la copertura dellinvestimento dovrebbe far prevalere lutilizzo di mezzi propri da parte dellinvestitore con una percentuale del 70%. Lorigine pu essere mista: capitale degli azionisti, emissione di obbligazioni per coinvolgere la tifoseria, identificazione di possibili sponsor interessati a partecipare in qualit di soci-fondatori, vendita di propriet immobiliari. Nellidentificazione della percentuale di copertura attraverso mezzi propri , evidentemente, rilevante il valore assoluto dellinvestimento: un conto coprire un debito di 400/500 milioni di Euro, con esborsi annuali variabili fra i 25 ed i 30 milioni di Euro, altro conto se la cifra da finanziare pi contenuta e lesborso sostenibile nellambito del giro daffari della squadra. Gli esempi esteri, quindi, possono e devono essere analizzati. Ma vanno calati nel contesto della realt che si sta considerando. Tale passaggio va fatto con onest, allo scopo di non basare i propri progetti su premesse non replicabili.

SECONDO PREGIUDIZIO: NECESSARIO UN NUOVO CONCETTO DELLO STADIO


DI CALCIO

Lo stadio di calcio non pu pi essere considerato solo un contenitore vuoto e scomodo che vive qualche ora a settimana, in occasione degli eventi sportivi266. Tale tendenza non deriva tanto da una mutata richiesta del tifoso quanto dalla televisione che, contribuendo pesantemente a finanziare il mondo del calcio e dando una comoda alternativa di fruizione dello spettacolo, rende necessario costruire dei luoghi accoglienti perch lutente privilegi il prodotto Stadio rispetto al prodotto poltrona di casa. Non ancora una modalit di utilizzo degli impianti cui siamo abituati, si sostiene, perch gli stadi italiani non offrono strutture come quelle presenti da anni nel resto dellEuropa: non sono unattrazione per la famiglia in quanto non presentano le necessarie caratteristiche di offerta 177

(centro commerciale, spazi per giochi, ristoranti), ma una volta che queste esisteranno e che la logistica di accesso sar comoda (con strade, parcheggi, metropolitana), allora anche in Italia le abitudini potranno cambiare di conseguenza. Le osservazioni sono in parte condivisibili: un impianto moderno e dotato di comodit evidentemente pi attraente di un impianto scomodo e fatiscente. Fanno per riflettere le parole dellArch. Boeri (progettista dello stadio di Sestri), che nel 2008 sostiene: io starei sempre attento a ricordare che in Italia lapproccio al calcio non pu essere lo stesso che c negli Stati Uniti o comunque anche in Inghilterra. (<) Bisogna andarci piano sotto questo aspetto, cos come nellideazione dei nuovi impianti. Va bene che siano multifunzionali, per, non dimentichiamoci mai che il clou la partita. Io, ad esempio, nel progetto di Sestri le strutture commerciali le ho previste, per fuori dallimpianto267. Secondo questo professionista le strutture commerciali, che sono dichiarate indispensabili (in particolare in tutti i progetti presentati in Italia) per reggere il peso economico e finanziario della costruzione dellimpianto, non devono addirittura influire sullo stadio, che nasce e deve restare dedicato alla partita di calcio. Peraltro, nonostante lItalia abbia stadi considerati fra i pi vetusti e inadeguati dEuropa, analizzando il trend di spettatori della Serie A degli ultimi tre anni, non pare configurarsi quella fuga che viene talvolta dipinta. Genoa e Sampdoria sono addirittura in controtendenza, con numero di spettatori ed incassi in crescita negli ultimi anni. verosimile che, a livello nazionale, la progressiva stratificazione di normative di sicurezza possa aver indotto parte dei tifosi a disamorarsi dellevento sportivo vissuto dal vivo.
Spettatori (abbonati + gara) Genoa Sampdoria Media Serie A Totale Spettatori Incassi (biglietti + abbonamenti) Genoa Sampdoria Media Serie A Totale Serie A 2007/2008 476.573 413.725 438.794 8.775.883 2007/2008 6.877.964 5.110.512 7.985.664 159.713.278 2008/2009 508.637 440.967 469.630 9.392.600 2008/2009 7.709.078 5.272.787 8.696.344 173.926.877 2009/2010 515.376 480.627 458.394 9.167.870 2009/2010 7.798.897 5.892.470 8.422.222 168.444.443 Media 500.195 445.106 455.606 9.112.118 Media 7.461.980 5.425.256 8.368.077 167.361.533

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Incasso medio pro capite (a gara) Genoa Sampdoria Media Serie A

2007/2008 14,4 12,4 18,2

2008/2009 15,2 12,0 18,5

2009/2010 15,1 12,3 18,4

Media 14,9 12,2 18,4

Fonte: Elaborazione su dati Lega Calcio

La riduzione del numero complessivo degli abbonamenti, a Genova, per la stagione 2010/2011 sembra essere dovuta pi allintroduzione della Tessera del Tifoso ed al perdurare della crisi economica (per i pesanti riflessi che sta portando sulloccupazione cittadina) che non ad un progressivo abbandono dello stadio. Comunque nella prima parte del campionato le due squadre hanno avuto una presenza media di circa 23.300 spettatori a partita, contro i 24.950 dellanno precedente, con una riduzione del 7,3%. A livello nazionale, il calo stato del 7,64%268. Forse la correlazione fra comodit e frequentazione dello stadio, in Italia, meno importante di quello che si pensi. Pu darsi che ci derivi dallassenza di alternative e che la situazione non abbia ancora raggiunto quella soglia di scomodit tale da portare il tifoso a rinunciare al suo appuntamento quindicinale con la squadra. Non si pu certamente negare che gli stadi cos come concepiti oggi (incluso il Luigi Ferraris) non si prestino a consentire un utilizzo al di fuori dellevento sportivo. Questo , indubbiamente, un problema da affrontare e risolvere. Cos come difficile contestare largomentazione espressa (in maniera forse un po pittoresca) dal giornalista Renzo Parodi, secondo il quale allestero le arene calcistiche si sono trasformate in salotti, in teatri, liberate dalla feccia teppistica che impesta i nostri circhi predatori. Vi sembra che il nuovo (risale al Novanta) Ferraris assomigli ad un salotto? Vie daccesso e parcheggi inesistenti. Sedili stretti e scomodi, met dei quali esposti alle intemperie. Servizi igienici introvabili e scassati, soprattutto per le signore. Pochi e sgangherati punti di ristoro. Nessun ristorante, n una tavola calda. E non parliamo di spazi comuni, sale di divertimento, o altro. Uno scatolone vuoto. Eppure ce lavevano venduto come lo stadio che sarebbe stato vivo sette giorni su sette, con bar, pizzerie, sale giochi, palestre, bowling. Ricordo di avere scritto decine di articoli sul Secolo magnificandone le future virt di volano per il quartiere e la citt intera. Ci ero cascato. Il Ferraris Mondiale non ha mai ottenuto il decreto di abitabilit e il povero Tojo Sardelli, gloria rossobl degli anni Quaranta, col suo negozio di sedie ha dovuto fare fagotto. Altro che stadio moderno. Una porcheria, una delle tante fregature lasciateci in eredit da Italia 90. 179

Largomento dellinadeguatezza impiantistica oggettivamente forte ed inconfutabile. Per si presta anche ad altre domande, che invece non sono mai state poste, e che potrebbero aiutare ad inquadrare il problema in una maniera pi compiuta: la situazione descritta da Parodi del Luigi Ferraris un evento fatale, cio dovuto al normale degrado dell'impianto, oppure con piani di manutenzione ordinaria e straordinaria ben gestiti si sarebbe potuta evitare o mitigare? E la manutenzione programmata avrebbe fatto spendere pi o meno di quanto non costino gli interventi di emergenza? Accertato che, riprendendo una famosa espressione del giornalista genovese Piero Sessarego, al Luigi Ferraris non ci sono neanche i gabinetti, l'alternativa demolirlo e farne uno nuovo, oppure si pu pensare di intervenire con una ristrutturazione? Il rapporto costi/benefici (anche sociali) di questa ipotetica ristrutturazione in cosa si differenzia da quello che emergerebbe dalla costruzione di un nuovo impianto? Il pregiudizio non risiede sullesistenza o meno di una tendenza a cambiare il concetto stesso di stadio, ma sulla dichiarata impossibilit che il Luigi Ferraris possa prestarsi, mediante unadeguata opera di ristrutturazione, a divenire esso stesso uno Stadio moderno.

TERZO PREGIUDIZIO: LO STADIO DI PROPRIET INDISPENSABILE PER LA


SOPRAVVIVENZA DELLE SQUADRE

Visti i costi di gestione di una squadra di calcio, lo stadio di propriet viene dichiarato necessario per assicurare la stabilit ed il futuro. Renzo Parodi, addirittura, sottolinea come non si tratti di unesigenza per essere ai massimi livelli del calcio (ipotesi che per Genova auspicabile ma poco sostenibile) ma anche solo per mantenersi stabilmente nella parte sinistra della classifica (<) serve alla loro esistenza sportiva269. necessario perch incrementa le possibilit di profitto delle squadre derivanti dalle sponsorizzazioni (naming rights, pubblicit interna ed esterna), dalla gestione dei servizi accessori allo stadio (chioschi, ristoranti, Sky box, ecc.) e, soprattutto, dal merchandising (gadget e materiale della squadra). Anche il Presidente Garrone conferma che non ci sono alternative: senza uno stadio 180

di propriet la Sampdoria, ma anche le altre societ di calcio, non possono sopravvivere perch sarebbero fuori gioco rispetto alla concorrenza. Io non aspetter quel momento, molto prima prender delle decisioni che non mi facciano essere presente al momento della morte della societ 270. Come gi argomentato nel quarto capitolo, non la propriet dello stadio ad essere determinante (anche perch comporta ingenti oneri finanziari a medio e lungo termine), ma piuttosto la possibilit di usufruire degli spazi che un nuovo stadio pu offrire per lo sfruttamento delle iniziative commerciali. Infatti: lAjax non proprietaria dellAmsterdam ArenA (ha una quota del 7,1%), paga un regolare affitto per lutilizzo dellimpianto, ma ha beneficiato comunque di un incremento dei ricavi; lArsenal proprietaria dellEmirates Stadium, ma non avrebbe avuto la forza di realizzare linvestimento se non avesse potuto finanziarne una parte attraverso i proventi immobiliari derivanti dalla costruzione di Highbury Square (aree, peraltro, di sua propriet); LAllianz Arena dimostra che linvestimento in un nuovo impianto fonte di nuovi importanti ricavi (come sta accadendo per il FC Bayern), ma anche di possibili problemi, tanto vero che il TSV 1860 Mnchen (laltro proprietario originale), non appena retrocesso, ha dovuto vendere la propria quota per lincapacit di sostenerne i costi. Anche nel caso dello stadio di Sestri, chi propone, progetta, finanzia e realizza linvestimento non la squadra di calcio, ma un soggetto terzo271; ci non toglie che liniziativa venga lo stesso presentata come determinante per la sopravvivenza delle squadre di calcio cittadine. Ma, come dichiarato dal promoter del lavoro, Giacomazzi 272, lo stadio di Sestri da solo, pur con le sue potenzialit economiche, non un investimento che si autofinanzia e produce reddito. Tanto che, argomenta Parodi, per costruirlo e gestirlo senza dissanguarsi occorre concepire un progetto pi ampio, che comprenda magari altri impianti sportivi e comunque almeno un centro commerciale. Chi costruisce a proprie spese (neppure un euro di denaro pubblico) avr in cambio la concessione per sfruttare per tot anni le strutture che fanno da corona allo stadio. Il business vero sta li 273. Non chiaro, a questo punto, perch si continui a puntare sul concetto di stadio di propriet di Genoa e Sampdoria e si faccia leva, oltre ai vari 181

benefici economici (questi s, veri) derivanti da una struttura che garantisce opportunit di ricavo (che lattualeLuigi Ferraris sembrerebbe non consentire), anche sul presunto rafforzamento patrimoniale che limpianto garantirebbe alle due squadre. Genoa e Sampdoria non avrebbero nessun rafforzamento patrimoniale (peraltro, sarebbe un effetto solo nel lungo periodo) dalla costruzione di uno stadio non di loro propriet. Gli investitori del progetto, invece, s. Ma allora perch il dibattito si concentrato sullimportanza della propriet dello stadio, quasi che tale istituto giuridico avesse la capacit di generare, di per se stesso, nuovi ricavi? Forse perch, se si fosse rappresentata la realt (cio che non la propriet dello stadio a generare ricavi, ma la possibilit di sfruttare al meglio gli spazi che in esso possono essere messi a servizio di iniziative commerciali), il buon senso avrebbe portato ad esplorare prioritariamente fattibilit e costi di una ristrutturazione dellimpianto esistente. Un Luigi Ferraris ristrutturato, come dimostra lo studio della Fondazione Genoa 1893, pu consentire la gestione di spazi commerciali sufficienti ad assicurare lautosufficienza dellimpianto, ad incrementare i ricavi commerciali delle squadre (museo, merchandising, ecc.). Non consente per allinvestitore di ottenere altro utile se non quello di avere un impianto a norma, comodo e fruibile dai tifosi, che migliora il conto economico della societ: un progetto nato a servizio delle squadre di calcio e non dei loro proprietari. Non vi ovviamente nulla di illecito in tutto ci: i presidenti delle squadre di calcio non sono dei benefattori ed quindi ragionevole che ricerchino le modalit loro pi congeniali per ridurre i costi di investimento che devono sostenere ogni anno. Se non si riesce a coprire i costi della squadra attraverso il controllo dei costi e la massimizzazione dei profitti diretti (sponsorizzazioni, diritti televisivi, calciomercato), lazionista costretto a intervenire con finanziamenti e ricapitalizzazioni - deve identificare una modalit di copertura di questo suo continuo esborso finanziario. Differentemente si giunge al momento in cui il prezzo da pagare per il divertimento di essere proprietario di una squadra di calcio diventa 182

troppo alto e si decide di disimpegnarsi. Forse questo il messaggio che il Presidente Garrone vuole lanciare quando afferma che non sarebbe stato inerme ad assistere al declino della Sampdoria quando dichiara: Continuo a sperare che la vicenda dell'aeroporto possa sbloccarsi, se non sar cos (<) andremo a costruire l'impianto nel basso Piemonte. L, ci sono Comuni che farebbero ponti d'oro per un simile investimento. Ho salvato la Sampdoria, non voglio vederla morire274.

QUARTO PREGIUDIZIO: IL LUIGI FERRARIS UN UNICUM NAZIONALE PERICOLOSO 275 Il Sindaco Marta Vincenzi definisce cos il Luigi Ferraris per la sua posizione allinterno di un quartiere popoloso e per la vicinanza al Bisagno un fiume che ogni venti anni esce dagli argini. Non sola. Anche la stampa afferma che il Luigi Ferraris non potr mai diventare una risorsa e la sua gestione diretta non potr mai essere remunerativa, perch lo stadio non ha possibilit di incrementare i propri ricavi essendo incastrato fra le case, le carceri e il torrente che il Piano di Bacino impedisce di coprire ulteriormente 276. La prima parte del pregiudizio espresso riguarda la posizione del Luigi Ferraris : centrale, in un quartiere popoloso. Losservazione non , di per s, sbagliata. Rimane da capire se il Luigi Ferraris sia veramente uno dei pochi stadi in queste condizioni e, soprattutto, se le squadre di calcio che hanno costruito nuovi impianti in Europa abbiano effettivamente scelto la strada di localizzarlo nelle periferie o se, invece, esistano altri casi di nuovi impianti, anche recentemente ristrutturati o costruiti, che sono rimasti allinterno delle citt.

Torino, Olimpico 183

Napoli, San Paolo

Firenze, Artemio Franchi

Madrid, Santiago Bernabeu

Parma, Ennio Tardini


Fonte: immagini tratte da Google Maps

Londra, Stamford Bridge

Non vero che gli impianti siano tutti in periferia. O, quantomeno, non una conditio sine qua non, come viene trasmessa. Anzi, buona parte degli impianti, anche di dimensioni maggiori a quelle del Luigi Ferraris, sono in zone centrali della citt e se ricostruiti vengono posizionati in zone centrali delle citt (come ad esempio nel caso del nuovo Mestalla di Valencia). Se Genova non avesse ancora un impianto, ragionevolmente ci si indirizzerebbe su di una localizzazione non cos centrale. Forse, per, pi per il valore di mercato di unarea come quella che oggi ospita il Luigi Ferraris (se riconvertita a destinazione residenziale), che non per mera scelta di urbanizzazione. per un fatto che larea di Sestri stata identificata dal team di studio incaricato da Riccardo Garrone solo dopo aver progressivamente scartato le altre opzioni, evidentemente non praticabili. Il che fa presupporre, vista anche la particolare orografia cittadina, che potrebbero non esistere spazi disponibili per un nuovo impianto, salvo sacrificare altre necessit cittadine ritenute strategicamente pi rilevanti (porto, aeroporto, aree industriali).

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infine curioso che lalternativa di uno stadio posizionato accanto ad un aeroporto sia stata oggetto di una Lettera di Intenti firmata dal Comune e non abbia anchessa goduto della definizione di unicum nazionale pericoloso. Il che stupisce, viste le osservazioni di ENAC e dellAssociazione Nazionale Piloti sulle possibili problematiche inerenti la navigazione aerea, considerando inoltre che la presenza di trentamila persone accanto ad un aeroporto non pu non generare delle ripercussioni sulla gestione della sicurezza allinterno dellaeroporto stesso. Lo stesso problema (la sicurezza) viene quindi apparentemente affrontato con visuali opposte, forse strumentali allobiettivo che in quel momento si voleva perseguire.

La seconda parte del pregiudizio riguarda, invece, i rischi di esondazione del Bisagno, che un torrente con caratteristiche particolari, indotte anche dalle coperture degli affluenti effettuate nel corso del tempo (nel 2008 stato indicato dalla Protezione Civile nellambito delle principali aree da tenere sotto monitoraggio e sulle quali intervenire). Il vigente Piano di Bacino ricorda che le verifiche idrauliche e gli studi idrologici effettuati individuano lungo lasta principale del torrente Bisagno, nel tratto terminale coperto (dallo sbocco a mare al ponte ferroviario di Brignole) ed in quello scoperto compreso fra il ponte ferroviario e la confluenza con il rio Fereggiano le principali criticit idrauliche del bacino con particolare riferimento al rischio di inondazione. Il tronco pi critico quello terminale (dove sono in corso i lavori dal 2004, ndr) a causa della grave insufficienza del tratto canalizzato e coperto per il quale la portata di piena con periodo di ritorno 200-ennale stimata in 1300 m3/s, valore che supera ampiamente la sua attuale capacit di smaltimento, calcolata in 500 m3/s in fase di progetto; valore superabile con periodo di ritorno 20-ennale-50-ennale e superato pi volte, sia nel corso di questo secolo, sia in precedenza. Lelevato rischio di esondazione per superamento della capacit di smaltimento del tronco canalizzato e coperto comporta pericolosi effetti di rigurgito a monte. Tali effetti si ripercuotono fino alla confluenza del rio Fereggiano e sono amplificati dalla presenza di ulteriori manufatti di attraversamento e/o strutture interferenti con lalveo. Conseguenza dellattuale configurazione geometrica, assai lontana da quella naturale, unelevata suscettibilit al rischio di inondazione che, a causa dellelevata densit del tessuto urbano circostante, delinea una situazione di vera e propria emergenza idraulica. 185

Va rilevato, in proposito, come la possibilit che una consistente zona urbana, sede di importanti insediamenti residenziali, commerciali e di servizio, sia soggetta a inondazioni con frequenza poco pi che ventennale rappresenta, sia a livello italiano che europeo, un caso limite di vulnerabilit alluvionale 277. Il problema esiste, in particolare per larea che dalla Stazione di Genova Brignole va fino al mare, ma con riflessi anche verso monte, cio quella di Marassi dove situato lo stadio. Ma nel momento in cui, parlando dello stadio, si dice che vicino a un fiume che ogni venti anni esce dagli argini, si trasmette al cittadino la percezione di un rischio potenzialmente pi alto di quello che in realt, perch larea dove insiste lo stadio sottoposta ad un rischio duecentennale. Per meglio comprendere il concetto, forse utile fare riferimento ad un intervista allIng. Bernardo De Bernardinis, Direttore dell' Ufficio Prevenzione e Previsione dei Rischi Naturali presso la Protezione Civile (che, tra laltro, genovese e conosce bene il problema). Alla richiesta di commentare la notizia dellinserimento del Bisagno fra i principali rischi sottoposti a monitoraggio da parte della Protezione Civile, afferma che il Bisagno uno dei problemi che occorre affrontare subito. Non bastano i circa 200 milioni di euro spesi finora per rifare la copertura: divisi in due lotti stanno permettendo di riportare il corso d' acqua alla sua portata di progetto, ai 500 metri cubi d'acqua al secondo che pu abbracciare. In caso di piena alluvionale, per, la portata sale a 1200 metri cubi al secondo. quella che noi chiamiamo bicentenaria - precisa de Bernardinis - che non riesce a defluire sotto il ponte della ferrovia e rigurgita verso monte, allagando Borgo Incrociati. Il miracolo sarebbe lo Scolmatore, un canale in galleria, che serva ad alleggerire il Bisagno e nel suo lungo tragitto raccoglierebbe i rivi Rovare e Noce: sei chilometri e 150 metri di tracciato, di diametro 9 metri, da realizzare in 5 anni. Il tunnel partirebbe dalla Sciorba, da 15 metri di altezza sul livello del mare, con una pendenza dello 0,2% attraverserebbe mezza citt, finendo in corso Italia ed utilizzando la galleria del Fereggiano, gi realizzata durante le Colombiane del '92 278 Il Luigi Ferraris ubicato in un tratto del Bacino del Bisagno considerato a rischio duecentennale di piena, non ventennale, n cinquantennale. Tale rischio sar ulteriormente diminuito quando, al termine dei lavori in corso, dovr essere affrontato il vero nodo cruciale: la portata del torrente nel

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passaggio sotto il ponte della ferrovia di Genova Brignole e, al termine, lo scolmatore. Non sono opere necessarie per il Luigi Ferraris : sono opere che mettono in sicurezza unarea abitata da qualche decina di migliaia di Genovesi, con case, scuole, negozi, centri commerciali. una soluzione che gli Enti preposti devono perseguire aldil della permanenza del Luigi Ferraris nella sua attuale ubicazione.

QUINTO PREGIUDIZIO: IL LUIGI FERRARIS NON A NORMA Nel terzo capitolo sono state presentate le normative che devono essere rispettate da un impianto sportivo quale il Luigi Ferraris. Si tratta di uninsieme di regole nazionali, cui si aggiungono delle prescrizioni specifiche emanate dalle Federazioni (FIGC e UEFA) che sono competenti per gli aspetti specifici del gioco del calcio. LArch. Burlando ha analizzato le attuali carenze del Luigi Ferraris, rappresentando lo stato dellarte. Questo gi un primo passo verso la comprensione del problema che, per un lungo periodo, stato oggetto di confusione. La discussione sul Luigi Ferraris si , infatti, spesso concentrata sul presunto mancato rispetto delle vigenti normative e, in seconda battuta, sulle cause insanabili di tale situazione. Il risultato stato quello di presentare limpianto come irrecuperabile, aprendo cos la strada ad una inevitabile scelta alternativa. Tale atteggiamento ha coinvolto numerosi soggetti, se vero che ancora alla fine di settembre 2009, quando ormai il tema dello stadio era allordine del giorno da tre mesi, si poteva leggere sul sito di un giornale cittadino un giornalista dichiarare in termini pi strettamente calcistici, non a norma per la Federcalcio (il sindaco Pericu per 15 anni ha firmato lagibilit in deroga, settimana dopo settimana), e neppure per lUefa che ha richiesto linstallazione di seggiolini a norma, intervento rivelatosi impossibile (<) perch i gradoni sono profondi appena 40 cm salvo poi, dieci giorni dopo, scrivere che Il Ferraris a norma per gli standard italiani, non per quelli europei, tanto che il Genoa costretto a richiedere la deroga per ogni incontro internazionale. Peccato che questa seconda affermazione, apparentemente positiva, fosse contenuta in un pi ampio articolo nel quale, comunque si dava evidenza 187

dellimpossibilit per il Luigi Ferraris di poter ospitare gare dei Campionati Europei. Per maggiore precisione: Il Sindaco di Genova non pi obbligato a firmare le deroghe settimanali per lutilizzo dellimpianto gi a partire dal dicembre del 2006 I seggiolini non sono stati installati nellestate del 2009 per motivi che prescindevano dalla profondit dei gradoni, tanto vero che questanno il lavoro stato eseguito e la Sampdoria pu regolarmente giocare in Europa League senza aver avuto necessit di deroghe su questo specifico tema (che, invece, erano state effettivamente richieste lanno precedente dal Genoa).

Pur non avendo accesso alla documentazione presentata da Genoa e Sampdoria per lottenimento della Licenza UEFA, le due squadre dovrebbero aver richiesto alla FIGC le seguenti deroghe rispetto alle vigenti normative UEFA (edizione 2010) per uno stadio di Categoria 3: Art. 6: distanza dellarea di riscaldamento dalla linea laterale inferiore alle previsioni; Art. 8: distanza delle panchine dalla linea laterale inferiore ai 5 metri previsti; Art. 20: numero e tipologia dei servizi igienici inferiore alle previsioni UEFA; Art. 63: numero posti VIP inferiore ai 250 richiesti Artt. 64-70: aree di lavoro per i media con numero di posti riservati e dotazioni infrastrutturali inferiori ai quelle richieste. invece venuta meno la deroga (in passato necessaria) relativa alla presenza di posteggi per 400 pullman in prossimit dello stadio, in quanto ledizione 2010 del Regolamento UEFA non contiene pi tale prescrizione. Le deroghe che devono essere richieste non riguardano quindi aspetti fondamentali della vigente normativa. Lattenzione dellUEFA (e dei governi nazionali) prioritariamente rivolta alla sicurezza degli eventi sportivi, rispetto alla quale il Luigi Ferraris, gi oggi, non presenta significative problematiche.

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Il fatto che il rispetto delle norme da parte dello stadio fosse cosa quasi stupefacente si comprende anche dallincipit di un articolo del 19 ottobre 2009: L'ultima scoperta una rivoluzione: Il Ferraris a norma, del resto altrimenti non ci si potrebbe giocare. La rivela una fonte della Federcalcio, che preferisce mantenere la riservatezza come se avesse svelato il terzo segreto di Fatima. Eppure, tutto vero: lo stadio di Marassi rispetta i parametri Uefa279. Una rivoluzione, oppure il risultato di unanalisi finalmente condotta con obiettivit? Il Luigi Ferraris, oggi, rispetta appieno le normative nazionali e quelle specifiche della FIGC. Possiede delle lacune infrastrutturali, parte delle quali sono state oggetto di interventi nel corso dellestate 2010, che impongono di chiedere delle deroghe per poter ospitare competizioni UEFA. Ma pu essere oggetto di una ristrutturazione che, nel risolvere in maniera definitiva tutti questi aspetti (ed anche il problema del terreno di gioco), consenta nel frattempo di dotare limpianto di tutte quelle tipologie di offerta accessoria che caratterizzano i nuovi stadi e garantiscono alle squadre le nuove fonti di ricavo necessarie alla gestione della propria attivit.

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PARTE TERZA: LO STUDIO DI FATTIBILIT DELLA FONDAZIONE GENOA 1893

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CAPITOLO 6 LA POSIZIONE DELLA FONDAZIONE GENOA 1893


Il 28 settembre 2009, la Fondazione Genoa 1893 annuncia che in fase di predisposizione uno studio di fattibilit per verificare le possibilit di ristrutturazione e rifunzionalizzazione dello Stadio Luigi Ferraris. Continua il dibattito sullipotesi di un nuovo stadio genovese, sulla quale ben nota la posizione ripetutamente manifestata dalla Fondazione Genoa 1893. Sorprende che, mentre sembra che la proposta della localizzazione che interferisce con le aree aeroportuali sia destinata a cadere, quantomeno per ovvie ragioni di salvaguardia dello sviluppo aeroportuale, comincino a circolare nuove voci circa altre ipotesi che hanno un elemento comune: labbandono del Luigi Ferraris. Sembra allora di assistere ad un vero e proprio partito preso contro lattuale impianto e la sua sede storica, motivato su veri e propri pregiudizi. La Fondazione Genoa 1893 intende farsi promotrice di un lavoro di studio e approfondimento tecnico, urbanistico, economico, volto alla individuazione di soluzioni che assicurino il mantenimento della localizzazione e delle caratteristiche attuali e, nel contempo, mediante una opportuna ristrutturazione nellambito di una risistemazione ottimale dellintera zona, lefficienza e leconomicit dellimpianto, cos da consentire di verificare e sfatare i pregiudizi anti Ferraris che da pi parti si vogliono accreditare. Confidiamo che le Autorit competenti non si sottrarranno al confronto su di un tema che, oltre al futuro dellattuale Stadio, cos caro alla comunit genoana, coinvolge un problema di civilt, insoluto e urgente: quello della realizzazione, in altra pi idonea zona, di una casa circondariale adeguata al valore di umanit della pena e alle sue finalit di rieducazione, come impone la carta costituzionale. La Fondazione Genoa 1893 aveva iniziato da qualche tempo a lavorare sul progetto, soprattutto sotto il profilo tecnico. LArch. Roberto Burlando aveva quindi gi compiuto un lavoro di analisi e verifica preliminare delle condizioni per la ristrutturazione dello Stadio, allo scopo di identificare un ventaglio di possibili soluzioni alle varie problematiche dellimpianto. Di seguito viene riportato il testo del documento rilasciato alla stampa il 12 novembre 2009, quando lAvv. Andrea DAngelo (in allora uno dei Reggenti della Fondazione Genoa 1893) ha introdotto la conferenza stampa 193

per la presentazione del progetto di ristrutturazione dello Stadio Luigi Ferraris, elaborato dalla Fondazione Genoa 1893280. utile leggerlo prima di passare allanalisi del progetto, allo scopo di inquadrare lo spirito che ha animato liniziativa.

1. LE RAGIONI E LO SPIRITO DELLINIZIATIVA Il succedersi di proposte e di idee per la realizzazione a Genova di un nuovo stadio destinato ad ospitare Genoa e Sampdoria appare motivato dal presupposto indimostrato dellimpossibilit di interventi che rendano il Luigi Ferraris i) conforme alle normative nazionali e internazionali, ii) suscettibile di una gestione pi economica che soddisfi le aspettative delle Societ calcistiche di un pi profittevole esercizio della propria attivit, iii) non oneroso per lAmministrazione comunale e per la Societ alla quale essa ha conferito limpianto. Poich non risulta che uno studio approfondito sia stato da alcuno fino ad oggi realizzato per verificare questo assunto, esso appare, allo stato, un vero e proprio pregiudizio. La Fondazione Genoa 1893 ha pertanto assunto liniziativa di realizzare, grazie allapporto di qualificati professionisti animati dalla condivisione delle finalit della Fondazione, uno studio preliminare con lo scopo di i) verificare il corrente pregiudizio anti Ferraris (che tale si effettivamente rivelato in esito agli approfondimenti svolti), ii) offrire alle Societ calcistiche e alle Autorit un contributo del quale esse potranno tener conto nelle loro valutazioni circa il futuro impiantistico del calcio professionistico genovese, sul quale potranno svolgere gli approfondimenti e gli sviluppi progettuali opportuni e nella considerazione del quale potranno formare le determinazioni che loro competono. In questa iniziativa la Fondazione Genoa 1893 stata animata da ragioni di rispetto e di difesa della tradizione storica del Genoa, della quale il Ferraris costituisce fondamentale componente, rendendosi interprete dei diffusi e intensi sentimenti della Comunit genoana. Ma ha voluto spogliarsi di tentazioni partigiane e antagonistiche: lo Stadio stato teatro di tutta la storia calcistica genovese del 900 ed il luogo in cui tutti gli appassionati genovesi hanno, per generazioni, vissuto lo spettacolo, le esperienze e le emozioni del calcio. E ha voluto affrontare lo studio delle problematiche 194

che concernono lo Stadio in modo razionale e professionale, nella corretta considerazione delle legittime aspettative economiche delle Societ di calcio e degli interessi della collettivit, dei quali il valore sociale del calcio una delle componenti.

2. I CRITERI INFORMATORI DELLO STUDIO a) Lo Stadio e le Carceri La Fondazione Genoa 1893 ha sempre auspicato che la destinazione carceraria venga dislocata altrove, liberandone gli edifici e le aree attualmente ad essa adibiti. Ci non soltanto a ragione della contiguit con limpianto sportivo e per motivi che attengono alla migliore vivibilit del quartiere, ma anche, e in primo luogo, per i valori di civilt e umanit che esigono la realizzazione di un istituto ad essi adeguato e conforme alle normative e ai criteri pi moderni, cos da assicurare condizioni di vita e di rieducazione ottimali. Tuttavia lo Studio della Fondazione considera lipotesi di un intervento sul Ferraris, nella sua attuale posizione, indipendente dalla auspicata eventualit dello spostamento delle carceri. In tal senso lintervento risulta immediatamente realizzabile, in modo indipendente dalle incertezze e dai tempi di maturazione e realizzazione della suddetta ipotesi. Peraltro, lo spostamento delle carceri consentirebbe lottimizzazione urbanistica e sociale dellintera zona e offrirebbe opportunit di insediamenti sinergici alliniziativa di rifunzionalizzazione del Ferraris, con cospicui incrementi delle potenzialit reddituali del Progetto che lo concerne. Lo Studio della Fondazione dunque limitato alla prima fase, considerata come autonoma, ma lintervento prospettato riceverebbe considerevoli benefici ulteriori dallattuazione della seconda fase, per la quale si auspica si attivino sollecitamente le Autorit competenti. b) Le normative Lo Studio ha verificato gli elementi di non conformit dellimpianto alle normative nazionali e UEFA e individuato gli interventi necessari alladeguamento, accertandone la fattibilit e stimandone i costi.

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Indipendentemente da ogni valutazione di merito circa lipotesi del perseguimento dellinserimento di Genova nellambito della candidatura italiana ai Campionati Europei del 2016, lo Studio ha verificato le esigenze di adeguamento dellimpianto a questo scopo, verificandone la fattibilit e stimando i relativi costi. Lo Studio si dato carico di opportunit di miglioramento di alcune caratteristiche dellimpianto anche al di l delle esigenze imposte dalle normative. Talch gli interventi prospettati conseguirebbero risultati di qualit dellimpianto addirittura eccedenti rispetto a quelle richieste dalle normative, con ricadute urbanistiche positive per il quartiere e con costi infrastrutturali che, pur investendo le aree limitrofe allimpianto, in realt non sono propriamente inerenti alle esigenze di adeguamento dello Stadio. c) Interventi infrastrutturali eventuali Lo Studio non ha mancato di considerare profili estranei alladeguamento dellimpianto alle normative e, infatti, non menzionati nella recente analisi della ICON, promossa dalla FIGC. Essi attengono a problematiche che sono state in vario tempo prospettate e che, peraltro, riguardano il quartiere nel suo complesso. Lo Studio menziona pertanto interventi infrastrutturali che comporterebbero unottimizzazione delle condizioni del quartiere e della fruibilit dello stesso Stadio, leventualit della cui realizzazione, nellinteresse pubblico, compete, ovviamente, allAmministrazione di valutare. d) Interventi volti ad incrementare le potenzialit dello Stadio di generazione di ricavi Lo Studio ha assunto tra i suoi obiettivi primari lindividuazione di interventi di rifunzionalizzazione dello Stadio che consentano di creare le condizioni per incrementare le potenzialit dellimpianto di generazione di ricavi. Ci sia mediante la modificazione e il riutilizzo di spazi gi esistenti sia mediante la creazione di nuovi spazi. Ne risultano condizioni di finanziabilit del Progetto e ricadute positive per i conti economici delle Societ di calcio. Lo Studio non manca al riguardo di offrire spunti circa voci di ricavo rese possibili dal prospettato intervento di rifunzionalizzazione, che sono 196

destinati ad essere sviluppati nelle ulteriori fasi di studio e progettazione finanziaria.

3. DUTTILIT DEI RISULTATI DELLO STUDIO RISPETTO A VARIABILI


DIPENDENTI DA VALUTAZIONI DI TERZI

Il senso delliniziativa della Fondazione consiste nellofferta di un contributo ai soggetti, Amministrazione Comunale e Societ di calcio, che sono a vario titolo interessati alla rifunzionalizzazione del Ferraris. Pertanto si voluto formulare soluzioni che si prestino agevolmente ad essere adattate a esigenze ulteriori o a opzioni che fossero espresse dai soggetti interessati, ovviamente con conseguenti variazioni della stima dei costi. Ad esempio, mentre lo Studio prospetta la creazione di nuovi volumi sul fronte verso il Bisagno, anche prevista la possibilit di creare volumi ulteriori dal lato opposto per il caso in cui le valutazioni costi-benefici delle Societ di calcio conducessero alladozione di tale ulteriore intervento. Le stesse soluzioni progettuali che sono state formulate nellambito dello Studio sono, ovviamente, destinate ad essere sottoposte alle valutazioni di ordine architettonico ed estetico e agli sviluppi progettuali dellAutore dellopera, Arch. Vittorio Gregotti, che la Fondazione non ha mancato di interpellare in questa fase di studio preliminare. Inoltre, pur essendo state le soluzioni prospettate dallo Studio formulate nella considerazione e nel rispetto delle normative, non possono escludersi indicazioni ulteriori degli enti preposti, che sono suscettibili di essere recepite.

4. CARATTERE PRELIMINARE DELLO STUDIO E FASI ULTERIORI Il carattere preliminare dello Studio e la sua sottoposizione alle valutazioni, e decisioni, di soggetti a vario titolo interessati o competenti comporter, ovviamente, fasi ulteriori di studio e di progettazione, sia di ordine architettonico che finanziario, nonch di ordine giuridico e contrattuale con riguardo allimpianto dei rapporti tra Amministrazione Comunale, SportInGenova S.p.A., proprietaria del Ferraris, enti finanziatori, eventuale entit promotrice. Sotto questultimo profilo, lo Studio non esprime 197

soluzioni, poich queste dipenderanno dagli orientamenti e dalle volont dellAmministrazione Comunale, di SportInGenova e delle Societ di calcio.

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CAPITOLO 7 I PRINCIPALI ASPETTI PROGETTUALI


(a cura dellArch. Roberto Burlando Studio Burlando Architettura) Il progetto, nella sua parte di analisi e sviluppo tecnico-architettonico, ha coinvolto un team di diversi professionisti e professionalit, guidato dallArch. Roberto Burlando. Fra tutti stata particolarmente preziosa la disponibilit dellIng. Attilio Bricchetto, che pu vantare una profonda conoscenza del Luigi Ferraris, avendo operato con l'incarico di Project Manager nel corso della ristrutturazione dello stadio realizzata per i Mondiali di Italia 90. Parte della presentazione dellArch. Burlando reperibile sul sito di Primocanale Sport281, che era presente allevento e lo ha trasmesso in diretta.

ALCUNE CONSIDERAZIONI INTRODUTTIVE Analizzare il Luigi Ferraris vuol dire, sostanzialmente, analizzare un pezzo di Citt. La storia dellevoluzione urbanistica ed il cuore non solo di un quartiere, ma di un intero territorio. Non avevamo un diktat. Lidea di riqualificare il Luigi Ferraris non nata da zero. Non dovevamo ristrutturare il Luigi Ferraris : il nostro compito, da subito, stato verificare la fattibilit di un intervento di riqualificazione dello stadio di Genova. Anzi, ogni giorno che trascorrevamo a verificare i requisiti di normativa e li confrontavamo con lo stato dellarte, ci convincevamo sempre di pi della difficolt dellimpresa. Ma noi non dovevamo difendere il Luigi Ferraris, dovevamo verificare se fosse o meno possibile, conveniente, fattibile. Dopo i primi approcci (negativi), lo stadio stesso e lurbanistica della citt, le sue evoluzioni e le sue storie, ci hanno disegnato la via e tutto sembrato chiaro. Pezzo dopo pezzo, tutti i dubbi e le perplessit si sono sciolte e ogni vincolo ed ogni problema stato risolto.

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Attenzione, questo va sottolineato, la fattibilit, della possibile riqualificazione del Luigi Ferraris, non vuol dire che questa sia lunica soluzione. Abbiamo dimostrato che questa diventata una possibilit: la scelta se percorrerla o meno non solo tecnica od economica, ma certamente politica, ovvero di visione. Mettere a disposizione della Citt la possibilit di questo intervento stato per il team motivo di orgoglio e soddisfazione, al di l del tifo e del legame con lo Stadio Luigi Ferraris. Il nostro approccio stato soprattutto tecnico. La scelta urbanistica della localizzazione dello stadio in un quartiere popoloso come Marassi certamente un tema importante. Se da un punto di vista di vivibilit pu essere un problema, la realt dello stadio nel cuore della citt risolve molti nodi e molti problemi. In parecchi Stati Europei i grandi complessi sportivi sorgono nei quartieri cittadini, si pensi solo agli stadi inglesi o spagnoli. A livello infrastrutturale certamente pi semplice la gestione degli spostamenti e degli accessi. E consente allo stadio di diventare, potenzialmente, un bene per la comunit e non una cattedrale nel deserto. Il mito del centro commerciale con uno stadio allinterno non una filosofia da Genoa, ma neppure da Sampdoria, credo. La nostra realt cittadina fatta di cuore e di colore; lo stadio per la comunit ed il territorio. Il centro commerciale intorno allo stadio rende lelemento architettonico soltanto come una scatola vuota, non vive insieme alla citt, vive solo per il business del momento. Genova non ha bisogno di una scatola vuota e di un megastore, ha bisogno di un centro di vita e di sport, di attivit culturali e di centro aggregativo sette giorni su sette. Il Luigi Ferraris sempre stato questo, nei decenni trascorsi. Oggi ha perso questo suo elemento aggregativo soltanto per le normative di sicurezza che lo hanno parificato ad un carcere, pi che ad uno stadio. Uno dei temi affrontati, quindi, stato quello di trasformare il suo presunto difetto, la localizzazione, in un pregio. Il Luigi Ferraris doveva diventare un elemento attrattore e colloquiare con la citt. Riteniamo di esserci riusciti.

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Il grande parco, la possibilit di realizzare eventi e manifestazioni allinterno dello stradio, ma anche allesterno, il miglioramento della sicurezza idraulica e pubblica, sono tutti temi che hanno fatto ribaltare loggetto del progetto (lo stadio) facendo diventare tema dello studio, in fondo, la citt ed i suoi abitanti.

LA FILOSOFIA DI PROGETTO Il progetto ha considerato alcuni aspetti prioritari: la riqualificazione del Ferraris deve diventare occasione e fattore di miglioramento per tutto il quartiere, che costituisce unarea cruciale del tessuto cittadino: un progetto nella Citt e con la Citt per diventarne parte e migliorarla; linvestimento relativo alla riqualificazione dello Stadio deve riflettersi in un beneficio per il quartiere. In tal senso, occorre dotare lo Stadio di un ampio polmone verde, che possa anche fungere da spazio di sfogo e sicurezza nel momento della partita di calcio, ma che possa essere utilizzato 365 giorni lanno dal quartiere; definire interventi infrastrutturali, pur non indispensabili alladeguamento dellimpianto alle normative, che promuovano il quartiere nella prospettiva di una pi ampia riqualificazione connessa anche allauspicata dislocazione della destinazione carceraria e di una integrazione nel tessuto cittadino al servizio della Citt. In tal senso perseguire una accessibilit compatibile e sostenibile, con inserimento di viabilit alternative, parcheggi di testa e viabilit leggera; deve essere un progetto partecipato, con la massima collaborazione degli abitanti, per aumentare i servizi e rendere limpianto vivo 7 giorni su 7, capace di trasformarsi e di plasmarsi con il quartiere e con la citt, anche utilizzando loccasione della dismissione del Mercato Ortofrutticolo, vero macigno sul quartiere. realizzare interventi di riqualificazione diretti alla pancia dello Stadio ed al suo interno, anche rivolti al campo da gioco e alle tribune, per consentire la massima capienza, sempre con adeguamento alle normative nazionali ed UEFA. previsione di interventi rivolti alle mitigazioni del rischio idraulico a beneficio del quartiere.

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PRIMI DATI DI PROGETTO STUDIO DI FATTIBILIT Stadio Il progetto prevede che lo stadio subisca un importante intervento di adeguamento e ammodernamento, con rimodellamento delle gradonate per i distinti e delle gradinate nord e sud. Le opere di ristrutturazione interverranno anche in tribuna, con lo spostamento dellarea stampa a livello della tribuna superiore, la creazione di 28 skybox e poltrone vip nella tribuna inferiore. La capienza totale dello stadio subir una riduzione dagli attuali nominali 36.569 posti agli effettivi 32.960 del progetto. Le gradinate sono gli spazi maggiormente incisi dalladeguamento delle normative, ma le conseguenti riduzioni possono trovare compensazione con la proposta di destinare circa 1.000 posti dei distinti laterali a ogni gradinata, rendendoli un tuttuno con la stessa e suggerendo di proporli al medesimo prezzo popolare di ingresso. Verranno adeguati gli spogliatoi e gli spazi della stampa, oggi carenti e verranno inseriti nuovi e moderni servizi igienici e spazi accoglienza. Le superfici necessarie verranno recuperate grazie alla realizzazione di lame esterne e di torri rettangolari modello San Siro in vetro, con notevole diminuzione e razionalizzazione delle superfici attualmente in uso. Il progetto delle lame e delle torri stato pensato in maniera da preservare la struttura originaria dellarchitetto Gregotti e dellelemento ancora esistente dellantico Luigi Ferraris, corrispondente alla parte inferiore della facciata lato tribuna. Al fine di ammodernare gli spazi e realizzare le superfici necessarie per gli adeguamenti interni richiesti, sono state due le alternative valutate: ampliare il fronte fino al limite del Bisagno, oppure andare a occupare gli spazi vuoti agli angoli della struttura Questa seconda soluzione consente di recuperare non solo spazi per attivit commerciali e vitali per lo Stadio, ma anche di realizzare alcune aree di calma e di sicurezza, per la distribuzione interna del pubblico e per il flusso e deflusso agevole degli spettatori. Il fronte del Ferraris (lato Bisagno) verr valorizzato da una volumetria in 203

vetro e acciaio realizzata sul prospetto storico, fino al tetto, ampliando gli spazi della tribuna e consentendo la distribuzione interna degli spettatori in arrivo dalle lame di accesso.

Tutta larchitettura diventer cos un complesso che vivr in simbiosi con il parco urbano, le lame diventeranno radici dalle quali prender vita la struttura che si ancorer nel terreno e che, grazie al flusso continuo della linfa vitale degli spettatori e dei tifosi, potr continuamente rinascere.

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Il campo da gioco verr adeguato alle dimensioni prescritte dalle normative UEFA, recuperando gli spazi utilizzando gli spalti inferiori, gi oggi occupati da posti non accessibili. Tutti gli interventi previsti consentiranno di migliorare la visibilit e di ottimizzare spazi e risorse, anche ipotizzando soluzioni modulari e modificabili in funzione delluso. Ad esempio, la tribuna stampa, progettata a norma UEFA, in occasione di incontri di cartello o semi finale UEFA, potr aumentare la capienza con agevoli modifiche e inserimenti di posti stampa, utilizzando una serie di poltroncine di tribuna superiore, gi predisposte. Lo studio prevede anche ladeguamento di tutti gli spazi interni alle pi moderne tecnologie software ed hardware, lallestimento wireless e di una rete intranet anche per i contatti esterno/interno e interno/interno. Oltre ci prevista la rivisitazione dellimpianto di sorveglianza a perimetro, con verifica delle coperture, incremento ed ammodernamento. Verr inoltre realizzata una piccola copertura in tensostruttura, collegata alla travatura esistente consolidata, per garantire che la totalit dei posti a sedere sia coperta. La verifica delle strutture consentir la realizzazione delle opere per ladeguamento antisismico dellimmobile, considerato un sito strategico, che saranno necessarie per ottemperare alle nuove direttive della normativa vigente in materia. stato pensato, anche se non incluso in questo progetto, un sistema di tendaggi mobili, del tipo utilizzato allo stadio di Wimbledon, per coprire totalmente la struttura. Infatti questa soluzione permetterebbe di rendere il Luigi Ferraris uno degli stadi italiani pi importanti per realizzare concerti ed eventi al coperto: consente di coprire velocemente lintero campo, senza creare problemi n quando aperta, n quando chiusa. Chiaramente dovranno essere adottati tutti gli accorgimenti tecnici per evitare che lutilizzo del campo possa compromettere il terreno da gioco. Ma non vediamo problemi irrisolvibili: in tutto il mondo gli stadi sono utilizzati come attrattori di eventi, grazie alla loro capienza ed alla loro predisposizione infrastrutturale per accogliere decine di migliaia di persone. Non si vede perch Genova dovrebbe temere danni irreparabili.

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Per quanto attiene alla tempistica si verificata la possibilit di realizzare gli interventi allinterno dello stadio (quelli che renderebbero non agibile lo stadio, con un impatto negativo sullo squadre), in 100 giorni, utilizzando la sosta del campionato per la realizzazione delle opere strutturali necessarie. Parco urbano Il progetto di fattibilit ha, nel suo indirizzo metodologico, lidea di realizzare interventi che possano essere utili e funzionali per la citt e per il quartiere. In questottica, quando si posto il problema degli spazi di sicurezza esterni e della decongestione di Corso De Stefanis, da subito, si ipotizzata la realizzazione di un secondo livello sopra lattuale copertura del Bisagno. Le verifiche di fattibilit hanno consentito di rendere quellidea una delle basi dellintervento e di ottenere un ampio spazio urbano che potesse far vivere il quartiere 7 giorni su 7. Il parco urbano, con ampie zone verdi, sar attrezzato per ospitare eventi, concerti e manifestazioni, ottenendo il duplice scopo di servire allo stadio ed essere utilizzato dalla comunit. La piastra, posta a circa 5 metri dal suolo, consentir di mantenere intatto il valore della copertura attuale del Bisagno, con la possibilit di parcheggio e di transito. La viabilit del quartiere non verr intralciata da questa infrastruttura, bens risulter razionalizzata.

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Questo grande accesso sopraelevato stato molto dibattuto. Ma il tema chiaro: lo spazio esterno al Luigi Ferraris non sufficiente, non possibile coprire ulteriormente il Bisagno, le carceri potrebbero rimanere dove sono ancora per molti anni: necessario alzarsi.

Quali sono le controindicazioni? Il Bisagno non viene toccato perch ogni intervento sulla piastra attuale mira a consolidare e migliorare lattuale situazione. In secondo luogo, una piastra sopraelevata di circa 5 metri non pu essere allagata dalla piena prevista del Bisagno, fungendo, invece, da eventuale via di fuga e di riparo per le persone che si trovano nelle strade alluvionate, eventualmente. Alzare la piastra vuol dire, inoltre, alzare la superficie dei tornelli, delle grate e delle gabbie. Il quartiere non avrebbe pi le prigioni in casa, ma le avrebbe integrate nel parco sopraelevato. Infatti, avendo posto tutti gli accessi dalla piastra, tutti i tornelli e le verifiche di sicurezza avvengono prima dellaccesso alle lame di ingresso, e non pi a terra: il Luigi Ferraris verrebbe in buona parte liberato. A terra resta il grande parcheggio attuale, che durante le partite oggi viene 214

lasciato libero per questioni di sicurezza. I benefici sono quindi molteplici e le negativit riguardano soltanto lallungamento delle vie di accesso, che, con spazi sicuri posti nelle torri, aderiscono alle norme e possono certamente essere accettati rispetto allo stato attuale. Accessibilit Si prevede la realizzazione di una serie di lame di accesso verso lo stadio, posizionate a diversi livelli, per consentire un ingresso unico sul lato ovest, finalizzato al controllo dei varchi ed al migliore flusso e deflusso del pubblico, evitando la realizzazione di gabbie e strutture, progettate insieme al parco urbano. Le lame di accesso consentono di giungere a tutti i settori distinti e tribuna, in maniera separata. Chiunque sale sulla rampa di accesso stato controllato, verificato, ha il biglietto per il settore dove conduce la lama e non pu in nessun modo creare imbarazzi o commistioni di tifoserie o di accessi in aree non corrette. La dimensione delle lame stata pensata in funzione del flusso massimo di entrata, ma soprattutto di esodo, nel rispetto delle normative vigenti (specifiche per la definizione degli spazi architettonici in funzione del numero di persone che possono defluire). Rimane a terra laccesso alle due gradinate che, potendo fruire dei grandi spazi delle torri a piano terra, non necessitano di accessi in quota: i tifosi entrano ed escono dai fronti e dai tornelli integrati alle torri. Laccesso delle squadre potr rimanere su Corso De Stefanis, con opere di adeguamento dimensionale degli spazi interni, finalizzati allottimale movimento dei mezzi, in sicurezza. La rampa di accesso verr rimodellata per consentire un migliore e pi agevole ingresso agli spogliatoi. Gli accompagnatori avranno un accesso dedicato e troveranno un parcheggio chiuso e riservato allinterno dello stadio. La distribuzione interna sar garantita da un sistema di passaggi coperti, separati per tipologia, che consentiranno di raggiungere il settore di destinazione in sicurezza, rispettando la normativa vigente. Lo spostamento degli accessi sul lato ovest consentir la razionalizzazione dei varchi. Soprattutto laccesso della stampa, che collocato in corrispondenza della tribuna, verso gli spogliatoi, stato progettato in maniera dedicata, con tunnel riservati che collegano direttamente le tribune con gli spogliatoi. 215

Parcheggi La realizzazione del parco urbano consentir di recuperare circa 15.000 mq di parcheggio fronte stadio, per VIP, pullman e auto, addetti stampa, disabili, mezzi di soccorso, di controllo e di pubblica sicurezza, oltre allindividuazione di una ObVan Area per la stampa. Il resto dei parcheggi (gi oggi esistenti), che porta un totale di metratura di circa 39.000 mq, verr potenziato e razionalizzato, sempre nellottica della moderna urbanistica che ipotizza il raggiungimento dello stadio con mezzi diversi dallauto privata e dal pullman. La normativa prevede lindividuazione di parcheggi nei pressi dello Stadio , che consentano lo spostamento a piedi in un tempo di circa 20 minuti. In questambito, con ladeguamento dei mezzi pubblici, anche Piazzale Kennedy rientra allinterno della distanza richiesta. Peraltro questa limitazione decaduta con ledizione 2010 del regolamente UEFA. Viabilit Attualmente sono presenti tre vie di accesso allarea dello stadio, quindi perfettamente a norma. La realizzazione della seconda piastra sopra lattuale copertura, consentir di mantenere tutti i posti auto attualmente disponibili e realizzando lelevazione degli ingressi. Inoltre sar possibile realizzare un silos parcheggi, o in alternativa un centro commerciale, nel piazzale attuale a fianco del Mercato, tra Via Monnet e Via Canevari, anche per compensare la dotazione di parcheggi per il quartiere che, in occasione della partita di calcio, vede una buona parte dei posti auto presenti dirottati sulle destinazioni previste per lo stadio. Pur non essendo oggetto dellinvestimento, nellottica della razionalizzazione dei percorsi di accesso e per realizzare opere che possano servire alla citt, si ipotizza la possibilit di inserire (dalla sponda destra del Bisagno), una navetta elettrica con una capienza di 440 posti, in acciaio e vetro, che possa collegare in prima fase la stazione Brignole, lo Stadio e il parcheggio di Genova Est. Tale struttura potr essere utilizzata ed ampliata per collegare la Val Bisagno al centro citt e fungere da metro leggero in superficie. Le fermate di testa avranno parcheggi silos nei pressi delle stesse stazioni, per circa 900 posti lato Genova Est, utilizzando una parte del deposito AMT e la realizzazione di un silos con accesso riservato. 216

Sicurezza Da un punto di vista idraulico il progetto suggerisce anche labbattimento del Ponte Serra, della relativa briglia e la sistemazione nel tratto a monte del fondo e degli argini, fino alleventuale intervento di adeguamento di Ponte Campanella. Tali opere previste, dal Piano di Bacino, consentono la mitigazione del rischio idraulico attualmente presente nellarea dello stadio, con la possibile eliminazione del rischio di inondazione duecentennale che interessa tutta larea. Le opere non sono in contrasto con tutti gli interventi gi previsti e in corso di realizzazione, come la sistemazione del tratto terminale coperto e lo scolmatore. possibile anche realizzare una seconda piastra sopra lattuale copertura di piazzale Atleti Azzurri dItalia, con copertura verde a Parco, anche per aumentare la superficie permeabile e diminuire il livello di afflusso sul torrente. Economicit La struttura soddisfa le esigenze; si realizzeranno circa 8.500 mq di spazi commerciali, di tipologia e accessibilit diversa, utilizzando in parte le nuove torri sul fronte Bisagno e in parte i locali fondi sotto le gradinate, di accesso da via Casata Centuriona e via Clavarezza. Il progetto ha adempiuto ad ogni richiesta. La tabella riassuntiva riguarda il rispetto puntuale della normativa e la verifica dei vari, innumerevoli vincoli, per portare lo stadio al livello della 3 categoria
Spazi Interni Capienza totale Gradinata Nord Popolari Gradinata Nord Gradinata Sud Popolari Gradinata Sud Distinti Tribuna Superiore di cui giornalisti * Tribuna Inferiore di cui Vip Skybox Vie desodo (moduli ogni 250 persone) Distinti ogni lato Tribune Gradinata Oggi 36.569 9.215 9.232 8.781 4.246 144 5.124 192 0 175 750 Normativa 30.000 Progetto 32.960 7.901 925 7.918 925 6.429 3.846 176 5.016 750 28 Progetto 11 m 26 m 25 m

Normativa 9,50 m 21 m 19,2 m

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Campo di gioco Campo Compreso di spazio di calma Gradoni spalti

Oggi 105x68 m 115x76 m 60 cm

Normativa a norma 120x80 m 70 cm UNI13200 (35 sedile + 35 passaggio) 300 wc 230 orinatoi 1.000 mq

Progetto 105x68 m 120x80 m 70 cm (35 sedile + 35 passaggio) 308 wc 236 orinatoi 3.200 mq 1.000 mq

Servizi Igienici Spazi accoglienza Adeguamento spazi spogliatoi

Non adeguati

Le vie desodo riguardano i percorsi di fuga, considerando i moduli della normativa Sicurezza, valutata in funzione del flusso di persone. La dimensione la misura, in sezione trasversale, del totale delle vie desodo progettate, in funzione delle nuove distribuzioni, verso il fronte dello stadio.
Spazi Esterni Spazi e aree esterne di cui Parco Urbano di cui altri spazi Area parcheggi totale di cui Disabili di cui Vip di cui Media di cui Ob Van Area stampa di cui Parcheggi mezzi soccorso di cui Parcheggi mezzi intervento di cui Altri spazi parcheggio raggio 500 mt Normativa 16.500 mq Progetto 26.000 mq 18.000 mq 8.000 mq 39.000 mq 2.500 mq 4.050 mq 9.500 mq 1.000 mq 2.200 mq 2.000 mq 15.000 mq

Il progetto di ristrutturazione dello Stadio Luigi Ferraris, promosso dalla Fondazione Genoa 1893, stato realizzato da un team di lavoro guidato dall'Arch. Roberto Burlando (project manager) e che ha visto la partecipazione dell'Ing. Attilio Brichetto, dell'Ing. Domenico Rocca ( ITEC Engineering), degli Arch. Gianluca Buongiovanni e Martina Delfino (LandscapeProgetti) e di Roberto Cordeglio per il filmato 3D.

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CAPITOLO 8 IL BUSINESS PLAN DEL PROGETTO


Partendo dal lavoro sviluppato dal team diretto dallArch. Burlando, stato realizzato un business plan basato su vari scenari di lavoro, con conseguente identificazione del fabbisogno finanziario ed indicazioni sulla successiva gestione dello Stadio Luigi Ferraris.

LE PREMESSE COMUNI AGLI SCENARI DI PIANO Linvestimento ha lobiettivo di risolvere in maniera definitiva le problematiche strutturali del Luigi Ferraris. Lo stadio deve essere economicamente e finanziariamente autosufficiente, fornendo alle due squadre di calcio un impianto costantemente allaltezza delle loro legittime ambizioni, con un costo diretto di gestione decrescente e, contemporaneamente, la possibilit di cogliere e massimizzare tutte le opportunit di incrementare la quota di ricavi. Mantenere una presenza pubblica nel futuro Luigi Ferraris Si partiti dal presupposto di privilegiare una soluzione che, nel rispetto di parametri di economicit e redditivit, continuasse a vedere una partecipazione alla propriet dellimpianto da parte del Comune di Genova, fosse essa parziale (come nel caso del conferimento, considerato lo scenario ideale di lavoro), ovvero totale (nel caso della concessione), sgravando per in maniera definitiva lAmministrazione cittadina da oneri di investimento e di gestione. Questa impostazione nasce dalla convinzione che mantenere una presenza del Comune nellazionariato della Societ che possiede e gestisce il Luigi Ferraris (i) qualifichi in maniera inequivocabile il Luigi Ferraris come Stadio della Citt di Genova e non di una parte sola di essa e (ii) possa meglio tutelare gli investimenti pubblici precedentemente realizzati (non va dimenticato che il Luigi Ferraris, nella sua attuale veste, ha beneficiato di importanti contributi pubblici ed quindi doveroso, prima di ipotizzare un loro azzeramento, verificare le possibilit di una loro valorizzazione).

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Una prima ipotesi societaria e di governance Gli interventi sono realizzati da una societ di nuova costituzione (Newco) al cui capitale si ipotizza partecipino, oltre alle due Societ di calcio cittadine (che deterranno la maggioranza del capitale ed il diritto di decidere la governance di Newco): una serie di Investitori istituzionali (Istituzioni, Fondazioni, altre realt economiche cittadine); i tifosi che vorranno la qualifica di Socio fondatore; nel caso del conferimento, il Comune di Genova. Si otterrebbe cos il risultato di avere una presenza plurima di soggetti, portatori di interessi diversi (fra loro convergenti) verso un unico obiettivo, senza per che questa svilisca il ruolo primario e la necessaria autonomia delle due squadre di calcio nella gestione dellimpianto. In questo modo terminerebbe limpegno di risorse umane e finanziarie del Comune, pur consentendone una presenza nella cabina di regia, anche come garanzia di utilizzo di questo bene (attualmente pubblico) coerentemente con le strategie della Citt. Non un investimento speculativo Non si tratta di uno studio posto alla base di un tradizionale investimento privato che, per sua natura, alla ricerca di un ritorno sullinvestimento quanto pi elevato possibile e che stata la logica che ha animato gli altri progetti presentati su Genova e buona parte di quelli presentati in Italia. La Fondazione Genoa 1893 aveva lobiettivo di verificare: se il Luigi Ferraris potesse essere definitivamente allineato alle normative esistenti, attraverso adeguati piani di manutenzione ordinaria e straordinaria, allo scopo di supportare le legittime ambizioni di Genoa e Sampdoria, prevedendo quindi un utilizzo intensivo della struttura; se il Luigi Ferraris potesse essere rivisitato strutturalmente allo scopo di garantire la presenza di quegli spazi commerciali a servizio delle squadre, che potessero consentire loro di ottenere un incremento dei ricavi derivanti dalle matchday revenues; quale fosse il costo minimo per ottenere quanto sopra, allo scopo di contenere limpatto dellinvestimento entro valori alla portata dei potenziali investitori.

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Particolari vantaggi per Genoa e Sampdoria Nonostante lobiettivo primario fosse quello di verificare la possibilit di creare una realt in grado di gestirsi autonomamente, garantendo un costante ed elevato livello qualitativo delle strutture e dei servizi offerti, il business plan ha inteso massimizzare i benefici per le squadre di calcio. stata, ad esempio, prevista la possibilit di abbattere progressivamente il costo del canone di affitto che Genoa e Sampdoria versano alla Newco: questo penalizza gli altri soci, perch diminuisce i dividendi eventualmente distribuibili, ma chiarisce una volta di pi il ruolo privilegiato delle due squadre nella gestione dellimpianto. Accanto a questo beneficio, non immediato, ve ne sono altri subito disponibili per le due societ: gli spazi commerciali a disposizione per massimizzare il merchandising, nonch le 28 Sky Box previste dallinvestimento, che saranno gratuitamente a disposizione degli investitori in modo da generare sin dallinizio un flusso addizionale di ricavi, oggi completamente assente. Mutuare le esperienze estere, ma solo dopo averle localizzate Nel quarto capitolo dedicato allapporto degli stadi moderni stato possibile identificare alcuni elementi comuni ad esperienze che sono fra loro diverse sia per posizionamento geografico (Stati Uniti, Gran Bretagna, Olanda, Germania), sia per tipologia di sport (calcio, football americano, baseball). quindi verosimile pensare che tali indicazioni possano essere prese a riferimento anche per Genova, seppur con la necessit di localizzarle alla realt cittadina. La costruzione di un nuovo stadio comporta un significativo incremento dei ricavi locali delle squadre che ne hanno la propriet, per un periodo di tempo identificabile in circa un decennio. La qualit e la quantit di tale impatto dipende da molteplici fattori, fra cui sono ritenuti significativi: la politica decisa dalle societ di calcio sui prezzi di accesso (biglietti ed abbonamenti), che ha portato ad osservare due approcci completamente diversi fra lArsenal ed il FB Bayern, con la conseguenza che effettivamente il FB Bayern ha ottenuto dei benefici dallo sfruttamento commerciale dellimpianto (naming rights, pubblicit, spazi merchandising) pi che dallincremento dei costi dei biglietti, sul quale invece ha puntato lArsenal; la creazione di una maggiore quantit di posti dedicati allutenza business; 221

la disponibilit di aree commerciali che possano essere destinate a negozi dedicati al merchandising delle squadre, a musei delle squadre e ad altre iniziative. Lunica effettiva controindicazione di un nuovo impianto (sia esso costruito ex novo, oppure ristrutturato) rappresentata dallimpatto negativo, per un periodo compreso fra i 10 ed i 20 anni, del servizio del debito derivante dai finanziamenti accesi. Per evitare che la gestione finanziaria possa creare dei problemi nel medio/lungo termine al soggetto che investe sullimpianto, le analisi convergono sullopportunit che linvestimento venga coperto da mezzi propri per una cifra quanto pi vicina possibile al 70% del costo, in modo da contenere il ricorso al finanziamento bancario entro il 30% del totale. Pur nella consapevolezza che il caso di Genova profondamente diverso (per le dimensioni della Citt, per il bacino di utenza, per la presenza di due squadre, per il posizionamento competitivo delle stesse nellambito del campionato italiano rispetto ad ipotesi di regolare accesso alle competizioni europee), tutte queste esperienze sono state analizzate, allo scopo di verificare se potessero essere in qualche modo replicabili al caso del Luigi Ferraris. Gli scenari presi in esame, cos come il progetto di ristrutturazione nella sua complessit, sono coerenti con le indicazioni del Disegno di Legge in discussione alla Camera. Ciononostante, non si tenuto conto delle eventuali agevolazioni in termini di contributo in conto interessi previste grazie allintervento dellIstituto per il Credito Sportivo. Se ottenute miglioreranno i risultati economici di Newco con un risparmio di circa 2,3 milioni di Euro di interessi passivi nellarco della durata del finanziamento. A mero titolo informativo, perch non oggetto di approfondimento in questo documento, oltre ai due scenari principali, il business plan ne ha simulato anche un terzo: la vendita Ferraris con luscita a titolo definitivo del Comune dalla propriet dellimpianto, con simulazioni basate su tre possibili valori di acquisto. Sono state infine riportate alcune indicazioni inerenti due possibili estensioni dellinvestimento, che non sono necessarie, ma possono incrementare i ricavi di origine commerciale dello stadio: (i) la 222

realizzazione di due ulteriori Torri commerciali dal lato Distinti; (ii) la costruzione di un silos (parcheggi) e di ulteriori spazi commerciali in prossimit dellIstituto Firpo.

LINVESTIMENTO ATTESO E LA SUA COPERTURA FINANZIARIA Il progetto di rifunzionalizzazione dello stadio ha un costo complessivo di 49,6 milioni di Euro ed interviene: sullArea dello Stadio, con il risultato di garantire ladeguamento dellimpianto alla normativa UEFA; sullArea Commerciale, ampliando e rendendo completamente fruibile la parte multifunzionale, gi prevista nel progetto originario dellArch. Gregotti. sugli Spazi Esterni, garantendo gli standard di sicurezza richiesti e rendendo fra laltro disponibile alla cittadinanza un Parco Urbano di 18.000 mq e parcheggi.
Investimento (Euro x 1.000) Rifacimento campo da calcio Opere adeguamento interno STADIO Opere adeguamento servizi e impianti Opere adeguamento antisismico Opere adeguamento stadio Progettazione, direzione lavori, ecc. SUBTOTALE Cortine esterne SPAZI ESTERNI Parco urbano Lame ingresso Fonte attrezzato e collegamenti laterali Collegamento lato distinti Riqualificazione Villa Piantelli Progettazione, direzione lavori, ecc. SUBTOTALE COMM.LI Realizzazione Torri lato Bisagno Torri lato distinti Progettazione, direzione lavori SUBTOTALE TOTALE COSTO 244 4.969 39.244 244 4.969 10.331 858 17.508 4.725 1.890 1.890 3.465 8.700 822 16.767 1.980 9.900 1.980 1.710 1.080 1.200 62 1.262 4.725 3.000 201 4.101 Anno 0 Anno 1 900 TOTALE 900 1.890 1.890 3.465 11.700 1.023 20.868 1.980 9.900 1.980 1.710 1.080 1.200 920 18.770 9.450 487 9.937 49.575

A dimostrazione della natura non speculativa del progetto, solo il 20% dellinvestimento destinato allarea commerciale. Le opere di 223

adeguamento dello stadio incidono per il 42,1% ma, soprattutto, gli interventi sugli spazi esterni (che vanno a beneficio del Quartiere) rappresentano il 37,9% della spesa.

I due scenari principali (il conferimento dellimpianto da parte del Comune o la concessione dello stesso a Newco) non prevedono un costo di acquisto dello stadio. Il beneficio per il Comune, oltre alla definitiva eliminazione dellimpatto della gestione sul bilancio comunale e sulle risorse umane impiegate, sarebbe rappresentato dalle opere infrastrutturali che rimarrebbero a disposizione anche della Citt e, sotto il profilo reddituale, dai proventi rivenienti dagli utili della Newco (o dal canone di concessione). Si tiene invece conto di una spesa per oneri di urbanizzazione pari a 2,5 milioni di Euro. Tale voce di spesa stata allocata nonostante il progetto restituisca gi alla citt elementi a disposizione del quartiere, che potrebbero essere considerati alternativi agli oneri stessi. Coerentemente con la logica prudenziale che ha ispirato tutto il lavoro, si preferito considerare anche questo onere, la cui eventuale mancata applicazione porter un ulteriore beneficio per Newco. Mutuando le esperienze estere, la copertura dellinvestimento dovr essere garantita, per la parte pi ampia possibile, da mezzi propri. Lipotesi di lavoro prevede che il debito bancario (per complessivi 24,2 milioni di Euro) rappresenti il 45,7% del totale dellinvestimento. una quota, pi alta della media di quanto osservato allestero, comunque sostenibile perch la ristrutturazione contiene i costi assoluti e, di conseguenza, il servizio del debito.

Copertura dell'investimento Capitale sociale di cui Squadre di calcio di cui Investitori Istituzionali di cui Soci Fondatori Cessione quota spazi commerciali Debito Bancario TOTALE

Milioni di Euro 15,0 10,0 3,5 1,5 13,7 24,2 52,9

% capitale sociale 66,7% 23,3% 10,0%

% su totale 28,34%

25,95% 45,72% 100,00%

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Lipotesi di lavoro prevede le seguenti ipotesi di copertura dellinvestimento: una quota pari al 28,34% (pari a 15 milioni di Euro) attraverso il capitale sociale di Newco. Ciascuna societ di calcio versa 5 milioni di Euro, mentre la restante parte reperita fra Investitori Istituzionali e Soci Fondatori; una quota del 25,95% (pari a 13,7 milioni di Euro) la cessione a titolo definitivo a terzi di una quota degli spazi commerciali (circa il 56% del totale). La restante parte degli spazi rimarr invece, nella disponibilit di Newco, allo scopo di garantire flussi di ricavi da affitti, a sostegno della gestione dellimpianto; il fabbisogno residuo di 24,2 milioni di Euro sar invece oggetto di un finanziamento bancario (ipotizzato per un periodo di 15 anni, compresi due di preammortamento). Il servizio del debito iniziale di 3 milioni di Euro e decresce in ragione di circa 100 mila Euro allanno. Nel caso del conferimento del Luigi Ferraris da parte del Comune di Genova, a un valore convenzionalmente stimato pari a 20 milioni di Euro, una quota di 5 milioni rappresenterebbe la partecipazione del Comune (che potrebbe cos, su un capitale complessivo di 20 milioni, continuare a mantenere un ruolo importante in Assemblea), mentre la differenza sarebbe iscritta a riserva straordinaria, migliorando cos il patrimonio netto della societ. Poich le due squadre di calcio, nellipotesi di lavoro, ottengono gi interessanti benefici (progressiva riduzione dei canoni di affitto, utilizzo delle 28 Sky box), verosimile che in sede di regolamentazione dei criteri di ripartizione degli utili di esercizio si possa remunerare il Comune in maniera pi che proporzionale alla sua partecipazione nominale, garantendo cos proventi che potranno essere reimpiegati per il finanziamento dellattivit sportiva cittadina. La cifra complessiva oggetto del finanziamento pi elevata del costo della sola ristrutturazione, perch tiene conto degli ipotetici 2,5 milioni di Euro di oneri di urbanizzazione nonch di una serie di costi di start-up.

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IL CONTO ECONOMICO DI NEWCO Nellimpostare i parametri di ricavo e di costo di Newco si tenuto conto del bacino di utenza offerto dalla Citt e anche di stime relative allattuale capacit delle due squadre di attrarre ricavi di natura commerciale. Ci sar utile quando sar affrontato, in particolare, il tema della cessione dei naming rights. stato ipotizzato un modello di business fortemente basato sul ricorso alloutsourcing di tutte quelle attivit ritenute non strategiche per il funzionamento dellimpianto, cercando di mutuare cos il modello vincente dellAmsterdam ArenA. Differentemente dal caso olandese, per, lipotesi di lavoro prevede di dare i servizi in concessione, anzich operare da intermediari fra il cliente finale e il fornitore. Questa politica mitiga lesposizione finanziaria di Newco (riducendo il c.d. capitale circolante), perch consente di mantenere una struttura snella sia in termini di personale, sia di costi fissi di struttura. I ricavi I ricavi sono stati raggruppati, per origine, allinterno di quattro macro categorie: (i) da eventi sportivi; (ii) da sponsorizzazioni, (iii) da eventi non sportivi; (iv) da gestione degli spazi commerciali.
Eventi sportivi Sponsor

13% 13% 34%

Altri eventi

40%

Commerciale

I ricavi da eventi sportivi provengono prevalentemente dallaffitto pagato da Genoa e Sampdoria. Il canone partir da una cifra di 1 milione di Euro a squadra (inferiore allattuale) per poi scendere progressivamente nellarco degli anni fino a 400 mila Euro a squadra. Una parte residuale, pari a 150 mila Euro annui, deriva invece dal margine generato dall'esternalizzazione della gestione del catering (chioschi, sala 226

VIP, eventi sportivi). Non sono stati previsti ricavi diretti derivanti dalla gestione di ristoranti, club house e negozi, poich questi spazi saranno eventualmente affittati (o acquistati) dalle squadre di calcio e, quindi, i benefici di tali attivit rimarranno di esclusiva pertinenza delle due squadre. I ricavi da pubblicit ed eventi non sportivi considerano: la cessione dei naming rights dellimpianto, che sono stati stimati in maniera prudenziale in quanto sottoposti al duplice vincolo (a) di mantenere un riferimento al nome Luigi Ferraris e (b) di non poter essere collegati a societ o prodotti riferibili al proprietario di Genoa o Sampdoria (nessun Giochi Preziosi Arena, n ERG Arena, per intenderci); la realizzazione di 4 eventi non sportivi allanno (concerti), mediante accordi con societ specializzate che hanno gi manifestato la loro disponibilit in tal senso, nellambito di un impianto ristrutturato. Gli eventi saranno concentrati nei mesi di maggio e giugno per consentire il successivo ripristino del manto erboso 282; la vendita degli spazi pubblicitari esterni allo stadio (in particolare nel Parco Urbano), lasciando alle squadre la completa gestione di quelli interni al campo da calcio, cos come avviene attualmente. I ricavi da gestione degli spazi commerciali provengono dallaffitto dei 3.450 metri quadrati di spazi che potranno ospitare attivit commerciali sinergiche a quelle sportive (club house, merchandising, ecc.). Oltre a questi sono stati altres previsti ricavi derivanti dalla concessione a terzi della gestione dei 1.000 parcheggi (sui 1.500 disponibili) che verranno ricavati nel Piazzale Atleti Azzurri dItalia, sotto il costruendo parco urbano. Non stato, invece, previsto alcun ricavo derivante dalle 28 Sky box, che verranno concesse gratuitamente in uso agli investitori, perch siano questi a trarne un beneficio economico (oggi non esistente). A regime (circa 5 anni dopo linizio dei lavori) i ricavi della Newco si attestano a 6,2 milioni di Euro allanno, per poi diminuire progressivamente per effetto dellipotizzata riduzione del canone alle squadre. Di questi il 35% deriva dagli eventi sportivi, il 52% da pubblicit ed eventi non sportivi, il 13% dalla gestione degli spazi commerciali.

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Limpatto sui bilanci delle due squadre non stimabile, dipendendo da scelte commerciali e di investimento che competono loro. Oltre alla progressiva riduzione del canone di affitto, comunque ragionevole pensare che possano beneficiare di un incremento dei ricavi commerciali sia per le attivit discendenti dal merchandising dei prodotti (i negozi, collocati allinterno dello stadio, dovrebbe consentire una vendita pi agevole e redditizia), sia dai proventi delle Sky box. Si tratta, in ogni caso, di un volume complessivo di ricavi che non dovrebbe discostarsi da quello che sarebbe stato raggiunto nel caso dei progetti di Sestri o della Colisa.

SPESE GENERALI Ricordando il forte ricorso alloutsourcing previsto dal modello di business, Newco avr una struttura contenuta con spese generali stimate intorno a 1,2 milioni di Euro lanno. Le voci pi significative di costo sono rappresentate dal mantenimento dellattuale contratto per la pulizia dellimpianto con la Cooperativa dei tifosi e, per circa 300 mila Euro annui, i costi per le manutenzioni ordinarie di impianti e campo da calcio. La manutenzione del campo sar gestita mediante un contratto esterno con una ditta specializzata, rimanendo cos in capo a Newco solo la parte residuale degli interventi. Oltre ai costi di manutenzione ordinaria, annualmente sono stanziati anche costi per la manutenzione straordinaria.

Costi commerciali

5%
27%
Costi di funzionamento

40%

Costi amministrativi

12%

Costi godimento beni di terzi

16%

Costi per manutenzione

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Costi del personale La struttura di Newco sar snella, grazie allampio ricorso alloutsourcing per la manutenzione, lhospitality e la pulizia. A regime, per un costo di 400 mila Euro annui, sono previsti 8 dipendenti diretti, concentrati nellarea dei servizi tecnici e dei servizi generali, allo scopo di garantire il presidio delle aree strategiche ed il funzionamento ottimale della struttura. Ammortamenti ed accantonamenti Sono un'importante voce di costo per Newco, pari a circa 1,5 milioni di Euro nellipotesi della concessione dello stadio (che diventano 2,7 milioni nel caso del conferimento). Gli accantonamenti ai fondi manutenzione straordinaria rappresentano circa 250 mila Euro annui (con lipotesi di utilizzo biennale per la quota che si riferisce al campo sportivo, cui si somma la quota di spese di manutenzione ordinaria annuale gi descritta). Oneri finanziari Newco avr necessit di attingere a 3 differenti linee di credito, due delle quali sono temporanee ed auto liquidanti: si tratta del finanziamento del credito IVA generato dai lavori di ristrutturazione (che si riassorbe completamente nellarco di un biennio) e di una quota di finanziamento che verr invece estinto, nellarco di un triennio, grazie alla gi citata vendita di parte degli spazi commerciali. A regime, quindi, Newco avr solamente il debito a medio termine di originari 24,2 milioni di Euro. Il piano stato redatto nel novembre 2009 sulla base di costo del denaro medio del 6,10% (comprensivo di spread); ci comporta una rata annuale di 1,6 milioni di Euro oltre ad interessi che partono da 1,4 milioni di Euro lanno per decrescere di circa 100 mila Euro allanno. Non prevede il ricorso alle agevolazioni previste dallIstituto per il Credito Sportivo (che potrebbero invece comportare un abbattimento degli oneri finanziari di circa 2,3 milioni nei 15 anni). Questo stesso finanziamento, se negoziato oggi, avrebbe un costo minore ed un ulteriore risparmio in termini di oneri finanziari. Leffetto combinato della diminuzione del costo del denaro e del ricorso alle agevolazioni dellIstituto per il Credito Sportivo garantirebbe quindi agli investitori circa 3,5 milioni di oneri finanziari in meno rispetto a quelli previsti dal business plan di novembre 2009, con un evidente beneficio sul risultato netto e sulla capacit reddituale di Newco.

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PARAMETRI FINANZIARI DEL PROGETTO Nellanalisi degli investimenti necessario verificare taluni parametri, che consentono di comprendere se il progetto ha una sua validit intrinseca oppure se presenta dei punti di particolare debolezza. Tale valori sono normalmente utilizzati dagli enti finanziatori (in primis, le banche) per determinare la finanziabilit del progetto ed i relativi costi, in quanto considerati rappresentativi del rischio che chi presta il denaro deve assumersi per tutta la durata del piano di ammortamento. Il primo parametro che deve essere tenuto sotto osservazione la capacit della societ di produrre reddito. Ci significa che quanto prima e con quanta maggiore soglia di confidenza lEBITDA 283 ed il Risultato Netto di esercizio sono positivi, tanto pi il progetto presenta i requisiti per essere finanziato. Newco ha un EBITDA sempre positivo, sin dal primo anno di vita, mentre inizia a produrre utili di esercizio dal terzo anno. Il secondo parametro, chiamato Debt Cover Ratio (rapporto di copertura del debito) misura il rapporto esistente fra lIndebitamento Finanziario Netto284 e lEBITDA. Tanto pi il valore elevato, tanto pi il debito bancario in un certo senso opprimente per la societ. Per esprimere il concetto in maniera pi comprensibile, questo rapporto segnala quanti anni di lavoro (EBITDA) servano per ripagare il debito che lazienda ha contratto. Newco esprime un Debt Cover Ratio che parte con un rapporto di 4,9 per poi scendere rapidamente a livelli fisiologici, man mano che il debito viene ripagato. Il terzo parametro misura il rapporto fra lIndebitamento Finanziario Netto e il Patrimonio Netto della Societ. Il ragionamento simile a quello precedente, con la differenza che in questo caso si misura leffettiva partecipazione dellazionista della societ al rischio di impresa: quanto pi il valore risultante alto, maggiore il rischio potenziale del finanziatore di non vedersi restituire il prestito in caso di difficolt della societ. I valori sono qui molto diversi nei due scenari del piano. Nel caso del conferimento il Patrimonio Netto influenzato dal valore di conferimento del Luigi Ferraris (fra capitale sociale e riserva straordinaria), cosa che 230

non avviene nel caso della concessione. In ambedue le ipotesi, comunque, il parametro positivo perch lapporto di capitale proprio da parte dei soci elevato rispetto alla media. Lultimo parametro il Debt Service Cover Ratio (rapporto di copertura del servizio del debito). Nel corso del libro stato pi volte fatto riferimento al concetto di servizio del debito, rappresentato dalla somma delle rate di capitale ed interessi che la societ paga in un determinato periodo. Il Debt Service Cover Ratio il rapporto che esiste fra il flusso di cassa prodotto dallazienda in un determinato periodo e il servizio del debito dello stesso periodo. Deve essere superiore a 1, perch solo in questo caso si ha la dimostrazione che la societ sta producendo da sola i flussi di cassa sufficienti a pagare i propri debiti (se il valore inferiore a 1, si presume che la societ si indebiti ulteriormente per pagare i propri debiti e questo aumenta la soglia di rischio percepita dai finanziatori). Newco esprime un valore superiore ad 1 a partire dal 4 anno di vita (quando ha concluso la vendita della quota di aree commerciali costruite ed esaurito il flusso di rimborso dellIVA).

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CONCLUSIONI

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Il dibattito sullo stadio avvenuto a Genova nel corso degli ultimi dieci anni stato fortemente influenzato dalle dinamiche proprietarie delle due squadre di calcio cittadine ed in particolare dallacquisto della Sampdoria da parte di Riccardo Garrone, nel 2002. Indipendentemente dal fatto che si sia trovato in questa condizione per una sua libera scelta o per il succedersi di eventi che lo hanno portato a voler onorare un impegno, Garrone ha da subito chiarito che intendeva gestire la societ attraverso un approccio nuovo, manageriale, molto lontano dalle abitudini dei suoi colleghi presidenti. Il costante richiamo allattenzione alle logiche di bilancio, ritenute e dichiarate preponderanti anche rispetto alla normale e naturale irrazionalit del tifoso (che vorrebbe costantemente vedere la propria squadra investire in giocatori importanti), erano una novit quasi assoluta allepoca: tale approccio aveva addirittura portato Garrone (ed altri) a sostenere lopportunit di una fusione fra Genoa e Sampdoria, che quanto di pi distante possa passare nella mente di un tifoso di una delle due squadre di una citt. Oggi lattenzione al bilancio viene invece ritenuta necessaria da buona parte delle squadre di Serie A, anche se perseguita con modalit diverse: se sia un merito da ascriversi a Riccardo Garrone ovvero un riflesso del mutato scenario economico dal 2008 ad oggi non possibile affermarlo con certezza. Ragionevolmente il secondo aspetto preponderante. Ciononostante, la mera dichiarazione di un principio non garantisce il successo delliniziativa: i costi di una squadra di Serie A, anche al di fuori delle 4-5 cosiddette grandi, sono elevati, specialmente laddove sia necessario sostenere un confronto diretto con gli altri in citt. Le modalit di gestione di tali costi sono le pi diverse, ma quasi tutte passano dalla verifica delle possibilit di incrementare i profitti della squadra. La sola attenzione ai costi non pi sufficiente. Dopo aver costatato limpossibilit di addivenire ad una fusione delle due squadre, che avrebbe avuto leffetto addizionale di non portare ad un 235

quotidiano confronto fra le politiche commerciali ed i risultati delle due societ, a partire dal 2002 la strada maestra ipotizzata da Garrone quella dello stadio di propriet. Curiosamente, per, nonostante allinizio si parlasse di stadio della Sampdoria, nel momento in cui stato presentato il progetto di Sestri emerso che la propriet non sarebbe stata della squadra di calcio, ma di un gruppo di investitori privati che avevano concepito loperazione di costruzione dello stadio come parte emotiva di richiamo di un pi complesso intervento immobiliare che aveva il suo punto di forza (e di profitto) nella costruzione di un centro commerciale. I modi attraverso i quali uno stadio non di propriet della squadra di calcio possa generare benefici sui conti della squadra stessa non sono per cos evidenti. Da quello che si potuto capire: (i) le due squadre di calcio avrebbero probabilmente giocato senza dover pagare un canone di affitto e (ii) avrebbero avuto a disposizione, allinterno del nuovo impianto, spazi destinati allo sviluppo dellattivit commerciale e del merchandising. Liniziativa avrebbe invece sicuramente avuto delle ripercussioni positive sugli investitori del progetto. La discussione cittadina stata condizionata dalla presenza del progetto di Sestri e, successivamente, dallinteresse del Comune per la vendita dello stadio Luigi Ferraris (con lipotesi di incassare circa 25 milioni di Euro) e per lopportunit rappresentata dalla candidatura dellItalia per Euro 2016: lapice della discussione si infatti raggiunto nella seconda met del 2009, per poi scemare quando, nel novembre di quellanno, il Comune di Genova ha deciso di rinunciare alla possibilit di inserire la Citt nel novero delle possibili sedi ospitanti i Campionati Europei. La bocciatura dellItalia ha rinviato la discussione di qualche anno, probabilmente fino alla prossima candidatura. Il ragionamento portato avanti e difeso dai sostenitori del nuovo stadio parte dal presupposto che il Luigi Ferraris : sia antieconomico (perch oltre a produrre perdite di esercizio richiede continui e costosi investimenti); non rispetti le normative nazionali e internazionali (precludendo, quindi, a Genoa e Sampdoria di ambire alle competizioni europee ed 236

alla Citt di Genova possa presentare la propria candidatura per i Campionati Europei); non abbia le caratteristiche strutturali per garantire uno sfruttamento commerciale (tale da consentire alle due squadre di fare leva sui ricavi da stadio per sostenere gli oneri della propria permanenza in Serie A); rappresenti una servit per un quartiere molto popolato (generando impatti negativi in termini di viabilit e vivibilit dello stesso); sia potenzialmente insicuro (perch posizionato al lato del Bisagno in una zona catalogata ad alto rischio di esondazione). Stanti queste premesse, si afferma la necessit di costruire un nuovo impianto, concepito in chiave moderna. E la propriet dello stadio dichiarata fondamentale per garantire alle squadre che lo possiedono e vi giocano non soltanto un ambiente confortevole per i tifosi, ma anche la possibilit di trarre beneficio da tutte le nuove linee di ricavo attivabili (posti VIP, Sky box, sfruttamento dei naming rights, merchandising). Ma il Luigi Ferraris si trova effettivamente nella situazione che stata descritta? Lo studio della Fondazione Genoa 1893, presentato il 12 novembre 2009, ha dimostrato di no. Ma giunto al termine di un dibattito che per almeno due anni stato basato su informazioni talvolta veicolate con parzialit o, quantomeno, superficialit.

Nella prima parte del libro stata ripercorsa, attraverso notizie fornite sui mezzi di informazione locali, la discussione avvenuta intorno al tema dello stadio di Genova con lobiettivo di ricostruire la successione cronologica di taluni eventi e il modo in cui largomento stato affrontato e presentato. Nella seconda parte sono stati compiuti degli approfondimenti su temi emersi, ponendo le basi perch ciascuno potesse formarsi unopinione in merito ai vari punti che hanno animato il dibattito sullo stadio: SportInGenova Spa, la Proposta di Legge sul finanziamento degli stadi, la normativa sugli stadi di calcio, limpatto degli stadi moderni sui ricavi delle squadre. Sono stati portati argomenti a supporto della tesi secondo la quale il modo in cui taluni soggetti hanno affrontato largomento e comunicato allesterno le loro opinioni, abbia contribuito alla formazione di 237

pregiudizi sul Luigi Ferraris; ci soprattutto da parte del cittadino comune, che non ha la possibilit di approfondire e documentarsi su ogni singolo dettaglio tecnico che viene comunicato e che, quindi, in assoluta buona fede, ritiene che le informazioni trasmesse siano quelle corrette. Nella terza parte stato infine descritto il progetto di ristrutturazione del Luigi Ferraris presentato dalla Fondazione Genoa 1893. Tale lavoro ha dimostrato, mediante uno studio di fattibilit tecnico-economica, che il Luigi Ferraris pu definitivamente trasformarsi in uno stadio moderno, a norma per ospitare partite nazionali ed internazionali. Tutto questo pu accadere, attraverso un investimento certamente pi contenuto di quello previsto per la costruzione ex novo di uno stadio e con una forma che garantisce economicit di gestione ed autosufficienza per gli anni futuri. Il progetto della Fondazione Genoa 1893 ha il merito di aver regalato alla Citt unidea progettuale, che parte dal recupero di quella che stata definita una scatola vuota, proponendo un approccio (la presenza di Comune e squadre di calcio) che, addirittura, potrebbe essere applicabile a molte altre citt italiane.

La discussione cittadina si presto trasformata in uno scontro tutti contro tutti. Il cittadino genovese (tifoso o meno) rimasto cos spaesato fra due concetti polarizzati: chi vuole salvare il Luigi Ferraris genoano, chi vuole andarsene sampdoriano. Non cos. Non pu e non deve essere cos. Sono cos passati in secondo piano due problemi di fondo. Innanzitutto, una questione di merito: corretto che un Comune sostenga un onere, fosse anche minimo, per la gestione e la manutenzione ordinaria e straordinaria di uno stadio di calcio? Lo sport ha unimportante funzione sociale, la cui tutela fra gli obiettivi primari di uno Stato. Ma tale principio non pu essere applicato sic et simpliciter: un conto sono gli investimenti ed i costi per assicurare la possibilit a tutti i cittadini di avere strutture per poter praticare lo sport, altro destinare risorse (poche o tante che siano) a favore di un impianto

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utilizzato da due squadre che operano in un contesto economico che muove decine di milioni di Euro allanno. Questo un argomento che, nel tempo, il Comune di Genova ha portato avanti. Ma che ha comunicato in maniera forse non adeguata, consentendo ai destinatari del messaggio (i proprietari delle due squadre) di evitare il confronto. La responsabilit del Comune emerge in particolare nel momento in cui, parlando della possibile vendita dellimpianto a terzi, fa emergere cifre comprese fra i 25 ed i 30 milioni di Euro. Cos facendo si sta mettendo fuori gioco da solo: eliminando alla radice la possibilit di trovare una soluzione, sta fornendo un alibi inattaccabile per temporeggiare o trovare soluzioni alternative. Esistono dei problemi generati dalla valorizzazione contabile del Luigi Ferraris, ma possono essere affrontati in maniera diversa. La Fondazione Genoa 1893 ha, ad esempio, ipotizzato di superare questo aspetto pensando ad un conferimento dellimpianto ad una societ costituita con le due squadre di calcio oppure, in subordine, ad una concessione ad un canone contenuto. Ma possibile ipotizzare anche lidea del consorzio (non a tempo, per!) e probabilmente molte altre soluzioni percorribili. Se si vuole veramente esplorare la possibilit di recuperare il Luigi Ferraris, occorre avere un approccio nuovo, meno aggressivo ma pi efficace. Bisogna identificare una soluzione che consenta al Comune di porre i Presidenti delle due squadre di calcio di fronte ad un bivio: che partecipino o meno alla propriet dellimpianto, il Comune disponibile a metterli nelle condizioni di trasformare il Luigi Ferraris in uno stadio moderno, che porti alle loro squadre quellincremento di ricavi utile a sostenere lattivit sportiva. Ma gli oneri di gestione, manutenzione ed adeguamento non possono pi essere, neanche marginalmente, a carico del Comune. un argomento, questo, che non riguarda solo la realt genovese. Come tutti ricordano il 12 ottobre 2010 il Luigi Ferraris ha ospitato lincontro Italia-Serbia, valido per le qualificazioni della Nazionale di Calcio agli Europei 2012. A causa delle intemperanze dei tifosi ospiti, la partita iniziata con circa mezzora di ritardo ed stata sospesa dallarbitro dopo soli sette minuti di gioco. I tifosi ospiti avevano gi approfittato del 239

pomeriggio per effettuare qualche scorribanda in citt, lasciando tracce del loro passaggio sui muri di Palazzo Ducale e in Piazza De Ferrari, dando in qualche modo un preavviso delle loro intenzioni non propriamente pacifiche. Non interessa qui stabilire di chi siano le responsabilit e cio se la gestione dellordine pubblico sia stata fatta nel migliore dei modi possibile. per inconcepibile che nei giorni successivi lattenzione sia stata sviata da questo argomento, che centrale, per concentrarsi sulla presunta inadeguatezza del Luigi Ferraris. Al termine di una riunione di Lega del 14 ottobre 2010, infatti, il messaggio che stato trasmesso dalla Lega di Serie A, per bocca del Presidente, Maurizio Beretta, che su Genova c' ben poco da confrontarsi. L'unica cosa da sottolineare che c' bisogno di una nuova generazione di stadi. Per farli c' bisogno della legge: siamo partiti bene, adesso serve uno scatto per farla approvare in tempi brevi285. Ai Presidenti delle squadre di calcio, tutti, sembrerebbe quindi non interessare capire cosa successo. Molto pi interessante, invece, attivare i fondi per costruire gli stadi di propriet.

Vi poi un secondo aspetto che non stato messo sufficientemente in evidenza. E questo invece proprio della discussione locale. Dallanalisi degli avvenimenti riportata nella prima parte del libro sembra emergere che a partire dal 2007, quando cio viene effettuata la presentazione del progetto dello stadio di Sestri (alternativa che, a differenza delle precedenti, era concreta e dotata della necessaria copertura finanziaria), sia iniziata unopera di demolizione del Luigi Ferraris (per fortuna, per ora, solo in senso figurato) evidenziandone una serie di difetti apparentemente irrisolvibili. Pi che sottoporre alla Citt unalternativa (lo stadio nuovo) si quindi preferito presentare la cosa come necessaria ed ineluttabile, a causa dellirrecuperabilit del Luigi Ferraris. Bisogna per capire quale tipo di iniziativa si vuole portare avanti quando si sostiene che Genova ha bisogno di uno stadio nuovo. Se lo stadio inteso come progetto per le squadre e come impianto di loro propriet (costruito perch riverberi i suoi benefici sulle squadre, migliorandone in prospettiva i ricavi e le potenzialit di crescita da un 240

punto di vista sportivo), risulta francamente difficile ipotizzare che la prima strada da seguire non sia quella delladeguamento del Luigi Ferraris. infatti verosimile che la ristrutturazione di un impianto esistente sia meno onerosa rispetto alla costruzione di un impianto ex novo, tanto vero che gli stessi promotori dei progetti di Sestri e della Colisa hanno confermato che la sola struttura sportiva non autosufficiente e deve essere accompagnata da iniziative immobiliari a supporto dellinvestimento. Lo studio di fattibilit realizzato dalla Fondazione Genoa 1893 propone una soluzione che ha ottenuto dei riscontri preliminari positivi da una serie di banche alle quali il progetto stato rappresentato e con le quali sono stati effettuati approfondimenti sui criteri e sui numeri che qui sono stati solo succintamente descritti. Tali riscontri, allo stato attuale non hanno un valore formale, perch lesito di un'eventuale richiesta di finanziamento subordinato ad un insieme di fattori che comprendono anche la qualit degli investitori. Ciononostante, considerato lelevato standing dei soci di riferimento delle due squadre di calcio ed atteso che i soggetti dai quali il progetto ha ricevuto un parere positivo sono gli stessi cui normalmente viene richiesta la valutazione, ragionevole pensare che il progetto di ristrutturazione del Luigi Ferraris elaborato dalla Fondazione Genoa 1893 presenti i requisiti per essere oggetto di finanziamento. evidentemente un documento perfettibile, una base di discussione per approfondire largomento in modo nuovo, diverso. Considerando che il piano economico-finanziario del progetto della Fondazione non stato richiesto da alcuno dei soggetti potenzialmente interessati, si potrebbe pensare che il progetto non sia stato capace di convincere gli attori potenzialmente interessati (squadre, Comune, altre Istituzioni coinvolte). Risulta per singolare pensare che possano essersi formati unopinione (positiva o negativa); ci, ovviamente, se lobiettivo primario era veramente rivolto a favorire un rafforzamento sportivo. La sensazione, per, che la natura non speculativa delliniziativa non susciti lo stesso interesse degli investitori che erano disponibili a finanziare gli altri progetti, nonostante questi fossero dichiarati nati allo scopo di assicurare un futuro sportivo alle squadre. 241

a questo punto doveroso essere espliciti: se si vuole costruire un nuovo stadio nellambito di una pi complessa operazione immobiliare, che possa dotare gli investitori dei capitali necessari a finanziare la costruzione dello stadio ma anche i loro futuri interventi sulle squadre delle quali sono azionisti, si presenti liniziativa per quello che nella sostanza. La necessit di demonizzare il Luigi Ferraris per portare avanti il progetto di uno stadio nuovo , ad oggi, lindicatore pi evidente della debolezza dellalternativa che si vuole proporre: se cos non fosse, questa trarrebbe dal suo interno le motivazioni per convincere la cittadinanza. I tifosi di Genoa e Sampdoria sono (spesso) anche cittadini di Genova: se pu essere comprensibile rappresentare i fatti in maniera commerciale quando ci si rivolge loro come tifosi, hanno invece diritto al massimo rispetto nella loro qualit di Cittadini. Rispetto che meritano anche tutti gli altri Genovesi che non frequentano il Luigi Ferraris, del resto.

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DIFENDERE UN SOGNO

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Credo di dovere una spiegazione sul titolo del libro, perch a chi ha avuto la voglia di arrivare fino alla fine della lettura potrebbe sembrare del tutto fuori luogo. Non cos.

Se chiedete a un tifoso Genoano quali siano le cose che, secondo lui, caratterizzano il Genoa, alle quali ritiene che non potr mai rinunciare, vi risponder, senza esitare: la maglia a quarti rossobl; Il nome Genoa CFC; lo Stadio Luigi Ferraris. Questa premessa doverosa per consentire di capire quanto leggete in seguito. Anche se nulla potr evitare che pensiate che sia una follia.

La maglia a quarti rossobl non mai stata veramente in pericolo o in discussione nella storia del Genoa. Periodicamente i tifosi discutono perch il rosso troppo (o troppo poco) rosso o il blu troppo (o troppo poco) blu, e molti guardano con invidia al Barcellona che non ha uno sponsor che sporca la maglia. Serve ad esercitare larte del mugugno. Il nome Genoa CFC ha rischiato seriamente di sparire il 27 giugno 2003, giorno in cui il Tribunale di Treviso ha decretato il fallimento dellallora controllante Laguna Group Srl. Secondo la testimonianza diretta di alcuni tifosi, presentatisi presso il Tribunale nell'estremo e disperato tentativo di esercitare una improbabile forma di pressione per salvare il Genoa, solo verso le 18 dellultimo giorno utile che un uomo uscito da una lunga riunione con il giudice delegato per dire, sorridente, il Genoa salvo. Quell'uomo risponde al nome di Enrico Preziosi. tutt'ora azionista di riferimento e Presidente del Genoa. 245

Contrariamente a quello che uno si possa aspettare non genovese. Questo , probabilmente, un elemento importante della storia che abbiamo raccontato. Rimane lo stadio Luigi Ferraris, che nella terminologia Genoana il Tempio oppure, U Campu du Zena, perch quando fu costruito nellattuale posizione, nel 1911, era di propriet del Genoa.

Questo libro ha cercato di raccontare una storia che riguarda il Luigi Ferraris. una storia che ha visto (e vede ancora) scontrarsi soggetti portatori di interessi fra loro collidenti, raccontata con la visuale limitata di un comune cittadino, che deve acquisire le informazioni per formare il proprio giudizio attraverso i canali che sono pubblicamente a disposizione: i giornali, la tv, internet. Sono strumenti che non sempre le veicolano in una maniera completa e comprensibile, ma dai quali la maggior parte delle persone attingono gli elementi per formare il proprio giudizio. Ma (per fortuna ogni tanto c un ma), chi scrive ha avuto a disposizione un formidabile strumento per integrare la sua conoscenza: un forum di tifosi. Un semplice e banale forum di tifosi: il Sito dei Grifoni (www.grifoni.net). frequentato da tante persone diverse: ultras, impiegati, operai, pensionati, liberi professionisti. Ciascuno di loro ha portato un piccolo contributo che ha consentito di mobilitare un insieme di soggetti che probabilmente neanche si conoscono fra loro. Sono i mattoncini del Muro. Chi scrive ne fa parte e ha avuto la possibilit di portare la sintesi di tutti questi contributi a vantaggio dell'iniziativa della Fondazione Genoa 1893 per il progetto di ristrutturazione dello Stadio Luigi Ferraris di Genova. Il Sogno che ho cercato di difendere non solo mio. E, come forse avranno capito i tifosi Genoani, non il Tempio. qualcosa di molto diverso, che viene tramandato di padre in figlio, di nonno in nipote, dal 1924. Ed forse l'essenza stessa dell'essere Genoani. E 246

viene cantato con orgoglio sempre, nelle partite amichevoli come nelle competizioni ufficiali, in Europa (quando ci si va!), in Serie A, in Serie B ed anche in Serie C. la certezza, priva di qualunque supporto razionale ed oggettivo (e forse, proprio per questo, ancor pi bella) che il Genoa potr un giorno vincere il suo decimo scudetto ed esporre la Stella sulla sua maglia a quarti. Ma cosa centra lo scudetto con lo stadio? la solita fissazione dei Genoani?

Per rispondere occorre tornare al 17 luglio 2009: ricordo distintamente questa data, perch fa parte di quelle che rimangono indelebili nella mente, a volte un po' malata, di un tifoso. Era gi una settimana che, sui giornali cittadini, girava insistentemente la notizia che Enrico Preziosi stese valutando positivamente la possibilit di siglare una Lettera di Intenti gi firmata dal Presidente della Sampdoria e il Comune di Genova a supporto del progetto di costruzione del nuovo stadio a Sestri Ponente, vicino all'aeroporto. Non era una novit assoluta: il Presidente Preziosi, durante unintervista alla trasmissione We are Genoa (sullemittente Telenord) del 21 maggio 2009, aveva lasciato intendere che occorreva trovare una soluzione alternativa al Luigi Ferraris, se < non fosse stato possibile spostare le carceri dalla loro sede attuale. Quella mattina, per, un articolo affermava che Preziosi aveva apposto la sua firma sull'accordo e che, quindi, verificate le condizioni operative (in particolare ottenuta lapprovazione dellEnte Nazionale Aviazione Civile, proprietario delle aree), lo stadio di Sestri sarebbe diventato una realt. E poich il Sindaco di Genova aveva pi volte dichiarato che Genova non poteva avere due stadi, questa notizia significava che lo Stadio Luigi Ferraris avrebbe presto cessato di esistere. Enrico Preziosi, agli occhi della tifoseria Genoana, sarebbe diventato un traditore: la sua era uniniziativa capace di generare le reazioni irrazionali non solo di chi non lo sopporta a prescindere, non solo degli 247

integralisti che non accettano alcuna possibile discussione su quello che percepiscono come valore superiore (salvaguardare lo stadio senza se e senza ma), ma anche di molti altri tifosi che avrebbero visto disconosciuto uno dei tre principi irrinunciabili. Come era possibile che l'uomo che nel 2003 aveva salvato il Genoa dal fallimento, che aveva giurato non mollo e aveva mantenuto la promessa, che aveva riportato il Genoa all'onore del mondo dopo un decennio di sostanziale anonimato calcistico, potesse fare un errore di questo tipo? Come era possibile che l'uomo che era stato capace di calarsi nella nostra mentalit e nel nostro linguaggio, promettendoci e riportandoci quella dignit che altri (non noi!) credevano perduta, desse il suo accordo a un'operazione, ovviamente di natura speculativa, che avrebbe ucciso il Ferraris? Non sono innamorato di Preziosi, ne sono talmente obnubilato dal tifo per pensare che sia un Santo. Sono per convinto che sia il miglior Presidente che il Genoa possa avere e che se esiste una chance, per quanto infinitesimale, che il Genoa possa un giorno conquistare il suo decimo scudetto, questo potr accadere con Preziosi. E fino ad oggi non ho mai, neanche nell'estate del 2005, pensato il contrario. Ma se avesse commesso lerrore di tradire il Luigi Ferraris tutto sarebbe tornato in discussione: il percorso di crescita della societ che era iniziato dal 2003 si sarebbe interrotto e questo, ai miei occhi, significava che il Genoa sarebbe tornato presto nelle mani di qualche personaggio genovese, un maniman. Qualche business plan, ormai dimenticato, sarebbe uscito fuori dal cassetto che lo ospitava per un breve aggiornamento dei dati, prima della sua messa in esecuzione.

Dopo quel 17 luglio mi sono messo a studiare. Non avevo idea di come avrei potuto utilizzare linsieme delle informazioni che stavo incamerando, fino a quando qualche settimana dopo - mi sono imbattuto nel Comunicato dove si annunciava che la Fondazione Genoa 1893 intende farsi promotrice di un lavoro di studio e approfondimento tecnico, urbanistico, 248

economico, volto alla individuazione di soluzioni che assicurino il mantenimento della localizzazione e delle caratteristiche attuali e, nel contempo, mediante una opportuna ristrutturazione nellambito di una risistemazione ottimale dellintera zona, lefficienza e leconomicit dellimpianto, cos da consentire di verificare e sfatare i pregiudizi anti Ferraris che da pi parti si vogliono accreditare. Non era in gioco solo il futuro del Luigi Ferraris : per qualche lunga ora avevo visto < il Sogno svanire per sempre. Ed il Luigi Ferraris, che ogni volta che il Genoa gioca si trasforma, quasi assume vita, facendo s che la Gradinata Nord diventi il cosiddetto dodicesimo uomo in campo, anche in questa occasione diventava qualcosa di pi di un semplice manufatto di cemento e ferro. Provare a difendere il Luigi Ferraris diventava necessario, per difendere il Sogno. Adesso sappiamo, perch lo studio della Fondazione lo ha dimostrato, che esiste unalternativa: il Luigi Ferraris pu essere ristrutturato e messo al servizio delle squadre. Non so se il lavoro fatto dalla Fondazione Genoa 1893 sar mai veramente preso in considerazione. Abbiamo provato a dare il nostro contributo ad unidea forse folle, irrealizzabile. Gli interessi economici in gioco sono talmente grandi, che una sana dose di realismo dovrebbe farmi propendere per vedere il bicchiere mezzo vuoto. Ma ci abbiamo provato. Un giorno avr una storia speciale, forse a lieto fine, da raccontare ai nipoti. Insieme, spero, al racconto di quel giorno che al Luigi Ferraris ho visto il Genoa < vincere la Stella! Mi piacerebbe che ciascuna delle persone che leggono questo libro decidesse, al termine di aderire alla Fondazione Genoa 1893: oggi conta poco meno di 5.000 iscritti (risultato comunque straordinario) ed il peso politico delle iniziative decisamente limitato. Se fossimo di pi, se fossimo 20.000 persone, allora forse potrebbe rappresentare in maniera ancora pi autorevole la posizione di una parte della cittadinanza. 249

Per il momento, comunque, mi accontento di sapere che nel gennaio 2011, lo Stadio Luigi Ferraris ha festeggiato i suoi primi 100 anni di vita. gi un buon punto di partenza.

Post Scriptum Ignoro il motivo per il quale Enrico Preziosi abbia (apparentemente) firmato la Lettera di Intenti nel luglio 2009. Visti i comportamenti tenuti successivamente, mi piace pensare che abbia agito seguendo un proverbio che spesso lui stesso cita (se sei incudine, statti; se sei martello, batti) e che, quindi, abbia ritenuto che quella fosse la strategia migliore in un momento in cui le altre possibilit, per lui foresto a Genova, non erano praticabili. uninterpretazione buonista e di parte, direte voi. Forse s. Ma Enrico Preziosi il mio Presidente. Spero che lo rimanga a lungo e dopo di lui la sua famiglia. Rivendico quindi il diritto a ragionare, almeno su questo aspetto, come tifoso del Genoa. Forza Grifone Sempre

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RINGRAZIAMENTI
Ai miei compagni di Ferraris Pietro Thellung, Luca Bartolini e Andrea Chellini: se non mi avessero portato, anni fa, per la prima volta al Tempio a vedere il Genoa oggi forse non sarei Genoano, e questo libro non sarebbe mai nato. Lascio a voi la decisione se questo sia un merito oppure una colpa da ascrivere loro. A proposito: in quelloccasione, il Genoa ha ovviamente - perso! Ma ho capito che era la mia Squadra. Al Prof. Andrea DAngelo, che nel settembre 2009 mi ha accolto nel team progettuale della Fondazione Genoa 1893, dandomi la possibilit di vivere unesperienza unica, come dice anche il titolo del libro. A Claudio Onofri che ha scritto la prefazione del libro ed ha raccontato il suo Sogno, il suo Luigi Ferraris. un onore per noi che abbiamo lavorato a questo progetto. AllArch. Roberto Burlando (Project Manager del progetto di ristrutturazione dello stadio Luigi Ferraris prodotto dalla Fondazione Genoa 1893) che con entusiasmo ha aderito alla mia richiesta di contribuire a questo libro in modo da rendere le parti tecniche comprensibili anche ai comuni mortali e allIng. Fabio Masnata, che ha curato la trasformazione del libro da cartaceo in multimediale, dimostrando anche in questo modo che le tradizioni possono evolvere senza bisogno di essere abbandonate; proprio come nel caso del Luigi Ferraris ! A Cristina Moresino, Roberto Bordigone ed alla Redazione di 1893.tv senza i quali questa idea sarebbe forse rimasta tale. Loro sanno perch. Devo poi un grosso ringraziamento a tutte le persone che hanno avuto la pazienza e la voglia di leggere le bozze del documento, dando suggerimenti, facendo correzioni, aiutandomi cos a realizzare una cosa che non avevo mai fatto in vita mia: si tratta del mio Pap e degli amici Ettore Delsanto, Angelo Scarr ed Eugenio Grondona. Una parte degli spunti per lanalisi e per il lavoro sviluppato lanno scorso sono venuti dalla frequentazione del Muro dei Grifoni. Ancorch non lo conosca di persona, vorrei ringraziare il proprietario, Sergio, che con passione mette a disposizione questo strumento di comunicazione a tutti quelli che sono innamorati del Genoa. Dovrei citare tanti writer che, a varie riprese, hanno scritto post con idee e ragionamenti che poi sono confluiti nel lavoro realizzato per la Fondazione Genoa 1893, ma farei un torto a qualcuno. Vorrei, infine, dire grazie ai miei genitori: anche grazie ai sacrifici che hanno fatto, alle opportunit che mi hanno offerto e (soprattutto) ai valori che mi hanno trasmesso se questo libro ha visto la luce. Spero di essere capace, quotidianamente, di far loro capire quanto voglia loro bene. Poich non scrivo un libro tutti i giorni, non me ne vogliate, ne approfitto in questoccasione.

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Andrea Castanini, Spostiamo a Campi il carcere, Il Secolo XIX, 16.10.2009 Donatella AlfonsoStadio, il sindaco contro Preziosi: Vuole Marassi? Lo paghi lui, La Repubblica, 15.10.2009, Sez. Genova AA.VV, Il progetto non ci interessa pi, il Secolo XIX, 17.10.2009 Patrizia Albanese, Ingegneri all'opera e parte la caccia allo sponsor, Il Secolo XIX, 28.10.2009 Renzo Parodi, Garrone: Senza stadio, qui il calcio va a picco, Il Secolo XIX, 21.10.2009 Donatella Alfonso, Nuovo stadio, vertice Vincenzi - Preziosi Una settimana per decidere sullex Colisa, La Repubblica, 29.10.2009, Sez. Genova Vincenzo Galiano, Preziosi Vincenzi, dialogo tra sordi, Il Secolo XIX, 29.10.2009 V. Galliano G. Gnecco, Europei. risorge il Ferraris, Il Secolo XIX, 01.11.2009 Area riservata ai mezzi di trasmissione televisiva Renzo Parodi, Stadio, nel piatto 100 mila metri di aree Il Secolo XIX, 05.11.2009 Gessi Adamoli, Vetro, acciaio e passione ecco il Ferraris dei sogni, La Repubblica, 13.11.2009, Sez. Genova Gessi Adamoli, Il numero uno rossobl favorevole alla ristrutturazione del Ferraris, ma non alle condizioni poste da Tursi, La Repubblica, 20.11.2009, Sez. Genova Giuliano Gnecco, Marassi braccio di ferro sul prezzo, Il Secolo XIX, 15.11.2009 Stefano Zaino, Stadio, faccia a faccia Preziosi - Garrone, La Repubblica, 18.11.2009, Sez. Genova R. Al., Sestri: L'Enac aspetta l'incontro con il sindaco, Il Secolo XIX, 02.10.2009 Donatella Alfonso, Caso stadio Vincenzi furiosa. Cari presidenti basta prese in giro, La Repubblica, 19.11.2009, Sez. Genova Donatella Alfonso Lultima trincea di Garrone Ricorso al Tar per Sestri, La Repubblica, 20.11.2009, Sez. Genova ibidem http://www.airvallee.it/azienda.htm Aeroporti: Costantino, noi facciamo fatti Regione VdA ricorsi, ANSA, 11.12.2010 ore 16:43 A.C. Impianti sportivi da ristrutturare. Anzalone batte cassa in Giunta, Corriere Mercantile, 29.04.2011 Marted SportInGenova va in liquidazione, un pacco da 31 mln, Primocanale, 21.05.2010 15:40 Si tratta dellex Facolt di Economia e Commercio di via Bertani, di una parte dellIstituto San Raffaele di Coronata e di un appartamento a Carignano. A.C., SportInGenova, liquidazione a ostacoli per il Comine, Corriere Mercantile Gazzetta del Luned, 03.01.2011 Vincenzo Galiano, Stadio, riprende quota l'ex Colisa, Il Secolo XIX, 12.02.2010 Patrizia Albanesi, Sestri, un nuovo progetto per lo Stadio , Il Secolo XIX, 12.05.2010 Garrone: Cassano va punito, gliene abbiamo perdonate tante, Primocanalesport, 13.12.2010, http://www.primocanalesport.it/news.php?id=81163 Daniele Grillo, Stadio a Sestri, ospedale a Campi, Il Secolo XIX, 31.10.2010 Ferruccio Repetti, Marta Vincenzi rincorre Musso e dopo la Diga demolisce Pericu, Il Giornale, 24.03.2007 Patrizia Albanese, Vincenzi: Via libera entro 50 giorni o non se ne far nulla, Il Secolo XIX, 09.08.2009 Annamaria Coluccia, Nuovo stadio solo se necessario e senza strutture di contorno, Corriere Mercantile, 14.12.2010 Ci si riferisce al famoso Preziosi & C premiata macelleria, per la quale Garrone stato anche deferito dalla Procura Federale FICG e condannato. Delibera Consiglio Comunale di Genova del 22.06.2006, n. 00047/2006, Costituzione della Societ per Azioni denominata SportInGenova per la gestione degli impianti sportivi. Si tratta degli impianti Carlini, Lago Figoi, Sciorba e Villa Gentile, cui avrebbero dovuto far seguito gli altri 51 impianti cittadini. Per le aziende comunali: Milanosport, Bergamosport, ASIS, Livorno Sport, Centro San Filippo,

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SAGIS. Per le aziende private: a Brescia Studios Srl e Millennium Srl, a Roma Globo Srl e Forum Snc. Codice Civile, art. 2343 1 comma: Chi conferisce beni in natura o crediti deve presentare la relazione giurata di un esperto designato dal tribunale nel cui circondario ha sede la societ, contenente la descrizione dei beni o dei crediti conferiti, l'attestazione che il loro valore almeno pari a quello ad essi attribuito ai fini della determinazione del capitale sociale e dell'eventuale soprapprezzo e i criteri di valutazione seguiti. La relazione deve essere allegata all'atto costitutivo. Rag. Luigi Sardano, Relazione redatta ai sensi dellart. 2343 c.c. ai fini delle valutazioni di n5 impianti sportivi di propriet del Comune di Genova da conferire in un societ per azioni, nominato con Decreto dellIll.mo Presidente del Tribunale di Genova del 19/08/2005 cron. 432, giurata presso la Cancelleria del Tribunale di Genova in data 16/02/2006 Reg. Cron. 1101 e allegato allAtto Costitutivo di SportInGenova Spa, depositato alla CCIAA di Genova al Protocollo n. 29010 del 29/06/2006. Nellanalisi di societ commerciali generalmente privilegiato un metodo finanziario oppure un metodo misto patrimoniale/reddituale, che consente di tenere conto del valore attuale dei beni dellazienda, ma anche del reddito da questa prodotto in passato, ipotizzandone unevoluzione futura costante. Rag. Luigi Sardano, cit., pag. 18 Disponibili per la consultazione anche sul sito internet www.comune.genova.it Ogni anno il Bilancio Previsionale riporta la previsione per lanno in corso, la previsione definitiva per lanno precedente ed il consuntivo del dato riferito a due anni prima. Ad esempio il Bilancio Previsionale 2006 riporta: la previsione per il 2006, la stima definitiva per il 2005 ed il consuntivo (colonna Impegni) per il 2004. I dati del 2010 non sono ancora disponibili Tale approccio ha probabilmente risentito dellavvenuto cambiamento del Consiglio di amministrazione della Societ ed anche della decisione, presa immediatamente dopo, di procedere alla messa in liquidazione di SportInGenova. Per lanno 2006, poich il piano non prevedeva loperativit per un semestre, si provveduto a dividere al 50% i risultati economici, riprendendo poi in pieno i valori riportati nel documento per il periodo dal 2007 al 2009. Che, di fatto, il bilancio che anticipa una serie di azioni e riflessioni immediatamente precedenti la liquidazione. A questo si aggiunge lo stanziamento fatto nel 2009, per complessivi 229 migliaia di Euro, per un non meglio precisato fondo a copertura di contenziosi con il personale. Raffaele Niri, La ramazza di D' Alema jr , La Repubblica, 16.09.2005, Pag. 4 Sez. Genova Non essendo disponibile il dettaglio dellanno 2006, si assumeranno ricavi pari a 1,5 milioni di Euro. Vincenzo Galiano, Stadio di Marassi ipotecato per un mutuo da tre milioni di Euro, Il Secolo XIX, 31 ottobre 2008 Il valore indicato nel piano industriale stimava un risultato operativo positivo per 509 mila Euro nellanno 2004 E. Bacerani, F. Ferrando, Crack InGenova. Il disastro della spa che gestiva gli impianti sportivi, Liguria Business Journal, Settembre 2010 Consiglio Comunale di Genova, Delibera n. 00090/2009 del 01 dicembre 2009, Approvazione delle modifiche allo Statuto di AMIU Spa Rientro nella diretta disponibilit del Comune delle partecipazioni di Bagni Marina, SportInGenova e Farmacie Genovesi detenute da AMIU Spa, tramite riduzione volontaria del Capitale Sociale. Indirizzi di riordino del Gruppo AMIU Donatella Alfonso, Stadio, alleanza a tre per il rilancio, La Repubblica 18.05.2010, Sez. Genova Daniele Grillo, Tornano i concerti al Ferraris , Il Secolo XIX, 19.07.2010 Il Patrimonio dello Stato regolamentata dal Codice Civile: Art.826 (Patrimonio dello Stato, delle province e dei comuni) - I beni appartenenti allo Stato, alle province e ai comuni, i quali non

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siano della specie di quelli indicati dagli articoli precedenti, costituiscono il patrimonio dello Stato o, rispettivamente, delle province e dei comuni. Fanno parte del patrimonio indisponibile dello Stato le foreste che a norma delle leggi in materia costituiscono il demanio forestale dello Stato, le miniere, le cave e torbiere quando la disponibilit ne sottratta al proprietario del fondo, le cose d'interesse storico, archeologico, paletnologico, paleontologico e artistico, da chiunque e in qualunque modo ritrovate nel sottosuolo, i beni costituenti la dotazione della presidenza della Repubblica, le caserme, gli armamenti, gli aeromobili militari e le navi da guerra. Fanno parte del patrimonio indisponibile dello Stato o, rispettivamente, delle province e dei comuni, secondo la loro appartenenza, gli edifici destinati a sede di uffici pubblici, con i loro arredi, gli altri beni destinati a un pubblico servizio. Art.828 (Condizione giuridica dei beni patrimoniali) - I beni che costituiscono il patrimonio dello Stato, delle province e dei comuni sono soggetti alle regole particolari che li concernono e, in quanto non diversamente disposto, alle regole del presente codice. I beni che fanno parte del patrimonio indisponibile non possono essere sottratti alla loro destinazione, se non nei modi stabiliti dalle leggi che li riguardano Cos nella Relazione sulla Gestione al Bilancio di SportInGenova Spa al 31 dicembre 2009 Marted SportInGenova va in liquidazione, un pacco da 31 mln , Primocanale, 21.05.2010 15:40 A. Butti, Daremo una casa ai club, Il Sole 24 ore Roma, 13.04.2011 Corte Costituzionale,. Sentenza 24/28 giugno 2004 n. 196. Corte Costituzionale, Sentenza n. 177 del 18 febbraio 198, Corte Costituzionale, Sentenza 7 novembre 1995,n. 482 Costituzione, art 42, II c. Cassazione, Sez. I Civile, sentenza 22 febbraio 1996,n.1396 Decr. L.vo 18 agosto 2000, n. 267 Capo IV, Semplificazione dellazione amministrativa Costituzione, art. 42, comma 2 Renzo Parodi, Stadio, nel piatto 100 mila metri di aree Il Secolo XIX, 05.11.2009 cfr www.terranauta.it/a1489/legambiente/ecco_i_veri_obiettivi_della_legge_sugli_stadi.html Tutta la documentazione, cos come laggiornamento dei lavori, disponibile al link http://nuovo.camera.it/126?PDL=2800&leg=16&tab=1 Calcolati in ragione del 5% sul costo del progetto della Fondazione (50 milioni) e sulle indicazioni della sola componente Stadio del progetto di Sestri indicata in 60 milioni. Imposta sul Reddito delle Societ, attualmente fissata al 27,5% dellutile fiscalmente rilevante Direttiva Ministero dellInterno del Nr. 555/OP/0002448/2009/II/CNIMS del 14 agosto 2009 ANSATessera del tifoso, appello del Viminale - 'Massimo rigore e verifiche strutturali' 22 agosto 2010, 16:22 http://impiantisportivi.coni.it/index.php?id=35&no_cache=1 http://www.lega-calcio.it/rest/site/default/file/cu1234.pdf http://www.lega-calcio.it/rest/site/default/file/cu109_0607.pdf Disponibile sul sito www.uefa.com Art. 1, 3 comma: These regulations do not affect the legal obligations arising from national legislation applicable to stadium facilities FIGC, Manuale delle Licenze UEFA, Versione 2.3, 24-25 novembre 2010. www.figc.it/it/105/3816/Norme.shtml Per la Champions League: http://it.uefa.com/MultimediaFiles/Download/Regulations/competitions/Regulations/01/48/42/49/ 1484249_DOWNLOAD.pdf; Per lEuropa League: http://it.uefa.com/MultimediaFiles/Download/Regulations/competitions/Regulations/01/48/48/90/ 1484890_DOWNLOAD.pdf FIGC, Manuale delle Licenze UEFA, Versione 2.3, 24-25 novembre 2010. www.figc.it/it/105/3816/Norme.shtml. Per i rimandi allo UEFA Stadium Infrastructure Regulation, invece, si veda

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http://www.uefa.com/MultimediaFiles/Download/Regulations/uefaorg/Stadium&Security/01/48/ 48/85/1484885_DOWNLOAD.pdf Per limitarci al caso di Genova, talune spese inerenti il rifacimento manto erboso ed alcuni interventi di adeguamento per aderire a nuove norme nazionali o UEFA sono state divise in parti uguali fra SportInGenova, Genoa e Sampdoria. Emanuele Melfi, Beretta: Propriet stadi la premessa fondamentale per successi sportivi, Vocegiallorossa.it, 19.05.2010 19:15 Renzo Parodi, Garrone: Senza stadio, qui il calcio va a picco, Il Secolo XIX, 21.10.2009 UEFA Club Licensing and Financial Fair Play Regulations, UEFA, 2010 Ai sensi del principio contabile IAS 24, sono parti correlate (a) le imprese che direttamente, o indirettamente attraverso una o pi imprese intermedie, controllano, o sono controllate dalla o sono sotto un comune controllo con, la societ che redige il bilancio. (l'universo descritto rappresentato dalle societ controllanti, controllate e consociate); (b) le societ collegate (vedere IAS 28, Contabilizzazione delle partecipazioni in societ collegate); (c) le persone fisiche che hanno direttamente o indirettamente un potere di voto nell'impresa che redige il bilancio che conferisca loro un'influenza dominante sull'impresa e i loro stretti familiari. (d) i dirigenti con responsabilit strategiche, cio coloro che hanno il potere e la responsabilit della pianificazione, della direzione e del controllo delle attivit dell'impresa che redige il bilancio, compresi amministratori e funzionari della societ e gli stretti familiari di tali persone; (e) le imprese nelle quali posseduto, direttamente o indirettamente, un rilevante potere di voto da qualunque persona fisica descritta in (c) o in (d) o sulle quali tale persona fisica in grado di esercitare un'influenza notevole. Questo caso comprende le imprese possedute dagli amministratori o dai maggiori azionisti dell'impresa che redige il bilancio e le imprese che hanno un dirigente con responsabilit strategiche in comune con l'impresa che redige il bilancio. Nell'esame di ciascun rapporto con parti correlate l'attenzione deve essere rivolta alla sostanza del rapporto e non solamente alla sua forma giuridica. Deloitte, Football Money League, febbraio 2011 I dati sono tratti dai Bilancio al 31 dicembre 2009 e non comprendono i proventi derivanti dal calciomercato e gli altri ricavi e proventi (es. rimborsi assicurativi) S. Giudice, Il marketing nella gestione di uno stadio moderno, Rivista di Diritto ed Economia dello Sport, Vol. IV, Fasc. 2, 2008, p. 41 Su tutti, gli incidenti dello stadio Heysel del 1985 e la tragedia di Hillsborough del 1989 Fra le squadre che hanno optato per la costruzione di un nuovo impianto vi sono Arsenal, Fulham, Balckburn Rovers, Bolton Wanderers, Derby County, Manchester City. Fra quelle che hanno optato per la ristrutturazione il Manchester United (Old Trafford), Liverpool (Anfield), Chelsea (Stamford Bridge), West Ham (Upton Park). Celtic Glasgow pranzo al Captains Table con ex capitani della squadra di calcio. Si veda, ad esempio, lofferta corporate dellInter (su www.inter.it/ospitalita/) e del Milan. Si tratta, ad esempio, del Reebok Stadium, casa dei Bolton Wandereres, che ospita al suo interno il De Vere White Hotel, struttura ricettiva a quattro stelle, prevalentemente dedicata ad unutenza business, che ha una serie di stanze con vista diretta sul campo da gioco. S. Giudice, Il marketing nella gestione di uno stadio moderno, Rivista di Diritto ed Economia dello Sport, Vol. IV, Fasc. 2, 2008, pp. 45-46 Lago-Baroncelli-Szymanski, Il business del calcio, Egea, 2004, p. 10 AA.VV. Revenue and wealth maximization in the National Football League: the impact of stadia, Sport Marketing Quarterly, 2004, 13, Fitness Information Technology Inc., p. 229. AA.VV. Revenue and wealth maximization in the National Football League: the impact of stadia, Sport Marketing Quarterly, 2004, 13, Fitness Information Technology Inc. La National Football League riunisce 32 squadre di football americano. Si tratta di sette squadre: Baltimore Ravens, Carolina Panthers, Tampa Bay Buccaneers, Tennessee Titans, Washington Redskins, Cleveland Browns e St. Louis Ram; ma nel periodo dal 1995 a 2005 sono stati costruiti o ristrutturati 26 stadi.

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Con il termine servizio del debito si intende la somma delle rate di capitale ed interessi pagate in un periodo Gli autori citano il caso degli Ottawa Senators, falliti nel 2003 per un debito totale di 240 milioni di dollari, dei quali 140 milioni di dollari erano riferiti al nuovo impianto. Craig A. Depken II, The Impact of New Stadium on Professional Baseball Team Finances , University of Texas at Arlington, 2004. ibi, pp. 23-26 A. Feddersen W. Maenning, Arenas vs. Multifunctional Stadia Which do spectators prefer?, Hamburg Contemporary Economic Discussion, Universitt Hamburg, 2007 Informazioni tratte dal sito internet dellAmsterdam ArenA, www.amsterdamarena.nl/over_amsterdam_arena/en/ ABN Amro, Ballast Nedam Bouw B.V. Koninklijke BAM Groep NV, Coca-Cola Nederland, Grolsche, Bierbrouwerij Nederland B.V., KPN, Philips Electronics Nederland B.V., Stichting Exploitatie Nederlandse Staatsloterij, Amsterdam RAI B.V. H. J. Markerink, A. Santini, Stadi e grandi aree di intrattenimento. Il caso Amsterdam ArenA, in Sport Management e mercati globali, Collana SYMPHONYA Emerging Issues in Management, ISTEI - Istituto di Economia dImpresa, 2004, vol. 2 http://swissramble.blogspot.com/2010/11/why-ajax-are-no-longer-dutch-masters.html Vi hanno suonato, fra gli altri: U2, Rolling Stones, Robbie Williams, Police Arsenal Holding plc, Statements of Account and Annual Report 2006/2007 Nellultima stagione sono stati circa 93 milioni di GBP, pari a circa 112 milioni di Euro. Arsenal Holding Plc, Statement of Accounts and Annual Report 2009/2010 Non include gli ammortamenti e le svalutazioni derivanti dal calciomercato The Groups income is affected by the performance and popularity of the first team. Significant sources of revenues are derived from strong performances in the Premier League, FA Cup and UEFA Champions League (or the Europa League) and the level of income will vary depending upon the teams participation and performance in these competitions. A significant amount of the Groups income is derived from ticket sales to individual and corporate supporters who attend matches involving the first team at Emirates Stadium or elsewhere. The level of attendance may be influenced by a number of factors including the level of success of the team, admission prices, broadcasting coverage and general economic conditions. Arsenal Holding Plc, Statement of Accounts and Annual Report 2009/2010, p. 17 http://swissramble.blogspot.com/2010/03/i-owe-you-nothing.html, http://swissramble.blogspot.com/2010/09/cash-city-rockers.html The cash from property will also allow us, for a short period, to push our investment in players ahead of where it might be if it was based purely on the revenues generated from football. Of course, the profit from property are temporary and we need to make sure that in the longer term costs remain at a level which can be paid from our football revenues. Arsenal Holding Plc, Statement of Accounts and Annual Report 2009/2010, p. 6 Oltre alle partite di campionato, lArsenal ha disputato 8 partite di Champions nel 2006/2007, 10 partite nel 2007/2008, 12 partite nel 2008/2009 (quando arrivata fino alle semifinali) e 8 partite nel 2009/2010. La partecipazione alla fase a gironi prevede 6 partite. There has been a very limited player sale activity during the summer transfer windows. As a result, in contrast to each of the previous three years, we do not have a significant profit on disposal of player registrations on the books at this stage of the new financial year. Subject to any transfer activity in the January 2011 windows this may impact the final level of profit to be reported for the financial year 2010/11. Arsenal Holding Plc, Statement of Accounts and Annual Report 2009/2010, p. 19 Deloitte, Football Money League, marzo 2010 http://bleacherreport.com/articles/400079-how-can-bayern-munich.pay-frank-ribery-so-much Le azioni saranno acquistate in tre fasi, fra il Marzo 2010 ed il Luglio 2011.

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http://it.wikipedia.org/wiki/Pregiudizio http://it.wikipedia.org/wiki/Decisione Giovanni Mari, Nuovo stadio e alleanza con Milano, il Secolo XIX, 26.09.2008 Luigi Pastore, Alla vigilia del Cda del Colombo rilanciato lallarme gi affidato a un documento del luglio 2007, La Repubblica, 10.07.2009, Sez. Genova. ENAC anticipava le perplessit circa la scelta del sito per il nuovo stadio: 1. sotto il profilo giuridico/tecnico, in quanto la sua realizzazione dovrebbe avvenire su demanio aeroportuale dello Stato, sottraendo allaeroporto aree indispensabili per il suo previsto sviluppo; 2. sotto il profilo della compatibilit funzionale, in quanto si tratta di uninfrastruttura in grado di generare forti concentrazioni di utenti in fasce temporali ristrette, congestionando cos la rete di accessibilit allaeroporto ed impedendone la fruizione, con danno alla collettivit (sia passeggero che operatore aeroportuale); 3. sotto il profilo della sicurezza, poich le manifestazioni calcistiche sono frequentemente origine di comportamenti ad alto rischio per lordine pubblico, in grado di influire non solo nelle aree limitrofe alla struttura di intrattenimento, ma anche sullo spazio aereo circostanze (per il rilascio di materiale pirotecnico) D. Gri. Ferraris, Tursi sogna di realizzare la cittadella dello sport, Il Secolo XIX on line, 14.10.2009 Renzo Parodi, La tv madre-padrona del calcio, Blog Italiani Strana Gente, Il Secolo XIX on line, 20.07.2009, nelle risposte ai lettori http://www.crusoe.it/mercato-regole/gli-stadi-in-italia-costruire-o-ripopolaress/133/ H. J. Markerink, A. Santini, Stadi e grandi aree di intrattenimento. Il caso Amsterdam ArenA, in Sport Management e mercati globali, Collana SYMPHONYA Emerging Issues in Management, ISTEI - Istituto di Economia dImpresa, 2004, vol. 2 Passati da 38.500 a 60.432, consentono alla squadra di avere circa 44.000 abbonati ed una media di 55.000 spettatori, con una percentuale di riempimento del 91%. Curzio Maltese, La Genova che vince tra design e finanza, La Repubblica, 28.01.2007 Nel caso dellEmirates Stadium, la filosofia del club proprietario addirittura definita come Arsenalisation. Nel caso dellAmsterdam ArenA, che non nasce personalizzato sulle necessit dellAjax, le aree veramente commerciali sono state oggetto di sviluppo nellambito dellArenA Boulevard. Renzo Parodi, La tv madre-padrona del calcio, Blog Italiani Strana Gente, Il Secolo XIX, 20.07.2009 Luigi Pastore, Marassi un mito, salvatelo, La Repubblica, 28.11.2008, Pag. 11 Sez. Genova Dati tratti dal sito www.stadiapostcard.com Renzo Parodi, La tv madre-padrona del calcio, Blog Italiani Strana Gente, Il Secolo XIX on line, 20.07.2009 Donatella Alfonso Lultima trincea di Garrone Ricorso al Tar per Sestri, La Repubblica, 20.11.2009 Ce lo dice, fra gli altri, lallora Amministratore delegato della Sampdoria, Giuseppe Marotta: premesso che la committente per lo stadio nuovo non la Sampdoria come societ, ma i suoi azionisti di maggioranza, cio la famiglia Garrone, e che del progetto si sempre occupato il presidente in prima persona - Gessi Adamoli Stefano Zaino, Samp Entusiasta, Genoa Prudente, La Repubblica, 18.11.2009, Sez. Genova Destra e Sinistra, Primocanale, 24.09.2009 Renzo Parodi, La tv madre-padrona del calcio, Blog Italiani Strana Gente, Il Secolo XIX on line, 20.07.2009 Garrone: Sono pronto a costruire il nuovo stadio in Piemonte, Primocanale.it, 04.07.10 Giovanni Mari, Nuovo stadio e alleanza con Milano, il Secolo XIX, 26.09.2008 Renzo Parodi, La tv madre-padrona del calcio, Blog Italiani Strana Gente, Il Secolo XIX on line, 20.07.2009 Provincia di Genova, Piano di bacino stralcio per la difesa idrogeologica, geomorfologica, per la salvaguardia della rete idrografica e per la compatibilit delle attivit estrattive, approvato con

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Delibera del Consiglio Provinciale n. 62 del 04.12.2001 Giuseppe Filetto, Il Bisagno pu annientare Genova, La Repubblica 17 maggio 2008 Pag. 15 Sez. Genova G. Gnecco, Il Ferraris a norma per l'Uefa, Il Secolo XIX, 19.10.2009 Introduzione allo studio di fattibilit di un intervento per la ristrutturazione e nuova funzionalit dello stadio L. Ferraris , Fondazione Genoa 1893, 12 novembre 2009 http://www.primocanalesport.it/video.php?id=28181 http://www.primocanalesport.it/video.php?id=28183 ad esempio la prassi seguita per lo Stadio Olimpico di Roma, che ospita i concerti fra maggio e giugno, per poi procedere alla rizollatura completa del campo di calcio. Acronimo di Earning Before Interests, Taxes, Devaluations, Amortizations. Si ottiene sottraendo al valore della produzione le spese generali (per materie prime e servizi, per godimento beni di terzi, per oneri diversi di gestione) ed i costi del personale. Viene considerato il parametro che misura il risultato del manager indipendentemente dalla politica di capitalizzazione della societ che propria dellazionista. Per Indebitamento Finanziario Netto si intende in questo caso lesposizione complessiva verso banche (e societ di leasing), sia a breve termine che a lungo termine. ASCA, Calcio: Beretta, Dopo Disordini Genova Stadi Nuovi Pi Urgenti, 14 ottobre 2010

Parte della documentazione contenuta in questa bibliografia disponibile sul sito del libro:

www.difendereunsogno.jimdo.com
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