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Renato Breviglieri

considerazioni sul calco conservato presso la


Biblioteca Anton Giulio Barrili di Carcare

























Edizione privata
Centro Studi Anton Giulio Barrili Carcare

La mano di Giove Sabazio, immagini Pagina 2 di 56



Prima edizione, Edizione privata Centro Studi Anton Giulio Barrili
Carcare, 2011



La mano di Giove Sabazio, immagini Pagina 3 di 56




Ringraziamenti
La prima edizione di questo libro nel 2011 fu resa possibile grazie alla
pubblicazione finanziata e voluta dallora assessore alla cultura di
Carcare Christian De Vecchi ed al fondo Bolla che ringrazio vivamente.

La prima documentazione mi fu fornita da Fausto Conti, direttore della
biblioteca di Carcare, che mi procur copia degli Atti e memorie - nuova
serie volume XXXVI
1
della Societ Savonese di Storia Patria di Savona e
copia dellarticolo della professoressa Eleonora Salomone Gaggero
2
.

Quando ripresi a documentarmi, dovetti bussare a molte porte, alcune non
risposero, altre si aprirono e apparvero persone disponibile e cortesi a cui
va la mia gratitudine.

Spero di non dimenticarmene nessuna, se cos fosse, chiedo venia.

Un grazie al bibliotecario della Societ Savonese di Storia Patria di
Savona, signor Francesco Loni, che venne alla presentazione del libro,
stimol la mia curiosit fornendomi nuovi spunti e guidandomi nella
consultazione della fornita biblioteca dellassociazione.







1
Societ di storia patria, Atti e memorie, nuova serie volume XXXVI, Savona 2000, Culti
orientali a Vada Sabatia, pagine 7 - 27.
2 Universit degli studi di Genova, Facolt di Lettere e Filosofia, Un incontro con la storia nel
centenario della nascita di Luca De Regibus, 1895-1995, Atti del pomeriggio di studio Vognona
dOssola, 1 luglio 1995, a cura di Angela Franca Bellezza, estratto, Genova 1996, pagine 195 -
209
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ignis surgere
Sommario
Dov iniziata la ricerca ....................................................................................................................... 5
Perch .................................................................................................................................................. 5
Cosa: notizie inerenti il calco conservato presso il museo .................................................................... 7
Quando: collocazione storica e geografica ........................................................................................... 7
Chi Giove Sabazio ............................................................................................................................. 8
Figure rappresentate sulla mano ......................................................................................................... 11
Significati delle figure rappresentate sulla mano di Carcare ............................................................... 12
Significati delle figure presenti sulle altre mani ................................................................................. 18
Conclusioni ........................................................................................................................................ 23
Copyright delle immagini................................................................................................................... 24
Bibliografia e fonti. ............................................................................................................................ 24
Figura 1, le fotografie esposte nel museo della biblioteca di Carcare. ................................................ 26
Figura 2, immagini di Giove Sabazio ................................................................................................. 27
Figura 3, luoghi dove sono conservate delle copie della mano di Sabazio. ........................................ 28
Figura 4, la Tracia come provincia romana ........................................................................................ 29
Figura 5, Tillini, divinit celtica ......................................................................................................... 30
Figura 7, Fotografia del calco di gesso conservato a Carcare. Palmo ................................................. 31
Figura 8, Fotografia del calco di gesso conservato a Carcare. Dorso ................................................. 32
Figura 9, Fotografia del calco di gesso conservato a Carcare. Lato pollice. ....................................... 33
Figura 10, Fotografia del calco di gesso conservato a Carcare. Lato mignolo. ................................... 34
Figura 11, Fotografia del calco di gesso conservato a Carcare. Giove Sabazio .................................. 35
Figura 12, Fotografia di mano riprodotta dal De Cartari .................................................................... 36
Figura 13, Mano tratta dal De Cartari de i Dei palmo ..................................................................... 37
Figura 14, Mano Giove Sabazio non identificata ............................................................................... 38
Figura 15, Fotografia di mano simile a quella riprodotta dal De Cartari ........................................... 39
Figura 17, Mano Giove Sabazio - Mano liturgica. ............................................................................. 40
Figura 18, ManoGiove Sabazio, Melburne Museum, Palmo .............................................................. 41
Figura 19, Mano Pantea, Pompei, Complesso dei Riti Magici ........................................................... 42
Figura 20, Mano Giove Sabazio, British Museum, Palmo.................................................................. 43
Figura 21, Mano Giove Sabazio, British Museum, Particolare del dorso ........................................... 44
Figura 22, Mano Giove Sabazio, simile a quella del British Museum, Disegno Palmo e dorso ......... 45
Figura 23, Mano Giove Sabazio, simile al quella del British Museum, Disegno Palmo e dorso ........ 46
Figura 24, Mitra con il berretto frigio e larpa. ................................................................................... 47
Figura 26, Mitra ................................................................................................................................. 48
Figura 27, i Re Magi .......................................................................................................................... 48
Figura 28, il buon pastore ................................................................................................................... 49
Figura 28 a, Attis con il cappello frigio .............................................................................................. 49
Figura 29 Arte gotica e romanica ....................................................................................................... 50
Figura 30, il Doge con il corno dogale ............................................................................................... 51
Figura 31, Cappello frigio .................................................................................................................. 51
Figura 32, la Libert che guida il popolo ............................................................................................ 52
Figura 33, la Marianne Maconique con il copricapo frigio ................................................................. 52
Figura 34, Ganimede con il cappello frigio ........................................................................................ 53
Figura 35, la statua della libert di New York .................................................................................... 53
Figura 36, mani utilizzate come amuleti, gesti scaramantici o ........................................................... 54
Tabella riassuntiva delle figure presenti sulle varie mani. .................................................................. 55



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Dov iniziata la ricerca

Carcare, 29 agosto 2010, festa di San Giovanni del monte, antica festa
del bestiame.
Santo del giorno, San Giovanni decollato. Tra gli appuntamenti
enogastronomici e bucolici, c stato un incontro culturale presso la
biblioteca di Carcare, che prevedeva alcuni interventi sulla festa ed in
particolare sulla figura di San Giovanni Battista. In particolare, le
conferenze tenute dal professor Giorgio Amico e dal dottor Luciano
Dan hanno fornito agli ascoltatori interessanti ed inedite
informazioni.
Al termine delle conferenze, ripensavo alla peculiarit di questo santo
del quale si commemora sia il giorno della morte, nascita in cielo, che
quello della nascita terrena.
Questa uneccezione al calendario dei santi che nella tradizione
cristiana scandisce lanno liturgico. Tale metodo nacque nella cultura
cristiana al fine di commemorare ogni anno i martiri nel giorno della
loro morte. Giorno detto Dies Natalis, in quanto quello della
"nascita al cielo". Considerando che il festeggiamento del giorno della
nascita prerogativa del Cristo e di sua madre Maria, in questa scelta,
secondo la mia opinione, c stata la volont di sottolineare
limportanza della figura iniziatica la cui voce url nel deserto, che
battezzava con lacqua e che annunciava la venuta di colui che
avrebbe battezzato con il Fuoco. Carisma riconosciuto a san Giovanni
Battista anche dallIslam, che lo cita nel Corano.
Le mie riflessioni furono interrotte dallinvito dellassessore a visitare
il museo della biblioteca di Carcare.
Mentre attraversavo le stanze di quella che fu lultima dimora di
Anton Giulio Barrili (Savona, 14 dicembre 1836 Carcare, 14 agosto
1908), patriota garibaldino, massone e scrittore italiano, la mia
attenzione fu attratto da un pannello riproducente due foto di una
mano ricca di figure e da un didascalia. (figura 1).

Perch

Appassionato dilettante di mitologia e simbolismo, mi ripromisi di
approfondire la simbologia della mano. Chiesi la possibilit di vedere
il calco di gesso conservato nel museo e di fotografarlo.
Cos avvenne e iniziai la ricerca di altre mani, al fine di sapere come
erano catalogate.
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Ben presto mi accorsi che le fonti erano scarse ed i reperti rari. Di
alcune mani trovai indicazioni precise, di altre informazioni parziali,
solo il palmo e non il dorso, di altre nulla.
Limportanza di poter esaminare gli originali fondamentale per una
ricerca completa ed approfondita. Le discrepanze tra stampe e
fotografie fornisce informazioni contrastanti e fuorvianti. Ad esempio,
in una stampa la mano rappresentata sinistra ed raffigurata destra
nella fotografia della stessa mano.
Laiuto di internet, che fornisce molte, troppe notizie, spesso mal
catalogate e comunque sempre da verificare, mi ha permesso di
raccogliere una serie di informazioni frammentarie che sono servite da
base per la ricerca.
Le catalogazioni che trovai variavano da mano di Giove Sabazio,
mano benedicente di Giove, mano pantea (questultima
definizione, data per la quantit di attributi di varie divinit presenti
sulle mani) non accettata da tutti gli studiosi
3
).
Siccome la ricerca, quando non fatta su fonti primarie, necessita
sempre di prudenza e precisione, devo considerare il mio lavoro
migliorabile ed ampliabile. Questa prima raccolta servir di base per
un futuro lavoro pi approfondito con la raccolta di fonti primarie
presso i musei.
Ho cercato di applicare la regola delle 5W
4
; spero di esserci riuscito.
Sono grato fin dora a chi mi vorr segnalare eventuali errori, fornire
informazioni, porgere suggerimenti e quantaltro possa essere utile per
la seconda edizione ampliata ed approfondita.
Renato Breviglieri, via Pascoli, 6/1, 17043 Carcare (SV)
contattami@renatus.it , cellulare 348.2249297.
I diritti dautore delle foto sono citati nel capitolo copyright.
Copyright del libro e delle foto del calco sono dellautore che ne
autorizza lutilizzo senza scopo di lucro citandone le fonti.

3
Nuovi ritrovamenti. Per la diffusione del culto di Sabazio: testimonianza,
Volume 86, Giovanna Sotgiu, Marisa Conticello de' Spagnolis, Leiden E.J.
Brill Archive, 1980 - 58 pagine.
4
La cosiddetta regola delle 5 W (Five Ws in inglese) la regola aurea dello
stile giornalistico anglosassone. Le cinque W stanno per:
WHO (Chi), WHAT (Cosa), WHEN (Quando), WHERE (Dove),
WHY (Perch). Sono considerate i punti irrinunciabili che devono essere
presenti, come risposta alle probabili domande del lettore che si accinge a
leggere.

La mano di Giove Sabazio, immagini Pagina 7 di 56


Cosa: notizie inerenti il calco conservato presso il museo

Con riferimento alla figura 1, la didascalia sotto le due foto la
seguente:

Copia di un bronzetto raffigurante una divinit traco-frigia di Giove
Sabazio rinvenuto nel 1891 in uno scavo vicino alla parrocchia di
Vado, SV. Durante i lavori vennero alla luce due mani votive,
loriginale del reperto qui esposto andato perduto, mentre laltro
conservato al British Museum di Londra. La datazione risale al III
secolo a.C.

La posizione delle dita pollice, indice e medio distesi, anulare e
mignolo ripiegati rappresenta il gesto tipico della benedictio Latina;
mentre il personaggio barbuto associato ai numerosi simboli come la
pigna, la testa caprina, la donna con bambino, la lucertola ed altri,
simboleggia la divinit tracofrigia di Giove Sabazio.

Anton Giulio Barrili venne in possesso del calco grazie al suo caro
amico Vittorio Poggi che allepoca era Regio Commissario per le
Antichit e Belle Arti della Liguria e studioso di questi cimeli.

Cosa apprendiamo da questa didascalia? Che le mani erano due, che
sono considerate mani votive, che rappresentano il gesto tipico della
benedictio Latina, che sono state trovate a Vado Ligure, la Vada
Sabatia degli antichi romani sviluppatasi nel II secolo a.C., (forse
cera un santuario dedicato a Sabazio dove ora c la chiesa?).

Il nome di Vada Sabatia citato in alcuni scritti di importanti
personaggi romani: da Bruto in una lettera del I secolo a Cicerone
(Vada), dallo storico e geografo greco Strabone (Vada Sabatium), da
Plinio il Vecchio come Portus Vadorum Sabatium e dal geografo
Pomponio Mela nel I secolo.

Quando: collocazione storica e geografica

Tracia (figura 4)
La Tracia storica si estendeva ad est della Macedonia verso il Mar
Nero e il mar di Marmara, e a sud del Danubio verso il mar Egeo,il
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confine tra Macedonia e Tracia coincideva praticamente con il corso
del fiume Strimone in greco (Strymn), famoso per le
miniere d'oro della sua foce (miniere d'oro del Pangeo), presso la citt
di Anfipoli.
Il popolo indoeuropeo dei Traci ha lasciato qualche traccia scritta e
archeologica.
In Bulgaria si contano circa 19.000 tombe attribuite alla cultura trace a
partire dal IV millennio a.C., ed dalla Tracia che sono arrivati nella
mitologia greca, ad esempio, Dioniso, Orfeo, Cibele.
Il territorio trace fu oggetto nei secoli di molteplici scorrerie,
invasioni, colonizzazioni:
Ricordiamo la grande spedizione dei Celti. Dal 279 a.C. sino al 212
a.C. i Celti transitarono in Asia minore con il nome di Galati e
costituirono l'omonimo regno.
Nel 47 d.C. l'imperatore Claudio la elesse a provincia romana, sulla
base di accordi conclusi con i re locali: nacque cos la provincia
romana di Tracia.
Nel VI secolo d.C. la Tracia fu invasa dagli Slavi.

Chi Giove Sabazio

Sabazio (in greco , -, in latino Sabazus, -i) era una divinit
frigia.
Sabazio era venerato in Asia Minore come compagno di Hipta o di
Cibele, talvolta con lappellativo di Zeus- Sabazios. Nel IV a.C.,
Eschine ne festeggiava i misteri al grido di hys Attes.
Giamblico accosta i posseduti dal dio ai coribanti, sottolineando che
Sabazios ha il potere di purificare le anime e di liberarle da antichi
risentimenti cio dalle collere divine connesse a una sorta di peccato
originale. Nelliniziazione sabatica la parola dordine era: il dio che
attraversa il petto.
Era ritenuto comunemente figlio di Rea, anche se altre versioni lo
riconoscono come discendente di Zeus e Persefone.
Il mito ritiene che i Titani lo assassinarono, spezzandolo in sette parti.
Il culto, in et imperiale, ebbe ampia diffusione sia in Grecia che a
Roma. Prevedeva molti misteri, gran parte dei quali legati alla figura
del serpente, ed in particolare al mondo della fertilit.
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Fra i suoi riti era molto conosciuta una celebrazione orgiastica che, a
causa di una similitudine con i riti del dio Dioniso, divenne anche un
suo attributo
5
.
Sabazio identificato, a seconda delle fonti che si consultano, con
Zeus, re degli dei per lantica Grecia. Giove nella mitologia romana.
Nellimmaginario sincretico classico era associato a varie altre
divinit, come l' Egizio Amon, e l'Etrusco Tinia.

Insieme con Dioniso aveva assunto il ruolo del principale dio Frigio
Sabazios, dando vita alla divinit conosciuta come Sabazio nel
sincretismo dell'antica Roma.

I riti in onore di Sabazio si svolgevano di notte. Era una divinit legata
al sonno ed era rappresentato dal serpente della vita.

L'iniziazione ai misteri Sabazi era abbastanza frequente nella Grecia
Antica ed era rappresentata dal rapporto che gli iniziati avevano con i
serpenti.

Troviamo testimonianza di questo legame negli inni orfici.
Ascolta, padre, figlio di Crono, Sabazio, demone glorioso, che
Bacco Dioniso, dal suono rimbombante, Eirafiote, hai cucito nella
coscia, affinch portato a termine andasse al sacro Tmolo presso Ipta
dalle belle guance.
Ma, beato, protettore della Frigia, re supremo di tutto, benevolo vieni
soccorritore a coloro che celebrano i misteri.

L'Inno Orfico, con un gioco di situazioni, fonde in un'unica
invocazione la divinit Frigia Sabazio e Zeus. Latto di Zeus di cucirsi
il feto nella coscia per permettergli la gestazione la rappresentazione
misterica per cui la vita vince sempre.

L'Orfismo da considerarsi uno dei fenomeni religiosi misterici pi
importanti della Grecia antica del VI secolo a.C..

In esso va rinvenuta la radice dei Misteri eleusini e degli Oracoli di
Delfi.

5
Anna Ferrari, Dizionario di Mitologia Classica, TEA
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Elemento interiore di una religione esteriore che aveva i suoi dei nei
rappresentanti planetari Zeus, Giove, ecc., l'Orfismo dimostra
profonde radici anteriori e antichissime, che ne collegano la dottrina a
fonti egizie e mesopotamiche.

Questo ci permette di ipotizzare che il culto di Sabazio risalente
almeno al IV secolo a.C.

Associati a Sabazio troviamo altre divinit:

Bacco o Libero, Divinit maggiore che risiede nellOlimpo, Dioniso
nella cultura greca, Fuflun nella cultura etrusca.

Epiteti:
Zagreo, Bacco, Erifo (Capretto), Bicornigero, Dimetor (dalle due
Madri), Gran Cacciatore di Anime, Padre, Sabazio, Sabaoth, Gioia
dei Mortali, Salvatore, Spirito di Giove, Santo, Phanes, Antio, Lieo,
Bromio, Nictelio, Omeste, Omadio, Elvio, Egobolo, Antroporreste,
Kissos, Siceate, Onfatti, Dendride, Dendreo, Endendro, Dialo,
Fallene, Orthos, Enorchos, Eleuterio; dio dai Mille Nomi.
A Sabazio abbiamo trovato accostata la parola ebraica Shabbath,
riposo, festeggiare e con la radice greca sebaz
6
, il Venerabile.
In estrema sintesi:

Sfere di controllo:
Vino, vite (frutto), belle donne, delirio mistico, ispirazione, fecondit,
orzo, birra, grano, buoi, rinascita, vigilanza.

Simboli:
Tirso, berretto frigio, pigna, edera, fallo, cesta, vaglio, specchio, vite,
strumenti musicali, attrezzi di mestiere.

Animali sacri:
Serpente, ariete o capra, rospo o rana, lucertola, scarabeo, tartaruga,
pavone o oca.

Sacrifici:
Capretto, cerbiatto, lupatto, mano destra in bronzo, semi.

6
Visconti DEnnio Quirino, Florilegio visconteo, Milano, 1898, voce Sabazio.
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Figure rappresentate sulla mano
Per descrivere pi facilmente le figure rappresentate sul calco sono
state fatte quattro fotografie sulle quali la mano stata ripresa da
quattro punti di vista, palmo, dorso, lato pollice, lato mignolo.
Lo stato di conservazione non eccellente e questo non ha aiutato
linterpretazione di alcuni particolari. Si tratta di una mano destra.
Lato del palmo: (Figura 7)
1. Statuetta raffigurante una figura di uomo barbuto, Giove Sabazio,
che indossa una tunica ed un cappello frigio. Essa posta al centro
con i piedi allaltezza del palmo e la testa che sovrasta laltezza
dellindice. In grembo, c una coppella circolare.
2. Una pigna posta sulla punta del pollice.
3. Una testa di ariete appoggiata sopra la nocca della prima falange
del mignolo ripiegato.
4. La testa del serpente, posato sul dorso, si erge sulla falange
ripiegata del dito anulare.
5. Unara con sopra tre oggetti (olocausti?) posta nella parte
inferiore del palmo.
6. Oggetto non decifrabile a sinistra dellara.
7. Sul polso una nicchia (grotta?) contenente una donna sdraiata sul
lato sinistro (come nel triclinium) con in braccio un infante
(puerpera?) (Minerva?).
Lato dorso: (Figura 8)
8. serpente che parte dalla base lato pollice e sale in diagonale sino
allanulare affacciandosi dal lato del palmo.
9. Una bilancia a due piatti sotto linsenatura formata dal pollice e
dallindice.
10. Un caduceo a due incroci posto sotto lindice ed il medio.
11. Cornamusa (?)
12. Piuma
13. Tre oggetti non identificati
14. Oggetto non identificato sotto la bilancia
Lato pollice: (Figura 9)
15. Lucertola
16. Tenaglia
17. Cazzuola
Lato mignolo: (Figura 10)
18. Tartaruga
19. Vaso
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Significati delle figure rappresentate sulla mano di Carcare
Gli oggetti sono gli attributi di divinit o attivit.
Simbolo Significato
Altare,
ara, cista
Altare, altarium. Usato nella classicit latina solo al plurale, da
altus p.p. di alere (nutrire) destinato in origine alla mensa
destinata a ricevere gli olocausti. Offerti in dono alla statua del
nume. Sommit dellara dove si facevano le offerte e si
bruciavano le offerte.
Ariete L'Ariete il primo segno zodiacale dell'astrologia occidentale
e dell'astrologia indiana; in sanscrito e in hindi chiamato
mea che significa ariete. In entrambe le tradizioni l'Ariete
un segno cardinale e di fuoco, governato da Marte e opposto al
segno della Bilancia.
Berretto
frigio
Il berretto frigio o cappello frigio o berretto di Frigia o
berretina un copricapo rosso conico con la punta ripiegata in
avanti. Nellantichit era una pelle dagnello modellata a
cappello con appendici che si legavano sotto la gola.
Cappuccio di forma conica con la punta ripiegata, in origine
era indumento del regno persiano dal VI al II sec a.C.
La sua particolare forma nasce da quella della pelle di capretto
aperta, inizialmente il berretto era composto da una pelle
intera, le zampe posteriori erano legate al mento mentre quelle
anteriori andavano a formare la caratteristica punta che poteva
cadere in modo morbido sul davanti o sul dietro o rimanere pi
rigida in posizione verticale.
Col tempo il berretto non stato pi formato da pelle di un
solo capretto ma nonostante questo ne ha mantenuto la
particolare forma.
Fu dapprima utilizzato dai sacerdoti del Sole nella regione
omonima della Frigia (Asia Minore), nell'attuale Anatolia
turca. Fu uno degli attributi del dio Mitra.
Nell'arte greca del periodo ellenistico appare come indumento
tipico degli orientali.
Fu quindi adottato dai soldati dell'esercito persiano e pi tardi,
nell'antica Roma, divenne il copricapo che veniva donato dal
padrone agli schiavi liberati, i "liberti"; quindi molto
probabilmente da allora il berretto frigio (pileus) assunse il suo
valore simbolico di "libert".
Una sua variante "l'elmo di Minerva", che orna l'immagine
della dea della guerra e della sapienza. Adottato, nel colore
rosso, dai giacobini, divenne l'emblema di tutti i rivoluzionari.
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Bilancia Secondo l'astrologia occidentale, la Bilancia un segno
zodiacale cardinale e d'aria. governato da Venere. In questo
segno Mercurio si trova in esaltazione, Marte in esilio, il Sole
in caduta. opposto al segno dell'Ariete.
Caduceo Un caduceo un bastone con due serpenti attorcigliati intorno
a esso (la tradizione vuole che si tratti di Zamenis longissimus
detto anche colubro di Asclepio o saettone). La parola italiana
deriva dal latino caduceus che riprende il greco antico
Karykaion, aggettivo di karix (o keerix), traducibile come
araldo.
Il caduceo era un simbolo del commercio ed associato con il
dio greco Hermes (Ermete-Mercurio). Ordinariamente era un
bastone di araldo, a volte con ali, con due nastri bianchi
attaccati. I nastri col tempo diventarono serpenti in forma di
otto.
Attualmente spesso utilizzato scambievolmente con il
bastone di Asclepio, associando il caduceo con la medicina,
specialmente negli Stati Uniti. Storicamente i due simboli
ebbero significati distinti. Il simbolo inoltre usato in Italia
come emblema dell'Ordine dei Farmacisti.
Lucertola La sua predilezione per la luce e la sua capacit di restare
immobile sotto i raggi solari hanno certamente colpito gli
antichi greci che hanno elevato questo rettile al rango di
animale sacro al dio Apollo. Esso presente in molte
raffigurazioni dell'Apollo Sauroctono (uccisore di lucertole).
Nell'arte romana pu essere associato alla dea Salus. Inoltre la
lucertola simbolo orfico d'immortalit, e a questo titolo
figura su alcuni monumenti funerari dell'et classica, dove
incarna l'eternit della luce. Secondo Cumont, l'animale
sarebbe legato all'Eros funerario e la sua presenza andrebbe
interpretata come segno di resurrezione. Questa capacit
simbolica di incarnare il ritorno alla vita probabilmente
legata a due fattori principali: il fatto che la lucertola va in
letargo d'inverno per ritornare alla luce in primavera; e la sua
straordinaria capacit di farsi ricrescere la coda. Nel Fisiologo
la Lucertola Solare modello per l'uomo che si deve rivolgere
al Signore Ges per trovare la "luce negli occhi del cuore",
cos come la lucertola, una volta divenuta vecchia, si mette su
un muro rivolto ad oriente ed attende che il vigore del sole gli
ridoni la vista.
Kantharos dal greco , (latino cantharus) era una coppa per bere
caratterizzata da due alte anse che si estendono in altezza oltre
l'orlo.
Olocausto
Olocausto una parola derivante dal greco
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(olokaustos, "bruciato interamente"), a sua volta composta da
(holos, "tutto intero") e (kaio, "brucio"). Essa
definisce una tipologia di sacrificio, specificatamente della
religione greca, ebraica e nei culti dei Cananei, nel quale ci
che si sacrifica viene completamente arso. Per estensione, si
riferisce anche all'oggetto del sacrificio. Nella Bibbia, 'olah
un termine ricorrente, specialmente in occasione di sacrifici
rituali tesi a sancire un rinnovo dell'alleanza tra il Dio di
Israele e il proprio popolo. Rispetto ai culti cananei, tenutisi
nello specifico nella valle dell'Hinnom, l'olocausto indica il
sacrificio umano al dio Moloch.
Pigna Per i greci ed i romani, la pigna un simbolo di eternit.
associata molte volte al dio Dioniso ed suoi misteri.
Misteri legati alla morte ed alla rinascita, alla rigenerazione e
alla resurrezione.
Nell'arte cristiana la pigna, come tutti i frutti a guscio duro,
rappresenta il corpo umano, che racchiude in un "guscio"
l'anima umana.
In uno dei cortili dei musei vaticani, il cortile della pigna,
posta una scultura a forma di pigna che si dice fosse posta in
cima a Castel Sant'Angelo, ovvero sulla tomba dell'imperatore
Adriano.
Puerpera Donna che ha appena partorito. L'etimologia da ricercarsi nel
latino puer (fanciullo) e pario (partorisco).
Minerva fu la divinit romana della guerra, della saggezza e la
protettrice degli artigiani. Da un punto di vista mitologico, la
figura di Minerva deriva da quella di Atena, suo corrispettivo
nella mitologia greca. Come per Atena anche per Minerva
l'animale sacro la civetta, talvolta il gufo.
Sabazio Sabazio (in greco , -, in latino Sabazus, -i) era una
divinit frigia.
Era ritenuto comunemente figlio di Rea, anche se altre versioni
lo riconoscono come discendente di Zeus e Persefone. Il mito
ritiene che i Titani lo assassinarono, spezzandolo in sette parti.
Il culto, in et imperiale, ebbe ampia diffusione sia in Grecia
che a Roma. Prevedeva molti misteri, di cui gran parte legati
alla figura del serpente, con un forte legame al mondo della
fertilit. Tanto che fra i suoi riti pi conosciuti, era molto
conosciuta una celebrazione orgiastica e, a causa di una
similitudine con i riti del dio Dioniso, divenne anche un suo
attributo.
Serpente Dioniso Zagreo, figlio di Zeus sotto forma di serpente.
Il serpente nelle antiche religioni, era la rappresentazione della
vita. La necessit del crescere e la qualit della crescita
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rappresentano l'insieme delle religioni misteriche antiche.
La vita che striscia e cresce, che si apre una strada nell'infinito
fra mille fatiche.
Il serpente d'oro che veniva fatto scivolare lungo il corpo degli
iniziati, nei riti di Sabazio, era la rappresentazione della nascita
del Dio attraverso la pratica dell'iniziazione.
Dove l'iniziato era colui che viveva strategicamente al fine di
costruire il Dio dentro di lui. Il Dio che cresce sotto mille
rappresentazioni come quella del serpente della vita di
Asclepio. Celebrare questo celebrare uno dei Misteri
Dionisiaci.
Marino, nella Vita di Proclo, ci racconta: Mentre era nel
dormiveglia vide un serpente che strisciava attorno al suo
capo, da dove aveva preso inizio la paresi; in seguito a questa
visione ebbe l'impressione che il suo male avesse smesso di
propagarsi.
Un altro episodio importante per comprendere come nei
Neoplatonici (al di l dell'interpretazione culturale che loro ne
davano) fosse presente il concetto del dio che cresce dentro
all'Essere Umano e che viene partorito dal corpo fisico alla sua
morte data dalla simbologia del serpente apparso poco prima
che Plotino spirasse.
Aver affrontato per vita per sfida, con animo intrepido e un
cuore puro, al di l di come noi possiamo considerare la sua
sfida, lo ha portato a trasformare la morte del corpo fisico in
nascita del corpo luminoso.
Demostene accusava Eschine di essere stato iniziato dalla
madre a riti di Sabazio in quanto andava per le strade
gesticolando con dei serpenti rossi.
I serpenti sono legati anche al culto della Grande Madre della
quale Zeus prende il posto continuando la gestazione.
In realt, una volta morto il mondo che avvolgeva il Feto con
la sua entrata nell'atmosfera, la gestazione continua.
Ci che noi siamo non il punto d'arrivo della nostra
esistenza, ma un momento di trasformazione.
Solo che quando si era nel grembo materno si viveva senza
ragione. La volont muoveva le nostre azioni ed i nostri
intenti; ora che siamo legati nella coscia di Zeus dobbiamo
esercitare la nostra volont e siamo consapevolmente
responsabili di ogni nostro adattamento. Sabazio e Zeus
vengono legati l'uno all'altro nell'Intento manifestato. Sabazio
era una delle divinit fondamentali della Frigia, Zeus l'utero
La mano di Giove Sabazio, immagini Pagina 16 di 56

nel quale stiamo continuando le nostre trasformazioni. Quando
la gestazione sar terminata, Ipta
7
ci condurr! Con gli Orfici,
anche noi possiamo concludere: Ma, beato, protettore della
Frigia, re supremo di tutto, benevolo vieni soccorritore a
coloro che celebrano i misteri.
Ed la stessa cosa di Dioniso che la madre non pu pi tenere
in grembo perch morta e Zeus se ne prende cura.
Nella rappresentazione orfica, siamo tutti cuciti nella coscia di
Zeus e l abbiamo il dovere di crescere e di portare a termine
la nostra gestazione. Tutti noi, infatti, viviamo nell'atmosfera.
latmosfera che si prende cura di noi dopo che al momento
della nostra nascita il mondo che circondava la nostra esistenza
morto.
Cos Zeus si preso cura di noi consentendoci di continuare a
crescere.
Gli esseri esistono per crescere. Detto in questo modo, oggi
come oggi, sembra semplice, salvo definire in che cosa
consiste il crescere.
Strumento
musicale,
forse una
cornamusa
(?)
Si narra che Giulio Cesare, intrapresa la conquista dell'isola
britannica, fosse stato seriamente impensierito dalle resistenze
dei guerrieri locali. Questi, infatti, sebbene meno equipaggiati
e meno preparati dei soldati romani, possedevano indomito
coraggio e non dimostravano timore nella lotta.
L'abile condottiero cap che bisognava escogitare qualcosa per
vincere la resistenza delle popolazioni dell'isola e per evitare
perdite eccessive. Chiam, quindi, alcuni suoi fedeli
consiglieri per avere suggerimenti in proposito.
Qualcuno pens alla costruzione di un novello cavallo di
Troia; ma l'idea fu scartata perch certamente inadatta al caso.
Altri rammentarono gli specchi di Archimede, con i quali il
"pitagorico" incendi le navi nemiche; ma il sole inglese non
era certo come quello siciliano. Altri ancora proposero una
sfida ristretta, sul modello degli Orazi e Curiazi, certi della
superiorit dei guerrieri romani nell'uso delle armi; ma anche
questa ipotesi venne accantonata perch ritenuta troppo
rischiosa.
Continui suggerimenti e repentini ripensamenti si susseguirono
per tutto il giorno e per tutta la notte.

7
Ipta invoco, nutrice di Bacco, fanciulla che grida evo, celebratrice di misteri, che si compiace
delle cerimonie del santo Sabo e dei cori notturni di Iacco risonante nel fuoco.
Ascolta me che ti prego, madre ctonia, regina, sia che tu in Frigia abiti il santo monte dell'Ida
sia che il Tmolo ti allieti, bel luogo di feste per i Lidi: vieni alle celebrazioni rallegrandoti del
volto sacro. (Inni Orfici ed. Lorenzo Valla, Trad. Gabriella Ricciardelli)

La mano di Giove Sabazio, immagini Pagina 17 di 56

Tra i soldati messi a guardia delle tenda ove si svolgeva il
summit, vi era un forte giovine proveniente dalle province
sannite. Il suo nome era Turno.
Egli era un vero virtuoso della zampogna ed aveva contagiato
questa passione musicale ad altri soldati suoi amici, tanto che
molti romani erano ora in grado di suonare quello strumento.
All'alba, Turno, smontato di sentinella dopo una lunga notte,
non resistette alla voglia di suonare per ristorarsi dalla fatica
sostenuta. Ma quella non era l'ora, poich quasi tutti ancora
dormivano. Pens bene, quindi, di appartarsi ai limiti
dell'accampamento romano, verso un recinto dove erano stati
riuniti i cavalli. Appena inton le prime scale musicali, per, le
bestie diedero ad imbizzarrirsi, visibilmente impressionate dal
possente suono della zampogna del sannita.
Tutto quel trambusto svegli l'intero accampamento, e il
povero Turno fu sottoposto ad accuse ed invettive da parte dei
compagni. Condotto al cospetto del generale, confess la colpa
di quanto accaduto e la ragione della violenta reazione dei
cavalli.
L'idea geniale scatur come un baleno nella mente di Cesare.
Volle che fossero riuniti tutti i soldati capaci di lavorare legno
e pelli. Fece reperire i tronchi necessari in un vicino bosco e
ordin l'uccisione di molte capre e pecore per la fabbricazione
degli otri. In pochi giorni furono costruite oltre cinquanta
zampogne. Quando suonavano tutte insieme era possibile
udirle sino alle coste francesi.
Sarebbe stato quel meraviglioso concerto pastorale l'arma
segreta per vincere facilmente il nemico.
Due giorni pi tardi si decise per l'azione militare definitiva.
Un'ampia vallata erbosa fu scelta quale campo di battaglia. I
guerrieri britannici amavano la lotta a cavallo, sicuri nel
montare i loro magnifici purosangue, e decisero di sferrare
l'attacco cavalcando verso le truppe romane. Per poter
raggiungere i lontani soldati avversari, i Britanni furono
costretti ad attraversare un lungo tratto della vallata, ai lati
della quale erano stati sapientemente disposti i suonatori di
zampogne, i quali, quando fu il momento adatto, all'unisono
diedero fiato alle canne. Il fragore sonoro spavent e fece
imbizzarrire cos tanto i cavalli che gli indigeni, impreparati,
furono tutti sbalzati di groppa e, ormai a terra, furono facili
vittime dei romani che vinsero la battaglia.
Quando i britanni capirono la causa della sconfitta,
immediatamente ritennero la zampogna uno strumento di
natura divina, dalle chiare capacit magiche. Per questo si
La mano di Giove Sabazio, immagini Pagina 18 di 56

lasciarono affascinare dal suo suono e finirono per idolatrarlo,
coltivando nel contempo il desiderio di conquistarne la magia.
Anni dopo, infatti, nel ricorso di quella battaglia copiarono
l'aerofono latino-sannita, realizzando un loro tipo di
cornamusa, che ancora oggi elemento fisso e caratterizzante
delle bande militari inglesi e scozzesi.
Tartaruga La mitologia greca spiegava la genesi dell'animale con la
leggenda della ninfa Chelone, dalla quale la tartaruga prender
anche il nome. Ella, avendo osato deridere Zeus ed Hedra,
proprio il giorno delle nozze, era stata punita dagli Dei
infuriati che l'avevano precipitata in mare e condannata a
recare sul dorso la propria casa, fino alla fine dei tempi.
Nell'inno omerico Ad Hermes, si canta l'invenzione della Lira
da parte del dio che, precocissimo neonato, adatt le corde al
carapace di una tartaruga, per utilizzarlo come cassa di
risonanza, donandolo poi al dio Apollo.
Nellantichit europea, a causa delle sue numerose uova, la
tartaruga veniva considerata il simbolo della fertilit; per il suo
contegno silenzioso era il simbolo dellamore pudico,
mentre la sua lunga vita ne faceva la quintessenza della
vitalit. Lanimale che vive nella melma era anche il
simbolo dellattaccamento alla terra ma, poich col suo guscio
si poteva fabbricare uno strumento musicale a sette corde, era
anche in grado di rallegrare il cuore. La funzione protettrice
del suo guscio era gi nota nei riti magici dellantichit come
difesa dalla grandine e dagli incantesimi.

Tenaglia La tenaglia, unitamente al martello sono alcuni degli attributi
dei fabbri e della divinit Efesto (greco), Vulcano (latino),
Sethians (etrusco)

Significati delle figure presenti sulle altre mani
Non sono stati riportati i simboli gi descritti nel precedente capitolo.
Simbolo Significato
Busto di
donna
Effige di una o pi divinit. Per lidentificazione si pu
ipotizzare che gli attributi rappresentati in prossimit siano
suoi.
Cazzuola Attributo dei carpentieri, costruttori edili. Associata anche ai
riti di fondazione e posa della prima pietra.
Cetra, lira Attributo di Apollo e Orfeo.
Cimbali Strumenti musicali a percursione appartenente alla famiglia
degli idiofoni. I pi antichi risalgono all'800 a.C.
I Cimbali vengono suonati prevalentemente in medio ed
La mano di Giove Sabazio, immagini Pagina 19 di 56

estremo oriente, sono costituiti da due piccoli piattini metallici
ottenuti da leghe pesanti quali: ottone, bronzo, rame e pi
raramente argento.
Essi emettono suoni se vengono percossi contemporaneamente
o se si percuote un solo cimbalo con un bastoncino o una
spazzola metallica.
Civetta Nome scientifico Athene noctua. Attributo di Atena-Minerva.
Simbolo di saggezza, chiaroveggenza. In quanto generata dalla
testa di Giove, simbolo del Verbo divino.
Coltello Possibile significato di strumento sacrificale o di categoria
professionale.
Cornucopi
a
La cornucpia, letteralmente "corno dell'abbondanza", (dal
latino cornu, "corno" e copia, "abbondanza"), un simbolo
mitologico di cibo e abbondanza.
Secondo la mitologia greca il corno perduto dal fiume
Acheloo nella lotta con Ercole per Deianira e riempito dalle
Naiadi di fiori e di frutta, come simbolo dell'abbondanza,
alludendo con ci alla fertilit della valle dove scorreva
l'Acheloo e all'imbrigliamento del fiume stesso per opera di
qualche principe velato sotto il nome del semidio. In forma di
corno traboccante frutta e fiori, spesso presente nei dipinti in
braccio alla figura simbolica dell'abbondanza. Attributo di
Cerere.
Falce Attrezzo attribuito alla mietitura. Attributo di Bacco o dei suoi
seguaci.
Frusta. Attributo di varie divinit.
Gallo,
zampe di
Iconograficamente rappresentato sin dal VI secolo a.C. su
monete e ceramiche greche, costituiva anche motivo di
decorazione nell'arte protostorica di antiche civilt: babilonese,
indiana e dell'estremo Oriente.
Simbolo di ci che buono e di gran pregio, il gallo bianco fu
consacrato dai Greci e poi dai Latini a Zeus-Jupiter e ad
Helios-Apollo. La sua voce che profetizza il giorno
l'esplosione mattutina della vita sul mondo ancora avvolto
nelle tenebre: primo grido di guerra all'inerzia.
Simbolo naturale della vigilanza, fu legato anche al culto di
Hermes-Mercurio, dio del commercio dal quale gli antichi
saggi presso i Caldei credevano che il gallo ricevesse all'alba,
dal pianeta Mercurio, un influsso divino. Consacrato ad
Esculapio, dio della medicina nel tempio di Epidauro, gli
antichi gli attribuivano un potere benefico sugli influssi
maligni. Uccello della luce e della vita, caro ad Esculapio, il
gallo si oppone simbolicamente al serpente, rettile subdolo e
muto che porta con s il veleno mortale nella funerea notte
La mano di Giove Sabazio, immagini Pagina 20 di 56

della terra. I ruoli simbolici dei due animali diventano a questo
punto pi chiari: l'uno il simbolo della malattia che conduce
alla morte, l'altro della guarigione che conserva la vita. Per
questo i Greci fecero del gallo il simbolo del coraggio militare
dopo la battaglia di Temistocle contro i Persiani e istituirono
una festa durante la quale facevano combattere l'un contro
l'altro i galli.
Nell'Europa pagana al gallo bianco fu riservato il triste onore
di essere sacrificato all'aruspicina perch dal segreto delle sue
viscere si potessero conoscere le intenzioni divine e i
pronostici fausti e infausti.
Emblema solare presso popolazioni dell'antica Asia, nelle
regioni dell'estremo Oriente il pennuto animale ha subto un
processo di assimilazione simbolica dovuto al suo
accostamento alla fenice, uccello altrettanto sacro. Ancora
oggi in Cina il gallo considerato come portafortuna perch il
suo nome, Ki, significa fortuna, buona sorte.
Per tutto il primo millennio cristiano ha conservato il carattere
d'uccello della luce: qualit ereditata da tempi e da popolazioni
antecedenti il millennio. Per questo divenne anche il simbolo
dei predicatori che proclamano la luce della vita eterna nelle
tenebre della vita sulla terra. Gli antichi Egiziani avevano
modellato a forma di gallo le lampade di terracotta o di
bronzo. La stessa forma avevano dato alle lampade i fonditori
greci e romani e, nei primi secoli dell'era cristiana, accanto al
gallo, su questi oggetti compariva la croce a significare il
Salvatore. Un'ampolla di terracotta dei primi secoli cristiani,
porta l'immagine della Vergine Maria che presenta suo figlio
appena nato ad un personaggio che le sta dinanzi. Su di essi,
un gallo canta e batte le ali; un altro situato dinanzi ai loro
piedi a simboleggiare l'arrivo del sole-Ges che caccia via la
notte.
Sin dall'antichit precristiana alla voce del gallo stato
riconosciuto il potere di allontanare l'infausta potenza delle
tenebre e, in tempi cristiani, alcuni hanno creduto che il suo
canto mettesse in fuga i demoni della notte e le potenze
dell'inferno. Ancora oggi in Cina si crede che i cattivi spiriti
spariscano al suo canto mattutino e la sua virt protettrice
celebrata dall'Oriente all'Occidente dagli antichi poeti latini
come da quelli arabi dei nostri tempi. Allo stesso suo canto
mattutino, al Gallicinium, era legato l'esercizio della vita
monastica. Nel V secolo i monaci egiziani non conoscevano
che due tempi dedicati alla preghiera in comune: il Gallicinium
al mattino e il Lucernarium alla sera; "1'ora del gallo" e "1'ora
La mano di Giove Sabazio, immagini Pagina 21 di 56

della lampada", l'ora della luce e l'ora delle tenebre. La
rinascita del giorno che sconfigge la morte della notte che
stende sulla terra l'ombra e il silenzio veniva interpretata come
la Resurrezione del Signore. In questo trapasso dalle tenebre
alla luce il canto mattutino del gallo non era che la voce di
Cristo giudice che alla fine dei tem-pi dar il segnale della
resurrezione dei morti.
Un ricco corredo di mitologia e di cultura pagana aveva
permesso al gallo di andar fiero del proprio ruolo fino
all'estremo sacrificio (di cui volentieri avrebbe fatto a meno) di
farsi torcere il collo per la gloria di Atene o di Roma. Il
Medioevo cristiano, pur riconoscendogli indubbi meriti e
funzioni in linea col proprio sistema religioso, lo aveva per
privato di certi privilegi, primo fra tutti quello di instancabile
amatore. La cultura pagana aveva creato un rapporto di
complicit fra il gallo, Zeus e Vulcano, noti nella mitologia
come gli dei pi capaci nell'arte della seduzione e del piacere,
conferendo all'animale, in un processo di identificazione con
gli dei, i requisiti di potenza virile e procreatrice.
Fu di conseguenza naturale che tale identificazione trasfer, per
cos dire, le naturali e positive qualit riproduttive del gallo in
una sfera simbolica dal precipuo carattere lascivo. Ne troviamo
la prova in certe oscene raffigurazioni dell'arte antica a Delo
come nella Roma pagana. II Medioevo poi aveva trasformato
il gallo non solo in un animale capriccioso e litigioso, simbolo
della collera a causa dei suoi continui combattimenti con altri
giovani e meno giovani galli, ma lo aveva inserito anche nel
mostruoso serraglio. Metamorfosi del basilisco, lo troviamo
raffigurato in scultura su un capitello della cripta della
cattedrale di Bitonto. Met gallo e met leone, ali spiegate,
corpo teso, coda mobile, ritto sulle zampe in posizione di
vigile attesa, la sua confusione anatomica ci lascia perplessi e
pensierosi sulla parte che sta recitando. Quelle forme difformi
non ci convincono e creano uno sforzo di nevrosi allegorica
che non sa dove andare a sfogare per mancanza di strutture
elementari di parentela.
Oca Simbolo di vigilanza in quanto ha il sonno leggerissimo.
Pavone E' il simbolo della fertilit e dell'abbondanza. Aniimale dai
cento occhi anche simbolo del sole. Nella mitologia greca
aveva un significato negativo di superbia e vanagloria
Rana,
rospo
La simbologia della rana e del rospo legata allassociazione
acqua-notte-luna. In quanto animali anfibi, capaci quindi di
attraversare la soglia tra due mondi, nella cultura greco-
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romana potevano essere associati alla sfera funeraria. Gi
protagonista di una delle sette piaghe inviate da Dio sullEgitto
(Antico Testamento, Esodo VIII, 2 14),
Scarabeo Nellantico Egitto lo scarabeo era simbolo della resurrezione.
Gli egizi credevano infatti che lo scarabeo della specie
stercorario potesse rigenerarsi dalla palla di sterco che
linsetto fa rotolare davanti a s. Inoltre, la palla veniva
collegata con il disco solare che rinasce dopo la notte: il
nome egizio dellinsetto, kheperer, simile a quello del dio
Khepri, il Sole, che sorge generato dalla Terra.
Il sacro scarabeo era oggetto di venerazione gi nei Testi delle
Piramidi. L'animaletto originale era lo scarabeo stercorario
Scarabaeus sacer che per gli Egiziani era Khepri, divinit
solare e simbolo di rinascita. Lo scarabeo costituiva un potente
e diffusissimo talismano, specialmente se nella parte liscia
portava una iscrizione o segni magici. Ornava molti oggetti e
veniva impiegato anche negli anelli sigillo o montato in
stupendi pettorali e braccialetti.
"Lo scarabeo del cuore" - chiamato cos, perch veniva posto
sulla mummia in corrispondenza del cuore - era un'amuleto
fatto di argilla smaltata, diaspro o di pietra verde, il colore
simbolo della rinascita. Sia come gioiello che come oggetto
funerario, lo scarabeo era sempre l'emblema della risurrezione.
Scettro Simbolo del potere e del comando. La verga rappresenta
lelemento fuoco.
Sistro Il primo uno strumento idiofono proveniente dall'Antico
Egitto ed era sacro alla dea Bastet, la quale si credeva fosse
l'inventrice dello strumento. In Mesopotamia poteva essere di
forma trapezoidale o quadrata e presentava l'immagine del Dio
raffigurata sul manico. uno strumento in metallo, con una
parte a forma di ferro di cavallo, con un manico e delle aste,
perci il suono viene prodotto scuotendo il sistro. Il numero e
lo spessore delle lamelle flottanti ne definisce e caratterizza
laltezza e lintensit del suono; un suono che resta comunque
- come in molti altri analoghi strumenti a sonagli -
indeterminato, e cio senza una precisa connotazione tonale. Si
hanno notizie di sistri utilizzati in cerimonie gi nella Bibbia
(Vecchio Testamento) e prima ancora nella civilt Egizia (era
lantico seshesh, di chiara origine onomatopeica) da dove
sembra sia stato importato in Palestina e successivamente in
Grecia.
Attributo di Iside.
Tirso Il tirso era un lungo bastone con una pigna in cima, coronato di
edera e di pampini; era portato da Dioniso e dai suoi seguaci.
La mano di Giove Sabazio, immagini Pagina 23 di 56

Zampe di
gallo
Gallo simbolo di resurrezione. Annuncia lalba, il ritorno del
sole, della vita.

Conclusioni
Se utilizziamo gli attributi principali per cercare di definire di
quale divinit stiamo parlando, posso formulare la seguente
ipotesi:
- il cappello frigio mi riporta alle zone della Tracia-Frigia;
- le divinit attribuite alla Tracia-Frigia sono; Sabazio,
Dioniso, Apollo;
- le suddette divinit sono legate a culti della natura;
- i riti si svolgono con lutilizzo di strumenti musicali, ballo,
estasi, cambio di stato di consapevolezza;
- riti orgiastici, ovvero di fertilit;
- letimologia di Dioniso, nato due volte, rinascita stagionale.
- legati alla luna ed al sole, ovvero a colei che regola la
crescita e colui che nutre con il calore;
- piante ed animali.
Pertanto potrei azzardare di modificare il titolo del libro in la
mano di Dioniso Sabazio.
A cosa serviva la mano?
Alcuni testi definiscono la mano come offerta votiva, (ex voto
suscepto), pratica in vigore sin dal neolitico e che prosegue sino
ai giorni doggi.
Perch una mano come oggetto votivo? Vediamo letimologia
della parole e formuliamo unipotesi.
Mano, membro delluomo attaccato al braccio per cui mezzo
egli fa tutte le sue opere. Figurativo; Aiuto, Forza, Potere,
Autorit.
Pertanto richiesta daiuto a Giove Sabazio ed a tutte le divinit a
lui associate e rappresentate dai vari attributi.
Amuleto protettivo del luogo con azione apotropaica.
Simbolo di potere e protezione presente nella cultura ebraica e
poi trasmesso a quella islamica con la mano di Fatima, ripreso
poi nella magia e nella superstizione con la creazione di amuleti
quali la mano dellimpiccato, la mano che fa la fica, la mano
benedicente, ma mano che la le corna, ecc. Vedere la figura 38.
La mano di Giove Sabazio, immagini Pagina 24 di 56

Puntale per il bastone (tirso).
La base di alcune mani (ipotesi formulata guardando i disegni e
le fotografie) vuota8. Impiego come nelle figure 5 e 6.
Possibile impiego rituale. Similitudine con il pastorale utilizzato
dagli ortodossi e dai cattolici.
Non voglio formulare altre ipotesi fantasiose. Lascio alle vostre
considerazioni il materiale che sono riuscito a raccogliere.
Il materiale raccolto la base per una ricerca pi estesa,
approfondita e documentata che richieder tempo, la
collaborazione dei musei e di esperti.

Copyright delle immagini
Biblioteca di Carcare
British Museum
Melburne Museum
Museo del Louvre
Museo di Pompei
Museo Nacional de Arqueologa Subacutica Cartagena (ARQUA)
Museo Romain d'Avenches

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http://museoarcheologiconazionale.campaniabeniculturali.it/
http://www.museoarqueologicocartagena.es/
http://www.mfa.org/
http://www.britishmuseum.org/
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IMMAGINI

Figura 1, le fotografie esposte nel museo della biblioteca di Carcare.

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Figura 2, immagini di Giove Sabazio
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Pannonia

Figura 3, luoghi dove sono conservate delle copie della mano di
Sabazio.

Boston
Melbourne
Carcare
Parigi - Louvre
Londra British
Museum
Padria Gurulis
Vetus
Pompei
Musei
Tracia
Cartagena
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Figura 4, la Tracia come provincia romana
Provincie Romane
Tracia
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Figura 5, Tillini, divinit celtica. Figura 6, Bacco Dioniso
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Figura 7, Fotografia del calco di gesso conservato a Carcare. Palmo



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Figura 8, Fotografia del calco di gesso conservato a Carcare. Dorso

La mano di Giove Sabazio, immagini Pagina 33 di 56

Figura 9, Fotografia del calco di gesso conservato a Carcare. Lato
pollice.
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Figura 10, Fotografia del calco di gesso conservato a Carcare. Lato
mignolo.

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Figura 11, Fotografia del calco di gesso conservato a Carcare. Giove
Sabazio

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Figura 12, Fotografia di mano riprodotta dal De Cartari



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Figura 13, Mano tratta dal De Cartari de i Dei palmo
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Figura 14, Mano Giove Sabazio non identificata

La mano di Giove Sabazio, immagini Pagina 39 di 56

Figura 15, Fotografia di mano simile a quella riprodotta dal De
Cartari









Figura 16, Mano di Sabazio,
scombreras, Cartagena


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Figura 17, Mano Giove Sabazio - Mano liturgica.
I secolo d.C. Proveniente da Ercolano. Napoli museo archeologico

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Figura 18, ManoGiove Sabazio, Melburne Museum, Palmo
La mano di Giove Sabazio, immagini Pagina 42 di 56

Figura 19, Mano Pantea, Pompei, Complesso dei Riti Magici
o casa di Sestilius Pyrricus, I secolo d.C.,

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Figura 20, Mano Giove Sabazio, British Museum, Palmo



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Figura 21, Mano Giove Sabazio, British Museum, Particolare del
dorso
La mano di Giove Sabazio, immagini Pagina 45 di 56

Figura 22, Mano Giove Sabazio, simile a quella del British Museum,
Disegno Palmo e dorso

La mano di Giove Sabazio, immagini Pagina 46 di 56

Figura 23, Mano Giove Sabazio, simile al quella del British Museum,
Disegno Palmo e dorso

23 a











23 b
La mano di Giove Sabazio, immagini Pagina 47 di 56

Figura 24, Mitra con il berretto frigio e larpa.















Figura 25, Orfeo con il berretto frigio e larpa.










La mano di Giove Sabazio, immagini Pagina 48 di 56

Figura 26, Mitra












Figura 27, i Re Magi
Mosaico bizantino della basilica di Sant'Apollinare Nuovo (VI
secolo e.v.), a Ravenna, i Re d'Oriente (Magi) adorano Ges e
indossano il cappello frigio
La mano di Giove Sabazio, immagini Pagina 49 di 56

Figura 28, il buon pastore
















Figura 28 a, Attis con il cappello frigio
La mano di Giove Sabazio, immagini Pagina 50 di 56

Figura 29 Arte gotica e romanica
La mano di Giove Sabazio, immagini Pagina 51 di 56

Figura 30, il Doge con il corno dogale
Corno dogale, copricapo dei Dogi Veneziani che richiama nella foggia il
cappello Frigio. Il Doge era la suprema magistratura della Repubblica di
Venezia, istituita sin dal 697 e durata fino alla caduta della Repubblica, il 12
maggio 1797.



















Figura 31, Cappello frigio
Cappello Frigio fu adottato dai soldati dell'esercito persiano e pi tardi,
nell'Antica Roma, divenne il copricapo che veniva donato dal padrone agli
schiavi liberati, i liberti.
Fu probabilmente in epoca romana che il berretto frigio (chiamato pileus)
assunse il suo valore simbolico di libert.
stato adottato dai rivoluzionari francesi nel 1789 come simbolo della
libert.

La mano di Giove Sabazio, immagini Pagina 52 di 56

Figura 32, la Libert che guida il popolo

La Marianne, personifica la Repubblica francese e rappresenta la permanenza
dei valori della Repubblica, Libert, galit, Fraternit. "La Libert che guida
il popolo" di Eugne Delacroix


















Figura 33, la Marianne Maconique con il copricapo frigio
La mano di Giove Sabazio, immagini Pagina 53 di 56

Figura 34, Ganimede con il cappello frigio

Opera di Bertel Thorvaldsen, 1817.





















Figura 35, la statua della libert di New York
La statua della libert indossa un cappello Frigio ornato con un diadema.
1884.
La mano di Giove Sabazio, immagini Pagina 54 di 56

Figura 36, mani utilizzate come amuleti, gesti scaramantici o
apotropaici
La mano di Giove Sabazio Pagina 55 di 56

Tabella riassuntiva delle figure presenti sulle varie mani.
Solo in Campania sono state trovate 34 mani di Giove Sabazio. Altre sono sparse nei musei del
mondo. Si suppone che esemplari possano essere nelle collezioni private. Sono state esaminate le
fotografie e le immagine trovate non sempre di qualit tale da poter decifrare gli oggetti. . Le mani
sono identificate con i nomi abbreviati delle fotografie.


Simboli
? = non identificato
Biblioteca di
Carcare
Cartari Museo
di
Napoli
Complesso dei
riti magici
Melbourne
Muse de
Louvre
? X X X
Ara X X X
Bilancia X X
Busto di donna
Caduceo X X
Cazzuola (?)
Cerchio e croce X
Cetra X
Cimbali X
Ciotola X
Civetta X
Coltello
Cornucopia
Corona e croce X
Falce X
Frusta X
Kantharos X X X
Lucertola X X X
Mano dx X X X
Mano sx
Olocausti X X X
Pavone / oca
Pigna X X X X X
Puerpera X X X
Ramo / fiore X
Rospo / rana X
Sabazio assente X
Sabazio intero X X X
Sabazio testa X
Scarabeo
Serpente X X X X
Sistro X
Str. musicale ?
Tartaruga X X X X
Tenaglia X X
Testa dariete X X X X
Tirso X
Zampe di gallo X X
La mano di Giove Sabazio Pagina 56 di 56







Simboli
? = non
identificato
Brithis
Museu
m
Muse
Romain
d'Avenches
Cartagena Sardegna 19 16 15 23
a
23
b
22
? X X X X X
Ara X X X X X X
Bilancia X X X X
Busto di donna 3
Caduceo X X X X
Cazzuola (?)
Cerchio e croce
Cetra
Cimbali X X
Ciotola X X X
Civetta
Coltello X
Cornucopia ? X
Corona e croce
Falce ? X
Frusta
Kantharos X X X X X X
Lucertola X X X X X X
Mano dx X X X X
Mano sx
Olocausti X X X
Pavone / oca X
Pigna X X X X X X X
Puerpera X X X X X X X X X
Ramo / fiore X X X X X X
Rospo / rana X X X X X X
Sabazio assente X X X X X
Sabazio intero X X X
Sabazio testa X X X
Scarabeo X X X
Serpente X X X X X X X X X
Sistro
Str. musicale ? ? ? ? ? ?
Tartaruga X X X X X X
Tenaglia
Testa dariete X X X X X X
Tirso X X X
Zampe di gallo X