Sei sulla pagina 1di 262

IL FINANCIAL FAIR PLAY NELLA

GESTIONE DELLE SOCIETA DI CALCIO


PROFESSIONISTICHE

INDICE
PREMESSA ...................................................................................................................... 4
CAPITOLO 1: EVOLUZIONE STORICA DEL SISTEMA CALCIO ..................... 6
1.1

Introduzione......................................................................................................... 6

1.2

Primo periodo: la riforma del 1966 ..................................................................... 6

1.3

Secondo periodo: lapprovazione della legge 23 Marzo 1981 n.91 sullo sport
professionistico.................................................................................................. 10

1.3.1
1.4

Riflessioni conclusive: gli effetti della riforma .......................................... 13

Terzo periodo: gli anni 90 e 2000 .................................................................... 14

1.4.1

La sentenza Bosman................................................................................... 14

1.4.2

Lavvento dei diritti televisivi .................................................................... 21

1.4.3

Il decreto salva-calcio ............................................................................. 25

1.5

Conclusioni........................................................................................................ 29

CAPITOLO 2: CONTENUTO TIPICO DEL BILANCIO DI ESERCIZIO DEI


CLUB CALCISTICI IN ITALIA ................................................................................. 31
2.1

Introduzione....................................................................................................... 31

2.1.1

I destinatari del bilancio ............................................................................. 33

2.1.2

Le fonti legislative del bilancio desercizio ............................................... 35

2.2

Evoluzione della normativa comunitaria per la redazione del bilancio


desercizio ......................................................................................................... 40

2.3

Le regole previste dalla Federazione Italiana Giuoco Calcio ............................ 42

2.4

Il sistema delle licenze nazionali ....................................................................... 49

2.5

Lo Stato Patrimoniale ........................................................................................ 51

2.6

Analisi delle voci caratteristiche di Stato Patrimoniale nel bilancio delle societ
di calcio ............................................................................................................. 54

2.7

Il Conto Economico........................................................................................... 76

2.8

Analisi delle voci caratteristiche del Conto Economico nel bilancio delle societ
di calcio ............................................................................................................. 79

CAPITOLO 3: IL FAIR PLAY FINANZIARIO IN ITALIA ................................. 102


3.1

Introduzione..................................................................................................... 102

3.2

Cos il fair play finanziario? .......................................................................... 102

3.3

Lart. 85 delle NOIF ........................................................................................ 103

3.4

Le licenze UEFA e Financial Fair Play ........................................................... 104

3.5

Analisi del Manuale delle Licenze UEFA della FIGC .................................... 105
2

3.6

I criteri economico-finanziari prescritti nelle UEFA Club Licensing and


Financial Fair Play Regulations ...................................................................... 145

3.7

Le sanzioni per il mancato rispetto dei criteri economico-finanziari previsti


nelle UEFA Club Licensing and Financial Fair Play Regulations .................. 163

CAPITOLO 4: IL CASO FC INTERNAZIONALE S.P.A. ..................................... 166


4.1

Introduzione..................................................................................................... 166

4.2

Storia ............................................................................................................... 166

4.3

La svolta societaria: il passaggio da Massimo Moratti a Erick Thohir ........... 168

4.3.1

Leredit della gestione morattiana ...................................................... 173

4.3.2

La nuova governance ............................................................................... 174

4.4

Strategie finanziarie della nuova propriet ...................................................... 178

4.5

Strategie contabili e operative ......................................................................... 182

4.6

Analisi dei principali indicatori di bilancio ..................................................... 203

CONCLUSIONI ........................................................................................................... 223


BIBLIOGRAFIA .......................................................................................................... 243
Monografie e saggi da riviste scientifiche .................................................................. 243

PREMESSA

Gioco, sport, spettacolo, business. Comunque lo si intenda, il calcio rappresenta


un fenomeno pervasivo, emblema come pochi altri di cosa significhi
globalizzazione.
Sotto laspetto sociale il calcio lo sport pi praticato, seguito e conosciuto al
mondo ed in particolare nel nostro paese; il fascino per questa disciplina
testimoniato dalla quantit di persone che lo seguono in maniera quotidiana
mediante i giornali sportivi, le emittenti televisive e radiofoniche oppure
utilizzando internet. Se si considera, poi, che il calcio spinge masse di persone a
popolare uno stadio o piccoli gruppi dinanzi ad un televisore, laspetto sociale
risulta sempre pi evidente, data la condivisione tra una moltitudine di individui,
di emozioni e spazi comuni.
Anche sotto il profilo giuridico-economico la sua rilevanza indiscutibile: in
tutti i Paesi muove passioni, interessi e capitali in misura tale da parlare di
impresa-calcio.
Il nuovo modo di progettare la conduzione dei club calcistici la reazione a
comportamenti gestionali imprudenti, di una crescita sfrenata degli stipendi, di
modelli economici incapaci di reggersi se non sulla base di continui e ingenti
sostegni da parte dei proprietari dei club, di una preminente ricerca del risultato
sportivo ad ogni costo, prescindendo da ogni possibile logica di sostenibilit e
stabilit economicofinanziaria.
E inevitabile che le Federazioni calcistiche dei principali Paesi si ponessero il
problema di definire regole finalizzate a introdurre maggiore attenzione al
rispetto delle condizioni di equilibrio economico e finanziario. Ed quanto ha
fatto la UEFA decidendo di introdurre il Financial Fair Play. Approvato nel
maggio 2010, rappresenta un vero e proprio modello di governo economico
finanziario, un complesso sistema di regole che disciplina gli indicatori di
bilancio e i criteri a cui dovranno attenersi le societ calcistiche per poter
partecipare alle competizioni europee nei prossimi anni.
In questa direzione si impone sempre pi lassimilazione della societ di calcio
professionistica ad una vera e propria azienda nella quale il risultato sportivo,
4

risulta utile nel raggiungimento dellequilibrio finanziario orientato alla


proficuit.
Ma siamo sicuri che sia il Financial Fair Play la panacea di tutti i mali
dellimpresa calcio?
E proprio questo interrogativo, unitamente alla passione per questo sport, a
rappresentare un forte incentivo allindagine e alla conoscenza di una normativa
che sta comportando un mutamento epocale nel modo di intendere il calcio.
Pertanto lo scopo della ricerca di comprendere e di analizzare le peculiarit
dellimpresa calcio in modo da illustrare le implicazioni e le trasformazioni che
la normativa sta comportando nella gestione delle societ di calcio
professionistiche, cercando di cogliere aspetti critici ed ipotizzando eventuali
prospettive future.
Il contributo si articola in quattro capitoli.
La prima parte consiste in una digressione storica in cui sono descritti i
principali cambiamenti concernenti i club calcistici.
La disamina parte dalle motivazioni storiche e sociali che hanno condotto al
mutamento per poi concentrarsi sulla materia giuridica ed i suoi effetti in ordine
alla gestione sportivo-finanziaria.
Si prosegue, nel capitolo secondo, presentando le particolarit delle societ
calcistiche inserendole nellapposito ordinamento federale. In questa sede
approfondiremo la struttura dello schema di bilancio commentando le voci
caratteristiche del prospetto dei club calcistici e confrontando la disciplina di
specie con quella del Codice civile.
Una volta chiarito il contesto storico, giuridico ed economico, lelaborato
confluir nella dettagliata esposizione del Manuale della FIGC e dei criteri
economico-finanziari stabiliti con la disciplina del Financial Fair Play.
A corredo del percorso indicato, e stimolato a conoscere gli effetti concreti delle
previsioni test citate, ho ritenuto affascinante esaminare le nuove strategie
nonch le prospettive gestionali di FC Internazionale S.p.A. alla luce del
Financial Fair Play.
Il caso aziendale scelto paradigmatico in quanto la societ passata in un
breve lasso di tempo dal costituire una mera passione al divenire unimpresa.
In ultima istanza sono stati colti i benefici e gli aspetti critici della normativa,
per i quali sono state prospettate alcune soluzioni e posti alcuni interrogativi.
5

CAPITOLO 1: EVOLUZIONE STORICA DEL SISTEMA CALCIO


1.1 Introduzione
Un sintetico excursus sullevoluzione storica delle societ di calcio ci permetter
di comprendere come un semplice sport sia cresciuto in modo tale da assurgere a
fonte di occupazione professionale riconosciuta dallordinamento, tanto per gli
atleti quanto per svariate categorie di professionisti, creando una rete, un nexus
di contratti, dunque unimpresa di vaste proporzioni.
Lattenzione alla legislazione di settore ci consentir, nei paragrafi seguenti, di
cogliere, valutare e misurare lentit dellimpatto dei notevoli cambiamenti che
si sono susseguiti negli anni. E possibile ricondurre lo studio degli eventi e
delle fonti normative di riferimento a tre distinti periodi storici:
-

il primo periodo riguarda gli anni 60 e 70 in cui aumenta la dimensione


economica dellattivit sportiva e si ha la trasformazione delle vecchie
associazioni sportive in societ di capitali;

il secondo periodo va dal 1981, anno di approvazione della prima legge


italiana sullo sport professionistico, fino alla met degli anni 90;

il terzo periodo va dal 1996, anno di emanazione della sentenza Bosman,


fino ai giorni nostri.

I principali provvedimenti normativi di riferimento si collocano al confine tra


questi periodi, ponendosi come momento di rottura, di cambiamento nel
passaggio da un periodo allaltro.
1.2 Primo periodo: la riforma del 1966
Le societ calcistiche, come ogni societ sportiva, furono costituite
originariamente per consentire la pratica atletico-agonistica dei propri associati.
Avevano dunque uno scopo ricreativo.
Inizialmente le esigenze economiche delle associazioni sportive non erano
differenti da quelle di ogni altra associazione con fini ricreativi: le entrate erano
rappresentate da contributi volontari di soci e sostenitori.

La mancanza di norme precise, tuttavia, implicava incertezza circa i risultati


della contabilit. Lassociazione non riconosciuta mostr le sue carenze nel
momento in cui si rendeva evidente la problematica dellamministrazione, in
coincidenza con una crescente importanza economica e finanziaria dellattivit
calcistica che manifestava le sue enormi potenzialit in termini finanziari
(muovendo capitali) e sociali (il calcio diventa veicolo per assumere notoriet).
Lo scenario mut quando, per il concorso di molteplici fattori, lorganizzazione
di determinate discipline sportive venne ad assumere connotati che
travalicavano i confini originari. Questo cambiamento comport due
conseguenze:
Lassociazione sportiva non riusciva a far fronte alle spese, sempre maggiori,
con il semplice contributo volontario dei suoi associati (pi spesso di un
mecenate), pertanto diveniva necessario fare ricorso al mercato;
Levoluzione dellassociazione comport un mutamento della struttura,
passando da mero fenomeno volontaristico-ricreativo a vera e propria
impresa.
Corollario ulteriore senzaltro lirreversibile passaggio dalla figura dellatletaassociato a quella dellatleta-professionista che presta la propria opera in virt di
un compenso in denaro. Tuttavia si dovr attendere linizio degli anni 80 per
avere una regolamentazione in materia.
Questa situazione, unitamente alla enorme popolarit e alla rilevanza degli
interessi economici coinvolti, indusse la Federazione Italiana Giuoco Calcio1 ad
1

La Federazione Italiana Giuoco Calcio (Figc) lassociazione delle societ, delle associazioni
e degli altri organismi a essa affiliati che perseguono il fine di praticare il gioco del calcio in
Italia. La Figc lunico organismo abilitato ad organizzare il gioco del calcio nel territorio
nazionale, ed un organo del Comitato Olimpico Nazionale Italiano (Coni). Questultimo stato
istituito con la legge n. 426 del 16 febbraio 1942 e ha il compito di organizzare e potenziare lo
sport, indirizzandolo verso il perfezionamento atletico, con particolare riguardo al
miglioramento fisico e morale. Il Coni un ente pubblico, dotato di personalit giuridica.
finanziato prevalentemente dai proventi derivanti dai concorsi a pronostico relativi al gioco del
calcio, dai fondi pubblici, dalle donazioni private, dalle sottoscrizioni dei membri delle
federazioni sportive, nonch dai ricavi generati dagli eventi sportivi. La Figc nello svolgimento
delle proprie funzioni, emana e modifica le Norme Organizzative Interne alla Federazione (Noif),
che regolano lorganizzazione interna della stessa Federazione e delle societ sportive affiliate.
Le Noif contengono anche le norme in tema di ordinamento dei campionati e delle gare, del
tesseramento, della disciplina dei calciatori, dei controlli sulla gestione economico-finanziaria
delle societ professionistiche e delle Leghe e, pi in generale, tutti gli aspetti inerenti i rapporti
con le Leghe e tra societ e calciatori. Per ulteriori informazioni si rimanda al sito internet:
www.figc.it.

approvare una serie di provvedimenti, con lo scopo di guidare la transizione


dalla forma associativa a quella societaria, considerandola condizione necessaria
per iscriversi alle successive competizioni sportive. Le difficolt finanziarie
riguardanti il settore spinsero gli organi federali a predisporre un programma di
risanamento del bilancio delle societ di calcio, avviato con due provvedimenti:
-

la delibera del Consiglio Federale della FIGC del 16 settembre 1966, con
la quale si stabil lo scioglimento delle associazioni calcistiche militanti
nei campionati professionistici e la nomina di un liquidatore per ciascuna
di esse con lo scopo di procedere alla liquidazione delle stesse e alla loro
costituzione in societ per azioni;

la delibera del Consiglio Federale della FIGC del 16 dicembre 1966, che
impose a tutte le nuove societ uno statuto tipo che creava una societ
per azioni atipica (dunque contraria alla normativa del Codice civile)
poich, se da un lato si riconosceva la possibilit di realizzare utili di
bilancio (lucro in senso oggettivo), dallaltro si escludeva la distribuzione
ai soci di tali utili (divieto di lucro in senso soggettivo). Infatti eventuali
utili di bilancio debbono essere destinati al potenziamento dellattuazione
delle finalit di carattere sportivo.

Limposizione del divieto di lucro, che trova le sue radici storiche


nellincompatibilit tra sport e profitto, costituisce il principale ostacolo
allaffermazione della nuova societ sportiva professionistica e alla diffusione di
uneffettiva cultura di impresa nella conduzione di questi club; si rendevano
pertanto applicabili una serie di disposizioni legislative, prime fra tutte quelle
sulla formazione e sulla pubblicit del bilancio, che avrebbero dovuto assicurare
una pi prudente e trasparente amministrazione e la possibilit di controllo da
parte delle autorit sportive competenti. Lobiettivo era quello di risanare le
posizioni debitorie dei club, di far convivere le finalit sportive con lesigenza di
unordinata gestione economica ed, infine, di far rispettare le disposizioni in
materia societaria e fiscale. Tuttavia questa decisione provoc non poche
perplessit riguardo alla legittimit della delibera da cui derivava: molti giuristi,
infatti, si interrogarono sul potere della Figc che, nel caso in esame, sembrava
non rispettare lautonomia negoziale delle associazioni stesse. Seguirono anche
due interventi giurisprudenziali che dichiararono privo di legittimit imporre la
8

costituzione di una S.p.A. dopo lo scioglimento di un ente privato, perch questo


non nel potere della Figc ma di esclusiva pertinenza della legge.
Per ottenere, quindi, il passaggio da associazioni a societ per azioni si dovette
percorrere la via dellincentivo; il Ministero del Turismo e dello spettacolo
condizion lerogazione di un mutuo ad interesse agevolato, diretto al
risanamento delle societ calcistiche e allassunzione da parte degli enti sportivi,
della forma societaria di S.p.A. Per La situazione dei club non miglior. Nel
1972 il disavanzo complessivo ammontava a 18 miliardi di lire. Nel luglio 1977
lallora presidente di Lega2 Antonio Griffi si dimise dopo che 20 societ su 36
sottoscrissero un documento per la richiesta di un commissario in Lega, in grado
di far fronte ai gravissimi problemi del settore che presentava oltre 50 miliardi di
lire di deficit. Le passivit correnti rappresentavano gi nel 1972 il 56,4% dei
finanziamenti ricevuti dai club. Dal 1975 al 1978, nonostante lerogazione di un
mutuo federale pari a 66 miliardi di lire, il rapporto aument vertiginosamente
fino a raggiungere un valore pari al 67,8%. I costi di gestione erano pari al 97%
dei ricavi netti da gare, di questi oneri il 50% era destinato a coprire ingaggi,
stipendi e premi a giocatori e tecnici. Occorreva, dunque, procedere ad una
nuova riforma, questa volta con lintervento diretto del Parlamento.

La Lega Nazionale Professionisti nasce nel 1946 a Rapallo con lo scopo di creare, allinterno
del mondo del calcio, unattivit dirigenziale coerente e realistica. La Lega associa in forma
privatistica le societ affiliate alla Figc che partecipano ai Campionati di Serie A e B e che, a tal
fine, si avvalgono delle prestazioni di calciatori professionisti. La Lega, quale associazione di
societ, affiliata alla Figc, agisce altres nell'ambito delle funzioni ad essa demandate dallo
Statuto e dalle norme federali. Essa, per il raggiungimento delle proprie finalit, gode di
autonomia organizzativa ed amministrativa e, con funzioni rappresentative delle societ
associate, svolge tutti i compiti e le attribuzioni conseguenti, salvo quelli che, per disposizioni di
legge, di Statuto Federale o contenute nelle Norme Organizzative Interne della Figc, sono di
competenza di questultima. In particolare, la Lega: stabilisce i calendari delle competizioni
ufficiali e fissa date ed orari; regolamenta, per la tutela della regolarit tecnica e disciplinare
delle competizioni e per motivi connessi alla sicurezza, le modalit di accesso di operatori e
radio-cronisti negli spazi soggetti ai poteri degli ufficiali di gara; regolamenta i rapporti fra le
societ e i mezzi di informazione per il solo esercizio del diritto di cronaca radiofonica e
televisiva e per assicurare le modalit di accesso in conformit alle vigenti leggi; assicura la
distribuzione interna delle risorse finanziarie; definisce, d'intesa con le categorie interessate, i
limiti assicurativi contro i rischi a favore dei tesserati e le eventuali altre forme assicurative,
anche integrative, e formula pareri sui trattamenti pensionistici degli stessi; rappresenta le
societ nella stipula degli accordi di lavoro e nella predisposizione dei relativi contratti-tipo;
rappresenta, su delega specifica rilasciata per ogni singolo contratto e da ogni singola societ, le
societ che partecipano alle competizioni agonistiche ufficiali limitatamente alla cessione per la
diffusione sul solo territorio italiano dei diritti televisivi degli highlights in chiaro e in differita
dei Campionati di Serie A e di Serie B. Per approfondimenti si rimanda allo statuto della Lega
Calcio Professionisti, consultabile sul sito: www.lega-calcio.it.

1.3 Secondo periodo: lapprovazione della legge 23 Marzo 1981 n.91 sullo
sport professionistico
Con lemanazione della legge 1981 n.91 il legislatore ordinario disciplina per la
prima volta la materia calcistica.3Essa risulta divisa in quattro capi:
-

il primo capo (artt. da 1 a 9) dedicato allo sport professionistico;

il secondo capo (artt. da 10 a 14) concerne la disciplina delle societ


sportive, con particolare riferimento alla loro costituzione;

il terzo capo costituito dal solo art.15 che detta la normativa in ordine al
trattamento tributario;

il quarto capo (artt. da 16 a 18) si concentra sulla abolizione del c.d.


vincolo sportivo.

Da un punto di vista contenutistico emerge la fissazione di importanti regole che


qualificano la societ sportiva professionistica attraverso la forma giuridica,
loggetto sociale e il divieto di finalit di lucro.
Riguardo alla forma giuridica, la legge 91/1981 allart.10, comma 1, dispone
che "possono stipulare contratti con atleti professionisti solo societ sportive
costituite nella forma di societ per azioni o di societ a responsabilit limitata.
Quindi si allarga anche alle S.r.l. la possibilit di svolgere attivit sportiva
professionistica, prima limitata solamente alle S.p.A.
Riguardo alloggetto sociale, lart. 10, 2 comma, dispone che Latto
costitutivo deve prevedere che gli utili siano interamente reinvestiti nelle societ
per il perseguimento dellattivit sportiva. Pertanto loggetto sociale delle
nuove societ professionistiche circoscritto allesclusivo svolgimento
dellattivit sportiva e alla sua promozione.
Appare evidente che il legislatore aveva voluto delineare una societ di capitali
che svolgeva attivit diretta alla produzione di profitto, col limite, di indubbio
rilievo, di vietarne la distribuzione fra i soci/azionisti (divieto di lucro in senso
soggettivo). Si desumeva che la motivazione del socio/azionista di partecipare a
queste societ andava rintracciata nella promozione dello sport, non traendo
3

Ad evidenza la legge 91/1981 non diretta soltanto alle societ calcistiche, ma a tutte quelle
sportive in generale. Essa riguarda tutti gli sportivi professionisti (vengono esclusi, quindi, i
dilettanti), cio gli atleti, gli allenatori, i direttori tecnico-sportivi e i preparatori atletici che
svolgono lattivit sportiva dietro compenso nelle discipline regolamentate dal CONI e che sono
tesserati come professionisti dalle Federazioni riconosciute dal CONI stesso (art. 2 della Legge
91/81).

10

alcun beneficio economico diretto. Nondimeno, la potenzialit del veicolo


calcio si esprimeva nella fama e nella notoriet che ne derivavano in capo ai
proprietari dei club.
Tuttavia lambito di maggior rilievo investito dalla Legge 91/81 quello della
qualificazione giuridica del rapporto di lavoro sportivo tra atleta-professionista e
societ sportiva. Nel contesto precedente alla legge 91/1981, esso era
disciplinato da due distinti e autonomi rapporti:
1) il rapporto di lavoro sportivo, che trovava origine nel contratto di ingaggio,
sulla base del quale si definiva il compenso spettante allo sportivo
professionista a fronte della prestazione sportiva fornita;
2) il rapporto di vincolo sportivo, attraverso il quale la societ sportiva era
titolare del diritto di utilizzazione esclusiva delle prestazioni sportive di
ogni suo calciatore per tutta la durata della sua vita agonistica e aveva il
potere di impedire il trasferimento richiesto dal calciatore ad altra societ. Il
trasferimento poteva avvenire solo attraverso la cessione del vincolo nel
quale subentrava la societ acquirente, a fronte del pagamento di un prezzo
concordato tra le parti.
Con la nuova legge, invece, si assiste alla graduale abolizione del vincolo
sportivo, infatti lart.16 statuisce che le limitazioni alla libert contrattuale
dellatleta professionista, individuate come <vincolo sportivo> nel vigente
ordinamento sportivo, saranno gradualmente eliminate entro cinque anni dalla
data di entrata in vigore della presente legge, secondo modalit a parametri
stabiliti dal Coni, in relazione allet degli atleti, alla durata ed al contenuto
patrimoniale del rapporto con le societ.
La nuova normativa garantiva cos la tutela di valori quali la dignit e la libert
personale del calciatore.
La cessione di un calciatore da una societ allaltra pu avvenire a seguito di:
-

cessione del contratto: si stabilisce un termine risolutivo, pari a 5 anni,


sulla durata massima che lega lo sportivo professionista alla relativa
societ ed comunque consentita la cessione del contratto prima della
scadenza da una societ allaltra, purch vi sia il consenso del calciatore;

trasferimento del calciatore: si stabilisce che alla scadenza del contratto il


calciatore sia libero di stipulare un nuovo contratto con unaltra societ, la
11

quale tenuta a versare unindennit alla societ di appartenenza


dellatleta denominata Indennit di Preparazione e Promozione.
Alla precedente disciplina, con la quale il calciatore non poteva disporre del
proprio cartellino, si sostituito un regime contrattualistico, in base al quale egli
libero di stipulare un nuovo contratto. Il calciatore non pi considerato un
<<bene>> da scambiare tra le societ, ma diventa un <<soggetto giuridico>>,
libero di offrire le sue prestazioni e di far valere la propria forza contrattuale nei
confronti della controparte.
La disciplina crea altres un nuovo tipo di contratto di lavoro subordinato: quello
del lavoratore sportivo.
La figura del calciatore risulta equiparata a quella di lavoratore dipendente, con
qualche eccezione a favore della fattispecie di lavoro autonomo, quando rilevi la
presenza di almeno uno dei requisiti di cui allart.3:
lattivit sia svolta nellambito di una singola manifestazione sportiva o di
pi manifestazioni tra loro collegate in un breve periodo di tempo;
latleta non sia contrattualmente vincolato per ci che riguarda la frequenza a
sedute di preparazione od allenamento;
la prestazione che oggetto del contratto, pur avendo carattere continuativo,
non superi otto ore settimanali, oppure cinque giorni ogni mese, ovvero trenta
giorni ogni anno.
Lart. 4 stabilisce inoltre che il rapporto di prestazione sportiva a titolo
oneroso si costituisce mediante assunzione diretta e con la stipulazione di un
contratto in forma scritta, a pena di nullit, tra lo sportivo e la societ
destinataria delle prestazioni sportive, secondo il contratto tipo predisposto,
conformemente all'accordo stipulato, ogni tre anni dalla federazione sportiva
nazionale e dai rappresentanti delle categorie interessate.
Infine allart.5 si precisa che la durata massima del contratto potr essere di
cinque anni.
Al rapporto descritto non saranno applicabili le disposizioni attinenti al
licenziamento, alla risoluzione del contratto e alla reintegrazione prevista
nellipotesi di licenziamento senza giusta causa.
Le fattispecie per le quali risulta giustificato il licenziamento saranno regolate
dal contratto stipulato tra Associazione Italiana Calciatori (AIC) e la
12

Federazione Italiana Giuoco Calcio (FIGC).


La legge 91/1981, nonostante sia rivolta alla regolamentazione dei rapporti tra
societ e sportivi professionisti sotto il punto di vista dellinquadramento
lavorativo di questi ultimi, introduce, seppur involontariamente, un ulteriore
ostacolo al risanamento economico-finanziario delle societ professionistiche.
Rispetto al contesto precedente, nel quale una volta acquisito il calciatore, questi
rientrava a tutti gli effetti nel patrimonio societario senza alcuna scadenza o
termine allimpiego, le societ professionistiche si ritrovano a diminuire in
modo sostanziale il controllo sui diritti pluriennali alle prestazioni sportive dei
propri calciatori (principale asset strategico di cui disponevano). Questo fornisce
un incentivo allincremento delle remunerazioni corrisposte ai calciatori per
indurli a rimanere nella stessa squadra alla scadenza del contratto, evitando cos
alla societ di ricorrere al mercato per lacquisto di un nuovo giocatore e al
pagamento del relativo cartellino.
1.3.1 Riflessioni conclusive: gli effetti della riforma
Ritengo necessarie alcune considerazioni alla luce delle novit introdotte dalla
Legge 1981 n.91.
Innanzitutto appare chiaro lintento del legislatore di tutelare e valorizzare la
volont del professionista-calciatore, riconoscendogli lopportunit di stipulare
un nuovo contratto. Alla stregua di quanto detto possiamo effettivamente
constatare che latleta un soggetto giuridico dotato della capacit di agire.
Ci nonostante, seppure si sia parlato di abolizione del vincolo sportivo, la sua
essenza sopravvive, riscontrandosi nella indennit di preparazione e promozione
che deve esser corrisposta dalla societ che intenda assicurarsi le prestazioni
dellatleta giunto in scadenza di contratto.
Al termine del rapporto il calciatore pu scegliere la sua nuova destinazione
soltanto tra quelle societ che sono disposte a corrispondere lindennizzo alla
vecchia societ di appartenenza. Lo scopo dellindennit quello di reintegrare i
costi che la societ cessionaria ha sostenuto per la crescita sportiva, agonistica e
di immagine del calciatore e, al contempo, costituire il corrispettivo per la
societ che si privi delle sue prestazioni. Proteggendo cosi il patrimonio del club.
La conseguenza pi significativa , tuttavia, quella che traspare sul bilancio
13

delle societ.
Infatti, prima dellintervento legislativo in esame, il calciatore che veniva
acquistato da una societ, finiva per esserne vincolato senza alcuna scadenza. E
da un punto di vista patrimoniale confluiva negli assets societari. A seguito della
l. n. 1981/91 veniva ridotto in maniera considerevole il potere di controllo, da
parte dei club, sui diritti pluriennali alle prestazioni sportive dei propri giocatori.
Per contro aumenta smisuratamente il potere contrattuale dellatleta che, per
poter militare nella stessa societ, vuole esser incentivato con un incremento
della propria remunerazione.
Pressoch automaticamente lievitano i costi di gestione, con successivo
appesantimento della situazione economico-finanziaria dei club.
1.4 Terzo periodo: gli anni 90 e 2000
Dai primi anni 80 fino alla met degli anni 90 la concentrazione dellinteresse
sui soli traguardi sportivi porta il management delle societ a indirizzare gli
investimenti allo sviluppo dellarea tecnico-sportiva, dedicando meno attenzione
al versante gestionale (amministrativo, commerciale e marketing).
Obiettivo di questo paragrafo ripercorrere i principali avvenimenti e
provvedimenti degli anni 90-2000 che caratterizzano tuttoggi il sistema calcio.
1.4.1 La sentenza Bosman
Jean-Marc Bosman giocava nella Jupiler League (la massima serie belga) e il
suo contratto era scaduto nel 1990.
Il calciatore intendeva cambiare squadra e trasferirsi al Dunkerque, una societ
francese.
Non fu raggiunto un accordo sulla contropartita in denaro e la Federazione belga
non autorizz il trasferimento. Il FC Liegi ridusse lo stipendio del calciatore ad
un milione di lire lorde al mese.
Di fronte alla decisone, Bosman present ricorso al Tribunale di Liegi che
ritenne fondate le sue ragioni anche riguardo alla rivendicazione della societ di
una indennit di trasferimento in caso di accordo del giocatore con un altro club.
La Corte di Appello di Liegi chiese alla Corte di Giustizia dellUnione Europea
di pronunciarsi in via pregiudiziale sulla compatibilit col Trattato C.E.E. dei
14

regolamenti calcistici nazionali ed internazionali in materia di indennit da


trasferimento.
In particolare, la Corte di Appello invita la Corte di Giustizia a stabilire se gli
articoli del Trattato di Roma del 25 marzo 1957 vanno interpretati nel senso che
vietano:
a) che una societ calcistica possa pretendere e percepire il pagamento di
una somma di denaro allorch un giocatore gi tesserato per la stessa
societ, dopo la scadenza del contratto con essa stipulato, venga
ingaggiato da una nuova societ calcistica;
b) che le associazioni o federazioni sportive, nazionali ed internazionali,
possano includere nei rispettivi regolamenti norme che limitino la
partecipazione di giocatori stranieri, cittadini dei paesi aderenti alla
Comunit Europea, alle competizioni che organizzano.
Nella sentenza del 15 Dicembre 1995, la Corte stabil che:
1.

non deve essere pi pagata lindennit per un calciatore svincolato che si


trasferisce da un Paese allaltro dellUnione Europea, poich le norme
emanate da federazioni sportive circa limpossibilit di trasferimento di
un calciatore, a fine contratto, senza un versamento alla societ di
provenienza di unindennit di trasferimento, di formazione e di
promozione, sono contrarie al principio di libera circolazione dei
lavoratori nellambito comunitario di cui allart.48 del Trattato;

2.

le norme emanate dalle federazioni sportive, secondo cui possibile


schierare solo un numero definito di calciatori cittadini di altri stati
membri, sono contrarie al suddetto principio, quindi illegale porre
limiti sul numero di stranieri comunitari da schierare in campo.

La c.d. Sentenza Bosman ha prodotto effetti tanto in campo sportivo quanto in


campo giuridico-economico perfettamente stagliati nella cornice legislativa.
Dal punto di vista sportivo le regole del gioco furono stravolte dallabolizione
del limite allutilizzo dei giocatori stranieri comunitari, che permise alle societ
di schierarli tutti contemporaneamente; dal punto di vista giuridico-economico
leliminazione dellindennit di trasferimento, da un lato garant unampia
libert contrattuale agli atleti, dallaltro danneggi notevolmente le societ.
Se palese che un club acquirente avesse vantaggio nel non dover sopportare
15

alcun costo per il trasferimento, appare altrettanto certo che tale aspetto
garantiva al professionista un maggiore potere contrattuale, e nel momento in
cui si fossero scatenate vere e proprie aste tra club pur di accaparrarsi le
prestazioni di un atleta, si sarebbe assistito ad una lievitazione degli stipendi,
maggiormente onerosi proprio in virt dellassenza del suddetto corrispettivo.
Ci non poteva che avere riflessi sui bilanci delle societ aumentando i costi
fissi del personale.
Inoltre, dal punto di vista delle societ cedenti, si registrava la riduzione del
proprio capitale sociale, dovuto alla perdita delle indennit di preparazione e
promozione; pertanto pur di non perdere a parametro zero alcuni atleti in
scadenza, talvolta le societ furono indotte al rinnovo dei relativi contratti, che
dovevano essere ritoccati a cifre molto importanti, facendo emergere la
centralit crescente del potere contrattuale del professionista.
Sempre in ambito prettamente sportivo, un rilevante nocumento veniva
cagionato ai vivai in quanto la totale apertura del mercato nazionale agli
stranieri comunitari aument considerevolmente il flusso degli stessi in ciascuno
Stato membro con conseguenti danni indiretti alle rappresentative nazionali.
Ma sul versante legislativo che la Sentenza opera un vero e proprio
sconvolgimento degli equilibri.
La sentenza Bosman dotata di efficacia diretta in tutti gli ordinamenti degli
Stati membri e questo provoca la decadenza immediata di tutte le norme
contrarie alla sentenza. Labrogazione implicita delle disposizioni relative ai
trasferimenti in contrasto con la sentenza Bosman determina, inevitabilmente,
vuoti normativi in tutti i Paesi dellUE.
Bisogna precisare che la pronuncia della Corte non rivolta a tutti gli scambi di
calciatori professionisti; labolizione dellindennit assume efficacia solamente
per il trasferimento degli sportivi Europei in ambito transfrontaliero, non
incidendo minimamente sul trasferimento di calciatori tra squadre dello stesso
Paese.
Leffetto immediato suscitato dalla sentenza quello di creare una
differenziazione, in fase di cessione dei calciatori, tra atleti presenti sul mercato
comunitario (per i quali lindennit non pi dovuta) e quelli sul mercato
interno (per i quali lindennit pu ancora essere richiesta).
Per quanto riguarda lefficacia temporale della sentenza Bosman, la Corte,
16

consapevole della portata rivoluzionaria del provvedimento, stabilisce che la


nuova disciplina non possa essere applicata alle indennit di trasferimento, di
formazione e di promozione che, alla data della sentenza, siano gi state pagate
o, comunque, dovute in adempimento di unobbligazione sorta prima di tale data,
pena la violazione del principio di tassativit della legge.
Dallanalisi test effettuata risaltano:
1)

lalterazione del mercato dei calciatori poich labolizione dellindennit


rende pi conveniente lacquisto di un giocatore straniero comunitario
svincolato, rispetto ad atleti gi presenti nel mercato italiano, ancora
sottoposti allindennit a scadenza di contratto (con relativo danno ai
vivai e di conseguenza alle rappresentative nazionali);

2)

la difficile situazione dei conti delle societ professionistiche venutasi a


creare in seguito allabolizione dellindennit (conseguente aumento
salari sopra descritto).

Labolizione dellindennit di preparazione crea non pochi problemi. Le societ,


sulla scorta della previgente disciplina, avevano iscritto in bilancio gli importi
corrispondenti ai premi che pensavano di incassare qualora il giocatore, giunto
alla naturale conclusione del contratto, avesse concordato il trasferimento ad
altra societ. Venendo meno tale premio per effetto della sentenza citata, le
societ vedono appesantire notevolmente i propri bilanci.
Leliminazione di una posta patrimoniale attiva iscritta nel bilancio relativo ai
precedenti esercizi comporta necessariamente un effetto negativo sul risultato
economico: in particolare d luogo alla formazione di una sopravvenienza
passiva. Ne deriva che le societ calcistiche che hanno iscritto, legittimamente,
nei precedenti bilanci, ingenti crediti per le indennit sino allora maturate,
subirebbero una notevole crescita delle perdite (o una diminuzione degli utili) in
un unico esercizio, dovuta alleliminazione di una posta attiva di una certa entit.
Per quanto concerne i rapporti con gli altri atleti professionisti e
lammortamento del costo sostenuto da unaltra societ per lacquisizione del
diritto

alle

prestazioni

del

giocatore,

si

raccomand

di

procedere

allammortamento di detto costo, iscritto nello stato patrimoniale attivo, sulla


base della durata del contratto, in modo da permettere, alla scadenza, che la
societ potesse contabilizzare solo il provento derivante dallincasso del
17

parametro, ove il calciatore si fosse trasferito in un altro club. Le societ che non
si fossero uniformate avrebbero pertanto subito, oltre allazzeramento
dellindennit, le perdite derivanti dai mancati ammortamenti negli esercizi
precedenti.
In Italia il processo di adattamento a quanto affermato dalla Corte di Giustizia
dellUnione Europea inizia nella primavera del 1996, con il D.L. 17 maggio
1996, n. 272.
Esso rappresenta il primo tentativo di abolizione dellindennit di preparazione e
promozione, con conseguente possibilit, per le federazioni sportive, di
contemplare comunque un Premio di addestramento e formazione tecnica da
riconoscersi esclusivamente in favore della societ sportiva presso la quale
latleta ha svolto la sua ultima attivit dilettantistica o giovanile.
Latto avente forza di legge stato soprannominato decreto spalma perdite
perch il suo obiettivo precipuo era quello di diluire leffetto economico
negativo,

originato

dalleliminazione

dellindennit

di

preparazione

promozione, in tre esercizi. La relazione governativa, infatti, affermava che


lintento del legislatore era di <<risolvere senza traumi per le societ sportive la
perdita che si determina tra le componenti attive del proprio bilancio, degli
importi relativi ai crediti che in qualit di premi le dette societ presumevano di
percepire con riferimento ai giocatori alle proprie dipendenze nella eventualit
del loro passaggio ad altre societ. Si prescrive, a tal proposito, che le dette
societ potranno continuare a iscrivere nel proprio bilancio nellattivo
patrimoniale, in apposito conto, limporto massimo pari al valore dellindennit
relativa al detto premio maturata alla data del 30 giugno 1996, e che le societ
che si avvalgono di detta facolt debbono procedere allammortamento del
valore iscritto entro tre anni dalla data del 15 Giugno 1996>>.
Tuttavia, il decreto del Maggio 1996 non fu convertito in legge entro il termine
previsto di sessanta giorni. Per, date la rilevanza e lesigenza di certezza al fine
di definire lassetto degli interessi in gioco, si rende necessaria la sua
reiterazione attraverso un nuovo D.L., il n. 383 del 22 luglio 1996, con il quale
si riproduce quasi pedissequamente il contenuto del precedente atto. Identico fu
anche lesito: il provvedimento giunse a scadenza senza esser convertito in legge.
Una ulteriore iniziativa sfoci nel D.L. 20 settembre 1996, n. 485, il quale, oltre
a confermare labrogazione dellindennit di preparazione e promozione,
18

apport unimportante novit afferente alla finalit di lucro: viene abrogato il


comma 2 dellart. 10 della legge 91/1981 che obbligava le societ sportive
professionistiche al reinvestimento degli utili per il perseguimento esclusivo
dellattivit sportiva (alias il divieto di lucro soggettivo).
Il D.L. 20 settembre 1996, n. 485 rivoluziona la materia dello sport
professionistico italiano, sancendo lopportunit di distribuire agli azionisti
leventuale utile prodotto nel corso dellesercizio da parte di coloro che
svolgono attivit sportiva professionistica. Tale decreto conferma altres la
disposizione che prevede le agevolazioni di tipo contabile introdotte a seguito
dellabolizione dellindennit di preparazione e promozione. Invero, larticolo 3
del D.L. 485/96 recita che << Le societ sportive previste dalla presente legge
possono iscrivere nel proprio bilancio tra le componenti attive, in apposito conto,
un importo massimo pari al valore delle indennit di preparazione e promozione
maturate alla data del 30 giugno 1996, in base ad una apposita certificazione
rilasciata dalla federazione sportiva competente per la normativa in vigore. Le
societ che si avvalgono della facolt di cui al comma precedente debbono
procedere ad ogni effetto allammortamento del valore iscritto entro tre anni a
decorrere dalla data del 15 maggio 1996>>.
In questo modo le societ possono eliminare dallattivo dello Stato Patrimoniale
i crediti maturati per le indennit di preparazione e promozione senza
evidenziare la sopravvenienza passiva, ma iscrivendo sempre nellattivo una
ulteriore posta a carattere pluriennale, da ammortizzare entro tre anni.
Il D.L. 485/96, a differenza di quelli che lo hanno preceduto, sar convertito,
nella legge 586 del 18 Novembre 1996. Questa risulta modificata riguardo
loggetto sociale e i vincoli alla distribuzione dellutile.
Per quanto riguarda loggetto sociale, il novellato articolo 10 statuisce che
<<Latto

costitutivo

deve

prevedere

che

la

societ

possa

svolgere

esclusivamente attivit sportive ed attivit ad esse connesse e strumentali>>.


Alla societ sportiva professionistica sar riconosciuta la possibilit di svolgere
attivit di natura economica e imprenditoriale, accessoria alla mera
organizzazione di eventi sportivi, purch si traduca in via immediata in forme di
promozione e diffusione dello sport. Onde possiamo certificare il via libera alla
differenziazione delle fonti di guadagno.
Invece in ordine ai vincoli sulla distribuzione dellutile, si aggiunge un nuovo
19

comma allarticolo 10, secondo cui <<Latto costitutivo deve prevedere che una
quota parte degli utili, non inferiore al 10%, sia destinata a scuole giovanili di
addestramento e formazione tecnico-sportiva>>. Codesta appendice implica il
confluire delle societ sportive nellalveo delle societ di capitali, consentendo
loro, in ottemperanza al disposto dellart. 2247 del codice civile, di perseguire
finalit lucrative soggettive.
Lintroduzione dello scopo di lucro fa emergere lesigenza di remunerare il
capitale investito, sottendendo lindividuazione di politiche dimpresa volte a
fronteggiare i costi, a mantenere lequilibrio finanziario e a garantire la solidit
patrimoniale della societ nel medio lungo termine. La presenza di queste
peculiarit stabilisce e perfeziona il passaggio del calcio professionistico a un
sistema business oriented.
Le societ devono impegnarsi a riordinare i propri bilanci, onde questi
abbisognano di un monitoraggio costante e puntuale da parte dellorgano
deputato al controllo. A tal fine viene imposta la nomina di un collegio sindacale,
a prescindere dal tenore di cui allart. 2247 c.c.
Con lemanazione della Legge 485/96 i club calcistici mutano completamente
fisionomia, diventando un complesso ben diverso dalle originarie associazioni
sportive non riconosciute. Al mutamento legislativo viene associato quel
processo di aziendalizzazione soprattutto per il tramite di un rinnovamento
manageriale in grado sia di valorizzare le diverse funzioni dimpresa, sia di
sfruttare tutte le aree strategiche daffari della societ. In un simile percorso di
cambiamento, pertanto, il ruolo del management quale portatore di valori
aziendali e sportivi diviene di fondamentale importanza fungendo da garante
alla redditivit di lungo periodo.

20

1.4.2 Lavvento dei diritti televisivi


Gli effetti della sentenza Bosman, oltre a costringere la maggior parte dei Paesi
Europei ad adeguare i propri ordinamenti alle nuove regole di trasferimento dei
calciatori, hanno creato considerevoli ripercussioni a livello gestionale
sullintero movimento calcistico. Tali conseguenze hanno condotto ad un pi
forte coinvolgimento degli sponsor, degli investitori e soprattutto dei media,
tramite i quali si sono stravolte le tradizioni e le consuetudini durate un secolo:
non pi il tifoso che deve recarsi allo stadio per godersi lincontro, ma lo
stadio che entra nelle case delle famiglie, consentendo una fruizione che
considera ulteriori esigenze personali (maggiore comodit e comfort e
godimento dellevento con accessibilit pressoch illimitata sul territorio
nazionale).
Fino al 1981, in Italia, non esistevano diritti televisivi n in chiaro n criptati,
ma vigeva un modello del "calcio da stadio". La locuzione "diritti calcistici
televisivi in vendita" non assumeva nessuna rilevanza giuridica, essendo un
istituto proprio del modello di Gran Bretagna e Stati Uniti. Qualsiasi televisione
privata che volesse riprendere una partita in territorio italiano era libera di farlo,
ed era altres invalsa labitudine di far accedere qualunque giornalista e troupe
televisiva nella tribuna stampa, senza che fosse pagato il prezzo del biglietto.
La RAI trasmetteva, la domenica alle ore 19, la telecronaca in differita di un
tempo di una partita di Serie A.
Il modello italiano era economicamente organizzato sui soli proventi di spettatori
paganti ed abbonati, onde il potere finanziario delle societ risultava essere lo
specchio del numero di tifosi che popolavano gli stadi.
Listituto giuridico dei "diritti televisivi in vendita" viene importato in Italia nel
1981 dal diritto angloamericano ed oggetto del contratto tra la RAI e la Lega
Calcio. Alla base dellaccordo, la Lega Calcio si arrogava il potere, in cambio
della somma di 3 miliardi di lire, di garantire alla RAI la "ammissibilit delle
telecamere" per le riprese delle partite. Materialmente si trattava di non
permettere laccesso agli stadi dei cameramen delle televisioni private. Lo scopo
dell'istituto era che la Rai, quale concessionario della Lega calcio, trasmettesse
gli eventi gratuitamente, coprendo il territorio nazionale.
La prima rivoluzione contro il calcio visibile gratuitamente, sono i contratti tra
21

Lega Calcio e Tele + del 1993 che attestano lavvento in Italia dellistituto
giuridico, di matrice anglosassone, dei "diritti televisivi criptati". 4
Nella stagione 1993/1994 la RAI, per la prima volta, non ha pi lesclusiva sui
diritti televisivi del campionato di calcio e una parte di questi vengono acquistati
dalla piattaforma satellitare Tele + per la modalit di trasmissione in pay tv. La
Lega calcio negozia, per conto di tutti i club ad essa affiliati, gli importi per la
cessione dei diritti di trasmissione delle partite sia in chiaro, sia a pagamento
(contrattazione collettiva). I ricavi da diritti televisivi a livello di sistema
passano dai 55,9 milioni di Euro pagati dalla RAI dal 1990/1991 al 1992/1993,
ai 92,8 milioni di Euro nella stagione 1993/1994 di cui 69,7 milioni di Euro
pagati dalla RAI e 23 milioni di Euro circa da Tele +.
Nella stagione 1996/1997 si ha una novit, ovvero la trasmissione in modalit
pay per view, grazie alla quale i telespettatori possono acquistare da casa il
singolo evento sportivo che vogliono vedere. In questa stagione i diritti
televisivi ammontano a 204 milioni di Euro (di cui 62,7 pagati dalla RAI),
sostanzialmente il doppio rispetto alla stagione precedente nella quale, per la
prima volta, si erano superati i 100 milioni di Euro; la contrattazione per la
vendita dei diritti alle emittenti televisive avviene ancora in maniera collettiva
attraverso la Lega calcio. Successivamente, con il D.L. n. 15 del 30 gennaio
1999 convertito con modificazioni nella legge 78 del marzo 1999, il legislatore
pone il limite del 60% ai diritti in forma criptata acquisibili per le partite di serie
A

della

stagione

1999/2000

da

parte

di

un

singolo

operatore.

Contemporaneamente si impone il principio della soggettivit dei diritti


televisivi, per il quale la titolarit dei diritti televisivi criptati per le partite del
campionato di calcio non pi in capo alla Lega bens alle singole societ
calcistiche. Dunque esse potranno contrattare direttamente con le emittenti
televisive il corrispettivo della cessione dei diritti relativi agli incontri giocati in
casa. In questa stagione le pay tv riconoscono ai club 400 milioni di Euro per i
diritti criptati che, sommati ai 105 milioni di Euro della RAI, arrivano a oltre
500 milioni di Euro (nella stagione precedente i diritti ammontavano

TELE+ stata la prima piattaforma televisiva commerciale a pagamento destinata al mercato


televisivo italiano e, pi in generale, la prima offerta di TV per il mercato televisivo italiano. Un
secondo primato riguarda invece il calcio. TELE+ stata infatti anche la prima piattaforma
televisiva commerciale ad offrire partite in diretta del campionato di Serie A e Serie B.

22

complessivamente a 231 milioni di Euro). Dopo lo scoppio della bolla del 2002,
i diritti vedono una fase di sostanziale contrazione fino alla stagione 2004/2005
in cui si ha lingresso nel mercato del digitale terrestre 5 che si affianca a Sky nel
satellitare (subentrata nel frattempo a Tele + e Stream 6). Ci consente, insieme
allaumento dei ricavi televisivi per la partecipazione alle competizioni Europee,
una nuova ripresa di questa fonte di ricavo: nel 2006 i diritti televisivi, a livello
di sistema, arrivano a superare i 600 milioni di Euro.
Nel 2008 il legislatore, con il D. Lgs. n. 9 del 9 gennaio 2008,7 provvede a
reintrodurre la vendita centralizzata dei diritti televisivi legati alle
competizioni sportive nazionali. Per capire le cause di questa crisi, bisogna
comprendere quale sia stato il circolo vizioso sorto dallinterazione tra la

Il campionato 2004-2005 inizi con qualche societ che ancora stentava a trovare un accordo
con Sky per i propri diritti televisivi ed alcune gare rimasero prive di copertura. Dopo poche
giornate per tutte raggiunsero unintesa con Sky, che pot stabilire il monopolio dei diritti
sportivi sulla Serie A fino alla fine del girone di andata, nel gennaio 2005. Con l'inizio del girone
di ritorno invece cominci una nuova era: quella del digitale terrestre. In Italia la transizione del
segnale televisivo da analogico a digitale era gi cominciata nel 1996 per le trasmissioni
satellitari (su iniziativa di Tele +) e si sarebbe completata proprio nel 2005. Lo stesso processo
doveva ora realizzarsi anche per le trasmissioni terrestri. Il 3 gennaio 2004 era nata, in
coincidenza con il 50 anniversario della televisione italiana, la televisione digitale terrestre, che
avrebbe dapprima affiancato e poi definitivamente sostituito la televisione analogica terrestre.
Nel gennaio 2005 nacquero anche le prime pay TV digitali terrestri: Mediaset Premium e La7
Cartapi. La situazione che si veniva a creare nel mondo dei diritti TV del calcio italiano aveva
del paradossale: a causa degli obblighi da rispettare con l'antitrust in seguito alla fusione tra
Tele+ e Stream, i diritti acquisiti da Sky erano validi solo per le trasmissioni satellitari. Pertanto
le varie societ di calcio potevano rivendere le stesse partite anche alle nuove TV a pagamento
terrestri.
6

Stream TV stata la seconda piattaforma televisiva satellitare italiana, nata nel 1997 su
iniziativa principalmente delle propriet di quattro societ calcistiche italiane: la Roma di Franco
Sensi, la Lazio di Sergio Cragnotti, il Parma della famiglia Tanzi e la Fiorentina di Vittorio
Cecchi Gori. La nascita di Stream, di propriet del magnate australiano Rupert Murdoch, fu
favorita dai nuovi regolamenti sui diritti tv soggettivi del calcio italiano in vigore a partire dalla
stagione 1999-2000. Le quattro societ, attraverso i proventi garantiti da un regime di
concorrenza, provavano a contrastare anche sul piano sportivo il dominio delle tre grandi
squadre metropolitane: Juventus, Milan ed Inter (che rimasero fedeli a TELE+). Per alcuni anni
queste sette squadre, chiamate le sette sorelle, dominarono la scena calcistica italiana. Stream
oper per quattro anni ma nel 2003, in seguito alla crisi dei diritti tv del calcio, il regime di
concorrenza fin: Murdoch acquis anche tele + ed oper la fusione fra le due piattaforme, dando
vita a Sky Italia.
Per quattro stagioni, dal 1999-2000 al 2002-03, il torneo fu visibile in parte su Telepi ed in
parte su Stream. Per seguire anche solo la propria squadra del cuore, il tifoso doveva abbonarsi
ad entrambe le piattaforme, che oltretutto utilizzavano due decoder differenti (tranne negli
ultimissimi mesi di concorrenza in cui furono costrette a mettere a disposizione ricevitori
satellitari compatibili con entrambe le TV).
7

Il decreto in esame (Disciplina della titolarit e della commercializzazione dei diritti)


stabilisce una contitolarit dei diritti tra la Lega calcio e le singole squadre, anche se attribuisce
alla prima il compito di organizzare la vendita di tali diritti e la definizione delle regole di
spartizione degli introiti tra i singoli club.

23

sentenza Bosman e lavvento delle televisioni a pagamento che hanno


letteralmente stravolto il mondo del calcio.
Nella stagione 1996/1997, ossia allindomani della sentenza Bosman, i club
professionistici di serie A e B si trovano ad operare immersi in un contesto
totalmente mutato, nel quale ogni squadra, allapprossimarsi della scadenza del
contratto di un proprio calciatore, si trova di fronte a tre distinte alternative:
1) acquisto sul mercato di un nuovo calciatore vincolato contrattualmente
ad unaltra societ: ci comporta lesborso di denaro per ottenere la
disponibilit immediata del cartellino, oltre allo stipendio da riconoscere
periodicamente al giocatore;
2) stipulazione di un nuovo contratto con un calciatore svincolato: in questa
ipotesi latleta pu richiedere uno stipendio pi alto rispetto ad un altro
ancora legato alla rispettiva societ giacch il club acquirente non sar
onerato dal pagamento del corrispettivo sopra citato verso la societ
cedente;
3) prolungamento della durata del contratto al proprio calciatore, prima
della scadenza: qui la societ si trova ad offrire al proprio giocatore,
prima della scadenza del contratto, un rinnovo che prevede di norma un
aumento significativo dello stipendio per ottenere il consenso a
procrastinare la scadenza del contratto in essere. Lunico costo che la
societ deve sostenere, in questa ipotesi, quello della (possibile, perch
talvolta pu aversi effetto diverso) pi elevata remunerazione
riconosciuta al calciatore per la nuova durata del rapporto.
La scelta di stipulare un nuovo contratto con un calciatore svincolato o di
prolungare il contratto ad uno proprio risulta comunque conveniente alla societ
rispetto allacquisto di un calciatore vincolato dove allaumento di stipendio, si
aggiunge il costo di acquisto del cartellino dalla societ titolare dei relativi diritti
alle prestazioni sportive. Questo meccanismo ha costituito la principale causa di
incremento dei costi per stipendi delle societ di calcio, derivante, a ritroso,
dallaumento del potere contrattuale dellatleta.
Mentre in vigenza dellindennit di preparazione e promozione, pur in presenza
di stipendi crescenti nel tempo, le somme corrisposte da una societ allaltra per
acquistare un calciatore rimanevano allinterno del sistema, con lo svincolo
24

immediato susseguente alla sentenza Bosman, la ricchezza generata dal sistema


inizia a spostarsi in maniera sempre maggiore dalle societ a favore degli stessi
calciatori, sempre pi incoraggiati a raggiungere la scadenza del contratto, per
ottenere un aumento dellingaggio. Inoltre, nel solito periodo, si ha il forte
afflusso di liquidit proveniente dai diritti televisivi che, proprio nel 1996,
arrivano a superare i 200 milioni di Euro.
Le societ di calcio, spinte dalla ricerca sfrenata del risultato sportivo e
consapevoli degli effetti della sentenza Bosman relativi alla perdita di controllo
sui diritti pluriennali alle prestazioni sportive dei propri calciatori, iniziano a
riversare sistematicamente i ricavi dei proventi da diritti tv nel mercato, col fine
di accaparrarsi le prestazioni dei migliori giocatori, con ci alimentando il
circolo vizioso sulle remunerazioni corrisposte ai calciatori. La crescita del
potere contrattuale dei calciatori indotta dalla sentenza Bosman, incoraggia le
societ a spendere cifre sempre maggiori in cartellini e stipendi, certe che gli
introiti negli anni successivi avrebbero consentito di sostenere la folle corsa al
rialzo degli ingaggi.
1.4.3 Il decreto salva-calcio
Nel 2002/2003 si ha lo scoppio della bolla a seguito della crisi generalizzata
che investe il mercato delle televisioni a pagamento in Europa: si assiste, per la
prima volta dal loro ingresso nel mondo del calcio, ad un sostanziale
ridimensionamento delle aspettative di crescita dei proventi televisivi. I contratti
pluriennali stipulati con i calciatori vincolano in maniera stringente le societ, le
quali si ritrovano a dover sopportare costi fissi in bilancio (a titolo di stipendi e
ammortamento del parco giocatori) a fronte di ricavi attesi in diminuzione.
Molte di loro, avendo acquistato per valori ingenti calciatori che poi si sono
rivelati al di sotto delle aspettative, devono operare delle svalutazioni, il cui
diritto allutilizzo delle prestazioni rappresenta un vero e proprio asset.
Parimenti, molte trattative si concludono con valutazioni stratosferiche che per,
spesso non vengono pagate in denaro, perch la contropartita della cessione
tecnica. Onde si profilano scambi tra un calciatore e un altro. Questo tipo di
trattativa produce un duplice effetto:
a) la squadra cedente iscrive nel conto economico lingente plusvalenza
25

(differenza positiva tra il valore del corrispettivo incassato e il valore


contabile netto del diritto pluriennale ceduto) realizzata nello scambio.
Ci consente alla societ in questione di risanare il bilancio e di
diminuire notevolmente il valore della perdita desercizio;
b) la squadra cessionaria, invece, iscrive nello stato patrimoniale il diritto
pluriennale alle prestazioni del calciatore per un importo ben superiore al
suo valore duso (valore che si ritiene possa essere ragionevolmente
recuperato in futuro per mezzo dei ricavi desercizio). Ci rende i bilanci
un concentrato di immobilizzazioni immateriali sopravvalutate8.
Stando alle regole contabili in vigore, lintero patrimonio dovrebbe essere
svalutato nello stesso esercizio, per allineare il suo valore contabile alleffettivo
valore di mercato. Tale operazione avrebbe determinato risultati economici
deficitari.
Per evitare il disastro, il governo emana il cosiddetto Decreto salva-calcio,
alias Decreto Legge 24 dicembre 2002 n. 282, convertito in Legge n. 27 del 21
febbraio 2003 9 , il quale statuisce previsioni di carattere eccezionale sulla
8

Leffetto dellattribuzione di un valore maggiorato rispetto a quello reale quello di gonfiare


artificiosamente il valore dei contratti e di conseguenza lattivo del bilancio scongiurando di
conseguenza la disintegrazione del capitale. Non essendoci alcun modo certo per valutare il
prezzo equo di ogni singolo giocatore, questa pratica non stata considerata come non corretta,
infatti risulta difficilmente dimostrabile distinguere una plusvalenza fittizia da un abbaglio dei
manager sulle capacit di un giocatore.
Linconveniente di questa pratica consiste nellaumento delle quote di ammortamento annuali,
per queste non saranno mai maggiori delle plusvalenze fittizie, infatti il prezzo gonfiato viene
ammortizzato per tutta la durata del contratto mentre la plusvalenza gonfiata va iscritta
interamente nel bilancio in cui viene conseguita.
E quindi evidente come questo espediente concretamente non giova ad una politica di
risanamento economico di una societ in quanto rimanda in avanti la copertura dei costi,
congelandola con ricavi virtuali.
9

La norma in questione non rivolta alle sole societ di calcio, ma a tutte le societ in generale;
lintervento legislativo infatti rubricato Interventi urgenti in materia tributaria, di
privatizzazioni, di contenimento della spesa farmaceutica e per il sostegno delleconomia anche
nelle aree avvantaggiate. In particolare larticolo 3 comma 1-bis della Legge 27/2003 introduce
nella Legge 91/81 un nuovo articolo, il 18 bis, rubricato disposizioni in materia di bilanci, il
cui testo recita: le societ sportive previste dalla presente legge possono iscrivere in apposito
conto nel primo bilancio da approvare successivamente alla data di entrata in vigore della
presente disposizione tra le componenti attive quali oneri pluriennali da ammortizzare, con il
consenso del collegio sindacale, lammontare delle svalutazioni dei diritti pluriennali delle
prestazioni sportive degli sportivi professionisti, determinato sulla base di unapposita perizia
giurata. Le societ che si avvalgono della facolt di cui al comma 1 devono procedere, ai fini
civilistici e fiscali, allammortamento della svalutazione iscritta in dieci rate annuali di pari
importo. Unulteriore agevolazione, la possibilit di dedurre fiscalmente la svalutazione del
cartellino del giocatore, fu in seguito rimossa su indicazione dellallora Commissario Europeo
per la concorrenza, Mario Monti.

26

disciplina del bilancio delle societ sportive.


Lo scopo di questo provvedimento quello di consentire ai club, in deroga ai
principi e alle regole ordinariamente applicabili in sede di formazione del
bilancio, la ripartizione in pi esercizi delle perdite permanenti di valore dei
diritti pluriennali alle prestazioni degli sportivi professionisti sorte in
conseguenza alla crisi che ha coinvolto il settore del calcio.
In particolare il legislatore, consentendo alle societ interessate di contenere gli
effetti della crisi sul risultato economico dellesercizio e sul patrimonio netto,
persegue il fine, da un lato, di evitare a dette societ ladozione immediata dei
provvedimenti previsti dagli articoli 2446 e 2447 del codice civile e, dallaltro,
di consentire loro di rinegoziare con adeguato respiro di tempo gli assetti
contrattuali complessivi e di assumere le decisioni pi opportune per
riequilibrare gli assetti patrimoniali, finanziari ed economici.
Il presupposto per poter procedere alla svalutazione dei diritti pluriennali
lesistenza, alla data di entrata in vigore della norma, di una perdita durevole
di valore dei diritti non recuperabile in futuro e determinata per mezzo di una
perizia alluopo realizzata. Dalla perizia giurata, redatta in forma analitica,
devono risultare:
A) il valore attribuibile a ciascun diritto pluriennale;
B) i criteri di stima adottati;
C) le ragioni che ne suggeriscono ladozione e gli elementi che inducono a
considerare che le svalutazioni siano di natura durevole.
Nel maggio 2003 lOrganismo italiano di contabilit (Oic) redige un documento
contenente i criteri per la rilevazione in bilancio della svalutazione. In tale
documento si legge come lammontare della svalutazione riferibile a ciascun
diritto pluriennale debba essere calcolato confrontando il relativo valore di stima
con il valore contabile al netto degli ammortamenti comprensivi della quota di
competenza dellanno in cui si opera la svalutazione.
La previsione dei diritti pluriennali in questione deve essere effettuata in base a
ipotesi razionali, in funzione della loro prevedibile destinazione: vendita oppure
impiego nellattivit sportiva della societ. Il valore dei diritti pluriennali alle
prestazioni dei calciatori destinati alla vendita pari al valore stimato

27

conseguibile sul mercato, al netto dei costi di transazione. Il valore effettivo


duso , invece, funzione dei complessivi flussi attesi conseguibili nel corso
della durata residua dei contratti.
In base al principio generale, il valore di un diritto pluriennale non pu essere
inferiore al valore netto che ragionevolmente possibile conseguire in sede di
cessione. Il processo di ammortamento dei diritti pluriennali sulle prestazioni dei
calciatori, dopo la svalutazione, continua ad essere calcolato sulla base della
durata del contratto assumendo, tuttavia, come valore di riferimento, il costo del
diritto post-svalutazione. Lammortamento delle svalutazioni potr essere
effettuato lungo un arco temporale pari a dieci anni. Il primo esercizio in cui si
deve stanziare la quota di ammortamento iniziale quello in cui la societ si
avvale della facolt concessa dalla legge; la svalutazione, quindi, influenzer, a
quote costanti, i bilanci nei dieci esercizi che vanno dal 2002/2003 al 2011/2012.
Il documento redatto dallO.I.C chiarisce, inoltre, che la svalutazione va inserita
nello Stato Patrimoniale allinterno delle Immobilizzazioni Immateriali, alla
voce n.7 Altre immobilizzazioni immateriali. La svalutazione per la parte
eccedente limporto indicato nella perizia deve, invece, essere imputata per
intero al conto economico dellesercizio, salvo che tale maggiore svalutazione
non abbia trovato riscontro in una nuova perizia, rettificativa della precedente,
sempre riferita alla data del bilancio desercizio.
Il decreto viene utilizzato da alcune societ di serie A e B alla fine del
campionato 2002/2003 per regolarizzare le proprie posizioni. In tal modo si
ottiene lobiettivo di non appesantire i bilanci di risultati economici negativi,
spalmando queste perdite in pi anni.
Tra la fine del 2003 e linizio del 2004, per, viene avviata unindagine a livello
Europeo per verificare se la Legge 27/2003 non violi la normativa U.E. in
materia di norme contabili e di aiuti di stato.
Nondimeno le svalutazioni sono di un importo tanto ingente da far presagire il
fallimento di diverse importanti societ. Laspetto pi rilevante di questo
provvedimento quello di esser stato ritenuto dalla Comunit Europea lesivo, da
un lato, della competitivit delle societ calcistiche degli altri stati membri,
dallaltro, dei principi relativi alla veridicit dei bilanci. Sarebbe fuorviante
permettere lammortamento degli effetti di un contratto per un numero di anni

28

superiore alla durata del medesimo negozio10.


In breve, la concomitanza tra i due eventi, ovvero la sentenza Bosman e
lavvento delle televisioni a pagamento, ha compromesso le possibilit di
sviluppo di cui il sistema poteva beneficiare con la legittimit del fine di lucro
(soggettivo)

nello

svolgimento

dellattivit

sportiva

professionistica,

riconosciuta dal legislatore nello stesso periodo. Le novit introdotte dalla


sentenza Bosman generano un aumento degli stipendi che si ripercuote in modo
significativo sulla gi difficile situazione economico-finanziaria del sistema,
nonostante il considerevole aumento del fatturato osservato nel solito periodo,
trainato dalla crescita esponenziale dei diritti televisivi.
Se questi due eventi non si fossero sovrapposti in un lasso temporale cos
contenuto, molto probabilmente gli effetti della crisi sarebbero apparsi meno
travolgenti.
1.5 Conclusioni
La crisi economica del settore del calcio insieme ai cambiamenti del rapporto
che lega lo

sportivo professionista alla relativa societ di appartenenza,

rappresentano i due elementi che accomunano tutti i periodi presi in esame.


Per quanto riguarda il primo, le ragioni di tale crisi non possono essere imputate
alla progressiva crescita del volume di affari di cui ha goduto il settore del calcio
10

Tale decreto in contrasto con la IV e VII direttiva CEE (secondo cui i contratti con i
giocatori quando vengono considerati come immobilizzazioni immateriali devono essere
ammortizzati durante il periodo della loro utilizzazione; e il valore dato alle immobilizzazioni
deve essere ridotto al valore effettivo alla data di chiusura del bilancio, qualora si ritenga che si
sia verificata una perdita di valore permanente), ma anche con lart 107 del Trattato UE
(secondo cui sono incompatibili con il mercato comune gli aiuti concessi dagli Stati, ovvero
mediante risorse stabili, sotto qualsiasi forma che favorendo talune imprese o talune produzioni,
falsino o minaccino di falsare la libera concorrenza). Di conseguenza lUnione Europea nel
2004 apr una procedura dinfrazione nei confronti dellItalia che si concluse in seguito
allemanazione del decreto legge n.115 del 30 giugno 2005 convertito dalla legge n.168 del 17
agosto 2005 il cui art 6.2 cita: le societ sportive che si sono avvalse della facolt di cui allart.
18-bis della legge 23 marzo 1981 n.91, e successive modificazioni, devono ridurre nellesercizio
chiuso o in corso al 31 dicembre 2006 lammontare del patrimonio netto dellimporto del valore
residuo della voce di bilancio oneri pluriennali da ammortizzare iscritta tra le componenti
attive per effetto della svalutazione dei diritti pluriennali delle prestazioni sportive degli sportivi
professionisti. Il patrimonio deve essere diminuito delle rettifiche di valore calcolate per
ammortizzare sistematicamente il valore di questi elementi durante il periodo della loro
utilizzazione. Lapplicazione di tale disposizione non incide sulla posizione fiscale delle societ
interessate. Tale norma quindi prevede che il periodo di ammortamento delle svalutazioni passi
da dieci a cinque anni; ci rappresenta un compromesso che si dovuto adottare per evitare
ulteriori problemi.

29

professionistico, ma alla mala gestio di queste risorse consumatasi nel corso


degli anni.
Nel primo periodo il passaggio dalla forma associazionistica a quella societaria
si scontrato con un management assolutamente impreparato di fronte ad
unattivit che assumeva connotati sempre pi imprenditoriali; ci ha
rappresentato una delle ragioni alla base della crisi economica che ha interessato
anche il terzo periodo. Inoltre il tardivo riconoscimento del fine di lucro nello
sport professionistico, avvenuto solo nel 1996, ha rallentato le possibilit di uno
sviluppo equilibrato del sistema.
Per quanto riguarda i cambiamenti del rapporto che lega lo sportivo
professionista alla relativa societ di appartenenza, levoluzione della normativa
su tale rapporto ha determinato una progressiva perdita di controllo da parte
delle societ sui diritti pluriennali alle prestazioni sportive dei propri calciatori.
Ci ha determinato una crescita del potere contrattuale dei calciatori con
incrementi delle relative remunerazioni che condizionano, in misura sempre
maggiore, i bilanci di queste societ. Infatti, in un trentennio (dal 1966 al 1996),
si avuto il passaggio da un contesto in cui la societ poteva utilizzare in via
esclusiva le prestazioni sportive di un calciatore per tutta la durata della sua vita
agonistica, ad un contesto in cui il controllo limitato alla durata del contratto, il
quale non pu eccedere i cinque anni. Lelevata incidenza degli stipendi dei
calciatori rappresenta anche una naturale conseguenza della rincorsa al risultato
sportivo che per molti anni ha costituito lunico obiettivo gestionale di queste
societ, stante il divieto di distribuire ricchezza ai propri azionisti.
In conclusione, lapertura al profitto per le societ sportive professionistiche in
unepoca anteriore avrebbe contribuito, molto probabilmente, ad una crescita
culturale del sistema e ad una maggiore responsabilizzazione nelluso delle
risorse da parte degli attori coinvolti in questo business.

30

CAPITOLO 2: CONTENUTO TIPICO DEL BILANCIO DI ESERCIZIO


DEI CLUB CALCISTICI IN ITALIA
2.1

Introduzione

Il bilancio il documento nel quale illustrato il comportamento dellimpresa in


termini quantitativi. Le quantit economiche presenti nei bilanci sono
espressione di valori che raffigurano in modo sintetico le strategie adottate dai
responsabili del governo aziendale. Facciamo riferimento al capitale di
funzionamento e alla formazione del reddito.
Nel primo caso si rivolge lattenzione ad una grandezza non univoca, che
esprime le congetture legate a diverse finalit. Pertanto il capitale di
funzionamento costituisce e rappresenta, per limpresa, il valore delle risorse
che in un determinato momento sono esposte al c.d. rischio di impresa; per i
terzi non altro che la garanzia patrimoniale generica.
Nella fattispecie delle societ di calcio si deve fare i conti con la normativa
FIGC, secondo la quale, nel momento della dichiarazione di fallimento, la
principale componente del patrimonio (i calciatori tenuti sotto contratto) viene
azzerata in virt della loro immissione nelle liste di svincolo. Onde possiamo
ritenere che la suddetta garanzia sia sostanzialmente inconsistente, una sorta di
scatola vuota. I creditori rischierebbero di restare insoddisfatti.
Strettamente connesso al concetto di capitale di funzionamento, il diverso
significato di reddito di esercizio (inteso come la differenza tra ricavi e costi di
competenza). Il reddito agisce sulleconomia delle imprese.
Una rilevante distinzione, al fine di cogliere la pregnanza della nozione di
reddito desercizio, quella inerente allappartenenza o meno della societ ad un
gruppo. Perci distingueremo societ sportive indipendenti e societ sportive
facenti parte di un gruppo11 .
11

I gruppi di imprese sono raggruppamenti di pi imprese in cui una di esse, la cosiddetta societ
madre o capogruppo, detiene la maggioranza o la totalit delle azioni che costituiscono il
capitale sociale delle altre. Ne deriva, come esito della prassi, la centralit della figura della
capogruppo.
I gruppi sono cos dei sistemi economici intermedi che si inseriscono tra il sistema economico
elementare(lazienda) e quello pi generale (che leconomia di un paese). Aspetto
inconfutabile quello della comunanza, per le imprese partecipate, della perdita di autonomia
economica a favore della societ capogruppo. Effetti comuni che si ravvisano in tutti i tipi di
gruppo sono:
- esistenza di pi imprese con unautonomia giuridica propria;

31

La differenza ci interessa quando dobbiamo analizzare il significato di reddito


per giudicare sulla solvibilit della singola societ calcistica.
In generale, per le imprese inserite in un gruppo, il reddito una grandezza
scarsamente utilizzabile quale indicatore di solvibilit. Lo scopo essenziale di
queste aziende soddisfare le attese della capogruppo, proprio perch la
cosiddetta economicit12aziendale non la conditio sine qua non della loro
esistenza. Pertanto lequilibrio del rapporto con il mercato viene abbinato
allobiettivo della notoriet acquisibile mediante i successi sportivi.
Per converso, le imprese calcistiche che non appartengono ad un gruppo si
trovano costrette a fronteggiare le consuete condizioni di economicit.
Viene da s la presenza di maggiori garanzie di solvibilit che riesce ad offrire
un gruppo, almeno fin quando la societ calcistica sia parte della strategia
comunicativa.
Possiamo sostenere che nella maggior parte dei casi il reddito di esercizio non
sia una grandezza che riassuma la reale situazione di unazienda calcistica,
poich sar necessario analizzare ogni implicazione di carattere, prima facie,
extraeconomico.
Una riflessione idonea dovr esser compiuta sul prestigio, sulla paura del
discredito, sul desiderio di aumentare la notoriet, sulla volont di rispettare le
esigenze sociali.
Sembra opportuno individuare e indagare il legame di appartenenza del club
calcistico al gruppo (in qualit di societ controllata13)nonch i suoi effetti nel
quadro della completa strategia di gruppo.

- struttura azionaria delle singole imprese;


- legame finanziario stabilito per attuare laggregazione rappresentato dal possesso da parte di
una societ del gruppo della maggioranza o, comunque, di una parte influente del capitale delle
societ per lattuazione del controllo e con lo scopo di creare un indirizzo unitario e una
complementariet economica nelle gestioni del gruppo.
Per parlare di capogruppo dobbiamo avere uneffettiva direzione unitaria, non rilevano quella
meramente potenziale o gestioni occasionalmente o episodicamente unitarie.
12

Si fa riferimento alla capacit della azienda di persistere grazie alluso efficiente delle risorse
aziendali rispettando le condizioni di equilibrio.
13

Ai sensi dellart. 2359 c.c. sono da considerare societ controllate:


- le societ in cui unaltra dispone della maggioranza dei voti esercitabili nellassemblea
ordinaria
- le societ in cui unaltra dispone dei voti sufficienti per esercitare uninfluenza dominate
nellassemblea ordinaria
- le societ che sono sotto influenza dominante di unaltra societ in virt di particolari vincoli
contrattuali con essa

32

In ultima istanza appare vitale non trascurare il fatto che una linea di pensiero
che immagina il reddito di esercizio solo alla luce dellentit gruppo si erge
sullassunto che limpresa calcistica faccia parte dellaggregato in modo
perpetuo. Nondimeno la societ sportiva dovrebbe esser in grado, per molteplici
ragioni, di sopravvivere alle modificazioni del soggetto giuridico di riferimento
e ai cambiamenti di propriet. Indi si ravvisa il bisogno di un equilibrio
dinamico di bilancio di cui la ricerca del successo e del prestigio divengono
componenti basilari.
Alla stregua delliter percorso, le societ calcistiche devono essere pensate come
vere e proprie imprese14 che come tali, abbisognano di situazioni patrimoniali,
reddituali e finanziarie profittevoli. Rischiando, in mancanza di esse, di
scomparire.
In non pochi casi, il difetto della managerialit era, come menzionato nel primo
capitolo, legittimato soprattutto dallinterpretazione dellattivit svolta in chiave
esclusivamente sportiva, sorretta dal ruolo sociale incarnato, ottenendo
agevolazioni o ripianamenti delle perdite.
2.1.1 I destinatari del bilancio
I destinatari del bilancio delle societ di calcio possono essere individuati in:
a) conferenti di capitale-risparmio, interessati ad ottenere un bilancio
desercizio che mostri loro in modo fedele se il club sta rispettando le
condizioni di equilibrio economico di lungo periodo; a ben vedere il
bilancio esplica la propria finalit informativa soprattutto laddove
esistono soci di minoranza, fenomeno assai raro in Italia ove mancano
societ ad azionariato diffuso;
b) i prestatori di lavoro (calciatori professionisti);
c) i calciatori dilettanti, interessati a trarre informazioni sulle strategie
future per vedere se la societ in grado di portar avanti progetti di
medio periodo sulla formazione giovanile;
d) i praticanti non agonisti;
e) i fornitori ed i consulenti esterni, interessati al fatto che il bilancio sia
14

Una volta invalso il concetto di impresa calcistica si sviluppata la managerialit che ha


condotto alla nascita della societ calcistica come impresa di entertainment che contempla la
valorizzazione di tutte le fonti di ricavi ed una sempre pi vasta gamma di servizi per il tifoso

33

redatto nel rispetto del postulato sulla prudenza e che non sia annacquato
il capitale netto;
f) gli spettatori generici, per i quali il bilancio pu servire da informazione
su eventuali danni provocati al prodotto calcio da uno squilibrio
economico-finanziario dellazienda;
g) i tifosi, interessati allequilibrio economico-finanziario dellimpresa solo
nella misura in cui pu incidere sulle prestazioni della squadra; il
bilancio permette, comunque, ai tifosi di essere informati con trasparenza
sulla corretta gestione della societ e sulla capacit dellazienda di
soddisfare la condizione oggettiva di equilibrio economico di lungo
periodo, fattori che sono alla base del buon funzionamento sportivo della
societ;
h) le altre societ calcistiche, interessate soprattutto in occasione del calciomercato, per valutare le condizioni economiche globali delle aziende con
cui si stanno instaurando trattative finalizzate alla cessione ed
acquisizione dei diritti alle prestazioni dei calciatori;
i) le imprese sponsorizzanti, pubblicitarie o comunque collegate allattivit
calcistica, le quali sono interessate alle oscillazioni dei risultati ed alle
previsioni sulle future prestazioni sportive; per soddisfare il loro
interesse informativo, quindi, oltre al bilancio desercizio redatto in
modo fedele e trasparente, esse devono conoscere gli specifici progetti di
rilancio o di ridimensionamento dei club;
j) i mezzi di comunicazione di massa, in particolare la stampa sportiva e
quella economica, in quanto la diffusione del calcio tale da giustificare
numerosi articoli;
k) i finanziatori, i quali richiedono oltre ai dati di bilancio anche notizie
aggiuntive e garanzie reali o personali;
l) lAmministrazione finanziaria dello Stato (Erario), la quale non pu
accontentarsi del contenuto minimale del bilancio desercizio, ma
necessita di particolari dati ed informazioni;
m) le autorit locali, che sono coinvolte nellattivit dei club calcistici sia
direttamente (la gran parte degli stadi di propriet comunale), sia
indirettamente (esse sono il referente pubblico degli appassionati di una
citt e spesso fanno parte della tifoseria);
34

n) la Federazione, in quanto il bilancio desercizio rappresenta lelemento di


partenza per lo svolgimento della funzione di controllo sulle societ;
o) per le societ quotate: gli investitori, la Consob, gli analisti di borsa.
Si sottolinea come per alcuni degli interlocutori sopra citati non risulti
sufficiente il bilancio desercizio, il quale deve quindi essere opportunamente
integrato da altre informazioni quali-quantitative.
2.1.2 Le fonti legislative del bilancio desercizio
Le finalit informative del bilancio hanno richiesto una standardizzazione delle
modalit espositive dei dati in esso contenuti. Ci ha condotto allemanazione di
diversi atti legislativi che susseguendosi nel tempo, sono rifluiti nella
imposizione di rigidi schemi per la esposizione dei dati.
Cos inquadrato, il bilancio un documento pubblico15formato da tre prospetti:
Stato Patrimoniale, Conto Economico e Nota Integrativa 16 .
Il bilancio assolve una funzione prettamente gestionale. Esso, infatti, si
configura come atto di gestione in quanto utilizzato per compiere scelte incidenti
sulle politiche aziendali, specialmente quelle finanziarie. Il documento di
riferimento la Relazione sulla Gestione che parte integrante del fascicolo di
bilancio depositato presso la Camera di Commercio.
Sottolineiamo, sin da ora, il valore del dettato attinente alle scritture contabili di
cui allart. 2214 ss.
senzaltro utile puntualizzare il ruolo delle scritture: esse fungono da sostrato
per la redazione del documento informativo giacch da esse promanano le
movimentazioni economiche e/o finanziarie che identificano la gestione
dellimpresa. Al legislatore sembrato opportuno dettare norme prescrittive
circa la tenuta e la conservazione ordinata delle scritture richieste dalla natura e
dalle dimensioni dellimpresa.
I libri sociali da conservare variano a seconda che si tratti di:
15

Lart. 2435 del nostro codice civile prevede che entro 30 giorni dallapprovazione del bilancio,
una copia dello stesso deve essere depositata presso lufficio del Registro delle Imprese.
Garantendo cos la conoscenza agli interessati.
16

Lo stato patrimoniale il prospetto che esprime le attivit e le passivit dellimpresa ed il


patrimonio netto. Il suo contenuto dettato dallart. 2424 c.c. Il conto economico , invece, il
prospetto che in forma scalare evidenzia la formazione del risultato desercizio ( disciplinato
dallart. 2425 c.c.). La nota integrativa un documento che contiene i criteri di redazione
adottati e linterpretazione dei valori contenuti sinteticamente negli altri due prospetti.

35

1) S.P.A.: oltre ai libri e le scritture contabili prescritte nellart. 2214 c.c.


(libro giornale e libro degli inventari a cui vanno aggiunte le scritture
contabili che siano richieste dalla natura e dalle dimensioni dellimpresa),
lart. 2215 c.c. afferma che i libri vanno progressivamente numerati in
ogni pagina e bollati in ogni foglio. Ai sensi dellart. 2421 c.c. si
stabilisce che:
Oltre i libri e le altre scritture contabili prescritti nell'articolo 2214 c.c.,
la societ deve tenere:
1) il libro dei soci, nel quale devono essere indicati distintamente per
ogni categoria il numero delle azioni, il cognome e il nome dei
titolari delle azioni nominative, i trasferimenti e i vincoli ad esse
relativi e i versamenti eseguiti;
2) il libro delle obbligazioni, il quale deve indicare l'ammontare delle
obbligazioni emesse e di quelle estinte, il cognome e il nome dei
titolari delle obbligazioni nominative e i trasferimenti e i vincoli ad
esse relativi;
3) il libro delle adunanze e delle deliberazioni delle assemblee, in cui
devono essere trascritti anche i verbali redatti per atto pubblico;
4) il libro delle adunanze e delle deliberazioni del consiglio
damministrazione o del consiglio di gestione;
5) il libro delle adunanze e delle deliberazioni del collegio sindacale
ovvero del consiglio di sorveglianza o del comitato per il controllo
sulla gestione;
6) il libro delle adunanze e delle deliberazioni del comitato esecutivo,
se questo esiste;
7) il libro delle adunanze e delle deliberazioni delle assemblee degli
obbligazionisti, se sono state emesse obbligazioni;
8) il libro degli strumenti finanziari emessi ai sensi dell'articolo 2447sexies.
I libri indicati nel primo comma, numeri 1), 2), 3), 4) e 8) sono tenuti a cura
degli amministratori o dei componenti del consiglio di gestione, il libro indicato
nel numero 5) a cura del collegio sindacale ovvero del consiglio di sorveglianza
o del comitato per il controllo sulla gestione, il libro indicato nel numero 6) a
cura del comitato esecutivo e il libro indicato nel numero 7) a cura del
36

rappresentante comune degli obbligazionisti.


I libri di cui al presente articolo, devono essere numerati progressivamente in
ogni pagina e bollati in ogni foglio a norma dell'articolo 2215.
2) S.R.L.: lart 2478 c.c. invece richiede il libro delle decisioni dei soci, il
libro delle decisioni degli amministratori ed il libro delle decisioni del
collegio sindacale; i primi due libri sono tenuti dagli amministratori
mentre il terzo dai sindaci.
Le societ di calcio, in particolare, nella redazione del bilancio desercizio oltre
ad uniformarsi alle disposizioni legislative (Codice civile) e a seguire le regole
dettate dalla prassi professionale (principi contabili), devono tenere in
considerazione anche quanto prescritto in materia contabile dalla Federazione
Italiana Giuoco Calcio (Figc). Infatti, il peculiare rapporto che si instaura tra
Federazione e societ calcistica a seguito dellatto di affiliazione, previsto
dallart. 10 della Legge 91/1981, fa s che la societ stessa si trovi inserita in un
ordinamento settoriale speciale, restando assoggettata alla potest normativa
della Federazione di appartenenza.
Mentre le disposizioni del Codice civile enunciano la disciplina di carattere
generale per la redazione del bilancio, i principi contabili sono delle regole e
procedure tecnico-ragionieristiche il cui rispetto consente di giudicare come
attendibile un bilancio17. Nello specifico, essi sanciscono:
lindividuazione dei fatti da registrare;
le modalit di contabilizzazione degli eventi di gestione;
17I

principi contabili nazionali nascono per stabilire i criteri di revisione e certificazione dei
bilanci. Assumono particolare importanza per la CONSOB nello stilare e certificare bilanci
delle societ quotate presso i mercati regolamentati. Essi, oltre ad interpretare la disposizione
civilistica, la integrano ove tali norme civilistiche siano insufficienti o antiquate.
Lorgano deputato ad emendarli lOrganismo Italiano di Contabilit (OIC), una fondazione
nata il 27 novembre 2001.
La legge 11 agosto 2014 n.116 di conversione del decreto legge 91/2014 riconosce il ruolo e le
funzioni dellOIC: LOrganismo Italiano di Contabilit, istituto nazionale per i principi
contabili:
a) emana i principi contabili nazionali, ispirati alla migliore prassi operativa, per la redazione
dei bilanci secondo le disposizioni del codice civile;
b) fornisce supporto allattivit del Parlamento e degli Organi Governativi in materia di
normativa contabile ed esprime pareri, quando ci previsto da specifiche disposizioni di
legge o dietro richiesta di altre istituzioni pubbliche;
c) partecipa al processo di elaborazione dei principi contabili internazionali adottati in Europa,
intrattenendo rapporti con lInternational Accounting Standards Board (IASB), con lEuropean
Financial Reporting Advisory Group (EFRAG) e con gli organismi contabili di altri paesi.

37

i criteri di valutazione ed esposizione delle attivit e passivit del patrimonio


di funzionamento;
il contenuto della nota integrativa.
Pertanto i principi contabili svolgono funzione ermeneutica rispetto delle norme
che dovranno essere applicate nella stesura del bilancio di esercizio.
Le norme civilistiche rilevanti sono:
2423 c.c.: Redazione del bilancio. Si evidenziano le clausole generali di
bilancio, ossia chiarezza e rappresentazione veritiera e corretta.
2423-bis: Principi di redazione del bilancio (Prudenza, going concern,
prevalenza della sostanza sulla forma, competenza, autonomia e continuit
dei criteri di valutazione).
2423-ter: Struttura dello Stato Patrimoniale e del Conto Economico.
2424: Contenuto dello Stato Patrimoniale.
2424-bis: Disposizioni relative a singole voci dello Stato Patrimoniale.
2425: Contenuto del Conto Economico.
2425-bis: Iscrizioni dei ricavi, proventi, costi ed oneri.
2426: Criteri di valutazione (inderogabilit del costo quale criterio base delle
valutazioni di bilancio).
2427: Contenuto della Nota Integrativa.
2427-bis: Informazioni relative al valore equo Fair Value degli strumenti
finanziari.
2428: Relazione sulla gestione.
2429: Relazione dei sindaci e deposito del bilancio.
2430: Riserva legale.
2431: Soprapprezzo delle azioni.
2432: Partecipazione agli utili.
2433: Distribuzione degli utili ai soci.
2433-bis: Acconti sui dividendi.
2434: Azione di responsabilit.
2434-bis: Invalidit della deliberazione di approvazione del bilancio.
2435: Pubblicazione del bilancio e dellelenco dei soci e dei titolari di diritti
su azioni.
38

2435-bis: Bilancio in forma abbreviata.


I principi contabili nazionali attualmente vigenti sono:
OIC 1: Principali effetti della riforma del diritto societario sulla redazione del
bilancio desercizio (soppresso).
OIC 2: Patrimoni e finanziamenti destinati ad uno specifico affare.
OIC 3: Le informazioni sugli strumenti finanziari da includere nella nota
integrativa e nella relazione sulla gestione.
OIC 4: Fusione e scissione.
OIC 5: Bilanci di liquidazione.
OIC 6: Ristrutturazione del debito ed informativa di bilancio.
OIC 7: I certificati verdi.
OIC 8: Le quote di emissione gas ad effetto serra.
OIC 9: Svalutazione per perdite durevoli di valore delle immobilizzazioni
materiali ed immateriali.
OIC 10: Rendiconto finanziario.
OIC 11: Bilancio desercizio. Finalit e postulati.
OIC 12: Composizione e schemi di bilancio desercizio.
OIC 13: Rimanenze.
OIC 14: Disponibilit liquide.
OIC 15: Crediti.
OIC 16: Immobilizzazioni materiali.
OIC 17: Bilancio consolidato e metodo del patrimonio netto.
OIC 18: Ratei e risconti.
OIC 19: Fondi per rischi ed oneri, trattamenti di fine rapporto di lavoro
subordinato, debiti.
OIC 20: Titoli di debito.
OIC 21: Partecipazioni ed azioni proprie.
OIC 22: Conti dordine.
OIC 23: Lavori in corso su ordinazione.
OIC 24: Immobilizzazioni immateriali.
OIC 25: Imposte sul reddito.
OIC 26: Operazioni, attivit e passivit in valuta estera.
39

OIC 27: Soppresso.


OIC 28: Il patrimonio netto.
OIC 29: Cambiamenti di principi contabili, cambiamenti di stime contabili,
correzione di errori, eventi ed operazioni straordinarie, fatti intervenuti dopo
la chiusura dellesercizio.
OIC 30: I bilanci intermedi.
OIC 31: Fondi per rischi ed oneri e trattamento di fine rapporto.
In ordine alla trattazione delle fonti speciali previste per le societ di calcio
professionistiche rimandiamo ad apposito paragrafo.
2.2 Evoluzione della normativa comunitaria per la redazione del bilancio
desercizio
Linformativa economica e finanziaria a livello Europeo stata caratterizzata,
con decorso da gennaio del 2005, dallintroduzione dei principi contabili
internazionali IAS 18 /IFRS 19 predisposti dallo IASB 20 e omologati dallUnione
Europea.
Una base solida quella edificata per il tramite delle Direttive IV e VII. Tali
direttive hanno consentito un generale miglioramento della qualit delle norme
contabili e hanno facilitato la comparabilit dei conti.
Limpatto positivo creatosi a seguito delle Direttive, non ha impedito di
preservare le diverse tradizioni contabili nazionali.
Sotto la spinta delle esigenze di armonizzazione contabile, lUnione Europea ha
emanato il Regolamento n. 1606/2002. Questo non dispone la diretta e
immediata applicazione dei principi contabili internazionali nellUE.
Quanto detto suffragato dallart. 3 che prevede la rimessione alla
Commissione Europea del potere di stabilire ladozione e lutilizzo dei principi
contabili internazionali. Inoltre si precisa che lapplicazione dei principi debba
dare luogo ad un quadro fedele e trasparente della situazione finanziaria e delle
prestazioni dellimpresa. Si effettua un richiamo ai criteri di comprensibilit, di
18

International Accounting Standards

19

International Financial Reporting Standards

20

International Accounting Standard Board lorganismo che riunisce le best practices e che si
propone di sviluppare un insieme di principi contabili su scala mondiale

40

affidabilit e di comparabilit ritenuti utili nel giudizio sullidoneit della


gestione.
Lart. 4 del Regolamento 1606/2002 stabilisce che a decorrere dal 1 gennaio
2005 le societ soggette al diritto di uno Stato membro, con titoli ammessi alla
data del bilancio alla negoziazione in un mercato regolamentato di un qualsiasi
Stato membro, sono obbligate a redigere i loro conti consolidati in modo
conforme ai principi contabili internazionali fatti propri dalla Commissione, in
attuazione dellart. 3.
Per quanto concerne, invece, i conti (non consolidati), lart. 5 demanda alla
discrezionalit degli Stati membri la scelta di consentire o prescrivere:
-

alle societ con titoli quotati, di cui allart. 4, di redigere i loro conti
annuali conformemente ai principi contabili internazionali adottati dalla
Commissione;

alle societ non quotate, di redigere i loro conti consolidati e/o i loro conti
annuali conformemente ai medesimi principi contabili.

Nel nostro Paese, la legge comunitaria del 2003 ha delegato il Governo, entro un
anno dallentrata in vigore della stessa legge, ad emanare i provvedimenti
attuativi delle facolt di cui allart.5 del regolamento. Invero, il D.Lgs. 28
febbraio 2005 n. 38, rubricato Esercizio delle opzioni previste dallarticolo 5
del regolamento (CE) n. 1606/2002 in materia di principi contabili
internazionali, prevede lintroduzione dellobbligo per le societ quotate di
applicare i principi contabili internazionali altres nella redazione del bilancio
desercizio. La disposizione espressamente estesa alle banche e agli
intermediari finanziari assoggettati a vigilanza della Banca dItalia.
Per le altre societ lapplicazione degli IAS/IFRS omologati dallUnione
Europea facoltativa ove non possa essere redatto il bilancio in forma
abbreviata ai sensi dellart. 2435-bis c.c. Dunque, queste ultime sono vincolate
alla redazione del bilancio consolidato di gruppo.
In assenza di dette condizioni, luso dei principi contabili internazionali, sar
subordinato alla promulgazione di un apposito decreto del Ministro
dellEconomia e delle finanze e del Ministro della giustizia. Tale seconda ipotesi
vede la cooperazione delle tecniche fornite dalla FIGC.

41

2.3 Le regole previste dalla Federazione Italiana Giuoco Calcio


Nel nostro ordinamento lesercizio in forma collettiva di attivit a livello
professionistico riservato esclusivamente alle societ costituite in osservanza
alla legge 23 marzo 1981, n. 91. La legge in questione aveva nel riconoscimento
giuridico dei caratteri peculiari delle societ sportive il suo scopo precipuo.
Andando oltre, veniva introdotta una interrelazione fra il sistema dei controlli di
diritto comune previsti per le societ e quelli di competenza dellautorit
sportiva. In principio il testo di legge garantiva un forte potere di ingerenza in
capo alla Federazione alla quale la societ risultava affiliata. Solo negli anni a
venire, con successive modificazioni, venne configurato un sistema pi mite di
controlli in cui il fulcro era la verifica dellequilibrio finanziario. Questo era
peraltro circoscritto al solo scopo di garantire il regolare svolgimento dei
campionati sportivi.
Il rapporto caratteristico che si creava tra la federazione sportiva nazionale e la
societ sportiva prevedeva linserimento di questultima in un ordinamento
speciale, come quello della federazione.
Entrando nel dettaglio, e alludendo alla FIGC, le norme a cui le societ
professionistiche affiliate devono attenersi sono raccolte in un corpus organico,
denominato Carte federali. La raccolta, rinnovata annualmente, consta di:
Statuto della Federazione;
Norme Organizzative Interne della FIGC (NOIF);
Codice di Giustizia Sportiva;
Regolamento della Lega Nazionale Professionisti;
Raccomandazioni contabili federali.
A ci si aggiunge il cosiddetto sistema delle Licenze UEFA ovverosia linsieme
di regole che i club devono rispettare al fine di ottenere la licenza che permette
la partecipazione alle competizioni Europee. 21 Come vedremo in seguito, la
licenza UEFA implica il rispetto di una serie di requisiti e criteri a livello
sportivo, infrastrutturale, organizzativo, legale ed economico-finanziario.

21

Lart. 52-bis NOIF statuisce che Con il termine Licenze UEFA si intende il titolo rilasciato
dalla Federazione Italiana Giuoco Calcio che consente alle societ che ottengano il prescritto
titolo sportivo di partecipare alle competizioni Europee organizzate dalla UEFA nella stagione
sportiva successiva a quella del rilascio.

42

Partendo dallo Statuto della FIGC, si nota immediatamente il contenuto dellart.


16, il quale al primo comma recita al solo scopo di garantire il regolare
svolgimento dei campionati, le societ calcistiche professionistiche sono
sottoposte, al fine di verificarne lequilibrio finanziario, ai controlli e ai
conseguenti provvedimenti stabiliti dalla FIGC, per delega e secondo modalit
e principi stabiliti dal CONI. Tuttavia ci che rileva ai fini della nostra analisi
il terzo comma della norma test citata, il quale dispone che per espletare i
compiti di cui al comma primo, la Federazione si avvale di uno specifico
organismo tecnico. Lorgano prende il nome di Commissione di Vigilanza sulle
Societ di Calcio professionistiche 22 (COVISOC) e le sue funzioni sono
disciplinate integralmente dalle Norme organizzative interne della FIGC
(NOIF)23, nella parte seconda del Titolo VI, rubricato Controlli sulla gestione
economico-finanziaria delle Leghe e delle Societ professionistiche. Il Titolo
VI delle NOIF stabilisce poteri e facolt della COVISOC che sono esercitati
sulla base di un regolamento interno approvato, su proposta della stessa
Commissione, dal Consiglio Federale. Degna di nota la formula di cui
allart.8, comma 2, Statuto: Ciascuna societ, per avere titolo a partecipare al
campionato professionistico di competenza, deve ottenere annualmente la
licenza della FIGC entro i termini stabiliti dallUEFA per le proprie licenze.
Tra i requisiti figura senzaltro il rispetto dei parametri economico-finanziari24
22

Alla COVISOC sono riconosciuti poteri consultivi e di controllo. In relazione a questi ultimi
ha la facolt di richiedere alle societ il deposito di dati e documenti contabili e societari e di
quanto comunque necessario per le proprie valutazioni, oltre alla possibilit di proporre al
Consiglio federale parametri atti a verificare la sussistenza di corrette condizioni di gestione
sotto il profilo economico-finanziario, disponendo infine della libert di attivare indagini e
procedimenti disciplinari nellambito della sua attivit. In conclusione rileva lart. 87 NOIF che
stabilisce in capo alla COVISOC la competenza ad:
a) effettuare verifiche ispettive presso le sedi delle societ;
b) convocare i componenti del consiglio di amministrazione, del consiglio di gestione, del
consiglio di sorveglianza, del collegio sindacale, i revisori, il soggetto responsabile del controllo
contabile e i dirigenti delle societ per esaminare la situazione amministrativa, economica,
finanziaria e contabile delle societ stesse.
23

Esse sono emanate dal Consiglio Federale. Sempre il Consiglio ha il potere di emanare norme
sulla contabilit e per il controllo delle societ professionistiche.
24 Il

Consiglio ha deciso di definire un percorso su base quadriennale, con un progressivo


innalzamento dei requisiti richiesti ai club. Lobiettivo finale, che sar richiesto a partire dalla
stagione 2018/19, ambizioso, perch prevede il raggiungimento del pareggio di bilancio. Sar
interessante capire quali voci del bilancio saranno effettivamente utilizzate per la costruzione di
questo indicatore. Se, infatti, dalla definizione si deduce che dovrebbero essere considerati solo
crediti e debiti entro i 12 mesi (a breve), daltro canto lattuale normativa prevede ad esempio
che le partite derivanti dal calciomercato (quindi crediti e debiti per le attivit di acquisto e
vendita di calciatori) siano sempre incluse nel calcolo, anche se con scadenze superiori ai 12

43

nonch i principi di corretta gestione. A tale fine la FIGC si avvale della


COVISOC che agisce seguendo le NOIF del Titolo VI.
Caposaldo della disciplina contabile tuttavia lart. 80 delle NOIF, che richiama
la funzione della COVISOC sul controllo dellequilibrio economico-finanziario.
Le NOIF statuiscono che la verifica di ogni singolo club debba esercitarsi
attraverso il periodico esame della documentazione economico-finanziaria
pretesa dalla normativa civilistica e dai regolamenti federali nonch tramite la
valutazione accurata degli indici sintetici di bilancio. In merito alla prima
modalit di monitoraggio, la FIGC, dal canto suo, impone ladozione di un
piano dei conti, da lei stessa approvato (art. 84 NOIF). Inoltre, vieta altres la
redazione del bilancio in forma abbreviata e ordina linvio tempestivo di una
copia del bilancio desercizio e della relazione semestrale25 (art. 85, commi 1 e 2
NOIF) alla COVISOC. Questa mossa certifica la volont di facilitare i controlli
e favorire la comparazione dei dati risultanti.
Pi approfonditamente, lart. 85 indica quali siano gli adempimenti a cui sono
tenute le societ partecipanti ai campionati di Serie A, Serie B e Lega Pro. Per
quanto riguarda la Serie A si precisa:
-

Bilancio di Esercizio: ad esso vanno aggiunte la relazione sulla gestione,


la relazione del collegio sindacale, la relazione del soggetto responsabile
del controllo contabile, la relazione contenente il giudizio della societ di
revisione, il rendiconto finanziario, il verbale di approvazione e la
dichiarazione di conformit alloriginale della documentazione trasmessa
sottoscritta dal legale rappresentante della societ e dal soggetto
responsabile del controllo contabile o dal presidente del collegio sindacale.

mesi. Una volta calcolato lindicatore, laddove il Club si trovasse in una situazione di violazione
dello stesso, dovr intervenire per ridurre la carenza finanziaria, ovverosia mediante
versamenti di capitale e/o finanziamenti dei soci per riportare la situazione in equilibrio. Per
mitigare questo obbligo (che deve essere ancora precisato), il Consiglio Federale ha per
stabilito altri due indicatori, definiti come correttivi: 1) il rapporto fra indebitamento
finanziario e valore della produzione 2) il rapporto fra costo del personale e ricavi ordinari. Nel
caso in cui questi valori siano situati allinterno di quelle che saranno le soglie tollerate,
potranno ridurre lintervento richiesto per sanare leventuale violazione dellindicatore di
liquidit.
25

La relazione semestrale composta dallo Stato patrimoniale e dal Conto economico alla data
di riferimento e corredata da eventuali osservazioni del Collegio Sindacale e dalla relazione del
revisore legale dei conti. Ove si verifichino i presupposti devono essere osservate le disposizioni
sul bilancio consolidato.

44

Relazione Semestrale: a cui vanno aggiunti gli ulteriori adempimenti


appena illustrati per il bilancio di esercizio.

Bilancio Consolidato: nel caso in cui una societ eserciti il controllo su


una o pi societ ex 2359 c.c.; unitamente va allegata la documentazione
gi illustrata per bilancio di esercizio e relazione semestrale.

Budget: consiste in informazioni economico-finanziarie previsionali su


base semestrale relative al conto economico ed al rendiconto finanziario;
ad essi vanno aggiunte delle note esplicative.

Report Consuntivo: relativo a conto economico e rendiconto finanziario;


con esso si indicano le cause degli scostamenti rispetto al budget
depositato e gli interventi correttivi adottati o da adottare ai fini del
rispetto degli obiettivi iniziali del budget.

Emolumenti: le societ devono dimostrare (secondo tempistiche, modalit


e procedure stabilite dalla F.I.G.C.) lavvenuto pagamento di tutti gli
emolumenti dovuti per il trimestre, in favore dei tesserati, dei lavoratori
dipendenti e dei collaboratori addetti al settore sportivo con contratti
ratificati.

Ritenute e Contributi: le societ devono dimostrare (secondo tempistiche,


modalit e procedure stabilite dalla F.I.G.C.) lavvenuto pagamento delle
ritenute Irpef, dei contributi Inps e del Fondo Fine Carriera, per il
trimestre e per quello precedente ove non assolto prima, in favore dei
tesserati, lavoratori dipendenti e collaboratori addetti al settore sportivo
con contratti ratificati.

Prospetto

VP/DF

con

indicazione

del

rapporto

Valore

della

Produzione/Debiti Finanziari: tale Indicatore concettualmente simile al


precedente indicatore Ricavi/Indebitamento (RI) per limita lanalisi ai
soli debiti aventi natura finanziaria, quindi escludendo debiti come i debiti
verso il fisco ed enti previdenziali, i debiti verso i dipendenti e i debiti
verso i fornitori.
Per la determinazione del rapporto Valore della Produzione/Debiti
Finanziari si dovranno assumere:
a) il valore della produzione da considerare ai fini del numeratore del
rapporto quello che risulta dal piano dei conti approvato dalla
F.I.G.C. nelle voci: ricavi delle vendite e delle prestazioni;
45

variazione delle rimanenze di prodotti in corso di lavorazione,


semilavorati e finiti; variazione dei lavori in corso su ordinazione;
incrementi immobilizzazioni per lavori interni; altri ricavi e
proventi;
b) i debiti finanziari da considerare ai fini del denominatore sono
quelli che risultano dal piano dei conti nelle voci: obbligazioni
ordinarie e convertibili, soci c/anticipazioni temporanee; soci
c/finanziamenti fruttiferi; debiti verso banche; debiti verso altri
finanziatori; debiti di natura finanziaria verso imprese controllate,
collegate

controllanti.

debiti

finanziari

sono

ridotti

dellammontare delle attivit finanziarie risultanti dalla contabilit


sociale alla voce disponibilit liquide.
Laspetto caratteristico e peculiare della contabilit dei club calcistici , quindi,
rappresentato dalla presenza di un piano dei conti unificato predisposto dalla
Federazione. L'adozione del piano dei conti federale, obbligatoria a norma
dell'art. 84 delle NOIF, stata introdotta dalla FIGC nel 1987 per facilitare la
valutazione e il confronto, ai fini del controllo, delle dinamiche gestionali dei
club. La finalit quella di garantire linserimento di voci specifiche nel
bilancio, lasciando pochi margini di discrezionalit, con conseguente
miglioramento della trasparenza del linguaggio utilizzato dagli amministratori.
Ne derivata la costituzione di un vero e proprio schema fisso caratterizzato da
un frazionamento molto analitico. Il piano stato pi volte aggiornato e l'ultima
versione risale al 5 settembre 2006, anche se possiamo attenderci una
sostanziale revisione di tale documento in un futuro prossimo. Il nuovo modello
presenta il seguente assetto:
Classi di conti;
Gruppi di conti;
Conti;
Sottoconti;
Conti analitici.
Le classi di conti, elemento di ordine superiore del piano, sono distinte in nove
sezioni e a loro volta ognuna di esse si articola in differenti gruppi di conti ecc.
Le classi di conti sono:
46

a) fonti finanziarie durevoli, suddivisa in patrimonio netto, fondi per rischi


ed oneri, trattamento di fine rapporto, obbligazioni ordinarie e
convertibili, debiti e debiti collegati a partecipazioni;
b) immobilizzazioni, comprendente immobilizzazioni immateriali, materiali
e finanziarie;
c) rimanenze, suddivisa in rimanenze iniziali e rimanenze finali;
d) crediti e debiti correnti, comprendente le classi di valore crediti, crediti
verso societ del gruppo, crediti tributari, crediti diversi, altri valori attivi,
debiti commerciali, debiti diversi e altri valori passivi;
e) liquidit, suddivisa in attivit finanziarie che non costituiscono
immobilizzazioni e disponibilit liquide;
f) conti accesi ai costi, comprendenti le voci costi della produzione, costi
per il personale, ammortamenti e svalutazioni, altri costi di produzione e
di esercizio, interessi ed altri oneri finanziari, rettifiche di valore di
attivit finanziarie, oneri straordinari e operazioni relative al reddito
imponibile;
g) conti accesi ai ricavi, comprendenti le classi valore della produzione,
proventi da partecipazioni, altri proventi finanziari, rettifiche di valore di
attivit finanziarie e proventi straordinari;
h) conti di risultato, ossia conto economico di esercizio, stato patrimoniale
di apertura e stato patrimoniale di chiusura;
i) conti dordine, cio garanzie prestate a terzi, opzioni per diritti
prestazioni calciatori, canoni di leasing e factoring pro solvendo.
Sulla base dellattuale piano dei conti unificato predisposto dalla FIGC,
possibile pervenire alla costruzione degli schemi di Stato patrimoniale e di
Conto economico che le societ di calcio italiane (che non usano i principi
contabili internazionali IAS/IFRS) devono utilizzare. Accanto al piano dei conti
unificato, la FIGC ha redatto un documento che raccoglie le cosiddette
Raccomandazioni Contabili la cui adozione obbligatoria (a pena di sanzioni
di carattere sportivo). Lo scopo delle raccomandazioni si esplica nel guidare
lapplicazione dei criteri di redazione del bilancio e di agevolare la
rappresentazione chiara delle operazioni tipiche di un football club, ovviando
perci alla assenza di principi contabili specifici in ordine ai bilanci delle societ
47

di calcio. Hanno una valenza squisitamente ermeneutica e di grado inferiore ai


principi contabili nazionali. Si rammenta che dette raccomandazioni possono
comunque esser impiegate anche dai club che si servono degli IAS/IFRS nei
rendiconti di gestione annuali, intermedi e consolidati di gruppo. Esse sono
suddivise in tredici categorie.
In particolare, la frammentazione delle Raccomandazioni Contabili predisposte
dalla FIGC richiama una serie di voci tipiche:
1. Diritti pluriennali alle prestazioni sportive dei calciatori;
2. Costi del vivaio;
3. Compartecipazione ex art. 102-bis delle NOIF;
4. Cessione temporanea (dei diritti alle prestazioni sportive dei calciatori);
5. [Superata]
6. Permuta (dei diritti alle prestazioni sportive dei calciatori);
7. Crediti;
8. Debiti;
9. Versamenti dei soci;
10. Ammortamento delle immobilizzazioni immateriali e materiali;
11-12. Valore della produzione/ricavi;
13. Beni ricevuti in locazione finanziaria (leasing).
Ognuna delle raccomandazioni contabili sopra individuate presenta, di norma,
un insieme di regole, interpretazioni e indicazioni che rispondono a una duplice
funzione:
-

interpretare sotto l'aspetto tecnico le norme di legge che fissano solo


alcuni principi generali sulla formazione del bilancio. Non essendo mai
stati statuiti principi contabili ufficiali in ordine ai bilanci delle societ di
calcio, le Raccomandazioni Contabili rispondono sostanzialmente ad una
funzione interpretativa delle regole di valutazione stabilite dalle norme di
legge, tenendo in considerazione anche quanto stabilito sugli stessi temi
dai principi contabili di riferimento;

tendere a integrare e modificare i prospetti contabili previsti dal Codice


civile nei casi in cui questi non consentano il rispetto della clausola
generale di rappresentazione veritiera e corretta, cos come l'informativa
minima da riportare in Nota Integrativa.

48

Le Raccomandazioni Contabili della FIGC, periodicamente riviste e aggiornate,


indicano quindi le procedure da seguire per una corretta contabilizzazione delle
voci tipiche del bilancio, riferite sia allo Stato Patrimoniale che al Conto
Economico. Esse indicano altres i principi da seguire nell'ambito della Nota
Integrativa, che assume particolare significato in relazione al contenuto tipico
dei bilanci delle societ sportive.
Tali Raccomandazioni provvedono a raccordare la normativa civilistica in
materia di bilancio e i principi nazionali e internazionali elaborati dalla prassi, al
fine di giungere alla rappresentazione chiara, veritiera e corretta, prescritta dalla
legge, nonch ad assicurare un'omogenea applicazione dei principi medesimi, al
fine di rendere raffrontabili i dati di bilancio delle diverse societ e agevolare
cos i controlli.
Di seguito si espone un'analisi delle principali voci tipiche, la cui interpretazione
e rappresentazione deriva, appunto, da precise indicazioni provenienti tanto dal
piano dei conti che dalle Raccomandazioni Contabili predisposte dalla FIGC.
2.4 Il sistema delle licenze nazionali
Nellaprile del 2015 il Consiglio federale, ha introdotto due novit nei criteri di
valutazione economico-finanziaria dei club:
nuovi requisiti per il rilascio della Licenza Nazionale, necessaria perch un
Club possa iscriversi al campionato professionistico di propria competenza;
nuovi criteri per la valutazione preliminare dei soggetti che siano interessati
allacquisto di una quota pari o superiore al 10% di un club di calcio.
Lo stesso Consiglio Federale ha finalmente definito i parametri per la
valutazione.
Il Consiglio ha deciso di definire un percorso su base quadriennale, con un
progressivo innalzamento dei requisiti richiesti ai club. Lobiettivo finale, che
sar richiesto a partire dalla stagione 2018/19, ambizioso, perch prevede il
raggiungimento del pareggio di bilancio.
Il Consiglio Federale ha optato per lintroduzione di un nuovo parametro di
controllo: lindicatore di liquidit 26 , che esprime il rapporto fra le Attivit

26

Lindicatore di liquidit varier gradatamente: per lesercizio 2015/2016 dovr essere >0,4:
per lesercizio 2016/2017 dovr essere >0,5 ed infine per lesercizio 2017/2018 >0,6.

49

Correnti e le Passivit Correnti, e dovr misurare il grado di equilibrio


finanziario di breve termine, cio la capacit dei Club di far fronte agli impegni
finanziari con scadenza entro 12 mesi.
Il mancato rispetto della soglia minima che verr stabilita comporter lobbligo
a carico del Club di intervenire per riequilibrare la situazione.
Per la determinazione del rapporto Attivit Correnti/Passivit Correnti sono da
considerare gli aggregati di seguito riportati.
Le attivit correnti, ai fini del numeratore del rapporto, comprendono le
disponibilit liquide e i crediti esigibili entro i 12 mesi e sono costituite dalle
seguenti voci: Disponibilit liquide, Crediti verso Clienti, Crediti verso imprese
controllate, collegate e controllanti, Crediti tributari, esclusi quelli per imposte
anticipate, Crediti verso enti-settore specifico e Crediti verso altri;

le passivit

correnti, ai fini del denominatore del rapporto, comprendono i debiti scadenti


entro i 12 mesi e sono costituite dalle seguenti voci: Obbligazioni ordinarie e
convertibili, Debiti verso soci per finanziamenti, esclusi quelli postergati ed
infruttiferi, Debiti verso banche, Debiti verso altri finanziatori, Acconti, Debiti
verso fornitori, Debiti rappresentati da titoli di credito, Debiti verso controllate,
collegate e controllanti, Debiti tributari, Debiti verso istituti di previdenza e
sicurezza sociale, Debiti verso enti-settore specifico e Altri debiti.
Una volta calcolato lindicatore, laddove il Club si trovasse in una situazione di
violazione dello stesso, dovr intervenire per ridurre la carenza finanziaria,
ovverosia mediante versamenti di capitale e/o finanziamenti dei soci per
riportare la situazione in equilibrio.
Per mitigare questo obbligo, il Consiglio Federale ha inoltre definito altri due
indicatori, correttivi:
il rapporto fra indebitamento finanziario e valore della produzione27
27

Indicatore di indebitamento finalizzato a misurare il grado complessivo di Indebitamento della


societ in rapporto al Valore della Produzione. Detto indicatore di Indebitamento rappresenta il
raccordo tra la componente finanziaria dei Debiti (D) e quella economica del Valore della
Produzione (VP) e segnala in modo sintetico la sostenibilit dellindebitamento.
Lindicatore di Indebitamento, ove presenti un valore inferiore al livello-soglia che verr
stabilito dal Consiglio Federale, utilizzato come indicatore correttivo al fine di ridurre, nella
misura di 1/3, limporto necessario per ripianare leventuale carenza finanziaria determinata
dallindicatore di Liquidit.
Per la determinazione del rapporto Debiti/Valore della Produzione sono da considerare gli
aggregati di seguito riportati.
I Debiti, ai fini del numeratore del rapporto, comprendono le seguenti voci: Obbligazioni
ordinarie e convertibili, Debiti verso soci per finanziamenti, esclusi quelli postergati ed

50

il rapporto fra costo del personale e ricavi ordinari28


Nel caso in cui questi valori siano situati allinterno di quelle che saranno le
soglie tollerate, potranno ridurre lintervento richiesto per sanare leventuale
violazione dellindicatore di liquidit29.
2.5 Lo Stato Patrimoniale
Lo Stato Patrimoniale il documento contabile nel quale sono esposti
nellaspetto qualitativo e quantitativo gli investimenti esistenti in un determinato
periodo di tempo e le correlate fonti di finanziamento. Dalla lettura di tale
prospetto possibile, quindi, trarre utili informazioni riguardo la struttura
tecnica e finanziaria dellimpresa. Si espone di seguito lo schema di Stato
Patrimoniale previsto dal Codice civile integrato dalle indicazioni fornite dalla
FIGC.
infruttiferi, Debiti verso banche, Debiti verso altri finanziatori, Acconti, Debiti verso fornitori,
Debiti rappresentati da titoli di credito, Debiti verso controllate, collegate e controllanti, Debiti
tributari, Debiti verso istituti di previdenza e sicurezza sociale, Debiti verso enti-settore specifico
e Altri debiti;
Il Valore della Produzione, ai fini del denominatore del rapporto, comprende le seguenti voci:
Ricavi delle vendite e delle prestazioni, Variazioni delle rimanenze di prodotti in corso di
lavorazione, semilavorati e finiti, Variazione dei lavori in corso su ordinazione, Incrementi
immobilizzazioni per lavori interni e capitalizzazione costi del vivaio, Altri ricavi e proventi,
incluse le Plusvalenze da cessione dei diritti alle prestazioni dei calciatori.
Lindicatore di Indebitamento viene calcolato sulla base delle risultanze del bilancio desercizio
e della relazione semestrale approvati, mentre il Valore della Produzione dato dal suo valore
medio degli ultimi tre bilanci desercizio approvati.
Il suo valore deve essere <2 per la stagione sportiva 2015/2016; < 1,75 per la stagione
2016/2017 e <1,5 per la stagione 2017/2018.
28

E finalizzato a misurare il peso economico del costo del lavoro. Detto indicatore calcolato
attraverso il rapporto tra il Costo del Lavoro Allargato (CLA) ed i Ricavi (R). Per la
determinazione del rapporto Costo del Lavoro Allargato/Ricavi sono da considerare gli
aggregati di seguito riportati.
Il Costo del Lavoro Allargato, ai fini del numeratore del rapporto, include i costi per il personale,
comprensivi degli ammortamenti dei diritti alle prestazioni dei calciatori; i Ricavi, ai fini del
denominatore del rapporto, comprendono le seguenti voci: Ricavi delle vendite e delle
prestazioni, Proventi da sponsorizzazioni, Proventi pubblicitari, Proventi commerciali e royalties,
Proventi da cessione diritti televisivi, Proventi vari e Plusvalenze da cessione dei diritti alle
prestazioni dei calciatori al netto delle relative Minusvalenze.
Il Costo del Lavoro Allargato il valore risultante dallultimo bilancio desercizio approvato,
mentre i Ricavi sono dati dai loro valori medi degli ultimi tre bilanci desercizio approvati.
Il suo valore dovr essere < 0,9 per la stagione 2015/2016; <0,85 per la stagione 2016/2017 e <
0,8 per la stagione 2017/2018.
29

Il comunicato del Consiglio Federale dice infatti testualmente: In caso di mancato rispetto
dellindicatore di liquidit nella misura minima che verr stabilita, la carenza finanziaria dovr
essere ripianata. A quello di liquidit si aggiungono anche altri due indicatori, quello di
indebitamento e quello del costo del lavoro allargato, che comunque rappresentano dei correttivi
in positivo, al fine di ridurre nella misura di 1/3 ciascuno limporto necessario per ripianare
leventuale carenza finanziaria determinata dallindicatore di liquidit

51

La Federazione nelle Raccomandazioni contabili e nel piano dei conti


unificato ha indicato con precisione la collocazione delle voci pi
caratteristiche dello Stato Patrimoniale delle societ calcistiche. In particolare la
Figc ha prescritto lappostazione:
a) tra le immobilizzazioni immateriali delle voci Diritti pluriennali alle
prestazioni dei calciatori e Capitalizzazione costi vivaio;
STATO PATRIMONIALE
ATTIVO
PASSIVO
A) CREDITI VERSO SOCI PER
A. PATRIMONIO NETTO
VERSAMENTI ANCORA DOVUTI
I) Capitale sottoscritto non richiamato
I. Capitale
II) Capitale richiamato non versato
II. Riserva da sovrapprezzo azioni
B. IMMOBILIZZAZIONI con separata
indicazione di quelle concesse in locazione
III. Riserve di rivalutazione
finanziaria
I. Immobilizzazioni immateriali
IV. Riserva legale
1) Costi di impianto e di ampliamento
V. Riserve statutarie
2) Costi di ricerca, di sviluppo e di pubblicit
VI. Riserva per azioni proprie in portafoglio
3) Diritti di brevetto Industriale e diritti di
VII. Altre riserve, distintamente indicate
utilizzazione delle opere dell'ingegno
4) Concessioni, licenze, marchi e diritti simili
1) Riserva di rivalutazione ex art. 2426, n.4, c.c.
5) Avviamento
2) Riserva per deroghe ex art. 2423, comma 4, c.c.
6) Immobilizzazioni in corso e acconti
3) Riserva ammortamenti anticipati
7) Capitalizzazione costi vivaio
4) Riserva straordinaria
8) Diritti pluriennali alle prestazioni dei
5) Riserva ex art. 4 legge n. 586/96 (scuole
calciatori
giovanili)
9) Oneri pluriennali da rettifiche di valore ex
6) Riserva per versamenti in c/futuro aumento di
art. 18 bis legge n. 91/1981
capitale
10) Altre
7) Riserva per copertura perdite esercizi precedenti
TOTALE (I)
8) Riserva per copertura perdite esercizio in corso
II. Immobilizzazioni materiali
VIII. Utili (perdite) portati a nuovo
1) Terreni e fabbricati
IX. Utile (perdita) dell'esercizio
2) Impianti e macchinario
TOTALE (A) (I+II+III+IV+V+VI+VII+VIII+IX)
3) Attrezzature industriali e commerciali
4) Altri beni
5) Immobilizzazioni in corso e acconti
B. FONDI PER RISCHI E ONERI
TOTALE (II)
1) Per trattamento di quiescenza e obblighi simili
III. Immobilizzazioni finanziarie
2) Per imposte, anche differite
1) Partecipazioni in:
3) Altri
a) imprese controllate
TOTALE (B)
C. TRATTAMENTO FINE RAPPORTO LAVORO
b) imprese collegate
SUBORDINATO
c) imprese controllanti
TOTALE (C)
D. DEBITI con separata indicazione, per ciascuna
d) altre imprese
voce, degli importi
e) Compartecipazioni ex art. 102 bis
esigibili oltre l'esercizio successivo
N.O.I.F.
2) Crediti con separata indicazione, per
1) Obbligazioni ordinarie
ciascuna voce, degli importi
esigibili entro l'esercizio successivo
2) Obbligazioni convertibili
a) verso imprese controllate
3) Debiti verso soci per finanziamenti
b) verso imprese collegate
4) Debiti verso banche
c) verso imprese controllanti
5) Debiti verso altri finanziatori
d) verso altri
6) Acconti
3) Altri titoli
7) Debiti verso fornitori
4) Azioni proprie
8) Debiti rappresentati da titoli di credito
(di valore nominale complessivo pari ad
9) Debiti verso imprese controllate
Euro)
TOTALE (III)
10) Debiti verso imprese collegate

52

STATO PATRIMONIALE
ATTIVO
TOTALE IMMOBILIZZAZIONI (B)
(I+II+III)
C. ATTIVO CIRCOLANTE
I. Rimanenze
1) Materiale di consumo
2) Prodotti in corso di lavorazione e
semilavorati
3) Lavori in corso su ordinazione
4) Prodotti finiti e merci
5) Acconti
TOTALE (I)
II. CREDITI con separata indicazione, per
ciascuna voce, degli importi esigibili oltre
l'esercizio successivo
1) Verso clienti
2) Verso imprese controllate
3) Verso imprese collegate
4) Verso imprese controllanti
4-bis) Crediti tributari
4-ter) Imposte anticipate
5) Crediti verso enti-settore specifico
6) Verso altri
TOTALE (II)
III. Attivit finanziarie che non costituiscono
immobilizzazioni
1) Partecipazioni in imprese controllate
2) Partecipazioni in imprese collegate
3) Partecipazioni in imprese controllanti
4) Altre partecipazioni
5) Azioni proprie
(di valore nominale complessivo pari ad
Euro)
6) Altri titoli
TOTALE (III)
IV. Disponibilit liquide
1) Depositi bancari e postali
2) Assegni
3) Denaro e valori in cassa
TOTALE (IV)
TOTALE ATTIVO CIRCOLANTE (C)
(I+II+III+IV)
D. RATEI E RISCONTI ATTIVI
I) Ratei attivi
II) Risconti attivi
III) Disaggio su prestiti
TOTALE RATEI E RISCONTI ATTIVI (D )
TOTALE ATTIVO

PASSIVO
11) Debiti verso imprese controllanti
12) Debiti tributari
13) Debiti verso istituti di previdenza e di sicurezza
sociale
14) Debiti per compartecipazione ex art. 102 bis
N.O.I.F.
15) Debiti verso enti-settore specifico
16) Altri debiti
TOTALE DEBITI (D)
E. RATEI E RISCONTI PASSIVI
I) Ratei passivi
II) Risconti passivi
III) Aggio su prestiti
TOTALE RATEI E RISCONTI PASSIVI (E)

TOTALE PASSIVO

CONTI D'ORDINE
A) FIDEIUSSIONI
TOTALE FIDEIUSSIONI (A)
B) AVALLI
TOTALE AVALLI (B)
C) ALTRE GARANZIE PERSONALI
TOTALE ALTRE GARANZIE PERSONALI (C)
D) GARANZIE REALI
TOTALE GARANZIE REALI (D)

53

CONTI D'ORDINE
E) OPZIONE A TERZI CESSIONE DIRITTI PRESTAZIONE
CALCIATORI
F) TERZI C/OPZIONI CESSIONI DIRITTI PRESTAZIONI
CALCIATORI
G) OPZIONI DA TERZI ACQUISTI DIRITTI PRESTAZIONI
CALCIATORI
H) TERZI C/OPZIONI ACQUISTI DIRITTI PRESTAZIONI
CALCIATORI
I) CANONI DI LEASING A SCADERE
J) TERZI PER CANONI DI LEASING A SCADERE
L) ANTICIPI PER CREDITI DATI A FACTORING
M) CREDITI DATI A FACTORING
TOTALE CONTI D'ORDINE

2.6 Analisi delle voci caratteristiche di Stato Patrimoniale nel bilancio delle
societ di calcio
Nellattuale paragrafo procederemo con una disamina delle voci caratteristiche
dello Stato patrimoniale del bilancio delle societ di calcio. Lo schema oggetto
di indagine sar quello dello Stato patrimoniale contemplato nel Codice civile,
integrato, dalle indicazioni fornite dalla FIGC.
a) diritti pluriennali alle prestazioni dei calciatori
I diritti pluriennali alle prestazioni dei calciatori sono da assimilare a beni
immateriali atipici in quanto danno il diritto allo sfruttamento delle prestazioni
del calciatore per un determinato periodo di tempo e sono trasferibili.
Presentano altres i caratteri propri dei beni immateriali: generano un flusso di
investimento considerevole, possono creare benefici economici in pi anni,
risultano trasferibili e il loro valore misurabile in modo attendibile.
Invero, sebbene non siano (pi) valori a tempo indeterminato, restano
esclusivamente della societ per un tempo determinato.
Lart 95 N.O.I.F. (Norme generali sul trasferimento e sulle cessioni di contratto)
la norma che inquadra la fattispecie dellacquisizione dei diritti pluriennali alle
prestazioni dei calciatori e la corretta iscrizione nel bilancio di esercizio.
Vengono qui inclusi anche i compensi per i servizi resi dagli agenti F.I.F.A. in
quanto costituiscono oneri accessori allacquisizione.
In primis esso precisa che costituisce titolo per lacquisto dei diritti alle
prestazioni sportive laccordo di trasferimento di un calciatore o la cessione
54

di un contratto di un calciatore professionista. A tal fine richiesta la forma


scritta ad substantiam e la sottoscrizione delle parti contraenti, oltre che del
calciatore. Dette operazioni possono, in alternativa, essere condotte anche
mediante la modalit telematica. Per di pi si impone luso dei moduli speciali
alluopo predisposti dalle Leghe. Il contratto con cui si perfeziona la cessione
dovr essere depositato in Lega entro cinque giorni dalla stipulazione e non oltre
la data prevista per la scadenza dei trasferimenti.
La Lega proceder ad una valutazione dellimpegno assunto dalla societ alla
luce della situazione economica della stessa. Allesito del controllo, con il
cosiddetto visto di esecutivit, potr attribuire efficacia al trasferimento.
Momento cruciale quello delliscrizione nel bilancio desercizio del
trasferimento verificatosi. La rilevazione in bilancio degli effetti economici e
finanziari del contratto dipende dal fatto che nellesercizio, cui il bilancio si
riferisce, essi si sono verificati grazie al rilascio del visto di esecutivit; dipende
cos dal fatto che nellesercizio sia compresa la data di stipulazione del contratto,
alla quale retroagisce a norma dellart. 1360 c.c. leffetto del visto di esecutivit,
o la diversa data successiva alla quale le parti concordemente hanno voluto
posticipare linizio di efficacia del contratto .
Gli effetti del negozio sono due: la societ cedente iscriver una componente
positiva o negativa di reddito, mentre la societ cessionaria vedr aumentare le
sue attivit.
Dal punto di vista contabile, il deposito della documentazione in Lega consente
la rilevazione dellimpegno assunto tra i conti dordine; solo dopo la
concessione del visto si proceder alla contabilizzazione.
Nellipotesi di trasferimento di un atleta da Lega estera bisogna fronteggiare due
differenze:
1) il contratto sar efficace nel momento in cui concesso il certificato di
trasferimento definito nella prassi transfert;
2) la decorrenza del contratto coincide con quella di ottenimento del transfert.
In aggiunta vale la pena di menzionare laccordo preliminare30, ovverosia il
30

Lart. 105 NOIF, sotto la rubrica Gli accordi preliminari afferma che:

- Le societ possono stipulare accordi preliminari, con natura di contratti ad efficacia differita,
aventi ad oggetto trasferimenti, cessioni di contratto, nuovi contratti o rinnovi di contratti relativi
alle prestazioni sportive dei calciatori.

55

contratto con cui le societ si impegnano ad un trasferimento futuro. Tale


negozio non viene contabilizzato se non alla data delleffettivo trasferimento,
figurando, nel frattempo, tra i conti dordine in calce allo Stato patrimoniale.
I diritti pluriennali alle prestazioni dei calciatori fanno parte della voce pi
significativa

dello

Stato

patrimoniale

(quella

delle

Immobilizzazioni

immateriali). La posta contabile de quo lasset precipuo e scaturisce da


fattispecie diverse:
stipulazione di un contratto con un giocatore svincolato;
stipulazione di un contratto con un giocatore proveniente dal vivaio di
unaltra societ;
stipulazione di un contratto con un giocatore a seguito di unoperazione di
compravendita con unaltra societ.
Per quanto riguarda la cessione che una societ fa ad unaltra del rapporto in
corso con un calciatore, occorre rilevare che essa produce due conseguenze:
a) la prima consiste nel diritto della societ cessionaria di prendere, nel
rapporto col calciatore, la posizione della societ cedente e nel
corrispondente obbligo di pagare alla societ cedente il prezzo
convenuto;
b) la seconda consiste nella modificazione soggettiva del rapporto con il
calciatore, la quale si realizza con la stipulazione di un nuovo contratto
con il calciatore, per cui questi potr far valere i propri diritti e dovr
adempiere le proprie obbligazioni solo nei confronti della cessionaria,
sua nuova contraente.
Ritornando alle ipotesi differenti di stipulazione sfociante in trasferimento,
constatiamo che, mentre nelleventualit di accordo con un professionista
svincolato, lasset sar valutato a costo zero giacch questi non ha alcun
contratto in essere con nessuna societ, negli altri due esempi si proceder a
iscrivere nel bilancio desercizio una cifra pari alla quota versata alla societ
alienante. Il valore di iscrizione complessivo degli oneri accessori di diretta
imputazione. Alimentano quindi il valore di iscrizione in bilancio costi quali gli

56

oneri di intermediazione31, il premio di addestramento e formazione tecnica32 e


le indennit di formazione33.
Tali valori dovranno essere ammortizzati (art.2426 c.c.) ogni anno dal momento
di stipulazione del contratto.
Il valore da ammortizzare corrisponde al prezzo di acquisto diviso per il numero
di anni di durata del contratto (la durata non pu mai superare i cinque anni).
Nellipotesi di prolungamento del contratto, si provvede a rettificare il valore
delle quote di ammortamento, il cui nuovo riferimento sar equivalente al valore
contabile residuo diviso per la nuova durata contrattuale. Quando il diritto viene
acquisito nel corso dellesercizio, lammortamento ha inizio dalla data di
disponibilit del giocatore utilizzando, per lappunto, il metodo del pro-rata
temporis. Questo avviene in base ai principi generali della correlazione tra costi
e ricavi.
Se un giocatore fosse successivamente venduto, fattispecie molto frequente, il
club iscriver nel proprio bilancio una plusvalenza o una minusvalenza a
seconda della differenza, positiva o negativa, tra il valore di cessione e il valore
netto contabile. Questultimo viene ricavato sottraendo il fondo ammortamento
31

Alimentano generalmente il costo di iscrizione esclusivamente i costi dei procuratori sostenuti


il primo anno, poich sono gli unici che possono essere realmente considerati come oneri
accessori allacquisto.
32

A seguito della stipula da parte del calciatore non professionista del primo contratto da
professionista, la societ che ne acquisisce il diritto alle prestazioni tenuta a corrispondere
alla societ, per la quale era tesserato il calciatore, un premio di preparazione e formazione
tecnica determinato secondo apposita tabella. Limposto di tale premio certificato dalla
Commissione Premi, di cui allart. 96 delle NOIF.
In osservanza dellart. 99 bis (Premio alla carriera) si decreta che alle societ della L.N.D. e/o
di puro Settore Giovanile riconosciuto un compenso forfettario pari a Euro 18.000,00 per ogni
anno di formazione impartita a un calciatore da esse precedentemente tesserato come giovane
o giovane dilettante nei seguenti casi:
a) quando il calciatore disputa, partecipandovi effettivamente, la sua prima gara nel Campionato
di serie A; ovvero
b) quando un calciatore disputa, partecipandovi effettivamente con lo status di professionista, la
sua prima gara ufficiale nella Nazionale A o nella Under 21.
33

Il compenso dovuto esclusivamente a condizione che il calciatore sia stato tesserato per societ
della L.N.D. e/o di puro Settore Giovanile almeno per la stagione sportiva iniziata nellanno in
cui ha compiuto 12 anni di et o successive, e deve essere corrisposto dalla societ titolare del
tesseramento al momento in cui si verifica levento o, in caso di calciatore trasferito a titolo
temporaneo, dalla societ titolare delloriginario rapporto col calciatore. Tale compenso deve
essere corrisposto alle stesse entro la fine della stagione sportiva in cui si verificato levento.
Nel caso la societ dilettantistica o di puro Settore Giovanile abbia gi percepito, in precedenza,
da una societ professionistica, il premio di preparazione (art. 96 N.O.I.F.) o il premio di
addestramento e formazione tecnica (art. 99 N.O.I.F.) ovvero limporto derivante da un
trasferimento (art. 100 N.O.I.F.), tale somma sar detratta dalleventuale compenso spettante.

57

accantonato dal costo storico dacquisto.


Si rileva che le plusvalenze e le minusvalenze connesse alla cessione dei diritti
alle prestazioni dei calciatori non possono essere considerate derivanti da fatti
estranei allattivit ordinaria delle societ di calcio, in quanto la cessione dei
diritti evento collegato profondamente allattivit caratteristica delle societ
stesse. Le plusvalenze e le minusvalenze in parola, quindi, trovano collocazione
nel Conto Economico fra le componenti ordinarie.
Nelleventualit che il diritto oggetto di cessione si riferisca ad un calciatore a
suo tempo acquisito senza riconoscere alcun corrispettivo ad altra societ,
ipotesi limitata ai casi di sottoscrizione diretta del contratto con un calciatore c.d.
svincolato, e senza imputazione di alcun onere accessorio, oppure con un
calciatore proveniente dal proprio vivaio, la societ cedente deve rilevare, oltre
al credito nei confronti della societ cessionaria, anche un provento pari al
corrispettivo della cessione. Questo provento costituisce, analogamente alla
plusvalenza relativa alla cessione del diritto alle prestazioni dei calciatori iscritti
nellattivo dello Stato Patrimoniale, una componente positiva di carattere
ordinario.
A riguardo doveroso ricordare il postulato della prudenza nella redazione del
bilancio: pertanto nelleventualit di un valore recuperabile inferiore a quello
netto contabile sar necessario porre in essere una svalutazione.
La Raccomandazione contabile n 1 indica e descrive i due casi tassativi di
svalutazione integrale:
abbandono dellattivit agonistica;
ritiro a causa di infortuni.
Nelle citate casistiche il valore contabile residuo va iscritto integralmente nel
Conto economico dellesercizio di competenza. Se le cause che hanno condotto
alla svalutazione venissero meno, possibile attuare una rivalutazione che
corrisponda al pi allimporto del valore netto contabile che limmobilizzazione
avrebbe avuto qualora la svalutazione non fosse stata effettuata. Per di pi, nel
secondo caso, a compensazione della svalutazione imputato il provento
derivante dal risarcimento assicurativo.
La determinazione del valore residuo del calciatore deve essere affrontata dalle
societ non solo nella circostanza sopra descritta, ma anche nellipotesi di
58

infortunio non tale da configurare limmediato abbandono dellattivit da parte


del calciatore, ma da determinare incertezza in merito alla recuperabilit del
valore del diritto.
Gli IAS/IFRS prevedono la facolt di iscrizione dei diritti pluriennali alle
prestazioni dei calciatori in aderenza al criterio del fair value. La libert di scelta
espressamente sancita dallo IAS 38, il quale afferma che limpresa possa
scegliere

tra

lapplicazione

del

modello

del

costo

storico

o della

rideterminazione del valore. Per converso, vi limposizione di rigide


condizioni per lapplicazione del fair value:
a) per la misurazione del fair value si deve fare riferimento a un mercato attivo;
b) sussiste lobbligo di procedere ad una verifica periodica della consistenza del
valore iscritto nello Stato Patrimoniale.
Sicch si richiama il concetto di mercato attivo evidenziandone le seguenti
caratteristiche:

a) gli elementi scambiati allinterno del mercato siano omogenei;


b) la presenza in qualsiasi momento nel mercato di acquirenti e venditori;
c) la disponibilit di prezzi al pubblico nel mercato dei calciatori.
La lettera a) richiede lomogeneit delle risorse scambiate, ma tale requisito non
sembra sussistere poich i calciatori sul mercato non possono essere considerati
completamente omogenei: nonostante un calciatore sia teoricamente sostituibile
da un altro, evidente come le prestazioni di determinati calciatori siano
<<uniche>> e pertanto possano essere fornite soltanto dagli stessi. Riguardo alla
lettera

b),

possiamo

affermare

che

lattuale

sistema

del

cosiddetto

calciomercato appaghi tale requisito nonostante sia da considerare che la Lega


permette alle societ di effettuare trasferimenti solo in periodi limitati dellanno
(nella sessione estiva e in quella invernale, ovvero rispettivamente dal 1 luglio
al 31 agosto e dal 1 al 31 gennaio).
La sussistenza del requisito di cui alla lettera c) appare molto discutibile poich
le caratteristiche non omogenee dei calciatori non permettono la disponibilit
dei prezzi al pubblico.
Alla luce delle considerazioni fatte appare palese che per i diritti pluriennali alle
prestazioni dei calciatori non sia presente un mercato attivo, il che esclude la
loro contabilizzazione al fair value.
59

Per quanto inerisce lobbligo di procedere ad una verifica periodica della


consistenza del valore iscritto nello Stato Patrimoniale, esso previsto dal
principio contabile IAS 36, dove vengono indicati i criteri che una societ deve
seguire per assicurarsi che le proprie attivit siano iscritte in bilancio ad un
valore non superiore a quello recuperabile.
Il valore di iscrizione in bilancio dei diritti pluriennali alle prestazioni dei
calciatori (e in generale delle attivit immateriali a vita definita) deve essere
sottoposto a verifica (c.d. impairment test) quando ci sono indicatori di perdita
di valore; cio, in presenza di questultimi, si deve stimare il valore recuperabile
dellattivit e confrontarlo con il valore contabile.
Lo IAS 36 definisce come recuperabile il maggiore tra il fair value dellattivit
al netto dei costi di vendita (cio lammontare netto ricavabile in caso di
cessione) e il valore duso (cio il valore attuale dei flussi finanziari futuri che si
prevede possano avere origine dallattivit). Proprio la determinazione del
valore duso si presenta particolarmente complessa, essendo il singolo calciatore
inserito in una squadra, per cui molto difficile individuare il valore delle
singole prestazioni e i flussi a esse associabili.
b) capitalizzazione dei costi del vivaio
La gestione e lorganizzazione dei vivai giovanili rappresenta un elemento di
grande portata strategica ed economica per le societ calcistiche, specie per
quelle di minori dimensioni le quali, grazie allattivit di formazione di giovani
atleti possono, sia far crescere talenti senza doverli acquistare a prezzi eccessivi
sul mercato, sia vendere i giocatori pi promettenti generando notevoli
plusvalenze al fine di autofinanziarsi.
A dispetto di quanto affermato, la gestione del vivaio comporta il sostenimento
di costi, i quali sono ascritti al genus delle spese di ricerca e sviluppo aventi
utilit pluriennale.
La capitalizzazione dei costi del vivaio fa s che essi concorrano alla formazione
del reddito attraverso la rilevazione delle relative quote di ammortamento: viene
previsto un piano di ammortamento a quote costanti per un periodo di cinque
anni a decorrere dallesercizio di sostenimento degli stessi. I costi capitalizzati
sono iscritti tra le immobilizzazioni immateriali nella voce <<Capitalizzazione
costi vivaio>>.
60

Lammortamento va effettuato con il metodo indiretto, il quale prevede


levidenziazione nello Stato Patrimoniale del fondo ammortamento a rettifica
esplicita del costo capitalizzato; lammortamento di tali costi deve iniziare
nellanno in cui essi sono contabilizzati e nei quattro successivi, quindi ciascuna
quota pari al 20% dei costi. Non prevista neppure la possibilit di distribuire
dividendi se non ci saranno riserve disponibili almeno pari al valore dei costi
non ancora ammortizzati in toto.
Limporto presente anche nel Conto Economico: le voci di costo trovano
allocazione nelle rispettive voci di pertinenza mentre i ricavi sono posti tra il
valore della produzione alla voce <<Incrementi di immobilizzazioni per lavori
interni>> (conto di rettifica ai costi desercizio); il trattamento contabile dei
costi relativi al vivaio del tutto analogo a quanto avviene per le costruzioni in
economia nelle societ industriali, quando cio vengono prodotti allinterno
dellazienda dei beni strumentali utilizzando impianti, macchinari, attrezzature e
personale dellazienda stessa. Possono essere capitalizzati solo i costi di struttura
e di gestione riferiti allattivit giovanile e non i costi comuni di natura
amministrativa e generale data la loro oggettiva mancanza di specifica inerenza.
Essi, secondo quanto prescrive la Raccomandazione Contabile n. 2, sono
costituiti da:
- premi di formazione e addestramento tecnico corrisposti per il tesseramento
di giovani calciatori;
- vitto, alloggio e spese di trasporto in occasione delle gare;
- rimborsi spese ai calciatori;
- compensi ad allenatori, istruttori e tecnici del vivaio;
- assicurazioni per infortuni;
- spese sanitarie.
Le disposizioni legislative riconoscono alla societ che ha provveduto alla
formazione sportiva dellatleta dilettante il diritto di ricevere unindennit di
preparazione e formazione tecnica nel caso in cui egli concluda un contratto da
professionista con unaltra societ, in alternativa al diritto di stipulare il primo
contratto professionistico con il giovane. Per tutti i trasferimenti successivi al
primo (e quindi anche per il primo trasferimento, qualora la prima societ
professionistica a tesserare il giovane calciatore sia quella in cui questi si
formato) non sar dovuta alcuna indennit. Se invece il giovane calciatore non
61

intraprende la carriera professionistica, chiaro che la societ addestratrice non


ricever alcun compenso. Infatti lorientamento della dottrina quello di
assimilare i <<costi vivaio>> a quelli di ricerca e sviluppo per i quali la sola
condizione per la capitalizzazione la ragionevole probabilit, nel momento in
cui i relativi costi sono sostenuti, di conseguire un flusso monetario
incrementale futuro. Le disposizioni federali, inoltre, impediscono nella
capitalizzazione di tali oneri qualsiasi riferimento ai singoli giocatori, poich
gli atleti del vivaio svolgono attivit di natura dilettantistica e non sono vincolati
da un contratto di lavoro. La loro attrazione nella sfera professionistica e
lassunzione del conseguente <<status>> di lavoratore dipendente possibile
solo a decorrere dal compimento del diciottesimo anno di et.
Una dissonanza degna di nota, rispetto al bilancio civilistico nazionale, quella
che consiste nellimpossibilit di capitalizzare tali costi se non esiste un
beneficio economico negli anni futuri. Ci significa che nel bilancio IAS/IFRS
queste componenti negative saranno imputate a Conto economico, ai sensi dello
IAS 38.
c) la library
Levoluzione ha reso possibile il passaggio, per gli spettatori, dallassistere alle
partite allo stadio, al poterle guardare in televisione, il che costituisce un
importante mezzo di diffusione del calcio nel mondo intero; ciononostante il
progresso non si fermato ed attualmente si sta espandendo e imponendo il
sistema telematico che permette la connessione dei computer di tutto il globo in
una sola rete. Detto altrimenti il fenomeno internet sta cambiando la nostra
vita.
La rete con la sua diffusione capillare costituisce, se sfruttata a dovere, un
considerevole mezzo di comunicazione; federazioni, leghe, societ, calciatori
ecc. sono consci di tale opportunit e dunque si sono adoperati col fine di
implementare la fidelizzazione dei tifosi-clienti. Avere pi tifosi implica pi
notoriet e maggior seguito, e da un punto di vista pragmatico questa
congiuntura pu contribuire allaumento dei ricavi commerciali, televisivi e da
stadio.
La library si configura come un asset innovativo tramite cui un club entra in
possesso di tutto il materiale audiovisivo spogliandone il detentore da qualunque
62

potere di commercializzazione. In altri termini, esso esprime il valore dei diritti


di utilizzazione economica delle immagini televisive delle squadre. Tale valore
destinato a crescere in modo proporzionale allaumento della popolarit e della
notoriet mediatica del club attraverso lo sviluppo ed il potenziamento di siti
web, canali tematici e con qualsiasi altra modalit di sfruttamento commerciale.
Una volta che le societ hanno acquisito i diritti dellarchivio storico, procedono
a patrimonializzarli, inserendoli nello Stato patrimoniale tra le immobilizzazioni
immateriali.
Nel bilancio redatto secondo i principi contabili internazionali la library assurge
ad immobilizzazione a vita indeterminata poich si ritiene che larchivio possa
autoalimentarsi nel tempo e garantire uno sfruttamento perpetuo.
Viene prevista la contabilizzazione sia al fair value sia al costo storico: nel
primo caso avremo la sottoposizione ad impairment test mentre nel secondo al
processo di ammortamento.
Limplementazione della library cresce grazie alla creazione dei canali
tematici34 e allo sviluppo dei siti web.
I canali tematici sono nati proprio per aggiornare costantemente i tifosi
(ventiquattro ore al giorno) sulla propria squadra del cuore, per infondere la
passione ed entrare nelle loro case.
I siti web, hanno visto crescere la loro importanza con lavvento di internet,
passando dallassolvere la funzione di piattaforme per comunicazioni ufficiali
(sono tuttora la voce ufficiale del club) a perno indefettibile per lappassionato.
A suffragare largomento vi sono le iniziative, piuttosto recenti, che hanno reso
possibile lacquisto di biglietti per le partite direttamente dai siti web,
disponendo solo di una carta di credito e computer connesso alla rete, senza
doversi recare in banca o presso i punti vendita.
In ultima istanza non possiamo non menzionare i social network e lincremento
dellincidenza degli smartphone nella vita quotidiana. La nascita di
applicazioni e di siti web si spiega con la volont di avvicinare i tifosi ai club.
Tuttavia la difficolt consiste nel trasformare questo potenziale tecnologico in
34

Milan channel nato il 16 dicembre 1999 come opzione sulla piattaforma Tele+ Digitale, in
concomitanza con il centesimo anniversario della fondazione della squadra rossonera, il primo
canale tematico italiano interamente dedicato a una squadra di calcio.
Nel settembre del 2000 fu la volta di Inter e Roma. Nacquero quindi Inter channel e Roma
channel.

63

una nuova fonte di ricavi, come trasformare i followers in consumatori.


d) il marchio
Il marchio rappresenta il pi rilevante tra i segni distintivi di una societ
calcistica. Proprio per questo tutelabile legalmente.
Negli ultimi anni il concetto di marchio stato loggetto di svariate discussioni:
allinizio del nuovo millennio aveva riscontrato interesse lo scorporo (o per
mezzo di conferimento in altra societ o per mezzo di operazioni di sale and
lease back) del marchio

35

quale mezzo per contabilizzare plusvalenze

considerevoli nei bilanci dissestati delle societ; e dopo qualche anno vissuto
35

Milan e Inter, Roma e Lazio hanno ceduto a societ da loro controllate il proprio brand,
rivalutandone il valore. Una partita di giro in cui non passato di mano un centesimo, ma
sufficiente a creare un tesoretto di plusvalenze fittizie di 567 Milioni di Euro (186 i rossoneri,
159 la squadra di Moratti, 127 la Roma e 95 i biancazzurri).
Vediamo come si svolta, dal punto di vista tecnico, la cessione del proprio brand.
Innanzitutto, le societ hanno fatto valutare il proprio marchio. Se, per esempio, la valutazione
pari a 320 e il marchio era iscritto in bilancio a un valore pari a 20, il conto economico ha
rilevato un utile da cessione (plusvalenza) pari a 300 (320 meno valore di iscrizione pari a 20).
La cessione, in alcuni casi, avvenuta nei confronti di una societ di leasing, la quale
contemporaneamente ha fatto sottoscrivere alla societ calcistica un contratto di locazione
finanziaria avente per oggetto lutilizzo del marchio. Loperazione descritta, che di fatto,
costituisce un finanziamento, regolamentata dallarticolo 2425 bis del Codice civile, il quale
prevede che le plusvalenze derivanti da operazione di compravendita con locazione finanziaria
al venditore, siano ripartite in funzione della durata del contratto di locazione. Si tratta della
cessione di un bene e della contemporanea retrodatazione (lease-back) dello stesso.
Se la retro locazione corrisponde a un leasing finanziario, loperazione rappresenta, nella
sostanza, una modalit con la quale il locatore procura mezzi finanziari al locatario, detenendo il
titolo di propriet del bene come garanzia: pertanto, si tratta di un finanziamento.
Loperazione pi rilevante stata compiuta dal Milan. Si utilizzata la stipula dellatto di
conferimento del marchio Milan per 20 anni a una societ totalmente controllata.
In base a perizia, al ramo dazienda costituito dal diritto di sfruttamento del marchio stato
assegnato un valore netto di 183,7 Milioni di Euro. Questa operazione ha regalato una
plusvalenza di pari valore al bilancio del Milan al 31 dicembre 2005. Cos, pur senza incassare
un Euro, il club di Silvio Berlusconi ha potuto cancellare la voragine che si sarebbe aperta in
bilancio con lesaurimento degli effetti del decreto salvacalcio. Nel bilancio 2005 stata
iscritta la plusvalenza (tale solo sulla carta) ed stato spesato tra gli ammortamenti il costo
residuo da assorbire pari a 181, 5 milioni.
Con questa operazione, il Milan ha chiuso il bilancio 2005 dichiarando una perdita netta di soli
4,5 milioni di Euro.
In sostanza, la societ di calcio ha incassato 320 e pagher nei futuri esercizi, poniamo 400 a
titolo di rate di leasing, riscattando alla fine del contratto il marchio. Unimportante operazione
sul marchio, pi complessa rispetto a quella appena descritta inerente il Milan, stata realizzata
anche dallInter. Il 29 dicembre 2005 il club ha venduto il proprio marchio per 158 milioni alla
Inter Brand S.r.l., costituita appena due mesi prima e posseduta al 100% dallInter. Anche in
questo caso la plusvalenza, registrata nel bilancio al 30 giugno 2006, servita a coprire
lassorbimento della svalutazione del salva-calcio (223,6 milioni residui al 30 giugno 2005).
Sempre nella stessa data, Inter Brand ha concesso in licenza duso il marchio alla squadra per 16
milioni lanno. Successivamente il 9 giugno 2006 il marchio Inter stato ceduto in pegno alla
Banca Antonveneta, che ha erogato un finanziamento di 120 milioni. Il finanziamento stato
impiegato da Inter Brand per pagare il marchio alla casa madre; i restanti 38 milioni sono stati
ricevuti dalla S.r.l. a seguito di un aumento di capitale versato dalla squadra di calcio.

64

allombra dellassillo del raggiungimento del risultato sportivo, e in


concomitanza con lavvento della crisi economica e conseguente onere di
valorizzazione di ogni possibile fonte di ricavo, ritornato in auge il tema del
brand.
La funzione ben precisa del marchio quella di unire il nome di unazienda ad
un segno, rendendola riconoscibile e aumentandone la popolarit agli occhi del
pubblico. La marca sportiva basa la sua forza sulla notoriet, sullimmagine e
sulla fiducia del consumatore identificato nel tifoso/sostenitore.
Laspirazione maggiore per una societ quella di adottare strategie che
permettano di incrementare laffrancamento del marchio dai risultati sportivi,
fortificandone il valore simbolico e il contenuto, in virt dellinduzione
allaggregamento del marchio, con la meta della stabilit.
In detto modo il marchio aumenta e stimola sempre pi il sentimento di
appartenenza. Da qui la grande rilevanza delle strategie e dei progetti di
marketing che devono essere orientati alla individuazione dei processi che
possono incrementare il potenziale del marchio, facendone una vera e propria
risorsa per lazienda. Pertanto il marchio non funge soltanto da mero strumento
delle politiche di marketing bens assurge a risorsa che pu accrescere il
patrimonio della societ. A proposito si parler di brand equity come di una
risorsa strategica e risorsa di fiducia.
Per le imprese calcistiche sono fondamentali la conoscenza del marchio, intesa
come familiarit, riconoscibilit e capacit divulgativa; la fedelt del
consumatore, le relazioni del club con gli sponsor che inaugurano il processo di
associazione al bene commerciale36.
La centralit della gestione del marchio e la sua crescita a livello globale
permettono di rilevare nelle immobilizzazioni immateriali la presenza di un
asset basilare che genera enormi flussi finanziari e non.
e) le strutture sportive
Le immobilizzazioni materiali, in Italia, non ricoprono un ruolo di primo piano.
Sicuramente tra i tangible asset troviamo gli stadi e le strutture di allenamento.

36

Il processo di ampliamento in cui limmagine del marchio assume valenza simbolica


comporta lassociazione a beni e tipologie diverse di servizio, realizzando la c.d. brand extension.

65

Quanto agli stadi, il confronto sui flussi di ricavo con le squadre delle altre
quattro principali leghe Europee appare impietoso. Nel raffronto pesa in maniera
ingente la mancanza dello stadio di propriet: da sempre le strutture teatro degli
incontri di calcio rientrano nel patrimonio dei Comuni. Laspetto controverso
non concerne solo la propriet, che naturalmente sarebbe la prospettiva migliore,
bens lincapacit strategica nel lungo termine, di programmazione pluriennale.
Per converso, gli altri paesi hanno concentrato, negli ultimi quindici anni, i loro
investimenti proprio nello sviluppo di strutture che fossero allavanguardia e
superassero la concezione del puro utilizzo limitato allevento sportivo. In
Europa in atto gi da qualche tempo il processo di cambiamento del concetto
di stadio: questo viene assimilato ad un centro di profitto autonomo in grado di
produrre reddito.
In Gran Bretagna ad esempio, nella maggior parte dei casi, gli stadi sono spesso
propriet delle squadre di calcio, consentendo una maggiore personalizzazione
dellimpianto e un intenso sfruttamento, altres creando una compresenza con
altre attrazioni come il museo della squadra, ristoranti, club house dedicati,
negozi per la vendita dei prodotti ufficiali della squadra, cessione del cosiddetto
naming right. Insomma, il pubblico vive lo stadio e questo permette alla societ
di beneficiare dei proventi ottenuti da eventi che hanno sorgente differente dal
calcio, che tuttavia rappresenta il core business.
Nella propriet e gestione dello stadio sono coinvolti anche gli enti locali, le
realt economiche circostanti e i tifosi.
La massimizzazione dei ricavi viene ottenuta mediante lattivit di
merchandising, ristorazione, aree per bambini, musei e visite guidate. Allofferta
standard sono poi aggiunte opzioni quali centri benessere, palestre, centri fitness,
iniziative e concorsi per i tifosi e comunque tutto quanto possa prevedere
uninterazione che rifluisca nella fidelizzazione e nel coinvolgimento affettivo
verso il club e contemporaneamente nella valorizzazione dellintera area, sette
giorni su sette.
La gestione diretta da parte della societ implica per la stessa lonere di
organizzare e coordinare la sicurezza allinterno e al di fuori dello stadio durante
gli eventi sportivi.
Questo dato non sembra di poco conto soprattutto alla luce del fenomeno della
violenza.
66

Infine necessario menzionare il potenziamento e miglioramento dei mezzi di


trasporto pubblico che permettono di rendere sicuri e comodi laccesso e il
deflusso dallimpianto.
Daltro canto, la situazione italiana parecchio complicata: nel bel paese gli
stadi sono di propriet delle amministrazioni comunali, che poi li concedono in
uso alle societ sportive. La circostanza impedisce alle societ di realizzare quei
progetti di ristrutturazione ritenuti indispensabili per dotare gli impianti delle
infrastrutture necessarie ad una espansione di tipo commerciale. Dal punto di
vista dei club lo stadio non sinonimo di guadagno e adeguata
patrimonializzazione, piuttosto costituisce un costo a causa delle spese legate
alla concessione stipulata con le amministrazioni, con le quali vengono spartite
le spese di ordinaria e straordinaria manutenzione.
Nel nostro paese non stata assolutamente sfruttata lorganizzazione del
Campionato del Mondo del 1990 quale occasione di programmazione e
investimento nelle strutture. Il dato desta scalpore soprattutto se paragonato agli
oltre due miliardi di Euro che sono stati investiti nella costruzione e completa
modernizzazione degli impianti tedeschi in vista dei Mondiali del 2006.
Un aspetto meritevole di attenzione sarebbe poi quello della durata delle
concessioni, spesso brevi per permettere alle societ di realizzare investimenti
indirizzati allo sfruttamento commerciale dello stadio. Una durata estesa del
contratto di concessione potrebbe invece indurre le societ di calcio a realizzare
i suddetti investimenti.
Lo scarso utilizzo commerciale delle strutture sportive sarebbe principalmente
da ricondurre alla propriet pubblica, che impedirebbe di apportare quelle
modifiche di cui gli impianti necessiterebbero per sfruttare appieno le loro
potenzialit commerciali.
Si rammenta che la legislazione attuale prevede una serie di vincoli che non
faciliterebbero la volont delle societ di gestire lo stadio, di divenirne
proprietaria o di costruirne uno nuovo.
Per essere pragmatici, la Juventus passata attraverso un iter lungo oltre dieci
anni per dotarsi dellattuale Juventus Stadium.
La realizzazione in Italia di un progetto di stadio multifunzionale, in grado di
offrire sia spazi alle imprese (le cosiddette aree hospitality) sia servizi accessori
ai consumatori, presenta infatti diverse problematiche connesse con la
67

complessit e la lunghezza dei necessari iter autorizzativi: il riferimento alla


complessit che caratterizza le varianti urbanistiche per la costruzione di un
nuovo stadio, ma anche al contingentamento delle licenze commerciali per
alcuni settori merceologici nonch alle autorizzazioni regionali per le licenze
commerciali necessarie per le medie e grandi superfici le quali verrebbero
gestite all'interno dei piani regionali pluriennali le cui previsioni spesso non
coincidono con la programmazione delle societ di calcio professionistiche.
Pertanto emerge il bisogno che il legislatore prenda atto, al fine della
sopravvivenza economica delle societ stesse, dellopportunit di consentire
trattative dirette e pi snelle tra amministrazioni locali e societ in ordine alla
gestione degli impianti sportivi e a tutte le attivit correlate, ipotizzando altres
procedure pi rapide di quelle attuali.
Nellintento di porre rimedio agli inconvenienti descritti, alcune societ stanno
considerando la possibilit di acquisire in propriet o in concessione per
lunghissima durata le strutture esistenti, abbandonando per il momento la
costruzione ex novo dellimpianto.
Altro tema dibattuto quello delle condizioni non sempre favorevoli di accesso
al credito.
A tal proposito, atteso il fatto che la costruzione di uno stadio nuovo e
multifunzionale richiede investimenti ragguardevoli, possibile il ricorso allo
strumento del project financing, ovvero all'ausilio di grandi imprese attive
principalmente nei settori assicurativo e creditizio.
Nell'ottica della valorizzazione delle strutture sportive come ulteriori fonti di
reddito occorrerebbe individuare strumenti che incentivino i club ad effettuare i
necessari interventi di ammodernamento e riadattamento sulle attuali strutture
sportive per dar sfogo alle capacit di fare business.
L'ultima tendenza emersa nei paesi Europei, soprattutto in Gran Bretagna,
quella di costruire lo stadio in compartecipazione finanziaria fra club e grandi
sponsor privati che poi danno il loro nome allo stadio. Trattasi del fenomeno
cosiddetto del naming right ossia di un accordo che lega il nome di un'azienda
(ma anche di un marchio di un prodotto) a un impianto sportivo per un certo
numero di anni a fronte del pagamento di una certa somma. Il primo club a dar
vita a qualcosa del genere fu il Bolton Wanderers, che ha costruito uno stadio
nuovo nel 1997, chiamandolo da subito Reebok Stadium.
68

Tra i casi pi celebri citiamo quello dellAllianz (lo stadio prende il nome di
Allianz Arena) che versa nelle casse del Bayern Monaco FC quaranta milioni di
Euro lanno nel periodo 2008-2016; lo stesso avviene tra la compagnia aerea
Emirates con lArsenal (dieci milioni di Euro a stagione fino al 2028) e quella di
Ethiad con il Manchester City (centosessantotto milioni per dieci anni).
In Italia, lunica societ di rilievo dotata di un proprio impianto la Juventus.
Anchessa ha ceduto i naming right: settantacinque milioni di Euro per dieci
anni sono il corrispettivo versato da Sportfive, che presumibilmente li ceder ad
uno sponsor.
Concludendo, la differenza di fondo tra il nostro sistema e quello degli altri
paesi Europei, nella concezione di stadio: in Italia un costo, per spese di
gestione, canone di locazione e adeguamenti normativi, diversamente dalle
realt pi avanzate nelle quali lasset una fonte rilevante di profitto. Non si
deve poi tralasciare la miopia imprenditoriale dei presidenti delle societ: per
molti anni hanno speso cifre pazzesche per giocatori persino mediocri, hanno
agito da mecenati senza immaginare e programmare un futuro a lungo termine
incentrato sulla diversificazione dei ricavi.
La differenziazione dei ricavi potrebbe condurre ad un incremento degli stessi:
- ricavi da vendita di abbonamenti o biglietti per singolo evento;
- ricavi per vendita di posti business;
- ricavi per cessione di naming right;
- ricavi commerciali (merchandising);
- ricavi per attrazioni varie (museo, tour dello stadio);
- ricavi pubblicitari, posti auto.
Inoltre uno stadio multifunzionale pu comportare nuove fonti di reddito come:
- ricavi per uso alternativo della struttura: concerti, conferenze, spettacoli,
mostre;
- ricavi derivanti da centri commerciali, ristorazione, cinema, attivit
alberghiere e centri congresso;
- ricavi da aree per divertimento bambini nonch fitness, sport, centri
benessere, piscine.
f) i crediti verso le societ calcistiche
69

I crediti verso le societ calcistiche sorgono a seguito:


a) della cessione dei diritti alle prestazioni sportive dei calciatori a societ
italiane e straniere;
b) del diritto a ricevere dalle societ delle squadre ospitanti una percentuale,
stabilita dalla Lega competente,

di quote di ricavi relativi alle partite

disputate fuori casa che siano frutto della vendita dei tagliandi e degli
abbonamenti oltre che dei diritti tv.
La voce analizzata nelle Raccomandazioni Contabili della FIGC, nel
particolare alla raccomandazione n3.
I crediti verso societ calcistiche in relazione alla natura del debitore, vengono
iscritti nellattivo dello Stato Patrimoniale utilizzando lapposita sottovoce
Crediti verso le societ calcistiche nazionali e Crediti verso le societ
calcistiche estere della voce C) II. 5) Crediti verso enti-settore specifico (questi
crediti vengono volontariamente distinti da quelli residuali denominati Crediti
verso altri).
E altres prevista lindicazione separata di tutti gli importi esigibili aventi natura
di crediti entro ed oltre lesercizio successivo. Quindi idoneo criterio discretivo
quello che prevede:
a) crediti a breve o correnti, ossia quelli esigibili entro i dodici mesi;
b) crediti a medio e lungo termine o non correnti, ovvero quelli con esigibilit
oltre i dodici mesi.
Ai fini della classificazione in argomento si precisa che, con particolare
riferimento ai crediti derivanti dalla cessione dei diritti alle prestazioni sportive a
societ estere, la scadenza deve essere determinata in base ai termini prevedibili
del realizzo, quando questi contrastino con i presupposti contrattuali o giuridici.
Si profila come inevitabile, pertanto, una valutazione atta a determinare quali
crediti sia ragionevole prevedere che non saranno incassati entro dodici mesi.
I crediti derivanti dalla cessione dei diritti pluriennali alle prestazioni dei
calciatori ad altre societ trovano separata indicazione in bilancio in particolari
ipotesi:
cessioni di diritti ad altre societ calcistiche nazionali, per la quota del
corrispettivo esigibile negli esercizi successivi (clausola di pagamento
70

pluriennale);
cessioni di diritti a societ calcistiche estere, nel caso di pagamento rateale.
Nella sottovoce Crediti verso societ calcistiche estere devono essere
ricompresi anche gli eventuali contributi di solidariet ed indennit di
formazione spettanti secondo quanto stabilito dal Regolamento FIFA sullo
Status ed il Trasferimento dei Calciatori.
Si precisa, infine, che il regolamento dei corrispettivi delle cessioni dei diritti a
societ calcistiche nazionali avviene mediante il conto Lega c/trasferimenti,
conto che funge da stanza di compensazione dei crediti e debiti delle societ
calcistiche derivanti dalle operazioni di trasferimento dei diritti relativi alle
prestazioni calcistiche.
I crediti verso le societ calcistiche devono essere esposti in bilancio secondo il
criterio generale, stabilito dal Codice civile, del presumibile valore di realizzo e,
quindi, al loro valore nominale rettificato dellimporto delle perdite per
inesigibilit che possono ragionevolmente essere previste.
Concludiamo affermando che, in Nota Integrativa, oltre alla distinta indicazione
degli importi dei crediti verso ciascuna societ, devono essere fornite le seguenti
informazioni:
a) il principio di valutazione dei crediti ed i criteri di determinazione della
rettifica per svalutazione crediti, nonch lammontare di questa;
b) per i crediti incassabili oltre lesercizio successivo, se di ammontare
particolarmente rilevante, il tasso dinteresse e le scadenze;
c) gli importi significativi di crediti in valuta estera;
d) ogni altro fatto di rilievo la cui conoscenza sia necessaria per la corretta e
completa valutazione del valore dei crediti in bilancio.
g) i debiti verso le societ calcistiche per lacquisizione dei diritti alle
prestazioni sportive dei calciatori
I debiti verso le societ calcistiche sorgono per effetto:
a) dellacquisizione dei diritti alle prestazioni sportive dei calciatori a societ
italiane e straniere;
b) dellobbligo di corrispondere alle societ delle squadre ospitate una
percentuale, stabilita dalla Lega competente, delle quote dei ricavi relativi
71

alle partite disputate in casa, derivanti dalla vendita dei biglietti e degli
abbonamenti e dalla cessione dei diritti televisivi.
La voce analizzata nelle Raccomandazioni Contabili della FIGC, nel
particolare alla raccomandazione n8.
I debiti verso le societ calcistiche, in relazione alla natura del creditore, devono
essere iscritti nel passivo dello Stato Patrimoniale, utilizzando le apposite
sottovoci Debiti verso societ calcistiche nazionali e Debiti verso societ
calcistiche estere della seguente voce D) 15) Debiti verso enti-settore specifico.
Analogamente a quanto spiegato in precedenza circa i crediti corrispondenti, la
previsione di questa voce specifica si rende necessaria ai sensi dellart. 2423 ter,
comma 3, del Codice civile e permette una netta distinzione di questi debiti da
quelli compresi nella voce residuale Altri debiti.
Si sottolinea che, come per tutte le altre voci di debito, necessaria lindicazione
separata degli importi esigibili oltre lesercizio successivo. Perci, in relazione
alla scadenza, i debiti

verso societ calcistiche si distinguono in:

a) debiti a breve o correnti, ossia debiti con scadenza prevista entro i dodici
mesi;
b) debiti a medio e lungo termine o non correnti, ossia debiti con scadenza
prevista oltre i dodici mesi.
Ai fini della predetta classificazione si precisa che, con particolare riferimento ai
debiti derivanti dallacquisizione dei diritti alle prestazioni dei calciatori da
societ estere, la scadenza deve essere determinata in base ai prevedibili termini
del pagamento quando questi risultino diversi rispetto a quanto previsto
contrattualmente. Deve essere, quindi, effettuata dagli amministratori della
societ una valutazione per determinare, in base ad elementi concreti, quali
debiti non verranno pagati entro i dodici mesi.
Analogamente a quanto indicato per i crediti trattati nella Raccomandazione
Contabile n. 7, i debiti verso le societ calcistiche sorti per lacquisizione dei
diritti alle prestazioni sportive devono essere separatamente indicati in bilancio
nei seguenti casi:
a) acquisizioni di diritti da altre societ calcistiche nazionali, per la quota del
corrispettivo pagabile negli esercizi successivi (clausola di pagamento
72

pluriennale);
b) acquisizioni di diritti da societ calcistiche estere, nel caso in cui sia
previsto un pagamento rateale.
Nella sottovoce Debiti verso societ calcistiche estere devono essere
ricompresi anche gli eventuali contributi di solidariet ed indennit di
formazione dovuti secondo quanto stabilito dal Regolamento FIFA sullo Status
ed il Trasferimento dei Calciatori. I debiti verso le societ calcistiche devono
essere esposti in bilancio al loro valore nominale.
In nota integrativa, oltre alla distinta indicazione degli importi dei debiti verso
ciascuna societ, devono essere fornite le seguenti informazioni:
a)

gli importi significativi di debiti in valuta estera ;

b)

i criteri adottati nella valutazione dei debiti;

c) ogni altro fatto o informazione di rilievo la cui conoscenza sia necessaria


per la corretta e completa interpretazione della situazione patrimoniale e
finanziaria del club.
h) i versamenti dei soci a favore della societ
I versamenti dei soci a favore delle societ possono assumere la natura di
finanziamenti a titolo di capitale di credito oppure di veri e propri conferimenti a
titolo di dotazioni patrimoniali.
Onde sembra esaustivo elencare le diverse modalit con cui i soci posso
immettere capitali nella societ:
a)

a titolo di finanziamenti fruttiferi o infruttiferi;

b)

a titolo di finanziamenti postergati;

c)

a titolo di capitale o in conto futuro aumento capitale;

d)

a titolo di copertura perdite gi rilevate o in corso;

e)

assimilabile a questi ultimi la rinuncia ai crediti da parte dei soci per la


copertura di perdite. La rinuncia pu essere effettuata nellesercizio in cui si
sono manifestate le perdite o nellesercizio successivo.

Va precisato, in via generale, che i soci possono effettuare versamenti a titolo di


finanziamento, anche postergati, alle condizioni previste dalla deliberazione
CICR 3/4/94 e cio:
73

iscrizione del socio da almeno tre mesi;

possesso da parte del socio di almeno il 2% del capitale sociale;

apposita previsione statutaria che preveda la possibilit di raccogliere


finanziamenti presso i soci.

I versamenti dei soci a titolo di finanziamento possono essere fruttiferi o


infruttiferi (voci a-b). Limporto dei finanziamenti ricevuti deve essere iscritto
nel passivo dello Stato Patrimoniale alla voce D) 3) Debiti verso soci per
finanziamenti, con levidenziazione in apposite sottovoci della natura, fruttifera
o infruttifera, del finanziamento.
Gli eventuali interessi sono iscritti nellapposita voce C) 17) del Conto
Economico e i ratei passivi di interessi sono iscritti nella voce E) del passivo
dello Stato Patrimoniale.
Per le societ calcistiche assumono particolare rilievo i finanziamenti infruttiferi
dei soci con clausola di postergazione rispetto agli altri creditori. Anche in
questo caso si ritiene opportuno evidenziare tale debito in una apposita
sottovoce del conto Debiti verso soci per finanziamenti denominata Soci
c/finanziamenti infruttiferi e postergati.
Nel caso in cui i soci effettuino versamenti a titolo di finanziamento fruttifero o
infruttifero i relativi dati dovranno risultare da apposito contratto, soggetto a
registrazione.
Dalla stipulazione dovranno emergere: la natura del finanziamento; lonerosit
(fruttifero) o meno (infruttifero); il tasso di interesse, se il finanziamento
fruttifero; le date del pagamento degli interessi; il piano di rimborso del prestito.
I finanziamenti postergati sono trattati al pari di quelli test esaminati (sub c).
Si rammenta che lart. 2467 del Codice civile, per quanto attiene alle societ a
responsabilit limitata, stabilisce che il rimborso dei finanziamenti effettuati dai
soci a favore della societ postergato rispetto al soddisfacimento degli altri
creditori e, inoltre, deve essere restituito alla societ se avvenuto nellanno
precedente alla dichiarazione di fallimento della stessa.
Questa disciplina si applica ai finanziamenti dei soci, in qualsiasi forma
effettuati, concessi in un momento in cui risultava un eccessivo squilibrio
dellindebitamento rispetto al Patrimonio Netto, oppure in una situazione
finanziaria della societ nella quale sarebbe stato ragionevole un conferimento.
74

Sotto la dicitura di conferimenti a titolo di dotazioni patrimoniali annoveriamo i


punti sub. c) d) e).
In principio analizziamo i versamenti in conto aumento di capitale.
I versamenti in conto aumento di capitale si hanno in presenza di un aumento a
pagamento del capitale sociale gi deliberato dagli organi sociali, nelle more
delliscrizione nel Registro delle Imprese dellattestazione degli amministratori
dellavvenuto aumento del capitale sociale. Laumento del capitale sociale,
infatti, non pu essere menzionato negli atti della societ fino a quando non sia
intervenuta la suddetta iscrizione e, conseguentemente, gli importi sottoscritti
dai soci devono essere rilevati in un conto transitorio acceso ad una apposita
riserva di capitale denominata Riserva per versamenti in conto aumento di
capitale. Tale riserva sar poi imputata al conto A) I. Capitale una volta
perfezionata lintera operazione.
Per la parte di aumento di capitale, eventualmente sottoscritta e non versata,
occorrer rilevare il credito verso soci per lammontare dei versamenti non
ancora eseguiti nellapposita voce A) Credito verso soci per versamenti ancora
dovuti, con separata indicazione della parte gi richiamata dellattivo dello
Stato Patrimoniale.
Una piccola differenza circa il momento di delibera concerne i versamenti in
conto futuro aumento di capitale: questi ultimi sono quei versamenti eseguiti dai
soci prima che venga effettivamente assunta una delibera di aumento del
capitale sociale. I relativi importi devono essere rilevati nel passivo dello Stato
Patrimoniale nella voce A) VII. Altre riserve, evidenziando la natura della
riserva in unapposita sottovoce denominata Riserva per versamenti in conto
futuro aumento di capitale.
La lettera d) disciplina i versamenti in conto copertura perdite.
I soci possono effettuare versamenti per coprire:
1) le perdite dellesercizio precedente, gi appurate;
2) le perdite relative allesercizio in corso che, in quanto tali, sono solo stimate.
Nel primo caso, limporto corrispondente al versamento deve essere iscritto nel
Patrimonio Netto in unapposita sottovoce della voce A) VII. Altre riserve
denominata Riserva per copertura perdite esercizi precedenti.
Tale riserva potr essere utilizzata solo quando lassemblea della societ
75

provveder a deliberare la copertura delle perdite.


Nel secondo caso limporto corrispondente al versamento deve essere iscritto
nel Patrimonio Netto in unapposita sottovoce della voce A) VII. Altre riserve
denominata Riserva per copertura perdite esercizio in corso.
I soci possono provvedere alla copertura delle perdite anche mediante la
rinuncia a precedenti crediti verso la societ. In questa ipotesi il trattamento
contabile delloperazione il seguente:
1) diminuzione del debito iscritto alla voce D) 3) Debiti verso soci per
finanziamenti a fronte della costituzione, per un importo corrispondente,
di una riserva per copertura delle perdite;
2) utilizzo di tale riserva per copertura delle perdite secondo quanto
deliberato dallassemblea della societ.
Liscrizione in contabilit ed in bilancio dei versamenti dei soci avviene in base
al loro valore nominale. Per quanto attiene ai finanziamenti fruttiferi deve essere
effettuata la rilevazione per competenza degli interessi, con eventuale iscrizione
del relativo rateo passivo.
Concludendo, si evidenzia che i finanziamenti effettuati dai soci devono essere
ripartiti in Nota Integrativa in base alle relative scadenze, indicando
separatamente i finanziamenti con clausola di postergazione rispetto agli altri
creditori. E necessario, inoltre, indicare la composizione della voce A) VII.
Altre riserve del passivo dello Stato Patrimoniale e i movimenti analitici
rispetto allesercizio precedente.
i) gli accantonamenti a scopo mutualistico
A seguito delle modifiche apportate dalla legge n. 586 del 18 novembre 1996,
deve essere accantonata una quota non inferiore al 10 per cento dell'eventuale
utile d'esercizio, in favore delle scuole giovanili di addestramento e formazione
tecnico-sportiva; tali somme vanno iscritte in un'apposita riserva nel passivo
dello Stato Patrimoniale alla voce B.3 (Fondi per rischi e oneri altri).
2.7 Il Conto Economico
E il documento contabile del bilancio desercizio che, contrapponendo i costi e
i ricavi di competenza del periodo amministrativo, illustra il risultato economico
76

della gestione nel periodo considerato. In questo modo si misura, l'incremento o


il decremento che il capitale netto aziendale ha subito per effetto della gestione.
In particolare, il conto economico:
1) individua tutti i fattori che hanno partecipato al ciclo gestionale e
costituisce una verifica di come hanno contribuito al risultato d'esercizio
le voci dello stato patrimoniale;
2) permette d'individuare i risultati parziali di tutte le fasi gestionali in cui
pu essere scomposta l'attivit dell'impresa. Il Conto economico il
documento contabile che rende contezza del reddito prodotto da una
qualunque impresa. In esso sono rappresentati i valori della ricchezza
impiegata e della ricchezza prodotta riferiti ad un convenzionale periodo
di tempo di durata annuale che, nelle imprese calcistiche, decorre
solitamente dal 1 luglio al 30 giugno dellanno solare successivo.
Le classi di valore peculiari del conto economico di una societ di calcio sono:
i ricavi delle vendite e delle prestazioni;
i contributi federali;
i proventi da sponsorizzazione37;
i proventi da cessione dei diritti televisivi;
i premi individuali e collettivi ex. art. 93 NOIF
le plusvalenze e minusvalenze da cessione dei diritti pluriennali alle
prestazioni sportive dei calciatori;
i ricavi e i costi da cessione (e da acquisizione) temporanea delle prestazioni
sportive dei calciatori ex. art. 103 NOIF.
Si espone di seguito lo schema di Conto Economico previsto dal Codice Civile
integrato dalle indicazioni fornite dalla FIGC.

37

I contratti di sponsorizzazione posso essere suddivisi in: -contratti per singoli eventi sportivi;
-contratti annuali a corrispettivo fisso; -contratti pluriennali a corrispettivo annuale.
Seguir la specifica analisi della componente reddituale.

77

CONTO ECONOMICO
A. VALORE DELLA PRODUZIONE
1) Ricavi delle vendite e delle prestazioni
a) ricavi da gare in casa
b) percentuale su incassi gare da squadre ospitanti
c) abbonamenti
2) Variazione delle rimanenze di materiale di prodotti in corso di lavorazione,
semilavorati e finiti
3) variazione dei lavori in corso su ordinazione
4) Incrementi di immobilizzazione per lavori interni e capitalizzazione costi vivaio
5) Altri ricavi e proventi
a) contributi in conto esercizio
b) proventi da sponsorizzazioni
c) proventi pubblicitari
d) proventi commerciali e royalties
e) proventi da cessione diritti televisivi
f) proventi vari
g) ricavi da cessione temporanea prestazioni calciatori
h) plusvalenze da cessione diritti pluriennali prestazioni calciatori
i) altri proventi da gestione calciatori
l) ricavi e proventi diversi
TOTALE VALORE DELLA PRODUZIONE (A)
B. COSTI DELLA PRODUZIONE
6) Per acquisti materiale di consumo e di merci
7) Per servizi
8) Per godimento di beni di terzi
9) Per il personale
a) salari e stipendi
b) oneri sociali
c) trattamento di fine rapporto
d) trattamento di quiescenza e simili
e) altri costi
10) Ammortamenti e svalutazioni
a) ammortamenti immobilizzazioni immateriali
b) ammortamenti immobilizzazioni materiali
c) altre svalutazioni delle immobilizzazioni
d) svalutazioni dei crediti compresi nell'attivo circolante e nelle disponibilit liquide
11) Variazioni delle rimanenze di materiale di consumo e di merci
12) Accantonamenti per rischi
13) Altri accantonamenti
14) Oneri diversi di gestione
a) spese varie organizzazione gare
b) tasse iscrizione gare
c) oneri specifici verso squadre ospitate
d) costi per acquisizione temporanea prestazioni calciatori
e) minusvalenze da cessione diritti pluriennali prestazioni calciatori
f) altri oneri da gestione calciatori
g) altri oneri diversi di gestione
TOTALE COSTI DELLA PRODUZIONE (B)
DIFFERENZA TRA VALORE E COSTI DELLA PRODUZIONE (A-B)
C. PROVENTI E ONERI FINANZIARI
15) Proventi da partecipazioni
a) in imprese controllate
b) in imprese collegate
d) in altre imprese
16) Altri proventi finanziari
a) da crediti iscritti nelle immobilizzazioni
b) da titoli iscritti nelle immobilizzazioni che non costituiscono partecipazioni
c) da titoli iscritti nell'attivo circolante che non costituiscono partecipazioni
d) proventi diversi dai precedenti
e) proventi da compartecipazioni ex art. 102 bis NOIF
17) Interessi ed altri oneri finanziari
a) verso imprese controllate
b) verso imprese collegate
c) verso imprese controllanti
d) altri oneri finanziari

78

CONTO ECONOMICO
e) oneri da compartecipazioni ex art. 102 bis NOIF
17 bis) Utile e perdite su cambi
a) utile su cambi
b) perdite su cambi
TOTALE PROVENTI ED ONERI FINANZIARI (C)
D. RETTIFICHE DI VALORE DI ATTIVITA' FINANZIARIE
18) Rivalutazioni
a) di partecipazioni
b) di immobilizzazioni finanziarie che non costituiscono partecipazioni
c) di titoli iscritti all'attivo circolante che non costituiscono partecipazioni
19) Svalutazioni
a) di partecipazioni
b) di immobilizzazioni finanziarie che non costituiscono partecipazioni
c) di titoli iscritti nell'attivo circolante che non costituiscono partecipazioni
TOTALE DELLE RETTIFICHE (D)
E. PROVENTI E ONERI STRAORDINARI
20) Proventi
a) plusvalenze da alienazioni
b) sopravvenienze attive straordinarie
c) altri proventi straordinari
21) Oneri straordinari
a) minusvalenze da alienazioni
b) imposte relative ad esercizi precedenti
c) sopravvenienze passive straordinarie
d) altri oneri straordinari
TOTALE DELLE PARTITE STRAORDINARIE (E)
RISULTATO PRIMA DELLE IMPOSTE (A - B + - C + -D + - E)
22) Imposte sul reddito dell'esercizio
a) imposte correnti
b) imposte differite
c) imposte anticipate
UTILE (PERDITA) DELL'ESERCIZIO

2.8 Analisi delle voci caratteristiche del Conto Economico nel bilancio delle
societ di calcio
a) i ricavi delle vendite e delle prestazioni
Le componenti positive di reddito caratteristiche delle societ calcistiche sono
costituite da:
- ricavi relativi alla vendita degli abbonamenti dei biglietti degli incontri
giocati in casa;
- quote di spettanza di ricavi relativi alle partite disputate fuori casa
(percentuale riconosciuta dalle squadre ospitanti nella vendita di abbonamenti
e singoli tagliandi);
- ricavi da altre competizioni;
- contributi federali;
- ricavi da sponsorizzazioni, da pubblicit e da cessione dei diritti televisivi;
- plusvalenze da cessione dei diritti pluriennali alle prestazioni dei calciatori;
- ricavi da cessione temporanea prestazioni dei calciatori;
79

- altri proventi derivanti dalla gestione dei calciatori.


I ricavi caratteristici delle societ calcistiche sono rappresentati dai ricavi
relativi alla vendita degli abbonamenti e alla vendita dei biglietti delle partite
giocate in casa, inclusi i relativi diritti di prevendita.
Inoltre costituiscono ricavi tipici le quote di spettanza dei ricavi attinenti alle
partite disputate fuori casa, cio la parte di introiti derivante dalla vendita dei
biglietti e degli abbonamenti che le societ delle squadre ospitanti devono
riconoscere, secondo una percentuale stabilita con apposita delibera della Lega
competente, alle societ delle squadre ospitate.
I principali altri ricavi e proventi delle societ calcistiche sono originati dai
contributi federali e dalle entrate derivanti dalle sponsorizzazioni, dalla
pubblicit e dalla cessione dei diritti televisivi.
Rientrano in questa voce altres le quote di spettanza dei ricavi che sono
corrispettivo della cessione dei diritti televisivi che le societ delle squadre
ospitanti devono riconoscere, sempre secondo una percentuale stabilita con
apposita delibera della Lega, alle societ delle squadre ospitate. Si precisa che,
per le societ delle squadre ospitanti, la quota dei ricavi da riconoscere alle
societ delle squadre ospitate costituisce un costo che deve essere contabilizzato
tra gli Oneri diversi di gestione.
I ricavi caratteristici devono essere iscritti nella voce A) 1) del Conto
Economico con riferimento al momento effettivo di svolgimento della
prestazione, ossia alla data di svolgimento della partita (o delle partite nel caso
di ricavi concernenti gli abbonamenti).
In merito alla rilevazione contabile dei ricavi da abbonamenti, per una esatta
imputazione del ricavo allesercizio di competenza, imprescindibile discernere
gli abbonamenti annuali da quelli pluriennali.
Le entrate da abbonamenti annuali devono essere rilevate contabilmente per
limporto

complessivo

mediante

utilizzo

della

specifica

sottovoce

Abbonamenti della voce A) 1) Ricavi delle vendite e delle prestazioni.


Nel caso in cui la campagna abbonamenti relativa alla stagione successiva abbia
inizio prima della chiusura dellesercizio, occorrer rilevare il debito nei
confronti degli abbonati e lentrata di cassa o banca connessa alla vendita degli
abbonamenti. Quindi si dovr contabilizzare soltanto leffetto finanziario della
80

campagna abbonamenti rinviando allesercizio successivo, in applicazione del


principio della competenza e della correlazione tra costi e ricavi, la
contabilizzazione a Conto Economico del ricavo.
Nellipotesi di abbonamenti pluriennali, poich i corrispettivi incassati
nellesercizio sono maggiori della quota di competenza dellesercizio stesso,
deve essere rilevato un risconto passivo per la parte di competenza degli esercizi
successivi; nel caso di campagna abbonamenti iniziata nellesercizio precedente
a quello relativo alla prima stagione sportiva compresa negli abbonamenti
pluriennali, resta ferma lapplicazione del criterio contabile sopra esaminato con
riferimento agli abbonamenti annuali.
In Nota Integrativa i ricavi caratteristici devono essere esposti suddividendo le
seguenti voci:
a) ricavi derivanti dalla vendita dei biglietti relativi alle partite disputate in casa;
b) ricavi derivanti dallo svolgimento di partite fuori casa;
c) ricavi derivanti dalla vendita di abbonamenti.
I ricavi di cui alle lettere a) e b) devono essere a loro volta distinti in relazione
alla competizione sportiva cui si riferiscono. Anche gli altri ricavi e proventi
devono essere suddivisi in relazione alla natura del provento.
Infine devono essere fornite le informazioni relative agli estremi dei contratti pi
significativi ed a ogni altro fatto di rilievo la cui conoscenza sia necessaria per la
corretta e completa interpretazione del dato di bilancio.
b) i contributi federali
Gli altri ricavi e proventi delle societ calcistiche devono essere iscritti nella
voce A) 5) del Conto Economico.
I contributi federali si riferiscono a contributi in conto esercizio erogati alle
societ calcistiche dalla Lega competente.
I contributi in parola devono essere rilevati nellesercizio in cui sorto il diritto
a percepirli. Il loro regolamento avviene tramite il conto Lega c/campionato,
che funge da stanza di compensazione dei crediti e debiti fra societ
calcistiche e Lega competente.
c) i proventi da sponsorizzazioni
In Italia il calcio lo sport pi praticato e col maggior seguito. La sua capacit
81

di attrarre incommensurabile.
Grazie allo sviluppo dei mass media, il calcio divenuto il veicolo di
comunicazione per mezzo del quale si assistito alla crescita del mercato delle
sponsorizzazioni. I contratti di sponsorizzazione

38

sono un ingrediente

indispensabile degli introiti delle societ di calcio professionistiche.


Per contratto di sponsorizzazione sintende quel negozio giuridico che prevede
un soggetto sportivo alias lo sponsee (calciatore o societ) si obblighi verso un
altro soggetto ossia lo sponsor, contro il pagamento di un corrispettivo, a
diventare veicolo di diffusione del nome o del marchio dello sponsor medesimo.
Sotto il profilo giuridico si parla di negozio atipico a natura mista o complessa
formatasi dal connubio di varie figure contrattuali.
Lo scopo creare un binomio tra il nome della propria azienda e/o marchio e
quello dellatleta dotato di ampia visibilit e celebrit cosicch vengano
catturate la curiosit e lattenzione del pubblico fino a far ricordare il nome dello
sponsor ed i suoi prodotti. Il titolo giuridico che consente la contabilizzazione
nel Conto Economico degli altri ricavi e proventi tipici delle societ calcistiche
il contratto.
Il mercato delle sponsorizzazione stato inaugurato negli anni ottanta quando si
trattava solo di sponsorizzazioni tecniche. Gi negli anni novanta si pass,
grazie alla crescita delle televisioni, allunione tra la societ e i grandi marchi
industriali. I presidenti di una societ avevano la consuetudine di propagandare i
marchi delle proprie imprese, sponsorizzando il club di cui detenevano la
maggioranza delle azioni/quote. Questa fattispecie dimostrava come i proprietari
fossero dei precursori nella sperimentazione di un innovativo modo di finanziare
la propria passione sportiva, garantendo al contempo la pubblicizzazione delle
proprie aziende.
Col trascorrere del tempo, il fenomeno calcio cresciuto al punto da suscitare
persino linteresse di societ multinazionali, attratte dalla ghiotta opportunit di
calarsi nella parte di sponsor dei maggiori club europei e internazionali.
38

Tale termine deriva da sponsor, che a sua volta nella accezione latina e inglese significa
garante. Lattivit di sponsorizzare consisteva, agli albori, nel favorire impegni, manifestazioni e
imprese sportive. Oggi, la funzione per lo pi quella di finanziare atleti o squadre, cantanti o
artisti, e comunque quelle persone che possano essere un valido mezzo di diffusione e di
pubblicit della propria attivit o azienda. Perci la giustificazione che sta alla base della
decisione di finanziare non quella della liberalit bens del ritorno pubblicitario . Si parla di
promozione aziendale, inserita nel complesso mondo delle strategie di marketing.

82

Giungendo agli aspetti pratici, il rapporto di sponsorizzazione si pu basare


tanto sullapposizione del logo della societ sponsor sulla maglia da gioco del
team sponsorizzato, quanto sulla collaborazione, con lobiettivo di estendere e
aumentare la popolarit del marchio dello sponsor in qualsiasi maniera; dalla sua
presenza su biglietti, sui cartelloni pubblicitari e retrointervista (backdrop), sul
materiale pubblicitario della societ.
Quindi in relazione al rapporto che intercorre tra societ di calcio e sponsor
possiamo classificare e distinguere:
- sponsor ufficiale, rappresentato da quella societ che acquista il diritto di
apporre il proprio marchio sulla maglietta e ogni indumento da gioco (tute,
borse, giacconi ecc.) nonch materiale tecnico e non solo;
- sponsor tecnico, trattasi di quella azienda che produce e fornisce
labbigliamento sportivo e qualunque articolo attinente allattivit sportiva e
al tempo libero;
- fornitori ufficiali, qualsiasi impresa produttrice che destini i suoi prodotti alla
societ e ai tifosi, acquisendo, solitamente, lesclusiva nella fornitura di
quanto richiesto.
Lo sponsor tecnico consegue un doppio vantaggio: pu apporre il suo logo sulla
divisa ufficiale della squadra e alla stessa azienda riconosciuta una percentuale
sulle vendite dei prodotti ufficiali della squadra. Nel caso dello sponsor ufficiale,
i vantaggi da esso conseguiti consistono nella possibilit di avvalersi del brand
della societ a fini promozionali e di pubblicit tramite la collaborazione nella
campagna abbonamenti, nella presenza sui cartelloni pubblicitari, negli ambienti
adibiti ad interviste e conferenze stampa ecc.
Avendo contestualizzato e inquadrato la forma giuridica e i tipi di relazione che
possono svilupparsi tra le parti contrattuali, incentreremo le nostre energie sulla
rilevanza degli aspetti contabili e reddituali al variare di alcuni esempi tipici di
sponsorizzazione.
Ai fini della partecipazione al risultato desercizio , in generale, essenziale
valutare la competenza economica del ricavo sulla base di quanto convenuto
contrattualmente.
Con particolare riferimento ai contratti di sponsorizzazione occorre distinguere
fra:
83

a) contratti per singoli eventi sportivi;


b) contratti annuali a corrispettivo fisso;
c) contratti annuali a corrispettivo variabile legato al raggiungimento di
determinati risultati sportivi;
d) contratti pluriennali a corrispettivo fisso annuale;
e) contratti pluriennali a corrispettivo fisso complessivo;
f) contratti pluriennali a corrispettivo variabile annuale legato al
raggiungimento di determinati risultati sportivi;
g) contratti pluriennali a corrispettivo variabile complessivo legato al
raggiungimento di determinati risultati sportivi.
a) contratti per singoli eventi sportivi
Il corrispettivo verr contabilizzato per lintero importo allatto dellemissione
della fattura o dellincasso e confluir nel Conto Economico con riferimento al
momento effettivo di svolgimento della prestazione, ovvero alla data di
svolgimento dellevento sportivo.
b) contratti annuali a corrispettivo fisso
Il corrispettivo contabilizzato per lintero importo allatto dellemissione della
fattura o dellincasso e confluir nel Conto Economico dellesercizio di
competenza per lammontare complessivo.
c) contratti annuali a corrispettivo variabile legato al raggiungimento di
determinati risultati sportivi
Nel corso dellesercizio saranno contabilizzati i corrispettivi fatturati o incassati
per la parte fissa.
Per quanto concerne la parte variabile si osserva che, se al termine dellesercizio
la squadra avr ottenuto i risultati sportivi concertati contrattualmente, vale a
dire risulter avverata la condizione sospensiva

39

cui subordinato il

39

La condizione di cui allart. 1353 uno degli elementi accidentali del contratto, che come tale,
pu essere apposto o meno. Essa consiste nellavveramento di un fatto futuro e incerto dal cui
verificarsi dipende lefficacia o la cessazione del negozio giuridico. Pertanto avremo una

84

riconoscimento della parte variabile del corrispettivo, anche detta parte variabile
costituir un provento di competenza dellesercizio, indipendentemente dalla
circostanza che vi sia stata emissione della relativa fattura o lincasso del
relativo credito. Nel caso di mancata fatturazione entro la data di chiusura
dellesercizio o di mancato incasso del corrispettivo variabile, a fronte del
provento da sponsorizzazione, da rilevare contabilmente nellapposita sottovoce
Proventi da sponsorizzazioni della voce A) 5) Altri ricavi e proventi, dovr
essere rilevato il credito nei confronti dello sponsor.
d) contratti pluriennali a corrispettivo fisso annuale
Nel corso dellesercizio verr contabilizzato come provento quanto fatturato o
incassato. A fine esercizio dovr essere rilevato un risconto passivo, nel caso in
cui sia stato fatturato o incassato un importo maggiore rispetto alla quota di
competenza dellesercizio, oppure un credito per fatture da emettere, nellipotesi
in cui nel corso dellesercizio sia stato fatturato un importo inferiore rispetto alla
quota di competenza dellesercizio.
e) Contratti pluriennali a corrispettivo fisso complessivo
Il provento di competenza dellesercizio sar pari alla quota annuale del
corrispettivo complessivo. Il risconto passivo dovr essere, quindi, determinato
per differenza fra quanto contabilizzato come provento e la quota di competenza
dellesercizio.
f) e g) Contratti pluriennali a corrispettivo variabile (annuale o complessivo)
legato al raggiungimento di determinati risultati sportivi
Il criterio di contabilizzazione il medesimo di quello previsto nei casi
precedenti. Occorrer quindi rilevare, da un lato un credito nei confronti dello
sponsor per la parte variabile del corrispettivo eventualmente non incassata
entro lesercizio a fronte del provento da sponsorizzazione, dallaltro lato un
condizione sospensiva (dal cui verificarsi dipende unattribuzione in favore di una delle parti
contrattuali) e una risolutiva (da cui dipende la cessazione dellefficacia del negozio stesso).

85

risconto passivo per la parte fissa del corrispettivo, eventualmente incassata in


via anticipata, non di competenza dellesercizio. Si precisa, comunque, che la
parte variabile del corrispettivo, nellipotesi che sia legata al raggiungimento di
determinati risultati sportivi, potr essere iscritta nel Conto Economico solo al
verificarsi della condizione sospensiva prevista contrattualmente.
d) i proventi da cessione dei diritti televisivi
I proventi derivanti dalla cessione dei diritti televisivi devono essere iscritti nel
Conto Economico nel Valore della Produzione, alla voce A.5 (Altri Ricavi e
Proventi).
a) la partecipazione alle competizioni nazionali
Lattuale normativa di riferimento in materia di gestione dei diritti televisivi
contenuta nel D.Lgs. n. 9/2008, recante la Disciplina della titolarit e della
commercializzazione dei diritti audiovisivi sportivi e relativa ripartizione delle
risorse.
I diritti televisivi sono negoziati dalle Leghe in rappresentanza delle societ, in
unottica che, dopo una parentesi di stampo individualistico, tornata ad essere
collettiva.
Dopo la disgregazione del campionato come prodotto commerciale avvenuta
nel 1999, la forza contrattuale si trasferita in capo ai singoli club, per poi
tornare alla Lega a partire dalla stagione 2010-2011 per stabilire una certa equit
nella distribuzione delle risorse (cos da aumentare la competitivit allinterno
del campionato) e per adeguare il calcio italiano alle normative delle altre realt
Europee. La stessa teoria economica ha ampiamente confermato come i profitti
di una societ sportiva dipendano dalla competitivit dei concorrenti, atteso che,
per i consumatori, un evento ha maggiore forza attrattiva quando esista una
situazione di equilibrio tra i competitors.
Da tale punto di vista, lincertezza in merito al risultato finale comporta la
volont, tra i vari contendenti, di incrementare gli investimenti di nuove parti.
Opposta sarebbe invece la situazione ove fossero premiate la storia e la notoriet
dei club: gli sforzi economici delle societ minori non sarebbero, almeno in
tempi ragionevoli, adatti a creare una competizione ad armi pari.
86

Alla luce di queste considerazioni, gli artt. 25 e 26 della presente legge sono
stati ritenuti avversi al principio meritocratico. Invero il riferimento ai risultati
sportivi dei partecipanti con decorrenza dalla stagione 1946-1947 e il numero di
spettatori su cui una societ pu contare rifuggono dalla logica meritocratica e
pertanto sarebbe opportuno limitare lincidenza di tali criteri.
Un altro aspetto controverso quello dellassenza di terziet del soggetto
preposto alla determinazione dei criteri di ripartizione delle risorse.
Si osserva che la Lega Nazionale Professionisti Serie A associa in forma
privatistica le societ sportive che partecipano al campionato. La Lega, poich
composta da organi in cui siedono esponenti delle singole squadre, ritenuta
dall AGCOM in difetto del requisito della terziet e quindi non nella posizione
migliore per dettare regole di ripartizione delle risorse a causa del fatto che
alcune societ potrebbero trovarsi nella situazione di influenzare a pro domo
loro tali decisioni.
Si pu cos sostenere che il soggetto sul quale incombe lonere di dividere i
proventi derivanti dalla commercializzazione dei diritti audiovisivi dovrebbe
essere avulso dagli interessi economici in palio, evitando un probabile conflitto.
I risvolti pratici dellemanazione del D.Lgs. 9 gennaio 2008 n. 9 hanno condotto
ad una ripartizione che statuisce quanto segue:
una quota del 40% equamente distribuita a tutti i club partecipanti alla
competizione;
il 30% distribuito in questo modo: il 5% sulla base della popolazione
residente nel comune di riferimento del club e il 25% sulla base del
cosiddetto bacino di utenza.
il restante 30% distribuito sulla base dei risultati sportivi, di cui il 10% per i
risultati dalla stagione 1946/47 alla sestultima stagione antecedente quella in
corso, il 15% per gli ultimi 5 anni e il 5% per l'ultima stagione.
Nella fase preliminare alla spartizione vengono dedotte alcune quote. Le
opportune sottrazioni riguardano:
1) la commissione delladvisor Infront;
2) minimo il 4% del totale da devolvere al settore giovanile e calcio
dilettantistico;
3) minimo il 6% a quello dilettantesco;
87

4) 0.5% destinato al finanziamento per lAutorit garante per le comunicazioni;


5) il contributo per i club retrocessi in Serie B (massimo 30 milioni di Euro).
Riportiamo ora i dati della ripartizione della stagione sportiva 2014-2015.
Lammontare di partenza dei diritti dovrebbe (la Lega di Serie A non pubblica
dati ufficiali e pertanto il condizionale dobbligo) essere pari a 1.006 milioni di
Euro. Prima di giungere alla cifra effettivamente distribuibile alle societ, come
abbiamo avuto modo di accennare, occorre sottrarre rispettivamente:
1) 28,3 milioni di Euro a titolo di commissione per ladvisor;
2) 100,6 milioni di Euro da destinare ai settori giovanili e alla Lega Nazionale
Dilettanti;
3) 5 milioni di Euro allAutorit Garante delle Comunicazioni;
4) 35 milioni di Euro come paracadute per le societ retrocesse in Serie B.
La Lega di Serie A ha deciso infine, lanno scorso, di prelevare un contributo
pari a 2,5 mln di Euro dai premi spettanti a ciascuna squadra neo-promossa,
destinando tale importo come premio alle tre squadre che si sono qualificate per
lEuropa League.
Applicando i criteri enunciati ed effettuando le deduzioni stabilite pocanzi si
arriva a calcolare la quota spettante a ciascun club di Serie A.

88

Figura 2.1 - Quote di ripartizione dei diritti televisivi dei club di Serie A per la stagione sportiva
2014/2015

Fonte: Elaborazione a cura www.tifosobilanciato.it

Il club che ottiene maggiori introiti dalla ripartizione dei diritti tv la


Juventus (94 mln), che stacca nettamente Milan e Inter (appaiate a 76
mln). Napoli e Roma ottengono una cifra intorno ai 60 mln, mentre la Lazio
scende a 51. E inevitabile ammettere come la ripartizione vista comporti grandi
differenze: si pensi, per fare un esempio, alla differenza che emerge tra la prima
societ (Juventus) e la quinta. Insomma ci che balza subito agli occhi la
iniquit40 della distribuzione delle risorse per cui i club pi blasonati dispongono
di cifre tre, quattro volte superiori rispetto alle piccole e medie societ.

40

In Inghilterra lattuale contratto va dal 2013 al 2016 ed di tipo collettivo, pi in particolare il


50% va diviso equamente tra tutti i club, 25% si distribuisce in base al numero di partite
trasmesse live e laltro 25% si divide in base al risultato dellultimo campionato; per quanto
riguarda i diritti tv internazionali il totale viene diviso in parti uguali per tutti e 20 i club,
riuscendo cos a ridistribuire quasi in parti uguali il totale favorendo lequilibrio.

89

b) la partecipazione alle competizioni Europee


Innanzitutto le competizioni Europee sono rappresentate dalla Champions
League41 e dalla Europa League42.
La Champions League, negli ultimi ventanni, ha modificato il proprio format
dando in tal guisa a molti club lopportunit di parteciparvi. Laumento del
numero delle squadre partecipanti alla massima competizione continentale, ha
fatto impennare linteresse oltre che di tifosi e sponsor, anche delle televisioni
nazionali e internazionali.
Pertanto stata colta loccasione per effettuare ingenti investimenti per un
prodotto di ragguardevole valore commerciale.
Inoltre la partecipazione alle competizioni Europee permette alle societ di
ottenere un costante aumento dei ricavi commerciali, per lingresso di nuovi

41

LUEFA Champions League (letteralmente Lega dei Campioni), o Coppa dei Campioni
dEuropa il pi prestigioso torneo internazionale calcistico in Europa per squadre di club
maschili. I vincitori del torneo acquisiscono il diritto di partecipare alla Supercoppa UEFA e alla
Coppa del mondo per club FIFA che assegna il titolo di campione del mondo per club. Alla
competizione possono partecipare le squadre che militano nei campionati associati alla UEFA,
in base alla posizione in classifica ottenuta durante la precedente stagione. A queste si aggiunge
per diritto la squadra detentrice del trofeo. Ogni nazione quindi, apporta un numero di
partecipanti differente a seconda della difficolt del proprio campionato, calcolato in base al
coefficiente UEFA (cosiddetto Ranking UEFA). Secondo questa classifica, viene deciso il
numero di squadre partecipanti: 1) dalla prima alla terza nazione vengono riservati quattro posti
(le prime quattro squadre classificate del campionato nazionale); 2) dalla quarta alla sesta
nazione sono riservati tre posti (le prime tre classificate nel proprio campionato); 3) dalla settima
alla quindicesima nazione vengono riservati due posti ( le prime due classificate nel
campionato); 4) oltre la quindicesima nazione riservato un solo posto proprio per la squadra
che vince il proprio campionato.
42

La UEFA Europa League una delle competizioni sportive organizzate dall'Unione delle
federazioni calcistiche Europee (UEFA), la seconda per prestigio dopo la Champions League.
Era nota fino al 2009 come Coppa UEFA, istituita nel 1971 dalla confederazione calcistica
Europea. Questo torneo, a sua volta, aveva preso il posto della Coppa delle Fiere, inizialmente
disputata su invito e non per diritto acquisito da rappresentative di grandi citt Europee che
ospitavano fiere commerciali. L'UEFA ha definito la Coppa delle Fiere come antenata della
successiva Coppa UEFA/Europa League; tuttavia, non essendone stata l'organizzatrice, non
mai stata riconosciuta come manifestazione ufficiale. Per tale motivo la Coppa delle Fiere non
viene inclusa neppure nelle statistiche riguardanti l'Europa League.
riservata alle formazioni classificatesi, nei rispettivi campionati nazionali, immediatamente
dopo quelle aventi diritto a partecipare alla Champions League. Dal 1999, in seguito
all'abolizione della Coppa delle coppe, ha inglobato anche le tradizionali partecipanti a questa
competizione, ossia le vincitrici o le finaliste sconfitte delle varie coppe nazionali. Nel 2009,
dopo trentotto edizioni, ne stato modificato il format in seguito all'abolizione dell'Intertoto,
dando vita all'Europa League che segue un modello pi simile a quello della Champions League,
allo scopo di rendere la competizione pi spettacolare e maggiormente appetibile anche dal
punto di vista dei diritti televisivi, nonch da parte degli sponsor. Dal 2000, in luogo della
scomparsa Coppa delle Coppe, la squadra vincitrice della competizione acquisisce inoltre il
diritto di partecipare alla Supercoppa Uefa contro la squadra detentrice della Champions League.

90

sponsor o per il raggiungimento di obiettivi prefissati, senza dimenticare la


vendita dei biglietti e degli abbonamenti per gli incontri delle coppe Europee.
Soprattutto negli ultimi anni e ancor di pi con lavvento del Financial Fair Play
diventa vitale la qualificazione per i suddetti tornei, giacch la stabilit del
livello degli introiti garantisce la possibilit di programmare investimenti
orientati al miglioramento degli asset strategici e contemporaneamente suscita
maggiore appetibilit degli sponsor, sempre pi desiderosi di interagire coi club
pi in vista a livello continentale.
Il meccanismo appena descritto ed il conseguente aumento di potere economico
delle societ su scala Europea, trova la sua logica conclusione nellavvalersi di
detta potenzialit per accaparrarsi i migliori atleti, potendo offrire a questi
condizioni contrattuali da capogiro, senza ignorare la visibilit del palcoscenico
Europeo (rilevante per gli sponsor personali dellatleta) nonch la soddisfazione
sportiva, per giocatori e staff, di provare ad aggiudicarsi importanti trofei.
Si annoti, in conclusione, il peso degli sponsor nei trasferimenti dei calciatori: le
grandi multinazionali talune volte sono protagoniste di operazioni correlate, fino
a sbocciare in vero e proprio sostegno, nei riguardi della societ acquirente, in
progetti di valorizzazione commerciale dellatleta sponsorizzato.43
Procediamo ora alla disamina delle singole competizioni, illustrando le modalit
di distribuzione delle risorse, partendo dal torneo pi prestigioso ovvero la
Champions League.
La UEFA, nella spartizione degli introiti derivanti dai diritti televisivi, si serve
di un peculiare metodo.
La divisione del montepremi UEFA fra le squadre partecipanti alla Champions
League dipende non solo dai premi che ogni squadra accumula vincendo le
partite o superando i turni, ma anche da quello che viene chiamato Market
Pool.
Cerchiamo di capire meglio di cosa si tratti.

43

Un esempio celebre fu quello dellallora sponsor ufficiale di FC Internazionale, Pirelli, il


quale conseguentemente allacquisto del diritto alle prestazioni sportive dellatleta Ronaldo,
lanci una campagna pubblicitaria, allepoca oggetto di critiche.
Senza dimenticare il passaggio dallo sponsor tecnico Umbro a Nike che avvenne in
concomitanza con lacquisizione del calciatore. Tale sponsor tecnico era da sempre stato anche
uno di quelli personali dellatleta e lazienda statunitense aveva interesse a divenire sponsor
proprio della societ milanese prevendendo un effetto positivo originato dalloperazione portata
a termine dal club.

91

L'ammontare netto (nella stagione sportiva 2014/2015 ammontava a 1,030


miliardi di Euro) destinato ai club partecipanti stato suddiviso in due quote
(sempre nella stagione 2014/2015 erano rispettivamente di 500,7 e 409,6 milioni
di Euro): la prima costituita dai contributi fissi cio destinati alla distribuzione
nella fase a gironi per le prestazioni e il pagamento di bonus garantiti per
qualificazioni varie, laltra composta da contributi variabili facenti parte del
Market Pool. Esso rappresenta la consistenza finanziaria dei proventi da diritti
televisivi per la competizione e dei ricavi promo-pubblicitari della medesima.
La suddivisione del Market Pool deriva dalla cifra che le emittenti nazionali
pagano per i diritti televisivi. Ad esempio, per quanto riguarda le squadre
italiane, il totale del Market Pool aumenterebbe qualora Sky, Mediaset o altri
broadcaster nazionali pagassero maggiormente i diritti tv per la Champions
League, oppure tale eventualit si verificherebbe ove da un anno all'altro si
qualificassero alla fase a gironi squadre di nazioni che spendono meno per quei
diritti.
Quindi possiamo affermare che il Market Pool dipende direttamente da quanto
le emittenti di ogni paese pagano per trasmettere gli incontri della competizione.
Pi le televisioni nazionali spendono per lacquisto del diritto di trasmissione
della competizione, pi le squadre di quella nazione hanno diritto a una fetta
maggiore del montepremi.
Nella fattispecie della Champions League (il cui Market Pool ha un
funzionamento diverso da quello dellEuropa League), a spartirsi il bottino
sono le trentadue squadre che partecipano alla fase a gironi.
Queste squadre sono lespressione di diciassette nazioni: dodici che hanno
diritto ad almeno una squadra qualificata direttamente e restanti cinque
provenienti dai preliminari dei campioni (le nazioni possono diventare diciotto
se il detentore della coppa si qualifica direttamente alla Champions League nel
suo campionato permettendo alla nazione che occupa il tredicesimo posto nel
ranking UEFA di entrare direttamente alla fase a gironi, oppure se la detentrice
non appartiene a una delle prime dodici nazioni del ranking e nessun'altra sua
connazionale si qualifica alla competizione). Queste nazioni, per, non sono
sempre le stesse e questo pur non incidendo sul valore assoluto del montepremi,
ne varia la percentuale di distribuzione.
Il Market Pool Champions League, una volta suddiviso proporzionalmente al
92

mercato televisivo di ciascun paese, prevede che la quota parte sia ripartita tra i
club partecipanti della medesima federazione.
Prendendo in considerazione la singola Nazione, il totale viene spartito tra le
squadre partecipanti in due diversi modi: per la prima met molto importante
la posizione nel campionato nazionale precedente; infatti le nazioni che portano
tre squadre (attualmente lItalia) vedono 50% attribuirsi alla prima, 35% alla
seconda e 15% alla terza e nel caso in cui la terza non riuscisse ad accedere alla
fase a gironi, alla prima spetta il 55% e alla seconda il residuo 45%.
Le Nazioni che hanno diritto a quattro squadre vedono la seguente suddivisione:
40% alla prima, 30% alla seconda, 20% alla terza e 10% alla quarta; nellipotesi
in cui la quarta classificata non riuscisse a superare i playoff, le percentuali
muterebbero divenendo: 45% alla prima, 35% alla seconda e 20% alla terza.
Nei Paesi che portano due squadre la suddivisione condurrebbe allassegnazione
del 65% alla prima e 35% alla seconda; onde la seconda non riuscisse a superare
il preliminare, la prima incasserebbe lintera quota spettante al paese.
Un caso particolare si verifica allorch la detentrice della Coppa non
contemporaneamente campione nazionale, in quanto ad essa spetta la stessa
percentuale di introiti della squadra campione nazionale: ad esempio nel 201213 il Chelsea vinse la Champions League ma non anche la Premier League e la
suddivisione fu la seguente: 30% Chelsea ,30% la prima, 25% la seconda e 15%
la terza.
La seconda met della quota parte spettante a ciascuna nazione viene suddivisa
in dipendenza del numero di partite disputate da ogni societ: indi una squadra
incasser di pi se riuscir a procedere nella competizione e se i club della stessa
nazione saranno eliminati nella fase a gironi o addirittura nelle fasi preliminari.
Lipotesi migliore per un club italiano, in caso di qualificazione di tutte e tre le
compagini alla fase a gironi, arrivare in finale (disputando tredici partite) e che
le altre due squadre vengano eliminate durante la fase a gironi, disputando in
tale modo sei incontri ciascuna, ovvero il minor numero di match.
Esemplificando: la finalista avrebbe in questo caso diritto al 52% della seconda
met (tredici partite disputate sulle venticinque in totale da squadre della sua
stessa nazione). Le altre due si spartirebbero a met il restante 48%.
Se tutte e tre venissero invece eliminate nello stesso turno, la seconda met
verrebbe suddivisa in tre parti uguali.
93

Lipotesi peggiore per una squadra uscire dalla fase a gironi e vedere entrambe
le connazionali arrivare fino alla finale.
In definitiva ci che conta quanto i broadcaster nazionali pagano alla UEFA
per usufruire dei diritti-tv, il numero di squadre partecipanti alla Champions
League in ciascun paese, la posizione in classifica nel campionato precedente ed
il numero di partite che si disputano nella competizione Europea.
Nel dettaglio, a decorrere dalla stagione sportiva 2015/2016 laccesso alla fase a
gironi della competizione porta in dote dodici milioni di Euro, incrementabili a
seconda della performance offerta nelle successive sei partite. Infatti sono
previsti bonus di 1,5 milioni di Euro a vittoria e di 500.000 Euro a pareggio44.
Nella fase a eliminazione diretta, il raggiungimento degli ottavi di finale assegna
ai club 5,5 milioni di Euro cadauno. Il passaggio ai quarti di finale comporta
laccredito di 6 milioni di Euro, la qualificazione alle semifinali ulteriori 7
milioni di Euro.
Mentre le due squadre che raggiungono la finale ottengono 15 milioni di Euro.
A questi ricavi vanno sommati quelli del market pool, sopra analizzato, ossia
quelli derivanti dai diritti tv che ammontano complessivamente a 482 milioni.
Per quanto riguarda le squadre italiane, i club di Serie A si spartiranno 110
milioni di Euro, frutto dellaccordo di cessione dei diritti alla piattaforma di
Mediaset Premium. La prima met (pari a 55 milioni di Euro) verr divisa tra le
squadre che si sono qualificate direttamente alla fase finale, in base al
piazzamento nellultima stagione in campionato, mentre la seconda met verr
suddivisa tra i club in base ai risultati durante l'edizione 2015-2016.
Si rammenta altres che la vincitrice della Supercoppa UEFA ha ricevuto quattro
milioni di Euro, mentre alla seconda classificata sono stati assegnati tre milioni
di Euro.
Ora rivolgiamo la nostra attenzione allEuropa League.
LEuropa League segue in parte gli stessi meccanismi, pur presentando alcune

44

Per il triennio 2012-2015 ogni societ ha avuto diritto a un minimo di 8,6 Milioni di Euro per
la partecipazione alla competizione.
I premi per il raggiungimento di ogni turno successivo della fase a eliminazione diretta sono stati
di: 3,5 milioni di Euro per gli ottavi, 3,9 per i quarti e 4,9 per le semifinali. La squadra vincitrice
della UEFA Champions League ricever 10,5 milioni di Euro, mentre quella sconfitta in finale
6,5 milioni di Euro.
I 20 club che hanno partecipato agli spareggi si sono suddivisi 42 milioni di Euro.

94

differenze rispetto alla Champions League.


Innanzitutto per questa competizione lUEFA mette in palio un montepremi
minore.
Inoltre le squadre che partecipano alla fase a gruppi sono quarantotto e non
trentadue.
Di conseguenza gli introiti per le singole squadre sono minori rispetto alla
Champions League.
Se permane la scelta di dividere il Market Pool nazionale in due met di cui una
destinata a tutte le societ qualificate alla fase a gironi, daltro canto annotiamo
alcune dissonanze rispetto alla Champions League sia nella suddivisione
percentuale fra le varie squadre sia nella suddivisione della seconda met del
montepremi che si basa su principi totalmente diversi. La prima quota servir
per i cosiddetti pagamenti fissi mentre laltra contempla quote variabili (di
mercato) che saranno distribuite secondo il valore proporzionale di ogni mercato
televisivo di riferimento dei club che partecipano alla UEFA Europa League (a
partire dalla fase a gironi) e che corrisponde al Market Pool.
Limporto della prima quota remunera la semplice partecipazione ai gironi del
torneo (1,3 milioni di Euro); garantisce bonus per ciascuna partita vinta
(200.000 Euro) e ciascun pareggio (100.000 Euro); assicura pure lerogazione di
400.000 Euro ad ognuna delle dodici vincitrici del proprio girone (ai secondi
classificati sono attribuiti 200.000 Euro) e di premi per la qualificazione nelle
fasi ad eliminazione diretta (le trentadue squadre qualificate ai sedicesimi di
finale hanno ricevuto 200.000 Euro ciascuna, le sedici degli ottavi 350.000
ognuna, le otto dei quarti 450.000 Euro e le quattro delle semifinali un milione
di Euro ciascuna)45.
La spartizione per squadre non dipende dal posizionamento del campionato
nazionale precedente: ogni squadra ha diritto alla stessa percentuale sul totale
del Market Pool nazionale. Lunica eccezione data dalla vincitrice della coppa

45

Come abbiamo osservato allinizio, lEuropa League ha visto un incremento di circa 150 mln
della quota a propria disposizione e questo comporta che lo sforzo per la partecipazione alla
competizione Europea possa diventare pi remunerativo di quanto non sia stato fino ad oggi.
Un club che partecipa alla fase a gironi comunque ottiene una quota di premi sportivi che pu
arrivare a 5,3 mln di Euro (in caso di vittoria del proprio girone), che sommata al MP e ai ricavi
addizionali per la biglietteria e gli sponsor inizia ad essere una cifra pi stimolante.

95

nazionale che, se fra le partecipanti, ha diritto a una quota maggiore secondo


questa divisione percentuale:
- 40%-20%-20%-20% se la sua nazione porta alla fase a gironi quattro
squadre;
- 50%-25%-25% ove la nazione avesse diritto a annoverare tre squadre nel
torneo;
- 65%-35% nellipotesi di due posti riservati a quel paese.
Il medesimo privilegio spetta alla detentrice dellEuropa League.
Corollario del ragionamento effettuato quello per cui una squadra ha diritto a
una cifra maggiore se le sue connazionali vengono eliminate nei preliminari e se
si qualificano alla fase a gironi meno nazioni o nazioni che pagano cifre meno
rilevanti per i diritti televisivi nazionali.
La suddivisione della seconda parte del Market Pool non dipende dal numero di
partite disputate dalle squadre, a differenza della Champions League. Ma risulta
cos distribuito:
- Il 20% del Market Pool complessivo ripartito tra le varie nazioni in
proporzione al mercato televisivo e tra le squadre di ogni paese in modo
uguale;
- il 10% del Market Pool complessivo ripartito tra le varie nazioni presenti
nei sedicesimi in proporzione al mercato televisivo, e tra le squadre
qualificate delle singole nazioni suddette in modo paritario tra di loro;
- l8% del Market Pool complessivo ripartito tra le varie nazioni presenti agli
ottavi in proporzione al mercato televisivo e tra le squadre qualificate delle
nazioni suddette in modo paritario tra di loro;
- il 6% del Market Pool complessivo ripartito tra le varie nazioni presenti nei
quarti in proporzione al mercato televisivo e tra le squadre qualificate delle
nazioni suddette in modo paritario tra di loro;
- il 4% del Market Pool complessivo ripartito tra le varie nazioni presenti
nelle semifinali in proporzione al mercato televisivo e tra le squadre
qualificate delle nazioni suddette in modo paritario tra di loro;
- il 2% del Market Pool complessivo ripartito tra le varie nazioni presenti
nella finale in proporzione al mercato televisivo e tra le squadre finaliste delle

96

nazioni presenti alla finale in modo paritario tra di loro, nel caso in cui ci
fosse una finale tra due club della stessa nazione.
In altre parole, stabilito per esempio a 100 milioni di Euro il montepremi totale,
50 milioni di Euro vanno divisi fra le squadre partecipanti alla fase a gironi
come ho descritto in precedenza (privilegiando quindi le vincitrici di coppa
allinterno di ogni nazione), 20 milioni di Euro vanno divisi ancora fra le
squadre partecipanti alla fase a gironi e in parti uguali per ogni squadra della
stessa nazione, 10 milioni di Euro vanno divisi fra le partecipanti ai sedicesimi,
8 milioni di Euro fra le partecipanti agli ottavi, 6 milioni di Euro fra le
partecipanti ai quarti, 4 milioni di Euro fra le partecipanti alle semifinali, 2
milioni di Euro fra le partecipanti alla finale.
Allinterno di ogni turno, le suddivisioni seguono in primo luogo la regola della
ripartizione per nazione in proporzione ai diritti televisivi. Una volta stabilita la
cifra spettante per ogni nazione, si divide questa cifra per ognuna delle squadre
secondo i criteri descritti in precedenza.
In definitiva conta molto quante squadre dello stesso Paese partecipano allo
stesso turno (pi saranno le squadre pi si restringeranno le fette) e quali
Nazioni approdano agli ultimi turni (se sono presenti Spagna, Germania e
Inghilterra non la stessa cosa di Croazia, Finlandia ed Ucraina).
e) i premi individuali e collettivi ex. Art. 93 delle NOIF
Lart. 93 delle NOIF consente la definizione fra societ e tesserati di accordi
attinenti ai premi individuali (ad esclusione dei premi partita) e di accordi su
premi collettivi relativi al raggiungimento di specifici obiettivi.
Per la societ, i premi costituiscono un costo che deve essere rilevato
nellesercizio in cui maturato il diritto al suo riconoscimento. Qualora il
premio fosse subordinato al conseguimento dellobiettivo specifico, si far
riferimento a tale momento, a prescindere dal fatto che i premi siano o meno
pagati entro la chiusura dellesercizio.
f) le plusvalenze e le minusvalenze da cessione dei diritti alle prestazioni
sportive dei calciatori
Si fa rinvio a quanto in precedenza illustrato allanalisi di cui alla lettera a) sulle
voci dello Stato Patrimoniale.
97

g) i ricavi e i costi da cessione (e da acquisizione) temporanea delle prestazioni


sportive dei calciatori ex art. 103 delle NOIF
La societ titolare del diritto allutilizzo delle prestazioni del calciatore pu
prestare temporaneamente latleta ad altra societ, in cambio delleventuale
pagamento di un corrispettivo per la locazione del diritto alle prestazioni del
calciatore.
Si tratta di unoperazione piuttosto frequente nel mondo sportivo, attraverso la
quale la societ che detiene il cartellino del calciatore riesce, di norma, a
perseguire i seguenti risultati:
un miglioramento della situazione economica della societ attraverso
lincasso del corrispettivo derivante dal prestito;
uno sfruttamento pi efficiente della rosa attraverso unaccorta distribuzione
sul territorio dei propri giocatori. Molto spesso il prestito riguarda calciatori
giovani o poco impiegati che grazie al prestito ad altre squadre (per esempio
squadre che militano nelle categorie inferiori), riescono a trovare maggior
spazio, giocando con pi continuit.
Negli ultimi anni, si ricorre spesso al prestito del diritto alle prestazioni
sportive dei calciatori anche per i professionisti di un certo valore tecnico (e
quindi con alti stipendi), senza esigere il pagamento di alcun corrispettivo da
parte della societ che li acquisisce poich, attraverso il prestito, si sposta in
capo alla societ locataria lonere relativo allingaggio del calciatore. In
questo modo la societ locatrice trae un beneficio economico indiretto,
corrispondente non tanto in un aumento dei ricavi, bens in una diminuzione
dei costi.
Anche per la societ locataria, la cessione temporanea comporta diversi
vantaggi:
disponibilit di un calciatore, spesso con buone caratteristiche fisico/tecniche,
ad un costo relativamente contenuto;
possibilit, in un secondo momento, di procedere allacquisizione definitiva
del cartellino, dopo aver valutato il rendimento del calciatore nel nuovo
contesto ambientale e societario. Questa tipologia di operazioni regolata
dallart. 103 NOIF, il quale stabilisce che la cessazione temporanea del
98

contratto con il calciatore professionista ha una durata pari ad una sola


stagione sportiva ed ammesso il rinnovo tra le stesse societ per la stagione
successiva.
A favore della societ cessionaria pu essere previsto lesercizio di un diritto di
opzione46 per trasformare la cessione temporanea del contratto in una cessione
definitiva, a condizione che:
tale diritto risulti nellaccordo di cessione temporanea, di cui deve essere
indicato il corrispettivo convenuto;
la scadenza del contratto ceduto non sia antecedente al termine della prima
stagione successiva a quella in cui pu essere esercitato il diritto di opzione;
la societ cessionaria con diritto di opzione stipuli con il calciatore un
contratto economico di durata almeno biennale. La clausola relativa
allopzione, a pena di nullit, deve essere approvata dal calciatore con
espressa dichiarazione di accettazione di ogni conseguenza dellesercizio, o
meno, dei diritti di opzione da parte della societ cessionaria. Laccordo pu
inoltre stabilire un eventuale diritto di contro-opzione per la societ cedente,
precisandone il corrispettivo, da utilizzarsi in caso di esercizio dellopzione
da parte della cessionaria.
Sotto un profilo pi strettamente contabile, gli aspetti essenziali che riguardano
lacquisizione/cessione temporanea dei diritti alle prestazioni dei calciatori
possono essere ricondotti alle seguenti problematiche:
trattamento nel bilancio della societ cessionaria delleventuale costo di
acquisto dei diritti alle prestazioni dei calciatori dati in prestito, con
particolare riguardo allopportunit di proseguire o sospendere il processo di
ammortamento;
la collocazione in conto economico dei proventi e degli oneri collegati al
prestito del calciatore;
i riflessi contabili derivanti dalla presenza di eventuali diritti di opzione e
46

Il diritto di opzione previsto dallart. 1331 c.c., rubricato, infatti, diritto di opzione.
Lopzione nasce da un precedente accordo che ha ad oggetto un futuro contratto. Le parti convengono
che una formuli la proposta contrattuale mentre laltra libera di accettarla o meno in un termine
stabilito. La proposta formulata si considera irrevocabile a norma dellart. 1329 c.c.
Quindi si stipula un contratto che ha a oggetto una proposta irrevocabile; una parte la avanza, laltra
libera di accettarla o meno. Lopzione non va confusa con la prelazione, dove un parte libera di
stipulare o meno un futuro contratto, ma nel momento in cui decide di farlo deve prima offrirsi di
concluderlo con una parte determinata dal contratto o dalle legge.

99

contro-opzione collegati al prestito del calciatore.


Per quanto riguarda il primo punto, la societ cedente, rimanendo di fatto
titolare del diritto, continuer ad ammortizzare il costo del diritto stesso in
relazione alla durata del contratto originario; tale soluzione, secondo le norme
federali, appare coerente con il principio di competenza economica.
La cessione temporanea comporta, in ogni caso, una riduzione della residua
possibilit di utilizzazione e, in senso lato, un deperimento del bene/servizio
che giustifica lappostazione dellammortamento in conto economico. In questo
modo, possibile giustificare lammortamento del diritto locato anche nel caso
in cui dal prestito non derivi alcun ricavo diretto, bens semplicemente il
risparmio del compenso erogato al calciatore che traslato in capo alla societ
locataria.
Per quanto afferisce al secondo punto, la cessione temporanea di contratto
configura, per la societ concedente, un ricavo di esercizio che verr iscritto
nel conto economico tra il Valore della produzione alla voce A.5 Altri ricavi e
proventi - a) Ricavi da cessione temporanea di calciatori. Invece lonere
sostenuto per lacquisizione temporanea dei diritti alle prestazioni sportive
costituisce per la societ locataria un costo della gestione ordinaria che,
coerentemente con la propria natura, verr iscritto nel conto economico alla
voce B.8 per godimento di beni di terzi.
Se limporto derivante dagli oneri sostenuti per lacquisizione temporanea dei
calciatori assume un valore significativo, al fine di distinguerlo dalle altre
componenti di costo collegate ad affitti, locazioni o leasing, necessario dare
evidenza separata a questa voce non solo in Nota Integrativa, ma anche
direttamente negli schemi di bilancio, introducendo una sotto-classificazione
della voce, in maniera del tutto analoga a quella stabilita per i ricavi da cessione
temporanea.
In merito al terzo punto, nel caso in cui lopzione prevista nel contratto venga
esercitata da parte della societ cessionaria, la societ cedente dovr rilevare gli
effetti economici derivanti dalla cessione definitiva del diritto alle prestazioni
sportive.
Si ritiene che lefficacia del trasferimento (e quindi la corrispondente rilevazione
contabile) debba essere riferita alla stagione successiva a quella del prestito,
100

ovvero dalla data in cui il contratto di cessione inizia a produrre effetti. Lunica
eccezione deriva dalla possibilit che lopzione sia esercitata nel corso della
sessione invernale di calciomercato; in questa ipotesi gli effetti del
trasferimento avranno validit gi dalla stagione in corso.
Nella eventualit di rinnovo della cessione temporanea per la stagione
successiva, la societ cedente e quella cessionaria devono rilevare tra i conti
dordine limpegno assunto in relazione alla presenza del diritto di opzione e
delleventuale diritto di contro-opzione.

101

CAPITOLO 3: IL FAIR PLAY FINANZIARIO IN ITALIA


3.1

Introduzione

Per molte persone il calcio solo un gioco, il pi bello del mondo. E ci che
unisce la famiglia dinanzi alla televisione o gli amici che, in una fredda serata
invernale, decidono di andare allo stadio.
Il calcio passione e spesso un presidente non conosce ragioni valide per non
assecondare il proprio volere e quello dei propri tifosi: veder trionfare la propria
squadra.
Per altre persone, invece, il calcio un business e la cosa essenziale trarne un
profitto: che questo sia sotto forma di ritorno dimmagine, che sia loccasione
per ulteriori affariqualunque cosa, purch vi sia un guadagno.
Nel bel mezzo di tale contingenza, anche a seguito di veri e propri crack, le
Federazioni calcistiche dei principali paesi Europei hanno ritenuto che non fosse
pi dilazionabile lidea di elaborare di una normativa rivolta alla salvaguardia
dello sport, della sana competizione, delluguaglianza.
Per la prima volta assistiamo alla promulgazione di regole, diverse da quelle di
gioco, che hanno lintento di istituire un modello di governo economicofinanziario: il Financial Fair Play.
Nel prosieguo del capitolo, la nostra attenzione sar incentrata sulla natura e
portata del cosiddetto Fair Play Finanziario in Italia.
3.2

Cos il fair play finanziario?

Il c.d. fair play finanziario (FFP) un corpus di regole che sono state emanate
dallUEFA con lo scopo di preservare e, soprattutto, garantire lesistenza e la
sostenibilit nel medio e lungo termine delle societ di calcio professionistiche.
Queste regole sono contenute nelle UEFA Club Licensing and Financial Fair
Play Regulations. Ledizione del 2015 articolata in quattro parti:
- General provisions (artt. 1- 3) che enunciano scopi, obiettivi e nozioni
rilevanti per una completa comprensione della normativa;
- UEFA Club Lincensing (artt. 4-52) contengono la disciplina del Sistema
delle Licenze per Club;
- UEFA Club Monitoring (artt. 53-68) che sono il cuore della normativa del
102

Financial Fair Play;


- Final provisions (artt. 69-74).
A suggello si annoverano gli Allegati (1 a 12 allegati).
Lallora presidente della UEFA, Michel Platini, parl del Fair Play Finanziario
come di un progetto tanto complesso quanto vitale per lintero mondo del calcio
professionistico.
Di seguito analizzeremo il Manuale delle Licenze UEFA elaborato dalla FIGC.
3.3

Lart. 85 delle NOIF

Lequilibrio finanziario solo uno degli obiettivi al quale le societ calcistiche


devono aspirare.
Nella sua mansione di valutazione della situazione economico-finanziaria di un
club, la FIGC provvede a calcolare alcuni parametri.
Nel dettaglio facciamo riferimento a quei dati stabiliti ai sensi dellart. 85 NOIF
e che abbiamo avuto modo di accennare precedentemente.
Un primo parametro richiesto quello che deriva dal rapporto tra i Ricavi e
lIndebitamento: nella prima voce verranno inseriti i proventi lordi da gara,
comprensivi di abbonamenti e sponsorizzazioni, gli introiti pubblicitari
conseguenti ad accordi tra enti e societ radio-televisive ed infine i ricavi
generati dalla negoziazione dei diritti alle prestazioni dei calciatori.
Sar conteggiato nella voce dellindebitamento qualsiasi debito verso terzi
eccetto quelli infruttiferi e postergati verso i soci47.
Ai fini dellart. 85 delle NOIF rileva anche il prospetto P/A che calcola il
rapporto tra il Patrimonio netto contabile e lattivo patrimoniale.
Il primo generato dalla sommatoria di tutte le voci di tale classe ad esclusione
dei crediti verso i soci per versamenti ancora dovuti e il secondo costituito dalla
somma degli aggregati delle Immobilizzazioni, attivo circolante, ratei e risconti.
Risulta necessaria anche lindicazione di un altro dato ovvero della rapporto tra
VP (valore della produzione) e DF (debiti finanziari). Il valore della produzione
si ottiene dalla somma dei ricavi delle vendite e delle prestazioni, dalla
variazione delle rimanenze, dagli incrementi delle immobilizzazioni per valori
47

La normativa prevedeva che fossero sommati anche quelli derivanti dalle compartecipazioni ex art. 102
delle NOIF, ora abolite.

103

interni. Debiti finanziari sono quelli verso le banche e gli altri finanziatori
nonch le obbligazioni ordinarie e convertibili.
Gli indicatori esaminati non possono certamente costituire il fine ultimo di una
normativa. Per una pi esaustiva conoscenza delle dinamiche societarie e
gestionali sar, pertanto, indispensabile conoscere la disciplina frutto
dellelaborazione avutasi a livello comunitario.
3.4

Le licenze UEFA e Financial Fair Play

Durante gli ultimi dieci anni la UEFA ha congegnato norme di portata


rivoluzionaria.
La visione di cui si avvalsa nella sua attivit ha condotto una volta per tutte
alla totale assimilazione della societ calcistica allimpresa commerciale.
Il cuore dello sport pi bello e praticato al mondo non pu essere pi basato
esclusivamente sullo spirito sportivo, sulla competizione, sulla voglia di
prevalere nei confronti dellavversario ad ogni costo.
La vittoria deve essere il frutto della passione, questo ci appare scontato, ma
questo sentimento non pu essere il solo. La societ calcistica non uno
strumento nelle mani dei proprietari altrimenti il club finirebbe per ridursi ad un
pupazzo usato per scopi propri.
La UEFA ha cercato di modificare lo status quo, promuovendo ed elaborando lo
spostamento della frontiera tra passione e ragione verso la managerialit, verso
una maggiore razionalit delle scelte societarie.
Riteniamo che un tale ragionamento non possa che ergersi su due assunti: il
primo quello che equipara la societ di calcio allimpresa. Come questultima,
anche il club deve rispettare determinate regole, avere precisi requisiti e
osservare obblighi specifici.
In seconda istanza, a fronte della parificazione tra societ professionistica e
impresa, non pertinente immaginare il club calcistico come avulso dalla
societ civile ed economica. Essa, come ogni entit riconosciuta dalla legge, non
sfugge alla c.d. teoria degli stakeholder. facile desumere che la societ di
calcio altres un fatto sociale, vive e crea benessere per la societ civile.
Sulla scorta di dette argomentazioni rileviamo come il massimo organismo
comunitario abbia concentrato i suoi sforzi sul tema, producendo la normativa
104

circa la c.d. Licenza UEFA e, in un secondo momento, quella del Financial


Fair Play.
3.5

Analisi del Manuale delle Licenze UEFA della FIGC

Il sistema delle Licenze per Club introduce quella che una base applicabile a
tutti i club, senza la quale il Financial Fair Play non potrebbe esistere; il
congegno delle licenze non incide solo sullaspetto economico-finanziario, anzi
il beneficio maggiore si registrato negli aspetti sportivo, infrastrutturale,
organizzativo e legale, oltre che nellaspetto comunicativo con le federazioni.
Laspetto economico- finanziario introduce solo una base che impone la
redazione dei bilanci di esercizio in una particolare maniera, la loro revisione ed
prescrive di dimostrare a distanza di 12 mesi che la societ sia capace di
rispondere ai suoi obblighi nei confronti dei creditori, di confermare il rispetto
del postulato del going concern.
Tuttavia ci costituisce un vincolo minimo per le societ, infatti tale sistema non
impedisce ai Club di registrare ragguardevoli disavanzi nei propri bilanci.
La Licenza una certificazione rilasciata dalla FIGC che conferma il rispetto, da
parte della Societ richiedente, dei requisiti previsti dal Sistema.
La decisione finale sullammissione alle competizioni UEFA di competenza
esclusiva della UEFA.
Il sistema delle Licenze, stato applicato per la prima volta durante la stagione
sportiva 2004/2005.
Nellattuazione di questo disegno, insieme programmatico e prescrittivo, ci si
serve di precisi standard qualitativi che devono essere rispettati per partecipare
alle competizioni che la UEFA organizza per i club. Il tutto si staglia sui principi
cardine quali trasparenza, integrit e credibilit, indispensabili per un seguito
sempre maggiore a livello continentale.
In Italia, la disciplina per lottenimento della Licenza UEFA contenuta nel
Manuale delle Licenze UEFA.
Preliminarmente mi sembra utile fare alcune considerazioni.
Il Manuale, oltre a contenere i criteri e le procedure che le societ sono tenute a
rispettare per conseguire la Licenza, stato redatto (come recita allart. 2.2) in
ottemperanza ai principi stabiliti nel UEFA Club Licensing and Financial Fair
105

Play Regulations.
La stesura avvenuta in lingua italiana e in lingua inglese, puntualizzando che
nellipotesi di divergenze ermeneutiche, a prevalere, sar il testo in lingua
inglese.
Tuttavia prima di addentrarci nellesplorazione del tema constatiamo un legame
di fondo tra la normativa delle Licenze UEFA ed il pi recente Financial Fair
Play: codesto si presenta come continuativo, rafforzativo ed innovativo degli
obblighi ai quali, gi dalla stagione 2004/2005, erano assoggettate le societ
calcistiche del vecchio continente, rimarcando specificatamente gli aspetti di
ordine finanziario, rendendoli parimenti, cogenti.
Il rilascio della Licenza da parte della Federazione nazionale attesta il
raggiungimento di un determinato livello qualitativo e permette alle societ,
insieme al conseguimento del titolo sportivo, di partecipare alle competizioni
UEFA.
La Licenza rilasciata dalla Federazione Italiana Giuoco Calcio valida soltanto
per una stagione sportiva.
Il Sistema delle Licenze UEFA si pone i seguenti obiettivi:
migliorare il livello qualitativo del calcio Europeo in tutti i suoi aspetti;
favorire la formazione e leducazione dei giovani calciatori in tutti i club;
garantire un adeguato livello di organizzazione e competenza manageriale
allinterno dei club;
migliorare le infrastrutture sportive, con particolare attenzione alle condizioni
di sicurezza e alla qualit dei servizi per spettatori e media;
ottimizzare la gestione economica e finanziaria delle societ calcistiche,
aumentarne lefficienza e la credibilit a beneficio dellintero movimento
calcistico;
garantire la regolarit delle competizioni sotto il profilo economicofinanziario;
assicurare il regolare svolgimento delle competizioni internazionali per
lintera stagione sportiva;
sollecitare lo sviluppo di un sistema di benchmarking a livello Europeo sui
criteri previsti dal Manuale.
Il Manuale illustra trentasei criteri specifici che possono essere a loro volta
106

raggruppati in cinque categorie:


Sportivi;
Infrastrutturali;
Organizzativi;
Legali;
Economico-finanziari.
Come gi detto, i criteri da rispettare per lottenimento della Licenza sono
suddivisi in cinque categorie ed, inoltre, sono classificati secondo tre diversi
gradi che riflettono la diversa natura degli stessi:
a) Criteri A: i criteri contraddistinti dalla lettera A sono vincolanti per
tutte le societ richiedenti la Licenza ed il mancato rispetto di uno solo di
tali criteri comporta il diniego della Licenza.
b) Criteri B: i criteri contraddistinti dalla lettera B sono vincolanti per
tutte le societ richiedenti la Licenza e la mancata o incompleta
presentazione della documentazione relativa a tali criteri non comporta il
diniego della Licenza. In questo frangente lUfficio Licenze UEFA e
FFP invia un richiamo ufficiale alla societ inadempiente, fissando un
termine entro cui sanare la situazione oggetto di contestazione. Trascorso
inutilmente detto termine, lUfficio Licenze UEFA e FFP informa la
Commissione di I grado che pu disporre linvio degli atti alla Procura
Federale per il deferimento della societ alla Commissione Disciplinare.
c) Criteri C: i criteri contraddistinti dalla lettera C sono ritenuti
raccomandazioni di buona prassi ed il mancato rispetto degli stessi non
comporta n sanzioni disciplinari, n il diniego della Licenza. Il soggetto
che richiede la Licenza deve essere una societ costituita nelle forme di
legge che abbia maturato almeno tre anni consecutivi di affiliazione alla
FIGC. La richiesta della Licenza obbligatoria per tutte le societ di
Serie A, mentre risulta facoltativa per quelle di Serie B. La Licenza
rilasciata dalla Federazione Italiana Giuoco Calcio valida soltanto per
una stagione sportiva. Per di pi, i club che si qualificano alle
competizioni organizzate dalla UEFA e ottengono la Licenza sono
soggette al monitoraggio da parte della UEFA e assoggettate al rispetto
delle disposizioni di cui alle UEFA Club Licensing and Financial Fair
107

Play Regulations.
Di seguito si analizzano le singole categorie in base alle quali sono distinti i
criteri.
I criteri sportivi
La promozione dell'attivit dei giovani calciatori costituisce un presupposto
molto importante per il miglioramento e lo sviluppo del movimento calcistico
nel suo complesso.
I criteri sportivi sono finalizzati al raggiungimento dei seguenti obiettivi:
a) la promozione del calcio giovanile in Italia, tramite:
-

l'incremento delle risorse investite nell'attivit di base;

il continuo miglioramento della qualit degli istruttori e dei programmi di


formazione tecnica dei giovani calciatori;

lo sviluppo dell'assistenza medica dei calciatori;

l'adozione di idonei programmi educativi per favorire il completamento


dell'istruzione scolastica e/o il graduale inserimento nel mondo del lavoro dei
giovani calciatori;

b) l'incentivazione del fair-play e della mutua comprensione tra arbitri, dirigenti,


allenatori e calciatori.
Programma di formazione del settore giovanile
Lattivit del settore giovanile deve rispondere ad un programma di formazione
sportiva, scolastica e professionale dei giovani calciatori, che contempli almeno
i seguenti aspetti:
- obiettivi del settore giovanile;
- organizzazione del settore giovanile (organigramma);
- personale coinvolto (tecnici, medici, personale amministrativo etc.);
- infrastrutture a disposizione del settore giovanile (impianti per lallenamento
e gli incontri, etc.);
- risorse finanziarie (budget, risorse investite rispetto al fatturato, etc.);
108

- programma di formazione sportiva per categoria di calciatori;


- programma di formazione sulle Regole del giuoco del calcio;
- programma di formazione contro il doping;
- programma di formazione sullintegrit;
- assistenza sanitaria per i giovani calciatori;
- processo di valutazione e controllo dei risultati rispetto agli obiettivi;
- validit del programma di formazione (da un minimo di 3 anni a un massimo
di 7 anni).
Il programma di formazione del settore giovanile deve essere predisposto in
forma scritta, deve assicurare una corretta formazione sportiva, scolastica e
professionale dei giovani calciatori e deve essere approvato dalla Commissione
di primo grado, sentito lesperto dei criteri sportivi.
Lesperto dei criteri sportivi verifica periodicamente il rispetto del programma
di formazione del settore giovanile.
Allesito della verifica, la Commissione di primo grado adotta ogni opportuno
provvedimento, compresa la revoca dellapprovazione del programma.
Categorie giovanili
La Societ richiedente la Licenza deve obbligatoriamente partecipare allattivit
ufficiale delle seguenti categorie giovanili riconosciute dalla FIGC, con almeno
una squadra per categoria:
- Primavera (16 - 19 anni di et);
- Allievi (14 - 16 anni di et);
- Giovanissimi (12 - 14 anni di et);
- Esordienti (10 - 12 anni di et);
- Pulcini (8 - 10 anni di et).
Tutti i calciatori appartenenti alle suddette categorie devono essere regolarmente
tesserati per la FIGC.
Le societ affiliate o in collaborazione con la Societ richiedente la Licenza
devono avere la qualifica minima di Scuola di Calcio (riconoscimento
ufficiale attribuito dalla FIGC) e sede nella stessa provincia di questultima. Il
rapporto di collaborazione/affiliazione deve espressamente prevedere:
109

- la partecipazione delle squadre ai relativi tornei ufficiali della FIGC, nel


rispetto delle norme federali;
- la presenza di uno staff tecnico
- sanitario qualificato;
- la necessaria assistenza tecnica e finanziaria da parte della Societ richiedente
la Licenza.
Istruzione dei giovani calciatori
La Societ richiedente la Licenza ha il dovere di promuovere e

sostenere

listruzione dei giovani calciatori, garantendo loro la possibilit di completare la


scuola dellobbligo e di proseguire gli studi.
In particolare, con riferimento ai calciatori minori di et con famiglie residenti
fuori sede, la Societ richiedente la Licenza deve comprovare il rispetto dei
regolamenti sportivi in materia di tesseramento dei minori e losservanza della
legislazione vigente in materia di potest e affidamento dei minori.
Tutela medico-sportiva
La Societ richiedente la Licenza ha il dovere di promuovere e sostenere la
tutela medico-sportiva dei calciatori, garantendo che gli stessi siano sottoposti ai
controlli medici ed agli accertamenti clinici e diagnostici previsti dalla
normativa vigente e dai regolamenti sportivi, con particolare riferimento ai
regolamenti per le competizioni UEFA.
Tutti i calciatori della Societ richiedente la Licenza devono essere regolarmente
tesserati per la FIGC, ai sensi del Regolamento FIFA sullo Status e
Trasferimento dei Calciatori.
Tutti i calciatori professionisti della Societ richiedente la Licenza devono
disporre di un contratto di lavoro sportivo redatto in conformit alla legge e alle
previsioni regolamentari (con particolare riferimento al Regolamento FIFA sullo
Status e Trasferimento dei Calciatori), depositato presso la Lega di appartenenza.

110

Rapporti con il sistema arbitrale


La Societ richiedente la Licenza deve curare la partecipazione Attestato di
partecipazione dei propri calciatori, allenatori e dirigenti agli incontri
organizzati annualmente dalla FIGC con gli arbitri, per favorire lo scambio di
vedute e di informazioni sugli aspetti tecnici e disciplinari inerenti lo
svolgimento delle gare da essa organizzate.
La partecipazione a tali incontri obbligatoria per il Responsabile Tecnico della
prima squadra (ovvero lAllenatore in seconda) ed il capitano della prima
squadra (ovvero un suo vice delegato).
La Societ richiedente la Licenza deve mettere in pratica uno specifico
programma contro il razzismo e contro le discriminazioni, che sia conforme alle
linee guida approvate dalla UEFA.
I criteri infrastrutturali
A seguito delle nuove disposizioni UEFA, i requisiti minimi necessari a
garantire gli standard ottimali di utilizzabilit e sicurezza degli stadi sono
contenuti nel UEFA Stadium Infrastructure Regulations (Edition 2010), sulla
base del quale gli impianti sportivi sono certificati e classificati in categorie.
In particolare, i criteri infrastrutturali sono finalizzati al raggiungimento dei
seguenti obiettivi:
- assicurare che le societ dispongano di uno Stadio certificato per le
Competizioni UEFA, con particolare attenzione alle condizioni di sicurezza e
alla qualit dei servizi offerti a spettatori e media;
- assicurare che le societ dispongano di impianti di allenamento idonei a
garantire in pieno lattuazione del programma di preparazione della prima
squadra e delle squadre giovanili.
La Societ richiedente la Licenza deve disporre di uno stadio, situato nel
territorio nazionale, utilizzabile per le Competizioni UEFA ed approvato dalla
FIGC. Tale Stadio pu essere:
a) di propriet della Societ richiedente la Licenza, ovvero
b) di propriet di altri soggetti.
111

Nel caso in cui lo stadio non sia di sua propriet, la Societ richiedente la
Licenza deve esibire il contratto o la convenzione duso sottoscritta con il
proprietario dello stadio nel quale disputa abitualmente le gare di campionato
(Stadio abituale). Tale contratto, o convenzione duso, deve garantire alla
societ il diritto di utilizzare lo Stadio per le Competizioni UEFA fino al termine
della Stagione sportiva nazionale, successiva a quella in cui si richiede il rilascio
della Licenza.
Disponibilit degli impianti di allenamento
La Societ richiedente la Licenza deve disporre di impianti di allenamento per la
prima squadra ed il settore giovanile fino al termine della Stagione sportiva
nazionale successiva a quella in cui si richiede il rilascio della Licenza.
Tali impianti possono essere:
a)

di propriet della societ, ovvero

b)

di propriet di altri soggetti.

Nel caso in cui gli impianti di allenamento non siano di propriet della Societ
richiedente la Licenza, questultima deve esibire i contratti o le convenzioni
duso stipulate con il proprietario o i proprietari degli impianti di allenamento
utilizzati. Tali documenti devono garantire a tutte le squadre della societ, che
partecipino a competizioni riconosciute dalla FIGC, luso degli impianti fino al
termine della Stagione sportiva nazionale successiva a quella in cui si richiede il
rilascio della Licenza.
Gli impianti di allenamento utilizzati devono essere conformi a quanto indicato
dalla legislazione vigente in materia di sicurezza.
Dotazioni degli impianti di allenamento
Gli impianti di allenamento per la prima squadra ed il settore giovanile devono
essere dotati di:
campi di allenamento;
uno o pi locali al coperto (es. palestra, sala attrezzi, sala riunioni, etc.);
112

spogliatoi per gli atleti con servizi igienici e docce;


spogliatoi per gli allenatori con servizi igienici e docce;
locale di primo soccorso con proprio servizio igienico in misura coerente con
il numero di tesserati e tale da garantire la completa attuazione del
programma di formazione calcistica approvato dalla Commissione di primo
grado.
I criteri organizzativi
La crescita duratura di una societ di calcio professionistica presuppone il
costante

miglioramento

della

sua

struttura

organizzativa,

attraverso

lidentificazione di nuovi profili e funzioni aziendali, linserimento di figure


professionali sempre pi qualificate e linvestimento nella formazione del
personale esistente.
In particolare, i criteri organizzativi sono finalizzati al raggiungimento dei
seguenti obiettivi:
-

accrescere gradualmente la qualit del management delle societ di


calcio professionistiche;

aumentare il livello di professionalit delle diverse figure impiegate;

incentivare limpiego, da parte delle societ, di figure professionali


preparate, con un elevato patrimonio di conoscenze, specializzazione ed
esperienza;

assicurare ai calciatori della prima squadra e del settore giovanile


lassistenza di tecnici e staff medico altamente qualificati;

indurre le societ a dotarsi di un organigramma, con una chiara


definizione delle responsabilit

delle funzioni chiave allinterno della

struttura aziendale e delle principali mansioni relative a tali funzioni


chiave.
Linsieme delle funzioni aziendali indicate nel Manuale come vincolanti
rappresenta lassetto organizzativo minimo di cui una societ di calcio
professionistica deve dotarsi per raggiungere uno standard accettabile di
efficienza gestionale.
Struttura societaria
113

La struttura societaria deve essere conforme alle disposizioni del Codice civile e
deve prevedere una chiara attribuzione di responsabilit gerarchica e funzionale
tra i ruoli organizzativi.
Ove una determinata funzione sia affidata ad un consulente/altra societ, la
Societ richiedente la Licenza deve fornire le informazioni relative al consulente
o, in caso di societ, quelle del referente/responsabile del progetto di tale societ.
Dirigente responsabile della gestione
La struttura organizzativa della Societ richiedente la Licenza deve prevedere la
presenza di un dirigente munito di poteri, responsabile della gestione operativa
della societ stessa, il quale sia anche responsabile, di fronte alla FIGC, della
procedura per il rilascio della Licenza.
Segretario Generale/ Sportivo
La struttura organizzativa della Societ richiedente la Licenza deve prevedere la
presenza di un soggetto cui siano affidati la responsabilit ed il coordinamento
della Segreteria Generale/Sportiva.
Il Segretario Generale/Sportivo assiste il dirigente responsabile della gestione
della Societ richiedente la Licenza e gli altri uffici operativi della societ nello
svolgimento delle loro funzioni.
Tra i principali compiti del Segretario Generale/Sportivo rientrano la
responsabilit ed il coordinamento delle seguenti attivit e dei collaboratori ad
esse preposti:

la gestione ed archiviazione delle pratiche inerenti i calciatori e gli


allenatori (contratti, tesseramento, assicurazione, squalifiche, ricorsi, schede
mediche, pratiche relative al collegio arbitrale);

il coordinamento della logistica e dellorganizzazione delle partite interne;

il coordinamento della logistica e dellorganizzazione delle trasferte.

Responsabile Amministrazione, Finanza e Controllo


114

La struttura organizzativa della Societ richiedente la Licenza deve prevedere la


presenza di un soggetto cui siano affidati la responsabilit ed il coordinamento
dellUfficio Amministrazione, Finanza e Controllo.
Tra i principali compiti del Responsabile Amministrazione, Finanza e Controllo
rientrano la responsabilit ed il coordinamento delle seguenti aree e dei
collaboratori ad esse preposti:
contabilit clienti/fornitori/generale;
tesoreria;
finanza;
budgeting;
controllo di gestione.
Inoltre, al Responsabile Amministrazione, Finanza e Controllo48fanno capo la
predisposizione del bilancio di esercizio ai fini civilistici, la cura dei rapporti
con le banche e quella degli adempimenti fiscali e la predisposizione della
documentazione richiesta dai criteri economico-finanziari.
Responsabile Ufficio Stampa
La struttura organizzativa della Societ richiedente la Licenza deve prevedere la
presenza di un soggetto cui siano affidati la responsabilit ed il coordinamento
dellUfficio Stampa49.
Tra i principali compiti del Responsabile dellUfficio Stampa rientrano la
responsabilit ed il coordinamento delle seguenti attivit e dei collaboratori ad
esse preposti:
la gestione dei rapporti con la stampa, gli altri media e delle relazioni con
lesterno;
48

Il Responsabile Amministrazione, Finanza e Controllo deve:


a) essere iscritto allOrdine dei dottori commercialisti e degli esperti contabili, ovvero
b) essere iscritto nel registro dei revisori contabili, ovvero
c) aver conseguito una specifica esperienza professionale di almeno tre anni.
49

Il Responsabile dellUfficio Stampa pu essere:


a) un dipendente della Societ richiedente la Licenza, ovvero
b) una societ/consulente esterno, delegato dalla Societ richiedente la Licenza attraverso un
contratto scritto.

115

la distribuzione di informazioni riguardanti le squadre prima, durante e dopo


gli incontri ufficiali (formazioni, risultati, etc.);
lorganizzazione di interviste con giocatori e allenatori dopo le partite;
la regolare organizzazione di conferenze stampa durante la stagione sportiva;
lallestimento di traduzioni simultanee in occasione di conferenze stampa
relative a partite internazionali;
il rilascio di regolari comunicati stampa riguardanti la societ;
la presenza in occasione di tutte le partite ufficiali della societ.
Responsabile Marketing/ Commerciale
La struttura organizzativa della Societ richiedente la Licenza deve prevedere la
presenza di un soggetto cui siano affidati la responsabilit ed il coordinamento
dellUfficio Marketing/ Commerciale50.
Tra i principali compiti del Responsabile dellUfficio Marketing rientrano la
responsabilit ed il coordinamento delle seguenti attivit e dei collaboratori ad
esse preposti:

la valorizzazione del marchio;

la gestione dei rapporti con gli sponsor e i partner commerciali in genere;

la gestione delle vendite;

la gestione del merchandising;

il customer relationship management;

la gestione degli eventi;

la gestione delle attivit commerciali legate allo Stadio.

Responsabile Information Technology


E auspicabile che la struttura organizzativa della Societ Scheda informativa
relativa richiedente la Licenza preveda la presenza di un soggetto cui siano

50

Il Responsabile dellUfficio Marketing/Commerciale pu essere:


a) un dipendente della Societ richiedente la Licenza, ovvero
b) una societ/consulente esterno, delegato dalla Societ richiedente la Licenza attraverso un
contratto scritto.

116

affidati la responsabilit ed il coordinamento dellInformation Technology (IT).


Tra i principali compiti del Responsabile IT rientrano la responsabilit ed il
coordinamento delle seguenti attivit e dei collaboratori ad esse preposti:
la gestione del sistema informativo (rete intranet, sito internet, server,
workstation;
la gestione e la manutenzione di sistemi e applicazioni informatici;
la progettazione e lo sviluppo di applicazioni dedicate;
laggiornamento continuo sulle innovazioni dellIT.

Referente per il Sistema delle Licenze UEFA

La struttura organizzativa della Societ richiedente la Licenza deve prevedere la


presenza di un soggetto referente per il Sistema delle Licenze UEFA.
Tra i principali compiti del Referente per il Sistema delle Licenze UEFA
rientrano:

la raccolta e la trasmissione allUfficio Licenze UEFA e FFP della


documentazione attestante il rispetto dei criteri previsti dal Manuale;

la comunicazione tempestiva di qualunque variazione concernente i criteri


di cui al Manuale;

la gestione dei rapporti con lUfficio Licenze UEFA e FFP;

la partecipazione ai seminari e alle riunioni organizzate dallUfficio Licenze


UEFA e FFP.

Delegato/Vice Delegato per la Sicurezza


La struttura organizzativa della societ richiedente la Licenza deve prevedere la
presenza di un soggetto che svolga le funzioni di Delegato per la sicurezza, e
di un suo Vice sostituto.
Tra i principali compiti del Delegato per la Sicurezza e del suo Vice si hanno la
direzione ed il controllo degli steward ed, in particolare, delle attivit di:

pre-filtraggio e filtraggio;

controllo dei titoli di accesso;


117

instradamento degli spettatori;

organizzazione dell'evacuazione in emergenza;

assistenza agli spettatori, con particolare riguardo ai disabili.

Addetti alla sicurezza steward


Per lo svolgimento dei servizi di sicurezza previsti dalla vigente, la Societ
richiedente la Licenza deve disporre di addetti, denominati steward. Tali
soggetti devono essere opportunamente selezionati e formati secondo le
disposizioni di legge.
Direttore Sportivo
La struttura organizzativa della Societ richiedente la Licenza deve prevedere la
presenza di un Direttore Sportivo. Tra i principali compiti del Direttore Sportivo
rientrano la responsabilit ed il coordinamento delle seguenti attivit e dei
collaboratori ad esse preposti:

la gestione dei rapporti anche contrattuali fra societ e calciatori o tecnici;

la conduzione di trattative con altre societ sportive aventi ad oggetto il


trasferimento di calciatori e/o la stipulazione delle cessioni dei contratti;

la supervisione dellattivit degli osservatori;

la supervisione dellattivit sportiva delle squadre.

Responsabile Tecnico della prima squadra


La struttura organizzativa della Societ richiedente la Licenza Scheda
informativa relativa deve prevedere la presenza di un soggetto responsabile della
conduzione tecnica della prima squadra e del coordinamento dellattivit
dellintero staff tecnico della prima squadra. Il Responsabile Tecnico della
prima squadra deve essere regolarmente tesserato per la FIGC con la Societ
richiedente la Licenza.
Allenatore in seconda

118

La struttura organizzativa della Societ richiedente la Licenza deve prevedere la


presenza di un Allenatore in seconda che affianchi il Responsabile Tecnico della
prima squadra nello svolgimento delle sue funzioni.
Lallenatore in seconda deve essere regolarmente tesserato per la FIGC.
Team Manager
La struttura organizzativa della Societ richiedente la Licenza deve prevedere la
presenza di un Team Manager che gestisca i rapporti tra la prima squadra
(allenatore e giocatori) e la dirigenza della societ. Tra i principali compiti del
Team Manager rientrano:

il coordinamento ed il supporto logistico degli spostamenti e dei


trasferimenti della prima squadra in occasione delle partite ufficiali;

la programmazione e lorganizzazione del ritiro estivo;

il coordinamento di tutte le attivit necessarie per il corretto svolgimento


degli allenamenti;

la gestione dei rapporti con gli ufficiali di gara durante le partite;

laggiornamento professionale per ci che riguarda i regolamenti in ambito


nazionale ed internazionale.

Responsabile del settore giovanile


La struttura organizzativa della Societ richiedente la Licenza deve prevedere la
presenza di un soggetto cui sia affidata la responsabilit del settore giovanile.
Allenatori del settore giovanile
La struttura organizzativa della Societ richiedente la Licenza deve prevedere la
presenza di un numero di allenatori qualificati sufficiente a garantire
lattuazione del programma di formazione del settore giovanile. Tra i principali
compiti degli allenatori del settore giovanile rientrano la responsabilit ed il
coordinamento delle seguenti attivit:

la tutela e la valorizzazione del potenziale tecnico-atletico della societ per


119

la quale sono tesserati;

la cura della formazione tecnica e dello sviluppo fisico-atletico dei giovani


calciatori;

la promozione, tra i calciatori, della conoscenza delle norme regolamentari,


tecniche e sanitarie;

la disciplina della condotta morale e sportiva dei calciatori;

la promozione dei programmi educativi volti a favorire il completamento


dellistruzione scolastica e/o il graduale inserimento nel mondo del lavoro
dei giovani calciatori.

Responsabile dello Staff Sanitario


La struttura organizzativa della Societ richiedente la Licenza deve prevedere la
presenza di un soggetto cui siano affidati la responsabilit ed il coordinamento
dello staff sanitario della societ. Il Responsabile dello Staff Sanitario assume la
responsabilit della tutela della salute dei calciatori e degli allenatori tesserati
per la societ ed assicura l'assolvimento degli adempimenti sanitari previsti dalle
leggi, dai regolamenti e dalla normativa federale.
In particolare, il Responsabile dello Staff Sanitario provvede a sottoporre i
calciatori e gli allenatori agli accertamenti clinico-diagnostici previsti dalla
normativa vigente.
Massaggiatore/Fisioterapista della prima squadra51
Lo staff sanitario della Societ richiedente la Licenza deve prevedere almeno un
Massaggiatore/Fisioterapista per la prima squadra.
Il Massaggiatore/Fisioterapista deve essere presente durante le gare e gli
allenamenti della prima squadra.
Preparatore Atletico della prima squadra51

51

Le medesime funzione sono svolte da un preparatore atletico appositamente scelto per le


squadre del settore giovanile, in numero sufficiente a garantire efficiente svolgimento del
programma del settore giovanile.

120

Lo staff sanitario della Societ richiedente la Licenza deve prevedere almeno un


Preparatore Atletico per la prima squadra.
Psicologo dello sport
E auspicabile che la struttura organizzativa della Societ richiedente la Licenza
preveda la presenza di uno Psicologo a disposizione del Settore Giovanile. Tra i
principali compiti dello Psicologo rientrano:

il miglioramento delle relazioni interpersonali di tutte le componenti


presenti nella societ;

la creazione di un contesto collaborativo tra i giovani tesserati per favorirne


la formazione come persone e come calciatori;

il miglioramento del rapporto e della collaborazione tra tecnici dello stesso


staff, tra tecnico ed atleta, tra tecnico e genitori;

la programmazione delle iniziative che tendono a migliorare lambiente


psicosociale;

il miglioramento della comunicazione con i genitori.

Supporter Liaison Officer


La struttura organizzativa della Societ richiedente la Licenza Scheda
informativa relativa deve prevedere la presenza di un soggetto che possa
costituire un riferimento per la tifoseria.
Principale mansione del Supporter Liaison Officer la sensibilizzazione dei
tifosi verso i valori dello sport. Egli partecipa anche agli incontri che
periodicamente vengono fissati dalla societ sul tema dei rapporti con la
tifoseria.
Deve essere presente un coordinamento con il Delegato per la sicurezza in
materia di security e safety allo stadio.
Responsabile dei rapporti con comunit e territorio
E auspicabile che la struttura organizzativa della societ preveda la figura del
121

Responsabile rapporti con comunit e territorio. Il responsabile dei rapporti con


comunit e territorio ha il compito di costruire e sviluppare relazioni di
collaborazione proficue con la comunit ed il territorio in cui tale societ risiede
e opera. Tra i principali compiti del Responsabile rapporti con comunit e
territorio rientrano:

la gestione delle relazioni con istituzioni e gruppi di interesse locale (es.


istituzioni pubbliche ad interesse sportivo, club sportivi, agenzie di
volontari, etc.);

la realizzazione ed il coordinamento di progetti di rilevante interesse sociale


che avvicinino i membri della comunit alla Societ richiedente la Licenza;

il coinvolgimento di istituzioni e membri della comunit territoriale alle


attivit organizzate dalla Societ richiedente la Licenza;

la realizzazione ed il coordinamento di iniziative rivolte a particolari


categorie e istituzioni: scuole, istituti per portatori di handicap, parrocchie,
centri anziani, etc.;

la realizzazione ed il coordinamento di progetti rivolti allinserimento delle


minoranze etnico-religiose nel contesto territoriale di riferimento attraverso
la pratica e la partecipazione sportiva;

la realizzazione ed il coordinamento di iniziative e progetti legati


alleducazione e alla tutela dellambiente (es. raccolta differenziata allo
Stadio, utilizzo energie alternative, etc.);

la condivisione con la comunit territoriale dei progetti di investimento in


nuovi impianti sportivi (stadio, centro di allenamento) della Societ
richiedente la Licenza.

Con riferimento a tutte le figure prescritte dai criteri organizzativi le mansioni


inerenti la funzione in oggetto devono essere chiaramente indicate nel contratto
che regola il rapporto del titolare della funzione e la societ ovvero in altro
documento (es. mansionario, delega mansioni, atto di nomina, etc.) sottoscritto
dal soggetto in carica e dal legale rappresentante della societ.
Qualora una delle posizioni previste dai criteri organizzativi divenisse vacante
durante la Stagione della Licenza, la societ dovr, entro un massimo di 60
giorni, nominare un nuovo soggetto che possieda i requisiti previsti dal criterio
corrispondente.
122

I criteri legali
La societ richiedente la Licenza ha il dovere di dichiarare per iscritto che:
si impegna in ogni momento a rispettare gli statuti, i regolamenti e le direttive
di FIFA, UEFA, FIGC e della lega di appartenenza;
si impegna a partecipare alle competizioni nazionali ufficiali organizzate
dalla FIGC e dalla Lega di appartenenza;
si impegna a partecipare alle competizioni internazionali ufficiali per club
organizzate dalla UEFA e dalla FIFA (escluse le partite amichevoli);
si impegna a rispettare le prescrizioni e le procedure previste dal Manale;
si impegna a rispettare le previsioni di cui alle UEFA Club Licensing and
Financial Fair Play Regulations;
tutte le dichiarazioni, la documentazione e le informazioni fornite, in
conformit al Manuale, sono veritiere e complete;
autorizza i competenti Organi del Sistema ad esaminare la documentazione e
le informazioni fornite e a trasmetterle alla UEFA;
si impegna ad accettare i controlli a campione e/o le verifiche disposte dalla
UEFA e/o dai competenti Organi del Sistema;
si impegna ad accettare le sanzioni degli Organi del Sistema;
si impegna ad accettare la competenza dellAlta Corte per dirimere qualsiasi
controversia afferente allinterpretazione ed applicazione del Manuale ed
avente ad oggetto il diniego o la revoca della Licenza.
La Societ richiedente la Licenza deve fornire le seguenti informazioni minime:
la ragione sociale, la sede legale, la forma societaria e le generalit complete dei
componenti gli organi sociali e dei poteri conferiti a ciascuno, con le modalit di
firma.
Deve essere altres indicata la struttura legale delleventuale gruppo (con
indicazione di controllanti, controllate e collegate facendo riferimento alle
persone fisiche cui sia riconducibile il controllo finale, diretto o indiretto con
particolare riferimento alla richiedente la Licenza) di cui la richiedente la
Licenza faccia parte, anche per mezzo di rappresentazione grafica.
In aggiunta si prescrive la segnalazione delleventuale area di consolidamento
123

con particolare riferimento alle societ controllate dalla richiedente la Licenza.


A tale fine opportuno indicare: ragione sociale e oggetto, capitale sociale,
quantit e tipologia di azioni o quote detenute, totale attivo e dei ricavi e
patrimonio netto.
I criteri economico-finanziari
Il mantenimento di un adeguato equilibrio economico-finanziario nella gestione
di una societ di calcio professionistica condizione essenziale per garantire la
continuit aziendale nel breve periodo e, in prospettiva, la capacit di
autofinanziamento.
Il rispetto dei criteri economico-finanziari funzionale al raggiungimento dei
seguenti obiettivi:

ottimizzazione della gestione economico-finanziaria;

credibilit e trasparenza del sistema calcio;

garanzie per i creditori;

continuit nella partecipazione alle Competizioni UEFA;

conseguimento di un mercato pi attraente per gli investitori e per i partner


commerciali.

La regolarit del bilancio sottoposto a revisione legale dei conti (criterio


F.01)
La Societ richiedente la Licenza deve predisporre il bilancio nel rispetto dei
contenuti e principi stabiliti nel Manuale. Il bilancio deve essere sottoposto a
revisione da parte di una societ iscritta nel registro dei revisori legali istituito
presso il Ministero dellEconomia e delle Finanze e che abbia svolto incarichi di
revisione negli ultimi tre anni per societ quotate ovvero che abbia svolto
incarichi

di

revisione

negli

ultimi tre

anni

per societ

calcistiche

professionistiche e che risponda ai prescritti criteri di indipendenza e terziet.


Qualora il Bilancio non risulti conforme ai principi e requisiti prescritti, la
Societ richiedente la Licenza ha lobbligo di fornire una documentazione
supplementare; tale documentazione deve essere predisposta sulla base degli
124

stessi principi e requisiti indicati ai fini della redazione del bilancio e deve
essere sottoposta a determinate Procedure di verifica concordate 52 (Agreed
upon procedures) da parte della societ di revisione.
In considerazione della particolare attivit delle societ calcistiche e del disposto
dellarticolo 2423 bis del Codice civile, il bilancio deve essere redatto:

nel rispetto della vigente normativa civilistica e sulla base dei principi
contabili fissati dallOrganismo Italiano di Contabilit ovvero sulla base dei
principi contabili internazionali;

in conformit al Piano dei Conti e allo Schema di Bilancio approvati


dalla FIGC;

nel rispetto dei contenuti e principi stabiliti nel Manuale delle Licenze
UEFA.

Il bilancio deve essere redatto nella prospettiva della continuit aziendale e che,
quindi, non vi sia lintenzione o la necessit di mettere lazienda in liquidazione
n di assoggettarla ad alcuna forma di procedura concorsuale.
Infine essenziale lapprovazione dellassemblea e la firma del legale
rappresentante.
Il bilancio (composto da stato patrimoniale, conto economico e nota integrativa)
chiuso al 30 giugno ovvero al 31 dicembre precedenti la data di presentazione
della domanda di rilascio della Licenza, deve essere corredato da:

tabella di movimentazione dei diritti alle prestazioni dei calciatori;

rendiconto finanziario;

relazione degli amministratori sulla gestione;

relazione dellorgano responsabile del controllo contabile;

relazione della societ di revisione;

documentazione supplementare (ove necessaria) e relazione del soggetto


incaricato della revisione legale dei conti.

Nei suddetti documenti devono essere chiaramente evidenziate le seguenti

52

Le Procedure di verifica concordate devono, come ipotesi minima, comprendere:


lanalisi della documentazione supplementare fornita dalla Societ richiedente la Licenza;
la richiesta di chiarimenti;
la riconciliazione dei valori con quelli risultanti dallultimo Bilancio revisionato;
controlli e confronti sostanziali con le fonti da cui derivano le informazioni.

125

informazioni:

la ragione sociale (e forma legale), domicilio e sede legale della Societ


richiedente la Licenza e le eventuali modifiche rispetto allesercizio
precedente;

se le informazioni economico-finanziarie si riferiscono alla singola Societ


richiedente la Licenza, ad un gruppo o ad altre combinazioni di soggetti,
con la descrizione della loro struttura e composizione;

la data di chiusura dellesercizio ed il periodo coperto dalle informazioni


economico-finanziarie (sia correnti che comparative);

la valuta di riferimento.

Per la contabilizzazione della voce diritti pluriennali alle prestazioni dei


calciatori la Societ richiedente la Licenza deve rispettare i seguenti principi:
o I diritti pluriennali alle prestazioni dei calciatori devono essere iscritti al
costo storico di acquisizione comprensivo dei contributi di solidariet e
indennit di formazione ai sensi del Regolamento FIFA sullo Status ed i
Trasferimenti dei calciatori e degli eventuali altri oneri accessori di diretta
imputazione (es. compensi a Procuratori sportivi e tasse di trasferimento). I
diritti pluriennali alle prestazioni dei calciatori non possono essere rivalutati
e non possono comprendere i calciatori cresciuti nel vivaio;
o Le quote di ammortamento devono essere calcolate in misura costante in
relazione alla durata dei contratti stipulati con i singoli calciatori
professionisti. Lesercizio di decorrenza dellammortamento quello in cui
avviene il tesseramento del calciatore. Per i diritti acquisiti in corso
desercizio lammortamento ha inizio dalla data di tesseramento del
calciatore utilizzando il metodo del pro-rata temporis. Il piano di
ammortamento

originario

subisce

le

modificazioni

conseguenti

al

prolungamento del contratto a seguito delleventuale rinnovo anticipato dello


stesso. Il nuovo piano di ammortamento, a quote costanti, deve tenere conto
del valore netto contabile del diritto alla data del prolungamento del contratto
e della nuova durata dello stesso. Lammortamento deve cessare nel
momento in cui il diritto alle prestazioni del calciatore non pi iscritto in
Bilancio;
126

o I diritti pluriennali alle prestazioni dei calciatori devono essere valutati ogni
anno (test for impairment) e qualora il valore effettivo di uno o pi di essi
risulti durevolmente inferiore a quello iscritto in bilancio, dovr essere
indicato tale minor valore e limporto della svalutazione dovr essere iscritto
nel conto economico.
Nel rendiconto finanziario i flussi di liquidit dellesercizio (raffrontati a quelli
dellesercizio precedente), che determinano le variazioni delle disponibilit
liquide, devono essere classificati sulla base della tipologia o della natura
dell'operazione che li ha generati, come segue:

operazioni della gestione reddituale;

operazioni di investimento;

operazioni di finanziamento.
Le disponibilit liquide ed equivalenti devono essere evidenziate e riconciliate
con i valori iscritti in bilancio.
La relazione della societ di revisione deve esprimere chiaramente il giudizio sul
bilancio nel suo insieme, ivi compresi i documenti a corredo dello stesso. In
caso di mancato rispetto di tali principi, la societ deve predisporre e depositare
allUfficio Licenze UEFA e FFP una documentazione supplementare.
La Licenza non pu essere rilasciata se:
a) la Societ richiedente la Licenza non presenta, entro il termine perentorio
fissato dallUfficio Licenze UEFA e FFP, il Bilancio corredato dai documenti
di cui allart. 14.4.3 del Manuale delle Licenze UEFA;
b) i documenti di cui allart. 14.4.3 del Manuale non rispettano i principi e
requisiti minimi contabili e di contenuto prescritti dal Manuale;
c) nella relazione della societ di revisione o in altro documento evidenziata
la situazione descritta allart. 14.8.2 lett. D.
Alla luce della relazione della societ di revisione, la Commissione di primo
grado valuta il rilascio della Licenza, tenendo conto dei seguenti aspetti:
a) se la relazione della societ di revisione non presenta rilievi o eccezioni
(unqualified opinion), la Licenza pu essere rilasciata.
127

b) se la relazione della societ di revisione presenta un giudizio negativo


(adverse opinion) o limpossibilit di esprimere un giudizio (disclaimer of
opinion), la Licenza non pu essere rilasciata; ove tale impossibilit fosse
dettata da fattori contingenti e gli stessi fossero superati in un momento
successivo, la Societ richiedente la Licenza potr presentare, entro il termine
per la decisione per il rilascio della Licenza da parte della Commissione di
secondo grado, una successiva relazione della societ di revisione, riferita al
medesimo esercizio.
c) se la relazione della societ di revisione presenta una eccezione o un
richiamo di informativa (qualified except for opinion or emphasis of
matter) relativamente alla continuit aziendale, la Licenza non pu essere
rilasciata, a meno che la Societ richiedente la Licenza presenti, entro il
termine per la decisione per il rilascio della Licenza da parte della
Commissione di secondo grado:
una successiva relazione della societ di revisione, riferita al medesimo
esercizio, che non presenti eccezioni o richiami di informativa relativamente
alla continuit aziendale; ovvero
ulteriori prove documentali che dimostrino, a giudizio della Commissione, la
capacit della societ stessa di garantire la continuit aziendale almeno fino
al termine della Stagione della Licenza (es. budget).
d) se la relazione della societ di revisione presenta una eccezione o un richiamo
di informativa relativamente ad un aspetto diverso dalla continuit aziendale,
la Commissione di primo grado deve valutare le implicazioni di tali aspetti ai
fini del rilascio della Licenza. La Licenza pu essere negata, a meno che la
Societ richiedente la Licenza presenti ulteriori prove documentali, riferite ai
rilievi evidenziati, che siano valutate positivamente dalla Commissione
stessa;
e) se la relazione della societ di revisione, allesito delle Procedure di verifica
concordate (Agreed upon procedures) evidenzia la presenza di errori
ovvero informazioni non corrette nella documentazione supplementare, la
Licenza pu essere negata.
Le informazioni economico-finanziarie storiche fornite dalla Societ richiedente
la Licenza possono evidenziare delle situazioni di rischio potenziale legate
128

allandamento economico-finanziario ed alle prospettive di continuit aziendale


della Societ richiedente la Licenza.
Per laccertamento di tali situazioni di rischio, gli Organi del Sistema si
avvalgono dei seguenti indicatori:
Indicatore n. 1
La relazione della societ di revisione sul Bilancio ovvero sulla Semestrale
presenta una eccezione o un richiamo di informativa relativamente alla
continuit aziendale.
Indicatore n. 2
Il bilancio ovvero la Semestrale, presentati ai sensi dei criteri F.01 e F.02 del
Manuale, rivelano un patrimonio netto negativo peggiorativo rispetto a quello
risultante dal precedente Bilancio.
Se la Societ richiedente la Licenza ricade in una delle situazioni descritte dagli
indicatori, gli Organi del Sistema adottano pi approfondite procedure di
valutazione e possono richiedere ulteriori documenti, tra cui, a titolo
esemplificativo, una versione aggiornata dei budget e/o la presentazione
anticipata dei budget della Stagione sportiva nazionale successiva.
Le procedure di valutazione sono svolte direttamente dagli Organi del Sistema e
devono comprendere:
-

il controllo della correttezza aritmetica dei budget;

la verifica, attraverso colloqui con la dirigenza e lesame dei documenti, che


i budget siano stati predisposti sulla base delle assunzioni e dei rischi
indicati dalla Societ richiedente la Licenza e comunque non presentino
elementi di temerariet o siano manifestamente troppo ottimistici;

la verifica che gli importi iniziali riportati sui budget siano coerenti con
quelli risultanti dallultimo Bilancio ovvero dalla Semestrale, ove prescritta;

la verifica che i budget siano stati approvati e sottoscritti dal legale


rappresentante e dallorgano responsabile del controllo contabile della
Societ richiedente la Licenza;

lesame dei documenti di supporto ai budget (es. contratti di


sponsorizzazione, verbali assembleari per aumenti di capitale, verbali del
consiglio di amministrazione, etc.).

La Licenza non pu essere rilasciata se:


129

A) la Societ richiedente la Licenza non deposita, entro il termine perentorio


fissato dallUfficio Licenze UEFA e FFP, tutti i documenti richiesti dal
criterio F.06;
B)

alla luce delle informazioni economico-finanziarie storiche e previsionali


fornite dalla Societ richiedente la Licenza, la Commissione di primo grado
ritiene che la stessa non sia in grado di rispettare, nei termini convenuti, gli
impegni economici assunti e che non sussistano i presupposti per la
continuit aziendale, almeno fino al termine della Stagione della Licenza.

Qualora la Societ richiedente la Licenza eserciti il controllo su una o pi


societ, ai sensi dellart. 2359 del Codice Civile, deve predisporre il bilancio
consolidato. In tal caso, ai fini del rispetto dei criteri economico-finanziari, vale
il bilancio consolidato. Sono soggette a tale obbligo anche le societ richiedenti
la Licenza che ne sarebbero esenti ai sensi dellart. 27 del D. Lgs. 127/1991.
Larea di consolidamento deve includere anche le societ nei cui bilanci siano
contabilizzati:
- emolumenti dovuti ai dipendenti;
- plusvalenze/minusvalenze derivanti dallacquisto/cessione dei diritti alle
prestazioni dei calciatori.
Devono essere altres comprese nella suddetta area le societ facenti parte della
struttura del gruppo, e in particolare quelle in grado di generare ricavi e/o
offrono servizi e/o sostengono costi con riferimento ad attivit della richiedente
la Licenza. Tra queste attivit annoveriamo sicuramente quelle di biglietteria,
sponsorizzazioni e pubblicit, diritti radio-televisivi, merchandising e ospitalit,
attivit sportiva (logistica, attivit circa il giorno della gara etc.), uso e gestione
dello stadio e centri di allenamento, settore giovanile, finanziamenti.
Al contrario, una societ pu essere esclusa dallarea di consolidamento quando:
- la sua attivit non in alcun modo collegata alle attivit tipiche di cui sopra o
alle sedi, agli asset o al marchio della Societ richiedente la Licenza;
- lattivit esercitata sia irrilevante ai fini della chiarezza del bilancio
consolidato
- le eventuali attivit tipiche svolte sono gi interamente riscontrabili
contabilmente dal bilancio di uno dei soggetti inclusi nellarea di
130

consolidamento.
La societ richiedente la Licenza deve trasmettere una dichiarazione sottoscritta
dal Rappresentante Legale nella quale si confermi:
- che tutti i costi ed i ricavi generati dalle attivit sopra indicate sono stati
contabilizzati nei bilanci di una delle societ incluse nellarea di
consolidamento (fornendo spiegazioni dettagliate se questo non dovesse
essere il caso);
- se sia stata esclusa dallarea di consolidamento una delle societ inserite nella
struttura del gruppo (come definita nel criterio L.04), giustificandone nel
dettaglio i motivi.
Conclusivamente, il Manuale richiede che nei prospetti di stato patrimoniale,
conto economico e rendiconto finanziario, lammontare delle operazioni con
Parti correlate deve essere indicato distintamente dalle voci di riferimento. Tale
indicazione pu essere omessa per singole voci qualora la presentazione non sia
significativa ai fini della comprensione della posizione finanziaria e
patrimoniale, del risultato economico e dei flussi finanziari della Societ
richiedente la Licenza e/o del gruppo.
In nota integrativa devono essere fornite informazioni sullincidenza che le
operazioni o posizioni con Parti correlate hanno sulla situazione patrimoniale e
finanziaria, sul risultato economico nonch sui flussi finanziari della Societ
richiedente la Licenza e/o del gruppo. Le informazioni relative alle Parti
correlate ed ai rapporti con esse intrattenuti devono essere accompagnate da una
tabella riepilogativa di tali effetti.
Tra le altre informazioni, devono essere indicati:
- importo e la natura della transazione;
- importo dei saldi attivi o passivi derivanti (debito o credito), con indicazione
delle condizioni e di eventuali garanzie collaterali;
- le condizioni di recuperabilit di eventuali crediti nei confronti di Parti
correlate.

131

La regolarit della relazione semestrale sottoposta a revisione legale dei


conti (criterio F.02)
La Societ richiedente la Licenza deve predisporre una situazione economicopatrimoniale per il periodo dal 1 luglio al 31 dicembre dellesercizio in corso al
momento della richiesta di rilascio della Licenza.
Nel solo caso in cui il bilancio (di cui al criterio F.01) sia stato chiuso meno di
sei mesi prima della data entro la quale la FIGC, ai sensi dellart. 6.10 del
Manuale, deve comunicare alla UEFA le decisioni sul rilascio/diniego della
Licenza, la Societ richiedente la Licenza non tenuta a presentare la
documentazione in oggetto (es. chiusura al 31 dicembre).
La Societ richiedente la Licenza deve predisporre la Semestrale consolidata
qualora sussistano i presupposti di consolidamento di cui allart. 14.4.4 del
Manuale.
Qualora la Semestrale non risulti conforme ai principi e requisiti prescritti, la
Societ richiedente la Licenza ha lobbligo di fornire una documentazione
supplementare; tale documentazione deve essere predisposta sulla base degli
stessi principi e requisiti indicati ai fini della redazione della Semestrale e deve
essere sottoposta a determinate Procedure di verifica concordate (Agreed upon
procedures) da parte della societ di revisione.
La Semestrale deve rispettare gli stessi principi e requisiti minimi contabili e di
contenuto previsti per la redazione del Bilancio, tenendo conto, per quanto
concerne gli aspetti economici, dei criteri della stretta competenza di periodo e
del pro-rata temporis; deve, altres, essere sottoposta a revisione contabile
limitata (limited review).
La Semestrale deve essere composta da:

Stato patrimoniale (con indicazione degli importi corrispondenti risultanti


dal precedente Bilancio);

Conto economico di periodo (con indicazione degli importi corrispondenti


risultanti dalla precedente Semestrale);

Rendiconto finanziario (con indicazione degli importi corrispondenti


risultanti dalla precedente Semestrale);

Nota integrativa.
132

La Semestrale deve, inoltre, essere corredata da:

sintetica relazione degli amministratori sulla gestione;

relazione della societ di revisione.

E auspicabile che la societ di revisione sia la stessa che ha svolto la revisione


sul Bilancio.
Infine si rammenta che la societ richiedente la Licenza deve predisporre la
relazione

semestrale

consolidamento

consolidata

previsti

nel

qualora

Manuale

sussistano
delle

Licenze

presupposti
UEFA,

di

come

precedentemente illustrato.
La Semestrale deve essere sottoposta a revisione contabile limitata (limited
review) da parte di una societ iscritta nel registro dei revisori legali istituito
presso il Ministero dellEconomia e delle Finanze.
La relazione della societ di revisione deve essere redatta secondo lo schema
previsto dalla Consob; in particolare, deve includere un paragrafo nel quale
siano descritti lambito e la natura della revisione limitata.
La relazione della societ di revisione deve chiaramente indicare le risultanze
del lavoro svolto in base ai principi sopra richiamati.
Con riferimento alle societ soggette allobbligo di presentazione della
Semestrale, la Licenza non pu essere rilasciata se:
A) la Societ richiedente la Licenza non presenta, entro il termine perentorio
fissato dallUfficio Licenze UEFA e FFP, la Semestrale ed i relativi
allegati.
B) i documenti di cui alla lettera A) non rispettano i principi e requisiti
contabili e di contenuto prescritti dal Manuale.
C) larea di consolidamento non stata definita in conformit con
lart.14.4.4.
D) nella relazione della societ di revisione o in altro documento
evidenziata la situazione descritta allart. 14.8.2 lett. D.
Alla luce della relazione della societ di revisione, la Commissione di
primo grado valuta il rilascio della Licenza, tenendo conto dei seguenti
aspetti:
se la relazione della societ di revisione esprime che non sono emersi
133

elementi tali per cui siano necessarie modifiche o integrazioni ai prospetti


contabili e alle relative note esplicative e integrative (negative assurance),
la Licenza pu essere rilasciata;
se la relazione della societ di revisione contiene unimpossibilit di
giungere ad una conclusione (disclaimer of conclusion) o formula una
conclusione negativa (adverse conclusion), la Licenza non pu essere
rilasciata; ove tale impossibilit fosse dettata da fattori contingenti e gli
stessi fossero superati in un momento successivo, la Societ richiedente la
Licenza potr presentare, entro il termine per la decisione per il rilascio
della Licenza da parte della Commissione di secondo grado, una successiva
relazione della societ di revisione, riferita al medesimo periodo;
se la relazione della societ di revisione presenta una eccezione o un
richiamo di informativa relativamente alla continuit aziendale, la Licenza
non pu essere rilasciata, a meno che la Societ richiedente la Licenza
presenti, entro il termine per la decisione per il rilascio della Licenza da
parte della Commissione di secondo grado: 1) una successiva relazione
della societ di revisione, riferita al medesimo periodo, che non presenti
eccezioni o richiami di informativa relativamente alla continuit aziendale;
ovvero 2) ulteriori prove documentali che dimostrino, a giudizio della
Commissione, la capacit della societ stessa di garantire la continuit
aziendale almeno fino al termine della Stagione della Licenza.
Se la relazione della societ di revisione presenta una eccezione o un richiamo di
informativa relativamente ad un aspetto diverso dalla continuit aziendale, la
Commissione di primo grado deve valutare le implicazioni di tali aspetti ai fini
del rilascio della Licenza. La Licenza pu essere negata, a meno che la Societ
richiedente la Licenza presenti ulteriori prove documentali, riferite ai rilievi
evidenziati, che siano valutate positivamente dalla Commissione stessa.
Invece ove la relazione della societ di revisione, allesito delle Procedure di
verifica concordate (Agreed upon procedures) evidenzia la presenza di errori
ovvero informazioni non corrette nella documentazione supplementare, la
Licenza pu essere negata.
Qualora la Semestrale venga sottoposta a revisione (full audit) da parte di una
societ di revisione e non solo a revisione limitata (limited review), la
134

Commissione di primo grado valuta il rilascio della Licenza alla luce degli
aspetti di cui alle lettere E, F, G, H dellart. 14.4.10 del Manuale.
Lassenza di debiti scaduti da trasferimento di calciatori (criterio F.03)
La Societ richiedente la Licenza deve dimostrare di non avere, alla data del 31
marzo che precede la Stagione della Licenza, debiti scaduti nei confronti di altre
societ di calcio, derivanti da trasferimenti di calciatori, intervenuti fino al 31
dicembre precedente; ovvero deve dimostrare che:

ha saldato, entro e non oltre il termine perentorio del 31 marzo il debito


scaduto, ovvero

ha concluso, entro e non oltre il termine perentorio del 31 marzo, un


accordo scritto con il creditore che estende i termini di pagamento del
debito scaduto ad una data successiva al 31 marzo, ovvero

si opposta, entro e non oltre il termine perentorio del 31 marzo, ad un


ricorso o si costituita in un procedimento contenzioso promosso da un
creditore con riferimento ad un debito scaduto, contestando la fondatezza
della richiesta con motivazioni non manifestamente infondate, ovvero

ha presentato, entro e non oltre il termine perentorio del 31 marzo, un


ricorso o ha comunque avviato un procedimento contenzioso, non
manifestamente infondato, innanzi organi amministrativi, giurisdizionali o
arbitrali dello Stato o delle istituzioni sportive nazionali o internazionali sul
debito scaduto.

Relativamente ai debiti derivanti da contributi di solidariet ed indennit di


formazione, dovuti ai sensi del Regolamento FIFA sullo Status ed i
Trasferimenti dei calciatori, ha posto in essere, entro e non oltre il termine
perentorio del 31 marzo, tutte le attivit necessarie per pervenire alla
identificazione e al pagamento del creditore.

Il criterio in base al quale un debito da considerarsi scaduto si desume dalla


documentazione contrattuale disponibile.
La Societ richiedente la Licenza deve predisporre una tabella di riepilogo delle
transazioni relative ai trasferimenti internazionali dei calciatori, intervenute fino
alla data del 31 dicembre che precede la Stagione della Licenza. La tabella deve
135

essere predisposta anche se non intervenuto nessun trasferimento/prestito nel


periodo di riferimento.
Nella tabella devono essere indicati separatamente:
a) tutti i calciatori acquisiti da societ affiliate a federazioni estere
(acquisizione definitiva o prestito) nel periodo tra il 1 gennaio ed il 31
dicembre precedenti la data di presentazione della domanda di rilascio della
Licenza, indipendentemente dal fatto che al 31 dicembre sussista o meno un
debito nei confronti di altre societ;
b) tutti i calciatori acquisiti da societ affiliate a federazioni estere per i quali, al
31 dicembre, risultano ancora aperte posizioni debitorie;
c) tutti i trasferimenti da societ affiliate a federazioni estere per i quali
pendente un procedimento contenzioso innanzi un organo amministrativo,
giurisdizionale o arbitrale dello Stato o delle istituzioni sportive nazionali o
internazionali.
In particolare, la tabella deve contenere le seguenti informazioni:

nominativo o numero identificativo del calciatore;

data del trasferimento (acquisizione/prestito);

societ di provenienza;

importo versato e/o da versare (compresi contributi di solidariet e


indennit di formazione) per il trasferimento(acquisizione/prestito);

altri eventuali oneri accessori di diretta imputazione;

importo saldato/pagato e data del pagamento;

saldo relativo ad ogni debito derivante dal trasferimento di un calciatore


(acquisizione/prestito) al 31 dicembre, con il dettaglio della/e data/e di
scadenza;

importi dovuti alla data del 31 marzo (relativi a trasferimenti intervenuti


fino al 31 dicembre), con il dettaglio della/e data/e di scadenza e relative
note esplicative;

importi variabili (es. premi) non ancora maturati o comunque non ancora
identificati nella situazione contabile (Bilancio o Semestrale) al 31
dicembre;

importi sui quali pende un procedimento contenzioso.

136

La Lega di appartenenza della Societ richiedente la Licenza certifica per


iscritto allUfficio Licenze UEFA e FFP lavvenuto saldo dei ratei fissi e
variabili relativi alle operazioni di campagna trasferimenti in ambito nazionale,
anche attraverso il sistema della stanza di compensazione.
La tabella in oggetto deve essere approvata e sottoscritta dal legale
rappresentante e dallorgano responsabile del controllo contabile della Societ
richiedente la Licenza.
La Licenza non pu essere rilasciata se:
A) la documentazione attestante lassenza di debiti scaduti derivanti dal
trasferimento dei calciatori non viene trasmessa allUfficio Licenze
UEFA e FFP, entro il termine perentorio;
B) i documenti di cui alla lettera A) non rispettano i requisiti minimi
prescritti dal Manuale;
C) la Societ richiedente la Licenza, alla data del 31 marzo che precede la
Stagione della Licenza, presenta debiti scaduti nei confronti di altre
societ di calcio (ivi compresi i contributi di solidariet, le indennit
di formazione e gli importi variabili), derivanti da trasferimenti di
calciatori intervenuti fino al 31 dicembre precedente.
Se la Societ richiedente la Licenza si trova nella situazione sub C), la
Licenza pu comunque essere rilasciata purch la societ dimostri che:
a) ha saldato, entro e non oltre il termine perentorio del 31 marzo, il debito
scaduto, ovvero
b) ha concluso, entro e non oltre il termine perentorio del 31 marzo, un
accordo scritto con il creditore estendendo i termini di pagamento del
debito scaduto4 ad una data successiva al 31 marzo, ovvero
c) si opposta, entro e non oltre il termine perentorio del 31 marzo, ad un
ricorso o si costituita in un procedimento contenzioso promosso da un
creditore con riferimento ad un debito scaduto, contestando la fondatezza
della richiesta con motivazioni non manifestamente infondate, ovvero
d) ha presentato, entro e non oltre il termine perentorio del 31 marzo, un
ricorso o ha comunque avviato un procedimento contenzioso non
manifestamente infondato innanzi organi amministrativi, giurisdizionali
o arbitrali dello Stato o delle istituzioni sportive nazionali o
137

internazionali.
e) relativamente ai debiti derivanti da contributi di solidariet ed indennit
di formazione, dovuti ai sensi del Regolamento FIFA sullo Status ed i
Trasferimenti dei calciatori, ha posto in essere, entro e non oltre il
termine perentorio del 31 marzo, tutte le attivit necessarie per pervenire
alla identificazione e al pagamento del creditore.
La manifesta infondatezza dei ricorsi e/o delle opposizioni o eccezioni di cui
alle lett. c), d) e il comportamento proattivo di cui alla lett. e) sono valutate dalla
Commissione di primo grado e/o dalla Commissione di secondo grado sulla
base delle tesi proposte dalla Societ richiedente la Licenza.
Lassenza di debiti scaduti verso i dipendenti e versamento di ritenute e
contributi (criterio F.04)
La Societ richiedente la Licenza deve dimostrare di aver pagato, entro e non
oltre il termine perentorio del successivo 31 marzo:

gli Emolumenti dovuti ai propri dipendenti, rientranti nel periodo di


competenza fino alla data del 31 dicembre (compreso) che precede la
Stagione della Licenza, ovvero che, entro e non oltre il termine perentorio
del

31

marzo

sono

stati

aperti

procedimenti

contenziosi,

non

manifestatamente infondati, innanzi organi amministrativi, giurisdizionali o


arbitrali dello Stato o delle istituzioni calcistiche nazionali o internazionali;

le ritenute fiscali, i contributi dellINPS relativi agli Emolumenti dovuti ai


dipendenti, rientranti nel periodo di competenza fino alla data del 31
dicembre (compreso) che precede la Stagione della Licenza ovvero che,
entro e non oltre il termine perentorio del 31 marzo, provvedimenti di
rateazione che hanno spostato i termini di pagamento ad una data successiva
a quella del 31 marzo, ovvero sono stati aperti procedimenti, non
manifestatamente infondati , innanzi organi amministrativi, giurisdizionali o
arbitrali dello Stato o delle istituzioni calcistiche nazionali o internazionali.

Ai fini del rispetto del criterio sono considerati dipendenti i seguenti soggetti:
a) tutti i calciatori professionisti ai sensi del Regolamento FIFA sullo Status
ed i Trasferimenti dei calciatori;
138

b) i Direttori Tecnici e gli allenatori di tutte le categorie, i preparatori


atletici, gli operatori sanitari ed i soggetti iscritti nellElenco Speciale dei
Direttori Sportivi della FIGC, con contratti depositati presso la Lega di
appartenenza;
c) il personale di cui ai criteri organizzativi P .02, P .03, P .04, P .05, P .09,
P .15, P .17, P.23 e P.24.
La Societ richiedente la Licenza deve predisporre un prospetto contenente
lindicazione di tutti i dipendenti che sono o sono stati nellorganico della
societ stessa in qualsiasi momento nel corso dellanno, e quindi fino alla data
del 31 dicembre, che precede la Stagione della Licenza. Il prospetto deve inoltre
contenere tutti quei dipendenti nei confronti dei quali ci siano, alla data del 31
dicembre, posizioni debitorie aperte e tutti quei dipendenti per i quali pendente
un procedimento contenzioso relativo ad un debito scaduto innanzi un organo
amministrativo, giurisdizionale o arbitrale dello Stato o delle istituzioni sportive
nazionali o internazionali.
Il prospetto dei dipendenti deve contenere le seguenti informazioni per ciascun
dipendente:

nominativo del dipendente;

posizione ricoperta dal dipendente;

data di inizio del rapporto;

data di fine del rapporto (ove applicabile);

debiti alla data del 31 dicembre (con indicazione della data di scadenza di
ciascuno di essi) e relative note esplicative;

debiti alla data del 31 marzo, relativi ad Emolumenti rientranti nel periodo
di competenza fino alla data del 31 dicembre (compreso), con il dettaglio
della/e data/e di scadenza e relative note esplicative;

importi oggetto di contenzioso.

La Societ richiedente la Licenza deve predisporre altres un prospetto


contenente lindicazione del debito per ritenute fiscali e contributi INPS relativi
agli Emolumenti dovuti ai dipendenti, rientranti nel periodo di competenza fino
alla data del 31 dicembre (compreso) che precede la Stagione della Licenza.
Il prospetto deve contenere le seguenti informazioni:

139

nominativo del soggetto creditore;

debiti alla data del 31 dicembre (con indicazione della data di scadenza di
ciascuno di essi);

debiti alla data del 31 marzo, con il dettaglio della/e data/e di scadenza e
relative note esplicative;

importi oggetto di contenzioso;

eventuali documenti di supporto.

Il debito totale risultante dal prospetto deve essere riconciliato con la voce
corrispondente nel Bilancio (ovvero nella Semestrale, ove prescritta) o nei
relativi sottoconti.

Lesame della documentazione comprovante il rispetto del criterio F.04, ad


eccezione di quanto previsto dalla lettera c) dellart. 14.7.1 del Manuale,
svolto da una societ di revisione incaricata dalla FIGC. A tal fine la Societ
richiedente la Licenza tenuta a fornire alla societ di revisione la
documentazione richiesta dalla stessa per procedere alle verifiche.
La relazione della societ di revisione deve indicare chiaramente che la verifica
stata condotta nellosservanza delle Procedure di verifica concordate (Agreed
upon procedures"), secondo il principio ISRS 4400.
La Licenza non pu essere rilasciata se:
A) la documentazione attestante lassenza di debiti scaduti derivanti dal
pagamento degli Emolumenti ai dipendenti e delle relative ritenute fiscali e
contributi INPS non viene trasmessa allUfficio Licenze UEFA e FFP entro
il termine perentorio:
B) i documenti di cui alla lettera A) non rispettano i requisiti minimi prescritti
dal Manuale;
C) la Societ richiedente la Licenza presenta debiti scaduti derivanti dal
pagamento degli Emolumenti ai dipendenti fino alla data del 31 dicembre
(compreso) che precede la Stagione della Licenza.
D) la Societ richiedente la Licenza presenta debiti scaduti derivanti dal
versamento delle ritenute fiscali e dei contributi dellINPS relativi agli
Emolumenti dovuti ai dipendenti fino alla data del 31 dicembre (compreso)
che precede la Stagione della Licenza.

140

Se la societ si trova nella situazione sub C) la Licenza pu comunque essere


rilasciata purch la societ dimostri che:
a) ha saldato, entro e non oltre il termine perentorio del 31 marzo, il debito
scaduto, ovvero
b) ha concluso, entro e non oltre il termine perentorio del 31 marzo, un accordo
scritto con il creditore estendendo i termini di pagamento del debito, ovvero
c) si opposta, entro e non oltre il termine perentorio del 31 marzo, ad un
ricorso o si costituita in un procedimento contenzioso promosso da un
creditore con riferimento ad un debito scaduto, contestando la fondatezza
della richiesta con motivazioni non manifestamente infondate, ovvero
d) ha presentato, entro e non oltre il termine perentorio del 31 marzo, un ricorso
o ha comunque avviato un procedimento contenzioso, non manifestamente
infondato, innanzi organi amministrativi, giurisdizionali o arbitrali dello Stato
o delle istituzioni sportive nazionali o internazionali.
La manifesta infondatezza dei ricorsi e/o delle opposizioni o eccezioni di cui
alle lett. b), c) valutata dalla Commissione di primo grado e/o dalla
Commissione di secondo grado sulla base delle tesi proposte dalla Societ
richiedente la Licenza.
Se la societ si trova nella situazione sub D) la Licenza pu comunque essere
rilasciata purch la societ dimostri che:
a) ha saldato, entro e non oltre il termine perentorio del 31 marzo, il debito
scaduto, ovvero
b) ha concluso, entro e non oltre il termine perentorio del 31 marzo, un accordo
scritto con il creditore estendendo i termini di pagamento del debito scaduto5
ad una data successiva a quella del 31 marzo, ovvero
c) si opposta, entro e non oltre il termine perentorio del 31 marzo, ad un
ricorso o si costituita in un procedimento contenzioso promosso da un
creditore con riferimento ad un debito scaduto, contestando la fondatezza
della richiesta con motivazioni non manifestamente infondate, ovvero
d) ha presentato, entro e non oltre il termine perentorio del 31 marzo, un ricorso
o ha comunque avviato un procedimento contenzioso, non manifestamente
infondato, innanzi organi amministrativi, giurisdizionali o arbitrali dello Stato
o delle istituzioni sportive nazionali o internazionali.
141

La manifesta infondatezza dei ricorsi e/o delle opposizioni o eccezioni di cui


alle lett. c), d) valutata dalla Commissione di primo grado e/o dalla
Commissione di secondo grado sulla base delle tesi proposte dalla Societ
richiedente la Licenza.
Lassenza di eventi od operazioni di rilevanza economica tali da avere un
impatto negativo sulla situazione economica, patrimoniale e finanziaria della
societ (criterio F.05)
Nei sette giorni che precedono il periodo in cui la Commissione di primo grado
si riunisce per deliberare, la Societ richiedente la Licenza ha lobbligo di
trasmettere allUfficio Licenze UEFA e FFP una dichiarazione nella quale si
attesti che:
a) tutti i documenti trasmessi allUfficio Licenze UEFA e FFP sono completi e
veritieri;
b) non intervenuta nessuna modifica significativa o variazione concernente i
requisiti previsti dal Manuale;
c) dalla data di chiusura dellultimo Bilancio (ovvero dalla data di chiusura
della Semestrale, ove prescritta), non si sono verificati eventi o operazioni di
rilevanza economica tale da avere un impatto negativo sulla situazione
economica, patrimoniale e finanziaria della societ. Nel caso, invece, si siano
verificati tali eventi, la dichiarazione della Societ richiedente la Licenza
deve includere una descrizione della natura dellevento ed una stima del suo
effetto economico-finanziario sia in termini quantitativi che temporali (es.
effetto su pi esercizi), ovvero una dichiarazione che tale stima risulta
impossibile;
d) la Societ richiedente la Licenza, o una sua controllante inclusa nellarea di
consolidamento, non ha goduto di procedure concorsuali finalizzate alla
protezione dalle azioni dei creditori, ai sensi di leggi o regolamenti, nei
dodici mesi che precedono la Stagione della Licenza, comprese le Procedure
di amministrazione.
La Commissione di primo grado deve valutare le informazioni contenute nella
dichiarazione, coordinandole con la documentazione economico-finanziaria
142

storica e previsionale nonch ogni altra eventuale documentazione aggiuntiva


fornita dalla Societ richiedente la Licenza.
La Licenza non pu essere rilasciata se:
A) la Societ richiedente la Licenza non presenta, entro il termine perentorio
fissato dallUfficio Licenze UEFA e FFP, la dichiarazione in oggetto;
B) alla luce delle informazioni contenute nella dichiarazione, sono venuti
meno uno o pi requisiti previsti dal Manuale per il rilascio della
Licenza UEFA;
C) alla luce delle informazioni contenute nella dichiarazione, valutate in
combinato con le altre informazioni economico-finanziarie storiche e
previsionali, la Commissione di primo grado ritiene che non ci siano i
presupposti per la continuit aziendale, almeno fino al termine della
Stagione della Licenza;
D) la Societ richiedente la Licenza, o una sua controllante inclusa nellarea
di consolidamento, ha goduto di procedure concorsuali finalizzate alla
protezione dalle azioni dei creditori, ai sensi di leggi o regolamenti, nei
dodici mesi che precedono la Stagione della Licenza, comprese le
Procedure di amministrazione. La Licenza non pu essere rilasciata
neppure nel caso in cui la procedura concorsuale sia cessata al momento
della decisione degli organi competenti.
Lassenza di informazioni economico-finanziarie previsionali che evidenzino
elementi che possano mettere in dubbio la continuit aziendale della societ
(criterio F.06)
La Societ richiedente la Licenza deve predisporre, entro il 30 giugno dellanno
che precede la data di presentazione della domanda di rilascio della Licenza,
informazioni economico- finanziarie previsionali (budget) che coprano il
periodo di dodici mesi compreso tra il 1 luglio ed il 30 giugno dellanno
successivo.
I budget devono essere predisposti in conformit ai principi e requisiti prescritti
dal Manuale e devono essere basati su assunzioni che non siano manifestamente
infondate.
143

Analogamente a quanto prescritto ai fini del criterio F.01, qualora sussistano i


presupposti di consolidamento i budget e i report consuntivi devono essere
riferiti al gruppo inserito nellarea di consolidamento.
I budget devono essere predisposti su base trimestrale.
Le informazioni economico-finanziarie previsionali, da presentare entro il 30
giugno dellanno che precede la data di presentazione della domanda di rilascio
della Licenza, devono comprendere i seguenti documenti:

un budget del conto economico;

un budget dello stato patrimoniale;

un budget del rendiconto finanziario;

note esplicative relative allanalisi dei presupposti, dei rischi e delle


modalit di copertura degli eventuali fabbisogni di cassa.

I budget devono comprendere il conto economico, lo stato patrimoniale ed il


rendiconto finanziario dellesercizio immediatamente precedente (ovvero del
periodo intermedio, ove sia prescritta la Semestrale).
Nei suddetti documenti devono essere chiaramente evidenziate le seguenti
informazioni:

la ragione sociale (e forma legale), domicilio e sede legale della Societ


richiedente la Licenza e le eventuali modifiche rispetto allesercizio
precedente;

se le informazioni economico-finanziarie si riferiscono alla singola Societ


richiedente la Licenza, ad un gruppo o ad altre combinazioni di soggetti,
con la descrizione della loro struttura e composizione;

la valuta di riferimento.

I budget devono essere basati su assunzioni che non siano manifestamente


infondate e devono rispettare gli stessi principi e requisiti minimi contabili e
di contenuto previsti per la redazione del Bilancio (criterio F.01).

I budget devono essere approvati e sottoscritti dal legale rappresentante e


dallorgano responsabile del controllo contabile della Societ richiedente la
Licenza.
Nella predisposizione dei budget devono essere seguite le indicazioni contenute
nella Guida al Budget, redatta dalla Co.Vi.So.C., e devono essere applicati gli
144

stessi criteri di valutazione adottati ai fini della redazione del Bilancio, ferma
restando la possibilit di modifiche, intervenute successivamente alla data di
chiusura dellultimo Bilancio, che saranno riflesse nel Bilancio successivo e che
devono essere descritte e motivate.
3.6

I criteri economico-finanziari prescritti nelle UEFA Club Licensing


and Financial Fair Play Regulations

Il requisito di break-even la condizione a cui tende la normativa del Financial


Fair Play. Viene analizzato nella Parte III delle UEFA Club Licensing and Fair
Play Regulations.
Ci sembra tanto preminente quanto corretto, per unadeguata esposizione della
disciplina, sottolineare il seguente aspetto: per valutare se una societ abbia
raggiunto quello che viene definito come il punto di pareggio o di equilibrio
non interessa considerare tutti i ricavi e costi presenti nel Conto Economico.
Il Break even result concerne solo le componenti positive e negative di
reddito esplicitamente considerate dalla UEFA (nellAllegato X) ovverosia
quelle componenti chiaramente e direttamente imputabili nonch connesse
allattivit calcistica della societ richiedente la Licenza e alle sue controllate.
La UEFA ritiene che siano ricavi rilevanti ai fini del pareggio di bilancio i
proventi di seguito indicati:
- ricavi da biglietteria (sono comprese tutte le gare disputate nella stagione
sportiva);
- proventi da diritti di diffusione (sono ivi contemplati tutti i mezzi di
comunicazione, anche quelli non televisivi);
- ricavi da sponsorizzazioni e pubblicit;
- ricavi da attivit commerciali e royalties (merchandising, vendita di bevande
e alimenti allinterno dello stadio ecc.);
- altri proventi (non rientranti nelle categorie di cui sopra);
- proventi derivanti dalla gestione dei calciatori (plusvalenze);
- eccedenze risultanti dalla cessione di immobilizzazioni materiali (plusvalenze
da alienazione);
- proventi finanziari.

145

Vengono escluse dai ricavi rilevanti le seguenti componenti:


- ricavi non monetari ingenerati da operazioni di rivalutazione delle
immobilizzazioni materiali ed immateriali, delle rimanenze finali, le riprese
ei deprezzamenti o degli ammortamenti delle immobilizzazioni materiali o
immateriali ed i guadagni (o le perdite) delle fluttuazioni dei tassi di cambio;
- ricavi provenienti da transazioni con le parti correlate superiori al valore di
mercato;
- ricavi provenienti da operazioni non calcistiche non legate al club.
Sono invece ritenuti costi rilevanti le componenti che elenchiamo:
- costi di vendita dei materiali (costi per equipaggiamento tecnico, spese
mediche e di ristorazione ecc.);
- costi per il personale (costi relativi a tutti i dipendenti, non solo ai calciatori e
vi sono incluse tutte le varie indennit di fine rapporto e i pagamenti tramite
azioni del capitale sociale del club);
- costi operativi collegati allattivit sportiva inerenti allorganizzazione delle
gare (ad es. affitto dello stadio) e qualsiasi altra spesa riguardante le attivit
non direttamente calcistiche (tasse e imposte);
- ammortamenti, perdite di valore dei diritti di sfruttamento dei calciatori,
minusvalenze;
- oneri finanziari e dividendi;
- oneri derivanti da operazioni con parti correlate al club richiedente la Licenza
sono considerate ai fini del break-even result, al valore maggiore tra quello di
mercato e quello effettivamente sostenuto53.
Tuttavia, come per i ricavi, anche alcune spese indicate nel Conto Economico
non vengono computate tra quelle rilevanti. Tra esse abbiamo:
- costi sostenuti per lo sviluppo sociale e della collettivit (costi sostenuti per
finanziare attivit sociali, spese atte a garantire e incentivare la
partecipazione allo sport, campus, opere di solidariet, etc.);
- costi

non

monetari

(accantonamenti,

ammortamenti

diversi

dagli

ammortamenti per lacquisto di diritti pluriennali prestazioni calciatori,


53

Per una migliore illustrazione del tema si fa rinvio al paragrafo seguente.

146

svalutazioni diverse dalle svalutazioni dei diritti pluriennali prestazioni


calciatori, minusvalenze diverse da quelle derivanti dalla vendita dei diritti
pluriennali alle prestazioni dei calciatori);
- oneri finanziari direttamente attribuibili alla costruzione di immobilizzazioni
materiali per limpiantistica sportiva di propriet o per la ristrutturazione di
impianti oggetto di concessione pluriennale (oneri su mutui accesi per
incrementare il patrimonio del club come costruzione dello stadio e di
strutture di allenamento, previo ottenimento delle relative autorizzazioni e
permessi da parte delle autorit competenti);
- costi originati da operazioni non calcistiche non legate al club (costi privi di
legame con lattivit tipica);
- spese relative allo sviluppo del settore giovanile (c.d. vivaio) inclusivi dei
costi per il calcio femminile. Se gi capitalizzati esclusa la quota
ammortamento direttamente riconducibile ai costi sostenuti.
I costi di scouting, i costi di acquisizione dei calciatori relativi al settore
giovanile e al calcio femminile, e i costi del personale non esclusivamente
dedicato

al

settore

giovanile

sono

considerati

costi

rilevanti

conseguentemente ricompresi nel calcolo del pareggio di bilancio.


Il monitoring period definito, ai sensi dellart. 59 delle UEFA Club Licensing
and Financial Fair Play Regulations, come il periodo di monitoraggio durante il
quale il licenziatario sar oggetto di valutazione. Lo scopo ultimo verificare il
rispetto del parametro del break-even result.
Larco di tempo (alias periodo di monitoraggio ex art. 59) in cui si estende la
fase di vigilanza sul licenziatario articolato a sua volta in:
periodo di riferimento T che termina con lanno in cui sono cominciate le
competizioni UEFA per club;
periodo di riferimento T-1 che termina con lanno prima dellinizio delle
competizioni UEFA per club;
periodo di riferimento T-2 precedente il periodo T-1.
La differenza tra ricavi e costi rilevanti il risultato di break-even calcolato per
ogni periodo di riferimento: se i costi rilevanti di un licenziatario sono minori
dei ricavi rilevanti in un determinato periodo di riferimento, il club ha un surplus.
Qualora, al contrario, i costi rilevanti di un licenziatario fossero maggiori dei
147

ricavi rilevanti dello stesso periodo di riferimento, il club avrebbe un deficit.


Lart. 60 delle UEFA Club Licensing and Financial Fair Play Regulations
definisce il risultato aggregato di break-even come la somma algebrica dei
risultati dei singoli periodi compresi nellintervallo di tempo del monitoraggio
ovvero in T/ T-1/T-2.
Nellipotesi di risultato aggregato negativo di break-even riferito al periodo di
monitoraggio negativo, il licenziatario pu rettificare il deficit con leventuale
surplus dei due periodi di tempo precedenti.
Le UEFA Club Licensing and Financial Fair Play Regulations individuano,
secondo il dettato dellart. 61, comma 2, una zona di tolleranza rappresentata
dalla deviazione accettabile, pari a 5 milioni di Euro, e che viene contemplato
come limite massimo dellaggregato negativo di break-even per una societ.
Inoltre, ammesso il superamento della soglia di cinque milioni di Euro:
fino alla soglia di 45 milioni di Euro per il periodo di monitoraggio riferito
alla licenza delle stagioni sportive 2013/2014 e 2014/2015;
fino a 30 milioni di Euro per il periodo di monitoraggio riferito alla licenza
delle stagioni calcistiche 2015/2016, 2016/2017,2017/2018;
fino ad un importo da definirsi da parte del Comitato Esecutivo UEFA per il
periodo di monitoraggio delle stagioni successive.
Il superamento della soglia dei cinque milioni di Euro entro i limiti esposti,
consentito solo a condizione che i soci e/o le parti correlate ai club versino la
differenza tra limporto della deviazione accettabile e i limiti indicati, altrimenti
detto, effettuino un versamento in conto capitale.
Questi versamenti sono presi in considerazione ove si fossero verificati e fossero
rilevati contabilmente nel bilancio di uno dei periodi di riferimento T-2, T-1 e T.
Il licenziatario ha lonere di dimostrare la validit economica delloperazione di
ricapitalizzazione. Detta operazione non deve essere condizionata e quindi
essere completata sotto tutti gli aspetti. Perci non hanno importanza la sola
intenzione di capitalizzare o la manifestazione di impegno a effettuare
versamenti futuri da parte dei soci o delle parti correlate. Lart. 62 delle UEFA
Club Licensing and Financial Fair Play Regulations esplicita gli indicatori da
rispettare quale vincolo atto a soddisfare il requisito del break-even.
Gli indicatori di cui parliamo sono:
148

indicatore 1 sulla continuit aziendale. La relazione di revisione del bilancio,


relativa al periodo di tempo T-1, e/o del bilancio intermedio (se applicabile),
deve contenere un parere esplicito concernente il presupposto della continuit
aziendale;
indicatore 2 inerente al Patrimonio netto negativo. Il Patrimonio netto del
bilancio, relativo al periodo T-1, non deve essere in inferiore al Patrimonio
netto del bilancio di esercizio inerente al periodo precedente (T-2) o del
bilancio intermedio sempre riferito al periodo precedente;
indicatore 3 sul risultato di break-even. Il licenziatario non deve riportare un
deficit di break-even (art. 60 delle UEFA Club Licensing and Financial Fair
Play Regulations), per uno o entrambi i periodi di riferimento T-1 e T-2;
indicatore 4 sui debiti scaduti. Il licenziatario non deve avere debiti scaduti,
al 30 giugno dellanno in cui iniziano le competizioni UEFA per club, come
stabilito dagli artt. 65-66 delle UEFA Club Licensing and Financial Fair Play
Regulations (debiti scaduti verso altri club calcistici, verso la pubblica
amministrazione, verso qualunque soggetto).
Inoltre lOrgano di Controllo Finanziario dei Club UEFA conserva il diritto di
richiedere al licenziatario di predisporre e presentare uninformativa
supplementare, in qualsiasi momento, in particolare se i bilanci desercizio
annuali evidenziano che:

il costo del personale eccede il 70% del fatturato netto;

il debito netto supera il 100% dei ricavi totali.

Lequilibrio economico-finanziario viene raggiunto quando si verifichi una delle


seguenti ipotesi:

nessun indicatore di cui allart. 62 comma 3 delle UEFA Club Licensing


and Financial Fair Play Regulations stato violato e il licenziatario abbia un
surplus per i periodi T-1 e T-2;

un indicatore di cui allart. 62 comma 3 delle UEFA Club Licensing and


Financial Fair Play Regulations stato trasgredito, ma il licenziatario ha un
aggregato positivo per i periodi T-2, T-1 T;

un indicatore di cui allart. 62 comma 3 delle UEFA Club Licensing and


Financial Fair Play Regulations stato disatteso tuttavia, sebbene il
149

licenziatario abbia un risultato aggregato negativo per il periodo T-2 e T-1,


la deviazione risulta accettabile ai sensi dellart. 61 delle UEFA Club
Licensing and Financial Fair Play Regulations in quanto ai fini del calcolo
viene considerata leventuale eccedenza dei periodi T-3 e T-4.
Nella fattispecie di non raggiungimento del pareggio di bilancio, la UEFA, in
sede di rilascio della Licenza potr fare riferimento alle condizioni stabilite
nellAllegato 11 delle UEFA Club Licensing and Financial Fair Play
Regulations.
Il suddetto allegato afferisce allanalisi di alcuni fattori come:

le dimensioni del deficit e la tendenza => un trend in miglioramento viene


generalmente considerato positivamente. Naturalmente ove le dimensioni
del deficit siano ragguardevoli, in forma singola o aggregata, avremo un
giudizio negativo per il rispetto del Financial fair Play;

previsioni sul risultato di break-even => viene, ovviamente, apprezzato il


raggiungimento dellequilibrio nel risultato aggregato. Tuttavia lUEFA ha
la facolt di rivedere il piano industriale pluriennale (business plan) con
lintento di valutare meglio la strategia della societ monitorata;

impatto a seguito di conversione in Euro

situazione debitoria => possono essere chiesti chiarimenti in merito


allorigine del debito, al rispetto delle obbligazioni assunte. Lorgano di
controllo pu valutare ed esaminare aspetti quali: il grado di leva finanziaria
ossia il livello del debito rispetto alla redditivit e ai guadagni, il livello di
guadagni rispetto ai costi del debito, e ladeguatezza del flusso di cassa ai
fini del rimborso del capitale e degli interessi;

forza maggiore => la UEFA, nella disamina della situazione, considera


altres gli eventi straordinari e tutte quelle circostanze che sono al di fuori
del controllo del club;

modifiche (imprevedibili) del contesto economico => anche detti eventi


sono indipendenti dalle societ quando non esiste una ragionevole
probabilit atta a mitigarne limpatto (negativo) dal punto di vista
economico-finanziario;

mercato strutturalmente inefficiente => la UEFA definisce un mercato


inefficiente sulla base di studi che comparano gli incassi annui delle leghe
150

pi rilevanti in Europa. I ricavi vengono valutati nelle loro diverse


componenti quali matchdays e diritti di radiodiffusione;

limiti dimensionali della rosa => vengono valutate positivamente le


squadre che hanno una rosa di venticinque elementi, stante la libera
utilizzazione degli atleti under 21.

LAllegato XI ha suscitato ulteriore interesse in relazione al punto secondo.


Nel suddetto allegato XI del Regolamento UEFA sul Financial Fair Play
previsto che nei primi due periodi di monitoraggio, che riguardano la stagione
2013/14, con valutazione dei bilanci 2011/12 e 2012/13 e la stagione 2014/15,
con valutazione dei bilanci 2011/12, 2012/13 e 2013/14, il Club Financial
Control Body dellUEFA dovr tenere in considerazione un altro fattore
aggiuntivo ovvero quello rappresentato dai giocatori sotto contratto prima del
1 giugno 2010.
Nella sostanza, se una squadra accumula un deficit che sfonda il limite del
break-even tollerato (Euro 45 milioni), potr rientrarvi a due condizioni:
1) dimostrare un'inversione di tendenza, con lattuazione di una strategia
concreta per un futuro adeguamento;
2) dimostrare che il disavanzo, oltre la soglia di tolleranza, stato causato
dai contratti con i giocatori registrati prima del 1 giugno 2010.
Invero, tale ultimo punto preso in considerazione solo per il bilancio che si
chiude nel 2012. Nella norma anche specificato che, a scanso di dubbi, tutte le
rinegoziazioni dei contratti avvenute dopo il 1 giugno 2010 non saranno prese
in considerazione.
La finalit che la norma si prefigge quella di non sanzionare una societ che
evidenzia un deficit che supera la deviazione accettabile, ma che soddisfa
entrambe le condizioni di cui sopra. La norma cerca di recuperare quei club che
intendono intraprendere un percorso che ottemperi alla normativa sul fair play
finanziario, pur pesando su esse il fardello di gestioni passate.
Il problema si pone su ci che sembrerebbe facile da interpretare, ossia le
rinegoziazioni.
Secondo uninterpretazione letterale, vanno conteggiati nel costo del personale

151

(e sono dunque esclusi dalla clausola Paolillo54), tutti quei contratti che siano
stati rinnovati dopo il 1 giugno 2010.
Secondo unaltra interpretazione, pi estensiva, esposta dallautore di uno
specifico quotidiano finanziario, per i contratti rinnovati dopo il 1 giugno 2010,
dalla clausola Paolillo non viene escluso l'intero importo risultante dal contratto,
bens solo la frazione di esso che 'nuova' (ritocco e/o aumento), mentre la parte
'vecchia' (preesistente) rientra nel campo di applicazione della clausola.
Dunque, ai fini del risultato di break-even verrebbero conteggiati nel costo del
personale solo gli aumenti di ingaggio (dovuti ai rinnovi contrattuali avvenuti
dopo il 1 giugno 2010).
Invece non verrebbe considerata come costo rilevante, in virt della 'clausola
Paolillo', la base di ingaggio antecedente al 1 giugno 2010.
Si ricorda tuttavia che le societ possono avvalersi della clausola una tantum
solo per il risultato relativo alla stagione sportiva 2011/2012, ossia per gli
esercizi chiusi al 30/6/2012 o al 31/12/2012(a seconda della scelta di ogni
societ).
I campi di maggiore complessit
Tra i temi pi dibattuti e chiacchierati vi quello relativo alleventuale
appartenenza della richiedente la Licenza ad un gruppo aziendale.
Il Manuale delle Licenze UEFA della FIGC impone alla societ richiedente la
Licenza di indicare la struttura legale dellipotetico gruppo di imprese a cui essa
stessa appartenga.
Ci pu avvenire anche mediante una rappresentazione grafica.
Devono figurare in modo chiaro le controllanti, le controllate e le societ
collegate. Fondamentale sar il riferimento alle persone fisiche (titolari effettivi)
cui sia riconducibile il controllo finale, diretto o indiretto, e in modo particolare,
sulla societ richiedente la Licenza.
Nella seguente analisi le fonti normative che recitano un ruolo di primo piano
sono il D. Lgs. 127/1991, la disciplina appositamente emanata dalla FIGC in
54

Il nome della clausola esaminata deriva dallex amministratore delegato e Direttore Generale
di FC Internazionale, Ernesto Paolillo.
Egli, da sempre sostenitore del Financial Fair Play, ha partecipato alla stesura delle singole
disposizioni.

152

tema di redazione del bilancio consolidato allo scopo di ottenere la Licenza


UEFA ed infine le UEFA Club Licensing and Financial Fair Play Regulations.
Si rammenta che tra le fonti vi sono i principi contabili internazionali IAS/IFRS,
per tutte

quelle

societ

che

ne facciano uso, obbligatoriamente

facoltativamente.
Lart. 14.4.4 del Manuale delle Licenze UEFA della FIGC ritiene che qualora
una societ sia parte di un gruppo di aziende e contemporaneamente sia
controllante rispetto ad altre entit, la medesima debba predisporre il bilancio
anche con riferimento alle controllate. In tale fattispecie non si valuter ai fini
dellottenimento della Licenza, il rispetto dei criteri economico-finanziari della
singola societ, bens saranno rilevanti i valori del bilancio consolidato del
gruppo.
Il Manuale precisa che sono assoggettate allobbligo descritto anche quelle
entit societarie che ne sarebbero esenti ai sensi del D.Lgs. 127/1991.55
Pertanto lart. 46-bis delle UEFA Club Licensing and Financial Fair Play
Regulations

il

Manuale

allart.14.4.4,

stabiliscono

che

larea

di

consolidamento concerna ogni societ nei cui bilanci sono contabilizzati:


gli emolumenti dovuti ai dipendenti;
le plusvalenze e le minusvalenze a seguito di acquisti e cessioni dei diritti alle
prestazioni dei calciatori.
In ogni modo larea di consolidamento comprende qualsiasi societ, inclusa
nella struttura del gruppo, e che generi costi e ricavi o che offra servizi
(sostenendo costi) con attinenza alle seguenti attivit:
55

Il decreto in esame disciplina i casi di esonero dalla redazione del bilancio consolidato.
Allart. 17 del suddetto decreto sono disciplinati i casi di esonero dalla redazione del bilancio
consolidato. Infatti si statuisce che non sono soggette allobbligo l imprese controllanti che,
unitamente alle imprese controllate, non abbiano superato, per due esercizi consecutivi due dei
seguenti limiti:
a) 17.500.000 Euro del totale degli attivi degli stati patrimoniali;
b) 35.000.000 Euro nel totale dei ricavi dalle vendite e delle prestazioni;
c) 250 occupati di media durante lesercizio.
Lesonero non applicabile ove limpresa controllante o una delle controllate abbia titoli quotati in
borsa.
Non sono soggette allobbligo nemmeno le imprese controllate quando la controllante possegga oltre
il 95% delle azioni o quote della controllata ovvero quando la redazione del bilancio consolidato
non sia chiesta almeno sei mesi prima della fine dellesercizio da tanti soci che siano almeno il
5% del capitale sociale.
Le ragioni alla base dellesonero deve essere comunque indicate devono essere indicate nella Nota
integrativa al bilancio di esercizio.

153

biglietteria;
sponsorizzazioni e pubblicit;
ospitalit e merchandising;
finanziamenti;
uso e gestione dello stadio e delle strutture di allenamento;
settore giovanile.
Si precisa che una societ pu essere esclusa dallarea di consolidamento se la
sua attivit risulti irrilevante ai fini della chiarezza del bilancio consolidato o
quando la sua attivit non sia collegata a quelle della societ richiedente la
Licenza.
In tale ipotesi la societ richiedente la Licenza deve dichiarare se le attivit
sopra indicate sono contabilizzate nei bilanci di una delle compagini incluse
nellarea di consolidamento e fornire spiegazioni dettagliate nella circostanza
opposta.
Ulteriormente

la

societ

deve

giustificare

lesclusione

dellarea

di

consolidamento di ogni societ inserita nella compagine del gruppo.


Emerge un dato essenziale: lindividuazione delle controllate e delle controllanti,
alias dellarea di consolidamento, avviene per il tramite di criteri differenti
rispetto a quelli del citato D.Lgs. 127/1991.
Lottenimento della Licenza appare a formazione progressiva:
a) il primo criterio con cui la FIGC costruisce la figura del gruppo
rappresentato dallaccertamento dellesistenza di una relazione di controllo
che unisce la societ richiedente alle altre societ ex. Art. 2359 c.c.;
b) il secondo criterio rappresentato dalla contabilizzazione in societ terze
rispetto alla richiedente la Licenza di emolumenti dovuti ai dipendenti e di
plusvalenze/minusvalenze derivanti dallacquisto /cessione dei diritti alle
prestazioni dei calciatori;
c) il terzo criterio quello relativo allo svolgimento, da parte di societ terze a
favore della richiedente, di attivit quali biglietteria, sponsorizzazioni e
pubblicit, diritti radio-televisivi, merchandising e ospitalit, attivit sportiva
e, finanziamenti, uso e gestione dello stadio e dei centri di allenamento,
settore giovanile purch tali attivit costituiscano quella precipua e siano
154

collegate a quelle della societ richiedente la Licenza nonch ai suoi assets o


al marchio della medesima.
Si ricorda che il concetto di controllo di cui allart. 2359 c.c. si dirama in
controllo c.d. interno ed esterno, come risulta dallart. 26 del D.Lgs.
127/1991.
Il primo consiste nel disporre della maggioranza dei voti esercitabili
nellassemblea

ordinaria

mentre

il

secondo

deriva

dallaccertamento

dellesistenza di particolari vincoli contrattuali o peculiari circostanze che si


risolvono in una influenza dominante di una societ, la controllante, nei
confronti di unaltra, la societ controllata.
A questa distinzione si sovrappone, coincidendo, quella operata dal D.Lgs.
127/1991 in cui si parla di controllo di diritto e controllo di fatto.
Al primo sono ricondotte le ipotesi di disponibilit diretta o mediata della
maggioranza dei voti esercitabili nellassemblea ordinaria o gli accordi tra soci
ossia i patti parasociali; al controllo di fatto si ricollega ogni tipo dinfluenza
contrattuale o derivante da clausola statutaria o la disponibilit di voti tale da
creare un dominio diretto o indiretto nellassemblea ordinaria della controllata.
In ordine al decreto si notano deroghe sullinclusione nellarea di
consolidamento di imprese controllate.
Abbiamo una sovrapposizione con la disciplina del Manuale quando si cita
lirrilevanza, ai fini della rappresentazione veritiera e corretta della situazione
patrimoniale, finanziaria e del risultato economico del gruppo, dellacclusione
nellarea di consolidamento. Invece non c alcun richiamo tra le due discipline
nel momento in cui il decreto afferisce alla facolt di esclusione delle controllate
in cui lesercizio del diritto voto fortemente limitato (ad es. per procedure
concorsuali, esproprio ecc.) o nei casi in cui le azioni siano possedute con lo
scopo di rivendita immediata (in tale caso le azioni devono essere inserite nel
bilancio della controllante nellattivo circolante) ovvero quando le informazioni
non siano ottenibili in maniera tempestiva (fatti straordinari , circostanze
politiche).
E agevole rilevare che il gruppo sportivo nella configurazione che interessa ai
fini dellottenimento della licenza, possa risultare compreso in un altro e pi
ampio gruppo, alla cui formazione concorrono imprese che si situano al di fuori
155

del perimetro osservato da FIGC e UEFA. Cos il gruppo sportivo potrebbe


costituire un sottogruppo allinterno di un sistema pi ampio.
Potremmo concludere che il gruppo sportivo sia una risultante della selezione
operata sulla base di criteri illustrati e quando facciamo riferimento al bilancio
consolidato, non intendiamo chiamare in causa quello previsto dal D.Lgs.
127/1991 bens la rappresentazione contabile convenzionale su base consolidata
dellinsieme delle societ costituenti il cosiddetto reporting perimeter (avendo
constatato che le risultanti consolidate derivanti dallarea di consolidamento
legale possano differire da quelle a cui si giunge dal consolidamento delle
entit giuridiche secondo il disposto dellart. 14.4.4 del Manuale delle Licenze
UEFA e dallart. 46 bis delle UEFA Regulations).
In questo modo ci si avvede della potenziale asimmetria tra il dato legale e
quello che viene preso in considerazione ai fini del reporting perimeter, con
conseguente probabile incompletezza di questultimo ( il caso di imprese che
rientrano nel gruppo sportivo rilevante ai fini della licenza UEFA, ma possono
essere escluse dallarea di consolidamento prevista per a generalit delle
imprese).
Per quanto attiene alle UEFA Club Licensing and Financial Fair Play
Regulations segnaliamo che la societ richiedente la Licenza che sia controllata
da unaltra entit, deve obbligatoriamente fornire adeguata informativa sui
rapporti che stabilisce con questultima, di cui deve fornire denominazione ed
eventuali controllante (eventuale immagine manuale licenze 2015).
In base alla specifica situazione in cui versa il soggetto richiedente la Licenza
UEFA, il reporting perimeter, dovr comprendere:

esclusivamente il club richiedente la Licenza o

il gruppo di imprese in cui detto club risulti compreso.

In tale guisa si pu sostenere che sia fondamentale segnalare eventuali


relazioni di controllo o collegamento tra la richiedente la Licenza ed altre
imprese: per lItalia sono primarie le disposizioni di cui allart. 2359 c.c. ed
in secondo luogo, quei rapporti rilevanti ai fini di ottenimento della Licenza
UEFA.

Pertanto, saranno individuati i soggetti che devono essere inclusi nel perimetro
di consolidamento:
156

la societ richiedente la Licenza UEFA;

ogni altra impresa controllata dalla societ richiedente eccetto che nei casi
di mancanza di collegamento tra lattivit di questultima e quella del
football club e ove lattivit della controllata sia insignificante rispetto al
gruppo nel suo complesso;

ogni altra impresa che abbia rilevato pagamenti di stipendi ai dipendenti e


plusvalenze/minusvalenze derivanti dalla gestione del parco giocatori.

Trattasi della situazione operativa in cui talune societ giuridicamente


autonome e senza rapporti di partecipazione operano come se fossero
ununica impresa.

Il UEFA-Cl-FFP-IT Solution Toolkit-2015 evidenzia come il processo di


aggregazione di due o pi imprese non sia dissimile dal processo di
consolidamento di due o pi imprese; la differenza sostanziale che nel primo
caso non si effettuano rettifiche nei conti del Patrimonio netto, mentre nel
secondo tali rettifiche si rendono necessarie al fine di tener conto della quota di
Patrimonio netto di pertinenza della capogruppo e della quota di Patrimonio
netto di pertinenza delle minoranze.
Pi analiticamente, per quanto riguarda le procedure di consolidamento, sar
opportuno verificare la corretta applicazione dei principi adottati per la
preparazione del bilancio consolidato in conformit alle norme stabilite dal
Decreto Legislativo 9 aprile 1991 n. 127 ed ai principi statuiti dal Consiglio
Nazionale dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili, come riportato
in nota integrativa.
In particolare:
a) verifica che le attivit e le passivit delle societ consolidate siano assunte
secondo il metodo dellintegrazione globale, eliminando il valore di carico
delle partecipazioni detenute dalla Capogruppo e dalle altre societ
consolidate contro il valore della corrispondente quota del patrimonio netto
contabile delle partecipate;
b) verifica che tutte le partite di debito e credito, nonch le transazioni di
carattere economico intervenute fra le societ incluse nel consolidamento,
siano state eliminate;

157

c) verifica delleliminazione degli eventuali dividendi incassati;


d) verifica che le eventuali quote di patrimonio netto e dellutile di esercizio di
competenza di terzi, siano iscritte in una apposita voce denominata Capitale
e riserve di terzi.
Altro tema particolarmente ostico quello attinente al corretto inquadramento
dei rapporti con le parti correlate.
Viene previsto che la transazione debba riflettere quelli che sono i valori di
mercato, quindi di norma, sar utile effettuare delle rettifiche al fine di stabilire
quale sia il fair value.
Tale processo impone che:
a) il football club individui quali sono le proprie parti correlate;
b) il football club tenga distintamente separati i costi e i ricavi derivanti dalle
operazioni con le controparti correlate;
c) il football club determini il fair value delloperazione posta in essere con la
propria parte correlata;
d) il football club assuma nel del calcolo del break-even result, il minore tra fair
value e valore delloperazione posta in essere con la propria parte correlata in
tutte quelle ipotesi nelle quali loperazione non sia allineata al suo fair value;
e) il football club si attenga alla procedura stabilita nel proprio paese in ordine
alle operazioni con le parti correlate.
La conclusione di operazioni con le parti correlate determina pertanto lesigenza
di rettificare la quota di costo o di ricavo rilevante per il calcolo del risultato di
break-even.
Il frutto di questa procedura consiste nel raffrontare il corrispettivo pattuito per
la negoziazione oggetto del contratto e il corrispondente valore di mercato.
Per quanto concerne il nostro Paese la disciplina dei rapporti con le parti
correlate contenuta nel Codice Civile e nel D.Lgs. 58/98 altres denominato
Testo Unico della Finanza.
Solo citando le fonti appare netta la distinzione tra le societ non quotate e
quelle quotate.
Quanto alle societ non quotate, lart. 2247 c.c. afferma che nella Nota
integrativa debbano essere illustrate le operazioni con parti correlate che non
158

avvengono alle normali condizioni di mercato, precisandone limporto, la natura


e qualsiasi altra informazione ritenuta utile per la comprensione dellaffare.
Per le societ quotate, in aderenza al disposto dellart. 2391-bis c.c., sar
necessaria ladozione, da parte dellorgano amministrativo delle societ che
fanno ricorso al mercato del capitale di rischio, di regole dettate dalla CONSOB.
Onde lobiettivo quello di garantire la traS.p.A.renza e la correttezza
sostanziale nonch procedurale delle operazioni con parti correlate.
Il Testo Unico della Finanza sempre con riferimento alle societ aventi titoli
negoziati in mercati regolamentati, definisce la parte correlata a una societ.
Trattasi di quel soggetto che direttamente o indirettamente, anche mediante
proprie controllate, fiduciarie o interposte persone:

controlla la societ, ne controllato o sottoposto a comune controllo;

detiene una partecipazione nella societ tale da esercitare una influenza


notevole su di essa;

esercita un il controllo sulla societ congiuntamente con altri soggetti;

Inoltre un soggetto parte correlata se:

una societ collegata;

una joint venture in cui la societ una partecipante;

uno dei dirigenti con responsabilit strategiche della societ o della sua
controllante;

uno stretto familiare di uno dei soggetti di cui alle lettere a) o d);

unentit nella quale uno dei soggetti di cui alle lettere d) o e) esercita il
controllo, il controllo congiunto o linfluenza notevole o detiene,
direttamente o indirettamente, una quota significativa, e comunque non
inferiore del 20% dei diritti di voto;

fondo pensionistico complementare, collettivo o individuale, italiano o


estero, creato per i dipendenti della societ o di altra entit ad essa correlata.

La CONSOB nel 2010 ha approvato il Regolamento recante disposizioni in


materia di parti correlate dando, in tale maniera, attuazione al sopra citato art.
2391-bis c.c.
Ci che ci interessa che la nozione che emerge dal Regolamento circa le
condizioni equivalenti a quelle di mercato o standard si avvicina al concetto di
159

fair value di cui si parla nelle norme UEFA. Con queste locuzioni sintendono
condizioni analoghe a quelle comunemente praticate nei confronti di parti non
correlate per operazioni di identica natura, entit e rischio.
Per una corretta individuazione delle operazioni con parti correlate, il
Regolamento CONSOB, richiede che i consigli di amministrazione o di gestione
delle societ adottino ogni procedura idonea ad assicurare la trasparenza e la
correttezza sostanziale e procedurale.
Concluso il breve excursus sulla normativa di settore, giungiamo allaspetto
essenziale della nostra analisi: le parti correlate possono esplicarsi in modo
rilevante anche nei bilanci dei club calcistici, e proprio per siffatta ragione,
vengono prese in considerazione dal Regolamento UEFA sul Financial Fair Play.
Gli elementi basilari del concetto di parte correlata sono quelli del controllo
diretto e/o indiretto, delle partecipazioni, dellinfluenza esercitata, della presenza
di joint venture, dei ruoli dirigenziali con responsabilit strategiche, dei legami
familiari e infine dei fondi pensionistici per dipendenti dellentit esaminata.
Le UEFA Club Licensing and Financial Fair Play Regulations ritengono che
loperazione con parte correlata sia un trasferimento di risorse, servizi o
obbligazioni fra tali parti, a prescindere dalla fissazione di un corrispettivo.
Nel settore calcistico, la fattispecie delle operazioni con parti correlate viene ad
esistenza nei casi di:

sponsorizzazioni;

vendita di biglietti per le aree di ospitalit aziendale, e/o lutilizzo di Sky


Box;

qualsiasi operazione che preveda la fornitura di beni e/o servizi.

Luso distorto delle operazioni con parti correlate non molto diverso da quello,
a suo tempo analizzato, della cessione del marchio.
Il Financial Fair Play costringe i club a raggiungere un equilibrio tra costi e
ricavi, e questi possono essere incrementati proprio grazie alle operazioni con
parti correlate che nella maggior parte dei casi altro non sono che semplici
contratti di sponsorizzazione. Leffetto voluto quello di far figurare un forte
aumento di ricavi rilevanti, indispensabile nel raggiungimento del pareggio di
bilancio.
In un certo senso plausibile parlare di doping finanziario in quanto le parti
160

correlate, di solito riconducibili agli stessi proprietari, permettono la


contabilizzazione di proventi ragguardevoli.
Per converso, la modalit analizzata, non altro che un metodo atto a finanziare
la propria societ, alternativo agli aumenti di capitale, e che pu garantire la
pubblicizzazione dei propri marchi e delle proprie imprese, nella espansione
delle stesse sul mercato mondiale.
Quanto atteggiamento, presente in gran parte, nelle piccole-medie societ 56 ,
56

Per arginare il fenomeno delle maxi-sponsorizzazioni delle parti correlate, uno dei parametri
del FFP ritiene che una sponsorizzazione debba essere soggetta ad una rettifica in base al fair
value, quando limporto della stessa sia pari o superiore al 30% delle entrate totali del
richiedente la licenza.
Si nota comunque un una inversione di tendenza delledizione del 2015 rispetto al Regolamento
sul Financial Fair Play edito nel 2012: significativa influenza della transazione con parte
correlata si configura solo al di la della soglia del 30%. Il che rende senzaltro eludibile la ratio
del Financial Fair Play in materia di operazioni con parti correlate.
Faremo tre esempi che ci permetteranno di comprendere come alcune societ hanno pensato di
incrementare i ricavi rilevanti, aggirando la normativa sul Financial Fair Play.
Il Paris Saint Germain chiude il bilancio al 30 giugno 13 con una perdita di 3,5 Milioni di Euro.
Il bilancio relativo al 2012 invece aveva fatto registrare un rosso di 5,4 milioni. Quindi con un
rosso complessivo di circa 9 milioni, il Psg dello sceicco Al Thani avrebbe maturato un rosso
complessivo di circa 9 milioni. In tale modo sarebbe nettamente nei limiti del fair play
finanziario che nel biennio 2012/13, tra le altre cose, prevede un rosso massimo di 45 milioni. Il
condizionale, come si dice in questi casi, dobbligo. Il verdetto finale della UEFA dipender da
come verranno rideterminati i ricavi collegati ai ricchissimi contratti di sponsorizzazione con
parti correlate del Qatar.
Il fatturato del Psg, controllato dalla Qatar Sports Investments, al netto delle plusvalenze, ha
raggiunto al 30 giugno 2013 i 399 Milioni di Euro, con un incremento di quasi 300 milioni in
due anni. Al 30 giugno 2011, prima dellavvento degli sceicchi, i ricavi del Psg erano di appena
100 milioni e nel 2012 si fermavano a 222 milioni. I ricavi da gare sono stati pari a 40 milioni
(contro i 25 della stagione precedente), grazie alla qualificazione ai quarti di finale della
Champions League (oltre che allaumento dei prezzi del Parco dei principi). Sempre la
Champions ha garantito entrate per circa 44,7 milioni, mentre dai diritti tv nazionali sono arrivati
altri 46 milioni. Ufficialmente i ricavi da sponsor e pubblicit sono pari a Euro 35 milioni (nel
2011/12 erano pari a 24,6 milioni). I ricavi principali del Psg derivano, per dalla
contestatissima (in sede UEFA) voce altri ricavi: 233,5 milioni (mentre nel 2011/12 erano
125,4 milioni e 17,2 milioni nel 2010/11). In questa voce ricadono gli introiti legati allaccordo
di sponsorizzazione/promozione con lEnte del Turismo del Qatar (addirittura retroattivo per il
bilancio 2012). Se i contratti con Emirates (jersey sponsor), Nike (sponsor tecnico), Panasonic,
McDonalds e Microsoft rientrano nelle ordinarie modalit di sponsorizzazione di un club di
calcio, il legame multimilionario con lEnte del Turismo del Qatar, parte correlata, appare
decisamente fuori dallalveo del fair play finanziario. Cos come laccordo tra Psg e Gruppo
Ooredoo, societ di telecomunicazioni del Qatar che assicurer entrate per 15 milioni allanno
per cinque stagioni. Lobiettivo di questi mega-contratti per il Psg quella di promuovere e
rafforzare limmagine a livello globale del Qatar e delloperatore di tlc del paese, per cui non
possono essere considerati dalla Uefa come normali contratti di sponsorizzazione.
I costi operativi del Psg nel 2013 sono quasi raddoppiati. Nel bilancio 2013 si infatti registrato
un aumento da 214 a 407 milioni. In particolare, il costo del personale (ingaggi) salito a circa
220 milioni (dai 117 milioni del bilancio 2012). A questi vanno aggiunti gli ammortamenti dei
cartellini e le provvigioni agli agenti che ammontano a 91 milioni (erano 41 nel 2012).
In definitiva, basterebbe che la UEFA sterilizzasse per il 50% i contratti con lEnte del
Turismo del Qatar (considerandoli, per esempio, nel 2013 per soli 100 milioni anzich per i circa
200 messi a bilancio) per mettere il Psg fuorigioco nellottica del fair play finanziario. A fronte
di queste premesse il Psg stato dapprima sanzionato, e solo nel 2015, pur rimanendo sotto

161

proiettate ad una crescita rapida della loro dimensione e del loro prestigio, non
passato inosservato.
La UEFA ha ritenuto inevitabile, in ossequio al principio di prevalenza della
sostanza sulla forma giuridica

57

di un rapporto contrattuale e perci

nellauspicare una rappresentazione veritiera della situazione patrimoniale e


finanziaria dei club, nel calcolo del break-even result, che il corrispettivo
dovesse essere valutato, ed eventualmente rettificato, facendo riferimento al
valore equo di mercato.
Dunque ogni operazione commerciale con una parte correlata per poter essere
considerata rilevante nella determinazione del break-even result deve essere
assunta al fair value.
Qualora venisse regolata ad un valore superiore, leccedenza non sarebbe
computabile nel calcolo del risultato di pareggio; tuttavia, ove fosse
effettivamente incassata, sarebbe lecito avvalersene nella copertura delle perdite,
semprech il deficit rientri nei limiti di tolleranza prescritti.
Ad esempio devono essere sempre escluse dai ricavi rilevanti operazioni come
le donazioni in denaro ricevute da una parte correlata o laccollo di debiti per
vigilanza della UEFA, alcune delle misure irrogate sono state annullate.
Altrettanto celebre il caso del FC Manchester City e della sua sponsorizzazione con Ethiad.
Il Manchester City ha attualmente in essere un contratto di sponsorizzazione (maglia e naming
rights dellimpianto) con la compagnia aerea Etihad Airways del valore di 400 mln di sterline
sullarco di 10 anni: si tratta di circa 51 Milioni di Euro allanno.
Nonostante il contratto sia stato messo sotto osservazione dalla UEFA (la compagnia
considerata una parte correlata rispetto al proprietario del City), il Club starebbe negoziando
un prolungamento del contratto da 10 a 15 anni (attualmente ci troviamo nel 3 anno di
applicazione) con un incremento del compenso annuale, che passerebbe a circa 63 mln di Euro
(+23%).
Il terzo esempio quello del US Sassuolo, societ di piccole dimensione che da qualche anno
stata promossa in Serie A, dotata tuttavia di un facoltoso proprietario.
Il dato particolarmente interessante a bilancio per il Sassuolo Calcio quello che riguarda la
voce ricavi commerciali. Analizzando bene la nota integrativa si scopre che dei 28,23 milioni
di suddetti ricavi, ben Euro 22.046.000 sono introiti da sponsorizzazione, elargiti da Mapei
(lanno precedente erano invece pari a Euro 15.564.760).
Se si confrontasse il valore della sponsorizzazione del Sassuolo con i valori medi della Serie A,
emergerebbe la sua rilevanza. Juventus e Milan (negli ultimi anni le migliori per ricavi da
sponsorizzazioni), fresche di rinnovo contrattuale rispettivamente con Jeep e Emirates, ricavano
da questi marchi entrambe 17 milioni annui, bonus esclusi.
Il club di Squinzi guida tecnicamente la speciale classifica sui ricavi da sponsorizzazione in
Serie A, che in totale, sommando il valore dei contratti delle varie tipologie di sponsor di maglia,
registra circa 91 milioni (quasi quindi grazie al Sassuolo). Come dicevano, ad oggi la voce
ricavi da sponsorizzazioni pesa per il 39,5% sul fatturato netto della squadra emiliana.
57

La prevalenza della sostanza sulla forma giuridica delloperazione con parte correlata, come
in qualunque altra operazione, prescritta dallAllegato x.
Tale disposizione la naturale conseguenza del postulato afferente alla prevalenza della sostanza
sulla forma nonch dello IAS 18 e IAS 24.

162

conto del club.


In ottemperanza al discorso tenuto in ordine al risultato di break-even, le
contribuzioni derivanti da una parte correlata possono essere computate, per la
parte eccedente il valore equo, solo nel momento in cui vi sia una deviazione
accettabile.
3.7 Le sanzioni per il mancato rispetto dei criteri economico-finanziari
previsti nelle UEFA Club Licensing and Financial Fair Play
Regulations
Il mancato rispetto dei criteri imposti dalle UEFA Club Licensing and Financial
Fair Play Regulations comporta lirrogazione di precise sanzioni.
La materia espressamente disciplinata dallart. 29 del Procedural rules
governing the UEFA club financial control body.
Le sanzioni si distinguono tra loro per la diversa intensit del carattere
repressivo e per una gradualit delleffetto deterrente, e come facilmente si pu
dedurre, sono comminate dalla normativa test citata sulla base del principio di
proporzionalit.
Principiamo dalla categoria di quelle misure applicabili tanto ai club quanto a
singoli individui.
Per le infrazioni di minore gravit sono previste sanzioni quali lavvertimento e
il rimprovero; si passa poi alle pi consistenti pene della multa e della
penalizzazione in termini punti acquisiti in specifiche competizioni e la
trattenuta di introiti derivanti dalle ricche competizioni continentali; per
transitare fino alla limitazioni di calciatori registrabili per una competizione
UEFA e allobbligo di non oltrepassare specifiche soglie per i costi dei propri
atleti.
Allapice delle sanzioni, per le inadempienze pi gravi, annoveriamo la
squalifica o la futura esclusione dalle competizioni Europee e la revoca di titoli
o premi.
Il secondo comma dellart. 29 enuncia le sanzioni appositamente comminate ai
singoli soggetti.
Come al comma 1, le previsioni pi blande consistono nellavvertimento e nel
rimprovero, dopodich al livello immediatamente successivo si prevedono la
163

multa e successivamente la sospensione per un numero determinato o


indeterminato di partite ovvero per un periodo di tempo determinato o
indeterminato.
Extrema ratio rappresentata dal divieto di esercitare qualsiasi attivit.
Organo giudicante il Club Financial Control Body (CFCB) che ha competenza
sia sul Club Licensing che sul Financial Fair Play; si divide in una camera
inquirente ed una giudicante. E possibile presentare appello al Court of
Arbitration of Sports (CAS) contro le decisioni del CFCB
Ledizione 2014 delle Procedural rules governing the U.E.F.A. Club Financial
Control Body introduce due novit:
I Club possono concludere degli accordi, definiti Settlement Agreements58,
58

Il Regolamento del Fair Play Finanziario - Edizione 2015 ha introdotto listituto del
Voluntary Agreement, che diverso dal Settlement Agreement, gi previsto nel dispositivo
normativo. La differenza principale, tra le due fattispecie di accordo, riguarda il soggetto
proponente laccordo: per laccordo transattivo lOrganismo UEFA; mentre, per laccordo
volontario il club richiedente la licenza.
LArticolo 68 del Regolamento del Fair Play Finanziario, sia nella formulazione delledizione
2012 che in quella delledizione del 2015, ha stabilito che, nel caso in cui un club richiedente la
licenza, non soddisfi i requisiti, nel periodo di monitoraggio in esame, lUEFA Club Financial
Control Body pu anche decidere di concludere un accordo transattivo con il licenziatario,
prendendo in considerazione altri fattori definiti nell'allegato XI (Other factors to be considered
in respect of the monitoring Requirements) e adottando i provvedimenti appropriati senza
indugio secondo quanto stabilito dal Procedural rules governing the UEFA Club Financial
Control Body.
Lallegato XII, riguardante gli accordi volontari per il requisito del pareggio, specifica che un
club pu rivolgersi alla Camera Investigativa dellUEFA Club Financial Control Body per
stipulare un accordo volontario con l'obiettivo di rispettare il requisito di pareggio.
Tuttavia, tale diritto esercitabile a condizione che:
- al club sia stata concessa una licenza valida per partecipare alle competizioni UEFA per club
dallorgano competente nazionale, ma lo stesso club non si sia qualificato per una competizione
UEFA per club nella stagione precedente l'entrata in vigore dell'accordo volontario;
- il club richiedente si sia qualificato per una competizione UEFA per club e abbia rispettato il
requisito di pareggio nel periodo di monitoraggio precedente l'entrata in vigore dell'accordo
volontario;
- il club richiedente sia stato oggetto di un significativo cambiamento nella propriet e/o
partecipazioni di controllo nei 12 mesi precedenti la scadenza per le domande.
Per fare la proposta, il club licenziatario, negli ultimi tre esercizi oggetto di monitoraggio, non
deve essere stato parte di un accordo volontario (come definito dallAllegato XII) o non deve
aver subto un provvedimento disciplinare o non deve aver stipulato un accordo transattivo
(come previsto dalle Norme Procedurali che disciplinano lUEFA Club Financial Control Body).
Laccordo volontario da proporre, pu estendere la sua efficacia al massimo fino a quattro
esercizi.
Inoltre, laccordo volontario da proporre deve includere un insieme strutturato di obblighi su
misura per la situazione del club, gli obiettivi di pareggio del bilancio, che devono essere ben
definiti, sia annualmente che in forma aggregata per ciascun periodo di riferimento coperto
dallaccordo, e altri obblighi da assumere, come concordato con lUfficio Investigativo
dellUEFA Club Financial Control Body.
Le istanze di Voluntary Agreement devono essere presentate entro il 31 dicembre che precede
la stagione in cui l'accordo volontario entrer in vigore.
Per applicare un accordo volontario il club deve:

164

con il CFCB nei quali accettano delle sanzioni ed un percorso per rientrare
nei parametri che impone il Financial Fair Play.
Gli altri club estranei ad un settlement agreement (parti interessate) possono
ricorrere allAdjudicatory Chamber del CFCB, se ritengono che gli stessi
contengano un manifesto errore di valutazione. Si voluto introdurre
listituto dei settlement agreements (e non il deferimento diretto
allAdjudicatory Chamber) perch lobiettivo quello di mantenere i Club
dentro il sistema e non di espellerli.

- presentare un piano aziendale a lungo termine, costituito da stato patrimoniale, conto


economico e rendiconto finanziario. Tale Piano deve basarsi su ipotesi ragionevoli e prudenti, e
deve essere redatto nella forma comunicata dall'amministrazione UEFA, e deve includere
informazioni circa il pareggio di bilancio fino a periodo di riferimento di oltre quattro anni;
- dimostrare la sua capacit di continuare come impresa in attivit almeno fino al termine del
periodo coperto dall'accordo volontario;
- dimostrare la propria capacit di raggiungere gli obiettivi e gli obblighi concordati con
lUfficio Indagine dellUEFA Club Financial Control Body;
- presentare un impegno irrevocabile da parte di un azionista e/o socio e/o di una parte correlata
a sostenere finanziariamente il club per un importo almeno pari al deficit previsto per tutti i
periodi di riferimento oggetto dellaccordo volontario. Questo impegno irrevocabile deve essere
provato per mezzo di un accordo giuridicamente vincolante tra il licenziatario e lazionista o
socio e/o parte correlata e, se richiesto dallUfficio Investigativo dellUEFA Club Financial
Control Body, esso deve essere garantito per mezzo di:
i) versamenti su un conto vincolato, oppure
ii) una garanzia da un'altra societ nella struttura del gruppo legale al di fuori del perimetro di
rendicontazione; oppure
iii) ogni altra forma di garanzia, che lUfficio Investigativo dellUEFA Club Financial Control
Body considerer soddisfacente.
E una mera facolt dellUfficio Indagine dellUEFA Club Financial Control Body, quella di
stipulare il relativo accordo volontario o meno.
LUfficio Indagine dellUEFA Club Financial Control Body controlla la corretta e tempestiva
attuazione degli accordi volontari.
Infine, i club che stipulano un accordo volontario, si obbligano a:
a) impegnarsi a fornire all'amministrazione UEFA con informazioni tempestivamente attestano
la loro conformit a tutti gli obblighi inclusi nellaccordo volontario;
b) pu essere sottoposto a misure disciplinari da parte di indagine dellUEFA Club Financial
Control Body o dalla Camera Arbitrale, come previsto dalle Norme di Procedura che
disciplinano lUEFA Club Financial Control Body se non riescono a rispettare i termini del loro
accordo volontario.

165

CAPITOLO 4: IL CASO FC INTERNAZIONALE S.P.A.


4.1 Introduzione
Nellattuale capitolo mi sono proposto di esaminare il bilancio di FC
Internazionale in relazione alla normativa UEFA, cercando di focalizzare
lattenzione sulle prospettive e sulle manovre operative messe in atto.
La curiosit per il caso pratico citato emersa, congiuntamente alla passione per
questo sport, in virt dellavvenimento, fino a qualche anno fa ritenuto
impossibile, del passaggio di propriet del club dallimprenditore milanese
Massimo Moratti al tycoon indonesiano Erick Thohir.
Non si tratta solamente di mera compravendita del pacchetto azionario di
maggioranza della holding che controlla un club calcistico professionistico,
bens di un fatto pi complesso.
La cessione da parte di uno degli uomini pi facoltosi e apprezzati dItalia di ci
che da Lui sempre stata definita come la Sua pi grande passione,
assomiglia ad un passaggio di testimone, alla resa incondizionata della passione
del mecenate sedotto, che patendo la stanchezza di molte sfide, decide di farsi
aiutare nella prova di transizione pi difficile: quella dal calcio passionale al
calcio reddituale, quella dal mecenatismo (in tale ipotesi del tutto disinteressato
al profitto personale) al Financial Fair Play.

4.2

Storia
Nascer qui al ristorante lOrologio, ritrovo di
artisti, e sar per sempre una squadra di grande
talento. Questa notte splendida dar i colori al
nostro stemma: il nero e lazzurro sullo sfondo
doro delle stelle. Si chiamer Internazionale,
perch noi siamo fratelli del mondo.
(Milano, 9 marzo 1908, in occasione della nascita dellInter)

Prima di procedere si reputa importante effettuare una breve digressione storica


sulle origini di FC Internazionale.
166

Il Football Club Internazionale Milano nacque presso il ristorante milanese


L'Orologio di Via Giuseppe Mengoni alle ore 23:30 del 9 marzo 1908, con il
nome di Foot-Ball Club Internazionale59 (solo nel 1967 verr aggiunto Milano
alla denominazione ufficiale, quando diventer una S.p.A.), per iniziativa di
quarantaquattro dirigenti dissidenti del Milan contro il club rossonero, il quale
aveva imposto di non far giocare calciatori stranieri e aveva deciso di non
partecipare a nessun torneo nazionale.
Il nome scelto per la nuova squadra volle simboleggiare la volont cardine della
societ: dare la possibilit a giocatori non italiani di vestire questa maglia.
Le prime affermazioni a livello nazionale arrivarono tutte a distanza di dieci
anni luna dallaltra ossia nel 1910-1920-1930,1938 e 1940.
Si rammenta che con lavvento del regime fascista, la societ, per evitare
riferimenti politici alla Terza Internazionale Comunista, dovette mutare il nome
in Associazione Sportiva Ambrosiana.
Il giocatore simbolo degli ultimi tre scudetti Giuseppe Meazza, atleta a cui fu
intitolato lo stadio di San Siro.
Nel 1955 ascese alla presidenza Angelo Moratti. Fu l'inizio dell'era della
"Grande Inter di Helenio Herrera vincitrice di tre scudetti, due Coppe dei
Campioni e due Coppe Intercontinentali.
Nel 1967 la societ cambi definitivamente denominazione in Football Club
Internazionale Milano.
Il 1968 segn la fine di un ciclo, con l'abbandono di Moratti e di Herrera.
La presidenza pass a Ivanoe Fraizzoli, sotto la cui guida il club torn a vincere
lo scudetto nel 1971 e successivamente nel 1980.
Nel 1984 divenne presidente Ernesto Pellegrini che nel 1989 raggiunse il
traguardo del tredicesimo scudetto con allenatore Giovanni Trapattoni.
Nel febbraio 1995 i Moratti tornarono al timone della societ, che venne
acquistata da Massimo, figlio di Angelo.

59

Il pittore Giorgio Muggiani tra i dissidenti del Milan, scelse i colori che avrebbero rappresentato
l'emblema della societ: il nero e l'azzurro. Quest'ultimo colore fu scelto perch all'epoca si
usavano le matite a due colori, rosse da una parte e blu dall'altra quindi simbolicamente il blu era
opposto al rosso. Il pittore disegn anche lo stemma: ispirato a quello dei club inglesi, riportava le
lettere F, C, I, M sovrapposte in bianco su uno sfondo costituito da un cerchio dorato, circondato
da un cerchio nero, che a sua volta era circondato da un cerchio azzurro.

167

Dopo il ciclo di vittorie, inaugurato nel 2006 con Roberto Mancini e culminato
con Jos Mourinho nella storica tripletta, iniziato un periodo di flessione.
Bench la generosit nel sostenere finanziariamente il club da parte del
Presidente Massimo Moratti non sia mai mancata, la crisi economica e il
fardello di una gestione passionale tanto nel suo profilo sportivo quanto, e
soprattutto, in quello economico-finanziario, incidono e caratterizzano tuttoggi
larco di tempo decorrente dal 2010.
Al di la dellodierna situazione economica, ci che risulta essere un vero e
proprio impedimento allavvio di un nuovo ciclo sportivo proprio levoluzione
della normativa UEFA sfociata nel Financial Fair Play.
A farne le spese sono quelle societ che trascinate dalla passione dei proprietari,
il nostro caso, hanno vissuto periodi gloriosi sebbene basandosi sul sostegno
finanziario degli stessi. Insomma sempre stato il proprietario a garantire la
continuit aziendale poich la societ, da sola, non avrebbe potuto sostenere
determinati oneri.
Pertanto si configurata una dipendenza del club verso il proprio magnate.
E il dato oltre a produrre veri e propri crack finanziari, ha stimolato lUEFA a
percorrere la strada del Fair Play finanziario.
4.3 La svolta societaria: il passaggio da Massimo Moratti a Erick Thohir
La stagione sportiva 2012/2013 una delle peggiori nella storia del club
nerazzurro.
La squadra si piazza al nono posto nella classifica della Serie A. E pure lEuropa
League non riserva alcuna soddisfazione: la squadra non va oltre gli ottavi di
finale.
Sono momenti di difficolt per la societ. Il Presidente di mille battaglie dopo
diciotto anni di reggenza, avverte i segni della stanchezza.
Inoltre bisogna fare i conti anche con la neonata normativa sul Financial Fair
Play che impone alla societ il raggiungimento dellequilibrio finanziario.
Per un Presidente passionale che non ha mai badato a spese nei suoi diciotto
anni di presidenza forse il momento migliore per passare il testimone.

168

Come ammetter lo stesso Massimo Moratti non sono state sfruttate al meglio le
vittorie del quinquennio 2006-2011 ai fini di una ristrutturazione, sicuramente
societaria, ma anche, e per lo pi, ai fini di una revisione strategica.
Che fosse proiettata verso nuovi orizzonti quali ad esempio lo sfruttamento del
marchio, la valorizzazione del settore commerciale, la costruzione dello stadio
di propriet e quindi verso un affrancamento dallimmissione continua di
liquidit da parte dellazionista di maggioranza.
Dunque si avverte la necessit di allargare il business del club avvalendosi di
ogni potenzialit rimasta inespressa, evitando di restare ancorati ai proventi dei
diritti televisivi.
A ci si aggiunge che le deludenti performance sportive della squadra
impongono il ridimensionamento di ogni ambizione a causa del fatto che
vengono a mancare i preziosi introiti della competizione continentale pi
importante ovvero la Champions League.
Alla luce di questa condizione stagnante della societ, e con lintento del
Presidente Moratti di giovarsi dellapertura a nuovi mercati, nel Maggio del
2013 compaiono le prime indiscrezioni sulla trattativa con il magnate
indonesiano Erick Thohir.
Nel giro di qualche mese, a seguito di smentite e conferme, una mattina di
ottobre, il Presidente Moratti annuncia la conclusione della negoziazione.
Internazionale Holding S.r.l., societ mediante cui Massimo Moratti controlla il
98,2% di FC Internazionale Milano S.p.A., ha ceduto il 70% della
partecipazione a International Sports Capital HK Limited, posseduta da tre soci
indonesiani, divenuti poi due: Erick Thohir e Handy Soetedjo.
Procediamo, ora, con la disamina della cessione del pacchetto di maggioranza,
valutando altres i mutamenti nella configurazione del gruppo societario. La
nostra attenzione si concentrer sulla gestione morattiana, orientandoci alla
comprensione dei motivi che hanno provocato un passaggio di propriet.
Prima della cessione la struttura del Gruppo Internazionale Holding riferita alla
data del 30 giugno 2013 risulta essere la seguente:

169

Figura 4.1 - La struttura del Gruppo Internazionale Holding al 30.06.2013


Internazionale
Holding S.r.l.
98,31
%
FC Internazionale
Milano S.p.A.
100%

1
0
0
%
Inter
Futura
S.r.l.

5
0
%

100%

Inter Brand S.r.l.

M-I San
Siro
S.r.l.

100%
Shanghai Inter
Brand Trading Co.
Ltd
Fonte: Fascicolo di bilancio al 30.06.2013 scaricato da Camera di Commercio

Lanalisi ci permetter altres di spiegare le strategie poste in essere dai nuovi


proprietari.
Internazionale Holding s.r.l., la societ che al 30 giugno 2013, controllava circa
il 98,31% di FC Internazionale Milano S.p.A., ha chiuso, alla stessa data, il suo
bilancio ordinario di esercizio con una perdita di Euro 193.656.075.
Trattandosi di un bilancio di una holding di partecipazioni, landamento della
sua gestione condizionato in misura determinante dallandamento gestionale
della propria controllata FC Internazionale Milano S.p.A.
In genere, tale bilancio presenta un conto economico con valore della
produzione e costo della produzione con valori trascurabili. La posta che
determina la perdita, ormai ogni anno, la svalutazione della partecipazione di
FC Internazionale Milano S.p.A., che in un circolo vizioso si autoalimenta con i
continui versamenti in conto capitale e a copertura perdite e si svaluta con le
perdite conseguite dalla controllata.
170

La novit del bilancio al 30 giugno 2013, a differenza degli esercizi precedenti,


consiste in una svalutazione nettamente superiore alla perdita di esercizio della
societ controllata. Infatti, stata effettuata una svalutazione di Euro
192.540.765, riducendo il valore della partecipazione a Euro 32.926.312, mentre
la perdita del bilancio di esercizio di FC Internazionale Milano stata pari a
Euro 79.881.808 e quella del suo bilancio consolidato, redatto solo ai fini del
rispetto delle Norme Organizzative Interne Federali della F.I.G.C. (N.O.I.F.) e
del Manuale delle Licenze U.E.F.A. stata pari a Euro 82.689.869.
Occorre evidenziare che il valore della partecipazione a inizio esercizio era di
Euro 131.421.858, che durante lesercizio sono stati effettuati versamenti in
c/copertura perdite a favore di FC Internazionale Milano S.p.A. per Euro
59.636.868 e versamenti in c/capitale e aumenti di capitale sottoscritti per Euro
34.408.351.
A seguito dellingresso nel capitale sociale di FC Internazionale Milano S.p.A.
di nuovi azionisti di maggioranza, Internazionale Holding S.r.l., in data 15
novembre 2013, ne ha perso il controllo, riducendo la sua partecipazione ad una
percentuale del 29,49%. Invero, a seguito della copertura della perdita di
esercizio 2012/2013 di Euro 79.881.808, decisa dallAssemblea di FC
Internazionale Milano S.p.A. del 25 ottobre 2013, il Capitale Sociale della
controllata si era ridotto a Euro 4.500.000, suddiviso in n. 3.500.000.000 di
azioni, di cui n. 3.440.835.074 detenute da Internazionale Holding S.r.l.
Successivamente, in data 15 novembre 2013 stato deliberato, per FC
Internazionale Milano S.p.A., un aumento del Capitale Sociale a pagamento, per
nominali Euro 10.500.000 oltre sovrapprezzo pari a Euro 64.500.000, mediante
emissione di n. 8.166.666.667 nuove azioni ordinarie, riservato alla societ
International Sports Capital HK Limited.
La societ International Sports Capital HK Limited ha assunto, tra laltro,
degli impegni di ricapitalizzazione gi garantiti per almeno un triennio ed
diventata il nuovo azionista di controllo di FC Internazionale Milano S.p.A.
sottoscrivendo un numero di nuove azioni rappresentative del 70% del capitale
sociale e versando Euro 75.000.000.
Tale operazione, effettuata il 15 novembre 2013, ha permesso di stabilire un
valore di mercato che stato utilizzato per determinare il valore realizzabile
della partecipazione al 30 giugno 2013 di Internazionale Holding S.r.l..
171

In definitiva, in data 15 novembre 2013, il 70% di FC Internazionale Milano


S.p.A. valeva 75.000.000 di Euro e di conseguenza il 100% valeva Euro
107.142.857,14.
Poich i principi contabili e il Codice Civile prevedono liscrizione della
partecipazione al minore importo tra il costo (o patrimonio netto) e valore di
realizzo, il valore della partecipazione al 30 giugno 2013 stato determinato in
base al valore dazienda in relazione alloperazione relativa allaumento di
capitale del 15 novembre 2013, tenendo conto dei risultati di periodo conseguiti
da FC Internazionale Milano S.p.A. e delle sue controllate oltre che dei
versamenti a copertura perdite effettuati nel periodo intercorrente tra la data di
bilancio e la data di closing delloperazione, ossia il 15 novembre 2013. Per
quanto riguarda i risultati di periodo, si sono fatte delle stime. Risulta che, tra il
1 luglio 2013 e il 15 novembre 2013, Internazionale Holding S.r.l. ha effettuato
un ulteriore versamento di 11 milioni di Euro, utilizzato per coprire in parte la
perdita di FC Internazionale Milano S.p.A.
In definitiva, lAmministratore Unico della societ ha ritenuto corretto operare
una svalutazione del valore di carico della controllata al fine di allinearne il
valore di iscrizione alle nuove risultanze, assumendo il valore di realizzo come
elemento indicativo del valore della societ controllata.
Quindi, il valore della partecipazione stato svalutato per un importo di Euro
192.540.765 e a seguito di tale svalutazione il valore di carico della
partecipazione al 30 giugno 2013 di FC Internazionale Milano S.p.A. risulta
essere pari ad Euro 32.926.312.
La svalutazione ha determinato liscrizione nel bilancio di esercizio di
Internazionale Holding S.r.l. di un costo di Euro 192.540.765, allocato nella
voce Rettifiche di valore delle attivit finanziarie, che stato la causa della
perdita evidenziato nel bilancio ordinario desercizio.
Nonostante la rilevante perdita di esercizio di Euro 193.656.075, il Patrimonio
Netto risulta ancora positivo per Euro 31.444.904.
Tuttavia, tenuto conto delle riserve pari a Euro 38.940.979 e del capitale sociale,
pari a Euro 186.160.000, la perdita determina il ricorrere dei presupposti di cui
allart. 2482 bis C.C. (riduzione del capitale di oltre un terzo per perdite), in
quanto, al netto delle riserve, eccede il terzo del capitale sociale.
Tale circostanza stata richiamata anche dai Revisori della Deloitte, nella loro
172

Relazione.
Secondo lAmministratore Unico della societ, molto probabile che anche per
lesercizio 2013/2014 possa verificarsi la necessit per Internazionale Holding
S.r.l. di sostenere finanziariamente la partecipata proporzionalmente alla quota
detenuta, beneficiando del supporto del socio di riferimento.
4.3.1 Leredit della gestione morattiana
Lultimo bilancio della Gestione Moratti sintetizza la stessa, che ha avuto una
durata quasi ventennale e che stata caratterizzata da uno squilibrio economico,
dovuto al costante prevalere dei costi sui ricavi, determinante uno squilibrio
patrimoniale, caratterizzato da un patrimonio netto negativo, e uno squilibrio
finanziario, dovuto al prevalere dei debiti sui crediti.
Per riequilibrare tale situazione, la propriet stata costretta ad intervenire,
anche pi volte nello stesso anno. Forse si pu intravedere in tale sintesi almeno
una delle motivazioni che hanno portato al cambio del controllo del club
nerazzurro.
FC Internazionale Milano S.p.A. ha chiuso il bilancio dellesercizio 2012/13 60
con una perdita di Euro 79.881.808, in peggioramento rispetto allesercizio
2011/12, che si era chiuso con una perdita di Euro 77.147.926.

60

La perdita si verificata nonostante la riduzione dei costi della produzione per circa 44,3
milioni, a causa soprattutto dalla riduzione degli stipendi dei calciatori, invece, gli
ammortamenti pari a circa 60 Milioni di Euro, sono rimasti praticamente invariati.
I ricavi sono diminuiti di circa 34,5 Milioni di Euro, soprattutto a causa della mancata
partecipazione alla Champions League, che ha comportato il decremento dei proventi televisivi,
di sponsorizzazioni e di biglietteria. Tali voci di ricavo sono strettamente connesse
allandamento sportivo della squadra, che non avendo conseguito laccesso alla UEFA
Champions League 2012/13, ha costretto a un ridimensionamento del budget. Per i grandi club
italiani, diventa sempre pi vitale, per il conto economico, in assenza di ricavi da stadio
rilevanti, la partecipazione alla Champions League.

173

Figura 4.2 I numeri della gestione Moratti dal 1994 al 2013

Fonte: Bilanci FC Internazionale Milano S.p.A. Elaborazione dati da Luca Marotta

I numeri della gestione sono ragguardevoli: dallesercizio 1994/1995


allesercizio 2012/2013, evidenziano apporti di capitale per 1,25 miliardi di
Euro a fronte di perdite complessive pari a 1,35 miliardi di Euro, con un valore
della produzione complessivo di circa 2,9 miliardi di Euro. In media, ogni 100
milioni di Euro di ricavi, si generavano 47 milioni di Euro di perdita.
4.3.2 La nuova governance
Passati in rassegna i meccanismi alla base della cessione del pacchetto di
maggioranza delle azioni di FC Internazionale Milano S.p.A., approfittiamo per
rendere noti alcuni dettagli, mai ufficializzati e per questo si parler di
indiscrezioni, sulla governance e sui rapporti tra gli azionisti. Insomma
tratteremo il tema dei patti parasociali.
Con questo termine si intendono le regole, solitamente riportate nello Statuto
della societ (alternativamente in un documento separato, i "Patti Parasociali"),
che disciplinano il modo in cui deve essere gestita una societ laddove le quote
174

azionarie vedano un socio che detiene una larga maggioranza, come nel caso
dell'Inter.
Assemblea dei Soci
Il Codice Civile identifica solitamente due tipi di maggioranze per le delibere
che sono prese dall'Assemblea: la maggioranza semplice (50% + 1 dei voti) e la
maggioranza qualificata (il 66,66% dei voti).
Attualmente la International Sports Capital detiene il 70% dei voti, quindi in
assenza di accordi particolari avrebbe potuto decidere in autonomia su tutto.
In questi casi vengono solitamente identificati una serie di argomenti ritenuti
strategici (per gli effetti che possono produrre), sui quali si concorda una
maggioranza qualificata particolare, tale da rendere il voto del socio di
minoranza (Moratti, in questo caso) necessario.
Entriamo nel dettaglio.
Fino al 2015 sar necessario il 90% dei voti favorevoli (quindi anche il 30% di
Moratti) per le delibere che riguardino:
Aumenti di capitale;
Cessione di beni della societ o trasferimento di rami dazienda;
Cambio di denominazione o di sede sociale;
Emissione di obbligazioni o di altri strumenti finanziari;
Operazioni straordinarie (fusioni, scissioni, trasformazioni).
Trascorsi i primi due anni, la percentuale scender all82% del capitale sociale.
Perch questa riduzione? Probabilmente perch Thohir ha accettato questa
limitazione ma a condizione che la presenza di Moratti sia duratura. Se nell'arco
dei tre anni la quota dei Moratti dovesse scendere sotto il 18% (perch non ha
partecipato al ripianamento delle perdite di bilancio o perch nel frattempo ha
venduto ulteriori quote), allora questi privilegi (un vero e proprio diritto di veto)
verranno meno.
Come vedremo oltre, questa soglia del 18% viene espressamente citata per
alcuni diritti in capo a Moratti per il periodo post-2015, quindi pu essere che
sia dovuta a precisi accordi di progressivo passaggio di ulteriori quote di
capitale dalla Internazionale Holding alla International Sport Capital.
175

Consiglio di amministrazione
Nelle societ di capitali il Consiglio di amministrazione (Cda) l'organo
incaricato della gestione corrente della societ.
Il Cda identifica una serie di argomenti sui quali vuole che le decisioni siano
prese in maniera collegiale, delegando le altre a uno o pi soggetti.
Normalmente viene scelto un Amministratore Delegato che il responsabile
della societ. Questo processo, che solitamente viene deciso prediligendo la
snellezza decisionale (cio dando ampi poteri all'Amministratore Delegato per
evitare che il Cda debba riunirsi tutte le volte), assume un'importanza particolare
quando la societ ha un azionariato diffuso, perch occorre trovare il giusto mix
fra le necessit operative e la tutela degli interessi dei singoli soci.
Nel caso di FC. Internazionale stato previsto un Consiglio di amministrazione
di 8 persone, la cui maggioranza (5) sono nominate dalla International Sports
Capital (Thohir e Handy Soetedjo), mentre i restanti tre saranno scelti da
Internazionale Holding (Massimo Moratti).
Le decisioni sono normalmente prese a maggioranza semplice, quindi Thohir ha
il controllo assoluto del Consiglio, ma anche in questo caso sono stati
identificati degli argomenti le cui delibere devono essere prese con la
maggioranza qualificata di sette amministratori:
operazioni di calciomercato (acquisti, cessioni, compropriet o prestiti,
rescissioni) che comportano per lInter un esborso superiore a venti milioni di
Euro;
contratti con calciatori, allenatori o altro personale che prevedono un costo
superiore a dieci milioni di Euro lordi;
decisioni definite "significative" inerenti il progetto di costruzione di un
nuovo stadio, sulla vendita del centro di Appiano Gentile e su Inter Campus;
acquisti o vendite di beni materiali per oltre 10 milioni;
utilizzo delle linee di credito o stipule di mutui;
operazioni straordinarie (partecipazioni o joint venture) superiori a 20
milioni;
cessione del marchio.

176

Altri impegni dei soci

Sono stati previsti degli accordi particolari che vincolano i due soci:
la International Sports Capital non pu diminuire la propria quota al di sotto
del 70% fino al 15 novembre 2016 senza il consenso di Massimo Moratti, il
quale pu esercitare tale forma di controllo a condizione di detenere almeno
il 5% del capitale;
Moratti potr mantenere i tre membri in Consigli di amministrazione anche
successivamente al 2015 purch conservi almeno il 18% delle azioni,
diversamente e fino al 10% ne avrebbe solo due. Al di sotto di tale soglia,
forse, solo uno.
Internazionale Holding si vede garantito il cosiddetto diritto di "co-vendita":
se Erick Thohir trovasse un terzo investitore interessato a rilevare le quote
della International Sports Capital, questa obbligata a fare in modo che
anche le quote di Moratti siano oggetto della vendita, alle stesse condizioni
economiche.
In sostanza questa clausola garantisce il socio di minoranza dal rischio di
trovarsi escluso da una possibile vendita o, peggio, di trovarsi come socio di
maggioranza una persona diversa da quella con la quale ha raggiunto l'accordo
iniziale.
Ma accanto a queste informazioni, parrebbero esistere anche degli accordi che
non sono stati resi pubblici (non essendo la societ quotata, non sussiste
l'obbligo di pubblicit circa patti parasociali che impegnino esclusivamente i
soci).
Secondo alcune indiscrezioni, il contratto fra Thohir e Moratti sarebbe provvisto
di una clausola d'uscita a favore della International Sports Capital.
Giuridicamente avremmo quella che in gergo viene chiamata opzione put,
ovverosia il diritto di un soggetto (Thohir) di vendere le proprie quote ad un
altro soggetto (Moratti) al verificarsi di determinante condizioni, senza che il
futuro acquirente possa rifiutarsi di acquistarle61.

61

Una delle condizioni che farebbero scattare questo diritto a favore di Thohir e soci sarebbe da
ricercarsi in "difficolt di ordine burocratico-amministrativo [che] dovessero impedire a Thohir
di sviluppare il club sul modello economico dei club anglosassoni.

177

La situazione pare, tuttavia equilibrata, daltra parte dalla presenza di diritti di


veto a favore dellex presidente Moratti.
4.4 Strategie finanziarie della nuova propriet
Dopo la cessione dei marchi da Inter ad Inter Brand avvenuta in data 29
dicembre 2005, per un importo di 158.000.000 di Euro, dopo loperazione di
fusione inversa di Inter Capital S.r.l. in FC Internazionale Milano S.p.A., che
gener delle riserve da concambio azioni utilizzate per coprire in parte la perdita
2006/2007, durante il 2013/14 stata costituita una nuova societ denominata
Inter Media and Communications S.r.l. (di seguito IMC e che ha come oggetto
sociale la commercializzazione materiale audiovisivo storico, canale televisivo
Inter Channel e sponsorizzazioni) per dar luogo ad unoperazione di
rifinanziamento del debito.
La costituzione di IMC ha richiesto il ricorso ad unoperazione straordinaria di
conferimento IPOTESI NOTA.
FC Internazionale Milano S.p.A. attraverso loperazione straordinaria di
conferimento

ha

conseguito

una

plusvalenza

che

ha

contribuito

significativamente alla realizzazione dellutile dellesercizio 2013-2014.


Come detto, loperazione di rifinanziamento del debito ha comportato
inizialmente la costituzione di una nuova societ e il conferimento in essa da
parte di FC Internazionale Milano S.p.A. dei i contratti di sponsorizzazione, dei
crediti derivanti dalla vendita dei media rights e dei contratti relativi al canale
tematico Inter Channel e il conferimento da parte di Inter Brand S.r.l di tutte le
attivit connesse alla gestione del marchio FC Inter.
Il conferimento ha comportato la registrazione di ingenti plusvalenze.
La nuova societ stata in grado di fornire le garanzie per ottenere un
finanziamento di 230 milioni di Euro da parte di banche quali Unicredit e
Goldman Sachs.
Invero, in data 27 maggio 2014, IMC ha sottoscritto con Goldman Sachs
International e Unicredit un finanziamento per complessivi Euro 230 milioni di
cui Euro 200 milioni come linea di credito per rifinanziare i debiti esistenti ed
Euro 30 milioni per finanziare il circolante.

178

A garanzia di tale finanziamento figurano i flussi di liquidit che si rinvengono


nei contratti conferiti dalla Societ e da Inter Brand ad IMC oltre che i flussi
garantiti dai diritti televisivi, i cui crediti sono stati ceduti dalla Societ a IMC e
da questultima concessi a garanzia del finanziamento stesso.
Gli interessi applicati sul finanziamento sono ad un tasso variabile pari
allEuribor a 3 mesi oltre ad uno spread del 5,5%.
Il piano di rimborso stabilito il seguente:
1 rata da 1 milione di Euro entro il 30 giugno 2015;
15 rate trimestrali da 3 milioni di Euro ciascuna dal 30.9.2015 al 30.3.2019 di
Euro 45 milioni;
1 rata finale da 184 milioni di Euro entro il 30 giugno 2019.
Nei Conti dordine di FC Internazionale Milano S.p.A. figura la voce Pegni su
quote controllata per 153.830.567 di Euro.
In aggiunta a quanto sopra, il bilancio consolidato di FC Internazionale Milano
S.p.A. e il bilancio desercizio di IMC dovranno rispettare due parametri
finanziari (covenants), ossia: il Debt Service Cover Ratio e il Pro-forma Debt
Service Cover Ratio.
Il Debt Service Cover Ratio riguarda il rapporto tra i flussi di cassa netti da
gestione operativa e la somma tra oneri finanziari iscritti nel bilancio e i
pagamenti di capitale avvenuti nei 12 mesi precedenti.
Il Pro-Forma Debt Service Cover Ratio viene calcolato utilizzando i medesimi
fattori, determinati su valori stimati da Budget.
Tali suddetti parametri devono essere calcolati trimestralmente a partire dal 30
settembre 2014 e devono risultare in valori superiori o uguali a 1,5.
Nel caso in cui il Debt Service Cover Ratio fosse inferiore a 1,5, gli Azionisti
possono effettuare versamenti in capitale utilizzabili per incrementare i flussi di
cassa operativi e riposizionare il parametro su valori pari o superiori a 1,5. Tale
possibilit concessa per una sola volta nel caso la prima squadra rimanga in
serie A, mentre estendibile a 3 volte qualora la prima squadra retroceda in una
serie minore.
Se i parametri sforassero ulteriormente previsto il decadimento dal beneficio
del termine. Loperazione di finanziamento costata a Inter Media circa 14
milioni di Euro.
179

Con i flussi di cassa derivanti dalloperazione di finanziamento sono stati


corrisposti da IMC a FC Internazionale Milano S.p.A. Euro 157,8 milioni di
Euro, a titolo di finanziamento infragruppo e utilizzati per chiudere le posizioni
debitorie esistenti e finanziare il circolante.
In tal modo, si liberato lAzionista Internazionale Holding ed il suo socio di
riferimento dalle garanzie connesse a tale debito bancario. Inoltre, la cifra di
Euro 39,4 milioni Euro stata utilizzata per rimborsare il finanziamento Monte
dei Paschi di Siena, conferito da Inter Brand.
La cifra di Euro 3,3 milioni Euro stata destinata per finanziare loperativit di
IMC, mentre un importo pari a Euro 15,5 milioni Euro, pari al capitale sociale
cumulato di FC Internazionale Milano S.p.A. e IMC, stato versato in un conto
corrente vincolato presso Unicredit a titolo di garanzia.
In data 30 giugno 2014, lassemblea dei Soci di IMC, ha deliberato la
distribuzione in natura della riserva sovrapprezzo per un ammontare totale pari a
circa Euro 157,8 milioni Euro di cui Euro 87,8 milioni distribuiti a FC
Internazionale Milano ed Euro 70 milioni alla controllata Inter Brand S.r.l..
Il 31 luglio 2014, la distribuzione della riserva verso FC Internazionale Milano
S.p.A. stata definita e accettata, tramite compensazione parziale delle posizioni
debitorie che FC Internazionale Milano S.p.A. deteneva nei confronti di IMC
per il finanziamento infragruppo. Nella stessa data e nello stesso modo, IMC e
Inter Brand hanno definito e accettato la distribuzione della quota di dividendo
destinata a Inter Brand S.r.l. attraverso la cessione pro-soluto della quota parte
residua del credito di IMC verso Inter per il gi citato finanziamento infragruppo.
I dividendi distribuiti a Inter e Inter Brand sono stati contabilizzati a riduzione
del valore delle rispettive partecipazioni in IMC.
Per effetto di tale distribuzione quindi, successivamente alla data di bilancio il
finanziamento infragruppo in capo a IMC verso Inter di Euro 157,8 milioni Euro
risulta interamente estinto, con corrispondente riduzione della riserva
sovrapprezzo azioni e del valore delle partecipazioni di Inter ed Inter Brand in
IMC.
Inter da parte sua risulta invece debitrice verso la controllata Inter Brand, per
effetto della suddetta cessione di credito, di Euro 70 milioni Euro. Tale
posizione verr regolata con loperazione di distribuzione di dividendi da Inter
Brand alla Societ come previsto dalla distribuzione del risultato desercizio al
180

30 giugno 2014 di Inter Brand.


Infatti, il progetto di bilancio della controllata totalitaria Inter Brand prevede la
distribuzione di un dividendo di Euro 78.760 migliaia che verr compensato con
le posizioni debitorie derivate dalle operazioni di conferimento e cessione dei
crediti finanziari da distribuzione del dividendo da IMC ad Inter Brand.
Nonostante gli effetti delloperazione del conferimento e del rifinanziamento, in
base ai dati e alle notizie fornite dal bilancio di esercizio 2013/14 della societ
FC Internazionale Milano S.p.A. sembrerebbe estremamente probabile che il
club nerazzurro non risulti in linea con i parametri stabiliti dal Fair play
finanziario, in quanto il risultato aggregato su base consolidata dei tre anni
2011/2012, 2012/2013 e 2013/2014, certamente non rispetta la soglia, pari ad un
risultato negativo complessivamente non superiore a 5 milioni di Euro, ovvero a
45 milioni di Euro in caso di ricapitalizzazione, definita per il rispetto della
Break-Even Rule.
Infatti, gli amministratori hanno scritto che in base a quanto risulta dal bilancio
consolidato, la valutazione delle partecipazioni con il metodo del patrimonio
netto, determinerebbe una riduzione del patrimonio netto al 30 giugno 2014 di
Euro 129.355.000 e del risultato dellesercizio chiuso alla stessa data di Euro
135.611.000.
Tali effetti sono essenzialmente determinati dallo storno delle plusvalenze da
conferimento. Pertanto la perdita del bilancio consolidato 2013/14 stimabile in
102,4 milioni di Euro, mentre il bilancio di esercizio 2013-14 di FC
Internazionale Milano S.p.A. mostra un utile di 33.186.211 di Euro.
A questo punto sembra opportuno mettere in evidenza levoluzione della
struttura del Gruppo FC Internazionale Milano.
Alla data del 30 giugno 2014, si regista linfluenza dellingresso del nuovo
socio di riferimento e delloperazione straordinaria che ha portato alla
costituzione di Inter Media and Communication S.r.l.
FC Internazionale Milano S.p.A. controllata per il 70% dalla societ
International Sports Capital HK Ltd; per il 29,5% da Internazionale Holding
S.r.l. e per lo 0,5% da altri soci minori.
A sua volta, FC Internazionale Milano S.p.A. controlla al 100% Inter Futura
S.r.l. e Inter Brand S.r.l. Inoltre, FC Internazionale Milano S.p.A. detiene il
55,61% di Inter Media and Communication S.r.l. e il 50% di MI Stadio S.r.l.
181

Inter Brand S.r.l. detiene il 44,39% di Inter Media and Communication S.r.l. e
il 100% di Shangai Inter Brand Trad. Co Ltd.
MI Stadio S.r.l. controlla al 90% la societ Asansiro S.r.l..

Figura 4.3 - La struttura del Gruppo FC Internazionale Milano riferita 30.06.2014 alla luce
dell'ingresso nella compagine del nuovo socio di riferimento

Internazionale Holding S.r.l.

International Sports Capital HK Ltd

29,49%

70%

Minoranze

0,6%

FC Internazionale Milano S.p.A.

100%

55,61%

Inter Brand S.r.l.

44,39%

Inter Media and


Communications S.r.l.

100%
Inter Futura
S.r.l.

100%
Shangai Inter Brand
Trad CO Ltd

80%
MI Stadio S.r.l.

100%
Asansiro S.r.l.

Fonte: Fascicolo di bilancio al 30.06.2014 scaricato da Camera di Commercio

4.5 Strategie contabili e operative


A fronte di un deficit aggregato ben maggiore ai quarantacinque milioni di Euro
consentiti dalla UEFA per il triennio 2011-2014, FC Internazionale ha stipulato
con lorgano un accordo transattivo. Facciamo riferimento al cosiddetto
Settlement Agreement del maggio 2015.
Laccordo raggiunto dal CFCB con FC Internazionale riguarda le stagioni
sportive decorrenti dal 2015/16 al 2018/19.

182

Il club nerazzurro si impegna a raggiungere il pareggio di bilancio nellesercizio


2018/19, monitorando i risultati del periodo preso in esame.
LInter ha concordato inoltre:
una riduzione dei costi per il personale e una limitazione degli ammortamenti
per gli acquisti dei giocatori;
la sanzione irrogata alla societ di venti milioni di Euro, che saranno
trattenuti da eventuali ricavi provenienti dalla partecipazione a competizioni
UEFA, a partire dalla stagione 2014/15. La sanzione, nel dettaglio, si divide
in sei milioni di Euro da versare per intero (a prescindere dal rispetto
dellaccordo), trattenuti in tre rate uguali, e quattordici con la condizionale
ove non dovessero essere rispettati gli impegni assunti;
limpegno, per la chiusura dellesercizio 2016, di un deficit di massimo di
Euro trenta milioni e del pareggio di bilancio per la stagione 2016/2017;
la societ accetta altres di limitare il numero di giocatori da includere nella
lista A per la partecipazione alle coppe Europee: nella stagione 2015/16
potranno essere inclusi 21 giocatori nella lista A, nella stagione 2016/17
invece 22, contro i 25 previsti da regolamento. La restrizione potr essere
abolita a partire dal 2017/18 qualora venissero soddisfatte le misure operative
e finanziarie concordate con la UEFA;
per lintera durata dellaccordo verr infine limitato il numero di nuovi
elementi da includere nella lista A, da calcolare in base al saldo sul mercato
che deve essere pari o positivo. Anche in questo caso, la restrizione pu
essere abolita nel 2017/18.
Dal testo dellaccordo risulta di fatto che il club stato sanzionato con:
1. multa da venti milioni di Euro di cui sei fissi e quattordici condizionati al
rispetto di quanto pattuito;
2. riduzione del costo del personale;
3. limiti allutilizzo dei calciatori per lista UEFA (ventuno nel 2015/2016 e
ventidue nel 2016/2017);
4. limiti alle spese per acquisto di nuovi calciatori al fine di avere un saldo
almeno in pareggio (o positivo);
5. break-even entro la stagione sportiva 2018/2019.

183

Figura 4.4 - Diversa la portata delle sanzioni, oggetto di un accordo transattivo siglato dalle
squadre.

Fonte: Elaborazione a cura www.tifosobilanciato.it


Figura 4.5 - Accordo transattivo in lingua inglese.
The settlement agreement covers the sporting seasons 2015/16, 2016/17, 2017/18 and 2018/19.
Inter undertakes to reach full break-even compliance by monitoring period 2018/19 (i.e. reporting
periods 2016, 2017 and 2018).
Inter agrees that for the financial year ending in 2016 and for the financial year ending in 2017 the
employee benefit expenses to revenue ratio is restricted and that the amortisation and impairment of the
costs of acquiring players registrations is limited.
Inter agrees to pay a total amount up to 20m, which will be withheld from any revenues it earns from
participating in UEFA competitions commencing in season 2014/15. Of this amount, 6m shall be paid in
full, irrespective of any early exit from the settlement regime, and will be withheld in three equal
instalments. Payment of the remaining 14m is conditional and may be withheld in certain circumstances
depending on the clubs compliance with the operational and financial measures imposed in the
settlement agreement.
Inter agrees to report a maximum break-even deficit of 30m for the financial year ending in 2016 and
no break-even deficit for the financial year ending in 2017.
Inter accepts that it will be subject to a limitation on the number of players that it may include on the A
list for the purposes of participation in UEFA competitions. Specifically, for season 2015/2016, Inter may
only register a maximum of 21 players on the A list, instead of the potential maximum of 25 as foreseen
in the relevant competition regulations, and 22 players for the 2016/17 season. Such restriction will be
lifted as from season 2017/18 if the club fulfils the operational and financial measures agreed with the
UEFA CFCB.
Inter accepts, for the duration of the settlement agreement, a calculated limitation on the number of new
registrations it may include within its A list for the purposes of participation in UEFA competitions. This
calculation is based on the clubs net transfer position in each respective registration period covered by
the agreement. Such restrictions will be lifted as from season 2017/18 if the clubs fulfils the operational
and financial measures agreed with the UEFA CFCB.
Fonte: Elaborazione a cura www.tifosobilanciato.it

184

La rilevanza dellaccordo stipulato indiscutibile soprattutto perch ci


permetter di interpretare le strategie adottate dal management della societ.
Per unadeguata analisi che ci permetta di inquadrare la filosofia e lindirizzo
seguito dalla nuova propriet, appare senzaltro plausibile, distinguere le aree in
cui il management ha operato nei suoi primi (quasi) tre anni di gestione.
Avremo, pertanto, larea sportiva, quella commerciale strettamente connessa
allo stadio e infine la sezione dei diritti televisivi.
La gestione sportiva
Dal momento del suo insediamento, il neo Presidente Erick Thohir, ha dato una
sterzata rispetto alla gestione precedente.
Si annoverano tre sole acquisizioni rilevanti (per la prima squadra) a titolo
definitivo del diritto alle prestazioni sportive durante il periodo che va dal
gennaio allagosto del 2014.
Solamente tre sono quelle portate a termine nellestate del 2015.
Constatiamo altres una serie di operazioni concluse con formule giuridiche pi
creative, fantasiose per certi versi, ma senza alcun dubbio vitali per il bilancio di
una societ come FC Internazionale.
Mentre nel passato, anche recente, non ci si cimentava nellelaborazione e
sperimentazione di formule giuridiche peculiari, con la cogenza del Financial
Fair Play lo scenario cambiato velocemente.
Nel caso di FC Internazionale, e come imposizione derivante dal settlement
agreement sopra esplorato, appare indubbio contenere e anzi ridimensionare i
costi di ammortamento, oltre che quelli delle singole acquisizioni.
Premettiamo, da subito, che i due mezzi mediante cui raggiungere lobiettivo
sono quelli della dilazione nel versamento del corrispettivo nelle acquisizioni e
luso della formula giuridica dellacquisizione condizionata o dellacquisizione
temporanea con facolt di esercitare il diritto di opzione.
La dilazione nel pagamento del corrispettivo non qualcosa di sconosciuto nel
panorama calcistico, e in generale nel mondo imprenditoriale. Tuttavia la
centralit del tema emersa proprio con lapplicazione del Financial Fair Play:
facile capire che lacquisto di un atleta il cui corrispettivo pu essere spalmato
su pi esercizi rappresenta un aiuto notevole per la cassa, anche se si assiste ad
185

un incremento del debito.


Con riguardo al tema, la FIGC, con il Comunicato Ufficiale n. 285/A ha
regolamentato, come accade annualmente, una serie di aspetti inerenti il
trasferimento dei calciatori, tra cui le modalit di pagamento e le relative
garanzie62.
I rapporti tra le varie societ per la campagna trasferimenti verranno definiti in
compensazione tramite Lega di competenza.
Per ciascuna sessione del cosiddetto calciomercato, viene previsto il valore
dell'acconto da versare al momento del perfezionamento dell'acquisto nonch il
numero di rate (e la loro consistenza) per il saldo, che deve essere garantito
mediante l'utilizzo di crediti esistenti presso la Camera di Compensazione,
ovvero attraverso fideiussioni bancarie o assicurative.
A seconda del momento in cui effettivamente avvenuto l'acquisto sono altres
previste delle scadenze tassative per regolarizzare la propria posizione in Lega
(con la compensazione dei crediti o la presentazione delle fideiussioni), superate
le quali la Lega fa decadere il visto di esecutivit al trasferimento:
Figura 4.6 - Schema analitico delle scadenze di pagamento

Fonte: Elaborazione a cura www.tifosobilanciato.it

62

Abbiamo visto che i pagamenti dilazionati (siano essi annuali o pluriennali) devono essere
sempre garantiti dal compratore. Fermo restando che il rapporto di credito/debito rimane diretto
fra le squadre di calcio, le garanzie vengono invece rilasciate per il tramite della Lega anche allo
scopo di consentire alle squadre di poter utilizzare eventuali crediti eccedenti in compensazione.
Le garanzie possono essere fideiussioni bancarie o assicurative per le squadre di Serie A e B,
mentre possono essere solo garanzie bancarie a prima richiesta per le squadre di Lega Pro. Le
sole squadre di Serie A possono anche utilizzare, previa autorizzazione della Lega Serie A, la
cessione dei crediti derivanti dai diritti televisivi per garantire i propri impegni.

186

Quelle descritte nella tabella sono per le condizioni "standard" dell'acquisto. A


noi interessa sapere quanto diremo ovverosia che il venditore pu concedere
delle dilazioni di pagamento al compratore, ma non esiste libert assoluta per le
squadre:
fra squadre di Serie A possibile arrivare ad un massimo di 5 anni;
laddove il rapporto sia fra una squadra di Serie A ed una di Serie B, ovvero
fra squadre di Serie B, la dilazione massima consentita di 3 anni;
le squadre di Lega Pro possono cedere contratti a squadre di Serie A o Serie
B con una dilazione fino a 3 esercizi, mentre fra squadre appartenenti alla
Lega Pro il limite massimo di 2 anni.
La FIGC ha previsto delle limitazioni per evitare un eccessivo spostamento in
avanti degli esborsi:
5 rate: le ultime due non possono superare il 50% del totale;
4 rate: l'ultima non pu superare il 50% del totale;
3 rate: l'importo della terza deve essere inferiore alla prima e le ultime due
non possono superare il 70% del totale (quindi al massimo 30/40/30);
2 rate: la seconda non pu essere superiore al 70% del totale.
La riflessione che segue avr lo scopo di spiegare le nuove formule di
acquisizione in auge oggi: lacquisizione condizionata e lacquisizione
temporanea con facolt di esercitare il diritto di opzione.
Il primo concetto, viene volgarmente, bens esaustivamente, ribattezzato con la
dicitura di prestito con obbligo di riscatto in presenza di condizioni
prestabilite alla stipula del contratto, al cui avveramento corrisponde
lacquisizione a titolo definitivo delle prestazioni sportive dellatleta.
Nellipotesi, ancora pi conveniente sotto il profilo finanziario, di mancata
previsione della condizione-obbligo, avremo in gergo un diritto di riscatto delle
prestazioni sportive che, il codice civile disciplina col nome di opzione. Onde,
un corrispettivo pu essere stabilito (e di norma ci avviene) gi alla data della
conclusione del negozio giuridico.
Le NOIF richiamano espressamente la fattispecie oggetto dindagine allart. 103
comma 3 bis63, allineandosi al codice civile ed al diritto dei contratti.
63

Negli accordi di cessione temporanea di contratto si pu convenire lobbligo di trasformare la


cessione temporanea in definitiva, al verificarsi di condizioni sportive specificatamente definite

187

Sul versante pratico vediamo quali siano le conseguenze.


Il primo effetto quello di poter sfruttare, immediatamente, le prestazioni del
calciatore verso un corrispettivo in virt della cessione temporanea del contratto.
Di solito lo stipendio del professionista risulta a carico dellacquirente (almeno
in parte).
In secundis, si certifica che alla mancanza di costi di ammortamento per il club
acquirente corrisponde il pagamento dello stipendio e un quantum per la
cessione temporanea del contratto; possono comunque emergere casi eccezionali
in cui la societ cedente, pur di risparmiare parte degli emolumenti, sia disposta
a partecipare al pagamento degli stessi.
Viceversa il costo di ammortamento incomber sul club cedente le prestazioni
sportive.
Cercando di rintracciare la logica delle parti contraenti nella stipulazione, si
evince che il club cedente dovr avere necessit di alienare il diritto alle
prestazioni sportive dellatleta per esigenze di bilancio e, di norma, il costo dello
stipendio del professionista sommato allentrata monetaria pagata per il prestito
del calciatore dovr superare quello di ammortamento gravante sul club cedente,
consentendogli in tal guisa un risparmio nella complessiva gestione dellatleta.
Non fatalit che molti degli atleti coinvolti in simili operazioni siano prossimi
alla scadenza del proprio contratto col club cedente (e quindi dotati di un valore
di mercato minore che spinge il club di appartenenza ad accettare offerte
variegate) che verosimilmente potrebbe acconsentire alle condizioni del
cessionario, pur non contabilizzando subito la plusvalenza, e beneficiare del
risparmio sul costo fisso dello stipendio sommato alla cifra pattuita per il costo
del prestito.
Di ulteriore proficuit, in riferimento alla necessit di ridurre al minimo i costi
di ammortamento, sembra la formula di acquisto a titolo temporaneo con
facolt di esercitare il diritto di opzione.

e semprech.
a) lobbligo di riscatto risulti nellaccordo di cessione temporanea, con lindicazione del
corrispettivo convenuto tra le parti;
b) il contratto ceduto scada almeno nella stagione successiva a quella in cui va esercitato
lobbligo di riscatto;
c) la societ cessionaria stipuli con il calciatore un contratto che scada almeno nella stagione
successiva a quella in cui va esercitato lobbligo di riscatto. Lobbligo di riscatto, a pena di
nullit, deve essere sottoscritto dal calciatore.

188

Fermo restando quanto detto sopra, in siffatto caso, addirittura, non viene
previsto nessun fatto futuro e incerto, alias condizione quale elemento
accidentale del contratto, al cui avveramento corrisponda lacquisto del diritto
alle prestazioni sportive.
Dunque, la compravendita si concluder ove venisse esercitata dal club
cessionario a titolo temporaneo la facolt statuita con il diritto di opzione64.
Un terzo effetto dispiegato dalle formule della cessione del contratto a titolo
temporaneo condizionata o con diritto dopzione quello della posticipazione
del pagamento del corrispettivo quantomeno di una stagione sportiva e
comunque per il periodo di durata del prestito.
Intanto la cessione temporanea del contratto onerosa in quanto il versamento
del corrispettivo dellalienazione decorrer dal termine della stagione sportiva in
cui si abbia lavveramento del fatto futuro e incerto (cessione temporanea del
contratto con riscatto condizionato) o lesercizio del diritto dopzione (cessione
temporanea con diritto dopzione). In ogni modo le parti regolano in maniera
64

Il patto d'opzione nel Codice Civile Italiano regolato dall'articolo 1331: "Quando le parti
convengono che una di esse rimanga vincolata alla propria dichiarazione e l'altra abbia facolt di
accettarla o meno, la dichiarazione della prima si considera quale proposta irrevocabile per gli
effetti previsti dall'articolo 1329".
Il patto d'opzione rientra nella categoria dei negozi giuridici preparatori e mira a realizzare la
cosiddetta formazione progressiva del contratto, ovvero quando il perfezionamento del vincolo
giuridico non avviene per mezzo della semplice ed immediata congruenza di una dichiarazione
di accettazione con quella di proposta, ma per effetto di una pi complessa sequenza di atti,
scaglionati nel tempo. In pratica per mezzo del patto d'opzione le parti (concedente ed
opzionario) si accordano affinch il concedente rimanga vincolato alla propria dichiarazione,
mentre l'opzionarlo si riserva un lasso di tempo nel quale decidere se esercitare il proprio diritto
d'opzione e concludere cos il contratto ulteriore o finale.
L'istituto trova la sua applicazione tipica nella compravendita, con la stipulazione di opzioni di
acquisto e opzioni di vendita. Nell'opzione di acquisto il proprietario del bene (concedente)
concede al potenziale acquirente (opzionario) il diritto di acquistarlo al prezzo concordato.
Nell'opzione di vendita il potenziale acquirente (concedente) concede al proprietario del bene
(opzionario) il diritto a venderlo al prezzo concordato. Normalmente le parti concordano che il
diritto d'opzione sia esercitabile in un periodo di tempo determinato.
L'opzione il contratto che attribuisce ad una parte (opzionario) il diritto di costituire il rapporto
contrattuale finale mediante una propria dichiarazione di volont. Nella previsione normativa
(art. 1331) la dichiarazione della parte vincolata (concedente) si considera quale proposta
irrevocabile per quanto attiene all'inefficacia di un'eventuale revoca ed alla vincolante efficacia
della stessa in caso di morte o sopravvenuta incapacit del dichiarante. Il rinvio che l'art. 1331 fa
all'art. 1329 non significa, tuttavia, che il patto d'opzione sia assimilabile alla proposta
irrevocabile; la differenza strutturale tra i due istituti netta poich mentre la proposta
irrevocabile un atto unilaterale, l'opzione un vero e proprio contratto. La natura contrattuale
dell'opzione ha risvolti per ci che concerne la disciplina del termine: la proposta irrevocabile
senza indicazione del termine di durata ha infatti la valenza di una proposta semplice (1424), al
contrario se le parti non si accordano sul termine dell'opzione toccher al giudice determinarne
la durata secondo la regola generale valevole per i rapporti obbligatori contrattuali. Al di fuori
delle conseguenze strettamente legate alla sua natura contrattuale gli effetti dell'opzione tendono
ad identificarsi con quelli dell'offerta irrevocabile.

189

specifica e dettagliata ogni dettaglio nel contratto stipulato.


Si deduce facilmente che la strategia di FC Internazionale volta al risparmio
del costo di ammortamento e per tale ragione fa frequente ricorso allacquisito a
titolo temporaneo, non rinunciando tuttavia al rinnovamento della squadra ed al
tasso di competitivit e ricchezza della rosa. In aggiunta, mediante le
acquisizioni a titolo temporaneo, viene limitata fortemente la fuoriuscita di
denaro, garantendo il raggiungimento di un saldo positivo o in pareggio tra le
uscite monetarie nelle singole sessioni di trasferimento.
Per converso, stato effettuato un ricambio generazionale orientandosi al
tesseramento di atleti pi giovani il cui valore sia soggetto ad un incremento
immediato.
In tutte quelle situazioni in cui non fosse gradita la formula contemplante
lacquisizione a titolo temporaneo al club cedente il diritto alle prestazioni
sportive, la societ ha fatto ricorso al sistema dei pagamenti dilazionati,
ricordando che la pratica assai frequente nel mondo del calcio professionistico.
Sebbene il discorso non sia parimenti articolato, anche il versante degli stipendi
del personale stato oggetto di uninversione di tendenza notevole.
Il bilancio al 30/6/2007 registra 156.669.215 milioni di Euro alla voce salari e
stipendi.
Al 30/6/2008 la spesa ammontava a 175.638.260 milioni di Euro.
Unulteriore crescita si avr nei seguenti esercizi: nel 2009 si raggiungono i
199.939.475 milioni di Euro e nel 2010 ci si spinge addirittura a 228.650.900
milioni di Euro.
In questi esercizi si fa sentire la spinta dellambizione di provare a conseguire
successi su scala Europea e mondiale. Il tutto culminer con lo storico anno
2009/2010.
Proprio nel 2009 viene approvata la normativa, nella sua prima versione, del
Financial Fair Play: questo lo S.p.A.rtiacque del calcio Europeo.
La societ prende coscienza del percorso che la attende e da subito, complice
anche

lodierna

recessione

livello

mondiale,

intraprende

liter

dellabbattimento dei costi.

190

Riassumiamo di seguito:
Figura 4.7 - Andamento costi del personale dal 2006 ad oggi

STAGIONE
SPORTIVA

SALARI E
STIPENDI

COMPENSI
GIOCATORI

2006/2007
2007/2008
2008/2009
2009/2010
2010/2011
2011/2012
2012/2013
2013/2014
2014/2015

156.669.215
175.638.260
199.939.475
228.650.900
184.366.042
158.914.780
121.379.402
106.574.571
106.356.621

117.226.000
129.981.000
152.930.000
146.083.000
149.312.000
131.769.000
106.256.000
85.512.000
73.637.000

COMPENSI DI
PREMI DI
ALLENATORI E
RENDIMENTO
TECNICI
12.496.000
11.962.000
15.660.000
25.108.000
15.729.000
13.001.000
5.253.000
11.938.000
13.186.000

21.655.000
28.084.000
25.417.000
50.852.000
12.901.000
7.806.000
2.471.000
1.895.000
7.019.000

ONERI
SOCIALI,
TFR E
ALTRI
COSTI
4.100.817
4.836.533
5.143.247
5.369.067
5.813.176
6.363.024
6.604.156
9.661.085
7.563.955

COSTO DEL
LAVORO
160.770.032
180.474.793
205.082.722
234.019.967
190.179.218
165.277.804
127.983.558
116.235.656
113.920.576

Fonte: Fascicoli di bilancio dal 2006 ad oggi della societ FC Internazionale S.p.A. scaricati da
Camera di Commercio

E indiscutibile il forte ridimensionamento del costo del lavoro intrapreso nel


giugno del 2010 e tuttora in atto.
Appare scontato che ad una drastica riduzione dei costi corrisponda un minore
potere di attrarre calciatori di fama mondiale. Tale assunto permette di
constatare un cambiamento nelle strategie operative: infatti se fino al 2010
lattenzione rivolta a quei professionisti che vantano un grande curriculum e
notevoli esperienze sportive, indi da subito in grado di offrire prestazioni
eccellenti, di verso opposto la gestione sportiva successiva alla tripletta.
Lo scopo della societ quello di scegliere atleti che permettano un
rafforzamento della squadra a costi ben inferiori a quelli del recente passato.
Insomma inizia il percorso virtuoso prescritto dal Financial Fair Play. E questa
la sfida che attende il management.
Nellottica di una gestione oculata vengono valorizzati i mezzi dello scouting
ed, in generale, la capacit valutativa e decisionale del direttore sportivo e del
suo staff di osservatori nellindividuare professionisti dallalto potenziale ancora
inespresso e a costi contenuti.
Un aspetto che merita di essere incluso nella discussione e che appare rifluire
nel novero della politica perseguita sugli stipendi dei propri tesserati, quello
che si cela dietro allo sfruttamento dei diritti dimmagine65 operato di singoli
65

Il diritto allimmagine pur non trovando un espresso riconoscimento nella Carta

191

Costituzionale pu implicitamente ricondursi ai diritti fondamentali della personalit che trovano


riferimento allart. 2 della Costituzione.
Nel nostro ordinamento si pian piano giunti al riconoscimento del contenuto patrimoniale,
accanto a quello di carattere prettamente personalistico, del diritto allimmagine. Se infatti fino a
non molto tempo fa la commercializzazione dellimmagine di un personaggio famoso era vista
come una condotta indecorosa non si pu negare che, negli ultimi ventanni, il ruolo sempre pi
preponderante dei mass-media abbia segnato una decisa inversione di tendenza.
Attraverso il riconoscimento del c.d. right of publicity si giunti ad affermare che ciascun
individuo ha il diritto al controllo e al profitto che pu derivare dallo sfruttamento del proprio
nome e della propria immagine.
Limmagine globalmente intesa di un personaggio famoso presenta infatti un forte richiamo per
migliaia di aziende che, consapevoli del valore economico della stessa, hanno tutto linteresse a
sfruttare per le loro campagne pubblicitarie.
La norma di riferimento in ordine al tema lart. 96 della legge sul diritto dautore (legge n.
643/1941) che tutela il diritto relativo al ritratto delle persone.
Ambito in cui c una massiccia presenza dei mass-media certamente il mondo sportivo.
I primi esempi in Italia risalgono agli anni cinquanta principalmente nel ciclismo: gli atleti
abbinavano al loro nome prodotti direttamente legati alla loro attivit sportiva.
Latleta gradualmente diventato uno dei maggiori veicoli di sponsorizzazione di migliaia di
prodotti; oggi impensabile trovare atleti che non siano marchiati da sponsor anche slegati
dallimmagine prettamente sportiva.
La gestione del diritto di immagine diventata addirittura fonte di reddito pi lucrativa del
proprio contratto di lavoro sportivo.
Ciascun calciatore ha la possibilit di utilizzare anche al di fuori delle competizioni ufficiali, per
fini di lucro, la propria immagine.
In sostanza quindi il calciatore libero di impegnarsi con qualsiasi azienda in qualit di
testimonial per i prodotti della stessa, acconsentendo che la sua immagine sia accostata ad un
determinato prodotto commerciale.
Quanto detto riguarda limmagine c.d. personale del calciatore poich, laddove si intenda
utilizzare la divisa ufficiale del club di appartenenza necessario, oltre che il consenso
dellatleta, anche lesplicita autorizzazione della societ in cui lo stesso milita.
Da quanto detto risulta quindi che il calciatore titolare esclusivo dei diritti di sfruttamento della
sua immagine in borghese ma non della sua immagine in divisa cio della sua
rappresentazione associata a colori, simboli e nomi della societ di appartenenza o di altre
societ appartenenti alla Lega Nazionale Professionisti, salvo che non sia prestato il consenso
anche dalla controparte in questione.
A presidio della regolarit di tali pratiche vi sono specifiche convenzioni stipulate dallA.I.C.
(Associazione Italiana Calciatori) con la F.I.G.C. (Federazione Italiana Giuoco Calcio) e la
L.N.P. (Lega Nazionale Professionisti, la quale comprende le prime tre categorie calcistiche in
ordine di importanza).
Nel corso degli anni per vi sono stati numerosi casi di abuso dellimmagine di atleti che hanno
visto i loro volti e i loro corpi utilizzati come strumenti pubblicitari senza saperne nulla.
Questo poich si passati da un rigido orientamento giurisprudenziale sostenitore della necessit
di avere un consenso chiaro ed esplicito da parte dellinteressato/persona celebre a veder
sfruttata la sua immagine, ad un secondo, pi permissivo, che ammette la validit anche di un
consenso tacito o presunto.
Questo per non significa chiaramente autorizzare un indiscriminato uso dellimmagine di una
persona nota; la Suprema Corte (Cass. Civ. n. 2129, 27 maggio 1975) ha sancito, correlandosi al
testo dellart. 97 della legge sul diritto dautore, che la divulgazione dellimmagine di una
persona (norma volutamente onnicomprensiva che si riferisce anche ai comuni cittadini ma
applicabile anche ai c.d. volti noti) consentita senza o contro il consenso di essa a patto che:
- non sia pregiudicata la sua dignit;
- che la divulgazione resti nellambito territoriale della persona nota;
- che la divulgazione non sia fatta ad esclusivo fine di lucro;
- che la notoriet della persona giustifichi un effettivo pubblico interesse ad una completa
informazione.
Dunque lassenza di fine divulgativo ed informativo costituisce il limite invalicabile affinch sia
tutelata anche la privacy dellatleta famoso.
Lutilizzo non autorizzato dellimmagine costituisce, secondo prassi giurisprudenziale[5],

192

calciatori.
Se durante la gestione passata non si era mai posta alcuna questione in merito
allacquisizione da parte della societ dei suddetti diritti, la medesima cosa non
pu essere certificata oggi.
Pertanto unaltra frontiera quella di acquisire il diritto a valorizzare
limmagine dei propri calciatori, dietro corrispettivo per il professionista
cedente.
Codesto indirizzo gestorio contempla senzaltro vantaggi in capo alla societ,
ma spesso non si sposa con la volont dei singoli atleti (e dei loro rappresentanti
che sono deputati a valorizzarne limmagine) sfociando dunque nella perdita di
appetibilit del club.
Mi sembra, da ultimo, opportuna una breve digressione sullo sviluppo strategico
delle scuole-calcio Inter nonch sullinteresse per la dimensione etica e
morale.
Probabilmente mi discoster dallapproccio meramente manageriale del quale
mi sono avvalso fino a questo punto.
Ritengo che una delle societ pi famose e gloriose del mondo come FC
Internazionale non possa limitarsi alla gestione manageriale, alle vittorie sul
campo e alla stipulazione di contratti vantaggiosi con sponsor e televisioni.
Al contrario, pensare ad unamministrazione e conduzione che travalichi i
confini del terreno di gioco appare ovvio e, soprattutto, doveroso in virt della
responsabilit sociale gravante sulle figure che rappresentano un club tanto
blasonato.
illecito extracontrattuale in quanto lesivo del diritto esclusivo sul proprio ritratto.
La giurisprudenza successiva, tanto di merito quanto di legittimit, ha seguito tale sopracitata
linea interpretativa in numerosi altri casi in cui atleti, che lamentavano lesioni alla loro
immagine e violazioni della loro vita privata, hanno presentato ricorso agli organi
giurisdizionali.
Particolarit di questi contratti di sponsorizzazione linserimento in essi della c.d. clausola
morale. In forza di tale clausola lo sportivo si obbliga a tenere un comportamento eticamente
corretto dentro e fuori dal campo (sul punto si pu ricordare il famoso episodio del calciatore
della A.S. Roma Francesco Totti ai campionati Europei di calcio nel 2004 in cui, a seguito dello
sputo che colp il calciatore danese Poulsen, vide la Nike rescindere il contratto con il capitano
giallorosso in virt della sua disdicevole condotta).
In questo senso ci si riferisce agli accordi stipulati in data 23 luglio 1981 tra AIC. e L.N.P.: i
calciatori hanno la facolt di utilizzare in qualsiasi forma lecita e decorosa la propria immagine
anche a scopo di lucro, purch non associata a nomi, colori, maglie, simboli o contrassegni della
Societ di appartenenza o di altre Societ e purch non in occasione di attivit ufficiale (art. 1
convenzione).

193

Tra strategia e valori: Inter Academy


Il progetto Inter academy difficilmente collocabile: potrebbe essere
interpretato tanto come un programma di tipo commerciale quanto di genere
sportivo-umanitario.
Inter Academy il programma dellInter rivolto ai partner esteri che vogliono
investire nello sviluppo e nella crescita del calcio giovanile.
La filosofia improntata sulla crescita prima degli uomini, e quindi dei
campioni.
I ragazzi possono sviluppare creativit e autonomia giocando a calcio alla cui
base ci sono leducazione ai principi dello sport, alle diverse fasi
dell'allenamento, rispetto per gli altri, partecipazione alla vita di gruppo.
Il progetto di Inter Academy si prefigge lobiettivo di descrivere ed analizzare le
competenze teorico-pratiche che ogni istruttore dovr avere al fine di poter
programmare ed effettuare un percorso pedagogico-motorio razionale ed
efficace.
Sintetizzando potremmo elencare alcuni degli obiettivi che si prefigge un
adeguato programma di settore:
migliorare leducazione degli attori nel mondo del calcio, siano essi allenatori,
dirigenti, genitori o ragazzi;
garantire un miglioramento della comunicazione tra la famiglia e la societ;
scoprire nuovi talenti, giocatori e allenatori;
creare una relazione con le societ dilettantistiche;
organizzare corsi di formazione per allenatori e macro-raduni selettivi.
Vediamo come nei primi due punti emerga il profilo umanitario delliniziativa
della societ, diversamente dagli ultimi tre, nei quali si ravvisa lesistenza di un
progetto sportivo che ha radici nellattivit giovanile.
Quindi ritengo che una tale pianificazione si inquadri perfettamente nella
filosofia del club in quanto, stante la base indefettibile di valori etici e sportivi
su cui poggiare il momento dellattivit agonistica, si proietta verso due dei
punti cardine: linternazionalizzazione del marchio inter ed il potenziamento
tecnico sfruttando gli strumenti dello scouting e dellinsegnamento del personale
194

selezionato per Inter academy.


Ad oggi, il progetto Inter academy annovera scuole calcio Inter in Brasile,
Stai Uniti in Florida e a Seattle, in Arabia Saudita, Kuwait e in Cina.
Non si dimenticano, infine, tutte quelle iniziative atte a interagire con ogni
squadra affiliata sul territorio nazionale.

Il diritto al gioco: Inter Campus


C

un

calcio

che

non

appartiene ai media, che non si


vede neppure allo stadio e
tuttavia irrinunciabile per il
futuro di questo sport: il
calcio di Inter Campus.

Si parla sempre pi del calcio come di unindustria, sicuramente la prima tra le


aziende di entertainment capace di arricchire calciatori e, al tempo stesso, di
chiedere maggiori sacrifici economici agli appassionati.
Invece si parla sempre meno del calcio come mezzo di comunicazione di valori
sociali, culturali e storici, come strumento di aggregazione dei giovani, di
disciplina sportiva in grado di avvicinare chi diverso per religione, razza,
colore, tradizioni.
Il primo club calcistico italiano ad essersi impegnato sul nuovo fronte del
marketing-sociale proprio FC Internazionale.
La nascita nel 1996 di Inter Campus qualcosa di rivoluzionario e costituisce
motivo di orgoglio per tutta la famiglia Moratti (e ne fa capire la statura morale),
che ne ha desiderato fortemente la realizzazione.
Inter Campus unorganizzazione no profit operante sul territorio nazionale ed
internazionale, abbracciando tutti i ragazzi compresi tra gli otto e i tredici anni.
E presente in Italia (sono sessantuno le associazioni sportive affiliate al
progetto sparse per tutta la penisola) e nel resto del mondo (Cina, Argentina,
Brasile, Bosnia, Colombia, Iran, Uruguay, Ungheria, Palestina/Israele, Angola,
195

Bulgaria, Cambogia, Camerun, Congo, Cuba, Libano, Nicaragua, Paraguay,


Marocco, Polonia, Russia, Tunisia, Venezuela, Usa, Uganda).
La politica che anima il progetto quella i dare un concreto contributo ai
bambini pi bisognosi, aiutandoli non solo a sviluppare le loro attitudini
calcistiche naturali, ma facendoli crescere come individui.
Lente dedica attenzione anche allistruzione dei bambini meno abbienti: stato
infatti siglato con il Provveditorato agli studi di Milano un accordo che vede
impegnate quindici scuole elementari milanesi. Il tutto finalizzato allobiettivo
educativo, ruotante intorno al calcio.
Area commerciale
Il settore commerciale delle societ di calcio, in Italia, stato da sempre poco
valorizzato.
Tuttavia lesigenza di incrementare i ricavi deve per forza passare attraverso
questo settore, non essendo pi sufficienti i soli proventi dei diritti televisivi
sommati alle ingenti quantit di denaro immesse dai proprietari nei club. Senza,
poi, dimenticare la normativa su Financial Fair Play che impone, di fatto, una
valorizzazione e diversificazione dei ricavi.
Si rammenta, invero, che il passaggio di propriet di FC Internazionale
soprattutto culturale: dal mecenatismo passionale alla managerialit, senza
tralasciare laspetto della mentalit, italiana (Europea) dellex Presidente
Moratti, rispetto a quella americana di matrice britannica del Presidente Thohir.
A

fronte

di

queste

considerazioni,

gi

prima

del

completamento

dellavvicendamento alla guida del club, si susseguivano ipotesi e idee sul


nuovo corso.
Lobiettivo del nuovo management quello di dare un volto internazionale
(come il suo nome) alla societ.
Lambizione quella di invadere i mercati, in particolare quello asiatico (si
stimano 190 milioni di simpatizzanti di cui 113 milioni in Cina), per perseguire
lo scopo della fidelizzazione e dellincremento dei fan cos permettendo un
aumento del seguito verso la squadra.
Si vuole stabilire e fortificare un rapporto coi tifosi: la valorizzazione del legame
con gli appassionati comporter senzaltro un aumento dei ricavi.
196

Tra le iniziative pi recenti ricordiamo soprattutto quelle di rinnovo dei contratti


con Nike, Pirelli e linizio di una relazione con Infront Sports&Media.
La multinazionale statunitense sponsor tecnico della societ dalla stagione
1998-1999.
Trattasi di una relazione di sponsorship consolidata e che nellagosto del 2013
stata rinnovata con scadenza al 2024.
Il nuovo accordo prevede il versamento di circa duecento milioni di Euro fino al
2024: il corrispettivo sarebbe comprensivo del diritto di apporre il proprio
marchio sulle divise da gioco ufficiali del club e delle royalties.
A riguardo, a far data dal 27/3/2014, stata fondata Internazionale
Merchandising S.r.l.
La societ ha come unico socio il colosso statunitense Nike che avr il compito
di rinnovare la strategia di merchandising del club nerazzurro di cui Nike
sponsor tecnico dalla fine degli anni novanta.
Nel documento si legge che la nuova societ ha sede a Milano e che la sua
amministrazione affidata a un CdA composto da 2 membri.
La societ ha un capitale sociale di 10000 Euro sottoscritto interamente
dallunico socio Nike European Operations BV, la capogruppo Europea della
Nike che ha sede nei Paesi Bassi.
Soprattutto, il documento spiega che la societ ha per oggetto la produzione, in
proprio e/o in conto terzi, lacquisto e la vendita di abbigliamento, di calzature,
articoli in pelle, accessori, confezioni ed oggettistica, prodotti dolciari, prodotti
da forno ed altri prodotti per lalimentazione umana in genere, nonch bevande
analcoliche, alcoliche

superalcoliche,

contrassegnati

dal

marchio

FC Internazionale, sia in Italia che allestero, sia allingrosso che al dettaglio


anche mediante la gestione diretta o indiretta di negozi, punti vendita di
qualunque tipo e comunque denominati. Sempre nellambito delle politiche di
sfruttamento del marchio FC Internazionale la societ potr organizzare
iniziative di promozione ed attivit di qualsiasi tipo. La societ potr inoltre
compiere sia in Italia che allestero, tutte le operazioni imprenditoriali,
commerciali,

industriali,

finanziarie, mobiliari

ed

immobiliari,

ritenute

necessarie ed utili al raggiungimento dello scopo sociale, con la precisazione


che dette ulteriori attivit non possono essere considerate come attivit proprie,
bens come attivit strumentali al migliore svolgimento dellordinaria attivit
197

sociale

per una

pi

proficua

realizzazione

economica

della

stessa;

potr assumere sia direttamente che indirettamente, ma solo a scopo di stabile


investimento e non di collocamento, interessenze e partecipazioni in altre
societ, imprese, enti od associazioni aventi oggetto analogo, affine o connesso
al proprio.
Insomma la Nike prender in gestione le licenze nerazzurre, quindi tutti i negozi
e i vari prodotti, per sviluppare al meglio il marchio. Lobiettivo sar aggredire
il mercato non solo con negozi monomarca in Italia, ma anche con appositi
corner store allestero, soprattutto nei mercati orientali.
Per quanto attiene lo sponsor ufficiale, dopo lunghe trattative, si deciso di
proseguire la ventennale sponsorship con Pirelli.
Il compenso che FC Internazionale riceve a fronte dellaccordo quinquennale
di poco superiore ai dodici milioni di Euro. Avendo comunque il beneficio del
dubbio in quanto dati ufficiali non sono stati diffusi.
Il contratto con limpresa della bicocca prevede cospicui bonus legati al
raggiungimento di risultati che possono comportare un potenziale corrispettivo
di ventiquattro milioni annui. Pertanto Pirelli ha voluto cautelarsi davanti a
possibili piazzamenti non soddisfacenti del club, diminuendo la cifra fissa da
corrispondere (al 30/6/2013 era di 12,7 milioni di Euro annui; al 30/6/2012
erano 12,950 milioni di Euro; al 30/6/2011 erano 11,950 milioni di Euro) e
puntando sui bonus.
Il terzo contratto citato quello pi importante.
Nellaprile del 2014 FC Internazionale ha stipulato un accordo con Infront
Sports & Media, di durata quadriennale, per un ammontare di circa ottanta
milioni di Euro.
La societ svizzera ha accettato la sfida di far crescere i ricavi commerciali del
club nerazzurro: il primo passo corrisponde alla valorizzazione del marchio Inter
e alla gestione delle aree hospitality dello stadio di San Siro.
Gi durante la conferenza stampa organizzata per lannuncio dellaccordo
vengono illustrate le strategie future.
Ci sono due linee di sviluppo: gli sponsor di una societ che nasce nel cuore di
Milano e che ha centinaia di milioni di fans in tutto il mondo e la capacit di
poter accogliere questi fans e farli diventare clienti Inter. Questo quello che
dobbiamo sviluppare.
198

Per quanto riguarda il brand Inter, si dar vita a una nuova filosofia nella
gestione dei partner che saranno ridotti al massimo a una trentina (la riduzione
del numero di partner non una scelta fatta a priori, bens il frutto di un progetto
per cui avendo un riferimento di un certo numero di aziende, queste possono
essere seguite meglio) con diversi modelli di coinvolgimento nelle politiche di
marketing e quindi di impegno economico in modo da rendere, anche attraverso
i social network, il rapporto tra le aziende sponsor e lInter sempre pi dinamico
e reciprocamente conveniente.
A questi partner si aggiungeranno un centinaio di aziende per larea corporate,
inizialmente interessate solo alla possibilit di disporre di propri palchi a San
Siro per riunioni e attivit di rappresentanza ma che un domani potrebbero
ambire a diventare veri e propri sponsor.
Si punter poi sempre pi ad accordi regionali, a cominciare da Cina,
Giappone, Indonesia e Nord America sullesempio del Manchester United, per
raggiungere gli oltre 250 milioni di tifosi-clienti interisti sparsi nel mondo. Per
potenziare

il

settore

commerciale

sar

indispensabile

tuttavia

un

ammodernamento dello stadio Meazza 66 che sar, almeno per ora, la Casa del
club nerazzurro. Il fatto che Infront curi anche gli interessi commerciali della
societ AC Milan non potr che creare sinergie positive e migliorare la cogestione dellimpianto.
La segmentazione sar anche geografica, con l'opportunit di sviluppare
internazionalmente le caratteristiche dell'Inter e della sua propriet.
Sulla parte internazionale, la 'macchina' la guider pi il presidente dell'Inter.
A fronte delle parole dei protagonisti emerge un dato inconfutabile:
internazionalizzare significa raggiungere i propri tifosi in tutto il mondo,
fidelizzarli sempre pi permettendo loro di instaurare una relazione proficua con
il club.
Tra i top sponsor non si deve dimenticare Deutsche Bank: linizio del rapporto
tra la banca tedesca e FC Internazionale datato luglio 2013.
Da allora sono state molte le iniziative propinate con lintento duplice di
acquisire nuovi clienti, per la banca, e, per il club, di garantirsi un maggior

66

Lammodernamento in fase di svolgimento. E stato perfettamente sfruttato il fatto che la


finale di UEFA Champions League del maggio 2016 si giocher allo stadio Meazza di Milano.

199

seguito proprio grazie alle proposte del colosso tedesco.


In questa direzione si annoverano il conto corrente a zero spese (DB Privilegio
Inter), DB Card Inter, la carta bancomat nerazzurra di nuova generazione,
personalizzata con i colori della squadra. Il nuovo prodotto, offerto
gratuitamente ai titolari di Privilegio Inter, permette di gestire in modo
semplice le spese quotidiane e di accedere al proprio conto corrente direttamente
dagli ATM di Deutsche Bank, di prelevare in Italia e in tutti i Paesi dell'area
Sepa, di effettuare acquisti, di pagare i pedaggi autostradali grazie al circuito
FastPay e altri svariati servizi senza costi aggiuntivi (libretti assegni, operazioni
illimitate, internet banking, ecc.).
Altra novit, il Prestito Nerazzurro: esclusivo prestito personale riservato ai
titolari del conto Privilegio Inter o ai tifosi.
In conclusione non si pu fare a meno di ribadire che lo sfruttamento
commerciale del proprio impianto, come gi sostenuto nel capitolo secondo, pu
garantire maggiori introiti nellipotesi di concessioni duso particolarmente
lunghe o, meglio ancora, ove sia di propriet del club.
Ancorch volenterosa, la societ, convoglier i propri sforzi sulle iniziative
pubblicitarie e sulle sponsorizzazioni mentre lattivit di ticketing, come
testimonia limpegno di FC Internazionale, riguarder frange del pubblico come
studenti, minori di diciotto anni e gruppi numerosi come le famiglie. Riguardo
queste stata introdotta la cosiddetta tribuna family (si parla di duemila posti
interamente dedicati alle famiglie) atta a coinvolgere lintero nucleo familiare.
Secondo alcuni dati relativi alla stagione sportiva 2015/2016 il club nerazzurro
quello che presenta la media spettatori pi elevata (si parla di 45000 unit).
Sensibilit e pragmatismo (meglio avere uno stadio pieno che vuoto), in tale
caso, stata dimostrata dalla societ a fronte della congiuntura economica, nel
momento in cui stato diminuito il costo dei biglietti.
Svanisce, almeno per ora, la valorizzazione mediante costruzione di un impianto
di propriet del club, ventiquattro ore su ventiquattro e sette giorni su sette.
Tuttavia, le indiscrezioni emerse fanno percepire la volont della societ di
valorizzare limpianto di San Siro.

200

I diritti televisivi e multimedia


Un dato inconfutabile da cui ripartire quello che si evidenziato nelle prime
dichiarazioni di Erick Thohir da neo presidente de FC Internazionale.
Il nuovo proprietario dopo aver svelato il retroscena della Sua passione per
lInter gi negli anni ottanta, ha affermato come nel corso di quegli anni la Serie
A fosse definito come il campionato pi bello del mondo, e anche il pi celebre.
Oggi la Premier League ad avere il grado maggiore di notoriet e di seguito.
Pur tralasciando in questa sede, e rimandando alla disamina del secondo
capitolo, il riferimento al sistema dei diritti televisivi in Italia e la distribuzione
dei ricavi derivanti dalla partecipazione alle competizioni Europee, riteniamo
opportuno sottolineare che limpresa calcio in Italia dovrebbe, con lausilio delle
televisioni, considerare la possibilit di restaurare il proprio dominio nei
mercati inesplorati. E come pi volte caldeggiato dal neo azionista di
maggioranza, Thohir, sarebbe opportuno disputare gli incontri di Serie A in orari
tali da permettere agli utenti di altri continenti di poterne gustare il contenuto.
Terminato questo doveroso excursus, ritorniamo alle manovre di FC
Internazionale.
Sempre nellintento di diffusione del proprio marchio ed in generale volendo
raggiungere i propri tifosi al di fuori dei confini nostrani, la societ ha ritenuto
strategica la trasmissione al di fuori dei confini nazionali di incontri calcistici
della prima squadra e di ogni altro contenuto afferente alla societ.
Quale modo migliore per entrare in contatto coi propri fan?
La societ ha deciso di partire da due partnership in particolare: quella
dellagosto 2015 con Indosat67 e quella pi recente con Le sports in Cina.
L'accordo di partnership biennale con il colosso indonesiano garantisce un
ampio numero di vantaggi per i clienti: contenuti esclusivi per la telefonia
mobile riservati agli iscritti (ricevere su telefoni e tablet i contenuti esclusivi di
Inter Channel), la presenza di Indosat sulle piattaforme digitali dell'Inter,
compresa la pagina 'Partner' del sito ufficiale, banner pubblicitari e post dedicati

67

Indosat una delle pi grandi societ di telecomunicazioni e fornitrice di servizi


dellIndonesia. Indosat offre servizi di telefonia mobile, servici di voce per la telefonia fissa,
servizi di telefonia fissa e senza fili. La societ fornisce anche Multimedia, Internet & Data
Communication Services.

201

sui social media, oltre all'occasione di vincere biglietti e accessi hospitality per
le gare casalinghe dell'Inter, ma anche di conoscere le leggende nerazzurre
attraverso visite sul territorio.
Inoltre, interviste, conferenze stampa, allenamenti in esclusiva, immagini
storiche, contributi live dagli inviati di Inter Channel, il tutto in lingua inglese
con sottotitoli in bahasa.
Quattro contributi al giorno, sette giorni su sette, per vivere da vicino la passione
nerazzurra in modo esclusivo.
Insieme all'Inter, anche Arsenal FC e FC Barcellona hanno siglato la partnership
con Indosat.
Questo accordo garantisce ai tifosi dell'Inter in Indonesia accesso a contenuti
esclusivi tramite il proprio smartphone, oltre ad una vasta gamma di altri
vantaggi che li porteranno ancora pi vicino all'Inter ed ai suoi giocatori.
Le proporzioni dellintesa vengono comprese a pieno ricordando che la regione
del Pacifico asiatico conta 1,8 miliardi di utenti Indosat che a sua volta risulta il
secondo pi grande operatore di telefonia mobile in Indonesia, con oltre 70
milioni di clienti.
Al contempo l'Indonesia il sesto pi grande mercato del mondo per quanto
riguarda la telefonia mobile, con 106 milioni di clienti singoli.
Pi recente, ma non meno rilevante, la conclusione dellaccordo tra FC
Internazionale e Le Sports.
La piattaforma cinese distribuir nella Cina continentale il canale televisivo del
Club, Inter Channel.
Il contratto di due anni vedr Le Sports diventare il broadcaster esclusivo per
Inter Channel sul territorio, attraverso ogni piattaforma, inclusa la televisione, il
sito web e la telefonia mobile.
La programmazione di Inter Channel include le gare integrali e gli highlights
delle partite dell'Inter in Serie A e Tim Cup, programmi pre e post partita,
interviste esclusive con i giocatori della prima squadra, la conferenza stampa
settimanale pre gara dell'allenatore Roberto Mancini e sessioni di allenamento
giornaliere da Appiano Gentile, oltre ad interviste di approfondimento con i
giocatori, documentari sui campioni del passato, notizie e altri contenuti
esclusivi.
Inoltre Le Sports sar in grado di produrre un certo numero di contenuti locali,
202

in modo da avvicinarsi ancora di pi ai 190 milioni di tifosi interisti dell'area


Asia-Pacifico.
Seppure abbia avuto meno risonanza mediatica rispetto agli accordi sopra
descritti, anche quello inerente linvasione del mercato giapponese merita di
essere menzionato.
Nel luglio del 2014 FC Internazionale ha siglato un nuovo accordo commerciale
con MLJ Inc. per lo sviluppo in giapponese dei contenuti della piattaforma
digitale del club.
La concertazione stata promossa da MP&Silva, compagnia internazionale
leader per i diritti media.
Per i prossimi due anni, MLJ conserver il diritto esclusivo di sviluppare il sito
ufficiale del club in giapponese sia per smartphone che per non-smartphone.
FC Internazionale fornir a MLJ una gamma di contenuti esclusivi orientati ai
tifosi giapponesi, che sono cresciuti notevolmente negli ultimi anni dall'arrivo
del calciatore Yuto Nagatomo. Inoltre, MLJ aggiorner la versione giapponese
del sito ufficiale inter.it e gestir i profili in lingua dei social network del club
nerazzurro.
Come nelle altre partnership la societ nerazzurra riuscir a sviluppare una
relazione pi diretta con il gran numero di tifosi che ha in Giappone. Col fine
ultimo di fidelizzarli, di farli appassionare e dunque di farli diventare clienti.
Secondo una recente ricerca di mercato i tifosi dell'Inter in Giappone sono
stimati nel numero di 6,2 milioni.
Le iniziative del club in Giappone includono un'Inter Academy che opera a
Tokyo, nei distretti di Yoyogi e Sagamihara e nella citt di Nagano, nel distretto
di Saku.
Inoltre, vi sono tre Inter Club in Giappone: due a Tokyo uno a Osaka.
4.6

Analisi dei principali indicatori di bilancio

Dalla lettura del bilancio di esercizio di FC Internazionale Milano S.p.A. al 30


giugno 2015 emerge il condizionamento esercitato dal settlement agreement
firmato con il CFCB68 dellUEFA, che fissa il 2015/16 come esercizio in cui
bisogna registrare una perdita inferiore ai 30 milioni di Euro. La conseguenza
68

Club Financial Control Body

203

stata quella della registrazione di costi non ricorrenti nellesercizio 2014/15.


Il bilancio di esercizio di FC Internazionale Milano S.p.A. al 30 giugno 2015
evidenzia una perdita di Euro 73.985.539 al netto delle imposte. Tale perdita
stata determinata dalla rilevazione di oneri non ricorrenti connessi
principalmente ad accantonamenti per oneri futuri al Fondi per rischi e oneri e
a svalutazioni apportate ai diritti pluriennali alle prestazioni sportive derivanti
dallesito della campagna trasferimenti 2015-2016. La perdita stata in parte
mitigata dalla contabilizzazione di un provento derivante dal dividendo
distribuito da Inter Brand connesso a sua volta al rilevante utile realizzato, nel
2013-2014, grazie alla plusvalenza da conferimento in Inter Media.
La comparabilit dei dati del bilancio di esercizio 2014/2015 di FC
Internazionale Milano S.p.A., soprattutto per quanto riguarda il Conto
Economico, influenzata dalloperazione di conferimento e rifinanziamento del
debito, effettuata il 5 giugno 2014. Ad esempio, i ricavi commerciali non
evidenziano i proventi da sponsorizzazione; mentre, sono evidenziati ingenti
proventi da partecipazioni.
Dopo la cessione dei marchi da Inter ad Inter Brand, avvenuta in data 29
dicembre 2005, per un importo di 158.000.000, dopo loperazione di fusione
inversa di Inter Capital S.r.l. in FC Internazionale Milano S.p.A., che gener
delle riserve da concambio azioni utilizzate per coprire in parte la perdita
2006/2007, durante il 2013/14 fu costituita una nuova societ denominata Inter
Media and Communications S.r.l. per dar luogo ad unoperazione di
rifinanziamento del debito.
La costituzione di Inter Media ha richiesto il ricorso ad unoperazione
straordinaria di conferimento. Alla fine del precedente esercizio, FC
Internazionale

Milano

conferimento

ha

S.p.A.

realizzato

attraverso
una

loperazione

plusvalenza

che

straordinaria
ha

di

contribuito

significativamente alla realizzazione dellutile dellesercizio 2013-2014.


Come detto, loperazione di rifinanziamento del debito ha comportato
inizialmente la costituzione di una nuova societ e il conferimento in essa da
parte di FC Internazionale Milano S.p.A. dei contratti di sponsorizzazione, dei
crediti derivanti dalla vendita dei media rights e dei contratti relativi al canale
tematico Inter Channel e il conferimento da parte di Inter Brand S.r.l di tutte le
attivit connesse alla gestione del marchio FC Inter. Pertanto, la nuova societ
204

Inter Media

and Communication S.r.l.

ha

come

oggetto sociale:

commercializzazione materiale audiovisivo storico, canale televisivo Inter


Channel e sponsorizzazioni precedentemente in capo a FC Internazionale
Milano S.p.A. e licensing, merchandising, sponsorizzazioni e altre operazioni
relative al marchio Inter attraverso internet e altri media precedentemente in
capo alla controllata Inter Brand S.r.l.. Il conferimento ha comportato la
registrazione di ingenti plusvalenze, precisamente una plusvalenza pari a Euro
139.295.000 in capo ad FC Internazionale Milano S.p.A. e una plusvalenza pari
a Euro 79.837.000 in capo a Inter Brand S.r.l..
Successivamente, la nuova societ stata in grado di fornire le garanzie per
ottenere un finanziamento di 230 milioni da parte di Unicredit e Goldman Sachs.
Bisogna evidenziare che entro il 30 giugno 2019 occorrer rimborsare la rata
finale del finanziamento e che tale rata di un importo notevole, perch
ammonta a 184 milioni di Euro.
Nei Conti dordine di FC Internazionale Milano S.p.A. figura la voce Pegni su
quote controllata per 66.058.691 (153.830.567 nel 2013/14).
Nonostante gli effetti delloperazione del conferimento e del rifinanziamento, la
societ FC Internazionale Milano S.p.A. non risultata in linea con i
parametri stabiliti dal Fair play finanziario, in quanto il risultato aggregato su
base consolidata dei tre anni 2011/2012, 2012/2013 e 2013/2014, non ha
rispettato la soglia, pari ad un risultato negativo complessivamente non
superiore a 5 milioni di Euro, ovvero a 45 milioni di Euro in caso di
ricapitalizzazione, definita per il rispetto della Break-Even Rule.
La Struttura del Gruppo
In data 14 aprile 2015, la societ International Sports Capital HK Limited ha
trasferito la propriet del totale delle proprie azioni (pari al 70% del capitale
sociale) della societ FC Internazionale Milano S.p.A., ad una societ
controllata al 100%: International Sports Capital S.p.A., che diventata il
nuovo azionista di maggioranza della stessa FC Internazionale Milano S.p.A.
Pertanto, FC Internazionale Milano S.p.A. controllata per il 70% dalla societ
International Sports Capital S.p.A.; per il 29,5% da Internazionale Holding S.r.l.
e per lo 0,5% da altri soci minori.
A sua volta, FC Internazionale Milano S.p.A. controlla al 100% Inter Futura
205

S.r.l. e Inter Brand S.r.l. Inoltre, FC Internazionale Milano S.p.A. detiene il


55,61% di Inter Media and Communication S.r.l. e il 50% di MI Stadio s.r.l.
Inter Brand S.r.l. detiene il detiene il 44,39% di Inter Media and
Communication S.r.l. e il 100% di Shangai Inter Brand Trad. Co Ltd.
MI Stadio S.r.l. controlla al 90% la societ Asansiro S.r.l..
I Risultati del consolidato
I risultati del bilancio consolidato sono peggiori, perch nel consolidato vengono
eliminate le operazioni infragruppo. Infatti, gli amministratori hanno scritto che
in base a quanto risulta dal bilancio consolidato, la valutazione delle
partecipazioni con il metodo del patrimonio netto, determinerebbe una riduzione
del patrimonio netto al 30 giugno 2015 di Euro 195.812.000 e del risultato
dellesercizio chiuso alla stessa data di Euro 66.457.000.
Tali effetti sono essenzialmente determinati dallo storno delle plusvalenze da
conferimento determinate nel 2013-2014 e dei dividendi distribuiti da Inter
Brand S.r.l. (derivanti dalle plusvalenze da conferimento). Pertanto la perdita del
bilancio consolidato 2014/15 stimabile in Euro 137.232.000, mentre il bilancio
di esercizio 2014-15 di FC Internazionale Milano S.p.A. mostra una perdita
nettamente inferiore, pari a Euro 73.985.539.
Per il Regolamento del Fair Play Finanziario il bilancio da considerare il
bilancio consolidato.
Andamento societ controllate e collegate
Inter Brand S.r.l., dopo il conferimento in Inter Media delle attivit connesse
alla gestione del marchio e della cessione a FC Internazionale Milano S.p.A. di
tutti i contratti di licenza in essere al 1 luglio 2014, di fatto, svolge attivit
marginali di natura prevalentemente complementare a quelle svolte da Inter
Media e dalla controllante. Il bilancio al 30 giugno 2015 si chiuso con un utile
netto di Euro 571 mila. La societ evidenzia un capitale sociale pari a Euro 40
milioni, un patrimonio netto pari a Euro 50.296.533.
Inter Futura opera nel settore dei servizi ed, in particolare, svolge attivit di
organizzazione con fini sociali, culturali e ricreativi; il core business
lorganizzazione di Inter Campus. Il bilancio al 30 giugno 2015 evidenzia una
perdita, al netto delle imposte, di Euro 3.041. La societ evidenzia un capitale
206

sociale pari a Euro 10 mila, un patrimonio netto pari a Euro 13.319.


Inter Media and Communication S.r.l. ha chiuso il primo esercizio al 30 giugno
2015 con un utile di Euro 1.050.000, al netto di imposte pari a Euro 4.771.000,
dopo aver calcolato ammortamenti e svalutazioni per Euro 20.616.000 e oneri
finanziari sul finanziamento per Euro 19.933.000. La societ evidenzia un
capitale sociale pari a Euro 500 mila, un patrimonio netto pari a Euro
119.842.739.
Nellattivo di tale societ stato conferito il marchio dellInter valutandolo
198,2 milioni di Euro e la Library stata valutata 61,7 milioni di Euro.
M-I Stadio S.r.l. esercita lattivit riguardante la gestione ordinaria e
straordinaria dello Stadio Meazza. Il valore della produzione, al 30 giugno 2015,
risultato pari a Euro 20,1 milioni relativo a sponsorizzazioni, affitto dello
Stadio per eventi e a proventi derivanti dal museo e dal tour.
I costi della produzione ammontano a Euro 22.794.000. Tali costi comprendono
anche i costi sostenuti in vista della finale di UEFA Champions League del
2016. Il bilancio al 30 giugno 2015 evidenzia una perdita, al netto delle imposte,
di Euro 4,5 milioni. La societ evidenzia un capitale sociale pari a Euro 1
milione, un patrimonio netto pari a Euro 2.528.411. M-I Stadio S.r.l. ha un
contenzioso con il comune di Milano con riferimento ad avvisi di accertamento
e cartelle esattoriali relative allimposta sui rifiuti TARSU.
La continuit aziendale (Going Concern)
La continuit aziendale deve intendersi come attitudine dellazienda a durare nel
tempo o anche come la capacit di poter far fronte e quindi di onorare gli
impegni finanziari nel futuro, ed uno dei punti cardine del Regolamento UEFA
sul Fair Play Finanziario.
In base a quanto scritto dagli Amministratori nella Relazione sulla gestione, il
presupposto della continuit aziendale dellInter si fonda sullimpegno assunto
dallAzionista di riferimento, contestualmente allacquisizione del pacchetto di
maggioranza della Societ, al supporto patrimoniale e finanziario della Societ
per almeno un triennio dalla data di proprio insediamento. A conferma, di tale
impegno, lAzionista di riferimento ha effettuato una serie di finanziamenti nel
mese di giugno 2014 per Euro 22,1 milioni e per Euro 5 milioni nel mese di
dicembre 2014, oltre a quelli ottenuti nei mesi di marzo e aprile 2015 per Euro
207

76,6 milioni. Tali finanziamenti hanno permesso alla Societ di ottenere risorse
aggiuntive per sostenere la gestione finanziaria nel breve termine.
Tuttavia, i dati previsionali per la chiusura dellesercizio al 30 giugno 2016,
prevedono un risultato di perdita, pur pi contenuta di quella attualmente
realizzata, con assorbimento di liquidit.
Il Patrimonio Netto
A partire dalla Stagione Sportiva 2013/2014, ciascun club deve presentare un
patrimonio netto non negativo a livello consolidato.
Nel caso in cui esistesse un Patrimonio Netto negativo, non deve comunque
evidenziare un deterioramento rispetto allesercizio precedente.
In base a quanto scritto dagli amministratori, dal bilancio consolidato risulta che
la valutazione delle partecipazioni con il metodo del patrimonio netto
determinerebbe una riduzione del patrimonio netto al 30 giugno 2015 di Euro
195.812.000 e del risultato dellesercizio chiuso alla stessa data di Euro
66.457.000. Tali effetti sono essenzialmente determinati dallo storno delle
plusvalenze da conferimento e dei dividendi percepiti da Inter Brand S.r.l.
Nel bilancio precedente, gli Amministratori scrissero che dal bilancio
consolidato risultava che la valutazione delle partecipazioni con il metodo del
patrimonio netto avrebbe determinato una riduzione del patrimonio netto al 30
giugno 2014 di Euro 129.355.000 e del risultato dellesercizio chiuso alla stessa
data di Euro 135.611.000.

208

Figura 4.8 Riepilogo delle Fonti e degli Impieghi dal 2010 ad oggi

Fonte: Bilanci FC Internazionale Milano S.p.A. Elaborazione dati da Luca Marotta

Il Patrimonio Netto del bilancio di esercizio di FC Internazionale Milano S.p.A.


al 30 giugno 2015, positivo per Euro 58,6 milioni, mentre al 30 giugno 2014
era positivo per Euro 132.565.511 e al 30 giugno 2013 era negativo per Euro
6.572.103. La composizione, al 30 giugno 2015, del patrimonio netto era la
seguente: capitale sociale pari a Euro 15.000.000 (15.000.000 nel 2013-14),
Riserva sovrapprezzo azioni per Euro 64.500.000, riserva legale per Euro
1.659.311, riserva copertura perdite in formazione per Euro 19.951.403,
riserva per scuole giovanili per Euro 3.318.621, Utili portati a nuovo per Euro
28.136.176 e perdita dellesercizio per Euro 73.985.539.
La Riserva copertura perdite, riguarda versamenti effettuati da Internazionale
Holding S.r.l. nel mese di giugno 2014 per Euro 14,95 milioni e per Euro 5
milioni versamenti effettuati dallazionista di maggioranza.
In definitiva il capitale di rischio investito dal nuovo azionista di maggioranza,
al 30 giugno 2015, ammonta a Euro 80 milioni.
Precisamente il 70% del capitale sociale, pari a Euro 10.500.000, la riserva
sovrapprezzo azioni per Euro 64.500.000 ed il versamento in conto coperture
perdite per Euro 5 milioni.
Da notare che il discreto livello di patrimonializzazione raggiunto nel 20132014, esercizio in cui era evidenziato un equit ratio positivo al 24%, stato in
209

parte eroso nel 2014-2015 dalla perdita realizzatasi nellesercizio.


Secondo gli Amministratori tale livello resta adeguato al fine di rispettare i
requisiti patrimoniali per il prossimo futuro anche sulla base delle previsioni
reddituali.
LINDICE DI SOLVIBILITA TOTALE

Rapporto tra attivit totali e debiti totali determina lindice di solvibilit totale.
Una societ solvibile quando il totale dellattivo superiore al totale dei suoi
debiti. Quanto maggiore risulta tale indice, tanto pi la societ solvibile. Nel
caso in questione, lindice di solvibilit totale pari a 1,17, ci vuol dire che, a
livello di bilancio di esercizio, in base alle valutazioni effettuate degli elementi
dellattivo, segnatamente le partecipazioni in altre societ, il club possiede dei
beni il cui valore sarebbe sufficiente a pagare i debiti.
LINDICE DI INDEBITAMENTO

Rapporto tra patrimonio netto e il totale delle passivit determina lindice di


indebitamento. Tale valore deve muoversi allintorno di 1. Nel caso dellInter,
lindice di indebitamento pari a 0,17 (0,32 nel 2013/14), che segnala il
prevalere delle Liabilities sui mezzi propri ed il prevalere del ricorso a capitale
di terzi rispetto al capitale di rischio.
LIndebitamento Finanziario Netto
Per il regolamento del Fair Play Finanziario lindebitamento di natura
finanziaria al netto delle disponibilit, unitamente al saldo tra crediti e debiti per
la compravendita calciatori, non deve essere superiore ai ricavi.

210

Figura 4.9 Analisi dellindebitamento finanziario netto di FC Internazionale S.p.A.

Fonte: Bilanci FC Internazionale Milano S.p.A. Elaborazione dati da Luca Marotta

Le disponibilit liquide sono pari a Euro 49.089.035, mentre nellesercizio


precedente erano pari a Euro 37.353.096.
I Debiti finanziari verso imprese controllate ammontano complessivamente a
Euro 16,5 milioni e si riferiscono per Euro 14.246.208 al debiti verso Inter
Media e per Euro 2.300.000 a debiti verso la controllata MI-Stadio.
I debiti verso soci per finanziamenti pari a Euro 108.088.692 (di cui Euro 103,7
milioni per la quota capitale), riguardano versamenti a titolo di finanziamento
fruttifero di interessi dallAzionista di riferimento. Tale finanziamento matura
interessi ad un tasso compreso tra l8% e il 9,5% annuo. I finanziamenti
effettuati nei mesi di maggio e giugno e dicembre 2014 sono rimborsabili entro
il 29 maggio di ogni anno con possibilit di proroga fino al 29 maggio 2020. I
finanziamenti versati nei mesi di marzo e aprile 2015, sono stati pari a Euro 76,6
milioni e hanno una durata di 5 anni.
I crediti verso enti settore specifico ammontano a Euro 64,3 milioni (Euro 100,6
milioni nel 2013-14). Gli importi maggiori riguardano: PARMA FOOTBALL
CLUB S.P.A. per Euro 13 milioni; BOLOGNA FC S.P.A. per 10,6 milioni;
Sampdoria per Euro 9,15 milioni; Torino per Euro 3,97 milioni; GENOA
CRICKET & FOOTBALL CLUB S.P.A. per 3,2 milioni; GALATASARAY per
Euro 2 milioni e LIVERPOOL FC per Euro 519 mila.
I Debiti verso enti settore specifico riguardano i rapporti con enti e societ del
settore e mostrano un decremento di 48,6 milioni di Euro rispetto allesercizio
precedente.
Nello specifico, i debiti verso societ calcistiche nazionali ammontano a 49,2
211

milioni. Gli importi maggiori riguardano: PARMA FC S.P.A. per 15.460.000;


BOLOGNA FC 1909 S.P.A. per 8.400.000; A.S. ROMA S.P.A. per 8,4 milioni;
U.C. SAMPDORIA S.P.A. per 9,2 milioni e GENOA CRICKET &
FOOTBALL CLUB S.P.A. per Euro 2.700.000.
I debiti verso societ calcistiche estere ammontano a Euro 9 milioni. Limporto
principale riguarda il debito verso il Newcastle per 4.920.000 seguito da debito
verso GNK DINAMO per Euro 3,5 milioni.
I debiti verso societ nazionali sono regolati presso la stanza di compensazione
della L.N.P. Serie A in compensazione delle posizioni creditorie per un
ammontare pari a Euro 64.275.000.
Gli altri debiti
In base al Regolamento del Fair Play Finanziario, le societ di calcio richiedenti
la Licenza UEFA, non devono avere debiti scaduti verso i club, i dipendenti e/o
le autorit sociali o fiscali, a meno che tali debiti siano oggetto di contenzioso,
con valide argomentazioni a supporto.
La voce debiti iscritta nello stato patrimoniale diminuita da Euro 412,9
milioni a Euro 294 milioni, di cui Euro 16,7 milioni per Debiti verso imprese
controllate, Euro 108,1 milioni per debiti verso soci, Euro 63,6 milioni (Euro
69,2 milioni nel 2013-14) per debiti verso fornitori, Euro 75 milioni per debiti
verso enti settore specifico, a fronte di crediti verso enti settore specifico per
Euro 64,3 milioni.
Tra i debiti verso fornitori si segnalano i debiti verso agenti Fifa per Euro 28,2
milioni (Euro 34 milioni nel 2013-14) ed i debiti verso il Comune di Milano per
Euro 15,6 milioni (Euro 12,5 milioni nel 2013-14) riferiti ai corrispettivi per
affitto dello stadio da utilizzare a compensazione con le migliorie effettuate
dalla Societ.
I debiti verso il personale, aumentano da Euro 9,9 milioni a Euro 13,1 milioni.
Un dato da considerare fisiologico, che dovrebbe far supporre la puntualit nei
pagamenti e rientrante nei canoni del Fair Play Finanziario.
I debiti tributari passano da Euro 9,4 milioni a Euro 9,69 milioni. La variazione
dovuta allazzeramento della voce Debiti per accertamento con adesione
DRE 2005-2006-2007; allincremento della voce Debiti per IVA da Euro
220 mila a Euro 620 mila e i debiti per IRPEF su lavoro dipendente variano da
212

Euro 8,6 milioni a Euro 8,38 milioni. In Nota Integrativa si fa cenno


allesistenza di contenziosi fiscali.
I Fondi per rischi e oneri aumentano da Euro 500.000 a Euro 37.732.000 a
seguito di utilizzi per Euro 4.095.000 e accantonamenti dellesercizio per Euro
41.327.000.
Gli accantonamenti effettuati nellesercizio riguardano:
-

oneri futuri relativi al personale connessi allevoluzione dellassetto


organizzativo societario per Euro 2.587.000;

oneri per retribuzioni al personale tesserato e non tesserato non facente


pi parte del progetto tecnico o nellorganizzazione societaria fino alla
data di conclusione dei singoli contratti; limporto totale accantonato pari
a Euro 21.268.000;

Euro 10,5 milioni peri il rischio di credito connesso alla cessione


definitiva delle prestazioni di un calciatore della prima squadra;

oneri relativi alle risoluzioni dei contratti con giocatori della prima
squadra e del settore giovanile e a retribuzioni relative a calciatori che
non hanno partecipato a nessun evento sportivo ufficiale e/o di
preparazione atletica con la squadra (partite amichevoli e tourne estiva),
le quali prestazioni sportive sono state cedute nella campagna
trasferimenti estiva 2015/2016, successivamente la chiusura del bilancio
di esercizio; limporto totale accantonato ammonta a Euro 1.719.000;

oneri futuri connessi ad accertamenti fiscali di competenza della Societ


e di Mi Stadio (per i quali la Societ risulta responsabile in solido
rispettivamente pari a Euro 3.253.000 ed Euro 2 milioni.

213

Il Valore della Rosa


Figura 4.10 Le immobilizzazioni immateriali: Il valore della ROSA

Fonte: Bilanci FC Internazionale Milano S.p.A. Elaborazione dati da Luca Marotta

Il valore netto dei diritti pluriennali alle prestazioni dei calciatori ammonta a
Euro 109,8 milioni (Euro 159,5 milioni nel 2013-14). La variazione dovuta ad
investimenti per Euro 29,9 milioni (Euro 95,8 milioni nel 2013-14), cessioni per
un valore contabile netto di Euro 7,5 milioni (Euro 14,4 milioni nel 2013-14) ed
ammortamenti per 59,8 milioni (Euro 66,7 milioni nel 2013-14) e svalutazioni
per Euro 12,3 milioni.
Tra i calciatori con valore contabile residuo pi elevato, considerando le
svalutazioni, spiccano: Hernanes de Carvalho per Euro 11.881.695 (costo
storico Euro 22.650.000); Icardi Mauro per Euro 8.320.000 (costo storico: Euro
13 milioni); Kovacic per Euro 7.925.549 (costo storico: Euro 14.585.212);
Samuele Longo per Euro 7.666.667 (costo storico: Euro 14.250.000); Dod per
Euro 7.533.909 (costo storico: Euro 9.380.000); Medel per Euro 7.160.662
(costo storico: Euro 9.277.500); Crisetig Lorenzo per Euro 7.125.000 (costo
storico: Euro 9,5 milioni); Santon per Euro 4.893.394 (costo storico: Euro
4.893.394); Handanovic per Euro 4.850.000 (costo storico: Euro 19,4 milioni);
Fredy Guarin per Euro 4.582.438 (costo
storico Euro 12.219.836); Rodrigo Palacio per Euro 2.405.556 (costo storico:
Euro 10.825.000).
I crediti e i debiti per compartecipazioni ex art. 102 bis NOIF non sono pi
evidenziati per labolizione della norma.
Nella campagna trasferimenti estiva 2015-16, sono stati ceduti a titolo
definitivo: Kovacic al Real Madrid per Euro 29 milioni; Hernanes alla Juventus
214

per Euro 11 milioni. E stato ceduto a titolo temporaneo Alvaro Pereira


allEstudiantes con obbligo di riscatto al raggiungimento del 40% delle partite
giocate nel Campionato di Prima Divisione, evento gi verificatosi.
Tra gli acquisti a titolo definitivo figurano: Geoffrey Kondogbia dall AS
Monaco per Euro 31 milioni, Ivan Perisic dal Wolfsburg per Euro 16 milioni e
Felipe Melo del Galatasaray per Euro 3.7 milioni.
Sono innumerevoli le acquisizioni a titolo temporaneo: Joao Miranda
dallAtletico Madrid, per Euro 4 milioni, con obbligo di riscatto per Euro 11
milioni; Martin Montoya dal Barcellona per Euro 1,3 milioni, con obbligo di
riscatto per Euro 6 milioni; Stevan Jovetic dal Manchester City per Euro 2,5
milioni, con obbligo di riscatto per Euro 14,5 milioni; Adem Ljajic dalla Roma
per Euro 1,8 milioni, , con diritto di riscatto per Euro 11 milioni e Nicolao
Telles Alex dal Galatasary per Euro 1,3 milioni; , con diritto di riscatto per Euro
8,5.
Per quanto riguarda Xherdan Shaqiri, nel corso della campagna trasferimenti
estiva, lInter ha riscattato il calciatore dal Bayern Monaco per Euro 15 milioni e
lo ha contestualmente ceduto definitivamente allo Stoke City per Euro 14,5
milioni.
La Gestione Economica
Il Conto Economico, risente degli effetti delloperazione di conferimento e
rifinanziamento del debito effettuata il 5 giugno 2014. Il valore della produzione
dellInter diminuito del 12,5%, da Euro 167,7 milioni di Euro a Euro 146,8
milioni. Il fatturato netto, senza plusvalenze, prestiti e capitalizzazione costi
vivaio diminuisce da Euro 154,5 milioni a Euro 116,5 milioni.
I costi della produzione aumentano del 12,3%, da Euro 268 milioni a Euro 301
milioni. Il 37,8% di tali costi rappresentato dal costo del personale e il 19,9%
dallammortamento della rosa calciatori.
La differenza negativa tra ricavi e costi della produzione aumenta da Euro 100,3
milioni a 154,2 milioni di Euro.
Bisogna evidenziare che sui costi della produzione 2014/15, incidono anche
laccantonamento a fondi rischi per il 6,1% e altri accantonamenti effettuati per
il 7,6%, che hanno natura eccezionale.

215

Figura 4.11 La Gestione economica: analisi delle voci del Conto Economico del IV Direttiva
CEE

Fonte: Bilanci FC Internazionale Milano S.p.A. Elaborazione dati da Luca Marotta

I Ricavi
I ricavi derivanti dalla cessione dei diritti radiotelevisivi aumentano da Euro
76,4 milioni a Euro 77,7 milioni. A differenza della stagione precedente sono
presenti i diritti TV per le competizioni Europee per Euro 6.072.000. Tali ricavi,
nel 2013-14, erano pari zero. I diritti tv nazionali risultano pari a Euro
71.644.000 milioni (Euro 76,4 milioni nel 2013-14).
I ricavi commerciali evidenziano una drastica riduzione perch a causa delle
Operazioni di conferimento e rifinanziamento del debito, FC Internazionale
Milano S.p.A. ha ceduto a Inter Media la gestione e lo sviluppo delle
sponsorship; pertanto, i ricavi commerciali sono rappresentati solo da proventi
commerciali e royalties per Euro 2.020.893 e da proventi pubblicitari per Euro
459.897. A partire dallesercizio 2014/15 i proventi commerciali e royalties, che
in precedenza erano affidati a Inter Brand S.r.l., sono gestiti direttamente da FC
Internazionale Milano S.p.A. Nel 2013/14, Pirelli ha contribuito con Euro
12.293.000 e Nike con Euro 19.641.000. Nel mese di Agosto 2013 stato
rinegoziato il contratto con lo sponsor tecnico, con prolungamento decennale e
216

riconoscimento di un signing fee di Euro 8 milioni. Ovviamente, tali ricavi


mancanti nel bilancio di esercizio di FC Internazionale Milano S.p.A.,
dovrebbero essere esposti nel bilancio consolidato del Gruppo.
I ricavi da gare, comprese le quote degli Inter club aumentano da Euro 18,8
milioni a 23,3 milioni di Euro. Tali ricavi incidono per il 15,86% sul valore
della produzione. Gli abbonamenti sono diminuiti da Euro 7,5 milioni a 6,77
milioni di Euro, i ricavi da Coppe Internazionali, che mancavano nel 2013-14,
risultano pari a Euro 2.334.000, mentre gli incassi da gare di campionato in casa
ammontano a Euro 10,1 milioni e quelli per le gare di TIM Cup a Euro 177
mila. I ricavi da tornei e amichevoli, che mancavano nel 2013-14, ammontano a
2,76 milioni di Euro.
I contributi in conto esercizio pari a Euro 4.313.883 (Euro 3.150.858 nel
2013/14), nella tabella sopra classificati tra gli altri ricavi, riguardano
principalmente i contributi della Lega legati ai premi della Tim Cup e ai ricavi
collettivi esclusi i diritti audiovisivi.
Gli altri ricavi, pari a Euro 8.628.610 (Euro 19.947.738 nel 2013-14), si
riferiscono: per Euro 1.251.000 a servizi alle societ collegate; per Euro 515.000
ai proventi del ritiro estivo; per Euro 1.357.000 alla quota promo-pubblicitaria
dei palchi e sky box; per Euro 904 ai ricavi per le Acadamies; per Euro
3.254.000 a sopravvenienze attive. Il decremento dovuto soprattutto alla
mancanza dei ricavi relativi alla commercializzazione dellarchivio delle
immagini, che stato oggetto delle Operazioni di conferimento e
rifinanziamento del debito.
La societ continua ad investire nel vivaio, infatti, i costi del vivaio capitalizzati
ammontano ad Euro 4.537.299 (Euro 4.666.139 nel 2013-14).
Il Player Trading
Il Player Trading dellInter nel 2014-15 segna un risultato negativo.
La differenza tra plusvalenze e minusvalenze non riesce a coprire il costo
annuale dei cartellini dei calciatori rappresentato dagli ammortamenti e
soprattutto nel 2014/15 anche dalle svalutazioni.
Le plusvalenze risultano pari a Euro 20.668.140 (Euro 33.892.437 nel 2013-14)
e hanno unincidenza sul valore della produzione del 14,08%. Il calciatore che
ha determinato la maggiore plusvalenza pari a Euro 7,4 milioni stato Ricardo
217

Alvarez, ceduto per Euro 10,5 milioni al Sunderland. Le altre plusvalenze di


rilievo riguardano: per Euro 4,492.504 quella di Bonazzoli, ceduto alla
Sampdoria per Euro 4,5 milioni; per Euro 2.859.402 e per Euro 2.859.402 quella
di Mbaye, ceduto al Bologna per Euro 3 milioni.
Figura 4.12 Ricalcolo del Player Trading

Fonte: Bilanci FC Internazionale Milano S.p.A. Elaborazione dati da Luca Marotta

Le minusvalenze da cessioni diritti pluriennali, pari a Euro 633 mila (Euro 855
mila nel 2013-14), riguardano svincoli di calciatori per Euro 234 mila.
Per quanto riguarda, le acquisizioni di calciatori a titolo temporaneo,
ammontanti a Euro 2.870.964 (Euro 1.098.300 nel 2013-14), riguardano:
MVila, Podolski e Brozovic.
Per quanto riguarda, le cessioni di calciatori a titolo temporaneo, ammontanti a
Euro 3.230.491 (Euro 1.350.000 nel 2013-14) riguardano principalmente Taider,
Ricardo Alvarez, Ruben Botta e Duncan.
Gli ammortamenti della rosa calciatori, sono diminuiti da Euro 66,7 milioni a
Euro 59,8 milioni. Nel 2014/15 sono state effettuate delle svalutazioni di alcuni
calciatori, ceduti nellestate tra cui: Taider per Euro 3,7 milioni, Hernanes per
Euro 3,7 milioni, Schelotto per 2,7 milioni, Alvaro Pereira per Euro 438 mila e
Vidic per Euro 1,2 milioni.
I Costi della Produzione
Il costo dei dipendenti, al 30 giugno 2015 in rapporto al valore della produzione
218

incide per il 77,6%, ma se considerassimo il fatturato netto la percentuale


aumenterebbe al 97,8%. Il costo del personale risultante dal bilancio di esercizio
pari a Euro 113,9 milioni (Euro 116,2 milioni nel 2013-14) e risulta in
diminuzione del 2%. Il costo del personale tesserato diminuito da Euro 99,3
milioni a Euro 97,8 milioni. I compensi contrattuali dei calciatori sono diminuiti
da Euro 85,5 milioni a Euro 73,6 milioni, quelli per gli allenatori e i tecnici
passano da Euro 11,9 milioni a Euro 13,2 milioni, mentre e i Premi rendimento
ammontano a Euro 3.996.000. Nel 2014/15 la voce Compensi contrattuali
allenatori e tecnici ammonta a Euro 13.186.000; nel 2013-14 era pari a Euro
11.938.000. I Premi risultano aumentati da Euro 1.895.000 a Euro 7.019.000.
Il numero di calciatori aumentato da 68 a 73. Il totale dei dipendenti
aumentato da 210 a 240.
IL COSTO DEL LAVORO ALLARGATO
Il costo del lavoro allargato dato dalla somma del costo del personale tesserato
(Euro 97,8 milioni) e dal costo degli ammortamenti (Euro 59,8 milioni) pari a
Euro 157,6 milioni. Il costo del lavoro allargato sui ricavi ordinari uno dei
criteri considerati per lottenimento della Licenza Nazionale a partire dal 20152016.
Gli ammortamenti e le svalutazioni sono pari a Euro 80.034.244 (Euro
79.707.094 nel 2013-14), di cui Euro 59,8 milioni per ammortamenti rosa
calciatori, Euro 2,1 milioni per svalutazioni crediti ed Euro 4,46 milioni per
lammortamento relativo alla capitalizzazione dei costi vivaio. Inoltre, risultano
svalutazioni delle immobilizzazioni, di cui si detto, per Euro 12,3 milioni.
I costi per godimento dei beni di terzi sono pari a Euro 7.991.915. Limporto
maggiore dei costi per godimento dei beni di terzi, riguarda la concessione duso
dello Stadio per Euro 4,6 milioni. Nel 2014/15 non evidenziato il canone di
licenza duso dei marchi, che nel 2013/14 era pari a Euro 14,9 milioni (Euro 16
milioni nel 2012-13).
I costi per prestazioni di servizi diminuiscono da Euro 37,8 milioni a Euro 35,2
milioni. Tali costi comprendono anche i costi specifici tecnici aumentati da Euro
3,7 milioni a Euro 5,9 milioni. Tale diminuzione dovuta al maggior impatto
dei costi per la campagna trasferimenti, che riguardano principalmente i
compensi per Agenti FIFA, che sono aumentati da Euro 2,9 milioni a Euro 4,6
219

milioni. Tra le spese amministrative spiccano i servizi da collegate pari a Euro


4,6 milioni e riguardano i servizi di gestione dello Stadio riaddebitati, in base a
contratto, da Mi-Stadio. Il compenso agli amministratori pari a Euro 321 mila.
Gli accantonamenti per rischi, pari a 18,3 milioni di Euro, riguardano
laccantonamento per oneri futuri del personale, accantonamenti per
accertamenti fiscali e laccantonamento per la cessione definitiva di un
calciatore.
Gli oneri diversi di gestione, pari a Euro 21,4 milioni (Euro 11,3 milioni nel
2013-14), comprendono la sanzione UEFA relativa allatto di transazione per
Euro 6 milioni.
La gestione finanziaria
La gestione finanziaria netta, esclusi oneri e proventi da compartecipazione ex
art. 102 bis NOIF, positiva per Euro 69,4 milioni. Gli oneri finanziari pari a
Euro 6,7 milioni, riguardano interessi passivi su debiti verso controllanti per
circa Euro 4,2 milioni, interessi passivi su debiti verso controllate per Euro 1,6
milioni.
I proventi da partecipazione pari a 78,7 milioni, si riferiscono alla distribuzione
in natura dei dividendi da parte della controllata Inter Brand S.r.l.
Trattandosi di operazione con societ controllata, questo importo non ha effetti
nel bilancio consolidato, che il bilancio da considerare ai fini del Fair Play
Finanziario.
La gestione straordinaria
La gestione straordinaria negativa per Euro 321.505. I proventi straordinari
ammontano a Euro 113 mila (Euro 139 milioni nel 2013-14); mentre gli oneri
straordinari sono pari a Euro 434 mila. I proventi straordinari del 2013-14
furono ingenti perch riguardavano la plusvalenza da conferimento in Inter
Media and Communication S.r.l..
Il Problema del Fair Play Finanziario
Latto di transazione concordato con il Club Financial Control Body dellUEFA
applicabile per le stagioni sportive 2015/2016, 2016/2017, 2017/2018 e
2018/2019 e prevede per i singoli esercizi, oltre alla capacit di operare in
220

continuit aziendale, il raggiungimento di un break-even deficit per lesercizio


2015/2016 non superiore a Euro 30 milioni e per lesercizio 2016/2017 una
situazione di pareggio. La Societ, inoltre, per gli esercizi 2015/2016 e
2016/2017 subir restrizioni in termini di costi per salari e stipendi e limitazioni
relative ad ammortamenti/svalutazioni dei diritti pluriennali alle prestazioni dei
calciatori. Tale ultima circostanza spiegherebbe il ricorso massiccio alle
svalutazioni nel 2014/15 e il ricorso alla formula dellacquisizione in prestito di
molti calciatori.
In base a tale accordo, nel 2014/15, gi stata comminata una sanzione di Euro
6 milioni, ed una ulteriore potenziale sanzione di Euro 14 milioni sottoposta a
condizione sospensiva.
Nello specifico Euro 7 milioni nellesercizio 2015/2016 in caso di break-even
deficit patrimoniale compreso tra Euro 30 milioni (limite massimo stabilito dal
CFCB) ed Euro 40 milioni e ulteriori Euro 7 milioni nellesercizio 2016/2017 in
caso di break-even deficit compreso tra zero milioni e Euro 10 milioni. Le
eventuali penalit saranno trattenute dalla U.E.F.A. a scomputo dei premi
riconosciuti per la partecipazione della prima squadra della societ alle
competizioni Europee.
In considerazione del fatto che il bilancio considerato dallUEFA quello
consolidato e che lo stesso evidenzia una perdita di circa 137,2 milioni di Euro,
escludendo da tale risultato le componenti negative non ricorrenti e i proventi da
UEFA Europa League, si otterrebbe la proiezione di una perdita, a parit di
ricavi e costi ricorrenti, di circa 80,7 milioni di Euro. Tale perdita dovr essere
depurata dalle spese del settore giovanile e del costo relativo agli altri
ammortamenti.
Le componenti negative non ricorrenti, volutamente conteggiate nel 2014/15,
ammonterebbero a circa 62,5 milioni e sono individuabili nella svalutazione
delle immobilizzazioni per Euro 12,3 milioni, nellaccantonamento a fondo
rischi per Euro 41,3 milioni, nei costi relativi a transazioni con fornitori per Euro
2,9 milioni e nella sanzione UEFA di 6 milioni di Euro. I Proventi da UEFA
Europa League che verranno meno nel 2015/16 ammonterebbero a circa 6
milioni. La plusvalenza di Kovacic porterebbe lammontare delle plusvalenze
2015/16 ad un livello superiore a quelle registrate nel 2014/15. Un possibile
incremento positivo potrebbe verificarsi sul fronte dei diritti TV nazionali,
221

unitamente al miglioramento della posizione finale in campionato e agli incassi


da gare; tuttavia, sembra difficile che la leva dellaumento dei ricavi produca
incrementi esponenziali, pertanto, si dovr agire ulteriormente sulla riduzione
dei costi.
Il raggiungimento dellobiettivo di ridurre la perdita a meno di 30 milioni appare
non semplice.
Conclusioni
La scadenza pi importante per il Gruppo FC Internazionale Milano S.p.A.
quella del 30 giugno 2019, data entro la quale bisogner rimborsare la rata finale
di 184 milioni di Euro, per estinguere il finanziamento. La prima rata scadente il
1 luglio 2015 di Euro 1.000.000 stata pagata.
In cinque anni il nuovo management dovr creare un modello gestionale che
oltre ad autofinanziarsi sia in grado di generare i flussi di cassa necessari per il
rimborso del prestito. Altrimenti, dovranno intervenire gli azionisti. La cui
mission quella di posizionare e affermare FC Internazionale come uno tra i
pi importanti club calcistici al mondo, raggiungendo importanti risultati
sportivi, incrementandone la presenza commerciale globale e implementando e
mantenendo una rigorosa disciplina finanziaria (con lobiettivo di raggiungere
lequilibrio economico-finanziario nel giro di 2-3 anni) alla luce della normativa
del fair play finanziario.
Per un club di calcio, il modello gestionale improntato allautofinanziamento,
necessita dei risultati sportivi. In particolare, per i club italiani diventa molto
importante la partecipazione alle competizioni Europee, che diventa facile
definire come obiettivo primario per la stagione sportiva 2015/16.
Tuttavia, la prima scadenza, in ordine temporale, per lInter rimane il
raggiungimento di un break-even deficit per lesercizio 2015/2016 non superiore
a Euro 30 milioni.

222

CONCLUSIONI

Come pu essere giudicata la normativa del Financial Fair Play?


Mi concentrer dapprima sugli effetti e i risultati ottenuti grazie allapplicazione
della disciplina per poi traslare al campo delle considerazioni di specie.
Gli effetti del fair play finanziario ci sono e sono particolarmente positivi: nel
periodo 2011-2014 c stato un miglioramento dei conti per 1,2 miliardi di euro,
con il risultato netto totale passato da -1,7 miliardi di Euro (al quale lItalia
contribuiva per pi del 50%) a -0,5 miliardi di Euro.
A questo si aggiungono la crescita del patrimonio per 1,6 miliardi di Euro e la
diminuzione dei debiti scaduti. Questi sono scesi da 57 milioni di Euro fino ai 5
milioni di Euro del 2015.
Lo stupore per lefficacia della normativa rileva ancora di pi se si tiene
presente che, prima della vigenza del Financial Fair Play, il 55-60% delle
societ calcistiche UEFA fosse in perdita.
Appare altres interessante il riferimento ad un altro dato di primario livello: si
registra che l'incidenza degli stipendi scesa al 62% dei ricavi e il margine
operativo prima del saldo dei trasferimenti dei calciatori positivo per 757
milioni di Euro (tre anni fa c'era una perdita operativa aggregata di 249 milioni
di Euro).
Meno debiti, perdite ridotte e club ricapitalizzati. Conti che quindi, si dirigono
verso la strada voluta dalla UEFA fin dallintroduzione del fair play finanziario:
non tanto lequilibrio della competizione (che resta un punto dolente come
diremo in seguito), quanto piuttosto una sostenibilit del calcio a lungo termine.
Un sistema che funziona talmente bene in Europa che la Figc ha deciso di
introdurlo anche in Italia. Oltre ai vari strumenti per il controllo dei costi
(indicatori di liquidit, indebitamento e costo del lavoro), dal 2018/19 la
Federcalcio introdurr lobbligo del pareggio di bilancio che sar criterio
fondamentale per lammissione ai campionati.
Verr prevista una deviazione accettabile (calcolata in percentuale al fatturato),
oltre la quale saranno comminate anche sanzioni come il blocco del mercato.
Senzaltro trattasi di mezzi atti a garantire la sostenibilit del calcio: ma servir,
soprattutto, capire come coniugarla con lo sviluppo.
223

Possiamo affermare che i settecento club che hanno visto i propri bilanci
sottoposti al vaglio degli ispettori della UEFA hanno dimostrato per la prima
volta di privilegiare i ricavi, in rapporto ai costi.
Una conseguenza (positiva) di ragguardevole portata, immediata al cospetto
della normativa sul Financial Fair Play, concerne la corsa alla diversificazione
dei ricavi.
Il tema ha originato forti dibattiti e riscosso grande interesse soprattutto in Italia,
dove limpatto della normativa considerevole.
Se il Financial Fair Play impone un equilibrio tra i costi e ricavi, la nuova era
contempla la seguente sfida: aumentare il valore della produzione sfruttando
qualsiasi fonte e, anzi, sviluppando e implementando quelle non ancora
(abbastanza) remunerative.
Volgendo lo sguardo principalmente al nostro paese, (oggetto precipuo
dellanalisi alla luce della disciplina UEFA) si assiste a forti discussioni sullo
sviluppo dellimpiantistica che in Italia risulta essere un pianeta inesplorato
costituendo cos uneccezione rispetto ai principali competitors su scala europea;
sulla messa a punto di strategie di marketing per la commercializzazione di
prodotti (dove spesso si certificano appelli per combattere la contraffazione dei
prodotti) ed infine circa la valorizzazione del mercato televisivo nel quale non
pi dilazionabile lidea dellapertura ai mercati asiatico e statunitense (con
relative conseguenze sullorario degli incontri di Serie A).
A fare da cornice a questo insieme di fattori vi la mancanza, e forse anche
lincapacit, di pensare al bene collettivo del sistema calcio italiano e alla
pianificazione di strategie orientate al rilancio del prodotto. Cosicch ciascun
rappresentante di club non pensi ad altro che alla propria fetta di diritti televisivi
invece di concertare, in sede comune, sinergie che permettano alle societ di
espandersi e di tornare al livello che fino a poco tempo fa era a loro garantito per
lo pi dal (proprio) mecenate.
Tracciato un quadro degli effetti primi e dei benefici della disciplina dellUEFA,
non possiamo fare a meno di chiederci se siano solo positive le implicazioni che
si riversano sulle singole societ calcistiche, con un occhio di riguardo ad FC
Internazionale, e alla Lega di Serie A.
Si evidenziano diversi profili critici.

224

Il Financial Fair Play e la concorrenza


Innanzitutto la provocazione che viene lanciata dal pubblico quella che vede il
Financial Fair Play quale strumento di cristallizzazione delle posizioni attuali.
In termini giuridici, si parla di contrasto coi principi antitrust.
Sine dubio la UEFA rientra, come espressamente dichiarato dalla Commissione
Europea in una nota pronuncia69, nel genus dellimpresa in quanto intraprende
direttamente attivit economiche. A ritroso, i membri della UEFA sono le
associazioni calcistiche nazionali.
Attesa, dunque, la qualifica di impresa/associazione di imprese riconosciuta alla
UEFA, il regime del Fair Play Finanziario, in relazione a codesto specifico
contesto, , almeno astrattamente, suscettibile di integrare una violazione dei
profili antitrust.
Specificamente, la dottrina maggioritaria ha rinvenuto nellarchitettura del
modello economico-finanziario de quo una manifesta inosservanza circa le
lettere b) e d) dellart.101 paragrafo 1 del TFUE.
In ordine alla lettera b) dellart. 101 TFUE

appare chiaro che il mercato

rilevante in cui concorrono le societ calcistiche professionistiche


identificabile, sotto il profilo merceologico, in quello per lacquisizione dei
calciatori.
Com stato evidenziato dallAutorit Garante della Concorrenza e del Mercato
la concorrenza tra club si sviluppa principalmente nellattivit di produzione e
di vendita dello spettacolo calcistico. La capacit di competere nello
svolgimento di tali attivit dipende fortemente dalla composizione delle singole
squadre e, quindi, dalla capacit delle societ di calcio di ingaggiare giocatori in
grado di offrire prestazioni adeguate: migliori sono i giocatori e maggiore la
probabilit che un club occupi i primi posti della classifica nel campionato, con
conseguente aumento della capacit della squadra di attrarre il pubblico e,
dunque, di offrire un prodotto pi appetibile di quello offerto dai concorrenti.70
Il meccanismo di funzionamento del sistema-calcio sempre stato
69

CGCE, Decisione della Comunit Europea, del 23 Luglio 2003, relativa ad un procedimento a
norma
dellarticolo 81 del Trattato CE e dellarticolo 53 dellaccordo SEE.
70

AGCM, Indagine conoscitiva sul settore del calcio professionistico (IC27), punto 28.

225

tradizionalmente sintetizzato ricorrendo ad un circolo vizioso che pu essere in


tal guisa rappresentato: PIU SPENDI => PIU VINCI => PIU GUADAGNI
=> PIU SPENDI ecc.
La relazione PI SPENDI => PI VINCI indica la sussistenza del nesso di
causalit tra gli investimenti effettuati dal club e le performances sportive
realizzabili.
La relazione PI VINCI => PI GUADAGNI enuclea, invece, il principio
secondo il quale le vittorie generano fatturato alimentato sia dalla qualificazione
a competizioni UEFA conquistata nella rispettiva lega nazionale sia dai rilevanti
ricavi da gare (sottoscrizione di abbonamenti e vendita dei biglietti sono
condizionati dai successi in campo sportivo), commerciali (merchandising),
sponsorizzazioni e pubblicit.
Infine, la relazione PI GUADAGNI => PI SPENDI sintetizza la politica
societaria incline non a massimizzare i profitti ma a primeggiare sul rettangolo
di gioco offrendo soltanto garanzia di solvibilit.
Lentrata in vigore del Financial Fair Play ha modificato loperativit del
modello appena illustrato, originando un circolo virtuoso che pu essere cos
configurato: PIU GUADAGNI => PIU PUOI SPENDERE => PIU VINCI =>
PIU GUADAGNI ecc..
Salva la relazione PIU VINCI => PIU GUADAGNI, le altre mutano forma e
sostanza.
La relazione PIU GUADAGNI => PIU PUOI SPENDERE esige che la
capacit di spesa sia esclusivamente determinata dalla gestione operativa, non
rilevando pi (eccetto limitate deroghe) la disponibilit finanziaria del
proprietario della societ, riconoscibile nella consistente e sistematica iniezione
di capitale.
Infine, la relazione PIU PUOI SPENDERE => PIU VINCI ribadisce
linterazione tra la capacit di acquisto e loptimum sportivo ma, essendo la
prima correlata ai ricavi conseguiti, incentiva altres il virtuosismo gestionale.
Il differente e pi rigoroso indirizzo assunto con il regime del Fair Play
Finanziario, che vincola la spesa del club, tradizionalmente concretizzabile
nellacquisizione del parco calciatori, allammontare dei ricavi conseguiti
(eccetto limitate deroghe), stato accolto negativamente dalla dottrina, che ha
rinvenuto in esso una illegittima limitazione degli investimenti nel mercato
226

relativo alla compravendita dei calciatori, integrando una violazione dellart.101


paragrafo 1 lettera b) del TFUE, ai sensi del quale: Sono incompatibili con il
mercato interno e vietati tutti gli accordi tra imprese, tutte le decisioni di
associazioni di imprese e tutte le pratiche concordate che possano pregiudicare il
commercio tra Stati membri e che abbiano per oggetto o per effetto di impedire,
restringere o falsare il gioco della concorrenza all'interno del mercato interno ed
in particolare quelli consistenti nel:
b) limitare o controllare la produzione, gli sbocchi, lo sviluppo tecnico o gli
investimenti.
In materia di diritto concorrenziale, la Corte di Giustizia ha puntualizzato che
laderenza di una regolamentazione ai dettami del diritto antitrust non pu essere
accertata in astratto, atteso che non ogni accordo tra imprese o ogni decisione di
associazioni di imprese che restringa la libert operativa delle parti o di una di
esse ricade automaticamente nel divieto dellart.101, paragrafo 1, TFUE.
In merito allapplicazione o meno dellart.101, paragrafo 1, TFUE,
fondamentale:
a) considerare

il

contesto

generale

in

cui

la

decisione

dellimpresa/associazione di imprese in esame stata adottata o dispiega


i suoi effetti, nonch dei suoi obiettivi;
b) verificare se gli effetti restrittivi della concorrenza determinati dalla
disciplina approntata sono proporzionati al fine perseguito.
Identificato lo scopo del Fair Play Finanziario nella lotta al c.d. doping
finanziario (consolidata prassi dei club di contrarre debito per lacquisizione dei
calciatori pi talentuosi, non bastando i soli ricavi operativi a sostenere la
relativa spesa), la dottrina, riconosciuta la legittimit dellobiettivo perseguito,
ha formulato un apprezzamento negativo sulla necessariet e proporzionalit del
regime congegnato nella parte in cui introduce la regola sul pareggio di bilancio.
Le regole UEFA che impongono ai club di non avere debiti scaduti, per
acquisizione dei calciatori, nei confronti di altre societ, nonch debiti scaduti
nei confronti dei dipendenti e del fisco, apparirebbero sufficienti e proporzionate
per estirpare il doping finanziario. Altrimenti detto, la problematicit del
fenomeno non sarebbe legata allentit dellindebitamento, ma alla capacit o
meno dei club di ripianare interamente i debiti con contributi dei partecipanti al
227

capitale. In questo senso, non sarebbe condivisibile lapproccio adottato dalla


UEFA la quale ha posto un limite, agli apporti dei partecipanti al capitale idonei
a ripianare la perdita che eccede la soglia tollerata (i.e. perdita > 5 milioni di
Euro), invalicabile quandanche sussista la disponibilit ad effettuarne in
quantit superiore.
Incompatibilit emergono anche ai sensi della lettera d) dellart.101 paragrafo 1
TFUE.
La dottrina ha asserito che lintroduzione di una siffatta condizione contabile
distorcerebbe

illecitamente

la

concorrenza

tra

le

societ

di

calcio

professionistiche originando una c.d. ossificazione del mercato. In altre parole,


la c.d. break even rule, postulando, salvo circoscritte eccezioni, una tendenziale
equazione tra i ricavi e i costi, impedirebbe alle squadre di minori dimensioni
(societ con una pi esigua dimensione del fatturato e dal seguito ridotto) di
sviluppare una crescita sportiva (ingaggiando i calciatori pi talentuosi) tramite
il ricorso allemissione del debito, convenzionale strumento di finanziamento.
In questo senso, il Fair Play Finanziario favorirebbe lemersione di un
oligopolio, congelando la gerarchia dei club pi blasonati per i quali, dato il
superiore volume daffari, la regola sul pareggio di bilancio inciderebbe secondo
modalit meno accentuate sul potenziale di investimento nel mercato relativo
alla compravendita dei calciatori.
Lo scenario ora prospettato violerebbe lart. 101 paragrafo 1 lettera d) TFUE che
recita: Sono incompatibili con il mercato interno e vietati tutti gli accordi tra
imprese, tutte le decisioni di associazioni di imprese e tutte le pratiche
concordate che possano pregiudicare il commercio tra Stati membri e che
abbiano per oggetto o per effetto di impedire, restringere o falsare il gioco della
concorrenza all'interno del mercato interno ed in particolare quelli consistenti
nel:
d) applicare, nei rapporti commerciali con gli altri contraenti, condizioni
dissimili per prestazioni equivalenti, cos da determinare per questi ultimi uno
svantaggio nella concorrenza.
Il Financial Fair Play e il principio di non discriminazione
E stato dichiarato che il Fair Play Finanziario, nella misura in cui incurante
228

delle specificit connaturate nel calcio professionistico europeo, imponendo una


par condicio societarum in merito al fine del pareggio di bilancio, integrerebbe
una violazione in via indiretta del principio di non discriminazione.
Lapprofondimento del profilo contestato affidato alle susseguenti
esemplificazioni.
La prima fattispecie identifica la suddetta violazione nella peculiare struttura
societaria adottata da limitati club del panorama calcistico europeo: il c.d.
azionariato popolare.
Esso designa un modello partecipativo di corporate governance caratterizzato
dalla diffusione del pacchetto azionario presso la cerchia dei sostenitori del club
che, cos, operano come soci, partecipando alle delibere assembleari,
approvando il bilancio e votando in merito allelezione del presidente.
Lazionariato popolare tradizionalmente declinabile secondo due differenti
tipologie: una prima, etichettabile come azionariato alla spagnola data la
sostanziale diffusione in quattro club spagnoli (A.Bilbao, Barcellona71, Osasuna
e Real Madrid)), in cui acquisita la qualit di socio diretto del club; una
seconda, accolta soprattutto in Inghilterra e in Germania, in cui invece
acquisita la qualit di socio del c.d. trust, unentit giuridica che opera da tramite
tra gli associati stessi ed il relativo club. Con specifico riferimento a tale ultima
tipologia, citiamo uno degli esempi pi illustri: quello del FC Bayern Munchen72.
Bayern Munchen AG, lentit calcistica tedesca pi influente che coinvolge la
tifoseria.
Il club bavarese, infatti, controllato per il 75% da FC Bayern Munchen e.V 73,
71

L'azionariato popolare del FC Barcellona non solo un fenomeno di tifo. Secondo la maggior parte
degli storici e dei sociologi, nell'aderire al Bara (il soprannome dato dai tifosi alla squadra) la grande
massa sociale del club non ha obbedito a motivi di natura esclusivamente sportiva, ma soprattutto al
carattere rappresentativo che, per molti appassionati, il club possiede su un piano sociale e politico.
Il FC Barcelona, reputato l'entit sociale pi conosciuta della Catalogna, ha esercitato, nel corso della
propria storia, una funzione rappresentativa di difesa dei valori catalani, che il club ha preservato
pubblicamente in numerose occasioni. Il club si sempre segnalato per attivit e azioni di difesa della
cultura e della lingua catalana, sin dall'inizio lingua ufficiale di tutti i documenti del sodalizio
eccezion fatta per gli anni della dittatura franchista.
Per questi motivi, il modello dell'azionariato popolare ha avuto un grandissimo successo nel caso del
Barcellona.
72

Per dare unidea del fenomeno, con specifico riferimento a tale ultima tipologia, in terra teutonica,
entrata in vigore la legge 62/2001 che postulava che il pacchetto di maggioranza (50%+1) di una
societ sportiva fosse detenuto da unassociazione di tifosi limitando a partecipazioni significative ma
non di controllo gli investitori privati.
73

Il restante 25% suddiviso tra i tre investitori tedeschi, tutti egualmente all8.33%: lAdidas,
lAudi e lAllianz.

229

associazione registrata che, secondo recentissimi dati, annovera 251.315 membri.


I versamenti effettuati dai soci sono inseriti tra i ricavi pertinenti selezionati
dalla normativa sul Fair Play Finanziario, con la conseguenza giuridicamente
rilevante che quanti pi sono i soci tanto pi cospicui sono i versamenti, i quali
incrementano il fatturato garantendo una pi agevole conformit al requisito del
pareggio di bilancio.
Lincidenza discriminatoria sarebbe squisitamente determinata dal mancato
accoglimento dellistituto in esame nella maggior parte degli ordinamenti
sportivi europei.
In Italia, in particolare, lazionariato popolare, secondo la legislazione in materia
di diritto commerciale, sarebbe ammissibile adottando la mera forma giuridica
della societ cooperativa, che in grado di assicurare una struttura aperta
garantendo a ciascun socio-tifoso (titolare di un solo voto in assemblea,
qualunque sia il valore della quota o il numero di azioni detenuto) leffettiva
partecipazione alla vita gestionale del proprio club. Ciononostante, lostacolo
sarebbe rappresentato dallart.10 co.1 della Legge 91/81 che disciplina i rapporti
tra societ e sportivi professionisti e dallart.15 delle NOIF (Norme
organizzative interne della F.I.G.C. (Federazione Italiana Giuoco Calcio).
Lart.10 co.1 della Legge 91/81 stabilisce che: Possono stipulare contratti con
atleti professionisti solo societ sportive costituite nella forma di societ per
azioni o di societ a responsabilit limitata. Specularmente, lart.15 co.4 delle
NOIF, rubricato Affiliazione dispone che: le societ, costituite in S.p.A. o
S.r.l., devono fornire alla F.I.G.C. prova della omologazione, una volta ottenuta
la stessa dal Tribunale competente. Lordinamento sportivo italiano, quindi,
non ammetterebbe n la costituzione n laffiliazione di una societ nella forma
di cooperativa, accogliendo meramente il modello di S.p.A. o S.r.l, in cui i
versamenti dei soci, per disposizione legislativa, costituiscono unoperazione sul
capitale e non un ricavo. Cionondimeno, limpasse potrebbe essere superato
attribuendo la prevalenza normativa allart.7 co.3 dello Statuto della F.I.G.C.,
secondo cui: Le societ che stipulano contratti con atleti professionistici
devono avere la forma giuridica di societ di capitali a norma della legislazione
vigente.
Accedendo allorientamento dottrinale che riconduce anche la societ
cooperativa nel novero delle societ di capitali, ogni riserva sulla configurabilit
230

del suesposto modello di gestione societaria democratica sarebbe dissipata.


La seconda fattispecie indugia sempre sulla differente modulazione dei ricavi,
originata per, in tal caso, dalla presenza o meno di un asset: lo stadio di
propriet.
Sotto il profilo economico, la titolarit di un impianto sportivo assicura
lappropriazione totalitaria dei ricavi del ramo commerciale come di seguito
articolati:
-

vendita dei biglietti per assistere alle partite casalinghe nazionali ed


internazionali;

corrispettivo atteso dalla stipula di un contratto di sponsor dellimpianto


stesso;

attivit di merchandising;

altre attivit in grado di generare introiti (ad esempio concerti).

La propriet di un impianto sportivo, pertanto, comporta una non indifferente


crescita del volume daffari, con riflessi positivi sul requisito del pareggio di
bilancio.
Sotto tale profilo, non apparso condivisibile il comportamento esibito dalla
UEFA la quale ha optato per luniformit normativa, non operando apposite
distinzioni, nonostante levidente disomogeneit tra gli Stati Membri
dellUnione Europea in codesto specifico ambito, come opportunamente
evidenziato dalla circostanza che durante il concepimento del Fair Play
Finanziario:
-

gli stadi di propriet dei singoli club rappresentavano soltanto il 17% dei
casi, mentre nel 65% dei casi appartenevano alle autorit locali e nel
18% dei casi erano nella titolarit di soggetti terzi;

soltanto in sei nazioni (Inghilterra, Irlanda del Nord, Norvegia, Spagna,


Scozia) gli stadi di propriet dei club superavano il numero di cinque;

in sette nazioni esisteva un solo stadio di propriet di un club;

in diciassette nazioni non esistevano stadi di propriet dei club.

In tal senso, stato notato che il Fair Play Finanziario, soprattutto nel breve
termine, non avrebbe garantito la stessa operativit erga omnes, penalizzando le
societ che, in quanto non proprietarie di un impianto sportivo per cosiddetta
231

deficienza normativa, non avrebbero concorso, circa il requisito del pareggio di


bilancio, in posizione paritaria con le altre.
Ci che tuttavia appare di non poca rilevanza che la diversit di tradizioni e
culture immanenti nel vecchio continente non siano state considerate nel
momento della emanazione della normativa del Financial Fair Play.
Il Financial Fair Play e la Carta di Nizza
Larchitrave del Fair Play Finanziario imperniato sul perseguimento del
tendenziale pareggio di bilancio, essendo questo temperato da una perdita
operativa, considerata fisiologica, pari a 5 milioni di Euro. Tuttavia, lart.61 co.2
delle Uefa Club Licensing and Financial Fair Play Regulations (Edizione 2015)
puntualizza che: possibile superare tale soglia fino agli importi seguenti
soltanto se leccedenza interamente ripianata mediante contributi erogati dagli
azionisti e/o parti correlate:
a) 45 milioni di Euro nel periodo di monitoraggio valutato per la licenza
nelle stagioni sportive 2013/2014 e 2014/2015;
b) 30 milioni di Euro nel periodo di monitoraggio valutato per la licenza
nelle stagioni sportive 2015/2016, 2016/2017 e 2017/2018;
c) un importo minore stabilito a tempo debito dal Comitato Esecutivo
UEFA per i periodi di monitoraggio valutati negli anni successivi.
In riferimento a codesta disposizione normativa, la dottrina maggioritaria ha
ravvisato una manifesta violazione, sotto un duplice profilo, degli artt. 16 e 17
comma 1 della Carta di Nizza, non accogliendo la tesi minoritaria secondo cui il
regolamento in questione sarebbe configurabile quale contratto tra privati (date
le numerose consultazioni tra la UEFA e gli stakeholders del mondo calcistico
professionistico) giacch, in questo senso, non integrerebbe una lesione dei
diritti disciplinati dalle norme ora evocate, derivando la loro limitazione
dallintangibile principio dellautonomia negoziale.
In effetti il regolamento, lungi dallassurgere a negoziazione privatistica
perfezionata con le societ di calcio professionistiche, qualificabile come un
mero accordo tra la UEFA e le federazioni ad essa affiliate, il che instilla il
ragionevole dubbio sulla conformit ai dettati normativi.
232

Lart. 16 della Carta di Nizza, rubricato Liberta dimpresa, stabilisce che: E


riconosciuta la libert dimpresa, conformemente al diritto comunitario e alle
legislazioni e prassi nazionali.
Il seguente art. 17 comma 1, rubricato Diritto di propriet statuisce che: Ogni
individuo ha il diritto di godere della propriet dei beni che ha acquistato
legalmente, di usarli, di disporne e di lasciarli in eredit. Nessuno pu essere
privato della propriet se non per causa di pubblico interesse, nei casi e nei modi
previsti dalla legge e contro il pagamento in tempo utile di una giusta indennit
per la perdita della stessa. Luso dei beni pu essere regolato dalla legge nei
limiti imposti dallinteresse generale.
Tuttavia riscontrabile la presenza di alcune cause esimenti.
In primo luogo, stato asserito che lart. 61 comma 2, introducendo un tetto
massimo toccato il quale non pi ammissibile, in virt dellosservanza della
c.d. break-even rule, la disponibilit finanziaria del proprietario, configurerebbe
una

restrizione

del

diritto

fondamentale

di

propriet,

estrinsecata

dallaffievolimento del potere di disposizione del bene giuridico rappresentato


dal denaro. Nel contempo, operando tale attenuazione in un dato contesto
imprenditoriale (la societ calcistica), sarebbe integrata altres la violazione del
dogma della libert dimpresa.
In senso contrario, stato eccepito, con una persuasiva argomentazione che lo
scrivente accoglie, che il diritto di propriet e la libert dimpresa, sebbene
funzionali alla competitivit del sistema economico, devono essere bilanciati
con la garanzia del c.d. interesse generale.
Altrimenti detto, codesti princpi non sono esclusivamente correlati ad interessi
atomistico-individuali, ma operano altres come propulsore di benessere
collettivo.
In merito a ci, la Corte di Giustizia ha riconosciuto, apertis verbis, in una
risalente pronuncia, che bench lordinamento costituzionale degli Stati
membri tuteli il diritto di propriet e di analoga tutela fruisca il libero esercizio
del commercio, del lavoro e di altre attivit economiche, i diritti cos garantiti,
lungi dal costituire prerogative assolute, vanno considerati alla luce della
funzione sociale dei beni e delle attivit oggetto di tutela.
Mutatis mutandis, i limiti che incontrano il diritto di propriet e la libert
dimpresa, con riferimento al modello economico-finanziario in esame,
233

sarebbero rinvenibili nellart.2 co.2 delle Uefa Club Licensing and Financial
Fair Play Regulations, ai sensi del quale le disposizioni sul Fair Play Finanziario
sono finalizzate in particolare a:
a) migliorare la capacit economica e finanziaria dei club, aumentando la
loro trasparenza e credibilit;
b) attribuire la dovuta importanza alla tutela dei creditori ed assicurare che i
club estinguano puntualmente i loro debiti verso calciatori, fisco e altre
societ calcistiche;
c) introdurre pi disciplina e razionalit nellamministrazione finanziaria
dei club;
d) incoraggiare i club ad operare nei limiti dei propri ricavi;
e) incoraggiare una spesa responsabile per il beneficio a lungo termine del
calcio;
f) salvaguardare redditivit e salute economica a lungo termine dei club
europei.
Il Financial Fair Play e la libera circolazione dei lavoratori
Tra i componenti negativi del conto economico di una societ di calcio
professionistica la voce pi rilevante in termini qualitativi, ma soprattutto
quantitativi, sine dubio rappresentata dal costo del personale, eminentemente
determinato dalla corresponsione degli emolumenti ai calciatori per ogni singola
stagione sportiva.
Il Fair Play Finanziario instaura unapposita relazione tra tale componente
negativa ed il fatturato netto (fatturato totale plusvalenze), come suggerito
dallart.62 comma 4 lettera a) delle Uefa Club Licensing and Financial Fair Play
Regulations, che recita: Inoltre lOrgano di Controllo Finanziario dei Club
UEFA conserva il diritto di richiedere al licenziatario di predisporre e presentare
linformativa sul pareggio di bilancio per lesercizio che termina nellanno in cui
inizia la competizione UEFA per club, nonch uninformativa supplementare, in
qualsiasi momento, in particolare se i bilanci desercizio annuali evidenziano
che:
a) il costo del personale eccede il 70% del fatturato netto.
234

Dal dictum di codesta disposizione , pertanto, ricavabile a contrario che il costo


del personale non deve superare il 70% del fatturato netto, pena un onere di
monitoraggio aggiuntivo, come specificato dalla norma, dellorgano a ci
appositamente designato.
Il Fair Play Finanziario introdurrebbe, quindi, il c.d. salary cap, definibile come
un accordo negoziato ovvero una regolamentazione imposta da un organismo
sportivo tramite cui viene fissato un limite alla quantit di denaro che una
societ sportiva pu spendere a titolo di retribuzione del calciatore e che pu
declinarsi come un limite per il giocatore, un totale per il monte stipendi della
squadra, o entrambi.
Propriamente, il tetto salariale sarebbe ancorato al valore di produzione ( trattasi
del modello del c.d. relative salary cap), accordando quindi alle societ una
libert salariale proporzionale alla dimensione del fatturato, e non a quello
opposto del c.d. absolute salary cap, che esige invece uno stesso limite di spesa
per tutte le societ calcistiche, avulso dalla forza economica sprigionata da
ciascuna di esse.
La sensatezza di tale lettura stata riconosciuta anche dal responsabile
dellUfficio Licenze Uefa Andrea Traverso, il quale ha dichiarato che: Posto
che alla societ verr richiesto di pareggiare i costi con i ricavi e poich i salari
rappresentano il pi grande fattore di costo, verr richiesto alle societ di tenere
sotto controllo il costo del personale. Questo potr essere fatto in molti modi, ad
esempio riducendo il costo dei salari e/o limitando il numero dei calciatori sotto
contratto. In questo senso il Financial Fair Play gi funziona come un tetto
salariale flessibile. Sotto tale profilo, stata asserita la violazione dellart. 45
del TFUE, che dispone che: La libera circolazione dei lavoratori allinterno
dellUnione assicurata.
Quando il Fair Play Finanziario era ancora in fase gestazionale, la libera
circolazione (i.e. il trasferimento) di un lavoratore (i.e. un calciatore
professionista) allinterno dellUnione Europea (i.e. in una societ di calcio
diversa da quella di appartenenza) era assicurata dal soddisfacimento dei
seguenti requisiti:
-

accordo tra la societ alienante (i.e. proprietaria del diritto alle


prestazioni sportive del calciatore) e la societ acquirente sul costo del
cartellino del giocatore in oggetto;
235

accordo tra il calciatore e la societ acquirente sullemolumento da


erogare per la durata del contratto stipulato.

Con lintroduzione del Fair Play Finanziario, invece, lo stesso effetto


condizionato al soddisfacimento di un requisito ulteriore:
-

rapporto costo del personale/fatturato netto < 70% per la societ


acquirente. Lintesa tra le societ coinvolte in unoperazione di
compravendita di un calciatore nonch laccordo tra questultimo e la
potenziale societ acquirente ancora condizione necessaria ma non pi,
anche sufficiente, come nel regime ante Fair Play Finanziario, per il
trasferimento del giocatore, ora dipeso altres dal non superamento del
rapporto, nella suindicata percentuale, per la societ acquirente, che,
qualora abbia gi toccato il tetto massimo tollerato, obbligata ad
effettuare la cessione di un atleta in essa gi militante, che libera la parte
del c.d. monte ingaggi da destinare al calciatore con cui intavolata una
trattativa, pena la rinuncia a codesta acquisizione.

La disquisizione su una potenziale contravvenzione, del sistema ora descritto,


alla norma suesposta, non pu, tuttavia, assolutamente prescindere da una
interessante considerazione effettuata dalla Commissione Europea, la quale ha
precisato che si tiene conto del concetto di specificit dello sport nel valutare se
le regole sportive soddisfano le prescrizioni della legislazione dell'UE (diritti
fondamentali, libera circolazione, divieto di discriminazione, concorrenza, ecc.).
Al fine di verificare la compatibilit delle regole sportive con la legislazione
dell'UE, la Commissione considera la legittimit degli obiettivi perseguiti dalle
regole e se eventuali effetti restrittivi di tali regole sono intrinseci al
perseguimento degli obiettivi e commisurati a questi ultimi. Gli obiettivi
legittimi perseguiti dalle organizzazioni sportive possono riguardare, ad esempio,
la correttezza delle competizioni sportive, l'incertezza dei risultati, la tutela della
salute degli atleti, la promozione del reclutamento e della formazione di giovani
atleti, la stabilit finanziaria dei club sportivi o la pratica uniforme di un dato
sport (le regole del gioco).
Una regola inerente allordinamento sportivo , pertanto, compatibile con i
dettami del diritto europeo se e soltanto se ottempera integralmente a due
particolari condizioni:
236

la legittimit dellobiettivo perseguito;

la proporzionalit della misura adottata.

La razionalizzazione del sistema calcio, operata mediante il contenimento del


costo dei salari, accompagnato dalla presumibile riduzione del numero dei
trasferimenti, sarebbe in effetti finalizzata al perseguimento di uno specifico
obiettivo legittimo ammesso dalla Commissione: la stabilit finanziaria.
Per quanto concerne, invece, la proporzionalit del sistema sopra descritto al
perseguimento del fine sopra indicato, ogni ragionevole dubbio su di essa stato
sciolto dalla medesima Commissione, che ha evidenziato come gli obiettivi del
Fair Play Finanziario siano perseguiti in maniera equilibrata e proporzionale.
Alla luce della analisi dei profili critici emerge un quadro piuttosto variegato per
il quale non affatto semplice prospettare una disciplina comune.
Invero, le societ che hanno seguito una politica progressista conserveranno
posizioni di vertice, al polo opposto coloro che vogliono invertire la tendenza
necessitano di molto tempo, durante il quale risalter sempre pi la differenza
con le prime.
Riflettendo sulla situazione e sul contesto italiani, premetto che sembra
complicato immaginare la gestione sportiva come collimante col concetto di
autofinanziamento propinato dal Fair Play Finanziario.
Il Belpaese invero, annovera tre tra i club pi blasonati al mondo, ed essi hanno
strettamente legato i loro successi agli investimenti effettuati nel tempo da tre
famiglie che rappresentano dei capisaldi nel panorama dellimprenditoria
italiana.
Ripercorrendo la strada esaminata nellanalisi delle singole fonti di ricavo
opportuno fare chiarezza su alcuni aspetti.
Per quanto afferisce il settore dellimpiantistica, fuori discussione la elevata
difficolt che i club italiani si trovano ad affrontare per fuggire dalle tradizioni
di oltre un secolo.
Si ritiene che sia stata persa loccasione dei campionati del Mondo del 1990 al
fine dotarsi di stadi di propriet. E non possiamo omettere di dire quanto siano
state miopi le societ, anche nei momenti di maggiore splendore economico (e
insieme prestigio sportivo): con piccoli sforzi rispetto a quanto erano solite
spendere per competere a livello internazionale, avrebbero potuto dare inizio
237

alliter burocratico in vista dellinvestimento tramite cui giungere alla


costruzione di un proprio impianto, incrementando immediatamente il valore
della produzione e dotando il club di un asset fondamentale.
Come abbiamo avuto modo di affermare in precedenza, certamente, le difficolt
burocratiche non hanno certo facilitato il naturale percorso verso limpiantistica
di propriet.
Altro versante similare quello inerente lattivit di commerciale. I club italiani
sono costretti a inseguire i modelli creati da Inghilterra, Germania e, solo in
parte dalla Spagna.
Pur non essendo questa la sede opportuna per lelaborazione di strategie di
marketing, tuttavia, constatiamo come sia indispensabile costruire un modello
che dapprima catturi lattenzione delle persone verso la squadra, attui il processo
di fidelizzazione e trasformi, infine, il tifoso in cliente.
Nondimeno il prodotto calcio, non pu prescindere dal risultato sportivo, e
dunque lostacolo pi grande, per certi versi insormontabile, quello di creare il
legame club-tifosi, e conseguentemente un volume di proventi che prescindano
dal risultato sportivo conseguito in una specifica annata.
Sulla base di questi assunti ci sono poche parole per definire la drammatica
contingenza in cui si trova un club come FC Internazionale, e in generale la
Serie A, davanti alla disciplina dellUEFA: assenza dellimpianto di propriet,
che da quanto appurato con opportune verifiche, dovuta alla onerosit
dellinvestimento da effettuare in rapporto alla ritrosia dei comuni di garantire
un immediato ritorno ai club mediante la valorizzazione delle aree limitrofe (ad
esempio edificando centri commerciali, costruendo zone residenziali e altre
infrastrutture dalla tempestiva remunerazione); ricavi commerciali e da stadio
ridotti in relazione ai propri competitors su scala internazionale.
Venendo a mancare il sostegno finanziario del proprio magnate, vuoi per la
congiuntura economica vuoi a causa del Financial Fair Play, la situazione
diviene complicata: mancano le risorse per raggiungere il risultato sportivo e
nonostante ci diventa tanto vitale quanto indefettibile la partecipazione alle
competizioni europee, per gli introiti che prevede.
Minori ricavi comportano limpossibilit di ambire agli atleti migliori mentre
vengono da s la perdita di appeal del club sia verso i calciatori, a cui non
possono essere offerti n i palcoscenici europei n ingaggi faraonici, sia verso
238

gli sponsor.
E i tifosi? Diminuiscono anche le presenze allo stadio 74 in quanto risultano
decrescere lattrazione e la passione per lo spettacolo garantito da una squadra
tecnicamente di basso profilo. Al mix si aggiunge la recessione mondiale e
pertanto la minore capacit di spesa di ogni persona da destinare a passioni e
interessi.
A reggere lurto e a frenare lequazione per cui solo i club pi ricchi possono
competere e incrementare il valore della produzione mediante vittorie e
comunque la stabile partecipazione a tornei continentali, c lennesima
anomalia del prodotto calcio, rispetto allimprenditoria tout court: gli
investimenti non sono sempre proporzionali ai risultati.
Siffatto elemento testimonia, se ce ne fosse bisogno, la peculiarit dellimpresacalcio rispetto a qualunque altra attivit. E mantiene vivo linteresse del
pubblico per le competizioni ancorch vada imponendosi un legame diretto tra
valore della produzione e traguardi sportivi raggiunti.
Pertanto, come gi visto per i ricavi, anche le componenti negative di reddito
non sono facilmente governabili.
Ne deriva limpossibilit per i manager che si occupano di calcio di definire
strategie immuni da errori che spesso si traducono nel non raggiungimento dei
risultati sportivi attesi.
Questi ultimi impattano notevolmente sullinteresse dei tifosi e degli
appassionati in genere, con inesorabile incidenza in negativo sulla voce dei
ricavi pur a fronte di notevoli investimenti e di elevati costi di esercizio,
destinati a restare invariati.
Onde non possiamo che affermare quanto dimostrato: lo spettacolo offerto
sovente strettamente correlato al risultato sportivo ottenuto, e con notevole fatica
si registrano casi in cui una strategia aziendale, indirizzata alla qualit dello
spettacolo che si vuole offrire ai propri consumatori, riesca ad affrancarsi dai
risultati sportivi determinando parimenti un notevole consenso in termini di
ricavi diretti (spettatori paganti) o indiretti (vendita di prodotti correlati al club).

74

Si ritiene tuttavia lungimirante la politica intrapresa da Internazionale FC consistente


nellabbassare i prezzi degli abbonamenti: dalla stagione sportiva 2014/2015 alla stagione
2015/2016 vi stato un ribasso del 7% che ha fatto incrementare la presenza media di spettatori
da 37.270 a 45.538 unit. Lindice di riempimento dello stadio aumentato a 56,9%.

239

Quanto fin qui espresso rispecchia il contesto economico-giuridico in cui


inserita FC Internazionale.
Trattasi di un club dal grande blasone, dal seguito notevole e con pi di 200
milioni di fan in tutto il mondo.
Come abbiamo avuto modo di certificare, esiste la volont-necessit di
valorizzarne il marchio a livello planetario, contribuendo in maniera massiccia
allaumento dei ricavi. Non da escludere, nel lungo termine, la costruzione di
un impianto di propriet o almeno lottenimento di una concessione di lunga
durata per sviluppare lo stadio nella dimensione extra sportiva.
In sostanza: ci sono i presupposti per unespansione dei ricavi.
A fare da contraltare si presentano le difficolt cagionate dal settlement
agreement stipulato con lUEFA nel maggio del 2015.
Una societ come quella neroazzurra non pu fare a meno di partecipare alla
competizione della Champions League: sia per i ricavi notevoli sia per questioni
di prestigio e di appeal.
E allora ci domandiamo come possa essere definita una strategia consona ad un
rilancio ambizioso se la societ deve soggiacere a determinati paletti come il
rispetto del saldo positivo o in pareggio nei trasferimenti?
E vero che investire cifre elevate non significa raggiungere il risultato sportivo,
tuttavia rappresenterebbe una facilitazione di rilevanza indiscutibile. Con riflessi
a cascata sul valore dei contratti di sponsorizzazione e valutazione del proprio
brand.
Il timore, per certi versi gi rispondente alla realt, che porta in dote la disciplina
del Financial Fair Play, quello di eliminare il carattere competitivo.
Non un caso che le competizioni organizzate dallUEFA vedano spesso
vincitori club spagnoli, inglesi o tedeschi. Paesi che hanno abitudini, filosofia e
struttura giuridica spesso diverse da quella italiana, e che in questo momento
storico emergono palesemente.
La medesima conclusione vale anche per la Serie A: club come AC Milan e FC
Internazionale, senza dimenticare le societ di piccole-medie dimensioni che
posseggono margini di sviluppo e seguito limitati, hanno conseguito successi
riponendo affidamento sulle risorse dei propri presidenti. Venuti meno tali
mezzi, si lasciato il campo alle societ che hanno notoriet e ricavi maggiori e
pianificato una gestione pi vicina a quella delle altre leghe europee.
240

Da romantico e appassionato di statistiche di calcio, immagino a stento, con la


cogenza del Financial Fair Play, la scalata della UC Sampdoria di Mantovani,
oppure del Parma di Tanzi, della Fiorentina di Cecchi Gori e anche della Lazio
di Sergio Cragnotti: club che hanno giocato finali europee o vinto trofei
continentali grazie ad investimenti fatti da imprenditori che con il loro ingresso
nel calcio hanno cambiato la storia dei club di cui erano tifosi.
Sarebbe stato privo di coscienza e ragionevolezza un atteggiamento istituzionale
non curante della salute delle societ di calcio professionistiche e che avesse
taciuto dinnanzi a taluni deficit di bilancio.
Daltro canto non si possono obliterare le peculiarit dellimpresa calcio
consistenti nella incertezza del raggiungimento del risultato sportivo a fronte di
investimenti cospicui e costi fissi, la complessit e la necessit di un periodo di
tempo notevole nellelaborazione di strategie commerciali e di gestione
indipendenti dal risultato sportivo.
Inoltre, come non menzionare i differenti contesti connotanti ogni paese: dalle
diversit culturali e amministrative, incidenti sulla concezione per cui una
societ possieda uno stadio proprio, fino ai regimi fiscali 75 e allordinamento
nella sua interezza.
A queste lacune dovr provvedere lUEFA altrimenti non avremo altro che
lapplicazione di una legge a soggetti giuridici che si trovano in situazioni
diverse.
Ritengo che tanto il manager quanto lappassionato-tifoso debbano aspettarsi e,
contemporaneamente, augurarsi un contemperamento ulteriore dei valori in
gioco rispetto a quanto posto in essere fino ad ora.
La normativa del Financial Fair Play ha creato lesigenza di trattare uno sport
quale il calcio come unimpresa, esortando i suoi attori a sforzarsi nella
diversificazione dei ricavi.
75

La cosiddetta legge Beckham (Decreto reale 687/2005) un decreto legge spagnolo approvato
dal governo Aznar nel giugno 2005 e successivamente abrogato con un emendamento a partire
dal gennaio del 2010. La legge fra le altre cose prevedeva un'aliquota di tassazione ridotta dal
43% al 24% per tutti i lavoratori stranieri in Spagna con introiti superiori ai 600.000 euro
annuali.
Inizialmente pensata per favorire il soggiorno di medici e scienziati in invece stata poi
sfruttata principalmente dai club calcistici per attirare fuoriclasse stranieri. Il suo soprannome
infatti legato al calciatore David Beckham, fra i primi ad avvalersi dei benefici della legge
dato che gli effetti son stati resi retroattivi sino al 2004, anno dell'acquisizione del campione
inglese da parte del Real Madrid.

241

Questo aspetto, bench indispensabile, non deve far dimenticare lo spirito


passionale e competitivo secondo cui tutti i club (dai pi famosi e seguiti ai pi
piccoli e sconosciuti) debbono poter aspirare a migliorarsi, senza dover essere
costretti a porsi un orizzonte che non possa essere trasceso76.
Il progetto originario della UEFA subir modifiche nei suoi obiettivi iniziali?
Riuscir il massimo organismo europeo a contemperare lesigenza dello
spettacolo e della competitivit del sistema con quella della razionalit
gestionale? I club professionistici saranno in grado di sviluppare una efficiente
strategia di diversificazione dei ricavi il pi possibile affrancata dai risultati
sportivi?
Appare complesso valutare le prospettive dellindustria calcistica nel mezzo di
un percorso intrapreso solo di recente.
Laspetto innovativo quello di aver preso coscienza della sussistenza di due
fattori irrinunciabili: la competitivit sportiva e la rilevanza della gestione per le
societ-imprese.
Dunque una nuova frontiera del Financial Fair Play, dopo una proficua e
legittima prima fase, potrebbe essere quella non di impedire ad una persona di
impiegare liberamente i propri capitali per una passione, bens di studiare un
sistema che permetta di ottenere garanzie e trasparenza consone e proporzionate
alla libert di sognare che ogni club ripone in s, selezionando gli investitori e
subordinandoli ad oneri informativi stringenti circa la provenienza dei capitali e
puntando sulla riconducibilit del club calcistico a gruppi societari caratterizzati
da un indice di solvibilit maggiore.
Il tutto per non far credere che il Financial Fair Play sia meramente il risultato
della rinuncia allelaborazione di soluzioni che finalmente possano conciliare
ragione e passione senza esporsi alla critica del diritto.

76

E apparso paradigmatico quanto dichiarato dal presidente del UC Sassuolo G. Squinzi a cui
stato chiesto se il suo club avesse potuto ripercorrere le orme del Leicester vincitore della
Premier League nel 2015/2016: "Il nostro Scudetto sar la qualificazione alla Champions
League, in Italia pi di questo non si pu fare. C' la Juventus che ogni anno supera i 90 punti,
noi l'abbiamo battuta in campionato e ne andiamo fieri. Poi il Leicester il prossimo anno arriver
a 230 milioni di Euro di fatturato, noi siamo a 60 e possiamo arrivare massimo a 70-75 con le
plusvalenze.

242

BIBLIOGRAFIA
Monografie e saggi da riviste scientifiche

AA. VV., a cura di A. Montrone, Area di criticit nellapplicazione di alcuni


principi contabili internazionali, Franco Angeli, Milano, 2008.
AA. VV., a cura di A. Palma, Il bilancio di esercizio. Aspetti istituzionali e
profili evolutivi nellattuale assetto normativo italiano, Giuffr Editore, Milano,
2008.
AA. VV., a cura di F. Vella, Commentario T.U.F., G. Giappichelli, Torino, 2012.
AA. VV., a cura di L. Cantamessa, G.M.Riccio, G. Sciancalepore, Lineamenti di
diritto sportivo, Giuffr Editore, Milano, 2008.
AA. VV., a cura di R. Lombardi S.Rizzello, F.G. Scoca, M.R. Spasiano,
Ordinamento sportivo e calcio professionistico: tra diritto ed economia, Giuffr
Editore, Milano, 2009.
AA. VV., a cura di V. Cariello, Le operazioni con parti correlate, Giuffr
Editore, Milano, 2011
AA. VV., Governo, controllo e informazione societaria nei gruppi aziendali, a
cura di A.M. Fellegara, McGraw Hill, Milano, 2008.
AA. VV., I principi contabili internazionali: caratteristiche, strutture,
contenuto, G. Giappichelli Editore, Torino 2013.
Airoldi G. - Brunetti G. - Coda V., Economia aziendale, Il Mulino, Bologna
1994.
Ambrosio G. - Marani Toro A., Liter parlamentare della Legge 23 marzo 1981,
n. 81 sui rapporti tra societ e sportivi professionisti, in Rivista Diritto
Sportivo, n. 4/1981.
Amir E., Livine G., Accounting, Valutation and Duration of Football Player
Contracts, in Journal of Business, Finance & Accounting 32, April/ May 2005.
Amodeo D., Le gestioni industriali produttrici di beni, Utet, Torino 1964.
Andreff. W., Staudohar P., The Evolving European Model of Professional
Sports Finance, in Journal of Sports Economics, 2000, vol. I, fasc. 3.
Ascani F. Sport management, Sperling & Kupfer Editori, Milano 1998.
Ascani F., Sponsor e sport, Rizzoli, Milano 1991.
243

Autorit Garante Per La Concorrenza E Il Mercato, Indagine conoscitiva sul


settore del calcio professionistico, 2005.
Banks S., Going Down. Football in crisis, Mainstream, Edimburgo 2002.
Baroncelli A., Caruso R., The organization and economics of Italian Serie A: a
brief overall view, Rivista di diritto ed Economia dello Sport, vol. VII, fasc. 2,
2011.
Basile G. - Brunelli M. - Cazzulo G., Le societ di calcio professionistiche.
Aspetti civilistici, fiscali e gestionali, Buffetti Editore, Roma 1997.
Bastianini C., Calcio in borsa: il caso Juventus, in Amministrazione & Finanza,
n. 5/2003.
Bastianon S., Dal Trattato di Lisbona al nuovo regolamento UEFA sulle licenze
per club e sul fair-play finanziario, in Rivista di Diritto Sportivo, n.1, 2012.
Bauer R., Aree critiche di revisione delle societ di calcio, in Revisione
Contabile, n. 41/2001.
Beech J., Chadwick S., The business of sports management, Pearson, 2004.
Beha O. - Di Caro A., Indagine sul calcio, Bur, Milano 2006.
Benoldi A. E Sottoriva C. (2011): La disciplina della redazione del bilancio di
esercizio delle societ di calcio. Confronto con lesperienza internazionale ed
impatto del c.d. <<Financial Fair Play>> Rivista di diritto ed economia dello
sport, Vol. VII, Fasc. 1.
Bertoli G., La gestione strategica a livello di business, in Martellini M. (a cura
di), Limpresa. Economia e gestione, Giappichelli, Torino 2003.
Bertuzzi P. - Librace G., Le politiche di gestione dei rischi, in Martellini M. (a
cura di), Limpresa. Economia e gestione, seconda edizione, Giappichelli,
Torino 2006.
Bianchi L.A., Bilanci, operazioni straordinarie e governo dellimpresa. Casi e
questioni di diritto societario, EGEA, Milano 2013.
Bianchi L.A., Corrado D., I bilanci delle societ di calcio, EGEA, Milano 2004.
Bianchi M., Calcio: rosa e marchio valori da fare emergere, in Contabilit,
finanza e controllo, n. 5/2003.
Bianchi M., I mali del calcio si leggono nei bilanci, in Contabilit, finanza e
controllo, n. 10/2002.

244

Bigiavi W., La professionalit dellimprenditore, Cedam, Padova 1948.


Birkbeck University Of London, The State of the game. The Corporate
governance of football clubs 2006, Londra 2007.
Bof F. Montanari F. E Silvestri G., Il management del calcio. La partita pi
lunga Angeli editore, 2008.
Bonera M., La gestione strategica a livello di corporate, in Martellini M. (a cura
di), Limpresa. Economia e gestione, Giappichelli, Torino 2003.
Braghero M., Perfumo S., Ravano F., Per sport e per business: tutto parte del
gioco, Franco Angeli, Milano 1999.
Busardo P., I bilanci delle societ di calcio professionistiche: trattamento
contabile del parco giocatori, in Rivista dei dottori commercialisti, 6/2004.
C.N.D.C., Principio contabile n. 16, Giuffr, Milano 1996.
Caira E., Societ e associazioni sportive, Pirola, Milano 1995.
Camodeca R., Liter formativo del bilancio desercizio, Cedam, Padova 2000.
Campedelli B., Il bilancio di esercizio negli studi internazionali, Giuffr editore,
1997.
Campobasso G., Manuale di diritto commerciale, UTET Giuridica, Milano,
2010.
Capaldo P., Reddito , capitale e bilanio di esercizio. Una intriduzione. Giuffr
editore, Milano 1998.
Cappellari R., Risorse, valore e organizzazione nelle societ di calcio, in
Sviluppo e Organizzazione, n. 189/2002.
Caratozzolo M., Effetti giuridici dellapplicazione dei principi contabili
internazionali in Italia, in Le Societ, n. 3, 2004.
Caratozzolo M., Le modifiche alla IV e VII Direttiva
lapplicazione dei principi IASC, in le Societ, n. 2, 2003.

per consentire

Caruso R., Il calcio tra mercato , relazione e coercizione, in Rivista di Diritto


ed Economia dello Sport, Vol. IV, Fasc. I, 2008.
Cassandro P.E., I gruppi aziendali, Bari 1965.
Cassandro P.E., La tipizzazione dei bilanci annuali delle societ per azioni, in
Rivista dei Dottori Commercialisti, n. 5/1973.
245

Cattaneo M., Manzonetto P., Il bilancio di esercizio. Profili teorici ed


istituzionali negli anni Novanta, Etas Libri, Milano 1992.
Catturi G., La contabilizzazione dellindennit di preparazione e promozione di
calcio, in Rivista Italiana di Ragioneria ed Economia Aziendale, n. 9-10/1984.
Ceccherelli A., Il linguaggio dei bilanci: formazione e interpretazione dei
bilanci commerciali, quarta edizione, Le Monnier, Firenze 1947.
Cesarini G., Aspetti particolari del bilancio desercizio delle societ di calcio, in
Rivista Italiana di Ragioneria ed Economia Aziendale, n. 12/1985.
Chadwick S., Hamil S., Managing football: an international perspective,
Elsevier, 2010.
Chandler R., The international harmonization of accounting, in BLAKE J.,
HOSSAIN M. (a cura di) Readings in international accounting, Thomson
Business Press, London 1996.
Cherubini S., Il marketing sportivo. Analisi, strategie, strumenti, F. Angeli,
Milano 1997.
Chevalier G., Should accounting practices be universal? Different needs for
different creeds, in BLAKE J., Hossain M. a cura di ) Readings in international
accounting, Thomson Business Press, London 1996.
Ciabattini P., Vincere con il Fair Play Finanziario. I grandi club del calcio
europeo e la nuova normativa UEFA: la fine dellera dei mecenati Il Sole 24
Ore Libri editore 2011.
Ciampaglia G.M., Levoluzione manageriale delle societ di calcio
professionistiche alla luce delle Uefa Financial Fair Play rule, in Rassegna di
diritto ed economia dello sport, Anno VII, 2012, n.1-2.
Cincimino S., Tomaselli S., Il riferimento di alcune patologie nella creazione di
valore delle societ di calcio professionistiche verso il bene commune, in
Aa.Vv., Il bene dellazienda. Scritti in onore di Vittorio Coda, Giuffr Editore,
Milano, 2012.
Cirenei M., Le associazioni sportive per azioni, in Rivista di Diritto
Commerciale, n. 1/1970.
Coccia M., Lindennit di trasferimento e la libera circolazione dei calciatori
professionisti nellUnione europea, in Rivista Diritto Sportivo, n.
3/1994. Coda V., La valutazione della formula imprenditoriale, in Sviluppo e
Organizzazione, n. 82/1984.

246

Coda V. - Frattini G., Valutazioni di bilancio: principi economici, norme civili,


norme fiscali e direttive comunitarie, terza edizione, Libreria universitaria
editrice, Venezia 1986.
Codini A., Limpresa e il suo governo, in Martellini M. (a cura di), Limpresa.
Economia e gestione, Giappichelli, Torino 2003.
Collesei U. - Martara A., Sponsorizzazioni sportive, in Micro & Macro
Marketing, n. 2/1997.
Comitato Di Contatto Sulle Direttive Contabili, Analisi delle conformit dei
Principi Contabili internazionali con le Direttive contabili europee, 1996.
Commissione Europea , Comunicazione 00/359/CEE La strategia dellU.E. in
material di informativa finanziaria : la via da seguire, 2000.
Commissione Europea , Comunicazione 95/508/CEE Armonizzazione
contabile : una nuova strategia nei confronti del processo di armonizzazione
internazionale, 1995.
Committeri G. M. E Melidoni F., Il bilancio delle societ di calcio, in Pratica
Contabile n. 8, 2004.
Consob, Indagine conoscitiva sulle recenti vicende relative al calcio
professionistico in particolare riferimento al sistema delle regole e dei controlli,
audizione della CONSOB alla VII commissione Permanente Camera dei
Deputati 11 ottobre 2006.
Cortesi G., Marchio commercial e societ di calcio: idiosincrasia e mal celata
passione, in Rivista di Diritto ed Economia dello Sport, vol. II, fasc. 3, 2006.
Corvi E., Le politiche di marketing, in Martellini M. (a cura di), Limpresa.
Economia e gestione, Giappichelli, Torino 2003.
Corvacchiola N., Febbo G., La gestione delle societ sportive nellera del calcio
business, Cesi professionale, Milano, 2012.
Davis C., The financial crisis in the English Premier League: is a salary cap the
answer?, in European Competition Law Review, a. XXXI, n.11, 2010.
De Cristofaro T., Forma e struttura degli schemi di bilancio in Europa, G.
Giappichelli Editore, Torino 2000.
De Vita G., Il bilancio di esercizio nelle societ di calcio professionistiche,
Fondazione Artemio Franchi, Firenze 1998.
Deloitte, Annual Review of Football Finance, June 2013.
247

Deloitte, Annual Review of Football Finance, June 2014.


Deloitte, Annual Review of Football Finance, June 2015.
Deloitte, Captains of industry Football Money League, 2013.
Deloitte, Captains of industry Football Money League, 2014.
Deloitte, Captains of industry Football Money League, 2015.
Deloitte, Il bilancio delle societ di calcio, Universit Carlo Cattaneo, 2010.
Deloitte, Lindustria del calcio tra crisi e sviluppo. Analisi dei bilanci e
prospettive strategiche, Universit Carlo Cattaneo, 2013.
Deloitte, Verso il valore sostenibile. La sostenibilit non pi un opzione, ma
driver di business, Franco Amelio (Partner sustainability leader), New York
2012.
De Martini, La disciplina dei diritti televisivi nello sport, Rivista di Diritto ed
Economia nello sport, Vol VII, Fasc. 2, 20.
Desbordes M. (a cura di), Marketing & Football. An international perspective,
Elsevier, Oxford 2007.
Di Clemente A. - Ligios M., Aspetti economici e finanziari delle societ di
calcio in Italia, Nuova cultura, Roma, 2004.
Di Domizio M., Economia dello sport, Universit degli studi di Teramo, 2009 .
Donna N., Analisi di bilancio, Roma, 2014.
Donna N., Il profilo economico, finanziario e strategico del calcio europeo.
Criticit e prospettive delle Top Leagues, Centro Studi FIGC Development
Depertment, ottobre 2014.
Donna N., La valorizzazione della gestione straordinaria: il modello del talent
scouting, Centro Studi FIGC Development Department, 2013.
Di Pietra R., La cultura contabile nello scenario internazionale . Istituzioni,
principi ed esperienze, CEDAM, Padova 2002.
Di Pietra R., Ragioneria internazionale e armonia contabile, CEDAM,
248

Padova 2000.
Dobson S., Goddard J. A., The economics of Football, 2nd ed., Cambridge UP,
New York 2001.
Drut B., Economic du Football Professionnel, Editions La Dcouverte, Paris,
2011.
Ericson T., The Bosman Case: Effects of the Abolition of the Transfer Fee, in
journal of Sports Economics, 2000, vol. I, fasc.3.
Facchinetti I., Analisi dei Flussi Finanziari, Pirola, Milano 1992.
Falsanisi G. E Giangreco E. F., Le societ di calcio del 2000, Rubbettino editore
2001.
Ferrara M., Lorganizzazione dello sport, G. Giappichelli Editore, Torino 2003.
Fiale A., Diritto Commerciale, s.l, Edizioni Giuridiche Simone, 2009.
Figc, Manuale delle Licenze UEFA, 2015.
Figc, Report Calcio, 2014.
Figc, Report Calcio, 2015.
Fiori G., La valutazione dei diritti pluriennali degli sportivi professionisti: una
possibile metodologia, in Rivista Italiana di Ragioneria ed Economia
Aziendale, luglio-agosto 2003.
Forte N., I bilanci delle societ sportive dopo la sentenza Bosman, in Rivista
Diritto Sportivo, n. 3/1997.
Franck F., Private firm, public corporation of members association governance
structures in European Football, in International Journal of Sports finance,
2010, Vol. 5.
Frau A., Le svalutazioni dei diritti pluriennali alle prestazioni degli sportive
professionisti, in Rivista Italiana di Ragioneria ed Economia Aziendale,
maggio-giugno 2004.
Gandini G., Corporate governance, controllo di gestione e risorse immateriali
dimpresa, in Salvioni D.M. (a cura di), Corporate governance e sistemi di
controllo della gestione aziendale, F. Angeli, Milano 2004.
Garaffa P., Misure antiviolenza nello sport e diritto di difesa: nuove
sollecitazione della giurisprudenza interna e comunitaria, Rivista di Diritto ed
249

Economia dello sport, Vol VII, Fasc 2, 2011.


Ghirelli A., Storia del calcio in Italia, settima edizione, Einaudi, Torino 1990.
Giangreco E. F., La fabbrica del pallone. La gestione delle aziende calcistiche,
Rubbettino editore 2006.
Giannaccari A., Calcio, diritti collettivi e ritorno allantico. Storia a lieto fine?,
in Mercato Concorrenza Regole, n. 3/2006.
Goldman Sachs, The World Cup and Economics, New York, 2014.
Grasso E., Corso di Laurea in Economia dello sport. Il bilancio delle societ
sportive, PWC, 2 maggio 2013.
Gravina G., Il bilancio desercizio e lanalisi delle performance nelle societ di
calcio professionistiche. Esperienza nazionale e internazionale, Franco Angeli
editore, Milano 2011.
Gullo D., Limpatto del diritto della concorrenza sul mondo dello sport, Rivista
di Diritto ed Economia dello Sport , Vol. III, Fasc.3, 13-34. 2007.
Gregor M., Listing of English football clubs. A differentiated analysis of factors
explaining share price fluctuations, Universit di Parigi, Parigi 2005.
Humphereys B. R., Alternative meansures of competitive balance in sports
leagues, in Journal of Sports Economics, vol. 3, n.2, May 2002.
Jacopin T., Kase K., Urrutia I., Value creation and performance criteria for
sports entities, in S. Gomez, K. Kase, I. Urrutia, Value creation and sport
management, Cambridge, UK 2010.
Jovenitti P., Entrepreneurial Finance, Egea, Milano 2002.
Lago U., Baroncelli A., Szymanski S., Il business del calcio: successi sportivi e
rovesci finanziari, Egea, Milano 2004.
Lai M., Dal fair play finanziario allazionariato popolare: criticit nella
dimensione istituzionale del calcio professionistico, in Rivista di Diritto ed
Economia dello sport, Vol. VIII, Fasc. I, 2012.
Lenzi P., Sottoriva C., Lapplicazione del Financial Fair Play alle societ di
calcio professionistiche. Indicazioni operative e considerazioni critiche, Roma,
Aracne Editrice, 2013.

250

Lindholm L., The Problem With Salary Caps Under European Law: The Case
Against Financial Fair Play, in Texas Review of Entertainment and Sports
Law, a.XII, n.2, 2010.
Longhi L., Il fair play finanziario UEFA di fronte allordinamento giuridico
comunitario, In Rivista di Diritto ed Economia dello sport, Vol. VIII, Fasc. 2,
2012.
Lucarelli A., Libert dimpresa (Art.16), in Bifulco R., Cartabia M., Celotto A.,
(a cura di), LEuropa dei diritti, Bologna, il Mulino, 2001.
Lucifora C., Simmons R., Superstar effect in sport: evidence from Italian soccer,
in Journal of Sports Economics, Vol. 4n. I, 2003.
Madden P., Welfare economics of Financial Fair Play in a sprots league with
benefactor owners, Economics Discussion Paper series, The University of
Manchester, October 2012.
Maglie A., La disfatta. Come hanno sconfitto il calcio italiano, Limina editore
2003.
Malagutti V., I conti truccati del calcio italiano, Carocci editore, Roma 2002.
Mancin M., Il bilancio delle societ sportive professionistiche. Normativa
civilistica, principi contabili nazionali e internazionali, Cedam editore Padova
2009.
Manders T., Interrogazione parlamentare europea: I debiti del calcio
professionistico, Bruxelles, 26 gennaio 2004.
Manfredi F. (a cura di), Football and its future. Trends and issues on football
management, Egea, Milano 2006.
Manni F., Le societ calcistiche. Problemi economici, finanziari e di bilancio,
Giappichelli, Torino 1991.
Maras G., Le societ senza scopo di lucro, Milano 1984. Maras G., Societ
sportive e societ di diritto speciale, in Rivista Diritto Sportivo, n. 3/1984.
Marino A., I vivai calcistici: modelli ad uso del management delle societ
sportive, in Economia & management, n. 3/2005.
Marino V., Verso una gestione manageriale delle societ di calcio: analisi delle
condizioni attuali e prospettive di sviluppo alla luce di un orientamento al
marketing, in Esperienze dimpresa, n. 6/1998.

251

Martellini M. (a cura di), Limpresa. Economia e gestione, seconda edizione,


Giappichelli, Torino 2006.
Marzola P.L., Lindustria del calcio, La Nuova Italia Scientifica, Roma 1990.
Masini C., Lavoro e Risparmio, Utet, Torino 1979.
Masucci M., Le societ calcistiche, Cacucci, Bari 1988.
Mazzei R. - Mazzoleni C., Aspetti di rilievo nella valutazione di una societ di
calcio: il caso dellA.S. Roma spa, in La Valutazione delle aziende, n.
25/2002.
Mazzoleni M., Management realizzato. Prassi e teorie di unazienda di
successo: il caso Sunstar, F. Angeli, Milano 2005.
Melidoni F. - Committeri G.M., Bilanci nel pallone: vecchi problemi e nuovi
scenari, in Amministrazione & Finanza, n. 20/2003.
Melidoni F. - Committeri G.M., Il bilancio delle societ di calcio, Ipsoa, Milano
2004.
Minervini G., Il nuovo statuto tipo delle societ calcistiche, in Rassegna
economica, n. 2/1967.
Miola M., Le operazioni con le parti correlate, in Aa. Vv., Amministrazione
controllo nel diritto delle societ, G. Giappichelli Editore, Torino 2010.
Montalenti P., Le operazioni con le parti correlate, in P. Montalenti, Societ per
azioni. Corporate Governance, Giuffr Editore, Milano , 2012.
Morrow S., The New Business of football. Accountability and finance in football,
MacMillan Press, Londra 1999.
Napolitano S. - Liguori M., Il pallone nel burrone, Editori Riuniti, Roma 2004.
Neale Walter C., The peculiar Economics of professional Sports, in The
Quarterly Journal of Economics, 1964 , vol. 78.
Nicoliello M., Stato dellarte e prospettive dellazienda calcio in Italia: un
approccio economico aziendale, Fondazione Artemio Franchi, 2010.
Nobes C., International classification of financial reporting , Routledge,
London 1992.
Nobes C., Parker R., Comparative international accounting, Prentice-Hall, New
York 1995.
252

Onesti T., Fattori ambientali e comportamenti contabili. Analisi comparata dei


sistemi contabili di alcuni Paesi industrializzati, Torino, G. Giappichelli Editore,
1995.
Onesti T., Romano M., Le valutazioni dei diritti pluriennali alle prestazioni
sportive nelle societ di calcio, in Rivista dei dottori commercialisti, 2/2004.
Onida P., Economia dazienda, Utet, Torino 1971.
Onida P., Il bilancio desercizio nelle imprese: significato economico del
bilancio e problemi di valutazione, quarta edizione ampliata, Giuffr, Milano
1974.
Orengo S., Lordinamento sportivo europeo: Rapporti tra UEFA e Unione
Europea, in Rivista di Diritto ed Economia dello Sport, a.VIII, n.1, 2012.
Organismo Italiano Di Contabilit, Criteri per la rilevazione in bilancio delle
svalutazioni dei diritti pluriennali delle prestazioni degli sportivi professionisti
in relazione al disposto dellarticolo 18-bis della legge 23/3/1981, n. 91, Roma
2003.
Ormezzano G.P., Sport e denaro, Longanesi Editore, Milano 1986.
Paganelli O., Il bilancio di gruppo, Bologna 1968.
Papa S., Il procedimento innanzi agli organi di giustizia sportive, Jovene,
Napoli, 2012.
Parkhouse B.L., The management of sport: its foundations and application,
Mosby, St.Louis 1996.
Peeters T., Szymanski., Vertical Restraints in Soccer: Financial Fair Play and
English Premier League, Research Paper No. 028, Faculty of Applied
Economics, 2012, Antwerp.
Pezzoli S., Capitale e reddito nelle societ sportive con particolare riferimento
alle societ di calcio, in Rivista di Ragioneria ed Economia Aziendale,
novembre-dicembre 2007.
Piantoni G., Lo sport tra agonismo, business e spettacolo, Etas Libri,
Milano1999.
Pierini M., Diritti TV e Competitive balance nel calcio professionistico italiano,
Rivista di Diritto ed Economia dello sport, Vol III, Fasc. 2, 2011.
Pizzo M., Il fair value nel bilancio desercizio, CEDAM, Padova, 2000.
Porter M., La strategia competitiva. Analisi per le decisioni, Tipografia
253

Compositori, Bologna 1982.


Preuss H., Haugen K. K., Schubert M., UEFA Financial Fair Play: The curse of
Regulations, Working Paper n. 7, Institute of Sports Science, 2012, Mainz.
Presti G., Rescigno M., Corso di diritto commerciale. Volume II. Societ. Sesta
Edizione, Zanichelli Editore, Bologna 2013.
Prochazka D., Financial Conditions and Transparency Of the Czech
Professional Football Clubs, in Prague Economic Papers, 4, 2012.
Propersi A. - Rossi G., La sponsorizzazione, seconda edizione, Pirola, Milano
1989.
Quagli A., Bilancio desercizio e principi contabili, quarta edizione Giappichelli
editore 2006.
Regogliosi C., Alcune riflessioni aggiuntive sul valore in bilancio dei Diritti
Patrimoniali relative alle prestazioni dei calciatori professionisti alla luce delle
novut del Regolamento FIFA, in Rivista Italiana di Ragioneria e di Economia
Aziendale, gennaio-febbraio 2010.
Risaliti G. E Verona R., Players registration rights in the financial statements
of the leading Italian clubs: a survey of Inter, Juventus, Lazio, Milan and Roma,
in Accounting, Auditing & Accountability Journal, Vol. 26 n. 1 Emerald editore
2013.
Risaliti G. E Verona R., I diritti pluriennali alle prestazioni degli sportivi
professionisti nelle valutazioni di bilancio delle societ di calcio, Rirea editore
2012.
Rowbottom N., The Application of Intangible Asset Account and Discretionary
Policy Choices in the Uk Football Club Industry, in The British Accounting
Review, 2002, vol. 34.
Rubino F., Un approccio manageriale alla gestione delle societ di calcio,
FrancoAngeli, Milano, 2004.
Rusconi G., Il bilancio desercizio nelleconomia delle societ di calcio, Caucci,
Bari, 1990.
Salvatori S. - Redaelli F., Il calcio in borsa: gol?, in Amministrazione &
Finanza, n. 11/1998.
Salvioni D.M. (a cura di), Corporate governance e sistemi di controllo della
gestione aziendale, F. Angeli, Milano 2004.
254

Salvioni D.M., Il sistema di controllo della gestione, Giappichelli, Torino 1997.


Simmel G., Sociologia, Comunit, Milano 1989.
Sanino M., Verde F., Il diritto sportive, Terza Ed., CEDAM, Padova, 2011.
Sarcone S., I gruppi aziendali. Strutture e bilanci consolidati, G. Giappichelli
Editore, Torino 1993.
Savioli G., I principi contabili internazionali, Milano, Giuffr Editore, 2008.
Sbis G., Commento sub art. 2497, in Direzione coordinamento, a cura di G.
Sbis, in Commentario alla riforma delle societ, EGEA, Milano, 2012.
Scandizzo R. F., Leconomia del calcio come sport spettacolo e il mercato
internazionale delle star, Fondazione Artemio Franchi, 2002.
Simmel G., Sociologia, Comunit, Milano 1989.
Simmons R., Financial Fair Play? An analysis of UEFA attempts to restore
financial discipline in European football, 2012.
Simon R. L., Fair Play. The Etichs of Sport, Boulder, Westview Press, 2003.
Sloane P., The economics of Professional Football: The Football Club As a
Utility Maximiser, in Scottish Journal of Political Economy, 1971, vol.17.
Sottoriva C., Considerazioni in merito al trattamento fiscale ai fini Irap delle
plusvalenzenellambito delle societ di calcio professionistiche, in Diritto e
Pratica Tributaria, Direttore Victor Uckmar, CEDAM, Padova, 2012, Vol.
LXXXIII, n. 4.
Sottoriva C., Finalit e principi di redazione del bilancio desercizio: un
confront tra principi contabili nazionali e internazionali. Quale modello di
bilancio?, in Aa. Vv., a cura di E. Vagnoni, Azienda, Economia, Impresa e
universit. Scritti in memoria del prof. Antonio DAtri, Ferrara, 2004.
Sottoriva C., Il patrimonio netto nei principi contabili internazionali, in Aa. Vv,
Gruppo di studio e di attenzione dellAccademia Italiana di economia aziendale,
Lanalisi degli effetti sul bilancio dellintroduzione dei principi contabili
internazionali IAS/IFRS, 2 Volume, Capitolo IX, RIREA, Roma, 2007.
Sottoriva C., La finalit della redazione del bilancio desercizio nella logica dei
principi contabili internazionali e la sua struttura, in Aa. Vv., a cura di A.
Palma, Il bilancio di esercizio. Aspetti istituzionali e profili evolutivi nellattuale
assetto normativo italiano, Giuffr Editore, Milano, 2008.

255

Sottoriva C., La qualificazione del c.d. titolo sportivo nel trasferimento


dazienda nellambito di procedure concorsuali , comment a Trib. Napoli, Sez.
VII, 25 febbraio 2010, in Le Societ, 7/2011, p. 769 e ss.
Sparano V., La crisi delle societ sportive di calcio, in Il diritto fallimentare e
delle societ commerciali, n. 3/2003.
Spano F.M., Le societ di calcio: aspetti organizzativi, gestionali e di
rilevazione, Cuesp, Milano 2004.
Sperduti M., Il nuovo accord collettivo per la Serie A di calcio. Struttura
innovazioni, effetti, conseguenze, in Rivista di Diritto ed Economia dello
Sport, Vol. VII, Fasc. 3, 2011.
Superti Furga F., Il bilancio di esercizio italiano secondo la normativa europea,
Milano, Giuffr, 2004.
Superti Furga F., Reddito e capitale nel bilancio desercizio, seconda edizione,
Giuffr, Milano 1991.
Szymanski S. - Kuypers T., Winners & Losers. The business strategy of football,
Viking, Suffolk 1999.
Tagliabue M., Introduzione ai principi degli standard contabili internazionali
(IAS/IFRS), Educatt, Milano, 2010.
Tanzi A., Le societ calcistiche. Implicazioni economiche di un gioco,
Giappichelli, Torino 1999.
Teodori C., Il bilancio consolidato. La metodologia di costruzione e il profilo
informativo, Giuffr, Milano 2003.
Tar D., Allultimo stadio. Il business del calcio: verit, menzogne e numeri,
Informant, 2014.
Teodori C., La costruzione e linterpretazione del rendiconto finanziario,
Giappichelli, Torino 2002.
Teodori C., Lanalisi di bilancio, Giappichelli, Torino 2000.
Teodori C., Leconomia ed il bilancio delle societ sportive. Il caso delle societ
di calcio, Giappichelli, Torino 1995.
Teotino G., Uva M., Donna N., Il calcio ai tempi dello spread, Il Mulino,
Bologna, 2012.
Torneo F., Amministrazione e bilancio delle societ calcistiche per azioni, Pirola,
256

Milano 1986.
Turano G., Tutto il calcio miliardo per miliardo. Il pallone da Rocco ad
Abramovich, Il Saggiatore, Milano 2007.
Trafficante F., Profili critici e comparatistici dei sistemi salariali nello sport
professionistico: due casi a confronto, in EJSS Journal, - Sports Law and
Economics, a. II, n.2, 2014.
Trenberth L., Hassan D., Managing the business of sport, Routledge, 2011.
Uefa, Procedural rules governing the UEFA Club Financial Control Body,
Edition 2012.
Uefa, Procedural rules governing the UEFA Club Financial Control Body,
Edition 2013.
Uefa, UEFA Club Licensing and Financial Fair Play Regulations, Edition 2010.
Uefa, UEFA Club Licensing and Financial Fair Play Regulations, Edition 2012.
Uefa, UEFA Club Licensing and Financial Fair Play Regulations, Edition 2015.
Valeri M., Standard IAS/IFRS e nuove esigenze di disclosure nel bilancio delle
societ di calcio, G. Giappichelli Editore, Torino, 2008.
Vigan A., Elementi di ragioneria internazionale, Milano, Egea, 1997.
Vitale M. - Ormezzano G.P., Fenomeno Chievo: economia, costume, societ,
una squadra di quartiere contro il calcio miliardario, Libri Scheiwiller, Milano
2002.
Vitale M., Il management una disciplina antica, Milano Inaz, 2006.
Vitale M., Lo Sport alla ricerca di s stesso. Problemi e prospettive, intervento
al convegno Passione, competizione, spiritualit. Per uno sport a servizio della
persona, Roma 2007.
Vitale M., Uva M., Viaggio nello sport italiano, ESD, 2011.
Volpe Putzolu G., Una legge per lo sport?, in Foro Italiano, n. 2/1981. Zappa
G., Il reddito dimpresa, Giuffr, Milano 1950.

257

Sitografia
Arnaut J., Independent European Sport Review, ICES Internationaal Centrum
voor Ethiek in de Sport, 2006.
Agcm, Indagine conoscitiva sul settore del calcio professionistico, Autorit
Garante della Concorrenza e del Mercato, 21 Dicembre 2006.
Ecker A., Carroll D., High Level Debate on the UEFA Financial FairPlay Rules
at the College of Europes annual football tournament. Exclusive insights from
UEFA, the European Commission and Cleary Gottlieb Steen & Hamilton, Hill
+ Knowlton Strategies, 23 Aprile 2012.
Bellinazzo M., Fair Play Finanziario, la Corte di Giustizia Europea dichiara
inammissibile il ricorso di Striani, Calcio & Business, 23 Luglio 2015..
Commissione Europea, Comunicazione della Commissione al Parlamento
Europeo, al Consiglio, al Comitato Economico e Sociale Europeo e al Comitato
delle Regioni. Sviluppare la dimensione europea dello Sport, Parlamento
Europeo Europa, 18 Gennaio 2011.
Corte Di Giustizia Delle Comunita Europee, causa 4/73, J. Nold, Kohlen-Und
Baustoffgrosshandlung c. Commissione delle Comunit Europee, Eur- LexAccess to European Union Law, 14 Maggio 1974.
Corte Di Giustizia Delle Comunita Europee, causa 309/99, J. C. J. Wouters, J.
W. Savelbergh e Price Waterhouse Belastingadviseurs BV contro Algemene
Raad van de Nederlandse Orde van Advocaten, con l'intervento di: Raad van de
Balies van de Europese Gemeenschap, Eur- Lex- Access to European Union
Law, 19 Febbraio 2002.
Corte Di Giustizia Delle Comunita Europee, Decisione della Comunit
Europea, del 23 Luglio 2003, relativa ad un procedimento a norma dellarticolo
81 del Trattato CE e dellarticolo 53 dellaccordo SEE (COMP/C.2-37.398Vendita congiunta dei diritti della UEFA Champions League, Eur- Lex- Access
to European Union Law, 23 Luglio 2003.
Corte Di Giustizia Dellunione Europea, Daniel Striani e a., RFC. Seriesen
ASBL/Unione Europea delle Federazioni Calcistiche (UEFA), Union Royale
Belge des Socits de Football Association (URBSFA), Eur- Lex- Access to
European Union Law, 17 Agosto 2015.
European Commission & Uefa, Joint Statement, UEFA.com, 21 Marzo 2012.
Intrieri G., Il Financial Fair Play: analisi un modello incompiuto, Il
Diseconomista, 20 marzo 2016.
Intorcia E., Iscrizioni alla Serie A, ecco il fair play finanziario, in Corriere
dello Sport, 26 Marzo 2015.
Licari F., Nuovo Fair Play. Pi investimenti meno austerity, in Gazzetta dello
258

Sport, 5 Giugno 2015.


Loda F., Monopsonio UEFA e Salary Cap, Federico Loda - Professionista
Sportivo, 29 Aprile 2013.
Musumarra L., I tifosi nel governo del calcio, Persona e Danno, 22 Febbraio
2012.
P
Ag S.,
I
numeri
della fanbase
Infoazionariatopopolarecalcio, 28 Ottobre 2011.

del

Bayern

Monaco,

Parlamento Europeo, Relazione sulla Dimensione Europea dello Sport,


Parlamento Europeo Europa, 18 Gennaio 2011.
Petit N., Financial Fair Play or Oligopoleague of Football Clubs?: A
preliminary Review under European Union Competition Law, in Social
Science Research Network, 18 Maggio 2014.
Thompson E., Financial Fair Play Explained, Financial Fair Play, s.d.
Turca To E., Il nuovo Fair Play Finanziario:10 domande e 10 risposte,
Eurosport, 2 Luglio 2015.
Uefa., Fair Play Finanziario per il futuro del calcio, UEFA.org, 26 Gennaio
2012.
Uefa., Limportanza del Fair Play Finanziario, UEFA.org, 25 Agosto 2011.
Uefa., Nuovi criteri Respect Fair Play, UEFA.org, 16 Febbraio 2015.
www.bloomberg.com
www.borsaitaliana.it
www.bvb.de
www.bundesliga.de
www.chelseafc.com
www.calcioefinanza.it
www.calcioinborsa.com
www.camera.it
www.clubincrisis.com

259

www.concob.it
www.corriere.it
www.diritto.it
www.deloitte.com
www.ecaeurope.com
www.european-football-statistics.co.uk
www.euroamericas.com
www.fantagazzetta.com
www.fcbayern.de
www.fifa.com
www.figc.it
www.footballeconomy.com
www.footballfinance.com
www.footballtransfers.co.uk
www.football-observatory.com
www.football-research.org
www.fondazioneoic.eu
www.forbes.com
www.foxsport.it
www.francefootball.com
www.gazzetta.it
www.gianlucadimarzio.com
www.goldmansachs.com
www.ilfattoquotidiano.it
www.ilsole24ore.com
260

www.inter.it
www.juventus.com
www.legacalcio.it
www.lfp.fr
www.lfp.es
www.liverpoolfc.com
www.manutd.com
www.premierleague.com
www.pwc.com
www.rdes.it
www.repucom.net
www.senato.it
www.soccerinvestor.com
www.solocalcio.com
www.sportbusiness.com
www.sportbusinessmanagemnt.it
www.sportconsulting.co.uk
www.sportintelligence.com
www.sslazio.it
www.sslaziofans.it
www.starcount.com
www.storiedicalcio.altervista.org
www.stoxx.com
www.thefa.com
www.tifosobilanciato.it
261

www.transfermarkt.it
www.tuttomercatweb.com
www.uefa.com
www.wikipedia.it
www.worldsoccer.com

262