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UNIVERSIT TELEMATICA PEGASO

Corso di laurea in
Giurisprudenza
Insegnamento di
Economia Aziendale

LA NUOVA FRONTIERA DEL SISTEMA CALCIO


VERSO FONDAMENTI DI BILANCIO PI SOSTENIBILI.
Implicazioni nei conti per le societ professionistiche:
lA.S. Roma e il Paris Saint-Germain
come Cases Study e modelli strategici di riferimento.

RELATORE:

CANDIDATO:

Prof. Marco SORRENTINO

Carla FINAZZO
080120285

Anno Accademico

2013-2014
1

Quella del calcio lunica forma di amore eterno che esiste al mondo. Chi tifoso di una
squadra lo rester per tutta la vita. Potr cambiare moglie, amante e partito politico, ma mai
la squadra del cuore.
Luciano De Crescenzo

Fede andare allo stadio quando puoi vedere la partita in televisione.


Dino Risi

INDICE
Introduzione

pag.6

CAPITOLO 1
CENNI STORICI: DALLA RIFORMA DEL 1966 ALLA LEGGE 91/1981
SULLO SPORT PROFESSIONISTICO E SEGUENTI

1.1 Il fenomeno sportivo e le origini del calcio


1.2

La

forma

giuridica

per

lesercizio

pag.10
dellattivit

sportiva:

dallassociazione non riconosciuta alla societ di capitale

il

passaggio
pag.14

1.3 La legge n. 91 del 1981: il modello organizzativo capitalistico nello sport


professionistico e i profili di compatibilit con limpresa commerciale

pag.20

1.3.1. Segue: la struttura della legge

pag.23

1.3.2 Segue: il lucro oggettivo e i controlli delle federazioni sulle societ sportive
pag.29
1.3.3 Segue: le critiche e le contraddizioni della legge n. 91 del 1981

pag.33

CAPITOLO 2

IL RAPPORTO DI LAVORO SPORTIVO E LA SENTENZA BOSMAN

2.1

La qualificazione giuridica del rapporto di lavoro sportivo e il contenuto del

contratto di lavoro

pag.37

2.2 La sentenza Bosman: il principio della libera circolazione della forza-lavoro e la


soppressione dellindennit di trasferimento

pag.45

2.3 Segue: efficacia erga omnes ed efficacia c.d. sportiva della sentenza Bosman
pag.49

2.4 Le conseguenze della sentenza Bosman sui bilanci delle societa calcistiche e il
decreto spalma perdite

pag.51

2.5 Le conseguenze della sentenza Bosman nellordinamento sportivo

pag.56

2.6 Il dopo-Bosman: la disciplina dei trasferimenti in pendenza di contratto a seguito


di recesso

pag.58

CAPITOLO 3

FAIR PLAY FINANZIARIO: uno degli undici valori fondanti


dellUEFA (undici proprio come i componenti di una squadra di
calcio) e la sua criticabile applicazione da parte del Paris SaintGermain

3.1 Richiamo dei principi del Fair Play Finanziario

pag.62

3.1 Grafico: Elaborazione su dati Football Financial Fair Play e


Deloitte Football Money League 2013

pag.67

3.2 Il mio punto di vista sullavvento del Fair Play Finanziario

pag.68

3.3 Lesperienza del Paris Saint-Germain ai fini del Fair Play Finanziario

pag.70

3.2 Grafico: Dati del Paris Saint-Germain dalla stagione 2011/2012


e previsioni fino alla stagione 2016/2017

pag.71

CAPITOLO 4

LA.S. ROMA COME CASE STUDY, in riferimento ai risultati di


bilancio ed alle strategie degli ultimi 3 anni (2011/2012, 2012/2013
e 2013/2014)

4.1 Premessa e motivi di tale scelta

pag.74

4.2 Analisi dei bilanci consolidati 2011/2012, 2012/2013, 2013/2014


e del progetto strategico Stadio della Roma

pag.75

4.1 Tabella: Principali risultati economici consolidati (Dati in /000)

pag.81

4.2 Tabella: Conto Economico consolidato del periodo


01.07.2012 - 30.06.2013

pag.81

4.3 Tabella: Principali risultati economici consolidati (Dati in /000)

pag.83

4.4 Tabella: Principali dati patrimoniali e finanziari consolidati


(Dati in /000)

pag.83

4.3 Andamento in borsa del titolo A.S. Roma nellultimo


triennio 2011/2014

pag.87

CAPITOLO 5

IL

BILANCIO

DI

ESERCIZIO

PROFESSIONISTICHE:

DELLE

lUnione

SOCIETA

Europea

come

DI

CALCIO

ambito

applicazione

5.1 Bilancio di esercizio come strumento dominante per la composizione


del capitale di funzionamento e della formazione del reddito

pag.91

5.2 La redazione del bilancio desercizio a seguito


delle nuove norme europee

pag.92

5.3 Le regole previste dalla FIGC per la redazione del bilancio

pag.94

5.1 Tabella: La normativa di riferimento per la redazione di bilancio di esercizio


(Stato Patrimoniale e Conto Economico).

pag.99

Bibliografiia

pag.109

Sitografia

pag.112

Ringraziamenti

pag.115

di

ABSTRACT TESI

Il calcio loppio dei popoli (detto popolare).


Il Calcio: quello sport che unisce e divide tante persone.
Si pratica con un pallone di cuoio di forma sferica su un terreno rettangolare;
lobiettivo quello di calciare il pallone nella porta avversaria, il cosiddetto gol che
deriva dallinglese goal e che significa scopo, fine, meta, oggetto, spesso sostituito
dal sinonimo rete.
Levoluzione del calcio pu essere suddivisa in tre fasi: tradizionale, moderno e
postmoderno.
La fase tradizionale si colloca tra la prima guerra mondiale e gli anni 50, durante
la quale comincia a definirsi il ruolo che il calcio ricoprir. Prendono forma le prime
associazioni sportive, soprattutto in Inghilterra considerata come progenitrice del
mondo del calcio. Nel 1871 nasce la Football Association Cup con la
partecipazione di 15 societ, fra cui lo Sheffield fondato nel 1872 considerato la
prima squadra dInghilterra.
Col passare del tempo le strutture e le regole del calcio primordiale cominciano a
variare grazie allintroduzione di nuovi dettagli, come ad esempio, nel 1891, quello
del calcio di rigore, o penalty kick. Inizia, quindi, la fase del calcio moderno in cui lo
stesso diviene lo sport pi praticato e seguito a livello mondiale ed acquista perci
importanza sociale perch la domenica gli stadi sono pieni e la gente vuole affermare
la propria figura di facente parte di una comunit.
Si arriva, in questo modo, alla terza fase calcistica, detta postmoderno, in cui il
calcio non solo una passione per la propria squadra del cuore, ma subisce una
8

profonda metamorfosi in business, imprenditoria, affari, interessi e addirittura diventa


uno dei settori economici pi importanti al mondo.
Il calcio moderno, in Italia ed anche nel resto del mondo, costituisce un giocattolino
in mano a chi ha dei poteri economici forti e svariati miliardi di euro.
Uno studio di qualche tempo fa ha reso noto che il calcio europeo produce un
fatturato annuo di circa 10 miliardi di euro: si tratta di macchine da soldi che spesso
superano il PIL annuo di molti paesi del mondo.
Il calcio europeo pi ricco quello inglese, con un fatturato annuo di circa 2 miliardi
di euro; la serie A italiana insegue a quota1,6 miliardi annui.
Lintroito pi importante quello dato dai diritti TV con il 50% circa; poi, a seguire
gli incassi delle partite, il merchandising, gli sponsor ed altri ricavi.
Giustamente ci si chiede che sviluppo avrebbe avuto lo sport del calcio se non ci
fossero state le pay-tv a sostenere gli stipendi elevatissimi dei calciatori degli ultimi
decenni soprattutto nei campionati europei, ma non solo.
Fino allavvento del Fair Play Finanziario, non vi era un tetto massimo oltre il quale
andare sia per la compravendita dei calciatori che per i loro stipendi; la mancanza di
tutto ci ha determinato la crisi del calcio moderno che ha condotto molte squadre a
crisi finanziarie, ridimensionamenti od addirittura a fallimenti delle stesse.
Il bilancio delle societ di calcio professionistiche deve essere tenuto sottocchio
principalmente per due motivi: in primis, perch molti club sono ormai quotati in
borsa e per questo dare conto e ragione ai loro azionisti; il secondo motivo dipende
dal fatto che negli ultimi anni i club hanno imparato a fare delle operazioni finanziarie
speculative, le plusvalenze, spesso fittizie, per ritoccare in positivo alcune delle voci
di bilancio.
Con la quotazione in borsa, i club vogliono procurarsi delle vie alternative di
9

finanziamento a quelle classiche; pertanto, lapprodo in borsa, oltre che un fatto di


visibilit per il club, funzionale a trovare ulteriori capitali da investire nella crescita
della societ: insomma, la ricerca di soldi per nuovi investimenti. Inoltre, con il
collocamento in borsa di azioni proprie, i club evitano di ricorrere a finanziamenti a
titoli di credito. Questo avviene quando la quotazione comprende lemissione di
nuove azioni (si parla di offerta pubblica di sottoscrizione) che permette alla societ
di raccogliere capitali utili alla crescita del club stesso (per finanziare la campagna
acquisti di calciatori, dotarsi di macchinari necessari, investimenti nelle infrastrutture,
etc, .).
La borsa, soprattutto per i grandi club calcistici, rappresenta una vetrina importante
per chi vuole entrare nei mercati internazionali.
Le tre societ italiane quotate in borsa sono: Lazio, Roma, e Juventus. La prima fu
la Lazio che fece il suo ingresso in Borsa Italiana S.p.A. il 5 maggio 1998; poi, la
Roma che si present il 23 maggio del 2000; in ultimo, la Juventus che entr a farne
parte il 19 dicembre 2001 dopo una forte campagna pubblicitaria.
Landamento delle societ calcistiche italiane quotate in borsa non ha un trend
proprio positivo, dato che le (ri)salite sono legate a successi sportivi, anche se non
sempre la combinazione successo sportivo e rialzo di mercato produce i suoi
automatici effetti.
Il calcio in Italia, e del resto anche in altri paesi del mondo, ha dato vita ad una
zona grigia simboleggiata dal cosiddetto scandalo di Calciopoli del 2006, che ha
fatto affiorare la corruzione, il disfacimento, il malcostume e limmoralit dellintero
sistema calcio italiano, coinvolgendo diverse societ dalla Serie A alla Lega
Dilettantistica, numerosi dirigenti delle stesse, alcuni arbitri ed i loro assistenti.
La vicenda di Calciopoli del 2006 - che lItalia, peraltro, ha gi vissuto nei
10

precedenti del 1980 e del 1986 - ha dato un scossone allindustria calcistica italiana,
il cui giro di affari ammonta a quasi mezzo punto del PIL nazionale, e, per un po di
tempo, ha portato alla non attendibilit del pallone, della sua classe dirigenziale ed
arbitrale.
In seguito a tale scandalo, sono stati apportati dei correttivi al sistema calcistico
italiano per quanto riguarda la gestione dei diritti TV, le responsabilit dei managers,
le regole di promozione della classe arbitrale e, in particolar modo, gli ingaggi dei
calciatori: sono soprattutto questi ultimi che stanno aumentando le perdite dei club
esponendoli a situazioni di crisi patrimoniale ed economica-finanziaria.
Da un rapporto dellUEFA emerge che le perdite di bilancio dei principali club
europei si sono triplicate negli ultimi cinque anni, arrivando ad un cifra record di circa
1,7 miliardi di euro; infatti, Il costo degli stipendi dei calciatori aumentato, del 40%,
a 8,6 miliardi di euro. Inoltre, Il 62% dei club in difetto di minimo uno dei parametri
UEFA del Fair Play Finanziario e circa 140 club su 220 che partecipano a
Champions League ed Europa League hanno violato almeno una delle regole UEFA
per salvaguardare il futuro economico del calcio europeo.
Per concludere: la magia del calcio non rappresentata dai soldi e della fama, ma
da quello che ti fa emozionare, allo stesso modo, in una finale mondiale ed in un
campetto di scuola, da dove partono i sogni di ognuno, anche se non detto che tutti
possano realizzarli. Sicuramente, sono il cuore, la passione, la dedizione e
lentusiasmo i veri valori che si mettono in campo e le prerogative che, oggi,
trasmettono a tanti giovani sulla terra la speranza e il buon auspicio di potercela fare.

Ogni volta che un bambino prende a calci qualcosa per la strada, l ricomincia
la storia del calcio (Jorge Luis Borges).
11

Nel nostro ordinamento lesercizio in forma collettiva dellattivit sportiva a livello


professionistico riservato in via esclusiva alle societ per azioni e a responsabilit
limitata costituite in osservanza della legge 23 marzo 1981, n. 91 e successive
modifiche.
La legge n. 91/1981, recante Norme in materia di rapporti tra societ e sportivi
professionisti,

stata

successivamente

modificata

dal

D.L.

485/1996

(Disposizioni urgenti per le societ sportive professionistiche), convertito con legge


n. 586/1996; dal D.L. n. 282/2002, convertito con legge n. 27/2003 e dal D.lgs. n.
37/2004.
Il processo che ha guidato allassetto odierno, il quale ha in questa legge di natura
speciale il suo fondamentale punto di riferimento, prende inizio intorno alla met degli
anni sessanta e, in particolare, alla fine del 1966 mediante lintervento, caratterizzato
principalmente da preoccupazioni di ordine contabile, della Federazione Italiana
Giuoco calcio (FIGC).
Fino ad allora, la forma giuridica solitamente adottata dai club calcistici era quella
dellassociazione non riconosciuta disciplinata dagli artt. 36,37 e 38 c.c. (facevano
eccezione l SSC Napoli e il Torino SC che si erano costituite gi in forma di S.p.A.
rispettivamente nel 1959 e nel 1964) la quale, se da un lato assicurava notevole
flessibilit gestionale, dallaltro incoraggiava una condotta amministrativa poco
rigorosa che determinava situazioni finanziarie cronicamente deficitarie1.

Con la nascita e lo sviluppo del professionismo sportivo, i club cominciarono a


prendere in seria considerazione le proprie esigenze di bilancio stilando un

1

Dalla riforma del 1966 alla l. n. 91/1981, in http://www.rdes.it/tesi_Saveriano.pdf, cit.


12

rendiconto finanziario nel quale venivano riportate le entrate e le uscite monetarie


dellesercizio, ma non la capitalizzazione dei costi di acquisto del patrimonio dei
calciatori e gli ammortamenti degli oneri aventi natura pluriennale.

Le esigenze di far s che i bilanci dei club rispondessero alle rigorose regole
fissate dal Codice civile per le societ di capitali indussero, ad esempio per le societ
di calcio, il Consiglio Federale della FIGC a disporre, mediante la delibera del 16
settembre 1966, lo scioglimento di autorit di tutti gli organi direttivi delle associazioni
di calcio professionistiche e la nomina di un commissario straordinario con il compito
di provvedere alla liquidazione delle associazioni stesse e alla loro simultanea
ricostruzione nella forma di societ per azioni o a responsabilit limitata.

Merita evidenziare che ladozione della forma della S.p.A. o della S.r.l. da parte
delle societ sportive che, come detto, consente lapplicazione di disposizioni sulla
formazione e pubblicit del bilancio pi stringenti rispetto al passato e un controllo
pi netto da parte delle autorit sportive competenti, venne posta tra le condizioni
essenziali per ottenere il mutuo sportivo e per la concessione di agevolazioni
tributarie2.

In tale ambito si colloca la legge 23 marzo 1981, n. 91 (Norme in materia di


rapporti tra societ e sportivi professionisti), con la quale il legislatore ha elaborato
una serie di disposizioni che dovevano risolvere definitivamente le difficolt gestionali
e di bilancio incontrate dai club nellesercizio della loro attivit. Non si tratta dunque

Dalla riforma del 1966 alla l. n. 91/1981, in http://www.rdes.it/tesi_Saveriano.pdf, cit.


13

di una delibera della F.I.G.C. come nel 1966, ma di una vera e propria legge
emanata dal Parlamento.

In ogni caso, il principale merito della legge n. 91 del 1981 rappresentato dal
fatto che essa costituisce un primo tentativo di regolamentazione legislativa del
mondo sportivo e, quindi, un sicuro punto di riferimento per una ristrutturazione pi
organica ed omogenea del settore.

La libert di circolazione delle persone rappresenta una delle quattro libert


basilari del Trattato CE, accanto a quella di circolazione delle merci, dei servizi e dei
capitali. Tali libert sono strumentali alla creazione di un mercato interno definibile
come spazio senza frontiere.

Lirrompere dellordinamento comunitario negli ordinamenti giuridici sportivi ha


avuto una improvvisa accelerazione con la sentenza della Corte di Giustizia europea
15 dicembre 1995, sullormai famosissimo caso Bosman, sottoposto dalla Corte di
Appello di Liegi al giudice comunitario attraverso lo strumento del rinvio
pregiudiziale.3
Jean Marc Bosman, calciatore di serie B che militava nelle fila del F.C. Liegi, club
della prima divisione belga, nellestate del 1990 alla scadenza del suo contratto
decise che era giunto il momento di cambiare squadra e cos si accord con i
francesi del Durkenque con cui aveva trovato un accordo economico pi favorevole.
Nellagosto del 1990, appena un mese dopo la fine del Mondiale italiano, il
calciatore Jean Marc Bosman cit per danni al Tribunale di Liegi il suo club di

3

Causa C-415/93 in RDS 1996, p. 541 ss.


14

appartenenza, lFC Liegi, e la Federcalcio belga, colpevoli, secondo il giocatore, di


aver ostacolato il suo trasferimento ai transalpini del Dunkerque.
Bosman riteneva che fosse stato violato quanto sancito nel Trattato di Roma del
1957 riguardo alle disposizioni in tema di libera circolazione delle persone tra i paesi
europei.

La Corte dappello di Liegi, con ordinanza del 1 ottobre 1993, fece richiesta alla
Corte di Giustizia dellUnione Europea di pronunciarsi in via pregiudiziale, ai sensi
dellart. 234 del Trattato CEE, sulla compatibilit con il medesimo Trattato del 1957
firmato a Roma sia sotto il profilo della normativa antitrust sia sotto quello inerente
alla libera circolazione dei lavoratori, dei regolamenti calcistici nazionali ed
internazionali in tema di indennit di trasferimento .
La Corte di Giustizia, con la sentenza del 15 dicembre 1995, stabil innanzitutto
che un calciatore professionista, cittadino di uno Stato membro, alla scadenza del
contratto che lo vincola ad una societ pu essere reclutato da unaltra formazione di
un altro Stato membro senza che questultima debba versare alcuna cifra alla prima4.
Secondariamente la medesima sentenza sanc la contrariet alla libera
circolazione anche delle norme emanate dalle federazioni sportive che imponevano
alle squadre di schierare un numero limitato di calciatori professionisti cittadini di altri
Stati membri.
La sentenza Bosman ha anche proibito alle leghe calcistiche nazionali degli Stati
UE, e anche all'UEFA, di stabilire un tetto al numero di calciatori stranieri nel caso in
cui ci discriminasse cittadini dell'Unione Europea.

La fine del protezionismo e la libera circolazione della forza-lavoro in


http://www.rdes.it/tesi_di_Maio.pdf
15

Le conseguenze della sentenza Bosman del 1995 furono degni di nota non solo
dal punto di vista sportivo, ma anche per quel che riguarda gli aspetti legislativi ed
economici del calcio. Il fragore cui ha dato luogo tale sentenza e la necessit di un
nuovo intervento del legislatore nel 1996 dovuta agli effetti che questa pronuncia
della Corte di Giustizia delle Comunit Europee ha provocato a livello amministrativo
e contabile.5

Il Fair Play Finanziario nasce nel 2009 grazie al comitato esecutivo dellUEFA con
lo scopo di evitare disparit tra le societ calcistiche sia dal punto di vista economico
che sportivo. 6
Uno dei maggiori promotori stato Michel Platini, ritenendolo fondamentale per
il sistema del calcio in quanto un obiettivo con implicazioni di ampia portata come
il benessere generale del calcio, purch tutti i club giochino secondo le regole,
soddisfino i criteri di fair play finanziario e raggiungano un bilancio sostenibile, in
modo che passione faccia rima con ragione.7
I parametri che tutte le societ di calcio professionistiche devono rispettare per
non incorrere in sanzioni pecuniarie o esclusioni dalle coppe europee sono
principalmente quattro:8
1. Going Concern: dimostrare una solida continuit aziendale, valutata da un
revisore contabile esterno alla societ, il quale dimostri che il club sta
rispettando quanto previsto dallUEFA Club Licensing and Financial Fair Play
Regulations approvato dal Comitato Esecutivo dellUEFA;

5

La sentenza Bosman e le sue conseguenze in www.rdes.it/tesi_Vasile.pdf


http://it.wikipedia.org/wiki/Fair_play_finanziario
7
http://www.calcionews24.com/uefa-platini-avanti-con-cinque-arbitri-e-fair-play-finanziario263039.html
8
http://tifosobilanciato.it/2014/04/04/fair-play-finanziario-per-principianti/

16

6

2. Negative Equity: si tratta di un patrimonio netto non negativo, che costituisce un


valore critico per lUEFA in modo che i proprietari dei club possano ricorrere
alle cosiddette ricapitalizzazioni per migliorare i conti del club;
3. Break-even Results: il dato maggiormente richiesto dallUEFA, il bilancio in
pareggio. Infatti, (riportando sempre le parole di Michel Platini): ci sono
sempre state societ pi ricche di altre e indubbiamente ce ne saranno
sempre. Tutto quello che vogliamo che i club, pi o meno ricchi, non
spendano pi di quanto guadagnano e che raggiungano la parit di bilancio,
unico metodo certo affinch sopravvivano. 9
I bilanci verranno valutati come di seguito esposto:
Biennio 2011/2013: consentita una perdita totale di 45 milioni;
Triennio 2011/2014: consentita una perdita totale di 45 milioni;
Trienni 2012/2015 2013/2016 2014/2017: consentita una perdita totale di 30
milioni.
Trattandosi di una nuova normativa, lUEFA consente un ulteriore margine di
tolleranza, ma solo per i bilanci compresi tra il 2011 ed il 2013.
Circa le tempistiche per le prime decisioni sul F.P.F., il segretario generale
dellUEFA, Gianni Infantino, nellarticolo del 3 marzo 2014 sul sito dellUEFA,
ha confermato che da questa stagione, i club devono garantire bilanci in
parit o in attivo, ovvero non spendere pi di quanto guadagnano. Al momento
sono in corso le attivit di monitoraggio, con richieste di ulteriori informazioni e
revisioni se necessario. Lunit di indagine CFCB emaner i verdetti decisivi a

http://it.uefa.org/aboutuefa/organisation/president/news/newsid=1667525.html
17

Giugno 2014, mentre le sentenze del Tribunale Arbitrale dello Sport (TAS) su
eventuali ricorsi sono previste entro fine Luglio-met Agosto 2014. 10
4. Overdues Payables: assenza di debiti scaduti verso altri club, dipendenti ed
istituzioni;
Il presidente dellUEFA Michel Platini ha preannunciato, in un recente articolo, che
le sanzioni per i club che non rispetteranno il F.P.F. non includono lesclusione dalle
coppe: se vi aspettate lacrime e sangue, sarete delusi. Ci saranno provvedimenti
duri, ma non esclusioni dalle competizioni europee. 11
LUEFA, in base ai suoi obiettivi, ha il dovere di considerare lambiente
sistemico del calcio europeo per club ed, in particolare, il pi ampio impatto
inflazionistico delle spese dei club per salari e trasferimenti. 12
Linsostenibile situazione economica dei vari club europei ha costretto il
Comitato Esecutivo dellUEFA nel 2012 a creare un organo di controllo finanziario
sugli stessi (CFCB Club Financial Control Body), che costituisce lorgano di
amministrazione della giustizia.

Il

CFCB

stato

investito

del

compito

di

valutazione e controllo di tutti i dati, nonch dei bilanci, che vengono forniti dai vari
club ai sensi delle (nuove) normative sul F.P.F., prevedendo sanzioni per coloro che
hanno commesso delle violazioni. 13
Il segretario generale dellUEFA (Gianni Infantino), nella conferenza stampa di
Nyon di inizio marzo 2014, ha fornito un aggiornamento sullorgano di controllo
finanziario dei club (CFCB), precisando che lo stesso formato da due unit, dirette


10

http://it.uefa.org/protecting-the-game/club-licensing-and-financial-fairplay/news/newsid=2067242.html
11
http://www.corrieredellosport.it/calcio/2014/04/24358626/Platini%3A+No+esclusioni+da+coppe+per+fair-play+finanziario
12
http://it.uefa.org/protecting-the-game/club-licensing-and-financial-fair-play/index.html
13
http://tifosobilanciato.it/2014/01/31/il-nuovo-regolamento-dello-uefa-cfcb-prepara-il-terreno-per-laprima-applicazione/
18

a supervisionare lapplicazione del sistema di licenze per club e delle norme del
F.P.F.
Inoltre, il segretario generale dellUEFA, nella medesima conferenza, ha ribadito
che: Il fair play finanziario pensato per dare una maggiore stabilit economica al
calcio e che funger da guida per tutelare lEuropa da spese folli, avidit e
dissennatezza finanziaria. 14
Lorgano di amministrazione della giustizia (CFCB) alla conclusione delle indagini
pu decidere di:
1. chiudere il caso senza conseguenze per la squadra;
2. concludere con la squadra un accordo transattivo: ovvero, nonostante le chiare
violazioni in merito al Fair Play Finanziario, il Club Financial Control Body pu
notare che la societ ha iniziato un percorso virtuoso, il quale, pur non
essendo portato a termine, merita attenzione;
3. applicare tre misure disciplinari in accordo con la squadra: avvertimento
(warning), ammonizione (reprimand) e/o prevedere una multa fino ad 100.000
euro;
4. inviare il file alla Camera Arbitrale per le valutazioni del caso.
I crescenti debiti delle societ di calcio professionistiche continentali hanno portato
lUEFA a dover far fronte a questa situazione di disagio, in cui il calcio europeo
presenta dei conti in rosso, dalla Francia alla Spagna e dallItalia allInghilterra, e le
squadre cercano accorgimenti per sopravvivere ed evitare le sanzioni previste dal
F.P.F.
Pochi mesi fa, stato pubblicato, sul sito footballfairplay.com, lelenco dei club

14

http://it.uefa.org/protecting-the-game/club-licensing-and-financial-fairplay/news/newsid=2067242.html
19

pi indebitati dEuropa, i cui dati sono aggiornati alledizione 2013 di Deloitte Football
Money League:

Gianni Infantino valuta quindi il FPF come la migliore cura per tutelare lEuropa del
calcio da quelle che sono le spese folli e la dissennatezza finanziaria e, proprio pochi
mesi fa, stato pubblicato uno schema in cui venivano segnalate le squadre pi
indebitate dEuropa: ai primi posti si trovano le squadre spagnole e, a seguire, quelle
inglesi.
Ritengo, dunque, di condividere largamente lottica e larchitettura del Fair Play
Finanziario perch vuole rendere i bilanci calcistici pi sostenibili; ed, effettivamente,
fino allavvento del fair play finanziario nessuna squadra si preoccupava di spendere
e spandere, non essendoci, peraltro, normative che sanzionassero pecuniariamente
o, addirittura, prevedessero lesclusione dalle competizioni europee.
Tuttavia, penso che, nel contempo, il Fair Play Finanziario sia stato strutturato in
modo incongruente perch, praticamente, ci che fa cristallizzare i club nelle

20

proprie intenzioni di investire, favorendo linvestimento solamente nellambito


strutturale (stadi, campi dallenamento, ecc) e nel settore giovanile.
Tutto questo costringe le squadre, in ritardo iniziale, a non poter essere pi
competitive ed a ricoprire un ruolo marginale. Infatti, sempre a mio parere, il
regolamento del FPF - a parte il suo dichiarato movente di volere conseguire
lautosostentamento

del

sistema

intervenendo

sugli

aspetti

patrimoniali

ed

economico-finanziari delle societ di calcio professionistiche - deve essere


(ri)considerato soprattutto in termini politici , in quanto, di fatto, sancisce
laffermazione e/o la priorit di determinati interessi in luogo di altri. La mancanza di
libert negli investimenti per i calciatori stabilizza la situazione concorrenziale e
rende proprio impossibile migliorare la propria competitivit, costringendo la
maggioranza dei club ad un ruolo subordinato. In merito a tale determinante aspetto,
del rischio di distorsione concorrenziale, ritengo necessario ripensare la filosofia del
F.P.F. in modo di potere raggiungere lo stesso obiettivo con altre regole. Ad
esempio, una soluzione che potrebbe considerarsi in alternativa quella di spostare
il controllo operativo sui ricavi ed i costi della gestione corrente (invece del solo dato
finale), lasciando liberi gli investimenti; oppure, consentire un plafond di uscite
superiore alle entrate, a patto di garantirle in anticipo e completamente. In
particolare, io, quali Cases Study, ho scelto di approfondire lesperienza del Paris
Saint Germain perch la ritengo fortemente emblematica del caso in questione e
soprattutto, come dice anche il titolo della mia tesi, modello strategico di riferimento
in senso borderline nei confronti di quanto previsto dal fair play finanziario. Il club
parigino stato acquistato nel 2011 dallo sceicco e ora suo presidente Nasser Al
Khelaifi e dal suo gruppo imprenditoriale QIA (Qatar Investiment Authority), con
lobiettivo di renderlo competitivo a livello europeo fin da subito. Ma, a parere mio, i
piani del PSG sono stati smontati dallentrata in vigore proprio del FPF, che, da un
lato, ha cominciato a fare spese folli, e, dallaltro, ha cercato di farsi ragione facendo
ricorso con lAvvocato Dupont davanti alla Corte di giustizia dellUE.

Lattenzione verso lA.S. Roma stata concentrata sugli ultimi 3 anni in quanto
coincidenti con la (nuova) gestione americana - incominciata, a settembre 2011,
sotto la presidenza di Thomas R. Di Benedetto e, poi, di James Joseph Pallotta
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(agosto 2012) - che ha intrapreso lambizioso progetto di proiettare il club giallorosso


ai massimi livelli calcistici internazionali. Una sfida alquanto impervia quella degli
azionisti di maggioranza NEEP Roma Holding S.p.A., nella consapevolezza di
intervenire su tutti i fronti societari e di dovere garantire le ingenti necessarie risorse
per affrontare la deficitaria situazione (di partenza) dei conti e rinforzare
adeguatamente la squadra.
Effettivamente, il principale obiettivo del mio interesse proprio quello di
approfondire le scelte, le strategie, la determinazione e gli sforzi che la societ sta
effettuando, dal 2011, nellimpresa di conseguire i maggiori successi sportivi in
condizioni di sostenibilit, quanto a presupposti patrimoniali ed economico-finanziari;
peraltro, in uno scenario di difficolt, di crisi e, in genere, di scarsit di mezzi a
disposizione.
A differenza di altri competitors, lA.S. Roma mi sembra pi orientata a sostenere i
suoi piani di crescita lungo una direzione longitudinale, in modo progressivo e con
migliori fondamenti di bilancio.
Cos deve intendersi, infatti, quale prossimo primario fulcro di introiti strutturali, il
progetto Stadio della Roma, di costruirsi entro il 2016 (per inizio stagione calcistica
2016-2017) un avveniristico impianto di propriet del club (in localit Tor di Valle),
dotato di attrezzature sportive, negozi, ristoranti, spazi per eventi, ., disponibili
sette giorni su sette per i visitatori e gli abitanti di Roma.
Inoltre, la conseguita qualificazione diretta in Champions League (nella
competizione 2014-2015) garantir notevoli risorse - fra, incassi ai botteghini, premi
UEFA, main sponsor, market pool, ...., - che saranno utilizzate per rendere pi
competitiva la squadra e riequilibrare i risultati di bilancio. La sola partecipazione al
girone di C.L. vale dai 30 ai 40 mln di di incremento di ricavi.
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Per metamorfosi e livello di aspettative, quindi, lA.S. Roma pu definirsi, almeno


in prospettiva, un modello strategico di riferimento del sistema calcistico, con propri
tratti rappresentativi e distintivi.

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