Sei sulla pagina 1di 2

Gli stati generali del 1302 furono convocati da re Filippo IV di Francia nella cattedrale di Notre Dame di Parigi il 10 aprile

del 1302.

Le premesse: i duri rapporti con Bonifacio VIII [modifica]


I rapporti tra il re di Francia Filippo il Bello e il papa romano Bonifacio VIII furono duri e contrastanti. Papa Bonifacio VIII, che male guardava lo stile di vita che conduceva il re francese, venne provocato dall'imposizione di imposte sul clero da parte dello stato francese. Fortemente contrario, rivendicando il potere teocratico del pontefice, il papa ordin al re l'immediato annullamento dell'imposta al clero. Filippo IV non torn sui suoi passi e il pontefice scomunic il re francese.

La convocazione degli Stati generali [modifica]


Re Filippo IV, incurante della scomunica e intento a liberarsi del giogo di Roma, decise di convocare per la prima volta nella storia della Francia l'assemblea degli Stati Generali. Divisa in tre camere separate, 300 membri di nobilt, clero e terzo stato furono chiamate a pronunciarsi sull'indipendenza del potere del re rispetto ai dettami del pontefice. Con voto unanime delle tre camere (clero compreso), gli Stati Generali si schierarono dalla parte del re.

Conseguenze: la bolla Unam Sanctam e il processo al papa [modifica]


Papa Bonifacio VIII, scontento di non aver ottenuto nessuna reazione nel regno di Francia, decise di proclamare la bolla Unam Sanctam Ecclesiam, in cui ribadisce la supremazia del potere spirituale della Chiesa, che ha come unico capo il vescovo di Roma, sul potere temporale dei re. In tutta risposta, il re di Francia istitu un processo per invalidare l'elezione di Benedetto Caetani al soglio pontificio, specie in seguito all'abbandono di Celestino V, in cui il papa venne accusato di eresia e magia nera. Tale processo non fu mai portato a termine. In compenso, per, il re di Francia invi un'armata a capo di Sciarra Colonna, nemico del papa, ad occupare i palazzi pontifici a Roma ed Anagni (in cui si verific l'episodio dello schiaffo al pontefice).

Gli stati generali del 1308 furono convocati da re Filippo IV di Francia a Poitiers il 25 marzo del 1308 ma si riunirono solamente il 5 maggio sino al 15 maggio dello stesso anno nella citt di Tours.

Le premesse: la lotta ai Templari [modifica]


Nel dicembre del 1306 Jacques de Molay part dal castello di Yourmasoya a Cipro, quartiere generale dei Templari dopo la caduta della rocca di San Giovanni d'Acri, per recarsi in Francia. Egli accolse l'invito di papa Clemente V a partecipare ad una riunione con il re di Francia Filippo IV il Bello al fine di valutare una nuova crociata in Terrasanta. Il Gran Maestro dell'Ordine dei Templari ebbe sentore di un deteriorarsi dei rapporti tra il Tempio e la corona di Francia a seguito della rimozione di Jean de Tours, persona vicina al sovrano, dall'incarico di tesoriere parigino dell'Ordine per aver ceduto al re una somma di denaro senza alcuna autorizzazione. Dopo neanche un anno, il 13 ottobre 1307, vennero arrestati in tutta la Francia 546 cavalieri Templari che, colti di sorpresa, non opposero alcuna resistenza e furono condotti in 20 differenti luoghi di detenzione. Il pontefice, in un primo momento restio, cedette alle pressioni di Filippo IV ed eman il decreto Pastoralis Praeminentiae con cui pose sotto sequestro della Chiesa i beni dei Templari.

La convocazione degli Stati generali [modifica]


Re Filippo IV convoc gli Stati Generali a Poitiers prima, e in seguito a Tours, chiedendo all'assemblea l'approvazione dell'iniziativa dello smantellamento dell'Ordine dei Templari. Le accuse mosse ai Templari

sono gravi e articolate: la ricusazione di Ges Cristo, celebrazioni di riti blasfemi con annesso vilipendio di oggetti sacri, adorazione di animali, idolatria, uso illecito dei poteri sacerdotali, commercio di schiavi cristiani sotto il regno di Luigi IX il Santo. Gli Stati Generali decisero: la soppressione dell'Ordine e la condanna definitiva dei Templari, con l'annessione di tutti i beni al regno di Francia; l'apertura di un processo per eresia ai danni del defunto pontefice Bonifacio VIII, predecessore di Clemente V,

Conseguenze: dalla pergamena di Chinon al rogo del 1314 [modifica]


Papa Clemente V era, nonostante tutto, ancora convinto di poter salvare i Templari e annettere l'ordine a quello degli Ospitalieri di San Giovanni. La Pergamena di Chinon, redatta nella citt francese tra il 17 e il 20 agosto 1308 dichiar il perdono all'ordine e il loro reintegro nella comunit cattolica mentre venne pianificata una drastica riforma interna dell'Ordine. Filippo il Bello, mossa la propria diplomazia, fece sospendere l'Ordine per evitare un pericolo alla Chiesa e con la bolla Faciens Misericordiam venne istituita una commissione d'inchiesta, ci nonostante fu dichiarata nulla l'accusa di eresia. Alla fine dell'anno 1309i lavori delle commissioni diocesane sul processo all'Ordine cominciano, ma sono rade le testimonianze pro o contro il Tempio: la commissione fu affidata all'arcivescovo Philippe de Marigny, fedelissimo al re di Francia. I lavori procedettero sino al 5 giugno 1311: papa Clemente V indisse il Concilio di Vienne la cui decisione, letta nella sessione solenne del 3 aprile 1312 con la bolla Vox In Excelso, fu che dalle risultanze non si pot procedere giuridicamente, ma a causa dei sospetti lOrdine venne soppresso per via amministrativa. Sempre dichiaratosi innocenti e ribadendo la giustizia e la santit della regola del Tempio, il gran maestro Jacques de Molay e il precettore di Normandia Geoffrey de Charnay vennero condannati al rogo sull'isoletta di Pont Neuf della Senna il 18 marzo 1314. La leggenda tramandata dal rogo narra di maledizioni lanciate dal Gran Maestro nei confronti di coloro che avevano tramato contro un ordine tanto immacolato: papa Clemente V mor il 20 aprile, re Filippo IV il 29 novembre, il cancelliere del re Guglielmo di Nogaret a dicembre, l'arcivescovo Philippe de Marigny nel febbraio del 1315.

Gli stati generali furono convocati inoltre nel 1317 da re Filippo V di Francia a Bourges.