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PAPA BONIFACIO VIII

Descrizione
Gli anni della Formazione
La morte
Il processo post morent
DESCRIZIONE
Bonifacio VIII, nato Benedetto Caetani (Anagni, c. 1230 Roma, 11
ottobre 1303), stato il 193 papa della Chiesa
cattolica dal 1294 alla morte.
Fu discendente di un ramo dell'importante famiglia Caetani (o
Gaetani), che pot acquisire ulteriori ricchezze e grandi latifondi
sfruttando la sua carica pontificia.
Vissuto in un periodo storico di forte transizione in cui gli stati
europei si stavano evolvendo da monarchie feudali a stati nazionali,
quando sia la politica interna che quella estera diventavano sempre
pi indipendenti dal potere temporale della chiesa, Bonifacio tent
con forza di opporsi a tali mutamenti, cercando al contempo di
ristabilire il primato papale. Per queste sue posizioni, in netta
controtendenza rispetto alla sua epoca, papa Bonifacio VIII fu uno
dei pontefici pi controversi e discussi del medioevo sia durante il
suo pontificato sia nei secoli successivi.
GLI ANNI DELLA FORMAZIONE
Per lungo tempo si ritenuto che l'anno di nascita di Benedetto Caetani fosse il 1235: in epoca
recente stato peraltro rinvenuto un documento del 1250 nel quale si fa riferimento ad
un canonico di Anagni di nome Benedetto. Il collegio dei canonici di Anagni comprendeva allora
delle personalit di alto rango come Rinaldo da Jenne, il futuro papa Alessandro IV[2]. Poich non si
conosce alcun altro omonimo che sia stato canonico ad Anagni nel decennio 1250-1260[3], il
riferimento al futuro papa appare inequivocabile. Non sembra peraltro credibile che il Caetani fosse
gi canonico all'et di quindici anni. Ci ha indotto a retrodatare la nascita di alcuni anni.
Si trova conferma di questa ipotesi in una lettera a firma di papa Niccol IV datata 1291, nella quale
il pontefice, riferendosi al cardinale Benedetto Caetani, usa il termine ad senium che, a quei tempi,
stava ad indicare i sessantenni. La combinazione dei due documenti porta a concludere, quindi, che
Benedetto sia nato intorno al 1230[4], molto probabilmente in Anagni; era figlio di Roffredo (o
Lofredo) Caetani e di Emilia Patrasso di Guarcino[5][6], legata a sua volta da parentela ai conti di
Segni. La famiglia Caetani aveva gi dato alla Chiesa un papa, Gelasio II, tra il 1118 ed il 1119.
Nel 1260, con il permesso di papa Alessandro IV (Benedetto Caetani era, molto probabilmente,
parente di Alessandro IV, la cui madre era della famiglia dei conti di Segni, come la madre di
Benedetto), assunse un canonicato a Todi, dove era vescovo suo zio Pietro Caetani, ed possibile
che nella cittadina umbra abbia iniziato gli studi di diritto, poi approfonditi e completati con ogni
probabilit presso l'Universit di Bologna, con una specializzazione particolare in diritto canonico.
La sua successiva carriera ecclesiastica nella curia romana fu rapida e prestigiosa, e lo port a
prendere parte a missioni diplomatiche molto importanti, prima, nel 1264, presso la corte
di Francia al seguito del cardinale Simon de Brion, futuro papa Martino IV con lo scopo di sollecitare
l'ascesa al trono napoletano di Carlo I d'Angi [7], e quindi, dal 1265 al 1268, in Inghilterra, con
il cardinale Ottobono Fieschi, futuro papa Adriano V[8]; all'ambasceria in Inghilterra prese parte
anche Tedaldo Visconti, il futuro Gregorio X[9].
La missione in Inghilterra fu, secondo molti storici, di grande significato per il
futuro di Benedetto Caetani: in quel periodo, infatti, il Caetani ed i suoi compagni
furono imprigionati e rinchiusi nella Torre di Londra ed ottennero la libert solo
grazie all'intervento del futuro re Edoardo I d'Inghilterra, per il quale, da quel
momento, il Caetani manifester aperta simpatia, e da questo potrebbe certo
essere derivata ostilit per lo storico avversario di Edoardo, Filippo il bello[10]. Fu
creato cardinale diacono, con titolo di San Nicola in Carcere, nel 1281 da Martino
IV, all'et di circa cinquantuno anni.
Nel 1291, consacrato sacerdote ad Orvieto sotto il pontificato di Niccol IV[11], opt
per il pi prestigioso titolo presbiterale dei Santi Silvestro e Martino ai Monti,
mantenendo peraltro, come gi aveva fatto in passato, tutti i canonicati, prebende
ed altri benefici che aveva man mano acquisito negli anni; riusc in tal modo ad
accumulare un ingentissimo patrimonio che, sommato con i beni gi posseduti dai
suoi, fece diventare i Caetani una delle pi potenti famiglie del tempo[12]. In quegli
anni ebbe un grande rilievo la legazione svolta in Francia nel 1290, insieme al
cardinale Gerardo Bianchi, - per dirimere un grave ed annoso dissidio tra clero
secolare ed ordini religiosi - ambasceria in cui il Caetani mostr aggressivit,
determinazione, notevole competenza giuridica e beffarda eloquenza, che gli
procurarono certamente successo, ma anche molte antipatie tra i francesi[13].
LELEZIONE AL PONTIFICIO
Appena dieci giorni dopo l'abdicazione di papa Celestino V, secondo quanto
stabilito dalla Ubi Periculum, i componenti del Sacro Collegio si riunirono
in conclave in Castel Nuovo, nella citt di Napoli, il 23 dicembre 1294 per dare
alla Chiesa il nuovo Pastore. Gi il giorno successivo, vigilia di Natale, fu eletto
papa, forse al terzo scrutinio[19][20], il cardinale Caetani[15][21], che fu poi incoronato
nella Basilica di San Pietro il 23 gennaio 1295 e assunse il nome
pontificale di Bonifacio VIII. La scelta del nome rimandava a Bonifacio IV, il papa
che aveva chiesto il permesso all'imperatore Foca di poter trasformare il Pantheon
in una chiesa cristiana; ed esso divenne appunto il simbolo della Roma pagana
divenuta cristiana, quindi tale scelta rivelava da parte di Bonifacio VIII sia un certo
gusto per l'antichit, si il desiderio di porsi simbolicamente al crocevia tra la Roma
antica e la Roma cristiana[22]. Aveva circa 64 anni.
Dante Alighieri avanza ripetutamente l'ipotesi che l'elezione di Bonifacio VIII sia
stata viziata da simonia (canti XIX e XXVII dell'Inferno).
Jacopone da Todi, a sua volta, cos descrive l'elezione al soglio di Pietro di
Benedetto Caetani:
Quando fo celebrata la 'ncoronazione, / non fo celato al mondo quello che
c'escuntrne: / quaranta omen' fr morti all'oscir de la masone! / Miracol Deo
mustrne, quanto li eri 'n placere. (J. da Todi, O Papa Bonifazio.)
LA MORTE
Bonifacio rientr a Roma il 25 settembre sotto la protezione degli
Orsini. Aveva, per, perduto l'immagine del grande e potente
Pontefice che si era illuso di essere ed era fiaccato anche nel fisico
per le molte sofferenze dovute alla gotta e, soprattutto,
alla calcolosi renale che lo affliggeva da anni[59][60][61]. Mor l'11
ottobre del 1303 e fu sepolto nella Basilica di San Pietro, nella
Cappella appositamente costruita da Arnolfo di Cambio, rivestito da
sontuosi paramenti sacri, con una splendida mitra ed un anello
preziosissimo all'anulare destro[62]. Attualmente non vi traccia
alcuna di questa cappella, che venne distrutta in occasione della
edificazione della nuova Basilica avvenuta per mano
del Bramante prima e di Michelangelo poi. Le spoglie del pontefice,
invece, furono sistemate nelle Grotte Vaticane, dove si trovano
tuttora, nel bel sarcofago funerario realizzato da Arnolfo di Cambio.

IL PROCESSO POST MORENT
filippo il Bello tenne, al Louvre, una prima riunione del Consiglio di Stato il 12 marzo 1303 per decidere e preparare
il processo contro il pontefice, con la determinante collaborazione di Guglielmo di Nogaret. In una successiva
riunione dello stesso Consiglio, tenutasi sempre al Louvre il 13 e 14 giugno dello stesso anno, il processo venne
formalmente istruito con la formulazione delle accuse contro Bonifacio VIII, che furono puntualizzate dal
consigliere Guglielmo di Plaisians, visto che il Nogaret si trovava in Italia probabilmente per condurre il papa al
processo.
Secondo quanto precedentemente specificato, i capi d'accusa contro il papa furono ben ventotto o addirittura
ventinove: si passava da accuse gravissime, come eresia, idolatria, simonia, sodomia, omicidio, ad altre
sconcertanti e problematiche, come magia, demonolatria, stregoneria, fino ad altre ancora, onestamente risibili,
come avere avvilito la dignit dei cardinali, perseguitato gli ordini mendicanti, tentato di far fallire la pace di
Caltabellotta e molte altre ancora[63]. In realt, in questa fase, lo scopo di Filippo era quello di neutralizzare il
pontefice, con la sua abdicazione o deposizione, che, comunque, avrebbe dovuto essere decretata da un concilio.
Dopo la morte di Bonifacio la situazione cambi radicalmente, ma il re, anzich fermare il processo, cap che,
continuandolo, avrebbe avuto in mano un'arma pesantissima contro il papato; cos, qualche tempo dopo, le
vicende del processo finirono per intrecciarsi strettamente con le vicende di papa Clemente V, che era stato eletto
al soglio pontificio il 5 giugno 1305, al termine del lungo conclave perugino seguito alla morte di papa Benedetto
XI, successore per soli otto mesi di Bonifacio VIII.
Clemente V, che era francese ed aveva trasferito in Francia la curia pontificia[64], fin per aderire alle incessanti
pressioni di Filippo il Bello e riprese il processo contro Bonifacio tra il 1310 ed il 1313, anno in cui riusc a
concludere il processo stesso senza che il defunto pontefice venisse condannato, pagando peraltro al re francese,
per questo compromesso, un pesante tributo in termini di concessioni: furono infatti annullate tutte le sentenze di
Bonifacio contro Filippo, contro la Francia e contro i Colonna; furono assolti da ogni accusa gli autori dell'oltraggio
di Anagni; fu infine proclamato, con il decreto papale Rex gloriae virtutum, che, nelle azioni contro Bonifacio, il
re di Francia era stato mosso da zelo e giustizia[65][66][67]. Per inciso in quegli stessi anni Filippo otterr anche da
Clemente V la soppressione dell'Ordine dei Templari, dei cui ingentissimi beni il sovrano francese riuscir ad
impadronirsi.
FINE

Francesco Bertolini 1am