Sei sulla pagina 1di 23

LA CELLULA

È l'elemento comune a  tutti gli esseri viventi (virus esclusi), nonché la più piccola struttura 
ad   essere   classificata   come   tale.   Esistono   infatti   organismi   unicellulari   (come   batteri   e 
protozoi),   formati   cioè   da   una   sola   cellula,   e   organismi   composti   da   più   cellule   che 
collaborano tra loro (eventualmente specializzate e divise in tessuti). Si differenziano per 
forma, struttura, bisogni e funzioni (ad esempio il rer è più o meno sviluppato a seconda 
della   funzione   della   cellula)   e   hanno   in   comune   una   serie   di   caratteristiche   come   la 
presenza di  citoplasma (sostanza salina che ne occupa la maggior parte del volume), vari 
organelli  specializzati, e gli  acidi nucleici  (utilizzati per sintetizzare le proteine necessarie 
alla cellula). In oltre, tutte le cellule hanno in comune le seguenti funzioni:
• riproduzione;
• utilizzo di enzimi;
• metabolismo che sintetizza o decostruisce elementi.

I PROCARIOTI
Polipeptidica, gelatinosa. Protegge la cellula dalla disidratazione, 
dalle risposte immunitarie di un'eventuale cellula ospite

di peptidoglicano

Utilizzati per meglio 
aderire alle altre cellule

Formato da fibre proteiche

Possiamo analizzare in questo tipo di cellule quelle caratteristiche semplici che saranno poi 
riscontrabili anche negli eucarioti. 

La membrana cellulare è costituita da un doppio strato di fosfolipidi con le code idrofobe 
rivolte verso l'interno e viene detta semipermeabile perché decide cosa far entrare e uscire 
dalla   cellula.   Il   passaggio   può   avvenire   secondo   gradiente   di   concentrazione   o   contro 
gradiente. Nel primo caso si parla di  trasporto passivo, perché segue le semplici regole 
dell'osmosi (e si parla per la precisione di  diffusione passiva), o al massimo nei casi di 
molecole grandi, vengono aiutate dalle  proteine integrali di membrana  incastonate tra i 
fosfolipidi, che gli permettono di passare (e si parla di diffusione facilitata). Nel secondo 
caso invece il trasporto è attivo, ossia  comporta un dispendio di energia per la cellula che 
utilizza specializzate proteine funzionali (che insieme a quelle strutturali formano il 50 % 
della massa della membrana, e si dividono in pompe ioniche, canali, recettori, traduzione di 
segnali ed enzimi). Un ultimo caso rilevante è quello del trasporto mediato da vescicole, 
particolarmente   importante   soprattutto   per   quanto   riguarda   le   attività   dell'apparato   del 
Golgi e dei lisosomi negli eucarioti.  

Il  citoplasma  è   costituito   dal   citosol,   una   sostanza   fluida   concentrata   di   ioni   e   piccole 
(amminoacidi,   zuccheri,   ATP)   e   grandi   proteine.   La   maggior   parte   del   volume   del 
citoplasma   è   occupato   da   organelli,   che   in   gran   parte   non   si   possono   muovere   perché 
incastonati   nel   citoscheletro.   Questo   è   formato   da   una   rete   di   filamenti   proteici   che 
permettono   alla   cellula   di   spostarsi,   agli   organuli   di   rimanere   fissi,   e   alla   cellula   di 
mantenere intatta la forma. Questa fitta rete è composta da filamenti di actina, filamenti 
intermedi, e microtubli (che sono i filamenti più grandi).

I   ribosomi,  sono   invece   gli   organelli   deputati   alla   sintesi   di   proteine   grazie   alle 
informazioni contenute nel DNA.  Le informazioni contenute nel
DNA vengono associate a singoli
Il DNA viene inserito amminoacidi che si assemblano
Nella subunità minore/leggera del ribosoma nella subunità maggiore/pesante e
si costruiscono così le proteine
In   realtà   non   è   però   il   DNA   vero   e   proprio   ad   entrare   nel   ribosoma,   bensì   l'RNA 
messaggero, e a comporre le proteine interviene l'RNA transfer.

GLI EUCARIOTI

Si distinguono dai procarioti per la presenza di nucleo. Il  nucleo  è stato scoperto per la 


prima volta da Oscar Hertwig mentre studiava uova e spermatozoi del riccio di mare. Fu lo 
stesso scienziato a scoprire anche la fecondazione della cellula uovo, e ad osservare per 
primo   la   fusione   dei   due   nuclei,   capendo   così   che   doveva   contenere   le   informazioni 
ereditarie. Si è poi scoperto che ha anche la funzione di coordinare tutte le funzioni del 
citoplasma, e presenta al suo interno due nucleoli adepti alla creazione delle subunità dei 
ribosomi (RNA messaggero e ribosomiale sono le uniche sostanze che escono dal nucleo)

I ribosomi, come abbiamo già visto sono deputati all'assemblaggio degli amminoacidi per 
costruire   le   proteine.   È   importante   ricordare   che   questi   non   hanno   membrana   che   li 
contorna e sono costituiti per 2/3 da RNA  e per la restante parte di proteine. Sono situati 
nel  Reticolo   endoplasmatico   rugoso  e   possono   essere   liberi   o   ancorati   al   reticolo   di 
membrane e microtubuli a seconda della necessità di isolare o meno la proteina prodotta. 
Ad esempio gli ormoni e gli enzimi digestivi non possono rimanere liberi e sono quindi 
prodotti nel RER e mentre si formano scorrono nello stesso per poi passare attraverso il 
reticolo   endoplasmatico   di   transizione  che   le   "spedisce"   in   vescicole   all'apparato   del 
Golgi.   Il  Reticolo endoplasmatico liscio  è invece deputato alla formazione di lipidi (e 
fosfolipidi indispensabili per la cellula), e alla neutralizzazione delle sostanze tossiche.

L'apparato   del Golgi  è  costituito  da 4  o  più  sacchi  appiattiti  che  prendono  il nome  di 
cisterne, e che servono a recepire, elaborare e mettere in vescicole il prodotto delle sostanze 
provenienti  dal  RER. Le  cellule  animali  ne tengono  da 10  a 20, mentre  quelle vegetali 
anche   diverse   centinaia.   È   l'organo   adepto   ad   assemblare   carboidrati   e   proteine/lipidi 
(glicoproteine e glicolipidi), poi richiude i prodotti in vescicole e li indirizza a uno specifico 
punto della cellula, o anche all'esterno della stessa. 

Tra le vescicole prodotte dall'apparato  del Golgi ci sono i  lisosomi, che contengono gli 


enzimi responsabili delle reazioni di idrolisi. Questi organuli hanno quindi una funzione 
importantissima per la cellula, ovvero quella di demolire le molecole complesse, che una 
volta rotte nelle parti più semplici vengono rispedite nel citosol per essere riutilizzate. Se 
questi enzimi uscissero dal lisosoma per la cellula sarebbe la fine? In parte sicuramente si, 
ma fortunatamente il ph neutro (intrno a 5) del citosol farebbe funzionare meno l'azione 
degli enzimi. È così che agiscono ad esempio i gloduli bianchi: per fagocitosi chiudono in 
una vescicola  il batterio, e lo fanno entrare nel lisosoma, che lo distrugge. L'endocitosi si  
divide in 3 tipi: fagocitosi (la membrana si esteroflette e contorna l'organismo bersaglio per 
poi racchiuderlo in una vescicola), pinocitosi (si invagina e lo contorna per poi racchiuderlo 
in   vescicola),   ed  endocitosi   mediata   da   recettore  (come   la   pinocitosi   ma   mediata   da 
recettori specifici per la molecola). 
Simili  ai  lisosomi  sono  i  perossisomi, specializzati  nell'ossidazione di  acidi  grassi, nella 
sintesi   di   colesterolo   e   nello   smaltimento   dei   composti   metabolici   tossici,   ma   cosa   più 
importante producono enzimi che catalizzano la rimozione di H2O2 e la produzione della 
stessa (ossidativi).

I  mitocondri  sono   i   responsabili   della   produzione   di   ATP.   Nel   processo   di   respirazione 


cellulare viene usato l'O per demolire molecole energetiche e ricavare energia, usata per 
trasformare l'ADP il ATP. Hanno forma bacellare e sono chiusi da una doppia membrana, cui  
la più interna presenta le creste mitocondriali. 
La produzione di ATP avviene attraverso 4 fasi: glicolisi, formazione dell'acetil enzima A, 
ciclo dell'acido citrico, e trasporto degli elettroni e chemiosmosi.

I cloroplasti sono presenti nelle sole cellule fotoautotrofe, e hanno la capacità di utilizzare 
speciali pigmenti come la clorofilla  per trasformare l'energia luminosa in energia chimica 
che si "concretizza" con la costruzione del glucosio. Internamente, un cloroplasto è formato 
da   sacchettini   legati   tra   loro   (i  tilacoidi)  immersi   nello  stroma  (particolare   sostanza 
gelatinosa)   e   impilati   a   formare   i  grani,  adepti   alla   cattura   dell'energia   solare.   Nello 
sviluppo della biologia, si è anche riuscita a conoscere la "vita" di questi piccoli organuli 
probabilmente entrati a far parte della cellula grazie all'endocitosi milioni e milioni di anni 
fa. Sembra infatti che prima si vedano nella cellula i proplastidi, piccoli organelli che poi 
sviluppandosi diventano cloroplasti, cromoplasti o leucoplasti. Questi tre tipi di organelli 
sono molto simili tra loro, e contengono solo pigmenti diversi (come carotene, xantofille o 
licopene),   i  cromoplasti  non   contengono   i   tilacoidi   e   hanno   dei   pigmenti   diversi   dalla 
clorofilla,   mentre   i  leucoplasti  non   hanno   ne   tilacoidi   ne   pigmenti   e   si   limitano   alla 
funzione   di   "riserva",   in   base   alla   sostanza   che   contengono   si   dividono   a   loro   volta   in 
amiloplasti, lipidoplasti e proteolasti. In fine, se un organismo dovrebbe essere esposto alla 
luce   del   sole,   ma   non   la   vede   mai,   allora   i  proplastidi  non   maturano   totalmente   e   si 
formano gli ezioplasti (cloroplasti senza clorofilla).

I vacuoli sono organelli caratteristici delle piante e dei funghi delimitati dal tonoplasto, una 
membrana speciale che gli permette di svolgere le sue funzioni senza dare problemi alla 
cellula.   Ha   funzione   di   stoccaggio   (=mantenere   in   deposito)   di   molti   soluti,   di 
mantenimento del turgore (=gonfiezza) della cellula e regolazione degli scambi osmotici. 
Contengono anche i metaboliti secondari tossici tanto per la cellula quando per i patogeni, 
vediamone i più importanti:
• fenoli/fenolici sono protettori da raggi UV, deterrenti alimentari e antifungini
• gli alcaloidi sono deterrenti alimentari e riserve di azoto
• Terpenoidi/terpeni   che   comprendono   funzioni   come   insetticidi,   attrattori   di 
impollinatori, agenti erbivori

La  parete cellulare  infine è caratteristica della cellula vegetale, funghigine e batteriche e 
ha   funzioni   di   struttura,   sostegno,   comunicazione   e   trasporto   cellulare.   È   costituita   da 
cellulosa, ossia un polisaccaride lineare del glucosio. I polimeri di cellulosa sono riuniti in 
microfibrille  che  a loro  volta  formano  piccoli  filamenti  che si  avvolgono  a formare  una  
corda.
I PROCARIOTI
Il nome deriva pro­carion, ovvero prima del nucleo. Come abbiamo visto infatti, la cellula 
procariote non ha nucleo, bensì solo una "regione" in cui sono concentrate le informazioni 
genetiche. I procarioti si riconoscono per le seguenti caratteristiche:
• sono costituiti da una sola cellula procariota;
• si riproducono per scissione binaria;
• possono formare spore (ma in questo caso si parla non di riproduzione bensì di 
colonizzazione);
• sono   utili   all'ambiente   per   la   produzione   di   N,   S,   C,   e   quindi   per   i   ciclio  
biogeochimici (come quello dell'N e del C per l'appunto) e per la loro capacità di 
ripulire dalle sostanze inquinanti (biorisanatori).
Tuttavia   si   differenziano   per  forma  e   metabolismo.   Essendo   per  l'appunto   molto   diversi 
sono riusciti a colonizzare tutti gli ambienti della terra. 

aerobi vivono solo se presente


anaerobi non vivono se presente
CO2
aerobi o aerobi
vivono sia senza che con
facoltativi
azotofissatori (N2 → NH3)
chemiosintetici nitrificanti (NH3→ NO2 → NO3)
autotrofi
denitrificanti (NO3 → S gassoso)
Nutrizione fotoautotrofi gli antenati dei cianobatteri resero l'aria respirabile
saporofiti sostanze organiche morte
eterotrofi parassiti sostanze organiche vive ma di cui causano la morte
simbionti vivono in scambio mutuo con altri organismo vivi

Le due famiglie in cui si dividono tutte queste differenti organismi sono 2:

Bacteria Archea
parete peptidoglicano pseudopeptidoglicano
metabolismo esteremofili
quantità maggiorati minorati
si differenziano per reazione della parete Possono essere:
al contatto con coloranti (hanno Gram
• alofili estremi
particolarità positivo se li trattengono) e per forma (si
• metanogeni
parla di cocchi, bacilli e vibroni,
spirochete e spirilli). • termofili estremi
IL CICLO
CELLULARE
Tutte le cellule, passano nella vita le stesse fasi:
• Interfase:
◦ G1 (riposo): in cui si sintetizza l'RNA e si creano le proteine;
◦ S (sintesi): di DNA, è semiconservativa ed ogni filamento funge da stampo;
◦ G2 (riposo o quiescenza): la cellula si prepara a dividersi;
• dupplicazione vera e propria
• citodieresi

Mitosi
• profase: i due centrosomi vanno ai poli opposti della cellula, si forma il fuso mitotico 
e si dissolve la membrana nucleare
• metafase: i microtubuli del fuso si legano ai cinetocori
• anafase: si dividono i cromatidi fratelli
• telofase: si dissolve il fuso mitotico e le cellule iniziano a dividersi, ognuna con il 
proprio patrimonio genetico.

cinetocori

centrioli
Meiosi
È un particolare processo di duplicazione cellulare che comporta la riduzione del corredo  
cromosomico   da   diploide   ad   aploide   ed   interessa   i   gameti,   destinati   poi   ad   unirsi   per 
ripristinare la condizione di diploidia. Prima di vedere come funziona bisogna ricordare la 
differenza   di   cromosomi   fratelli   ed   omologhi.   Mentre   i   primi   contengono   le   medesime 
informazioni, i secondi contengono gli stessi "argomenti" situati nello stesso punto, ma non 
per questo le stesse informazioni. 
• profase I: si dissolve la membrana nucleare, i centrosomi si separano, i cromosomi 
omologhi si appaiono, e avviene in questo momento il crossing over
• metafase I: i microtubuli si legano ai centrioli
• anafase I: i cromosomi omologhi vengono portati ai poli opposti della cellula
• telofase I: i microtubuli si sciolgono e la cellula inizia a dividersi
• profase   II:   si   appaiano   i   cromatidi   fratelli,   si   dissolve   il   nucleo,   si   dividono   i  
centrosomi
• metafase II: il fuso si attacca ai cinetocori
• anafase II: il fuso separa i cromatidi fratelli e li porta verso il polo
• telofase II: la cellula inizia a separarsi
Ciclo biologico
Negli esseri viventi, a seconda della specie, ci si può trovare di fronte ad una prevalenza di 
tempi nello stato aploide o diploide. si può infatti passare da 1n a 2n per mezzo della 
gamia, e viceversa con la meiosi che abbiamo appena visto. Nel caso di 1n come abbiamo  
già detto si parla di gameti (che si devono fecondare) o di spore (che germinano), mentre 
nel caso di un 2n abbiamo prima uno zigote unicellulare, che piano piano per mezzo della 
meiosi arriva a diventare un nuovo organismo. 

• ciclo aplonte (protisti e alghe) • ciclo diplonte

Mi

Ga
1n
1 MI 1n 1n

mi
1n 1n M

a
Mi 1 I si 2n
Ga ito 2n
1n
Gamia e 1n 1n m ia
M
Me 1n
M
1 2n
2n Me
                        ↑
M

1n 1 1n 1n
e

                                     ↑                      zigote
1n
                    ↑          zigote 1              ↑                          ↑           ↑
                  gameti                    ↑         gamete              individuo     gamete
1
                                             spore

All'inizio c'erano solo cellule aploidi, poi per  Per   sbaglio   durante   l'evoluzione   alcuni 


caso 2 cellule aploidi si sono unite e hanno  zigoti, al posto della meiosi, compiono una 
trovato   entrambe   giovamento   dall'unione,  mitosi dando così vita a un nuovo organismo 
facendo così nascere una cellula diploide che  diploide   costretto   alla   meiosi   solo   per 
si   è   subito   moltiplicata   formando   spore  riprodursi.
aploidi.

• ciclo aplo­diplonte: • ciclo aplo­dicarionte

1n 1n
1n
Mi Mi 1n 1n
1n
Mi

G 1n
am 2n 2n o
    ↑     ↑ 1n ia e i
M M
spora   individuo 2n oo oo
1n o
                               ↑
1n
                               zigote    ↑            ↑
                         ↑           individuo   gameti 
                    gameti
Nei   vegetali   tuttavia,   al   posto   dei   gameti  In alcuni funghi infine, al posto di dividersi 
abbiamo spesso le spore, o meglio: gameti e  subito il nucleo dello zigote, rimane con due 
spore si alternano dando vita mano a mano  nuclei   separati   fino   al   momento   della 
ad un organismo aploide, poi diploide, e via  produzione di gameti
discorrendo in un'alternanza di generazione.
Energia
Il  metabolismo  è quell'insieme di attività che si svolgono all'interno della cellula e che 
richiedono o producono energia. Tale funzione è comune a tutte le cellule e si divide in due 
vie:
• cataboliche  (catabolismo),   sono   quelle   che   producono   energia   a   partire   dalla 
degradazione   di   molecole   complesse   ad   alto   potenziale   energetico.   Le   reazioni 
cataboliche sono quindi spontanee, esogeniche, perché la tendenza naturale della 
vita mira a conservare energia
• anaboliche  (anabolismo),   sono   quelle   che   consumano   energia   per 
costruire molecole  a partire da altri elementi più semplici  e 
quindi caratterizzati da stabilità ad entropia (misura del 
disordine del sistema, che tende ad aumentare nei sistemi 
spontanei).   Le   reazioni   in   questo   caso   si   dicono 
endoergoniche (non spontanee).
Il fulcro di tutto questo è in fondo l'ENERGIA, merita quindi di
 
essere approfondito l'argomento per quanto riguarda la sua natura
(può infatti essere cinetica o potenziale), e le leggi che la governano:
1. Principio di conservazione dell'energia: l'energia può essere
trasferita o trasformata, ma non creata ne distrutta;
2. Qualsiasi trasferimento o trasformazione dell'energia, comporta
ossidazione riduzione
una perdita di energia utilizzabile, quindi aumenta l'entropia

Le molecole grandi si costruiscono seguendo  reazioni ossido­riduzione, ossia un atomo 
perde uno o più elettroni (si ossida), mentre l'altro li acquista (si riduce).
All'interno   della   foglia,   questo   tipo   di   reazione   avviene   in   continuazione   in   quanto 
all'interno   dei   cloroplasti,   sei   molecole   d'acqua   e   le   sei   di   anidride   carbonica   vengono 
trasformate grazie all'energia fornita dalla luce (fotonica), in ossigeno più glucosio:
6CO2 + 6H2O + luce → C6H12O6 + 6O2
La fotosintesi si divide in 2 momenti:
1. fase alla luce, in cui avviene la trasduzione dell'energia luminosa in ATP e NADP 
(che diventa poi NADPH) specializzata all'O. 
Quando l'ATP prodotta da mitocondri e cloroplasti diventa ADP per la cessione di un 
gruppo fosfato, lo smaltimento genera energia.
In pratica la foglia cattura due elettroni che si liberano dalla molecola reattiva di clorofilla a contatto con la luce, 
questo elettrone raggiunge l'NADPH(++, dato dall'unione di H+ e NADP+) e lo neutralizza facendolo diventare  
NADPH.
Mentre questi due elettroni vanno a neutralizzare la molecola, quella di clorofilla che aveva perso l'elettrone lo  
riacquista dall'acqua. Tutto questo flusso di elettroni spinge l'H+ dentro i tilacoidi e secondo un determinato  
processo legato a questo evento, l'ADP riesce a riacquistare un gruppo fosfato "ricaricandosi" in ATP.
L'energia   luminosa   viene   captata   dai   tilacoidi   e   trasformata   in   energia   chimica, 
mediante la sintesi di ATP e la trasformazione di NADP+ in NADPH, utilizzando 
acqua e liberando ossigeno.
2. fase al buio, il ciclo di Calvin:  inizia e finisce con l'anidride carbonica che si lega allo zucchero RuDP 
(ribulosio­difosfato), questo produce una scissione immediata in due molecole di PGA (composte entrambe da 
tre atomi di C, motivo per cui il ciclo di Calvin è noto anche come via del C 3). Ad ogni giro una molecola di CO2 
entra e si riforma una molecola di RuDP, così da avere il carbonio sufficiente per uno zucchero a tre atomi di 
carbonio (G3P, gliceraldeide trifosfato) in tre giri. Con sei giri invece si può dare vita a uno zucchero a 6C, come  
ad esempio il glucosio. 
In sintesi grazie all'ATP e all'NADPH la cellula prende l'energia chimica necessaria 
per passare da CO2 agli zuccheri. 
La sintesi di G3P sembra una cosa da poco, ma non lo  è affatto! Coincide con la 
trasformazione del Carbonio dal mondo inorganico a quello organico e quindi in 
forma   utilizzabile   dalla   cellula.   Essa   infatti   la   riutilizza   per   la   sintesi   di   amido, 
cellulosa, saccarosio, acidi grassi, lipidi, amminoacidi, basi azotate, e tutto ciò di cui 
la cellula ha bisogno.

La  respirazione   cellulare  è   un   altro   modo   che   hanno   in   comune   tutte   le   cellule   per 
prendere   energia   dall'ambiente.   In   presenza   di   O2,   ossia   ossigeno   in   stato   gassoso,   il 
mitocondrio smonta il glucosio producendo energia, acqua e anidride carbonica (prodotto 
di scarto)
6O2 + C6H12O6 → 6CO2 + 6H2O + energia

Glucosio G3P

Piruvato

G3P
In presenza di O2
Piruvato

Perdita di energia Acquisto di energia


Glicolisi (nel citosol)

Si producono in totale 2 CO2, 4 molecole trasportatrici di elettroni e un 'ATP. Gli elettroni che
avanzano sono mantenuti in movimento dall'O2 che inspiriamo, per poi legarsi alle H+, mentre l'O2
si lega alle C per formare CO2. 
Nel corso di tutta questa degradazione del Glucosio a CO2 e H2O, vengono prodotte 36­38 
molecole di ATP, ossia solo il 40% del potenziale, così come avviene con le macchine infatti 
l'energia fornita dalla "benzina" viene dispersa. 

In assenza di H2O invece, la cellula non può fare il ciclo di Krebs ed è costretta a cercare 
altre vie per ottenere energia dall'acito piruvico. Quest'ultimo viene trasformato in etanolo 
(nelle cellule vegetali) o in un acido grasso (solitamente quello lattico sia negli animali che 
in   molti   batteri   e   funghi)   a   seconda   della   cellula   in   cui   questo   processo   (detto 
fermentazione avviene). Questo produce solo due molecole di ATP. 
I VIVENTI
Biodiversità
Il mondo che ci circonda è caratterizzato da un'infinita biodiversità, tanto che non esistono 
due  organismi  uguali  tra loro  nemmeno  se appartenenti alla  stessa specie. Si  parla  per 
questo   di  Biodiversità,   letteralmente   "diversità   della   vita".   sono   già   2   milioni   le   specie 
descritte dalla biologia, e ancora si ipotizza ne esistano tra i 3 ed i 98 milioni, solo il 50%  
degli insetti sono stati descritti, così come anche per i mammiferi. Infatti mentre l'essere 
umano prova a cogliere tutto il mondo e conoscerne tutte le caratteristiche, l'evoluzione 
non si ferma ma continua imperterrita e la  diversità genetica  (variabilità interspecifica, 
cioè   interna   alle   stesse   specie)   se   da   una   parte   aumenta   la   possibilità   della   specie   di 
sopravvivere,  dall'altra  rende  difficile  l'individuazione  e  la  caratterizzazione   della  specie 
stessa. 
In   oltre,   non   si   può   dimenticare   che   non   solo   le   specie   sono   diverse   e   importanti   da 
conoscere e studiare, bensì anche gli ecosistemi (insieme di organismi che interagiscono tra  
loro e con tutti i fattori non biotici quali la temperatura, la luce, i nutrienti, ecc) e gli habitat 
(i diversi ambienti a livello di ecosistema in cui si trova la specie) Il metodo di classificazione 
del mondo dei viventi segue oggi per lo più lo stampo proposto da  Carlo Linneo  (1707­
1778), ma tenti altri ne esistettero nel corso della storia dell'uomo che ha come inclinazione 
intrinseca nella propria natura quella di provare a mettere ordine: si sa ad esempio che  
Aristotele divise il mondo in "piante" e "animali", che poi vennero ulteriormente divisi sia 
dalla società greca che da quella romana più nello specifico in "cavalli" e "gatti", e "alberi", 
"erbe", ecc. Nel medioevo i nomi utilizzati dagli intellettuali che si sforzavano di studiare il 
mondo furono per forza di cose latini (lingua della scienza) e tutt'ora la  nomenclatura 
scientifica oltre che  binomiale   (prima il genere con la prima lettera maiuscola e poi la 
caratteristica   principale   o   più   caratteristica   in   minuscolo)   anche   spesso   latina.   La 
tassonomia è quella scienza che fa parte della sistematica (che studia la diversità biologica 
e la storia evolutiva) e si occupa dell'identificazione, denominazione e classificazione delle 
specie, e lo schema generale che condivide è quello piramidale che tutti conosciamo:
Eubatteri (Bacteria)
dominio ← basato sul tipo di cellula: 
regno  ← anni '60 Archeobatteri (Archea)
philium
classe Eucarioti
odrine Rappresentazione tipica della Claudistica, 
famiglia ossia della classificazione basata sulle 
genere parentele e sull'evoluzione delle specie. È un 
                     
specie → ci sono due definizioni: quella  cladogramma, molto simile ad un albero 
biologica sostiene che sia un gruppo di individui  genealogico per il focus posto sul nodo e 
interfecondi tra loro isolati dagli altri e che danno  sull'ordine temporale, ed eventualmente sulle 
vita a figli a loro volta fecondi. Esistono molte  caratteristiche comuni
eccezioni soprattutto per quanto riguarda la 
riproduzione (basti pensare a quella asessuata). 
Quella morfologica gruppo di individui simili dal 
punto di vista morfologico e strutturale
Origine della vita
Brodo primordiale
Armosfera priva di O2

Ci sono molte molecole diverse tra loro, che piano piano si uniscono e formano
i lipidi. Per sbaglio questi lipidi fagocitano un RNA capace di autodupplicarsi,
l'evoluzione da ragione a questa simbiosi di continuare ad esistere, e piano piano
nascono i primi procarioti anaerobi (2,7 miliardi di anni fa)

Atmosfera con O2
I procarioti fagocitano i miticondri (endocitosi) e la collaborazione ha
successo. I primi organismi aerobi sono i cianobatteri.

Sempre per endosimbiosi i procarioti acquisiscono anche il nucleo (2,1 miliardi


di anni fa).

Piano piano sempre per convenienza più cellule iniziano a collaborare e si


formano i primi organismi unicellulari.

Gli anfibi (cui nome significa per l'appunto doppia vita) per primi
conquistarono la terra ferma, e poi da lì alcuni altri esseri viventi riuscirono a
vivere fuori dall'acqua.

Protisti
Sono il regno più semplice del dominio degli Eucarioti; sono in pratica il rifiuto di tutti gli 
altri regni e sono infatti molto diversi tra loro dal punto di vista del metabolismo (possono 
essere autotrofi come le alghe o eterotrofi come i protozoi). Tuttavia nessuna delle specie 
appartenenti a questo regno  è capace di organizzarsi in tessuti e la maggior parte sono 
parassiti   per   lo   più   patogeni   che   si   trasmettono   mediante   le   zanzare   ad   esempio   e   si 
muovono in maniera molto limitata grazie a ciglia, flagelli, ma anche pseudopodi, ossia 
strategici   movimenti   del   citoscheletro   che   permettono   al   protista  di   spostarsi   come   una 
macchia vivente. Possono infine contenere cloroplasti, vacuoli e parete, ma anche lisosomi e 
ovviamente centrioli. 

Virus
Sono   considerati   viventi   solo   per   metà   perché   sono   cento   volte   più   piccoli   di   una 
qualcunque   cellula   e   non   sono   capaci   di   sopravvivere   da   soli,   tuttavia   hanno   un   acido 
nucleico   al   loro   interno   e   quindi   vengono   in   parte   considerati   viventi.   Sono   in   oltre 
costituiti da citoplasma e capside (un involucro che protegge il virus ma ha anche funzione 
ricettrice per trovare la cellula bersaglio). Non avendo alcun organello, necessitano della 
"protezione" di un'altra cellula, quello che fanno in pratica  è prendere il controllo della 
cellula immettendo il proprio acido nucleico e usufruendo delle particelle e funzioni della 
cellula la fa riprodurre, facendo così riprodurre la propria informazione genetica.
Nella cellula entra per endocitosi mediata da recettori (i vaccini funzionano proprio perché 
insegnano ai recettori a riconoscere il virus), o per trasporto orale (tramite il trasporto di 
insetti) nel caso delle piante. 

FUNGHI
Sono strutture
cellulari, le stesse
che permettono al
fungo di “assorbire”
le sostanza nutritive

Sono un regno molto particolare che prima era stato assimilato alle piante, poi ai protisti, e 
si è finalmente conquistato un regno a se grazie a delle caratteristiche speciali. I funghi 
sono   capaci   di   organizzarsi   in  pseudo­tessuti   (il  micelio,   e  non   potevano   quindi   essere 
messi tra i protisti), e hanno una parete cellulare (e non potevano quindi essere animali), 
tuttavia quest'ultima non  è fatta di cellulosa (come nel caso delle piante, con hanno in 
comune anche la presenza di  vacuoli),  bensì di  chitina  (caratteristica in comune con gli 
insetti ad esempio, così come quella di essere eterotrofi).
La  riproduzione  può  avvenire in  maniera  sessuata  (per  garantire la sopravvivenza  della 
specie) o asessuata (per mezzo di mitosi e di spore, utilizzata per la diffusione della specie):
•  frammentazione di  ifee     : si propagano nel sottosuolo allargando il reticolo (funghi 
porcini);
•  germazione e scissione binaria : molto simile alla mitosi (lieviti);
•  produzione di spore mitotiche : fanno cadere i semini (agrumi).
Dal punto di vista della nutrizione sono eterotrofi per assorbimento, ma si dividono in base 
all'organismo a cui si attaccano e agli effetti che hanno su di esso in:
•  saprofiti : sostanze morte;
•  parassiti : a spese di un organismo vivo;
•  simbionti : a vantaggio di entrambi. Si differenziano a loro volta in:
◦ micorrizza: si attaccano alla radice delle piante e fungono da prolungamento 
delle   stesse   scambiando   le   proprie   sostanze   organiche   con   il   prodotto   della 
fotosintesi, possono essere
▪ interni (endomicorrize)
▪ esterni (ectomicorrize)
◦ licheni: contornano la pianta fertilizzandone il terreno riempiendolo per lo più 
di   acqua   e   minerali   e   ricavandone   in   cambio   il   prodotto   della   fotosintesi. 
Vengono chiamati organismi pionieri perché sono spesso i primi a colonizzare 
ambienti   ostili   e   renderli   vivibili   per   le   piante   ad   esempio.   Possono   essere   a 
seconda dell'aspetto:
▪ fogliosi
▪ crostosi
▪ fruticosi 

PIANTE
Per capire: lo  sporofito  è diploide e da origine alle  spore  aploidi (dentro delle speciali 
strutture   denominate  sporangi),  mentre   il   gametofito   è   aploide   e   da   vita   ai   gameti 
(prodotte nella gametangi). 

Vasculari (tracheofite)
Non vasculari 
Speratofite
(briofite) Pteridofite
Gimnosperme Angiosperme
Tra le cose che  ­ monocotiledoni
le distinguono  ­ dicotiledoni
­ muschi ­ lacopodi ci sono i tempi  In base al numero 
Tipi ­ epatiche ­ equiseti di riproduzione  di cotiledoni 
­ andocerote ­ felci lunghissimi per  (strutture interne 
le  al seme da cui poi 
gimnosperme. nasce la pianta)
Parte verde 
Aploide Fogliolina speciale  Pinoli Polline
visibile
sotto terra

Diploide Foglie ecc Albero e piagna Fiore


Semino marrone
­ squamose;
­ laminari; Nel caso delle Gimnosperme sono 
foglie
­ a fronda intera, semplice, a base  spesso simili ad aghi
reniforme o reniforme.
Struttura a cono

Può essere semplice o articolato, con internodi, cavi, ramificazioni 
fusto verticillate e sporangi in spiga. In oltre si dividono in base ad esso in 
striscianti o erette
è un vero e proprio tessuto, assente nelle briofite che lo sostituiscono con gli 
radici
zoidi grazie ai quali si ancorano al terreno
struttura che serve a proteggere e nutrire l'embrione. Coincide con lo 
sviluppo dell'ovulo. Nel caso delle gimnosperme sono protetti dal cono, che 
seme
quando sono maturi (che siano stati o meno fecondati ormai è tardi) si apre 
per permettergli di cadere e germinare
conduce la ninfa grezza, sali minerali e acqua (costituito da cellule allungate 
xilema
dette tracheidi)
Vasculari (tracheofite)
Non vasculari 
Speratofite
(briofite) Pteridofite
Gimnosperme Angiosperme
floema  conduce la linfa elaborata ai tessuti organici.
fiore non sono presenti. Nel caso delle Gimnosperme al loro posto ci sono altre 
strutture note come coni che possono essere sia maschili che femminili. 
il fiore ha funzione di proteggere l'ovulo nell'ovario. Ha il nettario alla base 
frutto degli stami in modo tale che gli insetti siano obbligati a sporcarsi.
Il frutto invece nasce con la maturazione dell'ovario.
Nelle pteridofite sono uguali tra maschio e femmina, solo dopo si 
spore distinguono in cellule uovo e spermatiche, al massimo si dividono in 
megaspore (F) e microspore (M)
non autonomi: 
prevale sul 
prendono dai 
gametofito ed è 
gametofiti 
perenne, 
zuccheri,  stanno nella stessa pianta dei 
sporofiti solitamente sono in 
amminoacidi e  gametofiti!
oltre raggruppati in 
acqua. Sono 
sori, a volte 
formati da piede, 
ricoperti da indusi.
seta e sporangio
quelli maschili  Quelli maschili si 
usano l'acqua per  devono ancora 
gameti spostarsi ed  spostare con acqua  sono ormai svincolati dall'acqua
incontrare quelli  per raggiungere le 
femminili femmine
È la parte più 
grande della  microscopici e completamente 
pianta (oltre 10  dipendenti (nonché contenuti) dagli 
gametofiti cm). Autonomo e  sporofiti. Quelli M coincidono con il 
perenne. Si  polline, mentre l'ovulo contiene il 
riproducono per  gametofito F
frammentazione.
quello maschile e 
gametangio quello femminile 
sono separati

La  riproduzione  nelle piante è importante approfondirla in un capitolo a parte (se non 
altro perché è una delle più papabili domande d'esame). Essa ha non solo la funzione di 
mantenere in vita la specie ma anche quella di diffondere i figli in modo tale da trovare il 
miglior   ambiente   possibile   per   la   specie.   Per   questo   le   strategie   sono   sia   quella   della 
riproduzione sessuata che quella asessuata:
• asessuata   (o   vegetativa):   è   permessa   da   cellule   sempre   giovani   e   totipotenti 
contenute o nelle gemme o nel fusto, alcune piante sono in grado di generare un 
nuovo individuo da sole per mezzo o di stoloni o di rizomi:
◦ stoloni: fusti lunghi e sottili che crescono lungo la superficie del suolo |_|_|_|
◦ rizomi: ogniuno piuò dare vita ad un nuovo organismo a se e ne sono esempio i 
bulbi (aerei o sotterranei che siano)
• sessuata: grazie al fiore o alle pigne. 

Ricettacolo (talmo)
(androcei) L' impollinazione può essere:
• anemogama (vento)
• entomogama (insetti)
• ornitogama (colibrì)
• chirogama (pipistrelli)
• idrogama (acqua)

Mentre la dispersione di semi:
Asse fiorale (pedicello ) • brocora (caduta)
• zoocora (animali)
• anemocora (vento)
• idrocora (acqua)

Esocarpo
Mesocarpo
Endocarpo I frutti si dividono in  semplici  (che a loro volta si dividono in  carnosi  come le 
bacche, l'uva, o le drupe con un solo seme come le ciliege, e secchi che si dividono 
in  deiscenti  con più semi e  indeiscenti  con un solo seme),  aggregati  (il fiore ha 
Semi tanti pistilli e alla maturazione ognuno mantiene la sua identità diventando frutto) 
e multipli (un frutto solo per pistilli da più fiori)

Per   quanto   riguarda   la  nutrizione  le   piante   utlizzano   la   CO2   (che   entra   attraverso   gli 
stomi,  piccole   aperture   nell'epidermide   della   pagina   inferiore   della   foglia)   e   i   materiali 
assorbiti   dal   terreno   (assorbiti   per   mezzo   di  peli   radiali  che   superano   la  barriera 
impermeabile  della  radice  andando  a formare in  soluzione acquosa la  linfa  grezza,  che 
caricata   nei   vasi   del   legno   detti  xilemi  e   portata   nel   resto   della   pianta   dove   viene 
metabolizzata).

ANIMALI
Siccome è un regno molto complesso, lo introduciamo con degli organismi modello che 
sono stati scelti per le loro ridotte dimensioni, per il breve ciclo vitale, sviluppo rapido e 
facile   reperibilità   e  manipolazione  (come   fece  anche  Mendel  con  il   Pisum   Sativum).   In 
ottica didattica può essere molto importante parlare delle api facendo conoscere struttura e 
funzioni   (e   quindi   facendo   riflettere   sull'evoluzione),   sul   concetto   generale   di   essere 
vivente, ecc. 

Phylium: artropodi
• aracnidi (che hanno il corpo diviso in 2, 8 zampe più altre simil­zampe uscenti dalla 
bocca)
• insetti:
◦ hanno un corpo diviso in 3 parti (testa di 6/7 segmenti, torace di 3 e addome di  
10)
◦ hanno 3 paia di zampe
◦ hanno 2 paia di ali
◦ hanno 1 paio di antenne
◦ il loro sviluppo comporta metamorfosi 

Mesotorace
Prototorace
Metatorace
Le Api ad esempio passano nello stato di larva da
▪ prepupa
▪ pupa/ninfa
▪ insetto che sfarfalla
Si dividono in:
◦ imenotteri
◦ coleotteri
◦ lepidotteri
◦ ditter O
• crotacei Non c'è nel fuco O
• millepiedi
• centopiedi
Classe: insetti
Orine: imenotteri
Famiglia: Apidi Vista a quasi 360° grazie ai
Specie: Apis melifera fotorecettori detti ommatidi,
tutti provvisti di lente
Le api sono insetti fortemente sociali ed organizzati, ed anche per questo sono spesso scelti 
come organismi modello. Vivono infatti in gruppi di decine di migliaia di individui tutti 
dall'istinto al lavoro molto accentuato. L'organizzazione è gerarchica, ci sono (tutti diversi 
morfologicamente tra loro a causa della diversa nutrizione): 
•  ape regina : unica femmina feconda di tutta la colonia nata nella cella reale, se in tale 
celle ne nascono più di una, la prima nata uccide tutte le sorelle e vive in media fino 
a 4­5 anni.
•  operaie : 
◦ nascono dalle uova fecondate, 
◦ sono tutte femmine sterili
◦ sono   deputate   alla  nutrizione   della   regina   piccola  quando   iniziano   a  finire   le 
provviste di spermatozoi
◦ a 3 giorni dalla nascita puliscono la cellula
◦ al 4 giorno diventano nutrici
◦ a 10 giorni funzionano le ghiandole ceripare e fanno da "muratrici". Costruiscono 
e mettono a posto le celle (esagonali, che insieme a doppio strato compongono 
un favo), che vengono poi chiuse con un tappo di cera (l'opercolo) per meglio 
conservare il miele deposto nelle cellule
◦ a 16 giorni si dedicano al ricevimento del polline e nettare
◦ a 20 giorni si dedicano alla difesa della comunità
◦ dalla terza settimana alla fine della vita (da 30­40 giorni a 6 mesi) si dedicano 
alla raccolta di cibo
•  fuchi : 
◦ deputati in 30 ad accoppiarsi con l'ape regina nelle prime due settimane di vita 
della femmina 
◦ muoiono tutti durante l'accoppiamento per la perdita degli organi genitali
◦ i quattro­cinque milioni di spermatozoi raccolti in quelle settimane sono messi da 
parte nella spermoteca e serviranno a fecondare le uova deposte dalla regina
◦ nascono dalle uova non fecondate della regina, e vengono "prodotti" soprattutto 
dopo   i   3­4   anni   di   vita   della   regina   (cioè   quando   finiscono   le   provviste   di 
spermatozoi)
◦ raggiungono la maturità sessuale a 30­40 giorni di vita.
◦ vivono in media 50 giorni
◦ fanno lunghi viaggi e sono in media un migliaia in primavera, mentre in inverno 
non ce ne sono
Tutte le larve vengono nutrite inizialmente dalle api nutrici con pappa reale, mentre dopo i 
primi giorni solo la larva della regina potrà continuare a nutrirsi di questo, mentre fuchi e 
operaie   verranno   nutriti   con  pappa   larvale  (insieme   di   acqua,   miele   e   polline).   N.B.   il 
nettare è  uno zucchero usato per produrre il miele, mentre il polline è una fonte proteica.
Le api sono in fine capaci di un vero e proprio linguaggio tutto loro con cui comunicano ad 
esempio   nuovi   punti   in   cui   sono   stati   trovati   fiori,   quanto   lontani,   quanti   fiori,   se   c'è 
pericolo, ecc. La  "danza"  più famosa è quella dell'addome, ma ne esistono molte altre e 
significativo è anche il "tipo" di ronzio.
Ma a cosa servono questi insetti? Solo a pungere? Sono tra gli animali più utili al mondo: 
sono   infatti   i   principali  impollinatori,  e  pronubi  (cioè   favoriscono   le   nozze   tra   granulo 
pollinico e ovulo) grazie alla peluria dell'addome, alla moltitudine di fiori visitati in un solo 
giorno,  fedeltà  alla   specie   dall'inizio   alla   fine   della   fioritura   e   le  capacità   comunicative 
appena elencate.

Ecco cosa possiamo dire di un regno vasto come quello animale:
• sono tutti
◦ eterotrofi
◦ multicellulari
◦  no parete cellulare 
• si dividono in
◦ vertebrati (con scheletro)
◦ invertebrati ("solo" 42500)
• poi per simmetria:
◦ radiale
◦ bilaterale (più evoluta)
• dominano quasi tutti gli habitat
• gran parte ha riproduzione sessuata per gameti che si uniscono in uno zigote che si 
"mitotizza" sobito (ciclo diplonte) diventando:
◦ blastula 
◦ gastrula, che presenta 3 foglietti embrionali noti come ectoderma, mesoderma 
ed  endoderma  che   poi   si   differenzieranno   in  tessuti  (che   tutti   meno   che   le 
spugne hanno) della pelle, muscoli e ossa e organi interni

Per   quanto   riguarda   la  nutrizione,  si   nutrono   tutti   di   altri  1 - Filtratori sessili (=legati a un
organismi viventi, vivi o morti che siano, quindi la nutrizione  substrato, sono acquatici)
prevede una fase di  2 - Filtratori pelagici (sono liberi,
acquatici anche loro)
•  assunzione  del cibo, per cui gli animali si dividono in
3 - Consumatori di substrati
•  disgregazione meccanica   dei complessi, che richiede la  4 - Consumatori di masse alimentari
(catturano prede)
5 - Succhiatori di liquidi (ricchi di
sostanza nutritive come la linfa o il
sangue)
presenza di strutture specializzate come denti, ventriglio (ber gli uccelli, insetti e 
lombrichi) o becco (per i molluschi, pensa alle seppie). È presente solo nei 3, 4 e in 
rarissimi 1 e 2
• digestione chimica, per mezzo di enzimi digestivi che permettono di passare da
◦ fosfolipidi → monosaccaridi
◦ proteine → acidi grassi
◦ proteine → zuccheri, fosfati e basi azzotate
• assorbimento delle molecole digerite
• eliminazione delle score inutili (escrezione). La maggior parte di queste sostanze 
sono quelli azotati derivanti dalla degradazione delle proteine e degli acidi nucleici. 
Tra   i   più   dannosi,   sicuramente   figura   l'ammoniaca   che   può   essere   eliminata 
direttamente   dagli   animali   acquatici   mentre   i   terrestri   devono   neutralizzarla   con 
acido urico (solido prodotto da insetti, rettili e uccelli) o urea (molto più concentrata 
quindi risparmia acqua)
Celoma vero
e proprio
Protostomi (celoma derivato da Deuterostomi (celoma derivato
Cavità del corpo agregati cellulari) dal tubo digerente)

I piatti si nutrono per suzione di Le lumache sono


liquidi: la bocca secerne enzimi consumatrici di Urocordati Cefalocordati
digestivi e il cibo assunto viene sbstrati che raschiano
trasferito alla cavità gastrointestinale. via con la lingua e poi
I rifiuti vengono espulsi dalla bocca. fanno passare il cibo
I tondi (o cilindrici) hanno invece dallo stomaco, Hanno la notocorda (fornisce il
per primi la distinzione tra le all'intestino dove sostegno allo scheletro, ed è
aperture di entrata e di uscita del sboccano anche i caratteristica di tutti gli embrioni
canale alimentare nefridi che eliminano i e pochi adultui che ne
cataboliti che vengono conservano solo i residui), il
espulsi tramite l'ano. sistema nervoso centrale, le
Simmetria bilaterale,
fessure/tasche faringee e la coda
Tre foglietti germinativi
Hanno digestione postanale
intracellulare: le cellule
amebociti sono dotate di
vacuoli alimentari contenenti Simmetria raggiata
enzimi idrolitici che due foglietti embrionali I vertebrati fanno parte dei corati e l'unica cosa che li
digeriscono le sostanze differenzia dagli altri cordati è la presenza di vertebre
assunte per endocitosi come suggerisce il nome, e la testa ben distinta, ben
differenziata, con organi sensoriali ed encefalo
protetto dal cranio. Sono comparsi sulla terra solo 530
Tessuti veri, milioni di anni fa, e iniziato a vivere fuori dall'acqua
Foglietti germinativi 360 (milioni di anni fa).

multicellularità
L'uomo, che è un consumatore di masse alimentari onnivoro, ha un apparato digerente 
coincidente   con   un   tubo   aperto   diviso   in  cavità   orale,   faringe,   esofago,   stomaco   ed 
intestino, associate a ghiandole salivari, fegato, cistifellea e pancreas. La digestione 
meccanica   avviene   nel   cavo   orale   e   grazie   ai   muscoli   dell'apparato   digerente   che 
permettono il rimescolamento unifrome e la progressione del cibo. Per quanto riguarda la 
digestione chimica invece l'uomo come tutti gli altri animali si serve degli enzimi.
L'apparato digerente è caratterizzato da  L'uomo come molti animali, ha una
• una  tonaca   mucosa  interna   ricca   di   ghiandole   che digestione extracellulare, ciò significa
producono enzimi, il muco che funge da lubrificante e  che la demolizione degli alimenti
protettore del canale; avviene in un compartimento isolato
• una tonaca sottomucosa ricca di vasi sanguigni per il  dal resto del corpo (non come nelle
trasporto di sostanze e terminazioni nervose; spugne ad esempio) e questo
•  tonaca muscolare , per far progredire e rimescolare il  permette di consumare molto più cibo
cibo
•  tonaca sierosa , un sottile strato liscio che avvolge le pareti più esterne dell'intestino.

Lingua: (particolare organo muscolare) 
che ha funzione non solo per quanto 
 
Denti: si dividono morfologicamente  riguarda la degustazione ma anche per la 
in radice e corona e sono 20 nei  masticazione, li linguaggio e la 
bambini e 32 negli adulti. deglutizione.  ネ infatti ricca di particolari
esteroflessioni, note come papillegustative,
Le  ghiandole  salivari  che ci permettono di distinguere dolce,
Lingua
emettono  la  saliva,  una  amaro, acido, salato e umami.
soluzione  acquosa  con  ph 
neutro  ricca  di  sali  minerali  La  deglutizione  è  composta  da  una  prima 
ed  enzimi  che  iniziano  il  fase  volontaria  e  una  seconda  involontaria 
processo di digestione. favorita  dall'epiglottide,  una  valvola  che 
impedisce al cibo di finire nella trachea.
Ogni specie, ha il suo personale sistema  Una  seconda  valvola  divide  l'esofago  dallo 
digestivo  morfologicamente  diverso  a  24 cm stomaco: il cardias.
seconda del tipo di alimento "preferito", 
ma  particolare  è  il  caso  dei  ruminanti, 
come  bovini,  pecore,  capre,  cervo  e 
bisonte.  Hanno  una  parte  dello 
stomaco  detta  rumine  contenente 
batteri  simbionti  e  protozoi  che 
producono  enzimi  in  grado  di  digerire 
la cellulosa Stomaco
Parete muscolare ha capienza di 2­4 litri, 
Obliqua troviamo gli enzimi adeplti 
Circolare alla demolizione delle 
Longitudinale proteine (la pepsina), l'acido Mucosa e
cloridrico e il muco fossette
gastriche

sottomucosa
Immagazzina la bile e la
Sono qui localizzati i microrganismi che compongono la flora immerge nel duodeno. produce la bile, che
batterica intestinale e che svolgono funzione protettiva (da eventuali cistifellea contribuisce
microrganismi patogeni), trofica (controllo della proliferazione e Fegato← all'emulsione dei lipidi.
differenziazione di cellule epiteliali) e metabolica (scompone le È la ghiandola più grossa
Pancreas
molecole non digeribili e produce vitamina K e B) dell'organismo. In oltre
Colon detossica il sangue,
deposita il glucosio in
glicogeno; produce l'urea

Produce i succhi
Intestino tenue
che neutralizzano il
Si divide in duodeno, digiuno e ileo. Nel
ph nel tenue.
duodeno sfociano i dotti bilari di cistifellea
Funziona come
(provenienti anche da fegato e pancreas). . È
ghiandola
formato da tuniche e mucosa e ricoperto di
endocrina che
esteroflessioni (villi intestinali) che lo rendono
produce ormoni
più assorbente (è infatti suo compito assorbire
diffusi poi per
le sostanze nutrienti.
mezzo del sangue
L'intestino crasso assorbe Le proteasi riproducono le proteine ed
acqua, sali e vitamine, e aminoacidi e le amiliasi decompongono i
possiede giandole che al carboidrati in zuccheri semplici.
posto di produrre enzimi
producono muco, utile per
l'espulsione delle sostanze.

Cieco, parte dell'intestino


crasso che sta “sotto” a dove
entra il tenue
Retto

Ano

EVOLUZIONISMO
È l'idea secondo la quale la vita è emersa dalla materia inanimata per auto­organizzazione e 
si   è  poi   differenziata  (cioè   evoluta)  nella  straordinaria  complessità   dei   viventi   che  oggi 
definiamo biodiversità. Con evoluzione si intende
Il cambiamento nel tempo delle frequenze geniche di un popolazione
Quindi si parla del coinvolgimento dell'intera popolazione, di una varietà genetica, e la 
dimensione temporale profonda, cioé molto lunga e significativa.
• Prima di tale teoria esisteva il fissismo, nato da un'interpretazione letterale della 
Bibbia,   ma   dopo   Galileo   e   Keplero   si   intuì   la   natura   "interpretativa"   con   cui 
bisognava leggere il testo sacro. 
• Carlo Linneo (1707­1778) non parlò di evoluzione, ma per primo classificò il mondo 
animale  trovano   gli   antenati   in   comune,   facendo   così   progredire  la   visione   della 
scienza nella direzione giusta. Tra il XVIII secolo e il XIX il dibattito scientifico  è 
molto vivo e sarà quello che porterà alla teoria di Darwin. 
• De Buffon (Georges­Louis Lecrerc, 1707­1788) fissò gli anni della terra a 5 milioni e 
formulò in maniera esplicita il concetto di discendenza comune;
• Georges Cuvrier (1769­1832) studiò gli stati delle rocce e i fossili in essi presenti, 
concludendo che negli strati più profondi c'erano organismi molto diversi da flora e 
fauna a lui contemporanea, elaborando la teoria del  catastrofismo,  che suppone 
una   serie   di   estinzioni   dovute   e   catastrofi   succedute   dal   ripopolamento   grazie   a 
migrazioni delle zone non colpite;
• Thomas Robert Malthus (1766­1834) era un economista e demografo, si accorse che 
una   popolazione   tende   ad   accrescersi   più   rapidamente   delle   risorse   ad   essa 
necessarie → lotta per la sopravvivenza;
• Charles Lyell (1797­1875) elabora una teoria opposta, quella del lento e progressivo 
cambiamento, dando così a Darwin il coraggio di rendere pubblica la sua teoria;
• J.­B. de Lamark (1744­1829) elaborò la prima teoria evoluzionistica ipotizzando che 
gli organismi subissero modificazioni come risultato di fenomeni naturali, seguendo 
un principio vitale per cui si tende alla maggiore complessità e perfezione e per cui 
ciò che noi "conquistiamo" lo trasmettiamo alle future generazioni  →   ereditarietà 
dei caratteri acquisiti;
• Charles   Darwin   (1809­1882)   fu   uno   studioso   di   medicina   e   teologia,   che   fu 
fortemente ispirato nell'elaborazione della sua teoria non solo dal clima generale del 
periodo, ma anche da un importante viaggio che compì tra il 1831 e il 1836 sul 
brigantino Beagles in cui scrisse 363 pagine di zoologia, 1386 di geologia e 770 di 
un diario, raccogliendo in oltre più di 5000 specie conservate in alcol o essiccate. Nel 
1859 pubblicò l'origine della specie sulla selezione naturale. In tale libro espone così 
la sua teoria: Ho osservato che:
◦ le popolazioni dovrebbero crescere esponenzialmente 
◦ ma invece così non è
◦ le risorse sono limitate
Quindi   ci   deve   per   forza   essere   una  lotta   per  l'esistenza,   ma   una   competizione 
ecologica e non combattimento tra individui, poi vede che:
◦ all'interno della stessa specie ci sono differenze tra individui;
◦ una parte di queste differenze sono ereditarie;
◦ la variazione non è direzionata (casuale)
Quindi   i   portatori   di   variazioni   vantaggiose   per   la   sopravvivenza   hanno   più 
possibilità di sopravvivere e riprodursi. E quindi la popolazione si evolve. 
In queste semplici deduzione ci sono una serie di concetti chiave per la scienza:
◦ il fatto dell'evoluzione;
◦ la discendenza comune;
◦ la gradualità dell'evoluzione;
◦ la moltiplicazione delle specie;
◦ la selezione naturale, oggi definita come il secondo motore dell'evoluzione: gli 
individui   con   le   caratteristiche   che   meglio   si   adattano   all'ambiente   avranno 
mediamente   un   miglior   successo   riproduttivo   con   una   prole   più   fertile   e 
numerosa. Il primo motore sono le mutazioni, che a differenza della selezione 
naturale sono casuali. 
• Tutta la teoria venne poi confermata da testimonianze fossili, evidenze biologiche, 
anatomia comparata e gli studi di biologia molecolare. 
• G. Mendel (1822­1884) si occupa dell'ereditarietà nelle piante di pisello
• Dopo Darwin abbiamo la sintesi moderna, che si divide in due fasi:
1. si spiega la teoria di Darwin per mezzo delle scoperte di Mendel considerando i 
geni   per   le   mutazioni,   i   pool   di   geni   per   le   popolazioni:  l'evoluzione   è   un  
cambiamento   di   frequenze   di   geni   delle   popolazioni,   e   questo   spiega 
l'adattazionismo;
2. una  nuova  specie  si   forma quando   una  popolazione  si   separa  e  non  è  più  in 
contatto evolutivo con la popolazione madre
Le mutazioni: modifica nella sequenza nucleotidica
I responsabili dell'evoluzione sono in sintesi del DNA di un organismo.
La selezione naturale: gli individui di una
Ci sono poi le teorie degli equilibri  popolazione presentano delle differenze nei caratteri
punteggiati che ritengono che le specie  ereditabili, e quelli con caratteristiche che si adattano
siano caratterizzate da lunghi periodi di  meglio al loro ambiente di vita tendono a generare
stabilità delle specie madri, interrotti da  una maggior quantità di prole (successo nella
bruschi episodi di specializzazione rapida. sopravvivenza e nella riproduzione).
La deriva genetica: in piccole popolazioni la
frequenza di un particolare allele potrebbe cambiare
anche solo per caso
Il flusso genico: è il movimento degli alleli da una
popolazione ad un’altra grazie alla migrazioni di
individui riproduttori. Può essere un potente agente
di cambio.