RIASSUNTO Programma Peresame - Biologia
RIASSUNTO Programma Peresame - Biologia
È l'elemento comune a tutti gli esseri viventi (virus esclusi), nonché la più piccola struttura
ad essere classificata come tale. Esistono infatti organismi unicellulari (come batteri e
protozoi), formati cioè da una sola cellula, e organismi composti da più cellule che
collaborano tra loro (eventualmente specializzate e divise in tessuti). Si differenziano per
forma, struttura, bisogni e funzioni (ad esempio il rer è più o meno sviluppato a seconda
della funzione della cellula) e hanno in comune una serie di caratteristiche come la
presenza di citoplasma (sostanza salina che ne occupa la maggior parte del volume), vari
organelli specializzati, e gli acidi nucleici (utilizzati per sintetizzare le proteine necessarie
alla cellula). In oltre, tutte le cellule hanno in comune le seguenti funzioni:
• riproduzione;
• utilizzo di enzimi;
• metabolismo che sintetizza o decostruisce elementi.
I PROCARIOTI
Polipeptidica, gelatinosa. Protegge la cellula dalla disidratazione,
dalle risposte immunitarie di un'eventuale cellula ospite
di peptidoglicano
Utilizzati per meglio
aderire alle altre cellule
Possiamo analizzare in questo tipo di cellule quelle caratteristiche semplici che saranno poi
riscontrabili anche negli eucarioti.
La membrana cellulare è costituita da un doppio strato di fosfolipidi con le code idrofobe
rivolte verso l'interno e viene detta semipermeabile perché decide cosa far entrare e uscire
dalla cellula. Il passaggio può avvenire secondo gradiente di concentrazione o contro
gradiente. Nel primo caso si parla di trasporto passivo, perché segue le semplici regole
dell'osmosi (e si parla per la precisione di diffusione passiva), o al massimo nei casi di
molecole grandi, vengono aiutate dalle proteine integrali di membrana incastonate tra i
fosfolipidi, che gli permettono di passare (e si parla di diffusione facilitata). Nel secondo
caso invece il trasporto è attivo, ossia comporta un dispendio di energia per la cellula che
utilizza specializzate proteine funzionali (che insieme a quelle strutturali formano il 50 %
della massa della membrana, e si dividono in pompe ioniche, canali, recettori, traduzione di
segnali ed enzimi). Un ultimo caso rilevante è quello del trasporto mediato da vescicole,
particolarmente importante soprattutto per quanto riguarda le attività dell'apparato del
Golgi e dei lisosomi negli eucarioti.
Il citoplasma è costituito dal citosol, una sostanza fluida concentrata di ioni e piccole
(amminoacidi, zuccheri, ATP) e grandi proteine. La maggior parte del volume del
citoplasma è occupato da organelli, che in gran parte non si possono muovere perché
incastonati nel citoscheletro. Questo è formato da una rete di filamenti proteici che
permettono alla cellula di spostarsi, agli organuli di rimanere fissi, e alla cellula di
mantenere intatta la forma. Questa fitta rete è composta da filamenti di actina, filamenti
intermedi, e microtubli (che sono i filamenti più grandi).
I ribosomi, sono invece gli organelli deputati alla sintesi di proteine grazie alle
informazioni contenute nel DNA. Le informazioni contenute nel
DNA vengono associate a singoli
Il DNA viene inserito amminoacidi che si assemblano
Nella subunità minore/leggera del ribosoma nella subunità maggiore/pesante e
si costruiscono così le proteine
In realtà non è però il DNA vero e proprio ad entrare nel ribosoma, bensì l'RNA
messaggero, e a comporre le proteine interviene l'RNA transfer.
GLI EUCARIOTI
I ribosomi, come abbiamo già visto sono deputati all'assemblaggio degli amminoacidi per
costruire le proteine. È importante ricordare che questi non hanno membrana che li
contorna e sono costituiti per 2/3 da RNA e per la restante parte di proteine. Sono situati
nel Reticolo endoplasmatico rugoso e possono essere liberi o ancorati al reticolo di
membrane e microtubuli a seconda della necessità di isolare o meno la proteina prodotta.
Ad esempio gli ormoni e gli enzimi digestivi non possono rimanere liberi e sono quindi
prodotti nel RER e mentre si formano scorrono nello stesso per poi passare attraverso il
reticolo endoplasmatico di transizione che le "spedisce" in vescicole all'apparato del
Golgi. Il Reticolo endoplasmatico liscio è invece deputato alla formazione di lipidi (e
fosfolipidi indispensabili per la cellula), e alla neutralizzazione delle sostanze tossiche.
L'apparato del Golgi è costituito da 4 o più sacchi appiattiti che prendono il nome di
cisterne, e che servono a recepire, elaborare e mettere in vescicole il prodotto delle sostanze
provenienti dal RER. Le cellule animali ne tengono da 10 a 20, mentre quelle vegetali
anche diverse centinaia. È l'organo adepto ad assemblare carboidrati e proteine/lipidi
(glicoproteine e glicolipidi), poi richiude i prodotti in vescicole e li indirizza a uno specifico
punto della cellula, o anche all'esterno della stessa.
I cloroplasti sono presenti nelle sole cellule fotoautotrofe, e hanno la capacità di utilizzare
speciali pigmenti come la clorofilla per trasformare l'energia luminosa in energia chimica
che si "concretizza" con la costruzione del glucosio. Internamente, un cloroplasto è formato
da sacchettini legati tra loro (i tilacoidi) immersi nello stroma (particolare sostanza
gelatinosa) e impilati a formare i grani, adepti alla cattura dell'energia solare. Nello
sviluppo della biologia, si è anche riuscita a conoscere la "vita" di questi piccoli organuli
probabilmente entrati a far parte della cellula grazie all'endocitosi milioni e milioni di anni
fa. Sembra infatti che prima si vedano nella cellula i proplastidi, piccoli organelli che poi
sviluppandosi diventano cloroplasti, cromoplasti o leucoplasti. Questi tre tipi di organelli
sono molto simili tra loro, e contengono solo pigmenti diversi (come carotene, xantofille o
licopene), i cromoplasti non contengono i tilacoidi e hanno dei pigmenti diversi dalla
clorofilla, mentre i leucoplasti non hanno ne tilacoidi ne pigmenti e si limitano alla
funzione di "riserva", in base alla sostanza che contengono si dividono a loro volta in
amiloplasti, lipidoplasti e proteolasti. In fine, se un organismo dovrebbe essere esposto alla
luce del sole, ma non la vede mai, allora i proplastidi non maturano totalmente e si
formano gli ezioplasti (cloroplasti senza clorofilla).
I vacuoli sono organelli caratteristici delle piante e dei funghi delimitati dal tonoplasto, una
membrana speciale che gli permette di svolgere le sue funzioni senza dare problemi alla
cellula. Ha funzione di stoccaggio (=mantenere in deposito) di molti soluti, di
mantenimento del turgore (=gonfiezza) della cellula e regolazione degli scambi osmotici.
Contengono anche i metaboliti secondari tossici tanto per la cellula quando per i patogeni,
vediamone i più importanti:
• fenoli/fenolici sono protettori da raggi UV, deterrenti alimentari e antifungini
• gli alcaloidi sono deterrenti alimentari e riserve di azoto
• Terpenoidi/terpeni che comprendono funzioni come insetticidi, attrattori di
impollinatori, agenti erbivori
La parete cellulare infine è caratteristica della cellula vegetale, funghigine e batteriche e
ha funzioni di struttura, sostegno, comunicazione e trasporto cellulare. È costituita da
cellulosa, ossia un polisaccaride lineare del glucosio. I polimeri di cellulosa sono riuniti in
microfibrille che a loro volta formano piccoli filamenti che si avvolgono a formare una
corda.
I PROCARIOTI
Il nome deriva procarion, ovvero prima del nucleo. Come abbiamo visto infatti, la cellula
procariote non ha nucleo, bensì solo una "regione" in cui sono concentrate le informazioni
genetiche. I procarioti si riconoscono per le seguenti caratteristiche:
• sono costituiti da una sola cellula procariota;
• si riproducono per scissione binaria;
• possono formare spore (ma in questo caso si parla non di riproduzione bensì di
colonizzazione);
• sono utili all'ambiente per la produzione di N, S, C, e quindi per i ciclio
biogeochimici (come quello dell'N e del C per l'appunto) e per la loro capacità di
ripulire dalle sostanze inquinanti (biorisanatori).
Tuttavia si differenziano per forma e metabolismo. Essendo per l'appunto molto diversi
sono riusciti a colonizzare tutti gli ambienti della terra.
Le due famiglie in cui si dividono tutte queste differenti organismi sono 2:
Bacteria Archea
parete peptidoglicano pseudopeptidoglicano
metabolismo esteremofili
quantità maggiorati minorati
si differenziano per reazione della parete Possono essere:
al contatto con coloranti (hanno Gram
• alofili estremi
particolarità positivo se li trattengono) e per forma (si
• metanogeni
parla di cocchi, bacilli e vibroni,
spirochete e spirilli). • termofili estremi
IL CICLO
CELLULARE
Tutte le cellule, passano nella vita le stesse fasi:
• Interfase:
◦ G1 (riposo): in cui si sintetizza l'RNA e si creano le proteine;
◦ S (sintesi): di DNA, è semiconservativa ed ogni filamento funge da stampo;
◦ G2 (riposo o quiescenza): la cellula si prepara a dividersi;
• dupplicazione vera e propria
• citodieresi
Mitosi
• profase: i due centrosomi vanno ai poli opposti della cellula, si forma il fuso mitotico
e si dissolve la membrana nucleare
• metafase: i microtubuli del fuso si legano ai cinetocori
• anafase: si dividono i cromatidi fratelli
• telofase: si dissolve il fuso mitotico e le cellule iniziano a dividersi, ognuna con il
proprio patrimonio genetico.
cinetocori
centrioli
Meiosi
È un particolare processo di duplicazione cellulare che comporta la riduzione del corredo
cromosomico da diploide ad aploide ed interessa i gameti, destinati poi ad unirsi per
ripristinare la condizione di diploidia. Prima di vedere come funziona bisogna ricordare la
differenza di cromosomi fratelli ed omologhi. Mentre i primi contengono le medesime
informazioni, i secondi contengono gli stessi "argomenti" situati nello stesso punto, ma non
per questo le stesse informazioni.
• profase I: si dissolve la membrana nucleare, i centrosomi si separano, i cromosomi
omologhi si appaiono, e avviene in questo momento il crossing over
• metafase I: i microtubuli si legano ai centrioli
• anafase I: i cromosomi omologhi vengono portati ai poli opposti della cellula
• telofase I: i microtubuli si sciolgono e la cellula inizia a dividersi
• profase II: si appaiano i cromatidi fratelli, si dissolve il nucleo, si dividono i
centrosomi
• metafase II: il fuso si attacca ai cinetocori
• anafase II: il fuso separa i cromatidi fratelli e li porta verso il polo
• telofase II: la cellula inizia a separarsi
Ciclo biologico
Negli esseri viventi, a seconda della specie, ci si può trovare di fronte ad una prevalenza di
tempi nello stato aploide o diploide. si può infatti passare da 1n a 2n per mezzo della
gamia, e viceversa con la meiosi che abbiamo appena visto. Nel caso di 1n come abbiamo
già detto si parla di gameti (che si devono fecondare) o di spore (che germinano), mentre
nel caso di un 2n abbiamo prima uno zigote unicellulare, che piano piano per mezzo della
meiosi arriva a diventare un nuovo organismo.
• ciclo aplonte (protisti e alghe) • ciclo diplonte
Mi
Ga
1n
1 MI 1n 1n
mi
1n 1n M
a
Mi 1 I si 2n
Ga ito 2n
1n
Gamia e 1n 1n m ia
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2n Me
↑
M
1n 1 1n 1n
e
↑ zigote
1n
↑ zigote 1 ↑ ↑ ↑
gameti ↑ gamete individuo gamete
1
spore
• ciclo aplodiplonte: • ciclo aplodicarionte
1n 1n
1n
Mi Mi 1n 1n
1n
Mi
G 1n
am 2n 2n o
↑ ↑ 1n ia e i
M M
spora individuo 2n oo oo
1n o
↑
1n
zigote ↑ ↑
↑ individuo gameti
gameti
Nei vegetali tuttavia, al posto dei gameti In alcuni funghi infine, al posto di dividersi
abbiamo spesso le spore, o meglio: gameti e subito il nucleo dello zigote, rimane con due
spore si alternano dando vita mano a mano nuclei separati fino al momento della
ad un organismo aploide, poi diploide, e via produzione di gameti
discorrendo in un'alternanza di generazione.
Energia
Il metabolismo è quell'insieme di attività che si svolgono all'interno della cellula e che
richiedono o producono energia. Tale funzione è comune a tutte le cellule e si divide in due
vie:
• cataboliche (catabolismo), sono quelle che producono energia a partire dalla
degradazione di molecole complesse ad alto potenziale energetico. Le reazioni
cataboliche sono quindi spontanee, esogeniche, perché la tendenza naturale della
vita mira a conservare energia
• anaboliche (anabolismo), sono quelle che consumano energia per
costruire molecole a partire da altri elementi più semplici e
quindi caratterizzati da stabilità ad entropia (misura del
disordine del sistema, che tende ad aumentare nei sistemi
spontanei). Le reazioni in questo caso si dicono
endoergoniche (non spontanee).
Il fulcro di tutto questo è in fondo l'ENERGIA, merita quindi di
essere approfondito l'argomento per quanto riguarda la sua natura
(può infatti essere cinetica o potenziale), e le leggi che la governano:
1. Principio di conservazione dell'energia: l'energia può essere
trasferita o trasformata, ma non creata ne distrutta;
2. Qualsiasi trasferimento o trasformazione dell'energia, comporta
ossidazione riduzione
una perdita di energia utilizzabile, quindi aumenta l'entropia
Le molecole grandi si costruiscono seguendo reazioni ossidoriduzione, ossia un atomo
perde uno o più elettroni (si ossida), mentre l'altro li acquista (si riduce).
All'interno della foglia, questo tipo di reazione avviene in continuazione in quanto
all'interno dei cloroplasti, sei molecole d'acqua e le sei di anidride carbonica vengono
trasformate grazie all'energia fornita dalla luce (fotonica), in ossigeno più glucosio:
6CO2 + 6H2O + luce → C6H12O6 + 6O2
La fotosintesi si divide in 2 momenti:
1. fase alla luce, in cui avviene la trasduzione dell'energia luminosa in ATP e NADP
(che diventa poi NADPH) specializzata all'O.
Quando l'ATP prodotta da mitocondri e cloroplasti diventa ADP per la cessione di un
gruppo fosfato, lo smaltimento genera energia.
In pratica la foglia cattura due elettroni che si liberano dalla molecola reattiva di clorofilla a contatto con la luce,
questo elettrone raggiunge l'NADPH(++, dato dall'unione di H+ e NADP+) e lo neutralizza facendolo diventare
NADPH.
Mentre questi due elettroni vanno a neutralizzare la molecola, quella di clorofilla che aveva perso l'elettrone lo
riacquista dall'acqua. Tutto questo flusso di elettroni spinge l'H+ dentro i tilacoidi e secondo un determinato
processo legato a questo evento, l'ADP riesce a riacquistare un gruppo fosfato "ricaricandosi" in ATP.
L'energia luminosa viene captata dai tilacoidi e trasformata in energia chimica,
mediante la sintesi di ATP e la trasformazione di NADP+ in NADPH, utilizzando
acqua e liberando ossigeno.
2. fase al buio, il ciclo di Calvin: inizia e finisce con l'anidride carbonica che si lega allo zucchero RuDP
(ribulosiodifosfato), questo produce una scissione immediata in due molecole di PGA (composte entrambe da
tre atomi di C, motivo per cui il ciclo di Calvin è noto anche come via del C 3). Ad ogni giro una molecola di CO2
entra e si riforma una molecola di RuDP, così da avere il carbonio sufficiente per uno zucchero a tre atomi di
carbonio (G3P, gliceraldeide trifosfato) in tre giri. Con sei giri invece si può dare vita a uno zucchero a 6C, come
ad esempio il glucosio.
In sintesi grazie all'ATP e all'NADPH la cellula prende l'energia chimica necessaria
per passare da CO2 agli zuccheri.
La sintesi di G3P sembra una cosa da poco, ma non lo è affatto! Coincide con la
trasformazione del Carbonio dal mondo inorganico a quello organico e quindi in
forma utilizzabile dalla cellula. Essa infatti la riutilizza per la sintesi di amido,
cellulosa, saccarosio, acidi grassi, lipidi, amminoacidi, basi azotate, e tutto ciò di cui
la cellula ha bisogno.
La respirazione cellulare è un altro modo che hanno in comune tutte le cellule per
prendere energia dall'ambiente. In presenza di O2, ossia ossigeno in stato gassoso, il
mitocondrio smonta il glucosio producendo energia, acqua e anidride carbonica (prodotto
di scarto)
6O2 + C6H12O6 → 6CO2 + 6H2O + energia
Glucosio G3P
Piruvato
G3P
In presenza di O2
Piruvato
Si producono in totale 2 CO2, 4 molecole trasportatrici di elettroni e un 'ATP. Gli elettroni che
avanzano sono mantenuti in movimento dall'O2 che inspiriamo, per poi legarsi alle H+, mentre l'O2
si lega alle C per formare CO2.
Nel corso di tutta questa degradazione del Glucosio a CO2 e H2O, vengono prodotte 3638
molecole di ATP, ossia solo il 40% del potenziale, così come avviene con le macchine infatti
l'energia fornita dalla "benzina" viene dispersa.
In assenza di H2O invece, la cellula non può fare il ciclo di Krebs ed è costretta a cercare
altre vie per ottenere energia dall'acito piruvico. Quest'ultimo viene trasformato in etanolo
(nelle cellule vegetali) o in un acido grasso (solitamente quello lattico sia negli animali che
in molti batteri e funghi) a seconda della cellula in cui questo processo (detto
fermentazione avviene). Questo produce solo due molecole di ATP.
I VIVENTI
Biodiversità
Il mondo che ci circonda è caratterizzato da un'infinita biodiversità, tanto che non esistono
due organismi uguali tra loro nemmeno se appartenenti alla stessa specie. Si parla per
questo di Biodiversità, letteralmente "diversità della vita". sono già 2 milioni le specie
descritte dalla biologia, e ancora si ipotizza ne esistano tra i 3 ed i 98 milioni, solo il 50%
degli insetti sono stati descritti, così come anche per i mammiferi. Infatti mentre l'essere
umano prova a cogliere tutto il mondo e conoscerne tutte le caratteristiche, l'evoluzione
non si ferma ma continua imperterrita e la diversità genetica (variabilità interspecifica,
cioè interna alle stesse specie) se da una parte aumenta la possibilità della specie di
sopravvivere, dall'altra rende difficile l'individuazione e la caratterizzazione della specie
stessa.
In oltre, non si può dimenticare che non solo le specie sono diverse e importanti da
conoscere e studiare, bensì anche gli ecosistemi (insieme di organismi che interagiscono tra
loro e con tutti i fattori non biotici quali la temperatura, la luce, i nutrienti, ecc) e gli habitat
(i diversi ambienti a livello di ecosistema in cui si trova la specie) Il metodo di classificazione
del mondo dei viventi segue oggi per lo più lo stampo proposto da Carlo Linneo (1707
1778), ma tenti altri ne esistettero nel corso della storia dell'uomo che ha come inclinazione
intrinseca nella propria natura quella di provare a mettere ordine: si sa ad esempio che
Aristotele divise il mondo in "piante" e "animali", che poi vennero ulteriormente divisi sia
dalla società greca che da quella romana più nello specifico in "cavalli" e "gatti", e "alberi",
"erbe", ecc. Nel medioevo i nomi utilizzati dagli intellettuali che si sforzavano di studiare il
mondo furono per forza di cose latini (lingua della scienza) e tutt'ora la nomenclatura
scientifica oltre che binomiale (prima il genere con la prima lettera maiuscola e poi la
caratteristica principale o più caratteristica in minuscolo) anche spesso latina. La
tassonomia è quella scienza che fa parte della sistematica (che studia la diversità biologica
e la storia evolutiva) e si occupa dell'identificazione, denominazione e classificazione delle
specie, e lo schema generale che condivide è quello piramidale che tutti conosciamo:
Eubatteri (Bacteria)
dominio ← basato sul tipo di cellula:
regno ← anni '60 Archeobatteri (Archea)
philium
classe Eucarioti
odrine Rappresentazione tipica della Claudistica,
famiglia ossia della classificazione basata sulle
genere parentele e sull'evoluzione delle specie. È un
specie → ci sono due definizioni: quella cladogramma, molto simile ad un albero
biologica sostiene che sia un gruppo di individui genealogico per il focus posto sul nodo e
interfecondi tra loro isolati dagli altri e che danno sull'ordine temporale, ed eventualmente sulle
vita a figli a loro volta fecondi. Esistono molte caratteristiche comuni
eccezioni soprattutto per quanto riguarda la
riproduzione (basti pensare a quella asessuata).
Quella morfologica gruppo di individui simili dal
punto di vista morfologico e strutturale
Origine della vita
Brodo primordiale
Armosfera priva di O2
Ci sono molte molecole diverse tra loro, che piano piano si uniscono e formano
i lipidi. Per sbaglio questi lipidi fagocitano un RNA capace di autodupplicarsi,
l'evoluzione da ragione a questa simbiosi di continuare ad esistere, e piano piano
nascono i primi procarioti anaerobi (2,7 miliardi di anni fa)
Atmosfera con O2
I procarioti fagocitano i miticondri (endocitosi) e la collaborazione ha
successo. I primi organismi aerobi sono i cianobatteri.
Gli anfibi (cui nome significa per l'appunto doppia vita) per primi
conquistarono la terra ferma, e poi da lì alcuni altri esseri viventi riuscirono a
vivere fuori dall'acqua.
Protisti
Sono il regno più semplice del dominio degli Eucarioti; sono in pratica il rifiuto di tutti gli
altri regni e sono infatti molto diversi tra loro dal punto di vista del metabolismo (possono
essere autotrofi come le alghe o eterotrofi come i protozoi). Tuttavia nessuna delle specie
appartenenti a questo regno è capace di organizzarsi in tessuti e la maggior parte sono
parassiti per lo più patogeni che si trasmettono mediante le zanzare ad esempio e si
muovono in maniera molto limitata grazie a ciglia, flagelli, ma anche pseudopodi, ossia
strategici movimenti del citoscheletro che permettono al protista di spostarsi come una
macchia vivente. Possono infine contenere cloroplasti, vacuoli e parete, ma anche lisosomi e
ovviamente centrioli.
Virus
Sono considerati viventi solo per metà perché sono cento volte più piccoli di una
qualcunque cellula e non sono capaci di sopravvivere da soli, tuttavia hanno un acido
nucleico al loro interno e quindi vengono in parte considerati viventi. Sono in oltre
costituiti da citoplasma e capside (un involucro che protegge il virus ma ha anche funzione
ricettrice per trovare la cellula bersaglio). Non avendo alcun organello, necessitano della
"protezione" di un'altra cellula, quello che fanno in pratica è prendere il controllo della
cellula immettendo il proprio acido nucleico e usufruendo delle particelle e funzioni della
cellula la fa riprodurre, facendo così riprodurre la propria informazione genetica.
Nella cellula entra per endocitosi mediata da recettori (i vaccini funzionano proprio perché
insegnano ai recettori a riconoscere il virus), o per trasporto orale (tramite il trasporto di
insetti) nel caso delle piante.
FUNGHI
Sono strutture
cellulari, le stesse
che permettono al
fungo di “assorbire”
le sostanza nutritive
Sono un regno molto particolare che prima era stato assimilato alle piante, poi ai protisti, e
si è finalmente conquistato un regno a se grazie a delle caratteristiche speciali. I funghi
sono capaci di organizzarsi in pseudotessuti (il micelio, e non potevano quindi essere
messi tra i protisti), e hanno una parete cellulare (e non potevano quindi essere animali),
tuttavia quest'ultima non è fatta di cellulosa (come nel caso delle piante, con hanno in
comune anche la presenza di vacuoli), bensì di chitina (caratteristica in comune con gli
insetti ad esempio, così come quella di essere eterotrofi).
La riproduzione può avvenire in maniera sessuata (per garantire la sopravvivenza della
specie) o asessuata (per mezzo di mitosi e di spore, utilizzata per la diffusione della specie):
• frammentazione di ifee : si propagano nel sottosuolo allargando il reticolo (funghi
porcini);
• germazione e scissione binaria : molto simile alla mitosi (lieviti);
• produzione di spore mitotiche : fanno cadere i semini (agrumi).
Dal punto di vista della nutrizione sono eterotrofi per assorbimento, ma si dividono in base
all'organismo a cui si attaccano e agli effetti che hanno su di esso in:
• saprofiti : sostanze morte;
• parassiti : a spese di un organismo vivo;
• simbionti : a vantaggio di entrambi. Si differenziano a loro volta in:
◦ micorrizza: si attaccano alla radice delle piante e fungono da prolungamento
delle stesse scambiando le proprie sostanze organiche con il prodotto della
fotosintesi, possono essere
▪ interni (endomicorrize)
▪ esterni (ectomicorrize)
◦ licheni: contornano la pianta fertilizzandone il terreno riempiendolo per lo più
di acqua e minerali e ricavandone in cambio il prodotto della fotosintesi.
Vengono chiamati organismi pionieri perché sono spesso i primi a colonizzare
ambienti ostili e renderli vivibili per le piante ad esempio. Possono essere a
seconda dell'aspetto:
▪ fogliosi
▪ crostosi
▪ fruticosi
PIANTE
Per capire: lo sporofito è diploide e da origine alle spore aploidi (dentro delle speciali
strutture denominate sporangi), mentre il gametofito è aploide e da vita ai gameti
(prodotte nella gametangi).
Vasculari (tracheofite)
Non vasculari
Speratofite
(briofite) Pteridofite
Gimnosperme Angiosperme
Tra le cose che monocotiledoni
le distinguono dicotiledoni
muschi lacopodi ci sono i tempi In base al numero
Tipi epatiche equiseti di riproduzione di cotiledoni
andocerote felci lunghissimi per (strutture interne
le al seme da cui poi
gimnosperme. nasce la pianta)
Parte verde
Aploide Fogliolina speciale Pinoli Polline
visibile
sotto terra
Può essere semplice o articolato, con internodi, cavi, ramificazioni
fusto verticillate e sporangi in spiga. In oltre si dividono in base ad esso in
striscianti o erette
è un vero e proprio tessuto, assente nelle briofite che lo sostituiscono con gli
radici
zoidi grazie ai quali si ancorano al terreno
struttura che serve a proteggere e nutrire l'embrione. Coincide con lo
sviluppo dell'ovulo. Nel caso delle gimnosperme sono protetti dal cono, che
seme
quando sono maturi (che siano stati o meno fecondati ormai è tardi) si apre
per permettergli di cadere e germinare
conduce la ninfa grezza, sali minerali e acqua (costituito da cellule allungate
xilema
dette tracheidi)
Vasculari (tracheofite)
Non vasculari
Speratofite
(briofite) Pteridofite
Gimnosperme Angiosperme
floema conduce la linfa elaborata ai tessuti organici.
fiore non sono presenti. Nel caso delle Gimnosperme al loro posto ci sono altre
strutture note come coni che possono essere sia maschili che femminili.
il fiore ha funzione di proteggere l'ovulo nell'ovario. Ha il nettario alla base
frutto degli stami in modo tale che gli insetti siano obbligati a sporcarsi.
Il frutto invece nasce con la maturazione dell'ovario.
Nelle pteridofite sono uguali tra maschio e femmina, solo dopo si
spore distinguono in cellule uovo e spermatiche, al massimo si dividono in
megaspore (F) e microspore (M)
non autonomi:
prevale sul
prendono dai
gametofito ed è
gametofiti
perenne,
zuccheri, stanno nella stessa pianta dei
sporofiti solitamente sono in
amminoacidi e gametofiti!
oltre raggruppati in
acqua. Sono
sori, a volte
formati da piede,
ricoperti da indusi.
seta e sporangio
quelli maschili Quelli maschili si
usano l'acqua per devono ancora
gameti spostarsi ed spostare con acqua sono ormai svincolati dall'acqua
incontrare quelli per raggiungere le
femminili femmine
È la parte più
grande della microscopici e completamente
pianta (oltre 10 dipendenti (nonché contenuti) dagli
gametofiti cm). Autonomo e sporofiti. Quelli M coincidono con il
perenne. Si polline, mentre l'ovulo contiene il
riproducono per gametofito F
frammentazione.
quello maschile e
gametangio quello femminile
sono separati
La riproduzione nelle piante è importante approfondirla in un capitolo a parte (se non
altro perché è una delle più papabili domande d'esame). Essa ha non solo la funzione di
mantenere in vita la specie ma anche quella di diffondere i figli in modo tale da trovare il
miglior ambiente possibile per la specie. Per questo le strategie sono sia quella della
riproduzione sessuata che quella asessuata:
• asessuata (o vegetativa): è permessa da cellule sempre giovani e totipotenti
contenute o nelle gemme o nel fusto, alcune piante sono in grado di generare un
nuovo individuo da sole per mezzo o di stoloni o di rizomi:
◦ stoloni: fusti lunghi e sottili che crescono lungo la superficie del suolo |_|_|_|
◦ rizomi: ogniuno piuò dare vita ad un nuovo organismo a se e ne sono esempio i
bulbi (aerei o sotterranei che siano)
• sessuata: grazie al fiore o alle pigne.
Ricettacolo (talmo)
(androcei) L' impollinazione può essere:
• anemogama (vento)
• entomogama (insetti)
• ornitogama (colibrì)
• chirogama (pipistrelli)
• idrogama (acqua)
Mentre la dispersione di semi:
Asse fiorale (pedicello ) • brocora (caduta)
• zoocora (animali)
• anemocora (vento)
• idrocora (acqua)
Esocarpo
Mesocarpo
Endocarpo I frutti si dividono in semplici (che a loro volta si dividono in carnosi come le
bacche, l'uva, o le drupe con un solo seme come le ciliege, e secchi che si dividono
in deiscenti con più semi e indeiscenti con un solo seme), aggregati (il fiore ha
Semi tanti pistilli e alla maturazione ognuno mantiene la sua identità diventando frutto)
e multipli (un frutto solo per pistilli da più fiori)
Per quanto riguarda la nutrizione le piante utlizzano la CO2 (che entra attraverso gli
stomi, piccole aperture nell'epidermide della pagina inferiore della foglia) e i materiali
assorbiti dal terreno (assorbiti per mezzo di peli radiali che superano la barriera
impermeabile della radice andando a formare in soluzione acquosa la linfa grezza, che
caricata nei vasi del legno detti xilemi e portata nel resto della pianta dove viene
metabolizzata).
ANIMALI
Siccome è un regno molto complesso, lo introduciamo con degli organismi modello che
sono stati scelti per le loro ridotte dimensioni, per il breve ciclo vitale, sviluppo rapido e
facile reperibilità e manipolazione (come fece anche Mendel con il Pisum Sativum). In
ottica didattica può essere molto importante parlare delle api facendo conoscere struttura e
funzioni (e quindi facendo riflettere sull'evoluzione), sul concetto generale di essere
vivente, ecc.
Phylium: artropodi
• aracnidi (che hanno il corpo diviso in 2, 8 zampe più altre similzampe uscenti dalla
bocca)
• insetti:
◦ hanno un corpo diviso in 3 parti (testa di 6/7 segmenti, torace di 3 e addome di
10)
◦ hanno 3 paia di zampe
◦ hanno 2 paia di ali
◦ hanno 1 paio di antenne
◦ il loro sviluppo comporta metamorfosi
Mesotorace
Prototorace
Metatorace
Le Api ad esempio passano nello stato di larva da
▪ prepupa
▪ pupa/ninfa
▪ insetto che sfarfalla
Si dividono in:
◦ imenotteri
◦ coleotteri
◦ lepidotteri
◦ ditter O
• crotacei Non c'è nel fuco O
• millepiedi
• centopiedi
Classe: insetti
Orine: imenotteri
Famiglia: Apidi Vista a quasi 360° grazie ai
Specie: Apis melifera fotorecettori detti ommatidi,
tutti provvisti di lente
Le api sono insetti fortemente sociali ed organizzati, ed anche per questo sono spesso scelti
come organismi modello. Vivono infatti in gruppi di decine di migliaia di individui tutti
dall'istinto al lavoro molto accentuato. L'organizzazione è gerarchica, ci sono (tutti diversi
morfologicamente tra loro a causa della diversa nutrizione):
• ape regina : unica femmina feconda di tutta la colonia nata nella cella reale, se in tale
celle ne nascono più di una, la prima nata uccide tutte le sorelle e vive in media fino
a 45 anni.
• operaie :
◦ nascono dalle uova fecondate,
◦ sono tutte femmine sterili
◦ sono deputate alla nutrizione della regina piccola quando iniziano a finire le
provviste di spermatozoi
◦ a 3 giorni dalla nascita puliscono la cellula
◦ al 4 giorno diventano nutrici
◦ a 10 giorni funzionano le ghiandole ceripare e fanno da "muratrici". Costruiscono
e mettono a posto le celle (esagonali, che insieme a doppio strato compongono
un favo), che vengono poi chiuse con un tappo di cera (l'opercolo) per meglio
conservare il miele deposto nelle cellule
◦ a 16 giorni si dedicano al ricevimento del polline e nettare
◦ a 20 giorni si dedicano alla difesa della comunità
◦ dalla terza settimana alla fine della vita (da 3040 giorni a 6 mesi) si dedicano
alla raccolta di cibo
• fuchi :
◦ deputati in 30 ad accoppiarsi con l'ape regina nelle prime due settimane di vita
della femmina
◦ muoiono tutti durante l'accoppiamento per la perdita degli organi genitali
◦ i quattrocinque milioni di spermatozoi raccolti in quelle settimane sono messi da
parte nella spermoteca e serviranno a fecondare le uova deposte dalla regina
◦ nascono dalle uova non fecondate della regina, e vengono "prodotti" soprattutto
dopo i 34 anni di vita della regina (cioè quando finiscono le provviste di
spermatozoi)
◦ raggiungono la maturità sessuale a 3040 giorni di vita.
◦ vivono in media 50 giorni
◦ fanno lunghi viaggi e sono in media un migliaia in primavera, mentre in inverno
non ce ne sono
Tutte le larve vengono nutrite inizialmente dalle api nutrici con pappa reale, mentre dopo i
primi giorni solo la larva della regina potrà continuare a nutrirsi di questo, mentre fuchi e
operaie verranno nutriti con pappa larvale (insieme di acqua, miele e polline). N.B. il
nettare è uno zucchero usato per produrre il miele, mentre il polline è una fonte proteica.
Le api sono in fine capaci di un vero e proprio linguaggio tutto loro con cui comunicano ad
esempio nuovi punti in cui sono stati trovati fiori, quanto lontani, quanti fiori, se c'è
pericolo, ecc. La "danza" più famosa è quella dell'addome, ma ne esistono molte altre e
significativo è anche il "tipo" di ronzio.
Ma a cosa servono questi insetti? Solo a pungere? Sono tra gli animali più utili al mondo:
sono infatti i principali impollinatori, e pronubi (cioè favoriscono le nozze tra granulo
pollinico e ovulo) grazie alla peluria dell'addome, alla moltitudine di fiori visitati in un solo
giorno, fedeltà alla specie dall'inizio alla fine della fioritura e le capacità comunicative
appena elencate.
Ecco cosa possiamo dire di un regno vasto come quello animale:
• sono tutti
◦ eterotrofi
◦ multicellulari
◦ no parete cellulare
• si dividono in
◦ vertebrati (con scheletro)
◦ invertebrati ("solo" 42500)
• poi per simmetria:
◦ radiale
◦ bilaterale (più evoluta)
• dominano quasi tutti gli habitat
• gran parte ha riproduzione sessuata per gameti che si uniscono in uno zigote che si
"mitotizza" sobito (ciclo diplonte) diventando:
◦ blastula
◦ gastrula, che presenta 3 foglietti embrionali noti come ectoderma, mesoderma
ed endoderma che poi si differenzieranno in tessuti (che tutti meno che le
spugne hanno) della pelle, muscoli e ossa e organi interni
Per quanto riguarda la nutrizione, si nutrono tutti di altri 1 - Filtratori sessili (=legati a un
organismi viventi, vivi o morti che siano, quindi la nutrizione substrato, sono acquatici)
prevede una fase di 2 - Filtratori pelagici (sono liberi,
acquatici anche loro)
• assunzione del cibo, per cui gli animali si dividono in
3 - Consumatori di substrati
• disgregazione meccanica dei complessi, che richiede la 4 - Consumatori di masse alimentari
(catturano prede)
5 - Succhiatori di liquidi (ricchi di
sostanza nutritive come la linfa o il
sangue)
presenza di strutture specializzate come denti, ventriglio (ber gli uccelli, insetti e
lombrichi) o becco (per i molluschi, pensa alle seppie). È presente solo nei 3, 4 e in
rarissimi 1 e 2
• digestione chimica, per mezzo di enzimi digestivi che permettono di passare da
◦ fosfolipidi → monosaccaridi
◦ proteine → acidi grassi
◦ proteine → zuccheri, fosfati e basi azzotate
• assorbimento delle molecole digerite
• eliminazione delle score inutili (escrezione). La maggior parte di queste sostanze
sono quelli azotati derivanti dalla degradazione delle proteine e degli acidi nucleici.
Tra i più dannosi, sicuramente figura l'ammoniaca che può essere eliminata
direttamente dagli animali acquatici mentre i terrestri devono neutralizzarla con
acido urico (solido prodotto da insetti, rettili e uccelli) o urea (molto più concentrata
quindi risparmia acqua)
Celoma vero
e proprio
Protostomi (celoma derivato da Deuterostomi (celoma derivato
Cavità del corpo agregati cellulari) dal tubo digerente)
multicellularità
L'uomo, che è un consumatore di masse alimentari onnivoro, ha un apparato digerente
coincidente con un tubo aperto diviso in cavità orale, faringe, esofago, stomaco ed
intestino, associate a ghiandole salivari, fegato, cistifellea e pancreas. La digestione
meccanica avviene nel cavo orale e grazie ai muscoli dell'apparato digerente che
permettono il rimescolamento unifrome e la progressione del cibo. Per quanto riguarda la
digestione chimica invece l'uomo come tutti gli altri animali si serve degli enzimi.
L'apparato digerente è caratterizzato da L'uomo come molti animali, ha una
• una tonaca mucosa interna ricca di ghiandole che digestione extracellulare, ciò significa
producono enzimi, il muco che funge da lubrificante e che la demolizione degli alimenti
protettore del canale; avviene in un compartimento isolato
• una tonaca sottomucosa ricca di vasi sanguigni per il dal resto del corpo (non come nelle
trasporto di sostanze e terminazioni nervose; spugne ad esempio) e questo
• tonaca muscolare , per far progredire e rimescolare il permette di consumare molto più cibo
cibo
• tonaca sierosa , un sottile strato liscio che avvolge le pareti più esterne dell'intestino.
Lingua: (particolare organo muscolare)
che ha funzione non solo per quanto
Denti: si dividono morfologicamente riguarda la degustazione ma anche per la
in radice e corona e sono 20 nei masticazione, li linguaggio e la
bambini e 32 negli adulti. deglutizione. ネ infatti ricca di particolari
esteroflessioni, note come papillegustative,
Le ghiandole salivari che ci permettono di distinguere dolce,
Lingua
emettono la saliva, una amaro, acido, salato e umami.
soluzione acquosa con ph
neutro ricca di sali minerali La deglutizione è composta da una prima
ed enzimi che iniziano il fase volontaria e una seconda involontaria
processo di digestione. favorita dall'epiglottide, una valvola che
impedisce al cibo di finire nella trachea.
Ogni specie, ha il suo personale sistema Una seconda valvola divide l'esofago dallo
digestivo morfologicamente diverso a 24 cm stomaco: il cardias.
seconda del tipo di alimento "preferito",
ma particolare è il caso dei ruminanti,
come bovini, pecore, capre, cervo e
bisonte. Hanno una parte dello
stomaco detta rumine contenente
batteri simbionti e protozoi che
producono enzimi in grado di digerire
la cellulosa Stomaco
Parete muscolare ha capienza di 24 litri,
Obliqua troviamo gli enzimi adeplti
Circolare alla demolizione delle
Longitudinale proteine (la pepsina), l'acido Mucosa e
cloridrico e il muco fossette
gastriche
sottomucosa
Immagazzina la bile e la
Sono qui localizzati i microrganismi che compongono la flora immerge nel duodeno. produce la bile, che
batterica intestinale e che svolgono funzione protettiva (da eventuali cistifellea contribuisce
microrganismi patogeni), trofica (controllo della proliferazione e Fegato← all'emulsione dei lipidi.
differenziazione di cellule epiteliali) e metabolica (scompone le È la ghiandola più grossa
Pancreas
molecole non digeribili e produce vitamina K e B) dell'organismo. In oltre
Colon detossica il sangue,
deposita il glucosio in
glicogeno; produce l'urea
Produce i succhi
Intestino tenue
che neutralizzano il
Si divide in duodeno, digiuno e ileo. Nel
ph nel tenue.
duodeno sfociano i dotti bilari di cistifellea
Funziona come
(provenienti anche da fegato e pancreas). . È
ghiandola
formato da tuniche e mucosa e ricoperto di
endocrina che
esteroflessioni (villi intestinali) che lo rendono
produce ormoni
più assorbente (è infatti suo compito assorbire
diffusi poi per
le sostanze nutrienti.
mezzo del sangue
L'intestino crasso assorbe Le proteasi riproducono le proteine ed
acqua, sali e vitamine, e aminoacidi e le amiliasi decompongono i
possiede giandole che al carboidrati in zuccheri semplici.
posto di produrre enzimi
producono muco, utile per
l'espulsione delle sostanze.
Ano
EVOLUZIONISMO
È l'idea secondo la quale la vita è emersa dalla materia inanimata per autoorganizzazione e
si è poi differenziata (cioè evoluta) nella straordinaria complessità dei viventi che oggi
definiamo biodiversità. Con evoluzione si intende
Il cambiamento nel tempo delle frequenze geniche di un popolazione
Quindi si parla del coinvolgimento dell'intera popolazione, di una varietà genetica, e la
dimensione temporale profonda, cioé molto lunga e significativa.
• Prima di tale teoria esisteva il fissismo, nato da un'interpretazione letterale della
Bibbia, ma dopo Galileo e Keplero si intuì la natura "interpretativa" con cui
bisognava leggere il testo sacro.
• Carlo Linneo (17071778) non parlò di evoluzione, ma per primo classificò il mondo
animale trovano gli antenati in comune, facendo così progredire la visione della
scienza nella direzione giusta. Tra il XVIII secolo e il XIX il dibattito scientifico è
molto vivo e sarà quello che porterà alla teoria di Darwin.
• De Buffon (GeorgesLouis Lecrerc, 17071788) fissò gli anni della terra a 5 milioni e
formulò in maniera esplicita il concetto di discendenza comune;
• Georges Cuvrier (17691832) studiò gli stati delle rocce e i fossili in essi presenti,
concludendo che negli strati più profondi c'erano organismi molto diversi da flora e
fauna a lui contemporanea, elaborando la teoria del catastrofismo, che suppone
una serie di estinzioni dovute e catastrofi succedute dal ripopolamento grazie a
migrazioni delle zone non colpite;
• Thomas Robert Malthus (17661834) era un economista e demografo, si accorse che
una popolazione tende ad accrescersi più rapidamente delle risorse ad essa
necessarie → lotta per la sopravvivenza;
• Charles Lyell (17971875) elabora una teoria opposta, quella del lento e progressivo
cambiamento, dando così a Darwin il coraggio di rendere pubblica la sua teoria;
• J.B. de Lamark (17441829) elaborò la prima teoria evoluzionistica ipotizzando che
gli organismi subissero modificazioni come risultato di fenomeni naturali, seguendo
un principio vitale per cui si tende alla maggiore complessità e perfezione e per cui
ciò che noi "conquistiamo" lo trasmettiamo alle future generazioni → ereditarietà
dei caratteri acquisiti;
• Charles Darwin (18091882) fu uno studioso di medicina e teologia, che fu
fortemente ispirato nell'elaborazione della sua teoria non solo dal clima generale del
periodo, ma anche da un importante viaggio che compì tra il 1831 e il 1836 sul
brigantino Beagles in cui scrisse 363 pagine di zoologia, 1386 di geologia e 770 di
un diario, raccogliendo in oltre più di 5000 specie conservate in alcol o essiccate. Nel
1859 pubblicò l'origine della specie sulla selezione naturale. In tale libro espone così
la sua teoria: Ho osservato che:
◦ le popolazioni dovrebbero crescere esponenzialmente
◦ ma invece così non è
◦ le risorse sono limitate
Quindi ci deve per forza essere una lotta per l'esistenza, ma una competizione
ecologica e non combattimento tra individui, poi vede che:
◦ all'interno della stessa specie ci sono differenze tra individui;
◦ una parte di queste differenze sono ereditarie;
◦ la variazione non è direzionata (casuale)
Quindi i portatori di variazioni vantaggiose per la sopravvivenza hanno più
possibilità di sopravvivere e riprodursi. E quindi la popolazione si evolve.
In queste semplici deduzione ci sono una serie di concetti chiave per la scienza:
◦ il fatto dell'evoluzione;
◦ la discendenza comune;
◦ la gradualità dell'evoluzione;
◦ la moltiplicazione delle specie;
◦ la selezione naturale, oggi definita come il secondo motore dell'evoluzione: gli
individui con le caratteristiche che meglio si adattano all'ambiente avranno
mediamente un miglior successo riproduttivo con una prole più fertile e
numerosa. Il primo motore sono le mutazioni, che a differenza della selezione
naturale sono casuali.
• Tutta la teoria venne poi confermata da testimonianze fossili, evidenze biologiche,
anatomia comparata e gli studi di biologia molecolare.
• G. Mendel (18221884) si occupa dell'ereditarietà nelle piante di pisello
• Dopo Darwin abbiamo la sintesi moderna, che si divide in due fasi:
1. si spiega la teoria di Darwin per mezzo delle scoperte di Mendel considerando i
geni per le mutazioni, i pool di geni per le popolazioni: l'evoluzione è un
cambiamento di frequenze di geni delle popolazioni, e questo spiega
l'adattazionismo;
2. una nuova specie si forma quando una popolazione si separa e non è più in
contatto evolutivo con la popolazione madre
Le mutazioni: modifica nella sequenza nucleotidica
I responsabili dell'evoluzione sono in sintesi del DNA di un organismo.
La selezione naturale: gli individui di una
Ci sono poi le teorie degli equilibri popolazione presentano delle differenze nei caratteri
punteggiati che ritengono che le specie ereditabili, e quelli con caratteristiche che si adattano
siano caratterizzate da lunghi periodi di meglio al loro ambiente di vita tendono a generare
stabilità delle specie madri, interrotti da una maggior quantità di prole (successo nella
bruschi episodi di specializzazione rapida. sopravvivenza e nella riproduzione).
La deriva genetica: in piccole popolazioni la
frequenza di un particolare allele potrebbe cambiare
anche solo per caso
Il flusso genico: è il movimento degli alleli da una
popolazione ad un’altra grazie alla migrazioni di
individui riproduttori. Può essere un potente agente
di cambio.