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LA LETTERATURA CINESE: GIULLIANO BERTUCCIOLI

INTRODUZIONE
Il paese che noi chiamiamo “Cina”, viene chiamato dai suoi abitanti Zhongguo (Paese centrale).Questo
termine risale all’antichità ed indicava tutti i domini del sovrano circondato dai territori dei feudatari (in senso
più lato tutto l’impero circondato dai barbari). I cinesi quindi si chiamano Zhongguoren o Hanren.
Naturalmente gli stranieri non potevano ammettere di vivere alla periferia di uno stato “al centro
dell’universo” e hanno dato a questo Paese diversi nomi nel tempo. I Greci e i Romani li chiamavano “Seres”
per identificare i produttori della seta (in cinese: si). Nel Medioevo troviamo il termine “Catai”che deriva dal
nome di un regno sino-barbarico nel Nord. Lo stesso termine “Cina” deriva dalla dinastia dei Qin.

Lo Huange (Fiume Giallo), lo Yangzijiang (Fiume Azzurro) e il Xijiang (Fiume Occidentale) la dividono in senso
orizzontale in 3 parti. Tutti 3 i fiumi scorrono da occidente a oriente, iniziando in modo precipitoso e finendo
in modo lento e tranquillo. La pianura attraversata dallo Huange ha clima secco, freddo d’inverno, poco
alberata; quella attraversata dallo Yangzijiang ha clima umido,freddo d’inverno,caldo d’estate. Le differenze
delle 3 fasce rigardano anche la popolazione: a Nord sono alti,robusti, di carattere posato e grave; al Centro
sono svelti,furbi,emotivi; a Sud più gracili e di carattere più chiuso. La maggior parte sono di etnia Han anche
se sono presonti migliaia di etnie diverse con tradizioni esemplari (Es: Hakka= zingari di mare).

In tutto il territorio cinese sono presenti diversi idiomi: la lingua degli Han, il mongolo, tibetano, mancese ecc.
Si deve distinguere tra lingua “parlata” e “scritta”; la lingua parlata si divide in tanti dialetti diversi tra loro.
La lingua ufficiale Guoyu è quella che deriva dalla lingua parlata dai mandarini negli uffici dell’impero
(guanhua). Riguardo la lingua scritta noi sappiamo che la lingua cinese è monosillabica (quasi 400 sillabe), ma
le sillabe non sono infinite quindi a ognuna di esse corrispondono più parole. Per differenziare i significati
vengono utilizzati i toni, in caso di parole con sillaba e tono uguale ma significato diverso si ricorre a composti
plurisillabici (sempre per indicare un concetto). A differenza della lingua parlata la lingua scritta è uniforme
in tutta la Cina, lo stesso carattere può essere letto in modo diverso in base a dialetti e inflessioni: ne deriva
che la scrittura è importante anche da collante socio-culturale.

LA LETTERATURA DELLA CINA ANTICA


Secondo la tradizione leggendaria, l’universo sarebbe stato originariamente un uovo che conteneva un
embrione di uomo. La parte superiore del guscio divenne il Cielo, quella inferiore la Terra e l’ embrione un
gigante, chiamato Pangu.Il gigante morì e le sue membra si trasformarono in montagne,i suoi occhi nella luna
e nel sole, i suoi capelli in foreste, il suo sudore in pioggia, il suo respiro in vento e la sua voce in tuono;infine
i suoi parassiti divennero gli umani. Una volta creata l’umanità una lunga serie di sovrani si susseguirono, a
essi fecero seguito altri capi soprannaturali fino ad arrivare a un gruppo di 5 imperatori: Fuxi e Nuwa,
Shennong, Huangdi, Yao e Shun. Shun scelse come successore Yu che trasformò il trono in ereditario, dando
inizio alla dinastia Xia. Il XVII sovrano fu un tiranno e venne cacciato dal trono da Tang che fondò la dinastia
Shang; anche l’ultimo sovrano di questa dinastia fu corrotto e crudele, tanto da provocare la ribellione di Fa,
che divenne il fondatore della dinastia Zhou. Per adesso possiamo confermare solo l’ esistenza della dinastia
Shang, grazie agli scavi nelle vicinanze di Aanyang (una delle capitali della dinastia Shang); non quella della
dinastia Xia. Nella società Shang si distinuevano già le classi dominanti dei nobili-guerrieri e sacerdoti, e quelle
dei contadini e servi. Il sovrano era detto Wang, abitava a palazzo ed aveva compiti soprattutto religiosi. I
confini poi si estesero oltre l’ Henan e le campagne colonizzate dai contadini. Zhou era situato più a Occidente
e possedeva una salda organizzazione militare capace di resistere agli attacchi da Occidente dei barbari. Il
feudatario di Zhou era chiamato “Capo d’ Occidente”perché aveva il compito di difendere il confine del regno
Shang dai barbari. La versione della caduta della dinastia Shang è simile a quella della dinasta Xia: ovvero il
tiranno che per amore di una bella donna trascura gli affari di Stato e viene ucciso da un feudatario
proveniente da Occidente. L’ultimo sovrano Shang era Xin: molto forte fisicamente ma crudele e dai costumi
corrotti. Si uccise durante la ribellione di Fa gettandosi nelle fiamme che distruggevano il suo palazzo e quest’
ultimo ne prese il posto. Fa è conosciuto dopo la sua morte come il re Wu; dopo di lui inizia una dinastia che
è conosciuta come quella degli Zhou. Fu adottato il sistema feudale a causa del numero limitato dei
conquistatori e dale difficoltà di comunicazioni (il sovrano non poteva far sentire il suo potere nei feudi più
lontani). Così Zhongguo diviene il “Dominio del re” e Wanguo è il termine con cui si indicano i feudi “i diecimila
regni”; gli stati legati al re da deboli rapporti vassallatici o formazioni statali barbariche erano Waiguo “i regni
esterni”. Soltanto i nobili “shi” o più semplicemente “junzi” gentiluomini, appartenevano a clan e avevano
nomi di famiglia. I gradi nobiliari erano 5: gong “duca”, hou “marchese”, bo “conte”, zi “visconte” e nan
“barone”. Il popolo si distingueva in shang “mercanti”, gong “artigiani” e nong “contadini”; ancor più in fondo
c’erano gli schiavi (di regola prigionieri di guerra). Il sovrano (colui che aveva il Tianming) era il mediatore tra
la terra e Shandi “il Sovrano Supremo”. Accanto a Shangdi appare una folla di altri dei, eroi divinizzati e
personaggi mitici ecc. Si credeva che ogni uomo avesse 2 anime: il po “anima corporale” ( che dopo la morte
rimaneva affianco al cadavere) e lo hun “anima spirituale” ( che dopo la morte saliva al Cielo o discendeva
alle “Fonti Gialle” ovvero l’ Inferno). Per non far tornare i “fantasmi” gui bisognava costantemente fare
offerte ai cadaveri e lasciare in erede almeno un figlio maschio. Nel 771 a.C. la capitale dei Zhou fu
saccheggiata dai barbari e il re fu ucciso, il nuovo sovrano dovette trasferire la sede del governo a Oriente a
Luoyang; per questo a partire dal 770 la dinastia è detta Zhou orientale. Nella nuova capitale i Zhou
perdettero ogni potere di comando:privi di un forte esercito e circondato da feudatari che si dichiaravno
indipendenti. Nel VII sec furono compiuti tentativi di coesione, i primi furono i Qi che si affiancarono agli Zhou
dandogli il potere militare. Dopo di Qi il titolo di egemone fu passato ad altri feudatari finquando nessuno fu
in grado di imporsi sugli altri. Iniziarono i conflitti nel periodo che viene definito come quello degli Stati
Combattenti. L’ antico sistema feudale crolla, tutto il potere viene accentrato nelle mani di pochissimi capi;
intorno al 400 a.C. i più importanti feudi erano 7:Han, Wei, Zhao, Yan, Qi, Chu, e Qin. Chu era i più vasto e
popolato e ricco di commerci, Qin possedeva una grande organizzazione militare ed era circondata da monti
(forte potenza strategica). Il sovrano di Qin riuscì a centralizzare tutti i poteri del feudo e iniziare quindi una
politica espansionistica che non ebbe freni. L’ultimo baluardo a doversi arrendere fu quello di Qi, nel 256 a.C.
il sovrano di Zhou (avendo perso tutti i suoi possedimenti) dovette arrendersi. Finisce quindi il periodo
feudale e inizia quello imperiale; il primo imperatore re Zheng è meglio conosciuto come Qin Shihuangdi
(appoggiato dai ministri legisti Li Si e Lu Buwei).

1.1 I PIÙ ANTICHI DOCUMENTI


I Più antichi documenti scritti rivenuti in Cina sono le iscrizioni divinatorie su ossa animali e su scaglie di
tartarughe (rinvenute negli scavi condotti durante il Novecento ad Anyang, dove era l’antica capitale della
dinastia Shang). Queste venivano usate a scopo divinatorio, venivano esposte al fuoco e gli indovini
interpretavano poi le screpolature causate dal fuoco; non può essere ancora considerata però come
letteratura. Le iscrizioni su oggetti rituali di bronzo risalgono anch’ esse all’ epoca della dinastia Shang, ma le
più interessanti sono quelle dell’ epoca della dinastia Zhou, con questi testi siamo già agli albori della
letteratura cinese.

1.2 LE PIÙ ANTICHE OPERE LETTERARIE


Agli ultimi tempi della dinastia Zhou occidentale risalgono le prime opere della letteratura cinese. 3 opere ci
conservano quanto è stato composto nel campo della storia, della filosofia, della poesia: lo Shujing (Libro dei
documenti), lo Yijing (Libro dei mutamenti), e lo Shijing (Libro delle poesie). N.B: Bertuccioli traduce jing con
Libro perché spiega che jing propriamente tradotto vuol dire ordito d’un tessuto; in epoca tarda specifica
però che i confuciani elevarono queste opere e le resero Classici.

1.3 LA STORIA
La storiografia è cominciata solo in epoca Han con Sima Qian, prima di allora si erano avuto solo aride
cronache, resoconti, racconti di aneddoti ecc.
Lo Shujing (Libro dei documenti) è la più antica di tali compilazioni. Consiste di una 50ina di brani, dei quali
non più di una 30ina possono essere considerati autentici ( gli altri sono interpolazioni posteriori). I soggetti
sono diversi: arringhe pronunciate dai sovrani prima delle battaglie, piccoli trattati di governo geografia e
diritto, colloqui dei sovrani ecc. Lo stile dei brani è solenne, maestoso ma anche molto conciso e di difficile
interpretazione. Il tono è altamente morale, i sentimenti sono nobili e onesti e si arriva a sviluppare il
concetto di mandato celeste “Tian Ming” (Il Cielo sceglie determinati individui per governare e i suoi eredi
possono continuare a governare a patto che siano giusti,allorchè essi si dimostrano crudeli e tirannici il Cielo
ritira il suo mandato e sceglie qualcun altro da mandare sul trono): ovviamente il Tian Ming diviene un
espediente per giustificare rivoluzioni e camb0i di potere nella storia.

La seconda opera storica è il Chunqiu (Annali delle primavere e autunni) ovvero la cronaca del feudo di Lu
(dove nacque Confucio). Essa è arida, schematica ma precisa ed è stata salvata grazie all’ interesse dei
confuciani (che addirittura gli attribuiscono la paternità dell’opera).L’ aridità di questo testo non ci permette
di individuare l’entusiasmo di Confucio in quest’ opera m a ciò ci è permesso dai 3 commenti principali: Zuo
zhuan (Tradizione o commentario di Zuo), Gongyang zhuan (traduzione o commentario di Gongyang) e
Guliang zhuan (traduzione e commentario di Guliang). Il più ampio e interessante è il Zuo zhuan: è lui che ci
permette di poter descrivere la vita della Cina antica e che ci descrive i capi feudali non come figure
monolitiche (come il Libro dei documenti) ma come esseri umani con i propri vizi e virtù.Inoltre a differenza
degli altri commentari concede spazio a storie di fantasmi e spiriti.

L’ ultima importante opera storica della Cina antica è il Zhanguo ce ( Intrighi degli stati in guerra), in 33 capitoli
esso abbraccia gli anni che vanno dal 452 al 216 ( gli anni delle guerre più feroci), parlando di intrighi di corte,
strategie politiche e di come gli shi esponevano i loro piani e di come servivano il loro padrone. L’autore
rimane sconosciuto.

1.4 LA FILOSOFIA
Alle origini del pensiero filosofico cinese si trova lo Yijing (Libro dei mutamenti): un manuale di divinazione
che sarebbe stato composto da Re Wen (fondatore della dinastia Zhou). Esso si basa sul sistema di divinazione
per mezzo dei bastoncini di achillea, diverso da quello dei gusci e ossa.Da un recipiente, di solito formato da
una sezione di tronco di bambù, gli indovini estraevano a caso tali bastoncelli, marcati col segno “positivo”
(yang/linea continua);o col segno “ negativo” (yin/linea spezzata). Dopo aver ripetuto 6 volte tale operazione
andavano a creare ciò che chiamavano esagramma. Il libro ne elencava 64, ognuno con un significato diverso,
le descrizioni erano però brevi frasi volutamente oscure che aprivano a numerose interpretazioni che
risultavano speso vaghe.

Durante l’ epoca Zhou e quella degli Stati Combattenti c’era bisogno di armi e eserciti forti, ma anche di
coniglieri capaci di amministrare politica e guerra. I pensatori “erranti” erano esperti e dotti che erano liberi
di passare da uno stato all’ altro offrendo i servigi al sovrano di turno. I più famosi tra essi raccoglievano
intorno a se ammiratori e seguaci, dando così luogo alla formazione di “scuole” o correnti di pensiero politico.
Secondo Ban Gu le principali sono 9: 1) Scuola dei confuciani (Rujia) 2) Scuola dei daosti (Daojia) 3)Scuola
dello Yinyang (Yinyangjia) 4)Scuola dei legisti 5)Scuola dei dialettici (MIngjia) 6)Scuola dei moisti (Mojia)
7)Scuola dei politici (Zonghenjia) 7)Scuola degli eclettici (Zaijia) 8)Scuola degli agronomi (Nonjia). Di alcune di
queste si sono perdute tutte le traccie (scuola dello yinyang); le ultime 3 sono considerate minori

1.4.1 CONFUCIO E IL CONFUCIANESIMO


La dottrina di Kong Fuzi (Maestro Kong) ha permeato la cultura cinese fin quasi a identificarsi con essa e ha
costiyuito la base su cui l’impero ha poggiato e s’è retto fino al nostro secolo.Tra tutte le scuole solo il
confucianesimo ha conosciuto gloria ininterrotta. Fu il primo a sviluppare un sistema di pensiero e a costituire
una scuola filosofica, è il primo autore cinese studiato e per tanto (essendo che è stata mitizzata), la sua vita
si confonde tra storia e leggenda. Egli sarebbe nato a Queli nello Shangdong, nel 551 a.C e morto a Qufu nel
479 a.C. Dopo un infanzia povera e una giovinezza trascorsa ricoprendo cariche amministrative, fu chiamato
dal principe di Lu nel 500 a.C. per la carica di ministro. La sua abilità fece preoccupare gli altri signori feudali
e uno di questi d3cise di mettere in cativi rapporti Confucio e il principe di Lu mandando cavalli e danzatrici
a quest’ultimo. Il principe si distrasse così tanto che Confucio fu costretto ad autoesiliarsi nel 479 a.C. Negli
ultimi anni della sua vita si dedicò all’insegnamento e ala scrittura (si dice avesse quasi 3000 seguaci); la sa
tomba a Qufu divenne una vera e propria “Mecca” per ogni colto.

IL complesso di dottrine tramandate e insegnate, e poi rielaborate nel tempo vanno sotto il nome di
confucianesimo. Esso non è una religione, Confucio non si fece banditore di una nuova fede o si dichiarò
profeta, era scarsamente interessato a spiriti e problemi dell’aldilà. Non pretese neanche di insegnare
qualcosa di nuovo, bensì solo di trasmettere la saggezza del passato. Egli auspicava al ritorno a una primitiva
età dell’oro (rappresentata dai primi periodi della dinastia Zhou). Per far ciò bisognava restaurare le
istituzione e ridare importanza ai riti (il fatto che onn venivano più osservati era la causa di tutti i mali). Era
necessario che ciascuno svolgesse il ruolo assegnatogli in una società ben regolata. Il confucianesimo rivolge
la sua attenzione soprattutto alla formazione dell’individuo nobile (il junzi). Un vero e proprio “uomo
superiore” che deve essere la sintesi delle virtù confuciane: ren-umanità/yi-giustizia/shu-altruismo/xiao-
pietà filiale/zhong-lealtà/zhi-dirittura/ e quele che deve acuisire wen-cultura/li-buone maniere. I principali
testi sono Wujing (Cinque Libri) e i Sishu (Quattro libri) DI CUI SO GIA IL NOME. Di questi Confucio è
responsabile solo del Lunyu (Dialoghi), ovvero una raccolta delle sue parole fatta dai suoi discepoli, le altre
opere sono a lui preesistenti.

Fra i pensatori confuciani, dopo il Maestro viene sicuramente Mengzi (Maestro Mencio), anche lui come
Confucio visitò varie corti feudali in cerca di un bravo sovrano che lo ascoltasse. La sua opera scritta sul
modello dei Dialoghi, è letteriamente più curata ma non c’è vivacità di stile; i suoi concetti sono espresi
tramite periodi costruiti perfettamente. Per Mencio la natura dell’uomo è fondamentalmente buona. Il male
viene compiuto da essi quando tale bontà vien dimenticata, trascurata o abusata. Così nel governo, basterà
ristabilire gli ordinamenti del passato per liberare la società dai mali. Contrario all’ idea di Mencio c’era Xunzi:
per lui la natura dell’uomo è cattiva, la bontà è acquisita solo mediante l’educazione. Oltre al Lunyu,Mengzi
e Xunzi (che esprimono i pensieri dei più influenti confuciani), esistono un gruppo di opere a caratere rituale
che da sempre sono state caratterizzate come confuciane. Si tratta del Zhou li (riti di Zhou),, Yili (riti di Yi), e
Liji (memorie sui riti). Il Liji mette insieme frammenti di riti appartenenti as epoche diverse; 2 capitoli del Liji:
Daxue (Grande studio) e Zhongyang (Giusto mezzo) sono stati inclusi nei 4 libri.

1.4.2 LAOZI E IL DAOISMO


Il daoismo è la corrente di pensiero filosofica più importante dopo il confucianesimo. Il suo successo è dovuto
da 2 motivi principalmente: Inanzitutto,di fronte al rigido e solenne confucianesimo, il daoismo ha opposto
uno stile libero da convenzioni e da ipocrise. Inoltre,allo stile talvolta freddo e pedante dei confuciani, il
daoismo ha opposto uno stile ricco di paradossi,iperboli, fantasie e immagine poetiche di certo più
interessanti.

Con il temine “daoismo” si indicano le dottrine a carattere filosofico esposte da Laozi,Zhuangzi e Liezi; inoltre
anche la “religione daoista” formatasi dal primo secolo della nostra era; in cinese i pensatori sono detti Daojia
(Scuola del Dao) e la religione Daojiao (Dottrina del Dao).

Il punto di partenza del daoista è lo scopo di preservare la vita ed evitare ogni inguria alla propria persona
(concezione tacciata come egoista ed individualista). Il Daodejing è stato composto da Laozi. Di questo
personaggio si sa davvero poco, il nome era Li Er, Laozi vuol dire “vecchio maestro”. Nel Daodejing vengono
esposti in uno stile oscuro,ma avvincente i principi della prudenza,dell’umiltà,della sobrietà. L’uomo
dovrebbe svolgere le sue attività in modo naturale e spontaneo; la semplicità e l’ innocenza dei bambini sono
qualità che ogni uomo di cultura dovrebbe possedere (mentre nel bambino è naturale, nell’uomo saggio è
sinonimo di conquista di spirito). Applicando i principi alla politica, il governate saggio è colui che governa
poco e lascia che il suo popolo faccia quel che può e che vuole:emana poche leggi, stabilisce pochi divieti,
bandisce l’ istruzione nel suo stato. Se per i confuciani il Cielo decide e controlla, per i daoisti il Cielo non si
cura degli atti degli uomini.

Il Dao è immutabile,anche se muta d’ aspetto.Non può essere descritto, esisteva prima del nulla, prima del
Cielo,prima della Terra; vari noi lo designano (Mistero,Mistero del mistero,Porta di tutti i prodigi). Il Dao è
profondo,inscrutabile,inesauribile nei suoi effetti simile a un recipiente che continuamente versa,senza mai
svuotarsi. Il Saggio è colui che lavora il minimo indispensabile,che quando governa cerca di mantenere il
popolo ignorante e incolto.

Lo Zhuangzi (Il Maestro Zhuang) è composto da 33 capitoli divisi in 3 sezioni. La sezione “interna” contiene 7
cap con le parti flosoficamente più importanti, le sezioni “esterna” e “miscellanea” sono state aggiunte in
data posteriore. Zhuangzi è l’ opera più avvincente non solo della filosofia daoista, ma di tutta la letteratura
cinese per lo stile brillante e fantasioso seppur profondo. Presenta una serie di piccoli trattati, favole,
aneddoti ecc. non mancano mostri,animali,esseri grotteschi e spiriti.

Il Liezi (il Maestro Lie) è per molti versi simile allo Zhangzi,non ne ha la stessa profondità di pensiero ne la
vivacità dello stile; in esso non manca una nota di umorismo che come sempre ha come vittima Confucio e i
confuciani.

1.4.3 I LEGISTI
La terza grande scuola filosofica è quella dei legisti. Unica fra tutte le scuole, è l’ unica che raccomanda la
guerra come mezzo per accrescere i poteri del sovrano e allargare i confini dello Stato e rendere il popolo
disciplinato e forte. Lo stato viene governato da una serie di leggi che stabiliscono esattamente i doveri di
ciascun cittadino, esse vengono applicate senza pietà o compromessi. La popolazione veniva divisa in gruppi
di 5 o 10 perone, se una di esse trasgrediva tutti dovevano pagare pene così pesanti da scoraggiare i
trasgressori. La concezione politica è esattamente opposta a confuciani e daoisti: Se i confuciani prevedevano
riforme sociali basate sull’educazione i legisti sostengono che il governo deve basarsi su un rigido sistema di
leggi, se i daoisti applicavano una politica liberale,basata sul principio del “lasseiz-faire”, i legisti attuano una
politica dirigista e pianificatrice. Il pensiero deriva dalla concezione pessimistica di Xunzi, che fu il maestro
del più influente legista Han Fei (autore dell’ Han Feizi). Il legismo è la politica del primo imperatore che
riunificò i feudi: Qin Shihuangdi.

1.4.4 I DIALETTCI
I maggiori esponenti della scuola dei dialettici sono Hui Shi e Gongsun Long, del primo non ci è rimasto niente.
Gongung long è autore dell Gongsung Longzi (Il maestro Gongsung Long) che ci è pervenuto. Grazie alle loro
capacità i dialettici dovevano trovarsi avvantaggiati nelle continue deatribe con i loro avversari politici ma
non sono mai riusciti a convincere e a lasciare un segno profondo nella storia della Cina.

1.4.5 I MOISTI
Mo Di ( latinizzato in “Micius”) è il fondatore di questa scuola che sosteneva una dottrina di pacifismo a
oltranza, fu un acerrimo avversario dei confuciani. Confucio sosteneva che i sovrani dovevano farsi assistere
da saggi consiglieri, Mo Di arrivò a dire che essi dovevano cedere il posto a chi era più preparato di loro. Mo
Di predicava l’ amore universale tra gli uomini, seguendo l’esempio del Cielo che manifesta amore per tutte
le creauture. Mo Di diede una salda organizzazione al suo movimento, inquadrando i suoi discepoli in corpi
pronti a intervenire in caso di minaccia di guerra, questo lo portò a studiare i principi della guerra difensiva;
nella sua opera Mozi (Il Maestro Mo) molte pagine sono dedicate all’arte di difendere le città (in cui lui e i
suoi discepoli erano diventati degli specialisti)

LA SCUOLA DELLO YIN-YANG


Nessuna delle sue opere ci è pervenuta. Sembra che partisse da una complicata teoria del’alternarsi delo
yin e yang e di una serie di 5 elementi (legno,fuoco,terra,metallo,acqua) per spiegare la struttura
dell’universo nonché il fiorire e decadere di costruzioni politiche. Uomo e natura erano strettamente
collegati e ogni periodo ricadeva sotto un elemento, in un ciclo eternamente ricorrente (Eterno Ritorno).

1.5 LA POESIA DEL NORD:IL LIBRO DELLE POESIE


La più antica poesia cinese è rappresentata dai 305 componimenti poetici dello Shijing( Libro delle poesie).
TUTTO CIÒ CHE C’È NEL CAPITOLO È NEL QUADERNO.

1.6 LA POESIA DEL SUD:I TESTI DI CHU


Fra gli Stati che lottavano per la supremazia durante il periodo degli “Stati combattenti” il più vasto era il
regno di Chu, che si si estendeva su tutto il bacino del Fiume Azzurro. La sua popolazione era semibarbara e
la sua religione era a sfondo sciamanico. Il culto sciamanico non era compatibile con gli insegnamenti di
Confucio il quale disdegnava spiriti e parlare del soprannaturale. Una volta affermatosi il confucianesimo le
classi dirigenti sfavorirono gli sciamani, ma all’ epoca degli Stati Combattenti la loro influenza era ancora forte.
Lo testimonia il maggior poeta dell’ epoca Qu Yuan: in quel periodo il Regno di Chu era sotto attacco dal
Regno di Qin. Il poeta consigliò di non fidarsi delle trattazioni perché si trattavano di inganni, ma non fu
creduto e mandato in esilio. Dopo che il Regno di Chu si trovò in situazione critica fu richiamato dal successore
del re morto, ma neanche lui gli credette e lo mandò in esilio. Qu Yuan si uccise per il rammarico di non essere
riconosciuto il giorno 5 del mese lunare 5 (festa). Il capolavoro di Qu Yuan è il Lisao “Incontro al dolore”, in
eso il poeta esprime il dolore per l’ingiusta accusa e per non poter esser stato d’aiuto al suo sovrano nel
momento del bisogno.Il poeta spiega di come cadde in disgrazia a causa di calunnie e di come inizi un viaggio
alla ricerca di qualcuno che lo comprenda; dovunque si reca (porte del Paradiso,Terra degli
Immortali,Occidente misterioso) prova solo delusione e tristezza.Il poema si chiude con lui che annuncia il
suo suicidio.

Nel II sec d.C Wang Yi raccolse nel Chuci (Testi di Chu) le poesie del regno di Chu, indicandone i nomi degli
autori. Qu Yuan sarebbe l’ autore di gran parte delle composizioni: 1)Lisao (Incontro al dolore) 2)Jiuge (I nove
canti) 3)Tianwen (Le domande celesti) 4)Jiuzhang (Le nove dichiarazioni) 5)Yuanyou (Il viaggio lontano) 6)Buju
(Divinazione) 7)Yufu (Il pescatore) 8)Jiubian(Le nove dissertazioni) 9)Zhaohun (L’evocazione dell’anima)
10)Dazhao (La grande evocazione) 11)Xishi (Lamento per la fede tradita) 12)Zhao yinshi (Invocazione di un
eremita) 13) QIjian (I sette rimproveri) 14) Ai shiming (Ahime,la sorte!) 15)Jiuhuai (I nove rimpianti) 16) Jiutan
(I nove lamenti) 17) Jiusi (I novi pensieri). Gli ultimi 7 componimenti,scritte in epoca Han, sono poco
interessanti e originali. Merita di essere citato il Tianwen una lunga serie di domande sulla natura storia e
mitologia che è di scarso valore letterrio ma ci permette di conoscere le più antiche concezioni religiose cinesi.
Le nove dichiarazioni è un gruppo di 9 domande in cui Qu Yuan ripete il suo sconforto per non esser stato
apprezzato. Il viaggio lontano è un imitazione in chiave daoista del Lisao (sempre di Qu Yuan) che descrive un
viaggio fantastico nelle regioni clesti che si conclude con l’annullamento del Grande Dao. Infine Divinazione
e Il pescatore sono 2 dialoghi che hanno come protagonista Qu Yuan stesso:il primo esalta la rettitudine del
poeta, il secondo mette in rilievo l’assurdità e il ridicolo di certi atteggiamenti troppo rigidi e intransigenti.
Solo il Tianwen è tetrasillabico (come lo Shijing), le altre hanno versi di 5,6,7 sillabe.

LA LETTERATURA DELLA DINASTIA HAN


2.1 L’ UNIFICAZIONE DELLA CINA
Nel 221 a.C. il re Qin era divenuto padrone di tutta la Cina, appoggiato dal ministro Li Si di fede legista (la
vittoria di Qin significava anche la vittoria di questa corrente). Il re anzitutto assunse il titolo di Shi Huangdi o
Primo Imperatore, perché voleva creare una serie di sovrani designati con un numero in ordine. Inoltre si
andava a differenziare con “Wang” ovvero i “Re Feudali”, creando il termine con il quale saranno indicati gli
Imperatori. Il sistema feudale fu infatti abolito e l’intero territorio diviso in 36 divisioni amministrative con a
capo governatori nominati da governo centrale; la parte militare era affidata a un generale dipendente dal
ministro della guerra. Oltre ad abolire il sistema feudale Qin Shi Huangdi unificò le leggi,stabilì un sistema
uniforme di pesi e misure e impose un tipo di scrittura unico per tutto l’impero (andando a sopprimere tutte
le vestigia del vecchio regionalismo). Fu anche un gran costruttore: fece costruire strade, canali e tutto il
confine di difesa della Grande Muraglia. Era di natura crudele e tirannica, fu autore di numerosi omicidi e
pene; famoso per il “Rogo dei libri” del 213 a.C. dove distrusse tutte le storie locali a eccezione di quelle di
Qin, tutte le copie dello Shujing e Shijing e delle opere di filosofi non legisti. Questo ordine faceva eccezione
solo di libri riguardanti medicina, agricoltura e geomanzia, solo nella Biblioteca Imperiale era conservata 1
copia delle opere proibite. Morì nel 210 a.C. ma Li Si e l’eunuco Zhao Gao lo tennero segreto. Solo dopo aver
mandato l’ordine al principe ereditario e al generale di suicidarsi, misero sul trono un altro figlio che divenne
Ershi Huangdi. L’eunuco si sbarazzò poi di Li Si costringendolo a rivelare di aver tramato contro l’ imperatore
e facendolo uccidere (aperto a metà e esposto) e poi portò al suicidio ance il secondo imperatore. Fece salire
poi il principe Ziying ma il suo impero durò soltanto 43 giorni, giusto il tempo di giustiziare Zhao Gao. Ormai
però le sorti dell’ impero erano segnate, scoppiarono rivolte in tutti i territori, capitanate da Xiang Yu
(aristocratico acculturato e fortissimo fisicamente) che voleva restaurae l’ordine feudale; ai suoi comandi
combatteva Liu Bang (di origini contadine). Successivamente essi divennero nemici e il crudele e feroce uomo
politico Xiang Yu fu sconfitto dal più diplomatico e apprezzato Liu Bang:che didede origini alla dinastia Han.

2.2 IL TRIONFO DEL CONFUCIANESIMO


La dinastia Qin fu abbattuta perché volle governare basandosi solo sulla forza delle armi e sulla severità delle
leggi, gli Han non adottarono ovviamente lo stesso metodo, optando per un sistema più moderato. Fu accolta
la dottrina confuciana molto probabilmente perché i confuciani conoscevano bene gli antichi regolamenti,
riti e istituzioni essendo comunque meno rigidi dei legisti. Inoltre anche loro prevedevano l’ obbedienza al
superiore e un loro ideale di ordine. Nel 124 a.C fu istituita l’Accademia per formare i funzionari, in cui la
componente confuciana era alla sua fondazione (si studiavano testi confuciani). Col tempo tutte le altre
scuole scomparsero e il daoismo divenne una religione praticata da tutti coloro che preferivano una vita più
libera e indipendente. L’ordine di distruzione dei libri nel 213 a.C non determinò la scomparsa totale della
letteratura perché cozzo con una strenua resistenza da parte di coraggiosi, si notò che le opere rinvenute poi
erano un po' differenti dalle classiche, vennero riconosciuti come validi quelli in scrittura antica. Nascono in
questa epoca i “letterati-proprietari di terre” o “mandarini”.

2.3 I FILOSOFI
La fondazione dell’impero ha avuto un effetto negativo sullo sviluppo del pensiero filosofico cinese,
soprattuto dopo la creazione dell’ Accademia che esaltò solo una corrente di pensiero. La varietà e
ricchezza culturale dei Regni Combattenti non fu mai più raggiunta. Il daoismo fece suo tutte le credenze e
superstizioni popolari sciamaniche e divenne una religione che si proponeva di condurre il credente alla vita
eterna (non dello spirito ma del corpo) da raggiungersi tramite pratiche respiratorie,ginnastiche,sessuali,
dietetiche e alchemiche. Queste ultime prevedevano la preparazione della pillola dell’immortalità a base di
cinabroo (in realtà chi la prendeva moriva avvelenato). Proprio contro queste superstizioni e ipocrisie si
scagliò Wang Chong che utilizzò un lingauggio popolare per faesi capire meglio da tutti.

2.4 GLI STORICI


Mancava una trattazione generale che riassumesse tutta la storia della Cina fino ad allora. Questa impresa
colossale fu affrontata da Sima Qian che completò lo Shiji (Memorie storiche o Memorie di uno storico), in
cui riassumeva tutta la storia dalle origini fino a circa il 90 a.C.Il progetto era del padre Sima Tan che morì
prima di completarlo, Sima Qian promise di completarlo anche dopo essere caduto in disgrazia per aver
appoggiato il generale Li Ling. Scelse l’evirazione al posto della morte per finire il progetto del padre. Il libro
è diviso in: a)12 Benji (Annali principali) che riassumono il succedersi degli eventi in ordine cronologico b)10
Biao (Tavole cronologiche) in cui sono riportate le genealogie delle case regnanti e delle corti feudali c)8
Shu (Libri) moografie di argomenti quali astrologia, politica acc. d)30 Shijia monografie sulle famiglie feudali
e)70 Liezhan biografie di personaggi famosi.
Lo Shiji fu seguto dallo Hansu (Libro degli Han), che espone la storia della dinastia dal 206 a.C. al 9 d.C. Esso
è ad opera della famiglia Ban: iniziato da Ban Biao, continuato dal figlio Bang Gu e completato dalla sorella
Ban Zhao. Lo stile è più controllato e indulge meno nell’ uso di espressioni popolari (non regge il confronto
con lo Shiji). Shiji e Hansu inaugurano la tradizione della narrazione delle dinastie (arrivate a essere
pubblicate 25).

2.5 LA POESIA
Nella poesia di epoca Han sono distinguibili 2 filoni: la corrente letteraria,dotta e artificiosa del FU, e quella
semplice e spontanea dello YUEFU.

Il fu è un componimento che partecipa della natura della prosa e della poesia: scritto in uno stile ricercato,
cricco di iperboli e fronzoli. Si servono dei fu gli autori che vogliono sfoggiare la propria cultura per
descrivere le bellezze della città, narrare battute di caccia imperiali e svolgere temi a carattere morale ed
educativo. Per la critica più recente, i fu sono tutti uguali. Gli autori più importanti sono Jia Yi (che scrisse
della sua storia come precettore di un principe talmente benevolo che quando morì lui lo segui a 32 anni;
ripensando a Qu Yuan); Mei Chiang che scrisse Qifa (I sette avvisi),Sima Xiangru e Zhang Heng.

Ben diversa è la poesia popolare rappresentata dagli yuefu. All’ inizio questo termine designava l’ ufficio
che aveva il compito di raccoflier le canzoni popolari (controllo di opinioni popolari a corte). Durante l’
imperatore Wu esso aveva anche il compito di fornire le arie. Gli yuefu vengono divisi in quelli su ordine in
occasione di eventi importanti e quelli più spontanei,freschi e ingenui (canzoni popolari). Erano
accompaganati da strumenti musicali. Il metro era irregolare (versi da 5/6/7 car inframezzati dalla particella
xi che impone la pausa nella lettura). La scena di ultimo period di epoca Han è dominata da Cao Cao (uomo
di stato e poeta), ricordato come tiranno ma ammirato. Una sua poesia è particolarmente famosa ma molto
diffivile dato il suo stile tetrasillabico (Ecco il vino! Dunque si canti…).

3 DALLA FINE DEGLI HAN AL PRINCIPIO DEI TANG


Dalla fine della dinastia Han all’inizio di quella Sui (e poi Tang), la Cina era divisa politicamente e invasa dai
barbari da nord e occidente (si mescolarono poi alla popolazione). L’unità culturale venne minacciata
dal’entrata di una religione anch’essa straniera: il buddhismo. Gli storici occidentali considerano questo
periodo come il Medioevo cinese, perché analogo a quello occidentale. Crolla l’unità politica, si torna a un
sistema feudale, si vene invasi da barbari e si espande una nuova religione. Dal 221 al 263, 3 Stati
combattevano per il dominio della Cina. I loro sovrani erano Cao Pi (figlio di Cao Cao) sovrano di Wei, Sun
Quan sovrano di Wu e Liu Bei sovrano du Shu-Han. Divennero figure leggendarie nei drammi cinesi e nella
cultura i generale. Liu Bei (Han) e poco dopo Wu sopperiscono a Wei nel 261 e per 30 anni la Cina tornò a
essere uno Stato unitario. Numerose tribù di Unni riescono ad insediarsi nel Nord della Cina dando vita a
regni sino-barbarici. Durante quest’ epoca si diffuse il buddhismo, a sovrani favoreli seguirono sovrani che
perseguitarono la nuova religione (promossa dai confuciani e dai daoisti). Questi ultimi riacquisivano potere
man mano che i cinesi prevalevano nei regni sino-barabrici che meglio appoggiavano la nuova religione. Nel
VII sec, il daoismo si era costituito in una religione su basa monastica (su stile bddhista), con addirittura un
papa il Tianshi (Maestro del Cielo).

In seguito alla decadenza delle istituzioni confuciane molti letterati pretesero di affermare liberamente il
proprio pensiero e personalità,senza i freni delle convenzioni sociali. Si formò così il gruppo dei “Sette Saggi
del bosco di bambù”, il cui ideale di vita era nettamente all’opposto di quelo confuciano. Il gruppo si riuniva
in un bosco di bambù fuori Luoyang in solitudine e libertà, per vivere un breve periodo la vita ideale
dell’eremita daoista e poi far ritorno a Luoyang. Era una specie di Arcadia, ma i cui membri erano animati
da uno slancio mistico che dava loro la forza di affrontare anche la morte, come per Xi Kang ucciso per
essersi opposto all’ortodossia confuciana. L’amore per il vino ha gran parte nelle loro poesie e insieme
all’amore per la natura è l’elemento che accomuna i 7 al massimo poeta del periodo Tao Qian.
3.2 LA PROSA
I missionari buddhisti iniziarono l’immane lavoro di traduzione, influenzarono anche i daoisti ce iniziarono a
dare un ordine a tutte quelle credenze popolari e pratiche. Il massimo esponente di questo nuovo daoismo
è Ge Hong autore del Baopuzi (Il filosofo che abbraccia la natura), dallo stile ineuguale. C’è infatti una
tendenza al parallelismo (tipica degli scrittori cinesi grazie alla natura monosillabica), durante quest’ epoca
questa tendenza viene spinta all’estremo fino a crearer la prosa parallela (pianwen). I periodi (gruppi di 4 o
6 ideogrammi) sono disposti a 2 a 2. Durannte questo periodo nascono le opere di critica letteraria. Cao Pi
scrive il Dian Lun (Saggio sui Classici), Lu Ji è autore del Wenfu (il fu sulle lettere): per lui la letteratura è
qualcosa di eterno e divini, Liu Xie scrive il Wenxin Diaolong (Gli ornamenti dello spirito letterario) diviso in
50 capitoli (i primi 25 trattano diversi generi letterari, i restanti delle varie possibilità di espressione), critica
il fu .

3.3 TAO QIAN


Tao Qian (365-427) è il maggio autore di questa era.la usa vita e il suo carattere possono essere riscritti
attraverso le sue opere. (5 salici, tranquillo eremita,amava leggere e il vino,non bramava fama e cariera).
Visse in un periodo di crisi, per ristrettezze decise di entrare nel’amministrazioe ma si ritirò quando gli fu
proposto di subire umiliazioni o andarsene,passò il resto della sua vita come agricoltore. Era un misto di
confuciano (principi morali) e daoista (libertà e tranquillità da solo). Fu autore del Taohuayan ji (Memoria
della sorgente dei fiori di pesco).

3.4 LA NOVELLA
Xiaoshuo corrisponde a novella o romanzo, xiao era usato in modo dispreggiativo come sinonimo di
letteratura frivola e leggera dai letterati. Nei secoli con il termine xiaoshuo si sono indicati scritti ben diversi
da i nostri romanzi e novelle,bensì racconti di aneddoti,racconti di fantasia e magia,zibaldoni ecc. Possiamo
dividere gli xiaoshuo dell’epoca dele dinastie meridionali in gruppi:1)biografie romanzata 2)raccolte di
aneddoti 3)raccolte di motti e storie da ridere 4)raccolte di misteriosi e strani.

3.5 LA POESIA POPOLARE


La divisione della Cina in Nord e Sud si rivede anche nella poesia popolare. Nel Sud la poesia è d’amore, un
amore espresso con freschezza e originalità, in brevi componimenti di 4 versi di 5 car. Nel Nord sono
ambientate nelle grandi pianure della Cina settentrionale,dove galoppano cavalli e guerrieri; trova la sua
massima espressione in Mulan: una lunga ballata che racconta la storia di una ragazza, la quale si travestì
da uomo per andare a servire l’esercito del Khan ed evitare a suo padre l’arruolamento.

4 LA LETTERATURA DELLA DINASTAI TANG


4.1 CARATTERI GENERALI
La Cina fu nuovamente unificata a opera della dinastia Sui (581-618), cui fece seguito la più illustre dinastia
Tang (618-907). Questa fu l’epoca d’oro per la Cina: si allargarono i domini, la popolazione godette di una
notevole prosperità, la corte favorì le rti mediante una politica liberale di mecenatismo illuminato. L’apice
lo si ha durante il regno di Xuanzong (conosciuto come Minghuang=imperatore illuminato).Esteta
finissimo,mecenate e cultore delle arti: rese la corte un cenacolo di artisti e poeti, favorendo lo sviluppo
delle arti in Cina. Famoso è il suo amore per Yang Gufei, divenuto tragedia. Il fratello della sua amata era
odiato perché si fece nominare primo ministro e si arricchì alle spalle del governo; scatenando una rivolta.
L’ imperatore decise di appoggiarsi all’esercito il quale pretese che la favorita fosse messa a morte. Da
allora l’ imperatore non fu più lo stesso; questa storia ispirò tanti autori e letterati.

4.2 LA RIFORMA DELLA PROSA: LA NOVELLA


Durante i primi tempi della dinastia Tang il pianwen continua a godere delle preferenze, anche grazie alla
sua facilità di lettura.Nella seconda metà però, un gruppo di scrittori sostenne la necessità di tornare a una
scrittura in prosa semplice, senza tante rime e parallelismi (come ai tempi di Confucio o della dinastia Han).
Questo nuovo stile viene detto GUWEN (“all’antica”) perché ispirato alla prosa degli autori antichi. I 2
promotori furono Han Yu (768-824) e Liu Zongyuan (773-819).. Il primo era fortemente confuciano e
moralista.

La riforma dello stil letterario si fece sentire anche nel genere dello xiaoshuo:brevi narrazioni di fatti veri o
immaginarui, raccontati però in maniera documentaristica,col fine di attribuirgli un sens di autenticità.
(Trama del giovane studioso o in città o che studi adi note in qualche tempio e riceve la visita di spiriti) In
epoca Tang gli xiaoshuo sono presenti in raccolte, fra i migliaia di autori il principale è Li Fuyan (830) che
pubblicò “Registro di avvenimenti curiosi e strani”

Altri racconti si distinguono perché più lunghi e non fanno parte di collezioni. Sono detti CHUANQI
(narrazioni meravigliose) e possono essere suddivisi in 3 categorie: 1)racconti d’amore 2)racconti
d’avventure 3)racconti di magia.

4.3 LA POESIA
La vera gloria della letteratura Tang è costituita dalla poesia: per il numero sterminato di poesie prodotte.
(circa 50000). Tra tutti Li Bai è l’unico che gode di fama anche in Occidente e non solo agli studiosi. Bai Juyi
è il più popolare dei poeti Tang:parla della vita di tuti i giorni e canta dell’ amore tra Xuanzong e la favorita
Yang Gufei.

I poeti Tang si servono di metri già creati nelle precedenti dinastie o di alcuni creati in questa. I primi
conosciuti come GUTI (stile antico) o GUSHI (poesie antiche), sono liberi senza limitazioni ne allalunghezza
ne al numero di versi. I secondi sono invece sottoposti a regole rigide e si suddividono in 2 tipi: i LUSHI (u
con dieresi/poesie codificate) e JUEJU (versi troncati).

Le poesie codificate contano 8 versi, ciascuno dei quali comprende 5 o 7 caratteri. Il terzo e il quarto verso,
il quinto e il sesto sono paralleli e simmetrici (le parole corrispondono sia per senso che per valore
grammaticale).

I versi troncati constano soltanto di 4 versi, anch’essi di 5 o 7 caratteri ciascun.

La poesia Tang è descrittiva in modo essenziale (bastano pochi versi). Inoltre batte sui temi fissi:la vita dei
funzionari, che potevano essere trasferiti lontano dalla capitale,condannati a consumarsi in atesa di un
richiamo da soli,il dolore del commiato,la tristezza dei lunghi viaggi.Ben altro carattere hannno le poesie
che narrano della vita di corte, sia che cantano dell’amore diXuanzong per la sua favorita sia che
compiangano la sorte delle cortigiane sfortunate( condannate a consumare la giovinezza nele prigioni
dorate degli harem nell’inutile attesa della visita dell’imperatore). Molte poesie Tang hanno accenti
oraziani, con l’invito al “carpe diem”(soprattutto nelle poesie di Li Bai).