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PSICHIATRIA

ANSIA

È un fenomeno ubiquitario come la depressione, può essere un sintomo o un disturbo, può presentarsi in tutte le malattie psichiatriche, comporta nella
sua definizione più completa anche il concetto di nevrosi.
Il concetto di nevrosi è stato cancellato dalla nosografia statunitense così come quello di isteria ( conservata tuttavia nei testi eccetto il DSM IV).
NEVROSI : presenta una sintomatologia meno grave rispetto alla psicosi (nella psicosi vi è infatti una frattura fra il mondo interno e quello esterno ),
fa parte delle normali difese dell’individuo, tutti siamo un po’ nevrotici.
La psicopatia viene oggi tradotta con il termine di PARAFILIA, la dizione “psicopatia” è stata infatti cancellata dalla letteratura mondiale eccetto
nella medicina legale.
Il termine di nevrosi non esiste più se non nell’IC10, inoltre il concetto di nevrosi è più comprensibile ed utilizzabile in psicoterapia con un approccio
psicodinamico.

ANSIA ( secondo il parametro categoriale come sul KAPLAN ) : viene definita come
1) fenomeno ubiquitario universale presente anche a livello di normalità psicologica con o senza correlati psicologici o psicopatologici, in
genere con correlati somatici.
2) paura senza oggetto
l’ ansia va distinta da :
APPRENSIONE: fenomeno simile all’ansia che presenta alla base un’attesa, il soggetto è in uno stato di allerta e in seguito a stimolo del sistema
adrenergico diventa un po’ ansioso.
FOBIA: paura con oggetto
Sono sempre patologiche? In genere quando si applica il termine di fobia a un qualche contenuto questo ha una rilevanza clinica ad ex.: una patofobia
che si manifesti con batticuori, dolore…. dovuti alla somatizzazione dell’ansia; invece una situazione di allarme ,dovuta ad una tachicardia, che si
estingue quando gli esami clinici risultino negativi si definisce ansia relativa alla paura di avere una cardiopatia.
N.B. tutto può costituire un oggetto fobogeno.
Un’altra distinzione è con l’ANGOSCIA ritenuta da alcuni autori un’ansia molto forte, somatizzata. In realtà i due termini sono equivalenti.

ANSIA SOMATIZZATA
Vi è un particolare legame tra l’ansia e determinati sintomi somatici e algici al punto che l’ansia può sfociare nei così detti disturbi somatoformi
Ex.: un paziente con cefalea muscolo-tensiva che 10 anni prima aveva sofferto di rachialgia, 15 anni prima di paura per gli esami e ancora prima di
fobia per gli insetti.
Si può quindi avere una variazione con evoluzione del sintomo verso l’ansia pura, l’ansia fobica, il disturbo ossessivo- compulsivo, l’ansia
somatizzata.

Aspetti neurofisiopatologici dell’ansia:


la base neuroanatomica è il sistema limbico in particolare la zona ippocampale direttamente correlata con il sistema noradrenergico e gabaergico alla
corteccia specie del lobo temporale.

Teorie dell’ansia
-Le prime risalgono al 1873/74 e sono dette periferiche.
Due autori dissero le stesse cose : se vedo un orso che mi viene addosso ho una reazione d’ansia con oggetto fobico, ma se l’oggetto fobico è reale
non è più una fobia ma una paura reale o mediata dal reale ( ex.: la paura per la formica è giustificata se la formica è letale, altrimenti diventa una
fobia).
Se l’orso mi viene incontro inizio a tremare, palpitare quindi o scappo o lo uccido, questa è la cosiddetta condotta di evitamento fobico
Quello che si definisce grinta è l’aggressione nei confronti dell’oggetto della paura, è una forma di salvavita.
Quindi l’aggressività e la fuga sono due reazioni possibili di fronte ad un’unica situazione

-Teorie psicologiche dinamiche:

TEORIA DEL CONFLITTO INTERNO:


l’ansia può venire anche se non ho l’orso davanti.
Alla base vi è un eccesso di sistema noradrenergico, si scatena quindi una tempesta emotiva, un conflitto interno che crea degli squilibri tali per cui si
scatena l’ansia.

Questa teoria si rifà a due posizioni della psicanalisi:


- l’inibizione con sintomo angoscia
- l’inibizione angoscia con sintomo angoscia
L’inibizione secondo la psicanalisi risalirebbe all’infanzia : il bambino vorrebbe andare a letto con la mamma ma ha l’ansia da castrazione, di
conseguenza questa inibizione gli provoca angoscia.
Le angosce profonde del bambino che si trasformano in paura sono normali, universali, quando però queste paure si strutturano stabilmente sfociano
in disturbi di tipo psicopatologico

TEORIA INTEGRATA DELL’ANSIA (kennon):


tiene conto di stimoli esterni che hanno una risonanza particolare a livello cerebrale e viceversa; si crea quindi una sorta di interscambio, di
ecosistema.

TEORIA ESISTENZIALISTICA
È l’ansia dei possibili o di fronte al non possibile, quando cioè abbiamo i possibili sbarrati da cause xyz o quando siamo di fronte alla non possibilità
ex.: la paura del successo.
L’ansia del non possibile in senso psicologico significa non poter progettare la propria possibilità.

Quadri clinici
1,5 % della popolazione ha quadri ansiosi a rilevanza clinica, esistono due grossi tipi di eventi :
- area 1: fa derivare i disturbi d’ansia da fattori organici prioritari ex.:ipertiroidismo, asma, cardiopatie, feocromocitomi, uso di anfetamine.
Alla base vi è un’iperfunzione del sistema noradrenergico.
- area 2: comprende

-attacchi di panico ex.:agorafobia


-fobia specifica o sociale
-disturbo ossessivo compulsivo
-disturbo postraumatico da stress o acuto da stress
-disturbo d’ansia generalizzato ( compare senza un correlato)

ATTACCO DI PANICO
Stato d’ansia con la correlazione di paura elevatissima e di reazione fisiogena
Ex.: un soggetto che nel cuore della notte si sveglia in preda alla paura, che non sa da dove far derivar, e con grosse risposte neurofisiologiche:
rossore, cefalea, tachicardia, sudorazione; la situazione è come un fulmine a ciel sereno in cui il soggetto non vede una via d’uscita.
N.B. se non c’è un substrato fobogeno ( anche anni prima ) non c’è attacco di panico.
Nella notte quando viene meno il controllo degli impulsi da parte della sfera conscia si scatenano situazione terrifiche, ex.: pavor notturno del
bambino, per cui scatta l’attacco di panico con un forte senso di angoscia, paura della morte e risposte neurofisiologiche.

AGORAFOBIA
L’attacco di panico si lega talora al gioco claustro – agorafobico.

Psicologia dell’età evolutiva: ciascuno di noi da bambino realizza questo gioco claustro-agorafobico, il bambino normale messo in una piazza da solo
ha paura in quanto non ha l’appoggio della persona cara.
L’agorafobia se esaltata diventa patologica.
L’altra faccia della medaglia è la claustrofobia (paura dei luoghi chiusi ).
Alla base vi è un’incapacità a valutare predittivamente il soccorso da parte di qualcuno, il sintomo viene neurotizzato per cui entra a far parte di un
sistema difensivo che non difende più.

FOBIE SPECIFICHE
Ex.: paura degli spilli, coltelli, cani
Sono legate anche ad esperienze pregresse; i sintomi fobici stanno per qualcos’altro, stanno per paure presenti in tutte le persone, quindi tutte le fobie
specifiche sono tante paure applicate ad una base comune: l’oggetto fobico.

FOBIA SOCIALE
E’ la paura dell’altro che ci può giudicare, che ci può far vergognare, che non possiamo aiutare; è la paura di non poter parlare in gruppo, dei piccoli o
grandi gruppi.

DISTURBO OSSESSIVO COMPULSIVO


E’ molto complesso,coinvolge anche il sistema serotoninergico; molte fobie sono associate ad ossessioni e molte ossessioni sono associate a
compulsioni ( sono il lato pratico).
Mentre il fobico ha come molla dinamica la condotta di evitamento l’ossessivo compulsivo ha come molla dinamica il controllo su una situazione,
l’ossessivo compulsivo ha una coazione a ripetere.
L’atteggiamento contrario all’ossessivo compulsivo è la trasgressione.

DISTURBO D’ANSIA GENERALIZZATO


Ha le stesse connotazioni degli altri disturbi d’ansia ma non ha un oggetto fobico.