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Il processo Psicodiagnostico

Corso on-line Free - Progetto Open-Psy

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Lezione N 4
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Programma del Corso:


Lezione 1:
- Introduzione;
- Diagnosi e professione dello psicologo;
- Riferimenti normativi della professione;
- Ambiti e contesti di applicazione;
Lezione 2:
- Normalità e patologia;
- Diagnosi: definizione e tipologia di diagnosi;
- Dinamiche presenti nella situazione d’esame;
- La definizione della diagnosi in relazione al quesito;
Lezione 3:
- Test di efficienza o rendimento;
- Test di efficienza cognitiva: WAIS;
- Il ritardo mentale;
Lezione 4:
- Test di personalità;
- Test oggettivi di personalità;
Lezione 5:
- Test proiettivi di personalità;
- Il T. A. T. (Test di Appercezione tematica);
- Il test di Rorschach;
Lezione 6:
- I test proiettivi grafici;
- Bibliografia.

Corso interamente realizzato dalla dott.ssa Mariarosaria De Simone.


Psicologa clinica, Psicodiagnosta. Specializzata in counseling integrato.
Specializzanda in psicoterapia della gestalt e analisi transazionale.

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Corso Open-Psy – Mariarosaria De Simone – mrdesimone@libero.it - Copyleft 2003

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Test di personalità

I test di personalità si possono dividere in due categorie:


Test oggettivi, o strutturati, in cui lo stimolo, definito, ammette solo risposte limitate;
Test proiettivi, o non strutturati, in cui lo stimolo, volutamente ambiguo, ammette solo
risposte limitate.

Entrambi i test hanno l’obiettivo di descrivere la personalità dell’uomo e di individuare delle


caratteristiche di comportamento (stili e/o tratti comportamentali), e si distinguono nel modo
in cui vengono raccolte e valutate le informazioni.
In realtà, per rendere l’idea della diversa impostazione dei test oggettivi e proiettivi, è utile
citare una frase di Kelly: ”Quando al soggetto si chiede di individuare quello che
l’esaminatore sta pensando, lo strumento è un test oggettivo, quando l’esaminatore tenta di
individuare quello che il soggetto pensa, è un test proiettivo”.

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I test oggettivi di personalità

I test oggettivi, che prevedono la presentazione di stimoli predefiniti a cui seguono una serie
di possibilità di risposta, del tipo vero/falso, si caratterizzano, rispetto agli latri test, in quanto:
Contengono stimoli strutturati
Stimoli e condizioni di somministrazione sono standardizzati
Le risposte vengono registrate e codificate in modo oggettivo
I risultati sono abitualmente espressi in punteggio.

Tra i test oggettivi, che sono costituiti da inventari, questionari, rating scale, ho scelto in
questa sede di descrivere il Minnesota Multiphasic Personalità Inventory (M.M.P.I.) in quanto
è uno degli strumenti più diffusi e valicati, ed è costituito su una base fenomenologia, con
una valenza prettamente descrittiva, di una situazione che si presenta in un dato momento.
Inoltre è un questionario auto-somministrato, per cui è bassa l’influenza dell’esaminatore nel
processo di somministrazione, ed i risultati sono facilmente valutabili, esistendo in
commercio sistemi computerizzati per l’elaborazione dei punteggi.

MMPI: a cosa serve?


L' MMPIpermette di esprimere la descrizione clinica globale del paziente attraverso una serie
di variabili numeriche (scale cliniche, scale di contenuto, scale speciali, indici derivati, code-
type);
alla valutazione quantitativa delle singole scale è affiancato un metodo interpretativo di tipo
multiassiale (gli "Assi di Diamond"), il quale attribuisce un significato ai valori di un parametro
in relazione anche ai valori degli altri parametri costituenti il profilo del paziente (p. es. il tono
dell' umore viene valutato in base alla correlazione dell' asse timico: D-Ma);
è dotato di un elevato potere discriminante tra i tratti normali e patologici della personalità:
rappresenta dunque un potente strumento di valutazione diagnostica differenziale;
permette non solo di individuare e quantificare la presenza o l' andamentodi una determinata
variabile psicologica, comportamentale o patologica in un campione di pazienti raggruppati in
base ad un criterio clinico, ma anche di valutare se una variabile interveniente (es. un
farmaco) induce modificazioni significative nel tempo (il test può essere somministrato più
volte durante il trattamento, rendendo possibile il controllo delle variazioni sintomatologiche
in seguito alle terapie praticate);
permette dunque di formulare, oltre ad una prognosi generale, anche una prognosi specifica
in relazione alla sensibilità a particolari trattamenti;
è stato sottoposto ad un esteso processo di standardizzazione e la procedura di validazione
del questionario è stata una delle più rigorose nella storia della psicometria per un reattivo
mentale;
è stato diffuso e validato in moltissimi paesi: basti pensare che è stato tradotto in oltre 35
lingue (russo, cinese, giapponese, vietnamita, ecc.).
Per il tipo di struttura, il MMPI ha come naturale evoluzione lo sviluppo computerizzato delle
procedure interpretative;

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il questionario è facile da somministrare: le persone si autosomministrano il test rispondendo
semplicemente Vero o Falso agli items proposti. Il test può essere poi sviluppato facilmente
(tramite griglie di correzione o computer) anche da personale senza una specifica
preparazione.
Le innovazioni del MMPI2 (506 items) rispetto alla precedente versione MMPI riguardano il
fatto che le scale cliniche e di validità sono state confermate e, dunque continuano a
rappresentare "l'ossatura" del test;
il "range di normalità" è stato modificato da 30-70 a 35-65 (in virtù dei valori della nuova
taratura);
gli items sono diventati 567 (rispetto ai 357 della versione ridotta e 506 della versione
completa del MMPI-1), alcuni sono stati modificati, altri eliminati;
sono stati aggiunti nuovi items sulla tossicodipendenza, sui disordini alimentari, sul
comportamento di tipo "A", sulle problematiche familiari;
sono state inserite nuove scale di validità che consentono una verifica ancora più accurata
della validità del profilo (Fb, TRIN, VRIN) ;
sono state inserite 15 nuove scale di contenuto che offrono importanti informazioni cliniche;
esse valutano il comportamento sintomatico (ansia, paura, ossessività, depressione,
preoccupazioni ipocondriache, ideazione bizzarra), fattori di personalità (comportamento di
tipo "A", cinismo), comportamento "esterno" (rabbia, pratiche antisociali), autopercezione
negativa (bassa autostima), e le aree riguardanti problemi familiari, difficoltà sul lavoro,
indicatori negativi di trattamento (44,45,46,47).
La procedura di valutazione delle risposte al questionario genera due profili (o psicogrammi)
composti, il primo da 3 indicatori di validità e 10 scale cliniche, il secondo da 15 scale di
contenuto.
Il primo psicogramma è formato da 13 Scale fondamentali, suddivise a loro volta in 3 SCALE
DI VALIDITÀ E 10 SCALE CLINICHE

SCALE DI VALIDITÀ
scala L ("lie" = menzogna)
scala K ("correction" = correzione o difesa)
scala F ("infrequency" = infrequenza, simulazione)

SCALE CLINICHE (o FONDAMENTALI)


scala Hs ("hypochondriasis" = ipocondria)
scala D ("depression" = depressione)
scala Hy ("conversion hysteria" = isteria di conversione)
scala Pd ("psychopatic deviate" = deviazione psicopatica)
scala Mf ("masculinity-femininity, male/female" = mascolinità/femminilità,
maschi/femmine)
scala Pa ("paranoia" = paranoia)
scala Pt ("psychastenia" = psicastenia)
scala Sc ("schizophrenia" = schizofrenia)
scala Ma ("hypomania" = ipomania)

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scala Si ("social introversion" = introversione sociale)

Oltre al valore di controllo, le 3 scale possono essere interpretate nel loro significato clinico:
per es. la scala K rappresenta la misura dell'atteggiamento difensivo nei confronti della
manifestazione troppo aperta delle proprie reazioni emotive e dunque può attestare la
presenza di elementi di ipercontrollo e rigidità.

Il secondo psicogramma è formato da 15 SCALE DI CONTENUTO:


Scala ANX (Ansia).
Scala FRS (Paure).
Scala OBS (Ossessività).
Scala DEP (Depressione).
Scala HEA (Preoccupazioni per la salute).
Scala BIZ (Ideazione bizzarra).
Scala ANG (Rabbia).
Scala CYN (Cinismo).
Scala ASP (Comportamenti antisociali).
Scala TPA (Tipo "A").
Scala LSE (Bassa autostima).
Scala SOD (Disagio sociale).
Scala FAM (Problemi familiari).
Scala WRK (Difficoltà sul lavoro).
Scala TRT (Difficoltà di trattamento).

In linee generali, nelle scale del MMPI, i punteggi alti esprimono caratteristiche psicologiche
disadattanti relativamente alla dimensione considerata; i punteggi medi indicano
adattamento, i punteggi bassi infine evidenziano la non presenza di patologia (le scale del
MMPI sono infatti considerate "unipolari", fatta però eccezione delle scale Mf e Si).
Un tipo di errore metodologico-concettuale potrebbe essere quello di determinare una
diagnosi rifacendosi al contenuto delle scale elevate rispetto alla configurazione del profilo
MMPI (50).
Per tale ragione la maggior parte degli studiosi del reattivo preferisce connotare le scale
cliniche secondo una numerazione convenzionale, individuando quindi l'eventuale quadro
morboso con un numero di codice (CODE-TYPE) (51,52,53):
Per esempio, il codice 1/3, caratteristicamente definito "vallo di conversione", è la
rappresentazione della elevazione delle scale Hs e Hy ed è suggestivo della presenza dei
tratti caratteristici del disturbo somatoforme: "può essere presente la classica sintomatologia
da conversione: i disturbi lamentati comprendono la cefalea, dolori muscolari, problemi
dell'alimentazione, astenia,vertigini, disturbi del sonno. Il soggetto mostra una insufficiente
consapevolezza del legame intercorrente tra le emozioni e i processi somatici e usa un
"linguaggio somatico" per esprimere i propri conflitti (vantaggio secondario)".

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