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Fisica tecnica ambientale - Lezione 2 18/03/2020

A proposito di richiami di fisica, abbiamo visto che le grandezze fisiche si descrivono e si riescono a misurare
grazie alle cosiddette unità di misura e poiché queste unità di misura devono essere unificate per tutta la
comunità scientifica e tecnica, è importante adottare un unico sistema, un’unica unità di misura chiamato
‘’sistema internazionale’’ o ‘’SI’’. Per quanto riguarda il sistema internazionale, abbiamo visto che è
caratterizzato da alcune grandezze fondamentali: la lunghezza che si misura in metri [m], il tempo che si
misura in secondo [s] (anche se utilizzeremo il
minuto, l’ora e l’anno. Esempio: quando
studieremo il consumo energetico di un
edificio, si calcola quanta energia è stata
consumata in un anno e quindi il periodo di
tempo diventa un anno). Tornando ai richiami
di fisica, lunghezza e tempo erano necessari per
descrivere la cinematica (cioè il movimento dei
corpi indipendentemente dalle cause che
determinano questo movimento), siamo poi passati dalla cinematica alla dinamica. Abbiamo introdotto il 2°
principio della dinamica: la forza è uguale alla massa per l’accelerazione, ossia che le variazioni di moto
rettilineo uniforme o di stato di quiete sono dovuta a un qualcosa che viene chiamato ‘’forza’’. Quindi nella
dinamica abbiamo introdotto il concetto di forza. Siccome la legge della dinamica è F = m a, abbiamo
introdotto l’accelerazione già introdotta in cinematica espressa in m/s2, poi la massa che è una costante di
proporzionalità tra forza ed accelerazione, quindi tra causa ed effetto che lega appunto tra loro queste due
grandezze vettoriali, e la massa è una grandezza fondamentale che si esprime in kg con la k minuscola.
Abbiamo definito la forza come kg m/s2, generalmente tutte le volte che scriveremo delle uguaglianze, le
unità di misura del membro sinistro devono essere uguali a quelle a destra, nel senso che non potete dire:
qui abbiamo dei Joule e dall’altra parte abbiamo kg m/s2 che identificano un’ulteriore grandezza chiamata
Newton. I newton, l’accelerazione, la velocità sono dette grandezze derivate. Esempio: la forza è una
grandezza derivata, l’accelerazione, a proposito di lunghezza, possiamo calcolare ad esempio l’area di una
superficie oppure il volume di una porzione di spazio occupata da una porzione di materia espresse in m 2 e
in m3 sono anch’esse grandezze derivate. Pressione: forza per unità di superficie, quindi N/m2, la pressione
è un’altra grandezza derivata e si indica con Pa (Pascal). La forza può compiere un lavoro quando per
esempio, se applicata a un corpo ne produce uno spostamento, quindi viene definito lavoro il prodotto
scalare del vettore forza per il vettore spostamento L= F s. Il lavoro abbiamo detto che è una delle forme di
scambio di energia tra sistemi, quindi è una forma di
energia. L’energia si può presentare in diverse forme.
Supponiamo di avere da un lato un corpo/sistema, cioè
l’energia posseduta da un corpo/sistema oppure l’energia
scambiata tra un sistema e l’ambiente circostante o tra
due sistemi. Che cos’è il sistema? Consideriamo una
porzione di spazio racchiusa da una superficie, rappresenta il sistema rispetto all’ambiente circostante.
Immaginiamo una porzione di spazio che può avere una qualunque forma, tutto ciò che è contenuto
all’interno del sistema fa parte del sistema stesso. Quindi, ad esempio consideriamo un recipiente con
dell’acqua dentro, studieremo l’acqua contenuta nel recipiente come sistema e come può interagire con
l’ambiente circostante (sistemi semplici), poi studieremo sistemi più complessi, ad esempio un edificio che
interagisce con l’ambiente circostante. Ma il sistema può anche essere di dimensioni ancor più elevate, ad
esempio un’intera città che interagisce col territorio o l’intera terra che interagisce con il resto dell’universo.
Altre volte studieremo due sistemi a contatto tra di loro e quali interazioni possono esserci. Ricapitolando:
abbiamo il lavoro definito da forza per spostamento o energia meccanica e anche il cosiddetto calore o
energia termica. Consideriamo un corpo solido di massa m, un oggetto metallico o un pezzo di legno
costituito da un unico materiale, questo sistema/corpo possiede dell’energia. Questa energia si suddivide in
3 aliquote. Quanto vale l’energia posseduta da un corpo e da cosa dipende? Un corpo possiede energia che
si può distinguere in 3 tipologie: l’energia potenziale, l’energia cinetica e l’energia interna. Cos’è l’energia
potenziale? L’energia potenziale posseduta da un corpo dipende dalla posizione del corpo stesso rispetto ad
una quota di riferimento. Una particolare forza alla quale tutti siamo
sottoposti è la forza-peso P=m g (pari alla massa del corpo per
l’accelerazione di gravità) questa non è altro che la forza gravitazionale,
cioè la forza alla quale siamo sottoposti stando sulla terra. Tant’è vero
che se prendiamo un oggetto e lo sospendiamo/lo lasciamo cadere,
questo cade, si sposta perché vi è un’accelerazione impressa dalla forza
di gravità. Se questo corpo lo sollevo ad una quota superiore rispetto ad un altro, questi hanno la stessa
energia? No, perché hanno: masse differenti e perché il corpo posto più in alto raggiungerà una maggiore
energia perché posto ad una distanza maggiore rispetto al suolo, ha quindi un’energia potenziale (Ep=
un’energia che può trasformarsi in un altro tipo di energia). Quindi l’Ep si definisce in questo modo:
consideriamo un piano di riferimento, in questo caso il pavimento della stanza in cui ci troviamo associamolo
alla quota 0, possiamo anche tenere in considerazione la superficie terrestre e in base alla distanza di un
oggetto anzi, nel caso di un oggetto di dimensioni elevate consideriamo la distanza dal baricentro di questo
rispetto alla quota di riferimento. Si definisce quindi, energia potenziale il prodotto della massa per
l’accelerazione di gravita (9,81 m/s2) per la quota rispetto al piano di riferimento che abbiamo indicato con
h. Come viene sfruttata a volte l’Ep? Viene utilizzata negli impianti idroelettrici, in questi c’è dell’acqua, un
serbatoio con tanta acqua e questa viene incanalata, questa possiede un’elevata energia potenziale,
scendendo perde energia potenziale e questa energia si trasforma in energia cinetica, ossia un movimento,
acquista velocità. Questa energia consente all’acqua che entra in un dispositivo chiamato turbina (una sorta
di ventilatore) fa roteare le pale della turbina, si genera quindi questa energia meccanica che passa in un
alternatore e in un trasformatore per poi diventare energia elettrica ed essere inviata alla rete elettrica
nazionale. Questa è una delle energie possedute da un corpo, un’altra forma di energia è l’energia cinetica
che è legata ad un movimento, quindi vi è una velocità (che indichiamo con la lettera w). Cos’è l’energia
cinetica? L’energia cinetica ‘’Ec’’ si definisce come il prodotto di ½ per la massa per la velocità al quadrato.
La massa è espressa in kg, la velocità al quadrato è espressa in m 2/s2 ovvero Joule.
Kg per m/s2 equivale al Newton, invece kg per m2/s2 (oppure N per m) equivale al
joule. Così come abbiamo definito il lavoro in joule, ci accorgiamo che anche l’Ep e
l’Ec sono della stessa natura, cioè hanno le stesse unità di misura (sono anch’esse
forme di energie possedute da un corpo). È chiaro che se un corpo in quel momento è in uno stato di quiete
rispetto al sistema di riferimento, l’Ec sarà uguale a 0, oppure se il corpo si trova a livello 0 rispetto al piano
di riferimento, sarà nulla la sua Ep. Vi è ancora un’altra forma di energia, l’energia interna (U), da cosa è
definita? È l’energia posseduta dal sistema a livello microscopico. Esempio di una piccola sostanza: se la
sostanza è in fase solida: cioè ci troviamo un blocco di metallo, succede che ogni particella, ogni molecola,
ogni singolo elemento di questo metallo ha una propria energia. Se si analizzasse in dettaglio tutto questo, si
vedrebbero gli elettroni all’interno di queste particelle che girano attorno al nucleo. Il nucleo e le stesse
particelle vibrano in un certo modo, chiaramente in modo impercettibile dato che noi non vediamo
nemmeno le particelle. Cosa accade a queste particelle se l’energia di ognuna di loro aumenta? La sostanza
può passare in fase liquida, e cosa succede? Che i legami tra le particelle si rompono e le diverse molecole
che compongono la sostanza sono libere di muoversi in modo tale che il corpo non abbia una sua forma
propria (tipica della fase liquida). Una sostanza può passare in fase aeriforme ossia gas, le particelle sono
libere di muoversi nello spazio come vogliono ed hanno un’elevata energia interna. Man mano che aumenta
l’energia interna di un corpo, il corpo può incrementare la propria energia (questo si manifesta come
vedremo con un incremento di una grandezza chiamata temperatura), se aumenta ancora di più l’energia
interna del corpo, il corpo cambia la propria struttura e può cambiare fase. Può addirittura esserci un mix di
elettroni e nuclei chiamati plasma. Ricapitolando quindi, quando parliamo di energia posseduta da un corpo
sappiamo che questa è sempre la somma di 3 aliquote: Ep, Ec, U. *lavoro come forza per spostamento
essendo un prodotto scalare, è pari al prodotto dei moduli dei due vettori per il coseno dell’angolo compreso.
Se la forza e lo spostamento sono ortogonali tra loro il lavoro è uguale a 0, se sono paralleli ed equiversi il
lavoro è massimo ed è pari al prodotto dei due moduli*. Noi studieremo quindi questi sistemi, queste porzioni
di spazio all’interno del quale c’è del materiale sotto diverse condizioni e quindi studieremo lo stato
termodinamico di queste sostanze. Questa energia interna è quindi collegata ad altre proprietà che ha la
sostanza e quindi vedremo che questo ci consentirà di agire su questi materiali, su queste sostanze e
controllare poi l’ambiente che ci circonda (ogni materiale in base alle condizioni in cui si trova può avere una
diversa energia interna. Noi studiamo determinati sistemi caratterizzati da specifici materiali e cambiando il
materiale, cambiano anche determinate condizioni e di conseguenza cambia anche l’energia posseduta dal
corpo). Come interagisce un sistema con l’ambiente circostante/un altro sistema? Può scambiare massa, ma
dato che stiamo parlando di energia, vi possono essere scambi di energia. Questi scambi di energia si possono
dividere in: energia nucleare, elettrica, chimica etc.. ma noi studieremo 2 forme di scambio che
corrispondono proprio al lavoro e al calore: l’energia meccanica e l’energia termica. Quando parliamo di
energia dobbiamo distinguere: l’energia posseduta da un sistema (somma delle 3 aliquote) e l’energia
scambiata tra un sistema e un altro sistema/ambiente, la seconda (l’energia scambiata) prende il nome di
lavoro o calore. Al lavoro è associato uno spostamento, c’è qualcosa quindi che si muove. Per introdurre il
calore dobbiamo passare dall’ambiente della dinamica a quello della termodinamica introducendo il concetto
di calore e di scambio di energia termica. Per introdurre questa proprietà, introduciamo un’altra grandezza
del SI ‘’la temperatura termodinamica’’ che si misura in kelvin. Ricapitolando, le grandezze fondamentali del
SI sono 7: lunghezza, massa, tempo, temperatura termodinamica, corrente elettrica, la mole (quantità di
sostanza che si utilizza molto in chimica) e l’intensità luminosa. Ci sono anche unità supplementari che
servono a misurare gli angoli, in particolare l’angolo piano si misura in radianti. Cominciamo col definire
un’ulteriore grandezza che fa parte della dinamica (prima di passare alla termodinamica), il concetto di
potenza. Supponiamo di avere un sistema che eroghi una certa energia ad un altro sistema, forniamo ad
esempio 300 J ad un sistema. Ho quindi un sistema e
vado a dare un’energia di 300 J a questo sistema, in
quanto tempo fornisco questa energia al sistema?
Dipende. Nel fornire o variare l’energia ad un sistema,
è molto importante capire con quale velocità viene
erogata/sottratta/variata questa energia rispetto al
tempo. È importante perché immaginiamo di sollevare
un oggetto, per sollevarlo ho bisogno di energie
(perché ho bisogno di lavoro), questo lavoro io posso
compierlo in un tempo lunghissimo oppure molto
veloce. Se lo compio in un tempo lentissimo, mi stanco
meno ed ho bisogno di minore potenza. Quindi la
potenza non è altro che l’energia per l’unità di tempo. Quindi se erogo una certa energia deltaE/deltaϴ
(deltaE su deltateta), facendo il limite di deltateta che tende a 0 ottengo il concetto di potenza. La potenza
non va confusa con il lavoro, io posso svolgere lo stesso lavoro in 10 minuti o in 2 giorni, non cambia lo
spostamento ma la velocità/potenza. Limite per deltateta che tende a 0 di Ė (la potenza è il limite dell’energia
rispetto al tempo). Il lavoro si indica: limite per deltateta che tende a 0 di L/deltateta = L (col pallino sopra
che indica il lavoro nell’intervallo di tempo). Perché mettiamo sopra un puntino? Abbiamo già visto alcune
derivate: la velocità derivata dello spostamento, l’accelerazione derivata della velocità, questa volta la
derivata dell’energia. Quando si fa una derivata rispetto al tempo, la grandezza può essere chiamata col nome
stesso ma con l’aggiunta di un puntino. Quindi questo lavoro per l’unità di tempo prende il nome di potenza,
poiché la grandezza in questione è il lavoro, prende il nome di potenza meccanica. Come si misura la
potenza? Poiché il lavoro si misura in Joule/tempo, la potenza si misura in Watt (James Watt, colui che
inventò il motore a vapore), si indica con la W maiuscola: W=J/s. Torniamo alla termodinamica e
introduciamo un’ulteriore proprietà dei corpi, la temperatura. Vediamo che abbiamo dei materiali che hanno
un diverso stato di aggregazione e quindi possono avere diversi livelli di energia. Quando forniamo
dell’energia che non è quella meccanica, è energia termica. Esempio: noi possiamo riscaldare o incrementare
la temperatura di un corpo, ovvero fornire energia a un corpo. Supponiamo di avere dell’acqua liquida che
vogliamo portare dalla temperatura ambiente ad una temperatura maggiore, la prima cosa che mi viene in
mente è il fuoco. Devo fornire energia in modo tale che la sua temperatura aumenti. Quindi c’è una forma di
energia (quando accendo il fuoco) che non è quella meccanica (perché non metto in movimento l’acqua) che
fa in modo che l’acqua modifichi il suo stato termodinamico. Ponendo la pentola d’acqua sul fuoco faccio in
modo che l’acqua incrementi la sua energia, l’energia la prende dalla fiamma o dal fornello stesso che a sua
volta si riscalda. Come mi accorgo che l’acqua incrementa la sua energia? Posso misurare questo incremento
attraverso un parametro chiamato temperatura. Un principio zero della termodinamica dice: se un corpo è
in equilibrio termico… se io prendo un corpo che ha una temperatura T1 e un altro che ha temperatura T2
diversa da T1, in questo caso T2<T1, cosa succede? La temperatura dei corpi cambia fin quando entrambi
non raggiungono la stessa temperatura. Quando le due temperature sono uguali, i due corpi non
interagiscono più termicamente, quando sono diverse c’è uno scambio di energia che va dal corpo a
temperatura più elevata a quello con temperatura minore. Quindi la temperatura è un parametro che se
uguali tra due sistemi o due corpi, mi definisce quello che chiamiamo ‘’equilibrio termico’’. È facile dire:
quando non c’è equilibrio termico c’è uno scambio di calore, quando c’è equilibrio termico non c’è nessuno
scambio di calore. Noi toccando un generico corpo abbiamo una cosiddetta sensazione di caldo o freddo,
questo perché noi stessi siamo dei sistemi che devono controllare la propria temperatura. I nostri organi vitali
per poter funzionare bene devono mantenersi a temperatura costante e per questo motivo noi siamo
termoregolati, cioè noi funzioniamo in modo tale da fare in modo che la temperatura del nostro corpo si
mantenga costante (non diventi troppo fredda o troppo calda). Per stare in modo confortevole in genere la
temperatura esterna deve essere più bassa (neanche troppo) del nostro corpo, in modo tale che noi possiamo
cedere calore all’ambiente circostante. Come misurare la temperatura: si utilizza una scala di temperatura,
anzitutto si devono utilizzare dei sistemi per misurarla, questi sistemi sono chiamati termometri. Il tipico
termometro è quello a mercurio, all’interno in alcuni casi c’è del mercurio e in altri casi un altro materiale
che ha la caratteristica di modificare alcune sue proprietà quando aumenta la temperatura, qual è la
proprietà che modifica questo materiale? Il volume, ossia se io somministro del calore ad un corpo, questo
corpo da un lato incrementa la sua temperatura e dall’altro incrementa anche il suo volume, ogni materiale
si dilata quando riceve calore e quindi aumenta la sua temperatura e invece si contrae, si restringe, il volume
diminuisce quando la temperatura diminuisce. Quindi c’è uno stretto collegamento tra il volume occupato
da un materiale e il valore di temperatura. (Quando studiamo delle travi metalliche se queste sono soggette
a variazioni termiche elevate dobbiamo tenere conto anche dei coefficienti di dilatazione termica dei
materiali, e quindi poi delle tensioni che vengono indotte da queste variazioni termiche) Come si fa a misurare
la temperatura? Come è stata definita questa scala di temperatura? Per poter fissare questa scala di
temperatura è stato fatto in questo modo, anzitutto io per fissare un valore di temperatura, se trovo che una
certa sostanza si trova in determinate condizioni e questa sostanza è in equilibrio termico con un’altra, vuol
dire che queste due sono alla stessa
temperatura perché quando due corpi sono
in equilibrio termico vuol dire che la
temperatura è la stessa. Consideriamo una
sostanza che studieremo moltissimo in
questo corso che è l’acqua H2O, pura.
L’acqua, associamo spesso a questo termine
il termine liquida, mentre invece chiamiamo
ghiaccio la stessa sostanza quando
raggiunge la fase solida. Se noi raffreddiamo l’acqua e la mettiamo nel frigorifero o nel freezer, ad un certo
punto questa passa dalla fase liquida alla fase solida, viceversa se la portiamo fuori dal frigorifero fa il
contrario. Questo esperimento che facciamo lo facciamo a pressione costante, cioè nel senso la pressione
esercitata su quest’acqua è quella atmosferica. Quindi pressione=1atmosfera. Abbiamo l’acqua H2O alla
pressione di 1 atm, supponiamo di stare nella condizione in cui quest’acqua passa dalla fase liquida alla fase
solida, ossia questo passaggio di fase dal solido al liquido e viceversa avviene non in modo immediato ma un
po’ per volta, quando l’acqua si solidifica vediamo che si formano prima dei piccoli pezzetti di ghiaccio e poi
man mano passa tutta in fase solida progressivamente. Se io per esempio ho dell’acqua liquida e la raffreddo
cioè sottraggo calore (la metto in frigo), quest’acqua riduce la sua temperatura, arrivata ad un certo punto
quando passa di fase se vado a misurare la temperatura (cioè vado a mettermi in contatto con altri corpi che
si trovano alla stessa temperatura) mi accorgo che questa temperatura non cambia fino a che non è tutta
diventata solida, e questa temperatura è un punto di riferimento. Quindi qui considero un punto di
riferimento che considero come un passaggio di fase solido-liquido. Prendo quest’acqua, la riscaldo, se
riscaldo quest’acqua ad un certo punto cosa fa? Ad un certo punto bolle, l’acqua si muove, questo si chiama
passaggio di fase dal solido all’aeriforme. L’acqua pura a pressione atmosferica bolle a 100°, quindi io in effetti
vado a considerare il passaggio di fase liquido-aeriforme e questo è un altro punto di riferimento.
Chiaramente qui ci saranno delle temperature intermedie. Cosa hanno pensato di fare gli scienziati? Abbiamo
questi due punti di riferimento per l’acqua, a questo punto solido-liquido do il valore 0, a questo punto do il
valore 100, questo valore 100 lo divido in 100 parti ed ognuno di questi prende il nome di grado, poiché
questo intervallo è diviso in 100 parti questa scala di temperatura la chiamo scala centigrada, per dire che ho
diviso in gradi centigradi metterò un pallino accanto e una C, quindi 20°C (celsius o centigradi), 0°C (celsius o
centigradi), 100°C(celsius o centigradi). Le temperature che leggo sul termometro sono quindi gradi celsius.
Per la temperatura noi riusciamo a leggere i gradi, i decimi, già i centesimi di grado non riusciamo a rilevarli.
Questa temperatura ha un difetto, cioè che si può andare sotto lo zero, quindi se vado sotto lo zero avrò dei
valori negativi es: -10°C. Questa cosa non va bene per determinate applicazioni fisiche perché questi valori
negativi nei calcoli danno fastidio, perché darà poi come risultato di tutte le grandezze un valore negativo.
Gli scienziati hanno dimostrato che se qua c’è 0°C e qua c’è 100°C (secondo disegno della scala) io posso
avere dei sistemi che possono avere temperature inferiori ma cosa accade? Che io riducendo la temperatura
riduco anche l’energia che può avere un sistema, maggiore è la temperatura in generale e maggiore è
l’energia. A un certo punto io togliendo sempre più energia raggiungerò un punto per cui il sistema finisce di
avere energia, gli atomi e le molecole che compongono una sostanza si fermano, non si possono più muovere
e non hanno più energia. Questo punto è un livello di energia pari a 0 che corrisponde ad una temperatura
chiamata 0 assoluto o 0 kelvin. Questo valore di temperatura è stato calcolato teoricamente, non è stato
raggiunto perché si arriva a
pochissimi, a poco più dello 0
ma comunque questa
temperatura è stata calcolata
e vale -273,15°C. Quindi
questo cosa significa? Che
teoricamente ma anche in
pratica, io non potrò mai
avere su un corpo (fissata
questa scala centigrada di temperatura) che può avere una temperatura più bassa di -273,15°C. In laboratorio
sono arrivati anche a pochi decimi di questa distanza, ma questo valore non può essere superato al di sotto,
non si può andare al di sotto di questo valore. Poiché danno fastidio queste temperature negative, prendiamo
questa scala di riferimento (celsius) e invece di modificare l’unità di misura (che è il grado), prendiamo lo 0 e
lo spostiamo (quindi cambiamo solo il riferimento) a -273,15. Quindi a 0°C ci sarà il valore 273,15 e a 100°C
ci saranno 373,15. Non ho fatto altro che traslare questa scala, non posso più chiamare questo sistema di
misura ancora con gradi celsius altrimenti mi confondo e allora indico la scala Kelvin, e il kelvin come passo
per muoversi su questa scala. Qua avrò 0 k, qui avrò 273,15 k e qui 373,15 k, questa viene chiamata scala
kelvin (K maiuscola senza il pallino) o scala di temperatura assoluta, assoluta perché non assume mai valori
negativi. Se io ad esempio ho una temperatura di 12,3°C, quanto vale la temperatura espressa in kelvin? 12,3
+273,15 = 285,45K. Così come abbiamo visto che c’è una variazione di spazio o di tempo, molto spesso noi
valuteremo quella che viene chiamata delta t (variazione di
temperatura), ossia per esempio la differenza tra la temperatura
di un corpo in un istante finale – la temperatura di un corpo in un istante iniziale. Per esempio abbiamo
dell’acqua che passa da 27°C a 12°C, quanto vale questa variazione/differenza di temperatura? 15°C. Adesso,
questa stessa variazione di temperatura io la posso calcolare in Kelvin trasformando entrambe queste due
temperature in kelvin e poi facendone la differenza, se esprimiamo la variazione in kelvin quando viene? Il
risultato è lo stesso. Adesso esprimo senza fare
il calcolo il primo termine in kelvin 27+273,15 k,
poi devo fare – 12 +273,15 k = … che succede?
Essendoci il meno davanti, +273,15 e -273,15
vanno via e quindi rimane 27-12 che abbiamo
già fatto, vale 15 K. Quindi quando avremo a che
fare con differenze di temperatura è
indifferente mettere gradi celsius o kelvin
perché è la stessa cosa, quindi quando calcoleremo le variazioni di temperatura è perfettamente analogo
scrivere gradi celsius o kelvin. N.B la variazione è la stessa, la temperatura no.

Altra grandezza derivata è il volume specifico e densità. Noi abbiamo definito la massa di una sostanza, in
generale data una sostanza o un corpo di massa
m, questo occupa un certo volume nello spazio.
Abbiamo anche visto che il volume V si esprime
in m3, la massa invece si esprime invece in kg
(chilogrammi). Ricordiamo il fatto di proporzionalità tra forza ed accelerazione. Noi ci riferiamo molto spesso
a proprietà delle sostanze per unità di massa e quindi introduciamo questa grandezza che è pari, data una
sostanza che ha un certo volume, quanto volume occupa l’unità di massa? Quindi volume/massa, questa
grandezza prende il nome di volume specifico. In realtà ogni
grandezza quando viene divisa per la massa prende il nome
di specifico. In che unità di misura va a determinarsi il
volume specifico? Il volume si esprime in m3, la massa in kg,
l’unità di misura è quindi m3/kg. Altra proprietà spesso utilizzata è l’inverso del volume specifico 1/V e prende
il nome di ρ (rho), le norme sulle unità di misura dicono che questa grandezza prende il nome di massa
volumica. Perché? Se v(volume specifico) è uguale a V/m questo sarà uguale a m/V e quindi è la massa che
è contenuta nell’unità di volume, l’unità di misura della
massa volumica è kg/m3, questa grandezza comunemente
viene chiamata anche densità. L’unità di massa è 1KG,
l’unità di forza è 1N questo vale nel SI (sistema
internazionale), in realtà ci sono degli altri sistemi di unità
di misura esempio ‘’il sistema tecnico’’ che si basa su altre
grandezza fondamentali, in particolare in questo sistema
tecnico che ancora ci portiamo appresso perché alcune cose sono rimaste nella nostra memoria, la grandezza
fondamentale non è l’unità di massa ma l’unità di forza. E l’unità di forza nel sistema tecnico era il
chilogrammo-forza, difatti quando ci viene chiesto: quanto pesa questo oggetto? Noi rispondiamo dicendo il
peso in kilogrammi perché è un vecchio retaggio, mentre in effetti il kg non è l’unità di massa ma bensì l’unità
di forza. Com’era definito il kg-forza nel sistema tecnico? In modo tale che a 1kg-forza corrispondeva sulla
terra 1kg-massa, quindi su 1kg come massa veniva esercitata 1kg-forza. Il SI utilizza la massa ed è kg-massa,
c’era questo sistema precedente ovvero il sistema tecnico che utilizzava il kg-forza e in pratica a 1kg-forza
(che sarebbe la forza-peso) corrispondeva una massa di 1kg, per questo noi diciamo: il peso di questo oggetto
è di tot kg e scriviamo con i kg il peso, quando ci pesiamo sulla bilancia non misuriamo la massa ma la forza,
solo che con questa equivalenza al kg-forza corrisponde la massa di 1kg. Chiaramente se andiamo sulla luna
con la stessa bilancia, ci mettiamo sopra ma non leggiamo lo stesso numero perché c’è un’attrazione minore
però la massa è la stessa ma cambia il peso. Questa spiegazione perché in alcuni testi la grandezza ρ, chiama
questo come peso specifico. In effetti è il termine peso ad essere sbagliato perché io qua sopra c’ho la massa,
quindi peso specifico significa che sto ancora pensando che questo kg che sta al numeratore è un peso e
invece no, quindi la dizione peso specifico generalmente è sbagliata, è più corretta densità/massa volumica.
Ora tornando all’appendice A possiamo vedere come cambia la densità, alla fine di questo capitolo di questo
appendice ci sono delle tabelle che andremo ad analizzare di volta in volta, adesso vediamo la tabella A44 a
pagina 18, nella seconda colonna abbiamo il valore specifico, nella prima colonna riporta ρ, e quindi per
diversi materiali solidi è riportato il valore di kg per unità di volume, quindi kg/m3. Perché è riportato per i
solidi, in realtà potrebbe anche essere riportato per i liquidi, non per gli aeriformi perché quando le sostanze
sono in fase aeriforme possono modificare facilmente il volume quindi non hanno un volume ben definito.
Anche una sostanza solida se riceve energia termica cosa fa? Si dilata, quindi in effetti anche ρ varia, però
nelle nostre applicazioni noi diremo che ρ (per i solidi) si mantiene costante perché le variazioni sono così
piccole che a livello pratico sono praticamente trascurabili, quindi ecco perché nella tabella per le sostanze
solide, noi abbiamo il valore di ρ (i valori in tabella sono utilizzabili in temperature prossime a 20°C), noi anche
se non avremo 20°C continuiamo ad usare per i solidi questi valori. Esercizio: supponiamo di avere un blocco
di legno di quercia (parallelepipedo) a dimensioni 30,0 cm per 27,0 cm per 1,0 mt. Calcolare la massa e il peso
del blocco. La prima cosa da fare è capire cose ci viene dato
e dove vogliamo arrivare, quindi la cosa importante è
scrivere i dati e ciò che vogliamo trovare, le incognite. Una
volta analizzati i dati e capite quali sono le incognite,
vediamo la procedura per passare dai dati alla risoluzione.
Cosa sappiamo? Sappiamo che la sostanza è blocco di legno
di quercia, conosciamo le dimensioni. Cosa voglio sapere? La massa (m) e il peso (p). A questo punto bisogna
formulare l’esercizio, prima di andare a fare calcoli conviene svolgere l’esercizio a livello di relazioni, come
faccio a passare dai dati alle incognite? La prima cosa che mi chiedo è: come faccio a calcolare la massa se
conosco queste 3 dimensioni? Quindi la prima cosa posso calcolarmi il volume, il volume (se è
parallelepipedico) è uguale ad a per b per c, e calcolo il volume. Se conosco
il volume posso ricavare la massa? Sì, abbiamo definito volume specifico o
densità pari a m/V, quindi sapendo che ρ per definizione è pari a m/V da qui
ricavo che la massa è uguale a ρ per V, e quindi adopererò questa relazione
e così mi calcolo la massa. Poi, il valore del peso sarà m per g (massa per
accelerazione di gravità). Partiamo dal calcolare il volume, vediamo che le
grandezze a e b sono espresse in cm mentre la grandezza c è in metri, poiché
avremo a che fare con ρ che è espressa in kg/m3, ci conviene esprimere il volume in m3 non in cm3, quindi
dobbiamo convertire i cm in metri. Di conseguenza a=0,300 m (30 per 10^-2), e 0,270 m. 0,300m x 0,270m x
1,00m = 0,081 m3 (8,10 per 10^-2 notazione scientifica). Conoscendo adesso il volume, calcoliamo la massa
ρ per V, ρ dove lo prendiamo? Sull’appendice A, tabella A44, legno di quercia quanto vale ρ? 800 kg/m 3.
Andiamo a vedere quanto vale m, dato che m= ρ per V, scriviamo 800 per 8,10 10^-2 = 6,48 101 kg/m3 m3 e
quindi 64,8 kg. Il peso abbiamo detto che è pari alla massa per l’accelerazione di gravità (m per g), quindi P=
64,8 per 9,81 = 6,36 10^2/636. Le unità di misura sono indispensabili, i numeri non significano nulla senza
l’unità di misura, 64,8 kg e 9,81 m/s2, quindi 636 è espresso in N. (si può arrotondare un numero per eccesso
o per difetto, se il numero subito dopo la virgola o quello successivo all’ultimo che state considerando è
maggiore o uguale di 5, si arrotonda per eccesso. Se è compreso tra 0 e 4 inclusi si arrotonda per difetto).
Altre grandezze: miglio terrestre (gli anglosassoni), miglio marino (usato in navigazione), l’armstrong (per
dimensioni molto piccole) 10-10 m, la tonnellata (1000kg). Il tempo per es. non è in minuto, un minuto sono
60 secondi, poiché in un’ora sono 60 minuti e 60x60 fa 3600, in un’ora ci sono 3600 secondi. Per l’area spesso
si usa l’ettaro e l’ettaro sono 104 m2, per il volume si usa spesso il litro che è un’unità di misura non del SI che
però è di uso comune, quindi 1 litro è pari ad 1 decimetro cubo, 10-3 significa deci cioè un millesimo. La
velocità può essere espressa in km/h. Altri valori riguardo la pressione che è espressa in pascal non sempre
viene utilizzata, anzitutto per noi è molto intuitivo parlare di atmosfera es. a che pressione stiamo? Ad una
atmosfera, vuol dire la pressione che si ottiene normalmente a livello 0 sulla terra con piccole oscillazioni,
1atm=1,013 105 Pa, Poi c’è il sistema tecnico 9,04 104 Pa. Un’altra unità utilizzata è il bar, un bar= 105 Pa. Altro
aspetto importante è il lavoro e l’energia, la potenza nel SI si esprime in watt, una tipica unità di misura della
potenza è il cavallo. Il kwh (kilowattora) misura l’energia non la
potenza. L’energia nel SI si misura in Joule, la potenza W= Joule/s.
Spesso capita che questa potenza che certe volte oltre ad essere
espressa in watt viene espressa mediante il suo multiplo Kilowatt, è
una potenza che viene utilizzata per le nostre comuni applicazioni. Es.
nell’appartamento in cui stiamo abbiamo il contratto di energia elettrica
e normalmente un contratto per un comune appartamento è tale da non
superare mai una potenza di 3Kilowatt (se io accendo
contemporaneamente la lavastoviglie, la lavatrice e l’asciugacapelli, salta
la corrente perché ho superato i 3kw ovvero 3000 J/s, quindi sto
consumando più di 3000 J ogni secondo. Non ho un limita sull’energia ma sulla potenza. Quando io ho questo
limite su questi kw, quando mi arriva la bolletta e mi dice che sto utilizzando un asciugacapelli che consuma
1500 W ossia 1,5 kw. Supponiamo che io durante un anno utilizzo questo attrezzo per un certo periodo di
tempo, questo periodo di tempo mi è scomodo misurarlo in secondi, quindi l’unità di tempo utilizzata per il
consumo di energia è l’ora. Per quante ore hai utilizzato per esempio durante il mese questo attrezzo? Io ho
usato questo attrezzo durante il periodo prima di pagare la bolletta per 3,5 ore. Allora quanta energia ho
consumato? Poiché la potenza è l’energia per unità di tempo, io se conosco la potenza dell’apparecchio e so
per quante ore (tempo ϴ) l’ho utilizzato, basta che faccio la potenza per il tempo e ottengo l’energia. Un po’
come per la velocità, noi quando andiamo in automobile non parliamo di metri al secondo perché anche in
quel caso è scomodo, parliamo di km/h, allora quando andiamo a moltiplicare questa potenza per il tempo,
se esprimo la potenza in kw in questo caso 1,5 kw e il tempo in ora 3,5 ore. Cosa ottengo come risultato? Una
energia che se dovessi esprimerla in joule dovrei prendere questo kw e scrivere 1000 Joule/s x 1000 e invece
di ora devo mettere x3600 secondi. Non faccio questa operazione, effettuo direttamente il calcolo 1,5 x 3,5
= 5,25 kw/h. Il kw/h è il prodotto di kw utilizzati in un certo periodo di tempo espresso in ora e rappresenta
un’energia. Poiché kw/h equivale ad un’energia, ci saranno dei Joule corrispondenti. Esercizio: Questi 5,25
kw/h a quanti joule corrispondono? Kw sarebbe 1000 W e quindi J/s, quindi dovrò scrivere 1,5x1000 x 3600
J/s x 3,5 s (1 ora sono 3600 s), quindi per passare da kw/h
a joule, ho preso 1,5 e 3,5 e li ho moltiplicati 1000 e per
3600, 1000 equivale a 103, 3600 equivale a 3,6 per 103
ecc.. 1kw/h=3,6x106 J. Quindi se io ho un dispositivo
elettrico di una potenza di 1,5 kw, e lo utilizzo per 3,5 ore
quant’è l’energia consumata? 5,25 kw/h che corrisponde
a questa quantità di joule 5,25 x 3,6 106= 3,6 106 (18,9
106 J oppure 18,9 MJ perché 106 J è un Megajoule).
Ricapitolando: nella bolletta elettrica c’è un limite sulla
potenza per esempio il contratto è da 3kw o da 6kw,
normalmente per uso domestico è 3kw. Invece noi
paghiamo il corrispondente dei kilowatt/h, cioè l’energia
consumata. Un’altra tabella importante che riporta tutte
le grandezze (tabella A15), abbiamo le grandezze così
come vengono definite, sulla sinistra abbiamo le unità
non nel SI, dall’altro lato quelle nel SI. Quindi se noi
abbiamo una grandezza, un numero non nel SI per averla nel SI possiamo moltiplicare per il numero riportato
nella tabella. Se invece abbiamo l’unità espressa nel SI e vogliamo riportarla nel sistema non internazionale
dobbiamo effettuare una divisione, cioè dividere per il numero nella tabella. Quello della superficie per
esempio non la useremo mai, non useremo mai i pollici2 e i piedi2, il gallone nemmeno, quello che interessa
di più sono: il miglio orario, quelle della pressione (bar, atm etc…), l’energia (kw/h). Esercizio: un recipiente
contiene 25 litri di acqua in fase liquida. Calcolare la massa.
Dati: la sostanza ‘’acqua liquida’’, cosa conosciamo? Il
volume perché 25 litri rappresentano il volume. Cosa
dobbiamo calcolare? La massa. Se conosciamo il volume e
vogliamo calcolare la massa, la massa è uguale a ρ x V.
Quanto vale la densità/massa volumica in fase liquida? La
troviamo nell’appendice, la densità dell’acqua liquida è pari a 1,0 x 103 kg/m3 (1000 kg per ogni m3). Per
trovare la densità non posso moltiplicare 25lt per 1,0 103 perché 25 è espresso in litri e l’altro è espresso in
kg/m3, quindi devo trasformare i litri in m3. Vedendo sulla tabella, un litro equivale ad un millesimo di metro
cubo, quindi possiamo scrivere 25 litri=25 x 10-3 m3. Quindi la massa sarà uguale a : ρ (1x103 kg/m3) V (25 x
10-3 m3). 103 x 10-3 fa 1 perché ogni numero elevato a 0 fa 1, 1 x 25 fa 25 kg. Ho scoperto che 25 litri
corrispondono a 25 kg, quindi se ci troviamo con acqua liquida e ci troviamo il volume in litri, possiamo
direttamente dire che la massa corrisponde proprio al numero che identificava i litri espresso però in kg.