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Fisica tecnica ambientale - Lezione 3 23/03/2020

La prima cosa che abbiamo visto è che modelliamo la realtà, il mondo che ci circonda attraverso una
modellazione dell’ambiente, quindi studiamo dei sistemi o delle sostanze in modo tale da caratterizzarle
attraverso delle grandezze fisiche che abbiamo in parte introdotto attraverso il Sistema Internazionale (SI).
Abbiamo introdotto sia le grandezze fondamentali, sia quelle derivate. Tra le 7 grandezze fondamentali ce
n’è una che noi non utilizziamo ed è la ‘’mole’’, non la utilizziamo perché il nostro approccio alla realtà fisica
è un approccio macroscopico. Se è pur vero che noi avremo a che fare con diversi materiali o sostanze ad
esempio: l’acqua, l’aria (quella che noi trattiamo negli impianti di climatizzazione), e poi i materiali solidi che
caratterizzano gli involucri dell’edificio, l’involucro edilizio… è anche se è vero che le proprietà di queste
sostanze dipendono dal modo di aggregarsi a livello molecolare, atomico, questo tipo di modellazione non
considera le interazione tra molecole e atomi. Noi non entriamo in una modellazione che riguarda il
comportamento delle singole particelle ma guardiamo il materiale che stiamo studiando in quel momento o
il sistema con proprietà che sono generali per tutte le molecole e gli atomi. Quindi non ci interessano le
interazioni singola ma guardiamo globalmente il comportamento di questo materiale. Esempio: quando
riscaldiamo una sostanza, questa sostanza in qualunque fase si trovi aumenta di volume, anche in fase solida.
Se è in fase solida, aumenta di volume perché anche essendo la fase solida caratterizzata da legami forti tra
le varie molecole, è anche vero che incrementando la temperatura, quindi somministrando energia, queste
molecole si agitano, si muovono a livello microscopico. A noi questa cosa che si muovono di più non interessa,
ci interessa l’incremento di volume e l’incremento di temperatura, con una visione dall’esterno in questo
senso. Una volta valutate un po’ tutte queste caratteristiche e quindi modellato l’ambiente e i diversi sistemi
attraverso le proprietà, queste proprietà seguono le cosiddette leggi fisiche, parleremo di leggi della
termodinamica per esempio (principi) e di queste leggi fisiche, alcune sono delle leggi generali e altre come
vedremo sono delle leggi particolari, alcune volte si parla di relazioni costitutive quando sono particolari.
Che significa leggi generali? Parliamo per esempio del primo principio della termodinamica che ci dice:
l’energia non si crea e non si distrugge, ma si conserva. Infatti si chiama principio di conservazione
dell’energia. Quindi se io somministro energia al sistema, questo sistema incrementerà la propria energia e
così via, se un sistema cede energia all’ambiente, la sua energia diminuirà. Ci può essere una trasformazione
da una forma di energia ad un’altra ad esempio: energia cinetica, energia potenziale, ma non ci può essere
né una distruzione di energia, né un incremento di energia. Quindi questo principio della termodinamica è
un principio generale, cosa significa? Che vale per tutti i sistemi indipendentemente dal fatto che siano
costituiti questi sistemi da sostanze solide o liquide, che siano sistemi semplici o sistemi complessi, vale
sempre. Cos’è invece una legge particolare? Quando studieremo la trasmissione del calore (il calore come
già detto è una forma di energia, energia di scambio tra sistemi, quindi i due sistemi che si trovano a diversa
temperatura scambiano tra loro una forma di energia chiamata calore) il trasferimento di calore da un
sistema all’altro non vale in assoluto, in modo uguale per tutti i sistemi. Per esempio se noi utilizziamo
materiali diversi, vedremo che lo scambio di energia può avvenire diversamente, in modo più facilitato o
meno facilitato. Quindi queste leggi che riguardano per esempio la trasmissione del calore dipendono anche
dalla natura, la natura del corpo/sistema che entra in gioco modifica il modo con cui questa legge si articola.
Esempio: se vogliamo mescolare una minestra molto calda, se utilizziamo un cucchiaio di metallo ci scottiamo
le dita, se utilizziamo un cucchiaio di legno non ci scottiamo, questo perché la trasmissione del calore avviene
diversamente a seconda del materiale. Noi studieremo i sistemi, quindi definiamo che cos’è un sistema: un
sistema è una porzione di spazio che occupa un
certo volume che contiene della materia. Tutto
ciò che è all’esterno del sistema è l’ambiente
circostante. Noi studieremo determinati sistemi
molto semplici e le interazioni che possono
intercorrere tra sistema e ambiente circostante,
in alcuni casi possiamo anche considerare il
sistema come costituito da sub-sistemi, quindi per esempio mettere un vincolo o suddividerlo in due parti e
vedere le interazioni che possono sussistere tra una parte del sistema e un’altra parte del sistema. Per il
momento consideriamo questo sistema in questo modo. Cominciamo a dare delle definizioni, cosa possono
fare i sistemi con l’ambiente? Possono scambiare delle cose, ci sono delle interazioni abbiamo detto, queste
interazioni come possono avvenire? Attraverso scambi, cosa possono scambiare? Due grandezze fisiche: la
massa e l’energia (in realtà c’è una terza quantità che viene studiata e che non è oggetto del nostro corso, è
l’entropia, a differenza della massa e dell’energia che si conservano, l’entropia è una grandezza che si
genera). Quindi noi studieremo le interazioni in termini di scambi di massa e di energia. Cominciamo a parlare
degli scambi possibili di massa, fra sistema e ambiente possono esservi scambi di massa. Vi sono dei sistemi
che non consentono scambi di massa con l’ambiente circostante, questi vengono detti sistemi chiusi (no
scambi massa). Cosa potrebbe essere considerato un sistema chiuso? Un recipiente che contiene una
sostanza e questa sostanza non può uscire dal recipiente, una bottiglia tappata che contiene un liquido, il
liquido non può né entrare né uscire. Oppure se consideriamo l’aria contenuta in una stanza, una stanza dove
non sono previsti cambi d’aria con le finestra perfettamente sigillate che non consentono infiltrazioni, in quel
caso l’aria contenuta costituisce il sistema chiuso. Ho fatto due esempi con sostanze che si ritrovano
rispettivamente in fase liquida (nel caso della bottiglia) e aeriforme (nel caso della stanza). Noi possiamo
avere anche un sistema costituito da una sostanza in fase solida, nel senso che abbiamo per esempio un
blocco di pietra oppure un pezzo di legno, un pezzo di metallo, in questo caso il sistema è costituito dal blocco
stesso e siccome non ci sono variazioni/scambi di massa fra il sistema e ambiente, quindi anche in questo
caso il sistema è considerato chiuso. Esempi: la valigetta chiusa, la bottiglia chiusa, la clessidra che contiene
della sabbia. Sistema aperto è un sistema dove la sostanza può fluire, per esempio un phon è un sistema
aperto se lo consideriamo in questo modo perché l’aria entra da un lato ed esce dall’altra, lo stesso un
imbuto, lo stesso un lavandino con il tappo di scarico aperto faccio entrare l’acqua e nel contempo esce pure.
Già che la sostanza può entrare ed uscire sta a significare che il sistema è aperto. Quindi i sistemi sono aperti
quando sono possibili gli scambi di massa.

Quando il sistema è aperto, immaginiamo per esempio una stanza solo che anziché avere una finestra chiusa
questa finestra è aperta. Cosa fa l’aria? Può entrare e anche uscire, quindi ci saranno delle particelle di aria
che dall’esterno andranno dentro alla stanza e delle particelle che dall’interno andranno verso l’esterno,
quindi il sistema in questo caso è aperto. Come facciamo ad individuare il sistema? Il sistema è individuato
da un certo volume occupato da una certa sostanza che appunto occupa questo volume. Nel caso della massa
nei sistemi chiusi, quello che è importante è la massa che non è possibile che subisca degli scambi. Nel caso
dei sistemi aperti, esempio: condotto dove fluisce l’aria in un impianto di climatizzazione, quindi vi sarà
dell’aria che entra, qui fluisce l’aria dentro al condotto (1) e qui esce (2). Un altro caso di tipico sistema aperto
è il termosifone, cosa fa il termosifone? Ha un condotto di ingresso, ci sono diversi elementi attraverso cui
fluisce il cosiddetto fluido termovettore, cioè l’acqua in questo caso, nel termosifone scorre acqua calda,
quest’acqua entra da un varco del termosifone, attraversa le diverse tubazioni (ranghi) e fuoriesce da un’altra
parte.
Quindi nel caso di sistemi aperti la massa contenuta all’interno del sistema va cambiando nel tempo perché
da una parte entra e da una parte esce, dipende poi da diverse condizioni e modalità di funzionamento come
può essere valutata. Quello che rimane uguale è il volume entro il quale è contenuta la massa, cioè il
cosiddetto sistema, nel caso del condotto d’aria è proprio il condotto, e da cosa è delimitato questo sistema?
Dal varco d’ingresso, dal varco d’uscita e dalle pareti rigide/fisse ma impermeabili alla materia. Mentre
invece, nel caso della stanza con la finestra aperta, la parte di finestra aperta è la parte permeabile alla
materia, mentre tutto il resto è impermeabile alla materia. Nel caso del termosifone abbiamo la parte
metallica impermeabile alla materia e i varchi d’ingresso/uscita permeabili alla materia. Quindi da cosa è
caratterizzato il sistema aperto in generale? Da un volume che è delimitato in parte da superfici reali (che
sono quelle proprio del contenitore della sostanza), in parte da superfici immaginarie che sono i varchi
d’ingresso/uscita o la finestra in questo caso (la superficie della finestra aperta). Quando la finestra è chiusa
e c’è il vetro, il sistema diventa chiuso e il contenitore è tutto impermeabile alla materia, quando io apro la
finestra c’è una parte dell’involucro che diventa non superficie reale ma superficie fittizia. Nei sistemi aperti
la massa non è mai definita in modo preciso perché cambia nel tempo, noi studieremo la massa e cosa
succede alla massa in un sistema aperto, quello che si mantiene costante nel sistema aperto è il cosiddetto
volume di controllo (V.C). Questo approccio del volume di controllo è un approccio della fluidodinamica, qui
entra in gioco quest’ultima (la dinamica dei fluidi), la materia che entra ed esce dal sistema si trova in una
fase cosiddetta fluida, che significa fluida? Che è o fase liquida o fase aeriforme, perché può scorrere
all’interno del sistema. Nel nostro caso, non consideriamo scambi di massa con sostanza in fase solida, uno
può studiare dei sistemi in cui si studia la massa in fase solida se i sistemi sono più complessi. Per esempio se
come sistema abbiamo un territorio e vogliamo studiare l’emigrazione (gli ingressi e le uscite da questo
territorio), allora lì possiamo vedere quanta gente entra e quanta gente esce, in quel caso si tratta di massa
e non siamo in fase liquida o aeriforme ma si considerano le unità di persone che entrano ed escono. Per
esempio un sistema aperto potrebbe essere visto anche come il corso di laurea in architettura quinquennale,
questo sistema ha degli ingressi e delle uscite, che cosa costituisce il sistema stesso? Gli studenti che
popolano i vari anni del corso di laurea, quindi ci saranno degli studenti d’ingresso che si immatricolano al
primo o anche anni successivi al primo (trasferimenti), degli studenti in uscita che si laureano o abbandonano
gli studi e poi all’interno vi sono gli studenti che vanno cambiando nel tempo perché se io guardo la
popolazione universitaria quest’anno e poi la riguardo l’anno prossimo, gli studenti saranno cambiati oppure
quelli già presenti si saranno spostati in altri punti del sistema. Quindi, se guardo nel tempo un sistema aperto
mi rendo conto che la materia va cambiando, cioè non è più la stessa ma io vado a studiare il volume, cioè
quello che che contiene quella materia, questo è un approccio fisico chiamato ‘’Lagrangiano’’. Infatti se si
studiassero le equazioni connesse a questi aspetti, si studierebbero le cosiddette equazioni di Lagrange. E’
questo è il concetto, la massa fluisce, non è detto che sia la stessa. Se voi guardate il termosifone acceso e
quindi sta circolando, lo guardate in un certo momento, magari il termosifone si comporta allo stesso modo
in un certo istante e dopo mezz'ora, ma l’acqua che è dentro il termosifone non è più la stessa di mezz'ora
prima, anche se il comportamento magari è analogo. Andiamo adesso a vedere la seconda cosa che si può
scambiare, cos'è che si può scambiare? Abbiamo visto che si può scambiare l'energia e la massa. Vediamo
come il sistema può scambiare energia e che cosa contiene energia. Questo è il sistema e questo è l'ambiente,
per quanto riguarda l'energia posseduta si divide in tre aliquote: energia cinetica, energia potenziale e
energia interna, questo ciò che è
contenuto nel sistema quindi
caratterizza l’energia del
sistema, l'energia che può essere
scambiata tra sistema e
ambiente nel caso della
termodinamica, ha due modalità
di scambio: mediante
trasferimento di lavoro, quindi
possiamo avere degli scambi di energia meccanica; oppure possiamo avere e/o anche calore (o energia
termica). Una cosa importante, il lavoro e il calore sono modalità di scambio di energia, è sbagliato dire per
esempio: quel sistema ha un sacco di calore, il calore non è che un ambiente/sistema possiede calore ma può
scambiare calore con l'ambiente circostante o con un altro sistema. Stessa cosa vale per il lavoro, un sistema
non possiede lavoro ma può cedere lavoro, quindi cedere energia meccanica o ricevere lavoro, poi questo
lavoro ricevuto cioè questa energia ricevuta si traduce per la legge di conservazione in energia cinetica,
energia potenziale o energia interna. Questi sono concetti iniziali ma sono importanti. Andiamo a vedere
quindi vedere le proprietà che può avere questo sistema: possono dividersi innanzitutto in proprietà interne
ed esterne, poi un'altra classificazione è di intensive ed estensive. Vediamo proprietà interne ed esterne,
allora faccio un esempio: supponiamo di avere un’automobile su una collinetta in salita, questo è il nostro
sistema un’automobile, questa viaggia a una certa velocità e in questo caso si trova ad una certa quota h
rispetto a un piano di riferimento orizzontale. Quindi se questa automobile è di massa m, quant'è l'energia
posseduta da questa automobile?
L’energia posseduta da questa
automobile sarà pari, possiamo scrivere
un po’ l'energia cinetica che qua è pari a
un mezzo per la massa dell’automobile
per la velocità dell'automobile al
quadrato, più mg per h che è l'energia
potenziale che si trova ad una certa quota
più l’energia interna che è u. Allora di queste tre diciamo parti di energia, diciamo tipi di energia, l’energia
cinetica e l'energia potenziale vengono definite proprietà esterne perché se una persona per esempio
all’interno della macchina o fa parte della macchina (del sistema stesso), il fatto che stia viaggiando a una
certa velocità o che si trova a una certa quota, questo vuol dire che è riferito a cosa? A un riferimento che
abbiamo preso, il fatto che io mi sto muovendo a una certa velocità e così via, vuol dire che ho preso un
riferimento cartesiano per esempio questo è l'asse x, questo Z quello verticale in genere, quindi vuol dire che
rispetto a questo riferimento, io mi trovo a questa quota e sto viaggiando a una certa velocità ma se voi siete
in auto o in treno e non guardate il tachimetro, non guardate il mondo circostante, non vi rendete conto di
possedere una certa energia cinetica perché magari questa energia cinetica la potreste possedere rispetto a
un sistema che è a sua volta il movimento. Un altro esempio, se voi siete in un treno, in una carrozza
ferroviaria e a un certo punto decidete di camminare
all’interno di quella carrozza, voi avete un’energia cinetica
che è pari… qui c’è il treno, questa è la carrozza del treno,
qua c'è una persona che cammina, se cammina con una
certa velocità, rispetto al riferimento carrozza del treno avrò una certa energia cinetica, ma se il treno a sua
volta sta viaggiando rispetto all'esterno la sua energia cinetica sarà data come velocità da quella ottenuta
considerando la velocità del treno più la velocità della persona che si sta spostando all'interno della carrozza.
Definizione: considerata esterna quella cinetica perché dipende da un sistema di riferimento esterno che io
devo mettere, definisco esterna anche l’energia potenziale perché pensi si riferisce a un sistema di
riferimento esterno, perché io che ne so di stare su un riferimento che sta a 50 m al di sotto? Lo deve fissare
qualcuno che dice: guarda questo è un riferimento, rispetto a questo riferimento tu ti trovi in questa
condizione, viceversa, l’energia interna è una grandezza esterna perché la posso misurare dall’interno, cioè
dipende dall'energia posseduta dalle singole particelle che costituiscono quel sistema, non dal fatto che il
sistema si trova in un punto rispetto a un sistema di riferimento esterno. L’energia cinetica se io cambio
riferimento e considero un riferimento … esempio, se studio il moto della terra e mi chiedo: ma la terra
quanta energia cinetica ha? Io posso prendere come sistema di riferimento un sistema fisso con il sole e
quindi quell’energia cinetica viene calcolata rispetto al sole, ma siccome il sole fa parte di un sistema ancora
più ampio che è la galassia, posso considerare fisso un altro punto e valutare la velocità della terra rispetto a
quel punto e cambia ovviamente. Quindi è dipendente da proprietà esterne, da decisioni e sistemi di
riferimento che non sono intrinseche nel sistema, viceversa l’energia interna è dipendente semplicemente
dal fatto che le molecole che costituiscono quel sistema possiedono quell’energia che non dipende dal fatto
che quel sistema si trova in una tale galassia, sulla terra o altrove e sta viaggiando in un modo relativo rispetto
ad un sistema. C'è un'altra considerazione da fare, introduco subito il fatto che noi studieremo dei sistemi
molto semplici perché questi sistemi che studiamo è quando si vedere approcciare ad un nuovo argomento
è meglio cominciare con le cose semplici è inutile studiare un sistema molto complesso come per esempio
potrebbe essere una città o un territorio che ha diverse caratteristiche e così via, o sistema costituito da molti
componenti, comincio a studiare una cosa semplice che può essere per esempio un materiale omogeneo che
è contenuto in un recipiente e comincio a vedere come lo posso studiare. Una volta che ho capito bene come
studiarlo posso poi affrontare in seguito lo studio di sistemi più complicati. Normalmente studieremo i sistemi
costituiti da materia, questa materia si può trovare in diverse fasi o stati di aggregazione, intendendo per essi
il modo con cui una data sostanza (quindi parleremo di sostanze contenute all'interno di sistemi che presenta
caratteristiche di omogeneità). Esempio di omogeneità o non con una stessa sostanza, quindi consideriamo
una certa sostanza, a sua volta la sostanza può essere definita pura oppure non pura, diciamo può essere
vista come una miscela per esempio, che cos'è una sostanza pura? Per esempio quando io parlo di acqua
cosa intendo H2O, l'acqua pura è quella costituita solo da molecole di H2O. L’acqua per esempio che esce dal
rubinetto oppure l'acqua che beviamo, non è pura ma contiene una serie di sostanze disciolte in essa, tant'è
vero che se comprate una bottiglietta d'acqua trovate l'analisi chimica oppure se prendete l'acqua dal
rubinetto e andate sul sito dell’ ABC avete le caratteristiche chimiche delle sostanze disciolte nell'acqua e
quindi è una miscela di più componenti, non possiamo dire che è una sostanza pura e quindi ha delle
caratteristiche che variano in funzione della quantità di diversi componenti che sono disciolti in essa. Noi
tratteremo l'acqua sempre come sostanza pura anche se di fatto poi raramente nelle applicazioni si ha a che
fare con l'acqua pura perché le proprietà poi non varieranno in modo così elevato, però alcune proprietà
possono cambiare. Per esempio abbiamo visto che l'acqua passa di fase, può passare dalla fase liquida alla
fase solida, alla fase aeriforme, a seconda delle interazioni che ha con l’ambiente e sapete anche che l’acqua
pura solidifica a 0°C e bolle a 100°C. Ma se l'acqua non è pura, per esempio in quest’acqua noi introduciamo
del sale, succede che quest’acqua non congelerà a 0 ° ma a una temperatura più bassa perché si modifica il
suo modo di comportarsi. Tant’è vero che quando per evitare di far ghiacciare il manto stradale si getta il
sale in modo tale che si abbassa il punto di congelamento. Quindi tratteremo le sostanze pure, quando
avremo a che fare con delle miscele avremo a che fare sempre con delle miscele i cui componenti sono
perfettamente definiti. L’aria non è caratterizzata da un’unica sostanza con un’unica formula chimica ma è
un mix di più gas, e quindi lo studieremo come se fosse una singola sostanza ma in realtà della quale
conosciamo perfettamente le percentuali dei diversi componenti che rimarranno fisse nel tempo (la
cosiddetta aria secca). Quindi tratteremo sostanze pure, queste sostanze possono essere presenti in diverse
fasi: STATI OMOGENEI DI AGGREGAZIONE. Come riconosciamo la differenza tra l’acqua in fase liquida e in
fase solida? Magari la temperatura all’interno del sistema è la stessa, vediamo che la densità dell’acqua in
fase solida è diversa da quella
in fase liquida, quando non c’è
questa omogeneità vuol dire
che si è passati ad una fase
diversa. Quando invece è tutto
omogeneo significa che siamo
nella stessa fase presente.
Quali sono le fasi che noi analizziamo? La fase solida (le molecole che costituiscono il corpo sono tali da avere
legami così stretti che la forma del corpo non è variabile nel tempo, es. blocco di legno), una fase
caratterizzata da un’energia interna maggiore perché caratterizzata da legami molecolari un po’ più lenti, il
corpo mantiene una sua aggregazione ma non possiede una forma propria: la fase liquida. Se mettiamo un
liquido in un recipiente, questo assumerà la forma del recipiente, rimarrà contenuto all’interno del recipiente
anche se il recipiente è aperto. Qui invece, compete la massima energia interna, la fase aeriforme, in questo
caso quando siamo in fase aeriforme la sostanza occupa tutto lo spazio che ha a disposizione, occupa in modo
più uniforme possibile tutto lo spazio a disposizione. Quando la sostanza è presente tutta in fase liquida, tutta
in fase aeriforme o tutta in fase solida, si dice che la sostanza è presente in condizioni monofasiche, cioè c’è
un’unica fase presente. Però noi possiamo anche avere la presenza contemporanea di solido e liquido,
quando c’è per esempio il passaggio di fase, o possiamo avere il passaggio di fase da liquido ad aeriforme.
Nel caso in cui all’interno del sistema sono presenti due fasi, si dice che la sostanza è pura ma è in condizioni
bifasiche, perché è presente la stessa sostanza ma con due fasi diverse insieme. Come pure posso avere una
miscela monofasica, per esempio un mix di olio e acqua, l’olio non si miscela perfettamente, la sostanza non
è pura sicuramente, non c’è una miscela perfetta però è monofasica nel senso che entrambi sono in fase
liquida. Come facciamo a dare le caratteristiche di queste sostanze? Dobbiamo definire delle proprietà che
caratterizzano le sostanze, e quali sono queste proprietà? Sono per esempio la pressione, il volume, la
temperatura, l’energia interna, sono le proprietà che caratterizzano le sostanze e quando un sistema
interagisce con l'ambiente circostante o con un altro sistema, queste proprietà possono cambiare. I sistemi
che noi studiamo li chiamiamo semplici perché sono costituiti da una sostanza pura, e sono tali per i quali le
proprietà che ci consentono di studiare questa sostanza sono prevalentemente pressione, volume e
temperatura. In particolare questi sistemi, quando le proprietà sono queste sono detti sistemi semplici
comprimibili, comprimibili perché il volume potrebbe cambiare. Cosa succede al sistema quando interagisce
con l'ambiente? Queste proprietà cambiano, per esempio se io somministro del calore ad una sostanza e
quindi può darsi che cambi il volume ma può darsi anche che cambi la pressione e sicuramente magari cambia
la temperatura e così via, quindi ci sono delle modifiche che il sistema subisce, quindi una variazione e che
cos'è che cambia del sistema? Le sue proprietà. Si dice che viene modificato lo stato del sistema o stato
termodinamico. Che cos'è lo stato di un sistema? È l'insieme delle proprietà che lo caratterizzano, quindi io
dico che il sistema si trova in un certo stato termodinamico perché è caratterizzato da un certo valore, la
sostanza che è contenuta all'interno del sistema che magari consideriamo monofasico e pura per semplificare
le cose, sarà caratterizzata da un certo valore di pressione, di volume, di temperatura, di energia interna e
così via. Che succede al sistema quando interagisce con l'ambiente? Che il suo stato viene modificato, quindi
il sistema cosa fa? Subisce una trasformazione o evoluzione. Quindi che cos'è una trasformazione? Una
trasformazione non è altro che il passaggio da uno stato termodinamico ad un altro stato termodinamico,
quindi è un passaggio da uno stato ad un altro. Questa trasformazione avviene appunto a causa di interazioni
con l'ambiente oppure perché magari non c'è un equilibrio termodinamico con l'ambiente.

Se io per esempio ho un sistema e lo faccio interagire con un altro sistema che si trova ad una diversa
temperatura, i due sistemi tra di loro non sono in equilibrio e quindi vi sarà una trasformazione di entrambi
fino a che non si raggiunge un equilibrio termico o termodinamico. A proposito di stato abbiamo detto che
lo stato è costituito dal set delle proprietà, queste proprietà a loro volta non è che voi dovete calcolare tutte
quante per conoscere lo stato termodinamico, perché come vedremo alcune proprietà sono indipendenti e
altre invece sono dipendenti. Nell'ambito del nostro corso poiché studieremo questi sistemi semplici
comprimibili, questi sistemi
sono caratterizzati dal set di
proprietà da due varabili
indipendenti. Che significa che
basta conoscere due proprietà
indipendenti e potremmo
conoscere tramite la
conoscenza di queste prime due
tutte le altre proprietà, perché
tutte le altre sono dipendenti dalle prime due. Indipendente significa che le 2 proprietà non possono essere
calcolate l'1 dall'altra, cioè, conoscendo l’una non è detto che automaticamente ricavo l'altra, l'altra può
assumere diversi valori indipendentemente dalla proprietà, dal valore assunto dalla prima. Quindi possono
variare indipendentemente l'1 dall'altra, mentre invece se io ne fisso tre, di queste tre non potranno mai
essere tutte e tre indipendenti, vuol dire che ne posso fissare due ma la terza dovrà dipendere dal valore
assunto dalle prime due. Ultima definizione su queste proprietà: è il concetto di proprietà intensiva e
proprietà estensiva. Abbiamo detto che abbiamo un certo sistema caratterizzato da una massa m, anzi
facciamo un esempio: supponiamo di avere un sistema caratterizzato da una massa m pari per esempio a 30
chilogrammi supponiamo che il volume sarà caratterizzato da 3 mc e supponiamo che la temperatura di
questo sistema caratterizzato da questa massa m sia pari a 30 ° celsius. Se io questa massa la suddivido in tre
parti uguali ciascuna di 10 chilogrammi. Quanto varranno secondo voi i volumi di queste tre parti, parte 1,
parte 2 e parte 3? Il volume v1 quanto sarà? 1 mc, lo stesso
anche v2 e v3. La temperatura t1 quanto sarà? La stessa.
Vediamo che ci sono delle proprietà che dipendono
dall'estensione del sistema, cioè sono proporzionali alla
massa per esempio il volume, se aumenta la massa di
conseguenza aumenta anche il volume, come aumenta
l'energia interna per esempio perché l'energia interna se
diciamo è uniforme ogni parte avrà una sua energia interna
e quindi l'energia interna di ciascuno dei tre pezzi sarà un
terzo dell'energia interna totale. Però ci sono altre
proprietà come la temperatura, anche se questa sostanza
non è in fase solida la pressione che non dipendono dall' estensione del sistema ma sono proprietà cosiddette
intensive, quindi per esempio la massa e il volume vanno aumentando con l'estensione del sistema sono
proprietà estensive, le proprietà intensive invece non dipendono dall' estensione del sistema. Il volume è una
proprietà estensiva perché aumentando la massa aumenta anche il volume di conseguenza e viceversa, però
se io conosco una proprietà estensiva tranne la massa stessa (che è proprio per definizione la quantità di
materia contenuta nel sistema) posso passare dalla proprietà estensiva ad una che è come se fosse intensiva
ma viene chiamata specifica. In particola la corrispondente proprietà specifica diventa intensiva perché ha la
caratteristica di non dipendere dall’estensione del sistema. La corrispondente grandezza specifica come si
ottiene? Si ottiene dividendo la grandezza estensiva per la massa. Come si chiama la analoga grandezza
specifica? Volume specifico. Che cosa rappresenta il volume specifico? Il volume che occupa una quantità di
massa unitaria, cioè un chilogrammo e quindi la grandezza
volume specifico è una grandezza intensiva, quanto varrà il
volume specifico di questa sostanza che ho considerato
adesso? Il volume specifico sarà pari a quello complessivo tre
3 mc diviso 30 chilogrammi. Quanto varrà il risultato? 0,10
mc/kg (10^-1 mc/kg). Questo valore del volume specifico è
relativo sia all'intero sistema che ad ogni pezzo e anche se
dividessi il sistema in pezzi più piccoli, avrei sempre lo stesso volume specifico. La stessa cosa vale per
l'energia interna, se U è una certa energia interna, la quantità u minuscolo (per l'energia interna specifica) e
quanto sarà pari l’energia interna specifica? u energia interna/la massa. Quindi, per esempio, anche l'energia
cinetica e l'energia potenziale le possiamo considerare in termini specifici. Per esempio l'energia cinetica
specifica è uguale all'energia cinetica/la massa e quanto varrà in simboli? ½ massa per velocità al quadrato/la
massa, quindi vale un mezzo velocità al quadrato, questa è l’energia cinetica specifica. L'energia potenziale
specifica sua volta sarà pari a energia potenziale/la massa, quindi m*g*h (la quota rispetto al sistema di
riferimento)/ la massa, quindi varrà g per h, unità di misura dell'energia interna specifica, se l’energia interna
si esprime in Joule o in kilo joule, l’energia interna specifica si esprima in Joule/ kilogrammo.
Quando noi conosciamo di uno stato termodinamico le grandezze intensive, vuol dire che conosciamo lo
stato intensivo del sistema e magari non conosciamo quanto è esteso il sistema. Per esempio, sappiamo che
del gas si trova a una certa pressione, ha un certo volume specifico, si trova a una certa temperatura ma non
sappiamo quanti chilogrammi di gas abbiamo, quindi conosciamo lo stato intensivo. Se invece conosciamo
anche la massa, allora conosciamo lo stato termodinamico estensivo. Ricapitolando: un sistema può essere
aperto o chiuso a seconda se consente o meno gli scambi di materia, di massa. Ma un sistema può avere delle
denominazioni anche in base al fatto che possono esserci delle restrizioni nello scambio di energia tra sistema
e ambiente. Il sistema può scambiare energia sottoforma di calore o di lavoro, il lavoro si indica normalmente
con la lettera L, l'energia termica (calore) si indica con la Q. Guardando il disegno, il lavoro sta uscendo dal
sistema così come anche il calore, vedremo poi che può anche entrare e così via. Quando un sistema non
consente scambi di energia termica con l'ambiente, quindi quando Q è uguale a 0, quindi lo scambio di
energia termica non è consentito, il sistema si chiama adiabatico. Quando il sistema consente scambi di
energia con l'ambiente viene chiamato
diatermano. Nella realtà non esiste mai che si
possono bloccare totalmente gli scambi di energia
termica tra sistema e ambiente, a meno che non
vi sia equilibrio termico, però ci sono dei sistemi
che si avvicinano molto al modello adiabatico,
molto ma non del tutto. Avere un sistema
adiabatico significa che i confini del sistema sono
tali da evitare il più possibile gli scambi di calore attraverso le pareti stesse, esempio: il frigorifero (nel caso
del sistema chiuso) se aprite la porta del frigorifero ovviamente diventa un sistema aperto, quindi non solo
passa del calore e lavoro ma passa pure massa, l'aria che può entrare e uscire. Nel caso di frigorifero chiuso,
se va via la corrente elettrica, se voi mantenete il frigorifero chiuso, il frigorifero manterrà una temperatura
adeguata all'interno della cella per parecchio tempo perché le pareti del frigorifero sono progettate in modo
tale da di limitare al massimo lo scambio termico tra cella interna e ambiente esterno. Tutto questo si altera
e si rovina se apriamo il frigorifero, a quel punto c’è uno scambio immediato/totale. Difatti per consentire il
risparmio energetico viene detto: quando aprite la porta del frigorifero non la lasciate aperta mentre
facciamo delle cose tipo riempire un bicchiere d’acqua ecc… , è sbagliato perché il frigo lavora di più e si ha
un consumo energetico maggiore. Un altro tipico sistema quasi adiabatico è il thermos, se voi volete bere
una bevanda calda o fredda che sia e volete che si mantenga per parecchie ore la differenza di temperatura,
mettete il liquido nel thermos e vedete che la temperatura si mantiene costante per molte ore. Il che significa
che le pareti del thermos (anche quello non va aperto) consentono di avere un modello che è quasi uguale a
0 quindi adiabatico. Non ci sono dei nomi quando il lavoro è uguale a 0, non è che il sistema si chiama in un
certo modo, in generale poi vedremo che i sistemi chiusi scambiano lavoro prevalentemente sottoforma di
lavoro di variazione di volume, quindi sono sistemi cilindro-pistone generalmente. Un sistema aperto
scambia sempre energia con l'ambiente circostante se non altro perché il sistema aperto scambia massa e
siccome la massa contiene stessa energia, un sistema aperto scambia sempre energia con l'ambiente. Questo
è un sistema chiuso, se il lavoro è uguale a 0 (cioè non si può scambiare lavoro) e anche il calore è uguale a
0, quindi non è possibile per questo sistema né avere scambi di energia sottoforma di lavoro, né scambi di
energia sottoforma di calore, allora questo sistema cosa fa non scambia massa, non scambia energia, viene
chiamato sistema isolato. Quindi un sistema isolato è come se fosse un sistema che comprende anche il suo
ambiente, cioè tutto ciò che è all'esterno è ignoto, non si sa cosa accada. Quindi diciamo che il concetto di
sistema isolato è che possono
avvenire delle cose all’interno, delle
trasformazioni, se ci sono dei nuovi
equilibri all’interno si possono
equilibrare, può anche evolvere il
sistema isolato, ma non è possibile
avere nessuno scambio con l'ambiente esterno circostante. Esercizio: abbiamo un corpo che ha una massa
m di 150 chilogrammi, la sostanza è ferro, è una massa di ferro puro da 150 chilogrammi. Supponiamo che
questo blocco si trova ad una quota h di 15 m, e per
qualche motivo rispetto al sistema di riferimento inerziale
viaggia ad una velocità di 70 km/h. Vogliamo calcolare il
volume occupato da questo ferro e poi vogliamo calcolare
sia l'energia cinetica, che l'energia potenziale. Vediamo
come calcolare questa cosa, noi conosciamo la massa, la
prima cosa vogliamo calcolare è il volume, come facciamo? Dobbiamo consultare l'appendice a, perché
nell’appendice ‘’a’’ sono riportati cosa ci serve conoscere, se conosciamo la massa e vogliamo conoscere il
volume dobbiamo conoscere la densità, la densità è riportata in questa tabella a44 dell'appendice, dove ci
sono le caratteristiche delle sostanze in fase solida, quindi per alcuni solidi, in particolare i calori specifici che
ancora dobbiamo fare, ma è riportata la densità. Vi ricordo che la densità è l’inverso del volume specifico,
così come il nome specifico è il volume/la massa, c'è il concetto di densità o massa volumica che è quanta
massa è contenuta in un’unità di volume, quindi quanti chilogrammi sono presenti in 1 m³ di sostanza. Per il
ferro vedete che la densità e 7870 kg/ m³. Quindi ρ= 7870 kg/ m³. Che relazione c'è tra massa e volume? Noi
vogliamo conoscere il volume, quindi il volume è uguale è uguale al volume
specifico per la massa, perché per definizione di volume specifico è proprio
questa la relazione e quindi poiché il volume specifico è 1/ρ. Il volume sarà
anche uguale a m/ρ. Una volta definita la relazione per calcolare il volume (si
può fare anche la formula inversa della densità). Quindi il volume a che cosa
è uguale? Vado a sostituire i valori numerici, la massa abbiamo detto che ha
150 kg / 7870 kg/m³, capovolgo le unità di misura, semplifico i kg e mi ritrovo
m³. Il risultato è 0,01906 m³ che possiamo scrivere anche in notazione
scientifica 1,91 x 10^-2 m³. Andiamo a calcolare adesso l’energia cinetica e l’energia potenziale, l’energia
cinetica è uguale a ½ m w^2, la massa e la velocità ce l’abbiamo. Le unità di misura non ci sta bene perché
noi l’energia cinetica la misuriamo in Joule, il Joule è = N m = Kg m / s^2 m (Newton per metro, Kg per metro
fratto secondo al quadrato per metro), quindi kg metro^2/ s^2. Se io metto la velocità in km/h, non ho né i
metri né i secondi. Prima di sostituire conviene convertire i 70 km/h in m/s, quindi w=70km/h. 1km è 1000
metri, quindi scrivo 70 per 10^3, al posto di un’ora scrivo 3600 perché un’ora è composta da 3600 secondi
che posso scrivere così 3,6 per 10^3 s. Quindi 70 10^3 / 3,6 10^3 m/s. Semplifico 10^3, quindi ora basta
dividere 70 per 3,6 e ottengo la velocità espressa in m/s, svolgendo i calcoli ci troviamo 19,44 m/s. Adesso
possiamo calcolarci l’energia cinetica ½ per 150 per (19,44)^2, la velocità adesso è espressa in metri al
secondo, elevando al quadrato ci troviamo m^2/s^2, quindi siamo sicuri che questi sono Joule. Risultato:
28343,52 Joule, possiamo anche scrivere in notazione scientifica 2,83 10^4 Joule. Poiché 10^4 è uguale a
10^3 per 10, e 10^3 Joule sono kilojoule, questo numero è pari a 28,3 kilojoule.

L’energia potenziale è uguale a m g h, adesso abbiamo g che è l’accelerazione di gravità che vale 9,81 m/s^2
per l’altezza che è già in metri, 15 metri, quindi kg per metro^2 / s^2 che è Joule. Risultato: 22072,5 J che
possiamo anche scrivere come 2,21 per 10^4 J oppure 22,1 KJ.
Prima di parlare di bilancio di massa per sistemi chiusi, vediamo come si scrive una equazione di bilancio,
quindi andiamo un po' più indietro e vediamo che cos'è un’equazione di bilancio. Per potere effettuare un
bilancio di una generica grandezza fisica che in
generale viene scambiata tra sistema e ambiente,
per fare un esempio classico di questo porto ad esempio
un caso analogo che rende molto bene l'idea ovvero il caso del
bilancio che si fa su un conto corrente bancario. Allora, quali sono gli ingredienti che occorrono per scrivere
l’equazione di bilancio? Anzitutto deve esserci un sistema, il secondo ingrediente è la grandezza che stiamo
analizzando rispetto alla quale effettuiamo il bilancio, quindi la grandezza in transito che viene scambiata,
(quindi nel caso poi della termodinamica le grandezze scambiate saranno rispettivamente la massa e
l'energia) e la terza cosa importante quando vogliamo scrivere un’eq. di bilancio dobbiamo individuare un
intervallo di tempo, questo intervallo di tempo è chiamato periodo di osservazione. Esempio: Il sistema è il
conto corrente bancario
che è come se fosse un
contenitore (anche se
virtuale) dove noi andiamo
a depositare il nostro
denaro e possiamo poi prelevarli, utilizzarli per qualche cosa, farli fruttare oppure vediamo che la banca
stessa preleva del denaro per spese varie della banca stessa e così via. La grandezza scambiata in questo caso
è il denaro, l'intervallo di tempo (anche nel caso dei sistemi dobbiamo definirlo, nei sistemi chiusi e aperti)
normalmente per una banca viene utilizzato un periodo che può essere un mese, un trimestre o un intero
anno, e quando arriva l’estratto conto noi abbiamo il bilancio, l’equazione di bilancio che è il saldo di un certo
periodo. Analizzo prima la grandezza contenuta nel sistema sia all’inizio si alla fine, quindi scrivo ‘’s’’ (che sta
per saldo) nello stato iniziale, supponiamo di avere per esempio 3000 euro, questo è il saldo iniziale. Durante
questo intervallo di tempo ovvero un anno, succederanno determinate cose, si andrà ad aggiungere del
denaro per determinate cause, si può anche andare a togliere del denaro per determinate cause, quindi
chiaramente questo saldo iniziale varierà (può essere incrementato oppure ridotto). Avrò quindi un valore
finale che dipende dagli ingressi, le uscite e le variazioni che ci sono state. Che cosa si va ad aggiungere al
saldo iniziale? Andrà a valutare ciò che entra all'interno del sistema quindi S entrante, le cosiddette entrate.
A questo c'è anche un'altra cosa che abbiamo, oltre l'entrata ci potrebbe essere denaro che viene aggiunto
non perché io lo vado a mettere, ma perché magari per esempio ho fatto un investimento, ho delle cedole
che mi fruttano oppure ci potrebbe essere anche del denaro che trovate sul conto corrente generato perché
praticamente è frutto del denaro che già possedete, quindi c'è un incremento dovuto al fatto che già
possedete del denaro e questo va ad accrescere, poi però c'è anche qualcosa in uscita, quindi uno va a fare
dei prelievi per esempio con il bancomat oppure paga con la carta di credito o il bancomat e quindi vi sarà
del denaro in uscita. Oppure supponiamo che abbiate un conto corrente, non togliete nessun denaro lo
lasciate lì, non fate nessuna spesa in un certo periodo di tempo e vi accorgete che il denaro dopo un mese
magari è diminuito, perché? Perché la banca comunque effettua delle operazioni, tipo dice: guarda io per
mandarti un estratto conto spendo qualcosa, ci sono delle spese dovute a tasse, ci sono le spese dovute alla
gestione conto e quindi vi sarà del denaro che si dice così, è come se fosse distrutto, perché è sparito per
altre cause e quindi viene tolto. Quindi vi sono degli ingressi, delle entrate fisiche proprio perché entra del
denaro, una parte di denaro che viene generato perché vengono fatti degli investimenti o altro, del denaro
in uscita che serve per vivere e del denaro sparito perché ci sono altre spese di cui noi non siamo responsabili.
Tutto questo mi darà come
risultato il saldo finale dopo il
periodo che stiamo
considerando. Supponiamo
che il saldo di entrata è
20.000€ in tutto un anno,
quello generato è 100€, in uscita 18.000€ e supponiamo che questi soldi che mi vengono a mancare e così
via sono 600€. Che cosa ci fornirà questa quantità finale? 4500€, che significa? Vuol dire che c’è stato un
incremento in questo caso rispetto al saldo iniziale, cioè in un anno io avevo 3000€, dopo un anno ne ho
4500. Quindi vuol dire che c'è un delta S che è uguale = saldo finale meno saldo iniziale, uguale 1500€. Se
dico che il bilancio non è in rosso vuol dire
che c'è stato un incremento di denaro, se
questo valore fosse risultato negativo per
esempio la cifra minore di tre mila, allora
sarei andato in rosso, se avessi avuto una
cifra finale minore di quella iniziale vuol
dire che spendo o viene consumato denaro più di quanto ne entra o viene generato. La stessa cosa in modo
analogo accade se vogliamo fare un bilancio di massa o di energia, per l’energia il primo principio della
termodinamica dice proprio che l'energia non si crea e non si distrugge, quindi la quantità generata e la
quantità distrutta, se abbiamo a che fare sia con la massa, sia con l'energia sono pari a 0 perché non creiamo
e non distruggiamo niente, quindi la variazione di massa o energia non sarà affetta da termini di generazione
o distruzione. Cominciamo a valutare ad applicare questo concetto al bilancio di massa, quindi scriveremo
direttamente che la variazione di grandezza (che poi declineremo come massa oppure come energia) sarà
pari a pari a ciò che entra - meno ciò che esce. S in entrata meno S in uscita, questo si verifica questo si verifica
quando la grandezza è conservativa cioè non si crea e non si distrugge. Per esempio abbiamo detto che noi
non introduciamo l'entropia e il bilancio di entropia, vi dico che l'entropia è una grandezza che si genera, e in
genere è collegata al disordine di un sistema, ha un processo irreversibile. Quindi questa è l'equazione di
bilancio generale per una generica grandezza. Torniamo ai sistemi termodinamici, ci dicono che possiamo
applicare il bilancio di massa a un sistema chiuso che è molto banale, perché? Il sistema è un sistema chiuso,
la grandezza in gioco è la massa m, l’intervallo di tempo lo indichiamo con delta teta, allora cosa dovremmo
scrivere? Quindi la variazione di massa all’interno del sistema sarà pari
alla differenza tra la massa entrante meno la massa uscente dal sistema
durante questo intervallo di tempo delta teta. Visto che il sistema è
chiuso per definizione, che succede? Che la massa entrate vale 0 e la
massa uscente 0 per definizione di sistema
chiuso, quindi delta m quanto vale? 0, ossia per
un sistema chiuso la massa si mantiene costante
perché non ci possono essere variazioni di massa
all’interno del sistema perché la massa
non può né entrare e né uscire. Questo
come si formalizza anche
matematicamente? Poiché delta m è
uguale a 0, qualunque sia l’intervallo di
tempo delta teta, anche il rapporto delta m su delta teta vale 0 e anche se vado a fare il limite per delta teta
che tende a 0 di questo rapporto, poiché vale 0 sempre, questo limite vale 0 e quindi significa che se la
variazione di massa nel tempo è 0 questo ci fa dire che la massa è uguale = costante. questo lo scriviamo per
definizione di sistema chiuso, perché se noi diciamo quand'è che un sistema è chiuso? Quando non consente
passaggi di massa tra lui stesso e l'ambiente e quindi non ci può essere né massa entrante né massa uscente.
Passiamo a definire il bilancio di energia su un sistema chiuso, la grandezza che stiamo considerando questa
volta è l'energia, l'intervallo di tempo che stiamo considerando è un certo intervallo di tempo delta teta.
Cominciamo a scrivere un qualche cosa che è analogo a quello che era la relazione che abbiamo scritto
precedentemente qui delta S, cioè la variazione di energia all’interno del sistema, cioè l'energia finale meno
l’energia iniziale è pari a ciò che l'energia in entrata meno tutta l'energia in uscita. Variazione di energia del
sistema chiuso, questa variazione di energia è la differenza tra l'energia posseduta nello stato finale meno
quella posseduta nello stato iniziale, questo dovrà essere uguale alla sommatoria dell’energia in entrata
meno tutto ciò che è energia in uscita. Dobbiamo fare delle considerazioni su ciascuno di questi termini
perché la variazione di energia
all’interno del sistema, proprio
posseduta dal sistema, come
sappiamo è composta da energia
cinetica, potenziale ed energia
interna. Quindi l'energia posseduta da
un sistema chiuso in generale, quella
iniziale e quella finale è pari alla somma di: energia cinetica + energia potenziale + energia interna che
indichiamo con la U maiuscola. Viceversa invece, l'energia che viene scambiata tra sistema e ambiente che
corrisponde a questi termini, possono essere sia in
ingresso che in uscita, abbiamo visto che può essere
di due tipi: o energia scambiata sottoforma di lavoro
o energia scambiata sotto forma di calore. Quindi
abbiamo visto che l’energia scambiata sottoforma di
lavoro la indichiamo con L che può essere in ingresso
e in uscita, quindi qui abbiamo L uscente (Lu) e L
entrante (Le), come pure possiamo avere del calore Q in entrata e del calore Q in uscita. È chiaro che anche
questo Q può essere costituito da più flussi di energia, cioè possiamo dire che ci una volta entrano tot
chilojoule, poi un'altra volta entrano altri delta teta, per semplificare le cose invece di scrivere ogni volta
sommatoria del calore, sommatoria del calore in entrata, sommatoria del calore in uscita, sommatoria del
lavoro in entrata sommatoria e in uscita, per semplificare scrivo direttamente: lavoro entrante, lavoro
uscente, calore uscente, calore entrante. Cos’è che entra e cos’è che esce? Entra il lavoro entrante + il calore
entrante, esce il lavoro uscente + il calore uscente. Scriviamolo meglio in questi termini: delta e dell’intero
sistema, quindi il sistema chiuso complessivamente sarà uguale a: comincio a scrivere i termini in ingresso e
i termini in uscita preceduti dal simbolo + quando sono in ingresso e meno quando sono in uscita, e ci metto
un valore assoluto per dire che così non ci sono ambiguità con i segni. Avrò Q in entrata + poi avrò il lavoro
entrante,- il calore uscente Qu – il lavoro uscente. Perché abbiamo messo i valori assoluti? Perché quando è
nata la termodinamica e quindi si è
cominciato a parlare di calore e di
lavoro, e si è cominciato a vedere come
un sistema poteva scambiare energia,
una delle prime applicazioni è stata quella della produzione di cosiddette macchine termiche. Cosa facevano
le macchine? Un po’ come i motori di oggi, ricevono energia sottoforma di calore, per esempio il motore a
compressione di vapore, quindi c'è una caldaia o qualche cosa dove si brucia un combustibile e l'energia
prodotta da quella combustione di questa sostanza può essere convertita in energia meccanica, per esempio
per far muovere delle pale rotanti, delle eliche o un motore stesso. Quindi viene prodotto del lavoro, questo
concetto di macchina termica ha fatto in modo che i primi fondatori della termodinamica hanno applicato
questa convenzione che tozza con il concetto di bilancio, poiché il lavoro in uscita veniva visto come la finalità
della macchina, allora secondo questa convenzione diciamo che ha un’origine storica, il lavoro uscente Lu
viene considerato positivo, il lavoro d'ingresso invece poiché era dell'energia che bisognava fornire per far
funzionare il sistema veniva visto negativamente, come quantità negativa è in fin qua dice, beh allora vuol
dire che la macchina se produce lavoro e questo lavoro è positivo, sta dando lavoro all’ambiente circostante,
per il calore viceversa è tutto il contrario, il calore in entrata è considerato positivo, il calore in uscita è
considerato negativo. Quindi vedete che c'è una differenza tra calore e lavoro, quindi calore entrante
positivo, calore uscente negativo, lavoro uscente positivo, lavoro entrante negativo. Allora, vediamo di
tenere conto di questa convenzione, se io considero la differenza Q entrante meno Q uscente, quindi
considero questi due termini, scrivo così Q entrante - faccio questa posizione, tenendo conto di questa
convenzione che ho scritto qui sopra, pongo Q entrante meno Q uscente uguale a Q senza valore assoluto,
perché se Q entrate è più grande di Q uscente, è positivo e quindi ci troviamo secondo questa convenzione.
Se invece Q uscente è maggiore di Q entrante verrà un numero negativo e quindi questa condizione rispetta
la convenzione del calore. Andiamo a vedere invece se lavoriamo sul lavoro, abbiamo L entrante meno L
uscente, allora pongo il contrario, L uscente meno L entrante uguale a L. Perché faccio questo? Andiamo a
vedere questa convenzione che ho scritto qua sopra, se L uscente è più grande di L entrante, è positivo e ci
troviamo, se invece L entrante è più grande, verrà negativo. In questo modo io indicando con la lettera Q
senza valore assoluto, per convenzione il calore entrante meno quello uscente, rispetto alla convenzione sul
calore è positivo quando entrante. Invece il lavoro è positivo quando è uscente. Con questa posizione io
pongo il calore entrante meno il calore uscente e lo chiamo Q e rispetta la convenzione, perché quando è
positivo è entrante, viceversa ponendo L uscente meno L entrante pari ad L, il lavoro è positivo quando la
quantità è uscente. Andiamo a vedere la relazione che abbiamo scritto |Qe|-|Qu| a cosa è uguale? A Q,
quindi posso scrivere delta E del sistema chiuso è uguale a: Q… poi leggo + |Le|-|Lu| e mi accorgo che |Lu|-
|Le| è pari ad L, quindi |Le|-|Lu| è pari a -L, quindi scrivo delta e uguale Q – L.

Quindi ottengo una prima forma dell’equazione di bilancio di energia su sistema chiuso che è la variazione
complessiva del sistema chiuso pari a Q-L. Ricordando che l’energia è pari alla somma di: energia cinetica,
energia potenziale e energia interna, andiamo a vedere la variazione di energia complessiva a cosa sarà pari?
Sarà pari alla variazione di energia cinetica + la somma della variazione di energia potenziale + la variazione
dell’energia interna. Quindi posso scrivere in questo modo, che la variazione di energia (questo è il primo
membro) sarà pari alla variazione di energia potenziale + la variazione di energia cinetica + la variazione di
energia interna. Volendo possiamo anche esplicitarlo: delta e con p a cosa è uguale? (l’energia potenziale è
uguale a m g h) Se c’è stata una variazione di energia potenziale vuol dire che il sistema ha subito una
variazione di quota, quindi delta e con p sarà uguale a: m g delta h, perché m e g si mantengono costanti e
c’è stata una variazione di quota.
Poiché l’energia cinetica è uguale a ½
m w^2, la variazione di energia
cinetica sarà pari a: ½ m (w^2 f – w^2
i ) che è la variazione dell’energia
cinetica+ la variazione di energia
interna. Quindi posso scrivere al
primo membro di questa relazione la somma di questi tre termini. Cosa accade nella realtà? Se io considero
un sistema che si trova in un certo sistema di riferimento x, y, z (dove z è la quota), faccio l’ipotesi che questo
sistema chiuso sia in quiete (o perlomeno fisso) rispetto al sistema di riferimento inerziale che sto
considerando. Quindi faccio questa ipotesi, sistema fisso rispetto a un riferimento cartesiano. Allora che
succede se il sistema sta fermo? Anzitutto la
variazione di energia potenziale quanto sarà?
Andiamo a calcolare la variazione di energia del
sistema se il sistema è fisso, quindi calcolo la
variazione di energia del mio sistema chiuso, cioè
energia finale meno energia iniziale. Se il sistema sta
fermo, se stava a una certa quota h o zeta, la quota
rimane invariata, quindi delta h sarà uguale a 0. Quindi h finale sarà uguale ad h iniziale. Se il sistema sta
fermo rispetto al riferimento, la velocità finale quanto sarà? 0, perché sta fermo. E lo stesso la velocità iniziale,
quindi qua è 0 la velocità sia iniziale che finale, e quindi questo termine manco c'è. Quindi posso scrivere che
delta w^2 è uguale a 0. Quindi se un sistema è fisso questo implica che delta e potenziale è uguale a 0 perché
delta h è uguale a 0, che la variazione di energia cinetica è uguale a 0 perché delta w^2 è uguale a 0, e quindi
quando ho questo sistema fisso la variazione di energia del mio sistema chiuso (quella che possiede) rimane
la variazione di energia interna. Per cui posso scrivere: delta u = Q-L. Quindi gli scambi calore e lavoro se non
abbiamo variazione di energia e potenziale si
traducono in variazione di energia interna. Se il
sistema riceve più energia rispetto a quella che cede,
aumenterà la sua energia interna, altrimenti la sua
energia interna sarà ridotta e quindi questa è la
forma più utilizzata per il bilancio di energia su un
sistema chiuso. Adesso vediamo come scrivere
questa equazione in modi più semplificati e perché può capitare, anzitutto se noi abbiamo un sistema
adiabatico, significa Q=0 e quindi posso scrivere direttamente delta u = -L, perché non abbiamo scambi di
energia sottoforma di calore. Se per esempio sappiamo che un sistema è isolato, questo cosa implica? Che
Delta U sarà uguale a 0, altra cosa che è interessante è questa, può capitare che il sistema subisca una
trasformazione, cioè si modifichi fino a tornare nello stato in cui era all'inizio, cioè può capitare che lo stato
finale coincida con quello iniziale. Quindi può capitare se per esempio u finale è uguale allo stato iniziale,
significa che il sistema subisce un' evoluzione una trasformazione ma torna così com’era nel punto iniziale,
quindi se il punto iniziale era uno e il punto finale 1 è 2, 1 coincide con 2, in questo caso si dice che il sistema
ha compiuto una trasformazione ciclica. Se una trasformazione ciclica e il periodo di osservazione appunto è
pari proprio a un numero intero di cicli, allora la variazione di energia interna sarà uguale a 0, questo implica
che delta u è uguale a 0 e quindi che cosa implica questo? Che Q è uguale ad L. Attenzione c'è una differenza,
per il sistema isolato delta u è uguale 0 perché Q è
uguale a 0 ed L è uguale a 0, quindi il sistema
isolato non varierà mai il suo stato complessivo
perché non ci sono interazioni con l'ambiente,
invece nel caso di sistema non isolato soggetto a
trasformazione ciclica, delta u è 0 ma non significa
che il sistema non si sposta proprio, il sistema
evolve, torna dove stava quindi significa che alla
fine della fiera il calore scambiato deve coincidere col lavoro scambiato uno in ingresso e l’altro in uscita, cioè
quello che viene ceduto deve essere pari a quello che viene reintegrato oppure ci possono essere anche solo
scambi di calore o solo scambi di lavoro ma si devono bilanciare perfettamente. Quando il sistema è ciclico
torna dov'era, cioè la variazione di energia interna sarà 0, ma il sistema comunque si è modificato durante il
tempo, per esempio avete una pentola che mettete sul fuoco con del liquido dentro, dell'acqua, scaldate
quest’acqua, quindi somministrate calore a quest’acqua con il fuoco e la portate per esempio a 90 °, non la
fate bollire magiari. Dopodiché spegnete il fuoco e lasciate l’acqua lì, che fa l'acqua? L'acqua prima di essere
riscaldata si trovava alla temperatura dell'ambiente esterno, supponiamo a 20 °, viene scaldata, riceve calore
e si porta a 90 °, dopodiché spengo il fornello e la lascio lì, che fa quest’acqua? Torna indietro, cioè ritorna
allo stato di prima, ritornerà a 20 ° dopo un certo periodo di tempo. Che è successo? C'è stato del calore che
è passato prima dall’ambiente (fuoco) al sistema, poi dopo quando ho spento il fuoco dal sistema è andato
in ambiente, quindi avrà scaldato un po' ma non è arrivato a incrementare la temperatura dell'ambiente ed
è tornato da dove è partito. Quindi in quel caso ho avuto degli scambi di energia con un calore in entrata e
un calore in uscita che si saranno perfettamente bilanciati e il sistema è tornato da dove è partito. Quindi io
posso modificare il sistema, ma il sistema torna nella trasformazione ciclica allo stato iniziale. Poi sono delle
variazioni sul tema per esempio se io scrivo delta u uguale Q meno L, ho scritto l'equazione di bilancio di
energia per sistemi chiusi in forma estensiva perché sto considerando un sistema che ha una certa massa m,
se io divido entrambi i membri per la massa del sistema passo alle grandezze cosiddette specifiche, quindi
posso scrivere che la variazione di energia interna specifica sarà pari a q (che è l'energia termica
somministrata ad un chilogrammo di sostanza) meno l (minuscolo il lavoro scambiato con un chilogrammo
di sostanza) quindi questo è in termini specifici. Un'altra cosa interessante può essere la seguente, invece di
avere una trasformazione che ha uno stato iniziale e uno stato finale ben distinti tra loro, potrei avere anche
una piccola variazione di energia interna, quindi un qualcosa che chiamo come de u perché è una variazione
infinitesima per un piccolissimo passo di incremento, allora in questo caso anche i termini q ed l lo posso
scrivere anche in termini estensivi, è uguale qua scrivo de Q meno de L, in questo caso sto somministrando
un piccolo incremento di calore, scambiando un piccolo incremento di lavoro e ho una variazione di energia
interna corrispondente. Il fatto che poi
per questa d si utilizzi una d normale e
qua uso il delta è perché calore e lavoro
sono etichette che noi mettiamo alla
variazione di energia perché facciamo
questa distinzione, ma in realtà è
sempre energia e che consente di
ottenere la variazione di energia
interna. Se andiamo sugli appunti abbiamo visto le grandezze intensive, che cos'è una trasformazione, la
sostanza pura e così via, non abbiamo parlato di equazioni di stato perché le introdurremo successivamente,
abbiamo parlato di calore e lavoro, di temperatura avevamo già parlato e abbiamo introdotto il concetto di
bilancio di energia di massa, abbiamo analizzato il bilancio di massa e siamo passati al bilancio di energia su
sistema chiuso.

Nella parte finale ci sono una serie di esercizi sui sistemi chiusi che svolgeremo, svolgeremo esercizi poi anche
altri che si aggiungono a questi sui sistemi chiusi, non sono svolti quindi li possiamo fare perfettamente in
aula durante il corso mentre invece poi avete, un capitolo negli appunti nel materiale didattico fornito che
invece riguarda gli esercizi svolti sui sistemi chiusi, quelli svolti vi consiglio di leggere la traccia, svolgerli da
soli e controllare poi il risultato.