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Struttura della sinfonia

I movimenti della sinfonia classica sono generalmente quattro:


• un movimento Allegro, strutturato secondo la canonica forma-sonata, con un fondamentale
bitematismo e la classica tripartizione esposizione-sviluppo-ripresa. Esso è spesso preceduto da
una breve introduzione in tempo lento.
• un movimento lento, la cui struttura può variare; le forme più impiegate sono la Romanza, il
tema e variazioni e il rondò, sebbene con Mozart inizino ad esserci esempi di forma-sonata (ad
esempio nella Sinfonia K 551 Jupiter).
• un minuetto, in tempo moderato, che costituisce in genere il movimento più breve della sinfonia.
A partire da Beethoven esso viene sempre più spesso sostituito da uno scherzo.
• un movimento rapido, in forma-sonata o di rondò.
Il primo e l'ultimo movimento sono quasi sempre nella stessa tonalità (che è per definizione quella
dell'intera sinfonia), mentre per i movimenti centrali è presente una variabilità notevole; se la tonalità
d'impianto è minore, il movimento lento e il minuetto sono molto spesso nel relativo maggiore, mentre
se la sinfonia è basata sul modo maggiore essi sono di solito nella tonalità della dominante o della
sottodominante.
Talvolta la sequenza tra i due movimenti centrali, tempo lento e scherzo, risulta invertita.

Haydn
Il compositore che più di ogni altro ha dato forma canonica, alla sinfonia, fu Franz Joseph Haydn, del
quale sono arrivati a noi ben 104 componimenti di questo tipo. Attraverso un progressivo percorso di
ricerca e perfezionamento, Haydn giunse a costituire un modello che rimarrà un riferimento costante per
quasi due secoli della struttura della Sinfonia quale forma in quattro movimenti, solitamente allegro in
forma sonata, andante o adagio, minuetto e finale (in tempo allegro, spesso in forma di rondò). Il
culmine della concezione sinfonica di Haydn si registra nelle ultime dodici sinfonie, dette Sinfonie
londinesi perché composte (tra il 1791 ed il 1795) per l'impresario londinese Salomon, ma anche prima
di questi componimenti l'autore aveva dato superbi esempi di Sinfonia, talvolta variando lo schema dei
movimenti da lui stesso definito. Tra le molte sue invenzioni formali che diventeranno procedure tipiche
si ricordano:
• la breve introduzione drammatica in tempo lento che egli spesso antepone al primo movimento;
• l'andante organizzato in forma di variazione;
• il minuetto con due trii, con il carattere di musica popolare;
• il finale con andamento più rapido di tutti i tempi precedenti in forma di un rondò simmetrico,
privo delle irregolarità e variabilità strutturali dei rondò barocchi.

Mozart
Wolfgang Amadeus Mozart nasce il 27 gennaio del 1756 nella “Casa Hagenauer” (Getreidegasse 9) a
Salisburgo. Dei sette figli del “musicista da camera dei principi salisburghesi” Leopold Mozart e di
Anna Maria Walpurga ne sopravvivono solo due: Wolfgang Amadeus e la sorella maggiore Maria Anna,
detta “Nannerl”. Ambedue i figli dimostrano un enorme talento musicale, ragion per cui il padre decide
di accantonare la sua propria carriera.
A partire dal 1762 l’ambizioso padre comincia a presentare i propri figli alle corti principesche europee.
Ad appena sei anni il piccolo Mozart intraprende già grandi viaggi attraverso l’Europa occidentale –
dalla Germania, al Belgio, alla Francia fino a Londra. In Italia perfezionerà le sue conoscenze musicali.

Mozart trascorre la sua gioventù come primo violino della musica da corte salisburghese. Solo a partire
dal 1772 verrà anche retribuito. La sua ricerca vana di un impiego diverso lo porterà in Italia, a Vienna e
a Monaco. Nell’autunno del 1773 la famiglia si trasferisce nell’edificio situato nella Hannibalplatz, vale
a dire nella Casa d’abitazione dei Mozart nell’odierna Makartplatz 8.
Con il cambiamento del governo a Salisburgo, nel 1772, Mozart comincia a trascorrere una vita più
regolata. Nel 1779 ritorna alle dipendenze della corte e diviene organista di corte sotto il principe
arcivescovo Hieronymus Graf Colloredo. Dopo la prima esecuzione dell’”Idomeneo”, avvenuta
all’inizio di giugno del 1781 a Monaco, Mozart giunge alla rottura con l’arcivescovo.

A Vienna vive come artista, compositore di opere e insegnante. Il 4 agosto del 1782 sposa Constanze
Weber contro il volere del padre.
Uno degli ultimi successi operistici è “La Clemenza di Tito” (KV 621) eseguita per la prima volta a
Praga il 6 settembre 1791. Mozart si ammala poco dopo la prima esecuzione del “Flauto magico” (KV
620) nel Freihaustheater di Vienna. Muore a Vienna il 5 dicembre del 1791, all’età di 35 anni, per una
“febbre militare acuta”. Il suo “Requiem” (KV 626) resta incompiuto.

Anche Wolfgang Amadeus Mozart segue un percorso che dai primi esempi strumentali di forma
variabile lo conduce ad una sistemazione organica e molto espressiva. I primi lavori sinfonici, scritti
nella pre-adolescenza, sono formalmente ingenui, e di alcuni di essi si è posta in dubbio l'autenticità (ad
esempio della seconda K 17 e della terza K 18, che sono state attribuite rispettivamente a Leopold
Mozart e a Karl Friedrich Abel). Le ultime sei sinfonie (K 385, K 425, K 504, K 543, K 550, K 551)
sono invece brani di grande impegno e complessità, scritti per compagini orchestrali ben più ampie e
variegate.