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Stagione Sportiva 2011-2012

Corso Allenatore di Base – Uefa B, Arezzo

Candidato: Francesco Lupi

Esempio di programmazione settimanale(microciclo standard) adattato secondo i principi della


Periodizzazione Tattica per la categoria Giovanissimi presso la società A.C. Giovani Fucecchio
2000(FI).

Premessa

Dopo alcune stagioni di ricerca e di approfondimento personale, all’inizio della stagione sportiva in
oggetto, in fase di programmazione, ho deciso di sperimentare e di mettere in pratica quei principi
operativi e metodologici che stanno alla base della cosiddetta “periodizzazione tattica”(Periodizacao
Tactica, in portoghese).
Si tratta di una metodologia operativa nata e sviluppatasi in Portogallo, a partire dal decennio scorso
presso la facoltà di Scienze Motorie dell’Università di Oporto e grazie all’impulso decisivo del prof.
Vitor Frade.
Giunta alla ribalta della cronaca e diventata “di moda” grazie soprattutto ai risultati sportivi ottenuti
da allenatori quali José Mourinho negli ultimi anni.
Il mio non è stato un tentativo di copiare o scimmiottare “i grandi” o i professionisti che già si
ispiravano a questa “filosofia” di lavoro, semplicemente il tentativo di capire intimamente i principi
metodologici alla base della periodizzazione tattica, adattandoli poi al contesto operativo in cui mi
trovavo a svolgere la mia attività di allenatore.
Se, infatti, ho cercato di proporre una mia rielaborazione personale del microciclo settimanale
standard secondo i principi della periodizzazione tattica, è altrettanto vero che i mezzi di
allenamento utilizzati sono il frutto dell’esperienza e della conoscenza personale.
Utilizzando una metafora potremmo dire che i principi della periodizzazione tattica sono stati per
me una guida, una sorta di ricetta, su cui stava scritto come dosare i vari ingredienti(mezzi specifici
di allenamento, quindi esercizi, esercitazioni, situazioni di gioco, partite a tema ecc.), quanto
dell’uno utilizzare, in quale momento della programmazione, come integrarli tra di loro secondo
una sequenza logica e produttiva.

Di seguito propongo una breve sintesi di quelli che sono i principi metodologici alla base della
PT(Periodizzazione Tattica), ed alcuni suoi assunti fondamentali, senza la pretesa di essere in alcun
modo esaustivo, ma con la speranza di rendere chiara la “filosofia” che soggiace alla successiva
proposta di programmazione didattica.

PERIODIZZAZIONE TATTICA

Periodizzare significa sviluppare/distribuire nel corso del tempo determinati contenuti. Nel caso
specifico si tratta di sviluppare/distribuire nel tempo i contenuti dell’allenamento, ovvero
trasmettere quei principi e i relativi sotto-principi correlati ad uno specifico “Modello di Gioco” con
il conseguente sviluppo delle altre dimensioni che determinano la prestazione calcistica, quali
quella fisica, tecnica e psicologica.

La filosofia che sta alla base della Periodizzazione Tattica trae origine a partire dalla “Teoria
Generale dei Sistemi” o “Sistemica”.
Si tratta di un pensiero scientifico che nasce in contrapposizione al “riduzionismo”, e che si occupa
dello studio interdisciplinare dell’organizzazione astratta dei fenomeni, e dei modelli che possono
essere utilizzati per descriverli.
Un Sistema può essere definito come un insieme di elementi interdipendenti che interagiscono
secondo un comune obiettivo, e in cui il risultato finale è maggiore della somma di ciascuna delle
singole parti che lo costituiscono.
Sui Sistemi Aperti esiste la possibilità di interferenza da parte dei fattori ambientali, interferenza
che può essere positiva o negativa.
Secondo questa teoria, invece di ridurre il tutto ad una somma delle parti(riduzionismo), studiando
le proprietà singolari, dobbiamo considerare le interazioni che intercorrono tra gli elementi che
compongono il Sistema.
Qualsiasi Sistema Aperto, inoltre, è in continua e costante evoluzione.
Applicando queste teorie e questo metodo di indagine scientifica nello studio degli sport di squadra,
quale ad esempio il calcio, possiamo tranquillamente affermare come non dovremmo limitarci ad
analizzare/allenare singolarmente le varie componenti la prestazione sportiva, individuale o
collettiva, come ad esempio il fattore tecnico, quello fisico o quello psicologico, bensì studiarne le
relazioni e le interdipendenze ed avere sempre una visione di insieme.
Si tratta di operare una integrazione di principi e non di fattori.

Il gioco del calcio è uno sport situazionale e di natura essenzialmente tattica, ragion per cui risulta
fondamentale, prima ancora di procedere a qualsiasi tipo di programmazione/periodizzazione dei
contenuti, definire uno specifico Modello di Gioco fin nei minimi particolari.

Ogni Modello di Gioco prevede una serie di principi e sotto-principi di gioco, da quelli a carattere
generale a quelli specifici e particolari, per ognuno dei momenti di gioco(fase di possesso e di non-
possesso, così come per le transizioni, positiva e negativa). E’ molto importante che nessuno dei
principi del Modello di Gioco vada ad interferire negativamente sugli altri.

La definizione del Modello di Gioco deve essere il prodotto di un processo di elaborazione da parte
dell’allenatore:

Idea di gioco(credo calcistico) dell’allenatore


+
Caratteristiche dei giocatori a disposizione
+
Principi di gioco generali(tattica individuale e collettiva)
+
Cultura/Tradizione dell’ambiente in cui si opera e dei giocatori a disposizione
+
Organizzazione strutturale(sistema di gioco, ad es. 4-4-2/4-3-3/3-5-2 ecc.)
=
MODELLO DI GIOCO

Una volta definito uno specifico e preciso Modello di Gioco, compito dell’allenatore sarà quello di
strutturare operativamente e metodologicamente un Modello di Allenamento che sia specifico per il
processo di insegnamento/apprendimento di quel dato Modello di Gioco.
Ultimo passaggio sarà quello relativo al “disegno” della singola esercitazione, in base all’obiettivo
che si intende allenare. E’ infatti l’obiettivo che crea e determina il mezzo di allenamento.
Come Strutturare il Microciclo Settimanale

La Periodizzazione Tattica rifiuta la suddivisione della stagione in periodi con caratteristiche ed


esigenze differenti, l’unica unità di programmazione è il Microciclo Settimanale, dalla partita
precedente a quella successiva.

Periodo pre-compettivo

Principio di Progressività + Principio di Adattabilità = Creare Abitudine


Si tratta di creare adattamento:
- agli esercizi/esercitazioni
- alle sessioni di allenamento
- alla struttura del microciclo
- alla competizione(partita)

primi 2-3 giorni di adattamento alla ripresa dell’attività, quindi si strutturano dei microcicli di
adattamento a quelli che caratterizzano il periodo competitivo.
Il Volume/Carico dell’allenamento è maggiore in quanto c’è una maggiore trasmissione di
informazioni e una riduzione dei tempi di recupero.

Secondo i principi operativi della PT il Volume dell’allenamento deriva dalla somma delle singole
frazioni di lavoro, sempre svolte alla massima intensità, vi è in pratica una inversione del binomio
Volume-Intensità.
E’ necessario ottenere dai propri giocatori la massima disponibilità ad allenarsi sempre a livelli
massimi di intensità e concentrazione(cosiddetta “fatica tattica”).
Il dispendio cognitivo-emozionale di una esercitazione è correlato direttamente alla complessità dei
principi di gioco che si intendono allenare e alla sua relazione con il Modello di Gioco.
Per questi motivi una corsa continua intorno al campo, anche se molto dispendiosa a livello fisico-
atletico, viene considerata “nulla” in quanto non ha implicazioni con il gioco, e quindi non
considerata ai fini della PT.

Dispendio cognitivo/emozionale
Dipende dalla complessità dell’esercitazione in relazione a fattori quali:
- complessità dei principi di gioco
- complessità della dinamica(regole di gioco ecc.)
- numero di giocatori coinvolti(aumenta il numero di giocatori, aumenta la complessità)
- spazio di gioco
- durata

PRINCIPI METODOLOGICI
Si tratta di quei principi che determinano la struttura del microciclo settimanale di allenamento.

Principio della Specificità


E’ il principio fondamentale della PT. Significa che ogni esercizio/esercitazione che proponiamo,
dovrà essere in stretta relazione con i principi che abbiamo definito per il nostro Modello di Gioco e
che intendiamo costruire/potenziare.
La differenza tra il metodo di lavoro integrato(sviluppo delle capacità condizionali attraverso
l’utilizzo dell’attrezzo-palla, e quindi forme di lavoro come partite a pressione ecc.) sta proprio in
questo. Nel primo caso(lavoro integrato) l’obiettivo principale rimane lo sviluppo di una certa
capacità condizionale lavorando in maniera sport-specifica(s minuscola), mentre nel secondo
caso(PT) l’obiettivo principale rimane lo sviluppo della dimensione tecnico-tattica, ovvero
l’allenamento del mio Modello di Gioco e dei principi che ho definito e intendo sviluppare, ecco
quindi che in questo caso si parla veramente di Specificità(S maiuscola).
Molti pensano che arrangiare un contesto di gioco e, a partire da questo, agire sui tempi di lavoro,
sugli intervalli di recupero, sugli spazi di gioco al fine di sollecitare maggiormente questo o quel
sistema energetico, significhi operare la PT. Nulla di più sbagliato.
Sintetizzando, la prima forma di lavoro(lavoro integrato) si rifà ai principi dell’allenamento
tradizionale, ovvero si basa su una disintegrazione dei fattori che costituiscono la prestazione
sportiva(dimensione tattica, fisica, tecnica ecc. tra loro distinte ed allenate settorialmente), per cui
quello che viene fatto è che si cerca di “mascherare” un tipo di lavoro il cui obiettivo principale è di
tipo condizionale, attraverso l’utilizzo della palla.
Nel caso della PT la componente tattica è il nucleo centrale di tutta la preparazione, con lo sviluppo
consequenziale di tutte le altre dimensioni.

Principio dell’Alternanza
Significa promuovere una alternanza di sforzo-recupero nell’arco della distribuzione settimanale dei
carichi di lavoro, ciò per permettere un adattamento positivo nei calciatori.
La PT pone molta attenzione agli spetti del recupero perché presuppone che i calciatori lavorino
sempre ad alti livelli di intensità e di concentrazione.
L’alternanza all’interno del microciclo standard settimanale deve intendersi sia in termini di
sviluppo degli aspetti condizionali(forza, resistenza, velocità), sia in termini di sviluppo dei principi
di gioco a vari livelli di complessità e di organizzazione(individuale, settoriale, inter-settoriale e
collettiva).

Principio della Progressione Complessa


Ridurre la complessità del Modello di Gioco(ridurre senza impoverire) attraverso lo “smontaggio”
in principi e sotto-principi per ognuno dei momenti di gioco(fase di possesso e di non-possesso
palla) e per le transizioni(positiva e negativa).
Sarà comunque sempre importante promuovere le relazioni che intercorrono tra i vari principi di
gioco e sapere quando passare oltre, verso un livello di organizzazione più sofisticata(progressione
dal facile al difficile, e qui sta la sensibilità e la capacità di osservazione dell’allenatore).
Questo”smontaggio” e “rimontaggio” deve portare verso una evoluzione positiva e consapevole sia
del singolo, sia del collettivo.
Questo tipo di progressione deve avvenire sia nel corso del microciclo settimanale, sia nel corso
della stagione sportiva.
Sarà importante seguire la regola della minor quantità per maggior qualità.

Principio della Densità


Si tratta di costruire esercizi/esercitazioni che prevedano una grande densità di comportamenti legati
allo sviluppo dei principi di gioco.
Significa in pratica far accadere(attraverso le regole e la struttura dell’esercitazione) un gran
numero di volte quelle situazioni che intendiamo allenare, fornendo feedback adeguati alla
risoluzione delle stesse.

Ogni esercizio/esercitazione che andiamo a proporre dovrà essere quanto più simile alla realtà di
gara e rappresentare comunque una frazione del gioco reale.

Altro aspetto determinante per operare correttamente secondo i principi metodologici della PT è
quello di promuovere una partecipazione attiva da parte del soggetto ricevente all’interno del
processo di apprendimento/insegnamento, ovvero il giocatore, questo anche attraverso l’utilizzo di
metodi quali quello della cosiddetta “scoperta guidata”.
Il fine ultimo dovrà essere quello di creare degli “habitus mentali”, delle attitudini e dei
comportamenti standardizzati da parte di tutti i nostri giocatori, un linguaggio comune ed una
lettura anticipata ed univoca della situazione di gioco.
Molto importante per operare secondo i principi della PT è la capacità di osservazione e correzione
da parte del tecnico, questo per riuscire a fornire feedback adeguati all’apprendimento e per
orientare correttamente nell’acquisizione di determinati comportamenti.

E’ quindi l’obiettivo a determinare la struttura dell’esercitazione, e l’attenzione deve essere rivolta


non tanto alla corretta esecuzione della stessa, quanto alla corretta interpretazione dei principi di
gioco che intendo sviluppare. E’ quindi importante non concentrarci troppo sulla corretta dinamica
dell’esercitazione, quanto sulla corretta applicazione dei principi.

In Sintesi....

- no periodo pre-competitivo
- no picchi di forma
- stabilizzazione della forma sportiva
- standardizzazione del microciclo settimanale
- unica struttura della programmazione è il microciclo settimanale(da partita a partita)
- adattamento alla struttura del microciclo settimanale
- adattamento al Modello di Gioco e al modello prestativo relativo
- inversione del binomio Volume-Intensità
- Volume come somma delle singole frazioni di lavoro svolte ad intensità relativa massimale
- lavoro fisico-atletico come complemento...eventuale...
- lavoro in Specificità(in accordo coi principi del Modello di Gioco)
- fatica fisiologica, ma soprattutto fatica cognitiva/emozionale
- disegno dell’esercitazione in funzione dei principi di gioco
- corretta alternanza lavoro/recupero
- componente tattica come nucleo centrale della preparazione e conseguente sviluppo delle
altre dimensioni che caratterizzano la prestazione
- anteporre il collettivo all’individuo
- definizione di principi e sotto-principi all’interno del Modello di Gioco per la fase di
possesso e non-possesso e per le transizioni positiva e negativa
- principi di gioco tra loro concordanti
- livelli di organizzazione diversi(individuale, settoriale, inter-settoriale, collettivo)
- calciatori disponibili ad allenarsi con intensità
- indurre adattamento al modello prestativo del Modello di Gioco anche per recuperare più
rapidamente
- valutare il rendimento sportivo come espressione dell’adattamento collettivo al Modello di
Gioco
- (nelle prime squadre) attenersi ad una pianificazione tattica settimanale(Modello di Gioco –
sub-modello tattico-strategico in funzione del prossimo avversario)
- sub-dimensione fisica subordinata alla dimensione tattica e al Modello di Gioco
- microcicli speciali(partita infra-settimanale)
Impegno Domenica Lunedi Martedi Mercoledi Giovedi Venerdi Sabato Domenica
Molto Alto
Alto  
Moderato
Basso    
Recupero              

  Partita
  Recupero Attivo
  Forza Specifica
  Resistenza Specifica
  Velocità Specifica

Microciclo standard settimanale - n.5 sedute

Domenica: partita. 100% di dispendio fisico e soprattutto mentale.

Lunedi: recupero attivo.


Vengono promosse situazioni di gioco(sempre in relazione al Modello di Gioco) semplici(numero
ridotto di giocatori), di breve durata e che prevedano scarsa tensione muscolare.
Promuovere il recupero fisiologico e mentale.

Martedi: riposo.

Mercoledi: Vengono promosse situazioni di gioco in regime di forza specifica. In pratica si allenano
situazioni di breve durata, in spazi ridotti e numero ridotto di giocatori, che prevedano una grande
densità di salti, frenate, accelerazioni/arresti e cambi di direzione, quindi con elevata tensione
muscolare.

Giovedi: Vengono promosse situazioni di gioco in regime di resistenza specifica. Esercitazioni


svolte con un gran numero di giocatori, in spazi allargati e di maggiore durata. Scarsa tensione
muscolare.

Venerdi: Situazioni simili al gioco, di breve durata e che richiedano una elevata velocità di
decisione/esecuzione.

Sabato: Situazioni simili al gioco, di breve durata e che prevedano un recupero completo.
Promuovere il recupero fisiologico e mentale e pre-attivazione in vista della partita del giorno
seguente.

Domenica: partita. 100% di dispendio fisico e soprattutto mentale.


Microciclo adattato su n.3 sedute settimanali – Struttura Generale

Sabato: partita. 100% di dispendio fisico e soprattutto mentale.

Lunedi: Vengono promosse situazioni di gioco in regime di forza specifica. In pratica si allenano
situazioni di breve durata, in spazi ridotti e numero ridotto di giocatori, che prevedano una grande
densità di salti, frenate, accelerazioni/arresti e cambi di direzione, quindi con elevata tensione
muscolare.

Martedi: Vengono promosse situazioni di gioco in regime di resistenza specifica. Esercitazioni


svolte con un gran numero di giocatori, in spazi allargati e di maggiore durata. Scarsa tensione
muscolare.

Giovedi: Situazioni simili al gioco, di breve durata e che richiedano una elevata velocità di
decisione/esecuzione.

Definizione Modello di Gioco

Principi per la fase di possesso palla

Principi Generali di Tattica Individuale

- Smarcamento
- Controllo e Difesa della Palla
- Passaggio
- Dribbling
- Tiro in Porta

Principi Generali di Tattica Collettiva

- Scaglionamento Offensivo
- Profondità
- Ampiezza
- Mobilità
- Imprevedibilità

Circolazione e Mantenimento del Possesso Palla


o Passaggio(tattica individuale)
 Passaggio frontale
 Passaggio in diagonale
 Tempo del passaggio
 Tipo di passaggio
 Filtrante
 Appoggiato
 Sui piedi(diretto)
 Nello spazio(indiretto)
 Lancio
 Cambio di gioco
 Cross
 Traversone
 Colpo di testa
o Controllo e difesa della palla
 Ricezione
 Controllo orientato
 Finta prima di ricevere
 Stop a seguire
 Ricevere palloni provenienti
o Frontalmente
o Lateralmente
o Da dietro
o Traiettoria radente
o Traiettoria aerea tesa
o Traiettoria aerea a parabola
 Difesa della palla
 Protezione e scudo con il corpo nell’1c1
o Smarcamento(tattica individuale)
 Tempi di smarcamento
 Direzione
 Corse di smarcamento
 Cambio di velocità
 Cambio di direzione
 Contro-movimenti
 Corse in diagonale
 Taglio
 Movimento di “fuori linea”
 Smarcarsi in appoggio
 Smarcarsi a sostegno
o Mobilità(tattica collettiva)
 Rotazioni dei centrocampisti
 Rotazioni degli attaccanti
 Incroci
 Cambi di posizione
 Sviluppi/Schemi di gioco delle catene laterali
 Sviluppi/Schemi di gioco per reparti
 Sviluppi/Schemi di gioco di squadra
o Ritmo di gioco
o Scaglionamento offensivo(tattica collettiva)
 Formare rombi e triangoli con il p.p.
 Dare sostegno al p.p.
 Gioco posizionale sistema 4-3-3
 Squadra corta e larga

- Conquistare Spazio
o Profondità(tattica collettiva)
 Attacco diretto
 Ad 1 tempo
 A 2 tempi
 Gioco fra le linee
 Passaggio filtrante
 Inserimento in “castello”
Taglio
Passante
Triangolazione
 Interna
 Esterna
 Su scarico
 Sovrapposizione
 Interna
 Esterna
 Uno contro uno
 Finta e dribbling(tattica individuale)
 Conduzione della palla(tecnica individuale)
o Ampiezza(tattica collettiva)
 Taglio
 Sovrapposizione
 Cambio del fronte di gioco

- Superiorità numerica
o Uno contro uno
o Sovrapposizione
o Inserimento

- Rifinitura
o Taglio
o Velo
o Esca
o Blocco
o Sponda
o Uno-due
o Cross
o Traversone
o Dribbling

- Finalizzazione
o Tiro in porta
 Palla incontro
 Palla che scappa
 Auto-passaggio
 Dopo ricezione
 Dopo conduzione
 Dopo combinazione di gioco
 Al volo
 Di drop
 Distanza media
 Distanza ravvicinata
 Gioco aereo e acrobazia
 Colpo di testa(tecnica individuale)

- Calci piazzati
o Definizione gruppi
 Saltatori
 Battitori
 Giocatori in copertura preventiva
o Schemi e soluzioni

Principi per la fase di non-possesso palla

Principi Generali di Tattica Individuale

- Presa di Posizione
- Marcamento
- Intercettamento a Anticipo
- Contrasto
- Difesa della porta

Principi Generali di Tattica Collettiva

- Scaglionamento Difensivo
- Azione Ritardatrice
- Concentrazione
- Equilibrio
- Controllo e Cautela

Zona-Pressing
o Marcamento(tattica individuale)
 Dispositivo di marcatura a zona
 Corretta postura e appoggi
 Marcamento in posizione di anticipo
o Presa di posizione(tattica individuale)
 Presa di posizione nel sistema 4-3-3
 Coperture reciproche
 Coperture preventive
 Riferimenti
 Palla
 Porta
 Compagni
 Avversari
o Anticipo e intercettamento(tattica individuale)
o Difesa della porta(tattica individuale)
o Scaglionamento difensivo(tattica collettiva)
 Piramide difensiva
 Diagonale difensiva su 1 linea di copertura
o Concentrazione difensiva(tattica collettiva)
 Mantenere le distanze
 Definizione altezza linea difensiva
 Linea difensiva “alta”
 Predisposizione scalate difensive
o Azione Ritardatrice(tattica collettiva)
 Pressing
 Definizione altezza del pressing
o Pressing ultra-offensivo
 Definizione dei compiti
 Segnali/riferimenti
o Controllo errato
o p.p. spalle alla porta
o Giocatore tecnicamente scarso
o Palla alta e lenta
o Palla nei pressi della linea laterale
 Timing
o Fuorigioco
 Palla aperta/chiusa, lettura univoca delle situazioni
 Retro-passaggio
 Passaggio orizzontale lento
 Palla alta e lenta
 Giocatore spalle alla porta
 Controllo errato
 p.p. avversario chiuso
 elastico difensivo
 accompagno e mollo
o Uno contro uno difensivo
 Contrasto
 Tackle
 Contrasto aereo
- Calci piazzati
o Disposizione a zona
 Definizione delle
 Zone da presidiare
 Compiti e funzioni

Transizione Positiva

Cercare di uscire immediatamente dalla contro-pressione avversaria, attraverso gioco


corto(contropiede manovrato), anche utilizzando un sostegno per poi cambiare fronte di gioco.
Rapido cambio di atteggiamento da parte di tutti i giocatori e ricerca della profondità(prima
soluzione) o, in alternativa, dell’ampiezza(squadra subito pronta ad aprirsi).

Transizione Negativa

Cercare di recuperare il più rapidamente possibile la palla nella zona in cui si è perso il possesso
attraverso un pressing immediato, coordinato e collettivo. Attitudine al rapido cambiamento di
atteggiamento. Recuperare la palla il più vicino possibile alla porta avversaria per attaccare rapidi.
Se superati cercare di recuperare velocemente dietro la linea della palla per ricomporre il blocco
difensivo e percorrendo la distanza più breve(corse in diagonale verso la propria porta).

1^ seduta settimanale – lunedi

Sviluppo dei principi del Modello di Gioco a livello: individuale, settoriale.


Momento: fase di non possesso palla e transizione positiva D/A.

Complessità: media.

Dimensione fisiologica: forza specifica.

Metabolismo: anaerobico lattacido.

Contenuti e mezzi – descrizione:

- attivazione generale con palla(esercizi di tecnica individuale in regime coordinativo) +


mobilità + aspetti coordinativi generali
- gioco ridotto(3c3/4c4) con enfasi fase di non possesso e transizione positiva
- esercitazione di possesso palla/gioco di posizione a numero ridotto di giocatori con enfasi
transizione positiva
- esercitazione situazionale per reparti con enfasi fase di non possesso e transizione positiva
- gioco a tema/libero
- defaticamento

2^ seduta settimanale – martedi

Sviluppo dei principi del Modello di Gioco a livello: inter-settoriale e collettivo.

Momento: fase di possesso palla e transizione negativa A/D.

Complessità: medio-alta, alta.

Dimensione fisiologica: resistenza specifica al Modello di Gioco.

Metabolismo: aerobico.
Contenuti e mezzi – descrizione:

- attivazione generale con palla(esercizi di tecnica individuale in regime coordinativo) +


mobilità + aspetti coordinativi generali
- gioco/situazione di posizione con squadra schierata secondo il sistema di gioco
- esercitazione situazionale per reparti con enfasi fase di possesso e transizione negativa
- gioco a tema/libero
- defaticamento

3^ seduta settimanale – giovedi

Sviluppo dei principi del Modello di Gioco a livello: individuale, settoriale.

Momento: fase di possesso palla.

Complessità: medio-bassa, bassa.

Dimensione fisiologica: velocità specifica, velocità decisionale ed esecutiva.

Metabolismo: anaerobico alattacido.


Contenuti e mezzi – descrizione:

- attivazione generale con palla(esercizi di tecnica individuale in regime coordinativo +


psicocinetica) + mobilità + aspetti coordinativi generali
- circuiti di velocità con/senza palla
- situazioni di gioco rapide(10-15” e recupero completo) per andare alla conclusione
- gioco a tema/libero(tocchi limitati) + calci piazzati
- defaticamento

Esempio Pratico – Microciclo 3° settimana ottobre 2011(17 ottobre – 23 ottobre)

lunedi 17 ottobre 2011, inizio ore 15,15

- 8’ torelli 4c1/4c2
o passaggio filtrante/appoggiato
o chi intercetta deve uscire fuori dal quadrato con la palla
o si gioca a due tocchi per il controllo orientato
o obbligo palla rasoterra
o intercettamento
o alternare a mobilità e slanci arti inferiori

- 10’ passaggi sul perimetro del quadrato


o dai e segui con controllo orientato
o dai e segui con triangolo
o dai e segui con scarico “lungo”
o dai e vai
o con 1 e con 2 palle

- 15’ doppio 4c4


o alle 4 porticine
o con porte difese dai portieri/sostegni
o tempi di 6’ poi cambiare campo
o marcamento e presa di posizione
o difesa della porta

- 20’ doppio gioco di posizione


o 2c2 + 2 jolly
 coppie di difensori esterni + 1 sostegno(centrale difensivo) e 1
vertice(mediano)
o 3c3 + 2 jolly
 1 punta centrale e due mezzali per ogni squadra, 2 jolly laterali destro e
sinistro

- 20’ esercitazione situazionale, attacco vs difesa


o si gioca 5c3
o giocatori schierati nei ruoli
 3 difensori
 due mezzali + 3 punte per chi attacca(sistema di gioco 4-3-3)
 aggiunta di un mediano davanti la difesa(5c4)
o movimenti di uscita e scalate difensive
o presa di posizione e marcamento
o elastico difensivo
o transizione positiva
 sul recupero della palla i difensori devono riuscire a superare la linea
tracciata a trequarti campo con uno dei due difensori esterni, uscendo sempre
dal lato opposto a cui è avvenuta la riconquista; se la palla viene riconquistata
centralmente si può uscire sia a destra, che a sinistra
 chi attaccava, sulla perdita del possesso lavora solamente sul posizionamento
e sull’intercettamento

- 15’ gioco libero

- 10’ defaticamento

martedi 18 ottobre 2011, inizio ore 15,15

- 10’ circuito di passaggi e ricezione, a stazioni


o controllo orientato
o finta prima della ricezione
o contro-movimento lungo-corto
o uno-due
o gioco a muro
o sovrapposizione

- 10’ esercizio di circolazione della palla


o “giro-palla” per il reparto difensivo + portiere e mediano
o sviluppi e schemi offensivi per centrocampo e attacco, senza concludere
 tempi dello smarcamento
 controllo orientato

- 20’ si gioca 11(10+P)c5


o squadra blu schierata secondo il sistema di gioco(4-3-3)
o squadra rossa in inferiorità numerica
o la squadra blu lavora sul possesso palla
 1 punto ogni 10 passaggi completati
 punto doppio se dopo aver completato 10 passaggi riesce a segnare in una
delle tre porticine a trequarti campo(una centrale e due laterali)
o la squadra rossa cerca di portare pressing in ogni zona del campo e sulla riconquista
cerca di segnare nella porta difesa dal portiere(punto doppio) o nelle porticine(1
punto)

- 20’ esercitazione situazionale per i reparti difesa-centrocampo in fase di possesso palla


o si gioca 7c4
 P + 4 difensori + 3 centrocampisti in possesso palla
 3 attaccanti + 1 centrocampista in fase di non possesso palla
o l’azione parte sempre dal portiere e l’obiettivo è quello di riuscire a liberare un
laterale difensivo o un centrocampista oltre la linea di metà campo(in conduzione
oppure sull’inserimento), giocando obbligatoriamente palla a terra
o sulla riconquista della palla gli attaccanti possono andare a concludere, dovendo
superare la transizione negativa da parte degli avversari

- 20’ gioco a tema, interpretazione transizione negativa


o campo diviso in 3 settori
o sulla perdita del possesso, quando si è superati dalla palla che entra nel settore
successivo, non si può più fare la fase di non-possesso
o due strategie, a seconda del tipo di partita da affrontare e del settore di campo in cui
ci troviamo
 “scappare” immediatamente dietro la linea della palla per fare densità
 aggredire subito la palla per cercare l’immediata riconquista e non farsi
superare(pressione o pressing)

- 10’ gioco libero

- 10’ defaticamento

giovedi 20 ottobre 2011, inizio ore 15,15

- 15’ esercizio sulla conduzione e cambi di direzione


o conduzione in slalom utilizzando interno piede
o conduzione in slalom utilizzando esterno piede
o conduzione in slalom spostando la palla con la suola
o cambio direzione 180° e restituire al compagno
o gruppi di 3-4 giocatori

- 20’ circuito a 4 stazioni, velocità con/senza palla


o gara a staffetta, conduzione rettilinea
o 1c1 a méta, senza palla
 superare la linea difesa da un avversario senza farsi toccare attraverso sprint e
cambio di direzione
o 1c1 a méta, con la palla
o sprint con cambi di direzione
- 20’ esercitazione situazionale, 3c1+P
o arrivare al tiro dopo
 taglio
 triangolazione
 sovrapposizione
o arrivare al tiro al massimo dopo 15”
o chi ha calciato rimane in coda per difendere
o partenza
 su lancio del difensore
 lanciata degli attaccanti
o aggiungere un difensore per creare un 3c2

- 25’ gioco finale a tocchi limitati


o ultimi 10-15’ gioco libero
o disposizioni su calci piazzati
- 10’ defaticamento