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(conv. in 27/02/2004 n 46) art. 1, comma 1, DCB Firenze 1 - I.P.

l allenatore
luglio-agosto 2012

BIMESTRALE PERIODICO UFFICIALE DELLASSOCIAZIONE ITALIANA ALLENATORI CALCIO

PRIMO PIANO ALBERTO DE ROSSI I GIOVANI, LA MIA VOCAZIONE

di Zeman
PREPARAZIONE TECNICA COME PARARE UN RIGORE

La Roma

poste italiane s.p.a. - Spedizione in Abbonamento Postale - D.L. 353/2003

LALLENAMENTO
DEL DIFENSORE MODERNO

allenatore

SUL CAMPO

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Rivista bimestrale luglio-agosto 2012

sommario
AIAC, garantire il futuro
di Renzo Ulivieri
editoriale

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Propriet ASSOCIAZIONE ITALIANA ALLENATORI CALCIO


Autorizzazione Tribunale di Firenze n. 5245 del 24 Febbraio 2003 Spedizione in Abb. Postale 50%

Roma: una squadra di corsa Il lavoro dei giallorossi e le proposte tecnico-tattiche di Zeman
di Massimo Lucchesi
allenatore sul campo

Editore EDIZIONI POLISTAMPA - FIRENZE via Livorno 8/32 - Tel. 055 737871 Direttore Responsabile Renzo Ulivieri Segretario di Redazione Giuliano Ragonesi Direzione e Redazione AIAC Nazionale via Gabriele DAnnunzio 138 presso C.T.F. - 50135 Coverciano (Firenze) - Tel. 055 608160 Fax 055 613594 info@assoallenatori.it Progetto grafico Edizioni Polistampa - Firenze Pubblicit Via Livorno, 8/32 - 50142 Firenze Tel. 055 737871 (15 linee) info@polistampa.com www.polistampa.com Fotografie Foto Sabe Italfoto Gieffe Guerin Sportivo Franco Casini Unit Editrice Stampa Tipografia Polistampa Via Livorno 8/32 - 50142 Firenze
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Lallenamento del difensore moderno


di E. Longo e M. Aquino
allenatore sul campo

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I giovani, la mia vocazione


di Patrizio Bisanti

primo piano

Allenare lintensit mentale nel calcio


di Massimo Lucchesi preparazione tecnica (seconda parte)

Tecnica, tattica e psicologia: come si para un rigore


di Alessandro Carta

preparazione tecnica

31 39 41 42 45 46 47

Il progetto Piede e Sport


dalla Redazione

medicina dello sport

Lelogio del riposo


di Giorgio Galanti

medicina dello sport

Le stranezze del calcio


di Aldo Zerbini

psicologia dello sport

Assemblee elettive 2012


di Giuliano Ragonesi

dalla Segreteria

Caso Conte: quello che dicono le regole


dalla Segreteria

Chiuso in tipografia il 22/09/2012

ASSOCIAZIONE ITALIANA

Allenatore dilettante: intesa LND-AIAC

dalla Segreteria

AIAC, garantire il futuro


di Renzo Ulivieri

editoriale

a nuova stagione che appena ripartita, nel clima di difficolt generali che tutti conoscete e vivete, ha ritrovato lAiAc impegnata su fronti sensibili. dopo aver costruito le intese per il rinnovo degli accordi collettivi con la lega Pro e la lega di B, in dirittura darrivo anche quello con la lega di A, in linea con quelli che lo hanno preceduto. c poi stato un compromesso, non esaltante ma necessario, firmato turandoci il naso per essere chiari, con la lega dilettanti a proposito dellormai annosa questione dellallenatore dilettante, con riferimento specifico ai campionati di Prima, seconda, terza categoria e regionali Juniores: il nodo resta la messa a regime dei corsi di abilitazione ancora in via di definizione, per cui per la stagione in corso stata varata una deroga (data ultima di tesseramento, il 15 settembre), i meccanismi della quale troverete nel comunicato 72 della lnd pubblicato su questo numero della rivista, nelle pagine della segreteria. se questo lorizzonte quotidiano dimpegno, diciamo cos, alle viste ormai imminente la scadenza elettorale che riguarda tutta larchitettura federale. in questo quadro si inserisce anche il rinnovo della carica di presidente dellAiAc, da me ricoperta per due mandati, a partire dal 2004. dunque mi devo e vi devo massima chiarezza. il consiglio direttivo allargato ai presidenti regionali, nella sua quasi totalit, mi ha chiesto di rinnovare il mio ruolo per un altro mandato quadrien-

nale. io qui user con voi le parole che ho scritto a ciascuno di loro a proposito dellinvito rivoltomi, non solo per ringraziare della stima e della fiducia dimostrate nei miei confronti. Un anno e mezzo fa mi pareva che fosse opportuna unalternanza dei dirigenti a tutti i livelli: nazionale, regionale e provinciale. Personalmente ero anche stanco di tante situazioni interne, ma soprattutto esterne, che non riuscivamo a risolvere e che in parte rimangono irrisolte. i problemi generali del Paese e quelli del sistema calcio sono evidenti; per cui di fronte a una situazione abbastanza complicata anche per la nostra Associazione, mi pare rischioso un cambiamento radicale a tutti i livelli. certo che dopo otto anni di presidenza non potevo presentare la mia candidatura senza un simile sostegno. Alla luce del quale ho deciso di propormi ancora per la presidenza dellAiAc. se guardo alle nostre spalle vedo il molto che stato fatto, trovo unAssociazione che cresciuta in questi otto anni nei numeri, del trenta per cento, puntando ormai a quota quindicimila iscritti, come nel peso politico (organizzazione dei corsi allenatori), nelle garanzie per la categoria (fondo di solidariet), nel ruolo strategico allinterno degli equilibri federali. la battaglia per la difesa dellobbligatoriet dellallenatore qualificato stata forse il simbolo di questi anni. il senso e lo spirito che voglio dare al futuro di questAssociazione passa da quella garanzia.

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Roma: una squadra di corsa


Il lavoro dei giallorossi e le proposte tecnico-tattiche di Zeman
di Massimo Lucchesi

er il secondo anno consecutivo LAllenatore si trova a Riscone di Brunico a seguire il precampionato della Roma. Dopo aver illustrato il lavoro dei giallorossi di Luis Enrique (vedi n. 5-2011) approfondiamo in questo contributo le metodologie seguite e le esercitazioni effettuate dalla squadra del maestro boemo.

La Roma ha soggiornato a Riscone di Brunico dal 5 al 17 luglio, periodo nel quale i giocatori hanno iniziato la preparazione in vista della stagione 2012-13. A disposizione di Zeman e dello staff composto dal secondo Cangelosi, dal col-

Portieri Lobont Bogdan, Proietti Gaffi Francesco, Stekelenburg Maarten (aggregatosi alla squadra domenica 8 luglio), Svedkauskas Tomas Difensori Burdisso Nicolas, Heinze Gabriel, Pires Ribeiro Jos Rodolfo (Dod), Romagnoli Alessio, Rosi Leandro, Silveira dos Santos Juan, Taddei Rodrigo, Valdes Jos ngel

I convocati a Riscone di Brunico

laboratore tecnico Modica e dal preparatore atletico Ferola sono stati convocati i seguenti giocatori (il cui numero varier in funzione delle operazioni di mercato effettuate dalla societ nel frattempo).

Centrocampisti Bertolacci Andrea, de Mattos Filho Marco, Florenzi Alessandro, Greco Leandro, Lucca Jonatan, Perrotta Simone, Pizarro David, Pjani Miralem, Simplicio Fabio, Verre Valerio Attaccanti Borriello Marco, Krki Bojan, Lamela Erik, Lopez Nicolas, Okaka Chuka Stefano, Osvaldo Pablo Daniel, Totti Francesco

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Programma giornaliero nel ritiro di luglio 2012
GIOVED 5 LUGLIO
partenza della comitiva, da roma, in aereo pomeriggio: lavoro atletico mattina:

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GIOVED 12 LUGLIO
mattina: allenamento misto (tecnico-tattico e atletico) pomeriggio: riposo

VENERD 6 LUGLIO
mattina: lavoro atletico pomeriggio: allenamento misto (tecnico-tattico e atletico)

VENERD 13 LUGLIO
mattina: lavoro atletico pomeriggio: allenamento misto (tecnico-tattico e atletico)

SABATO 7 LUGLIO
mattina: lavoro atletico pomeriggio: allenamento misto (tecnico-tattico e atletico)

SABATO 14 LUGLIO
mattina: allenamento misto (tecnico-tattico e atletico) pomeriggio: roma-severin 2-0

DOMENICA 8 LUGLIO
mattina: allenamento tecnico-tattico pomeriggio: roma-riscone 9-0

DOMENICA 15 LUGLIO
mattina: lavoro atletico pomeriggio: allenamento misto (tecnico-tattico e atletico)

LUNED 9 LUGLIO
mattina: lavoro atletico pomeriggio: allenamento misto (tecnico-tattico e atletico)

LUNED 16 LUGLIO
mattina: allenamento misto (tecnico-tattico e atletico) pomeriggio: allenamento tecnico-tattico

MARTED 10 LUGLIO
mattina: lavoro atletico pomeriggio: allenamento misto (tecnico-tattico e atletico)

MARTED 17 LUGLIO
mattina: sera: allenamento tecnico roma-rapid Vienna 2-1 (a Vienna)

MERCOLED 11 LUGLIO
mattina: lavoro atletico pomeriggio: allenamento misto (tecnico-tattico e atletico)

da un punto di vista organizzativo zeman ha sostanzialmente fatto svolgere alla squadra il lavoro atletico al mattino e quello tecnico-tattico al pomeriggio, spesso integrato da esercitazioni di potenziamento muscolare.

IL LAVORO A SECCO
Per ci che concerne il lavoro atletico, aspetto che non rappresenta loggetto principale del presente contributo, possiamo evidenziare il fatto che la squadra stata sottoposta a una preparazione di stampo tradizionale, con intere sedute dedicate alle esercitazioni a secco. in particolare, al mattino i giocatori, suddivisi in gruppi in base alle caratte-

ristiche atletiche, erano sottoposti a ripetute su distanze specifiche intervallate da esercizi di mobilizzazione e addominali. dopo i primi giorni, nei quali la squadra si cimentata su ripetute lunghe, si passati a distanze medie (ad esempio 1000 metri per 8 o 9 ripetizioni) per poi arrivare a percorrere distanze pi brevi in forma bipiramidale (800 + 700 + 600 + 500 + 500 + 600 + 700 + 800 metri). nei giorni finali del

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ritiro la squadra stata sottoposta a sedute lattacide con distanze tra i 100 e i 300 metri. se al mattino il lavoro atletico era pressoch esclusivo, al pomeriggio invece il pallone era presente e le esercitazioni tecnico-tattiche erano prevalenti, ma spesso intervallate da quelle di potenziamento muscolare. Esercizio 1 i giocatori occupano tutto il campo e sono suddivisi in piccoli gruppi di quattro o cinque elementi ciascuno. Queste le varie giocate (tipiche del 4-3-3 di zeman) che i giocatori, alternandosi e indipendentemente dal ruolo, sono chiamati ad eseguire: a. palla avanti palla indietro palla nello spazio per il terzo che si inserisce e riceve sulla corsa

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1/a-1

Primi giorni della Roma a Riscone di Brunico, lavoro a secco: ripetute su distanze medie.

IL LAVORO COL PALLONE


da un punto di vista tattico ci che ho in particolare apprezzato stata la destrutturazione del 4-3-3 in esercitazioni specifiche che andavano a stimolare lattenzione del giocatore sui principi di gioco ricercati dal tecnico romanista. La fase di riscaldamento Una delle caratteristiche principali correlata agli sviluppi offensivi delle squadre di zeman quella di attaccare gli spazi con grande efficacia. durante le partire ci viene fatto principalmente dai centrocampisti, che si inseriscono da dietro, e dagli attaccanti, che ricevono in profondit. spesso tuttavia anche i difensori laterali, ad esempio, sono stimolati e invitati a ricevere palla sulla corsa e non sui piedi. interessante notare come gi dalla fase di riscaldamento, attraverso semplici ma specifiche esercitazioni, il tecnico cerchi di inculcare nella testa del giocatore il principio di ricevere palla sulla corsa. lintento degli esercizi esposti a seguire appunto di attivare fisicamente, tecnicamente e anche mentalmente il giocatore, facendogli allo stesso tempo acquisire le tracce di gioco tipiche del calcio che si vuole proporre.

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Le fasi dellesercizio 1-a.

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b. palla avanti palla indietro palla nello spazio per il giocatore che si inserisce e che riceve sulla corsa
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c. palla appoggiata a un compagno mi siedo mi rialzo e ricevo correndo e attaccando lo spazio


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1/c-4

Le fasi dellesercizio 1-b.

Le fasi dellesercizio 1-c.

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Esercizio 2 i giocatori sviluppano lesercizio correndo allinterno di corridoi lunghi 55 metri circa (da met campo fino alla linea di fondo e viceversa) e larghi una decina di metri. Questa la progressione del lavoro: a. tre giocatori si muovono a treccia e, senza opposizione, portano la palla da un versante allaltro giocando palla sulla corsa al compagno che si muove in sovrapposizione (vedi sequenza fotografica). Una volta giunti sul versante di campo opposto cedono palla ai compagni in attesa che, a loro volta, effettuino il percorso in direzione opposta. lesercitazione prosegue senza interruzioni: grande attenzione posta sulla qualit della sovrapposizione e alla precisione del passaggio che non sui piedi ma nello spazio.
2/a-1

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2/a-4

Le fasi dellesercizio 2-a.

b. il secondo sviluppo prevede una situazione di 3vs2 + 1. i tre possessori, allincirca oltre la met del percorso, vengono affrontati dai giocatori a cui precedentemente affidavano il pallone. costoro avanzano e difendono in maniera scaglionata, prima due e poi uno, cercando di fermare lazione dei possessori. i difendenti, indipendentemente dallesito del confronto, riceveranno e porteranno a loro volta la palla sul versante opposto e saranno affrontati da tre avversari.

2/b

2/a-2 Esercizio2-b: la fotografia mostra il campo suddiviso in due corsie dove si effettua un 3vs2 in ogni corsia con un terzo elemento pi arretrato a difendere la porticina.

c. il terzo ed ultimo step prevede che oltre la met del percorso i tre possessori siano affrontati e ostacolati da tre avversari.
2/a-3

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Le esercitazioni di finalizzazione cos come visto per la fase di riscaldamento, anche le esercitazioni di conclusione prevedono che i giocatori giungano al tiro, indipendentemente dal ruolo, a seguito di una delle tipiche combinazioni sviluppate dalla roma. Anche in queste circostanze appare chiara lidea del tecnico di destrutturare la complessit delle azioni offensive in sviluppi specifici e circoscritti alla conclusione.

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nelle sequenze fotografiche a seguire sono esposti due esempi. a. palla avanti palla indietro palla nello spazio per il terzo che si inserisce, riceve sulla corsa e conclude.

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F/b-1

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F/b-2

F/a-2

F/b-3

F/a-3

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Primo esercizio di finalizzazione.

b. palla avanti palla indietro palla nello spazio per il terzo che si inserisce, riceve sulla corsa e crossa in mezzo per il quarto uomo che conclude a rete sopraggiungendo sempre a gran velocit.

Secondo esercizio di finalizzazione.

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LE PARTITE A TEMA
concludiamo lesposizione delle proposte pratiche mostrando due partite a tema: una prevalentemente utilizzata per lallenamento della fase offensiva e laltra di quella difensiva. Partita in sovrapposizione lesercitazione vede la presenza di due squadre di undici elementi ciascuna e viene sviluppata allinterno di una met campo allinterno della quale vengono tracciate due zone franche: i settori laterali di 5 metri di ampiezza. Allinterno delle zone franche ogni squadra dispone delle ali che non sono marcabili dagli avversari e che una volta ricevuta palla devono mandare al cross un compagno che si sovrappone come nella foto sottostante. la partita si sviluppa con le squadre che ricercano costantemente lampiezza, lappoggio della palla sulle ali e i cross dei giocatori che accorrono in sovrapposizione. Partita in pressing lesercitazione viene sviluppata allinterno di un settore di metri 5035 in cui non sono previste le porte e con i portieri che si muovono in orizzontale oltre la linea di fondocampo, fungendo da riferimento avanzato e quindi da giocatori sui quali i compagni devono appoggiare il pallone per guadagnare un punto. le squadre sono schierate e ovviamente impegnate assiduamente nel pressing per evitare che lavversario, anche con un lancio lungo, inneschi il riferimento (portiere) posto oltre la linea di fondo. se ci avviene la squadra, oltre a guadagnare il punto, riparte di nuovo in fase offensiva raccogliendo la palla rimessa in gioco dal portiere sul versante opposto (vedi foto a pagina seguente). Due metodologie a confronto concludiamo larticolo mettendo in contrapposizione due diverse tipologie di preparazione precampionato: quella sviluppata da luis enrique lo scorso anno e quella effettuata dalla squadra di zeman lo scorso luglio. Preparazione tecnico-tattica da un punto di vista tecnico-tattico il lavoro e le esercitazioni di luis enrique erano finalizzati a far acquisire alla roma la capacit di gestire tempi e ritmi di gioco attraverso una manovra sviluppata prevalentemente per vie orizzontali, con lintento di consentire alla squadra di prepararsi con la necessaria lucidit alla rifinitura, fase che, a differenza della precedente, aveva necessit di una rapida accelerazione, frutto di abilit tecniche e dialogo tattico tra i giocatori. la roma di zeman ama invece avvicinare la porta avversaria con maggiore velocit e verticalizzare con pi frequenza per trovare spazi e opportunit alle spalle della retroguardia avversaria e ci un elemento facilmente riscontrabile nelle proposte didattiche esposte in precedenza. lidea generale non quella di gestire i tempi di gioco, ma di riuscire a esprimere un ritmo elevato in grado di mettere in difficolt e far capitolare lavversario. la roma attuale in grado dimbastire azioni dattacco coinvolgendo la quasi totalit dei giocatori e questo talvolta la espone ai contropie-

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Partita a tema in sovrapposizione.

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Partita a tema in pressing con i portieri a fungere da riferimenti.

di avversari, fattore per altro comune anche alla roma della scorsa stagione. Anche da un punto di vista difensivo le differenze tra le due filosofie di organizzazione sono marcate ma, anche in questo caso, con un punto in comune rappresentato dal fatto che comunque la fase di non-possesso , per entrambi i tecnici, subordinata a quella di possesso. nellidea di luis enrique cera lobiettivo di riuscire, attraverso il palleggio, a creare sul campo una superiorit numerica posizionale che poteva e doveva essere sfruttata sia per gli sviluppi offensivi sia per recuperare celermente la palla una volta che gli avversari fossero riusciti ad intercettarla. obiettivo peraltro rimasto solo potenziale, in quanto per riuscire a essere incisiva la roma della scorsa stagione doveva comunque allungarsi e alzare i ritmi e ci aveva influenze negative sulla capacit della squadra nel rimanere corta, con ovvie conseguenze nellinterpretare le transizioni negative come avrebbe voluto il tecnico. la roma di zeman si muove attivamente anche in fase di non possesso e cerca di utilizzare le armi del ritmo e dellaggressivit per prevalere sul-

lavversario. nella filosofia di zeman c lidea di mantenere la squadra corta e lontana dalla propria porta con lobiettivo di limitare i pericoli e non concedere occasioni potenzialmente pericolose agli avversari. tali tracce di gioco sono trasferite ai giocatori attraverso partite in pressing come quella descritta. Preparazione atletica in relazione ai diversi ritmi di gioco che la roma della scorsa stagione e quella attuale cercavano e cercano di esprimere, variano il volume e il dispendio fisico e in relazione a ci sono tarate le esercitazioni a secco: estremamente limitate per ci che concerne luis enrique, molto pi frequenti e consistenti invece per ci che riguarda la preparazione di zeman. ci non significa a mio avviso che, a prescindere, un metodo sia migliore o peggiore dellaltro. due allenatori che hanno una filosofia e idee diverse usano le strade e i metodi ritenuti pi idonei e quindi obbligatoriamente dissimili, per raggiungere il proprio scopo.

Massimo Lucchesi
nato a Viareggio il 25 gennaio 1968. Allenatore di base. Autore di numerosi libri e dVd inerenti gli aspetti tecnico-tattici del gioco del calcio tradotti e pubblicati anche in inglese, tedesco, russo, greco e croato. editore e direttore del sito www.allenatore.net e della omonima casa editrice. Ha partecipato come relatore a numerosi seminari, prevalentemente allestero.

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Lallenamento del difensore moderno


di Emilio Longo e Michele Aquino

DIFENDERE A ZONA
a zona uno sviluppo della tattica in fase di non-possesso-palla. nella difesa a zona il calciatore si muove in un determinato spazio rispetto alla posizione della palla. i parametri fondamentali da tener presenti in questa disposizione difensiva sono:

il difensore preferisce coprire, considerata la distanza dalla propria porta. il difensore assumer una posizione che gli permetter di coprire il compagno di reparto e di poter intervenire sullavversario senza palla.

palla porta compagni avversari.


Fig. 1. Difensore in marcatura vicino alla porta.

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il difensore si muover quindi rispetto alla posizione della palla, della propria porta, della posizione dei compagni e successivamente dellavversario. con questa tattica difensiva si quindi responsabili di una zona di campo assegnata a seconda del proprio ruolo. in questa zona di campo si marcano tutti gli avversari che vi entrano. si pu quindi definire tale marcatura come marcatura a uomo non battezzata, ossia che non avviene sempre sullo stesso avversario. infine si collabora con le zone adiacenti in modo da garantire ai propri compagni le coperture che avvengono con le giuste scalate. Per una corretta formazione dei propri giocatori bisogna porre lattenzione proprio sul concetto di marcatura. negli ultimi anni il concetto di zona ha fatto allentare le maglie difensive, rendendo troppo spesso tale tattica alibi per i difensori poco inclini a utilizzare quei mezzi che per anni avevano dato al nostro calcio i migliori interpreti del ruolo al mondo. Bisogna inoltre ricordare che esiste una proporzionalit inversa tra marcatura e copertura: infatti pi si marca e meno si copre e pi si copre e meno si marca. il concetto sopra esposto esplicitato nelle figure 1 e 2. nella figura 1 riprodotto lesempio di un difensore che privilegia la marcatura a discapito della copertura. egli si trova allinterno dellarea di rigore e la vicinanza alla propria porta gli fa scegliere di marcare pi da vicino lavversario. nella figura 2

Fig. 2. Difensore in copertura lontano dalla porta.

Vantaggi della difesa a zona si autonomi e quindi indipendenti dallavversario i calciatori si sentono maggiormente coinvolti equa distribuzione del carico di lavoro maggiore spirito collaborativo la distribuzione dei calciatori sul campo permette ripartenze veloci si ottimizzano posizioni e assetto di squadra facile costruire il lato forte. Svantaggi della difesa a zona i difensori stentano a marcare e contrastare. Abuso di azione ritardatrice o temporeggiamento

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ci vuole molto lavoro per organizzare il reparto a fare scelte univoche bisogna responsabilizzare il singolo e il reparto. Spesso dopo un goal si tende a non ritenersi responsabili della segnatura subita creazione di spazi intermedi che risultano pericolosi. Un esempio si ha quando in zona centrale si forma la piramide difensiva: si spesso cos densi che si consentono passaggi appoggiati laterali in una porzione di campo pericolosa. Da questa posizione si concede un tiro che pu impensierire il nostro numero uno. Limportanza della comunicazione Nel gioco a zona, che prevede di pensare e muoversi collettivamente, la comunicazione tra i membri del reparto difensivo una componente molto importante. Il principale protagonista quasi sempre il portiere, ma talvolta anche uno dei due difensori centrali, soprattutto se esperto, pu essere in determinati contesti il regista della situazione. Parliamo di regista perch chi dirige la squadra colui che si prende la responsabilit di ordinare e coordinare i movimenti dei compagni di reparto. La comunicazione deve essere allenata alla stessa stregua delle situazioni tattiche. Deve essere definito un certo numero di parole che siano ben comprensibili. I vocaboli scelti devono essere: condivisi brevi secchi distinti (ad es. lutilizzo di Mia! e Via! deve essere evitato per un ovvio rischio di errore). Quando il regista col suo comando aiuta i compagni deve rendersi comprensibile senza essere guardato. Perci comandi come vai di qua, attento l ecc. costringono il compagno a guardare per comprendere dove sia il qua o il l. Questi suggerimenti devono essere sostituiti con comandi comprensibili acusticamente, perci scala a destra, copri a sinistra sono formule facilmente e velocemente interpretabili. I comandi non devono essere troppi e devono prevedere tutti i possibili movimenti richiesti alla linea difensiva. Il portiere o il difensore centrale devono essere tempestivi nel dare le informazioni ai propri compagni, al fine di potersi opporre alle soluzioni avversarie velocemente ed efficacemente. La comunicazione verbale deve avvenire con voce chiara ad alto volume. In allenamento si deve abituare sia il portiere sia la squadra a utilizzare lo stesso tono di voce utilizzato in gara. Anche esercitazioni banali possono svolgersi con un maggiore coinvolgimento se effettuate con una comunicazione funzionale. La comunicazione pu essere anche visiva. Si pensi a un portiere che gioca alto rispetto alla porta. Egli trasmette ai compagni sicurezza, li aiuta a stare pi tranquillamente alti e non aver lassillo di scappare indietro, perch sanno che il loro numero uno in casi di palla alle loro spalle dar loro una mano. Differente se un portiere mantiene una posizione pi bassa: il difensore si sente meno tranquillo perch ha pi spazio da difendere alle sue spalle. Ricordiamoci che i giocatori pensano, parlano e agiscono. La differenza di valore tra un giocatore e un altro la far il minor dispendio di tempo che si ha tra la lettura della situazione e lesecuzione della risposta che pu essere verbale (comando) o motoria (movimento o intervento). Aiutiamo i nostri giocatori a pensare.

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PROGRESSIONE DIDATTICA
Per insegnare a difendere a zona bisogna esercitarsi e conoscere la progressione didattica. Dallesperienza diretta abbiamo cos suddiviso il nostro lavoro per la linea difensiva: 1. orientamento 2. diagonali e triangoli difensivi 3. palla coperta e palla scoperta 4. uno pi uno contro uno 5. uno pi due contro due 6. uno pi quattro contro quattro 7. difesa su cross e traversoni 8. ripristino dellequilibrio difensivo 9. situazioni di superiorit numerica 10. situazioni dinferiorit numerica 11. coperture preventive 12. costruzione della manovra giochi di reparto.

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in questo nostro contributo presentiamo una serie di esercitazioni svolte in spazi delimitati (box) che hanno lobiettivo di allenare lorientamento dei difensori e la collaborazione difensiva in forma situazionale. riteniamo questa metodologia di lavoro in grado di stimolare adeguatamente lanalisi e le conseguenti risposte tecnico-tattiche del difensore facilitandone lapprendimento e lassimilazione del giusto atteggiamento.
Fig. 4. Situazione di 2 contro 1.

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Box Marco e copro, no passaggio filtrante Spazio box metri 128 con base posizionata a 25 metri dalla porta Calciatori utilizzati 8 (6vs2) lesercitazione proposta ai difensori per sviluppare il concetto del marco e copro e la successiva capacit di non subire passaggi filtranti. i sei calciatori posti sul perimetro del rettangolo devono cercare di ottenere un punto riuscendo a trasmettere la palla con passaggio filtrante ai compagni posti sul lato opposto (fig. 3).

Variante recuperata palla i difensori devono superare la linea contrastati dalla coppia posta davanti ad essi, di fatto, si crea un 2vs2.

Un momento dellesercitazione marco e copro sotto lo sguardo attento di mister Emilio Longo.

Box No passaggio filtrante, appoggio laterale Spazio box metri 148 con base posizionata a 25 metri dalla porta pi due corridoi laterali di metri 28 (fig. 5) Calciatori utilizzati 8 (6vs2)

Fig. 3. Marco e copro, non subire passaggi filtranti.

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il passaggio laterale appoggiato non d punti ma contribuisce al mantenimento del possesso-palla. i due difensori posti allinterno del rettangolo devono intercettare e transare positivamente superando la linea di demarcazione. di fatto si viene a creare un 2vs1, coi due difensori che cercano di superare il calciatore che ha subito lintercetto (fig. 4). i giocatori posti ai lati contribuiscono al solo mantenimento del possesso-palla. A ogni intercetto verr assegnato un punto. due punti ad ogni superamento.

Fig. 5. No passaggio filtrante, appoggio laterale

lesercitazione proposta ai difensori per sviluppare il concetto del marco e copro e la successiva capacit di non subire passaggi filtranti e pas-

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saggi centro-laterali. in questa esercitazione si cerca di ottimizzare il concetto di marcatura e copertura dello spazio. spesso i giocatori zonisti sono molto densi in zona-palla. Questo fa rischiare di subire passaggi in zone centro-laterali molto pericolose. i sei calciatori posti sui lati del rettangolo devono cercare di ottenere un punto trasmettendo per mezzo di un passaggio filtrante la palla ai compagni posti sul lato opposto. ottengono un punto anche quando servono il compagno esterno nel corridoio delimitato (fig. 6). il passaggio fuori dal corridoio non d punti ma il solo mantenimento del possesso-palla. i difensori ottengono un punto dopo intercetto e transizione positiva con superamento di un avversario, se lintercetto avvenuto per un passaggio laterale (fig. 7), due punti se lintercetto e il superamento dei due avversari avviene su palla filtrante. lesercitazione proposta alla linea difensiva per allenare in fase di non-possesso la formazione di diagonali e piramidi. Particolare attenzione viene prestata a non subire passaggi filtranti. i sei calciatori posti sul perimetro effettuano un possesso-palla finalizzato a muovere la linea avversaria e a infilarla con passaggi filtranti (fig. 8). Guadagneranno un punto a ogni filtrante pervenuto ai calciatori sul lato opposto. la linea difensiva realizza un punto a ogni intercetto, due punti se dopo lintercetto riesce a portare palla oltre la linea difesa dalla coppia che ha perso il possesso. in questo modo abituiamo i nostri difensori alla transizione positiva. il possesso-palla eseguito solo con passaggi radenti. lesercitazione ha una valenza anche sullorientamento collettivo e sulla capacit di sapersi adeguare al nuovo fronte dattacco, visto che il campo bifronte. il portiere lavorando sul perimetro del box accresce le proprie capacit tecniche e migliora nella valutazione tattica dei compagni di reparto.

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Fig. 6. I difensori ottengono un punto effettuando un passaggio filtrante o servendo un compagno nel corridoio. Fig. 8. Box a 4, no passaggio filtrante.

Box a 4, no passaggio filtrante e appoggio laterale Spazio box metri 2510 pi due corridoi laterali di metri 410 realizzato a 25 metri dalla porta (fig. 9) Calciatori utilizzati 10 (6vs4), opportuna la presenza dei portieri
Fig. 7. I difensori ottengono un punto se intercettano un passaggio laterale, due punti se si tratta di una palla filtrante.

Box a 4, no passaggio filtrante Spazio box metri 2510 realizzato a 25 metri dalla porta Calciatori utilizzati 10 (6vs4), opportuna la presenza dei portieri.

come la precedente, lesercitazione proposta alla linea difensiva per allenare in fase di non-possesso la formazione di diagonali e piramidi, ponendo particolare attenzione a non subire passaggi filtranti. inoltre cerchiamo di razionalizzare la densit in zona-palla. i sei calciatori posti sul perimetro effettuano come sopra un possesso-palla finalizzato a muovere la linea e a infilarla con pas-

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saggi filtranti o a effettuare passaggi laterali servendo i compagni esterni nei corridoi delimitati. Guadagnano un punto a ogni filtrante pervenuto ai calciatori sul lato opposto o a ogni passaggio nei corridoi. I calciatori posti esternamente non devono stazionare nei corridoi, ma arrivarci. La linea difensiva realizza un punto a ogni intercetto, due punti se dopo lintercetto riesce a portare palla oltre la linea difesa dalla coppia che ha perso il possesso. In questo modo abituiamo i nostri difensori alla transizione positiva. Il possesso-palla eseguito solo con passaggi radenti. Lesercitazione ha una valenza anche sullorientamento collettivo e sulla capacit di sapersi adeguare al nuovo fronte dattacco, visto che il campo bifronte. Il portiere lavorando sul perimetro del box accresce le proprie capacit tecniche e migliora nella valutazione tattica dei compagni di reparto.

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Fig. 10. Box laterale, attenti alla meta e al corridoio di convergenza.

Box attenti allo scarico Spazio box metri 1515 realizzato a 25 metri dal centro-porta Calciatori utilizzati 7 (4 esterni e 2 contro 1 interno) Lesercitazione consiste per i difensori nel non subire un passaggio filtrante e di non consentire allattaccante interno di ricevere palla e di scaricare (fig. 11). In questo esercizio si forza il concetto di aggressivit e marcamento. I difensori otterranno un punto a ogni intercetto e superamento della meta dellavversario che ha sbagliato il passaggio. Gli attaccanti otterranno un punto a ogni filtrante e due punti a ogni scarico riuscito dal giocatore interno.

Fig. 9. Box a 4, no passaggio filtrante e appoggio laterale.

Box laterale, attenti alla meta e allinterno-campo. Spazio box metri 2510 realizzato nella zona laterale del campo Calciatori utilizzati 4 (2vs2) Nel box posizionato in zona esterna si ingaggia un 2vs2. Obiettivo dei difensori quello di contrastare gli attaccanti per non permetter loro di fare meta e di non farli entrare nel corridoio che li fa convergere. Lo spazio di convergenza segnalato dal diverso colore dei cinesini (fig. 10). Il compito dei difensori di indirizzare in esterna la coppia e di vincere l1vs1 nel caso in cui lattaccante voglia convergere. I difensori, una volta recuperata la palla, devono transare positivamente cercando di fare meta.

Fig. 11. Box attenti allo scarico.

Box attenti allo scarico 2 Spazio box metri 1820 realizzato a 25 metri dal centro-porta Calciatori utilizzati 8 (4 esterni e 2 contro 2 interno) Lesercitazione per i difensori consiste nel non subire un passaggio filtrante e non consentire ai due at-

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taccanti interni di ricevere palla e di scaricare (fig. 12). in questo esercizio si forza il concetto di aggressivit e marcamento. i difensori otterranno un punto a ogni intercetto e superamento della meta dellavversario che ha sbagliato il passaggio. Gli attaccanti otterranno un punto a ogni filtrante e due punti a ogni scarico riuscito da parte dai giocatori interni. Variante consentito ai calciatori esterni al box di tirare in porta. in questo caso la lettura tattica del portiere diventa fondamentale.

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Box a 4 evitare il corto-lungo e laggiramento laterale Spazio box metri 2520 pi due corridoi laterali di metri 545 (fig. 14) Calciatori utilizzati 11 (4 esterni pi 4 contro 2 interni pi il portiere)

Fig. 12. Box attenti allo scarico 2.

Box no scarico e corto-lungo Spazio box metri 1820 realizzato a 25 metri dal centro-porta Calciatori utilizzati 8 (3 esterni e 2 contro 2 interni pi il portiere) i tre giocatori (posti come in fig. 13) si passano la palla cercando di servire i due attaccanti alle spalle dei difensori per fare goal. Vale la regola del fuorigioco. i due difensori, oltre a non farsi prendere alle spalle con un movimento corto-lungo, non devono permettere lo scarico agli attaccanti interni. recuperata palla, i difensori devono transare portando la palla in zona-meta. il portiere deve partecipare con una posizione attiva che gli consenta dintercettare la rifinitura degli attaccanti.
Fig. 14. Box a 4: evitare il corto-lungo e laggiramento laterale.

i quattro giocatori nel perimetro cercano di servire i due attaccanti alle spalle dei difensori per mandarli in goal. Vale il fuorigioco. inoltre gli attaccanti cercano di servire i compagni nel corridoio laterale. se ci avviene, da quel momento si ingaggia un 6vs4 per il goal (fig. 15): i difensori devono essere razionali nella formazione delle diagonali e nel triangolo, riuscendo a non subire passaggi centro-laterali pericolosi. importante il ruolo del portiere, sia nella comunicazione sia nella lettura preventiva del passaggio alle spalle della linea difensiva. il portiere deve partecipare con una posizione attiva che gli consenta dintercettare la rifinitura degli attaccanti.

Fig. 13. Box no scarico e corto-lungo.

Fig. 15. Box a 4: evoluzione in 6 contro 4 per il goal.

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Variante consentito ai calciatori esterni al box tirare in porta. in questo caso la lettura tattica del portiere diventa fondamentale.
Nellimmagine a lato riportata una fase del box a 4 con obiettivo di evitare il corto-lungo e laggiramento laterale.

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il presente contributo tratto dalla pubblicazione (libro+2 dVd) Solidit difensiva. 100 esercitazioni per forgiare una difesa compatta, aggressiva e propositiva, www.allenatore.net 2012.

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Michele Aquino Nato a Salerno il 1 marzo 1973 In possesso del diploma di perito chimico, Michele Aquino allenatore di base, avendo acquisito la licenza nel giugno del 2006. Ha iniziato lattivit di allenatore nel 2001 vincendo il campionato di seconda categoria alla guida dellA.S. Pontecagnano 1999. Nel corso della carriera ha vinto cinque campionati in dieci anni dattivit, giungendo due volte secondo e stabilendo il record italiano di vittorie consecutive (ben venticinque alla guida dellA.S.D. Serre nella stagione 2009-2010). Queste le squadre che, con Aquino in panchina, hanno ottenuto il salto di categoria: 2001-2002 A.S. Pontecagnano 1999, promossa in Prima Categoria 2003-2004 A.S. Pontecagnano1999, promossa in Promozione 2007-2008 A.S.D. Serre, promossa in Promozione 2009-2010 A.S.D. Serre, promossa in Eccellenza 2010/11 A.S.D. Montecorvino, promossa in Eccellenza

Emilio Longo Nato a Salerno il 25 agosto 1973 In possesso del diploma di perito tecnico, Emilio Longo allenatore di base, avendo acquisito la licenza nel febbraio 2001, e dirigente sportivo avendo frequentato il corso presso luniversit degli studi di Salerno nel 2000. stato relatore ai seminari Limportanza del portiere nella gestione della transizione (Cava dei tirreni 2 maggio 2011, corso APPoRT) e Didattica della fase di non possesso (Roma 25-26 giugno 2011, corso Allenatore.net). Nel corso della sua decennale carriera da allenatore ha guidato numerose squadre di Promozione, Eccellenza e Serie D campane, tra le quali Turris, Piazzese, Mons Taurus, Ferrandina, Real Sanseverinese. Nella stagione 2010-2011 ha ricoperto il ruolo di allenatore in seconda presso la Pro Patria in Lega Pro, mentre nella stagione 20112012 ha guidato la Gelbison (viceallenatore) con mister Michele Aquino.

primo piano

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I giovani, la mia vocazione


di Patrizio Bisanti

Alberto De Rossi, decano degli allenatori Primavera, si racconta. Lavoro senza pressioni. E i ragazzi lo sentono
iciotto anni di roma, dieci alla guida della Primavera. e complessivamente ventanni tra i ragazzi. Alberto de rossi chiudeva una lunga carriera in serie c e cominciava ad allenare i piccolini. Quella di allora ce lo spiegher in questa lunga chiacchierata era lesigenza forte di restare ancorato al campo di gioco. nel tempo diventata qualcosa di diverso, pi precisamente un lavoro. Ancor pi, una vocazione da vivere con passione. oggi de rossi il decano della categoria: lazio, Juventus, inter, milan, Fiorentina, napoli, hanno tutte cambiato la guida tecnica; lui ha trovato casa a trigoria, qualcosa di pi di un luogo comune. Un luogo di famiglia, la palestra da cui sfornare talenti consegnati al professionismo come probabilmente nessuno. ma questo lo dicono gli altri analizzando i risultati del suo lavoro, che tra il 2011 e il 2012 ha portato uno scudetto, una coppa italia e una supercoppa di

lega nella bacheca giallorossa. in diciotto anni di roma ci sono da aggiungere altri due scudetti (uno Giovanissimi e un altro Primavera), un mucchio di finali e di ragazzi portati tra i professionisti: pi di venti in serie A! Alberto de rossi un signore di cinquantacinque anni che interpreta il suo lavoro con il sorriso sulle labbra, con signorilit in campo. educa davvero. e forma giocatori. e vince. magari ci spiega come si fa...

La mia passione ha radici nel dilettantismo romano: allenavo alla Tor Tre Teste e i miei bimbetti prendevano 7-8 gol. Fu bravo il direttore di quel gruppo, Mimmo Rao, a dirmi di andare avanti giocando. E arriv la Roma a cercarmi

Alberto De Rossi, romano, classe 1957, padre del fortissimo Daniele, una vita a formare i giovani della societ giallorossa.

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primo piano Diciotto anni di Roma, dieci alla Primavera: Costruire un ragazzo e vederlo esordire non vale nessun altro lavoro per me. E quel risultato non pu essere solo tuo: va diviso con tutto il settore giovanile. Questo il lavoro di quipe
Alberto De Rossi, c una ricetta per questo successo? difficile dirlo. Anzi, posto cos, dico che il quesito merita una riflessione, stimolante: ma io una ricetta non ce lho, nel senso che le ricette mi fanno pensare a qualcosa di preparato, studiato. io di preparato e studiato posso aver messo le mie conoscenze di campo, quello necessariamente. ma tutto il resto, a contatto con i ragazzi, non ha strategia, mi viene molto naturale. non mi piace parlare di ricetta, ma di ingredienti possiamo parlare: conoscenza, esperienza e bagaglio umano. In tutto questo, cosa rappresenta la Roma? Lavorare nella Roma lha, diciamo cos, agevolata? credo che sia importante poter fare il mio lavoro in una realt come la roma, al di l del fatto che rappresenti i colori del cuore della mia famiglia: ma questo diventa un fatto privato. la roma mi ha fatto sentire in sintonia con un programma che quello da sempre, perch io qui sono stato calciatore fino alla Primavera, prima di andare a

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La formazione della Roma Primavera, detentrice della Coppa Italia di categoria, che battendo per 2-1 lInter a Busto Arsizio con reti di Bumba e Frediani ha arricchito la bacheca giallorossa di una meritata Supercoppa. La formazione della Roma Primavera, scesa in campo col 4-3-3: Svedkauskas; Rosato, Calabresi, Carboni, Yamnaine; Lucca, M. Ricci (81 Somma), Cittadino (64 Mazzitelli); Frediani, Ferrante, Bumba. A disposizione Zonfrilli, Sammartino, Di Gioacchino, Ferri, Minicucci, Pagliarini, Ricci, Terriaca, Gonzalez, Romano.

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giocare in c. e ricordo casaroli, Bacci, Ugolotti, Faccini, quanti ne salivano. Accogliere i giovani senza pressarli, senza esasperare nulla. s, vero, hai la maglia della roma addosso, ma sei qui per provare a vivere tutto questo per quello che , uno sport. io mando questo messaggio ai miei ragazzi. Alla roma c sempre stato un qualcosa di pi per i giovani, al di l del credo se sei bravo vai. Questa la nostra forza. E la forza sta nei numeri, nei giocatori portati tra i professionisti. Una ricerca di qualche anno fa del settore tecnico della FIGC metteva il vivaio della Roma al livello di quelli di Barcellona e Real Madrid... Posso capirlo e dico che quella ricerca era veritiera, al di l del fatto che poi si vive di cicli e fiammate del tutto particolari: penso al Barcellona... Per la roma con i giovani ha ottenuto risultati importanti da diversi anni a questa parte. Posso parlare dei miei anni, qui i giovani sono sempre arrivati in prima squadra o tra i professionisti, non ci siamo solo riempiti la bocca. lincidenza stata clamorosa, anche per necessit oltre che per scelta, ai tempi di luciano spalletti, quando in settiponenti di uno staff del settore giovanile di un club deve poter dire di aver contribuito a quel successo. lesaltazione del lavoro di quipe. Lei allena i giovani per passione, per vocazione. Ha detto chiaramente pi di una volta di non ritenere questo un passaggio della sua vita professionale: un passaggio che possa portarla ad allenare i grandi. Il suo mondo quello dei giovani. Noi siamo convinti che non sia un limite, se lei lo spiega a qualche suo collega giovane il suo potrebbe diventare un messaggio importante. Le va?

Il direttore sportivo della Roma, Walter Sabatini: piena sintonia tra De Rossi e Sabatini che ha voluto inserire Primavera e Allievi Nazionali nellorganizzazione della prima squadra.

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Mi chiedete se ci sono ricette per costruire giocatori o vincere? Rispondo di no, perch c una componente istintiva e la ricetta mi sa tanto di strategia. Noi mettiamo lavoro, esperienza e bagaglio umano: il talento dei ragazzi
mana poteva capitare anche che otto-nove ragazzi andassero con i grandi. ma il trend in ogni caso superiore alle altre realt. di questo ne siamo orgogliosi, perch io credo davvero che risultato migliore di un ragazzo che fa lesordio non possa esserci. non un luogo comune: la verit che, senza personalismi, in quel risultato ognuno dei com-

e nemmeno fatico. Faccio due premesse: la prima che io da qualche anno dico a colleghi pi giovani che sono fortunato, perch posso pescare da un bacino di utenza inesauribile, stando alla roma. e a roma. ma la mia prima esperienza non stata tra i professionisti: ero alla tor tre teste, realt dilettantistica giovanile romana importante anche a livello regionale e con un suo riconoscimento a livello nazionale. Fu l che iniziai quando smisi di giocare. mi mancava come laria il rapporto con il campo. ricordo la difficolt che ebbi, la ricordo ancora oggi perch cos impotente non mi sono mai sentito, nel vedere che io studiavo, preparavo esercitazioni e vedevo cassette per farmi trovare pronto, ma mi diedero la categoria dei pulcini giocavamo a sette e questi bimbetti a tutto pensavano meno che alle mie esercitazioni. Allora cominciammo a giocare, perdevamo le partite 7-1, 8-2, le famiglie rumoreggiavano. ma io non

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primo piano Alla Roma il lavoro sul vivaio sempre stato fatto secondo certi valori. Portare Primavera e Allievi Nazionali con la prima squadra una scelta del DS Sabatini rispetto alla quale la nostra disponibilit stata totale. E i ragazzi se ne giovano
potevo accettare che si giocasse a calcioni a quellet. il direttore di allora, persona straordinaria e preparata, mimmo rao, mi disse di andare avanti per la mia strada. Quella squadra divenne un gioiellino e probabilmente fu quella squadra a regalarmi la roma. era una premessa necessaria. Perch? Per far capire come sono arrivato per gradi a maturare la convinzione che costruire il talento sapendo aspettare qualcosa che non ha eguali. sapete i giocatori o i progetti che io ho atteso sei mesi? Quando mai potresti aspettare sei mesi nel professionismo? mai, si brucia tutto e subito. Allora io dico: facciamo crescere i ragazzi, prendiamo coscienza del talento che hanno, non roviniamolo. e non voglio fare il maestro, o criticare chi allena i giovani aspirando un giorno a unaltra categoria: basta farlo con la coscienza pulita, senza giocare sulla pelle di questi giovani. Il progetto del direttore sportivo Sabatini stato quello di inserire Primavera e Allievi Nazionali nellorganizzazione della prima squadra. Sinceramente, stato un bene? unesperienza per noi nuova, che abbiamo fatto con entusiasmo e curiosit. con sabatini il rapporto di stima straordinario e questo mi ha agevolato nel compito di mettermi completamente a disposizione. essere a contatto con i grandi qualcosa di cui beneficia tutto lambiente. e al di l degli aspetti professionali, alla base di una scelta di questo genere, si ripercuote sullambiente dei ragazzi un clima positivo, di speranza, di prospettiva. Durante questa esperienza, o anche negli anni precedenti, questo ha significato uniformare il modo di stare in campo alla prima squadra?

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Alberto De Rossi in un momento di relax. Come ha ribadito in questa chiacchierata, il tecnico romano non considera limpegno professionale nel settore giovanile come una fase di passaggio verso il calcio dei grandi, ma come un lavoro che consente di valorizzare le proprie doti di educatore oltre che di tecnico.

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no, nessuno mi ha mai chiesto espressamente questo alla roma. o meglio, capit una sola volta, nel breve periodo in cui stato a trigoria cesare Prandelli: lui s, mi chiam e mi disse che avrebbe gradito uniformit tattica. rapporti con tutti gli allenatori, ma questo no. Poi sono il primo a dirvi che se mi accorgo di avere giocatori adattabili al modo di giocare della prima squadra sono io il primo a uniformarmi, per il bene dei ragazzi, per una facilit dinserimento nel gruppo dei grandi quando dovesse capitare loccasione. Le piace il progetto delle seconde squadre per riformare definitivamente il campionato Primavera? molto. e aggiungo che con labbassamento dellet di un anno, fare questo esperimento, sulla scorta di quello che gi stato fatto allestero e che ha dato risultati, aiuter ulteriormente i nostri ragazzi nellinserimento. Con questo gruppo che ha alzato il trofeo della Supercoppa siete ripartiti a zero. Come si trovano gli stimoli? Parlo di lei, non dei ragazzi, visto che loro dovranno averne... io sono un curioso per natura, quindi gli stimoli li trovo sempre. Un esempio: insieme ad Alessandro toti, che pi che un secondo un amico, uno straordinario compagno professionale davventura, studiamo sempre esercitazioni nuove per proporre ai ragazzi concetti che potrebbero essere simili, per scongiurare il rischio di annoiarli. e questo d stimoli. e poi c questo gruppo, che stimola, perch addosso gli era stata messa unetichetta scomoda. Apro una parentesi: attenzione alle etichette coi ragazzi, perch assorbono tutto e creiamo loro condizionamenti ingenerosi. Quando abbiamo vinto la supercoppa, un mio giocatore intervistato ha detto che era contento, perch quel gruppo non aveva vinto mai nulla. Benissimo, intanto quel tab abbattuto. ora li ho visti scuri in volto quando il napoli ci ha battuto 3-0. come se lincubo riaffiorasse. ce lo toglieremo insieme, io credo che questo gruppo possa provare a vincere dopo aver gi vinto. riuscirci lo sappiamo che un attimo, ma il successo sar lottare per... e poi vediamo chi arriva in fondo.

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La Primavera di De Rossi impegnata in una partita di allenamento contro il Latina, formazione di Lega Pro, sul campo di Trigoria.

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Allenare lintensit mentale nel calcio


di Massimo Lucchesi

seconda parte
Metodologia operativa l tecnico, nel momento in cui definisce il proprio piano di allenamento, oltre che tener conto degli esercizi e della struttura utile a costruire il/i modello/i di gioco che vuole insegnare, deve fare importanti considerazioni sulla metodologia da utilizzare per poter incidere in maniera efficace sui vari aspetti che determinano e condizionano la prestazione del calciatore e di conseguenza della squadra. consapevole che la ripetitivit del lavoro porta a incidere su aspetti molto importanti quali lattenzione, la rapidit e lintensit mentale, latteggiamento attivo e aggressivo eccetera, nella stesura delle proposte ho tenuto conto del fatto che esse debbano comunque riuscire a stimolare e condizionare lemotivit inconscia del giocatore, come la frequentazione di un qualsiasi ambiente riesce a fare. esercitazioni collettive specifiche (per esempio, possessi o partite vincolate). A seguito delle esperienze fatte non ritengo efficace chiudere la seduta con la classica partita senza vincoli, in quanto si tratta di una forma di lavoro aspecifica e senza quellintensit ed emotivit che contraddistingue il match vero: preferisco che il giocatore, dopo unesercitazione collettiva specifica, effettui individualmente alcuni giri di campo in completa libert provando a valutare i segnali che il lavoro gli ha lasciato. Facendo invece specifico riferimento alloggetto della mia pubblicazione in merito (vedi riferimento in calce allarticolo), le esercitazioni per allenare aggressivit e intensit mentale in regime tecnico-tattico sono state suddivise nelle seguenti tipologie: proposte per il riscaldamento; esercitazioni specifiche o circostanziate (a reparti o catene); possessi tecnico-tattici; partite vincolate. Vediamo con qualche esempio pratico alcune esercitazioni utili ad allenare laggressivit e lintensit mentale in ambito calcistico, tenendo conto di quanto precedentemente evidenziato. esercizio 1. Recupero e trasformo Obbiettivi: intercetto, verticalizzazione e transizione positiva Misure: metri 5060 met campo Numero calciatori: 14 + 1 jolly e 1 portiere reparti schierati Varianti: 8 giocatori + 1 jolly e 1 portiere attacco vs difesa.

Struttura delle sedute e tipologie di esercitazioni il tecnico, oltre a dover definire le proposte di campo da lui ritenute idonee per il raggiungimento degli obiettivi che si prefissato, deve delineare unefficace strutturazione del lavoro allinterno della seduta suddividendola in varie fasi. Possono essere molteplici i modelli utilizzabili, in funzione degli obiettivi da raggiungere in ambito tecnico, fisico e tattico. Anzi, a mio avviso auspicabile diversificare la struttura della seduta sessione per sessione, proprio tenendo conto di quello che lobiettivo principale. Personalmente suddivido una seduta in queste fasi: riscaldamento (tecnico, tattico o fisico); esercitazioni specifiche o circostanziate (individuali, di reparto o di catena);

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preparazione tecnica
si a difendere (in particolare gli attaccanti) in fase di non possesso. la squadra in possesso-palla ha lobiettivo di segnare il goal, avvalendosi del jolly che agisce in posizione di centrocampista centrale basso e garantisce una situazione di superiorit numerica. i sette difendenti hanno invece lobiettivo di recuperare la palla e verticalizzare sul jolly per trasformarsi a loro volta in attaccanti. il tentativo di immediata verticalizzazione dovr tuttavia essere ostacolato dagli avversari che, una volta persa la palla, dovranno immediatamente intercettarla per evitare di trasformarsi in difendenti. se il tentativo va a buon fine si assiste allimmediata transizione delle squadre (i difendenti si trasformano in attaccanti e viceversa). se viceversa i difendenti, una volta recuperata la palla, non riescono a innescare il jolly lesercitazione prosegue senza cambiamento dei compiti. esercizio 2. Difendo, apro e finalizzo Descrizione: gli otto elementi della squadra in possesso-palla si dispongono in maniera ordinata sul campo. i giocatori sono nei ruoli consueti in fase offensiva, mentre devono adattarsi e impegnarObbiettivi: marcatura, anticipo, apertura, inserimento, finalizzazione Misure: metri 3560 doppia area di rigore Numero calciatori: 8 + 4 sponde e 2 portieri

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Unesercitazione funzionale quando stimola nel giocatore risposte che lo inducono a migliorare gli specifici aspetti per i quali sono state finalizzate.

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Al termine del tempo stabilito, ruotare le sponde con i compagni allinterno. Questo esercizio ovviamente costringe il calciatore a mantenere elevata attenzione e concentrazione e a lavorare duro sia nella gratificante fase di possesso che nellimpegnativa azione di aggressione. Anche in questo caso i principi su cui agisco per sviluppare le capacit del calciatore sono simili a quanto precedentemente esposto. il carattere agonistico e competitivo gratifica limpegno e la concentrazione del calciatore; la scelta di spazi ridotti stimola in modo determinante la qualit del gesto tecnico e favorisce laggressivit dei difendenti; i particolari vincoli correlati ai singoli esercizi costringono il giocatore a sviluppare quei comportamenti e quelle esperienze che gli saranno utili in gara. esercizio 3. Conquisto e apro Obbiettivi: intercetto, apertura e transizione positiva Misure: due settori di m 2530 Numero calciatori: 12 + 4 jolly

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Descrizione: nelle aree di rigore si fronteggiano quattro coppie di giocatori preventivamente stabilite. ogni giocatore ha quindi un avversario di riferimento che marca a uomo. sulle due fasce laterali operano, in forma di sponde neutre, un esterno basso e un esterno alto. costoro hanno il compito di ricevere dalla squadra in possesso-palla ed, effettuando un cross, servire un giocatore in condizione di battere a rete. le sponde neutre giocano a due tocchi secondo le direttive stabilite dal tecnico: per esempio, se lapertura indirizzata alla sponda bassa, questa verticalizza per quella alta, si sovrappone e dopo aver ricevuto il passaggio di ritorno va al cross; se invece la sponda alta che riceve lapertura, scarica per quella bassa che va al cross di prima intenzione dal settore arretrato; oppure, se lapertura indirizzata alla sponda bassa, essa serve la sponda alta nello spazio previo corto-lungo di questultima; se invece la sponda alta che riceve, la sponda bassa si sovrappone e va al cross o ancora riceve il passaggio di scarico della sponda alta che contestualmente si muove in profondit per ricevere il passaggio di ritorno e andare al cross. il goal valido se almeno tre dei quattro attaccanti sono appostati in area al momento del cross.

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Descrizione: lesercitazione viene sviluppata in due settori e vede impegnate due squadre di sei elementi ciascuna, coadiuvate, in fase di possesso palla, dai quattro jolly (giocatori laterali). ogni settore preventivamente assegnato a una delle due squadre. i difendenti sono impegnati a pressare e intercettare la palla in possesso degli avversari che, coadiuvati dai quattro jolly laterali, si dispongono sul campo secondo il modulo di gioco preordinato. Una volta recuperata la sfera, i difendenti aprono verso i jolly laterali adiacenti al settore libero e, dislocandosi, vanno a occupare tale spazio con lobiettivo di fare possesso. lesercitazione prosegue nel nuovo settore con le squadre che si sono invertiti i compiti. Vince la squadra che nel complesso riesce a mantenere pi a lungo la sfera nel proprio settore di competenza. esercizio 4. Riconquisto ed attacco (partendo dal portiere) Obbiettivi: intercetto e ripartenza (alta o bassa) Misure: metri 7060 Numero calciatori: 20 + 1 jolly squadre schierate col jolly che gioca esclusivamente con la squadra in possesso-palla. Varianti: 22 giocatori (senza utilizzo del jolly) Descrizione: le squadre sono schierate. ognuna di esse ha lobiettivo primario di fare goal. se i difendenti recuperano palla nella met campo offensiva lazione pu essere finalizzata con il goal. se invece il recupero della palla avviene nella met campo difensiva obbligatorio verticalizzare verso il portiere avversario (anche con un lancio lungo immediato) prima di poter imbastire una nuova azione a partire dal proprio portiere. i difendenti possono intercettare il tentativo di verticalizzazione avversaria solo con attaccanti e centrocampisti e non con i difensori. esercizio 5. Intercetto, imposto e contrattacco Obbiettivi: intercetto, verticalizzazione, possesso e contrattacco Misure: campo intero suddiviso in 2 met campo Numero calciatori: 22 Descrizione: lesercitazione ha inizio in una met campo e viene poi sviluppata nella successiva. nella met campo difensiva sono disposte due squadre numericamente impari. la squadra difendente composta da soli sette elementi e ha lobiettivo

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dinterdire la manovra avversaria, intercettare palla e verticalizzare verso il portiere per poter invertire il ruolo (da difendenti ad attaccanti) con gli avversari. la squadra che attacca invece composta da undici elementi; i tre attaccanti giocano per solo di sponda e a un tocco. nellaltra met campo sono invece disposti tre giocatori (della stessa squadra dei difendenti) schierati oltre la linea tratteggiata. lesercitazione prende il via dal portiere che rimette in gioco la palla a favore della squadra chiamata a offendere in situazione di undici contro sette. lobiettivo riuscire a innescare, con un passaggio rasoterra, uno degli attaccanti (o centrocampisti laterali, a seconda del modulo) che riceve, orientato verso la porta avversaria, oltre la linea di met campo. A seguito di tale evento i tre attaccanti debbono sviluppare, in situazione di tre contro tre, un contrattacco nella met campo offensiva. se invece, come precedentemente anticipato, i difendenti dovessero riuscire a recuperare la palla, a seguito della riuscita verticalizzazione verso il portiere, la situazione si rovescia. difensori, centrocampisti e attaccanti delle due squadre si scambiano rapidamente i compiti e le posizioni e il gioco prosegue con una nuova rimessa del portiere.
il presente contributo tratto dalla pubblicazione Allenare aggressivit ed intensit mentale di massimo lucchesi, edizioni www.allenatore.net.

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Tecnica, tattica e psicologia: come si para un rigore


di Alessandro Carta

uali sono le armi a favore del portiere che si deve cimentare nel tentativo di parare un calcio di rigore? riflettendo, ci si rende conto che i vantaggi dellestremo difensore sono moltissimi rispetto allattaccante. lapproccio psicologico, negli attimi che precedono la battuta del calcio di rigore, molto importante. nella sua mente il portiere dovrebbe pensare in questo modo: 1. il portiere non ha niente da perdere 2. devo confidare nei miei mezzi 3. non mi devo muovere prima.

1. Il portiere non ha niente da perdere il portiere non ha niente da perdere perch spesso un rigore realizzato umanamente imparabile. laspetto psicologico lelemento predominante negli attimi che precedono la battuta di un calcio di rigore. lemotivit, si dice, spesso pu giocare brutti scherzi (tanto al portiere quanto allattaccante!). il portiere dovr perci dimostrarsi psicologicamente pi stabile e forte dellattaccante: la sua forza dovr consistere nel saper cogliere i segnali della comunicazione non verbale. si dice che impossibile non comunicare unintenzione. la comunicazione non verbale incide al 73% ed dunque pi importante di quella verbale. Ad esempio, un attaccante potrebbe dire al portiere verbalmente preparati che tiro alla tua destra, mentre palesemente i segnali della comunicazione non verbale (gioco di sguardi,

seguendo la procedura mentale sopra descritta, analizziamo i tre punti-cardine che consentiranno al portiere dinnalzare la sua percentuale di rigori parati.

Nella finale di Champions League a Monaco di Baviera, conclusasi ai rigori, ech ha dato un ulteriore saggio della propria sicurezza parando i tiri di oli e Schweinsteiger.

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ladeguata risposta motoria pu darsi solo a seguito di un preciso segnale esterno: la palla arriva rasoterra, mi butto rasoterra; la palla arriva a mezzaltezza, mi butto a mezzaltezza ma a meno che il rigore non arrivi a velocit particolarmente bassa, il portiere che si butta casualmente scegliendo un la2. Devo confidare nei miei mezzi to non ha la possibilit di dare unadeguata risposta motoria e tecnica su un rigore calciato da appeil portiere non pu affidarsi al caso per parare un na undici metri di distanza. Al contrario, se il rigore, ma dovr allenarsi a pararlo unitamente al preportiere si prepara con calma a unadeguata rispoparatore dei portieri nelle sta motoria immediataParare un calcio di rigore sedute di lavoro specifico e mente dopo la partenza del insieme alla squadra nelle tiro, confidando nei pronon poi cos impossibile. pri mezzi e non muovenproposte dellallenatore. confidare nei propri mezdosi prima, allora s che La probabilit che ci zi significa sapere di poter potr analizzare la linea parare un rigore, ovvero avvenga dipende innanzitutto dattacco della palla e atavere autostima elevata e fituare un tentativo di paraducia in se stessi. dalla forza di volont e dalla ta tecnicamente corretto. Per parare un calcio di dagli undici metri una fiducia che il portiere deve palla tirata con precisione, rigore il portiere deve sapere che la possibilit di paa una velocit di venti/venavere nei suoi mezzi rarlo dipende attivamente tidue metri al secondo, dalla sua forza di volont e raggiunge lo specchio delche non deve mai subire la porta in poco pi di passivamente gli eventi. mezzo secondo. Al portiere, che ha in media un tempo di reazione di tre 3. Non mi devo muovere decimi di secondo, rimaprima ne dunque il tempo per unadeguata risposta mola percentuale di rigori toria e tecnica (in due deparati scende notevolmen- Tutti ricordano limpresa di Francesco Toldo agli Europei cimi di secondo si possono te quando ci si muove pri- del 2000, quando salv la porta azzurra per ben quattro percorrere di slancio anche ma e ci si affida al caso. la volte, una durante i novanta minuti e ben tre nella lotte- pi di due metri, coprenpercentuale di rigori parati ria finale dei rigori. do il 72% circa del lato dai portieri che aspettano della porta). la battuta stando fermi e vanno dove va la palla con Per impedire la parata al portiere con certezza adeguata risposta motoria in linea pari al 33%. di matematica, ovvero per superare i tempi di reaziocontro, la percentuale di rigori parati dai portieri che ne del portiere, lattaccante dovrebbe calciare a vesi muovono anticipatamente inferiore al 15%. locit superiori ai 28 metri al secondo. in questo caQuesto importantissimo dato statistico (La scienso, infatti, il tempo che rimarrebbe al portiere non za nel pallone, zanichelli) conferma che muoversi prisarebbe sufficiente a intercettare la palla. ma e scegliere un angolo non equivale ad avere il 50% il portiere deve sapere che per battere un calcio di possibilit per parare un calcio di rigore. infatti se di rigore imparabile un attaccante deve coniugare pure muovendomi prima dovessi indovinare il lato, velocit e precisione (mirando preferibilmente agli angoli sotto lincrocio dei pali): ma questi due fatla domanda successiva : Bene, ho indovinato (a catori, come sappiamo, non vanno molto daccordo so) il lato di arrivo della palla, ma quale linea dattacco tra loro. devo seguire... bassa, alta o a mezzaltezza?. posizionamento del corpo prima della rincorsa, piede dappoggio e angolazione dellanca) potrebbero indurre il portiere ad anticipare la parata alla sua sinistra.

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sul campo i dati dicono che la probabilit di semosse dellavversario piuttosto che rimanere fergnare dal dischetto si aggira intorno al 70%. Pi mi sul posto. che imparabile, secondo le leggi della fisica il rigoin realt, come abbiamo visto, nel caso di un calre imprevedibile. ma anche limprevedibilit pu cio di rigore, la lotta, almeno per via teorica, sarebdiventare statisticamente be meno impari di quanto prevedibile. solitamente si pensi se non se si divide la porta in entrassero in gioco gli tre fasce orizzontali, il 57% aspetti psicologici della dei rigori viene indirizzaparticolare situazione di to rasoterra, il 30% a gioco. mezzaltezza, il 13% nella fascia pi alta. suddividendo la porta in tre fasce Gli aspetti psicologici verticali, invece, si evidenziata una leggera preeravamo sotto di 2 a 1 Professionisti o dilettanti, a qualsiasi livello nel momento ferenza dei tiratori per la quando larbitro ci ha asin cui lattaccante mette la palla sul dischetto il portiere fascia posta alla destra del deve mantenere la massima calma e fiducia in se stesso. segnato un rigore deciportiere. la ricerca, frutto si di tirare col piede destro, di un ampio studio statiil mio pi debole, perch Se c un momento in cui stico condotto da ricercasapevo che mi aveva visto tori delluniversit israecalciare i rigori col sinistro. il portiere deve fare liana Ben Gurion di eilat, e ho segnato! decidere di analizzando i video di 286 calciare un rigore col pieattenzione allo sguardo rigori battuti tra europa e de peggiore pu semdellavversario che si accinge brare bizzarro. tutto disudamerica, ha evidenziato che i portieri hanno paventa pi chiaro quando si a battere, questo lattimo legge la conclusione del rato un terzo dei penalty quando nellistante del tiracconto: Ho ingannato immediatamente successivo Yashin!. lev Yashin, uniro sono rimasti al centro della porta senza tuffarsi co portiere ad aver cona quando il tiratore posa anticipatamente, mentre la quistato il Pallone doro, percentuale dei rigori in considerato il miglior la palla sul dischetto tercettati scesa al 12,6% portiere del novecento, e al 14,2% quando i portieri si sono tuffati rispetdavanti allinglese Gordon Banks e al nostro mititivamente a destra o a sinistra. co dino zoff. il russo lev Yashin ha chiuso la carla scelta migliore sembrerebbe quindi aspettariera con 150 rigori parati allattivo, esempio mirare prima di muoversi: eppure nel 93,7% dei casi i coloso di carisma e psicologia al contrario, visto portieri scelgono di tuffarsi prima di poter osserche, sfatando il luogo comune che vorrebbe il porvare chiaramente la direzione in cui andr il tiro. tiere psicologicamente gi battuto, era il ragno nePerch si tuffano prima? (contravvenendo, tra lalro sovietico a porre gli attaccanti in situazione di tro, a una delle leggi fondamentali della dinamica massimo rispetto e inferiorit. enunciate da newton: A ogni azione corrisponde una reazione uguale e contraria). Qui entra in gioco un fattore psicologico, una sorta di preconNessuno potr mai giudicarvi inferiori, se non siete cetto molto umano, secondo cui di fronte a un pevoi a permetterglielo ricolo lazione sempre meglio dellinazione. in altre parole, il 93,7% dei portieri pensa erroneail portiere, dunque, dovr sempre ritenersi in condizione di poter parare un calcio di rigore: e questa mente che meglio subire un goal su calcio di rigrande forza, fatta di sguardi e di saldezza psicologore dopo aver tentato di opporsi anticipando le

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gica, lattaccante dovr percepirla e subirla. il portiere non dovr avere predisposizioni psicologiche insicure, vittimistiche, deboli e dinferiorit al cospetto dellavversario. la regola pi importante dovr essere una soltanto: Prepararsi adeguatamente e non lasciare niente al caso. e per non lasciare niente al caso il preparatore dei portieri deve allestire unadeguata seduta preparatoria specifica per aiutare i suoi portieri a elevare la percentuale di rigori parati. anche la propensione a parare i calci di rigore con specifiche proposte didattiche?

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Proposta didattica per neutralizzare i calci di rigore

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Per neutralizzare un rigore, come abbiamo visto, laspetto psicologico dominante, pi della tecnica e delle statistiche. ma le statistiche vanno rispettate e ascoltate. Ad esempio, un modo molto valido per avvantaggiare il proprio portieLa strada da percorrere re renderlo edotto su coper diventare dei Grandi me calciano i rigoristi Portieri la stessa che conavversari. oggi le televiduce a diventare dei Gransioni, pubbliche e private, di Uomini i giornali specializzati e tutti i media si divertono Per diventare grandi a elaborare statistiche su portieri servono tantissime doti, caratteriali, fisiche, Euro 2012, quarti di finale: Gigi Buffon blocca con sicu- tutto. nel calcio, in occarezza il rigore di Ashley Cole. Sommata allerrore di Ashtecniche, comportamen- ley Young, la mancata realizzazione costa ai britannici sione dei calci di rigore, di ogni specialista si sa la pertali, umane, che possiamo leliminazione per 4 tiri realizzati a 2. centuale di realizzazione e brevemente riassumere: quante volte ha tirato a deSe il portiere prepara con stra o a sinistra. si sa ad 1. coraggio esempio che totti tira pre2. personalit adeguata al calma unadeguata risposta feribilmente alla destra del ruolo portiere, qualche volta fa il 3. impostazione tecnica motoria immediatamente cucchiaio al centro, poche di base volte a sinistra. Questo, a 4. tecnica applicata alle dopo la partenza del tiro, lungo andare, ha fatto di diverse situazioni di gioco senza muoversi prima, potr totti un rigorista prevedibile e molti portieri si 5. comportamento tattico adeguato analizzare la linea dattacco possono vantare di aver parato un rigore al pur bravissimo Francesco. cotutto allenabile e della palla e attuare s come ormai noto che perfezionabile. un tentativo di parata Hernanes indirizza la punsi possono migliorare ta del piede dappoggio (il qualit caratteriali importecnicamente corretto sinistro) verso la sinistra tantissime per il ruolo del del portiere e allultimo portiere, portando ogni con lanca destra rotea completamente la gamba allievo a percorrere con serenit la strada che concalciante, girando il tiro alla destra del portiere. ma duce ad accrescere il coraggio e adattare la propria queste statistiche, che riguardano il calcio profespersonalit al ruolo dellestremo difensore. si pu sionistico, non sono di facile reperibilit a livello persino allenare ad adeguare il tono della voce a un giovanile e dilettantistico. Anche se sapere dove e ruolo come quello del portiere, dove le qualit da come calciano i rigoristi avversari sarebbe il primo condottiero sono elevate allennesima potenza. vero vantaggio. ma allora perch non allenare adeguatamente

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dammi retta stai fermo sino allultimo e confida sulle tue capacit di reazione. se stai fermo lavversario sinnervosisce e cos lo obblighi a tirare forte e angolato, ma spesso forza e precisione non si coniugano. se non tira forte e angolato, tu con un passo e spinta pari il rigore, perch hai il tempo per parare. inoltre hai la possibilit di sapere verso quale lato dovrai andare e che gesto tecnico dovrai fare, ovvero se buttarti rasoterra, a mezzaltezza o verso lalto. scegliere un lato non ti d il 50% di probabilit di parata, ma molto meno. Addirittura i rigori parati scegliendo un angolo a caso sono meno del 15%!. chiss quante volte i miei allievi avranno sentito questi miei consigli, salvo poi spesso disattenderli in partita (soprattutto a inizio stagione, ma quasi mai alla fine). non a caso la stragrande maggioranza dei portieri il 93,7%, labbiamo detto sceglie di muoversi prima: e pochi ricordano che il portiere ha un vantaggio, seppur esiguo, per poter parare un rigore, il che rende il suo compito meno difficile. se il motivo per cui un portiere si ritiene condannato a non parare i rigori legato alla tempistica, allora alleniamolo a ridurre i tempi di reazione ed effettuare rapidamente i tentativi di parata con rapidi passi e spinte, con contatti della punta del piede sul terreno pi rapidi ed efficaci, come se sotto il piede ci fosse una molla, come se dal terreno sottostante scaturisse una fiamma o partisse una scossa elettrica. il nostro stesso corpo percorso da corrente elettrica, i nostri muscoli sono innervati elettricamente dal sistema nervoso centrale e periferico, i nostri muscoli sono elastici e, come degli elastici, possono accorciarsi e allungarsi lanciando il corpo a distanze superiori al doppio della sua lunghezza.

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Metodologia Per allenare la predisposizione a parare un rigore bisogna seguire la seguente procedura: 1. guardare la palla e stare fermi sino allultimo 2. confidare nelle proprie capacit di reazione 3. attaccare la palla con passo e spinta 4. proiettare e lanciare il corpo in linea in corrispondenza del lato di arrivo della palla Per aiutare il portiere a incrementare la reattivit e la propensione a parare un rigore con un passo e spinta, unadeguata proposta didattica prevede che il preparatore dichiari anticipatamente da quale lato tirer la palla (senza specificare se la traiettoria sar bassa, a mezzaltezza o alta).

Iker Casillas, portiere del Real Madrid, campione del mondo e dEuropa con la Spagna, sa come si para un rigore: qui lo vediamo nel Mondiale sudafricano del 2010 neutralizzare il tiro dal dischetto del paraguayano oscar Cardozo nel quarto di finale vinto dalle Furie Rosse per 1-0.

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ceversa se alzo allultimo il braccio sinistro tirer alla tua destra!. 3. Non ti dico e non ti segnalo pi niente la procedura didattica prevede ora che il portiere, una volta presa coscienza della propria capacit di reazione, della propensione e dellelevata probabilit di parare un rigore con un passo e spinta stando fermo sino allultimo, provi a parare un vero calcio di rigore analizzando la psicologia dellavversario, facendo attenzione alla comunicazione non verbale, fatta di sguardi, posizione del corpo prima di prendere la rincorsa, traiettoria della rincorsa, posizionamento del piede dappoggio, angolazione dellanca.

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Lo sguardo del tiratore chi si accinge a battere un rigore, come un giocatore di poker, spesso gioca con gli sguardi. mai fidarsi di chi fissa un angolo o un lato della porta, perch spesso tira dalla parte opposta. se c un momento in cui il portiere deve fare attenzione allo sguardo dellavversario che si accinge a battere, questo lattimo immediatamente successivo a quando il tiratore posa la palla sul dischetto. in quel momento la mente del calciatore si isola dal contesto e pensa a dove e come tirare. nellattimo successivo la mente del tiratore, in maniera anche inconscia, proietta lo sguardo, anche solo per un istante, verso il lato dove calcer. magari subito dopo il battitore guarder un po a destra e un po a sinistra, alternando gli sguardi per ingannare il portiere, ma stai pur certo che, se saprai cogliere il primo sguardo furtivo del rigorista, avrai indovinato il lato di arrivo della palla ma non fidarti lo stesso, pu essere un vantaggio e ricorda sempre la prima regola: guarda la palla e stai fermo sino allultimo!. il segreto del successo e la ricerca della verit si celano sempre dietro le cose pi semplici. siamo pur sempre esseri umani, sia il portiere che soprattutto il tiratore. ecco perch gli aspetti evanescenti, emotivi e psicologici, sono gli elementi predominanti che condizionano i momenti che precedono la battuta di un rigore. i rigoristi che non guardano il portiere o la porta prima di battere un rigore, osservando larbitro che sta per fischiare o, peggio

Lev Yashin, il ragno nero, portiere della Dinamo di Mosca e dellUnione Sovietica, unico portiere ad aver meritato il Pallone doro, chiuse la carriera con uno score di ben centocinquanta rigori parati.

1. Tiro alla tua destra! il portiere dunque sa da quale lato dovr buttarsi, ma non sa come arriver la palla. Alternati adeguatamente i due lati ( adesso tiro alla tua sinistra, adesso ancora a destra), il preparatore non dir pi dove tira, ma lo indicher alzando un braccio, il destro o il sinistro, un attimo prima di calciare la palla. 2. Non ti dico pi dove tiro, ma te lo segnalo allultimo alzando un braccio il portiere dovr stare fermo sino allultimo facendo attenzione ai segnali. dopo aver allenato la propensione al passo e spinta laterale, il portiere adesso allener la reattivit lanciandosi verso il lato di arrivo della palla segnalato allultimo dallalzarsi del braccio del preparatore. Alternativamente, trovandosi il portiere e il tiratore in posizione speculare, il preparatore specificher: se alzo il braccio destro tirer alla tua sinistra, vi-

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per loro, continuando a guardare per terra, oltre a dimostrare nervosismo e insicurezza, rischiano di ridurre notevolmente la loro possibilit di realizzazione. riguardatevi i rigori sbagliati dai calciatori inglesi contro litalia agli ultimi europei 2012. in porta non ci sar stato lev Yashin, ma pur sempre un certo Gigi Buffon che quanto a carisma e a superiorit psicologica non ha nulla da invidiare al celebre portierone russo. linfluenza dellansia da prestazione sul rigorista stata analizzata nel 2009 dai ricercatori delluniversit britannica di exeter, facendo tirare calci di rigore a calciatori che indossavano particolari occhiali in grado di registrare i movimenti degli occhi al momento del tiro, dato che il controllo dello sguardo e quello della coordinazione dei movimenti sono abilit collegate tra loro. lansia da prestazione del rigorista ben descritta da Alex del Piero nel suo ultimo libro Giochiamo ancora: sono istanti senza ritorno, a nessuno viene concessa una seconda occasione. ci sei tu, c il pallone e c la domanda decisiva: Ale, cosa vuoi fare?. devi decidere in fretta: come tirare, dove tirare, quanto forte tirare. senza dubbi, senza debolezze, vincendo lumanissima paura di sbagliare. ed proprio in quellistante, con lumanissima paura di sbagliare, che anche i campioni conoscono, che il portiere dovr inserirsi con coraggio e atteggiamento fermo e carismatico. tate leggi fisiche e interessantissimi dati statistici e inoltre si consiglia al rigorista, quale strategia ottimale, di fissare un punto e tirare verso quello, ignorando lazione del portiere. ma la nostra esperienza cinsegna che spesso gli attaccanti, veri e propri strateghi assimilabili a giocatori di poker, sono maestri del bluff e tirano dove meno te lo aspetti: e spesso, in occasione dei rigori, proprio dal lato diametralmente opposto al loro sguardo. ludwig e Guerrerio hanno osservato che per quanto riguarda le modalit di tiro, i dati statistici indicano che una rincorsa breve, lunga dai quattro ai sei passi, assicura risultati migliori rispetto a una rincorsa di dieci metri e pi. leventuale angolazione della rincorsa pare invece non avere uninfluenza significativa. mi trova decisamente concorde il fatto che una rincorsa curvilinea non possa dare segnali particolari al portiere, in quanto consente al calciatore di tirare tanto a destra quanto a sinistra. ma nel caso di una rincorsa rettilinea e frontale, i segnali possono essere pi evidenti e facilmente analizzabili in tempi utili per capire verso quale lato arriver la palla. infatti, su rincorsa rettilinea-frontale, un destro calcer verosimilmente alla destra del portiere. ma se il nostro battitore destro decider allulti-

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La rincorsa del tiratore negli attimi che precedono il calcio di rigore il portiere dovr dunque concentrarsi, confidare sulle proprie capacit di reazione, verificate e allenate durante la settimana col preparatore e con la squadra, osservare il tiratore e saper cogliere da quale lato guarda non appena risolleva il capo dopo aver posato la palla sul dischetto. ma non tutti i tiratori guardano la porta o il portiere. rimangono altri due fattori importanti da analizzare nella comunicazione non verbale che il tiratore giocoforza effettua ( infatti impossibile non comunicare!) prima di battere un rigore: posizionamento del corpo e traiettoria di rincorsa, piede dappoggio e angolazione dellanca. nel citato libro la scienza nel pallone, di nicola ludwig e Gianbruno Guerrerio, vengono ci-

Fattori importanti: posizionamento del corpo dellavversario e traiettoria di rincorsa, piede dappoggio e angolazione dellanca
mo di non tirare alla destra del portiere o al centro, dovr svelare le proprie intenzioni con una pi lenta e palese comunicazione non verbale (allargamento laterale del piede dappoggio sinistro e apertura dellanca destra verso la sinistra del portiere), consentendo cos a un portiere saggio, che sa stare fermo sino allultimo e confidare sulla propria capacit di reazione, di avere il tempo per analizzare la situazione e con molta probabilit di parare il calcio di rigore con un passo e spinta.

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Piede dappoggio e angolazione dellanca Ben pi difficile avere la certezza di dove lavversario tirer il rigore limitandosi unicamente, come peraltro ahim molti consigliano, a osservare dove e come indirizza la punta del piede dappoggio. Abbiamo visto infatti che assai pi importante, al limite, osservare lapertura o meno dellarticolazione dellanca. ma fermo restando che il portiere dovr principalmente guardare la palla e soprattutto stare fermo sino allultimo, non facile e non vi sono i tempi necessari per guardare la punta del piede dappoggio e la palla contemporaneamente, in quanto a quel punto la palla gi bella che calciata verso la porta. dunque, riepilogando, per parare un calcio di rigore segui questi semplici consigli: 1. confida nei tuoi mezzi, sulla tua capacit di reazione e sulla tua forza psicologica. 2. guarda sempre la palla e stai fermo sino allultimo (anche perch il rigore potrebbe essere forte ma centrale). 3. cogli il primo sguardo del tiratore non appena risolleva il capo dopo aver posato la palla sul dischetto. 4. analizza il posizionamento del corpo del tiratore e la traiettoria della sua rincorsa. su rincorsa curvilinea pu tirare a destra come a sinistra. su rincorsa rettilinea e frontale hai un vantaggio in pi, perch se allultimo allarga il piede dappoggio e apre lanca, labbiamo visto, non incrocer il tiro, ma tirer dal tuo lato opposto rispetto al piede calciante (destro alla tua sinistra, sinistro alla tua destra). 5. lnciati verso il lato di arrivo della palla con un rapido passo e spinta in linea con la traiettoria della palla. non muoverti prima, il tuo tempo di reazione pari a tre decimi di secondo ti d due decimi di vantaggio rispetto al tempo darrivo della palla (mezzo secondo dal dischetto allo specchio della porta). Parare un rigore non poi cos difficile ricordati: se stai fermo sino allultimo hai il 33% di probabilit di parata. se ti muovi prima parerai meno del 15% di rigori. le zone della porta impossibili da raggiungere su un rigore calciato forte e angolato sono appena il 28%. il restante 72% alla tua portata. Parare un rigore non impossibile. credici.
Alessandro Carta preparatore dei portieri professionista Iscritto allAlbo Speciale della FIGC

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Gi nellEuropeo del 2008 Gigi Buffon aveva dato saggio della sua bravura contro la Romania parando un rigore di Adrian Mutu, anche se in modo un poco rocambolesco, prima di mano e poi di piede.

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Il progetto Piede e Sport


dalla Redazione
a podologia un ramo della medicina che assistere, anche ai fini delleducazione sanitaria, si sta sempre di pi affermando in ambito i soggetti portatori di malattie a rischio; calcistico. A livello europeo sono molte le individuare e segnalare ai medici specialisti le sosquadre professionistiche e non che presentano alspette condizioni patologiche che richiedono un linterno del proprio staff saniapprofondimento diagnostico o tario la figura del podologo. Il ruolo del podologo un intervento terapeutico di tiil dottor Fausto Ferrari, popo sistemico; dologo laureato presso lUniver continuo, in quanto svolgere lattivit professionale in strutture sanitarie, pubbliche sit di Pisa, fa parte dello staff tecinterviene sullo o private, in regime di dipennico-sanitario della U.s. massese denza o libero-professionale. 1919, dove dal 2009 si occupa sportivo durante tutta dal punto di vista podologico sia degli atleti della prima squadra il giuoco del calcio, quale la sua attivit che del settore giovanile. che sia il suo livello di allenail podologo spiega il dottor mento, determina un sovraccaFerrari un professionista sarico dei sistemi osteoarticolari, nitario in possesso di laurea unimuscolari e cutanei. dunque versitaria in Podologia, specializimportante studiare le gestuazato nellesame, nella diagnosi, lit al fine di migliorare i natunel trattamento e nella prevenrali movimenti personali nellezione dei disturbi del piede, che secuzione del gesto sportivo tratta direttamente attraverso una nonch prevenire i rischi di pletora di terapie farmacologitraumi a esso legati. Questo che, ortesiche, riabilitative e chispiega sinteticamente il progetrurgiche, a indirizzo funzionale, to intrapreso e sviluppato dubiomeccanico e posturale. in itarante le ultime tre stagioni callia, in particolare, un sanitario cistiche dal dottor Ferrari allinterno della massese. cui competono le attribuzioni la finalit di questo progetpreviste dal d.m. 666 del 14 setto spiega il dottor Ferrari , tembre 1994 del ministero delche rientra nel concetto di mela sanit con le successive modidicina preventiva, quello di seficazioni e integrazioni, ovvero: guire i giocatori durante gli alle trattare direttamente, dopo esa- Unapparecchiatura per esame posturale me- namenti e le gare ufficiali, me obiettivo del piede, con me- diante misurazione optoelettronica: consente mettendosi a disposizione degli todi incruenti, ortesici e idro- di individuare deficit posturali, effettuare atleti, sottoponendoli a screening massoterapici, le callosit, le screening e prevenzione, documentare i pro- e controlli podologici per valugressi di una terapia in riabilitazione, indiviunghie ipertrofiche, deformi e duare la calzatura o il plantare pi adeguati. tare leventuale presenza di problematiche che potrebbero faincarnite, nonch il piede dovorire lo sviluppo di patologie future e seguirli per loroso; la prevenzione e il trattamento di patologie tipiche prevenire le ulcerazioni e le verruche del piede ed dello sportivo. effettuare le eventuali medicazioni;

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Lesame baropodometrico con pedana pressoria in fase statica e dinamica consente di studiare la funzionalit del piede nello specifico gesto sportivo.

Principali obiettivi terapeutici della figura del podologo in una squadra calcistica sono: individuare e trattare le numerose patologie biomeccaniche e posturali (distorsioni alla caviglia, tendiniti, fasciti plantari, fratture da stress ecc.); studiare la funzionalit del piede, nel suo specifico gesto sportivo, avvalendosi di esami specialistici per lo studio dei timing e delle pressioni del piede, mediante esame con pedana baropodometrica sia in statica che in dinamica, e la loro correlazione con le patologie sovrasegmentarie manifeste associate; curare le patologie ungueali e dermatologiche (ipercheratosi, unghie incarnite, onicogrifosi, ematomi subungueali, verruche plantari, problemi sudorali, flittene, vesciche); intervenire allo scopo di migliorare, ottimizzare e valorizzare il gesto sportivo, attraverso la realizzazione di rtesi plantari preventive di riequilibrio e stabilizzazione su misura che si possono adattare sia alla scarpa di allenamento che a quella da competizione. il dottor Ferrari crede fortemente in questa iniziativa intrapresa con la massese e la sostiene convinto, con lintenzione di allargare la consulenza a qualsiasi squadra sportiva della provincia di massa carrara, senza distinzione di et e categoria, con-

Migliorare i movimenti personali nellesecuzione del gesto sportivo per prevenire i rischi di traumi
siderando la presenza del podologo allinterno di un team medico-sportivo molto importante e per questo meritevole di considerazione anche da parte della FiGc al fine dellinserimento di questa figura professionale allinterno del settore tecnicosanitario della Federazione. il ruolo del podologo continuo, in quanto interviene sullo sportivo durante tutta la sua attivit: prima della competizione interviene prevenendo problemi statici e dinamici, apportando delle correzioni sulle patologie che sono state riscontrate nellallenamento. durante la competizione interviene sulle patologie che possono emergere improvvisamente, applicando anche delle rtesi mobili temporanee per trattare patologie acute come le tendiniti. dopo le competizioni, invece, il podologo risolve le patologie sopraggiunte durante la competizione.
Per informazioni sul progetto Piede e Sport: dottor Fausto Ferrari, podologo (podo.ferrari@gmail.com).

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Lelogio del riposo


di Giorgio Galanti
principio universalmente condiviso che la de concentrazione sia in gara che durante lallenapratica dellattivit sportiva a tutti i livelli, mento e che hanno prestazioni che coprono un artanto pi se accompagnata da una perforco di tempo molto vasto, come per esempio il calmance ottimale, non possa prescindere da un concio che si snoda in numerose gare nellarco della gruo periodo di recupero. stagione agonistica. tale concetto trova le proprie basi nella fisiodurante il riposo si ripristinano pertanto quei logia applicata allo sport che ci insegna quanto sia substrati energetici, consumati durante lesercizio importante considerare che i substrati energetici fisico, che sono necessari per una buona ripresa utilizzati dallorganismo durante il lavoro muscodellattivit sportiva. i substrati energetici devono lare si ripristinano pressoch esclusivamente duessere quelli naturali e non possono essere sostirante il riposo. tuiti o integratida sostanze non congrue come A prescindere dallattivit fisica svolta, lenergia per esempio lalcol che influisce sulla contrattilit a disposizione fornita da molti nutrienti: proteimuscolare ed cardiotossico. ne, grassi, carboidrati che Un riposo soddisfavengono tuttavia utilizzacente migliora pertanto la ti in percentuale diversa a qualit della vita, anche seconda del consumo quella sportiva, garantenmassimo di ossigeno. do quellequilibrio biomaggiore lutilizzo di chimico interno che conossigeno durante limpetrolla gli stati emotivi, gno fisico, maggiore il lumore, e neutralizza lo consumo di carboidrati: stress a cui molti sportivi daltra parte, minore il sono sottoposti. consumo di ossigeno, Alla luce di queste conmaggiore lutilizzo dei siderazioni, il consiglio gegrassi. i legami tra sub- La fase di riposo, a tutti i livelli, indispensabile, specie in nerale per lo sportivo a sport che richiedono grande concentrazione sia in gara che strati energetici, alimen- durante lallenamento, come il calcio. tutti i livelli, non solo protazione e riposo sono dunfessionista, dopo una gara, que molto stretti. dopo un allenamento intenso, quello di dedicarFattori fondamentali del successo nello sport si al doveroso e necessario riposo senza permetsono pertanto lallenamento e il recupero, che altere che lo svago, che spesso si traduce in feste, balmeno in parte geneticamente determinato e quinli o cene, possa sottrargli lenergia dovuta. di non modificabile, legato anche a una corretta alimentazione e al riposo. Professor Giorgio Galanti bene precisare che il concetto di riposo, amordinario di Medicina Interna pio da un punto di vista biochimico, va tenuto tutDirettore della Scuola di Specializzazione tavia distinto da quello di recupero in quanto gli in Medicina dello Sport Direttore Agenzia di Medicina effetti benefici di un buon riposo non si verifidello Sport e dellEsercizio cano solamente a livello di recupero muscolare e Universit degli Studi di Firenze Azienda ospedaliera biochimico, ma anche al livello del sistema nervoUniversitaria Careggi so e cardiovascolare. tale aspetto si rivela particoLargo Brambilla 3 - 50134 Firenze Fax +390557949375 larmente utile in quegli sport che richiedono gran-

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Le stranezze del calcio


di Aldo Zerbini
opo aver virgolettato le sofferenze dei crificio di un agnello. coinvolgere laldil nelle gacalciatori (vedi il n. 6/2011 de lAllenare, come nelle primordiali battute di caccia, intore), la nostra attenzione va a comporciso nel profondo del cervello delluomo che ditamenti, emersi specie ultimamente nel finale di nanzi a situazioni a rischio, a incognite e dubbi, campionato, che suggeriscono un titolo e un tema riattiva queste parti arcaiche e agisce senza alcuna contiguo al precedente. le bizzarrie, le stravaganriflessione. il che vuol dire: pi che rivolgermi alze, le superstizioni, le amnesie, le goffaggini eccelonnipotente, non posso fare altro per vincere; tera di tanti protagonisti, assieme allilarit che suinsomma, ci si mette lanima in pace e si esorcizza scitano come prima reazione, stimolano la la paura di perdere. c chi lo fa tramite un prete psicologia del profondo a penconfidente, devolvendo (pro sare che queste stranezze posvittoria) una messa. Poi, per, Riti, scaramanzie, sano costituire altrettante (mealla prima contrariet magari ta)comunicazioni di uno stato amuleti: le stravaganze ci scappa una bestemmia psichico esistente e non un reUn altro suggestivo ragdi allenatori e calciatori gruppamento di segni quelperto casuale e insignificante. certo, un uso poco scienlo dellocculto, delle pratiche per esorcizzare tifico della psicologia potrebmagiche. Ancora oggi (gente di be indurre a trovare dei nessi poca fede) c chi consulla sconfitta causali in ogni indizio comta la maga per farsi fare le carportamentale, anche microscopico ed episodico, e te o il pendolino, oppure sollecita la consegna di un ad azzardare giudizi ingiustificati, fantasiosi e anamuleto (il famoso corno rosso!) da portarsi alla parche fastidiosi per coloro che ne sono attori ed esetita. il repertorio dei talismani portafortuna vasto, cutori. innanzitutto, considerato che ci troviamo pu essere personalizzato e proviene dalla tradizioa scrutare una galassia di gesti definibili strani ne locale (vedi ad esempio napoli); anche questa perch fuori da ogni logica, usati solamente in sipratica ci perviene dai primitivi che associavano fetuazioni particolari di stress emotivo-sociaticci o elementi della natura con eventi positivi. e le, sar bene tentare di orgac anche lastrologia. non mancano coloro, tra i nizzarli in costellazioni e poi pi aggressivi, che cercano di inviare influssi nesemmai rifletterci su. gativi ai nemici, tipo fatUna prima ipotesi ture, filastrocche portaquella che pu aggrejella e versi da gufo gare quegli atti o riQuesti soggetti magti cosiddetti sagiormente ce lhanno cri praticati nel col diavolo, sia in mezzo di un senso positivo, contesto profainvocandolo a no, la partita di proprio favore pallone. in questa categoria troviamo il segno Forse gli abbondanti e continuamente rinnovati tadella croce, i baci al cielo, i tuaggi sulle braccia di David Beckham, ex-rossonero, santini, lacqua santa, il rosono solo decorativi: ma non si sa mai, non necessario essere mediterranei per credere alla scaramanzia sario in tasca, addirittura il sa-

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Giovanni Trapattoni, commissario tecnico azzurro dal 2000 al 2004. Labitudine del Trap di bagnare il campo con acqua benedetta fu immortalata dalle telecamere durante il Mondiale nippocoreano del 2002.

Romeo Anconetani, vulcanico padre-padrone del Pisa dal 1978 al 1994, oltre a costringere i propri giocatori a estenuanti pellegrinaggi, era noto per cospargere scaramanticamente il campo di sale prima di ogni incontro.

per dannare la squadra avversaria, che negativo c chi sta per ore connesso con liPad; nello spoper neutralizzarlo. di questo repertorio fa parte lugliatoio ci sono altre ritualit e scaramanzie indiso di animali per attaccare o difendersi dalla malaviduali, per esempio massaggi, unguenti, bende, sorte: il gatto nero, laquila, la gallina, da noi in Umspecchiarsi, bagnarsi, oppure a coppie di giocatobria si sono visti spesso maiali e conigli. ri spogliarsi insieme, ripetersi le solite frasi o i riti a loro volta sono stimolati dalle grandi aduancora di gruppo: il silenzio, i canti, i motti. si rinate collettive, la spettacolarizzazione surriscalda le corre a parole pseudomagiche tipo vincere, famasse e amplifica gli effetti: alme e simili, qualcuno va oltri invece restano individuali, tre con pozioni altrettanto La psicologia considera alcuni sono intimi, non si mamagiche (vedi stupefacenquesti fenomeni salutari ti vari). nifestano esternamente: si parla dentro di s, si toccano tutto si fa per affrontare per luomo odierno, amuleti in tasca eccetera Almeglio un evento la cui imtri, sebbene personali, si maportanza viene esasperata e perch allentano nifestano allesterno, come quindi per tenere entro una quando il mister in panchina soglia sopportabile le ultrale catene del pensiero bacia la medaglietta, butta del sollecitate emozioni, avendo sale, carezza un corno. Quan- logico-razionale, tecnico, la consapevolezza (auspicabido un gesto strano che ha le) che nel mondo ci sono ben normativo e matematico altre guerre. solo una sincronia emotiva con lattore si collega a una vitsi fanno gli scongiuri per dominante toria esso tende ad essere rinon farsi male prima fisicapetuto. Unaltra gamma di simbolismi appartiene a mente (infortuni) e poi psicologicamente: la sconvarie parti del corpo, con feticismi propiziatori perfitta vuol dire indebolimento della fiducia in se stessonalizzati: barba, baffi e capelli, indumenti, masi e nella squadra, squilibri affettivi tra abbattimento gliette con dediche speciali, numeri portafortuna e e rabbia. con la vittoria si rammentano le parole, i cos via. Per non dire dei tatuaggi. gesti e gli oggetti che sono stati evocati prima. se si Vi sono azioni scaramantiche come per esemperde si cambiano. la psicologia, nellosservare pio entrare sempre per ultimi in campo, toccare quanto accade nel laboratorio calcistico, da un lato lerba, non pestare le linee bianche. in situazioni guarda questi fenomeni sportivamente, almeno ad alta tensione si bacia la sfera, la pelata del comper quanto mi concerne, come salutari per luomo pagno, ci si toglie la maglia pur sapendo che si verr odierno, perch allentano le catene del pensiero loammoniti (censura francamente grottesca nel congico-razionale, tecnico, normativo e matematico dominante. il pallone pi di ogni altro sport offre le testo del grande teatro dellirrazionalit), si sputa opportunit di scaricare le pressioni e gli istinti pi in tutte le direzioni e via dicendo. nel prepartita

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profondi, consente di negare la realt, di manifestranezze sopprime. il ricorso poi al materialismo stare le contraddizioni. il comportamento strano degli amuleti, anche quelli modernissimi elettroesprime un compromesso tra laccumulo di tensionici, e al narcisismo dellio corporeo nelle sue proieni interne ed esterne e le capacit di gestirle. messo zioni di fisicismo, atletismo e tecnicismo, non fa alin mezzo ai conflitti tra piacere e dispiacere, tra sitro che togliere spazio a tutto ci che immateriale, curezze e insicurezze, lio ovvero psicologico: il noi, non riesce a farvi fronte, il gruppo, le interazioni ecper cui lautocontrollo cetera. come in altri aspetemotivo e ogni morale soti del nostro sistema italia, ciale saltano. rivediamo sprechi di il ricorso a queste straenergie psicologiche (e nezze non solo appanaltre) in prassi (magie ecc.) naggio di calciatori e alleche non incidono affatto natori, ma diffuso anche sui risultati, anzi peggiotra i presidenti e i dirigenrano il prodotto finale ovti, senza escludere gli arbivero la cultura. lirrazioIl cappellino con cui Serse Cosmi siede in panchina da tri. la risultante critica di nale, linconscio, i sogni, considerarsi un capo dabbigliamento o un talismano? ostali fenomeni sta nelle di- servare un rituale aiuta ad attenuare la pressione del pre- le passioni, la fantasia e mensioni (una galassia), partita e dellincontro. lintuizione non vengono sia qualitative che quantiallenati (vedi il mio libro tative, e nella persistenza esaltata tanto di riti colAllenare testa e cuore), ma messi sistematicamente lettivi che di fissazioni individuali. noi italiani siafuorigioco da difese troppo arretrate (superstimo tra i primi in classifica nelle spese per magie zioni e magie). varie, compresi i giochi dazzardo. il messaggio da la soluzione, pi volte da me auspicata, quelascoltare e meditare ci viela di fare scendere sul terne dalla sproporzionata reno la Psicologia (prepaBisogna allenare quantit di denaro e di ratori esperti e non falsi), lirrazionale, linconscio, tempo che si devolvono a che il pallone anche con queste pratiche, considele sue stranezze reclasogni, passioni, fantasia rando il grado di cultura ma implicitamente. solo che ci si attende diffuso dopo potremmo vedere rie intuizione nello sport e in generale, dotti a livelli fisiologici le dopo tanta storia alle spalle. il dato ultimo e crupapere, le amnesie, le assenze, i sensi di colpa, le ciale (per me ovvio) laccantonamento sistemativiolenze e gli imbrogli vari, e riderci su. chi pu co della scienza psicologica e scienze affini, tanto nel negare che calciopoli, scommettopoli e tutto il regenerale che nello sport in particolare. ora, passasto di strano del calcio siano il prodotto diretto re dallallenamento pratico sul campo al soprannadel sistema sopra configurato? turale, senza accorgersi delle scienze umane che stanzerbinialdo@virgilio.it no nel mezzo e fungono da collegamento tra la www.giocontatto.tk pratica e la teoria e da raccordo con letica e la filosofia del gioco, denota ignoranza. si ha limpressione di cavarsela mettendo in scena lentrata in campo tenendo per mano i bambini (rito contro i sensi di colpa), oppure il tutti abbracciati (siamo un gruppo unito) in mezzo al campo, ripetendo vuote espressioni orecchiate a sfondo psicologico, che in fondo esprimono un bisogno di conoscenza della materia, un bisogno che tuttavia proprio la montagna di

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Assemblee elettive 2012


di Giuliano Ragonesi
lAssemblea dei dilettanti sar costituita dai dei ricorda a tutti i colleghi, associati e non, legati rappresentanti di tutti i gruppi regionali, menche le elezioni elettive federali si terranno il tre a quella degli allenatori professionisti potranno 17 dicembre 2012 (salvo rinvio dellulpartecipare e avere facolt di voto tutti i tecnici in timora) e, conseguentemente, entro i prossimi meregola con il pagamento della quota AiAc 2012. si di ottobre e novembre dovranno essere effettuate le assemblee elettive AiAc per la elezione degli organi sociali. lassemblea generale, nel corso come noto, tutta la normatidella quale saranno eletti il Presiva relativa allorganizzazione delle dente AiAc, i revisori dei conti e i elezioni, agli adempimenti relativi probiviri, sar convocata dopo lo e al loro svolgimento contenuta svolgimento di quelle di categoria. nello statuto e nel regolamento in relazione a quanto sopra si riorganico consultabili sul sito inleva che, tenuto conto che gli alleternet www.assoallenatori.it. natori eleggibili debbono risultare tuttavia si ritiene opportuno associati negli ultimi due anni (lanricordare a tutti che, prima delno di effettuazione delle assemblee lassemblea generale, dovranno es2012 e quello precedente 2011). si Giuliano Ragonesi, sere effettuate quelle degli allenarichiama quindi lattenzione sulla segretario dellAIAC. tori professionisti e quella degli necessit di accelerare i tempi del allenatori dilettanti, ciascuna delle quali ha i setesseramento 2012 da parte di tutti coloro che parguenti compiti: teciperanno nei vari modi agli adempimenti preliminari e alle assemblee stesse (delegati e candidati). Elegge: A questo proposito trovate allegato alla presen il vicepresidente di categoria te rivista il bollettino postale di c/c postale per lan i sei consiglieri effettivi ed i quattro supplenti no 2012. i delegati che andranno a costituire lassemblea generale. Prima della effettuazione dellAssemblea federale elettiva si proceder alle elezioni dei delegati Designa: per la partecipazione allAssemblea federale elettiva e alla conseguente elezione dei due consiglieri la candidatura a Presidente AiAc federali. le candidature a revisore dei conti e a proboviro.

La sede dellAIAC allinterno del Centro Tecnico Federale di Coverciano.

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Caso Conte: quello che dicono le regole


dalla Segreteria
ulla sentenza di squalifica di Antonio conte, in merito a uno dei filoni dinchiesta su scommessopoli, si acceso un ampio dibattito. Al di l delle posizioni dettate da ragioni che nulla hanno a che fare col mestiere o la professione di allenatore, ci preme qui ricordare a tutti, iscritti e non, cosa stabilisce il codice di Giustizia sportiva federale a proposito dellapplicazione della sentenza. un piccolo contributo di chiarezza al confronto in corso, ricordando che la linea dellAiAc resta quella del rispetto delle regole esistenti.

CODICE DI GIUSTIZIA SPORTIVA titolo ii / sanzioni / Articolo 22, comma 7 I tecnici colpiti da squalifica non possono svolgere, per tutta la durata della stessa, alcuna attivit inerente alla disputa delle gare; in particolare sono loro preclusi, in occasione delle gare, la direzione con ogni mezzo della squadra, lassistenza alla stessa in campo e negli spogliatoi, nonch laccesso allinterno del recinto di gioco e degli spogliatoi.

Antonio Conte, tecnico della Juventus, sanzionato con dieci mesi di squalifica (estesa a competizioni internazionali e amichevoli) per omessa denuncia del tentativo di combine della partita Albinoleffe-Siena nellambito del caso calcioscommesse. La squalifica, comminata dalla Commissione disciplinare della FIGC e confermata dalla Corte di giustizia federale, sar oggetto del pronunciamento del Tribunale arbitrale dello sport ai primi di ottobre.

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Allenatore dilettante: intesa LND-AIAC


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Comunicato ufficiale n. 72 Stagione sportiva 2012-2013


la lega nazionale dilettanti, dintesa con lAiAc, previa condivisione con la FiGc e ferme restando le titolarit in materia del consiglio Federale e del settore tecnico, visto il comunicato Ufficiale lnd n. 201 del 22 maggio 2012 in merito alle norme in materia di rapporti tra societ dilettantistiche e allenatori per la stagione sportiva 2011-2012; visto il comunicato Ufficiale lnd n. 1 del 1 luglio 2012, con il quale, al punto 14, si rendevano note le disposizioni riguardanti la regolamentazione dei rapporti tra le societ della lnd e gli Allenatori per la stagione sportiva 2012-2013; ritenuto che, in attesa del riordino complessivo della materia, con particolare riguardo allentrata a regime attraverso il completamento dellorganizzazione dei necessari corsi della normativa concernente listituzione del titolo abilitativo per Allenatore dilettante, occorra provvedere a disciplinare in via transitoria, per la stagione 2012-2013, i rapporti di tesseramento delle societ dilettantistiche con i loro allenatori, Delibera quanto segue: i tecnici tesserati entro il 15 settembre 2012 con societ partecipanti ai campionati di Prima categoria e di seconda categoria potranno allenare, in deroga, senza possedere labilitazione UeFA B e con lobbligo di partecipare al primo corso utile per il conseguimento dellabilitazione ad Allenatore dilettante; i tecnici tesserati successivamente al 15 settembre 2012 con societ partecipanti ai campionati di Prima categoria e di seconda categoria devono essere in possesso della abilitazione UeFA B o, se possibile, di quella di Allenatore dilettante; i tecnici delle societ partecipanti ai campionati di terza categoria e al campionato regionale Juniores potranno comunque allenare in deroga, con lobbligo di partecipare al primo corso utile per il conseguimento dellabilitazione ad Allenatore dilettante. Pubblicato in roma il 13 settembre 2012

Il Segretario Generale massimo ciaccolini

Il Presidente carlo tavecchio

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