Sei sulla pagina 1di 561

LA FUNZIONE DELLA SCUOLA

IL RUOLO DELL’ALLENATORE
CARATTERISTICHE DEL GIOCATORE

PROGRAMMI CORSO UEFA B


prima sezione
Obiettivo allenatore
obiettivo diploma

ATTIVITÀ DIALOGO REGOLE


Lavoro Tra docenti Responsabilità
Impegno Tra corsisti Condivisione
Volontà Docenti/corsisti Comportamento
Attenzione Apertura Educazione
Apprendimento mentale Rispetto
Competenza Critica Morale/ etica
Partecipazione
PROGRAMMA CORSO
• LA SCUOLA ALLENATORI 1
• FIGURA DELL’ALLENATORE E IL GIOCATORE DI CALCIO
• SETTORE GIOVANILE 36
• TECNICA E TATTICA INDIVIDUALE 52
• 1 CONTRO 1
• TATTICA COLLETTIVA 162
• 2 CONTRO 2 178
• SISTEMA DI GIOCO 229
• CENTROCAMPO 284
• I DUE ATTACCANTI 339
• I TRE ATTACCANTI 388
• La seduta di allenamento
L’allenatore di calcio: atteggiamenti
L’allenatore
e competenze necessari
Che cosa è una competenza

Una competenza è
la combinazione
di conoscenze,
abilità e
attitudini
necessari a
svolgere un
particolare
compito.
Il compito della Scuola Allenatori
L’obiettivo dei
partecipanti al
corso allenatori
non deve essere il
semplice diploma o
il successo nella
carriera, ma bensì
l’acquisizione delle
competenze
necessarie per
allenare.
Il potere delle domande
“Non ho mai
imparato niente
semplicemente
parlando.
Ho sempre imparato
qualcosa quando
ho posto delle
domande”
Lou Holtz
Il potere delle domande
“Una delle cose
più importanti
nella vita è
non smettere
mai di fare e
farsi
domande”
Albert Einstein
Perchè fare e farsi domande?
Perchè
1. Per ottenere informazioni
2. Per testare il mio livello di
conoscenze
3. Per sviluppare relazioni
4. Per allenare la mia mente
5. Per motivare/persuadere
Perché fare e farsi domande?
Perché

6. Per stimolare il pensiero


7. Per allenare creativamente
8. Per controllare la
conversazione
9. Per costruire fiducia
10. Per imparare ad ascoltare
Le domande che un allenatore
deve porsi….
porsi….
1. So chi sono, quali sono i miei obiettivi, i miei
punti di forza e le mie debolezze? Li accetto
tutti, come tali?
2. Sono una persona aperta di mente?
3. Ho volontà di cambiare?
4. Allenare è la mia “ossessione”?
5. Sono pronto ad impegnarmi per il resto della
mia vita per raggiungere i miei obbiettivi?
6. So quali sono i miei valori e le mie
condizioni?
Le domande che un allenatore
deve porsi….
porsi….
7. Sono in grado di visualizzare chiaramente come riuscire a
raggiungere i miei obiettivi?
8. Sono in grado di far cambiare pensieri, atteggiamenti e
comportamenti alle persone con cui interagisco?
9. Sono pronto a dedicare almeno 10.000 ore di studio e pratica
per poter migliorare continuamente il mio apprendimento?
10. Guardo sempre in avanti? Mi piace risolvere i problemi,
quando se ne presenta uno?
11. Mi piace lavorare con la gente? Sono una persona più
orientata al compito o alle relazioni interpersonali?
12.Sono pronto a dire, tra 25 anni “Negli ultimi 25 anni ho dato il
massimo facendo l’allenatore e ne sono orgoglioso, anche se
non ho mai raggiunto il massimo livello?”
Le competenze dell’allenatore
dell’allenatore

“E’ più
importante
come
si allena di
cosa
si allena”
Le competenze dell’allenatore
dell’allenatore

“Quali sono le
competenze
basilari nella
formazione
di un
allenatore di
calcio?”
Un allenatore deve sapere….
sapere….
1. Come allenare / Insegnare
2. Come gestire (il gruppo, i rapporti, la
pressione etc.)
3. Come essere leader
4. Come imparare dagli altri (docenti,
colleghi, collaboratori, propri giocatori)
5. Come usare gli strumenti a disposizione
(cultura, scienza, tecnologia etc.)
Un allenatore deve sapere….
sapere….
1. Come comunicare
2. Come organizzare
3. Come preparare / pianificare (una
seduta di allenamento, un microciclo,
un mesociclo etc.)
4. Come analizzare
5. Come costruire un gruppo
LA FUNZIONE DELLA SCUOLA
ALLENATORI
• Studiare la conoscenza del calcio con tutte le
numerose possibilità d’interpretazione
• Attivare il processo di formazione tecnico-
specifica del ruolo dell’allenatore
• Sviluppare metodologie d’insegnamento e mezzi
di lavoro da proporre come supporto alle
conoscenze dell’allenatore
• Proporre argomentazioni e problematiche utili
per un aggiornamento continuo e permanente
• Studiare l’aspetto socio-educativo relativo alla
professione dell’allenatore e trasmettere
possibili modelli comportamentali
Conoscere il calcio
• Il calcio è composto da innumerevoli
aspetti e da numerose possibilità
d’interpretazione
• La conoscenza del calcio richiede il
maggior numero possibile di
informazioni
• La scuola non deve dare un pensiero
univoco ma far conoscere tutte le
interpretazioni possibili
Considerazioni sull’interpretazione
italiana del calcio
Calcio italiano

Recupero
Verticalizzazioni
palla Ripartenze immediate
difensivo
Aumento dei contenuti
• Calcio recupero palla difensivo
• Ripartenze
• Verticalizzazioni immediate.

• Possesso palla,soluzioni offensive e dopo


manovra
• Recupero palla offensivo
Il metodo della scuola
Giocatore come unità individuale

Aspetto Aspetto
Aspetto Aspetto fisico: psicologi
della della Morfologi co e
Tecnica Tattica co e comporta
Motorio mentale
Elementi di gioco analizzati nel corso
specifico di tecnica e tattica

Tecnica e tattica individuale

Tattica collettiva

Sistemi di gioco
Fasi di gioco relative allo studio di
ciascun elemento di gioco

Fase di non possesso di palla

Fase di possesso di palla

Transizioni
Il patrimonio culturale dell’allenatore

• Avere competenza calcistica


• Saper gestire le pressioni interne
• Saper gestire le pressioni esterne
• Dimostrare e saper trasmettere equilibrio in ogni
momento
• Avere passione per questo sport
• Possedere e trasmettere credibilità sia nelle
situazioni favorevoli che in quelle sfavorevoli
Le abilità dell’allenatore

L’allenatore deve avere un METODO


per possedere dei punti fissi nel suo
comportamento professionale, per
avere dei riferimenti cui confrontarsi
e relazionarsi, per avere sicurezze
proprie
Il METODO dell’allenatore
• Ogni lavoro o proposta esercitativa è conseguenza logica e frutto di quanto fatto in
precedenza e nello stesso tempo deve servire da base a quanto avverrà dopo
• Rendere consapevoli i calciatori del «cosa» serve al loro miglioramento e del
«come» e «perché» fare una determinata cosa
• Interessare e coinvolgere i calciatori durante gli allenamenti e nelle scelte di gioco
(stimolare la loro motivazione ed ottenere condivisione)
• Variare e cambiare le proposte di lavoro pur mantenendo costante lo scopo
(favorire l’intensità di concentrazione dei calciatori per evitare la saturazione)
• Essere chiari-concisi-completi sia nella comunicazione verbale che nella
presentazione, esecuzione e correzione delle esercitazioni
• Non solo spiegare ma eseguire (far vedere), l’imitazione facilita l’apprendimento
• Tenere conto delle diverse capacità di risposta e di reazione dei calciatori e dei vari
fattori che influenzano tali risposte
• Instaurare una positiva interazione con i collaboratori sulla base di comportamenti
corretti, ben definiti e rispettosi dei ruoli
L’ALLENATORE SUL TERRENO DI
GIOCO

Aspetti etico culturali

1 -Essere (coerenza)
2 -Sapere (competenza)
3 -Saper fare (abilità personale)
4 -Saper far fare (esperto metodologia
e didattica)
L’ALLENATORE e la PARTITA
(prima squadra)
• PRIMA DELLA PARTITA: sarebbe bene terminare il lavoro tattico di preparazione alla
gara all’ultimo allenamento in modo di non dover parlare di cose tattiche prima della gara.
E’ bene comunicare la formazione per tempo (prima di pranzo se possibile) e toccare solo
temi psicologici in spogliatoio o prima di arrivarci
• DURANTE LA PARTITA: ricorda che più il tecnico si agita e meno è lucido per prendere le
decisioni. Bisogna dare poche ma decisive indicazioni. Se si parla sempre i calciatori non ti
ascoltano più. Bisogna fare osservazioni di strategia per poter aiutare la squadra a
risolvere eventuali problemi e vincere l’incontro.
• NELL’INTERVALLO: dare i primi minuti ai giocatori per bere, cambiarsi la maglia,
sfogarsi, dopo si fa l’intervento prima di tutto psicologicamente e richiede capacità di
capire il momento (spronare, arrabbiarsi, dare fiducia…). Poi dare poche ma sicure
indicazioni tattiche e pensare ad eventuali sostituzioni.
• DOPO LA PARTITA: evitare di parlare, non dare giudizi specialmente se sono negativi. Gli
animi sono tesi e non c’è serenità. Rinviare tutta l’analisi al prossimo allenamento e
chiudere con due parole generiche positive o meno sulla partita
I Dati rilevabili dalla panchina
• E’ importante avere dei dati oggettivi che possano esprimere
l’andamento della gara per dare giudizi esatti e incontestabili.
• Il calcio è uno sport di situazione, e basta valutare alcune di
queste particolari situazioni per capire se chi ha vinto ha
veramente meritato la vittoria e viceversa
• I parametri di valutazione in ordine di importanza sono questi:
• PALLE GOALS : è il dato più importante del calcio , più ancora dei goals
• CORNER: esprime bene la pressione che una squadra subisce
• TIRI PARATI: se partiti in prossimità dell’area o comunque sui 25 metri
• TIRI USCITI : vale il discorso sopra fatto relativo a dove vengono scoccati
• POSSESSO PALLA: da informazioni sul controllo del gioco più che sulla
efficacia
• BARICENTRO: da informazioni sulla “forza” e la personalità e permette di
capire se si ha subito l’avversario
Calciatore o giocatore
• Il calciatore è colui che calcia, che
ferma, che conduce la palla, senza
implicazioni situazionali di gioco
• Il giocatore è colui che sa leggere,
interpretare le situazioni di gioco e
conseguentemente effettuare i gesti
tecnici necessari e più utili allo sviluppo
di dette situazioni
Il giocatore come unità individuale

• L’allenatore deve formare giocatori di


calcio non calciatori
• Quando «prendiamo in considerazione»
un giocatore, dobbiamo sempre
interpretarlo come totalità, come
globalità delle sue caratteristiche
fisiche, tecniche, tattiche e
comportamentali
Cosa vuol dire unità individuale?
•UNITA’= NON SI PUO’ DIVIDERE;
E’ INSCINDIBILE; EGLI VA
CONSIDERATO SEMPRE COME UN
TUTT’ UNO
•INDIVIDUALE = OGNUNO HA IL
PROPRIO MODO DI COMPORTARSI,
RELAZIONARSI, MUOVERSI,
APPRENDERE, REAGIRE…
Ma se il giocatore è indivisibile, perché lo
andiamo a dividere ed analizzare in modo
settoriale?
• Per facilitare la comprensione, per strutturare
un programma relativo di lavoro, per elaborare
un corretto metodo di intervento e di
eventuale correzione, nella realtà egli si
comporta sempre come unità.
• Le suddivisioni non corrispondono ciascuna
ad una realtà a sé stante: esse sono
interdipendenti e correlate
Modello teorico ideale del:

GIOCATORE

Area Fisica:
Area
morfologia, Area
Tecnica e
capacità Tattica
tattica Area
motorie collettiva
individual Personalità
(biotipologia)
e
Caratteristica fisica del giocatore
Morfologia
(Biotipologia)
• Peso
• Altezza
• Rapporto arti-tronco
• Baricentro

Capacità motorie
• Coordinative
• Mobilità articolare
• Condizionali
Caratteristica della personalità del
giocatore
• Aspetti del giocatore che servono per la
valutazione dello stesso e per ogni tipo di transfert

Senso di Desiderio di
Curiosità
appartenenza migliorarsi

Capacità di
Desiderio di
attenzione e di Competitività
emergere
concentrazione

Capacità di Capacità di
Capacità di
collaborazione e semplificare i
comprensione
cooperazione compiti
La scheda di valutazione del calciatore
• È importante avere una scheda di ciascun giocatore, relativa alle 4 aree
(tecnica-tattica-fisica-psicologica)
• Questa scheda esprime un giudizio sintetico o numerico su (44) voci di
valutazione e permette di avere sotto controllo tutti gli aspetti del calciatore
• Purtroppo non esisterà mai un programma computerizzato in grado di
oggettivare tutte queste voci, ma nonostante i nostri limiti di valutazione , una
scheda rappresenta anche una guida per fare dei lavori individualizzati oltre
che per dare al responsabile tecnico o direttore un giudizio a 360°sui nostri
allievi
• Ogni allenatore oppure ciascuna società deve crearsi una propria scheda di
valutazione. Ricordando che la scheda non valuta la prestazione di una gara ,
ma le qualità globali proprie di ciascun calciatore.
• a seguire vi propongo una mia scheda (tratta dall’articolo sul “notiziario del
settore tecnico” a pag 15 n°3-2009) che non vuole as solutamente essere la
migliore, bensì una traccia per permettervi di crearne una vostra.
SETTORE GIOVANILE

Seconda sezione
LE PROBLEMATICHE
DEI SETTORI GIOVANILI
Spesso , per non dire sempre, le nostre squadre, le nostre
società hanno come obiettivo solo il risultato,
costringendo i nostri allenatori a lavorare
esclusivamente in funzione di esso dimenticandosi
troppo spesso che il vero protagonista del gioco del
calcio è il singolo GIOCATORE.

Una filosofia piuttosto spicciola e senza grandi basi : se


vinci sei bravo altrimenti si cambia.
LE PROBLEMATICHE
DEI SETTORI
GIOVANILI

Se per gli adulti ( prime squadre ) il risultato


immediato giustifica ( purtroppo ) qualsiasi
modalità operativa, con i Settori Giovanili questo
non dovrebbe essere accettato, qui dobbiamo
seguire una filosofia comune ben diversa.
Dobbiamo formare giocatori non squadre
vincenti.
LE PROBLEMATICHE
DEI SETTORI
GIOVANILI
Si parla dicendo che si vogliono formare
giocatori e si agisce cercando di strutturare
squadre il più competitive possibili
tralasciando sovente i giovani non ancora
pronti alla vittoria ma dotati di potenzialità
importanti. Si ha fretta e attorno ai nostri
ragazzi si è costruito un impalcatura simile a
quella edificata nel calcio degli adulti.
IL NOSTRO
INDIRIZZO
Al di là delle capacità tecnico-tattiche e atletiche del
ragazzo, il primo pensiero che un allenatore deve
avere è: renderlo protagonista nel lavoro.

Il giovane deve saper SCEGLIERE , deve essere


autonomamente in grado di capire il calcio, che
non è giocare in un 4-4-2 o in un 4-3-3, non è
adeguarsi per forza alle idee dell’allenatore ma
saper interpretare in modo autonomo e creativo un
gioco bellissimo.
LE SCELTE

SCEGLIERE attraverso le interazioni che


nascono con i propri compagni , attraverso i
legami creatisi fra loro, attraverso situazioni
che sempre diverse si generano e si
trasformano continuamente.

Utilizzare in autonomia le porte e strade che i


propri compagni e gli avversari aprono e
chiudono in continuazione.
LE MODALITA’
OPERATIVE
DELL’ ALLENATORE
L’allenatore non deve utilizzare la segmentazione continua in esercizi
specifici ma la continuità fra una situazione e l’altra, fusione in ogni
istante di tecnica ( eseguire il gesto ), tattica ((saperlo scegliere ),
motricità e personalità del singolo.
Riuscire tramite il gioco vero e proprio a guidare con attenzione i
nostri ragazzi per crescere e migliorare.
Per far questo non abbiamo bisogno di allenatori, ma allenatori
bravissimi.
Allenatori che non si appoggino esclusivamente a decine e decine di
esercizi pre confezionati ma conoscano davvero il gioco , che
abbiano il senso del calcio.
Qualsiasi cosa nel gioco del calcio è la miscela di queste cose, un mix
che deve essere mescolato dalla personalità del giocatore stesso e
non dall’allenatore che deve fungere esclusivamente da recipiente.
Gli allenatori devono solo guidare il ragazzo attraverso un percorso
che lo porti ad essere un giocatore completo non un soldatino per
vincere delle battaglie.
LA PROGRAMMAZIONE DELLE
ATTIVITA’
MOTORIE-SPORTIVE GIOVANILI

• ANALISI DEL CONTESTO E VALUTAZIONE


D’INGRESSO

• DEFINIZIONE DEGLI OBIETTIVI

• SELEZIONE DELLE ATTIVITA’

• SCELTA DEI METODI

• SCELTA DI MATERIALI E MEZZI

• VALUTAZIONE
ANALISI DEL CONTESTO
E VALUTAZIONE D’INGRESSO

VERIFICA SULLE CARATTERISTICHE DI PARTENZA:

• CARATTERISTICHE TECNICHE

• CARATTERISTICHE COGNITIVE

• CARATTERISTICHE EMOTIVE

• CARATTERISTICHE SOCIALI

• SITUAZIONI DI SVANTAGGIO

• ASPETTI CARENTI
OSSERVO SE IL BAMBINO...
• SI MUOVE A SUO AGIO IN MEZZO AGLI ALTRI

• HA FANTASIA E IMMAGINAZIONE
• RIUTILIZZA PRECEDENTI ESPERIENZE MOTORIE
• SE E’ RAPIDO
• RESISTE A SOLLECITAZIONI INUSUALI
• PERSISTE NELL’AFFRONTARE UN COMPITO MOTORIO
• SE REAGISCE POSITIVAMENTE O NEGATIVAMENTE
• SE E’ AGGRESSIVO, INTROVERSO, SICURO DI SE’,
TIMIDO
PROGRAMMARE LA FASE DELLA
CONOSCENZA

1.COSA VOGLIO RAGGIUNGERE?

2.SCELGO LE ATTIVITA’, LE SITUAZIONI,


CONTROLLO I COMPORTAMENTI IN FUNZIONE
DI CIO’ CHE VOGLIO VERIFICARE

3.RICAVO LE NECESSITA’ INDIVIDUALI

4.RICAVO LE NECESSITA’ DEL GRUPPO


DEFINIZIONE DEGLI OBIETTIVI

SONO CONDOTTE TERMINALI CHE


L’ALUNNO DOVREBBE REALIZZARE IN
SEGUITO A OPPORTUNITA’ DI
APPRENDIMENTO

QUELLO CHE DOVREBBE SAPER FARE AL


TERMINE DI UN CICLO DI ATTIVITA’
L’OBIETTIVO INDICA CIO’
CHE IL BAMBINO DOVRA’ SAPER FARE:

 NELLA SCELTA E’ NECESSARIO ATTENERSI AGLI


ASPETTI SPECIFICI

 GLI OBIETTIVI VENGONO MODULATI IN BASE AL LIVELLO


INIZIALE

 NON BISOGNA STRUTTURARE L’ATTIVITA’ SULLO


SVILUPPO DI UNA SINGOLA CAPACITA’

 SI DOVRA’ ALIMENTARE LA RELAZIONE TRA LE VARIE


CAPACITA’ E ABILITA’

 L’ALLIEVO DOVRA’ ESSERE INDOTTO A SVILUPPARE


STRATEGIE PER ACQUISIRE AMPIA BASE MOTORIA
OBIETTIVI GENERALI
SCHEMI MOTORI DI BASE

CAPACITA’ PERCETTIVE

CAPACITA’ COORDINATIVE CAPACITA’ CONDIZIONALI

ABILITA’ TECNICA

COMPETENZE INDIVIDUALI

CAPACITA’ DI GIOCO
OBIETTIVI SPECIFICI

COMPORTAMENTI CONCRETI VERIFICABILI CHE


TESTIMONIANO GLI APPRENDIMENTI RAGGIUNTI.

SONO DETERMINATI IN BASE ALLA


VALUTAZIONE INIZIALE ED ESPRESSI IN TERMINI
OPERATIVI
COSA DEVONO
OBIETTIVI SAPER FARE?

FAVORISCONO IL
RAGGIUNGIMENTO DEGLI
OBIETTIVI

CONTENUTI RAPPRESENTANO LA
STRUTTURA DELLA
DISCIPLINA

• AGLI OBIETTIVI
• ALL’ETA’ E CAPACITA’
METODI
• AI CONTENUTI

SI BUONA PROG.
E’ AVVENUTO
VERIFICA IL CAMBIAMENTO? NO CAMBIA PROG.
REALIZZAZIONE DELLE ATTIVITA’

 L’ALLENATORE DEVE SAPERE


PROGRAMMARE CIO’ CHE INTENDE
REALIZZARE

 L’ALLENATORE DEVE SAPER FARE QUANTO


HA PROGRAMMATO

 GLI ALLIEVI ESEGUONO QUANTO E’ STATO


PROGETTATO
I RUOLI DELL’ALLENATORE
DEL SETTORE GIOVANILE
Insegnante Te
cn
ico
Animatore

ALLENATORE DI
SQUADRE GIOVANILI
ISTRUTTORE SCUOLA
CALCIO

re
Ed

to
uc

za
at

iz
or

an
e Psicologo

rg
O
SAPERE, SAPER FARE E SAPER FAR FARE

L’ Allenatore deve sapere, saper fare e saper far


fare.

SAPERE: conoscere la materia, sapere cosa si insegna.

SAPER FARE: essere in grado di dimostrare.

SAPER FAR FARE: essere in grado di trasmettere il sapere,


questo aspetto è ancora più decisivo quando l’Istruttore si trova
ad operare con soggetti in età evolutiva.
Le competenze del sapere, del saper fare e del saper far fare,
sono complementari, altrimenti il lavoro svolto in campo è
inadeguato.
L’ATTENZIONE DEVE ESSERE RIVOLTA AI
RAPPORTI DI COERENZA E CONGRUENZA
SIA TRA LE FASI DELLA
PROGRAMMAZIONE CHE TRA QUESTA E
LA REALIZZAZIONE DELLE ATTIVITA’
PROGRAMMATE
Metodologie di allenamento
Analitico Globale
Esercizi analitici, sintetici, randomizzati Sviluppo di situazioni di gioco, di
possessi di palla, di giochi di posizione,
E' un modo di apprendere un “movimento di partite a tema, di gioco libero
come un aggregato di frazioni elementari
o di elementi semplici”
E' un modo di apprendere un “movimento
come un tutto strutturalmente organizzato
Focalizzando l’ attenzione su elementi da non potersi frantumare in singoli
singoli del movimento offre indubbi elementi e interrompere in un punto senza
vantaggi sulla comprensione dei dettagli svilire l’ unità che la rende tale”
del gesto e sulla correzione dell’errore

In generale il metodo globale è preferibile


In generale il metodo analitico è
preferibile quando il compito presenta quando il compito presenta
caratteristiche di bassa organizzazione e caratteristiche di alta organizzazione e
alta complessità bassa complessità
Considerazioni sulle
metodologie di allenamento
analitica
La progressione didattica analitica, sviluppa,
migliora le abilità tecniche, corregge
eventuali carenze delle abilità individuali
stesse

Nel lavoro analitico non cercare la continuità


ma la precisione di esecuzione

Non esiste una correlazione diretta tra il


numero di esecuzione in analitico e la
precisione di esecuzione in gara.
Considerazioni sulla
metodologia di allenamento
globale
La progressione didattica globale sviluppa,
migliora, perfeziona le competenze calcistiche
individuali e di conseguenza le abilità tecniche
e il gioco di squadra

Il lavoro globale struttura e corregge le carenze


delle competenze e delle abilità ottimizzandole
e rendendole stabili nel tempo, permette la
comprensione della capacità di gioco.
Considerazioni sulla pratica delle
metodologie di allenamento
Il calcio è sport di situazione, richiede competenze
calcistiche non solo abilità tecniche, il metodo globale
riesce ad interpretare queste esigenze e deve, quindi,
essere il nucleo centrale delle progressioni didattiche

Se un giocatore presenta una esecuzione scorretta in


determinate abilità tecniche, si deve correggerlo, fargli
"sentire" l'esecuzione corretta in analitico per alcune
ripetizioni poi ritornare al globale; a questo punto il
giocatore conosce l'errore e deve cercare di correggersi.
Se non lo fa, inutile correggere insistentemente
verbalmente, probabilmente non ci riesce per cui occorre
facilitargli l'esecuzione facendo un passo indietro nella
progressione didattica e così via , alternando analitico -
complessivo - globale finche l'esecuzione non sia quella
desiderata
METODI DIDATTICI

LO STILE DI INSEGNAMENTO DEVE TENER CONTO DI:

OBIETTIVI

CONTENUTI

ETA’ DEL BAMBINO


SONO STRUMENTI ATTRAVERSO I QUALI L’ALLENATORE ORGANIZZA E CONDUCE
LE SITUAZIONI CON L’INTENTO DI APPORTARE MODIFICAZIONI E CAMBIAMENTI
METODI DEDUTTIVI

SI BASANO SULLA PERSONALITA’


DELL’INSEGNANTE CHE TRASMETTE
INFORMAZIONI AGLI ALLIEVI

METODI INDUTTIVI

SI BASANO SULLA CAPACITA’ DEGLI ALLIEVI


DI ACQUISIRE CONOSCENZE IN MODO
AUTONOMO SOTTO LA GUIDA DEGLI
INSEGNANTI
STILE ORIENTAMENTO METODO
INSEGNAMENTO PEDAGOGICO DIDATTICO

PRESCRITTIVO
DIRETTIVO DEDUTTIVO MISTO
ASS.COMPITI

RISOLUZIONE
PROBLEMI

NON INDUTTIVO SCOPERTA


DIRETTIVO GUIDATA

LIBERA
ESPLORAZIONE
DIDATTICA
e stili d’insegnamento
PEDAGOGIA DIRETTIVA
•Viene così chiamato lo stile didattico in
cui l’allenatore da’ direttamente consigli In questo stile didattico si creano situazioni da
ed istruzioni su come e cosa fare risolvere e non si danno compiti da ricordare
Si chiama così perché rende il giocatore attivo
•Con questo metodo si rende giocatore
mentalmente
un atleta mentalmente passivo
Il giocatore che sbaglia viene stimolato a
•In pratica i problemi li risolve il mister
trovare una diversa soluzione, ma questa non
ed i giocatori devono applicare le sue viene mai detta direttamente dal mister ma
soluzioni fatta trovare dall’allievo
•È una conduzione più confacente agli È un metodo molto propositivo e adatto alle
adulti ed alle prime squadre categorie fino ai giovanissimi
•Se una soluzione tecnica o tattica è La regola dell’allenatore sarà di creare
sbagliata si fa la correzione e si dice situazioni allenanti e domande per far scoprire
come si deve fare al giovane la giusta soluzione
•Il lavoro per schemi , tipo gioco ombra Il metodo situazionale ottimamente si presta a
11:0 ottimamente esemplifica questa questa condotta dell’allenamento
didattica
CALCIO: SPORT DI
SITUAZIONE
Il gioco del calcio è uno sport di situazione
Queste situazioni sono molteplici , per certi aspetti infinite
Per rispondere in modo corretto alle numerose situazioni della
partita è necessario usare una metodologia situazionale
La situazione è il giusto ponte fra esercizio tecnico e partita
Si deve partire da situazioni numericamente ridotte perché più facili
da comprendere (situazioni semplici)
Per poi passare a situazioni di reparto
E ricorda che soprattutto nel settore giovanile non si danno
soluzioni da ricordare , ma situazioni da risolvere !!
VALUTAZIONE

MOMENTO FONDAMENTALE NEL PROCESSO


INSEGNAMENTO – APPRENDIMENTO

FORNISCE:
• GRADO APPRENDIMENTO ABILITA’
• LIVELLO CAPACITA’ CONDIZIONALI
• COMPORTAMENTO DI RELAZIONE
• MOTIVAZIONI AD APPRENDERE
• MONITORAGGIO SUL TIPO DI INTERVENTO
VALUTAZIONE INIZIALE

CONSENTE LA DIAGNOSI, RILEVA IL GRADO


DI SVILUPPO TECNICO E CONDIZIONALE,
CONSENTE DI FORMULARE OBIETTIVI
VALUTAZIONE FORMATIVA
 VIENE FATTA AL TERMINE DI UNITA’ DIDATTICHE

 INFORMA SUL GRADO DI ABILITA’ RAGGIUNTO

 PERMETTE DI MODIFICARE LE STRATEGIE

 CONFRONTARE APPRENDIMENTI NEI DIVERSI PERIODI

 CONFRONTARE IL PROGRAMMATO CON L’OTTENUTO


VALUTAZIONE SOMMATIVA

ATTESTA I PROGRESSI OTTENUTI IN UN


CICLO DI ATTIVITA’ E IL GRADO CON CUI
SONO STATI OTTENUTI GLI OBIETTIVI
PROGRAMMATI
TESTS MOTORI
PROCEDIMENTI UTILI PER INDAGINI E CONTROLLO

DEVONO ESSERE: • OBIETTIVI


• ATTENDIBILI
• VALIDI

MOLTO VALIDI PER LE CAPACITA’ CONDIZIONALI, MENO VALIDI PER


QUELLE COORDINATIVE
I FATTORI DELLA
PRESTAZIONE
EDUCARE ATTRAVERSO IL
CALCIO
SVILUPPO DI TUTTE LE DIMENSIONI DELLA
PERSONALITA’

EMOTIVA
MOTORIA AFFETTIV
A

SOCIO
COGNITIVA RELAZION
ALE
LA DIMENSIONE COGNITIVA
(SAPERE)
LA DIMENSIONE EMOTIVA-
AFFETTIVA (SAPER ESSERE)
LA DIMENSIONE SOCIO-
RELAZIONALE (SAPER ESSERE IN
RAPPORTO AGLI ALTRI)
DIMENSIONE MOTORIA
Capacità di gioco: collegamento delle
competenze individuali con quelle dei compagni

Competenze tecnico-
tattiche individuali

Capacità motorie:
coordinative,
condizionali

Schemi motori e
posturali

Capacità senso-
percettive
CAPACITA’ SENSO-
PERCETTIVE
SCHEMI MOTORI E POSTURALI
PSICOMOTRICITA’ APPLICATA
AL CALCIO
Metodologia di sviluppo delle capacità motorie di
base che sono prerequisiti essenziali per
l’apprendimento e il consolidamento delle capacità
coordinative speciali per il calcio.

La psicomotricità è una scienza che studia l’attività


motoria dal punto di vista psicologico. Obiettivo della
psicomotricità è approfondire, esaminare e teorizzare
l’interazione tra il corpo, inteso dal punto di vista di
movimento biologico e l’atto psichico che da individuale
diventa sociale.
CAPACITA’ MOTORIE DI BASE
Schemi posturali di base Schemi motori di base
Camminare
Flettere Correre
Piegare Saltare
Addurre Lanciare
Afferrare
Abdurre
Colpire
Ruotare
Rotolare
Slanciare Strisciare
Etc. Arrampicarsi
Etc.
ANALISI DELLE CARATTERISTICHE
DELLE CAPACITA’ MOTORIE DI
BASE NELL’ APPLICAZIONE AL
GIOCO DEL CALCIO

1. Coordinazione dinamica generale


2. Controllo posturale
3. Controllo tonico
4. Destrezza
5. La mira
6. Percezione del campo visivo
7. Movimento senza palla
COORDINAZIONE DINAMICA
GENERALE

Contiene tutte le capacità coordinative generali, atte a sviluppare una


buona coordinazione dell’individuo ed una padronanza del proprio
corpo
Didattica, gli esercizi da preferire sono:
1. Salto di ostacolini
2. Capriole
3. Slalom di birilli
4. Percorsi vari ad ostacoli
5. Esercizi di ginnastica generale segmentari
6. Salto della corda
7. Skip
8. Rotolarsi per terra
CONTROLLO POSTURALE
E’ la capacità che acquista un individuo a trovare la corretta posizione del
proprio corpo in funzione della legge di gravità
Durante l’esecuzione di un esercizio ogni giocatore deve cercare una sua
postura, anche e soprattutto in funzione di una non rigidità muscolare
Quando persiste una rigidità muscolare, si deve ricorrere ad esercizi di
rilassamento differenziato
Didattica:
1. Esercizi a terra di decompressione della colonna
2. Corrette posizioni in stazione eretta
3. Correre e fermarsi
4. Skip
5. Muoversi e fermare la palla dove cade
6. Corse alternate in spazi ridotti
7. Esercizi di equilibrio
8. Controllo tonico degli arti
9. Corsa all’indietro
CONTROLLO TONICO
Esprime la capacità che ha un giocatore di saper controllare le parti del proprio
corpo e dosare bene la potenza muscolare e il movimento
Tale capacità è in stretto rapporto con il controllo posturale e con gli esercizi di
ricezione e trasmissione della palla
Didattica:
1. Palleggio in spazi ridotti
2. Il traffico
3. Passaggi in spazi ridotti, ampliando le distanze
4. Passaggi su percorsi vari
5. Stop in spazi ridotti
6. Calciare la palla in porticine a diverse distanze
7. 2vs2
8. 3vs3
9. Pallamano con passaggi di testa
10.Pallamano con passaggi con i piedi
DESTREZZA

E’ l’abilità che sa esprimere un giocatore con il proprio attrezzo: il pallone!


Questa capacità è una conseguenza diretta del controllo tonico e tanto più vi è un
controllo su di esso, migliore diventerà la propria destrezza
Didattica:
1. Palleggio continuo toccando la palla con più parti del corpo
2. Palleggio in sequenza con rimbalzi a terra della palla (capacità di ritmo)
3. Palleggio a coppie (calcio tennis)
4. Tenere la palla ferma con diverse parti del corpo, rimanendo in equilibrio
5. Tenere ferma la palla a coppie
6. Guida di due palloni
7. Guida di palla su di un percorso
8. Guida di più palloni a gruppi di tre
9. Guida di palla con diverse parti del piede
LA MIRA

Deriva da un buon sviluppo oculo-podalico di un giocatore


La buona padronanza di questa capacità è la conseguenza di altre,
quindi la cura ed il suo miglioramento influiscono positivamente
sul miglioramento di altre, come la destrezza o il tiro
Didattica:
1. Centrare un oggetto a diverse distanze con la palla (porticina,
clavette, birillo, scatola)
2. Pallamano con passaggi con i piedi
3. Colpire un oggetto in movimento
4. Intralciare, o no, il lavoro dei compagni con la propria palla
PERCEZIONE DEL CAMPO
VISIVO
Esprime la capacità di un giocatore di mantenere l’osservazione su
ciò che lo circonda e su ciò che avviene attorno a lui, piuttosto che
sulla palla
Questo enunciato non è che la sintesi di un vecchio detto «Giocare a
testa alta»
Naturalmente un buon sviluppo delle capacità prima descritte porterà
ad un buon sviluppo di questa capacità, poiché il giocatore si potrà
disinteressare dalla vista della palla per portare la sua attenzione a
ciò che lo circonda e quindi al gioco
Didattica:
1. Conduzione della palla ad occhi chiusi
2. Conduzione della palla con attenzione ai compagni o all’allenatore
3. pallamano
MOVIMENTO SENZA
PALLA
Con tale capacità l’allenatore insegna a un giocatore a smarcarsi,
oppure a marcare l’avversario
I movimenti che il giocatore deve eseguire sono due:
1. Posizionarsi fuori dalla copertura dell’avversario
2. Posizionarsi in prossimità dell’avversario che dovrà ricevere la
palla
Nonché saper intuire lo svolgimento di un’azione
Didattica:
1. L’allenatore dovrà sempre indicare nell’insegnamento DOVE
PORSI E COME PORSI, in funzione della palla e degli avversari
2. Possesso palla 3vs1 su angoli a 90°rispetto al po ssessore
3. Possesso palla 2vs1 a tre settori per intercettamento
4. 1vs1
5. 2vs2
CONSIDERAZIONI SULLO
SVILUPPO DELLE CAPACITA’
MOTORIE DI BASE APPLICATE AL
CALCIO
Come si è potuto notare queste caratteristiche sono
l’una una conseguenza dell’altra, ed un miglioramento
dell’una porta conseguentemente ad un
miglioramento di altre

Nell’insegnamento del calcio, nulla è settoriale e


nessun esercizio o esercitazione è fine a se stessa,
anzi nel formare un giocatore completo si dovranno
prediligere esercizi ed esercitazioni multi funzionali
dove il giocatore nelle sue esecuzioni migliora più
capacità contemporaneamente
ESEMPIO DI TRACCIA
DIDATTICA MULTIFUNZIONALE

Percorso a staffetta con una conduzione della palla di 5 mt, stop della palla in un
quadrato di 1 mt per lato (formato dai cinesini) e conseguente tiro in una porta
centrale o porte angolate di dimensioni diverse
Otterremmo lo sviluppo di più capacità:
1. Controllo tonico e ritmo nella conduzione
2. Dominio della palla ed equilibrio nello stop
3. Capacità oculo-podalica e mira nel tiro in porta
4. Nonché capacità di differenziazione ed adattamento
Inserendo tutto questo in una gara a staffetta, dopo aver diviso la squadra in due
o più gruppi, miglioreremo anche la loro velocità, intesa come forza rapida
(velocità nell’eseguire un’azione) e conseguente miglioramento del gesto
tecnico
Le Capacità Coordinative
Permettono di risolvere problemi motori in modo adeguato e consentono al
soggetto di: apprendere – organizzare – controllare- trasformare il
movimento.

Sono fondamentali per le seguenti ragioni:

1. Indispensabili per l’acquisizione di una capacità senso motoria di


apprendimento delle abilità.

2. Più elevato è il loro livello, minore sarà la difficoltà e maggiore la velocità


di apprendimento.

3. Precisione e controllo del movimento con un corretto dispendio di


energie.
Tipi di Capacità Coordinative
Capacità Coordinative Generali
Sono il prodotto di un addestramento “multilaterale”
di vari sport.

Capacità Coordinative Speciali.


Sono formate prevalentemente nell’ambito della
relativa disciplina di gara e sono caratterizzate
dalla possibilità di variazione nella tecnica dello
sport considerato.
Nel CALCIO: sono in stretta correlazione con la
Tecnica individuale
CAPACITA’ COORDINATIVE
GENERALI
CAPACITA’ COORDINATIVE
SPECIALI
Capacità Coordinative Speciali
per il Calcio

Capacità di Orientamento spazio-temporale


Capacità di Reazione e Anticipazione motoria
Capacità di Adattamento e Trasformazione.
Capacità di Differenziazione o Cinestesi.
Capacità di Equilibrio.
Capacità di Combinazione e Abbinamento.
Capacità di Ritmizzazione.
CAPACITA’ DI ORIENTAMENTO
SPAZIO-TEMPORALE

E’ la capacità che permette di conoscere e adeguare la


propria posizione nello spazio e nel tempo
E’ basilare per la valutazione della traiettoria aerea della
palla e della propria posizione sul campo
E’ pre-requisito per calciare e ricevere al volo ed in
modo particolare in acrobazia
Si allena variando la traiettoria della palla alta e
chiedendo di colpire al volo e/o in drop (passaggi in
drop a coppie)
CAPACITA’ DI
REAZIONE
• E’ la capacità che permette di eseguire rapidamente azioni
motorie in risposta ad uno stimolo conosciuto o
sconosciuto
• Si parla pertanto di reazioni semplici nel primo caso , e di
reazioni complesse nel secondo caso (tipiche del calcio)
• Ad esempio reazione alle finte, ripartenze , risposta a
nuove situazioni di gioco createsi
• E’ auspicabile nel calcio allenare la capacità di
ANTICIPAZIONE MOTORIA, che per familiarità mettiamo in
questa categoria, e rappresenta la capacità di pre-
progammare il proprio intervento ed intuire lo sviluppo di
un’azione
• Si allena reagendo il più velocemente possibile alle
situazioni tecnico-tattiche mutevoli con comportamenti
individuali adeguati
CAPACITA’ DI ADATTAMENTO
E TRASFORMAZIONE
E’ la capacita’ che permette di trasformare il
programma motorio della propria azione, o di
sostituirlo con uno più adeguato, in base al
mutamento della situazione di gioco.

Si allena giocando palloni imprevedibili al


singolo giocatore che dovrà ripassare la palla
di prima con qualsiasi parte del corpo, oppure
introducendo difensori inaspettati in una
situazione di gioco.
CAPACITA’ DI
DIFFERENZIAZIONE
Chiamata anche cinestesi o SENSIBILITA’ sulla palla
E’ la capacità di reclutare il giusto numero di unità neuro-
motorie al fine di avere un gesto con il giusto grado di
forza (esempio carezza-schiaffo)
Permette di avere gesti precisi tipo passaggi a varie
distanze e stop su palla a diverse velocità
Si allena giocando con palloni di diverso peso e forma (
palle da ritmica, da tennis, palloni sgonfi, palloni più
pesanti…)
CAPACITA’ DI EQUILIBRIO
• E’ la capacità di mantenere il corpo in condizioni di stabilità (non
cadere e nemmeno sbilanciarsi troppo) intervenendo sul baricentro in
risposta a situazioni che ne determinano variazioni

• Esiste l’equilibrio statico e quello dinamico (tipico del calcio)

• E’ un fattore importante per il gioco in quanto il giocatore è spesso in


situazione) monopodalica (su un solo piede)

• Inoltre spesso il giocatore subisce delle cariche e a queste deve


resistere senza cadere

• Si allena facendo esercizi tecnici su superfici instabili ( tipo tavolette


propriocettive, mini-trampolini, mezze palle sgonfie)
CAPACITA’ DI COMBINAZIONE
E ABBINAMENTO
• E’ la capacità che permette di coordinare
opportunamente fra loro movimenti di diversi
segmenti del corpo o di combinare più azioni
motorie

• E’ utile nelle fasi in cui si combinano due gesti


tecnici o due azioni motorie (es: salto e calcio,
salto e colpo di testa, controllo orientato e
passaggio, guida e tiro)

• Si può allenare chiedendo di palleggiare e fare


altri esercizi con gli arti superiori; fare andature
diverse conducendo la palla
CAPACITA’ DI
RITMIZZAZIONE
E’ la capacità che permette di dare un andamento ritmico alle
azioni motorie organizzando gli interventi muscolari nel
tempo

Si può definire senso del tempo

Da non confondere con il ritmo di gioco che fa parte degli


aspetti tattici collettivi

Si può allenare chiedendo di palleggiare basso e rapido, alto


e lento, di passarsi la palla da vicino e veloce, da più
lontano.. Inoltre di colpire dei palloni dopo alcuni passi ,
tipo 1-2 passo, o riscaldamenti a secco alla brasiliana
CAPACITA’
CONDIZIONALI
COMPETENZE TECNICO-TATTICHE INDIVIDUALI
(VEDERE, CAPIRE, SCEGLIERE)

OFFENSIVE DIFENSIVE
Smarcamento diretto Posizionamento di copertura
Smarcamento combinato (intercettamento, raddoppi del
Finta prima della ricezione duello)
Ricezione della palla Marcamento (anticipo)
Difesa e dominio della palla Duello su avversario fermo di
Conduzione della palla libera spalle al difendente (contrasto di
Conduzione della palla con spalle)
avversario Duello su avversario fermo fronte
Tiro al difendente (contrasto frontale)
Passaggio Duello su avversario in
Rimessa laterale movimento (temporeggiamento-
Tecnica del portiere contrasto frontale, contrasto
laterale, contrasto scivolato)
Duello aereo (contrasto aereo)
Tecnica del portiere
CAPACITA’ DI
GIOCO

Collegamento delle competenze individuali con quelle


dei compagni:
•Smarcamento combinato
•Passaggio
•Rimessa laterale
•Posizionamento di copertura
•Tecnica del portiere
CONSIDERAZIONI PER IL CONSEGUIMENTO
DELLE ABILITA’ NELL’APPRENDIMENTO
MOTORIO
FEEDBACK

FEEDBACK FEEDBACK
INTRINSECO ESTRINSECO

SISTEMA QUALCUNO O
SENSORIALE QUALCOSA
SOGGETTIVO ESTERNO ALLA
PERSONA
COLLEGATO AI RISULTATI DELLA
RISPOSTA E/O A QUELLE
CARATTERISTICHE DELLA
PRESTAZIONE CHE HANNO PRODOTTO
IL RISULTATO DELLA RISPOSTA
PROCESSI PER LO SVILUPPO DI
COMPETENZE E PADRONANZE
D
I PADRONANZ M
S
P
E MOTORIE E
META- T
O
STRATEGI A
S
COMPETENZE E
I C C
Z MOTORIE
O O
I TRANSFERT
G E STRATEGIE G
O
N N ABILITA’ N
I I MOTORIE I
Z APPRENDIMEN Z
I TO E SVILUPPO
I CAPACITA’ I
N
T
O O
E N N
R E E
N CONOSCENZE
E
MOTORIE
PADRONANZE

ATTEGGIAMENTI
CONOSCENZE
Insieme dei saperi dello scibile umano. Per
esempio conoscere il fondamento teorico di
un gesto tecnico. Sono i contenuti teorici, i
metodi, la sintassi disciplinare o
interdisciplinare, IL SAPERE, e anche i
valori, i comportamenti e le abitudini che non
possono mancare nel bagaglio culturale di
ogni cittadino
Sono le informazioni e i concetti strutturati
in forma di sapere che permettono,
insieme alle abilità e agli atteggiamenti, di
accedere alle competenze e padronanze
sull’ambiente funzionali alle varie
situazioni. In questo contesto trova
spiegazione il concetto di chinesiologia
come concetto ombrello del dominio delle
scienze motorie.
CAPACITA’
Sono potenzialità. Sono i presupposti
funzionali del movimento.
Sono le disposizioni di ogni individuo che
però hanno bisogno, per il loro completo e
massimo sviluppo, di un rapporto con
l’ambiente che si realizza tramite gli
esercizi, i giochi, le attività motorie.
Sono tratti ereditari di base, sottostanti a
più abilità e strettamente collegati agli
aspetti organici e strutturali, quindi non
facilmente modificabili. La suddivisione
classica delle capacità motorie è tra le
capacità senso percettive, quelle
condizionali e quelle coordinative
ATTEGGIAMENTI
Indicano una maniera di tenere il
corpo e quindi diventano sinonimi di
posizione e postura, attraverso una
lettura biologica.
Con una lettura psicologica invece
sono sistemi abbastanza stabili di
credenze, valutazioni, emozioni,
attribuzioni positive e negative
rispetto agli altri, intesi sia come
soggetti, sia come oggetti, in questa
categoria possono rientrare anche i
concetti relativi alla competenza
percepita e all’autostima.
ABILITA’
È una capacità di produrre un risultato finale con
un massimo di certezza, un minimo di energia o
un minimo di tempo.
Si intende la tecnica automatizzata, un
automatismo motorio formatosi come prodotto
dell’insegnamento e della frequente ripetizione di
una determinata azione motoria.

Insieme di più capacità acquisibili con l’esercizio ed


organizzate attraverso l’apprendimento. Le abilità motorie
possono essere classificate in relazione all’ambiente (open
e closed skill), alla forma (discrete, seriali e continue),
all’impegno dei gruppi muscolari (fine e grosse) o al carico
cognitivo (cognitive e motorie). Si distinguono in abilità di
base, semplici e complesse rispetto alla complessità del
movimento ed in locomotorie, non locomotorie e
manipolative rispetto all’intervento e al tipo di schema a cui
fanno riferimento
CARATTERISTICHE DELLE
CAPACITA’ ED ABILITA’
MOTORIE
COMPETENZE
Saper esprimere abilità esperte in
contesti reali (vita quotidiana,
professionale, partita, gara, ecc.).
Sono descritte in termini di
responsabilità e autonomia
L’organizzazione e la strutturazione di
più abilità che, collegate alle
conoscenze e agli atteggiamenti,
consentono di ottenere risultati utili al
proprio adattamento all’ambiente.
Sapere saper fare abili in contesti di
uso specifici.
In questo senso rientrano tutte le
competenze sportive che assumono il
significato di tecniche sportive
PADRONANZE
Competenza eccellente che può essere generalizzata
ed è trasversale. Serve a padroneggiare l’ambiente per
sviluppare un’adeguata relazione in compiti sociali.
Permette di rappresentare a se stessi le competenze
attraverso l’uso delle strutture metacognitive. Utili al
docente per potere saper far fare.
Competenze calcistiche, abilità
tecniche e gioco di squadra
Settori Giovanili in Italia
1. PICCOLI AMICI 5 – 8 anni
2. PULCINI 8-10 anni
3. ESORDIENTI 10-12 anni
4. GIOVANISSIMI 12-14 anni
5. ALLIEVI 14-16 anni

Periodo delle FASI SENSIBILI


Programmazione
dell’attività per categoria
•Primi calci o Piccoli amici: Giocare per conoscere
se stessi.
•Pulcini: Giocare con i compagni.
•Esordienti: Imparare a giocare.
•Giovanissimi: Saper giocare.
•Allievi: Giocare per “vincere”.
Fasi programmatiche nel settore
giovanile
- Avviamento ( piccoli amici - pulcini )
- Impostazione ( pulcini - esordienti )
- Sviluppo ( esordienti – giovanissimi )
- Ottimizzazione ( giovanissimi – allievi )
- Stabilizzazione ( allievi )
Le fasi avviamento, impostazione, sviluppo, ottimizzazione,
stabilizzazione, consentono ad un soggetto di raggiungere
degli obiettivi partendo da un livello di conoscenza iniziale, per
arrivare in modo progressivo al massimo delle proprie
capacità punto oltre il quale i margini di miglioramento si
assottigliano sempre di più.
Il percorso formativo tra la
l’avviamento e la stabilizzazione

AVVIAMENTO : fase caratterizzata dalla presenza costante


del gioco, per una presa di contatto generale di ciò che viene
proposto
IMPOSTAZIONE : fase che pone le basi per quella
successiva di sviluppo
SVILUPPO : fase di incremento ( espansione ) delle possibilità
di un soggetto.
OTTIMIZZAZIONE : fase in cui le capacità di un soggetto
devono essere portate al meglio del proprio potenziale
STABILIZZAZIONE : fase in cui le capacità acquisite vanno rese
permanenti nel tempo
Categorie e fasi
programmatiche

L’avviamento , l’impostazione , lo sviluppo , sono


da riferire principalmente all’attività di base, mentre le
fasi che consentono di ottimizzare le proprie capacità,
cioè di essere portate al meglio del proprio potenziale,
e di stabilizzarle ossia renderle permanenti nel
tempo, sono da riferire orientativamente alla categoria
giovanissimi e allievi.
Il giovane giocatore
tra i 7 e i 12 anni

In campo scientifico questo periodo viene identificato come quello delle “fasi
sensibili” o “momenti magici”.
Rappresenta il momento in cui il bambino è maggiormente predisposto alla
strutturazione delle capacità coordinative.
Le capacità coordinative intervengono in modo importante
nell’organizzazione , nel controllo e nella regolazione del movimento.
In momenti differenti ( età maggiore di 12 anni ) sembra che il terreno sia
meno fertile per la strutturazione delle capacità coordinative , o quanto
meno vi siano tempi di apprendimento più lenti.
Fasi sensibili:Tabella di
Martin
Attività di base : orientamenti
programmatici generali
Durante il periodo dell’attività di base gli obiettivi
sono maggiormente orientati verso le
componenti tecnico coordinative e il
consolidamento degli schemi motori di base.

È necessario tenere presente che le abilità


tecniche si strutturano su una base
coordinativa qualitativamente elevata.
Attività agonistica :
orientamenti programmatici
generali

Se nell’attività di base vi è una forte incidenza dei


contenuti orientati verso obiettivi di tipo tecnico
coordinativo, con l’inizio dell’attività agonistica (
categoria giovanissimi e allievi ) andranno
progressivamente aumentati i contenuti relativi alla
tattica individuale e collettiva, fino alla conoscenza
dei sistemi di gioco con relativi sviluppi.
Il rapporto tra l’abilità tecnica
e la situazione di gioco
Non è sufficiente avere grandi capacità di dominio del
pallone , se poi tutto ciò non si esprime in modo
funzionale, in un contesto nel quale sono presenti
compagni e avversari, che si muovono nei tempi e negli
spazi che il gioco determina.
Le abilità tecniche devono essere espresse in funzione di
ciò che la gara richiede.
Assume perciò particolare importanza il concetto di
tattica individuale che rappresenta un punto
fondamentale per la formazione del giocatore.
Il rapporto tra la tattica
individuale e quella
collettiva

La tattica individuale rappresenta una solida base


sulla quale il tecnico avvierà l’insegnamento degli
elementi di tattica collettiva che porteranno verso il
completamento del processo relativo alla formazione
tecnico tattica del giocatore.
Tattica individuale e collettiva
in rapporto col sistema di
gioco
La qualità di un giocatore, in età adulta,
dipenderà anche da quanto in fase di
formazione tecnica avrà strutturato al meglio i
principi di tattica individuale e collettiva.

Inoltre avrà anche la possibilità di interpretare


in modo ottimale il sistema di gioco che
l’allenatore intenderà sviluppare .
Piccoli Amici: obiettivi da
raggiungere

Discriminare gli stimoli sensoriali


Controllare la respirazione e conoscere il corpo e le sue parti
Differenziare gli schemi posturali dei segmenti corporei ( piegare, flettere, ruotare,
ecc. i segmenti corporei- busto, arti, ecc.) e differenziare le forme semplici degli
schemi motori di base (correre, saltare, prendere, rotolare, ecc.)
Avere un buon equilibrio statico e compiere ampi movimenti di escursione
articolare
Eseguire rapidamente gli schemi motori e le abilità specifiche in forma grezza
Eseguire in forma grezza le abilità motorie specifiche (calciare, condurre, ecc..)
Utilizzare i movimenti e le capacità disponibili per conseguire obiettivi tattici
individuali semplici (es. gestione dell’1vs1)
Conoscere le regole minime del gioco: rimesse laterali, rete, fallo.
Pulcini: obiettivi da
raggiungere
aspetto motorio-condizionale
Avere una buona articolarità, una buona
coordinazione generale, controllare il suo corpo e
combinare i movimenti
Eseguire rapidamente gli schemi motori e le abilità
specifiche in forma piuttosto fine
Avere una base di preparazione aerobica sufficiente
Avere una sufficiente educazione di espressione di
forza (discriminare la quantità di forza impiegata,
ad es. nel calciare la palla)
Pulcini: obiettivi da
raggiungere
aspetto tecnico
Avere una discreta sensibilità sulla palla
Saper eseguire la conduzione della palla con tutte le parti del piede (interno-collo,
esterno-collo, collo, punta, pianta)
Saper calciare (per trasmettere) la palla in ogni direzione (orizzontale, diagonale,
verticale avanti-indietro), con tutte la parti del piede e tramettere la palla con la
testa
Saper ricevere la palla con i piedi, con il petto, con la coscia, con la testa
Saper tirare in porta con i piedi (interno, interno-esterno collo, collo, punta,
tacco), con la testa (frontale, parietale), e con tutte la parti del corpo previste
dal regolamento. Concedere pure una certa diversità fra il piede dominante e
l’altro
Saper colpire la palla di testa con i piedi al suolo, sul posto con stacco a due
piedi, dopo rincorsa con stacco ad un piede, in tuffo, con impatto frontale e
parietale
Saper effettuare una corretta rimessa laterale
Pulcini: obiettivi da
raggiungere
aspetto tattico
Saper difendere la palla
Sapersi smarcare e rendersi utile
Saper effettuare il dribbling (superare l’avversario) e, quindi, almeno
alcuni tipi di finte, eventualmente in forma grezza: può essere utile,
interessante e coinvolgente codificarne alcune, rendendole standard
e magari rifacendosi ai migliori gesti dei grandi giocatori
Saper effettuare semplici triangolazioni in forma semplificata
Saper marcare un avversario e valutare le traiettorie dei passaggi
Saper effettuare passaggi ragionati (come, dove e quando)
Saper gestire semplici situazioni di soprannumero e sotto-numero
Saper effettuare un buon contrasto da differenti posizioni (frontale,
laterale, da dietro, scivolato, aereo)
Pulcini: obiettivi da
raggiungere
aspetto regolamentare e
sociale
Conoscere e osservare attentamente le principali regole del
gioco
Rispettare le persone coinvolte nel gioco dentro e fuori del
campo
Avere una certa autosufficienza gestionale
Vivere correttamente e armonicamente nel gruppo
Esordienti: obiettivi da
raggiungere
aspetto motorio-condizionale
Avere una buona articolarità, una consolidata coordinazione
generale, controllare il corpo e combinare i movimenti per metterli
al servizio della risoluzione di problemi di gioco

Eseguire rapidamente gli schemi motori e la abilità specifiche in


forma fine ed orientata

Avere una buona base di preparazione aerobica

Avere una sufficiente educazione alle espressioni di forza, per


metterla al servizio della prestazione richiesta
Esordienti: obiettivi da
raggiungere
aspetto tecnico
Avere una buona sensibilità sulla palla
Saper condurre la palla con tutte le parti del piede (interno-esterno collo, collo,
punta, pianta)
Saper calciare (trasmettere) la palla in ogni direzione (orizzontale, diagonale,
verticale avanti e indietro) con tutte le parti del piede e con la testa
Saper ricevere la palla con i piedi, con il petto, con la coscia, con la testa, con
l’addome
Saper tirare in porta con i piedi (interno, interno-esterno collo, collo, punta, tacco),
con la testa (frontale, parietale), e con tutte la parti del corpo previste dal
regolamento. Concedere una marcata diversità fra il piede dominante e l’altro
Saper colpire la palla di testa con i piedi al suolo, sul posto con stacco a due piedi,
dopo rincorsa con stacco ad un piede, in tuffo, con impatto frontale e parietale
Saper effettuare una corretta ed efficace rimessa laterale
Esordienti: obiettivi da raggiungere
aspetto tattico
Saper difendere la palla

Saper effettuare il dribbling (superare l’avversario) e, quindi, almeno alcuni tipi di


finte, anche eventualmente senza finalizzarle a scopi tecnico-tattici: può essere
utile, interessante e coinvolgente codificarne alcune, rendendole standard e
magari rifacendosi ai migliori gesti dei grandi giocatori

Avere buone nozioni di tattica individuale, anche senza riferimenti precisi e tassativi
al ruolo. Conoscere i principi di base di: tempi di gioco, passaggio, marcamento,
smarcamento, creazione e chiusura di spazi di gioco, gioco con e senza palla,
difesa della palla e della porta, e senza affinamento alcuno di, sovrapposizioni,
appoggi, sostegni, incroci, tagli, triangolazioni, temporeggiamento, contro-
movimenti, pressione sulla palla,
Avere nozioni di tattica di reparto, intesa come coesione e collaborazione fra i
reparti della squadra
Esordienti: obiettivi da
raggiungere
aspetto tattico
Avere nozioni basilari (senza affinamento alcuno) di tattica di squadra,
di strategie globali di squadra

Iniziare ad anticipare le giocate, proprie e dell’avversario

Saper gestire le situazioni di soprannumero e di sotto-numero


Saper effettuare un buon contrasto da differenti posizioni (frontale,
laterale, da dietro, scivolato, aereo)

Saper difendere: privilegiare la difesa a uomo (saper affrontare i duelli


1vs1)

Saper attaccare gli spazi


Esordienti: obiettivi da
raggiungere
aspetto regolamentare e sociale

Conoscere ed osservare attentamente le regole del gioco


Rispettare le persone coinvolte nel gioco dentro e fuori del campo
Avere una certa autosufficienza gestionale
Avere una certa predisposizione ed abitudine al «lavoro allenamento»
Vivere correttamente ed armonicamente nel gruppo ed identificarsi
con il gruppo-squadra
Giovanissimi: obiettivi da
raggiungere
aspetto motorio-condizionale
Avere una buona articolarità, una consolidata coordinazione generale,
controllare e conoscere bene il corpo e combinare i movimenti per
metterli al servizio della risoluzione di problemi di gioco anche in
situazione complessa
Eseguire rapidamente gli schemi motori e la abilità specifiche in forma
fine ed orientata (fase della disponibilità variabile)
Conoscere ed utilizzare le relazioni spazio-temporali e valutare
discretamente le soluzioni da adottare nei vari contesti di gioco
Avere una buona base di preparazione aerobica e sostenere carichi di
lavoro organico anche intenso, pur con delle pause fisiologiche
normali
Utilizzare forza nelle abilità motorie e tecniche.
Giovanissimi: obiettivi da
raggiungere
aspetto tecnico
Avere una buona sensibilità sulla palla
Saper condurre la palla con tutte le parti del piede (interno-esterno collo,
collo, punta, pianta)
Saper calciare (trasmettere) la palla in ogni direzione (orizzontale,
diagonale, verticale avanti e indietro) con tutte le parti del piede e con
la testa
Saper ricevere la palla con i piedi, con il petto, con la coscia, con la testa,
con l’addome
Saper tirare in porta con i piedi (interno, interno-esterno collo, collo,
punta, tacco), con la testa (frontale, parietale), e con tutte la parti del
corpo previste dal regolamento. Concedere ancora una certa diversità
tra i due piedi, ma il ragazzo deve acquisire quanto meno la forza ed
una certa coordinazione per colpire anche col piede non dominante
Saper colpire la palla di testa con i piedi al suolo, sul posto con stacco a
due piedi, dopo rincorsa con stacco ad un piede, in tuffo, con impatto
frontale e parietale
Saper effettuare un’efficace e corretta rimessa laterale
Giovanissimi: obiettivi da
raggiungere
aspetto tattico

Saper gestire in modo discreto, oltre che eseguire bene, applicando


nella situazione, tutti i fondamentali tecnici
Saper effettuare il dribbling (superare l’avversario) e, quindi, almeno
alcuni tipi di finte, finalizzandole agli scopi tecnico-tattici: può
essere utile, interessante e coinvolgente codificarne alcune,
rendendole standard e magari rifacendosi ai migliori gesti dei
grandi giocatori
Saper effettuare un buon contrasto da differenti posizioni (frontale,
laterale, da dietro, scivolato, aereo)
Avere buone nozioni di tattica individuale, anche in base al ruolo
Conoscere e gestire discretamente tutti i fondamentali tattici del
gioco, sia in possesso che in non possesso di palla.
Giovanissimi: obiettivi da
raggiungere
aspetto tattico
Avere buone nozioni di tattica di reparto, intesa come collaborazione
e coesione fra i reparti della squadra, nelle due fasi di gioco (in
possesso e in non possesso di palla). Sufficienti nozioni di
copertura (raddoppi e diagonali), pressing, pressione, concetto di
fuorigioco, profondità e ampiezza
Avere sufficienti nozioni di tattica di squadra, di strategie globali di
squadra (gioco a zona, uomo, misto). Attacco della porta e difesa
della porta
Applicare semplici schemi di gioco, anche di palla inattiva, senza
esasperazioni
Anticipare le giocate, proprie e dell’avversario. Trarre in inganno
l’avversario utilizzando le abilità acquisite
Saper gestire bene le situazioni in soprannumero e sotto-numero
Giovanissimi: obiettivi da
raggiungere
aspetto regolamentare e sociale
Conoscere ed osservare attentamente le regole del gioco
Accettare senza riserve e con rispetto assoluto le decisioni
arbitrali
Rispettare le persone coinvolte nel gioco dentro e fuori del
campo
Avere una completa autosufficienza gestionale in ambito
sportivo
Avere una buona predisposizione ed abitudine al «lavoro
allenamento»
Vivere correttamente ed armonicamente nel gruppo ed
identificarsi con il gruppo-squadra per raggiungere scopi
comuni
Allievi: obiettivi da raggiungere
aspetto motorio-condizionale
Avere una buona articolarità, una consolidata coordinazione
generale, controllare e conoscere bene il suo corpo e combinare i
movimenti per metterli al servizio della risoluzione di problemi di
gioco anche in situazione complessa o creativa
Eseguire rapidamente gli schemi motori e la abilità specifiche in
forma fine ed orientata (piena fase della disponibilità variabile)
Conoscere ed utilizzare le relazioni spazio-temporali e valutare
discretamente le soluzioni da adottare nei vari contesti di gioco
Avere una buona base di preparazione aerobica e sostenere carichi
di lavoro organico anche intenso, senza particolari limiti
Utilizzare forza nelle abilità motorie e tecniche
Allievi: obiettivi da raggiungere
aspetto tecnico
Avere una buona sensibilità sulla palla
Saper condurre la palla con tutte le parti del piede (interno-esterno collo, collo,
punta, pianta)
Saper calciare (trasmettere) la palla in ogni direzione (orizzontale, diagonale,
verticale avanti e indietro) con tutte le parti del piede e con la testa
Saper ricevere la palla con i piedi, con il petto, con la coscia, con la testa, con
l’addome
Saper tirare in porta con i piedi (interno, interno-esterno collo, collo, punta,
tacco), con la testa (frontale, parietale), e con tutte la parti del corpo previste
dal regolamento. Concedere la sola diversità fisiologica tra i due piedi, perché
il ragazzo deve allenarsi sistematicamente anche con il piede non dominante
Saper colpire la palla di testa con i piedi al suolo, sul posto con stacco a due
piedi, dopo rincorsa con stacco ad un piede, in tuffo, con impatto frontale e
parietale
Saper effettuare un’efficace e corretta rimessa laterale.
Allievi: obiettivi da
raggiungere aspetto tattico
Saper gestire in modo discreto, oltre che eseguire bene, applicando
nella situazione, tutti i fondamentali tecnici
Saper effettuare il dribbling (superare l’avversario) e, quindi, almeno
alcuni tipi di finte, finalizzandole agli scopi tecnico-tattici: può
essere utile, interessante e coinvolgente codificarne alcune,
rendendole standard e magari rifacendosi ai migliori gesti dei
grandi giocatori. Ma ognuno si dedichi maggiormente a ciò che sa
fare meglio
Saper effettuare un buon contrasto da differenti posizioni (frontale,
laterale, da dietro, scivolato, aereo)
Avere buone nozioni di tattica individuale, anche in base al ruolo.
Conoscere e gestire tutti i fondamentali tattici del gioco, sia in
possesso che in non possesso di palla.
Allievi: obiettivi da raggiungere
aspetto tattico
Avere buone nozioni di tattica di reparto, intesa come collaborazione e coesione
fra i reparti della squadra, ed applicarle nelle due fasi di gioco (in possesso e in
non possesso di palla). Saper applicare i concetti di copertura (raddoppi e
diagonali), linee difensive, pressing, pressione, concetto di fuorigioco,
profondità e ampiezza
Avere buone nozioni di tattica di squadra, di strategie globali di squadra (gioco a
zona, uomo, misto, sistemi di gioco) ed applicarle anche in forma variabile a
seconda delle necessità e/o delle disposizioni ricevute. Attacco della porta e
difesa della porta
Conoscere tutti i possibili sviluppi collettivi sia offensivi che difensivi
Comprendere ed applicare schemi di gioco standardizzati, anche di palla inattiva,
senza tuttavia esasperazioni eccessive
Anticipare le giocate, proprie e dell’avversario. Trarre in inganno l’avversario
utilizzando le abilità acquisite
Saper gestire perfettamente le situazioni in soprannumero e sotto-numero.
Allievi: obiettivi da raggiungere
aspetto regolamentare e sociale

Conoscere ed osservare attentamente le regole del gioco


Accettare senza riserve e con rispetto assoluto le decisioni arbitrali
Rispettare le persone coinvolte nel gioco dentro e fuori del campo
Avere una completa autosufficienza gestionale in ambito sportivo
Avere una buonissima predisposizione ed abitudine al «lavoro
allenamento»
Vivere correttamente ed armonicamente nel gruppo, accettandone
anche le gerarchie ed identificarsi con il gruppo-squadra inteso
come gruppo di lavoro per raggiungere scopi comuni.
ORIENTATI ALLA RICERCA DELLA
VITTORIA

• Ricerca immediata della profondità


• Verticalizzare il gioco attraverso il passaggio lungo

• Ricerca affrettata della conclusione

• L’azione viene costruita raramente dal basso attraverso passaggi


corti
(per esempio: il portiere rilancia sempre lungo; sulle palle inattive
prevale
l’uso della palla lunga)

• I centrocampisti vengono sistematicamente saltati dai lanci

• Le punte si propongono quasi esclusivamente in profondità


ORIENTATI ALLA FORMAZIONE DEL GIOCATORE
• Cultura del possesso palla finalizzato e non fine a se stesso

• Tutti i giocatori, a partire dai difensori, toccano spesso la palla in situazione di


gara (consolidare la tecnica)

• Ricerca del gioco manovrato in ogni zona del campo

• Il portiere spesso da’ l’avvio all’azione offensiva

• I terzini costruiscono il gioco

• La manovra viene preparata dal basso anche attraverso la circolazione della palla

• Cambiare il fronte di gioco con frequenza alla ricerca di spazio

• I centrocampisti si propongono per ricevere la palla dai difensori, per poi leggere
il
gioco e mettere in azione gli attaccanti

• Gli attaccanti si smarcano incontro, in appoggio ai centrocampisti e non solo in


profondità, per far giocare la squadra.
QUALI LE FINALITA’ PRIORITARIE DEL SETTORE
GIOVANILE VINCERE O FORMARE IL GIOCATORE PER
LA PRIMA SQUADRA?
VINCERE FORMARE
ASPETTO FISICO ATLETICO
Privilegiare i giocatori precoci Privilegiare i giocatori con attitudini
nella struttura fisica anche se calcistiche seppur tardivi nella
con minore attitudine calcistica struttura fisica
Privilegiare i giocatori precoci Privilegiare i giocatori con attitudini
dal punto di vista condizionale calcistiche seppur tardivi
(fisico-atletico)anche se con nell’espressione delle capacità
minore attitudine calcistica condizionali
Dare priorità all’allenamento Educare le capacità condizionali sia
delle capacità condizionali in in funzione della prestazione sia in
funzione della prestazione un’ottica preventiva
Integrare l’allenamento delle
capacità condizionale con quello delle
capacità tecniche (preparazione fisica
speciale)
VINCERE FORMARE
ASPETTO TECNICO COORDINATIVO
Trascurare l’allenamento Dare centralità al gesto tecnico
dei gesti tecnici , ottimizzandone i programmi di
dedicandovi poco tempo insegnamento-apprendimento
(per esempio solo nel Consolidare sistematicamente
riscaldamento) le capacità coordinative,
Mettere in secondo piano allenando il gesto tecnico con
l’allenamento delle capacità tutte le varianti
coordinative quale
prerequisito
dell’apprendimento delle
capacità tecniche
VINCERE FORMARE
ASPETTO TATTICO STRATEGICO
Scegliere un sistema di gioco Adottare un sistema di gioco
che esalti i pregi e mascheri i improntato sullo sviluppo dei duelli
limiti del giocatore individuali e sui principi di gioco
Specializzare il sistema di nella fase di possesso e di non
gioco possesso di palla
Applicare il tatticismo Variare il sistema di gioco
Utilizzare la formazione tipo Educare il pensiero tattico (vedere
Specializzare nel ruolo capire scegliere)
Ricercare il risultato Utilizzare il tourn over nella scelta
numerico come indicatore del della formazione
successo(goal realizzati, punti Adottare l’intercambiabilità del
conquistati, posizione in ruolo
classifica) Ricercare il miglioramento
Porre attenzione alla tecnico-tattico come indicatore del
prestazione collettiva successo (utilizzo degli scout
tecnico-tattici)
Porre attenzione alla prestazione
VINCERE FORMARE
ASPETTO PSICOLOGICO
Operare una selezione in Educare pazientemente le
base ad attitudini attitudini psicologiche
psicologiche “vincenti” vincenti (determinazione,
(determinazione, motivazione, autostima,
motivazione, autostima, volontà)
volontà) Incoraggiare e sostenere
Adottare buone relazioni sistematicamente anche in
con la squadra e i caso di risultati negativi
giocatori solo in caso di
vittoria
"Quale di questi gesti tecnici ti piace di più?"

35
29
30

25
19
20 17
valori %
15 12
10 9
10
4
5
0
0 A
O

IO
IO
TA
G

A
AT
R

G
G
IA

ST

P
TI

I
BL

G
G
R

O
SC

TE
LE

SA
PA

ST
IB

VE

S
R

PA

PA
D

O
E

R
TA
N
FI

Indagine conoscitiva sulle preferenze tecniche di bambini di una scuola calcio,


(quesito rivolto a 158 bambini di scuola calcio)
NUMERO DI DRIBBLING IN PARTITA

50
40
30 43 n°dribbling
20 28 29
10 27
12 16
0
ESORDIENTI

NAZIONALI
PULCINI 2°

REGIONALI
GIOVANISSIM

ALLIEVI B

ALLIEVI
ALLIEVI
ANNO

1°ANNO

IB

(Dati rilevati durante gare del Sett. Giov. e Scolastico FIGC,)


NUMERO DRIBBLING IN PARTITA PER OGNI GIOCATORE

3
2,5
2 1,65
1,5 2,4 n°dribbling
1 0,6 1,6 1,5
0,5 0,8
0

REGIONALI

ALLIEVI
GIOVANISSI

ALLIEVI
ALLIEVI B
ESORDIENTI
PULCINI 2°

NAZIONALI
1° ANNO
ANNO

MI B

(Dati rilevati durante gare Sett. Giov. e Scolastico FIGC)


CLASSIFICAZIONE
DEL DRIBBLING

DALLO SCARTO AL DRIBBLING


CLASSIFICAZIONE DEL
DRIBBLING
POSIZIONE DEL DIFENSORE
RISPETTO AL PORTATORE DI
PALLA
ORIENTAMENTO DEL CORPO DEL
PORTATORE DI PALLA RISPETTO ALLA
PORTA
STATO DI MOTO DEL
DIFENSORE
TRAIETTORIA E DIREZIONE DI
PROVENIENZA DELLA PALLA
STATO DI MOTO DEL
PORTATORE DI PALLA
DRIBBLING CARATTERISTICI
PROGRAMMAZIONE DI UN GESTO
TECNICO
Dall’unità di lavoro alla seduta di
allenamento
PROGRAMMAZIONE DELL’INSEGNAMENTO DEL
DRIBBLING FRONTALE
Dall’unità di lavoro alla seduta di allenamento
CONOSCERE IL DRIBBLING
CHI DOVE COME QUANDO PERCHE’
Giocatore Spazio Modalità Tempo Finalità
Difensore 1.In ogni zona Di forza con 1.Sull’errore tattico 1.Per superare
del campo, cambio di velocità e del difensore ( che l’avversario
considerando direzione. entra in contrasto 2.Per creare
criteri, finalità e Di abilità, con finta. quando il p.p. ha la superiorità
% di riuscita Il movimento di palla attaccata al numerica
(spesso in zona inganno può piede) 3.Per conquistare
D) consistere nella: 2.Al timing, ovvero spazio e tempo per
- finta di calcio alla distanza giusta la giocata
Centrocampista •In ogni zona - finta di affinché il difensore successiva:
del campo, spostamento (del - non abbia il tempo passaggio (assist –
considerando corpo, della palla o per recuperare il cross – lancio),
criteri, finalità e di entrambi) momentaneo tiro in porta
% di riuscita - finta di passaggio sbilanciamento che
(spesso in zona orientando il corpo la finta gli ha
C) in una direzione e provocato (distanza
successivo cambio eccessiva)
Attaccante •In ogni zona di fronte - non possa
del campo, - finta orientando lo intercettare la palla
considerando sguardo. (distanza esigua)
criteri, finalità e Rispetto al •Non ci sono
% di riuscita difensore frontale – soluzioni di gioco
(spesso in zona dorsale – laterale. migliori
A) Rispetto alla porta •C’è spazio alle
Fronte – spalle - spalle del difensore
fianco
IL DRIBBLING: PROGRAMMAZIONE PER FASCE D’ETA’
PRIMI CALCI PULCINI ESORDIENTI GIOVANISSIMI ALLIEVI

1>1 con o 1>1 con la 1>1 1>1 Specifici 1>1 Con reparti o
senza palla Aspecifici 1>1 squadre
palla Duello 1>1 Duello in Dell’attaccant schierate
calcio, quadrato e (es. 4-4-2)
Gioco delle rugby, (gioco di 1>1 Del 1>1 Della punta
code, basket, territorio) centrocampis (nel 4-4-2)
la pallamano e 1>1 Duello in ta 1>1 Dell’esterno
CATEGORIA bandierin hockey. meta 1>1 Del (nel 4-4-2)
a, il (gioco di difensore 1>1 Del
gatto e il linea) centrocampist
topo, tiro 1>1 Duello a
alla fune, per il (nel 4-4-2)
lotta dei tiro (gioco di 1>1 Del terzino
galli. porta) (nel 4-4-2)

Sperimentare Sperimentare Sperimentare Sperimentare il Sperimentare il


i i il duello duello
giochi giochi – duello calcistico nel calcistico nel
FINALITÀ – duello per duello calcistico contesto contesto
migliorare la praticando la nelle diverse della tattica della tattica di
motricità polisportività forme individuale squadra
di base
Cosa può fare l’allenatore per incentivare nei
propri giocatori l’uso del dribbling? (1)
- Programmare delle unità di lavoro specifiche che abbiano
per obiettivo l’apprendimento del dribbling
- Dedicare quindici minuti di ogni allenamento per l’1>1 e
tiro in porta
- Abbinare ad ogni gesto un nome di fantasia, che evochi il
modo di eseguire il dribbling (la forbice, la locomotiva, il
flipper) o il nome di un campione (dribbling di Del Piero,
ecc.)
- Ogni giocatore potrebbe redigere un diario personale dove
annotare i dribbling imparati in allenamento e riusciti in
partita.
- Monitorare in partita , attraverso l’osservazione (e la
registrazione), i dribbling riusciti e non riusciti dei propri
giocatori.
- Incentivare ad usare il dribbling durante la partita,
esortandoli con frasi tipo: dribbla, provaci, ecc.
Cosa può fare l’allenatore per incentivare nei
propri giocatori l’uso del dribbling? (2)
-Incoraggiare anche nel caso in cui il dribbling non sia
andato a buon fine
- Incentivarlo in allenamento in situazioni in cui si gioca a
numero ridotto e in spazi ridotti
- Sollecitare anche i difensori ad usare il dribbling quando
serve
Utilizzare metodi induttivi, attraverso i quali i giocatori
possono sperimentare liberamente i dribbling e possono
osare giocate rischiose, senza paura del giudizio
dell’allenatore
Utilizzare metodi di insegnamento che lascino alla libera
iniziativa del giocatore la decisione di utilizzare il dribbling,
al fine di rendere autonomi e responsabili i giocatori
LA CLASSIFICAZIONE
DELLA CONDUZIONE
DELLA PALLA
Rettilinea
Con arresti e ripartenze
Con cambi di direzione
Con cambi di senso e di velocità
CONDUZIONE DELLA
PALLA
PROGRAMMAZIONE DI UNA CONDUZIONE
RETTILINEA
Dall’unità di lavoro alla seduta di allenamento
PROGRAMMAZIONE DI UNA CONDUZIONE
CON CAMBI DI DIREZIONE
Dall’unità di lavoro alla seduta di allenamento
PROGRAMMAZIONE DI UNA CONDUZIONE CON
ARRESTI E RIPARTENZE
Dall’unità di lavoro alla seduta di allenamento
PROGRAMMAZIONE DI UNA CONDUZIONE CON
CAMBI DI SENSO E VELOCITA’
Dall’unità di lavoro alla seduta di allenamento
CONDUZIONE DELLA PALLA:
programmazione per fasce d’età
CLASSIFICAZIONE DELLA
DIFESA DELLA PALLA

Difesa e allontanamento
dall’avversario
Difesa e affrontare l’avversario
Difesa senza cercare il contatto fisico
Difesa cercando il contatto fisico
LA DIFESA DELLA PALLA:
programmazione per fasce d’età
LA SEDUTA DI
ALLENAMENTO
LE FORME di LAVORO in SEQUENZA
GIOCO LIBERO : nella fase di riscaldamento, in tutte le messe
in azione, specialmente a livello giovanile.
ESERCIZIO : uomo/palla/eventualmente compagno o compagni.
SITUAZIONE : uomo/palla/compagno/avversario –
es. 1vs 1- 1vs2- 2vs2-3vs2- 4vs6 ecc……………
POSSESSI di PALLA e GIOCHI di POSIZIONE: non
c’è ricerca del gol ma nel possesso di palla c’è
continuità di gioco e cultura di gioco.
GIOCO a TEMA : partita con particolari regole di
gioco.
PARTITA LIBERA : normale partita, osservare il
livello di risposta dei giocatori.
I contenitori dell’allenamento
tecnico-tattico
ESERCIZI
• Sono tutte le forme di lavoro in cui non c’è l’avversario e ci si può
concentrare sull’aspetto tecnico in quanto c’è il rapporto io-palla-
ed eventualmente compagno.
• Devono sempre essere presenti nella prima parte dell’allenamento
(specie nei giovani) e sono parte integrante del riscaldamento.
• Vanno eseguiti anche dai portieri
• Esistono diversi tipi di esercizi, ad esempio:
• 1-individuali :(palleggio, conduzione…)
• 2-a coppie , a 3, 4, 5 giocatori :(passaggi,controlli, palleggio
,lanci….)
• 3-in combinazione :- forma da preferire- (in cui si mettono
insieme vari gesti in movimento e frutto di diverse postazioni
concatenate)
• 4-in gruppo : sparsi in “forma libera”
ESEMPI DI ESERCIZI TECNICI
SITUAZIONI
• Per avere una situazione ci devono essere: giocatore, palla,
compagno e avversario (e una direzione , altrimenti si avrebbe un
possesso)
• Pertanto la situazione più piccola sarà il 2 contro 1
• Per comodità però chiameremo sempre situazione anche l’1 contro 1
pur non essendo tattico in quanto non c’è il compagno del portatore di
palla
• Bisogna allenare tutte le SITUAZIONI GENERALI, tipo :1c1 2c1 2c2 3c2
3c3 4c3….
• Inoltre ci sono anche SITUAZIONI SPECIFICHE , in cui si gioca in base al
ruolo e al reparto tipo S. ATTACCO/DIFESA ( 4 dif contro 6 att , 4+1 c 5 )
• Devono essere presenti in ogni allenamento del settore giovanile.
• Le situazioni rappresentano il punto di collegamento fra lavoro
tecnico e partita.
Ricorda però che sono molto dispendiose dal punto di vista psico-
fisico perché c’è l’opposizione dell’avversario, inoltre aumentano la
probabilità di contrasti e a volte di infortuni
POSSESSI PALLA
• Rappresentano una forma di lavoro insostituibile , nella quale
non ci sono le porte per fare goal.
• Sono utilissimi per migliorare la tecnica e la tattica individuale
• Permettono di allenarsi senza la paura del goal e infondono la
mentalità del gioco
• Specialmente quelli a numero ridotto sono molto allenanti la
tecnica ed anche gli aspetti condizionali
• Possono essere usati anche dalle prime squadre con finalità
tattiche collettive
• Raccomandati i possessi con i giocatori jolly per avere sempre la
superiorità numerica in fase di possesso
Giochi di posizione
Sono particolari possessi palla in cui c’è una correlazione con il sistema di
gioco

•Rappresentano una evoluzione/specializzazione del possesso palla


generale

•Sono indispensabili per allenare il singolo in un possesso riferito al ruolo


che svolgerà in gara

•Linee di passaggio, smarcamenti, controlli, e tutto ciò che riguarda la


tecnica/tattica individuale trovano in questi lavori grande specificità

•E’ utile trasformare il gioco di posizione in situazione di posizione con


eventuale conclusione in porta
GIOCHI A TEMA
• Sono partite a tutti gli effetti, ma con regole particolari che
servono per stimolare e allenare vari aspetti tecnici o tattici
• Esempi : obbligo rasoterra, solo 2 tocchi, tutti oltre la metà campo,
obbligo rifinitura da cross, obbligo 10 passaggi prima di andare al
goal, rete che vale doppio se in seguito ad un pressing alto,….
• Sono molto utili per far “digerire” la tattica nelle prime squadre e
comunque per allenare comportamenti tattici in realtà di gioco
• Devono essere presenti anche nel settore giovanile senza però
togliere spazio al gioco libero finale
GIOCO LIBERO
Rappresenta solitamente la fase finale dell’allenamento.

E ‘ una fase obbligatoria per i giovani ma anche per le prime


squadre

E ‘ importante per osservare se ci sono errori nel gioco e se i


giocatori risolvono correttamente le diverse situazioni

Psicologicamente è un momento nel quale (finalmente) i giocatori si


sentono liberi di esprimersi senza vincoli e costrizioni

Da non confondere con il “libero di fare ciò che si vuole” in termini


negativi
La seduta di allenamento
“standard “
• CATEGORIA
• OBIETTIVO TECNICO
• OBIETTIVO TATTICO
• NUMERO GIOCATORI: minimo 16 ( più 2 portieri)
• MATERIALE
• 1) ESERCIZIO
• 2) SITUAZIONE
• 3) POSSESSO PALLA
• 4) GIOCO A TEMA , (OPPURE MINIPARTITE)
• 5) GIOCO LIBERO


COSE DA RICORDARE NELLA CONDUZIONE
DELL’ALLENAMENTO
L’ALLENATORE e la PARTITA
(settore giovanile)
• Ricordarsi che nel settore giovanile si devono formare giocatori e non vincere
trofei
• Pertanto far vivere la partita come un momento di CONFRONTO e di CRESCITA
indipendentemente dal risultato.
• La partita fa parte del “lavoro” settimanale e va vissuta come verifica e gioia di
esprimersi
• Pretendere correttezza e fair play
• Cercare di vincere attraverso il gioco ed un calcio tecnico, d’attacco e
propositivo
• In base alle categorie , cercare di coinvolgere più giocatori possibili
• Come Allenatore avere comportamenti etici che siano di esempio pratico a tutti.
• Vigilare ed educare tutte le altre componenti che ruotano attorno al giovane (
genitori, dirigenti, procuratori….)
• Ricordarsi che siamo in campo.
• EDUCARE, INSEGNARE e non per fare carriera!!
• E ricordiamoci che 1 su 100.000 arriva in serie A…..e quindi abbiamo il dovere di
insegnare calcio ma soprattutto di educare gli altri 99.999
TECNICA E TATTICA
INDIVIDUALE
PROGRAMMI CORSO UEFA B
TERZA SEZIONE
TECNICA E TATTICA INDIVIDUALE
• Calciare: passaggio, tiro in porta, cross, traversone,
calci piazzati, rinvio
• Conduzione della palla: finta, dribbling
• Controllo della palla: finta prima della ricezione,
stop, difesa della palla
• Gioco di testa: colpire di testa
• Recupero palla: anticipo, intercettamento, contrasto
• Smarcamento: elusione della marcatura, finta per lo
smarcamento, velocità di smarcamento
• Marcamento: principi generali del marcamento,
presa di posizione, esame della marcatura 1vs1
• Rimessa laterale
• Tecnica del portiere
CALCIARE
• Calcio interno-piede
• Calcio esterno-piede
• Calcio interno-collo piede
• Calcio esterno-collo piede
• Calcio collo-piede
• Calcio punta del piede
• Calcio tacco del piede
Calcio interno-piede
• UTILIZZATO PER DISTANZE CORTE (massimo 20 METRI )
• OFFRE GRANDE PRECISIONE PERCHE’ MAGGIORE SUPERFICIE, (ma meno forza
perché non si usa il quadricipite)
• ABITUALMENTE SI GIOCA RASOTERRA
• RINCORSA: BREVE,RETTILINEA, ULTIMO PASSO PIU’LUNGO
• GAMBA PORTANTE: FIANCO ALLA PALLA,PUNTA VERSO OBIETTIVO
• GAMBA CALCIANTE: OSCILLAZIONE CON APERTURA D’ANCA,GINOCCHIO
LEGGERMENTE FLESSO,IMPATTO SULLA LINEA MEDIANA PALLA,CON PIEDE
APERTO A 90°, PUNTA RIVOLTA LEGGERMENTE IN ALTO, OS CILLAZIONE DOPO
IL CALCIO PIU’/MENO BLOCCATA IN BASE AL TIPO DI PASSAGGIO ( CORTO E
SECCO O LUNGO)
• SUPERFICIE DI CONTATTO: TRIANGOLO FRA BASE ALLUCE,MALLEOLO
INTERNO,BASE DEL CALCAGNO
• TRONCO: SI TROVA SOPRA LA PALLA
• ARTI SUPERIORI: PIU’ AVANZATO IL BRACCIO OPPOSTO AL PIEDE CALCIANTE
• CAPO: LA VISTA E’ DIRETTA SUL PALLONE E PERIFERICA SUL GIOCO
Progressione didattica interno-piede
• 1.passaggi al muro (con stop e poi senza)
• 2.a coppie passaggi centrando una piccola porta fatta da 2 cinesini
• 3.a coppie , passaggi centrando un bersaglio nel mezzo
• 4.passaggi a 2 giocatori in movimento avanti-dietro , avvicinandosi e
allontanandosi
• 5.a coppie passaggi a pendolo (1 compagno fermo, l’altro va a dx e sin)
• 6.gara staffetta. Un ragazzo fa da sponda e gli altri passano di interno
• 7.passaggi su un triangolo
• 8.passaggi su un quadrato (palla incrociata, corsa dritta e viceversa…)
• 9.passaggio e pressione su chi riceve con 1 contro 1 passivo
• 10.in gruppo passaggio di prima su chi vedo (poi introdurre secondo pallone)
• 11.possesso 2 contro 1 (avversario può solo intercettare stando su una linea)
• 12.possesso 3 contro 1 su un quadrato
• 13. possesso 4 contro 2 su un quadrato
Calcio esterno-piede
• VEDI ESTERNO COLLO
Progressione didattica esterno-piede
• VEDI ESTERNO COLLO

• FIGC corso frazionato\tattica indiv\tiro e


dribbling\collo esterno.VOB
Calcio interno-collo
• UTILIZZATO PER DISTANZE LUNGHE, E SPESSO PER TRAIETTORIE A
PARABOLA, CALCI DI PUNIZIONE E CAMBI DI GIOCO
• Può essere con traiettoria ad effetto a rientrare , o con effetto back (shoot
inglese)
• RINCORSA: NON NECESSITA DI LUNGA RINCORSA, OBLIQUA SULLA PALLA,
ULTIMO PASSO PIU’ LUNGO
• GAMBA PORTANTE: PIEDE IN LINEA CON LA PALLA, GAMBA
LEGGERMENTE PIEGATA,
• GAMBA CALCIANTE: OSCILLAZIONE AMPIA DI CARICAMENTO
ACCENTUATA ANCHE DALL’APERTURA DELL’ANCA, E SUCCESSIVA
OSCILLAZIONE A SEGUIRE L’INERZIA
• SUPERFICIE CONTATTO: DALLA BASE DEL PRIMO DITO AL MALLEOLO,
PIEDE PIU’ O MENO IN ESTENSIONE IN BASE ALLA TRAIETTORIA
CURVILINEA O MENO
• TRONCO: LEGGERA COPERTURA SULLA PALLA E INCLINATO VERSO IL
PIEDE PORTANTE
• ARTI SUPERIORI: ABBASTANZA APERTI PER DARE EQUILIBRIO, CON ARTO
CORRISPONDENTE AL PIEDE CALCIANTE ABBASTANZA ARRETRATO
• CAPO: SGUARDO DIRETTO SULLA PALLA E PERIFERICO SUL GIOCO
Progressione didattica interno-collo
• 1.calciare contro un muro cercando di colpire dei bersagli
• 2.calciare a coppie cercando di mirare il petto del compagno (con e senza
effetto)
• 3.calciare in porta cercando di colpire la traversa
• 4.calciare a coppie superando una serie di paletti interposti fra i 2 giocatori
• 5.come sopra ma cercando di superare un avversario posto in mezzo
• 6.in gruppo calciare su un compagno lontano, questo riceve, fa 1-2 con un altro
compagno e poi calcia lungo
• 7.calciare in porta sul secondo palo dopo aver fatto 5 birilli di slalom lungo la
linea dell’area grande partendo dal vertice e venendo verso dentro
• 8.calciare su un quadrato posto in fascia,da qui cross per un terzo giocatore che
tira in porta
• 9.possesso palla 5 contro 5 e cambio gioco dopo 5 passaggi sull’altro quadrato
• N.B. per l’esterno-collo si può usare la stessa progressione,
• mettendo nel primo esercizio un cinesino che tiene sollevata la palla
Calcio esterno-collo
• UTILIZZATO PER DISTANZE BREVI E MEDIE, RICHIEDE ABILITA’ TECNICA
NOTEVOLE,PERMETTE TRAIETTORIE AD USCIRE
• RINCORSA: E’ RETTILINEA SULLA PALLA, ULTIMO PASSO PIU’ AMPIO
• GAMBA PORTANTE: POSIZIONATA A FIANCO DELLA PALLA MA PIU’
DISTANTE RISPETTO ALL’INTERNO PIEDE PER PERMETTERE
L’OSCILLAZIONE A SEGUIRE DOPO L’IMPATTO
• GAMBA CALCIANTE: RUOTATA DENTRO PER PRESENTARE ALL’IMPATTO
LE PARTE ESTERNA DEL PIEDE (INTRARUOTATO)
• SUPERFICIE PIEDE: DALLA BASE DEL QUARTO DITO AL MALLEOLO
ESTERNO
• TRONCO: SOPRA LA PALLA MA LEGGERMENTE VERSO IL LATO OPPOSTO
AL PIEDE CALCIANTE
• ARTI SUPERIORI: COMPENSANO ANDANDO SUL LATO OPPOSTO VERSO
LA GAMBA CALCIANTE
• CAPO: SGUARDO DIRETTO SULLA PALLA

• FIGC corso frazionato\tattica indiv\tiro e dribbling\collo esterno.VOB


Calcio collo-piede
• UTILIZZATO PER AVERE LA MASSIMA POTENZA, DI DIFFICILE ESECUZIONE PER
CHI HA IL PIEDE GRANDE, MOLTO PIU’ SPONTANEO NEI PICCOLI
• RINCORSA: RETTILINEA, NON NECESSARIAMENTE LUNGA, ULTIMO APPOGGIO
PIU’ AMPIO E RADENTE
• GAMBA PORTANTE: IL PIEDE SI POSIZIONA A FIANCO DELLA PALLA,
ABBASTANZA VICINO CON PUNTA RIVOLTA SULL’OBIETTIVO
• GAMBA CALCIANTE: DOPO IL CARICAMENTO OSCILLA IN AVANTI AVENDO IL
GINOCCHIO SOPRA LA PALLA
• SUPERFICIE DI CONTATTO: ZONA TIBIO TARSICA (ALLACCIATURA SCARPE)
• TRONCO: COPRE IN MODO ACCENTUATO ED E’ CENTRALE
• ARTI SUPERIORI: COORDINANO E IL BRACCIO OPPOSTO AL PIEDE DI TIRO E’
AVANZATO
• CAPO: ASSOLUTAMENTE CONCENTRATO SUL PUNTO DI IMPATTO (SPECIE NEL
TIRO IN PORTA)
Progressione didattica collo-piede
• 1.calciare un pallone posto sopra al cinesino (verso un
muro o verso un compagno)
• 2.calciare dopo aver lasciato cadere la palla a terra
(anche 2 ,3 rimbalzi) verso un compagno
• 3.calciare di drop verso un compagno
• 4. calciare al volo dopo essersi lanciata la palla con le 2
mani
• 5.calciare una palla che rotola verso se stessi
• 6.calciare in porta dopo uno slalom
• 7.fare dei tiri di potenza contro un bersaglio da
demolire(sagoma barriera)
Calcio punta del piede

Calcio tacco del piede


Passaggio
• E’ l’atto di trasmissione della palla ad un compagno.
• E’ il collegamento fra tecnica individuale e gioco collettivo
• In gare di serie A ci sono circa 300 passaggi per squadra
• Permette di mantenere il controllo del gioco (POSSESSO
PALLA)
• E’ utile per guadagnare TEMPO e SPAZIO
• Permette di SUPERARE molti AVVERSARI con un solo tocco
• la DIREZIONE viene data dal compagno (e non da chi ha la
palla)
• Il TEMPO viene dato dalla presa d’informazione del portatore e
dalla sua possibilità di giocare
Passaggio: a seconda della zona del
corpo utilizzata per l’esecuzione
• Interno piede
• Esterno piede
• Interno collo-piede
• Esterno collo-piede
• Collo piede
• Punta del piede
• Tacco del piede
• Di petto
• Di testa
• Di coscia
Passaggio: tipologia
• In profondità o verticalizzazione (su di un vertice)
• Indietro o scarico (su di un sostegno)
• Incrociato (cambio di gioco)
• Trasversale (giro palla)
• Appoggiato (sul piede o nello spazio)
• Filtrante (nei corridoi dietro una linea o dietro un
avversario)
• Passante ( nella parte cieca del difensore)
Didattica del passaggio
• 1.possesso 4 contro 2 (filtrante-appoggiato)
• 2.possesso 3 colori 5 + 5 + 5 ( = 10 contro 5)
• 3.possesso 5 contro 5 + 3 jolly (chi ha la palla sta 4 sui lati e 1 dentro)
• 4.possesso 2 contro 2 + sostegno-appoggio
• 5.possesso 1 punto per ogni passaggio sullo spazio
• 6.situazione 4 contro 4 a centrocampo e filtrante per le punte in 2
contro 2
• 7.possesso con goal nelle porticine bifronti (1 porta in più rispetto al
numero di giocatori avversari)
• 8.minipartita 3 contro 3, oppure 4 contro 4, obbligo 2 tocchi
• 9.gioco a tema 2 tocchi (eventualmente anche 1 tocco)
• 10. esercizi a coppie, a terne o con più calciatori in spazi diversificati
Principi di didattica del passaggio
• Esercitazione utile per migliorare ed allenare il passaggio è il
POSSESSO PALLA (meglio se con JOLLY a determinare la
superiorità numerica) con o senza sponde, correlati al ruolo o
liberi.
• Molto utili anche le partite a tocchi limitati (1, 2 o 3)
• Per allenare il passaggio corto e sui piedi fare minipartite o
possessi con pochi giocatori
• Per allenare il passaggio più lungo e quello sullo spazio fare
partita fra le due aree con linee di mèta senza porte
• Da non trascurare assolutamente gli esercizi che consentono
l’analisi tecnica del movimento (a coppie, a terne)
Tiro
• E’ l’atto di indirizzare volontariamente la palla verso la porta avversaria per
segnare un goal
• Elemento di tecnica di grandissima importanza (spesso poco allenato)
• L’ideale di ogni azione d’attacco è la conclusione (tiro) in porta (altrimenti si
parla di attacco negativo).
• I goal avvengono con tiri da fuori area per il 15 %, con conclusioni di potenza
principalmente di collo pieno o interno/esterno collo
• I goal da dentro area di rigore esclusa l’area piccola sono il 62 %, questa è la
zona importante dove arrivare per concludere positivamente l’azione. Qui
troviamo anche tiri di precisione (interno piede e interno-collo) e colpi di testa su
cross.
• Infine i goal da dentro l’area del portiere sono il restante 23%, e sono frutto di
deviazioni in anticipo, ripresa di “seconde palle” di reattività con tante parti del
corpo e in modo particolare di testa.
• E’ importantissimo allenare i vari tipi di conclusione sottoforma di esercizio
derivato da contromosse alla zona ,di potenza, precisione, testa, deviazione…
ma soprattutto è importante (85%) arrivare in area per tirare in porta
TIRO IN PORTA
• Individuale
• A coppie
• A tre giocatori
•DISPENSA NR 1 esercitazioni
RINVIO
• Calci di rinvio per gioco su seconda palla

CALCI PIAZZATI

TRAVERSONE

CROSS
CONDUZIONE DELLA PALLA
• Conduzione della palla libera
• Conduzione della palla con avversario:
1. Finta
2. Dribbling
Conduzione della palla libera
• Serve per spostarsi nel campo mantenendo individualmente il possesso della sfera
• Il calcio moderno è fatto essenzialmente di passaggi, però la conduzione è utile
nelle transizioni positive per concretizzare la superiorità numerica, e
indispensabile per fare il dribbling
• Bisogna allenare la visione periferica nella conduzione per poter vedere il gioco
• Superfici piu’ usate : esterno-collo per tutte le velocità e cambi di direzione.
• L’ interno -collo nei cambi di direzione (il collo va bene solo nella conduzione
rettilinea ed offre poca superficie)
• Superfici piu’ utili per i cambi di direzione secchi a bassa velocità: interno, esterno-
collo. Utile la suola per retrarre il pallone.
• Condurre nello spazio libero: pochi tocchi e palla piu’ lontana al corpo
• Condurre nel “traffico”: tanti tocchi e palla sempre coperta
• Nel momento del tocco la caviglia deve essere rilassata e morbida
• Alla conduzione va associato anche il concetto di difesa e copertura della palla
• E’ fondamentale usare le braccia non solo come elemento coordinativo ma
soprattutto come elemento di difesa della palla. E il busto deve coprire la palla.
• Proporre esercitazioni di conduzione lineare , con cambi di direzione , per poi
passare al situazionale in presenza di avversari ; poi possessi specifici
• Interessante il metodo “Coerver “ per il dominio, finte e cambi di direzione
Progressione didattica conduzione libera
della palla
• 1. condurre palla seguendo le linee perimetrali area
• 2. condurre palla su tratto dritto alternando tocchi ravvicinati (andata) ad altri più lunghi
• 3.condurre palla e fare un 360°su ogni cinesino lib ero sul campo (variante palla da una
parte giocatore dalla’ altra)
• 4.condurre palla e seguire un compagno
• 5.condurre e fare piccoli slalom fra i birilli con tutte le superfici
• 6.gioco : condurre nel traffico e butta fuori gli avversari
• 7.gioco: condurre palla 4 cantoni
• 8.staffetta in conduzione della palla (sia dritta, che fra i birilli,….)
• 9.attaccante parte in conduzione , difensore da dietro con alcuni metri di ritardo rincorre
per contrastare (variante: partono entrambi in conduzione, il primo che arriva è
attaccante, l’altro difensore che rincorre)
• 10. uno contro uno per il cross: attaccante conduce in fascia e deve arrivare al cross (e
non può subire un contrasto), il difensore fa solo intercettamento muovendosi su un
corridoio
• 11. possesso obbligo minimo 4 tocchi di conduzione della palla
Conduzione con avversario:
FINTA
• Movimento del giocatore in possesso di
palla eseguito per sbilanciare l’avversario e
riuscire a superarlo mantenendo il
possesso di palla, la finta d’inganno va
fatta in prossimità della zona di contrasto e
deve essere radente al suolo per
permettere un veloce cambio di direzione e
di velocità
CLASSIFICAZIONE DELLA FINTA
•In funzione
dell’avversario Tipologie di finte
• Con avversario di fronte • Finta di corpo
• Con avversario di spalle • Finta di gambe
• Con avversario di fianco • Finta con la palla
Conduzione con avversario: Dribbling
• E’ l’azione di tecnica compiuta dal portatore di palla al fine di SUPERARE (non
evitare) un avversario, presuppone la scelta di non passare la palla ma di fare
un’azione individuale
• Consente di creare la superiorità numerica più di qualsiasi altra forma o
combinazione di gioco.
• Permette di ottenere parecchi calci di punizione frutto di contrasti fallose dei
difendenti. E le palle inattive sono il 25 % delle reti segnate.
• Se si punta il difensore dell’ultima linea avversaria rientra nei casi di
CONTROMOSSA ALLA ZONA ( MODI DI SUPERARE L’ULTIMA LINEA)
• Richiede qualità Tecniche, Tattiche, Coordinative, di Velocità e Personalità
• Purtroppo gli allenatori e i cambiamenti dello stile di vita dei giovani hanno
diminuito questa importantissima qualità individuale
• Statisticamente la squadra che vince più 1 contro 1 , ha il 75% di probabilità di
vincere la partita ( H. Wein – 1993)
• Tatticamente esistono zone dove è +/- utile / rischioso il dribbling
Principi del dribbling
• Se il difensore si trova in divaricata laterale (errore!) è sufficiente fare la finta di
andare da un lato e poi scattare nell’altro
• Se invece il difensore sarà di fianco (corretto!) in antero-posteriore ,ricordarsi
che:
• Se punti il piede avanti, quello del contrasto, chiamato anche piede debole, sarà
facile superare l’avversario con una decisa sterzata e prenderlo in controtempo
(LATO CONTROTEMPO)
• Se punti il piede dietro, quello già in direzione di corsa,chiamato anche piede
forte, dovrai fare quasi un “autopassaggio” allungando la palla e cambiando
velocità (LATO VELOCITA’)
• ALLENAMENTO: è obbligatorio fare numerose SITUAZIONI DI 1 CONTRO 1,
variando spazi/tempi , punti di arrivo del difensore, e ricordando che esistono
anche il dribbling laterale e quello dorsale oltre al frontale .
Tipologie del dribbling
• Dribbling da fermo
• Dribbling in corsa
• Dispensa Nr 4
Didattica del dribbling
• 1 contro 1: un giocatore deve superare l’avversario che ha di fronte
partendo già con la palla al piede (oppure dopo un passaggio ricevuto, o
dopo uno scambio fra i 2 giocatori non sapendo chi attacca).
• Variante: mettere un altro difensore che recupera da dietro
• 1 contro 1: il difensore arriva lateralmente e l’attaccante deve superare
una linea prima di poter arrivare al tiro
• 1 contro 1: l’attaccante riceve palla di spalle e deve cercare di girarsi per
costruirsi il tiro in porta senza utilizzare il sostegno
• 1 contro 1: di natura situazionali nelle varie zone di campo interessando
ogni ruolo
• Situazione 2 contro 1 con attaccanti che partono in obliquo rispetto al
difensore)
• Minipartita 1 contro 1 con porte piccole, grandi, o linea di mèta
• Minipartita 2 contro 2 come sopra
CONTROLLO DELLA
PALLA

• Finta prima della ricezione


• Stop
• Difesa della palla
Finta prima della ricezione
• Movimento del giocatore
finalizzato all’esecuzione dello
stop orientato nella modalità che
trae in inganno l’intervento
possibile dell’avversario
Principi della finta prima della ricezione

• Equilibrio fisico, con gestione sicura del corpo, buoni appoggi,


sensibilità propriocettiva e adatta alla richiesta di
sbilanciamento.
• Presa di informazioni della situazione di gioco, conoscenza
posizione compagni e avversari, traiettoria palla, velocità.
• Conoscenza dell'avversario diretto, delle sue caratteristiche
fisiche e tecniche.
• Orientamento, posizione della persona all'interno del terreno
di gioco.
• Obiettivo da raggiungere, scelta già fatta su zona da
raggiungere dopo la finta o compagno a cui far pervenire la
palla.
Tipologia di finta prima della ricezione
• Finta con successivo controllo, la finta presuppone una ricezione e grazie a essa
si riesce a ottenere spazio o ingannare l'avversario.
• Finta senza prendere palla, la mossa di inganno mira a sbilanciare l'avversario
lasciando passare il pallone che verra' raggiunto subito dopo o che favorirà un
compagno ( esca)
• Palla in arrivo con fronte all'avversario, mancando la protezione deve essere molto
rapida e il controllo seguente orientato a superare lo stesso.
• Palla in arrivo con spalle all'avversario, si guadagna tempo girandosi dalla parte
opposta alla finta e lo spazio aperto da modo di giocare con più persone.
• Finta di corpo, sbilanciamento avversario tramite il movimento della parte
superiore del corpo che si gira o flette per disorientare ( stop di petto, stop di
interno orientato, controllo di testa)
• Finta di gambe, movimento delle gambe che fintano una scelta diretta di gioco poi
invertita (finta calcio al volo per poi controllo orientato)
• Finta di palla (impossibile)
Didattica della finta prima della ricezione
• Nello spazio circolazione palla a 3 tocchi con ricezione dopo finta
• Cerchio di centrocampo una squadra all'interno riceve da fuori e
sposta palla verso altro compagno esterno dopo ricezione anticipata
da finta.
• Ostacoli distribuiti sul campo fungono da avversari. Squadra A guida
con un pallone a testa mentre B si smarca vicino a finto avversario e
riceve dopo movimento di inganno.
• In linea 4 giocatori due al centro con paletto che funge da avversario
da sbilanciare. Un esterno inizia con passaggio al centro e segue, chi
riceve finta e porta a altro esterno.
• 3 squadre A, B, C, quando A riceve da C e' marcata da B che disturba
la ricezione. (ovviamente sapere che si effettuerà la finta non agevola
la risposta)
• stimolare la finta negli uno contro uno e anche in situazioni tattiche di
11 contro zero.
Stop
• E’ il fondamentale che permette di controllare una palla
in arrivo
• ESISTONO VARIE CLASSIFICAZIONI:
• CONTROLLO SUL POSTO (stop)
• CONTROLLO ORIENTATO (stop a seguire)
• CONTROLLARE UNA PALLA RASOTERRA
• CONTROLLARE UNA PALLA PARABOLICA (SMORZAMENTO)
• CONTROLLARE UNA PALLA UNA FRAZIONE DI TEMPO DOPO CHE E’
RIMBALZATA (SEMIBLOCCAGGIO O DROP)
• CONTROLLO IN BASE ALLA SUPERFICIE DEL CORPO ( PIEDE, COSCIA, PETTO)
Principi dello stop
• 1.VALUTAZIONE TRAIETTORIA
• 2.ANDARE INCONTRO ALLA PALLA (NON FARSI
ANTICIPARE)
• 3.DECIDERE SE CONTROLLARE SUL POSTO O ESEGUIRE
UN CONTROLLO ORIENTATO
• 4.ANDARE INCONTRO ALLA PALLA CON LA PARTE DEL
PIEDE/CORPO RILASSATA
• 5.SE POSSIBILE UTILIZZARE PARTI DEL CORPO AMPIE
• 6.RETRARRE AL MOMENTO DELL’IMPATTO LA PARTE
DEL CORPO (TIPO ANDARE INDIETRO ALLA MOVIOLA)
• 7.OTTIMIZZARE CON UN SALTELLO SUL PIEDE
PORTANTE
Didattica dello stop
• 1.palla in mano, lanciarla in alto e controllare in vari modi ( drop, smorzamento,…)
• 2.come sopra ma dopo 3 palleggi , lanciare in alto e controllare
• 3.a coppie , un compagno lancia la palla, l’altro esegue tutti i tipi di stop (volo, drop, piede,
coscia , petto, sul posto, orientati)
• 4.a coppie , passaggi rasoterra e controllo orientato ad uscire dalla porticina posta davanti
ad ogni giocatore
• 5.a coppie, passaggi di 20 metri con parabola e controllo
• 6. a terne, il primo giocatore passa di interno rasoterra e va a pressare, il secondo riceve e fa
un controllo orientato per poi passare al terzo ed andarlo a pressare
• 7.a terne, si passa al giocatore che sta in mezzo e facendo un controllo si gira di 180°per
dare palla all’altro compagno
• 8.a quadrato, ricevo su un angolo, controllo verso un altro angolo, e faccio il passaggio
• 9.in gruppo, serie di passaggi liberi rasoterra e obbligo di fare un controllo orientato
• 10.in gruppo serie di passaggi al volo , tipo ricevo e lascio la palla
• 11.situazione: un attaccante marcato, riceve da un compagno un passaggio dopo uno
slalom, e deve controllare , difendere la palla, scaricare e giocarsi un 2 contro 1
• 12.possesso palla entrare-uscire
• 13. possesso obbligo controllo orientato
Difesa della palla
• Se ci si è ben smarcati probabilmente riceveremo un passaggio.
A questo punto sarà importante controllare (sul posto o sulla
corsa), e difendere la palla dal contrasto dell’avversario.
• Controllo: tatticamente è da preferire ove possibile il controllo
orientato per essere già nella direzione dell’azione che faremo,
andando incontro alla palla per non subire anticipi. A volte però
è utile lo stop sul posto (es. sponda)
• Difesa della palla: bisogna sempre frapporre il proprio corpo fra
la palla e l’avversario per essere sicuri di rendere difficile il
contrasto avversario
• Come esercitarsi: principalmente con possessi ad uomo e con
situazioni di 1 contro 1 in cui si riceve da un compagno e bisogna
mantenere il possesso della palla
Didattica della difesa della palla
• 1. un attaccante riceve palla dentro un quadrato presidiato da un
difensore, se riesce a portare fuori la palla lateralmente può
proseguire incontrastato
• 2. tre centrocampisti si passano la palla, verticalizzano su una punta
marcata ad uomo sui 18 metri che deve ricevere , difendere palla per
5 secondi e poi può giocare una palla di scarico per il cc che arriva
al tiro
• 3.possesso palla 4 sponde con un interno marcato ad uomo che
deve ricevere difendere la palla e rigiocarla su un’altra sponda
• 4.situazione 1 contro 1 di difesa palla da un avversario che con il
pallone in mano deve cercare di colpire il pallone del portatore
• 5.possesso palla uomo/uomo
• 6.possesso palla con obbligo di passaggio sui piedi e controllo
orientato
GIOCO DI TESTA
• Colpire di testa
Dispensa Nr 2
Colpire di testa
• E’ un fondamentale che indica l’abilità di utilizzare la testa in situazioni di gioco
offensive e difensive in cui ci sia una palla aerea
• I piccoli calciatori difficilmente colpiscono di testa, e l’elemento paura è notevole
• Colpi di testa possono essere con stacco e senza stacco (rari)
• Su palle frontali si stacca di fianco con i due piedi (fronte-fronte-fianco)
• Su palle laterali si stacca con un piede
• La zona che colpisce la palla è la fronte (zona più piatta e forte ) a volte anche la
regione parietale
• Il movimento richiede una catena cinetica che parta dalle gambe
• E’ importante il caricamento della colonna vertebrale
• Il collo deve retrarsi “slittando” indietro (e non flettendosi) nel caricamento , con il
mento che arretra
• Al momento dell’impatto tutte le forze vanno ad aiutare lo slittamento avanti del collo
• Le braccia da avanti si slanciano verso dietro-alto per imprimere forza e per
proteggersi da eventuali contrasti
Progressione didattica del colpire di testa
• 1-CON PALLA IN MANO COLPIRE CON LA FRONTE E RIPRENDERLA (CON OCCHI BEN APERTI
)
• 2-DA SEDUTI STESSO ESERCIZIO DI SOLO IMPATTO GUARDANDO LA PALLA
• 3-DA SEDUTI COLPIRE DI TESTA LA PALLA LANCIATA DAL COMPAGNO USANDO SOLO IL
COLLO
• 4-USARE ORA IL COLLO E LE BRACCIA
• 5-USARE IN COMBINAZIONE COLLO, BRACCIA E BUSTO CHE DA DIETRO VA VERSO AVANTI
• 6-IN GINOCCHIO USARE COLLO, BRACCIA E BUSTO CHE CARICA MAGGIORMENTE
• 7-IN PIEDI, DIVARICATA ANTERO-POSTERIORE, USARE SEMPRE LA STESSA CATENA
CINETICA
• 8- CON BALZELLI SUL POSTO A PIEDI DIVARICATI LATERALI TROVARE IL TIMING SU PALLA
UN PO’ PIU’ ALTA
• 9-FARE RINCORSA, STACCO AD UN PIEDE, FLESSIONE BUSTO, SLITTAMENTO COLLO, E
AZIONE BRACCIA A FERMARE LA PALLA SOPRA IL CAPO (TIPO VOLLEY)
• 10- FARE ESECUZUIONE COMPLETA SU LANCIO FATTO CON LE MANI DA UN COMPAGNO
• 11- PROVARE IL “FUORI TEMPO “ IN ANTICIPO PER IMPARARE A “GALLEGGIARE” IN ARIA
• 12-COLPIRE PALLONI CHE ARRIVANO DA CROSS IN MODO OFFENSIVO E DIFENSIVO
• 13-CREARE SITUAZIONI DI UNO CONTRO UNO SU CROSS
RECUPERO DELLA PALLA

• Anticipo
• Intercettamento
• Contrasto

• Video
E\FIGC corso\FIGC corso frazionato\tattica indiv non possesso
Anticipo
• Quando dalla marcatura del proprio avversario si riesce ad arrivare sulla
palla prima che lui riceva.
• Per poter anticipare bisogna stare bene su linee interne e non dare
contatto fisico all’avversario (tenere più o meno distanza di un braccio)
• Bisogna leggere la traiettoria di passaggio ed essere reattivi (capacità di
anticipazione motoria)
• Chi anticipa non ha bisogno di fare contrasto.
• Si deve stare molto attenti perché un anticipo errato è fonte di molti
problemi di scalata di reparto
• E’ obbligatorio anticipare il proprio attaccante quando si è in superiorità
numerica
• Nell’incertezza tra anticipo e difesa della profondità il difensore deve
sempre scegliere di difendere la profondità
Movimento di anticipo
• Il movimento di anticipo del difensore,
specie sul movimento incontro alla
palla dell’attaccante, presuppone di
solito di due velocità
• Una iniziale più lenta, una successiva
più veloce
• Se l’anticipo è chiaro la velocità è unica
Didattica dell’anticipo
• Didattica di anticipo su una sagoma con un
compagno che lancia la palla (si allenano vari gesti
tecnici)
• Situazione per anticipo corto-anticipo lungo 4 contro
4+4
• Situazione per difendere su attacco a 1 o 2 tempi
contro una e due punte
• Situazione attacco-difesa a uomo
Intercettamento
• Quando non si è in marcatura e quindi non c’è la
presenza di un avversario diretto.
• Pertanto può essere fatto solo da una presa di
posizione
• Viene fatto soprattutto dai centrocampisti e si attua
con una buona presa di posizione per togliere i
passaggi filtranti
• Non è pericoloso cercare l’intercetto in quanto non
siamo in quel momento responsabili di una marcatura
Didattica dell’intercettamento
• Possesso 2+2 contro 2 che intercettano a 3 settori
• 1. su uno spazio 20 per 20 due giocatori devono intercettare un
passaggio filtrante per la punta
• Situazione 4 contro 4 per imparare a filtrare con i centrocampisti
Intercettamento: finta per intercetto
• Movimento di un giocatore finalizzato ad
assumere un atteggiamento di copertura di una
zona di campo o di una marcatura per poi
indirizzarsi in una presa di posizione sulla linea di
passaggio dell’avversario
• Si suddivide a seconda del tipo di atteggiamento
• Atteggiamento di copertura: copertura di un
compagno e corsa rapida sulla linea di passaggio
• Atteggiamento di marcatura: marcatura di un
avversario, uscita rapida dalla marcatura e presa
di posizione sulla linea di passaggio
Contrasto
• IL CONTRASTO E’ IL GESTO TECNICO CHE PERMETTE AL DIFENDENTE DI
CONQUISTARE O ALLONTANARE IL PALLONE IN POSSESSO DI UN
AVVERSARIO
• INSIEME AD ALTRE 2 TIPOLOGIE DI RECUPERO PALLA ( ANTICIPO E
INTERCETTAMENTO) PERMETTE DI INTERROMPERE L’AZIONE AVVERSARIA
• E’ UN FONDAMENTALE CHE HA BISOGNO DI NOTEVOLI COMPONENTI
AGONISTICHE E DI FORZA
• E’UTILE CONOSCERE LE CARATTERISTICHE TECNICHE E FISICHE
DELL’AVVERSARIO PER FARE UN BUON CONTRASTO
• NON SEMPRE E’ UTILE ENTRARE IN CONTRASTO, A VOLTE E’ MEGLIO
EVITARLO ( in alcune situazioni è preferibile un tempo di attesa)
• PER INSEGNARLO SI PUO’ FARE DIDATTICA, MA PER ALLENARLO E’
INSOSTITUIBILE CREARE SITUAZIONI DI 1 CONTRO1 (anche se aumenta il
rischio di infortuni)
• ESISTONO quattro TIPI DI CONTRASTO: FRONTALE – LATERALE –
SCIVOLATO – DORSALE
Tecnica del contrasto
• SPAZIO: bisogna arrivare alla distanza di contrasto che permetta
alla gamba stendendosi di arrivare sul pallone ed avere ancora
forza
• TEMPO: bisogna trovare l’attimo in cui la palla è meno difesa
dall’avversario
• SUPERFICIE: l’interno piede permette una maggior superficie ed
è più difficile essere superati
• PIEDE-CAVIGLIA :deve essere rigido e forte per trasmettere forza
e anche per evitare infortuni
• FORZA: deve essere diretta al centro del pallone, così come la
vista, e non bisogna farsi distogliere dalle finte avversarie
• CORPO: deve essere in equilibrio, ben piegato in avanti e con le
braccia larghe
Tipologia del contrasto
• FRONTALE: quando il difensore è posto frontalmente all’attaccante.
• E’ bene essere in posizione di fianco e non di fronte (leggera divaricata antero-posteriore)
• Scegliere se indirizzare l’avversario nel proprio lato “forte”o se in quello “debole”
• Peso del corpo ben distribuito, gambe piegate, piede portante posizionato lateralmente e
leggermente arretrato
• Tenere basso il baricentro per avere una maggiore stabilità e forza.
• Andare sulla palla con velocità di gamba e tensione muscolare per non cedere
• LATERALE: quando il giocatore in possesso sta correndo e il difendente gli corre accanto
nella stessa direzione, appena arrivati sulla linea palla si può contastare
• Si utilizza l’interno-collo del piede lontano, facendo perno sull’altro arto e torcendo il corpo
verso l’avversario
• DORSALE : quando il difendente si trova alle spalle dell’attaccante. Bisogna non dare
appoggio all’attaccante ma al tempo stesso non farlo girare, cercare di mettersi in modo di
poter calciare con la punta del piede da sotto e dietro il pallone per allontanarlo.
• Il difensore deve mantenere una postura bassa per poter vedere la palla
• SCIVOLATO: è un comportamento che può essere tatticamente rischioso, ci sono giocatori
“specialisti” che lo usano di frequente soprattutto nelle fasce laterali.
• Si utilizza quando non si riesce a fare il contrasto laterale, si può utilizzare la gamba vicina
(esterno-collo) o la lontana (interno-collo), è fondamentale «buttarsi-infilarsi» sotto e da
leggermente dietro-largo l’avversario
SMARCAMENTO
• Elusione della marcatura
• Finta per lo smarcamento
• Velocità di smarcamento

Video E:\FIGC corso\FIGC corso frazionato\tattica indiv\smarcam control passag


Movimento di smarcamento
• E’ il movimento che il giocatore compie per eludere la marcatura
dell’avversario per andare su uno spazio libero e raggiungibile
da un passaggio o anche per liberare uno spazio utile per la
ricezione di un compagno (smarcamento combinato)
• DOVE : in zona LUCE. Ovvero in uno spazio libero dove si può
essere visti e raggiunti dal passaggio.
• COME : attraverso corse di tutti i tipi (ma di qualità) e
contromovimenti. Nella corsa si deve avere sempre la visione
della palla anche se si è in allontanamento
• QUANDO: si effettua quando il portatore di palla prende
informazioni ed è in grado di poterla trasmettere.
Didattica del movimento di smarcamento
• 1.un attaccante contro un difensore con una sponda in verticale che cerca la
zona luce (DOVE)
• 2.due centrocampisti si passano la palla, quando uno di questi si gira cerca l’ala
che è marcata a uomo dal terzino (COME)
• 3.un giocatore fa lo slalom, quando termina deve passare ad un attaccante
marcato a uomo (QUANDO)
• 4.situazione per l’attacco ad 1 o 2 tempi, con terzini che fanno lo slalom e poi
giocano la palla
• 5.partita 11vs 0 (passo a chi vedo)
• 6.possesso 2 contro 1 a tre settori per intercettamento
• 7.possesso 3 contro 1 su angoli a 90°rispetto al po rtatore
• 8. possesso 2 contro 2 a tre settori
• 9.possesso 4 contro 2 palla filtrante e appoggiata
• 10.possesso 2 contro 2 + sostegno e appoggio
• 11.possesso 5 contro 3 con regista nel mezzo (4+1)
• 12.gioco a tema : obbligo rasoterra
Elusione della marcatura
Inserto 5 con filmati sullo smarcameto

E:FIGC corso\FIGC corso frazionato\tattica indiv\smarcam control passag


Finta di movimento
• Movimento del giocatore finalizzato ad acquisire
un tempo di gioco migliore dell’avversario ed
uno spazio più utile per la ricezione
• Si suddivide a secondo della direzione di corsa
• Direzione verticale: lungo-corto, corto-lungo
• Direzione orizzontale: dentro-fuori, fuori-dentro
• Direzione diagonale: lontano-vicino, vicino-
lontano
Movimento corto-lungo
Movimento lungo-corto
Movimento fuori-dentro
Movimento dentro-fuori
Movimento vicino-lontano
Movimento lontano-vicino
Velocità di smarcamento
• Il movimento di smarcamento presuppone
due velocità di esecuzione:
1. velocità non massimale nell’esecuzione
della prima fase della finta di movimento
2. velocità massimale nella seconda fase
della finta per la ricezione della palla
MARCAMENTO

• Principi generali del marcamento


• Presa di posizione
• Esame della marcatura 1vs1

Video E:\FIGC corso\FIGC corso frazionato\tattica indiv non possesso


Principi generali del
marcamento
• Nel marcamento entra in gioco l’avversario (in qualità di appoggio e non di
portatore altrimenti si avrebbe il contrasto)
• Indipendentemente dalla tattica difensiva uomo o zona , la marcatura si
effettua sempre nello stesso modo !!
• Se l’avversario è lo stesso per tutta la gara si parla di marcatura ad uomo
• Se viceversa l’avversario sarà determinato da chi entra nella nostra zona di
competenza si parla di marcatura a zona (termine non corretto, più corretto
marcatura in una disposizione a zona)
• Per marcare correttamente bisogna comunque rispondere a 2 condizioni:
• 1- ESSERE FRA AVVERSARIO E PORTA ( + o – vicini alla linea longitudinale
del campo) a seconda se si marca sull’anticipo o a difesa della porta
• 2- VEDERE AVVERSARIO E PALLA
• La situazione di 1vs1 è fondamentale per imparare a marcare
Gioco dei piedi del difensore
• Il difensore deve avere appoggi leggeri e una postura
che gli consenta in ogni momento di essere con il
corpo in equilibrio e il baricentro mai fuori dalla base
di appoggio per essere pronto a partire
• Il difensore deve tenere spesso la souplesse per
correggere la posizione sul campo (quando non sta
bene o è stanco il difensore aumenta le partenze da
fermo)
• Il difensore fa poca andatura di corsa laterale,
massimo 2-3 metri, oltre questa distanza deve fare
corsa in avanti
• Il difensore fa poca corsa all’indietro, massimo 2-3
appoggi, se gli appoggi dovessero essere di più deve
girarsi e fare corsa in avanti
Esercizi per gli appoggi
leggeri
• Corsa con giro completo a destra e sinistra mantenendo gli appoggi vicini, poi stessa
corsa balzando
• Corsa sui coni disposti a treccia con cambio di direzione ad ogni cono puntando il
piede esterno, poi puntando il piede interno e quindi facendo ½ giro
• Corsa sui coni disposti a triangolo, il difensore attacca il cono al vertice del triangolo
poi si gira e va verso il cono alla base , corre in avanti e lo sguardo rivolto verso il
cono al vertice
• Corsa sull’avversario che corre in avanti curvando a destra e a sinistra, il difensore
corre in avanti e cambia fronte sul movimento dell’avversario senza mai dargli le
spalle, poi stesso esercizio con avversario in conduzione di palla
• Corsa su due avversari che si passano la palla a due tocchi correndo in avanti, il
difensore corre in avanti verso il fondo, cambia fronte e non dà mai le spalle agli
avversari, poi stesso esercizio ma prima di iniziare il cambio di fronte il difensore fa
una finta di attacco al portatore di palla
• Corsa sui coni disposti in ordine sparso alla destra e alla sinistra di un cono di
vertice che delimita un asse centrale, il difensore attacca i coni che vuole poi rientra
verso la linea di fondo correndo in avanti lo sguardo verso il cono di vertice e la fronte
verso l’asse centrale
Scelta dell’intervento

• La scelta dell’intervento del difensore è: attesa-anticipo-


difesa della profondità
• La scelta dell’intervento è legata principalmente alla lettura
delle intenzioni di gioco del possessore di palla
• Per questo nelle esercitazioni conviene addestrare i
difensori nelle situazioni di palla-scoperta che obbliga a
dover leggere le intenzioni di gioco del possessore di palla
Risalite
• Se il difensore ha difeso la profondità e la palla non è partita,
deve risalire:
• per lasciare in fuorigioco l’attaccante che è partito in profondità
• per accorciare sull’attaccante se questo è rimasto in posizione
per ricevere la palla appoggiata
Marcamento stretto o largo
• Il marcamento più o meno stretto non dipende dalla
distanza dalla porta ma:
• dalla distanza dalla palla
• dalla copertura alle spalle del marcatore
• dalla differenza di velocità che ci può essere tra
difensore ed attaccante
Scelta del difensore in funzione del
movimento dell’attaccante
• Se l’attaccante parte in anticipo il difensore:
• lascia subito la marcatura
• oppure segue un passo l’attaccante e poi lascia la
marcatura
• Se l’attaccante nel movimento incontro va sotto linea
palla:
• il difensore non va mai sotto la linea palla
Didattica marcamento
• 1. “pendolo” difensivo: 2 giocatori larghi fra loro 30 metri si passano la
palla e il difensore sulla punta centrale deve sempre cambiare posizione
per marcare correttamente
• 2.Un centrocampista dopo slalom a palla aperta deve servire un
attaccante libero di mettersi dove vuole per fare goal (variante: poi 2
centrocampisti tipo sagome )
• 3.marco-copro con appoggi in 2 contro 2
• 4.”pendolo a due sagome (prima un difensore , poi due difensori)
• 5.due difensori centrali contro 2 punte con palla libera ai centrocampisti
• 6.situazione per allenare la marcatura con palla fuori o dentro rispetto al
difensore (orientamento del corpo )
• 7.situazione difensiva su attacco (tipo 1 o 2 tempi) a palla aperta
• 8.situazione 4 contro4 contro 4 per allenare anticipo corto- anticipo
lungo
• 9.situazione per allenare la marcatura da cross
PRESA DI POSIZIONE

• E’ il posizionarsi in fase difensiva in funzione della palla,


della porta e degli avversari se ci si basa sul PRINCIPIO DI
DIFESA DELLA PORTA
• E’ il posizionarsi in funzione della palla e degli avversarsi
se ci basa sul PRINCIPIO DI CONQUISTA DELLA PALLA
• Si deve essere sempre sotto la linea della palla
• Facendo opportune diagonali di copertura si riesce ad
intervenire in seconda battuta e togliere il passaggio
filtrante
• Se superato dal diretto avversario si deve rientrare verso
la porta per la via più breve
• Rientra in questo argomento anche la copertura preventiva
Posizionamento del
difensore
• Posizione del difensore alle spalle • Posizione del difensore rispetto alla linea
dell’attaccante sulla linea palla-porta longitudinale del campo
• Questo posizionamento si basa sul principio di • Il difensore assume una posizione più
difesa della porta vicina alla linea longitudinale e a quella di
• Il difensore può scegliere di posizionarsi sulla fondo campo, rispetto all’attaccante
linea palla-porta quando cerca di ritardare
l’azione offensiva, invitando un passaggio in • Variando la distanza dalla linea di fondo
zona esterna per un 1vs1 fuori e avversario di campo il difensore si predispone più per
spalle l’anticipo che per la difesa della profondità
e viceversa
Posizionamento difensore alle spalle
dell’attaccante (difesa della porta)
Posizionamento del difensore rispetto alla
linea longitudinale del campo (conquista
della palla)
Didattica presa di
posizione
• 1.esercizio marco-copro, senza
appoggi
• 2.esercizio “bandiere colorate”
• 3.esercizio “sotto linea palla”
• 4.didattica copertura ed eventuale
marcatura preventiva
ESAME DEL MARCAMENTO
1VS1 A SECONDA DELLE ZONE
DA CUI ARRIVA LA PALLA E DEL
MOVIMENTO
DELL’ATTACCANTE
Difesa su palla appoggiata che arriva
da zona centrale
Difesa da palla centrale su attaccante
che apre lato palla
Difesa su attaccante che attacca la
profondità alle spalle del difensore
(passante)
Difesa su attaccante che attacca la
profondità centrale
Difesa su attaccante che attacca su
sponda-deviazione
Difesa su attaccante che va fuori
linea
Difesa su palla che arriva
dall’esterno
Difesa su attaccante largo da palla
centrale
Difesa su cross a centro
porta
Difesa su cross con attaccante che si
stacca dietro
Difesa su cross sul primo
palo
Difesa su cross sul secondo
palo
Difesa su cross da vicino alla
porta
Difesa su traversone a centro
porta
Difesa su traversone sul primo
palo
Difesa su traversone sul secondo
palo
Difesa su traversone con attaccante che
si stacca dietro
ERRORI TECNICI DEL
GIOCATORE DILETTANTE
E CORREZIONI
Errori tecnici 1
•Difficoltà nel gestire la palla al fine di passarla ad un compagno di interno piede
•Motivo: il pallone in possesso di un giocatore è distante dal piede che lo conduce e
quindi nel momento in cui la palla viene calciata, il busto “tende” a piegarsi indietro o
verticalizzarsi
•In questo caso il passaggio è rimbalzante, la palla non è accompagnata dalla gamba
che calcia e c’è poca forza, diventando intercettabile e difficoltoso da fermare per i
rimbalzi
•SPUNTI PER LA CORREZIONE:
•Corretta conduzione di palla: il pallone deve rimanere molto vicino al piede per cui deve
essere colpito con delicatezza; i passi debbono essere ravvicinati e il piede deve essere
leggero a terra, l’articolazione della caviglia mobile per ruotare e far coprire al meglio,
con tutte le parti del piede, la palla

•Esercizio consigliato: in uno spazio ristretto che contiene molti giocatori (area piccola di
rigore) ognuno conduce la palla in corsa lenta senza scontrarsi ed tenendosi pronto a
dribblare e scansare ogni ostacolo. Con questo esercizio si sollecita a tenere la palla
vicina al piede e ad essere pronti a cambiare direzione repentinamente e poterla
conseguentemente calciare
Errori tecnici 2
•All’arrivo di una palla che rimbalza da colpire al volo si vede che il giocatore piega il
busto indietro come a ritrarsi, la palla viene respinta con una traiettoria non tesa e
lenta. Tale giocatore appare come un soggetto che subisce e non come protagonista
della giocata

•La palla che arriva addosso deve trovare il giocatore preparato e lo può fare solo se
questo si solleva da terra, portando indietro l’arto che calcia e quindi
predisponendosi ad anticipare. Se invece la palla arriva più lentamente, prima di
staccare da terra, occorre accorciare il passo

•SPUNTI PER LA CORREZIONE:


•L’esercizio consigliato da ripetere spesso si avvale di un muro o qualcosa di simile,
in modo da permettere molte ripetute dello stesso gesto tecnico. È necessario stare
a distanza di circa 5 m., calciare la palla al muro, sulla respinta far rimbalzare 1 volta
la palla a terra, accorciare a tempo giusto il passo, staccare leggermente da terra,
colpire la palla e ripetere il tutto (palla-rimbalzo-collo piede per 100 volte di seguito;
palla-rimbalzo-interno piede(piatto) per 100 volte; palla-rimbalzo-drop sul 2°rimbalzo
per 100 volte, potrebbe essere la quantità che aiuta ad acquisire la giusto
coordinazione tecnica
Errori tecnici 3
•Con la palla troppo distante dal piede l’attenzione visiva è attirata dalla palla e quando
occorre passarla il tempo è ritardato facilitando l’intercettazione da parte degli avversari

•In questi casi il giocatore a cui passiamo la palla può subire l’anticipo o esser costretto a
fare giocate scontate perché un avversario gli si avvicina togliendogli tempo e spazio di
gioco
•SPUNTI PER LA CORREZIONE:
•In uno spazio come l’area di rigore, far correre ogni giocatore della squadra con una palla a
testa; come abbiamo visto nel 1°esercizio la palla va tenuta vicino al piede. È necessario
cercare di tenere, portando la palla, lo sguardo in avanti cercando di entrare in contatto
visivo con un compagno e subito scambiarsi la palla con un passaggio rapido facendo
attenzione a non far scontrare le palle

•Dopo aver fatto ripetere l’esercizio alcune volte, si troveranno i tempi giusti di gioco
Errori tecnici 4
•Con la palla che arriva rasoterra, spesso lo stop è fatto con la parte interna del
piede, ma posteriormente, costringendo il giocatore a ritoccarla nuovamente per
poterla giocare
•Dovendo fare un tocco di palla in più, lo sguardo si focalizza in basso sul pallone,
facendo perdere possibilità di gioco. In più l’errore denota carenza tecnica che
invoglia l’avversario ad aggredirlo per togliergli il pallone
•SPUNTI PER LA CORREZIONE:
•Ci mettiamo a coppia ad una distanza di 10 m. l’uno dall’altro e ci passiamo la palla
rasoterra con l’obbligo di stop con l’interno piede; la direzione dello stop deve essere
verticale leggermente laterale in direzione dell’altro arto. Subito dopo lo stop (gamba
portata dietro, angolo di 90°piede gamba, busto leg germente in torsione ad
accompagnare la gamba che ferma la palla, tocco secco ma debole) si accorcia il
passo rimanendo agili sul posto, si raggiunge la palla e si calcia con l’altro arto.
Questo esercizio può apparire vecchio ma è opportuno per focalizzare l’attenzione
sulla coordinazione nel momento in cui occorre calciare, aprire in maniera giusta la
gamba che calcia e verificare il punto preciso del piede con cui stoppare la palla. Il
calciare palla nel punto centrale e l’accompagnare con l’arto che calcia contribuisce
a eliminare i rimbalzi inutili .
Errori tecnici 5
•Arriva una palla rimbalzante ad una altezza tale da essere stoppata con il petto; spesso si
nota che il giocatore prolunga le braccia estendendole al massimo e direzionandole in
avanti-alto mentre il petto e la testa indietreggiano

•In questi casi la palla rimbalza sul petto e prosegue la sua corsa passando sopra la testa,
costringendo il giocatore a girarsi e rincorrere la palla
•SPUNTI PER LA CORREZIONE:
•L’allenatore con la palla in mano a 3 m. di distanza dal giocatore, lancia la palla con una
traiettoria a parabola e questi allarga e solleva leggermente i gomiti, arcua un poco il busto
indietro e nel momento in cui sta per entrare in contatto con la palla inspira e subito dopo
espira ,decontraendo i muscoli del dorso per ammortizzare al massimo il contatto palla-petto

•Si parte da questo esercizio semplice per far prendere coscienza dello stop di petto per poi
costruire esercizi più complessi fino ad arrivare ad uno stop su lancio in cui ci si eleva da
terra, si cambia direzione alla palla per prevenire l’ intervento dell’avversario
Errori tecnici 6
•La traiettoria della palla è verticale e rasoterra; un giocatore, rincorrendola, la deve
intercettare e respingere nella direzione opposta. Il giocatore, invece di rinviarla nella
direzione opposta, la respinge ad angolo ottuso rispetto alla sua corsa.

•A volte il giocatore cade, perdendo l’equilibrio; a volte svirgola la palla.


•SPUNTI PER LA CORREZIONE:
•Il giocatore non ha l’accorgimento di avere una traiettoria curvilinea prima di colpire
la palla; di abbassare il baricentro del corpo piegando le gambe e allargando le
braccia; di far pernio sulla gamba interna per ruotare ampiamente l’altra, aiutandosi
con la torsione del busto e piegando il corpo per chiudere il gesto. Nel momento in
cui la palla viene colpita (piatto) il baricentro del corpo deve essere piegato in
avanti.
•Un possibile esercizio per allenare alla giusta respinta: due giocatori con palla,
distanti 10 m. l’uno dall’altro corrono piano calciando alternativamente in verticale. Il
giocatore da correggere, in posizione frontale e centrale tra i due, distante 10 m.,
corre alternativamente verso le palle passate, attenendosi agli accorgimenti sopra
detti. Inoltre non deve mai dare le spalle alla palla, in modo tale da poterla sempre
vedere.
Errori tecnici 7
•Su un traversone da intercettare colpendolo di testa spesso, invece di staccare da terra
con il piede interno, si stacca con quello esterno, perdendo l’equilibrio e non potendo
colpire correttamente la palla

•Così facendo c’è il rischio che la gamba interna ricada su quella esterna impedendo un
efficace stacco aereo; inoltre entra in gioco la forza centrifuga anziché quella centripeta,
non permettendo di impostare un colpo deciso alla palla
•SPUNTI PER LA CORREZIONE:
•Due giocatori si posizionano ad una distanza di 5 m. l’uno dall’altro con la palla in
mano; il giocatore sta in mezzo frontalmente a 5 m. costruendo un triangolo e si sposta
alternativamente a destra e a sinistra colpendo frontalmente la palla lanciata dagli altri
due.
•Gli ultimi passi prima dello stacco devono essere corti; le braccia leggermente piegate
formando un angolo di 90 o e scostate dal corpo; lo stacco deve avvenire sempre sul
piede interno rullando sulla superficie plantare; in volo occorre ruotare verso chi ha
lanciato la palla portando il busto all’indietro per caricare efficacemente il colpo di testa;
sul colpo di testa le braccia aiutano spingendo all’indietro; la testa si spinge in avanti
TATTICA
DEFINIZIONE :

IL MOVIMENTO
PREDETERMINATO E
ORGANIZZATO DI DUE O PIU’
CALCIATORI, DI UN REPARTO, O
DI UNA SQUADRA INTERA,
INTESO AD OTTENERE UNO
SCOPO OFFENSIVO O
DIFENSIVO
Tattica collettiva
PRINCIPI DI TATTICA
COLLETTIVA
• FASE DI POSSESSO • FASE DI NON POSSESSO
• SCAGLIONAMENTO Offensivo • SCAGLIONAMENTO Difensivo
• VERTICALIZZAZIONE O • AZIONE RITARDATRICE TIMING*
PROFONDITA’
• CONCENTRAZIONE
• AMPIEZZA
• EQUILIBRIO
• MOBILITA’
• CONTROLLO E CAUTELA
• IMPREVEDIBILITA’

TRANSIZIONI

* TIMING: sincronia dei movimenti sul tempo dell’intervento


SCAGLIONAMENTO
offensivo
• Significa non essere mai allineati sul campo

• Due giocatori su una stessa linea rappresentano una sola possibilità di


passaggio

• Ci sono sistemi (es.4/3/3) che sono per costituzione scaglionati, altri sono
più piatti (4/4/2) e quindi bisognerà muoversi bene per costituire triangoli di
appoggi

• La figura ideale dello scaglionamento è il triangolo ( provare ad unire i


giocatori sul campo con delle linee immaginarie per vedere quanto si è
piatti)

• Un buon scaglionamento permette un facile possesso palla


VERTICALIZZAZIONE
• Significa che bisogna cercare profondità , verticalizzare e soprattutto
andare dietro la linea difensiva avversaria

• Abbiamo visto che l’85% dei goal avviene da dentro l’area di rigore, pertanto
bisogna cercare questi spazi in profondità

• Spesso conviene cercarli velocemente questi spazi per non dare modo e
tempo all’avversario di posizionarsi

• E ‘ fondamentale che la penetrazione sia fatta con palla (1 contro 1) ma


soprattutto senza palla con smarcamenti e corse in profondità
AMPIEZZA
• Significa cercare di attaccare sfruttando tutto il fronte offensivo

• Questo per costringere gli avversari ad allargare le maglie


difensive oppure a lasciare libero il lato cieco

• In questo caso bisogna essere abili nello scarico dietro e cambio


gioco

• Esistono sistemi (4-4-2 e 4-3-3)che danno maggior ampiezza di


altri, pertanto in altri casi (es. 4-3-1-2) bisognerà creare ampiezza
con inserimenti terzini e/o aperture dei centrocampisti.
MOBILITA’
• Significa che la squadra non deve essere bloccata e rigida sul
campo

• I giocatori devono prendere iniziativa muovendosi e NON DARE


PUNTI DI RIFERIMENTO all’avversario

• Per fare questo si possono fare scambi di posizione in


movimento e smarcamenti di qualità nel proprio settore di
competenza

• Il calcio è movimento e senza movimento non c’è gioco di


squadra
IMPREVEDIBILITA’
• La squadra non deve fare un gioco che sia troppo
stereotipato e conosciuto

• Deve avere varietà di manovra in modo da creare


difficoltà agli avversari

• In pratica bisogna avere varie soluzioni offensive

• Bisogna stimolare i giocatori di “fantasia”

• Da non confondere con improvvisazione


SCAGLIONAMENTO
difensivo
• In fase difensiva è assolutamente importante coprire il compagno,
pertanto non si deve stare in linea ma in diagonale

• Sia il reparto di centrocampo e soprattutto la linea difensiva non


devono mai essere in linea ma creare un triangolo difensivo nelle
coperture centrali, o una diagonale nelle coperture laterali

• E’ evidente che se si difendesse in linea, un avversario che dribbla


un difensore ne salterebbe contemporaneamente altri 3, e questo
creerebbe vulnerabilità difensiva
AZIONE
RITARDATRICE
SIGNIFICA INTERVENIRE PER RALLENTARE E OSTACOLARE L’AZIONE
OFFENSIVA AVVERSARIA.
Si può ottenere con 2 comportamenti diametralmente opposti
1-TEMPOREGGIAMENTO: cioè arretrare, dando tempo all’avversario, ma
aumentando la densità vicino alla propria porta (concentrazione) e avendo più
tempo per riorganizzarsi e rientrare sotto la linea della palla.
2-PRESSING IMMEDIATO: andare subito in avanti a scalare e pressare nella
zona in cui si è perso la palla. Questo per togliere tempo e spazio alla manovra
avversaria e farne ritardare la ripartenza.

TIMING
E’ importante metter l’accento sul TIMING difensivo, che è quel sincronismo
che deve esistere fra chi pressa il portatore di palla ed il resto della squadra che
deve chiudere gli appoggi e le traiettorie di passaggio.
CONCENTRAZIONE
• Significa creare densità in zona palla

• Non si fa riferimento all’aspetto mentale, che è


comunque altrettanto importante in fase difensiva
per non perdere i riferimenti

• Bisogna slittare verso la zona palla per creare


superiorità numerica e per restringere gli spazi agli
attaccanti avversari
EQUILIBRIO
• Significa non farsi sbilanciare e portare fuori
posizione dai movimenti degli avversari

• Più rigida è la marcatura ad uomo più di dipende dagli


avversari e si rischia di perdere equilibrio

• Bisogna attuare l’interscambiabilità degli avversari e


lasciare andare in fuorigioco affinché gli spazi, le
distanze fra i difensori ed i reparti non si alterino
pericolosamente.
CONTROLLO e
CAUTELA in difesa
• Significa valutare molto bene quando, se e
come intervenire.

• Spesso essere precipitosi e irruenti in fase


difensiva non paga.

• Inoltre non si deve farsi attrarre solo dalla


palla e continuare nelle valutazione :
+copro / –marco +marco / -copro
SVILUPPI DI GIOCO IN FASE DI POSSESSO
(tattica collettiva)
•Superiorità Numerica ( dribbling, inserimenti senza palla)
•Sovrapposizione
•Incroci
•Passaggi a Muro (sponde, triangolazioni)
•Passaggio Indietro (scarico)
•Sostegno o Accerchiamento al compagno con la palla
•Corsa in Diagonale (tagli)
•Corse di Deviazione (passaggi filtranti)
•Attacco diretto (ad 1 o 2 tempi)
•Mantenimento del possesso di palla
•Gioco dalla parte cieca (passanti)
•Gioco in 4a.- 5a.- 6a. Battuta (cambi di gioco)
•Cambiamento del ritmo di gioco
•Blocco
•Velo
•Esca
SVILUPPI DI GIOCO NELLA FASE DI
NON POSSESSO (tattica collettiva)

• MARCATURA disposizione a: Uomo

Zona

• PRESSIONE
Misto

• PRESSING

• FUORIGIOCO

• ELASTICO DIFENSIVO

• RADDOPPIO DI MARCATURA
LE TRANSIZIONI
• Nel calcio esistono 2 fasi (offensiva e difensiva) , ma qui vogliamo mettere
l’attenzione su una “terza fase” di passaggio che si chiama TRANSIZIONE
• L’obiettivo è quello di avere transizioni che in termini di tempo tendono allo zero
• Quando si passa dalla fase off. alla dif. si parla di transizione negativa
• Viceversa quando dalla fase dif. si passa alla off. si parla si transizione
positiva
• Ricorda che spesso non tutti i giocatori in fase difensiva stanno difendendo .
• Dando per scontato che vogliamo giocatori che facciano entrambe le fasi, qui si
pone l’accento sul tempo di quanto ci mette una squadra e tutti i suoi calciatori a
cambiare fase
• E’ vero che il cambiamento di fase lo determina il possesso o meno della palla,
ma se la squadra non reagisce rapidamente a questo evento si è sempre
posizionati male e in ritardo.
• La transizione è anche un modo di “vivere” il calcio, senza pause
• Le statistiche ci dicono che chi è più rapido a transare ha più probabilità di
vincere una partita, infatti è alto il numero di goal a seguito di una perdita di
palla. In questo ambito rientrano anche le seconde palle e le palle vaganti.
• Per allenare la transizione è fondamentale introdurre un secondo pallone nel
gioco, oppure allenare l’attacco dopo aver conquistato palla, e la difesa dopo
averla persa. Sarebbe troppo facile allenare le squadre sempre ben posizionate
• INSERTO NR 6 DVD VISCIDI TRANSIZIONI
SVILUPPO E APPLICAZIONE DELLA
TATTICA in fase OFFENSIVA

• In fase offensiva l’obiettivo è : fare goal


• Per fare goal bisogna mettere/portare la palla dietro la linea di difesa
avversaria
• Esistono 7+2 modi per superare una linea difensiva :
• 1-TRIANGOLAZIONE
• 2-TAGLIO
• 3-PASSANTE
• 4-SOVRAPPOSIZIONE 2 contro 2
• 5-ATTACCO DIRETTO (corto-lungo)
• 6-UNO CONTRO UNO
• 7-TIRO
• -------------------------------------------------------------------------------------------------------
• 8-TRAVERSONE
• 9-CROSS
video E:\FIGC corso\FIGC corso frazionato\tattica indiv
ELEMENTO BASE DELLA
TATTICA 2 contro 2
• Qualsiasi sviluppo della tattica in fase off. e dif. deve partire dalla
conoscenza del
2 contro 2
• Il 2c2 è la situazione numericamente più piccola che però racchiude tutte
le variabili dello sviluppo di una azione
• E’ utile soprattutto per sapere come superare l’ultima linea di difesa
avversaria
• E’ indispensabile conoscerlo per sapere come difendere a zona
• Mosse e contromosse del 2c2 saranno poi presenti in mosse e
contromosse fra attacco e difesa
• Esistono 7 modi per vincere un 2c2:
• 1-TRIANGOLAZIONE (esterna, interna, sullo scarico)
• 2-TAGLIO
• 3-PASSANTE
• 4-SOVRAPPOSIZIONE
• 5-ATTACCO DIRETTO (CORTO-LUNGO)
• 6-DRIBBLING (1C1)
• 7-TIRO IN PORTA
• E’ inoltre importante imparare a riconoscere se il portatore ha palla
aperta o chiusa e se l’appoggio è marcato stretto o lento
2 CONTRO 2
TRIANGOLAZIONE
FASE OFFENSIVA FASE DIFENSIVA
• Triangolazione esterna: fare 1-2 con • Il difensore 1 sul portatore deve
un appoggio dentro giocando palla scappare non seguendo il pallone ma
sul piede non marcato e scattando in sull’ipotenusa del triangolo, girandosi
profondità con i piedi per la via più breve
• Triangolazione interna : come sopra • Il difensore 2 se riesce fa l’anticipo, ma
me invece di scattare verso fuori si poiché è difficile e pericoloso ,
va verso l’interno, è molto difficile da anch’egli deve staccarsi per
contrastare per i difensori anche se intercettare il passaggio di chiusura
in realtà non si supera l’ultima linea ,
del triangolo
ma ci si crea una palla aperta di
• Nella triangolazione interna si deve
rifinitura.
• Triangolazione sullo scarico: è un andare a chiudere lo scarico
movimento vincente perché i dell’appoggio ma è impossibile se si è
difensori leggono il retropassaggio girati con i piedi verso fuori
come uno scarico per andare poi • Nella terza triangolazione sul
sull’altro lato, invece, ripartendo in retropassaggio si deve fare l’elastico e
profondità si riesce a sorprenderli il non farsi trovare in controtempo
più delle volte anche in leggera
risalita
TAGLIO
Fase offensiva Fase difensiva

• Il primo movimento
. Per farlo bene in fase
difensivo obbligatorio è:
off bisogna fare un ACCOMPAGNO
movimento ad “L”
altrimenti si va in • Successivamente se
fuorigioco l’attaccante è fuori tempo si
• Non perdere la porta “LASCIA”
allargandosi troppo
• Attenzione nelle 2 linee di
• Fare lo smarcamento a 2 copertura che il compagno
velocità di reparto potrebbe tenere in
gioco
PASSANTE
FASE OFFENSIVA FASE DIFENSIVA

• E’ un movimento di • Il difensore non deve


attacco della profondità guardare solo la palla ma
sul lato cieco del proprio anche l’avversario che sta
marcatore marcando
• Si deve smarcarsi
uscendo dalla linea • Quando la punta si allarga
avversario-porta che è la per prendergli le spalle il
linea del difensore per difensore deve ritrovare la
poterlo attaccare alle linea avversario-porta
spalle abbassandosi
• Qualcuno lo chiama leggermente ed
anche TAGLIO DIETRO allargandosi
SOVRAPPOSIZIONE
FASE OFFENSIVA FASE DIFENSIVA
• La giusta contromossa difensiva è
• E’ un movimento di attacco nel quale quella di scalare per non trovarsi in
si passa alle spalle del portatore di inferiorità numerica
palla con l’obiettivo di creare un 2
contro 1
• Però è importante scalare quando il
secondo difensore arriva e non
• E’ fondamentale che il portatore non prima altrimenti si apre una palla che
si accentri ma continui a puntare il può essere pericolosa
proprio difensore per mantenere la
superiorità numerica
• In alternativa si temporeggia in
attesa di una scalata
• Se e quando gli avversari scalano
allora può aver senso portare la palla
dentro e giocarla nel momento in cui • Solo nel caso in cui si sia già a
ridiventa aperta distanza di contrasto con palla
chiusa sarà meglio non scalare ma
portare il tackle
DRIBBLING
FASE OFFENSIVA
FASE DIFENSIVA
• Troppe volte ci si dimentica che il • Il reparto deve proteggersi dal
dribbling è una potente arma per dribbling con le coperture reciproche
portare la palla dietro la linea di
difesa avversaria
• Su palla laterale si possono adottare
1 o 2 linee di copertura
• E’ molto efficace quando la zona
avversaria non attua le dovute
coperture e si può con un solo 1 • Mentre su palla centrale si deve
contro 1 saltare un intero reparto attuare la PIRAMIDE difensiva, che
permette addirittura la presenza di
“2 liberi”
• Pertanto conviene puntare il
difensore dove non è coperto o
comunque dove la situazione • Quando il compagno di reparto viene
offensiva diventa più pericolosa puntato ci si comporta da COPRO e
non da MARCO
ATTACCO DIRETTO
FASE OFFENSIVA FASE DIFENSIVA

• E’ molto efficace , soprattutto a linea • E’ importantissima la lettura


avversaria alta , andare direttamente biomeccanica sulle intenzioni del
dietro ad essa per fare l’attacco portatore di palla avversario
• Infatti se questo portatore ha la postura
chiamato anche ad UN TEMPO
classica del lancio lungo , bisognerà
• Lo smarcamento necessario per
predisporsi a scappare indietro e non
riuscirci è il classico CORTO-LUNGO farsi solo attrarre dalla punta che va
• Infatti l’attaccante finge di andare incontro
incontro per ricevere sui piedi, • In pratica si accorcia sulla punta , ma
viceversa parte poi lungo per poiché la palla è aperta si sta “morbidi”
ricevere sullo spazio dietro la linea nella marcatura e pronti a scappare
difensiva • E ricorda che nel dubbio “marco o
• Spesso tante linee di difesa hanno i copro” si sceglie sempre di coprire
4 difensori che si fanno superare • La pratica migliore per allenare questa
lettura è data dall’esercitazione
con un solo lancio alle loro spalle
situazionale “anticipo corto- anticipo
lungo”
TIRO
FASE OFFENSIVA FASE DIFENSIVA

• Il tiro è una importante modalità • Se si subiscono troppi goal su tiro,


attraverso la quale si “mette” la palla significa che la linea di difesa scappa
dietro la linea di difesa ( e in porta) troppo
• Ultimamente le linee difensive operano • Bisogna pertanto renderla più
più basse rispetto ad alcuni anni fa, e aggressiva e capace di accorciare in
può essere molto difficile mettere la avanti
palla dietro • Spesso l’errore è quello di allenare
• Quindi si può capire che se non ci sta troppo i difensori in situazione di
la palla in profondità si può ricorrere al inferiorità numerica dando
tiro da fuori area che determina goal, o comportamenti di temporeggiamento,
in alternativa, calci d’angolo, rimpalli concentrazione e scalata
ecc.. • Pertanto fare situazioni in equilibrio
• Ricorda che il 15% delle reti avviene numerico, meglio se con la presenza di
con un tiro da fuori area , ma centrocampisti in grado di chiudere la
soprattutto ricorda che non sempre è palla (tipo 6 contro 6)
obbligatorio superare la linea per fare
goal
• Inoltre sul tiro ci si esercita poco , e
nella situazione 2 contro 2 i giocatori
si dimenticano di questa soluzione
TRAVERSONE
FASE OFFENSIVA FASE DIFENSIVA

• Tantissimi goal arrivano da • Quando c’era il libero era quasi


traversone, è la modalità più recente impossibile prendere goal su
per battere la zona con palla laterale traversone
• Le difese a zona ora soffrono molto
• Si differenzia dal cross per due
questa giocata perché fanno poca
motivi:
copertura e poca diagonale su palla
• 1 :È rasoterra e giocato alle spalle laterale
della linea di difesa nello spazio fra • È necessario che il primo centrale si
difensori e portiere abbassi e non esca dal primo palo, e
• 2 :Non serve arrivare a fondo campo, che un centrocampista vada in linea
anzi è più efficace dai 16 metri palla per mettere in zona d’ombra la
punta vicina che rischia di essere
• Bisogna attaccare la profondità
troppo libera
quando parte una palla radente di
• Anche qui bisogna fare molte
interno-collo situazioni e giochi a tema per allenarsi
• Si sfrutta la mancanza del “libero” e organizzarsi anche con il portiere
che copriva il primo palo che deve conoscere questo punto
debole
CROSS
FASE OFFENSIVA FASE DIFENSIVA

• Quando non si può portare un • Difendere con marcatura larga,


attacco per linee centrali diventa guardare la palla e posizionarsi per la
fondamentale andare per vie laterali ricerca della stessa (si marca
che spesso sono meno presidiate frontalmente e internamente al campo)
• Il cross permette un elevato numero
di goal e rappresenta un’ottima • La difesa con marcatura stretta in area
soluzione contro le difese a zona il «sentire l’uomo» è pericolosa perché
• Questo perché spesso i difensori costringe il difensore a subire i
zonisti si fanno attrarre dalla palla e movimenti a tempo dell’attaccante (è
perdono la marcatura dell’avversario impossibile vedere palla e uomo
• Tante volte da un cross nasce anche contemporaneamente)
un rigore od una seconda palla • Bisogna fare molto allenamento su
importante situazioni e giochi a tema per il cross
• Chiaramente se si ha in squadra
indipendentemente dalla scelta tattica
qualche buon attaccante nel gioco
aereo conviene alzare la palla,
altrimenti è meglio optare per il
traversone
Didattica attacco alla
zona
• Esistono varie forme di allenamento per attaccare l’ultima linea ,
qui ne proponiamo alcune.
• 1.esercizi di conclusione dopo aver fatto una modalità tattica non
schierati.
• 2.esercizi di 2 contro 2 sulle sagome
• 3.movimenti ombra (schemi), 6 contro 0, poi 8:0 e 10:0 (pertanto
schierati) contro sagome provando le varie contromosse alla zona
• 4.allenamento situazionale attacco-difesa, partendo dal 2 contro 2
(poi 3c3. 4c4, 5c5…)
• 5.gioco offensivo/difensivo contemporaneo: in cui i primi devono
fare goal, mentre i difensori devono portare la palla oltre la metà
campo (così si allena anche la transizione)
• 6.gioco a tema: partita a tre settori
ATTACCO AD 1 o 2 TEMPI

• Si chiama ad 1 tempo l’attacco DIRETTO in cui


si va direttamente dietro la linea di difesa, dalla
zona di costruzione e comunque avendo
ancora 2 linee avversarie fra la palla e la porta

• Si chiama attacco a 2 tempi o INDIRETTO,


quello che ha bisogno prima di arrivare davanti
la linea di difesa, il più delle volte con una
SPONDA, e successivamente si va dietro la
linea di difesa tramite una palla in profondità.
ATTACCO a 2 TEMPI
• Il numero minimo di giocatori per fare un attacco di questo tipo è
3.
• Quella che descriviamo sotto è la sequenza base tipica, nella
quale:
• Il primo giocatore fa la sponda, in pratica riceve palla davanti la
linea e poi scarica dietro per un accorciamento .
• Il secondo giocatore va a ricevere questo passaggio di scarico
per creare la palla aperta di rifinitura.
• Il terzo giocatore attaccherà la profondità con un movimento
senza palla alle spalle della linea difensiva avversaria
• Il miglior modo per allenare l’attacco a due tempi è quello di fare
una partita a tema in cui non ci sono le porte ma una linea di
mèta da superare
ATTACCO a 1 o 2
TEMPI
LA SPONDA
• Si definisce così la ricezione della palla di un attaccante spalle alla porta
davanti la linea di difesa
• Da studi statistici si è visto che la squadra che effettua il maggior numero di
sponde , ha più probabilità di vincere un campionato
• Questo sviluppo tattico è fondamentale per tutti gli attacchi a 2 tempi,
ovvero in tutte le occasioni in cui non si può andare direttamente dietro la
linea di difesa avversaria
• Dopo la sponda e necessario eseguire un accorciamento per prendere il
passaggio di scarico ed ottenere:
• 1-palla aperta
• 2-in zona di rifinitura
• 3-fronte la porta
• A questo punto ci vorrà l’attacco alla profondità di altri giocatori per
completare l’azione di entrata ai danni della difesa avversaria
LA RIFINITURA
• Per attaccare con efficacia sappiamo di dover andare dietro la linea di difesa.
• Si è visto che un buon attacco molto spesso ha un passaggio intermedio
molto importante nello spazio fra le 2 linee difensive avversarie che
chiameremo ZONA DI RIFINITURA
• E’ importante riuscire a portarsi in questa zona per poter poi attaccare la
linea difensiva avversaria
• Non è sufficiente essere in zona di rifinitura, bisogna anche trovarsi in
queste altre 2 condizioni:
• 1 FRONTE alla PORTA: per poter mettere una palla filtrante o comunque in
profondità
• 2 PALLA APERTA : cioè non essere pressati per poter avere tempo e spazio
per eseguire qualsiasi passaggio
• I moduli che non hanno trequartisti , dovranno sfruttare il movimento di
entrata dei vari giocatori in zona di rifinitura per poter attaccare con
successo
IL PORTATORE DI PALLA
(e i suoi appoggi tattici)
• Ogni portatore di palla dovrebbe avere sempre almeno 4
appoggi liberi, vicini e raggiungibili da un passaggio per poter
giocare facilmente e costituire un dialogo tattico:
• 1 Vertice o ricevitore: è un giocatore situato in profondità
verticalmente in grado di tener palla e rappresenta la soluzione
più sicura contro il pressing avversario
• 1 Sostegno o scarico : è il giocatore situato dietro la linea palla
in grado di dare al gioco una possibilità di passaggio indietro
per andare via da una zona di campo chiusa da avversari
• 1 Interno: giocatore situato internamente al campo per
consentire un passaggio vicino ed un giro palla quando non è
possibile verticalizzare
• 1 Esterno: giocatore che da ampiezza e possibilità di appoggiare
il gioco su una fascia laterale
GIOCO dalla PARTE CIECA

• E’ molto efficace praticare questo tipo di


attacco specialmente contro difese a zona
che:
• Slittano e scalano molto in zona palla
• Non fanno il 5°uomo
• Per poter attaccare sulla parte cieca, detto
anche “lato debole” si deve fare un
cambio gioco ( il più delle volte passando
da un passaggio di scarico)
MANTENIMENTO DEL
POSSESSO DI PALLA
• Questa condotta in fase offensiva è molto importante
per avere il controllo del gioco ma non per fare goal.
• infatti le statistiche dimostrano che il goal è
inversamente proporzionale alla durata di una azione
( significa che maggiore è il numero di passaggi e
minore sarà la probabilità di segnare)
• E’ da ricordare che la squadra che tiene
maggiormente la palla ha un minor dispendio di
energie psico-fisiche
• Per essere bravi nel mantenere il possesso bisogna
avere buona tecnica ma soprattutto tanti appoggi
vicini e smarcati
SUPERIORITA’
NUMERICA
• Nella fase offensiva si deve cercare la superiorità numerica in zona palla
per avere più soluzioni di gioco
• Questo è però molto difficile perché le squadre avversarie scalano
immediatamente
• Pertanto la superiorità si gioca anche sul fattore tempo e non solo
spazio
• Facendo però attenzione a non “soffocare” il pallone ed il suo portatore
• Ci sono due modi efficaci per creare superiorità:
• 1. vincere gli 1 contro 1
• 2. fare corse di sovrapposizione sul portatore per cercare il 2 contro 1
• Un’altra modalità è data dai cambi di posizione e soprattutto dalle entrate
in zona di rifinitura davanti la linea di difesa avversaria , tipo tagli a
ricevere dell’ala , oppure smarcamenti in ¾ del centrocampista
SVILUPPO ED APPLICAZIONI DELLA
TATTICA in fase DIFENSIVA
• L’OBIETTIVO IN FASE DIFENSIVA E’ QUELLO DI NON PERMETTERE AGLI AVVERSARI DI ARRIVARE
ALLA CONCLUSIONE E QUINDI AL GOAL
• PER FARE QUESTO BISOGNA CERCARE DI RECUPERARE LA PALLA CON CONTRASTI, ANTICIPI,
INTERCETTAMENTI, E SOPRATTUTTO ATTRAVERSO IL LAVORO DI PRESSING (e/o pressione) DI
TUTTA LA SQUADRA
• RESTA FONDAMENTALE NON FARSI METTERE LA PALLA ALLE SPALLE DELLA LINEA DIFENSIVA
• PERTANTO BISOGNA CONOSCERE LE CONTROMOSSE AL 2 CONTRO 2 , OVVERO CONOSCERE
L’ELEMENTO BASE DELLA TATTICA IN FASE DIFENSIVA.
• SAPERE COME DIFENDERSI DA QUESTE MODALITA’ OFFENSIVE:
• 1 TRIANGOLAZIOE
• 2 TAGLIO
• 3 PASSANTE
• 4 SOVRAPPOSIZIONE
• 5 1 CONTRO 1
• 6 TIRO
• 7 ATTACCO DIRETTO 2 contro 2
• -------------------------------------------------------------------------------------------------------------------
• 8 TRAVERSONE
• 9 CROSS

E:\FIGC corso\FIGC corso frazionato\tattica indiv non possesso


LA ZONA
• E’ lo sviluppo di una tattica difensiva

Equilibrio – Simmetria – Equa distribuzione in


campo sono qualità essenziali per
l’applicazione di questa tattica

Il Centrocampo è il reparto fondamentale perché


garantisce le distanze fra i reparti
LA ZONA
• La difesa a zona è una tattica difensiva diametralmente opposta alla difesa
ad uomo.
• Infatti mentre in quest’ultima si è responsabili di un avversario, nella zona si
è:
• 1.Responsabile di una zona di campo assegnata
• 2.In questa zona si marcano gli avversari che vi entrano
• 3.Ci si muove in essa e si collabora con le zone vicino in modo da garantire
coperture e scalate
• Ci si muove in funzione di questi parametri:
• PALLA
• PORTA
• COMPAGNO
• AVVERSARIO
• E si deve sempre sapere che più copro / meno marco e più marco/meno
copro
• Ricorda che non bisogna mal interpretare la zona come una tattica in cui si
presidia uno spazio ma non si marca.
PRINCIPI FONDAMENTALI
DELLA ZONA
• La zona come tattica di difesa inizia dalla linea
di attacco

• Non è basilare il reparto difensivo ma bensì il


centrocampo

• Fare esercitazioni in inferiorità numerica per


capire come uno copre l’altro
REQUISITI DELLA
ZONA
• Fasce laterali nostre amiche: sia in fase di possesso che in quella di non
possesso. Si lascia libera la parte opposta alla palla
• Squadra corta: le distanze tra i reparti devono essere sempre corte
• Interscambiabilità dei ruoli
• Pressione pressing e fuorigioco
• I due esterni (o laterali) di difesa non devono essere statici ma devono
proporre
• I due centrali di difesa devono essere con caratteristiche fisiche e
tecniche diverse
• Equa distribuzione fisica: con la vicinanza dei reparti vi è minor
dispendio di energia
• In fase di possesso si allungano gli spazi ma si partecipa continuamente
al gioco
• In fase di non possesso si accorciano gli spazi verticali ed orizzontali
LA ZONA
VANTAGGI SVANTAGGI

• Si dipende maggiormente da • I difensori non sanno più


se stessi e meno marcare e contrastare
dall’avversario
• Se c’è un duello dominante
• C’è più spirito collaborativo sfavorevole si va in crisi
• La squadra mantiene
• Ci vuole tanta
maggiormente l’assetto, le
organizzazione di reparto e
posizioni ed i ruoli
molto lavoro situazionale
• È più facile ripartire perché i
riferimenti sono costanti • I difensori si sentono
spesso deresponsabilizzati
• E più facile fare densità in dal goal avversario
zona palla
CONTROMOSSE ALLA
ZONA
• Azione individuale
• Scambi rapidi (uno-due)
• Giocatore che si inserisce alle spalle dei centrocampisti centrali
• Gli attaccanti che fanno movimento “corto-lungo”
• Sovrapposizioni: creare superiorità numerica 2vs 1
• Sfruttare l’ampiezza: stare molto larghi. Due giocatori posizionati
sulle linee laterali (uno per parte)
• Tagli e movimenti a mezzaluna degli attaccanti e dei giocatori che
si inseriscono
• Gioco prevalentemente rapido: pochi tocchi senza portare palla
• Cambio di posizione fra attaccanti e centrocampisti
• Attaccante che gioca in deviazione su lancio lungo, per gli
inserimenti alle spalle dei difensori avversari, dei propri compagni.
LA ZONA (didattica)
• Per sapere difendere a zona bisogna esercitarsi e conoscere la:
progressione didattica
• Vale il principio del “segno della croce” palla-porta-compagno-avversario
• E ‘ necessario sapere che prima ci si esercita in funzione della palla e
delle sue variabili (aperta/chiusa) passaggio indietro, lancio in profondità
(elastico) e riferimento alla porta.
• Successivamente ci si esercita in funzione delle intenzioni del portatore e
dei compagni , imparando i concetti di copertura (a 1°2 linee laterale ;
piramide centrale)
• Poi bisogna andare sul situazionale partendo dal 2 contro 2 e dalle sue
soluzioni per imparare a marcare e coprire gli avversari
• Si passerà al 3 contro 3 e poi 4 contro 4 , ( per poi imparare a difendere in
inferiorità numerica ed anche in superiorità)
• Infine si esercita in situazione la difesa da palloni laterali (cross e
traversoni)
PRESSING
• E’ una azione difensiva collettiva e coordinata , attraverso
la quale la squadra toglie TEMPO e SPAZIO al portatore di palla avversario
ed ai suoi appoggi
• Eventualmente si può accompagnare al raddoppio sul portatore di palla
• La PRESSIONE invece toglie TEMPO e SPAZIO al portatore ma non c’è
chiusura degli appoggi bensì copertura e ricerca di togliere le palle filtranti
• In base a dove viene effettuato si distingue i 3 categorie:
• Pressing alto : quando è fatto sulla ¾ campo
• Pressing medio: quando viene effettuato a metà campo
• Pressing basso: quando si fa nella metà campo difensiva
• E’ utile ricordare che un elevato numero di goal nasce da palla recuperata
con azione di pressing alto e rapida transizione positiva
• L’allenamento specifico più usato e una situazione in cui si fa partire una
squadra dal proprio portiere che deve superare la metà campo, mentre l’altra
deve cercare di pressare e ripartire per fare goal
RADDOPPI
• Raddoppiare significa non accettare l’1 contro 1 in certe zone di campo o da
certi giocatori, e portare un altro compagno per creare un 2 contro 1 a
favore dei difendenti
• E’ bene che il raddoppio venga fatto da giocatori di reparti diversi , (tipo
terzino+tornante) in quanto i giocatori del medesimo reparto è meglio che si
coprano a vicenda per non essere dribblati
• Spesso i raddoppi non sono ben fatti, quando anche con due uomini in zona
palla non si riesce a determinare l’uomo che deve portare il contrasto per
favorire il recupero palla del compagno e il portatore riesce a passare fra i
due difendenti
• Il raddoppio è molto dispendioso ma soprattutto non permette buone
transizioni positive perché ci si abbassa troppo sotto la linea palla e non si
riesce a ripartire
• Ultimamente si esegue meno e solo contro particolari giocatori
estremamente pericolosi nell’1 contro 1.
• Il miglior esercizio per insegnarlo collettivamente e quello delle “bandiere
colorate”
FUORIGIOCO
• Il fuorigioco è una tattica in fase di non possesso che ha come obiettivo quello di:
• Toglier profondità e verticalizzazione al gioco avversario
• Non farsi portare troppo bassi a difendere
• Mantenere un assetto di linea difensiva
• Creare superiorità numerica difensiva
• Il più delle volte non sono i difensori che lo cercano scattando in avanti, ma gli
attaccanti che vi “cadono” andando in profondità fuori tempo.
• E’ indispensabile contro i tagli , facendolo precedere da un movimento di
ACCOMPAGNO poi eventualmente LASCIO. (Ricorda problema 1 o 2 linee di copertura)
• E utile anche in tutti i retropassaggi di scarico per salire con la linea e attuando poi
l’elastico difensivo
• Sono fondamentali i tempi e l’osservazione della palla (aperta/chiusa)
• Si allena partendo dal 2 contro 2 soprattutto quello da taglio
• Mentre la risalita attraverso la situazione 5 contro 5 con partenza dai coni
• Alcune squadre lo applicano anche su palla inattiva
ELASTICO
DIFENSIVO
• Bisogna abituare la squadra e in modo particolare l’ultima linea a
salire su retropassaggio avversario
• Questo per 2 motivi:
• 1. si può mettere in fuorigioco gli attaccanti avversari
• 2. si mantiene la squadra corta
• Però un metro prima che l’avversario riceva il passaggio di
scarico, bisogna essere pronti ad arrestarsi e scappare indietro per
“parare” un eventuale contromossa al fuorigioco o comunque un
attacco diretto.
• Questo movimento a salire e poi scappare si chiama elastico
• Esiste anche il movimento opposto abbassarsi e poi salire per
mettere in fuorigioco , ma questo è pericoloso e poco usato
CHIUSURE
PREVENTIVE
• E’ una parte molto importante della tattica difensiva che si attua
però quando si è in possesso di palla.
• Servono a non fare ripartire in contropiede la squadra avversaria
• Si applica questo fondamentale accorgimento andando a marcare
preventivamente i giocatori avversari che si trovano sopra linea
palla e che fungono da ricevitori per una ripartenza
• La copertura preventiva è invece il posizionarsi dietro la linea palla
in fase di possesso, senza marcare avversari ma garantendo
copertura ai compagni se perdono la palla
• Permettono in pratica di attaccare con la sicurezza di non subire un
contropiede avversario
• Il miglior allenamento è effettuare il gioco ombra e poi disporsi in
modo da non subire una ripartenza con un secondo pallone da 2 o
3 avversari
Sviluppi e applicazioni
tattici difensivi con due
difensori contro due
attaccanti
ESAME DEL MARCAMENTO
2 VS 2 A SECONDA DELLA
ZONA DA CUI ARRIVA LA
PALLA E DEL MOVIMENTO
DEGLI ATTACCANTI
Principi difesa 2vs2 prima che
arrivi la palla agli attaccanti
Difesa 2vs2 su passante
Difesa 2vs2 su punte
che si affilano
Difesa 2vs2 su
sovrapposizione
Difesa 2vs2 su taglio
Difesa 2vs2 con attaccanti che
attaccano la profondità
Difesa 2vs2 con attaccanti
che giocano sulla sponda
Difesa 2vs2 su attaccanti
che incrociano
Difesa 2vs2 attaccante vicino in
profondità quello lontano
incontro
Difesa 2vs2 attaccante vicino
incontro quello lontano in
profondità
Difesa 2vs2 con palla che arriva
da zona laterale del campo
Difesa 2vs2 su
traversone
Difesa 2vs2 su cross da
fondo campo
Difesa 2vs2 su cross da
fondo campo da vicino porta
I SISTEMI DI GIOCO
Sistemi di gioco
Sistemi di gioco
• Un sistema di gioco rappresenta e spiega la dislocazione di base,
attraverso i compiti e le funzioni dei giocatori in campo
• E’ un concetto dinamico e deve essere:
• EQUILIBRATO - Si devono tenere in considerazione allo stesso
modo e nello stesso tempo le due fasi (possesso-non possesso) in
ogni situazione di gioco ed in ogni momento, prevedendo e
anticipando sempre l’eventuale passaggio da una fase all’altra
(transizioni)
• ELASTICO – Il sistema di gioco si deve facilmente adattare ad ogni
tipo di atteggiamento avversario, senza squilibri, pur
eventualmente cambiando compito, funzione o posizione in campo
di qualche calciatore (contrapposizioni dei sistemi)
• RAZIONALE – Deve essere formulato in base alle caratteristiche
fisico-tecniche-tattiche-di personalità dei calciatori a disposizione,
un sistema può essere oggettivo come idea e struttura, ma poi
deve «adattarsi» negli equilibri alle capacità e valori dei singoli
calciatori
Organizzazione del
sistema di gioco
• Assieme di movimenti volontari, di libera scelta,
coordinati e interdipendenti dalla situazione

• Tempi di movimenti diversi

• Punti di interpretazione che cambiano secondo la


posizione di ciascuno sul terreno di gioco e la
successione dinamica della situazione e della
palla ( concetto dinamico )
Modulo di gioco
• E’ l’espressione dell’organizzazione del
sistema di gioco, del concetto di dinamismo
del sistema stesso
• E’ rappresentato dall’attuazione pratica e
dalle modalità di realizzazione sul terreno di
gioco dei Principi di Tattica ( Sviluppi di
gioco )
• Si manifesta attraverso i movimenti
coordinati di due o più giocatori che
rendono l’azione collettiva comprensibile,
funzionale ed efficace ( Schemi di gioco )
Il sistema di gioco ideale

Un sistema di gioco deve soddisfare tutti i


principi di tattica collettiva nelle due fasi:
scaglionamento, profondità, ampiezza,
mobilità e imprevedibilità, nella fase di
possesso di palla;
scaglionamento , azione di ritardo,
concentrazione, equilibrio e controllo, nella
fase di non possesso di palla.
Esiste un sistema di gioco ideale e perfetto?
Struttura «perfetta»
Fase 1: serve un portiere
Fase 2: concentrazione in difesa
meglio 3 difensori centrali
Fase 3: equilibrio difensivo
due difensori di fascia
Fase 4: scaglionamento a centrocampo
tre centrocampisti con vertice basso
Fase 5: ampiezza e imprevedibilità
un trequartista e due attaccanti esterni
Fase 6: verticalizzazioni e sponde
due attaccanti centrali
Non esiste un sistema di
gioco perfetto
• Qualsiasi sistema di gioco presenta dei
vantaggi e degli svantaggi

• Solo l’interpretazione dei giocatori esalta i


vantaggi e ridimensiona gli svantaggi del
sistema di gioco

• Il sistema di gioco è un supporto alle


qualità del giocatore non una soluzione
alternativa alle stesse.
I numeri del sistema di gioco
• I sistemi di gioco vengono rappresentati numericamente
es. 4:3:3; 4:4:2; ecc.

• I numeri rappresentano solo una semplificazione statica


della fase di non possesso palla

• I tre numeri del sistema di gioco rappresentano


rispettivamente il reparto difensivo, il centrocampo e il
reparto attaccante

• Si può utilizzare un eventuale quarto numero per indicare


un’altra linea di gioco da mettere in evidenza che non
ritroviamo nei compiti generali delle altre linee

• Solo per praticità si omette di indicare il numero uno che


rappresenta il ruolo del portiere.
Analisi settoriale del
sistema di gioco
• Caratteristiche fisico-tecniche-tattiche-
comportamentali del PORTIERE

• Caratteristiche generali dei vari REPARTI


DIFENSIVI; REPARTI DI CENTROCAMPO;
REPARTI ATTACCANTI

• Caratteristiche fisico-tecniche-tattiche-
comportamentali dei singoli giocatori che
compongono ciascun reparto
Portiere
• Il portiere è il primo difensore ed il primo
attaccante della squadra.
• Deve avere capacità tecniche specifiche
del ruolo nei suoi rapporti con la palla a
difesa della porta.
• Deve avere la conoscenza degli sviluppi
di gioco della squadra nelle due fasi (di
possesso e non possesso di palla).
• Quindi deve avere una partecipazione
attiva e diventare parte integrante del
reparto di difesa, sia nel leggere i
movimenti della linea difensiva in fase di
non possesso, sia nella fase di possesso
palla nell’inizio dell’azione offensiva della
squadra come primo sostegno basso
negli sviluppi offensivi.
• Deve possedere ed allenare bene anche i
fondamentali tecnici del passaggio e
dello stop.
Reparto difensivo
• Quattro uomini sono responsabili in ampiezza,
disposti su quattro zone di campo verticali
zona a quattro
predeterminate.
• Il loro compito è di marcare o coprire nella
zona a seconda della posizione della palla.
• Operano con la convinzione che la linea
difensiva debba sempre comportarsi col
concetto di unità.
• 4 e 5 devono garantire struttura fisica e
rapidità, forti nel gioco aereo e nell’anticipo,
devono conoscere perfettamente i movimenti
della piramide difensiva.
• 2 e 3 hanno ottime capacità tattiche per le
diagonali difensive a copertura dei due
difensori centrali, tecnicamente devono saper
giocare a sostegno dei centrocampisti e dei
rispettivi compagni di fascia e, nella fase di
attacco sapersi proporre nelle sovrapposizioni
e andare al cross, quindi devono avere ottime
capacità condizionali , nello specifico di
resistenza.
• La linea difensiva è rappresentata da tre
uomini a zona che si coprono
reciprocamente ed in situazione marcano
Reparto difensivo
ad uomo, sempre coperti da un
compagno.
zona a tre
• Sono generalmente responsabili anche
delle fasce laterali, anche se il compito
precipuo è nell’imbuto difensivo.

• 4 e 6 devono essere molto bravi


tatticamente, saper marcare e coprire,
essere pronti a difendere sia in fascia che
centralmente negli inserimenti avversari,
nella fase di possesso si aprono e
devono garantire insieme a 5 e al portiere
un ottimo giro palla difensivo.

• I tre difensori devono essere bravi negli


anticipi e garantire spiccata capacità nel
gioco aereo.
Reparto difensivo
1:3 col libero
• Quattro uomini compongono il
reparto difensivo, ma sono
disposti su due linee: tre che
operano sull’ampiezza in modo
coordinato ed un quarto, staccato
all’indietro, che copre lo spazio.

• I tre difensori possono disporsi:

- ad uomo nella zona, quando, pur


marcando ad uomo, hanno
predeterminate le zone di
appartenenza;

- ad uomo, quando i tre, o alcuni di


essi seguono il diretto avversario
indipendentemente dalla zona di
campo.
Reparto difensivo
a tre ad uomo (col libero)
• L’ultima linea è
composta da tre
uomini, due o uno dei
quali marcano ad uomo
le/a punte/a avversarie,
ed il terzo si stacca a
coprire i compagni e
difendere lo spazio
nella funzione di libero.
Reparto difensivo a 5
• La difesa è imperniata su
cinque uomini che sono
disposti e responsabili
dell’ampiezza.

• I tre centrali possono


assumere, secondo la scelta
dell’allenatore, gli
atteggiamenti: ad uomo; col
libero; a zona; ad uomo nella
zona.

• 2 e 3 devono avere spiccate


qualità di resistenza, in genere
devono coprire tutta la fascia
laterale di competenza e nella
fase di possesso essere a
sostegno dei centrocampisti.
Reparto attaccante due punte
(vicine oppure distanti)
• Due giocatori responsabili
dell’ampiezza e profondità: a
turno ed a situazione arretrano
per collegare eventualmente con
i giocatori arretrati e per creare
spazio in profondità.

• Se giocano distanti è preferibile


farli giocare a piedi invertiti ( un
destro a partire dal centro
sinistra e viceversa).

• Devono garantire, forza fisica,


grande elevazione, capacità
nella protezione della palla, buon
tiro dalla media e corta distanza,
qualità acrobatiche e nel
dribbling.
Reparto attaccante
1 + 1 (punte affilate)
• Un giocatore responsabile in
profondità ed ampiezza ed un
altro deputato a fare il trait
d’union coi reparti arretrati.

• Quest’ultimo non ha specifici


compiti difensivi e consente i
tempi d’attacco ai compagni
provenienti da dietro: non
necessita di grande
resistenza e velocità.
Reparto attaccante tre punte
( due esterne e una centrale)
• Tre giocatori disposti
sull’ampiezza.
• Si richiede molto movimento
altrimenti rischiano di chiudere gli
sbocchi laterali alla propria
squadra.
• 9 deve essere abile nel gioco di
sponda, in elevazione, nelle corse
di deviazione dalla linea
longitudinale nonché nei fuori
linea per i passanti.
• 7 e 11 devono possedere grandi
capacità di movimento per i tagli e
nel dribbling per gli 1vs1 in fascia,
fisicamente devono essere veloci
e tecnicamente bravi nel controllo
di palla in movimento.
Reparto attaccante
due punte + trequartista
• Tre calciatori disposti su
due linee.

• Quello arretrato
(trequartista) fa da punto
di riferimento per i
giocatori da dietro, assist
man per i due attaccanti,
sfrutta lo spazio liberato
dai due attaccanti e si
posiziona, fluttuando, tra
la linea difensiva e il
centrocampo avversario.
Reparto attaccante
tre punte + trequartista
• Tre punte sull’ampiezza, più un
trequartista.

• Molto movimento da parte dei


due esterni. Costringe la squadra
avversaria a difendersi in
ampiezza, aggiungendo il
problema della marcatura del
trequartista.

• Problema in fase difensiva:

a) Molto lavoro all’indietro da parte


degli esterni n°7-n°11

b) oppure si può dividere la


squadra in due tronconi: 6
giocatori deputati a difendere e 4
giocatori ( 7-9-10-11) per la fase
offensiva.
Reparto attaccante
tre punte su due linee
• Tre giocatori che occupano
l’ampiezza e danno profondità, si
posizionano su due linee

• I due esterni ( n°10, n°11), più


arretrati (di base) rispetto alla
punta centrale, più avanzata
(n°9).

• Gli attaccanti esterni (n°11 e


n°10) sono attaccanti di
movimento oppure seconde
punte di inserimento ed anche
due trequartisti. Non devono
essere calciatori statici, si
richiedono atleti che amino
sfruttare gli spazi vuoti col
movimento per la conclusione e
per l’assist.
4-4-2
4-4-2
• E’ considerato il modulo più diffuso
• Linea difensiva con 4 giocatori ma con notevole supporto dei 4 centrocampisti
(spesso chiamati ai raddoppi di marcatura)
• Punte affiancate e non disposte in verticale
• PREGI:
• Ottima struttura per difendere 4+4 con le fasce laterali coperte
• Se gli esterni di centrocampo hanno qualità fisiche e tecniche importanti si può
trasformare in 4-2-4
• Permette un ottimo pressing alto
• Ottime possibilità di sfruttare l’ampiezza in fase offensiva
• DIFETTI:
• A volte i due interni di centrocampo si trovano in inferiorità numerica contro un
reparto avversario di centrocampo composto da tre interni
• A volte problemi nel giro palla perché struttura troppo piatta
• Non sempre c’è spazio per i tagli dentro degli esterni di centrocampo
• Le punte a volte hanno difficoltà a trovare un compagno a sostegno per lo scarico
• Possono esserci problemi di rifinitura se non si entra tra le linee avversarie
4-4-1-1
4-4-1-1
• L’unica differenza rispetto al 4-4-2 è l’utilizzo di una prima punta e di un
trequartista
• Pertanto i giocatori offensivi si troveranno scaglionati in verticale (affilati)
• Il trequartista attua un sostegno più puntuale alla prima punta , ma determina
anche il fatto che i due esterni di centrocampo debbano attaccare lo spazio
dentro
• Esistono due tipi di trequartista, uno prettamente rifinitore, altri più propensi agli
inserimenti da dietro, ( e questa differenza sarà anche in termini di sviluppo di
gioco)
• Infatti se 9 spesso riceve, 10 riceve il passaggio di scarico, 7 e 11 devono fare più
entrate rispetto al 4-4-2
• Se 7 e 11 sono veri attaccanti allora si struttura il 4-2-3-1
• La pressione sul mediano basso avversario sarà più facile per merito della
presenza del trequartista
4-1-4-1
4-1-4-1
• Modulo molto interessante, reparto difensivo con linea a 4 e supporto del mediano basso
• Centrocampo ben scaglionato sempre per la presenza del mediano basso e dei due interni
• Reparto offensivo che si diversifica a seconda delle caratteristiche degli esterni di
centrocampo
• Pregi:
• Ottima copertura degli spazi con possibilità di raddoppi di marcatura
• Copertura dei centrali di difesa per la presenza del mediano basso
• Offre buone possibilità di manovra e di palleggio con tre giocatori interni e due esterni a
centrocampo
• Se i due esterni di centrocampo hanno caratteristiche offensive propone diversi ed efficaci
sviluppi di gioco sfruttando l’ampiezza del fronte d’attacco
• Difetti:
• Se i due esterni di centrocampo non accompagnano lo sviluppo dell’azione si rischia di non
trovare soluzioni utili nelle azioni di attacco
• Se i due interni di centrocampo non supportano la punta centrale questa rischia di trovarsi
isolata e facilmente neutralizzabile
• Richiede un grosso dispendio energetico agli esterni di centrocampo per soddisfare gli
sviluppi di gioco nelle due fasi di possesso e non possesso di palla
4-2-3-1
4-2-3-1
• Questo modulo è una variazione più offensiva del 4-4-1-1, con
quattro giocatori prettamente offensivi
• La difesa è disposta in modo classico con 4 giocatori + 2
centrocampisti centrali a schermo davanti
• I 4 giocatori più offensivi possono sviluppare i movimenti
offensivi tipici del 4-3-3 con l’aiuto del trequartista
• PREGI
• Varietà di soluzioni offensive
• Non viene richiesto grande lavoro difensivo ai 4 giocatori
davanti
• Facilità nelle ripartenze
• Ottimo scaglionamento offensivo
• DIFETTI
• Si rischia di difendere con soli 6 giocatori
• Sulle fasce laterali, se non rientra la punta, si fatica a ricostruire
il 2vs2
• Impossibile avere il quinto uomo sul lato cieco di difesa
4-3-3
4-3-3
• Modulo molto bello ed efficace ma ha bisogno di grande sincronia ed organizzazione di
gioco
• Tranne che per l’assenza del trequartista presenta tutti i ruoli e permette di valorizzare
bene i giocatori
• La difesa a 4 è molto aiutata dal centrocampista basso in una sorta di 4+1
• I tre attaccanti hanno spazi su cui muoversi in entrata e possono attaccare con linearità di
idee e tagli verso la porta
• Il centrocampo ben scaglionato con tre interni garantisce un ottimo possesso palla e delle
buone entrate dalla seconda linea
• PREGI
• Ottima costituzione offensiva e catene di tre giocatori sulle fasce laterali
• A palla aperta impossibile marcare le ali
• Fase d’attacco con molti schemi semplici ed efficaci
• Giocatori specialisti del ruolo possono esprimere le loro qualità perché ci sono ruoli ben
definiti
• DIFETTI
• A volte si difende con 7 giocatori
• Molto dispendio fisico per poter entrare negli spazi liberi
• Poca densità offensiva centralmente ( spesso il centravanti si trova in 1vs 2)
• Mancanza del quinto uomo sul lato cieco della difesa
4-3-1-2
4-3-1-2
• Chiamato anche 4-4-2 a rombo per l’assetto del centrocampo
• E’ un modulo poco ampio che ha tanti giocatori lungo l’asse centrale del campo
• La difesa è un 4 + 1 in quanto il mediano basso fa un ottimo schermo
• Il centrocampo è folto e la presenza del trequartista può dare molta fantasia e rifinitura
• Se si gioca il rombo-chiuso ( mezze ali che non aprono) i terzini devono dare ampiezza

• PREGI
• Facilità di rifinitura
• Possibilità di attacchi in combinazione sugli appoggi
• Facilità a pressare il metodista avversario
• Facilità a pressare le difese a tre centrali

• DIFETTI
• Poca ampiezza offensiva, attacchi spesso per vie centrali
• Difficile arrivare al cross dalla linea di fondo campo
• Mancanza del quinto uomo sul lato cieco di difesa
• Movimento delle punte spesso in allontanamento dalla linea porta
5-3-2
5-3-2
• Il modulo ha un nucleo centrale difensivo molto forte e si basa sul concetto di
non accettare la parità numerica (2vs2) fra difensori centrali e punte avversarie
• Il centrocampo è composto da tre giocatori, di cui un regista e interdittore basso
e due mezze ali
• In attacco due punte, necessariamente di movimento, in quanto c’è parecchio
spazio laterale
• PREGI
• Sicurezza difensiva garantita dai cinque uomini
• Lungo l’asse verticale del campo otto giocatori consentono molta
concentrazione in zona palla
• Facile alternare i concetti di marco-copro in difesa
• Buon possesso palla, merito di tanti interni e buon scaglionamento
• DIFETTI
• Inferiorità numerica sulle fasce laterali presidiate da un solo esterno (tutta-fascia)
che non può fare in modo completo entrambe le fasi
• Pressing ritardato perché le mezze ali arrivano tardi sul terzino avversario
• Contro un solo attaccante spreco di un difensore centrale e problemi di
adattamento sulle ali avversarie
• Difficoltà nell’arrivare al cross, spesso attacchi troppo centrali.
3-4-3
3-4-3
• L’ampiezza è garantita dai tre attaccanti disposti su due linee di gioco, che si
muovono con la possibilità di costruirsi da soli un attacco, ( 1 riceve, 1 va in
scarico a rifinire, 1 attacca la profondità)
• In difesa c’è la solita superiorità numerica centrale
• Le fasce laterali qui hanno due coppie per lato,
• Anche se le punte spesso lavorano dentro rispetto agli esterni bassi
• E’ un modulo molto interessante ed equilibrato che dà parecchie soluzioni
offensive e ottima compattezza difensiva
• PREGI
• Tagli delle ali e richiamo degli esterni sul vuoto creato producono soluzioni
offensive efficaci
• Buon scaglionamento
• Porta bene il pressing ad 4-4-2
• DIFETTI
• La punta centrale, a volte, troppo sola
• Si rischia di difendere in 7 (5+2) creando poco filtro a centrocampo
• Contro le tre punte avversarie necessita di adattamenti difensivi
3-4-1-2
3-4-1-2
• Questo modulo si differenzia dal 3-5-2 per l’inversione del centrocampo che
diventando a vertice alto, richiama la presenza del trequartista
• Il reparto difensivo ha le solite caratteristiche di quelli a tre centrali difensivi
• Il centrocampo è in linea con 2 interni e 2 esterni
• Il reparto offensivo, avendo due punte ed un rifinitore, garantisce più soluzioni
offensive rispetto ad un 3-5-2
• PREGI
• Sicurezza difensiva con tre centrali
• Presenza di un rifinitore che dà fantasia ed imprevedibilità
• Possibilità di pressare il centrocampista basso avversario
• DIFETTI
• Pressing alto difficile da portare
• A volte manovra troppo per vie interne
• Si rischia di difendere in 7
• Difficoltà di arrivare sul fondo campo
• Esterni che devono fare molto lavoro e grandi problemi a ricostruire un 2vs2 laterale
Contrapposizione
4-3-3 vs 4-3-1-2
4-3-3- vs 4-2-3-1
Attacco al vertice basso dal
mediano
4-3-3 vs 4-3-1-2
Attacco al vertice basso dalla
mezz’ala
Contrapposizione
4-3-3 vs 5-3-2
4-3-3 vs 5-3-2
attacco al vertice basso dal
mediano
4-3-3 vs 5-3-2
attacco al vertice basso dalla
mezz’ala
Contrapposizione
4-4-2 vs 3-4-3
Contrapposizione
4-4-2 vs 4-3-3
4-4-2 vs 4-3-3
attacco al vertice basso dal
mediano
4-4-2 vs 4-3-3
attacco al vertice basso
dalla punta
Il centrocampo
Principi di gioco e sviluppi tecnico-tattici nelle diverse
formulazioni possibili.

Dal giocatore al sistema di gioco, dal modulo


all’azione individuale
Reparto di centrocampo a 4
in linea
• Quattro giocatori disposti in
ampiezza: gli esterni più di
movimento e gli interni di equilibrio
tattico attraverso le coperture ai
compagni e gli interscambi reciproci.
• 8 e 10 tatticamente devono essere
bravi a temporeggiare e a garantire
copertura ai centrali di difesa,
tecnicamente bravi nel contrasto e
nella gestione della palla e nei
passaggi lunghi nonché nel tiro da
fuori area, devono possedere i tempi
giusti per gli inserimenti offensivi,
quindi fisicamente devono avere
ottime attitudini di corsa.
• 7 e 11 devono essere abili nelle due
fasi di gioco, avere ottima resistenza,
quindi facilità, nel portare raddoppi
difensivi come abili nel dribbling e nei
cross da fondo campo
Principi generali e sviluppi di
gioco del centrocampo a 4
• OCCUPAZIONE IN AMPIEZZA della totalità del campo
• RICEZIONE PALLA CON CORPO ORIENTATO o protezione, posizione del
corpo che deve lasciare aperti più sviluppi possibili di gioco.
• SMARCAMENTO CON MOVIMENTI DI INGANNO Finta nella ricezione del
pallone per guadagnare visione di campo ( rotazione, scambio, contro-
movimento, abbassamento di linea)
• SPOSTAMENTO DELLA PALLA CON PRECISIONE E GIUSTI TEMPI: tra una
coppia di centrocampisti o in velocità e penetrazione verso terzo o attaccante
• SVILUPPI DI GIOCO E CAMBIO di POSIZIONE O INSERIMENTO: soprattutto
finalizzazione per o con i compagni attraverso triangolazione (interna,
esterna , in scarico), sovrapposizione, cross, ma anche attacco diretto,
dribbling, tiro in porta

Corso Allenatori Uefa B


4-4-2
4-4-2
• E’ considerato il modulo più diffuso
• Linea difensiva con 4 giocatori ma con notevole supporto dei 4 centrocampisti
(spesso chiamati ai raddoppi di marcatura)
• Punte affiancate e non disposte in verticale
• PREGI:
• Ottima struttura per difendere 4+4 con le fasce laterali coperte
• Se gli esterni di centrocampo hanno qualità fisiche e tecniche importanti si può
trasformare in 4-2-4
• Permette un ottimo pressing alto
• Ottime possibilità di sfruttare l’ampiezza in fase offensiva
• DIFETTI:
• A volte i due interni di centrocampo si trovano in inferiorità numerica contro un
reparto avversario di centrocampo composto da tre interni
• A volte problemi nel giro palla perché struttura troppo piatta
• Non sempre c’è spazio per i tagli dentro degli esterni di centrocampo
• Le punte a volte hanno difficoltà a trovare un compagno a sostegno per lo scarico
• Possono esserci problemi di rifinitura se non si entra tra le linee avversarie
4-4-1-1
4-4-1-1
• L’unica differenza rispetto al 4-4-2 è l’utilizzo di una prima punta e di un
trequartista
• Pertanto i giocatori offensivi si troveranno scaglionati in verticale (affilati)
• Il trequartista attua un sostegno più puntuale alla prima punta , ma determina
anche il fatto che i due esterni di centrocampo debbano attaccare lo spazio
dentro
• Esistono due tipi di trequartista, uno prettamente rifinitore, altri più propensi
agli inserimenti da dietro, ( e questa differenza sarà anche in termini di
sviluppo di gioco)
• Infatti se 9 spesso riceve, 10 riceve il passaggio di scarico, 7 e 11 devono
fare più entrate rispetto al 4-4-2
• Se 7 e 11 sono veri attaccanti allora si struttura il 4-2-3-1
• La pressione sul mediano basso avversario sarà più facile per merito della
presenza del trequartista
3-4-3
3-4-3
• L’ampiezza è garantita dai tre attaccanti disposti su due linee di gioco, che si
muovono con la possibilità di costruirsi da soli un attacco, ( 1 riceve, 1 va in
scarico a rifinire, 1 attacca la profondità)
• In difesa c’è la solita superiorità numerica centrale
• Le fasce laterali qui hanno due coppie per lato,
• Anche se le punte spesso lavorano dentro rispetto agli esterni bassi
• E’ un modulo molto interessante ed equilibrato che dà parecchie soluzioni
offensive e ottima compattezza difensiva
• PREGI
• Tagli delle ali e richiamo degli esterni sul vuoto creato producono soluzioni
offensive efficaci
• Buon scaglionamento
• Porta bene il pressing ad 4-4-2
• DIFETTI
• La punta centrale, a volte, troppo sola
• Si rischia di difendere in 7 (5+2) creando poco filtro a centrocampo
• Contro le tre punte avversarie necessita di adattamenti difensivI.
3-4-1-2
3-4-1-2
• Questo modulo si differenzia dal 3-5-2 per l’inversione del centrocampo che
diventando a vertice alto, richiama la presenza del trequartista
• Il reparto difensivo ha le solite caratteristiche di quelli a tre centrali difensivi
• Il centrocampo è in linea con 2 interni e 2 esterni
• Il reparto offensivo, avendo due punte ed un rifinitore, garantisce più soluzioni
offensive rispetto ad un 3-5-2
• PREGI
• Sicurezza difensiva con tre centrali
• Presenza di un rifinitore che dà fantasia ed imprevedibilità
• Possibilità di pressare il centrocampista basso avversario
• DIFETTI
• Pressing alto difficile da portare
• A volte manovra troppo per vie interne
• Si rischia di difendere in 7
• Difficoltà di arrivare sul fondo campo
• Esterni che devono fare molto lavoro e grandi problemi a ricostruire un 2vs2 laterale
Centrale basso tra i difensori
uscita con apertura dei terzini in ampiezza e profondità,
allargamento dei centrali per ricezione bassa del
centrocampista.

Corso Allenatori Uefa B


Cambio posizione tra centrali
uscita con cambio dei centrali di centrocampo per ricezione
bassa orientata e in movimento.

Corso Allenatori Uefa B


Apertura dei centrali
uscita centrale con movimento ad aprire dei centrocampisti per
inserimento difensore.

Corso Allenatori Uefa B


Cambio con esterno
uscita con cambio con esterno di centrocampo che riceve
internamente e apre spazio a sovrapposizione

Corso Allenatori Uefa B


TAGLIO TRA LE LINEE
AVVERSARIE DELL’ESTERNO
SMARCAMENTO INTERNO DEL NR 10 CHE SI PROPONE TRA LE LINEE PER SERVIRE
GLI ATTACCANTI

Corso Allenatori Uefa B


MOVIMENTO IN AMPIEZZA
DELL’ESTERNO
SMARCAMENTO ESTERNO DEL NR 10 CHE SI PROPONE LARGO PER CERCARE IL
DUELLO 1<1 CON IL DIFENSORE ESTERNO

Corso Allenatori Uefa B


MOVIMENTO IN PROFONDITA’ DI
UN CENTRALE
SMARCAMENTO PROFONDO IN ATTACCO DIRETTO NR 8 CHE SI PROPONE
QUANDO L’ATTACCANTE IN POSSESSO PALLA LASCIA SPAZIO DIETRO LA LINEA

Corso Allenatori Uefa B


Reparto di centrocampo
a 4 a rombo
• Quattro giocatori con compiti e
funzioni diverse:

• il n°4 è il classico centromediano


metodista che svolge il ruolo di
equilibrio difensivo, proteggendo la
difesa e agendo da playmaker basso;

• i due laterali (n°7 –n°8) di grande


movimento, si aprono e si chiudono
verso le fasce.

• Il n°10 (trequartista) ha i compiti di


trait d’union con le punte e
rappresenta il punto di riferimento
avanzato. Ha meno compiti difensivi.
Principi generali e sviluppi di
gioco dei 4 di centrocampo a
rombo
• MOBILITA’ E CAMBI DI POSIZIONE. Concentrazione difensiva e
• MOVIMENTI DI APERTURA E APPOGGIO per dare spazio al 3/4sta a supporto
delle punte
• MOVIMENTi DI SMARCAMENTO Finta nella ricezione del pallone per
guadagnare visione di campo ( rotazione, scambio, apertura sulla fascia,
abbassamento di linea,)
• SPOSTAMENTO PALLA IN SICUREZZA in uscita con accelerazione nel gioco
verso le punte. Libertà di movimento e inserimento del 3/4sta
• SVILUPPO DI GIOCO E CAMBIO di POSIZIONE O INSERIMENTO: soprattutto
per alleggerimento marcatura 3/4sta. Finalizzazione per o con i compagni,
triangolazione (interna, esterna , in scarico), sovrapposizione, attacco
diretto, passante, ma anche dribbling, cross, tiro in porta

Corso Allenatori Uefa B


4-3-1-2
4-3-1-2
• Chiamato anche 4-4-2 a rombo per l’assetto del centrocampo
• E’ un modulo poco ampio che ha tanti giocatori lungo l’asse centrale del campo
• La difesa è un 4 + 1 in quanto il mediano basso fa un ottimo schermo
• Il centrocampo è folto e la presenza del trequartista può dare molta fantasia e rifinitura
• Se si gioca il rombo-chiuso ( mezze ali che non aprono) i terzini devono dare ampiezza
• PREGI
• Facilità di rifinitura
• Possibilità di attacchi in combinazione sugli appoggi
• Facilità a pressare il metodista avversario
• Facilità a pressare le difese a tre centrali
• DIFETTI
• Poca ampiezza offensiva, attacchi spesso per vie centrali
• Difficile arrivare al cross dalla linea di fondo campo
• Mancanza del quinto uomo sul lato cieco di difesa
• Movimento delle punte spesso in allontanamento dalla linea porta
Movimento su esterno della
mezzala
uscita da difesa con centrocampista che apre in ampiezza e
centro mediano a supporto

Corso Allenatori Uefa B


Cambio posizione e ricezione
bassa
uscita da difesa con centrocampista che rientra e cambia posto
con centromediano

Corso Allenatori Uefa B


Movimento su esterno del
trequartista
uscita da difesa con 3/4sta che cerca palla sull’esterno e lascia
spazio per inserimento centrale

Corso Allenatori Uefa B


Centrale basso tra i difensori
uscita con apertura dei terzini in ampiezza e profondità,
allargamento dei centrali per ricezione bassa del
centrocampista.

Corso Allenatori Uefa B


Inserimento su esterno della
mezzala
Attacco su esterno del centrocampista che offre ampiezza e
profondità

Corso Allenatori Uefa B


Inserimento diretto
centrocampista
Attacco centrale del centrocampista che cerca profondità dietro
la linea della difesa

Corso Allenatori Uefa B


Reparto di centrocampo
a 3: triangolo col vertice alto
• Un centrocampo che necessita
di altri compagni atti a svolgere
il compito delle fasce:

• i due arretrati (n°4-n°8) hanno il


compito di proteggere la difesa,
dare equilibrio alla squadra e di
sostenere alle spalle il n°10 più
avanzato che ha il compito di
regista offensivo o di
trequartista e quindi con minori
compiti difensivi.
Principi generali e sviluppi di gioco
dei 3 di centrocampo vertice alto
• QUALITA’ DI CORSA E TATTICHE dei 2 centrocampisti bassi, QUALITA’ DI
VALORE superiore alla media per 3/4sta

• MOVIMENTI DI COPERTURA E APPOGGIO per dare spazio al 3/4sta a


supporto delle punte

• MOVIMENTi DI SMARCAMENTO Finta nella ricezione del pallone per


guadagnare visione di campo ( rotazione, scambio tra i due bassi,
arretramento di linea, libertà del 3/4sta nella ricerca spazio )

• SPOSTAMENTO PALLA IN AMPIEZZA in uscita con accelerazione nel gioco


verso le punte. Libertà di movimento e inserimento del 3/4sta

• SVILUPPO DI GIOCO E CAMBIO di POSIZIONE O INSERIMENTO: soprattutto


alleggerimento marcatura 3/4sta. Finalizzazione per o con i compagni,
triangolazione (interna, esterna , in scarico), copertura e rilancio azione, ma
anche dribbling, cross, tiro in porta

Corso Allenatori Uefa B


4-2-3-1
4-2-3-1
• Questo modulo è una variazione più offensiva del 4-4-1-1, con quattro giocatori
prettamente offensivi
• La difesa è disposta in modo classico con 4 giocatori + 2 centrocampisti centrali
a schermo davanti
• I 4 giocatori più offensivi possono sviluppare i movimenti offensivi tipici del 4-3-3
con l’aiuto del trequartista
• PREGI
• Varietà di soluzioni offensive
• Non viene richiesto grande lavoro difensivo ai 4 giocatori davanti
• Facilità nelle ripartenze
• Ottimo scaglionamento offensivo
• DIFETTI
• Si rischia di difendere con soli 6 giocatori
• Sulle fasce laterali, se non rientra la punta, si fatica a ricostruire il 2vs2
• Impossibile avere il quinto uomo sul lato cieco di difesa
Cambio posizione tra centrali
uscita con cambio dei centrali di centrocampo per ricezione
bassa orientata e in movimento.

Corso Allenatori Uefa B


Centrale basso tra i difensori
uscita con apertura dei terzini in ampiezza e profondità,
allargamento dei centrali per ricezione bassa del centrocampista.

Corso Allenatori Uefa B


Cambio posizione con 3/4sta
uscita con cambio dei centrocampisti per ricezione bassa del
3/4sta orientata e in movimento.

Corso Allenatori Uefa B


Reparto di centrocampo
a 3: col vertice basso
• Tre centrocampisti, di cui
il n°4 arretrato che ha il
compito dell’equilibrio
difensivo,

• due compagni (n°8-n°10)


di movimento con
possibilità di inserimento
laterali o centrali che
operano indistintamente
nelle due fasi di gioco.
4-3-3
4-3-3
• Modulo molto bello ed efficace ma ha bisogno di grande sincronia ed
organizzazione di gioco
• Tranne che per l’assenza del trequartista presenta tutti i ruoli e permette di
valorizzare bene i giocatori
• La difesa a 4 è molto aiutata dal centrocampista basso in una sorta di 4+1
• I tre attaccanti hanno spazi su cui muoversi in entrata e possono attaccare con
linearità di idee e tagli verso la porta
• Il centrocampo ben scaglionato con tre interni garantisce un ottimo possesso
palla e delle buone entrate dalla seconda linea
• PREGI
• Ottima costituzione offensiva e catene di tre giocatori sulle fasce laterali
• A palla aperta impossibile marcare le ali
• Fase d’attacco con molti schemi semplici ed efficaci
• Giocatori specialisti del ruolo possono esprimere le loro qualità perché ci sono
ruoli ben definiti
• DIFETTI
• A volte si difende con 7 giocatori
• Molto dispendio fisico per poter entrare negli spazi liberi
• Poca densità offensiva centralmente ( spesso il centravanti si trova in 1vs 2)
• Mancanza del quinto uomo sul lato cieco della difesa
5-3-2
5-3-2
• Il modulo ha un nucleo centrale difensivo molto forte e si basa sul concetto di
non accettare la parità numerica (2vs2) fra difensori centrali e punte avversarie
• Il centrocampo è composto da tre giocatori, di cui un regista e interdittore basso
e due mezze ali
• In attacco due punte, necessariamente di movimento, in quanto c’è parecchio
spazio laterale
• PREGI
• Sicurezza difensiva garantita dai cinque uomini
• Lungo l’asse verticale del campo otto giocatori consentono molta
concentrazione in zona palla
• Facile alternare i concetti di marco-copro in difesa
• Buon possesso palla, merito di tanti interni e buon scaglionamento
• DIFETTI
• Inferiorità numerica sulle fasce laterali presidiate da un solo esterno (tutta-fascia)
che non può fare in modo completo entrambe le fasi
• Pressing ritardato perché le mezze ali arrivano tardi sul terzino avversario
• Contro un solo attaccante spreco di un difensore centrale e problemi di
adattamento sulle ali avversarie
• Difficoltà nell’arrivare al cross, spesso attacchi troppo centrali
Cambio posizione e ricezione
bassa
uscita da difesa con centrocampista che rientra e cambia posto
con centromediano

Corso Allenatori Uefa B


Centrale basso tra i difensori
uscita con apertura dei terzini in ampiezza e profondità,
allargamento dei centrali per ricezione bassa del
centrocampista.

Corso Allenatori Uefa B


Sovrapposizione
centrocampista
Il centrocampista cerca la profondità dietro la corsa in taglio col
pallone dell’ala

Corso Allenatori Uefa B


Inserimento diretto
centrocampista
Attacco centrale del centrocampista che cerca profondità dietro
la linea della difesa

Corso Allenatori Uefa B


Reparto di centrocampo a 5
• Cinque giocatori con compiti e
funzioni diverse e molteplici:

• il n°4 è il classico centromediano


metodista che svolge il ruolo di
equilibrio difensivo, proteggendo la
difesa e agisce da playmaker basso;

• i due laterali (n°7 –n°11) di grande


movimento, si propongono sulle
fasce sia per il cross, sia con tagli per
il tiro.

• I due centrali (n°8 –n°10) hanno i


compiti di trait d’union con la punta a
cui danno supporto e profondità con
inserimenti.
Principi generali e sviluppi di gioco
con di centrocampo vertice alto
• GIOCATORI CON DOTI OFFENSIVE E DIFENSIVE parimenti sviluppate
• QUALITA’ DI COPERTURA E APPOGGIO abbinate a doti di inserimento e
finalizzazione
• MOVIMENTi DI SMARCAMENTO legati all’occupazione degli spazi in
ampiezza e profondità ( contro-movimento esterni, scambio tra i centrali con
arretramento di linea o avanzamento, libertà di attaccare la profondità.
Centrale smarcamento come nel centrocampo a 3.
• SPOSTAMENTO PALLA IN AMPIEZZA E PROFONDITA’ con molte soluzioni e
riferimenti diversi, coordinazione e sincronismi fondamentali nella
proposizione
• SVILUPPO DI GIOCO E CAMBIO di POSIZIONE O INSERIMENTO: soprattutto
movimento e smarcamento. Finalizzazione per o con i compagni con
triangolazione (interna, esterna , in scarico e profondità), inserimento diretto,
passante, sovrapposizione, taglio ma anche dribbling, cross, tiro in porta

Corso Allenatori Uefa B


4-1-4-1
• Modulo molto interessante, reparto difensivo con linea a 4 e supporto del mediano basso
• Centrocampo ben scaglionato sempre per la presenza del mediano basso e dei due interni
• Reparto offensivo che si diversifica a seconda delle caratteristiche degli esterni di
centrocampo
• Pregi:
• Ottima copertura degli spazi con possibilità di raddoppi di marcatura
• Copertura dei centrali di difesa per la presenza del mediano basso
• Offre buone possibilità di manovra e di palleggio con tre giocatori interni e due esterni a
centrocampo
• Se i due esterni di centrocampo hanno caratteristiche offensive propone diversi ed efficaci
sviluppi di gioco sfruttando l’ampiezza del fronte d’attacco
• Difetti:
• Se i due esterni di centrocampo non accompagnano lo sviluppo dell’azione si rischia di non
trovare soluzioni utili nelle azioni di attacco
• Se i due interni di centrocampo non supportano la punta centrale questa rischia di trovarsi
isolata e facilmente neutralizzabile
• Richiede un grosso dispendio energetico agli esterni di centrocampo per soddisfare gli
sviluppi di gioco nelle due fasi di possesso e non possesso di palla
Cambio posizione e ricezione
bassa
uscita da difesa con centrocampista che rientra o cambia posto
con centromediano

Corso Allenatori Uefa B


Uscita centrale con
accentramento esterni
uscita da difesa centralmente con centrocampista che rientra al posto del
centromediano, il taglio tra le linee dell’esterno offre spazio al terzino

Corso Allenatori Uefa B


Uscita centrale con
allargamento esterni
uscita da difesa con giro palla veloce e ritorno verso centrale di centrocampo che
sfrutta la superiorità numerica in ampiezza con un cambio gioco

Corso Allenatori Uefa B


Uscita da difesa con
allargamento sugli esterni
uscita da difesa con giro palla veloce e servizio a nr 7 esterno in
contromovimento.

Corso Allenatori Uefa B


Inserimento centrocampisti dietro
difesa avversaria
Nella fase di possesso, a palla libera, più centrocampisti sono in grado di attaccare
in velocità la linea difensiva avversaria.

Corso Allenatori Uefa B


Sovrapposizione centrocampista
Il centrocampista cerca la profondità dietro la corsa dell’esterno
in taglio col pallone

Corso Allenatori Uefa B


Triangolazione tra centrocampisti
I centrocampisti spesso in superiorità numerica hanno molte soluzioni in
triangolazione. Non deve mancare la profondità.

Corso Allenatori Uefa B


Reparto di centrocampo a
quadrilatero
• Due mediani col compito di
equilibrio difensivo

• due mezze ali di movimento


che collegano tutto il reparto
arretrato con l’attacco.

• Il lavoro offensivo sulle fasce


può essere svolto dalle due
mezze ali avanzate, se hanno le
caratteristiche, altrimenti tale
compito deve essere devoluto
ad altri.
La coppia

•Il gioco dei due attaccanti


•Possibilità e scelte nelle
varie composizioni
Sviluppi e applicazioni di gioco
tattici offensivi con due attaccanti

• Gli attaccanti s’intendono «vicini» quando


giocano ad una distanza di circa 15 metri
l’uno dall’altro

• Si definiscono «distanti» quando la distanza


tra di loro è di circa 35-40 metri

• Si definiscono «affilati» quando si


posizionano uno avanti e l’altro dietro il primo
Due attaccanti «vicini»
Due attaccanti «distanti»
Due attaccanti
«affilati»
Principi generali di gioco dei
due attaccanti «vicini»
• Il servizio di palla per i due attaccanti deve essere veloce e loro devono
essere pronti a giocare sulle palle «sporche» (giocando in spazi ristretti se il
servizio non è immediato si potrebbe avvantaggiare la difesa)

• Il primo pensiero dell’attaccante che riceve palla deve essere quello di


giocare velocemente con il compagno di reparto in combinazioni veloci

• I due attaccanti devono sempre effettuare un contro-movimento (uno lungo


e uno corto oppure uno fuori l’altro dentro) decide la direzione del
movimento quello più vicino alla palla, l’altro si adegua ed effettua il
movimento opposto

• Nella costruzione della coppia sono importanti le esercitazioni che li


obbligano a giocare solo tra di loro

• Due attaccanti «vicini» costringono la difesa avversaria a rimanere stretta


quindi dopo la prima giocata sugli attaccanti è opportuno sfruttare il gioco
in ampiezza sulle fasce laterali
Progressione di gioco con
due attaccanti «vicini»
• GIOCATA VELOCE: dai centrocampisti anche di
prima intenzione

• SPOSTAMENTO VELOCE DELLA PALLA: tra i due


attaccanti, di prima intenzione, con esca e velo

• SVILUPPO DI GIOCO: finalizzazione tra gli


attaccanti o con i compagni, triangolazione
(interna, esterna , in scarico), taglio, passante,
sovrapposizione, attacco diretto, dribbling, tiro in
porta
Giocata veloce dai centrocampisti
Spostamento veloce della palla tra i
due attaccanti di prima intenzione
Spostamento veloce di palla
tra i due attaccanti dopo esca
Spostamento veloce di palla
tra i due attaccanti dopo velo
Sviluppo al primo attaccante
marcato: tiro in porta, dribbling
Sviluppo al primo attaccante non
marcato: taglio, passante, triangolazione,
sovrapposizione
Sviluppo al primo attaccante con
palla alta: attacco diretto, tiro in porta,
dribbling
Sviluppo con palla laterale: attacco
diretto, sponda, triangolazione
Sviluppo su cross da fondo
campo incrocio
Sviluppo su cross da fondo campo
fuori e dentro tutti e due insieme
Sviluppo su cross da fondo campo
attaccante vicino palla fuori dal 1°palo
Sviluppo su cross da fondo
campo palla coperta
Sviluppo su cross da fondo campo un
attaccante sul 1°palo l’altro fuori
Sviluppo su cross da fondo
campo con palla dietro
Sviluppo su cross da fondo
campo con palla dietro
Principi generali di gioco di
due attaccanti «distanti»
• Sulla prima uscita di palla ad uno dei due non ci può essere giocata
coordinata con l’altro

• Non sono coordinati tra di loro ma hanno molte possibilità di


movimento

• La collaborazione tra i due nasce quando uno dei due ha ricevuto


palla e può muoversi in possesso di palla

• E’ preferibile farli giocare a piedi invertiti (un destro che parte dalla
zona di centro-sinistra di attacco e viceversa)

• Devono saper leggere le giocate di prima intenzione dei compagni


e muoversi di conseguenza
Progressione di gioco con
due attaccanti «distanti»
• GIOCATA: veloce o preparata dai centrocampisti,
anche di prima intenzione

• CONTROLLO E DIFESA DELLA PALLA: da uno dei


due con conduzione della palla verso l’interno del
campo

• SVILUPPI DI GIOCO: finalizzazione tra gli


attaccanti o con i compagni, triangolazione
(interna, esterna, in scarico), taglio, passante,
sovrapposizione, attacco diretto, dribbling, tiro in
porta
Giocata veloce o preparata
dai centrocampisti
Controllo difesa della palla e
conduzione
Sviluppo di gioco passante
Sviluppo di gioco per il taglio
Sviluppo di gioco per
triangolazione
Sviluppo di gioco per attacco
diretto
Sviluppo di gioco per
sovrapposizione
Sviluppo di gioco per azione
individuale (dribbling)
Sviluppo di gioco per il
tiro in porta
Principi generali di gioco di
due attaccanti «affilati»
• Aumenta la differenza tra i tempi di gioco e lo spazio da occupare dei due
attaccanti

• L’attaccante posizionato più avanti gioca sulle palle appoggiate o su quelle


aeree

• L’attaccante posizionato più dietro gioca nello spazio alle spalle del
centrocampo avversario e sulle palle filtranti

• La coordinazione di gioco tra i due può essere immediata (come per due
attaccanti «vicini») oppure con un tempo di ritardo (come per due attaccanti
«distanti»)

• Quando uno dei due entra in possesso di palla, la loro dislocazione in


campo, consente varie ed efficaci combinazioni di gioco tra i due attaccanti
Progressione di gioco con
due attaccanti «affilati»
• GIOCATA: appoggiata lunga o alta per l’attaccante avanti,
rasoterra e sulla corsa per l’attaccante dietro

• CONTROLLO E DIFESA DELLA PALLA: per la sponda, la


deviazione o la rifinitura per l’attaccante più avanti, per la
conduzione, il dribbling o la rifinitura per l’attaccante dietro

• SVILUPPI DI GIOCO: finalizzazioni tra gli attaccanti o con i


compagni, triangolazione (interna, esterna, in scarico) taglio,
passante, sovrapposizione, attacco diretto, dribbling, tiro in porta
Giocata per l’attaccante avanti
Giocata per l’attaccante dietro
Controllo della palla dell’attaccante
avanti per la sponda
Controllo della palla dell’attaccante
avanti per la deviazione
Controllo della palla dell’attaccante
avanti per la rifinitura
Controllo della palla dell’attaccante
dietro per la conduzione
Controllo della palla dell’attaccante
dietro per il dribbling
Controllo della palla dell’attaccante
dietro per la rifinitura
Sviluppo di gioco per il
passante
Sviluppo di gioco per il taglio
Sviluppo di gioco per
triangolazione in scarico
Sviluppo di gioco per
sovrapposizione
Sviluppo di gioco per attacco
diretto
Sviluppo di gioco per azione
individuale
Sviluppo di gioco per il tiro in
porta
I tre attaccanti

•L'attacco a tre
•Movimenti e disposizione
Sviluppi e applicazioni di gioco
offensivi con tre attaccanti
• Gli attaccanti s’intendono «vicini» quando giocano ad una
distanza di circa 10-15 metri l’uno dall’altro, si definiscono
«distanti» quando la distanza tra loro può raggiungere i
20-25 metri

• I tre non sono mai in linea e possono disporsi anche a


triangolo rovesciato

• Le caratteristiche dei singoli ne condizionano la


disposizione, i movimenti e gli sviluppi di gioco.
3 Attaccanti larghi
3 Attaccanti stretti
3 Attaccanti a vertice
basso

7
11
Principi generali di gioco dei 3
attaccanti
• Devono abituarsi a giocare insieme e conoscere le qualità-
caratteristiche dei compagni in ogni allenamento
• Il primo attaccante in riferimento alla palla è quello che decide il
tempo e la direzione dello spostamento, deve sempre effettuare
un contro-movimento o una finta. Gli altri si adeguano ed
effettuano il movimento utile.
• L’attaccante che riceve dovrebbe avere come soluzione sempre
un attacco alla profondità di un compagno
• In fase di uscita un attaccante “di zona” si allarga sulla fascia per
offrire profondità.
• La verticalizzazione è una condizione/peculiarità del gioco con 3
punte

Corso Allenatori Uefa B


caratteristiche
3 attaccanti larghi 3 attaccanti stretti
• Centrale bravo a giocare di spalle • Tecnicamente preparati con
• Attaccanti esterni possono essere ali entrambi i piedi
quindi bravi nella ricerca del fondo, nel
gioco 1<1, nel cross. • Rapidi nei movimenti e nella
esecuzione
• Attaccanti esterni possono essere
punte quindi bravi negli inserimenti in • Giocatori di qualità e fantasia,
taglio, veloci e resistenti alla velocità,
capaci di ben usare finta e gioco
dotati di buon tiro,
stretto
• Più che la forza devono avere rapidità
sia di movimento, sia di esecuzione
• Tatticamente intelligenti

Corso Allenatori Uefa B


Progressione didattica di gioco
dei 3 attaccanti
• Lavoro per ragazzi su attacco linea o sagome con 2+1 centrocampisti, per
abituare alla scelta del tempo di movimento

• 7/6 contro 0 ( scelta sul sistema di gioco) più linea o sagome dopo rotazione
veloce e giocata alle punte, senza supporto dei centrocampisti nello sviluppo
dell’azione.

• 7/6 contro 4 difensori semiattivi (elastico e traiettorie)

• Partita a tema - rasoterra con zona meta-

• Partita a tema -tocchi limitati gol in zona meta- ( decidere se dopo sponda)

• Partita con 1squadra tocco libero con fuorigioco e 2squadra 2 tocchi senza
fuorigioco.

Corso Allenatori Uefa B


Principi generali di gioco
dei 3 attaccanti «vicini»
• Il servizio di palla per i 3 attaccanti deve essere veloce e loro
devono essere pronti a giocare anche su palle «sporche»
(giocando in spazi ristretti se il servizio non è immediato si
potrebbe avvantaggiare la difesa)
• Il primo pensiero dell’attaccante che riceve palla deve essere quello
di giocare velocemente con i compagni di reparto in combinazioni
veloci (esca, velo, 1-2, sponda e rotazione, passante …)
• Disposizione più efficace con 4 centrocampisti
• Nella costruzione della trio sono importanti le esercitazioni che li
abituano a trovare il tempo per l’inserimento profondo e l’attacco
alla linea.
• 3 attaccanti «vicini» costringono la difesa avversaria a rimanere
molto stretta quindi l’inserimento sulle fasce laterali può essere
utile anche dopo un tempo di gioco

Corso Allenatori Uefa B


Progressione di gioco
con 3 attaccanti «vicini»
• GIOCATA PRECISA E CON TEMPI CORRETTI: dai centrocampisti
anche di prima intenzione

• SPOSTAMENTO VELOCE DELLA PALLA: tra una coppia di


attaccanti, in velocità e penetrazione del terzo

• MOVIMENTO DI INGANNO di un compagno per liberare spazio di


inserimento (es. verso esterno o in rientro)

• SVILUPPO DI GIOCO: finalizzazione tra gli attaccanti o con i


compagni, triangolazione (interna, esterna , in scarico), taglio,
passante, sovrapposizione, attacco diretto, dribbling, tiro in porta

Corso Allenatori Uefa B


Giocata veloce dai
centrocampisti
Da giro palla veloce esca del nr 7 che riceve la sponda dal nr 9
e manda nr11 al tiro

Corso Allenatori Uefa B


Smarcamento per creare
spazio
uscita del 9 che lascia spazio a 7 in penetrazione. ricezione
diretta da 11 o con tempo supplementare da 9

Corso Allenatori Uefa B


Velo per inserimento da dietro
Da esterno dentro per 7 in contromovimento che effettua velo su
inserimento di 9

Corso Allenatori Uefa B


Giocata inserimento da dietro
Da esterno dentro per 9 che sfrutta spazio creato alle spalle di 7 in uscita. Se
coperto torna da 7 se ha spazio conclude

Corso Allenatori Uefa B


1-2 stretto per superare linea
smarcamento del nr 11 che trova gioco a due con il nr 9

Corso Allenatori Uefa B


1-2 lungo per superare linea
smarcamento 11 che cerca gioco a due con 9. finta esca per inserimento 7
e rotazione su eventuale scarico

Corso Allenatori Uefa B


sovrapposizione inserimento
da dietro
Da centrocampista dentro per 9 vertice basso del trio, passaggio al nr 11 in
uscita e sovrappone. Dopo controllo scelta su taglio 7 o inserimento di 9

Corso Allenatori Uefa B


Principi generali di gioco dei 3
attaccanti «lontani»
• Il servizio di palla per i gli attaccanti deve essere preciso e con
giusti tempi
• Il primo pensiero dell’attaccante che riceve palla deve essere quello
di giocare con compagno e attaccare la profondità
• Diversa soluzione se caratteristica di ala o punta come giocatore
esterno.
• Nella costruzione della trio sono importanti le esercitazioni che li
abituano a trovare il tempo per il taglio e l’attacco alla linea
• Lo smarcamento di reparto avviene con tempi diversi/successivi di
inserimento e partecipazione
• 3 attaccanti «lontani» costringono la difesa avversaria a tenere
riferimenti larghi,lasciando spazi per inserimenti e tagli dietro le
linee

Corso Allenatori Uefa B


Progressione di gioco con 3
attaccanti «lontani»
• GIOCATA VELOCE: dai centrocampisti anche di prima
intenzione

• CONTROLLO ORIENTATO E/O DIFESA DELLA PALLA: da


uno dei 3 con conduzione della palla verso l’interno del
campo o il fondo se ali

• RICERCA 1<1

• SVILUPPI DI GIOCO: finalizzazione tra gli attaccanti o con


i compagni, triangolazione (interna, esterna, in scarico),
taglio, passante, attacco diretto, dribbling, tiro in porta

Corso Allenatori Uefa B


Taglio nello spazio vuoto
Inserimento in taglio del 11 su spazio lasciato da movimento a
rientrare del 9 e attacco diretto nr 7

Tipico movimento degli esterni, il più vicino effettua un corto-lungo per


attaccare la linea difensiva, smarcamento simile anche per uscite da difesa
sotto pressing avversario

Corso Allenatori Uefa B


Taglio dopo giocata a due
Lungo corto del centravanti nr 9, sponda o velo su sostegno del
nr 7 e taglio del 11 in seconda battuta.

Corso Allenatori Uefa B


Lungo-corto dell’ala
Movimento classico dell’esterno per prendere spazio dal marcatore.
Apre spazio per inserimento da dietro e inizia giocata offensiva

Corso Allenatori Uefa B


Passante
Inserimento in passante esterno da giro palla veloce

Corso Allenatori Uefa B


Corsa in deviazione ala
Inserimento in ampiezza del 7 con corsa di deviazione su giro
palla veloce. ricerca 1<1 largo. Esterni più ali che attaccanti

Corso Allenatori Uefa B


Triangolazione esterna o in
scarico
Ricezione del 7 che punta la difesa e cerca 1-2 con nr 9 profondo
per superare linea o in scarico per giocata supplementare

Corso Allenatori Uefa B


Attacco diretto
Inserimento in attacco alla linea del 9 su imbucata fatta dal nr
11 che si libera all’interno.

Corso Allenatori Uefa B