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1999 - 2000

La "Squadra" dei nuovi allenatori


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SOMMARIO

EDITORIALE CAMPIONI DI NUOVO IN PANCHINA di Mario Valitutti 2


FORMAZIONE E CAMPIONATO DI EUROPA UNDER di Roberto Clagluna
ISTRUZIONE TECNICA 3
21: L’ITALIA CON L’ABITO NUOVO
FORMAZIONE E BRAVA ITALIA! di Franco Ferrari
ISTRUZIONE TECNICA 4

FORMAZIONE E EVOLUZIONE DEI VARI SISTEMI DI di Giulio Nuciari 5


ISTRUZIONE TECNICA GIOCO
FORMAZIONE E ELETTROSTIMOLAZIONE NEUROMU-
ISTRUZIONE TECNICA SCOLARE: QUALE EFFETTO SULLA di Andrea Castellani 14
FORZA DEGLI ARTI INFERIORI?
UN’ESPERIENZA SPERIMENTALE
di Prof.Leonardo Vecchiet,
SEZIONE MEDICA L’ALTRA FACCIA DEL PALLONE: Dott. Luca. Gatteschi, 20
DALLA PARTE DEI BAMBINI Dott. M. Grazia Rubenni

TEST E METODO DI SINTESI:


FORMAZIONE E
VALUTAZIONE ED ALLENAMENTO
DELLA POTENZA AEROBICA E di Riccardo Proietti 22
ISTRUZIONE TECNICA
DELLA RESISTENZA ALLA VELOCITÁ
NEL CALCIO
FORMAZIONE E RAPPORTI TRA IL DIRETTORE di Claudio Garzelli 27
ISTRUZIONE TECNICA SPORTIVO E L’ALLENATORE
L’ALLENATORE DEVE POTER LAVO- di Luigi Barbesino
FONDAZIONE RARE CON LIBERTÀ E DIGNITÀ: 29
«MUSEO DEL CALCIO» PERCHÉ LA FEDERAZIONE NON STU-
DIA UN CONTRATTO TIPO?
FORMAZIONE E LE CONOSCENZE SUL MODELLO DI di Italo Sannicandro 33
ISTRUZIONE TECNICA
PRESTAZIONE NEL CALCIO A 5
SVILUPO TECNICO VA L U TA Z I O N E D E L G I O VA N E
ATTIVITÀ GIOVANILE PORTIERE: ESORDIENTI E PULCINI
di Enrico Sarli 36

CENTRO STUDI E SELEZIONE E FORMAZIONE DEI


RICERCHE G I O VA N I AT L E T I : A N A L I S I E D
di Gianfranco Piantoni 39
ALCUNE INDICAZIONI
CENTRO STUDI E
RICERCHE RASSEGNA BIBLIOGRAFICA a cura di Marco Viani 43

FONDAZIONE I LIBRI DELLA FONDAZIONE


«MUSEO DEL CALCIO» «MUSEO DEL CALCIO» a cura di Fino Fini 48
Le opinioni espresse negli Direttore Segreteria Stampa
articoli firmati non rifletto- Mario Valitutti Fabrizio Cattaneo (coordinatore) ATENA s.r.l.
no necessariamente l’opi- Monica Risaliti Via di Val Tellina, 47
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Mario Marella Foto Guerin Sportivo
Franco Baresi Finito di stampare nel maggio 2000
Foto Archivio Museo del Calcio
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Massimo Sandrelli
Paolo Piani

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F.I.G.C. Settore Tecnico Via G. D’Annunzio 138, 50135 Firenze. Non saranno accettate richieste effettuate per
telefono.
1
EDITORIALE

Campioni di nuovo
in panchina di Mario Valitutti
____________________________________

particolare soddisfazione, di

N
el primo semestre del
2 0 0 0 i l S e t t o r e Te c n i c o un’accentuata tendenza di alcu-
ha impresso un’accelera- ni dei nostri campioni di mag-
zione ai suoi programmi in vista gior caratura ad affrontare la
della conclusione della stagione carriera di tecnico. Così, senza
sportiva che, quest’anno, coinci- avere la pretesa di ricordarli
de in pratica con appuntamenti tutti e col rispetto dovuto a tutti
particolarmente significativi che i corsisti, ci piace ricordare che
sono fissati per la ripresa dei agli ultimi corsi Master e di IIa
lavori dopo la pausa estiva: ci categoria hanno partecipato:
riferiamo all’Assemblea straor- Giuseppe Baresi, Dario Bonetti,
dinaria per l’approvazione del Antonio Cabrini, Antonio Di
nuovo statuto federale e alla Gennaro, Luca Fusi, Giuseppe
successiva Assemblea elettiva del Galderisi, Roberto Mancini,
governo e dei principali organi- Daniele Massaro, Roberto
smi federali. Ciò ha imposto, da P r u z z o , M a u r o Ta s s o t t i , P i e t r o
una parte, un ulteriore assesta- Vierchowod e Walter Zenga.
mento ed aggiornamento delle Per quanto concerne le nuove
attività istituzionali e, dall’altra, iniziative, si è conferita una
una messa a regime delle nuove decisa accelerazione all’attiva-
iniziative - il cosiddetto valore zione del sito Internet (anche
aggiunto - che hanno caratteriz- se persistono vincoli e condizio-
zato l’attuale consiliatura. namenti connessi alla necessità
Per quanto concerne le attività di armonizzare il sito del
istituzionali, particolare atten- Settore Tecnico con quello cen-
zione è stata conferita ai Corsi trale della Federazione) che
Master e a quelli di IIa catego- porrà al ser vizio del sistema cal-
ria. In questa ottica si è prose- cio nazionale ed internazionale
guito nella rivisitazione dei con- prezioso materiale nelle più
tenuti dei corsi, adeguandoli varie maniere: da quelle tecni-
alle nuove realtà di un calcio che a quelle giuridiche, econo-
globalizzato che, specialmente a miche, storiche, culturali e del
seguito della sentenza Bosman, costume.
pone i nostri tecnici a confron- Infine ci pare utile portare a
to col calcio degli altri Paesi. conoscenza dei lettori che il 21
Confronto che si verifica sia m a g g i o , i n P a l a z z o Ve c c h i o a
nella gestione quotidiana di cal- Firenze - alla presenza del
ciatori di diversa etnia, cultura, Ministro Melandri, del
religione, sia nelle sempre più Presidente Nizzola, del
numerose esperienze dei nostri Presidente Sordillo e delle mas-
allenatori all’estero. Ma nel sime autorità locali - ha avuto
contempo si è preso atto (ed in luogo la presentazione ufficiale
alcuni casi incoraggiata) con del “Museo del Calcio”.

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FORMAZIONE E
ISTRUZIONE TECNICA
ATTUALITÀ

C A M P I O N AT O D ’ E U R O PA
U N D E R 2 1 : L’ I TA L I A C O N
L’ABITO NUOVO
di Roberto Clagluna

È
terminato da poco il cam- maggiormente del contributo s u q u e l l o t e c n i c o e t a t t i c o .
pionato italiano e si è diretto delle mezzali e del rifini- La scuola italiana è salva e lo
anche conclusa la stagio- tore, piuttosto che di un prolun- scetticismo viene clamorosa-
ne internazionale per club senza g a t o p o s s e s s o d i p a l l a . N e l mente sconfitto. L’abito, tutta-
che nessuna nostra squadra sia reparto difensivo, pur pratican- via, è completamente nuovo,
riuscita ad accedere ad una do la zona con tre o quattro ele- non è più il catenaccio ed il
delle finali. menti, non si disdegnano mar- contropiede ma neppure quello
Le critiche nei confronti del cal- c a t u r e r i g i d e ( a n c h e s e n o n del prolungato possesso di palla.
cio italiano sono aspre e feroci. tutte le squadre si dimostrano Il centrocampo sviluppa veloci
Da più parti, stampa specializza- all’altez z a d e l l a s i t u a z i one ) . fraseggi come presupposto della
ta compresa, si sostiene che si Non appaiono tuttavia forti con- verticalizzazione, a beneficio del
gioca male e che la scuola italia- centrazioni di uomini in difesa reparto d’attacco. Gioco all’ita-
na è superata. Sul piano spetta- della propria porta, anche se si liana, quindi, ma al passo coi
colare veniamo ritenuti netta- fluidifica di meno e, raramente, tempi. Merito di Marco Tardelli
mente inferiori ad altri Paesi si attua il fuorigioco. Squadre e dei suoi ragazzi che hanno
europei dai quali dovremmo più lunghe, dunque, che, in tracciato una strada da percor-
prendere esempio. Sull’eco di alternativa alla costruzione di r e r e c o n s e m p r e m a g g i o r e
queste considerazioni ci armia- g i o c o , f a v o r i s c o n o i l l a n c i o convinzione.
mo di tanta umiltà e preparia- direttamente
mo i bagagli per Bratislava dove, sugli attaccan-
dal 27 maggio al 4 giugno, si ti, con la con-
svolge la fase finale del seguente esal-
Campionato Europeo Under tazione delle
21.Quale migliore occasione per loro qualità
cogliere, attraverso un’attenta aeree.
valutazione delle squadre avver- Il pressing
sarie, seppur a livello giovanile, viene regolar-
i modelli da seguire? mente eserci-
Fin dalle prime battute emerge tato, ma senza
per tutte la volontà di praticare particolare
un calcio d’attacco senza tutta- aggressività.
via perdere l’equilibrio di squa- Buono il livel-
dra. Le punte raramente resta- lo tecnico
no isolate in avanti e, spesso, in generale.
loro supporto si propongono Ma quale sor-
almeno un paio di centravanti presa: la squa-
che non rifiutano anche le con- dra che
clusioni dalla media distanza. meglio appli-
E’ un ritorno alla classica mez- ca questi con-
zala che ha nella costruzione del cetti è proprio
gioco, nell’interdizione e quella italia-
nell’appoggio agli attaccanti le na!
sue prerogative principali. Nella Non a caso i
zona di tre quarti ci si avvale nostri si lau-
sovente di un fantasista che, se reano campio-
toglie qualcosa alla razionalità, ni d’Europa,
contribuisce a rendere impreve- primeggiando
dibile, oltre che spettacolare, il anche s u l Pirlo alza la coppa: l’Italia Under 21 è campione d’Europa
gioco. Le punte, per arrivare piano psicolo- per la quarta volta
alla conclusione, si giovano così gico oltre che

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FORMAZIONE E
ISTRUZIONE TECNICA
ATTUALITÀ

BRAVA ITALIA !
di Franco Ferrari

L
’Italia Under 21 di Marco zionare né dal risultato da ottene- ca; mentre nel gruppo A (Rep.
Tardelli ha conquistato il tito- re, né dai cambiamenti tattici, né Ceca, Spagna, Olanda, Croazia)
li di campione europeo nella dagli atteggiamenti degli avversari. fino all’ultima gara tre squadre ave-
12a edizione del torneo disputatosi Un esempio: nella finale si sarebbe vano la possibilità teorica di accede-
in Slovacchia dal 27 maggio al 4 di potuto supporre che i Ceki dal con- re alla finale per il primo posto.
giugno 2000. tinuo gioco sulle fasce, con la loro Risultato giusto e meritato; in ogni
Un titolo sofferto (come in ogni mobilità sull’arco dell’attacco e la gara l’organizzazione ed il talento
altro tipo di competizione interna- spregiudicata disposizione tattica, dei giovani italiani ha permesso
zionale), in un torneo faticoso e potessero indurre ad un atteggia- sempre di superare le eventuali dif-
difficile per il numero di partite in mento tattico più cauto o pruden- ficoltà incontrate.
un così breve lasso di tempo (4 te. Non è stato così e la squadra Dal punto di vista tattico c’è stata
gare in 9 giorni), per il clima molto italiana ha ribattuto colpo su colpo molta varietà: la tradizionale
afoso e per il valore degli avversari, le offensive avversarie ed ha, inol- Inghilterra è partita costantemente
tutti di buon livello e di scuole cal- tre, colpito con due bellissime “gio- col 3:5:2 a zona, per poi mutarlo in
cistiche prestigiose. Questo torneo, cate” individuali di Comandini qualche situazione in 4:4:2 o 4:3:3.
inoltre, aveva un duplice valore: sia (che ha dribblati 2, 3 avversari L’Olanda ha mantenuto la tradizio-
il prestigioso titolo di campione prima di subire il fallo da rigore, ne: col rombo offensivo (due ali,
europeo, sia la qualificazione olim- trasformato da Pirlo) e dello stesso un centravanti e un trequartista)
pica: infatti le prime quattro classi- Pirlo (splendida “pennellata” di sempre, ha alternato un 4:4:2 ad
ficate avrebbero partecipato alle destro su punizione diretta ma una difesa a 3 con 3 centrocampi-
Olimpiadi di settembre in Australia mezzosinistra), creando altresì ulte- sti. L’Italia ha costantemente man-
come rappresentanti dell’Europa. riori azioni da rete. Un trofeo tenuto l’assetto del 3:4:1:2. La
L’Italia ha centrato entrambi gli importante e prestigioso per l’inte- Spagna ha usato un sistema fisso,
obiettivi: fantastico! ra Italia calcistica: in un momento pur alternando i calciatori. La
Questa la classifica finale: 1a Italia, di dibattiti sul futuro e sul valore Repubblica Ceca è stata molto varia
2a Repubblica Ceca, 3a Spagna, 4a della scuola calcistica italiana, tale ed ha continuamente cambiato il
Slovacchia (e poi le eliminate affermazione può servire da ulte- modulo, adattandolo alla situazio-
Inghilterra, Croazia, Olanda e riore stimolo di riflessione e di ne contingente e dimostrando,
Turchia). spunto per le eventuali strategie da quindi, conoscenza e cultura tatti-
Il torneo è stato disputato dalle assumere. E se anche la nazionale ca. La Slovacchia ha sempre mante-
otto squadre qualificatesi da prece- maggiore ai prossimi europei faces- nuto un 4:4:2 a zona e così anche la
denti turni, divise in due gruppi di se la sua figura... Croazia col 5:3:2 a zona. Infine la
quattro squadre. Un girone all’ita- L’Italia non è partita coi favori del Turchia ha avuto sempre un libero
liana ha determinato la classifica di pronostico; non risultava in pole coi marcatori, disponendosi col
ciascuna raggruppamento, per cui position, ma già dopo la prima 5:3:2 , alternandolo ad un 5:4:1.
le due prime squadre di ogni grup- gara, battendo la temuta Grandi assenti la Francia e la
po hanno disputato la finale per il Inghilterra, ha ricevuto e trasmesso Germania, eliminate nelle qualifi-
primo posto e le due seconde clas- un’iniezione di fiducia e, compa- cazioni; è da evidenziare il calcio
sificate la finale per il terzo posto. rando la propria prestazione con turco che conferma il suo momen-
L’U.21 italiana ha dimostrato di quella delle altre squadre, ha potu- to positivo con la qualificazione
avere una propria identità, spiccata to rendersi conto di avere chances della nazionale maggiore a Euro
personalità ed una fisionomia di enormi di qualificazione per 2000 e con la vittoria della Coppa
squadra unite ad uno spirito di l’Olimpiade e per la disputa della UEFA da parte del Galatasaray.
gruppo notevole; non trascurando finale. E così è stato. L’Italia ha dimostrato di avere gio-
altresì di esprimere valori tecnici L’andamento dei risultati nei due vani molto qualificati, esperti nel
individuali di alto livello. Disposta gironi è stato diverso: in quello gioco e di alto livello; è stata la
con un 3:4:1:2 a zona, ha mantenu- dell’Italia (gruppo B con squadra che ha espresso il maggior
to costante tale impianto, indipen- Slovacchia, Inghilterra, Turchia) numero di talenti. La conduzione
dentemente dal sistema di gioco già dalla seconda gara si poteva tattica da parte della panchina è
avversario; non si è mai fatta condi- prevedere e delineare una classifi- stata ottima.

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FORMAZIONE E
ISTRUZIONE TECNICA
METODOLOGIA

EVOLUZIONE DEI VARI


SISTEMI DI GIOCO
di Giulio Nuciari*

G
ià nel 1960 si faceva notare più mirato della tattica collettiva, le, soprattutto nell’organizzazione
che l’attitudine naturale, la di reparto e del singolo giocatore tattica, in quanto non erano presi
passione ed il fisico adatto ha fatto sì che l’addestramento in considerazione i passaggi.
per una determinata attività atleti- difensivo e offensivo venisse parifi- Allora, ci si schierava col portiere,
ca non bastavano più, come non cato, cercando di costruire ed nessun centrocampista e 9 attac-
era più sufficiente l’esperienza del offendere attraverso il gioco a canti (fig.1).
tecnico d’antico stampo. La pre- zona e non solo preoccuparsi di Nel 1863 viene costituita la
parazione, in un qualsiasi sport, distruggere attraverso la marcatu- Football Association, e lo schiera-
non è completa senza una vera e ra ad uomo. Da notare, inoltre, mento in campo vede l’arretra-
propria cultura specialistica. Il cal- come, in tempi recenti, il numero mento di un attaccante che, così
cio, come qualsiasi altra attività, si dei centrocampisti in campo sia facendo, creò, per la prima volta,
è trasformato col trascorrere del mutevole: 3, 4 o 5 giocatori, ma la figura del centrocampista che
tempo, trasformando ogni sua sempre in relazione con una prese il nome di mediano (fig.2).
componente: tecnica, tattica, atle- determinata ricerca tattica, fino a Si può quindi affermare che tra i
tica e di personalità. qualche anno fa impensabile. Si ruoli, oltre a quello del portiere,
Un ruolo che, certamente, ha cercherà, inoltre, di valutare le del difensore e dell’attaccante
subito un’evoluzione nel corso dei caratteristiche dei giocatori odier- venne preso in considerazione
decenni è quello del centrocampi- ni per poter meglio comprendere anche quello del centrocampista,
sta che ha una funzione determi- come la ricerca di un equilibrio detto “half back” (che significa
nante sia per la costruzione del tecnico-tattico sia differente a “giocatore che sta indietro nella
gioco di attacco, sia per l’interdi- seconda del modulo adottato e sua metà campo”). Viene conside-
zione e la distruzione del gioco delle capacità d’inserimento, rato un aiuto della difesa e l’espe-
avversario. Nell’analisi che segue, d’interpretazione e d’adattamen- rimento piace al punto che,
si noterà come, nei vari sistemi di to, per reparto e collettivamente, nell’arco di 10 anni, un secondo
gioco, le caratteristiche del gioca- dei singoli giocatori. attaccante viene spostato indietro
tore si siano man mano modifica- (fig.3). Nel 1870, la squadra del
te, raggiungendo una completez- Evoluzione dei sistemi di gioco
za ed una specializzazione elevata. Al suo esordio il gioco del calcio * Allenatore di Ia categoria
Negli ultimi venti anni, lo studio era molto diverso da quello attua- Tesi di fine Corso Master

fig.1 fig.2

5
FORMAZIONE E
ISTRUZIONE TECNICA
METODOLOGIA

Queen’s Park sperimenta per la difensore (fig. 4). chiamato piramidale, fu poi mutato
prima volta l’uso del passaggio della Il passo successivo fu la creazione di dagli allenatori italiani che, arretran-
palla da giocatore a giocatore e la un centrocampo formato da tre do altri due attaccanti nella zona
prima conseguenza fu che il gioco, mediani di cui, quello centrale, dove- centrale, diedero origine alle mezze
da concentrato e confuso che era, va possedere caratteristiche tattiche, ali e creando il METODO che pre-
tese ad aprirsi, creando i presupposti tecniche e fisiche sopra la media, vedeva marcature a uomo (fig.6).
per la ricerca dello spazio creando rappresentando una sorta di ago Nel 1925 la regola del fuori gioco fu
così la necessità di inserire un altro della bilancia (fig.5). Questo sistema, cambiata. Il vecchio testo (1866)

fig.4
fig.3

fig.5 fig.6

6
FORMAZIONE E
ISTRUZIONE TECNICA
METODOLOGIA

recitava che: “Quando un qualsiasi Chapman diede vita al contropiede: un sistema di gioco detto M-M,
giocatore tocca il pallone o lo lancia quando gli avversari erano in attac- un’evoluzione più equilibrata del
dalla linea laterale, ed un giocatore co, i mediani e le mezze ali si ritirava- cosiddetto metodo della “doppia
della sua squadra, nell’attimo del no nella propria metà campo invi- testa di lancia”. Fu la nazionale
tocco, si trova più vicino di lui alla tando così gli avversari a sbilanciarsi ungherese ad adottare, con succes-
linea di porta avversaria, quel gioca- in avanti. Non appena riconquistata so, questo tipo di schieramento
tore si trova in fuorigioco. Egli può la palla, la si giocava subito sulle (fig. 9). Alla fine degli anni ‘50,
toccare il pallone a lui giunto ed punte che, in teoria, avrebbero dovu- quando fu evidente a tutti che
ostacolare un avversario solo se fra to trovarsi in
lui e la linea di porta avversaria si tro- superiorità nume-
vino almeno tre giocatori della squa- rica. La contro-
dra opposta.” L’apposita commissio- mossa al W-M fu
ne mutò nella sostanza il vecchio lo schieramnto 3-
testo in modo che, se si fossero trova- 3-4, con il media-
ti soltanto due giocatori avversari fra no portato nuova-
l’attaccante e la linea di porta, mente al centro,
quest’ultimo non sarebbe stato con- due attaccanti e
siderato in fuorigiocoi. L’allora alle- due ali. Così
natore dell’Arsenal, Chapman, per facendo il W-M
controbilanciare lo squilibrio che si sarebbe stato
veniva così a creare in avanti, pensò messo in difficoltà
di arretrare un mediano, che prese il sugli attacchi cen-
nome di stopper, e, rispetto al siste- trali in quanto lo
ma piramidale, strinse leggermente stopper avversario
tra loro i due mediani ed introdusse si sarebbe trovato
la marcatura ad uomo: i due difenso- nella necessità di
ri laterali sulle ali , i due mediani marcare due
sulle mezze ali e lo stopper sul cen- punte (fig.8). Nel
travanti avversario (fig.7). Sempre 1950 fu adottato fig.8

fig.7 fig.9

7
FORMAZIONE E
ISTRUZIONE TECNICA

METODOLOGIA

i l W- M s o f f r i v a l a r o t a z i o n e invece, a turno con l’altro difensori, due centrocampisti


degli attaccanti avversari ed il mediano, doveva affiancare lo (dotati di caratteristiche fisi-
loro inserimento al centro, s t o p p e r, c r e a n d o c o s ì u n a che sopra la media) e 4 attac-
venne proposta una difesa che sorta di collaborazione tra canti di cui uno, all’occasio-
marcava a zona con un media- reparti (fig.10). Sempre alla ne, ritornava indietro creando
no davanti che doveva tempo- fine degli anni ‘50, per copri- così una situazione 4-3-3
reggiare ed impostare poi re meglio il campo, fu aggiun- (fig.12).
l’azione. In fase difensiva, to un quarto difensore; si ave- Fare giocare quattro difensori,
vano allora che in pratica riequilibravano
due possibilità il reparto d’attacco, permise
di schiera- un altro importante passo in
mento: il avanti. Si rese cioè necessario
primo con un che il ruolo dei centrocampi-
uomo che sti assumesse una funzione a
restava alle vasto raggio, con compiti di
spalle di tutti, impostazione e costruzione
il secondo che del gioco in aggiunta al com-
prevedeva pito classico di protezione
quattro uomi- della propria difesa. I centro-
ni in linea ed campisti passarono così dalla
un centrocam- definizione di half-back a
po formato da quella di middle field player
tre giocatori (giocatore del mezzo del
(fig.11). La campo, fig.13). Questo permi-
nazionale bra- se alle squadre di raggiungere
siliana operò un maggiore equilibrio tattico
un’ulteriore e gettando, in pratica, le fon-
variante che damenta del gioco moderno.
fig.10 prevedeva 4 Negli anni ‘70 ci fu l’avvento

fig.11 fig.12

8
FORMAZIONE E
ISTRUZIONE TECNICA

METODOLOGIA

del cosiddetto calcio totale che, per la prima volta nella relativi compiti definiti in
introdotto dalla nazionale storia del calcio, il portiere è base ad una approfondita
olandese. Praticamente non chiamato ad uscire dalla pro- conoscenza dei giocatori stes-
esistevano più limiti ferrei agli pria area, palla al piede, come si, con i quali si potranno
spostamenti sul campo dei un qualsiasi altro giocatore. costruire le situazioni tecnico-
giocatori. Di conseguenza, Infatti, dovendo i difensori tattiche di possesso (attacco)
nacque il concetto di inter- seguire in avanti il centrocam- e di non possesso (difesa) di
cambiabilità dei ruoli e, con po, si crea uno spazio troppo palla. L’importante è costrui-
esso, quello di giocatore uni- ampio tra questi ed il portie- re un sistema di gioco che
versale, in grado di difendere re. Questo aumentato dinami- risulti:
e di attaccare. Veniva inoltre smo in campo, crea la neces- - razionale, in quanto tiene
introdotto il concetto di corri- sità di introdurre una diffe- conto delle caratteristiche
doio, un luogo dove il pallone rente preparazione fisica dei giocatori;
viene indirizzato alla ricerca molto più specifica, basata - elastico, in quanto, con
dello spazio vuoto. Si passava sull’uso dei pesi, dell’incre- pochi adattamenti, lo si può
così da un modo di giocare, mento della velocità e sulla adattare a qualsiasi tipo di
che teneva in considerazione ripetitività degli esercizi. avversario;
il pallone e l’avversario, ad un Profeti di questo nuovo - equilibrato, in quanto capa-
altro in cui lo spazio e la posi- “credo” furono Rinus Michels ce di fronteggiare con suc-
zione del compagno in campo e Kovacs. cesso le due fasi del gioco:
sono gli elementi fondamenta- Nella figura n. 14 è illustrata possesso e non possesso di
li. Questa innovazione portò una formazione dell’Olanda palla.
anche la marcatura a scalare, che partecipò nel 1974 al
cioè il controllo dell’avversa- mondiale tedesco, dove si clas- Il 4-4-2
rio soltanto nella propria zona sificò seconda. Nel sistema di gioco 4-4-2, con
di competenza: quando si è una difesa disposta a zona, si
costretti a cambiare zona, un I moderni sistemi di gioco ha il grande vantaggio che i
altro compagno “scala”, pren- Per sistema di gioco si deve centrocampisti, disponendosi
de cioè il posto lasciato libe- intendere la dislocazione sul in linea, fanno da filtro, rad-
ro. Una conseguenza di ciò è campo dei giocatori ed i loro doppiando continuamente sul

fig.13 fig.14

9
FORMAZIONE E
ISTRUZIONE TECNICA
METODOLOGIA

portatore di palla avversario 7 ed il 10 non dovessero rien- due compagni di reparto, a


(fig. 15). Le coppie adibite al trare, certamente i due cen- destra e a sinistra, devono
raddoppio sono: 2-7, 5-4, 6-8 e trali 4 e 8 si verrebbero a tro- anch’essi possedere delle doti
3-10. Sulla carta questo siste- vare in grave difficoltà. fisiche importanti oltre ad esse-
ma dovrebbe garantire una re molto eclettici (fig. 16).
difesa molto solida ma, se per Il 4-3-3
caso i movimenti di tutti non Nel sistema 4-3-3 il centrome- Il 3-4-3
sono sincroni e, ad esempio, il diano metodista assume un Nel sistema 3-4-3 gli esterni di
ruolo di centrocampo sono quelli che
straordinaria garantiscono una superiorità
importanza numerica sia in fase difensiva
sia per il cen- che in fase di attacco. Devono
trocampo che essere giocatori dotati di grande
per tutta la corsa, velocità, buona tecnica,
squadra . personalità e grinta, insomma
Questi detta i possedere le doti proprie del
tempi di gioco, giocatore moderno. Una volta
rallenta od riconquistata a palla, i due cen-
accelera le gio- trali devono subito ripartire, In
cate mentre, in fase di attacco lavorano sul
fase difensiva, corto lungo e, uno dei due,
è un catalizza- accompagna l’azione per arriva-
tore di palloni re, se possibile, al tiro. Acume
che dovrebbe tattico (saper portare via la palla
rubare agli all’avversario) e doti tecniche
avversari. E’ in (capacità di lancio lungo e pre-
pratica il ful- ciso e visione della porta) sono
cro dell’intera doti imprescindibili nel loro
fig.15 squadra. I suoi bagaglio tecnico (fig.17).

fig.16 fig.17

10
FORMAZIONE E
ISTRUZIONE TECNICA
METODOLOGIA

Il 5-3-2 tori rappresen-


Nel sistema 5-3-2 il centrocam- tati dai trian-
po è formato da tre giocatori di goli verdi
cui uno svolge le funzioni di aggrediscono
regista (il centrale n.8), mentre chi riceve la
gli altri due sono delle mezze palla mentre
ali che operano a destra e a sini- gli altri ese-
stra. Le caratteristiche di questi guono coper-
giocatori sono che il centrome- ture recipro-
diano metodista deve dettare i che e diagona-
tempi di gioco, dare equilibrio li. I due gruppi
al reparto e riconquistare pallo- di giocatori si
ni importanti (fig.18). scambiano poi
i ruoli. Si può
Esercitazioni eseguire l’eser-
citazione
1a) Esercitazione per il 4-4-2 in anche in movi-
fase difensiva (fig. 19): mento (fase
- numero dei giocatori: 4 contro situazionale), fig.18
4; giocando quat-
- dimensione del campo: tro contro
40x30m. suddiviso in quattro quattro dove ognuno si può miteremo due zone franche di
zone; muovere solo nella zona vicina 10 m. di larghezza ciascuna;
- regole: tre tocchi; e la regola è portare la palla - regole: tre tocchi;
- durata: 5’ (si può utilizzare oltre la linea di fondo. - durata: 10’.
questa esercitazione anche 1b) Esercitazione per il 4-4-2 in Si gioca 4 contro 4 tenendo pre-
come riscaldamento). fase offensiva (fig.20): sente tutti i principi della zona.
Esercitazione di tipo statica - obiettivo: liberare il centro- Si dà un punto alla squadra che
(fase analitica). campista dalla parte opposta a libererà il centrocampista late-
I giocatori rappresentati dai quella dove si trova la palla; rale dalla parte opposta. Egli
cerchi rossi si scambiano la - numero dei giocatori: 4 contro 4; riceverà la palla dopo essere
palla in linea orizzontale rima- - dimensioni del campo: 60x40 entrato nella zona delimitata
nendo fermi sul posto. I gioca- m., all’interno del quale deli- (dove non può entrare nessun

fig.19 fig.20

11
FORMAZIONE E
ISTRUZIONE TECNICA
METODOLOGIA

avversario) e sarà servito da un sentati dai triangoli verdi si - regole: non si può fare gol
lancio lungo in diagonale. difendono e, se riescono a fare all’interno del prolungamen-
sei tocchi consecutivi, ottengo- to dell’area piccola (per abi-
2a) Esercitazione per il 4-3-3 no 1 punto. Un attaccante dei tuare il centrocampista cen-
in fase difensiva (fig.21): verdi, ogniqualvolta i rossi trale al tiro da fuori area ed i
- obiettivo: sincronismo dei superano la metà campo, rien- centrocampisti esterni al tiro
centrocampisti con l’aiuto di tra in aiuto sulla linea dei cen- da posizione decentrata). Gli
uno degli attaccanti esterni; trocampisti. attaccanti esterni e quello
- numero dei giocatori: 3+1 centrale non possono fare gol
contro 4; 2b) Esercitazione per il 4-3-3 in ma dare solo appoggio;
- dimensione del campo: 40x30 fase offensiva (fig. 22): - durata: 10’.
m. con 4 porte ai lati di 3 m.; - obiettivo: fare gol; I giocatori in rosso difendono
- regole: tre tocchi; - numero dei giocatori: 3+3 e recuperano la palla. I verdi
- durata: 10’. contro 4 + il portiere; attaccano e devono fare gol.
I giocatori rappresentati dai - dimensioni del campo: metà
cerchi rossi attaccano e devo- di un campo regolamentare 3a) Esercitazione per il 3-4-3 in
no fare gol. I giocatori rappre- con una porta; fase difensiva (fig.23):

fig.21 fig.23

fig.22 fig.24

12
FORMAZIONE E
ISTRUZIONE TECNICA
METODOLOGIA

- obiettivo: addestramento dei in fase difensiva (fig.25): Conclusioni


due centrocampisti esterni - obiettivo: addestrare i difen- Abbiamo visto come, nel corso
alla copertura ed alla diago- sori esterni ad aiutare la degli anni, i mutamenti siano
nale difensiva; linea di centrocampo, inte- stati di una progressione note-
- numero dei giocatori: 7 con- grandosi nel reparto con vole fino agli anni ‘70, per poi
tro 7 + il portiere; conseguenti movimenti in tornare a per fezionare alcuni
- dimensioni del campo: metà relazione alla posizione della meccanismi già esistenti in pas-
campo regolamentare con palla; sato in quanto, come è giusto
una porta; - numero dei giocatori: 8 + il che sia, ad ogni innovazione
- regole: tre tocchi; portiere contro 7; corrisponde una contromossa.
- durata: 10’. - dimensioni del campo: metà Alcune volte questi cambiamen-
I giocatori in rosso difendono campo regolamentare con ti sono stati motivati dalla ricer-
mentre i verdi devono fare gol. una porta; ca di maggior spettacolarità,
- regole: tre tocchi (ma anche vedi ad esempio la regola del
3b) Esercitazione per il 3-4-3 tocchi liberi); fuorigioco o del retropassaggio
in fase offensiva (fig. 24): - durata: 10/15’. al portiere. Quella che è cam-
- obiettivo: portare il centro- biata in maniera radicale è la
campista esterno al cross da 4b) Esercitazione per il 5-3-2 preparazione atletica che ha
fondo campo con movimenti in fase offensiva (fig. 26): permesso di trasformare il cal-
sincronizzati tra i centrocam- - obiettivo: esercitare i centro- ciatore in un’atleta capace di
pisti e gli attaccanti. Sponda campisti alla conclusione; correre ad alta velocità per
e partenza (lungo e corto) - numero dei giocatori: 3 + 2 tutta la durata delle gara. Se
con lancio da parte del cen- contro 4 + il portiere; prima si poteva ricevere la
trale, anche alla cieca; - dimensioni del campo: meta palla, pensare e poi giocare,
- numero di giocatori: 4 + il campo regolamentare con adesso prima occorre pensare,
portiere contro 7 + il portie- una porta; poi ricevere e quindi giocare la
re. - regole: tre tocchi; gli attac- palla.
- dimensioni del campo: metà canti fanno solo sponda e Il calcio mondiale, e quello ita-
campo regolamentare con non possono segnare. I cen- liano in particolare, è sempre
una porta; trocampisti devono andare riuscito a trovare valide solu-
- regole: tre tocchi; alla conclusione da fuori zioni alle difficoltà che via via si
- durata: 10/15’. area; sono incontrate, anche a segui-
- durata: 10/15’. to, come detto, del cambiamen-
4a) Esercitazione per il 5-3-2 to delle regole.

fig.25 fig.26

13
FORMAZIONE
E ISTRUZIONE TECNICA
PREPARAZIONE FISICA - RICERCA

ELETTROSTIMOLAZIONE
NEUROMUSCOLARE: QUALE
EFFETTO SULLA FORZA DEGLI
ARTI INFERIORI?
UN’ ESPERIENZA SPERIMENTALE
di Andrea Castellani*

La presente ricerca si inserisce nel sempre aperto dibattito sui rischi, sui benefici e sulla metodologia di utilizzo dell’elettro-
stimolazione neuromuscolare. In molte discipline sportive questa metodica ha ormai preso campo e non deve quindi stupire
che si moltiplichino i lavori di ricerca su questo argomento. Per quanto ci concerne, rifacendosi anche alle conclusioni che
il congresso dell’AIPAC ha stilato in materia di elettrostimolazione, ribadiamo che tale metodica deve essere praticata sotto
stretto controllo di persone competenti, medico e preparatore atletico, evitando così ogni tipo di abuso.

R
ecentemente si sta assistendo Strumento usato per la sperimenta- Protocollo del gruppo di controllo
sempre ad un maggior utilizzo zione Esercitazione scelta : Ω squat a castel-
dell’elettrostimolazione come Lo strumento utilizzato è stato il lo
mezzo d’allenamento sportivo. COMPEX SPORT della MEDI-COM- Metodologia : 10 ripetizioni x 10 serie
In questa sperimentazione, condotta PEX . Carico : 50% del peso corporeo
con la collaborazione di Michele Caratteristiche dello strumento: Modalità esecutive : tempo d’esecu-
Giancola (studente ISEF), si è voluto - Generatore di corrente costante zione della singola ripetizione due
verificare quali modificazioni fossero - 4 uscite secondi , tempo di recupero fra le
indotte dall’utilizzo di questa metodi- - Impulsi rettangolari , bifasici com- serie 1 minuto.
ca sulla capacita` di esprimere forza pensati , simmetrici
in un movimento dinamico naturale - Durata degli impulsi da 300 -450 Strumento di verifica
con gli arti inferiori. microsecondi Lo strumento utilizzato per analizzare
Il gruppo che ha svolto il lavoro in - Lavoro in monopolare la forza degli arti inferiori è stato il
elettrostimolazione, detto gruppo DYNA BIOPSY CONTROL.
“sperimentale”, è stato poi messo in Questo strumento, inventato da Betti
confronto con un altro gruppo che Protocollo del gruppo sperimentale e Piga, consiste in un analizzatore
ha svolto esercizi volontari con una Muscolo stimolato : Quadricipite elettronico che permette di monito-
metodologia per sviluppare forza, femorale rare completamente un salto dalla
quest’ultimo e’ detto gruppo “con- Programma di lavoro :Programma fase di caricamento alla fase di ricadu-
trollo”. “FORZA” del COMPEX SPORT a 75 ta.
Hz Compie un’analisi istante per istante
Caratteristiche del protocollo : delle fasi cinematiche e dinamiche
Impianto della sperimentazione - 7 minuti di riscaldamento a 5 hz del movimento rilevando i parametri
Sono stati presi in esame sei soggetti , - 15 minuti di lavoro con 4 sec a 75 Hz spazio-temporali con una cadenza di
tutti maschi fra i 22-26 anni , tutti fre- e 20 secondi a 4 Hz 5 millisecondi .
quentanti l’ISEF di Firenze, tutti spor- - 10 minuti di defaticamento a 3 Hz Permette di svolgere un’ analisi “a
tivizzati. Intensità delle contrazioni : range monte” del fenomeno poiché la mole
Questi hanno compiuto lo stesso fra 25 mA e 100 mA , secondo il livel- dei dati è tale da consentire un’osser-
numero di sedute e con la stessa fre- lo di sopportabilità` dei soggetti. vazione diretta dei vari aspetti che
quenza; durante tutto il periodo in Posizione : soggetti seduti alla Leg determinano la funzione muscolare,
esame non hanno svolto altro tipo Extension con angolazione al ginoc- tanto da individuare ed individualiz-
d’allenamento con gli arti inferiori , chio sui 100 gradi con le gambe bloc- zare le caratteristiche neuromuscolari
né alcun training di tipo tecnico nella cate ,sviluppando cosi’ durante la e motorie dei soggetti testati.
disciplina praticata da ciascuno di fase di lavoro delle contrazioni isome-
loro. triche.
Questi sei soggetti sono stati divisi in Posizione degli elettrodi quelli indica- * Docente ISEF e laureato in
due gruppi ed hanno svolto sei setti- ti dal manuale del Compex. S.T.A.P. presso l’Università di
mane di lavoro. Digione

14
FORMAZIONE
E ISTRUZIONE TECNICA
PREPARAZIONE FISICA - RICERCA

Nell’analisi “a valle “ invece, attraverso ricaduta. dovrebbe essere nullo (zero).E’ un


valori di soglia si possono fare valuta- In questo modo si hanno misure sul valore della dispersione elastica.
zioni della performance senza potere caricamento, ricaricamento (differen- Valori ottimali sono indice di una
peraltro approfondirne le cause che za fra angolo da cui ci si pone per buona utilizzazione della catena
la condizionano. effettuare il salto e l’angolo da cui cinetica . Si misura in Ns.
Il Dyna Biopsy Control è composto realmente inizia la spinta) e su tutta la 5) FORZA INIZIALE: forza che pro-
da una parte meccanica che trasferi- spinta. duce l’atleta all’inizio della fase con-
sce il segnale ad un software dove un Questo salto completamente analizza- centrica, espressa in Newton.
programma particolare lo analizza. to in tutte le sue fasi è stato denomi- 6) DYNA: forza dinamica massima
La parte meccanica è formata da un nato MONITORING JUMP. espressa in N.
sistema a rotore coassiale che control- Questo protocollo permette di com- 7) FORZA RELATIVA: rapporto fra
la lo svolgimento di un filo inestensi- piere salti in situazioni biomeccani- la forza massima espressa (Dyna) e
bile, da cui una testa di lettura trae il che diverse e controllandole. il peso corporeo. E’ un buon indi-
segnale . Infatti quando il soggetto raggiunge catore di mobilità spaziale.
Il filo, tramite un magnete inserito in la posizione adeguata, che normal- 8) FORZA ISOTONICA COSCIA: è
un supporto plastico, è tenuto dal mente è codificata intorno ai 120°, l’intensità della forza, che rimane
soggetto stesso che compie il test a la boa, che inizialmente dava un colo- costante nel tempo di spinta, nei
livello della linea che unisce le spine re verde, segnala la posizione mutan- muscoli della coscia in N.
iliache postero-superiori, rendendo do colore. 9) FORZA ISOTONICA GAMBA: è
così la persona solidale con lo stru- Dopo 2 secondi si attiva una luce l’intensità della forza nei muscoli
mento. rossa che è lo starter per l’effettuazio- della gamba in N.
Il segnale arriva al computer, dove è ne del salto verso l’alto che deve svol- 10) STIFFNESS COSCIA: rigidità
poi ripulito e fornisce le misure. gersi più verticale possibile senza dinamica dei muscoli della coscia
Tutte le operazioni preliminari del movimenti in anteposizione o di tra- espressa in N/mn.
salto sono gestite automaticamente slazione in avanti. 11) STIFFNESS GAMBA: rigidità
dal sistema, attraverso segnali lumi- Lo strumento fornisce misure ed indi- dinamica dei muscoli della gamba,
nosi e sonori. ci su quattro ambiti fondamentali: espressa in N/mn.
Il test consiste in un salto in alto da cinematico, dinamico, energetico, 12) POTENZA: variazione istantanea
fermo da posizione di semisquat. neuromuscolare. di energia relativa alla massa corpo-
Il soggetto è posto in piedi con le Inoltre e’ possibile compiere un’ana- rea in Kwatt.
gambe divaricate con passo uguale lisi biomeccanica sull’equilibrio artro- 13) ESPLOSIVITA’: è un indice lega-
alla larghezza delle spalle, le mani muscolare. to alla potenza cinetica massima
sono poste ai fianchi e con i pollici Parametri presi in esame in questa (variazione dell’energia cinetica
mantiene una targhetta metallica sperimentazione: relativa , data dal prodotto della
aderente alle spine iliache postero 1)TEMPO DI REAZIONE: è il tempo velocità per l’accelerazione), al
superiori, tale postura è codificata per che intercorre fra l’emissione dello tempo per manifestarla normalizza-
escludere il più possibile l’azione dei stimolo visivo e quando il soggetto ta all’angolo al ginocchio. Esso è
muscoli paravertebrali. inizia a muoversi in ms. fornito in una scala percentuale.
Da questa posizione il soggetto si 2) VELOCITA’ MASSIMA: al 14) FAST TWITCH INDEX: indice di
piega sulle gambe nella classica posi- momento dello stacco, espressa in capacità neuromuscolare legato alle
zione di mezzo squat,il busto deve m/s. modalità di risposta delle fibre velo-
essere eretto e il tallone in completo 3) TEMPO DI SPINTA: durata del ci anch’esso in scala percentuale
appoggio a terra. tempo impiegato per compiere la legato alla maggior pendenza della
Con questo meccanismo si riesce così fase di spinta e la fase ascendente di curva della potenza cinetica.
a controllare completamente tutte le volo da parte dei muscoli degli arti 15) RENDIMENTO: rapporto fra
fasi del salto: dalla fase di caricamen- inferiori, espresso in ms. l’energia utile al salto e l’energia
to, inizio del piegamento degli arti 4) PULSE: variazione della quantità totale utilizzata (rapporto fra bene-
inferiori, fino alla stabilizzazione di moto dovuto alle componenti fici e costi).
dell’angolo di caricamento (angolo elastiche attivate complessivamente 16) SCRACH: variazione istantanea
in cui si pone il soggetto per effettua- su tutta la catena cinetica. Il valore delle sollecitazioni articolari di
re il salto), alla spinta, fino alla fase di del Pulse per un salto “perfetto” taglio sul ginocchio, espresso in N.

15
PREPARAZIONE FISICA - RICERCA

Programma di lavoro TAB. A3


Le forze di taglio sono tensioni paral- Programma di lavoro del gruppo del gruppo controllo
di elettrostimolazione
lele al piatto tibiale .
Il test in oggetto è stato proposto nel
gruppo sperimentale 4 volte ( prima
del training , dopo 3 settimane , alla
fine del training , dopo 2 settimane di
sospensione del training) , mentre al
gruppo di controllo 2 volte (prima
del training e alla fine della sperimen-
tazione).

Descrizione del training


Vedi tabelle A1, A2 e A3.

Dati
Di seguito mostriamo i dati registrati
nei vari test, con le varie medie dei
due gruppi e tutti i relativi confronti.
Vedi tabella B. Seduta Atleta "A" Atleta "B" Atleta "C"
TAB. A1 24-mag 25 25 25
26-mag 25 25 25
Analisi dei dati 28-mag 30 30 30
31-mag 30 30 30
Confronto fra test d’ingresso (1) e 02-giu 40 30 40
test alla fine della sperimentazione Parametri dinamici (fig.2): 04-giu
07-giu
40 30 40
40 45 45
(4). - La Forza Max Dinamica (DYNA) è 09-giu 45 45 45
A)Gruppo “Sperimentale” aumentata in media del 10% 11-giu
14-giu
45 50 50
50 50 50
- La Forza relativa aumenta 16-giu 50 55 55
18-giu 55 60 60
Parametri cinematici (fig.1): - La Forza Isotonica della Coscia 21-giu 60 60 65
- La Velocità max allo stacco aumenta aumenta 23-giu NF 65 70
25-giu 65 70 70
- Il tempo di spinta è minore - La Forza Isotonica della Gamba TAB. 28-giu 70 70 80
- Il Pulse aumenta in modo positivo rimane inalterata A2 30-giu 70 80 100
02-lug 100 80 100
PARAM F.ISO. F.ISO.
Atleti/test T.D.R. VEL MAX TDS PULSE F.INIZ. DYNA FREL. COSC GAM
STIF.COSC STIF.GAM POT. ESPLOS. F.T.I. REND. SCRACH
GRUPPO DI ELETTROSTIMOLAZIONE
"A" 1° 255 2.72 185 -249 1360 2450 3.1 2180 1520 42 46 2.4 45 31 54 520
"A" 2° 115 2.66 150 -208 1840 2550 3.2 2350 1590 59 86 2.7 42 24 59 530
"A" 3° 215 2.86 165 -211 1360 2710 3.5 2360 1980 50 64 2.5 49 33 60 660
"A" 4° 215 2.77 170 -189 2140 2550 3.2 2480 1370 50 54 2.8 48 34 54 470
"B" 1° 255 2.14 190 -257 900 2330 2.8 1680 1190 28 44 1.7 29 23 53 260
"B" 2° 260 2.18 210 -377 1090 2450 3.0 1890 1070 41 36 1.9 38 30 49 270
"B" 3° 100 2.41 235 -272 1160 2250 2.7 1670 1390 26 36 1.7 27 19 48 370
"B" 4° 195 2.36 205 -237 1370 2430 3.0 2030 1320 36 38 2.0 40 31 47 370
"C" 1° 290 2.60 220 -403 1970 2410 2.8 2120 1540 31 37 2.2 37 29 49 450
"C" 2° 200 2.69 225 -201 1590 2600 3.0 2160 1440 29 37 2.4 38 33 46 460
"C" 3° 135 2.65 220 -218 2050 2500 2.9 2430 1260 37 31 2.6 41 33 45 530
"C" 4° 235 2.61 170 -249 2340 2970 3.5 2780 1430 54 59 2.9 52 46 51 580
GRUPPO DI CONTROLLO
"D" 1° 215 2.54 205 -195 1260 2010 3.1 1550 1200 28 35 1.6 41 27 49 420
"D" 2° 280 2.16 225 -204 1120 1880 2.9 1360 1350 28 26 1.2 34 19 44 250
"E" 1° 150 2.57 275 -124 1410 1960 3.2 1850 1220 33 42 1.8 46 30 52 460
"E" 2° 315 2.42 195 -253 1120 2160 3.5 1730 1030 33 31 1.6 49 35 47 400
"F" 1° 240 2.97 160 -422 1600 3170 3.8 2710 1640 69 63 3.4 54 42 57 540
"F" 2° 195 2.88 155 -264 2460 3130 3.7 2900 1640 69 63 3.3 56 43 55 480
TAB. B

16
FORMAZIONE
E ISTRUZIONE TECNICA
PREPARAZIONE FISICA - RICERCA

- La Stiffness della Coscia e della


Gamba aumentano
Parametri Neuromuscolari (fig.3):
- Il Tempo di Reazione diminuisce in
modo rilevante
- Il Fast Twich Index migliora
- La Potenza e L’Esplosività aumenta-
no

Parametri energetici (fig.4):


- Il Rendimento rimane uguale

Equilibrio Artromuscolare
- Lo Scrach aumenta in modo
importante

B) GRUPPO CONTROLLO

Parametri cinematici
- La Velocita` max allo stacco dimi-
nuisce
- Il tempo di spinta aumenta legger-
mente fig.1
- Il Pulse aumenta in modo positivo

Parametri dinamici
- La Forza Max Dinamica (DYNA)
rimane sostanzialmente la stessa
- La Forza relativa è uguale
- La Forza Isotonica della Coscia è
uguale
- La Forza Isotonica della Gamba
rimane inalterata
- La Stiffness della Coscia è uguale
- La Stiffness della Gamba diminuisce

Parametri Neuromuscolari
- Il Tempo di Reazione aumenta
- Il Fast Twich Index è leggermente
superiore
- La Potenza ha un leggero peggiora-
mento
- L’Esplosività rimane uguale

Parametri energetici
-Il Rendimento diminuisce legger-
mente

Equilibrio Artromuscolare
Lo Scrach diminuisce in modo inte- fig.2

17
FORMAZIONE
E ISTRUZIONE TECNICA
PREPARAZIONE FISICA - RICERCA

ressante
Riassumendo si può dire che il grup-
po sperimentale ha registrato un
netto miglioramento delle caratteristi-
che dinamiche dei muscoli della
coscia e sul piano neuromuscolare .
L’aumento della forza dinamica rela-
tiva alla coscia ha creato però un peg-
gioramento del timing
muscolareSequenza di attivazione dei
muscoli della catena cinetica che si
riassume in un aumento relativo allo
scrach, dovuto anche ad una possibile
alterazione dell’equilibrio fra agonisti
ed antagonisti.
Il gruppo di controllo, che non ha
eseguito un lavoro settorializzato
(come l’elettrostimolazone), non ha
registrato delle variazioni significative
nei parametri dinamici e neuromu-
scolari, ma avendo agito in modo
globale sulla catena cinetica ne ha
determinato una miglior equilibrio .
Un particolare interesse lo ha suscita-
to l`analisi più dettagliata nella scan-
sione temporale dei test del gruppo
sperimentale.
fig.3 Nel confronto fra secondo e primo
test si rilevano miglioramenti
nell’ambito dinamico e neuromusco-
lari, ed inizia a manifestarsi un mag-
gior squilibrio artromuscolare.
Nel confronto fra terzo e secondo test
si registra una stabilizzazione nei para-
metri dinamici, mentre quelli neuro-
muscolari tendono ad una leggera
flessione, lo squilibrio artromuscolare
aumenta.
Nel confronto fra quarto test ( dopo
2 settimane dalla fine del lavoro) e
terzo test i parametri dinamici sono
ancora in miglioramento, si registra
anche un miglioramento sulle qualità
neuromuscolari e l’equilibrio artro-
muscolare tende ancora a peggiora-
re.

Conclusioni
Nonostante il numero esiguo dei sog-
getti esaminati, questa sperimentazio-
fig.4 ne ha comunque confermato delle
indicazioni metodologiche interes-

18
FORMAZIONE
E ISTRUZIONE TECNICA
PREPARAZIONE FISICA - RICERCA

santi e in parte prevedibili.


Altro aspetto da mettere in risalto è
che in questo lavoro si sono analizzati
gli effetti di queste metodiche relative
solo ai protocolli presi in esame, che
rappresentano solo una delle infinite
possibilità di applicazione (fig.5 e 6).
Per cui non è detto che cambiando le
variabili del training, anche con le A
stesse metodiche, si rilevino gli stessi B
C
andamenti sulle caratteristiche della media
forza degli arti inferiori.
Un pregio interessante è che il lavoro
compiuto è stato il meno possibile
inquinato da altre esercitazioni in
quanto i soggetti testati hanno svolto
praticamente solo questo tipo di trai-
ning per sei settimane sugli arti infe-
riori.
Precisato questo, possiamo comun- Atleti
que indicare come il lavoro in elettro- A
stimolazione abbia fatto registrare B
degli aumenti esaltanti per lo svilup- C
po della forza della coscia e sull’aspet- media
to neuromuscolare, che come si è fig.5
visto ha comunque un trend di cresci-
ta non lineare e diverso dalle caratte-
ristiche del lavoro volontario .
Ciò attesta come questa metodica
debba avere una sua logica di pro-
grammazione del tutto diversa e
soprattutto personalizzata, questo è
confermato dal fatto che nel gruppo
sperimentale si sono rilevati degli A
andamenti non omogenei su alcuni B
C
parametri. media
Si conferma che l’elettrostimolazione
potenziando solo alcuni gruppi
muscolari crea degli scompensi sia
probabilmente di forza che sicura-
mente sull’equilibrio della catena
cinetica , e ciò deve essere preso seria-
mente in considerazione quando si Atleti
sottopongono dei soggetti a questo
tipo di training, squilibrio attenuato A
nei soggetti del gruppo di controllo. B
Ciò indica come l’elettrostimolazione C
possa ricoprire un ruolo molto inte- media
ressante nel training sportivo a patto
che sia svolta sempre in accordo con
un training volontario ed in modo fig.6
controllato.

19
SEZIONE MEDICA
INDAGINE

L’ALTRA FACCIA DEL PALLONE:


DALLA PARTE DEI BAMBINI
di Prof. Leonardo Vecchiet, Dott. Luca Gatteschi, Dott. M.Grazia Rubenni*

Il diritto di beneficiare di un ambiente sano: “la tutela igienico alimentare


come prevenzione”
portato molti paesi interessati negli Stati Uniti si assiste ad

N
egli ultimi decenni nei dal fenomeno, fra cui in un ulteriore incremento
paesi industrializzati si primo luogo gli Stati Uniti, dell’obesità infantile nono-
sono avute modifica- ad avviare strategie di preven- s t a n t e una riduzione
zioni dello stile di vita che zione incentrate essenzial- dell’introito alimentare di
hanno riguardato in partico- m e n t e s u l l ’ e d u c a z i o n e a l i - grassi (Bar Or et al. 1998).
lare le abitudini alimentari e mentare. Studi recenti indica- Il gioco del calcio si distingue
l’attività fisica. n o p e r ò c h e n o n o s t a n t e l a da altre attività sportive orga-
Nel primo caso, sia per la r i d u z i o n e d e l l ’ i n t r o i t o a l i - nizzate per la facilità di prati-
sempre più vasta proposta m e n t a r e d i g r a s s i a v v e n u t a ca (diffusione delle strutture)
delle industrie alimentari che nell’ultimo decennio, negli nonché per l’assenza di un
per la riduzione della dispo- S t a t i U n i t i c i r c a i l 2 5 % d e i biotipo caratteristico che può
nibilità oraria nelle famiglie bambini risulta obeso, con un determinare una stretta sele-
legata agli impegni di lavoro, incremento del 20% nell’ulti- zione iniziale.
si é avuta una sempre maggio- m a d e c a d e ( B a r O r e t a l . Nel 1991 la Sezione Medica
re diffusione di alimenti di 1998). Ciò ha portato a rite- del Settore Tecnico ha inizia-
facile preparazione o di pron- n e r e q u a l e c a u s a p r i n c i p a l e to una ricerca contraddistinta
to utilizzo, che risultano d e l l ’ a u m e n t o d e i l i v e l l i d i da due obiettivi [linee] prin-
spesso ad elevato contenuto obesità tra i bambini il ridot- c i p a l i : i l p r i m o , d e f i n i r e l e
in grassi. t o l i v e l l o d i a t t i v i t à f i s i c a caratteristiche antropometri-
Nel secondo caso, lo stile di (Bar-Or, 1999; Goran, 1999; che e fisiologiche del bambi-
vita ha teso sempre più verso L u e p k e r, 1 9 9 9 ; R o s s n e r n o p r a t i c a n t e c a l c i o n e l l a
la sedentarietà grazie alla dif- 1998). fascia di età 8-12 anni ed a
fusione di TV e computer e Il problema dell’obesità confrontarle con quelle di
alla mancanza, soprattutto i n f a n t i l e é m o l t o s e n t i t o , coetanei non praticanti atti-
nelle grandi città, di spazi anche perché molti bambini v i t à s p o r t i v a ; i l s e c o n d o ,
destinati allo svolgimento di obesi diventeranno adulti seguire per cinque anni
attività fisiche di tipo ricreati- obesi, con elevati fattori di entrambi questi gruppi di
vo. rischio per insorgenza di stati soggetti in modo da valutare
L’aumento dell’apporto calo- patologici e bassa qualità di l’influenza della pratica del
rico da un lato e la riduzione v i t a ( R o s s n e r 1 9 9 8 ) . C o s ì , calcio sulle curve di sviluppo
della spesa energetica l’associazione tra aumento di delle suddette caratteristiche
dall’altro hanno coinvolto peso nell’adolescenza e la anatomo-funzionali nella
tutte le età, e i loro effetti comparsa di sindrome meta- fascia 8-17 anni. I partecipan-
possono essere visti sia negli bolica in età adulta é più che ti allo studio sono stati sotto-
adulti che nei ragazzi. rilevante (Vanhala 1999). posti ad una serie di tappe
La prevalenza dell’obesità e A l l o s t e s s o t e m p o , r e c e n t i schematizzate in figura 1
di quella che viene chiamata s t u d i s e m b r a n o r i a f f e r m a r e Sono state complessivamente
sindrome metabolica, cioé u n r u o l o i m p o r t a n t e p e r effettuate 926 visite, per un
quell’insieme di fattori di l’attività fisica nel controllo r a n g e d i e t à 8 - 1 7 a n n i . U n a
rischio cardiovascolari rap- del peso corporeo. Tra questi, prima analisi di tipo trasversa-
presentati da ipertensione l a s e g n a l a z i o n e c h e u n le, in cui sono quindi entrati
arteriosa, ipertrigliceridemia, approccio basato solo tutti i dati raccolti, delle
bassi valori di colesterolo s u l l ’ i n t e r v e n t o n u t r i z i o n a l e caratteristiche antropometri-
HDL, anomalie del metaboli- non é sufficiente per il tratta- c h e h a m o s t r a t o c h e i d u e
smo del glucosio ed iperinsu- m e n t o a l u n g o t e r m i n e gruppi (calciatori e controlli)
linemia, é andata infatti forte- dell’obesità p e d i a t r i c a * Sezione Medica del Settore
mente aumentando. Ciò ha (Pinelli et al.1999), e che Tecnico F.I.G.C.

20
SEZIONE MEDICA
INDAGINE

INTERVISTA tamente tec-


nico circo-
stante i gio-
Attività fisica vani calciato-
ri, con con-
Alimentazione seguente
maggiore
attenzione
Valutazione Cardiologica rivolta sia
dalle fami-
Visita medica Visita cardiologica glie che dai
ECG base Holter bambini stes-
Antropometria si nei con-
Ecocardiogramma fronti delle
scelte ali-
m e n t a r i .

In questa ottica,
il gioco del cal-
Prove da sforzo cio può rivestire
Analisi cambi respiratori un importante
ruolo sociale
Registrazione ECG attraverso una
fig.1 Lattacidemia duplice azione:
la prima diretta,
Fig.1 Schema generale ricerca Coverciano di miglioramen-
to del benessere
erano praticamente sovrappo- bisettimanale, sui parametri psico-fisico dovuto alla pratica
nibili in tutte le fasce di età di composizione corporea. sportiva in se; la seconda indi-
per quanto riguarda il para- Anche se sarà necessaria una retta di intervento in senso
metro altezza, mentre il grup- analisi più approfondita positivo sulle abitudini di
po dei calciatori mostrava prima di giungere a conclu- vita, sia mediante l’incremen-
valori statisticamente inferio- sioni in merito ai meccanismi to dell’attività fisica sponta-
ri sia di peso (nelle fasce di di tale influenza, si possono nea che l’adozione di più cor-
età 10-14 anni) che di massa porre almeno due ipotesi: rette abitudini alimentari.
grassa (nelle fasce di età 10- Questa seconda azione risul-
17). Inoltre, una valutazione 1)il fatto, emerso dalla valuta- ta ancora più importante in
preliminare dei questionari zione dei questionari considerazione del dato che
alimentari ha mostrato che il riguardo l’attività fisica solo gli interventi capaci di
gruppo dei calciatori presen- svolta, che i ragazzi prati- modificare le abitudini di vita
tava un introito energetico canti calcio presentavano sembrano rivelarsi efficaci nel
lievemente superiore a quello anche un livello di ulterio- trattamento a lungo termine
dei sedentari, per cui le diffe- re attività fisica “spontanea” dell’obesità infantile.
renze osservate non potevano superiore a quello dei con-
essere ascritte ad un minore trolli;
introito calorico. Nota: questo intervento è stato
Questi primi dati sembrano 2)la presenza di una maggio- presentato al Convegno Nazionale
quindi indicare una influenza re educazione e consa- “L’altra faccia del pallone: dalla
positiva della pratica del cal- pevolezza alimentare nel- parte dei bambini”. Torino 26
cio, anche con frequenza solo l’ambiente anche non stret- Febbraio 2000

21
FORMAZIONE
E ISTRUZIONE TECNICA
PREPARAZIONE FISICA

TEST E METODO DI SINTESI:


VALUTAZIONE ED ALLENAMENTO
DELLA POTENZA AEROBICA E
DELLA RESISTENZA ALLA
VELOCITÀ NEL CALCIO
di Riccardo Proietti*

“La potenza aerobica è importante per il calciatore non solo perché risulta correlata al volume di corsa
espresso durante un incontro, ma soprattutto, per l’intensità col quale può essere sviluppato. Interviene inol-
tre sulle capacità di recupero, migliorando la possibilità di ripetere sforzi intensi, in situazioni di affatica-
mento”
Introduzione al test e metodo di mittente; lo di Lèger (P.<0,05; R.0,90).
“Sintesi” • che sia vicino, da un punto di Correlazione significativamente

I
test e metodi di lavoro inter- vista biomeccanico, al tipo di positiva tra il VO2 max rilevato
mittente stanno ricevendo corsa del calciatore; nel test di Lèger e la distanza (m.
un’accoglienza e diffusione • che fornisca informazioni sullo percorsi) durante gli 8 minuti di
sempre più ampia nell’area stato di forma e che permetta corsa massimale nel test di Sintesi,
dell’allenamento rivolto al miglio- senza speciali apparecchiature, indicando per i soggetti con un
ramento dei processi di erogazio- a parte il cardiofrequenzimetro, elevata potenza aerobica, la possi-
ne di energia aerobici ed anaero- di individualizzare i carichi di bilità di correre a velocità più
bici e della resistenza muscolare. lavoro per l’omonimo metodo sostenuta e quindi percorrere più
I principi su cui si basa questo di allenamento, tramite la rile- distanza nel test di Proietti (test di
lavoro intermittente sono da ricer- vazione della max F.C. utile.
care nell’affinità con le caratteri- Questo test che prevede 11 sprint
stiche della prestazione presa in di 20m.rec 15-20’’ + 8’alla max
esame: velocità di corsa possibile (dire al
a)l’alternanza di sforzi elevati ad calciatore di sparare tutto una
altri meno intensi con pause volta raggiunto l’ultimo minuto)
brevi di recupero, su percorso a navetta di 20-40-60-
b) il reclutamento alternato sia 80-100m. Le correlazioni con il
delle fibre veloci, durante gli test di Lèger sono risultate signifi-
sprint, di quelle veloci resisten- cativamente positive (P.<0,05;
ti durante la corsa ad alto ritmo R.0,95) indicando per i soggetti
che di quelle lente durante la con un elevato VO2 max la possi-
corsa in supplesse, bilità di percorrere distanze mag-
c) la produzione “ottimale” di giori durante gli 8’ di corsa.
acido lattico 4-8 mmol/L, nè Anche la max frequenza cardiaca Sintesi) .
troppo bassa nè troppo alta, suf- rilevata a termine del protocollo Correlazione significativamente
ficiente a stimolare i processi di Sintesi risulta significativamen- positiva tra frequenza cardiaca
fisiologici di smaltimento dello te correlata a quella del protocol- massima rilevata al termine del
stesso come substrato ener- test di Lèger e la frequenza car-
getico, permettendo così il diaca massima rilevata a termine
continuo dello sforzo. del test di Sintesi (8 minuti di
corsa massimale).
Il test di Sintesi
Le motivazioni che hanno 11sprint____20m___________40m
spinto allo studio di questo ___________60m___________80m
test sono: __________100m
• trovare un test che misuri 8’ di corsa continua in andata e
con tutte le differenze del ritorno.
caso, rispetto a quelli di labo- 600m ogni percorso concluso.
ratorio le proprietà metaboli-
che in regimi di lavoro inter- *Preparatore Atletico Baniyas
Football Club (Emirati Arabi)

22
FORMAZIONE
E ISTRUZIONE TECNICA
PREPARAZIONE FISICA

fibre veloci, dal tempo di contrazio-


Tabella di valutazione ne delle stesse nonché dal recupe-
ro tra la sequenza delle ripetizioni.
Metri percorsi Quindi e possibile che elevate % di
durante gli 8’ VO2 max* acido lattico si trovino anche a f.c.
più basse (90-95% della max f.c.).
< 1499 m. scarso x 52 ml/kg/min
1500-1599 m. sufficiente 52-53,5 Rilevazioni
1600-1699 m. discreto 53,5-55 • Frequenza cardiaca massima da
1700-1799 m. buono 55-57 percentualizzare al 90-95% per
1800-1899 m. ottimo 57-58,5 trovare il range di lavoro per il
> 1900 m. eccellente > 58,5 metodo di Sintesi.
• Metri percorsi durante il blocco
* VO2 max = (m. x 0,01635) + 27,353 di corsa di 8 minuti.
• Per chi dispone di cellule fotoe-
lettriche, è interessante valutare
i tempi di percorrenza sui 20m,
valutando la media dei tempi
Test di Sintesi * L’allenamento lattacido non degli 11 sprint, come indice di
(11 sprint 20m.rec 15-20’’+ 8’ corsa dipende solamente dalla considera- resistenza alla velocità, e il
continua alla max velocità su per- zione delle sole f.c. ma anche miglior tempo sui 20m., come
corso a navetta) dall’entità della sollecitazione delle indice di velocità pura.

% max F.C. colore range metabolismo attivato e


tipo di allenamento
95-100% della max f.c. rosso glicolitico anaerobico
allenamento lattacido*
90-95% della max f.c. verde glicolitico aer/anaerobico
allenamento potenza
aerobica in forma intensiva
x 90% della max f.c. giallo glicolitico aerobico
allenamento capacità aerobica

23
FORMAZIONE
E ISTRUZIONE TECNICA
PREPARAZIONE FISICA

Il metodo di Sintesi potrebbe essere considerata come gruppo che funge da regolatore di
Ricordiamo che l’allenamento utile variabile indipendente ai fini di verifi- velocità di corsa.
per elevare il VO2 max prevede l’utiliz- care come gli altri parametri varino in
zo d’intensità che promuovono una funzione di essa dopo cicli di training. Il metodo di Sintesi presenta 3 versioni
frequenza cardiaca pari al 90-95%
della massima individuale, stimolando
miglioramenti anche sulla velocità di
soglia anaerobica.
Riportiamo il parere di alcuni Autori
sulle percentuali rispetto alla max fre-
quenza cardiaca utile alla quale corri-
sponde la soglia anaerobica e all’inter-
no della quale e opportuno lavorare
per elevare il VO2 max:

Considerazioni in fase organizzativa


Ai fini dell’applicazione pratica in sede

1.Fox, Bower, Foss (1995) 91% della max


frequenza cardiaca utile Indicazioni sull’apporto condizio-
2.J.Bangsbo (1996) 90% nante delle versioni A-B-C sulla
3.U.Wisloff (1998) 90-95% potenza aerobica e sulla resistenza
4.R.Proietti (1997) 90-95% alla velocità (**** eccellente ***
5. A.Snider, T.Woulfe, R.Welsh, C.Foster (1994) 87-92% ottimo ** discreto * sufficiente)

di allenamento (ogni atleta dovrebbe Nel caso in cui i cardiofrequenzimetri Metodo di Sintesi versione A
disporre di un proprio cardiofrequen- siano due o tre, è necessario prima (11 sprint 20m rec.15-20’’+ 8’corsa
zimetro ai fini di un personalizzato raggruppare la squadra in due o tre continua al 90-95% della f.c. max
training) risulta opportuno percentua- sottogruppi in funzione del risultato su percorso a navetta x 2 serie
lizzare i vari dati in rapporto alla pro- del test, es. gruppo A atleti che sono continue)
pria massima F.C utile che ricordiamo rientrati tra i 1600-1700m., gruppo B
sembra essere la variabile meno quelli tra 1700-1800m., gruppo C quel- • Potenza aerobica ****
influenzabile dall’allenamento e che li tra 1800-1900, poi scegliere un capo- • Resistenza alla velocità **

24
FORMAZIONE
E ISTRUZIONE TECNICA
PREPARAZIONE FISICA

Metodo di Sintesi versione B Metodo di Sintesi versione C Adattamenti morfologico-


(6 sprint 20m rec.15-20’’+ 3’corsa con- (6 sprint 20m rec.15-20’’/ rec. funzionali ricercati
tinua al 90-95% della f.c. max su per- serie 1’x 5 serie continue).
corso a navetta x 4 serie continue). 1) Durante gli sprint

• Potenza aerobica *** • Potenza aerobica * - resistenza alla velocità in


• Resistenza alla velocità *** • Resistenza alla velocità **** condizione lattacida
- accelerazioni e decelera-

25
FORMAZIONE
E ISTRUZIONE TECNICA
PREPARAZIONE FISICA

zioni continue tativo per la potenza aerobi- 1.Questa versione visto le


- aumento del volume sisto- ca e la resistenza alla velocità modalità con le quali si
lico che ricordiamo essere diret- esprime, 6 sprint lineari di
- miglioramento dei mecca- tamente responsabili e quin- c i r c a 3 ’’ c i a s c u n o , p r e s e n t a
nismi di produzione di indicative delle attività di valori di lattato ematico non
energetica gioco intermittenti più eccessivamente alte, presup-
importanti durante la gara ponendo un massiccio appor-
2) Durante i blocchi di corsa come: to del sistema del fosfageno,
l’anaerobico alattacido, che
- mantenimento di un - Corsa a moderata velocità; sembra, appunto, ricoprire
ritmo di corsa medio 16 km/h (frazioni totali buona parte delle quota
alto in condizioni di fati- 1.700 m. circa) energetica richiesta per que-
ca - Corsa ad alta velocità; 21 sto tipo di sforzo.
- corretta biomeccanica di km/h (frazioni totali 700 Anche la resistenza alla velo-
corsa indotta m. circa) cità valutata con gli 11 sprint
dai continui cambi di - Sprint; 30 km/h ( frazioni ha presentato dei significati-
direzione totali 400 m. circa) vi abbassamenti dei tempi di
- utilizzo metabolico del ha rilevato dopo 4 settimane percorrenza. Quanto dimo-
piruvato e acidi di training con le squadre strato ipotizza per i soggetti
grassi con risparmio del Allievi Nazionali e Primavera allenati con questo metodo
glicogeno dell’Empoli calcio, un un miglioramento della velo-
- aumento della velocità di aumento sia del consumo di cità di smaltimento
smaltimento dell’acido ossigeno, sia della velocità di dell’acido lattico (prodotto
lattico corsa. dalle fibre veloci durante i
Gli andamenti delle concen- blocchi di sprint) nonché il
La presente metodica risulta trazioni di lattato ematico suo utilizzo come substrato
modulabile in un regime di nel test e metodo di Sintesi energetico dalle fibre lente e
lavoro più qualitativo per ciò risultarono i seguenti: veloci resistenti (durante i
che riguarda la reiterazione blocchi di corsa con cambio
di sprint soprattutto quando Test: indicativamente tra gli di direzione) che avviene ad
i livelli di potenza aerobica 8-12 mmol l-1. alte F.C. presupponendo per
risultano già sufficientemen- i calciatori la possibilità di
te incrementati e, inseriti, Versione A: reiterare sforzi massimali
secondo la sequenza delle intorno ai 7 mmol l-1 a fine (sprint) durante situazioni di
versioni A-B-C, all’interno degli 11 sprint ed intorno ai gioco (pressing e possesso
del microciclo o del mesoci- 3 mmol l-1 a fine del blocco palla) in cui il sistema car-
clo. di 8’di corsa. diocircolatorio e muscolare
L’ e v o l u z i o n e d e i c a r i c h i d i risulta trovarsi ad “alti regi-
lavoro volgerà in questo caso Versione B: mi di lavoro”.
verso espressioni di intermit- ha presentato degli anda-
tenza di tipo massimale più menti del lattato pressoché
appropriati al condiziona- simili tra le due espressioni
mento della resistenza alla di corsa e p i ù p r e c i s a m e nt e Bibliografia
velocità. circa 3-5 mmol l-1 sia a fine R.Proietti,”La corsa.Valutazione
dei 6 sprint che nel blocco di e allenamento della potenza
3’ di corsa. aerobica e della resistenza alla
Conclusioni velocità nel calcio” libro+ video.
Versione C: Edizioni Nuova Prhomos via
L’ a u t o r e u t i l i z z a n d o i l t e s t ha presentato valori di latta- O.Bettacchini, 3 Città di
di Sintesi come metodo valu- to compresi tra i 3-4 mmol l- Castello (PG)

26
FORMAZIONE
E ISTRUZIONE TECNICA
A.DI.SE

RAPPORTI TRA IL DIRETTORE


SPORTIVO E L’ALLENATORE
di Claudio Garzelli*

S
i sta parlando da tempo alto profilo, dall’altra deter- pallate ad ogni crisi di risul-
della profonda modifica mina spesso indesiderate tati, con la conseguenza di
in atto nelle società di compressioni dei ruoli tradi- ingenerare tensioni ed
calcio sulla determinazione zionalmente affidati a coloro incomprensioni all’interno
delle competenze delle varie che vantano specifiche ed della società.
figure professionali impiegate esclusive esperienze calcisti- Se è vero che il compito isti-
nella gestione sportiva. che. tuzionale del direttore spor-
E’ sempre più difficile ormai Ma per quanto forte sia il ten- tivo è quello di rispondere
riscontrare che ad un solo tativo di sovrapposizione dell’andamento tecnico com-
manager di estrazione sporti- delle funzioni politico- ammi- plessivo della squadra in
va sia delegata la gestione nistrative sulle quelle tecnico- relazione alla linea politica
complessiva della società di sportive operato dai nuovi ed economica della società, è
calcio: si assiste piuttosto, con manager d’azienda, al diretto- anche vero che la responsa-
sempre maggiore frequenza, re sportivo spettano ancora bilità della guida tecnica
all’ingresso nel mondo del responsabilità determinanti della squadra è compito
calcio di figure professionali nel perseguimento dell’ogget- esclusivo dell’allenatore il
provenienti dai più svariati to sociale di ogni club di cal- quale, nell’ambito delle sue
settori economici le quali cio. competenze, deve poter con-
aspirano ad occupare ruoli tare sulla completa autono-
sempre più vicini alla sfera Tra le funzioni più importan- mia operativa.
tecnico sportiva per la grande ti che il DS è chiamato a Il direttore sportivo deve
attenzione che i mezzi di svolgere con la competenza pertanto assicurare al suo
informazione dedicano ad specifica e la sensibilità spor- tecnico una leale collabora-
essa. tiva, che costituiscono il zione, scevra da inopportune
Ta l e f e n o m e n o , s e d a u n a patrimonio professionale più ingerenze nella impostazione
parte arricchisce le società di esclusivo, vi è quella della tecnico tattica della squadra:
competenze manageriali di gestione dei rapporti con per assurdo il DS dovrebbe
l’allenatore. riuscire a spogliarsi in modo
A differenza degli altri paesi camaleontico delle proprie
europei dove la figura convinzioni calcistiche per
dell’allenatore coincide in assimilare in pieno quelle
qualche modo con quella del del suo allenatore di turno,
manager sportivo, nelle così da essere in grado in
società italiane convivono ogni momento di compren-
due figure istituzionali che derne le esigenze e provvede-
pensano e vedono calcio in re appropriatamente all’indi-
modo indipendente ed auto- viduazione degli elementi
nomo e che per questo necessari alla realizzazione
hanno dato spesso origine a del progetto tecnico elabora-
contrapposizioni molto forti. to dall’allenatore per la
La storia dei rapporti tra i squadra.
direttori sportivi e gli allena- Molti sostengono invece che
tori è infatti caratterizzata da il DS debba mantenere sem-
connotati di pregiudiziale pre una propria identità tec-
diffidenza se non addirittura nica, anche se questa dovesse
di aperto scontro: le scelte risultare in contrasto con le
del mercato calciatori e la convinzioni dell’allenatore,
guida tecnica della squadra così da garantire un’autore-
sono responsabilità che sono
Claudio Garzelli state strumentalmente rim- * Vicepresidente ADISE

27
FORMAZIONE
E ISTRUZIONE TECNICA
A.DI.SE.

vole alternativa di giudizio Perché ciò avvenga la sensi- più omogenee; la differenza
sull’operato del tecnico di bilità sportiva e l’esperienza tra il comportamento di un
fronte alle legittime interro- specifica del direttore sporti- gruppo rispetto ad un altro è
gazioni degli organi dirigen- vo debbono consigliare alla quindi determinata da fattori
ziali della società. società le posizioni più chia- che sono riconducibili alla
Quest’ultima posizione però re nei confronti dell’allena- guida tecnica e societaria,
apre spesso la strada ad tore e dei calciatori, attraver- quindi al grado di comunica-
incomprensioni molto peri- so una comunicazione diret- zione e di intesa che si riesce
colose, per lo più generate ta fatta di inter venti sempli- ad instaurare tra le figure
dai giudizi di merito espressi ci, mirati a trasferire alla dell’allenatore e del diretto-
dal direttore sportivo sulla squadra i concetti fondamen- re sportivo.
conduzione della squadra e tali del lavoro di equipe. L’accordo, quando non addi-
su ogni altra decisione squi- Un leale rapporto di collabo- rittura la studiata complicità,
sitamente tecnica presa razione instaurato con l’alle- tra il DS e l’allenatore per-
dall’allenatore, giudizi for- natore, nella consapevolezza mettono sovente di elaborare
mulati non secondo l’ottica che la figura di questi è cer- provvedimenti che abbiano
professionale del tecnico, ma tamente quella più esposta ai l’effetto di produrre nei cal-
piuttosto secondo una visio- giudizi sommari tipici del ciatori le reazioni desiderate,
ne tutta personale del DS il mondo del calcio, consente in funzione delle varie esi-
quale, in ultima analisi, al direttore sportivo di risol- genze agonistiche.
tende a sostituirsi in tutto vere più agevolmente le pro- E’ giusto infine sottolineare
alla figura dell’allenatore blematiche che attengono la che, per l’accresciuta profes-
con la pretesa di condizio- squadra nel suo complesso, sionalità delle figure in paro-
narne scelte e piani tattici. contribuendo all’analisi ed la, i rapporti tra il direttore
E’ facilmente comprensibile alla gestione della psicologia sportivo e l’allenatore sono
che, per le peculiarità tipi- del gruppo. sensibilmente migliorati e si
che del lavoro di squadra, Quante volte, a proposito di possono riscontrare con sem-
l’affiatamento tra le varie squadre di successo, sentia- pre maggiore frequenza casi
figure professionali che mo parlare di “spirito vin- di prolungata e proficua col-
operano in quel contesto cente” senza capire bene di laborazione tra i due con
costituisce un elemento cosa si tratti o da chi o che effetti decisamente stabiliz-
determinante per il raggiun- cosa venga generato: lo spiri- zanti per le società che pos-
gimento del successo sporti- to vincente è un clima, sono beneficiare delle loro
vo e non fa certo eccezione un’aria che si respira nel prestazioni.
a tale principio il rapporto contesto di una società spor- E’ senz’altro auspicabile che,
tra il tecnico ed il direttore tiva che gli atleti avvertono così come è avvenuto
sportivo. sin dai primi momenti di nell’ultimo corso per diretto-
E’ pertanto assolutamente appartenenza al club, con ri sportivi voluto dal
auspicabile che la collabora- quella tipica sensibilità quasi Presidente del Settore
zione tra le due principali primordiale che permette Tecnico, Avv. Mario Valitutti,
componenti tecniche della loro di comprendere subito lo spirito di grande collabo-
società di calcio sia piena e la realtà nella quale sono razione e di approfondimen-
costante, al fine di garantire arrivati. Sostengo in ogni to delle tematiche sportive
alla società lo sviluppo armo- occasione che i calciatori, che deve unire tutti coloro
nico desiderato, assicurando presi in gruppo, sono presso- che partecipano allo svilup-
il coinvolgimento dell’allena- ché tutti uguali , non fosse po del giuoco del calcio con-
tore nei programmi societari, altro che per la passione tinui a trovare nel Centro
senza per questo mortificar- sportiva che li accomuna, per Te c n i c o d i C o v e r c i a n o i l
ne le convinzioni professio- l’età, il grado di cultura e luogo ideale d’incontro e di
nali e l’autonomia operativa. l’estrazione sociale per lo studio.

28
FONDAZIONE
«MUSEO DEL CALCIO»

TESTIMONIANZE

L’ALLENATORE DEVE POTER LAVO-


RARE CON LIBERTÀ E DIGNITÀ:
PERCHÈ LA FEDERAZIONE NON
STUDIA UN CONTRATTO-TIPO?

Riportiamo, da un articolo di Luigi Barbesino, pubblicato su “Il Calcio Illustrato” del 1933, considerazioni
assai interessanti, potremmo dire attuali, degne sicuramente di attenzione per tutti gli allenatori e non solo.


La formazione di nuovi dei nostri giocatori e far quelle di cui vi è dovizia di
allenatori, razionalmen- fruttare sportivamente quel- mezzi, capacità di dirigenza;
te istruiti e preparati, lo che è uno dei coefficienti dove, pure in ambiente di
attraverso una scuola, può indispensabili a molte vitto- familiarità ed affettuosità
divenire coefficiente impor- rie: l’entusiasmo, la fede. Il indispensabili per ottenere
tantissimo al raggiungimento morale dei giocatori. seri risultati dai giocatori,
di nuove fulgide mete”. Idealmente, bisognerebbe ognuno: dirigente, allenato-
Bisogna ammettere - e ren- poter estrarre tutto il bello e re, giocatore, ha mansioni e
dere noto - che all’elevazio- buono che è di produzione compiti ben distinti, con
ne del calcio italiano hanno nostran a , u ni r l o a l bu ono e precisa distribuzione di
efficacemente contribuito bello per venuto a noi attra- obblighi, doveri e responsa-
allenatori stranieri chiamati verso allenatori e giocatori bilità. Qui non vi sono inter-
da molte nostre società - stranieri, farne “un’essenza ferenze che confondano ed
nelle grandi e piccole città - d’insegnamento” per i futuri ostacolino, spesso, nel loro
a prestare la loro opera, allenatori della nuova scuo- sviluppo, il lavoro del singo-
spesso efficacissima, di tecni- la, come “elisir” di lunga e lo. Sul perno, sul fulcro, rap-
ci capaci e provetti; così pratica vita, da propinare e presentato dai dirigenti,
come contribuirono i rinsan- far adottare dalle squadre roteano tutti gli stipendiati
guamenti alle nostre squa- che saranno affidate alle della Società. I dirigenti,
dre, effettuati attraverso la loro cure. Spesso, però, dopo aver fissate le precise
reimportazione di elementi l’ideale fà a pugni con la mansioni di ognuno, i dipen-
nostrani viventi all’estero e pratica e le necessità della denti seguono, assistono nel
cresciuti nel calcio ad altra vita. L’estrarre dalle vecchie loro lavoro con incitamenti,
scuola, assicurati ai nostri scuole di vari sistemi la parte consigli ed aiuti; facilitando
“undici” dalla munificenza migliore, amalgamarla in un con la parola e l’azione i
di società e appassionati. Se tutto di teorie che possano compiti di tutti, volti al rag-
una certa sincronometria di far scuola, tali da poter esse- giungimento della buona
ammaestramenti è venuta a re applicate sul terreno della meta a tutti comune. Qui la
noi da giocatori importanti pratica, non è fatica da capacità di adattamento
in questi ultimi anni, quasi poco: in materia di calcio dell’allenatore non esce da
tutti da oltre oceano, da una pressoché impossibile. quelle qualità normali che
scuola che ci ha inviato Il primo problema che si formano l’uomo come perso-
magnifici campioni, degli presenta all’allenatore, una na socievole, conscia dei
allenatori stranieri dobbia- volta assunto da una società, propri doveri. Nessuna capa-
mo notare la diversa menta- è quello dell’ambientamento cità individuale, speciale è
lità, la diversità delle scuole nei confronti dei dirigenti, necessaria. Queste Società
alle quali sono cresciuti, i dei giocatori, del pubblico. sono un poco la manna degli
diversi sistemi da essi prati- Molto spesso in situazioni allenatori che conoscono il
cati nell’insegnamento e, molto difficili e punto desi- loro mestiere. Altre società
soprattutto, la grande diffi- derabili. Abbiamo, in Italia, vi sono, dove le cose, per
coltà che essi hanno di com- due categorie di Società. motivi diversi, non cammina-
prendere appieno l’animo Alla prima appartengono no con tanta semplicità!

29
FONDAZIONE
«MUSEO DEL CALCIO»

TESTIMONIANZE

Quello che per le prime è palissima. In questa seconda di gioco in contrasto con
ordinaria amministrazione, categoria di società, quasi l’allenatore, guardandosi
diventa per queste seconde sempre l’allenatore ha a sua bene di assumere la respon-
oggetto di lavoro preoccu- disposizione undici o poco sabilità delle loro imposizio-
pante, assiduo, difficile:, più di undici giocatori di ni e facendo dell’allenatore
molto spesso sfociate in importazione regionale la vittima della situazione.
situazioni insostenibili. diversa. Giocatori già forma- Questi non si sottopone ed
Insufficienza di direzione, ti. Meglio: non formati e che allora lo si manda a spasso
disillusione di appassionati non si formeranno mai più, licenziandolo; guarda allo
per i nuovi acquisti che male ai quali è sommamente diffi- stipendio, fà quanto si vuole
rispondono all’aspettativa, cile insegnare qualcosa, per- e perde autorità e dignità,
rancori e malumori persona- ché le loro capacità calcisti- liquidandosi presto o tardi
li e locali si tacciono, in che si sono fuse in una quan- moralmente e professional-
tanto e quanto la squadra tità tale di molti difetti e mente perché i cattivi risul-
vince o si comporta onore- pochi pregi che a correggere tati sportivi che in tali
volmente. Covano lentamen- i primi e a far rifulgere i ambienti sempre si avranno,
te e poi esplodono quando secondi, occorrerebbe verranno presto o tardi a
la squadra accumula sconfit- lungo, costante, paziente danneggiarlo. Interventi
te o non ottiene i risultati lavoro, in assoluta tranquil-
che il pubblico si attende o lità di spirito ed in ambiente
pretende. Allora è il “si salvi di serenità fra allenatore,
chi può” ed il solo a non dirigenti, giocatori e pubbli-
salvarsi è sempre l’allenato- co. Invece i due punti da
re, che in breve diventa conquistare a qualunque
capro espiatorio degli errori costo, anche quando la cosa
e degli umori di tutti: dei a priori è impossibile, batto-
conti del cassiere che non no alla porta ogni domenica.
tornano con i preventivi; del Il pubblico vuole vedere vin-
pubblico che vorrebbe - e cere la propria squadra. Per
non ottiene - di averlo soli- i dirigenti conquistare i due
dale nella lotta contro il punti o perderli, vuol dire
dirigente Caio e Sempronio avere la domenica dopo
ad esso inviso; dei giocatori affluenza di pubblico, o
che sono lieti di farlo vedere la cassetta degli
responsabile del loro cattivo incassi dimezzata. Il “deficit”
rendimento; dei dirigenti finanziario momentaneo fa
che non avendo altra solu- spesso perdere il controllo
zione, non trovando di dei ner vi, la giusta valutazio-
meglio che prendersela con ne dei mezzi che si hanno e
l’allenatore. Si formano così del tempo che occorre per
situazioni, nelle quali la tec- raggiungere con sicurezza
nica dell’allenatore passa in una meta. Spinti dal malu-
seconda e terza linea, men- more della folla - unica prin-
tre la sua capacità tattica, ed cipale loro fonte di vita -
il saper calmare l’orgasmo pare ai dirigenti di poter
dei dirigenti, e convincere fare quanto all’allenatore,
dirigenti e giocatori ad aver pure noto per le sue capa- “Pietro Sernagiotto”
fiducia in lui, nel lavoro che cità, non è riuscito ancora, Brasiliano della Juventus attaccante
compie, nel suo buon senso, ed impongono sistemi di giunto in Italia nel 1932.
assumono importanza princi- allenamento, squadra, tattica Vince gli scudetti 1933/1934

30
FONDAZIONE
«MUSEO DEL CALCIO»
TESTIMONIANZE

anche recenti della gnarsi con essa; ma più è


FIGC a favore di alle- meglio, secondo il
natori licenziati da nostro pensiero, porte-
società a stagione rebbe beneficio la for-
incominciata, dimo- mazione da parte della
strano come al mag- FIGC di un “Contratto-
gior Ente calcistico Tipo” da consigliare o
non sfugga il crearsi meglio ancora imporre
di queste situazioni. a società ed allenatori,
A nostro modesto nel quale siano bene
parere, il soggetto fissati obblighi, man-
meriterebbe l’atten- sioni e diritti. Si è
zione dei compilatori giunti al “Contratto-
del programma del Tipo” per i giocatori
nuovo corso allenato- appunto per i molti
ri, perché la capacità inconvenienti che l’ini-
di ambientamento ziativa singola creava
dell’allenatore è con- annualmente. La stessa
dizione prima, indi- cosa potrebbe essere
spensabile per lo svi- fatta per gli allenatori.
luppo della sua atti- Nel tempo, il contratto
vità tecnica. L’allena- potrà essere riveduto
tore potrà ovviare, in alla stregua degli inse-
parte, al formarsi di gnamenti che verran-
queste penose situa- no dalla partica; ma
zioni, facendosi fissa- intanto apporterà
re i compiti che una notevoli benefici ai
determinata società risultati che si attendo-
si prefigge e misuran- no dall’opera degli
do mezzi ed elemen- allenatori, ai quali il
ti, che la società “Contratto-Tipo”
m e t t e a s u a d i s p o s i - Le punte di diamante delle due valorosissime contendenti, recherebbe tranquil-
zione prima di impe- Juventus - Napoli: Sallustro e Farfallino, più amici che mai lità e difesa.

Abbiamo trovato in una pubblicazione dedicata al Campionato del mondo del 1934, che si trova presso il
Museo del calcio, due note assai interessanti che presentiamo all’attenzione degli allenatori e di coloro che si
interessano al calcio.

Requisiti necessari all’Arbitro Naturalmente le singole federazioni, nel proporre gli arbitri
La Commissione della FIFA per il Campionato del Mondo per la più importante competizione calcistica del mondo,
rivolse formale invito alle federazioni nazionali affiliate per hanno sentito il dovere morale e materiale di garantire la
la designazione degli arbitri, fissando il termine utile delle precisa capacità dei loro designati. Capacità che non Ë sol-
proposte al 15 aprile 1934. Entro tale data ogni federazione tanto costituita dal valore tecnico dell’arbitro, ma ancora
inviò alla Segreteria della FIFA un elenco comprendente, al dall’insieme delle considerazioni generali che si possono
massimo, quattro arbitri, i cui nominativi furono corredati fare della sua persona e delle cognizioni linguistiche.
dalle seguenti informazioni: Quest’ultimo requisito è importante, perché i maggiori diri-
a)attività sportiva; genti del calcio internazionale pensano appunto che per il
b)attitudini di ordine generale; direttore di una partita è utile una facile comunicazione con
c)nozioni linguistiche. i 22 giocatori in campo, per evitare errate od incomplete

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FONDAZIONE
«MUSEO DEL CALCIO»
TESTIMONIANZE

interpretazioni, che andrebbero a detrimento della regola- che il sibilo, lacerate le tempia, in tumulto, si incagli in eco
rità dell’incontro. nelle gote e nelle dita degli energumeni, allora ci si accorge
Pertanto la Commissione della FIFA si è preoccupata, nel quanto la funzione dell’arbitro sia giocondamente bella e
compilare la lista definitiva degli arbitri del Campionato del guerriera. Quando nella tempesta smodata il suo inimitabi-
Mondo, di scegliere, attraverso le numerose proposte, i le “è fatto!” sanziona l’inflessibilità della legge e il verbo
migliori esponenti - sotto ogni aspetto - della categoria arbi- schietto dell’onore. Quando, a frenare l’astuzia illecita o il
trale internazionale. Nel designare gli arbitri per le singole cieco impeto, basterà un monito della coscienza?
partite ha cercato di creare, lad-
dove fu possibile, “un armonia di
linguistica” tra i giocatori ed il
direttore di gara.

La funzione del fischietto arbitrale


Non è senza ragione che, per
dare una voce all’arbitro, si scel-
se (non sappiamo quando) il
fischio stridente. Il fischio - chissà
perché - è la formula più sinteti-
ca e schietta della disapprovazio-
ne. L’arbitro non può esprimer-
si, dunque, che con quello. Si
opera nell’attimo un vero scari-
co di coscienza, che il fischio
perentorio sostituisce, in certo
modo, quello che ci ostiniamo a
volte a non udire e che sibila dal
profondo di esso. La funzione
dell’arbitro consiste appunto nel
ricordarci che, di questo sibilo
interno, il suo, quanto più è stri-
dulo, tanto più è un’eco fedele.
Importante e delicata funzione:
che esige virtù introspettiva e
severa immediatezza di giudizio
da parte di coloro che accettano
sottomettersi ad essa: freno disci-
plinato dei suoi slanci iperbolici
e serena pupilla per discernere
bei grovigli il nodo improbo. Se
necessario tagliarlo, alla maniera
di Alessandro il Macedone, ma
essa tanto più è degna quanto
più, agendo sugli antagonisti
delle competizioni sportive, guiz-
za il suo staffile sui partigiani che
schiamazzano intorno. Allora il
fischio è addirittura eroico, sfida
impavida alla smodata passiona-
lità della folla, imbavagliandone Due bolognesi Innocenti e Baldi a capitani delle due squadre di ..differente levatura: Napoli e
l’evviva iracondo. E se succede Bologna. A mezz’altezza l’arbitro e la sua “mossa”, lo stilizzato e popolarissimo Lenti.

32
FORMAZIONE
E ISTRUZIONE TECNICA

CALCIO A CINQUE-PREPARAZIONE FISICA

LE CONOSCENZE SUL
MODELLO DI PRESTAZIONE
NEL CALCIO A 5
di Italo Sannicandro*

P
rima di impegnarsi in se su 16 gare è emerso che, larmente allenati, hanno sot-
qualsiasi tipo di pro- all’interno del tempo effettivo tolineato la valenza condizio-
grammazione e di sele- di gioco, ciascuna squadra in nale del calcio a 5. In ambito
zione delle esercitazioni, sia ogni gara in media dispone di sportivo agonistico le ricerche
fisiche che tecnico-tattiche, è 95,8+ 7 possibilità di attacco e che che rappresentano la bussola
opportuno documentarsi sulle in media ogni 2,5 azioni si arriva per orientarsi in materia di
conoscenze circa il modello ad effettuare un tiro in porta preparazione fisica nel calcio
di prestazione caratteristico (Sannicandro, 1995). a 5 sono quelle di D’Ottavio e
della disciplina sportiva che si Dal punto di vista energetico coll. (1997), quella realizzata
andrà ad allenare. Nel caso e condizionale il primo inte- da Marella e Risaliti (1999),
specifico del calcio a 5, per il resse il calcio a 5 lo ha susci- presenta in occasione del
quale le ricerche e l’interesse tato in ambito scolastico: sia Convegno Internazionale di
delle scienze motorie sono per la praticità e versatilità Coverciano (1997) ed il lavo-
piuttosto recenti, è opportu- dell’attività ad adattarsi a ro specifico pubblicato da
no anche considerare il luogo qualsiasi spazio disponibile, Facchin, Seno e Osimani
in cui tali indagine sono state sia per i livelli di motivazione
condotte. E’ bene ricordare, attivati nella proposizione di
infatti, che realtà nazionali in questo sport nella scuola, sia TEST/ RISULTATI
cui il livello qualitativo tecni- per il carico motorio sommi- PROVA
co-tattico è piuttosto elevato nistrato, la prima ricerca
(vedi la Spagna) possono pre- (n=60) è avvenuta proprio per 30 m 4,19 ± 0,1 sec.
sentare modelli di prestazione osservare i parametri dello
nella disciplina sportiva molto sforzo fisico nel calcio a 5 sco- 15 + 15 5,76 ± 0,1 sec.
distanti da quelli osser vabili lastico (D’Ottavio e Castagna, NAVETTA
in contesti sportivi nazionali 1994). Dalla ricerca si è evi- LATTATO 4,5 mM
in cui la selezione nazionale denziato che in ambito scola-
non è rappresentata tra i ver- stico il Calcio a 5 richiede MADER 14,8 ± 1,1 Km/h
tici internazionali. Partendo picchi di frequenza cardiaca
da questa considerazioni in (FC) vicini al 95%, che la tab.1
questo lavoro si è cercato di durata delle azioni di gioco si
sintetizzare le conoscenze sul attesta per 10-20 secondi e
Sintesi di alcuni dati riportati nella
calcio a 5 italiano proprio che le pause successive sono
ricerca svolta da D’Ottavio e coll.
perchÈ si è convinti che tali di pari durata. Dalle rivelazio-
(1997)
dati possano essere utili per ni gli Autori hanno concluso
chi opera, a diversi livelli, nel che il calcio a 5 praticato in (1999). La ricerca di
panorama nazionale. ambito scolastico (e quindi D’Ottavio sopracitata, realiz-
con finalità meramente zata su 12 giocatori, facenti
I dati in letteratura ricreative-educative), raggiun- parte in quel periodo della
I lavori individuati in lettera- gendo FC medie intorno nazionale selezionata per par-
tura sono recenti ma piutto- all’85%, è un’attività sportiva tecipare alle qualificazioni
sto esigui: è solo dal 1994 che ad impegno cardiaco medio- europee, ha indagato il salto
compaiono lavori inerenti la alto. D’Ottavio e Castagna con contromovimento (CMJ),
metodologia dell’allenamento (1944), alla luce dei criteri i 1 5 ’’ d i s a l t i c o n t i n u i t i p o
e ricerche relative al modello stabiliti dall’America College CMJ, i 5-7’’ di salti continui a
di prestazione del calcio 5. I of Sports Medicine che indivi- ginocchia bloccate, la velocità
lavori condotti per analizzare dua intensità tra il 70% ed il sui 30 m. lineari e quella sui
gli aspetti tecnico-tattici for- 90% della FC massima teorica 15+15 a navetta, la velocità di
niscono importanti parametri: come ottimale per lo sviluppo soglia aerobica col test di
da una ricerca condotta nel delle caratteristiche aerobi- * Dottore in Scienze Motorie e
Campionato Regionale puglie- che dei soggetti non partico- Preparatore Atletico

33
FORMAZIONE
E ISTRUZIONE TECNICA
CALCIO A CINQUE-PREPARAZIONE FISICA

Dati rilevati con il Play Controller 20% è costituito da sprint


compresi tra i 20 ed i 40
(relativamente al 1° tempo) metri. Infine è indispensabile
conoscere il rapporto lavoro-
SPAZIO TOTALE PERCORSO: 3500 m pausa per desumere il corret-
to modello di allenamento
CORSA BASSA INTENSITÁ 4recupero o orientamentotattico): 2000 m (tabella 4).
CORSA INDIETRO - LATERALE: 500 m Le conoscenze scientifiche e
le esercitazioni da campo.
CORSA A VELOCITÁ DI SOGLIA ANAEROBICA(13-15 Km/h): 500 m I dati ottenuti in queste ricer-
CORSA AD ALTISSIMA INTENSITÁ (accelerazioni): 500 m che possono far scaturire
alcune considerazioni di ordi-
tab.2 ne metodologico e pratico:
• Alcuni valori non sono
I dati rilevanti con il play controller (D’Ottavio e coll., 1997) molto difformi tra calcio a 5
e calcio a 11; questo feno-
meno potrebbe derivare o
Mader (tabella 1), lo spazio media intensità) e sforzi mas- dal fatto che, molto spesso,
percorso durante la prima fra- simali che si attestano per il il giocatore arriva al calcio a
zione di gioco mediante play restante 15% (corsa ad alta 5 dopo numerosi anni di
controller (tabella 2). Il lavo- intensità, sprint): all’interno pratica in quello a 11, oppu-
ro di Marella e Risaliti di questo 15% gli Autori spe- re dal fatto che ancora oggi
(1998), oltre ad indagare i cificano che l’80% è rappre- le metodiche di allenamen-
dati antropometrici degli atle- sentato da accelerazioni com- to non si differenziano
ti (n=45) appartenenti alla prese tra 0 e 12 metri ed il molto nell’una e nell’altra
massima serie nazionale, i
valori di forza esplosiva (SJ
test) ed esplosiva con riuso RISULTATI
elastico (CMJ test), la forza TEST/
isotonica nell’estensione e PROVA CALCIO A 5 CALCIO A 11
nella flessione del ginocchio,
la forza isometrica ed i valori SJ (cm) 39,5 ± 3,97 41,9 ± 4
di massimo consumo di ossi-
geno mediante il test navetta CMJ (cm) 41,4 ± 4,6 44,78 ± 4,2
d i L e g e r, l a r e s i s t e n z a a l l a
velocità col test di
Coverciano, ha comparato VO2 max
tutti questi dati con quelli in LEGER 54 ± 4,24 53,6 ± 3,82
possesso relativi ai giocatori
di calcio a 11 nei medesimi
(Ml/Kg/min)
test (tabella 3). Il lavoro pre- COVERCIANO
sentato da Facchin, Seno e 11 x 20 m da 3" a 4" da 2"7 a 2"9 - 3"1
Osimani (1999) presenta,
oltre a questi dati, alcuni
(sec)
importantissimi aspetti del
modello di prestazione: si tab.3
individuano sforzi a bassa
intensità che rappresentano Alcuni dati tra quelli rilevati nella ricerca svolta da Marella e Risaliti (1998). È possi-
l’85% dei movimenti (deam- bile comparare i valori rilevati nel calcio a 5 con quelli ritrovati nel calcio a 11.
bulazione, corsa lenta ed a

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FORMAZIONE
E ISTRUZIONE TECNICA
CALCIO A CINQUE-PREPARAZIONE FISICA

pause, sia modello di allenamento


TEMPO LAVORO PAUSA per contrar- verso una strutturazione
re un debito della seduta di tipo intenso
(sec.) (%) (%) di 02 meno (lavoro massimale di breve
marcato. durata e con pause brevi e
• I valori brevissime): le azioni da 0 a
0 - 10 43 57 ottenuti col 20 sec. rappresentano il
10 - 20 27 29 test di 70% e le pause più frequen-
20 - 30 13 6 C o v e r c i a n o ti sono quelle comprese tra
rivelano la 0-10 sec. (57%) e tra 10-20
30 - 40 6 3 necessità di sec. (29%).
40 - 50 7 2 migliorare
tali compo-
50 - 60 3 2 nenti aero- Bibliografia
> 60 1 1 biche per
non permet- AA.VV (1998), Atti del conve-
tab.4 tere un gno Internazionale sul Calcio
decadimen- a 5, Coverciano 14-15 dicem-
Sintesi della durata azioni-pausa (da Facchin, Seno, to della pre- bre. I Quaderni del Settore
Osimani, 1999) stazione al Tecnico, 6.
ripetersi
disciplina. degli sforzi. Castagna C., D’Ottavio
• I valori di forza esplosiva • I numeri forniti dalla rileva- S.(1994), Frequenza cardiaca
sono significativamente più zione con play controller e carico nel calcio a 5 scola-
bassi rispetto al calcio a 11 sono in grado di orientare stico, Didattica del movimen-
(p minore di 0.05): questo l’allenamento soprattutto in to, 95:37-40.
dato potrebbe essere spiega- relazione al parametro del
to dal fatto che, pur verifi- volume: se empiricamente si D’OttavioS., Colli R., Bosco
candosi in gara un numero conosceva già la qualità C . , Tr a n q u i l l i C . , M a n z i V.
elevatissimo di sprint con delle corse, i valori riferiti (1997), Valutazione funszio-
partenze da fermo, nel cal- da D’Ottavio e coll. (1977) nale ed analisi del modello di
cio a 5 forse si dedica anco- consentono di dosare il prestazione nel calcio a 5,
ra poca attenzione al lavoro volume delle esercitazioni, Coaching&Sport Science
con sovraccarichi (forse in considerazione delle Juournal, 3:21-25.
anche per disponibilità di regole di gioco che permet-
attrezzature isotoniche). tono l’avvicendamento con- Facchin C., Seno M., Osimani
• I dati relativi alla velocità tinuo. R., (1999), Calcio a cinque,
massimale aerobica, pur se • Sarebbe opportuno prevede- Correre Milano.
ottenuto nelle due ricerche re esercitazioni di resistenza
con strumenti di valutazione all’accelerazione specifica Sannicandro I. (1995),
differenti, attesta l’attenzio- che non superino i 600-700 Dall’osservazione dei movi-
ne verso l’allenamento delle metri; allo stesso modo, per menti di gara all’esercitazio-
componenti aerobiche: velo- le esercitazioni di corsa a ne ottimale, Notiziario
cità di soglia anaerobica velocità di soglia, sarebbe S e t t o r e Te c n i c o F I G C , 1 : 3 0 -
comprese tra i 14,8 Km/h e più conveniente non supera- 34.
i 15, 5 Km/h confermano la re i 900-1000 metri.
necessità di allenare le com- • I dati forniti da Facchin, Sannicandro I. (1995), Check
ponenti aerobiche sia per Seno e Osimani (1999), up della partita nel calcio a 5,
recuperare più velocemente relativi al rapporto lavoro- N o t i z i a r i o S e t t o r e Te c n i c o
il pool dei fosfati durante le pausa, devono orientare il FIGC, 5: 17-20.

35
SVILUPPO TECNICO
ATTIVITÀ GIOVANILE
RUOLI

Valutazione del giovane


portiere: Esordienti e Pulcini
di Enrico Sarli*

Q
uando siamo di fronte 3.della qualità e della quantità ma di lavoro:
ad un giovane portiere del lavoro specifico svolto in
ci dobbiamo domanda- precedenza (tabella 1). 1.tuffo: a volo con presa a terra;
re che cosa sappia effettiva-
mente fare in questo ruolo.
Per saperlo esiste un criterio
di valutazione, suddiviso per
fasce di età, anche se l’età bio- tab.2
logica e quella anagrafica non
sempre coincidono nella fase
dello sviluppo. Ciò che si
vuole realizzare in una certa
fascia di età non può essere
riproposto in quella successi-
va, salvo nei casi che il portie-
re non sia ancora in possesso
di alcuni fondamentali.
La valutazione del portiere tab.3
avviene con l’osser vazione di
tre momenti fondamentali
della sua preparazione:
Le capacità coordinative e 2.posizioni in porta con tiro
1.durante le esercitazioni tec- condizionali meritano una rasoterra, alto, media altez-
niche; valutazione particolare (tabel- za( centrale, diagonale, late-
le 2 e 3). rale e chiusura dello spec-
2.nelle situazioni di gioco chio),
durante l’allenamento; Le capacità coordinative e
condizionali formano le carat- 3.presa con palla alta;
3.durante la gara. teristiche di un portiere
(tabella 4). 4.uscite in varie direzioni;
La valutazione, in generale,
deve tenere conto; Nella tabella 5 sono elencati i 5.rinvio;
principali movimenti che un
1.del bagaglio di esperienze portiere compie in porta. 6.esercitazione al retropassag-
motorie; gio (controllo e chiusura con
Per lo sviluppo di tutte queste i piedi);
2.della capacità di attenzione caratteristiche tecniche, viene 7.deviazioni a terra;
e di apprendimento; proposto il seguente program- 8.uscite di pugno;
9.posizione in situazione di
palle inattive: punizioni,
calci d’angolo, rigori
La valutazione del portiere,
cioè la verifica del lavoro svol-
to in allenamento, deve avve-
nire nel corso della gara vera e
propria, attraverso una scheda
sulla quale verrà riportato il
numero delle azioni svolte dal
*Allenatore di Base e preparatore
tab.1 portieri

36
SVILUPPO TECNICO
ATTIVITÀ GIOVANILE
RUOLI

Azioni difensive: Azioni offensive: Esordienti 18,58%

intercettazione del pallone rimessa calciata • Intercettazione del pallone


tuffo rilancio a due mani Pulcini 21,03%
presa rilancio calciato
deviazione in tuffo • Intercettazione del pallone
uscita in presa alta adulti 11,50%

La valutazione fisico-atletica si

tab.4

portiere, suddivise in azioni Pulcini appartenenti al effettua attraverso alcuni test


offensive ed azioni difensive. Comitato Regionale Giovanile oggettivi, facendo riferimento
Tutti i valori osservati saranno Calabrese e paragonati col ai “test di ingresso” che per-
poi espressi in percentuale dato riferito agli adulti mettono di valutare le capacità
relativamente al tempo effetti- (Campionato di Promozione): di forza e di velocità. Oltre
vo di gioco ed al numero degli alle qualità condizionali verifi-
interventi specifici effettuati, • rilancio calciato Esordienti cheremo anche le capacità
calcolando quindi il numero 4,74% coordinative valutabili con
medio degli interventi e percorsi comprendenti agilità,
l’intervallo medio di tempo • rilancio calciato Pulcini acrobazia e destrezza. Questo
tra un intervento e l’altro. 11,38% tipo di circuito, della durata
A titolo di esempio si riporta- di 4-5 minuti, comprende skip
no alcuni dati ottenuti • rilancio calciato adulti alti e bassi, passi incrociati,
dall’osservazione, nella stagio- 24,80% galoppi laterali in rapida ese-
ne sportiva 98/99, del cuzione e continui, variazione
Campionato Esordienti e • Intercettazione del pallone della frequenza dei passi.

37
SVILUPPO TECNICO
ATTIVITÀ GIOVANILE

RUOLI

settimane (cicli e microcicli).


I microcicli hanno il compito
di coordinare tra loro carichi
diversi e prevedono l’alter-
nanza di una o più sedute
intense, seguite da altre di
media intensità o di recupe-
ro. Nella prima fase è previ-
sto l’uso di carichi di allena-
mento, nella seconda sono
previste esercitazioni di recu-
pero e di riposo assoluto. In
generale i microcicli si posso-
no così suddividere:

1.Microcicli preparatori,
caratterizzati da sollecitazio-
ni non intense;

2.Microcicli d’urto, caratte-


rizzati da una elevata diffi-
coltà ed incremento del
volume e dell’intensità del
lavori;

3.Microcicli speciali che ini-


ziano a simulare le rEali
condizioni di gara,

4.Microcicli di rigenerazione
o transizione che riguarda-
no prevalentemente l’orga-
nizzazione individuale.

Il lavoro a cicli viene propo-


sto nel periodo pre-campio-
tab.5 nato o durante le pause
dell’attività agonistica e vedrà
sviluppato un lavoro fisico-
Dovrà essere osservata la cità di orientamento che gli atletico e tecnico. Fatto il
capacità alla destrezza fine, permette di determinare con distinguo tra i vari cicli, il
cioè lo svolgimento rapido di esattezza la propria posizione lavoro da inserire viene detta-
quei compiti motori che si nello spazio in relazione a to dalla settimana tipo di
svolgono in uno spazio stretto quella degli avversari, dei base. A sua volta la settimana
e che richiedo scarso impiego compagni e del pallone, in tipo può essere modificata in
di forza ma molta precisione altre parole il senso di posi- base agli eventi annotati
e rapidità. Questa capacità è zione. Nella proposta di lavo- durante la gara (in base alle
correlata a quella di reazione ro annuale si fa riferimento risultanze della scheda di cui
e per eseguire tutto ciò il por- ad una serie di argomenti che sopra) o in seguito a partico-
tiere ha bisogno della capa- vengono proposti per alcune lari simulazioni.

38
CENTRO STUDI E RICERCHE

IL PALLONE NEI LIBRI

Selezione e formazione dei


giovani atleti: analisi ed
alcune indicazioni
a cura di Gianfranco Piantoni*
- gli osservatori: costituiscono la ta di dire che tutti devono con-

U
n felice approdo al verti- rete di informazione che per- dividere “finalità e caratteristi-
ce dello sport professio- mette alle società meglio orga- che del progetto”. Una scuola
nistico dipende spesso nizzate di pescare le nuove calcio per ragazzi giovanissimi
dalle modalità con cui è stato leve in un mercato il più può rivestire molteplici finalità
vissuto il momento iniziale del ampio e il più qualificato pos- (che non si escludono a vicen-
ciclo di vita di un atleta. Questa sibile. La vera competenza da). Ad esempio, una società
fase delicata trova la sua maggio- degli osservatori consiste non sportiva può aprire una scola
re crucialità soprattutto nel tanto nel leggere le capacità calcio per dare vita ad una gran-
momento della selezione. E’ un già evidenti, quanto nell’intui- de operazione d’immagine: far
passaggio importante perché, se re meglio di altri le potenzia- vedere che una società disposta
il filtro non funziona a dovere, lità nascoste dei giovani talen- a spendere decine di miliardi
alcuni giovani imboccano senza ti; per accaparrarsi un grande gio-
saperlo la porta sbagliata. Le - le Scuole di Sport: in questo catore sa trovare anche delle
gradinate degli stadi, specie campo è difficile cogliere il risorse per dimostrarsi propositi-
quelle riservate ai gruppi più vero concetto di scuola sporti- va in attività sportive a sfondo
tumultuosi, brulicano di persone va. Se si privilegiano i risultati sociale. L’immagine, in questo
illuse che stanno ancora incon- proiettati nel tempo, lo scopo caso, cammina a braccetto con
trando seri problemi di orienta- delle scuole sportive è unica- una buona dose di simpatia dif-
mento nel sociale. Studieremo mente quello di selezionare gli fusa. Ma le finalità di una simile
anzitutto le strutture organizzati- elementi migliori. In realtà operazione si accavallano vorti-
ve attraverso le quali si sviluppa andrebbe ricordato che una cosamente: eliminare o ridurre
la selezione. Prenderemo poi in grande scuola è quella che rie- il proprio costosissimo settore
esame i problemi che si incon- sce bene con i migliori, ma che giovanile; allargare le basi di
trano in questa fase, in quanto la è eccellente con i mediocri. reclutamento; tenere i giovani il
selezione comporta rischi che Nello sport, però, questo prin- più a lungo possibile vicini alle
occorre evidenziare. Infine stu- cipio può essere pericoloso, famiglie ed al loro contesto cul-
dieremo le modalità più adatte perché non esiste una pluralità turale; rendere meno traumatico
per affrontare adeguatamente i di sbocchi che giustifichi un il processo di selezione e di scar-
problemi critici di questa prima atteggiamento cosÏ possibilista. to; avvalersi di molteplici stili
fase. La fase di selezione conta Le sfumature, sempre possibili, educativi, anche di natura spor-
su alcune importanti strutture. sono corrette solo nella misura tiva; condividere con altri i
In un primo momento si attiva- in cui vengono dichiarate sin rischi e i relativi costi. Non va
no gli osservatori. Il loro lavoro dall’inizio. Le diversità costi- infine dimenticato che lo scopo
consiste nell’individuare, al tuiscono la ricchezza del tessu- non troppo nascosto di tutta
minimo dei costi, le migliori leve to educativo se offrono agli l’operazione è quello di mettere
ancora nascoste nel mondo gio- interessati un ampio ventaglio in anticipo le mani su qualche
vanile. A fianco di queste figure di scelte, scevro da fatali illu- giovane talento, da inserire nella
, a volte più interessate che lun- sioni. propria rosa oppure da valoriz-
gimiranti, operano vere e pro- zare sul mercato.
prie scuole di sport, che si impe- Il caso Intercampus: la difficile
gnano a portare tutti i loro definizione degli obiettivi I rapporti privilegiati tra grandi
iscritti a livelli ottimali, senza Una scuola di formazione sporti- e piccole squadre
però garantire sicuri sbocchi va dovrebbe sempre esplicitare E’ prassi abbastanza diffusa che
professionali. Quando i due pre- lo scopo che si prefigge, ma non tra una squadra di serie inferio-
cedenti sistemi di lavoro si fon- sempre questo succede. Ad
dono, danno vita ad un accordo esempio, un documento che *Autore del libro “Lo sport tra
privilegiato che può intercorrere illustra una importante iniziativa
tra gli osservatori ed i centri di agonismo, business e spettacolo”,
formativa, chiamata Etas Libri, Milano, 1999, da cui
formazione sportiva. Procediamo Intercampus, non definisce i
con ordine: è stato ripreso questo contrito.
propri obiettivi, ma si acconten-

39
CENTRO STUDI E RICERCHE
IL PALLONE NEI LIBRI

re ed un club importante si crei- formativo dello sport avviene compimento può fare capoli-
no dei rapporti privilegiati. Le esattamente il contrario: i gio- no un’altra squadra, ugual-
ragioni della collaborazione vani, inizialmente, sembrano mente interessata al giovane
potrebbero essere molteplici: tutti orientati ad uno stesso atleta, che mette sul tavolo
immagine, prestigio, motivazio- sogno e non manifestano una proposta più interessante,
ne, gestione oculata. I giovani ancora le loro future poten- anche perché non ha sostenu-
atleti più promettenti sanno zialità. Il clima può essere to i costi di investimento. La
che, se si impegnano, è molto competitivo e nervoso ma semina svolta da altri viene
più agevole uno sbocco profes- resta a lungo indifferenziato raccolta da opportunisti che
sionale interessante. Anche la ed aperto. Quando, invece, i vagano sul mercato. Restano
società sportiva ha il suo torna- giochi giungono a conclusio- però opportunisti, anche alla
conto: sa che il suo lavoro è ne, le possibilità non esplodo- lunga;
seguito ed apprezzato da un no, ma si elidono. Chi ha suc- - il tema del valore: quando il suc-
grande club. Inoltre, in caso di cesso parte in quarta mentre cesso diventa la più importan-
necessità, pensa di poter ottene- gli altri restano appiedati sino te chiave interpretativa della
re il prestito di un giocatore a sentirsi emarginati o elimi- propria vita. costituisce anche
determinante più facilmente ed nati. In sintesi: mentre gli isti- l’unico metro per valutare il
a condizioni di favore. tuti di formazione aprono proprio processo di crescita. I
Abitualmente si tratta di rap- solitamente prospettive diver- valori di fondo tendono a sfu-
porti di grande fiducia che se per ogni alunno, la scuola mare. Un atleta rischia, cosÏ,
comportano logiche di lungo sportiva si chiude ad imbuto di crescere umanamente pove-
periodo e si basano su una ed impedisce a molti di passa- ro, senza stimoli profondi.
notevole dose di stima recipro- re oltre. Per questo parliamo Non sarà un grande uomo e,
ca. di ambiguità del sistema for- nei momenti critici, anche
mativo: perché, invece di apri- l’atleta potrebbe risentire di
Problemi e rischi della fase di re agli allievi tante strade nel questa lacuna. In questi casi la
selezione mondo, ne indica a tutti una situazione può essere recupe-
La fase di selezione è dunque par- sola che viene preclusa a tanti. rata dalla fiducia che un gio-
ticolarmente delicata. In essa si La scuola si snatura perché vane nutre verso un allenatore
incontrano alcune trappole che, svela il volto drammatico di competente e profondo;
se trascurate, rischiano di diventa- una selezione crudele; - la crisi di identità: il groviglio
re fatali. Ne osserviamo alcune tra - la deformazione dei ruoli educati- dei problemi che un giovane
le più frequenti: vi: ad un ragazzo immaturo o incontra provoca il lui una
- l’ambiguità del contesto formativo: sradicato corrispondono, spes- crisi di identità: la si può risol-
tutte le scuole gestiscono una so, genitori ambiziosi e super- vere se si trova un punto di
grande pluralità di fondo, rac- ficiali. Il nucleo familiare riferimento che potrebbe
cogliendo docenti ed allievi di tende ad esprimere, nei suoi anche essere una persona
provenienza e di culture atteggiamenti verso lo sport, esterna all’ambiente. Nell’età
diverse. Ma dopo un periodo un identico modo di vivere la in cui i giovani possono fare la
di convivenza più o meno vita. Alla fine si tende a colpe- scelta di diventare professioni-
lungo, ogni scuola di trasfor- volizzare il giovane, specie da sti si intersecano tre aspetti:
ma in un sistema aperto ed parte di quegli adulti che non un problema tecnico (sono
offre molteplici prospettive, hanno scoperto e vissuto il potenzialmente un campione
orienta verso varie facoltà uni- loro ruolo educativo; oppure no?), un problema di
versitarie, prepara a svariate - l’intervento della concorrenza: se scelta (vale la pena di correre
modalità di esercitare una un contesto familiare e sociale questo rischio?) e, defilato, un
professione. Le differenze ini- non sembra idilliaco, si inseri- problema educativo (che
ziali di base possono creare sce a volte un’ulteriore turba- senso assume la mia vita in
momenti di nervosismo, ma tiva esterna. Proprio nel questa prospettiva?). Gli
col passare del tempo il disa- momento in cui il suo proces- aspetti legati al momento di
gio si stempera. Nel momento so formativo è giunto a giusto selezione dei giovani atleti

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CENTRO STUDI E RICERCHE
IL PALLONE NEI LIBRI

sembrano essere sostanzial- l’uomo. L’uomo servirà all’atle- pazientemente atteso, senza
mente tre: l’educazione dei ta quando dovrà superare punirlo;
giovani atleti, la formazione momenti difficili. Servirà quan- - l’esperienza precede la formazione:
dei formatori, l’eventuale do, al declinare della carriera, un docente valido non prece-
retribuzione dei centri di for- occorrerà affrontare con de, ma segue l’esperienza.
mazione degli atleti. dignità il momento dell’uscita Molte scuole mettono imme-
di scena. Servirà sempre, per- diatamente il ragazzo in riga,
I criteri per educare i giovani atleti ché anche un grande campione insegnandoli che cosa deve
Se far crescere al meglio un resta comunque un grande, fra- fare. Da subito. E’ un principio
giovane è sempre difficile, edu- gile uomo. Abitualmente si molto diffuso nella nostra
care un atleta si presenta come tende a richiedere agli allenato- pedagogia e non spetta a noi
un impegno ancora più com- ri tutte queste caratteristiche. metterlo in dubbio. Devo però
plesso. Le valenze da tenere E’ importante che ogni tecnico confessare che mi ha sempre
sotto controllo sono molteplici sia sensibile a questo impegno a impressionato il comportamen-
perché coinvolgono aspetti valenze multiple, ma è necessa- to di sant’Ambrogio quando
medici, tecnici, educativi e psi- rio che la società metta a dispo- preparava i catecumeni al bat-
cologici. Diamo anzitutto la sizione alcuni specialisti e che tesimo; erano adulti, non bam-
parola al medico, incaricato di possano costituire un punto di bini, e la gran parte dell’istru-
presidiare lo sviluppo organico riferimento importante nella zione religiosa veniva impartita
della salute e delle capacità di soluzione dei casi particolar- dopo che il battesimo era stato
tenuta, attuali e prospettiche. mente critici. conferito. Con questa motiva-
Educare non significa forzare, zione: l’esperienza di un atto
ma rispettare. Il discorso è Come formare i formatori religioso è talmente intensa
molto delicato e lo rinviamo al Il primo problema che una che non merita di essere rovi-
momento in cui parleremo del grande scuola deve affrontare, nata da un’istruzione previa. E’
doping e dei problemi connessi. non è tanto quello di educare i un insegnamento che anche il
Rilevanti. nel nostro caso, sono giovani, quanto, prima di tutto, clero ha dimenticato, figuria-
anche i criteri tecnici ai quali quello di formare i formatori. moci i professori. Nello sport,
presiede, per competenza, Se i maestri sono validi, gli il rispetto dell’esperienza deve
l’allenatore; egli, infatti, deve alunni saranno sempre eccel- sostenere la creatività nascosta
insegnare i fondamentali del lenti. Qualcuno dice che un nei ragazzi e far comprendere
calcio ad una persona giovane, bravo formatore deve avere due loro l’utilità o la dannosità di
eliminando i difetti ma rispet- caratteristiche: conoscere bene certi gesti. Il maestro grande è
tando anche la libertà di espres- la sua materia e saperla trasmet- quello che interviene raramen-
sione creativa. Importante è tere. Non è questo che connota te, non è mai ossessivo e nep-
anche il sostegno psicologico un bravo formatore: conoscere pure costruisce i geni con lo
con cui accompagnare i giovani la materia ed insegnarla bene è stampino;
nella loro crescita. Occorre svi- il minimo indispensabile per - il senso della crescita continua: un
luppare la capacità di stare nel essere insegnanti ma l’allenato- formatore, inoltre, sa che non
gruppo, di saper soffrire ed re deve anche possedere la ten- si è mai arrivati, che occorre
esultare con gli altri. Questo sione ad acquisire alcune carat- sempre proseguire. Lo sport è
lavoro di sostegno andrebbe teristiche che lo fanno grande. come la vita. Se nessuno può
affidato ad uno psicologo che, a Vediamone alcune: fermare il tempo, il grande
sua volta, deve potersi avvalere - la gestione dell’attesa: un grande maestro è quello che trasmette
di competenze specifiche ester- maestro è anzitutto equilibrato; l’insegnamento più importan-
ne al gruppo. Non vanno tra- possiede cioè quel buon senso te: il piacere della vita come
scurati, infine, gli aspetti pura- che gli permette di alternare lo continua crescita;
mente educativi. I giovani devo- stimolo all’attesa. A volte il - passione ed entusiasmo: occorre
no essere affidati ad educatori ragazzo può dare molto e va ancora che un formatore sia
capaci di far crescere, contem- debitamente sollecitato, a dotato della capacità di tra-
poraneamente, l’atleta e volte, invece, è in crisi e va smettere passione ed entusia-

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IL PALLONE NEI LIBRI

smo. Una scuola non è soltanto le lezioni si mescolano con i riti; di trasmettere il rispetto dell’indi-
trasmissione di nozioni, ma di un - declinare l’individualità con le regole: vidualità, abbinata però ad una
modo di appassionarsi alla vita. Le infine va ricordato che un buon forte sensibilità al potere delle
logiche convivono con gli affetti, formatore è abitualmente capace regole.

Una lettura aziendale di dei “clienti”in continua trasfor- le società che costituiscono il
tutto lo sport mazione, sui costi sempre più ricco tessuto del mondo dello
di Marco Viani onerosi e sui finanziamenti sport. Viene studiato come si
necessari, sull’organizzazione organizza un fatto sportivo ed
Un libro inedito, diverso dai degli eventi e delle società, ma il ruolo organizzativo dello
tanti finora pubblicati, che anche sulla rilevanza agonistica Stato come principale interlo-
tenta una sintesi tra due mondi e morale della figura dell’atle- cutore dello sport. Infine
tipici dello sport: l’emotività ta, non solo per la grande Piantoni accenna ai principali
del gioco e dello spettacolo, da società professionistica ma risvolti giuridici che regolano il
una parte, e la razionalità anche per la piccola società mondo sportivo e conclude
necessaria per gestire un affare amatoriale. Il lavoro si compo- guardando all’incidenza che le
di complessità crescente ne di cinque parti. La prima va nuove tecnologie potrebbero
dell’altra. Un grazie insistito alla scoperta della ricchezza e esercitare su tutti gli aspetti
q u i n d i a l l ’ E TA S L i b r i e d della profondità del fenomeno s t r u t t u r a l i d i e s s o . L’ u l t i m a
all’autore, Gianfranco sportivo, trovando conferma parte, intitolata “Se questo è un
Piantoni, per aver concesso, su nei pesanti dati che lo sostan- uomo”, intende sviluppare il
nostra richiesta, la pubblicazio- ziano, se è vero che esso rap- mondo educativo dello sport,
ne di alcune pagine dell’opera presenta un trentesimo del le sue valenze etiche ed umane,
“Lo sport tra agonismo, busi- nostro prodotto lordo ed occu- accentuando l’attenzione sui
ness e spettacolo”, precisamen- pa il 36% delle trasmissioni rischi del doping e sulla tutela
te quelle tratte dal capitolo 8, televisive. della salute. Un libro dunque
paragrafo 2, riguardante “Il Successivamente l’autore elabo- inusuale anche per i suoi vasti
ciclo di vita dell’atleta”. ra una mappa dell’universo e finora poco sondati contenu-
Gianfranco Piantoni è docente sportivo e delle sue funzioni ti, in grado quindi di rivolgersi
di Strategia aziendale nella con la proposta di quattro seg- a chi guarda all’intero fenome-
Scuola di Direzione aziendale menti: lo sport di specializza- no da diversi punti di vista: gli
dell’Università Bocconi di zione, di localismo, amatoriale addetti ai lavori, ovvero tutti
Milano, dove è anche direttore ed ad alta intensità di business. coloro che operano nel CONI e
del corso di Economia e gestio- La terza parte analizza le leve nelle federazioni, i giornalisti
ne d’azienda - Master in mana- gestionali necessarie per indi- ed i dirigenti sportivi, i mana-
gement. Non è questa la sua rizzare lo sport verso i suoi ger dell’indotto, il volontariato
unica università: insegna infat- obiettivi. Dallo studio della molto attivo in questo settore,
ti, sin dai tempi di Italo Allodi, dimensione competitiva (intesa docenti e alunni dei corsi uni-
nella nostra di Coverciano, in come combinazione prodotto- versitari e di formazione che si
occasione di corsi per manager mercato), economica e finan- vanno moltiplicando sullo
e direttori sportivi. Il libro si ziaria si passa a quello delle sport. In particolare un’opera
articola su due linee-guida. La strutture organizzative, per poi che ci piacerebbe vedere in
prima offre una visione d’insie- parlare anche dello sport in mano agli educatori più sensi-
me di tutto lo sport, sia di quel- Borsa. La quinta analizza il bili, consapevoli del fondamen-
lo che gode di una grande mondo specifico ed il ciclo di tale valore formativo dello
audience, sia di quello più som- via dell’atleta, illustra le dina- sport e disposti, sviluppando
merso. La seconda è indirizzata miche classiche della struttura molti spunti del libro, a ricer-
verso la lettura aziendale di un sportiva, dall’organizzazione di care insieme ad altri nuove
fenomeno molto variegato che una singola società alle struttu- piste per una crescita armoni-
conduce Piantoni a riflettere re dell’intero movimento che ca, completa e rispettosa dei
sui gusti e sugli orientamenti raggruppa le migliaia di picco- giovani.

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Rassegna bibliografica
a cura di Marco Viani

Gianfranco Piantoni ruolo della comunica- biamento del segmen-


Classificazione Lo sport tra agoni- zione di massa. Una to strategico. 5. Dal
01 Tecnica; smo, business e spet- parte dello sport si disegno della mappa
02 Tattica; tacolo interseca fortemente all’esplorazione del
03 Teoria e metodologia col business (1975- territorio. 5.1 Il terri-
dell’allenamento; Etas, Milano, 1999 2000). 1.5 La dimen- torio della nostra
04 Medicina; Pagine 258, lire sione metaforica dello esplorazione. 5.2 Una
05 Didattica; 38.000 sport. 1.6 La dimen- lettura di maggiore
06 Biomeccanica; sione psicologica dettaglio. Il mondo
07 Psicologia; Prefazione di Claudio dello sport. 2. La delle strategie: il
08 Sociologia; Dematte. dimensione quantitati- momento dell’analisi
09 Antropologia; Introduzione. Una va dello sport. Alcuni e della scelta. Il
010 Storia; passione da sempre. Il dati che contano. 2.1 mondo delle struttu-
011 Economia; destinatario del libro: Criteri metodologici re: quando le capacità
012 Diritto; l’esigenza di un per un’analisi quanti- gestionali richiedono
013 Informatica; manuale diverso. tativa del settore spor- l’arte di realizzare e
014 Narrativa; Ringraziamenti. Parte tivo. 2.2 Principali implementare le scel-
015 Statistica e scout; prima. La ricchezza dati per un’analisi te. Parte terza. Al
016 Scienza e tecnica delle del fenomeno sporti- quantitativa del setto- cuore dei rapporti tra
comunicazioni; vo.1.Le molteplici e re sportivo. 2.3 Le economia e sport: la
017 Calcio internazionale; profonde dimensioni fonti delle informazio- gestione delle imprese
018 Saggistica; del fenomeno sporti- ni quantitative. Parte ad alta densità di bisi-
019 Ausili; vo.1.1 La dimensione seconda. I raggruppa- ness. 6. La dimensio-
020 Filosofia; profetica: sport come menti strategici del ne competitiva
021 Biografie; momento che anticipa contesto sportivo: dell’impresa sportiva:
022 Educazione fisico-mo- il futuro della società. fotografia e filmato la combinazione pro-
toria e sportiva; 1.2 La dimensione delle strategie sporti- dotto-mercato. 6.1 La
023 Altri sport; proattiva dello sport. ve. 3. Verso una seg- molteplicità dei mer-
024 Fisiologia; 1.3 La dimensione mentazione delle atti- cati. 6.2 La peculiarità
025 Biologia; delle continuità dello vità sportive. 3.1 La dello spettatore attivo.
026 Preparazione fisica; sport. 1.4 La dimen- logica classificatoria: 6.3 Il processo di
027 Riabilitazione e riedu- sione sociale e civile criteri tradizionali. internazionalizzazio-
cazione. dello sport. L’impor- 3.2 La mappatura pre- ne. 6.4 Le leve del
028 Calcio nazionale. tanza di modelli stra- scelta. 3.4 Criteri ana- marketing nello sport.
029 Società e squadre. nieri e l’elaborazione litici per una lettura Sport come veicolo
030 Calcio a 5 di una realtà sportiva dei quattro raggrup- pubblicitario di altre
nazionale (1861- pamenti strategici. 3.5 imprese. Il merchan-
1900). La fase delle Lo sport come attività dising. 6.5 Il ruolo ed
dispute ideologiche e di specializzazione. il significato
dell’affermazione 3.6 Lo sport come dell’immagine nello
delle autonomie localismo. 3.7 Lo sport. I molteplici
(1900-1915). La fase sport amatoriale. 3.8 destinatari dell’imma-
della piena integrazio- Lo sport ad alta inten- gine. La solidità
ne nella vita istituzio- sità di business. 4. Le dell’immagine.
nale e sociale del principali dinamiche Decalogo. 6.6 Sport e
Paese (1918-1940). Il in atto nello sport. 4.1 comunicazione.
periodo della ripresa: Dinamiche di aggior- Decalogo. 7. La strate-
lo sport italiano namento tipiche di gia economico-finan-
diventa di massa tutti i segmenti. ziaria dello sport. 7.1
(1945-1975). Il grande 4.2Dinamiche di cam- Alcuni concetti intro-

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IL PALLONE NEI LIBRI

duttivi. 7.2 La strategia econo- zione. I problemi ed i rischi in L’imprenditorialità di struttu-


mico-finanziaria a livello delle fase di selezione. I criteri per ra. 9.3 Il gusto della tradizio-
grandi istituzioni. Il CONI. La educare i giovani atleti. Come ne: il manager conser vatore.
strategia economico-finanzia- formare i formatori. Il proble- Caratteristiche gestionali.
ria a livello di federazione ma dei costi di formazione. La Suggerimenti strategico-
sportiva. Gli organismi sportivi fase dell’apprendimento: il gestionali. 9.4 Il fascino delle
internazionali. Il ruolo dello lungo cammino verso la pro- nuove frontiere: l’imprendito-
Stato. 7.3 La strategia econo- fessionalità. La gestione re pioneristico. Le diverse
mica dello sport a livello di dell’apice della carriera. La modaliotà di pionerismo e le
società con forte valenza di precarietà della carriera. doti richieste. Suggerimenti
business. Il conto economico. Ve r s o i l b e a u t i f u l l e x i t . 8 . 3 strategico-gestionali. 9.5 Il
Lo stato patrimoniale. Le leve L’organizzazione della società mondo magico del volontaria-
che modificano i criteri di let- sportiva. L’organigramma. Il to: la managerialità della
tura del bilancio nelle società problema della squadra. 8.4 disponibilità. Le caratteristi-
sportive. 7.4 Finanza e sport L’ o r g a n i z z a z i o n e d e l f a t t o che del mercato. Le caratteri-
nelle attività a forte connota- sportivo. 8.5 Le strutture orga- stiche dell’imprenditore. La
zione di business. 7.5 Lo sport nizzative del mondo sportivo. grande rilevanza del fenome-
in Borsa. Le ricadute positive La struttura sportiva a livello no del volontariato.
del fenomeno. Le zone internazionale. La struttura Suggerimenti strategico-fun-
d’ombra che accompagnano le sportiva a livello nazionale. zionali. 9.6 La vitalità
operazioni borsistiche. Chi è 8.6 I grandi interlocutori dell’ampia diffusione:
interessato a comperare e dello sport: il ruolo organizza- l’imprenditorialità di anima-
detenere azioni di società tivo dello Stato. 8.7 I risvolti zione. Caratteristiche gestio-
sportive. L’esperienza trainan- giuridici e fiscali tipici delle nali. Suggerimenti strategico-
te del mercato inglese. Altre società sportive. 8.8 Il ruolo gestionali. 9.7 La fucina dei
esperienze sono in arrivo. 7.6 trainante della tecnologia campioni: l’imprenditorialità
Il valore di una società sporti- nello sport. L’incidenza della di incubazione.
va. I criteri tradizionali. La tecnologia nel campo dello Caratteristiche gestionali.
determinazione del lavoro spettacolo. L’incidenza della Suggerimenti strategico-fun-
attraverso i criteri di gestione tecnologia nel campo dell’ero- z i o n a l i . 9 . 8 L’ a r r i c c h i m e n t o
aziendale. Le leve empiriche g a z i o n e d e l s e r v i z i o . L’ i n c i - del tessuto agonistico:
ed emotive. 7.7 La gestione denza della tecnologia nella l’imprenditorialità a sfondo
economico-finanziaria delle gestione dei rapporti tra tecni- sociale. Caratteristiche gestio-
semplici società sportive. Il ci e atleti. 9. Le professiona- nali. Suggerimenti strategico-
contenuto tipico del rendicon- lità richieste alla gestione gestionali. 9.9 L’arte di pilota-
to di una associazione sporti- sportiva. 9.1 L’individuazione re un evento: la competenza
va. Qualche riflessione a mar- delle tipologie di imprendito- di project management. Parte
gine dei ricavi. Qualche rifles- rialità e managerialità che quinta. Le valenze umane del
sione a margine dei costi. connotano il mondo sportivo. fenomeno sportivo. 10.2 Dalla
Parte quarta. Le dimensioni Le relazioni dinamiche tra i cultura del doping alla prati-
strutturali dello sport. 8. quattro segmenti: le manage- ca. La crescita esasperata della
L’organizzazione sprtiva: atle- rialità e le imprenditorialità di tensione competitiva. L’invito:
ti, interlocutori sociali e tec- transizione. Uno schema di farmaci sempre nuovi, più effi-
nologia. 8.1 La attitudini di riferimento. 9.2 Alcune forme caci e in grado di sfuggire ai
fondo nel mondo atletico. Le di managerialità già note. La controlli. La mancanza di
capacità individuali. Le leve gestione della partecipazione. freni inibitori. 10.3 Le molte-
relazionali. 8.2 Il ciclo di vita La gestione della focalizzazio- plici segmentazioni dei pro-
dell’atleta. La crucialità degli ne. La managerialità di arbi- dotto medici. 10.4 La mappa
inizi: il difficile passaggio traggio e di risorse. La mana- completa degli attori. 10.5
attraverso il filtro della sele- gerialità di riorientamento. Ve r s o u n a v a l u t a z i o n e c o m -

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plessa. Qualche via d’uscita. Si assisteva ad una divisione La pubblicazione entra nella col-
10.6 La rilevanza culturale e tra coloro che, pur ricono- lana “I libri della Fondazione
formativa del concetto sporti- scendo l’importanza della M u s e o d e l C a l c i o ” a l p re z z o d i
vo. Le nuove piste da seguire. componente forza, ne con- 66.000 lire.
10.7 Sport: valenze etiche e testavano le metodiche di alle-
sensibilità al sociale. namento, e altri che sposava- Lamberto Gherpelli, “UN
Conclusioni. Postfazione di no interamente l’idea CALCIO ALLE STELLE”,
paolo Piantoni. Nota biblio- di dover allenare quanti- Koala Libri, Torrile (Parma),
grafica. tativamente e qualitativamente 2000, pagine 283.
Classificazione: 011,08. con le stesse metodiche degli
sport individuali. Il dibattito Un libro nuovo e diverso,
Riccardo Proietti, “FORZA E rimaneva centrato sulla neces-
V E L O C I TA ’ N E L C A L C I O - sità e sull’utilità dell’allena-
Metodiche di potenziamento mento della componente
m u s c o l a re ” , E d i z i o n i N u o v a strutturale del muscolo
P rh o m o s , C i t t à d i C a s t e l l o , e del sistema neuromusco-
1997, pagine 191. lare.
Gli anni hanno attenuato que-
sta dicotomia spingendo con
decisione sul cosa fare e su
quando farlo, cioè sulla piani-
ficazione e sulla metodologia
dell’allenamento: D’altra
parte, le prestazioni del calcia-
tore sono diverse da quelle di
sportivi con prevalente impe-
gno esplosivo.
In quest’ottica l’autore, nel
video che accompagna le indi-
cazioni scritte, propone una
serie di metodiche
allenanti, accompagnate da un destinato, come tutte le
esame dei mezzi conosciuti novità, a suscitare interesse o
precisando sia l’esecuzione scetticismo. L’autore, ex cal-
che le strategie applicative e ciatore, articolista del Guerin
fornendo per ciascuno precise Sportivo, ha abbinato passione
modalità esecutive e interpre- e cultura calcistica allo studio
tative . dell’astrologia su base scienti-
Uno degli argomenti più Il lavoro presenta una buona fica, sfociati, dopo ben quindi-
dibattuti negli ultimi anni nel ricchezza bibliografica che ci anni di ricerca, in questo
mondo del pallone riguarda indica come l’autore (inse- lavoro dove la conoscenza
l’importanza della forza. Da gnante di educazione fisica, astrologica viene utilizzata per
una grande indifferenza per preparatore atletico istruttore tracciare la personalità di cal-
questa qualità condizionale (si di calcio) abbia avuto cura di ciatori e allenatori che hanno
riteneva il calcio solo resisten- documentarsi,. studiare, ricer- fatto la storia del calcio.
za) si è passati ad una ossessi- care. Un testo destinato La prima parte è dedicata alle
va localizzazione sulla prima- anche a servire come sussidio dodici descrizioni caratterolo-
ria importanza della compo- e stimolo ad un dibattito di un giche, integrando all’interno
nente forza nella sua accezio- argomento ben lungi dall’esse- di queste ”tipologie” dieci
ne di forza esplosiva e veloce. re risolto. riferimenti fondamentali: i

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pianeti. Si può così avere di lana “I libri della Fondazione Francesco Va l i t u t t i .


ogni calciatore e allenatore un M u s e o d e l C a l c i o ” a l p re z z o d i Produzione Società Stampa
profilo caratteriale “significa- 30.000 lire. Sportiva.
tivo”, conoscendo la data. La pubblicazione entra nella col-
l’ora e il luogo di nascita. lana “I libri della Fondazione
Sono state prese in esame le “POTENZIAMENTO MUSCO- Museo del Calcio”-al l?rezzo di
dodici tipologie astrologiche LARE - 92 esercizi con bilan- 75.000 lire.
ruolo per ruolo, ma l’autore ceri, manubri e macchine”.
ha la premura di avvertire che Società Stampe Sportive, Roma Nicola Pica, “UN GIOCO E
i suoi commenti e giudizi Il lavoro, composto da due VIA - 120 originali e divertenti
derivano da valutazioni esercitazioni per la scuola cal-
statistiche e non da predizioni cio”, Edizioni Nuova Prhomos,
sul futuro di tal atleta o di tale Città di Castello, 1998, pagine
squadra. La seconda parte de 252.
libro è rivolta all’analisi delle
formazioni che sono state pro- L’ a u t o r e c o n f e s s a u n ’ u m i l t à
tagoniste della storia del cal-
c i o . L’ e s a m e p a r t e d a l l a
Juventus degli anni ‘30 e delle
nazionali azzurre campioni
del mondo nel ‘34 e nel ‘38,
per arrivare alle squadre ita-
liane e di rilevanza internazio-
nale affermatesi negli anni ‘80
e ‘90.
Nell’ultima parte della ricerca
sono analizzati gli allenatori.
La predisposizione a guidare
la squadra e le indicazioni
zodiacali su come migliorare il
rapporto con lo spogliatoio video e un libro, è stato svilup-
sono gli argomenti trattati, pato nel Centro olimpico
seppur sommariamente. FILPJK di Ostia, uno dei più
L’autore tiene a sottolineare grandi e attrezzati impianti
che nel suo lavoro non sono nel suo genere a livello mon-
contenute previsioni sui futuri diale .
vincitori dello scudetto, né 1 92 esercizi costituiscono un
tantomeno sulle fortune o programma di lavoro comple- molto costruttiva, premessa
disgrazie dei giocatori. Il suo to, graduale e di immediata preziosa anche perché apre il
obiettivo è quello di verificare applicazione sia per uomini, campo alla chiarezza. “I gio-
e dimostrare attraverso l’anali- sia per donne. E’ rivolto a chi presentati, scrive
si d 5000 calciatori (professio- tutti coloro che sono interes- nell’Introduzione, possono
nisti e dilettanti), 200 allena- sati a conseguire un potenzia- essere considerati l’uovo di
tori e circa 300 compagini, mento muscolare da applicare Colombo: nulla di creato.
che l’astrologia (intesa come alle diverse discipline sportive Infatti sono giochi del tipo
antica disciplina di lettura psi- e al fitness. Il progetto è di “gatto e topo”, “ruba bandie-
cologica) può essere di sup- Andrea Umili, realizzato in ra”, “palla avvelenata”, palla
porto anche al mondo del cal- collaborazione con la prigioniera”, “il cacciatore”,
cio. Federazione italiana lotta, “staffette” eccetera, che i bam-
La pubblicazione entra nella col- pesi, judo e karate. Regia di bini di tutto il mondo cono-

46
CENTRO STUDI E RICERCHE
IL PALLONE NEI LIBRI

scono, ma che qui sono stati M u s e o d e l C a l c i o ” a l p re z z o d i inquadrare le varie sue proble-


rivisitati in chiave di esercita- 36.000 lire. matiche. Il lavoro, pur ricono-
zioni di tecnica calcistica”. scendo un’importanza prima-
Da scongiurare - è sempre Floriano Marziali, Vincenzo ria agli aspetti riguardanti la
l’autore a sottolinearlo - una Mora, “LA DIDATTICA DEL fase difensiva, non trascura le
loro applicazione alla lettera. GIOCO A ZONA MODULO 4- problematiche legate al pos-
Ogni istruttore può coordina- 4-2 - Diagonali difensive - sesso di palla che sono ,essen-
re il gioco con le esercitazioni Schemi d’attacco”, Edizioni zialmente, incentrate sull’arti-
relative all’obiettivo dell’unità Nuova Prhomos, Città di colazione di manovre offensi-
di allenamento che sta attuan- Castello, 1995, pagine 214. ve logiche e organizzate, espo-
do, coerentemente al grado di ste sotto forma di schemi .
abilità raggiunto dai propri Uno degli intenti di questa
allievi, impostando, ove neces- proposta è quello di favorire,
sario, un lavoro differenziato attraverso la ripetizione di
e individualizzato. determinati movimenti,
Ta n t e l e a b i l i t à r i c h i e s t e , e l’acquisizione di una menta-
quindi da allenare, nell’eserci- lità collaborativa, indispensa-
zio del gioco: destrezza, coor- bile nel gioco moderno. Gli
dinazioni dinamiche generali, autori non tralasciano comun-
oculo-segmentarie, educazio- que di mettere nei grafici
ne alla forza, alla mobilità, tutte quelle tappe motorie e
all’equilibrio statico e dinami- tattiche normalmente propo-
co, all’orientamento, al ritmo, ste da ogni allenatore ai pro-
percezione temporale e del pri giocatori, senza dimentica-
proprio corpo.Da rispettare, re di lasciarli liberi di inter-
in materia di abilità tecnica, il pretare in modo personalizza-
principio della gradualità, sia to lo schema elaborato. Il
per un valido sviluppo delle libro non è e non vuole essere
abilità, sia per ottenere la par- un manuale del gioco a zona.
tecipazione viva dei ragazzi al E’ stato invece pensato come
guioco: se la temperatura strumento per chi si appresta
emozionale cala si prospetta- Gli aspetti teorici del gioco a a istruire una squadra secondo
no circostanze inquiete e, tal- zona sono oggetto di continui i conseguenti canoni e come
volta, si arriva all’abbandono. approfondimenti e confronti, sussidio per chi, avendo già
Nell’esercizo del gioco è dove- come è da registrare un ampio esperienze di zona, intende
roso apprezzare l’allievo per sviluppo da parte di vari auto- (sarebbe davvero auspicabile)
quello che sa fare. Alberto ri dei sistemi di gioco e confrontare le sue idee con
Manzi (ma ci sono tante altre dell’evoluzione dei ruoli al quelle degli autori.1 contenuti
citazioni) dice: “L’alunno fa loro interno. Questo testo presentati sono frutto della
quel che può, quel che non nasce dalla constatazione che sperimentazione e dell’inter-
può non fà”. meno trattati sono invece gli pretazione personale di
Tu t t a v i a , n o n c o m m e t t i a m o aspetti didattici dell’insegna- Marziali e Mora, derivate dal
l’errore - raccomanda Nicola mento ed ha un carattere pret- confronto delle reciproche
Pica - di considerare il gioco tamente pratico con conse- esperienze e conoscenze in
come un frivolo ritocco dove guente accentuazione qualità di tecnici e educatori.
tutto è facile, ma adottiamolo dell’esposizione grafica rispet-
come vero e proprio esercizio to a quella teorica. Le nozioni,
da ben collegare nell’unità di i principi, i concetti basilari La pubblicazione entra nella col-
allenamento. per affrontare un tale argo- lana “I libri della Fond,azione
La pubblicazione entra nella col- mento sono trattati in maniera M u s e o d e l C a l c i o ” a l p re z z o d ì
lana “I libri della Fondazione sintetica, ma sufficiente per 36.000 lire.

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FONDAZIONE
«MUSEO DEL CALCIO»

FONDAZIONE «MUSEO DEL CALCIO CENTRO


DI DOCUMENTAZIONE STORICA
E CULTURALE DEL GIUOCO DEL CALCIO»
La Fondazione “MUSEO DEL CALCIO CENTRO DI DOCUMENTAZIONE STORICA E CULTURALE DEL GIUOCO DEL CAL-
CIO" ha come suo obbiettivo istituzionale la diffusione della cultura calcistica nelle sue varie forme. Una di queste consiste nella presen-
tazione ed offerta di pubblicazioni inerenti il fenomeno calcistico nel suo complesso. A tale scopo offriamo un elenco di opere il cui facilita-
to acquisto può avvenire tramite versamento su conto corrente postale n°11807500 Intestato a "Fondazione Museo del Calcio"
Viale Aldo Palazzeschi, n.20 - 50135 Firenze, oppure in contrassegno – Tel. 055/600526 – Fax 055/6193190.
F. Accame M. Bonfanti, A. Pereni A. Calligaris, A. Del Freo D. D. Donskoj, V. M. Zatziorskij
L’ANALISI DELLA PARTITA DI CALCIO IL GIOCO DEL CALCIO: PREPARAZIONE FISICO-TECNICA BIOMECCANICA
£.15.000 100 ESERCITAZIONI PER GIOVANI DEL CALCIATORE ATTRAVERSO £. 35.000
F. Accame CALCIATORI 500 ESERCIZI CON IL PALLONE
£.22.000 £30.000 S. D’Ottavio
LA ZONA NEL CALCIO LA PRESTAZIONE DEL GIOVANE
£.12.000 M. Bonfanti, A. Pereni P. Cambone CALCIATORE
CALCIO PALLA INATTIVA LO STRETCHING NELLA PREPARA- £.28.000
F. Accame £30.000 ZIONE FISICA DEL CALCIATORE
PRIMA DEL RISULTATO £.22.000 S. D’Ottavio
£.12.000 M. Bonfanti, M. Ghizzo INSEGNARE IL CALCIO
IL FUTURO È CALCIO P. Cambone £.20.000
F. Accame STRETCHING
LA SINTASSI DEL CALCIO £.12.000 V. I. Dubrovskj
£. 16.000
£.12.000 L. Bonizzoni MASSAGGIO, MANTENIMENTO
IL GIOCO A ZONA F. e F. Cannavacciuolo E RICOSTRUZIONE
F.Accame PREPARAZIONE FISICA
PRATICA DEL LINGUAGGIO £.18.000 DELLE CAPACITÀ DI PRESTAZIONE
DEL CALCIATORE £.30.000
£. 30.000 L. Bonizzoni £.28.000
A. Aledda DRIBBLING F. Facchini
£. 12.000 F. e F. Cannavacciuolo IL TRAINING AUTOGENO
I CATTOLICI E LA RINASCITA LA FORZA NEL CALCIO
DELLO SPORT ITALIANO £.16.000
L. Bonizzoni £. 25.000
£. 23.000 PENALTY F. Facchini
£.12.000 F. Casali LA PSICOLOGIA DEL CALCIATORE
B. Anderson L'ADDESTRAMENTO DEI GIOVANI
STRETCHING £.16.000
L. Bonizzoni PORTIERI
£. 23.000 PRESSING £. 40.000 con video cassetta J. Ferrandez
£.12.000 ALLENAMENTO
A. Antonucci E. Cecchini DELLA RESISTENZA NEL CALCIO
ANTONELAST IL PROCESSO DELLA FORMAZIONE £.28.000
£. 50.000 L. Bonizzoni, G. Leali
IL PORTIERE TATTICA
£. 18.000 J. Fleischmann - R. Linc.
A. Antonucci, Materazzi £.16.000 ANATOMIA UMANA APPLICATA
DIARIO AGENDA DELL'ALLENATORE E. Ciammaroni ALL’EDUCAZIONE FISICA
DI CALCIO MODERNO L. Bonizzoni G. Leali
I DIFENSORI LA KINESITERAPIA DELLE ALGIE E ALLO SPORT
£. 25.000 VERTEBRALI £. 90.000
£. 12.000
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CALCIO: ALIMENTAZIONE L. Bonizzoni, G. Leali E. Ciammaroni 1010 ESERCIZI DI DIFESA NEL CALCIO
E INTEGRAZIONE I CENTROCAMPISTI LA KINESITERAPIA NELLE CARENZE £. 30.000
£. 30.000 £.12.000 TORACO-ADDOMINO-RESPIRATORIE
£.24.000 G. Fortunio, C. Moretti
E. Arcelli, F. Ferretti L. Bonizzoni, G. Leali ELEMENTI DI ENDOCRINOLOGIA
CALCIO: PREPARAZIONE ATLETICA LE PUNTE G. Cometti APPLICATA ALLO SPORT
8. 25.000 £.12.000 LA PLIOMETRIA £.25.000
J. Bangsbo C. Bosco £.25.000
L. Giannelli
FISIOLOGIA DEL CALCIO VALUTAZIONE DELLA FORZA G. Cometti CENTO ANNI DEL CAMPIONATO
£. 45.000 CON IL TEST DI BOSCO CALCIO E POTENZIAMENTO DI CALCIO
£.24.000 MUSCOLARE £. 45.000
J. Bangsbo
LA PREPARAZIONE FISICA NEL CALCIO C. Bosco £.35.000 Gori - Tanga
£. 45.000 ASPETTI FISIOLOGICI N.Comucci, G.Leali IL CORPO E L'AZIONE MOTORIA
L. Bani DELLA PREPARAZIONE FISICA ALLENAMENTO DI CONDIZIONE £. 45.000
SPORT PER TUTTI & LEGISLAZIO- DEL CALCIATORE PER IL CALCIATORE
£.22.000 Gori - Tanga
NE REGIONALE £. 20.000 L'APPRENDIMENTO MOTORIO
£. 22.000 C. Bosco V. Corraro, M. Lussu, P.G.Palmesino, TRA MENTE E CERVELLO
LA FORZA MUSCOLARE V. Prunelli, P. Ricci, A. Ristorto £. 35.000
P. Bellotti, A. Donati £.40.000 QUADERNO DI CAMPO PROPOSTA
L’ORGANIZZAZIONE M. Grimaldi
PER UN PERCORSO DI RICERCA STORIA DEL CALCIO IN ITALIA
DELL’ALLENAMENTO SPORTIVO C. Bosco, P. Luhtanen £. 30.000
£ 25.000 FISIOLOGIA E BIOMECCANICA £. 20.000
APPLICATA AL CALCIO M. Cosmai J. A. Gurevic
S. Beraldo, C. Polletti £.22.000 INTERVENTO PSICOLOGICO
IL LIBRO DELLA PREPARAZIONE FISICA 1.500 ESERCIZI
E PSICOTERAPEUTICO NELLO SPORT PER LA STRUTTURAZIONE
£. 25.000 C. Bosco, A. Viru £.25.000
BIOLOGIA DELL’ALLENAMENTO DELL’ ALLENAMENTO IN CIRCUITO
N.A. Bernestein A. D'Aprile £. 25.000
FISIOLOGIA DEL MOVIMENTO £. 30.000
TENNIS OK E. Hahn
£.35.000 L. Busquet £. 35.000 L’ALLENAMENTO INFANTILE.
Blazquez, D. Sanchez LA PUBALGIA PROBLEMI, TEORIA
£.60.000 A. Del Freo
AVVIAMENTO AGLI SPORT DI TECNICA VELOCITÀ E RITMO DELL’ALLENAMENTO, PRATICA
SQUADRA M. Cabrini NEL GIOCO DEL CALCIO £. 20.000
£. 22.000 PSICOLOGIA NEL CALCIO £. 30.000 D. E. Harre
M. Bonfanti, M. Ghizzo £. 30.000 TEORIA DELL’ALLENAMENTO
A. Di Musciano, S. Roticiani S. Testa
I GIOVANI E IL CALCIO M. Cabrini PROGRAMMA DI UN ANNO £.35.000
£.16.000 GIOCARE CON LA TESTA PER L’AVVIAMENTO AL CALCIO C. Herveou, L. Messean
M. Bonfanti, G. Leali, A. Pereni £. 30.000 £.20.000 TECNICA DI RIEDUCAZIONE
ILGIOCO DEL CALCIO ESERCITA- A. Calligaris A. Donati PROPRIOCETTIVA
ZIONI ADDESTRATIVE LE SCIENZE DELL’ALLENAMENTO LA VALUTAZIONE NELL’AVVIAMENTO £.35.000
2 WHS e libro £. 28.000 ALLO SPORT (+ VIDEO CASSETTA
VHS REALIZZATA DALLA SCUOLA A. Hotz
£.75.000. A. Calligaris L’APPRENDIMENTO QUALITATIVO
ELEMENTI DI PRONTO SOCCORSO DELLO SPORT)
£.50.000 DEI MOVIMENTI
£. 18.000 £. 28.000

48
FONDAZIONE
«MUSEO DEL CALCIO»
S. D. Kacialin PESISTICA E PERFORMANCE SPORTIVA CALCIO: IL MANUALE TENC. DEI GIOCHI SPORTIVI
LA TATTICA DEL CALCIO £. 23.000 E TATT. DELL’ALLENATORE £.20.000
£.15.000 S. Mazzali £. 30.000
M. Kamber LO SPOGLIATOIO F. Tribastone
IL DOPING NELLO SPORT W. Perosino COMPENDIO DI GINNASTICA
£. 22.000 IL LIBRO AZZURRO CORRETTIVA
£. 18.000 £. 28.000
S. Mazzali, A. Nuccorini £. 50.000
K. P. Knebel, B. Herbeck, S. Hamsen IL CALCIO a 5 P. Pierangeli, G.Testa
LA GINNASTICA FUNZIONALE S. L. Ulisse
£. 27.000 SOCIOLOGIA DELLO SPORT IL POTENZIAMENTO MUSCOLARE
NELLA PREPARAZIONE K. Meinel APPLICATA AL CALCIO
DEL CALCIATORE CON GLI ELASTICI
£.28.000 TEORIA DEL MOVIMENTO £ 15.000 £. 22.000
£.40.000 E. Pignatti
B. Kos A. Umili
1200 ESERCIZI DI GINNASTICA F. Meloni FORZA E VELOCITÀ POTENZIAMENTO MUSCOLARE
£.20.000 GINNASTICA ENERGETICA £.22.000 PER GIOVANISSIMI (11-13 ANNI)
£. 18.000 A. Pintus £.30.000
A. Lamberti G. Menegali
ASSOCIAZIONISMO SPORTIVO RITORNO ALL’ATTIVITÀ F.Valitutti
L’ARBITRO DI CALCIO AGONISTICA DEL CALCIATORE TRA SESSO E SPORT
£.16.000 £. 16.000 DOPO RICOSTRUZIONE DEL l.c.a. £.24.000
G. Leali £. 45.000
CALCIO TECNICA E TATTICA P. P. Mennea, M. Olivieri F.Valitutti
£.25.000 DIRITTO E ORDINAMENTO V. Platonov IN VIAGGIO PER UN AMICO
ISTITUZIONALE SPORTIVO L'ALLENAMENTO SPORTIVO (Gaetano Scirea)
G. Leali L. 25.000 £. 20.000
ESERCIZI PER L’ALLENAMENTO TEORIA E METODOLOGIA
MUSCOLARE P. Mennea, F. Valitutti £. 40.000 S. Vatta
£.20.000 MENNEA LA GRANDE CORSA S. Rufino LA TECNICA DEL CALCIO
£.20.000 L’EDUCAZIONE MOTORIA NELLA E LE CAPACITÀ COORDINATIVE
G.Leali, M. Risaliti £. 90.000 con video cassetta
IL CALCIO AL FEMMINILE E. Molinas, I. Argiolas SCUOLA ELEMENTARE
£. 20.000 L’INSEGNAMENTO DELLE ABILITÀ £. 20.000
TECNICHE DEL GIOCO DEL CALCIO L. Vecchiet.
M. Manganini, G. Russo £.24.000 G. Rusca MANUALE DI MED. DELLO SPORT
LA RIEDUCAZIONE FUNZIONALE CALCIO COME ALLENARE APPL. AL CALCIO
NELL'INTERVENTO DEL LCA M. Mondoni I PRIMI CALCI E I PULCINI £. 30.000
£. 45.000 DAL MINIBASKET ALL’AVVIAMENTO £. 31.000
AL BASKET (6-14 anni) P. Veneziani
M. Mangano £. 18.000 S.S.S. - F.M.C. LA PSICOMOTRICITÀ FUNZIONALE
ESERCIZI ADDOMINALI ANNUARIO DEGLI ALLENATORI APPLICATA AL GIOCO DEL CALCIO
£. 18.000 C.M. Norris DI CALCIO
FLESSIBILITÀ £. 22.000
R. Manno £. 25.000
£. 22.000 J. V. Verchosanskij
L’ALLENAMENTO ALLA FORZA S.S.S. - F.M.C. LA PROGRAMMAZIONE
£.22.000 L. Orsatti ANNUARIO DEGLI ALLENATORI E L’ORGANIZZAZIONE
A. Manoni, C. Filippi SPORT CON DISABILI MENTALI DI CALCIO 3ª CAT. 2 volumi NEL PROCESSO DI ALLENAMENTO
PRESTAZIONI TECNICO TATTICHE £. 28.000 £.55.000 £.25.000
DEI PIU GRANDI PORTIERI DEL MONDO V. P. Oserov F. Santoro Y. Verkhoshansky
£.20.000 SVILUPPO PSICOMOTORIO ABOLIZIONE DEL VINCOLO SPORTIVO FORZA ESPLOSIVA
Mariucci DEGLI ATLETI £.10.000 £. 27.000
NUOVE SCHEDE PER L'ALLENATORE £.20.000
E. Sasso, A. Sormani H. Wein
E SUPER LAVAGNA TATTICA Palladino - L. Gradauer IL CENTRAVANTI PROGRAMMI VINCENTI NEL CALCIO
£. 70.000 IMPARARE LA PALLAVOLO GIOCANDO £. 13.000 £. 20.000
D. Martin, K.Carl, Lehnertz £. 22.000
M. Seno, C. Bourrel H. Wein
MANUALE DI TEORIA G. Palmisciano ALLENARE I DILETTANTI IMPARARE IL CALCIO
DELL’ALLENAMENTO 500 ESERCIZI PER L’EQUILIBRIO £. 30.000 £.26.000
£. 35.000 £. 22.000
P. Sotgiu, F. Pellegrini J. Weineck
G. Martone G. Palmisciano ATTIVITÀ MOTORIA
PROGRAMMA DI FORMAZIONE 500 ESERCIZI PER LA COORDINAZIONE LA PREPARAZIONE FISICA
E PROCESSO EDUCATIVO OTTIMALE DEL CALCIATORE
PER IL GIOVANE PORTIERE DI CALCIO OCULO-MANUALE £.25.000
£.18.000 £. 23.000 £. 70.000
S. Mazzali P. Palombini Ph. E. Souchard Mario Bonfanti e coll.
LA ZONA NEL CALCIO TECNICA PRATICA DI SHIATSU LO STRETCHING GLOBALE ATTIVO IL CALCIO IN CD-ROM
£.20.000 £.25.000 £. 62.000 £ 66.000
P. Papini, E. Quintavalle, L. Ugolini V. M. Subik, J. Levin
S. Mazzali, A. Bacconi PORTIERE DI CALCIO Andrea Galluzzo
LA PREPARAZIONE FISICA IMMUNOLOGIA E SPORT
LA PREPARAZIONE POLIVALENTE £.30.000 IL FIORENTINO
DEL CALCIATORE £. 24.000 £. 25.000
£. 25.000 A. Pereni, M. Di Cesare L. Teodorescu
S. Mazzali TEORIA E METODOLOGIA

Da compilare e spedire a «FONDAZIONE MUSEO DEL CALCIO» Viale Aldo Palazzeschi, 20 - 50135 FIRENZE

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INDIRIZZO .................................................................. CAP..................... Città............................ PROV.........
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intestato a «Fondazione Museo del Calcio»
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V.le Aldo Palazzeschi,20 - 50135 FIRENZE FIRMA .
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per la spedizione. Ogni ulteriore libro comporta
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