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Rilevazione, registrazione e valutazione

dell’acutezza visiva

a cura di
Silvio Maffioletti e Letizia Ruggeri

Anno Accademico 2003-2004


Corso di Laurea in Ottica e Optometria
Università degli Studi di Milano Bicocca
Indice

Introduzione: pag. 3

L’acutezza visiva: pag. 5

L’uso dei metodi di misura psicofisici: pag. 15

La rilevazione dell’acuità visiva: pag. 24

La verifica delle dimensioni degli ottotipi: pag. 27

Bibliografia: pag. 31

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Introduzione nel caso dell'AV) per essere
accurato e attendibile.
Quando l'ottico-optometrista esegue Anche l'ottotipo scelto e adottato è
una sequenza di test per la una variabile importante, perché
valutazione del sistema visivo di una utilizzare un tipo di simbolo oppure
persona, si può essere certi che tra un determinato supporto di
essi c'è la rilevazione dell’acutezza presentazione delle mire induce la
visiva (AV). Generalmente egli rilevazione di dati differenti.
utilizza mire ad alto contrasto che In genere l'ottico-optometrista si
possono essere proposte in vario ferma al raggiungimento dell'AV di
modo: a stampa su carta e 10/10, ritenuto per consuetudine un
illuminazione riflessa, a stampa su valore adeguato. E’ una scelta
materiale traslucido con discutibile, essendo il potere
retroilluminazione, a proiezione per risolutivo dell’occhio umano
mezzo di supporti trasparenti, nell’ordine di 30 minuti secondi del
attraverso schermi video. sistema sessagesimale ed essendo
Il test dell'acutezza visiva è, in modo di conseguenza l'AV teoricamente
incontestabile, uno dei test che raggiungibile pari a 20/10 e quindi
meglio definiscono la competenza assai più elevata (in realtà, nelle
professionale e il ruolo sociale abituali condizioni cliniche, l'AV di
dell'ottico-optometrista presso il un occhio umano giovane e privo di
grande pubblico. Eppure spesso patologie arriva a circa 40 secondi
viene descritto ed eseguito in modo d'arco, corrispondenti a un'acuità
sbrigativo, superficiale, acritico, visiva di 17/10).
alludendo implicitamente a una sua
presunta semplicità.
In realtà rilevare, registrare e
valutare correttamente l'acutezza
visiva non è banale nè facile. Il test
dell'AV, che ha talvolta anche
implicazioni giuridico-legali in quanto
permette di valutare l’idoneità di
persone che richiedono particolari
abilitazioni (patente di guida di
autoveicoli, porto d'armi, invalidità
civile...), per essere attendibile e
valido deve essere eseguito
seguendo una metodologia precisa.
Come per qualsiasi altra misura si
voglia rilevare, è infatti inevitabile
dover fare i conti con una certa Due atteggiamenti assai diffusi
quantità di errore; l’adozione di un paiono giustificare l'atteggiamento
preciso metodo è l’unica arma a conservatore di fermarsi ai dieci
disposizione del professionista che decimi. Anzitutto arrivare a leggere i
rileva le misure (l'ottico-optometrista simboli corrispondenti a 10/10
rappresenta, per consuetudine e, un

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motivo di appagamento per molti siano presenti patologie oculari
soggetti esaminati nonché per molti incipienti che stanno provocando un
esaminatori. In secondo luogo la deterioramento dell’acuità visiva e
presentazione di ottotipi è utilizzata che, attraverso un tempestivo invio
molto spesso in funzione della allo specialista, potranno essere
determinazione di un’idonea precocemente riconosciute.
compensazione refrattiva e tale
obiettivo si ritiene possa essere
ottenuto con sufficiente
adeguatezza anche attraverso mire
che sottendono un angolo di
risoluzione maggiore del valore di
soglia.

E' invece importante, almeno per


due motivi, misurare l’acutezza
visiva spingendosi fino al massimo
valore raggiungibile. In primo luogo
perchè clinicamente ciò fornisce
indicazioni più ricche e complete,
assai utili all'ottico-optometrista nel
proseguo dell’esame refrattivo per
consentirgli di individuare una
compensazione più raffinata di
quella che permette al soggetto
esaminato di raggiungere 'soltanto' i
dieci decimi. In secondo luogo in
quanto valutare il visus oltre i 10/10
può più facilmente permettere di
scoprire lievi diminuzioni di AV e, in
alcuni casi, indurre il sospetto che

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L'acutezza visiva

di Silvio Maffioletti

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L'acutezza visiva è normalmente quando viene espresso un valore di
utilizzata per valutare la condizione contrasto.
rifrattiva della persona esaminata Nella prima formula il contrasto è
anche se, in realtà, l'acutezza visiva determinato rapportando la
che un soggetto possiede non è differenza di luminanza tra due aree
soltanto conseguente all'apparato con la loro somma:
diottrico dell'occhio ma è anche
correlata alle condizioni della retina, C = Lmax - Lmin / Lmax + Lmin
delle vie ottiche e del sistema
nervoso centrale. Il contrasto così misurato viene
Un oggetto può essere percepito definito con il termine di 'contrasto di
soltanto se le sue dimensioni sono Michelson' o di modulazione.
sufficientemente grandi e il suo Nella seconda formula il contrasto è
contrasto con lo sfondo supera un calcolato rapportando la differenza
valore tale da permettergli di essere tra le luminanze di carattere e
rilevato. La percezione di un oggetto sfondo con la luminanza dello
sfondo:
Figura 1: Dimensioni e contrasto
della mira (tratta da Pagliaga, 1991) C = Lsfondo - Lcarattere / Lsfondo

Il contrasto così misurato viene


definito con il termine di 'contrasto di
Weber'.
La formula di Weber viene utilizzata
per quantificare il contrasto di un
carattere di stampa su foglio bianco
o comunque di un oggetto più scuro
su sfondo più chiaro, mentre la
diventa impossibile quando le formula di Michelson viene usata
dimensioni o il contrasto si riducono per definire il contrasto dei reticoli,
al di sotto di un valore soglia specie quelli generati su schermi
[Pagliaga, 1991]. televisivi.
Il valore C, essendo un rapporto tra
luminanze, è un numero puro ed è
Contrasto fotometrico o fisico sempre inferiore a 1, per cui viene
usualmente indicato in percentuale
La differenza di luminanza esistente moltiplicando per 100 il valore
tra due superfici contigue (per ottenuto (Bertinelli, 2003).
esempio tra un oggetto e ciò che lo
circonda) viene definita contrasto
fotometrico o fisico. Sensibilità al contrasto
Il contrasto (C) può essere
determinato attraverso due diverse La soglia luminosa differenziale è la
formule, che forniscono risultati minima differenza di luminanza che
differenti e vanno quindi specificate

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può essere percepita da un distanza tra l’osservatore e l’oggetto
soggetto. osservato.
La sensibilità al contrasto (S.C.) è Esistono diversi tipi di acutezza
rappresentata dall’inverso del visiva:
contrasto minimo che è necessario  Acutezza di visibilità, o
minimo visibile, nella quale si
tratta di accertare o di
escludere la presenza di un
oggetto;
 Acutezza di risoluzione, o
minimo separabile, nella quale
si tratta di percepire i dettagli di
un oggetto;
 Acutezza di localizzazione, o
minimo localizzabile, nella
quale si tratta di valutare la
localizzazione spaziale relativa
a rendere visibile un oggetto; quanto a due oggetti;
più basso è il contrasto minimo  Acutezza di ricognizione, o
necessario a una persona per morfoscopica oppure minimo
percepire un oggetto distinguendolo riconoscibile, nella quale si
dallo sfondo, tanto maggiore è la tratta di riconoscere le
sensibilità al contrasto del soggetto caratteristiche o la forma di un
stesso [Bueno del Remo, oggetto.
Rodriguez, 1992].

Figura 2: Tipi di acuità visiva (tratta


Acutezza visiva da Pagliaga, 1991).
Il termine acutezza visiva (A.V.)
rimanda alla capacità di un occhio di
distinguere dettagli di un oggetto.
L'acutezza visiva rappresenta
l’inverso delle dimensioni angolari
minime che uno stimolo visivo deve
possedere per provocare nel
soggetto esaminato una risposta
che ne segnali la corretta
percezione. Quanto più piccole sono
le dimensioni dello stimolo, tanto più Acutezza di visibilità o minimo
elevata è l’acutezza visiva. visibile
La dimensione dell'immagine che si L'acutezza di visibilità viene
forma sulla retina del soggetto determinata dal più piccolo angolo
esaminato aumenta al crescere visuale che un oggetto deve
della grandezza dell’oggetto, mentre sottendere perché se ne possa
diminuisce all'aumentare della percepire l’esistenza (non è
necessario riconoscerne la forma). Il

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reciproco di quest’angolo visuale, di grado (secondo il sistema
espresso in minuti primi, costituisce sessagesimale di misura degli
l’acutezza di visibilità. angoli). Il reciproco del MAR,
Quando la radiazione luminosa quest'ultimo sempre espresso in
giunge alla retina di un occhio privo
di patologie, è necessario che
almeno un'unità recettiva retinica
venga stimolata da un illuminamento
di intensità differente da quello che
si distribuisce sulla retina circostante
affinché il soggetto possa percepire
l’esistenza di un oggetto su uno minuti primi, rappresenta l’acutezza
sfondo. Tale differenza di visiva di risoluzione o minimo
illuminamento deve anzitutto essere separabile. La distanza angolare
superiore alla soglia di sensibilità al considerata nel calcolo (MAR) deve
contrasto; se infatti tale differenza è essere quella sottesa da un unico
inferiore a questo valore, la punto o linea, non quella sottesa da
presenza dell’oggetto non viene un ciclo composto da una banda
percepita. chiara e una banda scura.
Considerando un punto nero su Essendo l'acuità visiva definita
sfondo chiaro, il valore angolare come il reciproco dell'angolo di
minimo che può essere percepito risoluzione, la relativa formula è:
dall'occhio umano è circa 15 minuti
secondi (1/240 di grado). AV = 1/α'

dove α’ è l'angolo di risoluzione


Acutezza di risoluzione o minimo misurato in minuti primi.
separabile Dalla formula si evince che per
L'acutezza di risoluzione è misurare l'AV bisogna quantificare
rappresentata dall’inverso delle l'angolo di risoluzione. Si tratta di
dimensioni angolari minime che uno
stimolo deve avere per provocare
nel soggetto esaminato una risposta
adeguata che ne segnali la corretta
percezione; quanto più piccole sono
le dimensioni dello stimolo, tanto più
è elevata l’acutezza visiva di
risoluzione.
La più piccola distanza angolare alla
quale due punti o due linee possono
ancora essere percepiti in maniera
distinta viene chiamata 'angolo una misura che può essere ricavata
minimo di risoluzione' (Minimal da una funzione trigonometrica
Angle of Resolution: MAR); per relativa al triangolo rettangolo nel
convenzione il MAR viene espresso quale un cateto esprime la distanza
in minuti primi, cioè in sessantesimi tra l'osservatore e l'ottotipo (BC) e

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un cateto esprime lo spessore del
carattere ottotipico considerato (AB). Anche le scacchiere sono assai
Calcolando la tangente α (AB/BC) si valide per la misura dell'acutezza di
può risalire all'angolo stesso risoluzione. La prova positiva di
attraverso il calcolo trigonometrico, risoluzione della scacchiera viene
ricavando l'arctg del risultato fornita dalla capacità di distinguerla
ottenuto. da una superficie omogenea di pari
Il test più diffuso per la misura luminanza. L'angolo minimo di
dell'acutezza di risoluzione è risoluzione è quello sotteso dal lato
costituito da un reticolo a onde di uno dei quadrati che costituiscono
quadre. La prova positiva della la scacchiera.
'risoluzione' del reticolo viene fornita
attraverso il corretto riconoscimento
dell'orientamento delle barre da Acutezza di localizzazione o minimo
parte del soggetto esaminato. Il suo localizzabile
angolo minimo di risoluzione è L'acutezza di localizzazione è
rappresentato dall'angolo visuale definita dalla più piccola variazione
sotteso da ognuna delle barre del delle relazioni spaziali fra due
reticolo che ha la frequenza spaziale oggetti che può essere riconosciuta
più elevata tra quelli che vengono dal soggetto esaminato.
correttamente percepiti. L'acutezza La più tipica acutezza di
visiva di risoluzione misurata con i localizzazione è l’acutezza di nonio
reticoli viene espressa con il o verniero, che misura la capacità di
reciproco di questo angolo minimo allineare due segmenti (per esempio
di risoluzione. nei calibri di precisione e nei regoli
La frequenza spaziale di un reticolo calcolatori).
è definita dal numero di cicli L'acutezza di localizzazione è
compresi nello spazio sotteso da un elevatissima e consente di percepire
grado. Un ciclo è costituito un disallineamento inferiore a 10
dall'insieme di una banda scura e di minuti secondi (1/360 di grado).
una banda chiara. Conoscendo la Altre acutezze di localizzazione
frequenza spaziale di un reticolo, si valutano la capacità di rilevare il
può ricavare la corrispondente minimo spostamento di un oggetto
acutezza di risoluzione dividendo la rispetto ad un altro oppure il
frequenza spaziale per 30. La parallelismo tra due linee.
frequenza spaziale può altresì Tutte queste acutezze, che sono
essere ricavata moltiplicando AV per molto più elevate di quel che
30. sarebbe desumibile dalla
Indicando con F la frequenza conoscenza delle caratteristiche
spaziale si avrà che il valore: diottriche dell’occhio e delle
dimensioni dei fotorecettori,
AV = 1/α' vengono definite iperacutezze o
α' = 60/2F iperacuità e sfruttano la grande
α' = 30/F capacità del sistema visivo di
AV = F/30 funzionare come un comparatore.

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Sloan...) sono generalmente cinque
Acutezza visiva di ricognizione o volte in larghezza e cinque volte in
morfoscopica oppure minimo altezza superiori al tratto stesso
riconoscibile (5x5). In alcune tavole ottotipiche,
L'acutezza morfoscopica è definita come quella di Bailey-Lovie, le
dalle minime dimensioni angolari lettere sono cinque volte in altezza e
necessarie a consentire il quattro volte in larghezza (5x4) il
riconoscimento delle caratteristiche dettaglio caratteristico.
o della forma di una figura.
L’acutezza visiva morfoscopica è in
relazione a fattori fisici ma anche a Gli ottotipi
funzioni psichiche quali, ad
esempio, la capacità e l'abilità nel Gli stimoli impiegati negli esami
riconoscere determinate forme psicofisici dell’acutezza visiva
(lettere dell’alfabeto, numeri, oggetti, vengono chiamati ottotipi e sono
ecc). raggruppabili entro un ristretto
Non tutte le lettere, a parità di numero di categorie.
grandezza angolare, presentano le
medesime difficoltà. E' quindi Reticoli e scacchiere
opportuno che ogni riga della tavola Sono gli ottotipi più semplici e
ottotipica sia composta da lettere meglio standardizzabili in quanto
che realizzino, complessivamente, sono gli unici in cui l’angolo di
lo stesso grado medio di difficoltà risoluzione, definito dalla distanza
per evitare errori nella valutazione tra le linee, può essere definito con
dell'acuità visiva [Pagliaga, 1991]. la massima accuratezza.
Per convenzione si considera come
dettaglio caratteristico lo spessore Lettere dell'alfabeto
dei tratti che delineano le lettere; le Le lettere maiuscole dell’alfabeto
sono le più diffuse e utilizzate per la

Valutazione, secondo Ronne,


della difficoltà (in ordine
crescente) delle lettere utilizzate
per definire l'AV morfoscopica

L-I-A-U-T-P-Z-F-D
V-O-E-C-N-X-H-K
G-Y-S-R-M-B

loro semplicità d'impiego; le


istruzioni da impartire al soggetto
esaminato si riducono all’invito a
dimensioni complessive degli stimoli leggere le lettere ad alta voce e la
(anelli di Landolt, E orientate, lettere loro verbalizzazione corretta è la

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prova del corretto riconoscimento  E di Albini - E’ dal 1962 la più
dell’ottotipo. usata, ha le tre aste di uguale
Leggere le lettere dell'alfabeto è una lunghezza;
misura dell'acutezza visiva  E di Snellen - E’ la più usata
morfoscopica, che si fonda sul dopo quella di Albini, l’asta
concorso anche di fattori di carattere centrale misura i 4/5 delle
percettivo e cognitivo che sono altre due;
difficilmente classificabili e  E di Pglüger - Ne esistono di
quantificabili e la cui importanza due versioni e sono usate
varia da caso a caso; infatti in quasi esclusivamente in
condizioni di visibilità critica una L è Germania. Il primo tipo ha
certamente più riconoscibile di una l’asta centrale lunga 2/3 delle
G (la cui forma può essere confusa altre; il secondo tipo ha forma
con quella delle lettere O, C, D, Q). rettangolare e l’asta centrale
lunga 3/4 delle altre.
Figure astratte con componente
direzionale Immagini stilizzate
Questi ottotipi sono stati pensati per Per l’esame di bambini d'età
un duplice obiettivo: esaminare inferiore ai 3 anni sono utilizzati
soggetti analfabeti e consentire ottotipi costituiti da figure di oggetti e
un'accurata definizione dell'angolo di animali che i piccoli, in relazione
di risoluzione. Le più diffuse e alla loro età, siano in condizioni di
utilizzate figure astratte con riconoscere.
componente direzionale sono gli
anelli di Landolt e le E di Snellen e
di Albini. Sistemi di espressione dell'acutezza
Negli anelli di Landolt il dettaglio visiva
critico è rappresentato dall’apertura
dell’anello, mentre nelle E è definito Esistono varie modalità di
dallo spessore dei tratti; tali dettagli espressione dell'acutezza visiva,
critici sono abitualmente equiparati che possono essere confrontate e
all’angolo di risoluzione definito dallo verificate. Le varie colonne della
spazio tra le linee nei reticoli e nelle tabella (Rossetti, 2003) riportano:
scacchiere. 1. Scala di Snellen per 20 piedi;
Gli ottotipi con componente 2. Scala di Snellen per 6 metri;
direzionale vengono presentati nelle 3. Scala decimale Monoyer; i
quattro direzioni ortogonali (alto, valori a uso comune sono
basso, destra, sinistra) e al soggetto quelli a numeratore intero;
viene chiesto di riconoscerne 4. Notazione decimale;
l’orientamento. 5. Angolo visivo in minuti primi
Persiste una penalizzante (MAR);
mancanza di uniformità nel definire 6. Angolo visivo in cicli per
le caratteristiche degli ottotipi a grado;
carattere direzionale. Ecco un
elenco di tutti i tipi di E esistenti,
utilizzate spesso confondendole:

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progredire dell’età e la
1 2 3 4 5 6 conseguente minore trasparenza
20/12 6/3,8 16/10 1,6 0,625 48 dei mezzi dell’occhio.
20/16,6 6/5 12/10 1,2 0,83 36 L’acutezza visiva varia in base
20/18 6/5,5 11/10 1,1 0,9 33 all'area retinica interessata; i valori
20/20 6/6 10/10 1,0 1 30 precedentemente riportati si
20/22 6/6,7 9/10 0,9 1,11 27 riferiscono alla visione foveolare
20/25 6/7,5 8/10 0,8 1,25 24 diurna con elevato contrasto. Di
20/28 6/8,6 7/10 0,7 1,43 21 notte l’acutezza visiva diminuisce
20/32 6/10 6/10 0,6 1,66 18 a causa del mancato
20/40 6/12 5/10 0,5 2,0 15 funzionamento dei coni.
20/50 6/15 4/10 0,4 2,5 12 Condizioni rifrattive non
20/66 6/20 3/10 0,3 3,3 9 compensate quali miopia,
20/80 6/24 2,5/10 0,25 4,0 7,5 astigmatismo e ipermetropia
20/100 6/30 2/10 0,2 5,0 6 assoluta determinano una
20/125 6/38 1,58/10 0,158 6,3 4,8 diminuzione di acutezza visiva che
20/160 6/48 1,25/10 0,125 8,0 3,75 è correlata all’entità dell'ametropia.
20/200 6/60 1/10 0,1 10 3
20/300 6/90 1/15 0,066 15 2
20/400 6/120 1/20 0,05 20 1,5 Dimensioni e progressioni
20/800 6/240 1/40 0,025 40 0,75
La progressione con cui sono
presentati gli ottotipi dovrebbe da un
Acutezza visiva decimale lato indurre una variazione
proporzionale tra i vari livelli di
L'acutezza visiva decimale è il acuità visiva e, nello stesso tempo,
valore dell'acutezza visiva espresso risultare pratica dal punto di vista
in decimi. La lettera E della tavola clinico.
ottotipica relativa all'acutezza visiva In Italia la progressione più comune
decimale di 1,0 (dieci decimi) ha tre è quella secondo Monoyer, con
tratti neri con spessore angolare di 1 andamento aritmetico. Il limite
minuto primo cadauno e due tratti superiore è 1 minuto primo ovvero
bianchi di separazione con pari 10/10, quello inferiore è 10' ovvero
spessore; tutta la lettera sottende 1/10. Tra i due limiti ci sono 10
così un angolo di 5 minuti primi. scalini la cui progressione è però
L’acutezza visiva considerata alquanto variabile: nelle acuità
normale è, convenzionalmente, pari ridotte le dimensioni mutano in
a 1,0 (10/10, 6/6 o 20/20). Si modo significativo, mentre nelle
riscontrano valori di acutezza visiva acuità maggiori la variazione tra un
sensibilmente superiori nelle livello e il superiore è sempre
persone giovani, mentre si verifica minore.
una diminuzione dell'AV con il

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L'inconveniente clinico che si progressioni di tipo logaritmico; una
verifica utilizzando la scala decimale tra le più utilizzate è quella che
induce un raddoppiamento della
Scala Dimensione
dimensione dei simboli ogni tre
decimale Notazione in minuti
righe.
Monoyer decimale primi

1/10 0,1 10' Acutezza visiva e lenti a contatto


2/10 0,2 5'
3/10 0,3 3,3' La verifica dell'acutezza visiva con
4/10 0,4 2,5' lenti a contatto applicate non
5/10 0,5 2' dovrebbe limitarsi a una prova con
6/10 0,6 1,66' ottotipi a contrasto elevato (sensibili
7/10 0,7 1,4' allo sfuocamento indotto dalla
8/10 0,8 1,25' condizione rifrattiva) ma andrebbe
9/10 0,9 1,1' estesa a stimoli a basso contrasto
10/10 1,0 1' che sono invece sensibili allo
11/10 1,1 0,91' sfuocamento diffuso prodotto da
12/10 1,2 0,83' depositi, dalla disidrarazione della
lac, dall'edema corneale, dalla non
uniformità del film lacrimale (Milton,
Monoyer è che il passaggio tra 9/10 2000).
e 10/10 ha un valore dimensionale Le lac dure possono manifestare un
molto minore di quello esistente tra i certo grado di flessione quando
primi livelli, come per esempio sono nell'occhio, che è correlato al
quello tra 3/10 e 4/10. materiale della lac, al suo spessore,
Per indurre una progressione più alla pressione esercitata dalla
regolare sono state proposte palpebra superiore; ciò può indurre
un astigmatismo residuo e un calo di
Notazione Scala acuità visiva [Lupelli, 1998].
decimale logaritmica
Figura 3: Terminologia delle lenti a
2 0,5' contatto (tratta da Lupelli, 1998).
1,6 0,625'
1,25 0,8'
1 1'
0,8 1,259'
0,63 1,585'
0,5 1,995'
0,4 2,512'
0,32 3,16'
0,25 3,98'
0,2 5,01'
0,16 6,31' L'applicazione di lac con una
0,125 7,946' dinamica elevata, che pure è
0,1 10' opportuna per favorire un buon

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ricambio lacrimale, rende variabile la
visione penalizzando l'acuità visiva
con lac rispetto all'acuità visiva
raggiunta con occhiali.

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L’uso dei metodi di misura psicofisici

di Letizia Ruggeri

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Caratteristiche dei test abbastanza rigide, così da rendere
l’utilizzo comune tra diversi
Per test si intende una procedura professionisti. Pertanto se si ha la
sistematica attraverso la quale viene possibilità di scegliere tra due test
presentato a una persona un insieme che misurano lo stesso costrutto, è
di stimoli in grado di elicitare preferibile quello che possiede
particolari risposte che sono norme di somministrazione ben
valutabili quantitativamente sulla strutturate.
base di criteri specifici o di definiti L’obiettivo è misurare una certa
standard prestazionali (Petrabissi, variabile, sia essa biometrica o
Santinello, 1997). psicometrica; questo obiettivo deve
Da tale definizione si evince che gli essere perseguito nel migliore dei
elementi che caratterizzano un test modi, al fine di poter ridurre al
come strumento di misura sono i minimo (ma non eliminare) la parte
seguenti: di errore che contraddistingue ogni
• Lo stimolo o più comunemente misura.
degli stimoli Altre due caratteristiche di un test
• La risposta evocata dagli stimoli da considerare sono la validità e
presentati l'affidabilità.
• La valutazione della prestazione La validità è il grado di precisione
relativa al singolo test secondo con cui il test riesce a misurare ciò
criteri standard riferiti a che si propone di misurare
predeterminate performance. (Petrabissi, Santinello, 1997). In
realtà il concetto è molto più ampio
L’importanza di un approccio e articolato e comprende diverse
consapevole all’uso dei test è sottocomponenti specifiche, ognuna
fondamentale: il test dà una delle quali sottende ad un’analisi
valutazione che in alcuni casi è statistica ben precisa per definire la
discriminante e che per essere bontà, ovvero il grado di
valida, cioè affidabile, deve essere significatività, del test stesso.
effettuata secondo le norme L'attendibilità corrisponde alla
standardizzate dettate dal test stabilità e alla coerenza del
stesso. punteggio nel tempo, ottenuto da
L’osservanza delle regole di soggetti in cui non vi siano stati
somministrazione permette di evidenti cambiamenti psicofisici o
ottenere dei risultati standardizzati, ambientali (Ruggeri & coll., 2003).
ovvero determinati con una
procedura precisa, grazie alla quale
i valori ottenuti possono essere I metodi di misura psicofisici
comparati longitudinalmente (nel
tempo), trasversalmente (tra L’acuità visiva di un soggetto può
soggetti), tra diversi esaminatori e essere rilevata facendo uso o di
con campioni di riferimento. metodi oggettivi o di metodi
La prima caratteristica di un test psicofisici.
deve essere quella di possedere Nel primo caso le risposte che
delle norme di applicazione vengono registrate dall’esaminatore

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vengono emesse dal soggetto nella zona di transizione, le sue
indipendentemente dalla sua risposte dipenderanno da vari fattori
“volontà” (nistagmo optocinetico, tra i quali:
direzione preferenziale di sguardo, • Volontà e capacità di usare
potenziali visivi evocati…) mentre scarsi indizi percettivi e di
nel secondo caso le risposte sono costruirsi delle aspettative
consapevoli. • Utilizzo o meno di pregiudizi
Nei metodi psicofisici viene richiesta • Uso di “tecniche a scelta
al soggetto esaminato una risposta forzata” da parte
verbale o gestuale che permetta dell'esaminatore
all’esaminatore di comprendere se
l’ottotipo presentato è stato o meno La soglia del riconoscimento degli
riconosciuto. ottotipi dovrà essere collocata
In base alle dimensioni degli ottotipi proprio nella zona di transizione e,
si possono avere risposte più precisamente (figura 1) al di
psicofisiche differenti da parte dei sopra del 50% dei riconoscimenti
soggetti esaminati. Quando si corretti.
presentano degli ottotipi
sopraliminari, cioè grandi Figura 1: Zone delle tavole
sufficientemente da consentire una ottotipiche (tratta da Paliaga, 1993)
percezione distinta dei target, gli
esaminati forniranno regolarmente
delle risposte corrette.
Quando le dimensioni ottotipiche
risultano essere sottoliminari
avviene che, non essendo possibile
la percezione delle informazioni
minime che consentano il
riconoscimento della forma del
target, i soggetti per lo più
riferiranno di non vedere oppure
risponderanno a caso.
Se la grandezza dell’ottotipo
presentato ha delle dimensioni
intermedie e il soggetto si trova

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Dato che esiste la possibilità che stessa probabilità di riconoscimento
l'esaminato indovini gli ottotipi, è dei diversi ottotipi, le risposte
importante ricavare dalla espresse ogni volta dall’esaminato
percentuale di risposte giuste fornite siano indipendenti da quelle
dal soggetto una stima attendibile precedentemente espresse.
della percentuale di risposte giuste La tabella 1 riporta la percentuale di
dovute all'effettivo riconoscimento riconoscimenti veri in alcune
degli ottotipi e non invece dovute a condizioni cliniche frequenti.
un indovinamento.
Con la “formula di Abbot” è possibile Tabella 1: % dei riconoscimenti veri
calcolare il valore percentuale dei (tratta da Paliaga, 1993)
N° di n° di n° di risposte % di risposte % di
ottotipi presentazioni sbagliate (S) giuste (RG) riconoscimenti veri
(n) (N) (VR)

4 4 1 75% 66%

4 5 1 80% 73%

4 5 2 60% 46%

4 6 2 66% 55%

4 7 2 71% 62%

10 5 2 60% 55%

riconoscimenti veri:
Nella pratica clinica possono essere
VR = N (n -1) – S n / N (n -1) adottati differenti criteri per la
rilevazione del visus, ciò che diventa
VR= percentuale di riconoscimenti di fondamentale importanza è
veri indicare esplicitamente il criterio di
n= numero degli ottotipi utilizzati interruzione che è stato usato per
N= numero delle presentazioni definire il visus.
S= numero di risposte sbagliate Questa accortezza permette di
rendere confrontabili nel tempo le
La formula di Abbot è utilizzabile misure di acuità visiva rilevate sullo
soltanto nel caso in cui sia possibile stesso soggetto e inoltre consente
applicare il calcolo della probabilità di confrontare dati rilevati in diversi
e quindi siano rispettate alcune studi optometrici.
condizioni: la presentazione degli
ottotipi sia randomizzata, ci sia la

- 18 -
Le condizioni ambientali durante la La conoscenza di tali fattori è di
misurazione dell’acuità visiva rilevanza pratica in quanto permette
di orientare con maggior sicurezza
L’attendibilità della misura del visus la ricerca delle cause di un deficit di
(cioè la ripetibilità del dato rilevato) acutezza e il loro controllo consente
risente molto delle condizioni di migliorare l’accuratezza
ambientali in cui viene effettuato il (ripetibilità) degli esami stessi.
test. Per misurare l’acuità visiva
massima bisogna realizzare la
condizione che consenta il migliore Fattori fisici
funzionamento dei coni, quindi il test
non va effettuato al buio. Luminanza
E' l'intensità di luce emessa (ovvero
riflessa) per unità di superficie. Il
suo aumento influenza
favorevolmente l’acutezza visiva in
quanto aumenta il numero di
fotorecettori attivi. In occhi adattati
alla luce (figura 5) l’aumento della
luminanza delle tavole ottotipiche
produce un incremento dell’acuità
visiva in quanto aumenta la
sensibilità al contrasto.

Figura 5: Luminanza e acuità visiva


(tratta da Rossetti, 2003)

L’illuminamento, oltre a determinare


il funzionamento dei fotorecettori,
influisce anche sulle dimensioni del
diametro pupillare (quindi sulle
aberrazioni) e sull’effettivo contrasto
delle mire presentate.

I fattori che influenzano l’acutezza


visiva

Il valore che l’acutezza visiva può Contrasto


raggiungere in un occhio dipende da Valutando la sensibilità al contrasto
diversi fattori che in base alla loro e correlandola alla luminanza
origine possono essere distinti in ambientale (figura 3) si ottiene una
fisici, fisiologici e psicologici curva che evidenzia una maggior
(Rossetti, 2003).

- 19 -
sensibilità a bassa frequenza L’acuità visiva misurata con ottotipi
spaziale quando la luminanza è isolati o ampiamente spaziati risulta
ridotta. maggiore di quella che si otterrebbe
Correlato all’acuità morfoscopica il presentando target molto ravvicinati
contrasto è un parametro poco o circondati da altri segni.
critico in quanto l'acuità visiva
diminuisce di una sola linea Temperatura colore
variando il contrasto dal 90% al 5%. L’uso di una sorgente illuminante
rispetto a un’altra non induce
Figura 6: Luminanza e sensibilità al particolari variazioni nel dato del
contrasto (tratta da Rossetti, 2003) visus rilevato.

Dimensioni dell’immagine retinica


A parità di angolo visuale sotteso
dal target, le dimensioni
dell’immagine retinica dipendono
dall’ingrandimento prodotto dalla
correzione ottica. Ad esempio, in
caso di afachia corretta con lenti
oftalmiche l’angolo visivo sotteso dal
target a livello retinico risulterà
ingrandito di un valore attorno al
30%.

Errore refrattivo
Nelle ametropie sferiche, utilizzando
mire morfoscopiche è possibile
prevedere approssimativamente
Tempo di presentazione l’acuità visiva mediante la formula:
Ridurre il tempo di presentazione al
di sotto dei 0,5 secondi induce una AV = 0.3 / Ametropia (in diottrie)
penalizzazione del visus.
In caso di miopia o ipermetropia
Orientamento degli ottotipi assoluta, indicativamente si
La disposizione verticale dei reticoli possono avere i seguenti valori di
durante la rilevazione dell’acuità acuità visiva di ricognizione
visiva di risoluzione induce un (Paliaga, 1993):
riconoscimento migliore rispetto alla
disposizione con reticoli orizzontali. Ametropia 0.5 1 1.5 2 2.5
A loro volta i reticoli orizzontali sferica (D)
risultano maggiormente visibili AV 0.6 0.3 0.2 0.1- 0.1
rispetto ai reticoli obliqui. 0.2

Distanza fra gli ottotipi Bisogna comunque ricordare che


L’affollamento fra i simboli induce sono molteplici e complessi i
dei dati di acuità visiva differenti. fattori che potrebbero non portare a

- 20 -
tale corrispondenza. Tra essi che risulta molto più accentuata
c'è l'astigmatismo, che degrada quando le opacità sono collocate in
l’immagine retinica in modo prossimità del punto nodale
differente nei vari meridiani e dell’occhio, cioè del polo posteriore
produce, di conseguenza, un del cristallino.
diverso sfuocamento delle varie
linee costituenti l’ottotipo. Gli Diametro pupillare
astigmatismi miopici inducono una Il forame pupillare esercita una
diminuzione dell’acutezza visiva pari duplice e antitetica influenza sulla
all’80% circa di quella prodotta da qualità dell’immagine retinica. E’
una miopia di pari entità. importante conoscere il suo effetto
sul dato del visus in quanto
frequentemente determina il peso
Fattori fisiologici maggiore nella variazione dell’acuità
visiva spaziale.
Trasparenza dei mezzi L’esclusione dei raggi luminosi
Le irregolarità della superficie marginali, operata dalla pupilla
corneale anteriore e i difetti di quando è in condizioni di miosi
trasparenza delle porzioni assiali (meno di 2 mm) riduce
della cornea, del cristallino e del principalmente l’aberrazione sferica
vitreo producono una riduzione prodotta dalle parti periferiche del
dell’acutezza visiva che è diottro oculare e migliora di
conseguenza la qualità
dell’immagine retinica. La riduzione
del diametro del forame pupillare
produce altresì il fenomeno della
diffrazione, che deteriora l’immagine
retinica in misura tanto più rilevante
quanto più è stretta la pupilla. Ecco
allora che alla riduzione del
diametro pupillare corrisponde una
diminuzione del diametro dei cerchi
di diffusione dovuta alla riduzione
dell’aberrazione sferica ma, quando
il diametro pupillare diventa inferiore
a circa 2 mm, l’immagine perde
risoluzione a causa della diffrazione.
Invece con forami pupillari aventi
diametri maggiori di 3 mm il sistema
visivo risente in maniera sempre
maggiore dell’aberrazione sferica. Il
diametro ottimale della pupilla risulta
essere di 2,3-2,5 mm.
Negli occhi ametropi l’acutezza
proporzionale all’estensione e alla visiva è tanto migliore quanto più la
densità delle opacità dei mezzi e pupilla è miotica, in quanto la

- 21 -
riduzione dei cerchi di confusione riscontrabili a sviluppo ultimato, con
riduce gli effetti negativi le tecniche tradizionali (acuità
dell’ametropia. morfoscopica) si nota un incremento
del valore dell’acutezza almeno fino
Locus retinico ai tre-quattro anni di vita dell’infante.
In condizioni di visione fotopica Nella giovinezza l’acuità è molto
l’acutezza visiva è ottimale quando spesso superiore ai 10/10. Non è
le immagini retiniche si formano stato ancora definito quali siano i
sulla foveola. L’acutezza visiva si fattori che condizionano
riduce progressivamente e l’incremento di acutezza nei primi
drasticamente procedendo verso la anni di vita, in particolare nel primo
periferia retinica a causa della anno. E’ da escludere che l’aumento
differente organizzazione dei campi di visus sia determinato da un
recettivi e, in maniera minore, della miglioramento delle qualità ottiche
diversa distribuzione dei dell’occhio o da un più preciso
fotorecettori; è verosimile, anche se funzionamento dell’accomodazione.
esistono delle discrepanze tra i vari E’ più probabile invece che
autori, che già a 2-3 gradi di l’aumento dell’acutezza visiva sia
eccentricità il valore del visus sia dovuto dai seguenti fattori: aumento
ridotto del 50%. delle dimensioni del bulbo,
addensamento dei coni foveali e
Figura 7: Eccentricità e acuità visiva soprattutto riduzione del diametro
(tratta da Rossetti, 2003) dei campi recettivi. L’età senile
provoca una riduzione di
trasmissione della luce, un aumento
della diffondanza endoculare,
(specie nelle brevi lunghezze
d’onda), una ridotta capacità
accomodativa, una discreta miosi e
un generale aumento dei tempi di
reazione. La diminuzione della
trasmissione della luce provoca un
decremento dell’acutezza visiva; la
miosi produce un miglioramento
della profondità di campo che in
Età parte compensa la difficoltà nella
Indipendentemente dal metodo di visione prossimale dovuta alla
esame impiegato, l’acutezza visiva scarsa accomodazione; la ridotta
aumenta progressivamente durante trasmissione luminosa provoca
l’età infantile anche se occorre fare inoltre un incremento della
alcune distinzioni. Mentre con diffondanza con relativo
tecniche di rilevazione dell’acutezza abbassamento della sensibilità al
visiva oggettive (nistagmo contrasto. Anche per queste
optocinetico, potenziali evocati) si modificazioni, dopo i 70 anni l’acuità
trovano, già a sei mesi circa, valori visiva inizia a decrescere fino a
di acutezza prossimi a quelli

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raggiungere un valore decimale di incerto; ne deriverà quindi
circa 0.5 attorno agli 80 anni. un’acutezza visiva più bassa.

Binocularità Ruolo dell’esaminatore


L’acutezza visiva binoculare risulta Il comportamento dell’esaminatore
generalmente maggiore di circa il 5- può influenzare in modo
10% rispetto a quella monoculare; determinante il risultato di un esame
per spiegare questo fenomeno si è del visus in quanto condiziona il
presa in considerazione, tra le varie grado di collaborazione di un
teorie, la possibilità che si realizzino soggetto ed il suo coinvolgimento
effetti di sommazione e di riduzione psicologico, specie se si tratta di un
dell’inibizione tra i due occhi. bambino. E’ importante saper
motivare l’esaminato a partecipare
con impegno all’esame, rinforzando
Fattori psicologici eventualmente le risposte corrette.
Bisogna evitare gli incoraggiamenti
Esperienza precedente del tipo: “Attento! Guarda bene!” che
La conoscenza della figura oggetto in realtà sono dei segnali di una
del test permette di identificarla con risposta sbagliata e che possono
maggior facilità e basandosi su aumentare la probabilità di
minori dati visivi. indovinare.

Attenzione
Con l’aumento dell’attenzione la
fissazione della mira migliora e così
la precisione dell’accomodazione e
conseguentemente il valore di
acuità spaziale.

Strategie adottate dall’esaminato


Il tipo di conseguenze che il
soggetto suppone possano derivare
dalle sue risposte giuste e da quelle
sbagliate può influenzare il dato
rilevato. L’esaminato potrebbe
essere motivato a tentare
comunque di dare una risposta e
quindi a rischiare agendo sul
numero di riconoscimenti degli
ottotipi della zona di transizione. Se,
al contrario, il soggetto desidera
soprattutto evitare le ipotetiche
conseguenze negative delle sue
risposte sbagliate, si rifiuterà di
fornire risposte per ottotipi che
percepisce in modo indistinto o

- 23 -
La rilevazione dell’acuità visiva

di Letizia Ruggeri

- 24 -
Metodica di rilevazione dell'acutezza criterio più restrittivo). Indicare in
visiva scheda quanti simboli sono stati
riconosciuti sul totale da riconoscere
Illuminazione: fotopica (500 lux) o (es. 0.5 4/5) e se sono stati
se differente indicarla. riconosciuti alcuni simboli della linea
successiva indicare quanti in più
Distanza: indicare se è stata rilevata (es. 0.5 4/5 +2). Il tipo di criterio di
da lontano o da vicino (AVL, AVV) e risposta da indurre nel soggetto è
a che distanza (3mt, 5mt, 40cm). quello a scelta forzata.

Eseguire prima il visus per lontano e Ripetere la medesima procedura


poi quello per vicino. Per la con il foro stenopeico (FS) nel caso
rilevazione del visus da vicino si in cui il visus rilevato sia minore agli
consiglia l’uso di una serie di simboli 8/10 per lontano e registrare il dato
singoli (acuità propriamente detta) di AV così ottenuto anticipato dalla
oppure di una serie di parole che sigla “FS” (es. FS 0.9 5/5+1).
presentino lo stesso numero di
caratteri per riga. Si sconsiglia l’uso Calcolare, sulla linea di AV rilevata,
di ottotipi non standard (con il valore dell’affollamento degli
notazione Jaeger e Punti). ottotipi esprimendolo in minuti primi
usando la seguente formula:
Condizione di rilevazione: indicare
se è stata eseguita senza Affollamento = Di/Dp x 3438
correzione (Sc), con correzione
oftalmica (Cc) o con lenti a contatto Di = distanza interottotipica in mm
(Clac). Se si esegue sia Sc che Cc, Dp = distanza di presentazione della
rilevare prima il visus Sc tabella in mm.
Questo calcolo va effettuato per
Tipo di ottotipo: Lettere (L), Numeri entrambi gli occhi se il visus
(N), C, E, Simboli Lea (LEA), Figure raggiunto è differente.
(F); per vicino: Snellen, Lea...
Tipo di risposta: indicare se le
Occhio esaminato: indicare l’occhio risposte del soggetto per ogni
esaminato (OD, OS, OO) condizione di rilevazione (OD, OS,
OO) erano lente, veloci o incerte.
Consegna: “Legga la riga più
piccola di simboli che riesce a Esempio: AVL 3mt Sc, E, OD 0.6
riconoscere, mi raccomando non (4/5+2), 15’, lenta, FS 0.9 (5/5+1),
stringa le palpebre”. L'esaminatore 7’, veloce.
incoraggia il soggetto a leggere le
lettere della riga ancora più piccola, Nel caso in cui il soggetto non
anche se deve indovinare, e lo riesca a leggere alcun simbolo alla
ferma quando sbaglia più della metà distanza di esame, lo si fa
delle lettere di una riga (o altro avvicinare all’ottotipo fermandosi

- 25 -
quando è in grado di leggere i
simboli più grandi. Per calcolare il Motu manu (MM, Movimento della
visus reale del soggetto si applica la mano)
formula seguente: L'esaminatore muove la mano e la
usa come mira, chiedendo al
AV reale = AV rilevata x (distanza soggetto esaminato se ne
adottata/ distanza indicata) percepisce il movimento. Si inizia a
80 cm, allontanandosi fino a quando
Esempio: il soggetto non è più in grado di
Se il soggetto per leggere il simbolo percepire il movimento, poi si riduce
pari a 1/10 su una tabella ottotipica tale distanza fino a quando il
tarata per 5 m (distanza indicata) soggetto ritorna preciso nelle
deve portarsi a 2 m (distanza risposte. Si annota tale distanza.
adottata) avrà un’acuità visiva reale
pari a: Light projection (LP, Proiezione
AV reale = 0,1 X (2/5) = 0,04 (1/25) della luce)
L'esaminatore tiene una pen-light o
un transilluminatore alla distanza di
60 cm dal soggetto esaminato,
posizionando la luce in differenti
aree del suo campo visivo. Ogni
volta chiede al soggetto di indicare
la posizione della luce, annotando le
aree del campo visivo nelle quali il
soggetto riesce a percepirla.

Light perception (lp o PL Percezione


della luce)
L'esaminatore dirige una pen-light o
un transilluminatore verso il
Nel caso in cui il soggetto non sia in soggetto esaminato, chiedendogli
grado di leggere le mire ottotipiche se può vedere la luce. Si inizia a 80
più grandi, si procede con i seguenti cm, allontandosi fino a quando il
metodi clinici: soggetto non è più in grado di
percepire la luce, poi si riduce tale
Conta delle dita distanza fino a quando il soggetto
Alla distanza di 80 cm l'esaminatore torna a percepirla. Si annota tale
mostra alcune dita della mano e distanza.
chiede al soggetto di indicare Questo è l’ultimo livello della
quante dita vede. Si aumenta la percezione, al di sotto di questa
distanza fino a quando la risposta capacità il soggetto viene definito
del soggetto diventa imprecisa, poi cieco assoluto.
si riduce tale distanza fino a quando
il soggetto esaminato torna a riferire
con esattezza il numero di dita
presentate. Si annota tale distanza.

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La verifica delle dimensioni degli ottotipi

di Silvio Maffioletti

- 27 -
La verifica delle dimensioni degli Formule per la verifica degli ottotipi
ottotipi
Nelle seguenti formule l'acutezza
La tavola ottotipica (oppure ogni visiva viene espressa in notazione
altro sistema di presenzazione di decimale mentre la distanza
ottotipi) contiene simboli di varie d'esame (d), l'altezza dell'ottotipo
dimensioni e, in relazione a una (H) e lo spessore del tratto (h)
distanza di presentazione vengono espresse in mm. Per
predeterminata (d), indica i valori di definizione le dimensioni degli
acutezza visiva (AV) sottesi a ogni ottotipi sono cinque volte in
riga di simboli. larghezza e cinque volte in altezza
superiori al loro dettaglio
caratteristico (5x5) quindi h = H/5.
Se è necessario calcolare l'acutezza
visiva sottesa dal dettaglio
caratteristico di un ottotipo, si può
procedere nel seguente modo:

tg α° = h/d

α° = arctg (h/d)

AV = 1/α'

E' necessario essere in grado di AV = 1 / {[(arctg (h/d)] · 60}


verificare le dimensioni degli ottotipi
in uso e soprattutto essere in grado
di ricalcolarle i valori di AV da essi Quantificando invece l'acutezza
sottesi quando vengono modificate visiva in relazione alla dimensione
le loro distanze di utilizzo. totale della lettera:
Modificando la distanza di
presentazione della tavola ottotipica, AV = 1/α'
l’acutezza visiva può essere
espressa attraverso il seguente tg α° = h/d
calcolo:
α° = arctg (h/d)
Acutezza visiva = d/d1
AV = 1 / {[(arctg (h/d)] · 60}
d = distanza effettiva della tavola
ottotipica (in metri) oppure, dato che h = H/5, si avrà
d1 = distanza calcolata alla quale il
carattere dovrebbe essere letto in AV = 1 / {[(arctg (H/d · 5)] · 60}
base ai dati forniti dal costruttore (in
metri)

- 28 -
Se invece è necessario calcolare le Calcolo della corretta dimensione
dimensioni del dettaglio degli ottotipi
caratteristico di una lettera in modo Usando tavole con ottotipi le cui
che essa corrisponda a una certa dimensioni verticali corrispondono a
AV a una certa distanza d, si può cinque volte lo spessore delle linee,
procedere nel seguente modo: si può verificare se la grandezza
degli ottotipi (in mm) corrisponde
α' = 1/AV esattamente ai valori di acutezza
visiva ottenibili alla distanza
tg α° = h/d d'esame prescritta (in mm). A tale
scopo si possono impiegare le
h = tg α° · d seguenti formule:

h = {[tg (1/(AV · 60)] · d}

oppure, dato che H = 5 · h, si avrà Spessore del d/(3438 x AV)


tratto (h)
H = {[tg (1/(AV · 60)] · d · 5}
Altezza d/(687,5 x AV)
Il calcolo relativo alle varie dell'ottotipo (H)
caratteristiche delle tabelle
ottotipiche può essere effettuato
attraverso formule semplificate,
usando il valore numerico fisso Calcolo del corretto valore di
3438 (l'inverso di tg 1/60) oppure acutezza visiva
687,5 (l'inverso di 5 · tg 1/60). Se muta la distanza di
presentazione degli ottotipi, la
Spessore del d/(3438 · AV) nuova acutezza visiva da essi
tratto (h) sottesa va ricalcolata mediante l'uso
delle seguenti formule.
Altezza d/(687,5 ·AV)
dell'ottotipo (H)
Acutezza visiva d/(h x 3438)
Acutezza visiva d/(h · 3438)
(AV) Acutezza visiva d/(H x 687,5)

Acutezza visiva d/(H · 687,5)


(AV)
Calcolo del corretto valore di AV
Distanza d'esame AV · h · 3438 mutando la distanza d'uso di ottotipi
(d) con AV predeterminata
Se una tavola ottotipica è utilizzata
Distanza d'esame AV · H · 687,5 a una distanza (D1) non adeguata a
(d) quanto indicato dal costruttore
(AV1), è possibile ricavare il valore
effettivo dell'AV (AV2) espressa a

- 29 -
quella distanza (D2) tramite una
proporzione:
Calcolo della distanza d'esame alla
AV1 : D1 = AV2 : D2 quale gli ottotipi corrispondono ai
valori di acutezza visiva indicati dal
Quindi nel caso che una tavola costruttore
ottotipica debba essere utilizzata a Se le dimensioni degli ottotipi di una
una distanza diversa da quella per tavola ottotipica non risultano
la quale è stata realizzata, l'AV reale accuratamente tarate per la
si ottiene: distanza consigliata, può porsi il
 Verificando il valore di AV problema di trovare la distanza
del più piccolo ottotipo d'esame alla quale gli ottotipi
riconosciuto dal soggetto corrispondono ai valori di acutezza
esaminato; visiva indicati sulla tavola stessa.
 Moltiplicando tale valore Per ottenere la distanza di esame
per il rapporto tra la appropriata si possono usare le
distanza alla quale la seguenti formule.
tavola ottotipica è stata
usata e quella alla quale
avrebbe dovuto essere Distanza AV (indicata sulla
usata. d'esame tavola) x h x 3438
Il calcolo che permette di ottenere appropriata
l'AV è quindi raggiungibile mediante
l'uso della seguente formula. Distanza AV (indicata sulla
d'esame tavola) x H x 687,5
appropriata
AV reale AV rilevata x (distanza
adottata/distanza
indicata)

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