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L’IMPORTANZA DELLA FORMAZIONE MUSICALE IN UN

CANTANTE

Ho spesso sentito fare affermazioni di questo tipo: “Se hai un buon orecchio, un bel
timbro e un po’ di senso ritmico, allora puoi cantare qualsiasi cosa” o peggio ancora
“Se hai talento, se sai emozionare, puoi cantare ogni genere musicale”.
Niente di più sbagliato. Queste convinzioni, infatti, nascono da un grande
misunderstanding: confondere il talento e la musicalità, doti innate che pure sono
fondamentali per intraprendere la professione di performer, con la capacità di
padroneggiare i diversi stili musicali, ovvero i numerosi tasselli che vanno a comporre
il grande puzzle, da noi comunemente chiamato “musica moderna”.
Tale capacità può essere acquisita solo tramite l’ascolto attento e l’esperienza diretta
sui brani. In questo modo il cantante potrà comprendere come ogni stile musicale
abbia delle caratteristiche comuni, uno specifico linguaggio ritmico, melodico,
emotivo che ci consente di definire una canzone Rock piuttosto che R’n’B.
L’allievo inizierà così a sviluppare un atteggiamento consapevole e critico nei
confronti dei brani che incontrerà nel suo percorso di studio: il suo orecchio, durante
l’ascolto di un brano, inizierà a lavorare a 360°; non baderà più esclusivamente alle
note della melodia, ma si focalizzerà anche su altri elementi, quali il tempo, la
struttura del brano e il phrasing, ovvero il modo in cui la linea del cantato si organizza
ritmicamente rispetto alla pulsazione del brano; comprenderà che ogni tipologia di
phrasing è collegata ad un mood emotivo, che a sua volta è connesso ad un
determinato mondo musicale.

Sheer, in questo senso, promuove lo studio multistilistico collegando il lavoro sui


colori vocali alle necessità musicali, timbriche, emotive dei diversi generi musicali in
modo da garantire coerenza interpretativa.
In questo modo il cantante avrà, da una parte, la possibilità di ampliare e potenziare le
proprie possibilità espressive da interprete e dall’altra, nel momento in cui si vorrà
dedicare alla composizione e alla scrittura del proprio universo artistico, disporrà già
di una sorta di “vocabolario musicale” al quale attingere per veicolare determinati
effetti emotivi.
La conoscenza e lo studio della musica, quindi, non per “incatenare” l’artisticità a
delle regole, ma al contrario per sviluppare strumenti con i quali il cantante possa
esprimersi sempre più efficacemente sia come performer che come songwriter.

Perseguendo lo studio multistilistico ci è anche possibile sfatare l’idea, purtroppo


ancora largamente condivisa, che il cantante sia un musicista di serie B poiché non
conosce i meccanismi della “musica suonata” e la straordinaria varietà degli stili
musicali moderni e che egli non sia in grado di comunicare allo stesso livello degli
altri musicisti. Una reale coscienza dei linguaggi stilistici ed una maggiore credibilità
ci garantisce, dunque, competenza e capacità di adattamento nei vari ambienti
professionali.