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REGGAE

LE ORIGINI: LO SKA E IL ROCKSTEADY

LO SKA

Uno dei principali generi di ispirazione del reggae fu lo ska, nato a sua volta grazie al jump
blues e all'R&B di New Orleans, stili che i giamaicani sentivano alle radio provenienti dagli
Stati Uniti. Nel primo periodo delle radio, infatti, le stazioni erano super potenziate, e molte
di queste dalla Florida e da New Orleans erano abbastanza potenti da poter raggiungere il
territorio giamaicano.
Siamo dunque alla fine degli anni 60 e lo Ska è la reinterpretazione giamaicana dell’R&B.
Anche in Giamaica questo genere nasce come musica per ballare, ma viene reso dal popolo
giamaicano più veloce ed energico. COME? Musicalmente, lo ska era caratterizzato da un
accento sul secondo e quarto movimento della battuta in 4/4.
Le band ska tradizionali erano generalmente composte da basso, batteria, chitarra, tastiere e
fiati (in particolare sassofono, trombone e tromba).

Lo ska ottenne subito un'enorme popolarità in Giamaica. Il culmine del periodo ska fu nel
1962, anno in cui la Giamaica ottenne l'indipendenza liberandosi dal colonialismo inglese,
permettendo a questa nuova musica di divenire il tramite per esprimere l'ottimismo e le
speranze di una vita migliore del popolo giamaicano.

Tra i più importanti artisti ska i quali portarono il genere al successo si possono citare
Derrick Morgan, Prince Buster ed anche un giovane Bob Marley quando militava nei
The Wailers.

Tuttavia, durante l'estate del 1966, giunse una stagione particolarmente calda, che rese
difficoltoso suonare e ballare lo ska, così il ritmo venne rallentato dando alla luce il
rocksteady.
IL ROCKSTEADY

Il rocksteady emerse quindi come costola dello ska nei tardi anni sessanta.
In termini semplici, questo genere risultava come uno ska rallentato per metà, con la
cassa sul terzo movimento della battuta e nel quale il trombone, il sassofono ed in
genere i fiati vennero lasciati in secondo piano, venendo messi in ombra dal piano, e
attribuendo al basso un ruolo predominante.
Spesso nel rocksteady veniva usata la kalimba, uno strumento a percussione tipicamente
caraibico costituito da parti in metallo. Questa variante lasciava il ruolo principale alla
ritmica, quindi al basso e alla batteria. A differenza dello ska più allegro, il rocksteady oltre
ad essere più lento risente maggiormente dell’influenza del soul più che dell’R&B.

ARTISTI RAPPRESENTATIVI
ALTON ELLIS
THE MELODIANS

LA NASCITA DEL REGGAE

L’ERA EARLY REGGAE (fine anni 60)

Verso la fine degli anni ’60, intorno al 1967 per la precisione, i produttori dei principali studi
di registrazione intuirono dalle reazioni del pubblico che era necessario un nuovo approccio
musicale della musica giamaicana.
I produttori dell’epoca infatti erano principalmente musicisti e sapevano quello che la gente
voleva, e sapevano che non era più il rocksteady. Il principale motivo per cui questo genere
non otteneva più successo era a causa dell'antipatia per la sua lentezza. Il popolo
giamaicano voleva nuovamente qualcosa di più veloce.

LE CARATTERISTICHE MUSICALI

Rispetto alla musica rock, il reggae inverte sostanzialmente il ruolo del basso e della
chitarra: il basso diventa lo strumento predominante (BASS ORIENTED), mentre la chitarra
risulta meno incisiva, pur essendo sempre presente. Il nuovo genere presentava un ritmo
dall'andamento più spezzato e convulso rispetto al suo predecessore al rocksteady. L'early
reggae (così chiamato in seguito per distinguerlo da altre forme successive) era
caratterizzato da molteplici sfumature: oltre alle sonorità tipiche dello ska e del rocksteady,
erano presenti forti influenze soul, supportate da nuove introduzioni strumentali come
l'organo e le chitarre. Anche gli spunti armonici risultavano essere variegati ed originali.
Potevano essere atmosfere cupe e malinconiche derivanti dal cosiddetto "rude boy sound",
(con il nome di rude boy ci si riferisce ai giovani delinquenti senza lavoro provenienti dai
ghetti poveri di Kingston, i quali imitavano il vestiario dei gangster mafiosi dei film
americani) sia tonalità più fresche e vitali.

La diffusione del reggae venne decretata da gruppi come Beverleys All Stars, caratterizzati da
- robuste linee di basso
- chitarra in levare
- la batteria in rimshot (ovvero un colpo dato prendendo sia la pelle del rullante sia il
bordo in metallo)
- fiati meno presenti che erano invece largamente utilizzati invece nello ska.
- una pesante ritmica in backbeat, ovvero quando l'accento sul secondo e quarto
tempo simula il colpo di rullante in levare in un tempo di 4/4. Questo backbeat è
presente in tutti gli stili infl uenzati dalla musica africana mentre non è presente nella
musica europea o asiatica. I batteristi reggae accentuano il terzo battito in un tempo di
4/4 con un colpo sulla grancassa.
- Il reggae oltre allo ska e rocksteady, includeva influenze derivanti dalla musica
tradizionale giamaicana (afro-caraibica), inclusi mento e R&B americano.

Quando la gente chiese di che sonorità si trattasse, non si era ancora trovato un nome per
questa variante ma alcuni dissero che suonava come "ragga", che significa grezzo,
rozzo, vecchio. Il nome presto mutò in "raggay", e poi in reggae. Si attribuì il merito della
diffusione del termine ai Toots & the Maytals, che incisero un brano chiamato "Do the
Reggay" nel 1968.

GRUPPI DI QUESTA FASE

The Maytals - gli iniziatori del genere


The Pioneers - più legati alle realtà musicali dei ghetti e delle campagne
The Ethiopians - con una forte rivendicazione del sound africano
L’ERA DEL ROOTS REGGAE (inizio anni 70)

Dieci anni dopo l'indipendenza dalla Gran Bretagna (6 agosto 1962), il popolo giamaicano
cominciò ad accorgersi di vivere una situazione peggiore rispetto a prima. L'isola accusava
una forte stato di disoccupazione, crimini e violenze. Molte delle nuove generazioni
giamaicane che erano cresciute con l'indipendenza erano vittime di ciò, e reagirono con
l'arma più potente che avevano a disposizione, ossia la musica. I temi delle canzoni
cominciarono a mutare, dando voce alla protesta del popolo che desiderava esprimersi
contro il governo. Gran parte della popolazione giamaicana abbracciò la religione rastafari
non solo come manifestazione di ciò che volevano ottenere dal governo, ovvero pace, amore
e lotta alla corruzione, ma presentavano un alternativo stile di vita all'interno della logorante
povertà che dilagava nel paese.

Ricordiamo che la religione rastafari è una religione monoteista nata negli anni trenta del
Novecento, che si presenta come erede del cristianesimo. Il nome deriva da Ras Tafari (dove
"Ras" significa 'Capo' e "Tafari" sta per 'terribile), ed è usato per la prima volta
dall'imperatore salito al trono d'Etiopia nel 1930. Negli anni il rastafarianesimo si è distinto
in diverse correnti, caratterizzate da diversi stili di vita, ma sostanzialmente predica l’amore,
anche come forma di resistenza all’oppressione, e l’uguaglianza tra tutte le razze. I
rastafariani utilizzano la marijuana. L'erba è usata come medicinale, ma anche come erba
meditativa, apportatrice di saggezza.

Nel momento in cui molti musicisti aderirono al movimento, l'influenza del rasta oltre al
sound divenne chiara: gran parte dell'ottimismo tipico del reggae sembrò sparire: il basso
elettrico divenne più profondo e pronunciato, il ritmo venne rallentato e i testi erano
imbevuti di voglia di riscatto sociale-politico e di rinascita umana. Fu proprio quando gli
artisti reggae cominciarono a convertirsi al rastafarianesimo che gli elementi tipici afro-
giamaicani divennero allora il tema centrale come simbolo d'identità e orgoglio.
Questa seconda fase di sviluppo del reggae era caratterizzata da tempi rallentati e da un
sound complessivamente più rilassato ed ipnotico.
Bob Marley e The Wailers furono il tramite per portare il mondo alla conoscenza di
questa religione attraverso il nuovo stile giamaicano. Il lato grezzo e selvaggio dei primi
ritmi reggae scomparve, e all'inizio degli anni settanta, cominciò così ad emergere il roots
reggae. Questo stile irresistibile con la sua semplicità, originalità ed essenzialità, tornò alle
sue radici africane.
BOB MARLEY

Oggi il simbolo più popolare del rastafarianesimo è Bob Marley, conosciuto come il "Re del
reggae”.
Bob Marley nacque a Nine Mile, in Giamaica, il 6 febbraio 1945 da padre britannico, Norval
Sinclair Marley, capitano quasi sessantenne della marina, oltre che un sovrintendente delle
piantagioni, e madre giamaicana nera, Cedella Booker, appena diciottenne all’epoca del loro
matrimonio.
La loro relazione provocò subito uno scandalo, la famiglia di Marley, scoperta l'unione tra
Norval e Cedella, diseredò il figlio. In un primo momento, Norval provvedeva al
sostentamento economico della moglie e del figlio, sebbene li vedesse raramente, essendo
spesso in viaggio. Poi però prese la decisione di abbandonare la sposa, partendo
definitivamente per Kingston nel 1944 mentre lei era incinta. I due si sarebbero rivisti solo
una volta in occasione della nascita di Bob. Bob aveva appena 10 anni quando il padre morì
a causa di un infarto nel 1955, all'età di 70 anni.

Nonostante la madre non abbia mai colpevolizzato il padre agli occhi del figlio, Bob, invece,
conserverà sempre un senso di rifiuto verso il padre, definendolo uno schiavista che mise
incinta una ragazzina nera come tanti in quel periodo storico.

All’età di 12 anni Bob raggiunse la madre che qualche anno prima si era trasferita a
Trenchtown, un sobborgo di Kingston, la capitale della Giamaica. Degrado e disperazione
caratterizzavano quella parte della città, le condizioni di Trenchtown sarebbero state descritte
da Bob in questo modo:

«Trenchtown non è in Giamaica, Trenchtown è ovunque, perché è il luogo da cui vengono tutti i diseredati, tutti i
disperati, perché Trenchtown è il ghetto, è qualsiasi ghetto di qualsiasi città... E se sei nato a Trenchtown, non avrai
la benché minima possibilità di farcela.»

In queste dure condizioni di vita nascevano sentimenti di rivolta verso il sistema da parte dei
giovani neri che vivevano ai margini della società: i rude boys, giovani afrocaraibici che
manifestano il loro dissenso verso la cultura e l'ordine attraverso il rifiuto del lavoro e la
conduzione di una vita fatta di espedienti, compiendo bravate provocatorie e piccoli crimini.
Gli ideali anti-sistema saranno caratteristici più tardi del movimento Rasta, che non
assumerà, però, connotazioni così violente. Marley comunque non si avvicinò a questi
giovani e non mancò di tentare di allontanarli dalla violenza e dal loro atteggiamento
negativo con i testi di alcune delle sue canzoni.
LA FORMAZIONE MUSICALE DI BOB MARLEY

A 15 anni il giovane Bob lasciò la scuola e iniziò a lavorare come saldatore; strinse anche
una grande amicizia con Neville O'Riley Livingston, "Bunny" per gli amici, che viveva vicino
a Bob e sua madre. Bunny lo fece appassionare alla musica e al canto: lo fece partecipare a
canti religiosi, lo introdusse nel mondo degli strumenti a corda e gli fece ascoltare i successi
del momento attraverso un'emittente di New Orleans.
La formazione musicale di Marley avvenne in questo contesto di povertà. Bunny si
arrangiava, non aveva i mezzi per comprare una chitarra né una buona radio così per
costruire qualcosa con le sembianze di una chitarra ricavava la cassa di risonanza da una
scatola di sardine vuota, un manico di bambù per l'impugnatura e dei fili elettrici come
corde. Questo però non impedì ai due amici di entrare in contatto con il mondo della
musica: infatti, grazie a un vecchio apparecchio radiofonico, riuscirono ad ascoltare il
Rhythm & blues di Ray Charles e il rock and roll di Elvis Presley. Con questo mix Bob si
creava la sua cultura musicale.
Nel loro tempo libero, Bob e Bunny suonavano con Joe Higgs, un cantante locale e devoto
Rastafariano, che viene riconosciuto da molti come mentore di Bob. Durante una jam
session con Higgs e Livingston, Marley incontrò Peter McIntosh, più tardi conosciuto come
Peter Tosh, il quale aveva ambizioni musicali simili. Nel 1961, all'età di 16 anni, Bob
registrò i suoi primi due singoli, Judge Not e One Cup of Coffee.

I WAILERS

Nel 1964 Bob Marley, Bunny Livingston, Peter Tosh, Junior Braithwaite, Beverley Kelso e
Cherry Smith fondarono un gruppo ska e rocksteady chiamato "The Juveniles"; più tardi, il
nome fu cambiato in "The Wailing Rudeboys", quindi in "The Wailing Wailers"; nel 1966
alcuni componenti lasciarono la band, che modificò il nome in quello di "The Wailers" (ossia
I Piagnoni).
Marley divenne quindi il leader del gruppo, il cantante e chitarrista, e l'autore della maggior
parte dei testi. Il primo singolo Simmer Down raggiunse l'apice delle classifiche giamaicane
nel 1964 e gli Wailers vennero proposti come miglior gruppo nazionale. Proseguirono con
canzoni come "Soul Rebel" e "400 Years".

Nel 1966 Bob Marley sposò Alpharita Costancia Anderson, conosciuta da lì in poi come Rita
Marley, una componente delle I Threes (Rita Marley, Marcia Griffiths e Judy Mowatt) coriste
del gruppo. Da lei ha avuto tre dei suoi tredici figli (due adottati dalla precedente relazione
di Rita, tre avuti con la stessa, e altri 8 con altre donne), tra i quali David Ziggy Marley,
Stephen Marley e Damian Marley che continuano la tradizione della musica del padre con la
loro band.
Nonostante il grande successo e la fama in Giamaica, i soldi continuavano ad essere pochi
per Bob e i suoi musicisti, anche a causa di una spietata politica di sfruttamento messa in
atto dai produttori musicali dell’isola (una sorta di mafia musicale), così Bob inizia a coltivare
il sogno di poter aprire una propria etichetta discografica e distribuire autonomamente la
propria musica. Per fare questo ovviamente era necessario un capitale di partenza.
Fu così che dopo il matrimonio, Bob si trasferì per alcuni mesi nella residenza della madre a
Wilmington, nel Delaware, dove per otto mesi trovò lavoro presso la fabbrica Chrysler, alla
catena di montaggio. In quel periodo Bob potè vedere con i propri occhi in cosa consisteva
la segregazione razziale ai danni degli afroamericani.

Al suo rientro in Giamaica, Bob Marley si convertì dal Cristianesimo al Rastafarianesimo e


iniziò a sfoggiare i famosi dread. In quel periodo fu anche costretto ad imparare l'autodifesa,
dato che fu vittima di ripetuti episodi di bullismo, causati sia dalla sua origine razziale, sia
dalla sua statura sotto la media (era alto 163 cm). Riuscì quindi a guadagnarsi una
reputazione a causa della sua forza fisica, che gli portò il soprannome di "Tuff Gong".

La conversione al Rastafari non fu l’unico grande cambiamento di questo periodo. I


componenti dei Wailers litigarono e la band di sciolse. Bob inizia la sua carriera da solista e
nonostante lo scioglimento della band, continuò a suonare sotto il nome di "Bob Marley &
the Wailers". I nuovi componenti della band di supporto erano i fratelli Carlton e Aston
Barrett, detto "Family Man", rispettivamente alla batteria e al basso, Junior Marvin e Al
Anderson alla chitarra, Tyrone Downie e Earl Lindo detto "Wya" alle tastiere, Alvin Patterson
"Seeco" alle percussioni. Le "I Threes" composte da Judy Mowatt, Marcia Griffiths e dalla
moglie di Bob, Rita, all'accompagnamento vocale.
Nel 1973 Bob è ormai una leggenda in Giamaica, ma è poco più che uno sconosciuto nel
resto del mondo. È a Londra con la sua band in un momento di profonda delusione, pensa
quasi di mollare la musica finché un giorno non incontra Blackwell, un giamaicano di
origine inglese.
Chris Blackwell intuisce il potenziale non solo dei brani ma anche del carisma di Marley.
Dopo una canna insieme sul terrazzo di un edificio dietro Portobello Road, Blackwell
consegna a Bob e al suo gruppo quattromila sterline con il quale tornare in Jamaica e
registrare il loro primo disco per il mercato internazionale.
Nasce l’album CATCH A FIRE che uscì in Inghilterra nel 1973, primo album pubblicato da
Bob Marley & The Wailers per l'etichetta Island Records di Chris Blackwell e per il mercato
non giamaicano: un disco epocale poiché portava un sound mai sentito prima di allora nella
scena europea e internazionale. Blackwell fece di Bob Marley una vera e propria rockstar.
D’altra parte Marley ottiene ciò che voleva davvero, ovvero che il suo messaggio non solo
musicale ma anche socio politico fosse diffuso in tutto il mondo.
Ed è così che nel 1975 Bob Marley irruppe sul mercato internazionale con il suo primo
storico singolo, "No Woman, No Cry", dall'album Natty Dread. Questo fu seguito dal
successo del 1976, Rastaman Vibration, che rimase per ben quattro settimane nella top
100 della Billboard Hot 100 negli Stati Uniti.

Nel dicembre 1976, tre giorni prima di "Smile Jamaica", durante un concerto organizzato
dal primo ministro della Giamaica, Micheal Manley, allo scopo di alleggerire le tensioni tra i
due gruppi politici in guerra, Bob, la moglie Rita e il loro manager Don Taylor subirono un
attacco da parte di un gruppo armato composto da ignoti nella residenza di Bob.
Taylor e Rita riportarono ferite gravi, che però furono curate completamente. Bob riportò solo
delle ferite lievi al petto e al braccio. Si ritiene che tale attacco fosse stato causato da motivi
politici, essendo visto il concerto come un modo di supportare il primo ministro Manley.
Nonostante tutto, il concerto si tenne e Bob Marley si esibì come in programma. La moglie
Rita giunse diretta dall’ospedale e si esibì con il marito indossando ancora il camicie con cui
era stata ricoverata. Quando gli fu chiesto perché avesse cantato quella sera egli rispose:
"Perché le persone che cercano di far diventare peggiore questo mondo non si
concedono un giorno libero... Come potrei farlo io?"

Bob Marley si trasferì dalla Giamaica in Inghilterra nel 1976, dove registrò gli album Exodus
e Kaya. Exodus rimase nelle classifiche inglesi per ben 56 settimane consecutive. Includeva
singoli come la famosa "Jammin'", "One Love", "Three little birds", "Waiting in
Vain" e “Exodus”.

Nel 1977 a Parigi dopo l’ennesimo incidente al piede in seguito ad una partita di calcio, a
Bob Marley viene diagnosticato un melanoma maligno che cresceva sotto l'unghia
dell’alluce. Da alcuni medici gli fu consigliato di amputare l'alluce, da altri solo il letto
dell'unghia; Bob scelse la seconda opzione ma il melanoma non fu curato del tutto e
progredì fino al cervello.
Nel 1980 il disco Uprising segna la fine della produzione di Bob Marley. Si tratta di un
disco pregno di significato religioso, che contiene singoli come Redemption Song.

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