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ARCHITECTURAL DIGEST. LE PIÙ BELLE CASE DEL MONDO NUMERO 448.

DICEMBRE 2018

Merry Christmas!
Nuovi interni di montagna
Lenny Kravitz interior designer
Portfolio: la tavola delle Feste

PLUS

70
IDEE
PER I REGALI

vivere bene le case per le...

Vacanze di Natale
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Editoriale.
Una coppia
rock’n’roll!
a destra:
Ettore Mocchetti
con Fabio Novembre,
progettista fuori dagli
schemi. Per entrambi il vero
design deve creare oggetti
che raccontino una storia
ma in modo ironico con una
nota di divertissement. Nella
vita occorre anche divertirsi.
OPEN MIND

g
MAI FERMARSI
L’energia della curiosità
Dopo ben oltre 40 anni trascorsi a
disegnare automobili, Walter De Silva
ha detto: basta, vado in pensione. Ma
non ha certo smesso di lavorare, anzi.
La curiosità gli ha dato subito la voglia
iorni fa sono stato a Cortina d’Ampezzo. Stava cadendo la prima
e l’energia di sperimentare con esiti neve, un sentimento di Natale imminente, nel crepuscolo rosato
eccellenti altri domini: quello delle il paese aveva già indosso quell’aura magica che incantò Dino
scarpe di lusso per signora e quello dei
mobili. Così si fa: un esempio per tutti.
Buzzati. Struggente e meravigliosa. Come si fa, mi sono domandato,
a portare questa ATMOSFER A SOGNANTE tra le pareti di una casa di montagna
L’OPINIONE contemporanea? Gli interni che presentiamo in questo numero provano a dare
Una modesta proposta
Per contrastare la disoccupazione
una risposta. In uno chalet di Chamonix a richiamarla sono la lignea fodera
giovanile perché non consentire alle delle pareti, l’ ETEROGENEITÀ DEGLI ARREDI , i divani inglesi, i mobili orientali, gli
aziende di assumere apprendisti con oggetti di memoria, ma soprattutto la Natura del Monte Bianco che occhieggia
contratto formativo biennale che
preveda di pagare loro il solo
dalle FINESTRE “PASSIVE” grandi a piacere perché ad altissimo isolamento termico.
stipendio lasciando allo Stato l’onere Negli esempi di Courchevel, stazione sciistica aperta alla sperimentazione
di versare i contributi? Per la comunità fin dagli inizi con gli architetti ribelli Chappis e Pradelle, e di Cortina, più
sarebbe un investimento assai più
produttivo dell’assistenzialistico
tradizionalista ma non impermeabile al nuovo, l’effetto è raggiunto mediante il
reddito di cittadinanza. connubio tra CULTUR A ALPINA e CREATIVITÀ D’AVANGUARDIA officiato con gusto e
ironia dall’ interior designer. In tutti c’ è l’ intuizione di dar vita a spazi avvolgenti,
La copertina caldi, mai asettici, di esporre con ragionata enfasi i manufatti della tradizione
Nella foto la “zona detox”
di uno chalet a Chamonix. montanara, di mettere in armonia o in contrappunto i materiali naturali, il
Vasca idromassaggio in mosaico legno, la pietra ma anche il ferro, con le loro texture, i colori, i profumi. Non solo
Bisazza. Lanterne di Peter Jones neve e montagna: AD va anche al mare, UN MARE METROPOLITANO . A Napoli con
e cuscini effetto mongolia di Le
Chalet de Jules. Lampada da due interni che giocano sul registro della modernità e delle cromie mediterranee,
terra di Timothy Oulton. e a New York dove incontra la brillante essenzialità di Lenny Kravitz in veste
ARCHITECTURAL DIGEST. LE PIÙ BELLE CASE DEL MONDO NUMERO 448. DICEMBRE 2018
di interior designer. All’ APPARECCHIATUR A DELLE TAVOLE della Festa è invece
Merry Christmas!
dedicato un PORTFOLIO pieno di colorata vivacità, mentre le STORIE trattano
Nuovi interni di montagna
Lenny Kravitz interior designer
Portfolio: la tavola delle Feste
dell’avveniristico museo-atelier della prestigiosa Maison orologiera Audemars
Piguet e del veneziano PALAZZO VENIER DEI LEONI e delle sue donne. Non manca
infine il nostro consueto capitolo Christmas Gifts con 70 regali straordinari da
mettere sotto l’albero. Buone Feste!
PLUS

70
IDEE
PER I REGALI

ETTORE MOCCHETTI

vivere bene le case per le...


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IN EDICOLA DAL 6 DICEMBRE 2018

Vacanze di Natale
80448
ISSN 1123-9719

9 771123 971003

ARCHITECTURAL DIGEST • ITALIA 25


N° 448 — DICEMBRE 2018

SOMMARIO.
«Il design è un valore aggiunto e ripetuto nel tempo».
WALTER DE SILVA

44 56 60 68

DISC OV ERIES .
HOME — Nello chalet di IRENE KUNG nell’Oberland
37 Bernese, tra fotografie e opere d’arte. 68 MOTORING — La supercar del brand POLESTAR
di Volvo punta sull’ibrido per la guida sportiva.
FOOD DESIGN — Il delicato e sorprendente Éclat
42 di PABLO GICQUEL , artista dell’alta pasticceria. 70 KITCHEN MOOD — Design e tecnologia
all’avanguardia per un sistema firmato BULTHAUP.
COLLABOR AZIONI — Una collezione di oggetti in
44 vetro e cristallo ideata da IRIS APFEL . 72 Con i SIMPLE FLAIR nasce
CN SOCIAL TALENT AGENCY —
un modo digital di comunicare l’interior design.

46 ART FRONTIERS — Gli orologi RICHARD MILLE a Frieze


Masters e tre nuovi segnatempo per Natale. 76 NUOVI MUST — I bagagli LOUIS VUITTON di MARC
NEWSON e i letti custom-made di SIMMONS .

ARTE — L’amore per il mare e la sensibilità


48 ambientale nelle sculture di RENZO BIGHETTI . 78 SUL PALCO — Nuove pubblicazioni per festeggiare i
40 anni dell’associazione AMICI DELLA SCALA .
Un’idea di bellezza eclettica e
50 RIAPERTURE —
globale per la boutique milanese di BULGARI . 80 AGENDA — Una rassegna di MOSTRE ed eventi
d’arte e design in Italia e nel mondo.
L’ARTE AFRICANA è protagonista nelle
54 LE ASTE —
fiere internazionali e nelle vendite all’incanto.

DESIGN — Calzature e arredi per un nuovo capitolo


56 del design d’autore di WALTER DE SILVA .
Preziosa.
a sinistra:
SEVEN FOR THE FUTURE — Stile lineare e gusto
60 per i materiali nelle creazioni di ANDREA BONINI . la sala della
Collezione
Un’inedita versione in vetro e cristallo Alta Gioielleria
62 ICONA —
rosso per il celebre flacone dello CHANEL N°5 . nella boutique
di Bulgari
BEVER AGE — Per festeggiare i suoi 90 anni, SAGNA
64 ha scelto il bio champagne.
a Milano.

Bologna e la campagna emiliana sono


66 CINEMA —
gli scenari ricorrenti dei film di PUPI AVATI .

26 ARCHITECTURAL DIGEST • ITALIA


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168 120

158 128

NEVE & DESIGN — La tradizione degli chalet viene reinterpretata


120 a COURCHEVEL , in un progetto di gusto contemporaneo.

Lo studio di design di Lenny Kravitz ha


128 ENERGIA CREATIVA —
firmato gli interni di un condominio di lusso di NEW YORK .

Un mix cosmopolita dà nuovo smalto


136 MEMORIE DI VIAGGIO —
allo stile d’alta quota in uno chalet di CHAMONIX .
MATTIA AQUILA. DINO COLLI. FRENCHIE CRISTOGATIN

LE CASE DEL MESE. 144 Dipinti e arredi dallo spirito moderno per un
R ADICI AEREE —
appartamento al piano nobile di un palazzo del ’700 a NAPOLI .

REGINA D’INVERNO — Un’eleganza misurata e uno stile rigoroso


152 caratterizzano tre chalet di lusso a CORTINA D’AMPEZZO .

I COLORI DEL TEMPO — Le atmosfere del passato rivivono in una


158 residenza di NAPOLI ricca d’arte e antiquariato.

BIANCO RELAX — Nel Dolomiti Lodge Alverà di CORTINA


168 D’AMPEZZO l’estro e la creatività di oggi incontrano la tradizione.

192 ENGLISH TEXTS

28 ARCHITECTURAL DIGEST • ITALIA

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PORT FOL IO.


Una rassegna di decori,
85 GIOCHI DA TAVOLO —
tovaglie e piatti per allestire con creatività e fantasia
la TAVOLA DI NATALE , tra design e tradizione.

STORIE .
Un PALAZZO VENEZIANO
180 LA CASA DELLE DONNE —
legato a tre protagoniste del ’900.
SPIR ALE DOPPIA — L’innovativo progetto di Bjarke
184 Ingels per il museo-atelier di AUDEMARS PIGUET.
MR . PROFUMO — Con CULTI MILANO Alessandro
186 Agrati ha rivoluzionato il profumo ambientale.
Creatività a 360
188 IL NUOVO, IL R ARO, L’INSOLITO —
gradi per i rivestimenti ideati da DIGITAL DESIGN .

FOCUS. CHRISTMAS GIF TS


97 VIVA IL NATALE! — Una selezione di 70 REGALI da
mettere sotto l’albero. Tante idee originali in tanti
settori, dall’arredo alla tecnologia, ai gioielli.

BACK STAGE .
DENTRO AD — Cercando
176 suggestioni e ispirazioni
dietro le quinte del numero di
DICEMBRE . Consigli e spunti
per rinnovare l’arredamento
della propria casa.
CECIL BEATON ARCHIVE/SOTHEBY’S

30 ARCHITECTURAL DIGEST • ITALIA

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In questo numero.
FRENCHIE CRISTOGATIN
Fotografa francese, è specializzata in architettura e interior design, lavora in
giro per il mondo dovunque ci sia un bell’interno da fotografare.

Una mostra di fotografia da non perdere nel 2019? «Les Rencontres


de la Photographie ad Arles, come ogni edizione».

SIMONE LONGARINI
Nato a Roma nel 1984, è sposato con
Federica Perugia (figlia di un noto
immobiliarista) da cui ha avuto 3 figli.
Si occupa di finanza e di gestione di
aziende immobiliari, sua vera passione.
Ha avuto anche esperienze nella
nautica e nel calcio.

Il migliore artigianato
ampezzano? «Quello della
Falegnameria Lorenzi,
specializzata in creazioni con il
legno sorprendenti».

MARINA PIGNATELLI
Giornalista romana, si sente cittadina del mondo.
Ama viaggiare, scoprire luoghi, architetture,
persone e culture. Vive tra Roma, New York e
Las Vegas. Scrive per magazine internazionali.

CHICCO CECERI
Un palazzo romano sconosciuto da vedere?
Nato a Caserta, vive da oltre vent’anni a Napoli. Avvocato,
«Il palazzo Mattei di Giove nel Ghetto nell’Insula è appassionato di architettura e interior, con una particolare
Mattei, chiamata così perché un tempo ospitava predilezione per i mobili scandinavi. Ama le isole greche, e
cinque palazzi della famiglia dei principi Antici nelle Cicladi ha comprato casa con il suo compagno.
Mattei. I vasi e i rilievi antichi che abbelliscono i
cortili e il palazzo sono straordinari». Una Napoli moderna inaspettata? «La sezione di
arte contemporanea del Pio Monte della Misericordia,
con poche opere di altissima qualità di artisti famosi
e non. E la Casa del Portuale a Napoli, nel porto,
suggestivo progetto brutalista di Aldo Loris Rossi».

PASQUALE BIANCHINI
Architetto e interior designer,
progetta ville e residenze a Napoli,
Milano, Roma, Palermo e Olbia. Il suo
linguaggio mixa con disinvoltura il
calore del Mediterraneo con citazioni
dei maestri del Modernismo.

Una passeggiata settecentesca


MATTIA AQUILA. FRENCHIE CRISTOGATIN

SILVIA SCHWARZER
Ha studiato Industrial e Fashion Design al Politecnico di a Napoli? «Nel Rione Sanità,
Milano, dove è nata. È stata Design Specialist per Ferragamo alla scoperta dei Palazzi del
e dal 2012 è Senior Director of Architecture per Bulgari. Sanfelice, uno degli architetti
più geniali del Barocco
I suoi posti di design a Milano? «Amo i piccoli napoletano al punto che i due
negozi di modernariato e le gallerie come Nilufar e palazzi da lui realizzati sono
Officina Antiquaria. Tra gli edifici, la Triennale, diventati il simbolo della città
che da sempre frequento per lezioni e mostre». nel cinema contemporaneo».

32 ARCHITECTURAL DIGEST • ITALIA


BREM
CALORIFERI PER L'ARCHITETTURA

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Ci accontentiamo semplicemente del meglio e creiamo i migliori prodotti editoriali.


Per questo abbiamo AD, che da oltre 30 anni racconta le più belle case del mondo,
La Cucina Italiana, da oltre 90 anni la guida più autorevole nel mondo del gusto
e della tradizione italiana, e Traveller, viaggi straordinari accompagnati da eccezionali
reportage fotografici per viaggiare comodamente dalla poltrona di casa.
Tradotto in una parola, Qualità. In due parole, Condé Nast.

Direttore Responsabile
ETTORE MOCCHETTI

Art Director
GIUSEPPE PINI Caporedattore
Attualità
MARIO GEROSA Caporedattore, RUBEN MODIGLIANI Caporedattore
ELENA DALLORSO Caposervizio
Impaginazione
FRANCESCA MARINO Vice Caposervizio,
MICHELA BUZZONI
Segreteria di Redazione
MARIA GRAZIA CECCONELLO Responsabile, FEDERICA CLARI Photo editing
Project Consultant
RICCARDO BIANCHI
New York
CHRISTINA NICASTRI Segreteria e Redazione
Hanno collaborato:
ROBERTO M. BENETTI, SONIA S. BRAGA, ALBERTO BRIGIDINI, RUGGERO A. CECCHI, CHICCO CECERI,
SONIA COCOZZA, NICOLETTA DEL BUONO, FIAMMETTA FADDA,
UMBERTA GENTA, MARGHERITA GIGLI, GIAMPIERO NEGRETTI, GAIA PASSI, MARINA PIGNATELLI,
BERNARDO RIZZATO, FRANCA ROTTOLA, NATHALIE TRUCHE, ALESSANDRA VALLI,
FRANCESCA VINCI, TOMMASO P. ZOCCHI
STEPHEN PICCOLO traduzioni, STUDIO DIWA revisione testi
Fotografie di:
MATTIA AQUILA, CHIARA CADEDDU, FRENCHIE CRISTOGATIN, GIANNI FRANCHELLUCCI

Direttore Editoriale e Comunicazione Corporate LUCA DINI


Digital Editorial Director JUSTINE BELLAVITA

Direttore Generale Sales & Marketing FRANCESCA AIROLDI


Sales & Marketing Advisor ROMANO RUOSI

Brand Advertising Director CARLO CLERICI, Advertising Manager CRISTINA RONCAROLO


Responsabile Content Experience Unit VALENTINA DI FRANCO, Responsabile Digital Content Unit SILVIA CAVALLI

Moda e Oggetti Personali: MATTIA MONDANI Direttore


Beauty: MARCO RAVASI Direttore. Grandi Mercati e Centri Media Print: MICHELA ERCOLINI Direttore. Arredo: CARLO CLERICI Direttore
Branded Content Director: RAFFAELLA BUDA. Digital Sales: GIOVANNI SCIBETTA Responsabile
Triveneto, Emilia Romagna, Marche: LORIS VARO Area Manager. Toscana, Umbria, Lazio e Sud Italia: ANTONELLA BASILE Area Manager
Mercati Esteri: MATTIA MONDANI Direttore. Uffici Pubblicità Estero - Parigi/Londra: ANGELA NEUMANN
New York: ALESSANDRO CREMONA. Barcellona: SILVIA FAURÒ. Monaco: FILIPPO LAMI

EDIZIONI CONDÉ NAST S.P.A.


Presidente GIAMPAOLO GRANDI
Amministratore Delegato FEDELE USAI
Direttore Generale DOMENICO NOCCO
RAW design Davide Diliberto Vice Presidente GIUSEPPE MONDANI, Direttore Centrale Digital MARCO FORMENTO
Direttore Circulation ALBERTO CAVARA, Direttore Produzione BRUNO MORONA
Direttore Risorse Umane CRISTINA LIPPI, Direttore Amministrazione e Controllo di Gestione LUCA ROLDI
Tutto assolutamente imprevedibile e nuovo. Digital Marketing MANUELA MUZZA, Social Media ROBERTA CIANETTI
Questo è davvero un bel modo di essere diversi. Digital Product Director PIETRO TURI, Head of Digital Video RACHELE WILLIG
Digital CTO MARCO VIGANÒ, Enterprise CTO AURELIO FERRARI
Digital Operations e Content Commerce Director ROBERTO ALBANI

COLLEZIONE CALORIFERI E SCALDASALVIETTE Sede: 20123 Milano, piazzale Luigi Cadorna 5 - tel. 0285611 - fax 028055716. Padova, via degli Zabarella 113 - tel. 0498455777
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tel. 0684046415 - fax 068079249. Parigi/Londra, 3 Avenue Hoche 75008 Paris - tel. 00331-53436975. New York, Spring Place
6, St Johns Lane - New York NY 10013 - tel. 212-3808236. Barcellona, Passeig de Gràcia 8/10, 3° 1a - 08007 Barcelona - tel.
0034932160161 - fax 0034933427041. Monaco di Baviera, Cuvilliés strasse 23, 81679 München - Deutschland - tel. 004915253345561.
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ARTE. DESIGN. ICONE. PERCORSI. ASTE. OGGETTI. IDEE. TALENTI.

DISCOVERIES.
POLIEDRICA. L’artista svizzera Irene Kung. Nel 2018 ha partecipato
a Photo London e alla mostra “The Way We Live Now” al National
Museum of Modern and Contemporary Art di Seoul
FOTOGRAFIE DI GIANNI FRANCHELLUCCI
DI S C OVE R I E S . HOME

Un poetico
senso
dell’abitare

Memorie di famiglia,
arte e tradizione
nello chalet di una fotografa
nell’ OBERLAND BERNESE .

T
utto è iniziato con una foto del Pantheon. Nel 2006 La città invisibile. Dopo aver vissuto a Madrid e Roma, sua
la gallerista Valentina Bonomo, dopo aver visto un’o- città adottiva, Irene è tornata a Saanenmöser, paesino dell’O-
FOTOGRAFIE DI GIANNI FRANCHELLUCCI

riginale fotografia del monumento scattata da Irene berland Bernese, nello chalet costruito dal padre negli anni Ses-
Kung, propose all’artista svizzera, che si era già ci- santa. 250 metri quadrati con quattro stanze da letto e cinque
mentata con la scultura, la pittura e la grafica, di concentrarsi bagni, rivisitati dall’architetto Gottfried Hauswirth, che ha
su questa forma espressiva. Da allora Kung ha sviluppato un firmato le residenze più esclusive della Svizzera. In questo rifu-
nuovo percorso, con un inconfondibile stile poetico e onirico. gio c’è il passato di Irene, mobili e oggetti dei genitori, alcuni
Con la sua Hasselblad digitale ha cominciato ad attraversare il provenienti dalla casa romana, e memorie di viaggi. Nell’ingres-
mondo, immortalando icone come la Grande Arche, Westmin- so, arredato con mobili di artigiani locali, si è subito accolti dal-
ster Palace e l’Empire State Building, divenuti soggetti del libro le foto dell’artista, che ha fatto tesoro delle sue precedenti 

38 ARCHITECTURAL DIGEST • ITALIA


Elegante semplicità. a sinistra: fotografie di Irene Kung nell’ingresso, arredato con stabelle realizzate da artigiani locali.
sopra: nel living, poltroncine in stile Horn & Antler, coffee table realizzato da un artigiano locale, tappeto di Fedora
Design. Alla parete, una grande foto di Irene Kung di un ulivo e una light-box. sotto: nel salottino, una foto di Irene
Kung sopra la cassapanca in legno. Sulla destra, una lampada cinese. pagina precedente: in un angolo del living, una foto
di Irene Kung su una console artigianale in legno. Lampada di Ingo Maurer.

LA NATURA RITORNA TRE VOLTE: NELLE CALDE ATMOSFERE DEL LEGNO,


NEL PAESAGGIO CIRCOSTANTE E NELLE FOTOGRAFIE D’AUTORE.

ARCHITECTURAL DIGEST • ITALIA 39


DI S C OVE R I E S . HOME

esperienze. «Penso le mie foto come pitture», spiega Kung. «La


tecnica di stampa che oggi più utilizzo, su carta in fibra di
cotone, è il Platino-Palladio, una ricerca contemporanea che
recupera la raffinatezza del passato». Anche nella casa si coglie
il gusto di coniugare suggestioni diverse. Il living è intimo e
accogliente. Un divano e un tappeto di Federica Tondato, con
la mappa di Roma le ricordano la Città eterna. Poltroncine
provenienti dalla casa di Berna e una collezione di piccole scul-
ture di famiglia, raccolte sopra il camino, sono preziose memo-
rie. Una grande foto di un ulivo frondoso e un albero imbian-
cato in una light-box catturano lo sguardo. «Questo è un ulivo
pugliese, l’altro l’ho fotografato qui nel bosco con la prima
ALLO SPIRITO DEL LUOGO, EVOCATO neve della stagione», racconta la padrona di casa. «Amo ripor-
tare l’albero a ciò che mi ha colpito, tolgo quello che non è es-
DA MOBILI E BOISERIE, RISPONDE senziale per comunicare le mie emozioni a chi lo guarda». In
L’ANIMO COSMOPOLITA un salottino più intimo, accanto al living, Irene ama leggere
DI UN’ARTISTA CON LA VALIGIA. nelle lunghe serate d’inverno. Qui ha raccolto foto, opere d’ar-
te di amici e oggetti da tutto il mondo. Una parete ad archi
separa il living dalla camera da pranzo, arredata con un tavo-
lo e sedie tipici del luogo, ralle-
Il colore all’improvviso. grata da un camino scoppiet-
a destra: la stanza padronale.
tante. Nello studio, sopra il ca-
Accanto al letto, una coppia
di poltroncine di famiglia. Sui
mino spicca una grande foto del
comodini, lampade Tolomeo londinese Millennium Bridge e
in un angolo un’immagine dai
FOTOGRAFIE DI GIANNI FRANCHELLUCCI

di Artemide. Incisioni di
Achille Perilli, Guido Strazza, toni dorati ritrae donne che la-
Marco Caporali e Gianfranco vano i panni, nel silenzio magi-
Palmery. in alto: nella cucina, co e sospeso di Orchha, in India.
foto di Irene Kung e un
Fotografie di Milton Gendel e di
piatto di Sol LeWitt. in alto
a destra: nello studio le foto
sua moglie Monica Incisa riem-
di Irene Kung: l’antica città piono le pareti lungo le scale che
di Orchha in India e Castel portano alla zona notte. □
Sant’Angelo a Roma. MARINA PIGNATELLI

40 ARCHITECTURAL DIGEST • ITALIA


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Lo stile minimalista regna incontrastato con l’esclusiva linea di prodotti LG SIGNATURE.


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DI S C OVE R I E S . FOOD DESIGN

Il cioccolato e le sue
consistenze.
La composizione
comprende sei preparazioni:
una pasta sablée alla
nocciola, un biscotto al
cioccolato, un cremoso al
cacao, una ganache, un
pralinato alla nocciola
e una crema al cioccolato.

WHO’S WHO
Pablo Gicquel, originario dei Paesi
Baschi, è cresciuto in Bretagna. Dopo una
breve esperienza in cucina, è passato al
mondo della pasticceria professionale.
Dal 2017 è all’Hôtel de Crillon del

OH LA LA! QUEL ÉCLAT! quale da quest’anno è chef patissier.


hoteldecrillon.grandluxuryhotels.com

Che scoppio, che splendore, che fragore questo tributo al cioccolato dedicato
a Maria Antonietta da uno dei più giovani CHEF PÂTISSIER di Francia.

di FIAMMETTA FADDA

Si parla tanto delle stelle della Guida Rossa de la pâtisserie: da Laurent Jeannin a Thierry
o delle classifiche dei best chef planetari, ma Bamas, a Julien Alvarez. 29 anni? Sì, perché
poco si sa e si dice della formidabile compagine oggi, per i bravissimi e ambiziosissimi, è l’età
dei Meilleur Ouvrier de France, l’onorificenza giusta per aver acquisito una tecnica impec-
attribuita ogni quattro anni, dal 1924, al mi- cabile e possedere il coraggio di affrontare (e
glior rappresentante dell’eccellenza francese scardinare) i grandi classici. Onorandoli. Mis-
all’interno di diciassette gruppi di “mestieri” sione: ridisegnare l’universo dolce dell’iconico
– dagli architetti, agli orologiai, ai murato- Crillon portato a nuovo splendore con quattro
ri – con, in testa all’elenco, la “ristorazione anni di lavori. Questa torta, se così vogliamo
e hôtellerie” e “l’alimentazione”. Tra queste, chiamarla, si chiama L’éclat ed è composta da
l’ambitissima categoria dei pasticcieri. Pablo sei preparazioni diverse e da oltre trenta ingre-
Gicquel, 29 anni, nominato l’anno scorso head dienti per un effetto éclatant. È l’atto finale
pastry chef del parigino Hôtel de Crillon, aveva del Goûter des Ducs, il tè pomeridiano in tre
da subito le idee chiare su dove voleva arriva- tempi che si svolge sotto i soffitti in oro, ameti-
re. Difatti nel suo apprendistato è passato per sta ed ematite del Jardin d’Hiver dell’Hôtel de
una sequenza di Meilleur Ouvrier de France Crillon. Tutto dedicato a Maria Antonietta.

42 ARCHITECTURAL DIGEST • ITALIA


T H E A R T O F E S S E N C E

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DI S C OVE R I E S . CO L L A B O R A Z I O N I

Semplice, esagerato
A 97 anni compiuti, l’ imprenditrice, interior designer e icona
di stile IRIS APFEL disegna una collezione di oggetti in vetro e cristallo.
Che declina a colori il motto: “Simple is Beautiful”.

di ELENA DALLORSO

WHO’S WHO
Imprenditrice, modella e designer, Iris
Apfel ha fondato nel 1950 con il marito
Samuel l’ industria tessile Old Wild
Weavers, chiusa nel 1992. Ha progettato
gli interni della Casa Bianca (per 9
presidenti). Si definisce Accidental Icon.

«Mi piacciono gli oggetti semplici. Ma ne uso in


grande quantità», dice la tastemaker Iris Apfel
spiegando l’apparente contraddizione tra il suo
approccio (alla vita, alla moda, al design) e la sua
collaborazione con il marchio di design globale
Nude specializzato in glassware, la cui filosofia è
“semplice è bello”. «Essere massimalisti come me
o minimalisti ha a che fare con la stessa attitudi-
ne: devi sapere quando fermarti. La semplicità
è uno stato della mente. Ogni cosa che indosso
è molto semplice, ma poi stratifico a seconda
dell’umore del giorno, ed ecco che le due cose
vanno insieme», dice. Con questo stesso atteg-
giamento («Lo stile è attitudine, attitudine, atti-
tudine») crea i suoi oggetti, e ha arredato molte
case importanti, compresa quella Bianca (per
nove presidenti): «In questa particolare attività
il mio principale contributo è stato selezionare i
tessuti seguendo progetti e direttive specifici. È
davvero difficile spiegare come il gusto sia cam-
biato nelle diverse presidenze, questi aspetti non
erano tra le priorità di tutti i presidenti». Colo-
ratissima, eccentrica, vitale, Iris Apfel è spinta
dall’emotività: «Io non intellettualizzo mai ciò Colorama. sopra: Iris Apfel
che faccio, lo faccio e basta. Per questo amo il durante il party newyorkese di
jazz: è improvvisazione, e a me piace improv- presentazione della collezione
visare, riuscire a vedere le cose da prospettive disegnata per Nude. a destra:
vaso Mono Box di Nude
diverse». Ancora oggi, a 97 anni compiuti: «I
in cristallo senza piombo,
riconoscimenti ottenuti in età matura sono collezione Inspired By Iris
un’altra grande conquista personale, così come Apfel. Sarà presentato al
le ultime, stimolanti collaborazioni strette con M&O 2019. in alto: fermacarte
marchi importanti», conclude. della stessa collezione.

44 ARCHITECTURAL DIGEST • ITALIA


T H E A R T O F E S S E N C E

Lo stile minimalista regna incontrastato con l’esclusiva linea di prodotti LG SIGNATURE.


La nuova lavatrice LG SIGNATURE si fonde perfettamente in qualsiasi spazio interno ed esalta lo stile del tuo living.

Scopri la nuova lavatrice LG SIGNATURE sul sito www.LGSIGNATURE.com


Contemporaneo. sopra: il
Tourbillon RM 68-01
di Richard Mille, che è stato
ideato in collaborazione con
lo street artist Cyril Phan,
noto anche come Kongo.
a destra: uno stand
di Frieze Masters.

L’estetica della complessitˆ

COURTESY RICHARD MILLE. COURTESY FRIEZE


Gli orologi di RICHARD MILLE erano esposti tra i capolavori classici e i dipinti dei maestri di oggi
a Frieze Masters, a sancire un forte legame della Maison con il mondo dell’arte.

di MARCO ZENI e GIAMPIERO NEGRETTI

C’è un’idea di bellezza intrinseca negli orologi. Molti li apprez-


zano per la perfezione della tecnologia, che grazie a raffinati In vetrina
virtuosismi dà vita a oggetti caratterizzati da una vera e propria
Tre nuovi modelli per l’ora di Natale.
estetica della complessità. A volte, poi, quello stesso ideale di
bellezza si ritrova anche nella forma. È il caso degli orologi di
Richard Mille, che in ottobre sono stati esposti nello stand della
BREITLING
Maison alla fiera londinese Frieze Masters, un evento che riunisce Nella recente collezione Premier
le gallerie d’arte e d’antiquariato più blasonate a livello mondia- di Breitling spicca il modello B01
le. In quell’occasione è stata allestita una rassegna da museo, Chronograph 42, un cronografo
con alcuni degli orologi più rari e originali creati nel tempo da di forte impronta estetica con
cassa (42 mm, appunto) in acciaio
Richard Mille, prestati da collezionisti privati. Come ha detto e movimento, automatico di
Richard Mille, «un orologio da polso deve essere un eccellente manifattura e contraddistinto
dispositivo di cronometraggio. Tuttavia, non vedo alcuna ragione dal certificato cronometrico,
con 70 ore di riserva di carica. Il
per cui non debba essere affascinante nella sua espressività visiva
quadrante – a due contatori e
tridimensionale, sia dentro che fuori, nello stesso modo in cui con datario e scala tachimetrica
una grande opera d’arte offre livelli complessi di interpretazione – può essere argentato o blu.
a seconda dell’angolazione in cui la si guarda. Definire questi Impermeabilità fino a 100 metri.
Cinturino disponibile in vari
aspetti durante il processo di progettazione non si differenzia così
pellami o bracciale metallico:
tanto dalla pittura miniaturista, dove, in un’area molto ristretta da 7.320 euro.
di pochi centimetri quadrati, può aprirsi un intero mondo».

46 ARCHITECTURAL DIGEST • ITALIA


DI S C OVE R I E S . A RT F RO N T I E R S

Iconici. sopra: il Tourbillon Skull RM


052, con il simbolo della vanitas
integrato nei meccanismi. a destra:
l’RM 69 Tourbillon-Erotic, con frasi
sensuali nel display. Due orologi
esposti da Richard Mille a Frieze.

WHO’S WHO
Nel 2001, quando ha lanciato sul
mercato il suo primo segnatempo,
Richard Mille aveva in mente
di creare l’orologio dei suoi sogni.
Nacque così l’RM 001, un modello
da 200mila euro, primo di una
serie di orologi molto tecnici ed
esclusivi, dal design deciso.

Le dimensioni degli orologi pubblicati in questo box sono quelle reali.

TUDOR LONGINES
Anche col nuovo Black Bay La Maison della clessidra alata
Fifty-Eight la Tudor riprende le presenta l’Heritage Military, che ci
linee di un modello del passato, porta negli anni ’40, perché
e cioè di uno dei suoi primi orologi riprende lo stile degli orologi dei
subacquei risalente al 1958. piloti della Royal Air Force. È un
A carica automatica, con orologio solo tempo che, a
movimento di manifattura dotato differenza degli antenati, è a
di certificato di cronometro, carica automatica. Conserva la
l’orologio ha la cassa (39 mm) in cassa (38,5 mm) d’acciaio con la
acciaio, la lunetta girevole con grande corona tronco-conica per
disco in alluminio e la grande facilitarne l’azionamento anche
lancetta delle ore snow flake. con i guanti. Il quadrante è stato
Impermeabile fino a 200 metri, “puntinato” così da assumere un
può avere il bracciale metallico, aspetto vissuto. Impermeabile
il cinturino in pelle o fino a 30 metri; cinturino in pelle
in tessuto: da 3.200 euro. o in tela, stile Nato: 1.830 euro.

ARCHITECTURAL DIGEST • ITALIA 47


DI S C OVE R I E S . A RT E

L’UOMO E IL MARE
Le sculture di RENZO BIGHETTI sono un lirico e
anche sardonico grido d’allarme sulle condizioni
sempre più critiche in cui versano le nostre acque
e le creature che le abitano.

di BENEDETTA TERENZI

WHO’S WHO
Renzo Bighetti (1945)
vive e lavora a Levanto.
Dopo gli studi si dedica
alla scultura e apre
uno studio a Milano,
dedicandosi ai su temi
di denuncia ambientale.
Torna quindi a
Levanto e inizia nuove
sperimentazioni
formali utilizzando i
più diversi materiali.
Ha partecipato a
numerose mostre e le
sue opere figurano in
collezioni private in
Svizzera, Germania,
Regno Unito, Francia,
Stati Uniti e Italia.

Mondo sommerso. sopra: di Renzo Bighetti, salviamo dalla plastica “il mare sta morendo”, bronzo,fusione a cera persa della Fonderia Massimo De
Chiaro, Pietrasanta,in parte lucidata a specchio. sotto: Acciughe fritte, bronzo. Di recente Bighetti Genova ha dedicato la mostra “Il mare sotto sopra”.

Da sempre sensibile ai temi di denuncia ambientale, Renzo Bighetti è


un grande viaggiatore e un appassionato conoscitore del mare, delle
sue creature, dei relitti e dei reperti che trattiene o sputa sulle spiagge.
Della sua anima profonda. Plasma i piatti di pesce della tradizione
ligure, le sagome primigenie degli animali pelagici e il luccichío delle
loro squame, i guizzi dei delfini, le geometrie spiraliche delle conchiglie,
i colori delle profondità, persino agli odori intensi delle arbanelle di
coccio e dei nodi di canapa riesce a dare sostanza 3D. D’altro canto è
affascinato dalle più diverse materie, il bronzo, l’acciaio, i ferri grezzi,
i marmi, per le quali nutre una incoercibile curiosità, alle quali con-
ferisce la sua impronta e nelle quali fissa i propri stati d’animo. Nel
suo laboratorio di Levanto, in Liguria, fucina e batte grandi lastre
di metallo, scalpella pregiati marmi, intaglia i legni, vamati fi da era
piccino. Figlio di un ebanista veneto, nel proprio lavoro racconta e
fissa “l’amore per il mare e per ogni espressione in esso racchiusa e,
attraverso il figurativo, l’amore per la vita della gente”.

48 ARCHITECTURAL DIGEST • ITALIA


DI S C OVE R I E S . IN VETRINA

Citazioni. sopra: sala della Parisi (1951), tavolino di Gio


Collezione Alta Gioielleria. Ponti (1931). a destra: la sala
a sinistra: scorcio del giardino Bagutta, con il tavolo ispirato
verticale creato dell’artista ai lavori di Angelo Mangiarotti
giapponese Azuma Makoto. (Agape). pagina seguente, in
Lampada Arco dei Fratelli basso: particolare di una vetrina
Castiglioni (Flos), sedute di Ico Alta Gioielleria.

Esuberanza
& sobrietˆ
Riapre in via Montenapoleone la boutique
di BULGARI , rivisitata secondo i canoni estetici
di Peter Marino e piena di rimandi al design
e all’architettura milanese dagli anni Trenta ai
MASSIMO LISTRI

Settanta. In un omaggio sontuoso alla città.

di ELENA DALLORSO

50 ARCHITECTURAL DIGEST • ITALIA


È stata inaugurata il 28 novembre la boutique abbiamo introdotto il concetto di promena-
Bulgari in via Montenapoleone a Milano, svi- de, liberando la parte centrale per ottenere
luppata intorno all’idea di bellezza eclettica un effetto grandioso ma conservando ai lati
e globale di Peter Marino comune a tutti gli molte altre stanze, tutte da esplorare», spie-
altri negozi della maison (e all’estetica stessa ga Silvia Schwarzer, Bulgari Senior Director
di Bulgari): si parte dall’arte, e la si sviluppa of Architecture and Visual. Nell’ingresso le
nei volumi, nelle proporzioni, nelle geometrie collezioni storiche, Diva’s Dream e Serpenti,
e negli arredi. Risultato, uno spazio estre- esposte in counter liberamente ispirati alle
mamente Bulgari e, contemporaneamente, opere di Carlo Scarpa, sono inserite in un am-
estremamente milanese, pensato come un biente luminosissimo, con travertino bianco
omaggio alla città e agli uomini che hanno per i pavimenti, breccia di Seravezza per le
scritto la storia del design. Primo fra tutti porte, porfido rosso per la stella a otto punte
Piero Portaluppi e la sua Villa Necchi Cam- intarsiata nel pavimento. Domina lo spazio
piglio: i soffitti e le pareti divisorie in bronzo dall’alto un grandioso lampadario originale
sono decorati con un motivo a losanga (che è che Gio Ponti realizzò su commissione (insie-
anche tipico dei gioielli Bulgari), la parete di me ad altri, di cui tre, enormi, si trovano nella
specchi (ai quali è stata aggiunta come decoro boutique di New York) negli anni ’60 per Villa
la stella della maison) delle sale vendita ricor- Nemazee a Teheran.
da quella della villa. «Nel ripensare lo spazio «In ogni stanza abbiamo voluto un 

ARCHITECTURAL DIGEST • ITALIA 51


DI S C OVE R I E S . IN VETRINA

Segni distintivi. a destra: particolare della galleria


degli accessori, con il soffitto a volta con il tipico
motivo Bulgari a losanghe. sotto: tavoli di vendita
custom ispirati a Franco Albini. Lampade originali
di Angelo Brotto (1960). in basso: la sala
Montenapoleone con lo spettacolare lampadario
disegnato da Gio Ponti nel 1960. Sulla parete in
fondo, Birth of Venus di Andy Warhol (1984).

oggetto unico e non replicabile legato profon- con la geometria della natura realizzando
damente a Milano», spiega Silvia Schwarzer. un’opera che ha i colori di Roma e porta un
Ecco quindi il tavolo originale di Paolo Buffa po’ di verde in un interno milanese, conti-
(1940) nel giardino d’inverno, le sedute, di nuando a cambiare nel tempo», dice Schwar-
Ico Parisi, le librerie e i tavoli di Mangiarotti. zer. I colori di Roma, in un preciso momento
Sempre nel giardino d’inverno si trova, sopra- della giornata, li ha voluti Peter Marino per
elevata su un piedistallo come un’opera d’arte, le stanze di vendita, spazi necessariamente
la poltrona Proust di Alessandro Mendini. «È più intimi: i tessuti e i preziosi velluti che
un prototipo del 1978, dipinto a mano da sua ricoprono le sedute di Ico Parisi replicano
nipote, che il proprietario della ditta MIM di la luce aranciata dei tramonti sul Tevere. □
Roma, specializzata in design e modernaria-
to, voleva mettere all’asta», racconta Schwar-
THE ADDRESS
zer. «L’abbiamo presa e messa qui». Il dise-
La Boutique Bulgari di Milano,
gno del pavimento in marmo Lasa lavorato
al 2 di via Montenapoleone, ha 280
a mosaico innestato su marmi Bois Jourdan
metri quadrati di spazio vendita su
e porfido si prolunga alla parete di fondo, in-
un solo piano, divisi tra collezioni
corniciando l’installazione floreale dell’arti-
storiche di gioielleria, accessori e
sta giapponese Azuma Makoto: «Partendo da
alta gioielleria (bulgari.com).
un disegno di Portaluppi, l’artista ha lavorato

52
DI S C OVE R I E S . LE ASTE

UN MONDO
DA COLLEZIONE IN ITALIA
Nelle grandi fiere come nelle vendite all’ incanto sono 5 DICEMBRE
di scena pittori e fotografi dei PAESI AFRICANI . E intanto • BOETTO
Mura dello Zerbino 10R,
si consolidano arte e design italiani del ’900.
Genova

di UMBERTA GENTA Gioielli

13 DICEMBRE
• BOLAFFI
Asta internet live su
astebolaffi.it
della pittura, con in testa il nigeriano
Benedict Chukwukadiia Enwonwu Football memorabilia
(1917-1994) e il congolese Chéri Sam-
ba (1956). 70.000-100.000 euro la 18 DICEMBRE
stima di un suo dipinto, J’aime la • CAMBI
couleur (2004), star di una raccolta via San Marco 22,
del meglio dell’arte africana dall’800 Milano
a oggi, protagonista a Parigi il 30 di-
L’art de la table
cembre dell’asta di Artcurial “African
Spirit, Paris#Marrakech”. La vendita
18-19 DICEMBRE
sarà anche trasmessa a Marrakech,
• IL PONTE
cuore pulsante del collezionismo afri- via Pontaccio 12,
cano e internazionale, presso il Resort Milano
Palace Es Saadi. A Londra, invece, da
Sotheby’s si riscopre la scultura mila- Arte moderna e
contemporanea
Cresce l’interesse per l’arte contemporanea africana, nese di inizio ’900: sfilano il 12 dicembre due volti
con il proliferare di eventi dedicati al settore, come drammatici di Adolfo Wildt (1868-1931), maestro
19 DICEMBRE
la fiera 1-54, svoltasi a Londra a ottobre, e l’aumen- di Fausto Melotti e Lucio Fontana (“19th & 20th
tare delle vendite all’incanto sul tema, con prezzi da Century Sculpture”). Due gli appuntamenti per chi • DELLA ROCCA
via della Rocca 33,
record concentrati sulle piazze di Parigi e Londra. è a caccia di rari pezzi di design italiano: “Design Torino
Tra gli artisti più ricercati spiccano gli esponenti & stile italiano”, il 17 e 18 dicembre da Wannenes a
della tradizione fotografica africana, come il malia- Genova, e “Arti decorative del ’900 e design”, il 20 Design
no Seydou Keïta (1921-2001), seguito dai maestri e 21 nella sede di via Pitteri de Il Ponte a Milano.

Latitudini. in alto, a sinistra: J’aime la couleur di Chéri Samba, 2004 (Artcurial). in alto, a destra: L’anima e la sua veste di Adolfo Wildt, 1916.
113.000-170.000 euro (Sotheby’s). sotto: divano imbottito mod. 865 disegnato da Ico Parisi e prodotto da Cassina, 1955. 12.000-15.000 euro (Wannenes).
©ARTCURIAL. ©SOTHEBY’S. ©WANNENES

54 ARCHITECTURAL DIGEST • ITALIA


WHO’S WHO
Walter De Silva, lecchese, classe 1951, è tra i
maggiori car designer di sempre. Ha progettato
Alfa Romeo, Seat, Audi, Volkswagen, Lamborghini.
Compasso d’oro alla carriera nel 2011. Da qualche
anno disegna arredi e complementi e, con un suo
brand, scarpe per donna. 1

Sempre in movimento
Abbandonato per il momento il mondo dell’auto, WALTER DE SILVA
mette oggi il suo linguaggio poeticamente essenziale al servizio della
creazione di calzature per donne e prodotti d’arredamento.

di NICOLETTA DEL BUONO

«Il crescente uso della parola “design” in modo


equivoco e superficiale sta provocando una vera
e propria decadenza intellettuale e concettuale
della professione». A sostenerlo è Walter De Silva
e detto da lui c’è da crederci. De Silva in effetti su
questo argomento la sa lunga, il design è la sua
vita fin da quando, a vent’anni, nel 1972, entrò nel
Centro Stile Fiat per diventare poi uno dei mas-
simi car designer di ogni tempo. «Volevo fare le
auto. Anche se in casa si parlava continuamente
di scarpe (il nonno Ferruccio aveva un piccola
2 fabbrica di calzature, ndr), io disegnavo sempre e
solo automobili. Sempre», ha ricordato in alcune
recenti interviste a proposito di quando era un
giovanotto. E di auto ne ha ideate tante, 120, e
molte bellissime e innovative, basti pensare all’Al-
fa Romeo 156 e all’Audi A5 coupé, due capolavori.

56
DI S C OVE R I E S . DESIGN

Ha progettato per Alfa, Seat, Audi, del gruppo Definisce le strategie d’impresa, è al centro del-
Volkswagen è stato responsabile del design dal le decisioni, sviluppa sistemi analogici e digitali,
2007 al 2015. Ovunque ha lasciato il suo segno estetici e poetici». Concetti che alimentano il nuo-
indelebile, la linea semplice, elegante, mai mini- vo capitolo della sua vicenda professionale. Non
male, un senso marcato delle belle proporzioni, i senza nostalgia per il mondo dell’auto – «se l’A lfa
topoi di una sensibilità italiana che sa addolcire mi cercasse vacillerei...», ha confessato – e sempre
i rigori ingegneristici della tecnologia. Nel 2015 mirando a innovare con intelligenza e rifletten-
ha detto basta alle macchine, s’è scoperto stan- do su ciò che veramente serve, ora De Silva con
co di viaggiare per il mondo come una trottola. un suo marchio crea scarpe esclusive per donna
Insomma è andato in pensione, ma a modo suo. – pump, slingback, stivaletti, tirature contenute
Continuando a progettare, a cercare, matita alla – le più leggere al mondo, lavorando per prima
mano, di dare un senso alto, un’identità alla parola cosa sul tacco che deve essere di 10,5 cm perché
design. Dice: «Dobbiamo ricordare che il design la caviglia così raggiunge la tensione muscolare
è un modello culturale in costante evoluzione. più sexy. Anche gli arredi fanno parte dei suoi in-
teressi odierni, eredità forse del periodo trascorso
nello studio di Rodolfo Bonetto. Tra i pezzi che
colpiscono sono la poltrona Luft per Poltrona Frau
4 di chiara ascendenza automobilistica, le lampade
per Performance in Lighting, una lettura poetica
ed essenzialista di “less is more”, e soprattutto il
tavolo Con-tatto, per Codiceicona, strepitoso gioco
I Giochi di equilibrio. 1. Tavolo Con-tatto nella versione con di equilibri, un’esile clessidra che non si capisce
piano in finitura “cracken”, 2018. Per Codiceicona. 2. Pump come faccia a reggere il piano circolare con tanta
con stiletto da 10,5 cm, collezione Orange, 2018, finitura cocciuta stabilità.
“pietra cracken”. Di WDS Walter De Silva Shoes marchio creato
da De Silva con la moglie Emmanuelle e con Stone Italiana e
Gruppo Limonta. 3. Sketch di progetto per le Alfa Romeo 156
e 147, entrambe votate “Car of the Year” rispettivamente nel
1998 e nel 2001. Per dare corpo alle proprie idee, Walter De
Silva ricorre tuttora alla matita. 4. Liquid, versione black,
lampada da soffitto per Performance in Lighting. 5. Poltrona
Luft progettata da De Silva per Poltrona Frau.

5
MATTEO PLATANIA

ARCHITECTURAL DIGEST • ITALIA 57


DI S C OVE R I E S . S E V E N F O R T H E F U T U R E /Ch a p te r fo u r

WHO’S WHO
Andrea Bonini, veronese, classe 1985,
diplomato in Interior e Product Design
all’Istituto Marangoni di Milano, nel 2011, ha
aperto uno studio per arredamenti su misura
e fondato il brand Diamante, che produce
arredi e accessori in acciaio. Lavora a Milano,
ha realizzato interior di prestigio a Milano,
Londra e Shanghai. È designer di riferimento di
Turri, azienda leader nel Modern Luxury Style.

Avvolgente. Linee
morbide, materiali
pregiati, accostamenti
materici raffinati per la
poltroncina della
collezione Eclipse (2018)
disegnata da Andrea
Bonini per Turri (sotto,
lo sketch del prodotto).

Bespoke Interiors Studio di Andrea Bonini è nel quadrilatero

UNA NUOVA della moda milanese, le sue vetrine si affacciano su via Morone,
vicino a dove abitò Manzoni: qui eleganza e cultura hanno ra-
dici antiche. Non è dunque un caso che il destino abbia portato

ELEGANZA
Designer e interior designer, ANDREA BONINI si distingue
Bonini in questo luogo giacché, appunto, eleganza e cultura,
oltre a immaginazione e creatività, sono i suoi tratti identitari.
Come diceva George-Louis Leclerc de Buffon, lo stile è l’uomo.
Lui progetta arredi e complementi e pure interni ricercati nel
senso del pregio estetico e dei materiali. Curiosamente nei suoi
CHIARA CADEDDU

per uno stile che combina il pregio dei materiali, la linearità prodotti ci sono sempre elementi metallici.
sensuale delle forme e una cura assoluta del dettaglio. C’è un segreto dietro questa scelta?
Fa parte del mio vissuto, mio padre è un abilissimo artigiano del
di RICCARDO BIANCHI metallo. Ho fondato il marchio Diamante nel 2011 per realizzare

60 ARCHITECTURAL DIGEST • ITALIA


«Occorre avere
curiosità e
moltiplicare le fonti
di ispirazione».

Slanci creativi.
a sinistra: Andrea Bonini,
con la console Cosmo
(autoprodotta): base con 1
setti sfalsati in breccia
veronese e acciaio, piano
di cristallo. 1. Tavolino
Equilibrio. Gioco di pesi e 2
contrappesi: sostegno in
vetro rigato incastrato in
elemento di marmo
ovalizzato e spina di in proprio arredi e complementi in cui l’acciaio fosse protagoni-
tenuta in ottone, piano in sta come elemento contemporaneamente strutturale ma anche
cristallo. Autoprodotto. decorativo. In generale uso il metallo un po’ come una mia firma.
2. Andrea Bonini è un
A quali altri fattori fanno capo i tuoi progetti di arredi?
abile disegnatore: le sue
idee progettuali hanno Be’, il brief dell’azienda, sempre però cercando di dargli una mia
una prima messa a punto personale interpretazione. Azienda oggi per me significa soprat-
sulle pagine di un notes o tutto Turri per la quale ho realizzato diverse collezioni, la più
di un quaderno. recente delle quali è Eclipse, di quest’anno. Una collaborazione
3. Bacile Geometria: si che funziona anche perché Andrea Turri, il patron, vuole che si
ispira al sacrario di guerra identifichi l’azienda con uno stile lussuoso ma moderno, più pulito,
di Cima del Grappa. 4. Il
più lineare e sobrio rispetto a quello del passato, dalle lavorazioni
concept dello stand Turri
al Salone del Mobile 2018. inappuntabili com’è nel dna del brand: valori che sono anche miei.
In generale prediligo un approccio al progetto più artigianale che
industriale, amo disegnare ancora a mano. Mi piace dialogare con
la storia e con i maestri del design inserendo nei miei progetti
citazioni e riferimenti al loro lavoro, esplicite o anche dissimulate,
3 magari in qualche soluzione di lavorazione: voglio che i miei pezzi
raccontino qualcosa a chi li usa. Poi l’attenzione ai dettagli: per me,
che sono un patito di Carlo Scarpa, è fondamentale. Una cucitura
ben fatta, un incastro impeccabile, un combinato di materiali che
esprime armonia: trovo che facciano la differenza. Tra i materiali
mi piacciono quelli naturali, legno, vetro, pietra, pelle, metallo,
ovvio. Non uso mai plastiche o compositi. □

Per “Seven for the Future” sul prossimo numero


incontreremo Marco Lavit Nicora.
4

ARCHITECTURAL DIGEST • ITALIA 61


DI S C OVE R I E S . I CO N A

WHO’S WHO
N°5 Red Edition è la
versione “rouge” (colore
iconico della Maison) della
mitica fragranza ideata da
Mademoiselle Chanel nel
1921, che per la prima volta
nella storia non è contenuta
nel flacone trasparente.
In edizione limitata, l’Eau
de Toilette e l’Eau de Parfum
(100 ml, 150 €) e 55 pezzi in
serie numerata in cristallo
rosso Baccarat da collezione.

Architettura di fuoco
Nei suoi quasi 100 anni di vita il design del flacone N°5 di Chanel non è mai
cambiato. Oggi, però, la Maison lancia un’edizione limitata in vetro e cristallo
rosso, il colore “della vita e del sangue” secondo Mademoiselle.

di ELENA DALLORSO

Quando nacque, nel 1921, il N°5 voleva sovvertire i ca-


noni estetici e sensoriali della profumeria: un semplice
Fatto a mano. in alto: un momento
flacone squadrato da farmacia in vetro trasparente con
della soffiatura delle boccette di N°5 Red.
un tappo sfaccettato e la formulazione della fragran-
sopra, a destra: il flacone dell’Eau de
Parfum N°5 Red. sotto: la molatura za affidata a un chimico (Ernest Beaux), e non a un
del vetro avviene in modo artigianale. “naso”, che mescolasse alle essenze naturali di rosa e
a sinistra: la lavorazione del tappo. gelsomino quelle sintetiche (aldeidi) per renderla più
persistente. Divenne ovviamente simbolo di moder-
nità e, insieme, la firma olfattiva di Mademoiselle. Il
flacone ha avuto, negli anni, un’impercettibile evo-
luzione della sua silhouette, mantenendo sempre in
equilibrio forme e proporzioni.
Mai, però, fino a oggi, aveva cambiato colore. Solo
per l’edizione limitata di questo Natale, il N°5 diventa
Red nella versione Eau de Toilette e Eau de Parfum
formulate da Olivier Polge (entrambe 100 ml), oltre
COURTESY CHANEL

che nei 55 pezzi numerati in cristallo rosso Baccarat


del Grand Extrait N°5 (900 ml) realizzati a mano da-
gli artigiani (soffiatori, molatori e vetrai) della storica
cristalleria parigina.

62 ARCHITECTURAL DIGEST • ITALIA


DI S C OVE R I E S . B E V E R AG E

In alto i calici!
SAGNA compie 90 anni: un virtuoso
esempio di family company da
quattro generazioni impegnata
nella distribuzione di champagne IL BIO CHAMPAGNE
e liquori di alta gamma. Per festeggiare il 90° Sagna ha scelto
lo champagne Cristal 2008 di LOUIS ROEDERER
di FR ANCA ROTTOLA ottenuto da uve coltivate biodinamicamente.

Compie 30 anni la liaison tra Sagna e Louis


WHO’S WHO
Roederer, maison produttrice di champagne top
Dopo il fondatore,
di gamma. Fu un’ idea e un pallino di Ernesto
il Barone Amerigo
Sagna che nel 1988 iniziò la distribuzione del
Sagna, e suo
prestigioso brand di Reims. In occasione del 90° di
figlio Ernesto,
Sagna è stato presentato il Cristal 2008, una cuvée
sono ora
de prestige messa a punto nel 1876 su richiesta
Massimo Sagna
dello Zar di Russia Alessandro II. Louis Roederer
(a destra) e suo
è oggi il maggiore produttore di champagne da
figlio Leonardo
agricoltura biodinamica ed è tornato a impiegare
a portare avanti
in vigna i cavalli al posto dei trattori.
l’azienda di
famiglia con
inventiva e ottimi
Per un’azienda 90 anni sono un traguardo di tutto rispet-
risultati.
to. Sono quelli che festeggia Sagna, società torinese per
la distribuzione di champagne, vini, liquori, distillati ed
etichette di grande pregio provenienti dall’Italia e da ogni
parte del mondo. Fondata nel 1928 dal Barone Amerigo
Sagna e oggi guidata da terza e quarta generazione, ha
sede a Revigliasco e di recente ha inserito in catalogo i
nuovi prodotti nazionali e stranieri, tra cui il rum Admiral
Rodney-Saint Lucia Distillers, di proprietà della prestigiosa
Maison Rhum J.M, massima espressione inglese in questo
campo. Sagna si è anche aperta al mondo della mixology,
ILLUSTRAZIONE DI MAURO GATTI

una “disciplina” che crea i drink in base alla misurazione


attenta degli ingredienti e li spiega in maniera colta e af-
fascinante. Si tratta di un mercato in forte crescita in cui i
marchi proposti da Sagna – tra gli altri Romanée-Conti,
lo champagne Louis Roederer, il cognac Delamain, il rum
J.M la vodka Purity, il vermouth Antica Torino e il gin
Panarea – fanno davvero faville. Buon compleanno.

64 ARCHITECTURAL DIGEST • ITALIA


etrohomeinteriors.jumbogroup.it
DI S C OVE R I E S . CINEMA

Interni
(ed esterni)
bolognesi
Compie mezzo secolo il primo ciak
di PUPI AVATI , che lo festeggia lavorando
a un nuovo film. Ben radicato in un
habitat bolognese, emiliano e personale.

di ELENA DALLORSO
1
WHO’S WHO
Bolognese,
Pupi Avati si
è laureato in
Scienze politiche,
lavorando 4 anni
alla Findus prima
di dedicarsi al
cinema insieme al
fratello Antonio.
Il suo primo
film è del 1968,
Balsamus, l’uomo
di Satana, l’ultimo
Il signor diavolo in
uscita il prossimo
anno. Sua grande
passione il jazz:
ha suonato il
clarinetto nella
Doctor Dixie Jazz
Band dal 1959 al
1962. È presidente
della Fondazione
Fellini.

66
La casa in pellicola
1. Pupi Avati sul set de Il signor
diavolo, suo ultimo film (in uscita
nel 2019), tratto dall’omonimo
romanzo del regista pubblicato
da Guanda. 2. Una scena di Una
sconfinata giovinezza, del 2010,
con Francesca Neri e Fabrizio
Bentivoglio. 3. Due scene di La
cena per farli conoscere, del
2007. Tutti i set sono stati curati
da Giuliano Pannuti, scenografo
e costumista. Si riconoscono
due lampade dei Castiglioni:
Taccia e Gatto per Flos. 4. Una
scena de Il figlio più piccolo, del
2010. Il Grand Hotel Villa
Tuscolana e Villa Parisi sono
trasformati, con aggiunta di
mobili e oggetti di design, nel
3 lussuoso quartier generale della
Baietti Holding, società del
protagonista del film.

castello l’Emilia si permetteva di essere anche fiabesca».


L’ambientazione dei film di Avati, sia nelle atmosfere sia
negli arredi, appartiene all’ambito della memoria privata:
«Tutto quello che metti in scena assomiglia all’archetipo
della tua esistenza. Ogni cosa, ogni oggetto, è quella che
hai visto per la prima volta», spiega. «Il décor dei miei
film appartiene a quell’archetipo. Il tavolo, il letto matri-
moniale sono quelli dei miei genitori, o dei miei nonni.
Mio padre era un antiquario, e l’interesse per gli interni
La comfort zone di Pupi Avati, 80 anni e 50 di carriera ap- mi viene da lui, anche se ho creduto di appartenere a una
pena festeggiati (è del 4 ottobre 1968 il primo ciak di Bal- famiglia abbiente fino a quando non sono ritornato nelle
samus, l’uomo di Satana), ha indubbiamente i confini della case della mia infanzia e della mia adolescenza, in via San
“bassa” bolognese, con il suo nucleo nel centro storico del Vitale Ω se fosse crollata la Garisenda avrebbe abbattuto
capoluogo, tra la Garisenda e il Bar Margherita. Perché da il tetto di casa mia Ω e in via Saragozza, di fronte al Bar
quando ha appeso al chiodo il clarinetto con cui si esibiva Margherita: stanze piccole, buie, anche se nella seconda
nella Doctor Dixie Jazz Band (il giorno, dice la leggenda, in c’erano tapparelle, termosifoni e parquet, figli della mo-
cui entrò nella band Lucio Dalla) e archiviato una carriera dernità. A Roma, dove abito, ho però fatto una casa che
nell’industria degli alimentari surgelati, l’habitat naturale assomiglia a quella dove avevo abitato a Bologna, anzi, al
di quasi tutti i film girati insieme al fratello Antonio è stato suo archetipo. D’altronde il cinema ha questa funzione:
quello. «Muoversi in un ambito geografico nostro, in cui quella di risarcirti nella tua storia personale, mentendo».
conoscevamo i posti e le persone, è stata una scelta di co-
modo per intraprendere un lavoro difficile come il cinema»,
dice il regista. «La mia prima inquadratura l’ho girata in
mezzo a una troupe di romani. Ho detto “ciak”, anziché
“azione”. Il produttore ha ribattuto: “Nun te preoccupà. Er
film te lo famo noi”. Poi, dopo un po’ di successo, quegli
stessi luoghi sono diventati il nostro biglietto da visita,
tanto quanto la scelta di attori bolognesi una questione di 4
stile». Luoghi che raccontano una certa e specifica provin-
cia italiana, ma anche un altrove onirico, come la Rocchetta
Mattei di Balsamus: «Sei nella campagna emiliana che più
emiliana non si può e improvvisamente trovi un castello
moresco. Ho pensato che l’altrove dell’Emilia fosse lì, non
solo nella casa colonica, nell’aia, nella porcilaia. In quel

ARCHITECTURAL DIGEST • ITALIA 67


DI S C OVE R I E S . M OTO R I N G

1 The Next
Generation
Primogenita del brand Polestar di Volvo,
POLESTAR 1 è una supercar che mostra come
la soluzione ibrida sia convincente anche
per gli appassionati della guida sportiva.

di PIETRO T. ZOCCHI

3
Ora c’è e si può prenotare al prezzo di 155.000 euro
oppure sottoscrivendo un abbonamento a rata men-
sile. Polestar 1 sarà sulle nostre strade nei primi mesi
del 2019: è una coupé supercar ed è la prima auto del
marchio Polestar finora dedicatosi a curare le vetture
elettrificate più sportive del Gruppo Volvo. Certo farà
scalpore con la sua eleganza di linea, la cura degli interni
e l’esplosività prestazionale di una coppia che tocca i
1.000 Nm (la Ferrari 812 Superfast arriva a 718) e dei
suoi 600 cavalli ibridi con 2 motori elettrici da 109 Cv,
un turbo benzina 2,0 l per 343 Cv e un motogeneratore
aggiuntivo da 48 Cv. Polestar 1 nasce sulla piattaforma
della Volvo S90, ma di quella è leggermente più piccola
e, grazie ha una scocca in gran parte in fibra di carbonio,
2 è più leggera di 230 kg. Per migliorare il comfort monta
ammortizzatori Ohlins di nuova generazione che rie-
scono a variare l’assetto in maniera istantanea; mentre
l’impianto frenante è della giapponese Akebono. Chi
l’ha guidata dice che è eccezionalmente maneggevole,
comoda, dinamica e con un cuore selvaggio…

Dati alla mano. 1. Dettaglio di una ruota con disco frenante Akebono da 40 mm e
pinze a sei pistoncini. 2. Particolare dei curatissimi interni in pelle. 3-5. Il design
4 dell’auto è stato studiato da un team indipendente di Volvo. Le prestazioni: velocità
max 250 km/h limitata elettronicamente, velocità a sola trazione elettrica di 160
km/h (autonomia di marcia di 150 km); accelerazione da 0 a 100 km/h in 3”8.

5
COURTESY VOLVO

68 ARCHITECTURAL DIGEST • ITALIA


gianfrancoferrehome.it

MILANO | NEW YORK | MIAMI | LOS ANGELES | MOSCOW | KIEV | KUNMING | NANJING | SHENZHEN | DOHA | BEIRUT | BAKU
DI S C OVE R I E S . K I TC H E N M O O D

WHO’S WHO

Un’isola per il gusto Bulthaup è una parte importante


della cucina moderna. Fondata nel
1949 e sempre all’avanguardia per
La cucina è sempre più vissuta come il cuore delle attività domestiche
design, ricerca tecnologica, cura
e della convivialità. Con il sistema b3 BULTHAUP ne propone del dettaglio che fa la differenza, ha
un’ interpretazione flessibile, di grande funzionalità e con un appeal prodotto sistemi aperti come il b1,
estetico in grado di dialogare con qualsiasi stile di arredamento. il b2 e il b3, che ne hanno marcato
profondamente lo sviluppo.
di FR ANCA ROTTOLA

Contrasti espressivi.
a destra: cucina su
misura realizzata con
sistema b3 di
Bulthaup, progettata
da Bulthaup Palermo,
con isola centrale
ed elettrodomestici
incassati a parete.
Esemplare il dialogo
tra l’acciaio e la
linearità di b3 e la
classicità dei
rivestimenti. in basso:
particolare dell’isola
centrale realizzata in
acciaio inox
e con una evidente
attenzione per gli
aspetti ergonomici.

Conseguenza della cookingmania che stiamo vivendo quotidiana- chi lo usa, b3 è incentrato su una cospicua isola centrale in acciaio
mente oppure di una ripresa di interesse per la tradizione? Il fatto inossidabile con piano di cottura integrato a cui fanno corona le
è che la cucina è sempre più il centro di gravità della casa. Anche di colonne elettrodomestici e frigorifero Gaggenau, forno da incasso
Casa Baglio, residenza storica nel borgo di Santa Flavia, non lon- Wolf e abbattitore di temperatura Irinox. Soluzioni flessibili che
tano da Palermo, avvolta da un giardino tripudiante di profumi e liberano in misura rilevante il progettista dai vincoli planime-
di colori mediterranei. Si diceva dell’ambiente cucina: i proprietari trici e perimetrali. Le pareti da inerti costrizioni diventano con
volevano farne un luogo di condivisione, d’incontro, di convivialità b3 elementi funzionali ma anche estetici facendo guadagnare
dove l’emozione della tradizione trovasse modo di dialogare con all’ambiente cucina una valenza stlistica forte che gli consente di
le note rigorose della contemporaneità. Per questo la loro scelta è vivere in perfetta continuità con il living. □
caduta sul sistema Bulthaup b3, simbolo
di design e tecnologia d’avanguardia che
qui si pone a contraltare dei decori sto-
ricizzanti che parzialmente rivestono le
pareti del locale, del magnifico pavimento
in cotto e del grande e quadrato lavabo
in pietra. Realizzato con materiali che
con spessori molto ridotti garantiscono
eccellente resistenza, ergonomico, pieno
di trovate per ottimizzare i movimenti di

70 ARCHITECTURAL DIGEST • ITALIA


Simple is beautiful

Iris Apfel

Paşabahçe Store Milan, Corso Matteotti 3


nudeglass / nudeglass.com / #IrisApfelNude
DI S C OVE R I E S . SCENARI

Per una
nuova casa
Selezionato da Condé Nast Social Talent
Agency, SIMPLE FLAIR è il luogo digital
che fa incontrare aziende, progettisti e
appassionati di interior design.

di RICCARDO BIANCHI

WHO’S WHO
Con Simple Flair In Italia l’interior design è una disciplina negletta, ci sono 1
da loro fondato grandi decoratori, e AD è la loro voce, ma manca una
nel 2010, Simona tradizione come in Francia. Simona Flacco e Riccardo
Flacco e Riccardo Crenna, giovani architetti, stanno cercando di riempire 2
Crenna creano e questo vuoto. Al Politecnico di Milano tengono un corso
curano il contenuto sull’argomento, mentre con il progetto Simple Flair han-
ad hoc per ogni no individuato, o meglio creato, una nicchia di mercato
progetto coltivando nella quale fare incontrare il mondo del progetto e della
un approccio produzione e quello dei nuovi media digitali, raccontando
unico tra design, per mezzo della tecnologia informatica, e così implemen-
comunicazione tandole e valorizzandole, le idee e le proposte di progetti-
digital. Tra le più sti e aziende in tema di arredamento della casa. Tutto con
recenti collaborazioni un occhio attento ai contenuti, alla qualità, al mondo del
si segnalano Nike, lifestyle e dei millennials. Un approccio multidisciplinare
Vitra, Molteni&C, di successo che coinvolge sempre nuovi utenti e che ha
Bmw, Ikea, Arper. meritato loro la selezione nell’ambizioso progetto “Social
Talent Agency” di Condé Nast per la promozione della
creatività giovane in ogni campo.
3
DANIELE FRAGALE. CLAUDIA ZALLA

Cosa fanno. 1. Simple Flair Apartment su progetto di Studio Modulo,


lo studio di architettura di Simona Flacco e Riccardo Crenna: qui
s’incontrano creativi e aziende. 2. Il tavolo Reale di Carlo Mollino al
centro dell’allestimento Fantastic Mollino di Simple Flair per Woolrich nei
giorni della Milan Design Week 2018. 3. Scorcio del progetto Design
Souvenir, allestimento curato da Simple Flair in collaborazione con Design
Republic e Normann Copenhagen. Allestimento di Studio Modulo.

72
rugiano.com

GRACE bed

Flagship Store: Via della Moscova, 53


MILANO_ rugiano@rugiano.it
rugiano.com

PIERRE sofa
Flagship Store: Via della Moscova, 53
MILANO_ rugiano@rugiano.it
DI S C OVE R I E S . N U OV I M U S T

Viaggiare
è una cosa soft
Dalla collaborazione tra il designer Marc Newson
e LOUIS VUITTON nasce una famiglia di bagagli in una
rivoluzionaria maglia 3D. Hi-tech, morbidi, chic.

di RUBEN MODIGLIANI

Nel 2016 Marc Newson ha rivo-


luzionato, per Louis Vuitton, l’idea
di trolley. La collaborazione oggi si
rinnova, sempre nell’ottica di una (ri)
definizione della modernità. E dà origine
a Horizon Soft, una nuova serie di valigie
con ruote disponibile nel prossimo anno. Un
progetto nato attorno a un materiale e a una
tecnologia rivoluzionari: il guscio esterno della
valigia, infatti, è realizzato in maglia 3D idrore-
pellente e termoformata, dove il monogramma della
Maison è realizzato in jacquard (è disponibile anche
una versione nella classica tela Monogram). I tagli per
tasche e cerniere sono realizzati con tecniche a ultrasuo-
ni, il 95% delle cuciture è stato eliminato e sostituito da
un nastro termofuso. Il risultato è un oggetto che unisce
un peso ridotto al minimo a un volume massimizzato. E,
come dice il nome, morbido. Nella sua realizzazione non
viene utilizzato un solo componente in serie, ogni elemento
è stato progettato appositamente: dalla maniglia rivestita in
vacchetta, posizionata all’esterno per non rubare capienza,
al lucchetto con combinazione di tre cifre, ergonomico e
manovrabile con una sola mano.

WHO’S WHO
Marc Newson è nato a
Sydney, in Australia, nel
1963. A 23 anni, dopo
la laurea, la sua prima
mostra. Ha collaborato
con Apple, Ford, Nike,
Cappellini e molte altre
aziende. Nel 2015, un
esemplare della sua
chaise longue in metallo
Lockheed Lounge è stato
battuto a un’asta per 3,7
milioni di dollari. Vive e
lavora a Londra.

76
Sonni di lusso. a destra: il
letto di questa stanza di
Palazzo Gattini, luxury
hotel di Matera, dispone
di un materasso Simmons.
Con la piattaforma
dormireacinquestelle.it
di Simmons lo stesso letto
e lo stesso materasso
possono essere acquistati
e messi in casa propria
(foto sotto).

Dormire su un materasso che si conforma al


peso, alla struttura, alle posture del nostro corpo
migliora in misura decisa la qualità del riposo.
A volte, anzi spesso, questo avviene durante una
notte trascorsa in un albergo e questa sensazione
rigenerante la vorremmo replicare nel letto di
casa nostra. Un desiderio reso ora realizzabile da
Simmons, azienda da quasi 150 anni produttrice
di materassi rigorosamente made in Italy e da
sempre protagonista della cultura del riposo.
DORMIRE A CASA dormireacinquestelle.it è, infatti, una sua nuova
piattaforma online intuitiva e facile da usare,
COME IN HOTEL dove è possibile acquistare lo stesso modello del
Con la piattaforma dormireacinquestelle.it, SIMMONS letto su cui si è dormito in hotel, o configurarsi
permette di configurare il letto che si vuole, materasso un giaciglio ad personam scegliendo tra quasi sei
compreso. Si può perfino avere in casa propria il letto milioni di possibili combinazioni le cui parole
dell’albergo dove si è fatta la migliore dormita della vita. chiave sono finiture speciali, materiali ricercati e
così via. Tra i vantaggi di dormireacinquestelle.
di ANITA CASATI it sono la semplicità di ordinazione, la facoltà di
creare il proprio letto e di seguirne
gli step di lavorazione. Completano
l’offerta eleganti biancherie da letto,
topper e vari modelli di guanciali
con misure adeguate al materasso
che ha spessore maggiorato come
per l’ hôtellerie. All’altezza anche la
consegna e il montaggio eseguito
in “guanti bianchi” da personale
qualificato. Insomma un esclusivo
e innovativo progetto custom-made
CRAIG MCDEAN PER LOUIS VUITTON

(c’ è una versione anche per i


nostri amici a quattrozampe, la
linea Pet Comfort) che si modella
sulle varie esigenze dell’utenza,
anche le più estrose o difficili da
soddisfare, al fine di ottenere un
riposo eccellente.

ARCHITECTURAL DIGEST • ITALIA 77


DI S C OVE R I E S . S U L PA LCO

Cronache d’arte
Le eleganti pubblicazioni dedicate al mondo della
lirica sono un fiore all’occhiello dell’associazione
AMICI DELLA SCALA , che ha compiuto 40 anni.

di GAIA PASSI

Memorie. sopra: L’amore delle tre


melarance di Prokof’ev, regia di
Giorgio Strehler, Teatro alla Scala.
1974. a sinistra: La buona figliola
di Piccinni, regia di Strehler, Teatro
alla Scala, 1951. in basso: in senso
orario: Gillo Dorfles ed Emilio Isgrò,
1991; Gae Aulenti con Luca Ronconi
nel 1985; Mstislav Rostropovich
con Anna Crespi, 1987.

WHO’S WHO
Il nuovo libro Giorgio
Strehler e i suoi scenografi,
curato da Vittoria Crespi
Morbio, ripercorre attraverso
bozzetti, figurini e foto di
scena la carriera del Maestro,
seguendone le produzioni a
Milano e in sedi internazionali,
da Parigi a Salisburgo.

Quarant’anni di aneddoti, emozioni, personaggi straordinari e momenti ir-


ripetibili sono racchiusi nel libro Oltre il Foyer, pubblicato in occasione del
quarantesimo anniversario degli Amici della Scala. Il racconto scaturisce dai
ricordi di Anna Crespi Morbio, fondatrice e presidente dell’Associazione dal
1978. Un’eredità giunta da Arturo Toscanini: fu infatti per primo il grande
direttore d’orchestra a fondare l’associazione, riunendo la borghesia milanese
con l’intento di promuovere la ricostruzione e le attività della Scala nel secondo
dopoguerra. Trent’anni più tardi la figlia del Maestro, Wally, dichiarò che An-
na Crespi era l’unica persona che avrebbe potuto seguire l’esempio del padre,
ricreando l’associazione Amici della Scala. Così fu. In questi quattro decen-
ni l’Associazione è diventata una vera e propria
istituzione milanese, accogliendo tra le sue fila
artisti, intellettuali e uomini d’affari determinati
a sostenere il più importante teatro dell’Opera
CARLA DE BERNARDI. ERIO PICCAGLIANI

del mondo. Oltre il Foyer è un omaggio a que-


sti grandi personaggi – da Leonard Bernstein a
Luciano Berio, da Gillo Dorfles a Gae Aulenti,
solo per citarne alcuni – e riporta in vita i loro
volti, le loro voci e il loro prezioso contributo. È
un volume che parla del passato, che si affianca a
volumi densi di storie e di una ricca iconografia,
come Giorgio Strehler e i suoi scenografi.

78 ARCHITECTURAL DIGEST • ITALIA


DRVRANJES.COM

B O LO G N A | F I R E N Z E | F O R T E D E I M A R M I | K U W A I T C I T Y | M I L A N O | N A G OYA | R O M A | T O K YO | V E N E Z I A
DI S C OVE R I E S . AG E N DA

OGGETTI DI CONFINE
The Bass, Miami Beach

TUTTO UN ALTRO f ino al 21 aprile


Si ispira a Ferngully, film

MONDO d’animazione dal pensiero


ecologista, la prima mostra
museale degli Haas Brothers,
Gli artisti più audaci con le loro creazioni duo creativo formato da
disegnano un UNIVERSO PAR ALLELO , Nikolai e Simon Hass.
popolato di reinterpretazioni di modelli Concepita come un’unica
classici, installazioni surreali e mobili grande installazione, la
dal temperamento bizzarro. rassegna porta il visitatore
in un mondo utopico,
di SONIA S. BR AGA
popolato da bizzarre creazioni
tra arte e design, con tanto
di sedute biomorfe e cactus
SPIRITO LIBERO
vellutati.
MUDEC, Museo delle Culture di Milano

f ino al 14 aprile
L’enigma Banksy ha mille volti: writer,
street artist, star del contemporaneo. I suoi
riferimenti spaziano dalla pratica situazionista
all’età d’oro del graffitismo newyorkese. Circa
80 opere dell’artista britannico più amato e
irriverente del nostro tempo arrivano a Milano
per la mostra “The Art of Banksy. A Visual
Protest”, a cura di Gianni Mercurio. Affiancate
da video dei suoi murales, sculture, fotografie.

Zoomorfismo. a destra: dormeuse


Spotley Cru di The Haas Brothers
& The Haas Sisters, 2017. sotto:
Toast cannibale di François Curlet,
2014. Moto, schiuma, resina,
cm 220x200x50. a sinistra: Bullet
Proof David di Banksy, 2006.

JOE KRAMM. ©THE HAAS BROTHERS. ©STEVE LAZARIDES. ©ERIK MADIGAN HECK
Resina, cm 213x70.

LETTURE TR ASVERSALI
MAC’s, Hornu, Belgio

f ino al 10 marzo
Al centro del lavoro di François
Curlet ci sono temi di impatto
sociale, affrontati con umorismo e
ironia, attualizzando la pratica del
détournement. “Cresus & Crusoe”
è la sua prima monografica in
Belgio: ne ripercorre la carriera
attraverso sculture, dipinti e film.

80
FUMETTI E DINTORNI
Museo Civico,
CARPENTERS WORKS Bassano del Grappa (Vi)
Carpenters Workshop Gallery,
Parigi
f ino al 15 aprile
“Valentina. Una vita con
f ino al 23 dicembre
Crepax” rende omaggio
Lo stilista Karl Lagerfeld all’icona femminile del
presenta la sua prima collezione fumetto italiano, creata
di arredi e complementi ispirati nel 1965 da Guido
all’architettura dell’antica Grecia. Crepax. Oltre alle tavole
Questi pezzi, tutti in prezioso di Valentina, molte altre
marmo Arabescato Fantastico e opere dell’autore, tra cui
Nero Marquina, sono ora riuniti manifesti pubblicitari
nella mostra “Architectures”. ideati negli anni ’50 e
’60 e scenografie per la
televisione e il teatro.

Maestri. sopra: disegno


di Guido Crepax per
la campagna pubblicitaria
Terital, 1970. a sinistra:
specchio Untitled XI
di Karl Lagerfeld.
COME UN DIPINTO
MBAL - Musée des Beaux-Arts Le Locle, Svizzera

f ino al 27 gennaio
Famoso per i suoi scatti di moda, Erik Madigan Heck guarda alla
fotografia con gli occhi dell’arte. Influenzato da artisti romantici,
impressionisti e Nabis, usa il colore con uno stile pittorico per
creare immagini oniriche che trascendono il tempo, giocando
sull’idea di “sagome del futuro”. Old Future è la serie che dà il
titolo alla sua prima personale in un’istituzione pubblica.

Visioni quotidiane. a sinistra: Without a Face (Lanvin), Old Future di Erik Madigan Heck, 2013.
sotto: Tetracono (multiplo Danese Milano) di Bruno Munari, 1965 (Andrew Kreps Gallery).

OSSERVATORIO D’ARTE
Miami Beach

dal 6 al 9 dicembre
Per la sua 17a edizione Art
Basel riunisce al MBCC 268
gallerie in rappresentanza di
35 Paesi, dagli Stati Uniti al
Medio Oriente, con una forte
presenza di artisti provenienti
dall’America Latina. Nella
nuova Grand Ballroom,
l’installazione del messicano
Abraham Cruzvillegas. ARCHITECTURAL DIGEST • ITALIA 81
«AD» PER EL CARNICERO E THE FISHER

Scena aperta
SELEZIONE DELLE MIGLIORI CARNI DEL MERCATO E AMBIENTAZIONE LATINA,
PESCE DI MARE IN STILE MEDITERRANEO CON INFLUENZE NIPPONICHE E PERUVIANE:
LA CONTAMINAZIONE DI STILI A TAVOLA E NEL DESIGN È IL SEGNO DISTINTIVO
DI EL CARNICERO E THE FISHER. DOVE LA CUCINA È SOLO UNA PARTE DELL’ESPERIENZA.
2 3

2 ARCHITECTURAL DIGEST • ITALIA


4

1. L’ingresso di The Fisher, in viale


Bianca Maria a Milano. 2. La zona
di attesa del Carnicero di corso
Garibaldi. 3. El patio del Carnicero
5
di via Spartaco. 4.La room Gold
al primo piano di The Fisher,
con design classico Mid Century.
5. Maximiliano D’Andrea, fondatore
di El Carnicero e The Fisher.
6. L’architetto Andrea Langhi.

M
aximiliano D’Andrea, fondatore, e Andrea si utilizza il miglior prodotto del mercato, è il centro attorno al
Langhi, architetto, sono gli artefici di nuovi quale convergono, fisicamente e concettualmente, tutte le room del
concept nel ricchissimo panorama della ristorante, che offre alla clientela un’atmosfera informale, calda,
ristorazione italiana, declinati in due scelte alimentari autentica, sottolineata, nelle scelte architettoniche, dal rispetto per
differenti e in tre locali innovativi più uno, dove hanno seguito ciò che i locali erano in precedenza, cioè un’officina in via Spartaco,
un percorso fuori dagli schemi: El Carnicero (in via Spartaco e in un bistrot in corso Garibaldi e la dimora artistica di Sandy Marton
corso Garibaldi a Milano e nell’isola magica di Ibiza), dove, come a Ibiza. Arredi disomogenei e complementi di design internazionale
suggerisce il nome, viene evocata la tradizione della parrilla in stile danno l’idea di una ricercatezza che nasce dal contrasto fra
latino ma senza tentazioni etniche, e The Fisher, molto più di un materiali poveri e finiture di lusso, nel segno della contaminazione.
ristorante solo-pesce, sei diverse esperienze che si snodano nei cinque Al The Fisher, che occupa gli spazi di un ex consolato in uno dei
piani di un palazzo affacciato sul nobile viale Bianca Maria (qui più nobili viali alberati della città, si è accolti dal “palcoscenico” della
si cena in un’atmosfera internazionale, si ascolta musica proseguendo cucina a vista, dell’acquario e del bancone della lavorazione dei crudi:
in una lounge privata, vivendo emozioni come in una vera qui, nell’elencazione dei piatti, non si segue un ordine preciso, perché
dimora milanese, si fuma o si guarda un film in bianco e nero un pasto lo si desidera a prescindere dalla sua classificazione. Tutto
proiettato sul muro del rooftop). Realizzata da fabbri italiani con la è spettacolare e interattivo, dal design futuristico alle postazioni da
consulenza di cuochi internazionali, la griglia del Carnicero, dove instagrammare, in cui i clienti sono sempre protagonisti. □

ARCHITECTURAL DIGEST • ITALIA 3


YOUR HIGHEST EXPECTATIONS.
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DISCOVER THE 52 STEEL. PERFECT BALANCE BETWEEN VOLUME AND ELEGANCE.
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#52STEEL
SANLORENZOYACHT.COM
PORTFOLIO.

1
Servizio
di NICOLETTA
DEL BUONO
2
Elaborazione
fotografica di
DAVIDE BASSOLI

Giochi
3 da tavolo
Tovaglie, decori, piatti con
stampe sontuose e
tradizionali o decisamente
innovative, ironiche e
provocatorie: per imbandire
il pranzo di Natale.
4
HIGHLANDER
VERY BRITISH. Tovaglietta di Coincasa in twill di
cotone tartan, 4,90 €. (1) Bicchiere da acqua o whisky
Elysia di Pasabahce, 4,50 €. (2) Piattino per pane o
burro, 40 €, e (3) piatto torta o segnaposto, 100 €,
della linea Carte da Zogo di Geminiano Cozzi Venezia
1765, in porcellana fine. (4) Posate Vidal di Bugatti,
placcate in oro, 17,30 € la forchetta, 18,30 € il coltello .
PORTFOLIO.

1
«Cerco sempre di
far coincidere la
base tonda del
bicchiere con uno
dei quadri
stampati
2 4
della tovaglia (...),
riempire
un vuoto che ha
3 il profilo di
un’altra assenza».
Giulia Carcasi,
Tutto torna,
2010

ECLETTISMI
ORO & CINA. sopra: sul lino
dipinto a mano Vernissage di
Dedar, 215 € al metro, i piatti in
porcellana e foglia d’oro Kintsugi (1),
con patchwork di “cineserie”, 54 €,
e Fingers (2) con impronte digitali,
2
50 €, entrambi di Marcantonio per
Seletti. (3) Piatto Oro di Doccia
di Richard Ginori, 88 €. (4) Flûte in
vetro soffiato Banquet di Normann
Copenhagen, 17,25 €.

ARCHITETTURE
BLACK, WHITE & RED. a destra: (1) 1
piatti Rosone di Natuzzi, in maiolica
bianca con decori oliva ispirati alla
cultura sacra pugliese, 164 € l’uno.
(2) Jacquard geometrico Domus di
Rubelli, in cotone e viscosa, ispirato
ai pavimenti romani, 8 colori, 176 €

3
al metro. (3) Coltellino apriostriche
di Opinel, in acciaio e legno di
bubinga, 15,90 €. (4) Teiera in gres
bianco e legno di Marimekko, 85 €.

86 ARCHITECTURAL DIGEST • ITALIA 4


PORTFOLIO.

CONTRASTI
VENTO DELL’EST. a destra: tovaglia
in lino Peach Blossom, Garden of
Delights di Michelle Jarvis per Sans
Tabù, 637 € con 8 tovaglioli. Piatti
Russian Dream (1) e Medusa (2),
25° anniversario di Rosenthal meets
2
Versace, 89 € l’uno. (3) Posate My Fusion
di Setsu&Shinobu Ito per Guzzini,
9 €. (4) Foglia in ceramica dorata
1
di Villa d’Este Home Tivoli, da 14 €.
3
GUSTAVIENNE
LUCI DEL NORD. sotto: sulla toile
de Jouy in cotone Coutances di
Pierre Frey, 111 € al metro, i piatti
Vieux Luxembourg Brindille di
Villeroy & Boch in porcellana blu (1),
14,90 €, e bianca (2), 17,48 €.
(3) Posate Bamboo di Sambonet,
in acciaio con finitura champagne,
704 € il set di 24 pezzi. (4) Tagliere in
legno di frassino di LSA, 45 €.
4
1
3
«I bicchieri
avevano gambi
sottili come nei
dipinti olandesi.
I piatti, decorati
con figure alla de
Palissy, erano di
Wedgwood.
2 L’argenteria era
massiccia...».
Honoré de Balzac,
La ricerca dell’assoluto,
1834
4

88
F O O D I S A R T. R E S P E C T I T.

Migliore
conservazione.
Prestazioni
professionali.
Tecnologia e
artigianalità senza pari.

02 66047147 info@frigo2000.it frigo2000.com subzero-wolf.com


PORTFOLIO.

«La tavola è come


una tela dipinta
1 che ci insegna che
2 “oggi” è una volta
sola. L’ immagine
dipinta svanisce
alla fine della
giornata, ma
il suo ricordo resta
scolpito nella
mente delle persone
che erano sedute
con noi».
Banana Yoshimoto,
Un viaggio chiamato vita,
2006

3
TROMPE-L’ŒIL
IN ROSSO. sopra: misto lino e seta
Verona, linea Grandezza di Jab Anstoetz,
255,90 € al metro. (1) Coppa Ema & Lou
della Flirt Collection di Noé Duchaufour-
1
Lawrance per Ghidini, in ottone con
finitura oro rosa, 790 €. (2) Posate Dry di
Achille Castiglioni per Alessi, in acciaio
rivestito in pvd e rame, 430 € il servizio
da 24 pezzi. (3) Piatti frutta, fondo, piano
e sottopiatto Tessa di Marioluca Giusti,
in melamina, ispirati alle ceramiche di
Vietri, 70 € il postotavola.

VEDUTISMI
TAVOLE PITTORICHE. a destra: tovaglia
Scintillant di Vallesusa, Gruppo Gabel,
in panama di cotone con lamina
metallica, 42 €. (1) Piatto in porcellana
Cairo di Vito Nesta, con ritratto in nero
3
su fondo floreale colorato, 90 €. (2) Il
piatto in porcellana Paesaggi fa parte del
set Viaggio in Italia di Elisa Ossino per
Knindustrie, 84 € il set. (3) Tazzina da caffè
2
di Marc Quinn per Illy Art Collection, con
l’iride dell’occhio, da 33 € il set di 2.

90 ARCHITECTURAL DIGEST • ITALIA


PORTFOLIO.

AZULEJOS
LUDICO LUSITANO. a destra:
i tradizionali motivi delle mattonelle
1
portoghesi sulla tavola in bianco e blu.
(1) Tagliabiscotti Delicia di Tescoma,
5 €. (2) Piatto in porcellana Jungle King
di Christian Lacroix Maison per Vista
2
Alegre, 38 €. (3) Piatto in porcellana
Blue Ming di Marcel Wanders per Vista
Alegre, da 69 €. (4) .Posate da frutta e
dessert Tahiti di Buccellati, in argento

3
e bambù, da 225 € per la forchetta.

GRAFISMI
SEGNI D’ORO. sotto: tovaglia in misto
lino Celebration di Mirabello Carrara,
da 38,90 €. (1) Piatto Bon Bon Special
Day Christmas edition di Ilaria
Innocenti, decorato con nastri, pizzi
e macramé, 22 €. (2) Coppa in cristallo
soffiato Manhattan di Saint-Louis,
158 €. (3) Piatto Calendario di Fornasetti,
4
con oro e platino, edizione limitata,
280 €. (4) Bicchiere in vetro blu cobalto
di Stefan Boxy per Serax, 14,95 €.

1
2
«Invitare
qualcuno
alla nostra
tavola vuol dire
incaricarsi
della sua felicità
durante le ore
che egli passa sotto
il nostro tetto».
Anthelme Brillat-Savarin,
Fisiologia del gusto,
1825

4
92
3
«AD» PER SAMSUNG

La nuova
generazione
del lavaggio
LA NUOVA LAVATRICE SAMSUNG QUICKDRIVE™ RIDUCE
FINO A METÀ I TEMPI DI LAVAGGIO, GARANTENDO
DELICATEZZA E RISULTATI IMBATTIBILI. UNA QUALITÀ
COMPROVATA DA OLTRE 150 TEST DI LABORATORIO,
CON L’OBIETTIVO DI MIGLIORARE LA NOSTRA VITA
QUOTIDIANA COME MAI PRIMA D'ORA.

2 ARCHITECTURAL DIGEST • ITALIA


1

1. Samsung QuickDrive™ viene sottoposta


a 156 test, tra cui quello di resistenza
al calore. 2. Il test per la misurazione della
rumorosità. 3. Con Samsung QuickDrive™
si possono effettuare cicli di lavaggio fino al
50% più veloci, mantenendo l'alta qualità dei
risultati, come è provato dal test
di Performance. 4. L'esclusivo oblò nell'oblò
consente di aggiungere biancheria
o detergente anche quando è già stato
avviato il ciclo di lavaggio, per il massimo
comfort. 5. Alla rotazione in un senso
del cestello si combina quella,
in direzione opposta, del suo fondo.
2 3

N
egli ultimi anni l’idea che l'innovazione tecnologica non inoltre è dotata di funzioni intelligenti che offrono soluzioni
possa essere fine a se stessa, ma debba assicurare anche personalizzate sul ciclo di lavaggio ottimale in base al colore,
un vero e proprio progresso qualitativo, ha acquisito al tipo di tessuto e all’intensità di lavaggio richiesta.
sempre maggiore slancio. Questo concetto di innovazione Le prestazioni di questo nuovo modello sono garantite dai 156
funzionale a un miglioramento dello stile di vita è ben presente test a cui viene sottoposto. Le lavatrici QuickDrive™ per esempio
nella filosofia adottata da Samsung per i propri elettrodomestici, che affrontano test di resistenza molto rigorosi, durante i quali devono
aiutano a semplificare e a ottimizzare tutta una serie di incombenze superare le 20 mila aperture dell'oblò: come è noto, durante la vita di
quotidiane - attività necessarie che però sottraggono tempo allo una lavatrice lo sportello non sempre viene accompagnato con cura,
svago e al relax. Un esempio perfetto è Samsung QuickDrive™, e anzi spesso viene sbattuto con forza, e così è necessario garantirne
una lavatrice di nuova generazione introdotta all'inizio di quest'anno la resistenza. Inoltre devono rimanere perfettamente stabili anche
in Italia e accolta con grande interesse all'IFA, la fiera internazionale se sottoposte a vibrazioni estreme ed essere silenziose per poter
dell'elettronica di consumo a Berlino. essere avviate anche di notte, quando l’energia elettrica costa meno.
QuickDrive™ è l’unica lavatrice con doppio movimento del cestello: L’attenzione di Samsung ad ogni dettaglio è riassunta nel concetto
alla rotazione tradizionale infatti, si associa il movimento autonomo e "From Lab to Life" che significa "Dal laboratorio alla vita di tutti i
opposto del fondo del cestello. In questo modo i carichi di biancheria giorni": una dichiarazione dell’impegno a progettare elettrodomestici
vengono mossi dinamicamente completando le operazioni di lavaggio in cui l'innovazione tecnologica sia davvero in grado di migliorare
fino a due volte più rapidamente rispetto al passato. QuickDrive™ e fare la differenza nelle nostre vite. □

ARCHITECTURAL DIGEST • ITALIA 3


milano roma firenze venezia napoli montecarlo londra
UNA TENDENZA RACCONTATA ATTRAVERSO OGGETTI, STORIE E LUOGHI.

FOCUS.
Disney e Bosa per i 90
anni di Topolino hanno
creato la special edition
Mickey Forever Young
con design di Elena
Salmistraro. A 3.500 €
in vendita in selezionati
showroom Disney e negli
showroom Bosa.
ILLUSTRAZIONE DI ELENA SALMISTRARO. FOTOGRAFIA DI ALBERTO PARISE

VIVA IL NATALE!
Arredi, luci, tecnologia per la casa, giochi e
giocattoli, accessori fashion, gioielli, orologi:
70 regali da mettere sotto l’Albero.
servizio a cura di NICOLETTA DEL BUONO e ALESSANDR A VALLI
FOCUS. CHRISTMAS GIFT

IL MONDO IN REGALO

L
a frenesia ha inizio. Anzi è già iniziata. Un universo colorato e
scintillante, in cui muoversi, possibilmente en souplesse, e non
all’ultimo minuto, ci accoglie nel mese di dicembre, per il consueto
rito dei doni natalizi. Un’usanza che non perde appeal, ma si colora
di sfumature inedite, aprendo spazi, con fantasia, a vari campi di interesse, 2
in sintonia con i più recenti trend abitativi, con la moda e gli stili di vita più
innovativi. Dall’arte al mondo green, dal benessere allo sport, dal settore del
gusto alle letture per trascorrere le feste invernali con un pizzico di suspense.
Tante proposte e suggerimenti, per tutti, per i grandi e per i più piccoli. □ 2
1
1 – 156 sfaccettature per il fiocco di neve di Swarovski, 59 €.
2 – Omaggio a Joséphine Baker: abat-jour Josèphine di Elena Cutolo
per Altreforme, 2.318 €. • 3 – Orologio Lucea Tubogas di Bulgari, in oro
rosa e madreperla, con diamanti su corona e indici, 35.500 €. • 4 – Ironica
lampada-orsetto da tavolo Toy Moschino firmata da Moschino e Jeremy
Scott per Kartell, 205 €. • 5 –Come un fiocco natalizio, il pouf-scultura
Ruban di Maria Pergay per David Gill Gallery, in acciaio inossidabile, è in
edizione limitata a 12 esemplari. 51.240 €.

4 Gli indirizzi
delle aziende
si trovano
a pag. 194.

3
3

Capsule Baxter
DEMISCH DANANT PER DAVID GILL GALLERY

Una nuova joint venture tra il


mondo dei bijoux e quello del
design: Emmendemm realizza
sopra e a destra: bracciali Emmendemm una serie speciale di bracciali
in pelle Baxter di diversi colori con i prestigiosi pellami di
e bijoux. Completi di pochette
Baxter in vari colori e di
in tessuto di arredamento.
Pezzi unici realizzati a mano, 190 €. altezze diverse. Coordinati con
Instagram: emmendemm_2018 un’esclusiva pochette in tessuto
emmendemm18@gmail.com per arredamento. □ 

98 ARCHITECTURAL DIGEST • ITALIA


a new culture of light
FOCUS. CHRISTMAS GIFT

1 – Vanessa Mitrani firma per Roche Bobois il vaso No limit con pesci rossi,
490 €. • 2 – Comò Opus Winter di Carlo Rampazzi per Sergio Villa Mobilitaly,
in legno con decorazione animalier e cotone délavé, gambe con finitura
a corteccia. 14.300 €. • 3 – Frigorifero Fab28 di Smeg, edizione limitata
con Disney per il 70° anniversario di Smeg e il 90° compleanno di Topolino,
1
a 1.900 €. • 4 – Tavolino Alentejo di Joana Santos Barbosa per Insidherland,
in marmo Portoro e ottone, con piedini animalier, 1.660 €. • 5 – Vassoio
in ceramica della Holidays Collection di Etro Home, 215 €.

Gli indirizzi
delle aziende
si trovano
a pag. 194.

Per l’ambiente
Charms con elefantini, rinoceronti
e leoni in oro rosa, in edizione
limitata, per la collezione Save the
Wild di Tiffany & Co., 720 € l’uno.

2
ANIMAL
HOUSE
Da Topolino ai tessuti Ore selvagge
maculati, dai serpenti agli Sono proposti
elefanti. La FAUNA ispira da Bensimon
gli stivaletti più
moda e design. “ruggenti” in
pelle stampata
a macchie di
leopardo. Per
passi felpati,
165 €.

5
4

3


100 ARCHITECTURAL DIGEST • ITALIA


FOCUS. CHRISTMAS GIFT

Gli indirizzi
delle aziende
si trovano
a pag. 194.

Doni d’arte
Arredi e oggetti domestici, ma con
l’aura di vere e proprie SCULTURE
del quotidiano. Per abitare in bellezza.
1 – Akia di Rotella e Aprilini per Mutaforma è una maschera in picotessere
Tilla di vetro. 1.450 €. • 2 – Divano Sassi di Cleto Munari, in tessuti colorati,
prezzi a composizione. • 3 – Lampada da terra Bacteria dei fratelli
Campana, galleria Giustini / Stagetti, 12 esemplari, 30.500 €. • 4 – Diffusore
Beoplay A9 di Bang & Olufsen, pezzo unico decorato da David Lynch. Altri
modelli in vendita su store.moma.org e negli store del brand, da 200 €.


ICONE MINI
Bocca di Studio65 è la nuova versione
mignon di uno degli iconici pezzi anni
70 creati da Gufram. I Guframini,
sono riproduzioni perfette, in scala UNA NUOVA VITA
1:8, delle celebri sculture del
U’Strozz, ossia “gli stracci” in vernacolo materano,
marchio italiano. Bocca, qui
un pouf ecocompatibile di Calia Italia, realizzato con
accanto, costa 179 €. □
sfridi di produzione in pelle o tessuto; ognuno è il
frutto della fantasia dell’artigiano che lo compone.
102 ARCHITECTURAL DIGEST • ITALIA Da 302 € (nella versione in tessuto). □
IL SALONE LEADER DELLA
DECORAZIONE CHE CONIUGA
INTERIOR DESIGN & LIFESTYLE
COMMUNITY DI TUTTO IL MONDO

* APPUNTAMENTO CON L’ISPIRAZIONE ** STIAMO CAMBIANDO PER VOI


FOCUS. CHRISTMAS GIFT

1 Gli indirizzi
delle aziende
si trovano
a pag. 194.

Brividi 3

d’autore
Atmosfera da thriller
sotto l’albero. Letture, arredi,
liquori e accessori.
Per scaldare LE FESTE .
6
1 – Lente d’ingrandimento della linea Bronzobianco di
Raspini. 125 €. • 2 – Poltrona Sherlock di Gianfranco Ferré
Home, in acciaio, faggio e lana bouclé, 18.605 €. • 3 – Pipa
Curvy Nature di Al Pascià, di forma arrotondata.
Costa 139 €. • 4 – Misto lino per arredamento con motivo
5 tartan El Hierro di Jab Anstoetz, 65,50 € al metro.
5 – Il rum guatemalteco Zacapa accompagna, a dicembre,
la serie I Maestri del Noir su Sky Arte, unendo così
romanzi polizieschi e cucina, Royal, 260 €. • 6 – Trench
da vero detective in gabardine resinato della collezione
L’impermeabile di Landi, 620 €.

ORE IN GIALLO
Il doppio perturbante di Pierluigi Bacci prende spunto da un
saggio di Sigmund Freud, e si dipana, fra efferati delitti, nella
Fiesole, artigiana e laboriosa, degli anni Venti. L’autore, che è nato
a Firenze, e vive sulle colline della cittadina toscana, sviluppa una
trama avvincente, che mescola personaggi di fantasia e reali. □
a destra: Il doppio perturbante di Pierluigi Bacci, Stamp
Editore, 286 pagine, il prezzo è 12,90 €.

104 ARCHITECTURAL DIGEST • ITALIA 


Per chi ama il benessere e
la raffinatezza un materasso
Simmons è di casa.
Lo straordinario comfort e
l’incomparabile fascino assicurano
un riposo impareggiabile.
La cura meticolosa dei dettagli,
la scelta dei materiali più nobili
e la manifattura artigianale più
scrupolosa, esclusivamente
made in Italy, sono gli elementi
caratterizzanti dell’indiscussa
qualità Simmons.
Perchè i materassi non sono tutti
uguali e per dormire bene c’è
bisogno di Simmons. Simmons. Nient’altro.

I materassi Simmons li trovate presso i BetterSleepLAB di: Milano, via Aselli 9 - Como, via Mentana 12 ang. via XX
Settembre - Lissone (MB), via Bramante da Urbino 9 - Chieri (TO), Corso Torino 78 - Roma, Via Tuscolana 225
Roma, Via Gregorio VII 482 - Simmons Store Milano, Corso Italia 22 e presso i Rivenditori Autorizzati Simmons
800 250407 simmons.it
FOCUS. CHRISTMAS GIFT

Storie milanesi
Festeggiare il Natale SOTTO LA
MADONNINA: con tante sorprese
di targa meneghina. 2

LIQUORE GRIFFATO
Gli indirizzi
delle aziende Due brand del made in Italy che
si trovano si incontrano: Disaronno wears
a pag. 194. Trussardi è la bottiglia Limited
Edition firmata dal marchio fashion.
Costa 14,45 €.

1 – Milan Icons di Fabio Meroni è una linea di design merchandising


IN LATTA
ispirata a Milano con 100 grafiche trasformate in oggetti: agende, Il dolce simbolo del Natale e di
T-shirt, stampe (nell’immagine, da 35 €). • 2 – Bracciale Milano di Milano è un dono ancora più gradito
Giovanni Raspini, con il Duomo, il Biscione, la cotoletta... 170 €. nelle latte firmate Balocco, ispirate
3 – A spasso per Milano con la pochette in pvc Duomo della linea Yes alle fiabe e decorate con stampe rétro
Bag di YNot? 89,90 €. • 4 – La “schiscetta” milanese Food à porter a preziosi rilievi. Sweet Christmas
vista da Sakura Adachi per Alessi, in resina termoplastica, 49 €. da 750 grammi, 6,99 €.



106
Il profumo del mare
acquadellelba.com
FOCUS. CHRISTMAS GIFT

Piccolo è bello
Regali da miniastronauti,
designer, piloti,
architetti e sognatori: per
PROFESSIONISTI in erba

1 – Per i maniaci dello “spazio”, la luna a dondolo di


Maison Deux, 399 €. • 2 – Miniseduta componibile
Lori della linea Elements di Nidi, quando serve si fa in
due! Da 348 €. • 3 – Sembra fatta di bolle di sapone
la lampada a sospensione Bollicine Chandelier di
Simone Crestani, in vetro soffiato con luci a led. Da
19.500 €. • 4 – Motociclettina “a spinta” Wooden
Riding Toy di Chou du Volant, in legno, per sviluppare
il senso dell’equilibrio del bimbo, 196 €. Gli indirizzi
delle aziende
si trovano
a pag. 194.
4


CRESCERE Ispirati al metodo


Montessori, per cui i
CON IL DESIGN bambini vanno aiutati
In vendita su alibaba.com a 79 a fare da sé, i lettini di
€, il tavolo multigioco per piccini Babylodge sono privi
MUtable di Mukako è un oggetto di elementi costrittivi.
di design ma anche uno strumento In faggio, facili da
educativo in grado di “crescere” con
il bambino. Qui è nella versione
CHI FA DA SÉ... assemblare. Nuvola
539 €, materasso
CasaBambole. FA PER TRE Fiocco 249 €.

108 ARCHITECTURAL DIGEST • ITALIA


Ridefinendo le superfici.
Ridefinire i limiti.

Le case si evolvono,
diventano spazi sociali in
cui non solo si cucina, ma
si vive insieme.

Abbiamo sviluppato
un materiale resistente
e durevole con design
illimitati, per creare spazi
senza etichette.

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FOCUS. CHRISTMAS GIFT

PESI
E MATERIALI
Manubri Ares, per esercizio fisico
di Giorgetti in varie versioni:
1 dall’ottone al rame, dalla pietra
serena all’ebano nero, all’onice.
La forma non cambia, ma il peso
è diverso a seconda del materiale
scelto. Di Sara Ricciardi e Centro
Ricerche Giorgetti, da 580 ¤ circa.

Feste 1 – Calciobalilla Flamingo,


ispirato ai modelli dei bar anni
Cinquanta, creato da Basaglia +

in forma Rota Nodari per Fas Pendezza,


da 695 €. • 2 – Il gioco dei
dadi proposto in cuoio da
Hermès ha un prezzo di 750 €.
Dagli attrezzi per allenarsi in casa ai 3 – Allenamento domestico e
pedalate indoor con Skillbike
giochi da tavolo: vacanze all’ insegna di Technogym, 1.850 €. • 4 – La
del WELLNESS . Di corpo e mente. classica scacchiera in wengé
e alluminio Fair di Armani/
Casa non può mancare sotto
BAGAGLIO
l’albero. Costa 5.100 €. IN VELOCITÀ
2 Il borsone Boston di Maserati,
in pelle con patch contagiri
applicata sulla tasca interna e
logo Granturismo a rilievo. Fa
parte di una serie di accessori
creati dal brand automobilistico,
3 il prezzo è 880 €.

Gli indirizzi
delle aziende
si trovano
a pag. 194.
4

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110
ROOMS RESTAURANT WEDDING SPA MEETING

Villa Lattanzi:
viaggiare ha una nuova meta
Torre di Palme, Fermo - Contrada Cugnolo 19
T. +39 0734 53711 - info@villalattanzi.it
segui gli eventi e le promozioni di Villa Lattanzi su
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FOCUS. CHRISTMAS GIFT

Naturalia
I DONI DELLA TERRA da mettere sotto l’albero:
di legno, in pietre naturali, in metallo. Gioielli,
piccoli arredi, vasi e portavasi di design. VERDE
SELVAGGIO
Realizzati in collaborazione con Nikki
Tibbles Wild at Heart, tra i maggiori
floricultori britannici, i contenitori
per fiori e i vasi Wild di Tom Dixon
sono in ottone martellato e dorato.
La collezione è stata presentata per
la prima volta a Londra lo scorso
novembre, nel nuovo studio di Tom
Dixon a Coal Drops Yard. □
1 Gli indirizzi
delle aziende in alto:
vasi Wild di Tom Dixon, in ottone
si trovano dorato, da 30 €.
a pag. 194.

1 – Di Kenneth Cobonpue, il coffee table Mason in noce


3 e acciaio, 1.300 €. • 2 – Anello con pietra naturale di
Daniella Saraya, alla mostra “Walking Treasures” da Esh
Gallery di Milano fino al 24 dicembre. 250 €.
3 – Anche corsi per preparare i pacchetti natalizi, oltre a
mille decorazioni, presso il Christmas Garden (fino al 6
gennaio 2019) del Centro Verde di Caravaggio (Bg): info su 5
centroverde.com. • 4 – Vasi Happy Susto di Jaime Hayon
per BD Barcelona, in ceramica smaltata, ironici e solari.
Da 293 €. • 5 – Fanno parte della linea Home Garden di
Zanetto, la fioriera Davanzale e l’annaffiatoio Ciccio in
ottone lucido. Rispettivamente, 424 € e 248 €.

4
PIXABAY.IT



112 ARCHITECTURAL DIGEST • ITALIA


FOCUS. CHRISTMAS GIFT

Gli indirizzi 2
delle aziende
1 si trovano
a pag. 194.

LA LUCE DENTRO
Candele preziose, tessuti morbidi e pregiati,
fragranze d’ambiente accendono il BENESSERE .
1 – Cuscini Swing e Cocktail di Elitis, 72 e 130 €.
2 – Candela Scheherazade, della collezione 1001 4
Lights di Lladró, ispirata al mondo delle Mille e una
notte, 390 €. • 3 – Sta in una mano il purificatore
d’aria portatile Leaf di Cado, grande come una
lattina e in versione natalizia dorata, silenzioso e
con filtro compatto ad alte prestazioni. 199 €.
4 – Blazer a trecce alternate in Supercashmere a 8
fili di Monique Lecerf the Cashmere Luxury Brand,
950 €. l’uno. • 5 – Mocassini di Santoni realizzati
con tessuti Rubelli, 590 €.

5
3

Oriente nell’aria Note di vino


Profumo per la casa profondo e avvolgente, Oudh Una fragranza nata dalla sfida, lanciata a
by Locherber. Da una nota di foglie di viola, evolve Paolo Vranjes da un produttore di vino della
in sentori resinosi e dolcemente speziati, e chiude Napa Valley, di racchiudere in un profumo
con sandalo, patchouli, agar e ambra. Pregiata, la per ambiente i sentori del vino rosso.
versione con tappo in marmo Portoro, c’è solo per Rosso Nobile, di Dr. Vranjes: nella bottiglia
la misura da 2,5 l. 2.090 €. bordolese, con decanter, 160 €.

114 ARCHITECTURAL DIGEST • ITALIA


«AD» PER ENI

Pensare il futuro
ALLA MAKER FAIRE ROME ENI HA SPIEGATO COME
PICCOLI GESTI POSSONO DARE GRANDI RISULTATI.
NEL SEGNO DELL’ECONOMIA CIRCOLARE.

sopra: visitatori
consultano il
materiale informativo
sull’installazione
realizzata da Eni
alla Maker Faire di
Roma, tenutasi lo
scorso ottobre. a
sinistra: il Ristorante
Circolare, cuore
dell’allestimento.
Una grande tavola
alla quale sedersi per
mangiare insieme,
e al contempo un
luogo dove scoprire
le possibilità di
riutilizzo dei materiali
usati, da piatti e
posate fino agli scarti
alimentari. in basso:
Claudio Descalzi,
Amministratore
Delegato di Eni, in un
momento della sua
visita a Maker Faire.

C
reatività, tecnologia, inventiva. E condivisione. realizzati un’area per talk e tavole rotonde e laboratori pensati per i
Sono i pilastri del movimento dei makers, onda di visitatori più giovani. «Abbiamo voluto creare una grande tavolata
pensiero dalla portata mondiale. Un movimento alla quale sedersi per mangiare insieme e al contempo scoprire le
composto da migliaia di individui che si occupano con possibilità di riutilizzo dei materiali usati e degli scarti alimentari,
passione e inventiva di robotica, di automazione, di tecnologie anche a partire da semplici gesti quali riconsegnare le bucce della
dell’informazione e della comunicazione. E che con le loro frutta per trasformarle in biocarburante», spiega Carlo Ratti. Di
invenzioni piccole e grandi costruiscono un immenso serbatoio di riuso ha parlato anche Claudio Descalzi, Amministratore Delegato
idee per il futuro. Lo scorso ottobre, a Roma, si è svolta Maker Faire di Eni, nell’intervento che ha fatto nel corso della sua visita alla
Rome, manifestazione da più di centomila visitatori ed eccezionale fiera. Dove ha parlato di inquinamento del pianeta, di emissioni
momento di confronto di progetti e di idee. Un appuntamento e di rifiuti, di educazione al consumo. «Oggi al Maker Faire ci
di cui Eni ha voluto essere partner (la quinta collaborazione sono moltissimi imprenditori che fanno della trasformazione,
consecutiva) e a cui ha partecipato con una installazione di oltre del riciclo e dell’innovazione il loro core business. Come Eni,
600 metri quadrati progettata dallo studio Carlo Ratti Associati. vogliamo lavorare con queste start up, integrarle e valorizzarne le
Lo scopo? Raccontare l’impegno dell’azienda idee, per dare maggiore dinamicità a quello che
sul tema dell’economia circolare, uno degli stiamo facendo», ha affermato alla fine del suo
argomenti forti di questa edizione della Maker discorso. «Per fare cose nuove ci vogliono teste
Faire. Al centro dello spazio è stato allestito un nuove, discipline e figure professionali diverse,
“ristorante circolare”, dove si è spiegato come in grado di aiutarci a compiere questo percorso,
un gesto quotidiano, vale a dire la corretta legato anche alla digitalizzazione, volto a creare
gestione dei rifiuti alimentari, può diventare questa nuova filiera. I rifiuti hanno un grande
uno strumento concreto per ridurre gli potenziale energetico, e noi dobbiamo creare un
sprechi e addirittura generare nuove risorse. sistema che sappia sfruttarlo al meglio». □
Attorno a questa struttura sono poi stati www.eni.com
«AD» PER BADARI

Il lusso
della
semplicitˆ
COMPOSTA DA SEDUTE, TAVOLI
E LUCI DALL’INECCEPIBILE
LAVORAZIONE, LA COLLEZIONE
LIFE DI BADARI SFOGGIA
UN PERFETTO EQUILIBRIO TRA
ISPIRAZIONE STORICA
GUSTO CONTEMPORANEO

1. Una mise en place dal ricercato gusto contemporaneo.


Divano Akanu, rivestito in velluto, con base in ottone con
finitura in ottone naturale. Specchio Materia, cornice
in ottone con finitura in ottone naturale. Applique
Metropolitan a 2 luci. Finitura in ottone naturale.
Lampadario Globo, a 12 luci con sfere in vetro satinato,
struttura in ottone con finitura in ottone naturale.

2 ARCHITECTURAL DIGEST • ITALIA


L
inee sobrie ed eleganti per la collezione 2018 Life,
concepita dall’azienda Badari per avvicinare il design
moderno allo stile vintage. Un mix di studiato equilibrio
estetico, nato per durare nel tempo. La nuova linea
incarna l’evoluzione del brand verso uno stile più
essenziale, dal gusto meno elaborato, pensato per soluzioni abitative
capaci di incontrare la sensibilità internazionale. Gusto che però si
modula sulla riconoscibile e riconosciuta eleganza e attenzione per il
dettaglio dell’azienda. Le forme classiche, per decenni simbolo della
produzione manifatturiera fiorentina, sono qui rivisitate in chiave
moderna. Profili morbidi e arrotondati, combinati all’impiego di
materiali naturali, fanno della linea Life una collezione dal segno
organico capace di trasformare in bellezza la materia. I pezzi di
arredo si vestono di un elegante gioco di contrasti, tra metalli e pietre
naturali, tessuti e legno, a celebrare l’alleanza vincente tra i materiali
e la maestria artigianale. Tra gli alfieri della linea, presentata a
Milano in occasione del Salone del Mobile 2018, figurano diversi
tipi di sedute, proposte in un elegante tessuto in velluto declinato in
colori saturi, ispirati alle sfumature della natura. E poi un lampadario
a sospensione, Gravity, dal quale si liberano pendenti in alabastro
che, a dispetto del nome (un voluto gioco semantico), sembrano
fluttuare nell’aria. E, ancora, console e tavolo impreziositi dal marmo
e dalle sue venature. Un’ode alla materia e alle sue peculiarità, un
dialogo tra natura e mano intelligente. Se Badari Life fosse un’opera
d’arte, questo sarebbe il suo titolo. □ badari.com

2. Collezione Baruna. Divano e poltrona rivestiti in


velluti, piedi in legno e dettagli in ottone. Pouf in velluto. 3
3. Lampadario Gravity, a 8 luci con pendenti in alabastro.
Base e catene in ottone, finitura in ottone naturale.
4. Console Alpa, a tre cassetti. Corpo in legno, con
dettagli e struttura in ottone. Finitura in ottone naturale.

ARCHITECTURAL DIGEST • ITALIA 3


CASE.
Questo mese AD visita uno chalet di
gusto contemporaneo a COURCHEVEL ,
un condominio di lusso a NEW YORK
con interni firmati da Kravitz Design,
un’elegante dimora d’alta quota a
CHAMONIX . A NAPOLI racconta un
appartamento dove è di scena l’arte e
un’eclettica residenza in cui l’antico
è protagonista, e a CORTINA D’AMPEZZO
esplora tre chalet dallo stile rigoroso
ed evoca le atmosfere da sogno
del Dolomiti Lodge Alverà.

Le poltrone Rose Chair e Getsuen di


MATTIA AQUILA

Masanori Umeda per Edra in una delle suite


del Dolomiti Lodge Alverà a Cortina.
Neve & design
Uno chalet controcorrente e pieno di invenzioni: lo sviluppo in verticale,
l’uso creativo di materiali e colori, l’originale suddivisione degli spazi.
A COURCHEVEL , un progetto che mette in dialogo, con gusto e ironia, la
cultura della montagna con la creatività contemporanea d’avanguardia.

progetto di OLIVIER GAY


testo di NATHALIE TRUCHE
fotografie di FRENCHIE
CRISTOGATIN

Creatività contemporanea.
a destra: la zona scala

a uno dei piani della


casa. La balaustra in
ferro battuto è realizzata
su disegno dall’officina
metallurgica AMC Bergeron
di Rochechinard, che ha
lavorato anche per il museo
del Qatar a Doha. Specchio
“brinato” di Laurent Pernot,
galleria Odile Ouizeman.
La porta scorrevole è
realizzata con pannelli di
legno di recupero. a sinistra:
all’ingresso, un montone-
scultura di Hanns-Peter
Krafft. Panchetta Odds &
Ends di Jo Meesters. Opera
luminosa di Caroline Baup.
Il pavimento è in placche di
ardesia. La parete e il soffitto
invece sono rivestiti in
doghe effetto rame.
PHOTOFOYER

120 ARCHITECTURAL DIGEST • ITALIA


C
andice e Marc, i proprietari della casa fo-
tografata in queste pagine a Courchevel,
stazione di sport invernali in Savoia, sono
da sempre innamorati della montagna.
Lui è del luogo e da anni svolge attività di
guida d’alta quota; lei, invece, è montanara
d’adozione ma appassionata di questa terra
almeno quanto lui. Qui a Courchevel, dove un tempo c’era la
fattoria della famiglia di Marc, i due hanno creato l’Hameau
de Marcandou (“Borgo di Marcandou”), tre chalet di lusso che
funzionano un po’ come un residence. A poca distanza hanno
poi costruito la loro dimora personale, mettendo in pista lo
stesso gusto, la stessa cura per il dettaglio: la tradizione degli
chalet è reinventata, resa contemporanea da accostamenti e
inserimenti inattesi, da tocchi d’ironia e da una scelta eclettica
di pezzi di design d’autore. L’edificio, chiamato Uummannaq
(“cuore” nella lingua della Groenlandia), è stato realizzato a sei
mani insieme all’architetto Olivier Gay, un amico d’infanzia di
Marc che li ha aiutati anche nella realizzazione dell’Hameau
de Marcandou. La superficie del lotto di terreno ha obbligato
la scelta di costruire una struttura su più livelli: tre piani da 36
metri quadrati in cui sono distribuiti tre camere, servizi e un
living. L’elevazione conferisce alla struttura un aspetto quasi da
capanna sull’albero, valorizzato da grandi vetrate che sfruttano
al massimo gli affacci sul panorama circostante. Creare am-
bienti distinti in una superficie ridotta avrebbe potuto portare a
un effetto di parcellizzazione degli spazi: questo è stato evitato
grazie all’apertura del volume della scala, che attraversa in ver-
ticale l’edificio e culmina nel grande soggiorno sottotetto, dove
la balaustra in ferro battuto diventa un elemento decorativo
che dà eleganza e fluidità. 

In verticale. a destra: il soggiorno è ricavato al piano più alto


dell’edificio, con travi a vista. Tavoli Interlinked di Olivier Peyricot,
sedia a dondolo Rocking Beauty di Gudrun Lilja (ToolsGalerie).
Divano Cipria dei fratelli Campana per Edra. A parete, una
tela di Philippe Pasqua. sotto: la casa vista dall’esterno. La
forma, inusuale per questo tipo di abitazione, è stata dettata
dall’ampiezza limitata del lotto di terreno scelto per costruirla.

122
ARCHITECTURAL DIGEST • ITALIA 123
Titolo didascalia. a sinistra: sit ilissin rehenis apelis que nem dolor re, iderferspel eossima gnatem eserum net labo. Nam es perspid ignienia vid
qui ommos et quias vid que nonem aut haribus as quos ex etum evenest aborepr ovidige ntiandam nobitatiam doluptae ni sumendis ipsae
Mix & match. a destra: nel soggiorno, design
contemporaneo e pezzi che rimandano
alla tradizione alpina. Lampadario Zeppelin
di Marcel Wanders (Flos), poltrona vintage,
panca imbottita realizzata su disegno. pagina
precedente: attorno al camino Bathyscafocus

(Focus), una credenza di Sebastian Wrong e


Richard Woods (Established & Sons) . A parete,
un lavoro luminoso di Caroline Baup.

«Lo chalet doveva corrispondere all’im-


magine che abbiamo della vita in monta-
gna», spiega Candice. «Non volevamo
uno spazio 100% legno: è una soluzione
apprezzabile per una casa di vacanza, ma
vissuta tutto l’anno può diventare sof-
focante». E così, questo materiale viene
utilizzato con parsimonia, mentre l’uso di
una vasta gamma di altre materie e fini-
ture dà ritmo e respiro a questo progetto
d’interni: il pavimento dell’ingresso è in
ardesia multicolore, il bagno in pietra di
Vals, le ringhiere della scala in metallo, al-
cune pareti sono intonacate e altre dipinte
in colori caldi e naturali. Nel soggiorno,
il pavimento è in parquet trattato in due
modi diversi: in una parte della stanza è
lasciato al naturale, in un’altra è protetto
da una vernice che gli dà un tono ramato.
Colori autunnali che creano l’atmosfera
accogliente desiderata dalla coppia.
Oltre a questi toni caldi e avvolgenti,
l’impressione di calore è data anche dai
materiali che sono stati utilizzati, frutto
di un’attenta scelta. Pellicce sintetiche e
pelli di animali invitano gli ospiti a sedere
vicino al caminetto, dove si passano serate
all’insegna del relax. Mentre, sempre nel
soggiorno, un divano dalle proporzioni
generose, rivestito con un tessuto a grandi fiori, offre ai visi-
tatori un abbraccio a cui è difficile resistere. L’atmosfera viene
creata anche dagli oggetti: a una parete, una testa di camoscio Il legno, materiale montano per
(in cartapesta, però) come trofeo, una vecchia poltrona con la
struttura fatta interamente di corna d’alce: i riferimenti alla eccellenza, viene utilizzato con
natura sono molti. Come quelli al design contemporaneo: nel parsimonia. E l’uso di una vasta
soggiorno si riconoscono una credenza disegnata da Sebastian
Wrong insieme all’artista Richard Woods, e poi un divano dei gamma di altre materie e finiture
fratelli Campana, un lampadario di Marcel Wanders; nel bagno - ardesia, pietra di Vals, vernici
padronale il lampadario è un classico di Ingo Maurer, con le
lampadine alate che spiccano il volo. Come un’eco sulla neve, colorate, metallo lavorato -
la camera da letto principale si veste di bianco. Sul letto, la dà ritmo e respiro a questo
spessa coperta in mohair è un baluardo nella stagione fredda.
Un bozzolo prezioso e raffinato, come questa casa. FINE progetto d’interni.

ARCHITECTURAL DIGEST • ITALIA 125


Spirito di montagna. sopra: la camera padronale, tutta in toni chiarissimi. Coperta in mohair, cuscini in ecopelliccia. La sedia rivestita in lana è un lavoro di
Gudrun Lilja (ToolsGalerie). Scultura di Isabelle Healy. sotto, a sinistra: la cucina, con arredi su misura, è all’ultimo piano della casa come il living. sotto, a destra:
il bagno padronale, tutto in pietra di Vals. Lampadario Birdie’s Nest di Ingo Maurer. pagina seguente: una delle camere per gli ospiti. Le pareti sono in cemento
colorato tranne quella alle spalle del letto, rivestita con doghe di legno posate a chevron. La grande fotografia è di Anne-Catherine Becker-Echivard.

126
ARCHITECTURAL DIGEST • ITALIA 127
ENERGIA
CREATIVA
In un condominio di lusso di NoLita, a New York,
gli interni sono caratterizzati dal tocco inconfondibile
dello studio di design di LENNY KRAVITZ , icona del rock.
progetto di ANDRE KIKOSKI — interior design di KR AVITZ DESIGN
testo di MARIO GEROSA — fotografie di GIANNI FR ANCHELLUCCI

Classico. a sinistra: il progetto di


Andre Kikoski per la facciata di 75
Kenmare, NoLita, a New York. a
destra: la lobby. Il bancone della

reception è in ardesia portoghese,


la parete in vetro satinato, il
pavimento in quarzite, travertino
REDUNDANT PIXEL

e marmo. in alto: Lenny Kravitz su


un terrazzo di Stanley House, una
residenza di Los Angeles che ha
ideato recentemente.

128
ARCHITECTURAL DIGEST • ITALIA 129
130 ARCHITECTURAL DIGEST • ITALIA
“Soulful elegance”, ovvero
un’eleganza piena di sentimento.
È questa la cifra stilistica delle
realizzazioni seguite dallo studio
della rockstar di Fly Away.

N
on c’è dubbio, lo stile è quello incon-
fondibile di Lenny Kravitz. Il gusto
rilassato, elegante e disinvolto delle
sue canzoni. Uno stile dove il ritmo
si intreccia con l’invenzione, e dove la
vitalità è protagonista. In poche paro-
le, quelle musiche raccontano un’idea
di lusso sofisticato, che si traduce anche negli spazi delle case
di Kravitz Design, la società creata dal musicista nel 2003. Ne
sono un esempio gli interni del 75 Kenmare, un condominio
esclusivo nel quartiere newyorchese di NoLita, una zona ad alta
concentrazione di gusto e di creatività, con ristoranti all’ultimo
grido, negozi frequentati da trendsetter accaniti, appartamenti
abitati da designer, artisti e cantanti alla moda. Insomma, il
posto giusto per chi si sente in sintonia con il lifestyle di Lenny
Kravitz, nella musica come nel design.
“Soulful elegance”: è questo il concetto che definisce i progetti di
Kravitz Design, che sembrano cuciti addosso a chi predilige un’e-
leganza disinvolta e distesa, ben consapevole di se stessa. Come
spiega lo stesso Kravitz, «penso che chi sceglie 75 Kenmare voglia
cogliere la vera anima di New York, quella più autentica. Si tratta
di persone piene di vita e di energia, e dal temperamento eclettico.
Persone che si sentono giovani a prescindere dall’età». La società
di Lenny Kravitz ha lavorato a fondo su una precisa caratteriz-
zazione degli interni, 38 appartamenti dove la parte del leone la
fanno i materiali. Legni, marmi, metalli sono stati tutti scelti con
estrema cura, per dar vita a una cornice scenografica dalla forte
personalità, subito riconoscibile, che esprimesse immediatamente
un’idea di distinzione raccontata con consumata nonchalance.
Una cifra stilistica ben distinguibile, dovuta anche alla costante
supervisione di Kravitz, il cui team nel caso di 75 Kenmare ha
lavorato a stretto contatto con gli altri professionisti che si sono
occupati del progetto. «Io e i miei collaboratori ci siamo consultati
con l’architetto Andre Kikoski, con il developer Dan Hol- 

La metropoli in cornice. a sinistra: il soggiorno, con le grandi


finestre che inquadrano lo skyline di New York. Qui, come negli altri
ambienti, si predilige uno stile molto lineare, che tende soprattutto
a valorizzare i materiali. La base in travertino titanium del camino
risalta sul parquet in legno di quercia. I due tavolini dai decori
geometrici sono di West Elm, i divani sono di Minotti, la poltrona
sulla sinistra è vintage degli anni Settanta.

ARCHITECTURAL DIGEST • ITALIA 131


Contrasti. sopra: i materiali sono protagonisti anche nella cucina, con gli elementi in legno laccato, impreziositi dalle lastre di marmo del top,
scelte anche per la parete. Il figorifero di Gaggenau è stato rivestito in legno di olmo. Il parquet invece è in legno di quercia.
pagina precedente: la sala da pranzo. Al di sopra del tavolo in marmo, un lampadario Castle in vetro di Jason Miller per Roll & Hill.

lander e con Fredrik e John del team di vendite Eklund Gomes, lobby, che declama un’idea di classicità e di lusso con il suo
relazionandoci sia individualmente sia in riunioni collettive». bancone in ardesia portoghese, che risalta davanti al pavimento
In tal modo, il gusto tipico di Kravitz Design, che vanta anche in cui sono accostati, come in un mosaico, differenti materiali,
una collezione di mobili e di oggetti, riflette bene la personalità dalla quarzite al marmo e al travertino. Un’armonia di colori
dell’architettura ideata da Kikoski, in una riuscita sinergia tra e di texture che declina ancora una volta quel disinvolto ed
l’involucro esterno e gli interni. Il condominio ha in sé qualcosa equilibratissimo eclettismo che è anche il marchio di fabbrica
di classico, le sue forme declinano un rigore contemporaneo delle canzoni di Kravitz. Quel gusto si ritrova in ogni spazio
che evoca comunque un’autorevole conoscenza del passato, comune, per esempio nei corridoi, dove le pietre pregiate sono
metabolizzata nelle linee austere di un’architettura dalla forte ancora protagoniste: le lastre di quarzite Taj Mahal e il traver-
personalità. Le ampie finestrature che si estendono in senso tino titanium fanno risaltare le porte e le boiserie in quercia,
verticale, a segnare la facciata, appaiono idealmente come lesene che creano un perfetto contrasto con la moquette di un color
trasparenti, che scandiscono il prospetto, regalandogli un’iden- blu notturno. Negli appartamenti viene declinato con gusto il
tità classica ed elegante, candidando l’edificio a diventare una medesimo concetto di stile, in ogni ambiente: i materiali ven-
delle costruzioni iconiche di NoLita. E lo stesso avviene all’in- gono usati come i colori della tavolozza di un pittore, creando
terno, in virtù di un riuscito processo osmotico reso possibile accostamenti che ora assecondano le affinità elettive ora le con-
da Lenny Kravitz e dalla sua squadra. Già all’esterno l’edificio traddicono per creare nuove combinazioni. Chi lo desidera può
si offre come una celebrazione di materiali classici e di tecniche anche avere un total look firmato Kravitz Design per la propria
tradizionali usati in modo innovativo, considerando l’archi- casa. «Gli appartamenti non vengono forniti già arredati», spe-
tettura come un manufatto artistico a grande scala. Lo stesso cifica Kravitz, «ma è possibile farlo. In molti dei nostri progetti
concetto si ritrova nei vari ambienti dell’edificio, a partire dalla creiamo pezzi unici di arredamento realizzati su misura». FINE

ARCHITECTURAL DIGEST • ITALIA 133


134 ARCHITECTURAL DIGEST • ITALIA
Materiali. sopra: la stanza padronale. Le grandi finestre che guardano sul quartiere newyorchese di NoLita sono impreziosite dai serramenti
color bronzo. sotto: nella sala da bagno le pareti e i pavimenti sono rivestiti in travertino titanium e in marmo French vanilla. Il mobiletto
sospeso sulla sinistra è in legno di olmo con il top in marmo bianco Drama. La vasca è di Devon&Devon. pagina precedente: uno scorcio
della cabina armadio connessa alla stanza padronale, con la parete specchiata. Lo sgabello è di CB2.
REDUNDANT PIXEL

135
Memorie
di viaggio
Da uno chalet anni ’60, a CHAMONIX , un progetto
coraggioso ha ricavato una casa dagli spazi generosi,
in dialogo costante con la natura. E dove il calore
del legno, materiale protagonista, acquista ancora più
fascino grazie a un mix di oggetti provenienti da tutto
il mondo: sete, velluti, divani inglesi, mobili orientali.

interior design di CRISTINA GIORDANO


testo di RUBEN MODIGLIANI — fotografie di MATTIA AQUILA
Calore e suggestioni. Il grande
living con le due librerie gemelle
rivestite in Alcantara. Vari pezzi
vengono da Le Chalet de Jules,
negozio/galleria di Chamonix (chaise
longue, specchio, lampadario).
Poltrone vintage rivestite in lana,
pecora e pelle di Andrew Martin,
Londra. pagina precedente: all’ingresso,
mobile cinese preso a Bangkok con
lampade di Timothy Oulton, Londra.
138 ARCHITECTURAL DIGEST • ITALIA
P
er il progetto di queste pagine, uno chalet sul soffitto pende un suggestivo lampadario d’epoca realizzato
versante sud di Chamonix, il punto di parten- in corna di cervo. È un’armonia composta da tante voci e da
za è stato il paesaggio. Per Cristina Giordano, tante suggestioni di stile: un esame dei vari elementi d’arredo
che ha curato sia la ristrutturazione dell’im- rivela elementi e materiali che arrivano da tutte le parti del
mobile sia l’arredamento, è stato un colpo mondo. Oggetti decorativi trovati nel souk di Istanbul, arredi
di fulmine: «Al primo sopralluogo mi sono vintage che arrivano da Indonesia, Thailandia e Cina, divani
innamorata del Monte Bianco», racconta. «È Chesterfield inglesi, tappeti persiani; pelli di mucca e lana di
una montagna speciale: dal paese la funivia porta diretti all’A i- pecora, tipiche della cultura alpina, sono accostate a tessuti in
guille du Midi, a quota 3.842 metri. E in un giorno di cammino seta, velluti e ricami orientali. Questo mix cosmopolita e fuori
si arriva alla vetta più alta d’Europa. Dallo chalet si ammira dall’ordinario dà un nuovo smalto alla tradizione del design di
tutto lo snodo della catena, ed è talmente vicino che a volte montagna, che risulta arricchita da queste mille storie e ricordi
sembra di osservarlo attraverso una lente di ingrandimento. di viaggio. Merita un capitolo a parte la “zona detox” al piano
Uno spettacolo che varia di stagione in stagione e passa dal terra: una Spa incorniciata da grandi finestroni composta da
verde smeraldo della vegetazione, in estate, al bianco scintil- una sauna e da un’ampia Jacuzzi in mosaico Bisazza. Uno spa-
lante delle nevi». La costruzione originaria, risalente agli anni zio che ispira il relax totale, e da cui – come dal living, a cui è
’60, teneva poco conto di tutto questo: erano scarsi gli affacci collegato da una piccola e suggestiva scala – lo sguardo si perde
su questo spettacolo, l’orientamento della casa era tutto sul nella meraviglia delle montagne.
versante opposto. La progettista quindi ha deciso di ripensare Così una costruzione senza particolari pregi e con poco rap-
la struttura in modo radicale. «Ho modificato totalmente il porto con l’esterno («Era come se l’ambiente circostante non
layout interno per creare spazi di convivialità più ampi. Ho avesse importanza», ricorda Cristina Giordano) è diventata
quasi raddoppiato lo spazio creando una nuova struttura, un un luogo speciale. «Lavoro d’istinto, alla ricerca costante di

«Volevo creare uno chalet che desse una sensazione di intimità


e di calore. Un luogo dove rilassarsi dopo lo sport, con una tazza
di cioccolata calda in mano e la musica di Billie Holiday nell’aria».
piccolo chalet collegato a quello più grande, e ho aggiunto sulla bellezza ed emozione», prosegue. «Qui volevo fare uno chalet
facciata un balcone che costeggiasse il perimetro dell’edificio e che desse una sensazione di accoglienza, di intimità, di calore.
che consentisse di godere del panorama in via diretta, mettendo Un luogo dove potersi rilassare e socializzare dopo una lunga
l’accento sulla vista». Ogni ambiente, così, oggi ha un affaccio giornata di sport. E, al contempo, elegante e di carattere. Una
diretto sulle montagne. Nell’edificio originario, disposto su tre casa pensata per una famiglia e i suoi ospiti, che ho immaginati
livelli, ci sono le camere, tutte con bagno en suite. In quello rilassati davanti allo spettacolo della natura, con una tazza di
nuovo, invece, si trovano una spaziosa Spa domestica al piano cioccolata calda in mano e la musica di Billie Holiday nell’aria.
terra, e un salone dai volumi molto ampi (il soffitto, spiovente, Ho amato in modo particolare il percorso di realizzazione di
arriva a quasi sei metri d’altezza) al livello superiore. Una casa questo progetto, la ricerca dei materiali, il poter accostare og-
pensata per essere un luogo di serenità, circondato dalla bel- getti così diversi: molti raccolti da me in anni di viaggi, altri
lezza: «Volevo che fosse una sorta di santuario per fuggire dalla trovati da Le Chalet de Jules, negozio/galleria di Chamonix fuori
vita stressante di tutti i giorni. Per disconnettere dalla realtà», dall’ordinario». Un entusiasmo che si ritrova nei mille dettagli
prosegue Cristina Giordano. di un progetto sfaccettato come un cristallo. FINE
La stessa attenzione e gli stessi desideri sono stati i con-
cetti portanti del progetto di interior design. Le pareti sono
state rivestite con assi di pino d’epoca non trattato, legname Nella natura. pagina precedente: un’ampia area del soggiorno è
di recupero con tutto il fascino del tempo. A terra è stato posa- vetrata e permette di immergersi nel paesaggio. Questo ambiente,
to un parquet in quercia, sempre vintage. La palette di colori ricavato nella parte della casa di nuova costruzione, ha soffitti che
usati è calda, con tocchi di rubino e di tartan, forme morbide arrivano a quasi sei metri di altezza e comunica con la sala da pranzo
e luci d’atmosfera, ovattate, che creano un effetto cocoon. Nel nell’edificio originario e, tramite una piccola scala in legno, con la
salone, il grande camino in legno è fiancheggiato da due libre- Spa al piano terra. I divani Chesterfield sono originali inglesi, come
rie rivestite in Alcantara i cui volumi sono sottolineati da una tutte le decorazioni dell’albero di Natale (Peter Jones) e i cuscini
calda luce retrostante; sopra il camino un elegante specchio (India Jane). Il tavolo basso è realizzato da un artigiano locale, Jeremy
barocco riflette e raddoppia lo splendore alpino, mentre dal Brancolini; i tavolini tondi sono dell’azienda belga Marie’s Corner.

ARCHITECTURAL DIGEST • ITALIA 139


Palette cromatica calda,
con tocchi di rubino e di
tartan. Forme morbide
e luci d’atmosfera. Tutto
crea un effetto cocoon.
Stile globetrotter. in alto: vista del soggiorno verso
il piccolo salotto con Tv, sulla sinistra, e la sala da
pranzo (il tavolo è di Le Chalet de Jules). a sinistra:
in una camera, un mobile acquistato a Bali poggia
su una pelle di zebra (di Le Chalet de Jules, come lo
sgabello rivestito in pecora). Specchio di Andrew
Martin (Londra). pagina precedente: ancora un esempio
dello stile eclettico dello chalet. Due poltrone
vintage rivestite in cavallino pezzato sono accostate
a una cassapanca proveniente da Bangkok. Lampada
di Gong (Londra), cuscini di Le Chalet de Jules.

ARCHITECTURAL DIGEST • ITALIA 141


Eden privato. sopra: la camera padronale gode di un affaccio privilegiato sulle montagne. Il letto e la testata tessile imbottita sono realizzati da Roberto
Colleoni, come le tende. Sui due comodini, sagomati come piccoli bauli (Le Chalet de Jules, come le coperte in pelliccia), sono appoggiate due lampade di
Timothy Oulton (Londra). pagina seguente: la “zona detox” della casa, realizzata al piano terra, ha una vasca idromassaggio in mosaico Bisazza incorniciata da
grandi finestre. Lanterne di Peter Jones (Londra) e cuscini effetto mongolia di Le Chalet de Jules. Lampada da terra di Timothy Oulton (Londra).

142 ARCHITECTURAL DIGEST • ITALIA


144 ARCHITECTURAL DIGEST • ITALIA
Contemporaneo. a sinistra:
intorno al tavolo Container
New Antiques 7156 di Marcel
Wanders per Moooi, sedie
Series 7, di Arne Jacobsen
per Frits Hansen. Lampada a
sospensione Neuro di Davide
Groppi. Ciotola Krenit,
design Herbert Krenchel per
Normann Copenhagen. pagina
precedente: all’ingresso, sulla

console di Meridiani
(un pezzo della collezione
Shine), vaso e posacenere
vintage. Alla parete Strip
Color Painting 02, opera
di Pasquale Bianchini.

RADICI AEREE
Al piano nobile di un palazzo settecentesco nella piazza più
monumentale di NAPOLI , una ristrutturazione senza nostalgia ha
mantenuto le tracce storiche dell’appartamento pensato per
una famiglia inserendole in una cornice leggera e contemporanea.

progetto di PASQUALE BIANCHINI


testo di SONIA COCOZZA — fotografie di MATTIA AQUILA

ARCHITECTURAL DIGEST • ITALIA 145


Epoche creative. Nel living divano Turner di Hannes Wettstein
(Molteni&C). Coffee table Brasilia di Fernando e Humberto
Campana per Edra. Womb Chair with ottoman, Eero Saarinen
1948 per Knoll. Libreria 505, Nicola Gallizia per Molteni&C.
Tappeto di Amini. pagina seguente: camino originario della casa.
Candelabro Spin Candelabra di Tom Dixon. Tavolo da pranzo e
specchio su disegno. Lampade a sospensione di Olgoj Chorchoj
per Bomma. Tendaggi sostenuti da un tubolare di ferro
elettrificato. Sedie vintage di Gio Ponti per Cassina.

146 ARCHITECTURAL DIGEST • ITALIA


N
on c’è nulla di più monumentale di stanti, selezionando solo l’essenziale. Questa sua visione è chiara
piazza della Vittoria a Napoli: da un un po’ ovunque ma in cucina diventa sintesi. «I proprietari
lato le statue neoclassiche erette a cu- volevano un ambiente vivo in cui far confluire design, decoro e
stodi della Villa Comunale, dall’altro, funzionalità», aggiunge. Non mancano gli effetti a sorpresa. Il
rivolti verso il mare, i palazzi nobiliari bagno padronale, per esempio, ubicato in quella che un tempo
voluti sul finire del ’600 dalle famiglie era una cappella, cattura lo sguardo per le sue dimensioni ge-
Calabritto, De Majo e Cassaro. L’ap- nerose ulteriormente esaltate da una volta a cupola con il lan-
partamento è qui, in questo crocevia settecentesco, nello stabile ternino. Al centro la vasca settecentesca in marmo di Carrara,
che la famiglia De Majo commissionò all’architetto più geniale quasi un’installazione. Stesso discorso per il corridoio-galleria,
del Barocco napoletano, Ferdinando Sanfelice, per unificare la che dà accesso alla zona notte. Qui le opere d’arte di Fabian
chiesa e il complesso conventuale al palazzo. Percorrendo la Marti e le lampade Petit Potence di Charlotte Perriand hanno
scala elicoidale, sopravvissuta a vari rifacimenti, si giunge al un fine: indurre all’osservazione delle volte. Rendere leggibili
piano nobile, residenza di una giovane coppia con i suoi tre figli. i pennacchi di sostegno al tamburo della cupola della chiesa,
«Una ristrutturazione senza nostalgia», racconta la proprieta- dopotutto, rappresentava l’ultima sfida per l’architetto: un luogo
ria, «veloce ma capace di mettere insieme il puzzle d’interessi storico che si fa casa moderna e familiare. FINE
del nostro nucleo familiare, perché il desiderio più grande era
quello di traslocarci presto». Il lavoro affidato all’architetto Pa-
squale Bianchini ha tenuto conto dei desiderata della commit-
tenza e ha custodito, ove possibile, frammenti di radici storiche,
trapiantati poi in una cornice leggera. L’architetto ha seguito il
filo conduttore della continuità, da un lato il mondo domesti-
co, dall’altro la vivacità del paesaggio. In casa, l’elemento che
all’istante rafforza la suggestione degli spazi è senza dubbio la
luce: generosa, abbondante, passa dalle finestre creando confini
evanescenti tra lo spazio chiuso e quell’oltre che appena fuori
spazia dal verde al blu, all’infinito.
«L’intervento del Sanfelice si concentrò sull’accorpamento
della chiesa della Vittoria al palazzo, unificazione leggibile an-
cora oggi in una parte della casa, la zona notte, che come allora
mantiene la disposizione dei vani a U intorno al “vuoto” della
cupola», racconta l’architetto. «Va da sé», continua, «che tutti
gli elementi architettonici e strutturali conseguenti alla trasfor-
mazione in abitazione della parte alta della chiesa andavano
conservati ed esaltati».
L’assenza di elementi architettonici di pregio ha suggerito
all’architetto di procedere secondo la semplificazione massima.
Niente finto storico: questo il linguaggio dello spazio che oggi
si mostra elegante nella sua semplicità. La ritrovata ampiezza
dell’intera zona giorno è stata raggiunta con l’eliminazione delle
pareti divisorie, troppe, per una casa dal fascino aristocratico.
«La sequenzialità delle imbotti settecentesche», racconta l’ar-
chitetto, «per qualche strano motivo mi ha fatto pensare, sin
dal primo istante, alle ambientazioni grandiose e descrittive di
Jean-Jacques Annaud per gli spot pubblicitari di Dior».
Il progetto dell’architetto Bianchini esplora epoche contra-

«Tutti gli elementi architettonici e strutturali conseguenti


alla trasformazione in abitazione della parte alta della chiesa
della Vittoria andavano conservati ed esaltati».

ARCHITECTURAL DIGEST • ITALIA 147


Citazioni. Nel corridoio-galleria
Petit Potence di Charlotte Perriand
(Nemo Lighting). Alla parete, in
sequenza, le opere di Fabian Marti,
To be Titles 2011. pagina seguente:
da una foto di Carlo Brogi (1850-
1925), Riviera di Chiaia e Villa,
è stata realizzata la carta da parati
Inkiostro Bianco. Cucina Convivium
di Arclinea, sgabello About
a stool di Hee Welling per Hay.
Lampada a sospensione Neuro di
Davide Groppi. Sedie Series 7
di Arne Jacobsen per Fritz Hansen.

148 ARCHITECTURAL DIGEST • ITALIA


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Arte inconsapevole. sopra: letto Victor di V. & Nice. Comodini Vision Element di Pastoe. Lampada a sospensione Stone Pendant
di Tom Dixon. Alla parete, Men in the Cities di Robert Longo. pagina seguente: nella sala da bagno campeggia la vasca del ’700 in marmo
di Carrara. Sgabello Stool Moldel B, Charles & Ray Eames per Vitra. Sculture di Cleto Munari. Lavabi: Catino di Antonio Lupi. Rubinetteria
MilanoTorino di Andrea e Davide Bregoli (IB Rubinetterie). Lampada 265, Paolo Rizzatto per Flos. Specchio e box doccia su disegno.

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Regina d’inverno
Con le Dolomiti inquadrate in ogni finestra, tre chalet di lusso progettati
come un piccolo villaggio a sé vogliono riportare CORTINA D’AMPEZZO,
in attesa dei Mondiali di sci, all’allure di un tempo, puntando sull’eccellenza
dell’artigianato locale e sul Made in Italy.

testo di ELENA DALLORSO — fotografie di MATTIA AQUILA

Conca magica. sopra: la vista dalla camera padronale dello Chalet LV01 Dolce Vita sul Monte Cristallo e il centro di Cortina d’Ampezzo.
pagina precedente: il living dello Chalet LV02 Perla, con malta cementizia per la parete e legno wengè per il mobile e il pavimento. Tavolino

in noce americano e vetro. Divano, pouf e cuscini rivestiti con velluto Dedar. Sopra il camino, Apocalisse Londra (2005) di Enzo Fiore.

ARCHITECTURAL DIGEST • ITALIA 153


Piaceri condivisi. sopra: il living dello Chalet LV02 Perla, con gres “Iridio” alle pareti e wengè per bancone bar e pavimento. Tavolino in noce
americano e vetro, divano rivestito in velluto Dedar. Luci Cub˜ (Minitallux). sotto: la sala da pranzo dello Chalet LV01 Dolce Vita, con mobili
in ciliegio e camino in pietra Dolomia. Le sedie di Cesari sono rivestite in finta pelle sky. Il resto degli arredi sono custom. pagina seguente: la
winery dello Chalet LV02 Perla, con la cantina in legno wengè e frassino e sedie in finta pelle. Punti luce Minitallux.

D
ue imprenditori romani che farebbero
carte false pur di vivere a Cortina (e in
effetti ci passano il maggior tempo pos-
sibile), una vecchia pensione chiusa da
decenni, un terreno di famiglia e un so-
gno: ridare alla cittadina tra le Dolomiti
l’allure del passato, quando per il jet set
internazionale e per tutti era davvero la “Regina delle nevi”.
Simone e Francesco Leonardelli hanno dato vita a un progetto
di ricettività che non fosse di speculazione edilizia: davanti
alla Promenade (la vecchia ferrovia in disuso) e a due minuti a
piedi dal campanile, sono stati costruiti tre chalet in perfetto
stile ampezzano negli esterni per una fruizione lussuosa che
aggiungesse valore alla comunità. Il progetto, inaugurato poco
più di un anno fa e affidato allo Studio Scuderi e Associati di
Cortina e a 1.618 di Roma, ha voluto considerare ogni chalet
come un’unità a sé stante, differenziandolo nell’interior e garan-
tendo l’assoluta privacy degli ospiti. «Il mandato è stato che 

154 ARCHITECTURAL DIGEST • ITALIA


ARCHITECTURAL DIGEST • ITALIA 155
ogni villa, pur mantenendo un layout che comprendesse sette
camere da letto, Spa, cinema e studio, avesse un suo stile diverso
C’è molto legno, ovviamente,
dalle altre. Volevamo costruire qualcosa che fosse bello almeno ma nelle essenze di ciliegio, noce
tanto quanto quello che vediamo dalle finestre (le Tofane, il
Cristallo), così abbiamo optato per l’utilizzo della manodopera
e wengè, con poche concessioni
e dell’artigianato locale», racconta Simone Leonardelli. Molto allo “stile montanaro”.
legno, com’è ovvio, ma nelle essenze di ciliegio, noce e wengè e
poche concessioni allo stile “montanaro”, tranne che nello chalet
LV03, in fase di ultimazione.
La villa LV01 è classica, con toni caldi e stucco veneziano alle
pareti, in contrasto con il nichel nero, utilizzato nella rubinet-
teria, nelle cornici delle porte scorrevoli, nelle maniglie. È qui
che si trova la zona Spa più grandiosa: una piscina interrata di
venti metri di lunghezza con il mosaico che la riveste in onice,
per dare più luce. La vasca è a sfioro sulle vetrate della palestra,
tutta attrezzata con macchinari Technogym. In stile asiatico
è invece la Spa della villa LV02, con pavimento in gres effetto
listoni di legno wengè e gres color avorio alle pareti, in un cu-
rioso sovvertimento dei materiali. «Per questo chalet abbiamo
osato di più, abbiamo scelto materiali meno “caldi”, più moderni
e spiazzanti. Questa è una casa che potrebbe stare benissimo

156 ARCHITECTURAL DIGEST • ITALIA


Relax a 360°. sopra: la piscina dello Chalet LV01 Dolce Vita, rivestita di mosaico in onice. Colonne in marmo Green Bambù. Luci Cielo
Stellato (Minitallux). Attrezzi della palestra Technogym. sotto: la sala cinema dello Chalet LV02 Perla. Termoarredi di Brandoni. Velluto
Dedar per divani e pareti. Luci Cubò (Minitallux). pagina precedente, in alto: la Spa dello Chalet LV02 Perla. Pavimento in gres Jungle Dark
(Ceramica Sant’Agostino). Seduta Yin e Yang (DolceFarNiente). pagina precedente, in basso: la camera padronale dello Chalet LV02 Perla,
con gres “Iridio” alle pareti e legno wengè per il pavimento. La testiera del letto è in ecopelle. Luci Cubò (Minitallux).

anche a Miami o a Los Angeles», commenta Leonardelli. E hol-


lywoodiana è infatti la sala cinema, 40 metri quadrati di velluti
rossi Dedar in stile “essai”, con comodi divani dove sdraiarsi
per guardare il grande schermo. Appartiene a questo chalet
anche una spettacolare winery, una cantina privata in cui si
possono degustare vini importanti e anche cenare circondati
da preziose bottiglie.
Molto più tradizionale la villa LV03, ancora da ultimare, un
vero e proprio lodge di montagna, omaggio allo stile ampezzano,
in cui è il legno a essere protagonista degli interni. «Sarà pronto
per i Mondiali di sci e avrà un’area Spa molto più grande di quella
degli altri due», anticipa Leonardelli. In attesa di un potenzia-
mento dei servizi di Cortina, ancora priva di un aeroporto per i jet
privati, di un’offerta ricettiva variegata e di un ammodernamento
di piste e impianti, gli chalet LV provano a colmare le lacune. «Noi
vogliamo offrire prima di tutto uno stile di vita, per questo i ser-
vizi che mettiamo a disposizione degli ospiti, sia direttamente sia
attraverso nostri partner (maggiordomo, concierge, driver, chef,
maestro di sci e molto altro) sono al massimo livello e tutti local.
Crediamo, insomma, nell’investimento e nella valorizzazione di
un posto che amiamo», conclude Leonardelli. FINE

ARCHITECTURAL DIGEST • ITALIA 157


158 ARCHITECTURAL DIGEST • ITALIA
I colori
del
tempo
I mobili e gli oggetti d’antiquariato
sono presenze importanti
in un’antica e blasonata residenza
di NAPOLI dove l’arte è di casa.
Arazzi secenteschi, vasi cinesi
e dipinti d’epoca evocano il senso
del passato, declinato anche tra
le pagine di una delle più ricche
biblioteche della città.

testo di CHICCO CECERI


fotografie di MATTIA AQUILA

Orientalismi. a sinistra: un salotto. Sulla console, che


in origine era un vecchio altare orientale del ’700, un’importante
collezione di vasi cinesi datati dal Seicento all’Ottocento. Sul
fondo, un paravento giapponese Edo del Settecento. In basso,
a destra, antico samovar in argento montato a lume. A parete,
sulla destra, specchi del Settecento dipinti ad argento e mecca.

ARCHITECTURAL DIGEST • ITALIA 159


Memorie. pagina precedente: ancora uno scorcio del salotto, dove si gioca sulla riuscita contaminazione di arte europea e orientale. A parete,
la collezione di piatti della famiglia De Sangro principi di Fondi, cui appartiene la madre del proprietario di casa. Sulla sinistra, in alto, quadro
di scena pastorale di Leandro Bassano. sopra: un altro ambiente della residenza, con librerie che raggiungono il soffitto delle stanze
e che comprendono molti volumi rari. Le pareti sono tappezzate da decine di ritratti fotografici di famiglia.

ARCHITECTURAL DIGEST • ITALIA 161


mura. Non c’era nulla di rutilante o di particolarmente sfarzo-
so, anzi, direi che gli anni di vedovanza della padrona di casa
avevano lasciato calare su di essa una coltre di compostezza
austera. Avevo come l’impressione che gli ambienti fossero in-
torpiditi, spenti, come quelli delle case di mare chiuse durante
l’inverno. Ciononostante, la casa mi piacque moltissimo, anche
se sapevo che riportarla allo splendore d’un tempo non sareb-
be stato facile». Terminata la visita degli interni, de Conciliis
esplorò il grande giardino (dove Iolanda di Savoia, primogenita
di Vittorio Emanuele III, aveva allevato conigli nei mesi in cui
era stata ospite di don Ramiro), ammirò le sue fontane in pietra
lavica, s’introdusse nel pavillon settecentesco destinato a serra,
ispezionò le vecchie cisterne e concluse d’aver trovato quello che
cercava: una dimora di campagna in pieno centro storico. La
propensione all’acquisto di una casa che, pur senza averla mai
vista prima, gli era sempre sembrata di famiglia, l’amicizia fra
i suoi genitori e l’anziana padrona di casa, e la ferma decisio-
ne di quest’ultima di andare via da quel luogo facilitarono la
conclusione della rapida trattativa. Alla domanda sulla durata
dei lavori risponde Telemachos Pateris, scultore e studioso di
filosofia antica, compagno di de Conciliis: «I lavori non sono
mai terminati». E, in effetti, la casa, sin dal suo acquisto, è
stata costantemente oggetto di interventi di ristrutturazione

La casa è in perenne trasformazione, continua a espandersi


con l’acquisizione di nuovi spazi, seguendo anche l’evoluzione
delle passioni artistiche dei proprietari.

R
iccardo de Conciliis aveva sentito par- e di manutenzione. Con il tempo, poi, i padroni di casa, coau-
lare sin da piccolo di questa residenza tori della distribuzione e della decorazione degli spazi interni,
di Napoli. I vecchi proprietari, i principi hanno acquistato altre unità confinanti, annettendole a quella
Livia e Ramiro de Vera d’A ragona, era- originaria. Racconta ancora Pateris: «Abbiamo bisogno di tanti
no infatti di casa dai suoi genitori, con spazi: per ospitare, per ricevere, per studiare, per organizzare
i quali parlavano spesso della dimora e concerti. E poi qui sono accolti, oltre alla biblioteca storica Cuo-
del suo poetico giardino. Il giovane Ric- co-de Conciliis, anche gli ambienti del Laboratorio di instal-
cardo, però, non vi aveva mai avuto accesso e per anni aveva lazioni concettuali, da me ideato con lo scopo di sperimentare
potuto solo immaginare quegli ambienti ascoltando i racconti l’interazione tra filosofia dell’arte e filosofia della mente nella
dei genitori, che vi si recavano con frequenza. Quando, qualche progettazione di installazioni d’arte contemporanea e nell’or-
anno più tardi, mentre era alla ricerca di una casa con giardi- ganizzazione di attività simposiali». E così la compatta trama
no, seppe che, morto il principe Ramiro, la principessa Livia patrizia degli arredi d’epoca, che si è giovata di importanti
aveva deciso di lasciare quella casa, divenuta troppo grande e, lasciti di famiglia di de Conciliis, risulta qui e lì contaminata
soprattutto, troppo carica di pesanti ricordi, de Conciliis non da opere contemporanee di Pateris o di artisti da lui scoperti
si lasciò scappare l’occasione e chiese di visitarla. «Arrivai in e promossi, che in ambienti così densi di tracce del passato
tarda mattinata», racconta, «e mi aprì la governante, dicendo- trovano la collocazione in grado di valorizzarle. FINE
mi che aveva avuto la precisa istruzione di lasciarmi libero di
girare dove volessi, cosa che feci. Dall’ingresso, ampio quanto Armonie diffuse. in alto: un angolo della stanza della lettura.
un salone, vidi un cannocchiale di stanze proiettato verso una pagina seguente: un altro salotto. Al centro, una coppia

larga e alta finestra con affaccio sul giardino. Le stanze erano di pianoforti; quello in primo piano è un Bechstein del XIX secolo.
tutte di dimensioni più che generose e davano una nell’altra. Sulla parete a sinistra un’opera del 2004 dello scultore Telemachos
Mi sedetti, anche, provando a immaginare la mia vita fra quelle Pateris. Sulla destra, spicca un grande arazzo fiammingo del Seicento.

162 ARCHITECTURAL DIGEST • ITALIA


Per veri bibliofili. sopra: nella camera degli ospiti sono riuniti i quadri con il tema della Sacra Famiglia. Quello grande è opera di Jacopo
Bassano. Alla sua destra riproduzione coeva della Madonna dei Pellegrini di Caravaggio e, di fianco, una Madonna di Francesco Solimena.
pagina precedente: la biblioteca grande, con oltre diecimila volumi dal ’500 al ’900, che perlopiù fanno parte della storica collezione

Cuoco-de Conciliis, che è ospitata qui, a eccezione dei manoscritti, donati dalla famiglia de Conciliis alla Biblioteca Nazionale.

ARCHITECTURAL DIGEST • ITALIA 165


Volta stellata. pagina
precedente: il salotto dedicato
alla musica da camera
barocca, con la volta dipinta
a cielo stellato e clavicembalo
di Bizzi. a destra: uno scorcio
dello studio dello scultore
Telemachos Pateris. Suo il
busto anatomico sull’armadio
e l’epigramma funebre
in greco a parete, in alto.
L’armadio neorinascimentale
è dei primi del ’900. in
basso: la stanza padronale.

Il letto con colonne tortili


è appartenuto al principe
Ramiro de Vera d’Aragona
ed è stato donato da sua
moglie, la principessa Livia
Guerritore, a Riccardo
de Conciliis.

Ogni ambiente
è un mondo a sé, che
si tratti della stanza
con il clavicembalo
o dello studio in cui
troneggia l’armadio
neorinascimentale.

ARCHITECTURAL DIGEST • ITALIA 167


BIANCO RELAX
Una stramba notte milanese, una vetrina illuminata, un
candido divano ispirato all’orso polare e alla banchisa
artica: sono gli ingredienti da cui nasce l’interior design
del Dolomiti Lodge Alverà, nuovo protagonista dell’hôtellerie
di CORTINA D’AMPEZZO. Dove l’architettura alpina di
tradizione incontra il design e la fiaba creando, con il
concorso delle crode circostanti, un’atmosfera da sogno.

testo di RICCARDO BIANCHI e NICOLETTA DEL BUONO


fotografie di MATTIA AQUILA

Colori forti. sopra: veduta al crepuscolo del fronte d’accesso del Dolomiti Lodge Alverà a Cortina d’Ampezzo. La struttura,
testimonianza di un alpine style moderno, si trova in posizione panoramica in località La Vera. a destra: scorcio del’l’angolo stube
del ristorante. Divano Standard di Francesco Binfaré per Edra e grande camino realizzato dal fabbro-artista Giancarlo Candeago
impiegando vecchi stampi di rame pressati e articolati in forma di fiamma, bilanciati da un colorato contrappeso.
DINO COLLI

168 ARCHITECTURAL DIGEST • ITALIA


A
volte, il caso. Milano, i gior-
ni del Salone Internaziona-
le del Mobile 2017. È notte,
aria di primavera. Claudio
Alverà, ampezzano puro-
sangue, è nella città mene-
ghina perché appassionato
di design. Cammina per le vie del centro, si vede che
è arrabbiato. Racconta: «Volevo andare in discote-
ca, ma il buttafuori non mi ha fatto entrare. Non
so perché, ero vestito bene, forse non era quello il
dress code della serata. O forse non gli andavo a
genio. Chissà. Così mi sono messo a bighellonare,
pensando ai casi miei. Poi accade l’imponderabile.
Passo davanti a una vetrina illuminata, vado oltre,
ma il mio sguardo è come fosse stato accalappiato
da qualcosa. Mi dico: “Ma che ci faceva lì un orso
bianco addormentato su una banchisa polare? Ho
preso un abbaglio?”. Torno indietro, no, l’orso c’è
proprio, solo che è un divano, si chiama Pack, desi-
gner Francesco Binfaré, produttore Edra. Diamine,
penso, è quello che ci vuole per il nostro nuovo al-
bergo». L’hotel di nome fa Dolomiti Lodge Alverà,
si trova in località La Vera a Cortina d’A mpezzo,
sotto il Pomagagnon: in quel momento non è an-
cora finito, ma quasi. Spiega Alverà: «Il progetto
nasce una decina di anni fa. Una prima versione
firmata da Matteo Thun in chiave modernista fu
bloccata dalla Soprintendenza perché, a suo dire,
era un vulnus al paesaggio della Conca. Così l’idea è
rimasta dormiente per un po’ mentre nel frattempo
con mia mamma Ida e i miei fratelli ci prendevamo
cura del ristorante di famiglia, su a Ospitale (tra i
migliori del territorio, ndr). Poi le cose sono ripartite, con Moreno vuole solo se sono pubbliche: si vedrà. Di reale e pure regale c’è il
Trisorio, un progettista di Bolzano, un grande ex dell’hockey, s’è ristorante, la specialità della casa, una tentazione golosa irresisti-
studiata una soluzione moderna ma più alpine style, che è stata in- bile che vede protagonisti Claudio e suo fratello Renzo, due chef
fine approvata. In soli nove mesi la costruzione era finita». Il tetto ferratissimi nella cucina del territorio.
è a falde, molti tra pavimenti e soffitti sono antichi, provengono Ma ritorniamo all’orso, pardon, al Pack. Monica Mazzei, vi-
da vecchi edifici demoliti. Sfruttando le più evolute tecnologie del cepresidente di Edra, racconta: «Immediatamente dopo la sua
vetro sono state installate finestre amplissime che danno gran- “illuminazione” notturna, Claudio è andato dal nostro rivenditore
de luminosità a ogni ambiente e inquadrano scorci paesaggistici di Belluno e ha ordinato il Pack. Mi sono detta che dovevo co-
irripetibili, dal Bec de Mezdì alle Tofane. Le camere sono otto, le noscerlo. Alla prima occasione sono andata a trovarlo al Lodge.
suite due, tutte sono foderate di rovere lasciato al naturale, tutte L’orso l’aveva sistemato proprio nella hall-bar da cui si entra poi
dispongono di terrazza panoramica e di grandi bagni («perché nel ristorante. Chi arrivava per andare a pranzare sembrava non
sono le donne che decidono, e per le donne il bagno deve essere poter fare a meno di sdraiarcisi sopra, di abbracciarlo, di farsi un
grande», dice Alverà). C’è uno spazio per il wellness caratterizzato selfie con lui. Mi sono emozionata. Come dice sempre Binfaré,
da colori e arredi rilassanti e da una fantastica vista sulle Tofane, l’orso ti muove subito a tenerezza ancestrale, è proprio vero. Con
forse si farà la piscina, ma il regolamento comunale le piscine le Claudio abbiamo chiacchierato a lungo, è un tipo formidabile, 

Suggestione teatrale. in alto: la hall-bar. In primo piano l’isola-divano Pack di Binfaré per Edra, un pezzo reso unico dallo schienale
orientabile a forma di orso polare. Chandelier Random di Studio Italia Design. pagina precedente: la hall-bar: Pack dialoga con un
camino che ha la forma della Tofana di Rozes ed è firmato da Giancarlo Candeago. A completare la scena la poltrona Chiara di
Francesco Binfaré, la poltroncina Blu Velvet dei fratelli Campana e, sulla terrazza, due Alice di Jacopo Foggini. Tutto di Edra.

ARCHITECTURAL DIGEST • ITALIA 171


Dettagli di gusto. a sinistra: l’enoteca
vanta 200 etichette. Tavolino
Cicladi di Jacopo Foggini per Edra.
in basso: un tavolo del ristorante con

le poltroncine Blu Velvet di Fernando e


Humberto Campana per Edra.
A guidarne con assoluta maestria
la cucina sono Claudio e Renzo
Alverà che propongono i piatti della
tradizione ampezzana come i casunziei,
i canederli o il filetto di cervo, e pure
richiami internazionali tra cui il filetto
di manzo giapponese Wagyu. pagina
seguente: una delle due suite del lodge

con il tavolino Cicladi di Jacopo Foggini


e la poltrona Rose Chair di Masanori
Umeda, un classico di Edra.

L’albergo
e il ristorante sono
subito diventati
protagonisti della
vita cortinese.
Tutti vogliono farsi
fotografare con
il Pack e il suo orso
bianco.

del design sa davvero tutto. Alla fine per arredare l’intera struttura
è ricorso anche ad altri classici della nostra collezione come la pol-
trone Getsuen, Alice e Chiara, o i divani Cipria e Standard». Tutto
Edra dunque? Non proprio, ci sono anche le luci de iGuzzini e di
Studio Italia Design. E le invenzioni targate Giancarlo Candeago,
il re dei fabbri. Sono due camini che sbalordiscono. Il primo dialo-
ga col Pack nella zona bar della hall: è uno stupefacente accrocco
di barili di lamiera stirati, sagomati e uniti a formare una minia-
tura della Tofana di Rozes. Il secondo è nella stube del ristorante
ed è una scultorea citazione degli stilemi Memphis, un colorato
assemblaggio di stampi di rame pressati. Due fiammeggianti
colpi di genio che la dicono lunga sulla sensibilità scenografica
di Claudio Alverà capace di inserire, in un rassicurante copione
decorativo di tradizione, strappi estetici impensati che danno forza
espressiva all’ambiente e fanno venir voglia di restarci a lungo. Per
fare l’albergatore 2.0 occorre anche questo. FINE

172 ARCHITECTURAL DIGEST • ITALIA


ARCHITECTURAL DIGEST • ITALIA 173
174 ARCHITECTURAL DIGEST • ITALIA
Comfort al top. pagina precedente: l’altra suite. A caratterizzarla il divano Cipria in pelliccia ecologica rosa e un set di tavolini Brasilia,
tutto disegnato dai fratelli Campana per Edra. sopra: veduta totale di una Junior Suite. Poltrona Getsuen e tavolo Cicladi
in alabastro bianco con base in rutenio. sotto, a sinistra: ogni ambiente del Dolomiti Lodge Alverà dispone di una terrazza
panoramica propria. Questa è arredata con una poltrona Alice entroilluminata. sotto, a destra: scorcio della Spa.
SUGGERIMENTI, INDIRIZZI, CURIOSITÀ, DETTAGLI: DIETRO LE QUINTE DI AD.

BACKSTAGE.
L’INVERNO È ARRIVATO
Colti richiami e morbide seduzioni per
COCCOLARSI in casa nelle feste natalizie.

Dalle pagine centrali di questo numero arrivano innu-


merevoli spunti per “scaldare” la casa nei mesi più freddi.
Ci sono chalet a Cortina e a Chamonix, arredati con
allusivi e importanti pezzi di design – come il divano
PAG. 158 icona Pack con lo schienale a orso di Francesco Binfaré
Pouf imbottito di Angelo Cappellini per Edra – con richiami al mondo rurale e montano e
rivestito in velluto verde ricamato, con
con imprestiti della natura. E ci sono dimore cittadine
base in legno e poggiapiedi. 1.582 €.
cariche di ricordi d’Oriente. NICOLETTA DEL BUONO

PAG. 128
Lampada Shangai
di Riflessi, qui in
versione da tavolo
con finitura oro
rosa, da 330 €.
Anche in versione
da terra e soffitto.

PAG. 158
Floreale tappeto Chloè di Illulian, annodato
a mano e raffigurante specie diverse di fiori.
Costa 1.602 € al metro quadrato.

ALTO ARTIGIANATO (da pag. 136)

QUESTIONE DI STILE
Rispetto della TR ADIZIONE e cura
dei dettagli.

Eclettico e trasversale, il brand Dialma Brown


(nato nel 2007 dall’esperienza del Gruppo Marchi)
si muove avanti e indietro nel tempo e nello spazio,
attingendo il meglio di diversi stili ed epoche e
filtrando il tutto con sensibilità contemporanea.
Come nel caso della poltrona in pelle capitonné,
qui accanto. NICOLETTA DEL BUONO

Capitonné.
176 a destra: poltrona di Dialma Brown, 2.192 € online.
PAG. 120
Di Marcel Wanders per Flos,
la sospensione Zeppelin ha il
diffusore in resina “cocoon”
spalmata. Da 3.200 €.

PAG. 168
Vaso Trophy di Ilaria.i,
realizzato a mano in
terracotta con manici
in peltro, in vendita su
luisaviaroma.com a 390 €.

PAG. 134
Contenitore Tudor
di Ferruccio Laviani
per Emmemobili,
ispirato all’omonimo PAG. 158
stile, in abete
Separé Vico di Cantori,
sabbiato.
in bronzo, con pannelli
Da 8.840 €.
personalizzabili in pelle,
tessuto, specchio,
decorazioni. Qui con
velluto Aspen, 1.750 €.
PAG. 144
Tavolino-sgabello Sultan di Ibride, in
stratificato compatto qui rosso lucido,
200 € su madeindesign.it.

PAG. 168
Di Fernando e Humberto Campana per Edra, il divano Edra
Cipria ha 9 cuscini diversi, indipendenti e fissi. Da 12.320 €.

ARCHITECTURAL DIGEST • ITALIA 177


STORIE

CRONACHE
D’ARTE,
CULTURA
E DESIGN

TRE PADRONE
DI CASA
SOLOMON R. GUGGENHEIM FOUNDATION (ARCHIVIO CAMERAPHOTOEPOCHE)

a pag. 180

LA FORMA
DEL TEMPO
a pag. 184

ESSENZE
DOMESTICHE
a pag. 186 ARTE A VENEZIA
Peggy Guggenheim
SUPERFICI installa un “mobile”
di Calder nel suo
CREATIVE padiglione alla
a pag. 188 Biennale del 1948.
STORI E .
N
icolò Venier aveva bisogno di spazio per ospitare i
molti membri della sua famiglia e l’orgoglio ma-
schio dei suoi più alti rappresentanti, da quell’am-
miraglio Sebastiano (eroe di Lepanto ritratto da
Tintoretto ed eletto doge) in giù. Nel 1749, con mire espansioni-
stiche sul lotto di terreno accanto al palazzo sul Canal Grande,
affidò il progetto di un edificio neoclassico in pietra di cinque
piani a Lorenzo Boschetti, che lo passò al giovane Domenico
Rizzi. A niente valsero gli appelli dei Corner, nobili dirimpettai,
al Consiglio comunale perché bloccasse i lavori di una dimora
che avrebbe offuscato la loro Ca’ Granda: dopo qualche anno
il pianterreno e i tre pilastri che avrebbero sostenuto il portico
a triplo arco erano stati eretti e alla base dell’edificio otto teste
di leone si protendevano sull’acqua. Ma poi tutto si fermò, per
motivi che rimangono ancora oggi misteriosi. E dopo la morte
di Nicolò nel 1780, l’edificio a un solo piano fu abbandonato,
diventando, per tutti i veneziani, il “palazzo non finito”. 

La casa delle donne


Progettato per celebrare l’orgoglio di una famiglia veneziana e i successi dei suoi uomini,
PALAZZO VENIER DEI LEONI è diventato famoso grazie a tre protagoniste femminili del XX secolo.
Lo racconta il nuovo libro di una studiosa inglese.

di ELENA DALLORSO

Regine dei salotti.


ART GALLERY OF ONTARIO, TORONTO . CECIL BEATON ARCHIVE/SOTHEBY’S . MAN RAY TRUST.

a destra: Doris
Castlerosse nei
primi anni Trenta,
fotografata da
Cecil Beaton.
sopra: la “Medusa
surrealista”: Luisa
Casati fotografata
da Man Ray (1922).
pagina precedente :
Luisa Casati dipinta
da Augustus John
nel 1919.

181
STORI E .

ANTICHI FASTI E
ARTE MODERNA
Palazzo Venier
dei Leoni è oggi
sede della Peggy
Guggenheim
Collection, uno dei
più importanti
musei in Italia
per l’arte europea
ed americana del
XX secolo. Ospita
la collezione
personale di Peggy
Guggenheim,
la Collezione
Hannelore B.
e Rudolph B.
Schulhof, il
Giardino delle
sculture Nasher
e mostre
temporanee
(guggenheim-
venice.it).

La saggista inglese Judith Mackrell ne racconta la storia sin- Doris aveva ristrutturato il palazzo, affiando i lavori all’archi-
golare in un libro in uscita in questi giorni da EDT, Il Palazzo tetto Schioppa, e nel 1938 sul lato posteriore del pianterreno
incompiuto.Vita, arte e amori di tre celebri donna a Venezia c’erano la sala da pranzo e la cucina, mentre davanti erano stati
(508 pag. 27 €) attraverso le vicende delle ultime tre sue abitanti, ricavati un salotto e sei nuove camere da letto, ognuna con il
donne emancipate che hanno dominato un secolo d’arte, lette- proprio bagno rivestito in marmo e dotato di vasca incassata

MAN RAY TRUST/ADAGP. SOLOMON R. GUGGENHEIM MUSEUM, NEW YORK


ratura e mondanità: Luisa Casati Stampa, Doris Castlerosse e nel pavimento. C’era il riscaldamento centralizzato in tutta la
Peggy Guggenheim, che se ne innamorarono proprio per la sua casa e nuovi pavimenti a terrazzo veneziano, con marmo di
decadente incompiutezza e lo trasformarono nel palcoscenico Verona intarsiato di madreperla. L’interior designer era stata
perfetto delle loro vite fuori dal comune. La prima, giovane Lady Mendl, amica arredatrice di Doris.
moglie del marchese Camillo Casati Stampa di Soncino, visitò il Dopo la Seconda Guerra Mondiale fu Peggy Guggenheim, ric-
palazzo per la prima volta nel 1910 e lo trovò con il tetto e i muri chissima ereditiera newyorkese la nuova ed ultima proprietaria
ARCHIVI ALINARI . MUSEO CORRER VENEZIA .

pieni di buchi, il seminterrato invaso dalla muffa e il giardino del Palazzo, di nuovo in stato di abbandono, acquistandolo per
dai rovi. Nei registri ufficiali degli immobili di Venezia, Palazzo 60mila dollari per collocarvi la sua collezione d’arte. Lasciò
Venier era classificato come “un giardino con le fondazioni di intatto il pavimento a mosaico di Doris, ma fece rimuovere
un palazzo”. Ma Luisa Casati lo affittò per quattordici anni, gli elaborati stucchi dalle pareti, lasciandole nude e pulite per
durante i quali diede feste che rimasero nella storia della città. potervi appendere i quadri. La sua camera da letto fu dipinta
Lady Doris Castlerosse, chiacchieratissima (fra i suoi amanti con il suo colore preferito, il turchese, ed era dominata dalla
anche i Churchill – padre e figlio – e Cecil Beaton) dopo che il testata del letto in argento commissionata ad Alexander Calder
marito l’aveva lasciata, lo utilizzò invece per rilanciare la propria a New York (1945-1946). Peggy Guggenheim rimase a Palazzo
carriera sociale. Sovvenzionata da uno dei suoi facoltosi amanti, Venier fino al giorno della sua morte. FINE

182 ARCHITECTURAL DIGEST • ITALIA


Nuova vita. sopra:
Peggy organizza la
sua vita veneziana
dall’hotel Danieli.
a destra: la foto
preferita di Peggy
Guggenheim, vestita
da Poiret e ritratta
da Man Ray a Parigi
(1924). in alto a sinistra:
i ruderi del palazzo.
sotto: il palazzo come
era stato immaginato
dalla famigia Venier a
metà del XVIII secolo.

ARCHITECTURAL DIGEST • ITALIA 183


STORI E .

La spirale
doppia
Una forma derivata da un elemento cardine
dell’orologio, la molla del bilanciere, caratterizza
il progetto di Bjarke Ingels per la Maison des
Fondateurs, il NUOVO MUSEO-ATELIER di Audemars
Piguet in costruzione a Le Brassus, Svizzera.
di RICCARDO BIANCHI

A
udemars Piguet, storica tra le storiche Maison oro-
2 logiere svizzere, e il presidente del suo consiglio di
amministrazione, Jasmine Audemars, ci giravano
intorno da tempo: dare un seguito al museo di segna-
tempo della Casa. Non un addendum qualunque, ma un edificio
che si confacesse alla ragionata creatività del gruppo riassunta nel
motto: “Per violare le regole occorre prima padroneggiarle”. Così
fu indetto un concorso che aveva come tema la costruzione della
Maison des Fondateurs, un museo-atelier per esporre i modelli
e mostrare come si lavorano. A vincerlo è stato una giovane star
dell’architettura, il danese Bjarke Ingels con il suo studio BIG. Rac-
conta: «Quando, per un primo sopralluogo, mi recai a Le Brassus,
nella Vallée de Joux (Svizzera romanda), dove c’è la sede dell’azien-
da e dove domina una natura idilliaca d’estate e severa di ghiacci
d’inverno, mi resi conto che ci voleva qualcosa di speciale. Occor-

184 ARCHITECTURAL DIGEST • ITALIA


5
reva trovare un’intesa con il paesaggio senza annullare l’architet- per i laboratori di riparazione e di dimostrazione che costitui-
tura. Anche l’orologio mi suggerì degli spunti estetici. Alla fine scono il focus dell’allestimento insieme alle aree museali. Qui si
con lo studio abbiamo elaborato un’idea: costruire, parzialmente potranno vedere all’opera, anche dall’esterno, i maestri orologiai
interrato e in collegamento, mediante un tunnel con l’esistente che per le grandi complicazioni creano e maneggiano manual-
museo, un edificio in vetro, acciaio e cemento, che emergesse dal mente viti da un terzo di millimetro! Fantastico, non crede? E
terreno disegnando una forma tridimensionale a doppia spirale». anche il tetto, pensato come un foglio metallico continuo dallo
COURTESY BIG. COURTESY AUDEMARS PIGUET

Un chiaro riferimento alla molla a spirale del bilanciere, il cuore spessore che cambia secondo l’operatività della corrispondente
pulsante dell’orologio meccanico, e un rimando all’elica generatri- area coperta, avrà una funzione ecologica attiva: rivestito di prato
ce del dna, uno stilema che Bjarke usa spesso nei suoi lavori. «Sì, ridurrà l’impatto del manufatto sul paesaggio e contribuirà al suo
le motivazioni sono state queste. D’altronde la spirale è una forma equilibrio energetico». Né le sorprese finiscono qui. All’estremi-
che consente all’edificio di assecondare le pendenze del terreno tà del complesso Audemars Piguet, Bjarke ha infatti progettato
in maniera armoniosa e che, sollevandosi dal prato, genera una l’albergo della Maison che ugualmente sfrutta la pendenza del
fascia continua tridimensionale. Per darle consistenza abbiamo terreno: questa volta non si affida alla curva, ma a una struttura
pensato di sostenerla con una vetrata continua strutturale, senza inclinata a forma zigzagante facendo del tetto una rampa lungo
pilastri o altri sostegni, che richiama molta luce all’interno utile cui, d’inverno, si potrà salire e scendere con gli sci. Geniale. FINE

Curve e zig-zag. 1. Bjarke Ingels (1974). Danese, forma a zig-zag consente di usare il tetto come
progettista e teorico di fama mondiale, con rampa per accedere alle camere e raggiungere
il suo studio BIG ha di recente firmato la le piste con gli sci ai piedi. 4. Così saranno i
Lego House. 2. Assonometria del complesso laboratori nel museo-atelier: molta luce e vista
Audemars Piguet: a destra la doppia spirale panoramica sulla valle. 5. Il museo-atelier con
della Maison des Fondateurs, il museo-atelier le vetrate strutturali che sorreggono il tetto
della Casa in apertura nel 2019; sulla sinistra realizzato con un “foglio” d’acciaio; a destra
l’hotel della Maison. 3. Rendering dell’hotel: la l’edificio del 1868 che ospita il museo esistente.

4
ARCHITECTURAL DIGEST • ITALIA 185
STORI E .

Mr. Profumo 1997


Dopo Acqua
Fondatore e oggi art director di CULTI MILANO, Alessandro Agrati ha ideato del 1990, nel
il diffusore permanente di fragranze, un piccolo grande ritrovato 1997 è stata la
sensoriale che arricchisce di note profumate l’atmosfera delle nostre case. volta della
fragranza
Mareminerale.
di BERNARDO RIZZATO

C
i sono piccole invenzioni che cam- il midollino in bacchette, riuscii a rendere i
biano il mondo. Quella messa a pori più aperti. Tutto cominciò da lì. Da lì
punto da Alessandro Agrati e dal fatto che mi scoprii un “naso”, sa quei
negli anni ’80 e ’90 del secolo
appena passato, rientra nel novero: il dif-
tipi che sanno distinguere con precisione la
minima sfumatura dei profumi». Ma l’idea
2001
fusore permanente di fragranza. In quel forte era ancora un’altra. La casa, l’interior
Aramara
periodo, ricorda Agrati, «lavoravo come design, si diceva Agrati, per essere davvero (a sinistra),
designer in un’industria mobiliera e avevo belli, per trasmettere un senso di armonia note di
a che fare con il midollino. Per un caso for- hanno necessità di una quarta dimensione arancia
tuito mi accorsi che funzionava come una oltre alle tre della geometria: un impatto ol- amara e
bergamotto,
spugna, tratteneva e rilasciava gli odori di fattivo gradevole. Insomma devono “sapere”
e Tessuto
cui si impregnava. Un rilascio prolungato di buono. Ecco la sfida: creare e diffondere (cassis e
nel tempo. Feci altri esperimenti, modellai profumi per l’ambiente, una decorazione muschio).
invisibile, impalpabile ma che si avverte.
Per farlo nel 1990 fonda Culti Milano di
cui oggi è l’anima creativa. Con la pazienza
di un alchimista seleziona gli ingredienti,
pochi – non ricorre alla tecnica del bouquet
2010
–, naturali, quotidiani. Con l’inventiva di un
Mountain ha
pasticciere li dosa, li mescola, li fa riposare, le fragranze
li testa, e voilà, alla fine nasce la fragranza del legno ed
giusta, «delicata, sommessa, non invadente. evoca il
Non deve sovraccaricare l’ambiente. Crearla calore di uno
chalet di
è un lavoro lungo che sfugge ai ritmi moda-
montagna.
ioli, si rifà a ricordi, a sensazioni, a flash, un
albero, un fiore, un bacio... In tanti anni di
attività ne ho prodotte solo sedici che peral-
tro non invecchiano e possono combinarsi
tra loro». Il successo è subitaneo, cresce negli
anni 2000 e dura tuttora (nel 2017 l’azien-
da ha segnato un impressionante +23%). 2018
Grazie anche alle boutique che Agrati apre
a Milano, in via Fiori Chiari e in corso Ve- La più recente
nezia. «Non negozi, ma esperienze, dove creazione Culti
Milano: Era. Con
Le magnifiche 16. sopra: Alessandro fiuti la cultura del profumo, dove capisci
sentori di cassis,
Agrati con il profumo ambientale “di che profumo sei”. A questa se ne sono rosa e ambra
’Oficus. In totale Agrati ha ideato poi aggiunte altre cinque in varie città d’I- vegetale. Dice
sedici fragranze: Acqua, Mareminerale, talia. Anche all’estero i nostri prodotti, che Agrati: «Tappo e
Fuoco, Mountain, Terra, Aramara, flacone sono
oggi contemplano anche le varianti spray e
Thé, Linfa, Tessuto, Aria, Mediterranea, importanti, ma
Ode Rosae, Loudness, ’Oficus, Era. a candela, piacciono molto, vengono intesi
il protagonista
a destra: Culti House in corso Venezia, come fragranti ambasciatori della nostra deve essere il
una delle due boutique Culti milanesi. raffinatezza culturale». FINE loro contenuto».

186 ARCHITECTURAL DIGEST • ITALIA


«CULTURA DELL’AMBIENTE SIGNIFICA CREARE SPAZI PER LA PERSONA,
DOVE OGGETTI E SENSI SI INCONTRANO».

ARCHITECTURAL DIGEST • ITALIA 187


Il nuovo, il raro e l’insolito
I rivestimenti per pavimenti e pareti cambiano al ritmo delle tendenze. Alla DIGITAL DESIGN
un pool di creativi elabora ogni giorno nuove idee. E oltre a disegni innovativi, ricrea superfici
di marmi introvabili, legni pietrificati e antiche pietre non più presenti in natura.

di MARIO GEROSA

D
a qualche tempo i rivestimenti in ceramica sono nel comparto della ceramica, ma non solo, dato che in futuro
diventati protagonisti all’interno degli ambienti potrebbe esserci anche un’evoluzione verso il mondo dell’arre-
domestici. Una stanza arricchita da grandi lastre damento. All’interno di Digital Design, al ritmo serrato delle
in ceramica (oggi si possono ottenere dimensioni tendenze, si mettono a punto nuovi disegni per i rivestimenti,
notevoli, che un tempo non si potevano neanche immaginare) è proposte che vengono presentate nella sede dell’azienda, a Fio-
completa di per sé, racconta già una certa idea di arredamento. rano Modenese, nelle sale dei “Docks”, sei ambienti divisi per
Per questa ragione si tende a sviluppare sempre più l’ideazione temi concettuali: handmade, legni, marmi, pietre, strutture,
di rivestimenti dalla forte personalità, che seguano le tendenze cementi. Esempi? Le lastre in ceramica di grande formato con
della moda e del design. Progetti che vengono elaborati quoti- una superficie che ricorda quella del velluto, con tanto di om-
dianamente dai creativi di Digital Design, un’azienda del grup- breggiature, o quelle che fanno l’effetto di una stoffa, con le
MATTIA AQUILA

po Siti B&T Group che funziona soprattutto come un centro caratteristiche increspature. Nelle sei sale dei Docks, che ogni
di ricerca. Qui si studiano soluzioni originali per superfici di mese vengono riallestite, sono esposti campioni di differenti su-
ogni tipo, proposte a molte aziende che operano soprattutto perfici, spesso creati combinando diversi materiali. Quelle 

188 ARCHITECTURAL DIGEST • ITALIA


STORI E .

1 2

Sinergie. 1. Elena Pellesi, amministratore delegato di Digital Design. 2. Un tronco di legno fossile, pietrificato milioni di anni fa. 3. Uno degli
ambienti dei Docks nella sede di Digital Design a Fiorano Modenese. Ogni mese vengono presentate nuove proposte. 4. Un esempio
di superficie in cui sono stati accostati materiali diversi, come la pietra e il cemento. pagina precedente: nel corridoio che disimpegna le sei
sale dei Docks le strutture architettoniche a vista testimoniano il desiderio di coniugare continuamente estetica e tecnologia.

4 3

ARCHITECTURAL DIGEST • ITALIA 189


STORI E .

Texture. a destra:
Tecnici di laboratorio
di Digital Design.
sotto: vari tipi di legni
e di pietre negli
archivi di Digital
Design. in basso:
una macchina per
la lavorazione delle
lastre in ceramica di
grandi dimensioni
della linea Supera
nel B&T Lab,
centro tecnologico
di B&T Group.

differenti, come la pietra e il legno, o il marmo e il legno, o


nobilitare un legno povero con grafiche di legni di prestigio.
Abbiamo realizzato superfici con frammenti di tappeti inserite
nel cemento, un Cor-ten elaborato per funzionare graficamente
su una lastra in ceramica, un sughero colorato e stuccato, che fa
l’effetto di un altro materiale, ma anche metalli con un aspetto
di corteccia». E non è solo questione di superfici: per quanto
riguarda i marmi, ci sono anche le strutture da mettere sotto il
rivestimento: il bocciardato, lo spatolato, l’anticato, per perso-
nalizzare nei minimi particolari l’effetto della pietra. A questo
lavoro legato alle tendenze si affianca un’attività legata alla
conservazione del patrimonio e al restauro. Molti materiali
sono scomparsi o in via di estinzione: ci sono marmi le cui
suggestioni vengono poi proposte alle aziende che utilizzeranno cave si sono ormai esaurite, preziosi legni fossili, antiche pietre
in esclusiva tali disegni. «Una volta che il prodotto è approvato, che si ritrovano soltanto in certe architetture storiche. Un
viene scannerizzato e si rilevano le grafiche bidimensionali per problema, questo, che oggi ha una soluzione. Grazie alle nuove
la stampa e quelle tridimensionali per conferire matericità e tecnologie digitali, si possono infatti realizzare riproduzioni
volume alle superfici», spiega Elena Pellesi, amministratore perfette delle loro superfici, identiche all’originale, con tanto
delegato di Digital Design. «Partiamo dalla bellezza del fatto a di struttura che ne simula la trama. Per questo, alla Digital
mano, e poi la gestiamo a livello tecnologico. Si inizia da un ma- Design è stato creato un repertorio di materiali non comuni.
teriale naturale e si dà la nostra interpretazione: si può trattare «Abbiamo un vero e proprio archivio di marmi e pietre», no-
di interventi manuali, di stampe o di altri sistemi di acidatura ta Pellesi. «Ci sono pietre rare che arrivano dalla Valle della
e di trasferimento dei colori. Può capitare di arricchire le lastre Loira, legni fossili pietrificati milioni di anni or sono, e lastre
in metallo con delle decorazioni, o di contaminare materiali di marmi ormai praticamente introvabili». FINE

190
«AD» PER ESPLANADE TERGESTEO

Acqua, relax & bellezza


ALLA SPA & HOTEL TERME ESPLANADE TERGESTEO LA TRADIZIONE TERMALE
INCONTRA IL FUTURO. CON UN OCCHIO DI RIGUARDO PER IL DESIGN E PER L’ECOLOGIA.

in alto: la piscina ad acqua salata (l’unica delle Terme di Abano e Montegrotto) del RoofTop54, Spa panoramica con una spettacolare area saune, sale
relax e tea corner. sopra, da sinistra: la camera da letto di una Vital Spa Suite, con camino a legna e pavimento in ardesia e parquet di rovere. La lobby
dell’hotel, dal design innovativo, vede il legno come materiale protagonista. in basso: il Buddha in pietra che accoglie gli ospiti all’ingresso dell’hotel.

M
ontegrotto Terme, ai piedi del Parco dei Colli Euganei idromassaggio e giochi di luce, e l’innovativa H2O3 Pool con
e a pochi minuti da Padova e Venezia, è una rinomata microbolle di ozono. Accanto si trova la Spa Emotion Zone.
località termale: una fama che risale addirittura Un’altra Spa è il RoofTop54, panoramica e spettacolare perché
all’epoca romana. Qui si trova un luogo fuori realizzata su una grande terrazza, con l’unica piscina ad acqua salata
dall’ordinario, Spa & Hotel Terme Esplanade Tergesteo. Il Buddha delle Terme di Abano e Montegrotto, sale relax, tea corner e un’area
in pietra che accoglie gli ospiti all’ingresso anticipa l’atmosfera di saune textile-free: qui la punta di diamante è la sauna finlandese da
equilibrio e calma rigenerante che si respira in tutta la struttura. 32 m2, finestrata e affacciata sui colli. Lo stesso livello progettuale,
L’interno è giocato su un’armonia di legno, metallo, luci dorate, che fa dialogare alto design e comfort, si trova anche nelle camere
arredi e oggetti di design. La lobby, affacciata sul paesaggio, ha una e nelle suite. E le nuove Vital Room e Suite, in tutto 26, sono la
parete dove sagome in legno accostate l’una all’altra evocano una massima espressione di questo connubio. Diverse per metratura e
foresta stilizzata; da qui si accede al Gold Lounge Bar. Il resto è un arredo, sono tutte accomunate dall’uso di materiali naturali (come
percorso di scoperta: le innovative piscine termali, la spa panoramica, i pavimenti in rovere) e, dove possibile, ecosostenibili. Le Vital
le camere di nuova concezione, la cucina di alto Spa Suite, fiore all’occhiello di questa selezione,
livello. Gli spazi comuni sono versatili, vivibili sia misurano fino a 93 mq, hanno anche un camino
d’estate che nelle stagioni più fredde, grazie alla a legna nella camera da letto, e sulla terrazza
presenza di camini a legna, uno all’interno della trovano posto una sauna finlandese finestrata
lobby stessa, nell’angolo conversazione, ma anche e una minipool riscaldata con cromoterapia e
nello spazio outdoor, che poi prosegue nel giardino. idromassaggi. Accoglienza è, naturalmente, anche
L’innovazione strutturale si lega alla tradizione buona tavola, con prodotti a km 0, piatti della
termale, che qui viene proposta in un contesto tradizione veneta e italiana e una ricca carta dei
dall’estetica raffinatissima e tutta contemporanea. vini. Per una vacanza esclusiva e rigenerante.
Le piscine termali sono tre: una interna e una Da ricordare nel tempo. □
esterna, comunicanti, entrambe dotate di postazioni www.esplanadetergesteo.it
ENGLISH TEXTS.
p.120 Snow & design opposite direction. So the structure and its layout had to be radically revised.
Every space now has a direct view of the mountains. The original building
AN UNCONVENTIONAL CHALET IN COURCHEVEL, FULL OF on three levels contains the bedrooms with en suite bathrooms, while the
INVENTIONS, INCLUDING A VERY ORIGINAL LAYOUT. new addition offers a spacious spa on the ground floor, and a large living
area above. For the interiors, the walls are clad in salvaged pine planks. The
words NATHALIE TRUCHE – photos FRENCHIE CRISTOGATIN
oak floorboards are also vintage. Warm colors, soft forms and atmospheric
In Courchevel, on a family property, two owners have created the Hameau lighting set the tone. A large fireplace is flanked by two bookcases covered
de Marcandou, a complex of three luxury chalets. Their own home is near- in Alcantara. Decorative objects found in Istanbul, vintage furniture from
by, reflecting the same taste and attention to detail: they have reinvented Indonesia, Thailand and China, English Chesterfield sofas, Persian rugs.
and updated the local tradition with unexpected inventions, irony and A cosmopolitan mixture brings new life to the tradition of the mountains.
eclectic design choices. The building, known as Uummannaq (“heart” in And there is also a “detox” zone on the ground floor: a spa framed by large
the language of Greenland), has been designed in collaboration with the windows, with a sauna and a large whirlpool tub in Bisazza mosaic.
architect Olivier Gay. The small lot suggested a vertical structure: three
floors of 36 m2 each, containing three bedrooms, bathrooms and a living
area. The height makes the structure seem almost like a treehouse with p.144 Aerial roots
large windows. To avoid the usual 100% wood image, this material has been
used with thrift, allowing a wide range of others to set the pace and tone A BUILDING FROM THE 1700S ON THE MOST MONUMENTAL
of the interiors: multicolored slate flooring at the entrance, Vals stone for SQUARE IN NAPLES, RESTORED WITHOUT NOSTALGIA.
the bath, metal railings, plaster walls in warm, natural colors. The objects words SONIA COCOZZA – photos MATTIA AQUILA
boost the sense of warmth: a deer head (in papier maché), an old armchair
made with antlers, and contemporary design pieces, including a credenza Facing the monumental Piazza della Vittoria in Naples, this apartment
by Sebastian Wrong with the artist Richard Woods, a sofa by the Campana is in a building designed by the brightest star of the Baroque in that city,
brothers, a lamp by Marcel Wanders, and a classic Ingo Maurer chandelier. Ferdinando Sanfelice. The surviving helical staircase leads to the residence
of a young couple with three children. «Avoiding nostalgia», the owner
explains, «we wanted a rapid renovation that would reflect the interests of
p.128 Creative energy the whole family». The architect Pasquale Bianchini has conserved histor-
ical fragments wherever possible, while creating a light, luminous context.
A LUXURIOUS APARTMENT IN NOLITA, WITH INTERIORS The lack of outstanding architectural features suggested an approach of
BY THE DESIGN STUDIO OF LENNY KRAVITZ. maximum simplification, without any historical mimicry. Bianchini has
explored contrasting eras, selecting only the essential parts. But the house
words MARIO GEROSA – photos GIANNI FR ANCHELLUCCI
is also full of surprises. The master bathroom is located in what was once
“Soulful Elegance” is the concept applied by Kravitz Design, the studio a chapel, and its ample size is enhanced by the presence of a dome. The
created in 2003 by the famous musician Lenny Kravitz. A recent specimen central 18th-century tub in Carrara marble is almost like an art installation.
of their work can be seen at 75 Kenmare, an exclusive condo building in In the corridor-gallery leading to the bedroom zone, works of art by Fabian
the trendy NoLita district. The firm has conducted in-depth research to Marti are joined by Potence lamps by Charlotte Perriand, drawing the gaze
create the interiors of 38 apartments, with a forceful accent on materials. upward to the vaulted ceiling. The architect has met a difficult challenge:
Varieties of wood, marble and metals have been carefully selected to create to adapt a historical site, creating a modern family residence.
an atmosphere of nonchalant elegance. The team has worked in close con-
tact with other professionals, including the architect Andre Kikoski and
the developer Dan Hollander. The typical taste of Kravitz Design, which p.152 Winter queen
also has a collection of furniture and objects, aptly reflects the personality
of the architecture by Kikoski, in a successful exterior-interior synergy. THREE LUXURY CHALETS, LIKE A SMALL VILLAGE IN CORTINA
The building has almost classical overtones, a contemporary rigor that D’AMPEZZO, FEATURING LOCAL CRAFTS.
suggests authoritative knowledge of the past with its austere lines. The
words ELENA DALLORSO – photos MATTIA AQUILA
large vertical windows are like ideal transparent pilasters. The same poise
continues inside, starting with the lobby that conveys a sense of classicism Two Roman entrepreneurs who love to spend time in Cortina. An old
and luxury with a Portuguese slate counter, in contrast with floors that guesthouse, abandoned for decades. A family property and a dream: to
combine different materials, from quartzite to marble to travertine. restore the allure of the past, when this town was a favorite getaway for the
international jet set. Simone and Francesco Leonardelli have create a hos-
pitality project that avoids the pitfalls of speculation. It has been designed
p.136 Souvenirs by Studio Scuderi e Associati of Cortina and 1.618, based in Rome, as a
set of unique chalets that offer absolute privacy. «Each villa, in spite of a
A COURAGEOUS DESIGN TRANSFORMS A 1960S CHALET IN shared layout with seven bedrooms, a spa, cinema and studio, has its own
CHAMONIX INTO A HOUSE IN DIALOGUE WITH NATURE. individual style, crafted by local artisans», says Simone. Wood is everywhere
words RUBEN MODIGLIANI – photos MATTIA AQUILA but with few concessions to the “montanaro” style except in chalet LV03,
now being completed. LV01 is a classic, in warm tones, with Venetian stucco
The starting point for this chalet on the southern slope of Chamonix was and a spa area with a 20-meter swimming pool in onyx mosaic. The spa of
the landscape. For Cristina Giordano, who has done the renovation of the the LV02 unit is in Asian style, with stoneware featuring a wenge effect for
building and the interiors, it was love at first sight: «On my first visit I fell in the floors and an ivory color for the walls. «This chalet could easily be in
love with Monte Bianco», she says. The original construction from the 1960s Miami or Los Angeles», Leonardelli says. LV03 will be more traditional, a
paid little attention to the spectacular context, and was even oriented in the mountain lodge in local style, where wood is the protagonist of the interiors.

192 ARCHITECTURAL DIGEST • ITALIA


p.158 The colors of time p.168 Relaxing white
ANTIQUES SET THE TONE OF A RESIDENCE IN NAPLES IN CORTINA D’AMPEZZO, ALPINE ARCHITECTURE MEETS DESIGN
WITH A TRULY REMARKABLE LIBRARY. AND FOLKLORE AT DOLOMITI LODGE ALVERÀ.
words CHICCO CECERI – photos MATTIA AQUILA words RICCARDO BIANCHI & NICOLETTA DEL BUONO – photos MATTIA AQUILA
Riccardo de Conciliis had heard about this residence in Naples since his Milan, Salone del Mobile 2017. Claudio Alverà, in town for the event, was wan-
childhood. The previous aristocratic owners were often guests at the home dering the city center in the evening. A bright window caught his eye, because
of his family. But he had never seen the house. Years later, he learned that it he thought he saw a polar bear. He went over for a closer look. Actually it was
was up for sale. «The housekeeper had been instructed to let me explore», a sofa, Pack by the designer Francesco Binfaré, produced by Edra. He decided
he says, «so I roamed through the large rooms, in a sequence leading to it was a must for his new hotel, Dolomiti Lodge Alverà, in Cortina d’Ampezzo,
a large window facing the beautiful garden. The place was understated, still under construction. Alverà explains: «The project began about ten years
nothing ostentatious, almost austere. But I liked it a lot, though I knew it ago. An initial version by the architect Matteo Thun was rejected by the local
would not be easy to restore it to its original splendor». He also saw the large authorities as too modern. Then, thanks to Moreno Trisorio, a designer based
garden with fountains in volcanic stone and a greenhouse. He realized this in Bolzano, we developed a modern solution more in tune with the Alpine
was what he had been seeking: a country estate in the historical center of style». The pitched roof and many of the floors and ceilings are antique, taken
the city. The purchasing process was rapid. When asked about the timing from demolished buildings. Large high-tech windows bring light to all the
of the restoration, Telemachos Pateris, sculptor and scholar of philosophy, spaces and offer breathtaking views. Eight rooms, two suites. But what about
the companion of De Conciliis, replies: «The work has never stopped». In the polar bear? Monica Mazzei, vice-president of Edra, explains: «Claudio
effect the renovation has continued constantly. Over time the owners have went to our dealer in Belluno and ordered Pack. I decided to visit the Lodge.
also acquired neighboring units. «We needed many spaces, for entertaining, The bear is in the lobby, where all the guests take turns on it for selfies. The
studying, concerts. Besides the historic Cuoco-De Conciliis library, there hotel is furnished with other Edra classics». There are also lights by iGuzzini
is a workshop for conceptual installations and symposia», they explain. and Studio Italia Design, and two amazing fireplaces by Giancarlo Candeago.

from p.179 Stories.


1. THE HOUSE OF WOMEN. PALAZZO VENIER DEI LEONI IS FAMOUS the ground like a double helix, a clear reference to the hairspring, but also
BECAUSE OF THREE FEMALE PROTAGONISTS OF THE 20TH CENTURY. to DNA. The shape exploits the slope, and the glazings offer views of the
company’s master craftsmen at work. The roof has an ecological function, as
words ELENA DALLORSO a meadow that blends into the landscape, optimizing energy consumption.
In 1749 Nicolò Venier called on Lorenzo Boschetti, succeeded by the young
Domenico Rizzi, to design a five-story neoclassical building on the Grand 3. MR. SCENT. FOUNDER OF CULTI MILANO, ALESSANDRO AGRATI
Canal. Construction began at a brisk pace but was mysteriously inter- HAS CREATED A PERMANENT FRAGRANCE DISPENSER.
rupted several years later. After the death of Nicolò in 1780 the building
words BERNARDO RIZZATO
was abandoned. The English writer Judith Mackrell tells its remarkable
story in The Unfinished Palazzo: Life, Love and Art in Venice, through Small inventions can change the world. Like the one created by Alessandro
the lives of its last three inhabitants, emancipated women who were im- Agrati in the 1980s and 1990s: a permanent fragrance dispenser. At the
portant figures of art, literature and society in the 20th century: Luisa time he was working as a designer for a furniture manufacturer that used
Casati Stampa, Doris Castlerosse and Peggy Guggenheim. The three wicker. By chance, he realized the material was like a sponge, and could
fell in love with the place precisely because of its decadent, unfinished capture and release odors. He conducted experiments to perfect the idea.
character. The young wife of the marquis Camillo Casati Stampa visited Then came the finishing touch: that of scents that would be truly appealing,
the palazzo for the first time in 1910, when it was in a very dilapidated an invisible, impalpable presence in the decor. In 1990 he founded Culti
state. She rented it for 14 years, using it as a site for memorable parties. Milano, where he patiently selects natural ingredients, never overdoing it,
Lady Doris Castlerosse renovated the building, and in 1938 she had a always focusing on seductive, elusive impressions.
dining room and kitchen at the back, a living area and six new bedrooms
at the front, with central heating. After World War II the third tenant,
Peggy Guggenheim, a wealthy heiress from New York, bought the place 3. NEW, RARE, UNUSUAL. NEW TRENDS FOR FLOORS AND WALLS.
for 60,000 dollars, to house her art collection. She remained at Palazzo IDEAS FROM DIGITAL DESIGN, CREATIVE FACTORY BASED IN EMILIA.
Venier until her death.
words MARIO GEROSA
2. DOUBLE HELIX. THE FORM OF A HAIRSPRING INSPIRES Ceramic surfaces have become the protagonists of residential spaces. New
BJARKE INGELS FOR THE NEW AUDEMARS PIGUET MUSEUM. solutions in this field are created every day by the team at Digital Design,
words RICCARDO BIANCHI a company of the Siti B&T Group that functions above all as a research
center. The new ideas for surfaces are presented at the headquarters in
Historic Swiss watchmaker Audemars Piguet and its chairwoman Jas- Fiorano Modenese, in the spaces of the “Docks”, six areas based on concep-
mine Audemars had been considering expanding the company’s museum tual themes: handmade, wood, marble, stones, structures, cements. Large
for some time. They held a competition, won by Danish architect Bjarke formats with velvet-like surfaces, ceramics made with digital technologies
Ingels (BIG). The new facility will be partially below ground, connected to to reproduce the image of rare marble, precious fossil wood, or types of stone
the existing museum by a tunnel. In glass, steel and concrete, it rises from found today only in particular historic works of architecture. THE END

ARCHITECTURAL DIGEST • ITALIA 193


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FOCUS da pag. 97: ALESSI, alessi.com/it; AL PASCIÀ, alpascia.com; ALTREFORME, Spain


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