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25/10/2017

Lezione del 25 /10/2017 Abstract


a.a. 2017-18
(Prof. Immacolata Pinto)
La classificazione genealogica di Schleicher (1861) si
ispira alla classificazione scientifica della Biologia e,
almeno inizialmente, considera le lingue come degli
Sezione III - Glottologia organismi svincolati dal contesto geografico e
sociale.
In un secondo momento però, l’approccio di
Schleicher viene criticato dai suoi allievi. In
particolare, Johannes Schmidt, nel 1872, elabora la
Teoria delle onde in antitesi con quella dell’albero
genealogico del maestro.

Abstract Quesiti
La teoria delle onde contribuirà in primo luogo Cosa si intende con la seguente affermazione:
allo studio delle lingue anche nella loro «La classificazione genealogica si applica
dimensione orale. Essa fungerà da stimolo alla secondo il modello della classificazione
nascita della Geografia linguistica (della scientifica della biologia».
Dialettologia e della Sociolinguistica).
In particolare, con la teoria delle onde si darà Chi e quando ha elaborato la Teoria dell’albero
avvio a uno studio della variazione delle lingue genealogico?
non solo secondo un criterio temporale ma Qual è il criterio di classificazione dell’albero
anche spaziale. genealogico?

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Quesiti Dalla classificazione biologica


Chi e quando ha elaborato la Teoria delle onde?
Cosa postula la Teoria delle onde?
Quale teoria dà avvio allo studio delle lingue orali?
Quando nasce la Geografia Linguistica?
La dicotomia conservativo vs innovativo in
Geografia Linguistica (rif. Atlanti)
Le isoglosse e i fasci di isoglosse
La dicotomia conservativo vs innovativo in
Neolinguistica o Linguistica spaziale (rif. a norme
areali di Matteo Bartoli 1925).

Alla classificazione genealogica delle lingue (vd. teoria


dell’albero genealogico di A. Schleicher 1861) Darwin 1859, Schleicher 1861
È all’interno di una visione naturalistica che
nasce la teoria nota come la teoria dell’albero
genealogico di August Schleicher (ted.
Stammbaumtheorie; in quel periodo sempre
Darwin andava ricostruendo alberi genealogici
di sottospecie specie famiglie animali e vegetali)

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Analogia tra classificazione biologica degli organismi


vegetali e animali e classificazione genealogica delle I limiti della Stammbaumtheorie
lingue
August Schleicher (1861) usa la metafora il principale:
dell’albero per la classificazione genealogica considerare le lingue come sistemi omogenei
delle lingue ie. (non influenzabili da fattori esterni)
La radice è rappresentata dalla lingua madre. I
rami e le sottoramificazioni, rappresentano,
rispettivamente, i gruppi e i sottogruppi
linguistici.

I nuovi approcci: considerano la La teoria delle onde (o Wellentheorie)


variazione delle lingue di Johannes Schimdt 1872
J. Schmidt (1843-1901): le lingue non variano Schmidt sostiene che le innovazioni linguistiche
solo attraverso il tempo ma anche attraverso lo (i mutamenti) si dipartono da centri che
spazio. possono essere di volta in volta diversi e si
diffondono nello spazio geografico, via via
H.Schuchardt (1842-1927): le lingue non variano attenuandosi, come le onde concentriche
solo attraverso il tempo, ma anche attraverso il provocate da un sasso che cada in uno stagno.
contatto con altre lingue (cfr. le nozioni di pidgin
e creolo: es. Afrikaans ‘creolo a base olandese’).

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La teoria delle onde Gli effetti della Teoria delle onde


La nuova teoria trasforma la lingua da organismo
astorico (esistente cioè al di fuori dei parlanti) in
prodotto storico (le onde che successivamente si
irradiano sono in realtà innovazioni operate dai
parlanti), e introduce nell’ancor giovane disciplina il
necessario riferimento al fattore spaziale,
completamente trascurato dalla
Stammbaumtheorie.
L’analisi di J. Schmidt darà avvio a notevolissimi
sviluppi nel secolo successivo (vd. geografia
linguistica, dialettologia e sociolinguistica).

La Teoria delle onde stimola lo studio


La lingua si avvia a essere considerata
delle lingue orali
E in particolare, a) la raccolta di dati attraverso anche come un organismo sociale, calato in un
inchieste sul campo; b) un’analisi del dato che contesto storico e geografico.
tiene conto dell’uso della lingua da parte dei
parlanti; c) un’analisi del dato che considera
anche le cause esterne della variazione (e non
solo quelle interne)

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La dicotomia «conservativo vs
Lo sviluppo della Geografia Linguistica
innovativo» in Geografia Linguistica
I primi Atlanti: Il caso delle diverse denominazioni per ‘cavalla’
Georg Wenker 1876 (di fatto 1881-1926) in Francia (fonte: ALF)
Jules Gilliéron 1902-1908 ive, ega: nel sud della Francia (forme più
Karl Jaberg e Jakob Jud 1928-1940 conservative, cfr. lat. equa);
caballa (prima innovazione dall’Italia sett.)
Primo Atlante regionale: iumentu (innovazione che ha più successo su
tutte le altre forme perché proveniente da
Gino Bottiglioni 1933-1942 Parigi)

La variazione linguistica
Lingue kentum vs satem
rappresentata attraverso le isoglosse
L’isoglossa è una linea immaginaria che unisce Un’isoglossa simile caratterizza l’opposizione
due o più punti che presentano lo stesso lingue kentum e satem tra le lingue ie., dove
fenomeno linguistico. Talvolta, essa può essere alcune varietà presentano il tratto più
usata per identificare un confine linguistico tra conservativo (occlusiva velare, es. lat. kentum,
due o più varietà (cfr. il tratto fonetico affricata tocario B kante), mentre altre lingue mostrano il
palatale che unisce il nord e il sud Sardegna tratto più innovativo (con la fricativa: es.
rispetto all’area centrale ove prevale l’occlusiva avestico satəm, sanscrito šatam).
velare: es.: camp., gall., sass. centu vs. log., nuor.
kentu).

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Esempio di isoglossa: lingue kentum vs Confini linguistici evidenziati da fasci di


lingue satem isoglosse
• Vi sono dei territori in cui si concentrano più
fenomeni linguistici che differenziano uno spazio
geografico da un altro e che diventano delle aree
di maggiore differenziazione: ad esempio il
Ventaglio renano in Germania, la linea La Spezia
Rimini, linea Ancona-Roma. (si parla di linea in
quanto più isoglosse che vengano a coincidere
nel medesimo tracciato formano un confine
linguistico). In questi casi si parlerà di «fasci di
isoglosse».

Il ventaglio renano o «linea» di


Il ventaglio renano o linea di Benrath
Benrath
è un insieme di fenomeni linguistici che
differenziano i dialetti basso-tedeschi (del Nord
Germania) dai dialetti alto-tedeschi (del Sud
Germania).
• dialetti basso-tedeschi maken ‘fare’, Dorp
‘villaggio’, ‘libbra’, Appel ‘mela’,
vs
• dialetti alto-tedeschi: machen ‘fare’, Dorf
‘villaggio’, Apfel ‘mela’, (il tedesco standard si
basa su questi dialetti)
(Cfr. seconda rotazione di Grimm)

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La linea La Spezia-Rimini e la Linea La linea La Spezia-Rimini e la Linea


Ancona-Roma Ancona-Roma
Concerne, rispettivamente, un insieme di
fenomeni linguistici che differenziano da un lato
i dialetti settentrionali dall’italiano standard e
dall’altro lato, i dialetti meridionali dall’italiano
standard.

La dicotomia «conservativo vs innovativo» nella


La linea La Spezia-Rimini Neolinguistica o Linguistica spaziale

Fra le isoglosse definitorie della linea La Spezia-Rimini: Le norme areali di Matteo Bartoli (1873-1946) in
• la sonorizzazione delle occlusive sorde intervocaliche, opposizione alle leggi fonetiche dei
milan. roda, bologn., venez. roda di contro all’italiano
(su base toscana) ruota (cfr. lat. rŏta , vd. la Sacra Neogrammatici…
Rota);
• lo scempiamento dei suoni consonantici intervocalici,
es. milan., venez. fradel, piem. frel vs it. fratello.

(Per ulteriori approfondimenti, si veda Loporcaro 2009,


Profilo dei dialetti italiani, Roma-Bari, Laterza)

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La dicotomia «conservativo vs innovativo»


nella Neolinguistica o Linguistica spaziale

Le norme areali furono elaborate da Matteo Le norme areali sono quattro e vanno applicate
Bartoli (cfr. Introduzione alla Neolinguistica in modo gerarchico ed esclusivo ovvero si
1925) al fine di stabilire tra due o più forme applicano in ordine e se non funziona la prima si
linguistiche concorrenti quale fosse la più passa alla seconda, se non è idonea neanche la
conservativa. seconda si passa alla terza e così via fino ad
arrivare all’ultima norma cioè la quarta.

Esse sono: Esse postulano quanto segue: in presenza di due o più forme
concorrenti, generalmente la forma più arcaica è conservata:
1. La norma dell’area isolata 1) nell’area meno esposta alle comunicazioni (vd. norma n.1
dell’area isolata: es.: la conservazione dell’occlusiva velare nei
2. La norma delle aree laterali dialetti centrali della Sardegna: kentu vs it. cento; cfr. lat.
kentum);
3. La norma dell’area maggiore 2) nelle aree laterali, cioè quelle periferiche rispetto al centro
del territorio da cui si sono originate tali forme: cfr. il caso
4. La norma dell’area seriore delle Lingue centum ‘cento’ vs satem ‘id.’: la conservazione
delle velari in latino e tocario, aree laterali, rispetto all’area
centrale dell’ie. originario. (vd. anche il portoghese e il
rumeno rispetto al latino di Roma: port. albu, rum alb vs. fr.
blanche, it. bianco, cfr. lat. albus ‘bianco; cfr. it. albume, alba,
sardo: linnarbu ‘pioppo’)

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3)nell’area maggiore, vale a dire l’area che presenta la


maggior diffusione di una certa forma (all’interno dell’area
romanza, ad esempio it. fratello, fr. frère, rum. frate, vs sp.
hermano; cfr. lat. frater);
4)nell’area seriore ossia nell’area in cui una data varietà
linguistica è arrivata più tardi (a seguito, ad es. di
immigrazioni: cfr. il napoletano parlato negli Stati Uniti da
immigrati italiani e il napoletano parlato oggi a Napoli e in
particolare le diverse forme impiegate per il verbo avere: aǧǧə
famə vs tengə famə (quest’ultimo presente anche nell’italiano
regionale su base meridionale, tengo famiglia in luogo di ho
famiglia).

Cenni su….
Meccanismo della Fonazione
Parametri per classificare i suoni consonantici
delle lingue del mondo
Definizione dei suoni consonantici dell’italiano

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I suoni consonantici delle lingue del


mondo

Descrizione dei simboli IPA relativi ai suoni Descrizione dei simboli IPA relativi ai
consonantici dell’italiano suoni consonantici dell’italiano
p= occlusiva bilabiale sorda (es.: pane, epico, stop)
f= fricativa labiodentale sorda (es.: faro, afa, affondare)
b= occlusiva bilabiale sonora (es.: bacio, abbastanza, kebab)
t= occlusiva dentale sorda (es.: torre, eterno, alt) v= fricativa labiodentale sonora (es.: vino, avaro, avviso, vov)
d= occlusiva dentale sonora (es.: dente, adorare) s= fricativa alveolare sorda (es.: sicuro, cassa, raso)
k= occlusiva velare sorda (es.: caro, che, tic) z= fricativa alveolare sonora (es.: sbaglio, raso)
g= occlusiva velare sonora (es.: gara, alghe, smog) ʃ = fricativa (pre-)palatale sorda (es.: sciame, asceta, slash)

Colore rosso= modo di articolazione (ʒ= fricativa (pre-)palatale sonora, es.: garage, abatjour)
Colore verde= punto o luogo di articolazione
Colore blu= suono soro
Colore viola= suono sonoro

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Descrizione dei simboli IPA relativi ai Descrizione dei simboli IPA relativi ai
suoni consonantici dell’italiano suoni consonantici dell’italiano
ts= affricata alveolare sorda (es.: stazione, pazzo) m= nasale bilabiale (es.: mano, amore, lemma)
dz= affricata alveolare sonora (es.: zero, zanzara) [ɱ]= nasale labiodentale (es.: anfora, inverno)
tʃ= affricata (pre)palatale sorda (es.: cena, acido, accento) n= nasale alveolare (es.: naso, lana, anno, non)
dʒ= affricata (pre)palatale sonora (es.: giro, agire, linguaggio) ɲ= nasale palatale (es.: gnomo, ignobile)
[ŋ]= nasale velare (es.: ancora, anguria)

Descrizione dei simboli IPA relativi ai Descrizione dei simboli IPA relativi ai
suoni consonantici dell’italiano suoni consonantici dell’italiano
l= laterale alveolare (es.: lato, anello, gol) r= polivibrante alveolare (es.: rana, carro, per)
ʎ=laterale palatale (es.: aglio, sbaglio,
imbroglio)

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Dizionari storici, etimologici, dell’uso della lingua


Descrizione dei simboli IPA relativi ai suoni
italiana
approssimanti dell’italiano
j= approssimante palatale (es.: ieri, piede); 1. Battaglia, Salvatore (a cura di), Grande dizionario della
lingua italiana, 21 voll., Torino, UTET, 1961-2002.
w= approssimante velare (es.: uovo, duomo). 2. Battisti, Carlo - Alessio, Giovanni, Dizionario
etimologico italiano (DEI), 5 voll., Firenze, 1950-57.
3. Cortelazzo, Manlio – Zolli, Paolo, Dizionario
etimologico della lingua italiana (DELI), 5 voll.,
Bologna, Zanichelli, 1979-88 (Ed. minore, in un vol.,
2004).
4. De Mauro, Tullio, Grande dizionario dell’uso della
lingua italiana, 6 voll. (GRADIT), Torino, UTET, 1999.

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